15 Anno V Ottobre 2005 Spedizione in A.P. 70% - DC /DCI 01/00 -M Bergamo PERIODICO ECONOMICO E CULTURALE DELLE COMUNITÀ LOCALI ‘‘,, Nella collezione della Banca Calisto Gritti in cOPErtinA: L’ArtE In copertina: Calisto Gritti "Figura" (particolare) - 1968 Olio su tela, 70 x 80 cm Collezione della Banca Calisto Gritti nasce a Bergamo nel 1937 e frequenta il Liceo Artistico di Brera. Diplomatosi nel 1958, lavora per circa vent’anni a fianco del padre, restaurando quadri e affreschi. Dal 1962 inizia ad interessarsi all’incisione calcografica, realizzando fino ad oggi più di quattrocento lastre. Ha partecipato a importanti manifestazioni di grafica, in Italia e all’estero: a Grenchen in Svizzera, alla Graphotek di Berlino in Germania, a Ljiubljana in Slovenia, a Listowel in Irlanda, a Fredikstad in Norvegia, a Cracovia in Polonia, a Washington negli Stati Uniti, al Premio Biella, a Skopje in Macedonia, a Bilbao e Ferrol in Spagna, ad Auburn negli Stati Uniti, alle Biennali di Tenno ed a numerose Triennali dell’incisione di Milano. Per quanto riguarda la pittura, è intervenuto a numerose mostre nazionali ed internazionali, tra le quali le Biennali di Menton e Cagnes in Francia, la XXIII, XXV e XXX Biennale d’arte Città di Milano, la II Mostra Triennale di Milano - Losanna - S. Paolo del Brasile e al Museo di Belle Arti di Tucuman in Argentina. Gritti si è sempre dedicato all’attività didattica: già docente al Liceo Artistico Statale di Bergamo, dal 1980 al iL mELogrAno Periodico Economico e Culturale delle Comunità Locali 1985 ha insegnato tecniche calcografiche e dal 1989 pittura presso l’Accademia Carrara di Bergamo. Ha allestito numerose mostre personali di pittura e grafica in Italia e all’estero (Svezia, Norvegia, Germania e Svizzera). Nel 1994 il Comune di Calcio gli ha dedicato una mostra antologica. Il percorso artistico di Gritti può essere scandito in maniera abbastanza netta e precisa: partito - tra gli anni Cinquanta e Sessanta - con l’adesione alla poetica della "nuova figurazione", che lo conduce alla conoscenza ed alla narrazione attraverso frammenti, egli mantiene intatto questo legame fino alla seconda metà degli anni Sessanta, ma arricchisce la propria produzione con nuovi stimoli che ora vengono anche dal mondo esterno, quasi a cercare una relazione diretta con la vita. I primi anni Settanta sono caratterizzati da opere particolarmente impegnate, effetto del 1968, mentre dal 1975 in poi il suo sguardo si fa più ironico, pur mantenendo accenti fortemente drammatici. L’ultimo periodo, che si apre negli anni Ottanta, è invece definito attraverso una concentrazione di segno ed immagine, ma soprattutto dall’esplosione del colore che diviene elemento "assoluto" nella rappresentazione. ‘‘ DOVE C'È CULTURA C'È VITA ‘‘ Il segno inquieto di Calisto Gritti Brescia, febbraio - marzo 1994 Dalla riforma del diritto societario alla revisione dello statuto sociale, un unico filo conduttore: la riaffermazione della cooperazione mutualistica L'essenza di un ente sta nello scopo che tale ente è chiamato a perseguire. L’essenza di una Anno V - n.15 Ottobre 2005 Registrazione al Tribunale di Bergamo n. 12 del 12 Febbraio 2000 Editore Banca di Credito Cooperativo di Calcio e di Covo Via Papa Giovanni XXIII, 51 24054 CALCIO (BG) Direttore responsabile Battista De Paoli Redazione Carlo Aglioni - Virginio Barni Cesare Bonacina - Dario Consolandi Stellina Galli - Luca Guerrini Vilma Leoni - Augusto Zaninelli Ilario Zonca Corrispondenza Lettere e telefonate sono sempre gradite. Nel limite del possibile risponderemo a tutti. Recapito di E-mail [email protected] Hanno collaborato Lorenzo Cattaneo Fausto Citaristi Grafica e impaginazione Studio Zonca - Daniela Corna In una delle prime presentazioni di prestigio, dedicate trent’anni fa all’allora giovane pittore, sia come stimolo nei confronti del proprio lavoro, sia per la "costruzione" di un curriculum critico significativo, per la propria collocazione all’interno di un orizzonte più vasto, rispetto ai ristretti ambiti provinciali, troviamo un’indicazione di Luciano Budigna che, in alcuni aspetti, occorre riprendere in considerazione e riutilizzare ancor oggi: da una parte, Budigna metteva in luce di Calisto Gritti la "raffinatissima preparazione al mestiere", e dall’altra la "fervida e inquieta configurazione etica e intellettuale". Mauro Corradini ‘‘,, BCC, società cooperativa a mutualità prevalente Fotografie Marco Mazzoleni Stampa Press R3 - Almenno S.B. (BG) Spedizione Spedizione in Abbonamento Postale 70% - DC/DCI 01 /00 - M Bergamo Il marchio e la simbologia della "Melagrana" sono di proprietà della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo e sono utilizzati dalla Banca di Credito Cooperativo di Calcio e di Covo su licenza. società cooperativa sta nello scopo mutualistico. Ma cosa si intende per scopo mutualistico? Il nuovo Codice, in vigore dal 1° gennaio 2004, pone l’accento sul requisito della mutualità prevalente e, con riferimento all’aspetto delle condizioni economiche applicate nell’ambito dello scambio impresa - socio cooperatore, stabilisce per la prima volta una disciplina ad hoc riguardante l’istituto del ristorno. Due le condizioni dettate per dare concretezza alla definizione di mutualità prevalente: l’operatività con i soci deve essere superiore alla metà dell’intera attività svolta dalla società cooperativa; lo statuto sociale deve prevedere le cosiddette clausole antilucrative. Con riferimento alle banche di credito cooperativo, come vengono declinate le previsioni normative riguardanti in particolare l’operatività con i soci? Le norme di attuazione e transitorie del nuovo Codice Civile precisano che le "banche di credito cooperativo che rispettino le norme delle leggi speciali sono considerate a mutualità prevalente". Le leggi speciali in vigore già da diversi anni, in particolare il Testo Unico Bancario, rinviano opportunamente alle Istruzioni di Vigilanza per gli Enti Creditizi, ove viene affermato che "le banche di credito cooperativo assumono attività di rischio prevalentemente nei confronti dei propri soci". Viene pure affermato che "il principio della "prevalenza" è rispettato quando più del 50 % delle attività di rischio è destinato a soci o ad attività a ponderazione zero". Nell’erogazione del credito ai soci e nel rispetto delle clausole antilucrative sta, quindi, lo scopo mutualistico della banca di credito cooperativo. Per il legislatore, questi sono i tratti distintivi di tale tipologia di impresa bancaria. Il filo conduttore che unisce la riforma del diritto societario e la conseguente revisione dello statuto sociale è quindi chiaramente individuabile. Esso consiste nella esplicita riaffermazione della cooperazione mutualistica. Il nuovo statuto della Banca, approvato dalla compagine sociale nel corso dell’assemblea straordinaria del 29 maggio scorso, ha puntualmente recepito il dettato civilistico. Infatti, l’articolo 1 afferma esplicitamente che "La Banca di Credito Cooperativo di Calcio e di Covo è una società cooperativa a mutualità prevalente". Con l’adeguamento dello statuto sociale hanno trovato adeguata formalizzazione orientamenti di fondo che da tempo caratterizzano il modus operandi della Banca. Al riguardo, è forse opportuno rammentare le iniziative più significative promosse e realizzate negli ultimi anni, quali il costante allargamento della compagine sociale, la progressiva intensificazione dell’operatività con i soci e l’introduzione, a partire dall’esercizio 2002, dell’istituto del ristorno. Con l’entrata in vigore del nuovo statuto la B.C.C. di Calcio e di Covo assume esplicitamente la veste di società cooperativa a mutualità prevalente; in sintesi, la veste di Banca a misura di socio. Il Presidente BATTISTA DE PAOLI Tutti i diritti riservati. Testi e fotografie non possono essere riprodotti, anche parzialmente, senza autorizzazione dell’Editore. UN PERIODICO PER INFORMARE E COMUNICARE ‘‘,, Giugno 2005 Gita sociale 2005 ‘‘ DALLA CITTÀ DI PIACENZA AL BORGO DI CASTELL'ARQUATO Alla scoperta di un territorio ricco di testimonianze storiche Oltre 800 Soci partecipanti. Quattro diverse date di svolgimento (4 -1118 e 25 settembre). In questi pochi numeri è riassunto lo straordinario successo che ha caratterizzato l’iniziativa culturale promossa dalla Banca per la propria compagine sociale. La visita alla città di Piacenza e al borgo medievale di Castell’Arquato è stato il momento culminante di tale iniziativa. Non sono mancati, tuttavia, i momenti conviviali: il primo presso il ristorante "Le Ruote" di Roveleto di Cadeo; il secondo presso un caseificio del gruppo Agrinascente. I partecipanti hanno avuto l’opportunità di conoscere sia la Piacenza Medievale che la Piacenza Farnesiana. Piacenza fu colonia romana fondata nel 218 a.C.; tra le due piazze principali della città, Piazza Cavalli e Piazza Duomo, i visitatori hanno potuto notare la struttura viaria a rete ortogonale di origine romana lungo la quale la città è cresciuta. Ma le più antiche testimonianze che oggi caratterizzano la città di Piacenza sono gli edifici medievali. I soci della Banca hanno potuto apprezzare soprattutto la bellezza della Basilica di S. Antonino e del Duomo e la maestosità del Palazzo Comunale (Gotico). Tale costruzione rappresenta l’espressione più significativa della realtà sociale ed economica della città di Piacenza nel periodo dal XII al XIII secolo. Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 4 settembre 2005. ’’ vale di Castell’Arquato, forse il meglio conservato della Regione Emilia - Romagna, con il Palazzo Pretorio del '400, la Collegiata romanica del XII secolo, la Rocca viscontea trecentesca e il cinquecentesco torrione farnesiano. Largamente apprezzati sono stati anche i momenti conviviali, nel corso dei quali i soci della Banca hanno potuto conoscere i caratteri della cucina piacentina, caratteri che derivano principalmente da due tradizioni, fra loro molto diverse e lontane, che nel corso dei secoli si sono di volta in volta ignorate o influenzate: la contadina e quella propria della nobiltà. La prima è certamente la più diffusa e pervasiva, quella i cui piatti e le cui ricette sono giunte fino ai nostri tempi, continuando ancor oggi in larga misura a costituire la parte più significativa e singolare del menu piacentino. Controlliamo la gestione Analizziamo insieme l'andamento economico - finanziario della nostra Banca Con la presentazione di alcuni semplici grafici vengono fornite sintetiche informazioni riguardanti: • il profilo dell’attività di intermediazione: volumi e composizione dei fondi intermediati (raccolta diretta - raccolta indiretta - impieghi) al 30 giugno 2005; • il profilo reddituale: ammontare del risultato di gestione (ante valutazioni di bilancio) conseguito dalla Banca nel periodo gennaio / giugno 2005. Il profilo dell’attività di intermediazione Il profilo reddituale FONDI INTERMEDIATI Raccolta e Impieghi RISULTATO DI GESTIONE 1.200 1.000 12 10 952,1 8,38 800 8 6,78 622,5 600 Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 18 settembre 2005. Della Piacenza Farnesiana i visitatori hanno apprezzato la magnificenza del Palazzo Farnese. Il casato dei Farnese prende possesso della città di Piacenza con Pier Luigi nel 6,06 6 436,3 400 4 329,6 3,14 2,32 186,2 200 2 0 - Gita del 4 settembre 2005 Soci di Romano di Lombardia 9,92 0 Fondi intermediati Raccolta complessiva Raccolta diretta Raccolta indiretta Impieghi importi in milioni di euro - Gita dell'11 settembre 2005 Soci di Cividate al Piano, Chiuduno, Cortenuova, Grumello del Monte, Mornico al Serio, Palosco, Pumenengo e Villongo 1,60 Interessi attivi Interessi passivi Margine interesse Altri ricavi netti Margine intermediazione Costi operativi Risultato di gestione importi in milioni di euro COMPOSIZIONE MARGINE DI INTERMEDIAZIONE COMPOSIZIONE RACCOLTA COMPLESSIVA 29,9 % 19,1 % 1545. Nel 1558 inizia la costruzione di Palazzo Farnese, residenza della - Gita del 18 settembre 2005 Soci di Calcio dinastia sino all’estinzione nel 1731. La seconda tappa della gita so- - Gita del 25 settembre 2005 ciale ha riguardato il borgo medioe- Soci di Covo e di Fara Olivana 70,1% Raccolta diretta 80,9 % Margine di interesse Raccolta indiretta COMPOSIZIONE IMPIEGHI 9,5 % Altri ricavi netti RIPARTIZIONE MARGINE DI INTERMEDIAZIONE 2,8 % 27,7 % 66,1% 21,6 % 72,3 % Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa dell'11 settembre 2005. Foto di gruppo di alcuni Soci partecipanti all'iniziativa del 25 settembre 2005. LE INIZIATIVE CULTURALI DELLA BANCA Mutui Conti correnti Salvo buon fine Altri Costi operativi Risultato di gestione NUMERO 3.034 SOCI AL 30 GIUGNO 2005 ‘‘,, ‘‘,, Luglio 2005 Aprile / Giugno 2005 AVVIATO LO SPORTELLO BANCARIO IN FARA OLIVANA LA VISITA ISPETTIVA DELLA BANCA D'ITALIA Con la trasformazione dello sportello di tesoreria di Fara già in funzione dal 1999 diventano 14 gli sportelli ordinari della Banca A distanza di quattro anni dalla precedente visita ispettiva, l’Organo di Vigilanza ha proceduto ad una approfondita revisione dell’operatività della Banca Coerentemente con quanto previsto nell’ambito della strategia dimensionale del Piano Strategico 2003 / 2006, la Banca ha dato attuazione alla trasformazione in sportello ordinario dello sportello di tesoreria di Fara Olivana. Con tale trasformazione, la rete distributiva aziendale passa da 13 a 14 sportelli. L’operatività del nuovo sportello ha avuto inizio con decorrenza 1° luglio, sotto la direzione del responsabile della filiale di Romano Ovest, rag. Mario Asperti. Il rag. Asperti si avvale della collaborazione del rag. Ambrogio Colzani e del rag. Alfio Costa. Al personale della nuova filiale di Fara è affidato anche l’incarico di presidiare lo sportello di tesoreria di Isso. Riteniamo doveroso proporre all’attenzione dei lettori de Il Melograno alcune notizie e informazioni riguardanti l’operosa e vivace comunità solivanese, con particolare riguardo alla ricca tradizione associazionistica che la contraddistingue. Proponiamo, quindi, una sintetica ricostruzione delle prime esperienze associazionistiche di Fara Olivana, esperienze che videro la costituzione di diverse società cooperative, fra le quali anche una Cassa Rurale. Fra Ottocento e Novecento nascono le prime esperienze associative e cooperativistiche: dalla Cassa Rurale alla Società Agricola Probi Contadini La nascita di attività associative a Fara all’inizio del Novecento testimonia lo spirito di solidarietà che da sempre caratterizza il paese e i suoi abitanti. A livello provinciale, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento le condizioni di vita della classe contadina e operaia erano giunte a un tale livello di miseria da indurre il partito socialista e i movimenti cattolici, spesso in competizione tra loro, a interessarsi del problema. Sulla scia degli insegnamenti della Enciclica Rerum Novarum di Papa Leone XIII vennero a crearsi i primi Comitati Parrocchiali che dovevano promuovere, in ambito sociale, la creazione di istituti che difendessero i lavoratori e li aiutassero a migliorare il loro tenore di vita. Nacquero così le prime società di mutuo soccorso, i circoli agricoli e le casse rurali. Per coordinare l’azione dei vari Comitati locali fu creata nel 1887 l’"Unione delle istituzioni sociali cattoliche bergamasche, sezione del Comitato diocesano", un istituto che aveva il compito di promuovere il più possi- Il nuovo sportello della BCC (a destra) posto accanto al Palazzo Comunale. Fara Olivana: la prima trebbiatrice acquistata dalla Società Agricola Probi Contadini (anni '30). bile la nascita di associazioni economico - sociali di stampo cattolico. A Fara Olivana sorsero, tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento, la "Società Mutua Assicurazione Bovini e Equini S. Fermo Martire", la "Cassa Rurale", la "Società Agricola Probi Contadini", la "Società Anonima Cooperativa di Consumo", la "Latteria Sociale" e la "Società Cooperativa Agricola Faraolivanese". La Cassa Rurale Fara Olivana vide sorgere la propria Cassa il 17 dicembre 1896, grazie all’opera infaticabile del suo arciprete Don Aquilino Roberti. Lo statuto della Cassa Rurale di Fara fu redatto dal notaio Nosari. Esso prevedeva che l’Amministrazione prestasse la propria opera gratuitamente; che i singoli soci fossero sempre solidali tra loro e fossero tenuti a rispondere alle eventuali passività della Cassa con tutti i loro averi e in parti uguali; che il prestito potesse essere concesso solo a chi ne avesse veramente bisogno; che il denaro raccolto non venisse utilizzato per operazioni speculative; che i soci fossero tutti animati da autentico spirito cristiano e fossero "persone giuridicamente capaci, che offrano la guarentigia dell’onestà e della moralità individuale, che non siano B.C.C. AL SERVIZIO DELLE COMUNITÀ LOCALI notoriamente contrarie alla Chiesa cattolica". L’onestà del buon cattolico era ritenuta una delle indispensabili garanzie per l’ottenimento del prestito, che naturalmente non doveva essere poi utilizzato a fini speculativi, pena la sua revoca. La Cassa Rurale di Fara era legata ad altre istituzioni assistenziali, come la "Società di Assicurazione del bestiame S. Fermo", alla quale anticipava i fondi per i pagamenti degli indennizzi. Purtroppo, come accadde in altri paesi della zona, anche la Cassa Rurale di Fara dovette chiudere i battenti attorno al 1930 in conseguenza della grave crisi economica che sconvolse l’Italia e tutto il mondo occidentale. La Banca nel corso dell’ordinaria operatività è soggetta a numerosi controlli: interni ed esterni. Sul fronte interno, da parte di un’apposita unità organizzativa - l’Ufficio Controllo Integrato della Gestione e dei Rischi - e da parte del Collegio Sindacale. Sul fronte esterno, da parte della Federazione Lombarda delle B.C.C., da parte del Ministero delle attività produttive (vigilanza cooperativa) e, soprattutto, da parte della Banca d’Italia (vigilanza bancaria). I controlli rivestono fondamentale importanza in quanto oggi tutte le banche si trovano ad operare in un contesto sempre più complesso: rischi e rendimenti registrano andamenti divergenti, entrambi con potenziali effetti negativi sulla redditività e sulla stessa stabilità prospettica delle aziende. I rischi si stanno infatti ampliando, per entità e varietà, e aumentano le reciproche connessioni/integrazioni. I rendimenti, viceversa, si stanno abbassando, per l’azione della concorrenza e per il ridimensionamento dei prezzi. Dicevamo poc’anzi che sul fronte esterno la Banca, al pari delle altre imprese creditizie, è sottoposta, periodicamente, al controllo dell’Organo di Vigilanza. La Banca d’Italia, nel corso dell’attività di controllo, mira a verificare la corretta funzionalità aziendale sotto un duplice aspetto: quantitativo e qualitativo. Con riferimento al primo aspetto, l’Organo di Vigilanza valuta l’integrità del patrimonio aziendale. I mezzi propri rappresentano, in- La filiale di Bergamo della Banca d'Italia. fatti, il principale presidio di natura quantitativa. Con riferimento, invece, al secondo aspetto la Banca d’Italia mira a verificare il profilo organizzativo, da intendere in senso ampio quale capacità di governo dell’impresa, e quindi comprensiva della qualità dei vertici aziendali - amministrativo ed esecutivo -, della coerenza delle strategie aziendali, dell’efficacia del sistema dei controlli interni. Dal momento della concentrazione aziendale tra la Cassa Rurale ed Artigiana di Calcio e la Cassa Rurale ed Artigiana di Covo, avvenuta nel giugno del 1993, la Banca è stata sottoposta a tre visite ispettive: nel 1997, nel 2001 e nel corso del corrente anno. In questo periodo la Banca ha conosciuto un progressivo sviluppo e una continua crescita dell’operatività aziendale. Le visite ispettive della Banca d’Italia hanno rappresentato sicuramente un potente stimolo al necessario adeguamento degli assetti aziendali rispetto alla si- VISITE ISPETTIVE BANCA D'ITALIA Obiettivo VERIFICA SANA E PRUDENTE GESTIONE AZIENDALE Il personale del nuovo sportello di Fara Olivana. Da sinistra: rag. Ambrogio Colzani, rag. Mario Asperti e rag. Alfio Costa. Analisi presidi quantitativi INTEGRITÀ PATRIMONIO AZIENDALE Analisi presidi qualitativi ADEGUATEZZA ORGANIZZAZIONE AZIENDALE gnificativa crescita dimensionale e operativa della Banca. L’ultima visita ispettiva è avvenuta, come dicevamo, nel corso del corrente anno, nel periodo aprile / giugno. La visita è stata condotta dalla dott.ssa Ida Marzia Gamba, che ha potuto avvalersi della collaborazione del rag. Emilio Concari, della dott.ssa Annalisa Ingrosso e del dott. Marco Gaccioli. Al termine della ricognizione, l’Organo di Vigilanza ha messo in evidenza la sostanziale solidità patrimoniale della Banca, l’adeguatezza degli assetti organizzativi aziendali e dei controlli interni e la coerenza degli orientamenti strategici rispetto all’evoluzione del contesto ambientale e competitivo. L’Organo di Vigilanza ha ritenuto comunque opportuno segnalare agli esponenti aziendali la necessità di accelerare la realizzazione di quanto previsto dai Piani Attuativi relativi al Piano Strategico 2003 / 2006. Ciò al fine di continuare a presidiare con efficacia il mercato di riferimento. Il Consiglio di Amministrazione della Banca, nel prendere atto di quanto segnalato, ha assicurato all’Organo di Vigilanza di aver già posto in essere idonee iniziative finalizzate a concretizzare prontamente gli indirizzi strategici individuati in sede di pianificazione strategica. CONTROLLI IN PRIMO PIANO ISIDE, STRUMENTO ESSENZIALE PER CONSOLIDARE L'EFFICIENZA E LA COESIONE DELLE B.C.C. Riflettori puntati sulla struttura che gestisce il sistema informatico di un elevato numero di B.C.C. appartenenti a diverse realtà territoriali ha facilitato la progressiva evoluzione della cooperazione di credito italiana, conformemente agli orientamenti strategici delineati in occasione del XII Convegno Nazionale di Riva del Garda del dicembre 1999. Iniziative Servizi Informatici Dire- ISIDE, infatti, ha facilitato il superazione Europa - ISIDE SpA, questo è mento di schemi tradizionali, schemi il nome della società che sta gesten- che facevano riferimento ad anacrodo il sistema informatico della Ban- nistici modelli organizzativi. ca e di altre 172 B.C.C. appartenenti L’operatività della società è volta al conseguimento dei seguenti obiettivi: a diverse realtà territoriali. ISIDE S.p.A. diventa operativa il 1° • "creazione" di una cultura omogenea; gennaio 2001. Essa è un’azienda di • acquisizione di quote maggiori del mercato delle BCC, condizione inoutsourcing che eroga servizi altadispensabile al mantenimento del mente innovativi: Servizi di supportrend di riduzione dei costi; to tecnologico e Servizi di supporto bancari "tradizionali". • evoluzione "naturale" dell’attuale offerta con la differenziazione proLa costituzione di ISIDE ha rappregressiva in termini di politiche di sentato per il Credito Cooperativo tariffe e livelli di servizio; italiano un’importante svolta tecnologica e organizzativa. • mantenimento del siIl bilancio di questa inistema informativo ad un "Il valore di un'idea ziativa imprenditoriale livello tecnologico - funè nella capacità è altamente positivo: le zionale adeguato alle ridi realizzarla" B.C.C. italiane hanno a chieste del mercato, inThomas Alva Edison disposizione un unico crementando in termini Inventore e industriale statunitense polo in grado di affrondi efficacia le compotare con efficacia gli innenti applicative più travestimenti necessari alla realizzaziodizionali, di agenzia e di sede, allo ne ed alla costante evoluzione di scopo di liberare risorse da concenstrumenti tecnologici competitivi. trare sulla rete di vendita; ISIDE è diventata, inoltre, un pre- • potenziamento delle componenti zioso strumento per rafforzare la coinnovative e dei nuovi canali di esione del sistema delle B.C.C. Il vendita, a supporto sia della Piccoprocesso di integrazione tecnologica la e Media Impresa che della Clientela privata; • ulteriore ampliamento delle funzioni di back office esternalizzabili verso i Centri Servizi, con efficaci possibilità di controllo da parte della Banca derivanti dall’elevato livello di integrazione. In estrema sintesi: economie di scala, omogeneizzazione organizzativa e potenziamento commerciale. Molti di questi obiettivi oggi si sono tradotti in risultati: • 173 Banche Clienti, rispetto alle 76 Dott. Claudio Brazzolotto, Direttore Generale di Iside. LA PAROLA A ... Francesco Liberati Presidente di ISIDE Iside ha nemmeno 5 anni di vita, ma ha già percorso una strada lunga e impegnativa. Ricordo quei giorni tra 1999 e 2000, quando, con gli amici della Lombardia e della Toscana, decidemmo di mettere insieme le nostre forze nel campo dei servizi informatici. Quella fu una decisione presa col cuore. Del resto non bisogna dimenticare che le formazioni collettive, le Nazioni, le grandi imprese hanno origine da un sogno, da una visione: "I have a dream" diceva Martin Luther King. Il suo sogno era un Paese dove bianchi e neri potessero vivere insieme in pace. Un sogno può essere considerato un’immagine, un’immagine che racchiude una rappresentazione della realtà e del possibile. Il sogno in sintesi offre una direzione. Questa direzione era per noi racchiusa nell’acronimo che denomina la nostra società ISIDE: Iniziative Servizi Informatici Direzione Europa. È evidente che il termine Europa va inteso come meta di modernità, integrazione, coesione, sussidiarietà. Un sogno dunque che nasceva da una precisa visione del Movimento del Credito Cooperativo e del suo futuro. Siamo partiti da un sogno e col cuore abbiamo posto le basi per i primi passi. Ora, pur mantenendo la visione e il cuore - che ci viene dalla natura cooperativa del nostro modo di stare insieme - stiamo ragionando col cervello. ISIDE sta sempre più divenendo una struttura guidata da una logica industriale e questo, dal punto di vista industriale, non può che far piacere a ognuno di noi. In conclusione, mi piace ricordare che "nulla al mondo è stato mai compiuto senza passione". Con la passione, che non ci manca, ISIDE sarà in grado di affrontare e vincere le sfide che l’attendono supportando adeguatamente lo sviluppo del sistema del credito cooperativo del nostro Paese. Alessandro Azzi Presidente della Federazione Italiana delle Banche di Credito Cooperativo Il settore in cui ISIDE opera è strategico. L’informazione, oggi, nell’attuale contesto di mercato, rappresenta un fattore di successo decisivo. Informazione significa, infatti, conoscenza, ed è dunque sintesi delle competenze. Informazione è presidio, analisi, monitoraggio, quindi prevenzione dei rischi e delle criticità. Informazione è bussola, indicatore per la gestione. Chi tratta e gestisce il patrimonio informativo, chi si occupa della tecnologia dell’informazione, non può, allora, che avere un ruolo nevralgico. ISIDE, che è una società ormai fondamentale del sistema BCC, ha la specificità di svolgere questo mestiere, non solo al servizio degli obiettivi imprenditoriali che ogni azienda deve avere, ma, più in generale, al servizio dello sviluppo delle BCC. I risultati di ISIDE sono tangibili: nella crescita dei numeri, nella costruzione di una cultura omogenea, nel consenso e nell’adesione che ha suscitato, nella capacità di servizio, nell’adozione di una politica tariffaria ispirata a logiche industriali. Il mio auspicio è che essa continui a contribuire all’evoluzione della nostra lingua comune nel lessico famigliare della cooperazione di credito. Un lessico che si identifichi con noi, con le nostre storie e le nostre tradizioni. Ma che sia in grado, anche, di farci parlare sempre più il linguaggio dell’innovazione e della tecnologia. Per rendere continuamente moderna la nostra identità e cosmopolita il nostro localismo. FILO DIRETTO CON IL SISTEMA DELLE B.C.C. Il Presidente della nostra Banca, Battista De Paoli, è Vicepresidente vicario di ISIDE S.p.A. Il rag. Virginio Barni, validissimo collaboratore della nostra Banca dal 1979 al 2000, è responsabile della Linea di Servizio Relazioni Esterne di ISIDE S.p.A. ,, ‘‘,, Il versante imprenditoriale del Sistema a Rete delle B.C.C. iniziali, con un incremento dal 2001 ad oggi pari al 128 %; • 39 % quota di copertura del mercato del Credito Cooperativo (nella fase iniziale la quota era pari al 15 %). Sono, inoltre, in atto sinergie con le società del movimento: Bcc Web, Bcc Servizi Innovativi e Aureo Gestioni, oltre all’Istituto di categoria ICCREA Banca, per offrire ed armonizzare i servizi proposti alle banche. Una recente indagine assegna ad ISIDE il 35° posto nella classifica nazionale delle prime 100 Società di Servizi Informatici, prima tra gli outsourcer di riferimento del Gruppo del Credito Cooperativo. 11a ISIDE S.p.A. La copertura territoriale FEDERAZIONI B.C.C. ASSOCIATE B.C.C. UTENTI ISIDE Abruzzo - Molise 11 10 Lombardia 49 44 Toscana 36 30 Sicilia 28 21 Campania 21 12 Lazio -Umbria - Sardegna 31 18 Friuli Venezia Giulia 16 8 Puglia - Basilicata 29 13 Calabria 19 14 Marche 20 1 Emilia Romagna 25 1 Veneto 41 1 Trentino 50 0 Piemonte - Valle d’Aosta - Liguria 12 0 Alto Adige 52 0 TOTALI 440 173 2 luglio 2005 Giornata Internazionale della Cooperazione dell'ONU COOPERAZIONE E MICROFINANZA, UN BINOMIO VINCENTE ,, Il messaggio di Kofi Annan, segretario generale delle Nazioni Unite "La Microfinanza ci riguarda! Cooperare per uscire dalla povertà" è un tema quanto mai adatto per la Giornata Internazionale delle Cooperative in questo Anno Internazionale del microcredito delle Nazioni Unite. Esso mette in luce il fatto che, sia le cooperative sia la microfinanza, quando vengono utilizzate e gestite in maniera appropriata, possono aiutare a dare a coloro che ne hanno più bisogno il potere di migliorare le proprie vite. Le cooperative hanno una lunga tradizione nell’erogare servizi finanziari ai poveri ed alle persone a basso reddito. Le banche cooperative e le unioni di credito furono create in origine per ridurre la povertà e l’alto livello di indebitamento fra piccoli agricoltori ed artigiani nelle aree urbane e rurali. Le cooperative continuano oggi a svolgere questa missione - spesso fornendo accesso equo e sostenibile ai servizi di microfinanza. Studi condotti dalle Nazioni Unite sug- geriscono che offrire un migliore accesso al credito, risparmi e servizi assicurativi certi e sicuri, possono aiutare i poveri ad aumentare il proprio reddito, a proteggere i loro averi e a ridurre il loro livello di vulnerabilità nei periodi di crisi. Le cooperative sono ben posizionate per aiutare i poveri a farlo, specialmente in quelle aree non servite dalle banche commerciali. A differenza delle istituzioni finanziarie che operano a scopo di lucro, le cooperative finanziarie si occupano principalmente della fornitura di servizi per il benessere e la protezione sociale dei propri so- ci. Le cooperative sono autonomamente possedute e gestite democraticamente dai soci /utenti. Esse godono di stretti legami con le comunità in cui operano e sono ben collocate per realizzare politiche e programmi adatti al contesto locale ed agli interessi e bisogni dei propri soci. Come tali, le cooperative possono rafforzare la partecipazione e l’inclusione dei poveri nella gestione e nel processo decisionale finanziario. Allo stesso tempo, possono contribuire a creare un contesto sociale che promuova un’alta percentuale di restituzione dei prestiti. Ecco perché, nel nostro sforzo globale per ridurre la povertà e raggiungere uno sviluppo sostenibile, dovremmo guardare alle cooperative come strumenti di provata efficacia nel raggiungere con la microfinanza un più ampio bacino di poveri, in particolare donne, mettendoli così in grado di assumere il controllo della loro vita. Per questa ragione le Nazioni Unite lavorano strenuamente per promuovere le cooperative. In questa Giornata Internazionale, incoraggio fortemente i governi e tutti gli attori interessati a fare lo stesso. LA COOPERAZIONE DI CREDITO NEL MONDO ‘‘,, IL NUOVO STATUTO SOCIALE Dalla riforma del diritto societario alla revisione dello statuto della Banca La riforma del diritto societario è stata approvata nel 2003 ed è entrata in vigore dal 2004. La precedente normativa risaliva ai primi anni '40 ed era stata con il tempo innovata solo in alcune parti (in tema di bilancio, di fusione e scissione, di assemblea, di nullità, ecc.); da ultimo, nel 1998 si era organicamente riformata la normativa sulle società quotate nei mercati regolamentati. Il tempo trascorso ha fatto sì che le regole sulle società di capitali, pensate per una società ed un’economia radicalmente diverse da quelle di oggi, si rivelassero "inefficienti" e non idonee a rispondere alle esigenze degli opera- tori economici. Questa situazione è stata aggravata dal fatto che per lunga tradizione i Tribunali e le Corti del nostro Paese consideravano inderogabili buona parte delle regole del codice civile in materia societaria, frustrando i tentativi degli operatori economici per la ricerca di assetti organizzativi adatti alla concreta realtà d’impresa. I fattori sommariamente richiamati hanno reso necessaria una profonda riforma della disciplina delle società di capitali, che ha interessato anche l’importantissima normativa relativa alla risoluzione delle controversie che interessano il diritto societario, in risposta alla domanda del mondo imprenditoriale per la modifica del sistema di amministrazione della giustizia, che presentava tempi e procedure del tutto incompatibili con le esigenze di celerità e di efficienza di una moderna economia di mercato. La riforma del 2003 si è concretizzata in un complesso testo normativo che merita di essere approfondito e conosciuto dal mondo delle imprese. Tale riforma è ispirata all’obiettivo del riconoscimento di un’ampia autonomia ai redattori degli statuti delle società di capitali nella conformazione e configurazione delle regole chiamate a governare partecipazioni, finanziamenti, organizzazione, svolgimento e modificazioni del rapporto sociale. Per il movimento cooperativo, il riordino del diritto societario ha condotto ad una migliore definizione della funzione sociale perseguita dalle cooperative, e dello scopo mutualistico dei soci. Così, la novità principale ha riguardato la distinzione tra le cooperative "a mutualità prevalente", o "riconosciute", e le altre ("diverse"), facenti comunque parte del movimento cooperativo (cfr. diagramma di flusso della pagina successiva). In base a questa distinzione, le agevolazioni fiscali sono riservate alle sole cooperative "a mutualità prevalente", che svolgono cioè la propria attività grazie soprattutto al lavoro e all’apporto di beni e servizi dei soci e a favore degli stessi. Con particolare riferimento alle Banche di Credito Cooperativo, il Calcio: la Sede Legale della B.C.C. SOCIETÀ COOPERATIVE SCOPO MUTUALISTICO fornire beni / prestare servizi ai soci COOPERATIVE A MUTUALITÀ PREVALENTE usufruiscono delle disposizioni fiscali di carattere agevolativo ALTRE COOPERATIVE DI CONSUMO / DI SERVIZIO svolgono prevalentemente la loro attività in favore dei soci, consumatori o utenti di beni o servizi DI LAVORO si avvalgono prevalentemente delle prestazioni lavorative dei soci DI PRODUZIONE si avvalgono prevalentemente degli apporti di beni o servizi da parte dei soci BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO esercitano il credito prevalentemente a favore dei soci Ricavi vendite beni e prestazioni servizi verso i soci > 50 % totale ricavi vendite beni e prestazioni servizi Costo lavoro dei soci > 50 % totale costo lavoro Costo produzione servizi ricevuti / beni conferiti dai soci > 50 % totale costo servizi / merci o materie prime Impieghi ai soci Attività di rischio a ponderazione zero > 50 % totale attività di rischio DI CONSUMO / DI SERVIZIO DI LAVORO DI PRODUZIONE BANCHE DI CREDITO COOPERATIVO che non svolgono prevalentemente la loro attività nei confronti dei soci Covo: la Sede Amministrativa della B.C.C. REQUISITI previsioni statutarie divieto di distribuire dividendi in misura superiore all'interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo rispetto al capitale effettivamente versato "Funzione principale del diritto societario è di offrire un quadro normativo per chi intende intraprendere un’attività imprenditoriale nel modo ritenuto più adatto per conseguire risultati efficienti. Il diritto societario dovrebbe innanzi tutto facilitare la gestione di imprese dinamiche e competitive, senza ignorare la protezione di azionisti e creditori". quadro normativo, nel quale le norme del codice civile, del Testo Unico bancario e delle leggi speciali hanno trovato composizione, ha confermato appieno le peculiarità delle B.C.C. Tale quadro, infatti, ha mantenuto fermi, ed anzi ha reso più espliciti, i tratti che connotano le B.C.C. quali "speciali" imprese cooperative a mutualità prevalente, confermando le aspettative della categoria anche rispetto ai nuovi istituti. divieto di remunerare gli strumenti finanziari offerti in sottoscrizione ai soci cooperatori in misura superiore a due punti rispetto al limite massimo previsto per i dividendi divieto di distribuire le riserve fra i soci cooperatori obbligo di devoluzione, in caso di scioglimento della società, dell'intero patrimonio sociale, dedotto soltanto il capitale e i dividendi eventualmente maturati, ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione Il lungo e complesso iter innescato dalla riforma del diritto societario ha trovato compimento con la revisione degli statuti sociali. Nel caso della nostra Banca, le proposte di modifica e di integrazione dello statuto sociale volte principalmente a recepire le disposizioni di legge previste dalla riforma del diritto societario sono state approvate dalla base sociale nel corso della seduta dell’Assemblea Straordinaria dei Soci del 29 maggio scorso. Nel prospetto della pagina successiva sono evidenziate le principali novità riguardanti temi quali lo scopo istituzionale e i principi ispiratori della B.C.C., i poteri degli organi sociali e la destinazione degli avanzi della gestione aziendale. BANCA DI CREDITO COOPERATIVO, SOCIETÀ COOPERATIVA A MUTUALITÀ PREVALENTE ‘‘,, IL NUOVO STATUTO SOCIALE: LE PRINCIPALI NOVITÀ Articolo 1 Denominazione. Scopo mutualistico In coerenza con l’articolo 2514 del codice civile, è stato aggiunto, nella rubrica, il riferimento allo scopo mutualistico ed è stato introdotto un secondo comma, che chiarisce l’appartenenza della B.C.C. alla categoria delle cooperative a mutualità prevalente (con conseguenze anche in ambito fiscale). Inoltre è stato eliminato il riferimento alla "responsabilità limitata", stante il disposto del nuovo articolo 2518 del codice civile (che sostituisce i previgenti articoli 2513 e 2514 c.c. concernenti la distinzione, ora venuta meno, fra cooperative a responsabilità illimitata e cooperative a responsabilità limitata). Articolo 2 Principi ispiratori È stata integrata la disposizione relativa ai principi ispiratori dell’attività sociale, posizionata ora subito dopo l’articolo 1 (nel testo modificato la materia era disciplinata dall’articolo 18). Articolo 8 (precedente articolo 7) Procedura di ammissione a socio In coerenza col disposto dell’articolo 2528 del codice civile, sono stati introdotti l’obbligo di comunicazione agli interessati degli esiti della deliberazione di ammissione a socio e l’obbligo degli amministratori di illustrare nella relazione al bilancio le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all’ammissione di nuovi soci. TIROCINIO CON TESI DI LAUREA, LA BANCA IN PRIMO PIANO Articolo 14BERNARDÌ, socioLa clausola è stata riformulata per facilitarne la lettura ed è stata prevista una nuova causa di COMENDULLI anzianì! (precedente articolo 13) Esclusione del socio esclusione, consistente nell’avere arrecato danno in qualsiasi modo alla società o nell’aver svolto attività in concorrenza con la stessa. È stata inoltre aggiunta la precisazione che contro l’esclusione il socio può proporre opposizione al tribunale (articolo 2533 codice civile). Articolo 35 Poteri del consiglio di amministrazione Nell’elenco delle attribuzioni riservate all’esclusiva competenza del consiglio di amministrazione si sono introdotti espliciti riferimenti alle decisioni che incidono sui rapporti mutualistici, in coerenza con l’articolo 2544 codice civile, alla determinazione degli indirizzi generali di gestione e dell’assetto generale dell’organizzazione della società, in coerenza con l’articolo 2381 codice civile, e infine all’approvazione degli orientamenti strategici e delle politiche di gestione del rischio, in coerenza con le vigenti Istruzioni di Vigilanza in materia di controlli interni. In materia di erogazione del credito è stata introdotta la possibilità di delegare poteri deliberativi ai responsabili di "settori", se nominati. Infine è stata prevista una disposizione che consente al consiglio di amministrazione di nominare comitati tecnici con funzioni consultive composti da propri membri. Articolo 37 Deliberazioni del consiglio di amministrazione È stato soppresso il voto segreto, in quanto tale modalità di voto, peraltro applicabile solo in limitate ipotesi, è considerata incompatibile con l’attuale ordinamento poiché non permette l’identificazione degli amministratori dissenzienti. Articolo 40 Presidente del consiglio di amministrazione Come previsto dal primo comma dell’articolo 2381 del codice civile, tra i compiti del presidente del consiglio di amministrazione è stato inserito quello di provvedere "affinché adeguate informazioni sulle materie iscritte all’ordine del giorno vengano fornite ai componenti del consiglio e del comitato". Articolo 43 Compiti del collegio sindacale In relazione alle nuove previsioni degli articoli 2403 e 2403-bis del codice civile, sono stati ridefiniti i compiti ed i poteri del collegio sindacale, ed è stato introdotto anche un espresso richiamo agli obblighi di informativa nei confronti della Banca d’Italia previsti dall’articolo 52, primo comma, del Testo Unico Bancario. La clausola statutaria assegna altresì al collegio sindacale la funzione di controllo contabile. Articolo 46 Compiti e attribuzioni del direttore Si sono meglio definiti i compiti propri del direttore, con riferimento specifico al sistema dei controlli interni, per adeguare anche questa disposizione alle vigenti Istruzioni di Vigilanza in materia. Articolo 49 Utili È stata riformulata la lettera e) in materia di limite di dividendo distribuibile ai soci, individuando tale limite, in coerenza con il dettato dell’articolo 2514, primo comma, lett. a), del codice civile, nell’interesse massimo dei buoni postali fruttiferi, aumentato di due punti e mezzo, rispetto al capitale effettivamente versato. Articolo 50 Ristorni In ossequio all’articolo 150 - bis, comma 6, del Testo Unico Bancario - secondo cui l’atto costitutivo delle B.C.C. può prevedere, determinandone i criteri, la ripartizione di ristorni ai soci secondo quanto previsto dall’articolo 2545 - sexies del codice civile - si è introdotta una norma statutaria (richiamata dalla lettera f) dell’articolo 49, in materia di destinazione degli utili) che consente all’assemblea di deliberare l’attribuzione di ristorni ai soci, a valere sull’utile di esercizio e in conformità ai criteri stabiliti in un apposito regolamento assembleare. Veduta aerea del paese di Calcio. A quei tempi era così! Oggi invece... COMENDULLI , socio della Cassa Rurale dal 1957 BERNARDINO Veduta aerea del paese di Covo. BCC, SOCIETÀ IL CREDITO COOPERATIVA COOPERATIVO A MUTUALITÀ È ESPRESSIONE PREVALENTE DEL TERRITORIO E Nei mesi scorsi, la Banca ha dato la propria disponibilità per l’attivazione di un tirocinio di formazione ed orientamento sulla base di una apposita Convenzione stipulata con l’Università degli Studi di Bergamo. Al termine del tirocinio, lo studente Daniele Antonelli di Chiari ha provveduto all’elaborazione di una tesi di laurea che abbiamo qui il piacere di presentare. • La pianificazione strategica e operativa in banca: il caso della BCC di Calcio e di Covo Autore: Dott. Daniele Antonelli Relatore: Prof.ssa Cristiana Cattaneo Università degli Studi di Bergamo Facoltà di Economia Corso di Laurea in Economia e Amministrazione delle Imprese Anno Accademico 2003 - 2004 Il lavoro pone in evidenza l’accresciuto livello di competitività che ha caratterizzato negli ultimi anni il mercato creditizio. La modifica del contesto ambientale e competitivo ha indotto gli istituti di credito italiani a tener conto della necessità di introdurre e perfezionare al loro interno sistemi di pianificazione strategica e di controllo finalizzati a individuare con precisione la strada da percorrere in termini di efficacia ed efficienza. La prima parte della tesi in esame tratta esclusivamente dal punto di vista teorico i principali modelli di riferimento in tema di pianificazione strategica ed operativa; la seconda parte si occupa in concreto di analizzare i processi e le scelte adottate in tema di pianificazione dalla nostra Banca. In particolare, il primo capitolo tratta dettagliatamente il modello della "pianificazione strategica formale" che appare come il più diffuso tra le banche italiane. Anche il secondo capitolo, dedicato al tema della pianificazione operativa, focalizza il modello teorico adottato dalla maggior parte degli istituti di credito italiani. Tale modello è costruito a partire da un obiettivo finale individuato in termini di risultato operativo. La seconda parte si apre con un capitolo dedicato al profilo della nostra Banca. Tale capitolo, che contiene un’analisi a 360 gradi della realtà aziendale, pone le basi conoscitive per affrontare i successivi due capitoli nei quali viene illustrato il complesso processo che ha portato alla definizione del Piano Strategico 2003/2006 e dei relativi Piani Operativi. Le osservazioni dello studente sull'esperienza del tirocinio L’esperienza di tirocinio svolta presso la BCC di Calcio e di Covo è stata molto positiva. Il materiale messo a disposizione dal Responsabile dell’Ufficio Soci, Personale e Studi è stato molto utile e mi ha permesso di acquisire gli strumenti necessari per comprendere i delicati meccanismi alla base della pianificazione strategica e operativa in un’azienda di credito. Nella seconda parte dello stage in particolare ho potuto seguire ed analizzare le varie fasi di formazione del Piano Strategico e del Piano Operativo della BCC di Calcio e di Covo, grazie alla costante attenzione con cui sono stato seguito all’interno dell’azienda. L’esperienza svolta in questi mesi sarà rielaborata e sintetizzata nella tesi di laurea che avrà per oggetto la pianificazione strategica e operativa delle aziende di credito. Daniele Antonelli LA BANCA E IL MONDO DELLA SCUOLA ‘‘,, ‘‘,, Stage 2005 Covo BANCA SEMPRE PIÙ APERTA AI GIOVANI SOCI DELLA B.C.C. IN PRIMO PIANO Il socio Aldo Cucchi ha donato 8 defibrillatori alla onlus Bergamo Vita Le iniziative della Banca per avvicinare i giovani al mondo del lavoro Il Credito Cooperativo è espressione del territorio e patrimonio della gente che lì vive, studia e lavora. Questa semplice affermazione accompagna da sempre le pagine de Il Melograno dedicate all’illustrazione dei rapporti che la Banca intrattiene con le diverse comunità locali del territorio. Componenti fondamentali di queste comunità sono le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado. L’esistenza di stretti rapporti di collaborazione con tali istituzioni è motivo di particolare orgoglio per la Banca. Anche nel 2005 la Banca ha ospitato ben 21 studenti che hanno avuto la possibilità di essere inseriti per un congruo periodo di tempo nelle diverse unità organizzative che compongono la struttura aziendale. CHE COS'È LO STAGE Studente Residenza Scuola di Provenienza Unità Organizzativa Periodo Stage Pesenti Federico Antegnate I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Covo 13 giugno - 9 luglio Gasparini Sara Romano di L.dia I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Romano Centro 13 giugno - 9 luglio Gipposi Angelo Fontanella al Piano I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Romano Cappuccini 13 giugno - 9 luglio Stortini Silvia Torre Pallavicina I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Calcio 13 giugno - 9 luglio Airoldi Michela Mornico al Serio I.T.C. "Vitt. Emanuele II" - Bergamo Filiale di Mornico al Serio 13 giugno - 9 luglio Motterlini Denis Cividate al Piano I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Palosco 13 giugno - 9 luglio Zappella Valentino Calcio I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. A.S.A. Credito 13 giugno - 9 luglio Vezzoli Veronica Pumenengo I.T.C. "L. Einaudi" - Chiari A.S.A. Sistemi di Pagamento e Banca Elettronica 13 giugno - 9 luglio Donati Francesca Pumenengo I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. A.S.A. Risparmio e Investimenti 13 giugno - 9 luglio Facchinetti Federica Pumenengo I.T.C. "L. Einaudi" - Chiari Ufficio Segreteria Generale 13 giugno - 9 luglio Baiguera Zaira Romano di L.dia I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Covo 11 luglio - 6 agosto Procopio Luana Morengo I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Romano Centro 11 luglio - 6 agosto Paloschi Luca Calcio I.T.C. "Zenale e Butinone" - Treviglio Filiale di Calcio 11 luglio - 6 agosto Paiocchi Roberta Romano di L.dia I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. A.S.A. Credito 11 luglio - 6 agosto Ambrosini Riccardo Fara Olivana con Sola I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. A.S.A. Sistemi di Pagamento e Banca Elettronica 11 luglio - 6 agosto Cassano William Covo I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. A.S.A. Risparmio e Investimenti 11 luglio - 6 agosto Zoppetti Silvia Romano di L.dia I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Ufficio Segreteria Generale 11 luglio - 6 agosto Borella Serena Fontanella al Piano I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Ufficio Sviluppo Organizzativo 11 luglio - 6 agosto Pedretti Diego Torre Pallavicina I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Romano Centro 8 agosto - 3 settembre Zini Emanuela Romano di L.dia I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Filiale di Romano Cappuccini 8 agosto - 3 settembre Mussi Marco Fontanella al Piano I.T.C. "G.B. Rubini" - Romano di L. Ufficio Segreteria Generale 8 agosto - 3 settembre LA BANCA E IL MONDO DELLA SCUOLA Lo stage, o tirocinio formativo e di orientamento nella terminologia di legge, è un periodo di formazione "on the job" presso un’azienda. Esso costituisce un’occasione di conoscenza diretta del mondo del lavoro oltre che di acquisizione di una specifica professionalità. Gli stages in Italia sono regolamentati da apposite norme. Tali norme, oltre a definire in modo puntuale tutti gli aspetti connessi all’attivazione di uno stage, chiariscono che la finalità è quella di "realizzare momenti di alternanza tra studio e lavoro nell’ambito dei processi formativi e di agevolare le scelte professionali mediante la conoscenza diretta del mondo del lavoro". Il processo di stage richiede l’incontro di tre soggetti: il tirocinante, l’azienda, l’ente promotore (che costituisce il "motore" in grado di guidare il processo dello stage e di garantirne il buon funzionamento). Lo stage non è considerato rapporto di lavoro subordinato e quindi non comporta l’obbligo di retribuzione da parte dell’azienda, né quello previdenziale. A discrezione dell’ente promotore o dell’azienda è possibile un rimborso spese. "La defibrillazione precoce sul territorio: un problema di civiltà", progetto della onlus "Bergamo Vita", ha registrato nello scorso mese di agosto la donazione di 8 defibrillatori (per un valore complessivo di 24 mila euro) che sono andati a potenziare la rete di soccorso per chi soffre di problemi cardiaci. Protagonista dell’atto di generosità un socio della B.C.C., il sig. Aldo Cucchi, imprenditore di Covo titolare di una azienda di confezioni, che, rispondendo all’appello lanciato lo scorso giugno da Bergamo Vita attraverso i giornali, ha abbracciato la causa dell’associazione: distribuire a personale abilitato il maggior numero possibile di defibrillatori automatici sul territorio della provincia per poter soccorrere in pochi minuti le persone colpite da collasso cardiaco. "Grazie a questa donazione - ha sottolineato Oliviero Valoti, responsabile del 118 dei "Riuniti" e componente del comitato tecnico di Bergamo Vita - saremo in grado di attrezzare alcune farmacie dell’Alta Val Brembana e di alcuni paesi della pianura limitrofa al fiume Oglio, come Covo e Antegnate, considerate La simbolica consegna di un defibrillatore da Aldo Cucchi a Carlo Bonometti (Commissario straordinario degli Ospedali Riuniti di Bergamo). aree isolate, difficilmente raggiungibili in tempo utile per assistere una persona colpita da malore". A ringraziare l’imprenditore, presente con la moglie e la figlia nella sala consiliare dei "Riuniti", c’erano anche Carlo Bonometti, commissario straordinario dei "Riuniti", che ha sottolineato "il valore di questa ennesima dimostrazione della generosità dei bergamaschi e della loro sensibilità nei confronti dell’attività del loro ospedale"; Emilio Pozzi, presidente dell’Ordi- ne dei Medici di Bergamo, componente dell’associazione Bergamo Vita; Fabio Pezzoli, della Direzione sanitaria dei "Riuniti"; Margherita Rossi, Elena Rottoli e Marinella Locatelli in rappresentanza degli operatori del 118 e promotrici del progetto dell’associazione Bergamo Vita onlus, fondata dagli Ospedali Riuniti - 118, dall’Ordine dei Medici e da Paolo Giani, attuale presidente dell’associazione, in rappresentanza dei cardiologi bergamaschi. LA DEFIBRILLAZIONE PRECOCE SUL TERRITORIO: UN PROBLEMA DI CIVILTÀ Il progetto di Bergamo Vita onlus La morte improvvisa di origine cardiaca continua ad essere una delle principali cause di morte in tutto il mondo e particolarmente nei paesi industrializzati con alto tenore di vita. Nonostante i progressi che si sono fatti nell’individuare e modificare i fattori di rischio per malattia cardiovascolare, nella grande maggioranza dei casi non vi è la possibilità di predire con sufficiente accuratezza quali individui andranno incontro all’arresto. Si sa d’altro lato che in circa il 70 % dei casi la morte cardiaca improvvisa è causata da un’aritmia ipercinetica ventricolare, tachicardia ventricolare o fibrillazione ventricolare, che può essere terminata con uno shock elettrico (defibrillazione). Da alcuni anni sono disponibili degli apparecchi, i defibrillatori automatici esterni (DAE), che sono in grado di riconoscere le aritmie ipercinetiche e di guidare con messaggi vocali l’operatore ad eseguire le semplici manovre che costituiscono la defibrillazione. Non potendo quindi nella grande maggioranza dei casi prevenire efficacemente l’arresto cardiaco una società civile ha il dovere di porsi in grado di usare nel modo più efficace gli strumenti che ha a disposizione: i DAE. Purtroppo la situazione non è ancora soddisfacente: la sopravvivenza dopo arresto cardiaco extraospedaliero generalmente non è superiore al 5 %. Esistono però, e si stanno sempre più diffondendo anche in Italia, esperienze riguardanti soprattutto città di dimensioni medio - piccole nelle quali eccellenti sistemi di assistenza all’emergenza medica hanno permesso di raggiungere sopravvivenze del 16 - 35%. Al riguardo, Bergamo Vita onlus ha avviato il progetto "La defibrillazione precoce sul territorio: un problema di civiltà" con l’obiettivo di sviluppare una cultura dell’emergenza in terra orobica. PER LA TUTELA DELLA SALUTE ‘‘,, GRUMELLO DEL MONTE, LA PORTA DELLA VALLE CALEPIO Prosegue il viaggio alla scoperta del territorio ove è insediata la Banca Cronisti del passato l’hanno definito paese tra i più belli, tra i più salubri e fertili del territorio bergamasco. Si riferivano in modo particolare agli interminabili, spessissimi filari di vite che fino alla metà del secolo scorso, ed in parte ancora oggi, coprono il territorio comunale. Oggi, Grumello del Monte è una realtà dinamica, caratterizzata dalla presenza di un ricco tessuto di piccole-medie imprese. La Banca è presente in questo comune con una propria Sede Distaccata dal 1997. Il nome di Grumello del Monte è citato per la prima volta in un documento del secolo XIV: vi si accenna ad un "Grumelus Boldesia" o "Grumelus Boldesici"; in un secondo tempo la denominazione si trasforma in "Grumulus a Monte". È chiara la derivazione dal vocabolario latino: per alcuni esso si riferirebbe ad un agglomerato di abitazioni edificato in un luogo sopraelevato, tale da fungere da osservatorio e da difesa contro i nemici. Il primo nucleo di case sorse appunto, come sembra, alla frazione Boldesico: da qui la denominazione originaria. Per altri "Grumus" assume un diverso significato: con riferimento ad altre località che pure portano lo stesso nome (Grumello al Piano, Grumello Cremonese), "Grumus" sta ad indicare una "confluenza di strade". Se, come pare, le prime abitazioni furono quelle della zona dell’at- Il Palazzo Comunale. Veduta invernale di Grumello del Monte. tuale frazione Boldesico, è certo che nel Medio Evo al centro della vita del nuovo paese si collocò il castello, posto su una piccola altura ai piedi della collina. Gli sorsero attorno case, tuttora esistenti, in quella che si potrebbe chiamare la parte storico - monumentale di Grumello del Monte. Piazza Camozzi. L’ambiente naturale e la popolazione Topograficamente Grumello del Monte appare diviso in quattro parti: il centro che si allunga dal km. 17 al km. 19 della provinciale BergamoSarnico; la campagna che è tutta la parte pianeggiante al confine con la provincia bresciana; la frazione Bol- desico che si estende nel settore est in collina; la frazione san Pantaleone che sta a nord ovest su un’altura che raggiunge i 419 metri sul livello del mare. Un cenno al profilo demografico evidenzia lo sviluppo della comunità di Grumello nel corso del tempo. Qualche indicazione esemplificativa consente di ricostruire il peso della comunità nel passato e di capire i caratteri degli sviluppi recenti. Nel 1596 Grumello aveva 135 famiglie con un totale di 723 abitanti. È da segnalare che nel panorama generale bergamasco, non si registrava la presenza di centri particolarmente corposi (i più grossi contavano 2000 / 2500 abitanti). Alla soglia cronologica del 1766, data di un’anagrafe voluta da Venezia per tutto lo Stato, la popolazione risultava di 1180 abitanti distribuiti in 213 famiglie. L’anagrafe che registrava anche le professioni dichiarava per Grumello Tra i vigneti di Grumello del Monte. la presenza di 273 lavoratori di campagna, 10 negozianti e 31 artigiani. Circa un secolo dopo, al 1861 gli abitanti di Grumello risultavano 1703 aumentati a 2428 nel 1901, a 3644 nel 1931 fino agli attuali 6405 dei giorni nostri. Grumello del Monte, centro del distretto dei bottoni Nel corso degli ultimi decenni è andato sviluppandosi un importante distretto produttivo, specializzato nel settore dei bottoni e per questo oggi denominato anche "Button Valley". Quest’area è incentrata su GruUn paese vuol dire non essere mello del Monte e include un insiesoli, sapere che nella gente, me di aziende localizzate in altri 13 nella terra c'è qualcosa di tuo, comuni. che anche quando non ci sei resta Il distretto conta oltre 150 unità ad aspettarti. locali e un numero di addetti pari a circa 2000 persone (il 55 % degli adCesare Pavese La luna e i falò detti lombardi occupati nel settore) e costituisce un importante fornitore Gli anni delle profonde tramondiale delle confezioni e della sformazioni economico - sociali moda. Al progressivo incremento demograSi stima che il giro d’affari del fico è venuta accompagnandosi una polo industriale grumellese sia di 250 sempre più profonda trasformazione milioni di euro. La produzione del dieconomico - sociale. Sul tradizionale quadro, quasi esclusivamente rurale, si sono innestate sin dagli inizi del '900 attività industriali (fabbrica dell’aceto, bottonificio, ecc.). Le trasformazioni più profonde sono pero’ avvenute nel secondo dopoguerra. La consistenza del fenomeno ben emerge dai dati del censimento dell’industria e del commercio del 1991. A Grumello si registravano complessivamente 577 unita’ locali con un totale di 3526 addetti. I soli numeri bastano a lasciar intendere lo spessore delle trasformazioni del tessuto sociale ed economico di Grumello del Monte. Azienda agricola "Le Corne". ‘‘ ‘‘ La denominazione GRUMELLO DEL MONTE Indicatori socio - economici Abitanti (dato 2002) 6.405 Reddito disponibile famiglie 111,7 mln. di euro (dato 2001) Unità economiche locali (dato 2002) 933 Sportelli bancari (dato 2004) 7 stretto include non solo bottoni, ma anche accessoristica di ogni tipo nel settore moda. Dal punto di vista storico le prime manifatture italiane di bottoni a carattere industriale sorsero tra il 1850 ed il 1870 con la lavorazione da parte di singoli artigiani dei materiali allora in uso. Il primo stabilimento per la produzione dei bottoni in Italia è stato fondato proprio all’interno del distretto grumellese, più precisamente a Pa- IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA lazzolo sull’Oglio, dove nel 1857 Edoardo Tacchini fondo’ la storica Tacchini & Fanti, che inizio’ la sua attività con lo sfruttamento del corozo, albume durissimo contenuto nei semi di alcune palme dell’America tropicale e usato come avorio vegetale. La famosa società venne, una ventina d’anni dopo, assorbita dalla SAMB (Società Anonima Manifattura Bottoni), che a partire dal- la metà del '900 decreto’ l’avvio di un vero e proprio distretto industriale locale, anche se già agli inizi del secolo l’Italia era comunque riuscita a strappare alla Germania il primato del bottone nel mondo. Oggi, nonostante la forte parcellizzazione ed eterogeneità del settore, la filiera produttiva grumellese è riuscita comunque ad affermarsi in maniera stabile sul mercato e, con il tempo, si è completamente integrata, affiancando ai bottonifici veri e propri, anche imprese produttrici di accessori per la moda, ed imprese realizzatrici di macchinari per la loro lavorazione. Le testimonianze religiose Una parte della storia di Grumello del Monte va vista come la storia dei segni che l'uomo ha lasciato nel corso dei secoli, ancora materialmente conservati o non più esistenti. Le vicende degli edifici religiosi testimoniano, tra le carte dei relativi archivi, anche le vicende del territorio di Grumello del Monte. Definire le vicende architettoniche di tutti questi edifici è in buona parte descrivere le vicende della parrocchia, subordinata alla pieve di Telgate. Prospetto esterno della Chiesa di San Pantaleone. La realtà associazionistica di Grumello del Monte Particolarmente effervescente risulta essere il tessuto sociale del paese. Ne sono testimonianza le numerose associazioni che operano sul territorio e le innumerevoli persone coinvolte nei diversi sodalizi. Di seguito elenchiamo ciascuno di questi sodalizi con i relativi Responsabili. A partire dal secondo dopoguerra, Grumello del Monte ha conosciuto profonde trasformazioni economiche e sociali. Oggi il paese è il centro di un importante distretto produttivo. A Grumello sono localizzate numerosissime attività produttive (artigianali e industriali). SODALIZI RESPONSABILI A.V.I.S. Sig. Aldo Pezzotta A.I.D.O. Sig. Silvio Valota A.D.M.O. Sig.ra Sara Manzoni Casa di Riposo Madonna del Boldesico Dott. Arcadio Manella Opera San Vincenzo Sig.ra Gabriella Vaccari Associazione Pensionati Sig. Giuseppe Serughetti Gruppo Giovanile Boldesico Sig. Cristian Rossi C.S.I. Oratorio Sig. Matteo Gavazzeni Circolo A.R.C.I. Sig.ra Uliana Belotti A.N.P.I. Sig. Leone Gambirasi Associazione Artiglieri Sig. Erminio Marsetti Associazione Alpini Sig. Claudio Salemi C.A.I. Sig. Vittorio Bezzi Squadra Antincendio Geom. Luigi Baldelli Sezione Cacciatori "Grumello" Sig. Emilio Borali Sezione Cacciatori "S. Pantaleone" Sig. Bruno Zinesi Gruppo Fotografico "La Torretta" Sig. Pierluigi Belotti La facciata dell'attuale parrocchiale dedicata alla Santissima Trinità. È interessante constatare come le parrocchiali, probabilmente tre S. Siro, S. Nicola, SS.ma Trinità siano state più volte rinnovate. Questo fatto documenta una reale portata dell'osservanza religiosa, nel tempo, degli abitanti del territorio. La Chiesa SS.Trinità fu progettata probabilmente nel periodo 1712 1719. Essa viene attribuita in modo quasi univoco all'architetto Giovanni Battista Caniana anche sulla base La B.C.C. è presente a Grumello del Monte con una Sede Distaccata Dal 1997 opera a Grumello una Sede Distaccata della nostra Banca, attualmente gestita dal rag. Fausto Citaristi, unitamente a 4 collaboratori. L’avvio e il consolidamento dell’operatività dello sportello hanno consentito alla Banca di diventare un importante punto di riferimento per l’intera popolazione grumellese. L’azione della Banca è diretta al soddisfacimento delle esigenze creditizie e finanziarie delle famiglie e al sostegno di iniziative di carattere sociale. Sede Distaccata di Grumello del Monte: lo sportello e il personale (da sinistra: rag. F. Citaristi, dott. P. Alimonti, rag. S. Lamera, rag. G. Russi e rag. M.C. Corsini. di un disegno conservato nell'archivio di Rovetta che presenta un'indicazione autografa coppia della chiesa di Grumello mandatami (anche se non è una prova sicura della sua esecuzione). Le vicende costruttive sono probabilmente concluse nel 1742, quando il consiglio parrocchiale decide di acquistare i banchi. Le altre realizzazioni sono ben documentate: nel 1745 si richiede la benedizione di un nuovo altare; nel 1750 viene demolita un'abitazione per allargar la strada avanti la porta maggiore della chiesa per commodo de devoti e farvi una sufficiente piazza per decoro della piazza medesima; nel 1758 sono conclusi i lavori per l'altare della cappella della beata Vergine del rosario; nel 1789 si richiede l'ampliamento della chiesa parrocchiale per il predicatore quaresimale; nel 1850 sono eseguiti i gradini e le balaustre del presbiterio. Gli ultimi lavori riguardarono la decorazione e la facciata conclusa nei primi anni del '900 ed il progetto per la costruzione di un nuovo campanile. Sulla sella tra il versante di Grumello e la valle del Fico sorge la chiesa di San Pantaleone che la tradizione vuole dedicata anticamente a Santa Maria della Rovera, ricostruita nel XVIII secolo. La chiesa si presenta oggi come risultato di un rinnovamento settecentesco reso evidente dalla forma e dalla grandezza dei pilastri interni e da elementi visibili sui fianchi laterali: un ampliamento laterale con la costruzione delle due navate e longitudinale con l'aggiunta della prima campata. La facciata della chiesa, da poco restaurata con inserimento di nuovi elementi o con il totale rinnovo di altri, presenta un avanzamento del corpo centrale. L'interno è ripartito in tre navate da archi ribassati su pilastri a T, poco lavorati e presenta un presbiterio a terminazione rettilinea. Sul lato destro, lungo la strada, troviamo il campanile, rifatto nelle attuali forme nel 1741, come si legge nei contratti conservati presso l'archivio parrocchiale. del '300, con il decadere dei Comuni e il sorgere delle Signorie, Grumello visse un periodo di interminabili lotte tra gli abitanti del paese guelfi - e i ghibellini del lago d’Iseo, mentre dal 1400 divenne teatro delle contese tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Fu dapprima territorio di conquista di Pandolfo Malatesta su investitura del duca di Milano Gian Galeazzo Visconti, quindi, come il resto della Bergamasca, passò alla Repubblica di Venezia e nel 1442 divenne possedimento del condottiero Bartolomeo Colleoni. A partire dal XVIII secolo il Castello fu trasformato in residenza patrizia dallo stile semplice e austero. Da allora è stato proprietà di diversi nobili casati, i conti Suardo, i marchesi Del Carretto, i principi Gonzaga di Vescovado. Il Castello Il Castello di Grumello domina il borgo di Grumello del Monte e i suoi vigneti. Fu costruito probabilmente intorno al Mille come fortezza militare dotata di una torre d’avvistamento, data la sua posizione strategica. Il Castello ebbe infatti per tutto il Medioevo funzione di osservatorio, difesa e ricetto della popolazione del paese, che vi poteva trovare rifugio durante scontri e guerre. Proprietaria ne era la comunità di Grumello guidata dai Consoli del borgo. Di questa epoca rimangono la torre, con merlatura guelfa, la sala del corpo di guardia con volta a crociera, le prigioni e le grandi cantine dal soffitto a volta, dove ora maturano i vini della tenuta Castello di Grumello. All’inizio del 1300 il Castello fu ceduto dai Consoli al cardinale Guglielmo Longo. Nella seconda metà Il Castello di Grumello del Monte: veduta della torre. Dal 1953 appartiene alla famiglia Reschigna Kettlitz di Milano, che ha dato nuovo impulso alla tradizione vinicola del territorio di Grumello con la produzione di vini di grande qualità, che si possono degustare e acquistare al termine della visita. Costruzioni che gravitano attorno alla torre del Castello di Grumello del Monte. IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA ‘‘,, LA PAROLA A ... LORENZO CATTANEO Calcio Presidente del Comitato Chernobyl di Calcio COMITATO CHERNOBYL, 10 ANNI DI IMPEGNO APPASSIONATO Come nasce l’idea di costituire il Comitato Chernobyl di Calcio? Nel 1995 l’Amministrazione Comunale e la Parrocchia di Calcio organizzano un incontro presso il Cinema Astra con lo scopo di illustrare la situazione venutasi a creare in Bielorussia in seguito all’esplosione della centrale nucleare di Chernobyl. I rappresentanti delle istituzioni locali invitano i presenti a prendere in considerazione l’opportunità di ospitare anche nel paese di Calcio alcuni bambini provenienti dalla Bieolorussia. La proposta viene accolta con grande entusiasmo da diversi calcensi. Sull’onda di questo entusiasmo viene promossa la costituzione di un apposito Comitato. L’anno successivo arrivano a Calcio i primi bimbi provenienti dalla Bielorussia. L’istituzione di riferimento del Comitato è rappresentata dalla Fondazione "Aiutiamoli a Vivere" che ha le proprie sedi sia in Italia (Terni) che in Bielorussia (Minsk). La Fondazione cura larga parte degli adempimenti burocratici e operativi (rapporti con le Ambasciate, viaggi aerei, ecc.) necessari per consentire l’ingresso dei bimbi in Italia. In aiuto dei bambini bielorussi colpiti dagli effetti dell'incidente atomico più grave della storia dell'umanità Nello scorso mese di giugno è stato festeggiato il 10° anniversario di costituzione del Comitato Chernobyl di Calcio. Anche la Banca ha avuto l’onore di ricevere un particolare riconoscimento per il supporto assicurato nel tempo alle meritorie attività del predetto sodalizio. 10 anni di attività nel corso dei quali sono stati promossi e realizzati programmi d’accoglienza di minori bielorussi colpiti dagli effetti del disastro nucleare di Chernobyl. La generosa disponibilità dimostrata dalle famiglie calcensi è stata di fondamentale importanza. È stato dimostrato scientificamente che la permanenza di almeno trenta giorni in un ambiente non contaminato, abbinato ad una sana alimentazione, contribuisce ad eliminare in modo rilevante le scorie radioattive presenti nel sangue di queste giovani creature. Dunque, 10 anni di impegno appassionato a favore di bimbi lontani in stato di bisogno. A dimostrazione del fatto che la solidarietà non ha confini! Che tipo di supporto avete dalle istituzioni del paese? Le istituzioni locali (Comune -Parrocchia - Oratorio - Scuole) non fanno mai mancare ogni anno il loro apporto morale ed economico. Quali sono le vostre fonti di finanziamento? Oltre agli aiuti menzionati al punto precedente, offrono un appoggio economico le famiglie, le imprese, le banche, i bar, i negozi, le società sportive. Quante sono le famiglie che annualmente offrono la propria disponibilità per accogliere i bambini di Chernobyl? Sono mediamente 20 le famiglie che ogni anno offrono la loro disponibilità per accogliere i bambini e i loro accompagnatori (insegnante e interprete). Il periodo di accoglienza, compreso tra i mesi di aprile e maggio, va dalle 4 alle 6 settimane. Quali sono i criteri con i quali selezionate le famiglie alle quali affidare i bambini? Di solito sono quasi sempre le stesse famiglie che, senza essere scelte, offrono la propria disponibilità. Come si svolge la giornata di un bambino nel corso del periodo di accoglienza? Durante il periodo di permanenza, i bambini trascorrono il loro tempo nel seguente modo: dal lunedì al venerdì frequentano le lezioni scolastiche; nelle giornate di sabato e domenica rimangono presso le famiglie ospitanti. Nel corso delle lezioni partecipano anche alle diverse iniziative organizzate dalle istituzioni scolastiche (es. gite). Il Comitato ha organizzato nel tempo diverse iniziative culturali e ricreative (es. gita al mare, gita a Minitalia, ecc.). Presso l’Oratorio vengono organizzate feste in occasione di onomastici e compleanni dei bimbi ospitati, nel corso delle quali vengono consegnati doni e vengono offerti rinfreschi. Vengono pure organizzate visite presso le aziende locali. Nel corso di tali visite ai bimbi vengono immancabilmente offerti in omaggio i relativi prodotti. Passatempi e giochi vengono organizzati presso il Parco comunale e presso l’Oratorio. Ogni anno l’Amministrazione Comunale organizza un incontro al quale partecipano i bimbi, gli accompagnatori, le famiglie ospitanti e i membri del Comitato. Nel corso di tale incontro vi è l’ormai tradizionale scambio di doni e un apprezzato rinfresco. Foto di gruppo dei bambini bielorussi con i rappresentanti del Comitato Chernobyl di Calcio. Lorenzo Cattaneo Presidente Vittorina Ribolla Segretario Margherita Ribolla Consigliere Agnese Calzari Consigliere Luigi Aglioni Consigliere Antonio Lamera Consigliere Don Carlo Merisi (*) Consigliere (*) subentrato nel dicembre 2004 a Don Nicola Mora che è stato per diversi anni un infaticabile promotore delle molteplici iniziative del Comitato. ‘‘ Il Comitato, senza fini di lucro, si prefigge di intervenire attivamente per aiutare, nel migliore modo possibile, le persone ed i bambini in particolare, che si trovino in precarie condizioni di salute, in gravi difficoltà economiche o che siano privi di assistenza morale e materiale ed in tutti quei casi di bisogno nei quali è necessario l'intervento da parte di terzi per cercare di risolvere o alleviare l'altrui sofferenza. A tale fine promuove ed incoraggia ogni iniziativa tesa ad approfondire la conoscenza di tali problematiche, sulla base del rispetto reciproco e nella piena difesa dell'altrui libertà di pensiero e di religione. Promuove lo sviluppo economico, scientifico e culturale dei paesi in via di sviluppo, contribuendo a realizzare iniziative di cooperazione tra detti paesi, l'Italia, la Comunità Europea ed altri Paesi industrializzati. ‘‘ I membri del Comitato di Calcio La consegna alla Banca di un riconoscimento da parte dei rappresentanti del Comitato Chernobyl di Calcio. Anno Bambini accolti (*) 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 Totale 15 23 21 16 17 16 17 18 14 10 167 1995 - 2005 10 anni insieme (*) Ogni anno i bambini sono accompagnati da 1 insegnante e da 1 interprete. Possiamo fare un bilancio dei dieci anni di attività del Comitato? Possiamo proporre due semplici considerazioni. La spinta ideale che ha dato il via alle attività del Comitato è sicuramente da ricercare nell’insegnamento cristiano dell’amore per il prossimo, per le persone in stato di bisogno. La seconda considerazione riguarda lo spirito che ha contraddistinto l’operatività del Comitato, spirito che ha favorito il totale coinvolgimento della comunità calcense nel supportare le molteplici iniziative riservate ai bimbi bielorussi. Il Comitato ha voluto sempre rimarcare il carattere collettivo che deve contraddistinguere l’accoglienza dei bimbi: l’accoglienza è un evento della comunità, non delle singole famiglie ospitanti. Dobbiamo dire che il messaggio lanciato dal Comitato è stato calorosamente accolto dall’intera comunità. L’esperienza dell’accoglienza è sicuramente esaltante. Rilevante è il sostegno offerto dalla comunità calcense ai bambini. Altrettanto rilevanti sono risultati il calore e l’affetto che i bambini hanno saputo donare alla comunità. Art.2 dello Statuto del Comitato Chernobyl di Calcio IL CREDITO COOPERATIVO È ESPRESSIONE DEL TERRITORIO E PATRIMONIO DELLA GENTE CHE LÌ VIVE, STUDIA E LAVORA Chernobyl, 26 aprile 1986 ... Ore 1,26 del 26 aprile del 1986 siamo al confine tra la repubblica della Bielorussia e della Ucraina, in Unione Sovietica. Nella centrale nucleare di Chernobyl l’esplosione di uno dei quattro reattori provoca la più grave catastrofe della storia dell’uso civile dell’energia nucleare. Le persone uccise direttamente dall’esplosione sono 31. Centinaia di migliaia sono costrette a lasciare la zona, abbandonando le proprie abitazioni. Al disastro è legata la morte di molte persone, numerosissimi sono i casi di malattie tumorali e deformazioni determinate dalla contaminazione. Quel giorno uno dei quattro reattori della centrale esplose durante un periodico intervento di ordinaria manutenzione. Invece di spegnere il reattore, una manovra errata dei tecnici che stavano compiendo un esperimento provocò il surriscaldamento del nucleo attivo del reattore, la trasformazione dell’acqua di raffreddamento in vapore e l’esplosione. Nel cielo dell’Ucraina, sotto la spinta di 1700° C di calore, si alzò una palla di fuoco che rilasciò nell’atmosfera sino a 1200 metri un potenziale radioattivo superiore a quello della bomba atomica di Hiroshima. Per dieci giorni, dalle rovine della centrale proseguì l’emissione di alte dosi di radioattività. Cessò soltanto nel novembre successivo con il completamento del "sarcofago" di bario e cemento armato con cui venne rivestito il reattore numero 4. L’area attorno a Chernobyl fu completamente evacuata. Ancora oggi è totalmente vuota una zona con un raggio di 30 km dalla centrale. La nube radioattiva contaminò in maniera seria 150.000 km quadrati attorno alla centrale, un’area popolata da circa 7 milioni di persone. Venti e piogge la cOmPETEnzA TErriTOriALE SEDI CALCIO Sede legale Via Papa Giovanni XXIII, 51 COVO Sede amministrativa Via Trento, 17 Adrara S.Martino Foresto Sparso Zandobbio Centrale nucleare di Chernobyl: sala di comando del reattore. spinsero fino all’Europa Occidentale. Mentre, ancora oggi, i grandi del mondo sono alle prese con difficili acrobazie diplomatiche e finanziarie per scongiurare il rischio di un nuovo incidente, c’è una parte del pianeta che si preoccupa di riparare i danni di quel lontano 1986. Danni alla salute, soprattutto. Danni che hanno colpito gli abitanti dell’area tra Ucraina e Bielorussia con conseguenze gravissime sul loro metabolismo. I più colpiti sono i bambini che rischiano di crescere con gravi deformazioni e con complicazioni che potrebbero manifestarsi in età adulta sotto forma di tumori, leucemie, alterazioni della tiroide. Per favorire la disintossicazione dalla radioattività sono nati in tutto il mondo associazioni e comitati che ospitano per un certo periodo ogni anno i bambini che abitano in quell’area. L’Italia è uno dei paesi più attivi. Dal nord al sud del paese sono sorti comitati spontanei che ormai da anni lavorano in contatto con le autorità delle ex repubbliche sovietiche per consentire ai ragazzi il soggiorno in Italia. Lago d'Iseo Sarnico Villongo LA FONDAZIONE AIUTIAMOLI A VIVERE PER I BAMBINI DI CHERNOBYL La Fondazione nasce da un'idea sportiva scaturita dai signori Giorgio Bergamini (membro dell'associazione Italia Urss sezione di Terni) e Sandro Bernardi (membro della Lega ciclismo della Uisp di Terni) di fare una manifestazione sportiva denominata Terni Minsk ovest -est: due ruote per la pace. Questa manifestazione aveva come scopo quello di superare le frontiere dell'est senza controlli in un periodo che vedeva il muro di Berlino ancora saldo tra est e ovest per portare un messaggio di pace e di speranza dalla città di San Valentino (Terni) a Minsk, capitale della Russia bianca (Belarus). Nel 1988 30 ciclisti passarono per la prima volta, senza controlli doganali, le frontiere di Tarvisio, Snoimo, Ceski Tesin, Terespol e scortati dalle autorità entrarono nella citta' di Minsk dopo 12 giorni. Questa manifestazione durò 5 anni, fino al 1992, ma nel 1990, durante il soggiorno a Minsk, in una riunione con un gruppo di genitori di bambini malati vittime delle radiazioni della centrale di Chernobyl, mentre si parlava di amicizia tra i popoli, una dottoressa dell'ospedale n.9 di Misnk disse che era facile per gli italiani parlare di amicizia, viaggiando su biciclette dal valore di 2 o 3 milioni di vecchie lire e in ogni caso non si poteva parlare di amicizia tra i popoli se prima non ci fosse stata una reale solidarietà per quei bambini che ogni giorno morivano tra le sue mani, non avendo nessun tipo di farmaco da somministrare. Da quel momento la manifestazione prese un aspetto diverso, e da un evento sportivo divenne un evento di concreta solidarietà. Nacque l'esigenza di creare una Fondazione e nel mese di febbraio del 1992, grazie ai due soci fondatori, Padre Vincenzo Bella (frate dei minori conventuali, al tempo parroco della Chiesa San Giuseppe Lavoratore di Terni) e Fabrizio Pacifici (al tempo presidente provinciale della Uisp di Terni), la Fondazione Aiutiamoli a Vivere cominciò il suo lungo cammino. Veduta esterna della centrale nucleare di Chernobyl. LA B.C.C. E LE COMUNITÀ LOCALI Carobbio degli Angeli Chiuduno Bolgare Gandosso Credaro Paratico Telgate Mornico al Serio SPORTELLI CALCIO Via Papa Giovanni XXIII, 51 CHIUDUNO Via Cesare Battisti, 13 Palazzolo sull'Oglio Palosco Sede Legale Martinengo Sede Amministrativa Pontoglio Sedi Distaccate Cividate al Piano Filiali Morengo Cortenuova Sportello di tesoreria Romano di Lombardia Zona di competenza Urago d'Oglio CALCIO Fornovo S. Giov. Mozzanica Fara Olivana con Sola Castel Gabbiano COVO Via Trento, 17 FARA OLIVANA CON SOLA Via Umberto I, 15 PALOSCO Piazza A. Manzoni, 1 Pumenengo Fontanella Barbata CORTENUOVA Via Alessandri, 12 MORNICO AL SERIO Via Roma, 12 Rudiano Antegnate Isso CIVIDATE AL PIANO Via Papa Giovanni XXIII, 13 GRUMELLO DEL MONTE Piazza Camozzi, 9 COVO Bariano VILLONGO Sede distaccata Via J. F. Kennedy, 23 Grumello Castelli del Monte Calepio Calcinate Ghisalba GRUMELLO DEL MONTE Sede distaccata Piazza Camozzi, 9 Torre Pallavicina Roccafranca PUMENENGO Via Santuario, 12 ROMANO DI LOMBARDIA Filiale Centro - Via G.B. Rubini, 2 ROMANO DI LOMBARDIA Filiale Cappuccini - Via D. Alighieri,17 ROMANO DI LOMBARDIA Filiale Ovest - Via XXV Aprile VILLONGO Via J. F. Kennedy, 23 TESORERIA Differente per forza. LA MIA BANCA ISSO Via Roma, 15 Il Credito Cooperativo è espressione del territorio e patrimonio della gente che lì vive, studia e lavora. Un secolo di efficiente solidarietà e di attenzione alle persone e al territorio. LA MIA BANCA