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Anno V
Ottobre 2005
Spedizione in
A.P. 70% - DC /DCI
01/00 -M Bergamo
PERIODICO ECONOMICO E CULTURALE DELLE COMUNITÀ LOCALI
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Nella collezione della Banca
Calisto Gritti
in cOPErtinA: L’ArtE
In copertina:
Calisto Gritti
"Figura" (particolare) - 1968
Olio su tela, 70 x 80 cm
Collezione della Banca
Calisto Gritti nasce a Bergamo nel
1937 e frequenta il Liceo Artistico di
Brera. Diplomatosi nel 1958, lavora
per circa vent’anni a fianco del padre,
restaurando quadri e affreschi. Dal
1962 inizia ad interessarsi all’incisione
calcografica, realizzando fino ad oggi
più di quattrocento lastre. Ha partecipato a importanti manifestazioni di
grafica, in Italia e all’estero: a Grenchen in Svizzera, alla Graphotek di
Berlino in Germania, a Ljiubljana in
Slovenia, a Listowel in Irlanda, a Fredikstad in Norvegia, a Cracovia in Polonia, a Washington negli Stati Uniti,
al Premio Biella, a Skopje in Macedonia, a Bilbao e Ferrol in Spagna, ad
Auburn negli Stati Uniti, alle Biennali
di Tenno ed a numerose Triennali dell’incisione di Milano. Per quanto riguarda la pittura, è intervenuto a numerose mostre nazionali ed internazionali, tra le quali le Biennali di Menton
e Cagnes in Francia, la XXIII, XXV e
XXX Biennale d’arte Città di Milano,
la II Mostra Triennale di Milano - Losanna - S. Paolo del Brasile e al Museo
di Belle Arti di Tucuman in Argentina.
Gritti si è sempre dedicato all’attività
didattica: già docente al Liceo Artistico Statale di Bergamo, dal 1980 al
iL mELogrAno
Periodico Economico e Culturale
delle Comunità Locali
1985 ha insegnato tecniche calcografiche e dal 1989 pittura presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Ha allestito
numerose mostre personali di pittura e
grafica in Italia e all’estero (Svezia,
Norvegia, Germania e Svizzera). Nel
1994 il Comune di Calcio gli ha dedicato una mostra antologica. Il percorso
artistico di Gritti può essere scandito in
maniera abbastanza netta e precisa:
partito - tra gli anni Cinquanta e Sessanta - con l’adesione alla poetica della "nuova figurazione", che lo conduce
alla conoscenza ed alla narrazione attraverso frammenti, egli mantiene intatto questo legame fino alla seconda
metà degli anni Sessanta, ma arricchisce la propria produzione con nuovi
stimoli che ora vengono anche dal
mondo esterno, quasi a cercare una relazione diretta con la vita. I primi anni
Settanta sono caratterizzati da opere
particolarmente impegnate, effetto del
1968, mentre dal 1975 in poi il suo
sguardo si fa più ironico, pur mantenendo accenti fortemente drammatici.
L’ultimo periodo, che si apre negli anni Ottanta, è invece definito attraverso
una concentrazione di segno ed immagine, ma soprattutto dall’esplosione
del colore che diviene elemento "assoluto" nella rappresentazione.
‘‘
DOVE C'È CULTURA C'È VITA
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Il segno inquieto di Calisto Gritti
Brescia, febbraio - marzo 1994
Dalla riforma del diritto societario alla revisione dello statuto sociale,
un unico filo conduttore: la riaffermazione della cooperazione mutualistica
L'essenza di un ente sta nello scopo che tale ente è chiamato a perseguire. L’essenza di una
Anno V - n.15
Ottobre 2005
Registrazione al Tribunale di Bergamo
n. 12 del 12 Febbraio 2000
Editore
Banca di Credito Cooperativo
di Calcio e di Covo
Via Papa Giovanni XXIII, 51
24054 CALCIO (BG)
Direttore responsabile
Battista De Paoli
Redazione
Carlo Aglioni - Virginio Barni
Cesare Bonacina - Dario Consolandi
Stellina Galli - Luca Guerrini
Vilma Leoni - Augusto Zaninelli
Ilario Zonca
Corrispondenza
Lettere e telefonate sono sempre
gradite. Nel limite del possibile
risponderemo a tutti.
Recapito di E-mail
[email protected]
Hanno collaborato
Lorenzo Cattaneo
Fausto Citaristi
Grafica e impaginazione
Studio Zonca - Daniela Corna
In una delle prime presentazioni di prestigio, dedicate trent’anni
fa all’allora giovane pittore, sia come
stimolo nei confronti del proprio lavoro, sia per la "costruzione" di un curriculum critico significativo, per la
propria collocazione all’interno di un
orizzonte più vasto, rispetto ai ristretti ambiti provinciali, troviamo un’indicazione di Luciano Budigna che, in
alcuni aspetti, occorre riprendere in
considerazione e riutilizzare ancor
oggi: da una parte, Budigna metteva
in luce di Calisto Gritti la "raffinatissima preparazione al mestiere", e dall’altra la "fervida e inquieta configurazione etica e intellettuale".
Mauro Corradini
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BCC, società cooperativa
a mutualità prevalente
Fotografie
Marco Mazzoleni
Stampa
Press R3 - Almenno S.B. (BG)
Spedizione
Spedizione in Abbonamento
Postale 70% - DC/DCI
01 /00 - M Bergamo
Il marchio e la simbologia
della "Melagrana" sono di proprietà
della Federazione Italiana delle Banche
di Credito Cooperativo e sono utilizzati
dalla Banca di Credito Cooperativo
di Calcio e di Covo su licenza.
società cooperativa sta nello scopo mutualistico. Ma cosa si intende per scopo mutualistico?
Il nuovo Codice, in vigore dal 1° gennaio 2004, pone l’accento sul requisito della mutualità prevalente e, con riferimento all’aspetto delle condizioni economiche applicate nell’ambito dello
scambio impresa - socio cooperatore, stabilisce per la prima volta una disciplina ad hoc riguardante l’istituto del ristorno. Due le condizioni dettate per dare concretezza alla definizione di mutualità prevalente: l’operatività con i soci deve essere superiore alla metà dell’intera attività svolta dalla società cooperativa; lo statuto sociale deve prevedere le cosiddette clausole antilucrative.
Con riferimento alle banche di credito cooperativo, come vengono declinate le previsioni
normative riguardanti in particolare l’operatività con i soci? Le norme di attuazione e transitorie
del nuovo Codice Civile precisano che le "banche di credito cooperativo che rispettino le norme
delle leggi speciali sono considerate a mutualità prevalente". Le leggi speciali in vigore già da diversi anni, in particolare il Testo Unico Bancario, rinviano opportunamente alle Istruzioni di Vigilanza per gli Enti Creditizi, ove viene affermato che "le banche di credito cooperativo assumono attività di rischio prevalentemente nei confronti dei propri soci". Viene pure affermato che "il
principio della "prevalenza" è rispettato quando più del 50 % delle attività di rischio è destinato a
soci o ad attività a ponderazione zero".
Nell’erogazione del credito ai soci e nel rispetto delle clausole antilucrative sta, quindi,
lo scopo mutualistico della banca di credito cooperativo. Per il legislatore, questi sono i tratti
distintivi di tale tipologia di impresa bancaria.
Il filo conduttore che unisce la riforma del diritto societario e la conseguente revisione
dello statuto sociale è quindi chiaramente individuabile. Esso consiste nella esplicita riaffermazione della cooperazione mutualistica.
Il nuovo statuto della Banca, approvato dalla compagine sociale nel corso dell’assemblea
straordinaria del 29 maggio scorso, ha puntualmente recepito il dettato civilistico. Infatti, l’articolo 1 afferma esplicitamente che "La Banca di Credito Cooperativo di Calcio e di Covo è una
società cooperativa a mutualità prevalente".
Con l’adeguamento dello statuto sociale hanno trovato adeguata formalizzazione orientamenti di fondo che da tempo caratterizzano il modus operandi della Banca. Al riguardo, è forse opportuno rammentare le iniziative più significative promosse e realizzate negli ultimi anni,
quali il costante allargamento della compagine sociale, la progressiva intensificazione dell’operatività con i soci e l’introduzione, a partire dall’esercizio 2002, dell’istituto del ristorno.
Con l’entrata in vigore del nuovo statuto la B.C.C. di Calcio e di Covo assume esplicitamente la veste di società cooperativa a mutualità prevalente; in sintesi, la veste di Banca a
misura di socio.
Il Presidente
BATTISTA DE PAOLI
Tutti i diritti riservati.
Testi e fotografie non possono essere riprodotti, anche
parzialmente, senza autorizzazione dell’Editore.
UN PERIODICO PER INFORMARE E COMUNICARE
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Giugno 2005
Gita sociale 2005
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DALLA CITTÀ DI PIACENZA
AL BORGO DI CASTELL'ARQUATO
Alla scoperta di un territorio ricco di testimonianze storiche
Oltre 800 Soci partecipanti. Quattro
diverse date di svolgimento (4 -1118 e 25 settembre). In questi pochi
numeri è riassunto lo straordinario
successo che ha caratterizzato l’iniziativa culturale promossa dalla Banca per la propria compagine sociale.
La visita alla città di Piacenza e al
borgo medievale di Castell’Arquato è
stato il momento culminante di tale
iniziativa. Non sono mancati, tuttavia, i momenti conviviali: il primo
presso il ristorante "Le Ruote" di Roveleto di Cadeo; il secondo presso un
caseificio del gruppo Agrinascente.
I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere sia la Piacenza Medievale che la Piacenza Farnesiana.
Piacenza fu colonia romana fondata nel 218 a.C.; tra le due piazze
principali della città, Piazza Cavalli e
Piazza Duomo, i visitatori hanno potuto notare la struttura viaria a rete
ortogonale di origine romana lungo
la quale la città è cresciuta.
Ma le più antiche testimonianze
che oggi caratterizzano la città di
Piacenza sono gli edifici medievali.
I soci della Banca hanno potuto apprezzare soprattutto la bellezza della Basilica di S. Antonino e del
Duomo e la maestosità del Palazzo
Comunale (Gotico). Tale costruzione rappresenta l’espressione più significativa della realtà sociale ed
economica della città di Piacenza
nel periodo dal XII al XIII secolo.
Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 4 settembre 2005.
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vale di Castell’Arquato, forse il meglio conservato della Regione Emilia - Romagna, con il Palazzo Pretorio del '400, la Collegiata romanica
del XII secolo, la Rocca viscontea
trecentesca e il cinquecentesco torrione farnesiano.
Largamente apprezzati sono stati anche i momenti conviviali, nel
corso dei quali i soci della Banca
hanno potuto conoscere i caratteri
della cucina piacentina, caratteri
che derivano principalmente da due
tradizioni, fra loro molto diverse e
lontane, che nel corso dei secoli si
sono di volta in volta ignorate o influenzate: la contadina e quella propria della nobiltà. La prima è certamente la più diffusa e pervasiva,
quella i cui piatti e le cui ricette sono giunte fino ai nostri tempi, continuando ancor oggi in larga misura a
costituire la parte più significativa e
singolare del menu piacentino.
Controlliamo la gestione
Analizziamo insieme l'andamento
economico - finanziario della nostra Banca
Con la presentazione di alcuni semplici grafici vengono fornite sintetiche informazioni riguardanti:
• il profilo dell’attività di intermediazione: volumi e composizione dei fondi intermediati (raccolta diretta - raccolta
indiretta - impieghi) al 30 giugno 2005;
• il profilo reddituale: ammontare del risultato di gestione (ante valutazioni di bilancio) conseguito dalla Banca nel
periodo gennaio / giugno 2005.
Il profilo dell’attività di intermediazione
Il profilo reddituale
FONDI INTERMEDIATI
Raccolta e Impieghi
RISULTATO DI GESTIONE
1.200
1.000
12
10
952,1
8,38
800
8
6,78
622,5
600
Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 18 settembre 2005.
Della Piacenza Farnesiana i visitatori hanno apprezzato la magnificenza del Palazzo Farnese. Il casato
dei Farnese prende possesso della città di Piacenza con Pier Luigi nel
6,06
6
436,3
400
4
329,6
3,14
2,32
186,2
200
2
0
- Gita del 4 settembre 2005
Soci di Romano di Lombardia
9,92
0
Fondi
intermediati
Raccolta
complessiva
Raccolta
diretta
Raccolta
indiretta
Impieghi
importi in milioni di euro
- Gita dell'11 settembre 2005
Soci di Cividate al Piano, Chiuduno,
Cortenuova, Grumello del Monte,
Mornico al Serio, Palosco, Pumenengo
e Villongo
1,60
Interessi
attivi
Interessi
passivi
Margine
interesse
Altri
ricavi netti
Margine
intermediazione
Costi
operativi
Risultato
di gestione
importi in milioni di euro
COMPOSIZIONE MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
COMPOSIZIONE RACCOLTA COMPLESSIVA
29,9 %
19,1 %
1545. Nel 1558 inizia la costruzione
di Palazzo Farnese, residenza della - Gita del 18 settembre 2005
Soci di Calcio
dinastia sino all’estinzione nel 1731.
La seconda tappa della gita so- - Gita del 25 settembre 2005
ciale ha riguardato il borgo medioe- Soci di Covo e di Fara Olivana
70,1%
Raccolta diretta
80,9 %
Margine di interesse
Raccolta indiretta
COMPOSIZIONE IMPIEGHI
9,5 %
Altri ricavi netti
RIPARTIZIONE MARGINE DI INTERMEDIAZIONE
2,8 %
27,7 %
66,1%
21,6 %
72,3 %
Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa dell'11 settembre 2005.
Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 25 settembre 2005.
LE INIZIATIVE CULTURALI DELLA BANCA
Mutui
Conti correnti
Salvo buon fine
Altri
Costi operativi
Risultato di gestione
NUMERO 3.034 SOCI AL 30 GIUGNO 2005
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Luglio 2005
Aprile / Giugno 2005
AVVIATO LO SPORTELLO BANCARIO IN FARA OLIVANA
LA VISITA ISPETTIVA DELLA BANCA D'ITALIA
Con la trasformazione dello sportello di tesoreria di Fara già in funzione dal 1999
diventano 14 gli sportelli ordinari della Banca
A distanza di quattro anni dalla precedente visita ispettiva, l’Organo di Vigilanza
ha proceduto ad una approfondita revisione dell’operatività della Banca
Coerentemente con quanto previsto
nell’ambito della strategia dimensionale del Piano Strategico 2003 / 2006,
la Banca ha dato attuazione alla trasformazione in sportello ordinario
dello sportello di tesoreria di Fara
Olivana. Con tale trasformazione, la
rete distributiva aziendale passa da
13 a 14 sportelli.
L’operatività del nuovo sportello
ha avuto inizio con decorrenza 1°
luglio, sotto la direzione del responsabile della filiale di Romano
Ovest, rag. Mario Asperti. Il rag.
Asperti si avvale della collaborazione del rag. Ambrogio Colzani e del
rag. Alfio Costa. Al personale della
nuova filiale di Fara è affidato anche l’incarico di presidiare lo sportello di tesoreria di Isso.
Riteniamo doveroso proporre all’attenzione dei lettori de Il Melograno alcune notizie e informazioni
riguardanti l’operosa e vivace comunità solivanese, con particolare
riguardo alla ricca tradizione associazionistica che la contraddistingue. Proponiamo, quindi, una sintetica ricostruzione delle prime esperienze associazionistiche di Fara
Olivana, esperienze che videro la
costituzione di diverse società cooperative, fra le quali anche una
Cassa Rurale.
Fra Ottocento e Novecento nascono le prime esperienze associative e cooperativistiche:
dalla Cassa Rurale alla Società
Agricola Probi Contadini
La nascita di attività associative a
Fara all’inizio del Novecento testimonia lo spirito di solidarietà che da
sempre caratterizza il paese e i suoi
abitanti.
A livello provinciale, tra la fine
dell’Ottocento e l’inizio del Novecento le condizioni di vita della classe contadina e operaia erano giunte a
un tale livello di miseria da indurre il
partito socialista e i movimenti cattolici, spesso in competizione tra loro, a interessarsi del problema. Sulla
scia degli insegnamenti della Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone
XIII vennero a crearsi i primi Comitati Parrocchiali che dovevano promuovere, in ambito sociale, la creazione di istituti che difendessero i lavoratori e li aiutassero a migliorare il
loro tenore di vita. Nacquero così le
prime società di mutuo soccorso, i
circoli agricoli e le casse rurali. Per
coordinare l’azione dei vari Comitati locali fu creata nel 1887 l’"Unione
delle istituzioni sociali cattoliche
bergamasche, sezione del Comitato
diocesano", un istituto che aveva il
compito di promuovere il più possi-
Il nuovo sportello della BCC (a destra) posto accanto al Palazzo Comunale.
Fara Olivana: la prima trebbiatrice acquistata dalla Società Agricola Probi Contadini (anni '30).
bile la nascita di associazioni economico - sociali di stampo cattolico.
A Fara Olivana sorsero, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la "Società Mutua Assicurazione Bovini e Equini S. Fermo
Martire", la "Cassa Rurale", la "Società Agricola Probi Contadini", la
"Società Anonima Cooperativa di
Consumo", la "Latteria Sociale" e la
"Società Cooperativa Agricola Faraolivanese".
La Cassa Rurale
Fara Olivana vide sorgere la propria
Cassa il 17 dicembre 1896, grazie all’opera infaticabile del suo arciprete
Don Aquilino Roberti.
Lo statuto della Cassa Rurale di
Fara fu redatto dal notaio Nosari.
Esso prevedeva che l’Amministrazione prestasse la propria opera
gratuitamente; che i singoli soci
fossero sempre solidali tra loro e
fossero tenuti a rispondere alle
eventuali passività della Cassa con
tutti i loro averi e in parti uguali;
che il prestito potesse essere concesso solo a chi ne avesse veramente bisogno; che il denaro raccolto
non venisse utilizzato per operazioni speculative; che i soci fossero
tutti animati da autentico spirito
cristiano e fossero "persone giuridicamente capaci, che offrano la
guarentigia dell’onestà e della moralità individuale, che non siano
B.C.C. AL SERVIZIO DELLE COMUNITÀ LOCALI
notoriamente contrarie alla Chiesa
cattolica".
L’onestà del buon cattolico era ritenuta una delle indispensabili garanzie per l’ottenimento del prestito,
che naturalmente non doveva essere
poi utilizzato a fini speculativi, pena
la sua revoca.
La Cassa Rurale di Fara era legata ad altre istituzioni assistenziali,
come la "Società di Assicurazione
del bestiame S. Fermo", alla quale
anticipava i fondi per i pagamenti
degli indennizzi.
Purtroppo, come accadde in altri
paesi della zona, anche la Cassa Rurale di Fara dovette chiudere i battenti attorno al 1930 in conseguenza
della grave crisi economica che
sconvolse l’Italia e tutto il mondo
occidentale.
La Banca nel corso dell’ordinaria
operatività è soggetta a numerosi
controlli: interni ed esterni. Sul fronte interno, da parte di un’apposita
unità organizzativa - l’Ufficio Controllo Integrato della Gestione e dei
Rischi - e da parte del Collegio Sindacale. Sul fronte esterno, da parte
della Federazione Lombarda delle
B.C.C., da parte del Ministero delle
attività produttive (vigilanza cooperativa) e, soprattutto, da parte della
Banca d’Italia (vigilanza bancaria).
I controlli rivestono fondamentale importanza in quanto oggi tutte le
banche si trovano ad operare in un
contesto sempre più complesso: rischi e rendimenti registrano andamenti divergenti, entrambi con potenziali effetti negativi sulla redditività e sulla stessa stabilità prospettica
delle aziende. I rischi si stanno infatti ampliando, per entità e varietà, e
aumentano le reciproche connessioni/integrazioni. I rendimenti, viceversa, si stanno abbassando, per l’azione della concorrenza e per il ridimensionamento dei prezzi.
Dicevamo poc’anzi che sul fronte
esterno la Banca, al pari delle altre
imprese creditizie, è sottoposta, periodicamente, al controllo dell’Organo di Vigilanza. La Banca d’Italia,
nel corso dell’attività di controllo,
mira a verificare la corretta funzionalità aziendale sotto un duplice aspetto: quantitativo e qualitativo. Con riferimento al primo aspetto, l’Organo
di Vigilanza valuta l’integrità del patrimonio aziendale.
I mezzi propri rappresentano, in-
La filiale di Bergamo della Banca d'Italia.
fatti, il principale presidio di natura
quantitativa. Con riferimento, invece,
al secondo aspetto la Banca d’Italia
mira a verificare il profilo organizzativo, da intendere in senso ampio
quale capacità di governo dell’impresa, e quindi comprensiva della qualità dei vertici aziendali - amministrativo ed esecutivo -, della coerenza
delle strategie aziendali, dell’efficacia del sistema dei controlli interni.
Dal momento della concentrazione aziendale tra la Cassa Rurale ed
Artigiana di Calcio e la Cassa Rurale
ed Artigiana di Covo, avvenuta nel
giugno del 1993, la Banca è stata sottoposta a tre visite ispettive: nel
1997, nel 2001 e nel corso del corrente anno. In questo periodo la Banca ha conosciuto un progressivo sviluppo e una continua crescita dell’operatività aziendale. Le visite ispettive della Banca d’Italia hanno rappresentato sicuramente un potente stimolo al necessario adeguamento degli assetti aziendali rispetto alla si-
VISITE ISPETTIVE BANCA D'ITALIA
Obiettivo
VERIFICA SANA E PRUDENTE GESTIONE AZIENDALE
Il personale del nuovo sportello di Fara Olivana.
Da sinistra: rag. Ambrogio Colzani, rag. Mario Asperti
e rag. Alfio Costa.
Analisi presidi quantitativi
INTEGRITÀ PATRIMONIO AZIENDALE
Analisi presidi qualitativi
ADEGUATEZZA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE
gnificativa crescita dimensionale e
operativa della Banca.
L’ultima visita ispettiva è avvenuta, come dicevamo, nel corso del corrente anno, nel periodo aprile / giugno. La visita è stata condotta dalla
dott.ssa Ida Marzia Gamba, che ha
potuto avvalersi della collaborazione
del rag. Emilio Concari, della
dott.ssa Annalisa Ingrosso e del dott.
Marco Gaccioli.
Al termine della ricognizione,
l’Organo di Vigilanza ha messo in
evidenza la sostanziale solidità patrimoniale della Banca, l’adeguatezza
degli assetti organizzativi aziendali e
dei controlli interni e la coerenza degli orientamenti strategici rispetto all’evoluzione del contesto ambientale
e competitivo. L’Organo di Vigilanza
ha ritenuto comunque opportuno segnalare agli esponenti aziendali la
necessità di accelerare la realizzazione di quanto previsto dai Piani Attuativi relativi al Piano Strategico
2003 / 2006. Ciò al fine di continuare
a presidiare con efficacia il mercato
di riferimento. Il Consiglio di Amministrazione della Banca, nel prendere
atto di quanto segnalato, ha assicurato all’Organo di Vigilanza di aver già
posto in essere idonee iniziative finalizzate a concretizzare prontamente
gli indirizzi strategici individuati in
sede di pianificazione strategica.
CONTROLLI IN PRIMO PIANO
ISIDE, STRUMENTO ESSENZIALE PER CONSOLIDARE
L'EFFICIENZA E LA COESIONE DELLE B.C.C.
Riflettori puntati sulla struttura che gestisce il sistema informatico di un elevato numero di B.C.C.
appartenenti a diverse realtà territoriali
ha facilitato la progressiva evoluzione della cooperazione di credito italiana, conformemente agli orientamenti strategici delineati in occasione del XII Convegno Nazionale di
Riva del Garda del dicembre 1999.
Iniziative Servizi Informatici Dire- ISIDE, infatti, ha facilitato il superazione Europa - ISIDE SpA, questo è mento di schemi tradizionali, schemi
il nome della società che sta gesten- che facevano riferimento ad anacrodo il sistema informatico della Ban- nistici modelli organizzativi.
ca e di altre 172 B.C.C. appartenenti L’operatività della società è volta al
conseguimento dei seguenti obiettivi:
a diverse realtà territoriali.
ISIDE S.p.A. diventa operativa il 1° • "creazione" di una cultura omogenea;
gennaio 2001. Essa è un’azienda di • acquisizione di quote maggiori del
mercato delle BCC, condizione inoutsourcing che eroga servizi altadispensabile al mantenimento del
mente innovativi: Servizi di supportrend di riduzione dei costi;
to tecnologico e Servizi di supporto
bancari "tradizionali".
• evoluzione "naturale" dell’attuale
offerta con la differenziazione proLa costituzione di ISIDE ha rappregressiva in termini di politiche di
sentato per il Credito Cooperativo
tariffe e livelli di servizio;
italiano un’importante svolta tecnologica e organizzativa.
• mantenimento del siIl bilancio di questa inistema informativo ad un
"Il valore di un'idea
ziativa imprenditoriale
livello tecnologico - funè nella capacità
è altamente positivo: le
zionale adeguato alle ridi realizzarla"
B.C.C. italiane hanno a
chieste del mercato, inThomas Alva Edison
disposizione un unico
crementando in termini
Inventore e industriale
statunitense
polo in grado di affrondi efficacia le compotare con efficacia gli innenti applicative più travestimenti necessari alla realizzaziodizionali, di agenzia e di sede, allo
ne ed alla costante evoluzione di
scopo di liberare risorse da concenstrumenti tecnologici competitivi.
trare sulla rete di vendita;
ISIDE è diventata, inoltre, un pre- • potenziamento delle componenti
zioso strumento per rafforzare la coinnovative e dei nuovi canali di
esione del sistema delle B.C.C. Il
vendita, a supporto sia della Piccoprocesso di integrazione tecnologica
la e Media Impresa che della
Clientela privata;
• ulteriore ampliamento delle funzioni di back office esternalizzabili
verso i Centri Servizi, con efficaci
possibilità di controllo da parte
della Banca derivanti dall’elevato
livello di integrazione.
In estrema sintesi: economie di scala, omogeneizzazione organizzativa
e potenziamento commerciale.
Molti di questi obiettivi oggi si sono
tradotti in risultati:
• 173 Banche Clienti, rispetto alle 76
Dott. Claudio Brazzolotto, Direttore Generale di Iside.
LA PAROLA A ...
Francesco Liberati
Presidente di ISIDE
Iside ha nemmeno 5 anni di vita, ma ha già percorso una
strada lunga e impegnativa. Ricordo quei giorni tra 1999
e 2000, quando, con gli amici della Lombardia e della Toscana, decidemmo di mettere insieme le nostre forze nel
campo dei servizi informatici. Quella fu una decisione
presa col cuore. Del resto non bisogna dimenticare che
le formazioni collettive, le Nazioni, le grandi imprese hanno origine da un sogno, da una visione: "I have a dream"
diceva Martin Luther King. Il suo sogno era un Paese dove bianchi e neri potessero vivere insieme in pace. Un sogno può essere considerato un’immagine,
un’immagine che racchiude una rappresentazione della realtà e del possibile. Il sogno in sintesi offre una direzione. Questa direzione era per noi racchiusa nell’acronimo che denomina la nostra società ISIDE: Iniziative Servizi Informatici Direzione
Europa. È evidente che il termine Europa va inteso come meta di modernità, integrazione, coesione, sussidiarietà. Un sogno dunque che nasceva da una precisa visione del Movimento del Credito Cooperativo e del suo futuro. Siamo partiti da un
sogno e col cuore abbiamo posto le basi per i primi passi. Ora, pur mantenendo la
visione e il cuore - che ci viene dalla natura cooperativa del nostro modo di stare insieme - stiamo ragionando col cervello. ISIDE sta sempre più divenendo una struttura guidata da una logica industriale e questo, dal punto di vista industriale, non
può che far piacere a ognuno di noi. In conclusione, mi piace ricordare che "nulla al
mondo è stato mai compiuto senza passione". Con la passione, che non ci manca,
ISIDE sarà in grado di affrontare e vincere le sfide che l’attendono supportando
adeguatamente lo sviluppo del sistema del credito cooperativo del nostro Paese.
Alessandro Azzi
Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo
Il settore in cui ISIDE opera è strategico. L’informazione,
oggi, nell’attuale contesto di mercato, rappresenta un fattore di successo decisivo. Informazione significa, infatti,
conoscenza, ed è dunque sintesi delle competenze. Informazione è presidio, analisi, monitoraggio, quindi prevenzione dei rischi e delle criticità. Informazione è bussola,
indicatore per la gestione. Chi tratta e gestisce il patrimonio informativo, chi si occupa della tecnologia dell’informazione, non può, allora, che avere un ruolo nevralgico.
ISIDE, che è una società ormai fondamentale del sistema BCC, ha la specificità di svolgere questo mestiere, non solo al servizio degli obiettivi imprenditoriali che ogni azienda deve avere, ma, più in generale, al servizio dello sviluppo delle BCC. I risultati di ISIDE sono tangibili: nella crescita dei numeri, nella
costruzione di una cultura omogenea, nel consenso e nell’adesione che ha
suscitato, nella capacità di servizio, nell’adozione di una politica tariffaria ispirata a logiche industriali. Il mio auspicio è che essa continui a contribuire all’evoluzione della nostra lingua comune nel lessico famigliare della cooperazione di credito. Un lessico che si identifichi con noi, con le nostre storie e le nostre tradizioni. Ma che sia in grado, anche, di farci parlare sempre più il linguaggio dell’innovazione e della tecnologia. Per rendere continuamente moderna la nostra identità e cosmopolita il nostro localismo.
FILO DIRETTO CON IL SISTEMA DELLE B.C.C.
Il Presidente della nostra Banca,
Battista De Paoli, è Vicepresidente
vicario di ISIDE S.p.A.
Il rag. Virginio Barni, validissimo
collaboratore della nostra Banca dal
1979 al 2000, è responsabile della Linea di Servizio Relazioni Esterne di
ISIDE S.p.A.
,,
‘‘,,
Il versante imprenditoriale del Sistema a Rete delle B.C.C.
iniziali, con un incremento dal 2001
ad oggi pari al 128 %;
• 39 % quota di copertura del mercato
del Credito Cooperativo (nella fase
iniziale la quota era pari al 15 %).
Sono, inoltre, in atto sinergie con le società del movimento: Bcc Web, Bcc
Servizi Innovativi e Aureo Gestioni,
oltre all’Istituto di categoria ICCREA
Banca, per offrire ed armonizzare i servizi proposti alle banche. Una recente
indagine assegna ad ISIDE il 35° posto
nella classifica nazionale delle prime
100 Società di Servizi Informatici, prima tra gli outsourcer di riferimento del
Gruppo del Credito Cooperativo.
11a
ISIDE S.p.A.
La copertura territoriale
FEDERAZIONI
B.C.C. ASSOCIATE
B.C.C. UTENTI ISIDE
Abruzzo - Molise
11
10
Lombardia
49
44
Toscana
36
30
Sicilia
28
21
Campania
21
12
Lazio -Umbria - Sardegna
31
18
Friuli Venezia Giulia
16
8
Puglia - Basilicata
29
13
Calabria
19
14
Marche
20
1
Emilia Romagna
25
1
Veneto
41
1
Trentino
50
0
Piemonte - Valle d’Aosta - Liguria
12
0
Alto Adige
52
0
TOTALI
440
173
2 luglio 2005
Giornata Internazionale della Cooperazione dell'ONU
COOPERAZIONE E MICROFINANZA,
UN BINOMIO VINCENTE
,,
Il messaggio di Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite
"La Microfinanza
ci riguarda! Cooperare per uscire
dalla povertà" è
un tema quanto
mai adatto per la
Giornata Internazionale delle
Cooperative in
questo Anno Internazionale del microcredito delle Nazioni Unite. Esso mette
in luce il fatto che, sia le cooperative
sia la microfinanza, quando vengono
utilizzate e gestite in maniera appropriata, possono aiutare a dare a coloro
che ne hanno più bisogno il potere di
migliorare le proprie vite. Le cooperative hanno una lunga tradizione nell’erogare servizi finanziari ai poveri ed
alle persone a basso reddito. Le banche
cooperative e le unioni di credito furono create in origine per ridurre la povertà e l’alto livello di indebitamento
fra piccoli agricoltori ed artigiani nelle
aree urbane e rurali. Le cooperative
continuano oggi a svolgere questa missione - spesso fornendo accesso equo e
sostenibile ai servizi di microfinanza.
Studi condotti dalle Nazioni Unite sug-
geriscono che offrire un migliore accesso al credito, risparmi e servizi assicurativi certi e sicuri, possono aiutare i
poveri ad aumentare il proprio reddito,
a proteggere i loro averi e a ridurre il
loro livello di vulnerabilità nei periodi
di crisi. Le cooperative sono ben posizionate per aiutare i poveri a farlo, specialmente in quelle aree non servite
dalle banche commerciali. A differenza
delle istituzioni finanziarie che operano a scopo di lucro, le cooperative finanziarie si occupano principalmente
della fornitura di servizi per il benessere e la protezione sociale dei propri so-
ci. Le cooperative sono autonomamente possedute e gestite democraticamente dai soci /utenti. Esse godono di stretti legami con le comunità in cui operano e sono ben collocate per realizzare
politiche e programmi adatti al contesto locale ed agli interessi e bisogni dei
propri soci. Come tali, le cooperative
possono rafforzare la partecipazione e
l’inclusione dei poveri nella gestione e
nel processo decisionale finanziario.
Allo stesso tempo, possono contribuire a creare un contesto sociale che
promuova un’alta percentuale di restituzione dei prestiti. Ecco perché, nel
nostro sforzo globale per ridurre la povertà e raggiungere uno sviluppo sostenibile, dovremmo guardare alle cooperative come strumenti di provata efficacia nel raggiungere con la microfinanza un più ampio bacino di poveri,
in particolare donne, mettendoli così in
grado di assumere il controllo della loro vita. Per questa ragione le Nazioni
Unite lavorano strenuamente per promuovere le cooperative. In questa
Giornata Internazionale, incoraggio
fortemente i governi e tutti gli attori interessati a fare lo stesso.
LA COOPERAZIONE DI CREDITO NEL MONDO
‘‘,,
IL NUOVO STATUTO SOCIALE
Dalla riforma del diritto societario alla revisione dello statuto della Banca
La riforma del diritto societario è stata
approvata nel 2003 ed è entrata in vigore dal 2004. La precedente normativa risaliva ai primi anni '40 ed era stata con
il tempo innovata solo in alcune parti
(in tema di bilancio, di fusione e scissione, di assemblea, di nullità, ecc.); da
ultimo, nel 1998 si era organicamente
riformata la normativa sulle società
quotate nei mercati regolamentati.
Il tempo trascorso ha fatto sì che le
regole sulle società di capitali, pensate
per una società ed un’economia radicalmente diverse da quelle di oggi, si
rivelassero "inefficienti" e non idonee
a rispondere alle esigenze degli opera-
tori economici. Questa situazione è
stata aggravata dal fatto che per lunga
tradizione i Tribunali e le Corti del nostro Paese consideravano inderogabili
buona parte delle regole del codice civile in materia societaria, frustrando i
tentativi degli operatori economici per
la ricerca di assetti organizzativi adatti
alla concreta realtà d’impresa.
I fattori sommariamente richiamati
hanno reso necessaria una profonda riforma della disciplina delle società di
capitali, che ha interessato anche l’importantissima normativa relativa alla
risoluzione delle controversie che interessano il diritto societario, in risposta alla domanda del mondo imprenditoriale per la modifica del sistema di
amministrazione della giustizia, che
presentava tempi e procedure
del tutto incompatibili con le
esigenze di celerità e di efficienza di una moderna economia di mercato.
La riforma del 2003 si è
concretizzata in un complesso
testo normativo che merita di
essere approfondito e conosciuto dal mondo delle imprese. Tale riforma è ispirata all’obiettivo del riconoscimento di
un’ampia autonomia ai redattori degli statuti delle società di
capitali nella conformazione e
configurazione delle regole chiamate a
governare partecipazioni, finanziamenti,
organizzazione, svolgimento e modificazioni del rapporto sociale.
Per il movimento cooperativo, il
riordino del diritto societario ha condotto ad una migliore definizione della funzione sociale perseguita dalle
cooperative, e dello scopo mutualistico dei soci. Così, la novità principale
ha riguardato la distinzione tra le cooperative "a mutualità prevalente", o
"riconosciute", e le altre ("diverse"),
facenti comunque parte del movimento cooperativo (cfr. diagramma di
flusso della pagina successiva).
In base a questa distinzione, le agevolazioni fiscali sono riservate alle sole
cooperative "a mutualità prevalente",
che svolgono cioè la propria attività
grazie soprattutto al lavoro e all’apporto di beni e servizi dei soci e a favore
degli stessi.
Con particolare riferimento alle
Banche di Credito Cooperativo, il
Calcio: la Sede Legale della B.C.C.
SOCIETÀ COOPERATIVE
SCOPO MUTUALISTICO
fornire beni / prestare servizi ai soci
COOPERATIVE A MUTUALITÀ PREVALENTE
usufruiscono delle disposizioni fiscali di carattere agevolativo
ALTRE COOPERATIVE
DI CONSUMO / DI SERVIZIO
svolgono prevalentemente
la loro attività in favore
dei soci, consumatori o utenti
di beni o servizi
DI LAVORO
si avvalgono prevalentemente
delle prestazioni lavorative
dei soci
DI PRODUZIONE
si avvalgono prevalentemente
degli apporti di beni o servizi
da parte dei soci
BANCHE DI CREDITO
COOPERATIVO
esercitano il credito
prevalentemente a favore
dei soci
Ricavi vendite beni e
prestazioni servizi verso i soci
> 50 %
totale ricavi vendite beni e
prestazioni servizi
Costo lavoro dei soci
> 50 %
totale costo lavoro
Costo produzione servizi
ricevuti / beni conferiti dai soci
> 50 %
totale costo servizi / merci
o materie prime
Impieghi ai soci
Attività di rischio
a ponderazione zero
> 50 %
totale attività di rischio
DI CONSUMO / DI SERVIZIO
DI LAVORO
DI PRODUZIONE
BANCHE DI CREDITO
COOPERATIVO
che non svolgono
prevalentemente la loro
attività nei confronti dei soci
Covo: la Sede Amministrativa della B.C.C.
REQUISITI
previsioni statutarie
divieto di distribuire dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi,
aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato
"Funzione principale del diritto societario è di offrire un quadro normativo per chi intende intraprendere
un’attività imprenditoriale nel modo
ritenuto più adatto per conseguire
risultati efficienti.
Il diritto societario dovrebbe innanzi
tutto facilitare la gestione di imprese
dinamiche e competitive, senza
ignorare la protezione di azionisti e
creditori".
quadro normativo, nel quale le norme
del codice civile, del Testo Unico bancario e delle leggi speciali hanno trovato composizione, ha confermato appieno le peculiarità delle B.C.C. Tale
quadro, infatti, ha mantenuto fermi,
ed anzi ha reso più espliciti, i tratti
che connotano le B.C.C. quali "speciali" imprese cooperative a mutualità
prevalente, confermando le aspettative della categoria anche rispetto ai
nuovi istituti.
divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore
a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi
divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori
obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale
e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione
Il lungo e complesso iter innescato
dalla riforma del diritto societario ha
trovato compimento con la revisione
degli statuti sociali.
Nel caso della nostra Banca, le proposte di modifica e di integrazione dello
statuto sociale volte principalmente a recepire le disposizioni di legge previste
dalla riforma del diritto societario sono
state approvate dalla base sociale nel corso della seduta dell’Assemblea Straordinaria dei Soci del 29 maggio scorso.
Nel prospetto della pagina successiva
sono evidenziate le principali novità riguardanti temi quali lo scopo istituzionale e i principi ispiratori della B.C.C., i poteri degli organi sociali e la destinazione
degli avanzi della gestione aziendale.
BANCA DI CREDITO COOPERATIVO, SOCIETÀ COOPERATIVA A MUTUALITÀ PREVALENTE
‘‘,,
IL NUOVO STATUTO SOCIALE: LE PRINCIPALI NOVITÀ
Articolo 1
Denominazione.
Scopo mutualistico
In coerenza con l’articolo 2514 del codice civile, è stato aggiunto, nella rubrica, il riferimento
allo scopo mutualistico ed è stato introdotto un secondo comma, che chiarisce l’appartenenza
della B.C.C. alla categoria delle cooperative a mutualità prevalente (con conseguenze anche
in ambito fiscale). Inoltre è stato eliminato il riferimento alla "responsabilità limitata", stante il
disposto del nuovo articolo 2518 del codice civile (che sostituisce i previgenti articoli 2513 e
2514 c.c. concernenti la distinzione, ora venuta meno, fra cooperative a responsabilità illimitata e cooperative a responsabilità limitata).
Articolo 2
Principi ispiratori
È stata integrata la disposizione relativa ai principi ispiratori dell’attività sociale, posizionata
ora subito dopo l’articolo 1 (nel testo modificato la materia era disciplinata dall’articolo 18).
Articolo 8
(precedente
articolo 7)
Procedura di
ammissione a socio
In coerenza col disposto dell’articolo 2528 del codice civile, sono stati introdotti l’obbligo di comunicazione agli interessati degli esiti della deliberazione di ammissione a socio e l’obbligo
degli amministratori di illustrare nella relazione al bilancio le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci.
TIROCINIO CON TESI DI LAUREA,
LA BANCA IN PRIMO PIANO
Articolo 14BERNARDÌ, socioLa
clausola è stata riformulata per facilitarne la lettura ed è stata prevista una nuova causa di
COMENDULLI
anzianì!
(precedente
articolo 13)
Esclusione del socio
esclusione, consistente nell’avere arrecato danno in qualsiasi modo alla società o nell’aver
svolto attività in concorrenza con la stessa. È stata inoltre aggiunta la precisazione che contro l’esclusione il socio può proporre opposizione al tribunale (articolo 2533 codice civile).
Articolo 35
Poteri del consiglio
di amministrazione
Nell’elenco delle attribuzioni riservate all’esclusiva competenza del consiglio di amministrazione si sono introdotti espliciti riferimenti alle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici,
in coerenza con l’articolo 2544 codice civile, alla determinazione degli indirizzi generali di gestione e dell’assetto generale dell’organizzazione della società, in coerenza con l’articolo 2381
codice civile, e infine all’approvazione degli orientamenti strategici e delle politiche di gestione del rischio, in coerenza con le vigenti Istruzioni di Vigilanza in materia di controlli interni. In
materia di erogazione del credito è stata introdotta la possibilità di delegare poteri deliberativi
ai responsabili di "settori", se nominati. Infine è stata prevista una disposizione che consente
al consiglio di amministrazione di nominare comitati tecnici con funzioni consultive composti
da propri membri.
Articolo 37
Deliberazioni del
consiglio di
amministrazione
È stato soppresso il voto segreto, in quanto tale modalità di voto, peraltro applicabile solo in
limitate ipotesi, è considerata incompatibile con l’attuale ordinamento poiché non permette l’identificazione degli amministratori dissenzienti.
Articolo 40
Presidente del
consiglio di
amministrazione
Come previsto dal primo comma dell’articolo 2381 del codice civile, tra i compiti del presidente del consiglio di amministrazione è stato inserito quello di provvedere "affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite ai componenti del consiglio e del comitato".
Articolo 43
Compiti del
collegio sindacale
In relazione alle nuove previsioni degli articoli 2403 e 2403-bis del codice civile, sono stati ridefiniti i compiti ed i poteri del collegio sindacale, ed è stato introdotto anche un espresso richiamo agli obblighi di informativa nei confronti della Banca d’Italia previsti dall’articolo 52, primo comma, del Testo Unico Bancario. La clausola statutaria assegna altresì al collegio sindacale la funzione di controllo contabile.
Articolo 46
Compiti e
attribuzioni del
direttore
Si sono meglio definiti i compiti propri del direttore, con riferimento specifico al sistema dei
controlli interni, per adeguare anche questa disposizione alle vigenti Istruzioni di Vigilanza in
materia.
Articolo 49
Utili
È stata riformulata la lettera e) in materia di limite di dividendo distribuibile ai soci, individuando tale limite, in coerenza con il dettato dell’articolo 2514, primo comma, lett. a), del codice civile, nell’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo, rispetto al capitale effettivamente versato.
Articolo 50
Ristorni
In ossequio all’articolo 150 - bis, comma 6, del Testo Unico Bancario - secondo cui l’atto costitutivo delle B.C.C. può prevedere, determinandone i criteri, la ripartizione di ristorni ai soci secondo quanto previsto dall’articolo 2545 - sexies del codice civile - si è introdotta una norma
statutaria (richiamata dalla lettera f) dell’articolo 49, in materia di destinazione degli utili) che
consente all’assemblea di deliberare l’attribuzione di ristorni ai soci, a valere sull’utile di esercizio e in conformità ai criteri stabiliti in un apposito regolamento assembleare.
Veduta aerea del paese di Calcio.
A quei tempi era così! Oggi invece...
COMENDULLI
, socio della Cassa Rurale dal 1957
BERNARDINO
Veduta aerea
del paese di Covo.
BCC, SOCIETÀ
IL CREDITO
COOPERATIVA
COOPERATIVO
A MUTUALITÀ
È ESPRESSIONE
PREVALENTE
DEL TERRITORIO E
Nei mesi scorsi, la Banca ha dato la propria disponibilità per l’attivazione di un tirocinio di formazione ed orientamento sulla base di una apposita Convenzione stipulata con l’Università degli Studi di Bergamo. Al termine del tirocinio, lo studente Daniele Antonelli di Chiari ha provveduto all’elaborazione di una tesi di laurea che abbiamo qui il piacere di presentare.
• La pianificazione strategica e
operativa in banca: il caso della
BCC di Calcio e di Covo
Autore: Dott. Daniele Antonelli
Relatore: Prof.ssa Cristiana Cattaneo
Università degli Studi di Bergamo
Facoltà di Economia
Corso di Laurea in Economia
e Amministrazione delle Imprese
Anno Accademico 2003 - 2004
Il lavoro pone in evidenza l’accresciuto livello di competitività che ha
caratterizzato negli ultimi anni il
mercato creditizio. La modifica del
contesto ambientale e competitivo
ha indotto gli istituti di credito italiani a tener conto della necessità di
introdurre e perfezionare al loro interno sistemi di pianificazione strategica e di controllo finalizzati a individuare con precisione la strada da
percorrere in termini di efficacia ed
efficienza.
La prima parte della tesi in esame
tratta esclusivamente dal punto di
vista teorico i principali modelli di
riferimento in tema di pianificazione strategica ed operativa; la seconda parte si occupa in concreto di
analizzare i processi e le scelte
adottate in tema di pianificazione
dalla nostra Banca.
In particolare, il primo capitolo
tratta dettagliatamente il modello
della "pianificazione strategica formale" che appare come il più diffuso tra le banche italiane.
Anche il secondo capitolo, dedicato al tema della pianificazione operativa, focalizza il modello teorico
adottato dalla maggior parte degli
istituti di credito italiani. Tale modello è costruito a partire da un
obiettivo finale individuato in termini di risultato operativo.
La seconda parte si
apre con un capitolo
dedicato al profilo della nostra Banca.
Tale capitolo, che contiene un’analisi a 360
gradi della realtà
aziendale, pone le basi
conoscitive per affrontare i successivi due capitoli nei quali viene illustrato il complesso processo che ha
portato alla definizione del Piano
Strategico 2003/2006 e dei relativi
Piani Operativi.
Le osservazioni dello studente
sull'esperienza del tirocinio
L’esperienza di tirocinio svolta presso la BCC di Calcio e di Covo è stata molto positiva. Il materiale messo
a disposizione dal Responsabile
dell’Ufficio Soci, Personale e Studi è
stato molto utile e mi ha permesso
di acquisire gli strumenti necessari
per comprendere i delicati meccanismi alla base della pianificazione
strategica e operativa in un’azienda
di credito.
Nella seconda parte dello stage in
particolare ho potuto seguire ed
analizzare le varie fasi di formazione del Piano Strategico e del Piano
Operativo della BCC di Calcio e di
Covo, grazie alla costante attenzione con cui sono stato seguito all’interno dell’azienda.
L’esperienza svolta in questi mesi
sarà rielaborata e sintetizzata nella
tesi di laurea che avrà per oggetto
la pianificazione strategica e operativa delle aziende di credito.
Daniele Antonelli
LA BANCA E IL MONDO DELLA SCUOLA
‘‘,,
‘‘,,
Stage 2005
Covo
BANCA SEMPRE PIÙ APERTA
AI GIOVANI
SOCI DELLA B.C.C. IN PRIMO PIANO
Il socio Aldo Cucchi ha donato 8 defibrillatori alla onlus Bergamo Vita
Le iniziative della Banca per avvicinare i giovani al mondo del lavoro
Il Credito Cooperativo è espressione
del territorio e patrimonio della gente che lì vive, studia e lavora. Questa
semplice affermazione accompagna
da sempre le pagine de Il Melograno
dedicate all’illustrazione dei rapporti
che la Banca intrattiene con le diverse comunità locali del territorio.
Componenti fondamentali di queste
comunità sono le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. L’esistenza di stretti rapporti di collaborazione
con tali istituzioni è motivo di particolare orgoglio per la Banca. Anche
nel 2005 la Banca ha ospitato ben 21
studenti che hanno avuto la possibilità di essere inseriti per un congruo periodo di tempo nelle diverse unità organizzative che compongono la struttura aziendale.
CHE COS'È LO STAGE
Studente
Residenza
Scuola di Provenienza
Unità Organizzativa
Periodo Stage
Pesenti Federico
Antegnate
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Covo
13 giugno - 9 luglio
Gasparini Sara
Romano di L.dia
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Romano Centro
13 giugno - 9 luglio
Gipposi Angelo
Fontanella al Piano
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Romano Cappuccini
13 giugno - 9 luglio
Stortini Silvia
Torre Pallavicina
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Calcio
13 giugno - 9 luglio
Airoldi Michela
Mornico al Serio
I.T.C. "Vitt. Emanuele II" - Bergamo
Filiale di Mornico al Serio
13 giugno - 9 luglio
Motterlini Denis
Cividate al Piano
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Palosco
13 giugno - 9 luglio
Zappella Valentino
Calcio
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
A.S.A. Credito
13 giugno - 9 luglio
Vezzoli Veronica
Pumenengo
I.T.C. "L. Einaudi" - Chiari
A.S.A. Sistemi di Pagamento
e Banca Elettronica
13 giugno - 9 luglio
Donati Francesca
Pumenengo
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
A.S.A. Risparmio e Investimenti
13 giugno - 9 luglio
Facchinetti Federica
Pumenengo
I.T.C. "L. Einaudi" - Chiari
Ufficio Segreteria Generale
13 giugno - 9 luglio
Baiguera Zaira
Romano di L.dia
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Covo
11 luglio - 6 agosto
Procopio Luana
Morengo
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Romano Centro
11 luglio - 6 agosto
Paloschi Luca
Calcio
I.T.C. "Zenale e Butinone" - Treviglio
Filiale di Calcio
11 luglio - 6 agosto
Paiocchi Roberta
Romano di L.dia
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
A.S.A. Credito
11 luglio - 6 agosto
Ambrosini Riccardo
Fara Olivana con Sola
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
A.S.A. Sistemi di Pagamento
e Banca Elettronica
11 luglio - 6 agosto
Cassano William
Covo
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
A.S.A. Risparmio e Investimenti
11 luglio - 6 agosto
Zoppetti Silvia
Romano di L.dia
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Ufficio Segreteria Generale
11 luglio - 6 agosto
Borella Serena
Fontanella al Piano
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Ufficio Sviluppo Organizzativo
11 luglio - 6 agosto
Pedretti Diego
Torre Pallavicina
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Romano Centro
8 agosto - 3 settembre
Zini Emanuela
Romano di L.dia
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Filiale di Romano Cappuccini
8 agosto - 3 settembre
Mussi Marco
Fontanella al Piano
I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L.
Ufficio Segreteria Generale
8 agosto - 3 settembre
LA BANCA E IL MONDO DELLA SCUOLA
Lo stage, o tirocinio formativo e di
orientamento nella terminologia di
legge, è un periodo di formazione
"on the job" presso un’azienda.
Esso costituisce un’occasione di
conoscenza diretta del mondo del
lavoro oltre che di acquisizione di
una specifica professionalità.
Gli stages in Italia sono regolamentati da apposite norme. Tali norme,
oltre a definire in modo puntuale
tutti gli aspetti connessi all’attivazione di uno stage, chiariscono che
la finalità è quella di "realizzare
momenti di alternanza tra studio e
lavoro nell’ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del
mondo del lavoro".
Il processo di stage richiede l’incontro di tre soggetti: il tirocinante, l’azienda, l’ente promotore (che costituisce il "motore" in grado di guidare il processo dello stage e di
garantirne il buon funzionamento).
Lo stage non è considerato rapporto di lavoro subordinato e quindi
non comporta l’obbligo di retribuzione da parte dell’azienda, né
quello previdenziale. A discrezione
dell’ente promotore o dell’azienda
è possibile un rimborso spese.
"La defibrillazione precoce sul territorio: un problema di civiltà", progetto della onlus "Bergamo Vita", ha
registrato nello scorso mese di agosto la donazione di 8 defibrillatori
(per un valore complessivo di 24 mila euro) che sono andati a potenziare
la rete di soccorso per chi soffre di
problemi cardiaci.
Protagonista dell’atto di generosità un socio della B.C.C., il sig. Aldo Cucchi, imprenditore di Covo titolare di una azienda di confezioni,
che, rispondendo all’appello lanciato
lo scorso giugno da Bergamo Vita attraverso i giornali, ha abbracciato la
causa dell’associazione: distribuire a
personale abilitato il maggior numero possibile di defibrillatori automatici sul territorio della provincia per
poter soccorrere in pochi minuti le
persone colpite da collasso cardiaco.
"Grazie a questa donazione - ha
sottolineato Oliviero Valoti, responsabile del 118 dei "Riuniti" e componente del comitato tecnico di Bergamo Vita - saremo in grado di attrezzare alcune farmacie dell’Alta Val
Brembana e di alcuni paesi della
pianura limitrofa al fiume Oglio, come Covo e Antegnate, considerate
La simbolica consegna di un defibrillatore da Aldo Cucchi a Carlo Bonometti (Commissario straordinario degli
Ospedali Riuniti di Bergamo).
aree isolate, difficilmente raggiungibili in tempo utile per assistere una
persona colpita da malore".
A ringraziare l’imprenditore,
presente con la moglie e la figlia
nella sala consiliare dei "Riuniti",
c’erano anche Carlo Bonometti,
commissario straordinario dei "Riuniti", che ha sottolineato "il valore
di questa ennesima dimostrazione
della generosità dei bergamaschi e
della loro sensibilità nei confronti
dell’attività del loro ospedale";
Emilio Pozzi, presidente dell’Ordi-
ne dei Medici di Bergamo, componente dell’associazione Bergamo
Vita; Fabio Pezzoli, della Direzione
sanitaria dei "Riuniti"; Margherita
Rossi, Elena Rottoli e Marinella
Locatelli in rappresentanza degli
operatori del 118 e promotrici del
progetto dell’associazione Bergamo Vita onlus, fondata dagli Ospedali Riuniti - 118, dall’Ordine dei
Medici e da Paolo Giani, attuale
presidente dell’associazione, in
rappresentanza dei cardiologi bergamaschi.
LA DEFIBRILLAZIONE PRECOCE SUL TERRITORIO: UN PROBLEMA DI CIVILTÀ
Il progetto di Bergamo Vita onlus
La morte improvvisa di origine cardiaca continua ad essere una delle principali cause di morte in tutto il mondo e particolarmente nei paesi industrializzati con alto tenore di vita. Nonostante i progressi che si sono fatti nell’individuare e
modificare i fattori di rischio per malattia cardiovascolare, nella grande maggioranza dei casi non vi è la possibilità di
predire con sufficiente accuratezza quali individui andranno incontro all’arresto. Si sa d’altro lato che in circa il 70 %
dei casi la morte cardiaca improvvisa è causata da un’aritmia ipercinetica ventricolare, tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare, che può essere terminata con uno shock elettrico (defibrillazione). Da alcuni anni sono disponibili degli apparecchi, i defibrillatori automatici esterni (DAE), che sono in grado di riconoscere le aritmie ipercinetiche e
di guidare con messaggi vocali l’operatore ad eseguire le semplici manovre che costituiscono la defibrillazione. Non
potendo quindi nella grande maggioranza dei casi prevenire efficacemente l’arresto cardiaco una società civile ha il
dovere di porsi in grado di usare nel modo più efficace gli strumenti che ha a disposizione: i DAE. Purtroppo la situazione non è ancora soddisfacente: la sopravvivenza dopo arresto cardiaco extraospedaliero generalmente non è superiore al 5 %. Esistono però, e si stanno sempre più diffondendo anche in Italia, esperienze riguardanti soprattutto città
di dimensioni medio - piccole nelle quali eccellenti sistemi di assistenza all’emergenza medica hanno permesso di raggiungere sopravvivenze del 16 - 35%. Al riguardo, Bergamo Vita onlus ha avviato il progetto "La defibrillazione precoce
sul territorio: un problema di civiltà" con l’obiettivo di sviluppare una cultura dell’emergenza in terra orobica.
PER LA TUTELA DELLA SALUTE
‘‘,,
GRUMELLO DEL MONTE,
LA PORTA DELLA VALLE CALEPIO
Prosegue il viaggio alla scoperta del territorio ove è insediata la Banca
Cronisti del passato l’hanno definito paese tra i più belli, tra i più salubri e fertili del territorio bergamasco. Si riferivano in modo particolare
agli interminabili, spessissimi filari di vite che fino alla metà del secolo scorso, ed in parte ancora oggi, coprono il territorio comunale.
Oggi, Grumello del Monte è una realtà dinamica, caratterizzata dalla presenza di un ricco tessuto di piccole-medie imprese.
La Banca è presente in questo comune con una propria Sede Distaccata dal 1997.
Il nome di Grumello del Monte è citato per la prima volta in un documento del secolo XIV: vi si accenna
ad un "Grumelus Boldesia" o "Grumelus Boldesici"; in un secondo
tempo la denominazione si trasforma in "Grumulus a Monte".
È chiara la derivazione dal vocabolario latino: per alcuni esso si riferirebbe ad un agglomerato di abitazioni edificato in un luogo sopraelevato, tale da fungere da osservatorio
e da difesa contro i nemici.
Il primo nucleo di case sorse appunto, come sembra, alla frazione
Boldesico: da qui la denominazione
originaria.
Per altri "Grumus" assume un diverso significato: con riferimento ad
altre località che pure portano lo stesso nome (Grumello al Piano, Grumello Cremonese), "Grumus" sta ad indicare una "confluenza di strade".
Se, come pare, le prime abitazioni furono quelle della zona dell’at-
Il Palazzo Comunale.
Veduta invernale di Grumello del Monte.
tuale frazione Boldesico, è certo che
nel Medio Evo al centro della vita
del nuovo paese si collocò il castello, posto su una piccola altura ai piedi della collina.
Gli sorsero attorno case, tuttora
esistenti, in quella che si potrebbe
chiamare la parte storico - monumentale di Grumello del Monte.
Piazza Camozzi.
L’ambiente naturale e
la popolazione
Topograficamente Grumello del
Monte appare diviso in quattro parti:
il centro che si allunga dal km. 17 al
km. 19 della provinciale BergamoSarnico; la campagna che è tutta la
parte pianeggiante al confine con la
provincia bresciana; la frazione Bol-
desico che si estende nel settore est
in collina; la frazione san Pantaleone che sta a nord ovest su un’altura
che raggiunge i 419 metri sul livello
del mare.
Un cenno al profilo demografico
evidenzia lo sviluppo della comunità
di Grumello nel corso del tempo.
Qualche indicazione esemplificativa
consente di ricostruire il peso della
comunità nel passato e di capire i caratteri degli sviluppi recenti.
Nel 1596 Grumello aveva 135 famiglie con un totale di 723 abitanti.
È da segnalare che nel panorama generale bergamasco, non si registrava
la presenza di centri particolarmente
corposi (i più grossi contavano
2000 / 2500 abitanti).
Alla soglia cronologica del 1766,
data di un’anagrafe voluta da Venezia
per tutto lo Stato, la popolazione risultava di 1180 abitanti distribuiti in
213 famiglie.
L’anagrafe che registrava anche le
professioni dichiarava per Grumello
Tra i vigneti di Grumello del Monte.
la presenza di 273 lavoratori di campagna, 10 negozianti e 31 artigiani.
Circa un secolo dopo, al 1861 gli
abitanti di Grumello risultavano
1703 aumentati a 2428 nel 1901, a
3644 nel 1931 fino agli attuali 6405
dei giorni nostri.
Grumello del Monte,
centro del distretto dei bottoni
Nel corso degli ultimi decenni è andato sviluppandosi un importante distretto produttivo, specializzato nel
settore dei bottoni e per questo oggi
denominato anche "Button Valley".
Quest’area è incentrata su GruUn paese vuol dire non essere mello del Monte e include un insiesoli, sapere che nella gente,
me di aziende localizzate in altri 13
nella terra c'è qualcosa di tuo,
comuni.
che anche quando non ci sei resta
Il distretto conta oltre 150 unità
ad aspettarti.
locali e un numero di addetti pari a
circa 2000 persone (il 55 % degli adCesare Pavese
La luna e i falò
detti lombardi occupati nel settore) e
costituisce un importante fornitore
Gli anni delle profonde tramondiale delle confezioni e della
sformazioni economico - sociali moda.
Al progressivo incremento demograSi stima che il giro d’affari del
fico è venuta accompagnandosi una polo industriale grumellese sia di 250
sempre più profonda trasformazione milioni di euro. La produzione del dieconomico - sociale.
Sul tradizionale quadro, quasi
esclusivamente rurale, si sono innestate sin dagli inizi del '900 attività
industriali (fabbrica dell’aceto, bottonificio, ecc.). Le trasformazioni più
profonde sono pero’ avvenute nel secondo dopoguerra.
La consistenza del fenomeno ben
emerge dai dati del censimento dell’industria e del commercio del 1991.
A Grumello si registravano complessivamente 577 unita’ locali con
un totale di 3526 addetti.
I soli numeri bastano a lasciar intendere lo spessore delle trasformazioni del tessuto sociale ed economico di Grumello del Monte.
Azienda agricola "Le Corne".
‘‘
‘‘
La denominazione
GRUMELLO DEL MONTE
Indicatori socio - economici
Abitanti
(dato 2002)
6.405
Reddito disponibile famiglie 111,7 mln. di euro
(dato 2001)
Unità economiche locali
(dato 2002)
933
Sportelli bancari
(dato 2004)
7
stretto include non solo bottoni, ma
anche accessoristica di ogni tipo nel
settore moda.
Dal punto di vista storico le prime
manifatture italiane di bottoni a carattere industriale sorsero tra il 1850 ed
il 1870 con la lavorazione da parte di
singoli artigiani dei materiali allora in
uso. Il primo stabilimento per la produzione dei bottoni in Italia è stato
fondato proprio all’interno del distretto grumellese, più precisamente a Pa-
IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA
lazzolo sull’Oglio, dove nel 1857 Edoardo Tacchini fondo’
la storica Tacchini & Fanti, che inizio’ la sua attività con lo sfruttamento del corozo, albume durissimo contenuto nei semi di alcune
palme dell’America tropicale e
usato come avorio vegetale.
La famosa società venne,
una ventina d’anni dopo, assorbita dalla
SAMB (Società
Anonima Manifattura
Bottoni),
che a partire dal-
la metà del '900 decreto’ l’avvio di un
vero e proprio distretto industriale locale, anche se già agli inizi del secolo l’Italia era comunque riuscita a strappare
alla Germania il primato del bottone
nel mondo. Oggi, nonostante la forte
parcellizzazione ed eterogeneità del
settore, la filiera produttiva grumellese
è riuscita comunque ad affermarsi in
maniera stabile sul mercato e, con il
tempo, si è completamente integrata,
affiancando ai bottonifici veri e propri,
anche imprese produttrici di accessori
per la moda, ed imprese realizzatrici di
macchinari per la loro lavorazione.
Le testimonianze religiose
Una parte della storia di Grumello
del Monte va vista come la storia dei
segni che l'uomo ha lasciato nel corso dei secoli, ancora materialmente
conservati o non più esistenti.
Le vicende degli edifici religiosi
testimoniano, tra le carte dei relativi
archivi, anche le vicende del territorio
di Grumello del Monte.
Definire le vicende architettoniche
di tutti questi edifici è in buona parte
descrivere le vicende della parrocchia,
subordinata alla pieve di Telgate.
Prospetto esterno della Chiesa di San Pantaleone.
La realtà associazionistica
di Grumello del Monte
Particolarmente effervescente risulta
essere il tessuto sociale del paese. Ne
sono testimonianza le numerose associazioni che operano sul territorio e le
innumerevoli persone coinvolte nei
diversi sodalizi. Di seguito elenchiamo ciascuno di questi sodalizi con i
relativi Responsabili.
A partire dal
secondo dopoguerra, Grumello
del Monte ha conosciuto profonde
trasformazioni economiche e sociali.
Oggi il paese è il centro di
un importante distretto produttivo. A Grumello sono localizzate numerosissime attività produttive (artigianali e industriali).
SODALIZI
RESPONSABILI
A.V.I.S.
Sig. Aldo Pezzotta
A.I.D.O.
Sig. Silvio Valota
A.D.M.O.
Sig.ra Sara Manzoni
Casa di Riposo
Madonna del Boldesico
Dott. Arcadio Manella
Opera San Vincenzo
Sig.ra Gabriella Vaccari
Associazione Pensionati
Sig. Giuseppe Serughetti
Gruppo Giovanile
Boldesico
Sig. Cristian Rossi
C.S.I. Oratorio
Sig. Matteo Gavazzeni
Circolo A.R.C.I.
Sig.ra Uliana Belotti
A.N.P.I.
Sig. Leone Gambirasi
Associazione Artiglieri
Sig. Erminio Marsetti
Associazione Alpini
Sig. Claudio Salemi
C.A.I.
Sig. Vittorio Bezzi
Squadra Antincendio
Geom. Luigi Baldelli
Sezione Cacciatori
"Grumello"
Sig. Emilio Borali
Sezione Cacciatori
"S. Pantaleone"
Sig. Bruno Zinesi
Gruppo Fotografico
"La Torretta"
Sig. Pierluigi Belotti
La facciata dell'attuale parrocchiale dedicata alla
Santissima Trinità.
È interessante constatare come le
parrocchiali, probabilmente tre S. Siro, S. Nicola, SS.ma Trinità siano state più volte rinnovate. Questo fatto documenta una reale portata dell'osservanza religiosa, nel tempo, degli abitanti del territorio.
La Chiesa SS.Trinità fu progettata probabilmente nel periodo 1712 1719. Essa viene attribuita in modo
quasi univoco all'architetto Giovanni Battista Caniana anche sulla base
La B.C.C. è presente a Grumello del Monte con una Sede Distaccata
Dal
1997 opera a Grumello una
Sede Distaccata della nostra
Banca, attualmente gestita dal rag.
Fausto Citaristi, unitamente a 4 collaboratori. L’avvio e il consolidamento
dell’operatività dello sportello hanno
consentito alla Banca di diventare un
importante punto di riferimento per
l’intera popolazione grumellese. L’azione della Banca è diretta al soddisfacimento delle esigenze creditizie e
finanziarie delle famiglie e al sostegno di iniziative di carattere sociale.
Sede Distaccata di Grumello del Monte: lo sportello e il personale (da sinistra: rag. F. Citaristi, dott. P. Alimonti, rag. S. Lamera, rag. G. Russi e rag. M.C. Corsini.
di un disegno conservato nell'archivio di Rovetta che presenta un'indicazione autografa coppia della chiesa di Grumello mandatami (anche se
non è una prova sicura della sua esecuzione). Le vicende costruttive sono probabilmente concluse nel 1742,
quando il consiglio parrocchiale decide di acquistare i banchi. Le altre
realizzazioni sono ben documentate:
nel 1745 si richiede la benedizione
di un nuovo altare; nel 1750 viene
demolita un'abitazione per allargar
la strada avanti la porta maggiore
della chiesa per commodo de devoti
e farvi una sufficiente piazza per decoro della piazza medesima; nel
1758 sono conclusi i lavori per l'altare della cappella della beata Vergine del rosario; nel 1789 si richiede
l'ampliamento della chiesa parrocchiale per il predicatore quaresimale; nel 1850 sono eseguiti i gradini e
le balaustre del presbiterio. Gli ultimi lavori riguardarono la decorazione e la facciata conclusa nei primi
anni del '900 ed il progetto per la costruzione di un nuovo campanile.
Sulla sella tra il versante di Grumello e la valle del Fico sorge la
chiesa di San Pantaleone che la tradizione vuole dedicata anticamente
a Santa Maria della Rovera, ricostruita nel XVIII secolo.
La chiesa si presenta oggi come
risultato di un rinnovamento settecentesco reso evidente dalla forma e
dalla grandezza dei pilastri interni e
da elementi visibili sui fianchi laterali: un ampliamento laterale con la
costruzione delle due navate e longitudinale con l'aggiunta della prima
campata.
La facciata della chiesa, da poco
restaurata con inserimento di nuovi
elementi o con il totale rinnovo di
altri, presenta un avanzamento del
corpo centrale.
L'interno è ripartito in tre navate
da archi ribassati su pilastri a T, poco lavorati e presenta un presbiterio
a terminazione rettilinea.
Sul lato destro, lungo la strada,
troviamo il campanile, rifatto nelle
attuali forme nel 1741, come si legge nei contratti conservati presso
l'archivio parrocchiale.
del '300, con il decadere dei Comuni e il sorgere delle Signorie, Grumello visse un periodo di interminabili lotte tra gli abitanti del paese guelfi - e i ghibellini del lago d’Iseo, mentre dal 1400 divenne teatro
delle contese tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Fu
dapprima territorio di conquista di
Pandolfo Malatesta su investitura
del duca di Milano Gian Galeazzo
Visconti, quindi, come il resto della
Bergamasca, passò alla Repubblica
di Venezia e nel 1442 divenne possedimento del condottiero Bartolomeo Colleoni.
A partire dal XVIII secolo il Castello fu trasformato in residenza patrizia dallo stile semplice e austero.
Da allora è stato proprietà di diversi
nobili casati, i conti Suardo, i marchesi Del Carretto, i principi Gonzaga di Vescovado.
Il Castello
Il Castello di Grumello domina il
borgo di Grumello del Monte e i
suoi vigneti.
Fu costruito probabilmente intorno al Mille come fortezza militare
dotata di una torre d’avvistamento,
data la sua posizione strategica. Il
Castello ebbe infatti per tutto il Medioevo funzione di osservatorio, difesa e ricetto della popolazione del
paese, che vi poteva trovare rifugio
durante scontri e guerre. Proprietaria
ne era la comunità di Grumello guidata dai Consoli del borgo. Di questa epoca rimangono la torre, con
merlatura guelfa, la sala del corpo di
guardia con volta a crociera, le prigioni e le grandi cantine dal soffitto
a volta, dove ora maturano i vini della tenuta Castello di Grumello.
All’inizio del 1300 il Castello fu
ceduto dai Consoli al cardinale Guglielmo Longo. Nella seconda metà
Il Castello di Grumello del Monte: veduta della torre.
Dal 1953 appartiene alla famiglia
Reschigna Kettlitz di Milano, che ha
dato nuovo impulso alla tradizione
vinicola del territorio di Grumello
con la produzione di vini di grande
qualità, che si possono degustare e
acquistare al termine della visita.
Costruzioni che gravitano attorno alla torre del Castello di Grumello del Monte.
IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA
‘‘,,
LA PAROLA A ...
LORENZO CATTANEO
Calcio
Presidente del Comitato Chernobyl di Calcio
COMITATO CHERNOBYL,
10 ANNI DI IMPEGNO APPASSIONATO
Come nasce l’idea di costituire il Comitato Chernobyl di Calcio?
Nel 1995 l’Amministrazione Comunale e la Parrocchia di Calcio organizzano un incontro presso il Cinema Astra con lo scopo di illustrare
la situazione venutasi a creare in Bielorussia in seguito all’esplosione
della centrale nucleare di Chernobyl. I rappresentanti delle istituzioni
locali invitano i presenti a prendere in considerazione l’opportunità di
ospitare anche nel paese di Calcio alcuni bambini provenienti dalla
Bieolorussia. La proposta viene accolta con grande entusiasmo da diversi calcensi. Sull’onda di questo entusiasmo viene promossa la costituzione di un apposito Comitato. L’anno successivo arrivano a Calcio i primi bimbi provenienti dalla Bielorussia. L’istituzione di riferimento del Comitato è rappresentata dalla Fondazione "Aiutiamoli a
Vivere" che ha le proprie sedi sia in Italia (Terni) che in Bielorussia
(Minsk). La Fondazione cura larga parte degli adempimenti burocratici e operativi (rapporti con le Ambasciate, viaggi aerei, ecc.) necessari per consentire l’ingresso dei bimbi in Italia.
In aiuto dei bambini bielorussi colpiti dagli effetti dell'incidente atomico
più grave della storia dell'umanità
Nello scorso mese di giugno è
stato festeggiato il 10° anniversario di costituzione del Comitato Chernobyl di Calcio. Anche la Banca ha avuto l’onore
di ricevere un particolare riconoscimento per il supporto assicurato nel tempo alle meritorie attività del predetto sodalizio. 10 anni di attività nel corso dei quali sono stati promossi e realizzati programmi d’accoglienza di minori bielorussi
colpiti dagli effetti del disastro
nucleare di Chernobyl. La generosa disponibilità dimostrata
dalle famiglie calcensi è stata
di fondamentale importanza.
È stato dimostrato scientificamente che la permanenza di almeno trenta giorni in un ambiente non contaminato, abbinato ad una sana alimentazione, contribuisce ad eliminare
in modo rilevante le scorie radioattive presenti nel sangue di
queste giovani creature. Dunque, 10 anni di impegno appassionato a favore di bimbi lontani in stato di bisogno. A dimostrazione del fatto che la solidarietà non ha confini!
Che tipo di supporto avete dalle istituzioni del paese?
Le istituzioni locali (Comune -Parrocchia - Oratorio - Scuole) non fanno mai mancare ogni anno il loro apporto morale ed economico.
Quali sono le vostre fonti di finanziamento?
Oltre agli aiuti menzionati al punto precedente, offrono un appoggio
economico le famiglie, le imprese, le banche, i bar, i negozi, le società sportive.
Quante sono le famiglie che annualmente offrono la propria
disponibilità per accogliere i bambini di Chernobyl?
Sono mediamente 20 le famiglie che ogni anno offrono la loro disponibilità per accogliere i bambini e i loro accompagnatori (insegnante
e interprete). Il periodo di accoglienza, compreso tra i mesi di aprile
e maggio, va dalle 4 alle 6 settimane.
Quali sono i criteri con i quali selezionate le famiglie alle quali affidare i bambini?
Di solito sono quasi sempre le stesse famiglie che, senza essere
scelte, offrono la propria disponibilità.
Come si svolge la giornata di un bambino nel corso del periodo
di accoglienza?
Durante il periodo di permanenza, i bambini trascorrono il loro tempo
nel seguente modo: dal lunedì al venerdì frequentano le lezioni scolastiche; nelle giornate di sabato e domenica rimangono presso le famiglie ospitanti. Nel corso delle lezioni partecipano anche alle diverse iniziative organizzate dalle istituzioni scolastiche (es. gite). Il Comitato ha
organizzato nel tempo diverse iniziative culturali e ricreative (es. gita al
mare, gita a Minitalia, ecc.). Presso l’Oratorio vengono organizzate feste in occasione di onomastici e compleanni dei bimbi ospitati, nel corso delle quali vengono consegnati doni e vengono offerti rinfreschi. Vengono pure organizzate visite presso le aziende locali. Nel corso di tali
visite ai bimbi vengono immancabilmente offerti in omaggio i relativi prodotti. Passatempi e giochi vengono organizzati presso il Parco comunale e presso l’Oratorio. Ogni anno l’Amministrazione Comunale organizza un incontro al quale partecipano i bimbi, gli accompagnatori, le famiglie ospitanti e i membri del Comitato. Nel corso di tale incontro vi è
l’ormai tradizionale scambio di doni e un apprezzato rinfresco.
Foto di gruppo dei bambini bielorussi con i rappresentanti del Comitato Chernobyl di Calcio.
Lorenzo Cattaneo
Presidente
Vittorina Ribolla
Segretario
Margherita Ribolla
Consigliere
Agnese Calzari
Consigliere
Luigi Aglioni
Consigliere
Antonio Lamera
Consigliere
Don Carlo Merisi (*)
Consigliere
(*) subentrato nel dicembre 2004 a Don Nicola Mora che è
stato per diversi anni un infaticabile promotore delle molteplici iniziative del Comitato.
‘‘
Il Comitato, senza fini di lucro, si prefigge di intervenire attivamente per
aiutare, nel migliore modo possibile, le persone ed i bambini in particolare, che
si trovino in precarie condizioni di salute, in gravi difficoltà economiche o che
siano privi di assistenza morale e materiale ed in tutti quei casi di bisogno nei
quali è necessario l'intervento da parte di terzi per cercare di risolvere o alleviare l'altrui sofferenza. A tale fine promuove ed incoraggia ogni iniziativa tesa ad approfondire la conoscenza di tali problematiche, sulla base del rispetto
reciproco e nella piena difesa dell'altrui libertà di pensiero e di religione. Promuove lo sviluppo economico, scientifico e culturale dei paesi in via di sviluppo, contribuendo a realizzare iniziative di cooperazione tra detti paesi, l'Italia,
la Comunità Europea ed altri Paesi industrializzati.
‘‘
I membri del Comitato di Calcio
La consegna alla Banca di un riconoscimento da parte dei rappresentanti del Comitato Chernobyl di Calcio.
Anno
Bambini
accolti (*)
1996
1997
1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2005
Totale
15
23
21
16
17
16
17
18
14
10
167
1995 - 2005
10 anni insieme
(*) Ogni anno
i bambini sono
accompagnati da
1 insegnante e
da 1 interprete.
Possiamo fare un bilancio dei dieci anni di attività del Comitato?
Possiamo proporre due semplici considerazioni. La spinta ideale che
ha dato il via alle attività del Comitato è sicuramente da ricercare nell’insegnamento cristiano dell’amore per il prossimo, per le persone in
stato di bisogno. La seconda considerazione riguarda lo spirito che ha
contraddistinto l’operatività del Comitato, spirito che ha favorito il totale coinvolgimento della comunità calcense nel supportare le molteplici iniziative riservate ai bimbi bielorussi. Il Comitato ha voluto sempre
rimarcare il carattere collettivo che deve contraddistinguere l’accoglienza dei bimbi: l’accoglienza è un evento della comunità, non delle
singole famiglie ospitanti. Dobbiamo dire che il messaggio lanciato dal
Comitato è stato calorosamente accolto dall’intera comunità. L’esperienza dell’accoglienza è sicuramente esaltante. Rilevante è il sostegno offerto dalla comunità calcense ai bambini. Altrettanto rilevanti
sono risultati il calore e l’affetto che i bambini hanno saputo donare
alla comunità.
Art.2 dello Statuto del Comitato Chernobyl di Calcio
IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA
Chernobyl, 26 aprile 1986 ...
Ore 1,26 del 26 aprile del 1986 siamo
al confine tra la repubblica della Bielorussia e della Ucraina, in Unione
Sovietica. Nella centrale nucleare di
Chernobyl l’esplosione di uno dei
quattro reattori provoca la più grave
catastrofe della storia dell’uso civile
dell’energia nucleare. Le persone uccise direttamente dall’esplosione sono 31. Centinaia di migliaia sono costrette a lasciare la zona, abbandonando le proprie abitazioni. Al disastro
è legata la morte di molte persone, numerosissimi sono i casi di malattie tumorali e deformazioni determinate
dalla contaminazione.
Quel giorno uno dei quattro reattori della centrale esplose durante un
periodico intervento di ordinaria manutenzione. Invece di spegnere il
reattore, una manovra errata dei tecnici che stavano compiendo un esperimento provocò il surriscaldamento
del nucleo attivo del reattore, la trasformazione dell’acqua di raffreddamento in vapore e l’esplosione.
Nel cielo dell’Ucraina, sotto la
spinta di 1700° C di calore, si alzò una
palla di fuoco che rilasciò nell’atmosfera sino a 1200 metri un potenziale
radioattivo superiore a quello della
bomba atomica di Hiroshima.
Per dieci giorni, dalle rovine della centrale proseguì l’emissione di
alte dosi di radioattività. Cessò soltanto nel novembre successivo con il
completamento del "sarcofago" di
bario e cemento armato con cui venne rivestito il reattore numero 4. L’area attorno a Chernobyl fu completamente evacuata. Ancora oggi è totalmente vuota una zona con un raggio
di 30 km dalla centrale. La nube radioattiva contaminò in maniera seria
150.000 km quadrati attorno alla
centrale, un’area popolata da circa 7
milioni di persone. Venti e piogge la
cOmPETEnzA TErriTOriALE
SEDI
CALCIO
Sede legale
Via Papa Giovanni XXIII, 51
COVO
Sede amministrativa
Via Trento, 17
Adrara S.Martino
Foresto
Sparso
Zandobbio
Centrale nucleare di Chernobyl: sala di comando del reattore.
spinsero fino all’Europa Occidentale.
Mentre, ancora oggi, i grandi del
mondo sono alle prese con difficili
acrobazie diplomatiche e finanziarie
per scongiurare il rischio di un nuovo
incidente, c’è una parte del pianeta
che si preoccupa di riparare i danni di
quel lontano 1986.
Danni alla salute, soprattutto.
Danni che hanno colpito gli abitanti
dell’area tra Ucraina e Bielorussia
con conseguenze gravissime sul loro
metabolismo. I più colpiti sono i
bambini che rischiano di crescere
con gravi deformazioni e con complicazioni che potrebbero manifestarsi
in età adulta sotto forma di tumori,
leucemie, alterazioni della tiroide.
Per favorire la disintossicazione
dalla radioattività sono nati in tutto il
mondo associazioni e comitati che
ospitano per un certo periodo ogni
anno i bambini che abitano in quell’area. L’Italia è uno dei paesi più attivi. Dal nord al sud del paese sono
sorti comitati spontanei che ormai da
anni lavorano in contatto con le autorità delle ex repubbliche sovietiche
per consentire ai ragazzi il soggiorno
in Italia.
Lago d'Iseo
Sarnico
Villongo
LA FONDAZIONE
AIUTIAMOLI A VIVERE PER
I BAMBINI DI CHERNOBYL
La Fondazione nasce da un'idea sportiva
scaturita dai signori Giorgio Bergamini
(membro dell'associazione Italia Urss sezione di Terni) e Sandro Bernardi (membro della Lega ciclismo della Uisp di Terni) di fare una manifestazione sportiva
denominata Terni Minsk ovest -est: due
ruote per la pace. Questa manifestazione
aveva come scopo quello di superare le
frontiere dell'est senza controlli in un periodo che vedeva il muro di Berlino ancora saldo tra est e ovest per portare un
messaggio di pace e di speranza dalla
città di San Valentino (Terni) a Minsk,
capitale della Russia bianca (Belarus).
Nel 1988 30 ciclisti passarono per la prima volta, senza controlli doganali, le
frontiere di Tarvisio, Snoimo, Ceski Tesin, Terespol e scortati dalle autorità entrarono nella citta' di Minsk dopo 12
giorni. Questa manifestazione durò 5
anni, fino al 1992, ma nel 1990, durante il
soggiorno a Minsk, in una riunione con
un gruppo di genitori di bambini malati
vittime delle radiazioni della centrale di
Chernobyl, mentre si parlava di amicizia
tra i popoli, una dottoressa dell'ospedale n.9 di Misnk disse che era facile per
gli italiani parlare di amicizia, viaggiando su biciclette dal valore di 2 o 3 milioni di vecchie lire e in ogni caso non si poteva parlare di amicizia tra i popoli se
prima non ci fosse stata una reale solidarietà per quei bambini che ogni giorno
morivano tra le sue mani, non avendo
nessun tipo di farmaco da somministrare. Da quel momento la manifestazione
prese un aspetto diverso, e da un evento
sportivo divenne un evento di concreta
solidarietà. Nacque l'esigenza di creare
una Fondazione e nel mese di febbraio
del 1992, grazie ai due soci fondatori,
Padre Vincenzo Bella (frate dei minori
conventuali, al tempo parroco della
Chiesa San Giuseppe Lavoratore di Terni) e Fabrizio Pacifici (al tempo presidente provinciale della Uisp di Terni), la
Fondazione Aiutiamoli a Vivere cominciò il suo lungo cammino.
Veduta esterna della centrale nucleare di Chernobyl.
LA B.C.C. E LE COMUNITÀ LOCALI
Carobbio degli Angeli
Chiuduno
Bolgare
Gandosso
Credaro
Paratico
Telgate
Mornico
al Serio
SPORTELLI
CALCIO
Via Papa Giovanni XXIII, 51
CHIUDUNO
Via Cesare Battisti, 13
Palazzolo
sull'Oglio
Palosco
Sede Legale
Martinengo
Sede Amministrativa
Pontoglio
Sedi Distaccate
Cividate al Piano
Filiali
Morengo
Cortenuova
Sportello di tesoreria
Romano di Lombardia
Zona di competenza
Urago d'Oglio
CALCIO
Fornovo S. Giov.
Mozzanica
Fara Olivana
con Sola
Castel
Gabbiano
COVO
Via Trento, 17
FARA OLIVANA CON SOLA
Via Umberto I, 15
PALOSCO
Piazza A. Manzoni, 1
Pumenengo
Fontanella
Barbata
CORTENUOVA
Via Alessandri, 12
MORNICO AL SERIO
Via Roma, 12
Rudiano
Antegnate
Isso
CIVIDATE AL PIANO
Via Papa Giovanni XXIII, 13
GRUMELLO DEL MONTE
Piazza Camozzi, 9
COVO
Bariano
VILLONGO
Sede distaccata
Via J. F. Kennedy, 23
Grumello Castelli
del Monte
Calepio
Calcinate
Ghisalba
GRUMELLO DEL MONTE
Sede distaccata
Piazza Camozzi, 9
Torre Pallavicina
Roccafranca
PUMENENGO
Via Santuario, 12
ROMANO DI LOMBARDIA
Filiale Centro - Via G.B. Rubini, 2
ROMANO DI LOMBARDIA
Filiale Cappuccini - Via D. Alighieri,17
ROMANO DI LOMBARDIA
Filiale Ovest - Via XXV Aprile
VILLONGO
Via J. F. Kennedy, 23
TESORERIA
Differente per forza.
LA MIA BANCA
ISSO
Via Roma, 15
Il Credito Cooperativo
è espressione
del territorio
e patrimonio della gente
che lì vive,
studia e lavora.
Un secolo di efficiente solidarietà e di attenzione
alle persone e al territorio.
LA MIA BANCA
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Ottobre 2005