Lunedi’ 07
Martedì 08
Mercoledì 09
Giovedì 10
Venerdì 11
Sabato 12
Domenica 13
Ore 17.00 Iscrizioni 1° elementare
Ore 18.00 Santa Messa
Fam. Iaia
VIVERE INSIEME
FOGLIO SETTIMANALE DELLA
Parrocchia San Pio da Pietrelcina - Mesagne (Br)
Ore 16.00 Catechesi 3° elem. (Monica)
Ore 18.00 S. Messa
Ore 18.00 Catechesi 5° elem. (Teresa)
www.sanpiomesagne.it
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XXVII DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO
6 OTTOBRE 2013
Ore 18.00 Santa Messa
VANGELO SECONDO LUCA
ANNIVERSARIO DEDICAZIONE DELLA CHIESA
Ore 17.00 Adorazione Eucaristica anima O.V.E. e Ministri Straordinari dell’Eucaristia.
Ore 17.00 Incontro Giovanissimi 2 (Rita e Riccardo)
Ore 18.00 Santa Messa
Ore 18.30 Incontro Genitori e ragazzi 2° media
(Giuseppina)
Ore 18.30 Incontro genitori 3° elementare (Monica)
Ore 19.00 Incontro Giovanissimi 1 (Sara)
Ore 18.00 Santa Messa
Fam. Falcone
Ore 15.00 Catechesi 3° media ACR (Monica)
Ore 15.30 Catechesi 4° elem. (Jennifer)
Ore 15.30 Catechesi 1° media (Carmen e Federica)
Ore 16.00 Catechesi 2° media ACR (Federico)
Ore 16.30 Catechesi 5° elem. ACR (Federica e Enrica)
Ore 16.30 Catechesi 4° elem. (Jennifer)
Ore 18.30 S. Messa
Ore 10.00 Santa Messa
Ore 11.15 Santa Messa
Ore 18.30 Santa Messa
Fam. Dellegrottaglie
Fam. Mingolla
Fam. Rammazzo
In quel tempo, gli apostoli dissero al Signore: «Accresci in noi la fede!».
Il Signore rispose: «Se aveste fede quanto
un granello di senape, potreste dire a
questo
gelso:
“Sràdicati e vai a
piantarti nel mare”,
ed esso vi obbedirebb
e
.
Chi di voi, se ha un
servo ad arare o a
pascolare il gregge, gli
dirà, quando rientra
dal campo: “Vieni
subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da
mangiare, stríngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e
dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse
gratitudine verso quel servo, perché ha
eseguito
gli
ordini
ricevuti?
Così anche voi, quando avrete fatto tutto
quello che vi è stato ordinato, dite:
“Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».
Riflessione di Enzo Bianchi
Il brano evangelico odierno si apre
con una domanda rivolta dagli apostoli a Gesù: «Signore, aumenta la no-
stra fede!». Essi sanno che la fede è
un dono di Dio per chi si apre incondizionatamente al suo agire, rispondendo alla sua chiamata e fidandosi delle
sue promesse: della fede non si è padroni né la si
può imporre agli
altri, ma la si
può solo accogliere con gratitudine, ben sapendo – come
ricorda Paolo –
che «non di tutti
è la fede» (2Ts
3,2)…
Ma cosa significa avere fede, credere?
Nella Bibbia ciò non indica mai un atteggiamento di conoscenza intellettuale nei confronti di Dio né il credere a
un’astratta verità, quanto piuttosto la
realtà che lega l’uomo a Dio nel rapporto di alleanza, di conoscenza attiva
e penetrante: la fede è un atteggiamento vitale che coinvolge l’intera
persona, colta nella sua unità,
è l’aderire con tutto se stessi a Dio che
ci ha amati per primo.
Un bambino attaccato con una fascia al seno di sua madre ha piena fiducia (cf. Is 66,12-13), in braccio a lei si sente sicuro (cf. Sal 131,2); ecco,
questa è la fede: un’adesione al Dio fedele (cf. Is 65,16), un mettere la fiducia solo in lui rimanendo saldi. E per un cristiano questa adesione è necessariamente rivolta anche alla persona di Gesù: è lui il Cristo, è lui la verità, la vita, la via ultima e definitiva per andare al Padre (cf. Gv 14,6).
Più volte lungo il vangelo Gesù lega strettamente la fede all’azione potente di Dio che attraverso di lui si compie nella storia, rivolgendo ad alcune
persone queste parole: «La tua fede ti ha salvato!» (cf. Lc 7,50; 8,48;
17,19; 18,42). D’altra parte egli constata proprio in quanti gli sono più vicini la mancanza di fede, l’incredulità, ed è costretto a rimproverarli: «Dov’è
la vostra fede?» (Lc 8,25), oppure a chiamarli «uomini di poca fede» (Lc
12,28). Anche noi, come i discepoli di Gesù, proveniamo da una condizione
di mancanza di fede e siamo sempre minacciati di ricadervi; l’enigma è costitutivo del nostro essere, abissi di incredulità sono nel nostro più profondo, ci sono acque in cui sprofondiamo se non invochiamo colui che ci può
afferrare: «Signore, salvami!». Sì, in noi c’è tutto questo, eppure possiamo
sempre invocare il Signore, possiamo gridare: «Io credo, tu aiutami nella
mia incredulità!», fidandoci della parola di Gesù: «Tutto è possibile per chi
crede» (Mc 9,23-24).
Si comprende allora perché nel nostro brano Gesù risponda agli apostoli
in modo paradossale: «Se aveste fede quanto un granellino di senapa («il
più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra»: Mc 4,32!), potreste dire a
questo gelso: Sii sradicato e trapiantato nel mare, ed esso vi ascolterebbe». La fede anche se esigua, anche se ridotta alle dimensioni di un granello di senapa, racchiude sempre in sé una potenza inaudita. Davvero non
servono grandi cose, non servono neppure propositi straordinari, che non
siamo in grado di mantenere; si tratta semplicemente di mettere con perseveranza la nostra povera fede in quella di Gesù Cristo, lui che è «l’origine
e il compimento della fede» (Eb 12,2), lui che prega perché la nostra fede
non venga meno (cf. Lc 22,32): egli porterà a compimento ciò che noi possiamo solo iniziare…
E aderire a Gesù significa vivere come egli ha vissuto, cercare di vivere
l’amore fino all’estremo come egli ha fatto, perché non vi è autentica fede
che non dia come frutto concrete azioni d’amore (cf. Gc 2,14-26).
Ecco perché qui Gesù prosegue paragonando i suoi discepoli a servi
chiamati a fare tutto quanto è nelle loro possibilità per servire il Signore,
concludendo: «Quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato,
dite: Siamo servi inutili, abbiamo fatto quanto dovevamo fare».
È proprio così: più noi viviamo come Gesù ha vissuto, più facciamo nostri i suoi modi, più ci rendiamo conto che è lui e lui solo la nostra ragione di vita: lui, il Signore che si è fatto nostro servo (cf. Lc 22,26-27).
Non che la nostra vita sia inutile, ma trova in lui la sua ragione profonda:
senza di lui non possiamo nulla, è dalla comunione con lui che dipende il
nostro amore.
«Dio ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna» (Gv 3,16). Questa
è la consapevolezza che dovrebbe sempre accompagnare la nostra fede,
dono che il Padre ci rinnova ogni giorno attraverso suo Figlio Gesù Cristo:
è lui, come diceva un antico padre della chiesa, «la fede perfetta».
APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
MERCOLEDI’ 16 OTTOBRE FESTA DI S. MARGHERITA ALACOQUE
Ore 17.00 incontro
VENERDI’ 25 OTTOBRE
RADUNO DIOCESANO DELL’APOSTOLATO DELLA PREGHIERA
NELLA NOTRA SCHIESA
Ore 16.30 Accoglienza;
Ore 17.00 Celebrazione Eucaristica presieduta dall’Arcivescovo;
Segue Adorazione Eucaristica
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