CORAGGIO! SI RIPARTE CAMPI SCUOLA ...di VITA È ORA, GRAZIE ELOGIO ALLA SEMPLICITÀ E COSTANZA DA ORA CAMMINA CON NOI! SPECIALE SAGRA DELL’ARNA L’estate ci sta salutando! Ogni stagione ha le sue caratteristiche e novità. Non è mancato il caldo, che ci ha fatto correre in montagna o al mare in cerca di refrigerio. Abbiamo vissuto esperienze importanti: GrEst, scuola e saggio di pattinaggio, campeggi per tutte le età, nei mesi di luglio e di agosto. È stata un’estate impegnativa, ma bella per la presenza di tanti ragazzi, animatori e i genitori. Ognuno ha offerto tempo e capacità. Grazie! Abbiamo incontrato volti nuovi di persone che hanno riscaldato il cuore con le loro testimonianze di vita e di fede. Questo ci incoraggia a cercare e vivere la fede in profondità. Estate di novità per chi ha lasciato la nostra comunità: Don Maurizio, Don Riccardo, Don Gustavo e per chi è venuto a servire con noi la vigna del Signore: Don Fabio, Don Charles. A tutti un grazie di cuore con l’augurio unito alla preghiera che il seme gettato porti frutto e per chi arriva trovi accoglienza e fraternità. Ora si apre una stagione nuova di riflessione e di proposte pastorali. A tutti dico: ”Coraggio, alziamoci, Gesù ci chiama” (Mc,10,46). A questa chiamata dobbiamo rispondere se vogliamo costruire insieme la casa di tutti per noi, per chi bussa alla porta in cerca di luce e di calore e per chi viene dopo di noi. Offro con semplicità qualche riflessione di ripresa del cammino. Così si cresce nella fede e si costruisce la comunità cristiana. Tutti discepoli missionari. Siamo discepoli missionari in famiglia, con le persone amiche che hanno condiviso un incontro. Il cristiano muto non cresce nella fede. Il cristiano sa ascoltare e testimoniare con la parola e la vita, la gioia di essere di Cristo. • “Fare quel poco che dipende da Te” (S. Teresa d’Avila). Ogni battezzato, il cristiano che vive lo spirito di Famiglia, sa essere operoso, costruttivo. Non ci sarà chiesto il quanto, ma quel poco “che dipende da ciascuno”. Il resto lo fa lo Spirito Santo. La Parrocchia non è fatta solo di alcuni, e gli altri aspettano (o pretendono) dei servizi, ma di persone che sentono la gioia di costruire insieme la famiglia di Dio. Papa Francesco dice: ”se abbiamo la capacità di valorizzare ogni briciola di verità che incontriamo, possiamo vivere da uomini, abbracciare tutti e saper interloquire con tutti”. Gesù ci dice che anche un bicchiere d’acqua dato al prossimo ha un grande valore. Questo è molto bello. È a partire da quel “poco dato da tutti” che si costruiscono ponti e comunità. È anche saper vedere questo poco nascosto che ci dà speranza e forza, e si sente il desiderio di cantare: quanto è bello essere comunità • “Gesù Cristo è il volto della misericordia del Padre.” L’Anno Santo si aprirà l’8 dicembre 2015, solennità dell’Immacolata Concezione. Un Anno Santo straordinario per vivere nella vita di ogni giorno la misericordia che da sempre il Padre estende verso di noi. In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio. Lui non si stanca mai di spalancare la porta del suo cuore per ripetere che ci ama e vuole condividere con noi la sua vita. La Chiesa sente in maniera forte l’urgenza di annunciare la misericordia di Dio. La sua vita è autentica e credibile quando fa della misericordia il suo annuncio convinto. Ci impegnamo ad “essere misericordiosi come il Padre”. • Siamo famiglia di Dio e sentiamo la gioia di essere radunati dal Padre. Egli ci convoca ogni domenica per far festa, per vivere la gioia dell’incontro perché figli suoi e tutti fratelli e sorelle. L’Eucarestia ci dona Gesù Cristo, Figlio di Dio maestro e compagno di cammino, ci rivela la pienezza della vita che è comunione e forza per vincere le nostre fragilità. Radunati da Dio attorno all’altare, nella festa di famiglia cristiana, riscopriamo il volto di Dio misericordioso e conosciamo la bellezza della vita. • Siamo chiamati ad essere discepoli missionari! Essere discepoli di Cristo è un desiderio e un bisogno per chi vuole crescere in umanità. Papa Francesco non separa: discepolo e missionario, ma dice: discepoli missionari. Ce lo insegna Maria: dopo aver ascoltato l’Angelo parte subito per annunciare ad Elisabetta la novità: il Signore è con Lei. Non ha aspettato di conoscere tutto. Quello che era nel suo cuore lo ha voluto condividere. Essere discepoli missionari anche per noi è ascolto e condivisione immediata. “Il Signore doni alle famiglie cristiane la fede, la libertà e il coraggio necessari per la loro missione” (Papa Francesco) 2 È ora, Grazie! Carissimi amici, porto ancora nel cuore l’abbraccio che ci siamo scambiati qualche domenica fa durante la messa delle dieci e mezza. Un abbraccio carico di affetto e famigliarità, ma allo stesso tempo sobrio e composto; quegli abbracci che ti fanno dire “ok, mi conoscono”. Vi chiedo perdono se in questi anni col mio comportamento ho ferito o offeso qualcuno di voi, da parte mia non ho avuto intenzione di farlo con cattiveria, ve lo scrivo solo ora, ma durante la messa non sono riuscito a dirvelo. Grazie per il cammino fatto insieme in questi anni, mi sto rendendo conto che siete entrati profondamente nella mia quotidianità! vita e che ogni giorno cerco di affrontare il nuovo Auguri!!! In modo particolare ai confratelli don Emilio, cammino che mi si apre davanti consapevole che nello don Fabio e Luca che con pazienza sono in mezzo a voi zaino mi avete donato strumenti preziosi, mi avete donato per condividere le vostre gioie, speranze, fatiche e parte della vostra vita. Ora si apre davanti a noi un nuovo difficoltà e coi quali in questi anni è cresciuta la stima e anno carico di attese, aspettative, sogni e progetti nuovi: l’affetto reciproco. per tutti il Giubileo straordinario indetto da Papa Vi ricordo con affetto e vi affido continuamente a Maria Francesco sul tema della misericordia; per i giovani la nostra Madre. Vostro Riccardo Pincerato GMG di Luglio a Cracovia e poi ogni giorno la sfida di vivere con la gioia data dal Vangelo le sfide della nostra ebraica, celebrata proprio nel giorno del plenilunio. Fu benigno verso gli ebrei convertiti, permettendo loro di far parte della comunità cristiana; fu rigoroso nelle pratiche del sacrificio della messa e deciso a combattere l'eresia del suo tempo: lo gnosticismo di Marcione. Morì nel 155. Dante lo esalta come martire (Paradiso XXV, 43,46). 10 - S. PIO I, di Aquileia, 140-155 È il primo Pio dei dodici pontefici che portano questo nome. Sembra che fosse fratello del celebre Erma, uno dei maggiori Padri Apostolici, autore dell'opera II Pastore, che molta diffusione ebbe tra i cristiani. Probabilmente venne con lui a Roma e, ordinato prete, ebbe il titolo della Chiesa di S. Pudenziana, la più antica della città. Nel 140 fu eletto Papa e tenne il pontificato per quindici anni, durante l'impero di Antonino Pio. Prescrisse che la Pasqua fosse celebrata nella domenica dopo il plenilunio di marzo, in modo che si distinguesse dalla Pasqua 3 BEN ARRIVATO don Fabio, ARRIVEDERCI don Riccardo L’arrivo di don Fabio e il saluto a don Riccardo ci ha portati a vedere riuniti, domenica 13 settembre durante la S. Messa delle 10.30, i chierichetti delle due parrocchie: Caldogno e Torri di Quartesolo. Eccoli nella foto ricordo dopo la cerimonia liturgica. Il parroco don Emilio Il nuovo arrivato Don Fabio Don Riccardo Don Charles Luca L’insieme dei chierichetti della parrocchia di Caldogno e di Torri di Quartesolo 4 La chiesa si apre per i saluti di benvenuto a Don Fabio e l'arrivederci a Don Riccardo fra le emozioni dei parrocchiani dell'U.P. di Torri e quelli di Caldogno con il loro gruppo di chierichetti che, unito a quello di Torri, forma una lunga e accogliente schiera bianca. Alcune foto… per non dimenticare e lasciare il ricordo… Foto di Laura, Tommaso e Margherita Don Fabio Piva nel giorno del suo ingresso a Torri di Quartesolo Ecco come è cambiata la famiglia in canonica a Torri: da sinistra Luca, Don Charles, Don Emilio e Don Fabio 5 CAMPO GIOVANISSIMI 2015 : RO- “Per affrontare la vita bisogna avere coraggio e credere in se stessi”. Erano questi i due temi principali del Campo Giovanissimi 2015 che si è svolto dal 2 all'8 agosto, nella splendida Roma. Diario di viaggio 1° GIORNO: CORAGGIO di PERDERSI Perdersi nei propri pensieri, perdersi negli occhi di qualcuno, perdere un amico o una persona cara, perdersi in luogo sconosciuto… al verbo 'perdere' possiamo attribuire infiniti significati, sia positivi che negativi. Oggi dovevamo immergerci nella città di Roma, dovevamo perderci tra le sue infinite stradine e tra i vari monumenti, per ritrovare i nostri animatori che anche loro come noi, si erano 'persi' e ci attendevano dall'altra parte della città, precisamente a Castel Sant'Angelo. Ci sono volute ore e alla fine, tra magnifiche piazze, edifici altrettanto spettacolari e qualche foto, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: perderci per la città per scoprire i suoi angoli più remoti e soprattutto, ritrovare i nostri animatori. Nel tardo pomeriggio invece, abbiamo ascoltato le testimonianze di alcune persone provenienti in particolare dall'Africa, dal Perù e dall'Afghanistan, che ora vivono presso la comunità di Sant'Egidio a Roma. Davanti alle case, sull'asfalto, erano posizionate delle piccole lastre dorate che riportavano il nome degli abitanti della casa che non vi avevano fatto più ritorno dopo la guerra, la loro data di nascita, la data dell'arresto, della morte e il luogo in qui erano stati deportati e bastava questo per capire quanto coraggio avevano avuto migliaia di uomini, donne, anziani e bambini nel rimanere nel ghetto nonostante il pericolo. Successivamente, nel Museo Ebraico, nel Tempio Maggiore e nel Tempio Spagnolo, abbiamo potuto ammirare lo splendore e la ricchezza di un popolo che non ha mai perso la speranza e il coraggio... “in ricordo di Charles Aaron Golub primo soldato ebreo americano ad entrare e pregare in questo tempio dopo la liberazione di Roma – 4 giugno 1944.” Nel pomeriggio, invece, abbiamo visitato il museo in ricordo dei Martiri delle Fosse Ardeatine e la catacomba di San Sebastiano. 3° GIORNO: CORAGGIO di CREDERE Nonostante la sveglia alle ore 5.00 eravamo tutti pronti per uno dei momenti più importanti e, a mio avviso, più belli del campo: l'incontro con Papa Francesco. Sala Nervi, dove si teneva l'udienza di Papa Francesco, era gremita di persone provenienti da ogni parte del mondo e si respirava aria di gioia, speranza e fede. Un'emozione unica quando il Santo Padre ha fatto il Suo ingresso percorrendo il lungo corridoio che portava al palco della sala: centinaia di persone di ogni età e colore si erano riversate vicino al corridoio e urlavano con gioia il nome di Papa Francesco. Il tema trattato dal Santo Padre durate l'udienza riguardava in particolar modo i figli di genitori separati e durante il Suo discorso, Papa Francesco ha sottolineato l'importanza di saper accogliere e amare tutti coloro che vivono questa situazione. 2° GIORNO: CORAGGIO della TESTIMONIANZA Dopo una breve visita al Pantheon, ci siamo recati presso il quartiere ebraico di Roma, un luogo silenzioso che sembra l'ambientazione di un film degli anni '50, un film che per molti però, non ha avuto un lieto fine. Camminando per le piccole vie del quartiere si può percepire la forza che gli abitanti hanno avuto per ricominciare e riprendere in mano le redini della loro vita, dopo la Seconda Guerra Mondiale. CAMPO GIOVANISSIMI 2015 : ROMA 6 Primi passi al pc… anche al pomeriggio… 4° GIORNATA: CORAGGIO del DIVERSO La giornata è iniziata con la visita agli splendidi e immensi Giardini Vaticani, dove passeggiando tra i sentieri dei giardini immersi nel verde, abbiamo potuto notare con quanta cura e amore questo luogo è conservato e protetto e, la vista sulla Città del Vaticano e sulla Cupola della Basilica di San Pietro, hanno reso ancora più bella questa visita. Nel primo pomeriggio abbiamo visitato i Musei Vaticani, immergendoci nella storia antica, con il Museo Egizio, per esempio, e il dipinto “Scuola di Atene” di Raffaello e più moderna con i quadri di Salvador Dalì, particolari ma significativi e per concludere la nostra visita, in silenzio, abbiamo ammirato la Cappella Sistina con i suoi magnifici dipinti. Successivamente invece, ci siamo divisi in due gruppi per fare un'esperienza di volontariato presso due centri di accoglienza della comunità di Sant'Egidio: il primo, un edificio dove vengono distribuiti viveri, abbigliamento, si offre la possibilità a coloro che chiedono aiuto al centro, di fare una doccia e lavare i propri vestiti e vengono accolti e aiutati alcuni malati terminali per accompagnarli, in clima più sereno, durante i loro ultimi giorni; il secondo, una struttura che ospita un gruppo di anziani che, per vari motivi, si rivolgono al centro per avere un piccolo appartamento e un po' di compagnia. Abbiamo svolto semplici lavori riuscendo a strappare qualche piccolo sorriso da coloro che venivano a cercare un po' di aiuto e una parola di conforto. Il Circolo Noi Associazione presenta il programma dei Corsi di Confidenza al Pc Inverno 2015 e Primavera 2016. I corsi sono dedicati ai Soci del Circolo Noi Associazione che desiderano iniziare un percorso di avvicinamento e confidenza con questo strumento molto diffuso e diventato altrettanto utile in molte occasioni. Visto il costante interesse dimostrato negli anni si ripropongono: CORSO INTERNET e POSTA ELETTRONICA (8 lezioni) Il corso, adatto a chi non ha molta confidenza con questo strumento, prevede un po’ di conoscenza di informatica, i primi approcci con la Posta Elettronica, un viaggio nel mondo di Internet e dintorni, e un po’ di videoscrittura... Le lezioni sono impostate alla massima semplicità e adatte anche a chi non ha mai acceso un computer. Indicativamente il corso si svolgerà il lunedì sera, dalle 20.45 alle 22.45 con inizio il 26 Ottobre 2015, le altre lezioni sono previste il 2-9-16-23-30 Novembre, 7 e 14 Dicembre 2015. Il corso può anche essere replicato di pomeriggio, indicativamente il Martedì sucessivo. Presso il bar del Circolo si ricevono le prenotazioni e informazioni. Mercoledì 21 Ottobre 2015 alle 21.00, presso il bar del Circolo, è previsto un breve incontro organizzativo per gli ultimi chiarimenti e valutare insieme la programmazione del corso pomeridiano. Eventuali non Soci potranno comunque aderire a Noi Associazione. 5° GIORNATA: CORAGGIO di BUTTARSI La mattinata di pulizie non ci ha per niente affaticati e il pomeriggio tranquillo, passato passeggiando per le vie di Roma è stato un ottimo modo per rilassarsi, visitare per l'ultima volta la città e fare gli ultimi acquisti. La parte migliore è stata la serata finale: in due parole, magica e indimenticabile. La Santa Messa celebrata da Don Riccardo si è rivelato uno dei momenti più emozionanti per noi ragazzi e per gli animatori: gli incoraggiamenti e gli auguri per il nostro futuro da parte di quest'ultimi ci hanno fatto capire che nella vita bisogna avere il coraggio di buttarsi e affrontare a testa alta il futuro e le difficoltà, sbagliando e rialzandosi, senza perdere la fiducia in noi stessi e lasciando che le persone a cui teniamo di più ci aiutino. Un caleidoscopio: il simbolo delle mille prospettive che la vita ci regala, un piccolo oggetto che crea l'illusione di vedere infinite combinazioni di colori e forme, un regalo inaspettato e prezioso che solo la Quarta Tappa ha avuto il grande onore di ricevere. CORSO APPROFONDIMENTO (8 lezioni) Si sta pure organizzando un successivo corso, per il periodo Febbraio/Marzo 2015, dedicato all’approfondimento della conoscenza all’utilizzo del Pc, della videoscrittura, imparare a gestire e migliorare fotografie e tanto altro. Per questo corso l’Incontro Organizzativo è previsto per Mercoledì 13 Gennaio 2016. Indicativamente le lezioni si svolgeranno il 18 Gennaio, 8-15-22-29 Febbraio e 7-14-21 Marzo 2016. Informazioni sempre presso il bar del Circolo. Roma, la città eterna, custodirà sempre la nostra fantastica avventura, le emozioni vissute, i legami che si sono creati e ogni singolo sorriso che questo campo giovanissimi ci ha regalato. “Un ringraziamento speciale ai nostri mitici cuochi, Anna e Gianluca, e ai loro splendidi figli, Aurora e Antonio, ai nostri amati animatori che ci hanno sempre sopportato e non hanno mai perso la fiducia in noi e a Don Riccardo, nella speranza che questo suo ultimo campo sia stato un ottimo modo di concludere il suo cammino nella nostra parrocchia. Grazie a tutti voi per aver reso questa esperienza, nonché il mio ultimo campo giovanissimi, un'occasione per fare nuove amicizie e consolidarne altre, capire meglio se stessi e passare una splendida settimana con persone meravigliose.” Noi Associazione Giulia Andriolo, IV Tappa 7 Don Fabio Piva - UNO DI NOI! l’hai trovato. TORRI La canzone che hai nel cuore: Alive dei Pearl Jam. GOSSIP Cosa canti sotto la doccia? Canzoni di chiesa. Qual è il tuo punto forte? Sorridere. In cosa sei fragile? Negli abbracci. Cosa ti fa arrossire? Quando qualcuno mi dice che sono vanitoso. A quale cibo non sai resistere: alla piadina! Quali sono le espressioni che usi più spesso? “Tipo”, “maaaaamma mia”, “Evviva, evviva, evviva”. Cosa ti aspetti dall'U.P? Di camminare insieme. Cosa ti fa paura dell'U.P? Vorrei dare del tempo a ciascuno, costruire relazioni profonde e gratuite, ma ci sono tante persone e non è così facile. Un augurio che vuoi fare alla comunità: Evviva! Evviva! Evviva! Siate testimoni di gioia! Da ora cammina con noi Ufficialmente nella nostra Unità Pastorale da domenica 13 settembre scorso quando, nella Santa Messa solenne delle 10.30, gli è stato dato il benvenuto: è don Fabio Piva, classe ’81, nuovo vicario cooperatore dell’U.P. Torri di Quartesolo, Lerino e Marola. Come è prassi, Torri Gossip l’ha avvicinato ed intervistato. Soprannome: Pivetta. Di dove sei? Lisiera. Titolo di studio: Ingegnere delle telecomunicazioni. A che età sei entrato in seminario? A 27 anni. Prima cosa hai fatto? Mi sono laureato e ho lavorato in un ufficio tecnico. Quali persone stimi? Don Emanuele Cuccarollo e Mauro Pajola, due miei cari amici. Passi del Vangelo preferiti: Gv 9 – 11 “Come il Padre ha amato me, anche io ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel mio amore, come io ho osservato i comandamenti del Padre mio e rimango nel suo amore. Vi ho detto queste cose perché la mia gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.” 1Gv 4. 8 “[…] Dio è amore.” L'ultima cosa che hai imparato: a giocare a “Pikachu”, una sorta di filastrocca accompagnata da determinati movimenti delle mani. Sei felice? Sì, ci provo. Essere o avere? Essere. La parte di te che meno ti piace: l’essere troppo quadrato (il passato da ingegnere, ogni tanto, riaffiora). La parte di te che più ti piace: sono molto attivo. Luogo più bello del mondo: la Sardegna. 3 buoni motivi per cui essere ottimisti: 1. perché ogni giorno ha qualcosa di nuovo da scoprire; 2. perché c’è sempre qualcuno che ti vuole bene; 3. per lasciare il mondo un po’ migliore di come A presto! Margherita Grotto 8 9 GRUPPO SPORTIVO AUDACE GINNASTICA DAI 3 AI 90 ANNI (OMS) ha pubblicato un documento, in cui definisce i livelli raccomandati di attività fisica per tre gruppi di età: bambini e ragazzi (5 – 17 anni): almeno 60 minuti al giorno di attività moderata–vigorosa, includendo almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza che possono consistere in giochi di movimento o attività prettamente sportive adulti (18 – 64 anni): almeno 150 minuti alla settimana di attività moderata o 75 di attività vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due), in sessioni di almeno 10 minuti per volta, con rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da svolgere almeno 2 volte alla settimana anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno le raccomandazioni, dovrebbe fare attività fisica almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di vita attivo adeguato alle proprie condizioni. in collaborazione con il comune di Torri di Quartesolo GINNASTICA ANCORA (OVER 50) martedì e venerdì 9.15-10.15 (palestra ex scuole medie Torri) lunedì e giovedì 15.00-16.00 (Marola) prof.Tommaso Rausa GINNASTICA DOLCE martedì 15.30 (Lerino) prof. Sonia Giacomazzi martedì e venerdì 9.15-10.15 (palestra ex scuole medie Torri) prof. Tommaso Rausa GINNASTICA PRESCISTICA lunedì 20.00-21.00 mercoledì 19.30-20.30 GINNASTICA&MUSICA GAG martedì e giovedì 19.30-20.30 Prof. Marcella Capurso GINNHASTICA prof. Sonia Giacomazzi prof. Marcella Capurso martedì 17.30 -18.30 Anche quest’anno da ottobre inizia il nostro corso di ginnHastica un gruppo di amici speciali dagli otto agli “anta”… che da circa quindici anni si trova il martedi alle 17.30 per muoversi giocare, sorridere e danzare insieme… siamo in venti, ognuno con il suo ricco mondo da condividere ma abbiamo sempre bisogno di nuove persone che gratuitamente passino quest’ora insieme a noi… venite a provare??? Vi assicuriamo che nel donare quest’ora riceverete tantissimo! Vi aspettiamo. Da settembre è possibile passare in segreteria Audace in via Aldo Moro, tel. 0444 380193 dalle ore 15.00 alle 18.00, parlare con i nostri istruttori, insegnanti di educazione fisica e trovare il corso giusto per ognuno a qualsiasi età! E ora …. qualche informazione utile: Fare sport, ginnastica, ma anche solamente svolgere attività quotidiane come giocare, camminare, andare in bicicletta, aiuta a sentirsi meglio, riducendo lo stress, tonificando i muscoli e aiutando il sonno notturno. Perché muoversi? Molti e indiscutibili sono i benefici che può dare una vita fisicamente attiva. Muoversi è una delle chiavi per prendersi cura di sé, un modo per migliorare, sin da subito, la qualità della propria vita. L’esercizio è anche uno degli strumenti migliori per prevenire e curare molte patologie: potenzia il funzionamento di cuore e polmoni migliora l’agilità e l’equilibrio aiutando a sviluppare (nel caso dei bambini) o a rafforzare (nel caso di adulti e anziani) l’apparato osteoarticolare e muscolare concorre al benessere psicologico, riducendo ansia, depressione e senso di solitudine aiuta a prevenire e a trattare il sovrappeso perché regola l’appetito e aumenta il numero di calorie bruciate ogni giorno contribuisce a prevenire malattie cardiovascolari, abbassando i valori della pressione arteriosa e quelli dell’ipercolesterolemia riduce il rischio di malattie croniche come il diabete e osteoporosi Quanto muoversi? Nel 2010 l’Organizzazione mondiale della sanità Gruppo Clan Vega Anche quest’anno noi ragazzi del clan abbiamo compiuto un passo avanti: questa volta con zaini, giubbetti e canoe; siamo partiti da Morgano di Treviso proprio dove nasce il fiume che abbiamo affrontato nella prima parte di route. Odori del Sile, acqua fresca, natura, animali e sole battente ci hanno guidato per i primi giorni e qualche chiusa sembrava impedirci di proseguire, ma noi ci siamo caricati sulle spalle le canoe e abbiamo risolto il problema! Dopo quattro giorni di canoa siamo arrivati alla quarta tappa: Jesolo, dove ci stavano aspettando il nostro capo Anna, Don Riccardo e Luca. Stanchi ma entusiasti d’essere arrivati a metà percorso, abbiamo preso l’autobus per Feltre dove si è chiusa la giornata. Il giorno seguente è stato il Monte Grappa ad 10 Bassano del Grappa. Cima Grappa, il giorno dopo, abbiamo visitato l’Ossario e le trincee con la guida scout Dan che ci ha accompagnato fino all’ultima tappa: il rifugio Ardosetta dove come premio, ci siamo gustati una cenetta coi controfiocchi. Prima di partire per tornare a casa, non poteva mancare una Santa Messa, la benedizione di Don Riccardo e un ultimo sforzo per arrivare sopra una piccola cima dove si è svolta la accogliere i nostri passi, ascoltare le nostre canzoni e osservare le nostre fatiche: la salita sembrava non finire mai ma, raggiunti i 1500 metri d' altitudine, eravamo sulla cresta del monte con un panorama e un' aria tutta nuova e da lì ci siamo diretti alla malga Paoda dove un’altra tappa si era conclusa. All’alba abbiamo disfatto le tende e ci siamo diretti alla stazione più vicina dove abbiamo preso il treno per dirigerci a cerimonia. Con nostalgia e soddisfazione siamo tornati a casa con zaini pieni di ricordi ed esperienze nuove da condividere con chi, purtroppo, non ne ha fatto parte ma può ancora farlo! Lupetti tornare la serenità. Insomma una settimana ricca di avventure e specialità, dove i lupetti hanno potuto mettersi alla prova e imparare tante cose nuove. Ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato a realizzare questa fantastica avventura, in particolare i nostri "baldi cambusieri": Antonella, Ivana, Piter e Arduino, che ci hanno deliziato con pizza, dolci e ottimi piatti. Ringraziamo anche i coniugi Gagliardi e tutti i Capi che ci hanno raggiunto e aiutato. Buona Caccia! I Vecchi Lupi Gruppo Clan Vega Lupetti Lupetti Quest’anno i lupetti del branco di Torri hanno vissuto una settimana a Baselga di Pinè, in mezzo a boschi e natura splendida. Tutto è iniziato con un biglietto fortunato trovato nella posta che ci ha permesso di vincere un viaggio premio nella medievale città di Carcassonne. Ogni giorno il tuor operator ci ha fatto scoprire un abitante diverso della città: un monaco, un mercante, un contadino, un artigiano e un boscaiolo. E ogni giorno con loro abbiamo affrontato sfide diverse. Abbiamo realizzato delle sculture con il das, realizzato lanterne, impastato il pane, creato uno sciroppo con limone e zenzero, colorato delle magliette bianche, scalato il Dosso di Costalta (1955 m) e ci siamo sfidati ad antichi giochi medievali come il tiro alla fune e il soffiaimbuto. L’ultima sera un enorme drago si era impossessato della nostra città ma un abile mangiafuoco con l’aiuto della pioggia è riuscito a scacciarlo e a far Nicola 11 VAL MALENE 2015: UN CAMPO MEDIE EXTRA!!! Dal 18 al 25 luglio i ragazzi di 1^-2^-3^ media e i loro animatori, sono partiti per un viaggio EXTRA-ordinario: alla conquista di uno spazio per il futuro! Accompagnati dai tre protagonisti Melissa, Ginger, Fray e dal capitano Kirk, abbiamo intrapreso un percorso che ci ha portati a contatto con mondi diversi e lontani dal nostro ma anche con realtà a noi più vicine, che spesso incontriamo nella vita di tutti i giorni e a cui prestiamo poca attenzione. Abbiamo sperimentato la difficoltà di non capire e di non essere capiti da chi parla una lingua diversa dalla nostra, da chi ha tradizioni diverse, abitudini che a noi possono sembrare tanto strane quanto difficili da accettare, cercando di trovare ogni volta un punto di contatto. Ci siamo impegnati a comprendere come queste diversità siano motivo di arricchimento per ognuno di noi e come, nel suo piccolo, ogni ragazzo abbia la possibilità di dimostrare quanto può essere straordinario nella vita di tutti i giorni. Il nostro viaggio è stato arricchito da molti momenti di gioia e di gioco che ci hanno fatto vivere una settimana di allegria e di condivisione. Il nostro grazie va a tutti i ragazzi che si sono lasciati guidare da noi animatori in queste nuove scoperte, a Don Riccardo che con la sua energia e positività ci ha indicato la giusta rotta da seguire, al fantastico team della cucina (Anna, Daniela, Teresa e Antonino) e a tutti coloro che ci hanno aiutato nella realizzazione di questo campo EXTRAORDINARIO!! Gli animatori 12 UN VIAGGIO PER CONOSCERE anche molta soddisfazione poter vedere dall’alto tutto ciò che Dio ha creato per noi; infatti sulla cima abbiamo trovato una grandissima croce, come ad indicare che Dio è sempre con noi e alla fine tutta la nostra vita ci conduce a lui. I nostri catechisti hanno poi pensato delle attività simpatiche per aiutarci a conoscere meglio i frutti e i doni dello Spirito Santo; questi ultimi, in particolare, sono stati presentati con la Via Lucis: nella notte, illuminati solo dalle stelle, abbiamo percorso 7 stazioni e ad ognuna di esse si trovava un personaggio famoso [Santo o Beato] che ci ha spiegato in modo concreto cosa significa vivere i doni che lo Spirito Santo ci dona. Infatti ognuno di noi ha questi doni, ma spetta a noi trovarli e utilizzarli al meglio! L’ultimo giorno, domenica abbiamo concluso con una festa insieme ai nostri genitori e padrini/ madrine, in un momento di condivisione davvero emozionante!! Possiamo dire che il campo cresimandi… Ci Piace!!! Ci siamo divertiti e abbiamo potuto scoprire cose nuove: abbiamo imparato a conoscerci, ad abbattere i muri che ci separano dagli altri, ad incontrare le persone intorno ad un pozzo e abbiamo cominciato a fare i primi passi sul ponte che ci porterà al ‘dopo-cresima’. La nostra relazione con chi ci sta accanto, grande o piccolo che sia, è stato il tema fondamentale del campo: perché la Cresima LO SPIRITO SANTO Dal 27 al 31 Agosto, noi cresimandi di Lerino, Marola e Torri, siamo stati protagonisti di un’esperienza davvero importante: il campo cresimandi a Tonezza, in mezzo alle montagne e alla pace! Il giovedì mattina siamo arrivati alla casa dopo una simpatica ora di pullman e subito ci siamo divisi in tre gruppi, raffiguranti i simboli dello Spirito Santo: fuoco, vento e colomba. Questi ci hanno accompagnato nel campetto e abbiamo potuto vederli da vicino e abbiamo cercato di rappresentarli per renderli più concreti; sono simboli importanti, che ci affiancheranno durante tutta la nostra vita: il fuoco ci donerà il coraggio delle nostre scelte cristiane, la colomba rappresenta la pace e l’armonia tra di noi, ed infine il vento rappresenta la forza dello Spirito che ci permette di salire sempre più in alto. Infatti, come simbolo della Cresima, è stato scelto un aquilone che, come noi, è sospinto da una forza invisibile che però gli permette di volare. Il venerdì, invece, siamo andati a fare una scalata per raggiungere la cima del monte Spitz: che fatica!! Ma 13 14 15 16 17 RICCA PESCA DI BENEFICIENZA 18 19 20 L’ANGOLO L’ANGOLO EQUO SOLIDALE Dal Paraguay: la famiglia Godoy racconta SOLIDALE Jesus (6 anni) che vanno alla scuola superiore e alla scuola materna. La scuola è a 7 chilometri e la metà del percorso è su strada di terra battuta. Quando piove la strada diventa impraticabile e a volte Fernando non può proseguire con la sua motocicletta. In questo numero del Ge.Pro. vogliamo raccontarVi la storia di una delle famiglie che produce direttamente i prodotti che potete trovare all’interno del nostro mercatino Equo-solidale. Sono persone semplici, che lavorano sodo e che grazie al mercato Equo-solidale sono riuscite ad uscire dalla situazione di povertà e guardare sorridenti al futuro; ma eccovi quanto loro raccontano. La giornata della famiglia Godoy Alle 7 Alejandro, come tutti i campesinos, va a lavorare nei campi; l’agricoltura biologica richiede cure e attenzione particolare perché la canna sia di qualità. La signora Rosalba si occupa della casa. A mezzogiorno la famiglia si ritrova per pranzare assieme. Il pomeriggio i figli studiano, giocano e aiutano i genitori. Alejandro torna nei campi o si occupa degli animali, mentre Rosalba cura l’orto ricco di insalata, carote, cavoli, peperoncini e bietole e tanta frutta: meloni, papaya, arance, limoni e ciliegie selvatiche. Rosalba fa il pane in casa, prepara le marmellate e il formaggio. Alle 19 è pronta la cena. Oltre ai prodotti dell’orto e del frutteto, si mangia anche riso, mais, carne di mucca, pollo e formaggio. Il signor Alejandro è molto fiero del proprio lavoro: per la prima volta nella storia del Paraguay i contadini sono proprietari dello zuccherificio per trasformare la canna da zucchero in zucchero Picaflor. Un sogno che grazie al duro lavoro dei soci di Manduvirà e al sostegno delle Botteghe Altromercato e di tutto il Commercio Equo e Solidale è ora realtà! Alejandro, Rosalba e Emanuel de Jesus Godoy - archivio Manduvirà Il signor Alejandro e la moglie Rosalba vivono in campagna nel paesino Jhugua`i nella provincia di Arroyos y Esteros in Paraguay. Sono contadini e hanno una finca (terreno) di cinque ettari in cui coltivano canna da zucchero, mais, manioca, patate e altri generi per l’autoconsumo. Alejandro è socio della cooperativa Manduvirà che trasforma lo zucchero di canna biologico e lo esporta in Italia grazie al Commercio Equo e Solidale. A Jhugua`i vivono un centinaio di famiglie: la vita inizia presto. Ci si sveglia alle 5, si beve il tè di erba mate, si guarda il notiziario per sapere cosa succede nel mondo, si dà da mangiare agli animali e si mungono le mucche. Ecco il latte pronto per la colazione, con cui si mangia anche pane, mbeju, chipa, o tortilla. Alejandro e Rosalba hanno tre figli: Alejandra (20 anni) studia all’università e lavora nell’amministrazione della cooperativa Manduvirà, Fernando (16 anni) ed Emanuel de Alejandro Godoy nel campo - archivio Manduvirà 21 INSIEME È TUTTA UN'ALTRA STORIA stati accompagnati dalla storia di un ragazzo altrettanto minuto e semplice, ma destinato a grandi cose: Davide, il futuro Re Davide che lo ritroviamo nel Libro di Samuele. Ultimo di otto figli venne scelto da Dio stesso, per mano di Samuele, per diventare re d'Israele al posto di Saul che non si stava comportando molto bene. Come Hic sconfisse Morte Rossa grazie a Sdentato, così Davide sconfisse il grande e pauroso Golia con l'aiuto di Dio, portando pace e gioia nel Regno. In compagnia di tutti questi amici i bambini hanno così imparato che non è importante essere grandi, grossi e potenti per essere qualcuno, ma che grazie all'amore di Dio possiamo affrontare le cose belle e quelle meno, che il segreto non sta nell'avere una forte armatura, ma avere qualcuno al nostro fianco, un "suonatore di cetra", come diceva loro Luca. Sulle note di Sdentato, fra scooby-doo, cornici e giochi, insieme alle catechiste-drago Erika, Gessica e Ombretta; agli animatori, GIULIA, Chiara, Irene, Francesca, Anna e Luca; i cuochi Anna, Cristina e il tutto-fare Luca con l'aiutante specializzato Nicolò, i bambini si sono distinti per il loro valore, coraggio, spontaneità e soprattutto per i loro sorrisi, sfondo perfetto per ogni impresa di successo. … se ci viene detto: "Andiamo a Val Malene!", cosa ci aspettiamo? Boschi, aria fresca, al massimo qualche gnomo, cerbiatto o farfalla … ebbene no!!! I bambini di II elementare avventuratisi al campetto dal 4 al 6 settembre si sono imbattuti in ben altre creature: i DRAGHI!!! Ad accoglierli al loro arrivo c'era Hiccup, per gli amici Hic, che, bando alle chiacchere, ha subito lanciato loro una sfida: se avessero trovato la sua casa prima delle 17,00 dello stesso giorno avrebbero vinto niente meno che … un drago di … nutella!!! Come sarà finita? Armati di zaini e tanta curiosità i nostri eroi sono riusciti nell'impresa e nel corso della giornata hanno ricevuto la degna ricompensa conoscendo non uno ma ben tre draghi urlanti, che avevano il loro bel da fare per difendersi da Astrid, la giovane e valorosa cacciatrice di draghi; Stoick, padre di Hic, determinato a tutto pur di sterminarli e Skaracchio, l'allenatore dei cacciatori inesperti e uomo di fiducia di Stoick. Ma, l'incontro più atteso ed emozionante è stato quello con Furia Buia, l'enorme drago nero catturato incredibilmente da Hic che lo chiamerà poi "Sdentato" per la natura dei suoi denti, e diventerà il suo più grande Amico. Eh sì, il mingherlino Hic era una frana, una vera delusione per il padre, ma la sua missione era tutt'altra: far capire a tutti che i draghi non sono animali da uccidere, ma sono amici, creature da aiutare! I draghi infatti erano schiavi della tremenda Morte Rossa (il drago più grande) che pretendeva cibo in continuazione, pena la morte. Fu grazie all'unione tra Hic e Sdendato, accompagnati dai suoi amici, che poterono sconfiggere Morte Rossa e convincere Stoick e tutti i vichinghi della bontà e fedeltà dei draghi vivendo così in una grande amicizia e armonia. Oltre ai vichinghi e draghi, i bambini sono LETTERE ALLA REDAZIONE: Gentile Redazione del il “Ge.Pro”, ho letto con molto interesse e curiosità l'articolo a pagina 16 dell'edizione di giugno 2015 il n. 75 “Schiavi del bicchiere” semplicemente perchè la realtà descritta mi tocca da vicino. Le ultime dieci righe dell'articolo descrivono bene il problema. La persona che beve alcol per sentirsi efficiente e sicura ne deve assumere in continuazione cadendo in un circolo vizioso. La persona non si accorge che man mano che beve si isola sempre più da tutte le persone che le vogliono bene siano esse moglie, figli o nipoti. Viene a mancare il dialogo ed è difficile condividere sempre più il quotidiano. La famiglia si guarda intorno, discreta cercando un aiuto che non trova. Pochi sanno che a Torri di Quartesolo esiste il club 749 dell'Associazione Club Alcoligici Territoriali che è una porta aperta per tutte le famiglie in cerca di un sostegno per affrontare la problematica. Forse per alcuni è difficile fare il primo passo e chiedere aiuto ma in club si trova una seconda famiglia dove l'accoglienza, la solidarietà e l'amicizia sono i valori principali. Se pensi che nella tua famiglia l'alcol sia diventato un problema chiamaci allo 3287437029 (Alessandra) 22 CAMPO ELEMENTARI VAL MALENE 2015 Se aprite il dizionario e cercate la parola “viaggio” vi imbatterete di certo in questa definizione: “Giro attraverso luoghi o paesi diversi dal proprio, con soste e permanenze più o meno lunghe, allo scopo di conoscere, istruirsi, sviluppare o consolidare rapporti, divertirsi”. Ecco!!! Il campo Val Malene 2015 affrontato da 50 ragazzi di 3^-4^-5^ elementare di Torri di Quartesolo può essere tranquillamente definito come un fantastico… Viaggio!!!! Dall’11 al 18 Luglio i nostri ragazzi, guidati da ben 11 animatori agli ordini di Don Riccardo, hanno preso parte a questa splendida avventura nella quale sono riusciti a riscoprire la bellezza della vita di Noè che, insieme ad i suoi amici ed a tutti gli animali dell’Arca, è stato il protagonista di questa settimana. Di giorno in giorno, infatti, abbiamo imparato i diversi atteggiamenti che hanno contraddistinto la vita di Noè e che hanno influenzato in maniera particolare il suo rapporto con la missione affidatagli da Dio: salvare l’umanità dal peccato. Su questi atteggiamenti quotidiani (stupore, disponibilità, collaborazione, gratitudine, scelta, gratuità, fiducia) i ragazzi hanno potuto riflettere in tre momenti distinti della giornata: al mattino, con il momento dello “Spiegare le vele” nel quale la giornata prendeva il via con la scenetta ed una prima riflessione sul brano del Vangelo; al pomeriggio, con il momento “Tutti sul ponte” dove si rifletteva in particolare su una canzone divisi per gruppi; nel dopo cena, con il momento dell’ “ammainare le vele” in cui si ringraziava il Signore per i doni ricevuti durante il giorno che venivano appuntati nel personale “Diario di bordo”. Il resto della giornata era scandito dal ritmo incalzante dei giochi e delle attività inerenti l’atteggiamento del giorno proposte dagli animatori. Un’altra novità importante di questa settimana è stata la variazione del numero delle camminate: infatti dalle classiche due camminate settimanali si è passati a tre. Ragazzi e animatori hanno saputo apprezzare il gusto della fatica che porta al raggiungimento della meta che, quest’anno, è consistita in paesaggi mozzafiato come il Lago degli Asini, Malga Sorgazza, e il Parco Fluviale. Questa esperienza è stata possibile grazie alla presenza di un gradito ospite che da qualche anno si faceva vedere con il contagocce durante i campeggi: il Sole!!!!! Un'altra componente importante di questa esperienza è stata l’arcobaleno che, con i suoi colori e i relativi significati, ci ha accompagnato giorno per giorno, dando anche il nome alle nostre 4 squadre!!! (Gialli, Rossi, Verdi e Viola). In questa intensa settimana, in questo lungo viaggio, ragazzi e animatori sono riusciti a creare un rapporto forte, a diventare una famiglia; una famiglia di cui fanno parte sicuramente i cuochi che con il loro lavoro e la loro disponibilità hanno reso a tutti più piacevole e confortevole il soggiorno in Val Malene deliziandoci con ogni sorta di prelibatezza… minestre incluse!!! La settimana si è conclusa con la giornata genitori: un bel momento per stare insieme e condividere le impressioni sull’esperienza vissuta. Per concludere, credo sia giusto prendere spunto dall’inno che ogni giorno ha aperto e chiuso le nostre giornate in Val Malene: Buon viaggio; il campo, come detto in precedenza, è stato un lungo viaggio, pieno di incognite e preoccupazioni all’inizio, ma altrettanto ricco di ricordi e nuovi legami alla fine; quindi è questo che noi animatori e i ragazzi ci portiamo a casa da questa esperienza: la consapevolezza che, citando il testo, “per quanta strada ancora c’è da fare… AMERAI IL FINALE!!!!” SHARE THE LOVE Elia Manuri 23 Alla scoperta della Terra del Santo e delle Pietre Vive Dal 6 al 20 Agosto 2015 marcati, il Suk il mercato tipico nelle viuzze e nei negozi che sono lì da millenni, le mura Erodiane e di Solimano il magnifico, gli scavi archeologici che rivelano strati su strati che confermano anche nella roccia la vocazione della città a miscuglio di genti. Dall'alto della terrazza di "Maria Bambina" dove abbiamo alloggiato per tutti i 5 giorni di permanenza, potevamo ammirare tutta Gerusalemme nella sua bellezza: da un lato la Basilica del Santo Sepolcro, dall'altro la vista sulla spianata delle moschee, con la famosa cupula dorata della grande moschea di Omar, con il monte degli Ulivi che faceva da sfondo. Alla sera e alle prime luci dell'alba il silenzio era rotto dal canto potente del Muezim. Indimenticabili le esperienze vissute nei luoghi simbolo della nostra fede, in primis la messa al Golgota, celebrata senza canti e sommessamente alle sei di mattina, sotto il rigido regime dello "Status Quo", e l'esperienza al podere del Getsemani, durante la notte a vegliare e pregare come Gesù coi suoi discepoli, con la guida spirituale di Fra Diego, custode del santuario. Durante la permanenza a Gerusalemme abbiamo fatto esperienza di comunità, che fin dai primi momenti del viaggio ha visto il nostro gruppo unirsi in un sentimento di affiatamento davvero bellissimo e spontaneo. La visita della città è stata intervallata dall'incontro con le Pietre Vive del posto, in particolare Daniela Yoel una israeliana ebrea che si batte con la sua associazione di donne ebree per il rispetto dei diritti umani ai check Point israeliani, dove i Palestinesi vengono spesso discriminati pesantemente rendendo loro la vita quasi impossibile. Abbiamo poi conosciuto altre Pietre Vive: Geries Khoury responsabile dell'associazione Al-Liqà che sostiene e promuove il dialogo inter-religioso, e le suore Elisabettine del Caritas Baby Hospital di Betlemme, un ospedale pediatrico dove offrono assistenza ai bambini della zona e alle loro famiglie, senza nessuna discriminazione. Con le suore abbiamo pregato il Rosario lungo il muro di separazione di Betlemme, assieme a molte altre persone giunte da altre parti d'Italia e anche d'Europa. Esperienze di fede e comunione, ma anche di divertimento. Una mattinata è stata dedicata al relax immersi nel mar Morto, con i suoi leggendari fanghi salutari, giusto per ricaricarci e riprendere il viaggio nel deserto di Giuda, alla volta di Gerico dove si trova la fontana di Eliseo e il Quest'estate abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di partecipare ad una esperienza molto speciale: un viaggio di 15 giorni in Terra Santa, organizzato dall'Ufficio di Pastorale Giovanile della nostra diocesi. Non un viaggio di puro turismo, piuttosto un'esperienza di scoperta delle "Pietre Vive" e del cosiddetto "quinto Vangelo". Il gruppo era composto da 20 giovani di tutta la diocesi, compresi i due accompagnatori e guide spirituali, don Gianantonio Urbani e don Jonas Donazzolo degli Scalabriniani di Bassano, in due i ragazzi dalla nostra U.P. L'importanza di questo Pellegrinaggio è davvero grande perché gli ultimi anni hanno visto una significativa diminuzione della presenza dei pellegrini cristiani in quei luoghi, soprattutto italiani, in parte per la crisi ma soprattutto per la mala informazione dei media, che tendono ad associare quei luoghi alla guerra, al terrorismo e al fanatismo religioso. Quindi è stato difficile mettere insieme un gruppo sufficiente per non far saltare il viaggio, ma l'impresa è stata compiuta e finalmente il 6 Agosto siamo partiti da Venezia destinazione Tel Aviv! Il nostro cammino ha avuto inizio alla scoperta della Galilea: la salita al monte Tabor, luogo della Trasfigurazione, ha preceduto la visita a Nazareth, dove abbiamo potuto ammirare la maestosità della basilica dell'Annunciazione, luogo nel quale il "Si!" di Maria ha dato inizio al grande Mistero. Lasciata Nazareth ci siamo messi sui passi del Maestro fino a raggiungere il lago di Tiberiade, luogo dei miracoli della moltiplicazione dei pani e dei pesci e della pesca miracolosa. La visita della Galilea si è conclusa a Tashiha, comunità cristiana gemellata con la nostra diocesi, dove siamo stati ospitati per due notti a casa delle famiglie arabe e dove abbiamo potuto sperimentare la leggendaria accoglienza di quel popolo, condiviso il cibo e la festa, e respirato la loro fede autentica, quindi fatto il bagno nel mar Mediterraneo assieme ai giovani di Tarshiha. La seconda parte del viaggio ha avuto inizio in Samaria, luoghi considerati "pericolosi" dai media, ma dove invece ci siamo sentiti accolti, e abbiamo avuto il privilegio di abbeverarci al pozzo della Samaritana, a Sicar (l'antica Nablus). Siamo dunque giunti finalmente a Gerusalemme, Crocevia delle Genti, punto di incontro tra le tre grandi religioni monoteiste (e sorelle...!). Città affascinante sia da punto di vista storico, artistico e religioso, che sociale: la convivenza delle tre grandi religioni con i propri usi e costumi così fortemente 24 Questa volta si sposa.... Mosaic Center, che aiuta i giovani del luogo, arabi musulmani e cristiani, a imparare il lavoro di mosaicisti, con la collaborazione dell'Italia, in una ammirevole opera di costruzione di una pace possibile. Altre tappe a Gerusalemme e dintorni sono state l'omaggio allo Yad Yashem il memoriale dell'olocausto, e la visita ad Ain Karem e alla "basilica della Visitazione" che vi sorge, memoria della visita di Maria alla cugina Elisabetta. Una visita archeologica emozionante e avventurosa ci ha portati nelle viscere sotterranee di Gerusalemme, lungo il "tunnel di Ezechia", alla scoperta dell'antica città di Davide. Lasciata Gerusalemme, è iniziata la terza parte del pellegrinaggio, vivendo la dimensione del servizio. La Tenda delle Nazioni, un podere che sorge su una collina poco distante da Betlemme, in pieno territorio dell'Autorità Nazionale Palestinese, ma conteso e minacciato dall'avanzata dei Coloni israeliani. Qui Dawud con la sua famiglia porta avanti una battaglia nonviolenta, iniziata da suo nonno 100 anni fa, per non cedere e farsi portar via la terra: da molti anni volontari da tutto il mondo, compresi noi, si danno il turno per prestare servizio gratuito e lavorare la terra, accudendo le fragili piantine di olivo e di vite, abbeverandole ed estirpando le erbacce. Una esperienza unica, che in due giorni ha segnato profondamente i nostri cuori. Abbiamo quindi concluso il nostro servizio a Betlemme, presso l'istituto Effetà, fondato per volere di papa Paolo VI, dove le suore Dorotee di Vicenza e anche arabe, da più di 50 anni educano i bambini audiolesi a parlare, regalando loro una vita normale, che li porta anche a laurearsi. Dei veri miracoli, e le famiglie, in gran parte musulmane, sono estremamente grate e riconoscenti a queste grandi suore, ribattezzate scherzosamente "suore d'assalto" per la loro grande tenacia e coraggio in un territorio che conosce grandi ingiustizie e sofferenza, instabilità politica e violenza. In cambio della calorosa ospitalità delle sorelle Dorotee, abbiamo svolto molti lavori di pulizia e manutenzione della scuola, anche pesanti, sotto l'affettuosa supervisione di Fu-Had, il custode. Il nostro viaggio si è concluso con una festa assieme alle suore Dorotee, con balli e canti. il 3 ottobre Margherita Grotto si unisce in matrimonio con Enrico Carli...... Agli sposi un "Grest" di auguri profumato di ACR e UP di Torri, Lerino e Marola per il grande servizio parrocchiale, sociale e comunale. Giornalista nata nella redazione del “Gepro” e ora anche in quella della "Voce dei Berici" dove il suo nome appare di consueto nei suoi bellissimi articoli pieni di simpatia e professionalità. Non abbiamo bisogno di intervistarla perché ciò che si può dire di lei lo si legge nel suo impegno e disponibilità continuo e nel suo sorriso aperto e gioviale per tutti. Una particolare riconoscenza nel giorno dei fiori d'arancio da parte di tutta la comunità di Torri e un in bocca al lupo per il futuro che sia roseo e pieno di gioie. Laura Carretta Per i miei genitori Signore Gesù, nel tuo filiale amore a Maria e Giuseppe, mi sei modello di amore, di rispetto e di obbedienza ai miei genitori. Fa’ che io sappia manifestare sempre una sincera riconoscenza per tutto quello che fanno per me. Concedi loro salute e lunga vita, benedici i loro progetti, assistili nelle difficoltà. aiutami a dialogare con loro, ad accettarli con le loro virtù e i loro difetti. Fa’ che anche loro mi capiscano e con pazienza reciproca riusciamo a superare i momenti di tensione e di incomprensione. Ti chiedo, Signore, che nella nostra famiglia, come in quella di Nazaret, regnino l’amore, la gioia e la pace. Questo pellegrinaggio è stata una esperienza unica e indimenticabile, e invitiamo tutti i giovani ma anche gli adulti della nostra U.P. a fare visita al più presto alla Terra del Santo, il Quinto Vangelo, e a incontrare le pietre vive, per abbeverarsi alle sorgenti della nostra fede! Non ci resta che augurarvi: "L'anno prossimo a Gerusalemme!" Marco Pedron e Davide Ghiotto Afro lelli 25 26 TUTTI A TAVOLA “Tutti a tavola” è stato per il campo famiglie in Val Malene un richiamo forte, un invito destinato a ciascuno: “ Lasciate tutto quello che state facendo e correte qui, perché c’è qualcosa di importante, di bello, di coinvolgente da fare insieme”. Ciò che ci è stato offerto aveva bisogno di essere gustato e compreso, per renderci capaci di esprimere e progettare la nostra vita in una prospettiva diversa, sorprendente, facendoci scoprire una forza che non pensavamo di possedere e che ha coinvolto il nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore nella ricerca della vera felicità. Non uno qualunque ci ha rivolto l’invito “Tutti a tavola”, bensì quel Dio che per farsi conoscere da ciascuno di noi ha inviato nel mondo suo Figlio, la sua Parola fatta carne, venuta ad abitare in mezzo a noi. Una tavola speciale la Sua, quella dell’ultima Cena, attorno alla quale Gesù ha raccolto le persone con le quali ha condiviso i suoi giorni di predicazione e a cui ha affidato un compito difficile: dare alla propria vita un senso più profondo. L’ascolto quotidiano di un brano della Parola di Dio ci ha permesso di cogliere quante sfumature diverse porta in sé il tema del mangiare e del nutrirsi, che ha guidato la proposta del campo; Gesù ci ha ricordato che stare a tavola con gioia è possibile, soprattutto quando ognuno ci mette impegno ed energia, vivendo da protagonista la propria vita nel segno del Suo amore. Attraverso l’incontro con la Parola, i momenti di gioia, la fatica del cammino, la condivisione del cibo e del servizio, le risate, i giochi, l’ascolto delle parole di Papa Francesco, abbiamo scoperto che per nutrire la nostra vita, quindi per star bene, dobbiamo “andare oltre l’istinto del cibarsi”, per comprendere che “non di solo pane vive l’uomo” ma anche di parole, relazioni, sguardi che nutrono la vita intera e che ci invitano ad uscire per andare incontro agli altri. Siamo grati per l’occasione che ci è stata donata di vivere insieme con tante famiglie, vecchie e nuove, l’avventura del campo, dove abbiamo sperimentato la fecondità che viene da una esperienza di vita condivisa, sempre accompagnata e sostenuta dall’amore di Dio. Un grazie di cuore a Don Emilio e a tutte le famiglie che, insieme, hanno scelto di unirsi alla nostra tavola. Famiglie Val Malene UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE, A TUTTE LE PERSONE, CHE HANNO CONTRIBUITO CON IL LORO SERVIZIO, ALLA BUONA RIUSCITA DEI CAMPEGGI ESTIVI IN VAL MALENE. GRAZIE DELLA VOSTRA PREZIOSISSIMA COLLABORAZIONE. Adriano Nelle due foto vediamo le “persone speciali” ...in pausa pranzo 27 abbandoni e nuove acquisizioni, ma Ernesto è sempre là, sulla tolda della nave. Il coro è sempre molto impegnato perché canta nella S. Messa Grande delle 11,00 ed anche seppure in numero ridotto, nelle ss. funzioni domenicali del pomeriggio o nella famosa messa in terzo di qualche funerale importante. Con l'avvento delle novità conciliari, la liturgia viene rinnovata. Prendono il sopravvento, anche se dobbiamo ammettere con una certa prepotenza, i cori giovanili (nessuno se ne abbia a male, anche perché chi scrive ha fatto parte del ristretto gruppo dei fondatori). L'armonium (o armonio in dialetto) diventa uno strumento immeritatamente superato. La Giannina però tiene duro e senza scatenare "guerre di religione", anima ottimamente il gruppo di canto dei bambini ed tiene in piedi il coro degli adulti che, in periodo post conciliare è finalmente formato da voci maschili e femminili e che ad onore del merito, sono in maggioranza. Ernesto è sempre presente, ma il coro adulti storico assume una posizione più sfumata, anche se generosa e costante. Siamo ai giorni nostri; la Parrocchia può contare su più gruppi di canto che sostengono liturgicamente l'azione pastorale parrocchiale: coro di bambini, giovani, coro femminile S. Cecilia e la nostra corale mista alla quale partecipi anche tu Ernesto. Adesso maschi e femmine sono insieme, l'accostamento è casuale, non ci sono più distinzioni. La curva è stata soppressa e tutti cantano in tribuna, la cui posizione definitiva è quella dell'organo, ultima innovazione strumentale molto discussa, ma portata a termine dal silente lavoro di mediazione, del nostro paziente don Emilio. Tornando alla ricostituita corale parrocchiale, ora formata da uomini e donne, abbiamo al comando due donne: la maestra Barbara e l'organista Cinzia. Certo non c'è più don Girolamo che, a causa dei nostri frequenti errori si incavolava battendo con il suo bastone sul piano dell'armonio. Ora c'è Barbara che non avrà il bastone, ma non ci risparmia (eccome se si incavola…) i solenni rimproveri per i nostri portamenti, le amnesìe, le cacofonìe musicali e tutte le cadute di stile di cui soffre la nostra corale. E alla fine della storia ci sei ancora tu, carissimo Ernesto, sempre presente con la tua costanza, il tuo impegno puntuale ed il tuo interesse manifestati con quella encomiabile, civile educazione e umiltà che ti distinguono e che sono di esempio per tutti, giovani e non, in un'epoca in cui nessuno si prende impegni per tempi lunghi e/o che li vive in modo saltuario, in base all'umore del momento, senza pensare di mantenere fede alla parola data. Per chiudere, per oltre 70 anni, sei stato la formichina che ha lavorato in modo umile e silenzioso e per questo tuo impegno, ti dobbiamo dire noi GRAZIE ERNESTO ELOGIO ALLA SEMPLICITA' E ALLA COSTANZA Il 18 giugno us. la corale parrocchiale si è ritrovata in pizzeria per la consueta conclusione dell'anno "canoro" che si conclude ogni anno con la festività dei SS. Gervasio e Protasio. Quest'anno c'e stata una sorpresa: il "basso" Ernesto, ha voluto festeggiare l'evento, offrendo una bellissima, oltre che ottima torta. Ernesto, ha giustificato questo suo gesto per ringraziare il fatto di essere stato accettato a cantare nel coro. Con il cuore in mano e senza retorica, che tra l'altro non si addice alla persona, noi rispondiamo così. No! Caro Ernesto, siamo noi, anzi la Parrocchia che ti deve ringraziare. Tu appartieni alla storia del canto parrocchiale e qualcuno di noi, senza timore di essere smentito, può esserne buon testimone. Come è noto, quando si citano fatti lontani nel tempo, non si fa più cronaca, ma si fa la storia. E allora facciamola questa storia!. Negli anni 1940-1945, sei un manovratore del mantice che soffia aria nell'organo che viene regolarmente suonato dall'organista ufficiale della parrocchia che è il sig. Ettore Stella. L'organo era installato sopra la porta di ingresso centrale della vecchia chiesa. Sarà poi demolito in seguito alla distruzione dell'edificio a causa di un bombardamento alleato, sul finire della 2° guerra mondiale. Nell'anno di grazia 1953, Papa regnante è S. PIO XII, governatore episcopale della nostra Diocesi mons. Carlo Zinato, presbitero preposto alla cura delle anime delle pecorelle torquartesolane è don Giacomo Antoniazzi. Siamo in un'epoca in cui non ci sono i cori giovanili; le suore dell'asilo conducono la "cantarine" (giovanissime ragazze che prestavano la loro voce al canto durante le funzioni religiose) e sta emergendo la mitica e compianta Giannina. Il coro vero e proprio è solo maschile, con i tenori primi, tenori secondi, baritoni e bassi. Tu Ernesto, eri allora un "tenore primo" In questo anno fatidico, si aggiungono le "voci bianche", nelle quali entra un tuo attuale compagno di coro che proprio voce bianca non lo è più da un pezzo. Don Giacomo ci tiene molto al canto ed il gruppo maschile è sostenuto con efficacia da una serie di maestri di tutto rispetto: Don Girolamo Conte, il maestro cieco Armando Veronese ed il famoso Natalino Tacchetti scomparso di recente, figura mitica della musica vicentina, conduttore, fino agli anni '60 inoltrati, della banda musicale dei ragazzi dell'orfanatrofio di S. Domenico. Siamo in periodo pre-conciliare, per cui cantori e cantarine, animano sì la liturgia , ma sono 2 corpi separati. I cantori stanno dietro all'altare mentre il coro femminile sta giù nella navata dei fedeli. In termini calcistici possiamo così esemplificare: maschi in tribuna, mentre la parte femminile sta in curva! Sono gli anni del Canto Gregoriano, della musica del Perosi e della Messa degli Angeli, cantata al completo compreso il Credo. Intanto il tempo corre! Il non ancora Don, Mario Saccardo, nostro parrocchiano e futuro Grande della musica religiosa vicentina, inizia a mescolare le carte: mette insieme le voci maschili con quelle femminili, per cantare la Messa degli Angeli. Poi Don Mario Saccardo prende il volo tipico dei novelli sacerdoti, ma la sua opera resta, nel senso che molti/e hanno imparato a cantare per merito suo. Come la fisiologia umana insegna, i maschi mutano voce; questa non è più bianca ma inizia ad ingrigire. Alcuni giovani si infilano nel coro maschile, altri spariscono, altri non sono invitati perché la loro voce sta prendendo una tonalità da botte vuota con i cerchioni allentati: in pratica sono stonati! Anche tra gli uomini ci sono P.S. Don Girolamo era stato cappellano degli alpini in Russia e gli venne amputata una gamba a causa del congelamento patito durante la ritirata di Russia. Gli fu applicata una protesi di legno e per questo motivo camminava con il bastone, strumento che usava anche a scopo "didattico", durante le prove di canto. Approfittiamo dell'occasione per invitare PERSONE DI BUONA VOLONTA', a farsi avanti per cantare. La scelta dei cori è varia. Purtroppo non si tratta di partecipare a concorsi musicali, ma di animare la liturgia per renderla più onorevole a Dio e… piacevole ai fedeli. Se sei un giovane ti invitiamo a partecipare al coro giovanile. Se sei un adulto, puoi scegliere tra il coro femminile di S. Cecilia oppure la corale parrocchiale formata da uomini e donne. Ogni coro ha le sue peculiarità ma la retribuzione è unica e garantita: l'assegno cumulativo staccato dal Padreterno!!! La Corale Parrocchiale 28 29 La chiesa di Lerino cave vicentine, ne ha favorito la scelta. La Madonna ha in mano un fiore di melograno e il Bambino una melagrana. Statua quattrocentesca attribuita a Nicolò da Venezia, anche dal nostro celebre concittadino di Torri e accademico olimpico, Mons. Mario Saccardo, è una scultura che riprende fedelmente quella conservata nella cripta della Cattedrale di Vicenza. È caratterizzata da forme piene, ampio panneggio, splendida policromia con rifiniture in oro. Un altro episodio lega la chiesa di Lerino al Duomo di Vicenza, e precisamente il culto ai santi Leonzio e Carpoforo, un tempo patroni della città, così antichi che nessuno, o quasi, ricorda più questi due fratelli medici. Il legame consiste proprio nel fatto che a Lerino esisteva una prima chiesetta intitolata ai due martiri del IV secolo e che probabilmente sorgeva in un terreno di via Cantarana. L’attuale chiesa è dedicata, invece, a San Martino; santo molto più popolare, nel bene e nel male: citato sempre come esempio di carità per la condivisione del proprio mantello con il povero, ma giorno nefasto per i poveri contadini che non avevano ancora pagato l’affitto e che quindi dovevano lasciare casa e terreni, cioè ‘fare San Martin’, proprio l’11 novembre, giorno della sua festa. La statua del santo a cavallo era posta sul campanile, ma purtroppo statua, castello delle campane e campanile, divenuti pericolanti, vennero abbattuti nel 1839. Il nuovo e attuale campanile, progettato nel 1840 dall’ing. Antonio Zimello, si conclude con merli a coda di rondine che gli danno un aspetto più di torre di difesa o di avvistamento, insomma di una torre civica, non certo di un edificio sacro. Fortunatamente, nel 1967, in cima è stata collocata facilmente, grazie agli efficienti macchinari di sollevamento della ditta Omba, la statua in pietra della Madonna, scolpita dallo scultore Felice Canton di Camisano. Sia la Madonna antica all’interno che questa contemporanea all’esterno sono due capolavori, di stili diversi, ma sicuramente di pregio. Frammenti della precedente statua di San Martino sono conservati presso la casa degli Slaviero e, adesso, l’immagine del santo appare nella vetrata del finestrone della facciata, vetrata realizzata a metà Novecento da Leandro Pesavento. Altre opere moderne sono presenti in chiesa, come la Via Crucis modellata in terracotta, i dipinti del pittore Ascanio Chiericati, il soffitto al centro della navata è una tempera su muro di Renato Cogato del 1991, il coro e l’organo. Si conserva, invece, ancora un’altra opera antica, settecentesca: è la tela di San Valentino, dipinta da Costantino Pasqualotto. Il quadro impreziosisce il ricco altare barocco, simile nello stile a quello della Madonna del Rosario. Si vede il santo, presso un altare, che benedice un bambino tra le braccia della madre. A destra e a sinistra altre due figure, in ombra, assistono alla scena con devozione. La luce che colpisce i tre personaggi principali sembra provenire dalla nuvola in alto che avvolge la Vergine col Bambino e un gruppo di festosi angioletti. Sono scomparsi due altari lignei, il pulpito anch’esso in legno, varie statue e dipinti, tra cui una tela attribuita al famoso pittore seicentesco Alessandro Maganza. Non è scomparso, invece, il documento che attesta la lite per un’abitazione tra il parroco di Torri e quello di Lerino, conclusasi a favore di quest’ultimo! Tuttavia, non lasciamoci distrarre da queste “quisquilie” d’altri tempi, ma piuttosto lasciamoci trasportare in alto dai canti e dalla musica dei coristi di Lerino, magistralmente accompagnati dai maestri Vignato, celebre famiglia locale di musicisti eccezionali. Nel numero scorso ho raccontato della chiesa di Marola che, diventata santuario, ha iniziato una nuova storia di fede e di preghiera. Un numero maggiore di fedeli, e non solo parrocchiani, la visitano assiduamente ed è meta di frequenti pellegrinaggi per la presenza dell’altare di Mamma Rosa. Questa volta vi parlo della chiesa di Lerino che vanta origini antichissime, ed inizio sottolineando che anche qui c’è un altare degno di nota che desidero mettere in evidenza, e cioè l’altare della Madonna del Rosario. Si tratta di un tipico altare barocco settecentesco, molto bello, prezioso per la forma e per gli intarsi. La data, 1709, compare nell’iscrizione in latino, sopra il timpano dell’altare, alla fine della dedica: “A Dio Ottimo e Massimo e alla Regina del Rosario Madre di Dio nostra protettrice, con i pii aiuti dei fedeli fecero erigere questo altare e con il personale interessamento del Rettore Don Domenico Capellin”. [D.O.M/HANC ARAM/SS.MI ROS. REGINAE DEIPARE/ NRO IUGI PRESIDIO/PIA FIDELIUM SUBSIDIA/EXCITAVERE/ RECT.E AD. R. DOMINICO CAPELLINO/MDCCIX]. E lo storico Maccà riporta, a proposito di questo sacerdote, che morì all’età di circa 79 anni e che fu sepolto in questa chiesa dopo che fu rotto il pavimento. L’altare è in pietra con incastonati marmi neri e rossi. Sottili ed eleganti colonnine marmoree rosso grigie a venature bianche incorniciano 15 tondelli rappresentanti i Misteri del Rosario, dipinti direttamente sulla pietra. L’opera d’arte pregevole è comunque la preziosa statua della Madonna con Bambino, in pietra dipinta, datata 1440 circa, inserita nella nicchia dell’altare. Vi fu collocata solo nel 1924; prima si trovava sempre in una nicchia, ma in sacrestia. La disponibilità di un materiale straordinariamente adatto a essere scolpito, come la pietra delle Patrizia Muroni 30 Schiavi del bicchiere...2 Continuo il nostro dialogo lasciato sullo scorso Ge.Pro. che parlava della schiavitù del bicchiere, dell’abuso di alcool e droghe, cocktail di veleni che provocano in chi li assume una gioia e una allegria illusoria. L’abuso di alcool e di sostanze psicoattive e la superficialità con la quale si affronta questo tema, i messaggi diseducativi offerti dalla società, sono un pesante incentivo a comportamenti pericolosi, soprattutto se si guida e costituiscono la maggiore causa di incidenti stradali. Anche dopo tempo dall’assunzione di questi miscugli, il nostro corpo ne trattiene ancora in alta percentuale, compromettendo le nostre facoltà. Ecco alcuni numeri: 500 la media quotidiana degli incidenti sulle strade italiane. 183.000 il totale degli incidenti con ferimento di persone (nel 2013). 260.000 il numero dei feriti (sempre nel 2013) una media di 712 al giorno. 3.400 il tragico bilancio delle persone che hanno perso la vita sulla strada. Nel 25 - 30 % del totale degli incidenti il conducente è soggetto a stato di ubriachezza e utilizzo di droga. Gli adulti che bevono non fanno male solo a se stessi, ma riproducono a catena un fattore di dolore sociale, partendo dalla famiglia nella quale, spesso ritornano in stato di alterazione, irritati e confusi, incapaci di autocontrollo. La conseguenza è quella di annientare la famiglia, mostrare debolezze e fragilità che colpiranno irrimediabilmente i propri figli per i quali la società non fornisce alcun sostentamento psicologico. Perché i ragazzi bevono? Spesso sentiamo i ragazzi dire che “una festa senza alcool non è una festa” e farlo in compagnia è più da sballo. Farlo insieme ad altri esorcizza i sensi di colpa, la paura, aiuta a dimenticare le conseguenze dei propri atti. Chi beve da solo non si diverte! Come possiamo spiegare questo ai ragazzi? Buona parte di responsabilità è dell’adulto che talvolta non vuole prendersi la responsabilità di dire NO! L’abuso alcolico è frutto di un sistema che sfrutta la fragilità adolescenziale per trarne ricavo economico e tutti sanno quanta parte di responsabilità i genitori abbiano nei confronti della fragilità dei ragazzi. L’età media delle prime ubriachezze è arrivata a 12 anni. Forse dobbiamo farci qualche domanda e coinvolgere i nostri figli, ma anche noi stessi, negli argomenti che le autorità anche scolastiche spesso lanciano in serate per genitori, affinché noi adulti possiamo essere di supporto ai ragazzi che si lanciano in questa sfida che è la vita! Di male in meglio! Nei suoi “Esercizi di Stile”, lo scrittore francese Raymond Queneau raccontò la stessa breve storia in 99 modi differenti, enfatizzando di volta in volta uno specifico stilema narrativo: dalla versione piena di esclamazioni, a quella sviluppata solo sulle domande, passando per quelle centrate sulle cinque diverse percezioni sensoriali, e così via. E ha quasi il sapore di un esercizio di stile il testo che il regista Francesco Picheo ha scelto di allestire per la quindicesima stagione di attività di Arcadia: “Di male in meglio!”, libero riadattamento scenico della versione originale scritta da Giuseppe Aronne, si presenta infatti come la commedia dei “mille e uno” equivoci. È questa senza dubbio la chiave narrativa preponderante della commedia: i malintesi, i qui pro quo, gli scambi di persona, le sostituzioni di oggetti si susseguono in un crescendo inarrestabile nel corso dei due atti. Una scelta coerente con il percorso artistico della compagnia teatrale quartesolana, che in 15 anni ha incontrato meritati apprezzamenti, portando spesso in scena commedie brillanti sviluppate proprio attorno agli equivoci. La trama ci porta a seguire con simpatia ed apprensione le vicende della giovane Giorgia, la bella figlia dei benestanti Flavio e Lucrezia. Così benestanti che hanno alle loro dipendenze una servitù molto ampia, compresa l’intera famiglia dei fattori che badano ai campi e agli animali. Manco a dirlo, il figlio dei fattori, Luca, è un bel ragazzo coetaneo di Giorgia: tra i due, cresciuti insieme fin da piccoli, scocca fatalmente la scintilla dell’amore… Lo spettatore naturalmente tifa fin da subito perché il nobile sentimento trionfi, ma di mezzo ci si mette appunto una lunga serie di equivoci che si accavallano uno all’altro con molteplici sfaccettature, complicando le relazioni tra i vari personaggi: dai sintomi di un malessere che si prestano a varie diagnosi, ad un sogno così vivido da sembrare realtà; da una tazza di brodo per il cane scambiata per il tè da servire agli ospiti, a due cartelle cliniche invertite, fino alle parole sentite solo parzialmente, male interpretate, e poi più volte travisate passando di bocca in bocca. A questa concatenazione di equivoci si aggiunge la personalità sopra le righe di molti personaggi, come ormai abitudine per Arcadia, che ha nelle caratterizzazioni uno dei suo “marchi di fabbrica”: una serva insofferente e irriverente, un figlio mammone e un po’ cretino, una psicologa ninfomane, aumentano gli spunti per confondere ulteriormente le carte in tavola. A tutto beneficio del pubblico, che può divertirsi alle spalle degli stralunati e sventurati protagonisti, fino a festeggiare insieme a loro l’immancabile lieto fine. Arcadia cerca collaboratori nell’organizzazione dell’allestimento palco e in particolare un “operatore su palco” durante le rappresentazioni. Vieni anche tu a far parte della grande famiglia di ARCADIA. Info: www.compagniaarcadia.it pagina facebook: compagnia arcadia [email protected] - 3404854737 La loro VITA! 31 Ge.Pro. Bollettino d'informazione della Parrocchia di Torri di Quartesolo Responsabile Don Emilio Pobbe Hanno collaborato Michela Arsego Teresa Girotto Paolo Motterle Claudio Munari Patrizia Muroni Emilio Zausa M.Teresa Ziggiotto Redazione Canonica della Parrocchia di Torri di Quartesolo via Roma Tel. 0444 580111 Fax 0444 266887 Sito internet: www. parrocchiatorri.org E-mail: [email protected] Stampa a cura della Parrocchia di Torri di Quartesolo Chi desiderasse la visita del parroco per la benedizione delle famiglie è pregato di comunicarlo in canonica al numero 0444 580111 APERTURA ANNO PASTORALE Domenica 18 ottobre ORE 10 SANTA MESSA DI APERTURA DELL’ANNO PASTORALE - CATECHISTICO CELEBRAZIONE DELLA CRESIMA Domenica 11 Ottobre Durante la S. Messa delle ore 11.15 Presiede don Agostino Zenere delegato del Vescovo ORA DI ADORAZIONE eucaristica tutti i venerdì eccetto I giovedì 29 ott. 26 Nov. 30 dic. Adorazione solenne ORE 20.30 – 21.30 A partire da Sabato 24 Ottobre le Sante Messe del sabato sera e della domenica sera saranno celebrate alle ore 18.30 FESTA DI TUTTI I SANTI: SABATO 31 OTTOBRE S. Messa ORE 18.30 DOMENICA 1 NOVEMBRE: SS. Messe ORE 08.30 – 10.00 – 11.15 IN CIMITERO ALLE ORE 15.00: solenne liturgia della Parola e benedizione delle tombe NON C’È LA S. MESSA IN CIMITERO LUNEDÌ 2 NOVEMBRE: Commemorazione di tutti i defunti SS. MESSE alle ORE 18.30 in CHIESA e ORE 10.00 - 15.00 in CIMITERO, Le offerte raccolte in cimitero nei giorni 1 e 2 novembre saranno devolute per le sante messe dei defunti SABATO 14 NOVEMBRE ORE 20.45 XVIII Festival Concertistico Internazionale in chiesa CONCERTO ORGANO E CORO Da Domenica 4 ottobre, le Sante Messe domenicali avranno i seguenti orari: 8.30 - 10.00 11.15 - 19.00 A partire dall’ultima domenica di ottobre, le Sante Messe prefestive e festive saranno alle 18.30 CORO “CICLAMINO” DIRETTORE: MASSIMO ZULPO ORGANO: DANIELE DORI FESTA DEL RINGRAZIAMENTO In collaborazione con la Pro-Loco e apertura anno accademico UA 15 Novembre - ore 10.00 Santa Messa FESTA ANNIVERSARI DI MATRIMONIO Domenica 8 Novembre Durante la S. Messa delle ore 11.15 Incontro di preparazione giovedì 8 ottobre ore 20.45 32