EDIFICIO PER UFFICI A CN_01 vincitore 1º premio cat. A Alba (CN) Anno di realizzazione: 2004-2007 A seguito dell’alluvione che ha colpito la città di Alba nell’anno 1994, durante la quale l’esondazione del fiume Tanaro danneggiò gravemente la sede di uffici e magazzini dell’impresa di Costruzioni Barberis, i titolari dell’azienda decisero lo spostamento della sede in una diversa area, lungo la strada Alba-Barolo, alla estrema periferia ovest della città. Qui sono stati collocati tutti gli edifici destinati a magazzini, laboratori, servizi ed uffici necessari. L’edificio per uffici, distaccato dagli altri, è stato posizionato nella parte di area che si affaccia sulla strada. La forma e la collocazione dell’edificio derivano dalle esigenze espresse dai Committenti, dalle norme urbanisti- che che, tra l’altro imponevano un arretramento da filo strada di m 34,00 e dall’esigenza di difendere i piani interrati da eventuali nuove alluvioni. Il progetto si articola in due volumi nettamente distinti per forma, dimensioni e uso dei materiali, uniti dal piccolo blocco in vetro destinato a ingresso e reception. Il volume basso in mattoni è destinato agli uffici operativi, mentre quello alto, caratterizzato dall’uso del legno e da facciate continue, contiene gli uffici direzionali. Il piano seminterrato è utilizzato prevalentemente ad uso operativo-servizi: a tale fine è protetto da un’intercapedine, in gran parte a cielo libero e di un’ampiezza tale da consentire un’ottima illuminazione. La quota superiore della parete dell’intercapedine è maggiore di circa m 1,70 rispetto alla quota di campagna circostante, per difendere questo piano da possibili eventuali esondazioni del fiume Tanaro: il terreno circostante è raccordato fra le due differenti quote in modo da dissimulare e rendere quasi impercettibile questa differenza di quota. L’edificio è stato realizzato con struttura portante in C.A. gettata in opera e l’utilizzo dei seguenti materiali: facciata – mattoni pieni a vista, rivestimento in tavole di legno cedro assemblati in pannelli semplicemente agganciati alle pareti, protette da cappotto isolante continuo esterno; il rivestimento in legno è smontabile; 14 serramenti – esterni in profili di alluminio a taglio termico con vetrate isolanti basso emissive, completati all’interno e all’esterno con tende in fibra di vetro; divisori interni – del tipo “pareti mobili” in cristallo con camera d’aria; pavimenti – del tipo “galleggianti” in granito scuro; impianti – l’impianto di riscaldamento è di tipo misto, con fan coils e ventilazione primaria; le centrali termica e di ventilazione sono collocate sulla copertura e raggiungibili attraverso la scala a chiocciola esterna; arredi – la maggior parte degli uffici operativi utilizza mobili di serie, mentre gli uffici direzionali sono dotati di mobili espressamente disegni per questo edificio. Committenza Franco Barberis s.p.a. - Alba Progetto arch. Valerio Demaria Collaboratori Walter Chiarle arch. Claudia Bottizzo arch. Gabriella Truffa Progetto strutturale ing. Paolo Barberis ing. Giuseppe Gobino ing. Guido Graziano Progetto impianto termico e condizionamento Tecnicaer Engineering s.r.l. - Aosta Progetto impianto elettrico Tecnicaer Engineering s.r.l. - Aosta Impresa esecutrice opere edili Franco Barberis s.p.a. - Alba 15 VILLA UNIFAMILIARE A CN_02 menzione di merito cat. A La Morra (CN) Anno di realizzazione: 2005-2008 L’ edificio unifamiliare, realizzato nel comune di La Morra, poco distante dal concentrico, si erge in una zona residenziale diversificata per tipologia e caratteristiche costruttive. La casa sorge su un lotto di circa 3.000 metri quadrati, circondato in gran parte da una vegetazione rigogliosa costituita da prati e boschi. Nella sua articolazione volumetrica la costruzione seguendo la conformazione naturale del terreno si dispone trasversalmente ad esso attraverso una concatenazione di volumi che individuano le diverse funzioni dell’abitazione. Partendo da un semplice elemento della geometria solida, che conserva inalterati i suoi caratteri di riconoscibilità, il progetto assume forma compiuta attraverso l’organizzazione funzionale della casa. Il primo dei volumi, che si sviluppa su due livelli identifica la zona giorno, composta da un ampio soggiorno e dalla cucina, separata solamente da una quinta in muratura, creando un unico ambiente rivolto verso la piscina e il giardino in comunicazione diretta con l’esterno per mezzo delle ampie vetrate. Percorrendo la scala in vetro, dalle linee essenziali, si raggiunge il soppalco, si tratta dello spazio più rappresentativo della casa, poiché grazie all’ampia vetrata offre una vista spettacolare sulle “langhe”. Questo spazio soppalcato, utilizzato come studio, permette di raggiungere la camera da letto e il bagno per gli ospiti. Dal soggiorno attraverso l’unica porta si raggiunge il secondo volume che 16 costituisce la zona notte, composta da una camera da letto dei figli con annessa zona studio, da un bagno di servizio e dalla “suite” padronale composta a sua volta dalla camera da letto, dallo spogliatoio e dal bagno, quest’ultimo ricavato nel terzo volume. Sempre dal soggiorno, infine, attraverso una scala, si raggiunge il piano interrato costituito dai locali accessori all’abitazione quali: autorimessa, cantina, ripostiglio, disimpegno, taverna, lavanderia, e due vani tecnici di cui uno a servizio della piscina, in cui è collocata la vasca di compenso per un funzionamento a sfioro della stessa. La distinzione dei volumi che determinano una naturale disposizione degli ambienti interni, si manifesta anche nella scelta dei materiali di rivestimento. Il primo volume, su due livelli, ha una facciata ventilata realizzata in lastre di porfido accostate che creano una scansione orizzontale. con un criterio costante composto da un modulo di 33 cm che ha determinato la forma e l’altezza delle aperture e delle grandi vetrate. Il secondo volume di colore bianco, rappresentativo della zona notte, è rivestito da un “cappotto” dello spessore di cm 8. Il terzo ed ultimo volume è rivestito in doghe verticali di legno di teak, lo stesso materiale della porta d’ingresso, dei balconi e del marciapiede che circonda la casa fino al bordo della piscina. Le pareti perimetrali e le coperture sono state adeguatamente isolate dall’esterno per ovviare a problemi di ponti termici, e protette con sistemi areati. Fondamentale è stato il progetto della facciata ventilata; per migliorare il controllo igrotermico, il rivestimento è stato staccato dalla parete, creando una vera e propria camera d’aria ventilata. Il flusso controllato che si attiva per “effetto camino” è costituito da una lama d’aria che entra nel punto di rac- cordo tra il legno del marciapiede e la pietra di rivestimento, ed esce in corrispondenza della scossalina di chiusura del rivestimento in corrispondenza della copertura. La scelta dei materiali ha consentito di creare un gioco di variazioni continue nelle colorazioni di tutto l’involucro, accentuato da condizioni espositive che generano differenziazioni cromatiche. La pietra in porfido in particolare rappresenta l’attacco da terra di tutto il primo volume, e diviene il rivestimento di tutto il piano seminterrato lungo la rampa che da accesso al garage. Strutturalmente la costruzione è realizzata in cemento armato, tranne per il soppalco, realizzato in acciaio, il quale è sostenuto per un lato da dei tiranti, che attraversano il solaio di copertura della zona giorno. L’illuminazione naturale assume un ruolo essenziale nel rapporto tra ambienti esterni e spazi interni all’edificio: finestre, portefinestre e ampie vetrate definiscono la gerarchia dei rapporti. La dimensione notevole delle aperture rispetto alle parti opache di facciata ha richiesto attente valutazioni nella scelta dei serramenti per garantire il controllo delle temperature interne: telai in acciaio inox satinato antintrusione della ditta Jansen, sono a taglio termico con vetri a bassa emissività, integrati da schermi solari costituiti da avvolgibili della ditta Griesser, che essendo microforate, regolano l’ingresso della luce oltre che garantire la ventilazione nei periodi estivi. Esteticamente la volontà di vedere dall’interno le ampie vetrate a tutta altezza, fino al solaio, montati filo interno del muro senza però vedere i cassonetti, ha imposto fin dall’inizio una scelta strutturale condizionata dalla creazione nei solai di un cassonetto coibentato accessibile dall’esterno attraverso un celino di ispezione. In corrispondenza del balcone l’alloggiamento dell’avvolgibile è stato creato al di sotto della struttura in acciaio di sostegno. Internamento tutta la casa è stata pavimentata con doghe in legno di rovere naturale della larghezza di cm 16, ad esclusione del piano interrato. Le pareti dei bagni sono state rivestite in pietra di basalto di colore grigio creando un forte contrasto con gli accessori in ceramica bianca. L’impianto termico è a panelli radianti, della ditta Velta, integrato, in corrispondenza delle vetrate, da un sistema di ventilconvettori a pavimento della ditta Kampmann, il tutto alimentato da una caldaia a condensazione assistita da un sistema di panelli solari ubicati sull’ultimo solaio di copertura. L’impianto elettrico domotico della ditta Bticino Axolute, consente una completa gestione di tutta la casa dal controllo del riscaldamento, all’apertura e chiusura automatica degli schermi solari in funzione della temperatura interna, in modo da avere in qualsiasi momento della giornata un confort abitativo ottimale. Gruppo di progettazione Progetto architettonico e strutturale arch. Luca Sensibile - Alba (Cn) Progetto impianto termico Studio Aschiero - Guarene (Cn) Progetto impianto elettrico Integra s.r.l. - Roddi (Cn) Progetto illuminazione Studio Luce - Bi Esse s.p.a. - Asti Imprese esecutrici Opere murarie Busca Fratelli s.n.c. - Diano d’Alba (Cn) Opere in pietra Amg s.r.l. - Prunottomarmi s.r.l. - Alba (Cn) Opere in legno Montaldo Ezio - Castino (Cn) Serramenti e opere in acciaio Marzero s.a.s. - Corneliano d’Alba (Cn) Impianto elettrico Becpor s.n.c. di Porro Aldo e Paolo Guarene (Cn) Impianto termico C.F.G. s.n.c di Ferrino Pier Angelo e Giacone Dario - Treiso (Cn) Impianto idrico Tecnoacqua Idraulica Lattoneria di Grasso Danilo - Alba (Cn) 17 A CN_03 CONDOMINIO HELIOS Bra (CN) Anno di realizzazione: 2008 L’ edificio residenziale in progetto occupa un’area commerciale oggi dismessa. L’intero comparto di pertinenza è parte di una più vasta delimitazione territoriale oggetto di uno S.U.E. redatto per avviare il rinnovo di un settore urbano ormai centrale ma connotato da un elevato grado di disordine e obsolescenza tipologica e funzionale del tessuto edilizio. La strategia progettuale è stata, fin dall’inizio, impostata sul rapporto con le preesistenze. Si sono accolte inizialmente le indicazioni di piano che assegnavano all’edificio un ruolo di mediazione volumetrica tra il complesso residenziale di sette piani posto sul confine a nord ed il contesto di edifici monofamiliari a due piani f.t. Fra le versioni del progetto elaborate per rispondere al problema, le prime hanno sviluppato l’idea di un edificio costruito in aderenza. L’iter progettuale tuttavia ha ribaltato i termini del problema, spostando l’obiettivo da queste soluzioni ad un’intermedia (dove il rapporto con la preesistenza è mediato da un loggiato, trattato come un volume a sé, e collegato con un artificio all’edificio principale) fino ad arrivare a quella definitiva dove la facciata cieca del fabbricato adiacente anziché essere negata diventa un elemento della composizione dotata di una sua autonomia figurativa e spaziale. L’articolazione dei volumi (nella sua configurazione finale) ha originato da una logica compositiva dove l’addizione dei corpi di fabbrica rende manifesta 18 la scomposizione per funzioni principali e secondarie. Alle due unità immobiliari per piano corrispondono due volumi dominanti disposti ortogonalmente uno all’altro con il vano scala (spazio di servizio) in posizione baricentrica. Gli elementi della copertura sottolineano questo concetto marcando con una forte direzionalità i due corpi di fabbrica e, mentre la scelta a livello tipologico di un profilo curvilineo risponde a questa volontà, sul piano formale l’adozione di un forte aggetto si configura come un esplicito richiamo al profilo mansardato che connota l’attestamento del vicino condominio “La Quiete”. Sono stati ottenuti in questo modo tre prospetti rivolti alla città, autonomi ma complementari. gruppo di progettazione arch. Roberto Maunero ing. Guido Gaia Progetto architettonico arch. Roberto Maunero - Bra (Cn) Progetto strutturale ing. Guido Gaia - Bra (Cn) Progetto impianto termico, condizionamento e idrico-sanitario ing. Alberto Marchisio - Bra (Cn) Progetto impianto elettrico e illuminazione Studio Tecnico Aragno & Omento P. Ind. Associati - Savigliano (Cn) Progetto prevenzione incendi ing. Guido Gaia - Bra (Cn) Imprese Esecutrici coperture: Martino s.r.l. Carpenteria in ferro Sanfrè (Cn) carpenteria metallica: Falco s.n.c. di Viberti Cesare & C. Bra (Cn) serramenti: Tecno-Stil s.n.c. di Garombo L. & C. Pocapaglia (Cn) porte interne: Cagliero Porte - Roreto di Cherasco (Cn) impianti elettrici: ELE.S.A. s.r.l. - Cherasco (Cn) impianti termo-idraulici: Rambaudi Pier Mario - Sanfrè (Cn) 19 A CN_04 MOVICENTRO “BRAUNO” Bra (CN) Anno di realizzazione: 2004-2007 I l 2º Piano Regionale dei Trasporti della Regione Piemonte del 1997 ha promosso l’interscambio tra i diversi servizi di trasporto. In tal senso, il piano prevedeva il progetto di realizzazione di centri di interscambio modali detti MOVICENTRO. Tra i centri destinatari ai finanziamenti stanziati dalla Regione Piemonte figurava anche il Comune di Bra, per il quale veniva garantita la copertura finanziaria del progetto. Il comune di Bra ha incaricato la Progei s.r.l. della redazione della progettazione del movicentro “Brauno”. L’area interessata all’intervento, si sviluppa su una superficie pari a circa 6500 mq, ed è localizzata nel triangolo compreso tra il sedime della ferrovia e la linea immaginaria tracciata da via Trento e Trieste e via Vittorio Veneto, per la quale è previsto un adeguamento della sezione stradale e della viabilità, non oggetto del nostro intervento e non ancora realizzata. Ovviamente i due interventi sono interfacciati in quanto entrambi connessi con il sistema viabilità dell’intorno di piazza Roma. Il progetto ha previsto la riqualificazione dell’area attigua alla stazione ferroviaria di Bra con la creazione di un parcheggio e di una nuova viabilità dei pullman che gravitano ogni giorno attorno alla stazione e di un nuovo edificio a servizio dell’intermodalità all’interno del quale sono ospitati i seguenti spazi: tre piccoli negozi/chioschi; un blocco servizi igienici; una biglietteria; un ampio soppalco da adibire a self service; il tutto per rendere più gradevole l’attesa e migliorare il servizio pubblico di autobus e treni. 20 L’opera nella sua totalità ricade in area di proprietà delle Ferrovie dello Stato, in origine adibita ad usi connessi con le operazioni di carico e scarico merci. Prima dell’intervento l’area era occupata da numerosi fabbricati di scarso interesse che sono stati demoliti per lasciare spazio alla nuova viabilità e al nuovo parcheggio. La scelta progettuale è stata quella di mantenere in parte l’esistente edificio porticato utilizzato in origine per lo scarico delle merci dai treni e di crearne un nuovo che fosse da elemento di congiunzione tra questo e la stazione ferroviaria. Anche la vecchia torretta contenente il serbatoio dell’acqua è stata recuperata ed all’interno di questa è stato ricavato un ascensore. Il nuovo edificio che si è venuto a creare è un solo corpo di 935 mq la cui unione è sottolineata da un’unica copertura all’interno in legno lamellare e all’esterno in coppi: un semplice tetto a due falde che viene arricchito dai numerosi dettagli come i tubi in acciaio inox microforellati per il condizionamento idronico a tutt’aria che si sviluppano e s’intersecano all’interno dell’edificio caratterizzandone l’aspetto. L’unione delle due strutture è inoltre sottolineata dal soppalco, progettato per ospitare un self service. La struttura del soppalco è in acciaio e in corrispondenza della zona centrale del fabbricato si assottiglia formando una passerella dalla cui balconata ci si può affacciare da entrambi i lati. Grazie al parapetto e alle pareti interamente vetrate si può vedere chiaramente l’esterno. Installati a soffitto alcuni specchi rotondi sono forti punti di richiamo visuale e di sera riflettono la luce prodotta dai proiettori a ioduri metallici, posizionati lungo le pareti, per realizzare un’illuminazione indiretta della zona. Il nuovo corpo di fabbrica, con la lunga vetrata che congiunge il vecchio edificio porticato alla stazione ferroviaria, ha una struttura di acciaio e tamponamenti in vetro. L’effetto che si è voluto ottenere è quello di creare un edificio completamente “aperto” e interfacciato verso l’esterno, quasi che l’edificio avesse per pareti il piazzale esterno e gli edifici circostanti da un lato e i binari dall’altro. Questo anche per permettere ai fruitori di controllare meglio l’intermodalità che si verrà a creare in modo da avere ben visibile il pullman o il treno in arrivo/partenza. Il contrasto tra la trasparenza del vetro, la leggerez- za dell’acciaio e il calore del legno delle capriate che scandiscono il soffitto, danno la sensazione di trovarsi in un luogo aperto e familiare. Il carattere accogliente è sottolineato dalla presenza dell’edificio porticato le cui arcate sono tamponate da vetrate che ne sottolineano la forma. Al piano terra la zona libera è scandita da alcuni “cubi” che ospitano dei piccoli negozi, la biglietteria e i servizi igienici. I negozi/chioschi sono realizzati quasi interamente in vetro creando un effetto di allestimento “temporaneo”, una struttura leggera, una “scatola smontabile” all’occorrenza. Anche la struttura dei negozi è costituita da pilastri in acciaio a cui sono ancorati i tamponamenti in vetro. Uno spigolo del cubo è opaco in quanto ospiterà un locale di servizio al negozio. La posizione dei negozi incide sui percorsi interni all’edificio indirizzando i flussi di utenti diretti o provenienti dalla sede ferroviaria vera e propria. Gli accessi, incorniciati da una struttura monolitica che fuoriesce rispetto alla facciata protendendosi verso l’esterno dell’edificio, sono facilmente individuabili dai fruitori che si trovano sia all’interno che all’esterno dei locali. Lungo il perimetro del fabbricato sono presenti più ingressi sia sul lato piazzale che sul lato dei binari in modo da agevolarne al massimo la fruibilità. Sempre per questo motivo le porte vetrate sono dotate di aperture automatiche telescopiche. Ad est, verso la stazione, è stato ricavato un locale tecnico interrato al di sotto del piano calpestabile dell’edificio. Il locale è stato realizzato interamente in c.a. gettato in opera e poggia su una fondazione a platea. Al locale si ha accesso mediante scala di ferro posizionata in un cavedio. L’interrato ospita un locale caldaia separato con muri REI da un locale più grande che ospita due macchine Unità Trattamento Aria e i relativi canali che fuoriescono dal pavimento del piano terra sotto forma di tubi in acciaio inox per poi correre, volutamente in vista, per tutto l’edifico. Esternamente, la sequenza orizzontale degli archi e la struttura vetrata si conclude con l’elemento verticale della torretta, che, come l’edificio porticato, è un elemento che connota la zona. Si è voluto quindi mantenere entrambi realizzando un attento intervento di consolidamento strutturale con sottofondazioni e cerchiatura dei pilastri. All’interno della torret- ta, che in origine conteneva il serbatoio dell’acqua, è stato inserito l’ascensore per il soppalco. Nell’area esterna è stato realizzato un ampio parcheggio in modo da eliminare il groviglio d’auto e autobus che ogni giorno affollava il piccolo piazzale di fronte alla stazione. Per gli autobus è stata studiata una viabilità separata dalle auto tramite degli spartitraffico e un’area di sosta di fronte al nuovo edificio. In corrispondenza di quest’area è stata creata una pensilina per riparare i pedoni in attesa dell’autobus. Lo schema statico scelto esalta la snellezza e leggerezza della struttura metallica. I montanti sono costituiti da tre profilati tubolari che sorreggono sia il traverso, elemento di appoggio della copertura, sia la copertura stessa attraverso i tiranti. La struttura orizzontale è costituita da IPE controventate che sostengono la lamiera grecata. La riqualificazione dell’area di fronte alla stazione ferroviaria è stata realizzata creando una corsia ad uso esclusivo per i pullman, un’area verde, una zona pedonale di accesso e un’area di sosta per i taxi. Sia lungo il perimetro del piazzale che di fronte al nuovo edificio è stata creata una pista ciclopedonale pavimentata in autobloccanti. L’obiettivo è stato quello di creare un luogo dotato delle strutture necessarie per costituire un’interfaccia fra più mezzi di trasporto: si è cercato non solo semplicemente di creare dei nodi d’interscambio ma di aggiungere uno sforzo organizzativo per rendere maggiormente appetibile l’uso del servizio di trasporto pubblico. Committenza Comune di Bra (Cn) Gruppo di progettazione Progei s.r.l. - Cuneo Capogruppo Progei s.r.l. - Cuneo Progetto architettonico e direzione operativa Progei s.r.l. - arch. Simona Dabbene Progetto strutturale Progei s.r.l. - ing. Luca Ronco, ing. Edoardo Turco, ing. Alberto Brondello Progetto impianto termico, condizionamento e idrico sanitario ing. Marco Rocca Progetto impianto elettrico e illuminaz. ing. Walter Blangetti Progetto prevenzione incendi Progei s.r.l. - ing. Giuseppe Menardi Progetto acustico ing. Walter Blangetti Direzione lavori Progin s.p.a. - ing. Salvatore Esposito IMPRESE ESECUTRICI ATI tra Triolet Costruzioni s.r.l. e Ecogas Energia s.r.l. - Aosta 21 A CN_05 IMPIANTO POLIFUNZIONALE PER ATTIVITà SPORTIVE E TURISTICO-RICREATIVE Caraglio (CN) Anno di realizzazione: 2004-2007 L a strategia di sviluppo sottesa al progetto intende soddisfare l’obiettivo dell’implementazione dell’economia turistica in un’area marginale di montagna creando un polo di attrazione sportiva per attività agonistiche e promozionali di ampio respiro e dalle interessanti ricadute socio-economiche anche attraverso una diversificazione del prodotto turistico locale della Comunità Montana Valle Grana. Pertanto un’infrastruttura che consenta di ospitare attività sportive agonistiche di livello nazionale, regionale ed intercomunale consente di aumentare il numero delle discipline e delle attività sportive praticate e di organizzare manifestazioni ed eventi di carattere non sportivo. L’area individuata per la costruzione si trova all’interno del complesso sportivo esistente nel comune di Caraglio lungo la strada provinciale Caraglio-Bernezzo. Il complesso sportivo attualmente ospita un campo da calcio regolamentare, un campo da calcetto, un campo da calcio per gli allenamenti, i relativi blocchi spogliatoi, locali magazzino asserviti alle attività sportive, uno sferisterio con campo ed edificio per spogliatoi ed un’area a parcheggio recentemente rifunzionalizzata. Il nuovo edificio, previsto al centro della zona descritta, contribuisce a raccordare e ricucire il tessuto antropico dell’intera area proponendosi come fulcro dell’intero impianto sportivo. Permette una migliore distribuzione dei percorsi legati alle varie attività sportive e ludico-ricreative suddividendo le zone 22 riservate agli atleti da quelle occupate dal pubblico. Le strutture esistenti, nate in assenza di un disegno preordinato, si avvalgono della funzione ordinatrice della nuova struttura che determina un legame evidente tra le attività e le funzioni esistenti e quelle nate dal progetto. L’impianto consiste in un impianto polifunzionale per la pallavolo, la pallacanestro, la ginnastica ritmica e artistica e per le manifestazioni di carattere non sportivo ed all’esterno per un campo da calcio per allenamenti con la predisposizione di spazi per il green volley. La struttura risulta costituita da spazi per l’attività sportiva, spazi di servizio quali spogliatoi per atleti ed arbitri, pronto soccorso, spazi per il pubblico quali la hall di ingresso, i servizi igienici, il guardaroba, locali tecnici quali i magazzini e la centrale termica e sarà in grado di ospitare manifestazioni agonistiche a livello regionale, interregionale e nazionale fino alla serie B per la pallavolo, la pallacanestro e fino al livello internazionale per la ginnastica. Sono state, inoltre, realizzate tribune retrattili in grado di ospitare un pubblico di circa 300 persone per le manifestazioni sportive. Nell’ipotesi di utilizzo della struttura per manifestazioni di carattere non sportivo il pubblico presente, che andrà ad occupare parte dello spazio di attività potrebbe arrivare alle 900 persone. L’area degli impianti sportivi risulta essere in gran parte antropizzata e caratterizzata da un contesto ambientale tipico delle aree limitrofe ai centri urbani con una presenza di tipologie costruttive diversificate sia per il carattere architettonico che per le destinazioni d’uso. Le tipologie dell’area sportiva sono riferite agli edifici che ospitano gli spogliatoi e agli ambienti di servizio all’attività sportiva e la loro connotazione architettonica è varia e diversificata e non risulta inserita in una corretta visione programmatica di occupazione degli spazi. Ai lati della zona sportiva insiste un’area a destinazione industriale occupata da edifici destinati alla produzione e impianti per l’estrazione e lavorazione dei materiali inerti. La nuova struttura pensata con tipologie costruttive che riprendono forme e temi dell’architettura tradizionale tipica dei luoghi, riformulandoli in concetti attuali, propone l’utilizzo del legno lamellare per le strutture di copertura, del vetro strutturale per le pareti che dialogano con l’esterno e del rivestimento delle pareti con elementi ondulati in lamiera di alluminio. Il tentativo espresso di inserimento nel contesto attraverso forme e volumi di concezione contemporanea e organica risulta necessario per definire un “oggetto-faro” che caratterizzi e renda riconoscibile la funzione originale dell’area. La concezione architettonica si rifà ad un’aggregazione spontanea di forme e volumi in un concetto di decostruttivismo a rappresentare un’architettura di tipo spontaneo in grado di amalgamarsi e scomporsi senza perdere il connotato originale di occupazione dello spazio visivo. Il nucleo centrale sarà un grande volume dalle forme irregolari ed arrotondate, intersecato da blocchi, di diverse altezze e forme, che contribuiranno, attraverso l’utilizzo di materiali “ diversi e naturali” a far dialogare l’edificio con l’ambiente circostante. La forma ad onda della struttura di copertura in legno lamellare contribuisce a mitigare l’impatto visivo rendendolo più armonioso e meno invasivo ed a migliorarne l’aspetto acustico diventando quasi esso stesso la cassa di un grande strumento musicale. Concetto che risulta accresciuto dalla parete tonda di fondo che ha il compito di riportare l’onda fino a terra. Un volume che nasce da terra, chiuso, ermetico nei suoi contenuti e nelle sue funzioni, ma che si scopre e si apre al culmine dell’onda con la grande vetrata. Il volume principale è stato rivestito con pannelli ondulati in lamiera di alluminio a richiamare la tipologia delle vecchie coperture utilizzate per le strutture industriali. I blocchi annessi all’impianto, rappresentano gli spazi destinati ai servizi accessori all’attività sportiva ed attraverso i colori se ne individuano le funzioni. L’arancione per i servizi generali per il pubblico, il blu per le sedi delle società sportive, il grigio chiaro per i depositi ed il grigio scuro per gli spogliatoi. L’utilizzo del vetro è stato valutato per favorire l’alleggerimento della struttura, infatti, seppur di imponenti dimensioni, non appesantisce l’ambiente, ma crea percorsi visivi armoniosi ed integrati con lo spazio esterno. Gli spazi esterni saranno completati con le aree a verde attraversate dai percorsi di collegamento tra i vari edifici. Uno spazio destinato a bar contribuirà ad accrescere la capacità di attrazione dell’area proponendola come nuovo luogo di socializzazione. Dare forma ad un luogo del presente, in cui si possano condensare, incrociare ed esprimere con grande margine di flessibilità diverse attività per il tempo libero e della cultura giovanile. Un progetto che ha immaginato un approccio in bilico fra l’architettonico, il sociologico ed il fenomenologico, uno spazio adatto anche alle fruizioni in continua modificazione della nuova generazione. L’impianto dovrà essere in grado di generare una proliferazione di esperienze spaziali che intrecceranno i momenti dello sport, del divertimento, dell’incontro, dell’emozione, dell’energia in un arcipelago di attrezzature intercambiabili, separate ma concettualmente continue. Potrà essere lo spazio dell’esplorazione di cui i giovani possano appropriarsi con agilità. Committenza Comune di Caraglio (Cn) Gruppo di progettazione Capogruppo arch. Giuseppe Barbero Progetto architettonico arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro Progetto strutturale arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro Progetto impianto termico, condizionamento e idrico sanitario arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro Infine il grado di innovazione tecnologica risulta evidente dall’analisi delle scelte progettuali attuate ed in particolare le tipologie architettoniche utilizzate per la struttura di copertura in legno lamellare con travature a sezione variabile e profili longitudinali ad arco in metallo, per il manto di copertura e di rivestimento delle pareti in lastre di alluminio, la vetrata strutturale che definisce lo spazio di accesso e ricevimento, la tipologia per il riscaldamento e la ventilazione interna in grado di creare le migliori condizioni ambientali di benessere e la pavimentazione per la zona sportiva in grado di assorbire le sollecitazioni degli atleti riducendo drasticamente gli infortuni alle articolazioni. Le dimensioni interne dello spazio di attività con le tribune retrattili che permettono una grande flessibilità nell’utilizzo della struttura con un alto grado di polifunzionalità sia per quanto riguarda l’uso per attività sportive che per manifestazioni di carattere non sportivo. Progetto impianto elettrico e illuminazione arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro Progetto prevenzione incendi arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro Progetto acustico arch. Giuseppe Barbero arch. Marco Mauro IMPRESA ESECUTRICE I.C.E.G. s.n.c. 23 A CN_06 CANTINA SARACCO Castiglione Tinella (CN) Anno di realizzazione: 2006-2007 L a cantina Saracco di Castiglione Tinella, oltre a rappresentare un'importante risorsa di sviluppo locale ed economico per il territorio, ha da sempre legato la sua attività ad un rapporto privilegiato con l'ambiente urbano del piccolo centro a cui appartiene. Proprio da questa relazione stretta nasce la scelta di mantenere negli anni l’azienda nella sua sede originaria: una cascina a corte aperta insediata su di un versante di langa esposto a nord. Scelta confermata negli anni ’80 quando per rispondere alla domanda di nuovi spazi generata da un aumento della produzione si decide di far crescere la cantina a ridosso dei volumi preesistenti realizzando un capannone prefabbricato. Mentre in tutta Europa si manifestano forti spinte al decentramento degli spazi produttivi a ridosso delle strade di fondovalle, creando specialmente in Italia alcuni fra i più irrimediabili disastri per il paesaggio agricolo storico, lo stabilimento vinicolo diversamente da altre aziende sceglie la via di un più responsabile ed avveduto uso del suolo e del proprio capitale fisso non abbandonando l’originaria collocazione. Anche oggi, con l’emergere di nuove necessità di ristrutturazione aziendale, si è deciso di perseguire la stessa via. La proposta di progetto si connota quindi principalmente come una riqualificazione ed un riuso delle strutture esistenti. La richiesta iniziale di bonifica e sostituzione del vecchio tetto in fibrocemento del capannone si unisce alla necessità di nuovi volumi 24 produttivi ed all’unica possibilità di crescita costituita dalla porzione di pendio non ancora occupato dai vigneti. Tutti questi fattori generano il pretesto per iniziare un processo di ripensamento strutturale e distributivo dell’intera cantina. La soluzione prevista assume la forma di un sistema di tre tetti a doppia falda indipendenti fra loro e semplicemente accostati. In ogni sorta di contesto, uno spazio produttivo tende a crescere sempre per somma di parti che si accostano l’una all’altra mettendo a contatto diversi modi di usare lo spazio. Un capannone copre gli spazi produttivi, connettendo le funzioni e dando carattere all’insediamento. Un capannone è, al suo esterno, un guscio insensibile. Non ha un “sopra”, un “davanti”, o un retro: la sua unica funzione è proteggere ciò che contiene. Il contenuto viene avviluppato con una superficie priva di gerarchie. Questo guscio ha poi un interno sensibile che è deformato da ciò che contiene e si dilata a seconda delle esigenze che ospita. Si decide quindi di cercare di mantenere nel progetto il carattere di questi spazi produttivi e trattare interno ed esterno come una superficie continua, in un unico materiale, che delinei in eguale misura il fuori e il dentro del nuovo edificio. Non si tratta infatti solamente di un intervento di restyling per la struttura produttiva esistente, poiché il guscio si allunga verso il pendio, coprendo e riqualificando anche gli spazi del cortile preesistente ed i nuovi interrati. Da ciò si intuisce come i nuovi spazi di cui la cantina necessita, implichino un ingente incremento della massa costruita, che si trova ad essere quasi triplicata dall’intervento in questione. Si è quindi provato a gestire l’impatto dei nuovi volumi modellando le forme delle tre falde del guscio sulla grana e la tessitura dell’edificato sul versante. I nuovi tetti dovranno perciò essere rivestiti di un materiale che sia funzionale alle esigenze di un impianto industriale, ma dovranno anche inserirsi all’interno della trama cromatica e formale del contesto insediativo, al confine fra vigneti ed edificato. Uno spazio sul limite caratterizzato da un continuo scambio fra i volumi articolati e dai colori neutri del piccolo centro e le linee verdi e filanti delle viti. La cantina è un “oggetto intermedio” che appartiene ad entrambi questi immaginari formali. Se i suoi volumi partecipano al paesaggio urbano di crinale seguendo la grana del costruito, dovranno prendere parte anche a quello agricolo di versante assumendone il colore verde, presente anche nell’immaginario della tradizione della coltura della vite. Inoltre questo particolare spunto, che si traduce nell’impiego di lastre in rame preossidato come rivestimento, vuole essere anche riferimento ad un immaginario che intreccia le pratiche agricole tradizionali al carattere del paesaggio locale: l’utilizzo del “verderame” nella disinfestazione delle viti conferisce infatti non solo ai filari, ma anche ai muri degli edifici circostanti proprio quel particolare colore così presente nella tradizione della coltivazione della vite e della vinificazione. Ma questa “pelle” dalla sezione continua non è solo un dispositivo per innescare un dialogo con il paesaggio, ma anche un elemento tecnico che risponde a diversi requisiti prestazionali. Per esempio il contenimento, il riordino e la distribuzione di gran parte degli impianti e dei sistemi di gronda. Ma non solo: la scelta di impiegare lastre microforate in parete e controsoffitto aiuta ad abbattere gran parte del rumore dei macchinari, mentre l’uso di lastre accoppiate a polietilene in copertura minimizza gli effetti di disturbo sonoro generati dalla pioggia battente tipici degli ambienti industriali. Non si tratta quindi solamente di una scelta di design dell’involucro, ma di una risposta ad alcuni problemi di progetto molto precisi generati dal quadro esigenziale di un edificio complesso. In costante equilibrio fra il suo essere macchina produttiva, immagine e marchio aziendale, elemento di un contesto in profonda trasformazione. Committenza Azienda agricola Paolo Saracco GRUPPO DI PROGETTAZIONE arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano Capogruppo arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano Progetto architettonico arch. Mario Boffa - arch. Enrico Boffa arch. Andrea Delpiano Progetto strutturale Ing. Giorgio Domini Progetto impianto termico, condizionamento e idrico-sanitario ing. Alberto Panero (Essepi Ingegneria s.r.l.) Progetto impianto elettrico e illuminazione p.i. Luca Crudo Imprese Esecutrici Fratelli Rocca (opere in c.a.) Castagnole Lanze (Cn) Consorzio Stupino e Cavallo (strutture in acciaio, rivestimento copertura, serramenti) - Guarene (Cn) 25 A CN_07 CASA CHIAVASSA Centallo (CN) Anno di realizzazione: 2004-2006 L a casa Chiavassa è stata concepita come casa monofamiliare in una zona residenziale di completamento posta a nord-est dell’abitato di Centallo (CN) su un lotto di 2.048 metri quadri. La disposizione planimetrica dell’edificio nel lotto ha seguito la logica del miglior orientamento possibile degli ambienti abitati e con i locali di servizio come bagni e scale posti sul lato nord, L’edificio si sviluppa su tre livelli, uno interrato per locali tecnici quali centrale termica, cantine, uno al piano terreno con tutte le funzioni abitative ed uno al piano primo con la dislocazione delle camere da letto dei ragazzi. L’autorimessa è stata realizzata al piano terreno e nel punto più vicino possibile all’accesso carrario già esistente, evitando la costruzione di rampe e limitando l’area manovra, così facendo si sono ottenuti 1.100 metri quadrati di verde a giardino pari a più del 50% della superficie complessiva del lotto. La tipologia edilizia e i materiali utilizzati sono stati scelti nel rispetto della tradizione locale della pianura pedemontana cuneese in particolar modo all’uso dei coppi in laterizio e della struttura lignea del tetto, nella realizzazione di porticati e di passafuori alla piemontese. La scelta di realizzare parti di muratura con pietra a vista non è estranea al contesto locale, non sono rari sul territorio esempi di porzioni di fabbricati realizzati con pietra di fiume o a taglio a vista. La struttura dell’edificio è realizzata con pilastri in cemento armato, solai in late- 26 ro-cemento e orditura primarie e secondaria con travatura in legno di abete a taglio uso trieste. Il legno è un materiale della nostra terra e fa parte delle materie prime rinnovabili, in confronto ad altri materiali edili si distingue per il basso fabbisogno energetico nel ciclo di produzione. Il manto di copertura è stato realizzato con coppi in laterizio e sull’intradosso delle parti esterne (porticati e passafuori) si è lasciato il coppo a vista come nella tradizione locale. Per l’isolamento della copertura a struttura lignea si sono utilizzati pannelli in fibra di legno, questo materiale è ricavato da legno di basso pregio, ma anche da scarti di produzione provenienti dalle segherie. La materia grezza viene macinata e dopo alcuni processi di lavorazione, viene trasformata in fibra di legno, infine le fibre vengono compresse dando forma ad un pannello isolante. I pannelli in fibra di legno possiedono delle buone caratteristiche termo-fonoisolanti e sono caratterizzati da un’elevata inerzia termica caratteristica che li rende particolarmente adatti nell’isolamento di tetti in legno. La muratura esterna è realizzata con due tipologie: una con finitura esterna intonacata e l’altra con finitura a pietra a vista: – la prima è realizzata con muratura verso il lato esterno con blocchi alveolari in laterizio dello spessore di centimetri 25 con proprietà isolanti, con muratura interna realizzata e con interposto doppio pannello in fibra minerale (centimetri 6+6); – la seconda è composta sul lato esterno da una muratura in pietra a spacco con spessore medio di centimetri 20, sul lato interno con blocchi forati in laterizio (mattone 27 fori) e con interposto pannelli di fibra minerale (centimetri 8+6). L’isolamento delle murature esterne è composto da pannelli in fibra minerale realizzati con l’apporto di materiali quali farina di quarzo, calce, cemento e acqua; grazie ai pori d’aria presenti all’interno del materiale i pannelli raggiungono delle ottime qualità termoisolanti, inoltre garantiscono solidità e resistenza alla pressione, permeabilità e sono incombustibili. In considerazione del fatto che i pannelli in fibra minerale sono costituiti da materie prime naturali e poiché la loro produzione non è dannosa per la salute, questo materiale isolante può essere catalogato come ecocompatibile. Il fabbisogno energetico necessario per la sua produzione può essere considerato di media entità. Particolare cura si è posta nel risolvere i ponti termici, realizzando una maglia di pilastri rettangolari (centimetri 40x25) con il lato lungo parallelo alla muratura in maniera tale da poter inserire la doppia pennellatura isolante ed effettuando un taglio termico con pannelli in polistirolo annegati al getto in calcestruzzo in corrispondenza dell’unico balcone dell’edificio. Per l’isolamento termico dei solai si è provveduto alla posa di pannelli in fibra minerale sull’intradosso dei solai confinati con il piano seminterrato e con la realizzazione di massetti in perlite con proprietà fono-assorbenti. I serramenti esterni sono in alluminio con triplo taglio termico, mentre per le vetrocamere si sono utilizzati doppi vetri del tipo basso emissivo con spessori diversi per migliorare l’efficienza acustica (5 mm verso l’esterno e 4 mm verso l’interno) con interposti 18 mm di gas argon. L’edificio ha un’esposizione prevalente a sud, con gli effetti benefici dei guadagni termici solari nel periodo invernale e con accorgimenti progettuali, quali porticati e passafuori di adeguate dimensioni, tali da generare ombreggiatura nel periodo estivo. Per la diffusione del calore si è realizzato un impianto a pavimento radiante a bassa temperatura, distribuendo il calore negli ambienti in modo uniforme garantendo quindi un clima abitativo migliore per l’utilizzatore. Un altro vantaggio di questa tipologia di riscaldamento è costituito dall’ottima integrazione di questo sistema con gli impianti installati che sfruttano fonti d’energia rinnovabili (solare termico e termocamino) oltre ad una caldaia a gas metano del tipo a condensazione. Dal punto di vista energetico l’edificio è dotato di un impianto solare termico costituito da 8 pannelli solari del tipo sottovuoto con esposizione a sud e posizionati nell’area manovra in adiacenza al muro di cinta non visibili dall’esterno. Le tubazioni di collegamento tra i pannelli solari e la caldaia sono state interrate ed isolate in maniera tale che nei dieci metri di sviluppo le perdite di calore siano minime. Il solare termico qui realizzato ha tre funzioni: – la prima è quella di fornire la quasi totalità del fabbisogno annuo di acqua calda ad uso sanitario; – la seconda è di contribuire al riscaldamento dell’edificio fornendo acqua preriscaldata alla caldaia a condensazione che dovrà solamente integrare la differenza di temperatura per raggiungere i 30-35C° ideali per il riscaldamento a pavimento radiante; – la terza è quella di fornire nel periodo estivo acqua calda per l’utilizzo nella piscina scoperta posta nel giardino. Nel salone del piano terreno si è installato un termocamino a legna che oltre a svolgere una funzione di riscaldamento diretto è collegato alla centrale termica contribuendo così alla produzione di acqua calda nel periodo invernale. Committenza Chiavassa Giuseppe Gruppo di progettazione Capogruppo arch. Gianoreste Biglione Progetto architettonico arch. Gianoreste Biglione Progetto strutturale ing. Romina Barra Progetto isolamento e impianto termico ing. Giovanni Andrea Risso IMPRESE ESECUTRICI Impresa edile C.A.P. di Chiavassa G. & C. s.n.c. Impianto termico-idrico-sanitario Termoidraulica Giacca s.n.c. Impianto elettrico Lamberti Bruno 27 A CN_08 UN PROGETTO PER “CS COLOR” Madonna dell’Olmo (CN) Anno di realizzazione: 2005-2006 Il pensiero a storia del progetto comincia con una lunga, solitaria camminata in un nitido e freddo giorno di gennaio. Un prolungato girovagare lungo strade desolatamente larghe circondate dai “capannoni”; poi lo sguardo si innalza ed il cuore sobbalza. Sono sul posto per la prima volta. È la piana oltre Stura di Cuneo, il “centro” delle Sud-Occidentali, forse l’esatto posto, lungo la strada da Benevagienna a Pedona, dove Cesare, davanti alle Legioni, per un momento si è fermato. In piedi sul cavallo è rimasto immobile, penetrato da quell’imponente, nero orizzonte di guglie conficcate nel rossoarancio del cielo al tramonto. È il momento in cui perdi la percezione delle stagioni e del tempo, quelle volte che non sai se sia paura od energia quella cosa che ti pervade, che ti fa “condottiero”, che ti rende, nell’attimo… “immortale”. In momenti “normali” questa è una “ZONA P”, tutto attorno capannoni, insediamenti artigianali, industriali, commerciali... “normali”. Vogliono un negozio di vernici, un deposito e... un’abitazione! Il lotto è l’ultimo rimasto, un residuo triangolo allungato, quello che nessuno ha voluto, tra strada, piazzale e ferrovia ad Ovest. Cerco le positività. La ferrovia è in profonda trincea mascherata dal verde, più di tre lati sono liberi e sono quelli “importanti”. Si può progettare, ma qui voglio una ar- L 28 chitettura libera di porsi a queste montagne e confrontarsi con il “loro” cielo. Qui voglio... le scaglie cuneiformi della Meia la pietra spaccata del Viso e dei Gelas l’energia ”incombente” della Bisalta... almeno un “segnale” di direzione, una umile architettura che indichi agli occhi ed al cuore l’altra grande “composizione”... quella rimasta negli occhi di Cesare. Il progetto La sfida è dunque quella di riuscire a progettare un edificio in grado di confrontarsi con il “grande contorno” trascurando invece il tessuto urbanistico circostante, caotico e poco caratterizzato, replica di molte altre aree industriali che sorgono ai margini delle nostre città. Il profilo delle montagne cerca di “vivere” nelle forme articolate e nelle linee nitide e pulite dell’edificio, seppure nella sua obbligata pianta cuneiforme per adattarsi alla conformazione particolare del lotto: un terreno di dimensioni modeste stretto tra la strada statale e la ferrovia. L’energia e la solidità delle loro rocce determinano la scelta dei materiali costruttivi: l’acciaio nello scheletro portante, vuole testimoniare la presenza metallifera e gli elementi in cls vibrocompresso nell’involucro murario, con la loro superficie naturale richiamano l’idea della pietra senza costituirne falsa copia. Accanto al rispetto estremo per il “grande contorno”, il progetto cerca attenzione per la qualità dell’architettura sia dal punto di vista estetico che funzionale. Nulla e finto: il metallo non è sorretto ma sorregge, la “pietra spaccata” dilaga lungo le facciate, incisa dal metallo e modellata dal vento e dalla pioggia battente. Le parti trasparenti aprono orizzonti profondi fra “guglie” e “valloni”. In simbiosi si cerca di organizzare gli spazi e comporre i volumi. L’edificio è infatti la somma di aree a destinazione d’uso differente: un punto vendita, un deposito per le merci ed una abitazione del gestore dell’attività. Pur mantenendo un linguaggio omogeneo, ogni parte è concepita per essere autonoma ed è studiata per rispondere ad esigenze specifiche. Il magazzino, ad esempio, si differenzia dal resto del complesso per avere una forma più estesa e compatta, ideale per sfruttare al meglio lo spazio disponibile e nello stesso tempo per valorizzare maggiormente la zona commerciale che, al contrario, si arricchisce di elementi architettonici scenografici, come i profili/ pilastri inclinati in acciaio che con il loro andamento apparentemente casuale, fanno dimenticare di avere una funzione strutturale e diventano dei semplici segni, evocativi, immagini fantastiche delle “guglie” inclinate della Meja o delle “colature” metallifere lungo le sue pareti. Nell’abitazione prevale la ricerca di una dimensione più intima e rassicurante, che si traduce, da un lato nella realizzazione di affacci e punti di vista privilegiati verso il “grande contorno”, mitigando in questo la convivenza forzata con gli edifici circostanti esclusivamente industriali, dall’altro nell’impiego del “caldo” legno lamellare per smorzare l’effetto “forte” del metallo e del cls vibrocompresso. In facciata questa durezza materica viene invece compensata dalla leggerezza del vetro. Questo è usato per creare zone permeabili e aperte verso il paesaggio, nel caso della struttura trasparente in cui è posta la scala, per disegnare nella muratura aperture e tagli dai margini netti, simili ai solchi scavati, nel cls vibrocompresso. Proprio a questo materiale è affidato anche il compito di riportare “all’ordine” l’edificio: la posa a sorella dei blocchi e le fughe intenzionalmente sottolineate introducono la geometria e la raziona- lità proprie dell’architettura dell’uomo dichiarando che questo edificio, pur cercando di fondersi idealmente con il “grande contorno”, ne rimane solamente “umile intenzione” di sua ammirazione e rispetto. Strutture e tecnologie Come già evidenziato il progetto ha voluto materia vera per funzioni vere. La parte che ospita il punto vendita e la soprastante abitazione è stata realizzata in carpenteria pesante, CA in opera e legno lamellare per la copertura. Per la parte di deposito/magazzino è stato usato il CAP con un solaio/copertura in elementi di sezione ad “H” per grandi luci. Gli impianti tecnologici sono di ultima generazione con previsione di inserimento di solare e fotovoltaico integrato. È stato pensato un particolare sistema a convenzione naturale reversibile per il recupero dell’aria calda che si forma per effetto serra nel vano scala vetrato. Questo permette di recuperare temperatura per l’apportamento nella stagione invernale e smaltire il calore eccessivo durante l’estate. Committenza CS COLOR s.n.c. di Campana Stefano & C. Gruppo di progettazione “Tomatis Associati... idee e progetti” arch. Livio Tomatis - arch. Enrica Segre geom. Flavio Alberti Capogruppo arch. Livio Tomatis Progetto architettonico arch. Livio Tomatis Progetto strutturale arch. Livio Tomatis (collaborazione arch. Ezio Civallero) Progetto impianto termico, condizionamento e idrico sanitario Ecoprogetti Studio Periti Associati di Pagotto G. e Pagotto A. Progettazioni Impiantistiche - Cervasca (Cn) IMPRESE ESECUTRICI Giraudo Enrico - Caraglio (Cn) (opere edili) Dronero Carpenterie di Cesano Adolfo & C. s.r.l (carpenteria metallica) Segheria Pedona - Borgo S. Dalmazzo (Cn) (lamellare) Cemental s.p.a. - Genola (Cn) (copertura prefabbricati) Vibrapac s.p.a. - Solaro (Mi) (facciate in blocchi vibrocompressi) Comet s.p.a. - Cuneo (serramenti e vetrate) Fantino Renato - Cervasca (Cn) (termo-idrosanitario) Effetti di Tomatis Franco S. Defendente di Cervasca (Cn) (elettrico-illuminazione) 29 A CN_09 INTERVENTO P.E.E.P. RESIDENZA PANORAMA Monastero di Vasco (CN) Anno di realizzazione: 2005-2007 Intervento rattasi di un intervento di edilizia economia popolare in Comune di Monastero Vasco, piccolo comune del Monregalese. Il sito era panoramicamente interessante, l’area un po’ esigua per la cubatura dell’intervento da dislocare su soli due piani fuori terra, anche in considerazione dell’acclività del terreno. Il fabbricato è stato adagiato a ridosso della collina, leggermente in curva, seguendo la conformazione naturale del sito. È stato diviso in due corpi sfalsati, con leggera differenza di quota secondo la pendenza. La sua articolazione è percepibile all’esterno nelle variazioni d’altezza degli orizzontamenti e delle coperture, che si adattano alle diverse dimensioni dei corpi di fabbrica, nell’avanzamento delle pilastrature rispetto ai corpi principali, che movimentano l’intero fronte verso valle. È costituito da dodici unità abitative di diversa ampiezza, che si sviluppano su due livelli, sei al piano terreno con giardino privato e sei al primo piano. Il piano interrato, dove sono localizzate autorimesse e cantine, si estende sotto il fabbricato e parzialmente sotto la zona giardini a ovest, in modo da offrire corsia di manovra ed accesso alle autorimesse coperto, mascherando all’esterno le numerose aperture esteticamente sempre poco interessanti. Per una maggiore privacy dei giardini privati, gli accessi pedonali sono stati collocati sul retro nella zona a levante. T 30 Due corpi scala costituiscono il collegamenti verticali, oltre alla scala esterna a nord di accesso al giardino di un alloggio al primo piano. Distribuzione interna Piano terreno 1- quadrilocale 2- monolocale 3- quadrilocale 4- quadrilocale 5- monolocale 6- quadrilocale Primo piano 7 - quadrilocale 8 - bilocale 9 - trilocale 10 - trilocale 11 - bilocale 12 - quadrilocale Materiali - facciate in laterizio intonacato - manto di copertura in cotto - corpi scala con pareti esterne in vetro, - faldalerie, testate dei comignoli, canali di gronda, discese pluviali in acciaio inox - ringhiere esterne ed interne in acciaio smaltato - scala di accesso al giardino in acciaio con copertura in vetro. Dati planivolumetrici Superficie dell’area m2 1.926,00 Superficie utile m2 1.560,00 Superficie autorimesse m2 600,00 Volumetria complessiva m3 5.300,00 Unità residenziali n. 12 Autorimesse n. 24 Committenza Comune di Monastero Vasco Impresa Amenta Costruzioni s.r.l. Gruppo di progettazione Botto & Associati arch. Marco Botto arch. Annarita Giusta arch. Gianpaolo Botto Capogruppo arch. Marco Botto Progetto architettonico arch. Marco Botto arch. Annarita Giusta arch. Gianpaolo Botto Progetto strutturale arch. Marco Botto arch. Gianpaolo Botto Progetto impianto termico e idrico sanitario arch. Marco Botto Progetto impianto elettrico e di illuminazione p.i. Claudio Sciolla Progetto acustica arch. Marco Botto Imprese esecutrici Opere edili Amenta Costruzioni s.r.l. Impianto idrico-sanitario Consult Fire Impianto termico Fratelli Pallavidino s.n.c. Impianto elettrico Domosat Italia s.r.l. 31 A CN_10 VILLA UNIFAMILIARE SULLE COLLINE DI MONDOVì 32 Mondovì (CN) Anno di realizzazione: 2004-2006 L’ intervento edilizio consiste nella realizzazione di una villa unifamiliare nel Comune di Mondovì (CN) in un area di nuovo impianto, in posizione particolarmente panoramica; i lavori edilizi iniziati nel novembre 2004 sono stati sostanzialmente ultimati nell’estate 2006. L’impostazione architettonica di progetto intende realizzare un manufatto che partendo da forme geometriche pure mediante svuotamenti e limitate aggiunte realizza un insieme che ricerca l’equilibrio tra le forme disaggregate, con rimandi neoplastici, e forme cubiste. L’orientamento, lo studio delle visuali dall’interno, l’inserimento ed il rapporto con gli spazi esterni nonché la conformazione alle necessità attuali e future del gruppo familiare della committenza (due genitori e tre figli) tenta di acquisire all’interno delle considerazioni preprogettuali il bagaglio di fondamenti derivati anche dall’architettura organica e funzionalista. Contaminazioni alla forma esterna derivano anche dalla organizzazione delle architetture interne che partendo da una serie di livelli crescenti ruotano intorno alla scala in cui è inseribile l’eventuale elevatore, creano ambienti a diverse altezze, realizzando spazi e volumi inconsueti attraverso però l’utilizzo di elementi lineari e ricercando la semplicità compositiva. Ad un primo livello si colloca l’ingresso da cui salendo si giunge a quello della zona soggiorno e cucina, al livello intermedio è collocata la camera padronale, a quello successivo le tre camere dei figli ed ultimo uno studiolo sottotetto con antistante terrazza da cui si coglie la totalità del territorio circostante. I materiali utilizzati si rifanno in parte alla tradizione costruttiva già sperimentata, ma utilizzati ed adattati anche in modo inconsueto, rimandi alla tradizione si riscontrano nella copertura a falde ma contrapposta dall’adiacente copertura piana, le cromie e tinteggiature usate, sono costituite da colori con scale di grigi e color sabbia che rimandano alla colore della terra e Langhe piemontesi. La progettazione ha sostanzialmente inteso utilizzare quale stimolo la contrapposizione della tradizione e l’innovazione, facendosi contaminare da quanto avviene a livello globale e quanto a livello locale, ricercando un manufatto dalle forme semplici, funzionali e rispondenti alla committenza, in questo caso, per altro particolarmente illuminata. Committente Danni Franca - Manera Ivo Gruppo di progettazione e coordinamento generale arch. Giampiero Danni Progetto architettonico arch. Giampiero Danni Progetto strutturale Studio I.GE.S. Progetto impianto termico, condizionamento e idrico-sanitario Sicurtecnic a s.r.l. Progetto impianto elettrico e illuminazione Studio arch. Giampiero Danni Impresa esecutrice D’Agostino Costruzioni s.a.s. Altre Ditte ILMA s.p.a. (tetto in legno) Roberto Mora (termoidraulica) Giampaolo Grimaldi (impianti elettrici) Mauro Tommaso (lattonerie) Pannizzolo-Cotta (impermealizzazioni) I.S.A. Serramenti Porta Arredi s.n.c. (porte interne) F.lli Monetto (opere in ferro) Artelegno s.n.c. (parquet) Studio Luce s.r.l. (illuminazione) 33 A CN_11 VILLA BRUNA Monticello d’Alba (CN) Anno di realizzazione: 2003-2005 apprezzare dalle ampie vetrate scorrevoli. La scala che collega i tre piani è in elementi prefabbricati assemblati in loco e gettati con ferri di collegamento sia sulla fascia esterna sia sull’elica interna ed è strutturalmente indipendente; la vetrata sul tondo permette di apprezzare il panorama percorrendo i vari dislivelli. Con l’illuminazione notturna dei locali interni si può ancora meglio apprezzare la lettura in trasparenza dell’elica della scala che, senza appoggi interni sembra appesa nel vuoto. La balconata in acciaio con il pavimento in legno, appesa con cavi, permette, con l’apertura delle vetrate scorrevoli, di creare un ambiente continuo tra l’interno, sempre pavimentato in legno, e l’esterno. L a costruzione dell’abitazione Villa Bruna ha comportato un impegno notevole dal punto di vista architettonico, strutturale ed esecutivo. Quando si va a realizzare l’abitazione del proprietario di un’impresa è sempre un’opera impegnativa, perché si vuole, sia dalla parte del costruttore, sia dalla parte del progettista, dare il massimo per arrivare ad un risultato eccellente. La soluzione architettonica che piaceva alla committenza comportava un percorso in salita, volendo percorrere un tracciato architettonico-tecnico impegnativo e di grossa responsabilità. La soluzione scelta prevedeva tre piani fuori terra con al piano terreno tavernetta, due bagni, ufficio, stireria, e autorimessa, al piano primo due bagni, soggiorno, cucina, tre camere da letto, dispensa, camera armadio e porticato, al piano mansarda studio, bagno, terrazzo e soppalco. La struttura in cemento armato parte dalle fondazione su pali trivellati, ha tre orizzontamenti di cui il primo, in solaio misto con trave ribassata che va a sbalzo sul lato a valle per una lunghezza di ml. 3,00 con un ulteriore balcone appeso in acciaio e legno che viene sorretto dal solaio superiore mediante cavi in acciaio. Il secondo solaio, sempre in c.a. misto, ha due travi ribassati che hanno uno sbalzo di ml. 5,00, sempre sul lato a valle, che sorregge il balcone in acciaio e legno. La scelta progettuale degli sbalzi a valle con il soggiorno quasi sospeso nel vuoto, deriva dalla volontà di protendersi verso il lato con vista più panoramica, che si può 34 Committente Gomba Gianni Gruppo di progettazione arch. Egidio Barbero Progetto architettonico arch. Egidio Barbero Progetto strutturale arch. Egidio Barbero Progetto impianto termico, condizionamento e idrico-sanitario ing. Gianluca Panero Progetto impianto elettrico e illuminazione Castello Impianti di Pioggia Maurizio e Castello Davide & C. s.n.c. - Alba Imprese Esecutrici Opere edili Impresa costruttrice Gomba Marco s.r.l. Alba Impianto elettrico Castello Impianti di Pioggia Maurizio e Castello Davide & C. s.n.c. - Alba 35 A CN_12 EDIFICIO TERZIARIO COMMERCIALE Savigliano (CN) Anno di realizzazione: 2004-2006 L’ intervento si colloca in una zona a ridosso del centro storico già completamente urbanizzata. I vincoli di Piano Regolatore imponevano una sagoma di intervento in aderenza al fabbricato di proprietà delle Poste Italiane. L’edificio in progetto presenta una pianta rettangolare con ingresso e scala di distribuzione centrale. I piani primo e secondo hanno una pianta ad “U” con un’area privata interna che permette di aerare e illuminare gli uffici interni creando uno spazio riservato a servizio di tutte le unità immobiliari. La copertura è costituita dall’incrocio di due falde con inclinazione contenuta. Il piano interrato occupa tutto il lotto di proprietà ed è destinato ad autorimesse e locali accessori. Per quanto riguarda la tipologia architettonica, l’edificio è caratterizzato da due elementi: la contrapposizione del rivestimento lapideo, utilizzato anche per la pavimentazione dell’area di pertinenza, con la facciata continua del piano secondo; la struttura esterna in alluminio a sostegno dei pannelli frangisole che riprende e collega alla copertura la sezione curvilinea della facciata in corrispondenza del piano terra. I piani fuori terra sono destinati ad uffici e attività commerciali. Nel piano interrato sono presenti autorimesse e vani accessori. 36 Materiali di progetto – Struttura portante in c.a. in opera e solai in latero-cemento. – Al piano terra e primo (parte) muratura perimetrale a cassavuota intonacata e rivestita con materiale lapideo. – Tamponamento piano primo (parte) e secondo con facciata continua (struttura di alluminio e vetro). – Aste esterne per supporto frangisole in alluminio. – Serramenti del piano terra in alluminio a taglio termico. – Tramezzature in cartongesso o con pareti attrezzate. – Pavimenti interni sopraelevati con finitura in gres porcellanato. – Controsoffitti in cartongesso. – Frangisole in lamiera di zinco titanio. – Tetto ventilato con manto in lamiera di zinco titanio. – Scala, ballatoi e struttura per l’ascensore in acciaio metallizzato. Per l’area esterna pubblica – Pavimentazione con lo stesso materiale lapideo utilizzato per il rivestimento della facciata dell’edificio. – Aree a verde. Impianti Le singole unità immobiliari sono dotate di un impianto di climatizzazione invernale ed estiva con ventilconvettori ad acqua calda alimentati da una caldaia a gas metano e impianto di ricambio aria. Dati riepilogativi di progetto Superficie del lotto mq. 1304 Superficie utile lorda (S.U.L.) dei piani fuori terra mq. 800 Superficie a parcheggio privato in progetto mq. 458 Superficie asservita a parcheggio e verde pubblico mq. 640 Superficie sagoma massima mq. 394 Altezza massima m. 10,50 Committenza SO.GE.IN s.r.l. - Moretta (Cn) Gruppo di Progettazione Progetto architettonico arch. Pier Giorgio Vidotto arch. Cristiano Oberto Progetto strutturale ing. Renzo Curti Progetto impianto termico, condizionamento e idrico sanitario p.i. Franco Gullino - Studio Tecnoprogetti Progetto impianto elettrico e illuminazione p.i. Giuseppe Aragno Studio Aragno & Omento Progetto prevenzione incendi p.i. Franco Gullino Studio Tecnoprogetti Progetto acustico arch. Pier Giorgio Vidotto Studio per le aste di sostegno dei pannelli frangisole Vista assonometrica del corpo scala in acciaio IMPRESE ESECUTRICI F.LLI Cagliero s.r.l. - Monticello d’Alba (Cn) Gobetti & C. s.n.c. Termoidraulica Savigliano (Cn) Marengo Adriano & C. s.n.c. - Marene (Cn) Alessandria B. s.n.c. - Roddi d’Alba (Cn) Avagnina Marmi s.a.s. - Fossano (Cn) Martino s.r.l. - Sanfré (Cn) Ciancia Antonino Impianti Idraulici - Bra (Cn) Marmorstone s.n.c. - Cavallerleone (Cn) Lenta Guido - Cuneo Engiproject - Cuneo Errezeta s.n.c. - Marene (Cn) 37 A SV_13 L’ABBRACCIO DI CRISTO Ceva (CN) Anno di realizzazione: 2007 L’ opera architettonica presentata in questa sede consiste in un’edicola funeraria di famiglia eretta nel cimitero di un comune cuneese di modesta entità. Il lotto disponibile all’interno del quale è stata possibile l’erezione della cappella funeraria, in base alle indicazioni obbligate del Piano Cimiteriale comunale, ha le dimensioni 4,00 ml*4,00 ml; obbliga, inoltre, le edicole erette ed erigende ad essere realizzate secondo una precisa consecuzione. Nella fattispecie dell’intervento proposto, la cappella in questione è stata la prima costruita della fila a cui andrà ad appartenere, pertanto alla data attuale gode della possibilità di un’osservazione a 360°; in un futuro prossimo, a seguito della lottizzazione dell’intero gruppo di edicole funerarie, resterà libera solo frontalmente, mentre gli altri lati si riusciranno ad individuare solo di scorcio tra l’edicola di sinistra e quella di destra, ancora discretamente visibile risulterà il retro. La cappella funeraria ha una capienza di otto loculi ordinati su due file di quattro unità sovrapposte, disposte in parallelo e distanziate da un passaggio di cm.140. Secondo lo stesso ordine, adiacenti ai loculi, sono predisposti due blocchi di quattro ossari ciascuno. Fondazioni e strutture Le opere di fondazione sono a struttura continua in conglomerato cementizio armato. Le strutture portanti in ele- 38 vazione sono costituite da murature in cemento armato; le solettine che dividono i vari loculi sono realizzate tramite il getto di lastre in c.a. in opera. L’altezza finale del manufatto, compresi frontalini di chiusura e faldali della copertura, è di ml. 4,00. Copertura La copertura è costituita da una soletta in c.a. gettata in opera. Il solaio è stato protetto da lastre in acciaio inox unite fra loro con doppia aggraffatura e con pendenza tale da convogliare le acque meteoriche nel pluviale incassato nella muratura portante posteriore della cappella. Opere di finitura – Rivestimenti interni: le lastre copri loculo sono in Marmo Banco cristallino così come il rivestimento della muratura portante interna lati destro e sinistro. Un particolare disegno realizzato con mosaico in vetro nero va ad individuare un tappeto che si diparte dall’esterno della cappella, corre sul pavimento, risale sulla parete posteriore incorniciando l’invetriata per rigirare sull’intradosso della copertura e ancora ridiscendere sino al serramento di ingresso. – Pavimentazioni: lastre in Marmo Banco cristallino con inserimento di mosaico in vetro nero. – Serramenti: l’ingresso alla tomba è costituito da un serramento a doppio battente con apertura verso l’esterno e con ante di diversa dimensione; sul retro è previsto l’inserimento di un cristallo temperato fisso per aumentare l’illuminazione naturale all’interno; entrambe le invetriate sono fissate con pinze fermavetro in acciaio inox. La cappella si ispira ad un prisma purissimo realizzato con cemento armato lasciato a vista, diversamente casserato sui vari fronti al fine di permettere la percezione di una dogatura impressa in negativo nel cemento. La casseratura è stata realizzata con sagome appositamente disegnate, realizzate in legno successivamente sabbiato al fine di enfatizzare le nervature delle fibre e montate secondo numerazione in situ. La semplicità e la purezza che vuole lasciar trasparire l’edicola funeraria sono un messaggio teso a far intendere come il momento di ascesa al cielo debba liberarsi di inutili fronzoli di arricchimento materiale e semplicemente lasciarsi trasportare laddove la ricchezza non ha valore alcuno. Il marmo bianco cristallino che brilla se investito dalla luce naturale è sommamente simbolo di purezza e va ad incorniciare solo l’entrata della cappella ed il basamento, per tutta la restante parte è protagonista il cemento a vista nella sua povertà e semplicità. Una Croce in mosaico vetrato nero rappresenta il momento del trapasso; essa si delinea sul fronte ed al di sotto dei bracci si aprono le invetriate di ingresso alla cappella. Un braccio della stessa Croce va ad avvolgere l’edicola funeraria teso a segnalare l’“abbraccio di Cristo” pur nella consapevolezza che, all’erigersi della cappella confinante, non sarà più interamente percepibile; ma in questo luogo non interessa cosa è visibile da coloro che rimangono, ma cosa è visibile a Dio e come ci si vuole a lui proporre nel giorno in cui Egli ci chiamerà al suo cospetto. Committenza Mao Rosanna GRUPPO DI PROGETTAZIONE Moma Design & Architecture arch. Monia Balocco arch. Mauro Adami Capogruppo arch. Mauro Adami Progetto architettonico arch. Monia Balocco arch. Mauro Adami Imprese Esecutrici Jolly Impresa Edile di Civello G. e Figli Carrù (Cn) “L’arte del ferro” di Zanco Adriano Vado Ligure (Sv) 39 IL MULINO A SV_14 Complesso residenziale Savona Anno di realizzazione: 2005 L’ architettura – L’alternansi dei materiali tradizionali con i sistemi tecnologici, accentuato dal contrasto cromatico dei diversi elementi ed inciso dal gioco delle ombre create dagli aggetti sulle superfici opache, definisce una scansione ritmica delle partizioni strutturali che caratterizza i prospetti dell’edificio. La pelle esterna, costituita da muratura tradizionale ultimata “a cappotto“, è disegnata da una leggera trama incisa che ne definisce la scansione modulare in un gioco di ombre sul fondo rosso, scelto nella gamma delle tinte della tradizione ligure. Le profonde logge, accentuate dal disallineamento fra fronte esterno a maglia regolare, e pelle interna in muratura, proiettano verso l’esterno gli spazi abitativi e, grazie al clima favorevole del sito, ne diventano una naturale estensione: nelle unità residenziali la sensazione si amplifica, proietta lo sguardo verso l’orizzonte; la loggia e le ampie finestrature dominano lo spazio interno, svuotano le pareti perimetrali e, per contrasto, i muri interni appaiono come gli unici confini visivi di uno spazio indefinito. Il sistema-logge – In questo senso il nuovo edificio risulta moderno e diverso dal tessuto edilizio tradizionale che lo circonda; lo spazio dell’abitare, che in generale si articola su schemi equilibrati di fruibilità e percezione visiva, in questo progetto si è modulato su altri canoni, lasciando gioco alla luce e all’aria. La scelta di utilizzare materiali industriali con elevate prestazioni tecniche 40 è stata in parte dettata dalla necessità di affrontare i problemi legati alla condizione microclimatica del sito, prospiciente il litorale: la corrosione dei metalli causata dal salino, la spinta del vento in caso di tempesta, il forte riflesso della superficie del mare causano un logorio, una veloce decadenza di tutti i materiali tradizionali, non particolarmente predisposti a resistere agli agenti agressivi. I blocchi aggettanti delle logge, incastonati nei corpi alti residenziali, sono realizzati con un sistema tecnologico avanzato, costituito da un’anima strutturale in acciaio e pannelli di finitura in alluminio di spessore, verniciati con vernici epossidiche a polvere in tinta grigio scuro; i parapetti delle logge. Il basamento – È stato realizzato con un sistema di elementi prefabbricati, realizzati su disegno originale, finalizzando il progetto architettonico ad esigenze funzionali. Gli elementi verticali, a doppia altezza, e gli orizzontali di grande luce, fasciano le strutture portanti in cls gettate in opera, alle quali sono ancorati con giunti speciali, dando origine a cavedi tecnici per il passaggio delle tubazioni del gas, dei pluviali, degli sfiati e dei camini e dell’impianto di irrigazione automatico. La “corte” interna – Il sistema di percorsi verticali, ascensori e scale, che portano ai piani della residenza si sviluppa al centro della profonda manica dell’edificio e i necessari requisiti di aerazione e illuminazione vengono soddifatti at- traverso la creazione di una chiostrina funzionale a cielo aperto che attraversa il volume dal piano terra alla copertura: un effetto luce che la vetrata ad ampie specchiature amplifica, simulando una situazione di corte interna resa ancora più realistica dall’illusoria scena dipinta sulla parete di sfondo; l’ascensore trasparente che percorre questo vuoto permette di cogliere tutte le sfaccettature della scenografia e trasforma uno spazio tecnico funzionale in un elemento dominante nell’articolazione degli spazi interni. Al piano terra la chiostrina ospita un giardino di palme – vere e dipinte – che accompagnano il percorso pubblico della futura galleria commerciale. I satelliti impiantistici – realtà e sogno: l’alta tecnologia dei satelliti dell’impianto di riscaldamento e acqua calda sanitaria e l’illusione della scena dipinta, nella corte interna. I“satelliti” (uno per ciascun appartamento) presiedono ad una doppia funzione: fornitura e contabilizzazione del calore necessario al riscaldamento dell’unità abitativa e produzione istantanea dell’acqua calda sanitaria (con relativa contabilizzazione); sono inoltre dotati di sistema di ricircolo dell’acqua calda sanitaria per minimizzare i tempi di attesa dell’utente e collegamento alla linea elettrica di emergenza condominiale per consentire il funzionamento anche in caso di black-out. PROGETTAZIONE Procedure urbanistiche e autorizzative arch. Mauro Traverso Progetto edilizio arch. Marcello Spina Paolo Morielli (collaborazione) Progetto strutturale ing. Alfredo Natali Minoja ing. Adriana Pesce (collaborazione) Progetto impianto termico, idrico sanitario e condizionamento p.i. Luciano Poggi Progetto impianto elettrico ing. Carlo Richero Progetto prevenzione incendi arch. Maria Spina DIREZIONE LAVORI Direzione generale edilizia e architettura arch. Marcello Spina arch. Paolo Morielli (direttore operativo) Direzione strutture ing. Alfredo Natali Minoja Direzione impianti ing. Carlo Richero p.i. Luciano Poggi Prevenzione incendi c.p.i. arch. Maria Spina 41 A SV_15 PROGETTO 555 LOTTO 1 Adeguamento degli accessi portuali alla nuova sistemazione dei varchi doganali e alle norme di security, di ristrutturazione ed ampliamento dei servizi doganali, sanitari e di polizia. Vado Ligure (SV) Anno di realizzazione: 2006-2007 I l progetto descritto rappresenta solo una parte, sicuramente quella di maggior evidenza, della riqualificazione dell’intero sistema degli accessi all’area portuale di Vado Ligure operato dall’Autorità Portuale di Savona, costantemente impegnata nella definizione di progetti per migliorare e ampliare i servizi offerti, consolidare e creare opportunità di sviluppo per le attività mercantili, produttive e turistiche insediate nei bacini portuali di Savona e Vado Ligure che ricadono sotto la sua amministrazione. Nel quadro di questo ampio disegno, che va dal rifacimento dell’impianto antincendio (circa 130.000 mq. di superficie protetta), alla realizzazione di una nuova cabina elettrica di trasformazione che alimenta tutte le utenze portuali del bacino di Vado alla razionalizzazione degli accessi all’area doganale, sono stati realizzati gli edifici necessari per l’incremento dei servizi doganali e sanitari e per le nuove condizioni di sicurezza degli accessi. In questo quadro è stata rivista la viabilità portuale e sono stati demoliti edifici ormai obsoleti e in parte inutilizzabili. Ad esempio la preesistente pensilina del varco Reefer (terminalista che detiene la leadership nel Mediterraneo nel settore frutta) così come gli edifici di servizio annessi, oltre che richiedere sostanziali interventi di manutenzione, erano dimensionalmente insufficienti ad ospitare il numero di accessi oggi necessario. La costante crescita delle attività del Reefer Terminal ha richiesto 42 la presenza stabile in ambito portuale di un maggior numero di servizi di controllo e verifica, ospitati nei nuovi edifici la cui organizzazione soddisfa le esigenze di facile e veloce controllo sulle merci dal punto di vista sia amministrativo sia sanitario. Dati progettuali I volumi di nuova realizzazione ammontano complessivamente a mc. 3.097 per la parte uffici, mc. 1.620 per la nuova officina, Il volume ristrutturato è di mc. 1.240. I volumi demoliti ammontano a complessivi mc. 6.895,5. L’importo delle opere a base d’asta è di e 1.959.976,13; durante il corso dei lavori si è resa necessaria una variante che ha portato l’importo a e 2.041.776,13, a fronte di un importo complessivo dell’appalto di e 2.165.000,00. L’inizio lavori risale a marzo 2006 e l’ultimazione a gennaio 2007. I lavori sono stati diretti dall’Autorità Portuale nella persona dell’ing. Flavio Destefanis con la collaborazione dell’arch. Corsini come direttore operativo per le opere edili e coordinatore per la sicurezza in fase di esecuzione. I tempi di realizzazione sono risultati condizionati dalla necessità di non interrompere mai le attività di banchina, necessità risolta grazie al costante dialogo tra le parti coordinato dall’ufficio della direzione lavori. Grande attenzione è stata posta nel coordinamento della sicurezza, date le condizioni di accesso alle aree di cantiere, poste in ambito portuale in piena attività. Strutture e fondazioni Le aree sedime dei nuovi fabbricati fanno parte di colmate realizzate in tempi diversi. La conformazione del terreno ha motivato le scelte strutturali. Le fondazioni della palazzina di varco Reefer e della nuova palazzina uffici prevedono plinti poggianti su micropali e collegati da cordoli di fondazione. La scelta dei micropali rende gli edifici indipendenti da eventuali assestamenti del terreno, trattandosi di una colmata relativamente recente. Per quanto attiene alle strutture in elevazione si è preferito utilizzare la carpenteria metallica sia per la velocità di assemblaggio e quindi di realizzazione, sia per il minor peso complessivo della struttura stessa. Tutti i manufatti di nuova costruzione sono stati quindi realizzati con ossature in profilati di acciaio zincati a caldo: per ciascun organismo costruttivo sono stati previsti idonei sistemi di controvento che, in considerazione della particolare ventosità della zona, sono stati dimensionati per le condizioni più gravose prescritte dal D.M. LL.PP. 16 gennaio 1996. Gli orizzontamenti sono solai in lamiera grecata zincata e soletta collaborante in C.A., tessuti su un’orditura di profilati anch’essi in acciaio zincati a caldo, ad eccezione delle coperture leggere (della nuova officina, delle pensiline e dell’atrio della palazzina uffici) per le quali è previsto l’impiego di pannelli sandwich adeguatamente coibentati. Le pensiline hanno coperture realizzate con pannelli sandwich, tessuti su un’orditura di profilati di acciaio zincati a caldo con collegamenti di tipo bullonato: i pilastri, anch’essi previsti in acciaio e zincati a caldo, risultano incastrati al piede, così da non richiedere alcun particolare sistema di controventi esterni, mentre le fondazioni, in considerazione dell’esiguità dei carichi, sono di tipo diretto ed atte a costituire una sufficiente zavorra nei confronti dell’azione eolica. Tutti i collegamenti realizzati in cantiere sono di tipo bullonato, in modo da evitare saldature in opera: tutte le nuove strutture in acciaio sono state opportunamente “messe a terra”, collegante, mediante gli usuali dispositivi annegati nei plinti, ai micropali delle fondazioni ovvero agli usuali dispersori. Per il solo edificio della nuova officina è stata realizzata la copertura con pannelli metallici coibentati di tipo leggero, adeguatamente collegati all’orditura in acciaio, in modo da poterne limitare i pesi ed adottare, quindi, delle fondazioni di tipo diretto consentite anche dalla maggiore consistenza locale del terreno. I manufatti realizzati 1.La nuova palazzina uffici, che centralizza e amplia lo spazio destinato alla dogana, fornendo inoltre impianti dati e per il controllo merci decisamente moderni ed efficaci, ospita anche gli uffici e i laboratori per il controllo sanitario delle merci; 2.la palazzina spogliatoi, che accoglie gli spogliatoi del personale di banchina precedentemente collocati in vari edifici ormai obsoleti; 3.il nuovo varco Reefer, con una piccola palazzina uffici e i varchi per i mezzi pesanti protetti da pensiline e dotati di sistemi informatici di riconoscimento; 4.la nuova officina, un semplice edificio di servizio per la manutenzione dei mezzi operativi. Fanno parte del progetto anche la sistemazione della viabilità immediatamente esterna al varco doganale con il rifacimento di una parte del muro di sostegno del terrapieno dell’Aurelia e la demolizione dei fabbricati. Committente Autorità portuale di Savona Gruppo di progettazione Capogruppo ing. Alberto Biggi Progetto architettonico arch. Nicoletta Corsini arch. Enrica Vallerga Progetto strutturale Studio Associato Biggi Guerrini ing. Alberto Biggi Progetto impianto termico, condizionamento e idrico-sanitario ing. Pietro Nozzi Progetto impianto elettrico e illuminazione ing. Giampiero Favero ImpresE esecutricI ATI Borchi Costruzioni s.r.l. - Genova (capogruppo) RAEL s.r.l. - Genova FADEL - Ormelle (Tv) 43 A SV_16 INTERVENTO DI VALORIZZAZIONE DELLE FONTI RINNOVABILI FATTORIA EOLICA BALTERA Completamento e riqualificazione dell’area con valorizzazione del sito a fini informativi e divulgativi Località Baltera Bormida (SV) Anno di realizzazione: 2005-2006 I Comuni di Bormida ed Osiglia, in linea con gli indirizzi di politica energetica nazionale ed europea circa l’utilizzo delle fonti di energia alternativa, hanno promosso l’iniziativa della costruzione di un impianto di produzione di energia di tipo eolico. Dopo una serie di valutazioni di carattere tecnico, economico ed ambientale è stato individuato il sito ottimale in località Baltera proprio sul confine territoriale tra i due comuni, avendo la zona una morfologia adatta alla realizzazione di tale opera. L’impianto è costituito da una torre in ferro di altezza di 46 metri circa, posta su un basamento circolare in c.a., con alla sommità un’elica di ampiezza 50 metri del tipo a tre pale con movimento verticale e da una cabina a triplo vano, per ospitare le apparecchiature di misura, trasformazione e controllo a terra, per la connessione alla rete ENEL. Il Ministero dell’Ambiente ha concesso successivamente un contributo integrativo a coprire le ulteriori spese complementari quali, l’allaccio alla rete nazionale per il vettoriamento dell’energia, l’allaccio alla rete telefonica, l’acquisizione delle aree e la progettazione e sistemazione definitiva a verde del sito oggetto di intervento al fine di mitigare l’impatto ambientale, corrispondenti ad un primo intervento funzionale finanziato con quanto ancora a disposizione delle Amministrazioni appaltanti; tale progetto ha previsto le prime opere funzionali al recupero dell’area, successivamente si sono resi disponibili ulteriori 44 tuita da pilastri e travi perimetrali oltre la copertura a capriata, il tutto fissato tramite ancoraggi prefabbricati ai sottostanti muri perimetrali in calcestruzzo armato. La copertura sempre con struttura portante in travi reticolari di acciaio è costituita da un tavolato portante in legno di abete, completato all’estradosso da lamiera nervata in acciaio zincato preverniciato. Con questo tipo di struttura si è ottenuto un unico locale oltre una zona di ingresso parzialmente coperta collegata direttamente ad un piccolo balcone aggettante (1,50 mt.) con pavimentazione in grigliato metallico tipo keller. fondi per il definitivo completamento dell’opera, compresa la creazione di un locale protetto da porsi al livello del terrazzo di copertura della cabina di trasformazione, utile alla divulgazione e pubblicizzazzione delle attività per il recupero energetico oltre altre migliorie generali dell’area (sevizi igienici, illuminazioni, percorsi e postazioni panoramiche). L’intervento in oggetto si inserisce in tale quadro economico e programmatico che le Amministrazioni, anche sulla base delle risultanze della generale gestione finanziaria relativa alla costruzione della fattoria eolica, hanno deciso di attivare. Motivo, finalità e scelte di intervento Il progetto del primo lotto funzionale prevedeva la sistemazione dei fronti fuori terra della cabina elettrica con rivestimento dei muri in cls esistenti in pietra a spacco di caratteristiche analoghe ai muri a secco e dell’area a verde intorno alla fattoria eolica al fine di mitigarne l’impatto ambientale. Nella seconda tranche di finanziamento si è valutato di incentivare l’aspetto turistico e di informazione sull’ambiente naturale circostante ed in particolare sulla produzione ed utilizzo delle energie alternative utile alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica riguardo gli specifici temi ambientali. Infatti l’uso dell’energia eolica è ancora in una fase sperimentale in Italia e questo esempio ligure rimane purtroppo uno dei pochi in attività a livello regionale. In questa otti- ca di divulgazione e pubblicità sui temi legati all’ambiente e alle energie cosiddette pulite si è pensato di realizzare una piccola costruzione all’interno della quale esporre materiale informativo circa la costruzione ed il funzionamento della “fattoria eolica”. L’edificio della cabina di trasformazione dell’energia, con la copertura già previ- sta a terrazza panoramica nel progetto del primo lotto funzionale si prestava bene a questo fine senza necessità di nuovi lavori di sbancamento ed edificazione con ulteriore limitazione degli spazi naturali. Il progetto relativo al secondo lotto, ha previsto la sopraelevazione dell’esistente cabina in muratura, con una struttura portante in acciaio, costi- Descrizione delle lavorazioni e dei materiali La struttura dell’edificio espositivo è realizzata in acciaio e ha dimensioni indicative esterne di mt. 4.90 x mt. 12.00 con altezza all’estradosso della copertura di mt. 3.50; lo stesso spazio costituisce un solo vano di circa mq. 34 con ampie vetrature da utilizzarsi per esposizione e documentazione sulle energie alternative con speciale riguardo a quella eolica e all’impianto presente sul luogo, comprensivo di un servizio igienico con antibagno utilizzabile anche da persone disabili, oltre una zona balconata parzialmente coperta adibita ad ingresso e belvedere verso l’impianto a mulino e la vallata all’intorno. La struttura, fondata ed ancorata a quella esistente (cabina elettrica), è costituita da carpenteria metallica (acciaio FeB430) con piccole e grandi orditure saldate e verniciate in opera di colore grigio antracite; nella zona del servizio sono state realizzate parziali tamponature autoportanti in blocchi di cemento autoclavato dello spessore di 12 cm. intonacate; le pareti tramite idonei ancoraggi sono collegate sia con le strutture esistenti in calcestruzzo sia con le nuove carpenterie metalliche. La copertura ha struttura portante principale formata da otto capriate metalliche, e struttura secondaria costituita da tavolato di legno di abete levigato, dello spessore di 43 mm., unito ad incastro, con sovrastante impermeabilizzazione in telo multistrato Pe, coibentazione con stirene ad alta densità e finitura esterna superiore con lamierino di acciaio zincato preverniciato da 8/10 finito sui bordi con scossalina. L’edificio, per le parti non in muratura, è chiuso perimetralmente da ampie finestrature apribili, con telaio in alluminio finito ad elettrocolore completo di doppi vetri del tipo antisfondamento; il pavimento è rivestito con lastre di pietra di luserna con finitura a piano sega. Committenza Comuni di Bormida e Osiglia Progetto architettonico arch. Rosa Fornaroli Progetto strutturale arch. Rosa Fornaroli Impresa esecutrice ZOPPI s.r.l. - Priero (Cn) 45 A SV_17 RISTRUTTURAZIONE URBANISTICA LOTTO CON EDIFICIO RESIDENZIALE Varazze (SV) Anno di realizzazione: 2005-2007 L’ intervento consiste nella ristrutturazione urbanistica di un lotto contenente un vecchio edificio artigianale in disuso in una zona poco distante dal centro città e a poche decine di metri dal mare. Il sito di intervento presenta una serie di “caratteri forti” del paesaggio ligure, quali i terrazzamenti coltivati ad alberi da frutto e agrumi, un lecceto, una presa d’acqua per l’irrigazione del terreno il cui “troppo pieno”, nelle giornate di pioggia, forma una cascata di rara bellezza. Il P.U.C di Varazze prevede la demolizione dell’edificio esistente e la ricostruzione di edificio tipologicamente diverso nello stesso sedime, che la committenza voleva trasformare in residenza per le va- canze, formata da 6 unità immobiliari e 7 box pertinenziali. Con tale intervento si è cercato di aprire l’ameno scenario all’architettura contemporanea, cercando di farla interagire il più possibile con il paesaggio, rispettarlo e valorizzarlo nei suoi caratteri forti, senza scadere in pittoreschi regionalismi, che qui, troppo spesso, si traducono nell’anacronistica strategia insediativa del “borgo ligure“. Si è così tentata la “territorializzazione“ del manufatto architettonico contemporaneo, che prevede, da un lato, l’utilizzo di materiali della tradizione quali la pietra locale per il rivestimento della facciata principale e dei muri di contenimento che richiamano “i terrazzamenti”; dall’altro, l’utilizzo di materiali e tecnologie contemporanee quali le ampie vetrate totalmente apribili, che permettono agli abitanti di interagire, di divenire attori del paesaggio con il lecceto sempreverde quale sfondo. Committenza Edilia s.r.l. - Varazze (Sv) Progetto architettonico arch. Gianantonio Cerruti - Varazze (Sv) Progetto strutturale e impianti ing. Alessandro Cerruti - Varazze (Sv) Imprese Esecutrici Edilgeni - Savona (opere murarie) Masterposa s.r.l. - Cotogno - Lodi (pavimenti e rivestimenti) Termoidraulica di Bonifaccino - Varazze (Sv) (impianto termoidraulico) Duepi di Panero - Fossano (Cn) (impianto elettrico) Dispari Serramenti - Cairo Montenotte (Sv) (serramenti) 46 47 A IM_18 CASA DELLA CARITà Imperia Oneglia (IM) Anno di realizzazione: 2006-2007 L a Casa della Carità è un centro di accoglienza ed indirizzo per i bisognosi. L'intero complesso è sviluppato in circa 1050 mq. di superficie coperta, può ospitare fino ad 80 persone al giorno ed occupa circa 12 volontari ed addetti. Il complesso della Casa della Carità di Imperia è il risultato della volontà del Vescovo di Albenga ed Imperia di costruire un centro di prima accoglienza per i bisognosi, per le famiglie in difficoltà e per far fronte alle emergenzesociali sempre più diffuse nel territorio diocesano. Il complesso è stato costruito in un luogo di valore panoramico estremamente ambìto da appetiti speculativi, in corrispondenza della cornice collinare di Imperia Oneglia in un quartiere residenziale di prestigio. Originariamente il terreno era occupato da un edificio scolastico di scarso valore architettonico ma di discreta rilevanza in quanto costituiva un riferimento aggregativo e sociale del quartiere; il progetto ha tenuto conto di tale edificio, della originaria composizione volumetrica, dell'acclività del terreno e delle alberature esistenti, le quali sono state completamente mantenute ecostituiscono parte attiva della composizione dell'edificio. Il progetto definisce un complesso articolato in quattro corpi di fabbrica che, distinguendosi, identificano le unità funzionali interne. Nella Casa della Carità trovano posto il banco alimentare, il centro di ascolto, il dispensario 48 di indumenti, gli spazi assistenziali per la formazione e la ricreazione dei volontari Caritas, la mensa per i poveri e gli spazi per l'accoglienza diurnae notturna. L'impianto planimetrico è disposto attorno ad un chiostro interno al cui interno è ospitata una cappella, mentre ai margini sono presenti alcuni giardini ed un campo ricreativo. La distinzione dei corpi di fabbrica identifica le varie funzioni esercitate: il corpo porticato corrisponde all'ingresso ed alla prima accoglienza, il corpo in basso ospita gli uffici e gli spazi funzionali, mentre nel corpo più alto sono disposte lecameredi accoglienza notturna. L'edificio si rivolge alla città attraversola facciata del corpo di ingresso, che è caratterizzata e definita da un portico ad ordine gigante; con esso si manifesta sia il messaggio di accoglienza sia quello di istituzionalità, caratteristiche peculiari delleattività svolte nella Casa della Carità. Il corpo degli uffici è ad un piano ed è facilmente accessibile dai volontari affinché la gestione corrisponda con un efficace presidio. Il corpo delle camere è articolato su due piani ed ospita gli spazi notturni ed i relativisaloni ricreativi. La cappella nel chiostro è stata progettata in conformità a quanto espresso nella Nota Pastorale del 1993 a cura della Commissione Episcopale per la Liturgia della CEI. La Nota stabilisce che il rapporto tra edificio religioso e quartiere abbia valore qualificante e debba essere messo in relazione ed entrare in dialogo con il contesto, arricchendolo. La Nota Pastorale manifesta inoltre l'esigenza di coordinare l'intero sistema progettato in maniera che sia mantenuta efficace la riconoscibilità urbana delle funzioni dell'edificio non tanto attraverso l'introduzione di segni aggiuntivi ma, nei limiti del possibile, attraverso adeguate pause architettoniche quali volumi, sagrato, cortile, giardino, contenenti elementi evocativi che orientino tematicamente e plasticamente allo spazio ecclesiale. La cappella assume il valore plastico di elemento a cui è affidatala riconoscibilità del complesso della Casa della Carità. La pianta è tracciata in accezione contrastante con la regolarità della scansione planimetrica del complesso. Il disegno della pianta evoca il segno dell'abbraccio rivolto verso la Città, mentre l'alzato della parete perimetrale rende visibile il complesso costituendo riferimento per la Città. Internamente l'ambiente è raccolto e rivolto verso la Custodia Eucaristica. Lo spazio interno è connotato dalla luce che accarezza il muro curvo ed entra in corrispondenza del presbiterio. La copertura della cappella è completamente staccata dalle pareti ed è sostenuta da 14 montanti in acciaio in piatti accoppiati, tanti quante sono le stazioni della Via Crucis, celebrazione “introdotta” nella disciplina cristiana da San Leonardo da Porto Maurizio, patrono di Imperia. I materiali utilizzati per la costruzione della Casa della Carità sono la luce, l'intonaco bianco, la pietra a vista, il laterizio, il rame, il marmo. Le tecnologie costruttive impiegate sono rigorosamente tradizionali. Le soluzioni costruttive adottate sono pertanto semplici, senza concessioni a soluzioni tecnologiche sofisticate; si è scelto di manifestare il messaggio architettonico attraverso le sue forme e la sua identificazione urbana, al fine di mantenere vivo, nella sobrietà e nel rigore, il significato sociale della Casa della Carità. Committenza Diocesi di Albenga Imperia Parrocchia di S. Giovanni Caritas Diocesana GRUPPO DI PROGETTAZIONE Studio Rossi Capogruppo arch. Mario Clemente Rossi Progetto architettonico arch. Mario Clemente Rossi Progetto strutturale ing. Alfredo Natali Minoja Progetto impianto termico, idrico sanitario e condizionamento ing. Giuseppe Zagarella Progetto impianto elettrico e illuminazione ing. Giuseppe Zagarella Progetto prevenzione incendi ing. Giuseppe Zagarella IMPRESA ESECUTRICE PDR De Rege s.p.a. (Ge) 49 A IM_19 RESIDENZA CAVALIERI DI MALTA Ospedaletti (IM) Anno di realizzazione: 2004 Criteri di progetto – obiettivi perseguiti urante la “Belle Epoque” Ospedaletti (IM) da piccolo borgo della Riviera Ligure di Ponente assume la fisionomia di una signorile ed accogliente località climatica in cui l’aristocrazia e l’alta borghesia internazionale trascorrono i mesi invernali, trasformandosi in vera e propria petite-ville de saison. La vegetazione esotica lussureggiante del boulevard di Corso Regina Margherita, le essenze pregiate e gli alberi secolari dei Giardini di Pian d’Asché costituiscono la quinta a monte del lotto oggetto di progettazione, caratterizzato da stretti terrazzamenti digradanti con fronte prospiciente la passeggiata a mare e andamento di fascia parallelo alla linea di battigia. La dismissione della linea ferroviaria ha restituito all’area la fisiologica tensione verso la libera percezione dell’elemento marino, connotando l’intervento con la più tipica essenza ligure di continuo rapporto tra terra e mare. L’immagine architettonica è stata così l’esito di uno studio progettuale caratterizzato da un continuo confronto con la valenza semantica del sito, alla ricerca della simbiosi, della omogeneità con la matrice linguistica e con le sue regole, con i materiali naturali, con “l’idea” di casa “essenziale”, stereometrica: contemporanea in quanto figlia del luogo e non del tempo, e proprio per questo nonmoderna. L’estrema vicinanza al sedime della ex linea ferroviaria ha di fatto precluso nel tempo la formazione nell’intorno di un tessuto urbano di riferimento. D 50 Non risultando inserito in un contesto edilizio consolidato, il nuovo edificio residenziale si è dovuto quindi rapportare per tipologia ed immagine ai più significativi esempi di costruzioni storiche isolate a ridosso della linea costiera della Riviera di Ponente, tenendo opportunamente conto delle espressioni di maggior valore edilizio ed architettonico degli anni Sessanta e Settanta, quali sono da considerarsi il complesso “Palazzine Sada” (studio dell’architetto Gio Ponti) e quello di Capo Nero (Architetto L.C. Daneri). L’approccio progettuale è stato comunque quello di non concepire l’oggetto come un “monumento” a sé stante pur nella consapevolezza che non si trattava di edilizia di base, per tentare di avvicinarsi ad una architettura spontanea ma non casuale, nel pensiero che diviene edificio. In questa chiave è da intendersi, per esempio, l’adozione della copertura piana praticabile. Una scelta vincolante fondata sull’esigenza di coniugare necessità funzionali, considerazioni tipologiche, connotazioni linguistiche e soluzioni stilistico-compositive: il rapporto con il contesto edilizio di significativa matrice razionalista; la vicinanza alla linea costiera e quindi a strutture balneari e stabilimenti (elementi importanti anche per lo studio cromatico); il tentativo di inserire in un lotto stretto e terrazzato un volume gradonato compatibile alla morfologia del terreno; la possibilità, attraverso il giardino pensile, di omogeneizzare percettivamente la copertura del nuovo edificio al verde circostante ed ai punti panoramici del boulevard di corso Regina Margherita. Il riferimento storico agli edifici isolati (sia abitativi che di carattere militare) che caratterizzano la costa mediterranea e per i quali la copertura piana praticabile è un carattere precipuo ricorrente, ha anche influenzato la composizione del prospetto posteriore che presenta un chiaro richiamo alle torri di avvistamento medievali attraverso la risoluzione formale delle zone di ingresso e delle scale a chiocciola esterne, schermate da pareti in pietra naturale. L’utilizzo preponderante della pietra faccia a vista lavorata a secco secondo la più tipica tradizione ligure qualifica la zona basamentale e nel contempo mitiga lo sviluppo verticale dell’edificio radicandolo irreversibilmente all’intorno che ne costituisce la naturale prosecuzione. L’area di pertinenza è stata infatti concepita come orto-giardino, in cui il continuo gioco di livelli, di lingue di fasce e di percorsi è “spontaneamente” articolato dal progetto del verde il cui la macchia mediterranea (cespugli fioriti ed aromatici), diviene tessuto connettivo in cui ci si può imbattere nella vegetazione esotica o in collezioni di esemplari di cactacee e succulente. Descrizione dell’intervento Il progetto si è proposto di creare un fabbricato residenziale plurifamiliare (appartamenti in villa) che si inserisse fisiologicamente in un contesto fortemente vincolante dal punto di vista morfologico ed ambientale: il lotto (larghezza massima m. 19.80) era caratterizzato da terrazzamenti digradanti con andamento di fascia parallelo alla linea di battigia (l’altezza dei muri di sostegno in pietra faccia a vista oscillava tra i 2,50 e i 3,50 m). Le fasce in progetto hanno seguito il profilo naturale originario del terreno ed i nuovi muri di sostegno e/o di contenimento così come i parapetti sono stati rivestiti in pietra naturale del luogo. La soluzione progettuale, al di sotto di via Cavalieri di Malta, si configura come un edificio a blocco di semplice risoluzione volumetrica, organizzato come unità abitativa plurifamiliare isolata e circondata da un’area di pertinenza attrezzata a giardino; l’orientamento planimetrico (pianta rettangolare) segue l’andamento delle fasce esistenti e quindi delle curve di livello. Lo sviluppo in elevazione ha comportato la realizzazione di due piani abitativi di cui uno completamente fuori terra (doppio affaccio) ed uno sottostante seminterrato (mono-affaccio) oltre che un piano completamente interrato ad uso scantinato; ogni livello accoglie due unità abitative per un totale di quattro. Gli appartamenti al piano terra sono caratterizzati da logge di accesso a volta a botte ribassata e dalla presenza di copertura piana fruibile come solarium e giardino pensile raggiungibile attraverso scala esterna di proprietà. La distribuzione interna prevede l’ingresso centrale con atrio, zona giorno a sud comprensiva di parete attrezzata per la cucina “open space”, zona pranzo, soggiorno e terrazza; la camera da letto con affaccio a nord è servita da cabina guardaroba mentre dall’atrio (area distribuzionale mediana) si accede al bagno areato naturalmente con finestra a nord. Le unità abitative al piano sottostante sono collegate direttamente mediante scala interna ai locali interrati ad uso cantine e deposito. La soluzione distributiva è analoga alla precedente con la variazione dell’ingresso sul fronte sud direttamente nella zona giorno; dalla distribuzione cen- trale si accede alla camera da letto ed al bagno. Poiché tale piano risulta seminterrato, l’areazione naturale della zona notte e del bagno è garantita dalla previsione di un’intercapedine a cielo aperto che si sviluppa lungo tutto il lato a monte. La fascia al di sotto del vialetto di accesso contiene i giardini di pertinenza. Il leggero loggiato che si articola sul prospetto principale si conforma in logge di servizio al piano seminterrato e terrazze per il piano terra per conferire così al profilo dell’edificio un andamento gradonato che richiama la morfologia del terreno in cui è inserito; tale intenzionalità si manifesta altresì nel trattamento esterno delle pareti perimetrali del piano seminterrato rivestite in pietra a vista del luogo. Il terreno circostante la nuova costruzione, originariamente incolto e caratterizzato da folta vegetazione spontanea di basso fusto, formata in massima parte da roveti e qualche cespuglio di palma phoenix, è stato oggetto di sistemazione ed intervento per creare zone verdi praticabili, aiuole, fasce piantumate, giardini di pertinenza nel rispetto altimetrico del profilo naturale. In particolare sono stati realizzati un box auto interrato e, nella fascia sottostante, una piscina e relativi locali tecnici interrati: un sistema di scale la collega da una parte alla fascia superiore e a quella inferiore, sistemate a verde, mentre dall’altra all’adiacente fabbricato residenziale all’insegna della ricerca della massima permeabilità tra i vari livelli che compongono la sistemazione dell’area esterna al fabbricato residenziale: così da via Cavalieri di Malta, tramite una rampa gradinata sul lato occidentale del lotto, è possibile arrivare alla quota del vialetto di accesso alla palazzina e da questo, tramite una scalinata, alla quota dei posti auto attestati sulla pubblica strada. Committenza Società Essetre s.r.l. - Milano Società Desil s.p.a. - Gallarate Capogruppo e progetto architettonico arch. Mirella Scianda arch. Sergio Raimondo Ospedaletti (Im) Progetto strutturale ing. Giovanni Rolando - Sanremo (Im) IMPRESE ESECUTRICI Opere edili e coordinamento generale Emal Costruzioni s.r.l. Impianti elettrici e illuminazione IM.EL Impianto termico, idrico-sanitario e condizionamento Tecnos Piscina Spazio Blu 51 A IM_20 AMPLIAMENTO DEL CIMITERO COMUNALE Santo Stefano al Mare (IM) Anno di realizzazione: 2006 L’ intervento ha per tema l’ampliamento del piccolo cimitero comunale di Santo Stefano al mare. Vista la ristrettezza del budget (250/mq) si è operato immaginando di avere una grossa massa coincidente con l’area a disposizione e di scavarla in modo da ottenere una sequenza di blocchi prismatici che, distribuiti sul terreno hanno dato forma all’intervento. I blocchi sono allo stesso tempo muro di recinzione e sepolture. La loro disposizione ha generato nel senso est-ovest i vuoti destinati ai percorsi e nel senso nord-sud le aperture che permettono un contatto visivo costante con il mare e il muro storico del cimitero esistente. Le facciate dei blocchi sono rivestite con marmo bianco venato che aggiunge un opportuno tocco onorifico, i loro lati lunghi e meno visibili sono in cemento armato a vista. Committenza Comune di Santo Stefano al Mare GRUPPO DI PROGETTAZIONE Amoretti Calvi Associati arch. Giancarlo Ranalli IMPRESE ESECUTRICI Freccero Giuseppe Costruzioni s.r.l. Savona Tecnocostruzioni s.r.l. di Lazzaro & C. Ventimiglia 52 53