Le forme tecniche di raccolta: gli
strumenti di raccolta diretta
Giuseppe Squeo
1
Le categorie di depositanti
•
•
•
•
Le motivazioni che possono portare i risparmiatori a cercare
convenienti forme di deposito sono riassumibili nelle seguenti
categorie:
protezione da rischi eventuali con possesso di somme modeste
o non rilevanti;
capitali in formazione con accumulo progressivo per
successivo investimento;
capitali in parcheggio, disponibilità in attesa di investimento;
servizio di tesoreria.
Le motivazioni suddette incidono sulla permanenza dei fondi
presso la banca e nel contempo sulla remunerazione attesa, in
funzione del rischio, della liquidabilità, del rendimento e del
livello di servizio offerto.
2
I depositi bancari
“Nei depositi di una somma di denaro presso una banca,
questa ne acquista la proprietà ed è obbligata a restituirla
nella stessa specie monetaria, alla scadenza del termine
convenuto ovvero a richiesta del depositante, con
l’osservanza del periodo di preavviso stabilito dalle parti e
dagli usi. Salvo patto contrario, i versamenti e i
prelevamenti si eseguono alla sede della banca presso la
quale si è costituito il rapporto.” (Art. 1834 del c.c.)
In base a questa norma del codice civile
1. l’oggetto del deposito è solo il denaro
2. la banca acquista proprietà della somma depositata;
3. obbligo alla restituzione contrattuale (deposito vincolato)
o a richiesta (deposito libero);
4. le operazioni avvengono presso la sede della banca presso
la quale si è costituito il deposito.
3
I depositi bancari (2)
I depositi bancari possono classificarsi in :
• depositi semplici, quando una unica somma di denaro viene
depositata e interamente prelevata alla scadenza;
• depositi a risparmio, che prevedono la possibilità di poter
operare più movimentazioni sullo stesso conto. Tali depositi a
loro volta possono essere:
– liberi, se rimborsabili a vista,
– vincolati, se rimborsabili ad una data scadenza,
– condizionati, la disponibilità del deposito è legata al
verificarsi di un certo evento (maggiore età, giudiziale)
• conti correnti passivi (per la banca), sui quali possono essere
effettuate un’ampia serie di operazioni, che prevedono la
possibilità di disporre delle somme depositate, anche con
emissione di assegni bancari.
4
I depositi bancari (3)
• La Banca d’Italia, considera, nel sistema PUMA e BASTRA, i
pronti contro termine come forma di raccolta diretta.
• Anche gli assegni circolari, che non sono giuridicamente un
deposito, vengono posti dalla Banca d’Italia nell’aggregato
raccolta diretta, in funzione della disponibilità di somme di
danaro di natura stabile (giacenza media) che garantiscono.
5
Possibile classificazione dei depositi
Depositi
semplici
Certificati
deposito
Liberi
Depositi
bancari
Depositi a
risparmio
Vincolati
Condizionati
c/c di corrispondenza passivi
Raccolta
diretta
impropria
Pronti contro termine
Assegni circolari
6
I libretti di deposito a risparmio
I documenti rappresentativi dei depositi a risparmio sono “i
libretti di deposito a risparmio” che possono essere:
• nominativi, qualora sul libretto sia indicato uno o più nomi,
(specimen firma) limitatamente ai quali è riservata la
possibilità di prelevare somme di denaro o di estinguere il
deposito stesso;
• portatore, libretto sul quale non vi è indicato alcun nome, o,
anche se pure indicato non ha conseguenze giuridiche, in
quanto può essere liberamente utilizzato in deposito e prelievo
da qualunque persona.
I depositi nominativi possono essere cointestati a più persone,
con firma congiunta (nei prelievi presenza di tutti gli
intestatari) o firma disgiunta (ogni intestatario può prelevare
da solo, senza l’obbligo della banca di raccogliere l’adesione
degli altri).
7
I libretti di deposito a risparmio (2)
Nei depositi a risparmio “il libretto” comprova il credito del
depositante verso la banca (documentazione del contratto) e
sullo stesso devono essere annotate tutte le operazioni
(documentazione degli atti).
Le annotazioni sul libretto, firmate dall’impiegato della banca,
fanno piena prova tra banca e depositante.
Banca e depositante non potranno produrre altre prove per
contestare il contenuto delle annotazioni, in particolare la
banca non potrà eccepire la difformità rispetto alle proprie
scritture contabili. Ogni patto contrario è nullo.
Sui depositi a risparmio spetta un interesse liberamente
concordato tra le parti, almeno uguale al minimo previsto per
quella categoria dai cartelli sulla trasparenza esposti nella
banca.
8
I libretti di deposito a risparmio (3)
Il tasso di interesse è solitamente scalettato in funzione
dell’importo e del vincolo di scadenza.
La valuta da accreditare è quella del giorno di effettuazione
dell’operazione. Qualora venga consentito l’accredito sbf di
assegni bancari o circolari, la valuta sarà quella riconosciuta
nei i c/c.
Gli interessi vengono capitalizzati almeno una volta l’anno al
31 dicembre, al netto della ritenuta fiscale del 27%.
Sui libretti vengono dedotte anche le spese di tenuta conto,
con modalità forfettaria o per operazione.
Al momento dell’estinzione vi è un’ulteriore addebito per il
costo del libretto.
9
I libretti nominativi
In questi libretti i prelevamenti possono essere effettuati solo
dagli intestatari o da un loro rappresentante debitamente
legittimato.
Viene depositata la firma dei clienti in un’apposita scheda
detta specimen di firma.
Questi libretti, in quanto tali, non possono essere trasferiti,
mentre può essere ceduto il credito in esso contemplato,
operazione che implica l’estinzione del libretto e l’accensione
di un nuovo libretto intestato al nuovo proprietario.
Su questi libretti, per recente prassi bancaria, possono essere
versati, oltre ai contanti, assegni circolari e bancari, che
vengono accreditati con la clausola s.b.f., in base alla quale la
banca si riserva il diritto di riaddebitare la somma versata,
qualora l’incasso dell’assegno non vada a buon fine.
10
I libretti al portatore
Nei libretti al portatore il possesso del libretto abilita di per se
alla riscossione delle somme depositate.
“se il libretto è pagabile al portatore la banca che, senza dolo o
colpa grave, adempie la prestazione nei confronti del
possessore, è liberata anche se questi non è il depositante.”
Le operazioni di questi libretti possono essere alimentate solo
con depositi in denaro contante, per cui la loro trasferibilità a
terzi è resa possibile, oltre che dalla forma giuridica,
dall’assenza di pendenza di operazioni s.b.f.
Le norme antiriciclaggio prevedono che:
• all’atto dell’apertura e estinzione di questi libretti debbano
essere identificati i depositanti;
• il saldo non può eccedere i 10.329 euro.
11
Depositi a risparmio: ammortamento dei libretti
In caso di smarrimento di un libretto di deposito a risparmio,
si può avviare una procedura detta ammortamento, con
l’obiettivo di ottenere l’annullamento del vecchio libretto e
contestuale emissione di un duplicato.
Tale operazione presenta una diversa forza a seconda che si
riferisce ad un libretto nominativo o portatore.
Libretti nominativi. E’ necessaria la denuncia di sottrazione,
smarrimento o distruzione del libretto alla filiale emittente
banca emittente.
Apposizione del fermo da parte della banca per sospendere
ogni forma di pagamento da quel conto e contestuale diffida,
affissa nei locali della filiale, al detentore di consegnare il
libretto o fare opposizione entro novanta giorni.
Se nei novanta giorni non è stata opposta opposizione la banca
12
emette il duplicato.
Depositi a risparmio: ammortamento dei libretti
Per i libretti al portatore, oltre alla denuncia alla banca che
appone il fermo provvisorio, entro 15 giorni va presentato il
ricorso al Presidente del tribunale, corredandolo degli
elementi di prova, consegnando copia del ricorso alla banca
che trasmette al giudice gli estremi del conto.
Il giudice effettua i dovuti accertamenti, emette un decreto di
ammortamento con il quale diffida il detentore (ignoto) a
consegnare in Cancelleria il libretto .
Trascorso il tempo indicato nel decreto del giudice (dai 90 ai
180 giorni) dalla data di pubblicazione del decreto sulla GU e
contemporaneamente affisso nei locali della banca, in assenza
di opposizione, dichiara l’inefficacia del vecchio libretto e
autorizza l’emissione di un duplicato.
13
Il conto corrente di corrispondenza passivo
Il conto corrente di corrispondenza è un contratto in base al
quale la banca si impegna a compiere tutti gli incarichi e le
operazioni che, nei limiti contrattuali e di uso, le saranno
affidati dal cliente.
Sotto l’aspetto giuridico esso assume sia la natura di deposito
bancario, in virtù del quale la banca si si obbliga a ricevere e il
denaro che il cliente versa, sia quella di mandato, in senso
lato, per cui esegue le gli incarichi che nell’ambito dei limiti
contrattuali, gli vengono conferiti.
Il conto non è movimentato solo con movimenti per cassa, ma
anche con operazioni di natura scritturale. Il conto si alimenta
con i versamenti effettuati per casso o provenienti da giroconti
o disposizioni di accredito; si riduce a seguito di emissione di
assegni, di disposizioni di pagamento e di giroconti passivi,
etc.
14
Il conto corrente di corrispondenza passivo (2)
•
•
•
•
Il conto corrente può svolgere, per conto del cliente, varie
funzioni:
di tesoreria, in quanto sullo stesso si fanno transitare tutti gli
incassi in arrivo e i pagamenti in partenza;
contabile, come memoria delle operazioni transitate; qualora
sul conto transitano tutte le operazioni di incasso e pagamento
esso è una vera e propria prima nota;
di accumulo del risparmio, in quanto consente nel tempo di
accumulare il risparmio fino a raggiungere la cifra minima,
ritenuta critica per fare l’investimento stabile;
di investimento, quando, come è successo nel passato, le
banche offrono sui c/c tassi interessanti e competitivi con gli
altri strumenti finanziari a breve.
15
Il conto corrente di corrispondenza passivo (3)
Il c/c normalmente è ritenuto un servizio bancario e quindi
assoggettato a pagare delle commissioni e delle spese di
tenuta conto, in relazione alle operazioni effettuate. Per tale
motivo il tasso di interesse corrisposto, normalmente, è il più
basso tra le varie forme di raccolta attuate dalla banca.
In Italia, come detto per un periodo i c/ c sono stati uno
strumento di investimento finanziario ed hanno potuto godere
di tassi elevati. Ora sta riprendo in pieno la funzione originaria
di strumento di servizio.
Da evidenziare la forte diffusione che ha segnato questo
strumento, soprattutto lungo l’arco degli anni ottanta e
novanta. Ciò, da un lato, ha consentito la massa critica utile
per implementare una serie di operazioni, soprattutto
meccanizzate (utenze automatiche) e, dall’altro, costituisce
uno delle principali elementi di saldatura del circuito
16
finanziario e di informazione sul cliente.
Il conto corrente di corrispondenza passivo (4)
Dato il contenuto fiduciario che l’ottenimento del conto
corrente ha presso il pubblico (es. uso assegni), l’apertura del
conto non è automatica, ma la banca lo concede solo ai clienti
ritenuti meritevoli.
La chiusura può avvenire in un qualsiasi momento sia ad
opera della banca che del cliente, salvo periodo di disdetta.
Sul c/c possono transitare diversissime operazioni che
contemplano comunque o un accredito o un addebito, quindi
alimentando e riducendo la disponibilità di denaro sullo
stesso. I versamenti possono essere fatti per contante oppure
con assegni bancari, circolari e postali. Gli accrediti oltre che
con versamenti possono essere effettuate in modo scritturale
con giroconti cartacei ed elettronici, disposizioni di credito,
netto ricavo di operazioni bancarie.
17
Il conto corrente di corrispondenza passivo (5)
•
•
•
•
•
Le valute applicate sui versamenti per cassa sono:
contante, assegni circolari emessi dalla stessa banca e bancari
sulla filiale: data dell’operazione;
assegni bancari sui piazza e assegni circolari di altre banche:
secondo giorno lavorativo dalla data di versamento;
vaglia, assegni postali e cambiari della Banca d’Italia: quinto
giorno lavorativo dalla data di versamento;
assegni bancari fuori piazza: sesto giorno lavorativo dalla data
di versamento;
per i prelevamenti con assegni: giorno data emissione
dell’assegno (data operazione se a ordine proprio).
Le altre operazioni portano le valute indicate nei cartelli sulla
trasparenza affissi nella filiale.
18
Il conto corrente di corrispondenza passivo (6)
La gestione dei conti correnti da parte delle banche pongono
notevoli problemi organizzativi legati:
• alla mole notevole di assegni circolari e bancari che transitano
quotidianamente presso le banche. Opera in questo caso il
sistema BI-Comp, con cui vengono compensate le transazioni
con assegni superiori a 2.582 euro e quelli circolari superiori
ai 10.329 euro. Le altre operazioni sono gestite con una
procedura automatizzata volta a minimizzare il trasferimento
dei documenti cartacei;
• la capacità di eseguire tutte le operazioni indicate dai clienti,
che implica un’organizzazione interna per l’esecuzione
tecnica dell’operazione ed una rete di corrispondenti per
operare su piazze non presidiate. In tal senso vale ricordare la
compattezza che il sistema a livello europeo, per rendere
veloce ed affidabile il trasferimento fondi.
19
Il conto corrente: procedura di apertura
• Identificazione dei titolari.
• Richiesta informazioni (eventuale)
• Contrattazione condizioni di partenza (eventuale appartenenza
a categorie agevolate)
• Sottoscrizione del contratto.
• Deposito della firma su specimen di firma.
• Primo versamento.
• Rilascio libretto di assegni.
• Richiesta (eventuale) di operare in remote banking (carte di
credito, di debito, internet banking, etc,) e rilascio delle
relative password e codici
20
Il conto corrente: alcuni addebiti
• Estinzione assegni emessi anche a proprio ordine per prelievo
in contante.
• Assegni circolari richiesti con addebito su conto.
• Utilizzo carte di credito, pos e carte di debito.
• Sottoscrizione operazioni su titoli.
• Acquisto valuta estera.
• Pagamento effetti e ricevute domiciliate presso filiale di tenuta
conto.
• Estinzione prestiti concessi dalla banca e rate mutui.
• Insoluti di assegni versati ed effetti accreditati (sconto e sbf).
• Giroconti e bonifici disposti dal cliente.
• Pagamento utenze, imposte, RID.
• Saldo interessi e competenze a carico cliente.
21
Il conto corrente: alcuni accrediti
• Versamento contante.
• Versamento assegni bancari, circolari, vaglia postali e bancari;
• Ricavi per operazioni su titoli (vendita, interessi, rimborsi su
titoli scaduti)
• Ricavi su vendita valute estere.
• Netti ricavi su sconto, anticipazioni, mutui e altre operazioni.
• Incassi di ricevute ed effetti bancari
• Giroconti e bonifi a favore del cliente.
• Accredito stipendi.
• Accrediti di RID.
• Saldo interessi a favore cliente.
22
La liquidazione periodica delle competenze
• Spese di tenuta conto, determinata o in modo forfettario o per
numero di operazioni (con o senza massimale)
• Spese di chiusura, effettuate in occasione per la chiusura
periodica del conto.
• Interessi, da calcolare sulla permanenza effettiva dei saldi
tenuti sul conto in base alle valute applicate, al tasso di
interesse concordato.
• Imposta di bollo.
• La periodicità con cui vengono effettuate queste operazioni di
chiusura è quella concordata con il cliente e comunque è la
stessa prevista per l’addebito delle competenze.
23
Estratto conto
L’estratto conto è il documento che la banca deve inviare al
correntista con la periodicità concordata (non meno di una
volta all’anno), solitamente entro trenta giorni dal periodo cui
si riferisce, nel quale sono riportati in ordine cronologico tutte
le operazioni registrate sul conto corrente nell’arco di tempo
considerato. Vale il silenzio assenso, cui è approvato se entro
60 giorni non vi è opposizione.
Sono riportati i calcoli della liquidazione con evidenziazione
delle operazioni poste in ordine di valuta, calcolo dei numeri
computistici (ggXsaldo), interesse, spese tenuta conto, spese
di liquidazione e ritenuta fiscale.
Con accordo Abi sono stati predisposti schemi standardizzati,
per facilitare la loro comprensione.
24
I certificati di deposito
“I
certificati di deposito sono titoli di credito, rappresentativi
di un deposito semplice, trasferibili, nominativi a o al
portatore, vincolati per un determinato periodo di tempo.”
Questi titoli sono riservati alla circolazione per cui devono
indicare la denominazione della banca, il capitale sociale
versato della banca, il valore nominale e gli elementi necessari
per la determinazione della remunerazione del prestito, le
modalità di rimborso.
Con riferimento alla scadenza ed alla valuta si distinguono in:
• certificati a breve, con scadenza compresa nei 18 mesi;
• certificati a medio termine, se superiori ai 18 mesi con un
massimo di 5 anni;
• in valuta, se emessi in moneta diversa dall’euro, in questi casi
il rendimento comprende il rischio di cambio.
25
I certificati di deposito (2)
Il tasso di interesse è commisurato alla durata del certificato e
può essere fisso o indicizzato, per quelli con durata superiore
ai 18 mesi. In questo secondo caso esso deve essere
agganciato a parametri finanziari calcolati con oggettività e
rilevati su mercati ampi e trasparenti (rendimento dei bot,
variazione di un indice di borsa, etc.).
Gli interessi possono essere corrisposti posticipatamente per i
CD superiore ai 12 mesi, con stacco di apposite cedole
(infrannuali o annuali) allegate al titolo; oppure
anticipatamente con il metodo dello sconto per l’intera durata
del vincolo. Questi interessi sono assoggettati, senza
distinzione di scadenza, alla ritenuta fiscale del 27%.
E’ fatto divieto di estinguere anticipatamente questi titoli. E’
possibile, invece, cederli o tramite la banca o in un mercato
secondario.
26
I certificati di deposito (3)
Questa norma sulla trasferibilità, di fatto allontana questo
strumento di raccolta dai depositi a risparmio e lo avvicina
agli strumenti finanziari di mercato. Rispetto a questi ultimi i
CD si differenziano in quanto titoli individuali, emessi su
richiesta del risparmiatori; le obbligazioni sono invece titoli
standardizzati emessi sul mercato.
Il rischio di liquidabilità associato a questo strumento,
potrebbe essere elevato, soprattutto per quelli a medio
termine. La liquidabilità del titolo, infatti, è totalmente
legata alla possibilità della banca di trovare un altro
investitore a cui girare il certificato di deposito.
La legge, infatti, prevede che il beneficiario possa cedere alla
banca il titolo, ma sempre che quest’ultima riesca a trovare un
nuovo compratore.
27
I pronti contro termine
Le operazioni pronti contro termine (vendite con patto di
riacquisto) sono le operazioni con le quali un soggetto compra a
pronti dalla banca una determinata quantità di titoli e
contemporaneamente si impegna a vendere, al termine
convenuto ed alla medesima banca, un pari quantitativo di titoli
della stessa specie ad un prezzo stabilito.
In questo modo le banche vendendo a pronti fanno provvista,
incassando il controvalore, che restituiranno alla scadenza
quando ricompreranno i titoli. E’ evidente che la banca fa
provvista per il periodo di durata dell’operazione.
Il prezzo è nel differenziale tra il prezzo iniziale e quello finale.
28
I pronti contro termine (2)
Sono operazioni a breve di durata normalmente non superiore ai
sei mesi.
L’operazione prevede l’uso di titoli di mercato monetario con
prevalenza dei titoli di Stato.
Normalmente il rendimento corrisposto corrisponde a quelle
vigenti in quel momento sul mercato monetario.
Sono assoggettati alla ritenuta fiscale del 12,5%.
29
Gli assegni circolari
L’assegno circolare è un titolo di credito all’ordine che
contiene la promessa incondizionata della banca emittente di
pagare a vista una somma di denaro.
Sono emessi dietro richiesta del cliente e con corresponsione
immediata dell’importo corrispondente.
L’assegno circolare è un mezzo di pagamento e quindi non
configura la figura del deposito.
Ma al di là della sua natura giuridica, di fatto la continuità con
cui vengono emessi ed estinti, il periodo medio di tempo di
vita, ridotta negli ultimi tempi per la diffusione del conto
corrente e dei sistemi di pagamento elettronici, garantiscono
una giacenza media che corrisponde ad un vero e proprio
deposito a costo zero, relativamente agli interessi.
Il costo degli assegni circolari è legato al materiale utilizzato,
alle procedure di emissione ed estinzione.
30
I conti abbinati a fondi
Uno strumento interessante che abbina servizio di tesoreria a
investimento è quello dei conti correnti abbinati a fondi.
Si definisce, in base alle necessità di liquidità del cliente, una
soglia di eccedenza delle disponibilità con cui si dividono i saldi
disponibili in due aree:
• quella della liquidita, remunerata a basso tasso (o nullo), che
serve per le operazioni di pagamento del cliente;
•quella dell’investimento, che viene investita al raggiungimento
di soglie di disponibilità adeguate in fondi comuni, con il
rendimento garantito dal fondo.
L’investimento e il disinvestimento è automatico, in relazione al
superamento verso l’alto e verso il basso della soglia detta.
31
Banca Bianca
Benevento
Estratto conto al 31-12-2002
del c/c 2221/3 Filiale 2
data
1/1
24/1
18/2
21/3
1/4
4/6
1/8
1/8
operazione
saldo contabile precedente
rilascio AC
sconto effetti
ass. n. 1
bonifico
effetti d.i.
versamento contante
versamento assegni
Intestato a Mario Rossi
Benevento
movimenti
dare
avere
1.000,00
2.000,00
2.200,00
1.500,00
1.800,00
1.000,00
800,00
valuta
24/1
19/2
15/3
1/4
7/6
1/8
3/8
s
a
d
a
d
d
a
a
a
saldi
importi
10.000,00
9.000,00
11.000,00
8.800,00
7.300,00
9.100,00
10.100,00
10.900,00
32
Banca Bianca
Benevento
Conto scalare
del c/c 2221/3 Filiale 2
n.
op.
saldo
1
2
3
4
5
6
7
Intestato a Mario Rossi
Benevento
movimenti
dare
avere
1.000
2.200
1.500
saldi
dare
avere
10.000
9.000
2.000
11.000
8.800
7.300
1.800
9.100
1.000
10.100
800
10.900
valuta
31/12
24/1
19/2
15/3
1/4
7/6
1/8
3/8
numeri
giorni dare
avere
24
240.000
26
234.000
24
264.000
17
149.600
67
489.100
55
500.500
2
20.200
150
1.635.000
365
0
3.532.400
33
Prospetto competenze
Interessi creditori
decorrenza
tasso numeri creditori
01-gen
1
3.532.400
Ritenuta fiscale 27%27 imponibile
interessi creditori
97
97
26,13
70,65
Spese
Operazioni n. 7 a 1,2 euro
Rimborso forfettario
Spese fisse di chiusura
Totale spese
8,40
0,00
20,00
28,40
Riepilogo competenze
a debito
Interessi netti a credito
Interessi a debito
Comm. Max scop.to
Spese
Saldo competenze
a credito
70,65
28,4
42,25
34
Calcolo rendimento di un Certificato di Deposito
Valore di rimborso (VR)
Prezzo pagato (PP)
Scadenza
Ritenuta (RF)
Ricavo netto
Rendimento lordo
Rendimento netto
euro
1000,00
900,00
1 anno
27% su 100 (1000-900)
((VR-PP)/PP)*100
((VR-PP-RF)/PP)*100
27,00
73,00
11,1
8,1
35
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depositi a risparmio