COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
PARERE
n. 59 del 03 Agosto 2010
(o.d.g. 7 del 03 Agosto 2010)
OGGETTO: Comune di Fratta Polesine (RO),capofila del PATI denominato “del Medio Polesine” con i
Comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Pincara, Villamarzana e
Villanova del Ghebbo. Rapporto Ambientale al Piano di Assetto del Territorio Intercomunale.
PREMESSO CHE
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ai sensi dell’art. 4 della legge regionale 23 aprile 2004, n. 11, in attuazione della direttiva comunitaria
2001/42/CE, i Comuni, le Province e la Regione, nell’ambito dei procedimenti di formazione degli
strumenti di pianificazione territoriale, devono provvedere alla valutazione ambientale strategica (VAS)
dei loro effetti sull’ambiente al fine di “promuovere uno sviluppo sostenibile e durevole ed assicurare un
elevato livello di protezione dell’ambiente”;
La Commissione Regionale VAS, individuata ex art.14 della LR n.4/2008, si è riunita in data 03 Agosto
2010, come da nota n. 409037/45.06 del 28.07.2010 del Dirigente della Direzione Valutazione Progetti
ed Investimenti, segretario della commissione;
Il Comune di il Comune di Fratta Polesine (RO), quale capofila del PATI denominato “del Medio
Polesine” con i Comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Pincara, Villamarzana
e Villanova del Ghebbo, con note n. 8972 del 22.09.09, n.2063 del 23.02.2010 n. 6608 del 01.07.10 , ha
fatto pervenire la documentazione necessaria per ottenere il parere della Commissione VAS;
ITER PROCEDURALE PER LA VAS
I Comuni che fanno parte del PATI del “Medio Polesine”:
Fratta Polesine con delibera di Giunta Comunale n. 28 del 10/03/2005;
Arquà Polesine con delibera di Giunta Comunale n. 22 del 15/03/2005;
Costa di Rovigo con delibera di Giunta Comunale n. 37 del 10/03/2005;
Frassinelle Polesine con delibera di Giunta Comunale n. 34 del 10/03/2005;
Pincara con delibera di Giunta Comunale n. 30 del 11/03/2005;
Villamarzana con delibera di Giunta Comunale n. 20 del 10/03/2005;
Villanova del Ghebbo con delibera di Giunta Comunale n. 31 del 10/03/2005
hanno approvato il “Documento Preliminare alla redazione del piano di assetto del territorio – PATI” e
lo “Schema di Accordo di copianificazione” ai sensi dell’art. 15 della legge urbanistica regionale, per la
formazione del piano di assetto del territorio intercomunale, al fine di attivare la procedura concertata
tra Comune e Regione per la redazione del nuovo strumento urbanistico generale così come definito
dalle stesse delibere di giunta;
In data 25.03.2005 è stato sottoscritto dell’Accordo di Pianificazione per la redazione del PATI in
esame.
In applicazione dell’art. 5 della legge urbanistica regionale 11/2004 è stata avviata la fase di
concertazione e partecipazione con gli enti territoriali e le Amministrazioni interessate alla tutela degli
interessi pubblici coinvolti nella redazione del PATI, oltre che con le associazioni economiche, sociali e
politiche portatrici di interessi diffusi nel territorio comunale, mediante incontri di lavoro e pubbliche
assemblee.
I Comuni di Fratta Polesine, Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Frassinelle Polesine, Pincara,
Villamarzana e Villanova del Ghebbo hanno espletato la fase di concertazione e partecipazione ai fini
della redazione del Piano di Assetto del Territorio Intercomunale ai sensi dell’art. 15 della Legge
Regionale n. 11 del 23 aprile 2004 e successive modificazioni, prendendo atto degli esiti dell’avvenuta
concertazione e valutando le comunicazioni ed i contributi – diversamente pervenuti – da parte degli
enti, amministrazioni, associazioni e soggetti interessati, intervenuti alla concertazione;
I Comuni di:
Fratta Polesine con delibera di Consiglio Comunale n. n. 15 del 29/04/2009
Arquà Polesine con delibera di Consiglio Comunale n. 17 del 21/04/2009
Costa di Rovigo con delibera di Consiglio Comunale n. 22 del 21/04/2009
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Frassinelle Polesine con delibera di Consiglio Comunale n. 17 del 20/04/2010
Pincara con delibera di Consiglio Comunale n. 19 del 21/04/2009
Villamarzana con delibera di Consiglio Comunale n. 17 del 07/05/2009
Villanova del Ghebbo con delibera di Consiglio Comunale n. 16 del 22/04/2009
hanno adottato il Piano di Assetto del Territorio Intercomunale secondo quanto previsto dall’art. 15
della LR n. 11 del 23.04.04.
Come da documentazione presentata, l’avviso dell’avvenuta adozione del Piano in parola è stato affisso
all’albo pretorio dei Comuni e della Provincia di Rovigo, sui quotidiani: “Il Gazzettino” del
08/07/2009 e “La Voce di Rovigo” del 07.07.2009, nel BUR n. 89 del 30.10. 2009 e BUR n. 46 del
04.06.2010 e nei siti internet comunali.
Come emerge dalla dichiarazione del Comune di Fratta Polesine prot. n. 7665 del 03.08.2010, dopo i
sessanta giorni di avvenuto avviso (ripubblicazione sul BUR n. 46 del 04.06.2010), è pervenuto in data
04.06.2010 al Comune di Fratta Polesine il parere prot. n. 1578 del 04.06.2009 del Corpo Forestale
dello Stato - Comando Provinciale di Rovigo.
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PARERE DELLA COMMISSIONE VAS SUL RAPPORTO AMBIENTALE PRELIMINARE
La Commissione Regionale VAS, con parere n. 123 del 07 ottobre 2008, aveva espresso giudizio
positivo di compatibilità ambientale sul Rapporto Ambientale Preliminare allegato al Documento
Preliminare per la redazione del Piano di Assetto del Territorio Intercomunale “Medio Polesine”, a
condizione che nel Rapporto Ambientale venissero ottemperate alcune prescrizioni.
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INTEGRAZIONI AL RAPPORTO AMBIENTALE FORNITE IN SEDE ISTRUTTORIA
In sede istruttoria è emersa la necessità di acquisire la documentazione in ordine alle procedure seguite
nonché maggiori elementi di conoscenza ed integrazioni al Rapporto Ambientale presentato.
Il Comune di Fratta Polesine, anche a seguito dei diversi incontri tenutisi presso gli uffici della
Direzione Valutazione Progetti ed Investimenti, ha trasmesso con note prot. n. 2063 del 23.02.2010 e
prot. n. 6608 del 01.07.201\0 le integrazioni ed i chiarimenti richiesti.
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INQUADRAMENTO TERRITORIALE
I Comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e
Villanova del Ghebbo sono situati nel Medio Polesine e confinano con i Comuni di Rovigo, Pontecchio
Polesine, Bosaro, Polesella, Canaro, Fiesso Umbertino, Castelguglielmo, S. Bellino, Lendinara e Lusia.
I 7 Comuni presentano una superficie territoriale complessiva di circa di circa 122,48 kmq, dati da 20,02
kmq del Comune di Arquà Pol., da 16.05 kmq per il Comune di Costa di Rovigo, da 21.87 kmq per il
Comune di Frassinelle, da 20.91 kmq per il Comune di Fratta Pol., da 17.79 kmq per il Comune di
Pincara, da 14.07 kmq per il Comune di Villamarzana, da 11.77 kmq per il Comune di Villanova del
Ghebbo.
L’altimetria del territorio è compresa tra i 3 e i 13 m slmm.
Il territorio oggetto d’indagine appartiene al sistema della bassa pianura.
I Comuni di Arquà Polesine, Costa di Rovigo, Fratta Polesine, Frassinelle, Pincara, Villamarzana e
Villanova del Ghebbo ricadono nell’ambito fluviale depresso della bassa pianura veneta, caratterizzato
da una rete idrografica complessa con presenza di estesi appezzamenti di seminativo. Sono diffusi anche
gli ambiti di pianura irrigua con le medesime proprietà della rete idrica complessa, ma caratterizzate
oltre che da seminativi anche da colture orticole specializzate.
−
INQUADRAMENTO SOCIO-ECONOMICO
Il sistema insediativo
Le tipologie edilizie residenziali maggiormente diffuse nei territori dei 7 comuni sono quelle
monofamiliari e bifamiliari; esse rispecchiano quello che tradizionalmente è stato l’archetipo del
modello abitativo dei residenti cioè della villetta urbana o periurbana con giardino. Tale modello ha dato
origine ad un sovradimensionamento delle aree urbanizzate a causa dell’elevato consumo del suolo in
rapporto alle effettive necessità insediative, nonché uniformità ed impoverimento del paesaggio urbano.
Recentemente tale modello insediativo sta subendo una contrazione, attribuibile sostanzialmente ai
maggiori costi del settore edilizio che tendono a privilegiare tipologie edilizie con maggiore densità.
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Il territorio dei comuni coinvolti è la risultante degli interventi attuati dall’uomo in un arco di tempo di
circa 7.000 anni, dal Neolitico ai nostri giorni. Il modo in cui si presenta un ambiente costituisce il
paesaggio dove l’uomo vive e, per necessità, lo adatta alle proprie esigenze, trasformandone la
consistenza e la qualità.
Il paesaggio attuale ha una conformazione legata, essenzialmente, all’idrografia e alle vie di terra e si è
trasformato nel tempo adattandosi alle esigenze antropiche.
Elemento importante del paesaggio è anche la viabilità, anche se recenti interventi pubblici ne hanno
modificato parzialmente l’assetto generale. Il paesaggio del passato variava di continuo di epoca in
epoca con costruzioni monumentali, chiese, campanili, torri, palazzi, colombare, edifici di piccole
dimensioni, case popolari, stalle, pollai, casoni che, nell’ultimo dopoguerra, furono demoliti e sostituiti
con nuovi edifici.
All’interno delle aree agricole si trova l’edificato sparso.
Viabilità
La rete stradale nell’ambito del PATI è interessata da assi viari di livello sovracomunale che se da un
lato favoriscono i collegamenti con i principali poli urbani provinciali, dall’altro incidono pesantemente
nella qualità abitativa di gran parte del centro urbano attraversato da grossi volumi di traffico con i
conseguenti critici livelli di inquinamento acustico ed atmosferico.
Il territorio è attraversato da est a ovest dalla Transpolesana, che si trasformerà in un prossimo futuro
nell’autostrada Nogara-mare, e da nord-est a sud-ovest dall’autostrada A13. Nel mese di settembre 2007
è stato aperto il casello autostradale di Villamarzana che diverrà il collegamento diretto e strategico fra
l’autostrada A13 (Bologna-Padova) e la SS434 Transpolesana (Rovigo-Verona) sino alla SS16
Adriatica a sud di Rovigo e la Romea Commerciale (Ravenna).
E’ in corso un progetto integrato per la valorizzazione del sistema fluviale Fissero-Tartaro-CanalbiancoPo di Levante”: i comuni di Arquà Pol., Bagnolo di Po, Canda, Castelguglielmo, Ceregnano, Fiesso
Umbertiano, Frassinelle Polesine, Pincara, Polesella, Rovigo, San Bellino, Trecenta e Villamarzana, in
un’ottica volta alla creazione nel territorio comunale di nuove prospettive di sviluppo rivolte ad un
turismo alternativo a quello tradizionale, hanno aderito al progetto promosso dal Consorzio di Sviluppo
del Polesine.
Il sistema infrastrutturale, dunque, permetterà con la realizzazione della Nogara-mare e l’ultimazione
della Valdastico sud, unitamente alla Transpolesana, l’autostrada A13 Bologna-Padova, le due reti
ferroviarie e l’asta navigabile di raggiungere rapidamente e con molteplici soluzioni tutte le
destinazioni.
Attività commerciali e produttive
Per quanto riguarda le attività secondarie, nei comuni di Villamarzana, Frassinelle Polesine e Pincara
risulta prevalente il comparto delle costruzioni, mentre nei comuni di Fratta Polesine, Costa di Rovigo,
Arquà Polesine, e Villanova del Ghebbo è prevalente il comparto manifatturiero.
Per quanto riguarda il settore dell’artigianato, nei comuni di Villamarzana, Frassinelle Polesine e
Pincara sono prevalenti le imprese nel campo delle costruzioni, mentre nei comuni di Fratta Polesine,
Costa di Rovigo, Arquà Polesine, e Villanova del Ghebbo risultano prevalenti le imprese manifatturiere.
Per quanto riguarda il commercio nel territorio dei 7 comuni vi è una bassa presenza di esercizi
commerciali (meno di 300 per comune) e non sono presenti poli commerciali.
Aziende a rischio di incidente rilevante
All’interno del territorio del PATI, precisamente nel comune di Arquà Polesine, sono presenti due aree a
rischio incidente rilevante.
Settore primario
Per quanto riguarda le attività agricole si può affermare che nel territorio dei 7 comuni, la maggioranza
della superficie territoriale è dedicata all’agricoltura.
Secondo quanto riportato nel seguente grafico i comuni di Frassinelle Polesine, Costa di Rovigo e
Villanova del Ghebbo presentano un’alta incidenza della SAU rispetto alla superficie totale (dal 76 al
100%), indicando quindi una netta prevalenza del settore agricolo, invece gli altri comuni cioè Pincara,
Villamarzana, Fratta Polesine e Arquà Polesine, presentano un’incidenza della SAU rispetto alla
superficie totale leggermente inferiore e oscillante tra il 51% e il 75%, in tali comuni infatti sono
presenti maggiori insediamenti produttivi.
In tutto il territorio dei 7 comuni la destinazione prevalente è quella cerealicola.
In ogni caso nella provincia di Rovigo solo l’8.3% degli addetti è occupato nel settore agricolo.
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Allevamenti intensivi
All’interno del territorio dei 7 Comuni sono presenti numerosi allevamenti, alcuni dei quali si collocano
all’interno di ambiti a prevalente carattere residenziale, ma nessuno di essi è stato definito, ad oggi, di
carattere intensivo dagli studi agronomici effettuati.
Rifiuti
Il servizio di raccolta e trasporto dei RU (Rifiuti Urbani) rappresenta un comparto strategico ed è
intimamente connesso con gli sviluppi dell’attività di trattamento e recupero;
Il valore della raccolta differenziata in ambito provinciale ha ormai raggiunto la quota del 63.5% nel
2008.
Buona la situazione a riguardo della percentuale di raccolta differenziata che si ha nel territorio dei 7
comuni.
Nello specifico, le linee di sviluppo del servizio di raccolta sono determinate dal Consorzio RSU e dai
Comuni interessati e si articolano principalmente su due linee:
raccolta porta a porta delle frazioni secche e umide con eliminazione dei contenitori stradali
tradizionali (possono essere mantenuti o meno i contenitori stradali per la raccolta della frazione
riciclabile);
raccolta tradizionale dei RU con cassonetti, della frazione secca riciclabile (campane), del verde
porta a porta.
L’organizzazione di questo sistema ad alto impatto di investimento sarà sviluppato secondo le seguenti
linee di processo:
Spinto utilizzo di mezzi tipo mono operatore per raccolta in automatico dei rifiuti, sia solidi urbani
che differenziati conferiti direttamente dall’utenza. Situazioni particolari potranno essere gestite anche
con mezzi satellite di ridotta potenzialità per offrire un servizio integrato ed ottimizzato;
Impiego di contenitori stradali dedicati (in PE, a stazionamento fisso, con chiara individuazione
cromatica, con adesivi a norma e di facile interpretazione, etc. ), di ampia volumetria per tutte le
tipologie di rifiuti;
Posizionamento dei contenitori a norma di codice della strada e preferibilmente su piazzole in cls;
Realizzazione di isole ecologiche di primo livello per agevolare il conferimento delle frazioni
merceologiche riducendo contemporaneamente l’impatto visivo delle stesse;
Potenziamento dei servizi di raccolta porta a porta presso i produttori dei rifiuti riciclabili (biomasse,
carta-cartone, imballaggi, etc.), pericolosi (pile, farmaci, siringhe, accumulatori esausti, etc.) o soggetti a
specifiche normative (vedi beni durevoli, bonifiche discariche abusive , etc. );
Realizzazione e gestione di ecocentri attrezzati;
Sistema di gestione ed analisi con utilizzo di un apparato di rilevazione satellitare posizionato sugli
automezzi aziendali per l’ottimizzazione dei percorsi di raccolta al fine di rendere le migliori prestazioni
in termini di qualità ed economicità.
Energia
La produzione e il consumo di energia non portano solo benefici al nostro modo di vivere: essi sono
causa di alterazioni dell’ambiente con conseguenze molto gravi.
I combustibili fossili dai quali si ricava circa il 90% del fabbisogno di energia, emettono anidride
carbonica (CO2) uno dei gas che causano l’effetto serra. Inoltre i processi di combustione producono
ossidi di carbonio (COx), di azoto (NOx), di zolfo (SOx), idrocarburi (HC), che sono causa di
inquinamento delle città e di piogge acide.
Per gli aspetti normativi e vincoli a carattere ambientale in fatto di energia, oggi più che mai il
riferimento è il Protocollo di Kyoto e gli obiettivi di riduzione delle emissioni che esso prevede.
Il modello di sviluppo fino ad oggi perseguito (più domanda = più offerta) non è più sostenibile. E’
necessario innanzitutto minimizzare le perdite e gli sprechi oggi presenti, tendere ad una gestione
energetica razionale e tener conto dei costi ambientali della produzione, trasporto e utilizzo dell’energia.
In quest’ottica la produzione di energia da fonti rinnovabili e il risparmio energetico acquistano rilevanti
potenzialità.
Il consumo interno lordo di energia in Italia ha registrato dal 2002 al 2007 un aumento medio annuo
dello 0,5%, passando da 188 Mtep a 194 Mtep. La quota del gas naturale sui consumi energetici del
paese è passata dal 31% del 2002 al 36% del 2007.
Il gas naturale ha rappresentato la fonte combustibile fossile interessata dalla crescita più rapida, con un
aumento medio annuo pari al 3,8%.
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Anche a livello provinciale i consumi di energia, sia elettrica che derivati del petrolio, continuano ad
aumentare, fatta eccezione per la benzina, sostituita dal diesel; aumentano anche i consumi domestici di
energia elettrica. Non aumenta la quota di energia prodotta.
La Provincia di Rovigo negli ultimi anni ha intrapreso diverse iniziative nel campo delle energie
rinnovabili, principalmente legate all'energia solare tra cui l’installazione di 280 lampioni fotovoltaici su
strade provinciali e comunali prive di illuminazione da rete. Dei 280 lampioni previsti 50 sono collocati
presso strade provinciali e gli altri 230 presso strade comunali in zone concordate con i comuni stessi.
Tale intervento è stato finanziato per il 50% dalla Regione Veneto con fondi Europei nell'ambito del
Docup 2002 ed il rimante dalla Provincia di Rovigo.
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OBIETTIVI E TEMI DI SOSTENIBILITÀ DEL DOCUMENTO PRELIMINARE
Gli obiettivi assunti risultano essere i seguenti:
sistema ambientale
• perseguire la tutela delle risorse naturalistiche e ambientali e l'integrità del paesaggio naturale, quali
componenti fondamentali della "risorsa territorio".
difesa del suolo
• provvedere a definire le aree a maggiore rischio di dissesto idrogeologico e le aree sondabili;
• individuare gli interventi di miglioramento e riequilibrio ambientale da realizzare; definire indirizzi e
prescrizioni per gli interventi di trasformazione urbanistica ed edilizia nelle zone sottoposte a vincolo
idrogeologico nelle aree urbanizzate o da urbanizzare;
• accertare la compatibilità degli interventi con la sicurezza Idraulica del territorio.
paesaggio agrario
• garantire la salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali ambientalmente sostenibili e dei valori
antropologici, archeologici, storici e architettonici presenti nel territorio, per gli ambiti o unità di
paesaggio agrario di interesse storico-culturale e nel rispetto delle esistenti risorse agro-produttive;
• favorire la conservazione o la ricostituzione del paesaggio agrario e del relativo patrimonio di
biodiversità, delle singole specie animali o vegetali, dei relativi habitat, e delle associazioni vegetali
e forestali;
• garantire la salvaguardia o ricostituzione dei processi naturali, degli equilibri idraulici e idrogeologici
e degli equilibri ecologici;
• qualora negli ambiti agricoli di rilievo paesaggistico sussistano limitazioni all'utilizzazione agricola
del suoli, promuovere lo sviluppo di attività integrative del reddito agricolo, quali la silvicoltura,
l'offerta di servizi ambientali, ricreativi, per il tempo libero e per l'agriturismo
• qualora negli ambiti agricoli di rilievo paesaggistico sussistano limitazioni all'utilizzazione agricola
del suoli, promuovere lo sviluppo di attività integrative del reddito agricolo, quali la silvicoltura,
l'offerta di servizi ambientali, ricreativi, per il tempo libero e per l'agriturismo.
paesaggio di interesse storico
• stabilire indirizzi, direttive e prescrizioni in merito a: edifici di valore storico-architettonico, culturale
e testimoniale e i relativi spazi inedificati di carattere pertinenziale; parchi e giardini monumentali di
interesse storico-architettonico; documenti della civiltà industriale; sistema insediativo rurale e
relative pertinenze piantumate; viabilità storica extraurbana e itinerari di interesse storicoambientale; sistema storico delle acque derivate e delle opere idrauliche; altre categorie di beni
storico-culturali; sistemazioni agrarie tradizionali (i filari alberati, le piantate ecc.); zone
archeologiche; itinerari d'interesse storico-ambientale;
• definire la classificazione dei Centri Storici di cui all'Atlante Regionale in relazione all'entità, al
ruolo storico, alle caratteristiche strutturali ed insediative, individuandone la perimetrazione, gli
elementi peculiari le potenzialità di qualificazione e sviluppo, nonché gli eventuali fattori di
abbandono o degrado sociale, ambientale ed edilizio e integrare le politiche di salvaguardia e
riqualificazione del centro storico con le esigenze di rivitalizzazione dello stesso, anche con riguardo
alla presenza di attività commerciali e artigianali, favorendo al tempo stesso, il mantenimento delle
funzioni tradizionali, affievolite o minacciate, prima fra queste la residenza della popolazione
originaria.
sistema insediativo
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• verificare l'assetto fisico funzionale degli insediamenti e promuovere il miglioramento della
funzionalità degli insediamenti esistenti e della qualità della vita all'interno delle aree urbane;
• individuare le opportunità di sviluppo residenziale in termini quantitativi e localizzativi;
• stabilire il dimensionamento delle nuove previsioni per ATO e per ciascuna realtà specifica, con
riferimento ai fabbisogni locali;
• definire gli standard urbanistici, le infrastrutture e i servizi necessari agli insediamenti esistenti e di
nuova previsione, precisando gli standard di qualità urbana e gli standard di qualità ecologicoambientale;
• definire gli standard abitativi e funzionali, che nel rispetto delle dotazioni minime di legge,
determinino condizioni di vita decorose e coerenti con l'evoluzione storica degli insediamenti,
favorendo la permanenza delle popolazioni locali.
territorio rurale
• tutelare i suoli ad elevata vocazione agricola o silvo-pastorale, Iimitandone il consumo;
• promuovere lo sviluppo di una agricoltura sostenibile, improntata sull'impiego di tecnologie non
inquinanti e finalizzata al risparmio di energia e di risorse non riproducibili;
• promuovere nelle aree marginali, il mantenimento delle attività aqro-silvo-pastorali e delle comunità
rurali, quale presidio del territorio, incentivando lo sviluppo di attività complementari;
• individuare le caratteristiche produttive del settore primario, le vocazioni colturali, le peculiarità
forestali, la consistenza dei settori: zootecnico, orto-floro-vivaistico, ecc.;
• promuovere la valorizzazione del territorio rurale disciplinando i movimenti di terra, l'apertura di
nuove strade, la conservazione ed il miglioramento delle aree prative, delle aree umide;
• stabilire i criteri per gli interventi di miglioramento fondiario, riconversione colturale,
infrastrutturazione del territorio rurale;
• definire i criteri per la classificazione del territorio secondo le seguenti caratteristiche: produzione
agricola tipica o specializzata; aree integre, di primaria importanza per la funzione agricolo
produttiva; (struttura aziendale); aree compromesse, caratterizzate da un elevato frazionamento
fondiario; (struttura aziendale); aree boscate e aree prative
• individuare i beni culturali tipici della zona agricola e indicare i criteri per la loro disciplina;
• definire le caratteristiche tipologiche, costruttive e formali della edificazione in zona agricola;
• promuovere la valorizzazione ed iI recupero del patrimonio edilizio esistente attraverso il riutilizzo
dei fabbricati rurali non più funzionali all'attività agricola e di quelli abbandonati, valutando
l'opportunità di inserire destinazioni residenziali o turistico-ricettive, in funzione della loro
localizzazione o all'interno di nuclei o centri storici;
• disciplinare le strutture precarie (legittime anche a seguito del condono edilizio), al fine di realizzare
un decoroso riordino degli insediamenti ed il miglioramento complessivo delle condizioni
paesaggistiche ed ambientali.
attività produttive
• valutare la consistenza e l’assetto del settore secondario e terziario, definendo le opportunità di
sviluppo in coerenza con il principio dello “sviluppo sostenibile”;
• individuare le parti del territorio caratterizzate dalla concentrazione di attività economiche,
commerciali e produttive;
• definire l'assetto fisico funzionale degli ambiti specializzati per attività produttive di rilievo
sovracomunale, quantificando il fabbisogno di aree e dei relativi servizi, con riguardo alle diverse
destinazioni in essere;
• stabilire il dimensionamento e la localizzazione delle nuove previsioni produttive, commerciali e
direzionali, con riferimento alle caratteristiche locali ed alle previsioni infrastrutturali a scala
territoriale;
• migliorare la funzionalità complessiva degli ambiti specializzati per attività produttive, commerciali
e direzionali, garantendo una corretta dotazione di aree per servizi, opere ed infrastrutture;
• delimitare gli ambiti per la localizzazione delle medie e grandi strutture di vendita;
• definire i criteri ed i limiti per il riconoscimento delle attività produttive in zona impropria,
precisando la disciplina per le attività da delocalizzare e conseguentemente i criteri per il recupero
degli edifici industriali non compatibili con la zona, inutilizzati a seguito trasferimento o cessazione
dell'attività;
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
• precisare gli standard di qualità dei servizi, che si intendono perseguire per ottimizzare il rapporto tra
attività di produzione, servizi tecnologici, qualità dell'ambiente e del luogo di lavoro.
zone e ai manufatti classificabili come archeologia industriale
• prevedere il riuso dei principali e più significativi manufatti che documentano la storia della civiltà
industriale con lo scopo di un loro possibile recupero e riutilizzo per usi culturali, didattici,
espositivi. In ogni caso prospettando destinazioni maggiormente compatibili con gli insediamenti e/o
l'ambiente circostante e coerenti con le caratteristiche tipologiche originarie e definire i criteri per il
recupero di tutti i manufatti di "archeologia industriale" la cui disciplina è precisata dal Piano degli
Interventi.
settore turistico-ricettivo
• valutare la consistenza e l'assetto delle attività esistenti e promuovere l'evoluzione delle attività
turistiche, nell'ambito di uno sviluppo sostenibile e durevole, che concili le esigenze di crescita
(soprattutto in termini qualitativi) con quelle di preservazione dell'equilibrio ambientale, socioculturale, agro-produttivo, silvo-pastorale, ecc.;
• individuare aree e strutture idonee, vocate al turismo di visitazione, all'agriturismo, all'attività
sportiva, ottimizzando e riqualificando le strutture ricettivo-turistiche esistenti;
• rafforzare i servizi delle attrezzature esistenti, in funzione sia della popolazione locale, che di quella
legata alla fruizione turistica, secondo modelli culturalmente avanzati;
• la regolamentazione dei percorsi ciclabili, pedonali, con la precisazione della normativa per la
segnaletica turistica e di quella pubblicitaria, comunque localizzata;
• la definizione disciplinare di particolari siti e strade panoramiche.
servizi a scala territoriale
• individuare le parti del territorio ad elevata specializzazione funzionale nelle quali sono concentrate
una o più funzioni strategiche, o servizi ad alta specificazione economica, scientifica, culturale
sportiva, ricreativa e della mobilità, definiti "Poli Funzionali";
• procedere alla programmazione del nuovi Poli Funzionali definendo gli ambiti Idonei per la loro
localizzazione; alla definizione del bacini di utenza, la scala territoriale di interesse, gli obiettivi di
qualità e le condizioni di sostenibilità ambientale e territoriale; alla individuazione degli interventi di
trasformazione e qualificazione funzionale, urbanistica ed edilizia, dei poli esistenti; alla definizione
delle caratteristiche morfologiche, dell'organizzazione funzionale e del sistema delle infrastrutture e
delle dotazioni territoriali necessarie per i poli funzionali di nuova previsione
sistema relazionale, infrastrutturale e della viabilità
• definire la rete di infrastrutture e di servizi per la mobilità di maggiore rilevanza;
• definire le opere necessarie per assicurare la sostenibilità ambientale e paesaggistica e la funzionalità
rispetto al sistema insediativo ed al sistema produttivo, individuando ove necessario, fasce di
ambientazione al fine di mitigare o compensare gli impatti sul territorio circostante e sull'ambiente;
• precisare la dotazione di standard e servizi alla viabilità sovra comunale;
• definire il sistema della viabilità locale e della mobilità ciclabile e pedonale, ed i collegamenti con la
viabilità sovra comunale;
• definire le prestazioni che le infrastrutture viarie locali debbono possedere in termini di sicurezza,
geometria, sezione, capacità di carico, la definizione dei livelli di funzionalità, accessibilità, fruibilità
del sistema insediativo, per gli obiettivi di qualità urbana ed ecologico-ambientale definiti;
• definire le fasce di rispetto delle infrastrutture per la mobilità locale ed il perimetro del "Centro
Abitato" ai fini dell'applicazione dei rispetti stradali;
• per la valutazione ambientale strategica:
• considerarla come elemento fondante per la costruzione del piano, valutando gli effetti e i differenti
scenari derivanti dalle azioni pianificatorie sul territorio, per la promozione di uno sviluppo
equilibrato nel rispetto dell’uso sostenibile delle risorse.
−
STATO DELL’AMBIENTE
Per quanto concerne lo stato dell'ambiente, il Rapporto Ambientale, così come integrato in sede
istruttoria, approfondisce le differenti matrici ambientali indicate nel “Primo Rapporto Sintetico sullo
stato dell’Ambiente”, contenuto nel Documento Preliminare del PAT, concludendo con una più
dettagliata analisi delle criticità come di seguito illustrate.
7
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Criticità ambientali
Aria
Per quanto riguarda la componente Aria la situazione del territorio del PATI appare essere generalmente
positiva, anche se le emissioni in alcune aree sono superiori alla media provinciale. Le stesse
considerazioni possono essere effettuate per la componente Clima.
Acqua
Gli aspetti maggiormente negativi che caratterizzano lo scenario attuale sono legati all’inquinamento
delle acque superficiali. Tutti i maggiori corsi d’acqua presenti nel territorio dei 7 comuni sono infatti
classificati come ambienti molto inquinati, inoltre vi è una insufficiente copertura delle reti acque nere,
specialmente nelle frazioni, con conseguente rischio di inquinamento dei corsi d’acqua e delle falde
superficiali.
Per quanto riguarda invece le acque sotterranee, anche se generalmente la qualità è buona, sono stati
rilevati segnali di compromissione dovuti a presenza di Ferro, Manganese, Ione Ammonio e Arsenico.
Tale situazione si riflette sulla condizione di criticità del macrosettore suolo e sottosuolo.
Biodiversità
Dai dati emerge la scarsa presenza di elementi di diversità naturalistico-ambientale
Per quanto riguarda le reti ecologiche si evidenzia l’assenza di una diffusa e ramificata rete ecologica e
la carenza di fasce di vegetazione, questo a causa del taglio incontrollato della vegetazione
arboreo/arbustiva lungo le principali canalizzazioni presenti nell’agro-eco-sistema e lungo i corsi
d’acqua secondari. Tale vegetazione infatti è in grado di costituire “zone tampone” e di assolvere ad un
ruolo di depurazione delle acque, oltre che di corridoio ecologico lungo i corsi d’acqua.
Inoltre, negli ultimi decenni, le dinamiche demografiche e i processi insediativi hanno accentuato la
tendenza alla saldatura dell’edificato a cortina lungo le strade, con una conseguente perdita della
continuità ambientale.
Il sistema insediativo che caratterizza la frange urbane, e i piccoli nuclei all’interno del territorio
agrario, risultano fisiologicamente caratterizzati da processi di crescita che si attestano lungo la viabilità,
creando cortine edilizie più o meno dense. Questo fenomeno, spiegabile soprattutto in ragione a criteri
di immediata funzionalità abitativa e minimizzazione delle spese, conduce ad un ulteriore
frammentazione dei sistemi ambientali esistenti e alla compromissione dei futuri assetti andando a
creare interruzioni di quei percorsi connettivi, capaci di creare un sistema a rete.
La mancata connettività può condurre verso un impoverimento della biodiversità e all’instaurarsi di
processi di degradamento naturalistico fino alla completa compromissione dei microsistemi ambientali
più frammentati.
Altro fattore di disturbo è dato dalle infrastrutture esistenti: sono infatti presenti alcune strade a traffico
pesante come l’autostrada A13 e SS434 (futura autostrada Nogara-Mare), con rischio di inquinamento
dell’aria e di sversamento di sostanze tossiche o pericolose per l’uomo e l’ambiente, oltre che causa di
un notevole impatto acustico.
Paesaggio
In dipendenza dallo sviluppo insediativo e produttivo primario che caratterizza l’area, si evidenzia
l’impoverimento dell’apparato vegetale delle zone agricole. I sistemi produttivi agricoli, condizionati sia
dalle tecniche di coltivazione che dall’utilizzo di prodotti, sia fertilizzanti che diserbanti e pesticidi,
hanno interferito in maniera negativa sulla struttura ed equilibrio delle zone agricole. I moderni metodi
di coltivazione hanno in primo luogo impoverito la complessità ambientale attraverso l’eliminazione di
tutti quegli elementi fisici e naturali di margine (fossi e scoli, arginature, siepi, filari). Inoltre sono state
introdotte sostanze chimiche capaci di alterare la composizione dei nutrienti e l’equilibrio delle sostanze
presenti in natura, introducendo processi a scala più vasta sia di “avvelenamento” che di
eutrofizzazione. Se da un lato questo ha permesso l’aumento della produttività agricola, dall’altro è
andato a discapito della caratterizzazione colturale e della qualità produttiva, parallelamente alla perdita
delle valenze naturali e paesaggistiche.
Patrimonio culturale, architettonico
Dai dati non emerge la presenza di criticità di carattere rilevante.
Agenti fisici
Inquinamento acustico lungo i principali assi viari
Economia e società
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
8
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Squilibrio tra lo sviluppo insediativo residenziale e produttivo con la sostenibilità ambientale e l’impatto
paesaggistico
Mobilità ed infrastrutture
Impatti derivanti dall’attraversamento di arterie di traffico pesante in aree limitrofe ai centri abitati e
nelle zone agricole
−
LA SOSTENIBILITA’ DEL PIANO
Indicatori utilizzati
Per verificare lo stato dell’ambiente e le prestazioni dello strumento urbanistico occorre utilizzare degli
indicatori che permettano di quantificare lo stato attuale dell’ambiente e verificare se, quando e quanto
gli obiettivi del piano vengono raggiunti.
Gli indicatori di stato individuano lo stato delle risorse (qualità chimico, fisiche, biologiche, ecc…),
mentre quelli di pressione rappresentano gli impatti e le modifiche che le attività presenti sul territorio
in esame esercitano sullo stato delle risorse (emissioni, rifiuti, ecc…).
Il riferimento di questa classificazione è il modello DPSIR, ovvero un metodo per organizzare gli
elementi conoscitivi del territorio, attraverso i quali rappresentare le informazioni sullo stato
dell’ambiente e delle risorse naturali di una regione e sulle interazioni positive e negative tra tali
contesti ambientali e territoriali ed i settori di sviluppo.
Gli indicatori scelti devono essere rappresentativi rispetto alla tematica in oggetto, devono essere
sensibili alle trasformazioni indotte dal piano, devono essere disponibili o reperibili a costi contenuti, e
devono essere di facile lettura e comunicazione ai tecnici e ai cittadini.
Gli indicatori possono essere quantitativi con standard di legge, cioè se fanno riferimento ai dati
quantitativi confrontabili con una soglia definita per legge, con possibilità di calcolare il grado di
sostenibilità, oppure possono essere quantitativi senza standard di legge, se sono privi di una soglia di
legge capace di delimitare gli ambiti della sostenibilità e insostenibilità, ma è comunque possibile
effettuare una valutazione quantitativa sulla base di specifici criteri, quali una soglia fisica definita ad
hoc.
Di seguito si riporta l’elenco degli indicatori, con le relative unità di misura e le fonti dalle quali sono
stati attinti i dati.
Tema
Aria
Clima
Acqua
Suolo e
sottosuolo
Flora e fauna
Indicatori di stato/impatto
Emissioni di monossido di carbonio
Emissioni di ossidi di azoto NOx
Emissioni di polveri PM10
Emissioni di ammoniaca
Emissioni di ossidi di Zolfo
Emissioni di Benzene
Emissioni di anidride carbonica
Emissioni di protossido di azoto (N2O)
Emissioni di Metano
Carico trofico potenziale - Azoto
Carico trofico potenziale - Fosforo
Densità delle discariche attive
Carico potenziale organico (civ+ind)
Densità delle discariche attive
Densità delle cave attive
Carico trofico potenziale - Azoto
Carico trofico potenziale - Fosforo
Unità di misura
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
tonn/anno/Kmq
tonn/anno/Kmq
n/Kmq
A.E./Kmq
n/Kmq
n/Kmq
tonn/anno/Kmq
tonn/anno/Kmq
Superficie urbanizzata / superficie ATO
Superficie agricola utilizzata /superficie ATO
Superficie boscata / Superficie ATO
%
%
%
Aree di connessione naturalistica/superficie ATO
%
Isole ad elevata naturalità/superficie ATO
%
Sviluppo corridoi ecologici/superficie ATO
m/Kmq
FONTE
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
CARTOGRAFIA
PATI
STUDIO AGRONOM.
REGIONE VENETO
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
PROVINCIA DI
ROVIGO
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
ANNO
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2008
2006
2008
2007
2006
2006
2009
2009
2009
2009
2009
2009
9
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Biodiversità e
zone protette
Paesaggio e
territorio
Sviluppo rete stradale/superficie ATO
Estensione delle aree a parco / superficie ATO
Estensione delle zone natura 2000/superficie ATO
Km/Kmq
%
%
Area nucleo/superficie ATO
Densità delle discariche attive
Densità delle cave attive
Sviluppo della rete di elettrodotti
Superficie boscata / Superficie ATO
%
n/Kmq
n/Kmq
m/Kmq
%
Frammentazione del territorio
%
Aree di connessione naturalistica/superficie ATO
Ambiti di importanza paesaggistica/superficie
ATO
%
Isole ad elevata naturalità/superficie ATO
%
Sviluppo corridoi ecologici/superficie ATO
m/Kmq
Sviluppo rete stradale/superficie ATO
Densità degli allevamenti
Sviluppo dei percorsi ciclabili
Superficie a verde pubblico per abitante
Superficie dei centri storici/superficie ATO
Nuclei storici
Patrimonio
culturale
Numero edifici storici o vincolati
Zone di interesse archeologico/superficie ATO
Densità della popolazione
Occupati nell'agricoltura
Occupati nell'industria
Occupati nel terziario
Reddito derivante dalla produzione agricola
Reddito derivante dalla produzione industriale
Reddito derivante dall'attività terziaria
Elettrodotti. Pop. esposta (soglia 0.2 microT)
Ripetitori per comunicazioni
Popolazione e Emissioni di monossido di carbonio
salute umana Emissioni di ossidi di azoto NOx
Emissioni di polveri PM10
Emissioni di ammoniaca
Emissioni di ossidi di Zolfo
Emissioni di Benzene
Rete stradale con emissioni oltre 67 dB(A) diurni
Rete ferroviaria con emissioni oltre 67 dB(A)
diurni
Area a rischio incidente rilevante/superficie ATO
Aree a rischio di esondazione/superficie ATO
Produzione di rifiuti urbani
Raccolta differenziata
Consumi elettrici in agricoltura
Beni materiali Consumi elettrici nell'industria
e risorse
Consumi elettrici nel terziario
Consumi elettrici domestici
Consumi idrici per residente
Consumi di Gas Metano
%
Km/Kmq
n/Kmq
m/Kmq
mq/abitante
%
n/Kmq
n/Kmq
%
ab/Kmq
n/Kmq
n/Kmq
n/Kmq
euro/Kmq
euro/Kmq
euro/Kmq
%
n/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
Kg/anno/Kmq
m/Kmq
m/Kmq
%
%
Kg/anno/res
%
KWh/anno/Kmq
KWh/anno/Kmq
KWh/anno/Kmq
KWh/anno/Kmq
l/giorno
mc/anno/Kmq
CARTOGRAFIA
PATI
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
CARTOGRAFIA
PATI
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
CARTOGRAFIA
PATI
STUDIO AGRONOM.
PRG VIGENTI
PRG VIGENTI
PRG VIGENTI
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
ISTAT
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
REGIONE VENETO
2009
2009
2009
2009
2009
2007
2009
2005
2007
2007
2007
2007
2006
2006
2006
2006
2008
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
2006
REGIONE VENETO
COMP. IDRAULICA
PROVINCIA RO
PROVINCIA RO
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
CCIAA Rovigo
POLESINE ACQUE
Snam Rete Gas
2007
2009
2007
2007
2006
2006
2006
2006
2002
2006
2007
2007
2009
2008
2007
2006
2007
2009
2009
2009
2009
2009
2009
Obiettivi e temi di sostenibilità
Il Piano di Assetto del Territorio ha assunto i seguenti temi di sostenibilità:
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
10
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
• Ordinato sviluppo del territorio, dei tessuti urbani e del sistema produttivo. Particolare attenzione è
stata rivolta alla verifica di aree già urbanizzate e non edificate.
• Compatibilità dei processi di trasformazione del suolo con la sicurezza e la tutela dell’integrità fisica
e con l’identità culturale del territorio.
• Miglioramento della qualità della vita e della salubrità degli insediamenti
• Riduzione della pressione degli insediamenti sui sistemi naturali e ambientali, anche attraverso
opportuni interventi di mitigazione degli impatti
• Miglioramento della qualità ambientale, architettonica e sociale del territorio urbano e sua
riqualificazione
• Consumo di nuovo territorio solo quando non sussistano alternative derivanti dalla sostituzione dei
tessuti insediativi esistenti ovvero dalla loro riorganizzazione e riqualificazione.
Nello specifico il progetto del piano si è delineato prendendo come riferimento gli obiettivi indicati nel
documento preliminare, letti attraverso le possibili interazioni con le criticità emerse dal quadro
ambiente preliminare, successivamente analizzate e affinate con le elaborazioni della VAS.
Durante tutto questo processo si è privilegiata la ricerca di quelle soluzioni che favoriscono la corretta
gestione delle risorse e delle qualità del territorio puntando a mitigare o eliminare gli elementi critici
individuati.
In generale il PATI è incentrato sulla conservazione dell’ambiente e delle risorse, ma non può trascurare
gli aspetti sociali ed economici legati allo sviluppo economico, insediativo e produttivo.
È evidente tuttavia come nella gestione del territorio l’impatto maggiore sia dato dal consumo di suolo
che costituisce una risorsa non rinnovabile, tanto che la nuova legge urbanistica dimensiona la zona
agricola trasformabile in base alla Superficie Agricola Utilizzata presente sul territorio del PATI.
Oltre al consumo di suolo seguono la maggior parte delle problematiche sulle componenti ambientali,
come il consumo di risorse e l’inquinamento delle stesse.
Pertanto fra i principali obiettivi di protezione ambientale assunti, anche in aderenza alla carta di
Aalborg è possibile elencare i seguenti in ordine di priorità:
1. Investire nella conservazione del rimanente capitale naturale, ovvero acque di falda, suoli habitat per
le specie di flora e fauna (ossia evitare se possibile il nuovo consumo di suolo)
2. Favorire la crescita del capitale naturale riducendo l’attuale livello di sfruttamento, in particolare per
quanto riguarda le energie non rinnovabili
3. Investire per ridurre la pressione sul capitale di risorse naturali esistenti attraverso una espansione di
quelle destinate ad usi antropici, ad esempio gli spazi verdi per attività ricreative all’interno delle
città, in modo da ridurre la pressione sulle aree naturali o seminaturali residuali presenti
4. Migliorare l’efficienza dell’uso finale dei prodotti, ad esempio utilizzando edifici efficienti dal punto
di vista energetico e modalità di trasporto urbano non nocive per l’ambiente.
Per quanto riguarda gli obiettivi di sostenibilità economica e sociale il PATI prevede la creazione di
nuove infrastrutture di trasporto aventi principalmente lo scopo di favorire il collegamento con il casello
autostradale di Villamarzana evitando il transito attraverso il centro abitato dello stesso comune. Ciò
favorirà un rapido collegamento con la principale viabilità anche agli abitanti dei comuni limitrofi a
Villamarzana e al territorio del PATI, evitando incrementi dei livelli di traffico e rumorosità sull’attuale
viabilità che attraversa il centro abitato dello stesso comune.
Tali collegamenti consentiranno inoltre di rivitalizzare i centri abitati di minore importanza e le frazioni,
evitandone il progressivo abbandono e favorendo il mantenimento dei principali servizi.
Tra le varie opere è prevista anche la realizzazione di un attracco sulla sponda sinistra del Canalbianco
per favorire l’utilizzo dello stesso come infrastruttura di trasporto a basso impatto ambientale e come
percorso turistico assieme a tutto il sistema navigabile Fissero-Tartaro-Canalbianco – Po di Levante.
Tali opere potranno essere realizzate mediante gli introiti derivanti dagli Accordi Pubblico-Privato che,
alla situazione attuale, sono gli unici strumenti che consentono significativi incassi ai comuni.
Tali fondi sono infatti l’unico mezzo a disposizione delle amministrazioni per la realizzazione delle
opere pubbliche necessarie per assicurare adeguati servizi alla cittadinanza, nonché per attuare gli
interventi di compensazione ambientale previsti dal PATI stesso.
Gli accordi inoltre consentono la certezza dell’interesse alla trasformazione urbanistica di una
determinata area, assicurando che gli interventi vengano realizzati nell’arco di alcuni anni.
Ciò consente di prevedere nel prossimo futuro un effettivo incremento dell’offerta di lavoro nella zona,
che, oltre al beneficio economico, favorirà la richiesta di nuovi alloggi e l’incremento della popolazione
11
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
residente, che a sua volta favorirà lo sviluppo dei servizi (scuole, asili, uffici postali, banche, ecc…)
generando un miglioramento della qualità della vita.
Criteri di valutazione
Le azioni previste dal PATI sono state verificate attraverso il modello di simulazione che ha utilizzato i
medesimi indicatori adottati per valutare lo”stato attuale” dell’ambiente.
I risultati di tale simulazione dimostrano che la programmazione impostata è in grado di determinare un
generalizzato miglioramento delle condizioni complessive nel territorio comunale.
Si vuole comunque sottolineare che le iniziative di piano proposte risultano funzionali ad intervenire nei
confronti delle principali criticità emerse in ambito comunale.
Il PATI prevede la realizzazione di nuove aree edificate che porteranno ad un peggioramento del
rapporto superficie urbanizzata/superficie ATO e al consumo di SAU.
La scelta urbanistica si è orientata verso la programmazione di un ampio livello di espansione, sia per il
settore produttivo, sia per le zone residenziali.
L’equilibrio tra l’auspicata crescita economica e sociale ed il miglioramento della qualità ambientale è
stato ricercato individuando una serie di interventi in grado di limitare l’impatto della maggiore
pressione antropica.
Gli interventi del PATI prevedono di migliorare alcuni aspetti fondamentali che caratterizzano
negativamente il territorio in esame quali:
• la mancanza di aree a ricostruzione ambientale e di piste ciclabili. Saranno potenziate le aree di
compensazione ambientale, aumentando le aree a vegetazione arborea ed arbustiva anche in funzione
della realizzazione della rete ecologica. In queste zone le tutele potranno prevedere attraverso
indicazioni del P.I. e/o interventi di rinaturalizzazione, nuove unità para-naturali in grado di favorire la
funzionalità della rete ecologica.
• la realizzazione e la strutturazione della rete ecologica che interesserà in particolar modo il territorio
agricolo, in quanto è in questi ambiti che si concentra la Superficie Agricola Utilizzata. Le aree agricole
rappresentano infatti un’importante risorsa e un punto di partenza ottimale per la strutturazione della
rete ecologica. Le aree agricole presentano un’intrinseca valenza ambientale che si dovrà sviluppare per
il consolidamento della Rete ecologica attraverso la valorizzazione mediante conservazione e/o
ripristino degli elementi di naturalità quali canali, macchie boscate, filari alberati, incolti di piccole
dimensioni etc., che nell’insieme contribuiscono a conservare un discreto livello di biodiversità e a
riqualificare il paesaggio;
• ridotto consumo di SAU in relazione alle nuove previsioni di sviluppo insediativo e produttivo;
• credito edilizio in relazione agli allevamenti, con la dismissione di alcuni degli allevamenti in essere.
In seguito alla realizzazione degli interventi previsti dal progetto di piano è lecito attendersi un
contenuto peggioramento dei parametri ambientali relativi alle aree insediate, compensato però dalla
migliore qualità ambientale degli spazi aperti e dalle misure di mitigazione ambientale proposte.
I grafici presentati mostrano più dettagliatamente la variazioni degli indicatori in relazione alla
applicazione del progetto del piano. Particolare attenzione è stata rivolta a quelli già individuati come
criticità nell’analisi dello stato attuale e agli altri indicatori che sono direttamente interessati dalle azioni
di piano (ad esempio, emissione di sostanze inquinanti, superficie urbanizzata, estensione delle aree di
ricostruzione ambientale).
−
LE AZIONI STRATEGICHE DEL PATI E GLI OBIETTIVI DI SOSTENIBILITA’ PER MATRICE
AMBIENTALE
In sintonia con il Documento Programmatico Preliminare (nella stesura definitiva uscita dalla attività di
concertazione), con la Relazione Ambientale, si possono sintetizzare le seguenti azioni del Piano di
Assetto del Territorio Intercomunale:
• Crescita della qualità residenziale e delle strutture di servizio pubbliche e private dei centri urbani;
• Crescita residenziale “fisiologica” delle frazioni;
• Formazione di percorsi pedonali e ciclabili di connessione tra i nuclei urbani e di valorizzazione del
turismo rurale, formazione di aree boscate destinate ad una fruizione sostenibile;
• Collegare le azioni di piano a “precisi accordi di attuazione” connessi a rilevanti interessi pubblici sia
in termini di cessioni gratuite di aree che in termini di realizzazione di opere.
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
12
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Con riferimento al Piano di Assetto del Territorio Intercomunale dei comuni del Medio Polesine,
relativamente alle varie matrici ambientali, il Piano si pone i seguenti obiettivi:
Clima e atmosfera
Il PATI prevede la salvaguardia delle attività agro-silvo-pastorali ambientalmente sostenibili e
promuove lo sviluppo di un'agricoltura sostenibile, improntata sull’impiego di tecnologia ecocompatibili e finalizzata al risparmio di energia e di risorse non riproducibili.
Il PATI definisce poi gli standard urbanistici, le infrastrutture e i servizi comuni necessari agli
insediamenti esistenti e di nuova previsione, precisando gli standard di qualità urbana e gli standard di
qualità ecologico-ambientale.
Biodiversità
Il PATI provvede alla tutela delle risorse Naturalistiche e Ambientali e all’integrità del Paesaggio
Naturale, quali componenti fondamentali della “Risorsa Territorio”.
Assicura poi la salvaguardia o ricostituzione dei processi naturali, degli equilibri idraulici e
idrogeologici e degli equilibri ecologici, la conservazione o la ricostituzione del paesaggio agrario e del
relativo patrimonio di biodiversità, delle singole specie animali o vegetali, dei relativi habitat, e delle
associazioni vegetali e forestali.
Aria
Il PATI definisce le opere necessarie per assicurare la sostenibilità ambientale e paesaggistica e la
funzionalità rispetto al sistema insediativo ed al sistema produttivo. Individua ove necessario, fasce di
ambientazione al fine di mitigare o compensare gli impatti sul territorio circostante e sull’ambiente.
Acqua
Il PATI prevede, in collaborazione con altri enti preposti, un'efficace gestione e regimazione idraulica
del territorio, nel rispetto delle condizioni di deflussi minimi vitali che sono alla base dello sfruttamento
sostenibile di corsi d'acqua e acque sotterranee, in armonia con le indicazione tecniche regionali,
nazionali e internazionali.
Individua inoltre le ulteriori opportunità di sviluppo residenziale in termini qualitativi, quantitativi e
localizzativi definendo gli ambiti preferenziali di sviluppo insediativo in relazione all’assetto
infrastrutturale e alla dotazione dei servizi, secondo standard abitativi e funzionali condivisi.
Suolo
Il PATI accerta la compatibilità degli interventi con la sicurezza idraulica del territorio, subordinando,
ove necessario, l'attuazione di talune previsioni alla realizzazione di infrastrutture, opere o servizi per il
deflusso delle acque meteoriche.
Risorse energetiche
Il PATI, attraverso il Rapporto Ambientale, promuove lo sviluppo di uno stile di vita improntato
sull’impiego di tecnologia ecocompatibili e finalizzato al risparmio di energia e di risorse non
riproducibili.
Salute umana
Il PATI predispone l’individuazione delle principali strutture/attrezzature che necessitano dell’adozione
di opportune azioni di mitigazione, finalizzate a ridurre gli effetti di disturbo (in termini acustici, visivi,
olfattivi, o di altra natura) da esse prodotte rispetto al contesto ambientale e paesaggistico. Sono previsti
interventi di mitigazione (fasce tampone boscate di adeguata lunghezza e profondità) dell’impatto
visivo, acustico e della diffusione di polveri inquinanti (mascherature e quinte arboree) degli impianti
produttivi prospettanti verso le principali arterie stradali e/o in corrispondenza di aggregati residenziali.
Ambiente edificato
Le aree di insediamento attuale si collocano sostanzialmente nei centri di Fratta Polesine, Costa di
Rovigo, Arquà Polesine, Villamarzana, Frassinelle Polesine, Villanova del Ghebbo, Pincara e relative
frazioni.
All’interno delle aree agricole si trova l’edificato sparso.
Il PATI persegue il miglioramento della qualità degli insediamenti attraverso le operazioni di recupero e
riqualificazione.
Infrastrutture
Il PATI recepisce le previsioni della pianificazione sovraordinata e provvede a definire le opere
necessarie per assicurarne la sostenibilità ambientale e paesaggistica e la funzionalità rispetto al sistema
insediativo ed al sistema produttivo. Definisce inoltre il sistema della viabilità locale e della mobilità
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
13
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
ciclabile e pedonale (ed i collegamenti con la viabilità sovracomunale). Individua ove necessario, fasce
di ambientazione al fine di mitigare o compensare gli impatti sul territorio circostante e sull’ambiente.
Attività produttive
La superficie comunale occupata da zone produttive è mediamente estesa: le aree industriali più
sviluppate si trovano lungo la Transpolesana Rovigo-Verona nei comuni di Costa di Rovigo,
Villamarzana e Arquà Polesine. Per le attività produttive il PATI valuta la consistenza e l’assetto del
settore secondario e terziario esistente e le opportunità di sviluppo in coerenza con il principio dello
sviluppo sostenibile.
Spazi aperti
Sarà posta maggior attenzione alla gestione degli spazi aperti in rapporto alle valenze naturalisticoambientali e paesaggistiche, oltre che agricolo-produttive. Ciò attraverso la promozione di attività
agricole che siano compatibili con le qualità dei luoghi, sviluppandone gli elementi di tipicità e di
eccellenza e coniugando l'evoluzione degli insediamenti rurali e dello sviluppo agricolo con il
mantenimento di equilibrio ambientale.
Caratteri storico-culturali
Il PATI, relativamente agli elementi significativi del paesaggio di interesse storico, potrà recepire ed
integrare nel proprio quadro conoscitivo i sistemi e gli immobili da tutelare, quali:
• ambiti dei centri storici;
• edifici con valore storico-ambientale e i relativi spazi inedificati di carattere pertinenziale;
• parchi e giardini di interesse storico architettonico;
• viabilità storica e itinerari di interesse storico ambientale;
• sistema storico delle acque derivate e delle opere idrauliche;
• sistemazioni agrarie tradizionali;
• siti di interesse archeologico;
• sistema insediativo rurale e relative pertinenze piantumate;
• edifici storico/monumentali (Ville Venete);
• altre categorie di beni storico-culturali.
Servizi comuni
Il PATI individua, i principali servizi a scala territoriale, ovvero le parti del territorio ad elevata
specializzazione funzionale nelle quali sono concentrate una o più funzioni strategiche, o servizi ad alta
specializzazione economica, scientifica, culturale sportiva, ricreativa e della mobilità.
−
DIMENSIONAMENTO DEL PIANO E DESCRIZIONE DEGLI ATO
ATO A1.1 – ARQUATA (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 15.095.221,66 mq
L’ATO di territorio agricolo è costituito dalla maggior parte del territorio rurale del comune di Arquà
Polesine, ed è situato a cavallo della ferrovia Bologna-Venezia. Il territorio è caratterizzato da campi
coltivati a cereali, con insediamenti sparsi costituiti da edifici che ben rappresentano l’architettura
veneta. Nella parte collocata a sud del capoluogo di Arquà polesine si nota la presenza di alcune
sottozone agricole consolidate.
Nuova espansione residenziale:
5.000 mc
Nuovi standard residenziali:
1.000 mq
Nuovi abitanti teorici:
23
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A2.1 – COSTIOLA (comune di Costa di Rovigo)
Superficie: 7.005.030,17 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato all’interno del comune di Costa di Rovigo ed è costituito dall’area
rurale situata a nord-est del capoluogo comunale. L’area è attraversata dall’autostrada A13 BolognaPadova, e nella parte più a nord, dal Naviglio Adigetto. Il territorio è costituito per lo più da coltivazioni
a cereali con presenza di edifici rurali. È presente un’area di urbanizzazione diffusa.
12.000 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
2.400 mq
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
14
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuovi abitanti teorici
55
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A2.2 – COATE (comune di Costa di Rovigo)
Superficie: 2.003.905,89 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato nel comune di Costa di Rovigo, a ovest del capoluogo. L’area,
destinata per la maggior parte a coltivazioni cerealicole, è attraversata dal Naviglio Adigetto. All’interno
dell’ATO vi è una scarsa presenza di edifici rurali, situati per lo più a ridosso dell’Adigetto.
Nuova espansione residenziale:
3.000 mc
Nuovi standard residenziali:
600 mq
Nuovi abitanti teorici:
14
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A3.1 – FRASSINO (comune di Frassinelle Polesine)
Superficie: 18.905.391,79 mq
L’ATO di territorio agricolo comprende la stragrande maggioranza del territorio del comune di
Frassinelle Polesine. L’area è dedicata per lo più a coltivazioni di cereali, anche se sono presenti alcune
aree di urbanizzazione consolidata situate per lungo i confini dello stesso.
All’interno dello stesso ATO sono presenti anche alcuni ambiti di edificazione diffusa.
Nuova espansione residenziale:
5.000 mc
1.000 mq
Nuovi standard residenziali:
23
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A4.1 – FRATTESINA (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 16.875.124,69 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato nel comune di Fratta Polesine, del quale occupa la maggior parte
della superficie. L’ATO confina a nord con il Naviglio Adigetto e a sud con il Canalbianco, inoltre è
attraversato dalla SS434.
Il territorio è coltivato prevalentemente a cereali con presenza di edifici rurali. All’interno dello stesso
sono presenti alcuni ambiti di edificazione diffusa.
Nuova espansione residenziale:
8.340 mc
Nuovi standard residenziali:
1.668 mq
Nuovi abitanti teorici:
38
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A4.2 – CAMPAGNOLA (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 1.220.194,03 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato nel comune di Fratta Polesine, nella parte a nord-ovest del
capoluogo. L’area, divisa in due dallo scolo Valdentro, è costituita da territorio aperto e pianeggiante ed
è destinata in prevalenza a coltivazioni cerealicole. All’interno dell’ATO vi è una scarsa presenza di
edifici rurali.
Nuova espansione residenziale:
500 mc
Nuovi standard residenziali:
100 mq
Nuovi abitanti teorici:
2
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A5.1 – BERNARDA (comune di Pincara)
Superficie: 14.968.902,27 mq
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
15
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
L’ATO di territorio agricolo occupa la maggior parte del territorio del comune di Pincara, ed è destinato
per la maggior parte a coltivazioni cerealicole. All’interno dell’ATO sono presenti numerose aree di
urbanizzazione consolidata e alcuni ambiti di edificazione diffusa.
Nuova espansione residenziale:
6.000 mc
Nuovi standard residenziali:
1.200 mq
27
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A5.2 – GAMBERO (comune di Pincara)
Superficie: 848.406,27 mq
L’ATO di territorio agricolo occupa la porzione di territorio del comune di Pincara più a Nord, ed è
destinato per la maggior parte a coltivazioni cerealicole. All’interno dell’ATO non sono presenti aree di
urbanizzazione consolidata, ma solamente ambiti di edificazione diffusa.
Nuova espansione residenziale:
1.000 mc
Nuovi standard residenziali:
200 mq
Nuovi abitanti teorici:
5
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A6.1 – MARTIRI (comune di Villamarzana)
Superficie: 5.509.005,66 mq
L’ATO di territorio agricolo comprende buona parte della superficie del comune di Villamarzana, è
attraversato in direzione est-ovest dalla SS434, e in direzione nord-sud dall’autostrada A13. Il territorio,
nel quale sono presenti in modo diffuso edifici rurali, è dedicato in prevalenza a coltivazioni cerealicole,
anche se sono presenti ampie superfici dedicate a frutteto.
All’interno dell’ATO sono distribuiti alcuni ambiti di edificazione diffusa e consolidata.
Nuova espansione residenziale:
4.323 mc
865 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
20
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
10.000 mc
ATO A6.2 – PASSO DI VILLAMARZANA (comune di Villamarzana)
Superficie: 2.675.623,40 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato all’interno del comune di Villamarzana ed è costituito dall’area
rurale situata a sud del nucleo abitativo comunale.
L’area confina a sud con il Canalbianco, ed il territorio è costituito per lo più da coltivazioni a cereali
con scarsa presenza di edifici rurali.
Nuova espansione residenziale:
4.000 mc
Nuovi standard residenziali:
800 mq
Nuovi abitanti teorici:
18
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A7.1 – PLATANI (comune di Villanova del Ghebbo)
Superficie: 1.978.695,79 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato nel comune di Villanova del Ghebbo, ed è collocato a nord-ovest
del capoluogo.
L’area è destinata in prevalenza a coltivazioni cerealicole anche se sono presenti superfici dedicate a
frutteto.
All’interno dell’ATO non sono presenti aree di urbanizzazione consolidata o diffusa
3.000 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
600 mq
Nuovi abitanti teorici:
14
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
16
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO A7.2 – CODEROTTE (comune di Villanova del Ghebbo)
Superficie: 4.548.684,59 mq
L’ATO di territorio agricolo è situato nel comune di Villanova del Ghebbo, del quale occupa la maggior
parte della superficie, ed è collocato a nord-est del capoluogo. L’area è destinata in prevalenza a
coltivazioni cerealicole anche se sono presenti superfici dedicate a frutteto.
All’interno dell’ATO non sono presenti aree di urbanizzazione consolidata o diffusa.
2.000 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
400 mq
Nuovi abitanti teorici:
9
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R1.1 – ARQUA’ POLESINE (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 1.226.881,12 mq
L’ATO di territorio residenziale comprende il centro abitato del comune di Arquà Polesine, sviluppato a
sud della SP24. All’interno dell’ambito è presente il castello medioevale interessato da vincolo
monumentale.
Nuova espansione residenziale:
16.750 mc
Nuovi standard residenziali:
3.350 mq
76
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica :
ATO R1.2 – CORNE’ (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 406.062,57 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Arquà Polesine e comprende la frazione di
Cornè.
L’ATO è diviso in due dalla strada statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare).
Nuova espansione residenziale:
10.000 mc
Nuovi standard residenziali:
2.000 mq
Nuovi abitanti teorici:
45
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R1.3 – GRANZE (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 406.062,57 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Arquà Polesine, a nord della strada statale 434,
e comprende interamente la frazione Granze del comune di Arquà Polesine.
Nuova espansione residenziale:
10.000 mc
Nuovi standard residenziali:
2.000 mq
Nuovi abitanti teorici:
45
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R1.4 – VALMOLIN (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 164.587,58 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Arquà Polesine, ed è delimitato a sud-est dal
Canalbianco. L’ATO comprende interamente l’abitato di Valmolin, frazione dello stesso comune.
500 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
100 mq
Nuovi abitanti teorici:
2
Nuova espansione produttiva:
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
17
e:
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R2.1 – COSTA DI ROVIGO (comune di Costa di Rovigo)
Superficie: 3.331.132,17 mq
L’ATO di territorio residenziale comprende interamente il centro abitato del comune di Costa di
Rovigo. L’ATO è delimitato a sud dalla ferrovia Rovigo-Verona, ed è attraversato dal Naviglio
Adigetto che divide in due l’abitato.
Nuova espansione residenziale:
86.000 mc + 33.697 mc (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi standard residenziali:
17.200 mq + 6.739 mq (accordo art. 6 LR 11/04)
391+ 153 (accordo art. 6 L.R. 11/2004)
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R3.1 – FRASSINELLE POLESINE (comune di Frassinelle Polesine)
Superficie: 1.349.966,25 mq
L’ATO di territorio residenziale comprende il capoluogo del comune di Frassinelle Polesine, oltre a via
Cesare Battisti che fiancheggia il vecchio corso del Canalbianco. L’ATO, delimitato a nord dal
Canalbianco, comprende anche alcune aree di urbanizzazione consolidata produttiva, tra cui un
allevamento zootecnico.
46.000 mc + 14.000 mc (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
9.200 mq + 2.800 mq (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi abitanti teorici:
209 + 64 (accordo art. 6 L.R. 11/2004)
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R3.2 – CHIESA (comune di Frassinelle Polesine)
Superficie: 967.234,22 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Frassinelle Polesine, e comprende interamente
la frazione di Chiesa.
L’ATO si sviluppa prevalentemente sull’asse di via Cavour, e solo in parte su via Romana, e contiene
alcune aree di urbanizzazione consolidata a destinazione produttiva.
29.000 mc + 6.000 mc (accordo art. 6 LR 11/04)
5.800 mq + 1.200 mq (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi abitanti teorici:
132 + 27 (accordo art. 6 LR 11/2004)
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R3.3 – CAPORUMIATTI (comune di Frassinelle Polesine)
Superficie: 337.960,12 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Frassinelle Polesine, a ridosso del confine con
il comune di Pincara, e comprende interamente la frazione di Caporumiatti.
L’ATO si sviluppa prevalentemente lungo via Giovanni Monti ed è situato ad ovest dell’autostrada A13
Bologna-Padova.
Nuova espansione residenziale:
2.000 mc
Nuovi standard residenziali:
400 mq
Nuovi abitanti teorici:
9
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R3.4 – PASSO (comune di Frassinelle Polesine)
Superficie: 155.402,03 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Frassinelle Polesine, in adiacenza al confine
con il comune di Villamarzana.
L’ATO è situato a nord dell’attuale corso del Canalbianco, e comprende la frazione Passo di
Villamarzana.
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
18
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuova espansione residenziale:
1.000 mc
Nuovi standard residenziali:
200 mq
5
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R4.1 – FRATTA POLESINE (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 1.277.744,88 mq
L’ATO di territorio residenziale comprende interamente il centro abitato del comune di Fratta Polesine.
L’ATO è delimitato a sud dalla strada statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare).
All’interno dell’ambito sono presenti numerose ville neoclassiche tra cui villa Badoera.
Nuova espansione residenziale:
100.000 mc
Nuovi standard residenziali:
20.000 mq
455
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R4.2 – RAMEDELLO (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 170.467,01 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Fratta Polesine, in adiacenza al confine con i
comuni di Villanova del Ghebbo e San Bellino.
L’ambito comprende la frazione di Ramedello.
Nuova espansione residenziale:
10.000 mc
2.000 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
45
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R4.3 – PAOLINO (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 504.765,43 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Fratta Polesine e si sviluppa a ridosso
dell’argine nord del Canalbianco. L’ambito comprende la maggior parte della frazione Paolino, in parte
anche a sud del Canalbianco e perciò nel territorio del comune di Pincara.
Nuova espansione residenziale:
20.000 mc
Nuovi standard residenziali:
4.000 mq
Nuovi abitanti teorici:
91
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R5.1 – PINCARA (comune di Pincara)
Superficie: 1.654.989,64 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Pincara e si sviluppa prevalentemente lungo
l’asse di via Matteotti e via Marconi. L’ATO comprende interamente in centro abitato del comune di
Pincara e comprende la frazione di Gambaro e parte della frazione di Paolino.
Nuova espansione residenziale:
25.165 mc + 16.835 mc (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi standard residenziali:
5.033 mq + 3.367 mq (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi abitanti teorici:
114 + 77 (accordo art. 6 LR 11/2004)
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R6.1 – VILLAMARZANA (comune di Villamarzana)
Superficie: 1.845.192,60 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Villamarzana, del quale comprende interamente
il centro abitato.
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
19
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
L’ambito è delimitato a ovest dall’autostrada A13, a nord dalla SS434 ed è attraversato dallo scolo
Valdentro.
L’ATO comprende anche alcune aree di urbanizzazione consolidata di tipo produttivo.
Nuova espansione residenziale:
84.000 mc + 15.000 mc (accordo art. 6 LR 11/04)
Nuovi standard residenziali:
16.800 mq + 3.000 mq (accordo art. 6 LR 11/04)
382 + 68 (accordo art. 6 LR 11/2004)
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R6.2 – GOGNANO (comune di Villamarzana)
Superficie: 380.899,04 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune Villamarzana e comprende la frazione di
Gognano.
L’ambito è attraversato dalla SS434.
Nuova espansione residenziale:
6.000 mc
Nuovi standard residenziali:
1.200 mq
Nuovi abitanti teorici:
27
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R7.1 – VILLANOVA DEL GHEBBO (comune di Villanova del Ghebbo)
Superficie: 2.555.624,25 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Villanova del Ghebbo, del quale contiene
interamente il centro abitato.
All’interno dell’ambito sono presenti alcune aree di urbanizzazione consolidata di tipo produttivo.
Nuova espansione residenziale:
90.000 mc
18.000 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
409
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO R7.2 – BORNIO (comune di Villanova del Ghebbo)
Superficie: 549.834,85 mq
L’ATO di territorio residenziale è situato nel comune di Villanova del Ghebbo e comprende interamente
la frazione di Bornio.
All’interno dell’ambito sono presenti alcune aree di urbanizzazione consolidata di tipo produttivo.
Nuova espansione residenziale:
40.000 mc
Nuovi standard residenziali:
8.000 mq
182
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO P1.1 – ZONA ARTIGIANALE DI ARQUA’ POLESINE (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 130.126,31 mq
L’ATO di territorio produttivo è compreso nel comune di Arquà Polesine, ed è situato ad est del
capoluogo, a ridosso della ferrovia Bologna-Venezia, in prossimità della stazione ferroviaria di Arquà
Pol. .
L’ambito è delimitato a nord dalla SP24 ed è caratterizzato interamente da aree di urbanizzazione
consolidata.
Nuova espansione residenziale:
500 mc
100 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
2
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
20
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
ATO P1.2 – ZONA PRODUTTIVA S.S. 16 (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 758.496,82 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Arquà Polesine e si sviluppa a cavallo della
strada statale 16 adriatica.
L’area è situata in prossimità del centro abitato di Bosaro e confina a sud-est con il Canalbianco.
Nuova espansione residenziale:
500 mc
Nuovi standard residenziali:
100 mq
Nuovi abitanti teorici:
2
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO P1.3 – MACROAREA EST DI ARQUA’ POLESINE (comune di Arquà Polesine)
Superficie: 1.770.654.51 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Arquà Polesine ed è situato a cavallo dalla strada
statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare). L’ambito è situato, inoltre, poco lontano dal casello
autostradale di Villamarzana, che permette il collegamento tra l’autostrada A13 e la SS434.
Nuova espansione residenziale:
2.000 mc
400 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
9
Nuova espansione produttiva:
711.483 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO P2.1 – COSTA SUD (comune di Costa di Rovigo)
Superficie: 3.729.341,74 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Costa di Rovigo ed è delimitato a nord dalla
ferrovia Legnago-Rovigo.
L’ambito è attraversato a sud-est dall’autostrada A13, e si trova in vicinanza del casello autostradale di
Villamarzana e del relativo raccordo con la strada statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare).
Nuova espansione residenziale:
10.000 mc
Nuovi standard residenziali:
2.000 mq
45
Nuovi abitanti teorici:
Nuova espansione produttiva:
152.589 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
150.000 mq
Nuova espansione turistica:
ATO P3.1 – LOCALITA’ PASSO DI FRASSINELLE POLESINE (comune di Frassinelle
Polesine)
Superficie: 263.771,98 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Frassinelle Polesine, ed è delimitato a nord dal
Canalbianco, e ad ovest dall’autostrada A13.
Nuova espansione residenziale:
500 mc
Nuovi standard residenziali:
100 mq
Nuovi abitanti teorici:
2
Nuova espansione produttiva:
97.200 mq (da accordo art. 6 LR 11/2004)
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO P4.1 – ZONA PRODUTTIVA DI FRATTA POLESINE (comune di Fratta Polesine)
Superficie: 853.843,60 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Fratta Polesine, a sud-ovest del capoluogo.
L’ambito è delimitato a sud dalla strada statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare), ed è delimitato a
nord dalla SP24.
2.000 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
400 mq
Nuovi abitanti teorici:
9
Nuova espansione produttiva:
212.539 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
21
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuova espansione turistica:
ATO P5.1 – ZONA PRODUTTIVA DI PINCARA (comune di Pincara)
Superficie: 369.983,12 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Pincara, a sud del capoluogo, ed è delimitato a
ovest dalla strada provinciale N. 16, e a sud dalla strada provinciale N. 71.
Nuova espansione residenziale:
1.000 mc
Nuovi standard residenziali:
200 mq
Nuovi abitanti teorici:
5
Nuova espansione produttiva:
50.000 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
NUOVA ESPANSIONE TURISTICA:
ATO P6.1 – ZONA ARTIGIANALE DI VILLAMARZANA (comune di Villamarzana)
Superficie: 638.846,72 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Villamarzana a ovest del capoluogo. L’ambito è
delimitato a est dall’autostrada A13 Bologna-Padova e a nord da via Matteotti. L’ATO è situato a sud
della strada statale 434.
Nuova espansione residenziale:
2.000 mc
1.400 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
9
Nuova espansione produttiva:
356.279 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
ATO P6.2 – MACROAREA OVEST (comune di Villamarzana)
Superficie: 2.986.896,20 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Villamarzana in adiacenza al confine con il
comune di Arquà Polesine.
L’ambito è attraversato dalla strada statale 434 (futura autostrada Nogara-Mare) ed è situato in
adiacenza al casello autostradale di Villamarzana che permette il collegamento tra l’autostrada A13 e la
S.S. 434.
Nuova espansione residenziale:
4.000 mc
800 mq
Nuovi standard residenziali:
Nuovi abitanti teorici:
18
Nuova espansione produttiva:
622.225 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
100.000 mc
ATO P7.1 – ZONA PRODUTTIVA DI VILLANOVA DEL GHEBBO (comune di Villanova del
Ghebbo)
Superficie: 858.040,76 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Villanova del Ghebbo a cavallo della strada
regionale 88 che collega Rovigo a Badia Polesine.
L’ambito si trova a pochi Km dal casello autostradale di Rovigo della A13.
Nuova espansione residenziale:
1.000 mc
Nuovi standard residenziali:
200 mq
Nuovi abitanti teorici:
5
Nuova espansione produttiva:
150.000 mq
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
ATO P7.2 – POLIDORA (comune di Villanova del Ghebbo)
Superficie: 1.273.231,74 mq
L’ATO di territorio produttivo è situato nel comune di Villanova del Ghebbo, ad est del capoluogo, in
adiacenza al confine con i comuni di Costa di Rovigo e Fratta Polesine. L’ambito è delimitato a sud
dalla SP49.
4.000 mc
Nuova espansione residenziale:
Nuovi standard residenziali:
800 mq
Nuovi abitanti teorici:
18
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
22
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Nuova espansione produttiva:
Nuova espansione commerciale/direzionale:
Nuova espansione turistica:
−
606.352 mq (accordo art. 6 LR 11/2004)
-
METODOLOGIA DI VALUTAZIONE
L’analisi multicriteriale
Viene applicata l’analisi multicriteriale il cui obiettivo è quello di fornire una base razionale con la quale
classificare (“gerarchizzare”) una serie di informazioni da valutare rispetto a più criteri. Non sempre è
possibile individuare riferimenti numerici precisi (informazioni cardinali) per un determinato impatto;
nel caso di aspetti non direttamente quantificabili (valutazioni culturali, architettoniche, paesaggistiche,
ecc.), l’approccio cambia radicalmente, adottando una scala ordinale che esprime giudizi aggregati di
tipo qualitativo.
Tra le metodologie multicriteriali maggiormente diffuse, particolare interesse deve essere attribuito
all’Analitic Hierarchy Process (AHP), che si presta particolarmente a trattare contemporaneamente sia
informazioni di tipo numerico (quantitative-cardinali), sia informazioni di tipo qualitativo (ordinali).
Per la valutazione del Piano in esame viene applicata l’AHP, sviluppata secondo le fasi procedurali che
si basa su tre principi fondamentali, correlati fra loro:
il principio della scomposizione. Il problema complesso è scomposto in parti elementari, articolate in
livelli gerarchici in relazione tra di essi.
il principio dei giudizi comparati. Rappresenta la tecnica di misurazione utilizzata per stabilire la
priorità di ciascuna componente e di ciascun indicatore di stato/progetto rispetto alle altre in ciascun
livello della scala gerarchica. L’approccio analitico attribuisce un valore a ciascuna componente e a
ciascun indicatore, attraverso il confronto tra di esse a due a due, seguendo una “scala fondamentale”
costruita con valori che partono da 1 (importanza relativa uguale), fino a 9 (estrema importanza
relativa). Nel dettaglio, i termini della scala fondamentale risultano i seguenti (in questa scala vengono,
di norma, utilizzati i numeri dispari; i numeri pari sono utilizzati solamente nelle situazioni intermedie,
quando non si verifica una prevalenza ben definita):
Importanza uguale
1;
Moderata importanza 3;
Importanza forte
5;
Importanza molto forte 7;
Estrema importanza
9.
• la sintesi delle priorità. La compilazione della matrice dei “confronti a coppie” permette di esprimere
un giudizio su ciascuna componente e su ciascun indicatore di stato/progetto. Per ogni riga della
matrice, viene eseguita la media geometrica che determina il peso di ogni componente inserita nella
stessa. I risultati ottenuti vengono infine normalizzati, per ottenere pesi confrontabili tra di loro.
E’ possibile quindi calcolare il peso con cui i singoli processi innescati gravano sul sistema ambiente.
Attraverso l’applicazione dell’approccio descritto è generata una matrice per la determinazione dei pesi
dei comparti ambientali:
L’analisi dei punteggi dello stato attuale
Dopo aver determinato il punteggio degli indicatori per ciascun ATO e il peso dei fattori (comparto
ambientale), nonchè il peso degli indicatori è possibile trovare il “punteggio pesato” per ciascun ATO.
L’esame di dettaglio circa il comportamento dei singoli indicatori può essere effettuato mediante la
consultazione di alcune tabelle di riepilogo suddivise per singola ATO.
Il punteggio finale, dato dalla somma dei punteggi di tutti gli ATO per componente ambientale, dà un
chiaro giudizio sintetico delle criticità principali emerse in ambito comunale.
Criticità emerse per singolo Comune
Per il comune di Arquà Polesine, dall’analisi dei dati emerge in particolare una criticità nel tematismo
relativo alla popolazione e salute umana per la presenza di alcune aree a rischio incidente rilevante.
Si evidenzia inoltre la mancanza, all’interno del territorio comunale, di zone protette.
Per il comune di Costa di Rovigo, come per il comune di Arquà Polesine, si evidenzia una situazione
negativa nel comparto Biodiversità e zone protette, in generale tuttavia la situazione è leggermente
negativa, ma comunque molto vicina allo zero e quindi alla situazione media provinciale.
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23
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Per il comune di Frassinelle Polesine il punteggio complessivo risulta positivo, soprattutto in
considerazione del fatto che tale comune presenta basse emissioni inquinanti dovute alla scarsa presenza
di attività produttive, e alla bassa densità abitativa.
Per il comune di Fratta Polesine la situazione complessiva risulta positiva, vi è sempre una carenza nel
comparto relativo alla biodiversità e zone protette.
Da notare è che, rispetto agli altri comuni, Fratta presenta un patrimonio culturale sicuramente
superiore, che innalza il punteggio complessivo.
Il comune di Pincara manifesta una situazione nel complesso positiva. La spiegazione, come per il
comune di Frassinelle Polesine è legata al ridotto sviluppo economico che ha limitato la produzione di
inquinanti, nonché dalla posizione geografica esterna alle principali infrastrutture di trasporto con una
conseguenza sicuramente negativa sull’economia, ma positiva sull’ambiente.
Per il territorio del comune di Villamarzana la situazione generale è leggermente positiva, anche se il
comune risente della presenza delle infrastrutture di trasporto che, oltre al beneficio economico,
provocano inquinamento.
Il comune di Villanova del Ghebbo infine presenta una situazione complessiva leggermente negativa,
dovuta alle maggiori emissioni inquinanti rispetto agli altri comuni del PATI. Considerato che la scala
dei punteggi utilizzata può spaziare da +50 a -50, il valore ottenuto di -0.18 indica comunque una
situazione molto vicina alla media del territorio provinciale.
In conclusione le maggiori criticità sono presenti nei comparti “flora e fauna” e “biodiversità e zone
protette”, a causa della totale assenza nel territorio del PATI di aree protette.
Punteggi leggermente negativi sono stati ottenuti per i comparti paesaggio e territorio e patrimonio
culturale, dovuti a una presenza generalmente ridotta di edifici di interesse storico e culturale o aree
verdi, che possano rispettivamente migliorare l’aspetto del paesaggio costruito e di quello agricolo.
E’ comunque da sottolineare la sostanziale omogeneità delle condizioni ambientali tra tutti gli ATO.
Stato di progetto
Per l’analisi dello stato di progetto è stata applicata la medesima metodologia sopra illustrata per lo stato
attuale, considerando tutti gli incrementi legati alle scelte strategiche del PATI.
Anche in questo caso l’esame di dettaglio circa il comportamento dei singoli indicatori nell’ipotesi di
progetto può essere effettuato mediante la consultazione delle tabelle di riepilogo. Il punteggio finale,
dato dalla somma dei punteggi di tutte gli ATO per componente ambientale, dà un giudizio sintetico
delle criticità principali emerse in ambito comunale.
I comuni presentano complessivamente una situazione complessiva leggermente migliorata, a seguito
delle misure di compensazione previste dal piano.
Gli ambiti in cui si osserva una situazione peggiorata o molto peggiorata sono quelli in cui alla
situazione attuale risulta prevalente la destinazione agricola, mentre con l’ipotesi di progetto risulta
prevalente quella industriale.
Il piano, nel suo complesso, è stato comunque giudicato sostenibile in quanto il peggioramento avviene
in alcuni ambiti di ridotta estensione in relazione al territorio del PATI. Per tali ambiti, sempre a causa
della loro ridotta estensione, non è stato possibile inserire misure di compensazione e comunque la
“compensazione” avviene negli ambiti a prevalenza agricola circostanti, che infatti vedono un
complessivo miglioramento.
Si evidenzia inoltre che il peggioramento è riferito ad una situazione iniziale decisamente positiva e che
esso quindi non comporterà il passaggio ad un ambiente inquinato.
Dall’analisi dei risultati emerge che la maggior parte delle componenti ambientali presentano punteggi
positivi, o comunque solo lievemente negativi; solo il comparto relativo alla Biodiversità e zone
protette, pur presentando un lieve miglioramento continua a presentare un valore decisamente negativo.
Ciò è dovuto alla totale assenza nel territorio del PATI di zone della rete Natura 2000, o di altre aree
protette a valenza comunale o sovracomunale.
La creazione della rete ecologica e delle misure di mitigazione e compensazione apporterà un
miglioramento di tale situazione.
Confronto con lo stato attuale
Dal confronto tra il riepilogo dei punteggi pesati, ottenuti dalle elaborazioni precedenti, viene
evidenziato un miglioramento generale dell’ambiente conseguentemente alla realizzazione del Piano.
Dall’analisi dei punteggi si osserva un generale lieve peggioramento dei temi relativi all’aria, al clima,
all’acqua e al suolo e sottosuolo sia per l’ipotesi zero che per quella di progetto; a tal proposito è
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
interessante notare come, sebbene l’ipotesi di progetto preveda un notevole sviluppo, non sia previsto
un eccessivo peggioramento di tali comparti ambientali, soprattutto per effetto delle misure di
mitigazione e compensazione previste.
L’ipotesi di progetto prevede invece un miglioramento per i macrosettori relativi a flora e fauna,
Biodiversità e zone protette e paesaggio e territorio, questo ovviamente a seguito delle misure di
compensazione.
Anche il macrosettore relativo a popolazione e salute umana riscontra un miglioramento, dovuto
soprattutto all’aspetto socio-economico. Lo sviluppo del territorio infatti permette un incremento
dell’occupazione e dei redditi, che sono aspetti molto importanti da valutare per la scelta di un piano, e
che sono in grado di “compensare” un live peggioramento della qualità dell’aria.
È importante quindi garantire lo sviluppo, cercando il più possibile di salvaguardare l’ambiente, in
modo da garantire sotto tutti gli aspetti una buona qualità della vita.
L’ipotesi di progetto prevede il peggioramento di alcuni ambiti territoriali, ciò è stato comunque
giudicato sostenibile in quanto il peggioramento è dovuto anche al fatto che in essi non è stato possibile
concentrare tutte le misure di compensazione e mitigazione che sarebbero necessarie. Esse saranno
comunque realizzate negli ambiti a prevalenza agricola circostanti.
Si ricorda inoltre che, come precedentemente illustrato, il peggioramento è stato determinato in
relazione ad una situazione attuale generalmente molto positiva; gli ambiti che prevedono il maggiore
peggioramento sono infatti quelli quasi interamente agricoli alla situazione attuale. È evidente pertanto
come anche un modesto incremento delle emissioni, percentualmente risulti molto rilevante.
I risultati della Valutazione Ambientale Strategica sono riassunti nella tavola allegata, che riporta
graficamente, con una scala colorata, le variazioni al sistema ambiente prodotte dall’attuazione del
Piano.
Si rimanda, inoltre, all’allegato relativo al calcolo delle misure di mitigazione e compensazione.
Valutazione dei programmi complessi
In sede istruttoria è stato richiesto di fornire chiarimenti in ordine alla valutazione dei programmi
complessi individuati dal Piano.
Il valutatore afferma che “una delle principali azioni strategiche previste dal presente Piano è relativa
alla individuazione di “Contesti territoriali destinati alla realizzazione di Programmi Complessi”,
rispetto ai quali sono già stati deliberati in sede di Consiglio Comunale Accordi Pubblico/Privato ai
sensi dell’art. 6 della L.R. 11/2004.
Si specifica comunque che il contenuto di tali accordi non è definibile in modo preciso in sede di PATI,
in quanto trattasi di strumento strategico non conformativo della proprietà e che, pertanto, tali accordi
assumono la valenza di mere proposte. A tal proposito tali contesti sono individuati nella cartografia
del PATI mediante un simbolo puntuale.
Tuttavia il dimensionamento allegato alla relazione tecnica del PATI e alle Norme Tecniche evidenzia
che una parte della futura trasformabilità da concedere è legata a tali accordi: tale porzione viene
considerata all’interno dei calcoli effettuati in sede di Rapporto Ambientale, affiancandola a quella
relativa alle linee di espansione. In particolare per il calcolo delle emissioni e dei carichi potenziali,
nonché di tutti gli indicatori di stato/impatto si considera che nei prossimi dieci anni il territorio del
PATI potrebbe essere interessato dalla realizzazione” di 1 programma complesso in comune di Pincara,
3 nel comune di Costa di Rovigo, 3 nel comune di Frassinelle Polesine, 1 nel comune di Villamarzana e
1 nel comune di Villanova del Ghebbo.
ALTERNATIVE DI PIANO E OPZIONE ZERO
Come detto, il Rapporto Ambientale ha verificato la sostenibilità di alcuni scenari di assetto del
territorio quantificandone i relativi potenziali effetti sull’ambiente.
Nella definizione delle strategie e delle linee guide riguardanti il futuro assetto del territorio dell’ambito
“Medio Polesine” sono stati considerati alcuni scenari di sviluppo. Sono state analizzate le seguenti
alternative di piano:
Ipotesi “zero”: attuazione delle previsioni della pianificazione vigente,
Ipotesi alternativa: concentrazione del carico produttivo nella macroare Costa-Arquà-Villamarzana
Gli scenari alternativi di piano di seguito descritti, coerenti con gli strumenti strategici sovraordinati
(PTRC – PTCP – Piani settoriali), sono stati valutati per le possibili sinergie e incoerenze o feedback
negativi.
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Opzione zero
La probabile evoluzione dell’ambiente senza l’attuazione del PATI
L’ipotesi zero, cioè l’ipotesi del “non piano”, ha lo scopo di verificare quale possa essere l’evoluzione
dell’ambiente nel caso di mancata attuazione del Piano.
Per testare questa evenienza, come sopra descritto, si è fatto riferimento alle principali fonti di pressione
ambientale riscontrabili nel comune, in particolare la densità abitativa e la concentrazione delle
industrie.
Una crescita sostenuta senza programmazione è incompatibile con le risorse disponibili. Gli scenari
prevedono che l’incremento di popolazione deve necessariamente andare di pari passo con la crescita
delle aree residenziali e produttive. I risultati della prova mostrano che, in assenza di nuovi interventi di
governo del territorio, il sistema ambientale tende a rimanere fermo, mancando della capacità autonoma
di rigenerare le risorse utilizzate.
Infatti, l’effetto dello sviluppo demografico ha una connotazione di tipo negativo che consiste nella
diminuzione del rapporto tra le risorse disponibili e la popolazione con conseguente impoverimento
delle prime. La crescita demografica ha anche una connotazione positiva intrinseca in quanto stimola
l’innovazione e le scoperte (organizzazione e specializzazione), ma questo fenomeno, per generare
sviluppo economico in linea con i principi dello sviluppo sostenibile, deve fondarsi necessariamente sul
sostegno e la programmazione da parte della pianificazione.
Detto ciò, nelle tabelle viene riportato il quadro di dettaglio per ciascun ATO nell’Ipotesi Zero.
Confronto con l’ipotesi zero
Viene evidenziato che non attuando il PATI il sistema ambientale tende a evolvere lentamente verso
condizioni peggiori, fornendo una condizione di risorse disponibili inferiore, a fronte di un aumento
della pressione demografica.
Alternativa
In sede istruttoria è stato richiesto di fornire chiarimenti in ordine alle alternative individuate in quanto
non coerenti con gli obiettivi individuati sia con il Documento Preliminare sia con le strategie di
sviluppo sostenibile riferite ai Piani/programmi di livello sovraordinati.
Il valutatore analizza una alternativa consistente nello sviluppo di una scelta che prevede la
concentrazione di tutto il dimensionamento a carattere produttivo negli ambiti comunali individuati dal
PTRC e dal PTCP ossia nei comuni di Costa di Rovigo, Arquà Polesine e Villamarzana, contenendo
invece, il più possibile, la crescita produttiva dei restanti quattro comuni, nei quali l’incremento viene
concesso solo in ambito residenziale e solo parzialmente in quello produttivo, al fine di consentire un
assestamento fisiologico dell’esistente e di contemplare la presenza degli accordi pubblico-privato ai
sensi dell’art. 6 della LR 11/2004 già oggetto di approvazione delle rispettive proposte a mezzo di
Delibere di Consiglio Comunale.
L’alternativa, dunque, non implica una diminuzione nella richiesta di SAU trasformata, ma
semplicemente una traslazione del nuovo dimensionamento produttivo - commerciale all’interno della
piattaforma logistica individuata dal PTRC, escludendo maggiori ampliamenti nei comuni da essa
esclusi. Il tutto in coerenza con gli sviluppi attesi dalla pianificazione sovraordinata che individua in tali
ambiti i territori di massimo sviluppo del settore produttivo.
Anche relativamente alla rete ecologica dell’ipotesi alternativa è stata recepita esclusivamente quella
principale connessa con i corridoi ecologici principali e con l’area di connessione naturalistica di
Pincara identificata in tavola 4 come “Ambito per la formazione dei parchi e delle riserve naturali di
interesse comunale”, sempre in coerenza con quanto indicato a livello sovra comunale e con il contesto
di inserimento.
Si veda in proposito l’allegato cartografico che esplicita lo scenario alternativo allegato al Rapporto
Ambientale.
Tale proposta è stata sottoposta alla medesima metodologia di stima del punteggio finale utilizzata per
lo “stato attuale”, l’”ipotesi zero” e l’”ipotesi di progetto”. I risultati emersi per l’intero territorio del
PATI sono riportati nella seguente tabella riassuntiva, nella quale vengono evidenziate le caselle
riportanti valori modificati rispetto a quanto calcolato per l’ipotesi di progetto.
Dall’analisi del punteggio finale si evidenzia come esso non si discosti largamente da quello ottenuto
per l’ipotesi di progetto in quanto trattasi di una mera traslazione delle nuove espansioni, ma è possibile
sottolineare alcuni aspetti di fondamentale importanza che fanno propendere per la soluzione di progetto
adottata, piuttosto che per l’alternativa proposta. Il confronto qualitativo tra l’ipotesi alternativa e
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l’ipotesi di progetto evidenzia infatti che la prima linea di azione non risulta conveniente rispetto
all’ipotesi progettuale, anche se la differenza di risultati è sufficientemente limitata.
Risulta evidente, infatti, che la concentrazione degli sviluppi produttivi nei comuni di Costa di RovigoArquà Polesine e Villamarzana costituisce una vera e propria barriera infrastrutturale che, oltre a porsi
quale ostacolo notevole rispetto ai flussi faunistici e allo sviluppo di una adeguata rete ecologica,
contribuisce ad aumentare notevolmente la frammentazione del territorio.
Inoltre, la concentrazione di tutte le nuove aree produttive nel polo suddetto comporterebbe una
contestuale concentrazione delle emissioni in atmosfera in una zona circoscritta del territorio.
È da dirsi anche che con la soluzione alternativa i comuni limitrofi appartenenti al PATI sarebbero
interessati da uno sviluppo più marginale che non consentirebbe loro di far fronte alla esigenze
economiche interne.
La configurazione strategica fornita attraverso il PATI, pur mantenendo il ruolo strategico delle aree
indicate a livello sovra comunale, tende anche alla individuazione ed alla formazione di ambiti comunali
di sviluppo maggiormente distinti, la cui gestione comporti una maggiore sistematicità nello sviluppo e
nell’occupazione di suolo.
In questo modo risulta possibile inserire all’interno del territorio agricolo fasce che in sede di
valutazione sono state definite come aree volte alla riduzione della frammentazione ecologica, nelle
quali andranno garantite idonee forme di tutela dall’edificazione al fine di garantire la continuità dei
flussi faunistici.
In conclusione, gli svantaggi relativi all’attuazione dell’ipotesi alternativa riguardano:
1. l’aspetto paesaggistico che con la saturazione delle aree agricole tra Costa, Arquà Polesine e
Villamarzana sarebbe interessato da uno sproporzionato incremento della frammentazione;
2. l’aspetto ambientale visto il decremento della rete ecologica rispetto all’ipotesi di progetto che
prevede la tutela di tutta una serie di scoli e scoline identificandoli come corridoi ecologici
secondari, nonché di alcune aree di connessione naturalistica e di ambiti volti alla riduzione della
frammentazione ecologica;
3. ancora l’aspetto ambientale vista la concentrazione delle emissioni in un contesto circoscritto al
massimo delle potenzialità;
4. un parziale congelamento dello sviluppo economico relativamente ai comuni in parte esclusi dal
dimensionamento produttivo.
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SOSTENIBILITÀ’ DEL PROGETTO
L’analisi comparativa tra l’ipotesi di progetto, l’alternativa, lo stato attuale e l’ipotesi zero evidenzia
come la situazione rispetto allo stato attuale migliora maggiormente con l’ipotesi di progetto e non con
l’alternativa, anche se la variazione non risulta essere molto sensibile in quanto, come già sottolineato,
non si agisce sulla quantità di SAU trasformata, bensì sul posizionamento di questa trasformabilità che
viene concentrata nei tre comuni di Arquà polesine, Costa di Rovigo e Villamarzana. Dunque, nel
complesso dei sette comuni, il risultato derivante dall’analisi dell’ipotesi alternativa non si discosta
sensibilmente da quello derivante dall’analisi dello stato di progetto, se non per alcuni macrosettori
quali la Flora e la Fauna, il Paesaggio e Territorio e la Popolazione e salute umana che vedono un
peggioramento rispetto alla proposta del PATI.
Come si può notare dalle tabelle di riepilogo, l’applicazione del Piano comporta infatti un
miglioramento rispetto alla situazione attuale e ad una ipotesi di non intervento (Ipotesi Zero). L’opera
del PATI tende all’individuazione ed alla formazione di ambiti comunali ben distinti la cui gestione
comporta una maggiore sistematicità nello sviluppo e nell’occupazione di suolo e individua delle misure
di mitigazione che rivestono una certa importanza soprattutto nella fase di attuazione del piano. In
questo modo è possibile dare attuazione alle cosiddette “aree di rete ecologica” all’interno degli ambiti
naturalistici ed agricoli, la cui funzione è quella di creare delle zone di ammortizzazione o transizione,
denominabili anche come “zone cuscinetto”. Tali zone costituiscono fasce esterne in grado di attenuare
il livello d'impatto tra la zona urbana ed il territorio “aperto”, apportando maggiore biodiversità e
fungendo anche da elemento di riqualificazione del paesaggio.
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MISURE DI MITIGAZIONE E COMPENSAZIONE
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Il PATI prevede sia opere di mitigazione per gli effetti diretti che le azioni del Piano provocano
sull’ambiente sia opere di compensazione per gli effetti indiretti causati da interventi non direttamente
connessi alle azioni del Piano.
Alcune azioni del Piano possono già considerarsi compensative, come ad esempio gli interventi
destinati alla conservazione ed alla valorizzazione delle risorse presenti e al potenziamento della rete
ecologica.
Laddove invece persistono alcune criticità e le azioni di Piano ne causano un incremento (effetti
negativi, tabella precedente), si rende necessario l’intervento di opere di mitigazione, che sono state
recepite in modo generico all’interno delle norme tecniche suddivise negli articoli 46-51 e 66 e in modo
specifico nell’allegato “Calcolo delle misure di mitigazione e compensazione”.
Nell’allegato si individuano esatte quantità da attuarsi in sede di Piano degli interventi in tutti i comuni
proporzionalmente all’aumento delle aree edificate, siano esse residenziali o industriali, derivanti da
linee di espansione o dall’attuazione dei programmi complessi.
L’allegato, pertanto, prendendo a riferimento i principali impatti negativi prodotti dal piano, valuta e
quantifica numericamente l’incremento di produzione di inquinanti ed il consumo di risorse e, con lo
stesso criterio, stima gli effetti prodotti dalle misure di mitigazione e compensazione.
Ciò consente di ottenere un risultato dimostrabile sulla base di dati certi e non su una stima fornita dal
valutatore unicamente sulla base di giudizi soggettivi.
Più in dettaglio, si è cercato di valutare gli effetti negativi prodotti anche all’esterno del territorio in
oggetto, derivanti ad esempio dai consumi elettrici, riconducendosi quindi il più possibile ad una sorta
di “impronta ecologica”.
La prima fase per giungere alla quantificazione delle misure di mitigazione e compensazione consiste
nella stima dell’incremento delle emissioni inquinanti o, più in generale, degli impatti negativi prodotti
dalle azioni di piano.
Per fare ciò occorre:
1. definire e quantificare le azioni che producono impatti negativi
2. definire gli indicatori adatti a misurare gli impatti
3. quantificare gli impatti.
Le azioni di piano sono numerose, ma quelle più significative in senso negativo sull’ambiente sono
sicuramente solo due:
1. L’incremento delle aree residenziali e della popolazione residente
2. L’incremento delle aree produttive
Gli indicatori, in particolare, valutano i consumi energetici (elettrici e di gas metano), i quali sono
strettamente legati alla produzione degli inquinanti aerei; sono presenti poi come indicatori gli stessi
inquinanti aerei e qualche altro parametro che permette di valutare il carico organico, la superficie
urbanizzata, la lunghezza delle rete stradale con emissioni acustiche elevate e la produzione di rifiuti
urbani.
Gli unici parametri non quantificabili numericamente sono relativi alla frammentazione del territorio e
all’impatto visivo; in merito a questi si esprime un giudizio sintetico fornito dal valutatore.
Per la stima e la quantificazione numerica è stato sviluppato un foglio di calcolo che richiede, come
parametri in ingresso, la superficie del territorio comunale e le superfici di espansione produttiva e
residenziale previste dal PATI. Sono richiesti inoltre la superficie urbanizzata, la lunghezza della rete
stradale con emissioni acustiche elevate e un giudizio sintetico, di tipo qualitativo, sulla frammentazione
del territorio e l’impatto visivo.
Tutti i successivi calcoli avvengono mediante parametri pre-impostati (comunque modificabili)
derivanti da fonti pubblicate di vario genere, che permettono di stimare l’incremento delle emissioni
secondo la metodologia di seguito illustrata.
Dall’analisi dei risultati emerge come la realizzazione dell’ipotesi di piano senza alcuna misura di
mitigazione e compensazione causerebbe un significativo incremento delle principali emissioni
inquinanti.
Si procede, dunque alla stima delle quantità necessarie per la mitigazione stabilendo:
• ulteriore riduzione del fabbisogno energetico imposto dalla normativa nazionale in merito alla
realizzazione dei nuovi edifici: il limite sia ulteriormente abbassato del 25%, il che equivale ad
aumentare lo spessore dei materiali isolanti utilizzati al fine di rientrare almeno in classe energetica
B;
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• l’utilizzo di lampade a basso consumo
• 35Kwp/ha lottizzato mediante installazione di impianti fotovoltaici
• almeno 1 collettore solare termico per le nuove utenze residenziali
• installazione di almeno 150 caldaie a pellet o cippato.
• prescrivere l’utilizzo di dispositivi di riduzione del flusso sui rubinetti
Inoltre vengono evidenziate alcune misure non quantificabili numericamente come:
• raccolta delle acque di prima pioggia
• agire sull’efficienza (rendimento) degli impianti di depurazione
• tutela di particolari aree volte alla riduzione della frammentazione ecologica che attraversano il
territorio da nord a sud e da est a ovest
• barriere verdi con specie arboree
• qualità architettonica degli edifici
Inoltre è previsto il recupero ambientale delle aree residuali.
Per la tutela della rete ecologica sono previsti dei varchi di passaggio attraverso le infrastrutture viarie.
Il PATI individua i criteri e gli ambiti di mitigazione in corrispondenza di elementi detrattori e in
particolare:
• fasce di mitigazione con filari arborei lungo la viabilità esistente che provoca inquinamento
atmosferico e acustico;
• areali a dune erborate e arbustate da realizzarsi contestualmente ai nuovi insediamenti residenziali e
produttivi nelle aree indicate nella TAV.4 – Carta della Trasformabilità;
• fasce di mitigazione lungo la viabilità di progetto di livello sovracomunale ancora da definirsi nel
tracciato (indicate nella carta della trasformabilità);
• realizzazione di bypass faunistici per ridurre l’effetto barriera degli elementi lineari dove la rete
ecologica incrocia la viabilità esistente e/o di progetto;
• fasce di riqualificazione dei coni visuali per la tutela del paesaggio negli ambiti degli allevamenti
zootecnici;
• rinaturalizzazione delle sponde dei corsi d’acqua e incentivazione di attività agricole bio-sostenibili.
Inoltre in ambito rurale saranno adottati accorgimenti riguardo alle nuove coperture che dovranno essere
realizzate in sintonia con il contesto storico di appartenenza, in particolare nelle aree individuate
come vincolo Corti Rurali e Vincolo Monumentale nella TAV.1 –Carta dei Vincoli.
Sono previste anche opere di mitigazione idraulica (art.22 - Aree a dissesto idrogeologico, NTA)
secondo le indicazioni della Valutazione della Compatibilità idraulica redatta per il PATI
Opere di mitigazione
Al fine di consentire il ripristino della rete ecologica e permettere alla fauna di frequentare le aree
interessate a barriere lineari con la frequenza, la densità precedenti alla realizzazione
dell’infrastruttura, si propongono le seguenti due soluzioni:
• la creazione di by-pass faunistico;
• la creazione di corridoio faunistico.
Il primo con la funzione di consentire il collegamento trasversale (est-ovest) fra i diversi corridoi
faunistici.
Tale obiettivo viene raggiunto mediante un collegamento “verde”, ossia costituito da vegetazione
arboreo-arbustiva, attraverso il quale la fauna possa passare indisturbata.
Il secondo invece è proprio un vero “passaggio” che viene costruito al di sotto della strada ed è di
forma, dimensione differente in modo da consentire l’attraversamento della infrastruttura.
I corridoi faunistici garantiscono infatti la permeabilità ecologica anche tutte le specie animali ma in
particolare per quelle più a rischio quali ad esempio gli anfibi che devono compiere degli spostamenti
legati alle fasi riproduttive.
Una ulteriore misura di mitigazione per la fauna è costituita dalle barriere antirumore posizionate con lo
scopo primario di ridurre l’impatto acustico esse assumono anche un ruolo importante nell’impedire
l’attraversamento diretto. In questo caso pertanto risulta necessario, in concomitanza con le barriere
antirumore, garantire una “viabilità faunistica” che induca la fauna a sfruttare i corridoi faunistici più
vicini incanalandoli verso passaggi prestabiliti, come ad esempio tunnel sottostanti il piano stradale.
Il calcolo è stato effettuato anche per la stima delle misure di compensazione con la medesima
metodologia, per cui, analogamente agli interventi di mitigazione, anche per le compensazioni sono stati
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AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
definiti una serie di possibili interventi, scegliendoli anche in base alle potenzialità del territorio ed
andando ad assegnare delle quantità definite opportunamente, seguendo però una procedura di tipo
iterativo. Detta procedura consiste nel fissare le quantità per ogni possibile misura di compensazione e
nel verificare il bilancio globale del piano, incrementando le stesse quantità qualora il risultato non sia
soddisfacente.
Le quantità sono state stabilite proprio con lo scopo di avere un bilancio ambientale globale del PATI
positivo.
Dalla stima emerge che le misure di compensazione necessarie per neutralizzare gli impatti negativi del
piano dal punto di vista ambientale sono:
• riqualificazione energetica di almeno 500.000 m3 di volumetria esistente
• 37 Km di corridoi ecologici principali
• 186 Km di rete ecologica secondaria
• 70 ha di aree boschive
• creazione di isole ad elevata naturalità per una superficie complessiva di 0,98 ha
• creazione di aree di connessione naturalistica per una superficie di 155 ha
• realizzazione di impianti di energia da fonti rinnovabili per un totale di 11.000 Kw in 10 anni.
Relativamente alle misure di compensazione qualitative si cita la riduzione dell’utilizzo degli
autoveicoli, ottenibile mediante politiche di sviluppo che prevedano la minore distanza possibile con i
principali servizi, oltre che con la realizzazione di piste ciclabili che possano favorire una mobilità
alternativa, (da applicare soprattutto all’esistente).
−
IMPRONTA ECOLOGICA
Metodologia di analisi
La valutazione del consumo di suolo non può prescindere da un giudizio preliminare concernente il
valore della risorsa destinata ad essere impiegata dalla collettività per il soddisfacimento delle diverse
esigenze. Tale valutazione riguarda principalmente un aspetto ambientale e sociale, in quanto il
mantenimento di una buona quantità di spazi a bassa densità antropica riveste il duplice vantaggio di
garantire un sufficiente livello di naturalità dell’ambiente, con evidenti ricadute positive sull’equilibrio e
la salubrità del sistema, e di soddisfare la necessità di poter disporre di spazi aperti per la fruizione
collettiva. Deve comunque essere sottolineato un secondo aspetto, di carattere economico, correlato alla
maggiore possibilità di trasformazione degli spazi a bassa densità antropica. L’insediamento antropico,
soprattutto nelle sue tipologie più intensive, come ad esempio negli interventi di urbanizzazione o nella
realizzazione delle infrastrutture, rappresenta un evento sostanzialmente irreversibile, che sottrae
definitivamente la possibilità di riservare ad altri usi la risorsa primaria costituita dal territorio.
Per valutare il consumo di suolo determinato dall’applicazione del PATI si è provveduto, in primo
luogo, ad individuare l’uso del suolo esistente e quello futuro, che si andrà a conseguire in seguito alla
realizzazione del processo di pianificazione. In una fase successiva è stata operata una distinzione,
anche questa individuata al momento attuale e nella situazione di progetto, tra i diversi livelli di
protezione del territorio sotto il profilo ambientale.
L’uso del suolo
Le diverse categorie di uso del suolo sono state individuate prendendo a riferimento la codifica proposta
in sede europea da progetto Corine Land Cover, limitando l’applicazione di questo metodo di
classificazione al livello III. Le categorie standard sono state quindi adattate all’ambiente di studio.
Le utilizzazioni del suolo effettivamente riscontrate nell’area di studio sono proposte nell’elenco che
segue:
• Area urbanizzata a tessuto continuo
• Area edificata/urbanizzata a tessuto discontinuo
• Rete stradale e ferroviaria
• Seminativi
• Colture arboree
• Prati, sistemi colturali complessi
• Colture agrarie con spazi naturali importanti
• Boschi
• Vegetazione rada o in evoluzione, greto fluviale
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• Bacini e corsi d'acqua
Alle categoria di copertura del suolo è stato attribuito un valore inversamente proporzionale al grado di
naturalità. Con tale parametro si è voluto determinare il grado di antropizzazione del territorio. I valori
assegnati sono stati tradotti in un punteggio, applicando una matrice dei confronti a coppie, secondo la
metodologia di analisi utilizzata nelle analisi dei fattori multicriteria.
Il livello di protezione e la destinazione delle aree
La definizione delle diverse utilizzazioni del suolo non è da sola in grado di valutare il grado di
antropizzazione del territorio. Devono a tal fine essere introdotte alcun valutazioni supplementari circa
la presenza di norme di tutela che vincolino la destinazione futura di una determinata area, oppure di
previsioni urbanistiche che ne prevedano una trasformazione d’uso. Anche in questo caso sono state
identificate le diverse categorie di aree, in funzione della normativa ambientale operante sul territorio di
indagine e della pianificazione urbanistica, sia vigente che in fase di definizione attraverso il progetto
del PATI. Le categorie
identificate sono proposte nell’elenco che segue:
• Aree prive di interventi
• Vincolo ambientale costituito dal Piano Territoriale Regionale di Coordinamento (PTRC);
• Aree a parco o inserite nella Rete Natura 2000 (SIC, ZPS);
• Aree inserite nella Rete Natura 2000;
• Aree con previsione di urbanizzazione secondo il PRG vigente, ma non ancora edificate.
Anche in questo caso a ciascuna categoria di area è stato assegnato un valore inversamente
proporzionale al grado di protezione di tipo ambientale, e tale valore è stato trasformato in un punteggio
mediante l’applicazione di una matrice dei confronti a coppie:
Matrice dei confronti a coppie relativa alle categorie di protezione delle aree
Coefficienti ed indici di antropizzazione
A ciascuna tipologia di area, con riferimento sia alla categoria di uso del suolo, sia al livello di
protezione della stessa, è stato attribuito un coefficiente di antropizzazione unitario, dato dal prodotto
dei pesi elementari assegnati.
Calcolo della superficie virtuale
L’applicazione degli indici di antropizzazione ha consentito, per ciascuno comune del PATI, di
calcolare la superficie virtuale del territorio; nei diversi comuni che compongono il PATI la superficie
virtuale è stata calcolata sia nella situazione attuale, sia facendo riferimento alle previsioni dettate dal
progetto. In tal modo si è reso possibile un successivo confronto tra le due situazioni.
I risultati dell’analisi
I parametri calcolati attraverso l’applicazione della metodologia illustrata in precedenza hanno
consentito di ricavare una serie di indici, la cui lettura fornisce una valutazione del consumo di suolo
generato dall’applicazione del PATI.
Gli indici calcolati sono i seguenti:
• coefficiente di antropizzazione dell’ATO. Tale indice è ricavato dal rapporto tra superficie virtuale e
superficie territoriale dell’ambito considerato. Poiché alle diverse categorie di uso del suolo ed ai
relativi gradi di protezione delle aree è stato attribuito un peso inversamente proporzionale al livello di
naturalità, è evidente che, a parità di superficie territoriale, viene attribuita una superficie virtuale
superiore nel caso di un ambiente maggiormente antropizzato. Ne deriva che un coefficiente di
antropizzazione elevato indica un importante livello di trasformazione dell’area e di pressione antropica;
• superficie virtuale per residente. Tale indice deriva dal rapporto tra superficie virtuale e numero di
residenti nell’ambito considerato. Anche in questo caso, data la metodologia di calcolo adottata, una
maggiore superficie virtuale per residente indica, a parità di livelli di naturalità, un maggiore consumo
di territorio per residente.
Gli indici descritti sono stati raggruppati in una tabella di sintesi. Per ciascun comune oltre ai suddetti
indici, è stata calcolata la variazione percentuale riscontrata nel confronto tra la situazione attuale e le
previsioni del PATI.
Per meglio comprendere le relazioni intercorrenti tra i parametri considerati si può considerare quanto
segue: nell’ipotesi che il coefficiente di antropizzazione resti invariato nelle due situazioni dello stato
attuale e dello stato di progetto, ad un incremento della popolazione residente corrisponderà una
diminuzione della superficie virtuale per residente. In altre parole il progetto sarà riuscito a realizzare un
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risparmio della risorsa territoriale, in quanto la medesima quantità di risorsa sarà messa a disposizione
di un’utenza più ampia.
Questo potrebbe essere definito come un migliore riempimento (una razionalizzazione) del contenitore
urbanistico.
In una seconda ipotesi si può considerare che si mantenga inalterato il numero dei residenti, ma che
diminuisca la superficie virtuale del territorio considerato, in seguito ad un intervento di ricomposizione
ambientale o di emanazione di una normativa di tutela nei confronti di una determinata area. Anche in
questo caso si verrà a determinare una diminuzione della superficie virtuale per residente, in quanto
risulterà migliorata la naturalità del contesto e quindi saranno maggiori le risorse ambientali a
disposizione dell’utenza.
In altre parole l’intervento di progetto avrà determinato una diminuzione della pressione antropica.
Evidente, infine, che il medesimo effetto di mantenimento o riduzione della superficie virtuale per
residente può essere ottenuto sia evitando nuovi insediamenti antropici e le relative opere di
urbanizzazione, sia correggendo gli interventi previsti con opportune azioni di compensazione di
carattere ambientale.
Nella tabella riepilogativa proposta, l’esame dei due indici calcolati delle relative variazioni percentuali
permette di osservare l’evoluzione del consumo di suolo per residente originato dall’applicazione del
PATI ed il diverso grado di antropizzazione che è destinato a stabilirsi nell’area considerata.
Risulta abbastanza evidente e confermata la strategia, adottata nella redazione del progetto urbanistico,
che a fronte dell’incremento della pressione antropica (aumento del coefficiente di antropizzazione)
soprattutto nelle aree residenziali, mette in atto una serie di azioni di compensazione collocate nelle aree
di tipo agricolo.
Coefficiente di antropizzazione
Il coefficiente di antropizzazione viene ricavato dal rapporto tra la superficie virtuale e la superficie
territoriale del comune considerato. Per quanto riguarda il calcolo della superficie virtuale, alle diverse
categorie di uso del suolo ed ai relativi gradi di protezione delle aree, viene attribuito un peso
inversamente proporzionale al livello di naturalità e, pertanto, a parità di superficie territoriale, viene
attribuita una superficie virtuale superiore nel caso di un ambiente maggiormente antropizzato. Ne
deriva che un coefficiente di antropizzazione elevato indica un importante livello di trasformazione
dell’area e di pressione antropica.
Il comune con il coefficiente di antropizzazione più elevato allo Stato attuale è quello di Costa di
Rovigo, seguito da Arquà Polesine e Villamarzana a contesto produttivo prevalente, dove sono collocate
le maggiori aree industriali del territorio del PATI. Una situazione più favorevole può essere invece
osservata in corrispondenza del comune di Pincara, dove si ha una pressione antropica decisamente
inferiore. Con l’applicazione dell’Ipotesi di progetto si assiste ad una variazione positiva (ovvero si
hanno delle condizioni peggiori) del coefficiente di antropizzazione per tutti i comuni, soprattutto a
Villamarzana e Villanova del Ghebbo, dovuto al fatto che qui si prevedono i maggiori interventi di
espansione rispetto allo stato attuale.
Superficie virtuale per residente
La Superficie virtuale per residente deriva dal rapporto tra superficie virtuale e il numero di residenti nel
comune in esame. Una maggiore superficie virtuale per residente indica, a parità di livelli di naturalità,
un maggiore consumo di territorio per residente.
Allo Stato attuale il comune di Villamarzana evidenzia una superficie virtuale per residente molto
grande (più di 19 ettari).
Nell’ipotesi di piano si assiste al decremento della superficie virtuale per residente per tutti i comuni, la
medesima quantità di risorsa sarà messa a disposizione di un’utenza più ampia e, pertanto, si avrà un
risparmio della risorsa territoriale e un’utilizzazione più razionale dello spazio a disposizione della
popolazione dei singoli Comuni.
−
COERENZA CON IL PAI E CON IL PIANO DI TUTELA DELLE ACQUE
Per quanto riguarda la coerenza del Piano oggetto di valutazione con il Piano di Assetto Idrogeologico
(PAI) si fa riferimento allo studio di compatibilità idraulica relativo al territorio del PATI.
Lo studio, redatto conformemente al dettato della LR 11/2004, ha verificato per ogni Ambito
Territoriale Omogeneo (ATO), art. 13 LR 11/2004, la compatibilità degli interventi alla tutela idraulica
del territorio, evidenziando come le scelte di piano non siano in contrasto con il PAI.
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Si precisa inoltre che l’edificazione nelle zone a moderata pericolosità idraulica è consentita a
condizione del rispetto delle prescrizioni inserite nello studio di compatibilità idraulica, oltre a quelle
dettate dagli stessi Consorzi di Bonifica.
Il Piano di Tutela delle Acque costituisce uno specifico piano di settore, ai sensi dell’art. 121 del D.Lgs
152/2006.
Il Piano di Tutela contiene gli interventi volti a garantire il raggiungimento degli obiettivi di qualità
ambientale di cui agli artt. 76 e 77 del D.Lgs 152/2006 e contiene le misure necessarie alla tutela
qualitativa e quantitativa del sistema idrico.
Gli obiettivi di qualità ambientale da raggiungere entro il 22.12.2015 sono i seguenti:
• per i corpi idrici significativi superficiali e sotterranei deve essere mantenuto o raggiunto l’obiettivo
di qualità ambientale corrispondente allo stato di “buono”;
• deve essere mantenuto, ove esistente, lo stato di qualità ambientale “elevato”;
• devono essere mantenuti o raggiunti per i corpi idrici a specifica destinazione, gli obiettivi di qualità
stabiliti per i diversi utilizzi (acque potabili, destinate alla vita di pesci e molluschi, acque di
balneazione).
La Regione ha adottato il Piano di tutela delle acque con DGR n. 4453 del 29/12/2004, Piano che
successivamente è stato aggiornato e integrato in base alle osservazioni pervenute a seguito dell’avvio
della consultazione pubblica, alle modifiche introdotte dal D.Lgs. 152/2006 e alle modifiche stabilite in
sede di 7^ Commissione consiliare regionale nel corso del 2008; si è quindi arrivati ad una nuova
versione del Piano.
Il Piano di Tutela delle Acque comprende i seguenti tre documenti:
a) Sintesi degli aspetti conoscitivi: riassume la base conoscitiva e i suoi successivi aggiornamenti e
comprende l’analisi delle criticità per le acque superficiali e sotterranee, per bacino idrografico e
idrogeologico.
b) Indirizzi di Piano: contiene l’individuazione degli obiettivi di qualità e le azioni previste per
raggiungerli: la designazione delle aree sensibili, delle zone vulnerabili da nitrati e da prodotti
fitosanitari, delle zone soggette a degrado del suolo e desertificazione; le misure relative agli
scarichi; le misure in materia di riqualificazione fluviale.
c) Norme Tecniche di Attuazione: contengono la disciplina delle aree richiedenti specifiche misure di
prevenzione dall’inquinamento e di risanamento (aree sensibili, zone vulnerabili, aree di
salvaguardia delle acque destinate al consumo umano), la disciplina degli scarichi, la disciplina per
la tutela quantitativa delle risorse idriche.
Dall’analisi di tale documentazione è emerso in particolare che gli impianti di depurazione costituiti da
una fossa Imhoff, se di potenzialità elevata, dovranno essere adeguati inserendo ulteriori sistemi di
affinamento volti ad incrementarne il rendimento.
Il territorio del PATI è inoltre classificato come Area sensibile ai nitrati.
Non si riscontrano elementi di contrasto tra il Piano di Tutela delle Acque e il PATI in oggetto.
−
COERENZA CON IL PIANO DI TUTELA E RISANAMENTO DELL’ATMOSFERA
Con deliberazione n. 902 del 4 aprile 2003 la Giunta Regionale ha adottato il Piano Regionale di Tutela
e Risanamento dell’Atmosfera, in ottemperanza a quanto previsto dalla legge regionale 16 aprile 1985,
n. 33 e dal Decreto legislativo 351/99. Tale documento, a seguito delle osservazioni e proposte
pervenute, con DGR n. 40/CR del 6 aprile 2004 è stato riesaminato e modificato ed inviato in Consiglio
Regionale per la sua approvazione. La Settima Commissione consiliare, competente per materia, nella
seduta del 14 ottobre 2004 ha espresso a maggioranza parere favorevole. Il Piano Regionale di Tutela e
Risanamento dell’Atmosfera è stato infine approvato in via definitiva dal Consiglio Regionale con
deliberazione n. 57 dell’11 novembre 2004 e pubblicato nel BURV n. 130 del 21/12/2004.
Il piano prevede in sostanza le seguenti misure per la riduzione del PM10, considerato quest’ultimo come
uno degli inquinati più pericolosi per le quantità prodotte:
A. Spostamento del traffico da gomma a ferro e acqua
B. Potenziamento dell’idrovia Fissero-Tartaro-Canalbianco
C. Incentivazione delle fonti energetiche rinnovabili
D. Rinnovo dei parchi veicolari privati e pubblici
E. Riduzione delle emissioni da sorgenti industriali
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F. Sanificazione delle strade urbane per eliminare le particelle depositate prima che si risollevino
G. Fluidificazione del traffico mediante nuova viabilità
Tali misure appaiono perfettamente coerenti con le scelte del PATI che tra l’altro prevede la
realizzazione di un attracco sul Canalbianco a scopo commerciale.
Il territorio del PATI è inoltre attraversato dalla ferrovia Rovigo-Verona che potrà essere utilizzata come
valido mezzo di trasporto alternativo, per quanto possibile, al trasporto su gomma.
−
LE ZONIZZAZIONI ACUSTICHE E L’INQUINAMENTO LUMINOSO
In sede istruttoria è stato richiesto di fornire chiarimenti in ordine alle attuali zonizzazioni acustiche del
territorio ed allo stato di inquinamento luminoso.
Il valutatore fornisce l’esame della coerenza con i piani di classificazione acustica dei singoli comuni ed
evidenzia l’assenza di particolari elementi di contrasto; inoltre evidenzia come in tutta la provincia di
Rovigo, e quindi anche nel territorio del PATI, non siano presenti zone di maggior tutela
dall’inquinamento luminoso definite dalla regione Veneto per la protezione di osservatori astronomici
esistenti (pubblici o privati).
−
LA COERENZA INTERNA DEL PIANO
Nel Rapporto Ambientale vengono riportati gli obiettivi previsti nella redazione del Piano, sulla base
delle indicazioni espresse dalla normativa regionale (LR 11/2004). Per ogni obiettivo viene indicato se
questo è stato raggiunto e quali approfondimenti futuri è opportuno considerare.
−
SOSTENIBILITA’ ECONOMICA E SOCIALE
In sede istruttoria è stato richiesto di fornire chiarimenti in ordine ai criteri assunti per valutare la
sostenibilità socio-economica delle scelte di Piano.
Il valutatore chiarisce che “per quanto riguarda gli obiettivi di sostenibilità economica e sociale il PATI
prevede la creazione di nuove infrastrutture di trasporto aventi principalmente lo scopo di favorire il
collegamento con il casello autostradale di Villamarzana evitando il transito attraverso il centro
abitato dello stesso comune. Ciò favorirà un rapido collegamento con la principale viabilità anche agli
abitanti dei comuni limitrofi a Villamarzana e al territorio del PATI, evitando incrementi dei livelli di
traffico e rumorosità sull’attuale viabilità che attraversa il centro abitato dello stesso comune.
Tali collegamenti consentiranno, inoltre, di rivitalizzare i centri abitati di minore importanza e le
frazioni, evitandone il progressivo abbandono e favorendo il mantenimento dei principali servizi.
Tra le varie opere è prevista anche la realizzazione di un attracco sulla sponda sinistra del
Canalbianco per favorire l’utilizzo dello stesso come infrastruttura di trasporto a basso impatto
ambientale e come percorso turistico assieme a tutto il sistema navigabile Fissero-Tartaro-Canalbianco
– Po di Levante.
Tali opere saranno realizzate mediante gli introiti derivanti dagli Accordi Pubblico-Privato che, alla
situazione attuale, sono gli unici strumenti che consentono significativi incassi ai comuni.
Tali fondi sono infatti l’unico mezzo a disposizione delle amministrazioni per la realizzazione delle
opere pubbliche necessarie per assicurare adeguati servizi alla cittadinanza, nonché per attuare gli
interventi di compensazione ambientale previsti dal PATI stesso.
Gli accordi, inoltre, consentono la certezza dell’interesse alla trasformazione urbanistica di una
determinata area, assicurando che gli interventi vengano realizzati nell’arco di alcuni anni.
Ciò consente di prevedere nel prossimo futuro un effettivo incremento dell’offerta di lavoro nella zona,
che, oltre al beneficio economico, favorirà la richiesta di nuovi alloggi e l’incremento della
popolazione residente, che a sua volta favorirà lo sviluppo dei servizi (scuole, asili, uffici postali,
banche, ecc…) generando un miglioramento della qualità della vita.
I cosiddetti accordi pubblico-privato ai sensi dell’art. 6 della L.R. 11/2004 e i relativi programmi
complessi ad essi sottesi si inseriscono, dunque, nel contesto dello sviluppo economico del territorio; si
sta qui facendo riferimento a quegli accordi tra un soggetto privato avente titolo su di una determinata
area e l’ente pubblico, per assumere nella pianificazione proposte di progetti ed iniziative di rilevante
interesse pubblico e che comportano necessariamente trasformazione urbanistica dell’area stessa. Tale
strumento consente al comune di ottenere un beneficio economico e quindi la possibilità di realizzare
opere pubbliche, oltre alla garanzia di un effettivo interesse sull’area. In altre parole viene evitato il
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rischio di trasformare un’area che poi si rivela di scarso interesse. Basti pensare ai vecchi PRG, nei
quali accadeva spesso che aree a destinazione produttiva o residenziale non venissero mai attuate col
risultato di avere superfici edificabili di fatto ancora agricole e mai effettivamente programmate e con
il rischio del verificarsi di contenziosi se il comune avesse deciso, col proprio P.A.T., di restituire tali
aree all’ambito agricolo.
In altre parole, la compartecipazione del privato alle scelte pianificatorie dell’amministrazione
attraverso le forme dell’urbanistica concertata consente di avere maggiori sicurezze in termini di
realizzazione e quindi di sviluppo del territorio.
La procedura di VAS ha provveduto ad analizzare tali accordi dal punto di vista ambientale
evidenziandone la sostenibilità, mediante una serie di considerazioni riportate nei vari capitoli del RA.
Per quanto riguarda il vantaggio economico prodotto dagli accordi si evidenzia ulteriormente che i
comuni utilizzeranno gli introiti per la realizzazione delle infrastrutture e delle opere pubbliche in
generale previste dal piano. Considerando la situazione di crisi finanziaria che gli enti locali si trovano
ad affrontare quotidianamente è evidente, infatti, che senza tali somme risulterebbe quasi impossibile
da parte degli enti stessi dare attuazione alle opere pubbliche, le quali forniranno un servizio anche
alla popolazione attualmente residente oltre che ai nuovi insediamenti”.
Gli indicatori più significativi in tal senso sono i seguenti:
- n. occupati per settore economico (n/Kmq)
- reddito derivante dalla produzione per singolo settore economico (€/Kmq)
−
PROCESSO DI CONCERTAZIONE/CONSULTAZIONE
Il valutatore afferma che i Comuni hanno cercato attraverso un confronto democratico ed ampiamente
condiviso di accompagnare, nei diversi tempi e nelle differenti modalità, la redazione dell’intero Piano
di Assetto del Territorio Intercomunale (PATI) e della Valutazione Ambientale Strategica (VAS).
Il valutatore riferisce altresì che, per quanto riguarda il Documento Preliminare, la fase di concertazione
e partecipazione non ha prodotto modifica alcuna al Documento stesso, ma ha, permesso alle
Amministrazioni Comunali di confrontarsi tra loro nei contenuti e nelle strategie e ha contribuito a
suggerire azioni di grande interesse per il progetto di piano e per definire gli scenari di sviluppo.
Non sono emersi dal confronto particolari scenari di piano alternativi rispetto a quello di riferimento.
I contributi, le osservazioni e le proposte pervenute, nella fase di redazione del Documento Preliminare,
così come i contributi verbali durante gli incontri e le assemblee pubbliche, sono state raccolte e
considerate all’interno della VAS.
Durante la fase di consultazione non ci sono stati significativi interventi per produrre alcun
cambiamento relativo al Documento Preliminare, ma ci sono state delle indicazioni per strutturare
coerentemente i contenuti del Documento Preliminare negli scenari di Piano.
Il confronto istituzionale, la concertazione, si è sviluppata attraverso incontri, assemblee e la verifica dei
contributi e/o osservazioni pervenuti da parte degli interlocutori cosiddetti istituzionali: enti pubblici,
amministrazioni preposte alla cura degli interessi pubblici coinvolti e associazioni economiche e sociali
portatrici di rilevanti interessi sul territorio ed interessi diffusi.
L’apporto è stato significativo soprattutto per la pertinenza e la competenza di alcuni interventi
pervenuti, formulati anche da singoli cittadini. Se da un lato i contenuti hanno trovato un riscontro nelle
scelte strategiche delle Amministrazioni Comunali, dall’altro hanno suggerito azioni di grande interesse
per la redazione del PATI.
− VALUTAZIONE D’INCIDENZA
In sede istruttoria è stato richiesto di fornire chiarimenti in ordine all’assunzione nel Rapporto
Ambientali gli esiti della valutazione di incidenza delle azioni di Piano sui siti della Rete natura 2000.
Il valutatore chiarisce che all’interno del territorio del PATI non sono presenti aree SIC o ZPS tuttavia,
poco a sud, è presente il corso del fiume Po compreso nell’area SIC denominata IT3270017 “Delta del
Po: Tratto terminale e delta Veneto”.
Il punto più vicino al territorio del PATI si trova tra i comuni di Frassinelle e Polesella dove la distanza
risulta poco più di 1 Km.
Dall’analisi delle tavole di progetto del piano, emerge che nella porzione sud-est del comune di
Frassinelle Polesine non si collocano azioni strategiche.
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
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Le azioni strategiche più significative sono presenti nei comuni di Villamarzana e Arquà Polesine, ad
una distanza superiore ai 5 Km dal SIC.
Il valutatore ritiene che con ragionevole certezza, l’ipotesi di progetto del piano non produrrà
significativi effetti sull’area SIC sopra citata.
−
PARERI DELLE AUTORITA’ AVENTI COMPETENZA AMMINISTRATIVA IN MATERIA
AMBIENTALE
Con le integrazioni/chiarimenti trasmesse dal Comune di Fratta Polesine con nota prot. n. 6608 del
01.07.2010 i progettisti del PATI attestano che il Piano stesso è stato aggiornato con le prescrizioni
poste dalle Autorità Ambientali consultare.
−
AGIORNAMENTO DEGLI ELABORATI CARTOGRAFICI CON IL REALE UTILIZZO DEL
TERRITORIO - COERENZA DELLE LINEE PREFERENZIALI DI SVILUPPO INSEDIATIVO CON
EVENTUALI PROGETTI DI OPERE/INFRASTRUTTURE LA CUI APPROVAZIONE E’ DI
COMPETENZA DELLA REGIONE/PROVINCIA
Con dichiarazioni dei progettisti in data 30.06.2010 con le quali viene dato atto:
che le norme di indirizzo del PATI sono state adeguate a tutte le eventuali prescrizioni poste dalle
competenti Autorità Ambientali e che le stesse NTA dovranno garantire, con la formazione del Piano
degli Interventi, la contestualità degli interventi in ambito urbano di carattere compensativo in ambito
rurale;
che prima dell’adozione del Piano è stata effettuata un’attenta verifica delle variazioni di
destinazione, rispetto ai vigenti strumenti urbanistici comunali, delle aree su cui sono in corso
autorizzazioni regionali e/o provinciali e che non esistono agli atti della Regione e della Provincia di
Rovigo iniziative, richieste, progetti configgenti con il PATI;
che la CTRN è stata aggiornata su ortofoto 2003 e con le planimetrie e successive varianti fino al
2007 con il metodo a) degli atti di indirizzo versione 5 ed è stata tagliata sui confini comunali e che gli
elaborati cartografici del PATI riportano le reali destinazioni d’uso del territorio.
−
IL MONITORAGGIO
Il rapporto ambientale della VAS, ai sensi dell’articolo 10 della direttiva 2001/42/CE, prevede l’obbligo
di controllare gli effetti significativi sull’ambiente dell’attuazione dei piani e dei programmi.
Occorre precisare infatti che gli effetti ambientali degli interventi previsti dal piano, valutati con il
modello descritto nei capitoli precedenti, sono soggetti a incertezze dovute alla grande variabilità e alla
difficoltà di costruire un modello in grado di interpretare sia gli effetti diretti, che le molteplici
interazioni tra fattori a livelli diversi. Questo può generare deviazioni rispetto alle valutazioni qualitative
elaborate.
L’osservazione della dinamica temporale di alcuni descrittori rappresenta quindi un necessario
completamento del modello utilizzato al fine di effettuare eventuali scelte di piano correttive e garantire
il perseguimento degli obiettivi preposti
Si è proceduto quindi alla scelta di alcuni indicatori che soddisfino principalmente i seguenti requisiti:
• devono essere facilmente rilevabili;
• non devono essere di tipo qualitativo ma enumerabili;
• descrivano direttamente elementi di criticità ambientale.
L’importante è che nel monitoraggio si osservino gli effetti negativi rilevanti che potrebbero verificarsi
inaspettatamente in futuro.
I parametri verranno rilevati secondo una periodicità definita ed implementati in un database al fine di
valutare con immediatezza la dinamica temporale, da confrontare con le medie territoriali e con le
ipotesi di piano. Ogni due o tre anni seguirà anche l’aggiornamento del Rapporto sullo stato
dell’ambiente.
Le modalità di verifica e monitoraggio dalle previsioni di sostenibilità del PATI, in rapporto alla VAS,
si possono così sintetizzare:
• L’attuazione delle previsioni del PATI, nonché l’evoluzione delle condizioni di equilibrio che ne
assicurano la sostenibilità, è sottoposta a specifico monitoraggio.
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• Ogni anno, contestualmente alla pubblicazione della proposta di piano triennale delle opere
pubbliche, il Sindaco presenta alla città una relazione sullo stato di attuazione del piano e sugli esiti del
monitoraggio, prevedendo le forme opportune di pubblicità e di partecipazione.
• La relazione evidenzia, sulla base dell’aggiornamento dei dati del quadro conosciuto ed in rapporto
agli indicatori utilizzati per la VAS, anche sulla base dei dati rilevati dal rapporto annuale sullo stato
dell’Ambiente, gli andamenti tendenziali dei parametri di sostenibilità utilizzati per la VAS in rapporto
allo stato di attuazione delle previsioni del PATI.
• Prima della scadenza del termine di cui all’art. 18, comma 7, della LR 11/2004, ed in ogni caso
prima di avviare il procedimento di revisione del P.I., la Giunta presenta al Consiglio Comunale un
rapporto che verifica puntualmente lo stato delle condizioni di sostenibilità individuate dalla VAS, con
particolare riferimento:
a) al completamento delle reti di collettamento dei reflui urbani e all’adeguatezza dei sistemi di
depurazione cui questi si riferiscono;
b) alla riduzione delle perdite della rete di approvvigionamento idropotabile in relazione alla possibilità
di sostenere maggiori carichi insediativi senza aumentare la pressione sulle risorse.
c) all’attuazione di programmi di risparmio energetico, con particolare riferimento al settore dei
trasporti urbani e a quello dell’edilizia.
d) alla realizzazione del sistema dei parchi e spazi verdi, percorsi pedonali e ciclabili.
e) all’equilibrio tra le previsioni, attuate e in attuazione, relative alla riqualificazione di parti della città
costruita tra le previsioni, attuate e in attuazione, relative alla occupazione di nuovi suoli.
Di tutti gli indicatori utilizzati nel Rapporto Ambientale per la valutazione delle varie ipotesi (stato
attuale, ipotesi zero, ipotesi alternativa e proposta di piano) sono stati scelti quelli più funzionali ad
effettuare le dovute verifiche in sede di attuazione delle scelte strategiche del PATI. Essi rispondono
alla necessità di essere facilmente rilevabili e di essere i più significativi in funzione delle variazioni
previste dalle scelte di piano.
Tali indicatori sono rappresentativi sia della situazione di progetto, sia dell’evoluzione del territorio
anche nell’ipotesi di una non immediata attuazione delle scelte di piano; quindi risultano significativi sia
come indicatori di contesto ambientale, sia come indicatori di processo, ossia: si consideri ad esempio il
consumo di energia elettrica, la sua variazione dipende sia dal contesto ambientale esistente, sia dai
processi di sviluppo previsti dal PATI. Lo stesso dicasi per gli altri indicatori, quali ad esempio il
consumo di suolo (indicatore: superficie urbanizzata/superficie ATO) che è indicativo sia dell’aumento
di superficie impermeabilizzata (sia essa derivante da nuove espansioni o dal completamento
dell’esistente, sia della maggior frammentazione del territorio.
Il set di indicatori prescelto si caratterizza per essere sufficientemente ampio e multisettoriale, affinchè
eventuali evoluzioni impreviste dello stato ambientale siano subito rilevate e se ne possa prevedere la
correzione eventuale.
Tutte le considerazioni da effettuarsi in sede di Piano di monitoraggio confluiranno in una relazione
descrittiva che, accanto ai calcoli numerici di rilevamento degli indicatori, fornirà le dovute indicazioni
e descrizioni in merito alla situazione del contesto ambientale oggetto di rilievo sia dal punto di vista
socio-economico che ambientale, al fine di fornire un quadro completo, ma in evoluzione, in merito al
trend del territorio.
Considerato che alcuni parametri, quali ad esempio l’impatto paesaggistico o la frammentazione del
territorio, non sono facilmente quantificabili numericamente, detta relazione provvederà a fornire una
dettagliata descrizione delle variazioni rilevate (anche attraverso specifiche campagne fotografiche) con
il coinvolgimento degli enti preposti alla tutela ambientale e paesaggistica.
Le misurazioni saranno effettuate dalle rispettive autorità competenti in materia ambientale (soprattutto
ARPAV), esse saranno poi integrate dal comune con i dati specifici rilevati dal comune anche sulla base
delle concessioni edilizie e delle Dichiarazioni di Inizio Attività che saranno presentate.
Nella tabella vengono riepilogati gli indicatori da adottare per l’attuazione del piano di monitoraggio del
piano in esame.
Tema
Indicatori di stato/impatto
Unità di misura
Aria
Emissioni di monossido di carbonio
Kg/anno/Kmq
Periodicità
Rilievo
Annuale
Aria
Emissioni di ossidi di azoto NOx
Kg/anno/Kmq
Annuale
Aria
Emissioni di polveri PM10
Kg/anno/Kmq
Annuale
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
37
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Aria
Emissioni di ossidi di Zolfo
Kg/anno/Kmq
Annuale
Aria
Emissioni di Benzene
Kg/anno/Kmq
Annuale
Clima
Emissioni di anidride carbonica
Kg/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico trofico potenziale - Azoto
tonn/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico trofico potenziale - Fosforo
tonn/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico potenziale organico (civ+ind)
A.E./Kmq
Annuale
Flora e fauna
Superficie urbanizzata / superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Superficie agricola utilizzata /superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Superficie boscata / Superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Aree di connessione naturalistica/superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Isole ad elevata naturalità/superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Sviluppo corridoi ecologici/superficie ATO
m/Kmq
Annuale
Biodiversità e zone protette
Area nucleo/superficie ATO
%
Annuale
Paesaggio e territorio
Ambiti di importanza paesaggistica/superficie ATO %
Annuale
Paesaggio e territorio
Sviluppo dei percorsi ciclabili
m/Kmq
Annuale
Paesaggio e territorio
Superficie a verde pubblico per abitante
mq/abitante
Annuale
Popolazione e salute umana
Densità della popolazione
ab/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Rete stradale con emissioni oltre 67 dB(A) diurni
m/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Rete ferroviaria con emissioni oltre 67 dB(A) diurni m/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Area a rischio incidente rilevante/superficie ATO
%
Annuale
Popolazione e salute umana
Aree a rischio di esondazione/superficie ATO
%
Annuale
Beni materiali e risorse
Produzione di rifiuti urbani
Kg/anno/res
Annuale
Beni materiali e risorse
Raccolta differenziata
Kg/anno/res
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici in agricoltura
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici nell'industria
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici nel terziario
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici domestici
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi idrici per residente
l/giorno
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi di Gas Metano
mc/anno/Kmq
Annuale
OSSERVAZIONI
Con dichiarazione prot. n. 7410 del 26.07.2010 il Sindaco del Comune di Fratta Polesine attesta che a
seguito dell’avvenuta pubblicazione e deposito degli atti di Piano e di VAS sono pervenute
complessivamente n. 17 di cui nessuna relativa al Rapporto Ambientale
Come emerge dalla dichiarazione del Comune di Fratta Polesine prot. n. 7665 del 03.08.2010, dopo i
sessanta giorni di avvenuto avviso (ripubblicazione sul BUR n. 46 del 04.06.2010), è pervenuto in data
04.06.2010 al Comune di Fratta Polesine il parere prot. n. 1578 del 04.06.2009 del Corpo Forestale
dello Stato - Comando Provinciale di Rovigo.
−
La Direzione Valutazione Progetti ed Investimenti, esaminati i documenti trasmessi ha elaborato la
propria istruttoria dalla quale emerge che:
• Il Rapporto Ambientale ha opportunamente considerato le criticità presenti sul territorio nonché
quelle derivanti dalle scelte di Piano.
• La metodologia risulta correttamente impostata e rispetta tutti i passaggi necessari alla Valutazione.
• Il Rapporto Ambientale conferma i criteri assunti dal PATI, che, con le azioni individuate, conduce,
agli obiettivi strategici individuati:
• La verifica della coerenza esterna è stata fatta sia in relazione alla pianificazione sovraordinata,
segnatamente in rapporto all’allora elaborando PTRC, successivamente adottato con DGR 372/2009,
all’allora elaborando PTCP di Rovigo nonchè al Piano regionale Tutela delle Acque ed al Piano
regionale di Risanamento dell’Atmosfera.
38
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
• Il Rapporto Ambientale conferma i criteri assunti dal PATI, che, con le azioni individuate e descritte
nella presente relazione, conduce agli obiettivi di sostenibilità posti dalla LR 11/2004 e fatti propri
dalla stesso PATI.
• Per misurare gli effetti attesi dalle azioni vengono individuati alcuni indicatori per la fase di
attuazione del Piano.
• Sul punto, tenendo conto delle criticità presenti sul territorio esaminato nonché degli obiettivi di
sostenibilità assunti con il PATI, si ritiene che le Amministrazioni comunali interessate debbano
applicare nel corso di attuazione del Piano il monitoraggio prima evidenziato.
VISTE
- la Direttiva 2001/42/CE ;
- la LR 11/2004;
- il D.Lgs. n.152/2006;
- la LR 4/2008;
- le D.G.R. 791/2009 e 1587/2010
RITENUTO
che dalle analisi e valutazioni effettuate, nel suo complesso, la proposta di Rapporto Ambientale sia
correttamente impostata e contenga le informazioni di cui all’allegato I della Direttiva 2001/42/CE, nonché
la descrizione e la valutazione degli effetti significativi che l’attuazione del PATI potrebbe avere
sull’ambiente come prescritto dall’art. 5 della medesima Direttiva.
UTTO CIÒ CONSIDERATO LA COMMISSIONE REGIONALE VAS
ESPRIME PARERE POSITIVO
sulla proposta di Rapporto Ambientale del Piano di Assetto Territoriale Intercomunale dei Comuni di Fratta
Polesine (RO),capofila del PATI denominato “del Medio Polesine”, con i Comuni di Arquà Polesine, Costa
di Rovigo, Frassinelle Polesine, Pincara, Villamarzana e Villanova del Ghebbo a condizione che siano
ottemperate le seguenti
PRESCRIZIONI
1. prima dell’approvazione del Piano:
1.1. le Norme Tecniche di Attuazione dovranno essere integrate con tutte le prescrizioni poste dalle
competenti Autorità Ambientali nonché con le seguenti ulteriori disposizioni:
1.1.1. alla fine dell’art. 67 dovranno essere aggiunte le seguenti disposizioni: “Criteri di verifica e
modalità di monitoraggio delle previsioni di sostenibilità del Piano in rapporto alla
Valutazione Ambientale Strategica:
Al fine di assicurare il controllo sugli impatti significativi sull’ambiente derivanti
dall’attuazione del Piano nonché la verifica del raggiungimento degli obiettivi di
sostenibilità prefissati, così da individuare tempestivamente gli impatti negativi imprevisti e,
quindi, adottare le opportune misure correttive, è redatto il Piano di Monitoraggio.
Sulla base del Rapporto Ambientale elaborato per la VAS, le componenti ambientali (con
relativi indicatori) da sottoporre a monitoraggio sono le seguenti:
Aria
Emissioni di monossido di carbonio
Kg/anno/Kmq
Periodicità
Rilievo
Annuale
Aria
Emissioni di ossidi di azoto NOx
Kg/anno/Kmq
Annuale
Aria
Emissioni di polveri PM10
Kg/anno/Kmq
Annuale
Aria
Emissioni di ossidi di Zolfo
Kg/anno/Kmq
Annuale
Aria
Emissioni di Benzene
Kg/anno/Kmq
Annuale
Clima
Emissioni di anidride carbonica
Kg/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico trofico potenziale - Azoto
tonn/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico trofico potenziale - Fosforo
tonn/anno/Kmq
Annuale
Acqua
Carico potenziale organico (civ+ind)
A.E./Kmq
Annuale
Tema
Indicatori di stato/impatto
Unità di misura
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
39
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
Flora e fauna
Superficie urbanizzata / superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Superficie agricola utilizzata /superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Superficie boscata / Superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Aree di connessione naturalistica/superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Isole ad elevata naturalità/superficie ATO
%
Annuale
Flora e fauna
Sviluppo corridoi ecologici/superficie ATO
m/Kmq
Annuale
Biodiversità e zone protette
Area nucleo/superficie ATO
%
Annuale
Paesaggio e territorio
Ambiti di importanza paesaggistica/superficie ATO
%
Annuale
Paesaggio e territorio
Sviluppo dei percorsi ciclabili
m/Kmq
Annuale
Paesaggio e territorio
Superficie a verde pubblico per abitante
mq/abitante
Annuale
Popolazione e salute umana
Densità della popolazione
ab/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Rete stradale con emissioni oltre 67 dB(A) diurni
m/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Rete ferroviaria con emissioni oltre 67 dB(A) diurni
m/Kmq
Annuale
Popolazione e salute umana
Area a rischio incidente rilevante/superficie ATO
%
Annuale
Popolazione e salute umana
Aree a rischio di esondazione/superficie ATO
%
Annuale
Beni materiali e risorse
Produzione di rifiuti urbani
Kg/anno/res
Annuale
Beni materiali e risorse
Raccolta differenziata
Kg/anno/res
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici in agricoltura
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici nell'industria
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici nel terziario
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi elettrici domestici
KWh/anno/Kmq
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi idrici per residente
l/giorno
Annuale
Beni materiali e risorse
Consumi di Gas Metano
mc/anno/Kmq
Annuale
Il popolamento degli indicatori di monitoraggio dovrà essere effettuato a cura di ciascun
Comune proponente, che potrà avvalersi delle risorse informative messe a disposizione dal
Sistema Informativo Territoriale della Regione Veneto.
Nella fase di attuazione del PATI tuttavia si potranno ridefinire il numero e la tipologia
degli indicatori ora individuati per il monitoraggio.”.
1.1.2. alla fine dell’art. 66 dovrà essere aggiunto il seguente comma: “In relazione al Piano di
monitoraggio individuato nel successivo art. 67, l’efficacia delle misura di
mitigazione/compensazione dovrà essere verificata in relazione al «Calcolo delle misure di
mitigazione e compensazione» contenuto nel relativo allegato al Rapporto Ambientale.”.
1.1.3. per quanto riguarda le mitigazioni relative all’inquinamento luminoso, occorre inserire un
articolo riportante le seguenti disposizioni:
• Per l'illuminazione di impianti sportivi e grandi aree di ogni tipo devono essere
impiegati criteri e mezzi per evitare fenomeni di dispersione di luce verso l'alto e al di
fuori dei suddetti impianti.
• Fari, torri faro e riflettori illuminanti parcheggi, piazzali, cantieri, svincoli, complessi
industriali, impianti sportivi e aree di ogni tipo devono avere, rispetto al terreno,
un'inclinazione tale, in relazione alle caratteristiche dell'impianto, da non inviare oltre 0
cd per 1000 lumen a 90° ed oltre.
• È fatto divieto di utilizzare per fini pubblicitari fasci di luce roteanti o fissi di qualsiasi
tipo, anche in maniera provvisoria.
• Per l'illuminazione di edifici e monumenti, gli apparecchi di illuminazione devono
essere spenti entro le ore ventiquattro.
• L'illuminazione delle insegne non dotate di illuminazione propria deve essere realizzata
dall'alto verso il basso. Per le insegne dotate di illuminazione propria, il flusso totale
emesso non deve superare i 4500 lumen. In ogni caso, per tutte le insegne non preposte
alla sicurezza, a servizi di pubblica utilità ed all'individuazione di impianti di
distribuzione self service è prescritto lo spegnimento entro le ore 24 o, al più tardi, entro
l'orario di chiusura dell'esercizio.
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
40
COMMISSIONE REGIONALE VAS
AUTORITÀ AMBIENTALE PER LA VALUTAZIONE AMBIENTALE STRATEGICA
• E' vietato installare all'aperto apparecchi illuminanti che disperdono la luce al di fuori
degli spazi funzionalmente dedicati e in particolare, verso la volta celeste.
• Tutti gli impianti di illuminazione pubblica devono utilizzare lampade a ristretto spettro
di emissione; allo stato attuale della tecnologia rispettano questi requisiti le lampade al
sodio ad alta pressione, da preferire lungo le strade urbane ed extraurbane, nelle zone
industriali,nei centri storici e per l'illuminazione dei giardini pubblici e dei passaggi
pedonali. Nei luoghi in cui non é essenziale un’accurata percezione dei colori, possono
essere utilizzate, in alternativa, lampade al sodio a bassa pressione (ad emissione
pressoché monocromatica).
• E’ vietata l’installazione all’aperto di apparecchi illuminanti che disperdono la loro luce
verso l’alto.
1.2. Dovranno essere verificati gli ambiti ad edificazione diffusa riportati negli elaborati A5/4N e A5/4S
“Carta della Trasformabilità - Azioni Strategiche” che “non presentano i requisiti minimi per essere
considerati ambiti di edificazione diffusa in quanto aventi una densità abitativa piuttosto bassa ed,
inoltre, in parte collocati in posizioni strategiche rispetto a quelle aree di riduzione della
frammentazione ecologica individuate nell’allegato cartografico al Rapporto Ambientale integrato.
…”, come da integrazioni/chiarimenti trasmessi dal Comune di Fratta Polesine con nota prot. n. 6608
del 01.07.2010.
1.3. Gli elaborati cartografici del Piano dovranno essere aggiornati con quanto rappresentato dal Corpo
Forestale dello Stato - Comando Provinciale di Rovigo - con il parere prot. n. 1578 del 04.06.2009.
1.4. La Dichiarazione di Sintesi va redatta ai sensi dell’art. 17 del D.Lgs 152/2006 come modificato con
D.Lgs. 4/2008, tenendo conto di tutte le integrazioni/chiarimenti forniti in sede istruttoria.
1.5. La Sintesi non Tecnica dovrà essere integrata con quanto riportato nei documenti trasmessi dal
Comune di Fratta Polesine con note prot. n. 2063 del 23.02.2010 e prot. n. 6608 del 01.07.2010
nonchè con il Piano di Monitoraggio di cui al precedente punto 1.1.1.1.6. Il provvedimento di approvazione dovrà essere pubblicato nel Bollettino Ufficiale della Regione con
l’indicazione della sede ove si possa prendere visione del Piano approvato e di tutta la
documentazione oggetto di istruttoria.
1.7. Ciascun Comune deve provvedere alla pubblicazione nel proprio sito web dell'atto di approvazione
del Piano, del Piano, del Rapporto Ambientale così come integrato, del presente parere, della Sintesi
Non Tecnica così come integrata, della Dichiarazione di Sintesi, delle misure adottate per il
monitoraggio.
2. in sede di attuazione del Piano:
2.1. il Piano degli Interventi di ciascun Comune dovrà garantire la contestualità degli interventi previsti
dal PATI nel territorio di pertinenza in ambito urbano con carattere di perequazione ambientale in
ambito rurale.
2.2. i Piani comunali di zonizzazione acustica dovranno essere adeguati in relazione alle previsioni
attuative dei Piani degli Interventi.
2.3. in sede di monitoraggio, dando applicazione alle modalità e criteri contenuti nel precedente punto
1.1.1., dovranno essere misurati gli effetti cumulativi nonché quelli derivanti dalle scelte di Piano in
relazione agli obiettivi descritti nel Rapporto Ambientale.
FIRMATO
Il Presidente
della Commissione Regionale VAS
(Segretario Regionale alle Infrastrutture e Mobilità)
Ing. Silvano Vernizzi
FIRMATO
Il Vice Presidente
della Commissione Regionale VAS
(Dirigente della Direzione Urbanistica)
Arch. Vincenzo Fabris
FIRMATO
Il Segretario
della Commissione Regionale VAS
(Dirigente della Direzione Valutazione Progetti e Investimenti)
Avv. Paola Noemi Furlanis
Il presente parere si compone di 41 pagine
DIREZIONE VALUTAZIONE PROGETTI E INVESTIMENTI
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