Poste Italiane s.p.a. Spedizione in Abbonamento Postale D.L. 353/2003 (conv. In L. 27/02/2004 nº 46) art. 1, comma 2, DCB Bergamo Anno XLIV - N. 9 Novembre 2005 Spedito nel mese di novembre 2005 2 mette a disagio chiunque. Il funzionario lo deve fare perché è atto dovuto. Ma in che razza di stato di diritto ci siamo infilati? Poi, chicca sul tutto, per impedire che ripeta il gesto folle, si mette la madre dietro le sbarre. E gli altri figli? Dovremmo offrire a tutte le mamme delle condizioni di non nuocere al figlio perché, prima che uccidessero il figlio, anche queste mamme erano normalissime. È a fatto avvenuto che le une rimangono mamme normali e le altre mamme snaturate. Prendo atto che esiste un struttura dipendente non dal ministero dell’interno ma da quello della sanità a Castiglione delle Stiviere - Mantova, se- MOTIVI on ricordo più dove ho letto il raccontino caramelloso che mi serve da mossiere. Un disgraziato uccide la madre e le strappa il cuore dal petto. Mentre fugge incespica, rovina a terra e con lui il suo macabro fardello. Sente una voce che gli dice: “Figlio, ti sei fatto male?”. Uno stuolo infinito di psicologi troveranno senz’altro argomenti per tentare una analisi. Io dico però che quando si tratta di madre e figlio c’è una componente che nessuno riuscirà a spiegare perché entriamo nella sfera del mistero e, perciò stesso, nella sfera del divino. Noi affrontiamo queste tragedie nel modo più stravagante. Quando avvengono, tutti gli immancabili intervistati assicurano che quelle donne erano normalissime, affabili, vicine di casa invidiabili. Allora, mi chiedo, possibile che non si siano accorti che quelle donne erano sul punto di rottura? Possibile che non si sia trovato un po’ di tempo per dare una mano? Allora c’è qualcosa nella società che non funziona. Sarebbe il colmo che dalla televisione venisse questo invito: “Visto e considerato che vi trasmetteremo delle idiozie, spegnete l’apparecchio e andate a trovare il vicino”. Qualcuna di queste sventurate era in cura dei servizi sociali che, pur con i loro limiti, in qualche modo si facevano presenti. Ma, dico io, c’è la legge 104 che prevede che un lavoratore presti un certo tipo di assistenza a familiare portatore di handicap perché non lasciare a casa il coniuge che è senz’altro l’aiuto e la medicina più valida per quei casi? Oggi ci sono iniziative per affiancare i “caregiver”, ossia per familiari o addetti che prestano assistenza a malati pesanti e imprevedibili, perché è possibile che ad un certo punto crollino. Una madre, per una serie di motivi, se lasciata a sé, può logorarsi. La mamma Julian di Merano, richiesta delle motivazioni del suo gesto, rispondeva che non lo sapeva neppure lei e che il suo cervello aveva subito una specie di black out. Non facciamo niente di niente e poi ci scandalizziamo se succedono certe cose. Un’altra considerazione va fatta sullo “Stato di diritto”. Ne siamo fieri quasi tutti, perché io non lo sono? Intendiamoci: non voglio misconoscere i progressi, gli studi, il lavoro defatigante, ed, immagino, i patemi d’animo degli uomini di legge. Scrivo nel quindicesimo anniversario dell’assassi- 3 gno di attenzione della società per simili casi, ma mi rimane dentro un’angoscia inesprimibile. La canzonetta del tempo che fu modulava: “Son tutte belle le mamme del mondo”. Christina mamma di Julian, Elena mamma di Matilda, Anna Maria mamma di Samuele e tutte le altre: Dio vi ha dato uno dei suoi doni più grandi, un figlio. Egli non si pentirà mai di avervelo dato. Io prego per voi perché nella vostra disperazione possiate sentire la voce del vostro piccolo che ora vi sta dicendo: “Perché piangi? Sono ancora qui, ho bisogno di te perché sei la più bella mamma del mondo”. G.C. Domenica 27 novembre, ore 10 Raduno Amici a Paverano INCONTRI Celebrerà la S. Messa e presiederà la successiva assemblea il Rev.mo Don GIANNINO MALAMAN neo Direttore dell’Istituto di Castagna proveniente da Piccolo Cottolengo di Seregno (MI). Ci auguriamo che la partecipazione degli Amici sia nutrita per porgergli un caldo benvenuto. Chi desidera fermarsi a pranzo ricordi di prenotarsi al Tel. 010-5229334. Spiritualità novembrina A PAVERANO il 4 e 11 Novembre, dalle ore 20,30 alle 22. Sintesi c/o UPDOGE - Via Cellini 17, l’1 Dicembre, dalle ore 15 alle 16. RITIRO A CAMALDOLI il 20 Novembre, dalle ore 9,30 alle 16. nio del giudice Livatino che nella prima pagina delle agende scriveva “STD”, ossia “ “Sub tutela Dei”, sotto la protezione di Dio. Ne era convinto, e scriveva: “Cristo non ha mai detto che soprattutto bisogna essere giusti ... ha elevato il comandamento della carità a norma obbligatoria di condotta ... alla fine giustizia e carità combaciano”. Quel che non mi va è che lo stesso trattamento venga riservato per una gamma svariatissima di casi. Nel caso delle mamme in questione non era davvero necessario inviare sul posto la forza pubblica, per quanto sempre molto attenta e sensibile. Sono situazioni che richiedono subito di circondare la rea di comprensione, di solidarietà perché non sa di aver fatto quel che ha fatto. Lo dimostrano gli ingenui tentativi di sviare i sospetti e poi la disperazione del gesto compiuto. Non è più lei, è un’ammalata che richiede cure attentissime, altroché interrogatori martellanti, lunghi a non finire, in un ambiente che per natura sua già Dedicando due ore e meZZ ZZa alla settimana del nostro tempo possiamo allietare le giornate alle ospiti del Paverano Ufficio del Volontariato Tel. 010- 5229306 Il lunedì, mercoledì e venerdì ore 15, 30 – 18, 30 …Ho aperto le braccia ed il cuore a sani ed ammalati. Seminiamo sui nostri passi_ opere di bonta e di amore. ssieme al libretto del Regio esercito, di mio babbo ho pure quello di lavoro. Le caselline dei licenziamenti e delle riassunzioni sono esaurite: veniva licenziato per i Santi e riassunto nella primavera successiva. D’inverno non c’era lavoro per l’edilizia ma fame e angoscia. Poi le cose cambiarono. Anni dopo mio babbo ripeteva: “Quando ne avevo bisogno non ne avevo; adesso che non mi servono ne ho”, alludendo ovviamente ai soldi. Già anziano, trovò un posto di lavoro presso una casa religiosa. Un giorno, andandolo a trovare, lo trovai su di giri perché l’economo non gli metteva le marchette giuste. “Ma cosa sta a preoccuparsi, – gli diceva il religioso – a lei penserà la Provvidenza. Ma perché vuole regalare soldi all’Inps?! Il babbo rispondeva: “Della Provvidenza mi fido, ma dei preti no!”. L’interessante era che lui aveva soltanto due figli e ambedue preti! Bella propaganda! Quando morì ereditai “tutto” io, perché l’altro era morto prima. Non volli niente se non una scatola da scarpe legata con due vecchie cravatte. Dentro c’erano molti gomitoli di lana ricuperata, due o tre raspe per duroni, aghi, l’aggeggio per infilar l’ago e l’uovo di legno che serve per rammendare le calze in punta e nel tallone, senza fare castronerie. Poi, sballottato qua e là, mi tenni soltanto l’uovo di legno. Mi dispiace perché non saprò a chi lasciarlo, ma mi piacerebbe che finisse in qualche cassetto zeppo di zavagli nel mio dialetto, ravatti in genovese. A Mio babbo passava le lunghe serate solitarie facendo le parole crociate. Col volgere degli anni erano più quelle incompiute che quelle che concludeva. Le teneva nell’angolo della credenza e quando gli chiedevo da quanto tempo non vedeva l’altro figlio egli me lo diceva contando quante ne erano rimaste. Già, perché mio fratello quando andava a trovarlo portava via quelle che trovava, per divertirsi lui pure. A volte penso che tutti i figli dei divorziati dovrebbero far causa a quel maschio e a quella femmina che li hanno messi al mondo. Com’è avvilente quella specie di ora d’aria – che il giudice infligge ai figli da trascorrere or con l’uno, or con l’altra! Prima di prendere delle decisioni, prima di lacerare la propria carne separandola da quella del coniuge e dei figli, bisognerebbe inginocchiarci davanti a loro e chiedere perdono di aver presa in considerazione anche per un sol istante la possibilità di farlo. Dio era stato così felice nel donarceli! Leggevo di una delle prime persone nate con i pastrocchi della scienza. Vorrebbe far causa a quell’individuo che, chissà dove, aveva “donato” il seme dal quale lei era spuntata. Ha ragioni da vendere. Cosa gli importa a questo imbecille se da qualche parte del mondo c’è un essere privato del più sacrosanto diritto di sapere chi sono i suoi genitori. Vera tratta umana che, camuffata di nobili intenti, interessa soprattutto i colossi farmaceutici che in barba a tutte le legislazioni faranno soldi a palate grondanti sangue, lacri- me e rimorsi disperati. Si vede molto chiaramente come sta loro a cuore la salute degli altri! Basta vedere come per i paesi sottosviluppati stentino ad abbassare i prezzi già stratosferici dei medicinali. Tentano di impietosirci con l’immagine di colpiti da mali terribili. Ci credono proprio dei grulli. Sarà anche quasi vero, ma qualche dubbio mi sorge, soprattutto guardando in faccia certe “celebrità”. Ma con che coraggio potrei continuare a vivere anche col solo dubbio di aver sacrificato un altro essere? Colmo della idiozia è che pretendono tutte le indicazioni per documentare l’origine controllata di un cavolo di Bruxelles e non gli importa nulla dell’essere umano. Io, la ricerca su questo versante ed in questo modo, la lascio ai Nobel, sia pur in predicato. Parlo e straparlo ma vedo in trasparenza l’immagine di Gesù che mi dice: “Se sei senza peccato, scaglia la prima pietra!”. Già, e la settimana enigmistica? C’entra, e come c’entra! Me la potrei comperare ancora profumata di inchiostro. Non lo faccio perché Don Ferdinando mi passa la sua già scarabocchiata, mettendomela in una sportina di plastica alla maniglia della camera. Andando a letto a tentoni, metto la chiave nella toppa. Sento il fruscio della sportina, mi vien la pelle d’oca e rivivo quei tempi. Famiglia sgangherata la mia, ma era un ceppo che affondava le radici nel battito di cuori, non nel ronzio di un macchinario di ricercatori. E quando ci si ritrovava, anche soltanto in due, si esitava a voltarci indietro perché si era sicuri che alle nostre spalle c’erano anche gli altri. Morti per l’anagrafe, ma come vivi per noi!. Ora le settimane enigmistiche sostano per breve tempo nella mia camera e poi le butto a malincuore. Tanto, non passa più nessuno a prenderle. G.C. 5 CRONAC A Immaginanimazione Complimenti Graziella... al Paverano Anna tira il dado ...ma guardate anche Giulia e Tina pittrici anche Lidia sta creando per la nostra esposizione un bellissimo vaso... Guardate la signora Ester come controlla il lavoro , Giorgia alle prese con l arte Silenzio.. concentrazione... Elena sta creando Laboratori... al Crocifisso... Imm agin anim az io ne Francesca al gruppo di canto... in giardino , , Ugole d oro al gruppo di canto... Profumo di mare... e Giuseppina e felice Bellezze... in piscina Laboratorio creativo Le feste che bello... Ricorrenza della santificazione del nostro Padre fondatore. , , l acqua e fredda , ma se ci stringiamo un po ci scaldiamo! ,, ,, La nostra amica (a 4 zampe) Diana Sassello, reparto Beniamine, luglio 2002 Una sosta al bar un pomeriggio di quasi estate Felicita, e, un pennello in mano e tanti colori da mettere su un foglio Sassello, reparto Beniamine, luglio 2002 Immaginanimazione ...mi tuffo o non mi tuffo? continua.... RicordodelVentennaledellavenutaalPiccoloCottolengoGenovesediPapaGiovanniPaoloII 22 Settembre del 1985 ci fu al Paverano una gioia indescriviblie: veniva il Papa Giovanni Paolo II a confortare le nostre sorelle provate dal dolore e i nostri Confratelli e Consorelle impegnati nell’esercizio della carità operosa nello spirito del Grande Santo, allora Servo di Dio, Don Luigi Orione. Don Orione, fidando esclusivamente nella Divina Provvidenza e nella generosità degli Amici Genovesi nel 1933, accoglieva l’invito del Parroco di Santa Fede Mons. Fortunato Cordiglia a non permettere che le persone presenti nel Paverano venissero buttate sul lastrico della rovina più nera. Benedetto dalla Madonna della Guardia, dopo una notte di preghiera al tempietto dell’Apparizione sul Monte Figogna, aveva acquistato dalla Provincia di Genova questa casa in abbandono e ne aveva fatto il “faro della Carità”. Il Papa Giovanni Paolo II nella sua visita alla città volle venire a dare la sua apostolica benedizione a tutto il Piccolo Cottolengo genovese che già allora ospitava più di milleduecento persone. Il Papa si intrattenne con la Comunità in un momento di preghiera e di riflessione e Il Paverano, 25 settembre. poi volle incontrare, accompagnato dall’Arcivescovo Cardinal Siri, le ammalate con una cordialità che commosse tutti. Visitò in modo del tutto personale una sorella disabile, tanto impegnata nell’offerta della sua sofferenza per la Chiesa, per il Papa e per le vocazioni sacerdotali e religiose. Abbiamo voluto ricordare l’avvenimento con la consegna a tutti di una immaginetta, fotografia del Papa che benedice la nostra sorella Emanuela Maiani ancora oggi nel reparto San Gabriele, con il suo invito: “Vi chiedo di essermi vicini spiritualmente offrendo la vostra sofferenza come preghiera vissuta”. In questa cornice l’inaugurazione del Reparto San Luigi... I celebranti... Domenica, 25 Settembre, il Direttore Don Germano Corona con Don Dario Falchetti ha celebrato la Santa Messa partecipata da ospiti, personale medico e assistenziale e dal folto gruppo dei Volontari. Il Gruppo del Canto – ospiti e volontari – con la partecipazione delle chitarriste Signora Silvana Bianchi e Signora Paola Caluzzi, volontarie del nostro Istituto di Camaldoli, ci ha accompagnati solennemente nella lode di ringraziamento ricordando Giovanni Paolo II e pregando per Papa Benedetto XVI. Al termine sì è formata una piccola processione che si è recata nel Piazzale Don Orione ...interamente ristrutturato secondo le attuali esigenze.... ...ed i fedeli alla S. Messa per far memoria del ventennale... della visita del Papa a Paverano, eternata nella lapide davanti alla lapide che da quella data ricorda l’avvenimento. La lapide veniva declamata e il Direttore, con la preghiera, ha chiuso l’incontro religioso. In questa felice circostanza è stato benedetto il Reparto San Luigi ricostruito ex novo. Vi hanno partecipato con Don Germano Corona autorità civili: il Dr. Costa Massimiliano, Vice Presidente della Regione Liguria, l’Ing. Veardo Paolo, Assessore ai Servizi Sociali del Comune di Genova, e la Dott.ssa Petrini Marina dell’ASL 3,Genova. Il Dr. Costa si complimentava di questo lavoro frutto della col- laborazione della carità e della presenza pubblica. Prima del taglio del nastro, il Direttore ha premiato il Prof. Luigi Fontana con la Medaglia d’oro per i suoi quarant’anni di servizio sanitario al Piccolo Cottolengo Genovese e la Benedizione Apostolica di Papa Benedetto XVI. La visita al Reparto da parte dei presenti ha dato la possibilità di salutare le ospiti, di congratularsi con il personale medico ed infermieristico e la direzione dei lavori. FESTA A BEATAV.STRATA Don Ferdinando Dall’Ovo ... e un meritato riconoscimento al prof. Luigi Fontana, da quarant’anni al servizio sanitario del Piccolo Cottolengo Genovese Il 3 settembre si sonò festeggiati con grande gioia i 100 anni della cara e simpatica Angiolina Quirico. Intorno a lei c’erano ... il figlio Enrico, la nuora, nipoti e pronipoti nonché la Suora, l’animatrice con tutto il personale del reparto. La nostra festeggiata ha partecipato cosciente con affetto e felicità. Noi tutti ci rallegriamo per il traguardo raggiunto e le auguriamo di proseguire il suo cammino con l’entusiasmo dimostrato in questa giornata di festa. LaVoce della Scuola Materna iniziato un nuovo anno scolastico. Le vacanze estive sono un lontano miraggio e per alcuni di noi è iniziata l’avventura delle elementari. Certo un po’ ci mancano i nostri compagni più grandi ... insieme ne abbiamo combinate tante e siamo tutti un po’ cresciuti condividendo le nostre giornate. Abbiamo giocato e fatto insieme tante cose. Siamo stati felici di imparare ad essere amici e abbiamo qualche volta pianto, perché diventare grandi è a volte un compito faticoso... Per noi che siamo rimasti il nuovo anno è foriero di novità: prima fra tutte il nuovo È Asilo nido San Luigi Orione Finalmente abbiamo incontrato i nostri nuovi amichetti più piccoli e abbiamo dato loro il nostro benvenuto. È dallo scorso anno che ci prepariamo per accoglierli: nel mese di giugno sono arrivati gli operai per provvedere a quelli che i grandi chiamano gli adeguamenti strutturali e le maestre poi, sempre lì a discuterne nei momenti liberi: e i fasciatoi li mettiamo di qua e le vaschette di là e l’angolo morbido e le sabbiere e che ne sarà dell’ufficio e ... che pizza!!! Comunque eccoci qua, i piccolini a nord e noi più grandi a sud a percorrere insieme a Don Orione un pezzo della nostra strada. I piccoli a volte sono buffi: pannoloni e vasini, primi passi, pappette, capriccetti e un mare di scoperte tutti i giorni. Le maestre vecchie e nuove hanno un bel daffare, che il ciel le aiuti... d’altronde parliamo a ragion veduta noi: si tratta del nostro recente passato... ma è fuori di dubbio che ricevono anche i sorrisi più belli del mondo, perché i nostri, quando siamo piccoli, sono proprio così. A proposito di maestre... la nostra cara Mimmuccia, poetessa ad honorem, ci ha salutato per andare in pensione. Cose da non credere. E adesso? Come la mettiamo con la sabbia siciliana? Alcuni di voi non comprenderanno esattamente ciò di cui stiamo parlando ma, niente paura, ve lo racconteremo la prossima volta. Nel frattempo il nostro comitato bambinesco si sta adoperando per la salvaguardia dei progetti che ci stanno a cuore, perché possono continuare le cose belle iniziate, anche se le maestre vanno in pensione. Vi faremo sapere. Nel frattempo, riguardiamo con voi alcune istantanee dei nostri album fotografici. Ce ne sono delle belle! A presto. I bambini della scuola materna e... quelli del nido 2 3 1 4 7 5 6 8 9 11 12 1. Imparo a ritagliare. 2.Attività motoria. 3. Nuoto. 4. Esperimenti con i colori. 5. Dipingere ci piace proprio. 6. Facciamo il pane. 7. La festa di Chiara e Valeria. 8.Torna a trovarci, Mimma!!! 9. Che bello giocare nella piscina... 10. ...e noi invece andiamo a zonzo con il triciclo. 11. Io da grande... farò la modella... 12. ...io ci devo pensare!!! 10 Festa all’Istituto Don Orione di Quarto Castagna omenica 2 ottobre, in occasione della ricorrenza del Beato Francesco Drzewiecki, il nostro Istituto ha organizzato una giornata di festa con la partecipazione del “Gruppo Storico Sestrese”, che ha presentato al mattino il suo mercato medioevale offrendo ai numerosi spettatori, presenti alla festa, un piacevole tuffo nel passato. È stata anche l’opportunità per salutare e ringraziare il Direttore uscente Don Alberto Parodi per il servizio svolto alla Castagna e per dare il benve- D nuto al nuovo Direttore Don Gianni Malaman. La giornata ha avuto inizio con la Messa Solenne presieduta dal Direttore Provinciale Don Giampiero Congiu e la partecipazione dell’Economo provinciale Don Lucio Felici, il Direttore del Paverano Don Germano Corona e di Camaldoli Don Ivo Caprai, oltre a Don Alberto Parodi, Don Gianni Malaman, il vicedirettore Don Paolo Coata e tutti gli altri Religiosi del nostro Istituto. Don Malaman ha ringraziato calorosamente tutti gli operato- ri della Casa per la sensibilità e la serenità che riescono a creare ogni giorno nei nostri reparti, come se fossimo tutti in “una grande famiglia” . Ha ricordato che rapportarci ogni giorno con persone sofferenti e malate può essere difficile ma da loro possiamo imparare molto poiché in ognuno ritroviamo il volto di Gesù e dei propri genitori. Terminata la S. Messa tutti ricco di olivi, ben coltivato e con case coloniche, situato sulle alture di “Quarto dei Mille” denominato “Castagna” come descritto nel libro sopra citato. Il 21 aprile del 1930 il Card. Minoretti, arcivescovo di Genova, posava e benediceva la prima pietra del nostro Piccolo Cottolengo. Ci vollero degli anni per raggiungere l’attuale realtà. Il progetto iniziale dell’Ing. Bruzzo, che prevedeva due ali e una grande cappella al centro, dedicata a S. Giuseppe, che doveva unirle poté essere realizzato solo in parte. Nel 1936 venne portata a termine una parte e solo nel 1986 veniva inaugurata la seconda ala. La benefattrice che offrì i mezzi per la sua realizzazione fu la signora Giacinta Ronzana, vedova dell’armatore Vittorio Fassio. L’edificio si presenta nella sua bellezza ai numerosi passanti del trafficatissimo Corso Europa, che non disturba la quiete degli ospiti e più sotto, dalle varie terrazze si può ammirare l’immensità del Non poteva poi mancare l’angolo dedicato ai più piccoli, con giochi d’epoca, che hanno coinvolto anche i più grandi! La festa è proseguita grazie alla clemenza del tempo, nonostante le previsioni di pioggia che si sono avverate solo al mattino, anche nel pomeriggio, arricchita da musiche e danze ad opera dello stesso gruppo che ha coinvolto tutti, parenti, ospiti, grandi e piccini in gran numero. Questa giornata è stata per noi un’occasione per far conoscere la nostra realtà all’esterno e speriamo di esserci riusciti nel migliore dei modi, auspicando di ripeterci nuovamente con la partecipazione di gruppi parrocchiali ed altre associazioni benefiche. L’animatrice Zara Mehrnoosh BREVE STORIA DELL’ISTITUTO DON ORIONE DI QUARTO CASTAGNA Le grandi opere realizzate dalla fede e dal desiderio di bene dei santi, specie a beneficio di chi soffre, nascono e si sviluppano nella semplicità e senza clamore. È quanto avvenuto per il Piccolo Cottolengo di Quarto Castagna, come descritto dalle testimonianze riportate nel volume “Le Mani della Provvidenza”, pubblicato in occasione della canonizzazione di Don Orione il 16 maggio 2004. Nelle sue frequenti visite da Tortona a Genova per incontrare i suoi religiosi presenti nelle prime opere caritative aperte in città, amici benefattori e persone bisognose di conforto, in breve tempo, Don Orione ha conquistato il cuore dei genovesi, affascinati dalla sua santità, carica di una grande umanità. Ecco perché in breve tempo è riuscito a creare a Genova e dintorni , la “costellazione della carità” frutto della generosità di molti insigni benefattori. Nel 1929 la famiglia del conte Ravano donò a Don Orione un vasto appezzamento di terra, gli invitati si sono potuti “tuffare” nel passato in un’antica e vivace vita di piazza Medioevale, animata da donne e uomini nei loro costumi, pronti a mostrare gli antichi mestieri, le pigotte e i merletti, antiche monete d’argento raffiguranti valorosi re e principi, a lasciar assaporare la tradizionale focaccia genovese e il nostro inconfondibile pesto! mare ed il luccichio delle onde, che accompagnano e rendono le giornate più vivaci e serene. Attualmente, l’Istituto ospita oltre 200 anziani in gran parte non autosufficienti seguiti da 100 dipendenti diretti, collaboratori, professionisti e volontari. Per ottemperare alle norme sanitarie vigenti si è costretti a continui e costosi interventi che, nonostante tutto il nostro impegno per rendere sempre più confortevole la vita degli ospiti, ci mettono in grande difficoltà finanziaria. Siamo certi però che Don Orione dall’alto veglia e protegge sulla sua “costellazione della carità”, grande parafulmine di Genova, e continua a conquistare la bontà e il cuore dei genovesi affinché quanti vivono all’ombra delle sue tende trovino un sicuro e sereno tramonto della loro vita. L’animatrice Barbara Parasiliti IlVillaggiodellaCaritàDonOrioneinfesta l Villaggio della Carità Don Orione di Camaldoli sono tante le giornate di festa con manifestazioni religiose, sportive e culturali, durante l’anno, ma fra tutte emerge la Festa Patronale, che celebriamo ogni anno, la terza domenica di Settembre, in onore della Madonna Fonte della nostra gioia. Ci si prepara con entusiasmo e ci si sente tutti coinvolti e protagonisti. Tre giorni di preparazione intensa che noi chiamiamo triduo. Giovedì 15 settembre comincia con il botto, arriva Don Paolo Coata accolto con entusiasmo da ospiti e collaboratori. Durante la messa saprà dire quelle cose che nascono dalla sapienza del cuore e si capiscono con immediatezza. Il pomeriggio fantastico Karaoke all’aperto organizzato dal signor Crivellari. Le basi musicali preparate spaziavano da brani degli anni ‘50 fino agli anni ‘80. Strepitosi i nostri ragazzi, ritmi perfetti e tonalità virtuosistiche A con meritati applausi a scena aperta. Molti brani sono stati accompagnati da battiti di mani cadenzati e cori spontanei a sostegno delle voci soliste. Grandi interpreti: Aldo Franchi con “Musetto” del Quartetto Cetra; Nappo Antonio “Il Carrozzone”; Renato Todaro “Marina”; Fabrizio Baluganti “Fotoromanza”; Marino Verardi e Filippo Lombardelli “Io ho in mente te”; Enzo Spataro “Stasera mi butto”; Claudio Benvenuto “Jeshael”; un sorprendente Giovanni Mannoni che ha cantato una difficile canzone di Bennato e poi Enzo Torre, Giorgio Macciò, Luigi Cocchella, Battista Bergese, Carletto Scipioni, Berrino detto “Ciappeletta” e tanti altri, per una gioiosa festa canora chiusa con “Io Vagabondo”, cantata tutti insieme. Venerdì 16 settembre viene a trovarci Don Erasmo, a messa ricorderà splendidi episodi “mariani” di Don Orione. Alle 14.30 tutti in teatro per assistere alle mirabolanti magie del mago Pinin, un professionista dell’illusionismo, che saprà giocare con i nostri ragazzi e farli divertire e incantare e sorprendere. Ogni numero terminerà con meritati applausi. Sabato 17 settembre a messa Don Germano Corona ricorda a tutti noi la fortuna d’avere Maria come nostra protettrice e fonte di quella gioia, che chi arriva a Camaldoli, “respira” negli occhi degli ultimi di San Luigi Orione. Il pomeriggio, grande entusiasmo al “Luna Park” organizzato dal gruppo giovani volontari del Villaggio della Carità, che sono tanti, impegnati e bravi. I nostri ospiti, tornati allegramente bambini si sono divertiti e hanno gareggiato a: Acchiappa la fortuna, Tiro al cerchio, Bowling, Colpisci il barattolo, Fai canestro, Minigolf, La pesca misteriosa e Che cos’è? (dentro un magico sacco si tastavano al buio bellissimi premi, chi indovinava cos’era l’oggetto se lo teneva). Non poteva mancare una nota di colore: Fabrizio Baluganti, famoso per stancare il cervello di tutti quanti, ha rischiato di travolgere nel sacco dei premi la volontaria Silvana Bianchi, tra le risate generali di tutti i partecipanti. Un’altra bella novità, la scheda: “Gioca e fa punti”, per oggni attrazione era assegnato ai partecipanti un punteggio compreso fra uno e quattro, alla fine premi finali ai primi classificati. Tutte le giornate del triduo si sono concluse, naturalmente, con la “Merenda golosa”, buona perché gustosa, leggera perché “gratis”. Domenica 18 settembre fin dalle prime ore del mattino un formicolio di gente nel viale principale tra operatori, ospiti e volontari. Si preparano le famose bancarelle ove esporre gli elaborati degli ospiti e così attrarre l’attenzione del pellegrino, a comprare qualche bellezza preparata con tanto sacrificio e amore. In mezzo a questo trambusto fa irruzione la nostra Banda dell’Istituto di Borgonovo (Pc) con le graziose majorettes; si eleva il tono della festa e le note musicali preparano i cuori a partecipare alla gran festa della celebrazione della Santa Messa. Presiede l’Eucarestia il Padre Provinciale Don Giampiero Congiu, accompagnato dai sacerdoti della comunità, da Don Germano Corona e Don Pasquale Careddu. Il Coro Alleluja del Villaggio, imbattibile nei suoi gorgheggi, accompagnato dai nostri volontari alla chitarra, diretto dall’educatore Paolo Delli Noci, ricevono i celebranti con il canto “Lodato sii Signore mio”. Il celebrante spiega che il canto fu composto da San Francesco in un momento particolarmente travagliato della sua vita, nel dolore per la malattia, nella sofferenza per l’invidia attorno alla sua opera, eppure, affidandosi al Signore, trovò in sé queste meravigliose parole, che noi a distanza di tanti secoli ancora intoniamo. Ha accostato pure queste gioiose lodi ai nostri ragazzi. Anch’essi nella malattia, sanno accogliere con sorrisi chi si prende cura di loro. Trasmettono a tutti la gioia che ricevono da Maria. Dopo la Santa Messa, in Teatro per l’incontro mensile del gruppo degli Amici di Don Orione, poi... il Pranzo dell’Amicizia. Più di centoventi persone a tavola, ...che confusione ...ma che allegria! Nel pomeriggio la Banda ci ha rallegrato con un bellissimo concerto e poi ci ha accompagnato durante la processione in onore della Madonna per i viali del Villaggio. Processione che si è svolta dopo la celebrazione della Santa Messa presieduta da Don Arturo Bisi, il quale all’omelia, ci ha entusiasmati con la sua foga oratoria, all’amore di quella Mamma Celeste che continuamente ci riempie di grazie e di gioia. Prima di chiudere il sipario su questa bella giornata la Banda e le majorettes ci hanno regalato uno spettacolo con brillante musica accompagnata artisticamente da una coreografia agile e sincronizzata delle majorettes. Un grazie alla Banda e a tutti coloro che ci hanno onorato con la presenza e partecipazione. Vi aspettiamo sempre, ma soprattutto la terza domenica di settembre del prossimo anno 2006. Maria, fonte della nostra gioia, ci benedica tutti. Ave Maria e Avanti! Paolo Delli Noci 15 IN MEMORIA Raccomandiamo alle preghiere dei nostri lettori gli amici, i benefattori e gli assistiti mancati da poco o dei quali ricorre l’anniversario della morte: prof. Mario Zambaldi, prof.ssa Adriana Franzoia, sig.a Azzurra Falciani, sig.a Domenica Belli, b.ssa Carmen Boggiano Pico De Wedel Jarlsberg, sig. Giuseppe Baraggioli, sig.a Rina Rinaldi, rag. Mario Angori, sig. Ettore Serafini, sig.a Lucia Ortu in Zonca, sig. Giuseppe Costa, sig.a Matilde Chittolini, sig.a Maria Bernini Filippi, sig. Mario Campanini Mescoli, sig.a Maria Rosa Vaccaro, sig. Bruno Corona, sig.a Rosetta De Barbieri in Ghiraldi, sig.a Bice Ivaldi ved. Revello, sig.a Anna Rapuzzi, sig.a Carlotta Parodi ved. Parodi, don Eliseo Canini, don Nicola De Martini, sig. Giacomo Olivieri, sig. Luigi Eugenio Vallarino, sig.a Antonietta Conte ved. Bandiera, sig. Carlo Schiavini, sig. Filippo Calcagno, padre Cristoforo Boccardo, sig.a Amalia Scarpato, sig. Francesco Podestà, sig.a Aida Sanguineti ved. Badano, sig. Massimo Minoli, sig. Ernesto Ruggeri, sig. Mario Podestà, don Mario Garbarino, m.se Antonio Serra, cap. Andrea Corrado, avv. Mario Novara, sig. Giuseppe Perassolo, sig. Benedetto Maciocco, suor M. Dorotea Incardona, don Angelo Giust, c.ssa Ester Maria Bianchi di Lavagna Capellino, sig.a Lucina Bianchini, sig.a Agnese Mascioli, sig.a Bice Zoppi, sig.a Maria Caselli ved. Belledonne, cav. rag. Mario Bruno, don Ignazio Francesco Corriga, sig. Gigi Boero, sig. Alberto Salviati, sig.a Rosa Maria Ameri in Cipollina, cav. Mario Perrone, sig. Emanuele Sciaccaluga, dr. Edilio Pesce, sig.a Elide Bresci, comm. Giovanni Massone, dr. Iride Felicioli, sig. Giovanni Dettoto, sig.a Anita Grassi, don Gino Rizzi, sig. G.B. Lavarello, sig.a Francesca Dughera Fenu, sig.a Ines Tencalla Adamoli, m.se A. Vincent Ardissone, sig.a Rosetta Boero, don Eugenio Canini, don Paolo Taramasso, sig. Eugenio Pattoni, cari. Arturo Perduca, sig.a Rina Pitto, sig. Giovanni Mosto, n.h. Corrado Besozzi, dott. Mario Bruschettini, sig. Mario Fea, don Pietro Foroni, sig. Enrico Lucchetti, ing. Enrico Ferrari Leuzzi, suor M. Carolina, sig. Gian Luigi Martino, sig. Giuseppe Morchio. sig.a Maria Nichetti ved. Conte, prof. Ettore Taralli, sig.a Bice Pieracci Traverso, sig.a Mireille Seguin, sig. Giuseppe Lorenzo Ivaldi, sig. Nicolò Salvia- ti, sig.a M. Rosa Imperiale, don Gerardo Durante, don Bartolomeo Ramognini, sig.a Onorina Cesaro, sig.a Adriana Tealdo, sig. Gaetano Scarpato, sig. Oreste Salviati, sig. Gaetano Belluschi, sig. Lino Negro, avv. Ilario Porcile, dott. Luigi Del Rosso, don Umberto Secchiaroli, sig. Dario Armanino, sig.a Eleonora Castellana ved. Roulis, dr. Ing. Luigi Picone, sig.a Barbara Salviati, sig.a Silvia Bruno ved. Ferrea, sig. Edoardo Gervasoni, sig. Angelo Caviglia, sig. Augusto Zaccone, sig.a Ortensia Facco in Scala, sig.a Lilla Mongiardino ved. Ghiglione, sig. Giuseppe Sandro Testino, don Delfino Sonaglia, prof. Silvio Enrico Genta, comm. Davide Tealdo, n.d. Giorgina Scartezzini, don Enrico Sciaccaluga, sig.a Rosa Legovich, sig.a Ortensia Merlo, sig.a Gilda Maria Bellazzi, sig.a Maddalena Chiozza, sig.a Raffaella D’Aprile, sig.a Paoletta Filosa, sig.a Amalia Giromini, sig.a Teresa Mandirola, sig.a Patrizia Olivetta, sig.a Angela Portonato, sig.a Ida Giudici, sig.a Antonietta Di Mauro, sig.a Anna Costa, sig.a Adriana Raneri, sig.a Luigina Rissotto, sig.a Emilia Giovanna Solari, sig.a Elva Naccari, sig.a Luigia Montaldo, sig. Sergio Caleffi. 16 COME AIU TARE IL PICCOLO COTTOLENGO AULE (€ 500) (concorre all’ordinaria manutenzione delle sedi dei Piccoli Cottolengo) BORSA MISSIONARIA (€ 250) (concorre all’acquisto di materiale - protesi, carrozzelle, ecc. - per le missioni) - EMILIA VITTONE - la Nipote - MARIA LUISA - la sig.a Emiliana BORSA FARMACEUTICA (€ 200) (concorre all’acquisto di medicinali, protesi e presidi sanitari ai nostri ospiti) - MARIA LUISA - la sig.a Emiliana - San LUIGI ORIONE - la sig.a Graziella Bozzino - San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo BORSA DI STUDIO (€ 100) (concorre a mantenere agli studi chi si prepara alla vita religiosa) - San LUIGI ORIONE - i sigg.i Paolo Taverna e Giuseppina Garino - MARIA LUISA - la sig.a Emiliana - San LUIGI ORIONE - i sigg.i Paolo Taverna e Giuseppina Garino - ANDREA e BATTISTINA GAGGERO - i figli BORSA DI PANE (€ 75) integra la retta di chi non riesce ad arrivare alla quota stabilita) - San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo - San LUIGI ORIONE - San LUIGI ORIONE - il sig. Giulio Roscio LETTINI (€ 50) (per la biancheria e il vestiario degli ospiti) - San LUIGI ORIONE - (2) la sig.a Mina Sparvoli - Cap. VINCENZO CIPRIANI - la moglie - PIETRO PORRU - il sig. Modesto Diana - MARIA LUISA - la sig.a Emiliana - San LUIGI ORIONE - (2) la sig.a Maria Scuderi - San LUIGI ORIONE - la sig.a Letizia Bricca BANCHI (C 25) serve per l’acquisto e il riordino delle suppellettili) - Famiglia PELLEGATTI - la sig.a Arianna Pellegatti - SARA e RICCARDO - la sig.a Maria Luisa Noli - San LUIGI ORIONE - la sig.a Maria Elena Medicina - San LUIGI ORIONE - il sig. Luigi Ramundo - RINA e LUIGI - RENATA BERTOLI ved. AVEGNO - la sig.a Rosetta Rovegno ved. Filippini – San LUIGI ORIONE PER DONAZIONI E LASCITI Chi volesse disporre di donazioni, lasciti o espressioni di liberalità a favore dell’Istituto è pregato di farlo usando esclusivamente la seguente dicitura: «Lascio (o Dono) alla Provincia Religiosa San Benedetto – Piccolo Cottolengo di Don Orione con sede in Genova - Via Paverano 55 - per le proprie finalità caritative e assistenziali in Genova. Per maggiori informazioni e/o chiarimenti rivolgersi all’Ufficio Tecnico Successioni: telefoni 010/5229343 - 010/5229313. Rivista inviata a nome dei nostri assistiti in omaggio a benefattori, simpatizzanti, amici e a quanti ne facciano richiesta. 16143 GENOVA - Via Paverano, 55 Tel. 010/5229.1 - Conto Cor. Post. N. 00201160 Autorizz. della Cancelleria del Trib. di Tortona in data 26-6-'61 - n. 42 del Reg. Direttore: Don GERMANO CORONA ([email protected]) Responsabile: Sac. Carlo Matricardi Realizzazione a cura della Editrice Velar - Gorle (Bergamo)