School of Modern Languages
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Assignment:
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Essay Title:
Italian
Submission due:
30/06/11
3109
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Dr. Catherine O’Rawe
1861-2011: Centocinquant’anni dall’unità nazionale italiana. Ma l’Italia è
davvero unita oggi?
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----------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------Name:
Emma Obertelli
Student Number:
0802160
Essay Title: 1861-2011: Centocinquant’anni dall’unità nazionale italiana. Ma l’Italia è davvero unita
oggi?
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

2
Student no. 0802160
1861-2011: Centocinquant‟anni dall‟unità nazionale italiana. Ma l‟Italia
è davvero unita oggi?
Tanto impegno, tanto sangue versato, tanti ideali in gioco per un solo scopo. A
centocinquant‟anni da quel giorno ancora tante discussioni ma anche tanto entusiasmo per
ricordare, festeggiare tutta quella gente che ha dato la propria vita per darci l‟Italia unita. Forse.
L‟anniversario dell‟Unità d‟Italia ha animato lo spirito patriottico della maggior parte dei
cittadini e politici, e festeggiamenti di ogni genere sono stati organizzati in tutto il Paese per il
2011. L‟anniversario, però, è stato anche un‟occasione per gli italiani di confronto su temi
scottanti. Infatti, ha sollevato questioni sull‟identità nazionale, il senso civico e perfino sull‟Unità
stessa dell‟Italia. In particolare, quest‟ultima è stata messa in dubbio dalla Lega Nord, un partito
che non vuole un‟Italia unita e perciò ha deciso di non partecipare ai festeggiamenti.
Il 17 marzo 2011 è stato scelto come giorno di festa nazionale per celebrare il
centocinquantesimo anniversario dell‟Unità italiana perché in questo stesso giorno del
1861venne proclamato il Regno d‟Italia. Tuttavia, non si è arrivati facilmente alla decisione. Per
esempio, il Presidente di Confindustria (Confederasione Generale dell‟Industria Italiana) Emma
Marcegaglia si è opposta all‟idea di concedere un giorno di vacanza in occasione del
Centocinquantesimo, sostenendo di non volere una „perdità di preziose ore di lavoro o un
aggravio di costi per le imprese‟1 . La stessa opinione è stata presentata sul sito della Padania:
„C‟è la crisi, assurdo fermare il Paese per la festa del 150esimo‟2. La Repubblica, invece, ha
criticato questa posizione, descrivendo l‟affermazione pubblicata sul sito „una stupidaggine‟ e
1
Emma Marcegaglia: “Festeggiamo il 17 marzo. Ma non perdiamo ore di lavoro”
(04/02/11,www.corriere.it)
2
E’ Festa. Anzi no, (09/02/11, www.repubblica.it)
1
Student no. 0802160
affermando che „per i padani questa è solo un‟occasione, l‟ennesima, per raffreddare, boicottare
o sabotare i festeggiamenti per l‟Unità d‟Italia‟3.
L‟ostacolo più grande era e continua ad essere la posizione leghista. La Lega, che vuole
l‟independenza della Padania, ha dimostrato apertamente scarso entusiasmo per il
centocinquantesimo anniversario. L‟anno scorso, il leader della Lega, Umberto Bossi, ha
annunciato che sarebbe stato „disponibile a partecipare alle celebrazioni solo per „simpatia‟ nei
confronti di Napolitano‟4. Mentre quest‟anno, le parole di Roberto Calderoli, un‟altro
protagonista della Lega, compaiono come titolo di un articolo del quotidiano.net e si discostano
nettamente dalla precedente affermazione di Bossi: „Non so se andrò alle celebrazioni‟,‟la
miglior risposta [è] realizzare l‟Unità d‟Italia attraverso il federalismo [...] sollevare la bandiera
non basta‟5. L‟opposizione ha condannato le sue parole, a mio parere giustamente, sopratutto se
si tiene in considerazione che Calderoli, in quanto ministro, ha il dovere di essere fedele alla
Repubblica. Dicono: „è diventata una triste abitudine che i ministri della Lega esternino contro la
Costituzione e l‟Unità d‟Italia‟ (Matteo Orfini, il Responsabile Cultura), „Si tratta di un
anniversario importante, la Lega ha perso un‟altra occasione per dare un contribuito di
ragionamento e non di disgregazione‟ (Andrea Ronchi, Ministro delle Politiche Europee), e
Antonio di Pietro, leader dell‟Idv, dichiara: „è una offesa alla memoria dei nostri padri „ e
continua „per questa ragione invito i cittadini quel giorno a fare una grande pernacchia al
ministro Calderoli, perché se lo merita davvero‟6.
3
Ibid.
Unità d’Italia, scontro Bondi-Fini e Napolitano celebra i 150 anni, (04/05/10, qn.quotidiano.net)
5
Unità d'Italia, Calderoli: "Non so se andrò alle celebrazioni”, (02/05/11, qn.quotidiano.net)
6
Ibid.
4
2
Student no. 0802160
Comunque, non sono solo le parole dei leghisti offendono ma anche le azioni. È
comprensibile che la Lega abbia qualche ragione politica per opporsi ai festeggiamenti, però
l‟attegiamento che ha assunto non è stato corretto. A marzo, alcuni consiglieri regionali lombardi
della Lega hanno preferito rimanere al bar a prendere un capuccino, piuttosto che partecipare
all‟esecuzione dell‟Inno di Mameli all‟apertura della seduta dell‟assemblea cittadina a Milano. In
un‟intervista, che ho visto su tv.repubblica.it, lo scrittore e giornalista Corrado Augias
raccontava questo episodio, commentando in modo interessante che è come se lui, che non è
cattolico, entrasse in una chiesa e prendesse in giro i credenti. Augias sostiene che questi tipi di
attegiamento sono irrispettosi, „volgari e infantili‟7. Per legge, l‟esecuzione dell‟inno all‟inizio di
ogni seduta del Consiglio è diventata un obbligo per tutto il 2011, ma è stata continuamente
„osteggiata dai leghisti‟, dimostrando ancora una volta questo comportamento infantile. Quasi
due settimane dopo, l‟evento di Milano si ripete: „alcuni leghisti‟, scrive il Corriere, „esattamente
come la scorsa volta, hanno trascorso quei pochi minuti [nel bar] chiacchierando e facendo
colazione‟ e „leggendo con indifferenza il giornale‟8. Ma non è solo l‟opposizione a condannare
la Lega, anche il popolo è indignato. Ad esempio, durante le celebrazioni a Bergamo, quest‟anno
i cittadini non reagiscono bene alla Lega. Quando Pirovano, leghista e Presidente della Provincia
ha parlato di „Unità nazionale „non perfetta‟ [...] alludendo alle differenze tra nord e sud Italia,
molte gente in platea si e alzata e ha iniziato a fischiare e ad urlare „Viva l‟Italia‟‟ 9, un gesto che
forse mostra che la gente si sente unita, almeno in questo momento.
7
Augias, processo a Cavour (16/03/11, tv.repubblica.it)
Inno di Mameli al Pirellone: i leghisti lombardi vanno ancora al bar, (29/03/11, milano.corriere.it)
9
La festa dei 150anni, Berlusconi contestato Bg: Lega fischiatissima. Pd attaca Carroccio, (17/03/11,
qn.quotidiano.net)
8
3
Student no. 0802160
Secondo Napolitano l‟anniversario ha un „ruolo unificante per la nazione‟10 e forse questi
urli erano un piccolo esempio del fatto che questo „ruolo‟ si sta realizzando, ma si sta realizzando
dappertutto in Italia? Quando, durante le mie ricerche, ho chiesto alla gente di Forlì, tutti erano
d‟accordo che le celebrazioni hanno certamente contribuito a far sentire più uniti, in generale, gli
italiani, facendo rivivere in loro l‟amore che gli antenati hanno avuto combattendo per la patria11.
A Forlì si sono tenuti molti dei festeggiamenti organizzati per il Centocinquantesimo, ed è stata
titolata „città del Risorgimento‟ dal quotidiano Il Resto del Carlino12. Sono stati preparati,
mostre, conferenze, dibattiti, un „Pranzo Patriottico‟, e perfino la diocesi forlivese ha celebrato il
150esimo con una messa in cattedrale. L‟amministrazione comunale ha invitato i cittadini
esporre la bandiera tricolore dal balcone, un modo facile per partecipare alle celebrazioni, e
secondo quanto ho visto, non solo l‟hanno fatto, ma ancora le bandiere sventolano nei balconi
forlivesi. Un buon segno per Italia, sopratutto se si tiene in considerazione che, come disse un
italiano, „noi appendiamo la bandiera italiana solo nei giorni dei Mondiali. In quei periodi siamo
davvero uniti‟13..Dopo il successo del „Pranzo Patriottico‟ tenutosi nella piazza del centro storico
della cittadina romagnola (04/06/11), il Sindaco Balzani ha rilasciato un‟intervista nella quale
afferma che con questo successo è stato evidente che „i valori del patriottismo non sono più solo
di destra, ma trasversali‟14. Penso che Forlì sia stata protagonista in numerose iniziative rispetto
ad altri comuni o paesi più piccoli, e forse in parte proprio grazie al suo sindaco. Infatti, Balzani,
Sindaco di Forlì e professore di storia contemporanea dell‟Università di Bologna, è intervenuto
10
Unità d’Italia, scontro Bondi-Fini e Napolitano celebra i 150 anni, (04/05/10, qn.quotidiano.net)
M.O. Squillaci, 20/06/11
12
Forli: città del Risorgimento, (18/03/11, www.ilrestodelcarlino.it)
13
A. Sacchi, “Un secolo e mezzo colorati in azzuro”, Sole 24 Ore Domenica, (05/12/10,
www.italia150.it)
14
Ecco i conti della festa Ci rivediamo fra un anno, (05/06/11, www.ilrestodelcarlino.it)
11
4
Student no. 0802160
su Rai Storia al programma „La storia siamo noi‟ dedicato al Risorgimento, dunque è chiaro che
per lui l‟anniversario è un tema importante. Inoltre, Forlì ha una storia risorgimentale. Il forlivese
e reppublicano Aurelio Saffi è stato uno dei protagonisti del Risorgimento e per questo è stata
dedicata a lui la Piazza principale di Forlì, e al centro è stato eretta una statua in suo onore. In
questa piazza, hanno avuto luogo la maggior parte dei celebrazioni.
Sebbene i festeggiamenti abbiano avuto un gran successo fino ad ora, mi è sembrato che
questo successo sia stato riscontrato prinicipalmente tra adulti e famiglie. Sembra che, ancora in
modo paradossale, l‟anniversario dell‟Unità d‟Italia abbia sollevato un‟ulteriore divisione, quella
tra le generazioni. Un sondaggio fatto dal giornale Corriere delle Sera nel 2009 ha mostrato cosa
ne pensano i giovani dell‟anniverasario. Solo il 45% dei diciottenni sapeva che nel 2011 sarebbe
ricorso l‟anniversario dell‟Unità d‟Italia e solo metà riteneva il tema attuale. Inoltre, a differenza
degli adulti, pochi giovani se ne sentono „coinvolti personalmente‟, „distanti e poco motivati‟.
Alcuni studenti intervistati per l‟articolo hanno parlato del „baratro generazionale‟ portando
come esempio il fatto che „Gli adulti sono più chiusi agli stranieri, mentre noi siamo ormai
quotidianamente abituati all‟integrazione, a scuola abbiamo a che fare più con immigrati che con
italiani‟15. Secondo alcuni studenti forlivesi il problema non è la mancanza di interesse da parte
dei giovani, ma che le attività non sono state mirate ai giovani:
Si doveva andare a sentire una conferenza quando magari avevo già poco tempo, una
conferenza che non sembrava essere così interessante quindi non ci andavo. Se
invece avessero fatto una serata con, un gruppo che suonava, magari accompagnato
15
Paolo Di Stefano “I giovani e l‟Unità d‟Italia dimenticata”, Corriere della Sera, 10/11/09 (archivio:
italiaunita150.it)
5
Student no. 0802160
dalla lettura di passi di libri che riguardano l‟Unità d‟Italia, o di romanzi che hanno
fatto la storia dell‟Italia allora magari mi sarebbe interessate di più.16
Il giorno scelto per i festeggiamenti, il 17 marzo, ho chiesto ai miei amici se sarebbero andati da
qualche parte di sera per la festa dell‟Unità e mi hanno risposto di si, che avevano intenzione di
uscire, ma di andare al locale dove c‟era una festa per San Patrizio. Anch‟io ci sono andata, e ho
visto che quantomeno il tema del locale era per entrambe le feste: tra le bandiere irlandesi
c‟erano anche quelle italiane, quindi la festa dell‟Unità d‟Italia non era stata dimenticata, ma mi
sembrava all‟ombra dell‟altra festa, una che c‟è ogni anno a differenza dell‟anniversario. Perciò,
posso semplicemente concludere, secondo la mia esperienza, che è proprio vero che gli studenti
di tutti i Paesi usano qualsiasi scusa per festeggiare.
Quindi, anch se l‟anniversario non ha coinvolto molto i giovani, ha comunque influito sulle
aspettative di tanti italiani riguardo a svariate problematiche che caratterizzano la nazione. Come
dice il giornalista Paolo Di Stefano per la Corriere della Sera:
In genere il 2011 viene percepito come un‟occasione: per migliorare i rapporti NordSud, per offrire all‟estero un‟immagine che cancelli i soliti cliché italioti, per
migliorare l‟integrazione degli immigrati, per favorire gli scambi generazionali, per
conoscere meglio la Costituzione, per aprirsi all‟Europa, eccetera eccetera.17
Certamente sono dei buoni propositi, ma è così semplice metterli in pratica? È chiaro che
l‟anniversario non può cambiare completemente le cose:
16
17
D. Morlupi, 15/06/11
Paolo Di Stefano,„I giovani e l’Unità d’Italia dimenticata’
6
Student no. 0802160
„perchè tanto se ci sentiamo molto divisi è per ragioni storiche, culturali, quindi non
non può cambiare da un momento all‟altro. In generale è stato un bel momento, ma
non so quanto alla lunga potrà essere effetivo‟18.
„Risse e liti, così finisce l‟effetto 17 marzo‟ titolava un articolo del Corriere della Sera quasi due
settimane dopo l‟anniversario . „La retorica dell‟Unità d‟Italia [...] sembra già spazzata via dal
miserando spettacolo della disunione nazionale‟19. La recente crisi in Libia
ha diviso
ulteriormente i politici e anche i cittadini, soprattutto riguardo ai profughi che arrivano in Italia
dal nord d‟Africa. L‟articolo parla del continuo „scaricabile tra le Regioni su chi deve prendersi i
profughi in arrivo dal Maghreb‟. Alcuni politici hanno dichiarato che i profughi non devono
essere accolti soltanto in alcune regioni ma anche in altre. Ad esempio, il presidente della
Regione Sicilia, Lombardo, ha detto che vorrebbe vedere „i profughi in Valpadana‟, il Presidente
della regione Puglia, Vendola, ha accusato la Lombardia di essere „la regione più mafiosa
d‟Italia‟ mentre quello della Lombardia, Formigoni, ha risposto dicendo che „la Puglia è la
regione con il più grande scandolo della sanità d‟Italia‟. Questo tipo di comportamento sottolinea
come altri fattori possono contribuire alla disunione e alla crisi d‟identità nazionale.
„Abbiamo fatto l‟Italia. Ora si tratta di fare gli italiani‟ disse Massimo d‟Azeglio nel 1861
dopo l‟unificazione del regno, e sembra che questo processo sia ancora in corso. Come scrive
Polidoro in un articolo della rivista Focus Extra, l‟Italia unita è ancora una nazione giovane,
quindi „è inevitabile che la nostra identità sia più debole rispetto a quella di democrazie più
18
19
D. Morlupi, 15/06/11
Risse e liti, così finisce l’effetto 17 marzo , (29/03/11, www.corriere.it)
7
Student no. 0802160
mature‟20. Infatti, secondo una mia amica italiana gli italiani sono veramente orgogliosi di essere
italiani solo quando vanno all‟estero, è solo lì che trovano il loro spirito italiano.
21
Inoltre, è
diventato ancora più difficile definire l‟identità nazionale a causa del multiculturalismo d‟oggi.
Molti italiani hanno paura che l‟immigrazione porti alla perdità della loro identità, e già oggi
esiste una certa chiusura ostile, evidente, ad esempio, fra i politici a seguito della crisi libica, già
menzionata. Nell‟articolo Italia plurale in cerca di identità del Corriere della Sera, c‟è scritto
che l‟Italia è come „una grande patria tricolore e piccole patrie dei campanili. Dualismo tra Nord
e Sud e omologazione indotta dai processi globali‟22. È chiaro che questo dualismo è vero
soltanto nel caso in cui si considera la Lega Nord, partito che esige il federalsimo e la
separazione delle regioni settentrionali e che ha perfino disapprovato l‟idea stessa dei
festeggiamenti per il 150esimo. Ma ci sono altri che non si sentono neppure italiani, come il
Presidente della Provincia Autonoma di Bolzano, Luis Durnwalder, che ha dichiarato che la sua
Provincia non avrebbe festeggiato perché „noi ci sentiamo tedeschi‟23. Giorgio Napolitano, nel
sul ruolo di Presidente, e dunque di rappresentante dell‟Unità nazionale come stabilito dalla
Costituzione italiana, gli ha inviato una lettera in risposta alla decisione, incoraggiando la
Provincia a partecipare ai festeggiamenti „nello spirito dei principi sanciti dagli articoli 5,6 ed 11
della Costituzione‟24. Secondo tutti gli italiani ai quali ho chiesto, è vero in generale tutti sono
molto campanilisti, ossia sono attaccati alla loro città, al loro paese o alla loro regione più che
all‟Italia in sè, ma non tutti sono così estremisti da non riconoscere l‟Italia come patria. Un
20
Massimo Polidoro, „Siamo Fatti Così‟, Focus Extra, Inverno 2011, p. 21
M.O Squillaci, 20/06/11
22
Italia plurale in cerca di identità, (29/03/11, www.corriere.it)
23
Unità d’Italia, sconto aperto tra Napolitano e Durnwalder, (11/02/11, www.corriere.it)
24
Ibid.
21
8
Student no. 0802160
abitante di Forlì mi ha detto che non si sente molto legata alla sua città, ma alla sua regione in
generale, si:
È vero che siamo campanilisti, anch‟io un po‟ lo sono perché, per esempio, anche se sono
dell‟Emilia Romagna, se me lo chiedono, dico sempre di essere romangola. La regione, in
realtà, è un‟unica regione ma è come se fosse divisa in due. Si sente molto la divisione fra
Romagna ed Emilia, ma molte volte la si marca anche scherzando [...] si sente ma non in
maniera così eccesiva [...] Fra città e città, ci sono storicamente delle battute. A Forlì si
dice che quelli di Ravenna non sanno guidare, e quelli di Ravenna dicono che a Forlì non
sanno guidare. Quindi se c‟è una macchina in giro targata Ravenna magari lo dico anch‟io,
però non lo penso sul serio, è più un modo per scherzare.25
È facile vedere che il fenomeno del campanilismo ha creato un Paese dalle forti identità
indipendenti e con un‟identità nazionale più debole.
Si dice che questo sia anche a causa della mancanza di un senso civico. Emilio Gentile, docente
di storia contemporanea dell‟Università La Sapienza di Roma, propone che il concetto di nazione
è così debolmente percepito in Italia „perché in Italia si è persa la connessione fra nazione e
Stato, che a sua volta rappresenta il concetto moderno di nazione‟26. Gli italiani non si sentono
parte dello Sato perché pensano che lo Stato sia corrotto e non possa cambiare. Secondo Gentile,
„l‟imagine che gli italiani hanno dello Stato è oggi di un‟enorme macchina che depreda le risorse
per sperperarle nel lusso di una classe politica che non rappresenta più il paese‟27. Quest‟
opinione è stata espressa a maggio a Firenze quando su alcuni edifici „sono state realizzate anche
scritte contro l'Unità d'Italia‟ ad esempio „150 anni di sfruttamento e capitalismo, non c'è nulla da
25
D. Morlupi, 15/06/11
Emilio Gentile, ‘Fratelli d‟Italia‟, Focus Extra, Inverno 2011, p. 6
27
Ibid., p. 8
26
9
Student no. 0802160
festeggiare‟28. Però ci sono anche gli italiani che credono che le cose possano cambiare e il
recente referendum popolare del 12-13 giugno è stato proprio un segno che l‟ha dimostrato.
Circa il cinquantasette percento degli elettori ha partecipato alle votazioni e circa il 95% di essi
ha votato contro la privatizzazione dell‟acqua, l‟energia nucleare e il legittimo impedimento29.
Questo cinquantasette percento rappresenta un grande aumento di partecipazione rispetto ai
referendum precedenti e dimostra che la gente vuole dire la propria opinione.
Questo fa sempre parte del senso civico secondo me perché il fatto stesso di capire
che lo stato è anche una cosa che ti appartiene, la politica è una cosa che ti
appartiene, vuole dire che tu puoi fare qualcosa, e non deleghi semplicemente ad altri
le decisioni‟30.
Insomma, sebbene il 2011 è un anno di festeggiamenti e grande coinvolgimento degli italiani, è
anche un anno che ha portato in superficie tante questioni ancora irrisolte e ha dimostrato,
tramite l‟anniversario dell‟Unità d‟Italia, che l‟Italia non è ancora un Paese unito. Ha sottolineato
la mancanza d‟identità nazionale e senso civico e ha messo in evidenza tutti i poblemi che tuttora
dividono il Paese come l‟immigrazione, il baratro generazionale e l‟anniversario stesso. Ma ciò
non significa che l‟anniversario non è importante. Innanzitutto, è importante celebrarlo per tutti
coloro che si sono battuti per uno stato unito, e per tutti quelli che, da allora, hanno combattuto
per l‟Italia. E poi, come ho notato, è importante perchè i suoi festeggiamenti hanno contribuito in
un certo modo, a far sentire più uniti gli italiani. Bisogna ricordare anche che siamo ancora a
metà anno, quindi anche se c‟è stato qualche diverbio, c‟è ancora tempo per far rivivere lo
spirito patriottico. Inoltre, la posizione drastica della Lega contro il 150esimo, ha avuto un effetto
28
Anarchici, nuove scritte contro polizia e Unità d’Italia, (08/05/11 , www.lanazione.it)
http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/referendum/index.html
30
D. Morlupi, 15/06/11
29
10
Student no. 0802160
inaspettato, portando gli italiani ad unirsi per difendere non solo l‟evento ma l‟unità stessa del
Paese. Il problema d‟identità sollevato, ha aumentato la consepevolezza della gente sulla
debolezza di tale identità, e ha reso evidente la necessità di cambiamento per renderla più forte e
contribuire così ad un futuro di unità. Vorrei concludere citando Roberto Saviano, scrittore
italiano che ha compilato un elenco dei dieci motivi per i quali, seondo lui, vale la pena di
festeggiare i 150 anni dell‟unità italiana: „vale la pena di festeggiare 150 anni dell‟unità italiana
perché sempre più italiani si sono resi conto, e si rendono conto, che l‟unico modo per migliorare
la propria vita e realizzare la felicità è cambiare le cose, risorgere‟31.
31
Roberto Saviano - 150 anni dell‟Unità d‟Italia.
11
Student no. 0802160
Bibliografia
RIVISTE
1. E. Gentile, „Fratelli d‟Italia‟, Focus Extra, Inverno 2011, p. 6
2. M. Polidoro, „Siamo Fatti Così‟, Focus Extra, Inverno 2011, p. 21
ARTICOLI
1. A. Sacchi, “Un secolo e mezzo colorati in azzuro”, Sole 24 Ore Domenica, 05/12/10.
URL:http://www.italiaunita150.it/media/82891/sole%2024%20ore_scuola,%20inno%20e%20cultura%2
0hanno%20fatto%20gli%20italiani.pdf
2. Anarchici, nuove scritte contro polizia e Unità d’Italia, 08/05/11
URL:http://www.lanazione.it/firenze/cronaca/2011/05/08/502322-anarchici.shtml
3. Augias, processo a Cavour, tv.repubblica.it ,16/03/11. http://tv.repubblica.it/palinsesto/201103-16/9882
4. E’ Festa. Anzi no, 09/02/11.
URL:http://www.repubblica.it/rubriche/polis/2011/02/09/news/e_festa_anzi_no-12264663/
5. Ecco i conti della festa Ci rivediamo fra un anno, 05/06/11.
URL:http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/cronaca/2011/06/06/518998-ecco_conti_della_festa.shtml
6. Emma Marcegaglia: “Festeggiamo il 17 marzo. Ma non perdiamo ore di lavoro”,
04/02/11.
URL: http://www.corriere.it/politica/11_febbraio_04/marcegaglia-17marzo-non%20costi_18e691d6307c-11e0-a9d6-00144f02aabc.shtml
7. Forlì: città del Risorgimento, 18/03/11.
URL:http://www.ilrestodelcarlino.it/forli/spettacoli/2011/03/18/475928-forli_citta_risorgimento.shtml
8. Inno di Mameli al Pirellone: i leghisti lombardi vanno ancora al bar, 29/03/11.
URL:http://milano.corriere.it/milano/notizie/politica/11_marzo_29/leghisti-inno-lombardia190331045178.shtml
9. Italia plurale in cerca di identità, 29/03/11.
URL: http://www.corriere.it/unita-italia-150/11_marzo_29/carioti-italia-plurale_33698b0c-59e5-11e0b755-6c1c80e280c5.shtml
10. La festa dei 150anni, Berlusconi contestato Bg: Lega fischiatissima. Pd attaca
Carroccio, 17/03/11.
URL: http://qn.quotidiano.net/cronaca/2011/03/17/475342-dell_unita_italia.shtml
12
Student no. 0802160
11. Paolo Di Stefano “I giovani e l‟Unità d‟Italia dimenticata”, Corriere della Sera, 10/11/09
(archivio: italiaunita150.it)
URL:http://www.italiaunita150.it/media/64237/corriere_della_sera_10%20novembre_2009.pdf
12. Risse e liti, così finisce l’effetto 17 marzo , 29/03/11.
URL: http://www.corriere.it/unita-italia-150/11_marzo_29/polito-divisi-su-tutto_c5f66cbe-59e6-11e0b755-6c1c80e280c5.shtml
13. Roberto Saviano - 150 anni dell‟Unità d‟Italia.
URL:http://www.radio3.rai.it/dl/radio3/programmi/PublishingBlock-5baf1c7e-3861-4347-aa08285c548bd1b4-podcast.html
14. Unità d’Italia, Calderoli: “Non so se andrò alle celebrazioni”, 02/05/11
URL:http://qn.quotidiano.net/politica/2010/05/03/326313-unita_italia_calderoli_andro.shtml
15. Unità d’Italia, sconto aperto tra Napolitano e Durnwalder, 11/02/11.
URL:http://www.corriere.it/unita-italia-150/11_febbraio_11/napolitano-durnwalderscontro_c11e670a-35e2-11e0-8fcc-00144f486ba6.shtml
16. Unità d’Italia, scontro Bondi-Fini e Napolitano celebra i 150 anni, 04/05/10
URL:http://qn.quotidiano.net/politica/2010/05/04/327208-unita_italia_scontro_bondi_fini.shtml
17. http://www.repubblica.it/static/speciale/2011/referendum/index.html
INTERVISTE
1. G. Intilisano (Forlì, 23/06/11)
2. V. Lopardo (Forlì, 09/06/11)
3. F. Marino (Forlì, 09/06/11)
4. D. Morlupi (Forlì, 15/06/11)
5. M.O. Squillaci (Forlì, 20/06/11)
13
Student no. 0802160
14
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School of Modern Languages