L’andamento dei conti pubblici in Italia Lezione 2 Scienza delle finanze – CLEP a.a. 2010-2011 Visita guidata nei conti di finanza pubblica • Perchè sono importanti? • Bilanci pubblici: – esprimono scelte di prelievo e di spesa (non a caso sono diversi nel tempo e fra paesi) – Svolgono diverse funzioni programmazione • Documenti di finanza pubblica in Italia – http://www.mef.gov.it/doc-finanza-pubblica/ – Bilancio dello stato: http://www.mef.gov.it/ministero/dipartimenti.r gs.asp Funzioni del bilancio Informativa: Informazione sulle risorse disponibili e sul loro utilizzo Allocativa: Strumento per la decisione politica (programmazione economico-finanziaria) Esecutiva Gestione delle risorse allocate “L’attuale struttura è poco leggibile. E’ difficile individuare l’insieme di risorse disponibili per perseguire i diversi obiettivi e gli effetti della legge finanziaria sul bilancio” “Trasparenza del bilancio come bene pubblico, non appartiene a nessun schieramento politico” T. Padoa Schioppa (2007) Tipi di bilancio Si distinguono secondo: I soggetti dell’attività finanziaria a cui si riferiscono L’oggetto: operazioni incluse (limite a operazioni fuori bilancio) I criteri di registrazione: competenza (giuridica ed economica) o cassa L’orizzonte temporale (annuale o pluriennale) La natura di previsione (tendenziale o programmatica) o di consuntivo (rendiconti) I criteri di classificazione delle entrate e delle uscite: amministrativa, funzionale, economica I tipi di “saldo” (risparmio, indebitamento, fabbisogno…) Gli aggregati di finanza pubblica in Italia • Stato • Settore statale • Amministrazioni pubbliche • (contabilità nazionale e vincoli europei) Settore pubblico •Ex aziende autonome ed enti assimilati (Ferrovie, monopoli di stato, poste, Anas) SETTORE PUBBLICO • Ex foreste demaniali •Stato (bilancio e tesoreria) •Altri enti dell’amm. centr. •Amministrazioni locali •Enti di previdenza SETTORE STATALE AMMINISTR. PUBBLICHE Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche: definizione e saldi di bilancio Fonte statistica: Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese (3 volumi), presentata entro il 31 marzo dal Ministro dell’Economia ed elaborata dall’Istat Le Amministrazioni pubbliche sono unità istituzionali (9976 nel 2003; 3,540 milioni di personale ), le cui funzioni principali consistono nella: produzione di beni e servizi non destinabili alla vendita redistribuzione del reddito e della ricchezza del paese Amministrazioni Locali (AL) Enti territoriali (Regioni, Province, Comuni) Aziende sanitarie locali Ospedali pubblici Enti di assistenza locali (Università, Aziende diritto allo studio, Altri enti assistenziali) Enti economici locali (Camere di commercio, Comunità montane,Iacp, Ept, Ers…) 9753 unità - 1,496 milioni di personale Enti di Previdenza (EP) INPS INAIL INPDAP altri... 27 unità - 57,9 mila unità di personale Il conto economico delle AP si basa su un concetto di competenza economica (non giuridica): erogazioni maturate nell’anno, ma a volte si usa il criterio cassa rettifica dei dati di bilancio (es. sottrazione Iva a UE; ..) esclude le partite finanziarie consente di effettuare confronti nel tempo consente di effettuare confronti tra paesi è quello usato per criteri di Maastricht e PSC SALDO DELLE PARTITE FINANZIARIE Partecipazioni azionarie e conferimenti Concessioni di crediti e anticipazioni meno Rimborso di anticipazioni e crediti Fabbisogno e indebitamento SP o SS e AP Fabbisogno del Settore pubblico (SP) o del Settore Statale (SS) e Indebitamento netto delle AP: Che differenza c’è? Differenze fra fabbisogno e indebitamento Gli aggregati di riferimento sono diversi (SP, SS, PA) I conti del Settore pubblico e statale sono conti di cassa di natura finanziaria, i conti delle AP sono di competenza e di natura economica I conti delle AP sono rettificati Il fabbisogno include le partite finanziarie; l’indebitamento no Si può quindi dire, anche se rappresenta una semplificazione della realtà, che… INDEBITAMENTO = ENTRATE FINALI - SPESE FINALI FABBISOGNO = INDEBITAMENTO + SALDO DELLE PARTITE FINANZIARIE Altri tipi di “saldo” Saldo corrente (risparmio pubblico): differenza fra entrate e uscite di parte corrente Saldo in conto capitale: differenza fra entrate e uscite in conto capitale Avanzo (disavanzo) primario: differenza fra entrate totali e uscite totali al netto degli interessi Saldo “strutturale”: saldo corretto per l’andamento del ciclo economico I principali documenti ufficiali Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese (marzo) Relazione Annuale della Banca d’Italia (maggio) Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (giugno/luglio) Relazione Previsionale e Programmatica (settembre) Altri documenti utili Bollettino Economico della Banca d’Italia Siti Internet www.istat.it www.bancaditalia.it www.mef.gov.it Conto economico consolidato delle Amministrazioni pubbliche: evoluzione in Italia (1970-2009) CONTO CONSOLDIATO aggrega le entrate e le uscite di AC, AL e EP con elisione dei trasferimenti tra enti all’interno delle AP ESEMPIO DI CONSOLIDAMENTO DI BILANCI PUBBLICI STATO Es ALTRI ENTI Us Ea Ts 546 Gs TRs 384 233 546 617 Us = Uap 617 1006 Ua Ta 406 Ga 622 TRa 233 638 indebitamento (Es-Us)= - 71 (Ea-Ua)= 17 = 61% AMM.PUBBLICHE 622 Eap Ts Ta Uap 546 Gs 406 Ga 952 384 622 1006 (Ea-Ua)= - 54 Gs 384 = Uap 1006 = 38% Conto delle Amministrazioni Pubbliche nel 2009 mld di € %PIL 1. Entrate Correnti 701,9 46,2 87,9 2. Entrate Conto Capitale. 16,1 1,1 2,0 3. ENTRATE TOTALI (1+2) 718,0 47,2 89,9 4. Uscite correnti 733,0 48,2 91,8 - di cui interessi passivi 71,3 4,7 8,9 5, Uscite in conto capitale 65,8 4,3 8,2 6. USCITE TOTALI (4+5) 798,8 52,5 100,0 7. Risparmio pubblico (1-4) -31,1 -2,0 8. Indebitamento netto (3-6) -80,8 -5,3 9. Avanzo primario (8+interessi) -9,5 -0,6 Debito pubblico delle AP (al 31.12.08) 1761,2 115,8 Per memoria : Prodotto Interno Lordo 1520,9 100,0 ENTRATE Comp. % USCITE SALDI Andamento dei conti pubblici e previsioni Documenti più recenti (22 settembre 2009) Relazione previsionale e programmatica http://www.tesoro.it/doc-finanzapubblica/dfp.rpp.asp?idr=22422 Nota di aggiornamento al DPEF 2010-2013, http://www.tesoro.it/documenti/open.asp?idd=22421 Entrate ed uscite totali delle AP in % del Pil 60 55 50 45 40 35 30 25 UT/PIL ET/PIL 20 70 72 74 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 00 02 04 06 08 Le entrate delle AP nel 2009 mld di Euro %PIL Comp. % 1. Imposte dirette 222,6 14,6 31,0 2. Imposte indirette 206,9 13,6 28,8 3. Contributi sociali effettivi 210,9 13,9 29,4 ENTRATE 3.1 Contr. sociali dei datori 144,1 3.2 Contr. sociali dei lavoratori 66,8 4. Entrate fiscali (1+2+3) 640,4 42,1 89,2 5. Contr. sociali figurativi 4,1 0,3 0,6 6. Altre entrate 57,3 3,8 8,0 7. Entrate Correnti (4+5+6) 701,9 46,2 97,8 8. Entrate Conto Capitale. 16,1 1,1 2,2 12,2 0,8 1,7 718,0 47,2 100,0 8.1 Imposte in conto capitale 9. ENTRATE TOTALI (7+8) Le entrate delle AP in % del Pil irap Inpdap? 18 16 14 12 10 8 6 4 2 0 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 TD/Pil TC/Pil CSeff/Pil AE/Pil INDICATORI DI PRESSIONE Pressione fiscale: Dirette + Indirette + Contributi sociali _______________________________ PIL Pressione tributaria Dirette + Indirette ___________________ PIL Pressione tributaria e Pressione fiscale 50 45 40 35 30 25 20 15 10 5 0 70 72 74 76 78 80 82 PressioneFiscale 84 86 88 90 92 94 96 98 00 PressioneTributaria 02 04 06 08 Pressione fiscale al lordo e al netto delle imposte in conto capitale 44,0 43,0 42,0 41,0 40,0 39,0 38,0 1992 1993 1994 1995 1996 1997 Pressione fiscale 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 Pressione fiscale al netto imposte in conto capitale 2005 2006* USCITE delle AP nel 2009 mld %Pil % 10. Consumi collettivi finali 327,8 21,6 41,0 10.1 Retribuzioni 171,6 11,3 21,5 10.2 Acquisti di beni e servizi 137,2 9,0 17,2 11. Prestazioni sociali 291,3 19,2 36,5 12. Contributi alla produzione 15,1 1,0 1,9 13. Interessi 71,3 4,7 8,9 733,1 48,2 91,8 37 2,4 4,6 17. Trasferimenti in conto capitale 24,4 1,6 3,1 18. Uscite in conto capitale 65,8 4,3 8,2 19. USCITE TOTALI (15+18) 798,8 52,5 100,0 14. Altre uscite correnti 15. Uscite correnti (10+11+12+13+14) 16. Investimenti Tab.2.2. La spesa per il welfare state delle AP, 2009 (mld di euro) 2009 comp% %del Pil 1. Previdenza 265,6 36,5 17,5 2. Assistenza 33,8 4,6 2,2 3.Sanità 102,8 14,1 6,8 4. Prestazioni di protezione sociale delle AP (=1+2+3) 402,2 55,3 26,4 5. Servizi amministrativi e altre spese 23,3 3,2 1,5 6. Spesa totale per la protezione sociale delle AP (=4+5) 425,5 58,5 28,0 7. Istruzione (stime)* 70 9,6 4,6 8. Abitazione (stime) 17 2,3 1,1 512,5 70,4 33,7 215 29,6 14,1 727,5 100,0 47,8 9. Totale spesa per il welfare (=6+7+8) 10. Altre spese primarie 11. Spesa primaria delle AP (=9+10) Tab.2.2. La spesa per il welfare state delle AP, 2009 (mld di euro) 2009 comp% %del Pil 1. Previdenza 265,6 36,5 17,5 2. Assistenza 33,8 4,6 2,2 3.Sanità 102,8 14,1 6,8 4. Prestazioni di protezione sociale delle AP (=1+2+3) 402,2 55,3 26,4 5. Servizi amministrativi e altre spese 23,3 3,2 1,5 6. Spesa totale per la protezione sociale delle AP (=4+5) 425,5 58,5 28,0 7. Istruzione (stime)* 70 9,6 4,6 8. Abitazione (stime) 17 2,3 1,1 512,5 70,4 33,7 215 29,6 14,1 727,5 100,0 47,8 9. Totale spesa per il welfare (=6+7+8) 10. Altre spese primarie 11. Spesa primaria delle AP (=9+10) Spese delle AP in % del Pil 20 19 RPA/PIL PS/PIL INT/PIL CP+TRK/Y ABS+IG/Y 18 17 16 15 14 13 12 11 10 9 8 7 6 5 4 3 2 1 0 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 09 ENTRATE T USCITE Cg TR INT IG DOMANDA AGGREGATA C + I + G (=CG+IG) REDDITO DISPONIBILE YD=Y-T+TR+INT Indebitamento netto e saldo primario delle Ap in % del Pil 8 7 6 5 4 3 2 1 0 -1 -2 -3 -4 -5 -6 -7 -8 -9 -10 -11 -12 -13 -14 IND/Pil Saldo primario Vincolo PSC 70 72 74 76 78 80 82 84 86 88 90 92 94 96 98 00 02 04 06 08 Uno sguardo all’Europa Debito Pubblico/Pil Indebitamento netto/Pil 140 15 120 12 100 9 80 6 60 3 40 0 20 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 -3 0 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 Italia Germania Francia UK -6 Europa16 Italia Germania Francia UK Europa16 Spesa primaria/Pil Pressione fiscale 55 48 46 44 42 40 38 36 34 32 30 50 45 40 35 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 08 30 Italia Germania Francia UK Europa16 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 00 01 02 03 04 05 06 07 Italia Germania Francia UK Europa16 Spesa per interessi su Pil 14,0 13,0 12,0 11,0 10,0 9,0 8,0 7,0 6,0 5,0 4,0 3,0 2,0 1,0 0,0 87 I 93 D 00 F 05 UK 07 EU15 La contabilità pubblica e il processo di bilancio Articolo 81 della Costituzione (Stato) Le camere approvano ogni anno i bilanci e il rendiconto consuntivo presentati dal governo L’esercizio provvisorio del bilancio non può essere concesso se non per legge e per periodi non superiori complessivamente a quattro mesi Con la legge di approvazione del bilancio non si possono stabilire nuovi tributi e nuove spese Ogni altra legge che importi nuove e maggiori spese deve indicare i mezzi per farvi fronte Principali leggi di contabilità e finanza pubblica Legge 468/78 (bilancio cassa, legge finanziaria …) Legge 362/88 (DPEF, ….) Legge n. 94/1997 Legge n. 208/1999 (ultima riforma organica) ... circolari, regolamenti contabili, regolamenti parlamentari … Legge 196 del 31 dicembre 2009 Legge 196/2009 Legge di contabilità e finanza pubblica Riforma necessaria e non più rinviabile Già da due anni (almeno nelle intenzioni) versione “snella” LF Appesantimenti nell’iter parlamentare Dal 2008 manovra anticipata con d.l. estivi, fiducia. Per tutte le cinque leggi Finanziarie votate negli anni 20032007 maxiemendamento e fiducia (pochi articoli moltissimi commi….) … Obiettivi molto ambiziosi Numerose deleghe Tempi lunghi (deleghe entro 1, 2 o 3 anni) Modalità attuazione molto importanti Legge 196/2009 Principali obiettivi Coordinamento finanza pubblica (enfasi su conti PA, ex-ante; contabilità di cassa, bilancio per missioni e programmi, programmazione triennale, …) Armonizzazione dei sistemi contabili (fra diversi enti e livelli di governo) Riforma degli strumenti di governo dei conti pubblici (LF, DPEF…) Ridefinizione del sistema dei controlli (norme di copertura più stringenti, nuclei di analisi e valutazioni ...) Unità di approvazione parlamentare Si votano i programmi, non più UPB o macroaggregati Il bilancio dello Stato è attualmente ripartito in 13 stati di previsione (uno per ministero) e 34 missioni (22 delle quali interessano più di un ministero), a loro volta ripartite in 163 programmi (aggregato omogeneo di attività svolto in ogni ministero in funzione delle proprie finalità istituzionali); la spesa di ogni programma è distinta in «macroaggregati» (spese per funzionamento e spese per interventi, di parte corrente e in conto capitale), che costituiscono le unità di voto per il Parlamento. Lo spostamento del voto a livello di programma, garantisce un più ampio margine di flessibilità rispetto alla situazione attuale. Inoltre è prevista la possibilità, in sede di approvazione del bilancio e senza bisogno di ulteriori modifiche legislative, di rimodulazioni compensative tra programmi nell’ambito di ogni missione (entro certi limiti). Bene per la flessibilità gestionale, ma occorre definire il delicato confine fra decisione politica e spazio della decisione amministrativa (es. spese rimodulabili e non rimodulabili …) Esempio di articolazione del bilancio Strumenti di governo Semplificazione degli strumenti decisionali tra Governo e Parlamento. "Relazione sull'economia e la finanza pubblica", che aggiorna le previsioni di finanza pubblica per l'anno in corso, avviando il ciclo annuale della programmazione (15 aprile); "Decisione di finanza pubblica" (entro il 15.9) in luogo del DPE http://www.mef.gov.it/doc-finanzapubblica/dfp.decisioni.fin.pubblica.asp Sostanziale "compressione" dei tempi della sessione di bilancio (troppo per un “serio” dibattito parlamentare?) Sostituzione della legge finanziaria con la "legge di stabilità" (entro il 15 ottobre, assieme al d.d.l . sul bilancio triennale): dovrà contenere esclusivamente norme tese a realizzare effetti finanziari con decorrenza nel triennio considerato dal bilancio pluriennale….. non potrà contenere norme per lo sviluppo, che troveranno collocazione in appositi disegni di legge collegati e le norme di delega; le norme a carattere ordinamentale o organizzatorio; le norme relative ad interventi di natura localistica o microsettoriale Consistente semplificazione delle tabelle allegate I conti pubblici e il quadro macroeconomico Importanti riflessi legati a crisi economico-finanziaria Effetti automatici (dell’economia sul bilancio): Entrate (elasticità del prelievo…) Spese, soprattutto per disoccupazione Effetti discrezionali (necessità intervento per contenere la crisi e la sua durata) : Si stima che nel 2009 nei principali venti paesi industrializzati il sostegno pubblico all’attività economica e alle famiglie sia stato in media 2 punti percentuali del Pi (negli Usa più di 5 punti di Pil!). Interventi con effetto su disavanzo e debito e con effetti solo sul fabbisogno e debito (es. interventi di tipo finanziario come capitalizzazioni o prestiti …) Pil (var %) 2008 2009 Disavanzo(-) in % del Pil 2010* 2008 2009 2010* Germania 1,0 -4,9 1,5 0 -3,6 -4,9 Francia 0,3 -2,3 1,3 -3,4 -8,5 -8,2 Italia -1,0 -4,8 0,8 -2,7 -5,2 -5,9 Spagna 0,9 -3,6 -0,4 -4,1 -11,1 -10,4 Belgio 1,1 -3,1 1,1 -1,2 -5,7 -5,8 Austria 2,0 -3,5 1,4 -0,4 -4,6 -5,6 Paesi Bassi 2,1 -4,1 1,0 0,7 -5,3 -5,8 Finlandia 0,7 -7,5 0,3 4,5 -2,1 -3,3 Grecia 2,9 -1,3 -0,5 -7,7 -12,3 -12,5 Irlanda -2,3 -6,6 0,8 -7,2 -13,1 -14,4 Portogallo 0,0 -2,8 0,8 -2,7 -7,8 -8,2 Lussemburgo 0,1 -3,5 1,3 2,5 -2,6 -2,6 Slovenia 3,5 -7,6 1,2 -1,8 -6,3 -6,8 Slovacchia 6,5 -5,4 1,5 -2,2 -5,8 -5.6 0,6 -4,0 1,0 -2,0 -6,5 -7,0 … UEM Effetti sull’economia dei disavanzi pubblici e sostenibilità dei disavanzi pubblici Occorre distinguere fra: Disavanzo strutturale Componente ciclica Componenti una tantum Attenzione alle componenti una tantum… Importanza degli stabilizzatori automatici Le misure fiscali discrezionali arrivano in genere troppo tardi per contrastare una recessione. Possiamo allora rafforzare e migliorare gli stabilizzatori automatici? Qui e necessaria una distinzione tra stabilizzatori davvero automatici – quelli che implicano un calo dei trasferimenti o un incremento delle entrate fiscali quando i redditi salgono – e regole che modificano automaticamente alcune imposte o trasferimenti se si verificano alcune condizioni prestabilite legate allo stato dell'economia. Il primo tipo di stabilizzatori automatici deriva dalla combinazione di spesa pubblica rigida ed elasticità delle entrate rispetto al prodotto prossima a uno, dall'esistenza di forme di previdenza sociale e dalla natura progressiva delle imposte sul reddito. I modi principali per ampliare il loro effetto macroeconomico sono quelli di accrescere la dimensione dell'intervento pubblico, aumentare la progressività delle imposte e rendere più generosa la previdenza sociale. Tuttavia, queste riforme sono giustificate solo se fondate su un più ampio sistema di obiettivi di equità ed efficienza. Il secondo tipo di stabilizzatori automatici appare più promettente. Sul lato delle entrate, si può pensare a politiche fiscali rivolte alle famiglie a basso reddito, come un rimborso forfettario o una riduzione percentuale sulle passività del contribuente, oppure politiche fiscali rivolte alle imprese, come i crediti di imposta sugli investimenti. Sul lato della spesa, invece, si possono ipotizzare trasferimenti alle famiglie a basso reddito e con scarsa liquidità. Queste variazioni d’imposta e trasferimenti entrerebbero in azione automaticamente al superamento di una determinata soglia di una macro-variabile.degli stabilizzatori automatici (Blanchard, dell’Ariccia, Mauro, http://www.lavoce.info/articoli/moneta_inflazione/pagina1001561.html) Disavanzo strutturale e sostenibilità dei conti pubblici Esercizio per alcuni paesi (Prometeia, 2010): Italia ha usato poco (meno di altri) politica fiscale per dare stimolo all’economia (disavanzo strutturale è circa costante). Aumento indebitamento per lo più di natura congiunturale In Italia vi è ancora un avanzo primario strutturale che dovrebbe rallentare, fino a invertire nel tempo, ma solo se i tassi restano bassi e la crescita economica riprende, la crescita del rapporto debito/Pil. La situazione resta di grande vulnerabilità… Il debito era già molto elevato prima della crisi…cresce ovunque, ma in Italia è molto più alto Avanzo primario (effettivo, non quello strutturale) era 2,4 nel 2008 ed è diventato un disavanzo di 0,6 nel 2009 Indicatori (%) 2007 2008 2009 2010 2011 Indebitamento effettivo/Pil -0,2 0,0 3,6 4,9 4,5 Indebitamento strutturale/Pil 0,6 0,2 1,6 3,3 3,2 Indebitamento primario strutturale/Pil -2,2 -2,4 -1,1 0,5 0,3 Debito/Pil 65,0 65,9 73,2 76,5 79,1 Indebitamento effettivo/Pil 2,7 3,4 8,5 8,2 7,3 Indebitamento strutturale/Pil 3,0 3,0 6,1 5,7 5,6 Indebitamento primario strutturale/Pil 0,4 0,2 3,3 2,8 2,3 Debito/Pil 63,8 67,4 77,2 83,2 87,6 Indebitamento effettivo/Pil 1,5 2,7 5,2 5,9 4,9 Indebitamento strutturale/Pil 2,2 2,5 2,4 2,8 2,7 Indebitamento primario strutturale/Pil -2,5 -2,1 -2,2 -1,9 -2,2 Germania Francia Italia Debito/Pil 103,5 105,8 115,4 120,0 121,3 Indicatori (%) 2007 2008 2009 2010 2011 Indebitamento effettivo/Pil 2,8 5,9 10,3 10,4 8,0 Indebitamento strutturale/Pil 2,9 5,3 8,8 8,8 6,4 0 2,4 5,9 5,6 2,9 42,2 47,6 69,2 78,8 81,5 Indebitamento effettivo/Pil 2,7 5,5 12,2 12,4 10,3 Indebitamento strutturale/Pil 4,0 6,1 10,7 10,5 8,5 Indebitamento primario strutturale/Pil 1,8 3,8 8,5 7,9 5,3 Debito/Pil 44,2 51,9 67,9 78,9 87,1 Indebitamento effettivo/Pil 1,5 2,7 5,2 5,9 4,9 Indebitamento strutturale/Pil 2,2 2,5 2,4 2,8 2,7 Indebitamento primario strutturale/Pil -2,5 -2,1 -2,2 -1,9 -2,2 115,4 120,0 121,3 Stati Uniti Indebitamento primario strutturale/Pil Debito/Pil Regno Unito Italia Debito/Pil 103,5 105,8 Effetti sull’economia dei disavanzi pubblici Effetti discrezionali: che capacità di impulso? “moltiplicatore” diverso T e G; diverse T e diverse G risposta comunque difficile e controversa sia teoricamente che empiricamente: tra i fattori più importanti vi sono determinanti funzione consumo (reddito permanente o no) e aspettative Moltiplicatore del reddito a G può andare tra 0,5 e 2 e tra 0 e 1 per il consumo Eppure si ritiene che il sostegno della finanza pubblica sia stato determinante per contenere l’impatto della crisi… Disavanzo e debito sono cresciuti: come e quando rientrare ? (vedi dibattito economisti UK…. ) Occorre cautela… Pericolo che se rientro (politica fiscale restrittiva) è troppo anticipata può bloccare la crescita (vedi USA 1937) Ma vi è altra evidenza empirica che non conferma questa relazione o dimostra il contrario… molto può dipendere dalla politica monetaria (se c’è spazio per una politica monetaria espansiva, mentre si riduce la fiscal stance) Bisogna agire in fretta… C’è rischio aumento tassi sul debito pubblico (premio per il rischio crescente di … inflation or default). Evidenza sembra mostrare che più che debt ciò che conta è persistenza i un disavanzo, alimentazione del debito …. Si può innescare circolo vizioso …(necessità onorare il servizio del debito aumenta il disavanzo, aumenta il debito, ….) Più si ritarda l’aggiustamento, peggio può essere in termini di aggiustamento futuro necessario. Una lezione importante della crisi è che è opportuno disporre di un maggiore spazio di manovra per permettere, quando necessario, disavanzi pubblici più ampi. Ma quando la ripresa economica sarà avviata, l'aggiustamento di bilancio richiesto sarà imponente, alla luce della necessità di ridurre il debito proprio mentre si deve far fronte all’aumento della spesa dovuto all'invecchiamento della popolazione in termini di pensioni e salute. Tuttavia, la lezione della crisi è che i livelli di debito dovrebbero essere più bassi di quelli osservati prima della crisi. Ecco le implicazioni di policy per i prossimi dieci-venti anni: quando le condizioni cicliche lo permetteranno, sarà necessario procedere a un importante aggiustamento di bilancio. Un’eventuale rapida crescita dell'economia dovrebbe essere utilizzata per ridurre il rapporto debito-Pil, piuttosto che per finanziare incrementi di spesa o tagli delle tasse. La ricetta per assicurarci che un'espansione dell'economia si traduca in condizioni di bilancio migliori non è nuova, ma acquista maggior rilievo dopo la crisi. Sotto questo profilo, sarebbe di grande aiuto indicare un quadro di riferimento di bilancio a medio termine, stabilire sia impegni credibili di riduzione del rapporto debito-Pil sia regole di bilancio (con clausole di riserva per le recessioni), e pubblicare non solo dati di bilancio, ma anche informazioni trasparenti sulle varie garanzie e possibili spese future intraprese dal governo.((Blanchard, dell’Ariccia, Mauro, http://www.lavoce.info/articoli/-moneta_inflazione/pagina1001561.html) L’andamento dei conti pubblici in Italia nel 2009 Il forte peggioramento del disavanzo (da 2,7 a 5,2% del Pil) è dovuto soprattutto alla crescita delle spesa primarie (incluso riacquisto immobili Scip 2 da parte entri previdenziali): +7,8% (rispetto a +3,9% del 2008). Le entrate complessive aumentano un po’ (dal 43,1 al 43,4) ma calano le entrate tributarie: -2,6% nel complesso, e ben -5,1% al netto delle una tantum relative allo scudo fiscale e alle sostitutive sulle imprese Ires: -20,7% Irap: -10,9% Iva: -6,6% (mentre I consumi nazionali, in termini monetari sono rimasti circa costanti) Imposte sostitutiva: -7,3 (calo è su dividendi e plusvalenze) Il fabbisogno (che si riflette sul debito) è poi aumentato di 4,1 miliardi per la sottoscrizione di obbligazioni emesse dalla banche (Tremonti bond) L’andamento dei conti pubblici nel lungo periodo (BI 2009) Dal 1997 (anno dell’aggiustamento che ha consentito all’Italia di entrare nella UEM) progressivo peggioramento … nonostante la progressiva riduzione della spesa per interessi. Nel periodo 2003-05 disavanzo stabilmente sopra il 3%, ma superamento limite emerso con ritardo 2006-07: rientro (entro 3%) grazie anche alla maggior crescita Analisi periodo 1992-2007 sembra fornire supporto a chi sostiene che l’aggiustamento è più persistente se a ridursi sono le spese correnti; lo è molto meno se sono le entrate ad aumentare o le spese per investimenti a ridursi Ampio utilizzo misure temporanee, soprattutto 2001-2005 (condoni) ma anche ora (scudo ter, riallineamenti…) Il peggioramento dei conti pubblici è essenzialmente attribuibile alla difficoltà di controllare le spese correnti Legge finanziaria 2010 D.d.l. di settembre 2009 prevedeva un numero limitato di interventi e saldi invariati Provvedimento definitivo molto più consistente: 3,3 miliardi in più di entrate e spese nette Una molteplicità di interventi……. Finanziaria 2010-12: impatto sull’indebitamento AP (milioni di euro) 2010 2011 2012 d.d.l.f iniziale: saldo 0 0 0 Maggiori entrate (nette) 0 0 -407 Minori spese correnti 12 0 926 Minori spese in conto capitale -12 0 -519 d.d.l.f variazioni Senato: saldo 84 49 50 Maggiori entrate (nette) 158 0 0 Minori spese correnti -49 64 70 Minori spese in conto capitale -25 -15 -20 d.d.l.f variazioni Camera -36 -1 11 Maggiori entrate (nette) 3163 2 314 Minori spese correnti -3419 -119 569 Minori spese in conto capitale 220 117 -871 d.d.l.f finale Senato 40 49 62 Maggiori entrate (nette) 3321 2 -93 Minori spese correnti -3456 -55 1565 183 102 1410 Minori spese in conto capitale LF 2010 (n.191 del 23.12.2009) Principali contenuti: • Norme collegate a sconto 20% acconto Irpef • Proroga agevolazione 36% per ristrutturazioni e stabilizzazione Iva al 10% • Norme sul patto per la salute • Revisione in chiave federalista dell’ordinamento finanziario delle province di Trento e Bolzano e della regione Trentino Alto Adige (Atenei Trento e Bolzano: funzione e costi a carico regioni/province) • Disposizioni per il lavoro: adeguamento di alcune indennità di disoccupazione ; altri interventi sul mercato del lavoro, incentivi al collocamento, alle nuove assunzioni… • Proroga anche al 2010 della detassazione (10%) premi di produzione • Banca per il mezzogiorno • Vendita immobili stato • Cedolare su affitti Abruzzo • Riapertura dei termini per la rivalutazione dei terreni e delle partecipazioni • …………… La decisione di finanza pubblica 2011-2013 http://www.mef.gov.it/doc-finanzapubblica/dfp.decisioni.fin.pubblica.asp La Decisione di Finanza Pubblica (DFP) rappresenta lo strumento di programmazione, almeno triennale, sostitutivo del Documento di Programmazione Economico-Finanziaria (DPEF), ai sensi della L. 31 Dicembre 2009 n. 196 La decisione di finanza pubblica 2011-2013 http://www.mef.gov.it/doc-finanzapubblica/dfp.decisioni.fin.pubblica.asp E’ stata presentata con due settimane di ritardo (dal 15 al 29 settembre) La manovra è di fatto stata anticipata a fine maggio (decreto legge 78/2009), a causa del precipitare della crisi greca … … ma è stato già così negli ultimi due anni )prima della legge di riforma): manovra prima dell’estate e finanziaria leggera) “La Dfp non aggiunge nulla a ciò che già è stato deciso. Ripropone le cifre della manovra di maggio, assumendo che essa si realizzi interamente e con piena efficacia. La tabella qui sotto riporta l’andamento delle principali grandezze di finanza pubblica. Il miglioramento del saldo primario deriverebbe nel triennio 2011-2013 da una sostanziale stabilità delle entrate (resta costante la pressione tributaria e si riducono leggermente i contributi sociali, in buona parte per il congelamento delle retribuzioni pubbliche) e da una riduzione di quasi tre punti di Pil della spesa primaria corrente. Il debito pubblico continuerà a crescere, in rapporto al Pil, nel 2010 e 2011, la diminuzione nei due anni successivi lo riporterà nel 2013 a un livello analogo a quello del 2009, nonostante una previsione di crescita reale del prodotto al 2 per cento reale l’anno nel 2012-2013, che oggi appare ottimistica …. … La Dfp rischia di nascere già vecchia. Le revisioni del Patto di stabilità e crescita su cui sta maturando un consenso a livello europeo rendono, infatti, gli scenari di finanza pubblica prospettati in questa “decisione” del tutto inadeguati. Si prospetta infatti un aggiustamento più ampio del previsto. Inoltre rispetto alle previsioni diffuse dopo il varo della manovra, emerge un deterioramento dell’avanzo primario di 0,2 punti di Pil (circa 3 miliardi di euro) per il 2011 e 2012. Ciò è dovuto “a parità di ipotesi di crescita” a “una riduzione del gettito atteso” (p. 19). Insomma le entrate vanno peggio di quanto si poteva prevedere a giugno. Un peggioramento che si è rimangiato un quarto della correzione effettuata con la manovra, che, ricordiamo, valeva 0,8 punti di Pil l’anno. È un dato su cui riflettere soprattutto tenendo conto che la manovra varata in primavera contava sulla possibilità di recuperare più di 8 miliardi all’evasione fiscale da qui al 2012” (Giannini e Guerra, www.lavoce.info, 1.10.2010) Riferimenti bibliografici P. Bosi (a cura di), Corso di scienza delle finanze, Il Mulino, Bologna, 2010, lezione 2 “La finanza pubblica italiana, il Bilancio dello Stato e la Legge Finanziaria” (P. Bosi, P. Silvestri) Materiali e aggiornamenti aulaweb (website Bosi) Altre letture Ragioneria Generale dello Stato, http://www.rgs.mef.gov.it/VERSIONEI/Bilancio-d/index.asp Riforma procedure di bilancio: http://www.astrid-online.it/Riformapr/Normativa/index.htm A.S. 1397, Servizio-Bilancio, Senato, "Legge quadro in materia di contabilità e finanza pubblica nonché delega al Governo in materia di adeguamento dei sistemi contabili, perequazione delle risorse, efficacia della spesa e potenziamento del sistema dei controlli”, Aprile 2009 n. 13 Banca d’Italia, Bollettino economico, gennaio 2010 M. R. Marino, S. Momigliano, P. Rizza, I conti pubblici nel decennio 1998-2007: fattori temporanei, tendenze di medio periodo, misure discrezionali , Quaderni di economia e finanza, Banca d’Italia, n. 15, Luglio 2008 Prometeia, Rapporto, gennaio 2010 La finanza pubblica in Italia, Rapporto annuale (a cura M.C.Guerra e A. Zanardi), il Mulino, Bologna Articoli sul sito www.lavoce.info, ad es. O. Blanchard, G. Dell'Ariccia, P. Mauro, Cinque domande per il dopo crisi, www.lavoce,info, 17.02.2010 G. Pisauro verso un nuovo processo di bilancio; www.lavoce.info 24.4.2009 S. Giannini, M.C. Guerra, La prima e ultima decisione, www.lavoce.info, 1.10.2010