EDIFICIO PER UFFICI
A CN_01
vincitore 1º premio cat. A
Alba (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2007
A
seguito dell’alluvione che ha
colpito la città di Alba nell’anno
1994, durante la quale l’esondazione del fiume Tanaro danneggiò
gravemente la sede di uffici e magazzini dell’impresa di Costruzioni Barberis, i titolari dell’azienda decisero lo
spostamento della sede in una diversa area, lungo la strada Alba-Barolo,
alla estrema periferia ovest della città.
Qui sono stati collocati tutti gli edifici destinati a magazzini, laboratori, servizi ed
uffici necessari.
L’edificio per uffici, distaccato dagli altri,
è stato posizionato nella parte di area
che si affaccia sulla strada.
La forma e la collocazione dell’edificio
derivano dalle esigenze espresse dai
Committenti, dalle norme urbanisti-
che che, tra l’altro imponevano un arretramento da filo strada di m 34,00 e
dall’esigenza di difendere i piani interrati
da eventuali nuove alluvioni.
Il progetto si articola in due volumi nettamente distinti per forma, dimensioni e
uso dei materiali, uniti dal piccolo blocco
in vetro destinato a ingresso e reception.
Il volume basso in mattoni è destinato
agli uffici operativi, mentre quello alto,
caratterizzato dall’uso del legno e da
facciate continue, contiene gli uffici direzionali.
Il piano seminterrato è utilizzato prevalentemente ad uso operativo-servizi: a
tale fine è protetto da un’intercapedine,
in gran parte a cielo libero e di un’ampiezza tale da consentire un’ottima illuminazione.
La quota superiore della parete dell’intercapedine è maggiore di circa m 1,70
rispetto alla quota di campagna circostante, per difendere questo piano da
possibili eventuali esondazioni del fiume
Tanaro: il terreno circostante è raccordato fra le due differenti quote in modo da
dissimulare e rendere quasi impercettibile questa differenza di quota.
L’edificio è stato realizzato con struttura
portante in C.A. gettata in opera e l’utilizzo dei seguenti materiali:
facciata – mattoni pieni a vista, rivestimento in tavole di legno cedro assemblati in pannelli semplicemente agganciati alle pareti, protette da cappotto
isolante continuo esterno; il rivestimento in legno è smontabile;
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serramenti – esterni in profili di alluminio a taglio termico con vetrate isolanti
basso emissive, completati all’interno e
all’esterno con tende in fibra di vetro;
divisori interni – del tipo “pareti mobili”
in cristallo con camera d’aria;
pavimenti – del tipo “galleggianti” in granito scuro;
impianti – l’impianto di riscaldamento è
di tipo misto, con fan coils e ventilazione
primaria; le centrali termica e di ventilazione sono collocate sulla copertura e
raggiungibili attraverso la scala a chiocciola esterna;
arredi – la maggior parte degli uffici operativi utilizza mobili di serie, mentre gli uffici
direzionali sono dotati di mobili espressamente disegni per questo edificio.
Committenza
Franco Barberis s.p.a. - Alba
Progetto
arch. Valerio Demaria
Collaboratori
Walter Chiarle
arch. Claudia Bottizzo
arch. Gabriella Truffa
Progetto strutturale
ing. Paolo Barberis
ing. Giuseppe Gobino
ing. Guido Graziano
Progetto impianto termico
e condizionamento
Tecnicaer Engineering s.r.l. - Aosta
Progetto impianto elettrico
Tecnicaer Engineering s.r.l. - Aosta
Impresa esecutrice opere edili
Franco Barberis s.p.a. - Alba
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VILLA UNIFAMILIARE
A CN_02
menzione di merito cat. A
La Morra (CN)
Anno di realizzazione: 2005-2008
L’
edificio unifamiliare, realizzato
nel comune di La Morra, poco distante dal concentrico, si erge in
una zona residenziale diversificata per
tipologia e caratteristiche costruttive.
La casa sorge su un lotto di circa 3.000
metri quadrati, circondato in gran parte
da una vegetazione rigogliosa costituita da prati e boschi.
Nella sua articolazione volumetrica la
costruzione seguendo la conformazione naturale del terreno si dispone trasversalmente ad esso attraverso una
concatenazione di volumi che individuano le diverse funzioni dell’abitazione. Partendo da un semplice elemento
della geometria solida, che conserva
inalterati i suoi caratteri di riconoscibilità, il progetto assume forma compiuta
attraverso l’organizzazione funzionale
della casa. Il primo dei volumi, che si
sviluppa su due livelli identifica la zona
giorno, composta da un ampio soggiorno e dalla cucina, separata solamente
da una quinta in muratura, creando un
unico ambiente rivolto verso la piscina
e il giardino in comunicazione diretta
con l’esterno per mezzo delle ampie
vetrate. Percorrendo la scala in vetro,
dalle linee essenziali, si raggiunge il
soppalco, si tratta dello spazio più rappresentativo della casa, poiché grazie
all’ampia vetrata offre una vista spettacolare sulle “langhe”. Questo spazio
soppalcato, utilizzato come studio, permette di raggiungere la camera da letto
e il bagno per gli ospiti.
Dal soggiorno attraverso l’unica porta si raggiunge il secondo volume che
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costituisce la zona notte, composta da
una camera da letto dei figli con annessa zona studio, da un bagno di servizio
e dalla “suite” padronale composta a
sua volta dalla camera da letto, dallo
spogliatoio e dal bagno, quest’ultimo
ricavato nel terzo volume. Sempre dal
soggiorno, infine, attraverso una scala,
si raggiunge il piano interrato costituito
dai locali accessori all’abitazione quali:
autorimessa, cantina, ripostiglio, disimpegno, taverna, lavanderia, e due vani
tecnici di cui uno a servizio della piscina, in cui è collocata la vasca di compenso per un funzionamento a sfioro
della stessa.
La distinzione dei volumi che determinano una naturale disposizione degli
ambienti interni, si manifesta anche
nella scelta dei materiali di rivestimento. Il primo volume, su due livelli,
ha una facciata ventilata realizzata in
lastre di porfido accostate che creano una scansione orizzontale. con
un criterio costante composto da un
modulo di 33 cm che ha determinato
la forma e l’altezza delle aperture e
delle grandi vetrate. Il secondo volume di colore bianco, rappresentativo
della zona notte, è rivestito da un
“cappotto” dello spessore di cm 8.
Il terzo ed ultimo volume è rivestito
in doghe verticali di legno di teak, lo
stesso materiale della porta d’ingresso, dei balconi e del marciapiede che
circonda la casa fino al bordo della
piscina.
Le pareti perimetrali e le coperture
sono state adeguatamente isolate
dall’esterno per ovviare a problemi di
ponti termici, e protette con sistemi
areati. Fondamentale è stato il progetto
della facciata ventilata; per migliorare
il controllo igrotermico, il rivestimento
è stato staccato dalla parete, creando
una vera e propria camera d’aria ventilata. Il flusso controllato che si attiva
per “effetto camino” è costituito da una
lama d’aria che entra nel punto di rac-
cordo tra il legno del marciapiede e la
pietra di rivestimento, ed esce in corrispondenza della scossalina di chiusura
del rivestimento in corrispondenza della copertura.
La scelta dei materiali ha consentito di
creare un gioco di variazioni continue
nelle colorazioni di tutto l’involucro, accentuato da condizioni espositive che
generano differenziazioni cromatiche.
La pietra in porfido in particolare rappresenta l’attacco da terra di tutto il
primo volume, e diviene il rivestimento
di tutto il piano seminterrato lungo la
rampa che da accesso al garage.
Strutturalmente la costruzione è realizzata in cemento armato, tranne per il
soppalco, realizzato in acciaio, il quale
è sostenuto per un lato da dei tiranti,
che attraversano il solaio di copertura
della zona giorno.
L’illuminazione naturale assume un
ruolo essenziale nel rapporto tra ambienti esterni e spazi interni all’edificio:
finestre, portefinestre e ampie vetrate
definiscono la gerarchia dei rapporti.
La dimensione notevole delle aperture
rispetto alle parti opache di facciata ha
richiesto attente valutazioni nella scelta dei serramenti per garantire il controllo delle temperature interne: telai
in acciaio inox satinato antintrusione
della ditta Jansen, sono a taglio termico
con vetri a bassa emissività, integrati
da schermi solari costituiti da avvolgibili della ditta Griesser, che essendo microforate, regolano l’ingresso della luce
oltre che garantire la ventilazione nei
periodi estivi. Esteticamente la volontà
di vedere dall’interno le ampie vetrate
a tutta altezza, fino al solaio, montati
filo interno del muro senza però vedere
i cassonetti, ha imposto fin dall’inizio
una scelta strutturale condizionata dalla creazione nei solai di un cassonetto
coibentato accessibile dall’esterno attraverso un celino di ispezione. In corrispondenza del balcone l’alloggiamento
dell’avvolgibile è stato creato al di sotto della struttura in acciaio di sostegno.
Internamento tutta la casa è stata pavimentata con doghe in legno di rovere
naturale della larghezza di cm 16, ad
esclusione del piano interrato.
Le pareti dei bagni sono state rivestite
in pietra di basalto di colore grigio creando un forte contrasto con gli accessori in ceramica bianca.
L’impianto termico è a panelli radianti,
della ditta Velta, integrato, in corrispondenza delle vetrate, da un sistema di
ventilconvettori a pavimento della ditta
Kampmann, il tutto alimentato da una
caldaia a condensazione assistita da un
sistema di panelli solari ubicati sull’ultimo solaio di copertura.
L’impianto elettrico domotico della
ditta Bticino Axolute, consente una
completa gestione di tutta la casa dal
controllo del riscaldamento, all’apertura e chiusura automatica degli schermi solari in funzione della temperatura
interna, in modo da avere in qualsiasi
momento della giornata un confort abitativo ottimale.
Gruppo di progettazione
Progetto architettonico e strutturale
arch. Luca Sensibile - Alba (Cn)
Progetto impianto termico
Studio Aschiero - Guarene (Cn)
Progetto impianto elettrico
Integra s.r.l. - Roddi (Cn)
Progetto illuminazione
Studio Luce - Bi Esse s.p.a. - Asti
Imprese esecutrici
Opere murarie
Busca Fratelli s.n.c. - Diano d’Alba (Cn)
Opere in pietra
Amg s.r.l. - Prunottomarmi s.r.l. - Alba (Cn)
Opere in legno
Montaldo Ezio - Castino (Cn)
Serramenti e opere in acciaio
Marzero s.a.s. - Corneliano d’Alba (Cn)
Impianto elettrico
Becpor s.n.c. di Porro Aldo e Paolo
Guarene (Cn)
Impianto termico
C.F.G. s.n.c di Ferrino Pier Angelo
e Giacone Dario - Treiso (Cn)
Impianto idrico
Tecnoacqua Idraulica Lattoneria
di Grasso Danilo - Alba (Cn)
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A CN_03
CONDOMINIO HELIOS
Bra (CN)
Anno di realizzazione: 2008
L’
edificio residenziale in progetto
occupa un’area commerciale
oggi dismessa. L’intero comparto di pertinenza è parte di una più
vasta delimitazione territoriale oggetto
di uno S.U.E. redatto per avviare il rinnovo di un settore urbano ormai centrale
ma connotato da un elevato grado di
disordine e obsolescenza tipologica e
funzionale del tessuto edilizio. La strategia progettuale è stata, fin dall’inizio,
impostata sul rapporto con le preesistenze. Si sono accolte inizialmente le
indicazioni di piano che assegnavano
all’edificio un ruolo di mediazione volumetrica tra il complesso residenziale
di sette piani posto sul confine a nord
ed il contesto di edifici monofamiliari a
due piani f.t.
Fra le versioni del progetto elaborate
per rispondere al problema, le prime
hanno sviluppato l’idea di un edificio
costruito in aderenza. L’iter progettuale
tuttavia ha ribaltato i termini del problema, spostando l’obiettivo da queste
soluzioni ad un’intermedia (dove il rapporto con la preesistenza è mediato da
un loggiato, trattato come un volume a
sé, e collegato con un artificio all’edificio principale) fino ad arrivare a quella definitiva dove la facciata cieca del
fabbricato adiacente anziché essere
negata diventa un elemento della composizione dotata di una sua autonomia
figurativa e spaziale.
L’articolazione dei volumi (nella sua
configurazione finale) ha originato da
una logica compositiva dove l’addizione dei corpi di fabbrica rende manifesta
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la scomposizione per funzioni principali
e secondarie. Alle due unità immobiliari per piano corrispondono due volumi
dominanti disposti ortogonalmente
uno all’altro con il vano scala (spazio di
servizio) in posizione baricentrica. Gli
elementi della copertura sottolineano
questo concetto marcando con una forte direzionalità i due corpi di fabbrica e,
mentre la scelta a livello tipologico di
un profilo curvilineo risponde a questa
volontà, sul piano formale l’adozione di
un forte aggetto si configura come un
esplicito richiamo al profilo mansardato
che connota l’attestamento del vicino
condominio “La Quiete”.
Sono stati ottenuti in questo modo tre
prospetti rivolti alla città, autonomi ma
complementari.
gruppo di progettazione
arch. Roberto Maunero
ing. Guido Gaia
Progetto architettonico
arch. Roberto Maunero - Bra (Cn)
Progetto strutturale
ing. Guido Gaia - Bra (Cn)
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico-sanitario
ing. Alberto Marchisio - Bra (Cn)
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
Studio Tecnico Aragno & Omento
P. Ind. Associati - Savigliano (Cn)
Progetto prevenzione incendi
ing. Guido Gaia - Bra (Cn)
Imprese Esecutrici
coperture:
Martino s.r.l. Carpenteria in ferro
Sanfrè (Cn)
carpenteria metallica:
Falco s.n.c. di Viberti Cesare & C.
Bra (Cn)
serramenti:
Tecno-Stil s.n.c. di Garombo L. & C.
Pocapaglia (Cn)
porte interne:
Cagliero Porte - Roreto di Cherasco (Cn)
impianti elettrici:
ELE.S.A. s.r.l. - Cherasco (Cn)
impianti termo-idraulici:
Rambaudi Pier Mario - Sanfrè (Cn)
19
A CN_04
MOVICENTRO “BRAUNO”
Bra (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2007
I
l 2º Piano Regionale dei Trasporti della
Regione Piemonte del 1997 ha promosso l’interscambio tra i diversi servizi di
trasporto. In tal senso, il piano prevedeva il progetto di realizzazione di centri di
interscambio modali detti MOVICENTRO.
Tra i centri destinatari ai finanziamenti
stanziati dalla Regione Piemonte figurava
anche il Comune di Bra, per il quale veniva garantita la copertura finanziaria del
progetto. Il comune di Bra ha incaricato la
Progei s.r.l. della redazione della progettazione del movicentro “Brauno”.
L’area interessata all’intervento, si sviluppa su una superficie pari a circa 6500 mq,
ed è localizzata nel triangolo compreso
tra il sedime della ferrovia e la linea immaginaria tracciata da via Trento e Trieste e via Vittorio Veneto, per la quale è
previsto un adeguamento della sezione
stradale e della viabilità, non oggetto del
nostro intervento e non ancora realizzata. Ovviamente i due interventi sono
interfacciati in quanto entrambi connessi con il sistema viabilità dell’intorno di
piazza Roma.
Il progetto ha previsto la riqualificazione
dell’area attigua alla stazione ferroviaria
di Bra con la creazione di un parcheggio
e di una nuova viabilità dei pullman che
gravitano ogni giorno attorno alla stazione e di un nuovo edificio a servizio
dell’intermodalità all’interno del quale
sono ospitati i seguenti spazi: tre piccoli
negozi/chioschi; un blocco servizi igienici; una biglietteria; un ampio soppalco da
adibire a self service; il tutto per rendere
più gradevole l’attesa e migliorare il servizio pubblico di autobus e treni.
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L’opera nella sua totalità ricade in area di
proprietà delle Ferrovie dello Stato, in origine adibita ad usi connessi con le operazioni di carico e scarico merci. Prima
dell’intervento l’area era occupata da numerosi fabbricati di scarso interesse che
sono stati demoliti per lasciare spazio alla
nuova viabilità e al nuovo parcheggio.
La scelta progettuale è stata quella di
mantenere in parte l’esistente edificio
porticato utilizzato in origine per lo scarico delle merci dai treni e di crearne un
nuovo che fosse da elemento di congiunzione tra questo e la stazione ferroviaria.
Anche la vecchia torretta contenente il
serbatoio dell’acqua è stata recuperata
ed all’interno di questa è stato ricavato
un ascensore.
Il nuovo edificio che si è venuto a creare
è un solo corpo di 935 mq la cui unione è
sottolineata da un’unica copertura all’interno in legno lamellare e all’esterno in
coppi: un semplice tetto a due falde che
viene arricchito dai numerosi dettagli
come i tubi in acciaio inox microforellati per il condizionamento idronico a
tutt’aria che si sviluppano e s’intersecano all’interno dell’edificio caratterizzandone l’aspetto. L’unione delle due strutture è inoltre sottolineata dal soppalco,
progettato per ospitare un self service.
La struttura del soppalco è in acciaio e
in corrispondenza della zona centrale del
fabbricato si assottiglia formando una
passerella dalla cui balconata ci si può
affacciare da entrambi i lati. Grazie al parapetto e alle pareti interamente vetrate
si può vedere chiaramente l’esterno. Installati a soffitto alcuni specchi rotondi
sono forti punti di richiamo visuale e di
sera riflettono la luce prodotta dai proiettori a ioduri metallici, posizionati lungo
le pareti, per realizzare un’illuminazione
indiretta della zona.
Il nuovo corpo di fabbrica, con la lunga
vetrata che congiunge il vecchio edificio
porticato alla stazione ferroviaria, ha una
struttura di acciaio e tamponamenti in
vetro. L’effetto che si è voluto ottenere è
quello di creare un edificio completamente “aperto” e interfacciato verso l’esterno,
quasi che l’edificio avesse per pareti il
piazzale esterno e gli edifici circostanti da
un lato e i binari dall’altro. Questo anche
per permettere ai fruitori di controllare
meglio l’intermodalità che si verrà a creare in modo da avere ben visibile il pullman
o il treno in arrivo/partenza. Il contrasto
tra la trasparenza del vetro, la leggerez-
za dell’acciaio e il calore del legno delle
capriate che scandiscono il soffitto, danno la sensazione di trovarsi in un luogo
aperto e familiare. Il carattere accogliente
è sottolineato dalla presenza dell’edificio
porticato le cui arcate sono tamponate da
vetrate che ne sottolineano la forma.
Al piano terra la zona libera è scandita
da alcuni “cubi” che ospitano dei piccoli
negozi, la biglietteria e i servizi igienici. I
negozi/chioschi sono realizzati quasi interamente in vetro creando un effetto di
allestimento “temporaneo”, una struttura
leggera, una “scatola smontabile” all’occorrenza. Anche la struttura dei negozi è
costituita da pilastri in acciaio a cui sono
ancorati i tamponamenti in vetro. Uno
spigolo del cubo è opaco in quanto ospiterà un locale di servizio al negozio. La
posizione dei negozi incide sui percorsi
interni all’edificio indirizzando i flussi di
utenti diretti o provenienti dalla sede ferroviaria vera e propria.
Gli accessi, incorniciati da una struttura monolitica che fuoriesce rispetto alla
facciata protendendosi verso l’esterno
dell’edificio, sono facilmente individuabili
dai fruitori che si trovano sia all’interno
che all’esterno dei locali. Lungo il perimetro del fabbricato sono presenti più ingressi sia sul lato piazzale che sul lato dei
binari in modo da agevolarne al massimo
la fruibilità. Sempre per questo motivo le
porte vetrate sono dotate di aperture automatiche telescopiche.
Ad est, verso la stazione, è stato ricavato un locale tecnico interrato al di sotto
del piano calpestabile dell’edificio. Il locale è stato realizzato interamente in c.a.
gettato in opera e poggia su una fondazione a platea. Al locale si ha accesso
mediante scala di ferro posizionata in
un cavedio. L’interrato ospita un locale
caldaia separato con muri REI da un locale più grande che ospita due macchine
Unità Trattamento Aria e i relativi canali
che fuoriescono dal pavimento del piano
terra sotto forma di tubi in acciaio inox
per poi correre, volutamente in vista, per
tutto l’edifico.
Esternamente, la sequenza orizzontale
degli archi e la struttura vetrata si conclude con l’elemento verticale della torretta, che, come l’edificio porticato, è un
elemento che connota la zona. Si è voluto
quindi mantenere entrambi realizzando
un attento intervento di consolidamento
strutturale con sottofondazioni e cerchiatura dei pilastri. All’interno della torret-
ta, che in origine conteneva il serbatoio
dell’acqua, è stato inserito l’ascensore
per il soppalco.
Nell’area esterna è stato realizzato un
ampio parcheggio in modo da eliminare il groviglio d’auto e autobus che ogni
giorno affollava il piccolo piazzale di fronte alla stazione. Per gli autobus è stata
studiata una viabilità separata dalle auto
tramite degli spartitraffico e un’area di
sosta di fronte al nuovo edificio. In corrispondenza di quest’area è stata creata
una pensilina per riparare i pedoni in attesa dell’autobus. Lo schema statico scelto esalta la snellezza e leggerezza della
struttura metallica. I montanti sono costituiti da tre profilati tubolari che sorreggono sia il traverso, elemento di appoggio
della copertura, sia la copertura stessa
attraverso i tiranti. La struttura orizzontale è costituita da IPE controventate che
sostengono la lamiera grecata.
La riqualificazione dell’area di fronte alla
stazione ferroviaria è stata realizzata creando una corsia ad uso esclusivo per i
pullman, un’area verde, una zona pedonale di accesso e un’area di sosta per i
taxi. Sia lungo il perimetro del piazzale
che di fronte al nuovo edificio è stata creata una pista ciclopedonale pavimentata
in autobloccanti. L’obiettivo è stato quello
di creare un luogo dotato delle strutture
necessarie per costituire un’interfaccia
fra più mezzi di trasporto: si è cercato
non solo semplicemente di creare dei
nodi d’interscambio ma di aggiungere
uno sforzo organizzativo per rendere
maggiormente appetibile l’uso del servizio di trasporto pubblico.
Committenza
Comune di Bra (Cn)
Gruppo di progettazione
Progei s.r.l. - Cuneo
Capogruppo
Progei s.r.l. - Cuneo
Progetto architettonico e direzione
operativa
Progei s.r.l. - arch. Simona Dabbene
Progetto strutturale
Progei s.r.l. - ing. Luca Ronco,
ing. Edoardo Turco, ing. Alberto Brondello
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico sanitario
ing. Marco Rocca
Progetto impianto elettrico e illuminaz.
ing. Walter Blangetti
Progetto prevenzione incendi
Progei s.r.l. - ing. Giuseppe Menardi
Progetto acustico
ing. Walter Blangetti
Direzione lavori
Progin s.p.a. - ing. Salvatore Esposito
IMPRESE ESECUTRICI
ATI tra Triolet Costruzioni s.r.l. e
Ecogas Energia s.r.l. - Aosta
21
A CN_05
IMPIANTO POLIFUNZIONALE
PER ATTIVITà SPORTIVE
E TURISTICO-RICREATIVE
Caraglio (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2007
L
a strategia di sviluppo sottesa al
progetto intende soddisfare l’obiettivo dell’implementazione dell’economia turistica in un’area marginale
di montagna creando un polo di attrazione sportiva per attività agonistiche
e promozionali di ampio respiro e dalle
interessanti ricadute socio-economiche
anche attraverso una diversificazione del
prodotto turistico locale della Comunità
Montana Valle Grana. Pertanto un’infrastruttura che consenta di ospitare attività sportive agonistiche di livello nazionale, regionale ed intercomunale consente
di aumentare il numero delle discipline e
delle attività sportive praticate e di organizzare manifestazioni ed eventi di carattere non sportivo.
L’area individuata per la costruzione si
trova all’interno del complesso sportivo
esistente nel comune di Caraglio lungo
la strada provinciale Caraglio-Bernezzo. Il
complesso sportivo attualmente ospita
un campo da calcio regolamentare, un
campo da calcetto, un campo da calcio per gli allenamenti, i relativi blocchi
spogliatoi, locali magazzino asserviti alle
attività sportive, uno sferisterio con campo ed edificio per spogliatoi ed un’area
a parcheggio recentemente rifunzionalizzata.
Il nuovo edificio, previsto al centro della
zona descritta, contribuisce a raccordare e ricucire il tessuto antropico dell’intera area proponendosi come fulcro
dell’intero impianto sportivo. Permette
una migliore distribuzione dei percorsi legati alle varie attività sportive e
ludico-ricreative suddividendo le zone
22
riservate agli atleti da quelle occupate
dal pubblico.
Le strutture esistenti, nate in assenza
di un disegno preordinato, si avvalgono
della funzione ordinatrice della nuova
struttura che determina un legame evidente tra le attività e le funzioni esistenti
e quelle nate dal progetto.
L’impianto consiste in un impianto polifunzionale per la pallavolo, la pallacanestro, la ginnastica ritmica e artistica e per
le manifestazioni di carattere non sportivo ed all’esterno per un campo da calcio
per allenamenti con la predisposizione di
spazi per il green volley.
La struttura risulta costituita da spazi per
l’attività sportiva, spazi di servizio quali
spogliatoi per atleti ed arbitri, pronto
soccorso, spazi per il pubblico quali la
hall di ingresso, i servizi igienici, il guardaroba, locali tecnici quali i magazzini e la
centrale termica e sarà in grado di ospitare manifestazioni agonistiche a livello
regionale, interregionale e nazionale fino
alla serie B per la pallavolo, la pallacanestro e fino al livello internazionale per la
ginnastica. Sono state, inoltre, realizzate tribune retrattili in grado di ospitare
un pubblico di circa 300 persone per le
manifestazioni sportive. Nell’ipotesi di
utilizzo della struttura per manifestazioni
di carattere non sportivo il pubblico presente, che andrà ad occupare parte dello
spazio di attività potrebbe arrivare alle
900 persone.
L’area degli impianti sportivi risulta essere in gran parte antropizzata e caratterizzata da un contesto ambientale
tipico delle aree limitrofe ai centri urbani
con una presenza di tipologie costruttive
diversificate sia per il carattere architettonico che per le destinazioni d’uso. Le
tipologie dell’area sportiva sono riferite
agli edifici che ospitano gli spogliatoi
e agli ambienti di servizio all’attività
sportiva e la loro connotazione architettonica è varia e diversificata e non
risulta inserita in una corretta visione
programmatica di occupazione degli
spazi. Ai lati della zona sportiva insiste
un’area a destinazione industriale occupata da edifici destinati alla produzione
e impianti per l’estrazione e lavorazione
dei materiali inerti. La nuova struttura
pensata con tipologie costruttive che riprendono forme e temi dell’architettura
tradizionale tipica dei luoghi, riformulandoli in concetti attuali, propone l’utilizzo
del legno lamellare per le strutture di
copertura, del vetro strutturale per le
pareti che dialogano con l’esterno e del
rivestimento delle pareti con elementi
ondulati in lamiera di alluminio. Il tentativo espresso di inserimento nel contesto
attraverso forme e volumi di concezione
contemporanea e organica risulta necessario per definire un “oggetto-faro”
che caratterizzi e renda riconoscibile la
funzione originale dell’area.
La concezione architettonica si rifà ad
un’aggregazione spontanea di forme e
volumi in un concetto di decostruttivismo a rappresentare un’architettura di
tipo spontaneo in grado di amalgamarsi
e scomporsi senza perdere il connotato originale di occupazione dello spazio
visivo.
Il nucleo centrale sarà un grande volume
dalle forme irregolari ed arrotondate, intersecato da blocchi, di diverse altezze
e forme, che contribuiranno, attraverso
l’utilizzo di materiali “ diversi e naturali”
a far dialogare l’edificio con l’ambiente
circostante.
La forma ad onda della struttura di copertura in legno lamellare contribuisce
a mitigare l’impatto visivo rendendolo
più armonioso e meno invasivo ed a migliorarne l’aspetto acustico diventando
quasi esso stesso la cassa di un grande
strumento musicale. Concetto che risulta accresciuto dalla parete tonda di fondo che ha il compito di riportare l’onda
fino a terra. Un volume che nasce da terra, chiuso, ermetico nei suoi contenuti e
nelle sue funzioni, ma che si scopre e si
apre al culmine dell’onda con la grande
vetrata. Il volume principale è stato rivestito con pannelli ondulati in lamiera di
alluminio a richiamare la tipologia delle
vecchie coperture utilizzate per le strutture industriali.
I blocchi annessi all’impianto, rappresentano gli spazi destinati ai servizi accessori all’attività sportiva ed attraverso
i colori se ne individuano le funzioni.
L’arancione per i servizi generali per il
pubblico, il blu per le sedi delle società
sportive, il grigio chiaro per i depositi ed
il grigio scuro per gli spogliatoi. L’utilizzo del vetro è stato valutato per favorire
l’alleggerimento della struttura, infatti,
seppur di imponenti dimensioni, non appesantisce l’ambiente, ma crea percorsi
visivi armoniosi ed integrati con lo spazio esterno.
Gli spazi esterni saranno completati con
le aree a verde attraversate dai percorsi di collegamento tra i vari edifici.
Uno spazio destinato a bar contribuirà
ad accrescere la capacità di attrazione
dell’area proponendola come nuovo luogo di socializzazione.
Dare forma ad un luogo del presente, in
cui si possano condensare, incrociare ed
esprimere con grande margine di flessibilità diverse attività per il tempo libero e
della cultura giovanile. Un progetto che
ha immaginato un approccio in bilico fra
l’architettonico, il sociologico ed il fenomenologico, uno spazio adatto anche
alle fruizioni in continua modificazione della nuova generazione. L’impianto
dovrà essere in grado di generare una
proliferazione di esperienze spaziali che
intrecceranno i momenti dello sport, del
divertimento, dell’incontro, dell’emozione, dell’energia in un arcipelago di attrezzature intercambiabili, separate ma
concettualmente continue. Potrà essere
lo spazio dell’esplorazione di cui i giovani
possano appropriarsi con agilità.
Committenza
Comune di Caraglio (Cn)
Gruppo di progettazione
Capogruppo
arch. Giuseppe Barbero
Progetto architettonico
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
Progetto strutturale
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico sanitario
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
Infine il grado di innovazione tecnologica risulta evidente dall’analisi delle
scelte progettuali attuate ed in particolare le tipologie architettoniche utilizzate per la struttura di copertura in legno lamellare con travature a sezione
variabile e profili longitudinali ad arco
in metallo, per il manto di copertura
e di rivestimento delle pareti in lastre
di alluminio, la vetrata strutturale che
definisce lo spazio di accesso e ricevimento, la tipologia per il riscaldamento e la ventilazione interna in grado di
creare le migliori condizioni ambientali
di benessere e la pavimentazione per
la zona sportiva in grado di assorbire
le sollecitazioni degli atleti riducendo
drasticamente gli infortuni alle articolazioni. Le dimensioni interne dello
spazio di attività con le tribune retrattili
che permettono una grande flessibilità
nell’utilizzo della struttura con un alto
grado di polifunzionalità sia per quanto
riguarda l’uso per attività sportive che
per manifestazioni di carattere non
sportivo.
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
Progetto prevenzione incendi
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
Progetto acustico
arch. Giuseppe Barbero
arch. Marco Mauro
IMPRESA ESECUTRICE
I.C.E.G. s.n.c.
23
A CN_06
CANTINA SARACCO
Castiglione Tinella (CN)
Anno di realizzazione: 2006-2007
L
a cantina Saracco di Castiglione Tinella, oltre a rappresentare
un'importante risorsa di sviluppo
locale ed economico per il territorio, ha
da sempre legato la sua attività ad un
rapporto privilegiato con l'ambiente urbano del piccolo centro a cui appartiene. Proprio da questa relazione stretta nasce la scelta di mantenere negli
anni l’azienda nella sua sede originaria:
una cascina a corte aperta insediata
su di un versante di langa esposto a
nord. Scelta confermata negli anni ’80
quando per rispondere alla domanda
di nuovi spazi generata da un aumento
della produzione si decide di far crescere la cantina a ridosso dei volumi
preesistenti realizzando un capannone
prefabbricato. Mentre in tutta Europa
si manifestano forti spinte al decentramento degli spazi produttivi a ridosso
delle strade di fondovalle, creando specialmente in Italia alcuni fra i più irrimediabili disastri per il paesaggio agricolo
storico, lo stabilimento vinicolo diversamente da altre aziende sceglie la via
di un più responsabile ed avveduto uso
del suolo e del proprio capitale fisso
non abbandonando l’originaria collocazione. Anche oggi, con l’emergere
di nuove necessità di ristrutturazione
aziendale, si è deciso di perseguire la
stessa via. La proposta di progetto si
connota quindi principalmente come
una riqualificazione ed un riuso delle
strutture esistenti. La richiesta iniziale
di bonifica e sostituzione del vecchio
tetto in fibrocemento del capannone
si unisce alla necessità di nuovi volumi
24
produttivi ed all’unica possibilità di crescita costituita dalla porzione di pendio
non ancora occupato dai vigneti. Tutti
questi fattori generano il pretesto per
iniziare un processo di ripensamento strutturale e distributivo dell’intera
cantina. La soluzione prevista assume
la forma di un sistema di tre tetti a doppia falda indipendenti fra loro e semplicemente accostati. In ogni sorta di
contesto, uno spazio produttivo tende
a crescere sempre per somma di parti
che si accostano l’una all’altra mettendo a contatto diversi modi di usare lo
spazio. Un capannone copre gli spazi
produttivi, connettendo le funzioni e
dando carattere all’insediamento. Un
capannone è, al suo esterno, un guscio
insensibile. Non ha un “sopra”, un “davanti”, o un retro: la sua unica funzione
è proteggere ciò che contiene. Il contenuto viene avviluppato con una superficie priva di gerarchie. Questo guscio
ha poi un interno sensibile che è deformato da ciò che contiene e si dilata a
seconda delle esigenze che ospita. Si
decide quindi di cercare di mantenere
nel progetto il carattere di questi spazi
produttivi e trattare interno ed esterno
come una superficie continua, in un
unico materiale, che delinei in eguale
misura il fuori e il dentro del nuovo edificio. Non si tratta infatti solamente di
un intervento di restyling per la struttura produttiva esistente, poiché il guscio
si allunga verso il pendio, coprendo e
riqualificando anche gli spazi del cortile preesistente ed i nuovi interrati.
Da ciò si intuisce come i nuovi spazi
di cui la cantina necessita, implichino
un ingente incremento della massa
costruita, che si trova ad essere quasi
triplicata dall’intervento in questione.
Si è quindi provato a gestire l’impatto
dei nuovi volumi modellando le forme
delle tre falde del guscio sulla grana e
la tessitura dell’edificato sul versante. I
nuovi tetti dovranno perciò essere rivestiti di un materiale che sia funzionale
alle esigenze di un impianto industriale,
ma dovranno anche inserirsi all’interno
della trama cromatica e formale del
contesto insediativo, al confine fra vigneti ed edificato. Uno spazio sul limite
caratterizzato da un continuo scambio
fra i volumi articolati e dai colori neutri del piccolo centro e le linee verdi
e filanti delle viti. La cantina è un “oggetto intermedio” che appartiene ad
entrambi questi immaginari formali. Se
i suoi volumi partecipano al paesaggio
urbano di crinale seguendo la grana
del costruito, dovranno prendere parte anche a quello agricolo di versante
assumendone il colore verde, presente
anche nell’immaginario della tradizione della coltura della vite. Inoltre questo particolare spunto, che si traduce
nell’impiego di lastre in rame preossidato come rivestimento, vuole essere
anche riferimento ad un immaginario
che intreccia le pratiche agricole tradizionali al carattere del paesaggio
locale: l’utilizzo del “verderame” nella
disinfestazione delle viti conferisce infatti non solo ai filari, ma anche ai muri
degli edifici circostanti proprio quel
particolare colore così presente nella
tradizione della coltivazione della vite
e della vinificazione. Ma questa “pelle”
dalla sezione continua non è solo un dispositivo per innescare un dialogo con
il paesaggio, ma anche un elemento
tecnico che risponde a diversi requisiti
prestazionali. Per esempio il contenimento, il riordino e la distribuzione di
gran parte degli impianti e dei sistemi
di gronda. Ma non solo: la scelta di impiegare lastre microforate in parete e
controsoffitto aiuta ad abbattere gran
parte del rumore dei macchinari, mentre l’uso di lastre accoppiate a polietilene in copertura minimizza gli effetti di
disturbo sonoro generati dalla pioggia
battente tipici degli ambienti industriali. Non si tratta quindi solamente di una
scelta di design dell’involucro, ma di
una risposta ad alcuni problemi di progetto molto precisi generati dal quadro
esigenziale di un edificio complesso.
In costante equilibrio fra il suo essere
macchina produttiva, immagine e marchio aziendale, elemento di un contesto in profonda trasformazione.
Committenza
Azienda agricola Paolo Saracco
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano
Capogruppo
arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano
Progetto architettonico
arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano
Progetto strutturale
Ing. Giorgio Domini
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico-sanitario
ing. Alberto Panero (Essepi Ingegneria s.r.l.)
Progetto impianto elettrico e
illuminazione
p.i. Luca Crudo
Imprese Esecutrici
Fratelli Rocca (opere in c.a.)
Castagnole Lanze (Cn)
Consorzio Stupino e Cavallo (strutture
in acciaio, rivestimento copertura,
serramenti) - Guarene (Cn)
25
A CN_07
CASA CHIAVASSA
Centallo (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2006
L
a casa Chiavassa è stata concepita come casa monofamiliare in
una zona residenziale di completamento posta a nord-est dell’abitato di
Centallo (CN) su un lotto di 2.048 metri
quadri.
La disposizione planimetrica dell’edificio
nel lotto ha seguito la logica del miglior
orientamento possibile degli ambienti
abitati e con i locali di servizio come bagni e scale posti sul lato nord,
L’edificio si sviluppa su tre livelli, uno interrato per locali tecnici quali centrale
termica, cantine, uno al piano terreno
con tutte le funzioni abitative ed uno al
piano primo con la dislocazione delle camere da letto dei ragazzi.
L’autorimessa è stata realizzata al piano
terreno e nel punto più vicino possibile
all’accesso carrario già esistente, evitando la costruzione di rampe e limitando
l’area manovra, così facendo si sono
ottenuti 1.100 metri quadrati di verde a
giardino pari a più del 50% della superficie complessiva del lotto.
La tipologia edilizia e i materiali utilizzati
sono stati scelti nel rispetto della tradizione locale della pianura pedemontana
cuneese in particolar modo all’uso dei
coppi in laterizio e della struttura lignea
del tetto, nella realizzazione di porticati
e di passafuori alla piemontese.
La scelta di realizzare parti di muratura
con pietra a vista non è estranea al contesto locale, non sono rari sul territorio
esempi di porzioni di fabbricati realizzati
con pietra di fiume o a taglio a vista.
La struttura dell’edificio è realizzata con
pilastri in cemento armato, solai in late-
26
ro-cemento e orditura primarie e secondaria con travatura in legno di abete a
taglio uso trieste.
Il legno è un materiale della nostra terra
e fa parte delle materie prime rinnovabili, in confronto ad altri materiali edili si
distingue per il basso fabbisogno energetico nel ciclo di produzione.
Il manto di copertura è stato realizzato
con coppi in laterizio e sull’intradosso
delle parti esterne (porticati e passafuori) si è lasciato il coppo a vista come nella tradizione locale.
Per l’isolamento della copertura a struttura lignea si sono utilizzati pannelli in fibra di legno, questo materiale è ricavato
da legno di basso pregio, ma anche da
scarti di produzione provenienti dalle segherie. La materia grezza viene macinata e dopo alcuni processi di lavorazione,
viene trasformata in fibra di legno, infine
le fibre vengono compresse dando forma ad un pannello isolante. I pannelli
in fibra di legno possiedono delle buone caratteristiche termo-fonoisolanti e
sono caratterizzati da un’elevata inerzia
termica caratteristica che li rende particolarmente adatti nell’isolamento di
tetti in legno.
La muratura esterna è realizzata con
due tipologie: una con finitura esterna
intonacata e l’altra con finitura a pietra
a vista:
– la prima è realizzata con muratura verso
il lato esterno con blocchi alveolari in laterizio dello spessore di centimetri 25 con
proprietà isolanti, con muratura interna
realizzata e con interposto doppio pannello in fibra minerale (centimetri 6+6);
– la seconda è composta sul lato esterno da una muratura in pietra a spacco
con spessore medio di centimetri 20, sul
lato interno con blocchi forati in laterizio
(mattone 27 fori) e con interposto pannelli di fibra minerale (centimetri 8+6).
L’isolamento delle murature esterne è
composto da pannelli in fibra minerale
realizzati con l’apporto di materiali quali
farina di quarzo, calce, cemento e acqua;
grazie ai pori d’aria presenti all’interno
del materiale i pannelli raggiungono delle ottime qualità termoisolanti, inoltre
garantiscono solidità e resistenza alla
pressione, permeabilità e sono incombustibili.
In considerazione del fatto che i pannelli in fibra minerale sono costituiti da
materie prime naturali e poiché la loro
produzione non è dannosa per la salute,
questo materiale isolante può essere
catalogato come ecocompatibile.
Il fabbisogno energetico necessario per
la sua produzione può essere considerato di media entità.
Particolare cura si è posta nel risolvere i
ponti termici, realizzando una maglia di
pilastri rettangolari (centimetri 40x25)
con il lato lungo parallelo alla muratura in maniera tale da poter inserire la
doppia pennellatura isolante ed effettuando un taglio termico con pannelli
in polistirolo annegati al getto in calcestruzzo in corrispondenza dell’unico
balcone dell’edificio.
Per l’isolamento termico dei solai si è
provveduto alla posa di pannelli in fibra
minerale sull’intradosso dei solai confinati con il piano seminterrato e con la
realizzazione di massetti in perlite con
proprietà fono-assorbenti.
I serramenti esterni sono in alluminio
con triplo taglio termico, mentre per le
vetrocamere si sono utilizzati doppi vetri del tipo basso emissivo con spessori
diversi per migliorare l’efficienza acustica (5 mm verso l’esterno e 4 mm verso
l’interno) con interposti 18 mm di gas
argon.
L’edificio ha un’esposizione prevalente
a sud, con gli effetti benefici dei guadagni termici solari nel periodo invernale
e con accorgimenti progettuali, quali
porticati e passafuori di adeguate dimensioni, tali da generare ombreggiatura nel periodo estivo.
Per la diffusione del calore si è realizzato un impianto a pavimento radiante
a bassa temperatura, distribuendo il
calore negli ambienti in modo uniforme
garantendo quindi un clima abitativo
migliore per l’utilizzatore.
Un altro vantaggio di questa tipologia
di riscaldamento è costituito dall’ottima integrazione di questo sistema con
gli impianti installati che sfruttano fonti d’energia rinnovabili (solare termico
e termocamino) oltre ad una caldaia a
gas metano del tipo a condensazione.
Dal punto di vista energetico l’edificio
è dotato di un impianto solare termico
costituito da 8 pannelli solari del tipo
sottovuoto con esposizione a sud e posizionati nell’area manovra in adiacenza
al muro di cinta non visibili dall’esterno.
Le tubazioni di collegamento tra i pannelli solari e la caldaia sono state interrate ed isolate in maniera tale che nei
dieci metri di sviluppo le perdite di calore siano minime.
Il solare termico qui realizzato ha tre
funzioni:
– la prima è quella di fornire la quasi
totalità del fabbisogno annuo di acqua
calda ad uso sanitario;
– la seconda è di contribuire al riscaldamento dell’edificio fornendo acqua preriscaldata alla caldaia a condensazione
che dovrà solamente integrare la differenza di temperatura per raggiungere
i 30-35C° ideali per il riscaldamento a
pavimento radiante;
– la terza è quella di fornire nel periodo
estivo acqua calda per l’utilizzo nella piscina scoperta posta nel giardino.
Nel salone del piano terreno si è installato un termocamino a legna che oltre a
svolgere una funzione di riscaldamento
diretto è collegato alla centrale termica contribuendo così alla produzione di
acqua calda nel periodo invernale.
Committenza
Chiavassa Giuseppe
Gruppo di progettazione
Capogruppo
arch. Gianoreste Biglione
Progetto architettonico
arch. Gianoreste Biglione
Progetto strutturale
ing. Romina Barra
Progetto isolamento
e impianto termico
ing. Giovanni Andrea Risso
IMPRESE ESECUTRICI
Impresa edile
C.A.P. di Chiavassa G. & C. s.n.c.
Impianto termico-idrico-sanitario
Termoidraulica Giacca s.n.c.
Impianto elettrico
Lamberti Bruno
27
A CN_08
UN PROGETTO PER “CS COLOR”
Madonna dell’Olmo (CN)
Anno di realizzazione: 2005-2006
Il pensiero
a storia del progetto comincia con
una lunga, solitaria camminata in
un nitido e freddo giorno di gennaio.
Un prolungato girovagare lungo strade
desolatamente larghe circondate dai
“capannoni”; poi lo sguardo si innalza ed
il cuore sobbalza.
Sono sul posto per la prima volta.
È la piana oltre Stura di Cuneo, il “centro” delle Sud-Occidentali, forse l’esatto
posto, lungo la strada da Benevagienna
a Pedona, dove Cesare, davanti alle Legioni, per un momento si è fermato.
In piedi sul cavallo è rimasto immobile,
penetrato da quell’imponente, nero orizzonte di guglie conficcate nel rossoarancio del cielo al tramonto.
È il momento in cui perdi la percezione
delle stagioni e del tempo, quelle volte
che non sai se sia paura od energia quella cosa che ti pervade, che ti fa “condottiero”, che ti rende, nell’attimo… “immortale”.
In momenti “normali” questa è una
“ZONA P”, tutto attorno capannoni, insediamenti artigianali, industriali, commerciali... “normali”.
Vogliono un negozio di vernici, un deposito e... un’abitazione!
Il lotto è l’ultimo rimasto, un residuo
triangolo allungato, quello che nessuno
ha voluto, tra strada, piazzale e ferrovia
ad Ovest.
Cerco le positività.
La ferrovia è in profonda trincea mascherata dal verde, più di tre lati sono
liberi e sono quelli “importanti”.
Si può progettare, ma qui voglio una ar-
L
28
chitettura libera di porsi a queste montagne e confrontarsi con il “loro” cielo.
Qui voglio... le scaglie cuneiformi della
Meia la pietra spaccata del Viso e dei
Gelas l’energia ”incombente” della Bisalta... almeno un “segnale” di direzione,
una umile architettura che indichi agli
occhi ed al cuore l’altra grande “composizione”... quella rimasta negli occhi di
Cesare.
Il progetto
La sfida è dunque quella di riuscire a
progettare un edificio in grado di confrontarsi con il “grande contorno” trascurando invece il tessuto urbanistico
circostante, caotico e poco caratterizzato, replica di molte altre aree industriali
che sorgono ai margini delle nostre città.
Il profilo delle montagne cerca di “vivere” nelle forme articolate e nelle linee
nitide e pulite dell’edificio, seppure nella sua obbligata pianta cuneiforme per
adattarsi alla conformazione particolare
del lotto: un terreno di dimensioni modeste stretto tra la strada statale e la
ferrovia.
L’energia e la solidità delle loro rocce determinano la scelta dei materiali costruttivi: l’acciaio nello scheletro portante,
vuole testimoniare la presenza metallifera e gli elementi in cls vibrocompresso
nell’involucro murario, con la loro superficie naturale richiamano l’idea della pietra senza costituirne falsa copia.
Accanto al rispetto estremo per il “grande contorno”, il progetto cerca attenzione per la qualità dell’architettura sia dal
punto di vista estetico che funzionale.
Nulla e finto: il metallo non è sorretto
ma sorregge, la “pietra spaccata” dilaga lungo le facciate, incisa dal metallo e
modellata dal vento e dalla pioggia battente.
Le parti trasparenti aprono orizzonti profondi fra “guglie” e “valloni”.
In simbiosi si cerca di organizzare gli
spazi e comporre i volumi.
L’edificio è infatti la somma di aree a
destinazione d’uso differente: un punto
vendita, un deposito per le merci ed una
abitazione del gestore dell’attività.
Pur mantenendo un linguaggio omogeneo, ogni parte è concepita per essere
autonoma ed è studiata per rispondere
ad esigenze specifiche.
Il magazzino, ad esempio, si differenzia
dal resto del complesso per avere una
forma più estesa e compatta, ideale per
sfruttare al meglio lo spazio disponibile e
nello stesso tempo per valorizzare maggiormente la zona commerciale che, al
contrario, si arricchisce di elementi architettonici scenografici, come i profili/
pilastri inclinati in acciaio che con il loro
andamento apparentemente casuale,
fanno dimenticare di avere una funzione
strutturale e diventano dei semplici segni, evocativi, immagini fantastiche delle
“guglie” inclinate della Meja o delle “colature” metallifere lungo le sue pareti.
Nell’abitazione prevale la ricerca di una
dimensione più intima e rassicurante,
che si traduce, da un lato nella realizzazione di affacci e punti di vista privilegiati verso il “grande contorno”, mitigando
in questo la convivenza forzata con gli
edifici circostanti esclusivamente industriali, dall’altro nell’impiego del “caldo”
legno lamellare per smorzare l’effetto
“forte” del metallo e del cls vibrocompresso.
In facciata questa durezza materica viene invece compensata dalla leggerezza
del vetro. Questo è usato per creare
zone permeabili e aperte verso il paesaggio, nel caso della struttura trasparente in cui è posta la scala, per disegnare nella muratura aperture e tagli dai
margini netti, simili ai solchi scavati, nel
cls vibrocompresso.
Proprio a questo materiale è affidato
anche il compito di riportare “all’ordine”
l’edificio: la posa a sorella dei blocchi e
le fughe intenzionalmente sottolineate
introducono la geometria e la raziona-
lità proprie dell’architettura dell’uomo
dichiarando che questo edificio, pur
cercando di fondersi idealmente con il
“grande contorno”, ne rimane solamente “umile intenzione” di sua ammirazione e rispetto.
Strutture e tecnologie
Come già evidenziato il progetto ha voluto materia vera per funzioni vere.
La parte che ospita il punto vendita e la
soprastante abitazione è stata realizzata
in carpenteria pesante, CA in opera e legno lamellare per la copertura.
Per la parte di deposito/magazzino è
stato usato il CAP con un solaio/copertura in elementi di sezione ad “H” per
grandi luci.
Gli impianti tecnologici sono di ultima
generazione con previsione di inserimento di solare e fotovoltaico integrato.
È stato pensato un particolare sistema
a convenzione naturale reversibile per il
recupero dell’aria calda che si forma per
effetto serra nel vano scala vetrato.
Questo permette di recuperare temperatura per l’apportamento nella stagione
invernale e smaltire il calore eccessivo
durante l’estate.
Committenza
CS COLOR s.n.c. di Campana Stefano & C.
Gruppo di progettazione
“Tomatis Associati... idee e progetti”
arch. Livio Tomatis - arch. Enrica Segre
geom. Flavio Alberti
Capogruppo
arch. Livio Tomatis
Progetto architettonico
arch. Livio Tomatis
Progetto strutturale
arch. Livio Tomatis
(collaborazione arch. Ezio Civallero)
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico sanitario
Ecoprogetti Studio Periti Associati di
Pagotto G. e Pagotto A. Progettazioni
Impiantistiche - Cervasca (Cn)
IMPRESE ESECUTRICI
Giraudo Enrico - Caraglio (Cn)
(opere edili)
Dronero Carpenterie di Cesano Adolfo
& C. s.r.l (carpenteria metallica)
Segheria Pedona - Borgo S. Dalmazzo
(Cn) (lamellare)
Cemental s.p.a. - Genola (Cn) (copertura
prefabbricati)
Vibrapac s.p.a. - Solaro (Mi)
(facciate in blocchi vibrocompressi)
Comet s.p.a. - Cuneo
(serramenti e vetrate)
Fantino Renato - Cervasca (Cn)
(termo-idrosanitario)
Effetti di Tomatis Franco
S. Defendente di Cervasca (Cn)
(elettrico-illuminazione)
29
A CN_09
INTERVENTO P.E.E.P.
RESIDENZA PANORAMA
Monastero di Vasco (CN)
Anno di realizzazione: 2005-2007
Intervento
rattasi di un intervento di edilizia
economia popolare in Comune di
Monastero Vasco, piccolo comune
del Monregalese.
Il sito era panoramicamente interessante, l’area un po’ esigua per la cubatura
dell’intervento da dislocare su soli due
piani fuori terra, anche in considerazione dell’acclività del terreno.
Il fabbricato è stato adagiato a ridosso
della collina, leggermente in curva, seguendo la conformazione naturale del
sito.
È stato diviso in due corpi sfalsati, con
leggera differenza di quota secondo la
pendenza.
La sua articolazione è percepibile all’esterno nelle variazioni d’altezza degli
orizzontamenti e delle coperture, che si
adattano alle diverse dimensioni dei corpi di fabbrica, nell’avanzamento delle pilastrature rispetto ai corpi principali, che
movimentano l’intero fronte verso valle.
È costituito da dodici unità abitative di
diversa ampiezza, che si sviluppano su
due livelli, sei al piano terreno con giardino privato e sei al primo piano.
Il piano interrato, dove sono localizzate autorimesse e cantine, si estende
sotto il fabbricato e parzialmente sotto la zona giardini a ovest, in modo da
offrire corsia di manovra ed accesso
alle autorimesse coperto, mascherando
all’esterno le numerose aperture esteticamente sempre poco interessanti.
Per una maggiore privacy dei giardini
privati, gli accessi pedonali sono stati
collocati sul retro nella zona a levante.
T
30
Due corpi scala costituiscono il collegamenti verticali, oltre alla scala esterna a
nord di accesso al giardino di un alloggio al primo piano.
Distribuzione interna
Piano terreno
1- quadrilocale
2- monolocale
3- quadrilocale
4- quadrilocale
5- monolocale
6- quadrilocale
Primo piano
7 - quadrilocale
8 - bilocale
9 - trilocale
10 - trilocale
11 - bilocale
12 - quadrilocale
Materiali
- facciate in laterizio intonacato
- manto di copertura in cotto
- corpi scala con pareti esterne in vetro,
- faldalerie, testate dei comignoli, canali
di gronda, discese pluviali in acciaio inox
- ringhiere esterne ed interne in acciaio
smaltato
- scala di accesso al giardino in acciaio
con copertura in vetro.
Dati planivolumetrici
Superficie dell’area m2 1.926,00
Superficie utile m2 1.560,00
Superficie autorimesse m2 600,00
Volumetria complessiva m3 5.300,00
Unità residenziali n. 12
Autorimesse n. 24
Committenza
Comune di Monastero Vasco
Impresa Amenta Costruzioni s.r.l.
Gruppo di progettazione
Botto & Associati
arch. Marco Botto
arch. Annarita Giusta
arch. Gianpaolo Botto
Capogruppo
arch. Marco Botto
Progetto architettonico
arch. Marco Botto
arch. Annarita Giusta
arch. Gianpaolo Botto
Progetto strutturale
arch. Marco Botto
arch. Gianpaolo Botto
Progetto impianto termico
e idrico sanitario
arch. Marco Botto
Progetto impianto elettrico
e di illuminazione
p.i. Claudio Sciolla
Progetto acustica
arch. Marco Botto
Imprese esecutrici
Opere edili
Amenta Costruzioni s.r.l.
Impianto idrico-sanitario
Consult Fire
Impianto termico
Fratelli Pallavidino s.n.c.
Impianto elettrico
Domosat Italia s.r.l.
31
A CN_10
VILLA UNIFAMILIARE
SULLE COLLINE DI MONDOVì
32
Mondovì (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2006
L’
intervento edilizio consiste
nella realizzazione di una villa unifamiliare nel Comune di
Mondovì (CN) in un area di nuovo impianto, in posizione particolarmente
panoramica; i lavori edilizi iniziati nel
novembre 2004 sono stati sostanzialmente ultimati nell’estate 2006.
L’impostazione architettonica di progetto intende realizzare un manufatto
che partendo da forme geometriche
pure mediante svuotamenti e limitate aggiunte realizza un insieme che
ricerca l’equilibrio tra le forme disaggregate, con rimandi neoplastici,
e forme cubiste. L’orientamento, lo
studio delle visuali dall’interno, l’inserimento ed il rapporto con gli spazi
esterni nonché la conformazione alle
necessità attuali e future del gruppo familiare della committenza (due
genitori e tre figli) tenta di acquisire
all’interno delle considerazioni preprogettuali il bagaglio di fondamenti
derivati anche dall’architettura organica e funzionalista.
Contaminazioni alla forma esterna derivano anche dalla organizzazione delle architetture interne che partendo
da una serie di livelli crescenti ruotano intorno alla scala in cui è inseribile
l’eventuale elevatore, creano ambienti a diverse altezze, realizzando spazi
e volumi inconsueti attraverso però
l’utilizzo di elementi lineari e ricercando la semplicità compositiva.
Ad un primo livello si colloca l’ingresso da cui salendo si giunge a quello
della zona soggiorno e cucina, al livello intermedio è collocata la camera
padronale, a quello successivo le tre
camere dei figli ed ultimo uno studiolo
sottotetto con antistante terrazza da
cui si coglie la totalità del territorio
circostante.
I materiali utilizzati si rifanno in parte
alla tradizione costruttiva già sperimentata, ma utilizzati ed adattati anche in modo inconsueto, rimandi alla
tradizione si riscontrano nella copertura a falde ma contrapposta dall’adiacente copertura piana, le cromie e
tinteggiature usate, sono costituite da
colori con scale di grigi e color sabbia
che rimandano alla colore della terra e
Langhe piemontesi.
La progettazione ha sostanzialmente inteso utilizzare quale stimolo la
contrapposizione della tradizione e
l’innovazione, facendosi contaminare
da quanto avviene a livello globale e
quanto a livello locale, ricercando un
manufatto dalle forme semplici, funzionali e rispondenti alla committenza, in questo caso, per altro particolarmente illuminata.
Committente
Danni Franca - Manera Ivo
Gruppo di progettazione
e coordinamento generale
arch. Giampiero Danni
Progetto architettonico
arch. Giampiero Danni
Progetto strutturale
Studio I.GE.S.
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico-sanitario
Sicurtecnic a s.r.l.
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
Studio arch. Giampiero Danni
Impresa esecutrice
D’Agostino Costruzioni s.a.s.
Altre Ditte
ILMA s.p.a. (tetto in legno)
Roberto Mora (termoidraulica)
Giampaolo Grimaldi (impianti elettrici)
Mauro Tommaso (lattonerie)
Pannizzolo-Cotta (impermealizzazioni)
I.S.A. Serramenti
Porta Arredi s.n.c. (porte interne)
F.lli Monetto (opere in ferro)
Artelegno s.n.c. (parquet)
Studio Luce s.r.l. (illuminazione)
33
A CN_11
VILLA BRUNA
Monticello d’Alba (CN)
Anno di realizzazione: 2003-2005
apprezzare dalle ampie vetrate scorrevoli.
La scala che collega i tre piani è in elementi prefabbricati assemblati in loco e
gettati con ferri di collegamento sia sulla
fascia esterna sia sull’elica interna ed è
strutturalmente indipendente; la vetrata
sul tondo permette di apprezzare il panorama percorrendo i vari dislivelli.
Con l’illuminazione notturna dei locali
interni si può ancora meglio apprezzare
la lettura in trasparenza dell’elica della
scala che, senza appoggi interni sembra
appesa nel vuoto.
La balconata in acciaio con il pavimento in legno, appesa con cavi, permette,
con l’apertura delle vetrate scorrevoli,
di creare un ambiente continuo tra l’interno, sempre pavimentato in legno, e
l’esterno.
L
a costruzione dell’abitazione Villa
Bruna ha comportato un impegno
notevole dal punto di vista architettonico, strutturale ed esecutivo.
Quando si va a realizzare l’abitazione
del proprietario di un’impresa è sempre
un’opera impegnativa, perché si vuole,
sia dalla parte del costruttore, sia dalla
parte del progettista, dare il massimo per
arrivare ad un risultato eccellente.
La soluzione architettonica che piaceva
alla committenza comportava un percorso in salita, volendo percorrere un tracciato architettonico-tecnico impegnativo
e di grossa responsabilità.
La soluzione scelta prevedeva tre piani fuori terra con al piano terreno tavernetta, due bagni, ufficio, stireria, e
autorimessa, al piano primo due bagni,
soggiorno, cucina, tre camere da letto,
dispensa, camera armadio e porticato, al
piano mansarda studio, bagno, terrazzo e
soppalco.
La struttura in cemento armato parte dalle fondazione su pali trivellati, ha tre orizzontamenti di cui il primo, in solaio misto
con trave ribassata che va a sbalzo sul
lato a valle per una lunghezza di ml. 3,00
con un ulteriore balcone appeso in acciaio e legno che viene sorretto dal solaio
superiore mediante cavi in acciaio.
Il secondo solaio, sempre in c.a. misto, ha
due travi ribassati che hanno uno sbalzo
di ml. 5,00, sempre sul lato a valle, che
sorregge il balcone in acciaio e legno.
La scelta progettuale degli sbalzi a valle
con il soggiorno quasi sospeso nel vuoto,
deriva dalla volontà di protendersi verso il
lato con vista più panoramica, che si può
34
Committente
Gomba Gianni
Gruppo di progettazione
arch. Egidio Barbero
Progetto architettonico
arch. Egidio Barbero
Progetto strutturale
arch. Egidio Barbero
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico-sanitario
ing. Gianluca Panero
Progetto impianto elettrico e
illuminazione
Castello Impianti di Pioggia Maurizio e
Castello Davide & C. s.n.c. - Alba
Imprese Esecutrici
Opere edili
Impresa costruttrice Gomba Marco s.r.l.
Alba
Impianto elettrico
Castello Impianti di Pioggia Maurizio e
Castello Davide & C. s.n.c. - Alba
35
A CN_12
EDIFICIO TERZIARIO
COMMERCIALE
Savigliano (CN)
Anno di realizzazione: 2004-2006
L’
intervento si colloca in una zona
a ridosso del centro storico già
completamente urbanizzata.
I vincoli di Piano Regolatore imponevano una sagoma di intervento in aderenza al fabbricato di proprietà delle Poste
Italiane.
L’edificio in progetto presenta una pianta rettangolare con ingresso e scala di
distribuzione centrale. I piani primo e
secondo hanno una pianta ad “U” con
un’area privata interna che permette di
aerare e illuminare gli uffici interni creando uno spazio riservato a servizio di
tutte le unità immobiliari. La copertura
è costituita dall’incrocio di due falde
con inclinazione contenuta. Il piano interrato occupa tutto il lotto di proprietà
ed è destinato ad autorimesse e locali
accessori.
Per quanto riguarda la tipologia architettonica, l’edificio è caratterizzato da
due elementi:
la contrapposizione del rivestimento lapideo, utilizzato anche per la pavimentazione dell’area di pertinenza, con la
facciata continua del piano secondo;
la struttura esterna in alluminio a sostegno dei pannelli frangisole che riprende
e collega alla copertura la sezione curvilinea della facciata in corrispondenza
del piano terra.
I piani fuori terra sono destinati ad uffici
e attività commerciali. Nel piano interrato sono presenti autorimesse e vani
accessori.
36
Materiali di progetto
– Struttura portante in c.a. in opera e
solai in latero-cemento.
– Al piano terra e primo (parte) muratura perimetrale a cassavuota intonacata
e rivestita con materiale lapideo.
– Tamponamento piano primo (parte) e
secondo con facciata continua (struttura di alluminio e vetro).
– Aste esterne per supporto frangisole
in alluminio.
– Serramenti del piano terra in alluminio
a taglio termico.
– Tramezzature in cartongesso o con
pareti attrezzate.
– Pavimenti interni sopraelevati con finitura in gres porcellanato.
– Controsoffitti in cartongesso.
– Frangisole in lamiera di zinco titanio.
– Tetto ventilato con manto in lamiera
di zinco titanio.
– Scala, ballatoi e struttura per l’ascensore in acciaio metallizzato.
Per l’area esterna pubblica
– Pavimentazione con lo stesso materiale lapideo utilizzato per il rivestimento della facciata dell’edificio.
– Aree a verde.
Impianti
Le singole unità immobiliari sono dotate
di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva con ventilconvettori ad
acqua calda alimentati da una caldaia a
gas metano e impianto di ricambio aria.
Dati riepilogativi di progetto
Superficie del lotto mq. 1304
Superficie utile lorda (S.U.L.) dei piani
fuori terra mq. 800
Superficie a parcheggio privato in progetto mq. 458
Superficie asservita a parcheggio e verde pubblico mq. 640
Superficie sagoma massima mq. 394
Altezza massima m. 10,50
Committenza
SO.GE.IN s.r.l. - Moretta (Cn)
Gruppo di Progettazione
Progetto architettonico
arch. Pier Giorgio Vidotto
arch. Cristiano Oberto
Progetto strutturale
ing. Renzo Curti
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico sanitario
p.i. Franco Gullino - Studio Tecnoprogetti
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
p.i. Giuseppe Aragno
Studio Aragno & Omento
Progetto prevenzione incendi
p.i. Franco Gullino
Studio Tecnoprogetti
Progetto acustico
arch. Pier Giorgio Vidotto
Studio per le aste di sostegno dei pannelli frangisole
Vista assonometrica del corpo scala in acciaio
IMPRESE ESECUTRICI
F.LLI Cagliero s.r.l. - Monticello d’Alba (Cn)
Gobetti & C. s.n.c. Termoidraulica Savigliano (Cn)
Marengo Adriano & C. s.n.c. - Marene
(Cn)
Alessandria B. s.n.c. - Roddi d’Alba (Cn)
Avagnina Marmi s.a.s. - Fossano (Cn)
Martino s.r.l. - Sanfré (Cn)
Ciancia Antonino Impianti Idraulici - Bra
(Cn)
Marmorstone s.n.c. - Cavallerleone (Cn)
Lenta Guido - Cuneo
Engiproject - Cuneo
Errezeta s.n.c. - Marene (Cn)
37
A SV_13
L’ABBRACCIO DI CRISTO
Ceva (CN)
Anno di realizzazione: 2007
L’
opera architettonica presentata in questa sede consiste in
un’edicola funeraria di famiglia
eretta nel cimitero di un comune cuneese di modesta entità.
Il lotto disponibile all’interno del quale
è stata possibile l’erezione della cappella funeraria, in base alle indicazioni
obbligate del Piano Cimiteriale comunale, ha le dimensioni 4,00 ml*4,00
ml; obbliga, inoltre, le edicole erette
ed erigende ad essere realizzate secondo una precisa consecuzione.
Nella fattispecie dell’intervento proposto, la cappella in questione è stata la prima costruita della fila a cui
andrà ad appartenere, pertanto alla
data attuale gode della possibilità di
un’osservazione a 360°; in un futuro
prossimo, a seguito della lottizzazione
dell’intero gruppo di edicole funerarie,
resterà libera solo frontalmente, mentre gli altri lati si riusciranno ad individuare solo di scorcio tra l’edicola di
sinistra e quella di destra, ancora discretamente visibile risulterà il retro.
La cappella funeraria ha una capienza di otto loculi ordinati su due file di
quattro unità sovrapposte, disposte
in parallelo e distanziate da un passaggio di cm.140. Secondo lo stesso
ordine, adiacenti ai loculi, sono predisposti due blocchi di quattro ossari
ciascuno.
Fondazioni e strutture
Le opere di fondazione sono a struttura continua in conglomerato cementizio armato. Le strutture portanti in ele-
38
vazione sono costituite da murature in
cemento armato; le solettine che dividono i vari loculi sono realizzate tramite il getto di lastre in c.a. in opera.
L’altezza finale del manufatto, compresi frontalini di chiusura e faldali
della copertura, è di ml. 4,00.
Copertura
La copertura è costituita da una soletta in c.a. gettata in opera. Il solaio è
stato protetto da lastre in acciaio inox
unite fra loro con doppia aggraffatura
e con pendenza tale da convogliare le
acque meteoriche nel pluviale incassato nella muratura portante posteriore della cappella.
Opere di finitura
– Rivestimenti interni: le lastre copri
loculo sono in Marmo Banco cristallino così come il rivestimento della
muratura portante interna lati destro
e sinistro. Un particolare disegno realizzato con mosaico in vetro nero va
ad individuare un tappeto che si diparte dall’esterno della cappella, corre
sul pavimento, risale sulla parete posteriore incorniciando l’invetriata per
rigirare sull’intradosso della copertura
e ancora ridiscendere sino al serramento di ingresso.
– Pavimentazioni: lastre in Marmo
Banco cristallino con inserimento di
mosaico in vetro nero.
– Serramenti: l’ingresso alla tomba è
costituito da un serramento a doppio
battente con apertura verso l’esterno
e con ante di diversa dimensione; sul
retro è previsto l’inserimento di un cristallo temperato fisso per aumentare
l’illuminazione naturale all’interno; entrambe le invetriate sono fissate con
pinze fermavetro in acciaio inox.
La cappella si ispira ad un prisma purissimo realizzato con cemento armato lasciato a vista, diversamente
casserato sui vari fronti al fine di permettere la percezione di una dogatura impressa in negativo nel cemento.
La casseratura è stata realizzata con
sagome appositamente disegnate,
realizzate in legno successivamente
sabbiato al fine di enfatizzare le nervature delle fibre e montate secondo
numerazione in situ.
La semplicità e la purezza che vuole
lasciar trasparire l’edicola funeraria
sono un messaggio teso a far intendere come il momento di ascesa al
cielo debba liberarsi di inutili fronzoli
di arricchimento materiale e semplicemente lasciarsi trasportare laddove
la ricchezza non ha valore alcuno. Il
marmo bianco cristallino che brilla se
investito dalla luce naturale è sommamente simbolo di purezza e va ad incorniciare solo l’entrata della cappella
ed il basamento, per tutta la restante parte è protagonista il cemento a
vista nella sua povertà e semplicità.
Una Croce in mosaico vetrato nero
rappresenta il momento del trapasso;
essa si delinea sul fronte ed al di sotto
dei bracci si aprono le invetriate di ingresso alla cappella. Un braccio della
stessa Croce va ad avvolgere l’edicola
funeraria teso a segnalare l’“abbraccio di Cristo” pur nella consapevolezza che, all’erigersi della cappella
confinante, non sarà più interamente
percepibile; ma in questo luogo non
interessa cosa è visibile da coloro che
rimangono, ma cosa è visibile a Dio
e come ci si vuole a lui proporre nel
giorno in cui Egli ci chiamerà al suo
cospetto.
Committenza
Mao Rosanna
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Moma Design & Architecture
arch. Monia Balocco
arch. Mauro Adami
Capogruppo
arch. Mauro Adami
Progetto architettonico
arch. Monia Balocco
arch. Mauro Adami
Imprese Esecutrici
Jolly Impresa Edile di Civello G. e Figli
Carrù (Cn)
“L’arte del ferro” di Zanco Adriano
Vado Ligure (Sv)
39
IL MULINO
A SV_14
Complesso residenziale
Savona
Anno di realizzazione: 2005
L’
architettura – L’alternansi dei materiali tradizionali con i sistemi
tecnologici, accentuato dal contrasto cromatico dei diversi elementi ed
inciso dal gioco delle ombre create dagli
aggetti sulle superfici opache, definisce
una scansione ritmica delle partizioni
strutturali che caratterizza i prospetti
dell’edificio. La pelle esterna, costituita da muratura tradizionale ultimata “a
cappotto“, è disegnata da una leggera
trama incisa che ne definisce la scansione modulare in un gioco di ombre sul
fondo rosso, scelto nella gamma delle
tinte della tradizione ligure. Le profonde
logge, accentuate dal disallineamento
fra fronte esterno a maglia regolare, e
pelle interna in muratura, proiettano
verso l’esterno gli spazi abitativi e, grazie al clima favorevole del sito, ne diventano una naturale estensione: nelle unità residenziali la sensazione si amplifica,
proietta lo sguardo verso l’orizzonte; la
loggia e le ampie finestrature dominano
lo spazio interno, svuotano le pareti perimetrali e, per contrasto, i muri interni
appaiono come gli unici confini visivi di
uno spazio indefinito.
Il sistema-logge – In questo senso il
nuovo edificio risulta moderno e diverso dal tessuto edilizio tradizionale che
lo circonda; lo spazio dell’abitare, che in
generale si articola su schemi equilibrati
di fruibilità e percezione visiva, in questo progetto si è modulato su altri canoni, lasciando gioco alla luce e all’aria.
La scelta di utilizzare materiali industriali con elevate prestazioni tecniche
40
è stata in parte dettata dalla necessità
di affrontare i problemi legati alla condizione microclimatica del sito, prospiciente il litorale: la corrosione dei metalli
causata dal salino, la spinta del vento in
caso di tempesta, il forte riflesso della
superficie del mare causano un logorio,
una veloce decadenza di tutti i materiali
tradizionali, non particolarmente predisposti a resistere agli agenti agressivi.
I blocchi aggettanti delle logge, incastonati nei corpi alti residenziali, sono
realizzati con un sistema tecnologico
avanzato, costituito da un’anima strutturale in acciaio e pannelli di finitura in
alluminio di spessore, verniciati con vernici epossidiche a polvere in tinta grigio
scuro; i parapetti delle logge.
Il basamento – È stato realizzato con un
sistema di elementi prefabbricati, realizzati su disegno originale, finalizzando
il progetto architettonico ad esigenze
funzionali. Gli elementi verticali, a doppia altezza, e gli orizzontali di grande
luce, fasciano le strutture portanti in cls
gettate in opera, alle quali sono ancorati con giunti speciali, dando origine a
cavedi tecnici per il passaggio delle tubazioni del gas, dei pluviali, degli sfiati e
dei camini e dell’impianto di irrigazione
automatico.
La “corte” interna – Il sistema di percorsi
verticali, ascensori e scale, che portano
ai piani della residenza si sviluppa al
centro della profonda manica dell’edificio e i necessari requisiti di aerazione
e illuminazione vengono soddifatti at-
traverso la creazione di una chiostrina
funzionale a cielo aperto che attraversa
il volume dal piano terra alla copertura:
un effetto luce che la vetrata ad ampie
specchiature amplifica, simulando una
situazione di corte interna resa ancora
più realistica dall’illusoria scena dipinta sulla parete di sfondo; l’ascensore
trasparente che percorre questo vuoto
permette di cogliere tutte le sfaccettature della scenografia e trasforma uno
spazio tecnico funzionale in un elemento dominante nell’articolazione degli
spazi interni. Al piano terra la chiostrina
ospita un giardino di palme – vere e dipinte – che accompagnano il percorso
pubblico della futura galleria commerciale.
I satelliti impiantistici – realtà e sogno:
l’alta tecnologia dei satelliti dell’impianto di riscaldamento e acqua calda
sanitaria e l’illusione della scena dipinta, nella corte interna. I“satelliti” (uno
per ciascun appartamento) presiedono ad una doppia funzione: fornitura e
contabilizzazione del calore necessario
al riscaldamento dell’unità abitativa e
produzione istantanea dell’acqua calda
sanitaria (con relativa contabilizzazione); sono inoltre dotati di sistema di
ricircolo dell’acqua calda sanitaria per
minimizzare i tempi di attesa dell’utente e collegamento alla linea elettrica di
emergenza condominiale per consentire il funzionamento anche in caso di
black-out.
PROGETTAZIONE
Procedure urbanistiche
e autorizzative
arch. Mauro Traverso
Progetto edilizio
arch. Marcello Spina
Paolo Morielli (collaborazione)
Progetto strutturale
ing. Alfredo Natali Minoja
ing. Adriana Pesce (collaborazione)
Progetto impianto termico, idrico
sanitario e condizionamento
p.i. Luciano Poggi
Progetto impianto elettrico
ing. Carlo Richero
Progetto prevenzione incendi
arch. Maria Spina
DIREZIONE LAVORI
Direzione generale edilizia
e architettura
arch. Marcello Spina
arch. Paolo Morielli (direttore operativo)
Direzione strutture
ing. Alfredo Natali Minoja
Direzione impianti
ing. Carlo Richero
p.i. Luciano Poggi
Prevenzione incendi c.p.i.
arch. Maria Spina
41
A SV_15
PROGETTO 555 LOTTO 1
Adeguamento degli accessi portuali alla nuova
sistemazione dei varchi doganali e alle norme di security,
di ristrutturazione ed ampliamento dei servizi doganali,
sanitari e di polizia.
Vado Ligure (SV)
Anno di realizzazione: 2006-2007
I
l progetto descritto rappresenta
solo una parte, sicuramente quella
di maggior evidenza, della riqualificazione dell’intero sistema degli accessi all’area portuale di Vado Ligure
operato dall’Autorità Portuale di Savona, costantemente impegnata nella
definizione di progetti per migliorare e
ampliare i servizi offerti, consolidare e
creare opportunità di sviluppo per le attività mercantili, produttive e turistiche
insediate nei bacini portuali di Savona
e Vado Ligure che ricadono sotto la sua
amministrazione.
Nel quadro di questo ampio disegno,
che va dal rifacimento dell’impianto antincendio (circa 130.000 mq. di superficie protetta), alla realizzazione di una
nuova cabina elettrica di trasformazione che alimenta tutte le utenze portuali
del bacino di Vado alla razionalizzazione
degli accessi all’area doganale, sono
stati realizzati gli edifici necessari per
l’incremento dei servizi doganali e sanitari e per le nuove condizioni di sicurezza degli accessi. In questo quadro è
stata rivista la viabilità portuale e sono
stati demoliti edifici ormai obsoleti e in
parte inutilizzabili.
Ad esempio la preesistente pensilina
del varco Reefer (terminalista che detiene la leadership nel Mediterraneo
nel settore frutta) così come gli edifici
di servizio annessi, oltre che richiedere
sostanziali interventi di manutenzione,
erano dimensionalmente insufficienti
ad ospitare il numero di accessi oggi
necessario. La costante crescita delle
attività del Reefer Terminal ha richiesto
42
la presenza stabile in ambito portuale di
un maggior numero di servizi di controllo e verifica, ospitati nei nuovi edifici la
cui organizzazione soddisfa le esigenze
di facile e veloce controllo sulle merci
dal punto di vista sia amministrativo sia
sanitario.
Dati progettuali
I volumi di nuova realizzazione ammontano complessivamente a mc. 3.097 per
la parte uffici, mc. 1.620 per la nuova
officina, Il volume ristrutturato è di mc.
1.240. I volumi demoliti ammontano a
complessivi mc. 6.895,5.
L’importo delle opere a base d’asta è di
e 1.959.976,13; durante il corso dei lavori si è resa necessaria una variante che
ha portato l’importo a e 2.041.776,13,
a fronte di un importo complessivo
dell’appalto di e 2.165.000,00.
L’inizio lavori risale a marzo 2006 e l’ultimazione a gennaio 2007.
I lavori sono stati diretti dall’Autorità
Portuale nella persona dell’ing. Flavio Destefanis con la collaborazione
dell’arch. Corsini come direttore operativo per le opere edili e coordinatore per
la sicurezza in fase di esecuzione.
I tempi di realizzazione sono risultati
condizionati dalla necessità di non interrompere mai le attività di banchina,
necessità risolta grazie al costante dialogo tra le parti coordinato dall’ufficio
della direzione lavori. Grande attenzione è stata posta nel coordinamento della sicurezza, date le condizioni di accesso alle aree di cantiere, poste in ambito
portuale in piena attività.
Strutture e fondazioni
Le aree sedime dei nuovi fabbricati fanno parte di colmate realizzate in tempi
diversi. La conformazione del terreno
ha motivato le scelte strutturali.
Le fondazioni della palazzina di varco
Reefer e della nuova palazzina uffici
prevedono plinti poggianti su micropali e collegati da cordoli di fondazione.
La scelta dei micropali rende gli edifici
indipendenti da eventuali assestamenti
del terreno, trattandosi di una colmata
relativamente recente.
Per quanto attiene alle strutture in elevazione si è preferito utilizzare la carpenteria metallica sia per la velocità di
assemblaggio e quindi di realizzazione,
sia per il minor peso complessivo della struttura stessa. Tutti i manufatti di
nuova costruzione sono stati quindi
realizzati con ossature in profilati di
acciaio zincati a caldo: per ciascun organismo costruttivo sono stati previsti
idonei sistemi di controvento che, in
considerazione della particolare ventosità della zona, sono stati dimensionati
per le condizioni più gravose prescritte
dal D.M. LL.PP. 16 gennaio 1996.
Gli orizzontamenti sono solai in lamiera
grecata zincata e soletta collaborante
in C.A., tessuti su un’orditura di profilati anch’essi in acciaio zincati a caldo,
ad eccezione delle coperture leggere
(della nuova officina, delle pensiline e
dell’atrio della palazzina uffici) per le
quali è previsto l’impiego di pannelli
sandwich adeguatamente coibentati.
Le pensiline hanno coperture realizzate con pannelli sandwich, tessuti su
un’orditura di profilati di acciaio zincati
a caldo con collegamenti di tipo bullonato: i pilastri, anch’essi previsti in
acciaio e zincati a caldo, risultano incastrati al piede, così da non richiedere
alcun particolare sistema di controventi esterni, mentre le fondazioni, in
considerazione dell’esiguità dei carichi,
sono di tipo diretto ed atte a costituire una sufficiente zavorra nei confronti
dell’azione eolica.
Tutti i collegamenti realizzati in cantiere sono di tipo bullonato, in modo
da evitare saldature in opera: tutte le
nuove strutture in acciaio sono state
opportunamente “messe a terra”, collegante, mediante gli usuali dispositivi
annegati nei plinti, ai micropali delle
fondazioni ovvero agli usuali dispersori.
Per il solo edificio della nuova officina
è stata realizzata la copertura con pannelli metallici coibentati di tipo leggero,
adeguatamente collegati all’orditura in
acciaio, in modo da poterne limitare i
pesi ed adottare, quindi, delle fondazioni di tipo diretto consentite anche
dalla maggiore consistenza locale del
terreno.
I manufatti realizzati
1.La nuova palazzina uffici, che centralizza e amplia lo spazio destinato alla
dogana, fornendo inoltre impianti dati e
per il controllo merci decisamente moderni ed efficaci, ospita anche gli uffici
e i laboratori per il controllo sanitario
delle merci;
2.la palazzina spogliatoi, che accoglie
gli spogliatoi del personale di banchina
precedentemente collocati in vari edifici ormai obsoleti;
3.il nuovo varco Reefer, con una piccola palazzina uffici e i varchi per i mezzi
pesanti protetti da pensiline e dotati di
sistemi informatici di riconoscimento;
4.la nuova officina, un semplice edificio di servizio per la manutenzione dei
mezzi operativi.
Fanno parte del progetto anche la sistemazione della viabilità immediatamente esterna al varco doganale con
il rifacimento di una parte del muro di
sostegno del terrapieno dell’Aurelia e la
demolizione dei fabbricati.
Committente
Autorità portuale di Savona
Gruppo di progettazione
Capogruppo
ing. Alberto Biggi
Progetto architettonico
arch. Nicoletta Corsini
arch. Enrica Vallerga
Progetto strutturale
Studio Associato Biggi Guerrini
ing. Alberto Biggi
Progetto impianto termico,
condizionamento e idrico-sanitario
ing. Pietro Nozzi
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
ing. Giampiero Favero
ImpresE esecutricI
ATI Borchi Costruzioni s.r.l. - Genova
(capogruppo)
RAEL s.r.l. - Genova
FADEL - Ormelle (Tv)
43
A SV_16
INTERVENTO DI
VALORIZZAZIONE
DELLE FONTI RINNOVABILI
FATTORIA EOLICA BALTERA
Completamento e riqualificazione dell’area
con valorizzazione del sito a fini informativi e divulgativi
Località Baltera Bormida (SV)
Anno di realizzazione: 2005-2006
I
Comuni di Bormida ed Osiglia, in linea
con gli indirizzi di politica energetica
nazionale ed europea circa l’utilizzo
delle fonti di energia alternativa, hanno
promosso l’iniziativa della costruzione di
un impianto di produzione di energia di
tipo eolico.
Dopo una serie di valutazioni di carattere tecnico, economico ed ambientale è
stato individuato il sito ottimale in località Baltera proprio sul confine territoriale tra i due comuni, avendo la zona una
morfologia adatta alla realizzazione di
tale opera.
L’impianto è costituito da una torre in
ferro di altezza di 46 metri circa, posta
su un basamento circolare in c.a., con
alla sommità un’elica di ampiezza 50
metri del tipo a tre pale con movimento
verticale e da una cabina a triplo vano,
per ospitare le apparecchiature di misura, trasformazione e controllo a terra,
per la connessione alla rete ENEL.
Il Ministero dell’Ambiente ha concesso
successivamente un contributo integrativo a coprire le ulteriori spese complementari quali, l’allaccio alla rete nazionale per il vettoriamento dell’energia,
l’allaccio alla rete telefonica, l’acquisizione delle aree e la progettazione e
sistemazione definitiva a verde del sito
oggetto di intervento al fine di mitigare
l’impatto ambientale, corrispondenti ad
un primo intervento funzionale finanziato con quanto ancora a disposizione
delle Amministrazioni appaltanti; tale
progetto ha previsto le prime opere funzionali al recupero dell’area, successivamente si sono resi disponibili ulteriori
44
tuita da pilastri e travi perimetrali oltre
la copertura a capriata, il tutto fissato
tramite ancoraggi prefabbricati ai sottostanti muri perimetrali in calcestruzzo
armato. La copertura sempre con struttura portante in travi reticolari di acciaio
è costituita da un tavolato portante in
legno di abete, completato all’estradosso da lamiera nervata in acciaio zincato
preverniciato.
Con questo tipo di struttura si è ottenuto un unico locale oltre una zona di
ingresso parzialmente coperta collegata
direttamente ad un piccolo balcone aggettante (1,50 mt.) con pavimentazione
in grigliato metallico tipo keller.
fondi per il definitivo completamento
dell’opera, compresa la creazione di
un locale protetto da porsi al livello del
terrazzo di copertura della cabina di
trasformazione, utile alla divulgazione
e pubblicizzazzione delle attività per il
recupero energetico oltre altre migliorie
generali dell’area (sevizi igienici, illuminazioni, percorsi e postazioni panoramiche).
L’intervento in oggetto si inserisce in
tale quadro economico e programmatico che le Amministrazioni, anche sulla
base delle risultanze della generale gestione finanziaria relativa alla costruzione della fattoria eolica, hanno deciso di
attivare.
Motivo, finalità e scelte di intervento
Il progetto del primo lotto funzionale
prevedeva la sistemazione dei fronti
fuori terra della cabina elettrica con rivestimento dei muri in cls esistenti in
pietra a spacco di caratteristiche analoghe ai muri a secco e dell’area a verde
intorno alla fattoria eolica al fine di mitigarne l’impatto ambientale.
Nella seconda tranche di finanziamento si è valutato di incentivare l’aspetto
turistico e di informazione sull’ambiente naturale circostante ed in particolare
sulla produzione ed utilizzo delle energie alternative utile alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo gli
specifici temi ambientali. Infatti l’uso
dell’energia eolica è ancora in una fase
sperimentale in Italia e questo esempio
ligure rimane purtroppo uno dei pochi in
attività a livello regionale. In questa otti-
ca di divulgazione e pubblicità sui temi
legati all’ambiente e alle energie cosiddette pulite si è pensato di realizzare
una piccola costruzione all’interno della
quale esporre materiale informativo circa la costruzione ed il funzionamento
della “fattoria eolica”.
L’edificio della cabina di trasformazione
dell’energia, con la copertura già previ-
sta a terrazza panoramica nel progetto
del primo lotto funzionale si prestava
bene a questo fine senza necessità di
nuovi lavori di sbancamento ed edificazione con ulteriore limitazione degli spazi naturali. Il progetto relativo al secondo lotto, ha previsto la sopraelevazione
dell’esistente cabina in muratura, con
una struttura portante in acciaio, costi-
Descrizione delle lavorazioni
e dei materiali
La struttura dell’edificio espositivo è realizzata in acciaio e ha dimensioni indicative esterne di mt. 4.90 x mt. 12.00 con
altezza all’estradosso della copertura
di mt. 3.50; lo stesso spazio costituisce
un solo vano di circa mq. 34 con ampie
vetrature da utilizzarsi per esposizione
e documentazione sulle energie alternative con speciale riguardo a quella
eolica e all’impianto presente sul luogo,
comprensivo di un servizio igienico con
antibagno utilizzabile anche da persone
disabili, oltre una zona balconata parzialmente coperta adibita ad ingresso e
belvedere verso l’impianto a mulino e la
vallata all’intorno.
La struttura, fondata ed ancorata a quella esistente (cabina elettrica), è costituita da carpenteria metallica (acciaio
FeB430) con piccole e grandi orditure
saldate e verniciate in opera di colore
grigio antracite; nella zona del servizio
sono state realizzate parziali tamponature autoportanti in blocchi di cemento
autoclavato dello spessore di 12 cm. intonacate; le pareti tramite idonei ancoraggi sono collegate sia con le strutture
esistenti in calcestruzzo sia con le nuove
carpenterie metalliche.
La copertura ha struttura portante principale formata da otto capriate metalliche, e struttura secondaria costituita da
tavolato di legno di abete levigato, dello
spessore di 43 mm., unito ad incastro,
con sovrastante impermeabilizzazione
in telo multistrato Pe, coibentazione con
stirene ad alta densità e finitura esterna
superiore con lamierino di acciaio zincato preverniciato da 8/10 finito sui bordi
con scossalina.
L’edificio, per le parti non in muratura,
è chiuso perimetralmente da ampie finestrature apribili, con telaio in alluminio finito ad elettrocolore completo di
doppi vetri del tipo antisfondamento; il
pavimento è rivestito con lastre di pietra
di luserna con finitura a piano sega.
Committenza
Comuni di Bormida e Osiglia
Progetto architettonico
arch. Rosa Fornaroli
Progetto strutturale
arch. Rosa Fornaroli
Impresa esecutrice
ZOPPI s.r.l. - Priero (Cn)
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A SV_17
RISTRUTTURAZIONE
URBANISTICA LOTTO CON
EDIFICIO RESIDENZIALE
Varazze (SV)
Anno di realizzazione: 2005-2007
L’
intervento consiste nella ristrutturazione urbanistica di
un lotto contenente un vecchio
edificio artigianale in disuso in una
zona poco distante dal centro città e
a poche decine di metri dal mare. Il
sito di intervento presenta una serie
di “caratteri forti” del paesaggio ligure, quali i terrazzamenti coltivati ad
alberi da frutto e agrumi, un lecceto,
una presa d’acqua per l’irrigazione
del terreno il cui “troppo pieno”, nelle
giornate di pioggia, forma una cascata di rara bellezza. Il P.U.C di Varazze
prevede la demolizione dell’edificio
esistente e la ricostruzione di edificio
tipologicamente diverso nello stesso
sedime, che la committenza voleva
trasformare in residenza per le va-
canze, formata da 6 unità immobiliari
e 7 box pertinenziali. Con tale intervento si è cercato di aprire l’ameno
scenario all’architettura contemporanea, cercando di farla interagire il più
possibile con il paesaggio, rispettarlo
e valorizzarlo nei suoi caratteri forti,
senza scadere in pittoreschi regionalismi, che qui, troppo spesso, si traducono nell’anacronistica strategia insediativa del “borgo ligure“. Si è così
tentata la “territorializzazione“ del
manufatto architettonico contemporaneo, che prevede, da un lato, l’utilizzo di materiali della tradizione quali la
pietra locale per il rivestimento della
facciata principale e dei muri di contenimento che richiamano “i terrazzamenti”; dall’altro, l’utilizzo di materiali
e tecnologie contemporanee quali le
ampie vetrate totalmente apribili, che
permettono agli abitanti di interagire,
di divenire attori del paesaggio con il
lecceto sempreverde quale sfondo.
Committenza
Edilia s.r.l. - Varazze (Sv)
Progetto architettonico
arch. Gianantonio Cerruti - Varazze (Sv)
Progetto strutturale e impianti
ing. Alessandro Cerruti - Varazze (Sv)
Imprese Esecutrici
Edilgeni - Savona (opere murarie)
Masterposa s.r.l. - Cotogno - Lodi
(pavimenti e rivestimenti)
Termoidraulica di Bonifaccino - Varazze
(Sv) (impianto termoidraulico)
Duepi di Panero - Fossano (Cn)
(impianto elettrico)
Dispari Serramenti - Cairo Montenotte
(Sv) (serramenti)
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A IM_18
CASA DELLA CARITà
Imperia Oneglia (IM)
Anno di realizzazione: 2006-2007
L
a Casa della Carità è un centro di
accoglienza ed indirizzo per i bisognosi.
L'intero complesso è sviluppato in circa 1050 mq. di superficie coperta, può
ospitare fino ad 80 persone al giorno ed
occupa circa 12 volontari ed addetti.
Il complesso della Casa della Carità di
Imperia è il risultato della volontà del
Vescovo di Albenga ed Imperia di costruire un centro di prima accoglienza
per i bisognosi, per le famiglie in difficoltà e per far fronte alle emergenzesociali sempre più diffuse nel territorio
diocesano.
Il complesso è stato costruito in un
luogo di valore panoramico estremamente ambìto da appetiti speculativi,
in corrispondenza della cornice collinare di Imperia Oneglia in un quartiere
residenziale di prestigio.
Originariamente il terreno era occupato da un edificio scolastico di scarso
valore architettonico ma di discreta
rilevanza in quanto costituiva un riferimento aggregativo e sociale del
quartiere; il progetto ha tenuto conto
di tale edificio, della originaria composizione volumetrica, dell'acclività del
terreno e delle alberature esistenti, le
quali sono state completamente mantenute ecostituiscono parte attiva della composizione dell'edificio.
Il progetto definisce un complesso
articolato in quattro corpi di fabbrica
che, distinguendosi, identificano le unità funzionali interne. Nella Casa della
Carità trovano posto il banco alimentare, il centro di ascolto, il dispensario
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di indumenti, gli spazi assistenziali per
la formazione e la ricreazione dei volontari Caritas, la mensa per i poveri e
gli spazi per l'accoglienza diurnae notturna.
L'impianto planimetrico è disposto attorno ad un chiostro interno al cui interno è ospitata una cappella, mentre
ai margini sono presenti alcuni giardini
ed un campo ricreativo.
La distinzione dei corpi di fabbrica
identifica le varie funzioni esercitate: il
corpo porticato corrisponde all'ingresso ed alla prima accoglienza, il corpo
in basso ospita gli uffici e gli spazi funzionali, mentre nel corpo più alto sono
disposte lecameredi accoglienza notturna.
L'edificio si rivolge alla città attraversola facciata del corpo di ingresso, che è
caratterizzata e definita da un portico
ad ordine gigante; con esso si manifesta sia il messaggio di accoglienza sia
quello di istituzionalità, caratteristiche
peculiari delleattività svolte nella Casa
della Carità.
Il corpo degli uffici è ad un piano ed è
facilmente accessibile dai volontari
affinché la gestione corrisponda con
un efficace presidio.
Il corpo delle camere è articolato su
due piani ed ospita gli spazi notturni
ed i relativisaloni ricreativi.
La cappella nel chiostro è stata progettata in conformità a quanto espresso
nella Nota Pastorale del 1993 a cura
della Commissione Episcopale per la
Liturgia della CEI. La Nota stabilisce
che il rapporto tra edificio religioso e
quartiere abbia valore qualificante e
debba essere messo in relazione ed
entrare in dialogo con il contesto, arricchendolo.
La Nota Pastorale manifesta inoltre
l'esigenza di coordinare l'intero sistema progettato in maniera che sia
mantenuta efficace la riconoscibilità urbana delle funzioni dell'edificio
non tanto attraverso l'introduzione
di segni aggiuntivi ma, nei limiti del
possibile, attraverso adeguate pause
architettoniche quali volumi, sagrato,
cortile, giardino, contenenti elementi
evocativi che orientino tematicamente
e plasticamente allo spazio ecclesiale.
La cappella assume il valore plastico di
elemento a cui è affidatala riconoscibilità del complesso della Casa della
Carità.
La pianta è tracciata in accezione contrastante con la regolarità della scansione planimetrica del complesso. Il
disegno della pianta evoca il segno
dell'abbraccio rivolto verso la Città,
mentre l'alzato della parete perimetrale rende visibile il complesso costituendo riferimento per la Città.
Internamente l'ambiente è raccolto e
rivolto verso la Custodia Eucaristica.
Lo spazio interno è connotato dalla
luce che accarezza il muro curvo ed
entra in corrispondenza del presbiterio. La copertura della cappella è completamente staccata dalle pareti ed è
sostenuta da 14 montanti in acciaio in
piatti accoppiati, tanti quante sono le
stazioni della Via Crucis, celebrazione
“introdotta” nella disciplina cristiana
da San Leonardo da Porto Maurizio,
patrono di Imperia.
I materiali utilizzati per la costruzione
della Casa della Carità sono la luce,
l'intonaco bianco, la pietra a vista, il
laterizio, il rame, il marmo.
Le tecnologie costruttive impiegate
sono rigorosamente tradizionali.
Le soluzioni costruttive adottate sono
pertanto semplici, senza concessioni
a soluzioni tecnologiche sofisticate; si
è scelto di manifestare il messaggio
architettonico attraverso le sue forme
e la sua identificazione urbana, al fine
di mantenere vivo, nella sobrietà e nel
rigore, il significato sociale della Casa
della Carità.
Committenza
Diocesi di Albenga Imperia
Parrocchia di S. Giovanni
Caritas Diocesana
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Studio Rossi
Capogruppo
arch. Mario Clemente Rossi
Progetto architettonico
arch. Mario Clemente Rossi
Progetto strutturale
ing. Alfredo Natali Minoja
Progetto impianto termico, idrico
sanitario e condizionamento
ing. Giuseppe Zagarella
Progetto impianto elettrico
e illuminazione
ing. Giuseppe Zagarella
Progetto prevenzione incendi
ing. Giuseppe Zagarella
IMPRESA ESECUTRICE
PDR De Rege s.p.a. (Ge)
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A IM_19
RESIDENZA
CAVALIERI DI MALTA
Ospedaletti (IM)
Anno di realizzazione: 2004
Criteri di progetto – obiettivi perseguiti
urante la “Belle Epoque” Ospedaletti (IM) da piccolo borgo della Riviera Ligure di Ponente assume la
fisionomia di una signorile ed accogliente località climatica in cui l’aristocrazia
e l’alta borghesia internazionale trascorrono i mesi invernali, trasformandosi in
vera e propria petite-ville de saison.
La vegetazione esotica lussureggiante del
boulevard di Corso Regina Margherita, le
essenze pregiate e gli alberi secolari dei
Giardini di Pian d’Asché costituiscono la
quinta a monte del lotto oggetto di progettazione, caratterizzato da stretti terrazzamenti digradanti con fronte prospiciente la passeggiata a mare e andamento di
fascia parallelo alla linea di battigia.
La dismissione della linea ferroviaria ha
restituito all’area la fisiologica tensione
verso la libera percezione dell’elemento
marino, connotando l’intervento con la
più tipica essenza ligure di continuo rapporto tra terra e mare.
L’immagine architettonica è stata così
l’esito di uno studio progettuale caratterizzato da un continuo confronto con la
valenza semantica del sito, alla ricerca
della simbiosi, della omogeneità con la
matrice linguistica e con le sue regole,
con i materiali naturali, con “l’idea” di
casa “essenziale”, stereometrica: contemporanea in quanto figlia del luogo e
non del tempo, e proprio per questo nonmoderna.
L’estrema vicinanza al sedime della ex
linea ferroviaria ha di fatto precluso nel
tempo la formazione nell’intorno di un
tessuto urbano di riferimento.
D
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Non risultando inserito in un contesto
edilizio consolidato, il nuovo edificio residenziale si è dovuto quindi rapportare
per tipologia ed immagine ai più significativi esempi di costruzioni storiche isolate
a ridosso della linea costiera della Riviera
di Ponente, tenendo opportunamente
conto delle espressioni di maggior valore edilizio ed architettonico degli anni
Sessanta e Settanta, quali sono da considerarsi il complesso “Palazzine Sada”
(studio dell’architetto Gio Ponti) e quello
di Capo Nero (Architetto L.C. Daneri).
L’approccio progettuale è stato comunque quello di non concepire l’oggetto
come un “monumento” a sé stante pur
nella consapevolezza che non si trattava
di edilizia di base, per tentare di avvicinarsi ad una architettura spontanea ma non
casuale, nel pensiero che diviene edificio.
In questa chiave è da intendersi, per
esempio, l’adozione della copertura piana praticabile. Una scelta vincolante fondata sull’esigenza di coniugare necessità
funzionali, considerazioni tipologiche,
connotazioni linguistiche e soluzioni
stilistico-compositive: il rapporto con il
contesto edilizio di significativa matrice
razionalista; la vicinanza alla linea costiera e quindi a strutture balneari e stabilimenti (elementi importanti anche per lo
studio cromatico); il tentativo di inserire
in un lotto stretto e terrazzato un volume
gradonato compatibile alla morfologia del
terreno; la possibilità, attraverso il giardino pensile, di omogeneizzare percettivamente la copertura del nuovo edificio al
verde circostante ed ai punti panoramici
del boulevard di corso Regina Margherita.
Il riferimento storico agli edifici isolati (sia
abitativi che di carattere militare) che caratterizzano la costa mediterranea e per
i quali la copertura piana praticabile è un
carattere precipuo ricorrente, ha anche
influenzato la composizione del prospetto posteriore che presenta un chiaro
richiamo alle torri di avvistamento medievali attraverso la risoluzione formale delle zone di ingresso e delle scale a
chiocciola esterne, schermate da pareti
in pietra naturale.
L’utilizzo preponderante della pietra faccia a vista lavorata a secco secondo la più
tipica tradizione ligure qualifica la zona
basamentale e nel contempo mitiga lo
sviluppo verticale dell’edificio radicandolo
irreversibilmente all’intorno che ne costituisce la naturale prosecuzione. L’area di
pertinenza è stata infatti concepita come
orto-giardino, in cui il continuo gioco di
livelli, di lingue di fasce e di percorsi è
“spontaneamente” articolato dal progetto
del verde il cui la macchia mediterranea
(cespugli fioriti ed aromatici), diviene tessuto connettivo in cui ci si può imbattere
nella vegetazione esotica o in collezioni di
esemplari di cactacee e succulente.
Descrizione dell’intervento
Il progetto si è proposto di creare un
fabbricato residenziale plurifamiliare (appartamenti in villa) che si inserisse fisiologicamente in un contesto fortemente vincolante dal punto di vista morfologico ed
ambientale: il lotto (larghezza massima
m. 19.80) era caratterizzato da terrazzamenti digradanti con andamento di fascia
parallelo alla linea di battigia (l’altezza dei
muri di sostegno in pietra faccia a vista
oscillava tra i 2,50 e i 3,50 m).
Le fasce in progetto hanno seguito il
profilo naturale originario del terreno ed
i nuovi muri di sostegno e/o di contenimento così come i parapetti sono stati
rivestiti in pietra naturale del luogo.
La soluzione progettuale, al di sotto di via
Cavalieri di Malta, si configura come un
edificio a blocco di semplice risoluzione
volumetrica, organizzato come unità abitativa plurifamiliare isolata e circondata
da un’area di pertinenza attrezzata a giardino; l’orientamento planimetrico (pianta
rettangolare) segue l’andamento delle fasce esistenti e quindi delle curve di livello.
Lo sviluppo in elevazione ha comportato
la realizzazione di due piani abitativi di cui
uno completamente fuori terra (doppio
affaccio) ed uno sottostante seminterrato (mono-affaccio) oltre che un piano
completamente interrato ad uso scantinato; ogni livello accoglie due unità abitative per un totale di quattro.
Gli appartamenti al piano terra sono caratterizzati da logge di accesso a volta a
botte ribassata e dalla presenza di copertura piana fruibile come solarium e giardino pensile raggiungibile attraverso scala
esterna di proprietà.
La distribuzione interna prevede l’ingresso centrale con atrio, zona giorno a sud
comprensiva di parete attrezzata per la
cucina “open space”, zona pranzo, soggiorno e terrazza; la camera da letto con
affaccio a nord è servita da cabina guardaroba mentre dall’atrio (area distribuzionale mediana) si accede al bagno areato
naturalmente con finestra a nord.
Le unità abitative al piano sottostante
sono collegate direttamente mediante
scala interna ai locali interrati ad uso cantine e deposito. La soluzione distributiva è
analoga alla precedente con la variazione
dell’ingresso sul fronte sud direttamente
nella zona giorno; dalla distribuzione cen-
trale si accede alla camera da letto ed al
bagno. Poiché tale piano risulta seminterrato, l’areazione naturale della zona notte
e del bagno è garantita dalla previsione
di un’intercapedine a cielo aperto che si
sviluppa lungo tutto il lato a monte.
La fascia al di sotto del vialetto di accesso
contiene i giardini di pertinenza.
Il leggero loggiato che si articola sul prospetto principale si conforma in logge di
servizio al piano seminterrato e terrazze
per il piano terra per conferire così al
profilo dell’edificio un andamento gradonato che richiama la morfologia del terreno in cui è inserito; tale intenzionalità si
manifesta altresì nel trattamento esterno
delle pareti perimetrali del piano seminterrato rivestite in pietra a vista del luogo.
Il terreno circostante la nuova costruzione, originariamente incolto e caratterizzato da folta vegetazione spontanea di
basso fusto, formata in massima parte
da roveti e qualche cespuglio di palma
phoenix, è stato oggetto di sistemazione
ed intervento per creare zone verdi praticabili, aiuole, fasce piantumate, giardini
di pertinenza nel rispetto altimetrico del
profilo naturale.
In particolare sono stati realizzati un box
auto interrato e, nella fascia sottostante, una piscina e relativi locali tecnici
interrati: un sistema di scale la collega
da una parte alla fascia superiore e a
quella inferiore, sistemate a verde, mentre dall’altra all’adiacente fabbricato residenziale all’insegna della ricerca della
massima permeabilità tra i vari livelli che
compongono la sistemazione dell’area
esterna al fabbricato residenziale: così
da via Cavalieri di Malta, tramite una
rampa gradinata sul lato occidentale del
lotto, è possibile arrivare alla quota del
vialetto di accesso alla palazzina e da
questo, tramite una scalinata, alla quota dei posti auto attestati sulla pubblica
strada.
Committenza
Società Essetre s.r.l. - Milano
Società Desil s.p.a. - Gallarate
Capogruppo e progetto
architettonico
arch. Mirella Scianda
arch. Sergio Raimondo
Ospedaletti (Im)
Progetto strutturale
ing. Giovanni Rolando - Sanremo (Im)
IMPRESE ESECUTRICI
Opere edili e coordinamento
generale
Emal Costruzioni s.r.l.
Impianti elettrici e illuminazione
IM.EL
Impianto termico, idrico-sanitario
e condizionamento
Tecnos
Piscina
Spazio Blu
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A IM_20
AMPLIAMENTO
DEL CIMITERO COMUNALE
Santo Stefano al Mare (IM)
Anno di realizzazione: 2006
L’
intervento ha per tema l’ampliamento del piccolo cimitero comunale di Santo Stefano al mare.
Vista la ristrettezza del budget (250/mq)
si è operato immaginando di avere una
grossa massa coincidente con l’area a
disposizione e di scavarla in modo da ottenere una sequenza di blocchi prismatici che, distribuiti sul terreno hanno dato
forma all’intervento.
I blocchi sono allo stesso tempo muro di
recinzione e sepolture.
La loro disposizione ha generato nel senso est-ovest i vuoti destinati ai percorsi
e nel senso nord-sud le aperture che
permettono un contatto visivo costante
con il mare e il muro storico del cimitero
esistente.
Le facciate dei blocchi sono rivestite
con marmo bianco venato che aggiunge un opportuno tocco onorifico, i loro
lati lunghi e meno visibili sono in cemento armato a vista.
Committenza
Comune di Santo Stefano al Mare
GRUPPO DI PROGETTAZIONE
Amoretti Calvi Associati
arch. Giancarlo Ranalli
IMPRESE ESECUTRICI
Freccero Giuseppe Costruzioni s.r.l.
Savona
Tecnocostruzioni s.r.l. di Lazzaro & C.
Ventimiglia
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Premio PAI 2008 - Categoria A: nuove costruzioni