Poste Italiane s.p.a.
Spedizione in Abbonamento Postale
D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 nº 46)
art. 1, comma 2, DCB Bergamo
Anno XLIV - N. 9
Novembre 2005
Spedito nel mese di novembre 2005
2
mette a disagio chiunque. Il funzionario lo deve
fare perché è atto dovuto. Ma in che razza di stato di diritto ci siamo infilati? Poi, chicca sul tutto,
per impedire che ripeta il gesto folle, si mette la
madre dietro le sbarre. E gli altri figli? Dovremmo
offrire a tutte le mamme delle condizioni di non
nuocere al figlio perché, prima che uccidessero il
figlio, anche queste mamme erano normalissime.
È a fatto avvenuto che le une rimangono mamme
normali e le altre mamme snaturate.
Prendo atto che esiste un struttura dipendente
non dal ministero dell’interno ma da quello della
sanità a Castiglione delle Stiviere - Mantova, se-
MOTIVI
on ricordo più dove ho letto il raccontino caramelloso che mi serve da mossiere. Un disgraziato uccide la madre e le strappa il cuore dal petto. Mentre fugge incespica, rovina a
terra e con lui il suo macabro fardello. Sente una
voce che gli dice: “Figlio, ti sei fatto male?”. Uno
stuolo infinito di psicologi troveranno senz’altro
argomenti per tentare una analisi. Io dico però
che quando si tratta di madre e figlio c’è una
componente che nessuno riuscirà a spiegare perché entriamo nella sfera del mistero e, perciò
stesso, nella sfera del divino.
Noi affrontiamo queste tragedie nel modo più
stravagante. Quando avvengono, tutti gli immancabili intervistati assicurano che quelle donne
erano normalissime, affabili, vicine di casa invidiabili. Allora, mi chiedo, possibile che non si siano
accorti che quelle donne erano sul punto di rottura? Possibile che non si sia trovato un po’ di
tempo per dare una mano? Allora c’è qualcosa
nella società che non funziona. Sarebbe il colmo
che dalla televisione venisse questo invito: “Visto
e considerato che vi trasmetteremo delle idiozie,
spegnete l’apparecchio e andate a trovare il vicino”. Qualcuna di queste sventurate era in cura
dei servizi sociali che, pur con i loro limiti, in qualche modo si facevano presenti. Ma, dico io, c’è la
legge 104 che prevede che un lavoratore presti
un certo tipo di assistenza a familiare portatore di
handicap perché non lasciare a casa il coniuge
che è senz’altro l’aiuto e la medicina più valida
per quei casi? Oggi ci sono iniziative per affiancare i “caregiver”, ossia per familiari o addetti
che prestano assistenza a malati pesanti e imprevedibili, perché è possibile che ad un certo punto
crollino. Una madre, per una serie di motivi, se lasciata a sé, può logorarsi. La mamma Julian di
Merano, richiesta delle motivazioni del suo gesto, rispondeva che non lo sapeva neppure lei e
che il suo cervello aveva subito una specie di
black out.
Non facciamo niente di niente e poi ci scandalizziamo se succedono certe cose.
Un’altra considerazione va fatta sullo “Stato di
diritto”. Ne siamo fieri quasi tutti, perché io non
lo sono? Intendiamoci: non voglio misconoscere i
progressi, gli studi, il lavoro defatigante, ed, immagino, i patemi d’animo degli uomini di legge.
Scrivo nel quindicesimo anniversario dell’assassi-
3
gno di attenzione della società per simili casi, ma
mi rimane dentro un’angoscia inesprimibile.
La canzonetta del tempo che fu modulava:
“Son tutte belle le mamme del mondo”. Christina mamma di Julian, Elena mamma di Matilda,
Anna Maria mamma di Samuele e tutte le altre:
Dio vi ha dato uno dei suoi doni più grandi, un figlio. Egli non si pentirà mai di avervelo dato. Io
prego per voi perché nella vostra disperazione
possiate sentire la voce del vostro piccolo che
ora vi sta dicendo: “Perché piangi? Sono ancora
qui, ho bisogno di te perché sei la più bella mamma del mondo”.
G.C.
Domenica 27 novembre, ore 10
Raduno Amici a Paverano
INCONTRI
Celebrerà la S. Messa e presiederà la successiva assemblea il Rev.mo
Don GIANNINO MALAMAN
neo Direttore dell’Istituto di Castagna
proveniente da Piccolo Cottolengo di Seregno (MI).
Ci auguriamo che la partecipazione degli Amici sia nutrita per porgergli un caldo benvenuto.
Chi desidera fermarsi a pranzo ricordi di prenotarsi al Tel. 010-5229334.
Spiritualità novembrina
A PAVERANO il 4 e 11 Novembre, dalle ore 20,30 alle 22.
Sintesi c/o UPDOGE - Via Cellini 17, l’1 Dicembre, dalle ore 15 alle 16.
RITIRO A CAMALDOLI il 20 Novembre, dalle ore 9,30 alle 16.
nio del giudice Livatino che nella prima pagina
delle agende scriveva “STD”, ossia “ “Sub tutela
Dei”, sotto la protezione di Dio. Ne era convinto,
e scriveva: “Cristo non ha mai detto che soprattutto bisogna essere giusti ... ha elevato il comandamento della carità a norma obbligatoria di condotta ... alla fine giustizia e carità combaciano”.
Quel che non mi va è che lo stesso trattamento
venga riservato per una gamma svariatissima di
casi. Nel caso delle mamme in questione non era
davvero necessario inviare sul posto la forza pubblica, per quanto sempre molto attenta e sensibile. Sono situazioni che richiedono subito di circondare la rea di comprensione, di solidarietà
perché non sa di aver fatto quel che ha fatto. Lo
dimostrano gli ingenui tentativi di sviare i sospetti e poi la disperazione del gesto compiuto. Non
è più lei, è un’ammalata che richiede cure attentissime, altroché interrogatori martellanti, lunghi a
non finire, in un ambiente che per natura sua già
Dedicando due ore e meZZ
ZZa
alla settimana
del nostro tempo
possiamo allietare
le giornate alle ospiti
del Paverano
Ufficio del Volontariato
Tel. 010- 5229306
Il lunedì, mercoledì e venerdì
ore 15, 30 – 18, 30
…Ho aperto le braccia
ed il cuore
a sani ed ammalati.
Seminiamo
sui nostri passi_
opere di bonta
e di amore.
ssieme al libretto del Regio
esercito, di mio babbo ho
pure quello di lavoro. Le caselline dei licenziamenti e delle riassunzioni sono esaurite: veniva licenziato per i Santi e riassunto
nella primavera successiva.
D’inverno non c’era lavoro per
l’edilizia ma fame e angoscia.
Poi le cose cambiarono. Anni
dopo mio babbo ripeteva:
“Quando ne avevo bisogno
non ne avevo; adesso che non
mi servono ne ho”, alludendo
ovviamente ai soldi. Già anziano, trovò un posto di lavoro
presso una casa religiosa. Un
giorno, andandolo a trovare, lo
trovai su di giri perché l’economo non gli metteva le marchette giuste. “Ma cosa sta a preoccuparsi, – gli diceva il religioso –
a lei penserà la Provvidenza. Ma
perché vuole regalare soldi all’Inps?! Il babbo rispondeva:
“Della Provvidenza mi fido, ma
dei preti no!”. L’interessante era
che lui aveva soltanto due figli e
ambedue preti! Bella propaganda! Quando morì ereditai
“tutto” io, perché l’altro era
morto prima. Non volli niente
se non una scatola da scarpe legata con due vecchie cravatte.
Dentro c’erano molti gomitoli
di lana ricuperata, due o tre raspe per duroni, aghi, l’aggeggio per infilar l’ago e l’uovo di
legno che serve per rammendare le calze in punta e nel tallone,
senza fare castronerie. Poi, sballottato qua e là, mi tenni soltanto l’uovo di legno. Mi dispiace
perché non saprò a chi lasciarlo,
ma mi piacerebbe che finisse in
qualche cassetto zeppo di zavagli nel mio dialetto, ravatti in
genovese.
A
Mio babbo passava le lunghe serate solitarie facendo le
parole crociate. Col volgere degli anni erano più quelle incompiute che quelle che concludeva. Le teneva nell’angolo della
credenza e quando gli chiedevo
da quanto tempo non vedeva
l’altro figlio egli me lo diceva
contando quante ne erano rimaste. Già, perché mio fratello
quando andava a trovarlo portava via quelle che trovava, per
divertirsi lui pure. A volte penso
che tutti i figli dei divorziati dovrebbero far causa a quel maschio e a quella femmina che li
hanno messi al mondo. Com’è
avvilente quella specie di ora
d’aria – che il giudice infligge ai
figli da trascorrere or con l’uno,
or con l’altra! Prima di prendere
delle decisioni, prima di lacerare la propria carne separandola
da quella del coniuge e dei figli,
bisognerebbe inginocchiarci
davanti a loro e chiedere perdono di aver presa in considerazione anche per un sol istante la
possibilità di farlo. Dio era stato
così felice nel donarceli!
Leggevo di una delle prime
persone nate con i pastrocchi
della scienza. Vorrebbe far causa a quell’individuo che, chissà
dove, aveva “donato” il seme
dal quale lei era spuntata. Ha
ragioni da vendere. Cosa gli importa a questo imbecille se da
qualche parte del mondo c’è un
essere privato del più sacrosanto diritto di sapere chi sono i
suoi genitori. Vera tratta umana
che, camuffata di nobili intenti,
interessa soprattutto i colossi
farmaceutici che in barba a tutte le legislazioni faranno soldi a
palate grondanti sangue, lacri-
me e rimorsi disperati. Si vede
molto chiaramente come sta loro a cuore la salute degli altri!
Basta vedere come per i paesi
sottosviluppati stentino ad abbassare i prezzi già stratosferici
dei medicinali. Tentano di impietosirci con l’immagine di colpiti da mali terribili. Ci credono
proprio dei grulli. Sarà anche
quasi vero, ma qualche dubbio
mi sorge, soprattutto guardando in faccia certe “celebrità”.
Ma con che coraggio potrei
continuare a vivere anche col
solo dubbio di aver sacrificato
un altro essere? Colmo della
idiozia è che pretendono tutte
le indicazioni per documentare
l’origine controllata di un cavolo di Bruxelles e non gli importa
nulla dell’essere umano. Io, la ricerca su questo versante ed in
questo modo, la lascio ai Nobel, sia pur in predicato. Parlo e
straparlo ma vedo in trasparenza l’immagine di Gesù che mi
dice: “Se sei senza peccato,
scaglia la prima pietra!”.
Già, e la settimana enigmistica? C’entra, e come c’entra! Me
la potrei comperare ancora profumata di inchiostro. Non lo faccio perché Don Ferdinando mi
passa la sua già scarabocchiata,
mettendomela in una sportina
di plastica alla maniglia della camera. Andando a letto a tentoni, metto la chiave nella toppa.
Sento il fruscio della sportina,
mi vien la pelle d’oca e rivivo
quei tempi. Famiglia sgangherata la mia, ma era un ceppo
che affondava le radici nel battito di cuori, non nel ronzio di un
macchinario di ricercatori. E
quando ci si ritrovava, anche
soltanto in due, si esitava a voltarci indietro perché si era sicuri
che alle nostre spalle c’erano
anche gli altri. Morti per l’anagrafe, ma come vivi per noi!.
Ora le settimane enigmistiche sostano per breve tempo
nella mia camera e poi le butto
a malincuore. Tanto, non passa
più nessuno a prenderle.
G.C.
5
CRONAC A
Immaginanimazione
Complimenti Graziella...
al Paverano
Anna tira il dado
...ma guardate anche Giulia
e Tina pittrici
anche Lidia sta creando
per la nostra esposizione
un bellissimo vaso...
Guardate la signora Ester come
controlla il lavoro
,
Giorgia alle prese con l arte
Silenzio.. concentrazione...
Elena sta creando
Laboratori... al Crocifisso...
Imm
agin
anim
az
io
ne
Francesca al gruppo di canto... in giardino
,
,
Ugole d oro al gruppo di canto...
Profumo di mare... e Giuseppina e felice
Bellezze... in piscina
Laboratorio creativo
Le feste che bello...
Ricorrenza della santificazione
del nostro Padre fondatore.
,
,
l acqua e fredda
,
ma se ci stringiamo un po ci scaldiamo!
,,
,,
La nostra amica
(a 4 zampe) Diana
Sassello, reparto Beniamine, luglio 2002
Una sosta al bar
un pomeriggio di quasi estate
Felicita, e,
un pennello
in mano e tanti
colori da mettere
su un foglio
Sassello, reparto Beniamine, luglio 2002
Immaginanimazione
...mi tuffo o non mi tuffo?
continua....
RicordodelVentennaledellavenutaalPiccoloCottolengoGenovesediPapaGiovanniPaoloII
22 Settembre del 1985 ci fu
al Paverano una gioia indescriviblie: veniva il Papa Giovanni Paolo II a confortare le nostre
sorelle provate dal dolore e i
nostri Confratelli e Consorelle
impegnati nell’esercizio della
carità operosa nello spirito del
Grande Santo, allora Servo di
Dio, Don Luigi Orione.
Don Orione, fidando esclusivamente nella Divina Provvidenza e nella generosità degli
Amici Genovesi nel 1933, accoglieva l’invito del Parroco di
Santa Fede Mons. Fortunato
Cordiglia a non permettere che
le persone presenti nel Paverano venissero buttate sul lastrico
della rovina più nera.
Benedetto dalla Madonna
della Guardia, dopo una notte
di preghiera al tempietto dell’Apparizione sul Monte Figogna, aveva acquistato dalla Provincia di Genova questa casa in
abbandono e ne aveva fatto il
“faro della Carità”.
Il Papa Giovanni Paolo II nella sua visita alla città volle venire
a dare la sua apostolica benedizione a tutto il Piccolo Cottolengo genovese che già allora
ospitava più di milleduecento
persone. Il Papa si intrattenne
con la Comunità in un momento
di preghiera e di riflessione e
Il
Paverano, 25 settembre.
poi volle incontrare, accompagnato dall’Arcivescovo Cardinal
Siri, le ammalate con una cordialità che commosse tutti. Visitò in modo del tutto personale una sorella disabile, tanto impegnata nell’offerta della sua
sofferenza per la Chiesa, per il
Papa e per le vocazioni sacerdotali e religiose.
Abbiamo voluto ricordare
l’avvenimento con la consegna
a tutti di una immaginetta, fotografia del Papa che benedice la
nostra sorella Emanuela Maiani
ancora oggi nel reparto San Gabriele, con il suo invito: “Vi chiedo di essermi vicini spiritualmente offrendo la vostra sofferenza come preghiera vissuta”.
In questa cornice l’inaugurazione del Reparto San Luigi...
I celebranti...
Domenica, 25 Settembre, il
Direttore Don Germano Corona
con Don Dario Falchetti ha celebrato la Santa Messa partecipata da ospiti, personale medico e
assistenziale e dal folto gruppo
dei Volontari.
Il Gruppo del Canto – ospiti
e volontari – con la partecipazione delle chitarriste Signora
Silvana Bianchi e Signora Paola
Caluzzi, volontarie del nostro
Istituto di Camaldoli, ci ha accompagnati solennemente nella lode di ringraziamento ricordando Giovanni Paolo II e pregando per Papa Benedetto XVI.
Al termine sì è formata una
piccola processione che si è recata nel Piazzale Don Orione
...interamente ristrutturato secondo le attuali esigenze....
...ed i fedeli alla S. Messa per far memoria del ventennale... della visita del Papa a Paverano, eternata nella lapide
davanti alla lapide che da quella data ricorda l’avvenimento.
La lapide veniva declamata e il
Direttore, con la preghiera, ha
chiuso l’incontro religioso.
In questa felice circostanza è
stato benedetto il Reparto San
Luigi ricostruito ex novo. Vi
hanno partecipato con Don
Germano Corona autorità civili:
il Dr. Costa Massimiliano, Vice
Presidente della Regione Liguria, l’Ing. Veardo Paolo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova, e la Dott.ssa
Petrini Marina dell’ASL 3,Genova.
Il Dr. Costa si complimentava
di questo lavoro frutto della col-
laborazione della carità e della
presenza pubblica.
Prima del taglio del nastro, il
Direttore ha premiato il Prof.
Luigi Fontana con la Medaglia
d’oro per i suoi quarant’anni di
servizio sanitario al Piccolo Cottolengo Genovese e la Benedizione Apostolica di Papa Benedetto XVI.
La visita al Reparto da parte
dei presenti ha dato la possibilità di salutare le ospiti, di congratularsi con il personale medico ed infermieristico e la direzione dei lavori.
FESTA A
BEATAV.STRATA
Don Ferdinando
Dall’Ovo
... e un meritato riconoscimento al prof. Luigi Fontana, da quarant’anni
al servizio sanitario del Piccolo Cottolengo Genovese
Il 3 settembre si sonò festeggiati
con grande gioia i 100 anni della
cara e simpatica Angiolina
Quirico. Intorno a lei c’erano ...
il figlio Enrico, la nuora, nipoti e
pronipoti nonché la Suora,
l’animatrice con tutto il personale
del reparto. La nostra festeggiata
ha partecipato cosciente con
affetto e felicità. Noi tutti ci
rallegriamo per il traguardo
raggiunto e le auguriamo di
proseguire il suo cammino con
l’entusiasmo dimostrato in
questa giornata di festa.
LaVoce della Scuola Materna
iniziato un nuovo anno scolastico. Le vacanze estive sono
un lontano miraggio e per alcuni di noi è iniziata l’avventura
delle elementari. Certo un po’
ci mancano i nostri compagni
più grandi ... insieme ne abbiamo combinate tante e siamo
tutti un po’ cresciuti condividendo le nostre giornate. Abbiamo giocato e fatto insieme
tante cose. Siamo stati felici di
imparare ad essere amici e abbiamo qualche volta pianto,
perché diventare grandi è a volte un compito faticoso... Per noi
che siamo rimasti il nuovo anno
è foriero di novità: prima fra tutte il nuovo
È
Asilo nido San Luigi Orione
Finalmente abbiamo incontrato i nostri nuovi amichetti più
piccoli e abbiamo dato loro il
nostro benvenuto. È dallo scorso anno che ci prepariamo per
accoglierli: nel mese di giugno
sono arrivati gli operai per provvedere a quelli che i grandi
chiamano gli adeguamenti
strutturali e le maestre poi,
sempre lì a discuterne nei momenti liberi: e i fasciatoi li mettiamo di qua e le vaschette di là
e l’angolo morbido e le sabbiere e che ne sarà dell’ufficio e ...
che pizza!!! Comunque eccoci
qua, i piccolini a nord e noi più
grandi a sud a percorrere insieme a Don Orione un pezzo della nostra strada. I piccoli a volte
sono buffi: pannoloni e vasini,
primi passi, pappette, capriccetti e un mare di scoperte tutti
i giorni. Le maestre vecchie e
nuove hanno un bel daffare,
che il ciel le aiuti... d’altronde
parliamo a ragion veduta noi: si
tratta del nostro recente passato... ma è fuori di dubbio che ricevono anche i sorrisi più belli
del mondo, perché i nostri,
quando siamo piccoli, sono proprio così.
A proposito di maestre... la
nostra cara Mimmuccia, poetessa ad honorem, ci ha salutato per andare in pensione. Cose
da non credere. E adesso? Come la mettiamo con la sabbia siciliana? Alcuni di voi non comprenderanno esattamente ciò
di cui stiamo parlando ma, niente paura, ve lo racconteremo la
prossima volta. Nel frattempo il
nostro comitato bambinesco si
sta adoperando per la salvaguardia dei progetti che ci stanno a cuore, perché possono
continuare le cose belle iniziate,
anche se le maestre vanno in
pensione. Vi faremo sapere. Nel
frattempo, riguardiamo con voi
alcune istantanee dei nostri album fotografici. Ce ne sono
delle belle!
A presto.
I bambini della
scuola materna e...
quelli del nido
2
3
1
4
7
5
6
8
9
11
12
1. Imparo a ritagliare.
2.Attività motoria.
3. Nuoto.
4. Esperimenti con i colori.
5. Dipingere ci piace proprio.
6. Facciamo il pane.
7. La festa di Chiara e Valeria.
8.Torna a trovarci, Mimma!!!
9. Che bello giocare nella piscina...
10. ...e noi invece andiamo a zonzo
con il triciclo.
11. Io da grande... farò la modella...
12. ...io ci devo pensare!!!
10
Festa all’Istituto Don Orione
di Quarto Castagna
omenica 2 ottobre, in occasione della ricorrenza del
Beato Francesco Drzewiecki, il
nostro Istituto ha organizzato
una giornata di festa con la
partecipazione del “Gruppo
Storico Sestrese”, che ha presentato al mattino il suo mercato medioevale offrendo ai
numerosi spettatori, presenti
alla festa, un piacevole tuffo
nel passato.
È stata anche l’opportunità
per salutare e ringraziare il Direttore uscente Don Alberto
Parodi per il servizio svolto alla
Castagna e per dare il benve-
D
nuto al nuovo Direttore Don
Gianni Malaman.
La giornata ha avuto inizio
con la Messa Solenne presieduta dal Direttore Provinciale
Don Giampiero Congiu e la
partecipazione dell’Economo
provinciale Don Lucio Felici, il
Direttore del Paverano Don
Germano Corona e di Camaldoli Don Ivo Caprai, oltre a
Don Alberto Parodi, Don Gianni Malaman, il vicedirettore
Don Paolo Coata e tutti gli altri
Religiosi del nostro Istituto.
Don Malaman ha ringraziato
calorosamente tutti gli operato-
ri della Casa per la sensibilità e
la serenità che riescono a creare
ogni giorno nei nostri reparti,
come se fossimo tutti in “una
grande famiglia” . Ha ricordato
che rapportarci ogni giorno con
persone sofferenti e malate può
essere difficile ma da loro possiamo imparare molto poiché in
ognuno ritroviamo il volto di
Gesù e dei propri genitori.
Terminata la S. Messa tutti
ricco di olivi, ben coltivato e con
case coloniche, situato sulle
alture di “Quarto dei Mille”
denominato “Castagna” come
descritto nel libro sopra citato.
Il 21 aprile del 1930 il Card.
Minoretti, arcivescovo di Genova,
posava e benediceva la prima
pietra del nostro Piccolo
Cottolengo.
Ci vollero degli anni per
raggiungere l’attuale realtà.
Il progetto iniziale dell’Ing.
Bruzzo, che prevedeva due ali e
una grande cappella al centro,
dedicata a S. Giuseppe, che
doveva unirle poté essere
realizzato solo in parte.
Nel 1936 venne portata a termine
una parte e solo nel 1986 veniva
inaugurata la seconda ala.
La benefattrice che offrì i mezzi
per la sua realizzazione fu la
signora Giacinta Ronzana, vedova
dell’armatore Vittorio Fassio.
L’edificio si presenta nella sua
bellezza ai numerosi passanti del
trafficatissimo Corso Europa, che
non disturba la quiete degli ospiti
e più sotto, dalle varie terrazze si
può ammirare l’immensità del
Non poteva poi mancare
l’angolo dedicato ai più piccoli,
con giochi d’epoca, che hanno
coinvolto anche i più grandi!
La festa è proseguita grazie
alla clemenza del tempo, nonostante le previsioni di pioggia che si sono avverate solo al
mattino, anche nel pomeriggio, arricchita da musiche e
danze ad opera dello stesso
gruppo che ha coinvolto tutti,
parenti, ospiti, grandi e piccini
in gran numero.
Questa giornata è stata per
noi un’occasione per far conoscere la nostra realtà all’esterno e speriamo di esserci riusciti nel migliore dei modi, auspicando di ripeterci nuovamente
con la partecipazione di gruppi
parrocchiali ed altre associazioni benefiche.
L’animatrice
Zara Mehrnoosh
BREVE STORIA DELL’ISTITUTO DON ORIONE DI QUARTO CASTAGNA
Le grandi opere realizzate dalla
fede e dal desiderio di bene dei
santi, specie a beneficio di chi
soffre, nascono e si sviluppano
nella semplicità e senza clamore.
È quanto avvenuto per il Piccolo
Cottolengo di Quarto Castagna,
come descritto dalle
testimonianze riportate nel
volume “Le Mani della
Provvidenza”, pubblicato in
occasione della canonizzazione di
Don Orione il 16 maggio 2004.
Nelle sue frequenti visite da
Tortona a Genova per incontrare i
suoi religiosi presenti nelle prime
opere caritative aperte in città,
amici benefattori e persone
bisognose di conforto, in breve
tempo, Don Orione ha
conquistato il cuore dei genovesi,
affascinati dalla sua santità, carica
di una grande umanità.
Ecco perché in breve tempo è
riuscito a creare a Genova e
dintorni , la “costellazione della
carità” frutto della generosità di
molti insigni benefattori.
Nel 1929 la famiglia del conte
Ravano donò a Don Orione un
vasto appezzamento di terra,
gli invitati si sono potuti “tuffare” nel passato in un’antica e
vivace vita di piazza Medioevale, animata da donne e uomini
nei loro costumi, pronti a mostrare gli antichi mestieri, le pigotte e i merletti, antiche monete d’argento raffiguranti valorosi re e principi, a lasciar assaporare la tradizionale focaccia genovese e il nostro inconfondibile pesto!
mare ed il luccichio delle onde,
che accompagnano e rendono le
giornate più vivaci e serene.
Attualmente, l’Istituto ospita oltre
200 anziani in gran parte non
autosufficienti seguiti da 100
dipendenti diretti, collaboratori,
professionisti e volontari.
Per ottemperare alle norme
sanitarie vigenti si è costretti a
continui e costosi interventi che,
nonostante tutto il nostro
impegno per rendere sempre più
confortevole la vita degli ospiti, ci
mettono in grande difficoltà
finanziaria.
Siamo certi però che Don Orione
dall’alto veglia e protegge sulla
sua “costellazione della carità”,
grande parafulmine di Genova, e
continua a conquistare la bontà e
il cuore dei genovesi affinché
quanti vivono all’ombra delle sue
tende trovino un sicuro e sereno
tramonto della loro vita.
L’animatrice
Barbara Parasiliti
IlVillaggiodellaCaritàDonOrioneinfesta
l Villaggio della Carità Don
Orione di Camaldoli sono
tante le giornate di festa con
manifestazioni religiose, sportive e culturali, durante l’anno,
ma fra tutte emerge la Festa Patronale, che celebriamo ogni anno, la terza domenica di Settembre, in onore della Madonna
Fonte della nostra gioia. Ci si
prepara con entusiasmo e ci si
sente tutti coinvolti e protagonisti. Tre giorni di preparazione intensa che noi chiamiamo triduo.
Giovedì 15 settembre comincia con il botto, arriva Don
Paolo Coata accolto con entusiasmo da ospiti e collaboratori.
Durante la messa saprà dire
quelle cose che nascono dalla
sapienza del cuore e si capiscono con immediatezza. Il pomeriggio fantastico Karaoke all’aperto organizzato dal signor
Crivellari. Le basi musicali preparate spaziavano da brani degli anni ‘50 fino agli anni ‘80.
Strepitosi i nostri ragazzi, ritmi
perfetti e tonalità virtuosistiche
A
con meritati applausi a scena
aperta. Molti brani sono stati
accompagnati da battiti di mani
cadenzati e cori spontanei a sostegno delle voci soliste. Grandi
interpreti: Aldo Franchi con
“Musetto” del Quartetto Cetra;
Nappo Antonio “Il Carrozzone”; Renato Todaro “Marina”;
Fabrizio Baluganti “Fotoromanza”; Marino Verardi e Filippo
Lombardelli “Io ho in mente
te”; Enzo Spataro “Stasera mi
butto”; Claudio Benvenuto “Jeshael”; un sorprendente Giovanni Mannoni che ha cantato
una difficile canzone di Bennato
e poi Enzo Torre, Giorgio Macciò, Luigi Cocchella, Battista
Bergese, Carletto Scipioni, Berrino detto “Ciappeletta” e tanti
altri, per una gioiosa festa canora chiusa con “Io Vagabondo”,
cantata tutti insieme.
Venerdì 16 settembre viene
a trovarci Don Erasmo, a messa
ricorderà splendidi episodi
“mariani” di Don Orione. Alle
14.30 tutti in teatro per assistere alle mirabolanti magie del
mago Pinin, un professionista
dell’illusionismo, che saprà giocare con i nostri ragazzi e farli
divertire e incantare e sorprendere. Ogni numero terminerà
con meritati applausi.
Sabato 17 settembre a messa Don Germano Corona ricorda a tutti noi la fortuna d’avere
Maria come nostra protettrice e
fonte di quella gioia, che chi arriva a Camaldoli, “respira” negli
occhi degli ultimi di San Luigi
Orione. Il pomeriggio, grande
entusiasmo al “Luna Park” organizzato dal gruppo giovani
volontari del Villaggio della Carità, che sono tanti, impegnati e
bravi. I nostri ospiti, tornati allegramente bambini si sono divertiti e hanno gareggiato a:
Acchiappa la fortuna, Tiro al
cerchio, Bowling, Colpisci il barattolo, Fai canestro, Minigolf,
La pesca misteriosa e Che cos’è? (dentro un magico sacco si
tastavano al buio bellissimi premi, chi indovinava cos’era l’oggetto se lo teneva). Non poteva
mancare una nota di colore: Fabrizio Baluganti, famoso per
stancare il cervello di tutti quanti, ha rischiato di travolgere nel
sacco dei premi la volontaria Silvana Bianchi, tra le risate generali di tutti i partecipanti. Un’altra bella novità, la scheda: “Gioca e fa punti”, per oggni attrazione era assegnato ai partecipanti un punteggio compreso
fra uno e quattro, alla fine premi
finali ai primi classificati. Tutte le
giornate del triduo si sono concluse, naturalmente, con la
“Merenda golosa”, buona perché gustosa, leggera perché
“gratis”.
Domenica 18 settembre fin
dalle prime ore del mattino un
formicolio di gente nel viale
principale tra operatori, ospiti e
volontari. Si preparano le famose bancarelle ove esporre gli
elaborati degli ospiti e così attrarre l’attenzione del pellegrino, a comprare qualche bellezza preparata con tanto sacrificio
e amore. In mezzo a questo
trambusto fa irruzione la nostra
Banda dell’Istituto di Borgonovo (Pc) con le graziose majorettes; si eleva il tono della festa e
le note musicali preparano i
cuori a partecipare alla gran festa della celebrazione della Santa Messa. Presiede l’Eucarestia
il Padre Provinciale Don Giampiero Congiu, accompagnato
dai sacerdoti della comunità, da
Don Germano Corona e Don
Pasquale Careddu. Il Coro Alleluja del Villaggio, imbattibile nei
suoi gorgheggi, accompagnato
dai nostri volontari alla chitarra,
diretto dall’educatore Paolo
Delli Noci, ricevono i celebranti
con il canto “Lodato sii Signore
mio”. Il celebrante spiega che il
canto fu composto da San Francesco in un momento particolarmente travagliato della sua
vita, nel dolore per la malattia,
nella sofferenza per l’invidia attorno alla sua opera, eppure, affidandosi al Signore, trovò in sé
queste meravigliose parole, che
noi a distanza di tanti secoli ancora intoniamo. Ha accostato
pure queste gioiose lodi ai nostri ragazzi. Anch’essi nella malattia, sanno accogliere con sorrisi chi si prende cura di loro.
Trasmettono a tutti la gioia che
ricevono da Maria. Dopo la Santa Messa, in Teatro per l’incontro mensile del gruppo degli
Amici di Don Orione, poi... il
Pranzo dell’Amicizia. Più di centoventi persone a tavola, ...che
confusione ...ma che allegria!
Nel pomeriggio la Banda ci ha
rallegrato con un bellissimo
concerto e poi ci ha accompagnato durante la processione in
onore della Madonna per i viali
del Villaggio. Processione che si
è svolta dopo la celebrazione
della Santa Messa presieduta
da Don Arturo Bisi, il quale all’omelia, ci ha entusiasmati con
la sua foga oratoria, all’amore di
quella Mamma Celeste che
continuamente ci riempie di
grazie e di gioia. Prima di chiudere il sipario su questa bella
giornata la Banda e le majorettes ci hanno regalato uno spettacolo con brillante musica accompagnata artisticamente da
una coreografia agile e sincronizzata delle majorettes. Un
grazie alla Banda e a tutti coloro che ci hanno onorato con la
presenza e partecipazione. Vi
aspettiamo sempre, ma soprattutto la terza domenica di settembre del prossimo anno
2006. Maria, fonte della nostra
gioia, ci benedica tutti. Ave Maria e Avanti!
Paolo Delli Noci
15 IN MEMORIA
Raccomandiamo alle preghiere dei nostri lettori gli amici, i benefattori e gli assistiti
mancati da poco o dei quali ricorre l’anniversario della morte: prof. Mario Zambaldi,
prof.ssa Adriana Franzoia, sig.a
Azzurra Falciani, sig.a Domenica Belli, b.ssa Carmen Boggiano Pico De Wedel Jarlsberg,
sig. Giuseppe Baraggioli, sig.a
Rina Rinaldi, rag. Mario Angori,
sig. Ettore Serafini, sig.a Lucia
Ortu in Zonca, sig. Giuseppe
Costa, sig.a Matilde Chittolini,
sig.a Maria Bernini Filippi, sig.
Mario Campanini Mescoli,
sig.a Maria Rosa Vaccaro, sig.
Bruno Corona, sig.a Rosetta
De Barbieri in Ghiraldi, sig.a Bice Ivaldi ved. Revello, sig.a Anna Rapuzzi, sig.a Carlotta Parodi ved. Parodi, don Eliseo Canini, don Nicola De Martini, sig.
Giacomo Olivieri, sig. Luigi Eugenio Vallarino, sig.a Antonietta Conte ved. Bandiera,
sig. Carlo Schiavini, sig. Filippo
Calcagno, padre Cristoforo
Boccardo, sig.a Amalia Scarpato, sig. Francesco Podestà,
sig.a Aida Sanguineti ved. Badano, sig. Massimo Minoli, sig.
Ernesto Ruggeri, sig. Mario Podestà, don Mario Garbarino,
m.se Antonio Serra, cap. Andrea Corrado, avv. Mario Novara, sig. Giuseppe Perassolo,
sig. Benedetto Maciocco, suor
M. Dorotea Incardona, don
Angelo Giust, c.ssa Ester Maria
Bianchi di Lavagna Capellino,
sig.a Lucina Bianchini, sig.a
Agnese Mascioli, sig.a Bice
Zoppi, sig.a Maria Caselli ved.
Belledonne, cav. rag. Mario
Bruno, don Ignazio Francesco
Corriga, sig. Gigi Boero, sig.
Alberto Salviati, sig.a Rosa Maria Ameri in Cipollina, cav. Mario Perrone, sig. Emanuele
Sciaccaluga, dr. Edilio Pesce,
sig.a Elide Bresci, comm. Giovanni Massone, dr. Iride Felicioli, sig. Giovanni Dettoto,
sig.a Anita Grassi, don Gino
Rizzi, sig. G.B. Lavarello, sig.a
Francesca Dughera Fenu, sig.a
Ines Tencalla Adamoli, m.se A.
Vincent Ardissone, sig.a Rosetta Boero, don Eugenio Canini,
don Paolo Taramasso, sig. Eugenio Pattoni, cari. Arturo Perduca, sig.a Rina Pitto, sig. Giovanni Mosto, n.h. Corrado Besozzi, dott. Mario Bruschettini,
sig. Mario Fea, don Pietro Foroni, sig. Enrico Lucchetti, ing.
Enrico Ferrari Leuzzi, suor M.
Carolina, sig. Gian Luigi Martino, sig. Giuseppe Morchio.
sig.a Maria Nichetti ved. Conte, prof. Ettore Taralli, sig.a Bice Pieracci Traverso, sig.a Mireille Seguin, sig. Giuseppe Lorenzo Ivaldi, sig. Nicolò Salvia-
ti, sig.a M. Rosa Imperiale, don
Gerardo Durante, don Bartolomeo Ramognini, sig.a Onorina
Cesaro, sig.a Adriana Tealdo,
sig. Gaetano Scarpato, sig.
Oreste Salviati, sig. Gaetano
Belluschi, sig. Lino Negro, avv.
Ilario Porcile, dott. Luigi Del
Rosso, don Umberto Secchiaroli, sig. Dario Armanino, sig.a
Eleonora Castellana ved. Roulis, dr. Ing. Luigi Picone, sig.a
Barbara Salviati, sig.a Silvia
Bruno ved. Ferrea, sig. Edoardo Gervasoni, sig. Angelo Caviglia, sig. Augusto Zaccone,
sig.a Ortensia Facco in Scala,
sig.a Lilla Mongiardino ved.
Ghiglione, sig. Giuseppe Sandro Testino, don Delfino Sonaglia, prof. Silvio Enrico Genta,
comm. Davide Tealdo, n.d.
Giorgina Scartezzini, don Enrico Sciaccaluga, sig.a Rosa Legovich, sig.a Ortensia Merlo,
sig.a Gilda Maria Bellazzi, sig.a
Maddalena Chiozza, sig.a Raffaella D’Aprile, sig.a Paoletta
Filosa, sig.a Amalia Giromini,
sig.a Teresa Mandirola, sig.a
Patrizia Olivetta, sig.a Angela
Portonato, sig.a Ida Giudici,
sig.a Antonietta Di Mauro,
sig.a Anna Costa, sig.a Adriana
Raneri, sig.a Luigina Rissotto,
sig.a Emilia Giovanna Solari,
sig.a Elva Naccari, sig.a Luigia
Montaldo, sig. Sergio Caleffi.
16
COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO
AULE (€ 500) (concorre all’ordinaria manutenzione delle sedi dei Piccoli Cottolengo)
BORSA MISSIONARIA (€ 250)
(concorre all’acquisto di materiale - protesi, carrozzelle, ecc. - per le missioni)
- EMILIA VITTONE - la Nipote
- MARIA LUISA - la sig.a Emiliana
BORSA FARMACEUTICA (€ 200)
(concorre all’acquisto di medicinali, protesi e presidi sanitari ai nostri ospiti)
- MARIA LUISA - la sig.a Emiliana
- San LUIGI ORIONE - la sig.a Graziella Bozzino
- San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo
BORSA DI STUDIO (€ 100) (concorre a mantenere agli studi chi si prepara alla vita religiosa)
- San LUIGI ORIONE - i sigg.i Paolo Taverna e Giuseppina Garino
- MARIA LUISA - la sig.a Emiliana
- San LUIGI ORIONE - i sigg.i Paolo Taverna e Giuseppina Garino
- ANDREA e BATTISTINA GAGGERO - i figli
BORSA DI PANE (€ 75) integra la retta di chi non riesce ad arrivare alla quota stabilita)
- San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo
- San LUIGI ORIONE
- San LUIGI ORIONE - il sig. Giulio Roscio
LETTINI (€ 50) (per la biancheria e il vestiario degli ospiti)
- San LUIGI ORIONE - (2) la sig.a Mina Sparvoli
- Cap. VINCENZO CIPRIANI - la moglie
- PIETRO PORRU - il sig. Modesto Diana
- MARIA LUISA - la sig.a Emiliana
- San LUIGI ORIONE - (2) la sig.a Maria Scuderi
- San LUIGI ORIONE - la sig.a Letizia Bricca
BANCHI (C 25) serve per l’acquisto e il riordino delle suppellettili)
- Famiglia PELLEGATTI - la sig.a Arianna Pellegatti
- SARA e RICCARDO - la sig.a Maria Luisa Noli
- San LUIGI ORIONE - la sig.a Maria Elena Medicina
- San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo
- RINA e LUIGI
- RENATA BERTOLI ved. AVEGNO - la sig.a Rosetta Rovegno ved. Filippini
– San LUIGI ORIONE
PER DONAZIONI E LASCITI
Chi volesse disporre di donazioni, lasciti o
espressioni di liberalità a favore dell’Istituto è
pregato di farlo usando esclusivamente la seguente dicitura: «Lascio (o Dono) alla Provincia
Religiosa San Benedetto – Piccolo Cottolengo
di Don Orione con sede in Genova - Via Paverano 55 - per le proprie finalità caritative e assistenziali in Genova. Per maggiori informazioni
e/o chiarimenti rivolgersi all’Ufficio Tecnico Successioni: telefoni 010/5229343 - 010/5229313.
Rivista inviata a nome dei nostri assistiti
in omaggio a benefattori, simpatizzanti, amici
e a quanti ne facciano richiesta.
16143 GENOVA - Via Paverano, 55
Tel. 010/5229.1 - Conto Cor. Post. N. 00201160
Autorizz. della Cancelleria del Trib. di Tortona
in data 26-6-'61 - n. 42 del Reg.
Direttore: Don GERMANO CORONA
([email protected])
Responsabile: Sac. Carlo Matricardi
Realizzazione a cura della
Editrice Velar - Gorle (Bergamo)
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Novembre 2005 - Don Orione a Genova