9 Aprile 2015
Potenziali risparmi energetici negli edifici
residenziali pubblici della regione Emilia-Romagna
Francesco Madonna – Marco Borgarello
1
Obiettivo
ACER & Regione EMR si sono avvalsi, a titolo non oneroso, del supporto di RSE
per avere indicazioni su scenari in merito ad un piano interventi di
riqualificazione energetica del patrimonio di edilizia pubblica della Regione EMR
L’obiettivo dello studio era, definito il perimetro di interventi, condivise le
condizioni al contorno (paletti), condivisi gli aspetti tecnici degli interventi di EE,
stimare l’obiettivo di risparmio energetico si sarebbe potuto ottenere nell’ipotesi
di poter disporre di un obiettivo di spesa complessivo di circa 100 M€.
Per rispondere a tale domanda si è operato, secondo la metodologia RSE,
secondo tre approcci:
- ottimo economico: intervenire prioritariamente negli edifici in cui risulta
minore il rapporto tra investimento sostenuto e risparmio energetico
conseguito
- proporzionale: intervenire proporzionalmente rispetto alla ripartizione degli
edifici ERP presenti sul territorio regionale, costruiti prima degli anni ’80
- mista : combinazione 2/3 ottimale, 1/3 ottimale.
2
Parco edilizio residenziale pubblico
58433 alloggi gestiti per 3,6 milioni di m2 complessivi (in media 62 m2 per alloggio).
6499 edifici di cui il 73% posseduti interamente e l’84% in maggioranza.
11748 scale – in media 1,8 scale per edificio.
40 edifici con pregi artistici e 920 edifici ubicati in centri storici (15%).
40%
34%
30%
25%
20%
11% 10%
10%
Alloggi gestiti
16%
8% 9%
Edifici
12%
11% 11%
8% 9%
8%
9%
5% 5%
4%
6%
0%
Piacenza
Parma
Reggio
nell'Emilia
Modena
Bologna
Ferrara
Ravenna
Forlì-Cesana
Rimini
3
Parco edilizio residenziale pubblico
prima del tra il 1919 tra il 1946 tra il 1961 tra il 1981 tra il 1991
dopo il
1919
e il 1945
e il 1960
e il 1980
e il 1990
e il 2010
2010
Edifici monofamiliari
3
5
14
12
2
1
0
Piccoli condomini (fino a 6 alloggi)
26
64
206
180
63
47
2
Medi condomini (tra 7 e 15 alloggi)
58
97
230
287
266
213
18
Grandi condomini (oltre 16 alloggi)
48
144
279
529
572
216
19
2
Tabella 1: Distribuzione del patrimonio edilizio residenziale pubblico dell’Emilia-Romagna. Superfice utile [10^3 m ].
prima del tra il 1919 tra il 1946 tra il 1961 tra il 1981 tra il 1991
1919
e il 1945
e il 1960
e il 1980
e il 1990
e il 2010
Edifici monofamiliari
41
75
220
157
35
14
Piccoli condomini (fino a 6 alloggi)
460
1121
3590
2428
1016
765
Medi condomini (tra 7 e 15 alloggi)
1098
1701
4130
4179
4439
3521
Grandi condomini (oltre 16 alloggi)
911
2593
4641
7446
9550
3644
Tabella 2: Distribuzione del patrimonio edilizio residenziale pubblico dell’Emilia-Romagna. Numero di alloggi.
dopo il
2010
0
37
308
313
prima del tra il 1919 tra il 1946 tra il 1961 tra il 1981 tra il 1991
1919
e il 1945
e il 1960
e il 1980
e il 1990
e il 2010
Edifici monofamiliari
41
75
220
157
35
14
Piccoli condomini (fino a 6 alloggi)
126
302
1031
702
265
180
Medi condomini (tra 7 e 15 alloggi)
116
193
521
521
440
343
Grandi condomini (oltre 16 alloggi)
44
108
223
314
339
143
Tabella 3: Distribuzione del patrimonio edilizio residenziale pubblico dell’Emilia-Romagna. Numero di edifici.
dopo il
2010
0
8
27
11
4
La metodologia: edifici tipo
La classificazione è frutto di considerazioni tecniche (leggi sull’efficienza
energetica, tecniche costruttive, abachi nazionali) e della volontà di
sfruttare al meglio le informazioni contenute nel censimento ISTAT.
4 tipologie
monofamiliare,
villetta a schiera,
medio e grande
condominio.
7 epoche
Ante 1920, 1920-1945,
1945-1960, 1960-1976,
1976-1991, 1991-2005,
post 2005.
5 località
Palermo (ZC B),
Bari (ZC C),
Firenze (ZC D),
Milano (ZC E) e
Belluno (ZC F).
Per la definizione degli edifici tipo ci si è avvalsi della collaborazione del gruppo di
ricerca TEBE del Politecnico di Torino (partner del progetto UE Tabula).
5
La metodologia: indici economici
Costo globale: è la somma di tutti i flussi di cassa collegati ai consumi energetici e
all’adozione di misure di efficienza energetica che avvengono durante il periodo di calcolo
considerato. [€/m2]
Tempo di ritorno dell’investimento: rappresenta il numero di anni necessari per
recuperare il costo dell’investimento ed è valutato attualizzando i flussi di cassa. [anni]
Rapporto costi- benefici: è il rapporto tra il costo di investimento e il risparmio energetico
generato (annuale). [€/tep]
Note: Il periodo di calcolo è assunto pari a 30 anni e il tasso di attualizzazione è il 4%.
Le valutazioni sono ripetute con e senza incentivi e in occasione di finestra di opportunità.
6
La metodologia
7
I paletti
In condivisione con il coordinamento delle ACER, il programma di riqualificazione
deve tener conto dei seguenti vincoli/criteri:
• Riduzione dei consumi energetici di almeno il 50%.
• Adeguamento degli edifici alle vigenti disposizioni in materia di termoregolazione e
contabilizzazione del calore.
• Abitabilità degli alloggi anche durante i lavori di riqualificazione.
• Limitazione delle opere murarie all’interno degli alloggi (bassa invasività). Questo
criterio porta ad escludere, ad esempio, interventi di coibentazione delle pareti dall’interno o
di rifacimento del sistema di distribuzione del fluido termovettore
• Sostituzione dei serramenti abbinata all’isolamento dell’involucro opaco.
• Accesso al meccanismo di incentivazione statale denominato “conto termico” (DM
28/12/12)
• Non si prevedono interventi di isolamento a cappotto, negli edifici siti nei centri
storici e in quelli che presentano pregi artistici ( si interviene sul 78% del parco
edilizio ).
• si interviene solo negli edifici in cui la maggioranza degli alloggi è gestita da ACER.
8
Gli interventi considerati per
«rispettare i paletti»
a) Isolamento a cappotto delle pareti verticali così da raggiungere una trasmittanza
termica delle pareti pari a 0,23 W/m2K. Lo spessore dello strato isolante
(polistirene estruso λ=0.034 W/m·K) varia a seconda della parete ex-ante
(mediamente è di circa 10 cm);
b) isolamento dall’interno del tetto negli edifici dotati di sottotetto riscaldato o
isolamento dall’estradosso dell’ultimo solaio negli altri casi in modo da
raggiungere una trasmittanza termica pari a 0,20 W/m2K;
c) isolamento dall’intradosso del primo solaio qualora fosse presente un piano non
climatizzato, eventualmente anche interrato o seminterrato, adibito a cantine o
autorimesse o nel caso di piano pilotis. In questi casi la trasmittanza obbiettivo è
posta pari 0,25 W/m2K;
d) installazione di serramenti in PVC dotati di tripli vetri con riempimento in Argon e
trattamento superficiale basso-emissivo (trasmittanza termica complessiva del
serramento pari a 1,5 W/m2K);
e) installazione di caldaia a condensazione;
f) adeguamento o rifacimento della canna fumaria;
g) installazione di valvole termostatiche e sistema di contabilizzazione del calore per
ogni corpo scaldante.
9
I risultati
Scelta
Scelta
ottimale degli proporzionale
edifici
degli edifici
(ante 1980)
Investimenti complessivi [milioni
di €]
Risparmi energetici [ktep]
Alloggi gestiti coinvolti
Edifici coinvolti
Frazione del parco in termini di
superfice
Riduzione media dei consumi per
riscaldamento per alloggio
Scelta mista
degli edifici
(ante 1980)
100
100
100
4,1
4661
1055
3,0
4923
598
3,7
4746
905
8,3%
8,6%
8,4%
76%
66%
73%
10
I risultati
11
I risparmi energetici
12
Incidenza sul parco edilizio
Alloggi
13
La tipologia
Ottimo
Proporzionale
N edifici coinvolti
800
600
400
200
MF
VS
MC
Ottimo
Proporzionale
MF
VS
GC
N alloggi coinvolti
3,000
2,500
2,000
1,500
1,000
500
MC
GC
14
Finanziabilità interventi
Aumento dei canoni di affitto
Obbiettivo:
prelevare una cifra equivalente a circa metà dei risparmi economici derivanti
dalla riduzione dei consumi ottenuta grazie alle riqualificazioni energetiche.
Proposta:
Collegare l’aumento del canone alla superfice dell’alloggio.
Far dipendere l’aumento del canone alla tipologia di edificio (più appartamenti contiene
l’edificio, minore il l’aumento del canone).
4 €/m2 per edifici con più di 20 abitazioni
5 €/m2 per edifici con un numero di abitazioni comprese tra 7 e 20
6 €/m2 per edifici con un numero di abitazioni comprese tra 3 e 6
6,5 €/m2 per edifici mono- o bi-familiari
Con questi valori il prelievo corrisponde in media al 48% dei risparmi (min 40%, max 60).
Considerando che la superfice media è 62 m2, per un edificio da 4 appartamenti l’aumento
sarebbe di 372 €/anno (31 €/mese).
In 15 anni, la quota dell’investimento iniziale che viene ripagata con questo meccanismo è in
media del 23% (min 16%, max 33%). Considerando un tasso di attualizzazione del 5%, tale
quota si riduce al 16% (min 11%, max 23%).
Conto termico
Attraverso il conto termico è possibile recuperare una quota dell’investimento compresa
tra il 22% e il 31%.
Considerando che tale incentivo è erogato in 5 anni, ipotizzando un tasso di
attualizzazione del 5%, l’intervallo è tra il 19% e il 27%.
Per via del meccanismo dei massimali, generalmente, nei grandi edifici si riesce a
recuperare una quota inferiore.
Sottratti i contributi del conto termico e degli aumenti dei canoni di affitto rimane da
finanziare una quota in media del 50% (compresa tra il 40% e il 62%).
Se si considera l’attualizzazione dei flussi di cassa, tale quota sale in media al 61%.
Qualche esempio
700,000
600,000
500,000
400,000
300,000
200,000
100,000
-
VS1
VS4
MC4
GC2
Quota rimanente
48,964
50,999
129,773
338,725
Conto termico
37,536
40,074
69,408
151,838
Aumento canone (15 anni)
40,464
32,040
61,650
111,120
Grazie
per
l’attenzione
Questo lavoro è stato finanziato dal Fondo di Ricerca per il Sistema Elettrico nell’ambito
dell’Accordo di Programma tra RSE S.p.A. ed il Ministero dello Sviluppo Economico - D.G.
Nucleare, Energie rinnovabili ed efficienza energetica - in ottemperanza del DM 8 marzo 2006.
[email protected]
[email protected]
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RSE - Potenziali risparmi energetici negli edifici residenziali pubblici