CORAGGIO!
SI RIPARTE
CAMPI
SCUOLA
...di VITA
È ORA,
GRAZIE
ELOGIO ALLA
SEMPLICITÀ
E COSTANZA
DA ORA
CAMMINA
CON NOI!
SPECIALE
SAGRA
DELL’ARNA
L’estate ci sta salutando! Ogni stagione ha le sue
caratteristiche e novità. Non è mancato il caldo,
che ci ha fatto correre in montagna o al mare in
cerca di refrigerio.
Abbiamo vissuto esperienze importanti: GrEst,
scuola e saggio di pattinaggio, campeggi per
tutte le età, nei mesi di luglio e di agosto.
È stata un’estate impegnativa, ma bella per la
presenza di tanti ragazzi, animatori e i genitori.
Ognuno ha offerto tempo e capacità. Grazie!
Abbiamo incontrato volti nuovi di persone che
hanno riscaldato il cuore con le loro
testimonianze di vita e di fede. Questo ci
incoraggia a cercare e vivere la fede in
profondità.
Estate di novità per chi ha lasciato la nostra
comunità: Don Maurizio, Don Riccardo, Don
Gustavo e per chi è venuto a servire con noi la
vigna del Signore: Don Fabio, Don Charles.
A tutti un grazie di cuore con l’augurio unito alla
preghiera che il seme gettato porti frutto e per chi
arriva trovi accoglienza e fraternità.
Ora si apre una stagione nuova di riflessione e di
proposte pastorali. A tutti dico: ”Coraggio,
alziamoci, Gesù ci chiama” (Mc,10,46). A questa
chiamata dobbiamo rispondere se vogliamo
costruire insieme la casa di tutti per noi, per chi
bussa alla porta in cerca di luce e di calore e per
chi viene dopo di noi. Offro con semplicità
qualche riflessione di ripresa del cammino.
Così si cresce nella fede e si costruisce la comunità
cristiana. Tutti discepoli missionari.
Siamo discepoli missionari in famiglia, con le
persone amiche che hanno condiviso un
incontro. Il cristiano muto non cresce nella fede.
Il cristiano sa ascoltare e testimoniare con la
parola e la vita, la gioia di essere di Cristo.
• “Fare quel poco che dipende da Te” (S. Teresa
d’Avila). Ogni battezzato, il cristiano che vive lo
spirito di Famiglia, sa essere operoso, costruttivo.
Non ci sarà chiesto il quanto, ma quel poco “che
dipende da ciascuno”. Il resto lo fa lo Spirito
Santo. La Parrocchia non è fatta solo di alcuni, e
gli altri aspettano (o pretendono) dei servizi, ma
di persone che sentono la gioia di costruire
insieme la famiglia di Dio.
Papa Francesco dice: ”se abbiamo la capacità di
valorizzare ogni briciola di verità che incontriamo,
possiamo vivere da uomini, abbracciare tutti e
saper interloquire con tutti”.
Gesù ci dice che anche un bicchiere d’acqua dato
al prossimo ha un grande valore. Questo è molto
bello. È a partire da quel “poco dato da tutti” che
si costruiscono ponti e comunità.
È anche saper vedere questo poco nascosto che
ci dà speranza e forza, e si sente il desiderio di
cantare: quanto è bello essere comunità
• “Gesù Cristo è il volto della misericordia del
Padre.” L’Anno Santo si aprirà l’8 dicembre 2015,
solennità dell’Immacolata Concezione. Un Anno
Santo straordinario per vivere nella vita di ogni
giorno la misericordia che da sempre il Padre
estende verso di noi.
In questo Giubileo lasciamoci sorprendere da Dio.
Lui non si stanca mai di spalancare la porta del
suo cuore per ripetere che ci ama e vuole
condividere con noi la sua vita.
La Chiesa sente in maniera forte l’urgenza di
annunciare la misericordia di Dio.
La sua vita è autentica e credibile quando fa della
misericordia il suo annuncio
convinto.
Ci impegnamo ad “essere
misericordiosi come il
Padre”.
• Siamo famiglia di Dio e sentiamo la gioia di
essere radunati dal Padre.
Egli ci convoca ogni domenica per far festa, per
vivere la gioia dell’incontro perché figli suoi e tutti
fratelli e sorelle. L’Eucarestia ci dona Gesù Cristo,
Figlio di Dio maestro e compagno di cammino, ci
rivela la pienezza della vita che è comunione e
forza per vincere le nostre fragilità.
Radunati da Dio attorno all’altare, nella festa di
famiglia cristiana, riscopriamo il volto di Dio
misericordioso e conosciamo la bellezza della vita.
• Siamo chiamati ad essere discepoli missionari!
Essere discepoli di Cristo è un desiderio e un
bisogno per chi vuole crescere in umanità. Papa
Francesco non separa: discepolo e missionario,
ma dice: discepoli missionari. Ce lo insegna Maria:
dopo aver ascoltato l’Angelo parte subito per
annunciare ad Elisabetta la novità: il Signore è
con Lei. Non ha aspettato di conoscere tutto.
Quello che era nel suo cuore lo ha voluto
condividere. Essere discepoli missionari anche per
noi è ascolto e condivisione immediata.
“Il Signore doni alle famiglie
cristiane la fede, la libertà e il
coraggio necessari per la
loro missione” (Papa Francesco)
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È ora, Grazie!
Carissimi amici,
porto ancora nel cuore l’abbraccio che ci siamo scambiati
qualche domenica fa durante la messa delle dieci e mezza.
Un abbraccio carico di affetto e famigliarità, ma allo
stesso tempo sobrio e composto; quegli abbracci che ti
fanno dire “ok, mi conoscono”.
Vi
chiedo
perdono
se in
questi
anni
col mio
comportamento ho ferito o offeso qualcuno di voi, da
parte mia non ho avuto intenzione di farlo con cattiveria,
ve lo scrivo solo ora, ma durante la messa non sono
riuscito a dirvelo.
Grazie per il cammino fatto insieme in questi anni, mi sto
rendendo conto che siete entrati profondamente nella mia
quotidianità!
vita e che ogni giorno cerco di affrontare il nuovo
Auguri!!! In modo particolare ai confratelli don Emilio,
cammino che mi si apre davanti consapevole che nello
don Fabio e Luca che con pazienza sono in mezzo a voi
zaino mi avete donato strumenti preziosi, mi avete donato
per condividere le vostre gioie, speranze, fatiche e
parte della vostra vita. Ora si apre davanti a noi un nuovo
difficoltà e coi quali in questi anni è cresciuta la stima e
anno carico di attese, aspettative, sogni e progetti nuovi:
l’affetto reciproco.
per tutti il Giubileo straordinario indetto da Papa
Vi ricordo con affetto e vi affido continuamente a Maria
Francesco sul tema della misericordia; per i giovani la
nostra Madre.
Vostro Riccardo Pincerato
GMG di Luglio a Cracovia e poi ogni giorno la sfida di
vivere con la gioia data dal Vangelo le sfide della nostra
ebraica,
celebrata
proprio
nel
giorno
del
plenilunio.
Fu
benigno
verso gli ebrei
convertiti,
permettendo
loro di far parte
della comunità cristiana; fu rigoroso nelle
pratiche del sacrificio della messa e deciso a
combattere l'eresia del suo tempo: lo
gnosticismo di Marcione.
Morì nel 155. Dante lo esalta come martire
(Paradiso XXV, 43,46).
10 - S. PIO I, di Aquileia, 140-155
È il primo Pio dei dodici pontefici che portano
questo nome. Sembra che fosse fratello del
celebre Erma, uno dei maggiori Padri
Apostolici, autore dell'opera II Pastore, che
molta diffusione ebbe tra i cristiani.
Probabilmente venne con lui a Roma e,
ordinato prete, ebbe il titolo della Chiesa di S.
Pudenziana, la più antica della città.
Nel 140 fu eletto Papa e tenne il pontificato
per quindici anni, durante l'impero di
Antonino Pio.
Prescrisse che la Pasqua fosse celebrata
nella domenica dopo il plenilunio di marzo, in
modo che si distinguesse dalla Pasqua
3
BEN ARRIVATO don Fabio,
ARRIVEDERCI don Riccardo
L’arrivo di don Fabio e il saluto a don Riccardo ci ha portati a vedere riuniti,
domenica 13 settembre durante la S. Messa delle 10.30, i chierichetti delle due parrocchie:
Caldogno e Torri di Quartesolo. Eccoli nella foto ricordo dopo la cerimonia liturgica.
Il parroco
don Emilio
Il nuovo arrivato
Don Fabio
Don Riccardo
Don Charles
Luca
L’insieme dei chierichetti della parrocchia di Caldogno e di Torri di Quartesolo
4
La chiesa si apre per i saluti di benvenuto a Don Fabio
e l'arrivederci a Don Riccardo fra le emozioni dei
parrocchiani dell'U.P. di Torri e quelli di Caldogno
con il loro gruppo di chierichetti che, unito a quello di
Torri, forma una lunga e accogliente schiera bianca.
Alcune foto… per non dimenticare e lasciare il
ricordo…
Foto di Laura, Tommaso e Margherita
Don Fabio Piva nel giorno del suo ingresso a Torri di Quartesolo
Ecco come è cambiata la famiglia
in canonica a Torri: da sinistra Luca,
Don Charles, Don Emilio e Don Fabio
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CAMPO GIOVANISSIMI 2015 : RO-
“Per affrontare la vita bisogna avere coraggio e credere in se
stessi”.
Erano questi i due temi principali del Campo Giovanissimi 2015
che si è svolto dal 2 all'8 agosto, nella splendida Roma.
Diario di viaggio
1° GIORNO: CORAGGIO di PERDERSI
Perdersi nei propri pensieri, perdersi negli occhi di qualcuno,
perdere un amico o una persona cara, perdersi in luogo
sconosciuto… al verbo 'perdere' possiamo attribuire infiniti
significati, sia positivi che negativi. Oggi dovevamo immergerci
nella città di Roma, dovevamo perderci tra le sue infinite stradine e
tra i vari monumenti, per ritrovare i nostri animatori che anche loro
come noi, si erano 'persi' e ci attendevano dall'altra parte della
città, precisamente a Castel Sant'Angelo. Ci sono volute ore e alla
fine, tra magnifiche piazze, edifici altrettanto spettacolari e qualche
foto, abbiamo raggiunto il nostro obiettivo: perderci per la città per
scoprire i suoi angoli più remoti e soprattutto, ritrovare i nostri
animatori.
Nel tardo pomeriggio invece, abbiamo ascoltato le testimonianze
di alcune persone provenienti in particolare dall'Africa, dal Perù e
dall'Afghanistan, che ora vivono presso la comunità di Sant'Egidio
a Roma.
Davanti alle case, sull'asfalto, erano posizionate delle piccole
lastre dorate che riportavano il nome degli abitanti della casa che
non vi avevano fatto più ritorno dopo la guerra, la loro data di
nascita, la data dell'arresto, della morte e il luogo in qui erano stati
deportati e bastava questo per capire quanto coraggio avevano
avuto migliaia di uomini, donne, anziani e bambini nel rimanere nel
ghetto nonostante il pericolo.
Successivamente, nel Museo Ebraico, nel Tempio Maggiore e nel
Tempio Spagnolo, abbiamo potuto ammirare lo splendore e la
ricchezza di un popolo che non ha mai perso la speranza e il
coraggio... “in ricordo di Charles Aaron Golub primo soldato ebreo
americano ad entrare e pregare in questo tempio dopo la
liberazione di Roma – 4 giugno 1944.” Nel pomeriggio, invece,
abbiamo visitato il museo in ricordo dei Martiri delle Fosse
Ardeatine e la catacomba di San Sebastiano.
3° GIORNO: CORAGGIO di CREDERE
Nonostante la sveglia alle ore 5.00 eravamo tutti pronti per uno dei
momenti più importanti e, a mio avviso, più belli del campo:
l'incontro con Papa Francesco.
Sala Nervi, dove si teneva l'udienza di Papa Francesco, era
gremita di persone provenienti da ogni parte del mondo e si
respirava aria di gioia, speranza e fede.
Un'emozione unica quando il Santo Padre ha fatto il Suo ingresso
percorrendo il lungo corridoio che portava al palco della sala:
centinaia di persone di ogni età e colore si erano riversate vicino al
corridoio e urlavano con gioia il nome di Papa Francesco.
Il tema trattato dal Santo Padre durate l'udienza riguardava in
particolar modo i figli di genitori separati e durante il Suo discorso,
Papa Francesco ha sottolineato l'importanza di saper accogliere e
amare tutti coloro che vivono questa situazione.
2° GIORNO: CORAGGIO della TESTIMONIANZA
Dopo una breve visita al Pantheon, ci siamo recati presso il
quartiere ebraico di Roma, un luogo silenzioso che sembra
l'ambientazione di un film degli anni '50, un film che per molti però,
non ha avuto un lieto fine.
Camminando per le piccole vie del quartiere si può percepire la
forza che gli abitanti hanno avuto per ricominciare e riprendere in
mano le redini della loro vita, dopo la Seconda Guerra Mondiale.
CAMPO GIOVANISSIMI 2015 : ROMA
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Primi passi al pc…
anche al pomeriggio…
4° GIORNATA: CORAGGIO del DIVERSO
La giornata è iniziata con la visita agli splendidi e immensi Giardini
Vaticani, dove passeggiando tra i sentieri dei giardini immersi nel
verde, abbiamo potuto notare con quanta cura e amore questo
luogo è conservato e protetto e, la vista sulla Città del Vaticano e
sulla Cupola della Basilica di San Pietro, hanno reso ancora più
bella questa visita. Nel primo pomeriggio abbiamo visitato i Musei
Vaticani, immergendoci nella storia antica, con il Museo Egizio,
per esempio, e il dipinto “Scuola di Atene” di Raffaello e più
moderna con i quadri di Salvador Dalì, particolari ma significativi e
per concludere la nostra visita, in silenzio, abbiamo ammirato la
Cappella Sistina con i suoi magnifici dipinti.
Successivamente invece, ci siamo divisi in due gruppi per fare
un'esperienza di volontariato presso due centri di accoglienza
della comunità di Sant'Egidio: il primo, un edificio dove vengono
distribuiti viveri, abbigliamento, si offre la possibilità a coloro che
chiedono aiuto al centro, di fare una doccia e lavare i propri vestiti
e vengono accolti e aiutati alcuni malati terminali per
accompagnarli, in clima più sereno, durante i loro ultimi giorni; il
secondo, una struttura che ospita un gruppo di anziani che, per
vari motivi, si rivolgono al centro per avere un piccolo
appartamento e un po' di compagnia.
Abbiamo svolto semplici lavori riuscendo a strappare qualche
piccolo sorriso da coloro che venivano a cercare un po' di aiuto e
una parola di conforto.
Il
Circolo
Noi
Associazione presenta il
programma dei Corsi di
Confidenza al Pc Inverno
2015 e Primavera 2016.
I corsi sono dedicati ai
Soci del Circolo Noi
Associazione
che
desiderano iniziare un
percorso
di
avvicinamento
e
confidenza con questo
strumento molto diffuso e diventato altrettanto utile in
molte occasioni. Visto il costante interesse dimostrato
negli anni si ripropongono:
CORSO INTERNET e POSTA ELETTRONICA
(8 lezioni)
Il corso, adatto a chi non ha molta confidenza con
questo strumento, prevede un po’ di conoscenza di
informatica, i primi approcci con la Posta Elettronica,
un viaggio nel mondo di Internet e dintorni, e un po’ di
videoscrittura... Le lezioni sono impostate alla
massima semplicità e adatte anche a chi non ha mai
acceso un computer.
Indicativamente il corso si svolgerà il lunedì sera, dalle
20.45 alle 22.45 con inizio il 26 Ottobre 2015, le altre
lezioni sono previste il 2-9-16-23-30 Novembre, 7 e 14
Dicembre 2015.
Il corso può anche essere replicato di pomeriggio,
indicativamente il Martedì sucessivo.
Presso il bar del Circolo si ricevono le prenotazioni e
informazioni.
Mercoledì 21 Ottobre 2015 alle 21.00, presso il bar
del Circolo, è previsto un breve incontro organizzativo
per gli ultimi chiarimenti e valutare insieme la
programmazione del corso pomeridiano. Eventuali
non Soci potranno comunque aderire a Noi
Associazione.
5° GIORNATA: CORAGGIO di BUTTARSI
La mattinata di pulizie non ci ha per niente affaticati e il pomeriggio
tranquillo, passato passeggiando per le vie di Roma è stato un
ottimo modo per rilassarsi, visitare per l'ultima volta la città e fare
gli ultimi acquisti. La parte migliore è stata la serata finale: in due
parole, magica e indimenticabile.
La Santa Messa celebrata da Don Riccardo si è rivelato uno dei
momenti più emozionanti per noi ragazzi e per gli animatori: gli
incoraggiamenti e gli auguri per il nostro futuro da parte di
quest'ultimi ci hanno fatto capire che nella vita bisogna avere il
coraggio di buttarsi e affrontare a testa alta il futuro e le difficoltà,
sbagliando e rialzandosi, senza perdere la fiducia in noi stessi e
lasciando che le persone a cui teniamo di più ci aiutino.
Un caleidoscopio: il simbolo delle mille prospettive che la vita ci
regala, un piccolo oggetto che crea l'illusione di vedere infinite
combinazioni di colori e forme, un regalo inaspettato e prezioso
che solo la Quarta Tappa ha avuto il grande onore di ricevere.
CORSO APPROFONDIMENTO (8 lezioni)
Si sta pure organizzando un successivo corso, per il
periodo
Febbraio/Marzo
2015,
dedicato
all’approfondimento della conoscenza all’utilizzo del
Pc, della videoscrittura, imparare a gestire e migliorare
fotografie e tanto altro. Per questo corso l’Incontro
Organizzativo è previsto per Mercoledì 13 Gennaio
2016.
Indicativamente le lezioni si svolgeranno il 18
Gennaio,
8-15-22-29
Febbraio
e
7-14-21 Marzo 2016.
Informazioni sempre
presso il bar del
Circolo.
Roma, la città eterna, custodirà sempre la nostra fantastica
avventura, le emozioni vissute, i legami che si sono creati e ogni
singolo sorriso che questo campo giovanissimi ci ha regalato.
“Un ringraziamento speciale ai nostri mitici cuochi, Anna e
Gianluca, e ai loro splendidi figli, Aurora e Antonio, ai nostri amati
animatori che ci hanno sempre sopportato e non hanno mai perso
la fiducia in noi e a Don Riccardo, nella speranza che questo suo
ultimo campo sia stato un ottimo modo di concludere il suo
cammino nella nostra parrocchia. Grazie a tutti voi per aver reso
questa esperienza, nonché il mio ultimo campo giovanissimi,
un'occasione per fare nuove amicizie e consolidarne altre, capire
meglio se stessi e passare una splendida settimana con persone
meravigliose.”
Noi Associazione
Giulia Andriolo, IV Tappa
7
Don Fabio Piva - UNO DI NOI!
l’hai trovato.
TORRI
La canzone che hai nel cuore:
Alive dei Pearl Jam.
GOSSIP
Cosa canti sotto la doccia? Canzoni di chiesa.
Qual è il tuo punto forte? Sorridere.
In cosa sei fragile? Negli abbracci.
Cosa ti fa arrossire? Quando qualcuno mi dice
che sono vanitoso.
A quale cibo non sai resistere: alla piadina!
Quali sono le espressioni che usi più spesso?
“Tipo”, “maaaaamma mia”, “Evviva, evviva,
evviva”.
Cosa ti aspetti dall'U.P? Di camminare insieme.
Cosa ti fa paura dell'U.P? Vorrei dare del tempo
a ciascuno, costruire relazioni profonde e
gratuite, ma ci sono tante persone e non è così
facile.
Un augurio che vuoi fare alla comunità:
Evviva! Evviva! Evviva! Siate testimoni di gioia!
Da ora
cammina
con noi
Ufficialmente nella nostra Unità Pastorale da
domenica 13 settembre scorso quando, nella
Santa Messa solenne delle 10.30, gli è stato dato
il benvenuto: è don Fabio Piva, classe ’81, nuovo
vicario cooperatore dell’U.P. Torri di Quartesolo,
Lerino e Marola.
Come è prassi, Torri Gossip l’ha avvicinato ed
intervistato.
Soprannome: Pivetta.
Di dove sei? Lisiera.
Titolo
di
studio:
Ingegnere
delle
telecomunicazioni.
A che età sei entrato in seminario? A 27 anni.
Prima cosa hai fatto? Mi sono laureato e ho
lavorato in un ufficio tecnico.
Quali persone stimi? Don Emanuele Cuccarollo
e Mauro Pajola, due miei cari amici.
Passi del Vangelo preferiti:
Gv 9 – 11 “Come il Padre ha amato me, anche io
ho amato voi. Rimanete nel mio amore. Se
osserverete i miei comandamenti, rimarrete nel
mio amore, come io ho osservato i
comandamenti del Padre mio e rimango nel suo
amore. Vi ho detto queste cose perché la mia
gioia sia in voi e la vostra gioia sia piena.”
1Gv 4. 8 “[…] Dio è amore.”
L'ultima cosa che hai imparato: a giocare a
“Pikachu”, una sorta di filastrocca accompagnata
da determinati movimenti delle mani.
Sei felice? Sì, ci provo.
Essere o avere? Essere.
La parte di te che meno ti piace: l’essere troppo
quadrato (il passato da ingegnere, ogni tanto,
riaffiora).
La parte di te che più ti piace:
sono molto attivo.
Luogo più bello del mondo: la Sardegna.
3 buoni motivi per cui essere ottimisti:
1. perché ogni giorno ha qualcosa di nuovo da
scoprire;
2. perché c’è sempre qualcuno che ti vuole bene;
3. per lasciare il mondo un po’ migliore di come
A presto!
Margherita Grotto
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GRUPPO SPORTIVO AUDACE GINNASTICA
DAI 3 AI 90 ANNI
(OMS) ha pubblicato un documento, in cui definisce
i livelli raccomandati di attività fisica per tre gruppi
di età:
 bambini e ragazzi (5 – 17 anni): almeno 60 minuti
al giorno di attività moderata–vigorosa, includendo
almeno 3 volte alla settimana esercizi per la forza
che possono consistere in giochi di movimento o
attività prettamente sportive
 adulti (18 – 64 anni): almeno 150 minuti alla
settimana di attività moderata o 75 di attività
vigorosa (o combinazioni equivalenti delle due), in
sessioni di almeno 10 minuti per volta, con
rafforzamento dei maggiori gruppi muscolari da
svolgere almeno 2 volte alla settimana
 anziani (dai 65 anni in poi): le indicazioni sono le
stesse degli adulti, con l’avvertenza di svolgere
anche attività orientate all’equilibrio per prevenire le
cadute. Chi fosse impossibilitato a seguire in pieno
le raccomandazioni, dovrebbe fare attività fisica
almeno 3 volte alla settimana e adottare uno stile di
vita attivo adeguato alle proprie condizioni.
in collaborazione con il comune di Torri di Quartesolo
GINNASTICA ANCORA (OVER 50)
martedì e venerdì 9.15-10.15
(palestra ex scuole medie Torri)
lunedì e giovedì 15.00-16.00
(Marola) prof.Tommaso Rausa
GINNASTICA DOLCE
martedì 15.30 (Lerino) prof. Sonia Giacomazzi
martedì e venerdì 9.15-10.15 (palestra ex scuole
medie Torri) prof. Tommaso Rausa
GINNASTICA PRESCISTICA
lunedì 20.00-21.00 mercoledì 19.30-20.30
GINNASTICA&MUSICA GAG
martedì e giovedì 19.30-20.30
Prof. Marcella Capurso
GINNHASTICA
prof. Sonia Giacomazzi
prof. Marcella Capurso martedì 17.30 -18.30
Anche quest’anno da ottobre inizia il nostro corso
di ginnHastica un gruppo di amici speciali dagli
otto agli “anta”… che da circa quindici anni si
trova il martedi alle 17.30 per muoversi giocare,
sorridere e danzare insieme… siamo in venti,
ognuno con il suo ricco mondo da condividere ma
abbiamo sempre bisogno di nuove persone che
gratuitamente passino quest’ora insieme a noi…
venite a provare??? Vi assicuriamo che nel donare
quest’ora riceverete tantissimo! Vi aspettiamo.
Da settembre è possibile passare in segreteria
Audace in via Aldo Moro, tel. 0444 380193 dalle
ore 15.00 alle 18.00, parlare con i nostri istruttori,
insegnanti di educazione fisica e trovare il corso
giusto per ognuno a qualsiasi età!
E ora …. qualche informazione utile:
Fare sport, ginnastica, ma anche solamente svolgere
attività quotidiane come giocare, camminare, andare in
bicicletta, aiuta a sentirsi meglio, riducendo lo stress,
tonificando i muscoli e aiutando il sonno notturno.
Perché muoversi?
Molti e indiscutibili sono i benefici che può dare una
vita fisicamente attiva. Muoversi è una delle chiavi per
prendersi cura di sé, un modo per migliorare, sin da
subito, la qualità della propria vita. L’esercizio è anche
uno degli strumenti migliori per prevenire e curare
molte patologie:
 potenzia il funzionamento di cuore e polmoni
 migliora l’agilità e l’equilibrio aiutando a sviluppare
(nel caso dei bambini) o a rafforzare (nel caso di
adulti e anziani) l’apparato osteoarticolare e
muscolare
 concorre al benessere psicologico, riducendo ansia,
depressione e senso di solitudine
 aiuta a prevenire e a trattare il sovrappeso perché
regola l’appetito e aumenta il numero di calorie
bruciate ogni giorno
 contribuisce a prevenire malattie cardiovascolari,
abbassando i valori della pressione arteriosa e quelli
dell’ipercolesterolemia
 riduce il rischio di malattie croniche come il diabete
e osteoporosi
Quanto muoversi?
Nel 2010 l’Organizzazione mondiale della sanità
Gruppo Clan Vega
Anche quest’anno noi ragazzi del clan abbiamo
compiuto un passo avanti: questa volta con zaini,
giubbetti e canoe; siamo partiti da Morgano di
Treviso proprio dove nasce il fiume che abbiamo
affrontato nella prima parte di route.
Odori del Sile, acqua fresca, natura, animali e
sole battente ci hanno guidato per i primi giorni e
qualche chiusa sembrava impedirci di proseguire,
ma noi ci siamo caricati sulle spalle le canoe e
abbiamo risolto il problema!
Dopo
quattro
giorni
di
canoa
siamo
arrivati alla quarta tappa: Jesolo, dove
ci stavano aspettando il nostro capo Anna, Don
Riccardo e Luca. Stanchi ma entusiasti d’essere
arrivati a metà percorso, abbiamo preso l’autobus
per Feltre dove si è chiusa la giornata.
Il giorno seguente è stato il Monte Grappa ad
10
Bassano del Grappa.
Cima Grappa, il giorno dopo,
abbiamo visitato l’Ossario e le
trincee con la guida scout Dan
che ci ha accompagnato fino
all’ultima tappa: il rifugio
Ardosetta dove come premio,
ci siamo gustati una cenetta
coi controfiocchi.
Prima di partire per tornare a
casa, non poteva mancare una
Santa Messa, la benedizione di
Don Riccardo e un ultimo
sforzo per arrivare sopra una
piccola cima dove si è svolta la
accogliere i nostri passi, ascoltare le nostre
canzoni e osservare le nostre fatiche: la salita
sembrava non finire mai ma, raggiunti i 1500
metri d' altitudine, eravamo sulla cresta del monte
con un panorama e un' aria tutta nuova e da lì ci
siamo diretti alla malga Paoda dove un’altra
tappa si era conclusa. All’alba abbiamo disfatto le
tende e ci siamo diretti alla stazione più
vicina dove abbiamo preso il treno per dirigerci a
cerimonia.
Con nostalgia e soddisfazione siamo tornati a
casa con zaini pieni di ricordi ed esperienze
nuove da condividere con chi, purtroppo, non ne
ha fatto parte ma può ancora farlo!
Lupetti
tornare la serenità.
Insomma una settimana ricca di avventure e specialità,
dove i lupetti hanno potuto mettersi alla prova e
imparare tante cose nuove.
Ringraziamo tutte le persone che ci hanno aiutato a
realizzare questa fantastica avventura, in particolare i
nostri "baldi cambusieri": Antonella, Ivana, Piter e
Arduino, che ci hanno deliziato con pizza, dolci e ottimi
piatti. Ringraziamo anche i coniugi Gagliardi e tutti i
Capi che ci hanno raggiunto e aiutato.
Buona Caccia!
I Vecchi Lupi
Gruppo Clan Vega
Lupetti Lupetti
Quest’anno i lupetti del branco di Torri hanno vissuto
una settimana a Baselga di Pinè, in mezzo a boschi e
natura splendida.
Tutto è iniziato con un biglietto fortunato trovato nella
posta che ci ha permesso di vincere un viaggio premio
nella medievale città di Carcassonne.
Ogni giorno il tuor operator ci ha fatto scoprire un
abitante diverso della città: un monaco, un mercante,
un contadino, un artigiano e un boscaiolo.
E ogni giorno con loro abbiamo
affrontato sfide diverse.
Abbiamo realizzato delle
sculture con il das, realizzato
lanterne, impastato il pane,
creato uno sciroppo con limone
e zenzero, colorato delle
magliette bianche, scalato il
Dosso di Costalta (1955 m) e ci
siamo sfidati ad antichi giochi
medievali come il tiro alla fune e
il soffiaimbuto.
L’ultima sera un enorme drago
si era impossessato della nostra
città ma un abile mangiafuoco
con l’aiuto della pioggia è
riuscito a scacciarlo e a far
Nicola
11
VAL MALENE 2015: UN CAMPO MEDIE EXTRA!!!
Dal 18 al 25 luglio i ragazzi di 1^-2^-3^ media
e i loro animatori, sono partiti per un viaggio
EXTRA-ordinario: alla conquista di uno
spazio per il futuro!
Accompagnati dai tre protagonisti Melissa,
Ginger, Fray e dal capitano Kirk, abbiamo
intrapreso un percorso che ci ha portati a
contatto con mondi diversi e lontani dal
nostro ma anche con realtà a noi più vicine,
che spesso incontriamo nella vita di tutti i
giorni e a cui prestiamo poca attenzione.
Abbiamo sperimentato la difficoltà di non
capire e di non essere capiti da chi parla una
lingua diversa dalla nostra, da chi ha
tradizioni diverse, abitudini che a noi possono
sembrare tanto strane quanto difficili da
accettare, cercando di trovare ogni volta un
punto di contatto. Ci siamo impegnati a
comprendere come queste diversità siano
motivo di arricchimento per ognuno di noi e
come, nel suo piccolo, ogni ragazzo abbia la
possibilità di dimostrare quanto può essere
straordinario nella vita di tutti i giorni. Il nostro
viaggio è stato arricchito da molti momenti di
gioia e di gioco che ci hanno fatto vivere una
settimana di allegria e di condivisione.
Il nostro grazie va a tutti i ragazzi che si sono
lasciati guidare da noi animatori in queste
nuove scoperte, a Don Riccardo che con la
sua energia e positività ci ha indicato la
giusta rotta da seguire, al fantastico team
della cucina (Anna, Daniela, Teresa e
Antonino) e a tutti coloro che ci hanno aiutato
nella realizzazione di questo campo EXTRAORDINARIO!!
Gli animatori
12
UN VIAGGIO PER
CONOSCERE
anche molta soddisfazione poter vedere
dall’alto tutto ciò che Dio ha creato per noi;
infatti sulla cima abbiamo trovato una
grandissima croce, come ad indicare che Dio
è sempre con noi e alla fine tutta la nostra
vita ci conduce a lui.
I nostri catechisti hanno poi pensato delle
attività simpatiche per aiutarci a conoscere
meglio i frutti e i doni dello Spirito Santo;
questi ultimi, in particolare, sono stati
presentati con la Via Lucis: nella notte,
illuminati solo dalle stelle, abbiamo percorso
7 stazioni e ad ognuna di esse si trovava un
personaggio famoso [Santo o Beato] che ci
ha spiegato in modo concreto cosa significa
vivere i doni che lo Spirito Santo ci dona.
Infatti ognuno di noi ha questi doni, ma spetta
a noi trovarli e utilizzarli al meglio! L’ultimo
giorno, domenica abbiamo concluso con una
festa insieme ai nostri genitori e padrini/
madrine, in un momento di condivisione
davvero emozionante!! Possiamo dire che il
campo cresimandi… Ci Piace!!! Ci siamo
divertiti e abbiamo potuto scoprire cose
nuove: abbiamo imparato a conoscerci, ad
abbattere i muri che ci separano dagli altri,
ad incontrare le persone intorno ad un pozzo
e abbiamo cominciato a fare i primi passi sul
ponte che ci porterà al ‘dopo-cresima’. La
nostra relazione con chi ci sta accanto,
grande o piccolo che sia, è stato il tema
fondamentale del campo: perché la Cresima
LO SPIRITO SANTO
Dal 27 al 31 Agosto, noi cresimandi di Lerino,
Marola e Torri, siamo stati protagonisti di
un’esperienza davvero importante: il campo
cresimandi a Tonezza, in mezzo alle
montagne e alla pace!
Il giovedì mattina siamo arrivati alla casa
dopo una simpatica ora di pullman e subito ci
siamo divisi in tre gruppi, raffiguranti i simboli
dello Spirito Santo: fuoco, vento e colomba.
Questi ci hanno accompagnato nel campetto
e abbiamo potuto vederli da vicino e abbiamo
cercato di rappresentarli per renderli più
concreti; sono simboli importanti, che ci
affiancheranno durante tutta la nostra vita: il
fuoco ci donerà il coraggio delle nostre scelte
cristiane, la colomba rappresenta la pace e
l’armonia tra di noi, ed infine il vento
rappresenta la forza dello Spirito che ci
permette di salire sempre più in alto. Infatti,
come simbolo della Cresima, è stato scelto
un aquilone che, come noi, è sospinto da una
forza invisibile che
però gli permette di
volare. Il venerdì,
invece,
siamo
andati a fare una
scalata
per
raggiungere la cima
del monte Spitz:
che
fatica!!
Ma
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RICCA PESCA DI BENEFICIENZA
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L’ANGOLO
L’ANGOLO EQUO SOLIDALE
Dal Paraguay: la famiglia Godoy
racconta
SOLIDALE
Jesus (6 anni) che vanno alla scuola superiore
e alla scuola materna. La scuola è a 7
chilometri e la metà del percorso è su strada di
terra battuta. Quando piove la strada diventa
impraticabile e a volte Fernando non può
proseguire con la sua motocicletta.
In questo numero del Ge.Pro. vogliamo
raccontarVi la storia di una delle famiglie che
produce direttamente i prodotti che potete
trovare all’interno del nostro mercatino
Equo-solidale.
Sono persone semplici, che lavorano sodo e
che grazie al mercato Equo-solidale sono
riuscite ad uscire dalla situazione di povertà e
guardare sorridenti al futuro; ma eccovi quanto
loro raccontano.
La giornata della famiglia Godoy
Alle 7 Alejandro, come tutti i campesinos, va a
lavorare
nei
campi;
l’agricoltura
biologica richiede cure e attenzione particolare
perché la canna sia di qualità. La signora
Rosalba si occupa della casa.
A mezzogiorno la famiglia si ritrova per
pranzare assieme. Il pomeriggio i figli studiano,
giocano e aiutano i genitori. Alejandro torna nei
campi o si occupa degli animali, mentre
Rosalba cura l’orto ricco di insalata, carote,
cavoli, peperoncini e bietole e tanta frutta:
meloni, papaya, arance, limoni e ciliegie
selvatiche. Rosalba fa il pane in casa, prepara
le marmellate e il formaggio.
Alle 19 è pronta la cena. Oltre ai prodotti
dell’orto e del frutteto, si mangia anche riso,
mais, carne di mucca, pollo e formaggio.
Il signor Alejandro è molto fiero del proprio
lavoro: per la prima volta nella storia del
Paraguay i contadini sono proprietari dello
zuccherificio per trasformare la canna da
zucchero in zucchero Picaflor.
Un sogno che grazie al duro lavoro dei soci di
Manduvirà e al sostegno delle Botteghe
Altromercato e di tutto il Commercio Equo e
Solidale è ora realtà!
Alejandro, Rosalba e Emanuel de Jesus Godoy - archivio Manduvirà
Il signor Alejandro e la moglie Rosalba vivono
in campagna nel paesino Jhugua`i nella
provincia di Arroyos y Esteros in Paraguay.
Sono contadini e hanno una finca (terreno) di
cinque ettari in cui coltivano canna da
zucchero, mais, manioca, patate e altri generi
per l’autoconsumo. Alejandro è socio della
cooperativa Manduvirà che trasforma lo
zucchero di canna biologico e lo esporta in
Italia grazie al Commercio Equo e Solidale. A
Jhugua`i vivono un centinaio di famiglie: la vita
inizia presto. Ci si sveglia alle 5, si beve il tè di
erba mate, si guarda il notiziario per sapere
cosa succede nel mondo, si dà da mangiare
agli animali e si mungono le mucche. Ecco il
latte pronto per la colazione, con cui si mangia
anche pane, mbeju, chipa, o tortilla. Alejandro
e Rosalba hanno tre figli: Alejandra (20 anni)
studia
all’università
e
lavora
nell’amministrazione
della
cooperativa
Manduvirà, Fernando (16 anni) ed Emanuel de
Alejandro Godoy nel campo - archivio Manduvirà
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INSIEME È
TUTTA UN'ALTRA STORIA
stati accompagnati dalla storia di un ragazzo
altrettanto minuto e semplice, ma destinato a grandi
cose: Davide, il futuro Re Davide che lo ritroviamo
nel Libro di Samuele.
Ultimo di otto figli venne scelto da Dio stesso, per
mano di Samuele, per diventare re d'Israele al
posto di Saul che non si stava comportando molto
bene. Come Hic sconfisse Morte Rossa grazie a
Sdentato, così Davide sconfisse il grande e pauroso
Golia con l'aiuto di Dio, portando pace e gioia nel
Regno.
In compagnia di tutti questi amici i bambini
hanno così imparato che non è importante essere
grandi, grossi e potenti per essere qualcuno, ma
che grazie all'amore di Dio possiamo affrontare le
cose belle e quelle meno, che il segreto non sta
nell'avere una forte armatura, ma avere qualcuno al
nostro fianco, un "suonatore di cetra", come diceva
loro Luca.
Sulle note di Sdentato, fra scooby-doo,
cornici e giochi, insieme alle catechiste-drago Erika,
Gessica e Ombretta; agli animatori, GIULIA,
Chiara, Irene, Francesca, Anna e Luca; i cuochi
Anna, Cristina e il tutto-fare Luca con l'aiutante
specializzato Nicolò, i bambini si sono distinti per il
loro valore, coraggio, spontaneità e soprattutto per i
loro sorrisi, sfondo perfetto per ogni impresa di
successo.
… se ci viene detto: "Andiamo a Val Malene!", cosa
ci aspettiamo?
Boschi, aria fresca, al massimo qualche gnomo,
cerbiatto o farfalla … ebbene no!!!
I bambini di II elementare avventuratisi al campetto
dal 4 al 6 settembre si sono imbattuti in ben altre
creature: i DRAGHI!!!
Ad accoglierli al loro arrivo c'era Hiccup, per gli
amici Hic, che, bando alle chiacchere, ha subito
lanciato loro una sfida: se avessero trovato la sua
casa prima delle 17,00 dello stesso giorno
avrebbero vinto niente meno che … un drago di …
nutella!!! Come sarà finita?
Armati di zaini e tanta curiosità i nostri eroi sono
riusciti nell'impresa e nel corso della giornata hanno
ricevuto la degna ricompensa conoscendo non uno
ma ben tre draghi urlanti, che avevano il loro bel da
fare per difendersi da Astrid, la giovane e valorosa
cacciatrice di draghi; Stoick, padre di Hic,
determinato a tutto pur di sterminarli e Skaracchio,
l'allenatore dei cacciatori inesperti e uomo di fiducia
di Stoick.
Ma, l'incontro più atteso ed emozionante è stato
quello con Furia Buia, l'enorme drago nero catturato
incredibilmente da Hic che lo chiamerà poi
"Sdentato" per la natura dei suoi denti, e diventerà il
suo più grande Amico.
Eh sì, il mingherlino Hic era una frana, una
vera delusione per il padre, ma la sua missione era
tutt'altra: far capire a tutti che i draghi non sono
animali da uccidere, ma sono amici, creature da
aiutare! I draghi infatti erano schiavi della tremenda
Morte Rossa (il drago più grande) che pretendeva
cibo in continuazione, pena la morte.
Fu grazie all'unione tra Hic e Sdendato,
accompagnati dai suoi amici, che poterono
sconfiggere Morte Rossa e convincere Stoick e tutti
i vichinghi della bontà e fedeltà dei draghi vivendo
così in una grande amicizia e armonia.
Oltre ai vichinghi e draghi, i bambini sono
LETTERE ALLA REDAZIONE:
Gentile Redazione del il “Ge.Pro”,
ho letto con molto interesse e curiosità l'articolo a pagina 16
dell'edizione di giugno 2015 il n. 75 “Schiavi del
bicchiere” semplicemente perchè la realtà descritta mi
tocca da vicino. Le ultime dieci righe dell'articolo descrivono
bene il problema. La persona che beve alcol per sentirsi
efficiente e sicura ne deve assumere in continuazione
cadendo in un circolo vizioso. La persona non si accorge
che man mano che beve si isola sempre più da tutte le
persone che le vogliono bene siano esse moglie, figli o
nipoti. Viene a mancare il dialogo ed è difficile condividere
sempre più il quotidiano. La famiglia si guarda intorno,
discreta cercando un aiuto che non trova. Pochi sanno che
a Torri di Quartesolo esiste il club 749 dell'Associazione
Club Alcoligici Territoriali che è una porta aperta per tutte le
famiglie in cerca di un sostegno per affrontare la
problematica. Forse per alcuni è difficile fare il primo passo
e chiedere aiuto ma in club si trova una seconda famiglia
dove l'accoglienza, la solidarietà e l'amicizia sono i valori
principali. Se pensi che nella tua famiglia l'alcol sia
diventato un problema chiamaci allo 3287437029
(Alessandra)
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CAMPO ELEMENTARI VAL MALENE 2015
Se aprite il dizionario e cercate la parola “viaggio” vi
imbatterete di certo in questa definizione: “Giro
attraverso luoghi o paesi diversi dal proprio, con soste
e permanenze più o meno lunghe, allo scopo di
conoscere, istruirsi, sviluppare o consolidare rapporti,
divertirsi”. Ecco!!! Il campo Val Malene 2015
affrontato da 50 ragazzi di 3^-4^-5^ elementare di
Torri di Quartesolo può essere tranquillamente
definito come un fantastico… Viaggio!!!! Dall’11 al
18 Luglio i nostri ragazzi, guidati da ben 11 animatori
agli ordini di Don Riccardo, hanno preso parte a
questa splendida avventura nella quale sono riusciti a
riscoprire la bellezza della vita di Noè che, insieme ad
i suoi amici ed a tutti gli animali dell’Arca, è stato il
protagonista di questa settimana. Di giorno in giorno,
infatti, abbiamo imparato i diversi atteggiamenti che
hanno contraddistinto la vita di Noè e che hanno
influenzato in maniera particolare il suo rapporto con
la missione affidatagli da Dio: salvare l’umanità dal
peccato. Su questi atteggiamenti quotidiani (stupore,
disponibilità, collaborazione, gratitudine, scelta,
gratuità, fiducia) i ragazzi hanno potuto riflettere in tre
momenti distinti della giornata: al mattino, con il
momento dello “Spiegare le vele” nel quale la giornata
prendeva il via con la scenetta ed una prima riflessione
sul brano del Vangelo; al pomeriggio, con il momento
“Tutti sul ponte” dove si rifletteva in particolare su
una canzone divisi per gruppi; nel dopo cena, con il
momento dell’ “ammainare le vele” in cui si
ringraziava il Signore per i doni ricevuti durante il
giorno che venivano appuntati nel personale “Diario di
bordo”. Il resto della giornata era scandito dal ritmo
incalzante dei giochi e delle attività inerenti
l’atteggiamento del giorno proposte dagli animatori.
Un’altra novità importante di questa settimana è stata
la variazione del numero delle camminate: infatti dalle
classiche due camminate settimanali si è passati a tre.
Ragazzi e animatori hanno saputo apprezzare il gusto
della fatica che porta al raggiungimento della meta
che, quest’anno, è consistita in paesaggi mozzafiato
come il Lago degli Asini, Malga Sorgazza, e il Parco
Fluviale. Questa esperienza è stata possibile grazie alla
presenza di un gradito ospite che da qualche anno si
faceva vedere con il contagocce durante i campeggi: il
Sole!!!!! Un'altra componente importante di questa
esperienza è stata l’arcobaleno che, con i suoi colori e
i relativi significati, ci ha accompagnato giorno per
giorno, dando anche il nome alle nostre 4 squadre!!!
(Gialli, Rossi, Verdi e Viola). In questa intensa
settimana, in questo lungo viaggio, ragazzi e animatori
sono riusciti a creare un rapporto forte, a diventare una
famiglia; una famiglia di cui fanno parte sicuramente i
cuochi che con il loro lavoro e la loro disponibilità
hanno reso a tutti più piacevole e confortevole il
soggiorno in Val Malene deliziandoci con ogni sorta
di prelibatezza… minestre incluse!!! La settimana si è
conclusa con la giornata genitori: un bel momento per
stare insieme e condividere le impressioni
sull’esperienza vissuta.
Per concludere, credo sia giusto prendere spunto
dall’inno che ogni giorno ha aperto e chiuso le nostre
giornate in Val Malene: Buon viaggio; il campo, come
detto in precedenza, è stato un lungo viaggio, pieno di
incognite e preoccupazioni all’inizio, ma altrettanto
ricco di ricordi e nuovi legami alla fine; quindi è
questo che noi animatori e i ragazzi ci portiamo a casa
da questa esperienza: la consapevolezza che, citando il
testo, “per quanta strada ancora c’è da fare…
AMERAI IL FINALE!!!!”
SHARE THE LOVE
Elia Manuri
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Alla scoperta della Terra del
Santo e delle
Pietre Vive
Dal 6 al 20 Agosto 2015
marcati, il Suk il mercato tipico nelle viuzze e nei negozi
che sono lì da millenni, le mura Erodiane e di Solimano il
magnifico, gli scavi archeologici che rivelano strati su
strati che confermano anche nella roccia la vocazione della
città a miscuglio di genti. Dall'alto della terrazza di "Maria
Bambina" dove abbiamo alloggiato per tutti i 5 giorni di
permanenza, potevamo ammirare tutta Gerusalemme nella
sua bellezza: da un lato la Basilica del Santo Sepolcro,
dall'altro la vista sulla spianata delle moschee, con la
famosa cupula dorata della grande moschea di Omar, con
il monte degli Ulivi che faceva da sfondo. Alla sera e alle
prime luci dell'alba il silenzio era rotto dal canto potente
del Muezim.
Indimenticabili le esperienze vissute nei luoghi simbolo
della nostra fede, in primis la messa al Golgota, celebrata
senza canti e sommessamente alle sei di mattina, sotto il
rigido regime dello "Status Quo", e l'esperienza al podere
del Getsemani, durante la notte a vegliare e pregare come
Gesù coi suoi discepoli, con la guida spirituale di Fra
Diego, custode del santuario.
Durante la permanenza a Gerusalemme abbiamo fatto
esperienza di comunità, che fin dai primi momenti del
viaggio ha visto il nostro gruppo unirsi in un sentimento di
affiatamento davvero bellissimo e spontaneo.
La visita della città è stata intervallata dall'incontro con le
Pietre Vive del posto, in particolare Daniela Yoel una
israeliana ebrea che si batte con la sua associazione di
donne ebree per il rispetto dei diritti umani ai check Point
israeliani, dove i Palestinesi vengono spesso discriminati
pesantemente rendendo loro la vita quasi impossibile.
Abbiamo poi conosciuto altre Pietre Vive: Geries Khoury
responsabile dell'associazione Al-Liqà che sostiene e
promuove il dialogo inter-religioso, e le suore Elisabettine
del Caritas Baby Hospital di Betlemme, un ospedale
pediatrico dove offrono assistenza ai bambini della zona e
alle loro famiglie, senza nessuna discriminazione.
Con le suore abbiamo pregato il Rosario lungo il muro di
separazione di Betlemme, assieme a molte altre persone
giunte da altre parti d'Italia e anche d'Europa.
Esperienze di fede e comunione, ma anche di divertimento.
Una mattinata è stata dedicata al relax immersi nel mar
Morto, con i suoi leggendari fanghi salutari, giusto per
ricaricarci e riprendere il viaggio nel deserto di Giuda, alla
volta di Gerico dove si trova la fontana di Eliseo e il
Quest'estate abbiamo avuto la fortuna e il privilegio di
partecipare ad una esperienza molto speciale: un viaggio di
15 giorni in Terra Santa, organizzato dall'Ufficio di
Pastorale Giovanile della nostra diocesi.
Non un viaggio di puro turismo, piuttosto un'esperienza di
scoperta delle "Pietre Vive" e del cosiddetto "quinto
Vangelo".
Il gruppo era composto da 20 giovani di tutta la diocesi,
compresi i due accompagnatori e guide spirituali, don
Gianantonio Urbani e don Jonas Donazzolo degli
Scalabriniani di Bassano, in due i ragazzi dalla nostra U.P.
L'importanza di questo Pellegrinaggio è davvero grande
perché gli ultimi anni hanno visto una significativa
diminuzione della presenza dei pellegrini cristiani in quei
luoghi, soprattutto italiani, in parte per la crisi ma
soprattutto per la mala informazione dei media, che
tendono ad associare quei luoghi alla guerra, al terrorismo
e al fanatismo religioso.
Quindi è stato difficile mettere insieme un gruppo
sufficiente per non far saltare il viaggio, ma l'impresa è
stata compiuta e finalmente il 6 Agosto siamo partiti da
Venezia destinazione Tel Aviv!
Il nostro cammino ha avuto inizio alla scoperta della
Galilea: la salita al monte Tabor, luogo della
Trasfigurazione, ha preceduto la visita a Nazareth, dove
abbiamo potuto ammirare la maestosità della basilica
dell'Annunciazione, luogo nel quale il "Si!" di Maria ha
dato inizio al grande Mistero.
Lasciata Nazareth ci siamo messi sui passi del Maestro
fino a raggiungere il lago di Tiberiade, luogo dei miracoli
della moltiplicazione dei pani e dei pesci e della pesca
miracolosa. La visita della Galilea si è conclusa a Tashiha,
comunità cristiana gemellata con la nostra diocesi, dove
siamo stati ospitati per due notti a casa delle famiglie arabe
e dove abbiamo potuto sperimentare la leggendaria
accoglienza di quel popolo, condiviso il cibo e la festa, e
respirato la loro fede autentica,
quindi fatto il bagno nel mar
Mediterraneo assieme ai giovani
di Tarshiha.
La seconda parte del viaggio ha
avuto inizio in Samaria, luoghi
considerati "pericolosi" dai
media, ma dove invece ci siamo
sentiti accolti, e abbiamo avuto il
privilegio di abbeverarci al
pozzo della Samaritana, a Sicar
(l'antica Nablus). Siamo dunque
giunti
finalmente
a
Gerusalemme, Crocevia delle
Genti, punto di incontro tra le tre
grandi religioni monoteiste (e
sorelle...!).
Città affascinante sia da punto di
vista storico, artistico e religioso,
che sociale: la convivenza delle
tre grandi religioni con i propri
usi e costumi così fortemente
24
Questa volta si sposa....
Mosaic Center, che aiuta i giovani del luogo, arabi
musulmani e cristiani, a imparare il lavoro di mosaicisti,
con la collaborazione dell'Italia, in una ammirevole opera
di costruzione di una pace possibile.
Altre tappe a Gerusalemme e dintorni sono state l'omaggio
allo Yad Yashem il memoriale dell'olocausto, e la visita ad
Ain Karem e alla "basilica della Visitazione" che vi sorge,
memoria della visita di Maria alla cugina Elisabetta.
Una visita archeologica emozionante e avventurosa ci ha
portati nelle viscere sotterranee di Gerusalemme, lungo il
"tunnel di Ezechia", alla scoperta dell'antica città di
Davide.
Lasciata Gerusalemme, è iniziata la terza parte del
pellegrinaggio, vivendo la dimensione del servizio. La
Tenda delle Nazioni, un podere che sorge su una collina
poco distante da Betlemme, in pieno territorio dell'Autorità
Nazionale Palestinese, ma conteso e minacciato
dall'avanzata dei Coloni israeliani. Qui Dawud con la sua
famiglia porta avanti una battaglia nonviolenta, iniziata da
suo nonno 100 anni fa, per non cedere e farsi portar via la
terra: da molti anni volontari da tutto il mondo, compresi
noi, si danno il turno per prestare servizio gratuito e
lavorare la terra, accudendo le fragili piantine di olivo e di
vite, abbeverandole ed estirpando le erbacce. Una
esperienza unica, che in due giorni ha segnato
profondamente i nostri cuori.
Abbiamo quindi concluso il nostro servizio a Betlemme,
presso l'istituto Effetà, fondato per volere di papa Paolo
VI, dove le suore Dorotee di Vicenza e anche arabe, da più
di 50 anni educano i bambini audiolesi a parlare, regalando
loro una vita normale, che li porta anche a laurearsi.
Dei veri miracoli, e le famiglie, in gran parte musulmane,
sono estremamente grate e riconoscenti a queste grandi
suore, ribattezzate scherzosamente "suore d'assalto" per la
loro grande tenacia e coraggio in un territorio che conosce
grandi ingiustizie e sofferenza, instabilità politica e
violenza. In cambio della calorosa ospitalità delle sorelle
Dorotee, abbiamo svolto molti lavori di pulizia e
manutenzione della scuola, anche pesanti, sotto l'affettuosa
supervisione di Fu-Had, il custode.
Il nostro viaggio si è concluso con una festa assieme alle
suore Dorotee, con balli e canti.
il 3 ottobre Margherita Grotto si unisce in matrimonio con
Enrico Carli......
Agli sposi un "Grest" di
auguri profumato di ACR
e UP di Torri, Lerino e
Marola per il grande
servizio parrocchiale,
sociale e comunale.
Giornalista nata nella
redazione del “Gepro” e
ora anche in quella della
"Voce dei Berici" dove il
suo nome appare di
consueto nei suoi
bellissimi articoli pieni di
simpatia e professionalità.
Non abbiamo bisogno di intervistarla perché ciò che si può
dire di lei lo si legge nel suo impegno e disponibilità continuo
e nel suo sorriso aperto e gioviale per tutti.
Una particolare riconoscenza nel giorno dei fiori d'arancio da
parte di tutta la comunità di Torri e un in bocca al lupo per il
futuro che sia roseo e pieno di gioie.
Laura Carretta
Per i miei genitori
Signore Gesù,
nel tuo filiale amore a Maria e Giuseppe,
mi sei modello di amore, di rispetto
e di obbedienza ai miei genitori.
Fa’ che io sappia manifestare sempre
una sincera riconoscenza
per tutto quello che fanno per me.
Concedi loro salute e lunga vita,
benedici i loro progetti,
assistili nelle difficoltà.
aiutami a dialogare con loro,
ad accettarli con le loro virtù
e i loro difetti.
Fa’ che anche loro mi capiscano
e con pazienza reciproca
riusciamo a superare i momenti
di tensione e di incomprensione.
Ti chiedo, Signore,
che nella nostra famiglia,
come in quella di Nazaret,
regnino l’amore, la gioia e la pace.
Questo pellegrinaggio è stata una esperienza unica e
indimenticabile, e invitiamo tutti i giovani ma anche gli
adulti della nostra U.P. a fare visita al più presto alla Terra
del Santo, il Quinto Vangelo, e a incontrare le pietre vive,
per abbeverarsi alle sorgenti della nostra fede!
Non ci resta che augurarvi: "L'anno prossimo a
Gerusalemme!"
Marco Pedron e Davide Ghiotto
Afro lelli
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26
TUTTI A TAVOLA
“Tutti a tavola” è stato per il campo famiglie
in Val Malene un richiamo forte, un invito
destinato a ciascuno: “ Lasciate tutto quello
che state facendo e correte qui, perché c’è
qualcosa di importante, di bello, di
coinvolgente da fare insieme”.
Ciò che ci è stato offerto aveva bisogno di
essere gustato e compreso, per renderci
capaci di esprimere e progettare la nostra vita
in una prospettiva diversa, sorprendente,
facendoci scoprire una forza che non
pensavamo di possedere e che ha coinvolto il
nostro corpo, la nostra mente e il nostro cuore
nella ricerca della vera felicità. Non uno qualunque ci ha rivolto
l’invito “Tutti a tavola”, bensì quel Dio che per farsi conoscere
da ciascuno di noi ha inviato nel mondo suo Figlio, la sua
Parola fatta carne, venuta ad abitare in mezzo a noi. Una
tavola speciale la Sua, quella dell’ultima Cena, attorno alla
quale Gesù ha raccolto le persone con le quali ha condiviso i
suoi giorni di predicazione e a cui ha affidato un compito
difficile: dare alla propria vita un senso più profondo.
L’ascolto quotidiano di un
brano della Parola di Dio ci
ha permesso di cogliere
quante sfumature diverse
porta in sé il tema del
mangiare e del nutrirsi, che
ha guidato la proposta del
campo; Gesù ci ha
ricordato che stare a tavola
con gioia è possibile,
soprattutto quando ognuno
ci mette impegno ed
energia, vivendo da
protagonista la propria vita
nel segno del Suo amore.
Attraverso l’incontro con la
Parola, i momenti di gioia, la fatica del cammino, la
condivisione del cibo e del servizio, le risate, i giochi, l’ascolto
delle parole di Papa Francesco, abbiamo scoperto che per
nutrire la nostra vita, quindi per star bene, dobbiamo “andare
oltre l’istinto del cibarsi”, per comprendere che “non di solo
pane vive l’uomo” ma anche di parole, relazioni, sguardi che
nutrono la vita intera e che ci invitano ad uscire per andare
incontro agli altri. Siamo grati per l’occasione che ci è stata
donata di vivere insieme con tante famiglie, vecchie e nuove,
l’avventura del campo, dove abbiamo sperimentato la fecondità
che viene da una esperienza di vita condivisa, sempre
accompagnata e sostenuta dall’amore di Dio.
Un grazie di cuore a Don Emilio e a tutte le famiglie che,
insieme, hanno scelto di unirsi alla nostra tavola.
Famiglie Val Malene
UN RINGRAZIAMENTO SPECIALE, A TUTTE LE
PERSONE, CHE HANNO CONTRIBUITO CON IL
LORO SERVIZIO, ALLA BUONA RIUSCITA DEI
CAMPEGGI ESTIVI IN VAL MALENE.
GRAZIE DELLA VOSTRA PREZIOSISSIMA
COLLABORAZIONE.
Adriano
Nelle due foto vediamo le “persone speciali”
...in pausa pranzo
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abbandoni e nuove acquisizioni, ma Ernesto è sempre là, sulla
tolda della nave. Il coro è sempre molto impegnato perché canta
nella S. Messa Grande delle 11,00 ed anche seppure in numero
ridotto, nelle ss. funzioni domenicali del pomeriggio o nella famosa
messa in terzo di qualche funerale importante.
Con l'avvento delle novità conciliari, la liturgia viene rinnovata.
Prendono il sopravvento, anche se dobbiamo ammettere con una
certa prepotenza, i cori giovanili (nessuno se ne abbia a male,
anche perché chi scrive ha fatto parte del ristretto gruppo dei
fondatori). L'armonium (o armonio in dialetto) diventa uno
strumento immeritatamente superato. La Giannina però tiene duro
e senza scatenare "guerre di religione", anima ottimamente il
gruppo di canto dei bambini ed tiene in piedi il coro degli adulti
che, in periodo post conciliare è finalmente formato da voci
maschili e femminili e che ad onore del merito, sono in
maggioranza. Ernesto è sempre presente, ma il coro adulti storico
assume una posizione più sfumata, anche se generosa e
costante.
Siamo ai giorni nostri; la Parrocchia può
contare su più gruppi di canto che
sostengono liturgicamente l'azione
pastorale parrocchiale: coro di bambini,
giovani, coro femminile S. Cecilia e la
nostra corale mista alla quale partecipi
anche tu Ernesto. Adesso maschi e
femmine sono insieme, l'accostamento è
casuale, non ci sono più distinzioni. La
curva è stata soppressa e tutti cantano in
tribuna, la cui posizione definitiva è
quella dell'organo, ultima innovazione
strumentale molto discussa, ma portata
a termine dal silente lavoro di
mediazione, del nostro paziente don
Emilio.
Tornando alla ricostituita corale
parrocchiale, ora formata da uomini e
donne, abbiamo al comando due donne: la maestra Barbara e
l'organista Cinzia. Certo non c'è più don Girolamo che, a causa dei
nostri frequenti errori si incavolava battendo con il suo bastone sul
piano dell'armonio. Ora c'è Barbara che non avrà il bastone, ma
non ci risparmia (eccome se si incavola…) i solenni rimproveri per
i nostri portamenti, le amnesìe, le cacofonìe musicali e tutte le
cadute di stile di cui soffre la nostra corale.
E alla fine della storia ci sei ancora tu, carissimo Ernesto, sempre
presente con la tua costanza, il tuo impegno puntuale ed il tuo
interesse manifestati con quella encomiabile, civile educazione e
umiltà che ti distinguono e che sono di esempio per tutti, giovani e
non, in un'epoca in cui nessuno si prende impegni per tempi
lunghi e/o che li vive in modo saltuario, in base all'umore del
momento, senza pensare di mantenere fede alla parola data.
Per chiudere, per oltre 70 anni, sei stato la formichina che ha
lavorato in modo umile e silenzioso e per questo tuo impegno, ti
dobbiamo dire noi
GRAZIE ERNESTO
ELOGIO ALLA SEMPLICITA' E
ALLA COSTANZA
Il 18 giugno us. la corale parrocchiale si è ritrovata in pizzeria per
la consueta conclusione dell'anno "canoro" che si conclude ogni
anno con la festività dei SS. Gervasio e Protasio.
Quest'anno c'e stata una sorpresa: il "basso" Ernesto, ha voluto
festeggiare l'evento, offrendo una bellissima, oltre che ottima torta.
Ernesto, ha giustificato questo suo gesto per ringraziare il fatto di
essere stato accettato a cantare nel coro.
Con il cuore in mano e senza retorica, che tra l'altro non si addice
alla persona, noi rispondiamo così.
No! Caro Ernesto, siamo noi, anzi la Parrocchia che ti deve
ringraziare. Tu appartieni alla storia del canto parrocchiale e
qualcuno di noi, senza timore di essere smentito, può esserne
buon testimone.
Come è noto, quando si citano fatti
lontani nel tempo, non si fa più cronaca,
ma si fa la storia.
E allora facciamola questa storia!.
Negli anni 1940-1945, sei un
manovratore del mantice che soffia aria
nell'organo che viene regolarmente
suonato dall'organista ufficiale della
parrocchia che è il sig. Ettore Stella.
L'organo era installato sopra la porta di
ingresso centrale della vecchia chiesa.
Sarà poi demolito in seguito alla
distruzione dell'edificio a causa di un
bombardamento alleato, sul finire della 2°
guerra mondiale.
Nell'anno di grazia 1953, Papa regnante
è S. PIO XII, governatore episcopale
della nostra Diocesi mons. Carlo Zinato,
presbitero preposto alla cura delle anime
delle pecorelle torquartesolane è don Giacomo Antoniazzi.
Siamo in un'epoca in cui non ci sono i cori giovanili; le suore
dell'asilo conducono la "cantarine" (giovanissime ragazze che
prestavano la loro voce al canto durante le funzioni religiose) e sta
emergendo la mitica e compianta Giannina. Il coro vero e proprio
è solo maschile, con i tenori primi, tenori secondi, baritoni e bassi.
Tu Ernesto, eri allora un "tenore primo" In questo anno fatidico, si
aggiungono le "voci bianche", nelle quali entra un tuo attuale
compagno di coro che proprio voce bianca non lo è più da un
pezzo. Don Giacomo ci tiene molto al canto ed il gruppo maschile
è sostenuto con efficacia da una serie di maestri di tutto rispetto:
Don Girolamo Conte, il maestro cieco Armando Veronese ed il
famoso Natalino Tacchetti scomparso di recente, figura mitica
della musica vicentina, conduttore, fino agli anni '60 inoltrati, della
banda musicale dei ragazzi dell'orfanatrofio di S. Domenico.
Siamo in periodo pre-conciliare, per cui cantori e cantarine,
animano sì la liturgia , ma sono 2 corpi separati. I cantori stanno
dietro all'altare mentre il coro femminile sta giù nella navata dei
fedeli. In termini calcistici possiamo così esemplificare: maschi in
tribuna, mentre la parte femminile sta in curva! Sono gli anni del
Canto Gregoriano, della musica del Perosi e della Messa degli
Angeli, cantata al completo compreso il Credo. Intanto il tempo
corre! Il non ancora Don, Mario Saccardo, nostro parrocchiano e
futuro Grande della musica religiosa vicentina, inizia a mescolare
le carte: mette insieme le voci maschili con quelle femminili, per
cantare la Messa degli Angeli. Poi Don Mario Saccardo prende il
volo tipico dei novelli sacerdoti, ma la sua opera resta, nel senso
che molti/e hanno imparato a cantare per merito suo. Come la
fisiologia umana insegna, i maschi mutano voce; questa non è più
bianca ma inizia ad ingrigire. Alcuni giovani si infilano nel coro
maschile, altri spariscono, altri non sono invitati perché la loro
voce sta prendendo una tonalità da botte vuota con i cerchioni
allentati: in pratica sono stonati! Anche tra gli uomini ci sono
P.S. Don Girolamo era stato cappellano degli alpini in Russia e gli venne
amputata una gamba a causa del congelamento patito durante la ritirata
di Russia. Gli fu applicata una protesi di legno e per questo motivo
camminava con il bastone, strumento che usava anche a scopo
"didattico", durante le prove di canto.
Approfittiamo dell'occasione per invitare PERSONE DI BUONA
VOLONTA', a farsi avanti per cantare. La scelta dei cori è varia.
Purtroppo non si tratta di partecipare a concorsi musicali, ma di
animare la liturgia per renderla più onorevole a Dio e… piacevole
ai fedeli. Se sei un giovane ti invitiamo a partecipare al coro
giovanile. Se sei un adulto, puoi scegliere tra il coro femminile di
S. Cecilia oppure la corale parrocchiale formata da uomini e
donne. Ogni coro ha le sue peculiarità ma la retribuzione è unica e
garantita: l'assegno cumulativo staccato dal Padreterno!!!
La Corale Parrocchiale
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La chiesa di Lerino
cave vicentine, ne ha favorito la scelta. La Madonna ha in
mano un fiore di melograno e il Bambino una melagrana.
Statua quattrocentesca attribuita a Nicolò da Venezia, anche
dal nostro celebre concittadino di Torri e accademico olimpico,
Mons. Mario Saccardo, è una scultura che riprende fedelmente
quella conservata nella cripta della Cattedrale di Vicenza.
È caratterizzata da forme piene, ampio panneggio, splendida
policromia con rifiniture in oro.
Un altro episodio lega la chiesa di Lerino al Duomo di Vicenza,
e precisamente il culto ai santi Leonzio e Carpoforo, un tempo
patroni della città, così antichi che nessuno, o quasi, ricorda più
questi due fratelli medici. Il legame consiste proprio nel fatto
che a Lerino esisteva una prima chiesetta intitolata ai due
martiri del IV secolo e che probabilmente sorgeva in un terreno
di via Cantarana. L’attuale chiesa è dedicata, invece, a San
Martino; santo molto più popolare, nel bene e nel male: citato
sempre come esempio di carità per la condivisione del proprio
mantello con il povero, ma giorno nefasto per i poveri contadini
che non avevano ancora pagato l’affitto e che quindi dovevano
lasciare casa e terreni, cioè ‘fare San Martin’, proprio l’11
novembre, giorno della sua festa.
La statua del santo a cavallo era posta sul campanile, ma
purtroppo statua, castello delle campane e campanile, divenuti
pericolanti, vennero abbattuti nel 1839.
Il nuovo e attuale campanile, progettato nel 1840 dall’ing.
Antonio Zimello, si conclude con merli a coda di rondine che gli
danno un aspetto più di torre di difesa o di avvistamento,
insomma di una torre civica, non certo di un edificio sacro.
Fortunatamente, nel 1967, in cima è stata collocata facilmente,
grazie agli efficienti macchinari di sollevamento della ditta
Omba, la statua in pietra della Madonna, scolpita dallo scultore
Felice Canton di Camisano.
Sia la Madonna antica all’interno che questa contemporanea
all’esterno sono due capolavori, di stili diversi, ma sicuramente
di pregio. Frammenti della precedente statua di San Martino
sono conservati presso la casa degli Slaviero e, adesso,
l’immagine del santo appare nella vetrata del finestrone della
facciata, vetrata realizzata a metà Novecento da Leandro
Pesavento. Altre opere moderne sono presenti in chiesa, come
la Via Crucis modellata in terracotta, i dipinti del pittore Ascanio
Chiericati, il soffitto al centro della navata è una tempera su
muro di Renato Cogato del 1991, il coro e l’organo.
Si conserva, invece, ancora un’altra opera antica,
settecentesca: è la tela di San Valentino, dipinta da Costantino
Pasqualotto. Il quadro impreziosisce il ricco altare barocco,
simile nello stile a quello della Madonna del Rosario. Si vede il
santo, presso un altare, che benedice un bambino tra le
braccia della madre. A destra e a sinistra altre due figure, in
ombra, assistono alla scena con devozione. La luce che
colpisce i tre personaggi principali sembra provenire dalla
nuvola in alto che avvolge la Vergine col Bambino e un gruppo
di festosi angioletti. Sono scomparsi due altari lignei, il pulpito
anch’esso in legno, varie statue e dipinti, tra cui una tela
attribuita al famoso pittore seicentesco Alessandro Maganza.
Non è scomparso, invece, il documento che attesta la lite per
un’abitazione tra il parroco di Torri e quello di Lerino,
conclusasi a favore di quest’ultimo!
Tuttavia, non lasciamoci distrarre da queste “quisquilie” d’altri
tempi, ma piuttosto lasciamoci trasportare in alto dai canti e
dalla musica dei coristi di Lerino, magistralmente accompagnati
dai maestri Vignato, celebre famiglia locale di musicisti
eccezionali.
Nel numero scorso ho raccontato della chiesa di Marola che,
diventata santuario, ha iniziato una nuova storia di fede e di
preghiera. Un numero maggiore di fedeli, e non solo
parrocchiani, la visitano assiduamente ed è meta di frequenti
pellegrinaggi per la presenza dell’altare di Mamma Rosa.
Questa volta vi parlo della chiesa di Lerino che vanta origini
antichissime, ed inizio sottolineando che anche qui c’è un
altare degno di nota che desidero mettere in evidenza, e cioè
l’altare della Madonna del Rosario.
Si tratta di un tipico altare barocco settecentesco, molto bello,
prezioso per la forma e per gli intarsi.
La data, 1709, compare nell’iscrizione in latino, sopra il timpano
dell’altare, alla fine della dedica:
“A Dio Ottimo e Massimo e alla Regina del Rosario Madre
di Dio nostra protettrice, con i pii aiuti dei fedeli fecero
erigere questo altare e con il personale interessamento del
Rettore Don Domenico Capellin”.
[D.O.M/HANC ARAM/SS.MI ROS. REGINAE DEIPARE/ NRO IUGI
PRESIDIO/PIA FIDELIUM SUBSIDIA/EXCITAVERE/ RECT.E AD. R.
DOMINICO CAPELLINO/MDCCIX].
E lo storico Maccà riporta, a proposito di questo sacerdote, che
morì all’età di circa 79 anni e che fu sepolto in questa chiesa
dopo che fu rotto il pavimento.
L’altare è in pietra con incastonati
marmi neri e rossi. Sottili ed eleganti
colonnine marmoree rosso grigie a
venature bianche incorniciano 15
tondelli rappresentanti i Misteri del
Rosario, dipinti direttamente sulla
pietra. L’opera d’arte pregevole è
comunque la preziosa statua della
Madonna con Bambino, in pietra
dipinta, datata 1440 circa, inserita
nella nicchia dell’altare.
Vi fu collocata solo nel 1924; prima si
trovava sempre in una nicchia, ma in
sacrestia. La disponibilità di un
materiale straordinariamente adatto a
essere scolpito, come la pietra delle
Patrizia Muroni
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Schiavi del bicchiere...2
Continuo il nostro dialogo lasciato sullo scorso Ge.Pro. che
parlava della schiavitù del bicchiere, dell’abuso di alcool e
droghe, cocktail di veleni che provocano in chi li assume una
gioia e una allegria illusoria.
L’abuso di alcool e di sostanze psicoattive e la superficialità
con la quale si affronta questo tema, i messaggi diseducativi
offerti dalla società, sono un pesante incentivo a
comportamenti pericolosi, soprattutto se si guida e
costituiscono la maggiore causa di incidenti stradali. Anche
dopo tempo dall’assunzione di questi miscugli, il nostro
corpo ne trattiene ancora in alta percentuale,
compromettendo le nostre facoltà.
Ecco
alcuni
numeri: 500 la
media quotidiana
degli incidenti
sulle
strade
italiane. 183.000
il totale degli
incidenti con
ferimento
di
persone (nel
2013). 260.000 il numero dei feriti (sempre nel 2013) una
media di 712 al giorno. 3.400 il tragico bilancio delle persone
che hanno perso la vita sulla strada. Nel 25 - 30 % del totale
degli incidenti il conducente è soggetto a stato di
ubriachezza e utilizzo di droga.
Gli adulti che bevono non fanno male solo a se stessi, ma
riproducono a catena un fattore di dolore sociale, partendo
dalla famiglia nella quale, spesso ritornano in stato di
alterazione, irritati e confusi, incapaci di autocontrollo.
La conseguenza è quella di annientare la famiglia, mostrare
debolezze e fragilità che colpiranno irrimediabilmente i
propri figli per i quali la società non fornisce alcun
sostentamento psicologico.
Perché i ragazzi bevono?
Spesso sentiamo i ragazzi dire che “una festa senza alcool
non è una festa” e farlo in compagnia è più da sballo. Farlo
insieme ad altri esorcizza i sensi di colpa, la paura, aiuta a
dimenticare le conseguenze dei propri atti. Chi beve da solo
non si diverte!
Come possiamo spiegare questo ai ragazzi?
Buona parte di responsabilità è dell’adulto che talvolta non
vuole prendersi la responsabilità di dire NO! L’abuso alcolico
è frutto di un sistema che sfrutta la fragilità adolescenziale
per trarne ricavo economico e tutti sanno quanta parte di
responsabilità i genitori abbiano nei confronti della fragilità
dei ragazzi.
L’età media delle prime ubriachezze è arrivata a 12 anni.
Forse dobbiamo farci qualche domanda e coinvolgere i
nostri figli, ma anche noi stessi, negli argomenti che le
autorità anche scolastiche spesso lanciano in serate per
genitori, affinché noi adulti possiamo essere di supporto ai
ragazzi che si lanciano in questa sfida che è la vita!
Di male in meglio!
Nei suoi “Esercizi di Stile”, lo scrittore francese Raymond
Queneau raccontò la stessa breve storia in 99 modi
differenti, enfatizzando di volta in volta uno specifico
stilema narrativo: dalla versione piena di esclamazioni, a
quella sviluppata solo sulle domande, passando per quelle
centrate sulle cinque diverse percezioni sensoriali, e così
via. E ha quasi il sapore di un esercizio di stile il testo che il
regista Francesco Picheo ha scelto di allestire per la
quindicesima stagione di attività di Arcadia: “Di male in
meglio!”, libero riadattamento scenico della versione
originale scritta da Giuseppe Aronne, si presenta infatti
come la commedia dei “mille e uno” equivoci. È questa
senza dubbio la chiave narrativa preponderante della
commedia: i malintesi, i qui pro quo, gli scambi di persona,
le sostituzioni di oggetti si susseguono in un crescendo
inarrestabile nel corso dei due atti. Una scelta coerente con
il percorso artistico della compagnia teatrale quartesolana,
che in 15 anni ha incontrato meritati apprezzamenti,
portando spesso in scena commedie brillanti sviluppate
proprio attorno agli equivoci.
La trama ci porta a seguire con simpatia ed apprensione le
vicende della giovane Giorgia, la bella figlia dei benestanti
Flavio e Lucrezia. Così benestanti che hanno alle loro
dipendenze una servitù molto ampia, compresa l’intera
famiglia dei fattori che badano ai campi e agli animali.
Manco a dirlo, il figlio dei fattori, Luca, è un bel ragazzo
coetaneo di Giorgia: tra i due, cresciuti insieme fin da
piccoli, scocca fatalmente la scintilla dell’amore…
Lo spettatore naturalmente tifa fin da subito perché il nobile
sentimento trionfi, ma di mezzo ci si mette appunto una
lunga serie di equivoci che si accavallano uno all’altro con
molteplici sfaccettature, complicando le relazioni tra i vari
personaggi: dai sintomi di un malessere che si prestano a
varie diagnosi, ad un sogno così vivido da sembrare realtà;
da una tazza di brodo per il cane scambiata per il tè da
servire agli ospiti, a due cartelle cliniche invertite, fino alle
parole sentite solo parzialmente, male interpretate, e poi più
volte travisate passando di bocca in bocca.
A questa concatenazione di equivoci si aggiunge la
personalità sopra le righe di molti personaggi, come ormai
abitudine per Arcadia, che ha nelle caratterizzazioni uno dei
suo “marchi di fabbrica”: una serva insofferente e
irriverente, un figlio mammone e un po’ cretino, una
psicologa ninfomane, aumentano gli spunti per confondere
ulteriormente le carte in tavola. A tutto beneficio del
pubblico, che può divertirsi alle spalle degli stralunati e
sventurati protagonisti, fino a festeggiare insieme a loro
l’immancabile lieto fine.
Arcadia cerca collaboratori nell’organizzazione
dell’allestimento palco e in particolare un “operatore su
palco” durante le rappresentazioni. Vieni anche tu a far
parte della grande famiglia di ARCADIA.
Info: www.compagniaarcadia.it
pagina facebook: compagnia arcadia
[email protected] - 3404854737
La loro VITA!
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Ge.Pro.
Bollettino d'informazione della
Parrocchia di Torri di Quartesolo
Responsabile
Don Emilio Pobbe
Hanno collaborato
Michela Arsego
Teresa Girotto
Paolo Motterle
Claudio Munari
Patrizia Muroni
Emilio Zausa
M.Teresa Ziggiotto
Redazione
Canonica della
Parrocchia di
Torri di Quartesolo
via Roma
Tel. 0444 580111
Fax 0444 266887
Sito internet:
www. parrocchiatorri.org
E-mail:
[email protected]
Stampa a cura della Parrocchia
di Torri di Quartesolo
Chi desiderasse la visita del parroco
per la benedizione delle famiglie è
pregato di comunicarlo in canonica al
numero 0444 580111
APERTURA ANNO PASTORALE
Domenica 18 ottobre ORE 10
SANTA MESSA DI APERTURA DELL’ANNO
PASTORALE - CATECHISTICO
CELEBRAZIONE DELLA CRESIMA
Domenica 11 Ottobre
Durante la S. Messa delle ore 11.15
Presiede don Agostino Zenere delegato del Vescovo
ORA DI ADORAZIONE eucaristica
tutti i venerdì eccetto
I giovedì 29 ott. 26 Nov. 30 dic.
Adorazione solenne ORE 20.30 – 21.30
A partire da
Sabato 24 Ottobre le Sante Messe
del sabato sera e della domenica sera
saranno celebrate alle ore 18.30
FESTA DI TUTTI I SANTI:
SABATO 31 OTTOBRE S. Messa ORE 18.30
DOMENICA 1 NOVEMBRE:
SS. Messe ORE 08.30 – 10.00 – 11.15
IN CIMITERO ALLE ORE 15.00:
solenne liturgia della Parola e benedizione delle tombe
NON C’È LA S. MESSA IN CIMITERO
LUNEDÌ 2 NOVEMBRE:
Commemorazione di tutti i defunti
SS. MESSE alle ORE 18.30 in CHIESA
e ORE 10.00 - 15.00 in CIMITERO,
Le offerte raccolte in cimitero nei giorni 1 e 2 novembre
saranno devolute per le sante messe dei defunti
SABATO 14 NOVEMBRE ORE 20.45
XVIII Festival Concertistico Internazionale
in chiesa
CONCERTO ORGANO E CORO
Da Domenica 4 ottobre,
le Sante Messe
domenicali
avranno i seguenti orari:
8.30 - 10.00 11.15 - 19.00
A partire dall’ultima domenica di
ottobre,
le Sante Messe
prefestive e
festive
saranno alle
18.30
CORO “CICLAMINO”
DIRETTORE: MASSIMO ZULPO
ORGANO: DANIELE DORI
FESTA DEL RINGRAZIAMENTO
In collaborazione con la Pro-Loco e apertura anno accademico UA
15 Novembre - ore 10.00 Santa Messa
FESTA ANNIVERSARI DI MATRIMONIO
Domenica 8 Novembre
Durante la S. Messa delle ore 11.15
Incontro di preparazione giovedì 8 ottobre ore 20.45
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GEPRO 2015 Sagra - parrocchiatorri