DELLA SURSUM CORDA U na clamorosa eccezione alla legge di gravità, così potremmo definire con linguaggio «scientifico» il mistero dell'Ascensione di Gesù. Senonché l'eccezione da quel giorno riguarda anche noi, perché «la Chiesa di Dio, pur posta in basso, tende al Cielo» (S. Agostino). Un'eccezione di cui facciamo memoria ogni volta che celebriamo la Messa, all'inizio della preghiera eucaristica. «In alto i nostri cuori», esorta il sacerdote. «Sono rivolti al Signore», rispondono i fedeli. Eccoci allora al cuore della solennità dell'Ascensione. In questo anno giubilare siamo invitati a cogliere il legame profondo che questo mistero ha non solo con la Risurrezione ma anche con l'Incarnazione e con la Creazione. L’incarnazione è Dio fatto uomo, è Dio che assume la nostra terra e viene ad abitare in mezzo a noi. La risurrezione è Dio fatto salvezza per l’uomo, è la nostra terra che riceve definitivamente il frutto della croce. L’ascensione è, in certo senso, l’uomo fatto Dio, è la nostra terra redenta e salvata che va ad abitare in Cielo accanto a Dio. E il legame con il mistero della creazione? Se Adamo è l’uomo uscito dalle mani di Dio che, mischiandosi alla terra, diventa terra, Cristo è Dio stesso che si mette nelle mani dell’uomo e, mischiandosi a quella terra - eccetto il peccato -, la fa rientrare in Dio. Se sciogliamo questo ragionamento teologico nella vita, dobbiamo riconoscere che davvero l'Ascensione di Gesù cambia radicalmente la nostra esistenza. Cambia il nostro destino, cioè il luogo ove siamo diretti, che è lo stesso di Gesù: siamo fatti per il Cielo e non per la terra. Non meravigliamoci, quindi, se la terra continuamente ci delude, è normale che sia così, perché non è la terra la nostra patria, ma il Cielo. Cambia, poi, il nostro modo di incontrare e riconoscere Gesù qui sulla terra: non si tratta più di cercare il suo volto e toccare il suo corpo - come fu permesso ai suoi discepoli - ma di riconoscerlo presente in tanti corpi e in tanti volti, e soprattutto nel grande corpo che è la Chiesa, corpo di Cristo. Noi cristiani abbiamo uno specchio in cui già si riflette la gloria del corpo di Cristo asceso in cielo, ed è la Chiesa. È uno specchio sovente inutilizzato, in cui ci specchiamo poco e che talvolta rompiamo, convinti di poter camminare da soli… Ebbene, ricordiamocelo: per un cristiano voltare le spalle alla Chiesa significa perdere anche Cristo. Dopo l’ascensione il corpo di Cristo che noi possiamo e dobbiamo toccare è la Chiesa! don AGOSTINO CLERICI ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ANNO XXIV 3 GIUGNO 2000 L I R E 1. 7 0 0 DIOCESI 22 DI COMO PERIODICO SETTIMANALE SPED. IN A. P. PUBBLICITÀ 45% ART. 2 COMM. 20/B LEGGE 662/96 FILIALE COMO COMO ACQUA PER IL MEDIO-ORIENTE L a tensione delle ultime settimane tra Israele e Palestina non dovrebbere compromettere gli accordi di collaborazione stipulati nel corso di un convegno tenutosi in città nell'aprile scorso. Ambiziosi i progetti di approvvigionamento idrico per Israele, Palestina e Giordania. A PAGINA 14 COMO CON IL MO.I.GE. OCCHIO ALLA TV Il Movimento Italiano Genitori, presente anche a Como, esorta ad un utilizzo intelligente del mezzo televisivo. A PAGINA 16 REFERENDUM SI VOTA: TICOSA E BORGOVICO A PAGINA 17 COMO SS. COSMA E DAMIANO S ono stati rimessi i ponteggi all'interno dell'ex-chiesa. L'edificio riveste un notevole interesse storico-artisti co e merita particolare attenzione. La gioia di stare insieme CONVEGNO DIOCESANO ACR CENTRO CARD FERRARI venerdì 9 giugno ore 21.00 il cardinale Alfonso Lopez Trujillo Presidente del Pontificio Consiglio per la Famiglia interviene sul tema: La Famiglia vive il Giubileo SONO TUTTI INVITATI SONDRIO CITTÀ DEI BAMBINI: UNA REALTÀ Per tre giorni si è discusso del progetto che sta coinvolgendo comuni di piccole e medie dimensioni: in un convegno nazionale i piccoli cittadini hanno immaginato un territorio a propria misura. A PAGINA 24 ALBAREDO RITORNA LA LINCE IN VALGEROLA A PAGINA 26 a pagina 16 A PAGINA 19 LAGO DA 50 ANNI UNA CROCE SU DONGO A PAGINA 22 VARESE SI CONCLUDE IL CORSO DI STORIA A PAGINA 23 SONDRIO RIENTRA L'ALLARME DOCENTI I l numero degli alunni resta stabile sia nella scuola elementare che superiore. Nonostante le preoccupazioni degli ultimi giorni risultano soddisfatte le necessità di organico per il prossimo anno. Restano aperti alcuni problemi la cui soluzione positiva è più vicina. A PAGINA 27 BORMIO BAGNI NUOVI: SÌ AL RESTAURO A PAGINA 28 LA LETTERA DEL VESCOVO LA «RISPOSTA» DEI CREDENTI A PAGINA 9 CHIESA P A G I N A 3 PRIMOPIANO IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000 Nel collage fotografico, ecco le chiese dei novelli sacerdoti. Da sinistra a destra, dall'alto: Chiavenna, Griante, Camerlata, Teglio, Semogo e Albiate « o sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo...»: le parole del Risorto e l’icona “della Trinità” di Rublev, con la sua ricchezza di rimandi e significati, costituiscono le coordinate scelte dai novelli preti di quest’anno per collocarsi in modo adeguato, dal punto di vista teologico e spirituale. Su questo sfondo vogliamo vedere anche le tante persone (a partire dai genitori e dai familiari, poi le comunità parrocchiali di origine e quelle conosciute negli anni di seminario...) che in questi giorni stanno ultimando i preparativi per accogliere il ‘loro’ prete. Attraverso un ideale percorso dalla periferia di Como (e dalla parrocchia che conserva le ‘radici’ storiche della fede di questa Chiesa) fino alla Valdidentro, passando per le rive del lago e per la Valchiavenna, andiamo a vedere anche quest’anno che cosa l’intraprendenza e la creatività dei nostri paesi stanno organizzando.. I ALBERTO FASOLA CAMERLATA, SS. CARPOFORO E BRIGIDA La parrocchia che conserva i resti mortali dei primi martiri e di san Felice, primo Vescovo della nostra diocesi, ha avviato domenica scorsa, 28 maggio, la preparazione ‘prossima’ all’ordinazione e alla prima Messa di don Alberto, sviluppando nelle omelie gli accenni al ministero della Nuova Alleanza emergenti dalle letture. Mercoledì 31 maggio la tradizionale chiusura degli appuntamenti di preghiera mariani, svoltisi in alcuni punti delle grandi vie che innervano la parrocchia, ha ospitato nella chiesa parrocchiale l’intervento-testimonianza di alcune ‘vocazioni’ provenienti da Camerlata: Laura Beretta, consacrata, delle Piccole Apostole della Carità; don Maurizio Uda, che ha un po’ rappresentato anche gli altri preti diocesani (mons. Giuliano Meroni, don Giorgio Quaglia, don Fausto Sangiani, don Maurizio Mosconi, don Marco Pedretti). Il parroco, don Lorenzo Butti, ha aggiunto una riflessione sulla vocazione alla vita monastica. Per accogliere questo evento come occasione di conversione personale, si propone per mercoledì 7 giugno, dopo cena, una celebrazione penitenziale con la possibilità di confessarsi. Sarà poi il momento della festa, con la partecipazione (senza difficoltà!) al pontificale in Duomo, e in serata l’accoglienza di don Al- VERSO LE ORDINAZIONI PRESBITERALI DI SABATO 10 GIUGNO 2000 COSI' SEI PARROCCHIE ATTENDONO I NOVELLI berto: alle 20.45 una celebrazione della Parola in chiesa, e a seguire un simpatico ‘amarcord’ nel salone dell’oratorio, di recente ristrutturato. La prima Messa presieduta dal novello inizierà alle ore 10.30 di domenica 11 giugno. MASSIMO ROSSI GRIANTE La preparazione per festeggiare don Massimo (milanese di origine, ma cittadino griantese a tutti gli effetti dal 1995) si concentrerà nei due giorni precedenti l’ordinazione: giovedì 8 giugno, con la Messa presieduta dal parroco di Loveno, don Amedeo Folladori, e venerdì 9, con la celebrazione penitenziale e confessioni. Griante - quasi affacciandosi da un naturale balcone sul panorama del lago - accoglierà il novello nella serata di sabato, partecipando poi in chiesa ai Vespri e alla benedizione eucaristica. L’accoglienza proseguirà domenica mattina, accompagnando don Massimo e vivendo con lui l’emozione della ‘prima Messa’. In serata, un momento di distensione, con i brani eseguiti dal Corpo Musicale e dalla Corale Parrocchiale. LUIGI PEDRONI CHIAVENNA SAN LORENZO La parrocchia della Colle- giata (chiesa che ha ottenuto per i giorni dal 4 all’11 giugno il riconoscimento di luogo ‘giubilare’) vivrà la preparazione all’ordinazione e alla prima Messa di don Luigi come tempo dedicato alle “Giornate Eucaristiche”. Da mercoledì 7 a venerdì 9 giugno nelle chiese di san Lorenzo e di santa Maria si alterneranno la celebrazione della Messa, le proposte di meditazione e le adorazioni comunitarie del SS. Sacramento. A ognuno dei tre giorni corrisponde un tema: «Eucaristia, vocazioni e sacerdozio» (con un’ora di adorazione per i ragazzi, che segna la chiusura dell’anno catechistico); «Eucaristia, dono per la vita del mondo»; «Eucaristia e perdono», con un significativo spazio dedicato ai sacramenti “di guarigione”, Penitenza e Unzione degli infermi (nel pomeriggio di Venerdì l’amministrazione di questo sacramento, come “Giubileo degli Ammalati” della parrocchia). Sabato 10 giugno alla partecipazione in Duomo seguirà in serata l’accoglienza di don Luigi, in tre tempi successivi: i ragazzi accoglieranno il novello a Prata, e lo accompagneranno in bicicletta fino a Chiavenna; qui si proseguirà a piedi, in corteo - allietati dalle note della Banda di Villa di Chiavenna - fino all’Oratorio, dove verrà rappresentato il recital «Il giullare di Dio». Domenica 11 la S. Messa presieduta da don Luigi in san Lorenzo e la processione col SS. Sacramento fino a san Fedele, con la partecipazione delle Confraternite e della Musica cittadina - chiuderanno le Giornate Eucaristiche. SIMONE CAELLI TEGLIO Nella comunità di Teglio la preparazione all’ordinazione e alla “Prima Messa” di padre Simone cerca di coinvolgere il più possibile tutte le realtà e i gruppi della parrocchia, così che questo evento sia motivo di gioia e di comunione per tutti. Simone diventa prete missionario, e ben si colloca la festa per lui nel giorno di Pentecoste, inizio della missione universale della Chiesa! É il fuoco dello Spirito che lo porterà da Teglio sulle strade del mondo, ravvivando anche in tutti noi il desiderio di portare la Parola del Vangelo agli altri, cominciando da chi già ci vive accanto. A Teglio avremo un triduo di preparazione (7-8-9 giugno, alla sera) guidato da don Flavio Feroldi, direttore del Centro Diocesano Vocazioni, da padre Angelo Da Maren, rettore del Seminario Teologico del PIME, e dai preti della Zona pastorale. Durante il triduo verranno esposti dei pannelli sulle missioni del PIME, che quest’anno celebra i 150 anni di fondazione. Sabato 10 giugno parteciperemo all’ordinazione in Duomo, e per noi tellini sarà anche pellegrinaggio giubilare. Alla sera accoglieremo il novello davanti alla chiesa di S. Pietro, e poi lo accompagneremo alla parrocchiale, per un momento di preghiera e di ringraziamento corale. Domenica 11 giugno alle ore 10.00 inizierà in S. Eufemia la ‘prima’ Messa presieduta da p. Simone; al termine, tutti quelli che lo desiderano potranno recarsi al campo sportivo per partecipare al pranzo comunitario, che verrà allietato da simpatici intermezzi e sorprese. La giornata si concluderà con un recital realizzato dai ragazzi dell’oratorio. (don MARIANO MARGNELLI) SIMONE TRABUCCHI SEMOGO La comunità parrocchiale di Semogo vive questi giorni come tempo di attesa: del novello sacerdote, certamente, ma anche di sapere qualcosa di più sul nuovo parroco, chiamato a riavviare il ministero pastorale ‘ordinario’ interrotto dalla morte di don Enrico. La situazione un po’ particolare di questi mesi ha causato qualche rallentamento nel definire il programma dei momenti che prepareranno e accompagneranno la prima Messa di don Simone; tutti i gruppi del paese e della parrocchia stanno comunque lavorando sodo, per garantire una degna accoglienza. C’è anche da ricordare che per Semogo questi momenti non sono, grazie a Dio, eventi ‘eccezionali’, data la sensibilità e l’attenzione per le vocazioni al sacerdozio, alla vita religiosa, consacrata e missionaria: e quindi anche la sorpresa “dell’ultimo momento” non guasta! MASSIMO MOTTA ALBIATE DI CARATE BRIANZA La settimana di preparazione all’ordinazione di padre Massimo sarà aperta oggi, sabato 3 giugno, con la fiaccolata dei ragazzi della parrocchia, che partendo dal Duomo di Como nel primo pomeriggio saranno di ritorno ad Albiate per partecipare alla S. Messa. Di seguito la fiaccola sarà portata presso l’abitazione del novello, per accendere il tripode che “illuminerà” i momenti di preghiera di sabato, domenica e lunedì. La preparazione proseguirà da martedì a venerdì nella chiesa parrocchiale di S. Giovanni evangelista, attraverso una sapiente varietà di momenti di preghiera (celebrazione dei Vespri, adorazione eucaristica, Messa, celebrazione penitenziale) e di temi di riflessione (identità del ministro ordinato e dei padri betharramiti, preghiera per le vocazioni, accogliere il dono della riconciliazione). Dopo l’ordinazione, Albiate accoglierà padre Massimo Sabato sera, col saluto in chiesa. Domenica mattina si partirà in processione dall’Istituto dei Padri Betharramiti, per poi celebrare la S. Messa. I festeggiamenti si concluderanno alla sera, con i Vespri, la processione, lo spettacolo “Gente viva” presentato dal gruppo musicale di Cardano al Campo. testi a cura di DON MAURIZIO MOSCONI SUL PROSSIMO NUMERO CONOSCEREMO I NOVELLI SACERDOTI P A G I N A 7 SOCIETÀ CULTURA IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000 VIAGGIO NEL MONDO DELLE NUOVE RELIGIOSITÀ / 27 SCUOLE STEINERIANE: QUI S'INSEGNA L'ANTROPOSOFIA! ll’inizio del Novecento il Laberthonnière scriveva che l’idea dell’educazione e delle sue finalità dipende dall’idea che si ha dell’uomo e della sua destinazione. È un principio difficilmente contestabile, che suppone che sia data risposta a domande incisive quali chi è l’uomo, in che cosa consiste la sua vita e quali scopi questa deve raggiungere. La risposta a tali interrogativi, a cui l’educatore difficilmente può sottrarsi, non è indifferente alla consistenza del progetto educativo di una determinata scuola. Come a dire che l’identikit di una scuola è strettamente legata alla visione della natura umana a cui essa si ispira. Gli insegnamenti antroposofici vengono applicati all’educazione attraverso la scuola steineriana. Tale scuola si ispira ai principi della pedagogia di Rudolf Steiner che, affondando le proprie radici in una concezione antroposofica dell’uomo e del suo rapporto col mondo, non considera soltanto l’aspetto corporeo e psicologico dello sviluppo umano, ma anche la dimensione morale e spirituale del bambino. Difficile, per non dire impossibile, trovare nei manuali di storia della pedagogia, anche in quelli oggi più diffusi negli istituti magistrali, una trattazione sia pur breve del pensiero educativo di R. Steiner (gli stessi indici dei nomi lo ignorano completamente). Da qui la necessità di ricostruirlo sulla base dei testi che lo stesso Steiner ha scritto sulla questione educativa. A TEMI DI FONDO Le sue idee pedagogiche, concretizzate per la prima volta nel 1919 nell’esperienza scolastica Waldorf di Stoccarda, possono essere annoverate nell’ambito di quel vasto movimento delle cosiddette “scuole nuove” che, organizzate secondo i principi dell’attivismo pedagogico, vengono fondate in Europa e in America tra l’ultimo decennio dell’Ottocento e il primo ‘900. Più che da consapevoli raccordi, l’opera pedagogica di Steiner ci sembra caratterizzata da una sorta di "sintonia" su alcuni temi di fondo con la cosiddetta "educazione nuova". Eccoli in sintesi: - il rifiuto della scuola tradizionale e dei suoi metodi verbalistici e pedanteschi, autoritari e costrittivi. Forte la reazione dello Steiner a tutte le forme di costrizione - passiva, fisica o psicologica - che reprimono ogni espressione di spontaneità dell’infanzia. Lo Steiner ha criticato gli effetti deleteri che il sistema scolastico del tempo aveva sulla capacità di concentrazione dei bambini. La scuola Waldorf cerca di organizzare la giornata scolastica tenendo conto dei loro bisogni e interessi. L’insegnamento a periodi costituisce una caratteristica didattica della elementare Dopo aver dedicato sul numero scorso una pagina alla presentazione dei principi dottrinali dell'antroposofia di R. Steiner, ecco un tentativo di illustrazione dei fondamenti pedagogici delle scuole steineriane, che operano anche a Como, dove esistono materna (Camnago Volta) ed elementare (Trecallo) pagina a cura del GRUPPO DI RICERCA SULLE SETTE di COMO steineriana per cui nelle prime due ore del mattino viene trattato tutti i giorni lo stesso argomento per più settimane di seguito. L’immersione totale in esso ne favorirebbe l’apprendimento e aiuterebbe la concentrazione. Le attività artistiche e linguistiche completano la giornata di studio; - il rispetto della spontaneità del bambino. Compito dell’educatore d’infanzia è di preparargli l’ambiente più adatto perchè si trovi a suo agio. Fiabe, canti, euritmia, attività manuali, giocattoli semplici e naturali hanno lo scopo di sviluppare la sua fantasia e di creare un’atmosfera d’immagini e di sensazioni adatta allo stato ancora sognante della sua coscienza; - l’insegnamento attivo: l’attenzione alla dimensione dell’esperienza diretta, il primato del fare, l’attivazione dell’alunno. La metodologia della scuola tradizionale è criticata perchè, privilegiando il verbalismo e le attività intellettuali a scapito di quelle manuali, pone l’alunno in una posizione di passività, trascurando i suoi interessi e le sue esigenze operative. Nelle scuole Waldorf il lavoro manuale ha un ruolo molto importante per la sua finalità pedagogica; - il contatto diretto con la natura per togliere il bambino dalla schiavitù delle città. L’ ambiente naturale (giardini, spazi di gioco all’aperto) diventa un campo importante di occupazioni e di esperienze. L’insegnamento comincia con l’osservazione, vero centro dell’attività, basata su “lezioni di cose”; - l’educazione come autosviluppo. Compito dell’insegnante è quello di astenersi da interventi direttivi per assicurare lo sviluppo del bambino secondo i ritmi della natura. Si mira a fare in modo che l’allievo si imponga da se stesso i limiti del proprio comportamento (autodisciplina). - lo sganciamento dell’istruzione dai programmi tradizionali. Non solo, gli stessi materiali didattici della scuola tradizionale, come ad esempio i libri di testo, vengono considerati parte di un armamentario obsoleto di cui occorre liberarsi. Nella scuola steineriana i bambini sono sollecitati ad elaborare i contenuti di studio in un loro quaderno, che compongono e illustrano sotto la guida dell’insegnante; - la salvaguardia della creatività e della fantasia dell’alunno che, secondo la peda- gogia steineriana, sarebbero sacrificate dalla scuola tradizionale. Essa non terrebbe conto delle facoltà creative, privilegiando l’apprendimento concettuale ed intellettualistico. L’uso di pennelli, colori, album da disegno, la recitazione, il teatro, il canto e la musica, che oggi caratterizzano l’attività didattica della maggior parte delle scuole, apparivano allora una novità della vita scolastica steineriana e la rendevano varia e movimentata. L’atmosfera che vi regnava, se giudicata con il metro del tempo, appariva molto spontanea. I bambini godevano di libertà che nella scuola tradizionale di vecchio stampo non si sarebbero sognati. Ancora oggi a molti genitori la scuola steineriana appare nuova e per questo motivo non esitano a sceglierla. Benché alcuni concetti della pedagogia antroposofica siano innegabilmente suggestivi (la formazione armonica e integrale della personalità, la cura del silenzio interiore, il perfezionamento morale, ecc.), troviamo però che abbiano più solide fondamenta in una concezione pedagogica cristiana. OSSERVAZIONI CRITICHE Se è efficace la critica di Rudolf Steiner contro i metodi repressivi e punitivi dei sistemi educativi tradizionali, essa pecca però di unilateralità per la scarsa considerazione riservata a tutto quello che riguarda l’esperienza culturale e intellettuale allorchè confina nella marginalità la vita intellettuale del bambino. Nell’asilo steineriano il tentativo dell’educatore di evitare ogni forzatura precoce dell’intelletto fa sì che non ci si rivolga affatto alla sfera conoscitiva come se l’infanzia fosse caratterizzata dal “sonno della ragione”. Ora, se è da auspicare l’eliminazione di una precocizzazione istruttiva, non va però sottovalutata la capacità di comprensione dei bambini. Non è forse vero, come affermano i più importanti psicopedagogisti contemporanei, che è possibile insegnare “tutto a tutti”? Non persuade neppure l’indifferenza della scuola steineriana per i contenuti culturali e la liquidazione dei libri di testo che sono guardati con sospetto perchè sacrificherebbero l’attività creatrice ed elaboratrice dell’alunno. Sorge spontaneo il dubbio: questo ostacolare il confronto dell’allievo con la cultura non lo disancora forse dal suo passato? Questo lasciarlo in balìa di se stesso e della propria spontaneità, non rischia di farlo cadere in modelli stereotipati? La convinzione che l’originalità scaturisca naturalmente dalla spontaneità dello sviluppo non è forse un mito ormai superato? Del resto il bambino lasciato completamente a se stesso rischia di ripetere se stesso. Inoltre è un errore credere che il confronto con la cultura e l’adulto abbia sempre e comunque un effetto di inibizione. A nostro avviso è attraverso il confronto con la cultura e la presenza dell’adulto che può scaturi- re l’originalità, la scoperta di punti di vista nuovi. Se può essere condivisa la tesi steineriana che la scuola può distruggere, con metodologie sbagliate, le capacità creative del soggetto, non persuade affatto la scarsa considerazione dei contenuti dell’insegnamento, poichè una scuola che trascura la cultura impedisce ad altrettante capacità creative di nascere e di esprimersi. Come a dire che senza adeguati contenuti, la creatività si consuma nella superficialità o non trova vie per manifestarsi. SCUOLA STEINERIANA DAVVERO ACONFESSIONALE? ome si legge nei pieghevoli di presentazione dell’asilo e della libera scuola elementare steineriana di Como, la scuola steineriana è una scuola non statale, aperta a tutti i cittadini, gestita dai genitori per la parte economica attraverso un’associazione (Associazione Amici scuola steineriana) di cui genitori e sostenitori possono far parte: «Si tratta di una scuola laica si legge - perchè non è legata ad alcuna particolare confessione, ma gli intenti che stanno alla base dell’insegnamento affondano le loro radici in una concezione che tende a riunire il mondo fisico col mondo spirituale». E ancora: «la pedagogia steineriana non considera soltanto l’aspetto corporeo e quello psicologico dello sviluppo umano, ma anche la dimensione morale e spirituale dell’uomo”, mirando a favorire uno sviluppo armonioso ed equilibrato del bambino. Ora, se ci sembra meritevole di considerazione l’attenzione che la scuola steineriana riserva allo sviluppo di tutti gli aspetti della personalità infantile, compresa la dimensione spirituale, sorge però spontaneo l’interrogativo: che tipo di educazione religiosa può proporre una scuola che riconosce espressamente di ispirarsi ai principi dell’antroposofia? Senza voler sospettare che la scuola steineriana sia animata da una sorta di proselitismo, non è forse inevitabile che un insegnante Waldorf, data la sua particolare concezione dell’uomo e della vita, lasci un’impronta condizionante nel suo lavoro educativo quotidiano? Come risponderà un educatore “antroposofo” agli interrogativi degli alunni, C prima o poi inevitabili, riguardanti questioni esistenziali come la morte e l’origine della vita? Non solo. Il celare dietro l’etichetta di “scuola laica” e “non confessionale” una particolare concezione ideologica che, pur passando quasi inosservata, rischia di avere ripercussioni sul processo educativo, non è forse un venir meno al principio della trasparenza, oggi peraltro richiesta a qualsiasi istituzione che, come nel caso della scuola svolga una funzione pubblica? Non sarebbe più coerente per una scuola che intende essere aperta a tutti, svolgendo un preciso servizio pubblico, esplicitare con estrema chiarezza non solo il proprio piano di offerta formativa, ma anche i principi a cui si ispira, evitando di sottacere questioni che trascendono i confini pedagogici, pur essendo ad essi strettamente connessi? Inutile sottolineare che tra i diritti dello studente e delle famiglie vi è quello di essere informati sul progetto educativo di una determinata scuola. Ora, se è vero che talvolta certe scelte inconsapevoli sono imputabili alla leggerezza e alla scarsa responsabilità di chi le fa, è anche vero però che in alcuni casi è la scuola a non garantire un’informazione completa e trasparente. Non sono pochi i genitori, anche tra i cattolici praticanti, ad essere inconsapevoli dell’incompatibilità delle idee antroposofiche con la fede della Chiesa. E ciò non per semplice ingenuità! Del resto non è facile, anche per chi è avvezzo al linguaggio criptico e di difficile lettura proprio di certe dottrine, addentrarsi nell’esame critico degli scritti e delle idee steineriane. Figuriamoci poi per chi ne è digiuno! CHIESA P A G I N A 9 CHIESA LOCALE ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ ○ IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000 CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO Ecco i membri in carica fino al 2005 Curia DALLA L’attività del Consiglio pastorale diocesano tende a promuovere la coerenza della vita e dell’azione del Popolo di Dio con il Vangelo di MONS. CARLO CALORI D ue sessioni (18 marzo e 20 maggio) interamente dedicate alla consultazione e alla elaborazione di suggerimenti da presentare al Vescovo per il Piano pastorale: è il lavoro sviluppato dal nuovo Consiglio Pastorale Diocesano, il cui decreto di nomina porta la data del 17 marzo scorso. Anche se con un certo ritardo, dovuto a problemi di spazio, sembra doveroso pubblicare ora i nomi dei membri eletti o designati a questo organismo di partecipazione “al quale spetta, sotto l’autorità del Vescovo, studiare, valutare e proporre conclusioni operative su tutto ciò che riguarda le attività pastorali della Diocesi” (art. 2 dello Statuto). E’ importante che tali membri si sentano espressione viva del Popolo di Dio. Perciò la loro elezione (o designazione) è regolata dallo Statuto in modo che nel Consiglio sia effettiva- AGENDA del VESCOVO SABATO 3 A Torre S. Maria, ore 17, S. Messa. A Sondrio, presso i Salesiani, ore 20.30, incontro con i consigli pastorali della Media Valtellina. DOMENICA 4 A Sondrio, presso la chiesa del Sacro Cuore, ore 10.30, S. Messa per la zona pastorale Media Valtellina. LUNEDÌ 5 A Cernobbio, presso Villa Erba, ore 11, S. Messa per la festa dei Carabinieri. MARTEDÌ 6 A Valle Colorina, ore 10, incontro con i preti della zona Media Valtellina. GIOVEDÌ 8 A Como, ore 9.30, in Curia, Consiglio episcopale. VENERDÌ 9 Ad Albese, presso la ditta Locati, ore 17.30, S. Messa. SABATO 10 A Como, in Cattedrale, ore 10, ordinazioni sacerdotali. A Gaggino, ore 17, S. Messa e Cresima (anche per Camnago Faloppio). A Como, in Cattedrale, ore 21, Veglia di Pentecoste. mente rappresentata, per quanto è possibile, tutta la porzione del Popolo di Dio che costituisce la Diocesi: nelle sue Vocazioni, nella varietà delle condizioni sociali, delle professioni, dei ministeri ecclesiali e delle Zone. L’attività del Consiglio pastorale diocesano tende a promuovere la coerenza della vita e dell’azione del Popolo di Dio con il Vangelo e a stimolare la comunità diocesana in vista di un lavoro pastorale organico. Eccone, pertanto, la composizione. CONSIGLIO PASTORALE DIOCESANO per il quinquennio 2000 - 2005 Presidente: S.E.Mons. Vescovo Membri di diritto: Mons. Enrico Bedetti, Mons. Alessandro Botta, don Andrea Caelli, Mons. Carlo Calori, don Battista Galli, Mons. Gaetano Gatti, Mons. Valerio Modenesi, Dott. Roberto Bianchi (AC) Designati dai Vicari foranei: Mons. Ambrogio Balatti, don Vittorio Bianchi, don Giuseppe Cola, Don Silvano De Giobbi, don Antonio Fossati, don Gianluigi Maloberti, don Pierino Riva. Designati dai religiosi: P. Edoardo Gavotti , P. Antonio Loi, Don Ivo Sostero. Designati dalle religiose: Suor Myriam Cassinotti, Suor Maria Lattuada, Suor Ersilia Pezzini. Designati dal Consiglio presbiterale: Don Guido Calvi, don Giuliano Zanotta. Designati dalla Consulta dei Laici: Alfonso Corbella, Franco Fragolino, Enrico Rezzonico, Piero Tettamanti. Designati dalle Zone pastorali: I Marazzi Cia, Milone Ferdinando; II Castiglioni Flavio, Rezzonico Alberto; III Cattoni Rosalba; IV Bertoldi Francesco, Vitale Franco; V Gioppi Lorenzo; VI Valli Isolina; VII Novi Maria Carla; VIII Borelli Roberto, Morganti Lorenzo; IX Mazzucchi Giovanni; X De Carli Bruno; XI Damassa Paolo, Guanella Luigi; XII Cian Alessandro, Mattarucci Natalina, Morello Angela; XIII Morelli Raffaele, Pola Angela, Soverna Paolo; XIV Caelli Dario, De Campo Corrado; XV Giacomelli Tullio, Schivalocchi Erasmo; XVI Donghi Francesco, Pezzoli Enrica. Per designazione del Vescovo: Bernasconi Roberto, Busi Diego, Frangi Palma, Legnani Fontana Laura, Magatti Fabio, Magatti Isabella, Marelli Lucia, Mazzoni don Italo, Merlo Francesca, Mosconi don Maurixio, Savoldelli don Luigi, Valpolini Mons. Rinaldo. CONSIGLIO DI SEGRETERIA Nella sessione dello scorso 20 maggio, in base all’articolo 12 dello statuto, sono stati eletti come membri del consiglio di segreteria i seguenti consiglieri: Marazzi Annamaria, Legnani Fontana Laura, Marelli Lucia, Bernasconi Roberto, Mosconi don Maurizio, Savoldelli don Luigi. Segretaria: Francesca Merlo. Si completa così, proprio nel corso di quest’anno, un impegno di rinnovo che ha riguardato prima il Consiglio presbiterale, poi il Collegio dei Vicari foranei, (di cui abbiamo dato a suo tempo notizia); ora il Consiglio pastorale. L’augurio a tutti è, naturalmente, quello di buon lavoro. Un augurio che ci piace dilatare, in questo anno del Grande Giubileo, a tutti i Consigli Zonali e parrocchiali: proprio mentre Mons. Vescovo sta procedendo alla verifica della Visita pastorale. Bisognerà tutti trovare il coraggio, chi di continuare, chi di continuare o di iniziare l’esperienza degli organismi di partecipazione, strumenti attraverso i quali si esprime la vita della Chiesa e si ricerca la comunione. C stizia e della persecuzione che può essere subìta. Guai quando dovessero parlare sempre bene di noi credenti. Così - afferma Gesù - hanno fatto con i falsi profeti. Bisognerà anche avere la pazienza di lasciare che lo Spirito agisca nei cuori di coloro che incontriamo, perché la nostra testimonianza sia davvero una risposta e non una recita o una imposizione. Vorrei dire altro, però. Mi chiedo se davvero noi cattolici saremmo pronti a rispondere a chi ci domanda conto della speranza che è in noi e al nostro credere nel Signore Gesù. Sta bene la coerenza, la santità raggiunta o quasi, il prorompere dell’entusiasmo religioso ecc. Ma qui si tratta proprio di rispondere. E per rispondere bisogna sapere. Ecco il punto. Viviamo un momento di Chiesa dove le verità più elementari sembrano snobbate come esercizi intellettuali di bontemponi. Un’èra del Cristianesimo in cui tutta la testimonianza sembra affidata all’“ortoprassia”, vale a dire al comportamento conforme alla norma evangelica; mentre l’“ortodossia”, cioè la ret- PROVVISTA DI PARROCCHIE Don Mario Borella, parroco di Rovenna; Don Gianfranco Ciaponi, parroco di Semogo; Don Loris Flaccadori, parroco di Grandola. AMMINISTRATORI PARROCCHIALI Don Armando Bernasconi, per la parrocchia di Vertemate. Don Aldo Milani, per la parrocchia di Puginate. Don Silverio Raschetti, per la parrocchia di Mossini. Don Battista Rinaldi, per la parrocchia di Tresivio. AVVICENDAMENTI DI VICARI PARROCCHIALI Don Eugenio Bompani, da Tavernola a Cermenate. Don Giovanni Corradini, da Cermenate a Rebbio. Don Andrea Della Monica, da Cadorago ad Albosaggia. Don Daniele Maola, da Monteolimpino ad Albate. Don Ivano Signorelli, da San Nicolò Valfurva a Uggiate. Don Maurizio Uda, da Sant'Agostino in Como a Lora e collaboratore di don Aldo Fortunato. PARROCCHIE VACANTI E/O DISPONIBILI La «risposta» dei credenti i sono frasi che diventano dei programmi - o degli slogan - in certi periodi della vita della Chiesa. Per esempio: quando si tratta di affrontare il tema della missione che è impegno di tutti i credenti - anche dei meno “graduati” - un versetto della Prima Lettera di Pietro ritorna con puntuale e non troppo originale insistenza: dobbiamo saper rispondere della speranza che è in noi. Cito con esattezza il versetto richiamato: “E se anche doveste soffrire per la giustizia, beati voi! Non vi sgomentate per paura (dei non credenti), né vi turbate, ma adorate il Signore, Cristo nei vostri cuori, pronti sempre a rispondere a chiunque vi domandi ragione della speranza che è in voi. Tuttavia questo sia fatto con dolcezza rispetto ecc.” (1 Pt 3,13-15). Sta bene per la “dolcezza” e il “rispetto”. Purché tale dolcezza non significhi uno stemperamento del Vangelo e tale rispetto non porti a un mutismo imbarazzato, esitante e quasi umiliato. Con un po’ di malizia ho citato la frase includendovi il versetto che la precede, dove si parla del soffrire per la giu- NOMINE E PROVVEDIMENTI In data 1° giugno 2000 titudine delle convinzioni cristiane, sarebbe elemento abbastanza trascurabile. E invece. E invece, ecco che proprio siamo sollecitati a esprimere le cerLETTERA tezze di fondo che ci spingono ad VESCOagire seVO condo l’ideale che il Signore Gesù ci ha tratteggiato. Dobbiamo “dire” la nostra fede. Che crediamo in Dio, Padre Onnipotente; nel Verbo incarnato, morto e risorto; nello Spirito santificante ecc. Il comportamento perfetto, del resto, rimane sempre un tentativo. Ci salva la testardaggine di chi si lascia perdonare per l’ennesima volta e riprende lo sforzo come se fosse la prima volta che tenta la santità. Urge catechesi. Se no, che cosa rispondiamo? LA DEL + ALESSANDRO MAGGIOLINI, Vescovo di Como Sono vacanti le parrocchie di: Tresivio, per la rinuncia del rev. don Cipriano Ferrario; Vertemate, per la rinuncia del rev. don Onorio Guarisco; Mossini; Ponte Tresa (disponibile); Puginate. AGENDA COMO CENTRO Martedì 6 giugno i sacerdoti della zona si ritrovano a festeggiare gli anniversari di alcuni confratelli. Per l'occasione, l'ultimo incontro dell'anno pastorale è programmato presso il santuario della Madonna del Sasso di Caravate (Varese). La partenza da Como è fissata alle ore 9.30 in automobile (mettersi d'accordo). La S. Messa è prevista per le ore 11 (portare camice e stola). Segue agape fraterna presso i Padri Passionisti. VEGLIA DI PENTECOSTE Da tempo la Veglia di Pentecoste, che si celebrerà quest'anno la sera di sabato 10 giugno è riscoperta anche come vertice ideale dell'anno pastorale. In Cattedrale l'appuntamento è alle ore 21.00. Contemporaneamente in tutte le Zone dove si convergerà per celebrarla si vivràun momento forte di comunione ecclesiale. P A G I N A 10 CHIESA CHIESALOCALE IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000 LAVORI PARTITI CON SEI MESI DI ANTICIPO APOSTOLATO DELLA PREGHIERA lavori per la ristrutturazione del Seminario hanno preso l’avvio con sei mesi di anticipo rispetto ai programmi, perché l'impianto di riscaldamento, dopo molti guasti, si è definitivamente bloccato e non poteva più essere riparato se non a costi elevati e “inutili”. Si è partiti con la demolizione e l’apertura dei cunicoli nel seminterrato, per essere pronti, appena i seminaristi inizieranno le vacanze estive, ad intervenire nell’ "ala ragazzi”. I tempi sono molto stretti: si devono rifare gli impianti, sostituire i serramenti ai piani occupati dalla comunità della teologia e apportare anche alcune modifiche strutturali al piano occupato dal “minore” entro i primissimi giorni di settembre, quando i ragazzi ritorneranno in Seminario per riprendere la scuola. Di seguito si affronteranno le altre opere, cioè i tetti, le fognature e l’ “ala sacerdoti”. Tutti questi lavori comportano una considerevole cifra di spesa, cifra che il Seminario, come si può ben capire, non possiede. E’ la certezza della Provvidenza e la fiducia nella generosità di tutta la Diocesi che permette di guardare al futuro con speranza. La prossima “giornata per il Seminario” sarà il 26 novembre 2000. Si è pensato di anticiparla di qualche settimana rispetto alla data tradizionale, perché l’Avvento e già di per sé un periodo intenso per tutte le comunità parrocchiali. Intenzione generale: “Perché Gesù Cristo, celebrato ed adorato nel sacramento dell'Euca-restia, sia pane di vita sempre più accolto e condiviso per la salvezza del mondo". Ristrutturazione in Seminario Mese di giugno 2000 I DOMENICA 21 MAGGIO Il Molo 14 a Como! Finalmente anche la nostra parrocchia, Monteolimpino, partecipa a questa tappa del cammino catechistico, anche se siamo presenti con un solo ragazzo, ops…, ragazza! È un traguardo nonostante tutto, per arrivarci la strada è stata lunga e per il “rush” finale ci siamo uniti alla proposta di S. Agata e di S. Bartolomeo per prepararci insieme. Perché questo? In primo luogo, per far vedere ai ragazzi che non sono soli lungo il cammino ma che anche altri ragazzi, con esperienze simili alle spalle, con le stesse difficoltà, la stessa ricerca di amicizia e la stessa voglia di fare caos, stanno camminando verso la stessa meta; in secondo luogo perché, contati i ragazzi delle tre parrocchie, abbiamo visto che si riusciva a fare un gruppo abbastanza numeroso, dove ci potesse essere uno scambio di idee vivace. A rotazione, ogni settimana, ci siamo incontrati nelle tre parrocchie e i ragazzi hanno potuto condividere le esperienze vissute negli anni passati: Campi scuola, “segreterie” da ristrutturare, impegni in Oratorio e Parrocchia. Hanno poi cercato di capire cosa è importante avere con sé per poter navigare in sicurezza nell’adolescenza e quali “malattie” combattere per diventare sempre più cristiani coi fiocchi. Ma sentiamo quello che dicono loro riguardo a questa esperienza: “Grazie a questi incontri abbiamo conosciuto tanti nuovi ragazzi.” “Questa è stata una esperienza costruttiva e progressiva che ci aiuterà nel nostro cammino di fede.” F.B. Il Giubileo deI 2000 ci invita a contemplare con sguardo nuovo il mistero dell’incarnazione del Figlio di Dio inaugurato nel seno della Vergine Maria e pienamente manifestato sulla Croce, mistero che impregna tutta quanta la storia dell’umanità, la consacra di generazione in generazione. Questo “mistero” lo si rivive in ogni celebrazione eucaristica, perché l’Eucarestia testimonia che Dio è con noi, che è per noi e per tutti gli uomini: «Nel Sacramento dell’Eucarestia, il Salvatore, incarnatosi nel grembo di Maria venti secoli fa, continua ad offrirsi all’umanità come sorgente di vita divina” (Tertio millennio adveniente - N. 55). Per sottolineare la presenza viva di Gesù, Giovanni Paolo Il ha voluto che in occasione del Giubileo si tenga a Roma il Congresso Eucaristico internazionale. Il “pane di vita”, accolto e condiviso, rende sempre più viva la realtà che Dio è “amore”. “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi.. Dio ha mandato il suo Figlio unigenito nel mondo, perché noi avessimo la vita per mezzo di Lui. In questo sta l’amore: non siamo stati noi ad amare Dio, ma è Lui che ha amato noi ed ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione per i nostri peccati” (1 Gv. 4, 9-10). L’Eucarestia è “pane di vita” che trasforma la vita del cristiano in una progressione che arriva a separarlo dalle realtà passeggere del mondo, e lo spinge verso il frutto migliore della condivisione che è la carità estesa a tutte le componenti della solidarietà verso i fratelli. La carità di Dio, frutto eucaristico, operando nei cristiani, rivela la sua propria perfezione nell’amore e per il “buono” e per il “cattivo”: l’amore verso il misero, che non è in grado di contraccambiare, è la misericordia; l’amore verso il nemico, da colui cioè dal quale non ci si può attendere nulla di buono, è il perdono. Da questo amore gratuito, che Gesù ci dona con l’Eucarestia, sgorgano la remissione dei peccati e la riconciliazione dei peccatori: «Ma Dio, ricco di misericordia per il grande amore con il quale ci ha amati, da morti che eravamo per i peccati ci ha fatto rivivere in Cristo; per grazia, in fatti, siete stati salvati” (Ef 2, 45). Rinnoviamo la nostra fede nel mistero dell’Eucarestia e facciamo di questo “pane di vita” il nostro pane quotidiano. Intenzione missionaria: "Perché in Cina, sacerdoti, religiosi,religiose e laici, siano animati sempre da autentico spirito apostolico e cattolico". Intenzione dei Vescovi: "Perché Cristo, pane della vita, generi e custodisca la comunione nella Chiesa e l'unità fra i popoli". AVVISO Mercoledì 7 Giugno alle ore 15 presso le suore Canossiane le aderenti aII’A.d.P. si ritrovano, per la conclusione dell’anno sociale. Don Giuseppe Notari celebrerà la S. Messa, a cui seguirà un breve resoconto dell’anno appena concluso ed un piccolo rinfresco. GIOVEDÌ 18 MAGGIO AD ANCONA AZIONE CATTOLICA Mons. Festorazzi: festa per i 70 anni Campo per famiglie i è fatto festa, giovedì scorso 18 maggio, nella Diocesi di Ancona Osimo, per l’anniversario di ordinazione episcopale (1991) dell’Arcivescovo mons. Franco Festorazzi, comasco di origine. In coincidenza con l’anniversario e in occasione del 70° compleanno, l’Associazione Biblica Italiana ha presentato a mons. Festorazzi, una miscellanea di studi biblici raccolti in un libro di 431 pagine. Occorre ricordare, in proposito che mons. Festorazzi fece parte del Consiglio di presidenza dell’ABI, come incaricato delle iniziative culturali, dal 1974 al 1982. La mattinata di festa si è tenuta presso il Seminario Regionale Marchigiano, che ha sede ad Ancona, con la presenza dei chierici, di molti sacerdoti diocesani, di laici e autorità civili. Ha introdotto l’incontro il nostro don Bruno Maggioni, con una meditazione sull’ascolto e sul servizio della Parola di Dio. Il momento ufficiale è stato poi aperto dal Vicario generale di Ancona, il quale ha reso omaggio al profondo legame tra Parola e vita, testimoniato dall’Arcivescovo e al suo stile di porre le domande fondamentali della vita, assorbito attraverso la consuetudine con la Bibbia. Sono poi stati S L’Associazione Biblica Italiana ha presentato a mons. Festorazzi, una miscellanea di studi biblici raccolti in un libro di 431 pagine letti numerosi messaggi di partecipazione; tra l’altro, da parte del nostro Vescovo mons. Alessandro Maggiolini e di tutto l’episcopato marchigiano. Erano presenti i Vescovi di Fermo, di Fabriano e di San Bendetto del Tronto, il quale, come segretario della Conferenza marchigiana, ha reso testimonianza della pacata finezza con cui essa è moderata dal presidente, mons. Festorazzi, appunto. E’ toccato poi a don Rinaldo Fabris di illustrare il contenuto del volume, che ha come titolo “Initium Sapientiae”, in riferimento alla competenza dell’Arcivescovo sui libri sapienziali dell’A.T. Il libro si articola in ventidue contributi, raccolti in cinque parti (Il testo e la teologia della Bibbia, Leggere e pregare i salmi, Riflessioni teologiche sul Qohelet e sul Siracide, Giovanni Battista e Gesù nei Vangeli, Temi di teologia biblica). Don Bruno Maggioni è presente con un articolo su “I due discepoli di Emmaus”. Tra i nomi più noti: Ghidelli, Ravasi, Montagnini, Segalla, Penna, ecc. “Questa iniziativa per ricordare il 70° compleanno di mons. Festorazzi - ha concluso don Fabris - non è solo un segno di amicizia e di stima, ma intende anche richiamare l’attenzione sul rapporto fecondo che si può realizzare tra ricerca scientifica e impegno pastorale”. Al termine, mons. Festorazzi ha espresso gratitudine a tutti per la dimostrazione di affetto, invitando i presenti ad associarsi con lui nella lode a Dio e nella tensione a realizzare quanto dichiara il salmo che ha dato ispirazione al titolo del libro: “L'inizio della sapienza è il timore di Dio”. Un’àgape fraterna, offerta nel Seminario stesso, ha coronato l’incontro in clima di affettuosa amicizia. Vale la pena di ricordare che dal 1994, mons. Festorazzi, come presidente della Commissione per la revisione della Bibbia promossa dalla CEI, dà il suo contributo di esperto di Scrittura e di Pastore a questa iniziativa della Chiesa italiana che segnerà la vita liturgica e spirituale all’inizio del terzo millennio. “La nuova traduzione della Bibbia - ci ha detto mons. Festorazzi - è stata completata proprio in questi giorni”. I risultati verranno resi noti tra breve. DON CARLO CALORI L’appuntamento di quest’anno è in Valfurva, al Villaggio “Ain Karim” dalla sera di mercoledì 5 luglio a domenica 9 luglio P er il terzo anno consecutivo, l’équipe famiglia di Azione Cattolica, ripropone l’esperienza del campo estivo per famiglie giovani (fino a 15 anni di matrimonio), aperta, per la prima volta, anche a persone separate o vedove che avranno momenti propri all’interno del campo. Il tema scelto “Dio fa casa con l’uomo”, permetterà di riflettere e confrontarsi sul modo di vivere la casa, intesa come… tutto da scoprire! L’appuntamento di quest’anno è in Valfurva, al Villaggio “Ain Karim” dalla sera di mercoledì 5 luglio a domenica 9 luglio. Il programma prevede: mercoledì: si potrà raggiunge il villaggio già dal tardo pomeriggio e qui alcune famiglie provvederanno all’accoglienza e all’assegnazione degli alloggi In questo caso è bene specificare al momento dell’iscrizione se si intende consumare la cena. L’inizio delle attività del campo sarà dopo cena con le presentazio- ni e un po’ di animazione… per terminare con la preghiera di buona notte. Giovedì: “Perché nessuno sia solo” è il titolo dato alla giornata in cui rifletteremo sulla varie esperienza di “casa”, aiutati anche dalla testimonianza di persone che vivono in case particolari (comunità di accoglienza, case alloggio, carcere). Venerdì: con “La casa dentro di te” approfondiremo il nostro modo di vivere la casa, cercando di riflettere anche sui condizionamenti che la nostra società impone. Sabato: “Gesù entra nella casa di tutti” riflessione per giorno di deserto e preghiera prolungata. Domenica: “E' già finito?”…le cose belle finiscono in fretta! Gli educatori saranno attivamente presenti e si prenderanno cura dei bimbi. I costi a giorno e a persona sono: Adulti: 45.000 lire Ragazzi (oltre i 6 anni): 25.000 lire Bambini (dai 3 fino ai 6 anni): 20.000 lire Bimbi (fino a 3 anni): gratis Pacco famiglia (3 figli): 60.000 lire Per le iscrizioni, entro il 10 giugno, rivolgersi alla sede dell’Azione Cattolica (tel. 031/ 265181). P A G I N A 31 LETTEREeCONTRIBUTI IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO - 3 GIUGNO 2000 UN «CAMPEADOR» PER UN MODO DI VIVERE PIÙ UMANO? C N aro direttore, la sua risposta a Militone con la finale richiesta ai lettori per conoscere le loro idee su “che cosa sia essenziale al nostro cristianesimo”, mi ha permesso di ricordare quel che mons. Paglia, se non erro, in una conferenza a Roma, ha detto riprendendo un’affermazione dell’on. Amato secondo il quale “tra laici e cristiani, questi hanno una marcia in più” disse: “I cristiani hanno una “persona” in più: Gesù Cristo morto e risorto». Questo è il fatto essenziale al cristianesimo. Del resto già san Paolo aveva sostenuto che «se Cristo non fosse risorto sarebbe vana la nostra fede». Il resto, compreso i miracoli, è corollario: necessario, bello, importante, che sa entusiasmare, stupire ecc. Il fondamento di tutto, però, il Kerigma è Cristo risorto. Quanto poi alla sua giusta affermazione sulla Sacra Sindone, mi piace ricordare, non le sarà certo sfuggito, che l’ottobre scorso scienziati del Centro studi spaziali dell’Università di Padova, hanno stabilito che essa è autentica con probabilità del 99, 99%, mentre la probabilità che sia falsa è dello 0,1%. La matematica, si sa, non è opinione. Ciononostante, come giustamente afferma lei, la S. Sindone non è necessaria alla nostra fede. Certo, l’aiuta! PAOLO LEONARDI ! Penso che tanti cristiani - mi auguro tutti sarebbero d'accordo sull'affermazione: «il centro della mia fede, l'essenziale, è una persona, Cristo risorto». Il problema è sapere che cosa comporti una simile affermazione per la vita quotidiana. Che cosa significa che l'essenziale per me non è una dottrina, ma è una Persona umano-divina, giunta alla Vita attraverso la morte? E siccome questa Persona oggi la incontro nel suo corpo che è la Chiesa - vedi il bellissmo «prologo» della prima lettera di Giovanni - sono i cristiani attenti a questa indispensabile mediazione, oppure sono «spiriti liberi» che vanno ognuno per la sua strada? on posso che condividere il commento della Chiesa circa il pronunciamento della ‘corte europea” sul le famiglie di omosessuali. Inutile dire che inorridisco al pensiero di quale confusione mentale potrebbe avere un domani un figlio, o una figlia, di.. . due padri (o di due madri!)... Nel momento delle turbe adolescenziali (quando secondo autorevoli studi un buon 30% dei giovani sfiora il baratro dell’omossessualità pur essendo sostanzialmente normale) quali punti di riferimento avrà? Gli o le verrà detto che è normale innamorarsi oggi di Giovanna e domani di Luigi? O che l’una vale l’altro? Che razza di uomini e di donne gireranno in futuro per le strade, cosa penseranno di sè? Ciò che ha portato alle farneticazioni di certi pseudo-magistrati (che vivono in Paesi nei quali c’è ben poco di buono in tema di moralità) è l’escalation di assurdità concentrata in questi ultimissimi anni ed annunciata dallo sgradito “incipit” di divorzio ed aborto negli anni ‘70. Tra figli in provetta, adozioni da parte di “singles”, equiparazioni di figli illegittimi ai legittimi, uteri in affitto, diritti paritetici a coniugi e conviventi, in pratica sono stati ridotti la famiglia, il sacramento e l’istituzione del matrimonio a mere barzellette. Gli illuminati uomini di Chiesa non crederanno certo che le idee di pochi sventurati abbiano trovato solo ora e d’improvviso quell’uditorio loro negato per decenni! Il fenomeno è stato progressivo e, se vogliamo, “pilotato” dall’alto. Se noi ammettiamo che si pecca per “azioni e omissioni”, ebbene, chi ha anche solo permesso, col non ostacolarlo, il diffondersi di simili concetti è corresponsabile dell’incosciente che li partorisce. Lo Stato, gli Stati sono responsabili, ovvero gli uomini politici ed i movimenti che avendo in pugno la “stanza dei bottoni” hanno operato in tal senso. Fin qui è tutto evidente: le leggi parlano chiaro, e le leggi le fanno i politici. E dietro i politici ci sono interessi rilevanti, anche finanziari. Ma la “stanza dei bottoni” è solo un crogiuolo, dove (nelle “democrazie") si amalgamano le idee più diverse e da cui sortiscono decisioni: idee che nascono “per la strada”, non motu proprio, bensì sotto l’impulso di fattori ambientali ed ideologici disparati, ed infine esigono un adeguamento legislativo se assumono rilevanza sociale od importanza economica. Il merito del marxismo, piaccia o no, è quello di avere chiarito che sono le condizioni dettate dalla produzione del reddito a determinare i fattori ambientali donde poi le idee, che altro non sarebbero che la reazione a o la difesa da deteminati impulsi esterni all’individuo. Società di massa, masse di individui, sempre più soli, sempre più sottoposti al medesimo tipo di impulso nel medesimo istante onde per cui la reazione è pressocchè identica... (...) Ci stupiamo se ai governi di oggi, più che mai succubi delle esigenze del dio danaro, torna comodo penalizzare gli istinti naturali e “morali” incoraggiando le stranezze e le follie? I primi necessitano, per sopravvivere, di regole indigeste ai capricci dell’economia di mercato sempre avida di nuove vie di guadagno, di nuovi spazi, di nuove e non necessarie sfide; le seconde, invece, sono cose di pochi attimi, poche ore, primitive ed immediate, intense ed inebrianti... del resto, nelle leggende, il Diavolo non promette forse “tutto subito, tutto bello, prezzo zero (pagherai poi con l’anima), non ci pensare, non farti problemi, buttati e godi”? Non ultimo, attorno all’individuo superficiale e vizioso fiorisce una vera messe di attività lucrosissime: bar, discoteche, moda, industria, spettacolo... Non è quindi una questione a sè stante quella delle “famiglie gay”, bensì la figlia di molti padri: del lavoro non garantito, della mobilità, degli orari invadenti; delle leggi idiote che dequalificano la famiglia, degli opionion-men che violentano la nostra sensibilità farneticando dai giornali o in TV; dei giovani che vengono a bella posta aizzati contro i più maturi dagli ayatollah del progresso; dell’annientamento della natura, dell’odio per le tradizioni... Da tutto ciò il disorientamento, dal disorientamento il facile rifugio nello sfogo delle passioni incontrollate e di sicuro effetto (alco- ol, droga, sesso, emozioni forti). Il comunismo era visto come il mostro che appiattiva gli individui privandoli della propria personalità e dell’anelito alla spiritualità, e la Chiesa non ha mai nascosto la sua feroce ostilità ad esso. Sta bene. Comunque né Marx né Lenin hanno mai incoraggiato la sodomia o la libertà sessuale, semmai sono stati i sinistrorsi sessantottini a mescolare le porcherie (perdonatemi il termine) con la politica. E, ad ogni modo, la cosiddetta “cultura occidentale”, è riuscita, in termini di appiattimento culturale e spirituale, a superare di gran lunga l’odiato nemico. Pur essendo sostanzialmente da sempre un laico, devo riconoscere alla Chiesa di essere, in questo stato di cose, un autentico faro di buonsenso, e questo da non pochi anni. Del resto, fu già essa sola a rappresentare, nei secoli bui del Basso Medioevo, quel punto di riferimento, quell’embrione da cui nacque un nuovo mondo i cui valori civili, nei quali in parecchi ancora crediamo, derivano nettamente dai dettami religiosi cristiani. Mi auguro che anche in questo nuovo Medioevo essa possa e sappia assolvere a questo compito... Vedremo noi un nuovo Costantino o un Carlo Magno? Quale Campeador guiderà la Reconquista di un modo di vivere più umano dove invece di assecondare la perversione e la devianza se ne studino le cause e, senza cacce alle streghe, se ne scopra il rimedio? LEONARDO ZARRELLI, Como ! La sua lettera avrebbe occupato ben più di una pagina. Del resto, mi avvisava all'inizio che non era la solita lettera ma un invito alla riflessione rivolto alle «gerarchie ecclesiali». Le assicuro che l'ho letta con attenzione, riportandone la parte iniziale e quella finale. Le dico, serenamente, che io non mi aspetto nessun Campeador, né alla Costantino né alla Carlo Magno. Sono sì preoccupato per le sorti dell'umanità, ma nutro una grande fiducia nella Provvidenza che guida la storia. Qualunque sia l'analisi che possiamo fare delle cause dell'attuale situazione - e la sua è comunque interessante e legittima - il «peccato originale» è la ribellione a Dio. Ora, il marxismo è colpevole - non il solo, certamente - di aver predicato e praticato l'ateismo, poi i «sinistrorsi sessantottini» hanno soltanto tratto le conseguenze. Senza Dio non c'è etica! DELLA DIOCESI DI COMO il settimanale Direttore responsabile: AGOSTINO CLERICI Editrice de Il Settimanale della Diocesi Coop.r .l. Coop.r.l. • Sede (direzione, redazione e amministrazione): V.le Cesare Battisti,8 22100 Como. TELEFONO 031-26.35.33 FAX 031-30.00.33 E-MAIL: [email protected] conto corrente postale n. 20059226 intestato a a: Il Settimanale della Diocesi di Como • Redazione di Sondrio: Via Gianoli, 18 - 23100 Sondrio. TELEFONO E FAX: 0342-21.00.43 E.MAIL: [email protected] Stampa: La Tipografica Sociale - Monza Registrazione TTribunale ribunale di Como numero 24/76 del 23.12.1976 Pubblicità: La Pr ovincia Pubblicità S.r .l. Via Pasquale Paoli, 21 22100 Provincia S.r.l. 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