ECOMONDO 2009
Rifiuti contenenti idrocarburi, quale
limite per l’accettabilità
in discarica
Loredana Musmeci
Istituto Superiore di Sanità
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Definizione parametro IDROCARBURI
Innanzitutto e d’uopo fornire una definizione di cosa si debba intendere per il
parametro “IDROCARBURI”(2):
“Il parametro "idrocarburi totali" è assolutamente generico, potendo in teoria
comprendere al suo interno tutti gli idrocarburi esistenti in natura,
indipendentemente dal numero di atomi di carbonio, dalla tossicità e
pericolosità degli stessi. Gli idrocarburi (lineari, ramificati, ciclici e aromatici)
possono essere di origine petrolifera oppure biogenica, animale e vegetale, con
pesi molecolari, caratteristiche chimiche e chimico-fisiche differenti. Nelle
matrici ambientali essi si trovano in genere in rapporti differenti tra loro a
secondo dell’origine del campione.
(2)
Vedi nota APAT N. 1631 del 15 gennaio 2008 riportante le considerazioni del GdL costituito da APAT,
ARPA/APPA, ISS, CNR-IRSA, ICRAM E CRA.
2
Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Nella stesura della normativa ambientale la scelta del metodo di
analisi viene spesso considerata una procedura separata dal processo
di definizione dei limiti di legge. Nel caso degli idrocarburi è
particolarmente necessario non separare il metodo analitico scelto dal
processo di definizione del parametro nella specifica matrice dalla
conseguente definizione dei limiti di legge. Infatti, nel caso degli
idrocarburi, metodi che utilizzano procedure operative diverse possono
fornire risultati non confrontabili con inevitabili riflessi a livello di
contenziosi legali.
La determinazione analitica di tutti gli idrocarburi in teoria
presenti in un campione ambientale è, di fatto, impossibile”.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Si ritiene che la eventuale pericolosità di un rifiuto contenente idrocarburi
sia impartita dalla presenza di un idrocarburo di origine minerale e non di
origine vegetale. Tuttavia poiché i metodi analitici non consentono di
distinguere l’origine minerale e/o vegetale di un idrocarburo, si ritiene che
la classificazione dei rifiuti contenenti idrocarburi attraverso la
determinazione dei marker deve essere applicata solo nei casi in cui non
sia possibile determinare in maniera certa la provenienza del rifiuto
stesso e, quindi, la natura della frazione idrocarburica contaminante.
Nel caso in cui il rifiuto sia contaminato da idrocarburi di origine nota, lo
stesso deve essere classificato direttamente con il pertinente codice
univoco, in assenza di voci specchio, o con il codice pericoloso o non
pericoloso (in presenza di voci specchio), in funzione della
concentrazione totale di contaminante nel rifiuto tal quale e sulla base
delle caratteristiche di pericolosità dell’idrocarburo stesso, da individuarsi
ai sensi della direttiva 1967/548/CEE e successive modificazioni relativa
alla classificazione, imballaggio ed etichettatura delle sostanze
pericolose.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Ai fini della classificazione di un rifiuto contenente
idrocarburi come “pericoloso o non pericoloso”, si dovrà
fare riferimento alla Legge 27/02/2009 n. 13 ed ai pareri
emessi dall’ISS per la caratteristica di pericolo
cancerogeno e mutageno.
In data 28 febbraio 2009 è entrata in vigore la L. 27
febbraio 2009, n. 13 di conversione del Decreto-legge
30 dicembre 2008, n. 208, recante “Misure straordinarie
in materia di risorse idriche e di protezione
dell’ambiente”.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
In particolare, con l’art. 6-quater di tale Legge (Rifiuti contenenti
idrocarburi), viene definito il criterio di classificazione dei rifiuti
contenenti idrocarburi che trova riferimento nel recente D.M.
7/11/2008 “Disciplina delle operazioni di dragaggio nei siti di
bonifica di interesse nazionale, ai sensi dell’art. 1, comma 996, della
legge 27 dicembre 2006, n. 296” ai fini dell’attribuzione della
caratteristica di pericolo H7 – CANCEROGENO.
Il D.M. 7/11/2008 nelle note in calce alla Tab. A2 “Analisi chimiche
da eseguire sui sedimenti portuali da sottoporre a dragaggio
all’interno dei siti di bonifica di interesse nazionale e relativi limiti
di quantificazione” stabilisce che:
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
*
Secondo quanto riportato nel parere espresso dall’ Istituto Superiore di
Sanità il 5 luglio 2006, prot. n. 0036565, il materiale contenente "Idrocarburi
Totali" (THC) è da considerarsi pericoloso solo se la concentrazione degli stessi è
maggiore di 1000 mg/kg s.s. e contiene almeno uno degli Idrocarburi Policiclici
Aromatici, classificati dalla UE "Carc. Cat. 1" oppure "Carc. Cat. 2" in base
all'Allegato 1 direttiva 67/548/CEE aggiornato al 29° ATP recepito con DM
28/02/2006, in concentrazione superiore a quella indicata in Tabella. Detta
concentrazione andrà riferita al peso secco dell'intero campione di rifiuto.
**
in attesa di specifiche metodiche di riferimento, gli Idrocarburi Totali
(THC) sono indicativamente da considerare come sommatoria di Idrocarburi
leggeri (C≤12) e di Idrocarburi pesanti (C>12).
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
E’ del tutto evidente che le concentrazioni indicate nella
tabella A2 del D.M. 7/11/2008 che riporta nel titolo della stessa
“analisi chimiche da eseguire sui sedimenti portuali da sottoporre a
dragaggio all’interno dei siti di bonifica di interesse nazionale e
relativi limiti di quantificazione”, siano riferite ai limiti di
quantificazione che il metodo di analisi utilizzato dal laboratorio
deve essere in grado di raggiungere, ossia alla concentrazione più
bassa misurabile e non indicano, pertanto, la concentrazione limite
del “marker”, superata la quale il rifiuto è da classificare pericoloso.
Si ritiene, pertanto, che la concentrazione limite dei “marker”
di cancerogenesi (Idrocarburi Policiclici Aromatici classificati
cancerogeni in base alla direttiva 67/548/CEE e s.m.i.) sia quella
indicata nel parere dell’ISS del 05/07/2006 n. 0036565, integrata con
quella del Crisene, contenuto quest’ultimo nel 29° ATP della direttiva
67/548/CEE e s.m.i., e cioè:
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Numero d’Indice
Numero CAS
Nome sostanza
Valore limite
Sinonimo
601-032-00-3
50-32-8
Benzo[a]pirene
100 mg/kg
Benzo [def] crisene
601-041-00-2
53-70-3
Dibenzo[ah]antracene
100 mg/kg
601-034-00-4
205-99-2
601-049-00-6
192-97-2
Benzo[e]pirene
1000 mg/kg
601-035-00-X
205-82-3
Benzo[j]fluorantene
1000 mg/kg
601-036-00-5
207-08-9
Benzo[k]fluorantene
1000 mg/kg
601-033-00-9
56-55-3
Benzo[a]antracene
1000 mg/kg
601-048-00-0
218-01-9
Crisene
1000 mg/kg
Benzo[e]acefenantrilene 1000 mg/kg
Benzo[e]fluorantene
Benzo[a]fenantrene
Tali concentrazioni limite sono fissate in base all’art. 2, della decisione
del Consiglio UE 2000/532/CE e s.m.i. e alla direttiva 67/548/CEE e
s.m.i.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Infatti il parere dell’ISS del 5/07/2006 n. 36565 aveva affermato che le voci
presenti in Allegato I sono miscele complesse di idrocarburi classificate
cancerogene, ma devono il loro potere cancerogeno al contenuto di altre
sostanze notoriamente cancerogene quali IPA, benzene,benzopirene, antracene,
di benzo (a) pirene etc . Queste sostanze sono state infatti prescelte come marker
per la classificazione di tali miscele di idrocarburi. In assenza di queste sostanze
responsabili della cancerogenicità la miscela di idrocarburi potrebbe richiedere la
classificazione da nocivo a tossico a seconda della composizione qualitativa e
quantitativa.
Anche la cancerogenicità del rifiuto, quindi, dovrebbe essere correlata
alla presenza di queste sostanze marker, data l’impossibilità di individuare
le miscele corrispondenti alle voci dell’Allegato I che sono
state immesse nel rifiuto.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Ribadendo però il concetto che la cancerogenicità dei derivati del
petrolio dipende dalla presenza di determinate sostanze
cancerogene che per praticità sono state assunte come marker(1)
per la classificazione dei vari tagli petroliferi ai fini della immissione
in commercio, si ritiene che tali sostanze debbano essere
determinate nel rifiuto, che si classificherebbe cancerogeno di
categoria 2 qualora ne contenesse quantità superiori allo 0.1 %
come limite generico per le sostanze di categoria 2, e come
cancerogeno di categoria 3, qualora ne contenesse quantità
superiori a 1 % come limite generico per le sostanze di categoria 3.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Non si applicano tali limiti generici in presenza di sostanze che
sono riportate in allegato I con limiti specifici come nel caso del
dibenzo(ah)antracene e del benzo(a)pirene per i quali il 29° ATP ha
introdotto il limite di 0.01%.
D’altra parte appare eccessivamente conservativa l’applicazione
del valore di 1000 ppm (0.1%) di idrocarburi come limite per la
classificazione del rifiuto come cancerogeno: tale approccio
implicherebbe infatti che tutti gli idrocarburi, indipendentemente
dalla loro composizione e provenienza, siano da considerare
cancerogeni.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Aggiornamento rispetto a quanto riportato nel 30° e 31° ATP della
direttiva 67/548/CEE e s.m.i. (parere ISS del 23/06/2009 N. 32074)
Con il 30° ATP della 67/548/CEE s.m.i. è stata introdotta per varie
frazioni idrocarburiche la caratteristica di pericolo “MUTAGENO” di
Categoria 2 e Categoria 3, per le quali la direttiva del Consiglio UE
2000/532/CE s.m.i. prevede una concentrazione limite per la
classificazione dei rifiuti pericolosi rispettivamente dello 0,1% e dell’ 1%.
Tuttavia si evidenzia che anche per la caratterizzazione di pericolo
“MUTAGENO” il 30° e 31° ATP della dir. 67/548/CEE s.m.i. per quanto
attiene ai prodotti derivati dal petrolio e dal carbone riportano, una o più
note identificate dalle seguenti lettere: H, J, K, L, M, N, P e S. Di queste, le
lettere J, K,e P sono quelle che prescrivono la ricerca di marker specifici ai
fini della eventuale classificazione come mutageno, ed in dettaglio
(prefazione all’Allegato I della direttiva 1967/548/CEE e successive
modificazioni):
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
 J: la classificazione "cancerogeno" o "mutageno" non è necessaria se
si può dimostrare che la sostanza contiene benzene in percentuale
inferiore allo 0,1% di peso/peso (Einecs n. 200-753-7, Index N. 601020-00-8). La presente nota si applica soltanto a talune sostanze
composte derivate dal carbone e dal petrolio contenute nell'allegato I;
 K: la classificazione "cancerogeno" o "mutageno" non è necessaria se
si può dimostrare che la sostanza contiene 1,3-butadiene in
percentuale inferiore allo 0,1% di peso/peso (Einecs n. 203-450-8,
Index N. 601-013-00-X). Se la sostanza non è classificata come
cancerogena o mutagena, devono almeno comparire le frasi S (2-)916. La presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte
derivate dal petrolio contenute nell'allegato I.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
 P: la classificazione "cancerogeno" o "mutageno" non è necessaria se
si può dimostrare che la sostanza contiene benzene in percentuale
inferiore allo 0,1% di peso/peso (Einecs n. 200-753-7, Index N. 601020-00-8). Se la sostanza è classificata come cancerogena, è
necessaria anche la nota E3. Se la sostanza non è classificata come
cancerogena, devono almeno comparire le frasi S (2-)23-24-62. La
presente nota si applica soltanto a talune sostanze composte derivate
dal petrolio contenute nell'allegato I.
3 Nota
E: Alle sostanze aventi effetti specifici sulla salute delle persone (cfr. capitolo 4
dell'allegato VI), classificate come cancerogene, mutagene e/o tossiche per il ciclo
riproduttivo, appartenenti alle categorie 1 o 2, viene attribuita la nota E se sono
classificate anche come altamente tossiche (T+), tossiche (T) o nocive (Xn). Per dette
sostanze, le frasi di rischio R 20, R 21, R 22, R 23, R 24, R 25, R 26, R 27, R 28, R 39, R
68 (nocivo), R 48 e R 65 e tutte le combinazioni di queste frasi di rischio devono
essere precedute dalla parola «anche».
Esempi: R45-23 «Può causare il cancro. Anche tossico per inalazione».
R46-27/28 «Può causare danni genetici ereditari. Anche altamente tossico a
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contatto con la pelle e per ingestione».
Si riporta di seguito in forma tabellare la classificazione ed etichettatura
dei derivati del petrolio e del carbone, aggiornato al 30° e 31° ATP.
Tabella A
Derivati del petrolio e del carbone – Classificazione ed etichettature
aggiornate al 30° e al 31° ATP
648
649
Sostanze complesse Sostanze complesse
derivate dal carbone derivate dal petrolio
Classificazione
Carc. Cat. 1; R45
Carc. Cat. 1; R45
Muta. Cat. 2; R46
Carc. Cat. 1; R45
Muta. Cat. 2; R46
Carc. Cat. 2; R45
Carc. Cat. 2; R45
Xn; R65
Carc. Cat. 3; R40
Carc. Cat. 3; R40
Carc. Cat. 3; R40
F+; R12
Carc. Cat. 1; R45
Muta. Cat. 2; R46
Xi; R38
N; R51-53
Xn; R65
Etichettatura
T
R: 45
S: 53-45
T
R: 45
S: 53-45
T
R: 45-46
S: 53-45
T
R: 45
S: 53-45
T
R: 45-65
S: 53-45
Xn
R: 40
S: (2-)36/37
Xn
R: 40
S: [2]-36/37
Xn
R: 40
S: [2]36/37
F+; T
R: 12-45-46
S: 45-53
Xi; N
R: 38-51/53
S: (2-)28-37-61
Xn
R: 65
S: (2-)23-24-62
N°
5
147
2
154
Totali
N°
12
N°
17
1
1
141
141
212
359
142
142
3
5
1
1
2
2
3
3
1
1
31
31
549
703
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Pertanto, in base a quanto riportato nella tabella e nelle note j, k e P
sopraindicate si ritiene che anche per l’assegnazione della caratteristica di
pericolo “MUTAGENO” ad un rifiuto contenente idrocarburi di origine non nota,
si possa fare riferimento alla presenza del “Benzene” e dell’ ”1,3 Butadiene “ in
concentrazione maggiore dello 0,1% peso/peso.
Non si condivide l’ipotesi di considerare pericoloso un rifiuto contenente
idrocarburi in concentrazione superiore al 3% (30.000 mg/kg), in quanto
l’applicazione del simbolo T è conseguente alla classificazione come
cancerogeno e/o mutageno di categoria 1 oppure 2 e non alla classificazione
come Tossico per tossicità di tipo acuta e/o ripetuta.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Inoltre è stata assegnata la Frase di Rischio “R51-53” ad un’unica frazione
derivante dal petrolio: “prodotti di reazione di acidi grassi, tallolio,
dietanolammina e acido borico”, N° indice 649-007-00-6, n° CE 400-160-5.
Tale sostanza risulta tra quelle “nuove”, notificate, e di conseguenza
classificata per l’ambiente su proposta dello stesso notificante. Tutti gli altri
derivati del petrolio e del carbone invece sono sostanze “esistenti” che
sono state valutate solo per gli aspetti di cancerogenesi e mutagenesi,
lasciando ai produttori, importatori o utilizzatori la valutazione degli altri
aspetti. Questo concetto è chiaramente espresso nella Nota H che non a
caso non compare per la sostanza sopra indicata.
Stante ad oggi la non
completa armonizzazione tra i vari Stati su come valutare tale caratteristica
di pericolo per miscele complesse di origine non nota (vedi documento
riportato in allegato alla presente nota), si ritiene al momento di non poter
effettuare considerazioni in merito a detta caratteristica, riservandosi
l’elaborazione di criteri da applicare alla classificazione dei rifiuti basati
prevalentemente sulla presenza di costituenti classificati “pericolosi per
l’ambiente” e di relative soglie quantitative.
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
AMMISSIBILITA’ IN DISCARICA
Discariche per rifiuti inerti
Limite per idrocarburi:
Art. 5 comma 2
Se richiesto dalla
autorità competente
Stessa concentrazione Tab. 2 Colonna
B DLgs 152/2006
cioè 1000 mg/kg x Idrocarburi Totali
100 mg x IPA Totali
Art. 5 Tabella 3
Oli minerali (da C10 – C40)
500 mg/kg
BTE X 6 mg/kg
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Discariche per rifiuti non pericolosi
Limite per Idrocarburi:
Nessun limite per Idrocarburi Totali/Oli minerali
Art. 6 comma 5 lettera c):
IPA cancerogeni = 1/10 della CL per rifiuti pericolosi
cioè 100 mg/kg in generale
10 mg/kg benzo(a)pirene
10 mg/kg dibenzo(ah)antracene
Benzene = 1/10 della CL per rifiuti pericolosi
cioè 100 mg/kg
Sommatoria max per tutti i diversi composti
cancerogeni = 0.1% (cioè 1000 mg/kg)
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Rifiuti contenenti idrocarburi, quale limite per l’accettabilità in discarica
Discariche per rifiuti pericolosi
Limite per Idrocarburi :
Nessun limite specifico
Limite generico x TOC
pari a ≤ 6%
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