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Corriere del Mezzogiorno Martedì 20 Ottobre 2015
NA
Sport
Volley
Giovani e vincenti, buona la prima a Ostia
Giovani, carine e anche vincenti. Comincia con il piede giusto l’avventura della
Napoli Volley nel campionato di serie B1 femminile. Le ragazze allenate da
Loparco si sono imposte 3-1 a Ostia contro l’Evoluzione nella prima giornata
del campionato. Inizio difficile (17-25 il primo set in favore delle romane), poi
la rimonta. La scintilla è arrivata nel secondo parziale . Quattro punti di fila e la
chiusura in scioltezza. Giovedì alle 11 la presentazione al «Gambrinus» ,
sabato l’esordio in casa (ore 19) contro Isernia.
Scudetto possibile?Il Napoli ha già fatto tredici
Il tifoso (scaramantico) Paolo Cannavaro: «Ai miei compagni del Sassuolo ho già detto come finirà»
NAPOLI Ha fatto tredici la squadra di Maurizio Sarri. E non al
Totocalcio, ma ai punti nelle ultime cinque giornate di campionato. Tredici punti e la palma temporanea di prima della
classe. C’è ancora strada da fare, come predica Sarri: «Siamo
solo al chilometro otto di una
maratona lunga trentotto chilometri»; ma gli scontri diretti
vinti contro Lazio, Juventus,
Milan e Fiorentina non sono
frutto della casualità. Sei vittorie e un solo pareggio (contro il
Carpi) nelle ultime sette, venti
gol fatti e soltanto due subiti.
La striscia non è positiva solo
 Cambio di passo
nei risultati, ma soprattutto
nelle prestazioni. Nell’organizzazione di gioco dimostrata da
un gruppo che evidentemente
aveva smarrito ordine e geometrie. Le sbavature corrette in
corsa dall’allenatore hanno
istradato il Napoli verso la direzione che porta al vertice della
classifica. La parola formata da
otto lettere e impronunciabile
nello spogliatoio azzurro, è invece sulla bocca di tutti. Tifosi e
addetti ai lavori, forse meno
scaramantici e più lucidi nelle
analisi. Continuità e intensità,
difesa alta e pressing: c’è tutto e
anche di più. C’è la forza men-
Il personaggio
N
ove squadre in quattro
punti, la classifica di
serie A non era così
corta da almeno quindici
anni. E nel campionato dove
le squadre del Nord non
dettano legge, c’è un
equilibrio che consente al
Napoli di poter lottare per il
vertice della classifica. Tutto
è ancora possibile, anche la
Juventus così avara di gol ne ha realizzati nove in otto
giornate - potrebbe sulla
carta agguantare ancora la
prima posizione. Ma se la
matematica induce alla
logica dei numeri e trenta
partite sono un tempo
ampiamente possibile pure
per consentire il sorpasso
dall’ultima alla prima
posizione del Bologna di
Rossi, la fisionomia delle
squadre, per quanto visto
finora, autorizza Maurizio
Sarri a «bestemmiare». La
parola scudetto - lo ha detto
lui - è una bestemmia. In
realtà è solo l’ordine di
scuderia che ha impartito
all’interno dello spogliatoio.
Scaramanzia, ma non solo.
Scelta di campo per gestire
l’entusiasmo di una piazza
tornata a sognare
all’improvviso. Per non salire
sulla giostra degli umori e
trovarsi, dal paradiso
all’inferno in un sol colpo.
Sarri non ha paura di volare,
ma teme l’effetto boomerang
dell’esaltazione popolare e
mediatica. Per ora passi il
gioco a nascondino, ma le
prossime tre gare contro le
«piccole» Chievo, Palermo e
Genoa saranno l’esame della
verità. L’ultimo tabù prima
di poter... bestemmiare.
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Noi
abbiamo
gli stessi
punti
ma non so
dove
possiamo
arrivare
riore salto di qualità. Per ora il
Napoli è a tre punti dalla vetta e
con due giocatori, Insigne e Higuain, che condividono la posizione di capocannonieri con
Eder (Sampdoria). La suggestione dello stadio gremito come ai tempi di Maradona, la figura di Maurizio Sarri uomo
«normale» che viene accostata
a quella di Ottavio Bianchi,
eroe del primo scudetto. La torta del tricolore sulla quale ha
messo la ciliegina Paolo Cannavaro, ex di prestigio e napoletano autentico: «Il Napoli per me
non è una sorpresa, anche perché tutti i miei compagni di
Tifoso
L’ex azzurro
Paolo
Cannavaro
squadra sanno cosa penso di
quest’anno, di come andrà a finire. Non lo dico perché sono
scaramantico». Ecco, l’anima da
tifoso ell’ex difensore azzurro da
due anni al Sassuolo, che non
pronuncia la parolina ma ci crede fermamente. Il Sassuolo ha
gli stessi punti della sua squadra
del cuore. «Abbiamo un allenatore che è preparatissimo, motivato. Diciamo che c’è un mix
perfetto per poter fare bene, poi
dove si può arrivare non lo so».
Sa invece dove può arrivare il
Napoli, ma non lo dice.
Mo. Sco.
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La pasta del capitano
La metamorfosi di Hamsik: meno gol ma sacrificio e personalità
Assist per Insigne e abbraccio con la curva: ora sì che mi diverto
di Monica Scozzafava
IL TABÙ DELLE
PICCOLE
E POI LA LICENZA
DI BESTEMMIARE

tale di saper soffrire nei momenti di difficoltà, la capacità
di recuperare al gol dell’avversario. Fiorentina ma anche Juventus, se non si vogliono considerare Milan e Lazio che si
erano prestate al gioco al massacro. C’è una sola incognita
che offusca il quadretto dei sogni: il tabù delle provinciali.
Domenica ancora una prova di
crescita, di maturità. Il Napoli
affronta a Verona il Chievo,
squadra piccola che finora ha
anche messo in difficoltà le
grandi. Poi il Palermo e dopo
ancora il Genoa. Avversari che
potranno dare al Napoli l’ulte-
NAPOLI Il bacio del principe Sarri
ha svegliato dopo due anni il
bello addormentato del Napoli.
La favola di Charles Perrault per
raccontare la nuova vita di Marek Hamsik. Domenica, stadio
San Paolo: il capitano ha le braccia alzate, incita il pubblico. Ha
appena segnato? No, è andato in
chiusura su Bernardeschi, evitando un contropiede pericoloso della Fiorentina. Il capitano
ha rialzato la cresta. E la testa.
Dopo due anni difficili alla corte
di Rafa Benitez. Di quel biennio
era stato il giocatore più sostituito e la fascia da capitano resisteva sul suo braccio più per anzianità che per reale convinzione dello spogliatoio. Oggi è un
calciatore restituito al suo ruolo
naturale, che corre e si sacrifica
per la squadra, dà perfezione al
centrocampo, assiste gli attaccanti con precisione svizzera. Le
statistiche della Lega sono chiare: domenica è stato il giocatore
che ha corso più di tutti: dodici
chilometri.
A differenza di Higuain, il
sorriso non lo aveva mai perso,
ma la voglia, la motivazione
quelle sì. Troppo educato per
opporsi al volere del suo ex allenatore, per stravolgere il suo carattere. Per farsi valere nello
spogliatoio. «Non bisogna urlare - disse questa estate - per essere un leader». Ma il suo silenzio sembrava più una resa che
un modo di essere. Ai più appariva come una debolezza.
Trequartista con Benitez,
mezzala con Sarri: la metamorfosi è tutta qui? Assurdo pensare
che dieci metri possano condizionare così tanto il rendimento
di un calciatore. Difficile credere che una posizione possa
mandare in crisi un talento come Hamsik e sarebbe paradossale pensare che quei metri non
avrebbe potuto farli, in qualsiasi
direzione, per cercare di essere
incisivo. C’è piuttosto la sintesi
di tante componenti. Con Beni-
Il futuro
 Juraj
Venglos,
agente di
Marek Hamsik,
ha parlato ai
microfoni di
Radio Crc: « E’
vero che in
passato la
Juventus è
stata sulle sue
tracce, ma non
lascerà
l’azzurro. Vive
un periodo
strepitoso sia
con la
Slovacchia che
ha condotta
alla
qualificazione
con una
doppietta, ma
anche con la
maglia del
Napoli si sta
esaltando.Non
so se chiuderà
la carriera a
Napoli, a
gennaio di
certo non
andrà via . In
futuro
potrebbe
anche tornare
in patria».
tez ad Hamsik era mancata la fiducia, si era sentito in un vortice
che lo spingeva verso il basso.
Ed ha subito l’onta di critiche
che spesso travalicavano l’aspetto tecnico e affondavano nella
sfera personale. Sentirsi un talento inesploso, un capitano
d’argilla non lo aveva aiutato a
ritrovare serenità mentale. Con
Maurizio Sarri, Hamsik come gli
altri, sono al centro del progetto
Napoli. Indiscussi protagonisti
di una squadra che ha ritrovato
spirito di gruppo ed entusiasmo. Una squadra che riesce a
dare il meglio di sè perchè si diverte. Hamsik come Higuain come Insigne, tutti sono tornati a
fare i fenomeni. E forse Sarri
aveva ragione: «Divertirsi fa divertire anche il pubblico».
E’quello che sta accadendo. Il
bacio del principe ha risvegliato
Hamsik dal suo torpore, vederlo
sotto la curva a festeggiare, ad
alzare le braccia per caricare la
folla è quasi un inedito. Scorren-

Con Sarri
torno
a giocare
nel mio
ruolo
Sono
entusiasta
Insieme
con il nostro
staff siamo
riusciti
a riportare
i tifosi
allo stadio
Siamo
attaccati
alle prime
Ma è solo
l’inizio
La strada
è lunga
Braccia alzate
Il capitano
azzurro Hamsik
verso la curva
do l’album dei ricordi, con Reja
e con Mazzarri lo aveva fatto tantissime volte, ma gli ultimi due
anni avevano cancellato anche
la sua verve da primo tifoso azzurro. «Quando il Napoli prese
Sarri - ha detto Hamsik al termine della partita con la Fiorentina
- fui contento. Sapevo che giocava con le mezzali e mi candidavo
per un posto. Finalmente mi diverto». C’è tutto nel pensiero
semplice del centrocampista
slovacco, fino a due anni fa per
numero di assist e anche di gol
paragonato ai mostri sacri inglesi Gerrard e Lampard e poi finito tra i figli di un Dio minore.
In Slovacchia restava un re,
continuando a conquistare il titolo di migliore calciatore de Paese, mentre a Napoli finiva nel
mirino della critica come il peggiore di tutti i mali.
Oggi Hamsik non cerca riscatti personali, coltiva il sogno
di portare il Napoli ancora una
volta in alto. Cauto e prudente
con l’ipotesi scudetto: «Siamo
tra le prime ma la strada è ancora lunga», mantenendo il low
profile che è una componente
genetica del suo carattere. Il
profilo umile di un calciatore
forte che aveva rinunciato al Milan per il Napoli e, più recentemente, non aveva fatto una piega all’interessamento della Juventus. A Napoli ha acquistato
casa, ai colori azzurri ha rinnovato il giuramento di fedeltà. E
in campo sta rispondendo con
autorità e autorevolezza a chi
sosteneva che rifiutava altri club
perchè non aveva il carattere
per una «big». Marek Hamsik
ha ritrovato la pasta del capitano, quella autentica. E non si arroga alcun diritto. Continua silenziosamente a fare il leader,
insiste a pennellare assist vincenti. E se c’è da combattere come contro la Fiorentina non si
tira indietro.
Mo. Sco.
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20 ottobre 2015 Corriere del mezzogiorno