AMICI DI DON ORIONE
Spedizione in a.p. - art. 2, comma 20/c - legge n. 662/96 - Filiale di Bergamo - Anno XXXIX - N. 9 - Novembre 1999
Mensile del
Piccolo Cottolengo
di Don Orione Genova
s.E. mons. dionigi
tettamanzi presenta
il nuovo parroco
don giampiero congiu
alla comunità di
s. Giuseppe B. Cottolengo
2
MOTIVI
Carissimi Dipendenti, tutti
La via della sofferenza
a maggioranza dei
nostri lettori non
sa della disavventura che ci ha colpiti sul
finire dell’estate, né vogliamo informarne compiutamente. Basti sapere che il direttore, Don
Nino Zanichelli, è stato
sottoposto d’urgenza
ad un delicato intervento chirurgico. La speranza è che non solo sia
tornato in piena attività
mentre leggerete questa nota, ma che la stessa non possiate leggere, perché da lui soppressa. Approfittiamo
dell’occasione per ringraziare delle testimonianze d’affetto e di
partecipazione giunte
dalla ristretta cerchia
informata.
L’uomo, malgrado ne
rifugga, è assoggettato
alla sofferenza nelle sue
molteplici espressioni:
ultima la morte. A novembre, mese tradizionalmente legato al ricordo dei defunti, la nostalgia del rimpianto scolorisce quello che forse è stato uno dei dolori più
cocenti. Il tempo, si sa, la vita che comunque
spinge in avanti, sono elementi lenitori a prescindere da qualsiasi convinzione religiosa.
Ha un senso abbinare Don Nino alla sofferenza? Ecco, si potrebbero dire tante cose, però
preferiamo siate voi a trarne le valutazioni. Talvolta la più articolata delle argomentazioni lascia in noi spazio per dubbi, per contestazioni.
Don Nino, appena ne è stato in grado, la grafia
ancora incerta, ha scritto le poche righe che seguono. Sono dirette a persone, o meglio al cuore di uomini e donne legati in qualche modo da
un rapporto, ma la loro valenza supera di gran
lunga la “parrocchietta”.
Caro Direttore, come vede facciamo di tutto
perché la rubrica sia sempre sua…
L
Ospedale S. Raffaele di Milano 16/9/1999
Carissimi Confratelli,
non so se avete pensato ad una fuga, il fatto
che non sono riuscito a mettervi a conoscenza
del mio stato di salute. Non è stato così. Ero in
uno stato dì così grave confusione che neppure
io me ne rendevo conto. La partenza m’è parsa
l’ultima scialuppa che mi rimaneva.
Ho accettato tutto in pace e nel nome del Signore. Sono molto grato a ciascuno di voi per le
preghiere in mio favore. Dimenticati i miei difetti, ho sempre e solo agito per farvi del bene.
Un affettuosissimo saluto.
Reverendissime Consorelle,
in questo momento particolare, se ho nel
cuore tutti, dai confratelli, ospiti, collaboratori,
volontari a tutti gli amici, so di non mentire ad
affermare che sopra ogni altro ci siete Voi, Reverendissime Suore, anche per un motivo egoistico, quello di sapere che fra tutti certamente pregate maggiormente per me.
Ho accettato tutto con grande pace nel Signore e associo le mie sofferenze alle carissime
suore del San Roberto (reparto per suore malate n.d.r.) che, mai come ora, ritengo le perle dell’opera di carità orionina.
Vi chiedo di non stancarvi di pregare.
Un cordialissimo saluto.
Carissime Ospiti,
mi siete mancate tanto, ma, se devo dire la
verità non mi sono mai sentito così direttore del
Piccolo Cottolengo come in questi giorni di dolore, vivendo la stessa vostra vita. Anche prima
sapevo penetrare i vostri drammi, per la sensibilità che il Signore mi ha dato, ma ora si è trattato di partecipazione totale.
Siamo forti, viviamo la nostra sofferenza insieme a quella di Gesù, non sarà un male, ma il meglio dei beni.
Vi saluto ad una ad una e tutte benedico nel
nome del Beato Fondatore che chiamo a soccorrere voi e me con la potenza che gli viene da Dio.
Un grandissimo, cordialissimo saluto.
Mi faccio vivo solo ora perché prima non ero
in grado di farlo, ma ci tenevo a dirvi una cosa:
quanto mi è successo, che ho accettato in pace
nel nome del Signore, l’ho offerto anche per ciascuno di voi e per le vostre famiglie.
Mi sono convinto ancora di più che la missione che state compiendo al Piccolo Cottolengo è
il meglio che si possa fare: “sollevare” un pochino Gesù nei suoi fratelli.
Se state bene di salute non lamentatevi mai,
di nulla, perché tutto è nulla quando c’è quella.
Gesù mi benedica e vi benedica. Ho saputo
che avete pregato tanto per me, ve ne sono
molto grato.
E se sarò ancora in grado di manifestarvi il bene che vi voglio, certo non mi risparmierò.
Con tutto il cuore.
Don Nino Zanichelli
Un salto di qualità per lo spirito
Riportiamo da “Avvenire” uno stralcio dalla
cronaca della presentazione della nuova lettera pastorale “Nel cuore della Trinità” del nostro Arcivescovo Cardinale Dionigi Tettamanzi
avvenuta il 24 settembre. Nel sopratitolo si
leggeva: “Anche un ospizio tra i ‘luoghi’ dove
vivere l’Anno Santo”.
...Una conversione che chiama a gesti concreti.
“La scelta dell’Istituto Paverano (una struttura dove alloggiano anziani e malati ndr) come uno dei
luoghi giubilari della diocesi – ha scritto il cardinale Tettamanzi nella quarta parte della lettera, dedicata alle iniziative – vuole ricordare a tutti e in
modo permanente che la carità verso i malati e i
poveri è uno degli elementi essenziali e irrinunciabili della grazia del Giubileo: come ottenere misericordia da Dio se non usiamo misericordia – ossia
un cuore che assuma e condivida la miseria – verso chi ha bisogno?”…
Il Cardinale, già nella terza parte della lettera,
spiegava più diffusamente: “… in realtà, se le Cattedrali, le Basiliche, i Santuari presentano le ‘tracce’ della presenza e dell’azione di Dio, le persone
in vario modo provate e in attesa della nostra carità non sono forse la presenza viva e palpitante di
Gesù stesso che ci chiede di essere sfamato, dissetato, ospitato, vestito, visitato, confortato?
INCONTRI
Questa prospettiva, mentre ci fa immediatamente comprendere come il Giubileo debba condurre ad un nuovo cammino di vita cristiana ispirato dalla carità, costituisce un invito a valorizzare
in chiave giubilare il molteplice e vario impegno
di volontariato nel segno di un dono di sé per
amore di Dio e dei fratelli. In questo senso ho
scelto come luogo
giubilare diocesano
l’Istituto ‘Paverano’
presso il quale verrà
celebrato in particolare il Giubileo dei
malati (Ascensione,
4 giugno): non certo
per restringere l’ampia possibilità di fruire dell’indulgenza in
altri luoghi della carità, ma per offrire a
tutti un richiamo permanente e particolarmente significativo per la nostra città,
ancora oggi benedetta e stimolata
dalla carità del beato
Don Orione. …”.
Domenica 28 novembre, ore 10
raduno amici a paverano
Fra gli arrivi a Genova, come altrove segnalato in questo numero, c’è un gradito ritorno.
Si tratta di
Don Carlo Matricardi
che abbiamo invitato a presiedere l’incontro di novembre.
Chi desidera fermarsi al pranzo, ricordi di prenotarsi almeno tre giorni prima presso la nostra
segreteria: tel. 0105229334.
4
CONOSCERCI E’ AMARCI
Un mondo di bene
ualche critico – perché
anche noi abbiamo i nostri bravi critici – dice che
da queste pagine dobbiamo limitarci alle cronache locali. Non
sempre, e men che meno volentieri aderiamo, convinti che
tutte le chiusure siano frutto di
ristrettezza mentale. A loro consolazione tuttavia rileviamo che
in chiusura saranno accontentati, se avranno la pazienza di leggerci.
Partiamo dalla “Missione Arcobaleno” e dalla distribuzione
degli aiuti al Kosovo che recentemente hanno sollevato diverse polemiche, mentre molti attendono ancora, come era stato
promesso, di conoscere l’utilizzo effettivo dei soldi versati. La
polemica è divampata quando
se ne sono impadroniti i media,
ma la cosa era presumibile vista
la particolare situazione albanese. Del resto, se ben ricordate,
su precedente bollettino avevamo segnalato l’invito dei religiosi orionini operanti in loco a
non inviare materiale, facile preda di disonesti, e di utilizzare
per i soldi canali sicuri (per l’Opera era la Direzione Provinciale di Roma dalla quale dipendono i due centri in Albania).
Evidentemente lo Stato non
è ben ferrato in volontariato,
sebbene cerchi in vari modi con
le istituzioni da lui dipendenti di
“arruolare” organizzazioni per
sopperire alle sue esigenze e
sotto un proprio controllo. Non
risulta abbia ottenuto successi e
speriamo non li ottenga mai; sarebbe una catastrofe. Durante
l’estate ho avuto occasione di
conoscere una organizzazione
Q
sassello. chi lo direbbe
che sono i volontari
di mons. Caviglia?
che opera in Bielorussia, dove
esistono una povertà ed un alcoolismo paurosi. A grandi pennellate il loro modo di operare.
Un gruppo di esperti va a vedere strutture pubbliche che abbiano bisogno di essere riattate
(asili, scuole, mense…), valuta
materiale e personale necessari
e, al contempo, la situazione
dei bambini, specie degli orfani
e dei più poveri. Tornati in Italia
acquistano tutto il necessario
(con forti sconti e regalie da
parte delle ditte), compreso vitto e bevande per chi vi si recherà. Stabiliti i tempi e attivati i
volontari si parte, tornando a
termine lavori. Intanto in Italia –
da notare che ho visto l’iniziativa realizzata in un contesto operaio – si organizzano feste e mostre; il ricavato serve a portare
in Italia qualche bambino per un
periodo, che normalmente viene ospitato da una famiglia fra
le più facoltose, ma che è al
centro dell’interesse di tutti. Da
questo, poi, si apre la strada per
le adozioni (non certo facili coi
paesi dell’Est).
A proposito di adozioni, è
fatto recente, per certuni rappresentavano altro che un gesassello, l’avventura estiva
per 250 nostri ospiti si è ripetuta
da fine giugno a fine settembre.
È talmente dI routine
che quasi non fa più notizia.
sto umanitario. È risaputo pure
che talune organizzazioni che si
occupano di adozioni a distanza
dirottano per i propri servizi,
peraltro precisi e puntuali, il
30% degli incassi. Noi continuiamo a lamentarci della disorganizzazione dei nostri missionari, ma… Come dire che non si
può fare il bene a casaccio, ma
è necessario un minimo di attenzione, almeno quanta se ne
pone nel fare il male. O si tocca
con mano, si vive in prima persona, o ci si affida a chi riscuote
unanime fiducia. E la Chiesa, ad
oggi, è ritenuta la più affidabile.
Il missionario è colui che porta
Cristo, ma con Lui il pane e la
salute: e anche senza di Lui,
perché a nessuno nega il beneficio socio-economico. Così sono nati il nostro Centro Handicappati della Costa d’Avorio,
che serve pure le nazioni viciniori, l’Ospedale di Araguaina,
in Brasile...
Stranamente, perché non è
la prima volta che ne parla, i
quotidiani hanno dato risalto alle parole del Papa che richiama
i giornalisti ad essere più prossimi alla verità oggettiva e meno
succubi delle notizie sensazionali. Sarà difficile cambiare. Editori e testate insistono col dire
che loro producono ciò che il
mercato richiede. È una questione di sopravvivenza; già fansassello. le collaboratrici del
S.GABRIELE IN VENA DI SCHERZI,
NELL’OCCASIONE SI SONO
SCAMBIATE IL COPRICAPO.
no uno sforzo con le pagine culturali… Insomma, non c’è posto
per la cronaca “bianca”, salvo le
premiazioni di cani o giù di lì;
sono cose da giornaletti a bassa
tiratura, settoriali. E così, a leggere i quotidiani, pare che siamo un popolo di ladri, omicidi e
via dicendo. Ma così non è: in
questo modo ci deforma una
penna abituata a redigere un
articolo su una notizia sentita di
sfuggita o di cui comunque si
ignorano la maggioranza dei
fatti. Una ricerca si ha solo
quando si presume una querela. Considerando che nella sola
Liguria, all’inizio dell’anno, erano iscritte all’albo regionale 163
organizzazioni di volontariato
(tante non lo sono), per non
parlare dell’impegno nell’ambito di Chiesa e, giornali permettendo, di gente onesta, è lecito
dubitare che quanto la stampa
ci propone faccia eco alla nostra
richiesta. Su di un giornale locale di grossa tiratura si sente
spesso dire … “però è l’unico
che riporta notizie liguri”. Non
per scelta: per un “però”.
E scuseranno gli interessati,
ma lo facciamo per “necessità”.
Pensiamo di non rubare la notizia a nessuno e, a questo punto,
qualcosa dobbiamo pur ammannire ai famosi critici. Cinquanta anni fa Gianfranco Migone De Amicis e Maria Franca Calvi Parisetti si univano in
matrimonio. Sono amici di Don
Orione, anzi l’amicizia delle rispettive famiglie affonda nella
notte dei tempi. Avuto sentore
che i loro più prossimi avevano
in mente di “fare qualcosa” eccoli d’accordo e in buon modo
a suggerire: “Perché invece non
fate un gesto concreto a favore
del Piccolo Cottolengo? Sarà il
regalo più bello e gradito al nostro cuore!”. Detto fatto, e di
più: la contentezza che accomuna tutti nella felice scelta. All’augurio più grande uniamo
l’assicurazione delle nostre preghiere, e non le solite – quotidiane – per amici e benefattori,
ma speciali: da cinquantesimo!
Si insiste a dire: non fa notizia. La gente parla di questo come di tanti altri fatti di bene
senza bisogno di un supporto
cartaceo… Se vuoi far conoscere certe realtà devi darti d’attorno, interessare determinati ambienti, metterti in coda. Non è
diritto del cittadino essere
informato e dovere del giornalista informare? Ad onor del vero
ci è capitato di ricevere una mosca bianca. Una emittente privata il l4 luglio ci ha scritto una
lettera dove chiede di “spedire
il Suo giornale ogni volta che
verrà pubblicato, in modo da inserirlo nella nostra rassegna
stampa e dì prendere contatto,
qualora Intendesse essere invitato in studio…”.
Non facciamo ancora notizia,
s’intende, almeno quanto meriterebbe il mondo di bene che ci
circonda: è però una breccia…
sassello. anche la pizza,
in vacanza, è più saporita
Palinsesto del duemila
ome gli amici sanno, i religiosi orionini sono soggetti a cambio di sede o
incarico con cadenza triennale.
Certe volte succede poco, altre
assistiamo a rivoluzioni vere e
proprie. Segnaliamo le variazioni che ci interessano più direttamente (Genova); per il resto della Provincia S. Benedetto daremo solo uno sguardo, in funzione dei Sacerdoti conosciuti.
In provincia arriva Don Pietro
Bernardi. Lavorerà in amministrazione e seguirà alcuni amici
che hanno fatto testamento per
l’Opera.
A Paverano, la cui comunità
incorpora da ora anche la “Casa
S. Benedetto” di Via Cellini 17,
destinata a totale ristrutturazione, sono arrivati Don Giampiero Congiu come parroco e Don
Luigi Battistotti.
A Camaldoli vicario è Don
Carlo Matricardi che – se sarà
possibile – assumerà in proprio
tutta l’attività del laicato. Come
C
ingresso di don giampiero
congiu nella parrocchia
di s. Giuseppe B. cottolengo.
il momento della comunione.
cappellano Don Pietro Donzelli.
A Castagna direttore è Don
Fiorenzo Maritan, vicario Don
Mario Gatti.
A Perolla direttore Don Sebastiano Vallauri.
La casa “Famiglia Moresco”
di Bogliasco sarà animata e gestita dalla cooperativa “Dono”.
La Casa dell’Operaio e dell’Accoglienza del Boschetto
sarà affidata a laici.
Il Piccolo Cottolengo di Sanremo, il cui nuovo direttore è
Don Germano Corona, assume
una funzione guida (sul tipo del
Paverano per Genova) nei confronti di Villa S. Clotilde e del
soggiorno “Don Orione” di Diano Marina.
Don Paolo Coata è economo e cappellano dell’ospedale
a Bologna.
Don Angelo Mugnai è vicario a Borgonovo Val Tidone
(PC). È anche incaricato dell’animazione missionaria nella provincia.
Don Antonio Marangon è
cappellano a Piacenza.
Don Mario Salgaro è cappellano al santuario di Fano (PS).
Don Gianni Paioletti è direttore a Villa S. Biagio - Fano.
Che dire? Un grazie a chi ha
lavorato tra noi; la lontananza è
solo logistica, non d’affetti. Benvenuto a chi arriva a rimpinguare le nostre fila: c’è lavoro per
tutti e il Padrone paga bene.
don giampiero
tra i genitori, il fratello più
giovane e una nipotina.
7
PREPARAZIONE ALL’ANNO 2000
Giubileo del 1925
P
apa Pio XI – Achille Ratti – da
Desio (Milano), eletto il 6
febbraio 1922, celebrò il 23°
Giubileo del 1925.
Figura di Pontefice celebrato
per la sua profonda cultura filosofica, teologica e pastorale,
per i tanti servizi offerti quale
Cardinale di Santa Romana
Chiesa al mondo e a Milano –
consacrò e benedisse l’Università Cattolica fondata da Padre
Gemelli – volle chiamarsi Pio per
proseguire l’impegno della pacificazione delle nazioni iniziata
dai suoi predecessori: aveva conosciuto gli orrori della prima
guerra mondiale.
Come segno di pace cui tutta
l’umanità aspira, impartì la sua
prima benedizione non solo all’Italia ma al mondo intero dal
balcone esterno della Basilica di
San Pietro.
La grande folla presente, incurante della scrosciante pioggia, si inginocchiò riverente a ricevere la Benedizione “Urbi et
Orbi” del nuovo Pontefice scoppiando in un grido di gioia: Viva
il Papa e viva l’Italia!
Viva l’Italia quasi a esprimere
il desiderio della soluzione della
annosa questione romana che si
concluderà nel 1929.
Il periodo che prepara questo Giubileo è certo uno dei più
turbolenti.
Si deve dire che se non ci fosse la luce dello Spirito Santo che
guida il Santo Padre nel discernimento – un po’ in tutti tempi –
non si capisce come un uomo
pur colto e inserito nel suo tempo, possa guidare con mano così forte e sicura le sorti della
Chiesa e dell’umanità intera!
La fine della grande guerra
ha fatto emergere un’infinità di
problemi – scioperi, disagi di
ogni sorta politici economici,
l’insorgere di divisioni, anticlericalismo dichiarato – e quindi la
necessità di dominare la situazione che uomini senza scrupoli
cavalcarono realizzando regimi
dittatoriali nei vari stati. Si compiva in quell’anno la marcia su
Roma guidata da Benito Mussolini che con il benestare del re
Vittorio Emanuele III cominciava
a dominare la scena politica italiana.
Nello stesso periodo il Papa
Pio XI proclamava in una mirabile Enciclica che l’Italia nulla ha
da temere dalla Sede Apostolica. Il Papa, qualunque egli sia,
ha sempre pensieri di pace vera
e perciò non disgiunta dalla giustizia, ribadisce le proteste per
l’anormale situazione della Santa Sede creatasi dopo la presa
di Roma, invita gli uomini di
buona volontà, perché quando
Dio farà suonare l’ora di grazia,
non la lascino suonare invano
ma anzi l’accolgano perché sarà
un’ora solenne e feconda sia per
la restaurazione del Regno di
Cristo come per la pacificazione
dell’Italia e del mondo.
L’Anno Santo fu proclamato
per supplicare il Signore della
Storia con la penitenza a risolvere problemi così cruciali e tragici
della storia. Il Papa, ottimo mecenate, chiamò Guglielmo Marconi, l’inventore della radio, a
realizzare le sue scoperte e volle
fosse creata in Vaticano la prima
stazione radio; curò lo sviluppo
delle missioni in tutto il mondo.
Ebbe molto caro Don Orione
cui conferì incarichi religiosi e
sociali di grande rilievo specie
nella cura di fratelli bisognosi di
cure e consiglio. L’Anno Santo
vide un accorrere di pellegrini
da tutto il mondo che con il Papa stesso celebrarono le grandi
liturgie penitenziali.
Basilica di
Santa Maria Maggiore:
fu eretta da Papa Sisto III nel
431 e conserva la struttura paleocristiana. Si narra che il luogo
per onorare in Roma la Madre di
Dio sia stato indicato dalla Madonna stessa con la famosa nevicata del 5 agosto di cui si fa
ancora memoria con il titolo Madonna della Neve. Molti furono
nei secoli le aggiunte e gli abbellimenti non ultimo il meraviglioso cassettone del soffitto ornato con il primo oro giunto dalle Americhe. Una nota di particolare attenzione vuole che la
Basilica conservi la memoria del
Presepio di Betlemme con il
gruppo marmoreo di Arnolfo di
Cambio della fine del 1200.
Fermati nella Cappella dedicata alla Madonna Salus Populi
Romani eretta per confermare la
fede in Maria protettrice della
città con una immagine bizzantineggiante del secolo XIII. Qui
puoi pregare senza tante distrazioni, ma per il resto segui una
buona guida e ammira l’amore
degli antichi. Impara anche tu
ad amare la Santa Madonna.
Don Ferdinando
8
CRONAC A
Castagna: insieme... a Don Orione
cusi, posso? Ma che cosa sta avvenendo? Come è bello qui, possiamo fermarci?”
Questo si sono sentiti dire i
custodi della portineria dell’Istituto Don Orione di via Tigullio a Quarto-Castagna.
A fare queste domande, incredibile ma autenticamente
vero, erano alcuni automobilisti di passaggio, appena usciti
dall’autostrada. Spettatori, anche loro, aggiuntisi ai moltissimi già presenti.
Ma spettatori di che?
Domenica 5 settembre 1999,
dalle ore 10 alle ore 18, all’Istituto Don Orione di Quarto-Ca-
“S
stagna, si è svolta la settima
edizione di “Insieme io tu noi
voi loro insieme”, manifestazione organizzata dal C.I.D.O. Centro Infermieristico Domiciliare Ospedaliero. Con il patrocinio e la collaborazione organizzativa del Comune di Genova - Assessorato alla promozione della città e Assessorato alla
promozione sociale e la partecipazione della Provincia di Genova - Assessorato alle politiche
sociali, della circoscrizione IX
Levante, dell’E.N.P.A. - Ente
Nazionale Protezione Animali, e
dell’A.G.A.D.A. - Associazione
Genovese Amici degli Animali.
“Insieme io tu noi voi loro
insieme” prevede sin dalla prima edizione – 1993 – la partecipazione di animali.
Tutta la manifestazione si
svolge nell’ampio terrazzogiardino affacciato sul mare e
prospiciente l’istituto. Ombreggiato da un filare centrale
di tigli e ingentilito da una profusione di fiori multicolori e da
numerosi e variopinti pennuti,
molti dei quali liberi di spostarsi dovunque.
Questo spazio è stato, da
sempre, un invito ed ha facilitato, e in qualche modo suggerito, la partecipazione numerosa
di animali, anche di taglia robusta, come cavalli e asinelli.
La cronaca fotografica di Paola Leoni testimonia della solenne concelebrazione...
Che infatti si sono aggirati
per tutto il pomeriggio con gli
istruttori della scuola di equitazione della S.I.B., gli allievi, ed
… della tranquilla bonomia
del cavallo, “domato”
persino dal piccolo Riccardo…
hanno soddisfatto le molte richieste di adulti e bambini che
si sono iscritti per provare l’inebriante sensazione della loro
prima cavalcata.
La giornata “Insieme…” è
iniziata con la Santa Messa,
concelebrata da Don Pietro
Bernardi, direttore dell’istituto,
da Don Luigi Lorenzi, Don Carradori, Don Enea, Don Ghio.
Subito dopo, Don Bernardi ha
impartito la benedizione. Attorno a lui si sono radunati in
molti, umani e animali: molti visitatori “esterni” che porgevano all’acqua benedetta i loro
amici a quattro zampe e tutti
gli “espositori” coi loro animali: Club Amatoriale del Gatto
Europeo, S.I.B., Spc. Ippica del
Bardigiano, Consorzio Cooperativo “Alta Valle Sturla”,
E.N.P.A., A.G.A.D.A.
Poco prima dell’inizio della
Santa Messa, uno squillo di
tromba ha annunciato l’arrivo
della fanfara dei bersaglieri.
Da Melzo, infatti, entrando a
passo di carica, sono giunti i
bersaglieri della fanfara
“Aminto Caretto”, che con i
loro colleghi di Genova si sono esibiti al termine della Santa Messa in un repertorio notevole ed eseguito con maestria, deliziando tutti. Molti
“nonni” dell’istituto erano addirittura “rapiti”.
Ma non si è sottratto spazio
né attenzione ai nonni dell’istituto, anzi, si è fornita loro una
occasione in più per essere
protagonisti: alcuni “nonni e
nonne”, infatti, sono colonne
portanti del “Coro vocale e
strumentale della Castagna”,
che ha accompagnato la messa. All’elevazione i bersaglieri
hanno, invece, suonato “Il silenzio”.
Altri nonni, ospiti dell’istituto, sono pittori, ceramisti, falegnami, compositori di graziosi
collage: i loro lavori sono stati
esposti durante l’intera giornata in una mostra appositamente allestita dagli animatori del
C.I.D.O., che li seguono quotidianamente.
Da quest’anno si è chiesto
ai nonni di patrocinare un’iniziativa a favore degli animali
abbandonati, intitolata “Vuoi
adottarmi?”.
E.N.P.A. e A.G.A.D.A. hanno
infatti provveduto ad allestire
dei box che hanno ospitato per
tutta la giornata micetti: dolci,
miagolanti batuffoli in cerca di
carezze e cani, che l’inciviltà di
alcune persone ha condannato
a (non) vivere nelle gabbie del
canile municipale.
Tutta questa brigata, quasi
un’arca di Noè, è servita a trovare casa e famiglia almeno ad
un cane e ad un gattino.
D’altronde è noto da tempo
come il rapporto anziano-animale induca serenità e tenerezza e sia benefico, in modo
particolare per l’anziano. Si ottengono con la Pet Therapy,
episodi di ri-socializzazione,
anche in soggetti indifferenti a
qualsiasi altro stimolo o sollecitazione.
D’altronde anche l’animale,
così inserito, ri-ottiene quel
ruolo di “soggetto” – che nel
rispetto di tutto il creato do…della benedizione
degli animali…
e degli accompagnatori…
...e della esuberante vitalità
di Mino Reitano.
Il tutto per stare “insieme”
al Piccolo Cottolengo
di Don Orione
di Quarto-Castagna.
Ormai il nostro istituto di
Castagna è divenuto un punto
di ritrovo, si direbbe prediletto, di molti bambini. Quanti se
ne sono visti, per tutta la giornata “Insieme…”. La presidente del Consiglio di circoscrizione IX Levante, la signora Alba
Viani, rimasta “insieme” a noi,
anch’essa tutto il giorno, era
meravigliata ed anche commossa di questo. E pensava
già a nuove iniziative da fare…
“insieme”.
Come previsto, alle ore
16.30, è planato sul palcoscenico un grande cantante: Mino
Reitano. Grande, non soltanto
perché famoso, grande, davvero, nell’estensione vocale,
nella smagliante professionalità, nella magnetica capacità
di catalizzare l’attenzione, ma
soprattutto nel donarsi, nell’of-
… della presenza qualificante della fanfara dei bersaglieri…
vrebbe appartenergli di diritto
– e non di “oggetto”, al quale,
purtroppo, ancora in molti casi
viene relegato.
Molti santi hanno protetto e
… della esibizione danzante…
amato gli animali. Don Orione
si inteneriva moltissimo, in modo particolare nell’osservare i
nidi degli uccellini e si legge, in
una sua biografia, che spesso
desiderava vi fosse dietro l’altare una gabbia con dei canarini perché, diceva: “Col loro
canto lodano continuamente il
Signore”.
… talvolta soffusa di poesia…
frirsi completamente, nell’intenzione, palese, di emettere
le note dei pezzi cantati, col
cuore, prima ancora che con le
corde vocali. Questa generosa
e totale simbiosi col “suo”
pubblico è culminata col coinvolgimento di molti bambini
presenti, calamitati letteralmente da lui in palcoscenico a
fargli da cornice e da coro.
Mentre lui saliva e planava dal
palcoscenico tra i “nonni” che
lo tiravano da tutte le parti, lo
abbracciavano e cantavano
con lui. Grazie, Mino. Grazie a
tutti.
Stiamo ancora “Insieme…
io tu noi voi loro insieme”. Insieme a Don Orione.
Lina Traversa
“Maria causa della nostra gioia”
Festa del villaggio di Camaldoli
omenica 19 settembre l’istituto di Camaldoli a Genova ha festeggiato la Madonna, a cui è dedicato il Santuario del villaggio della carità: “Maria causa della nostra
gioia”. La funzione religiosa
del mattino è stata tenuta da
Don Lucio Felici direttore dell’Istituto Don Orione di Firenze, venuto a trovarci per l’occasione. Il coro della parrocchia Nostra Signora degli Angeli ha allietato la liturgia con i
suoi splendidi canti. La messa
solenne del pomeriggio, tenuta dal nostro direttore Don
D
Luigi Lorenzi, assistito dai suoi
confratelli, è stata animata dai
nostri ex ragazzi ospiti della
nuova casa di Bogliasco.
La festa, nonostante il cattivo tempo del pomeriggio, è
trascorsa bene. Al mattino i
nostri ospiti si sono molto divertiti con la pesca di beneficenza, a guardare la ballerina
di flamenco accompagnata da
un bravo chitarrista, curiosando insieme ai visitatori esterni
fra i banchetti che esponevano alcuni lavori delle nuove attività di animazione di Camaldoli e Paverano, osservando
meravigliati un esperto soffiatore di vetro. Il pomeriggio
pienone al teatro, dove tutti
insieme abbiamo applaudito il
geniale Mago Merlino ed il
coinvolgente cantautore genovese Sergio Alemanno.
Grazie da parte di tutti gli
ospiti del villaggio, alla ditta
Onama per l’ottimo pranzo distribuito, ed a tutti gli altri: religiosi, volontari, amici, parenti, collaboratori, che hanno reso possibile questa occasione
di gioia.
Paolo Delli Noci
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Paverano
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Un gruppo di
studentesse
attornia
la maestra Lidia
durante la pausa
di una delle lezioni.
Sarà Gina
la nuova direttrice
del gruppo di canto?
Le coriste
sembrano gradire
j
z
Gruppo di canto misto?
perché no!
Ecco come due amiche
festeggiano il compleanno:
stando vicine!
siamo la coppia
più bella del mondo...
15
RS
IN MEMORIA
Prof.ssa Ermelinda Vannini
Pur non partecipando attivamente alla vita del gruppo
Amici di Don Orione ha voluto
testimoniare la sua stima per
l’attività del Piccolo Cottolen-
go genovese che ha voluto beneficiare con le sue ultime volontà. La gratitudine sarà accompagnata dalla preghiera
dei nostri ospiti.
Giovanni Picciotto
meditazione solitaria
lungo la
“passeggiata don orione”.
M
un momenro di relax
in amicizia.
È mancato il 23 settembre
ad 82 anni di età. Era di casa a
Paverano dove veniva quotidianamente da quattro anni a
visitare la moglie malata.
Quando un improvviso malore
lo colse, il 12, venne accolto
pure lui; ma l’ospitalità fu di
brevissima durata. Alla moglie
Amelia, al figlio Antonino, alla
nuora Paola Fuliano, giungano
anche da questa pagina il senso della più profonda partecipazione al loro dolore e l’assicurazione di una preghiera in
suffragio dell’anima signorile e
schiva del caro Giovanni.
Raccomandiamo alle preghiere dei nostri lettori gli
amici, i benefattori e gli assistiti mancati da poco o dei
quali ricorre l’anniversario
della morte: prof. Mario Zambaldi, prof.ssa Adriana Franzoia, sig.a Azzurra Falciani,
sig.a Domenica Belli, b.ssa
Carmen Boggiano Pico Wedel Jaresberg, sig. Giuseppe
Baraggioli, sig.a Rina Rinaldi,
rag. Mario Angori, sig. Ettore
Serafini, sig.a Lucia Ortu in
Zonca, sig. Giuseppe Costa,
sig.a Matilde Chittolini, sig.a
maria Bernini Filippi, sig. Mario Campanini Mescoli, sig.a
Maria Rosa Vaccaro, sig. Bruno Corona, sig.a Rosetta De
Barbieri in Ghiraldi, sig.a Bice
Ivaldi ved. Revello, sig.a Anna
Rapuzzi, sig.a Carlotta Parodi
ved. Parodi, Don Eliseo Canini, Don Nicola De Martini, sig.
Giacomo Olivieri, sig. Luigi
Eugenio Vallarino, sig.a Antonietta Conte ved. Bandiera,
sig. Carlo Schiavini, sig. Filippo Calcagno, Padre Cristoforo Boccardo, sig.a Amalia
Scarpato, sig. Francesco Podestà, sig.a Aida Sanguineti
ved. Badano, sig. Massimo
Minoli, sig. Ernesto Ruggeri,
sig. Mario Podestà, Don Mario Garbarino, m.se Antonio
Serra, cap. Andrea Corrado,
avv. Mario Novara, sig. Giuseppe Perassolo, sig. Benedetto Maciocco, Suor M. Dorotea Incardona, Don Angelo
Giust, c.ssa Ester Maria Bianchi di Lavagna Capellino,
sig.a Lucina Bianchini, sig.a
Agnese Mascioli, sig.a Bice
Zoppi, sig.a Maria Caselli
ved. Belledonne, cav. rag.
Mario Bruno, sig. Gigi Boero,
sig. Alberto Salviati, cav. Mario Perrone, sig. Emanuele
Sciaccaluga, sig.a Elide Bresci, comm. Giovanni Massone, dott. Iride Felicioli, sig.
Giovanni Dettoto, sig.a Anita
Grassi, sig.a Ines Tencalla
Adamoli, sig. G.B. Lavarello,
sig.a Francesca Dughera Fenu, m.se A. Vincent Ardissone, sig.a Rosetta Boero, Don
Eugenio Canini, Don Paolo
Taramasso, sig. Eugenio Pattoni, can. Arturo Perduca,
sig.a Rina Pitto, sig. Giovanni
Mosto, n.h. Corrado Besozzi,
dott. Mario Bruschettini, sig.
Mario Fea, Don Pietro Foroni,
sig. Enrico Lucchetti, ing. Enrico Ferrari Leuzzi, Suor M.
Carolina, sig. Gian Luigi Martino, sig. Giuseppe Morchio,
sig.a Maria Nichetti ved. Conte, prof. Ettore Taralli, sig.a
Bice Pieracci Traverso, sig.a
Mireille Seguin, sig. Giuseppe
Lorenzo Ivaldi, sig. Nicolò Salviati, sig.a Maria Rosa Imperiale, Don Bartolomeo Ramognini, sig.a Onorina Cesaro,
sig.a Adriana Tealdo, sig.
Gaetano Scarpato, sig. Oreste Salviati, sig. Gaetano Belluschi, sig. Lino Negro, avv.
Ilario Porcile, dott. Luigi Del
Rosso, Don Umberto Secchiaroli, sig. Dario Armanino,
sig.a Eleonora Castellana
ved. Roulis, dott. ing. Luigi Picone, sig.a Barbara Salviati,
sig.a Silvia Bruno ved. Ferrea,
sig. Edoardo Gervasoni, sig.
Angelo Caviglia, sig. Augusto
Zaccone, sig.a Ortensia Facco in Scala, sig.a Lilla Mongiardino ved. Ghiglione, sig.
Giuseppe Sandro Testino,
Don Delfino Sonaglia, prof.
Silvio Enrico Genta, comm.
Davide Tealdo, n.d. Giorgina
Scartezzini, Don Enrico Sciaccaluga, sig.a Iolanda Del
Gamba, sig. Pietro Francesco
Pittaluga, sig. Arturo Castaldi, sig. Francesco Porru, sig.a
Pierina Ugoletti, sig.a Jone
Anna Costa, sig.a Lucilla Teresa Donà, sig.a Ida De Nadai,
sig.a Alma Carta, sig.a Filomena Ponzo, sig.a Francesca
Iannelli, sig.a Pierina Biffo.
Il tempo che tu mi dai
Signore, ho tempo,
tutto il tempio mio, tutto
2
MOTIVI
4
CONOSCERCI E’ AMARCI
7
PREPARAZIONE ALL’ANNO 2000
8
CRONAC A
15
IN MEMORIA
INCONTRI
il tempo che tu mi dai,
gli anni della mia vita,
le giornate dei miei anni,
le ore delle mie giornate.
Essi sono tutti miei.
A me spetta riempirli,
serenamente, con calma,
ma riempirli tutti, fino
all’orlo, per offrirteli,
in modo che della loro
acqua insipida, tu faccia
un vino generoso, come
facesti un tempo a Cana
per le nozze umane.
Non ti chiedo oggi,
o Signore, il tempo di fare
questo e poi ancora quello,
ti chiedo la grazia di fare
coscientemente, nel tempo
che mi dai, quello
che tu vuoi che io faccia.
PER DONAZIONI E LASCITI
Siccome avvengono degli inconvenienti nella
procedura del disbrigo della pratica, si prega
usare esclusivamente la seguente dicitura:
«Lascio alla PROVINCIA RELIGIOSA SAN BENEDETTO DI DON ORIONE con sede in Genova - Via Paverano 55 - per l'assistenza degli
anziani, ammalati, handicappati e per l'educazione e la riabilitazione dei giovani, in favore del dipendente PICCOLO COTTOLENGO
DI DON ORIONE IN GENOVA».
Rivista inviata a nome dei nostri assistiti
in omaggio a benefattori, simpatizzanti, amici
e a quanti ne facciano richiesta.
16143 GENOVA - Via Paverano, 55 - Tel. 5229.1
- Conto Cor. Post. N. 00201160
Autorizz. della Cancelleria del Trib. di Tortona
in data 26-6-'61 - n. 42 del Reg.
Direttore: Don NINO ZANICHELLI
Responsabile: Sac. Carlo Matricardi
Progetto grafico e impaginazione: Anna Mauri
Stampa: Litonova s.r.l. - Gorle (Bergamo)
Realizzazione a cura della
Editrice Velar s.p.a. - Gorle (Bergamo)
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AMICI nov99 - Don Orione a Genova