Istituto Statale di Istruzione Superiore "Leopoldo II di Lorena" Grosseto ESAME DI STATO Anno Scolastico 2011/2012 Documento del Consiglio di Classe Classe V Sezione B Indirizzo Cerere Unitario Pag. 1 di 66 Presentazione dell’Istituto L’ I.S.I.S. “Leopoldo II di Lorena” costituisce una nuova Istituzione Scolastica nata a seguito della Delibera Regionale in materia di programmazione della rete scolastica e al dimensionamento delle istituzioni scolastiche autonome (DGRT n°40 del gennaio 2011) Nella nuova realtà scolastica, sono confluiti l’Istituto Superiore di Istruzione Tecnica e Professionale “Leopoldo II di Lorena” e parte dell’Istituto Professionale “L.Einaudi”. Entrambe le scuole si sono sempre distinte per la capacità di promuovere valori come la salvaguardia dell’ambiente, lo sviluppo sostenibile, la sana alimentazione e la valorizzazione delle tipicità del territorio, educando gli studenti a comportamenti basati sul rispetto dell’ambiente e sulla solidarietà. L’attuale configurazione della scuola nel nuovo ordinamento voluto dalla riforma propone un’ampia e differenziata offerta formativa articolata in due filiere: la filiera agroalimentare e la filiera sanitaria. FILIERA AGRO-ALIMENTARE Istituto Tecnico Settore Tecnologico • indirizzo agraria e agroindustria con le articolazioni o gestione ambiente e territorio o produzioni e trasformazioni o viticoltura ed enologia Istituto Professionale Settore Servizi • servizi per l’agricoltura e lo sviluppo rurale • servizi per l’enogastronomia e l’ospitalita’ alberghiera con le articolazoni: o accoglienza turistica o sala e vendita o enogastronomia FILIERA SANITARIA Istituto Tecnico Settore Tecnologico • indirizzo chimica, materiali e biotecnologie con articolazione o biotecnologie sanitarie Istituto Professionale Settore Servizi • indirizzo socio sanitario o servizi socio sanitari Istituto Professionale Chimico Biologico ( vecchio ordinamento) : classi 3°,4° e 5°. La scuola, inoltre, ponendosi sia come centro di formazione professionale, sia come polo di formazione integrata superiore, ha acquisito nel suo insieme una nuova identità educativa e culturale che affonda le sue radici nel territorio maremmano e che attraverso la logica della filiera vuole prospettare orizzonti di crescita culturale e professionale. L’orientamento, infine, rappresenta lo sfondo integratore del progetto educativo: le sue azioni sono principalmente rivolte allo sviluppo di competenze orientative quali: l’attivazione critica Pag. 2 di 66 nei confronti dei problemi, la canalizzazione delle energie rispetto agli obiettivi, la responsabilizzazione verso gli impegni. La prima forma di orientamento avviene attraverso l’Accoglienza che non si limita alla fase iniziale del percorso , ma è sentita piuttosto come un principio informatore ed una modalità permanente di relazione con lo studente. L’ impegno continuo a rilevare bisogni espliciti ed impliciti degli studenti si traduce in interventi di riorientamento in itinere in funzione delle loro attitudini e aspirazioni. Alla fine del percorso agli studenti sono fornite una serie di informazioni sulle prospettive legate alla prosecuzione degli studi o all’inserimento nel mondo del lavoro, che, unite al bagaglio di formazione e di autoconsapevolezza, ne facilitano la frequenza di corsi universitari e/o di corsi post-diploma e/o di specializzazione o, in alternativa, l’avvio di attività lavorative. L’ Istituto Statale per l’istruzione tecnica e professionale “Leopoldo II di Lorena” raggruppa sotto un'unica istituzione scolastica tre indirizzi: l’Istituto Tecnico Agrario, l’Istituto professionale Chimico Biologico, l’Istituto professionale per l’Agricoltura e l'Ambiente. L'istituzione scolastica è stata creata con un decreto del 26 luglio 1999 del Provveditore agli studi di Grosseto. Il suo nome interpreta nel modo migliore il taglio che abbiamo voluto dare alla nostra scuola e la sua connotazione insieme tradizionale e moderna con l’attenzione per il mondo rurale, l'ambiente, e le nuove frontiere della chimica biologica. In quest’ottica, ci piace pensare alle nostra scuola come ad un "ISTITUTO AMBIENTALE" volendo con questo termine intendere un luogo in cui tutte le attività di salvaguardia dell'ambiente e di conservazione delle specificità del territorio di appartenenza sono strettamente connesse con i corsi di studio. Molte delle attività dei vari indirizzi di studio, infatti, vengono svolte in collaborazione con istituzioni ed aziende private del settore. Elementi caratterizzanti il Piano dell’Offerta Formativa Area Orientamento: orientamento in entrata, in itinere, in uscita con potenziamento delle attività di conoscenza dell’ambiente universitario e della realtà produttiva del territorio, in vista sia del proseguimento degli studi sia dell’inserimento nel mondo del lavoro. Area della prevenzione del disagio: attività di accoglienza ,peer education e skill life,progetto “Teatro”,progetto”Il quotidiano in classe “, partecipazione ad attività e gare sportive a vario livello ed in diverse discipline. Area della prevenzione approfondimento. dell’insuccesso scolastico: attività di recupero, sostegno, Area di promozione delle eccellenze: corsi di preparazione ed esami ECDL, PET; partecipazione ai giochi della chimica e alla gara nazionale riservata ai corsi CERERE dell’ ITA . Pag. 3 di 66 Presentazione dell’Istituto Tecnico Agrario La provincia di Grosseto è una delle province più vaste e meno popolate d’Italia, con caratteristiche agricole tradizionalmente estensive che vanno sempre più orientandosi verso le produzioni di qualità (specialmente nei settori vitivinicolo e olivicolo ), verso metodi di produzione ecocompatibili ( in accordo con le linee di sviluppo rurale indicate dalla UE ) e verso la multifunzionalità , che ha portato ad un incremento notevole del numero di aziende agrituristiche . Il settore agricolo e della trasformazione alimentare oggi, insieme al turismo e ad esso integrato, rappresenta la principale risorsa economica della Provincia che comunque, anche in passato, non ha mai conosciuto lo sviluppo industriale di altre aree della nostra regione. Da questa realtà, unita al fatto che questa scuola rappresenta l’unico istituto agrario presente nella zona costiera fino a Cecina (LI) , deriva un bacino d’utenza vasto ed estremamente eterogeneo che si riflette sulla provenienza degli alunni, che per lo più sono pendolari e legati a realtà familiari che operano nell’ambito del mondo dell’agricoltura. L’Istituto Tecnico Agrario “Leopoldo II di Lorena” di Grosseto si articola su due corsi paralleli che si sviluppano per l’intero quinquennio: - il corso tradizionale che offre ampio spazio allo studio delle tecniche agronomiche ed alla loro applicazione pratica in agricoltura; - il corso denominato “Cerere Unitario” che invece dedica maggior spazio alla preparazione teorica , allo studio della lingua straniera (inglese) e della matematica ed un approfondimento nell’ambito del vivaismo e delle colture protette. Nell’istituto viene tenuto anche un corso serale “Sirio”analogo dal punto di vista del curriculum al corso Cerere Unitario. Numerosi spazi ( azienda agraria di Macchiascandona, spazi per coltivazioni presso la sede dell’istituto, serra e vari laboratori tra cui importanti ed innovativi quello di micropropagazione e quello del Centro micorrize ) sono utilizzati per attività di esercitazione e pratica delle varie discipline con particolare attenzione ai settori produttivi legati al vivaismo ed alle coltivazioni in serra di piante ornamentali,orticole ed aromatiche. L’istituto, che è certificato come Agenzia Formativa, insieme ad Università ed altri partner, realizza anche corsi post diploma ( I.F.T.S. ), per rendere la preparazione tecnica dei diplomati più consona alle richieste del mondo del lavoro, corsi di qualifica professionale e di apprendistato per favorire , secondo la vigente normativa, l’ingresso dei giovani nel mondo del lavoro e corsi per adulti. Altro settore di investimento e di attività della scuola è stato quello delle tecnologie informatiche che ha portato qualche anno fa alla realizzazione di un secondo laboratorio multimediale e alle più recenti creazioni del nuovo sito WEB www.isitplorena.eu , del gruppo di posta elettronica dei docenti, della classe virtuale e allo sviluppo di attività online di scrutinio e di autovalutazione. Nell’istituto vengono tenuti anche corsi per il patentino di guida dei ciclomotori,corsi di formazione permanente per adulti, corsi ECDL per il conseguimento della Patente europea per il computer e corsi di lingua inglese PET (Preliminary English Test) per il conseguimento di certificazione valida a livello europeo e di crediti universitari . L’istituto ospita inoltre, in un laboratorio ed in una serra costruiti appositamente, un’attività di sperimentazione relativa allo studio di funghi micorrizici al fine di una loro utilizzazione come biofertilizzanti. Pag. 4 di 66 IL PERCORSO FORMATIVO I.T. A. S. L’Istituto Tecnico Agrario attualmente opera su due indirizzi: Agrario generale e Cerere unitario (con modulo Vivaismo - colture protette). Entrambi gli indirizzi sono articolati in un biennio, a carattere per lo più propedeutico, ed in un triennio professionalizzante. Entrambi i corsi sono caratterizzati da un curriculum che si pone come obiettivo la conoscenza e la moderna gestione delle aziende sia produttrici , sia trasformatrici, sia miste. Le caratteristiche dei due corsi vengono sintetizzate qui di seguito. INDIRIZZO AGRARIO GENERALE (CORSO DI ORDINAMENTO) Il Corso di studi Ordinario, detto anche tradizionale, risulta più indicato per il conseguimento delle competenze proprie della tradizionale figura del Perito Agrario, quindi per chi intende conseguire una più forte specializzazione tecnica ed entrare direttamente nel mondo del lavoro o come libero professionista o come quadro intermedio in aziende private o nel settore pubblico. Il corso di ordinamento presenta aspetti e discipline meno teoriche rispetto al corso Cerere alcune delle quali squisitamente tecnico - pratiche che iniziano già nel biennio. Non prevede moduli specifici di approfondimento. E’ necessaria anche la frequenza pomeridiana 1 o 2 volte a settimana a seconda dell’anno di corso. INDIRIZZO AGRARIO SPERIMENTALE- PROGETTO CERERE UNITARIO Nel corso Cerere unitario , coerentemente con gli orientamenti generali delineati nelle proposte di riforma dell’istruzione superiore, l’alunno riceve una formazione generale di più ampio respiro accanto ad una adeguata professionalità. Infatti si prosegue lo studio della lingua straniera e della matematica nel triennio, mentre negli altri corsi tale disciplina è presente solo nel biennio. Nel biennio Cerere unitario è presente, a differenza dell' altro corso , anche lo studio del Diritto e dell'Economia, disciplina che oltre ad essere formativa del cittadino consapevole è anche propedeutica allo studio della Economia, Estimo e Legislazione Agraria nella materia Tecniche di Gestione e Valutazione del successivo triennio. La caratteristica principale del triennio “Cerere Unitario” è la presenza di un’ area modulare (7 ore con tre discipline nel biennio conclusivo) ed un’ “area di progetto” (3 ore in quinta classe). L’area modulare rappresenta un area di approfondimento scelta con la programmazione di Istituto, come momento di apprendimento di nuove tematiche in relazione alle prevalenti attitudini del territorio ed alle esigenze del mercato del lavoro . L’area di progetto, consente elaborazioni di interventi mirati per aspetti concretamente definiti. Essa vede impegnati gli studenti seguiti da un docente di teoria e da un ITP, in progetti tecnici riguardanti una o più discipline tecniche sviluppati con un metodo razionale di approccio ai problemi basato su una solida preparazione di base. Nelle analisi e nelle conclusioni le scelte tecniche saranno giustificate anche con considerazioni economiche. L'attività didattica dei due corsi si avvale, in numerose discipline scientifiche e tecniche, della collaborazione attiva dei docenti di teoria e di quelli di esercitazione pratica (talora in compresenza) in costante rapporto di integrazione e di additività contenutistica , supportati durante le ore di lezione dalla presenza degli aiutanti tecnici. Nel corso di ordinamento è più marcata la presenza dell'insegnante teorico-pratico che, non solo affianca i docenti di teoria , ma svolge un suo personale curricolo nelle ore di lezione previste per la materia Azienda Agraria, disciplina assente nel biennio del "Cerere Unitario" propedeutica in modo pratico alle materie specialistiche del Pag. 5 di 66 triennio. Questa disciplina permette agli allievi interessati di acquisire esperienza pratica circa le attività tecnico-professionali di base e delle tecniche agrarie fin dalle prime classi. Il corso Cerere può essere considerato invece più utile per gli studenti che perseguono un obiettivo universitario. Il diploma conseguito con i due tipi di corso è però identico sia dal punto di vista legale sia per l'accesso a tutti gli sbocchi professionali o universitari . Tutte le componenti scolastiche si adoperano per la formazione di una figura professionale di perito agrario, dotata di: - una solida preparazione di base, di cui avvalersi anche in contesti occupazionali diversi e/o nella continuazione degli studi a livello universitario ; -specifiche conoscenze e competenze professionali, -creatività, , capacità di progettare, risolvere problemi -flessibilità e attitudine al cambiamento. PROFILO PROFESSIONALE IN USCITA Il piano di studi quinquennali di Perito Agrario si caratterizza per la formazione di un profilo professionale con le seguenti competenze: essere in grado di - gestire tecnicamente e contabilmente aziende agrarie o collaborare alla loro conduzione; - assistere da un punto di vista tecnico, economico-contabile e fitoiatrico, aziende agrarie ed organismi associativi nell’ambito della produzione, conservazione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli; - gestire o collaborare alla gestione di strutture che operano nella trasformazione dei prodotti agricoli e nel settore agro-alimentare ; - prestare assistenza nella realizzazione di opere di miglioramento e di trasformazione delle realtà territoriali; - risolvere le problematiche economiche ed estimative riguardanti i fondi rustici ; - interpretare ed attuare progettazioni aziendali tenendo conto dell’assetto territoriale dal punto di vista ecologico e della difesa dell’ambiente; - fornire adeguate indicazioni sugli indirizzi e sulle scelte relative alla zootecnia ed alle modalità di allevamento. IL FUTURO DEL DIPLOMATO Il diploma di Perito Agrario : permette , previo tirocinio e superamento dell'Esame di Stato, l’accesso alla libera professione di Perito Agrario; oltre a garantire, con l’avvenuta acquisizione di una solida preparazione tecnica,economica e gestionale, le competenze di base per inserirsi con successo nel mondo dell’imprenditoria agraria, attesta in maniera presunta il requisito delle capacità professionali al fine del rilascio della qualifica di Imprenditore Agricolo Professionale che consente all’impresa di potere usufruire di moltissimi finanziamenti , aiuti e riduzioni fiscali; Pag. 6 di 66 dà accesso a selezioni e concorsi per l’assunzione di personale tecnico dipendente sia nel settore privato che nel pubblico impiego, con buone chance per le occupazioni che riguardano l’agricoltura, le industrie agrarie , l’allevamento , l’ecologia l’ambiente e il territorio, le valutazioni, l’amministrazione etc. ; consente l'iscrizione a tutte le Facoltà Universitarie. Profilo professionale del Perito Agrario (legge 28 Marzo 1968 n. 434art.2) Formano oggetto della professione di perito agrario: 1. la direzione, l'amministrazione e la gestione di aziende agrarie e zootecniche e di aziende di lavorazione e commercializzazione di prodotti agrari e zootecnici limitatamente alle piccole e medie aziende, ivi comprese le funzioni contabili, quelle di assistenza e rappresentanza tributaria e quelle relative all'amministrazione del personale dipendente dalle medesime aziende; 2. la progettazione, la direzione ed il collaudo di opere di miglioramento fondiario e di trasformazione di prodotti agrari e relative costruzioni, limitatamente alle medie aziende, il tutto in struttura ordinaria, secondo la tecnologia del momento, anche se ubicate fuori dai fondi; 3. la misura, la stima, la divisione di fondi rustici, delle costruzioni e delle aziende agrarie e zootecniche, anche ai fini di mutui fondiari; 4. i lavori catastali, topografici, cartografici e tipi di frazionamento, inerenti le piccole e medie aziende e relativi sia al catasto terreni sia al catasto urbano; 5. la stima dei tabacchi e lavori nelle tecniche dei tabacchi; 6. la stima delle colture erbacee ed arboree e loro prodotti e la valutazione degli interventi fitosanitari; 7. la valutazione dei danni alle colture, la stima di scorte e dei miglioramenti fondiari agrari e zootecnici, nonché le operazioni di consegna e riconsegna dei beni rurali e relativi bilanci e liquidazioni; 8. la direzione e manutenzione di parchi e la progettazione, la direzione e la manutenzione di giardini, anche localizzati, gli uni e gli altri, in aree urbane; 9. le rotazioni agrarie; 10. la curatela di aziende agrarie e zootecniche; 11. la consulenza, le stime di consegna e riconsegna, i controlli analitici per i settori di specializzazione enotecnici, caseari, elaiotecnici ed altri; 12. le funzioni di perito e di arbitratore in ordine alle attribuzioni sopra menzionate; 13. la progettazione e la direzione di piani aziendali ed interaziendali di sviluppo agricolo limitatamente alle medie aziende; 14. le attività tecniche connesse agli accertamenti, alla valutazione ed alla liquidazione degli usi civici; 15. l'assistenza tecnica ai produttori agricoli singoli ed associati; 16. le attribuzioni derivanti da altre leggi; 17. l'esercizio delle competenze connesse al titolo di specializzazione ottenuto a seguito di regolare corso istituito dallo Stato o dalle regioni (così sostituito dall'art. 2, L. 21 febbraio 1991, n. 54). Pag. 7 di 66 Composizione del Consiglio di Classe N° Docente Materia Anni scolastici di docenza nella classe 1 RENZETTI MONICA ITALIANO STORIA Dalla classe V 3 PACHETTI GIAMPAOLA BIOLOGIA APPLICATA Dalla classe III 4 SIMONI AILIDE INGLESE Dalla classe V 5 TADDEI LUCIA MATEMATICA Dalla classe I 6 BALLERINI LORI INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (IRC) Dalla classe I 7 MECIANI PAOLO TECNICHE DI VALUTAZIONE E GESTIONE Dalla classe III (TGV) MODULO ORTOFLOROVIVAISMO 8 SPINSANTI PAOLO TECNOLOGIE AGROALIMENTARI Dalla classe II 9 DE PETRILLO GIOVANNI AREA MODULARE E STRUTTURE VIVAISTICHE Dalla classe V 10 BENICCHI ENNIO TECNICHE DI PRODUZIONE ANIMALE (TPA) Dalla classe III 11 CARDARELLI AREA DI PROGETTO Dalla classe V Dalla classe III ALESSANDRO 12 GORACCI STEFANO EDUCAZIONE FISICA 13 DOMENICHINI GIULIO INSEGNANTE TECNICO PRATICO (ITP) DI AREA Dalla classe III DI PROGETTO 14 VENTURI CLAUDIO ITP DI BIOLOGIA APPLICATA Dalla classe III 15 CARUSO PATRIZIA ITP DI MODULO ORTOFLOROVIVAISMO Dalla classe III 16 MENCHETTI GIORGIO ITP DI CHIMICA Dalla classe IV 17 TISTARELLI FRANCESCO ITP DI AREA MODULARE E STRUTTURE Dalla classe III ITP DI TGV Pag. 8 di 66 Presentazione della classe Elenco degli studenti che hanno frequentato la classe VB Alunno AGOSTINI MARTA AVESTI ANDREA BARTALUCCI LORENZO CALDESI ISABELLA CIACCI VALENTINA D'INCA' LUCA DUCHINI ANDREA FIORENTI FEDERICA FIORENTINO MARCO INGRATI MICHELE MACCHI GIACOMO MEARINI TOMMASO MORI IURI NERUCCI MARCO PAVIN LARA PELLEGRINI NICOLA PENNACCHINI GUIDO Provenienza IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B IV B Obiettivi generali educativi e didattici trasversali raggiunti • • • • • • • • Creazione del gruppo classe Acquisizione delle capacità di socializzazione Acquisizione delle capacità di collaborazione interpersonale Acquisizione delle capacità di collaborazione interpersonale Potenziamento ed arricchimento delle capacità espressive Potenziamento e sviluppo delle capacità logiche Acquisizione di capacità di trasferimento dei contenuti appresi in contesto interdisciplinare Acquisizione del lessico specifico delle discipline Andamento didattico e livello di preparazione La classe V B si compone di 17 alunni, 5 femmine e 12 maschi. La maggior parte degli alunni ha un curriculum regolare. Più della metà degli studenti proviene da fuori Grosseto, quindi da realtà socioambientali abbastanza diversificate e talvolta disagiate a causa delle distanze e dei viaggi. Questo fattore, parallelamente all'articolazione dell'orario scolastico, non ha favorito lo svolgersi dell'attività didattica secondo gli obiettivi previsti. ed ha costretto le varie discipline coinvolte in questa problematica, alla riduzione del programma ed all’utilizzo di semplificazioni e schemi Pag. 9 di 66 concettuali. Nonostante la provenienza da realtà diverse e talvolta così distanti, gli alunni hanno avuto una frequenza costante, hanno costruito un gruppo classe senza divisioni, dimostrando di saper lavorare in gruppo e si sono resi disponibili per attività extrascolastiche Da segnalare l’impegno di alcuni studenti nel corso PET e nell’ECDL ed anche in altri corsi organizzati da associazioni esterne alla scuola. Il comportamento degli allievi, nel corso dei tre anni, è da ritenersi corretto anche se la partecipazione al dialogo educativo, l’interesse e l’impegno non sono stati sempre ottimali. Si sono infatti rilevati, soprattutto nell’anno corrente, numerosi alti e bassi da parte di alcuni studenti che hanno conseguito risultati non sempre lusinghieri e comunque nettamente inferiori alle effettive capacità e potenzialità. Dal punto di vista della formazione e della preparazione, la classe presenta una fisionomia abbastanza omogenea con la presenza di alcune eccellenze. Per la preparazione nelle singole discipline si rimanda alle relazioni dei singoli docenti. Metodologie • • • • • • • • • Lezione frontale Lezione interattiva (partecipata) Lezione individualizzata (nelle attività di recupero) Esercitazioni svolte in classe ( learning by doing) Studio di casi Assegnazione di lavoro per casa Corsi di recupero pomeridiani e pausa didattica per alcune discipline Corsi di preparazione all’Esame di Stato nella materia Tecniche di gestione e valutazione Simulazioni di prove di Esame Mezzi e strumenti • • • • • • • • • • • • Libro di testo Riviste e pubblicazioni specializzate ed esempi di casi pratici Lavagna con gessetti e lavagna luminosa Impianti,macchine, attrezzature e strumentazioni dei laboratori, dell'azienda e delle strutture in dotazione della scuola Appunti dettati o presi autonomamente dagli alunni Prontuari tecnici ed economico – estimativi Calcolatrice tascabile non programmabile Elaborati di esercitazioni svolte in classe Testi di approfondimento e libri della biblioteca scolastica Mezzi informatici Mezzi audiovisivi Giornali quotidiani Spazi • • • • Aula assegnata alla classe per le lezioni Azienda di Macchiascandona e spazi coltivati presso l’istituto Laboratorio di chimica Laboratorio di scienze Pag. 10 di 66 • • • • • Laboratorio di meccanica Laboratorio teatrale Laboratorio di informatica Palestra dell’istituto Aula magna Attivita' integrative ed programmazione didattica extracurricolari svolte nell’ambito della La classe ha partecipato alle seguenti attività: 1. Visite e incontri di orientamento con i rappresentanti di Facoltà delle Università di Pisa, Siena, Firenze. 2. Viaggio d’istruzione a Praga con visita alla Fabbrica della Birra Pilsner 3. Spettacolo teatrale “L’uomo , la Bestia e la Virtù” 4. Visita al Museo Archeologico di Grosseto per il Gruppo che si avvale della materia IRC. 5. Visita alla Azienda Enologica “Villa Banfi” loc. Sant’Angelo di Montalcino L’ALTERNANZA SCUOLA LAVORO L’alternanza scuola lavoro, introdotta dall’art.4 della legge n.53 del 28/03/2003 e disciplinata dal D. Lg.vo n. 77 del 15 aprile 2005, si configura come una metodologia innovativa di apprendimento. Lo stesso Decreto Legislativo, all’ art1.c1 definisce l’alternanza scuola lavoro come una “modalità di realizzazione dei corsi del secondo ciclo, sia nel sistema dei licei, sia nel sistema dell'istruzione e della formazione professionale, per assicurare ai giovani, oltre alle conoscenze di base, l'acquisizione di competenze spendibili nel mercato del lavoro” e, all’art.1 c.2 attribuisce la responsabilità di progettare, attuare, verificare e valutare i percorsi in alternanza all’Istituzione Scolastica L’alternanza “risponde a bisogni individuali di istruzione e formazione” attraverso finalità ben definite: • attuare modalità di apprendimento flessibili e equivalenti sotto il profilo culturale ed educativo, rispetto agli esiti dei percorsi del secondo ciclo, che colleghino sistematicamente la formazione in aula con l'esperienza pratica; • arricchire la formazione acquisita nei percorsi scolastici e formativi con l'acquisizione di competenze spendibili anche nel mercato del lavoro; • favorire l'orientamento dei giovani per valorizzarne le vocazioni personali, gli interessi e gli stili di apprendimento individuali; • realizzare un organico collegamento delle istituzioni scolastiche e formative con il mondo del lavoro e la società civile; • correlare l'offerta formativa allo sviluppo culturale, sociale ed economico del territorio. L'alternanza scuola lavoro si fonda sull'intreccio tra le scelte educative della scuola, i fabbisogni professionali delle imprese del territorio, le personali esigenze formative degli studenti. Tutti i Docenti del Consiglio di Classe seguono gli allievi durante le loro attività di alternanza Pag. 11 di 66 scuola lavoro e tutti prendono parte alla valutazione del loro operato. ( Delibera Collegio Docenti 7 febbraio 2012). Tale valutazione espressa dall’intero Consiglio di classe, che si traduce in un punteggio che va da 0,00 a 0,50, va a sommarsi alla media finale dei voti riportati da ogni singolo alunno secondo la seguente tabella: GIUDIZIO Sufficiente Discreto Buono Distinto Ottimo PUNTEGGI 0,00 o 0,10 0,10 o 0,20 0,20 o 0,30 0,30 o 0,40 0,40 o 0,50 Tale procedura fornisce una valutazione specifica e autonoma di un segmento fondamentale della formazione che, negli Istituti Professionali, diventa obbligatoria. Per la classe IV il punteggio relativo all’alternanza viene assegnato nello scrutinio finale (giugno se lo studente non ha la sospensione del giudizio, agosto in caso di giudizio sospeso). Per la classe V il punteggio viene assegnato a giugno in fase di ammissione e viene attribuito nella sua totalità solo nel caso in cui non si rilevino discrepanze tra le proposte di voto dei docenti nelle singole discipline e la valutazione finale assegnata dal C.d.C. Tutte le attività, coerenti con il POF e con i profili in uscita, sono progettate e realizzate con l’obiettivo di sviluppare competenze trasversali e tecnico-professionali alla cui osservazione partecipano oltre ai docenti della classe anche i tutor aziendali e gli esperti esterni. Nella valutazione le attività, mirate all’acquisizione delle competenze, incidono sul punteggio finale per 80%, mentre la partecipazione e la frequenza alle attività progettate e realizzate per il restante 20%. Il Consiglio di Classe nel processo di valutazione è chiamato a pronunciarsi su tre competenze trasversali comuni a tutti gli indirizzi: Senso di iniziativa e di imprenditorialità: saper tradurre le idee in azione grazie alla creatività, l’innovazione e l’assunzione di rischi e la capacità di pianificare e di gestire progetti per raggiungere obiettivi Collaborare e partecipare: lavorare insieme per uno scopo comune, o anche prestare il proprio aiuto a qualcuno. Prendere parte a un’attività insieme ad altre persone Imparare a imparare: acquisire conoscenze e capacità attraverso lo studio, l'esperienza e il confronto con gli altri. Essere capaci di studiare autonomamente, e soprattutto di comprendere di cosa si ha bisogno per aumentare le proprie conoscenze e le proprie competenze anche al di fuori della scuola Accanto a queste competenze è stata individuata, per ogni indirizzo di studio, una specifica competenza tecnico professionale. Criteri di valutazione Per la valutazione delle prove e l’attribuzione di giudizi tutti gli insegnanti si sono basati sulla seguenti schede di valutazione predisposte a livello di Istituto Pag. 12 di 66 CRITERI DI VALUTAZIONE Approvati nel Collegio Docenti 4-10-2011 livello 1° voto 1-2 2° 3 3° 4 4° 5 5° 6 6° 7 7° 8 8° 9-10 descrizione Non conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti; non comprende adeguatamente il testo e non riesce ad eseguire semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche. Rifiuta la partecipazione al dialogo educativo e non raggiunge nessuno degli obiettivi curriculari previsti Conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti in modo estremamente frammentario e superficiale; non comprende adeguatamente il testo e commette gravi errori nell’esecuzione di semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia autonome capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche. Non conosce e/o ricorda parzialmente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende faticosamente e parzialmente il testo; applica con serie difficoltà regole e procedimenti; evidenzia insufficienti capacità di analisi e di sintesi; possiede insufficienti capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica con difficoltà e in maniera non appropriata regole e procedimenti; evidenzia scarse capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza in maniera imprecisa i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica in modo sufficientemente corretto regole e procedimenti; evidenzia mediocri capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda discretamente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende adeguatamente il testo; applica in modo adeguato regole procedimenti e processi; evidenzia sufficienti capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza razionalmente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia discreta capacità di analisi, di sintesi e valutazione. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia buone o ottime capacità di analisi, di sintesi e valutazione. Si ritengono criteri fondamentali di valutazione, in aggiunta a quelli cognitivi, tali anche da modificarli: • il livello di partenza • i progressi • l’impegno e la partecipazione La valutazione prevede l’uso di numeri interi. Pag. 13 di 66 Tipologia delle prove utilizzate • • • Verifiche per la valutazione dell’orale: interrogazioni, esposizioni, colloqui e questionari scritti a risposta chiusa, a risposta aperta breve,test a completamento; Verifiche per la valutazione dello scritto/grafico (compiti in classe): temi e composizioni,risoluzione di problemi,sviluppo di calcoli, elaborati grafici.Verifiche per la valutazione al pratico : osservazione delle attività svolte dagli alunni e/o di relazioni sulle attività pratiche Esempi di terza prova Durante l’anno sono state svolte due simulazioni di terza prova Si allega un esempio al documento. Valutazione del comportamento CRITERI GENERALI AD USO DEI CONSIGLI DI CLASSE PER L’ ASSEGNAZIONE DEL VOTO DI CONDOTTA Riferimenti normativi · DPR 24 giugno 1998, n.249 e successive modificazioni (Statuto delle Studentesse e degli Studenti). · Legge 30 ottobre 2008, n.169 (disposizioni urgenti in materia di Istruzione e Università). · DPR 22 giugno 2009, n.122 (Regolamento per la valutazione degli alunni) VOTO DESCRITTORI Assume un ruolo costruttivo all’interno della classe contribuendo positivamente, oltre alla crescita personale, a quella della comunità scolastica Frequenta assiduamente le lezioni e partecipa con continuità alle attività proposte dalla scuola, anche al di fuori dell’Istituto DIECI Dimostra puntualità e responsabilità nell’espletamento degli impegni scolastici (rispetto orario di lezione, presentazione giustificazioni, riconsegna verifiche, rispetto regolamento d’Istituto ...). Partecipa al dialogo educativo e si relaziona positivamente con i compagni e i docenti; l’atteggiamento risulta collaborativo e costruttivo. Frequenta con costanza le lezioni e partecipa alle attività proposte dalla scuola, anche al di NOVE fuori dell’Istituto Dimostra puntualità e responsabilità nell’espletamento degli impegni scolastici (rispetto orario di lezione, presentazione giustificazioni, riconsegna verifiche, rispetto regolamento d’Istituto ...). OTTO SETTE Partecipa all’attività didattica ed agli interventi educativi ed è rispettoso del regolamento d’Istituto. Non è incorso né in note né in provvedimenti disciplinari. Frequenta le lezioni con sufficiente regolarità e partecipa alle attività proposte dalla scuola, anche al di fuori dell’Istituto Il suo comportamento durante le lezioni non è risultato sempre corretto Lo svolgimento degli impegni scolastici non è stato sempre puntuale (ha accumulato ritardi nella presentazione delle giustificazioni, ha abusato in permessi di entrata in ritardo….) È incorso in qualche episodio di mancato rispetto del regolamento d’Istituto A suo carico sono presenti eventuali note disciplinari nel registro di classe (senza sospensione) Dimostra tuttavia un atteggiamento sufficientemente responsabile durante le attività didattiche Pag. 14 di 66 SEI CINQUE svolte al di fuori dell’Istituto Ha fatto rilevare frequenti episodi di mancato rispetto del regolamento d’Istituto Alcuni comportamenti, che incidono in maniera significativa nelle consuetudini di convivenza civile, sono stati oggetto di annotazioni disciplinari sul registro di classe e di informative alla famiglia o di provvedimenti disciplinari adottati dal Consiglio di classe. Ha dimostrato atteggiamenti talvolta scorretti nei rapporti interpersonali. Ha dimostrato scarso rispetto dell’integrità delle strutture e degli spazi dell’Istituto. Lo studente ha tenuto comportamenti fortemente dissonanti con le regole del vivere in una comunità educativa. Sono presenti ripetute note disciplinari e sono stati presi a suo carico più di un provvedimento disciplinare. Disturba frequentemente lo svolgimento delle lezioni svolgendo un ruolo negativo all’interno del gruppo classe. Ha apportato danneggiamenti a materiali, arredi e strutture. Per l’attribuzione del voto di condotta deve essere riscontrata la maggior parte degli indicatori relativi ai profili corrispondenti ai voti. Si terrà, inoltre, conto della situazione di partenza e della sua eventuale evoluzione. L’attribuzione del voto pari o inferiore a cinque deve essere riservata a casi eccezionali e in particolare ai casi in cui lo studente nonostante gli interventi educativi e i provvedimenti disciplinari non ha evidenziato modifiche sostanziali dei propri atteggiamenti. DOCUMENTO APPROVATO NEL COLLEGIO DOCENTI 7 Febbraio 2012 Il Coordinatore ha inviato il Documento agli Alunni ed ai Docenti per posta elettronica in modo che venisse revisionato in data 19/05/2012 e consegnato una copia cartacea, definitiva, del Documento agli alunni in data 21/05/2012. Il file del documento sarà scaricabile a richiesta mediante chiavetta USB. Il Documento sarà inviato per posta elettronica all’Ufficio Alunni dell’Istituto per gli atti di competenza. Pag. 15 di 66 SCHEDE DELLE SINGOLE DISCIPLINE DISCIPLINA DOCENTI ITALIANO Prof.ssa Monica Renzetti PRESENTAZIONE della CLASSE La classe è stata gestita dalla docente solo in questo anno conclusivo degli studi, in quanto essa ha avuto nel terzo e quarto anno una docente titolare ormai in pensione. Si è dovuto tenere conto di questo cambiamento soprattutto all’inizio dell’anno, e si è anche tenuto conto di una impostazione didattica data. Gli alunni si sono mostrati corretti nel loro comportamento, un po’ vivaci durante le lezioni e le interrogazioni. In generale , la classe ha mostrato maggiore propensione verso le verifiche scritte, con disagio nelle interrogazioni orali non programmate e nello stesso tempo tendenza a non rispettare l’impegno di quelle programmate, cosa che ha ritardato i tempi di verifica. Si è cercato dunque di spronare i singoli alunni anche al colloquio orale durante tutto l’ anno e di rafforzare le competenze scritte. Lo svolgimento del programma è stato condizionato anche dall’orario scolastico, in quanto una delle ore curricolari è stata effettuata dalle ore 12.55 alle 13.35 che, con l’uscita di circa metà classe alle 13.10-13.15 per motivi di pendolarismo, ha comportato discrete difficoltà nello svolgere la normale attività didattica e il programma previsto. Si è proceduto, dunque, utilizzando alcuni tagli, semplificazioni e schemi concettuali, mentre lo studio della terza cantica della Divina Commedia ha subito una riduzione di programma e una semplificazione dei contenuti ed un approccio semplice dei contenuti affrontati. METODOLOGIE La programmazione proposta si basa sulla didattica modulare, strutturata per grandi nuclei concettuali e centrata sulla conoscenza degli autori più significativi e delle opere più importanti dei periodi storico-letterari affrontati. Nella classe è stata adottata una stimolazione continua alla partecipazione e all’intervento da parte degli alunni. Sono state utilizzate le lezioni frontali, cercando di promuovere una lettura interdisciplinare degli argomenti, e lezioni dialogate con lo scopo di ripasso e acquisizione dei concetti fondamentali, nonché dello sviluppo della capacità di esprimersi in maniera coerente e fluida. Le tipologie proposte per la 1° prova sono state: analisi del testo, saggio breve; articolo di giornale; tema di storia; tema su problematiche di ordine generale. La scelta della maggioranza della classe si è soprattutto orientata verso le tipologie B/D. MEZZI-STRUMENTI Sono state utilizzate oltre al manuale in uso, mappe concettuali, fotocopie. Pag. 16 di 66 schemi scritti alla lavagna, VERIFICA E VALUTAZIONE Le verifiche proposte sono state sia orali che scritte, nella forma di prove strutturate sommative . I criteri di valutazione seguiti sono quelli del Consiglio di classe e d’Istituto. La valutazione ha tenuto conto degli effettivi apprendimenti, delle abilità /competenze sviluppate, nonché dei livelli di partenza, degli eventuali progressi, di regolarità di impegno e di partecipazione. Talvolta sono state fatte delle interrogazioni a tutta la classe per mettere in evidenza le eventuali lacune e mettere in atto opportuni ripassi mirati. OBIETTIVI RAGGIUNTI La preparazione globale della classe alla fine dell’ anno è sufficiente, gli alunni sono in grado di esporre in maniera semplice i contenuti appresi, cogliendo in maniera essenziale gli aspetti di un testo, di un autore, o di una problematica richiesta. Il linguaggio usato in generale è semplice, a volte mnemonico, ma alcuni posseggono buone capacità espressive e sanno cogliere relazioni tra gli argomenti affrontati. Pochi alunni continuano ad avere difficoltà nell’ esposizione fluida e lineare dei contenuti appresi e hanno bisogno di uno stimolo maggiore per l’elaborazione delle risposte. Per quanto riguarda la produzione scritta, la maggioranza della classe usa un lessico semplice, chiaro e corretto, una parte continua a fare errori di sintassi e ortografia. Gli alunni si sono sempre orientati negli anni verso lo svolgimento della tipologia B e D in cui hanno raggiunto una competenza in generale non sempre sufficiente per la difficoltà nell’elaborazione degli argomenti , per difficoltà nei confronti tipologia affrontata , per errori di sintassi e ortografia pregressi. CONTENUTI Libro di testo: G.Baldi, S.Giusso, M.Razetti, G.Zaccaria, La letteratura, vol.V, VI, Paravia (ristampa 2007); Divina Commedia: B. Panebianco, A riveder le stelle, Clio (ristampa 2011). MODULO I Modulo di raccordo con la letteratura dell’’800: Giacomo Leopardi. La vita e le opere in generale. Letture: da I Canti: lettura e analisi delle seguenti poesie: L’infinito, A Silvia, La quiete dopo la tempesta. Dalle Operette morali : Dialogo della Natura e di un Islandese. Dallo Zibaldone: La rimembranza. MODULO II La scapigliatura. Linee generali. Un crocevia intellettuale. Igino Ugo Tarchetti:brevi brani tratti da Fosca ( capp.XV, XXXII, XXXIII) MODULO III Il romanzo dal Naturalismo francese al Verismo italiano. I fondamenti teorici. La poetica di Zola. Il Verismo italiano. Giovanni Verga. Vita e opere. Lettura da L’amante di Gramigna, Prefazione; da Vita dei campi, Fantasticheria, La Lupa Da I Malavoglia, cap.I, Il mondo arcaico e l’irruzione della storia; cap. XV la conclusione del romanzo: L’addio al mondo pre-moderno. Pag. 17 di 66 MODULO IV Il Decadentismo Lo scenario, cultura e idee. Charles Baudelaire. Letture: da I fiori del male, Corrispondenze, L’albatro, da lo Spleen di Parigi, Perdita dell’aureola Il romanzo decadente in Europa. Cenni su J-K. Huysmans, O.Wilde; MODULO V Il decadentismo italiano. Gabriele D’Annunzio.La vita .Le opere in generale. L’estetismo. I romanzi del superuomo. Da Il Piacere cap.I, Ritratto d’esteta, cap.II Un ritratto allo specchio:Andrea Sperelli ed Elena Muti Le Laudi: da Alcyone, La pioggia nel pineto, La sera fiesolana. Giovanni Pascoli. La vita. La visione del mondo. I simboli. La poetica. Il fanciullino. Lettura: Da Il Fanciullino, Una poetica decadente. I temi della poesia pascoliana. I miti . Le soluzioni formali. Le raccolte poetiche. Lettura e analisi: da Myricae: Arano, X Agosto, Novembre. Da Canti di Castelvecchio, Il gelsomino notturno. MODULO VI Il primo Novecento: Italo Svevo. La vita. La cultura di Svevo. Il primo romanzo: Una vita. Lettura: cap.VIII, Le ali del gabbiano. Il romanzo Senilità. Lettura: Il ritratto dell’inetto. La Coscienza di Zeno. Le vicende. Il trattamento del tempo. L’inattendibilità di Zeno narratore. La funzione critica di Zeno. Lettura: cap.IV. La morte del padre; cap. VIII La profezia di un’apocalisse cosmica MODULO durante l’ anno La Divina Commedia, Il Paradiso: lettura a analisi dei Canti I, III, XI Si prevede lo svolgimento di: Luigi Pirandello. Linee generali della poetica. Il Fu Mattia Pascal. Eugenio Montale. Linee generali della poetica. Poesie tratte da Ossi di Seppia Pag. 18 di 66 CRITERI DI VALUTAZIONE Prima Prova TIPOLOGIA A ANALISI DEL TESTO ALUNNO /A…………………………………… PUNTEGGIO IN QUINDICESIMI GI IN SU BU OT Indicatori Punteggi o elaborat o Correttezza morfo-sintattica e punteggiatura 0– 0,50 1 1,50 1,75 2 Correttezza ortografica 0 - 0,5 0,75 1 1,25 1,5 Proprietà lessicale 0 - 0,5 0,75 1 1,25 1,5 Comprensione del testo 0-1 1,50 2,25 2,75 3,50 Analisi del testo 0-1 1,50 2,25 2,75 3,50 Contestualizzazione e approfondimento 0-1 1,50 2 2,5 3 TOTALE NOTE: GI (gravemente insuf.), IN (insufficiente), SU (sufficiente), BU( buono), OT ( ottimo). (L’approssimazione dei decimali avviene per difetto fino allo 0,50 e per eccesso oltre lo 0,50) Pag. 19 di 66 CRITERI DI VALUTAZIONE Prima Prova TIPOLOGIA B REDAZIONE SAGGIO BREVE / ARTICOLO DI GIORNALE ALUNNO/A…………………………………… PUNTEGGIO IN QUINDICESIMI GI IN SU BU OT Indicatori Punteggi o elaborat o Correttezza morfo-sintattica e punteggiatura 0-1 0,75 1 1,50 1,75 Correttezza ortografica 0 - 0,25 0,50 0,75 1 1,25 Proprietà lessicale 0 - 0,25 0,50 0,75 1 1,25 1 1,50 1,75 2 1 1,50 1,75 2 0,75 1 1,50 1,75 0,75 1 1,25 1,5 0,75 1 1,25 1,5 1 1,50 1,75 2 Aderenza alle consegne 0 - 0,50 Pertinenza all’argomento e ai documenti 0 - 0,50 Organizzazione( equilibrio e articolazione chiara e ordinata) 0 - 0,50 Ricchezza di informazioni / argomentazioni 0 - 0,50 Coerenza (assenza di contraddizioni e ripetizioni) 0 - 0,50 Capacità di riflessione e di giudizio motivato 0 – 0,50 TOTALE NOTE: GI (gravemente insufficiente), IN (insufficiente), SU (sufficiente), BU( buono), OT ( ottimo). (L’approssimazione dei decimali avviene per difetto fino allo 0,50 e per eccesso oltre lo 0,50) Pag. 20 di 66 CRITERI DI VALUTAZIONE Prima Prova TIPOLOGIA C / D GENERALE TEMA DI ARGOMENTO STORIA - TEMA DI ORDINE ALUNNO/A…………………………………… PUNTEGGIO IN QUINDICESIMI GI IN SU BU OT Indicatori Punteggi o elaborat o Correttezza morfo-sintattica e punteggiatura Correttezza ortografica 0–1 0,75 1 1,50 1,75 0 - 0,25 0,50 0,75 1 1,25 0 - 0,25 0,50 0,75 1 1,25 0 - 0,50 1 1,50 1,75 2 0 - 0,50 0,75 1 1,50 1,75 0 – 0,50 1 1,50 1,75 2 0 - 0,50 1 1,50 1,75 2 0-1 1,50 2 2,50 3 Proprietà lessicale Pertinenza del contenuto Organizzazione( inferenza, sintesi) Ricchezza di informazioni e argomentazioni Capacità di rimanere coerenti nell’argomentazione Capacità di riflessione e di giudizio motivato TOTALE NOTE: GI (gravemente insuf.), IN (insufficiente), SU (sufficiente), BU( buono), OT ( ottimo). (L’approssimazione dei decimali avviene per difetto fino allo 0,50 e per eccesso oltre lo 0,50) Pag. 21 di 66 DISCIPLINA DOCENTI STORIA Prof.ssa Monica Renzetti PRESENTAZIONE della CLASSE In generale la classe ha manifestato un interesse abbastanza costante verso la materia, anche se l’impegno non è stato regolare, ma spesso mirato alla singola interrogazione o alle verifiche scritte programmate. Il rispetto e l’educazione non sono mai mancati. METODOLOGIE In classe l’attività didattica ha avuto come costante lo stimolo alla partecipazione e all’intervento degli alunni, lo sviluppo della capacità di esprimersi in maniera coerente e con il linguaggio specifico della disciplina . Inoltre, si è cercato di far acquisire la capacità di individuare relazioni e conseguenze all’interno del panorama storico affrontato. Il manuale in dotazione si è rivelato non molto agevole per cui sono state necessarie delle integrazioni di contenuto. Sono state utilizzate sia la lezione frontale, sia la lezione partecipata, schemi alla lavagna, schemi riassuntivi. Non sempre è stato possibile effettuare la lettura dei documenti storici. L’attività di recupero è stata svolta in itinere. Il programma ha subito un rallentamento in quanto non sono mai stati assegnati argomenti non prima spiegati in classe , si è cercato di interrogare oralmente, si sono fatti ripassi. MEZZI/STRUMENTI Libro di testo, fotocopie, schemi riassuntivi prodotti dall’insegnante, dvd. VERIFICA E VALUTAZIONE Le verifiche proposte sono state sia orali che scritte, nella forma di prove strutturate e semistrutturate (tipologie B e C), sia formative che sommative alla fine di ogni modulo. I criteri di valutazione seguiti, sono stati quelli stabiliti dal Consiglio di Classe. La valutazione finale ha tenuto conto degli effettivi apprendimenti, delle abilità /competenze sviluppate, nonché dei livelli di partenza, degli eventuali progressi, di regolarità di impegno e di partecipazione. Talvolta sono state fatte delle interrogazioni a tutta la classe per mettere in evidenza le eventuali lacune e mettere in atto opportuni ripassi mirati. OBIETTIVI RAGGIUNTI La classe sa affrontare le prove strutturate in maniera abbastanza sicura, usando un linguaggio appropriato e specifico della disciplina. Una parte degli alunni ha una conoscenza più che sufficiente dei fatti storici e buone capacità espressive nelle verifiche orali, mentre altri continuano ad avere difficoltà espressive e difficoltà nelle prove strutturate, sebbene siano sulla sufficienza. Pag. 22 di 66 CONTENUTI Libro di testo: G, De Rosa, La storia. Il Novecento., Minerva Italica, 2002. MODULO I Modulo di raccordo: - I problemi del nuovo regno e la politica della Destra storica. - L’avvento al potere della sinistra italiana. - Linee generali della seconda rivoluzione industriale - Gli inizi del Novecento: La rivoluzione del 1905 in Russia MODULO II L’età dell’imperialismo. - Le ragioni economiche e politiche dell’imperialismo - La corsa alla conquista delle fonti energetiche nel mondo - Le potenze europee estendono il loro dominio in Africa - I contrasti tra le potenze europee - Si sviluppa la rivalità anglo-tedesca per la supremazia mondiale - Gli Stati Uniti tra imperialismo e riformismo -Imperialismo in Asia (sintesi breve) MODULO III L’Italia dell’età giolittiana - Giolitti e le trasformazioni della politica italiana - Il decollo industriale italiano - Fermenti nel socialismo italiano - Il ritorno dei cattolici alla politica e la nascita della Democrazia Cristiana - La politica estera e la conquista della Libia - Le guerre balcaniche - Il sistema giolittiano entra in crisi MODULO IV LA Prima Guerra Mondiale Un conflitto continentale: 1914-1917 - Le tensioni in Europa e lo scoppio della guerra - Dalla guerra di movimento alla guerra di trincea - L’Italia dalla neutralità all’ intervento - Il 1915-1916 sul fronte italiano e sul fronte occidentale Dalle svolte del 1917 alla fine del conflitto - L’inutile strage - La rivoluzione bolscevica in Russia - Gli Stati Uniti intervengono nella guerra Pag. 23 di 66 - Gli avvenimenti sul fronte italiano e la fine del conflitto MODULO IV L’Unione Sovietica e il totalitarismo comunista - I primi anni dello Stato sovietico e la Nep - L’Unione Sovietica staliniana MODULO V I Trattati di pace e il dopoguerra in Europa - La Conferenza della pace e il trionfo degli interessi dei vincitori - Le conseguenze economiche e sociali nei paesi vinti - Le conseguenze della guerra sulla mentalità e sui comportamenti sociali MODULO VI L’Italia dalla Crisi dello Stato liberale al regime fascista - 1919-1920: l’Italia nell’immediato dopoguerra - Lo Stato motore dell’economia e le trasformazioni dei partiti - Le trasformazioni nel quadro politico e le origini del fascismo - Giolitti torna al potere - L’occupazione fiumana e la liquidazione dell’impresa fiumana - La strategia politica di Mussolini. La nascita del Partito Comunista Il fascismo dal movimentismo squadrista al regime - Le agitazioni nelle campagne - La rapida crescita dei Fasci e la marcia su Roma - Mussolini al governo. L’assassinio di Matteotti - 1925-1927: la costruzione dello Stato autoritario Lo Stato totalitario - La conciliazione tra Stato e Chiesa - Le realizzazioni del regime in campo economico - L’educazione e la cultura in epoca fascista - Propaganda e consenso MODULO VII La crisi del ’29 e l’Europa negli anni Trenta Gli Stati Uniti e la grande Depressione (su fotocopie fatte dalla docente) - Il collasso del 1929 - Roosevelt e il New Deal La Germania da Weimar al nazismo e i rapporti politici in Europa - la Repubblica di Weimar, un organismo debole - Origine e ideologia del nazionalsocialismo - Hitler al potere Pag. 24 di 66 - Mussolini dalla mediazione all’impresa etiopica La guerra civile spagnola e l’espansionismo hitleriano - La guerra di Spagna , prova generale della seconda guerra mondiale - Le annessioni hitleriane nell’Europa centro orientale - Hitler invade la Polonia: scoppia la seconda guerra mondiale MODULO VIII La Seconda guerra mondiale (fotocopie della docente) - Verso la seconda guerra mondiale - La prima fase del conflitto (1939-1941) - Il 1941: una svolta nel conflitto - Il dominio nazista e la shoah - La sconfitta dell’asse (1942-1945) Si prevede lo svolgimento dei seguenti argomenti: La Resistenza Italiana , il dopoguerra, il blocco occidentale, la nascita della repubblica. Pag. 25 di 66 DISCIPLINA DOCENTI BIOLOGIA APPLICATA Prof.ssa Giampaola Pachetti Prof. Claudio Venturi - ITP TEMPI Ore di insegnamento annuale (2 teoriche + 2 pratiche) 4 x 33 =132 Ore effettivamente svolte alla data di stesura del documento 114 SITUAZIONE DI PARTENZA All’inizio dell’ultimo anno scolastico la classe presentava una capacità di utilizzo del linguaggio specifico mediamente accettabile, una discreta conoscenza della micologia patologica appresa attraverso attività esercitative nei laboratori di fitopatologia e micropropagazione. Nel complesso accettabili le conoscenze di batteriologia e virologia, come pure quelle di fitoiatria relative all’impiego corretto dei fitofarmaci in un contesto di lotta guidata e di lotta integrata. OBIETTIVI RAGGIUNTI Gli obiettivi specifici raggiunti sono stati quelli di riuscire a impostare correttamente una diagnosi fitopatologica arrivando a riconoscere almeno la natura dell’entità infettiva e la causa del danno. Utilizzo del linguaggio specializzato mediante la comprensione della terminologia usata. Sapere comprendere ed applicare la strategia di lotta integrata . Conoscenza dei principi attivi da impiegare in lotta guidata e le norme che regolano l’impiego dei fitofarmaci in agricoltura. Saper riconoscere il danno e i sintomi delle più importanti fitopatie delle colture arboree più diffuse nel territorio (vite, olivo, melo, pesco) per poterne impostare correttamente la loro difesa. Saper riconoscere i danni dei principali parassiti del verde urbano. Saper utilizzare la microscopia ottica come strumento di indagine. Saper utilizzare le fonti bibliografiche per reperire dati e immagini per poter fare un confronto visivo di casi specifici. ATTIVITA’ ESERCITATIVE Le attività esercitative sono state svolte con puntuale regolarità sia per “rinforzare” i concetti espressi in forma teorica che per partire da aspetti pratici , da osservazione diretta di fenomeni e problematiche reali e fare poi approfondimenti di studio e di ricerca. METODI E MEZZI Il metodo di lavoro seguito è stato quello della lezione frontale, dei lavori di gruppo, ricerche e approfondimenti individuali. Siamo partiti da materiali portati in laboratorio dagli alunni oppure trovati in serra od in azienda per osservare, fare diagnosi e ricercare strumenti e strategie di difesa. Uso costante del laboratorio di fitopatologia. Mezzi multimediali quali : audiovisivi, CD Rom, ricerche in Internet . Uso costante del libro di testo e di riviste specializzate. Uso di pubblicazioni scientifiche e di manuali per il riconoscimento e la classificazione degli agenti di danno e di malattie. Pag. 26 di 66 VERIFICHE E VALUTAZIONE La classe nel corso del triennio si è evoluta in maniera positiva acquisendo nella materia capacità di lavoro autonomo sia nello studio che nella ricerca di laboratorio con un linguaggio scientifico adeguato. Infatti, i risultati raggiunti sono stati positivi per una buona parte con alcune punte di eccellenza. Il lavoro laboratoriale ha portato anche grazie ai mezzi informatici alla produzione di una ricerca di gruppo relativa ai parassiti del verde urbano, in particolare nel sito della cinta muraria cittadina. Le verifiche svolte sottoforma di interrogazioni (almeno due interrogazioni a quadrimestre) e una serie di test strutturati cadenzati alla fine dello svolgimento di unità didattiche fondamentali hanno costituito la base di valutazione delle conoscenze, competenze e capacità dei singoli allievi. Ha costituto oggetto di valutazione sia delle competenze cognitive che meta-cognitive anche la partecipazione attiva alla raccolta di malattie delle piante e di insetti o danni dei medesimi che gli allievi hanno effettuato a livello individuale. La valutazione dell'apprendimento della materia ha seguito le direttive elaborate nel collegio dei docenti. CONTENUTI Testo in adozione: Fitopatologia, entomologia agraria e biologia applicata M. Ferrari – E. Marcon – A. Menta Ed agricole Entomologia generale (tot. ore 20) Anatomia e fisiologia de: Sistema muscolare. Sistema nervoso. Apparato digerente. Apparato respiratorio. Apparato circolatorio. Apparato escretore. Apparato secretore. Apparato riproduttore. Accrescimento post-embrionale. Stadi post-embrionali. Classificazione degli insetti e descrizione dei principali ordini: Ortotteri. Tisanotteri. Rincoti. Lepidotteri. Ditteri. Coleotteri. Imenotteri. Fitoiatria (tot. ore 50) Interventi fitoiatrici a basso impatto. Interventi fitoiatrici con mezzi biotecnologici. Entomofagi. Interventi con mezzi biologici: lotta biologica. Lotta microbiologica :utilizzo di agenti patogeni Interventi con mezzi chimici. Prodotti fitosanitari. Classificazione degli insetticidi in prodotti di prima, seconda e terza generazione. Norme che regolano l’acquisto, l’uso, la conservazione e la distribuzione dei fitofarmaci. Agroecosistema . Agricoltura sostenibile. Pag. 27 di 66 PARTE SPECIALE Agroecosistema vigneto (tot. ore 20) Agenti di malattia: Plasmopara viticola; Uncinula necator; Sclerotinia fuckeliana; Stereum hirsutum e Phellinus igniarius; agenti del marciume acido; Flavescenza dorata. Virosi della vite. Agenti di danno: Lobesia botrana; Cicaline; Viteus vitifoliae; Eotetranychus carpini; Panonychus ulmi. Erinosi della vite. Agroecosistema oliveto (tot. ore 8) Agenti di malattia: Pseudomonas savastanoi; Spilocea oleaginea; Agenti di danno: Dacus oleae; Prays oleae; Saissetia oleae; Phleotribus scarabeoides. Agroecosistema frutteto (tot. ore 10) Agenti di malattia: Venturia inaequalis; Oidio del melo; Monilia fructigena e M. laxa; Taphrina deformans; Fusicoccum amygdali; Vaiolatura ad anello (Sharka); Colpo di fuoco batterico. Agenti di danno: Ceratitis capitata; Quadraspidiotus perniciosus; Cydia pomonella; Dysaphis plantaginea; Pandemis cerasana; Archips podanus; Cossus cossus; Zeuzera pyrina; Rhagoletis cerasi; Eriosoma lanigerum. Pag. 28 di 66 DISCIPLINA DOCENTI INGLESE Prof.ssa Ailide Simoni ORE SETTIMANALI: 2 ORE EFFETTIVAMENTE SVOLTE ALLA DATA DEL PRESENTE DOCUMENTO: 64 PRESENTAZIONE DELLA CLASSE La classe è composta, nella sua forma definitiva, da 17 alunni tutti provenienti dalla classe quarta, di cui una inseritasi nel corso del precedente anno scolastico, ma proveniente dallo stesso istituto. Si tratta di una classe composta per lo più da alunni pendolari, provenienti da località all'interno della provincia di Grosseto, alcune delle quali necessitano di almeno un'ora per essere raggiunte. Questo, parallelamente all'articolazione dell'orario scolastico, non ha favorito lo svolgersi dell'attività didattica secondo gli obiettivi previsti, in quanto si è manifestata più volte una stanchezza sia fisica che mentale da parte della maggioranza della classe. SITUAZIONE DI PARTENZA All’inizio dell’anno scolastico la classe mostrava una attenzione e partecipazione sufficiente all’attività didattica, con una frequenza assidua e un metodo di studio mediamente adeguato, sebbene l’impegno domestico non corrispondesse alle esigenze di una classe terminale in procinto di affrontare l’Esame di Stato. Il profitto medio globale si attestava su una media sufficiente ottenuta mediante prove orali e scritte strutturate, precedute da verifiche formative, su ogni argomento svolto e di cui gli alunni sono stati puntualmente informati. METODOLOGIE Gli studenti non sono stati sempre adeguatamente collaborativi ed hanno trattato il testo sotto la guida dell’insegnante attraverso attività di comprensione e di analisi linguistica mediante esercizi di cui il libro stesso è provvisto. La lezione frontale e dialogata è stata impiegata altresì per trattare gli argomenti e svolgere gli esercizi assegnati anche come lavoro domestico, che non sempre è stato puntualmente svolto da tutta la classe. Poiché la maggioranza degli alunni non è in grado di affrontare un dialogo in lingua inglese in maniera autonoma, le conversazioni sono state guidate attraverso domande presenti sul libro di testo. Altri esercizi proposti sono stati quelli mirati all'arricchimento del lessico inerente le discipline professionalizzanti, quali matching activity, cloze test, true/false, multiple choice, writing sentences with the same meaning of the given one. Le attività di recupero di alcune strutture linguistiche di base sono state svolte in itinere, attraverso la somministrazione e la ripetizione di esercizi inclusi in entrambi i testi citati. MEZZI E STRUMENTI Libri di testo, lavagna, Cd player. Pag. 29 di 66 RISULTATI OTTENUTI Sono stati effettivamente raggiunti i seguenti obiettivi: CONOSCENZE Sono state acquisite ad un livello globale di sufficienza le conoscenze relative agli argomenti svolti. CAPACITA’ La maggioranza degli alunni sa comprendere un testo scritto sia su argomenti tecnici e scientifici che di civiltà ed è in grado di svolgere esercizi scritti sulla comprensione dello stesso. E’ in grado di rispondere a semplici domande orali, utilizzando il materiale linguistico appreso, mediante brevi e sintetiche risposte. COMPETENZE Non è stata generalmente raggiunta una competenza comunicativa tale da permettere agli alunni di usare la lingua straniera in modo autonomo, ad eccezione di alcuni alunni che, pur non avendo una sufficiente scioltezza nella produzione orale, sono comunque in grado di comunicare i contenuti acquisiti ad un livello buono di accettabilità, emettendo messaggi corretti dal punto di vista strutturale e funzionale. STRUMENTI PER LA VALUTAZIONE Verifiche formative. Verifiche sommative ( prove strutturate, brani di comprensione, cloze tests, mutiple choice, vero/ falso, colloquio) CONTENUTI SVOLTI AL MOMENTO DEL PRESENTE DOCUMENTO LIBRI DI TESTO MICROLINGUA : ON THE FARM – English for Agriculture. ILARIA PICCIOLI. ED. SAN MARCO. LINGUA SOCIALE: ENGLISH IN MIND 3 . H. PUTCHA AND J. STRANKS. ED.LOESCHER DAL TESTO “ON THE FARM” Modulo n°1 Titolo MODERN FARMING TECHNIQUes Unit 1:Traditional Vs Modern Farming Pesticides, Nurseries, Greenhouses. Unit 2: Biotech Farming. Unit 3: Sustainable Agriculture Unit 4: Organic Farming Modulo n°2 Titolo: ANIMAL HUSBANDRY Unit 1: Introduction Unit 2: Cattle Raising Cows' Digestive System Mad Cow Disease Pag. 30 di 66 Modulo n°3 Titolo: FARM MANAGEMENT Introduction Unit 1: Working on a Farm Unit 2: Employement in Agriculture Unit 3: How to write a Curriculum Vitae Modulo n°4 Titolo: THE FOOD INDUSTRY Contenuti: Unit 1: Food Processing 1.1 The Ready Meal Revolution Unit 2: Food Storage, Preservation, and Transport. Modulo n° 5 Titolo: WINEMAKING Introduction DAL TESTO “ENGLISH IN MIND” MODULE 1 PEOPLE AND ANIMALS GRAMMAR: PRESENT PERFECT SIMPLE/CONTINUOUS PAST SIMPLE VS PRESENT PERFECT SIMPLE PAST SIMPLE/CONTINUOUS PAST SIMPLEVS PAST PERFECT SIMPLE HAD BETTER/SHOULD/OUGHT TO. Pag. 31 di 66 DISCIPLINA DOCENTI MATEMATICA Prof.ssa Lucia Taddei Ore settimanali: due Obiettivi Raggiunti: 1.Conoscenza dei contenuti fondamentali trattati:definizioni,proprietà, formule; 2.Sapere rappresentare il grafico di funzioni algebriche mediante l’uso di limiti e derivate; 3.Saper effettuare una analisi del testo di un quesito proposto e saper individuare possibili strategie risolutive; 4.saper applicare le conoscenze alla risoluzione di quesiti richiesti. Metodologia Didattica : I temi trattati sono stati introdotti mediante lezione partecipata e successivamente completati e approfonditi con intervento dell’insegnante e con estrema disponibilità al chiarimento e alla ripetizione. I temi affrontati sono stati sempre accompagnati da esercizi e problemi di tipo applicativo al fine di consolidare le conoscenze apprese e stimolare l’attività di indagine. Attività Integrative: E’ stato organizzato un corso di recupero di ore 6 in orario extracurricolare aperto a tutti,ma rivolto in particolare agli studenti con profitto insufficiente. Contenuti disciplinari Testo in adozione:L.Tonolini,F.Tonolini-Corso di Matematica-Minerva Italica Gli argomenti trattati sono stati affrontati privilegiando l’aspetto applicativo,le questioni sono state affrontate mediante dimostrazione rigorosa solo in pochi casi,mentre più sovente si è fatto ricorso ad un approccio intuitivo usando prevalentemente il metodo grafico .la programmazione di inizio anno ha subito in itinere alcune modifiche a causa di fattori che le hanno determinate:la perdita di svariate ore di lezione,dovuta a eventi casuali,la risposta alle sollecitazioni didattiche non conforme da parte di alcuni allievi sia nel primo trimestre che nel secondo pentamestre,le assenze di allievi che sottraendosi alle attività programmate impedivano il regolare svolgimento delle lezioni,la scarsa abitudine allo studio e la modesta rielaborazione degli argomenti trattati in classe. Pag. 32 di 66 Modulo n° 1 Le Funzioni di una variabile (settembre-ottobre) Generalità sulle funzioni. Determinazione dell’insieme di esistenza di una funzione. Determinazione degli intervalli di positività e di negatività di una funzione. Modulo n°2 Funzioni Esponenziale e Logaritmica (ottobre-novembre) Definizione di logaritmo,proprietà dei logaritmi,equazioni logaritmiche elementari. Caratteristiche fondamentali delle funzioni esponenziale e logaritmica:dominio, codominio,segno asintoti,intersezione con gli assi,rappresentazione grafica. Modulo n°3 Limiti di funzioni (dicembre-febbraio) Primo approccio al concetto di limite. Limite di una funzione f(x) per x tendente ad un valore finito. Limite di una funzione f(x) per x tendente a un valore infinito. Limite destro e limite sinistro di una funzione. Operazioni sui limiti. Forme indeterminate. Funzioni continue in un intervallo. Punti di discontinuità di una funzione. Applicazioni dei limiti alla rappresentazione grafica di una funzione. Asintoti verticali,orizzontali e obliqui. Modulo n°4 la derivata di una funzione (marzo-aprile-maggio) Definizione di derivata di una funzione di una variabile. Significato geometrico della derivata di una funzione di una variabile. I teoremi sul calcolo delle derivate. La derivata di una funzione composta. Le derivate di ordine superiore al primo. Derivabilità e continuità di una funzione. Equazione della tangente ad una curva in un suo punto. Determinazione degli intervalli nei quali la funzione è crescente o decrescente. Massimi e minimi relativi di una funzione. Regola pratica per la determinazione dei massimi e dei minimi e dei flessi a tangente orizzontale di una Funzione derivabile. Rappresentazione grafica di una funzione. Concavità di una curva. Regola pratica per la determinazione dei flessi di una funzione derivabile. Criteri e strumenti di misurazione del profitto: Per quanto riguarda i criteri di valutazione si è fatto riferimento alla seguente griglia: Voto 9/10 Rendimento Ottimo Livello di preparazione Lo studente dimostra di possedere conoscenze approfondite e produce lavori completi con assenza di errori. Usa una terminologia appropriata. Coglie con immediatezza il procedimento risolutivo di un problema. 8 Buono Lo studente dimostra di possedere conoscenze approfondite e procede con sicurezza senza errori concettuali. Si esprime con una terminologia appropriata. 7 Discreto Lo studente dimostra una certa sicurezza nell’acquisizione delle conoscenze che sa applicare,pur Pag. 33 di 66 commettendo qualche inesattezza. Si esprime con una terminologia abbastanza appropriata. 6 Sufficiente Lo studente dimostra di aver acquisito elementi essenziali e di saper applicare le conoscenze pur commettendo imprecisioni non gravi. Si esprime con una terminologia nel complesso accettabile. 5 Mediocre Incompleta acquisizione degli elementi essenziali. Lo studente alterna applicazioni corrette o con imprecisioni non gravi ed applicazioni errate. SI esprime in modo poco appropriato. 4 Insufficiente Mancata acquisizione degli elementi essenziali. Lo studente procede nelle applicazioni con innumerevoli errori concettuali. Si esprime in modo confuso,non conosce la terminologia specifica. 3 Gravemente insufficiente Presenza di frammentarie e rare acquisizioni degli elementi essenziali:Gravi difficoltà applicative. Non conosce la terminologia specifica e pertanto mostra difficoltà espositive. 2 nullo Pag. 34 di 66 DISCIPLINA DOCENTI PROGETTO EDUCATIVO E DIDATTICO I.R.C. Prof.ssa LORI BALLERINI Alunni avvalentisi n. 10 MODULO QUESTIONI DI ETICA CRISTIANA PREREQUISITI Conoscenza del concetto di comunità cristiana Conoscenza del concetto di morale ANALISI DEI BISOGNI DEGLI ALUNNI Attese per l’I.R.C. nel quinto anno della secondaria superiore OBIETTIVI AREA COGNITIVA Conoscere il concetto di morale cristiana. AREA OPERATIVA Saper leggere ed interpretare le questioni sociali e personali prescelte. AREA METACOGNITIVA Saper riconoscere la specifica caratterizzazione della morale cristiana e confrontarla criticamente con la vita. CONTENUTI Il senso di Dio e l’uomo: la religione risponde ai perché della vita. I valori ed i valori cristiani: la costruzione di una morale personale. Le implicanze etiche della scelta di fede. Fede e cultura religiosa: l’I.R.C. a scuola. Rispetto della donna: problematiche emergenti. Il corpo è “tempio dello spirito santo” gli interventi di chirurgia estetica: giovani fuori e vecchi dentro? L’esperienza del limite ed il rapporto con Dio: etica della responsabilità. Famiglia e convivenza more uxorio: esperienze a confronto. Pena di morte: interrogativi giuridici e morali. Il perdono (scheda di laboratorio). Art. 18 Cost. la libertà religiosa. Crisi quantitativa e qualitativa del lavoro. Eutanasia: interrogativi giuridici e morali. L’amore e l’amore cristiano: l’esempio di Cristo. Pag. 35 di 66 METODI Lezione tradizionale e partecipata. Metodo induttivo: dall’esperienza al problema, dal problema alla ricerca Il cerchio dell’amicizia MEZZI Libro di testo (Religione e religioni. Vol. 2°) Dal testo "Schede per l'insegnamento della religione cattolica" di S. Bocchini E.D.B. Voll I e II. Da “Guida per l’insegnamento al testo Religione e religioni” altre schede elaborate da Don Stefano Varnavà - Bibbia TEMPI 33 ore di tempo scuola VERIFICHE Dialogo-confronto interattivo Verifica formativa al termine di ogni U.A. Verifica sommativa al termine del trimestre e pentamestre CRITERI DI VALUTAZIONE Interesse, attenzione, impegno, partecipazione Pag. 36 di 66 DISCIPLINA DOCENTI TECNICHE DI GESTIONE E VALUTAZIONE Prof. Paolo Meciani Prof. Francesco Tistarelli - ITP Presentazione della classe Gli studenti di questa classe hanno mostrato interesse per il corso di Tecniche di Gestione e Valutazione applicandosi in maniera sufficientemente costante, nell’insieme hanno raggiunto una preparazione sufficiente con alcuni studenti che si distinguono per le competenze acquisite e solo un numero ristretto ha incontrato difficoltà nell'applicazione e di conseguenza nell'approfondimento degli argomenti proposti. Nel corso dell’anno il lavoro è stato sviluppato alternando le lezioni teoriche con esercizi applicativi. Questo modo di procedere, se ha permesso di chiarire le parti sviluppate, ha richiesto più tempo del programmato. Inoltre con l'orario del martedì quest'anno il 20% delle ore previste è stato praticamente perso in quanto la maggior parte degli studenti, per motivi di trasporto, uscivano poco dopo l'inizio dell'ora. A questo si deve aggiungere un programma particolarmente intenso di attività che non hanno permesso di completare lo svolgimento del programma nella sua interezza, ma comunque di affrontare i vari quesiti estimativi nei vari aspetti professionali. Finalità - acquisizione di un metodo organico e produttivo; - sviluppo delle capacità di rielaborazione e di critica; - favorire la socializzazione anche mediante il lavoro di gruppo; - educare la senso civico e alla solidarietà. Obiettivi generali della materia - padronanza di principi e meccanismi della matematica finanziaria, finalizzata alla soluzione di quesiti estimativi; - capacità di elaborare bilanci di tipo estimativo; - capacità di effettuare stime inerenti all’estimo rurale; - acquisizione di un linguaggio tecnico adeguato; - sensibilizzazione verso le problematiche attuali. Obiettivi minimi - saper individuare l’aspetto economico e l’adeguato procedimento di stima; - saper impostare correttamente le principali stime; - conoscere l’ordinamento catastale, con particolare riguardo al catasto terreni - conoscere le principali rilevazioni e variazioni catastali; - padronanza della terminologia specifica Pag. 37 di 66 Schema degli obiettivi mediamente raggiunti in termini di conoscenze, capacità e competenze conoscenze Saper applicare i principi fondamentali e le formule del calcolo finanziario capacità competenze Conoscere e riassumere i concetti generali Individuare l’aspetto economico, dell’estimo utilizzando la terminologia determinare il procedimento di stima corretta con aggiunte e detrazioni Conoscere le stime riguardanti i beni agricoli: Estimo rurale e fondi rustici e beni ad essi pertinenti. civile Saper stimare semplici fabbricati. Individuare i dati da utilizzare nella stima Utilizzare la terminologia corretta Conoscere e descrivere la formazione, la pubblicazione, l’attivazione e la Estimo catastale conservazione del catasto terreni e fabbricati. Utilizzare la terminologia corretta. Conoscere e definire le stime relative Estimo legale all’estimo legale Utilizzare la terminologia corretta Applicare le stime inerenti i beni agricoli e ai fabbricati. Elaborare la relazione di stima seguendo uno schema logico. Applicare le procedure catastali ai quesiti estimativi Determinare le indennità relative alle stime legali Metodi - lezione frontale; - lezione partecipata; - utilizzo di schemi e mappe concettuali; - riferimenti alla vita quotidiana ed alla realtà agro-industriale della zona; - collegamenti interdisciplinari: - attività individualizzata tesa al recupero di conoscenze e abilità. Spazi, mezzi e attrezzature utilizzati Spazi - Aula - Biblioteca - Laboratorio d'informatica Mezzi - libro di testo: "Corso di estimo rurale con elementi di diritto agrario” Stefano Amicabile – HOEPLI - Manuale di Estimo – S. Amicabile HOEPLI - elaborati proposti dall'insegnante - mappe concettuali, elaborazioni grafiche ed appunti proposti dall’insegnante - computer Tempi - tempo teorico ore 5 per 33: 165 ore, realmente effettuate: 133 Pag. 38 di 66 Contenuti disciplinari Che cos’è l’estimo - definizioni - il perito e il giudizio di stima - valutazioni micro e macroestimative - gli aspetti economici di stima Tempo: 12 ore I procedimenti di stima - procedimenti per la determinazione del valore di mercato - procedimenti per la determinazione del valore di costo - il calcolo nel procedimento estimativo Tempo: 15 ore Il Catasto terreni - generalità - formazione - attivazione - conservazione Tempo: 25 ore Il Catasto fabbricati - generalità - formazione - attivazione - conservazione Tempo: 12 ore Stima dei fondi rustici e degli arboreti - l’estimo rurale - il fondo rustico - criteri di stima - valore di mercato - valore di trasformazione - valore complementare - valore di capitalizzazione - valore della terra nuda - valore in un anno intermedio - valore del soprassuolo - età del massimo tornaconto Tempo: 30 ore Stima delle scorte e dei prodotti in corso di maturazione - stima del bestiame - stima delle macchine Pag. 39 di 66 - stima dei prodotti di scorta - rimanenze di mezzi produttivi - stima dei frutti pendenti - stima delle anticipazioni colturali Tempo: 6 ore Giudizi di convenienza dei miglioramenti fondiari - giudizi di convenienza per i miglioramenti eseguiti dal proprietario - miglioramenti eseguiti dall’affittuario Tempo: 12 ore Stima dei danni - il contratto di assicurazione - esempi di stime dei vari tipi di danno Tempo: 6 ore Estimo legale - espropriazioni per causa di pubblica utilità - successioni ereditarie Tempo: 15 ore La valutazione è stata eseguita con i seguenti criteri: La corrispondenza giudizio voto per i diversi indicatori valutati è quella riportata nella parte generale. Criteri di valutazione delle prove non conosce e/o ricorda regole, termini, concetti conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti in modo estremamente frammentario e superficiale - non applica adeguatamente regole e procedimenti conosce e/o ricorda parzialmente regole, termini, concetti, procedimenti in modo estremamente frammentario e superficiale - applica con serie difficoltà regole e procedimenti conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti - applica con difficoltà e in maniera non appropriata regole e procedimenti conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti - applica in modo sufficientemente corretto regole e procedimenti conosce e/o ricorda discretamente regole, termini, concetti, procedimenti - applica in modo adeguato regole, procedimenti e processi - evidenzia sufficienti capacità di analisi, di sintesi e di valutazione conosce e/o comprende bene regole, termini, concetti, procedimenti ed è in grado di applicarli con qualche incertezza - evidenzia discrete capacità di analisi, di sintesi e di valutazione conosce e/o comprende bene regole, termini, concetti, procedimenti ed è in grado di applicarli quasi alla perfezione - evidenzia buone o ottime capacità di analisi, di sintesi e di valutazione conosce e/o comprende bene regole, termini, concetti, procedimenti ed è in grado di applicarli perfettamente - evidenzia ottime capacità di analisi, di sintesi e di valutazione Pag. 40 di 66 2 3 4 5 6 7 8 9 10 Tipologia delle prove Verifiche orali: interrogazione alla lavagna, test a risposta chiusa e a risposta aperta breve. Verifiche scritte: compiti con quesiti economico-estimativi valutati in base alla seguente tabella: indicatori conoscenze punteggio aderenza alla argomentazioni traccia, ricchezza di competenz e sviluppo organico e coerente - spunti critici capacità elaborative collegamenti - linguaggio tecnico appropriato ordine formale da molto scarso (1) ad ottimo (5) tot. Pag. 41 di 66 DISCIPLINA DOCENTI MODULO ORTOFLOROVIVAISMO Prof. Paolo Meciani Prof. Lorenzo Moncini - ITP Presentazione della classe Gli studenti di questa classe hanno mostrato interesse per la materia Area modulare ortoflorovivaismo applicandosi in maniera costante, nell’insieme hanno raggiunto una preparazione più che sufficiente con alcuni studenti che si distinguono per le competenze acquisite. Solo un piccolo numero di elementi hanno mostrato un minore impegno nello studio teorico, mentre hanno evidenziato maggiore attitudine per le attività pratiche. Il lavoro in serra si è svolto regolarmente con impegno adeguato e discreta partecipazione specialmente nella produzione di piante per la rinaturalizzazione delle dune marine e nella costruzione e gestione di un impianto idroponico dimostrativo. Per questa disciplina, data la riduzione di orario da 3 a 2 ore settimanali, si è volutamente scelto di privilegiare le attività pratiche Finalità acquisizione di un metodo organico e produttivo; sviluppo delle capacità di rielaborazione e di critica; favorire la socializzazione anche mediante il lavoro di gruppo; educare la senso civico e alla solidarietà. Obiettivi generali della materia conoscere i concetti di rischio, danno, misura di prevenzione, misura di protezione; conoscere le tecniche di produzione delle piante in vivaio; saper ricercare e applicare un protocollo di produzione; conoscere le tecniche di produzione delle piante ortive e di IV e V gamma; conoscere gli aspetti normativi generali dell'attività vivaistica; saper impostare l'impianto di un vivaio; conoscere i vari aspetti dell'attività vivaistica. Obiettivi minimi conoscenza adeguata delle tecniche di forzatura; saper utilizzare le tecniche di propagazione e coltivazione in ambiente protetto; conoscenza dell'organizzazione di un vivaio in termini di strutture e loro utilizzo. Pag. 42 di 66 Contenuti disciplinari La sicurezza nel lavoro nelle attività vivaistiche - la sicurezza nelle attività vivaistiche - concetti di rischio, danno, misura di prevenzione, misura di protezione tempo: 6 ore La produzione di piante ornamentali e da rinaturalizzazione - produzione di piante ornamentali - produzione di piante destinate alla rinaturalizzazione di aree protette e sensibili tempo: 15 ore Orticoltura - produzione orticole in serra calda, tunnel freddo e in coltura idroponica - produzioni di IV e V gamma tempo: 15 ore Il vivaio - normativa vivaistica - il vivaio di piante arbustive, arboree da giardino e da frutto tempo: 6 ore Esercitazioni in serra e in laboratorio e in realtà aziendali - preparazione substrati - tecniche di propagazione - tecniche di coltivazione in serra tempo: 26 ore Metodi - lezione frontale; - lezione partecipata; - utilizzo di schemi e mappe concettuali; - riferimenti alla vita quotidiana ed alla realtà produttiva della zona; - collegamenti interdisciplinari: - attività individualizzata tesa al recupero di conoscenze e abilità; - esercitazioni in serra. Spazi, mezzi e attrezzature utilizzati Spazi - Aula - Serra - Laboratorio d'informatica Mezzi - libro di testo: "Colture protette ortoflorovivaismo in ambiente mediterraneo” Romano Tesi – Pag. 43 di 66 Edagricole - elaborati proposti dall'insegnante - mappe concettuali, elaborazioni grafiche ed appunti proposti dall’insegnante - computer Tempi - tempo teorico ore 2 per 33: 66 ore, realmente effettuate: 68 Tipologia delle prove Verifiche orali: interrogazione alla lavagna, test a risposta chiusa e a risposta aperta breve, esposizione di attività anche con l’utilizzo di mezzi informatici. Verifiche pratiche: esercitazioni, osservazione dello studente durante le attività pratiche. Pag. 44 di 66 DISCIPLINA DOCENTI Tecnologie Agroalimentari Prof. Paolo Spinsanti Prof. Giorgio Menchetti - ITP Presentazione della classe La classe 5°B risulta formata da 17 alunni, di cui 5 femmine . Accompagno nel percorso didattico questa classe da cinque anni ed ho avuto occasione di seguire l’evoluzione dei singoli alunni nel corso del quinquennio . La classe ha sempre permesso un sereno e produttivo lavoro didattico, una buona parte degli elementi ha evidenziato capacità di analisi e di associazione apprezzabili, denotando un’attiva partecipazione e un interesse nei confronti della disciplina, non solo finalizzato al mero risultato, ma frutto di una viva curiosità e desiderio di sapere . A sottolineare tutto ciò, anche il ridotto numero di assenze fatte registrare nell’ambito della classe . Devo comunque rilevare che anche in questo contesto, alcuni elementi, caratterizzati da una certa labilità nei processi di attenzione, da una non sempre costante motivazione allo studio e da una mancanza di capacità di approfondimento, hanno acquisito una preparazione un po’ superficiale ed una conoscenza dei contenuti solo appena sufficiente . Per contro, nella classe vi sono almeno due allievi con qualità degne di lode la cui partecipazione al dialogo educativo e le cui capacità fanno ben sperare in un brillante esito . Obbiettivi e metodologia didattica Considerando che le tecnologie agroalimentari nella quinta classe risultano una disciplina propriamente professionale, ho cercato di trattare gli aspetti che interessano il settore enologico e lattiero-caseario, in modo da creare le basi per formare dei tecnici preparati, in grado di rispondere alle attuali esigenze di ammodernamento di un settore, quello tecnologico, che in campo agrario, commerciale ed igienico-sanitario assume sempre più importanza . Pur non tralasciando l’aspetto contenutistico della disciplina, ho cercato, per quanto possibile, di adottare un approccio analitico-sperimentale, giungendo a conclusioni e teorie per mezzo della elaborazione e del ragionamento, evitando un’arida trasmissione di nozioni . Tra gli obbiettivi che mi sono proposto di raggiungere evidenzio, innanzi tutto una acquisizione di conoscenze da parte dello studente, senza la quale risulta vano qualsiasi altro percorso educativo. In secondo luogo menziono le capacità : capacità a fare, ad organizzare, a mettere in pratica i contenuti e le conoscenze acquisite, capacità che potrebbero rappresentare un valido substrato per eventuali esperienze pratico-lavorative . Infine ricordo la competenza, intesa come attitudine, come abilità sia teorica che pratica, come esecuzione efficiente di una fase operativa, come profonda conoscenza di uno o più aspetti legati al sapere . Mediante esperienze di laboratorio e realizzazioni di prodotti caseari da parte diretta degli studenti ho tentato di conseguire le mete anzidette e a questo scopo hanno contribuito anche le attività lavorative di taluni alunni i cui genitori gestiscono aziende agricole e/o allevamenti . Queste realtà lavorative, infatti, hanno creato spunti di dialogo, critica e approfondimento in seno al lavoro didattico . Pag. 45 di 66 Obbiettivi minimi di apprendimento - conoscere sistemi e fasi tecnologiche delle industrie agro alimentari conoscere la chimica organica relativa ai composti e le basi biochimiche relative ai processi che caratterizzano le biotecnologie delle industrie agrarie conoscere per sommi capi i materiali e la tecnologia delle principali macchine usate nei processi produttivi conoscere l’importanza della normativa vigente che regola la materia esporre in modo chiaro, usando un lessico tecnico, i concetti della disciplina Obbiettivi Cognitivi - comprendere testi scritti e concetti orali applicare principi e regole collegare argomenti della stessa disciplina e/o di discipline diverse, cogliendone le relazioni semplici stabilire connessioni tra causa ed effetto esprimersi in modo chiaro e sintatticamente corretto, utilizzando, quando necessario, la terminologia specifica della disciplina Obbiettivi comportamentali - porsi con i docenti e con i propri compagni in modo corretto - collaborare, sviluppando doti di autocontrollo e partecipazione - adattarsi a situazioni nuove - acquisire una razionale ed efficace metodologia di studio Tempi Al 15 maggio, data di stesura della presente relazione, il numero ammonta ad 80 ore . Per quanto concerne i contenuti disciplinari trattati nel corso dell’anno scolastico, allego alla presente relazione l’elenco dettagliato dei temi svolti, in ordine cronologico . In questo contesto mi limito solo a definire i tempi dedicati allo svolgimento dei moduli disciplinari. La trattazione della industria enologica ha richiesto l’intero primo trimestre e parte del successivo pentamestre, il rimanente periodo del pentamestre è stato dedicato allo studio dell'industria lattiero casearia . Per quanto riguarda i tempi dedicati alle attività correlate alla disciplina, oltre alle due ore settimanali di laboratorio, peraltro costantemente svolte, ho usufruito di ore di altre materie, quando visite guidate, conferenze o fasi tecnologiche per la produzione didattica di vino e formaggio, lo richiedevano . Metodi Non ho ritenuto un valido strumento di ausilio la strutturazione di corsi integrativi curricolari pomeridiani,la motivazione è legata al già pesante carico orario giornaliero che caratterizza il corso della quinta classe nel nostro istituto. Inoltre,vista la elevata percentuale di pendolari in questa Pag. 46 di 66 classe, un corso di recupero pomeridiano avrebbe certamente creato problemi logistici non indifferenti . Per le ragioni anzidette, ho cercato di attuare un sostegno, per quanto possibile mirato, personalizzato, durante lo svolgimento della normale attività didattica . Spazi, mezzi e attrezzature Oltre alla ovvia utilizzazione dell’aula scolastica, mi preme evidenziare l’uso : - del laboratorio di chimica ed industrie agrarie - del locale adebito all’uso dei mezzi audiovisivi - della biblioteca dell’istituto - dell’aula magna Tra le attrezzature mi limito ad elencare le più significative : - densimetri, acidimetri, phmetri, rifrattometri, distillatori, spettrofotometri. ecc. - videocassette, testi della biblioteca - svariate attrezzature per la produzione a scopo didattico di formaggio ( caciotta ) Testi Tecnologie Agrarie di G. Sicheri edito da Hoepli Esercitazioni di Chimica di G.Lotti C.Galoppini edito da Edagricole Visite Guidate Azienda vitivinicola di Villa Banfi Criteri e strumenti di valutazione Strumento di valutazione è stata principalmente la esposizione dei concetti acquisiti, accompagnata da un esame del grado di attenzione ed interesse rivelati dallo studente, dall’approfondimento operato sui vari argomenti, dalle capacità di analisi e di sintesi, dalle capacità operative ed organizzative nello svolgimento delle attività pratiche e di laboratorio e, infine, nell’esposizione utilizzando un adeguato linguaggio tecnico . Per quanto concerne la tipologia delle prove utilizzate, il colloquio è risultato senza dubbio il più usato, insieme alla esecuzione ed interpretazione di determinazioni analitiche . Per l’attribuzione di un giudizio che si è infine concretizzato in un livello di voti, ho trovato un valido ausilio in una griglia che utilizza come parametri di valutazione : - la conoscenza la comprensione l’applicazione l’analisi la sintesi la valutazione Pag. 47 di 66 Il range di valutazione parte con un livello di voto pari a 2-3 che si traduce con assenza di conoscenze, con incapacità di analisi e sintesi, scarsa comprensione, assenza di autonomia di giudizio, fino ad arrivare ad 8-9, quando la conoscenza è amplia e coordinata, quando il soggetto applica le conoscenze in problemi nuovi senza errori e imprecisioni, coglie gli elementi di un insieme e stabilisce relazioni tra essi, valuta in modo autonomo e approfondito . CONTENUTI DISCIPLINARI INDUSTRIA ENOLOGICA Generalità su enopolio e contenitori vinari. L’uva: la maturazione. Controllo del grado di maturazione. Il mosto: caratteristiche chimico fisiche e definizione legale. Composizione: zuccheri, acidi, sostanze a carattere colloidale, polifenoli, sostanze azotate, sostanze aromatiche, enzimi, vitamine, elementi minerali. Ammostamento per vinificazione in bianco, rosso, rosato (pigiatura, diraspatura, torchiatura). Correzioni del mosto: mosto muto, filtrato dolce, mosto concentrato, mosto d’uva rettificato. Correzione del grado zuccherino (regola del miscuglio). Correzione dell’acidità e del colore. Il vino: la microflora enologica, i lieviti (caratteristiche generali, fattori necessari allo sviluppo, differenze tra i vari tipi, successione dei lieviti durante la fermentazione, i lieviti selezionati), i batteri, le muffe con riferimento alla muffa nobile. La fermentazione alcolica: controllo, valutazione dei primi gradi alcolici. Anidride solforosa: effetti dell’anidride solforosa nei mosti e nei vini, stato chimico fisico dell’anidride solforosa nel vino, applicazione dell’anidride solforosa nella vinificazione, effetti negativi dell’anidride solforosa. Acido ascorbico. Acido sorbico. Altre fermentazioni: fermentazione degli aminoacidi, fermentazione malolattica, fermentazione maloalcolica. Vinificazione in bianco, in rosso e in rosato. Altri sistemi di vinificazione: termovinificazione, vinificazione in continuo, vinificazione per macerazione carbonica, criomacerazione. Governo alla toscana. Composizione del vino: acqua, alcoli, aldeidi, chetoni, zuccheri, acidi, sostanze azotate, pigmenti, sostanze minerali, anidride solforosa e acido solfidrico. Correzioni del vino: correzione del grado alcolico, dell’acidità, del colore. Il problema della limpidezza: precipitazioni saline dovute all’acido tartarico, al calcio, al ferro, al rame. Intorbidamento colloidale, casse ossidasica, intorbidamento proteico, intorbidamento polifenolico. La maderizzazione. Stabilizzazione del vino: refrigerazione, pastorizzazione, collaggio, filtrazione (filtri a piastre, a campana, a cartucce, filtro rotativo sotto vuoto), centrifugazione (decanter). Difetti del vino: odore di uova marce, odore e sapore agliaceo, odore di feccia, di fradicio, odore e sapore di carta,. Le malattie: fioretta, spunto e acescenza, girato, filante, agrodolce, amaro. Invecchiamento. Generalità sulla classificazione dei vini INDUSTRIA LATTIERO CASEARIA Latte: definizione legale e proprietà fisiche e chimiche. Cenni sui fattori influenzanti la produzione del latte. Composizione del latte: lipidi-caratteristiche chimico fisiche del globulo di grasso; cenni sulle alterazioni del grasso. Sostanze azotate, caseina (struttura, caratteristiche chimico-fisiche e coagulazione), proteine del Pag. 48 di 66 siero. Glucidi-lattosio (cenni sulle trasformazioni operate dai vari microrganismi). Sali e ceneri. Vitamine, enzimi, elementi cellulari. Generalità sui trattamenti del latte presso i produttori. Conservazione e trattamenti igienici del latte: refrigerazione, pastorizzazione, sterilizzazione. Crema: separazione (affioramento e scrematura centrifuga, pastorizzazione e maturazione) Burro: burrificazione, caratteristiche chimico fisiche e cenni tecnologici del processo. Formaggio: generalità sulle principali fasi dell’industria casearia; preparazione del latte (pastorizzazione, aggiunta dell’inoculo, correzione del tenore in grasso), coagulazione acida e presamica (principali tipi di caglio), cagliata (rottura, formatura, sineresi e spurgo, salatura e stagionatura), principali processi biochimici della maturazione dei formaggi. Generalità sulle alterazioni dei formaggi. il Pecorino Toscano ; Parmigiano Reggiano ESERCITAZIONI DI LABORATORIO Controllo analitico del mosto: determinazione dell’acidità totale per titolazione determinazione degli zuccheri per via densimetrica, rifrattometrica e volumetrica con liquido di Fehling Controllo analitico del vino: determinazione della gradazione alcolica con metodo ebulliometrico di Malligand determinazione della gradazione alcolica per distillazione e determinazione con bilancia idrostatica determinazione degli zuccheri riduttori con il liquido di Fehling determinazione dell’acidità totale per via volumetrica determinazione dell’acidità volatile con metodo di Jozzi determinazione dell’anidride solforosa totale determinazione dell’anidride solforosa libera determinazione dell’anidride solforosa combinata determinazione colorimetrica del ferro Controllo analitico del latte: determinazione delle proteine con metodo “Steinegger” determinazione dell’acidità S.H. determinazione del pH determinazione del lattosio determinazione del peso specifico determinazione del grasso con metodo “Gerber” Calcolo residuo secco mediante formula di Fleischmann Pag. 49 di 66 DISCIPLINA DOCENTI AREA MODULARE E STRUTTURE VIVAISTICHE Prof. Giovanni Di Petrillo Prof. Francesco Tistarelli - ITP Obiettivi realizzati. Visto l’andamento dell’intero anno scolastico, valutate le prove effettuate si giudicano raggiunti gli obiettivi fissati in seno alla programmazione di inizio anno, anche se non totalmente, quanto meno globalmente. Il livello di conoscenze, competenze e capacità è soddisfacente, considerando che la materia, per contenuti è estremamente vasta e che si è valutato positivamente la capacità degli allievi di orientarsi in essa. Contenuti disciplinari. I contenuti disciplinari sono stati principalmente quelli proposti nel programma ministeriale; considerando però la vastità degli argomenti si è preferito privilegiarne alcuni, cercando di fare acquisire agli allievi una visione globale della materia. In particolare i contenuti disciplinari sono particolarmente definiti nel programma svolto. Attività curricolari ed extra curricolari. Nelle ore curricolari gli alunni si sono occupati delle carenze che loro hanno individuato nella “Cittadella dello Studente”, area nella quale sono concentrate la maggior parte degli edifici scolastici per l’istruzione secondaria di secondo grado. Gli alunni sono stati divisi in gruppi ed a ciascuno di questi è stata affidata una zona ben precisa, quindi ogni gruppo ha studiato l’area assegnata, ha individuato le carenze e ha elaborato delle soluzioni. Eventuali attività Scuola - Lavoro........ Nessuna. Metodi relativi alle concrete interazioni docenti – alunni. Normalmente in classe sono state condotte lezioni di tipo frontale, mentre il lavoro di progettazione è stato svolto in gruppi di lavoro e comunque, secondo processi individualizzati che hanno portato gli allievi ad una visione integrale del processo di progettazione finalizzata agli obiettivi da perseguire in base alle esigenze rilevate dal gruppo in base all’area ad essi assegnata; non sono state svolte attività di recupero o sostegno. Gli spazi ed i mezzi. Le attività si sono svolte in classe per le lezioni frontali, e nel laboratorio di informatica per quanto riguarda il progetto. Il lavoro è stato effettuato mediante computer sia per la ricerca delle normative di riferimento che delle informazioni indispensabili (Internet) e l’utilizzo di word processor, per redigere le relazioni conclusive, e del programma Autocad per gli elaborati grafici, ove necessari. Pag. 50 di 66 Tempi . Abbiamo cercato di rispettare i tempi fissati nella programmazione di inizio anno compatibilmente all'esiguo numero di ore di lezione settimanali, 2 (due) per un totale di 64, e alla disponibilità del nuovo laboratorio di informatica dovuto all'orario, poco funzionale nella distribuzione delle ore per il suo utilizzo, venendo a penalizzare la classe in prospettiva esame di Stato. L'utilizzo del nuovo laboratorio di informatica si è reso necessario perché nei computers è stato installato il nuovo programma "Progetcad" per il disegno. Criteri e strumenti della misurazione. Durante l’intero anno scolastico sono state eseguite verifiche orali, prove scritte e grafiche relative agli argomenti del programma; la valutazione delle prove eseguite è stata espressa in decimi . CRITERI DI VALUTAZIONE Non conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti; non comprende adeguatamente il testo e non riesce ad eseguire semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche, Conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti in modo estremamente frammentario e superficiale; non comprende adeguatamente il testo e commette gravi errori nell’esecuzione di semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia autonome capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche. Non conosce e/o ricorda parzialmente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende faticosamente e parzialmente il testo; applica con serie difficoltà regole e procedimenti; evidenzia insufficienti capacità di analisi e di sintesi; non è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica con difficoltà e in maniera non appropriata re3gole e procedimenti; evidenzia scarse capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza in maniera imprecisa i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica in modo sufficientemente corretto regole e procedimenti; evidenzia mediocri capacità di analisi, di sintesi, e di valutazione; è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda discretamente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende adeguatamente il testo; applica in modo adeguato regole, procedimenti e processi; evidenzia sufficienti capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza razionalmente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia discrete capacità di analisi, di sintesi e di valutazione. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia buone o ottime capacità di analisi, di sintesi e valutazione. Pag. 51 di 66 1-2 3 4 5 6 7 8 9 - 10 • Altri elementi significativi. Sono stati globalmente raggiunti gli obiettivi generali come la capacità di lavorare in gruppo, l’interdisciplinarietà, nonché quelli specifici della materia, acquisizione delle conoscenze e capacità di elaborazione propria. Durante l’anno scolastico non ci sono stati comportamenti negativi da segnalare, il rendimento della classe è da giudicare mediamente discreto. Le famiglie sono state ricevute duranti gli incontri fissati, nonché durante l’ora settimanale di ricevimento. Per le esercitazioni sono stati impiegati i sussidi didattici e le strumentazioni disponibili nella scuola. PROGRAMMA SVOLTO CONTENUTI DISCIPLINARI Modulo n° 1: Le pietre naturali (ore 3) - Le rocce eruttive Le rocce sedimentarie. Le rocce metamorfiche. Modulo n° 2: I materiali ceramici (ore 3) - Produzione e composizione dei laterizi Classificazione dei laterizi Caratteristiche dei laterizi Modulo n° 3: Il legno (ore 2) - Le proprietà del legno. La lavorazione del legno. Modulo n° 4: Le malte (ore 4) - I componenti delle malte Le leganti Tipologie delle malte Modulo n° 5: Il calcestruzzo (ore 5) - Gli agglomerati o inerti L'acqua d'impasto Il dosaggio dei componenti Le caratteristiche del calcestruzzo Pag. 52 di 66 Modulo n° 6: Il cemento armato (ore 5) - Caratteristiche dell'armatura Disposizione dell'armatura. Modulo n° 7: Le serre (ore 8) - Caratteristiche generali. L’effetto serra. Le caratteristiche costruttive: caratteristiche generali. La struttura della serra. Le tipologie costruttive. I materiali di copertura: generalità: il vetro, i film plastici e i materiali plastici rigidi. La climatizzazione: caratteristiche generali. L’apporto di energia solare. Il bilancio termico di una serra. Le tecniche di riscaldamento: caratteristiche generali, le tubazioni radianti, gli aerotermi, il riscaldamento a raggi infrarossi, il riscaldamento del substrato, il riscaldamento a pavimento, gli schermi termici. Le tecniche di raffrescamento: caratteristiche generali, l’ombreggiamento, la ventilazione naturale, la ventilazione forzata ed il raffrescamento evaporativo. L’illuminazione artificiale (cenni). Le attrezzature complementari: caratteristiche generali. I bancali. PROGETTO STRUTTURE Modulo n° 8: Ricerca con l’utilizzo di mezzi informatici del materiale necessario (ore 6) - Ricerca su Internet della normativa di riferimento necessaria. Riuscire ad interpretare correttamente la normativa. Saper individuare le precise funzioni e gli obiettivi che si intendono raggiungere. Modulo n° 9: Ricerca della scala delle priorità derivata dall’analisi degli funzioni (ore 6) - Individuazione delle attività che interessano ciascun intervento. Ricerca del collegamento fra le attività presenti nei vari interventi. Allestimento dei prati e loro manutenzione;. Scelta delle piante in vivaio; Tipologie del terreno utilizzato (del sito, di riporto). Pag. 53 di 66 obiettivi e delle Modulo n° 10: Ricerca della tipologia edilizia appropriata (ore 6) - Dimensionamento intuitivo del sistema delle attività. Definizione geometrica intuitiva degli spazi relativi alle varie attività. Modulo n° 11: Studio della migliore distribuzione interna degli ambienti (ore 8) - Ricercare una soluzione adeguata inerente all’intervento previsto. Modulo n° 12: Redazione delle relazioni e degli elaborati grafici necessari (ore 8) - Redazione delle relazioni mediante l’utilizzo di word processor. Redazione degli eventuali elaborati grafici mediante l’utilizzo (elementare) di Autocad. Pag. 54 di 66 DISCIPLINA DOCENTI TECNICA DI PRODUZIONE ANIMALE Prof. Ennio Benicchi Durata del corso: 99 ore Orario effettivamente svolto (al 15 Maggio ) : 68 OBIETTIVI CONSEGUITI: 1)conoscenze:la classe è stata un gruppo che ha manifestato un sufficiente interesse per la disciplina pur non palesando anche una vera attitudine. Una parte degli allievi si è applicata con uno studio riflessivo e consapevolmente critico,pertanto tale parte della classe ha conoscenze non limitate ad una acquisizione delle basi tecniche della disciplina di carattere didattico- nozionistico, ma una conoscenza anche abbastanza costruttiva e deduttiva. Solo una parte limitata della classe ha invece manifestato scarsa attitudine e non ha pertanto raggiunto gli obbiettivi di conoscenza prefissati che in maniera appena sufficiente . 2)competenze: sono abbastanza soddisfacenti , in quanto comunque sono stati acquisiti i criteri necessari per orientarsi tra gli argomenti del settore, almeno per la parte della classe che maggiormente si è applicata. 3)capacità: gli obiettivi prepostisi all’inizio dell’anno sono stati conseguiti in maniera sufficiente per buona parte della classe , ma un limitato gruppo non sarebbe in grado di affrontare la realtà operativa del processo produttivo zootecnico,cosciente di quali siano i criteri di ottimizzazione del reddito da mettere in atto attraverso le varie fasi della produzione in azienda. CONTENUTI DISCIPLINARI Il corso si avvia in classe terza con lo studio dell’anatomia e della fisiologia degli animali da reddito,quindi prosegue con i temi di zoognostica. In classe quarta gli allievi hanno affrontano gli argomenti relativi al settore bovino ed ovino, alla configurazione di massima dell’allevamento bovino sia da latte che da carne così come quello ovino , entrambi con particolare riferimento alla trattazione delle razze. Già questo settore, si è riusciti a trattarlo con sinteticità, ma date le sole due ore settimanali a disposizione ( che non sempre si riesce effettivamente ad effettuare ), è stato assolutamente impossibile trattare anche il settore suinicolo .che rimane pertanto poco conosciuto agli allievi . Nell’anno in corso invece , il tempo a disposizione ha trovato anche una limitazione dovuta all’assenza del docente , in quanto distaccato presso Commissione d’esame per l’abilitazione alla professione dei periti Agrari. Quindi quest’anno si sono sviluppati argomenti relativi a: Pag. 55 di 66 GENETICA. Modulo 1 ) Sett-Novembre : ore 23 La classificazione delle specie animali , il genere , la specie , la razza , il ceppo ed il tipo. La cellula, il nucleo , i cromosomi ed i geni . La moltiplicazione delle cellule somatiche e delle cellule della linea germinale. La determinazione del sesso , la gemellarità ed il fenomeno free-martìn : Eredità dei caratteri : Eredità ed ambiente , adattamento all’ambiente . La variabilità dei caratteri : variazioni somatiche e variazioni genotipiche , nuove combinazioni , mutazioni . Eredità dei caratteri quantitativi nelle popolazioni animali , l’ereditabilità e la ripetibilità . L’eredità dei caratteri ed i fenomeni ereditari : la ricerca mendeliana e le sue Leggi , i principi Mendeliani , le Leggi di Mendel . Il Neomendelismo : codominanza , eredità intermedia , epistasi , interazione e complementarietà dei geni . La recessività , eredità legata al sesso , ed influenzata dal sesso. Eredità dei caratteri acquisiti . La valutazione e la scelta dei riproduttori. L’individuazione dei riproduttori , il certificato genealogico , il controllo della paternità , il controllo sanitario . Modulo 2 ) Nov- Gennaio : ore16 Valutazione fenotipica e valutazione funzionale . Performance Test Progeny Test Combined Test Schema M.O.E.T. Riproduzione e miglioramento del bestiame . La fecondazione animale : pubertà e maturità sessuale , prestazioni e durata dell’attività sessuale dei maschi , cicli estrali delle femmine , la sincronizzazione dei calori .La monta naturale e la inseminazione strumentale . Metodi di riproduzione : parentela e consanguineità , selezione massale ed individuale , incrocio ed ibridazione , ibridi e falsi ibridi , il fenomeno dell’eterosi .Gli “ibridi “ in suinicoltura . Forme d’incrocio : industriale di prima generazione , di seconda generazione , alternato , a rotazione , di sostituzione , di ritorno ed intercorrente . L’ibridazione interspecifica ed il meticciamento. Embryo-transfert : superovulazione e fecondazione della donatrice , raccolta e conservazione degli embrioni , scelta e preparazione delle riceventi , controllo e trasferimento embrionale . I Libri Genealogici attivi in Italia relativi a bovini , ovini e suini : attività ed obbiettivi di miglioramento genetico. Confronto dei risultati tra il settore bovino ed ovino in termini di progresso genetico . NUTRIZIONE ed ALIMENTAZIONE del BESTIAME da REDDITO Modulo 3 ) Genn- Marzo : ore24 Fisiologia dell’ alimentazione animale : ingestione , fame , appetito e sazietà , masticazione , salivazione e deglutizione . Fisiologia della digestione nei poligastrici e nei monogastrici . Assorbimento dei principi nutritivi . Gli alimenti ed i principi nutritivi . Generalità . composizione chimica , principi alimentari e loro determinazione analitica . Pag. 56 di 66 Sostanza secca. Proteina Grezza . digeribile .digeribile intestinale , digeribile intestinale con fattore limitante l’energia e con fattore limitante l’azoto .La proteina digeribile intestinale di origine animale ( bypass o PDIA ) Gli estrattivi in azotati e la fibra grezza ( Metodo Wendee ) Fibra neutro detersa , acido detersa , lignina ( NDF-ADF-ADL ) Metodo Van Soest . Amido e zuccheri semplici (NSC ) I lipidi grezzi .Lipidi by-pass per i ruminanti . Gli elementi minerali e loro funzione : macroelementi e microelementi . Le vitamine liposolubili e le vitamine idrosolubili :determinazione ed azione. Modulo 4 ) Apr- Giugno : ore 13 Classificazione degli alimenti :foraggi ed alimenti concentrati . Foraggicoltura . Erbai , prati e pratipascolo maggiormente diffusi nelle aziende zootecniche italiane . La produzione di erba-silo , fieno-silo ed insila p.d., il silomais e gli insilati autunno-vernini in trincea . Gli alimenti concentrati. Cereali , semi di leguminose , sottoprodotti delle varie industrie ad uso alimentazione zootecnica. I mangimi complementari composti integrati commerciali .Nuclei ed integratori vitaminico – minerali. Probiotici .Additivi .Sostanze tampone Il valore nutritivo degli alimenti e metodi di valutazione . Metodo degli equivalenti fieno , metodo del potere energetico degli alimenti , metodo delle Unità Amido , metodo delle Unità Foraggere , metodo delle UFC e UFL francesi ( Metodo INRA ) . Alla data del 15 Maggio 2012 rimangono da svolgere i seguenti argomenti : I fabbisogni nutritivi degli animali ed i fattori del razionamento. Fabbisogni di mantenimento e di produzione del latte.Fabbisogni di gravidanza . Fabbisogni di accrescimento delle vitelle , manzette , manze . Esempi di calcolo di razioni alimentari per vacche da latte . Calcolo di razioni per vacche da latte in fase di lattazione “ fresca “ , intermedia e preasciutta . Calcolo di razioni per vacche in asciutta , vitelle , manzette , manze . ATTIVITA’ INTEGRATIVE E VISITE GUIDATE Nel corso dell’anno si è effettuata una lezione fuori sede con visita ad una azienda con bovini da carne situata in località Roselle ( Gr ). MEZZI / ATTREZZATURE/ TESTI DIDATTICI Nel corso dell’anno si è fatto riferimento al libro di testo “ Zootecnica Generale “ D. Balasini . La lezione in aula è stata svolta in maniera frontale, invitando all’intervento gli allievi, nel tentativo di dare loro un ruolo più partecipativo e costruttivo. Pag. 57 di 66 CRITERI E STRUMENTI DELLA MISURAZIONE E DELLA VALUTAZIONE/PROVE La valutazione degli allievi è avvenuta attraverso almeno tre prove orali per ciascuno quadrimestre ed almemo 3 ( tre ) elaborati scritti. Sono state valutate le conoscenze,le competenze acquisite ed il grado di capacità tecnica conseguita. Si è apprezzata sia l’applicazione didattica nello studio, ma ancor più la partecipazione al dialogo educativo ed il grado di raggiungimento di quel senso critico necessario per analizzare le fasi del processo produttivo zootecnico. Per l’attribuzione dei voti e del relativo giudizio,quindi dei punteggi relativi ai livelli di apprendimento conseguiti,ci si è uniformati alla griglia di valutazione approvata nel Collegio docenti e di seguito riportata. SCHEMA DI VALUTAZIONE Livell o 0° 1° voto Descrizione 1 2 2° 3 3° 4 4° 5 5° 6 6° 7 Prova in bianco Non conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti; non comprende adeguatamente il testo e non riesce ad eseguire semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda regole, termini, concetti, procedimenti in modo estremamente frammentario e superficiale; non comprende adeguatamente il testo e commette gravi errori nell’esecuzione di semplici compiti; non applica adeguatamente regole e procedimenti; non evidenzia autonome capacità di analisi e di sintesi; non possiede capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare i contenuti delle unità didattiche. Non conosce e/o ricorda parzialmente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende faticosamente e parzialmente il testo; applica con serie difficoltà regole e procedimenti; evidenzia insufficienti capacità di analisi e di sintesi; possiede insufficienti capacità di valutazione; non è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica con difficoltà e in maniera non appropriata regole e procedimenti; evidenzia scarse capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza in maniera imprecisa i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda sufficientemente regole, termini, concetti, procedimenti; comprende sufficientemente il testo; applica in modo sufficientemente corretto regole e procedimenti; evidenzia mediocri capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; è in grado di utilizzare correttamente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e/o ricorda discretamente regole, termini, concetti, Pag. 58 di 66 7° 8 8° 9-10 procedimenti; comprende adeguatamente il testo; applica in modo adeguato regole procedimenti e processi; evidenzia sufficienti capacità di analisi, di sintesi e di valutazione; utilizza razionalmente i contenuti delle unità didattiche. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia discreta capacità di analisi, di sintesi e valutazione. Conosce e comprende bene regole, termini, concetti e procedimenti ed è perfettamente in grado di applicarli; evidenzia buone o ottime capacità di analisi, di sintesi e valutazione. Pag. 59 di 66 DISCIPLINA DOCENTI AREA DI PROGETTO Prof. Alessandro Cardarelli Prof. Giulio Domenichini - ITP Presentazione della classe: Il lavoro di ricerca e elaborazione del progetto si svolge per la quasi totalità del tempo nel laboratorio di informatica dove dovrebbe essere possibile lavorare come se si operasse in uno studio professionale. La classe è composta da 17 studenti ed è stato necessario creare tre gruppi di lavoro formati da tre studenti ciascuno ed quattro da due. Da parte dei docenti è stato fatto un ventaglio di proposte a cui attingere in maniera non vincolante su argomenti di interesse. Gli argomenti dei progetti sono stati scelti in totale autonomia per permettere una migliore “identificazione” e coinvolgimento nel lavoro e sottoposti all’approvazione del Consiglio di Classe. Il lavoro è stato svolto dagli studenti in maniera altalenante. Pertanto gli elaborati proposti non sempre sono stati sviluppati in maniera ottimale e con il dovuto impegno, in qualche caso è stato difficile indirizzare il gruppo verso un lavoro più concreto e meno distratto. Nell’insieme si riconosce che il lavoro svolto, quando fatto con impegno, ha avuto un risultato comunque adeguato. Finalità - acquisizione di un metodo organico e produttivo; - sviluppo delle capacità di rielaborazione e di critica; - favorire la socializzazione anche mediante il lavoro di gruppo; - educare al senso civico e alla solidarietà. Obiettivi generali della materia L’allievo sarà in grado di produrre un elaborato progettuale integrando in una visione organica e funzionale, le conoscenze e le esperienze effettuate durante le attività curriculari. Obiettivi minimi - saper definire l’obiettivo di un progetto - saper organizzare la ricerca dei dati relativi alla progettazione - saper impostare il lavoro di progetto proposto seguendo uno schema logico ed utilizzando gli strumenti informatici. Schema degli obiettivi mediamente raggiunti in termini di conoscenze, capacità, competenze Conoscenze Capacità Competenze Conoscere e riassumere i Saper impostare uno schema di Elementi di progettazione concetti generali della progetto generale progettazione Saper impostare il progetto secondo la logica dello schema progettuale Impostare e rappresentare Elaborazione del progetto Saper rappresentare in forma graficamente semplici progetti grafica gli elementi costitutivi del progetto Pag. 60 di 66 Elenco dei gruppi e dei progetti presentati: Pavin , Fiorenti Apicoltura oggi Pellegrini, Bartalucci Gustose confetture di frutti di bosco Pennacchini, Nerucci Pecorini toscani Mori, Caldesi La riscoperta della maremmana Macchi, Mearini, Fiorentino Biogas e il suo utilizzo Ciacci, Agostini, Duchini Bisogna insieme conservare la biodiversità di varie specie presenti sui nostri territori agricoli D'Incà, Ingrati, Avesti Vivaio italiano vendita autoctona Contenuti Mod. 1 – Dall’idea al progetto - cosa è un progetto didattico - scelta delle idee (brain storming) - il percorso di lavoro - il lavoro di gruppo tempo: 12 ore Mod. 2 – Lo sviluppo del progetto - il lavoro di ricerca dei dati - le rappresentazioni grafiche tempo: 18 ore Mod. 3 – la progettazione - elaborazione del progetto con approfondimento degli argomenti - rappresentazione grafica dell’idea progettuale - il business plan tempo: 30 ore Mod. 4 – La relazione finale - preparazione dell’elaborato finale tempo: 6 ore Gli elaborati di progetto sono stati sviluppati nel laboratorio d’informatica usando i seguenti programmi informatici: • Word • Excel • AutoCad • Internet Explorer • programmi di posta elettronica La ricerca dei dati è stata effettuata con i seguenti mezzi: • Internet • domande docenti esperti • ricerche bibliografiche • ricerche presso professionisti del settore o personale esperto Pag. 61 di 66 Spazi, mezzi e attrezzature utilizzati Spazi • Aula • Biblioteca • Laboratorio d'informatica Mezzi • testi forniti dagli insegnati • riviste . • elaborati proposti dall'insegnante • computer • fotocopie Tempi • Totale ore previste nell'intero anno scolastico 2 ore settimanali per 33: 66ore • Ore realmente effettuate: 60 La valutazione è effettuata con i seguenti criteri Criteri di valutazione l’elaborato non viene consegnato, lo studente non partecipa all’attività di gruppo l’elaborato viene consegnato incompleto, lo studente partecipa saltuariamente all’attività di gruppo l’elaborato presenta lacune o è stato realizzato in maniera superficiale senza seguire i consigli del docente – lo studente partecipa all’attività di gruppo solo se sollecitato l’elaborato sviluppa in maniera abbastanza completa il percorso programmato e proposto dall’insegnante l’elaborato sviluppa in maniera completa il percorso programmato e proposto dall’insegnante l’elaborato sviluppa in maniera completa e approfondita il percorso programmato e il lavoro progettuale è stato svolto in autonomia l’elaborato sviluppa in maniera completa e approfondita il percorso programmato e il lavoro progettuale è stato svolto in autonomia con elaborazioni tecniche professionali l’elaborato sviluppa in maniera completa e approfondita il percorso programmato e il lavoro progettuale è stato svolto in autonomia con elaborazioni tecniche e professionali complete 2 3-4 5 6 7 8 8 9-10 Tipologie delle prove Nella prevista suddivisione in trimestre e pentamestre dell'anno scolastico sono state ritenute congrue due verifiche pratiche del lavoro svolto per il primo periodo e tre per il secondo. Verifiche scritte: data la particolarità dell'area di progetto si è ritenuto opportuno documentare in forma scritta il lavoro di gruppo degli studenti valutando il processi elaborazione progettuale attraverso la documentazione dei livelli di avanzamento. Verifiche grafiche: il lavoro grafico è stato valutato per gruppo a seconda degli obiettivi di progetto con riguardo alla documentazione grafica e all'elaborazione progettuale secondo i vari stati di avanzamento. Pag. 62 di 66 DISCIPLINA DOCENTI EDUCAZIONE FISICA Prof. Stefano Goracci Obiettivi realizzati La classe, molto eterogenea dal punto di vista motorio, con la presenza di alunni di entrambi i sessi, alcuni dei quali poco abili, ma con discrete motivazioni, abbastanza continui nell’impegno e nella presenza, ha avuto un andamento didattico caratterizzato dal conseguimento di risultati sufficienti ed in alcuni casi discreti. Gli alunni che compongono la classe hanno lavorato con lo scrivente fin dalla classe III. Alla data della compilazione del presente documento, tutti gli alunni hanno raggiunto gli obiettivi prefissati. Alcuni alunni, hanno collezionato numerose assenze. Dal punto di vista delle conoscenze gli alunni hanno avuto complessivamente un risultato sufficiente. Dal punto di vista delle competenze in tutti gli alunni si sono evidenziati miglioramenti dei livelli prestativi e nell’anno in corso gli alunni hanno raggiunto, complessivamente, risultati sufficienti. Dal punto di vista delle capacità gli alunni si dimostrati in grado di utilizzare le conoscenze come elemento per l’acquisizione di nuove competenze o per la verifica e l’auto correzione. In quest’ambito, inoltre, gli alunni hanno dato prova di saper utilizzare le risorse messe a loro disposizione. I contenuti disciplinari e pluridisciplinari Alla data di compilazione del presente documento, la classe ha lavorato su tutti i moduli previsti dalla programmazione, anche se in maniera non proprio approfondita, visto l’esiguo numero di ore di lezioni di Educazione Fisica previsto dal curriculum e viste le attività didattiche extracurriculari o di altra disciplina che hanno, per esempio, fatto si che nel mese di Aprile, la classe non effettuasse nessuna lezione di Educazione Fisica. Attraverso l’utilizzo di esercitazioni a corpo libero e con l’aiuto di piccoli e grandi attrezzi si è lavorato per riattivare e potenziare la condizione fisico motoria generale, agendo sia sugli aspetti coordinativi che condizionali del movimento. Particolare attenzione si è rivolta ad apprendere la metodologia dello Stretching. Dei Giochi Sportivi gran parte del lavoro è stato dedicato alla parte metodologica, cioè alla costruzione di metodi di analisi e scomposizione degli elementi sotto osservazione. Gli alunni sono stati condotti attraverso la metodologia della individuazione degli obiettivi e degli strumenti, stante il quadro di riferimento (le risorse: regole e condizioni di partenza). La classe è stata sollecitata a ragionare in termini intradisciplinari (relazione differenze analogie fra le varie discipline sportive e fra i gesti tecnici delle stesse). I riferimenti pluridisciplinari sono stati orientati alla fisica (per esempio, come si esprime la forza nel lancio di una palla, i tempi del lancio in relazione allo spostamento del destinatario del lancio). Inoltre agli alunni è stato chiesto costantemente di verbalizzare il vissuto utilizzando il linguaggio tecnico dell'ed. Fisica, ma anche la costruzione sintattica e lessicale corretta per esprimere un concetto. Riteniamo che la parte metodologica possa essere più delle altre rappresentativa del lavoro interdisciplinare. Ci è sembrato interessante sviluppare le nostre riflessioni a partire da un problema ricercandone la soluzione una volta acquisite le risorse necessarie (conoscenze e competenze). Pag. 63 di 66 Modulo n° 1- Consolidamento degli schemi motori di base Differenza fra movimento naturale e movimento tecnico. L’andatura in scivolamento. Il Lanciare. Gestione della palla: il metodo di applicazione della forza; i punti di applicazione della forza nella palla; i modi di intervento sulla palla (lancio, presa, spinta, ecc). Tempi di contatto sulla palla, modalità di espressione della forza. Il saltare: analisi delle fasi; stacco con un piede; stacco con due piedi; il saltare con preparazione allo stacco con doppio appoggio consecutivo e con presalto e correlazione con le discipline sportive. Interventi sulla palla in sospensione ed in elevazione. I piani principali del corpo umano. L’apparato locomotore. Strutture dell’apparato locomotore: ossa, muscoli, legamenti, tendini, articolazioni. Unità funzionale dell’apparato locomotore. Le funzioni dei muscoli: agonisti, antagonisti, sinergici e fissatori. I muscoli addominali e l’equilibrio del bacino. I muscoli dell’arto inferiore: quadricipite, ileopsoas, tricipite surale, adduttori, ischiocrurali, tensore della fascia lata. Lo stretching: metodologia e posture per i muscoli dell’arto inferiore. Atteggiamenti dei segmenti corporei. I movimenti degli arti inferiori del corpo umano: flessioneestensione, adduzione-abduzione, intrarotazione-extrarotazione Modulo n° 2 - controllo e sviluppo delle capacità condizionali – potenziamento fisiologico Un attrezzo per allenare le capacità condizionali: la funicella. Lavori frazionati con la funicella. Test OCM: funicella 30’’. Test non OCM dei 5 Esercizi. Si contano il numero complessivo dei salti eseguiti nelle sequenze valide nei 20 ‘’: 1) a piedi pari; 2) alternato destro sinistro, 3) due destro, due pari, due sinistro, due pari; 4) uno destro, uno pari, uno sinistro, uno pari; 5) alternati due destro, due sinistro. Mobilizzazione muscoli addominali retti ed obliqui: metodologia ed esercizi. Andature preatletiche: skip, passo e stacco, corsa laterale, corsa laterale incrociata, doppio appoggio, corsa calciata. Forza arti inferiori: balzi gambe ritte e piegate. Andature di sensibilizzazione per i piedi. L’allenamento della forza in circuito. Test di verifica standard OCM: funicella 30’’, m. 1000, salto in lungo da fermo. Modulo n° 4- Giochi Sportivi PALLACANESTRO - Le regole del gioco relativamente allo spostamento ed alla gestione della palla. Il palleggio mano destra e sinistra. Il palleggio protetto. Il cambio di direzione ed il cambio di senso. I cambi di mano protetti: sotto le gambe e frontale. L’arresto a due tempi. Il tiro in sospensione. Il tiro in corsa. Passaggi in corsa. Giochi a due: dai e vai. Gioco in campo ridotto. Le linee di passaggio. Test di verifica: sequenza arresto da passaggio, palleggio, cambio di senso in palleggio protetto con andatura in scivolamento, cambio di direzione con cambi di mano protetti (sotto le gambe e frontale), l’arresto, tiro in sospensione, tiro in corsa, sia sul lato destro che sul lato sinistro del campo con valutazione standard. PALLAVOLO - Gestione della palla: Il palleggio alto, frontale. Il palleggio in bagher. Differenze fra le due tecniche e loro utilizzo. Organizzazione del gioco - La regola di posizione. Le posizioni di regola e le posizioni di ruolo. La difesa sulla battuta. Gioco in campo ridotto ed a tutto campo. Rapporto fra regole, obiettivi e strumenti: la pallavolo sport ad alta programmazione CALCIO - Gestione della palla: il controllo di palla in corsa. Il calciare di interno piede rasoterra con palla ferma e palla in movimento. Il calciare la palla in volo. Gli stop: classificazione. Lo stop a contrasto frontale e lo stop sopra il piede. Gioco in campo ridotto. Le linee di passaggio. Test OCM: slalom calcio 6 birilli. Test: calciare 30’’ interno piede rasoterra palla in movimento al muro in spazio 3 metri per 3. Con valutazione numero e campionamento per classi parallele. Pag. 64 di 66 Interazioni Docenti Alunni Il metodo di insegnamento adottato prevede un lavoro di carattere individuale e individualizzato. Nella Classe sono presenti alcuni alunni esonerati dalla parte pratica della disciplina che sono stati valutati esclusivamente dal punto di vista teorico. Gli spazi ed il materiale didatticoE’ stata usata la palestra dell’Istituto completa del materiale didattico occorrente. Agli alunni sono stati forniti appunti elaborati dallo scrivente relativi agli argomenti affrontati. I tempi – Sono state svolte le ore di lezione: nel trimestre n°24 ore di lezione, nel pentamestre, alla data di compilazione del documento, n ° 24 ore di lezione ore di lezione. Totale 48 ore. Le ore previste dal curricolo sono n ° 66 annue. Alla data della compilazione della presente relazione sono stati dedicati: - al modulo metodologia dell’allenamento n ° 14 ore di lezione - al modulo consolidamento delle capacità coordinative n ° 14 ore di lezione - al modulo giochi sportivi n ° 24 ore di lezione I criteri di valutazione e le verificheGli alunni sono stati valutati avendo come riferimento i tre elementi: il sapere(conoscenze), il saper fare(competenze), il saper utilizzare le conoscenze in fase di apprendimento delle competenze ed il saper usare le competenze in situazione e come transfert. Gli alunni sono stati costantemente osservati nella progressione dell'apprendimento delle competenze e delle conoscenze attraverso il dispiegarsi delle loro capacità individuali. Sono stati verificati gli apprendimenti tramite n° 2 test scritti e 3 test pratici nel Trimestre e n° 4 test scritti e 7 pratici nel pentamestre. I punteggi attribuiti hanno sempre tenuto conto della scala di valori da uno a dieci. Nella formulazione dei voti e dei giudizi finali, si procederà a costruire una media dei voti raggiunti durante tutto l’anno scolastico. Inoltre si terrà conto della qualità del dialogo educativo e dell’impegno. Pag. 65 di 66 In allegato: Simulazione della Terza Prova I docenti del Consiglio di Classe di V° B Docente Materia RENZETTI MONICA ITALIANO STORIA PACHETTI GIAMPAOLA BIOLOGIA APPLICATA SIMONI AILIDE INGLESE TADDEI LUCIA MATEMATICA BALLERINI LORI INSEGNAMENTO RELIGIONE CATTOLICA (IRC) MECIANI PAOLO Firme TECNICHE DI VALUTAZIONE E GESTIONE (TGV)MODULO ORTOFLOROVIVAISMO SPINSANTI PAOLO TECNOLOGIE AGROALIMENTARI DE PETRILLO GIOVANNI AREA MODULARE E STRUTTURE VIVAISTICHE BENICCHI ENNIO TECNICHE DI PRODUZIONE ANIMALE (TPA) CARDARELLI ALESSANDRO AREA DI PROGETTO GORACCI STEFANO EDUCAZIONE FISICA DOMENICHINI GIULIO INSEGNANTE TECNICO PRATICO (ITP) DI AREA DI PROGETTO VENTURI CLAUDIO ITP DI BIOLOGIA APPLICATA CARUSO PATRIZIA ITP DI MODULO ORTOFLOROVIVAISMO MENCHETTI GIORGIO ITP DI CHIMICA TISTARELLI FRANCESCO ITP DI AREA MODULARE E STRUTTURE ITP DI TGV Il Dirigente Scolastico Gli studenti dichiarano che tutti i programmi contenuti nel presente documento corrispondono a quelli effettivamente svolti durante l’anno dagli insegnanti delle varie materie Pag. 66 di 66