Archivio storico di Lugano Strada di Gandria Castagnola tel. + () [email protected] telefono + () fax + () e-mail [email protected] Archivio storico Città di Lugano Bollettino dell’Archivio storico della Città di Lugano In copertina: Stemma di Lugano scolpito sul fonte battesimale donato alla chiesa di S. Lorenzo dagli uomini e dal borgo il giugno . Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle alle (pomeriggio - solo su appuntamento) Archivio storico Città di Lugano Strada di Gandria CH– Castagnola Direttore Antonio Gili [email protected] Staff scientifico Margherita Albisetti [email protected] Pietro Montorfani [email protected] Damiano Robbiani [email protected] Assistenti Marie Kraitr [email protected] Florian Dozio [email protected] Sommario Introduzione La legge cantonale sugli archivi 3 L’archivioGestione Utenza e valorizzazione Il sito internet 5 5 6 In evidenza Fondo fotografico Vincenzo Vicari 9 Progetti e attività Il Dizionario imperiale Lo stradario della “Nuova Lugano” Carteggio Verdi-Morosini Carlo Battaglini: la biblioteca La Fiera Svizzera di Lugano (1933-1953) Per i fratelli Ciani 11 15 17 21 25 29 Acquisizioni Fondi di famiglie Singole scritture e iconografia Opere a stampa 31 32 33 Pubblicazioni «Pagine storiche luganesi» Fuori collana 35 39 La legge cantonale sugli archivi Nel licenziare il primo fascicolo del nostro annuario, il modo migliore di sottolinearne lo spirito animatore è di rifarci a due recenti importanti iniziative volte alla tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico, l’una a livello locale, l’altra internazionale. Intendiamo la nuova «Legge cantonale sull’archiviazione e sugli archivi» (LArch), approvata dal Gran Consiglio ticinese il 15 marzo 2011 ed entrata in vigore il 1º giugno 2012, e la «Dichiarazione universale sugli archivi», accolta all’unanimità nel settembre 2010 dall’Assemblea generale del Consiglio internazionale degli archivi e adottata il 10 novembre 2011 nella 36.ma sessione della Conferenza generale dell’unesco. La nuova legge cantonale, che disciplina la raccolta dei documenti, la loro conservazione, gestione e accessibilità, è di esempio soprattutto per gli aspetti pratici, mentre la carta internazionale, fondata sul senso di responsabilità collettiva nella gestione degli archivi pubblici, invita a riflettere sul valore della conservazione della memoria storica ed è stata sostenuta dall’Associazione degli archivisti svizzeri (AAS) di cui è membro anche il nostro istituto. Ne proponiamo qui a fianco alcuni stralci: A fianco: veduta di Lugano di K.C. Koehler e A.J. Terwen (1861, asl) Gli archivi conservano testimonianza delle decisioni adottate, delle azioni svolte e delle memorie accumulate. Gli archivi costituiscono un patrimonio unico e insostituibile, trasmesso di generazione in generazione. I documenti archivistici sono gestiti fin dalla loro creazione in modo da preservarne il valore e il significato. Essi sono fonti affidabili di informazione per una amministrazione responsabile e trasparente. Essi giocano un ruolo essenziale nello sviluppo delle società, contribuendo alla costituzione e alla salvaguardia della memoria individuale e collettiva. L’accesso agli archivi arricchisce la nostra conoscenza della società umana, promuove la democrazia, tutela i diritti dei cittadini e migliora la qualità della vita. (dalla Dichiarazione universale degli archivi, unesco) Gestione Il nostro primo compito è di assicurare la conservazione dei documenti affidatici affinché giungano alle generazioni future, favorire la loro accessibilità e incoraggiare i ricercatori a valorizzarli. I fondi vanno inventariati e classificati, le scritture raccolte in custodie di materiale idoneo alla conservazione a lungo termine, affidando quelle da restaurare a professionisti del ramo che garantiscano un lavoro filologicamente corretto. Nel corso del 2012 è stata prestata particolare attenzione alla sezione iconografica, predisponendo i documenti a una prossima digitalizzazione finalizzata alla messa a disposizione dei cataloghi sulla nostra pagina internet, e aggiornando e adattando i vecchi inventari alle norme di descrizione isad(g) e Sepiades. La sezione conta numerose fotografie d’epoca, incisioni, alcuni disegni originali e dipinti, risalenti in prevalenza alla seconda metà dell’Ottocento e al primo Novecento; materiali rilevanti in quanto illustrano l’evoluzione urbanistica di Lugano, registrano i principali avvenimenti, ritraggono personalità locali e la vita quotidiana della sua gente. Parallelamente, abbiamo concluso l’immissione dei A fianco: pergamena del Duca di Milano Galeazzo Maria Sforza (1473, asl) titoli dei nostri fondi librari nel Sistema Bibliotecario Ticinese (sbt), consultabile online dal sito www.sbt.ti.ch, dove abbiamo aggiunto i volumi della biblioteca di Carlo Battaglini (1812-1888), sindaco di Lugano e figura di spicco della scena politica ticinese ottocentesca, il cui catalogo è stato oggetto di una recente pubblicazione. Utenza e valorizzazione I principali attori della valorizzazione del materiale storico conservato all’asl sono i suoi utenti. Nel corso del 2012 il 30% delle richieste verteva su indagini genealogiche, mentre quasi il 20% sul reperimento di fotografie o immagini d’epoca. I periodi più indagati sono l’Ottocento e ancor più il Novecento, mentre il Medioevo e l’età moderna incontrano scarso interesse (circa il 7%); il 45% degli utenti sono donne. Il personale interno presta servizio agli utenti accogliendoli nella sala di lettura e indirizzandoli nella consultazione, ed evade pure le numerose richieste che giungono tramite lettera, telefono o posta elettronica, si tratti di semplici informazioni o di ricerche più approfondite, garantendo competenza e un riscontro possibilmente rapido. Alcune ricerche effettuate presso il nostro archivio sono sfociate in pubblicazioni, come i cataloghi relativi alle mostre della Pinacoteca Züst di Rancate (dedicate a Giovanni Serodine, Pier Francesco Mola, Fausto Agnelli e alla Collezione Bellasi), oppure i volumi Ottanta anni di traversate (Lugano 2012), La Galleria Vedeggio-Cassarate. La via invisibile (Bellinzona 2012), Società Federale Ginnastica Lugano 1863-2013. 150 anni nel cuore di Lugano, a cura di Raimondo Locatelli, Mauro Maestrini e Americo Bottani (Lugano 2013), articoli scientifici come Le Memorie inedite di Giocondo Albertolli, a cura di Giorgio Mollisi, in «Arte & Storia», 55 (2012), e numerosi altri apparsi in miscellanee o riviste; per non dire dei volumi che escono nella nostra collana «Pagine storiche luganesi» (v. elenco alla fine del fascicolo). Nell’ambito del Mese della Cultura 2012, organizzato dal Dicastero Attività Culturali, l’asl ha proposto la lettura di alcune lettere di Augusto Fogliardi (1818-1890), scritte dall’America, contenenti curiose e acute descrizioni di quell’ambita terra d’emigrazione – nel 1863 Fogliardi svolse una missione ufficiale negli usa per conto del Dipartimento militare federale. Il sito internet Per migliorare la visibilità dell’asl e facilitare l’accessibilità ai suoi fondi, è stato messo in rete un nuovo sito internet, mediante il quale verranno segnalate esposizioni, conferenze e incontri organizzati dall’Archivio storico. Di mese in mese sarà inoltre presentato un documento (o un’immagine d’epoca) attinente l’attualità di Lugano o dei comuni di recente aggregazione. Un formulario di contatto agevolerà inoltre l’acquisto delle nostre pubblicazioni e permetterà d’inoltrare ai nostri collaboratori richieste mirate. Il nuovo sito è attivo, almeno parzialmente, da inizio dicembre 2013 (www.archiviostoricolugano.ch). A destra: pergamena con atto di compravendita (Lugano, 1264, asl) Fondo fotografico Vincenzo Vicari Tra i fondi più importanti e consistenti della nostra sezione iconografica figura l’archivio fotografico di Vincenzo Vicari (1911-2007), attivo a Lugano con un proprio studio dal 1936, della cui opera testimoniano anche le illustrazioni apparse in numerose pubblicazioni monografiche e collettive, e in alcune riviste (in particolare nell’«Illustrazione ticinese»). Gli scatti di questo fotografo sono una preziosa testimonianza dell’evoluzione paesaggistica, urbana e sociale del Cantone Ticino. Vicari fu tra i pionieri della fotografia aerea, praticata negli anni 1940-1950 per conto delle forze svizzere di aviazione, e un sensibile documentarista del patrimonio architettonico, paesaggistico e artistico ticinese. Acquistato dalla Città nel 1988, l’Archivio Vicari raccoglie più di 50’000 negativi, per un totale di circa 100’000 scatti. I principali supporti fotografici sono il vetro e la pellicola, materiali estremamente fragili. A garanzia della loro conservazione nel tempo, occorrerà una sistemazione logistica (finora non ottimale per la mancanza delle necessarie risorse) che assicuri condizioni adeguate di temperatura e d’umidità costanti. Nella foto: il golfo di Lugano, veduta aerea di Vincenzo Vicari (1960, asl) Per conservare e valorizzare al meglio questo importante patrimonio storico e artistico e facilitarne la consultazione, nel 2014 prenderà avvio un progetto in collaborazione con Memoriav, la rete nazionale per la salvaguardia del patrimonio culturale audiovisivo. Una parte del fondo fotografico sarà restaurato e digitalizzato ad alta risoluzione, e la ricatalogazione completa del materiale permetterà la messa in rete di un inventario illustrato delle fotografie: un’interazione con il pubblico che sarà arricchita da dati e aneddoti inerenti le immagini trasmessi dalla memoria personale degli utenti, e con l’allestimento nel 2016 di una mostra e la pubblicazione di una monografia. Il Dizionario imperiale Con la ristampa anastatica, nel 2011, della prima edizione del Dizionario imperiale delle quattro principali lingue d’Europa di Giovanni Veneroni, pubblicato da Johann David Zunner a Francoforte sul Meno nel 1700, si è inteso preservare e far conoscere un gioiello dell’Archivio storico della Città di Lugano, del quale esistono rare copie nelle biblioteche italiane ed europee. Il frontespizio dell’esemplare di Lugano reca due note di possesso, una del balivo Wolfgang Damian Müller di Zugo, l’altra del suo landscriba Karl Konrad von Beroldingen, rivelatrici di come il Dizionario imperiale sia stato uno strumento di lavoro utilizzato nei baliaggi italiani soggetti alla dominazione dei dodici cantoni svizzeri. La ristampa anastatica (Arnaldo Forni Editore) non ha soltanto un valore lessicografico e letterario: l’iniziativa di far rivivere un dizionario quadrilingue del Settecento è nata in Svizzera, dove tedesco, francese e italiano sono lingue nazionali, e le rispettive culture convivono con un impegno unico in Europa. Per questa ragione, l’Intergruppo parlamentare «italianità» delle Camere federali si è fatto promotore della presentazione del Dizionario imperiale a A fianco: il frontespizio italiano del Dizionario imperiale (1700, asl) Palazzo Federale a Berna il 31 maggio 2012, un’occasione per riflettere sul plurilinguismo del nostro paese e sul preoccupante calo della presenza della lingua italiana a livello nazionale. La presentazione, introdotta dai Consiglieri nazionali Ignazio Cassis e Silva Semadeni, alla presenza del Vicepresidente del Consiglio degli Stati Filippo Lombardi e dell’ambasciatore italiano in Svizzera Giuseppe Deodato, ha avuto come relatori Carlo Ossola, Thomas Maissen e Rita Franceschini. La ristampa è stata promossa dall’Archivio storico, in collaborazione con l’Istituto di Studi italiani dell’usi e con il sostegno della Fondazione del Centenario della Banca della Svizzera Italiana. Nella nuova veste tipografica l’opera consta di due tomi, per un totale di 2042 pagine ed è introdotta dalle premesse di Marco Baggiolini e Carlo Ossola. I saggi che accompagnano il dizionario, firmati da Silvia Albesano, Marco Maggi e Antonio Gili, si offrono anche nelle traduzioni francese, tedesca e inglese, in pieno spirito plurilinguistico. Tour di presentazione del Dizionario imperiale dataluogo relatori 23 novembre 2011 31 maggio 2012 18 ottobre 2012 15 dicembre 2012 19 aprile 2013 Lugano (Palazzo dei congressi) Stefano Prandi, Silvia Albesano Berna (Palazzo Federale) Carlo Ossola, Thomas Maissen, Rita Franceschini Mosca (Istituto Italiano di Cultura) Nicoletta Maraschio, Pietro Montorfani Roma (Accademia dei Lincei) Antonio Gili, Maurizio Vitale, Jacqueline Risset Parigi (Collège de France) Carlo Ossola, Claude Hagège, Antonio Gili, Jacqueline Risset 27 marzo 2014 Philadelphia (University of Pennsylvania) Fabio Finotti, Pietro Montorfani Nella foto: Carlo Ossola e Marco Baggiolini a Berna il 31 maggio 2012 Lo stradario della “Nuova Lugano” A conclusione della prima fase del progetto di riforma dello stradario allestito nel 2008 e in adempimento alle disposizioni federali in materia, per ovviare alle omonimie nate con le aggregazioni, dal 1º giugno 2012 hanno cambiato nome 19 strade; le nuove targhe sono già state posate e gli abitanti coinvolti hanno tempo tre anni per mutare il vecchio indirizzo. La seconda fase sarà l’introduzione della nomenclatura stradale, finora inesistente, nei territori aggregati di Villa Luganese, Gandria, Cureggia e Valcolla; dopodiché la riforma proseguirà a tappe nell’intento di completare lo stradario con una maggiore aderenza alla memoria storica della «vecchia» Lugano, tenuto conto che dopo il 1943 la nomenclatura non è più stata aggiornata, come pure dei comuni nel frattempo aggregati. Le mutazioni previste non sono una semplice formalità ma fanno parte di un processo complesso. Si pensi che già con la prima fase (eliminazione delle omonimie) sono state coinvolte 3’229 persone fisiche e 448 persone giuridiche. Delle nuove 19 vie, 15 sono toponimi, 4 personaggi storici. A Viganello, Via Quiete è diventata Via Max Frisch A fianco: cartolina d’epoca con il mercato cittadino (ca. 1910, asl) (con Dürrenmatt il più importante e più tradotto scrittore svizzero del Novecento), Via Belvedere è ora Via Eugenio Montale (ebbe significativi contatti con Lugano e con Ungaretti è il poeta italiano più importante del Novecento per nitidezza e stile) e Via delle Scuole è divenuta Via Emilio Rava (sindaco dal 1923 al 1948 che diede un forte impulso alla crescita dell’ex comune); a Pregassona Via al Fiume si chiama adesso Via Giuseppe Maggi (medico d’origine ticinese famoso per la sua attività umanitaria in Africa dal 1948 al 1988). Quanto ai 15 toponimi, la quasi totalità delle omonimie sono state risolte aggiungendo semplicemente come specificazione il nome dell’ex comune o ripristinando il nome di antichi insediamenti attestati nelle carte topografiche ma assenti dallo stradario, come ad esempio con Via delle Scuole a Pregassona, diventata Via alla Bozzoreda, antico toponimo nella zona tra il fiume e Via Terzerina. Carteggio Verdi-Morosini In occasione del bicentenario di Giuseppe Verdi (18131901) abbiamo pubblicato, in collaborazione con l’Istituto Nazionale di Studi Verdiani di Parma, la corrispondenza tra il maestro e la famiglia Morosini, nobile casata lombardoticinese proprietaria a Vezia della villa che porta oggi il nome dei Negroni. Tra i numerosi carteggi verdiani quello con i Morosini si segnala per alcune peculiarità. Si tratta, innanzitutto, di un carteggio plurale, dove alla madre Emilia si affiancano le figlie Giuseppina, Annetta, Carolina e Cristina, in un dialogo tutto femminile rivolto al giovane ma già celebre compositore del Nabucco. Gli estremi cronologici, i più ampi dell’intero epistolario verdiano, sono il 1842 e il 1901: una sorprendente fedeltà che si deve quasi unicamente all’iniziativa della figlia di Emilia, la contessa Giuseppina Negroni Prati Morosini (1824-1909), tra le prime e più ferventi sacerdotesse del mito verdiano, sua corrispondente per oltre cinquant’anni. Dalle oltre duecento lettere (conservate a Sant’Agata, al Museo teatrale alla Scala di Milano e all’Archivio di Stato del Cantone Ticino a Bellinzona) traspare un Verdi intimo, alle prese con la composizione delle sue opere non meno che con la fabbrica del podere di Sant’Agata o della Casa di riposo per musicisti di Milano, poco timoroso di esprimere le sue idee politiche e attento ai grandi eventi storici che hanno segnato la sua epoca. A partire da questa ricerca è stata realizzata una piccola esposizione presso la Biblioteca cantonale di Lugano (13 marzo – 13 aprile 2013): una mostra didattica con documenti originali che, dei molti filoni possibili in questo ricco carteggio, ne ha evidenziato uno – l’amicizia con la citata Giuseppina – nell’intento di illustrare anche gli aspetti meno noti del rapporto di Verdi con la Svizzera italiana. Parallelamente alla mostra, la rsi ha prodotto un radiodramma ispirato al carteggio, Caschi il mondo!, scritto e diretto da Flavio Stroppini, e a Villa Ciani il Quartetto Energie Nove ha tenuto un concerto verdiano. Tour di presentazione del Carteggio Verdi-Morosini dataluogo relatori 14 marzo 2013 Lugano (Biblioteca Cantonale) 17 aprile 2013 Milano (Villa Reale) 26 settembre 2013 Roma (Biblioteca di storia moderna) 7 ottobre 2013 Parma (Teatro Regio) Pietro Montorfani, Giuseppe Martini, Carlo Piccardi Emilio Sala, Pietro Montorfani, Giuseppe Martini Antonio Gili, Giuseppe Martini, Romano Ugolini Antonio Gili, Maria Mercedes Carrara-Verdi, Pietro Montorfani, Giuseppe Martini A destra: lettera di Giuseppe Verdi a Emilia Morosini, 28 maggio 1861 (Museo teatrale alla Scala, Milano) Carlo Battaglini: la biblioteca Carlo Battaglini (1812-1888) è uno dei padri tutelari del liberalismo ticinese dell’Ottocento e figura dominante nella vicenda politica del Ticino nel periodo centrale di quel secolo, insieme a Stefano Franscini (1796-1857), Giovan Battista Pioda (1808-1882) e Giacomo Luvini Perseghini (1795-1862), con i quali ebbe stretti rapporti di amicizia. Uomo d’azione energico e intransigente, Battaglini si impose come capofila del giornalismo democratico radicale dirigendo dal 1838 al 1855 «Il Repubblicano della Svizzera italiana», giornale per il quale si impegnò tenendovi fede tutta una vita, scrivendo pagine fra le più alte per contenuti e tensione ideale. Come giurista si distinse soprattutto quale autore di un apprezzato progetto di codice penale che nella sua stesura originale (1868) fu considerato fra i migliori d’Europa. Battaglini appartiene alla generazione di statisti andati al potere con il colpo di stato del 1839, una generazione che diede inizio ad un lungo periodo di egemonia liberale-radicale interrottosi solo nel 1877, caratterizzato da una vivace opposizione (nel 1841 e 1855 repressa dal governo con la forza), da un’attiva opera legislativa (tendente tra l’altro a A fianco: Luigi Rossi, Carlo Battaglini (1879, Collezione Città di Lugano) ridefinire i rapporti Stato-Chiesa nel segno della laicizzazione dell’istruzione e della secolarizzazione dei beni conventuali), da spinte contrapposte per una maggiore coesione federale (definita con la Costituzione del 1848 e poi con quella del 1874) e dal blocco economico imposto dall’Austria al Ticino a più riprese tra il 1848 e il 1855, il cantone allora accusato di proteggere o tollerare le attività ostili alla Lombardia austriaca dei rifugiati politici italiani. Carlo Cattaneo, fra quest’ultimi il nome più altisonante, in una lettera del 1860 a Garibaldi descrive Battaglini come «l’uomo più distinto per ingegno, per onorato carattere e per amore della causa italiana fra quanti ebbi a conoscerne nei dodici anni di dimora ch’ebbi fra questi monti». La biblioteca Battaglini, oggetto del primo di due volumi che abbiamo voluto dedicare allo statista ticinese, consta di 304 voci bibliografiche, per un totale di 547 volumi (670 contando anche i fascicoli di rivista). I titoli si dividono per lo più tra diritto, filosofia e pubblicistica politica, con una sostanziale presenza di letteratura e storia: una tipica biblioteca d’avvocato di metà Ottocento, insom- ma, con una forte matrice umanistica e qualche curioso volume a carattere teologico. Grazie alla recente catalogazione, curata da Pietro Montorfani, la biblioteca Battaglini è ora parte del Sistema Bibliotecario Ticinese (sbt) ed è consultabile dagli studiosi presso la nostra sede a Castagnola. Il secondo volume dedicato allo statista di Cagiallo, la cui pubblicazione è prevista nel 2014, sarà curato da Damiano Robbiani e proporrà l’edizione dei carteggi tra Carlo Battaglini e i suoi corrispondenti, uomini politici, amici e familiari; una ricerca che dovrebbe permettere una migliore comprensione della sua personalità, fin nei suoi aspetti più fragili e sconosciuti. Le lettere sono conservate presso il nostro istituto, l’Archivio di Stato del Cantone Ticino e in fondi di altre istituzioni. Sopra: lettera di Franscini a Battaglini, 5 dicembre 1880 (asl) A fianco: particolare della biblioteca di Carlo Battaglini Manifesti della Fiera e della Festa della vendemmia (asl) La Fiera Svizzera di Lugano (1933-1953) Nel 1932 si svolse a Castagnola la prima Festa della vendemmia, durante la quale sfilò per le vie di Lugano un corteo inneggiante all’uva. Nel 1933 questa festa autunnale fu trasformata in una manifestazione dell’economia e del lavoro ticinese, abbinata al Corteo della vendemmia. Inizialmente essa venne chiamata «Fiera agricolo-industriale» e dal 1935 «Fiera Svizzera di Lugano» (fsl). La rassegna fieristica, insieme al Corteo della vendemmia, richiamava soprattutto il pubblico confederato e dopo il 1945, finita la Guerra, anche quello del Nord Italia. La fsl nel corso del tempo divenne sempre più importante, tanto che negli ultimi anni tra confederati e autoctoni registrò un numero di visitatori di poco inferiore a quello totale della popolazione ticinese. Da 23’133 visitatori nel 1933 si passò a 150’618 nel 1953, anno dell’ultima edizione (il tradizionale Corteo della vendemmia continuò invece fino al 1992). Un ventennio durante il quale la fsl stimolò l’imprenditoria ticinese, anche se gli espositori confederati dal 1943 furono sempre più numerosi di quelli ticinesi, a dimostrazione di un’economia cantonale allora ancora modesta. Nel Novecento, oltre che la rassegna economica più importante del Cantone Ticino, la fsl fu l’evento culturale per eccellenza della Svizzera italiana, favorita nel suo straordinario sviluppo dalla nascita di Radio Monteceneri, che nel 1933 iniziò le trasmissioni regolari nel terzo idioma nazionale per conto della Società Svizzera di Radiodiffusione. Il nuovo ente si dotò presto di due orchestre, una per il repertorio classico, l’altra per quello leggero, e di un coro. fsl e Radio Monteceneri furono insieme l’agenzia culturale più importante della minoranza svizzera di lingua italiana, svolgendo fin da subito una funzione identitaria fondamentale nel rinsaldare i rapporti confederali e promuovere i valori dell’italianità. La fsl fu a suo tempo la macchina organizzativa – precorritrice per certi aspetti gli scopi dell’attuale lac – di tutte le attività creative locali, dai concerti, spettacoli di musica, canto e danza alle mostre d’arte, dai Festspiel e sfilate folcloristiche e patriottiche alle esibizioni di filarmoniche e bande, fino alle feste delle più svariate associazioni (ginniche, sportive, militari). Una produzione culturale, insomma, di grande professionalità, attenta alla qualità ma al tempo stesso popolare (come attesta la partecipazione di gruppi amatoriali ai Festspiel), che in alcuni settori come la musica e la danza presentava anche proposte innovative, significative dei fermenti intellettuali in atto fuori dalla provincia. Manifestazioni quali la fsl e il Corteo della vendemmia si imposero come specchio del Ticino che mette in scena se stesso, intrecciando fra loro valori della convivenza civile e caratteri della propria identità, spesso formalizzata in una tradizione mitizzata e risolti nell’estetizzazione dei propri costumi, ad uso patriottico turistico e ricreativo. La fsl svolse innanzitutto una funzione economica ma dal punto di vista storico ciò che abbiamo inteso sottolineare è la valenza culturale di questa manifestazione, cui si riallaccia anche il Corteo della vendemmia ad essa abbinato. È questo il motivo principale per cui abbiamo voluto proporre sul tema un’ampia mostra alla Villa Ciani, curata da Antonio Gili e Margherita Albisetti, aperta al pubblico dal 7 settembre 2013 al 12 gennaio 2014. L’esposizione, intesa anche a valorizzare il ricco fondo documentario conservato presso l’Archivio storico, verte prin cipalmente sui manifesti della fsl e della Festa della vendemmia, sull’iconografia e le pubblicazioni relative alle due rassegne; ampio spazio è inoltre dato all’ascolto di registrazioni radiofoniche e alla visione di filmati amatoriali d’epoca (Archivi rsi) e di spezzoni del Cinegiornale svizzero. Per l’occasione è stato pubblicato un volume monografico della collana «Pagine storiche luganesi», a cura di Antonio Gili e Damiano Robbiani, riccamente illustrato e con i saggi di vari studiosi. Nel corso dell’autunno si sono proposte inoltre alcune visite guidate, la domenica pomeriggio, con i curatori della mostra affiancati dagli autori dei saggi del volume; visite durante le quali, di volta in volta, si sono toccati nuovi aspetti della produzione culturale legata alla Fiera Svizzera di Lugano. A fianco: uno stand della Fiera Svizzera di Lugano (1944, asl, Vicari) Per i fratelli Ciani Il 18 luglio 2013 è stata inaugurata presso il cimitero di Lugano una lapide alla memoria dei fratelli Giacomo (1776-1868) e Filippo Ciani (1778-1867): un manufatto in granito bocciardato con epigrafe incisa sulla superficie superiore e verniciata in nero, collocata all’interno di un’aiuola già esistente che affianca il viale centrale del cimitero nei pressi dell’ingresso principale. I Ciani sono figure dominanti nelle vicende politiche ticinesi dell’Ottocento. A Lugano, dove vissero stabilmente dal 1833 fino alla morte, si distinsero per le loro iniziative d’interesse pubblico come lo sviluppo sociale ed economico e l’educazione popolare (fra le quali spicca la fondazione nel 1844 da parte di Filippo di un asilo d’infanzia). Fino al 1925 ebbero la loro tomba, abbellita da un’opera scultorea di Vincenzo Vela, nel cimitero monumentale di Milano. Le loro salme furono però esumate e dopo varie peripezie nel 1982-85 le loro urne funerarie furono trasferite nel cimitero di Ameno, vicino al Lago d’Orta, e deposte nel loculo dei Decio (famiglia imparentata). Da allora si sono così perse le tracce dei due fratelli, privando i posteri di un luogo altamente simbolico in cui poterli ricordare. I Ciani B. Pasta, Filippo e Giacomo Ciani (Collezione Città di Lugano) sono dunque idealmente tornati a Lugano, dove trascorsero più della metà della loro vita adulta, mentre nessun legame ebbero con Ameno. L’odierna Via Ciani, parallela alla riva destra del Cassarate tra Via della Madonnetta e il Cinestar, risale al 1942; prima (1906) era stata loro dedicata l’attuale Corso Elvezia. I Ciani discendono da una famiglia ticinese originaria di Leontica nella Valle di Blenio, emigrata nella capitale lombarda agli inizi del Settecento. Carbonari e mazziniani, ebbero parte all’insurrezione piemontese del 1821, ciò che li costrinse all’esilio prima in Svizzera, poi a Londra e infine a Ginevra. Nel Cantone Ticino diedero un contributo determinante alla caduta del regime autoritario dei landamani e al trionfo della riforma liberale del 1830, anno in cui fu loro conferita la cittadinanza. Banchieri di professione, finanziarono la stampa e varie società liberali. Acquisizioni Fra i fondi custoditi dall’asl, oltre a quelli del Comune vi sono quelli privati, preziose testimonianze della storia locale e regionale, acquisiti da singole persone, famiglie, società e aziende, nei confronti dei quali ci impegniamo a garantire la corretta conservazione e valorizzazione della documentazione versata. La tipologia di queste acquisizioni è quadrupla: 1. Donazione. Il Comune diventa proprietario. Il donatore ha facoltà di stipulare una convenzione con l’asl che regoli le condizioni di consultazione e di riproduzione. 2. Deposito. Il depositante resta proprietario ma è d’obbligo stipulare una convenzione con l’asl come sopra. 3. Legato. Il legatario dispone per testamento che persone fisiche o giuridiche ereditino come suoi successori un fondo di sua proprietà, indicando nell’atto le condizioni di consultazione e di utilizzo dei documenti. 4. Acquisto. Il più delle volte si tratta di acquisti da parte dell’asl di modesti fondi archivistici, di qualche singola scrittura, di opuscoli e libri, di documenti iconografici; per fondi di particolare consistenza, l’acquisto deve essere autorizzato dal Municipio accordando un credito straordinario. Fondi di famiglie Fondo famiglia Antonini di Lugaggia, 1860 ca.-1954, 1 faldone (23 unità documentarie). Comprende alcune interessanti testimonianze dell’emigrazione capriaschese e preziosi ritratti ad opera dei pionieri della fotografia luganese Carlo Saski e Grato Brunel. Fondo famiglia Beretta Piccoli di Lugano, 1918-1999, 1 faldone. Si segnalano un registro relativo alla conceria Beretta Piccoli compilato tra il 1918 e il 1980, alcune fotocopie di atti settecenteschi e un albero genealogico. Fondo famiglia Lucchini di Arasio (Montagnola), 15601975, 1 faldone (49 unità documentarie). Carte di famiglia e diversa documentazione appartenuta a Emilio Lucchini relativa alla sua carriera militare (XX sec.). Da segnalare un breve carteggio tra Christa Lucchini-Walter (1906-1965) e il compositore Ernest Bloch (1880-1959). Fondo famiglia Primavesi di Lugano, 1881-2003, 1 car- tella, 3 rotoli e 2 scatole. Per la pulizia dei materiali e a scopo di studio, l’asl ha depositato il fondo presso l’Archivio del Moderno a Mendrisio. La documentazione concerne gli immobili della famiglia Primavesi, attiva nel commercio a Lugano dalla metà dell’Ottocento. Sono documentate la villa ubicata in Salita Carlo Bossoli 9, costruita nel 1901 su progetto dell’architetto Giuseppe Ferla, abbattuta di recente, e il magazzino della società sorto intorno al 1891 in Via Basilea, pure demolito. lite che oppone i fratelli Luvini ai coniugi Giuseppe e Lucia Galeazzi, per due acquisti nel territorio di Massagno, 4 p., 30 x 20 cm 14 giugno 1794. Giuseppe Galeazzi, negoziante a Lugano, nomina proprio procuratore il conte Carlo di Edling del Sacro Romano Impero per concludere una transazione con i fratelli Luvini, f. doppio, 34 x 23 cm Fondo Alfredo Veronesi, fotografo e pittore autodidatta di Lugano, 1880-1961. Conta 450 lastre fotografiche, 250 cartoline, 200 lastre di rame, diverse stampe e acquerelli di vedute di Lugano e dintorni, prodotte e vendute da Veronesi nel suo negozio di Via Nassa tra il 1906 e il 1932. 21 ottobre 1872. Lettera del questore di Milano al Com missario di Governo di Lugano relativa al tentativo di ricostruire la genealogia della famiglia Deccio di Milano, emigrata a Lugano, il cui figlio Achille risulta renitente alla leva perché non è mai stato cancellato dalle liste cittadine, 4 p., 31 x 21 cm Singole scritture Iconografia 4 settembre 1773. Atto notarile con l’accordo per la liquidazione di un credito tra i fratelli Frasca e i coniugi Giuseppe e Lucia Galeazzi, f. doppio, 27 x 20 cm 1790. Spese di un compratore di manzetti alla Fiera di Lugano, f. unico, 28 x 20 cm 12 maggio 1794. Atto notarile inteso a porre fine alla Veduta di Lugano, 1869. Silografia, 26 x 36 cm E. Xumenes (dis.), Tiro federale di Lugano. La gran gara per le prime dieci grande coppe, Silografia, 1883, 38 x 28 cm, in «L’Illustrazione italiana», 22 luglio 1883 Lugano. Pianta della città, Leipzig, Ed. Karl Baedeker (Wagner & Debes), 1895, 16 x 21 cm Lugano. Pianta della città, Leipzig, Ed. Karl Baedeker (Wagner & Debes), 1909, 16 x 21 cm Francobollo commemorativo della Fiera Svizzera di Lugano, 1-16 ottobre 1938, 4.5 x 3.5 cm Diverse cartoline d’epoca Opere a stampa Fondo Paola Cavan. Comprendente diverse opere a carattere enciclopedico, in particolare l’importante collezione di letteratura italiana edita da Ricciardi (quasi completa) Fondo Lorenzo Gilardoni. Alcune decine di volumi antichi (XVII-XIX sec.) di argomento storico e giuridico «L’Ape delle cognizioni utili, ossia scelta delle migliori notizie, invenzioni, cognizioni e scoperte», Capolago, presso la Tipografia Elvetica, 1833 (annata completa) e marzo 1846 R. Fastenrath, Fröhliches Volk im Tessin, Tipografia Ceresio, Magliaso 1906 Pubblicazioni recenti inerenti la storia locale Pubblicazioni Edite dalla Città di Lugano, le «Pagine storiche» hanno iniziato ad uscire nel 1984 come rivista periodica per lo studio delle fonti di storia locale. La prima serie è cessata nel 2002 con il volume numero 13. I primi sei volumi recano come testata di copertina il nome della collana e sono miscellanei, tranne i numeri 2 e 4. Successivamente la rivista si è trasformata in una serie di volumi a carattere monografico. Quelli dal numero 7 all’11 sono abbinati alle mostre temporanee annuali allestite a Villa Saroli nel periodo compreso tra il 1995 e il 2001. Il numero 14 inaugura la seconda serie, che ha una veste completamente rinnovata, con formato invariato, 17 x 24 cm, per i volumi la cui tematica non necessita di particolari illustrazioni; 24 x 24 cm, quando essa richiede invece un consistente corredo iconografico. Oltre alle «Pagine storiche luganesi», l’asl propone anche una serie di pubblicazioni fuori collana cui ha in qualche modo contribuito. Pagine storiche luganesi, 1 (1984, ristampa 1987) Contiene: A. Gili, Lugano da Borgo medievale a città terziaria e d’affari. Trasformazioni urbanistiche dal Medioevo all’età contemporanea / C. G. Lacaita, Economia e riforme in Carlo Cattaneo / A. Cotti, Carlo Cattaneo in una lettera inedita di Luigi Lavizzari alla moglie Irene del 17 ottobre 1859 / R. Astorri, «Carlo Cattaneo, studio biografico dall’epistolario»; opera di Vittorio Michelini (Milano, NED, 1982) / V. Matiss, Tra Lettonia e Lugano: Rainis, Aspazija e l’anno di rottura 1905. Un’introduzione a due eminenti scrittori lettoni e il loro periodo d’esilio in Svizzera [esaurito] Pagine storiche luganesi, 2 (1986) Contiene: A. Gili, L’uomo, il topo e la pulce. Epidemie di peste nei territori ticinesi, avamposti naturali del cordone sanitario dello Stato di Milano verso i Paesi svizzeri (XV-XVII sec.): strutture sanitarie, difesa della salute, aspetti economici, demografici, sociali, e religiosi della peste [10.- chf] Pagine storiche luganesi, 3 (1987) Contiene: S. Snider, Applausi di carta. Le raccolte di poesie d’occasione stampate nel Ticino, 1747-1780 / F. Bernasconi, Giampietro Riva e il primo canto del «Bertoldo» in rima [10.- chf] Pagine storiche luganesi, 4 (1988) Contiene la Guida generale dell’Archivio storico comunale di Lugano, a cura di Antonio Gili [10.- chf] Pagine storiche luganesi, 5 (1990) Contiene: M. T. Casella Bise, A. Chablais Sassi, A. Gili, Intimi ritagli di devozione spirituale. Un mazzo di immaginette religiose manufatte fra le carte della nobile famiglia Riva di Lugano / B. Beffa, F. Catenazzi, Norma e eversione in Anton Maria Borga, poeta locarnese del secolo XVIII [10.- chf] Pagine storiche luganesi, 6 (1994) Contiene: F. Mena, La Società Tipografico-Libraria di Lugano (1845-1863) nella crisi editoriale di metà Ottocento / A. Gili, Un’«arrabbiato radicale» ticinese: Natale Imperatori (1830-1909). Un garibaldino luganese alle frontiere ideali del pensiero socialista-anarchico internazionale / F. Mena, Le disavventure di G. Rovelli, stampatore e libraio milanese a Lugano, 1828-1834 / P. C. Masini, Carlo Porta: poesie inedite / C. Agliati, Cattaneana: contributi all’epistolario [10.- chf] Lugano e il suo ospedale. Dal Santa Maria al Civico (secoli XIII-XX) a cura di A. Gili e S. Soldini, con contributi di A. Gili, M. Agliati, A. Moretti, M. Brambilla Piceni, M. Piceni, R. Talarico, L. Lorenzetti, P. Crivelli e S. Soldini, Edizioni Città di Lugano, 1995 («Pagine storiche luganesi 7») [10.- chf] A. Gili, Lugano capolinea. Sviluppo storico delle linee di pubblico trasporto passeggeri, dalle funicolari, tranvie e ferrovie ai filo-bus e autolinee Edizioni Città di Lugano, 1996 («Pagine storiche luganesi 8») [esaurito] Lugano Hotels. Alberghi, storia, architettura a cura di A. Gili, con contributi di A. Gili, P. Costantini e R. Bergossi, Edizioni Città di Lugano, 1998 («Pagine storiche luganesi 9») [10.- chf] Lugano dopo il 1798. L’ex-baliaggio tra 1798 e 1803 a cura di A. Gili, con contributi di A. Gili, R. Astorri, E. Ramelli, I. Botteri, E. Dezza, R. Rüegger, A. Gandolla, G. Negro, S. Bianchi, S. Maruti, G. Rusconi, E. Riva, F. Panzera, S. Guzzi, M. Ferri e A Picchi, Edizioni Città di Lugano, 1999 («Pagine storiche luganesi 10») [10.- chf] Lugano, luoghi e nomi. Toponimi e stradario nella cartografia e nelle immagini d’epoca a cura di A. Gili, con contributi di A. Gili e S. Vassere, Edizioni Città di Lugano, 2000 («Pagine storiche luganesi 11») [10.- chf] A. Gili, Carlo Cattaneo 1810-1969. Un «italiano svizzero» Edizioni Città di Lugano, 2001 («Pagine storiche luganesi 12») [10.- chf] A memoria d’uomo. Omaggio a Mario Agliati per i suoi ottant’anni a cura di A. Gili, con contributi di D. Isella, A. Gili, A. Ghiringhelli, R. Martinoni, F. Medici, P. Parachini, P. Costantini e C. Agliati, e una raccolta di medaglioni a penna di E. Rissone, Edizioni Città di Lugano, 2002 («Pagine storiche luganesi 13») [10.- chf] G. Negro, Un borgo prealpino in età moderna. Momenti di storia luganese all’epoca dei baliaggi pref. di G. Guderzo, Edizioni Città di Lugano, 2006 («Pagine storiche luganesi 14») [43.- chf] Rainis e Aspazija. Da Castagnola per la libertà, a cura di A. Gili e M. Albisetti, con contributi di M. Albisetti, M. Bernasconi, A. Gili, G. Grinuma e V. Matiss, Edizioni Città di Lugano, 2006 («Pagine storiche luganesi 15») [56.- chf] P. C. Caldelari, L’arte della stampa da Milano a Lugano. La tipografia Agnelli specchio di un’epoca, Edizioni Città di Lugano, 2008 («Pagine storiche luganesi 16») [45.- chf] P. Redondi, A. Saibene, Tecnica e bellezza. Hoepli tra arte e architettura 1890 -1950, Edizioni Città di Lugano, 2008 («Pagine storiche luganesi 17») [15.- chf] “Udite Udite!” Proclami dei governi provvisori e del Cantone di Lugano 1798-1803, a cura di A. Gili, Edizioni Città di Lugano, 2010 («Pagine storiche luganesi 18») [40.- chf] I protocolli dei governi provvisori di Lugano 1798-1800, 2 voll. a cura di A. Gili, con contributi di A. Gili, S. Bianchi, G. Negro e A. Venuti, Edizioni Città di Lugano, 2010 («Pagine storiche luganesi 19») [200.- chf] «Nel Gabinetto di Donna Marianna». La Biblioteca Morosini Negroni a Lugano, tra Europa delle riforme e Unità d’Italia, a cura di A. Gili e P. Montorfani, con contributi di M. Rosa, P. Montorfani, A. Gili, S. Bianchi, M. Ferri, R. Bergossi, M. Congestrì, M. Maggi, S. Albesano, M. Bonomelli, L. Braida e C. Visentin, Edizioni Città di Lugano, 2011 («Pagine storiche luganesi 20») [48.- chf] Carteggio Verdi-Morosini 1842-1901, a cura di P. Montorfani, con premessa di A. Gili e contributi di P. Montorfani e G. Martini, Edizioni Città di Lugano / Istituto nazionale di studi verdiani, 2013 («Pagine storiche luganesi 21») [45.- chf] Carlo Battaglini. Volume 1. La biblioteca, a cura di A. Gili e P. Montorfani, con contributi dei medesimi e di R. Garré, Edizioni Città di Lugano, 2013 («Pagine storiche luganesi 22») [43.- chf] Ticino Tessin. Fiera Svizzera di Lugano 1933-1953, a cura di A. Gili e D. Robbiani, Edizioni Città di Lugano, 2013 («Pagine storiche luganesi 24») [48.- chf] Fuori collana Luganensium artistarum universitas. L’archivio e i luoghi della Compagnia di Sant’Anna tra Lugano e Torino, a cura di V. Comoli Mandracci, con contributi di V. Comoli Mandracci, M. di Macco, A. Rava, A. Gili, A. Bovolato, R. Roccia, G. Gentile, F. Peirone e A. Barghini, Edizioni Città di Lugano / Giampiero Casagrande Editore, 1992 [esaurito] Lugano Palazzo Civico, a cura di A. Gili e G. Rossi, fotografie e impaginazione di Vincenzo Vicari, Edizioni Città di Lugano, 1988 (ristampa 1998) [esaurito] G. Isella / J. Rokpelnis, Lugano incontra Riga. Riga satiek Lugano, a cura di A. Gili e M. Albisetti (antologia di poesie introdotta da A. Gili e V. Matiss), Edizioni Città di Lugano / Giampiero Casagrande Editore, 2009 [10.- chf] G. Veneroni, Dizionario imperiale (Frankfurt a. Mein, 1700), ristampa anastatica, 2 voll., premessa di M. Baggiolini, prefazione di C. Ossola, contributi di S. Albesano, M. Maggi e A. Gili, Edizioni Città di Lugano / Arnaldo Forni Editore, 2011 [360.- chf] A. Gili, Carlo Cattaneo (1801-1869) un italiano svizzero, Edizioni Città di Lugano / Giampiero Casagrande Editore, 2001 [15.- chf] Romano Amerio (1905-1997). L’Umanista il Luganese il Cattolico, convegno italo-svizzero nel primo centenario della nascita, con contributi di A. Gili, E. M. Radaelli, L. Bertola, M. Agliati, G. Orelli, L. Gerosa, G. Ventimiglia, A. Livi e A. Chiappini, Edizioni Cenobio / Giampiero Casagrande Editore, 2005 [10.- chf] Archivio storico di Lugano Strada di Gandria Castagnola tel. + () [email protected] telefono + () fax + () e-mail [email protected] Archivio storico Città di Lugano Bollettino dell’Archivio storico della Città di Lugano In copertina: Stemma di Lugano scolpito sul fonte battesimale donato alla chiesa di S. Lorenzo dagli uomini e dal borgo il giugno . Orari di apertura: dal lunedì al venerdì dalle alle (pomeriggio - solo su appuntamento) Archivio storico Città di Lugano Strada di Gandria CH– Castagnola Direttore Antonio Gili [email protected] Staff scientifico Margherita Albisetti [email protected] Pietro Montorfani [email protected] Damiano Robbiani [email protected] Assistenti Marie Kraitr [email protected] Florian Dozio [email protected]