LE VARIABILI NOMINALI: LA
MONETA, I PREZZI E
L’INFLAZIONE
Part 2
Capitoli 4 e 19
meb
CHAPTER 4
Money and Inflation
1
Cosa faremo
 Continuiamo l’analisi di lungo periodo
dell'inflazione
 Ipotesi di base: prezzi flessibili, mercati in
equilibrio, offerta inputs produttivi data
 Le cause dell'inflazione
 Gli effetti dell'inflazione
 Costi e benefici dell'inflazione
Il Signoraggio
 Per spendere senza alzare le tasse o emettere debito
pubblico, il governo (tramite la banca centrale, se
quest’ultima non è indipendente) può stampare moneta.
 Il vantaggio che si ricava dallo stampare moneta è detto
signoraggio.
 Nel Medioevo i signori battevano moneta per i propri
feudi, trattenendo parte del metallo prezioso usato per
coniare la moneta stessa, sfruttando il fatto che erano
loro stessi a battere moneta.
CHAPTER 4
Money and Inflation
3
 Oggi per “signoraggio” si intende la possibilità che
governo/banca centrale hanno di aumentare il reddito
nazionale semplicemente stampando moneta.
 Però, dalla TQM, se l’offerta di moneta cresce “troppo” (più
del reddito reale), allora si crea inflazione.
 La tassa da inflazione: stampare troppa moneta crea
inflazione; si parla di tassa in quanto l'inflazione è una vera e
propria tassa su chi detiene moneta.  l’inflazione è
un’imposta sul detenere moneta, in quanto riduce ilpotere
d’acquisto (e la ricchezza reale) di tutti coloro che detengono
moneta
CHAPTER 4
Money and Inflation
4
Perché inflazione è una tassa?
 Se ho in tasca una banconota da 100 E., e il livello
dei prezzi è 5, il potere d’acquisto in termini di beni di
tale banconota (saldi monetari reali, M/P) è 100/5=20
 Se dopo un anno è P=5,5 [per cui l’inflazione – la
variazione percentuale dei prezzi - è il 10%, cioè
(5,5-5)/5=0,1], il potere di acquisto della stessa
banconota da 100 euro si è ridotto, essendo ora pari
a 100/5,5= 18,2.
 L’inflazione erode il potere d’acquisto della
moneta.
CHAPTER 4
Money and Inflation
5
Il signoraggio
Stati Uniti: signoraggio 3% delle entrate dello Stato.
Italia: fino al 10% in passato
Un ricorso eccessivo al signoraggio quale forma di
entrate per lo stato è pericoloso perché genera
inflazione e anche ... iperinflazione. L’inflazione
prodotta da un aumento incontrollato dell’offerta di
moneta influisce anche sul valore reale delle entrate
da signoraggio, per cui il governo, per mantenere
inalterata la propria spesa, deve stampare sempre
più banconote
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
6
6
LEGGENDE METROPOLITANE
 Da qualche anno si sentono “teorie” che considerano il
signoraggio una “truffa miliardaria” che le banche centrali, i
governi e le banche private perpetrerebbero ai danni dei
cittadini.
 Tale “teoria” si basa sul fatto che stampare materialmente
una banconota che vale 100 E. costa magari meno di 0,1
E. Per i sostenitori di tale posizione, le banche centrali
realizzano quindi un profitto pari a 99,9 E. (=100-0,1) per
ciascuna banconota stampata.
 …e quindi basterebbe stampare nuova moneta e regalarla
per fare diventare tutti più ricchi.
CHAPTER 4
Money and Inflation
7
In realtà...
 La BC decide di stampare DM (p.e. 100 E.), ma non può fare
regali (ha un bilancio). Politica monetaria: se e quanto DM.
 La BC presta alle banche DM in cambio di titoli, ad un dato
tasso di interesse (attualmente il tasso è 0,05%).
 Alla scadenza del prestito, le banche restituiscono a BC
M(1+i) e si riprendono i titoli dati in garanzia.
 Il “profitto” per BC non è la differenza tra il valore facciale
della banconota e il costo di produzione ma il tasso di
interesse al quale BC presta i soldi.
 Questo profitto viene utilizzato per le spese di funzionamento
della BC ed, eventualmente, distribuito agli azionisti.
CHAPTER 4
Money and Inflation
8
CHAPTER 4
Money and Inflation
9
Ricordiamo ancora l’equazione di Fisher
Se vado in banca e deposito la somma 1 su un conto corrente che mi frutta un
tasso di interesse nominale annuale i, quale è il tasso di interesse reale r che
effettivamente incasso dopo un anno? Per computarlo, devo scontare il
montante (capitale + interesse nominale) che ottengo dopo un anno di deposito
con il tasso di inflazione che occorrerà nell’arco di quell’anno.
1 i
Quindi, applico la seguente formula: 1  r 
1 
L’approssimazione logaritmica suggerisce che:
i  r 
Questa è l’equazione di Fisher, che ci mostra che le variazioni del
tasso di interesse nominale tendono ad essere spiegate nel lungo
periodo da variazioni del tasso di interesse reale e/o da variazioni
del tasso di inflazione.
CHAPTER 4
Money and Inflation
10
L’effetto Fisher
In realtà, abbiamo già visto che:
(i) nel lungo periodo, r = r , ossia è determinato dall’equilibrio sul
mercato dei fondi mutuabili (S = I )
(ii) la TQM suggerisce che il tasso di crescita della quantità di
moneta determina in tasso di inflazione
(iii) l’equazione di Fisher indica il legame esistente tra tasso di
interesse nominale, tasso di interesse reale, ed inflazione.
Quindi (i), (ii) e (iii) segnalano che un aumento dell’inflazione
dell’1% - causato dall’aumento dell’1% del tasso di crescita della
moneta- comporterà una variazione di lungo periodo della
stessa percentuale del tasso di interesse nominale. Questa
relazione diretta tra inflazione e tasso d’interesse nominale è
l'effetto Fisher.
CHAPTER 4
Money and Inflation
11
Tasso di
interesse
nominale
inflazione
CHAPTER 4
Money and Inflation
12
Confronto internazionale
Georgia
Tasso di
interesse
nominale
Romania
Turkey
Brazil
Zimbabwe
Israel
Kenya
U.S.
Ethiopia
Germany
Tasso di inflazione
CHAPTER 4
Money and Inflation
13
Le relazioni tra Y, i, r e 
Supponete: V costante, M cresce al 5% per anno,
Y cresce al 2% per anno, e r è pari al 4% per anno.
a. Qual è il tasso di interesse nominale i?
b. Se la Banca Centrale aumenta il tasso di crescita
dell’offerta di moneta di 2 punti percentuali all’anno, di
quanto cambia i ?
c. Se invece il tasso di crescita del reddito reale si
dimezza, cosa succede a  ? Cosa deve fare la BCE
se vuole tenere  costante nel tempo?
CHAPTER 4
Money and Inflation
14
Utilizziamo il modello di equilibrio di
lungo periodo e la TQM
Con V costante, se M cresce del 5% annuo, Y del 2% e r del
4%,...(valori percentuali)
a. dalla TQM, DM/M= D P/P+ D Y/Y si ha  = 5- 2 = 3 e quindi i
= r +  = 4 + 3 = 7.
b. Ora è:  = (5+2) -2 = 7-2 = 5. Utilizzando la relazione di
Fisher, D i = +2 (i aumenta dello stesso ammontare di cui è
cresciuto il tasso di crescita della moneta o l’inflazione).
Quindi: i = r+ = 4+5 = 9 = i+Dii = 7+2.
c. Se la BC non fa nulla,  = 5-1 = 4 e quindi D  =+1. Per
impedire l'aumento dell'inflazione, la BC deve ridurre il tasso
di crescita della moneta di un punto percentuale (cioè di
quanto si è ridotta la crescita reale):  =4-1 = 3; solo così
D=0 .4 Money and Inflation
15
CHAPTER
Complicazioni.
1. Inflazione attesa e realizzata
Nel ragionamento precedente che ci ha permesso di definire l’equazione di Fisher,
un’ipotesi è quella di perfetta conoscenza del tasso di inflazione, dal momento del
deposito ad un anno dopo il deposito.
L’equazione di Fisher è stata perciò costruita con un tasso di inflazione calcolato
ex-post, cioè dopo la sua realizzazione.
Nella realtà, però, al momento del deposito gli agenti non conoscono l’inflazione ,
bensì formulano ex-ante una previsione di inflazione E() sulla base delle
informazioni che hanno a disposizione fino a quel momento.
Il tasso nominale in t non può adeguarsi all’inflazione effettiva in t, dato che non è
nota in t, quando viene stabilito i. Correttamente l’equazione di Fisher è:
it  rt  E ( t )
Il tasso di interesse nominale in t varia con l’inflazione attesa in t per t+1.
Se gli agenti non si aspettano elevata inflazione, il tasso nominale non cambia e
noi possiamo osservare periodi di alta inflazione (inattesa) e tassi nominali
contenuti
CHAPTER 4
Money and Inflation
16
Complicazioni.
1. Inflazione attesa e realizzata
 t+1 =(Pt+1-Pt)/Pt: tasso di inflazione realizzato in t+1,
sconosciuto in t, conosciuto solo in t+1.
E(t ) =(E(Pt+1)-Pt)/Pt: tasso di inflazione atteso in t per t+1
Quindi due tassi di interesse reali:
 i t – E(t ) = tasso di interesse reale ex ante, che le
persone si attendono per t+1 quando acquistano in t
un’obbligazione o contraggono un prestito.
 it – t+1 = tasso di interesse reale ex post, quello
realizzato in t+1, al termine dell'investimento
CHAPTER 4
Money and Inflation
17
Complicazioni.
2. Moneta come asset finanziario
 Nella TQM, la domanda di saldi monetari reali
dipende solo dal reddito reale Y e serve solo a
permettere le transazioni.
 Ma nella domanda di moneta entra anche il
tasso di interesse nominale: i.
 Il costo-opportunità di detenere moneta (invece
che obbligazioni o altri strumenti che pagano un
tasso di interesse).
 Quindi, i  (M/P)d  .
CHAPTER 4
Money and Inflation
18
La domanda di moneta
(
M
P
) fiY
(, )
d
(M/P)d = la domanda di moneta reale (non c'è “illusione
monetaria”) dipende
 negativamente da i: un titolo rende, in termini reali,
i–E(), la moneta rende –E()(il valore reale della
moneta diminuisce in base all’incremento del livello dei prezzi); il
costo di detenere moneta e non titoli è la
differenza tra i rendimenti (i–) –(-) =i. Se
aumenta i, aumenta il costo di detenere moneta.
 positivamente da Y : maggiore Y  aumentano gli
scambi  serve più moneta.
CHAPTER 4
Money and Inflation
19
(
M
P
) fiY
(, ) f (r  E ( ), Y )
d
Quando i consumatori domandano moneta, non
sanno quale sarà il tasso di inflazione realizzato.
Quindi, il tasso di interesse nominale rilevante
per la domanda di moneta è r + E().
CHAPTER 4
Money and Inflation
20
L'equilibrio sul mercato della moneta
M
 L(r  E ( ), Y )
P
L’offerta di saldi
monetari reali
La domanda di
saldi monetari
reali
NB: il mercato della moneta NON è quello dei fondi
prestabili. Concetti diversi. Per indicare la funzione
di domanda di moneta si usa L perchè la moneta
principalmente è liquidità
CHAPTER 4
Money and Inflation
21
COSA DETERMINA COSA
M
 L(r  E ( ), Y )
P
Variabile
(nel lungo periodo)
M
esogena (controllata dalla banca centrale)
r
E()
si aggiusta per avere S = I
aspettative d'inflazione dipendono da...
Y
YF(K,L)
P si aggiusta per garantire
CHAPTER 4
Money and Inflation
M
Li
( ,Y)
P
22
M
 L(r  E ( ), Y )
P
 Come P risponde a variazioni di M? Per dati valori di
r, Y, ed E() , anche Md/P è data. Allora una variazione
di M comporta il cambiamento di P dello stesso
ammontare (come afferma la TQM).
 Come P risponde a variazioni di Y?
 Come P risponde a variazioni di r?
CHAPTER 4
Money and Inflation
23
Come P risponde a variazioni
dell'inflazione attesa?
 Nel lungo periodo, le persone non sbagliano
sistematicamente nel prevedere l’inflazione o altre
grandezze (aspettative razionali). Quindi, in media
E() =  .
 E() cambia quando famiglie e imprese apprendono
nuove informazioni.
 Es.: C. Kirchner annuncia un aumento del 25% dei salari dei
dipendenti pubblici
 Es.: H. Clinton viene data favorita alle prossime presidenziali USA
con un programma di aumento della spesa pubblica.
CHAPTER 4 Money and Inflation
24
 Es.: la BCE annuncia un futuro aumento di M. Le
famiglie e le imprese (con Y dato!!!) si aspettano un
aumento del livello generale dei prezzi P, ora costante.
Quindi E() aumenta da 0 a un valore >0.
 Il tasso di interesse nominale aumenta e ….
 Md/P diminuisce immediatamente. Dato che la BC non
ha ancora mutato l’offerta di moneta M, il livello
generale dei prezzi aumenta e in equilibrio anche M/P
diminuisce.
 L'annuncio (credibile) di una futura manovra monetaria
influisce sui prezzi P oggi, anche se M non è ancora
variato!
 Quando varierà M, non ci sarà bisogno di ulteriori
aggiustamenti
di Inflation
P; l'equilibrio
CHAPTER
4 Money and
sarà già stato raggiunto.
25
In altri termini:
M
 L(r  E ( ), Y )
P
 Per valori dati di r, Y e M:
 E ( )  i (l' effetto Fisher)
P
(MP)
d
M
P


a
l
f
i
n
e
d
i
f
a
r
s
c
e
n
d
e
r
e
()
e
r
i
s
t
a
b
i
l
i
r
e
e
q
u
i
l
i
b
r
i
o
s
u
i
m
e
r
c
a
t
i
m
o
n
e
t
a
r
i
.
In pratica per via dell’aumento atteso dell’inflazione, c'è “troppa”
moneta rispetto a prima; allora compro beni per disfarmi della moneta
in eccesso, ma questo accresce P già ora, essendo Y dato  le
aspettative di inflazione si autorealizzano
CHAPTER 4
Money and Inflation
26
Quindi:
Nel modello classico le variabili reali non sono
influenzate da quelle nominali (DICOTOMIA) e la
moneta influenza solo i prezzi (NEUTRALITA')
Variabili reali, misurate in unità fisiche: PIL reale, Y
(output prodotto); salario reale, W/P (quantità di beni e
servizi acquistabili con un’ora di lavoro); tasso di interesse
reale, r (beni e servizi furi ottenuti cedendo beni e servizi
guadagnati oggi).
Variabili nominali, misurate in unità di moneta:
salario nominale W, tasso di interesse nominale i, Pil
nominale, PY.
CHAPTER 4
Money and Inflation
27
Importante: Nel modello di lungo periodo, con
mercati in equilibrio di piena occupazione valgono:
 La dicotomia tra variabili reali e nominali: le
variabili nominali non influenzano quelle reali.
 La neutralità della moneta: le variazioni
nell’offerta di moneta non influenzano le variabili
reali.
 Il modello di Cagan (ch. 4 appendix) spiega
l’importanza della offerta di moneta, sia quella
corrente che quella futura, per influenzare il livello
corrente dei prezzi e,quindi, la rilevanza della
credibilità della politica monetaria (Si veda anche
Walsh (1998), MIT Press),
28
CHAPTER 4 Money and Inflation
Costi e benefici dell'inflazione
Quali sono i costi?
Provate a pensare da
“economisti” e a
ragionamenti basati su un
modello di equilibrio di lungo
periodo
CHAPTER 4
Money and Inflation
29
Analisi di un caso
Gli economisti e la gente
Robert Shiller (1997) chiese ad un campione di
gente comune e un campione di economisti se
erano d’accordo con le seguenti affermazioni:
“La cosa più grave dell’inflazione è che riduce il
mio potere d’acquisto e mi rende più povero”
o
o
Gente che concorda:
77%
Economisti che concordano: 12%
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
30
30
Analisi di un caso
Gli economisti e la gente
“Le previsioni di inflazione mi preoccupano perché non so se il
mio reddito crescerà altrettanto”
o
o
Gente che concorda:
Economisti che concordano:
66 %
5%
“Prevenire l’inflazione è prioritario come eliminare il traffico di
stupefacenti e mantenere una istruzione di alta qualità”
o
o
Gente che concorda:
Economisti che concordano:
CHAPTER 4
52 %
18 %
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
31
31
Analisi di un caso
Gli economisti e la gente
“Se il mio stipendio aumentasse sarei più realizzato anche in
presenza di un aumento dei prezzi”
o
o
Gente che concorda:
47 %
Economisti che concordano: 8 %
Chi ha ragione?
Perché esistono queste differenti percezioni?
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
32
32
Un fraintendimento comune:
l'inflazione riduce i salari
 Vero nel breve periodo, quando i salari nominali
(W) sono fissi per contratto, ma non nel lungo.
 Nel lungo periodo vale equilibrio sul mercato del
lavoro (prossimo ch. 6). Ma noi sappiamo già
che l'ammontare di occupazione e il salario reale
(che è un prezzo!) sono determinati dall’offerta
di lavoro (preferenze) e dalla domanda di lavoro
(produttività marginale del lavoro), ma non dal
livello dei prezzi o dall’inflazione. Ricordate
che, in equilibrio, MPL=W/P.
CHAPTER 4
Money and Inflation
33
Salari reali e inflazione
(Stati Uniti)
250
Salari reali (prezzi 2001)
16
225
14
200
175
Dollari
12
10
150
Salari
nominali
125
8
100
6
IPC (1983=100)
18
75
4
IPC
50
2
Indice dei prezzi al consumo
25
0
0
1964 1968 1972 1976 1980 1984 1988 1992 1996 2000
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
34
34
La visione classica dell’inflazione nel
lungo periodo
 La visione classica: un cambiamento nel
livello dei prezzi è solo un cambio dell’unità
di misura.
 Infatti passare da P a 2P e da W a 2W non
modifica i prezzi relativi (il salario reale).
Perchè allora l’inflazione dovrebbe
essere un serio problema sociale?!
CHAPTER 4
Money and Inflation
35
Il costo sociale dell’inflazione.
Due casi:
1. I costi dell'inflazione attesa
2. I costi dell’inflazione inattesa (l'inflazione
realizzata è diversa da quella che gli
agenti economici si aspettavano).
CHAPTER 4
Money and Inflation
36
1. I costi dell’inflazione attesa
a) I “costi della suola delle scarpe”
 Se P aumenta, la moneta si “brucia” e per evitare l'erosione
del potere d'acquisto, domando meno moneta reale.
   i   Md/P
 Domando più altre attività finanziarie inflation proof.
 Essendo Y dato, devo comunque finanziare un dato
ammontare di transazioni, ossia trasformare le attività
finanziarie in moneta.
 Il costo di organizzarmi e l’inconveniente di ridurre i saldi
monetari per evitare la tassa da inflazione è il c.d. “costo
delle suole” (p.e. vado più di frequente al bancomat e
sostengo maggiori costi di transazione).
CHAPTER 4
Money and Inflation
37
b) Costi di menù
 Il costo di cambiare i listini dei prezzi.
 Es.: il costo di stampare nuovi menù; il
costo di stampare e inviare nuovi cataloghi
 Più alta è l’inflazione, più frequentemente le
imprese trovano opportuno cambiare i
prezzi e incorrere in questi costi.
CHAPTER 4
Money and Inflation
38
c) Distorsioni dei prezzi relativi
 Le aziende che affrontano “costi di menù” non
cambiano i prezzi frequentemente.
 Es.: il nuovo catalogo di un’azienda esce a gennaio.
Il livello generale dei prezzi durante l’anno sale ed i
prezzi relativi dei beni dell’azienda scendono (ma
lo si sapeva in anticipo).
 Poiché le aziende cambiano i loro prezzi in momenti
differenti, la distorsione e la variabilità dei prezzi
relativi che ne consegue crea inefficienze/errori
nell’allocazione delle risorse.
CHAPTER 4
Money and Inflation
39
d) Problemi di tassazione
d1) Alcune imposte non sono automaticamente
aggiustate per tenere conto dell’inflazione.
d2) il “fiscal drag”
CHAPTER 4
Money and Inflation
40
Es. d1)
imposta sulle plusvalenze finanziarie.
L'1/1 acquisto 1.000 azioni Enel per 10.000 E., che
vendo il 31/12 a 11.000 E., realizzando una
plusvalenza di 1.000 E.
Capital gain lordo: CP=(P+1-P)/P = 0,1 cioè il 10%
Capital gain netto: CP(1-t)=0,1(1-0,27)=0,083,
cioè l' 8,3%
Se l'inflazione è il 9% chiudo l’operazione in
perdita
CHAPTER 4
Money and Inflation
41
d2) Fiscal drag
 Se il salario reale lordo è costante, l’inflazione
spinge i salari nominali su scaglioni di reddito
più elevati, in un sistema fiscale progressivo,
con una riduzione del salario reale netto.
IRPEF 2014
Reddito imponibile
Aliquota
I scaglione
0-15.000
23%
II scaglione
15.001-28.000
27%
III scaglione
28.001-55.000
38%
IV scaglione
55.001-75.000
41%
V scaglione
75.001-
43%
Es.: W/P=30, con W=53.750 annui. Se =5%, W=53.750(1+0,05)=56.647,5
e su 1.647,5 si paga un'aliquota maggiore (41% e non 38%)
CHAPTER 4
Money and Inflation
42
e) problemi generali
 L’inflazione rende complesso il compito
(fondamentale nelle economie di mercato) di
confrontare prezzi e valori nominali,
specialmente in periodi di tempo differenti nei
quali è cambiata l’unità di misura.
 Questo complica la programmazione finanziaria
a lungo termine di imprese e famiglie (quanto i
genitori devono risparmiare oggi per le spese
universitarie future dei figli, o per la pensione
integrativa, ….).
 ATTENZIONE: L'INFLAZIONE NON E' QUINDI
Money and
Inflation
PROPRIO
COMPLETAMENTE
NEUTRALE
CHAPTER 4
43
2) I costi dell’inflazione inattesa.
a) Redistribuzione del potere d’acquisto
 Attualmente, quasi tutti i contratti di debito/credito (p.e. i
contratti di lavoro) non sono indicizzati all'inflazione, ma sono
basati su E() .
 Se  E(), c'è chi guadagna e chi perde. In particolare:
 Se  > E() , allora (i) < (i E()) e il potere d’acquisto si
trasferisce dai creditori ai debitori (si restituisce una
somma che in termini reali è minore di quella pattuita).
 Se  < E() , il potere d’acquisto è trasferito dai debitori ai
creditori.
 Questo spiega perchè i tassi fissi sui mutui sono più alti dei
tassi variabili sui mutui: un aumento inatteso dell’inflazione
andrebbe a beneficio del debitore.
CHAPTER 4
Money and Inflation
44
b) aumento dell’incertezza
 Quando l’inflazione è alta, è anche più volatile e
imprevedibile:  si discosta sempre più spesso
da E() e in maniera più marcata.
 Diviene più probabile una forte re-distribuzione
del potere d’acquisto tra creditori e debitori.
 questo crea maggiore incertezza (p.e. minori
crediti) - una delle più grandi nemiche della
stabilità e della crescita economica.
CHAPTER 4
Money and Inflation
45
Un beneficio dell’inflazione
 I salari nominali difficilmente diminuiscono (un
taglio del 2% dei salari nominali ad inflazione nulla equivale, in
termini reali, ad un aumento dei salari del 3% con inflazione al 5%,
ma i lavoratori sono restii al taglio).
 A volte, invece, per raggiungere l'equilibrio ed evitare
disoccupazione, il salario reale di equilibrio di un certo
gruppo di lavoratori deve ridursi.
 L’inflazione (moderata, 2-3% annuo) permette di
raggiungere la riduzione dei salari reali senza ridurre i
salari nominali.
 Quindi un’inflazione moderata in certe circostanze può
migliorare il funzionamento del mercato del lavoro.
CHAPTER 4
Money and Inflation
46
L’iper-inflazione
 Definizione comune:   50% al mese, oltre
l’1% al giorno
 I costi precedenti diventano ENORMI in
iper-inflazione.
 La moneta non è più una riserva di valore, e
assolve difficilmente alle altre sue funzioni
(unità di conto, mezzo di scambio).
 Le persone cominciano a svolgere transazione
tramite una moneta straniera, o il baratto.
CHAPTER 4
Money and Inflation
47
Iperinflazione
Se   50% al mese:
Quasi 1% al giorno
Il livello dei prezzi si moltiplica per 100 in un
anno
… e per 2 000 000 in tre anni.
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
48
48
Da cosa è causata l’iper-inflazione?
 Dall'eccessiva crescita dell’offerta di moneta.
 Quando la banca centrale stampa moneta in
eccesso, i prezzi salgono (vedi TQM).
 Se questo processo diventa fuori controllo,
abbiamo iper-inflazione.
CHAPTER 4
Money and Inflation
49
Qualche esempio negli ultimi 30 anni
Paese
periodo
Inflazione Crescita di M
% per anno % per anno
Israele
1983-85
338%
305%
Brasile
1987-94
1256%
1451%
Bolivia
1983-86
1818%
1727%
Ucraina
1992-94
2089%
1029%
Argentina
1988-90
2671%
1583%
Dem.Rep Congo / Zaire 1990-96
3039%
2373%
Angola
1995-96
4145%
4106%
Peru
1988-90
5050%
3517%
Zimbabwe
2005-07
5316%
9914%
CHAPTER 4
Money and Inflation
50
L’esempio più famoso…..
 L’iper-inflazione tedesca nella Repubblica di
Weimar, tra le due guerre mondiali.
 Alla radice la crisi fiscale causata dal pagamento
degli enormi danni di guerra imposti dal Trattato di
Versailles alla Germania (contro il parere di
Keynes).
 Gli storici hanno riconosciuto che quell’iperinflazione fu una delle cause dell’ascesa al potere
del nazismo negli Anni Trenta.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Analisi di un caso
L’iperinflazione in Germania tra le due
guerre
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
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52
Analisi di un caso
L’iperinflazione in Germania tra le due
guerre
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
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53
Spesso la causa dell’iper-inflazione è
una crisi fiscale
 Quando il governo non riesce a:
a) Controllare il proprio deficit di bilancio, oppure a
b) Finanziarlo vendendo titoli di debito pubblico
Allora ricorre al finanziamento monetario del deficit
(= stampa soldi o chiede di stamparli alla banca
centrale, se essa non è indipendente, per
coprire la differenza tra uscite pubbliche e
entrate pubbliche.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Rilevanza attuale
 Un governo non riesce a piazzare i propri titoli di
Stato sui mercato finanziari...
 Allora chiede alla banca centrale di comprare
titoli in cambio di moneta...
 ...
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Iperinflazione
Come fermarla?
In teoria la soluzione è: smettere di stampare moneta
In realtà è necessario risolvere il problema alla radice: il
bilancio pubblico
Politica fiscale restrittiva:
costosa per l’economia (vedi seconda parte del libro).
difficile: le tasse sono nominali ma in presenza di
iperinflazione le entrate tributarie sono annullate
(definite su redditi che perdono velocemente valore)
CHAPTER 4
Macroeconomia - Clega Money and Inflation
M. Marzo
56
56
Cosa abbiamo studiato
Moneta: ha la funzione di mezzo di scambio (transazioni),
unità di conto e riserva di valore.
Tipi di moneta: moneta-merce (con valore intrinseco), moneta
a corso legale (senza valore intrinseco)
A.L’offerta di moneta è regolata dalla banca centrale
B.La domanda di moneta, nella semplice TQM dipende
solo dal reddito. In realtà dipende anche dal tasso di
interesse nominale. In questo caso, variazioni dell’inflazione
attesa modificano il livello attuale dei prezzi.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Cosa abbiamo studiato
Tasso di interesse nominale
•È pari al tasso di interesse reale + tasso d'inflazione
• Misura il costo-opportunità di detenere moneta
•Effetto Fisher: il tasso di interesse nominale si muove unoa-uno con l’inflazione attesa
•La teoria quantitativa della moneta assume una velocità di
circolazione costante e, poichè nel lungo periodo la
produzione è assunta essere quella di pieno impiego, si
conclude che il tasso di crescita della moneta determina il
tasso di inflazione.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Cosa abbiamo studiato
Dicotomia classica
 Nella teoria classica, la moneta è neutrale (non
influenza le variabili reali)
 Possiamo studiare come le variabili reali sono
determinate, senza preoccuparci di quelle nominali.
 “Poi”, l’equilibrio sul mercato monetario determina il
livello dei prezzi e le variabili nominali.
 La maggior parte degli economisti crede che questo
meccanismi funzioni solo nel lungo periodo.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Cosa abbiamo studiato
Costi e conseguenze dell’inflazione
 Inflazione attesa: costi di “suola delle scarpe”, costi di
menù, distorsioni fiscali e di prezzi relativi.
 Inflazione inattesa (o “a sorpresa”): tutti i costi
precedenti, più l’arbitraria re-distribuzione di potere
d’acquisto tra creditori e debitori, con connessa
incetezza sul funzionamento corretto dei mercati.
 Poichè la moneta in eccesso crea inflazione, e
l'inflazione ha effetti reali, la dicotomia classica e la
CHAPTER 4 Money and Inflation
neutralità valgono come prima approssimazione
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Cosa abbiamo studiato
Iper-inflazione
 causata da una rapida crescita dell’offerta di moneta,
spesso per finanziare deficit pubblici.
 Per sradicarla, occorre eliminare alla radice il bisogno del
governo di stampare moneta per finanziare i propri
“buchi di bilancio”.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Appendix: altri modelli per la
domanda di moneta
1.Teoria quantitativa della moneta  la
domanda di saldi monetari reali è
proporzionale al reddito
2. Poi dipende anche dal tasso di interesse
3. Teorie delle scelte di portafoglio (la moneta è
riserva di valore)
4. Teorie transazionali o transattive (la moneta
è mezzo di scambio)
CHAPTER 4
Money and Inflation
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A simple portfolio theory
where
rs = expected real return on stock
rb = expected real return on bonds
 e = expected inflation rate
W = real wealth
CHAPTER 4
Money and Inflation
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The Baumol-Tobin Model
A transactions theory of money demand.
Notation:
Y = total spending, done gradually over the
year
i = interest rate on savings account
N = number of trips consumer makes to the
bank to withdraw money from savings
account
F = cost of a trip to the bank
(e.g., if a trip takes 15 minutes and
consumer’s wage = €12/hour, then F = €3)
CHAPTER 4
Money and Inflation
64
Money holdings over the year
Money
holdings
Y
N=1
Average
= Y/ 2
1
CHAPTER 4
Money and Inflation
Time
65
Money holdings over the year
Money
holdings
N=2
Y
Y/ 2
Average
= Y/ 4
1/2
CHAPTER 4
Money and Inflation
1
Time
66
Money holdings over the year
Money
holdings
N=3
Y
Average
= Y/ 6
Y/ 3
1/3
CHAPTER 4
Money and Inflation
2/3
1
Time
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The cost of holding money
In general, average money holdings = Y/2N
Foregone interest = i (Y/2N )
Cost of N trips to bank = F N
Thus,
• Given Y, i, and F,
consumer chooses N to minimize total cost
CHAPTER 4
Money and Inflation
68
Finding the cost-minimizing N
Cost
Foregone
interest =
iY/2N
Cost of trips
= FN
Total cost
N*
N
CHAPTER 4
Money and Inflation
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The money demand function
The cost-minimizing value of N:
• To obtain the money demand function,
plug N* into the expression for average
money holdings:
• Money demand depends positively on Y
and F, and negatively on i .
CHAPTER 4
Money and Inflation
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The money demand function
The Baumol-Tobin money demand function:
How the B-T money demand func. differs
from the money demand func. from previous
chapters:
• B-T shows how F affects money demand
• B-T implies that the
income elasticity of money demand = 0.5,
interest rate elasticity of money demand = 0.5
CHAPTER 4
Money and Inflation
72
EXERCISE:
The impact of ATMs on money
demand
During the 1980s,
automatic teller
machines became
widely available.
How do you think this
affected N* and money
demand? Explain.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Financial Innovation, Near Money,
and the Demise of the Monetary
Aggregates
Examples of financial innovation:
• many checking accounts now pay interest
• very easy to buy and sell assets
• mutual funds are baskets of stocks that are easy
to redeem - just write a cheque
Non-monetary assets having some of the
liquidity of money are called near money.
Money & near money are close substitutes,
and switching from one to the other is easy.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Financial Innovation, Near
Money, and the Demise of the
Monetary Aggregates
The rise of near money makes money
demand less stable and complicates
monetary policy.
most central banks have switched from
targeting monetary aggregates to
targeting the interest rate.
This change may help explaining the
relative economic stability since the
1990s.
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Chapter summary
4. Portfolio theories of money demand
• stress the store of value function
• posit that money demand depends on
risk/return of money & alternative assets
5. The Baumol-Tobin model
• is an example of the transactions
theories of money demand, stresses
“medium of exchange” function
• money demand depends positively on
spending, negatively on the interest rate,
and positively on the cost of converting
non-monetary assets to money
CHAPTER 4
Money and Inflation
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Parte 2