DELLA
SURSUM
CORDA
U
na clamorosa eccezione alla legge di
gravità, così potremmo definire con linguaggio «scientifico»
il mistero dell'Ascensione di
Gesù. Senonché l'eccezione da
quel giorno riguarda anche
noi, perché «la Chiesa di Dio,
pur posta in basso, tende al
Cielo» (S. Agostino). Un'eccezione di cui facciamo memoria ogni volta che celebriamo
la Messa, all'inizio della preghiera eucaristica. «In alto i
nostri cuori», esorta il sacerdote. «Sono rivolti al Signore»,
rispondono i fedeli.
Eccoci allora al cuore della
solennità dell'Ascensione. In
questo anno giubilare siamo
invitati a cogliere il legame
profondo che questo mistero
ha non solo con la Risurrezione ma anche con l'Incarnazione e con la Creazione.
L’incarnazione è Dio fatto
uomo, è Dio che assume la
nostra terra e viene ad abitare in mezzo a noi. La risurrezione è Dio fatto salvezza
per l’uomo, è la nostra terra
che riceve definitivamente il
frutto della croce. L’ascensione è, in certo senso, l’uomo
fatto Dio, è la nostra terra redenta e salvata che va ad abitare in Cielo accanto a Dio. E
il legame con il mistero della
creazione? Se Adamo è l’uomo uscito dalle mani di Dio
che, mischiandosi alla terra,
diventa terra, Cristo è Dio
stesso che si mette nelle mani
dell’uomo e, mischiandosi a
quella terra - eccetto il peccato -, la fa rientrare in Dio.
Se sciogliamo questo ragionamento teologico nella vita,
dobbiamo riconoscere che davvero l'Ascensione di Gesù
cambia radicalmente la nostra
esistenza. Cambia il nostro
destino, cioè il luogo ove siamo diretti, che è lo stesso di
Gesù: siamo fatti per il Cielo
e non per la terra. Non meravigliamoci, quindi, se la terra
continuamente ci delude, è
normale che sia così, perché
non è la terra la nostra patria,
ma il Cielo. Cambia, poi, il nostro modo di incontrare e riconoscere Gesù qui sulla terra: non si tratta più di cercare il suo volto e toccare il suo
corpo - come fu permesso ai
suoi discepoli - ma di riconoscerlo presente in tanti corpi
e in tanti volti, e soprattutto
nel grande corpo che è la Chiesa, corpo di Cristo.
Noi cristiani abbiamo uno
specchio in cui già si riflette la
gloria del corpo di Cristo asceso in cielo, ed è la Chiesa. È
uno specchio sovente inutilizzato, in cui ci specchiamo poco
e che talvolta rompiamo, convinti di poter camminare da
soli… Ebbene, ricordiamocelo:
per un cristiano voltare le spalle alla Chiesa significa perdere
anche Cristo. Dopo l’ascensione il corpo di Cristo che noi possiamo e dobbiamo toccare è la
Chiesa!
don AGOSTINO CLERICI
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
ANNO XXIV
3 GIUGNO 2000
L I R E 1. 7 0 0
DIOCESI
22
DI
COMO
PERIODICO SETTIMANALE
SPED. IN A. P. PUBBLICITÀ 45%
ART. 2 COMM. 20/B LEGGE 662/96 FILIALE COMO
COMO
ACQUA PER IL
MEDIO-ORIENTE
L
a tensione delle ultime
settimane tra Israele e
Palestina non dovrebbere compromettere gli
accordi di collaborazione stipulati nel corso di un convegno tenutosi in città nell'aprile scorso. Ambiziosi i progetti di approvvigionamento
idrico per Israele, Palestina e
Giordania.
A PAGINA 14
COMO
CON IL MO.I.GE.
OCCHIO ALLA TV
Il Movimento Italiano Genitori, presente
anche a Como, esorta
ad un utilizzo intelligente del mezzo televisivo.
A PAGINA 16
REFERENDUM
SI VOTA: TICOSA
E BORGOVICO
A PAGINA 17
COMO
SS. COSMA
E DAMIANO
S
ono stati rimessi i
ponteggi all'interno dell'ex-chiesa. L'edificio
riveste un notevole interesse storico-artisti
co e merita particolare attenzione.
La gioia
di stare
insieme
CONVEGNO DIOCESANO ACR
CENTRO CARD FERRARI
venerdì 9 giugno
ore 21.00
il cardinale
Alfonso Lopez
Trujillo
Presidente del Pontificio
Consiglio per la Famiglia
interviene sul tema:
La Famiglia
vive il Giubileo
SONO TUTTI INVITATI
SONDRIO
CITTÀ DEI BAMBINI:
UNA REALTÀ
Per tre giorni si è discusso del progetto
che sta coinvolgendo
comuni di piccole e
medie dimensioni: in
un convegno nazionale i piccoli cittadini
hanno immaginato
un territorio a propria
misura.
A PAGINA 24
ALBAREDO
RITORNA LA LINCE
IN VALGEROLA
A PAGINA 26
a pagina 16
A PAGINA 19
LAGO
DA 50 ANNI UNA
CROCE SU DONGO
A PAGINA 22
VARESE
SI CONCLUDE
IL CORSO DI STORIA
A PAGINA 23
SONDRIO
RIENTRA L'ALLARME
DOCENTI
I
l numero degli alunni resta stabile sia nella scuola elementare che superiore. Nonostante le preoccupazioni degli ultimi
giorni risultano soddisfatte le
necessità di organico per il prossimo anno. Restano aperti alcuni problemi la cui soluzione positiva è più vicina.
A PAGINA 27
BORMIO
BAGNI NUOVI:
SÌ AL RESTAURO
A PAGINA 28
LA
LETTERA
DEL
VESCOVO
LA «RISPOSTA»
DEI CREDENTI
A PAGINA 9
CHIESA
P A G I N A
3
PRIMOPIANO
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000
Nel collage fotografico, ecco le
chiese dei novelli sacerdoti.
Da sinistra a destra, dall'alto:
Chiavenna, Griante,
Camerlata, Teglio,
Semogo e Albiate
«
o sono con voi tutti i
giorni, fino alla fine
del mondo...»: le parole del Risorto e l’icona
“della Trinità” di Rublev, con la sua ricchezza di rimandi e significati, costituiscono le coordinate scelte dai
novelli preti di quest’anno per
collocarsi in modo adeguato,
dal punto di vista teologico e
spirituale.
Su questo sfondo vogliamo
vedere anche le tante persone (a partire dai genitori e dai
familiari, poi le comunità parrocchiali di origine e quelle
conosciute negli anni di seminario...) che in questi giorni
stanno ultimando i preparativi per accogliere il ‘loro’ prete.
Attraverso un ideale percorso dalla periferia di Como (e
dalla parrocchia che conserva
le ‘radici’ storiche della fede
di questa Chiesa) fino alla
Valdidentro, passando per le
rive del lago e per la Valchiavenna, andiamo a vedere anche quest’anno che cosa l’intraprendenza e la creatività
dei nostri paesi stanno organizzando..
I
ALBERTO
FASOLA
CAMERLATA,
SS. CARPOFORO
E BRIGIDA
La parrocchia che conserva
i resti mortali dei primi martiri e di san Felice, primo Vescovo della nostra diocesi, ha
avviato domenica scorsa, 28
maggio, la preparazione ‘prossima’ all’ordinazione e alla
prima Messa di don Alberto,
sviluppando nelle omelie gli
accenni al ministero della
Nuova Alleanza emergenti
dalle letture.
Mercoledì 31 maggio la tradizionale chiusura degli appuntamenti di preghiera
mariani, svoltisi in alcuni punti delle grandi vie che innervano la parrocchia, ha ospitato nella chiesa parrocchiale
l’intervento-testimonianza di
alcune ‘vocazioni’ provenienti da Camerlata: Laura Beretta, consacrata, delle Piccole
Apostole della Carità; don
Maurizio Uda, che ha un po’
rappresentato anche gli altri
preti diocesani (mons. Giuliano Meroni, don Giorgio Quaglia, don Fausto Sangiani, don
Maurizio Mosconi, don Marco
Pedretti). Il parroco, don Lorenzo Butti, ha aggiunto una
riflessione sulla vocazione
alla vita monastica.
Per accogliere questo evento come occasione di conversione personale, si propone
per mercoledì 7 giugno, dopo
cena, una celebrazione penitenziale con la possibilità di
confessarsi. Sarà poi il momento della festa, con la partecipazione (senza difficoltà!)
al pontificale in Duomo, e in
serata l’accoglienza di don Al-
VERSO LE ORDINAZIONI PRESBITERALI
DI SABATO 10 GIUGNO 2000
COSI' SEI
PARROCCHIE
ATTENDONO I
NOVELLI
berto: alle 20.45 una celebrazione della Parola in chiesa, e
a seguire un simpatico ‘amarcord’ nel salone dell’oratorio,
di recente ristrutturato.
La prima Messa presieduta
dal novello inizierà alle ore
10.30 di domenica 11 giugno.
MASSIMO
ROSSI
GRIANTE
La preparazione per festeggiare don Massimo (milanese
di origine, ma cittadino griantese a tutti gli effetti dal 1995)
si concentrerà nei due giorni
precedenti l’ordinazione: giovedì 8 giugno, con la Messa
presieduta dal parroco di
Loveno, don Amedeo Folladori, e venerdì 9, con la celebrazione penitenziale e confessioni. Griante - quasi affacciandosi da un naturale balcone
sul panorama del lago - accoglierà il novello nella serata
di sabato, partecipando poi in
chiesa ai Vespri e alla benedizione eucaristica.
L’accoglienza proseguirà
domenica mattina, accompagnando don Massimo e vivendo con lui l’emozione della
‘prima Messa’. In serata, un
momento di distensione, con
i brani eseguiti dal Corpo
Musicale e dalla Corale Parrocchiale.
LUIGI
PEDRONI
CHIAVENNA
SAN LORENZO
La parrocchia della Colle-
giata (chiesa che ha ottenuto
per i giorni dal 4 all’11 giugno
il riconoscimento di luogo
‘giubilare’) vivrà la preparazione all’ordinazione e alla prima Messa di don Luigi come
tempo dedicato alle “Giornate Eucaristiche”.
Da mercoledì 7 a venerdì 9
giugno nelle chiese di san Lorenzo e di santa Maria si alterneranno la celebrazione
della Messa, le proposte di
meditazione e le adorazioni
comunitarie del SS. Sacramento.
A ognuno dei tre giorni corrisponde un tema: «Eucaristia, vocazioni e sacerdozio»
(con un’ora di adorazione per
i ragazzi, che segna la chiusura dell’anno catechistico);
«Eucaristia, dono per la vita
del mondo»; «Eucaristia e perdono», con un significativo
spazio dedicato ai sacramenti
“di guarigione”, Penitenza e
Unzione degli infermi (nel
pomeriggio di Venerdì l’amministrazione di questo sacramento, come “Giubileo degli
Ammalati” della parrocchia).
Sabato 10 giugno alla partecipazione in Duomo seguirà in
serata l’accoglienza di don
Luigi, in tre tempi successivi:
i ragazzi accoglieranno il novello a Prata, e lo accompagneranno in bicicletta fino a
Chiavenna; qui si proseguirà
a piedi, in corteo - allietati
dalle note della Banda di Villa
di Chiavenna - fino all’Oratorio, dove verrà rappresentato
il recital «Il giullare di Dio».
Domenica 11 la S. Messa
presieduta da don Luigi in san
Lorenzo e la processione col
SS. Sacramento fino a san
Fedele, con la partecipazione
delle Confraternite e della
Musica cittadina - chiuderanno le Giornate Eucaristiche.
SIMONE
CAELLI
TEGLIO
Nella comunità di Teglio la
preparazione all’ordinazione e
alla “Prima Messa” di padre
Simone cerca di coinvolgere il
più possibile tutte le realtà e i
gruppi della parrocchia, così
che questo evento sia motivo
di gioia e di comunione per
tutti.
Simone diventa prete missionario, e ben si colloca la
festa per lui nel giorno di Pentecoste, inizio della missione
universale della Chiesa! É il
fuoco dello Spirito che lo porterà da Teglio sulle strade del
mondo, ravvivando anche in
tutti noi il desiderio di portare la Parola del Vangelo agli
altri, cominciando da chi già
ci vive accanto.
A Teglio avremo un triduo
di preparazione (7-8-9 giugno,
alla sera) guidato da don
Flavio Feroldi, direttore del
Centro Diocesano Vocazioni,
da padre Angelo Da Maren,
rettore del Seminario Teologico del PIME, e dai preti della Zona pastorale.
Durante il triduo verranno
esposti dei pannelli sulle missioni del PIME, che quest’anno celebra i 150 anni di fondazione.
Sabato 10 giugno parteciperemo all’ordinazione in Duomo, e per noi tellini sarà anche pellegrinaggio giubilare.
Alla sera accoglieremo il novello davanti alla chiesa di S. Pietro, e poi lo accompagneremo
alla parrocchiale, per un momento di preghiera e di ringraziamento corale.
Domenica 11 giugno alle ore
10.00 inizierà in S. Eufemia la
‘prima’ Messa presieduta da p.
Simone; al termine, tutti quelli che lo desiderano potranno
recarsi al campo sportivo per
partecipare al pranzo comunitario, che verrà allietato da
simpatici intermezzi e sorprese.
La giornata si concluderà
con un recital realizzato dai
ragazzi dell’oratorio.
(don MARIANO MARGNELLI)
SIMONE
TRABUCCHI
SEMOGO
La comunità parrocchiale di
Semogo vive questi giorni
come tempo di attesa: del novello sacerdote, certamente,
ma anche di sapere qualcosa
di più sul nuovo parroco, chiamato a riavviare il ministero
pastorale ‘ordinario’ interrotto dalla morte di don Enrico.
La situazione un po’ particolare di questi mesi ha causato qualche rallentamento
nel definire il programma dei
momenti che prepareranno e
accompagneranno la prima
Messa di don Simone; tutti i
gruppi del paese e della parrocchia stanno comunque lavorando sodo, per garantire
una degna accoglienza.
C’è anche da ricordare che
per Semogo questi momenti
non sono, grazie a Dio, eventi
‘eccezionali’, data la sensibilità e l’attenzione per le vocazioni al sacerdozio, alla vita
religiosa, consacrata e missionaria: e quindi anche la sorpresa “dell’ultimo momento”
non guasta!
MASSIMO
MOTTA
ALBIATE DI
CARATE BRIANZA
La settimana di preparazione all’ordinazione di padre
Massimo sarà aperta oggi, sabato 3 giugno, con la fiaccolata
dei ragazzi della parrocchia,
che partendo dal Duomo di
Como nel primo pomeriggio
saranno di ritorno ad Albiate
per partecipare alla S. Messa.
Di seguito la fiaccola sarà portata presso l’abitazione del
novello, per accendere il tripode che “illuminerà” i momenti di preghiera di sabato,
domenica e lunedì.
La preparazione proseguirà
da martedì a venerdì nella
chiesa parrocchiale di S. Giovanni evangelista, attraverso
una sapiente varietà di momenti di preghiera (celebrazione dei Vespri, adorazione
eucaristica, Messa, celebrazione penitenziale) e di temi
di riflessione (identità del ministro ordinato e dei padri
betharramiti, preghiera per le
vocazioni, accogliere il dono
della riconciliazione).
Dopo l’ordinazione, Albiate
accoglierà padre Massimo Sabato sera, col saluto in chiesa. Domenica mattina si partirà in processione dall’Istituto dei Padri Betharramiti, per
poi celebrare la S. Messa. I
festeggiamenti si concluderanno alla sera, con i Vespri,
la processione, lo spettacolo
“Gente viva” presentato dal
gruppo musicale di Cardano al
Campo.
testi a cura di
DON MAURIZIO MOSCONI
SUL PROSSIMO NUMERO
CONOSCEREMO
I NOVELLI SACERDOTI
P A G I N A
7
SOCIETÀ
CULTURA
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000
VIAGGIO NEL MONDO DELLE NUOVE RELIGIOSITÀ / 27
SCUOLE STEINERIANE:
QUI S'INSEGNA L'ANTROPOSOFIA!
ll’inizio del Novecento il Laberthonnière
scriveva che l’idea
dell’educazione e
delle sue finalità dipende dall’idea che si ha dell’uomo e della sua destinazione. È un principio difficilmente contestabile, che suppone
che sia data risposta a domande incisive quali chi è l’uomo,
in che cosa consiste la sua vita
e quali scopi questa deve raggiungere. La risposta a tali interrogativi, a cui l’educatore
difficilmente può sottrarsi,
non è indifferente alla consistenza del progetto educativo
di una determinata scuola.
Come a dire che l’identikit di
una scuola è strettamente legata alla visione della natura
umana a cui essa si ispira.
Gli insegnamenti antroposofici vengono applicati all’educazione attraverso la scuola
steineriana. Tale scuola si
ispira ai principi della pedagogia di Rudolf Steiner che, affondando le proprie radici in
una concezione antroposofica
dell’uomo e del suo rapporto
col mondo, non considera soltanto l’aspetto corporeo e psicologico dello sviluppo umano,
ma anche la dimensione morale e spirituale del bambino.
Difficile, per non dire impossibile, trovare nei manuali di
storia della pedagogia, anche
in quelli oggi più diffusi negli
istituti magistrali, una trattazione sia pur breve del pensiero educativo di R. Steiner
(gli stessi indici dei nomi lo
ignorano completamente). Da
qui la necessità di ricostruirlo sulla base dei testi che lo
stesso Steiner ha scritto sulla
questione educativa.
A
TEMI DI FONDO
Le sue idee pedagogiche,
concretizzate per la prima volta nel 1919 nell’esperienza
scolastica Waldorf di Stoccarda, possono essere annoverate nell’ambito di quel vasto
movimento delle cosiddette
“scuole nuove” che, organizzate secondo i principi dell’attivismo pedagogico, vengono
fondate in Europa e in America tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il primo ‘900.
Più che da consapevoli raccordi, l’opera pedagogica di Steiner ci sembra caratterizzata
da una sorta di "sintonia" su
alcuni temi di fondo con la
cosiddetta "educazione nuova". Eccoli in sintesi:
- il rifiuto della scuola
tradizionale e dei suoi metodi verbalistici e pedanteschi,
autoritari e costrittivi. Forte
la reazione dello Steiner a tutte le forme di costrizione - passiva, fisica o psicologica - che
reprimono ogni espressione di
spontaneità dell’infanzia. Lo
Steiner ha criticato gli effetti
deleteri che il sistema scolastico del tempo aveva sulla
capacità di concentrazione dei
bambini. La scuola Waldorf
cerca di organizzare la giornata scolastica tenendo conto
dei loro bisogni e interessi.
L’insegnamento a periodi costituisce una caratteristica
didattica della elementare
Dopo aver dedicato sul numero scorso una pagina alla
presentazione dei principi dottrinali dell'antroposofia di R. Steiner,
ecco un tentativo di illustrazione dei fondamenti pedagogici
delle scuole steineriane, che operano anche a Como,
dove esistono materna (Camnago Volta) ed elementare (Trecallo)
pagina a cura del GRUPPO DI RICERCA SULLE SETTE di COMO
steineriana per cui nelle prime due ore del mattino viene trattato tutti i giorni lo
stesso argomento per più settimane di seguito. L’immersione totale in esso ne favorirebbe l’apprendimento e aiuterebbe la concentrazione. Le attività artistiche e linguistiche
completano la giornata di studio;
- il rispetto della spontaneità del bambino. Compito dell’educatore d’infanzia è
di preparargli l’ambiente più
adatto perchè si trovi a suo
agio. Fiabe, canti, euritmia,
attività manuali, giocattoli
semplici e naturali hanno lo
scopo di sviluppare la sua fantasia e di creare un’atmosfera d’immagini e di sensazioni
adatta allo stato ancora sognante della sua coscienza;
- l’insegnamento attivo:
l’attenzione alla dimensione
dell’esperienza diretta, il primato del fare, l’attivazione dell’alunno. La metodologia della scuola tradizionale è criticata perchè, privilegiando il
verbalismo e le attività intellettuali a scapito di quelle
manuali, pone l’alunno in una
posizione di passività, trascurando i suoi interessi e le sue
esigenze operative. Nelle
scuole Waldorf il lavoro manuale ha un ruolo molto importante per la sua finalità
pedagogica;
- il contatto diretto con
la natura per togliere il bambino dalla schiavitù delle città. L’ ambiente naturale (giardini, spazi di gioco all’aperto)
diventa un campo importante
di occupazioni e di esperienze. L’insegnamento comincia
con l’osservazione, vero centro dell’attività, basata su “lezioni di cose”;
- l’educazione come autosviluppo. Compito dell’insegnante è quello di astenersi da
interventi direttivi per assicurare lo sviluppo del bambino
secondo i ritmi della natura.
Si mira a fare in modo che
l’allievo si imponga da se stesso i limiti del proprio comportamento (autodisciplina).
- lo sganciamento dell’istruzione dai programmi
tradizionali. Non solo, gli
stessi materiali didattici della
scuola tradizionale, come ad
esempio i libri di testo, vengono considerati parte di un
armamentario obsoleto di cui
occorre liberarsi. Nella scuola steineriana i bambini sono
sollecitati ad elaborare i contenuti di studio in un loro quaderno, che compongono e illustrano sotto la guida dell’insegnante;
- la salvaguardia della creatività e della fantasia dell’alunno che, secondo la peda-
gogia steineriana, sarebbero
sacrificate dalla scuola tradizionale. Essa non terrebbe conto
delle facoltà creative, privilegiando l’apprendimento concettuale ed intellettualistico.
L’uso di pennelli, colori, album da disegno, la recitazione, il teatro, il canto e la musica, che oggi caratterizzano
l’attività didattica della maggior parte delle scuole, apparivano allora una novità della
vita scolastica steineriana e la
rendevano varia e movimentata. L’atmosfera che vi regnava, se giudicata con il metro del tempo, appariva molto
spontanea. I bambini godevano di libertà che nella scuola
tradizionale di vecchio stampo non si sarebbero sognati.
Ancora oggi a molti genitori
la scuola steineriana appare
nuova e per questo motivo
non esitano a sceglierla. Benché alcuni concetti della pedagogia antroposofica siano innegabilmente suggestivi (la
formazione armonica e integrale della personalità, la cura
del silenzio interiore, il perfezionamento morale, ecc.), troviamo però che abbiano più
solide fondamenta in una concezione pedagogica cristiana.
OSSERVAZIONI
CRITICHE
Se è efficace la critica di
Rudolf Steiner contro i metodi repressivi e punitivi dei sistemi educativi tradizionali,
essa pecca però di unilateralità per la scarsa considerazione riservata a tutto quello che
riguarda l’esperienza culturale e intellettuale allorchè confina nella marginalità la vita
intellettuale del bambino.
Nell’asilo steineriano il tentativo dell’educatore di evitare
ogni forzatura precoce dell’intelletto fa sì che non ci si rivolga affatto alla sfera conoscitiva come se l’infanzia fosse caratterizzata dal “sonno
della ragione”. Ora, se è da
auspicare l’eliminazione di
una precocizzazione istruttiva,
non va però sottovalutata la
capacità di comprensione dei
bambini. Non è forse vero, come affermano i più importanti psicopedagogisti contemporanei, che è possibile insegnare “tutto a tutti”?
Non persuade neppure l’indifferenza della scuola steineriana per i contenuti culturali e la liquidazione dei libri di
testo che sono guardati con
sospetto perchè sacrificherebbero l’attività creatrice ed
elaboratrice dell’alunno. Sorge spontaneo il dubbio: questo ostacolare il confronto dell’allievo con la cultura non lo
disancora forse dal suo passato? Questo lasciarlo in balìa di
se stesso e della propria spontaneità, non rischia di farlo
cadere in modelli stereotipati? La convinzione che l’originalità scaturisca naturalmente dalla spontaneità dello sviluppo non è forse un mito ormai superato? Del resto il
bambino lasciato completamente a se stesso rischia di
ripetere se stesso. Inoltre è un
errore credere che il confronto con la cultura e l’adulto
abbia sempre e comunque un
effetto di inibizione. A nostro
avviso è attraverso il confronto con la cultura e la presenza dell’adulto che può scaturi-
re l’originalità, la scoperta di
punti di vista nuovi.
Se può essere condivisa la
tesi steineriana che la scuola
può distruggere, con metodologie sbagliate, le capacità
creative del soggetto, non persuade affatto la scarsa considerazione dei contenuti dell’insegnamento, poichè una scuola che trascura la cultura impedisce ad altrettante capacità creative di nascere e di
esprimersi. Come a dire che
senza adeguati contenuti, la
creatività si consuma nella
superficialità o non trova vie
per manifestarsi.
SCUOLA STEINERIANA
DAVVERO ACONFESSIONALE?
ome si legge nei pieghevoli di presentazione dell’asilo e della libera scuola elementare steineriana
di Como, la scuola steineriana
è una scuola non statale, aperta a tutti i cittadini, gestita dai
genitori per la parte economica attraverso un’associazione
(Associazione Amici scuola
steineriana) di cui genitori e
sostenitori possono far parte:
«Si tratta di una scuola laica si legge - perchè non è legata
ad alcuna particolare confessione, ma gli intenti che stanno alla base dell’insegnamento affondano le loro radici in
una concezione che tende a
riunire il mondo fisico col
mondo spirituale». E ancora:
«la pedagogia steineriana non
considera soltanto l’aspetto
corporeo e quello psicologico
dello sviluppo umano, ma anche la dimensione morale e
spirituale dell’uomo”, mirando a favorire uno sviluppo armonioso ed equilibrato del
bambino.
Ora, se ci sembra meritevole di considerazione l’attenzione che la scuola steineriana riserva allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità
infantile, compresa la dimensione spirituale, sorge però
spontaneo l’interrogativo: che
tipo di educazione religiosa
può proporre una scuola che
riconosce espressamente di
ispirarsi ai principi dell’antroposofia?
Senza voler sospettare che
la scuola steineriana sia animata da una sorta di proselitismo, non è forse inevitabile che un insegnante Waldorf,
data la sua particolare concezione dell’uomo e della vita,
lasci un’impronta condizionante nel suo lavoro educativo
quotidiano? Come risponderà
un educatore “antroposofo”
agli interrogativi degli alunni,
C
prima o poi inevitabili, riguardanti questioni esistenziali
come la morte e l’origine della vita? Non solo. Il celare dietro l’etichetta di “scuola laica”
e “non confessionale” una particolare concezione ideologica
che, pur passando quasi inosservata, rischia di avere ripercussioni sul processo educativo, non è forse un venir
meno al principio della trasparenza, oggi peraltro richiesta
a qualsiasi istituzione che,
come nel caso della scuola
svolga una funzione pubblica?
Non sarebbe più coerente per
una scuola che intende essere aperta a tutti, svolgendo un
preciso servizio pubblico,
esplicitare con estrema chiarezza non solo il proprio piano di offerta formativa, ma
anche i principi a cui si ispira,
evitando di sottacere questioni che trascendono i confini
pedagogici, pur essendo ad
essi strettamente connessi?
Inutile sottolineare che tra
i diritti dello studente e delle
famiglie vi è quello di essere
informati sul progetto educativo di una determinata scuola. Ora, se è vero che talvolta
certe scelte inconsapevoli
sono imputabili alla leggerezza e alla scarsa responsabilità
di chi le fa, è anche vero però
che in alcuni casi è la scuola a
non garantire un’informazione completa e trasparente.
Non sono pochi i genitori,
anche tra i cattolici praticanti, ad essere inconsapevoli
dell’incompatibilità delle idee
antroposofiche con la fede della Chiesa. E ciò non per semplice ingenuità! Del resto non
è facile, anche per chi è avvezzo al linguaggio criptico e
di difficile lettura proprio di
certe dottrine, addentrarsi
nell’esame critico degli scritti
e delle idee steineriane. Figuriamoci poi per chi ne è digiuno!
CHIESA
P A G I N A
9
CHIESA LOCALE
○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000
CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO
Ecco i membri in carica fino al 2005 Curia
DALLA
L’attività del Consiglio
pastorale diocesano
tende a promuovere la
coerenza della vita e
dell’azione del Popolo
di Dio con il Vangelo
di MONS. CARLO CALORI
D
ue sessioni (18 marzo e 20 maggio) interamente dedicate
alla consultazione e
alla elaborazione di
suggerimenti da presentare al
Vescovo per il Piano pastorale: è il lavoro sviluppato dal
nuovo Consiglio Pastorale
Diocesano, il cui decreto di
nomina porta la data del 17
marzo scorso.
Anche se con un certo ritardo, dovuto a problemi di spazio, sembra doveroso pubblicare ora i nomi dei membri
eletti o designati a questo organismo di partecipazione “al
quale spetta, sotto l’autorità
del Vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda le attività pastorali della
Diocesi” (art. 2 dello Statuto).
E’ importante che tali membri si sentano espressione viva
del Popolo di Dio. Perciò la loro
elezione (o designazione) è
regolata dallo Statuto in modo
che nel Consiglio sia effettiva-
AGENDA
del
VESCOVO
SABATO 3
A Torre S. Maria, ore 17,
S. Messa. A Sondrio, presso i Salesiani, ore 20.30, incontro con i consigli pastorali della Media Valtellina.
DOMENICA 4
A Sondrio, presso la chiesa
del Sacro Cuore, ore 10.30, S.
Messa per la zona pastorale
Media Valtellina.
LUNEDÌ 5
A Cernobbio, presso Villa
Erba, ore 11, S. Messa per
la festa dei Carabinieri.
MARTEDÌ 6
A Valle Colorina, ore 10,
incontro con i preti della
zona Media Valtellina.
GIOVEDÌ 8
A Como, ore 9.30, in Curia, Consiglio episcopale.
VENERDÌ 9
Ad Albese, presso la ditta
Locati, ore 17.30, S. Messa.
SABATO 10
A Como, in Cattedrale, ore
10, ordinazioni sacerdotali. A Gaggino, ore 17, S.
Messa e Cresima (anche
per Camnago Faloppio). A
Como, in Cattedrale, ore
21, Veglia di Pentecoste.
mente rappresentata, per
quanto è possibile, tutta la
porzione del Popolo di Dio che
costituisce la Diocesi: nelle
sue Vocazioni, nella varietà
delle condizioni sociali, delle
professioni, dei ministeri ecclesiali e delle Zone.
L’attività del Consiglio pastorale diocesano tende a promuovere la coerenza della
vita e dell’azione del Popolo di
Dio con il Vangelo e a stimolare la comunità diocesana in
vista di un lavoro pastorale
organico. Eccone, pertanto, la
composizione.
CONSIGLIO PASTORALE
DIOCESANO
per il quinquennio 2000 - 2005
Presidente: S.E.Mons. Vescovo
Membri di diritto: Mons.
Enrico Bedetti, Mons. Alessandro Botta, don Andrea
Caelli, Mons. Carlo Calori,
don Battista Galli, Mons.
Gaetano Gatti, Mons. Valerio
Modenesi, Dott. Roberto Bianchi (AC)
Designati dai Vicari foranei: Mons. Ambrogio Balatti,
don Vittorio Bianchi, don Giuseppe Cola, Don Silvano De
Giobbi, don Antonio Fossati,
don Gianluigi Maloberti, don
Pierino Riva.
Designati dai religiosi: P.
Edoardo Gavotti , P. Antonio
Loi, Don Ivo Sostero.
Designati dalle religiose:
Suor Myriam Cassinotti, Suor
Maria Lattuada, Suor Ersilia
Pezzini.
Designati dal Consiglio
presbiterale: Don Guido Calvi, don Giuliano Zanotta.
Designati dalla Consulta
dei Laici: Alfonso Corbella,
Franco Fragolino, Enrico
Rezzonico, Piero Tettamanti.
Designati dalle Zone pastorali: I Marazzi Cia, Milone
Ferdinando; II Castiglioni
Flavio, Rezzonico Alberto; III
Cattoni Rosalba; IV Bertoldi
Francesco, Vitale Franco; V
Gioppi Lorenzo; VI Valli
Isolina; VII Novi Maria Carla; VIII Borelli Roberto, Morganti Lorenzo; IX Mazzucchi
Giovanni; X De Carli Bruno;
XI Damassa Paolo, Guanella
Luigi; XII Cian Alessandro,
Mattarucci Natalina, Morello
Angela; XIII Morelli Raffaele,
Pola Angela, Soverna Paolo;
XIV Caelli Dario, De Campo
Corrado; XV Giacomelli Tullio, Schivalocchi Erasmo; XVI
Donghi Francesco, Pezzoli
Enrica.
Per designazione del Vescovo: Bernasconi Roberto,
Busi Diego, Frangi Palma,
Legnani Fontana Laura,
Magatti Fabio, Magatti Isabella, Marelli Lucia, Mazzoni don
Italo, Merlo Francesca, Mosconi don Maurixio, Savoldelli
don Luigi, Valpolini Mons.
Rinaldo.
CONSIGLIO
DI SEGRETERIA
Nella sessione dello scorso
20 maggio, in base all’articolo
12 dello statuto, sono stati
eletti come membri del consiglio di segreteria i seguenti
consiglieri: Marazzi Annamaria, Legnani Fontana Laura,
Marelli Lucia, Bernasconi
Roberto, Mosconi don Maurizio, Savoldelli don Luigi.
Segretaria: Francesca Merlo.
Si completa così, proprio nel
corso di quest’anno, un impegno di rinnovo che ha riguardato prima il Consiglio presbiterale, poi il Collegio dei
Vicari foranei, (di cui abbiamo
dato a suo tempo notizia); ora
il Consiglio pastorale. L’augurio a tutti è, naturalmente,
quello di buon lavoro. Un augurio che ci piace dilatare, in
questo anno del Grande Giubileo, a tutti i Consigli Zonali
e parrocchiali: proprio mentre
Mons. Vescovo sta procedendo alla verifica della Visita pastorale.
Bisognerà tutti trovare il
coraggio, chi di continuare, chi
di continuare o di iniziare
l’esperienza degli organismi di
partecipazione, strumenti attraverso i quali si esprime la
vita della Chiesa e si ricerca
la comunione.
C
stizia e della persecuzione
che può essere subìta. Guai
quando dovessero parlare
sempre bene di noi credenti.
Così - afferma Gesù - hanno
fatto con i falsi profeti.
Bisognerà anche avere la
pazienza di lasciare che lo
Spirito agisca nei cuori di
coloro che incontriamo, perché la nostra testimonianza
sia davvero una risposta e
non una recita o una imposizione.
Vorrei dire altro, però. Mi
chiedo se davvero noi cattolici saremmo pronti a rispondere a chi ci domanda conto
della speranza che è in noi e
al nostro credere nel Signore Gesù. Sta bene la coerenza, la santità raggiunta o
quasi, il prorompere dell’entusiasmo religioso ecc. Ma
qui si tratta proprio di rispondere. E per rispondere bisogna sapere.
Ecco il punto. Viviamo un
momento di Chiesa dove le
verità più elementari sembrano snobbate come esercizi intellettuali di bontemponi. Un’èra del Cristianesimo in cui tutta la testimonianza sembra affidata
all’“ortoprassia”, vale a dire
al comportamento conforme
alla norma evangelica; mentre l’“ortodossia”, cioè la ret-
PROVVISTA
DI PARROCCHIE
Don Mario Borella, parroco di Rovenna;
Don Gianfranco Ciaponi, parroco di Semogo;
Don Loris Flaccadori,
parroco di Grandola.
AMMINISTRATORI
PARROCCHIALI
Don Armando Bernasconi, per la parrocchia di
Vertemate.
Don Aldo Milani, per la
parrocchia di Puginate.
Don Silverio Raschetti,
per la parrocchia di Mossini.
Don Battista Rinaldi, per
la parrocchia di Tresivio.
AVVICENDAMENTI
DI VICARI
PARROCCHIALI
Don Eugenio Bompani,
da Tavernola a Cermenate.
Don Giovanni Corradini, da Cermenate a Rebbio.
Don Andrea Della Monica, da Cadorago ad Albosaggia.
Don Daniele Maola, da
Monteolimpino ad Albate.
Don Ivano Signorelli, da
San Nicolò Valfurva a Uggiate.
Don Maurizio Uda, da
Sant'Agostino in Como a
Lora e collaboratore di don
Aldo Fortunato.
PARROCCHIE
VACANTI
E/O DISPONIBILI
La «risposta» dei credenti
i sono frasi che diventano dei programmi - o degli slogan - in certi periodi
della vita della Chiesa. Per esempio: quando si
tratta di affrontare il tema
della missione che è impegno
di tutti i credenti - anche dei
meno “graduati” - un versetto della Prima Lettera di Pietro ritorna con puntuale e
non troppo originale insistenza: dobbiamo saper rispondere della speranza che è in
noi. Cito con esattezza il versetto richiamato: “E se anche
doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura (dei non credenti), né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo nei
vostri cuori, pronti sempre a
rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza rispetto ecc.” (1 Pt 3,13-15).
Sta bene per la “dolcezza”
e il “rispetto”. Purché tale
dolcezza non significhi uno
stemperamento del Vangelo
e tale rispetto non porti a un
mutismo imbarazzato, esitante e quasi umiliato. Con
un po’ di malizia ho citato la
frase includendovi il versetto che la precede, dove si
parla del soffrire per la giu-
NOMINE E
PROVVEDIMENTI
In data
1° giugno 2000
titudine delle convinzioni cristiane,
sarebbe elemento abbastanza trascurabile.
E invece.
E invece,
ecco
che
proprio siamo sollecitati a esprimere le cerLETTERA
tezze di fondo che ci
spingono ad
VESCOagire seVO
condo l’ideale che il
Signore
Gesù ci ha tratteggiato. Dobbiamo “dire” la nostra fede.
Che crediamo in Dio, Padre
Onnipotente; nel Verbo incarnato, morto e risorto; nello Spirito santificante ecc. Il
comportamento perfetto, del
resto, rimane sempre un tentativo. Ci salva la testardaggine di chi si lascia perdonare per l’ennesima volta e riprende lo sforzo come se fosse la prima volta che tenta
la santità.
Urge catechesi. Se no, che
cosa rispondiamo?
LA
DEL
+ ALESSANDRO MAGGIOLINI,
Vescovo di Como
Sono vacanti le parrocchie
di: Tresivio, per la rinuncia del rev. don Cipriano
Ferrario; Vertemate, per
la rinuncia del rev. don Onorio Guarisco; Mossini;
Ponte Tresa (disponibile);
Puginate.
AGENDA
COMO CENTRO
Martedì 6 giugno i sacerdoti
della zona si ritrovano a festeggiare gli anniversari di alcuni
confratelli. Per l'occasione, l'ultimo incontro dell'anno pastorale
è programmato presso il santuario della Madonna del Sasso di
Caravate (Varese). La partenza
da Como è fissata alle ore 9.30
in automobile (mettersi d'accordo). La S. Messa è prevista per le
ore 11 (portare camice e stola).
Segue agape fraterna presso i Padri Passionisti.
VEGLIA DI PENTECOSTE
Da tempo la Veglia di Pentecoste, che si celebrerà quest'anno
la sera di sabato 10 giugno è
riscoperta anche come vertice
ideale dell'anno pastorale. In
Cattedrale l'appuntamento è alle
ore 21.00.
Contemporaneamente in tutte le
Zone dove si convergerà per celebrarla si vivràun momento forte
di comunione ecclesiale.
P A G I N A
10
CHIESA
CHIESALOCALE
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000
LAVORI PARTITI CON SEI MESI DI ANTICIPO
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
lavori per la ristrutturazione del Seminario hanno preso l’avvio con sei
mesi di anticipo rispetto ai
programmi, perché l'impianto di riscaldamento, dopo
molti guasti, si è definitivamente bloccato e non poteva più essere riparato se non
a costi elevati e “inutili”.
Si è partiti con la demolizione e l’apertura dei cunicoli nel
seminterrato, per essere pronti, appena i seminaristi inizieranno le vacanze estive, ad
intervenire nell’ "ala ragazzi”.
I tempi sono molto stretti: si
devono rifare gli impianti, sostituire i serramenti ai piani
occupati dalla comunità della
teologia e apportare anche alcune modifiche strutturali al
piano occupato dal “minore”
entro i primissimi giorni di
settembre, quando i ragazzi
ritorneranno in Seminario
per riprendere la scuola. Di
seguito si affronteranno le altre opere, cioè i tetti, le fognature e l’ “ala sacerdoti”. Tutti
questi lavori comportano una
considerevole cifra di spesa,
cifra che il Seminario, come
si può ben capire, non possiede. E’ la certezza della Provvidenza e la fiducia nella generosità di tutta la Diocesi che
permette di guardare al futuro con speranza.
La prossima “giornata
per il Seminario” sarà il 26
novembre 2000. Si è pensato
di anticiparla di qualche settimana rispetto alla data tradizionale, perché l’Avvento e già
di per sé un periodo intenso
per tutte le comunità parrocchiali.
Intenzione generale: “Perché Gesù Cristo, celebrato ed
adorato nel sacramento
dell'Euca-restia, sia pane di
vita sempre più accolto e condiviso per la salvezza del mondo".
Ristrutturazione in Seminario Mese di giugno 2000
I
DOMENICA 21 MAGGIO
Il Molo 14 a Como!
Finalmente anche la nostra parrocchia, Monteolimpino, partecipa a questa tappa del cammino catechistico, anche se siamo presenti con un solo ragazzo, ops…, ragazza! È un traguardo nonostante tutto, per arrivarci la strada è stata lunga e per il “rush”
finale ci siamo uniti alla proposta di S. Agata e di S. Bartolomeo
per prepararci insieme. Perché questo? In primo luogo, per far
vedere ai ragazzi che non sono soli lungo il cammino ma che anche
altri ragazzi, con esperienze simili alle spalle, con le stesse difficoltà, la stessa ricerca di amicizia e la stessa voglia di fare caos,
stanno camminando verso la stessa meta; in secondo luogo perché, contati i ragazzi delle tre parrocchie, abbiamo visto che si
riusciva a fare un gruppo abbastanza numeroso, dove ci potesse
essere uno scambio di idee vivace.
A rotazione, ogni settimana, ci siamo incontrati nelle tre parrocchie e i ragazzi hanno potuto condividere le esperienze vissute
negli anni passati: Campi scuola, “segreterie” da ristrutturare,
impegni in Oratorio e Parrocchia. Hanno poi cercato di capire cosa
è importante avere con sé per poter navigare in sicurezza nell’adolescenza e quali “malattie” combattere per diventare sempre più
cristiani coi fiocchi. Ma sentiamo quello che dicono loro riguardo a
questa esperienza: “Grazie a questi incontri abbiamo conosciuto
tanti nuovi ragazzi.” “Questa è stata una esperienza costruttiva e
progressiva che ci aiuterà nel nostro cammino di fede.”
F.B.
Il Giubileo deI 2000 ci invita a
contemplare con sguardo nuovo
il mistero dell’incarnazione del
Figlio di Dio inaugurato nel seno
della Vergine Maria e pienamente manifestato sulla Croce, mistero che impregna tutta quanta
la storia dell’umanità, la consacra di generazione in generazione. Questo “mistero” lo si rivive
in ogni celebrazione eucaristica,
perché l’Eucarestia testimonia
che Dio è con noi, che è per noi e
per tutti gli uomini: «Nel Sacramento dell’Eucarestia, il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di
vita divina” (Tertio millennio
adveniente - N. 55).
Per sottolineare la presenza viva
di Gesù, Giovanni Paolo Il ha voluto che in occasione del Giubileo
si tenga a Roma il Congresso
Eucaristico internazionale. Il
“pane di vita”, accolto e condiviso, rende sempre più viva la realtà che Dio è “amore”.
“In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi.. Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita
per mezzo di Lui. In questo sta
l’amore: non siamo stati noi ad
amare Dio, ma è Lui che ha amato noi ed ha mandato il suo Figlio
come vittima di espiazione per i
nostri peccati” (1 Gv. 4, 9-10).
L’Eucarestia è “pane di vita” che
trasforma la vita del cristiano in
una progressione che arriva a separarlo dalle realtà passeggere
del mondo, e lo spinge verso il
frutto migliore della condivisione
che è la carità estesa a tutte le
componenti della solidarietà verso i fratelli. La carità di Dio, frutto
eucaristico, operando nei cristiani, rivela la sua propria perfezione nell’amore e per il “buono” e
per il “cattivo”: l’amore verso il
misero, che non è in grado di contraccambiare, è la misericordia;
l’amore verso il nemico, da colui
cioè dal quale non ci si può attendere nulla di buono, è il perdono.
Da questo amore gratuito, che
Gesù ci dona con l’Eucarestia,
sgorgano la remissione dei peccati e la riconciliazione dei peccatori: «Ma Dio, ricco di misericordia per il grande amore con il
quale ci ha amati, da morti che
eravamo per i peccati ci ha fatto
rivivere in Cristo; per grazia, in
fatti, siete stati salvati” (Ef 2, 45).
Rinnoviamo la nostra fede nel
mistero dell’Eucarestia e facciamo di questo “pane di vita” il nostro pane quotidiano.
Intenzione missionaria:
"Perché in Cina, sacerdoti,
religiosi,religiose e laici, siano
animati sempre da autentico
spirito apostolico e cattolico".
Intenzione dei Vescovi:
"Perché Cristo, pane della vita,
generi e custodisca la comunione nella Chiesa e l'unità fra
i popoli".
AVVISO
Mercoledì 7 Giugno alle ore 15
presso le suore Canossiane le
aderenti aII’A.d.P. si ritrovano,
per la conclusione dell’anno
sociale. Don Giuseppe Notari
celebrerà la S. Messa, a cui seguirà un breve resoconto dell’anno appena concluso ed un
piccolo rinfresco.
GIOVEDÌ 18 MAGGIO AD ANCONA
AZIONE CATTOLICA
Mons. Festorazzi: festa per i 70 anni
Campo per famiglie
i è fatto festa, giovedì
scorso 18 maggio, nella Diocesi di Ancona
Osimo, per l’anniversario di ordinazione episcopale (1991) dell’Arcivescovo mons. Franco Festorazzi, comasco di origine.
In coincidenza con l’anniversario e in occasione del 70°
compleanno, l’Associazione
Biblica Italiana ha presentato
a mons. Festorazzi, una miscellanea di studi biblici raccolti in un libro di 431 pagine.
Occorre ricordare, in proposito che mons. Festorazzi fece
parte del Consiglio di presidenza dell’ABI, come incaricato delle iniziative culturali, dal
1974 al 1982.
La mattinata di festa si è
tenuta presso il Seminario
Regionale Marchigiano, che
ha sede ad Ancona, con la presenza dei chierici, di molti sacerdoti diocesani, di laici e
autorità civili. Ha introdotto
l’incontro il nostro don Bruno
Maggioni, con una meditazione sull’ascolto e sul servizio
della Parola di Dio. Il momento ufficiale è stato poi aperto
dal Vicario generale di Ancona, il quale ha reso omaggio al profondo legame tra
Parola e vita, testimoniato
dall’Arcivescovo e al suo stile
di porre le domande fondamentali della vita, assorbito
attraverso la consuetudine
con la Bibbia. Sono poi stati
S
L’Associazione Biblica
Italiana ha presentato
a mons. Festorazzi, una
miscellanea di studi
biblici raccolti in un
libro di 431 pagine
letti numerosi messaggi di
partecipazione; tra l’altro, da
parte del nostro Vescovo
mons. Alessandro Maggiolini
e di tutto l’episcopato marchigiano. Erano presenti i Vescovi di Fermo, di Fabriano e di
San Bendetto del Tronto, il
quale, come segretario della
Conferenza marchigiana, ha
reso testimonianza della pacata finezza con cui essa è moderata dal presidente, mons.
Festorazzi, appunto.
E’ toccato poi a don Rinaldo
Fabris di illustrare il contenuto del volume, che ha come
titolo “Initium Sapientiae”, in
riferimento alla competenza
dell’Arcivescovo sui libri
sapienziali dell’A.T.
Il libro si articola in ventidue
contributi, raccolti in cinque
parti (Il testo e la teologia della Bibbia, Leggere e pregare i
salmi, Riflessioni teologiche
sul Qohelet e sul Siracide,
Giovanni Battista e Gesù nei
Vangeli, Temi di teologia
biblica). Don Bruno Maggioni
è presente con un articolo su
“I due discepoli di Emmaus”.
Tra i nomi più noti: Ghidelli,
Ravasi, Montagnini, Segalla,
Penna, ecc. “Questa iniziativa per ricordare il 70° compleanno di mons. Festorazzi - ha
concluso don Fabris - non è
solo un segno di amicizia e di
stima, ma intende anche richiamare l’attenzione sul rapporto fecondo che si può realizzare tra ricerca scientifica
e impegno pastorale”.
Al termine, mons. Festorazzi ha espresso gratitudine
a tutti per la dimostrazione di
affetto, invitando i presenti ad
associarsi con lui nella lode a
Dio e nella tensione a realizzare quanto dichiara il salmo
che ha dato ispirazione al titolo del libro: “L'inizio della
sapienza è il timore di Dio”.
Un’àgape fraterna, offerta nel
Seminario stesso, ha coronato l’incontro in clima di affettuosa amicizia.
Vale la pena di ricordare che
dal 1994, mons. Festorazzi,
come presidente della Commissione per la revisione della Bibbia promossa dalla CEI,
dà il suo contributo di esperto
di Scrittura e di Pastore a
questa iniziativa della Chiesa
italiana che segnerà la vita liturgica e spirituale all’inizio
del terzo millennio. “La nuova traduzione della Bibbia - ci
ha detto mons. Festorazzi - è
stata completata proprio in
questi giorni”. I risultati verranno resi noti tra breve.
DON CARLO CALORI
L’appuntamento di
quest’anno è in
Valfurva, al Villaggio
“Ain Karim” dalla sera
di mercoledì 5 luglio
a domenica 9 luglio
P
er il terzo anno consecutivo, l’équipe famiglia di Azione Cattolica, ripropone l’esperienza del campo
estivo per famiglie giovani (fino a 15 anni di matrimonio), aperta, per la prima volta, anche a persone separate
o vedove che avranno momenti propri all’interno del campo.
Il tema scelto “Dio fa casa
con l’uomo”, permetterà di
riflettere e confrontarsi sul
modo di vivere la casa, intesa
come… tutto da scoprire!
L’appuntamento di quest’anno è in Valfurva, al Villaggio
“Ain Karim” dalla sera di mercoledì 5 luglio a domenica
9 luglio.
Il programma prevede:
mercoledì: si potrà raggiunge il villaggio già dal tardo pomeriggio e qui alcune
famiglie provvederanno all’accoglienza e all’assegnazione
degli alloggi In questo caso è
bene specificare al momento
dell’iscrizione se si intende
consumare la cena. L’inizio
delle attività del campo sarà
dopo cena con le presentazio-
ni e un po’ di animazione…
per terminare con la preghiera di buona notte.
Giovedì: “Perché nessuno
sia solo” è il titolo dato alla
giornata in cui rifletteremo
sulla varie esperienza di
“casa”, aiutati anche dalla testimonianza di persone che
vivono in case particolari (comunità di accoglienza, case
alloggio, carcere).
Venerdì: con “La casa dentro di te” approfondiremo il
nostro modo di vivere la casa,
cercando di riflettere anche
sui condizionamenti che la
nostra società impone.
Sabato: “Gesù entra nella
casa di tutti” riflessione per
giorno di deserto e preghiera
prolungata.
Domenica: “E' già finito?”…le cose belle finiscono in
fretta!
Gli educatori saranno attivamente presenti e si prenderanno cura dei bimbi.
I costi a giorno e a persona
sono:
Adulti: 45.000 lire
Ragazzi (oltre i 6 anni):
25.000 lire
Bambini (dai 3 fino ai 6
anni): 20.000 lire
Bimbi (fino a 3 anni): gratis
Pacco famiglia (3 figli):
60.000 lire
Per le iscrizioni, entro il 10
giugno, rivolgersi alla sede
dell’Azione Cattolica (tel. 031/
265181).
P A G I N A
31
LETTEREeCONTRIBUTI
IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000
UN «CAMPEADOR»
PER UN MODO
DI VIVERE PIÙ UMANO?
C
N
aro direttore, la sua risposta a Militone con la
finale richiesta ai lettori per conoscere le loro
idee su “che cosa sia essenziale al nostro cristianesimo”, mi ha permesso di ricordare quel che mons. Paglia, se non
erro, in una conferenza a Roma,
ha detto riprendendo un’affermazione dell’on. Amato secondo il quale “tra laici e cristiani,
questi hanno una marcia in più”
disse: “I cristiani hanno una
“persona” in più: Gesù Cristo
morto e risorto». Questo è il fatto essenziale al cristianesimo.
Del resto già san Paolo aveva
sostenuto che «se Cristo non fosse risorto sarebbe vana la nostra
fede». Il resto, compreso i miracoli, è corollario: necessario,
bello, importante, che sa entusiasmare, stupire ecc. Il fondamento di tutto, però, il Kerigma
è Cristo risorto.
Quanto poi alla sua giusta affermazione sulla Sacra Sindone, mi piace ricordare, non le
sarà certo sfuggito, che l’ottobre
scorso scienziati del Centro studi spaziali dell’Università di Padova, hanno stabilito che essa è
autentica con probabilità del 99,
99%, mentre la probabilità che
sia falsa è dello 0,1%. La matematica, si sa, non è opinione.
Ciononostante, come giustamente afferma lei, la S. Sindone
non è necessaria alla nostra
fede. Certo, l’aiuta!
PAOLO LEONARDI
!
Penso che tanti cristiani - mi auguro tutti sarebbero d'accordo
sull'affermazione: «il centro
della mia fede, l'essenziale, è
una persona, Cristo risorto».
Il problema è sapere che cosa
comporti una simile affermazione per la vita quotidiana.
Che cosa significa che l'essenziale per me non è una
dottrina, ma è una Persona
umano-divina, giunta alla
Vita attraverso la morte? E
siccome questa Persona oggi
la incontro nel suo corpo che
è la Chiesa - vedi il bellissmo
«prologo» della prima lettera
di Giovanni - sono i cristiani
attenti a questa indispensabile mediazione, oppure sono
«spiriti liberi» che vanno
ognuno per la sua strada?
on posso che condividere il commento della Chiesa circa il
pronunciamento della ‘corte europea” sul
le famiglie di omosessuali.
Inutile dire che inorridisco al
pensiero di quale confusione
mentale potrebbe avere un domani un figlio, o una figlia, di.. .
due padri (o di due madri!)... Nel
momento delle turbe adolescenziali (quando secondo autorevoli
studi un buon 30% dei giovani
sfiora il baratro dell’omossessualità pur essendo sostanzialmente normale) quali punti di
riferimento avrà? Gli o le verrà
detto che è normale innamorarsi oggi di Giovanna e domani di
Luigi? O che l’una vale l’altro?
Che razza di uomini e di donne
gireranno in futuro per le strade, cosa penseranno di sè?
Ciò che ha portato alle farneticazioni di certi pseudo-magistrati (che vivono in Paesi nei
quali c’è ben poco di buono in
tema di moralità) è l’escalation
di assurdità concentrata in questi ultimissimi anni ed annunciata dallo sgradito “incipit” di divorzio ed aborto negli anni ‘70.
Tra figli in provetta, adozioni da
parte di “singles”, equiparazioni
di figli illegittimi ai legittimi, uteri in affitto, diritti paritetici a
coniugi e conviventi, in pratica
sono stati ridotti la famiglia, il
sacramento e l’istituzione del
matrimonio a mere barzellette.
Gli illuminati uomini di Chiesa non crederanno certo che le
idee di pochi sventurati abbiano
trovato solo ora e d’improvviso
quell’uditorio loro negato per
decenni! Il fenomeno è stato
progressivo e, se vogliamo, “pilotato” dall’alto. Se noi ammettiamo che si pecca per “azioni e
omissioni”, ebbene, chi ha anche solo permesso, col non ostacolarlo, il diffondersi di simili
concetti è corresponsabile dell’incosciente che li partorisce.
Lo Stato, gli Stati sono responsabili, ovvero gli uomini politici
ed i movimenti che avendo in
pugno la “stanza dei bottoni”
hanno operato in tal senso. Fin
qui è tutto evidente: le leggi
parlano chiaro, e le leggi le fanno i politici. E dietro i politici ci
sono interessi rilevanti, anche
finanziari.
Ma la “stanza dei bottoni” è
solo un crogiuolo, dove (nelle
“democrazie") si amalgamano le
idee più diverse e da cui sortiscono decisioni: idee che nascono
“per la strada”, non motu proprio, bensì sotto l’impulso di fattori ambientali ed ideologici disparati, ed infine esigono un
adeguamento legislativo se assumono rilevanza sociale od
importanza economica.
Il merito del marxismo, piaccia o no, è quello di avere chiarito che sono le condizioni dettate dalla produzione del reddito a determinare i fattori ambientali donde poi le idee, che altro non sarebbero che la reazione a o la difesa da deteminati
impulsi esterni all’individuo.
Società di massa, masse di individui, sempre più soli, sempre
più sottoposti al medesimo tipo
di impulso nel medesimo istante onde per cui la reazione è
pressocchè identica...
(...) Ci stupiamo se ai governi
di oggi, più che mai succubi delle esigenze del dio danaro, torna comodo penalizzare gli istinti naturali e “morali” incoraggiando le stranezze e le follie? I
primi necessitano, per sopravvivere, di regole indigeste ai capricci dell’economia di mercato
sempre avida di nuove vie di
guadagno, di nuovi spazi, di nuove e non necessarie sfide; le seconde, invece, sono cose di pochi attimi, poche ore, primitive
ed immediate, intense ed inebrianti... del resto, nelle leggende, il Diavolo non promette forse “tutto subito, tutto bello,
prezzo zero (pagherai poi con
l’anima), non ci pensare, non
farti problemi, buttati e godi”?
Non ultimo, attorno all’individuo superficiale e vizioso fiorisce una vera messe di attività
lucrosissime: bar, discoteche,
moda, industria, spettacolo...
Non è quindi una questione a
sè stante quella delle “famiglie
gay”, bensì la figlia di molti padri: del lavoro non garantito,
della mobilità, degli orari invadenti; delle leggi idiote che
dequalificano la famiglia, degli
opionion-men che violentano la
nostra sensibilità farneticando
dai giornali o in TV; dei giovani
che vengono a bella posta aizzati
contro i più maturi dagli ayatollah del progresso; dell’annientamento della natura, dell’odio per le tradizioni... Da tutto ciò il disorientamento, dal
disorientamento il facile rifugio
nello sfogo delle passioni incontrollate e di sicuro effetto (alco-
ol, droga, sesso, emozioni forti).
Il comunismo era visto come
il mostro che appiattiva gli individui privandoli della propria
personalità e dell’anelito alla
spiritualità, e la Chiesa non ha
mai nascosto la sua feroce ostilità ad esso. Sta bene. Comunque né Marx né Lenin hanno
mai incoraggiato la sodomia o la
libertà sessuale, semmai sono
stati i sinistrorsi sessantottini a
mescolare le porcherie (perdonatemi il termine) con la politica. E, ad ogni modo, la cosiddetta “cultura occidentale”, è riuscita, in termini di appiattimento culturale e spirituale, a superare di gran lunga l’odiato nemico. Pur essendo sostanzialmente da sempre un laico, devo riconoscere alla Chiesa di essere,
in questo stato di cose, un autentico faro di buonsenso, e questo
da non pochi anni.
Del resto, fu già essa sola a
rappresentare, nei secoli bui del
Basso Medioevo, quel punto di
riferimento, quell’embrione da
cui nacque un nuovo mondo i cui
valori civili, nei quali in parecchi ancora crediamo, derivano
nettamente dai dettami religiosi cristiani. Mi auguro che anche
in questo nuovo Medioevo essa
possa e sappia assolvere a questo compito...
Vedremo noi un nuovo Costantino o un Carlo Magno?
Quale Campeador guiderà la
Reconquista di un modo di vivere più umano dove invece di assecondare la perversione e la
devianza se ne studino le cause
e, senza cacce alle streghe, se ne
scopra il rimedio?
LEONARDO ZARRELLI, Como
!
La sua lettera avrebbe
occupato ben più di
una pagina. Del resto,
mi avvisava all'inizio che
non era la solita lettera ma
un invito alla riflessione
rivolto alle «gerarchie ecclesiali». Le assicuro che l'ho
letta con attenzione, riportandone la parte iniziale e
quella finale. Le dico, serenamente, che io non mi aspetto
nessun Campeador, né alla
Costantino né alla Carlo
Magno. Sono sì preoccupato
per le sorti dell'umanità, ma
nutro una grande fiducia
nella Provvidenza che guida
la storia. Qualunque sia
l'analisi che possiamo fare
delle cause dell'attuale
situazione - e la sua è comunque interessante e
legittima - il «peccato originale» è la ribellione a Dio.
Ora, il marxismo è colpevole
- non il solo, certamente - di
aver predicato e praticato
l'ateismo, poi i «sinistrorsi
sessantottini» hanno soltanto tratto le conseguenze.
Senza Dio non c'è etica!
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