FORMULARIO PER PRESENTAZIONE DEL PROGETTO
ALLEGATO B
FAC SIMILE
IL PRESENTE FORMULARIO E’ PARTE INTEGRANTE DELL’AVVISO E NON PUO’ ESSERE MODIFICATO.
QUALORA SI NECESSITI DI MAGGIORE SPAZIO PER ALCUNE VOCI, E’ POSSIBILE UNICAMENTE
AGGIUNGERE DELLE RIGHE ALL’INTERNO DELLE TABELLE.
1. Titolo del progetto
“ARTEMIDE - Progetto per un sistema territoriale contro la violenza alle donne”
2. Titolo corto del progetto/acronimo
ARTEMIDE
3. Durata del progetto
(indicare la data di inizio e di fine del progetto)
Durata
Data inizio
Data fine
Mesi 18
01/09/2008
28/02/2010
4. Territorio/territori di attuazione del progetto
(presentazione del/dei territorio/i e del contesto in cui si inserisce il progetto. Evidenziare la valenza territoriale
intercomunale, o comunale nei soli casi di capoluoghi di provincia, e/o interprovinciale e/o interregionale; Max: 1000
caratteri)
Il territorio corrisponde alla costituenda provincia di Monza e Brianza, ambito
territoriale che conta circa 800.000 abitanti distribuiti su 50 comuni, una superficie di
circa il 20% del territorio lombardo e una densità di popolazione superiore a quella
milanese. La popolazione femminile della provincia, ha prevalentemente un’età
compresa tra i 30 e i 50 anni e è coniugata.
Il partenariato è costituito da:
Comune di Monza (capofila e capoluogo della costituenda provincia di Monza e
Brianza)
1
Asl provincia di Milano 3 e Procura della Repubblica di Monza (competenti sul
territorio in esame)
Offertasociale asc (azienda speciale consortile dei comuni del vimercatese)
Comuni di Seregno e di Besana, capofila dei rispettivi ambiti distrettuali sociali;
numerosi operatori del privato sociale e esperti del settore. L’ospedale S.Gerardo di
Monza e l’AIAF (Avvocati di famiglia), hanno manifestato la loro adesione al progetto
(lettere agli atti).
Ciò conferisce al progetto valenza intercomunale, provinciale e interistituzionale.
5. Descrizione sintetica del progetto
( Max 1000 caratteri)
Il progetto prevede azioni finalizzate a costituire - tra tutti gli enti pubblici e del privato
sociale che si occupano del fenomeno “violenza di genere in ambito familiare” - un
protocollo di intesa che:
1)stabilisca modalità e procedure con cui la donna vittima di violenza potrà trovare
interlocutori affidabili e distribuiti sul territorio
2)garantisca, da parte di tutti gli operatori del settore, un approccio al problema condiviso
ed omogeneo
3)favorisca l’emersione del fenomeno attraverso l’offerta di servizi utilizzabili su tutto il
territorio indipendentemente dal luogo di residenza della vittima.
Il progetto attiverà le seguenti iniziative:
a)Indagine relativa alla sensibilità/cultura degli operatori ed ai bisogni delle donne
b)Mappatura delle azioni in essere sul territorio
c)Azione formativa rivolta ai decisori/operatori
d)Modellizzazione e sviluppo di una rete di supporto basata sulle best practice
e)Diffusione e promozione dell’iniziativa attraverso strumenti informativi ad hoc
6. Obiettivi e azioni previste
(Il progetto deve comprendere minimo 2 e massimo 3 delle azioni elencate nel paragrafo 3 dell’avviso)
1
2
Punto 1 - Comprendere ed approfondire per intervenire: Sensibilizzare, informare e
specializzare i vari attori territoriali coinvolti attraverso giornate di studio e seminari di
approfondimento per affrontare le complessità del fenomeno della violenza di genere e la
complessità delle azioni di contrasto e di protezione, le buone prassi i sistemi di
protezione esistenti coinvolgendo esperti e consulenti di varie discipline. Particolare
attenzione dovrà essere data alle forme di violenza meno visibili: come la violenza in
ambito familiare, gli abusi sessuali sui minori, la violenza nelle relazioni affettive
compreso lo stalking, le violenze psicologiche e fisiche rivolte a migranti e a donne
appartenenti alle minoranze etniche e culturali (matrimoni forzati, mutilazioni, ricatti e
minacce), le violenze subite dalle donne anziane, dalle persone di diverso orientamento
sessuale e infine dalle disabili e malate croniche
Punto 2 - Preparare e adattare i ruoli e le persone: sviluppare e sperimentare strumenti
metodologici, formativi e valutativi innovativi per sostenere e sviluppare una rete di attori
territoriali di varie culture organizzative e professionali al fine dell’elaborazione di
obiettivi, strategie e metodologie di lavoro condivise per la prevenzione della violenza di
2
3
genere e la tutela delle vittime
Punto 1 - Scambio e trasferibilità delle buone prassi: rafforzare le capacità territoriali
attraverso la rilevazione, l’analisi, la valutazione e lo scambio delle esperienze e delle
buone prassi esistenti con particolare attenzione alla violenza in ambito famigliare e nelle
relazioni affettive
7. Lista dei partners coinvolti
(come indicati nell’allegato A)
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comune di Monza - capofila
Procura della Repubblica di Monza
comune di Brugherio
comune di Seregno
comune di Villasanta
comune di Besana in Brianza
Asl provincia di Milano n.3
C.A.DO.M Monza e Brianza
Offertasociale asc
ETAss srl
La Grande Casa – Soc. Coop. A.R.l
Novo Millennio Società Cooperativa Sociale - Onlus
Fondazione Bignaschi Felicita ed Enrico e Figli
8. Finalità del progetto: Quale specifico bisogno/problema affronta?
(max: 500 caratteri)
Finalità del progetto è offrire alle donne che subiscono violenza in ambito familiare, strumenti
di sostegno per l’emersione del fenomeno e la soluzione dello stesso, omogenei, condivisi e
creati “da e per” tutto il territorio.
Obiettivo principale del progetto è promuovere la costruzione di un sistema interistituzionale
per il sostegno delle donne vittime di violenza famigliare, che favorisca l’emersione del
fenomeno, troppo speso sottostimato, partendo dalla voce delle donne stesse.
9. Obiettivi specifici del progetto e a quali destinatari?
(max: 1000 caratteri)
I destinatari delle azioni sono enti e operatori attivi sul territorio e le vittime di violenza. Il
progetto incide sia sui decisori istituzionali (garantire una continuità ed una prassi omogenea
di contrasto e prevenzione) che sugli enti impegnati nella lotta alla violenza di genere,
fornendo agli operatori strumenti operativi e formativi che rispondano trasversalmente ai
bisogni specifici delle diverse tipologie di violenza.
Il progetto, oltre a sensibilizzare tutti i soggetti, ha gli obiettivi specifici di offrire:
a)trasversalmente agli operatori (privati e pubblici): 1)strumenti e competenze per riconoscere
il fenomeno 2)modelli e processi condivisi per contrastarlo; b) alle vittime: il supporto
necessario secondo modelli rispondenti al bisogno individuale.
Verranno mappate le prassi e valutati i risultati, confrontandoli ed integrandoli con le best
practice (nazionali e comunitarie), per sviluppare un nuovo modello sperimentale innovativo,
trasferibile in territori e contesti diversi.
3
10. a Capacità tecniche ed esperienze nel settore
Descrivere le conoscenze, qualifiche ed esperienze nel settore del capofila e di ciascun partner coinvolto
(max: 500 caratteri per ciascuno)
Capofila comune di Monza – capofila
Il comune oltre a svolgere le mansioni istituzionali è sede del Segretariato Sociale
per i servizi sociali territoriali (SST) presenti nelle 5 circoscrizioni. L’obiettivo è
delineare un sistema volto a facilitare l’accesso e la fruizione dei servizi e a
garantire un maggior presidio delle problematiche dell’utenza. Si realizzano
interventi per domiciliarità, residenzialità, assistenza e integrazione economica,
sostegno educativo, tutela a favore di minori, famiglie, disabili, anziani, donne,
immigrati.
Partner
Partner
Partner
Partner
Partner
comune di Brugherio
Il Comune opera in funzione della promozione dello sviluppo economico e civile
della comunità locale;
L’attuazione delle linee programmatiche dell’Amministrazione nell’area degli
interventi sociali si inserisce all’interno della programmazione dell Piano di zona per
gli interventi ed i servizi sociali dell’ambito distrettuale di Monza; il Servizio sociale
ha come mission la tutela del diritto a star bene come diritto globale della
persona; si attua con una forte attenzione al lavoro di rete con il privato sociale e
con il volontariato. !
comune di Seregno
Il Comune partecipa in qualità di capofila per l’ambito territoriale comprendente i
comuni di: Meda, Giussano, Seveso, Lentate sul Seveso e Barlassina.
Per il distretto attua azioni di sistema riguardanti:
- diagnosi di comunità: rileva i bisogni sociali attraverso i tavoli di partecipazione
- analisi della domanda sociale e ricognizione del sistema di offerta
- integrazione sociosanitaria attraverso protocolli d’intesa ed accordi di programma
con ASL
comune di Villasanta
Il Comune rappresenta e cura gli interessi della Comunità, promuovendone lo
sviluppo civile, culturale ed economico e garantendo e favorendo la partecipazione
dei cittadini alle scelte pubbliche.
In particolare per il progetto in oggetto viene coinvolto il settore dei Servizi alla
persona, la cui mission si concretizza nella programmazione e realizzazione di
servizi ed interventi che promuovano e sostengano la promozione e lo sviluppo del
benessere sociale, tutelando il diritto a stare bene.!
comune di Besana in Brianza
Besana in Brianza è il Comune capofila del Distretto di Carate Brianza. Tra gli enti con i
quali collabora, sono da segnalare:
! Casa Maria Immacolata – Carate: convitto per donne sole e donne con figli
promossa dalla Caritas di Carate
! Comunità alloggio psico-ergoterapica femminile “Stefano Casati” - Renate:
accoglienza di donne sole o con figli.
! Centro per la Famiglia – Macherio: accoglie in mini-appartamenti donne con
bambini.
Asl provincia di Milano n.3
ASL garantisce prestazioni sanitarie e socio sanitarie e ha attivi 37 consultori punto
di riferimento per la salute psicofisica delle donne. Opera in quest’ottica anche il
Servizio Affidi, gestito per i Comuni di Desio e Seregno. L’appropriatezza
nell’erogazione delle prestazioni è garantita da protocolli tecnici e da controlli del
4
Servizio Vigilanza. Sono stati attivati progetti relativi alla prevenzione del
maltrattamento e violenza sulle donne anche in collaborazione con Enti privati (
C.A.DO.M).
Partner
Partner
Partner
Partner
Partner
Partner
C.A.DO.M Monza e Brianza:
Le attività che si svolgono da 14 anni sono:
- accoglienza
- formazione di volontarie e operatori del sociale
- consolidamento ed ampliamento del progetto associativo
- attivazione di una rete con i Servizi presenti sul territorio
- formalizzazione della Rete Regionale delle Case e dei Centri Antiviolenza
- raccolta ed elaborazione dei dati regionali sulla violenza
- attuazione di specifici interventi tendenti ad in-formare sul fenomeno e sulle sue
ricadute.
Offertasociale asc
E’ l’azienda speciale consortile costituita dai 29 comuni del vimercatese e del
trezzese.
Gestisce il Piano di zona per i servizi sociali e alcuni servizi socio-assistenziali su
scala sovra territoriale per conto di tutte le amministrazioni consorziate, mediante
interventi mirati alla promozione, al mantenimento e al recupero del benessere dei
suoi cittadini e al pieno sviluppo delle persone nell’ambito dei rapporti familiari e
sociali, con particolare riferimento alle persone in stato di maggior bisogno e
fragilità.
ETAss srl
E’ un’organizzazione specializzata nello sviluppo delle risorse umane. Ha una
significativa esperienza nell’ambito della formazione per un’ampia rete di imprese e
di enti.
E’ accreditata dalla Regione Lombardia per la formazione superiore, continua,
permanente e orientamento.
Realizza progetti di:
Ricerca e innovazione
Selezione e Orientamento
Formazione e work experience
Specializzazione, aggiornamento
Consulenza
Principali interlocutori del network ETAss sono: PA, aziende e scuole.
La Grande Casa – Soc. Coop. A.R.l
La cooperativa intende favorire e costruire percorsi di integrazione sociale a
beneficio di soggetti in difficoltà e svantaggiati.
Si rivolge a diversi target: donne, minori/adolescenti, immigrati, fornendo servizi di
accoglienza (case, comunità), di assistenza legale, inserimento lavorativo, tutela
della salute e della sicurezza, educazione.
Un apposito servizio interno e una rete di collaboratori esterni garantiscono un
continuo intervento di accompagnamento, formazione e supervisione.
Novo Millennio Società Cooperativa Sociale – Onlus
Obiettivo è attuare e diffondere la cultura della solidarietà e della condivisione. Trae
ispirazione dalla Caritas.
Crea e propone opere espressione di valori e principi fondati sul messaggio
evangelico e condivisi dalla società civile. Svolge attività di ascolto delle persona in
difficoltà, lavoro di rete, elaborazione di progetti individuali, focus group, lavoro
d’équipe, supervisioni di équipe e casi, riunioni mensili fra i coordinatori di struttura,
formazione/sensibilizzazione della società civile.
Fondazione Bignaschi Felicita ed Enrico e Figli
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Partner
La fondazione opera per:
- promuovere studi scientifici sui sistemi di welfare, sulla condizione degli anziani e
sui soggetti svantaggiati (gestisce una biblioteca aperta al pubblico con circa 6.000
volumi relativi a: condizione anziana, condizione giovanile, disagio giovanile,
sistemi di welfare, povertà, immigrazione, mercato del lavoro, famiglia)
- studiare il disagio giovanile in ogni sua forma
- assistere persone in condizioni di bisogno nei comuni dell’area nord-occidentale di
Milano.
Procura della Repubblica di Monza
La Procura della Repubblica è l’ufficio dell’ordinamento giudiziario, con competenza
territoriale cui sono addetti i magistrati con funzioni di Pubblico Ministero. Il Pubblico
Ministero vigila sull’osservanza delle leggi, sulla tutela dei diritti dello Stato, delle
persone giuridiche e degli incapaci; promuove la repressione dei reati e
l’applicazione delle misure di sicurezza, fa eseguire ogni provvedimento del giudice,
come stabilito dalla legge.
10.b Elenco delle principali esperienze realizzate relative alle tematiche oggetto
dell’avviso, con indicazione del periodo di attuazione, importo e committenti
Capofila
Comune di Monza
Nucleo Integrato Specialistico (NIS)
Intervento a favore dei nuclei familiari a rischio, implementato nel 2003 che
afferisce ai tre Comuni dell’Ambito di Monza (Comune di Monza capofila), al
fine di rispondere alla complessità di tali problematiche e fornire valutazioni
psico-diagnostiche su richiesta dell’Autorità Giudiziaria e consulenze agli
operatori psico-sociali e sanitari del territorio. Esso è coordinato da una
Assistente sociale comunale, che vede l’apporto di neuropsichiatria
infantile, psichiatri e psicologi dei servizi ospedalieri (UONPIA, CPS),
dell’ASL (Consultorio familiare) e dei Servizi sociali dei Comuni di Monza,
Brugherio e Villasanta. Il N.I.S. si propone come modello operativo
centralizzato, che ha una propria sede in Via Appiani n°17 - Monza, dove
vengono effettuati gli incontri con gli operatori delle equipe dei servizi sociali
territoriali, che mantengono la titolarità sul caso e dove vengono svolte
valutazioni approfondite sia riguardo la psicodiagnosi degli adulti che dei
minori e delle capacità genitoriali.
Protocollo Casa Jobel
Il comune di Monza partecipa al protocollo di collaborazione sul territorio
per l’iniziativa Casa Jobel con capofila il Comune di Brugherio. Il protocollo
prevede servizi di: accoglienza, tutela, consulenza legale e psicologica,
reinserimento nella vita sociale.
Vittime della tratta
Il Comune di Monza è partner del Progetto “Vittime della tratta” con la
Cooperativa Lotta contro l’Emarginazione (COLCE) volto a sostenere le
persone vittime di tratta e a favorirne la protezione sociale e il
reinserimento.
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Rete di sostegno e di accoglimento per la donna e i suoi figli
Il comune di Monza partecipa con la procura, il Centro aiuto donne
maltrattate (C.A.DO.M.) e il Centro Ascolto Caritas, alla realizzazione di una
rete per sostenere le donne in difficoltà mettendo a disposizione alloggi –
rifugio, consulenze legali, sostegno psicologico. Sono a disposizione
sportelli sul territorio e la presenza centrale di un segretariato sociale
costituito da un pool di professionisti.
Partner
Comune di Brugherio
Sostegno alle donne vittime di violenza
Protocollo Casa Jobel
Capofila e promotore per l’accordo di programma per la realizzazione di un
Centro di pronto intervento, accoglienza e reinserimento a favore di donne
e/o di madri vittime di violenza o in gravi difficoltà, promosso dalla Caritas.
Il Comune di Brugherio e le altre Amministrazioni dell’ambito distrettuale
versano un contributo annuo a sostegno delle spese di gestione della
struttura.
Casa Jobel si pone i seguenti obbiettivi generali e specifici:
- Accoglienza, tutela e riattivazione delle risorse personali della donna
(anche mamma con bambino) nel momento in cui, per qualsiasi ragione
sia costretta a lasciare l’ambito familiare o di vita, diventato insidioso.
- Offerta di un ambiente idoneo, ricco di opportunità relazionali positive per
favorire la riformulazione di un progetto esistenziale significativo,
partendo dal recupero e dall’attivazione delle risorse personali.
- Opportunità di creare sul territorio una proposta aperta di riflessione e di
stimolo sulla condizione della donna, in particolar modo nelle situazioni di
subita violenza e di marginalità e sulle cause che generano tali fenomeni.
- Inserire la donna in uno spazio vitale alieno da pregiudizi, uno spazio
che le consenta di accettare aiuto e sostegno per ritrovare dignità,
equilibrio e serenità, nel rispetto dei suoi tempi e ritmi.
- Offrire strumenti per comprendere la situazione alla quale si è giunti e
rafforzare le personali potenzialità per l’ inizio di un cammino al di fuori
del disagio .
- Ricostruire nella persona la capacità di esercitare il suo potere
decisionale, potenziando anche l’ assunzione di responsabilità nelle
scelte già operate.
- Sperimentare percorsi di impegno individuali nel riscoprire le proprie
capacità genitoriali, per superare il senso di inadeguatezza nel momento
in cui è stato compromesso o reso precario.
- Riprendere una vita di relazione esterna per facilitare il percorso di
autonomia anche economica.
Costruzione di una rete a sostegno delle donne maltrattate
2008 – E’ stato avviato un percorso per la costruzione di una rete cittadina
a sostegno delle donne oggetto di violenza di genere, in collaborazione con
il CADOM (Centro aiuto donne maltrattate di Monza) e con il distretto sociosanitario.
Sono stati realizzati 4 incontri formativi dal titolo “Una rete a sostegno delle
donne maltrattate”.
Il corso, accreditato! "#$! %&%'#()! *+,-+./! 0#$$)! 1#2&3"#! 43(5)60&)! 7)! '6)'')'3! &!
seguenti temi8!!
7
• bisogni, risorse, potenzialità e lacune;
• metodologia dell’accoglienza;
• aspetti legali e psicologici;
• la costruzione della rete territoriale.
Al percorso hanno partecipato 29 persone, assistenti sociali, Polizia locale,
medici di medicina generale, operatori e psichiatri del CPS e del
Consultorio, operatori degli sportelli di ascolto del privato sociale (Caritas
San Vincenzo), operatori di Casa Jobel .
Il percorso sta proseguendo con il fine di rafforzare la rete tra operatori e tra
istituzioni, sancire la collaborazione Istituzionale con l’elaborazione di un
protocollo, promuovere un’informazione coordinata rivolta alle donne.!!
Progetto Pari opportunità:
• 4 Incontri di informazione e sensibilizzazione dal tema Donne, lavoro &
diritti in occasione dell'Anno delle Pari Opportunità (in collaborazione
con la Provincia di Milano - 2007)
•
Incontri dal titolo “Autostima per l’inserimento lavorativo” rivolti a donne
con la finalità di valorizzare le risorse delle persone per un proficuo
inserimento nel mondo del lavoro (in partnership con l’Associazione
C.A.DO.M Centro aiuto donne maltrattate di Monza – 2007)
Progetto arcodonn@
Progetto per la promozione della partecipazione femminile in percorsi
formativi e di lavoro nei quali le donne sono poche rappresentate, con
particolare riferimento all’area tecnico-scientifica, manageriale e del lavoro
autonomo. Il progetto si è articolato nelle seguenti fasi:
La ricerca: riporta alcune analisi relative a diversi ambiti: le donne
imprenditrici in Brianza, le scelte scolastiche delle ragazze, le donne
straniere e le donne disabili in rapporto al lavoro, la segregazione di genere
nel mondo del lavoro e la conciliazione tempi di vita e di lavoro.
Lo sportello itinerante: attraverso il servizio informativo e di consulenza
offerto (465 utenti) si sono individuate le concrete esigenze delle donne
delle donne in tema di orientamento, formazione e lavoro.
Gli eventi culturali: “Donne in percezione” - organizzata dal Comune di
Brugherio – mostra di artiste realizzata in 4 comuni (Monza, Brugherio,
Lissone, Vimercate) relativa all’ artigianato artistico, concerti, eventi
cinematografici e teatrali al femminile (pubblico di 4500 persone).
La Formazione: un percorso formativo che ha coinvolto 115 operatori a
favore della promozione della cultura delle pari opportunità, della
valorizzazione delle specificità di genere, dell’incontro tra le realtà educative
e professionali per favorire un’effettiva apertura del mondo del lavoro.
La disseminazione: 2 convegni – in apertura e in chiusura di progetto –
organizzati a Monza, l’elaborazione e la stampa di un dispositivo per lo
sviluppo di politiche di genere sul territorio della provincia di Monza e
Brianza (in partenariato con altri 25 enti del territorio – 2005/2006)
8
Spazi sociali:
Il Comune di Brugherio, nell’ambito delle attività dell’ufficio casa, gestisce
una specifica graduatoria per l’assegnazione di spazi sociali ovvero alloggi
di proprietà comunale. Le concessioni per gli spazi sociali, sono riservate ad
alcune categorie specifiche di cittadini, particolarmente fragili fra cui ai
nuclei monoparentali con uno o più figli minori conviventi, che nella quasi
totalità dei casi hanno una donna come capofamiglia.!!
Progetto Brugherio comune aperto:
Il progetto ha portato alla redazione e approvazione del Piano Territoriale
degli Orari (PTO).
Il Piano, principale strumento operativo della governance dei tempi, è un
documento di indirizzo strategico che dà valore sociale ed economico
all’organizzazione dei tempi della città e impegna l’Amministrazione a
mettere a sistema tutte le politiche che in modi diversi agiscono sui sistemi
di orari cittadini anche a livello sovralocale.
Esso ha sviluppato una particolare attenzione, sia a livello di analisi che di
proposte ad una lettura attenta alle differenze di genere ed alle esigenze di
conciliazione delle donne.
Promozione di reti e coordinamenti interistituzionali
Utilizzo di finanziamenti nazionali e regionali (L.285/1997 – L.40)
Partner
Il Comune ha partecipato alle numerose occasioni di coordinamento e
confronto territoriale fra ambiti sociali e socio-sanitari nelle aree di
intersezione, come i servizi per la salute mentale, i disabili, i servizi per gli
anziani, svolgendo un ruolo fortemente propositivo
Nel tempo il comune si è fatto promotore di una metodologia di lavoro che
fa della rete degli interlocutori pubblici e privati del territorio soggetto
indispensabile per la programmazione e la realizzazione di interventi
specifici sia nell’area dei servizi sociali che in quella dell’offerta formativa.
Le iniziative che nel corso degli anni sono state realizzate hanno visto di
volta in volta il coinvolgimento degli altri Comuni dell’ambito distrettuale,
dell’Asl, delle Aziende Ospedaliere, delle forze dell’ordine, della Caritas e
del privato sociale in genere.
Comune di Seregno
Progetti di informazione e sensibilizzazione
Giornata Internazionale contro la violenza sulle donne 2007
• “Ti do i miei occhi”
Proiezione cinematografica a seguire dibattito a cura del C.A.DO.M. di
Monza
Iniziativa di sensibilizzazione sulle tematiche inerenti la violenza contro le
donne e promozione/ conoscenza dell’attività del CADOM .
Partecipanti: circa 200.
• “Premio Mimosa”,
Cerimonia di Assegnazione omaggio a cittadine seregnesi che svolgono
un prezioso servizio di volontariato (2007)
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Partecipanti: circa 300
• Corso di autodifesa personale
in collaborazione con l’Associazione Wing T-Sun Lombardia (2008)
• Sportello Donna
attività di consulenza legale, formazione mirata, azione di avvio al lavoro,
organizzazione di eventi ed iniziative di approfondimento di tematiche di
genere (2008)
• “Delicate Acque” tratto da “Voci dentro”
Spettacolo teatrale di Cocteau, in collaborazione con l’Assessorato alle
Politiche Giovanili (2006)
Partecipanti: circa 400 persone.
• “Premio Mimosa”
Cerimonia di Assegnazione omaggio a cittadine seregnesi che svolgono un
prezioso servizio di volontariato
(2006)
• “Johanna Padana a la descoverta de le Americhe”
Spettacolo teatrale con la compagnia di Dario Fo e Franca Rame.
Partecipanti: circa 300.
• “Città in concerto per donne solidali”
Concerto e dibattito con la partecipazione della direttrice dell’Istituto Penale
Minorile “C. Beccaria” di Milano.
Partecipanti: circa 60/70.
• “Conoscere il maltrattamento alle donne per prevenirlo e contrastarlo”,
incontri in collaborazione con il C.A.DO.M. di Monza previste dal progetto
L.23/99 “Politiche regionali per la famiglia”
Percorso di informazione e sensibilizzazione realizzato con la
collaborazione di tutti i Comuni dell’Ambito Territoriale di Seregno.
(Periodo: 8 marzo/ 22 maggio 2004)
Partecipanti: iscritti circa 70.
• “Yoga:ben-essere donna”
Attivazione Corso di Yoga
L’attivazione del Corso Yoga era finalizzata a favorire l’equilibrio globale
della personalità attraverso questa pratica.
Partecipanti: agli incontri mediamente circa 50; al corso Yoga n. 22 iscritti.
• “Nel regno di Noor e Rania, regine di Giordania”
Incontro a cura della dr.ssa M. Knapp, esperta e cultrice del mondo arabo
Percorso di approfondimento del ruolo della donna nella multiculturalità.
• ”Le donne e la gestione del denaro:una questione di autostima?”
Proposta nata dalle esperienze dello sportello di ascolto del CADOM,
attraverso le quale si è rilevato come il rapporto delle donne con il denaro
sia spesso problematico, contradditorio e poco realistico, frutto in gran parte
10
di un’educazione famigliare e di una concezione sociale legate a vecchi
schemi e stereotipi. Gli incontri avevano la finalità di poter diffondere
maggior consapevolezza sull’argomento, maggior consapevolezza
sull’ambiguità del rapporto donna-denaro ed una maggior conoscenza dei
diritti femminili in materia.
Partecipanti: circa 50
“Non restiamo soli! – tre riflessioni sul lento cammino verso la
realizzazione di sé” (2002)
Iniziativa all’interno della quale si sono previsti:
-Spettacolo teatrale “Prova di alcol” in collaborazione con il NOA ed il
Reparto di Alcologia dell’Ospedale di Rivolta d’Adda;
•
- Conferenza “Depressione: emozione e sentimenti” ;
- Conferenza “Depressione e autostima”;
Entrambi gli incontri sono stati realizzati in collaborazione con il C.A.DO.M.
(periodo: 24 gennaio / 7 febbraio 2002)
Partecipanti allo spettacolo: circa 300
Partecipanti alle conferenze: circa 60
• “Identificazione di una donna”
Mostra di fotografia - Autore: Carlo Silva
Serie di immagini in bianco e nero che affrontano il tema della donna nella
realtà attuale, attraverso un itinerario di emozioni e situazioni.
Visite: fino a 2.000 presenze.
Partner
Partner
• “Un, due, tre…..stella: piccoli passi per migliorare la propria autostima”
(16 / 29 marzo 2001)
Percorso condotto dal C.A.DO.M di autoconoscenza teso al miglioramento
dell’autostima.
Partecipanti: circa 30 donne.
Comune di Villasanta
Protocollo Casa Jobel
Il comune partecipa all’accordo di programma (precedentemente illustrato)
per la realizzazione di un Centro di pronto intervento, accoglienza e
reinserimento a favore di donne e/o di madri in difficoltà, promosso dalla
Caritas, con Comune di Brugherio come capofila .
Comune di Besana in Brianza
Iniziative dal 2005 ad oggi
• “Assertività e autostima”
Corso con l’obiettivo di aumentare la consapevolezza delle proprie capacità
e del proprio stile di comunicazione; acquisire assertività – modulazione
efficace del proprio modo di relazionarsi in base al contesto nel rispetto
delle proprie idee e di quelle altrui.
Persone coinvolte: 10 donne
(realizzato dal Comune di Albiate in collaborazione e con il contributo della
Provincia di Milano).
• “Donna 2000: dalla barbarie all’emancipazione”
Convegno con l’obiettivo di sensibilizzazione, sui diritti delle donne, sulla
violenza intrafamiliare, sulla condizione della donna nella società islamica.
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Il convegno, aperto a tutta la cittadinanza, è stato realizzato dal Comune di
Besana in Brianza.
• “Le acrobazie della comunicazione”
Serate a tema durante le quali sono stati affrontati i temi:
“La comunicazione urgente: ansia e attacchi di panico” e “La comunicazione
efficace: star bene in coppia e in famiglia”.
Le serate sono state organizzate dal Comune di Lissone e hanno visto la
partecipazione di circa 200 persone.
• “Essere donna in Afghanistan”
Incontro con l’obiettivo di far conoscere la condizione della donna in
Afghanistan con la testimonianza diretta di rappresentanti delle Donne in
Nero e del Coordinamento Italiano a sostegno di RAWA e attraverso:
proiezione video, mostra fotografica, degustazione menù tipico afgano).
All’evento organizzato dal Comune di Macherio, hanno partecipato circa
70/80 donne.
• “Parità e disegno di legge contro la violenza alle donne”
Incontro con l’obiettivo di informare la cittadinanza sulla rete di servizi
rivolti alle donne. Il Consiglio Comunale aperto è stato organizzato dal
Comune di Triuggio.
Hanno partecipato circa 60 persone.
• “Comportamenti penalmente rilevanti nel contesto familiare”
Incontro con l’obiettivo per sensibilizzare sulla tematica del maltrattamento
intrafamiliare.
Il corso, che ha coinvolto circa 30 cittadini, è stato realizzato dal Comune
di Verano in collaborazione con la Provincia di Milano.!
Asl provincia di Milano n.3
Consultori familiari
I consultori sono servizi socio-sanitari integrati ad accesso spontaneo che
garantiscono, insieme alle cure primarie, un importante presidio per la
presa in carico della salute psicofisica delle donne, delle coppie e della
famiglia nell’aree della maternità, dell’adozione, della procreazione
responsabile, della prevenzione dei tumori femminili e della sessualità .
Servizio Affidi
Sulla tematica del disagio familiare e dei ruoli genitoriali si colloca anche il
Servizio Affidi, gestito dall’ASL su delega dei Comuni dei Distretti di Desio e
Seregno.
C.A.DO.M Monza e Brianza
• “Casa dolce casa”
Progetto avviato nel 2007 che prevede servizi di accoglimento, ospitalità
assistenza a donne vittime di violenza.
• Attività di sportello per orientamento e accompagnamento
Interventi di sensibilizzazione e di prevenzione alla violenza, rivolto agli
studenti delle scuole superiori, nell’Onnicomprensivo di Vimercate (20012005 con un finanziamento di ! 3144 da parte del Comune di Vimercate e
12
di ! 2325 dalla Fondazione di Monza e Brianza)
• Progetto “ Informare e prevenire” presso l’Istituto Statale d’Arte di
Monza (2006-2007, finanziato dalla L.R 23/99 per ! 3110)
• Progetto L.R. 23/99 “Sviluppo e consolidamento dei percorsi di
accoglienza e sostegno delle donne in situazione di maltrattamento” (2006
– 2007 , ! 32375)
• Interventi di formazione in un corso di riqualificazione del personale
ASA proposto dal comune di Monza e finanziato con la L. 328 (2005)
• Partecipazione in qualità di docenti al corso di formazione del progetto
Arcodonna, finanziato dalla C.E (2006 / ! 480)
• Corso formazione operatori sanitari, finanziato dall’ A.O di Vimercate
(2006 / !1000)
• Progetto “Professione Donna” con finanziamento L.R 23/99: 7 edizioni
di sette incontri, rivolti alle donne del territorio per facilitare un re/ingresso
nel mondo del lavoro
(2006-2007 , ! 15597)
Offertasociale asc
Esperienze particolari sono derivate dalla partecipazione in qualità di
partner, ai seguenti progetti F.S.E. (Obiettivo 3):
• “Orienterete”
Progetto integrato capofila il Comune di Vimercate, con un budget dedicato
di ! 70.000
• “Il tempo delle donne”
Progetto capofila Agintec, con un budget di ! 32.000,00
• “Orienta in rete”
Progetto capofila Agintec, con un budget di ! 6.100,00;
e in qualità di capofila per:
• “Network. Sistema per i servizi di cura e assistenza a domicilio”
Progetto con un budget di ! 2220.000,00, che, nell’ambito della iniziativa
“Premio Innovazione nei servizi sociali 2007” (promossa dal Comune di
Rimini), ha vinto il premio speciale quale miglior progetto rivolto allo
sviluppo della comunità di riferimento.
• Casa dolce casa progetto attivo da dicembre 07 gestito dalla
associazione C.A.DO.M. - Casa per le Donne Maltrattate -, co-finanziato
anche dalla Provincia di Milano e dalla Fondazione Monza e Brianza.
Attività specifiche destinate a contrastare la violenza sulle donne trovano
attuazione nella cornice del PdZ, sia nel primo che nel corrente secondo
triennio.
Se nel primo ciclo zonale le azioni finanziate hanno coinvolto gli studenti
13
delle
scuole
di
secondo
grado
attraverso
corsi
di
sensibilizzazione/formazione sul tema della violenza interpersonale,
l’attuale PdZ promuove e sostiene progetti di residenzialità protetta rivolti a
diverse fasce di popolazione, tra cui donne maltrattate che necessitano di
ricoveri temporanei.
ETAss srl - formazione e promozione
2008
Innova, Formazione a sostegno dell’innovazione organizzativa e
tecnologica
Dispositivo per la realizzazione di Progetti Quadro – Formazione operatori
delle Forze di polizia e delle forze Armate – Unione Europea, FSE,
Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, Regione Lombardia.
Il progetto, ora in fase gestionale, prevede l’erogazione di circa 800 ore di
formazione a favore degli operatori dell’Arma dei Carabinieri della Provincia
di Milano.
La struttura delle azioni formative prevede:
- applicazione di metodologie formative che fanno leva sugli aspetti
peculiari, che contraddistinguono e valorizzano le “diversità di genere”;
- metodologie didattiche innovative, tra cui la FaD, che oltre a sostenere il
ruolo professionale attraverso un apprendimento efficace e funzionale alle
esigenze personali e lavorative, favorisce l’accesso alla formazione.
Importo: 96.000,00 !
•
PONTE: Progetto di Orientamento e formazione per lo sviluppo e il
sostegno di una cultura delle pari opportunita’ Nelle scuole del
TErritorio della provincia di Monza e brianza, finalizzata al
superamento degli stereotipi di genere e alla nascita di una nuova
visione del rapporto donne/formazione/lavoro/famiglia
(Bando Formez - Avviso per la concessione di finanziamenti a favore di
Istituti di istruzione secondaria di II grado per la progettazione e
realizzazione di moduli didattici sulle differenze di genere)
Il progetto PONTE è teso a realizzare azioni di formazione/orientamento di
genere, in particolare per l’età dell’obbligo formativo, rivolte in modo
specifico alle ragazze, con lo scopo di promuovere spazi di progettualità
individuali che diano un contributo efficace nel rendere i giovani
consapevoli degli stereotipi di genere che influenzeranno le scelte
formative e lavorative.
Il progetto è tutt’ora in fase di valutazione.
•
Importo: 20.000,00 !
2007/2008
E.Labora - Formazione per la competitività e l’innovazione del sistema
imprenditoriali lombardo
(Dispositivo Progetto Quadro FSE D1, D3, D4 - Formazione continua)
Il progetto, in fase di chiusura ha previsto l’erogazione di circa 4.000 ore di
formazione a favore dei lavoratori del sistema lombardo, dei titolari e dei
liberi professionisti, collaboratori, ricercatori.
•
14
Particolare attenzione è stata posta per agevolare la partecipazione della
popolazione femminile aziendale introducendo delle metodologie
innovative, quali la metodologia Sensory
Importo: 753.108,57 !
• FOQUS – Formazione quadro per il sistema imprenditoriale lombardo
(Dispositivo Progetto Quadro legge 236/93 - Formazione continua e
permanente)
Il progetto, in fase di gestione e chiusura, prevede l’erogazione di circa
10.800 ore di formazione a favore dei lavoratori del sistema lombardo,con
particolare attenzione all’innovazione.
L’intervento progettuale è inoltre volto a garantire la piena attuazione del
Principio delle Pari Opportunità e della Parità di trattamento tra uomini e
donne sancito dalle Direttive Europee e Nazionali.
Importo finanziato: 1.600.000,00 !
• Progetto Informabandi (3 edizioni)
Il progetto prevede:
erogazione corsi di formazione continua destinati ai dipendenti della PA del
territorio e stesura di progetti di innovatività (sono collegati al progetto 39
comuni del distretto di Monza e Brianza): animazione del territorio in tema di
finanziamenti agevolati (eventi di presentazione, seminari divulgativi,
newsletter tecnico specialistica dedicata alla partecipazione ai bandi di
finanziamento territoriali, nazionali, comunitari).
Importo : 18.000,00 !
Il progetto ha previsto uno sviluppo progettuale inerente la comunicazione
specifica per le pubbliche amministrazioni e la collettività.
2006/2007
• Wom@n in web
(Dispositivo per l’incremento dell’occupazione femminile – FSE, Misura E1
anno 2006)
Il progetto, cocluso, ha sostenuto le donne favorendo il loro inserimento nel
settore ICT attraverso adeguati percorsi formativi che hanno previsto
sessioni dedicate alla differenza di genere nello svolgimento della
professione (stili di comunicazione, gestione della relazione, gestione dei
tempi famiglia lavoro). Sono state attivate forme di comunicazione mirate
verso le aziende per sensibilizzare i datori di lavoro verso le problematiche
femminili al fine di favorire l’adozione di modalità di lavoro in linea con le
politiche di pari opportunità e di conciliazione quali job sharing, part time,
orari flessibili.
Importo finanziato: 195.000,00 !
• IN PIU' ... DONNA! Opportunità formative per l'incremento
dell'occupazione femminile
(Dispositivo per l’incremento dell’occupazione femminile – FSE, Misura E1
anno 2006)
Il progetto, concluso, pone l’attenzione a quella categoria di donne con un
basso profilo culturale, o con un profilo culturale inadeguato per l’attuale
contesto lavorativo, attraverso l’offerta di specifici percorsi formativi e
15
orientativi. Più precisamente sono stati attivati tre percorsi formativi con una
certificazione in esito e 6 percorsi orientativi e di accompagnamento rivolti
alla definizione di un progetto professionale e/o formativo, con l’obiettivo di
agevolare un inserimento lavorativo.
Importo: 199.200,00 !
2005/2006
• AGORA’
(Legge 236 – progetti quadro settoriali e territoriali)
Il progetto è stato indirizzato ai dipendenti delle aziende del territorio con
particolare attenzione alle PMI (54 azioni formative per un totale di 1528 ore
di formazione e rivolto a complessivi 728 utenti).
Importo finanziato: 321.455,00 !
2005
Presentazione di interventi sulla legge 125 – Ministero del lavoro e delle
politiche sociali per progetti inerenti la promozione e lo sviluppo delle pari
opportunità:
- Women In Banks: importo finanziato 181.132,00 !
- RAPPORTI – Realizzazione di Azioni Positive per le Pari Opportunità e
costituzione di una Rete permanente Territoriale Integrata in Provincia di
Brescia: importo finanziato 199.800,00 !
- DONNA LAB – Un Network integrato per lo sviluppo di Azioni Positive:
importo finanziato 149.620,00 !
La Grande Casa – Soc. Coop. A.R.l
• Nido d’api
Progetto avviato nel 2007 sul territorio di Carate Brianza tramite i lquale ci si
è posti come obiettivo l’avvio all’autonomia, lavorativa e psicologica, delle
donne vittime di violenza attraverso assistenze di tipo legale, psicologico –
pscichiatrico.
• La bussola
Il progetto, avviato nel 2007, è pertinente al territorio della provincia di
Milano. Prevede lo svolgimento di percorsi di orientamento e inserimento
lavorativo abbinati a servizi di ospitalità e forme di sostegno.
Centro per la famiglia con programmi specifici per neomamme
L’ambito di attività è il territorio che fa capo al comune di Macherio.
All’interno si erogano servizio di tutela neoinfantile e per la famiglia.
La Cooperativa investe inoltre risorse e competenze anche in riferimento
alla gestione di progetti non compresi e non riconducibili alle Aree sopra
descritte.
Si tratta di esperienze significative e positive, a volte conseguenti a
finanziamenti temporanei perché connessi a "leggi di progetto" (l.285/97,
L.R. 23/99, L.40/98…), a volte perché a valenza sperimentale, a volte
16
perché gestiti in accordo con altre Cooperative sociali attraverso la forma di
Joint venture e/o A.T.S.
I progetti attualmente in atto:
interventi all'estero (Romania, Turchia, Albania…)
Progetto "Cascina Baraggia"
Progetto Counselling "Sestante"
Progetto Equal
Progetti connessi a "leggi di progetto": reti di famiglie - famiglie
professionali - Carcere Bollate – Parmenide.
Novo Millennio Società Cooperativa Sociale – Onlus
Protocollo Casa Jobel
Accordo che prevede l’accoglienza di donne con o senza figli, fra i Comuni
di Monza, Brugherio e Villasanta sino dal 2001, mentre nel primo rinnovo
del 2004 si è inserito anche l’appartamento protetto di Monza (progetto già
precedentemente illustrato)
• 2 progetti innovativi, finanziati dalla Regione Lombardia (Decreto DGS
N.11132 del 1 luglio 2004) ed attuati con le Aa.Oo. di Monza e del
Niguarda, oltre che con la Casa della Carità di Milano.
• Famiglieinsieme servizi per gli stranieri, compreso lo spazio-gioco per
30 bimbi 1-3 anni, finalizzati all’integrazione con particolare attenzione alle
donne. Sono gestiti con l’apporto di finanziamenti pubblici (Comune di
Monza e Azienda Ospedaliera San Gerardo) e con forme di
autofinanziamento (iscrizione agli spazi offerti).
• comunità per 8 ragazze in difficoltà dai 14 ai 21 anni.
La comunità è gestita tramite convenzioni con i Comuni invianti.
Fondazione Bignaschi Felicita ed Enrico e Figli
• Esopo: Evaluation Of Social Policies Against Social Exclusion At The
Local Urbal Level (Ct 953001 (Pl953147) (Sc)
Esopo è un progetto di ricerca finanziato nell’ambito del programma di
ricerca socio-economica finalizzata della DG Ricerca della Commissione
Europea – IV programma quadro nel periodo 1996-1998. Il progetto ha
avuto lo scopo di valutare ed analizzare l’impatto dei diversi sistemi di
sostegno al reddito a livello locale urbano in 13 città europee di sei paesi
dell’Unione Europea.
La Fondazione Bignaschi è stata l’istituzione partner per l’Italia.
Durata: il progetto è durato 30 mesi ed è cominciato nel febbraio 1996.
• Working on the fringes: immigrant businesses, economic integration and
informal practices
L’obiettivo del programma è la creazione di un network scientifico di studiosi
attorno al tema dell’imprenditorialità degli immigrati, con particolare
attenzione
alla
connessione
tra
caratteristiche
e
diffusione
dell’immigrant/ethnic business ed economia informale. Dal punto di vista
17
delle finalità di policies, il network, sulla base dell’esperienza comparativa di
ricerca, offre delle indicazioni utili per predisporre interventi a livello
comunitario nei confronti sia dell’informale, sia dell’imprenditorialità degli
immigrati.
Finanziamenti:
UE - DGXII, Quinto programma quadro.
Durata: 3 anni (gennaio 1999-dicembre 2001)
Procura della Repubblica di Monza
• Rete di sostegno e di accoglimento per la donna e i suoi figli
Promossa dalla procura, ne fanno parte la procura, il Centro aiuto donne
maltrattate (C.A.DO.M.), il Centro Ascolto Caritas, e l’Amministrazione
comunale di Monza.
La rete è nata per sostenere le donne in difficoltà mettendo a disposizione
alloggi – rifugio, consulenze legali, sostegno psicologico. Sono a
disposizione sportelli sul territorio, la presenza centrale di un segretariato
sociale costituito da un pool di professionisti.
11. Descrivere le competenze del-della/dei-delle coordinatore/tori-trici responsabili
della realizzazione tecnica del progetto
(allegare i Cv di tutte le persone in elenco)
Nome e
Cognome
Ruolo nel progetto
Chiara Previdi
Referente del progetto
per il Comune Capofila
Valeria
Borgese
Coordinatrice tecnica
del progetto
Qualifiche ed esperienze
Partner di riferimento
(max. 300 caratteri per ciascuno)
Qualifiche: dirigente dei
Servizi Sociali del
Comune di Monza,
Direttore del piano di
zona per i servizi sociali
nell’ambito distrettuale,
docente universitario
Esperienza: direzione di
reti e partenariati di
carattere sociale; esperto
(funzionario, dirigente)
per molti comuni nell’area
di riferimento
Qualifiche: dirigente da
11 anni dei Servizi alla
persona del Comune di
Brugherio
Esperienza: promozione
di reti interistituzionali
nell’area sociale e sociosanitaria nel territorio di
Monza e Brianza
Esperta nell’area delle
18
Comune di Monza
Comune di Brugherio
Paola
Buonvicino
Coordinatrice e
referente per l’ambito
socio-sanitario
politiche di genere, dove
collabora anche con
l’Assessorato alla
Provincia di Monza e
Brianza
Qualifiche: dirigente
dell’Ufficio famiglia
dell’ASL Milano 3
Esperienza: psicologa e
psicoterapeuta (clinica);
formatrice (responsabile
scientifico di numerosi
interventi formativi rivolti
ai consultori sulle
tematiche di carattere
familiare)
Asl Milano 3
12. a Descrivere le competenze, qualifiche ed esperienze degli esperti e del personale
tecnico del progetto
(allegare i Cv di tutte le persone in elenco)
Nome e
Cognome
Paola
Guaglianone
Liviana Marelli
Ruolo nel progetto
Promozione
Modellizzazione
Promozione
Modellizzazione
Qualifiche ed esperienze
(max. 300 caratteri per
ciascuno)
Qualifiche: laureata
scienze dell’educazione,
Esperienze: formatrice
esperta (senior)
nell’ambito socioeducativo con particolare
riferimento alle
problematiche del disagio
psichico, relazione di
aiuto, prostituzione,
rapporti famigliari e
prevenzione del disagio.
Qualifiche: laureata
servizio sociale, diploma
assistente sociale, iscritta
alla scuola superiore di
servizio sociale
Esperienze: formatrice
esperta (senior)
nell’ambito socioeducativo con particolare
riferimento alle
problematiche del diritto
19
Partner di
riferimento
La Grande Casa –
Soc. Coop. A.R.l
La Grande Casa –
Soc. Coop. A.R.l
minorile e sociale,
cooperazione sociale,
politiche sociali
Enzo
Mingione
Sonia
Stefanizzi
Ricerca
Ricerca
Carla Facchini Ricerca
Rita Pinzani
Formazione – Ricerca
- Modellizzazione
Qualifiche: laureato in
giurisprudenza e
sociologia, docente e
preside della facoltà di
sociologia della
Università Bicocca
Fondazione
(Milano)
Bignaschi
Esperienze: docenza
universitaria in sociologia,
coordinatore di numerosi
progetti europei sul
disagio sociale,
problematiche famigliari,
problematiche di genere.
Qualifiche: responsabile
laboratorio di ricerca
universitaria, direttore
scientifico ente di ricerca,
esperto MUR e UE
Fondazione
politiche sociali.
Esperienze: ricercatrice e Bignaschi
docente sulle tematiche
legate ai cambiamenti
sociali, alle problematiche
di genere, ai processi di
integrazione esclusione.
Qualifiche: ordinario
sociologia della famiglia
università Bicocca
(Milano)
Esperienze:
responsabile, membro di
comitati scientifici ed
esperta per enti che si
occupano di:
problematiche legate alle
differenze di genere,
cambiamenti famigliari,
politiche sociali.
Qualifiche: laureata
legge, avvocato diritto di
famiglia, socia fondatrice
di EWLA associazione
europea delle legali
donne
Esperienze: assistenza
20
Fondazione
Bignaschi
C.A.DO.M.
nell’ambito di percorsi
diretti a donne
maltrattate, relatrice in
convegni nazionali sulle
tematiche maltrattamento
donne occupandosi delle
problematiche dei diritto
di famiglia
Stefania
Manzoni
Formazione
Modellizzazione
Claudia
Cazzaniga
Formazione
Modellizzazione
Patrizia Villa
Formazione
Modellizzazione
Bona Gavazzi
Formazione
Modellizzazione
Qualifiche: laureata
psicologia psicoanalitica
Esperienze: formatrice e
consulente per le
problematiche legate alla
prevenzione e gestione
del fenomeno
maltrattamento verso
donne, operatori del
settore, forze dell’ordine,
sanitari.
Qualifiche: laureata
psicologia specializzata
nel counselling e nelle
problematiche legate alla
prevenzione e gestione
del fenomeno
maltrattamento;
supervisore centro aiuto
donne maltrattate di
Monza
Esperienze: psicologa e
formatrice rispetto alle
tematiche donne e
maltrattamento
Qualifiche: abilitazione
insegnamento portatori di
handicap, presidente
CADOM Centro aiuto alle
donne maltrattate
Esperienze: progettista e
coordinatrice di progetti
legati al tema
maltrattamento donne di
carattere territoriale,
nazionale, comunitario;
Qualifiche: laureata in
lettere,
Esperienze: accoglienza
e formazione in numerosi
interventi sviluppati
nell’arco di 13 anni su
21
C.A.DO.M.
C.A.DO.M.
C.A.DO.M.
C.A.DO.M.
tematiche “donne e
maltrattamento”,
progettazione e gestione
di progetti tematici sia a
livello territoriale che
nazionale e comunitario
Laura
Colombo
Paola Corti
Fabrizio
Leonardi
Claudia Sala
Formazione Promozione
Modellizzazione
Formazione
Formazione Promozione
Qualifiche: Presidente
ETAss, esperta
formazione e
comunicazione
Esperienze: progettista e
formatrice (on site e
FAD), relatrice e
organizzatrice di progetti
di dissemination legati al
tema formazione, pari
opportunità, disagio
sociale. Consulente per
UE, Regione Lombardia.
Autrice di volumi e articoli
sul tema.
Qualifiche: laureata in
filosofia, specializzata in
formazione a distanza e
problematiche di genere
nell’ambito ICT
Esperienze: formatrice,
progettista, sviluppatrice
di contenuti per la
formazione on site e on
line; elaboratrice di
metodologie e buone
prassi per la FAD
Ruolo: formazione e
promozione
Qualifiche: laurea in
psicologia, master in
gestione e sviluppo
risorse umane
Esperienze: formatore,
tutor tecnico di corsi on
line (gestione corsale e
problematiche tecniche),
produzione contenuti per
la FAD, elaborazione
contenuti e articoli sulle
tematiche sociali.
Ruolo: promozione e
modellizzazione
Qualifiche: laurea in
22
ETAss srl
ETAss srl
ETAss srl
Promozione
modellizzazione
sviluppo reti
Anna Maria
Pacciarini
Veronica
Borroni
Daniela Maria
Fumagalli
Promozione –
modellizzazione –
sviluppo reti
Promozione
modellizzazione
Promozione
modellizzazione
Francesca
Biella
Promozione
scienze politiche-master
in sviluppo di politica
sociale
Esperienze: responsabile
attività del piano di zona;
coordinatrice direttrice
progetti finanziati sul
tema, formatrice per la
direzione Affari Sociali
della provincia di Milano
Ruolo: formazione e
promozione
Qualifiche: iscritta all’albo
degli assistenti sociali
Esperienze: responsabile
servizio “donne
maltrattate (accoglienza,
assistenza legale e
psicologica), formatrice e
relatrice per convegni e
seminari sulla violenza
alle donne.
Ruolo: formazione e
promozione
Qualifiche: laurea in
Scienze della
Formazione e master in
management dell’ente
locale
Esperienze: responsabile
servizi sociali per diversi
comuni (pianificazione,
gestione,
programmazione,
attivazione servizi socio
assistenziali), sviluppo
reti territoriali
Ruolo: promozione e
modellizzazione
Qualifiche: diploma in
assistente sociale
Esperienze: assistente
sociale per diversi
comuni del,
programmazione e
gestione Piani di Zona
Ruolo: promozione e
modellizzazione
Qualifiche: laurea in
Scienze politiche
23
Offertasociale
Novomillennio
Comune di Besana
Brianza
Comune di Besana
Brianza
modellizzazione
Esperienze: dirigente con Comune di Seregno
esperienze nella
direzione e
amministrazione di 160
dipendenti; attività di
pianificazione
economico-gestionale,
definizione di obiettivi
strategici, progettazione e
realizzazione di nuovi
servizi
12. b Descrivere le competenze, qualifiche ed esperienze degli esperti componenti il
comitato di pilotaggio del progetto
(allegare i Cv di tutte le persone in elenco)
Nome e Cognome
Marina Mauro Piazza
Marina Isabella ruspa
Tiziana Meloro
Qualifiche ed esperienze
(max. 300 caratteri per ciascuno)
Qualifiche: presidente di Gender (ente di ricerca e formazione
nell’ambito del genere e area sociale), docente Universitaria e
Esperta di pari opportunità, ricerche di genere; studi su ruolo
della donna in ambiti decisionali; formatrice sul tema pari
Opportunità, donne disagiate
Qualifica: ginecologa SUMAI presso ASL Milano, Consultorio
Familiare e Soccorso violenza sessuale clinica Mangiagalli.
Relatrice a congressi sul tema, Autrice volume “Abuso e
violenza sessuale”.
Esperta di: violenza sessuale sulle donne; formazione operatori
socio-sanitari, polizia e carabinieri.
Qualifiche: laureata in psicologia, specializzata in psicologia del
lavoro e delle organizzazioni, formatrice presso Servizio
Formazione INAIL Roma, dal 2003 membro del Comitato pari
opportunità INAIL
Esperta di: pari opportunità, formatrice
13. Descrivere la metodologia adottata
(max: 2000 caratteri)
Ricerca
E’ articolata in 3 fasi. Nella prima si effettuerà una ricognizione del fenomeno emerso e la
mappatura dei servizi e delle iniziative del territorio, analizzando i dati rilevati negli ultimi anni,
relativi a segnalazioni ai servizi sociali (Comuni /Consultori), a denunce presentate (Forze
dell’ordine, Tribunale, Ospedale) e le caratteristiche socio-anagrafiche dei soggetti coinvolti
(età, sesso, provenienza, condizione sociale, tipologia familiare). Tale ricognizione
quantitativa sarà inserita nel contesto dei dati complessivi rilevati dalle statistiche giudiziarie.
La seconda fase tratterà della percezione e delle valutazioni che gli operatori, sociali e non,
hanno del fenomeno, - dimensioni e motivazioni - e delle ipotesi di intervento a riguardo: ci si
avvarrà di 5 focus group e di 15 interviste con griglia semi-strutturata. L’ultima fase
coinvolgerà donne vittime di maltrattamenti e che si sono rivolte ai servizi, con interviste
24
qualitative (circa 15), in cui saranno sondati temi quali la storia individuale e di coppia e le
motivazioni che le hanno portate a ricorrere ad un aiuto.
Formazione e costruzione del sistema
La formazione degli operatori avverrà attraverso tre modalità: formazione d’aula, project work
(elaborazione di modelli e procedure) e la formazione a distanza.
Tali modalità saranno scelte in base ai diversi interlocutori e alle tematiche trattate, in
particolare si vuole costruire un percorso che metta in relazione i diversi soggetti per creare
una rete di contatti permanente che offra un sostegno strutturato alle donne. Nella FAD i
moduli formativi verranno resi disponibili tramite un sistema che consente al discente una
formazione costruttivistica e collaborativa: entrerà così in un processo attivo che consentirà di
esprimere le proprie competenze a vantaggio dell’intera comunità di apprendimento.
I partecipanti costruiranno il sistema integrato proponendo e condividendo procedure
intraistituzionali e protocolli interistituzionali.
14. Articolazione delle attività e organizzazione con i partners del progetto
(descrizione delle fasi di sviluppo del progetto e delle attività che s’intende realizzare, con indicazione dei tempi di avvio e di
esecuzione delle varie fasi. max: 1000 caratteri)
Inizio attività: settembre 2008
Avvio attività, costituzione ATS e formalizzazione di:
- progettazione esecutiva
- cabina di regia
- comitato di pilotaggio
- comitato di monitoraggio e valutazione
gli organismi partecipativi presidieranno tutte le fasi del progetto
Indagine relativa a sensibilità/cultura degli operatori e bisogni delle vittime del fenomeno.
Si procederà alla mappatura delle azioni presenti sul territorio
tempi: settembre 2008 – febbraio 2009
Azione formativa rivolta agli operatori articolata in azioni:
tradizionali
innovative (FAD)
workshop (di confronto e dialogo)
project work: realizzazione modelli e strumenti
tempi: marzo-dicembre 2009
Modellizzazione e sviluppo di una rete di supporto basata su best practice per la
realizzazione di un protocollo di intesa
tempi: settembre 2009-febbraio 2010
Promozione e diffusione dell’iniziativa (operatori, vittime e potenziali vittime)
tempi: settembre 2008-febbraio 2010
Gestione e monitoraggio del progetto
tempi: settembre 2008-febbraio 2010
15. Rischi e difficoltà potenziali
(descrizione degli ostacoli, rischi e difficoltà che si potrebbero incontrare nella fase di avvio e sviluppo delle attività. max: 500
caratteri)
25
Principale ostacolo può essere costituito dalla sottovalutazione del fenomeno, collegata alla
presenza di stereotipi di genere, di concezioni fatalistiche e “colpevolizzazione” della donna
vittima di violenza. Ne può derivare il rischio di scarso coinvolgimento di alcuni interlocutori
nelle fasi di indagine e nel percorso formativo e di costruzione di accordi e protocolli. Il
costante coinvolgimento dei vertici istituzionali e percorsi di formazione partecipata possono
ovviare a tali difficoltà.
16. Innovatività
(descrizione delle azioni innovative del progetto proposto. Max: 500 caratteri)
Innovazioni del progetto:
• realizzazione di un modello sistemico territoriale di approccio alle vittime di violenza
• offerta alle vittime, di percorsi personali flessibili per rivolgersi a qualunque operatore
della rete senza vincoli di residenza
• sviluppo di un percorso formativo per aiutare gli operatori nell’attività, affiancando le
figure istituzionali
• utilizzo di un sistema formativo collaborativo
• utilizzo di nuove tecnologie a sostegno della formazione continua degli operatori
17. Risultati finali attesi
(descrizione dei risultati che si intendono ottenere attraverso la realizzazione del progetto proposto. Max: 500 caratteri)
Il risultato finale atteso è la costruzione partecipata e la realizzazione di protocolli sia interni
alle organizzazioni che territoriali per consentire un aiuto personalizzato alle vittime
garantendone la privacy e la facilità di accesso a strutture e servizi indipendentemente dal
comune di residenza. Parallelamente si vuole incrementare la professionalità degli operatori
del settore al fine di garantire, tramite una rete sul territorio, servizi ed assistenza mirati.
18. Trasferibilità e sostenibilità dei risultati nel medio e lungo termine
(indicare il grado di trasferibilità atteso per il progetto; delle modalità, utilità e costi con cui il progetto potrà essere trasferito sul
territorio nazionale; nonché degli elementi che garantiscono la sostenibilità dei risultati attesi. Max: 500 caratteri)
La realizzazione di un protocollo di intesa tra tutte le organizzazioni, pubbliche e private che
si occupano del problema sul territorio, costituirà un valido modello trasferibile ad altri ambiti
territoriali provinciali, regionali e nazionali, sia in termini di metodologia di approccio al
problema che in termini di applicazione di efficaci strumenti di intervento. Il progetto attiverà
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delle procedure di collegamento standard, riproducibili in altri contesti complementari a quello
di partenza.
19. Monitoraggio e valutazione dei risultati
(descrizione degli indicatori e meccanismi per il monitoraggio e la valutazione in itinere e finale dei risultati delle azioni. Max: 500
caratteri)
Il partenariato si affiderà a contributi di specialisti esterni, causa mancanza professionalità
fra i partner (Fondazione Cefass Centro europeo di formazione per gli affari sociali e la sanità
pubblica). Il monitoraggio è previsto per: modalità di lavoro; metodologie di ricerca e
formazione; esiti parziali delle attività. La valutazione, in itinere e finale, si baserà su più
indicatori: efficacia delle azioni nel produrre esiti significativi per conoscere il fenomeno e
attivare interventi per arginarlo; effetti su organizzazioni e operatori; ricaduta sulle politiche
dei servizi territoriali.
20. Piano per la visibilità e pubblicizzazione delle azioni previste e dei risultati ottenuti
(descrizione degli indicatori e meccanismi per la valutazione in itinere e finale dei risultati delle azioni. Max: 500 caratteri)
Il piano prevede una pluralità di iniziative: 1)spazio web suddiviso in due aree: area utenti e
area operatori. Il sistema sarà aperto e flessibile, multimediale e multiculturale, cooperativo e
collaborativo, per sviluppare processi cognitivi e memorie a lungo termine (area informazionearea formazione, uso piattaforma offerta gratuitamente) e linkato ai siti dei partner; 2)seminari
iniziale e finale; 3)manifesti, depliant e materiale informativo con indicazione dei punti di
sostegno e ascolto.
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21. CALENDARIO ATTIVITA' DEL PROGETTO
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Artemide - Formulario per la presentazione del progetto