Sport
lunedì 18 aprile 2011
laRegioneTicino
26
Formula 1/A Shanghai finalmente c’è spettacolo. Sul podio l’incredibile Webber, Kobayashi a punti
In Cina Hamilton spicca il volo
Il britannico della McLaren conquista il terzo Gran Premio della stagione. Vettel stavolta è secondo
Gran Premio di Cina a Shanghai
Le pagelle
Cercava le gomme,
gli han messo le ali
Classifica finale
1. Ogier-Ingrassia (F, Citroën DS3
WRC) 2.48’28’’2; 2. Latvala-Anttila (Fin,
Ford Fiesta RS WRC) a 0’’2; 3. LoebElena (F, Citroën DS3 WRC) a 27’’7; 4.
Hirvonen-Lehtinen (Fin, Ford Fiesta RS
WRC) a 2’44’’7; 5. Wilson-Martin (Ing,
Ford Fiesta RS WRC) a 5’44’’9; 6.
Räikkönen-Lindström (Fin, Citroën
DS3 WRC) a 6’19’’9; 7. Villagra-Perez
Companc (Arg, Ford Fiesta RS WRC) a
9’18’’7; 8. Al Quassimi-Orr (EAU/Ing,
Ford Fiesta RS WRC) a 9’43’’7; 9. D. Kuipers-Degandt (Ol/B, Ford Fiesta RS
WRC) a 14’27’’5; 10. Sousa-Costa (P,
Ford Fiesta S2000) a 15’05’’5
WRC-S2000: 1. Sousa-Costa (P, Ford
Fiesta S2000) 3.03’33’’7; 2. Kruuda-Järveoja (Est, Skoda Fabia S2000) a 21’’7;
3. Gassner-Wüstenhagen (Ger, Skoda
Fabia S2000) a 2’22’’1
Mondiale piloti (4 prove disputate):
1. Sébastien Loeb (F) 74, 2. Mikko Hirvonen (Fin) 72. 3. Sébastien Ogier (F)
69, 4. Jari-Matti Latvala (Fin) 66, 5. Petter Solberg (N) 31, 6. Mads Oestberg
(N) 28, 7. Matthew Wilson (Ing) 22, 8.
Kimi Räikkönen (Fin) 18, 9. Federico
Villagra (Arg) 12, 10. Henning Solberg
(N) 10.
Marche: 1. Ford Abu Dhabi + CitroënTotal 130, 3. M-Sport Stobart Ford 43, 4.
Ice 1 Racing 26, 5. Solberg WRT 22, 6.
Munchi’s WRT 20.
Mondiale S2000-WRC (2 prove): 1.
Karl Kruuda (Est) 30, 2. Martin Prokop
(Cec) e Bernardo Sousa (Por) 25, 4.
Juho Hänninen (Fin) 18, 5. Ott Tänak
(Est) e Hermann Gassner (Ger) 15.
Vincitori prove speciali (14): Latvala 5,
Loeb, Ogier e Hirvonen 3, P. Solberg 1.
Ritiro: P. Solberg-Patterson (N/Ing, Citroën DS3 WRC) - incidente.
Tutta la gioia di Lewis Hamilton: ‘Una delle gare più belle della mia vita’
pneumatici e dei pitstop, Hamilton era a dir poco raggiante. «Credo sul serio che sia una
delle migliori gare che abbia
mai fatto in carriera – racconta
il britannico –. Era da un po’
che non vincevo e quella di oggi
(ieri, ndr) è stata una vera battaglia! A cominciare dal problema accusato ai box, con tutta quella benzina in giro: ho
cercato di restare calmo, ma
non era certo il massimo. Da
quanto tempo non si vedeva
una gara così divertente: i sorpassi erano tosti e ogni singolo
passaggio emozionante. Ad
esempio il sorpasso a Vettel l’ho
fatto senza usare il DRS, tanto
era buona la situazione aerodinamica della mia monoposto. E
lui è stato corretto. Noi sappiamo di non essere i più veloci, ma
in Cina abbiamo messo in atto
la strategia migliore. Era importante riaprire il campionato
e ora abbiamo tre settimane
per lavorare in ottica Turchia.
Questa è per me tra le cinque
più belle gare della mia vita».
Woking ha messo pure Button nella situazione di competere, ma al termine giungerà
quarto dopo un’altalena di situazioni anche per lui di cui
una memorabile: all’entrata
del suo cambio gomme, davanti a Vettel, ha sbagliato box è si
è fermato per un attimo in
quello della Red Bull!
Tecnicamente la gara è stata
caratterizzata dal fatto che
Vettel, Massa e Alonso hanno
cambiato le coperture Pirelli
solo due volte, una in meno rispetto a molti altri. Nel caso
del campione del mondo è stato un azzardo gratuito, frutto
un po’ di supponenza, perché
se fosse stata applicata la medesima strategia di Webber,
anche in Cina avremmo quasi
Hamilton, voto sei – C’è sempre nel
momento del bisogno, grinta e carattere,
davvero micidiale e bravissimo.
Massa, voto cinque – Il piccolo brasiliano questa volta ha saputo fare un
weekend muscolare, sin dalle qualifiche.
Poi, ai microfoni Rai, non ha saputo resistere alla solita faccia modello “crollo
certamente avuto una terza
vittoria Red Bull.
Per le Ferrari il tema è invece differente: nelle qualifiche
le Rosse proprio non vanno.
Ieri, però, anche in gara non
erano in grado di tenere il
passo delle migliori. Molto
onesto – e affranto – è stato
Fernando Alonso, che l’ha
pubblicamente ammesso. «Ad
oggi siamo dietro, vediamo
come andrà in Turchia». In
realtà meglio sarebbe dire di
sperare per la Spagna, ma è
pure vero che anche gli altri
team porteranno avanzamenti
tecnici. Se Maranello insegue,
per recuperare il gap non dovrà soltanto migliorare, bensì
dovrà farlo più degli altri. Noi
siamo scettici che ciò possa avvenire, visto il recupero in corso da parte delle Mercedes GP.
La 150 Italia, insomma, è nata
male.
della diga”, farneticando sulla gestione
della squadra. Peccato.
Button, voto tre – Si presenta al box
Red Bull e chiede che gli cambino le
gomme. Gli mettono le ali e lo spingono
dai suoi meccanici. Lui dice si tratti di
piccola dimenticanza. Ieri notte ha dormito nella camera di un amico pensan-
A proposito di Mercedes:
ieri Rosberg è stato intelligente nel capire subito quanto le
Pirelli fossero decisive: entrando per primo a cambiarle
è riuscito ad issarsi per un certo periodo al primo posto. Si è
pure rivisto Schumacher in
spolvero, a dimostrazione che
se è in possesso di una buona
vettura, ha ancora qualcosa da
dare alle corse.
Un bel complimento, in conclusione, a Kobayashi con la
Sauber: all’ultimo giro ha passato la Force India di Di Resta,
portando ancora a punti la
scuderia di Hinwil.
Ora tre settimane di riposo
per i piloti e duro lavoro per le
factory. Poi ad Istanbul per un
GP con tribune mezze vuote,
proprio come ieri a Shanghai.
Simboli inermi della visione
da circus del signor Ecclestone
per la F1.
do di essere a casa.
Rosberg, voto cinque – Un gran bel
pilota, amato dalle ragazzine. Schumacher tiene una sua fotografia in Svizzera
e la usa delle freccette al curaro per esercitarsi.
Red Bull Kers, voto zero – Kavolo.
Ecco Rotto Seriamente il sistema. O
(56 giri di 5,451 km = 305,256 km): 1.
Lewis Hamilton (GB), McLaren-Mercedes, 1.36'58''226 (188,758 km/h di
media). 2. Sebastian Vettel (Ger), Red
Bull-Renault, à 5''198. 3. Mark Webber
(Aus), Red Bull-Renault, à 7''555. 4.
Jenson Button (GB), McLaren-Mercedes, à 10''000.5. Nico Rosberg (Ger),
Mercedes, à 13''448. 6. Felipe Massa
(Br), Ferrari, à 15''840. 7. Fernando
Alonso (Sp), Ferrari, à 30''622. 8. Michael Schumacher (Ger), Mercedes,
à 31''026. 9. Vitaly Petrov (Rus), LotusRenault GP, à 57''404. 10. Kamui Kobayashi (Giap), Sauber-Ferrari, à
1'03''273. 11. Paul di Resta (GB), Force
India-Mercedes, à 1'08''757. 12. Nick
Heidfeld (All/Lotus-Renault GP, à
1'12''739. 13. Rubens Barrichello (Br),
Williams-Cosworth, à 1'30''189.14. Sébastien Buemi (S), Toro Rosso-Ferrari,
à 1'30''671. A un giro: 15. Adrian Sutil
(Ger), Force India-Mercedes. 16.
Heikki Kovalainen (Fin), Team LotusRenault). 17. Sergio Perez (Mex), Sauber-Ferrari). 18. Pastor Maldonado
(Ven), Williams-Cosworth. 19. Jarno
Trulli (I), Team Lotus-Renault. A due
giri: 20. Jérôme d'Ambrosio (B),
Virgin-Cosworth. 21. Timo Glock
(Ger), Virgin-Cosworth. 22. Narain
Karthikeyan (India), HRT-Cosworth.
23. Vitantonio Liuzzi (I), HRT-Cosworth.
Ritiro: Jaime Alguersuari (Sp), Toro
Rosso-Ferrari (9˚/perdita di una ruota).
Giro più veloce: Mark Webber (42˚) in
1'38''993 (198,232 km/h).
Campionato del mondo (3/19)
Piloti: 1.Vettel 68 punti. 2. Hamilton 47.
3. Button 38. 4. Webber 37. 5. Alonso
26. 6. Massa 24. 7. Petrov 17. 8. Heidfeld 15. 9. Rosberg 10. 10. Kobayashi 7.
11. Schumacher 6. 12. Buemi 4. 13. Sutil et di Resta 2.
Costruttori: 1. Red Bull-Renault 105. 2.
McLaren-Mercedes 85. 3. Ferrari 50. 4.
Lotus-Renault GP 32. 5. Mercedes 16.
6. Sauber-Ferrari 7. 7. Toro Rosso-Ferrari e Force India-Mercedes 4.
Prossima gara: GP di Turchia, a Istanbul, l’8 maggio.
non funziona, o va a corrente alternata.
Colajanni, senza voto – È scomparso
dai box “Zio Mortimer”, alias Luca Colajanni, il pr della Ferrari che prima lavorava per la famiglia Addams. Ora tutti hanno capito che la signorina Bocchi,
la sua subentrante, è molto meglio. E, soprattutto, in dote ha anche il sorriso. P.S.
Rally/Il francese ha superato Latvala di due soli decimi di secondo in Giordania
Ogier si impone con il distacco più esiguo da sempre
di Christian Manzino
Mar Morto – E chi l’ha detto
che per vincere sugli sterrati
bisogna giocoforza rallentare
vistosamente in prova per aggiudicarsi posizioni di partenza più favorevoli? Che si può
benissimo vincere anche partendo per primo l’aveva già dimostrato Jari-Matti Latvala
(Ford) nel 2009 quando si impose nel Rally d’Italia. “È solo l’eccezione che conferma la regola”
sentenziarono allora piloti ed
addetti ai lavori di fronte ad
un’impresa che ai loro occhi
aveva quasi dell’incredibile.
Sarà anche così ma ora “l’eccezione” si è ripetuta grazie a
Sébastien Ogier (Citroën) al
quale non è minimamente passato per la testa di imitare i
giochini tattici dei suoi rivali e
ha continuato a spingere a fondo infischiandosene del fatto
che nell’ultima tappa avrebbe
poi dovuto “spazzare” le traiettorie ai suoi rivali perdendo
per strada qualche secondo. E
alla fine i fatti gli hanno dato
ragione visto che è riuscito ad
imporsi anche se il suo vantaggio si è fissato in soli due decimi di secondo.
Chi, nell’ultima giornata, gli
ha dato più filo da torcere è
stato Latvala, autore come
Ogier, di una gara eccezionale
e tutta all’attacco. Il finlandese
ha recuperato secondo su se-
WEYENS
Le emozioni, finalmente.
Perché in Cina si combatte sul
serio, in un Gran Premio con
tutta una serie di leader pronti
a scambiarsi la testa della corsa. Ha vinto un determinato
Hamilton, aiutato in primis da
meccanici prodigiosi, dopo
che una fuoriuscita di benzina
sul motore nel suo box ne aveva messo a rischio lo schieramento sulla griglia di partenza
(ci è poi arrivato a meno di 30
secondi dal tempo autorizzato,
con il cofano del motore montato solo sulla pit-lane).
Stavolta ha vinto Hamilton,
anche se l’impressione è che a
Shanghai abbia soprattutto
perso la Red Bull. Prima, in
qualifica, il madornale errore
commesso in sfavore di Webber, rimasto con le coperture
dure e senza KERS, con la conseguenza di dover scattare da
diciottesimo al via. Poi il problema di Vettel – che, al semaforo verde, ha sbagliato l’azionamento del KERS, facendosi passare da Button e Hamilton –, lasciato in pista con
coperture non ottimali, speculando così sulla superiorità
sin qui dimostrata. Gli intoppi
al muretto non sono una novità, visto che questo già nella
stagione scorsa fu spesso il tallone d’Achille della squadra
austriaca. V’è però da dire
che, in gara, è stata ottima la
strategia di corsa adottata per
Webber che, non essendosi
qualificato aveva tre treni di
gomme intonsi, e ha così potuto effettuare una rimonta che
certo gli farà bene sul piano
del morale.
Ma veniamo al vincitore,
quel Lewis Hamilton che si è
ritrovato fra le mani una
McLaren ritrovata, a cui nel
paddock molti non lesinano i
complimenti per il prodigioso
miglioramento dopo i test invernali. Al termine di una gara divertente e decisa completamente dalla questione degli
KEYSTONE
di Paolo Spalluto
Ogier ha spinto a fondo nonostante le ‘tradizioni’ tattiche dello sterrato
condo tanto che ad una prova
dal termine è persino riuscito
a portarsi al comando anche se
solo per mezzo secondo. Ma
alla fine, come detto, l’ha spuntata il transalpino che così è
già alla sua seconda vittoria
stagionale. Niente di più facile
che ora Latvala stia rimuginando sui 25 secondi persi intenzionalmente al termine della prima giornata.
Con i se ed i ma di solito non
si vince mai nulla ma senza
quel mezzo minuto perso appositamente probabilmente sul
gradino più alto del podio a
Dead Sea sarebbe salito lui. Infatti partire per secondo o per
terzo su una speciale non cambia assolutamente nulla e sarebbe bene che questo i piloti,
ma soprattutto chi dà loro l’ordine di rallentare, lo capissero.
E anche Sébastien Loeb (Citroën) starà probabilmente
pensando alla grande occasione persa visto che, anche se è
riuscito ad impossessarsi della leadership del campionato,
il grande battuto è lui al pari
di un Mikko Hirvonen (Ford)
che sabato, pur partendo in
una posizione di partenza favorevole, ha guadagnato una
sola posizione e questo solo
grazie al fatto che Petter Solberg (Citroën) è uscito di strada quando cercava di conquistare un posto sul podio.
La sua miglior gara da quando è entrato nel mondiale l’ha
probabilmente disputata Kimi
Räikkönen (Citroën): ha terminato al sesto rango e ancora
una volta ha perso una posizione a causa di una foratura. A
proposito: 2/10 di secondo è il
distacco più esiguo che ci sia
mai stato nel mondiale rally
dopo i 3/10 tra Marcus Grönholm e Loeb nel 2007 in Nuova
Zelanda.
Fanno ovviamente storia a
sé i due ex aequo tra Shekar
Mehta e Harry Kalström nel
1973 in Kenya e Juha Kankkunen e Björn Waldegaard nel
1985 in Costa d’Avorio.
Una vittoria Ford si è registrata nel mondiale S2000 dove
Bernardo Sousa su una Fiesta
ha preceduto le due Skoda Fabia di Karl Kruuda ed Hermann Gassner.
Scarica

scarica il pdf - Home Page