UFFICIO CATECHISTICO DIOCESANO Inccontro atechisti DIOCESI DI FAENZA MODIGLIANA Supplemento Nº 1 al Nº 2 di INCONTRO del 01-11-2005. Anno XXV Direttore MARCO PIOLANTI - Direttore Responsabile DON ROBERTO BRUNATO. Autorizzazione del Tribunale di Ravenna n. 517 del 24/4/69 - Redazione ed Amministrazione Via Severoli, 18 Faenza - Stampa: cip Via Trieste, 35 Russi Spedizione in Abbonam. Postale Art 2 comma 20/C Legge 662/96 - Filiale di Ravenna. Tiratura 1000 copie. In caso di mancato recapito restituire al mittente che si impegna a pagare la relativa tariffa. ! e o l u a t BN a 1965 -2005 : 40 anni fa si concluse il CONCILIO. Un momento di grazia. Il miglior giudizio del Concilio Ecumenico Vaticano II mi sembra rimanga quello espresso già alla sua conclusione da Papa Paolo VI, condiviso poi con sempre maggior consapevolezza dai suoi successori e dalla intera Chiesa: “E’ stato un momento di grazia per la cristianità e per l’umanità intera”. Noi oggi - a distanza di 40 anni - siamo coscienti che ha sicuramente contribuito a modificare il corso della storia. La visione di fede ci suggerisce espressioni come “momento di grazia, opera dello Spirito Santo, ecc.”; il linguaggio laico ci richiama vocaboli come “ascolto, dialogo, condivisione, discernimento, pluralismo, tolleranza, inculturazione”, ecc. Un momento di incarnazione. Secondo lo spirito del Natale, lo spirito della “incarnazione”, entrambi questi aspetti vanno valutati insieme, entrambi infatti hanno concorso alla realizzazione di quell’”evento”, perché Dio non interviene “direttamente” in una sorta di miracolistica apparizione e/o visione (come pensano i mussulmani), ma interviene “indirettamente” e precisamente tramite la “in-carn-azione”, tramite una “azione” compiuta nella “carne”, e cioè attraverso l’uomo e la sua opera. “BENEDETTO COLUI CHE VIENE NEL NOME DEL SIGNORE…” Vieni, Signore Gesù, rendici attenti ed accoglienti, ed aiutaci a non passare mai accanto a nessuno con il volto indifferente, con il cuore chiuso, con il passo affrettato! Rendici veramente amici di tutti coloro che incontriamo sul nostro cammino. Aiutaci ad intravvedere la Tua presenza nel volto di ogni fratello. Signore fa di noi uno strumento della Tua pace e rendici testimoni della Tua gioia e della Tua luce. Una “esperienza” da vivere. Tutti abbiamo raccolto giudizi positivi circa il Concilio: essi sottolineano in genere questo o quell’aspetto di riforma, questa o quella riaffermazione di un valore o di un principio. Ma credo che oggi sia importante celebrare i 40 anni della sua conclusione per qualche cosa di più importante dei singoli aspetti, un qualcosa che “si protrae”, che “continua”, che “si estende e si allarga” nella vita della Chiesa, perché oltre che un “evento” il Concilio è stato una “esperienza”. Non una bella esperienza passata, da guardare con nostalgia e simpatia, con invidia per chi l’ha vissuta nella convinzione che non possa ripetersi … Esso è stato soprattutto la riscoperta di un modo “cristiano” di vivere, dello “stile di vita inaugurato da Gesù”, di una “esperienza umana ed ecclesiale” sempre possibile e ripetibile. Non per niente si parla ancora con nostalgia di “spirito conciliare”: e si evoca quel clima, quello stile, quella sensibilità, quel motodo. Il gruppo di catechisti presente in ogni parrocchia è uno dei gruppi che si ritrova più di altri a tener vivo quello “spirito” e guai se lo dimenticasse mentre quegli aspetti di riforma annuncia, insegna, testimonia. E’ per questo che auguro a tutti i catechisti che, mentre celebriamo i 40 anni dalla conclusione dell’evento, possano veramente recuperarne lo spirito e la sensibilità. BUON NATALE ! Mons. Luigi Guerrini 2 INCONTRO Catechisti Ufficio Catechistico - Settore Apostolato biblico - Azione cattolica GESU’ NEL VANGELO DI MARCO Sintesi dell’intervento di Mons. Ermenegildo Manicardi all’incontro in Cattedrale lo scorso 28 novembre (a cura di don Luca Ravaglia) Marco come ci presenta Gesù? Come ce lo racconta, come vuole che noi lo conosciamo e lo amiamo? Come ci porta a penetrare il mistero della sua persona? Cos’è per lui essenziale? Partendo da queste domande, lunedì 28 novembre in Cattedrale, mons. Ermenegildo Manicardi ci ha “tenuti incollati” al racconto di Marco e ci ha aiutati a entrare di più nel vangelo che ci terrà compagnia in questo nuovo anno liturgico. Fin dai suoi primi versetti (1,1-13) Mc ci indica alcuni punti fondamentali per avvicinarci a Gesù: - Gesù è visto subito in rapporto a Dio, al Padre. La citazione della Bibbia (1,23: Come è scritto nel profeta Isaia…) ci dice che Dio ha preparato da tempo e con premura la strada di Gesù e lo ha attrezzato per la missione… La voce dal cielo che accompagna il Battesimo (1,11: Tu sei il Figlio mio prediletto, in te mi sono compiaciuto) riconosce poi che Gesù è il servo di Dio che compie la sua volontà, il Messia, il Figlio di Davide che realizza le promesse di salvezza di Israele… E soprattutto, che Gesù, come Isacco, è vero Figlio del Padre, il Figlio diletto che il Padre dona, offre in sacrificio… Un Figlio amatissimo, aperto però ad una sorte terribile… - Mc mostra anche la relazione di Gesù con lo Spirito che ora scende dal cielo (1,10), si “concentra” su di lui e che potrà essere donato attraverso di lui (1,8). Certo che lo Spirito non riempie Gesù di tranquillità, non lo tiene sotto una campana di vetro, ma lo spinge nel deserto, per essere provato, tentato, “collaudato” (1,12) - Mc ci fa capire poi la relazione di Gesù con gli uomini, in particolare con quegli uomini che scendono al Giordano da Giovanni a confessare i propri peccati (1,5). Anche il Figlio di Dio va dal Battista (1,9), lascia il suo paese e sceglie di iniziare la sua missione proprio in mezzo a questo movimento, a questo Israele “profondo” disposto a convertirsi. E non ha paura di mischiarsi tra questi uomini che si riconoscono peccatori. In Gesù, nel suo cammino che sta incominciando, il Dio stesso, Il Signore, viene a far strada con gli uomini, a raggiungerli nei loro sentieri tortuosi, nei loro deserti e a guidarli a libertà (1,2-3): come un pastore egli fa pascolare il gregge e con il suo braccio lo raduna; porta gli agnellini sul seno e conduce pian piano le pecore madri… (Is 40,10-11) In Gesù si riaprono, anzi si squarciano i cieli così che non possono essere più richiusi (1,10), si riapre la via di comunicazione tra l’uomo e Dio. In lui, nuovo Adamo che condivide le nostre prove e tentazioni (1,12), rinasce una nuova umanità e la creazione ritorna alla sua armonia originaria (1,13: Stava con le fiere e gli angeli lo servivano). Dopo questa introduzione Marco comincia a presentarci il ministero di Gesù: il suo annuncio fondamentale – che Dio è vicino e che bisogna convertirsi per vederlo (1,14-15)-; l’ insegnamento autorevole e potente che esce dalla sua persona; la sua attività di guarigione e di liberazione dal male. È davvero un ministero potente in opere e in parole che però scomoda e provoca da subito una crescente opposizione: obiezioni, discussioni, fino al desiderio di ucciderlo (3,6) Gesù non si limita certo a lanciare un messaggio. Attorno a sé crea anche una comunità strutturata e sceglie lui stesso – al contrario dei rabbini del tempo - dei discepoli che lo seguono sempre. E proprio ai discepoli, circa a metà del vangelo (8,27s) pone la domanda sulla sua identità, chiede un primo bilancio: Chi dice la gente che io sia?... E voi chi dite che io sia? Pietro va oltre la pur lusinghiera risposta 3 INCONTRO Catechisti della folla e confessa: Tu sei il Cristo! Per i cristiani, Gesù è il Cristo! Non solo una brava persona molto importante, ma è unico, decisivo: è la porta di Dio verso l’uomo e dell’uomo verso Dio. La reazione di Gesù alla confessione di Pietro è però strana: impone il silenzio ai discepoli e comincia a insegnar loro che il Figlio dell’uomo doveva molto soffrire… (8,30-31). Pietro però non ci sta più e si mette a rimproverarlo: lui pensa al Cristo secondo logiche molto umane e fa fatica ad entrare nei disegni di Dio… Anche noi del resto possiamo confessare il Cristo, senza essere profondamente suoi discepoli, senza entrare nelle sue vie! Gesù allora ricorda a tutti le sue condizioni: Se qualcuno vuol venire dietro di me rinneghi se stesso, prenda la sua croce e mi segua. Perché chi vorrà salvare la propria vita, la perderà; ma chi perderà la propria vita per causa mia e del vangelo, la salverà (8,34-35). È un insegnamento che Gesù ha imparato e pagato a sue spese e che lui stesso fa fatica a percorrere. Un insegnamento che viene confermato dalla voce del Padre nella Trasfigurazione (9,7) e che, nella seconda parte del ministero, viene approfondito e applicato a diverse situazioni della vita: nel matrimonio, nel rapporto con i piccoli, nell’uso delle ricchezze, bisogna fare come lui che non è venuto per essere servito, ma per servire e dare la propria vita in riscatto per molti (10,45) Sono parole che anticipano la Pasqua: Gesù lascia ai suoi il dono più grande nell’ultima Cena; poi esprime tutta la sua fiducia al Padre nella preghiera del Getsemani. Sulla Croce però, Gesù rimane solo: deriso dagli uomini, abbandonato dai suoi, in apparenza abbandonato anche da Dio, che pur presente non interviene, non fa più sentire la sua voce come nel Battesimo e nella Trasfigurazione. Sembra una conclusione davvero amara, un bilancio molto magro. Dopo la morte di Gesù però, succede qualcosa: il velo del tempio si lacera da cima a fondo (15,38), come all’inizio si era lacerato il cielo. Dio non è più nel tempio di Gerusalemme, ma è presente adesso in Gesù morto sulla Croce. E un centurione pagano, che ci rappresenta un po’ tutti, lo riconosce: vedendolo spirare in quel modo, disse: «Veramente quest’uomo era Figlio di Dio!» (15,39). E il primo giorno dopo il sabato le donne, che non erano fuggite come gli altri, ricevono l’annuncio della Pasqua (16,18): il sepolcro è vuoto, perché Gesù Risorto ha ripreso il suo cammino e ora precede i suoi discepoli in Galilea. Allora, con la Risurrezione, può ricominciare dall’inizio - dalla Galilea - anche il cammino dei discepoli dietro di lui…Se loro vogliono… Essere cristiani vuol dire credere che Gesù è il Cristo. Essere cristiani fino in fondo vuol dire accettare l’invito e tornare in Galilea, seguire Gesù sulla sua via, scegliere di mettere i nostri passi nei suoi. Allora diventeremo dei “secondi Cristi” e, con la nostra esistenza e il nostro cammino, renderemo presente il Signore e la sua via. È questa la cosa più grande che possiamo fare della nostra vita e la testimonianza più necessaria che possiamo dare a questo nostro mondo. PENSIERI DI SPERANZA • La speranza vede la spiga, quando i miei occhi di carne non vedono che il seme che marcisce (don Primo Mazzolari). • Il mondo apparterrà domani a chi gli avrà offerto una speranza più grande. (Pierre Teilhard de Chardin). • La speranza non è un sogno, ma il modo di realizzare i sogni. (Leo Joseph Suenens). • Proverbi. Non c’è nuvola così nera, che non sia orlata d’argento (dall’Inghilterra) Tutta l’oscurità dell’universo non potrà mai spegnere una candela (dalla Cina) • Questa è la lezione che io ho imparato ad Auschwitz: quelli che hanno una visione del futuro, la visione di un compito da realizzare, hanno maggiore probabilità di salvarsi (Victor Frankl). 4 INCONTRO Catechisti Prossimi appuntamenti importanti da annotare fin da ora Domenica 19 marzo 2006 CONGRESSO DIOCESANO CATECHISTI sono invitati i catechisti, animatori, accompagnatori, educatori Presso il Collegio “Emiliani” di Fognano Dalle ore 15 alle ore 18. Tema: Comunicare Gesù risorto: contenuti, mezzi ed esperienze Ci guiderà nella riflessione don Valentino Bulgarelli direttore dell’Ufficio Catechistico di Bologna. Sarà presente S. E. Mons. Vescovo CHIESA DI FAENZA-MODIGLIANA AZIONE CATTOLICA DIOCESANA Pronti sempre a rendere ragione della speranza che è in voi (1Pt 3,15) TESTIMONI DI SPERANZA NELLA CITTÀ In cammino verso il Convegno ecclesiale di Verona DOMENICA 12 FEBBRAIO 2006 Parrocchia di S.Maria del Rosario in ERRANO ore 15: • Preghiera guidata dal VESCOVO MONS. CLAUDIO STAGNI e CONSEGNA DELLA PRIMA LETTERA DI PIETRO • RELAZIONE DEL PROF. GIORGIO CAMPANINI (Docente di Storia delle dottrine politiche nell’Università di Parma) • Dibattito • Preghiera con l’ACR (festa della Pace) e i giovani • 17.30 momento conviviale conclusivo È prevista la custodia dei bambini Ufficio Catechistico: presso la Curia, p.zza XI Febbraio. È aperto il martedì e giovedì ore 10-12. E-mail: [email protected] Posta elettronica: - Don Antonio Taroni: [email protected] - Marco Piolanti: [email protected] Per una formazione cristiana integrale I compiti della catechesi corrispondono all’educazione delle diverse dimensioni della fede, poiché la catechesi è una formazione cristiana integrale…. In virtù della sua stessa dinamica interna, la fede esige di essere conosciuta, celebrata, vissuta e tradotta in preghiera…. La fede, però, si vive nella comunità cristiana e si annuncia nella missione: è una fede condivisa e annunciata. Pure queste dimensioni devono essere favorite dalla catechesi. In particolare, questa idea di una formazione cristiana integrale obbliga la catechesi ad abbandonare il modello scolastico allo scopo di avvicinarsi ai luoghi di vita e di celebrazione. I frutti di questo approccio sono stati, teoricamente, messi in evidenza sotto forma di tre passaggi da compiere: • il passaggio da una comunità che definisce il progetto catechistico come una trasmissione di conoscenze religiose, a una comunità che lo comprende come un’offerta di significato e di qualità nei sei ambiti della scoperta della Bibbia e della Tradizione, della liturgia, dell’agire solidale, della preghiera, della fraternità e dell’incontro con le altre filosofie e religioni; • il passaggio da una comunità che isola la preoccupazione catechistica affidandola ad alcuni volontari, a una comunità in cui tutti, ad ogni età, sono consapevoli di essere in attesa di essere «ancora» catechizzati e pronti a rendere conto della speranza che è in loro (1 Pt 3); • il passaggio da una comunità in cui i catechisti sono per lo più poco presenti nei luoghi di concertazione pastorale, a una comunità che li chiama a diventare i «pungoli» dei consigli pastorali, ricordando che la missione teologica della parrocchia è di essere segno del Regno. (H. Derroite). N.B. Invitiamo tutti coloro che hanno una e-mail di segnalarla all’indirizzo dell’Ufficio Catechistico. Saranno i primi a ricevere gli avvisi! Invitiamo inoltre Parroci e coordinatori a comunicarci i nuovi elenchi dei catechisti per il necessario aggiornamento.