fatti e opinioni dal nostro punto di vista
ISTIT
MP
R
Giugno 2010 • Bimestrale
L
a nostalgia aleggia in redazione e negli articoli, accompagnata però
da una grossa soddisfazione: quella di aver fatto un bel lavoro e, comunque
proseguiremo l’anno prossimo, questi mesi resteranno indelebili per tutti noi
Avete tra le mani il nostro ultimo numero
del giornale, per questo anno scolastico, ma
non abbiamo finito le idee da condividere
con voi. Parliamo degli esami di terza media
e vorremmo far notare ai professori tutto
quello che, secondo noi, potrebbe aiutarci
a studiare meglio e a passare l’esame.
Affrontiamo le paure di alcuni alunni
riguardo alle prove scritte, le tecniche usate
dai professori per impaurirci – sempre
secondo noi – e la preparazione degli alunni.
 pagina 17
Simone Borrelli
IIIB, secondaria, via De Gasperi
Siamo arrivati all’ultima
edizione del giornale “La
Nostra” e quindi alla fine
dell’anno. Ci sono gli esami, per noi di terza
media, e poi?? E poi sarà tutto finito (almeno
per quest’anno). Sul sito www.icgpitocco.
it/lanostra abbiamo fatto enormi progressi,
inserendo pian piano i pezzi e facendoci
un nome nel paese. Un sito sbucato da nulla,
partito da zero, senza lanci pubblicitari e creato
completamente da noi redattori. Arrivati ad oggi il
sito è sviluppatissimo!!! Un sacco di spazio dove
poter inserire tutti i nostri “prodotti”. È diviso
in sezioni, tra cui si distinguono di più per l’alto
contenuto di pezzi: Il Diario di Bordo, Fiocchi di
Montagna e il Vizio di Leggere. Stiamo per creare
un’altra sezione con tutti i saluti dei ragazzi che
escono dalle medie, sia sul giornale sia sul web.
Io spero che il giornale sul web possa continuare
ad andare avanti anche durante l’estate, magari
qualche “Diario di Bordo” e qualche altra cosa,
magari memorabile.
La redazione web vi augura buone vacanze e
arrivederci all’anno prossimo. (Sempre che il
progetto venga riproposto!).
 pagina 6
Matteo Aricò
IIIB, secondaria, via De Gasperi
Tutti noi bambini della scuola dell’Infanzia,
con le nostre maestre, siamo andati in una
VERA fattoria per fare il formaggio come
Polifemo. L’animale che ci è piaciuto di più è
stato un pony pezzato con tanti buffi capelli
sulla testa, aveva una pancia enorme perché
dentro portava un cavalluccio che deve
ancora nascere. È stata la più bella gita della
nostra vita.
 pagine 10 e 11
Sezioni C ed E
infanzia, via Roma
4
CO
UTO CO
EN
C
S IV
TO
O G U I D O PI
Quest’anno abbiamo fatto un campo-scuola
particolare: siamo andati in montagna e
abbiamo conosciuto il lupo, la lince, il daino,
i pipistrelli e il cuculo. Abbiamo passeggiato
più di un adulto, in un bosco grandissimo! La
nostra guida alpina Pietro ci ha fatto fare
tante esperienze nuove: bendati e al passo
di lupo... ci siamo sentiti animali del Parco!
Abbiamo anche guadato un torrente
aiutandoci con le corde. Danilo, lo zoologo,
ci ha fatto conoscere i pipistrelli che sono
piccolissimi, morbidissimi, velocissimi e
non è vero che succhiano il sangue o che
si attaccano ai capelli. Marisa, la botanica,
ci ha fatto conoscere la margherita: sono
tanti fiorellini tutti insieme!
Ci siamo divertiti tanto in questi tre giorni
ma... vorremmo che durasse di più!!!
 pagine 12, 13, 14 e 15
IIC
primaria, via Roma
Bene: siamo già al quarto numero
del giornale e al secondo dvd.
Ovviamente non posso svelarvi il
contenuto del video ma posso raccontarvi alcuni
divertenti episodi. Quando abbiamo iniziato le
prime riprese molti erano tranquilli ma soprattutto
a loro agio davanti alle telecamere come se niente
fosse. Era come se avessero voglia i essere ripresi
come degli attori nati, cosa che non è da tutti.
Ci siamo messi anche a recitare, per esempio,
persone che cadono da panchine rotte… ma non
entrerò nel dettaglio perché la sorpresa è tutta
vostra. Vorrei aggiungere anche che ci sono scene
davvero divertenti in cui alcuni di noi non si
accorgono di essere ripresi e sono tranquilli, altre
in cui noi facciamo delle richieste di cose che ci
piacerebbe avere.
Valeria Collabolletta
IE, secondaria, via De Gasperi
Nel suo ufficio il sindaco
ci ha accolto un po’ emozionato, affermando che
questa è la prima intervista di persona. È la prima
giornata di sole dopo settimane di pioggia, ne
sembra entusiasta. Ci accomodiamo di fronte a
lui, ad un ampio tavolo vicino alla finestra.
 pagina 5
Ilaria Vitanzi e Elisabetta Marchitelli
IIIB, secondaria, via De Gasperi
IIIC, secondaria, bel poggio
la lettera
numero 4 • Giugno 2010
Grazie a tutti, ragazzi!
Un progetto della scuola
per gli studenti, tutti non
solo quelli della redazione,.
finanziato dalla Presidenza
della Regione Lazio,
coordinato da professionisti e
insegnanti. Storia di un’idea
che adesso cammina con le
proprie gambe.
le pagine del giornale, sviluppando
il tratto d’unione tra conoscenze e
competenze degli alunni, senso vero
del nostro mandato educativo.
Ringrazio il personale di segreteria
e i collaboratori scolastici per la loro
preziosa collaborazione.
Questi sono i ragazzi della redazione:
Alice Colantoni, Sara Giannelli,
Francesco Perucchini, Annalinda
Maso, Robin Rocco, Elisa Petrovic,
Gaia Federica Belcastro, Francesco
Panitti, Serena Marchetti, Armando
Mattia Belcastro, Matteo Aricò,
Chiara Della Valle, Lucrezia Esposito,
Fiammetta Eugeni, Gaia Paone, Alessio
Pierfederici, Edoardo Piergiovanni,
Alessandro Bianco, Roberta Badetti,
Ilaria Camponeschi, Alessandro
Marchetti, Simone Borrelli, Arianna
Bernardini, Marialuna Bertozzi, Elena
Detti, Francesca La Mura, Elisabetta
Marchitelli, Marco Perissinotto,
Flaminia Tomassetti, Igor Tulbu,
Ilaria Vitanzi, Valeria Collabolletta,
Matteo Alessi, Beatrice Marchitelli e
Floriana Orlando; il loro contributo è
evidente a chiunque sfogli il giornale
ma l’impegno e la fatica spesi in questa
impresa sono noti solo agli addetti ai
lavori.Purtroppo non posso nominare
tutti gli alunni che hanno firmato gli
articoli: penne e colori che hanno dato
voce al loro punto di vista e arricchito
“La Nostra” di spunti di riflessione, a
tutti loro vanno i miei complimenti per
l’impegno mostrato.
E
ccoci arrivati, così come previsto,
all’ultimo numero di questo
giornale.
La Nostra è un progetto dell’Istituto
Comprensivo Guido Pitocco,
finanziato dalla presidenza della
Regione Lazio, ufficio comunicazione
e relazioni esterne.
L’idea di produrre un giornale della
scuola nasce da un ristretto gruppo di
docenti ma, come avviene per tutte
le cose belle, il suo sviluppo e la sua
realizzazione sono avvenuti grazie
alla partecipazione di molte altre
persone che hanno collaborato sia
nella fase progettuale che esecutiva.
Voglio ringraziare prima di tutti la
Presidenza della Regione Lazio ufficio comunicazione e relazioni
esterne - nelle persone di Michele
Misuraca e Roberto Russo affiancati,
nel loro lavoro, da Andrea Stopponi,
sottolineando la competenza e la
serietà mostrati e la loro gentilezza
in un clima sempre estremamente
collaborativo.
Abbiamo avuto la fortuna di essere
stati accompagnati in questo percorso
da Daniela Magro che ha seguito il
progetto in ogni sua fase di sviluppo
offrendomi consigli preziosi per la
gestione.
Sono grata ai docenti coordinatori
Paola Arbia, Fabrizio Capozucca,
Francesca De Silvestri, Laura
Maialetti, Stefania Marcucci, Rossana
Serrao, Bianca Maria Severini e
Cristina Simotti che hanno seguito
il lavoro dei ragazzi in redazione; i
maestri e i professori che, con il loro
lavoro nelle classi, hanno riempito
La regia e il coordinamento video sono stati
curati dall’équipe di Fulvio Loru, genitore
di un alunno del nostro Istituto, con Marino
Maranzana, Pasquale Sannino, Roberto Ratti,
Eduardo Loru, professionisti che hanno prestato
la loro opera gratuitamente: li ringraziamo per
l’impegno e la pazienza dimostrati.
Ringrazio Cristina Povoledo che per la prima
volta nella sua carriera si è ritrovata a lavorare
con dei ragazzi ed è uscita apparentemente
indenne da questa esperienza: senza di te non ce
l’avremmo fatta!
A Carlo Ercole, serio professionista che sperava
di partecipare al progetto lavorando solo con le
macchine e invece si è ritrovato a contatto con
esseri umani, un ringraziamento per la grande
disponibilità.
Voglio ricordare, infine, il direttore responsabile
del giornale Linda Marzocchini: accade di
incontrare persone che abbiano voglia di mettere
a disposizione le proprie capacità, il proprio
entusiasmo e il proprio tempo solo per il piacere
di realizzare un’idea e non certo per trarne
profitto; può succedere di non riconoscerle e di
pensare che ci siano altri interessi, non è questo
il caso poiché anche Linda ha lavorato a questo
progetto a titolo gratuito.
A nome di tutti i bambini e i ragazzi dell’Istituto
ringrazio e saluto con affetto Linda.
La nostra volontà è di non fermarci qui ma di
mantenere viva questa testata giornalistica…
perciò… a tutti voi lettori…grazie per averci
seguito e…a presto.
Raffaella Giustizieri
dirigente scolastico
Istituto Comprensivo Guido Pitocco
La Nostra
giornale dell’Istituto comprensivo Guido Pitocco
n. 4. Via Umberto I, 20, Castelnuovo di Porto
www.icgpitocco.it/
Illustrazioni Alessandro Bianco, Roberta Badetti,
Ilaria Camponeschi, Alessandro Marchetti
Direttore responsabile Linda Marzocchini
Webmaster Carlo Ercole
Caporedattore centrale Chiara Della Valle
La Nostra on line www.icgpitocco.it/lanostra/
Redazione Ilaria Vitanzi (caporedattore), Alessio
Pierfederici, Gaia Paone, Fiammetta Eugeni,
Lucrezia Esposito, Edoardo Piergiovanni, Elisabetta
Marchitelli, Elena Detti, Marialuna Bertozzi,
Francesco Panitti, Elisa Petrovic
Redazione web Matteo Aricò (caporedattore), Flaminia
Tomassetti, Arianna Bernardini, Marco Perissinotto,
Francesca La Mura, Beatrice Marchitelli, Matteo Alessi
Art director Cristina Povoledo
Regia e coordinamento video Marino Maranzana
e Fulvio Loru con Pasquale Sannino, Roberto Ratti,
Eduardo Loru
Redazione video Valeria Collabolletta (caporedattore),
Floriana Orlando, Armando Mattia Belcastro, Igor Tulbu
La Nostra è un progetto dell’Istituto
comprensivo Guido Pitocco, finanziato
dalla presidenza della Regione Lazio, ufficio
comunicazione
e relazioni esterne
La Nostra: numero
registro stampa 109
del 4 Dicembre 2009
Cancelleria volontaria
giurisdizione tribunale di Tivoli
Dirigente scolastico Raffaella Giustizieri
Stampatori
Grafiche Professionali s.r.l.
Via A. Serpieri, 10
00197 Roma
tel. 06 80660396
fax 06 8072328
Referente del progetto Daniela Magro
Coordinatori Paola Arbia, Fabrizio Capozucca,
Francesca De Silvestri, Laura Maialetti, Stefania
Marcucci, Rossana Serrao, Bianca Maria
Severini, Cristina Simotti
i
c
a
b
e
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t
u
l
a
s
numero 4 • Giugno 2010
Abbiamo deciso, visto che questo è il quarto
e ultimo numero, di fare un grande e speciale
saluto a tutti quelli che ci hanno seguito
durante l’anno. Consiglio a tutti di partecipare,
l’anno prossimo, alla redazione perché è un
modo per confrontarsi e poter dire le proprie
idee. Si impara anche a capire come funziona
una vera e propria redazione e a scrivere
un articolo giornalistico. Nella redazione
puoi fare amicizie e diventare un gruppo
unito, che si diverte sempre lavorando.
Comunque qui trovate solo alcuni saluti,
gli altri li potrete leggere tutti sul sito
scolastico www.icgpitocco.it/lanostra.
Fiammetta Eugeni
IIIB, secondaria
via De Gasperi
Speriamo
che continui
Q
uesto è l’ultimo numero del
giornale e ci terrei a dire che
non mi dispiacerebbe affatto se
l’anno prossimo i nuovi ragazzi
delle medie continuassero il lavoro
iniziato a scuola per mandare
avanti questo splendido giornale.
Molti di noi sono molto dispiaciuti
che finisca l’anno perché non
potranno continuare il lavoro in
redazione e sanno che di sicuro
non lo continueranno mai più
perché noi di terza l’anno prossimo
non ci saremo più. Sinceramente
questa esperienza è stata fantastica
perché ho approfondito i rapporti
che avevo con i professori e con i
miei amici: molti non li conoscevo
così profondamente e penso che
tutti i ragazzi che partecipano
al giornale ricorderanno questa
avventura per tutta la vita.
Alessandro Bianco
IIIA, secondaria, bel poggio
C
Arrivederci
Semplice
ma speciale
iao. Una parola semplice. Nel contesto di queste
poche battute è come un arrivederci, un saluto
speciale anche per dirci che non dimenticheremo tutto
il lavoro fatto in questo anno, e che non faremo cessare
il ciclo dei pensieri che girano da novembre sul nostro
giornale. Vi chiedo di pensare a nuove idee e a innovazioni
anche durante questa vicina estate. Intanto vi chiedo di
accettare i miei grandi complimenti, perché tutti, dal
primo all’ultimo di noi, chi più concretamente e chi
un po’ meno, abbiamo imparato tanto e concluso tanto
quest’anno. Un’ultima cosa: BUONE VACANZE!!!
Beatrice Marchitelli
IE, secondaria, via de Gasperi
Tutto finirà
U
ltimo numero, ultimo mese, ultimo tutto. Che
tristezza! Se il giornalino finirà… cosa farò il
mercoledì pomeriggio? Che ne sarà della mia piccola
ansia quando controllo le e-mail per vedere se ci sono
cose nuove da scrivere? Tutto questo finirà, finiranno
le ore in cui uno si spreme la testa per farsi venire delle
idee; finirà l’angoscia di quando bisogna sbrigarsi a finire
un pezzo; finirà la soddisfazione di quando si sfoglia
il giornale appena uscito e finirà tutto il divertimento.
Finiranno tante cose, è vero, ma porterò con me un gran
numero di ricordi bellissimi, e saprò sempre che per un
anno della mia vita sono stata una giornalista!
Sara Giannelli
IIIC, secondaria, bel poggio
Meglio tardi
che mai
S
iamo ormai alla fine di quest’anno
scolastico: l’11 giugno molti di
noi se ne andranno in vacanza, mentre
altri dovranno aspettare ancora un po’
prima di lasciarsi andare al più assoluto
divertimento, senza venir più assillati
dai compiti e da tutto ciò che riguarda
la scuola.
Alcuni di noi dovranno dire addio
anche al giornalino, forse per ritornarci
l’anno prossimo, forse definitivamente.
Contrariamente alla scuola però, fonte
molte spesso di sofferenza per le più
svariate ragioni, la Nostra ha regalato
molte soddisfazioni ai più che vi hanno
partecipato, nonostante alcuni problemi
dovuti al ritardo dell’uscita di uno
dei numeri. Comunque, come si dice,
meglio tardi che mai.
Armando Mattia Belcastro
IIID, secondaria, via De Gasperi
La fine di una
bella esperienza
P
er noi ragazzi di terza media,
che abbiamo partecipato alla
creazione e alla pubblicazione di
questo giornalino, sarà un enorme
dispiacere non ritrovarci più a dibattere
e a scrivere articoli, perché il prossimo
anno (per i fortunati che supereranno
l’esame!!) cambieremo scuola e ci
divideremo.
Quindi il giornalino è servito oltre che
a capire come scrivere un articolo e
come funziona una redazione, anche a
conoscerci meglio e a confrontarci.
Per cui auguro a tutti gli studenti delle
medie di partecipare a questa iniziativa
perché aiuta a crescere ed è una bella
esperienza.
Un saluto a tutti e un in bocca al lupo a
“La Nostra” per il prossimo anno!!
Flaminia Tomassetti
IIIA, secondaria, bel poggio
consiglio dei bambini
numero 4 • Giugno 2010
I giardini
che vogliamo
Il giorno 19 maggio 2010, mercoledì,
il Consiglio si riunisce in forma
straordinaria poiché alla data stabilita
del martedì scorso, gli alunni del
plesso di via De Gasperi erano
occupati con le prove INVALSI.
Il Consiglio dalle ore 11,40 alle ore
12,40 si riunisce nella sede della
biblioteca del plesso di bel poggio.
I
Consiglieri in sottogruppi di lavoro espongono i
vari progetti realizzati per ristrutturare i giardini
scolastici.
IL CoRTILe DI VIA RoMA
DAVANTI ALLA PALeSTRA
Per il giardino di Via Roma i Consiglieri
Benedetta, Camilla, Francesco, Lorenzo e
Ludovica illustrando il loro progetto sottolineano:
• la presenza di una zona in erba per giocare e
correre;
• la presenza di un orto per uso scientificoscolastico (Francesco per essere più
convincente legge una sua ricerca con una
esperienza scolastica, molto interessante, di
un’altra scuola);
• panchine per riposarsi;
• angolo scambio giochi;
• distributore merende con buoni firmati e
timbrati dal Consiglio;
• a terra, dove non c’è erba, cemento colorato
dove parlare (il nero, dicono, crea noia);
• cemento giallo come accesso a scuola;
• muro esterno della scuola ridipinto;
• recinzione ridipinta con colore.
Illustrano il progetto sottolineando:
• la presenza di scale rinnovate perché troppo
dismesse e pericolose;
• vialetto colorato per accedere alla palestra;
• palestra ristrutturata (pavimento, finestre,
gomma piuma intorno alle colonne) ed anche
materiale più numeroso e nuovo;
• mettere una porta allo spogliatoio dei maschi;
• porta esterna senza sbarre (sembra un
carcere?) e ristrutturata anche nel colore;
• parete esterna aggiustata e colorata;
• recinzione giardino riverniciata di colore
rosso.
Prendono la parola i consiglieri Paula, Bianca,
Mario, Samuele, Giulia, Giorgia, Arianna,
Adrian, Gabriele ed illustrano i progetti del
giardino De Gasperi antistante la palestra,
dello spazio di ingresso alla scuola e dei campi
sportivi.
Propongono il progetto sottolineando che è il loro
unico spazio per il tempo libero ed è abbandonato
e non considerato, se non per il gioco del calcio.
L’orco vanitoso
Alessandro Marchetti
ID, secondaria, via De Gasperi
INGReSSo SCUoLA De GASPeRI
Espongono il progetto sottolineando l’importanza
di avere un ingresso “accogliente” alla scuola.
CAMPI SPoRTIVI
Chiedono all’insegnante referente Paola Arbia
quando, come già deciso dal Consiglio, si andasse
a rimontare il cubo che illustra, nello specifico,
il progetto dell’intera zona Campi Sportivi. La
referente informa i membri che purtroppo la
struttura del cubo custodita dal Comune dietro
gli spogliatoi dei Campi Sportivi non c’è più.
Alla sua richiesta di poterla rimontare, fatta
nuovamente qualche giorno fa, ha preso atto che
la struttura non c’è più. I consiglieri fanno molte
domande in proposito. Decidono all’unanimità
di scrivere una lettera alla redazione del giornale
“La Nostra” (vedi pag. 20, ndr), affinché sia
scritto un annuncio che informi tutti dell’accaduto
e che chieda a chiunque lo veda di riportarlo, a
sorpresa, in piazza perché tutti i Bambini della
scuola credono nel loro progetto di poter “dire”
la loro opinione sull’unica zona dove trascorrono
grandi e piccoli il tempo libero, resa oramai solo
parcheggio.
Il Consiglio dei Bambini
Presenti i consiglieri:
Arianna De Santis
Lorenzo Ferro
Giulia Forte
Camilla Giacomelli
Bianca Graf Von Treuberg
Giorgia Marigliani
Gabriele Passaquindici
Ludovica Pernaselci
Benedetta Raili
Adrian Sima Georg
Mario Somma
Samuele Sperduti
Paula Temea
Francesco Theodoli
VA
IVB
VA
IVB
VB
VA
VA
IVD
IVB
VA
VB
VB
VB
IVB
l’intervista
numero 4 • Giugno 2010
Lavori in corso
Siamo andate ad intervistare
il sindaco di Castelnuovo di Porto,
Fabio Stefoni, nel suo ufficio, per
affrontare le problematiche venute
fuori durante l’anno scolastico e
messe alla luce dal nostro giornale.
Ha in previsione qualche opera infrastrutturale
per Castelnuovo di Porto?
Con i fondi comunali per l’anno 2010 è in
procinto la messa a norma del campo sportivo
comunale e manutenzione delle scuole, compreso
il giardino della scuola di via Roma.
Con la richiesta dei fondi regionali vi sono
diverse opere in cantiere, con priorità alla
messa a norma dei plessi scolastici e a seguire
la ristrutturazione degli impianti sportivi e degli
edifici comunali.
È contento di essere diventato sindaco di
Castelnuovo di Porto?
Sì, sono contento. In questo paese ci sono nato,
è bello dare un apporto al paese dove si nasce ma
è molto faticoso in un periodo di crisi economica
quale stiamo vivendo.
Pensate di aumentare le aree verdi e i punti di
aggregazione per i giovani?
Castelnuovo come ben sapete non ha molte aree
disponibili.
Vogliamo dare seguito al progetto di un
concorso di idee già individuato dalla precedente
amministrazione riguardante l’area dell’ex
campo sportivo dove potrebbe essere sviluppata
un’area multifunzionale per i giovani, lo sport
e via dicendo, ma ancora oggi non è nella
disponibilità del Comune in quanto proprietà di
un ente regionale, e comunque siamo legati per
la fattibilità a traferimenti regionali o provinciali.
Ad oggi con il bilancio comunale non ce lo
possiamo permettere.
Il sindaco
Nato a Roma il 31 agosto del 1960, imprenditore,
sposato con due figli, dal 1976 iscritto all’M.S.I di
seguito ad Alleanza Nazionale e attualmente al
PDL. Oltre alla carica di sindaco, dal 2010 ricopre
anche quella di consigliere provinciale e membro
delle commissioni “Lavori pubblici, Politiche del
territorio e della Mobilità” e “Servizi Sociali e
Qualità della vita” della Provincia di Roma.
Secondo lei, qui a Castelnuovo, si potrebbe
creare un polo culturale (scuola di musica, danza,
recitazione, pittura…)?
La Giunta
Alfonso Antonio Pedicino vicesindaco e assessore
Di fatto Castelnuovo è già molto attiva grazie
alle tante associazione esistenti che fanno sì che
esista un polo culturale spontaneo.
ai Lavori pubblici
Quando aprirà lo svincolo autostradale?
Maria Luisa Marchetti assessore alle Politiche
Dovrebbe essere entro il 2011, salvo imprevisti.
Perché non trovate un accordo con gli altri comuni
(come Riano e Morlupo ad esempio) per un
sistema di trasporto pubblico più efficiente?
Ottima domanda! C’è l’esigenza di mettere in
rete i comuni con affinità territoriali in temi
come sicurezza, ambiente, servizi ecc…ecc…
È già stato proposto agli altri sindaci e ci stiamo
lavorando.
Ernesto Ballini presidente del Consiglio comunale
e assessore alla Sanità, allo Sport e al Patrimonio
educative, sociali e culturali
Gianfranco Faraotti assessore al Commercio
e all’Artigianato
Michele Rossini assessore al Bilancio e al Controllo
di gestione e tributi
Renzo Boni assessore all’Ambiente e alla Qualità
della vita, all’Organizzazione e alle Risorse umane
A che cosa saranno destinati i locali della Rocca?
Con la Provincia e l’Università Roma Tre vi è un
protocollo d’intesa con il Comune di Castelnuovo
di Porto. L’utilizzo per quanto riguarda la
Provincia per eventi culturali di un certo livello,
Roma Tre per master di eccellenza. Per quanto
riguarda in nostro Comune l’intenzione è
trasferire l’archivio storico insieme alla biblioteca
Comunale. Naturalmente se vi saranno altre
proposte le valuteremo.
Nascerà mai un nuovo complesso scolastico?
La crescita demografica dei bambini ci impone
con impellenza di impegnarci alla edificazione
di un polo scolastico. Le strutture in termini di
ospitalità sono al collasso,ogni anno alla ripresa
dell’attività didattica gli uffici comunali e la
dirigenza scolastica si inventano tutte le soluzioni
possibili per un adeguamento più dignitoso delle
strutture.
Si potranno mai ristrutturare le aule delle scuole
di Castelnuovo?
Rientra sempre nella messa a norma degli
edifici scolastici, come ho già detto, quello che
manca sono i finanziamenti che, ripeto, abbiamo
richiesto alla Regione Lazio.
La nostra palestra non è adeguata al numero di
alunni che la frequentano, pensa di fare qualcosa?
La palestra rientra sempre nel progetto di un
nuovo polo scolastico, con aule e palestra a
norma e adeguate al numero di studenti.
Ilaria Vitanzi e Elisabetta Marchitelli
IIIB, secondaria, via De Gasperi
IIIC, secondaria, bel poggio

web
numero 4 • Giugno 2010
Piccoli webmaster crescono
Tra le tante sezioni che abbiamo
sviluppato on line ce n’è una
intitolata “notizie dalla redazione
web”. Qui vengono raccolte tutte
le ultime che ci arrivano sui
più svariati argomenti, grazie
anche alla collaborazione degli
oltre 800 corrispondenti sparsi
in tutto l’Istituto. Chi può vantare
una rete più capillare de “La
Nostra”? ;) Quindi per chi vuole
aggiornare questa pagina è
sufficiente che invii una mail
all’indirizzo di posta elettronica
[email protected]
I
o e il webmaster creiamo il sito internet, che consiste nel mettere i
pezzi di noi piccoli giornalisti on line. Mettiamo anche immagini e foto
riguardo l’argomento. Io all’inizio non ero capace di farlo ma poi con
l’aiuto di Carlo, che me lo ha insegnato, ci sono riuscito. È bello perché
sei a contatto con tutti i pezzi, dai bambini delle elementari fino ai ragazzi
delle medie. Ecco, nei dettagli, come si svolge
questa fase della produzione per il web: entro
nell’area riservata agli amministratori, accedo
con i miei dati personali, creo un documento
per inserire il pezzo, gli metto il titolo, lo allego
al genitore e lo invio al server. Poi creo il link
alla pagina a cui è destinato il pezzo. Invece per
le immagini prima vado sul web, le salvo e le
inserisco sul server, allego la foto al pezzo, però
mantenendo le proporzioni.
Matteo Aricò
IIIB, secondaria, via De Gasperi
Ci abbiamo preso gusto
Q
uando sono entrata a far parte del giornale “La Nostra” ero molto emozionata:
conoscevo molte persone tra cui alcuni miei compagni di classe e cinque mie amiche.
Quando ho fatto il primo articolo mi sono trovata un po’ in difficoltà dato che non lo
avevo mai fatto prima; però mi sono resa conto che mi piaceva scrivere per il giornale,
soprattutto perché mi piacciono gli argomenti che sono proposti da noi ragazzi.
La mia difficoltà non è trovare le idee ma esprimerle correttamente, quindi fatico un po’
nel comporre l’ articolo.
Per quanto riguarda il mio lavoro futuro mi piacerebbe continuare a scrivere articoli con il
gruppo che si occupa del giornale.
Marialuna Bertozzi
IB, secondaria, via De Gasperi
Una coperta ad… arte
I
l nostro Istituto, lo scriviamo con un certo orgoglio, può contare
su ragazzi creativi, ricchi di idee e capacità: sanno scrivere,
suonare, disegnare, fotografare, realizzare riprese… Hanno molto
da comunicare e, non appena ne hanno la
possibilità, lo fanno sfruttando ogni mezzo
espressivo… Col tempo abbiamo costituito
per il giornale una vera e propria redazione
di illustratori, che adesso stanno – tra le altre
cose – realizzando delle nuove copertine per
i libri raccontati e discussi nella sezione “Il
vizio di leggere”.
C
ome avrete notato
sfogliando il giornale,
in questo ultimo numero
abbiamo voluto dedicare una
pagina ai saluti dei redattori,
ma poiché sulla carta lo spazio
è limitato abbiamo scelto solo
sei messaggi tra i tanti di tutti
noi che in questi mesi hanno
dato vita a questa redazione e
questa testata. Chi vorrà, potrà
leggere i saluti al completo
sul sito, in una sezione ad hoc.
E se qualcuno che ha scritto
per questo giornale pur non
frequentando la redazione,
ma impegnandosi ugualmente
nella propria classe, vuole
unirsi al nostro coro, può farlo
inviando una mail ai nostri
contatti.
News: i criceti di Damiano
L
a mattina del 7 maggio Damiano ha portato in classe
quattro fotografie dei suoi sette criceti con Olly, la loro
mamma.
Nella prima foto che la maestra ci ha fatto vedere, c’è
Olly nella sua gabbia con una ciotola piena di mangime, il
contenitore dell’acqua e la ruota per giocare.
I suoi piccoli si trovano nel piano sottostante in un nido
preparato precedentemente
dalla mamma con carta igienica
sfilacciata.
Sono tutti vicini vicini e a vederli
fanno molta tenerezza.
Per quaranta giorni sono allattati
dalla mamma e durante questo
periodo aprono gli occhi, il
corpo si ricopre di pelo ed
essendo roditori, hanno già lunghissimi denti. Le zampine e
il nasino sono rosa, gli occhi dolci e grazie alla mamma sono
cicciottelli.
Sono nati tutti il 21 Aprile e quindi super-romani. Vogliamo
dare loro dei nomi? Avendo risposto tutti sì, cominciamo
anche non conoscendo i maschi e le femmine: Romolo, Remo,
Romoletto, Romeo, Romina, Roma e Lupacchiotta.
Abbiamo saputo da Damiano che il papà di questi piccoli per
non farsi fotografare, si nascondeva sotto la carta igienica. È
geloso, e si chiama Squit.
Questa è proprio una simpatica famiglia! Auguri!
IVA
primaria, via De Gasperi

Saluti e baci
dietro l’angolo
numero 4 • Giugno 2010
Tra noi
La scheda
La Croce Rossa Italiana gestisce il
Cara di Castelnuovo di Porto che
ha una capienza di 680 posti, ma
ci sono periodi in cui gli ospiti sono
più di 800. Attualmente 18 bambini
del Cara frequentano l’Istituto
comprensivo Guido Pitocco.
Eravamo curiosi di conoscere
una realtà molto diversa dalla
nostra, in cui vivono persone
a noi vicine. Così abbiamo
organizzato un incontro
al Centro di accoglienza
richiedenti asilo (il Cara), che
non è stato esattamente come
ce lo aspettavamo.
Avremmo tanto voluto
parlare direttamente con
le persone che vivono nel
centro, ma ci è stata concessa
solamente un’intervista con
il responsabile del Cara, il
capitano Massimo Ventimiglia,
nel suo ufficio. A parte ciò,
possiamo dire che ci ha fatto
piuttosto effetto vedere da
dentro quel grande edificio
bianco che sempre e solo
avevamo osservato con
curiosità da fuori.
Come pensa che si trovi la gente in questo centro?
“Abbastanza bene, qui vengono assistiti con cura e
offriamo loro tutto”.
Come è cambiata la loro vita da quando sono qui?
“Hanno avuto un cambio di vita molto particolare,
dato che scappano da situazioni molto tragiche come
guerre e stermini”.
Ci sono famiglie complete?
“Dipende dalle situazioni. Alcuni genitori di
famiglie di paesi in brutte situazioni vengono da soli
per guadagnarsi qualcosa da mandare ai loro figli,
ma ci sono anche molti ragazzi assieme a genitori o
accompagnatori”.
Come li trattate e cosa offrite loro?
“Noi cerchiamo di non far loro mancare nulla, e di
soddisfare i loro bisogni. L’unica cosa che chiedono
sono i soldi, ma noi non possiamo darglieli”.
Come passano il tempo?
“Per guadagnarsi qualcosa passano il tempo
organizzando anche dei mercatini fra di loro. Questo
dimostra la necessità che hanno di lavorare”.
C’è chi ha ottenuto un vero lavoro?
“Sì, i più fortunati svolgono piccoli lavori, anche
Dall’apertura del Cara nel luglio
2008 ad oggi (in un ex deposito di
stoccaggio della Protezione civile,
120 mila metri quadri coperti, su due
piani) sono state aperte le cartelle
cliniche di circa 1.700 ospiti. È stata
effettuata almeno una visita di
screening presso l’ambulatorio del
centro Cara di Castelnuovo di Porto a
tutti gli ospiti richiedenti.
quelli che noi italiani quasi ci vergogniamo di fare”.
E i bambini invece? Cosa fanno, possono uscire dal
centro, giocare il pomeriggio con noi?
“Qui organizziamo per tutti dei corsi per imparare
meglio l’italiano. Rispetto al fatto di stare al di fuori
del centro loro sono liberissimi di farlo, il problema
è che non hanno i mezzi per uscire e spesso non
hanno nemmeno un euro per pagarsi i mezzi.
Comunque tutti devono essere presenti a cena per
controlli organizzativi.”
Hanno l’opportunità di praticare sport?
“Certamente. Qui abbiamo campi da calcio, basket
e organizziamo tornei”.
Quanto tempo devono stare all’interno del centro?
“In media tra gli 80 e i 90 giorni, ma nei casi
estremi anche un anno, un anno e mezzo”.
Cosa sperano per il futuro?
“Loro chiedono la serenità di vivere una vita
tranquilla, di avere una casa, un lavoro e dei titoli di
studio. Basta poco, non chiedono altro”.
Lucrezia Esposito e Beatrice Marchitelli
ID e IE, secondaria, via De Gasperi
In ambito pediatrico si effettuano
le cure primarie che hanno come
obiettivi principali oltre alla
gestione delle patologie acute
e croniche che non necessitano
di ospedalizzazione, l’attività di
prevenzione (screening, bilanci di
salute, vaccinazioni, valutazione
dello sviluppo psicofisico, ecc.) e
l’educazione alla salute (linee guida
anticipatorie, indicazione dei rischi
per l’età, consigli sulle problematiche
alimentari e nutrizionali, ecc.) al
fine di assicurare uno sviluppo del
bambino il più adeguato possibile.
Secondo la circolare del ministero
della Salute n. 8 del 23 marzo 1993,
quando per qualunque bambino
non sia noto lo stato vaccinale,
è necessario procedere alla
rivaccinazione totale.
Data la difficoltà di reperimento
dei certificati vaccinali si è ritenuto
“buona pratica” eseguire il titolo
anticorpale per tutte le malattie
prevenibili con vaccino, prima di
effettuare rivaccinazioni.
Tutti i bambini del Cara hanno
effettuato o stanno completando
le vaccinazioni obbligatorie e
facoltative rispettando il calendario
nazionale.
Babele
numero 4 • Giugno 2010
In un mondo
esperanto
Tre le lingue straniere insegnate
nel nostro Istìtuto, ma sono più
di dieci quelle parlate e capite
a scuola o in famiglia.
E se ci facessimo venire un’idea
per mettere a disposizione di tutti
questa ricchezza?
Caro amico
L’
e-twinning è un progetto che consiste nel
relazionarci e comunicare con studenti
nostri coetanei di altre nazionalità. Lo facciamo
attraverso una corrispondenza via e-mail in
lingua inglese e francese. Ci incontriamo una
volta a settimana nell’aula computer della nostra
scuola e, sotto la guida e la supervisione delle due
professoresse di inglese e francese, lavoriamo
alla nostra corrispondenza on-line. Siamo in
contatto con una scuola belga, una francese ed
una polacca. Con ognuna di queste abbiamo
aderito a progetti diversi: con la scuola polacca
abbiamo iniziato a lavorare sull’argomento degli
animali da compagnia, i cosiddetti “pets”; con la
scuola francese al progetto “sarò la tua guida per
un giorno”; con la scuola belga al programma
“giovani così diversi, eppure tutti europei”. Dopo
esserci presentati a vicenda abbiamo scelto,
per affinità, il compagno con cui iniziare la
nostra corrispondenza. Già dopo i primi scambi,
abbiamo iniziato a ricevere immagini e fotografie
degli edifici scolastici dei nostri “colleghi”
europei. Il confronto tra gli ambienti è
davvero scioccante: le loro strutture sono
belle e accoglienti, invidiabili, mentre
le nostre portano “i segni degli anni” e
dell’incuria. Secondo noi il progetto è
molto utile e divertente per imparare a
comunicare con ragazzi di altre culture
ed iniziare ad avere amicizie anche
internazionali.
Chiara Della Valle e Sara Giannelli
IIID, secondaria, via De Gasperi
IIIC, secondaria, bel poggio
La mia passione per le lingue
Pc e pasticcini
o quasi 14 anni e sento che la mia passione
per le lingue va crescendo di giorno in
giorno; sono giovane e ci sono ancora un sacco di
cose che voglio fare, ma se devo guardare al mio
futuro intraprenderò un lavoro d’interpretazione
linguistica, in quanto ho scelto di seguire le orme
di mia madre, ossia un indirizzo linguistico
presso il liceo Caetani. La mia passione
per le lingue è nata con l’arrivo alle
scuole medie, è stato proprio qui
che lo studio e l’apprendimento di
lingue straniere ha cominciato ad
affascinarmi e appassionarmi. In
riferimento alla mia condizione di
adolescente mi ritengo abbastanza
fortunata ovvero ho avuto più volte
la possibilità di viaggiare in Europa
potendo mettere a frutto le mie
conoscenze e capacità linguistiche.
Studio due lingue straniere inglese
e francese e devo ammettere
che non ho alcuna difficoltà
nell’apprenderle, in fondo in
fondo riconosco di esserne
particolarmente portata perchè
mi sono accorta che viaggiando
all’estero esse sono di fondamentale
importanza per poter comunicare con
gente straniera, quindi ragazzi fatevi sotto e
cercate di studiarle è per il vostro futuro perché
la società contemporanea sta cambiando troppo
radicalmente.
l 5 maggio, noi ragazzi di terza media e le
professoresse di francese ed inglese Maria
Laura Sanna e Rossana Serrao, ci siamo riuniti
per il nostro consueto appuntamento con l’eTwinning nella scuola di bel poggio. Arrivati
alla sala d’informatica, ci aspettava una sorpresa:
una bellissima torta con il logo dell’eTwinning, un vassoio di pasticcini
e varie bibite.
Successivamente il gruppo
si è divisa in varie parti: chi
scriveva poesie, chi curava
la musica di sottofondo, chi
esprimeva il proprio pensiero
sul corso.
Due ore quasi volate!!!
Un pomeriggio che ci ha lasciato
carichi di euforia e felicità.
H
Floriana orlando
IIIB, secondaria, via De Gasperi
I
Flaminia Tomassetti e Matteo Aricò
IIIA, secondaria, bel poggio
IIIB, secondaria, via De Gasperi
B a b e le
numero 4 • Giugno 2010
English, french,
spanish or what…???
I
l passaggio dalle elementari alle medie è
notevole, soprattutto nello studio
delle lingue, perché mentre
alle elementari l’approccio
con le lingue straniere
era una cosa molto
superficiale, qui alle
medie è più complicato
e impegnativo.
Di certo i metodi di
studio di ogni ragazzo
sono diversi e così
abbiamo deciso di confrontarli
raccontandovi la nostra esperienza.
Sono Valeria, io alle elementari ho studiato
inglese con la maestra di italiano che non
aveva un metodo con il quale mi trovavo
bene.
Infatti alle elementari odiavo
l’inglese e non riuscivo a capirlo,
invece adesso mi trovo molto meglio
e probabilmente era la mia maestra
“a non andarmi giù”.
Io sono Lucrezia, alle elementari
anch’io studiavo inglese con la mia
maestra d’italiano.
A me invece piaceva molto come
spiegava la mia maestra, era molto brava,
ci faceva capire tutto come fa tutt’ora la mia
insegnante.
La professoressa Serrao è molto brava ed infatti
quest’anno ci troviamo bene con lei.
Ora, oltre all’inglese si è aggiunta a propria scelta
l’opzione tra spagnolo e francese.
A questo proposito ci chiediamo: bilinguismo
anche alle elementari???
Valeria Collabolletta e Lucrezia Esposito
IE e ID, secondaria, via De Gasperi
Io parlo due lingue
M
i chiamo Roberta, ho quasi 6 anni,vado
alla scuola dell’infanzia e parlo due
lingue: il rumeno e l’italiano perché i miei
genitori sono rumeni. Con loro, mia sorella
e mia cugina Ioana parlo sempre il rumeno
mentre l’italiano lo uso a scuola e con altri
che sono italiani. Quando vado a danza con
mia cugina parliamo sempre l’italiano perché
altrimenti gli amici non ci capiscono. Forse
mi piace un po’ di più il rumeno
perché conosco più parole e
quando non le so le chiedo
a mamma. Conosco anche
le parolacce ma quando
mi stanno per scappare
io mi tappo la bocca
con le mani perché non
mi piacciono. La notte
sogno, a volte ho gli
incubi, ma mai in italiano
e anche i capricci li faccio
in rumeno. Adoro leggere i
libri in italiano a scuola, invece
a casa ho solo quelli
in rumeno che mi legge la
mamma tutte le sere
per addormentarmi.
Io sono molto
contenta che
so parlare
due lingue
perché posso
parlare con
tante persone,
e poi a scuola
la maestra
mi chiede di
insegnare a lei e ai
miei amici le canzoni e
le parole nella mia lingua.
Vorrei tanto che tutti i miei
amici le imparassero così potremmo guardare
insieme i cartoni che vedo io e potrebbero
venire con me l’estate dai miei nonni in
Romania.
Roberta Alexandru
sezione C, infanzia, via Roma
Musica, maestro!
L
a musica a scuola non viene
ascoltata quasi mai. Quanto
è vero poi che i professori non
vogliono che noi la ascoltiamo!
La musica durante le lezioni si può
ascoltare solo in via eccezionale
durante l’ora di arte, quando noi ci
mettiamo a disegnare.
La musica che noi ascoltiamo è:
House,Tecno, Rock, Hip Hop, e per
alcuni anche il Rap.
Alla scuola secondaria la musica la
studiamo con il professor Fabrizio
Capozucca, utilizzando il flauto
oppure la pianola. Impariamo alcune
canzoni che sono in un cd che lui
porta.
La musica la ascoltiamo come
passatempo mentale anche fuori,
come per esempio prima di entrare
in classe.
Alessio Pierfederici
ID, secondaria, via De Gasperi
scoperte d’infanzia
numero 4 • Giugno 2010
Noi... come Polifemo
La cosa più bella della scuola? Le gite!
Non sono mai troppe e mai abbastanza
lunghe.Però, che anno piovoso! Noi sotto
la pioggia ci divertiamo lo stesso, e anche
se l’erba è bagnata e si rischia di scivolare
a pallone ci abbiamo giocato lo stesso,
alla fattoria, perché nemmeno l’acqua ci può
fermare.“Maestra, ma perché non ci andiamo
tutti i giorni alla fattoria?”.
Sì, questa gita ci è piaciuta
proprio tanto.
T
utti noi bambini della scuola
dell’Infanzia, con le nostre
maestre, siamo andati in una
VERA fattoria per fare il
formaggio come Polifemo. La
“padrona”si chiama Laura e ci ha
offerto, appena arrivati, una torta
calda, profumata e buonissima. Poi
ci ha fatto vedere tantissimi animali:
c’era un’oca gialla gialla con le piume
morbidissime; la papera con le zampe
come le rane (si dice palmate); un pulcino
svelto e un po’ birichino che voleva sempre
scappare. Ci ha fatto mungere una pecora
grandissima come quelle di Polifemo, il
latte cadeva caldo sulle nostre manine che
dopo odoravano di ricotta. Vicino
a lei c’era il suo agnellino che
belava spaventato. L’animale
che ci è piaciuto di più è
stato un pony pezzato con
tanti buffi capelli sulla testa,
aveva una pancia enorme
perché dentro portava un
cavalluccio che deve ancora
nascere. Quando siamo
rientrati, Laura ha messo il latte
appena munto a scaldare e appena
è diventato tiepido ci ha versato un liquido
giallo e puzzolente che si chiama caglio (si
prende dalla pancia dei vitellini) e il latte
ha fatto una specie di magia: è diventato
una cagliata che somiglia allo yogurt. Poi
noi con le mani lo abbiamo preso in fondo
in fondo e lo abbiamo messo a sgocciolare
in un cestello, la fuscella. Dopo pranzo
era diventato formaggio, ce ne
hanno dato un pezzetto e lo
abbiamo portato a casa per
mangiarlo con mamma
e papà. Ad alcuni non è
piaciuto perché aveva un
odore e un sapore strano,
Emanuele invece ha detto
che era buono perché era
“spalmoso”. È stata la più
bella gita della nostra vita e
abbiamo anche giocato a pallone
in un prato verdissimo.
Sezioni C ed E
infanzia, via Roma
La fattoria era beLLa: c’
tutto era beLLo, tranne
non sembrava fango!
avevo paura deLLa pecora
dietro e mi è piaciuto iL cang
io avevo tanta paura deL puLcino
perché mi voLeva pizzicare…
La fattoria era grande come iL mappa
e c’era tanto verde e però iL cieLo era
un po’ scuro.
Sezione A
infanzia, via Roma
mi sono emozionato
ad andare suL puLLman
insieme ai miei compagni
e saLutare i miei genitori
deLL’aLto.
per me era La prima gita… che agitazione!
iL viaggio è stato più Lungo aLL’andata,
infatti mi ha dato fastidio iL puLLman,
ma sono stata fortunata perché non ho
vomitato!
che piacevoLe sensazione toccare iL formaggio
in trasformazione, ma ho anche scoperto che
iL cagLio ha un odore forte!
come sono morbidi i puLcini, Le oche,
Le anatre, i conigLi, così piccoLi e spaventati,
ma anche La tartaruga è carina!
che pancione iL pony: tra
un po’ nasce iL suo piccoLino!
…e poi finaLmente abbiamo anche
mangiato: una fame!
Sezione D
infanzia, via Roma
scoperte d’infanzia
’erano i maiaLoni, Le gaLLine e Le papere.
e i maiaLi perché puzzavano…
a che mi correva
guro…
amondo
a
numero 4 • Giugno 2010
Patentino dell’ecologista
U
na riserva naturale è dove ci sono gli animali, gli
alberi, i fiori e le api che vengono protetti dagli
uomini “GUARDAPARCO”.
L’ape che comanda tutte le altre nella sua casa è la “regina
APE” con il marito (anzi tanti mariti).
C’era anche il fiume TEVERE che sembrava come un
lago con tanti pesci e tanti gabbiani.
Sulla riva c’erano tanti fiori gialli “IRIS” che
spontaneamente crescevano lungo il fiume.
Abbiamo visto anche gli avvistamenti per gli uccelli.
Abbiamo imparato che bisogna rispettare la natura e
quindi non buttare le sigarette accese perché può bruciare
il bosco con tutti gli animali che lo vivono e non fanno
in tempo a scappare; i primi che si salvano sono solo gli
uccellini perché possono volare via, invece, le volpi, i
ricci e le talpe (quelle fanno i buchi sotto terra per
vivere) purtroppo muoiono.
Sezioni A e B
infanzia, Le Terrazze
campi scuola
numero 4 • Giugno 2010
Tre giorni di avventura
Alla scoperta del Parco nazionale di Abruzzo, Lazio e Molise: un ritorno
alla natura tra guadi, boschi e animali che molti ormai conoscono solo dai libri
e dalla televisione. Noi invece li abbiamo incontrati e li portiamo a casa vostra
Nel bosco bendati
I
L’albergo
Q
uando siamo arrivati ai Quattro Camosci,
cioè al nostro albergo, ci siamo un po’
emozionate, perché ci sentivamo come se
abitassimo lì da tanto tempo anche se ancora
non era iniziato il campo-scuola. Quando siamo
entrati nell’albergo ci siamo sentite accolte dai
proprietari dell’albergo molto bene. Nella mia
stanza (di Sveva) al piano terra, ci sono i letti
matrimoniali. Invece al secondo piano (camera di
Lucrezia), ci sono i letti a castello. Dalle camere
vedevamo molti animali che non abbiamo
mai visto anche qui a Castelnuovo di porto,
addirittura dalle finestre. Che spettacolo vedere
la lince passeggiare libera di fronte al nostro
albergo!!!
l giorno che siamo arrivati, siamo andati alla Val
Fondillo: abbiamo camminato poco e poi abbiamo
pranzato. Ci siamo rimessi in cammino e siamo arrivati
in una zona particolare del bosco dove ci sono dei sassi
giganti a forma di sedia. Ci siamo seduti, poi Pietro, la
nostra guida alpina, ha portato delle bende e ci hanno
bendati. Ci siamo alzati e in fila indiana ci hanno portato
a fare un passeggiata per fare finta di
essere animali al buio. Poi ci siamo seduti,
abbiamo odorato e sentito con le mani il
terreno e dopo ci hanno tolto la benda,
Shadi aveva un po’ di paura! Io avevao
paura perché Pietro ci ha raccontato di una
festa che fanno a Locullo con i serpenti e
io immaginavo che ci avrebbero messo le
vipere al collo, ma invece non era così!
Shadi Nafea e Gabriel Dell’Isola
IIC, primaria, via Roma
Il gioco
degli gnomi
e delle fate
P
er questo gioco occorreva una lente
di ingrandimento, una penna e un
blocchetto. Io ho visto sul filo una roccia
piccola e poi mi sono spostato da un’altra
parte e ho visto un
buco, un fiore, una
formica. Le fate
erano femmine e i
maschi gli gnomi.
Dovevamo cercare
un filo a coppie di
bambini, quello
che trovavamo
potevamo
disegnarlo o scriverlo: era bellissimo,
perché stavamo nella natura!!
C’erano tanti insetti e piante che non
conoscevamo. C’erano tanti faggi, intorno
a noi: provavamo tante sensazioni come
quella di essere un farfalla! Quando
eravamo seduti sull’erba sembrava di
stare sull’acqua! È stato molto bello e si
vedeva tutto molto grande.
Elena Perucchini, Susanna Severi,
Eugenio Collecchia, Beatrice
Pascucci, Giada Morimanno
e Beatrice Roncacci
IIC, primaria, via Roma
Sveva Novelli e Lucrezia Ferro
IIC, primaria, via Roma
Con il bat-detector
tra i pipistrelli
I
pipistrelli sono mammiferi ghiotti di zanzare che allattano i piccoli. I loro nemici
sono: il gufo, le donnole, le martore, i toppi.
Volano di notte. Quanbdo è giorno si riposano nelle fessure appesi a testa in giù, hanno
le ali di pelle e il corpo peloso. Se tu entri
in una grotta e disturbi le mamme fanno
cadere i piccoli e possono morire. Danilo,
lo zoologo che ci ha accompagnato durante
le passeggiate al campo-scuola ha spiegato
tante cose. Con il bat-detector abbiamo sentito il loro suono era come un uccellino. È
stato emozionante toccare un piccolo pipistrello, perché non ne avevamo mai toccato
un vero prima. Prima di toccarlo pensavamo
che i pipistrelli fossero più piccoli e brutti!
Elena Perucchini, Greta Antinori
e Beatrice Roncacci
IIC, primaria, via Roma
Escursione
notturna
S
iamo andati in un bosco magico a
sentire gli ultrasuoni. Eravamo seduti
sotto un grande bosco direttamente sulla
terra e le foglie.
Poi abbiamo sentito l’odore della terra
per essere veri animali del bosco. Danilo
Russo, lo zoologo, con il bat-detector ci
ha fatto sentire tanti pipistrelli. Poco dopo
Pietro Santucci, la nostra guida alpina,
ha fatto il verso del cuculo poi ci ha detto
di chiudere gli occhi e tutti noi abbiamo
sentito molti cani che abbaiavano ma non
i lupi che ululavano.
Siamo partiti con la torcia accesa e tutti
noi facevamo finta di essere un branco
di lupi. Abbiamo camminato a passo del
lupo: ognuno entrava con i piedi nelle
orme del comapgno davanti.
Elena Tiracorrendo, Andrea Rossi
e Paolo Leca
IIC, primaria, via Roma
campi scuola
numero 4 • Giugno 2010
Perché per noi è stata
un’esperienza importante
Q
Il nostro vissuto
il lupo
N
oi quando abbiamo conosciuto quel lupo abbiamo provato
tanta gioia, perché non avevamo mai visto un lupo in carne
e ossa. Noi immaginavamo che il lupo fosse in branco e in un
bosco molto grande, ma invece sono tutti morti tranne un lupetto
piccolo. Il lupo ha a disposizione tutto lo spazio del Parco, anche
se è recintato. Ora il lupetto aspetta un
compagno e Marisa ci ha raccontato che
sta per arrivare in regalo da un altro Parco.
la lince
L
a lince l’abbiamo vista dalla finestra
della camera di Shadi: era proprio
la lince! Eravamo molto agitati, perché
non avevamo mai visto la lince vera! La
conoscevamo soltanto dai libri.
La lince faceva avanti e indietro
e sembrava facesse la guardia
alla famiglia.
Luca Giannini e Gabriel Morelli
IIC, primaria, via Roma
uest’anno la nostra classe ha fatto il campo scuola nel
Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. Quando
siamo arrivati a Civitella Alfedena, eravamo presi dal
fare le stanze, dal vedere se i compagni con cui eravamo
capitati ci piacevano e non ci siamo resi conto subito della
bellezza della natura che ci circondava ma, appena siamo usciti per fare le escursioni, ci
siamo trovati immersi in un mondo fantastico, in contatto diretto con la natura. Secondo
noi ragazzi della IVB il campo scuola è un’esperienza unica, bella e divertente perché
facciamo lezione fuori scuola e viviamo nuove avventure. Conosciamo alcuni bambini
che dicono che è meglio fare lezione in classe, usando libri, ma secondo noi non è così
perché non puoi scoprire cose nuove. Durante il campo impari e vedi cose che a scuola
non potresti vedere ed imparare; sui libri le puoi vedere in immagini, ma non puoi sentirne
gli odori ed i rumori. Noi infatti abbiamo sentito rumori mai ascoltati ed abbiamo visto
animali mai visti dal vero, come la lince ed i cervi; abbiamo scoperto che i pipistrelli non
si attaccano ai capelli e che i lupi ed altri animali feroci non aggrediscono gli uomini,
anzi, hanno paura di noi. Certo, all’inizio abbiamo avuto tutti un po’ di paura, ma uniti ci
siamo dati forza. Al campo poi ci si diverte ed è un modo per scoprire quanto sei maturo;
stando insieme puoi conoscere di più i compagni di classe e, anche quando si fatica, ci si
diverte perché si è in gruppo e se capita di litigare è più facile ritrovare l’armonia. Un’altra
cosa che ci piace tanto dell’esperienza del campo scuola è la possibilità di organizzare il
pigiama party: tutti insieme possiamo ridere, parlare, mangiare e ballare. Vi consigliamo
di andare al campo scuola perché è un’esperienza unica e perché non è sicuro che nella
vita si ripeterà. Insomma, chiedete alle vostre maestre di fare questa esperienza perché così
potrete:
andare in giro per il mondo
stare più tempo con gli amici
divertirvi
scoprire cose nuove
vedere nuovi luoghi
conoscere nuove persone
Alessandra, Benedetta, Camilla, Federica,
Flavio, Giulia, Ludovica, Marina
IVB, primaria, via Roma
Il pipistrello
Q
uando ho toccato il pipistrello
ho provato un po’ di emozione
e un po’ di paura ed anche un po’ di
impressione. Quando ho sentito gli
ultrasuoni con il bat-detector io ho
avuto paura perché sembrava il suono di un mostro. Mi è
piaciuto sentire le nostre voci trasformate con il bat-detector
in suoni terribili. Ho visto tre pipistrelli cacciare sul fiume.
Volavano bassi e velocissimi per magiare le zanzare.
Eugenio Colecchia e Leonardo Mancini
IIC, primaria, via Roma
Le api
C
ome tutti gli insetti l’ape possiede un corpo suddiviso in
segmenti, le antenne ed è provvista di tre paia di zampe.
Il corpo può essere suddiviso in tre parti: il capo, il torace e
l’addome. Sul capo troviamo gli occhi, gli ocelli (sono presenti sulla
fronte e percepiscono la luce) e le antenne. Sulla porzione terminale
del corpo è presente una aculeo velenoso. Al momento della puntura
l’ape lascia il pungiglione inserito nella ferita e dopo qualche giorno
l’ape muore. Al momento della penetrazione del pungiglione sono
rilasciate delle sostanze, per richiamare altre api operaie all’attacco.
Silvano Mariani, Giovanni Marrella
e Filippo Lesti
IIC, primaria, via Roma
Il lago di Villetta Barrea
I
l lago di Barrea è un lago artificiale ricavato nel
1951 dello sbarramento del fiume Sangro. Villetta
Barrea si trova ad una altezza di 990 metri. Ai margini
del paese si trova una bellissima pineta, con un pino
caratteristico detto “Pino di Villetta Barrea”. Il lago
di Villetta Barrea all’esterno ha una diga fatta di
alberi e cespugli. La nostra guida alpina Pietro ci
ha spiegato che alzando la diga, la forza dell’acqua,
che scorre, crea energia elettrica. Siamo andati a fare
una passeggiata al lago di Barrea. Abbiamo visto un
animale nell’acqua: Danilo, lo zoologo, ci ha spiegato
e detto che si chiama germano reale, è tutto colorato
e per questo è un maschio. Poi lo abbiamo guardato
anche con il binocolo: ci sembrava fosse accanto a
noi!
Rossana Misuraca e Emma Pandolfi
IIC, primaria, Roma
campi scuola
numero 4 • Giugno 2010
Ululati nella notte
U
na sera, dopo cena, siamo andati in un bosco appena fuori Civitella Alfedena.
Mentre camminavamo era buio ma non cadevamo perché eravamo illuminati
dalla luce delle torce. Quando siamo arrivati, le abbiamo spente e ci siamo
seduti su un prato per sentire l’ululato dei lupi. Stavamo tutti zitti in ascolto,
poi ci hanno fatto sdraiare uno sull’altro, ci hanno detto di guardare la luna e,
improvvisamente, abbiamo sentito gli ululati. Era tutto buio intorno, noi tutti
eravamo vicini vicini e i lupi ululavano. Roby ha detto: “Mo me magnano la
mano”. Anche altri erano spaventati perché pensavano che fossero nascosti dietro
un cespuglio e poi ci sarebbero saltati addosso. Tutti infatti pensavamo che i
lupi si sarebbero avvicinati sempre di più e avevamo sempre più paura. Pietro,
la guida, sussurrando, ci ha detto che erano due branchi che comunicavano dalla
cima di un monte all’altro e che si stavano avvicinando a noi, poi a loro si è
aggiunto anche un lupo che stava nel recinto.
Noi sentivamo che parlavano la “lingua lupina”,
cioè ululavano: “Auuuuuhhhhhhh!!!”. Per tutti noi
è stata un’esperienza importante ed entusiasmante
perché non avevamo mai sentito l’ululato del lupo
così da vicino, è veramente formidabile. La guida ci
ha detto che eravamo stati molto fortunati. Mentre
stavamo tornando in albergo, ci siamo fermati nella
piazza del paese, ci siamo seduti in circolo e Pietro
ci ha chiesto se avevamo avuto paura per questa
esperienza e alcuni di noi hanno risposto di no.
Allora ha proposto a questi compagni di ritornare
dove stavamo prima, ma da soli. Non ne hanno
avuto il coraggio. Alcuni di noi hanno detto di aver
avuto paura dei lupi e del buio ma di aver preso sicurezza dai compagni e dalle guide
Pietro e Danilo. Quella sera, tornati in albergo, abbiamo scoperto che il lupo è l’animale
preferito di molti nostri compagni.
Ludovico ha detto di non aver provato
paura, anzi ha provato tanto amore per
il lupo che stava dentro la sua gabbia
ed ululava ai due branchi che stavano
sulle montagne. Mamma mia che bella
esperienza! Quella sera eravamo molto
felici perché stavamo tutti insieme e a noi
piace stare tutti insieme.
Nicoletta, Aurora, Andrea,
Francesco L., Federico, Johnson,
Valentina, Virginia, Ludovico,
Roberto, Fabrizio, Leonardo Bu.
IVB, primaria, via Roma
È
Il parco: che emozione!
molto bello il Parco nazionale d’Abruzzo con le sue montagne,
i torrenti, i cavalli, i cervi, i lupi, gli orsi, i camosci,
le linci, le api e i “nostri amici” pipistrelli.
Giochiamo
Colora di rosso gli animali
del Parco Nazionale d’Abruzzo
e di verde gli animali che vivono
in altro ambiente
Shadi Nafea e Rossana Misuraca
IIC, primaria, via Roma
IIA
primaria, via Roma
Crescere in viaggio
I
ntervistati gli alunni della classe IVC, che nei giorni 2122-23 aprile 2010 hanno vissuto l’esperienza del campo
scuola presso il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise,
sull’argomento, hanno così risposto:
Il campo scuola è una scuola sul campo, quindi equivale a
crescita;
• il momento per socializzare fuori da un’aula;
• imparare nuove cose al di fuori del leggere, scrivere e far di
conto;
• un’attività laboratoriale all’aperto;
• vivere nuove esperienze al di fuori del contesto familiare;
• fare cose non abituali;
• mettere in pratica ciò che si apprende a scuola;
• divertirsi imparando;
• vivere un’esperienza con i coetanei;
• un momento per responsabilizzarsi;
• stare insieme e collaborare;
• anche condivisione con i compagni;
• stabilire un rapporto alunno-maestra senza il
registro;
• avere un rapporto sano e naturale con l’ambiente
con il quale si viene a contatto;
• prendere coscienza di sé e degli altri al di fuori
del solito ambiente quotidiano;
• vivere tre giorni della nostra vita in completa
autonomia;
• mettere in pratica i comportamenti idonei a
situazioni diverse dalle regole scolastiche;
• sperimentare sul campo le proprie idee ed emozioni;
• avere la possibilità di esplorare luoghi non conosciuti;
• addormentarsi condividendo la paura del buio;
• sostenersi reciprocamente;
• rafforzare amicizie esistenti e crearne di nuove.
A intervista terminata la classe aggiunge in coro che, per
quanto detto, consigliano a tutti l’esperienza del campo scuola
e invitano i loro insegnanti a organizzarne un altro per il
prossimo anno.
IVC
primaria, via De Gasperi
campi scuola
numero 4 • Giugno 2010
La nostra gita più bella
S
iamo andati a Pompei perché è l’unica città
dove il tempo è come se si fosse fermato 2000
anni fa. Entrando dalla porta di Nocera, le strade
di Pompei ci sono sembrate più vive e ci siamo
immaginati la gente che passeggia e i carri che
portano la merce dalle campagne; ma ciò che ha
colpito la nostra fantasia sono le efficienti strisce
pedonali, fatte di pietra , a forma rettangolare
e rialzate, ma voi vi chiederete: i carri come
passavano? Passavano in mezzo alle strisce e
non c’era rischio di rimanere incastrati in quanto
erano fatti con le misure esatte perché le ruote
passassero tra una pietra e l’altra, ma i conduttori
dovevano andare piano.
Quando arriviamo alla villa dei Misteri,
scendiamo le scale e vediamo molte colonne
dipinte; tutte le stanze e i corridoi sono dipinti
con un bel colore: il rosso pompeiano. In ogni
stanza ci sono molte raffigurazioni; attraverso
delle serrande vediamo immagini bellissime con
colori molto accesi.
E le povere persone di Pompei? Che fine hanno
fatto? Purtroppo sono morte quasi tutte, ma,
grazie alla cenere sono rimasti molti calchi di
persone, animali e oggetti. Vedere questi calchi,
in particolare quelli dei bambini, ci ha trasmesso
un po’ di tristezza, e che dire di quel povero
cagnolino che purtroppo non ce l’ha fatta ed è
morto senza capire?
Mentre sul libro a volte studi storia a pappardella,
in quest’altro modo hai l’opportunità di vedere
i luoghi abitati dalle genti, così come sono stati
voluti da loro, te li fa immaginare e ti fa proprio
capire la loro vita.
VA, primaria
via De Gasperi
Al Castello di Lunghezza
N
oi della IC siamo andati con due pulmini al Castello di Lunghezza con la IB,
la IA e la IIIB per vedere gli spettacoli di Pinocchio, Biancaneve, la Spada
nella Roccia con Mago Merlino, Zorro e D’Artagnan, il ballo di Cenerentola, Alice, il Cappellaio
Matto e la Lepre, Peter Pan e Capitan Uncino.
Appena siamo arrivati eravamo emozionati, all’entrata
c’era Capitan Uncino, dopo c’era una spada nella roccia che
nessuno riusciva a sfilare. Zorro e un moschettiere hanno
duellato.
Ci è piaciuto: il ballo di Cenerentola, lei è bellissima, ha
ballato bene con il principe;
Biancaneve perché è romantica e si sono baciati con il
principe; Pinocchio perché c’era la fatina buona che lo
aiutava a diventare un bravo bambino, la fatina con la
bacchetta che lo fermava sempre. Pinocchio ci ha fatto
ridere molto. Anche Peter Pan ci ha fatto ridere. È stato
bello perché hanno fatto il duello con le spade, Peter Pan
faceva gli scherzi a Capitan Uncino, gli dava sempre i calci e poi gli ripeteva sempre tutto. La
giornata è stata meravigliosa. E poi abbiamo giocato in giardino. Ci è piaciuto perché siamo stati in
compagnia. La giornata è stata uno “sballo”.
Che emozione…
si parte!!!
M
eta: Vulci, “un giorno tra natura e cultura”.
Un’ora e mezza di viaggio trascorsa in
allegria sul pullman. Arrivo alle 10 e subito ricca
colazione al sacco su un verde prato
toscano.
La prima tappa è alla Tomba
delle Iscrizioni, dove si pensa che
alcune donne etrusche fossero
state seppellite e dove si possono
ammirare delle scritte murarie
interessanti per conoscere la civiltà e
gli usi etruschi.
Successivamente abbiamo raggiunto
la Tomba François, che prende il
nome dall’archeologo che la scoprì,
ma che non poté ultimarne lo studio per la sua
prematura scomparsa. A parte il fascino dei dipinti
raffiguranti scene di lotta ritrovare all’interno della
tomba, divertente e eccitante è stato l’incontro con i
simpatici pipistrelli che abitano lì!
La terza tappa ci ha portato ad ammirare il lago
Pellicone, che con la sua frizzante cascata ci ha
offerto uno spettacolo indimenticabile.
Ed infine, la visita al castello che ospita il museo
etrusco.
Subito fuori dal castello, il ponte della Badia,
chiamato anche “del diavolo” e “dell’arcobaleno”,
noto per i numerosi suicidi che vi sono avvenuti,
offre uno spettacolo panoramico che toglie il fiato!
VC
primaria, via De Gasperi
IC
primaria, via Roma
la striscia
Edoardo e Jessica

Roberta Badetti
e Ilaria Camponeschi
IIID, secondaria, via De Gasperi
IIIC, secondaria, bel poggio
i n g i ta
numero 4 • Giugno 2010
Torino: the end
Fuori tutti!
Da Torino a Latina, a Roma... tante uscite, tanti argomenti, un unico obiettivo:
far vivere agli studenti ciò che si insegna in classe.
orino 2010, l’ultimo campo scuola con la
classe con la quale abbiamo passato gli
ultimi tre anni.
Si prevedeva per questo una grande adesione
da parte di noi studenti e invece...
Quali sono stati i problemi? Perché una così
scarsa partecipazione al viaggio che molti
aspettano per tutto l’anno?
Sia quelli che hanno partecipato sia coloro
che non hanno voluto o non hanno potuto
partecipare sono d’accordo sul fatto che,
rispetto agli anni scorsi, il prezzo sia lievitato
troppo.
Chi non ha partecipato, lo ha fatto per i motivi
più svariati: c’è chi aveva degli impegni
durante quella settimana, chi non era entusiasta
della meta, chi ancora aveva dei problemi a
casa.
Ma i problemi sono stati così tanti che intere
classi hanno rischiato di non partecipare,
arrivando a massicce campagne di persuasione
dei compagni che non volevano partecipare.
Chi ha partecipato, anche se contento, nella
maggior parte dei casi si ritiene deluso:
a Torino si poteva vedere di più, non si
è approfittato abbastanza dei luoghi che
avremmo potuto visitare.
Elisabetta Marchitelli ed Elena Detti
IIIC secondaria, bel poggio
IC, secondaria, bel poggio
Al Museo del Risorgimento
N
T
el 1878, alla morte di Vittorio Emanuele II che aveva assunto nel 1861, con la creazione
dello stato italiano, il titolo di re, il Parlamento edifica a Roma
un monumento in onore del primo sovrano dell’Italia unificata,
chiamato perciò Vittoriano. Nel monumento fu collocato il Museo del
Risorgimento, destinato a raccogliere le testimonianze relative alla
trasformazione dell’Italia nei secoli XVIII, XIX, e XX.
l 25 aprile siamo andati al museo storico di Piana delle Orme, in provincia
Lungo la scalinata d’accesso al Museo sono state collocate incisioni
di Latina. Questo museo è dedicato all’inizio del ’900, diciamo alle guerre
che raffigurano i momenti “preparatori” del Risorgimento. La prima
del ’900. Il terreno è diviso in quattordici padiglioni, noi ne abbiamo visitati
sezione del museo è dedicata appunto ai protagonisti del Risorgimento:
quattro: uno dedicato allo sbarco di Anzio, in cui abbiamo visto i mezzi e
all’interno di grandi teche sono esposti dipinti, cimeli e documenti legati
le armi dell’esercito angloamericano e anche di quello nazista, un altro ai
a Mazzini, Garibaldi e Cavour, mentre alcune sezioni illustrano figure
mezzi bellici e non della guerra, e due all’entrata in guerra dell’Italia e alla
della storia dell’Ottocento. Altre sezioni sono invece incentrate sulle lotte
campagna d’Africa con la battaglia di El Alamaein, e allo sbarco in Sicilia dell’
risorgimentali.
esercito angloamericano, dove ci hanno
L’ultima sezione è totalmente dedicata alla prima guerra mondiale. Al
mostrato la ricostruzione di una trincea
centro è collocato l’affusto di cannone utilizzato del 1921 per il trasporto
e una simulazione di guerra. Al centro
della salma del Milite Ignoto.
di questo terreno c’era un grosso tronco
Il museo era interessante, abbiamo approfondito grazie alla visita gli
tagliato nel 1918, tutto il territorio era
argomenti di storia studiati in quel periodo. Hanno partecipato le classi
circondato da cannoni e mitragliatrici
terze di tutti e due i plessi.
d’epoca. È stata un’esperienza davvero
Chiara Della Valle
bella, quanto istruttiva.
IIID, secondaria, via De Gasperi
Per la festa della Liberazione
I
Simone Borrelli
IIIB, secondaria, via De Gasperi

prima degli esami
numero 4 • Giugno 2010
Finalmente libero
Tanti articoli per una cosa
sola, una sola preoccupazione:
gli esami. Così viviamo questa
paura a scuola e a casa,
cercando conforto da chi gli
esami li ha fatti molti anni fa.
Caro papà come hai vissuto il periodo pre-esame?
Con molta agitazione e preoccupazione.
Tua sorella maggiore che cosa ti ha consigliato?
Mi ha consigliato di rispondere sempre a qualunque domanda mi avessero
chiesto i professori, pur non essendo preparatissimo sulla risposta.
Come hai passato la notte prima degli esami?
Per fortuna sono riuscito a dormire in modo piuttosto tranquillo.
Come ti sei organizzato nello studio? I tuoi professori ti hanno aiutato?
I professori mi hanno dato qualche suggerimento su come ripassare.
La strategia
del terrore
P
arliamo di strategia del terrore
quando un professore crede
di invogliare i ragazzi a studiare
utilizzando metodi non esattamente
incoraggianti.
Capita sovente, soprattutto in
terza media, di avere quel o
quei professori che per qualsiasi
situazione spaventano gli studenti
parlando di compiti in classe o,
peggio ancora, di esami.
Gli esami, appunto, spaventano la
maggior parte di noi quando in realtà
da temere c’è ben poco. Possiamo
quindi paragonare quei professori
che sfruttano questa strategia a dei
dittatori che, per avere il potere, per
essere rispettati, fanno leva sulle
paure dello studente.
“E agli esami come fai?”, “Se ti
blocchi cominciano le domande”,
“Occhio, che potrei chiedervi il
disegno, non l’ho mai fatto e mi
sa che quest’anno lo faccio” e
molte altre ancora sono le frasi
che in classe sentiamo ripetere più
spesso. E se l’ansia per qualcosa che
effettivamente ci risulta sconosciuto
si fa sentire sempre di più, la
pressione di alcuni professori di certo
non aiuta.
Certamente dobbiamo ringraziare
quegli insegnanti che ci hanno
incoraggiato, o almeno ci hanno
provato, dato che il mito dell’esame
di terza media viene sfruttato già
nella primaria. Crederci o no, sta a
noi decidere.
Elisabetta Marchitelli
IIIC, secondaria, bel poggio
Hai studiato per conto tuo o con altri amici?
Per conto mio.
Quel voto ti ha cambiato la vita?
Assolutamente no.
Come ci si sente a trovarsi davanti a una commissione di
professori a soli 13-14 anni? Che emozioni o sensazioni si
provano?
Per fortuna avevo già un’idea su come potesse essere
un esame perché avevo già sostenuto quello di quinta
elementare a soli 10-11 anni; durante l’esame ho pensate
che infondo si trattava di persone che facevano il loro
lavoro e che non avevano nessun interesse a mettermi in
difficoltà.
Quale materia ti terrorizzava di più?
Latino perché non mi piaceva e sopratutto non l’avevo
ripassato.
Hai ripassato la notte prima?
Assolutamente no, ho studiato tutto nei giorni precedenti
utilizzando i libri di riassunto chiamati i “Bignami”.
Come ti sei sentito dopo l’ultimo esame?
Molto leggero, sollevato perché potevo finalmente
divertirmi e non pensare più a studiare.
Ilaria Vitanzi
IIIB, secondaria, via De Gasperi
Effetto stress
M
i chiamo Chiara, ho quasi nove anni e mia
sorella di 13 sta per fare gli esami di terza
media. Ilaria, questo è il nome di mia sorella, non
sembra molto preoccupata degli esami, anche se io
sono sicura che in fondo ha un po’ di paura. Infatti
ho notato che da qualche tempo è più nervosa del
solito: si arrabbia spesso quando io e mio fratello Luca
non apparecchiamo la tavola, non è gentile con me
quando io guardo i cartoni alla televisione e vorrebbe
cambiare canale per vedere MTV. Anche nei confronti
dei miei genitori si rivolge talvolta in modo brusco, e
fa arrabbiare moltissimo papà. Secondo me non studia
moltissimo, però si ricorda bene le cose e prende
sempre buoni voti a scuola. Sono convinta che il merito
è della maestra Fausta di matematica alle elementari, la
stessa che ho io e che è molto brava. Spero che venga
promossa agli esami con il massimo dei voti.
Chiara Vitanzi
IIIA, primaria, via Roma
I mitici anni ’70
M
io padre si chiama Sergio, adesso ha 52 anni. 41 anni fa ha iniziato le scuole
medie. Era uno di quei tipi che anche se si impegnavano il minimo che serviva,
andavano bene. Quando ha fatto gli esami lui, le cose non erano molto diverse da
ora, l’unica cosa era che quando papà stava in terza media agli esami gli facevano
portare le tesine, soltanto che erano chiamate in un modo diverso, cioè ricerche. Papà
era uno che preferiva uscire e andare a giocare a pallone con gli amici, piuttosto che
rimanere i pomeriggi sui libri a studiare, non era neanche però una di quelle persone
menefreghiste, perché di fatto a scuola aveva la media del 7: si può dire che mio padre
era una via di mezzo. Certo che a scuola era “molto pestifero”, come dice mia nonna
quando ci racconta di come era da piccolo.
Alcune volte quando prendiamo un brutto voto o qualche nota non è lui che ci sgrida a
casa, è mia madre.
Mio padre, come tutti penso, una settimana prima degli esami si fece prendere dal panico: si mise subito a studiare
e ripassare, arrivato davanti alla commissione si aspettava l’inferno, invece finiti gli esami pensò che tutta la paura
avuta era stata inutile. Ancora adesso quando gli dico di aver paura per gli esami lui mi dice di stare tranquilla e che
avere paura è inutile.
Alice Colantoni
IIID, secondaria, via De Gasperi.

sport
numero 4 • Giugno 2010
Canestro!
M
ia madre si chiama Elisabetta
Latini, ha 44 anni, fa la mamma e
la vigilessa, però prima giocava a basket,
era una campionessa europea. Per questo
motivo sono cresciuta in mezzo a palloni
da basket di tutti i tipi. Mia madre mi ha
trasmesso questa passione e infatti anche
io gioco: per lei il basket non è solo tirare
una palla dentro un cerchio ma è soprattutto
passione, perché quando giochiamo insieme
per esempio (vince sempre lei) vedo che nei
suoi occhi si accende una scintilla di gioia
nel constatare che anche io ho la sua stessa
passione.
Quando hai iniziato a giocare?
Ho iniziato all’età di 9 anni in una vera
e propria squadra, ma anche prima mi
esercitavo durante gli allenamenti dei miei
fratelli più grandi, cercando di copiare quello che
facevano.
Come è nata questa passione?
Me l’hanno trasmessa i miei genitori che erano e sono
tutt’oggi degli appassionati.
Per quanti anni hai giocato?
Ho giocato fino all’età di 27
anni, quindi 18.
Che differenza c’è tra giocare
a livello agonistico e livello
amatoriale?
Lo sport agonistico richiede
un impegno quotidiano senza
trascurare gli studi.
Hai raggiunto risultati
importanti?
Sì, sono stata campionessa
italiana nelle categorie giovanili,
campionessa europea di un

Canestro: È un anello in
metallo a cui è appesa
una rete. L’anello deve
avere un diametro di 45
centimetri e deve essere
posto a 3,05 metri dal
suolo. In un campo di gioco,
ve ne sono due, fissati
perpendicolarmente a due
tabelloni verticali di plastica,
legno o vetro. L’obiettivo di
questo sport è quello di far
entrare il pallone proprio
all’interno dell’anello. Per
estensione, quando si realizza
un tiro si dice che è stato
segnato un canestro. Se il
tiro è libero, cioè comminato
dall’arbitro in seguito ad un
fallo, vale un punto; se è stato
scagliato all’interno della linea
dei 6,25 metri vale due punti;
se proviene da un’altra zona
del campo ne vale tre.
Pivot: Il centro o pivot (“perno”
della squadra) è uno dei ruoli
standard della pallacanestro.
È generalmente il giocatore
più alto della squadra e
preferibilmente il più massiccio
dal punto di vista muscolare.
Nella pallacanestro maschile,
l’altezza minima richiesta ad
un tipico centro è di almeno
208 centimetri, in quella
femminile si preferiscono
atlete dai 190 centimetri di
altezza in su.
Area dei tre secondi: È una
zona del campo. Ve ne sono
obbligatoriamente due, sotto
i due canestri. La sua funzione
è di rendere chiaro agli arbitri
se un giocatore in attacco sta
commettendo un’infrazione:
non è infatti consentito di
rimanere al suo interno per più
di tre secondi, come indica il
nome stesso.
basket
Una madre e una figlia legate
dalla stessa passione, il basket.
A tu per tu per un’intervista
e il racconto di una rinuncia
per la più grande delle vittorie:
la maternità.
torneo intitolato ad una giocatrice italiana Liliana
Ronchetti, un torneo molto importante ai miei tempi.
Perché hai smesso di giocare?
Ho smesso di fare sport agonistico quando ho saputo
di essere incinta di tuo fratello Simone.
Durante la tua carriera hai mai avuto infortuni?
Sì, purtroppo ne ho avuti molti, ma i più
importanti sono stati quando mi sono
rotta i legamenti delle ginocchia.
Che sensazione hai provato quando io ho
iniziato a giocare?
È stata una sensazione bellissima vedere
il proprio sogno continuato da un figlio.
Ti è dispiaciuto molto lasciare lo sport e
diventare mamma?
Essere mamma è la partita più
importante: sì un po’ mi dispiace aver
lasciato il basket ma sono felicissima di
essere diventata mamma.
Alice Colantoni
IIID, secondaria, via De Gasperi
sport
numero 4 • Giugno 2010
All’ultima sfida
A
V
oglio raccontarvi di uno sport poco diffuso in Italia
che però sta lentamente crescendo: lo skateboarding.
Personalmente sono un appassionato dello skate e cerco
di seguire tutte le gare che si svolgono in Italia. Oltre a
seguirlo, pratico questo sport da tre anni. Lo skate è uno
sport abbastanza pericoloso, tant’è vero che dopo alcune
cadute sono rimasto fermo per un po’ di tempo. Infatti,
mentre stavo facendo skate, sono cascato più volte sull’anca
che è diventata gonfia come un pallone. Io penso che lo
skate sia l’unico sport che ti carica di una dose di adrenalina
che ti permette di rimanere sveglio per giorni. Ora, per
farvi avvicinare di più a questa disciplna ho intervistato uno
skater famoso in Italia: Manuele Mariotti.
Come hai conosciuto lo skate?
Grazie alla befana…infatti la mattina dopo mi sono
ritrovato uno skate vicino al letto così ho iniziato a
praticarlo.
Senti come e stata l’emozione del tuo primo ollie (salto)?
È stato fantastico, mi sembrava di volare.
So che hai fatto parecchie gare ma tra tutte queste quale è
stata quella che ti è piaciuta di più?
È stata la Team cup tim tribù che si e tenuta quest’anno allo
skatepark di Ostia.
Sei mai partito per un tour, insieme ai tuoi amici?
Ma sì certo…l’ultimo che ho fatto è stato alla elbo, uno
delle piu grandi bowl d’Italia.
Ma tra tutte le gare che hai fatto ci sono state delle gare
particolarmente importanti?
Sì, la tim tribu cup, gli italiani e gli europei. Dopo questa
intervista spero che anche a voi sia cresciuta la voglia di
skateare.
Alessandro Bianco
IIIA, secondaria, bel poggio
skate
Su 4 ruote
Half-pipe: (espressione di lingua
inglese che significa letteralmente
“mezzo tubo”) è una rampa a sezione
semicircolare o paraboidale, sulla quale
si scende in moto armonico fino a
perdere quota.
Skateboard: è una tavola con 4 ruote che si
usa per lo skateboarding, uno sport nato in
California negli anni sessanta. Un praticante
dello skateboarding è uno skater.
La diffusione in Italia si deve ad un servizio
del programma televisivo Odeon nel 1977,
rubrica di spettacolo e curiosità dal mondo.
In quell’inverno si registra un picco di
vendite, soprattutto del modello Saturnus,
dal caratteristico colore arancione. In assenza
di opportune strutture dedicate, strade e
marciapiedi sono invasi da ragazzini entusiasti.
Skatepark: È un luogo che permette agli
skater di eseguire evoluzioni su delle rampe
chiamate pipe o half-pipe.
Skateboarding trick: o più semplicemente
trick, è una manovra fatta da uno
skateboarder col suo skate. La maggior parte
dei trick è basata su degli ollie, manovre
inventate da Alan (Ollie) Gelfand in Florida,
USA, nel 1970. Un trick può includere
numerose varianti quali jump, flip, grab,
slide, grind e stall, le quali possono a loro
volta essere combinate con rotazioni di 180°
(e relativi multipli e sottomultipli).
I trick che richiedono delle rampe o
degli half-pipe vengono considerati di
transizione o verticali, mentre gli altri
(compresi i cosiddetti rail) vengono
chiamati “stradali”, senza che ciò implichi
una minore importanza o difficoltà. La
difficoltà e la buona riuscita di un trick
sono i parametri per la sua valutazione
nelle competizioni.
nche quest’anno il torneo di
palla fermata sta per finire:
tutte le sezioni hanno gareggiato
divise in base alla classe di
appartenenza (I-II-III), cercando di
dare il massimo per portare a casa
la vittoria. Tutte le classi si sono
affrontate seguendo le regole, ma
non senza qualche (raro) caso di
fallo, non sempre richiamato dalla
professoressa avente il ruolo di
arbitro.
Il torneo però si è comunque
svolto in modo regolare e
non sono mancati momenti
emozionanti, con rimonte in
extremis ed eroici testa a testa
fra gli ultimi rimasti di entrambe
le squadre.
I vincitori delle rispettive classi
sono stati: per le prime la D, in
seconda la B mentre la finale
fra le terze sarà giocata tra la
terza B e la terza A.
Inoltre sono state giocate vari
amichevoli tra le squadre, al
semplice scopo di divertirsi.
Durante il torneo le altre classi
hanno potuto assistere, tifando
per la loro squadra (o classe)
preferita. Ciò non è sempre stato
approvato dalle professoresse
di fisica a causa della gran
confusione che si veniva a creare
nella palestra della scuola. Ciò
è quindi costato alle classi la
possibilità di assistere alle partite.
Nonostante quindi qualche
piccolo inconveniente questo
torneo è stato molto appassionante
poiché tutti i giocatori hanno
avuto la possibilità di essere
protagonisti. Questo sport è stato
quindi ancora una volta valorizzato
dall’impegno che molti ragazzi
hanno messo nelle partite.
Armando Mattia Belcastro,
IIID, secondaria,
via De Gasperi
rubriche
numero 4 • Giugno 2010
Informatica
Una sala computer abbastanza ben fornita al
plesso di Bel Poggio, un’altra a De Gasperi, un
po’ meno bella, ma comunque c’è. E allora perché
non usarle?
Queste nostre aule informatica sono quasi inutilizzate:
per esempio la mia professoressa di scienze e matematica
ci ha fatto fare dei lavori attinenti alle sue materie, ma,
tolto il fatto che non ci siamo trovati benissimo con le
condizioni di alcuni computer, perché non utilizziamo
queste aule per studiare informatica?
Ritengo che sia anche interessante imparare a lavorare
al computer. Dovrebbe essere una materia scolastica
come le altre, noi, per altro, abbiamo i mezzi per imparare
attivamente.
Sarebbe anche comodo per imparare nozioni utili per
lavorare qui in redazione. Io partirei dal rimettere un po’ a
posto le aule.
Pro e contro sull’insegnamento
dell’informatica a scuola:
quando gli studenti sono
più avanti dei docenti,
quando i mezzi sono obsoleti
e quando la materia non è
un contenuto ma un mezzo.
Io sono contraria all’ora di informatica a
scuola perché mi sembra un controsenso per come
si svolge nei nostri istituti.
Infatti in molte scuole europee l’informatica non è una
materia di studio ma uno strumento per svolgere la lezione come lo può essere un libro o una squadra. Da noi
invece insegnare in un’ora “informatica” soprattutto alla
scuola secondaria di primo grado è come insegnare di
nuovo ad un bambino che già legge l’alfabeto.
Generalmente nelle scuole italiane i computer sono
obsoleti o inutilizzabili o senza connessione quindi
la lezione diventa teorica. A volte capita che gli alunni sappiano usare il computer in maniera più funzionale
dell’insegnante. Per questo in una scuola moderna del XXI
secolo l’informatica non dovrebbe essere limitata ad un’ora
ma dovrebbe essere parte integrante e di sostegno a tutte le
materie studiate.
Flaminia Tomassetti
IIIA, secondaria, bel poggio
Beatrice Marchitelli
IE, secondaria, via De Gasperi
A.A.A.
cercasi
C
ara redazione,
Siamo i consiglieri del progetto
Città dei bambini 2009-2010 vorremo
raccontarvi un fatto molto grave
accaduto a Castelnuovo di porto che
riguarda tutti quanti noi.
Vi ricordate il cubo esposto in piazza nel
centro storico?
Quel cubo, rappresentante il progetto del
campo sportivo per Città dei bambini,
adesso è sparito!
Chiediamo che chiunque l’abbia visto,
o preso, lo riporti in piazza entro il 10
giugno perché ci serve per cambiare
qualcosa che appartiene a tutti.
Il Consiglio dei Bambini
a lingua sciolta
Se beccamo dopo: modo
di salutarsi che sta a
significare “ci vediamo
più tardi”.
Don’annamo?: contrazione
assai diffusa per dire
“Dove andiamo?”.
Annamo a magnà:
espressione volgare per
invitare ad andare a mangiare.
Fagiano: si usa per definire una persona
sciocca, tonta, niente affatto arguta.
Ma ke d’avorio?: modo di dire che
esprime incredulità e sottolinea
lo stupore che un racconto o un
comportamento suscita, “ma
davvero?”.
No d’argento!: per
rispondere alla
domanda precedente.
Ke figo: espressione usata per
sottolineare l’ammirazione
per qualcuno veramente bello
o l’entusiasmo per qualcosa di
divertente, attraente, esaltante.
Mo’ scrocco qualcosa: modo di dire usato per
esternare l’intenzione di farsi dare qualcosa
da qualcuno, che sia una cosa da mangiare o
qualcosa che può servire o piacere.
Sì proprio un tappo: modo di dire offensivo nei
confronti di chi è basso di statura.
Sì proprio n’a schiappa: si usa nei
confronti di chi non è bravo in
uno sport o a fare qualcosa,
soprattutto in ambito
competitivo.
Marco Perissinotto
IE, secondaria, via De Gasperi
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