Atti Parlamentari
— I
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
INTERROGAZIONI
RISPOSTA
—
AI RESOCONTI —
Camera dei
SEDUTA DEL
PER LE QUALI
SCRITTA
ALLA
È
15
SETTEMBRE
PERVENUTA
PRESIDENZA
Deputati
1997
PAGINA BIANCA
Atti
Parlamentari
-
Ili
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
1997
grato di interscambio nel territorio mantovano, dove si stanno attuando altri interventi significativi nel settore dei trasporti »;
INTERROGAZIONI
PER LE QUALI È PERVENUTA
RISPOSTA SCRITTA ALLA PRESIDENZA
ALEMANNO e GALEAZZI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro
dei trasporti
e della navigazione.
— Per
sapere — premesso che:
recentemente è pervenuta agli organi
competenti del Ministero dei trasporti la
pratica relativa alla riapertura dell'aeroporto « Migliaretto » di Mantova;
a riguardo, è stata nominata
commissione ministeriale;
Deputati
una
sull'area in questione sono stati regolarmente eseguiti, e da poco ultimati, i
lavori di bonifica e sistemazione, autorizzati dalla direzione generale dell'aviazione
civile;
è già stato presentato il progetto di
riapertura dell'aeroporto;
la provincia di Mantova è disponibile
all'immediato finanziamento del progetto
in contesto con il rilascio della concessione;
il comune di Mantova ha presentato,
con deliberazione consiliare n. 170 del 27
ottobre 1994, una variante al vigente piano
regolatore generale con la quale si chiede
di modificare la destinazione d'uso del
Migliaretto da aeroporto a « verde attrezzato »;
per tale variante non è stato presentato né un progetto né un piano di spesa;
la regione Lombardia ha bocciato tale
variante con delibera n. 17504 del 1° agosto 1996, esprimendosi a favore della riapertura dello scalo di Mantova;
nella già citata delibera, la regione
Lombardia ha rilevato che l'aeroporto di
Mantova-Migliaretto è inserito nel « progetto per lo sviluppo del trasporto aereo
minore in Lombardia » e potrà costituire
« un importante e necessario nodo inte-
vi sono buoni motivi per fare
« Migliaretto » anche una base logistica
interventi di protezione civile, nonché
il controllo ed il soccorso d'emergenza
tratto più a sud dell'Autobrennero;
del
per
per
del
dalla chiusura di questo aeroporto
minore potrebbe derivare la chiusura di
altri aeroporti minori in tutta Italia — :
se siano a conoscenza della situazione
sopra esposta;
se non ritengano superfluo e dispendioso il ricorso ad una commissione ministeriale per studiare un problema sul
quale hanno già espresso il loro parere
favorevole sia la regione Lombardia, sia la
provincia di Mantova;
se non ritengano necessario procedere, in tempi rapidi, alla concessione del
sedime del « Migliaretto » alla richiedente
società Aeroporto Tazio Nuvolari, per la
riapertura dello scalo in oggetto. (4-05094)
RISPOSTA. — L'aeroporto di Mantova Migliaretto, dal punto di vista demaniale, è
stato definito quale « civile statale » dal Comitato ex articolo 15 della legge n. 1411
1963, con delibera in data 8 novembre 1982.
Lo scalo è chiuso da svariati anni ad
ogni tipo di attività aerea e non ha interesse
a livello nazionale, ma solamente a livello
locale trattandosi di una struttura
aeroportuale minore, che peraltro insiste al centro
di un'area su cui sono già presenti,
nel
raggio di un centinaio di chilometri,
aeroporti aperti al traffico di aviazione
generale
e non, quali Bologna, Ferrara,
Modena,
Parma, Reggio Emilia, Cremona, Brescia e
Verona.
Da un punto di vista tecnico, il sedime
non è attualmente agibile per alcun tipo di
attività aerea; gli interventi, ai fini di una
eventuale riapertura per una
utilizzazione
elicotteristica
comportano
un impegno finanziario che allo stato non trova previsione in bilancio.
Atti
- I V -
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
AI RESOCONTI —
Nel 1993, nel corso della seduta del 1°
giugno la giunta comunale di Mantova ha
deliberato di chiedere la
sdemanializzazione
del sedime dello scalo in oggetto,
successivamente la Regione Lombardia ha espresso
l'opportunità di utilizzare in via temporanea
una porzione dell'attuale sedime
soltanto
come elisuperfìcie, in quanto il Piano regionale dei trasporti non prevedeva
quale
priorità la problematica
relativa alle infrastrutture aeroportuali
minori
In data 27 ottobre 1994 il
Consiglio
comunale di Mantova, con delibera n. 170,
ha approvato una variante generale al piano
regolatore generale destinando l'utilizzo dell'area demaniale del Migliaretto da infrastruttura aeroportuale ad area di uso pubblico « verde e parcheggio » e pertanto
ha
richiesto la sdemanializzazione
dell'intero
sedime
aeroportuale.
Successivamente
in data 11 luglio 1995
la Direzione di Circoscrizione
Aeroportuale,
procedeva alla consegna, per un tempo determinato, alla società Tazio Nuvolari
S.r.l
con sede in Mantova, di tutta l'area demaniale del Migliaretto al fine di
consentire
alla Società stessa di avviare i lavori di
spianamento e recinzione dell'intero
sedime
onde evitarne usi impropri.
Con delibera n. VI 7504 adottata
nel
corso della seduta del 1° agosto 1996, la
Giunta della Regione Lombardia
non ha
approvato la variante al Piano
regolatore
generale del Comune di Mantova in quanto
ha ritenuto che l'aeroporto può
costituire
un importante e necessario nodo integratore
di interscambio nel territorio mantovano su
cui si stanno attuando altri interventi
significativi nel settore dei trasporti.
Inoltre
ha osservato che Mantova, a livello di strutturazione di rete per l'aeroportualità
minore, può costituire un polo con ruoli legati
fin d'ora al lavoro aereo ed al pronto soccorso/intervento.
L'amministrazione
ha pertanto
valutato
l'intera questione, tenendo conto degli interessi locali e quelli più generali dello Stato,
e ha proposto di destinare parte del sedime
aeroportuale
di Mantova Migliaretto
allo
svolgimento
dell'attività
elicotteristica
e
parte, previa sdemanializzazione
da effet-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
tuarsi d'intesa con i competenti Organi finanziari, a verde
pubblico.
A questo scopo è stata quindi
istituita
una Commissione per l'individuazione
delle
aree da destinare rispettivamente
allo svolgimento di attività elicotteristica
e a verde
pubblico, al fine di pervenire ad una definitiva e razionale utilizzazione dello scalo di
Mantova
Migliaretto.
La Commissione
sta svolgendo i lavori
ed ha effettuato un sopralluogo sul sedime
aeroportuale.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ALEMANNO. — Al Ministro del commercio con l'estero. — Per sapere - premesso che:
nel corso della precedente legislatura
il sottoscritto presentava un'interrogazione
(4-08235) al Ministro prò tempore del commercio con l'estero, segnalando il caso di
un dirigente del dicastero che - in orario
ed in ambiente di lavoro, utilizzando le
strutture del dicastero - riuniva il personale in servizio alla presenza di personaggi
esterni al ministero, organizzava raccolte
di firme e varie forme d'impegno finalizzate alla creazione di un comitato elettorale « per Prodi presidente »;
il Ministro prò tempore, c o n foglio
69148 del 21 marzo 1995, rispondeva all'interrogante riconoscendo « ...il comportamento del tutto arbitrario quanto anomalo del dirigente in questione »;
precisava ancora il Ministro prò tempore che l'amministrazione avrebbe provveduto «....a formali contestazioni, per
l'adozione di provvedimenti disciplinari
che si rendessero necessari nel rispetto
della normativa vigente » e ribadiva che il
Ministro ed i direttori generali erano del
tutto estranei all'iniziativa, né avevano alcuna responsabilità in ordine all'accaduto
denunciato;
a dispetto invece di quanto dichiarato
e quasi c o m e riconoscimento di acquisiti
meriti di partito per quella che l'interro-
Atti
Parlamentari
-
V
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
gante ritiene una squallida operazione
elettorale, il dirigente responsabile dell'evento - all'indomani della formazione
della nuova compagine di Governo - veniva nominato segretario particolare del
Sottosegretario al commercio con l'estero e
risulta essere stato di recente proposto dal
consiglio d'amministrazione del ministero,
che è presieduto dallo stesso Sottosegretario di cui il funzionario in questione è
segretario particolare, come delegato stabile del ministero presso le organizzazioni
internazionali di Ginevra, un compito, quest'ultimo, di grande responsabilità e per il
quale aveva presentato la propria disponibilità una fitta e qualificata rosa di candidati —:
se il Ministro
quanto accaduto;
sia
al
corrente
Deputati
1997
amichevole effettuata dal Sen. Paolo Cabras
al Ministero, per cui non si è ritenuto dar
luogo a formali contestazioni
ed all'avviso
del procedimento
disciplinare.
Il predetto
comportamento
ritenuto
ininfluente,
sotto tutti i profili
non ha
avuto, né poteva avere, rilievo agli effetti
della valutazione di merito del dirigente in
parola, per quanto concerne la sua chiamata alla Segreteria del Sottosegretario
di
Stato né per la proposta da parte del Consiglio di Amministrazione,
di
designazione
alla copertura del posto presso la Rappresentanza italiana alle N.U. a Ginevra.
Il Sottosegretario di Stato per il
commercio con l'estero: Antonio Cabras.
di
se si sia effettivamente provveduto
alle preannunciate formali contestazioni
per l'adozione di eventuali provvedimenti
disciplinari;
se non intenda verificare eventuali
disattenzioni ed omissioni del consiglio
d'amministrazione nella fase di valutazione dei candidati, in particolare sui precedenti del dirigente in questione, ristabilendo così un principio di sana ed imparziale amministrazione, volta a bene assicurare la professionalità e la correttezza
nelle attività del proprio personale al servizio dell'utenza.
(4-10648)
RISPOSTA. — Si fa riferimento
all'interrogazione in oggetto.
Al problema,
già sollevato
dalla S.V.
On.le nella seduta della Camera del 7 marzo
1995 (atto 4-08235), venne data risposta in
data 21 marzo 1995 con lettera n. 69148 a
firma delVallora Ministro Ciò.
Con tale lettera, tra Valtro, si comunicava che « VAmministrazione,
ove ne ricorrano gli estremi, provvederà a formali contestazioni per Vadozione di
provvedimenti
disciplinari che si rendessero necessari ».
Successivamente,
alla luce degli approfondimenti effettuati, è emerso che rincontro ha avuto carattere prevalentemente
personale, sulla base di una visita a titolo
ALOI. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere - premesso che:
l'entrata in vigere in data 2 giugno
1996 del nuovo orario ferroviario, la stazione FS di Reggio Calabria/Lido é stata
esclusa dalle « fermate » dei nuovi treni
Intercity
diretti a Milano, Torino, Bologna - :
se non ritenga ingiustamente penalizzante, per la cittadinanza Reggina, la soppressione di una fermata, quale la stazione
Lido, che è destinata a servire i numerosi
turisti in visita al m u s e o nazionale della
Magna Grecia, che ospita, tra l'altro, i
guerrieri di Riace, nonché la clientela d'affari, che, nella zona in oggetto, trova i
migliori alberghi della città;
quali iniziative intenda promuovere
affinché venga rimesso il segnalato inconveniente, così salvaguardando le legittime
esigenze dei passeggeri in arrivo ed in
partenza dalla città dello stretto. (4-01030)
RISPOSTA. — L'orario 1995-1996
prevedeva la fermata a Reggio Lido dei treni,
da/per
Roma,
« Telesio », « Peloritano »,
« Archimede », « Velia » ed « Aspromonte »
con orari distribuiti fra le 14.00 e le 23.00
nel senso nord-sud e fra le ore 7.00 e le
16.00 nel senso
inverso.
Atti
Parlamentari
-
VI
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
Con il nuovo orario entrato in vigore dal
2 giugno 1996, oltre ai treni sopra
indicati
è stata assegnata a Reggio Lido la fermata
del nuovo treno intercity « Crati » che collega Roma a Reggio in un senso e Reggio a
Torino nel senso inverso.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Deputati
1997
l'articolo 17, commi da 67 a 86, della legge
15 maggio 1997, n. 127, verrà a cessare la
suddetta opera di mediazione, finora resasi
necessaria, del Ministero dell'interno
ed i
sindaci potranno
direttamente
scegliere il
segretario
titolare
dell'ente
amministrato
dalle sezioni regionali dell'albo dei segretari
comunali e
provinciali.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
ALOI. — Al Ministro dell'interno.
sapere — premesso che:
— Per
la segreteria comunale di Vibo Valentia viene retta da tempo dal segretario
titolare del comune di Amantea; di conseguenza, il comune di Amantea si trova
privo del segretario generale titolare, e la
relativa segreteria comunale viene ricoperta dall'attuale segretario titolare del comune di Girifalco, a titolo di reggenza;
a sua volta, il comune di Girifalco
dispone quindi, in atto, di una segreteria
« a scavalco » — :
attese giustificate perplessità in ordine ai possibili motivi sottesi a siffatte
procedure oggettivamente anomale, scarsamente razionali, antieconomiche ed ai
limiti della legittimità, quale sia la posizione del Governo in merito alla predetta
incomprensibile attribuzione a catena di
onerosi incarichi straordinari;
se non sia da ritenersi tale situazione
anche lesiva della funzionalità degli enti
locali interessati, e quali urgenti misure
intenda il Governo assumere al riguardo.
(4-06554)
RISPOSTA. — Gli incarichi di reggenza o
supplenza ai segretari comunali sono stati a
tutt'oggi conferiti, ai sensi degli articoli 193
e 194 della legge 27 giugno 1942, n. 851,
previa acquisizione
del parere
favorevole
degli enti locali interessati, al fine di consentire una migliore funzionalità
delle rispettive
segreterie
comunali,
salvaguardando nel contempo, per quanto
possibile,
le legittime aspirazioni dei
funzionari.
Allorché sarà entrato a regime il nuovo
stato giuridico della categoria, delineato nel-
ANEDDA. — Al Ministro delle poste e
delle telecomunicazioni.
— Per sapere premesso che - una lettera spedita dal
comune di Cagliari alla Camera dei deputati, in data 16 aprile 1997, è giunta a
destinazione il 14 maggio 1997, esattamente ventotto giorni dopo -:
se sia a conoscenza di simili casi e
quali iniziative intenda assumere al fine di
evitare il ripetersi di situazioni analoghe.
(4-10070)
RISPOSTA. — Al riguardo si fa presente che
l'ente Poste Italiane - interessato in merito
a quanto rappresentato
dalla S.V. on.le nell'atto parlamentare
in esame - ha significato che nel particolare
caso
prospettato,
trattandosi di lettera ordinaria, ovvero di un
oggetto postale che per la sua tipologia non
è soggetto ad alcuna descrizione durante le
varie fasi di lavorazione e passaggio tra gli
uffici interessati, non è stato possibile
effettuare specifici accertamenti volti a stabilire le cause e la dinamica
dell'accaduto,
nonché di risalire ad eventuali
responsabilità.
Tuttavia, ha proseguito
l'ente, si sono
verificate, nei mesi scorsi, giacenze di corrispondenza
a seguito di una serie di agitazioni sindacali, protrattesi fino alla metà
di aprile, che hanno interessato
tutto il
personale con l'astensione dal lavoro e la
sospensione
di qualsiasi forma di prestazione straordinaria
e di cottimo.
I competenti organi centrali e periferici
hanno
costantemente
seguito
l'evolversi
della situazione, ed hanno prontamente
attivato tutte le procedure necessarie per fronteggiare le eventuali emergenze, in modo da
arrivare al rapido smaltimento
delle già-
Atti
Parlamentari
-
VII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
cenze al termine dell'agitazione
conclusa il 16 aprile u.s.
che si è
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Macca nico.
ANGELICI. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
le organizzazioni sindacali confederali, sulla base di notizie ministeriali riguardanti la nuova organizzazione delle
sedi periferiche delle officine manutenzioni correnti, hanno denunciato l'imminente chiusura delle officine manutenzione
corrente del locale deposito locomotive di
Taranto;
ove ciò si verificasse, avrebbe ripercussioni molto negative per l'organizzazione dell'impianto di riferimento del settore macchine;
ciò determinerebbe un depauperamento degli impianti ferroviari tarantini;
ciò sarebbe contraddittorio con le affermate volontà di rafforzamento infrastrutturale dell'area meridionale e allontanerebbe ancor di più il sud dalle aree
forti d'Italia e d'Europa — :
se non ritenga di dover tempestivamente intervenire presso le ferrovie dello
Stato per evitare che tale evenienza abbia
a verificarsi e scongiurare che Taranto
abbia a subire un'altra pesante penalizzazione, che sarebbe assolutamente ingiusta
ed intollerabile.
(4-05812)
RISPOSTA. — Le F.S. S.p.A. hanno elaborato un progetto di riassetto logistico di tutti
gli impianti di manutenzione dei rotabili al
fine di potenziare quelli strategici e di incrementarne
l'efficienza attraverso
l'adozione di nuove tecnologie adeguate all'evoluzione del parco
rotabili
Il riassetto, che sarà completato entro il
2000, determinerà
una sensibile
riduzione
degli impianti operativi
In particolare
la
Società ha manifestato
l'intendimento
di
concentrare l'attività manutentiva presso gli
dei
Deputati
1997
impianti situati in corrispondenza
dei nodi
dove si verificano rilevanti volumi di traffico, in modo da svolgervi diversi
interventi
manutentivi
in un'ottica di economie
di
scala e lasciare nei poli a minor volume di
traffico i « posti di manutenzione » dove
invece si effettueranno principalmente
attività di controllo, piccola manutenzione
e
ripristino
decoro localizzate sui parchi e
negli scali, preferibilmente
a rotabili
in
composizione
ai treni
Tale impostazione,
in linea con le tendenze in atto negli altri Paesi europei, è
dovuta alla evoluzione dei criteri
manutentivi a seguito anche
dell'ammodernamento
del materiale rotabile impiegato, della progressiva elettrificazione
delle linee e del potenziamento tecnologico degli impianti strategici
Nell'ambito del riassetto previsto,
poiché
l'impianto di Taranto effettua interventi di
« manutenzione
corrente » ai mezzi di trazione diesel ed alle carrozze,
prevalentemente utilizzati in servizi locali ed interregionali nelle relazioni con Lecce, Bari, Poggia, Calabria e Campania, le F.S. hanno
ritenuto non strategico tale impianto
confermando l'utilizzo come « posto di manutenzione corrente ».
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ARMAROLI. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
stanno procedendo con celerità impressionante i lavori di riempimento finalizzati alla costruzione del terminal
container di Pegli-Prà-Voltri (GE);
il braccio di mare compreso tra il
litorale di Pegli-Prà-Voltri e il
terminal
container è diventato, con il passare del
tempo, una cloaca a cielo aperto, ricevendo
gli scarichi delle fogne delle tre delegazioni
non dotate di depuratore;
numerosissime volte, anche in affollate riunioni di cittadini delle circoscrizioni
interessate, è stato richiesto alle pubbliche
istituzioni (provincia, regione, comune, au-
Atti
Parlamentari
-
Vili
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
torità portuale) di conoscere quale sia il
limite massimo di avanzamento verso levante di detto riempimento;
10 stesso consiglio circoscrizionale di
Pegli ha inviato, in data 14 giugno 1996, al
presidente dell'autorità portuale, avvocato
Giuliano Gallanti, una petizione al fine di
« fermare, per motivi di sicurezza ambientale, i lavori di espansione del Porto sino
all'entrata in funzione del depuratore comunale, progettato ma non ancora realizzato »;
già in data 2 luglio 1996 il comitato
spontaneo « Per il Lido di Pegli » ha inviato
al vice presidente della regione Liguria,
dottor Mazzarello, una richiesta di incontro, per conoscere quale destinazione avrà
il materiale che dovrà essere dragato nel
canale compreso tra la battigia e il riempimento, non potendo lo stesso, per legge,
essere trasportato al largo;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
siglio superiore dei lavori pubblici e quale
sia l'eventuale parere dello stesso;
quale destinazione avranno le centinaia di metri cubi di materiale, in larga
parte fognario, che verranno dragati nel
mare interno, una volta terminato il sesto
modulo, cosi c o m e espresso nel piano
triennale approvato quest'anno;
a quali fonti finanziarie pubbliche e
private si sia ricorsi e si intenda ricorrere
per il finanziamento dell'opera, sia per
quanto attiene al banchinamento, sia per i
mezzi di movimentazione.
(4-05092)
RISPOSTA. — Circa la realizzazione
del
terminal di Pegli-Prà-Voltri
si fa presente
che la decisione
di fermare i lavori di
costruzione
al VI modulo corrisponde
a
quanto deliberato
dal Comitato
Portuale
nella seduta del 14 giugno 1996 e rappresenta perciò la posizione ufficiale
assunta
dalVAutorità
portuale.
11 piano operativo triennale 1996/
Allo stato attuale esiste soltanto
una
1998, recentemente approvato in due sucprogettazione
di
massima
in
base
alla
quale
cessive versioni, di cui l'ultima si ritiene
costruzione
definitiva, riporta - nella prima a pagina è stato stimato un tempo di
175 - una planimetria che evidenzia con dell'opera ad un biennio.
I materiali dragati dal canale di calma di
chiarezza che il prolungamento della banPrà-Voltri
sono destinati
totalmente
ai
china di contenimento si estende fino a
riempimenti
relativi
al
VI
modulo,
la
cui
una distanza non superiore a quaranta
realizzazione richiederà anzi volumi di mametri dalla diga;
teriali per riempimento
superiori a quelli
peraltro, le pagine 174 delle due ver- ottenibili attraverso
l'attività di dragaggio
sioni riportano lo stesso testo, dal quale si del canale.
evidenzia che l'importo dei lavori rimane
Gli estremi del finanziamento
richiesto
invariato a lire quarantacinque miliardi e coincidono con quanto illustrato in sede di
che la durata prevista dei lavori è sempre piano operativo triennale, non
sussistendo
di due anni (1998/1999);
alcun ulteriore e maggiore
dettaglio.
Come noto, l'articolo 5, comma 10 della
quindi, al di là della diversa rapprelegge
28 gennaio 1994, n. 84, prevede che
sentazione grafica, l'opera di prolunga«
il
Ministro
dei trasporti e della navigazione
mento della banchina e il suo programma
di attuazione non sono affatto cambiati — : sulla base delle proposte contenute nei piani
operativi triennali predisposti dalle autorità
quale sia l'esatto programma di co- portuali, ai sensi dell'articolo
9, comma 3
struzione della banchina di contenimento; lettera a), individua annualmente le opere di
grande infrastrutturazione
da realizzare nei
quali siano nel dettaglio gli estremi
porti di cui alla categoria II, classi I e li ».
del finanziamento statale di quarantacinPoiché le funzioni amministrative
conque miliardi richiesto al ministero dei tracernenti le opere marittime relative ai porti
sporti e della navigazione;
di cui alla categoria II, classe I, ricadono
se detto progetto sia già stato sotto- nella sfera di competenza del Ministero dei
posto, in via preventiva, all'esame del Con- lavori pubblici nel cui stato di
previsione
Atti
Parlamentari
-
IX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
della spesa sono iscritti i fondi per le medesime finalità, questo Ministero, nella nota
del 14 aprile 1997, inviata al Ministero dei
lavori pubblici,
ha posto l'accento
sulla
necessità di promuovere
incontri tra funzionari dei Servizi competenti,
al fine di
acquisire gli elementi occorrenti per specificare nel dettaglio le strategie per l'individuazione delle opere da realizzare (es., privilegiare le opere immediatamente
cantierabili, ovvero quelle da destinare al cabotaggio, o altro).
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ARMAROLI. — Ai Ministri
dell'interno,
con incarico per il coordinamento
della
protezione civile, dell'ambiente
e delle risorse agricole, alimentari e forestali. — Per
sapere - premesso che:
nella giornata di domenica 16 febbraio 1997 in Liguria si sono verificati una
quarantina di incendi boschivi, che hanno
portato alla distruzione di decine di ettari
di vegetazione, gravissimi danni al patrimonio ambientale, nonché ansia e paura
per gli abitanti di molte case lambite dalle
fiamme richiedendo una grande mobilitazione per i comandi dei vigili del fuoco di
tutte le province liguri, per gli uomini dei
vari distaccamenti della Guardia forestale
e per i volontari;
le situazioni più critiche si sono registrate a Genova e nell'Imperiese, seppure
tutto il territorio ligure, sia a ponente che
a levante sia stato fortemente colpito dagli
incendi;
la maggior parte degli incendi è stata
opera di piromani. In quasi tutti i casi,
infatti, i roghi sono divampati quasi contemporaneamente su fronti diversi, ed in
alcune zone come Campora, in Valpolcevera, i vigili del fuoco e le guardie forestali
hanno rinvenuto non lontano da un bosco
in fiamme una grossa tanica di benzina
semivuota — :
quali iniziative si intendano assumere
al fine di scongiurare il ripetersi di ana-
dei
Deputati
1997
loghi episodi e al fine di tutelare le popolazioni interessate;
se non si ritenga opportuno intervenire urgentemente al fine di verificare l'esistenza di disegni speculativi all'origine degli incendi dolosi in questione;
se non si ritenga necessario intervenire per accentuare l'opera di prevenzione
e di tutela ambientale, nonché di protezione civile rafforzando la presenza sul
territorio delle istituzioni competenti, considerando che la Liguria risulta essere abitualmente vittima di incendi devastanti.
(4-07581)
RISPOSTA. — Come evidenziato
dalla S.V.,
il giorno 16 febbraio 1997 la Regione Liguria ed, in particolare, le Province di Genova e di Imperia, è stata funestata
da
numerosissimi
incendi boschivi che hanno
richiesto l'intervento di una gran
quantità
di uomini e di mezzi dei Vigili del Fuoco.
In ordine alla natura di tali eventi, fatta
eccezione per alcuni casi in cui si configurano ipotesi dolose e per i quali
bisognerà
attendere le conclusioni
definitive
dell'Autorità Giudiziaria,
la maggior parte degli
incendi di bosco sviluppatisi in quella giornata festiva sono stati causati da comportamenti
negligenti
Per quanto riguarda, in via generale, il
fenomeno degli incendi boschivi, che ormai
si ripresenta con cadenza rituale ogni anno,
la vigente legislazione assegna la competenza primaria in materia di prevenzione
e
di lotta ai medesimi alle strutture
pubbliche
regionali e al Ministero delle risorse agricole, alimentari
e forestali, riservando
al
Corpo nazionale dei vigili del fuoco
compiti
di cooperazione finalizzati alla
salvaguardia
dell'incolumità
delle persone e dei beni,
laddove si presenta la necessità di interventi
di soccorso tecnico
urgente.
Invero, la frequenza e l'estensione
del
fenomeno negli ultimi anni ha
comportato
un crescente impiego di uomini e di mezzi
del Corpo ben aldilà della mera
cooperazione, tanto che gli interventi rientrano ormai in una prassi costante, pur non dispo-
Atti
Parlamentari
-
X
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
nendo, il Corpo, delle risorse
finanziarie
finalizzate a tale scopo.
Ciò ha reso necessario
ripetutamente,
negli ultimi anni, l'emanazione di una serie
di provvedimenti
d'urgenza - da ultimo il
decreto-legge 19 maggio 1997, n. 130 - con
i quali sono stati disposti
finanziamenti
straordinari
volti ad integrare le risorse
disponibili
in termini di incremento
dei
mezzi e delle strutture
nonché
d'utilizzazione del personale.
Peraltro, le Regioni, in questo
campo,
potrebbero rafforzare il dispositivo di protezione civile stipulando con
quest'Amministrazione convenzioni per la
predisposizione
e l'impiego di apposite squadre per la lotta
agli incendi boschivi, le quali nella trascorsa esperienza hanno dato un essenziale
e risolutivo
contributo.
È, tuttavia, intenzione di questo
Ministero, raccogliendo
in tal senso le raccomandazioni espresse dal Parlamento
nonché
il preciso indirizzo imposto dalla Corte Costituzionale nella sentenza n. 157 dell'8-10
maggio 1995, di concludere al più presto lo
studio di una normativa
che nel porre
ordine in via generale su tutto il sistema
delle competenze preveda anche, a regime,
l'erogazione di apposite risorse
finanziarie
per l'impiego del Corpo nazionale dei vigili
del fuoco.
amico, sarebbe complice di una banda di
criminali incalliti e l'ambascita italiana a
Mosca avrebbe preferito ricorrere a questi
canali tutt'altro che integerrimi rifiutando
le offerte di aiuto delle legittime autorità;
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
se non ritenga fare luce circa l'eventuale ruolo ricoperto da Sofri nelle diverse
vicende che hanno visto coinvolti cittadini
italiani in Cecenia e, in particolare, in
merito alla vicenda del sequestro di Galligani;
ARMAROLI. - Al Ministro degli affari
esteri — Per sapere — premesso che:
Ylzvestija
ricorda inoltre il ruolo
chiave avuto da Sofri nell'autunno scorso
per la liberazione di tre volontari dell'associazione di aiuti umanitari interSos, e questo sarebbe stato reso possibile attraverso il
contatto con un trafficante dell'economia
ombra considerato il maggiore intermediario di trattative non ufficiale per il rilascio
degli ostaggi in Cecenia, Salaudi Abdurzakov. Autorità cecene, ambasciata italiana
e mass media avrebbero concordato la versione secondo la quale i tre volontari erano
stati liberati solamente grazie a Sofri senza
alcun riscatto, ma non si è saputo dove sia
andata a finire una notevole partita di assistenza umanitaria di InterSos, spedita in
Cecenia dopo l'arrivo di Sofri;
nel caso Galligani, sempre secondo
quanto
riportato
dall'Izvestija,
Sofri
avrebbe operato attraverso la sua « compagna d'armi » Mirella Fanti, una collaboratrice di InterSos, che avrebbe operato in
Cecenia avendo come interlocutore sempre
il Salaudi, che in realtà sarebbe amico di
un gruppo armato illegale - :
in merito al sequestro di Mauro Galligani, fotoreporter di Panorama rapito in
Cecenia a febbraio e rilasciato nei giorni
scorsi, è apparso nei giorni scorsi sul giornale russo Izvestija un articolo secondo il
quale il regista occulto delle trattative con
i rapitori sarebbe stato Adriano Sofri, l'ex
leader di Lotta Continua, attualmente detenuto nel carcere di Pisa a seguito della
condanna quale mandante dell'omicidio
Calabresi;
se sia stato al corrente delle iniziative
di Sofri e in tal caso, quali siano state le
motivazioni che hanno portato a coinvolgere nella soluzione di questi casi un personaggio quale l'ex leader di Lotta Continua, condannato in via definitiva quale
mandante dell'omicidio Calabresi che, tra
l'altro, avrebbe operato di concerto con
personaggi a dir poco discutibili, operanti
al di fuori della legalità.
(4-09472)
sempre secondo l'autorevole giornale
russo, l'intermediario usato da Sofri per
negoziare, un u o m o d'affari ceceno suo
RISPOSTA. — Si premette che in tutti i casi
di sequestro di connazionali,
le Ambasciate
d'Italia e l'Unità di Crisi del Ministero degli
Atti
Parlamentari
-
XI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Affari Esteri pongono in essere tutti gli
strumenti d'intervento
che possano
salvaguardare l'incolumità dell'interessato
e portare alla sua
liberazione.
Nel caso specifico del fotoreporter
Mauro
Galligani, il Ministero degli Affari
Esteri
tramite l'Ambasciata d'Italia in Mosca ha
interessato
alle ricerche non soltanto
le
Autorità di Governo russo e ceceno, ma
anche numerose personalità cecene che, per
i loro contatti sul posto potevano
facilitare
il rilascio del nostro
connazionale.
Nel caso Galligani un intervento del dott.
Adriano Sofri non è stato richiesto
dal
Ministero degli Affari Esteri né, a quanto
risulta, ha avuto luogo. Su sollecitazione
dei
familiari del Galligani si è inoltrata all'Ambasciata d'Italia in Mosca una video cassetta
fatta pervenire dagli stessi familiari,
nella
quale il dott. Sofri lanciava un appello ai
suoi conoscenti ceceni affinché si adoperassero per la liberazione del connazionale.
La
video cassetta peraltro è pervenuta a Mosca
quando il Galligani era già stato liberato e
riportato in Italia.
Un ruolo importante è stato svolto dall'ONG Intersos
nella vicenda
Galligani,
come in quella dei tre volontari della stessa
Intersos che nel settembre 1996 furono sequestrati in Cecenia. Nel caso Galligani la
Intersos ha messo a disposizione
proprio
personale che conosceva bene Grozny, in
quanto vi aveva operato nell'ambito di progetti umanitari per un tempo
considerevole.
In occasione del sequestro dei tre volontari, sempre su richiesta dei familiari, il dott.
Adriano Sofri si è recato di propria
iniziativa
in Cecenia ove, in maniera del tutto indipendente dagli interventi che il Governo
italiano
aveva posto in atto, egli si è adoperato a
favore del rilascio dei tre
connazionali
Il Governo italiano non ha pagato alcun
riscatto per il rilascio di Galligani né per
quello dei tre volontari
Intersos.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Fassino.
ARMOSINO. - Al Ministro degli affari
esteri — Per sapere - premesso che:
nel territorio della Repubblica della
Croazia (subentrata alla ex Repubblica Ju-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
goslavia) esistono, presso le città di Zagabria e Rjieka, università degli studi con
facoltà di medicina e chirurgia e corsi per
il conseguimento della laurea in odontostomatologia;
tali corsi di odontoiatria delle suddette università risultano svolgersi in tempi
e modalità didattiche perfettamente equipollenti e corrispondenti a quelli dei corsi
istituiti presso le facoltà di medicina e
chirurgia delle università della Repubblica
italiana;
i corsi suddetti sono di tutto prestigio,
perché istituiti presso università di chiara
fama c o n docenti di alto valore;
all'articolo 10 dell'accordo culturale
intervenuto nel dicembre 1960 tra la ex
Repubblica socialista federativa di Jugoslavia e la Repubblica italiana, ratificato
con legge n. 1865 del 31 dicembre 1962,
nonché nello scambio di note effettuato a
Osimo il 10 novembre 1975, con cui le due
parti convennero di concludere un accordo
speciale sul riconoscimento reciproco dei
diplomi e dei titoli accademici rilasciati
dalle università e da istituti di istruzione
superiore, nonché ancora, nell'elenco —
allegato alla nota di scambio avvenuto tra
i Ministri degli affari esteri delle due parti
in data 10 febbraio 1983 e ratificato con
legge 13 dicembre 1984, n. 971 - concordato nel corso della riunione delle delegazioni delle due parti svoltasi a Roma il 12
ed il 14 febbraio 1978, non era stata inserita la « laurea in odontoiatria »;
alla data del 12 e del 14 febbraio
1978, nonché alla data dello scambio di
note, la predetta laurea in odontoiatria
non era stata ancora istituita dalla Repubblica italiana (perché detta laurea in odontoiatria e protesi dentaria era incorporata
nella laurea in medicina e chirurgia per
effetto della legge 31 marzo 1912, n. 298),
nel mentre tale laurea già esisteva presso
tutte le università del territorio dell'ex Repubblica jugoslava;
la laurea in odontoiatria e protesi
dentaria è stata istituita dalla Repubblica
Atti
Parlamentari
-
XII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
italiana con legge n. 409 del 1985, a seguito
dell'istituzione del corso di odontoiatria e
protesi dentaria, con decreto del Presidente della Repubblica del 28 febbraio
1980, n. 135, ed in ossequio alle direttive
della Comunità Europea nn. 686 e 687 del
1978;
molti cittadini italiani, per lo più lavoratori nell'arte dell'odontoprotesi, forniti
dei prescritti titoli di istruzione secondaria
superiore, si sono iscritti ai corsi relativi di
odontoiatria e protesi dentaria presso le
università della Repubblica della Croazia;
ciò in quanto esisteva, così come esiste, il
predetto accordo culturale e, dopo aver
frequentato regolarmente gli interi corsi
quinquennali, hanno conseguito, alcuni di
già, le rispettive lauree in odontoiatria, nel
mentre altri frequentano tuttora con profitto i relativi corsi;
a tali cittadini, al loro rientro in Italia, non sono state riconosciute dalle università italiane le lauree in odontoiatria
conseguite presso le università del territorio della Repubblica della Croazia, affermando che la predetta laurea non si trova
compresa in m o d o chiaro nell'elenco allegato alla nota di scambio del 18 febbraio
1983;
si rende necessario, con urgenza,
provvedere ad inserire (al fine di ogni
trasparenza e chiarimento) la laurea in
odontoiatria e protesi dentaria tra quelle
previste dall'elenco di cui alla nota di
scambio firmata dai Ministri degli affari
esteri delle due Repubbliche il 18 febbraio
1983, così come previsto dalla nota di
scambio stessa;
nella XII legislatura la Commissione
affari esteri e comunitari della Camera ha
impegnato il Governo (ciò che ad oggi non
risulta peraltro adempiuto) a provvedere
con urgenza, dopo aver sentito l'apposita
commissione mista già in essere, composta
pariteticamente dai rappresentanti delle
due parti, e dopo aver confrontato i « piani
di studio » ed elaborato le « tabelle di equipollenza », ad inserire la laurea in odontoiatria e protesi dentaria tra quelle che
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
vengono riconosciute nei modi e termini di
cui al c o m m a 4 della suddetta nota — :
se intenda valutare la doverosa opportunità di provvedere a tutto ciò con
estrema urgenza, a tutela della dignità dei
cittadini italiani che già h a n n o conseguito
la laurea in odontostomatologia presso le
università del territorio della Repubblica
della Croazia, nonché a garanzia dei loro
diritti tutelati dalla Costituzione della Repubblica, in considerazione del fatto che
l'inserimento della laurea in odontoiatria e
protesi dentaria nell'elenco di cui sopra
non contrasta con le direttive comunitarie
nn. 686 e 687 del 1978 e, in particolar
modo, con l'articolo 1, paragrafo 4, della
direttiva n. 78/687, così c o m e ribadito al
punto 12 della sentenza del 9 febbraio
1994 della Corte di Giustizia delle Comunità Europee;
se e quali provvedimenti intenda
adottare per dare esecuzione al reciproco
riconoscimento dei citati diplomi e dei
titoli accademici.
(4-07559)
RISPOSTA. — In relazione a quanto richiesto dall'Onorevole
interrogante
si fa
presente che VAccordo tra la
Repubblica
Italiana e la ex Repubblica
Socialista Federativa
di Jugoslavia,
sottoscritto
il
10.2.1983 e ratificato con legge n. 971 del
13.12.1984, sul riconoscimento
dei diplomi
e di titoli accademici conseguiti da cittadini
dell'una o dell'altra Parte contraente
nelle
Università e negli Istituti di Istruzione
Superiore dell'altra Parte, non prevede
nell'elenco dei titoli accademici italiani e jugoslavi di cui è stata determinata
la corrispondenza, la laurea in odontoiatria
e protesi dentaria.
Lo stesso Accordo, nello stabilire
che
l'elenco dei titoli in corrispondenza
ne è
parte integrante, statuisce che modifiche ed
integrazioni
sono concordate
in sede di
Commissione Mista composta da rappresentanti delle due Parti e che le tabelle di
equipollenza
con o senza esami
integrativi
sono approvate dalle due Parti
contraenti
per via
diplomatica.
Pertanto, i cittadini italiani iscritti nelle
Università jugoslave che hanno
frequentato
Atti
Parlamentari
-
XIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
regolarmente
ed in loco i corsi
ordinari
quinquennali previsti per la generalità degli
studenti croati, con esclusione di corsi speciali o straordinari
attivati per
specifiche
categorie di studenti, non possono
ottenere
il riconoscimento
del titolo accademico
conseguito in forza delVAccordo succitato
e
dell'elenco
quale parte
integrante
dello
stesso, ma, in base alla normativa
vigente
interna (articolo 332 TU Leggi
sull'Istruzione Superiore, 1933), possono richiedere il
riconoscimento,
previa valutazione del curriculum studiorum, del titolo
accademico
conseguito all'estero da parte delle Università
competenti
Per quanto riguarda invece la possibilità
di inserire la laurea in odontoiatria
nell'elenco dei titoli accademici di cui all'Accordo 1983 con la semplice
convocazione
della Commissione
paritetica
mista, si fa
presente che tale Accordo è stato
temporaneamente sospeso dall'Italia con
comunicazione
formale
alle Autorità
croate
il
31.1.1995 (G.U. del 6.4.95) per i seguenti
motivi:
1. inadeguatezza
della tabella
delle
equipollenze
stabilita nel 1983 per le sostanziali modifiche intervenute
successivamente nel sistema universitario
italiano, in
particolare
per piano di studio, durata e
tipologia dei corsi, introduzione di un primo
grado accademico («lauree
brevi»);
2. preoccupanti
illegittime
strumentalizzazioni dell'Accordo da parte di numerosi
cittadini italiani che hanno ottenuto
presso
Università di Paesi dell'ex Jugoslavia
(compresa la Croazia) titoli accademici
dopo
corsi « atipici » spesso previsti
specificatamente per i cittadini italiani,
organizzati
anche per il tramite di centri privati, in
incontri intensivi di fine mese con un curriculum abbreviato, forti riduzioni del monte-orario di lezioni ed esercitazioni
(esempio
tipico quello dei corsi « speciali » di odontostomatologia
organizzati dall'Università
di
Fiume per « cittadini lavoratori » il cui decreto istitutivo prevede un carico di lavoro
per un monte-ore corrispondente,
al massimo, alla metà di quello previsto per i corsi
ordinari destinati alla generalità degli studenti).
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Nell'atto italiano di sospensione
è contenuta la contestuale
dichiarazione
di disponibilità
da parte italiana all'avvio
di
trattative in tempi rapidi per la stipula di un
nuovo accordo aggiornato e di maggiore
reciproca garanzia. Ma la Croazia,
diversamente dagli altri Paesi successori della ex
Jugoslavia, con i quali è anche stato sospeso
l'Accordo in questione per analoghi
motivi,
non ha accolto finora tale disponibilità
continuando a contestare l'iniziativa italiana di
sospensione.
Qualora la Parte croata accettasse
la
dichiarata
disponibilità
all'avvio
di un
nuovo negoziato, riconoscendo
contestualmente la sospensione in atto del precedente
Accordo, si potrebbe
procedere
in tempi
brevi alla convocazione
di uno
specifico
Comitato paritetico nell'ambito del quale gli
esperti designati dal competente
Ministero
dell'Università
e della Ricerca Scientifica e
Tecnologica, oltre a mettere a punto
con
l'altra Parte il nuovo testo giuridico
di
intesa, valutando comparativamente
i programmi dei corsi accademici in vigore nei
due Paesi, deciderà anche se e a quali
condizioni nella nuova tabella di corrispondenza dei titoli, possa essere inserita anche
la laurea in
odontoiatria.
La prudenza adottata oltre che dal Ministero degli Esteri, dal Ministero
dell'Università e della Ricerca Scientifica e Tecnologica e dal Ministero della Sanità, va intesa
oltre che come rispetto delle legalità e validità di titoli accademici a carattere
sanitario, quanto mai opportuna a tutela della
buona fede e della salute
pubblica.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
BALLAMAN, BARRAL e MOLGORA. Ai Ministri del tesoro e dell'industria,
del
commercio e dell'artigianato.
— Per sapere
- premesso che:
il Mediocredito centrale ha deciso di
abbassare, a partire dal 1° marzo 1997 il
tasso agevolato per le piccole imprese;
Atti
Parlamentari
-
XIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
il tasso è pari al 3% nel Mezzogiorno
e del 5,5% nel nord e nel centro Italia;
i nuovi tassi saranno dell'1,25% nel
Mezzogiorno e del 4,05% nel nord e nel
centro Italia;
nel Mezzogiorno il ribasso è quindi di
punti 1,75 e pari ad uno sconto del 58%
complessivo, mentre nel nord e nel centro
Italia il ribasso è di soli 1,45 punti e pari
ad uno sconto di solo il 26%, cioè meno
della metà di quello previsto per il Mezzogiorno - :
quali siano le motivazioni di
comprensibili disparità, che hanno
il centro-nord ad avere un tasso
resse triplo rispetto a quello del
giorno;
tali inportato
di inteMezzo-
se intendano adottare ulteriori provvedimenti finalizzati a rendere definitivo il
divario tra l'economia dell'Italia centrosettentrionale e quella del Mezzogiorno.
(4-08429)
RISPOSTA. — Si risponde
all'interrogazione indicata in oggetto, concernente
l'introduzione, da parte del Mediocredito
centrale, delle nuove misure di tasso agevolato
sulle operazioni ai sensi della legge n. 1329
del 1965, recante provvedimenti
per l'acquisto di nuove macchine
utensili.
Al riguardo, si fa presente che il Mediocredito Centrale, su autorizzazione
del Ministro del Tesoro, ha modificato, con decorrenza 1° marzo 1997, i criteri di calcolo
del tasso agevolato sulle operazioni in questione. Il citato tasso viene, infatti, fissato in
misura percentuale rispetto al tasso di riferimento e non subisce abbattimenti
come
era in precedenza
previsto.
Tale innovazione, pertanto, non ha modificato nella sostanza le caratteristiche
del
regime
precedente,
il quale
prevedeva
un'agevolazione maggiore a favore del Mezzogiorno (abbattimento
di 8 punti del tasso
di riferimento) rispetto a quella fissata per
il restante territorio nazionale
(abbattimento di 5 punti).
Per quanto concerne
la disparità
dei
tassi d'interesse tra il Mezzogiorno e CentroNord, si fa presente che misure di agevo-
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
lazione diverse in relazione
all'ubicazione
delle imprese da agevolare sono sempre state
praticate, al fine di ottemperare alle disposizioni comunitarie
in materia d'aiuti di
Stato; tali disposizioni
impongono,
infatti,
che i regimi d'aiuto nazionali a favore delle
attività produttive non superino i massimali
d'aiuto
consentiti
dall'Unione
Europea.
Poiché tali massimali sono più elevati per le
aziende del Mezzogiorno,
i tassi
agevolati,
fissati per le operazioni ai sensi della legge
n. 1329 del 1965 nella misura del 15 per
cento del tasso di riferimento, per il Mezzogiorno e del 50 per cento per il restante
territorio nazionale, sono in linea con la
citata normativa
comunitaria.
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pinza.
BAMPO e CALZAVARA. - Al
dei trasporti
e della navigazione.
sapere - premesso che:
Ministro
— Per
la legge 31 gennaio 1994, n. 97,
« Nuove disposizioni per le zone montane », all'articolo 23, stabilisce deroghe in
materia di trasporti, in particolare, statuisce che « per i comuni montani con m e n o
di cinquemila abitanti e per i centri abitati
con m e n o di cinquecento abitanti..., per i
quali n o n sia possibile organizzare servizi
di trasporto secondo le norme vigenti, le
regioni autorizzano l'organizzazione e la
gestione, da parte dei comuni stessi, del
trasporto di persone e di merci di prima
necessità, con particolari modalità stabilite
con apposito regolamento approvato dal
consiglio comunale »;
con decreto ministeriale 18 dicembre
1995, sono stati individuati i criteri di
attuazione dell'articolo 23 della suddetta
legge, prevedendo una deroga alla disciplina vigente al fine di facilitare il trasporto in zone montane;
il decreto ministeriale 2 febbraio 1996
ha vanificato completamente la deroga
prevista dal precedente decreto, stabilendo
peraltro nuove disposizioni in materia di
trasporto scolastico assai penalizzanti ed
onerose per i comuni montani;
Atti
Parlamentari
-
XV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
con il decreto ministeriale 29 aprile
1996, è stata differita l'applicazione delle
disposizioni di cui al citato decreto 2 febbraio 1996 al 1° settembre 1997 - :
se non ritenga opportuno intervenire
anticipatamente, prima della scadenza del
termine della deroga di cui al decreto del
29 aprile 1996, al fine di fare chiarezza in
materia di trasporto scolastico in riferimento ai comuni di montagna;
se n o n ritenga opportuno dare completa attuazione al regime derogatorio di
cui all'articolo 23 della legge n. 97 del
1994, allo scopo di consentire ai piccoli
comuni di montagna, già penalizzati dalla
conformazione geografica, dalla limitata
presenza di utenti e dalla grave situazione
finanziaria, di espletare - senza aggravi di
spesa - i servizi di trasporto scolastico.
(4-09033)
RISPOSTA. — Le deroghe in materia di
trasporto contenute nel decreto
ministeriale
18.12.1995 recante «Direttive e criteri per
Vattuazione dell'articolo
23 della legge 31
gennaio 1994, n. 97, recante nuove disposizioni per le zone montane » non sono
venute meno, neanche di fatto, in ragione
dell'emanazione
del decreto
ministeriale
2.2.96, concernente il trasporto scolastico, la
cui applicazione è stata tra l'altro differita
dal decreto ministeriale
29.4.96 al 1° settembre 1997.
Inoltre, si rende noto, per quanto riguarda in modo specifico il trasporto
scolastico, che in data 27.2.97 è stato
pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto ministeriale 31.1.97, concordato con il Ministero, quello
della Pubblica
Istruzione,
l'ANCI e l'UPI, con il quale sono
state
emanate nuove disposizioni in materia, che
assicurano la massima autonomia
ai Comuni
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BARRAL. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
in data 1° ottobre 1996, a causa di
lavori e di condizioni meteorologiche non
ottimali, l'aeroporto di Torino-Caselle è
stato inoperativo pressoché per tutta la
mattinata;
nel periodo invernale, molto spesso
l'aeroporto di Torino Caselle viene chiuso
per problemi di nebbia;
le società Sagat e Alitalia, per oscure
ed incomprensibili posizioni politiche,
hanno sempre boicottato l'opportunità di
utilizzare
l'aeroporto
Cuneo-Levaldigi,
creando gravi disagi alla provincia di Cuneo, provincia naturalmente « ai confini
dell'impero »;
il servizio Alitalia Torino-Roma e viceversa è perennemente in ritardo per
evidenti e marcati disservizi. Una compagnia che è leader del settore e nel contempo ha il monopolio del servizio, si trova
in una situazione di elevato deficit, a causa
della quale il contribuente dovrà comunque pagare per il suo risanamento, per una
gestione a dir p o c o discutibile — :
come mai l'Alitalia, nonostante sia da
tempo sollecitata ad utilizzare Cuneo-Levaldigi, ha scelto di andare come al solito
su Malpensa e Genova, visto e considerato
che gli aerei in servizio (MD82) possono
operare senza limitazioni su Cuneo-Levaldigi, aerostazione che, da giovedì 26 a
lunedì 30 settembre 1996, ha ospitato tutti
i giorni, per attività charter, aerei Eurofly
(MD83) con caratteristiche analoghe e addirittura con necessità di pista più lunga;
c o m e mai l'Alitalia, nonostante la società aeroporto di Cuneo-Levaldigi abbia
ripetutamente inviato nel tempo ai competenti uffici di Alitalia stessa tutta la
documentazione necessaria a dimostrare la
capacità di ospitare gli aeroplani della
compagnia normalmente impiegati per i
voli su Torino-Caselle, continui a non utilizzare lo scalo di Cuneo, con conseguente
maggior disagio per i passeggeri e maggior
costo per la compagnia stessa. (4-04018)
L'Alitalia ha inserito l'aerodi Cuneo Levaldigi come terzo alter-
RISPOSTA. —
porto
Atti
Parlamentari
-
XVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
nato agli aeroporti di Genova e Torino in
quanto
le valutazioni
effettuate
presso
quello scalo hanno evidenziato una serie di
limiti
operativi
Principalmente:
dispone di solo 2 piazzole di parcheggio per velivoli M80-M82 e di altre 2 piazzole per velivoli
ATR/F70;
dispone di un avvicinamento
strumentale (ILS) che non permette attcrraggi in
bassa
visibilità;
le condizioni
meteorologiche
sono
spesso analoghe a quelle di Torino, visto la
vicinanza dei due aeroporti;
non sono presenti tecnici
qualificati
per Vassistenza ai velivoli della flotta Alitalia.
Il coordinamento
operativo
delVAlitalia
curerà la scelta di Cuneo, come prima destinazione alternata rispetto a Torino, qualora le condizioni lo rendano
opportuno.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BARRAL. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
nel 1994 il ministero dei trasporti e
della navigazione aveva stanziato un miliardo di lire per opere di ampliamento del
piazzale aeromobili dell'aeroporto di Cuneo e per le quali lo stesso aeroporto aveva
già fornito la progettazione esecutiva, ma
ciò non ha avuto alcun seguito;
risulta essere in fase di ultimazione
l'iter tecnico per l'inserimento di Cuneo
Levaldigi tra gli aeroporti utilizzabili dalle
compagnie del gruppo Alitalia;
quanto sopra esposto comporterà
che, nei casi di inoperatività del vicino
aeroporto di Torino Caselle, l'aeroporto di
Cuneo Levaldigi, pur essendo pienamente
attrezzato per gestire un considerevole volume di traffico anche ad uso civile e
commerciale, si troverà nella impossibilità
di accogliere tutti gli aerei di compagnie
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
quali Swissair, Sabena, Air Portugali, Air
One ed altre, per cui Cuneo è già il primo
grado alternato;
questa situazione comporterà un notevole disagio per i passeggeri e per le
imprese che affidano le loro merci al trasporto aereo, nonché possibili gravi danni
al settore turistico e commerciale - :
se si intenda dare corso allo stanziamento già previsto nel 1994 e destinato
all'ampliamento del piazzale aeromobili
dell'aeroporto di Cuneo, concretizzando in
tal m o d o la realizzazione dei lavori già
previsti;
quali siano i motivi per cui ad oggi
non si sia dato seguito allo stanziamento e
quindi dei lavori di cui sopra. (4-05690)
RISPOSTA. — Circa gli interventi
proposti
dalla Società Aeroporto di Cuneo
Levaldigi
nel quadro di potenziamento
dell'aeroporto,
consistenti
nell'ampliamento
del
piazzale
auto e del piazzale aeromobili si fa presente
che la legge n. 537/1993, all'articolo 10, ha
disposto la soppressione del capitolo 7501 a
decorrere dall'anno
1995.
Solo successivamente
la legge del 3 agosto 1995, n. 351, all'articolo 4, ha riassegnato
all'Amministrazione
un
finanziamento complessivo
di lire 34 miliardi
per
interventi su tutti gli aeroporti
nazionali.
La ridotta capacità di spesa ha comportato un necessario
contingentamento
dei
relativi fondi e per Cuneo sono stati destinati 600 milioni per l'ampliamento del piazzale sosta auto il cui contratto per l'esecuzione dei lavori è in corso di
perfezionamento.
Allo stato
attuale,
pertanto,
il programma di spesa dell'Amministrazione,
in
corso di attuazione, non consente
l'inserimento di altre opere per indisponibilità
di
fondi.
Tuttavia,
può ipotizzarsi
l'utilizzo
di
eventuali economie, derivanti
dall'applicazione dei ribassi sugli appalti degli interventi programmati,
da destinare a necessità
emergenti negli altri scali, fra i quali si
potrà tenere in conto anche le esigenze
dell'aeroporto
di Cuneo.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Atti
Parlamentari
-
XVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
BECCHETTI e BONAIUTI. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per
sapere — premesso che:
durante tutto il periodo estivo del
1996, la società di navigazione Tirrenia ha
effettuato i collegamenti con la Sardegna
tramite i traghetti veloci
denominati
« Scatto » e « Guizzo »;
in alcune occasioni si sono verificati
dei guasti a bordo dei due mezzi che hanno
ritardato notevolmente le partenze da Civitavecchia per la Sardegna (porto di Olbia) e viceversa;
tutto ciò ha provocato gravi disagi
negli utenti che, dunque, a fronte di un
biglietto dal prezzo maggiorato (visto che
sia « Guizzo » che « Scatto » coprono la
distanza nella metà del tempo occorrente
ai normali traghetti), hanno avuto un servizio ridotto ed hanno conseguentemente
impiegato molto più del necessario per
raggiungere i luoghi di villeggiatura o rientrare in continente-:
se intenda verificare i reali motivi di
così tanti guasti ai motori dei suddetti
traghetti veloci e prevedere, in futuro,
forme di risarcimento per gli utenti costretti a raggiungere in ritardo la meta
prescelta.
(4-03948)
RISPOSTA. — In relazione alle cause dei
numerosi guasti subiti dai traghetti
veloci
« Guizzo » e « Scatto » durante la trascorsa
stagione estiva, la Società Tirrenia ha comunicato che le avarie hanno interessato i
riduttori di giri dei motori principali e sono
state determinate dall'accidentale rottura dei
cuscinetti di rotolamento
degli ingranaggi
dei riduttori
stessi
Al fine di evitare che il ripetersi di simili
avarie possa provocare
disagi nella prossima stagione estiva, la Società ha provveduto ad una serie di esami e di approfondimenti tecnici, anche con l'ausilio di docenti universitari
esperti in materia
per
apportare le necessarie
modifiche.
Alla richiesta avanzata
dall'Amministrazione di programmare
servizi sostitutivi
in
caso di avaria dei mezzi in parola, la Tirrenia ha fatto presente di non disporre di
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
altre unità con le stesse caratteristiche,
per
cui, nel caso di guasti o per avverse condizioni meteomarine,
si dovrà far ricorso,
come già avvenuto in passato,
all'imbarco
dei passeggeri su traghetti di tipo
tradizionale.
La questione
dei servizi sostitutivi
in
caso di fermo delle unità veloci è comunque
all'attenzione dell'Amministrazione
anche in
previsione dell'entrata in vigore della « Carta della Mobilità », documento che impegna
le società di traporto pubblico a garantire
determinati livelli qualitativi
nell'erogazione
dei servizi
Infine, relativamente
ad eventuali
forme
di risarcimento per il ritardato arrivo degli
utenti in caso di avaria dei mezzi veloci, la
Società Tirrenia ha fatto presente che, in
occasione degli avvenimenti
verificatisi
durante la scorsa stagione estiva, nei casi di
provata responsabilità armatoriale ha provveduto - oltre al risarcimento
della differenza del prezzo del biglietto pagato tra il
mezzo veloce e la nave traghetto
tradizionale
utilizzata - a forme di risarcimento
indiretto quali l'offerta dei posti, il rimborso del
costo autostradale e del consumo di benzina
per la maggiore percorrenza
tra gli scali di
Civitavecchia
e La Spezia, nonché il pernottamento,
nel caso i cui il passeggero
abbia dimostrato
l'impossibilità
di proseguire il viaggio con altra unità in luogo del
mezzo veloce
prenotato.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BERTUCCI. - Al Ministro
agricole, alimentari e forestali.
— premesso che:
per le risorse
— Per sapere
i pescatori di vongole che utilizzano
turbo soffianti sono stati esclusi inspiegabilmente dal decreto concernente i benefici
compensativi per il fermo biologico della
pesca;
tale decisione penalizza fortemente
gli operatori del settore di tutta la fascia
adriatica, ed in particolare delle Marche;
le disponibilità finanziarie sarebbero
più che sufficienti per includere nei benefici anche i pescatori con turbo soffianti - :
Atti
Parlamentari
-
XVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
se non intenda rivedere l'inopportuna
decisione ministeriale, includendo anche i
pescatori di vongole nei benefici previsti
per il fermo pesca biologico, in quanto ad
avviso dell'interrogante sono assolutamente impensabili discriminazioni fra operatori del medesimo settore.
(4-10478)
RISPOSTA. — In riferimento alla
questione
segnalata dalla S.V. On. le con latto che si
riscontra, questa Amministrazione
fa presente che, come già reso noto con comunicato stampa del 29/5/1997, le
imbarcazioni
da pesca dotate di dispositivo
turbosoffiante
(ed. « vongolare ») sono a pieno titolo comprese nella misura del fermo biologico per
Vanno 1997
Tale inclusione è stata disposta, ai sensi
del decreto-legge
130/97, convertito
nella
legge 16 luglio 1997, n. 228, su parere favorevole espresso dalla Commissione
Consultiva Centrale della pesca che ne ha, inoltre, approvato le modalità tecniche di attuazione.
Dette modalità sono state oggetto di apposito decreto ministeriale in data 4.6.1997,
pubblicato sulla G.U. n. 162 del 14.7.97.
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
BICOCCHI. - Al Ministro
dell'interno.
— Per sapere — premesso che:
l'ordinanza della V Sezione del Consiglio di Stato, che ha sospeso le elezioni
nel comune di Catanzaro ad una settimana
dal voto, suscita nell'interrogante — ed
ancor più nei cittadini di Catanzaro perplessità e viva preoccupazione — :
quando si intenda stabilire la data
delle nuove elezioni, entro il più breve
tempo possibile;
se non ritenga necessario nominare
immediatamente un commissario straordinario presso il comune di Catanzaro, tenuto conto del fatto che il vice sindaco,
facente funzioni di sindaco dalla morte
dell'eletto, è attualmente candidato, e
quindi direttamente coinvolto nella vicenda elettorale.
(4-05508)
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
RISPOSTA. — Sui problemi
connessi con la
rinnovazione del Consiglio Comunale di Catanzaro il Governo ha riferito
ampiamente
alla Camera dei Deputati, con la risposta
fornita il 7 maggio scorso dal
Sottosegretario delegato, On. Vigneri ad
un'interpellanza e a tre
interrogazioni.
Ritengo quindi opportuno
rinviare
la
S.V. al contenuto
della relazione del Governo, nel testo pubblicato
nel
Resoconto
Stenografico della seduta.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
BOATO, TURRONI, CENTO e DE BENETTI. — Al Ministro dell'interno. — Per
sapere:
se corrisponda al vero che il dirigente
della Digos di Forlì dottor Terracciano
abbia utilizzato la banca dati del ministero
dell'interno per comunicare agli uffici giudiziari di Forlì notizie, risalenti ai primi
anni settanta, su cittadini non indagati, né
attualmente sottoposti ad alcun procedimento penale (nella quasi totalità incensurati), al solo scopo di provocare una
discriminazione nei confronti della Società
cooperativa « Una città », di cui gli stessi
sono membri, società che svolge lavori in
appalto presso alcuni uffici giudiziari di
Forlì;
in caso affermativo, se tale comunicazione risulti essere iniziativa spontanea
del suddetto dirigente della Digos o sia
stata in qualche m o d o sollecitata dalla
magistratura; in ogni caso, quali iniziative
intenda assumere nei confronti del funzionario di polizia che ha utilizzato l'accesso
alla banca dati in violazione dell'articolo 9
della legge n. 121 del 1981, che vieta la
diffusione di notizie riguardanti persone
non indagate, e se non ritenga che l'operato sopra esposto dimostri comunque l'incapacità di quel dirigente di valutare il
significato dei dati informatizzati, trattandosi di notizie risalenti nel tempo (oltre
venticinque anni fa), rivelando inoltre una
inaccettabile intenzione persecutoria nei
confronti dei cittadini soci della cooperativa « Una città ».
(4-09529)
Atti
Parlamentari
-
XIX
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
RISPOSTA. — Sul fatto evidenziato
dalla
S.V. sono stati compiuti dettagliati
accertamenti
In proposito viene riferito che la vicenda
trae origine dalla segnalazione al Procuratore della Repubblica, da parte della Questura di Forlì, del fatto che lavori di trascrizione di nastri contenenti
intercettazioni
telefoniche risultavano
affidati a persone
inesperte, non iscritte nell'apposito albo dei
periti.
Risulta, infatti, che il 17 dicembre
dello
scorso anno il Sig. Flavio RONCHI si era
recato presso gli Uffici della DIGOS di Forlì,
dove era conosciuto
come fotografo
indipendente, per chiedere delucidazioni
sulle
procedure e sulle tecniche di trascrizione di
alcuni nastri magnetici, precisando di dover
svolgere il lavoro per conto della Cooperativa « Una città », su incarico degli Uffici
giudiziari di quel
capoluogo.
Il dirigente dell'ufficio, informato
della
evidente mancanza della specifica
professionalità del Sig. Ronchi, dopo aver accertato
che nessun altro socio della
Cooperativa
risultava iscritto all'Albo dei periti presso il
Tribunale, ha ritenuto doveroso riferire l'accaduto al Procuratore della
Repubblica.
Il magistrato ha quindi richiesto
una
relazione
scritta
e un'informativa
sugli
eventuali precedenti a carico degli appartenenti alla
Cooperativa.
La lettera qui allegata, già resa di pubblico dominio nel corso della
conferenza
stampa che il deputato TURRONI ha tenuto
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
il 3 maggio scorso a Forlì, è il riscontro alla
predetta
richiesta.
Si può forse discutere circa la minuziosità dell'accertamento,
ma non può
non
rilevarsi la cura con cui i fatti di una
qualche rilevanza sono stati riferiti con la
necessaria precisazione
dell'epoca e delle
risultanze presso il Casellario
Giudiziale.
Il seguito della vicenda, che ha portato
alla mancata assegnazione di nuovi incarichi peritali alla Cooperativa, è stato deciso
dalle competenti Autorità
giudiziarie.
La S.V. On.le, peraltro, cogliendo l'occasione dal fatto, sollecita l'attenzione del Ministro dell'Interno sul più ampio e generale
problema
della tutela dei dati
personali
trattati dagli organi di polizia con il mezzo
informatico.
In proposito si precisa che, pur mediante
la previa consultazione
dell'archivio
automatizzato da parte del personale
autorizzato,
i dati forniti al Procuratore
della
Repubblica di Forlì si basano, come prescrive la
legge, su riscontri oggettivi, desunti dagli atti
dell'Ufficio,
dalla competente
Camera di
Commercio e dal Casellario
giudiziale.
Occorre inoltre distinguere fra completezza dell'accertamento,
come tale non suscettibile di omissioni, attualità e rilevanza
dei fatti ai fini della determinazione
amministrativa, nel caso di specie estranea alla
valutazione della Questura di Forlì, ed assenza o meno della professionalità
richiesta
per l'espletamento
di attività di
indubbia
delicatezza.
Atti
-
Parlamentari
XX
Camera dei
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
Deputati
1997
QUESTURA DI FORLÌ'- CESENA
IXLG.O.S.
Sezione 2*- Operazioni
Cat.A6-97 D.I.G.O.S./2
Speciali
Porli. 24 gennaio 97
A
OGGETTO: Cooperativa "LINA CITTÀ"*, con sede in Forlì, Piazza Dante Alighieri nr. 21.
Informazioni.
O
> -
AL SIG. PROCURATORE DELLA REPUBBLICA
PRESSO LA PRETURA CIRCONDARIALE DI
FORLÌ*
AL SIG. PRETORE DIRIGENTE
FORLÌ*
La Cooperativa in oggetto indicata risulta svolgere , previo incarico da parte degli Uffici
Giudiziari di Forlì, operazioni di trascrizione in atti delle registrazioni di atti processuali.
La Cooperativa UNA CITTA', iscritta presso questa C.C.I.A.A., ha come oggetto sociale la
pubblicazione del periodico **Una Città", rivista periodica.
Presidente della Cooperativa è TESEI Massimo, nato a FORLP il 4.2.1950, ivi residente in
via Firenze nr. 139, impiegato presso l'INPS di Forlì.
D medesimo risulta essere stato denunciato per affissione di manifesti fuori dagli spazi
consentiti, per violazioni della disciplina sulla stampa, per occupazione di edifici scolastici, per
partecipazione a riunioni non preavvisate all'Autorità di P.S. e per vilipendio alle Istituzioni.
Il TESEI risulta essere slato condannato due volte per reati di affissione abusiva di manifesti
mentre presso il Casellario Giudiziale non si rilevano precedenti.
Fra gli altri soci e collaboratori risultano:
- SAPORETTI Gianni, nato a FORLÌ* il 11.3.1950, ivi residente in Via Duca Valentino nr. 11 il
quale risulta denunciato dalla Questura di Taranto negli anni *73 - 76 per lesioni, reati contro la
persona, danneggiamento, oltraggio, reati contro l'ordine pubblico, vilipendio contro il Governo e la
Magistratura e le Forze di Polizia, nonché manifestazione e radunata sediziosa..
- GALEOTTI Rodolfo, nato a FORLÌ* il 29.8.1956, già residente in questa Via Valsalva nr.8,
emigrato il 18.8.1996 a Catandica (MOZAMBICO). Il predetto c stato più volte denunciato per
violazione delle norme sulla stampa. Nel 1976 è stato denunciato dai Carabinieri di Meldola per
danneggi amento aggravato, minaccia aggravata e porto ingiustificato di armi improprie. Egli è stato
inoltre tratto in arresto neir aprile del 1979 in Spagna, poiché trovato in possesso di Kg. 3,3 di
Haschish. Per quest* ultimo reato é stato condannato nel 1979 dal Tribunale di Forlì ad anni 1 e mesi
4 di reclusione e L.400 mila di multa.
- MELANDRI Franco, nato a Forlì il 12.11.1952. ivi residente in Via Bagnolina nr,5, operaio
comunale. Il medesimo è coniugato con AMBROGETTI Rosanna laquale è vice presidente della
coop/*Una Città". A carico del MELANDRI, in questi atti, si rileva una denuncia per affissione di
%
manifesti fuori dagli spazi consentiti, reato p e r il quale il Tribunale di Forlì ha emesso nel 1976
sentenza di N.D.P. per prescrizione.
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II. DIRIGENTE LA D I G O S .
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Il Ministro dell'interno: Napolitano.
Atti
Parlamentari
-
XXI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
BOCCHINO. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
dal 1° gennaio 1993 è consentita l'immatricolazione solo degli autoveicoli dotati
di marmitta catalitica o in regola con la
direttiva 91/441/CEE;
le autovetture non in possesso dei
requisiti di cui sopra potevano quindi essere immatricolate sino al 31 dicembre
1992;
in tale data, il titolare della concessionaria Fiat Vivauto 2000 srl, con sede in
Teverola (Caserta), si recava presso la m o torizzazione civile di Caserta per immatricolare dodici autoveicoli non dotati di
marmitta catalitica e non in regola con la
direttiva 91/441/CEE;
dopo aver inizialmente esperito senza
rilievi le procedure per l'immatricolazione,
gli uffici della motorizzazione richiamavano il titolare della concessionaria chiedendogli (ed ottenendo) la restituzione
delle targhe e dei documenti consegnati,
con la motivazione che, contrariamente a
quanto avevano in un primo tempo ritenuto, la data ultima per le immatricolazioni 1992 non era il 31 dicembre bensì il
30 dicembre - :
se sia da considerarsi legittimo il
comportamento dei funzionari della m o torizzazione civile di Caserta, che hanno
prima effettuato e poi revocato l'immatricolazione delle summenzionate autovetture;
se risulti vero che la data ultima per
le immatricolazioni 1992 fosse il 30 dicembre e non il 31 dicembre;
quali iniziative intenda intraprendere
per venire incontro ai non pochi concessionari di autoveicoli che, non avendo effettuato entro il 1992, per vari motivi,
l'immatricolazione delle vetture non catalitiche, si trovano adesso ad averne in
deposito un numero consistente;
se, al riguardo, non ritenga opportuno
promuovere una sanatoria che consenta
l'immatricolazione dei suddetti veicoli e
quindi
ne.
SETTEMBRE
la successiva
dei
Deputati
1997
commercializzazio(4-03598)
RISPOSTA. — / / decreto 28 dicembre
1991
(pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 4 del
7 gennaio 1992) emanato dal Ministro dell'ambiente, di concerto con i Ministri
della
sanità e dei trasporti e della navigazione per
il recepimento della direttiva 91/441/CEE in
materia di emissione di gas inquinanti
prodotti dagli autoveicoli, all'articolo 6 ha disposto il divieto, a partire dal 31 dicembre
1992, della prima immissione
in circolazione dei veicoli le cui emissioni
inquinanti
non fossero conformi alle disposizioni
contenute nella direttiva
citata.
Pertanto, appare del tutto in linea con il
dettato normativo, l'impostazione
interpretativa secondo cui la data ultima per l'immatricolazione
di autoveicoli
non
rispondenti alle nuove disposizioni
anti-inquinamento coincidesse con il 30 dicembre
1992
e non già con il 31 dicembre
1992.
Ne consegue che il provvedimento
di
rifiuto di immatricolazione,
adottato
dall'Ufficio provinciale M.C.T.C. di Caserta, dei
veicoli della FIAT VIVAUTO 2000 s.r.l. non
in regola con la citata direttiva
91/441/CEE,
risulta corretto visto che la richiesta
della
società interessata
è stata prodotta
il 31
dicembre
1992.
Inoltre, non sembra possibile
promuovere iniziative a sanatoria finalizzate a consentire l'immatricolazione
di vetture
maggiormente
inquinanti
rimaste
invendute
presso numerosi concessionari, non essendo
la normativa
CEE suscettibile
di deroghe
nella materia sin qui
esaminata.
Peraltro, si osserva che, essendo il succitato decreto di recepimento datato 28 dicembre 1991, le ditte concessionarie
hanno
avuto tutto il tempo necessario per la cura
dei propri legittimi interessi
commerciali,
nel rispetto della normativa
europea.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BOGHETTA e EDUARDO BRUNO. - Al
Ministro dei trasporti e della navigazione. —
Per sapere - premesso che:
il ministro dei trasporti, con lettera
datata 13 maggio 1996, indica le linee
Atti
Parlamentari
-
XXII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
guida al fine di superare i contrasti emersi
nel passaggio del personale dalla società
Italcatering alle società Autogrill spa e
casina delle rose spa;
a) impegno, da parte delle nuove società, ad assumere il personale dichiarato in
esubero, salvaguardando
in tal modo i livelli
occupazionali;
le linee guida indicavano la garanzia
della continuità occupazionale per le 75
unità dichiarate in esubero dalla Italcatering ed il mantenimento ad personam
dei
diritti acquisiti;
b) impegno, da parte delle nuove società, al mantenimento
dei livelli
retributivi
goduti dal personale
transitato.
al contrario, si è provveduto alla
messa in mobilità dei 75 dipendenti, senza
garantire le condizioni contrattuali e salariali precedenti, contravvenendo quindi a
quanto indicato dalla lettera citata nonché
dalle direttive comunitarie;
è del tutto evidente il tentativo di
approfittare della liberalizzazione per introdurre un mercato del lavoro selvaggio
negli aeroporti, caratterizzato da massima
flessibilità della forza lavoro, del salario e
degli orari e riportando la situazione a
quella precedente la legge n. 755 —:
quali iniziative intenda adottare al
fine di far rispettare quanto previsto dalla
lettera del ministro citata in premessa.
(4-01929)
RISPOSTA. — La Società Aeroporti
di
Roma, in concomitanza
con Vapertura del
nuovo molo internazionale dell'aeroporto
di
Fiumicino
(febbraio
1996), ha
attivato
nuovi punti di ristorazione affidandone
la
gestione alla Società Sirea (gruppo Autogrill)
e alla Società Casina delle Rose
(gruppo
Cremonini).
L'ingresso delle predette società e la conseguente ripartizione
tra più soggetti dei
servizi in precedenza gestiti
dall'Italcatering
(ora SIR) in regime di monopolio, ha determinato un esubero di personale
quantificato in 75 unità.
Le problematiche
di carattere
occupazionale nascenti dalla dichiarazione di esubero
del predetto personale sono state
attentamente esaminate
da questa
Amministrazione ed hanno formato oggetto di discussione nel corso di numerosi incontri
con
tutte le parti
interessate.
Dalle trattative sono scaturiti i seguenti
risultati:
Con l'ottenimento
di tali risultati, l'Amministrazione
ha ritenuto, per quanto di
propria competenza, che fosse stata rimossa
ogni causa ostativa all'immissione
dei nuovi
soggetti ed ha pertanto rilasciato, in data 21
maggio 1996, le prescritte
autorizzazioni
Successivamente,
in sede di
definizione
dei passaggi alle nuove società del personale
in esubero, si è verificata la rottura delle
trattative
tra le parti non essendosi
raggiunto l'accordo sul tipo di contratto
da
applicare al personale
transitato.
Infatti, a fronte della pretesa del personale Italcatering di conservare,
transitando
nelle nuove società, il contratto
del trasporto aereo di cui godevano, le società di
ristorazione
hanno proposto,
in relazione
alle attività
esercitate,
l'applicazione
del
contratto
FIPE.
La procedura di mobilità avviata il 10
aprile 1996 ai sensi degli articoli 4 e 24 della
legge n. 223 del 1991, si è conclusa con un
verbale di mancato accordo stilato il 10
giugno 1996.
Successivamente
le organizzazioni
sindacali hanno chiesto un intervento del Ministero del Lavoro.
La vicenda SIR, già Italcatering
si è
quindi definita con l'accordo sottoscritto
da
tutte le parti interessate in data 26 luglio
1996, su proposta
del Sottosegretario
del
Ministero del Lavoro, presente il Ministero
dei Trasporti.
L'accordo ha garantito ai 75 lavoratori
messi in mobilità
l'assunzione
presso
la
società Sirea, oggi Autogrill (40 unità), e
presso la società Casina delle Rose, gruppo
Cremonini (35 unità).
Allo stato attuale risulta che la società
Autogrill, già Sirea, ha assunto 31 lavoratori
mentre 9, pur se invitati, non hanno accettato la proposta di
assunzione.
Atti
Parlamentari
-
XXIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
La società Casina delle Rose ne ha assunti 24, con 2 ha in corso trattative
in
ordine al posticipo della data di assunzione,
mentre 9 lavoratori non hanno accettato la
proposta di
assunzione.
Come previsto dal citato accordo del 26
luglio 1996, da febbraio c.a., in concomitanza con Vapertura dei primi esercizi da
parte delle due società, è iniziato il progressivo rientro dei lavoratori interessati
presso
Vaeroporto di Fiumicino che terminerà con
Vapertura di tutti gli esercizi stimata
entro
il mese di luglio c.a.
Nel frattempo, il ricorso ex articolo 700
presentato da alcuni dei 75 ex dipendenti
SIR, già Italcatering contro la dichiarazione
di mobilità effettuata ex legge n. 23/1991, è
stato respinto dal Pretore del lavoro in data
10 marzo 1997.
Per quanto riguarda le prestazioni
di
lavoro straordinario
si fa presente
che
l'Ispettorato
del lavoro, interessato al riguardo, non ha rilevato
irregolarità.
Relativamente
ai disservizi derivanti dagli scioperi del personale SIR, ex Italcatering durante la vertenza in oggetto, già dal
settembre
1996 la situazione
è rientrata
nella
normalità.
Attualmente
l'attività della SIR viene
svolta secondo gli standard di servizio previsti negli accordi
commerciali
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BOGHETTA. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
è stato siglato un accordo fra le Ferrovie dello Stato e la Confindustria dell'Emilia-Romagna, che prevede l'assegnazione alle aziende dell'associazione citata
di un pacchetto di biglietti scontati al 75
per cento, da destinarsi a lavoratori meridionali che prestano attività presso le
aziende aderenti;
non si comprende per quali motivi
questi sconti non sono previsti per gli altri
lavoratori meridionali che lavorano in
Emilia-Romagna e per quali motivi le
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
aziende aderenti alle altre associazioni non
sono state parimenti coinvolte;
i rapporti Governo e Ferrovie dello
Stato in merito alle tariffe sono regolati
nell'apposito contratto di servizio - :
se non ritenga che l'accordo citato sia
discriminatorio tra le aziende e i lavoratori;
c o m e si inserisca all'interno degli indirizzi previsti nel contratto di servizio.
(4-03829)
RISPOSTA. — L'iniziativa
« professional
card » è stata avviata dalla Società Ferrovie
dello Stato S.p.A. come « Progetto Pilota »,
cioè iniziativa
limitata nel numero
(500
carte) e nel tempo (1 anno), per verificare la
validità dell'idea e dei termini
applicativi
individuati.
Il progetto è stato proposto nel quadro
della strategia di attenzione verso il Mezzogiorno illustrata
in occasione del
forum
« Per un Mezzogiorno di ordinario
sviluppo », promosso
dalle F.S. nel mese di novembre
1995.
L'iniziativa
F.S. non è stata mirata a
privilegiare Confindustria come scelta esplicita. Infatti la Società ha aderito al progetto
lanciato autonomamente
da
Confindustria
Emilia Romagna nel luglio 1995,
attraverso
l'offerta di sperimentare
insieme un « pacchetto » di servizi che ha coinvolto anche le
banche emiliano romagnole (per il prestito
sull'onore), la Confedilizia, la Consabi e la
Federazione alberghi per la gioventù (per la
questione alloggio), la regione Emilia Romagna (per la
formazione).
Dell'iniziativa sopra specificata, delle sue
finalità e dei suoi limiti, le F.S. hanno
fornito spiegazioni
ai rappresentanti
dell'A.P.1. ponendo l'accento sul fatto che il
risultato del progetto, proprio perché
limitato e temporaneo, consentiva di verificare
la validità dello strumento per poi passare
ad una successiva fase di estensione
delle
opportunità,
ma su basi diverse da quelle
adottate nella
sperimentazione.
L'Autorità garante della concorrenza
e
del mercato, che ha esaminato
l'iniziativa,
in data 24 settembre 1996 ha
comunicato
Atti
Parlamentari
-
XXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
che non sussistono violazioni delle norme
poste a tutela della concorrenza e del mercato.
Le F.S. hanno considerato il progetto un
potenziale investimento
sul futuro, sia in
termini di immagine
(attenzione verso il
Sud), sia di conto economico
(eventuali
convenzioni di servizio da stipulare con le
Regioni).
Inoltre,
Vinvestimento
cosi
effettuato,
sia pure limitato
nell'importo,
è stato
visto, in prospettiva,
in un
incremento
della domanda,
in quanto,
passato
il
primo anno, i giovani che lavorano
in
Emilia Romagna per tornare a casa di
tanto in tanto debbono pagare per intero
il prezzo del
biglietto.
Peraltro, la piena soddisfazione delle imprese e dei giovani, verificata in un apposito
studio compiuto dalle F.S. e presentato
nel
luglio 1996, sotto forma di « Primo
rapporto
di monitoraggio », suggerisce una possibile
strada di « messa a regime »
dell'iniziativa
che dallo stadio di progetto pilota può rendersi teoricamente accessibile a tutti i giovani, a tutti i territori, a tutte le associazioni
di categoria che risultassero interessate, attraverso l'attivazione di veri e propri « contratti di servizio » con le regioni
meridionali
per incentivare la mobilità professionale
dei
giovani sul territorio almeno per il primo
periodo di avvio (per l'appunto un anno).
Tale soluzione lancerebbe un messaggio positivo verso coloro che si assumono il rischio e l'onere di staccarsi dal loro luogo di
origine per esplorare le opportunità di formazione sul lavoro.
Nel progetto Confindustria,
Emilia Romagna, F.S. era previsto il
completamento
dell'iniziativa con un secondo progetto pilota, destinato
a sperimentare
un flusso
complementare
rispetto ai giovani venuti al
Nord con professional card: e cioè il flusso
di possibili
sub-commesse
delle
aziende
emiliano romagnole verso le aziende meridionali, a condizione che queste ultime godessero della certificazione
prevista
dall'Unione
Europea.
Le F.S. riferiscono che tale progetto ha
compiuto i primi passi e ha trovato una
significativa, positiva accoglienza e persino
qualche
ciazioni
dei
Deputati
1997
imitazione da parte di altre
imprenditoriali
regionali.
asso-
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BORGHEZIO. - Al Ministro
dell'interno. — Per sapere - premesso che:
nei giorni scorsi, presso il comune di
Alessandria, funzionari della Digos hanno
richiesto copia del verbale della seduta del
consiglio comunale nel corso del quale il
capogruppo consiliare del gruppo « Lega
Nord » annunciava che la nuova denominazione del medesimo era « Lega Nord Padania Indipendente »;
tale misteriosa « missione », ordinata
non si sa da chi, fa stranamente il paio con
altra estemporanea iniziativa del prefetto
di Alessandria, che nei mesi scorsi n o n si
è peritato di richiedere ripetutamente al
sindaco della città - anch'esso, guardacaso, leghista - i motivi della revoca di un
assessore, ricevendo dal m e d e s i m o sindaco
la risposta ovvia che, ai sensi della legge
142 del 1981, questa decisione rientra nei
poteri che la legge gli attribuisce — :
se tali incomprensibili episodi non
rientrino in una « strategia dell'attenzione » che il potere centralista dello Stato ha
da qualche tempo posto in essere nei confronti dei consiglieri comunali, dei gruppi
consiliari e - segnatamente - dei sindaci
appartenenti alla « Lega Nord per l'indipendenza della Padania».
(4-01523)
RISPOSTA. — Il 26 giugno 1996 personale
della D.I.G.O.S. della Questura di Alessandria, al fine di aggiornare gli atti relativi a
tutti i movimenti politici, contattava la Segreteria Generale del Comune per conoscere
la nuova denominazione
del gruppo
Consiliare della « Lega Nord » adottata nella seduta del 10 giugno
precedente.
Le richieste di informazioni
sulla sostituzione di un Assessore, avanzate dalla Prefettura di Alessandria al Comune, sono state
invece effettuate per aggiornare
l'Anagrafe
degli Amministratori
degli Enti
Locali
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
Atti
Parlamentari
-
XXV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
BORGHEZIO. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
in data 1° ottobre 1996 la quasi totalità dei voli in arrivo e in partenza dall'aeroporto di Torino-Caselle è stata improvvisamente annullata per la concomitanza di una riduzione della visibilità,
causa nebbia, con il persistere di lavori
sulla pista che hanno reso inutilizzabili i
normali servizi di sicurezza per la partenza e l'atterraggio degli aeromobili - :
per quale motivo detti lavori sulla
pista non siano stati previsti nei mesi estivi,
quando il rischio nebbia non esiste;
per quale motivo non sia stato dato
avviso all'utenza della eventualità della
chiusura della sospensione dei voli nell'aeroporto di Caselle per le cause sopra indicate, largamente prevedibili con l'inizio
della stagione autunnale.
(4-03804)
RISPOSTA. — In ordine ai quesiti
posti
dall'Onorevole interrogante connessi all'esecuzione delle opere di rifacimento della pavimentazione
della pista di volo
dell'aeroporto di Torino Caselle, si
rappresenta
quanto segue.
Il relativo progetto presentato dalla SAGAT l'8 luglio 1996 è stato approvato
dai
competenti Uffici di questa
Amministrazione
il 19 luglio 1996.
Durante i lavori di manutenzione,
avviati VII agosto 1996 ed ultimati
il 26
ottobre 1996, la lunghezza di atterraggio per
la pista 36 è risultata ridotta di circa 600
metri (come da Notam in vigore), per cui
l'aeroporto, in quel periodo, ha operato con
procedura
strumentale
non di
precisione
non funzionando
il sistema ILS e l'operatività è stata ulteriormente compromessa
in
presenza di particolari condizioni
meteorologiche.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BORGHEZIO. - Al Ministro dei trasporti della navigazione. — Per sapere premesso che:
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
10 sciopero proclamato dai capi stazione nelle giornate del 24 e 25 ottobre
1996, ha avuto effetti devastanti ed ha
determinato enormi disagi agli utenti a
causa della assoluta impossibilità da parte
degli stessi di poter ottenere notizie sui
convogli viaggianti e su quelli soppressi;
infatti, il numero verde 1478/88088 è
risultato occupato fin dalle prime ore della
serata del 24 ottobre e, stante la centralizzazione del servizio informazioni alla
clientela, gli utenti non hanno potuto avere
alcuna informazione - :
quali urgenti misure si intendano attuare per fornire, in caso di proclamazione
di sciopero, un'adeguata e tempestiva informazione all'utenza.
(4-04691)
RISPOSTA. — Circa la lamentata
impossibilità di ottenere attraverso
il
numero
nazionale 1478-88088, notizie sulla funzionalità dei servizi ferroviari
in
occasione
dello sciopero verificatosi nelle giornate del
24 e 25 ottobre 1996, la Società F.S. S.p.A.
riferisce che le postazioni attive a quel momento erano 74 su una potenzialità
di 99.
Dai rilevamenti
statistici
interessanti
quei due giorni le telefonate evase globalmente in campo nazionale sono
risultate
pari a 16.938 il giorno 24 e a 17.343 il 25.
Per una migliore offerta del servizio la
Società ha, tuttavia, dato l'avvio
all'attivazione di ulteriori postazioni,
nelle città di
Torino, Cagliari, Napoli e Bari.
Infine, per evitare di lasciare la clientela
priva di informazioni
nei momenti di maggiore criticità, le F.S. hanno disposto che la
funzionalità
del numero unico
nazionale
informativo,
normalmente
attivo dalle ore
7.00 alle ore 21.00 di tutti i giorni, festivi
compresi, venga prolungata in relazione alle
necessità
contingenti.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BORGHEZIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro del tesoro.
— Per sapere - premesso che:
11 rientro della lira nello SME è avvenuto ad un tasso di cambio n o n com-
Atti
Parlamentari
-
XXVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
misurato su un trend storico verificato
negli ultimi tre o sei mesi, ma su una
quotazione raggiunta solo negli ultimi dieci
giorni;
notoriamente, la grande finanza internazionale, guidata dal noto speculatore
Soros, ha effettuato negli ultimi mesi massicci investimenti su lire e titoli di Stato,
come dimostra la progressione continua
della quotazione dei Btp futures;
i fondi internazionali hanno necessità, al fine di soddisfare le aspettative di
fine anno dei propri clienti, di realizzare le
plusvalenze dei loro investimenti entro fine
anno - :
se il Governo abbia valutato che, con
l'entrata nello Sme che, di fatto, si viene ad
indicare alla speculazione internazionale il
livello di massima valutazione di cambio
della lira e che, di conseguenza, è ora
facilmente prevedibile una massiccia smobilitazione degli investimenti in lire da
parte della speculazione internazionale;
se, con l'entrata a queste condizioni
della lira nello Sme, Prodi abbia in realtà
voluto confezionare un atteso e ben gradito
regalo di Natale per Soros e i suoi colleghi
della finanza internazionale.
(4-05553)
RISPOSTA. — Si risponde
all'interrogazione indicata in oggetto, con la quale si
chiede se il rientro della lira nello SME non
abbia favorito operazioni
di
speculazione
internazionale.
Al riguardo, si fa presente che il rientro
della lira nello SME è avvenuto al culmine
di un processo di rafforzamento della valuta
italiana nei confronti del marco, iniziato nel
1996 e proseguito
successivamente.
Il rafforzamento
della lira è stato accompagnato da un analogo positivo
andamento delle quotazioni dei titoli di Stato e
dei futures sui BTP.
Per quanto concerne il fenomeno
dell'apprezzamento
dei futures, si è dell'avviso
che lo stesso non possa essere ascritto alla
componente speculativa del flusso di investimenti, peraltro sempre presente sui mercati finanziari, ma che sia stato
guidato
principalmente
dalla fiducia degli operatori
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
italiani ed esteri verso attività
finanziarie
italiane, nonché da flussi di acquisti
dettati
da operazioni
di copertura
effettuate
da
istituzioni finanziarie, a seguito della sostenuta attività di emissione sul mercato dell'Eurolira tra la fine del 1996 e l'inizio del
1997.
È, pertanto,
da escludere
categoricamente che il rientro della lira nello SME
costituisca una opportunità per facili attacchi da parte della speculazione
internazionale. Peraltro, nel corso dei negoziati che
hanno preceduto il rientro della lira nello
SME, sono state esercitate pressioni
tendenti
all'adozione di una parità centrale più bassa
(tra le 900 e le 950 lire contro marco) di
quella poi
stabilita.
Il Governo, infatti, ha puntato verso la
fissazione di un rapporto di cambio
che
rispecchiasse
effettivamente
l'economia
italiana e fosse sostenibile in un'ottica di medio-lungo
periodo.
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pinza.
BOSCO. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
dal 1° settembre 1996, altri 412 dipendenti dell'Alitalia, impiegati nei servizi
a terra e nell'amministrazione, h a n n o lasciato l'azienda ed altri trecento prepensionamenti ridurranno il n u m e r o degli addetti nel breve periodo;
PAlitalia deve fronteggiare una situazione di difficoltà, con crescenti deficit di
bilancio, una disastrosa condizione debitoria e la richiesta di finanziamenti per
tremila miliardi - :
se risponda a verità che PAlitalia,
nonostante la sua situazione tutt'altro che
rosea, ha comunque ripristinato l'assegnazione dell'orologio Rolex d'oro per i dipendenti che raggiungono il trentesimo
anno di attività.
(4-03857)
Atti
Parlamentari
-
XXVII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
RISPOSTA. - Dal 1978 VAlitalia ha istituito il « Premio Fedeltà » consistente
nella
consegna di un orologio Rolex ai dipendenti
che compiono 30 anni di servizio.
Consuetudine che è seguita in tutte le società del
gruppo I.R.I.
In merito, si precisa che tale consuetudine non è venuta mai meno
dall'anno
dell'istituzione
del premio che riveste un
valore più simbolico
che sostanziale,
essendo costituito
da un modello in oro e
acciaio.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
BRUNETTI. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per sapere - premesso che:
pare che Tente Ferrovie dello Stato
abbia in programma la trasformazione di
tutti gli attuali treni Intercity, espressi ed
interregionali, nella tratta Sibari-Taranto,
a trazione diesel, incurante del fatto che
solo da poco tempo si è inaugurato a Sibari
il primo treno a trazione elettrica;
nella logica aziendalistica c'è l'idea di
assegnare le locomotive elettriche alla
tratta Bari-Lecce, depauperando così ulteriormente la tratta Sibari-Taranto che, da
qualche anno, sta subendo, per una sciagurata politica dell'ente, un progressivo
degrado, mentre gli ETR, in altre zone,
rimangono regolarmente in funzione anche
su tratte che non permettono di superare
la velocità di 95 chilometri orari;
l'ente Ferrovie, col suo atteggiamento,
sta sistematicamente smantellando quel
po' che è rimasto della ferrovia ionica
calabrese, operando scelte « con la testa
alPindietro »: basterebbe citare,
come
esempio emblematico, il fatto che, proprio
mentre si parla dell'alta velocità, nessuno
dei depositi locomotive della Calabria è
dotato di depuratori per lo smantellamento
degli olii, della nafta e di tutti i cosiddetti
residui di lavorazione, i quali finiscono in
mare e, particolarmente a Sibari, vengono
convogliati, attraverso la cosiddetta vena
grande, nei lidi di Lombardi, Bagamoio ed
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
altri, trasformando le spiagge in vere e
proprie cloache — :
se non ritenga di intervenire tempestivamente per bloccare questo processo
devastante che colpisce al cuore qualsiasi
possibilità di ripresa economica e civile in
una zona carente di infrastrutture ed
avente come unica linea di collegamento la
tratta ferroviaria ionica, che l'ente mira a
degradare a ramo secco nei suoi programmi aziendali;
se non ritenga che, in un momento
così difficile per il sud, sia arrivato il
m o m e n t o di inserire elementi di controtendenza e, nello specifico, potenziare
quella unica rete di collegamento ferroviario, non solo attraverso il rilancio e l'elettrificazione, ma anche utilizzando, da subito, elettrotreni che garantiscano più
corse e più elevata velocità per riattivare,
attraverso un migliore servizio, meccanismi di allargamento dell'utenza e di riqualificazione del trasporto ferroviario, congiuntamente alla difesa dell'ambiente e
dello sviluppo del territorio.
(4-02157)
RISPOSTA. — L'elettrificazione
della linea
Bari-Lecce, attivata con l'entrata in vigore
dell'orario estivo 2 giugno 1996, ha permesso il recupero dei mezzi termici fino ad
allora impiegati sulla tratta, con conseguente riutilizzo
sulle relazioni
TarantoSibari e Taranto-Catanzaro;
ciò ha consentito di eliminare i tempi di sosta alla stazione di Sibari dovuti al cambio di trazione
e di personale.
Le F.S. S.p.A. assumendo
tale
iniziativa
hanno ritenuto che i tempi di
percorrenza
raggiunti, rendano trascurabili
i tempi di
accelerazione lievemente maggiori dei mezzi
termici rispetto a quelli
elettrici.
Relativamente
agli impianti di depurazione per lo smaltimento
degli oli, le F.S.
S.p.A. fanno presente che, in relazione alle
specifiche lavorazioni svolte negli impianti,
i depositi locomotive
di Reggio Calabria e
Paola sono dotati di depuratore, il deposito
di Catanzaro è dotato di decantatore,
mentre
la stazione di Sibari, avendo solo un impianto di distribuzione
gasolio e non effet-
Atti
Parlamentari
-
XXVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
tuando operazioni
di manutenzione,
necessita di depuratore.
non
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CAMPATELLI. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
nell'anno 1984 le Ferrovie dello Stato
hanno dato in concessione all'impresa Cogei/Italimprese di Catania la realizzazione
del quadruplicamento ferroviario Firenze Empoli-Pisa per un valore di 110 miliardi
di lire; nel cantiere inizialmente ha lavorato una ditta austriaca che ha realizzato
un pre-traforo; attorno al 1992 dopo una
sospensione di circa 4-5 anni la società
consortile Firem-Cogei ha assunto circa
110 dipendenti — tutti provenienti dal Mezzogiorno — fino a raggiungere un massimo
di 150 unità; nel cantiere si sono manifestati sempre gravi problemi dal ritardo del
pagamento degli stipendi allo scarso livello
di sicurezza, tanto che sia la USL di Scandicci che il sindaco del comune di Lastra
a Signa hanno emesso ordinanze di sospensione;
considerata l'importanza dell'opera ai
fini di un migliore e qualificato sistema di
mobilità - :
quale sia il rapporto tra la Società
Firem-Cogei e le Ferrovie dello Stato, chi
controlla da parte delle Ferrovie dello
Stato la concessione Firem-Cogei;
quale sia lo stato dei lavori e a quanto
ammontano i debiti della società FiremCogei verso fornitori, Inps, Inail e Cassa
Edile;
quali siano le ragioni per le quali le
Ferrovie dello Stato, di fronte ad un blocco
dei lavori che si protrae da ormai due
mesi, non riescono a far rispettare le clausole contrattuali (recessione della concessione) che dovrebbero scattare in una simile situazione.
(4-04294)
— In ordine
agli
per il quadruplicamento
RISPOSTA.
previsti
interventi
ferroviario
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
Firenze-Empoli-Pisa,
la Società F.S. S.p.A.
fa presente quanto segue.
La realizzazione
dei lavori è stata affidata in concessione di prestazione
integrata
con convenzione
n. 48/84
alVAssociazione
temporanea d'imprese CO.GE.I. di Catania
per un importo di 38 miliardi ed aggiornati
con atto modificativo
n. 20/91 per un importo di 255 miliardi e 800
milioni
L'oggetto dei lavori tramite l'atto modificativo è stato ridefinito con
l'esecuzione
dei soli tratti:
collegamento
Olmatello-Osmannoro
e
opere preliminari
per impianto
ferroviario
di Osmannoro
(IDP);
variante
ferroviaria
Signa-Montelupo.
Il rapporto di concessione tra Associazione temporanea
CO.GE.I. e le F.S. è regolamentato
dalla citata convenzione
che
affida al Concessionario
i seguenti
compiti:
progettazione
definitiva;
progettazione
esecutiva
e
particolareg-
giata;
rapporti con gli Enti terzi per
sizione benestari e/o nulla osta;
realizzazione
getto di progetto
conto
procedure
F.S.;
direzione
acqui-
di parte delle opere
esecutivo;
di esproprio
dei
og-
in nome e per
lavori.
Il controllo sull'espletamento
delle suddette prestazioni è stato svolto dall'Ufficio di
vigilanza F.S. in sede locale e
attualmente
tale compito è stato affidato alla
Società
Italferr del Gruppo F.S.
Le imprese
costituenti
l'Associazione
temporanea impresa con mandataria
capogruppo CO.GE.I hanno costituito per la sola
gestione operativa
dei cantieri la Società
consortile FIREM, che non ha alcun rapporto contrattuale
con le F.S.; i rapporti
contrattuali sono tenuti solo con la Società
CO.GE.I. mentre le fatturazioni sono effet-
Atti
Parlamentari
-
XXIX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
tuate da ciascuna delle imprese
dell'Associazione temporanea per la quota di competenza.
L'andamento dei lavori si è svolto con i
seguenti
affidamenti:
metri
1987 tratto di viadotto Firenze di 1.250
(eseguito);
1988 preforo pilota di 2.800 metri per
indagine conoscitiva dell'ammasso
roccioso
della galleria Bellosguardo
a Lastra e a
Signa (eseguito);
1991 opere preliminari
ed
espropri
dell'impianto di Osmannoro (tuttora in corso);
1991 galleria Bellosguardo per 3.700
metri e San Vito per 1.900 metri (tuttora in
corso);
1995 completamento
del viadotto
renze per 1.100 metri (in corso).
Circa l'avanzamento
risulta che:
Fi-
delle opere in corso
i lavori in galleria su tre fronti di
scavo sono stati eseguiti per metri 3.440;
i lavori al viadotto Firenze sono stati
eseguiti per il 38 per cento delle fondazioni,
per il 15 per cento delle opere in elevazione
e per il 18 per cento delle opere
complementari;
per i lavori preliminari
dell'impianto
di Osmannoro è stato eseguito il rilevato e
le prime opere di difesa idraulica; le procedure per il pagamento delle indennità di
esproprio sono in ritardo.
Poiché il Concessionario non è in regola
con i versamenti degli importi
previdenziali
ed assicurativi previsti per il personale
dipendente,
l'Ufficio di vigilanza
F.S., nel
maggio 1996, ha intimato di rimuovere le
insolvenze.
La richiesta delle F.S. agli enti previdenziali di conoscere la situazione
aggiornata
contributiva
dell'impresa
CO.GE.I., a tutt'oggi, è stata soddisfatta dalla Cassa Edile
che vanta un credito nei confronti
della
medesima di 265 milioni di lire.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Inoltre, da indagini ufficiose è risultato
che il Concessionario
ha un debito verso i
fornitori di alcuni
miliardi.
Poiché l'andamento dei lavori subiva ritardi e/o fermi non giustificati, l'Ufficio di
vigilanza, nell'agosto 1996, faceva
presente
che il perdurare
della situazione
avrebbe
comportato
la revoca delle
autorizzazioni
rilasciate.
Tenuto conto della socialità dell'opera e
della presenza di circa 100 posti di lavoro,
le F.S. hanno valutato tuttavia di promuovere una ripresa dei lavori in quanto l'impresa, al rientro dalle ferie estive, li aveva
sospesi. La Società F.S. ha, inoltre,
valutato
che una rescissione del contratto
comporterebbe sicuramente
un lungo e costoso
contenzioso, nonché il fermo dei cantieri per
più di un anno, dovendo procedere ad una
rimozione forzosa delle attrezzature
della
CO.GE.I. e ad un riappalto delle opere con
gara a procedura
comunitaria.
Risulta che il 18 novembre 1996 i lavori
sono stati ripresi nei cantieri, seppur in
pendenza di richiesta da parte del Concessionario di definire transattivamente
le riserve presentate alle F.S. e di trattare con le
organizzazioni sindacali le questioni
relative
alle
maestranze.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CANGEMI. — Al Ministro delle poste
delle telecomunicazioni
— Per sapere
premesso che:
e
-
l'ufficio postale di Realmonte (Agrigento) è ubicato in locali angusti e caratterizzati da una situazione igienico-sanitaria assai precaria;
queste condizioni non solo non consentono di assicurare a un'utenza molto
vasta un servizio adeguato ma non rispondono a fondamentali esigenze di tutela
della sicurezza e della salute di chi si trova
nell'ufficio;
il sindacato di categoria ha inviato un
esposto denuncia alla procura della Repubblica presso il Tribunale di Agrigento
Atti
Parlamentari
-
XXX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
ed ha invitato i lavoratori ad astenersi dal
servizio a partire dal 30 aprile 1997 —:
quali iniziative immediate intenda assumere al fine di assicurare la funzionalità
dell'ufficio postale di Realmonte ed adeguate condizioni di lavoro per gli operatori.
(4-09486)
RISPOSTA. — Al riguardo si fa presente che
l'Ente poste, interessato in merito a quanto
rappresentato
dalla S.V. onde
nell'interrogazione parlamentare
in esame, ha informato che sono stati reperiti altri
locali
idonei ad ospitare l'Agenzia p.t. di Realmonte (Agrigento) ed è stato elaborato
un
progetto per adattare detti locali alle esigenze dei servizi p.t
L'Ente poste assicura che la questione
dell'Agenzia p.t di Realmonte è seguita con
attenzione e ritiene che potrà trovare soluzione nei tempi tecnici strettamente
necessari all'esecuzione delle opere sopra citate.
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Maccanico.
CAPARINI. — Al Ministro
dell'interno.
— Per sapere - premesso che:
in data 14 luglio 1996, presso il Palazzo del Te di Mantova, si è svolta una
manifestazione alla quale hanno partecipato la maggioranza dei sindaci e degli
amministratori della provincia di Mantova;
tale manifestazione, come sottolineato da Carlo Brambilla su l'Unità del 15
luglio 1996, ha visto l'intervento del sindaco di Mantova Gianfranco Burchiellaro
« contro le spinte secessioniste della Lega
nord »;
come documentato dalle numerose riprese televisive, a tale manifestazione
erano presenti i gonfaloni dei comuni sorretti da dipendenti del corpo dei vigili
urbani — :
se intenda verificare se in tale manifestazione, espressamente organizzata contro la politica di indipendenza intrapresa
dalla Lega nord, siano stati utilizzati im-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
propriamente i dipendenti delle amministrazioni comunali che vi hanno partecipato;
se, preso atto della carenza strutturale negli organici nelle amministrazioni
pubbliche della Padania, l'impiego di pubblici dipendenti in manifestazioni politiche, per lo più marcatamente dirette a
ledere ed offendere un movimento politico
che vanta una cospicua rappresentanza nel
Parlamento italiano, possa venire tollerata
dal suo Ministero.
(4-02130)
RISPOSTA. — Alla manifestazione,
cui fa
riferimento la S.V. che ha visto l'adesione di
quasi tutti i comuni della provincia
ad
eccezione di quelli amministrati
da una
giunta della Lega Nord, hanno
presenziato
circa 50 sindaci, di cui 32 accompagnati
dal
gonfalone comunale, retto da un vigile urbano.
A tale proposito
si precisa che la legge
n. 81 del 15.10.1993 all'articolo
12 attribuisce al sindaco la gestione dell'attività di
servizio del personale comunale comprese le
funzioni di rappresentanza,
specificamente
demandate
ai membri dei vari Corpi di
Polizia
Municipale.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
CA VANNA
SCIREA,
STRADELLA,
MAMMOLA, ROSSO, ARMOSINO, BURANI PROCACCINI, PALUMBO e ARACU.
— Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
i rapporti tra la s.p.a Aeroporto di
Cuneo e il Ministero dei trasporti sono
regolamentati da una convenzione provvisoria di gestione di durata annuale stipulata l'8 luglio 1980 e rinnovata tacitamente
per 16 anni;
tale stato di fatto ha comportato per
la s.p.a. pesanti costi di gestione per mautenzione beni n o n oggetto di concessione,
contrariamente a quanto avvenuto per altre società analoghe;
Atti
Parlamentari
-
XXXI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
fin dal 1991 la s.p.a. chiede a Civilavia
il riconoscimento di un trattamento conforme a quanto in uso sugli altri aeroporti;
Civilavia nulla ha risposto, fino a che,
nell'agosto del 1995, la s.p.a. ha emesso le
fatture relative ai lavori effettuati per
conto di Civilavia dal 1986 in poi;
a seguito del ricevimento delle fatture, sono intercorsi lettere ed incontri in
contraddittorio tra le parti, che ad oggi
non hanno prodotto alcun risultato concreto;
a fronte di un arricchimento di un
patrimonio di Civilavia conseguente agli
sforzi compiuti negli anni dagli enti locali
pubblici ed economici, oltre che da privati,
non vi è mai stato da parte di Civilavia
alcun investimento per la realizzazione
delle strutture che hanno trasformato una
aviosuperficie in un aeroporto aperto al
traffico strumentale notturno, in grado di
svolgere il ruolo di alternato al principale
aeroporto di Torino;
pur in assenza di investimenti sia per
strutture che per manutenzione, Civilavia
incassa i diritti di legge su tutto il traffico
operante sull'aeroporto di Cuneo, ivi compresi quei diritti che in presenza di una
concessione non precaria andrebbero alla
società di gestione;
la s.p.a. si trova a non poter disporre
neanche della aviorimessa costruita a proprie cure e spese per il rimessaggio degli
aeromobili di terzi, in quanto la convenzione provvisoria di gestione datata 8 luglio
1980, non specifica la destinazione d'uso di
tale manufatto, pur essendo evidente che
tale destinazione è contenuta implicitamente nel termine autorimessa — :
se non ritenga opportuno sollecitare
ai competenti uffici di Civilavia un atteggiamento, nei confronti della s.p.a. Aeroporto di Cuneo, in linea con quanto in uso
sulle altre realtà aeroportuali, in tempi
utili per far sì che la società, terminate le
proprie risorse, non sia costretta a sospendere la gestione dei vari servizi, con conseguente perdita occupazionale di circa
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
cento addetti tra personale diretto ed indotto a vario titolo impiegato sullo scalo, e
privi una regione ad alta potenzialità economica dell'unico aeroporto in grado di
sopperire alla mancata operatività, anche
temporanea del principale aeroporto regionale.
(4-01169)
RISPOSTA. — La Società Aeroporto di Cuneo ha in concessione
provvisoria
alcuni
beni demaniali ai fini dell'espletamento
dei
principali servizi aeroportuali
sia attivi sia
passivi
Il provvedimento
che disciplina tale concessione è stato emanato il 7 luglio 1980 in
adesione alla formale richiesta della Società
presentata nel marzo dello stesso anno.
La concessione,
inizialmente
di durata
annuale, è stata prorogata
con
provvedimento datato 2 novembre 1981 fino all'entrata in vigore della convenzione
ventennale,
che attualmente è all'esame del Consiglio di
Stato per il prescritto
parere.
Non appena pervenuto il parere, si provvederà alla stipula definitiva della Convenzione che unitamente
al decreto
approvativo, sarà trasmessa agli Organi di controllo
per la
registrazione.
Per ciò che concerne il rimborso di oneri
per prestazioni
effettuate dalla Società Aeroporti di Cuneo si fa presente quanto segue.
Nel corso del 1995 la Società ha chiesto
il pagamento di fatture - relativamente
al
periodo 1985-1994
- per un importo di
circa 3 miliardi per interventi
manutentivi
effettuati su beni demaniali che non formano oggetto di
concessione.
D'altra parte il provvedimento
di concessione disciplina le prestazioni
in argomento in quanto prevede l'impegno da parte
della stessa Società di provvedere alla vigilanza dell'intero sedime aeroportuale ed alla
manutenzione della pista, del raccordo e del
piazzale di sosta degli aeromobili,
impegno
assunto dalla Società fin dalla
presentazione
dell'istanza con la quale richiedeva in via
anticipata la
concessione.
A fronte delle motivazioni
addotte dalla
Società di gestione a sostegno delle proprie
richieste creditorie, si è ritenuto
opportuno
acquisire
il parere dell'Avvocatura
dello
Atti
Parlamentari
-
XXXII
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Stato sull'interpretazione
delle clausole contenute nell'atto di concessione. Tale parere
non è ancora pervenuto; nel frattempo
la
Società ha citato in giudizio
l'Amministrazione.
In merito alla disparità di
trattamento
rispetto ad altre Società di gestione
aeroportuale, occorre sottolineare che ogni rapporto di concessione tra lo Stato e gli Enti
di gestione viene definito con singolo provvedimento che tiene conto della
specificità
della realtà
aeroportuale.
Lo svilupo dello scalo cuneese,
sotto
l'aspetto del traffico commerciale,
risente
della relativa vicinanza degli aeroporti di
Nizza, Genova e Torino che, in termini di
mercato aereo, hanno una più alta capacità
attrattiva.
Inoltre lo scalo in questione
non ha
potuto
giovarsi
del contributo
ex lege
n. 351/1995 (articolo 1, commi 5 e 5 bis) in
quanto l'erogazione di tale contributo
è
subordinata alle seguenti
condizioni:
a) l'individuazione,
nell'ambito
del
piano di investimenti
di cui all'articolo 1,
comma 2, della citata legge, degli aeroporti
di rilevante interesse sociale e turistico con
traffico annuo inferiore a 600.000
passeggeri;
b) la presentazione,
da parte dell'ente
di gestione, di un programma per il conseguimento dell'equilibrio economico della gestione entro il quinto anno successivo
all'erogazione del
contributo;
c) la disponibilità
dei fondi
costituiti
dai proventi versati dalle Società di gestione,
previste dall'articolo
10, comma 13, della
legge n. 537/1993, a titolo di canone per la
gestione aeroportuale
da affidare ai sensi
dell'articolo 1, comma 1 quater, della legge
n. 315/1995.
Tali condizioni non si sono
verificate,
ma in seguito, il possibile sviluppo
commerciale dell'aeroporto di Cuneo potrà essere inserito nell'ambito di una ridefinizione
complessiva
dell'offerta di voli sul Nord
Italia.
Inoltre è in via di definizione il decreto
interministeriale
Trasporti- Tesoro per la
SETTEMBRE
Deputati
1997
costituzione
delle società ex articolo
10,
comma
13, della legge n. 537/1993,
che
consentirà la concessione degli aeroporti di
cui all'articolo
1, comma 1 quarter della
legge n. 351/1995, la riscossione dei canoni
e l'erogazione dei contributi ex articolo 1,
comma 5, della citata legge n. 351.
Circa la determinazione
dei canoni, il
relativo decreto interministeriale
risulta essere stato elaborato in bozza da un gruppo
di lavoro costituito da funzionari dei Ministeri dei Trasporti e della Navigazione e
delle Finanze ed è ancora in fase di studio.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CAVANNA
SCIREA,
DELFINO,
ARACU, STRADELLA, MAMMOLA, TARDITI e LAVAGNINI. - Al Ministro
dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
in data 1° ottobre 1996 a causa di
lavori e di condizioni meteorologiche non
ottimali, l'aeroporto di Torino-Caselle è
stato inoperativo pressoché per tutta la
mattina;
i voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Milano Malpensa, Genova e Bergamo;
la stessa cosa si è verificata dopo
l'incidente aereo dell'8 ottobre 1996 - :
c o m e mai PAlitalia, nonostante la società aeroporto di Cuneo-Levaldigi abbia
ripetutamente inviato nel tempo ai c o m petenti uffici di Alitalia stessa tutta la
documentazione necessaria a dimostrare la
capacità di ospitare gli aeroplani delle
compagnie normalmente impiegati per i
voli su Torino-Caselle, continui a non utilizzare lo scalo di Cuneo con conseguente
maggior disagio per i passeggeri e maggior
costo per la compagnia stessa. (4-04086)
RISPOSTA. — Tutte le Compagnie
aeree
indicano nel piano di volo, un
aeroporto
alternativo da utilizzare qualora le condi-
Atti
Parlamentari
-
XXXIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
zioni meteorologiche o altri fattori
rendano
impossibile
il raggiungimento
dello
scalo
previsto.
NelVindividuazione
dell aeroporto
alternativo le compagnie prendono in considerazione sia l'idoneità tecnico-operativa
dello
scalo (piste, categoria antincendio,
sistema
LL.S.) sia l'esistenza di strutture in grado di
offrire adeguati servizi di assistenza ai passeggeri.
Sulle basi di tali considerazioni
la società Alitalia nella scelta dell'aeroporto
alternato di Torino-Caselle,
ha ritenuto di
non poter prendere in considerazione
lo
scalo di Cuneo.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CHIAPPORI. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per conoscere premesso che:
da informazioni ricevute, risulterebbe
che la signora Donatella Di Rosa, nota a
tutti per le vicende giudiziarie di cui è stata
protagonista di recente, abbia un rapporto
di collaborazione professionale con le ferrovie dello Stato spa o con sue società
collegate;
se corrisponda a verità quanto sopra
riportato e, in caso positivo, se intenda
fornire informazioni dettagliate: a) sul tipo
di collaborazione svolta; b) sull'ammontare
del compenso percepito; c) sulla data di
inizio della collaborazione; d) su quali
siano state le doti professionali per cui si
è ritenuto necessario iniziare la suddetta
collaborazione.
(4-05354)
RISPOSTA. — La F.s. S.p.A. riferisce che la
Signora Donatella Di Rosa non risulta abbia rapporti di collaborazione
o di lavoro
subordinato con la Società né con le proprie
società collegate.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CIAPUSCI. telecomunicazioni.
messo che:
Al Ministro delle poste e
— Per sapere - pre-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
l'Epi, nel contratto di programma,
all'articolo 5 si impegna a programmare la
gestione secondo una politica di contenim e n t o dei costi di assoluto rigore e tale da
assicurare una decisa accelerazione del
percorso di risanamento economico e finanziario avviato, in connessione con gli
obiettivi più generali del risanamento dei
conti pubblici;
in tale quadro l'Epi è tenuto a presentare entro il 31 marzo 1997, ai sensi
dell'articolo 2, c o m m a 25, della legge 23
dicembre 1996, n. 662, un'indicazione analitica dei provvedimenti ritenuti in concreto necessari per l'effettivo riassetto dell'azienda e la modalità della loro realizzazione;
il contratto di programma per l'anno
1996 valuta la compensazione di ben quarantadue uffici nella provincia di Sondrio;
sussiste preoccupazione in merito alla
ventilata soppressione di questi uffici postali;
l'attuazione del provvedimento verrebbe a creare ulteriori difficoltà alla popolazione, soprattutto anziana, residente
in zone di montagna, dove l'ufficio postale,
oltre ad erogare le pensioni, incamerare
depositi e ad effettuare pagamenti attraverso conti correnti, svolge una funzione
sociale importante;
fatta propria la profonda preoccupazione dell'intera popolazione valtellinese
per la possibilità che questi uffici postali
vengano soppressi, se intenda trovare soluzioni alternative sul piano del contenimento dei costi, mantenendo le attuali
condizioni di servizio e quindi l'esercizio
degli uffici postali.
(4-08772)
RISPOSTA. — Al riguardo
si fa presente
che, in ottemperanza a quanto stabilito dall'articolo 2, comma 23, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 l'ente Poste Italiane ha
presentato
un « piano di impresa » per gli
anni 1997-1990 nel quale vengono
prefigurate le alternative possibili per raggiungere
l'obiettivo indicato dalla stessa legge, che è
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
XXXIV
Al RESOCONTI —
quello di arrivare alla trasformazione
delVente medesimo in società per azioni entro
il 1997.
Tale piano pone, come presupposto per il
raggiungimento
degli obiettivi, la netta separazione
tra i contenuti
imprenditoriali
dell'attività postale e i contenuti sociali propri del servizio pubblico come, del resto, è
previsto dalla citata legge n. 662/1996.
Ne discende che l'onere improprio
legato
allo svolgimento del servizio universale deve
essere assunto dalla collettività
e, a tale
proposito, il piano triennale, nell'indicare i
provvedimenti
ritenuti necessari al riassetto
dell'azienda, prospetta tre diverse ipotesi alternative per raggiungere l'obiettivo
finale
dell'equilibrio
finanziario e la
contemporanea efficienza dei servizi
Le possibilità indicate sono:
l'assunzione
diretta in via compensativa
degli oneri in
capo al bilancio dello Stato, un
meccanismo
di riequilibrio tariffario a favore dell'ente (a
parziale compensazione
degli oneri in questione) o, infine, il ridimensionamento
dell'area di distribuzione
finale.
Considerato
che il decreto-legge
n. 791
1997 ha autorizzato l'ente a
rideterminare
in aumento le tariffe dei servizi postali e di
bancoposta entro il limite massimo del 10
per cento dei proventi, sembra aver implicitamente indicato come percorribile
la seconda
ipotest
Nel suddetto contesto il documento
propone una propria maggiore presenza
sul
mercato ed un'offerta ancora più
diversificata di servizi per venire incontro alle esigenze dell'utenza: ne deriva che non rientra
nella strategia perseguita dal ripetuto ente la
contrazione dei propri punti di esercizio.
Per quanto sopra si può affermare che le
notizie riguardanti la presunta volontà di
procedere
alla chiusura di uffici
postali
risultano prive di
fondamento.
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Macca nico.
COLA e MIRAGLIA DEL GIUDICE. Al Presidente del Consiglio dei ministri ed al
Ministro del tesoro. — Per sapere - premesso che:
-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
con il decreto del Presidente della
Repubblica 20 gennaio 1988, attuando il
concetto di decentramento territoriale dei
servizi della pubblica amministrazione, si
dà il via al progetto di suddivisione in uffici
circoscrizionali delle direzioni provinciali
del tesoro delle quattro città più importanti d'Italia: Roma, Milano, Napoli e Torino;
la Direzione di Napoli, dopo varie
trattative tra parti sindacali ed Amministrazione, attua tale decentramento a partire dal 1° gennaio 1993;
già prima del decentramento circoscrizionale, la Direzione di Napoli (caso
unico) aveva la sede degli uffici suddivisa
tra due stabili diversi: uno situato in via
Cintia al Portico San Paolo, e l'altro in via
Marittima, nella ex caserma Bianchini, in
condominio con la sede del I Ufficio Iva di
Napoli;
tale atipica condizione, realizzatasi
grazie a discutibili accordi tra Direzione e
sindacati agli inizi degli anni 1980, vedeva
accontentati nelle loro richieste da una
parte i sostenitori della localizzazione della
sede in prossimità del centro di Napoli
(con la individuazione dell'ex caserma
Bianchini, i cui costi di ristrutturazione
a m m o n t a n o a decine di miliardi), e, dall'altra, gli « irriducibili » sostenitori del
mantenimento della sede nel decentrato e
mal collegato Portico San Paolo (dove veniva mantenuto - nonostante la scelta
della sede demaniale dell'ex caserma Bianchini - il fitto di alcuni piani di uno stabile
privato che era la sede iniziale di tutta la
Direzione);
la istituzione delle Circoscrizioni territoriali, almeno sulla carta, avrebbe in tal
m o d o sanato l'atipicità della doppia sede
della Dpt di Napoli;
tuttavia, oggi, a quattro anni dalla
attuazione delle disposizioni normative sul
decentramento circoscrizionale, emergono
chiaramente le gravi incongruenze e le
difficoltà connesse alla cattiva localizzazione territoriale dei due Uffici, in quanto
gravemente carenti quanto a rispondenze
Atti
Parlamentari
-
XXXV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
delle norme sulla sicurezza del lavoro (decreto-legge n. 624 del 1994) per adeguarsi
alle quali sono previste enormi spese;
in particolare, la sede in affitto sita in
Portico San Paolo risulta ormai inadeguata
ad ospitare tutti gli impiegati previsti in
organico (in molti ambienti di lavoro si
contano dalle cinque alle sei persone nella
stessa stanza), in spregio alle più elementari norme di sicurezza;
inoltre, la succitata sede è troppo
lontana dalle direttrici di traffico, risultando, in tal modo, poco fruibile per
l'utenza e difficilmente raggiungibile dallo
stesso personale;
la sede in via Marittima, ex caserma
Bianchini, invece, necessiterebbe di interventi di adeguamento alle norme di sicurezza del lavoro con costi elevatissimi, ma,
essendo un edificio di grande rilevanza
storica soggetto a svincolo del Provveditorato alle opere pubbliche, tali interventi
non potranno mai essere di grande respiro —:
per quale motivo, pur avendo l'Amministrazione individuato una valida alternativa alla sede del Portico San Paolo nel
moderno stabile di via Diocleziano 107 (ex
Ice Snei) ed avendo avviato una trattativa
per la sua acquisizione, non si diano disposizioni in proposito per consentire l'immediato trasferimento del II Ufficio circoscrizionale della Dpt e garantire, quindi: a)
una reale fruibilità dei servizi per l'utenza
ed il personale; b) rispetto delle norme di
legge in materia di sicurezza dei lavoratori;
c) un notevole risparmio per il fitto dei
nuovi locali in quanto si parla di una spesa
di circa 984 milioni l'anno contro il miliardo e 200 milioni ed oltre spesi annualmente per la inadeguata sede di Portico
San Paolo;
se non ritengano opportuno individuare tempestivamente una valida alternativa alla sede del I Ufficio circoscrizionale che, pur sito in u n o stabile di proprietà del demanio dello Stato, risulta di
gestione estremamente costosa a causa dei
continui
interventi
di
manutenzione
straordinaria;
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
se non ritengano che quanto sollecitato, sia da considerare improcrastinabile:
a) per eliminare ulteriori danni alla pubblica amministrazione; b) per il contenimento e la razionalizzazione della spesa
pubblica; c) per garantire un migliore servizio pubblico; d) per consentire al personale di operare in ambienti salubri e sicuri
nel rispetto delle normative dell'Unione
europea.
(4-07616)
RISPOSTA. — Si risponde
all'interrogazione indicata in oggetto con la quale, nell'evidenziare
l'inadeguatezza
delle due sedi
della Direzione provinciale
del Tesoro di
Napoli, con particolare riferimento a quella
del II Ufficio circoscrizionale
ubicato nello
stabile di Via Cinthia, is.25, si chiede di
conoscere i motivi che non consentono
l'immediato trasferimento di tale Ufficio, tenuto
conto che l'Amministrazione
ha
individuato
una valida alternativa
all'edificio
di Via
Cinthia nel più moderno stabile di Via
Diocleziano n. 107.
Al riguardo, si fa presente che la Direzione Generale dei Servizi Periferici,
anche
in considerazione
delle motivazioni
rappresentate dal Direttore provinciale del Tesoro
di Napoli, analoghe a quelle espresse nell'interrogazione, con nota del 27 marzo 1995
ha autorizzato
l'attivazione delle
procedure
per la locazione dello stabile sito in Via
Diocleziano n. 107, più rispondente alle esigenze degli utenti ed alle necessità dell'Ufficio.
Allo stato attuale, l'istruttoria per la locazione è in fase conclusiva, in quanto il
Comune ha dichiarato la compatibilità
con
la destinazione
d'uso e l'Ufficio
Tecnico
Erariale ha convenuto sulla congruità del
canone
di locazione,
stabilito
in
lire
984.000.000 annuali, IVA.
esclusa.
L'iter procedurale
prevede ora che la
Direzione generale dei Servizi Periferici, ottenuto il nulla osta alla spesa da parte della
Direzione centrale del Demanio, alla quale,
in data 16 aprile 1997, è stata trasmessa la
documentazione,
invìi il progetto di contratto al Consiglio di Stato per
l'acquisizione
del prescritto
parere.
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pennacchi.
Atti
Parlamentari
-
XXXVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
COLLA VINI. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
la Snam è intenzionata a procedere
alla realizzazione di un impianto di rigassificazione del gas metano nel comune di
Monfalcone (Gorizia);
connesso al funzionamento dell'impianto si prevede il transito nell'area dell'alto Adriatico di circa duecento navi m e taniere all'anno, di rilevante stazza e di
difficile manovrabilità;
tali navi si troverebbero ad operare
nell'ambito del golfo di Trieste, già interessato dai traffici di navi di tutti i tipi dalle super-petroliere a quelle mercantili,
ai traghetti passeggeri - facenti scalo nei
porti di Trieste, Monfalcone e Porto N o garo, nonché - soprattutto, nella stagione
estiva - da una rilevante presenza di imbarcazioni da diporto, italiane e straniere;
in caso di incidente - e, segnatamente, di incendi - gli esperti ipotizzano
delle vere e proprie catastrofi, in considerazione delle particolari condizioni a m bientali dell'area ove verrebbe ad insediarsi il terminale, caratterizzata da acque
basse, anguste e frequentemente esposte ai
venti fortissimi (bora);
in prossimità del previsto terminale
sono, inoltre, presenti insediamenti turistici balneari molto frequentati - Grado,
Lignano Sabbiadoro, Bibione - oltre ad
ambiti di rilevante pregio ambientale e
paesaggistico, quali il parco della Cuna,
zona lagunare protetta dall'Unione europea, la baia di Sistiana, il castello di Duino
ed il parco del Timavo con le sue risorgive - :
se sia al corrente della prevista realizzazione del terminale metanifero S n a m
di Monfalcone, ed eventualmente se abbia
espresso valutazioni in ordine alla compatibilità della presenza delle navi metaniere
con il traffico che già interessa il golfo di
Trieste;
se gli attuali sistemi di sicurezza e
controllo della navigazione nell'area del
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
golfo di Trieste e lungo l'intero mare
Adriatico siano in grado di assicurare la
tutela della costa e dell'ecosistema marino
dagli incidenti delle navi metaniere.
(4-03290)
RISPOSTA. — Si riferisce che Vistanza presentata dalla Società SNAM in data 25
aprile 1996 presso la Capitaneria di porto di
Monfalcome per ottenere una
concessione
demaniale
marittima
cinquantennale
allo
scopo di realizzare un terminal di ricezione
con impianto di rigassificazione
di gas naturale liquefatto (G.N.L.), è stata presa in
esame nella conferenza dei servizi tenutasi il
10 maggio 1996 presso il Ministero
dell'industria, commercio e artigianato; in quella
sede, valutati i vari aspetti della
questione,
non essendo stato possibile esprimere
una
volontà definitiva, la seduta è stata rimandata al successivo mese di settembre.
Con successiva
istanza del 21 maggio
1996 la SNAM ha chiesto Vanticipata
occupazione dell'area in argomento — ai sensi
dell'articolo
35 del Regolamento
della navigazione marittima - adducendo
l'urgenza
di assicurare
l'approvigionamento
di gas
naturale alle centrali ENEL, come
previsto
dagli accordi internazionali
stipulati
dal
predetto
Ente.
L'Amministrazione
il 3 giugno 1996 autorizzava
l'espletamento
dell'istruttoria
di
rito e l'anticipata occupazione,
in caso di
esito
favorevole.
Poiché a seguito di un referendum popolare, avvenuto nel mese di settembre,
la
cittadinanza
di Monfalcone
esprimeva
il
proprio dissenso alla realizzazione
dell'impianto succitato, la Società SNAM ha conseguentemente chiuso i propri uffici e l'iniziativa non ha più avuto un seguito.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
COLLA VINI. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per conoscere premesso che:
la legge 28 gennaio 1994, n. 84, all'articolo 4, prevede la ripartizione dei
porti marittimi nazionali in due categorie,
Atti
Parlamentari
-
XXXVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
la seconda delle quali ulteriormente specificata in tre diverse classi, a seconda
della rilevanza economica internazionale,
nazionale o regionale e interregionale;
il Ministero dei trasporti e della navigazione intende comprendere il porto di
Monfalcone (Gorizia) fra quelli inseriti
nella categoria seconda, classe terza, cioè
di rilevanza regionale;
tale classificazione, se confermata, risulterebbe estremamente riduttiva per lo
scalo marittimo isontino, che dispone già
di banchine ed aree sufficientemente infrastrutturate - ed in fase di ulteriore
potenziamento - nonché di ottimi collegamenti ferroviari e stradali, oltre che fortemente penalizzante alla luce dell'evoluzione politica e socio-economica dei paesi
dell'Europa centro-orientale - naturale
bacino d'utenza per i porti dell'alto Adriatico - che ne potrebbe ulteriormente incrementare le attività estero per estero;
contro tale ventilata decisione già talune qualificante istanze istituzionali ed
economiche, locali e regionali, hanno manifestato la propria assoluta contrarietà,
anche in relazione alla difficile fase congiunturale, sul piano economico ed occupazionale, attraversata dalla provincia di
Gorizia, e della crescente aggressività commerciale manifestata dai porti delle vicine
Repubbliche di Slovenia e Croazia - :
se intenda rivedere gli indicatori
quantitativi, strutturali e funzionali che
hanno determinato la ripartizione dei porti
marittimi nazionali affinché venga consentita una più fedele valutazione della specifica realtà e potenzialità di sviluppo di
ciascuno;
se intenda promuovere un confronto
con le autorità locali e regionali affinché
venga riconsiderata la classificazione del
porto di Monfalcone, in relazione sia agli
impegni ripetutamente assunti dal Governo
nel senso del sostegno alla valorizzazione
del ruolo internazionale del Friuli-Venezia
Giulia nella rete dei traffici internazionali,
sia alle esigenze di sostegno all'economia
della provincia di Gorizia.
(4-04785)
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
RISPOSTA. — L'articolo 4 della legge 28
gennaio 1994, n. 84 prevede la
ripartizione
dei porti marittimi
nazionali in due categorie: categoria I, porti o specifiche
aree
portuali finalizzati alla difesa militare e alla
sicurezza dello Stato; categoria II, porti o
specifiche aree portuali che hanno
funzioni
a) commerciale; b) industriale e petrolifera;
c) di servizio passeggeri; d) peschereccia; e)
turistica e da diporto.
I porti della categoria II vanno a loro
volta suddivisi in tre diverse classi, di « rilevanza economica » internazionale,
nazionale, regionale e
interregionale.
Sempre l'articolo 4, al comma 4, prevede
che, con decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione, sono determinate
le caratteristiche dimensionali, tipologiche e funzionali dei porti delle classi I, II e III,
nonché l'attribuzione
di ogni porto
marittimo alla rispettiva
classe.
Al fine di determinare le suddette
caratteristiche la norma indica doversi far riferimento « all'attuale e potenziale bacino di
utenza internazionale
o nazionale».
L'inserimento di un porto in una delle tre classi
della II categoria sembrerebbe pertanto conseguenza dell'individuazione
de//liinterland
e dell'avanmare, tanto attuali quanto futuri,
di ciascuno scalo
marittimo.
La legge suggerisce, peraltro, i criteri di
massima ai quali far riferimento per l'individuazione del bacino di utenza (attuale e
potenziale):
entità del traffico
spettive
componenti;
globale
e delle
caratteristiche
funzionali
degli
pianti e delle attrezzature per il traffico
merci e dei passeggeri e per l'assistenza
navi;
collegamenti
con
riimdelle
delle
l'entroterra.
Considerato peraltro che i porti sono comunque aperti al traffico di qualsiasi
provenienza, ed operano in un contesto
altamente
concorrenziale, si è dovuto tener conto:
delle caratteristiche
dell'Italia
paese importatore, in particolare di
prime;
quale
materie
della prevalenza della modalità
per l'importazione
di materie
maritprime
tima
Atti
-
Parlamentari
XXXVIII
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
energetiche
finiti;
e per Vesportazione
dei
prodotti
volume
numero
dello sviluppo crescente delVuso dei
contenitori, in particolare sulle rotte transoceaniche
e sulle rotte medio-lunghe
e
della tendenza al gigantismo delle navi porta-contenitori;
della convenienza economica del trasporto combinato nave-camion
sulle tratte
marittime
di media lunghezza, anche di
cabotaggio, nonché delle indicazioni
programmatiche di settore che assumono
quali
priorità
strategiche
Vottimizzazione
degli
scambi interni ed il riequilibro del trasporto
interno attraverso
il potenziamento
della
modalità marittima rispetto a quella stradale e ferroviaria, più onerose in termini di
costi economici e di impatti sociali ed ambientali;
dell'importanza
della connessione tra i
porti e le reti di trasporto terrestre, al fine
dello sviluppo del trasporto intermodale
e
dell'offerta di trasporti « da porta a porta »;
1997
delle merci esportate
dei contenitori
numero e tonnellaggio
rivate da porti esteri;
numero dei passeggeri
da porti esteri.
Deputati
via mare;
TEU;
delle navi
arrivati
ar-
e partiti
Per l'applicazione
di tali indicatori
ai
singoli porti si è fatto riferimento
ai dati
statistici del trasporto marittimo
nei porti
italiani rilevati dall'ISTAT, prendendo
in
considerazione
non un unico anno, bensì
un triennio per eliminare picchi o flessioni
anomale.
Quali indicatori
strutturali
sono
stati
scelti:
la disponibilità
di banchine o punti di
ormeggio per naviglio specializzato
per il
trasporto
di vari tipi di merce
(RO-RO,
merci in colli - containers - , rinfuse solide
e liquide) e di passeggeri su rotte
internazionali;
della rilevanza crescente
dell'automatizzazione delle attività
portuali;
la disponibilità
di idonee
attrezzature
per l'imbarco e di aree a terra per il deposito
di tali merci e per la sosta dei passeggeri;
della connessione tra le
caratteristiche
strutturali dei porti e la capacità di attrarre
traffico;
l'esistenza di connessioni
tra il porto
ed i corridoi plurimodali
(direttrici
terrestri)
ed eventuali
interporti
della valenza dei servizi portuali
ai fini della sicurezza dei traffici
Quali indicatori funzionali di un porto
sono stati scelti, come indici
rappresentativi,
la disponibilità
dei servizi di supporto
alla
nave (pilotaggio, rimorchio,
ormeggio), che
come detto hanno anche valenza ai fini
della sicurezza della fase portuale del trasporto, o di supporto alla merce
(imprese
per operazioni portuali ed altri).
La rilevanza economica
internazionale
viene attribuita a quei porti che dispongono
di tutti gli indicatori funzionali
e di un
determinato numero di quelli quantitativi e
strutturali.
Anche per l'individuazione
dei porti di
rilevanza economica nazionale è stato assunto il criterio della combinata
disponibilità di indicatori quantitativi,
strutturali
e
funzionali, assumendo però indici diversi o
meno selettivi rispetto a quelli indicati per
la II categoria, I classe. Ciò, fermo
restando
anche
Sulla base di tali elementi si sono individuati indicatori quantitativi, funzionali e
strutturali
rappresentativi
della
rilevanza
dei porti nel sistema nazionale e nel quadro
internazionale.
Sono stati poi adottati, quali
indicatori
della rilevanza economica internazionale
di
un porto, i seguenti indici
quantitativi:
volume di traffico merci globale, con
una soglia di 10 milioni di tonnellate
(a
fronte di un movimento complessivo
nazionale di 400 milioni di tonnellate);
volume di traffico merci (in complesso
ed al netto dei prodotti petroliferi) in navigazione internazionale,
con una soglia di
5 milioni di tonnellate;
Atti
Parlamentari
-
XXXIX
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
che anche questi porti, a motivo della loro
natura di struttura aperta a qualsiasi tipo di
traffico, concorrono
alVinterscambio
delVltalia con Vestero, anche se in
misura
meno rilevante dei precedenti, e considerato
che i traffici marittimi
di medio
raggio,
svolgono indispensabili funzioni di supporto
per la coesione economica e sociale, per la
capillare distribuzione nel territorio di flussi
di merce transoceanici,
per il
completamento del ciclo di trasporto « da porta a
porta », per la continuità
territoriale.
Si è previsto di attribuire la rilevanza
economica nazionale, di iscrivere cioè nella
II classe, i porti che, sulla base di particolari
indici di traffico, assicurano la
continuità
con le grandi isole.
È altresì prevista Vattribuzione della predetta classe:
per i porti in cui è istituita
VAutorità
Portuale di cui all'articolo 6 della legge 28
gennaio 1994, n. 84, atteso che la previsione
legislativa di creare in quegli scali un nuovo
specifico soggetto pubblico costituisce
implicito riconoscimento
della rilevanza
del
porto e considerato altresì che il medesimo
articolo 6, al comma 8, prevede
esplicitamente la possibilità
di istituire
Autorità
Portuali solo nei porti della categoria II,
classi I e II;
per i porti che, pur avendo strutture e
servizi corrispondenti
a quelli richiesti per
la classificazione
di rilevanza
economica
nazionale, non hanno ancora
sviluppato
traffici adeguati, poiché realizzati solo recentemente ma fanno prevedere il raggiungimento
dell'obiettivo
quantitativo
in
quanto esiste un progetto di
utilizzazione,
per la cui attuazione sono già state rilasciate
le necessarie
autorizzazioni.
Per i porti di rilevanza economica
regionale ed interregionale
non si prevede
alcun indice di individuazione
e pertanto si
è adottato il criterio della
residualità.
Nella III classe sono stati inclusi anche
taluni porti in via di ultimazione che sulla
base di quanto fatto presente dalle Autorità
Marittime, risultano utilizzati pur con talune limitazioni o solo durante alcuni periodi dell'anno, nonché i porti ad esclusiva
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
funzione turistica e da diporto anche se
realizzata in regime di
concessione.
Sulla base dei criteri sopra esposti il
porto di Monfalcone sarà inserito nella categoria II, classe III, fra i porti di rilevanza
economica regionale ed
interregionale.
Va infine rilevato che la
classificazione
secondo la legge 8411994 non è una mera
sostituzione
od aggiornamento
della classificazione prevista dal T. U. sui porti, spiagge
e fari approvato
con R.D. 2 aprile 1885,
n. 3095, ma è una nuova lettura della realtà
portuale nazionale in base all'attuale
configurazione
qualitativa
e quantitativa
dei
traffici (merci, passeggeri e navi), delle strutture portuali, degli operatori del
trasporto
marittimo
e non e della collocazione
o
rilevanza dei porti nel contesto
economico
internazionale,
nazionale o regionale.
L'inserimento
di un porto tra quelli di
rilevanza economica, regionale o nazionale,
anziché internazionale,
non può in alcun
modo essere interpretata
come
negazione
della importanza
di quello scalo, né può
incidere sulle sue possibilità di sviluppo e
tanto meno sulle capacità e
potenzialità
delle aziende che vi operano.
Anzi, queste ultime, ove in grado di generare nuovi traffici ed incrementare
quelli
già esistenti, possono creare le
condizioni
per una possibile revisione della
classificazione attribuita al porto.
Parimenti
non si ravvisa
l'incidenza
della classificazione del porto su aziende del
settore delle costruzioni navali che, sia pure
operanti in ambito portuale, non
possono
qualificarsi come imprese del settore portuale, ma come aziende del settore
dell'industria
marittima.
Si fa presente, infine che allo stato attuale, non può ancora farsi riferimento
ad
una nuova classificazione ma solo all'ipotesi
di una nuova classificazione,
atteso che la
procedura di cui all'articolo
4 della legge
84/1994 non si è ancora
conclusa.
Nel frattempo, l'Amministrazione
ha avviato le necessarie verifiche intese a valutare
il possibile inserimento
tra i diversi
parametri che concorrono alla classificazione
di
un porto, anche quello delle potenzialità e la
Atti
Parlamentari
-
XL
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
funzione industriale marittima
(cantieri
costruzione, bacini di carenaggio,
età).
di
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
COLUCCI. — Ai Ministri dell'interno, di
grazie e giustizia e dei trasporti
e del{a
navigazione. — Per conoscere - premesso
che:
la commissione amministratrice del
consorzio Atacs - Azienda trasporti pubblici di Salerno e provincia - composta dal
presidente e da sei componenti, viene
eletta dall'assemblea generale fuori dal suo
seno (articolo 15 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 902 e articolo 5 del
regolamento speciale);
i componenti della commissione amministratrice restano in carica fino all'insediamento dei loro successori (articolo 18
del decreto del Presidente della Repubblica
n. 902 e articolo 8 del regolamento speciale) e cessano dalla carica (articolo 20 del
decreto
Presidente
della
Repubblica
n. 902) per morte, decadenza o per dimissioni;
gli articoli 74 e seguenti del decreto
del Presidente della Repubblica n. 902 del
1986 e 76 e seguenti del regolamento speciale disciplinano l'istituto dello scioglimento della commissione amministratrice.
Verificandosi tale ipotesi, l'amministrazione viene assunta dal presidente dell'assemblea Generale, che può delegare tali
funzioni ad un vice-presidente per un periodo limitato a trenta giorni;
in date diverse (a partire dal 22 dicembre 1995 fino al 14 maggio 1996) i
componenti della commissione amministratrice dell'azienda Atacs, ad eccezione
di un commissario - dottor Giuseppe Cott i c e l i - ebbero a rassegnare le dimissioni;
nessuna norma prevede la decadenza
anche del commissario non dimissionario;
l'assemblea generale del consorzio, a
norma degli articoli 20 e 22 del citato
decreto del Presidente della Repubblica
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
n. 902 del 1986 e 8 e 12 del regolamento
speciale, doveva prendere atto di tali dimissioni e provvedere alla surroga dei
commissari dimissionari. Peraltro, tale
presa d'atto non avrebbe determinato neppure l'immediata decadenza dei c o m m i s sari dimissionari, restando questi in carica
per l'ordinaria amministrazione sino all'insediamento dei successori (articolo 18
del decreto del Presidente della Repubblica
citato e 8 regolamento speciale);
invece, pur in presenza di tale precisa
e puntuale normativa, l'assemblea generale, in data 27 maggio 1996, con atto
deliberativo n. 40, affetto da gravi violazioni di legge e manifesta illogicità, ignorando che non tutti i componenti erano
dimissionari, « prendeva atto della comunicazione del presidente circa le avvenute
dimissioni della commissione amministratrice », dimissionando di fatto anche il
componente non dimissionario;
pur in assenza di esplicito atto deliberativo di scioglimento della commissione
amministratrice, il Presidente
protempore
del consorzio, dottor Giovanni Moscatiello,
assumeva in proprio la gestione dell'azienda e, per giunta, contravvenendo anche all'articolo 81 del regolamento speciale
ed all'articolo 74 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 902 del 1986, rilasciava delega al proprio vice, geometra
Cesare Marciano incompatibile ai sensi
dell'articolo 16 del decreto del Presidente
della Repubblica n. 902 del 1986 e articolo
6 del regolamento speciale, in quanto componente dell'assemblea generale del consorzio, nella qualità di sindaco di Vietri sul
Mare;
pertanto, ad avviso del sottoscritto
interrogante, in presenza di tali illegittimità, per i motivi innanzi evidenziati, tutti
gli atti aziendali a firma del vice-Presidente del Consorzio sono da considerarsi
illegittimi;
per di più, l'assemblea generale consortile, in luogo di revocare, in virtù del
potere di auto-tutela, gli atti illegittimi, su
proposta del Presidente, nel tentativo di
porre rimedio alle macroscopiche illegitti-
Atti
Parlamentari
-
XLI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
mità denunziate, in data 1° luglio 1996
poneva all'ordine del giorno la modifica del
regolamento speciale, che approvava con
atto deliberativo n. 55, aggiungendo al regolamento stesso in violazione del decreto
del Presidente della Repubblica n. 902 del
1986, un articolo 82-bis del seguente letterale tenore: « Il presidente del consorzio,
o suo delegato, assume l'amministrazione
dell'azienda, qualora venga meno l'attività
collegiale e gestionale e, in particolare,
nelle ipotesi di dimissioni, impedimento
permanente, rimozione, decadenza, decesso o sospensione di almeno la metà dei
componenti della commissione amministratrice per la durata massima di mesi
quattro. Tale procedura è applicabile una
sola volta nelle more della ricostituzione
degli organismi ordinari »;
Il competente
organo regionale di controllo, infatti, ha esaminato senza rilievi gli
atti amministrativi
adottati dal
consorzio
relativi al periodo cui fa riferimento
l'interrogazione.
in effetti l'Assemblea consortile ha
scelto un rimedio peggiore del male, ricadendo in una illegittimità ancor più macroscopica, specialmente se si valuta la
finalità di tale norma regolamentare:
quella di sanare a posteriori illegittimità
pregresse - :
con ordinanza n. 10/96 dello stesso
Ufficio, attualmente al comando del tenente di vascello Mario Cento, si è invece
stabilito che l'alta stagione vada dal 15
giugno al 31 agosto;
di fronte ad una situazione di grave
illegittimità, atteso anche Pesposto-denuncia inoltrato alla competente magistratura
dalla professoressa Antonietta Serino,
componente dell'assemblea generale consortile, quali provvedimenti intendano
adottare i ministri interrogati, ciascuno per
quanto di competenza;
se, in particolare, il Ministro dell'interno non ravvisi l'opportunità, anzi la
necessità, di disporre, in via d'urgenza e
nei limiti di sua competenza, procedure
ispettive o di controllo anche attraverso la
prefettura di Salerno;
se il prefetto di Salerno sia a conoscenza dei fatti evidenziati e quali provvedimenti abbia adottato o intenda adottare, nei limiti di sua competenza.
(4-02018)
RISPOSTA. — L'intervento
sanzionatolo,
auspicato dalla S.V. non è al
momento
ipotizzabile.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
COPERCINI. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per sapere - premesso che:
con ordinanza n u m e r o 10/95 dell'Ufficio circondariale marittimo di Porto Garibaldi, nei Lidi di Comacchio (Ferrara),
allora al comando del colonnello comandante Francesco Frisone, si stabiliva che il
periodo di alta stagione andasse da inizio
luglio a fine agosto;
attualmente l'Ufficio
circondariale
sembrerebbe essersi arrogato la facoltà di
modificare il numero e l'ubicazione delle
postazioni di salvataggio, nonché le modalità e gli orari del servizio, anche durante
la stagione balneare;
sembrerebbe che alcuni titolari di alcuni stabilimenti balneari della zona, i
quali si erano recati dall'attuale comandante per esprimere le loro remore in
merito a queste innovazioni, non solo non
siano stati ascoltati, ma siano stati derisi o,
peggio ancora, offesi - :
se non ritenga opportuno intervenire
nei modi o nelle sedi adeguate affinché il
comandante Cento si degni di informare
almeno gli interessati, o meglio, in questo
caso, i danneggiati, delle motivazioni che
stanno alla base di questa ordinanza, che
impone loro diversi e maggiori vincoli di
opratività;
se intenda adoperarsi affinché gli stabilimenti balneari comacchiesi non vengano
oberati
da
inutili
aggravi
di
gestione.
(4-03653)
Atti
Parlamentari
-
XLII
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
COPERCINI. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
con ordinanza numero 10 del 1995
dell'ufficio circondariale marittimo di
Porto Garibaldi nei Lidi di Comacchio
(Ferrara), allora al comando del carabiniere Francesco Frisone, si stabiliva che il
periodo di alta stagione andasse da inizio
luglio a fine agosto;
con ordinanza n. 10/96 dello stesso
ufficio attualmente al comando del tenente
di Vascello Mario Cento, si è invece stabilito che l'alta stagione va dal 15 giugno al
31 agosto;
attualmente l'ufficio
circondariale
sembrerebbe essersi arrogato la facoltà di
modificare il numero e l'ubicazione delle
postazioni di salvataggio, nonché le modalità e gli orari del servizio, anche durante
la stagione balneare;
sembrerebbe che alcuni titolari di alcuni stabilimenti balneari della zona, i
quali si erano recati dall'attuale comandante per esprimere le loro remore in
merito a queste innovazioni, non solo non
siano stati ascoltati, ma siano stati derisi o
peggio ancora offesi - :
se il Ministro non ritenga opportuno
intervenire nei modi o nelle sedi adeguate
affinché il comandante Cento si degni di
informare almeno gli interessati, o meglio
in questo caso i danneggiati, delle motivazioni che stanno alla base di questa ordinanza che impone loro diversi e maggiori
vincoli di operatività;
se intenda adoperarsi affinché gli stabilimenti balneari comacchiesi non vengano oberati da inutili aggravi di gestione.
(4-03916)
RISPOSTA. — Dagli accertamenti
effettuati
risulta che Vordinanza, volta ad organizzare
nella stagione estiva il servizio di salvataggio
sulle spiagge ricadenti nella
giurisdizione
del circondario
marittimo
di porto
Garibaldi, prima di essere adottata, è stata oggetto di consultazioni
con gli interessati, in
SETTEMBRE
Deputati
1997
una serie di riunioni tenutesi presso l'Ufficio
Circomare.
Le disposizioni
relative al servizio
di
soccorso e salvataggio per la sicurezza dei
bagnanti sono state discusse e
concordate
con le due diverse organizzazioni
che in
forma collettiva hanno assicurato il servizio
per la quasi totalità degli insediamenti
balneari: la « C.E.S.B. S.r.l. » che riunisce gran
parte degli stabilimenti
balneari situati a
sud di Porto Garibaldi e la « Gestione Servizi Turistici di Volano » che riunisce la
maggioranza
degli stabilimenti
situati
a
nord di Porto
Garibaldi.
Negli incontri preliminari
con i rappresentanti delle due organizzazioni
l'Ufficio
circondariale
ha esaminato le istanze e le
esigenze rappresentate
dai medesimi ed in
particolare sono state valutate ed accolte le
richieste di:
estendere
delle postazioni
ulteriormente
la
di salvataggio;
frequenza
sospendere il servizio di salvataggio su
tutto il litorale dalle ore 13,30 alle ore
14,30.
Sono state inoltre concordate le proposte
di anticipare
al 15 giugno 1996,
l'inizio
dell'alta stagione e di incrementare
il numero delle postazioni
in previsione
di un
imponente afflusso di bagnanti in quel mese
(previsione poi confermata dai dati forniti
dalla locale A.P.T. - Assessorato al turismo
del comune di Comacchio), con riserva che
qualora l'afflusso non fosse stato tale da
giustificare
il provvedimento,
su
richiesta
delle due organizzazioni,
l'Ufficio
circondariale avrebbe
eventualmente
concesso
la
proroga della bassa stagione.
L'anticipazione
al 15 giugno 1996 è stata
preventivamente
concordata
anche con i
rappresentanti
dei gestori degli
stabilimenti
balneari.
Circa la variazione
del numero
delle
postazioni,
risulta che l'Ufficio
circondariale, per la nota pericolosità di balneazione
nei pressi del canale Logonovo,
problema,
peraltro, oggetto di interessamento
da parte
della Prefettura di Ferrara e di
continui
esposti dei bagnanti, ha modificato nel corso
Atti
Parlamentari
-
XLIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
della stagione balneare il piano collettivo di
salvataggio
richiedendo
all'organizzazione
C.E.S.B. s.r.l. di Lido degli Estensi di aggiungere temporaneamente
una
postazione,
ai fini della sicurezza, in prossimità
dell'ultimo stabilimento
limitrofo al canale; nel
contempo al comune di Comacchio
veniva
richiesto di integrare i cartelli di pericolo di
balneazione nella zona e di divieto di balneazione all'interno del canale.
Poiché vive e continue sono state le
proteste manifestate dalla CESB, per difficoltà nell'espletamento
del servizio e per
oneri economici ricadenti sui soci, in data
19 luglio 1996, su sollecitazione
dell'Ufficio
circondariale è stata convocata una conferenza dei servizi presso la sede del comune
di Comacchio, tra le Amministrazioni
e gli
enti interessati, al fine di trovare
immediate
soluzioni e limitare le situazioni di pericolo.
Altri motivi di doglianze sono
derivati
dalla intensificazione
della vigilanza e dei
controlli svolti sul demanio marittimo
e
sulle attività balneari durante la stagione
balneare, accertamenti
attraverso
i quali
sono stati riscontrati e denunciati
all'Autorità Giudiziaria 28 (ventotto) situazioni
di
abusivismo sul demanio marittimo, a carico
dei gestori degli stabilimenti
balneari della
zona di giurisdizione,
e diverse
comunicazioni di reato per inadempienze
varie.
A ciò si aggiungano le prescrizioni
dettate
in merito alle dotazioni della cassetta di
pronto soccorso prevista tra le dotazioni
degli stabilimenti, alle quali ex novo dovettero adeguarsi tutti gli
stabilimenti.
Da quanto sopra esposto, risultano
i
motivi che hanno portato alla
introduzione
di peraltro modeste varianti rispetto
alla
normativa vigente nella precedente
stagione
balneare, così come risultano chiare e congrue motivazioni per le ancor più
limitate
modifiche introdotte nel corso della stagione
estiva balneare 1996, legate a manifestazioni
contingenti
di pericolo
localizzate
in un
tratto ben individuato del litorale.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MAURA COSSUTTA. - Ai Ministri
sanità, dell'ambiente,
dei trasporti e
della
della
dei
Deputati
1997
navigazione e del lavoro e della
previdenza
sociale. — Per sapere — premesso che:
la tossicità e la cancerogenicità dell'amianto era nota ancora prima degli anni
sessanta, come era rilevabile da numerose
pubblicazioni internazionali; nello stesso
periodo, in Italia erano vigenti disposizioni
molto chiare sull'argomento quali l'articolo
2087 del codice civile, il decreto del Presidente della Repubblica n. 303 del 1956 e
il decreto del Presidente della Repubblica
n. 1124 del 1965; non si comprende quindi
se in quel periodo i tecnici e i consulenti
del servizio sanitario delle Ferrovie dello
Stato fossero disinformati ovvero colpevoli
di gravi omissioni;
non appare giustificabile il fatto che i
lavoratori siano ancora oggi sottoposti ad
esposizioni, anche minime, di amianto, così
c o m e riscontrato nel corso della recente
visita svolta dall'interrogante allo stabilimenti Avis di Castellammare di Stabia,
dove si decoibentano o si riparano carrozze scoibentate, con tecniche che certamente non salvaguardano la salute dei
lavoratori;
l'intervento di rimozione dell'amianto
viene notoriamente ritenuto estremamente
pericoloso, in quanto provoca n o n solo per
gli addetti, ma anche per le popolazioni
residenti nelle aree limitrofe problemi gravissimi di inquinamento, dovuti alla dispersione di fibre di crisolito (o asbesto
bianco) in aree respirabili;
la respirazione di tali fibre di amianto
p u ò determinare gravissime malattie, tutte
di natura neoplastica, caratterizzate da un
lungo intervento di t e m p o fra l'inizio dell'esposizione e la comparsa delle prime
alterazioni;
le principali malattie che possono essere contratte sono: asbestosi, carcinoma
polmonare, mesotelioma pleurico, tumore
del tratto gastro-intestinale della laringe e
di altre sedi;
l'asbesto è classificato tra le sostanze
cancerogene, e, per questo motivo, l'Organizzazione mondiale della sanità ha riconosciuto l'impossibilità di individuare va-
Atti
Parlamentari
-
XLIV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
lori-limite di esposizione e di concentrazione; quindi i limiti di concentrazione
indicati dalla Unione europea sono più
validi per Pasbestosi e la sua prevenzione
che per le malattie tumorali;
da screening effettuati su lavoratori
sottoposti ad esposizione all'amianto sono
stati evidenziati numerosi casi di malattie
tumorali a carico dell'apparato polmonare
e di quello orofaringeo, alcuni dei quali
con esito letale;
attualmente restano da decoibentare
e rottamare ancora tremilaottocento carrozze in giacenza presso duecentocinquanta punti della rete ferroviaria nazionale, molte delle quali sono destinate all'A vis di Castellammare di Stabia - :
se non ritengano necessario procedere alla sospensione del programma di
decoibentazione preservando, in ogni caso,
gli attuali livelli occupazionali dell'Avis;
se non ritengano improrogabile l'istituzione di una commissione di inchiesta
per accertare eventuali responsabilità e/o
omissioni a carico dei dirigenti della citata
azienda;
quali azioni intendano intraprendere
in sede comunitaria al fine di modificare le
direttive che determinano in una fibra per
centimetro cubo o litro il valore di tollerabilità del crisolito in difformità a quanto
indicato
dall'Organizzazione
mondiale
della sanità.
(4-05503)
RISPOSTA. — Si risponde su delega
della
Presidenza del Consiglio dei Ministri
La decoibentazione
propedeutica
alla
rottamazione del materiale rotabile con presenza di amianto, è affidata a imprese qualificate nel settore.
A tal fine, ai sensi della direttiva
93/38/
CE E le F.S. hanno istituito un servizio di
qualificazione europea delle imprese idonee
ad eseguire detti lavori che, come
primo
criterio, valuta la documentazione
relativa
alla capacità
tecnico-operativo-finanziaria
dell'impresa
interessata.
Successivamente
all'aggiudicazione
della
gara d'appalto, l'azienda deve dimostrare il
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
possesso delle autorizzazioni
regionali connesse all'insediamento
di tale attività,
rispondendo così ai requisiti di impatto ambientale e di sicurezza
generale.
Inoltre le capacità tecnico-operative
dell'impresa devono rispondere al dettato del
decreto ministeriale 26 ottobre 1995 «Normative e metodologie tecniche per la valutazione del rischio, il controllo e la manutenzione e la bonifica dei materiali
contenenti amianto presenti nei mezzi
rotabili».
I lavori comunque
iniziano solo dopo
che l'Azienda sanitaria
locale
competente
ritiene soddisfatti i criteri previsti
dall'articolo 34 del decreto legislativo n. 277/1991
per la protezione
dei lavoratori contro la
specifica
esposizione.
Tra le imprese attualmente
qualificate
risulta anche l'Avis di Castellammare
di
Stabia che dispone sia delle
attrezzature
tecniche, sia di tutte le autorizzazioni
prescritte.
La capacità produttiva per cui è qualificato lo stabilimento
Avis è di circa 100
rotabili!anno, mentre il potenziale
operativo
attuale di tutte le imprese operanti nel Paese
è di 600 carrozze, con la previsione
di
estendere tale soglia a 1.000 rotabili
annui
nel 1997. In tale prospettiva
il
suddetto
stabilimento
potrà assorbire,
se a pieno
regime, non più di 1/10 del carico di lavoro
da affidare alle imprese italiane del settore.
Relativamente
al valore di
tollerabilità
del crisotilo si fa presente che la legge 27
marzo 1992, n. 247 ha ridotto il valore
limite di 1 fibra per centimetro cubico a 0,6
fibre per centimetro cubico, mentre
rimane
pari a 0,2 fibre per centimetro
cubico il
limite
previsto
dal
decreto
legislativo
n. 277/1992 per le altre cinque forme di
amianto, ritenute più pericolose del crisotilo
e per il crisotilo in miscela con le suddette
varietà di amianto.
La stessa legge n. 247/1992 prevede inoltre un'apposita
Commissione
per la valutazione dei problemi ambientali e dei rischi
sanitari connessi all'impiego
dell'amianto,
la quale ha, tra l'altro, la facoltà di proporre
l'aggiornamento
o la modifica di tali limiti.
Inoltre, relativamente
all'apparente
contraddizione tra le indicazioni
dell'Organizzazione mondiale della sanità (la quale ri-
Atti
Parlamentari
-
XLV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
conosce Vimpossibilità
di individuare
concentrazioni
come valori limite di esposizione) ed i limiti indicati nelle
normative
nazionali
ed internazionali,
il
Ministero
della sanità ha ritenuto che essa possa
discendere dall'erronea sovrapposizione
di
due diversi aspetti
considerati
Il primo è relativo alle attuali
conoscenze scientifico-epidemiologiche,
mentre il
secondo è strettamente di tipo
tecnico-operativo, per cui se sul piano scientifico
non
è possibile, al momento, dimostrare
(come
per tutte le sostanze cancerogene) un limite
di dose per gli effetti neoplastici a lungo
termine,
tuttavia,
nell'applicazione
delle
procedure di controllo, si tiene conto dei
possibili livelli di esposizione in cui possono
essere coinvolti, secondo le diverse
specifiche circostanze, lavoratori nel settore o popolazione
generale.
Si sono stabiliti, pertanto, come valori di
sicurezza, livelli di esposizione
statisticamente non significativi,
quindi
accettabili
sia perché la probabilità
dell'evento è trascurabile, sia perché si deve,
comunque,
tenere presente che all'esposizione
contribuisce pure il fondo naturale, variabile a
seconda della geografia del territorio ed il
tipo di insediamento
civile presente.
Su queste considerazioni
si basa il criterio adottato per decidere se effettuare o no
un intervento di bonifica e la scelta del tipo
di intervento e la relativa procedura,
stabilendo, nello stesso tempo, il limite di riferimento per la certificazione di
restituibilità
dei mezzi o dei beni bonificati che, rispettivamente, rientreranno
in esercizio o riospiteranno
nuovi nuclei di
insediamento
lavorativo o civile.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
COSTA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
l'ufficio della motorizzazione civile di
Madonna dell'Olmo (Cuneo) è stato vittima
di un atto vandalico nella notte tra il 14 e
il 15 luglio 1996;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
da una prima verifica è emerso che
sono spariti interi faldoni e plichi con
centinaia di pratiche (duplicazioni di patenti, documenti per l'immatricolazione di
ciclomotori e veicoli, ecc.);
a seguito di tale raid teppistico, la
sede della motorizzazione è stata chiusa
poiché inagibile, creando notevole disagio
all'utenza. —:
quali risultati abbiano dato le inchieste volte a scoprire i responsabili dell'inquietante fatto e cosa sia stato fatto per
ripristinare la funzionalità dell'ufficio.
(4-02676)
COSTA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
l'ufficio della motorizzazione civile di
Madonna dell'Olmo (Cuneo) è stato vittima
di un atto vandalico, nella notte tra il 14
e il 15 luglio 1996;
da una prima verifica, è emerso che
sono spariti interi faldoni e plichi con
centinaia di pratiche (duplicazioni di patenti, documenti per l'immatricolazione di
ciclomotori e veicoli, eccetera);
a seguito di tale raid teppistico, la
sede della motorizzazione è stata chiusa
poiché inagibile, creando notevole disagio
all'utenza — :
quali risultati abbiano dato le inchieste volte a scoprire i responsabili dell'inquietante fatto e cosa sia stato fatto per
ripristinare la funzionalità dell'ufficio.
(4-02819)
RISPOSTA. — A seguito del furto e degli atti
vandalici perpetrati la notte tra il 14 e il 15
luglio 1996 presso l'Ufficio provinciale
della
motorizzazione
civile e dei trasporti in concessione di Cuneo, si è provveduto
tempestivamente a riattivare i servizi, ancorché in
forma momentaneamente
ridotta sino al 19
luglio, compatibilmente
con l'esigenza di
collaborare
alle indagini degli organi di
Polizia e di inventariare i materiali
oggetto
di furto.
Atti
Parlamentari
-
XLVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Attualmente l'operatività dell'Ufficio medesimo è stata ricondotta a regime di normalità.
Poiché le indagini di Polizia sono ancora
in corso, al momento non è possibile
fornire
alcuna indicazione
circa i risultati
delle
stesse.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
COSTA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
in data 1° ottobre 1996 a causa di
lavori e di condizioni meteorologiche non
ottimali, l'aeroporto di Torino Caselle non
è stato operativo pressoché per tutta la
mattinata;
i voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Malpensa, Genova e Bergamo,
ignorando l'alternativa del ben più vicino
aeroporto di Cuneo-Levaldigi, che dista da
Caselle circa 50 chilometri, mentre Malpensa, Genova e Bergamo vi distano da
cento a duecento chilometri — :
per quale ragione PAlitalia, che riceve
pubblico sostegno, continui a non utilizzare lo scalo di Cuneo, con conseguente
disagio per i passeggeri e maggior costo per
la compagnia stessa, nonostante la società
« aeroporto di Cuneo-Levaldigi » abbia ripetutamente inviato nel tempo ai competenti uffici della compagnia di bandiera
tutta la documentazione necessaria a dimostrare la capacità ad ospitare gli aeroplani della compagnia normalmente impiegati per i voli su Torino-Caselle.
(4-03923)
L'Alitalia ha inserito l'aeroporto di Cuneo Levaldigi come terzo alternato agli aeroporti di Genova e Torino in
quanto
le valutazioni
effettuate
presso
quello scalo hanno evidenziato una serie di
limiti
operativi
RISPOSTA. —
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Principalmente:
dispone di solo 2 piazzole di parcheggio per velivoli M80-M82 e di altre 2 piazzole per velivoli
ATRIF70;
dispone di un avvicinamento
strumentale (ILS) che non permette attcrraggi in
bassa
visibilità;
le condizioni
metereologiche
sono
spesso analoghe a quelle di Torino, visto la
vicinanza dei due aeroporti;
non sono
per l'assistenza
talia.
presenti tecnici
qualificati
ai velivoli della flotta Ali-
Il coordinamento
operativo
dell'Alitalia
curerà la scelta di Cuneo, come prima destinazione alternata rispetto a Torino, qualora le condizioni lo rendano
opportuno.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
COSTA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
le Ferrovie dello Stato spa, nel redigere l'orario invernale dei treni della linea
ferroviaria Torino-Savona, hanno disposto
un orario che non tiene conto delle esigenze degli studenti pendolari, residenti
nei comuni della Valbormida, che devono
utilizzare quotidianamente la linea ferroviaria per mancanza di strutture scolastiche nelle loro zone;
tali orari risultano difficilmente compatibili con le esigenze di circa quaranta
studenti frequentanti le scuole medie superiori a Mondovì e residenti soprattutto
nei paesi di Cengio e Saliceto, che escono
da scuola alle ore 13;
infatti, il treno IR 2077, con partenza
da Torino alle ore 12,30 e da Mondovì alle
ore 13,27, n o n ferma nelle stazioni di
Saliceto e Cengio, per cui i ragazzi devono,
con disagio, attendere il successivo convoglio delle ore 13,59 - :
quali iniziative intenda assumere
presso le Ferrovie dello Stato affinché il
Atti P arlamentari
XLVII
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO В AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
treno IR 2077 effettui la fermata almeno in
una delle due stazioni.
(404279)
treno IR 2077
Torino
Porta NuovaVentimiglia
delle ore 1230 fa
parte del sistema di cadenzamento
orario
degli interregionali ed è stato istituito per
assicurare i collegamenti delle località prin
cipali della tratta TorinoFossano
ad ore
alterne con Cuneo, Savona e con le località
della riviera ligure.
Nel tratto FossanoSavona
i treni inter
regionali о diretti fermano solo nelle loca
lità di Mondovì, Ceva e S. Giuseppe di Cairo.
L'aggiunta di nuove fermate a Saliceto e
Cengio, о ad altre località di analoga im
portanza, aumentando
i tempi di percor
renza, influirebbe negativamente sul caden
zamento orario e sulla qualità totale del
servizio sull'intera
linea.
RISPOSTA.
—
//
Il M inistro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
CUSCUNÀ. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere premesso
che:
da più fonti di informazione e da
comitati sorti ad hoc, sempre con più fre
quenza vengono denunciati gravi dubbi
sulla effettiva trasparenza e legalità con cui
la linea superveloce RomaNapoli, sia stata
prima progettata, poi appaltata ed infine,
oggi, posta in costruzione, senza omettere
che legittime perplessità vengono esposte
in riferimento alla utilità effettiva del
l'opera, visto che Roma e Napoli già oggi
sono collegate da due linee ferroviarie:
quella via Cassino e quella via Formia;
questa ultima, se potenziata può benissimo
sostituire, per velocità di percorrenza ed
economicità di gestione, la suddetta super
veloce. In effetti, fin dalla sua genesi, que
sto progetto è sempre stato visto con so
spetto e, comunque, l'iter seguito per la sua
approvazione è tuttora avvolto da misteri,
e, usando il condizionale, all'interrogante,
risulterebbero una serie di oscure vicende:
l'opera, voluta in un periodo storico che la
magistratura ha svelato essere il culmine
della corruzione e collusione tra politici ed
Camera
SETTEM BRE
dei
Deputati
1997
imprenditori, il periodo di Tangentopoli,
non si sa bene perché, sarebbe stata data
in appalto con incredibile tempismo, poche
ore prima che l'Italia recepisse la direttiva
Cee che dà la possibilità alle imprese di
partecipare alle gare indette dai Paesi
membri, ciò quasi per voler favorire alcune
imprese nazionali, che da sempre si sono
aggiudicate gli appalti per la realizzazione
di grandi opere pubbliche, imprese spesso
facenti capo ad imprenditori collusi o, peg
gio, a politici appartenenti al Governo della
Nazione: si può considerare al riguardo la
ICLA. La linea, durante la fase di proget
tazione, ha subito la vicenda delle nume
rose e ripetute modifiche al tracciato, tanto
che oggi in alcuni tratti segue traiettorie
così tortuose da contraddire lo scopo per
cui l'opera deve essere realizzata, (si pensi
ad esempio all'assurda curvatura che il
tracciato subisce in territorio cassinate).
Inoltre, risulterebbe che, malgrado i lavori
di costruzione abbiano avuto avvio, nel
progetto manchino ancora gli accessi alle
stazioni di Roma e Napoli ! Per finire,
sembra che le modalità con cui sono stati
divisi i lotti da dare in appalto, siano state
gestite in m o d o tale che, per l'entità del
valore che hanno avuto, possano essere
proposte solo a grandi imprese iscritte a
categorie superiori, estromettendo, di fatto,
le piccole imprese locali dalla partecipa
zione alle relative gare operando così una
subdola ed illegale selezione preventiva. A
sollevare tutti i dubbi esposti, da alcuni
mesisono molti comitati di cittadini e pro
fessionisti dei paesi interessati a questa
opera, i quali più volte, per avere chiari
menti e rassicurazioni, si sono rivolti agli
enti che gestiscono il progetto Tav, senza
però ottenere risposte univoche ed esau
rienti —:
se i punti oscuri evidenziati abbiano
o no fondatezza;
se siano state prese misure preventive
di controllo per evitare che imprese par
tecipanti ai lavori di costruzione possano
essere in futuro oggetto di controllo m o
tivato da parte della magistratura, perché,
Atti
Parlamentari
-
XLVIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
per esempio, coinvolte in
come la Icla;
Tangentopoli,
se siano state, a quanto risulta all'interrogante, modalità di gestione degli appalti tali da permettere la partecipazione
ai lavori alle imprese dei territori attraversati, così da far ricadere effettivamente
i benefici economici sperati in questi luoghi del Mezzogiorno;
se infine si sia proceduto a verificare
le scelte tecniche con cui è stata progettata
la linea, ciò in riferimento alla strane
deviazioni che esso subisce, esposte in premessa, ed alla mancata previsione del sistema di accesso in Roma e Napoli.
(4-03756)
RISPOSTA. — In data 7 agosto 1991 le
Ferrovie dello Stato hanno affidato
alla
Società « Treno Alta Velocità - TAV S.p.A. »
la concessione per la progettazione
esecutiva, la costruzione e lo sfruttamento
economico delle opere facenti parte del Sistema
Alta Velocità, autorizzando la TAV S.p.A. ad
affidare la progettazione
esecutiva e la costruzione
ai General Contractors
individuati, in grado di fornire le necessarie garanzie tecniche, economiche e manageriali.
In attuazione della predetta
concessione,
la TAV ha stipulato apposita Convenzione in
data 15 ottobre 1991 e successivo Atto integrativo l'8 febbraio 1994 con il Consorzio
Iricav
Uno, controllato
da società
del
gruppo IRI, responsabile della
realizzazione
della linea ferroviaria alta velocità
RomaNapoli.
Gli accordi contrattuali intercorsi tra la
TAV e i General Cotractors dispongono che
i lavori relativi al sistema in oggetto possano essere
realizzati:
1) direttamente
dalle imprese
tuenti il General
Contractor;
costi-
2) in misura non inferiore al 40 per
cento del totale dei lavori, da imprese (appaltatori terzi) selezionate dal General Contractor a seguito di gare d'appalto indette nel
rispetto della normativa
comunitaria;
3) da imprese subappaltatrici
neral Contractor e degli appaltatori
del Geterzi nel
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
rispetto della normativa vigente in materia
e, per i lavori, in misura non superiore al
40 per cento del totale dei lavori.
Le gare d'appalto, per espresso
richiamo
contrattuale,
sono regolate dalle
direttive
comunitarie
531/90 e 93/38, così come recepite dal legislatore nazionale con decreto
legislativo n. 158/1995, regolanti gli appalti
dei settori esclusi tra i quali rientra
quello
dei trasporti ferroviari, ovvero, per gli appalti di importo inferiore alla soglia comunitaria, dalla normativa nazionale sui lavori
pubblici applicabile in materia.
Relativamente
alla tratta alta
velocità
Roma-Napoli, per la delicatezza del contesto
in cui deve operare, la TAV ha adottato in
materia di prevenzione
antimafia forme di
cautela maggiori rispetto a quelle
normalmente previste dai concessionari
di opere
pubbliche
estendendo
l'obbligo di accertamento antimafia a tutti gli appaltatori
e
subappaltatori
del General Contractors
incluse le ditte fornitrici di materiali e servizi
non obbligate dalla normativa
vigente.
La TAV ha inoltre previsto
contrattualmente che i soggetti che eseguono lavori e
prestano servizi e forniture per il sistema
alta velocità debbano possedere specifici requisiti di carattere morale, tecnico ed economico espressamente
indicati negli allegati
contrattuali alle Convenzioni con i General
Contractors.
In
particolare:
a) in relazione ai General
Contractors
ed alle relative imprese componenti, la TAV
ha acquisito, a partire dalla stipula
delle
singole convenzioni, la certificazione
prefettizia antimafia prevista dalla legge n. 5751
1965 — provvedendo
a richiederne
periodicamente il rinnovo - nonché le dichiarazoni sulla composizione
societaria di cui al
D.P.C.M. n. 187/91.
Per quanto riguarda la società ICLA, la
prefettura di Napoli ha rilasciato anche di
recente tale
certificazione;
b) nei confronti delle imprese
subappaltatrici di lavori, selezionate
direttamente
dai Consorzio Iricav Uno, la TAV provvede,
in qualità di soggetto competente,
a rilasciare l'autorizzazione
al subappalto,
a ve-
Atti
Parlamentari
-
XLIX
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
rificare, anche tramite Italferr-Sis.tav,
che le
stesse possiedano
tutti i requisiti
previsti
dall'articolo 18 della legge n. 55/1990 (certificazione antimafia, iscrizione ANC, etc.),
nonché i requisiti di carattere morale, tecnico, finanziario previsti dagli accordi contrattuali TAV/Iricav Uno (casellari
giudiziari, certificati fallimentari,
dichiarazioni
bancarie, lavori analoghi, etc.);
c) nei confronti delle imprese
subappaltatrici di servizi e forniture
selezionate
direttamente
dal Consorzio Iricav Uno la
TAV, tramite Italferr-Sis.tav,
provvede,
per
determinate tipologie di prestazioni
previste
negli accordi contrattuali
considerate
ad
elevato rischio di infiltrazione mafiosa, (fornitura e/o trasporto di terra; fornitura
e/o
trasporto di calcestruzzo; noli a freddo di
macchinari; forniture di ferro lavorato; servizi di guardiania di cantiere) ad acquisire
la certificazione antimafia, la
composizione
societaria ed a verificare il possesso
degli
altri requisiti di carattere morale, tecnico e
finanziario analoghi a quelli previsti per le
imprese subappaltatrici
di lavori;
d) nei confronti delle imprese aggiudicatane degli appalti indetti dal Consorzio
Iricav Uno ai sensi delle direttive
comunitarie, compie gli accertamenti
antimafia
prescritti dalla vigente normativa nonché la
verifica dei requisiti previsti dalla legge per
gli appalti di opere pubbliche affidati da una
Pubblica
Amministrazione.
Oltre alla predetta attività di
controllo
nei confronti
dei soggetti esecutori
dell'opera, la TAV ha avviato una serie di
incontri con le Amministrazioni
istituzionalmente competenti a contrastare i fenomeni della criminalità organizzata, al fine di
fornire la propria collaborazione
ed il proprio contributo
informativo.
Ad oggi, oltre ai rapporti intercorsi tra la
TAV e la Commissione parlamentare
d'inchiesta sulla criminalità
organizzata, vi è
uno stretto collegamento
con le Prefetture
interessate
dalla realizzazione
dei
lavori
nonché con le autorità investigative
incaricate di vigilare sui lavori alta velocità.
In merito alle scelte tecniche si precisa
che il tracciato della linea
Roma-Napoli,
SETTEMBRE
Deputati
1997
così come tutto il progetto esecutivo di alta
velocità, è stato approvato nell'ambito
della
relativa Conferenza di Servizi /'iter autorizzatilo previsto dalla legge n. 241/1990 e,
per le opere ferroviarie, dalla legge n. 385/
1990. La Conferenza di Servizi prevede che
le soluzioni progettuali vengano discusse e
contestualmente
approvate dalle
istituzioni
locali e centrali interessate dalla
realizzazione del progetto. In sede di
Conferenza,
che normalmente
si svolge nel corso di più
sedute, le parti offrono il loro contributo
per
il pieno adattamento
dei progetti alle esigenze socio-ambientali
delle realtà
territoriali interessate dai passaggio della linea e
individuano,
attraverso specifiche
convenzioni, gli interventi più idonei a mitigare
l'impatto dell'opera in fase di costruzione, i
rischi di interferenze idrogeologiche,
l'inquinamento acustico e i rischi da
vibrazione,
l'impatto paesaggistico
e quello sugli insediamenti
abitativi.
Con riferimento alle deviazioni della linea di cui è cenno nell'interrogazione
le F.S.
hanno fatto presente che il raggio di curvatura massimo previsto per l'alta velocità
è di 5.500 metri Su tutta la tratta
RomaNapoli questa dimensione
non viene mai
superata.
Per quanto riguarda il sistema di accesso
in Roma la Conferenza di Servizi per l'approvazione del progetto esecutivo della frazione iniziale della tratta alta velocità Roma-Napoli
dalla progressiva
Km
10+500
fino a Roma, comprese le diramazioni per le
stazioni di Roma Termini e Roma
Tiburtina
si è chiusa il 15 dicembre 1995;
pertanto
sono in corso le procedure di
affidamento
dei lavori
Relativamente
al sistema di accesso in
Napoli la Conferenza di Servizi per l'approvazione del progetto esecutivo della frazione
inziale della tratta alta velocità
Roma-Napoli dalla progressiva
Km 216+616 fino a
Napoli Centrale, compresa la linea di collegamento nord-sud con i connessi
interventi di potenziamento
del nodo di Napoli e
delle linee afferenti si è chiusa, il 9 maggio
1996.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Atti
Parlamentari
-
I
n
camera
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
DE BENETTI. - Ai Ministri
dell'industria, commercio e artigianato, del lavoro e
previdenza sociale e dei trasporti e navigazione. — Per sapere - premesso che:
alle ore sei dell'ottobre 1996 è divampato un incendio nella sala macchine della
metaniera Porto Venere, al largo di Pieve
Ligure, a tre miglia dalla costa;
la nave metaniera stava effettuando
gli ultimi test tecnici prima di essere consegnata dalla Fincantieri di Sestri alla
Snam;
a bordo della nave cisterna c'erano
188 uomini, dei quali sei sono morti e tre
sono rimasti feriti, nonostante i tempestivi
soccorsi, ma difficoltosi a causa del mare
grosso, dei vigili del fuoco, della Capitaneria di porto e della Marina militare — :
se siano a conoscenza delle ragioni
che hanno provocato questa tragedia, e
quali provvedimenti intendano prendere
affiché si faccia luce sulle cause dell'incendio e dello scoppio, per altro n o n aggravato dal metano che, fortunatamente,
non era presente sulla nave cisterna.
(4-03928)
RISPOSTA. — Si risponde per delega del
Presidente del Consiglio dei Ministri anche
a nome del Ministro del lavoro e della
previdenza
sociale.
In relazione al disastro avvenuto il 2
ottobre 1996, a seguito dell'incendio
divampato nella sala macchine della nave gasiera
« Snam Portovenere », mentre effettuava le
prove in mare, la Capitaneria di porto di
Genova ha immediatamente
dato
avvio,
come prescritto dall'articolo 578 del codice
della navigazione, alla apertura di una inchiesta sommaria
volta ad accertare
le
cause e le circostanze del sinistro e dell'infortunio nonché ad impedire la dispersione
delle cose e degli elementi
utili per gli
ulteriori
accertamenti.
La suddetta inchiesta è stata conclusa e
sulla base delle risultanze la Direzione marittima di Genova ha deliberato di procedere
all'inchiesta formale sulle cause e sulle responsabilità del sinistro, come disposto dall'articolo 579.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
L'inchiesta formale, condotta da apposita
Commissione costituita presso la stessa Direzione marittima, è presieduta dal Direttore
marittimo e composta da esperti nel campo
delle costruzioni e della navigazione
navale.
Ai lavori della Commissione,
ai sensi dell'articolo 581, terzo comma, hanno
facoltà
di assistere o farsi rappresentare,
tra gli
altri, « i componenti dell'equipaggio, gli assicuratori, coloro che hanno riportato
lesioni personali o altri danni nel sinistro o
i loro aventi diritto ».
Contestualmente
è stata avviata
specifica
indagine dell'Autorità giudiziaria per l'accertamento delle responsabilità
penali, avvalendosi anche del personale della stessa
Capitaneria cui è stato demandato il sequestro penale
dell'unità.
Secondo le notizie fornite dalla Società,
l'incendio era stato contrastato dagli addetti
con gli estintori di bordo e quindi
circoscritto; ciò nonostante veniva attivato anche
l'impianto CO le cui emissioni
coglievano
di sorpresa le persone presenti nel locale
macchine.
È da segnalare che l'impianto
antincendio ad anidride carbonica
non entra in
azione automaticamente
e che dal comando
di attivazione alla sua concreta
operatività
intercorre un lasso di tempo, segnalato da
allarme di forte intensità, volto a consentire
alle persone presenti di abbandonare
con
tempestività
i locali
interessati.
Non è possibile anticipare ipotesi sulle
ragioni dell'attivazione
dell'impianto
antincendio ad anidride carbonica,
nonché su
quelle per le quali purtroppo
i presenti in
sala macchine non hanno avuto la possibilità di abbandonare i locali, in quanto tali
aspetti sono oggetto di accertamenti
amministrativi e giudiziari, tuttora in corso.
2
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
DE CESARIS e PISTONE. - Al Ministro
dei beni culturali e ambientali.
— Per sapere - premesso che:
con Concessione n. 518/C del 10 luglio 1996, il comune di R o m a ha autoriz-
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LI
-
Al RESOCONTI —
zato i lavori di restauro e risanamento
dell'ex pastificio Pantanella;
tale concessione, rilasciata a favore
della srl Sima - società italiana manutenzioni e appalti - del gruppo Acqua Marcia,
facente capo all'imprenditore Francesco
Bellavista Caltagirone, prevede la realizzazione di 203 appartamenti per circa tredicimila metri quadrati, 34 negozi per
circa tremila metri quadrati, 20 laboratori
artigianali per circa seimila metri quadrati
ed una biblioteca per circa ottocento metri
quadrati;
con nota del 13 febbraio 1996, di
protocollo 3730, la sovrintendenza archeologica di Roma ha fornito il prescritto
nulla-osta, subordinandolo, però, all'esito
negativo dei sondaggi archeologici preliminari, obbligatori qualora trattasi di lavori
in area di interesse archeologico, quale è
appunto quella su cui insiste il predetto ex
pastificio, stante la presenza della via Labicana Antica, lungo il cui tracciato sorge
lo stesso pastificio, e dello speco sotterraneo dell'acquedotto Anio Vetus, che attraversa in gran parte la medesima area;
a distanza di più di un anno dal
rilascio della concessione edilizia, nonostante i lavori di restauro e trasformazione
dell'ex pastificio siano stati da tempo avviati, non risultano effettuati i predetti
sondaggi, che avrebbero dovuto precedere
l'inizio dei lavori, così come tassativamente
previsto dall'articolo \6-bis delle norme
tecniche di attuazione del vigente Piano
regolatore generale del comune di Roma - :
quali siano le ragioni per le quali i
suddetti sondaggi archeologici, dapprima
fissati al 15 maggio 1997, siano stati addirittura rinviati sine die;
se risponda al vero che tale rinvio
sarebbe dovuto alla pressoché assoluta certezza dell'impossibilità di realizzare le prescritte tre rampe di accesso al garage, con
una pendenza di circa sette metri, senza
« incontrare » importanti testimonianze archeologiche, ciò comporterebbe l'immediato blocco dei lavori e il conseguente
mutamento del progetto, con la cancella-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
zione degli appartamenti per la cui realizzazione i garage risultano indispensabili,
ai sensi della « legge Tognoli »;
quali provvedimenti urgenti si intendano sollecitare per far sì che i sondaggi in
questione vengano immediatamente effettuati, anche allo scopo di scongiurare, nel
caso in cui gli stessi diano esito positivo, la
realizzazione di oltre duecento appartamenti abusivi che, per n o n essere demoliti,
necessiterebbero della ennesima concessione in sanatoria.
(4-11721)
RISPOSTA. — A seguito
delVinterrogazione
parlamentare
presentata
dalla S.V. è stata
interpellata la Soprintendenza
archeologica
di Roma, che ha comunicato quanto segue.
Con nota prot n. 3730 del 13 febbraio
1996 la predetta Soprintendenza
rilasciava
nulla osta, per quanto di sua
competenza,
alla sola esecuzione degli interventi di recupero del complesso edilizio d'età moderna
di cui all'oggetto.
Per quanto concerne,
invece, tutte le
opere che prevedevano
modifiche nei livelli
di calpestio, in primis, quindi, gli sterri
connessi all'esecuzione
dei piani
inclinati
per consentire l'accesso ai locali
seminterrati, la Soprintendenza
si è riservata
di
esprimere i pareri di competenza solo dopo
l'esecuzione di saggi preliminari volti all'accertamento
dell'eventuale
presenza di evidenze di interesse
archeologico.
Le indagini, il cui avvio è stato concordato in data 21 luglio u.s., sono in corso,
eseguite secondo le modalità prescritte
dalla
Soprintendenza
e sotto il costante
controllo
della stessa.
A scavo concluso, e in relazione
all'esito
di questo, la Soprintendenza
esprimerà
il
parere di competenza
sulla fattibilità
o
meno delle rampe in progetto.
Il Ministro per i beni culturali e
ambientali: Veltroni.
DE GHISLANZONI CARDOLI. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. —
Per sapere - premesso che:
rilevanti disservizi si verificano da
alcuni mesi sulla linea ferroviaria Milano
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LII
Al RESOCONTI —
Porta Genova-Vigevano-Mortara, con gravi
disagi e inammissibili ritardi per i pendolari e gli altri utenti che quotidianamente
si servono del servizio offerto dalle Ferrovie delle Stato;
tali disservizi si sono recentemente
intensificati, come riportato dalla stampa
locale, sulla quale hanno espresso il proprio malcontento numerosi pendolari:
martedì 27 agosto 1996 il traffico sulla
linea è rimasto bloccato per circa tre ore
a causa del distacco di un tratto della linea
aerea, prodotto dal difettoso funzionamento del pantografo di un un locomotore,
nei pressi della stazione di Milano-S. Cristoforo; mercoledì 28 agosto 1996 i treni
hanno viaggiato con una media di ventiventicinque minuti di ritardo; giovedì 5
settembre 1996 gli utenti hanno atteso
invano il treno interregionale per Mortara
delle 8.40, che non è affatto transitato;
venerdì 6 settembre si sono registrati sulla
linea ritardi fino a tre ore per un guasto
del Ctc;
nonostante il sistema di automazione
dei passaggi a livello, recentemente introdotto sulla linea, eccessivi risultano i tempi
di attesa prima della riapertura delle
sbarre, con il risultato di congestionare la
viabilità - :
quali provvedimenti intenda prendere
per eliminare le cause dei gravi disservizi
registrati sulla linea Milano Porta GenovaVigevano -Mortara ;
se non ritenga opportuno intervenire
per indurre le Ferrovie dello Stato ad
un'accurata manutenzione del materiale
rotabile e degli impianti.
(4-03664)
RISPOSTA. — / / periodo
che
va
-
dal
27
agosto al 6 settembre 1996 è stato caratterizzato da una serie di guasti sulla tratta
Milano-Mortara
che hanno provocato
ritardi ad un elevato numero di treni
Il giorno 27 agosto 1996, a causa del
maltempo, si è verificato il distacco
della
linea aerea sulla traccia Milano S. Cristoforo-Corsico
che ha comportato
danni al
pantografo ed al vetro frontale del treno
2635 che transitava sulla tratta.
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
La circolazione ferroviaria sulla linea è
rimasta interrotta dalle ore 18.06 alle ore
23.35, periodo di tempo durante il quale i
tecnici hanno localizzato e sanato il guasto,
causando
ritardi ai treni 2635, 10543 e
10543 bis.
Risulta che durante Vinterruzione è stato
istituito un servizio autosostitutivo
da Milano S. Cristoforo a Corsico, mentre per il
proseguimento
dei viaggiatori del treno 2635
è stato utilizzato il treno 10548 da Corsico
a Mortara e, sul tratto inverso, il treno
10543
ritardato.
Inoltre, tale evento si è verificato in un
periodo in cui il sistema di controllo
centralizzato del traffico era in fase di collaudo.
Dalla fine di novembre comunque la situazione complessiva
sulla linea risulta
migliorata grazie ad una serie di interventi sia
organizzativi
sia tecnici.
Per quanto riguarda le operazioni
di
manutenzione
del materiale rotabile, le F.S.
S.p.A. hanno fatto presente che esse vengono
svolte secondo uno schema di
interventi
programmati,
mentre, relativamente
ai rotabili nuovi, questi vengono immessi
in
servizio commerciale
dopo un controllo di
tutti i loro componenti per chilometraggi
da
5.000 a 100.000 km.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
TERESIO DELFINO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
la società Cuneo-Levaldigi Spa da
anni sta attivamente operando per una
efficace presenza dell'aeroporto Levaldigi
nella realtà aeroportuale piemontese;
i rapporti tra la società Cuneo-Levaldigi e il ministero dei trasporti - direzione
generale aviazione civile sono retti da una
convenzione provvisoria, ancora oggi in
attesa di definitiva approvazione;
questo grave ritardo nella regolazione
dei rapporti ha provocato gravissimi danni
economici alla società Cuneo-Levaldigi, so-
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LUI
-
Al RESOCONTI —
prattutto per quanto attiene al rimborso
degli oneri sostenuti dalla medesima per
interventi di manutenzione;
malgrado ripetute richieste della società che ha puntualmente indicato gli
oneri ritenuti a carico di Civilavia, a tutt'oggi non c'è stato alcun concreto riscontro da parte del ministero;
benché sia notorio che analoghi rimborsi sono da tempo riconosciuti ad altre
realtà aeroportuali con caratteristiche similari di traffico e di strutture a quelle di
Cuneo, non risultano ad oggi concreti progressi sull'iter di accoglimento delle richieste promosse dalla società aeroporto Cuneo-Levaldigi;
inoltre la società medesima, per evitare il formarsi di un'analoga ed inaccettabile situazione sull'applicazione della
legge n. 351 del 1995 ha presentato formale istanza per il riconoscimento delcontributo previsto dall'articolo 1, c o m m a 5,
della citata legge n. 351 del 1995;
quali iniziative intenda promuovere
per garantire l'urgente riconoscimento del
debito e la relativa liquidazione a favore
della società aeroporto Cuneo-Levaldigi
per la fondamentale esigenza di stabilire
una vera equità tra l'aeroporto cuneese ed
altre realtà aeroportuali analoghe e per
sostenere tale infrastrutture, indispensabile per l'economia della provincia di Cuneo;
quali provvedimenti siano stati già
adottati dal ministero sull'istanza della società aeroporto Cuneo-Levaldigi promossa
ai sensi della legge n. 351 del 1995 ed
entro quali termini verrà definita l'istruttoria ed erogato il contributo richiesto.
(4-00790)
RISPOSTA. — La Società Aeroporto di Cuneo ha in concessione provvisoria
alcuni
beni demaniali ai fini dell'espletamento
dei
principali servizi aeroportuali sia attivi sia
passivi
Il provvedimento
che disciplina tale concessione è stato emanato il 7 luglio 1980 in
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
adesione alla formale richiesta della Società
presentata nel marzo dello stesso anno.
La concessione,
inizialmente
di durata
annuale, è stata prorogata
con
provvedimento datato 2 novembre 1981 fino all'entrata in vigore della convenzione
ventennale,
che attualmente è all'esame del Consiglio di
Stato per il prescritto
parere.
Non appena pervenuto il parere, si provvederà alla stipula definitiva della Convenzione che unitamente
al decreto
approvativo, sarà trasmessa agli Organi di controllo
per la
registrazione.
Per ciò che concerne il rimborso di oneri
per prestazioni
effettuate dalla Società Aeroporti di Cuneo si fa presente quanto segue.
Nel corso del 1995 la Società ha chiesto
il pagamento di fatture - relativamente
al
periodo 1985-1994
- per un importo
di
circa 3 miliardi per interventi
manutentivi
effettuati su beni demaniali che non formano oggetto di
concessione.
D'altra parte il provvedimento
di concessione disciplina le prestazioni
in argomento in quanto prevede l'impegno da parte
della stessa Società di provvedere alla vigilanza dell'intero sedime aeroportuale ed alla
manutenzione della pista, del raccordo e del
piazzale di sosta degli aeromobili,
impegno
assunto dalla Società fin dalla
presentazione
dell'istanza con la quale richiedeva in via
anticipata la
concessione.
A fronte delle motivazioni
addotte dalla
Società di gestione a sostegno delle proprie
richieste creditorie, si è ritenuto
opportuno
acquisire
il parere dell'Avvocatura
dello
Stato sull'interpretazione
delle clausole contenute nell'atto di concessione.
Tale parere
non è ancora pervenuto;
nel frattempo
la
Società ha citato in giudizio
l'Amministrazione.
In merito alla disparità di
trattamento
rispetto ad altre Società di gestione
aeroportuale, occorre sottolineare che ogni rapporto di concessione tra lo Stato e gli Enti
di gestione viene definito con singolo provvedimento che tiene conto della
specificità
della realtà
aeroportuale.
Lo svilupo dello scalo cuneese,
sotto
l'aspetto del traffico commerciale,
risente
della relativa vicinanza degli aeroporti
di
Atti
Parlamentari
-
LIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Nizza, Genova e Torino che, in termini di
mercato aereo, hanno una più alta capacità
attrattiva.
Inoltre lo scalo in questione
non ha
potuto
giovarsi
del contributo
ex lege
n. 351/1995 (articolo 1, commi 5 e 5 bis) in
quanto l'erogazione di tale contributo
è
subordinata
alle seguenti
condizioni:
a) Vindividuazione,
nell'ambito
del
piano di investimenti
di cui all'articolo 1,
comma 2, della citata legge, degli aeroporti
di rilevante interesse sociale e turistico con
traffico annuo inferiore a 600.000
passeggeri;
b) la presentazione,
da parte
dell'ente
di gestione, di un programma per il conseguimento dell'equilibrio economico della gestione entro il quinto anno successivo
all'erogazione del
contributo;
c) la disponibilità
dei fondi
costituiti
dai proventi versati dalle Società di gestione,
previste dall'articolo
10, comma 13, della
legge n. 537/1993, a titolo di canone per la
gestione aeroportuale
da affidare ai sensi
dell'articolo 1, comma 1 quater, della legge
n. 315/1995.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
TERESIO DELFINO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
- premesso che:
in data 1° ottobre 1996, a causa di
lavori e di condizioni meteo n o n ottimali,
l'aeroporto di Torino-Caselle è stato inoperativo pressoché per tutta la mattina e
che di conseguenza i voli sono stati dirottati sugli aeroporti di Malpensa, Genova e
Bergamo;
nonostante la società aeroporto di
Cuneo-Levaldigi abbia ripetutamente inviato nel tempo ai competenti uffici di
Alitalia stessa tutta la documentazione necessaria a dimostrare la capacità di ospitare gli aeroplani della compagnia normalmente impiegati per i voli su Torino-Caselle, PAlitalia continua a non utilizzare lo
scalo di Cuneo con conseguente maggior
disagio per i passeggeri e maggior costo per
la Compagnia stessa — :
quali opportune direttive amministrative, per ragioni di economia e maggiore
funzionalità, anche a vantaggio degli
utenti, il Ministro intenda disporre.
(4-04039)
Tali condizioni
non si sono
verificate,
ma in seguito, il possibile sviluppo
commerciale dell'aeroporto di Cuneo potrà essere inserito nell'ambito di una
ridefinizione
complessiva
dell'offerta di voli sul Nord
Italia.
Inoltre è in via di definizione il decreto
interministeriale
Trasporti- Tesoro per la
costituzione
delle società ex articolo
10,
comma
13, della legge n. 537/1993,
che
consentirà la concessione degli aeroporti di
cui all'articolo 1, comma 1 quarter della
legge n. 351/1995, la riscossione dei canoni
e l'erogazione dei contributi ex articolo 1,
comma 5, della citata legge n. 351.
Circa la determinazione
dei canoni, il
relativo decreto interministeriale
risulta essere stato elaborato in bozza da un gruppo
di lavoro costituito da funzionari dei Ministeri dei Trasporti e della Navigazione e
delle Finanze ed è ancora in fase di studio.
RISPOSTA. — L'Alitalia ha inserito
l'aeroporto di Cuneo Levaldigi come terzo alternato agli aeroporti di Genova e Torino in
quanto
le valutazioni
effettuate
presso
quello scalo hanno evidenziato una serie di
limiti operativi.
Principalmente:
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Il coordinamento
operativo
dell'Alitalia
curerà la scelta di Cuneo, come prima de-
dispone di solo 2 piazzole di parcheggio per velivoli M80-M82 e di altre 2 piazzole per velivoli
ATR/F70;
dispone di un avvicinamento
strumentale (ILS) che non permette attcrraggi in
bassa
visibilità;
le condizioni
meteorologiche
sono
spesso analoghe a quelle di Torino, visto la
vicinanza dei due
aeroporti;
non sono
per l'assistenza
talia.
presenti tecnici
qualificati
ai velivoli della flotta Ali-
Atti
Parlamentari
-
LV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
stinazione alternata rispetto a Torino, qualora le condizioni lo rendano
opportuno.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
DELMASTRO DELLE VEDOVE. Ministro dei trasporti e della navigazione.
Per sapere - premesso che:
Al
—
l'Ente Ferrovie ha dato inizio ai lavori
di ristrutturazione, di rifacimento e di abbellimento della stazione ferroviaria S.
Paolo di Biella;
la stampa locale e nazionale ha pubblicizzato l'iniziativa in numerose circostanze sottolineando l'impostazione « manageriale » dei lavori programmati e la
caratteristica « commerciale » del nuovo
immobile così come « ripensato »;
l'obiettivo proclamato era quello di
offrire alla città di Biella, divenuta capoluogo di provincia, una stazione ferroviaria
di rango, anche in ragione dell'oggettiva
importanza economica del Biellese e del
ruolo che dovrebbe teoricamente avere il
trasporto su ferrovia;
i lavori sono stati avviati, i costi previsti per il restauro sono stati completamente travolti, i fondi esauriti con la conseguenza di avere un immobile rimesso in
sesto per la metà e senza i servizi igienici
(ivi compresi quelli destinati ai portatori di
handicap);
il 17 settembre è prevista la celebrazione ufficiale del 140° anniversario del
primo collegamento ferroviario biellese
con un comitato d'onore di cui fa parte
anche l'amministratore delegato dottor Lorenzo Necci;
da anni i pendolari, riuniti in comitato, stanno attendendo non già operazioni
di « maquillage », ma seri e radicali interventi di sostituzione dei locomotori che,
rotture a parte, coprono le distanze per
Novara e per Santhià in tempi assolutamente improponibili e grazie soltanto al-
dei
Deputati
1997
l'abnegazione del personale tecnico della
stazione che ripara ormai ciò che è « irreparabile » — :
se non ritenga di dover
finalmente
intervenire per richiedere ai responsabili
compartimentali un rapporto sulle condizioni e sulla funzionalità dei locomotori in
funzione presso la stazione Biella-San
Paolo e sui tempi di percorrenza delle
tratte Biella-Novara e Biella-Santhià;
se non ritenga di dover esaminare con
attenzione le richieste avanzate negli anni
dal Comitato dei pendolari ed accertare le
cause della mancata soluzione dei problemi evidenziati ed obiettivamente accertati;
se non ritenga addirittura « provocatoria » la manifestazione programmata per
il 17 settembre alla quale potrebbero partecipare, per contestare, le centinaia di
pendolari che da anni esprimono, senza
risultato alcuno, doglianze in m o d o civile e
democratico;
se non ritenga di accertare
e
quindi indicare le ragioni per le quali,
in sede previsionale, le s o m m e destinate
alla ristrutturazione della stazione ferroviaria si siano rivelate tanto gravemente inadeguate.
(4-03013)
RISPOSTA. — Sulle linee ferroviarie
Biella/
Santhià e Biella/Novara
devono essere contemperate due esigenze altrettanto
importanti quella della riduzione
dei tempi di
percorrenza
(27/35 minuti per la Biella/
Santhià e 52/63 minuti per la
Biella/Novara) e quella di offrire il servizio ad un
congruo numero di località,
effettuando,
quindi, lungo il percorso numerose
fermate
intermedie
(quattro per la tratta
Biella/
Santhià e nove per quella
Biella/Novara),
ferma restando, inoltre la necessità di effettuare incroci fra treni provenienti
da
direzioni opposte in quanto trattasi di linee
a semplice
binario.
Per quanto attiene
Vammodernamento
dei treni, si fa presente che nel 1995 sono
state sostituite
le automotrici
diesel ALN
con altre dello stesso tipo ma di più recente
costruzione e, con Vinizio dell'orario
estivo
Atti
Parlamentari
-
LVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
dello scorso anno, le carrozze a battente
sono state sostituite
con quelle di tipo
UIC-X più confortevoli tanto da essere utilizzate per i treni a lunga
percorrenza.
Lo sforzo che le F.S. Spa stanno
compiendo per offrire un servizio più
moderno
ed efficiente è recepito dall'utenza tanto che
non risultano contestazioni
da parte dei
pendolari in occasione della
manifestazione
indetta per celebrare il 140°
anniversario
della ferrovia a Biella » che, tra Valtro, non
è stata organizzata dalle F.S. Spa, bensì dal
« Comitato per 140° - Fondo Edo Tempia
per la lotta contro i tumori - città di Biella
- regione Piemonte ». Le F.S. Spa si sono
limitate a fornire prestazioni
(treni a vapore) a titolo oneroso a carico della suddetta
associazione. È da sottolineare che l'iniziativa ha avuto un ottimo esito tanto che i
1040 posti disponibili
sono andati
subito
esauriti.
In merito ai lavori di
ristrutturazione
della stazione di Biella si fa presente
che
detti lavori rientrano fra quelli previsti nel
piano nazionale che, in una prima
fase,
prevede interventi
o ammodernamento
e
potenziamento
in stazioni di livello
mediopiccolo, raggiungendo così l'obiettivo di ottenere risultati di un certo rilievo con interventi
contenuti
Nel caso di Biella, detti interventi
erano
inderogabili, considerato lo stato di progressivo degrado che la stazione stava
subendo.
Gli interventi sono rivolti anche a dare
un'immagine
moderna e funzionale
delle
Ferrovie dello Stato. Da ciò l'esigenza di
strutturare
l'edificio-stazione
in modo da
renderlo accogliente, esteticamente
gradevole ed in grado di offrire svariati
servizi
all'utenza; nel caso della stazione San Paolo
si sono attuati interventi mirati ad incrementare le aree commerciali
e le zone di
primo impatto con la clientela
(recupero
facciata esterna, ampliamento
sala d'attesa,
sistemazione
dell'atrio, realizzazione
di un
nuovo servizio igienico e
ristrutturazione
degli altri).
I lavori, cominciati a fine 1995, hanno
subito un ritardo sui tempi previsti
perché
si è presentata la necessità di eseguirne altri
non preventivati
ma
improcrastinabili,
dei
SETTEMBRE
quali l'impermealizzazione
strutture del
fabbricato.
di
Deputati
1997
importanti
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
DELMASTRO DELLE VEDOVE. Ministro dei trasporti e della navigazione.
Per sapere — premesso che:
Al
—
presso la stazione ferroviaria di Biella
San Paolo s o n o ricoverati un numero imprecisato di vagoni che, coibentati con
amianto, debbono essere « bonificati »;
il capannone entro il quale detti vagoni sono ricoverati è di fatto isolato, con
ciò lasciandosi intendere la pericolosità
della situazione;
è addirittura impossibile verificare il
numero dei vagoni ricoverati e le condizioni dei medesimi;
uno dei muri perimetrali è peraltro
parzialmente crollato, vanificando, ed anzi
rendendo ridicole le precauzioni di natura
sanitaria;
il n u m e r o dei vagoni è così elevato
che, completata l'area del capannone,
molti di essi hanno dovuto essere lasciati
all'aperto;
nessuno sa per quanto tempo i vagoni
dovranno restare a Biella — :
quanti siano i vagoni da « bonificare »
ricoverati alla stazione di Biella;
in quali condizioni essi siano;
se essi rappresentino, in effetti, un
serio pericolo per la salute;
in caso affermativo, se le condizioni
di ricovero siano tali di garantire i cittadini
dal relativo rischio;
quali siano i tempi previsti per il
trasporto dei vagoni presso le sedi delle
società che dovranno provvedere alla loro
bonifica.
(4-05527)
RISPOSTA. — Le F.S. S.p.A. informano
presso la stazione ferroviaria di Biella
che
San
Atti
Parlamentari
-
LVII
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
Paolo risultano
1996 i seguenti
accantonati
rotabili:
a
dicembre
n. 2 automotrici
termiche ALn 772
con isolamento
termoacustico
in amianto
della cassa;
n. 18 automotrici
termiche ALn 668
decoibentate prima del 1990, con possibile
presenza di residui di amianto della decoibentazione alVinterno della cassa e di particolari contenenti
amianto;
n. 2 locomotive diesel da manovra con
possibile presenza di amianto nelle guarnizioni dei collettori dei motori
termici
Alla fine del mese di novembre le F.S.
S.p.A. hanno effettuato un sopralluogo
congiunto con la U.S.L. n. 12 di Biella e prelevato dalle automotrici ALn 668 campioni
di materiali da analizzare. Le analisi hanno
stabilito che la presenza di amianto è limitata a particolari
ubicati in vani
chiusi
alVinterno dei rotabili Detti vani sono stati
sigillati.
I mezzi sopraelencati
ad eccezione di
n. 8 ALn 668 che si trovano su un piazzale
esterno opportunamente
delimitato,
sono
stati collocati nei locali chiusi dell'ex Deposito Locomotive
per maggiori
garanzie
riguardo alla possibilità
di indebite
intrusioni ed episodi di
vandalismo.
Allo stesso scopo sono state chiuse con
lamiere tutte le luci di accesso presenti sui
rotabili
Le F.S. S.p.A. inoltre rendono noto che
nell'esecuzione
dei programmi
di dismissione del materiale rotabile più
obsoleto,
provvedono
all'accantonamento
precedente
l'alienazione per
rottamazione.
Nel caso di rotabili con presenza
di
amianto,
a decoibentazione
propedeutica
alla rottamazione viene affidata a delle imprese qualificate nel settore, che procedono
secondo i programmi
impostati
e nel rispetto delle priorità tecniche individuate per
i singoli
rotabili.
II materiale rotabile nel frattempo
accantonato è oggetto di un piano di sicurezza,
approvato
anche dal Ministero
dell'Ambiente nei gennaio 1995, articolato nei seguenti punti:
Deputati
1997
interventi conservativi
consistenti
nel
condizionamento
dei rotabili mediante protezione completa con lamiera di tutti i vani
e chiusura per impedirvi
l'accesso;
delimitazione
delle aree di stoccaggio a
mezzo delle misure più idonee, a seconda dei
casi con la segnalazione evidente della loro
potenziale
pericolosità;
verifica settimanale del
delle condizioni di sicurezza
mantenimento
adottate;
visite tecniche approfondite,
riodicità almeno
semestrale;
con
pe-
analisi a campione da effettuare dalle
F.S. per verificare il rispetto delle concentrazioni limite delle fibre
aerodisperse;
costituzione
vento territoriale
zati ed istruiti
di nuclei di pronto
convenientemente
interattrez-
Nel rispetto del piano, tutti i mezzi ferroviari accantonati
presso la stazione
di
Biella si trovano in condizioni di sicurezza
e quindi per essi non sussiste alcun fattore
di inquinamento
ambientale.
L'avvio degli stessi alle operazioni
di
bonifica e rottamazione,
potrà essere concretizzato appena saranno in via di esaurimento le priorità tecniche più elevate che
sono state individuate, compatibilmente
con
il trend produttivo
del settore.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
DELMASTRO DELLE VEDOVE. - Al
Ministro dell'interno. — Per sapere - prem e s s o che:
la stampa nazionale ha dato ampio
risalto al debutto del voto elettronico in
occasione della consultazione elettorale
che si svolgerà domenica 25 maggio 1997
in Valle d'Aosta;
l'iniziativa appare interessante sia
sotto il profilo della complessiva semplicazione del nostro complesso e farraginoso
m e c c a n i s m o elettorale, sia sotto il profilo
di por fine alle possibilità di brogli elettorali o di contestazione delle schede - :
Atti
Parlamentari
-
LVIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
se vi sia un generale programma ministeriale per Testenzione del nuovo sistema di voto elettronico a tutte le consultazioni elettorali.
(4-10200)
RISPOSTA. — Le consultazioni
svoltesi il
25 maggio scorso nella regione Valle dAosta
con Vutilizzazione - per la prima volta in
Italia - di apparecchiature
elettroniche,
riguardavano l'elezione del sindaco, del vice
sindaco e dei consiglieri
nei comuni
di
Arnad, Issime, La Salle e
Valsavaranche.
L'esperimento
ha avuto luogo
nell'ambito del progetto « Carta del cittadino », avviato e finanziato dal Dipartimento
della
Funzione Pubblica nella suddetta
Regione
Autonoma. Tale strumento, contenente
tutte
le notizie identificative, anagrafiche,
sanitarie, ecc., del cittadino, è stato
successivamente arricchito - a seguito di intese raggiunte con il Ministero dell'Interno - con le
informazioni
riguardanti
l'indicazione
del
plesso, del numero della sezione
elettorale,
del numero di iscrizione nelle liste elettorali
e del titolo al voto.
Il test elettorale ha interessato, nel complesso, n. 7 sezioni elettorali, per un corpo
elettorale pari a 3.155 elettori.
Le risultanze dell'esperimento
possono,
in linea di massima, considerarsi più che
soddisfacenti
Innanzitutto,
i risultati
ufficiali sono stati resi noti entro
brevissimo
tempo. Nei comuni di Issime e di Valsavaranche (con una unica sezione elettorale) le
operazioni di scrutinio e le conseguenti proclamazioni sono terminate alle ore 22,30,
mentre nei comuni di La Salle e di Arnad
(con più sezioni elettorali)
le
operazioni
suddette si sono concluse alle ore 24 circa,
in quanto al riepilogo dei voti, al riparto dei
seggi tra le liste concorrenti ed alle proclamazioni ha dovuto provvedere
l'Adunanza
dei Presidenti di seggio.
Anche sotto il profilo
dell'impressione
sul corpo elettorale, i risultati
conseguiti
possono
considerarsi
positivamente.
La
quasi totalità degli elettori interessati,
infatti, si è pronunciata
favorevolmente
all'uso delle apparecchiature
elettroniche,
in
relazione alla semplicità delle modalità di
espressione del voto di lista e del voto di
preferenza (touch screen).
Camera
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
Lo si rileva dall'affluenza alle urne, che
ha fatto registrare
un dato
complessivo
dell'81,5 per cento, con punte pari al 90,7
per cento nel comune di Issime.
È mancata, in sede di scrutinio,
qualsiasi
contestazione sulla regolarità del voto, non
accettando il sistema voti espressi in difformità dalle previsioni
normative.
Quanto alla prospettiva
di una generale
estensione
delle procedure
elettroniche
a
tutti i tipi di consultazione,
il Governo è da
tempo particolarmente
attento alle concrete
possibilità di introdurre un siffatto
sistema,
che sembra raccomandarsi
non solo per la
rapidità di svolgimento
delle operazioni di
voto e di scrutinio, ma anche, e soprattutto,
quale mezzo indispensabile
per
conseguire,
in massimo grado, sicurezza, regolarità e
trasparenza delle operazioni di voto.
Nelle passate legislature sono stati presentati appositi disegni e proposte di legge
per l'applicazione delle nuove tecnologie limitatamente alla sola fase dello scrutinio, o
estesa anche alle operazioni di votazione.
La Commissione
Affari
Costituzionali
della Camera dei Deputati, per poter esprimere un parere sull'introduzione
delle anzidette procedure, affido a ditte
specializzate
apposito studio circa l'applicabilità del supporto informatico nelle operazioni
elettorali
Nel
corso
dell'indagine
conoscitiva
emerse l'orientamento
di concentrare
la
scelta sulla possibilità di automazione
delle
sole operazioni di scrutinio, nel timore che
l'espressione del voto elettronico potesse indurre l'elettore ad una disaffezione dal voto.
Esiste, in effetti, la possibilità che la novità
venga accolta con diffidenza, anche in relazione alla difficoltà di usare
un'apparecchiatura certamente
sofisticata,
quale sarebbe sicuramente
quella da adottare
per
consentire l'espressione di voti di lista e di
preferenza
nei diversi modi previsti
dalla
vigente
normativa.
Dalle conclusioni
cui è pervenuta
la
commissione
parlamentare
sembra che ad
una soluzione
della complessa
questione
possa addivenirsi attraverso
una fase preliminare di studio e di ricerca — da affidare
al Ministero dell'Interno — per verificare le
effettive possibilità,
anche sotto il profilo
della compatibilità
finanziaria, di utilizza-
Atti
Parlamentari
-
LIX
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
zione delle nuove tecnologie nelle sole
razioni elettorali di scrutinio.
ope-
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
DI NARDO. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
l'azienda di trasporto SITA, con i suoi
pullmann, è l'unica ad offrire un servizio
di collegamento tra Napoli e la costiera
sorrentina ed amalfitana:
da troppo tempo, purtroppo, questo
servizio si è trasformato sempre più in
« disservizio »: orari quasi mai rispettati,
modificati senza alcun preavviso, utenti
spesso costretti ad estenuanti attese alle
fermate, cambiamenti di percorso senza
comunicazione al pubblico, eccetera;
tutto ciò arreca gravi disagi alle cittadinanze di tutti i comuni della costiera
che si servono dei pullmann della SITA per
raggiungere le scuole e i rispettivi posti di
lavoro, in un contesto di annoso degrado di
tutto il settore del servizio pubblico di
trasporto di Napoli e provincia — :
se non intenda intervenire per appurare i motivi di questi continui disservizi e
se non ci siano, da parte dei quadri dirigenti della SITA, negligenze nella gestione
della azienda stessa.
(4-03516)
RISPOSTA. — Le autolinee Sita offrono un
servizio di collegamento
tra Napoli e la
costiera sorrentina e amalfitana; a tutt'oggi
non risultano pervenute, né per iscritto né
per le vie brevi, proteste e denunce di disservizi da parte degli utenti del
servizio
stesso.
Di conseguenza non risulta possibile imputare alla dirigenza della Sita
nessuna
omissione o negligenza nella conduzione e
nella organizzazione dei servizi
svolti.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
DI ROSA, LABATE, ACQUARONE, REPETTO e BOLOGNESI. - Al Presidente del
Consiglio dei ministri
— Per sapere premesso che:
Deputati
1997
è stata diffusa la notizia del tragico
evento accaduto a bordo della turbonave
« Portovenere », gasiera del gruppo Snam,
nelle acque genovesi, all'altezza di Arenzano;
gli interroganti sono colpiti e vicini
alle famiglie, nel dolore per la morte dei
suoi uomini ed il ferimento di altre tre, che
lavoravano a completare l'allestimento
della nave;
gli incidenti mortali nella cantieristica
e nelle riparazioni navali purtroppo non
sono isolati - :
quali provvedimenti intenda adottare:
1) per individuare al più presto possibile
quali cause abbiano potuto generare, in
una nave appena varata, fornita di impianti tecnologicamente avanzati, un incidente di così disastrosa entità; 2) per impedire che avvenimenti del genere si possono nuovamente verificare.
(4-03906)
Si risponde per delega del
Presidente del Consiglio dei Ministri
In relazione al disastro avvenuto
il 2
ottobre 1996, a seguito dell'incendio
divampato nella sala macchine della nave gasiera
« Snam Portovenere », mentre effettuava le
prove in mare, la Capitaneria di porto di
Genova ha immediatamente
dato
avvio,
come prescritto dall'articolo 578 del codice
della navigazione, alla apertura di una inchiesta sommaria
volta ad accertare
le
cause e le circostanze del sinistro e dell'infortunio nonché ad impedire la dispersione
delle cose e degli elementi utili per gli
ulteriori
accertamenti
La suddetta inchiesta è stata conclusa e
sulla base delle risultanze la Direzione marittima di Genova ha deliberato di procedere
all'inchiesta formale sulle cause e sulle responsabilità del sinistro, come disposto dall'articolo 579.
L'inchiesta formale, condotta da apposita
Commissione
costituita presso la stessa Direzione marittima, è presieduta dal Direttore
marittimo e composta da esperti nel campo
delle costruzioni e della navigazione
navale.
Ai lavori della Commissione,
ai sensi dell'articolo 581, terzo comma, hanno
facoltà
RISPOSTA. —
Atti
Parlamentari
- L X -
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
di assistere o farsi rappresentare,
tra gli
altri « i componenti dell'equipaggio, gli assicuratori, coloro che hanno riportato lesioni personali o altri danni nel sinistro o
i loro aventi diritto ».
Contestualmente
è stata avviata specifica
indagine delVAutorità giudiziaria per l'accertamento delle responsabilità
penali, avvalendosi anche del personale della stessa
Capitaneria cui è stato demandato il sequestro penale
dell'unità.
Secondo le notizie fornite dalla Società,
l'incendio era stato contrastato dagli addetti
con gli estintori di bordo e quindi
circoscritto; ciò nonostante veniva attivato anche
l'impianto C0 le cui emissioni
coglievano
di sorpresa le persone presenti nel locale
macchine.
È da segnalare che l'impianto
antincendio ad anidride carbonica
non entra in
azione automaticamente
e che dal comando
di attivazione alla sua concreta
operatività
intercorre un lasso di tempo, segnalato da
allarme di forte intensità, volto a consentire
alle persone presenti di abbandonare
con
tempestività i locali
interessati
Non è possibile anticipare ipotesi sulle
ragioni dell'attivazione
dell'impianto
antincendio ad anidride carbonica, nonché su
quelle per le quali purtroppo
i presenti in
sala macchine non hanno avuto la possibilità di abbandonare i locali, in quanto tali
aspetti sono oggetto di accertamenti
amministrativi e giudiziari
tuttora in corso.
2
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
dei
Deputati
1997
senza di pubblici ufficiali deputati all'autenticazione delle firme;
la segreteria generale del comune di
Pordenone, mattina di mercoledì 19 marzo
1997, mette a disposizione degli interessati
alla presentazione di candidature una nota
contenente la dettagliata indicazione di
tempi e luoghi stabiliti per procedere alla
autenticazione. Viene, inoltre, assicurata la
presenza degli assessori, nella veste di pubblici ufficiali certificatori (ex articolo 14,
della legge 53 del 1990);
sulla base di tale nota la dirigenza
locale del partito della Rifondazione comunista, nelle persone del segretario cittadino, Carlo Vurachi, e del consigliere
comunale, Michele Negro,
predispone
quanto necessario per la raccolta delle
sottoscrizioni, in uno dei luoghi indicati e
nella fascia oraria specificata nella nota
stessa;
nessuno degli assessori delegati alla
certificazione
si presenta,
impedendo
quindi a numerosi cittadini di esercitare
u n legittimo diritto;
gli esponenti di rifondazione c o m u nista, dopo aver sollecitato la presenza
degli assessori ed aver verificato che in
altro luogo della città la Lega nord procedeva regolarmente, alla presenza degli
assessori comunali, alla raccolta delle
firme per la propria lista, chiedono l'intervento delle forze dell'ordine;
il 27 aprile 1997 avranno luogo in
diversi comuni le elezioni amministrative
e, tra le città che andranno al voto, figura
anche Pordenone;
il segretario cittadino di Rifondazione
comunista, Carlo Vurachi, presenta formale denuncia alla questura di Pordenone,
e Mario Negro, consigliere comunale di
Rifondazione comunista, presenta al prefetto di Pordenone un esposto per denunciare i gravi fatti accaduti, lesivi delle
norme che disciplinano le elezioni amministrative e la parità di trattamento tra le
diverse forze politiche — :
l'articolo 3 della legge n. 81 del 1993
prevede che la dichiarazione di presentazione delle liste elettorali venga sottoscritta
da un dato numero di elettori, alla pre-
se non ritenga che l'episodio di cui
sopra integri una palese violazione delle
leggi dello Stato che disciplinano la materia elettorale;
DILIBERTO e GRIMALDI. - Al Ministro dell'interno. — Per sapere — premesso
che:
Atti
Parlamentari
-
LXI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
quali provvedimenti urgenti intenda
adottare per verificare, presso gli organi
del comune di Pordenone coinvolti nell'episodio, se le omissioni denunciate siano
o meno state compiute deliberatamente;
in che m o d o il partito della Rifondazione comunista di Pordenone potrà essere
reintegrato nel pieno diritto, considerato
che il « danno » subito potrebbe incidere
negativamente sulla raccolta di sottoscrizioni ed avere serie ripercussioni sull'esito
della campagna elettorale.
(4-08632)
RISPOSTA. — L'inconveniente
verificatosi
nei locali del comune di Pordenone il 19
marzo scorso e segnalato dalla S.V. ha
avuto - com'è stato possibile accertare
carattere del tutto episodico, grazie anche al
tempestivo intervento della prefettura, che immediatamente
attivatasi
a seguito dell'esposto del consigliere Negro - ha inteso
assicurarsi del regolare svolgimento di tutte
le operazioni connesse al procedimento
elettorale allora in corso.
Sulla base degli elementi acquisiti,
la
stessa prefettura è pervenuta alla
conclusione che la circostanza occorsa non fosse
da imputare a deliberato intento omissivo o
peggio, ostruzionistico
degli organi
comunali, bensì da attribuire unicamente a disguidi provocati da una predisposizione
organizzativa non sufficientemente
curata.
In ogni caso, ed indipendentemente
da
eventuali ulteriori sviluppi della
vicenda,
resta il fatto che le sottoscrizioni
raccolte
prima e dopo l'episodio denunciato si sono
rivelate idonee e sufficienti ed hanno consentito la regolare partecipazione del partito
della Rifondazione
Comunista alle consultazioni elettorali del 27 aprile 1997.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
FINO. — Al Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni
— Per sapere - premesso che:
negli uffici postali di Rossano, comune di circa quarantamila abitanti in
provincia di Cosenza, si stanno ormai da
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
tempo verificando numerosi disservizi, dovuti principalmente al fatto che:
a) nell'ufficio postale di Rossano
Scalo, che rappresenta il centro economico
e commerciale più popoloso, circa ventimila abitanti, l'ufficio è allocato in locali
talmente angusti da costringere spesso a
code ed a lunghe attese anche all'esterno
dell'ufficio stesso, per la materiale impossibilità di accedervi;
b) per quanto riguarda Rossano Centro, i locali da adibire ad ufficio sono
sottoposti ormai da anni a lavori di ristrutturazione, con conseguente sistemazione provvisoria dell'ufficio postale presso
altri locali strutturalmente e logisticamente
non idonei all'uso;
c) sembrerebbe che l'impresa fornitrice di mobili ed attrezzature sia sull'orlo
del fallimento o sia addirittura già fallita e
che quindi non si possa prevedere la fine
di detti lavori e la riapertura dei locali - :
se non si ritenga opportuno provvedere per invertire una tendenza negativa e
non più accettabile, sollecitando l'ente Poste ad adottare urgenti misure per l'apertura di uno sportello a Rossano Scalo in
area di nuova urbanizzazione, contribuendo a superare i pesanti disagi esistenti
per gli operatori che vi lavorano e garantendo una maggiore efficenza del servizio
a vantaggio della popolazione;
se non si ritenga opportuno adottare
provvedimenti per sollecitare l'ente Poste a
rendere immediatamente funzionale la
sede dell'ufficio postale di Rossano centro.
(4-07017)
RISPOSTA. — Al riguardo si fa presente che
l'Ente poste italiane — interessato in merito
a quanto rappresentato
dalla S.V. onde ha
riferito che le difficoltà in cui operano le
agenzie p.t. di Rossano Calabro sono da
tempo all'attenzione
degli organi
competenti.
In particolare,
per quanto
riguarda
l'agenzia di Rossano Scalo, solo di recente si
sono potuti reperire i locali idonei ad accogliere in modo efficiente l'ufficio in parola
Atti P arlamentari
LXII
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO В AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEM BRE
e, appena conclusi i necessari lavori di
adattamento,
la nuova sede sarà resa ope
rativa.
L'agenzia p.t. di Rossano Centro, mal
grado problemi avuti in ordine a delle va
rianti intervenute in corso d'opera, è stata
ultimata e consegnata alla filiale di Cosenza,
la quale, terminati gli adempimenti
relativi
ai vari contratti per la manutenzione
degli
impianti, la renderà al più presto
operativa.
Per quanto riguarda l'ipotesi di istituire
una nuova agenzia postale a Rossano Ca
labro sono all'esame le valutazioni del caso.
Il M inistro delle poste e delle
telecomunicazioni: M acca
nico.
FOTI. — Al Ministro del tesoro.
sapere premesso che:
— Per
il signor Fabio M orsia, nato a Pia
cenza il 6 agosto 1959 ed ivi residente in
via Chiapponi 18, titolare di pensione e di
indennità di comunicazione, veniva sotto
posto il 4 marzo 1994 ad accertamenti
sanitari presso la commissione medica pe
riferica per le pensioni di guerra e di
invalidità civile di Piacenza (posizione
n. 16338/verifiche);
il 30 dicembre 1994 la commissione
medica superiore e di invalidità civile ri
conosceva il M orsia affetto da un grado di
invalidità del 70 per cento, inferiore a
quello stabilito per usufruire della pen
sione di invalidità e della indennità di
comunicazione;
con nota del 12 ottobre 1996 il diri
gente superiore dottor Roberto Colucci, in
servizio presso la divisione XI del M ini
stero del tesoro, invitava la prefettura di
Piacenza servizio invalidi civili a volere
disporre, sulla base degli accertamenti in
premessa richiamati, la sospensione cau
telativa del pagamento del beneficio go
duto, e ciò a termini dell'articolo 5, c o m m a
5, del decreto del Presidente della Repub
blica 21 settembre 1994, n. 698;
con nota del 12 ottobre 1996, sempre
a firma del citato dirigente del M inistero
Deputati
1997
del tesoro, il M orsia veniva invitato a ri
nunciare al beneficio goduto, con restitu
zione degli emolumenti percepiti successi
vamente alla data dell'accertamento sani
tario; diversamente si sarebbe proceduto
all'emissione del provvedimento di revoca
del beneficio stesso о contestuale applica
zione di quanto disposto in merito dall'ar
ticolo 11, c o m m a 4, della legge 24 dicembre
1993, n. 537 :
per quali motivi il M orsia sia stato
informato con u n ritardo di oltre seicento
giorni di quanto determinato dalla c o m
missione medica superiore;
quali risultino essere i tempi medi
intercorrenti tra le valutazioni rese dalla
commissione medica superiore e le c o m u
nicazioni agli interessati delle conseguenze
relative;
se n o n si ritenga oltremodo pregiu
dizievole richiedere, ai beneficiari ricono
sciuti privi dei requisiti necessari per usu
fruire delle provvidenze di legge, la resti
tuzione di due о tre annualità delle s o m m e
percepite quando una tempestiva informa
zione agli stessi eviterebbe allo Stato inutili
anticipazioni di denaro e ancor più pro
blematici recuperi di somme indebita
mente elargite.
(408831)
RISPOSTA. — Si risponde
all'interroga
zione indicata in oggetto intesa a conoscere
i motivi del ritardo nel comunicare al Sig.
MORSIA il provvedimento
di
sospensione
dei benefici per invalidità
civile.
Al riguardo, si fa presente che la pratica
in questione,
esaminata
in vigenza
della
preesistente disciplina (Decreto del Ministro
del Tesoro n. 293 del 1989), prevedeva
una
complessa procedura per la verifica dei re
quisiti sociosanitari,
consistente nella for
mulazione, da parte dei medici incaricati, di
una proposta di conferma oppure di revoca
del beneficio di godimento. Tale proposta è
stata sottoposta
successivamente
all'esame
della Commissione Medica Superiore e d'in
validità civile, la quale ha espresso il pro
prio definitivo
parere.
Il controllo degli atti relativi alla verifica
è stato effettuato, da parte della
Commis
sione medica superiore, soltanto nel luglio
1996.
Atti
Parlamentari
-
LXIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
L'Ufficio preposto alla cura degli adempimenti amministrativi
connessi agli accertamenti di verifica ha, pertanto, in data 12
ottobre 1996, provveduto
ad inviare all'interessato la comunicazione
conseguente alla
pronuncia adottata dalla Commissione
Medica
Superiore.
Il notevole lasso di tempo impiegato per
espletare la pratica è conseguenza del carico
di lavoro gravante sulla Commissione
Medica Superiore
(circa diecimila
pratiche
mensili). Infatti oltre alla attività di verifica,
notevolmente intensificatasi in questi ultimi
anni, tale Commissione svolge anche attività
concernenti la definizione dei ricorsi proposti avverso i verbali di visita emessi dalle
commissioni
mediche di prima
istanza.
Si ritiene, comunque,
che casi come
quello segnalato non abbiano più occasione
di ripresentarsi,
a seguito dell'entrata
in
vigore della nuova disciplina in materia di
verifiche (legge 8 agosto 1996, n. 425), in
base alla quale il verbale di
accertamento
emesso dai medici verificatori non deve più
essere sottoposto al definitivo parere della
citata Commissione
Medica
Superiore.
La suddetta legge, prevede, altresì, in
novanta giorni, il termine entro cui l'Amministrazione è tenuta ad adottare il provvedimento di revoca.
Si aggiunge, infine, che è stata
avviata
un'opera intesa a semplificare la procedura
che consentirà una sensibile riduzione dei
tempi necessari per la conclusione
degli
accertamenti di verifica.
dette misure si tradurranno in nuovi
pesanti oneri a carico dell'intera collettività nazionale;
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pennacchi.
per evitare il pericolo di
overbooking
o il fastidio di doversi recare a Linate,
molti passeggeri di Genova preferiscono
mettere in atto la tecnica della prenotazione cautelativa da Genova, amplificando
così disservizi dell'Alitalia - :
GAGLIARDI e SCAJOLA. - Al
dei trasporti e della navigazione.
sapere - premesso che:
Ministro
— Per
l'ultima versione del piano di risanamento dell'Alitalia è stata predisposta accogliendo le richieste dei sindacati di categoria;
il suddetto piano prevede l'aumento
del capitale sociale della compagnia pari a
3.000 miliardi di lire, nonché il ricorso ad
ulteriori prepensionamenti;
ad onta di ciò, PAlitalia continua in
una politica tariffaria disomogenea sul territorio nazionale e fortemente punitiva
sulle rotte in cui ancora detiene, di fatto,
il monopolio dei voli;
anche la programmazione operativa
dei voli sembra più attenta alla ricerca del
consenso sindacale che n o n alle reali esigenze dei diversi bacini di utenza serviti;
questa miope politica tariffaria ed
operativa dell'Alitalia penalizza, in particolare, il bacino di utenza dell'aeroporto di
Genova, anche sulla
frequentatissima
tratta Genova-Roma;
non si comprende c o m e PAlitalia
pensi di acquisire clienti dalla Liguria e dal
basso Piemonte, perdurando un inspiegabile vuoto nei collegamenti tra Genova e
R o m a dalle ore 7,05 alle ore 9,35 e tra
R o m a e Genova dalle 16,35 e le 20,05;
grazie alla tessera Alicard, volare da
Milano a Roma costa solo 138.000 lire,
contro le 207.000 lire, praticate nella tratta
Roma-Genova;
nonostante questa disparità commerciale, i passeggeri in partenza dall'aeroporto di Genova sono sempre numerosi e
costantemente costretti alle liste di attesa;
quali motivi spingano PAlitalia, nonostante le promesse di competitività e di
miglioramento della qualità dei servizi
contenute nelle plurime versioni dei piani
di risanamento, a continuare nella politica
commerciale discriminatoria nei confronti
dei passeggeri dell'aeroporto di Genova,
penalizzandoli con uno striminzito operativo volo sulla frequentatissima tratta per
Roma e con la mancanza di incentivazioni
Atti
Parlamentari
-
LXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
tariffarie, che invece la stessa società ampiamente pratica sulla linea Roma-Milano.
(4-01932)
RISPOSTA. — Circa l'offerta dei
servizi
aerei da Genova, il programma invernale, in
vigore dal 27 ottobre 1996 prevede:
verno
7 voli giornalieri
1995-1996);
3 voli giornalieri
l'inverno
1995-1996);
1 volo giornaliero
per Roma (5 nell'inper Napoli
(2 nel-
con Milano
Genova-Malpensa,
ore 9.50;
partenza
Malpensa-Genova,
ore 10.55.
partenza
arrivo
ore
ore
SETTEMBRE
Deputati
1997
viaggiare
con sostanziali
riduzioni
sul
prezzo del biglietto (fino al 50 per cento)
rispettando ovviamente le condizioni
previste.
Sulla tratta Roma-Milano,
tenuto
conto
degli ingenti volumi di traffico e delle numerose frequenze giornaliere, è stata studiata una articolazione tariffaria più adatta
alle caratteristiche
di quel particolare
tipo
di traffico.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Linate.
L'incremento
a 7 voli dal per Roma ha
conseguentemente
migliorato
il
cadenzamene
degli orari di partenza. Infatti, la
settima frequenza, che ha avuto inizio VII
novembre ultimo scorso, parte da Roma alle
ore 18.45. Il secondo volo del mattino da
Genova è stato anticipato alle ore 8.30 per
meglio rispondere alle esigenze della clientela d'affari.
Infine a partire dal 4 novembre un volo
giornaliero per Malpensa è operato da Minerva Airlines, con la quale l'Alitalia ha
definito un accordo commerciale e di traffico, secondo i seguenti orari:
arrivo
dei
9.10,
10.20,
Il nuovo programma
invernale ha consentito ai passeggeri con
origine!destinazione Genova di usufruire di un maggiore
numero di coincidenze nazionali ed internazionali con un ridotto tempo totale di
viaggio.
Infine Alitalia, attraverso gli « hubs » di
Fiumicino e Linate offre all'utenza
ligure
tutte le destinazioni internazionali ed intercontinentali della rete.
In prospettiva,
con l'aeroporto di Malpensa a regime, è prevista l'istituzione di tre
collegamenti al giorno da/per
Genova.
Per quanto riguarda le
incentivazioni
tariffarie, queste sono valide su tutto il
territorio nazionale e quindi anche per il
bacino di utenza di Genova. È
possibile
GAGLIARDI. - Ai Ministri
dell'industria, commercio e artigianato e di grazia e
giustizia. — Per sapere — premesso che:
in risposta ad un quesito posto dal
ministero dell'industria, del commercio e
dell'artigianato - direzione generale del
commercio interno e dei consumi industriali circa l'applicazione dell'articolo 2,
commi 4 e 5, della legge n. 287 del 1991,
che contempla le ipotesi di iscrizione e di
cancellazione dal registro degli esercenti il
commercio da parte degli esercenti pubblici esercizi nei casi di condanna penale,
con prot. 4035 del 16 agosto 1993 il ministero di grazia e giustizia, in relazione
alle conseguenze che può determinare la
sentenza applicativa del cosiddetto patteggiamento, rispondeva che essa preclude, ai
sensi dell'articolo 445, comma 1, del codice
di procedura penale, l'applicazione delle
pene accessorie, m a non degli altri effetti
penali della condanna;
sia pure c o n qualche riserva, concludeva qualificando la cancellazione dal registro degli esercenti come una « misura
interdittiva prevista sul piano amministrativo » ovvero c o m e « effetto non penale »
della condanna e quindi, non rientrando
tra le pene accessorie di cui al citato
articolo 445 del codice di procedura penale, tale misura andrebbe sicuramente
applicata in quanto la pena patteggiata
equivale a pronuncia di condanna;
con la circolare n. 3334 dell'8 aprile
1994, divisione II, prot. 190694, inviata agli
uffici provinciali dell'industria, del com-
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA ~
-
LXV
-
ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
mercio e dell'artigianato nonché alle camere di commercio, industria, artigianato
e agricoltura, si richiamava in conseguenza
della riportata risposta del Ministro della
giustizia al quesito, la loro attenzione sul
fatto che la sentenza applicativa del cosiddetto patteggiamento è da considerarsi
ostativa all'iscrizione negli albi, registri od
elenchi quando si riferisce a reati considerati come ostativi dalle leggi istitutive
degli albi, registri ed elenchi;
la conseguenza di siffatte disposizioni
è la radiazione dal registro esercenti del
commercio, con grave ed irreparabile
danno degli operatori, in tutti quei casi
ove, talvolta per banali infrazioni alle numerose norme che regolano il settore, gli
operatori medesimi hanno deciso di patteggiare solo per ridurre le spese processuali, in quanto le camere di commercio,
che gestiscono il succitato registro, non
hanno autonomia nell'accertare i fatti e
disporre di conseguenza;
con decisione del 16 febbraio - 16
maggio 1996, n. 681, il Consiglio di Stato,
sezione VI, confermando analoga sentenza
del Tar, ha sancito che l'applicazione della
pena richiesta dalle parti « non implica un
riconoscimento di colpevolezza, trattandosi
di una scelta processuale riconducibile non
già ad una presunzione di colpevolezza
giuridicamente rilevante, bensì ad esigenze
di alleggerimento degli oneri processuali
nella fase dibattimentale e, per quanto
riguarda l'imputato, anche a possibili considerazioni di incertezza degli esiti del
giudizio »;
da quanto sopra è dato cogliere, non
già l'irrilevanza dei fatti ammessi in sede di
patteggiamento, ma l'esclusione che gli
stessi possano assumere automatica rilevanza in sede disciplinare;
pertanto, in sede di altri giudizi, e
cioè, nel caso sopra ipotizzato, le camere di
commercio, hanno l'obbligo di procedere
ad un autonomo accertamento dei fatti
posti a base dei relativi provvedimenti o
pronunce di competenza, quale la cancellazione dal Ree, pur senza escludere di
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
valutare, unitamente ad altri elementi probatori, i fatti medesimi già riconosciuti in
sede penale;
quindi, provvedimenti adottati sulla
sola base della sentenza di patteggiamento,
senza alcuna autonoma valutazione, debbono essere considerati illegittimi — :
se i Ministri interrogati n o n intendano intervenire con urgenza nella questione, in particolare riformando la circolare del Ministro dell'industria dell'8 aprile
1994, per la parte che ne occupa (punto 18
della circolare), restituendo alle camere di
commercio piena autonomia di valutazione
in ordine ai provvedimenti disciplinari da
adottare in capo agli imprenditori ed agli
esercenti riguardo all'applicazione dell'articolo 2 della legge n. 287 del 1991.
(4-02418)
RISPOSTA. — In merito
alVapplicazione
dell'articolo 2 commi 4 e 5 della legge 1991,
n. 287, con l'interrogazione
in oggetto si
richiama la nota 16 agosto 1993, n. 4035,
con la quale il Ministero di grazia e giustizia, in relazione alle conseguenze che può
determinare
la sentenza applicativa del cosiddetto patteggiamento,
precisava al Ministero dell'industria,
che la medesima
preclude, ai sensi dell'articolo 445, comma 1,
del codice di procedura penale,
l'applicazione delle pene accessorie ma non degli
altri effetti penali della
condanna.
Di conseguenza, qualificando
la cancellazione dal REC come una « misura
interdittiva prevista sul piano amministrativo
»
ovvero « come effetto non penale » della
condanna e quindi non rientrando
tra le
pene accessorie di cui al citato articolo 445
del codice di procedura penale, tale misura
andrebbe sicuramente
applicata in quanto
la pena patteggiata equivale a pronuncia
di
condanna.
Quindi si fa rinvio alla circolare 8 aprile
1994, n. 3334, con la quale la
competente
Direzione generale del Ministero
dell'industria a seguito della suddetta nota del Ministero di grazia e giustizia, richiamava l'attenzione degli UUPPICA e delle CCIAA sul
fatto che la sentenza applicativa del cosid-
Atti
Parlamentari
-
LXVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
detto patteggiamento
è di considerarsi
ostativa alla iscrizione al REC
Ciò premesso, si richiama la decisione 16
febbraio-16
maggio 1996, n. 681, con la
quale il Consiglio di Stato,
confermando
analoga sentenza del TAR, ha sancito che
Vapplicazione
della pena richiesta
dalle
parti « non implica un riconoscimento
di
colpevolezza, trattandosi di una scelta processuale riconducibile
non già ad una presunzione di colpevolezza giuridicamente
rilevante, bensì ad esigenze di
alleggerimento
degli oneri processuali
nella fase
dibattimentale e, per quanto riguarda
Vimputato,
anche a possibili considerazioni
di incertezza degli esiti del giudizio ».
In conseguenza di quanto sopra, con la
predetta interrogazione deducendo « non già
Virrilevanza dei fatti ammessi in sede di
patteggiamento, ma Vesclusione che gli stessi
possono assumere automatica rilevanza in
sede disciplinare
(...) » per cui i provvedimenti adottati dalle Camere di
commercio
« sulla sola base delle sentenze del patteggiamento devono essere considerati
illegittimi » si chiede di sapere se il
Ministero
dell'industria
non intenda intervenire
su
quanto precisato al punto 18 della citata
circolare « restituendo alle Camere di commercio piena autonomia di valutazione
in
ordine ai provvedimenti
disciplinari
da
adottare in capo agli imprenditori
e agli
esercenti riguardo all'applicazione
dell'articolo 2 della legge n. 287 del 1991 ».
Su quanto sopra, si fa presente che le
Sezioni Unite della Corte di Cassazione con
sentenza 4 giugno 1996 hanno affrontato la
questione della equiparabilità della sentenza
di applicazione della pena su richiesta delle
parti alla ordinaria sentenza di condanna ai
fini della iscrizione negli albi
professionali.
Con riferimento,
in particolare,
agli
esponenti delle società di revisione e dei
soggetti iscritti nel registro dei revisori contabili, nella suddetta pronuncia hanno affermato che la sentenza di patteggiamento
siccome equiparata a quella di condanna
rappresenta
condizione
ostativa
all'iscrizione sia delle persone fìsiche che delle
società nei rispettivi
albi
In relazione a detta pronuncia la competente Direzione generale del Ministero del-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
l'industria
ha formulato
al Ministero
di
grazia e giustizia - Direzione generale degli
affari civili e delle libere professioni - uno
specifico quesito sulla applicabilità
della
medesima
nel caso di iscrizione
all'albo
professionale degli agenti e rappresentanti
di
commercio.
Al suddetto quesito il Ministero di grazia
e giustizia ha risposto con nota 4 giugno
1997, n. 7/31005/1754
nella quale, innanzitutto, ha ripercorso
/Iter
argomentativo
seguito nella pronuncia il quale, per escludere la equiparabilità
delle decisioni,
«poggia sull'affermazione
che la sentenza di condanna in senso stretto ha come
presupposto
imprescindibile
una decisione
pronunciata
all'esito di un giudizio caratterizzato
dalla
piena cognizione del reato e della pena. Per
converso la sentenza di applicazione
della
pena su richiesta non presuppone
un giudizio di colpevolezza dell'imputato », ma come afferma la richiamata sentenza - « si
sostanzia
nell'applicazione
di una
pena
senza giudizio, dato che il magistrato
giusdicente non deve dichiarare la colpevolezza
dell'imputato
secondo
un
accertamento
pieno basato sul contraddittorio
delle parti,
ma fare riferimento all'accordo tra il pubblico ministero ed imputato sul merito dell'imputazione, pur essendogli attribuiti
autonomi e consistenti poteri di controllo ».
Ciò significa che la inscindibilità
del
nesso « riconoscimento
della
responsabilità
- applicazione
della pena, viene
superato
attraverso l'accordo processuale
che caratterizza la sentenza di applicazione
della
pena su richiesta escludendo
la sua ammissibilità alla sentenza di condanna.
Né la richiesta di pena avanzata
dall'imputato o il consenso da questi prestato alla
proposta del Pubblico Ministero
potrebbero
rappresentare
una sorta di ammissione
di
responsabilità.
Come si legge nella motivazione
della
decisione in esame, infatti, « non solo tale
volontà dell'imputato
non potrebbe mai costituire
un surrogato
dell'accertamento
pieno di responsabilità
affidato al giudice,
ma costituisce solo manifestazione
inequivoca della rinuncia ad avvalersi della facoltà di contestare
l'accusa e quindi ad
affermare la propria innocenza,
chiedendo
Atti
Parlamentari
-
LXVII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Vapplicazione della pena per ridurre al minimo il sacrificio della libertà che conseguirebbe alla condanna
in
dibattimento,
cioè per una scelta collegata alValea delVordinario processo, ed all'esercizio del diritto di difesa ».
Ciò premesso, il Ministero di grazia e
giustizia fa presente, inoltre, di ritenere che
« la rilevanza della sentenza emessa all'esito
del procedimento
di applicazione della pena
su richiesta delle parti al fine della iscrizione o della cancellazione dall'albo professionale degli agenti di commercio » — applicabile ad avviso di questa
Amministrazione anche nel caso di iscrizione o cancellazione
dal
REC
per
l'attività
di
somministrazione
di alimenti e bevande di
cui alla legge n. 287/1991 - « discende dalla
natura giuridica riconosciuta alla sanzione
stessa ».
Precisa, infatti, il predetto Ministero che
« a norma dell'articolo 445 c.p.p. la sentenza
prevista dall'articolo
444 c.p.p. non comporta la condanna al pagamento delle spese
del procedimento
né l'applicazione di pene
accessorie e di misure di sicurezza ».
Ciò significa che è necessario accertare se
il diniego o la cancellazione
da un albo
professionale
« debbano essere
considerati
un mero effetto penale della sentenza di
condanna ovvero una sanzione di carattere
accessorio: solo nella prima ipotesi, infatti,
le medesime conseguenze possono trovare il
proprio presupposto
giuridico anche nella
sentenza ex articolo 444 c.p.p. ».
Considerato
quanto sopra, il
predetto
Ministero, richiamando la motivazione
della
citata pronuncia 4 giugno 1996, nella quale
si legge che la sentenza di
patteggiamento
comporta,
comunque,
l'applicazione
di
« quei provvedimenti
di carattere
specifico
previsti dalle leggi speciali, i quali, stante
peraltro la loro natura amministrativa
ed
atipica, non postulano
un giudizio di responsabilità penale, ma seguono di diritto
alla sentenza in esame, stante la sua equiparazione, per gli effetti compatibili con la
sua speciale natura, alla sentenza di condanna », fa presente di ritenere « convincente l'opinione di coloro che individuano
in
tale categoria di provvedimenti
sanzionatori,
tra le altre, anche quelle misure "dirette a
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
punire, con effetti limitatamente
incidenti
nella sfera dei rapporti con
l'Amministrazione, la violazione dei precetti dettati dall'ordinamento
a specifica garanzia di una
funzione riconosciuta propria di questa". In
altri termini tali sanzioni, se pure - al pari
di quelle penali - di tipo afflittivo, si caratterizzano per esprimere - di regola nell'esercizio della potestà di autotutela
- la
riprovazione,
nell'ambito
dell'ordinamento
amministrativo
particolare, per la inosservanza di un dovere imposto al privato a
garanzia
del funzionamento
dell'ordinamento stesso.
Tale tipologia sanzionatoria,
pertanto, è
essenzialmente
volta a colpire il responsabile dell'illecito garantendo, nel contempo, il
rispetto dell'ordine giuridico particolare dell'Amministrazione
».
Va inoltre considerato, sottolinea il predetto Ministero, che la sanzione in discorso
« non può essere considerata una pena accessoria ».
Al fine di distinguere tale misura
dalle
pene accessorie, infatti, è rilevante
l'individuazione della autorità tenuta alla applicazione della medesima:
l'attribuzione
alla
commissione
provinciale
tenuta presso la
CCIAA, nel caso dell'albo degli agenti e i
rappresentanti,
e alla CCIAA stessa, nel caso
del registro esercenti il commercio, di negare
l'iscrizione o provvedere
alla
cancellazione
per coloro che abbiano riportato una condanna per uno dei delitti
espressamente
previsti dalle disposizioni
in materia di requisiti, « costituisce pertanto elemento
determinante per riconoscere nella misura in
questione un effetto penale della
condanna
pienamente
compatibile
con la
pronuncia
patteggiata ».
Ciò significa, precisa ancora, che « se (...)
la sanzione in oggetto non può essere considerata una pena accessoria, è evidente che
la qualificazione
della sentenza emessa ai
sensi dell'articolo 444 c.p.p., siccome
ontologicamente diversa da quella di condanna,
non vale ad impedire l'applicazione
- laddove ne sussistano
i presupposti
- della
sanzione della cancellazione dal ruolo o del
rifiuto di iscrizione ».
Il Ministero di grazia e giustizia
conclude
precisando che quanto dedotto trova rispon-
Atti
Parlamentari
-
LXVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
denza nella pronuncia
delle Sezioni
unite
della Corte di Cassazione in quanto « sviluppando le premesse del proprio
ragionamento il Supremo Collegio ha precisato che
soltanto laddove Vapplicazione della misura
sanzionatoria
presuppone
Vaccertamento
pieno della colpevolezza,
è escluso che la
misura possa discendere dalla
pronuncia
effettuata ai sensi dell'articolo
444 c.p.p.
Diverso è, tuttavia, il caso di tali provvedimenti sanzionatori
"di natura
amministrativa ed atipica" (secondo la definizione datane dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione) che trovano il proprio
presupposto
di applicazione non già nelVaccertamento
in
concreto della colpevolezza,
bensì nel fatto
obiettivo della pronuncia della sentenza di
condanna, alla quale è sicuramente
equiparata, in questo caso ai sensi
dell'articolo
445 c.p.p., la decisione adottata all'esito del
procedimento
di applicazione della pena su
richiesta delle parti ».
In conseguenza di quanto sopra, il Ministero dell'industria
non può che confermare quanto espresso al punto 18 della
circolare n. 3334/1994 e ribadire - viste le
argomentazioni
espresse dal Ministero
di
grazia e giustizia nella nota suddetta - che
la sentenza emessa all'esito del giudizio di
applicazione
della pena su richiesta
delle
parti relativa ai reati contemplati
all'articolo 2 della legge n. 287/1991 sia ostativa
alla iscrizione o alla permanenza nel Registro esercenti il commercio - REC.
Il
Ministro dell'industria, del
commercio e dell'artigianato:
Bersani.
GALLETTI. — Ai Ministri dei trasporti e
della navigazione
e dei lavori
pubblici.
— Per sapere - premesso che:
la società di gestione commissariale
governativa delle ferrovie Alifana e Benevento ha inviato il 1° novembre 1996, il
bando per partecipare alla gara europea,
del valore di centoventidue miliardi, per
l'ammodernamento del tratto compreso
tra Piscinola e Capodichino sulla linea
ferroviaria Napoli-Piedimonte Matese, fissando la scadenza per la presentazione
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
delle domande per partecipare alla prequalifica per il 16 novembre, cioè quindici
giorni dopo;
secondo le direttive comunitarie dovrebbero passare trentasette giorni per
permettere alle imprese interessate di venire a conoscenza della gara, senza contare
che sulla Gazzetta ufficiale delle Comunità
europee il bando è stato pubblicato il 7
novembre, nove giorni prima della scadenza dei termini;
la società Alifana-Benevento manda
inoltre in gara un altro bando, del valore
di 15,2 miliardi, per la realizzazione delle
opere tecnologiche sulla stessa tratta: il
bando è stato inviato il 1° novembre, pubblicato l'otto novembre sulla Gazzetta ufficiale, con il termine per la presentazione
delle domande fissato al 16 novembre — :
quali siano le motivazioni alla base
dell'adozione di una procedura ristretta
d'urgenza, che limita di fatto la concorrenza e la possibilità di partecipare alla
gara internazionale delle imprese europee;
se la procedura seguita risulti corretta e regolare.
(4-05330)
La Gestione
governativa
della Ferrovia Alifana ha motivato il ricorso
alla procedura ristretta d'urgenza poiché era
stato fissato dalla Regione Campania il termine del 15 dicembre 1996 entro il quale si
sarebbero dovute concludere le procedure di
gara delle opere relative alla tratta
funzionale Piscinola-Capodichino
finanziata
con
legge n. 211/1992.
Il mancato
ricorso a tale
procedura
avrebbe causato la perdita del
cofinanziamento di cui al « Programma operativo plurifondo F.E.S.R. » 1995-1999,
relativo alle
annualità
1995-1996.
Circa il termine assegnato per la ricezione delle richieste di partecipazione
(15
giorni), la Gestione ha ritenuto di poter
applicare la procedura prevista
dall'articolo
17, comma 2, del decreto legislativo n. 158
del 17 marzo 1995 secondo cui il termine
citato può essere ridotto a giorni
quindici
qualora il soggetto aggiudicatore, in esito ad
una sua espressa richiesta supportata
da
RISPOSTA.
—
Atti
Parlamentari
-
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXIX
Al RESOCONTI — SEDUTA DEL
ragioni di eccezionalità
e
tempestivamente
trasmessa, abbia ottenuto, da parte dell'Ufficio delle pubblicazioni
ufficiali delle Comunità europee, la pubblicazione
dei bandi
nei cinque giorni successivi alla spedizione;
a tale proposito, la Gestione della Ferrovia
Alifana ha ottemperato alla procedura
prevista, chiedendo al suddetto Ufficio di pubblicare i bandi di gara entro i cinque giorni
successivi alla
spedizione.
I bandi di gara sono stati trasmessi in
data I novembre
1996 (venerdì,
giorno
festivo), pubblicati nella Gazzetta Ufficiale
del 7 novembre 1996 (6° giorno
successivo
a quello di spedizione degli stessi) e successivamente
inseriti nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana nonché sui
quotidiani nazionali « Il Mattino », « // Sole
24 Ore » e « la Repubblica » in data 9 novembre 1996.
Le gare in questione sono
attualmente
sospese, in quanto l'Amministrazione
nel
dicembre 1996 ha subordinato il prosieguo
delle procedure delle gare al parere favorevole della Commissione interministeriale
di
cui alla legge n. 1042/1969, come integrata
dall'articolo 5 della legge n. 211/1992,
sulla
progettazione esecutiva delle opere in argomento; tale parere, espresso con il voto
n. 111/211 in data 16 dicembre 1996, non
è stato favorevole,
essendo stata
ritenuta
insufficiente la documentazione
progettuale
presentata.
Si porta a conoscenza l'elenco delle imprese che hanno richiesto, nei termini, di
partecipare alla qualificazione,
elenco suddiviso per singoli bandi di gara.
o
OPERE
CIVILI
e Cementisti:
2) Recchi S.p.A. Costr. Generali:
Dipenta
4) Impregno
5) Astaldi
OPERE
S.p.A.:
S.p.A.:
Costruzioni
Milano;
Roma.
CIVILI
6) Torno S.r.l:
Milano;
Ravenna;
Torino;
S.p.A.:
15
dei
SETTEMBRE
8) Itinera
sandria;
Costr.
9) Impresa
Roma;
Generali
S.p.A.:
Rizzar otti & C. S.p.A.:
10) Impresa
rugia;
11) Italstrade
Fioroni
Sistema
S.p.A.:
Roma;
12) Soc; Italiana
S.p.A.: Roma;
13) Toto S.p.A.:
Parma;
d'Acqua
Chieti;
15) Soc. Ingg. Provera
16) Vianini
Ales-
S.p.A.: Pe-
per Condotte
14) Impresa F.lli Costanzo
sterbianco (CT);
Lavori
S.p.A.:
& Carassi:
S.p.A.:
MiRoma;
Roma;
17) N.V Besix S.A.IDonati
OPERE
Deputati
1997
7) De Lieto Costr. Generali:
S.p.A.:
Roma.
TECNOLOGICHE
1) Fersalento
2) Armafer
S.p.A.:
S.a.s.:
3) G.C.F. S.p.A.:
4) Esposito
Cancello;
5) Ansaldo
6) R.I.C.:
Lecce;
Lecce;
Roma;
Ing. Salvatore:
Trasporti:
MATERIALE
S. Felice
a
Napoli;
Roma;
7) Cons. Coop Costruzioni:
Bologna.
ROTABILE
1) Costamasnaga
(LC);
2) Firema
1) Coop Muratori
3) Gruppo
Roma;
Camera
-
S.p.A.:
Consortium:
3) Breda Costruzioni
Costamasnaga
Milano;
Ferroviarie:
Pistoia.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
GATTO e TATTARINI. - Al
delle risorse agricole, alimentari e
— Per sapere - premesso che:
Ministro
forestali.
la delibera n. 131 dell'Unire del 27
ottobre 1994 stabilisce che, a partire dal 1°
gennaio 1996, l'esercizio delle scommesse
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXX
-
AI RESOCONTI —
sulle corse dei cavalli di cui all'articolo 2
della legge 24 marzo 1942, n. 315, non sarà
più delegato, ai sensi del secondo comma
di detto articolo, con riferimento alle quote
dei totalizzatori dei singoli ippodromi, ma
soltanto con il sistema a riversamento;
la delibera n. 131 costituisce fondamento e ragione d'essere della delibera
n. 167 del 6 luglio 1995 che, al punto 8
dell'atto aggiuntivo, segnale che «... a retribuzione dell'attività di accettazione e
raccolta delle scommesse al totalizzatore è
riconosciuta alle agenzie ippiche una percentuale omnicomprensiva pari all'undici
per cento del totale raccolto (al netto delle
scommesse annullate e/o
rimborsate),
comprese le scommesse non più rimborsabili per ricorrenza dei termini »;
nello stesso atto aggiuntivo si stabilisce che: «... qualora il volume delle scommesse accettate a riversamento dalle agenzie ippiche nel loro complesso raggiunga il
valore di lire 1.000 (mille) miliardi e/o
l'Unire decidesse di aumentare il numero
degli ippodromi sui quali far esercitare
l'accettazione delle scommesse a riversamento si procederà alla rinegoziazione di
un nuovo corrispettivo »;
la delibera n. 454 del 28 dicembre
1995 ha stabilito che: «... ferme restando
tutte le previsioni della delibera n. 167 del
1995 il corrispettivo forfetario di cui all'articolo 8 dell'atto aggiuntivo allegato è
ridotto alla misura forfetaria ed omnicomprensiva del 10,20 per cento del volume
delle scommesse accettate e riversate sullo
Sptnu di ogni singola agenzia »;
la riduzione del corrispettivo stabilito
nella delibera n. 454 è conseguenza di una
trattativa con la Snai ed è stata annunciata
pubblicamente dalla stampa senza opposizione o contestazione dei diretti interessati;
l'obiettivo dell'Unire, come risulta anche dal testo delle diverse delibere menzionate, è non solo quello di svolgere « un
efficace controllo delle scommesse » ma
anche quello di esercitare il suo ruolo
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
centrale di direzione e di assicurare l'acquisizione di maggiori mezzi finanziari -:
se risulti che, ancora oggi e dopo due
anni dalla conversione al sistema del riversamento, continui a funzionare, in flagrante violazione di quanto stabilito dalla
delibera n. 131, il sistema a riferimento
per le scommesse multiple;
se risulti che, nonostante la delibera
sulla riduzione del corrispettivo sia stata
approvata nel mese di dicembre 1995, solo
a partire dal 1° gennaio 1997 l'Unire abbia
iniziato e remunerare gli agenti esterni con
l'l,20 per cento, come stabilito;
se risulti che, nonostante il riversamento su tutti i campi di corse sia stato
completato e che il volume delle scommesse abbia più che raddoppiato il limite
stabilito dall'atto aggiuntivo allegato alla
delibera n. 167, le agenzie ippiche si oppongono alla riduzione pattuita per mancanza di « determinate condizioni »;
se risulti che il denaro inerente al
riversamento viene inviato dalle singole
agenzie alla Rolo Banca 1473, Roma, agenzia di via Quintino Sella n. 5, sul conto
corrente n. 49061/2, intestato a Snai Servizi srl, che provvede poi ad inviarlo all'Unire;
se risulti che la cifra accumulata,
dovuta alla riduzione dello 0,8 per cento
del corrispettivo e non messa ancora a
disposizione dell'Unire da parte delle agenzie ippiche, sia vicina ai trenta miliardi;
se risulti che la cifra menzionata nel
punto precedente sia nella disponibilità
della Snai Servizi, che è il soggetto esponenziale delle agenzie ippiche, che agirebbe così senza alcun titolo che lo legittimi giuridicamente ad operare in tal
senso;
considerato che è compito dell'amministrazione dell'Unire attenersi ai princìpi
di buon andamento, di imparzialità e di
legalità, trattando con tutti i mezzi possibili che le scommesse, c o m e stabilito dalla
legge, non diventino un fine in sé, bensì
uno strumento di incremento e di miglio-
Atti
Parlamentari
-
LXXI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
ramento di tutto il settore, quali urgenti,
opportuni ed efficaci interventi intenda
adottare nei confronti di una gestione commissariale in scadenza, che è stata oggetto
di critiche pesanti da parte degli organi
costituzionali dello Stato e del Parlamento
e che, per la non più tollerabile situazione
di parzialità e di favoritismi, che tanto ha
nociuto non solo allo sviluppo del settore,
ma anche al bene comune, ad avviso degli
interroganti va rimossa.
(4-08384)
In relazione alla interrogazione in titolo si forniscono qui di seguito
gli elementi di risposta
disponibili.
Dopo molti anni l'UNIRE ha realizzato
nel 1996 il passaggio dal sistema « a riferimento » di accettazione
e raccolta
delle
scommesse a quello « a riversamento » ovvero del
totalizzatore.
Con la delibera n. 167/95 e sue successive modificazioni
(principalmente
la delibera 915/96) l'UNIRE, pur non
disponendo
di un proprio sistema di raccolta
telematica
dei dati delle scommesse,
nelle more dell'espletamento della gara europea per la sua
aggiudicazione,
ha potuto avviare un sistema provvisorio
temporaneo che sembra
in linea con gli analoghi sistemi in funzione
in Europa.
Il sistema provvisorio
di raccolta è attualmente gestito da tre operatori,
espressi
dalle categorie di delegati (ogni singolo delegato può ovviamente rivolgersi ad un operatore di sua fiducia o direttamente
all'UNIRE) che, sotto il controllo
dell'UNIRE,
curano la raccolta telematica dei dati delle
scommesse attraverso i punti di accettazione
nonché il loro invio all'Ufficio
Scommesse
dell'Ente che, con proprie strutture e personale, controlla i flussi dei dati e provvede
alla totalizzazione
degli stessi
Il Centro UNIRE ha inizialmente
provveduto a verificare tutti i dati da e per i
singoli delegati, utilizzando, per la materiale
totalizzazione degli stessi, i totalizzatori
degli
ippodromi nei quali si svolgono le corse.
È poi in fase di attuazione il progressivo
spostamento
di tutte le funzioni di totalizzazione dai singoli ippodromi
al Centro
UNIRE.
RISPOSTA. —
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
In attesa della emanazione del Regolamento di riordino del settore delle scommesse, previsto dall'articolo
3, comma 78,
della legge n. 662/96, per il quale è stata
nominata apposita Commissione
interministeriale, si è ravvisata l'opportunità
di rinviare l'espletamento
della gara europea per
l'affidamento della raccolta telematica
delle
scommesse
e dei servizi collegati, le cui
modalità sono state peraltro approvate
dall'AIPA.
In questa progressiva
attuazione
del
complesso passaggio dall'ultraventennale
sistema « a riferimento » a quello « a riversamento », le scommesse
multiple
continuano ad essere accettate non in violazione
di quanto stabilito dalla delibera n. 131, ma
in funzione di espresse e specifiche
delibere,
in attesa della predisposizione
di idonei
strumenti hardware e software che consentano la migliore gestione e un efficace controllo (nell'ambito
del nuovo sistema « a
riversamento ») delle scommesse
multiple,
non ritenendo opportuno
l'UNIRE di privare da una parte, il pubblico degli scommettitori di una popolare e gradita forma di
scommessa
(circa 340 miliardi l'anno) e,
dall'altra, lo stesso Ente e l'Erario di considerevoli
entrate.
L'attuale
contenzioso
esistente
tra
l'UNIRE e le Agenzie Ippiche trae origine
dalla diversa interpretazione giuridica che le
due parti danno agli atti ed ai
comportamenti successivi alla delibera n. 454/95.
Infatti, con tale delibera l'UNIRE, a seguito della rinegoziazione prevista
dall'articolo 8 dell'atto aggiuntivo
alla
delibera
n. 167/95, disponeva che il corrispettivo
alle
agenzie Ippiche - stabilito dalla
delibera
n. 167/95 nella misura omnicomprensiva
e
forfettaria
dell'I 1% di cui il 9%
riferito
all'attività di accettazione delle
scommesse
ed il 2% al rimborso del corrispettivo
che
l'agente avrebbe dovuto corrispondere
all'operatore prescelto per la raccolta dei dati
delle scommesse)
veniva
ridotto
al
10,20%, intendendosi
con ciò diminuire
la
quota parte di rimborso per le spese di
raccolta dal 2% all'I,20%.
La riduzione della quota parte di rimborso dei costi di raccolta telematica
risulta
essere stata negoziata dall'UNIRE
con il
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXXII
-
AI RESOCONTI —
Sindacato Nazionale Agenzie Ippiche (rappresenta circa il 90% delle agenzie) il quale,
a conferma degli accordi raggiunti, con lettera in data 4.1 1996 assicurava altresì che
entro il successivo 15.2.1996 avrebbe fatto
pervenire Vaccettazione, da parte di tutti i
singoli associati, di quanto stabilito
nella
richiamata
delibera.
Dall'inizio del 1996, l'attuazione del sistema a riversamento è andata
aumentando
progressivamente
a mano a mano che i
diversi ippodromi venivano collegati al sistema e che i singoli Agenti ippici, esercitando la facoltà loro riconosciuta dalla delibera n. 167195, aderivano al nuovo sistema indicando l'operatore per la raccolta
telematica dei dati delle
scommesse.
La delibera n. 167195 prevedeva,
infatti,
la volontaria
adesione del singolo
agente
ippico al sistema a « riversamento » mediante l'esercizio di un'opzione ed a condizione di indicare un operatore della raccolta
telematica
dei dati delle scommesse
che
avesse i requisiti
richiesti dall'UNIRE
e
l'approvazione del Ministero delle Finanze.
L'esigenza di tale procedura si era resa
necessaria per il fatto che l'Ente, non essendo dotato del sistema di raccolta telematica e di totalizzazione dei dati, si trovava
nella impossibilità
giuridica e di fatto di
imporre al delegato, che esercitava le scommesse « a riferimento » in virtù di concessione, il passaggio al sistema « a riversamento » dei relativi
servizi
I normali tempi tecnici di aggiudicazione
a mezzo gara europea rendevano di fatto
impossibile
l'effettivo passaggio al nuovo
sistema prima di due-tre
anni
Nel mese di luglio 1996 l'UNIRE - preso
atto che la totalità degli Agenti Ippici aveva
indicato lo SNM SERVIZI S.r.l. quale operatore per la raccolta e preso altresì atto che
gli altri delegati all'accettazione delle scommesse (Società di Corse e SPATI), avevano
indicato i loro rispettivi operatori - approvava la fatturazione
diretta dei servizi di
raccolta telematica dei dati.
Dal 1° ottobre
1996 l'UNIRE
corrisponde direttamente a SNAI SERVIZI S.r.l.
(analogamente a quanto accade con gli altri
operatori indicati dagli altri delegati, i quali
però percepiscono
l'l% anziché l'I,20% in
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
funzione dei minori servizi forniti)
l'I,20%
+ IVA del volume delle scommesse a titolo
di corrispettivo
per i servizi di
raccolta
telematica e non il 2%, mentre il 9% continua ad essere corrisposto alle Agenzie Ippiche, a titolo di remunerazione
delle attività di
accettazione.
L'UNIRE ha precisato di aver
tempestivamente richiesto agli Agenti Ippici il conguaglio
relativo
al periodo
1.1.199630.9.1997, mentre le Agenzie Ippiche, che si
sono sempre dichiarate pronte a versare
« quanto dovuto », sostengono la tesi che il
« quanto dovuto » debba essere
calcolato
partendo
dal presupposto
(comune
alle
parti) che la concordata riduzione del rimborso per i costi di raccolta
(dal 2%
all'I,20%) dovesse comportare per l'operatore (SNM SERVIZI) un corrispettivo
effettivo pari all'1,20% del volume delle scommesse.
Tuttavia,
per
il periodo
1.1.199630.9.1996 l'Agente ippico ha corrisposto
all'operatore il 2% comprensivo
di IVA e non
il 2% maggiorato
di IVA percepito
dall'UNIRE, perché diversamente
non avrebbe
mai potuto recuperare i relativi oneri fiscali.
L'UNIRE, contestando
tale
interpretazione, ha invece chiesto agli Enti Ippici gli
importi totali il che ha indotto gli Agenti
stessi ad assumere la posizione formale
ancorché discutibile in fatto ed in diritto di ritenere non intervenuta
la « rinegoziazione » del corrispettivo prevista dalla delibera n. 454/95 e di ritenersi, pertanto,
non
solo non tenuti alla restituzione di quanto
richiesto dall'UNIRE, ma addirittura
creditori per la differenza tra quanto
originariamente previsto nella delibera n. 167/95 a
titolo di rimborso per i costi di raccolta (2%
del volume delle scommesse) e quanto oggi
fatturato da SNAI SERVIZI S.r.l. allo stesso
titolo (1,20% del volume delle
scommesse)
all'UNIRE.
Risulterebbe,
pertanto,
che ad oggi la
situazione sia la seguente:
1. le Agenzie Ippiche, come
previsto
dalla delibera n. 167/95, percepiscono
il 9%
del volume delle scommesse che hanno percepito;
Atti
Parlamentari
-
LXXIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
2. la percentuale
del 2% sul volume
delle scommesse
corrisposta
alle Agenzie
Ippiche, a titolo di rimborso per i costi di
raccolta telematica e servizi connessi,
non
viene più
corrisposta
alle stesse
dal
1.10.1996, mentre il ridotto
corrispettivo,
pari aWl,20% del volume delle
scommesse,
viene corrisposto
a SNAI SERVIZI
S.r.l,
prestatore
dei servizi di raccolta dei dati
delle scommesse accettate presso le Agenzie
Ippiche;
nella sua veste di gestore del sistema, effettuati i controlli dovuti e corrisposte le eventuali compensazioni
alle Agenzie
Ippiche,
rimette all'UNIRE nei tempi prestabiliti
le
somme raccolte, al netto della
percentuale
ad esso spettante per i servizi resi
3. Vammontare dello 0,8% + IVA del
volume delle scommesse sino al 30.9.1997 è
di lire
19.003.771.330.
della navigazione.
che:
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
GARRA.
Di tale importo le Agenzie Ippiche si
dichiarerebbero pronte a versare
all'UNIRE
una somma, al netto delVlVA non recuperabile, di circa 10 miliardi È infatti in corso
di formalizzazione
tra VUNIRE e le Agenzie
Ippiche un accordo che prevederebbe
la
rinuncia da parte delle Agenzie alla pretesa
di restituzione
dello
0,80%
a
partire
dall'I. 10.1997
e la corresponsione
alVUNIRE di circa 10 miliardi a titolo di
conguaglio dall'1.1.1996, lasciando alla determinazione
dell'Autorità Giudiziaria
l'accertamento della pretesa dell'UNIRE
sulla
rimanenza.
Ai sensi poi dell'articolo 11 dello schema
di atto aggiuntivo sottoscritto dalle Agenzie
Ippiche e dall'UNIRE e relativo
all'accettazione di tutte le scommesse al
totalizzatore,
le Agenzie effettuano il saldo (pari al totale
degli incassi, al netto delle vincite
pagate,
dell'Imposta Unica, e del corrispettivo
spettante all'Agente Ippico) a SNAI
SERVIZI
S.r.l, nella sua veste di « soggetto gestore del
sistema telematico comune di raccolta, riversamento e gestione ».
Risulta, infine, che i versamenti
vengono
effettuati il 5 e il 20 di ogni mese (con
riferimento rispettivamente
alle
scommesse
accettate nella seconda e nella prima quindicina del mese) mediante bonifico
bancario, con valuta fìssa nelle date suddette, sul
conto corrente n. 49061 appositamente
acceso presso Rolo Banca 1473 S.p.A. Filiale
di Roma 10 - Via Quintino Sella, 5 - ROMA.
SNAI SERVIZI S.r.l, a sua volta, ai sensi
dello stesso articolo 1 dell'Atto Aggiunto e
—
Al Ministro dei trasporti e
— Per sapere - premesso
dal 30 giugno 1996 la motorizzazione
civile di Catania ha sospeso il servizio di
revisione e collaudo veicoli a Caltagirone,
in virtù dell'articolo 80 del codice della
strada, che prevede che le revisioni possono essere date in concessione a consorzi
e a società consortili, anche in forma di
cooperativa, purché abbiano i requisiti tecnici richiesti;
la sospensione di un servizio tanto
importante comporta enormi disagi per gli
utenti;
circa quindici erano i comuni della
zona che usufruivano di tale servizio a
Caltagirone;
ad oggi si sono già accumulate millecinquecento prenotazioni e, per coloro
che hanno fretta, rimane l'unica possibilità
di recarsi a Catania — :
se sia a conoscenza di tale situazione;
se non ritenga necessario sollecitare
la motorizzazione civile al ripristino temporaneo del servizio, almeno fino a quando
non venga emanato il regolamento esecutivo per la disciplina del citato articolo 80
del codice della strada.
(4-05067)
RISPOSTA. — Le richieste di operazioni da
svolgersi presso le sedi indicate dagli utenti,
possono essere accolte purché
compatibili
con le funzioni
istituzionali
da
svolgersi
presso la sede degli Uffici, che hanno natura
prevalente e non possano pertanto
costituire
impedimento
o ritardo nel lavoro
istituzionale, né eccessivo aggravio per gli operatori
Atti
Parlamentari
-
LXXIV
Camera
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Pertanto, ogni singolo ufficio accoglie le
richieste che siano compatibili con la propria normale
operatività.
Ciò premesso, si osserva comunque
che
le funzioni amministrative
in materia di
motorizzazione
e quindi
Vorganizzazione
stessa degli Uffici provinciali della M.C.T.C.
della Sicilia sono state trasferite alla Regione omonima, in virtù del disposto
del
decreto del Presidente
della
Repubblica
n. 485/81, per cui, prescindendo
dagli indirizzi generali in tema di sicurezza
dei
trasporti, ogni intervento in materia,
con
speciale riguardo all'organizzazione
amministrativa degli Uffici, è di stretta ed esclusiva pertinenza
delVAssessore ai
Trasporti
della regione stessa.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
GERARDINI e CERULLI IRELLI. - Ai
Ministri dell'università e della ricerca scientifica, e dei lavori pubblici. — Per sapere premesso che:
la legge 29 novembre 1990, n. 366
relativa al completamento ed adeguamento
delle strutture del laboratorio di fisica
nucleare del Gran Sasso, ha previsto diversi interventi per potenziare e rendere
più funzionale il laboratorio scientifico;
alcune opere, come la realizzazione
di una galleria carrabile di accesso e di
servizio per il collegamento autonomo del
laboratorio con l'esterno, sono assolutamente da evitare per non creare altri dissesti idrogeologici alla montagna, oggi inserita nel più grande sistema di aree protette d'Italia (parco nazionale del Gran
Sasso-Lago);
l'articolo 4 comma 7, della legge recita: « il Ministro dell'università e della
ricerca scientifica provvede altresì alla realizzazione in Teramo, all' interno del centro di ricerca scientifica di cui al c o m m a 4,
del museo della fisica e dell'astrofisica, per
l'importo di quattro miliardi a valere sullo
stanziamento di cui all'articolo 5... » - :
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
quali iniziative siano state avviate per
attuare le finalità dell'articolo 4, c o m m a 7,
della legge 29 novembre 1990, n. 366;
se n o n si ritenga opportuno organizzare subito un incontro con gli enti interessati, ed in particolare con la provincia
ed il c o m u n e di Teramo, che da t e m p o
richiedono la concretizzazione dei programmi di monitoraggio ambientale e di
ricerca scientifica.
(4-04100)
RISPOSTA. — Con riferimento
all'atto di
sindacato ispettivo indicato in oggetto, si fa
presente che la legge 366/90 prevede,
tra
l'altro il completamento
del Laboratorio
di
Fisica Nucleare all'interno del
Laboratorio
Nazionale del Gran Sasso, nuove sale laboratorio sotterranee e una costruzione
di
una galleria
carrabile.
Il progetto, sottoposto
al Consiglio Superiore dei LL.PP, ha ottenuto il parere
favorevole dal Ministero dell'Ambiente,
in
quanto non provoca dissesti
idrogeologici,
poiché si sviluppa
in rocce
perfettamente
conosciute, già soggette a drenaggio da parte
delle gallerie autostradali
esistenti.
Il M.U.R.S.T. con nota del 19.10.1991, ha
affidato all'INFN, trasferendogli
le risorse
previste, il compito di allestire il Museo
della fisica e dell'astrofisica,
a norma dell'articolo 4 - comma 7 della legge 29.11.90,
n. 366. Finora però non è stato
possibile
individuare una sede idonea.
In attesa di attuare quanto previsto si è
provveduto
con altre iniziative,
come la
mostra scientifica « Da Collurania al Gran
Sasso » (che ha avuto un grande
successo)
corredata da conferenze, concerto
multimediale e un concorso a premi per le scuole.
A questa è seguita una seconda
mostra
« Laboratori virtuali » che ha registrato un
gran numero di
visitatori.
Per quanto
richiesto
dall'interrogante
circa il monitoraggio ambientale e di ricerca
scientifica, si precisa che sono già stati presi
contatti con le Amministrazioni
locali interessate.
Il Sottosegretario di Stato per
l'Università e la ricerca scientifica e tecnologica: Tognon.
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXXV
AI RESOCONTI —
GIARDIELLO. - Al Ministro
dell'interno. — Per sapere - premesso che risulta
all'interrogante che:
nei giorni scorsi è stata incendiata
l'auto del segretario politico del partito
socialdemocratico di Caivano (NA);
tale episodio è avvenuto a pochi passi
dalla sua abitazione e dalla locale sezione
del partito, in via Faraone in Caivano (NA);
quanto accaduto vede ancora una
volta tale area soggetta a fenomeni di non
sicurezza per i cittadini - :
quali iniziative si intendano intraprendere al fine di garantire protezione e
vivibilità in questi comuni a nord di Napoli;
quali atti si intendano intraprendere
al fine di ristabilire in questi comuni le
condizioni per una convivenza civile basata
sul rispetto delle regole, dello stato di
diritto e per consentire lo sviluppo economico-sociale di queste popolazioni.
(4-00168)
GIARDIELLO. - Al Ministro
dell'interno. — Per sapere — premesso che:
negli ultimi giorni nei comuni di Caivano, Crispano e Cardito, i fenomeni criminali sono aumentati e varie sono state le
manifestazioni: a Caivano è stata profanata
la tomba di famiglia di un collaboratore di
giustizia, a Cardito una scuola superiore
(liceo scientifico) è stata devastata fino al
punto da dover sospendere l'attività scolastica;
nei mesi scorsi nel comprensorio dei
comuni a nord-est di Napoli, ed in particolare nel comune di Caivano gli episodi di
vandalismo nei confronti di edifici pubblici
sono aumentati, contemporaneamente a
fenomeni di microcriminalità; tutto ciò è
stato evidenziato in precedenti atti parlamentari;
la tensione in quest'area è alta: gli
amministratori, gli imprenditori, i commercianti e i cittadini vivono in uno stato
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
di disagio, fino al punto di veder comprom e s s o il diritto alla sicurezza;
le forze dell'ordine cercano quotidianamente di effettuare controlli sul territorio con azioni di polizia giudiziaria - :
quali iniziative si intendono mettere
in essere al fine di garantire maggiore
sicurezza ai cittadini del comprensorio;
quali progetti di prevenzione e repressione finalizzati alla sicurezza si intendano realizzare per accompagnare e
garantire l'azione degli amministratori locali e degli imprenditori nelle proposte di
sviluppo che dal basso stanno cominciando
a partire, come per esempio il patto territoriale dei comuni a nord-est di Napoli.
(4-07998)
GIARDIELLO. - Al Ministro
dell'interno. — Per sapere - premesso che:
alle ore 23 circa del giorno 6 maggio
1997 presso la sede de L'Ulivo di Caivano,
segreteria politica dell'onorevole Michele
Giardiello e del senatore Nello Palumbo,
alcuni sconosciuti armati hanno rapinato i
presenti impegnati in una riunione;
questo è l'ennesimo episodio di violenza, che segue altri atti di intimidazione
che negli ultimi mesi stano interessando,
con diverse manifestazioni, il comune di
Caivano e tutta l'area dei comuni a nordest di Napoli;
l'interrogante ha già segnalato a questo dicastero, con precedenti atti parlamentari, gli episodi verificatisi;
in quest'area la tensione è alta e gli
amministratori, gli imprenditori, i commercianti e l'intera popolazione vivono in
u n o stato di disagio fino al punto di vedere
compromesso il diritto alla sicurezza;
le forze dell'ordine cercano quotidianamente di effettuare controlli sul territorio intervenendo con azioni di polizia giudiziaria - :
quali iniziative si intendano adottare
al fine di garantire maggiore sicurezza ai
Atti
Parlamentari
-
LXXVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
cittadini del comprensorio dei comuni a
nord-est di Napoli;
quali iniziative si intendano adottare
al fine di garantire la sicurezza in luoghi
dove si svolge democraticamente azione
politica;
quali progetti di prevenzione e repressione, finalizzati alla sicurezza dei cittadini, si intendano realizzare per accompagnare lo sviluppo e garantire l'azione
degli amministratori locali e degli imprenditori che stanno mettendo in essere loro
progetti come per esempio il patto territoriale dei comuni a nord-est di Napoli che
tra l'altro, grazie al lavoro minuzioso delle
amministrazioni locali, è ormai in dirittura
d'arrivo.
(4-09865)
RISPOSTA. — Le questioni
poste
dalla
S.V., hanno formato oggetto di diffusa relazione in occasione dello svolgimento, il 14
maggio scorso, presso la I
Commissione
Permanente della Camera dei Deputati, di
altra interrogazione sullo stesso
argomento.
Rinvio quindi alla risposta, fornita nella
circostanza dal Governo, nel testo
pubblicato nel Bollettino
delle Giunte e delle
Commissioni
Parlamentari
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
GRAMAZIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti
e della navigazione, del tesoro e dei beni
culturali e ambientali
— Per sapere:
se risponda a verità che la Tav, la
società treno alta velocità, di cui sono
azioniste le Ferrovie dello Stato, in data 30
luglio 1996 avrebbe attribuito al professor
Andrea Carandini, titolare della cattedra di
archeologia romana e greca all'università
« La Sapienza » di Roma, un incarico di
consulenza per diverse centinaia di milioni
quando le opere dell'alta velocità erano
ancora in corso;
se si tratti dello stesso professor Andrea Carandini consulente del sindaco di
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Roma, Francesco Rutelli, per l'archeologia,
con incarico specifico per Yauditorium romano;
se non ritenga gli stessi incarichi conferiti dalla Tav e dal comune di R o m a non
potevano essere assegnati alla soprintendenza archeologica per il Lazio, che
avrebbe offerto il proprio lavoro a costi
sicuramente inferiori, in quanto non
avrebbe potuto pretendere alcun compenso, salvo il rimborso delle spese sostenute.
(4-03872)
RISPOSTA. — Il progetto
italiano di alta
velocità si pone Vobiettivo di costruire 1.300
km di nuova linea ferroviaria
totalmente
integrata con la rete esistente e con i sistemi
di mobilità delle principali aree urbane del
paese.
Una delle componenti
importanti
del
progetto è il rapporto tra la infrastruttura
e
il territorio, inteso nelle sue molteplici
valenze, ed è in questa ottica che si colloca il
lavoro di monitoraggio
archeologico
che
consente di conoscere preventivamente
il
numero e le caratteristiche
degli
interventi
archeologici
e, quindi
di programmare
i
tempi e le modalità di esecuzione.
È da sottolineare
che i lavori di monitoraggio archeologico, prescritto
dalla Soprintendenza
Archeologica
per il
Lazio
(SAL) nel giugno del 1994, costituiscono
in
Italia una strategia di intervento
innovativa
nell'ambito
della realizzazione
di grandi
opere pubbliche,
al medesimo titolo degli
studi di impatto imposti dalle
normative
ambientali e dello sviluppo del
territorio.
In tale contesto la TAV S.p.A. ha avuto
l'esigenza di munirsi delle adeguate
competenze scientifiche e professionali per ha gestione delle problematiche
archeologiche
al
fine di combinare le esigenze di tutela del
patrimonio
archeologico
con quelle di rispetto delle tempistiche e dei costi di realizzazione
dell'opera.
Per questi motivi la TAV S.p.A. ha individuato come suo consulente il Prof. Andrea Carandini, titolare della cattedra
di
archeologia
romana e greca
all'università
« La Sapienza » di Roma, considerato
uno
dei massimi esponenti italiani ed europei di
Atti
Parlamentari
-
LXXVII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
archeologia stratigrafica,
al quale è stato
formalizzato
un incarico biennale per il
1996-1997, con un importo annuale di 30
milioni di lire.
Il Prof. Carandini è stato
individuato
quale referente scientifico della TAV S.p.A.
per le problematiche
archeologiche,
anche
tenendo conto della proficua
collaborazione
da lui istituita con l'architetto Renzo Piano
nell'ambito della realizzazione
dell'auditorium di Roma ove, su incarico
congiunto
della Decima Ripartizione
del Comune e
della Soprintendenza Archeologica di Roma,
ha coordinato
l'indagine archeologica
sul
sedime
del costruendo
auditorium
riuscendo a risolvere le complesse
problematiche di impatto
archeologico.
L'eventuale assegnazione di tale incarico
di collaborazione
dalla TAV S.p.A. alla Soprintendenza Archeologica per il Lazio, anche limitato al rimborso delle spese sostenute, avrebbe comportato
una
sovrapposizione dei ruoli di soggetto controllante
e
soggetto controllato in capo alla
medesima
Soprintendenza.
Infatti, la Soprintendenza,
che ha la funzione istituzionale
di definire le adeguate
prescrizioni
di tutela dei beni
archeologici
rinvenuti nel corso dei lavori, nonché quella
di verificare che tali prescrizioni
siano ottemperate dalla TAV e/o dal general Contractor Iricav Uno, risulterebbe
contestualmente titolare anche di un ruolo di supporto del soggetto che deve
istituzionalmente
controllare.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
GRAMAZIO. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e ai Ministri dei trasporti
e della navigazione
e del tesoro. — Per
conoscere:
i nomi dei consulenti della Tav, il
Consorzio per l'alta velocità ferroviaria di
cui siano azioniste le ferrovie dello Stato
Spa;
a quale titolo siano state concesse
queste consulenze e collaborazioni;
Camera dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
se tra i beneficiari risultino anche
parlamentari, loro collaboratori o società
di cui siano azionisti.
(4-04761)
G R A M A Z I O . - Al Presidente
del Consiglio dei ministri ed ai Ministri dei trasporti
e della navigazione
e del tesoro. — Per
sapere:
quali siano i nomi dei consulenti della
Tav, il consorzio per l'alta velocità ferroviaria di cui sono azioniste le ferrovie dello
Stato spa;
a quale titolo siano state concesse
queste consulenze e collaborazioni;
se tra i beneficiari risultino anche
parlamentari, loro collaboratori o società
di cui questi siano azionisti.
(4-04878)
RISPOSTA. — Si risponde
per delega del
Presidente del Consiglio dei Ministri
anche
a nome del Ministro del tesoro.
La TAV S.p.A. si avvale della
società
Italferr-sis.tav
S.p.A., controllata dalle Ferrovie dello Stato, con cui ha stipulato
un
contratto di consulenza relativo agli aspetti
amministrativi,
tecnici
e
programmatici
connessi al progetto di alta velocità.
Inoltre, la TAV S.p.A. è una società per
azioni a capitale misto pubblico-privato.
La
quota di partecipazione
delle Ferrovie dello
Stato S.p.A. è del 43% mentre la restante
quota di maggioranza, pari al 57%, è suddivisa tra i principali
istituti di credito e
assicurativi
italiani ed esteri.
La scelta delle ulteriori consulenze di cui
la TAV si avvale per ogni necessario
supporto ed approfondimento
in materie ed
argomenti di interesse per il progetto di alta
velocità, è rimessa alla decisione del comitato esecutivo che, su mandato del consiglio
di amministrazione,
è preposto
a questa
attività.
A tale funzione il comitato adempie assumendo ogni utile elemento di
valutazione
ed esprimendosi
attraverso proprie
specifiche
deliberazioni.
In riferimento
all'affidamento
degli incarichi di collaborazione,
allo stesso modo,
essi vengono sottoposti
al comitato
esecu-
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LXXVIII
Al RESOCONTI —
tivo corredati delle motivazioni relative alle
scelte del singolo consulente ed alla necessità di acquisire pareri o studi in ordine a
particolari
tematiche.
In esito alle determinazioni
dell'organo
ed ove queste siano favorevoli,
vengono
formalmente
conferiti gli incarichi di collaborazione.
Riferiscono infine le F.S. S.p.A. che, al
momento,
non risultano parlamentari
in
carica tra i collaboratori di cui si avvale la
Società TAV.
II Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
GRILLO. — Al Ministro dei trasporti
della navigazione. — Per conoscere:
e
1) se risponda a verità la notizia
dell'esistenza di una proposta sulla riclassificazione dei porti italiani;
2) quali parametri siano stati adottati
per misurare le effettive caratteristiche e
specializzazioni dei vari scali e se essi
siano idonei o possano prestarsi a determinare una gerarchia penalizzante per diversi porti;
3) in particolare, se sia vero che
porto di Trapani verrebbe declassato
porto di II categoria, terza classe, fra
porti di rilevanza economica regionale.
che sarebbe assurdo perché:
il
a
i
Il
a) il porto di Trapani rappresenta
un punto nodale per i traffici commerciali
marittimi nel Mediterraneo e le sue attività, già consistenti, hanno registrato notevoli incrementi a partire dal quinquennio
a cavallo del 1990, confermando fino ai
nostri giorni tale trend positivo;
b) tale positività, generata dall'ottimale sfruttamento della discreta dotazione
infrastrutturale del porto, è destinata a
registrare ulteriori incrementi con l'ampliamento del porto previsto nel nuovo
PRP, il cui iter di formazione è ormai in
dirittura d'arrivo;
c) l'eventuale predetta determinazione da parte del Ministero circa la clas-
SEDUTA DEL
Camera
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
sificazione dei porti non sarebbe coerente
con quanto indicato nel piano generale dei
trasporti (Legge n. 254/84) che assegna a
Trapani il ruolo di punta terminale della
dorsale tirrenica e testa di ponte per collegare l'Italia, e quindi l'Europa, con i
Paesi emergenti innervando il nostro sistema trasportistico alle aree esterne, fungendo anche da raccordo economico con i
Paesi del Medio Oriente e del Nord Africa;
d) le strutture del porto di Trapani
sono state riconosciute omologhe ai livelli
degli standard comunitari e, c o n decisione
95/357/CE, adottata dalla Commissione
dell'Unione europea in data 26 luglio 1995,
è stato inserito nell'elenco dei posti di
ispezione frontaliera riconosciuti ai fini di
controlli veterinari sui prodotti e sugli animali provenienti dai Paesi Terzi e destinate
al c o n s u m o umano;
e) è l'unico porto che collega con
servizio di linea commerciale, passeggeri e
postale l'Italia con la Tunisia;
f) la sua acquisita configurazione di
polo attrattivo di flussi di scambio delle
merci, unitamente alla considerazione del
suo collegamento diretto alla rete autostradale e ferroviaria, rendono fattibile la creazione di un centro intermodale merci, in
un'area nelle sue immediate vicinanze e
destinata a tale funzione nel piano regolatore generale come ipotizzato nello studio di prefattibilità già realizzato.
(4-00651)
RISPOSTA. — L'articolo 4 della legge 28
gennaio 1994, n. 84 prevede la ripartizione
dei porti marittimi nazionali in due categorie: categoria I, porti o specifiche
aree
portuali finalizzati alla difesa militare e alla
sicurezza dello Stato; categoria II, porti o
specifiche aree portuali che hanno
funzioni
a) commerciale; b) industriale e petrolifera;
c) di servizio passeggeri; d) peschereccia;
e)
turistica e da diporto.
I porti della categoria II vanno a loro
volta suddivisi in tre diverse classi, di « rilevanza economica » internazionale,
nazionale, regionale e
interregionale.
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LXXIX
AI RESOCONTI —
Sempre l'articolo 4, al comma 4 prevede
che, con decreto del Ministro dei trasporti e
della navigazione, sono determinate
le caratteristiche dimensionali, tipologiche e funzionali dei porti delle classi I, II e III,
nonché l'attribuzione
di ogni porto
marittimo alla rispettiva
classe.
Al fine di determinare le suddette
caratteristiche la norma indica doversi far riferimento « all'attuale e potenziale bacino di
utenza internazionale
o nazionale».
L'inserimento di un porto in una delle tre classi
della II categoria sembrerebbe pertanto conseguenza dell'individuazione
dell'hinterland
e dell'avanmare, tanto attuali quanto futuri,
di ciascuno scalo
marittimo.
La legge suggerisce, peraltro, i criteri di
massima ai quali far riferimento per l'individuazione del bacino di utenza (attuale e
potenziale):
f
entità del traffico
spettive
componenti;
globale
e delle
caratteristiche
funzionali
degli
pianti e delle attrezzature per il traffico
merci e dei passeggeri e per l'assistenza
navi;
collegamenti
con
riimdelle
delle
l'entroterra.
Considerato peraltro che
comunque
aperti al traffico
provenienza,
ed operano in
altamente concorrenziale,
si è
conto:
i porti
sono
di
qualsiasi
un
contesto
dovuto tener
delle caratteristiche
dell'Italia
paese importatore, in particolare di
prime;
-
quale
materie
della prevalenza della modalità
marittima per l'importazione
di materie
prime
energetiche e per l'esportazione dei prodotti
finiti;
dello sviluppo
crescente dell'uso dei
contenitori, in particolare sulle rotte transoceaniche
e sulle rotte medio-lunghe
e
della tendenza al gigantismo delle navi porta-contenitori;
della convenienza economica del trasporto combinato nave-camion
sulle tratte
marittime
di media lunghezza, anche di
Camera
SEDUTA DEL
15
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
cabotaggio, nonché delle indicazioni
programmatiche di settore che assumono
quali
priorità
strategiche
l'ottimizzazione
degli
scambi interni ed il riequilibro del trasporto
interno attraverso
il potenziamento
della
modalità marittima
rispetto a quella stradale e ferroviaria, più onerose in termini di
costi economici e di impatti sociali ed ambientali;
dell'importanza
della connessione tra i
porti e le reti di trasporto terrestre, al fine
dello sviluppo del trasporto intermodale e
dell'offerta di trasporti « da porta a porta »;
della rilevanza crescente
dell'automatizzazione delle attività
portuali;
della connessione tra le
caratteristiche
strutturali dei porti e la capacità di attrarre
traffico;
della valenza dei servizi portuali
ai fini della sicurezza dei traffici
anche
Sulla base di tali elementi si sono individuati indicatori quantitativi,
funzionali e
strutturali
rappresentativi
della
rilevanza
dei porti nel sistema nazionale e nel quadro
internazionale.
Sono stati poi adottati, quali
indicatori
della rilevanza economica internazionale
di
un porto, i seguenti indici
quantitativi:
volume di traffico merci globale, con
una soglia di 10 milioni di tonnellate (a
fronte di un movimento complessivo
nazionale di 400 milioni di tonnellate);
volume di traffico merci (in complesso
ed al netto dei prodotti petroliferi) in navigazione internazionale,
con una soglia di
5 milioni di tonnellate;
volume delle merci esportate
numero
dei contenitori
numero e tonnellaggio
rivate da porti esteri;
numero dei passeggeri
da porti esteri.
via mare;
TEU;
delle navi
arrivati
ar-
e partiti
Per l'applicazione
di tali indicatori
ai
singoli porti si è fatto riferimento ai dati
statistici del trasporto marittimo
nei porti
italiani rilevati dall'ISTAT, prendendo
in
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXXX
-
AI RESOCONTI —
considerazione
non un unico anno, bensì
un triennio per eliminare picchi o flessioni
anomale.
Quali indicatori strutturali
sono
stati
scelti:
la disponibilità di banchine o punti di
ormeggio per naviglio specializzato
per il
trasporto
di vari tipi di merce
(RO-RO,
merci in colli - containers - , rinfuse solide
e liquide) e di passeggeri su rotte
internazionali;
la disponibilità
di idonee
attrezzature
per Vimbarco e di aree a terra per il deposito
di tali merci e per la sosta dei passeggeri;
l'esistenza di connessioni
tra il porto
ed i corridoi plurimodali (direttrici
terrestri)
ed eventuali
interponi.
Quali indicatori funzionali di un porto
sono stati scelti, come indici
rappresentativi,
la disponibilità
dei servizi di supporto
alla
nave (pilotaggio, rimorchio, ormeggio), che
come detto hanno anche valenza ai fini
della sicurezza della fase portuale del trasporto, o di supporto alla merce
(imprese
per operazioni portuali ed altri).
La rilevanza economica
internazionale
viene attribuita a quei porti che dispongono
di tutti gli indicatori funzionali
e di un
determinato numero di quelli quantitativi e
strutturali.
Anche per l'individuazione
dei porti di
rilevanza economica nazionale è stato assunto il criterio della combinata
disponibilità di indicatori quantitativi,
strutturali
e
funzionali, assumendo però indici diversi o
meno selettivi rispetto a quelli indicati per
la II categoria, I classe. Ciò, fermo
restando
che anche questi porti, a motivo della loro
natura di struttura aperta a qualsiasi tipo di
traffico, concorrono
all'interscambio
dell'Italia con l'estero, anche se in
misura
meno rilevante dei precedenti, e considerato
che i traffici marittimi
di medio
raggio,
svolgono indispensabili funzioni di supporto
per la coesione economica e sociale, per la
capillare distribuzione nel territorio di flussi
di merce transoceanici,
per il
completamento del ciclo di trasporto « da porta a
porta », per la continuità
territoriale.
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Si è previsto di attribuire la rilevanza
economica nazionale, di iscrivere cioè nella
II classe, i porti che, sulla base di particolari
indici di traffico, assicurano la
continuità
con le grandi isole.
È altresì prevista la attribuzione
della
predetta
classe:
per i porti in cui è istituita
l'Autorità
Portuale di cui all'articolo 6 della legge 28
gennaio 1994, n. 84, atteso che la previsione
legislativa di creare in quegli scali un nuovo
specifico soggetto pubblico costituisce
implicito riconoscimento
della rilevanza
del
porto e considerato altresì che il medesimo
articolo 6, al comma 8, prevede
esplicitamente la possibilità
di istituire
Autorità
Portuali solo nei porti della categoria II,
classi I e II;
per i porti che, pur avendo strutture e
servizi corrispondenti
a quelli richiesti per
la classificazione
di rilevanza
economica
nazionale,
non hanno ancora
sviluppato
traffici adeguati, poiché realizzati solo recentemente ma fanno prevedere il raggiungimento
dell'obiettivo
quantitativo
in
quanto esiste un progetto di
utilizzazione,
per la cui attuazione sono già state rilasciate
le necessarie
autorizzazioni
Per i porti di rilevanza economica
regionale ed interregionale
non si prevede
alcun indice di individuazione
e pertanto si
è adottato il criterio della
residualità.
Nella III classe sono stati inclusi anche
taluni porti in via di ultimazione che sulla
base di quanto fatto presente dalle Autorità
Marittime, risultano utilizzati pur con talune limitazioni o solo durante alcuni periodi dell'anno, nonché i porti ad esclusiva
funzione turistica e da diporto anche se
realizzata in regime di
concessione.
Sulla base dei criteri sopra esposti il
porto di Monfalcone sarà inserito nella categoria II, classe III, fra i porti di rilevanza
economica regionale ed
interregionale.
Va infine rilevato che la
classificazione
secondo la legge 84/1994 non è una mera
sostituzione
od aggiornamento
della classificazione prevista dal T. U. sui porti, spiagge
e fari approvato
con R.D. 2 aprile 1885,
n. 3095, ma è una nuova lettura della realtà
Atti
Parlamentari
-
LXXXI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
portuale nazionale in base all'attuale
configurazione qualitativa
e quantitativa
dei
traffici (merci, passeggeri e navi), delle strutture portuali, degli operatori del
trasporto
marittimo
e non e della collocazione
o
rilevanza dei porti nel contesto
economico
internazionale,
nazionale o regionale.
L'inserimento
di un porto tra quelli di
rilevanza economica, regionale o nazionale,
anziché internazionale,
non può in alcun
modo essere interpretata
come
negazione
della importanza
di quello scalo, né può
incidere sulle sue possibilità di sviluppo e
tanto meno sulle capacità e
potenzialità
delle aziende che vi operano.
Anzi queste ultime, ove in grado di generare nuovi traffici ed incrementare
quelli
già esistenti, possono creare le condizioni
per una possibile revisione della classificazione attribuita al porto.
Parimenti
non si ravvisa
l'incidenza
della classificazione del porto su aziende del
settore delle costruzioni navali che, sia pure
operanti in ambito portuale, non possono
qualificarsi come imprese del settore portuale, ma come aziende del settore dell'industria
marittima.
Si fa presente, infine che allo stato attuale, non può ancora farsi riferimento ad
una nuova classificazione ma solo all'ipotesi
di una nuova classificazione,
atteso che la
procedura di cui all'articolo 4 della legge
84/1994 non si è ancora
conclusa.
Nel frattempo, l'Amministrazione
ha avviato le necessarie verifiche intese a valutare
il possibile inserimento
tra i diversi parametri che concorrono alla classificazione
di
un porto, anche quello delle potenzialità e la
funzione industriale marittima (cantieri di
costruzione, bacini di carenaggio, etc.).
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
LANDOLFI. — Ai Ministri dell'interno e
della difesa. — Per conoscere — premesso
che:
il comune di Pietravairano (CE), con
circa tremilacinquecento abitanti, è da almeno quindici anni sprovvisto della stazione dei Carabinieri;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
la situazione è ancor più paradossale
se si considera che Pietravairano si trova
sulla superstrada Telese-Caianello, immediatamente a ridosso della regione Molise
e del territorio beneventano, in una posizione che può essere ritenuta strategica
dalla criminalità organizzata;
recentemente - c o m e hanno evidenziato i consiglieri comunali Dario Rotondo
(già sindaco di Pietravairano), Filomena
Iadevaia e Pasquale Bucci - c'è stata una
recrudescenza di episodi delittuosi, in gran
parte attribuibili alla microcriminalità, che
hanno destato vivo e giustificato allarme
tra la popolazione;
attualmente il comune di Pietravairano rientra nelle competenze della stazione Carabinieri di Vairano Potenza frazione Scalo, il cui raggio d'azione si
estende in molti altri comuni dell'alto casertano comprendendo un territorio molto
esteso, ricco di svincoli stradali, autostradali (A2: Roma-Napoli) e dove insiste un
importante snodo ferroviario (CaianelloRoma,
Caianello-Benevento,
CaianelloCampobasso, Caianello-Napoli) — :
se non s'intenda ripristinare, anche
alla luce delle considerazioni riportate in
premessa, la stazione dei Carabinieri a
Pietravairano, onde restituire ai cittadini
sicurezza e fiducia nelle Istituzioni.
Quanto precede riproduce atto ispettivo
di uguale contenuto, restato privo di risposta nella precedente legislatura.
(4-00304)
RISPOSTA. — La situazione della sicurezza
pubblica nel Comune di Pietravairano
non
è sostanzialmente
dissimile da quella esistente in altre località della provincia
di
Caserta, interessata da analoghe
manifestazioni di
delinquenza.
Nonostante siano oggetto della
massima
attenzione le condizioni delle zone considerate non sono tali da imporre l'adozione del
provvedimento
invocato dalla S.V.
Il ripristino della Stazione
Carabinieri
nel centro casertano comporterebbe,
infatti
un frazionamento
eccessivo delle
strutture
territoriali dell'Arma con la conseguenza di
Atti
Parlamentari
-
LXXXII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
distogliere risorse impiegate in aree geografiche non meno sensibili e con
modesti
riflessi sull'attività operativa
generale.
In atto, l'attività di vigilanza di controllo
è effettuata dalla Stazione Carabinieri
di
Vairano Scalo, che dista solo 7 km., con il
personale ed i mezzi di cui dispone e con il
concorso dei reparti speciali della Compania
di Capua.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
LECCESE. - Al Ministro degli affari
esteri — Per sapere - premesso che all'interrogante risultano i seguenti fatti:
l'Indonesia, quarto paese del m o n d o
per popolazione e tra i più ricchi in risorse
naturali, è appena al centoventesimo posto
nell'indice di sviluppo u m a n o elaborato
dall'UNDP (programma delle Nazioni unite
per lo sviluppo), a causa della mancanza di
democrazia che impedisce lo sviluppo e
mantiene la stragrande maggioranza della
popolazione in condizioni di povertà;
la negazione dei più elementari diritti
civili e politici e la repressione brutale di
ogni forma di protesta si sono acuiti in
vista delle elezioni generali previste per il
giugno 1997, di cui nulla fa prevedere la
libertà, la regolarità e la correttezza;
lo scorso 27 luglio 1996, l'ennesima
manifestazione di protesta, cui l'opposizione è costretta non avendo altre modalità
di espressione, si è conclusa, secondo le
fonti ufficiali, con tre morti, centinaia di
feriti, la distruzione della sede del partito
democratico indonesiano e l'arresto di alm e n o sessantadue (secondo la Far eastern
economie
review), o più probabilmente
centoventi (secondo il Robert F. Kennedy
memorial center for human rights), esponenti di organizzazioni per i diritti umani
e civili e semplici cittadini, di cui non si
conosce l'imputazione né il luogo della
detenzione, praticamente
desaparecidos]
diversi governi occidentali e l'Unione
europea, attraverso il suo rappresentante a
Giakarta Dick Den Haas, hanno protestato
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
contro questa ed altre violazioni dei diritti
umani in Indonesia;
il regime autoritario di Suharto - il
presidente è eletto da mille grandi elettori
nominati dal governo, cioè da lui stesso —
è sostenuto anche dagli investimenti stranieri, che realizzano profitti enormi grazie
alla totale mancanza di tutela del lavoro
umano, compreso quello minorile, e dell'ambiente naturale, danneggiato in alcuni
casi in maniera irreversibile — :
se risponda a verità che la società
italiana Nira abbia condotto in Indonesia
uno studio per l'individuazione dei siti più
adatti per l'estrazione di uranio, nonché di
quelli da utilizzare per le scorie nucleari,
e che la società Ansaldo, in consorzio con
Westinghouse e Mitsubishi, sia in gara per
la costruzione di un reattore nucleare nella
penisola di Murya (Giava);
se sia a conoscenza del rispetto o
m e n o delle norme di tutela del lavoro,
soprattutto minorile, e dei diritti sindacali
internazionalmente riconosciuti, nei cantieri per l'impianto idroelettrico di Singarak, in cui l'impresa italiana Impregilo ha
una partecipazione del 35 per cento;
se sia a conoscenza dell'appello promosso da Human Rights Watch e dal Robert F. Kennedy memorial center for human
rights, affinché i principali paesi « donatori » dell'Indonesia cancellino le missioni
commerciali e le visite di Stato e mettano
al bando la vendita delle armi;
alla luce di quanto denunciato, quali
iniziative intenda prendere per contribuire
alla formazione di una linea politica europea che appoggi le organizzazioni indonesiane per i diritti umani e favorisca la
transizione verso un regime democratico, e
per verificare che nessuna impresa italiana
si faccia complice e strumento di violazione dei diritti umani, civili, politici, sindacali, culturali e ambientali in Indonesia.
(4-03594)
RISPOSTA. — il Governo
italiano
condivide le valutazioni formulate
dall'Onorevole
interrogante circa il nesso tra democrazia e
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LXXXIII
AI RESOCONTI —
sviluppo - che ha tra Valtro trovato formale
riconoscimento
nella dichiarazione
rilasciata in occasione del Vertice
Mondiale
dell Alimentazione
di Roma - e sulla circostanza che, nel caso dell'Indonesia,
un
miglioramento
del rispetto dei diritti dell'uomo rafforzerebbe il livello dello sviluppo
umano.
Le misure repressive varate contro l'opposizione segnalate dall'onorevole
Interrogante sono a conoscenza del Governo italiano, che si è associato alle proteste dell'Unione Europea e di altri Governi occidentali. Del resto, le consuete
limitazioni
(competizione limitata ai tre partiti
ufficialmente riconosciuti)
nonché le diffuse denunce di brogli elettorali in occasione delle
consultazioni politiche del 29 maggio 1997,
hanno confermato la natura autoritaria del
regime indonesiano. La crescente
insoddisfazione dei cittadini per tale situazione è
dimostrata dal fatto che, durante la campagna elettorale, il livello dei disordini e
delle violenze è apparso, alla più parte degli
osservatori, maggiore di quello registrato in
passato. Secondo il Governo italiano l'Indonesia è tenuta a conformarsi agli « standards minimali»
fissati dal Diritto
Internazionale generale, tra cui quelli
previsti
dalla Dichiarazione
Universale sui Diritti
dell'Uomo, ed alle norme di carattere pattizio cui essa ha aderito.
Su un piano generale, l'Italia non ha
mancato di adoperarsi per favorire un più
ampio rispetto dei diritti dell'uomo e delle
libertà fondamentali da parte delle Autorità
indonesiane. L'azione del Governo, oltre che
sul piano bilaterale, si è concretizzata in un
intenso coordinamento
nel quadro della Politica Estera e di Sicurezza Comune con gli
altri partners europei, al fine di effettuare
ricorrenti pressioni
sul Governo
indonesiano. Va inoltre rammentato
che, in occasione dell'ultima
sessione della
Commissione dei Diritti Umani a Ginevra
nell'aprile
1997, i Quindici hanno espresso
preoccupazione per la situazione dei diritti umani in
Indonesia, in particolare per le misure restrittive nei riguardi dei gruppi politici, dei
sindacati (tra cui i processi in corso, compreso quello del Signor Pakpahan) e dei
mezzi di informazione.
I Quindici
hanno
SEDUTA DEL
Camera
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
esortato il Governo indonesiano
a migliorare la situazione dei diritti umani ed in
particolare a consentire l'accesso delle istituzioni umanitarie
ai detenuti
L'Unione
Europea ha anche presentato
una risoluzione, approvata dalla Commissioni
dei Diritti dell'uomo, che chiede alle Autorità indonesiane di assicurare un pieno
rispetto
dei diritti umani a Timor Est.
Circa le presenze commerciali
italiane
nel Paese asiatico, risulta che la Società
N.I.R.A. ha compiuto uno studio di fattibilità per la costruzione di una centrale elettronucleare
in Indonesia. Tale studio, iniziato nel 1978 ed effettuato in
collaborazione con ENEL ed ENEA in base ad un
accordo tra i due Governi, è stato
ufficialmente presentato alle Autorità
indonesiane
nell'aprile del 1980. Nell'ottobre del 1983 la
Società N.I.R.A. avrebbe consegnato
alla
controparte
indonesiana
(Badan
Tenaga
Atoin Nasional- BATAN) i documenti
finali
relativi ad un ulteriore studio geologico e
sismologico di possibili localizzazioni di una
centrale elettronucleare
nell'Isola di Giava.
La Società Ansaldo aveva partecipato
nel
1986, in Consorzio con Westinghouse e Mitsubishi, ad una gara di appalto relativa alla
costruzione
di un reattore nucleare.
Tale
progetto non è stato però a tutt'oggi finalizzato e, pertanto, il relativo bando d'appalto è divenuto
nullo.
Per quanto concerne, infine, il cantiere
di Singkarak,
non risulta che siano state
mai rilevate violazioni delle norme di tutela
del lavoro, ivi comprese quelle riguardanti il
lavoro minorile. L'attuale forza lavoro del
cantiere è formata da 148 impiegati e 1347
operai locali.
In conclusione, si ribadisce che la questione della tutela dei diritti umani è ben
presente nei contatti tra i Paesi
dell'Unione
Europea e le Autorità indonesiane, che sono
consapevoli
dell'importanza
attribuita
dall'Unione, e dall'Italia in particolare, ai contributi che le organizzazioni
Non
Governative possono dare ai progressi nel campo dei
diritti
dell'uomo.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
Atti
Parlamentari
-
LXXXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
LEMBO e FONGARO. - Ai Ministri dei
trasporti e della navigazione, del bilancio e
della programmazione
economica e per la
solidarietà sociale. — Per sapere - premesso che:
molti dei problemi di degrado ambientale derivano dallo spopolamento delle
aree montane e, quindi, anche dall'invecchiamento e dal mancato ricambio generazionale della popolazione che in tali aree
risiede;
il mantenimento di adeguati livelli di
popolazione residente nelle aree montane
rappresenta il principale obiettivo di qualsiasi azione politica finalizzata alla tutela
del territorio;
il ricambio generazionale delle popolazioni residenti nelle aree montane dipende, in larga misura, dalla possibilità di
assicurare che in tali zone siano create le
condizioni necessarie a favorire la permanenza di famiglie giovani e, quindi, la
nascita e la crescita, in loco, delle generazioni future;
ai fini del conseguimento dell'obiettivo di cui al punto precedente è necessario
garantire la presenza di una rete di servizi
pubblici indispensabili, che consentano alle
popolazioni delle zone montane di meglio
sopportare i disagi conseguenti alla lontananza tra i luoghi di residenza ed i principali centri abitati;
per limitare i disagi di cui sopra,
l'articolo 23 della legge 31 gennaio 1997,
n. 97, prevede specifiche disposizioni volte
a favorire l'organizzazione e la gestione dei
servizi per il trasporto di persone e merci,
da parte dei comuni montani;
il Ministro dei trasporti, con decreto
18 dicembre 1995, ha adottato criteri di
attuazione dell'articolo 23 della legge
n. 97/1994, volti, nel loro complesso, a
favorire lo sviluppo dei servizi di trasporto
nelle aree montane, attraverso la previsione di ampie deroghe alla disciplina vigente;
lo stesso Ministro dei trasporti, con
successivo decreto 2 febbraio 1996, ha, di
dei
Deputati
1997
fatto, annullato le favorevoli disposizioni
introdotte dal precedente provvedimento,
introducendo nuovi criteri di attuazione
che risultano particolarmente onerosi e
penalizzanti ai fini dello sviluppo dei servizi di trasporto nelle aree montane;
il suddetto decreto 2 febbraio 1996
disattende completamente il disposto dell'articolo 23 della legge 31 gennaio 1994,
n. 97;
le limitazioni poste dalla vigente normativa hanno posto numerosi comuni
montani nella impossibilità di assicurare
importanti servizi pubblici, primo fra tutti
il trasporto scolastico che, risulta, ovunque, il più penalizzato — :
se il Ministro del bilancio e della
programmazione economica n o n ritenga
che l'attuazione di misure volte a favorire
il mantenimento ed il ricambio generazionale della popolazione nelle aree montane
sia funzionale al conseguimento dell'obiettivo di favorire lo sviluppo socio-economico delle aree m e n o favorite e se tale
obiettivo rientri nell'ambito della politica
economica italiana;
se il Ministro per la solidarietà sociale
non ritenga che la mancata attuazione di
misure volte a garantire importanti servizi
alle popolazioni dei piccoli comuni montani risulti fortemente penalizzante per le
famiglie residenti in tali aree che, a causa
di tali inadempienze di parte pubblica,
potrebbero essere costrette ad un forzato
abbandono delle aree di origine, con conseguenti gravi disagi di natura economica e
sociale;
se il Ministro dei trasporti e della
navigazione non ritenga di provvedere all'immediata emanazione di un decreto che
consenta la piena e corretta attuazione di
quanto disposto dall'articolo 23 della legge
31 gennaio 1994, n. 97.
(4-06017)
RISPOSTA. — / / decreto ministeriale
18
dicembre 1995 concernente « Direttive e criteri per Vattuazione dell'articolo
23 della
legge 31 gennaio 1994, n.97, recante nuove
disposizioni
per le zone montane » ha in-
Atti
Parlamentari
-
LXXXV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
trodotto a favore dei comuni montani e dei
centri abitati di cui all'articolo 23 della legge
n. 97/94 alcune deroghe in materia di trasporto.
In particolare,
tale decreto consente ai
predetti enti pubblici di immatricolare
autobus e veicoli destinati al trasporto
specifico di persone in uso proprio, oltre che per
il soddisfacimento
di necessità
strettamente
connesse con la loro attività, così come
previsto dall'articolo
83 del nuovo
codice
della strada, anche per tutte le altre necessità di trasporto da essi
individuate.
Tale deroga non è venuta meno, neanche
di fatto, in ragione dell'emanazione
del decreto ministeriale 2 febbraio 1996, concernente il trasporto scolastico, la cui applicazione è stata, tra l'altro, differita dal decreto ministeriale 19 aprile 1996 al 1° settembre 1997.
Inoltre, si comunica che
l'Amministrazione, ritenendo necessaria una
rideterminazione dell'intera normativa volta ad agevolare un servizio di pubblico interesse, ha
istituito un gruppo di lavoro composto da
propri rappresentanti e da quelli della Pubblica Istruzione, dell'Unione Province d'Italia e dall'Associazione Nazionale dei Comuni
d'Italia.
Sulla base delle conclusioni
del citato
gruppo di lavoro, l'Amministrazione
ha
emanato il decreto ministeriale 31 gennaio
1997, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale 27
febbraio 1997 n. 48, che abroga tutte le
precedenti disposizioni
in materia.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
LEONI. — Al Ministro degli affari
— Per sapere - premesso che:
il 24 aprile
collegio armeno,
come ogni anno,
commemorazione
polo armeno del
esteri.
1997 presso il pontificio
in Roma, si è tenuto,
un incontro solenne di
dello sterminio del po1915;
in quella data, il 24 aprile del 1915,
ebbe inizio per opera dei militari turchi la
deportazione e l'uccisione di migliaia di
uomini, donne e bambini armeni, provo-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
cando quello che è stato definito il primo
episodio di pulizia etnica del nostro secolo;
negli anni a noi più vicini, molti Stati
e molte sedi internazionali hanno riconosciuto in quel lontano e brutale crimine la
natura del genocidio: il Congresso degli
Stati Uniti d'America (1975), l'Assemblea
mondiale del Consiglio delle Chiese (1983),
la sottocommissione per i diritti umani
dell'Orni (1985), il Parlamento europeo
(1987), i Parlamenti di Argentina, Uruguay,
Cipro, Russia, Grecia, Libano, il presidente
francese F r a n c i s Mitterrand ed altri ancora;
associazioni italiane e armene prem o n o da tempo affinché anche l'Italia riconosca ufficialmente il genocidio armeno
del 1915 - :
mere
se il Governo italiano intenda esprifinalmente tale riconoscimento;
se, ai fini di un più stretto rapporto
tra i popoli e gli Stati dell'Italia e della
Repubblica Armena, il Governo intenda, in
tempi brevi, aprire ufficialmente una sede
diplomatica ad Erevan.
(4-10117)
RISPOSTA. — In merito
alla
questione
armena sulla quale l'onorevole
interrogante
richiama l'attenzione, si ricorda che l'Italia
ha prontamente
riconosciuto
l'indipendenza
proclamata
dalla Repubblica
d'Armenia il
23 settembre
1991. Da allora i Governi
succedutisi a Roma mantengono
un atteggiamento di vigile attenzione ed
equilibrio
nei confronti dell'intera area caucasica, incoraggiando
nei vari fori multilaterali
il
dialogo e la cooperazione
tra i Paesi della
regione, talvolta coinvolti in crisi
drammatiche provocate dall'emergere di nazionalismi
destabilizzanti.
Dal punto di vista strettamente
bilaterale, le nostre relazioni con la
Repubblica
d'Armenia sono caratterizzate
da assenza di
motivi di contenzioso, ed è nostra
intenzione
approfondire il dialogo, finora di basso profilo, anche a causa dei
condizionamenti
derivanti dal conflitto che oppone l'Armenia
all'Azerbaigian a causa del Nagorno
Karabach.
Atti
Parlamentari
-
LXXXVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Per la composizione
di tale
conflitto
Vltalia ha svolto un ruolo attivo in seno al
Gruppo di Minsk e all'OCSE, il cui ultimo
vertice, tenutosi a Lisbona nel
dicembre
1996, ha lanciato nella dichiarazione
finale
un forte appello a favore di una soluzione
pacifica nel rispetto dell'integrità
territoriale
dell'Azerbaigian.
Proprio l'esistenza di perduranti
tensioni
nell'area sconsiglia,
comunque
nel momento attuale, una presa di posizione
ufficiale a livello di Governo su episodi quali il
massacro dell'aprile 1915. Infatti, senza che
la tragedia dello sterminio
degli
armeni
possa essere messa in discussione sul piano
storico, un atto politico di
"riconoscimento"
da parte del Governo potrebbe suonare oggi,
al di là delle intenzioni, come un appoggio
indiretto all'Armenia nella sua attuale controversia con l'Azerbaigian, ciò che contraddirebbe la condotta di neutralità ed equilibrio da noi perseguita in armonia con le
indicazioni della Comunità
Internazionale.
Va peraltro precisato che da parte
armena
non è mai stato sollecitato,
né esplicitamente né indirettamente,
al Governo
italiano il riconoscimento
formale della natura del genocidio nei confronti dei crimini
commessi.
Quanto all'apertura di una nostra Ambasciata a Erevan, il Governo è in linea di
principio favorevole a tale ipotesi. È doveroso tuttavia far presente che la contrazione
delle già limitate risorse umane e strumentali a disposizione della nostra rete diplomatico-consolare,
in conseguenza delle reiterate riduzioni di bilancio del
Ministero
degli Esteri, condiziona l'apertura di nuove
rappresentanze
diplomatiche
alla
contestuale chiusura di altre sedi. Operazioni di
questo tipo presentano
controindicazioni
tali da indurre ad estrema prudenza e cautela.
Pertanto, nel breve periodo ed in assenza
di una significativa inversione di tendenza,
l'ipotesi di apertura di una sede
diplomatica
ad Erevan non potrà essere presa in considerazione
senza penalizzare
la presenza
istituzionale italiana in regioni di tradizionale e consolidato
interesse.
LUCCHESE - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere:
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
Sono stati inoltre realizzati
il C.T.C.
(Controllo Centralizzato
del Traffico»
con
se siano a conoscenza della situazione
delle Ferrovie dello Stato in Sicilia, che
l'interrogante ritiene aberrante e sconvolgente;
se sia a loro conoscenza che per
raggiungere a Palermo da Marsala (160
chilometri) occorrono con le ferrovie ben 4
ore e mezzo, mentre da Catania o da
Messina si raggiunge Trapani — per ferrovia - dopo circa sette ore di viaggio;
se ritengano normale una situazione
del genere, se ritengano corretto il comportamento in proposito del vertice della
società ferrovie dello Stato, se ritengano
giusto che la Sicilia venga abbandonata e si
pensi solo all'alta velocità nel nord Italia.
(4-00112)
RISPOSTA. — Gli investimenti
delle Ferrovie in Sicilia previsti dal contratto
di
programma
1993-1995 prevedevano
interventi sulle linee: Palermo-Messina;
Messina-Siracusa
e sul nodo di Palermo.
Il contratto
di programma
1994-2000
prevede i seguenti altri
interventi:
linea
Palermo-Messina:
completamento del raddoppio fra Messina a Patti;
finanziamento
del raddoppio del tratto S.
Filippo-Santa
Lucia-Villafranca
Tirrena;
linea
Messina-Siracusa:
completamento del raddoppio
Carruba-Fiumefreddo
e Targia-Siracusa;
sistemazione
a P.R.G.
della stazione di Siracusa e del nuovo scalo
« Pantanelli »;
nodo di Catania: raddoppio del
Catania Centrale-Catania
Ognina;
tratto
nodo di Palermo: completamento
del
raddoppio
tra Palermo e Punta Paisi, la
relativa elettrificazione
ed il
potenziamento
della linea fra Palermo Centrale e Isola delle
Femmine con attrezzaggio
tecnologico
del
nodo.
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
LXXXVII
AI RESOCONTI —
dirigente centrale operativo e
completata
Velettrificazione delle linee:
Fiumetorto-Bicocca; Roccapalumba-Agrigento;
AgrigentoCaltanissetta.
Recentemente
è stata
attrezzata con C.T.C la tratta Carini-Alcamo
Diramazione-Trapani
e
Trapani-Marsala-Castelvetrano-Alcamo
Diramazione.
L'accordo del 10 settembre 1996 tra il
Ministro dei Trasporti e della Navigazione e
i Presidenti delle regioni meridionali
riguardante la definizione del potenziamento
dei
trasporti ferroviari nelle regioni del sud —
accordo che deve, quale addendum al contratto di programma,
essere approvato
dal
CIPE e trasmesso alle competenti
commissioni parlamentari
per il previsto parere prevede i seguenti interventi aggiuntivi ai
contratti di programma 1993-1995 e 19942000:
direttrice
Messina-PalermoCatania:
raddoppio di una fase funzionale fra Fiumetorto e Cefalù; progettazione di massima
per il completamento
del raddoppio
della
direttrice per lire 770 miliardi;
ristrutturazione degli accessi agli approdi delle navi
traghetto per lire 7 miliardi; nuova nave per
i traffici merci tra Villa San Giovanni e
Messina per lire 40 miliardi;
direttrice
Palermo-Messina-Siracusa:
completamento
del raddoppio della
tratta
Giampilieri-Fiumefreddo
sulla
Messina-Catania; raddoppio
della tratta
Cefalù-Patti
sulla
Messina-Palermo;
nodi di Palermo e Catania:
completamento e potenziamento
del servizio
metropolitano;
potenziamento
tecnologico
del
nodo di Palermo.
Il servizio metrò urbano F.S. di Palermo
e il servizio suburbano ed extraurbano
per
Carini risulteranno potenziati in dipendenza
degli interventi infrastrutturali
e del nuovo
collegamento da e per l'aeroporto
Falcone/
Borsellino di Palermo.
Relativamente
alla linea
Palermo-Trapani 1^ F.S. S.p.A. hanno evidenziato che i
provvedimenti
di velocizzazione
operati su
alcuni tratti della linea
Castelvetrano-Trapani hanno prodotto l'innalzamento
della
velocità di 20 km/ora con un
recupero
medio dei tempi di percorrenza di 10 minuti
-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
La linea è esercitata, per quanto
attiene
all'esercizio,
con sistema
D.C.
(Dirigente
Centrale) nella tratta Palermo-Carini;
con
D.C.D. (Dirigente Centrale Operativo)
sulla
tratta Carini-Trapani
(via Milo e Castelvetrano) e per quanto attiene alla circolazione,
con blocco automatico sulla tratta
Palermo
Centrale-Palermo
Notarbartolo;
con blocco
elettrico manuale sulla tratta Palermo Notarbartolo-Carini;
con blocco conta
assi
sulla tratta Carini-Trapani
(via Milo e Castelvetrano).
Nella relazione
Palermo-Marsala
l'offerta è di n. 8 treni con tempi di percorrenza di 3 ore e 5 minuti e di n. 7 treni da
Marsala per Palermo con tempi di percorrenza medi di 3 ore e 18 minuti
Per quanto riguarda i treni merci per i
trasporti a carro singolo, è operante
una
coppia di treni fra Palermo Partaccia e
Trapani via Castelvetrano
con servizio mirato per
le stazioni
di
Castelvetrano,
Marsala e Trapani
Una serie di confronti ed iniziative saranno poi sviluppati
con la Regione Siciliana, le Province e gli enti locali
interessati
per la definizione degli assetti del trasporto
e dei servizio metropolitano
e regionale.
In particolare è all'attenzione l'ipotesi di
un servizio di tipo metropolitano
F.S. sulla
rete urbana Trapani-Xitta-Mar
ausa e sull'asse comprensoriale
Trapani-Marsala-Mazara del Vallo-Castelvetrano
sul quale esiste
l'impegno e la proposta
istituzionale
a livello regionale e degli enti locali che dovrà
essere concertato con la municipalità
sulla
base di un patto territoriale sulla
mobilità
e garantito da accordi regionali di programma e di servizio.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
LUCCHESE. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
al fine di sollecitare il trasporto per
ferrovia delle merci sarebbe anche utile
che l'ente ferrovie predisponga delle tariffe
speciali, proprio per incoraggiare tale tipo
Atti
Parlamentari
-
LXXXVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
di trasporto ed utilizzare al massimo le
linee ferroviarie;
in Italia, diversamente di quanto avviene in tutti gli altri Paesi industrializzati,
il trasporto merci per ferrovia è modesto.
In altri Paesi di notte, c o m e di giorno, in
continuazione vi è un vasto movimento
ferroviario, mediante treni composti da
parecchi vagoni. Non è pensabile che le
ferrovie debbano rimanere nella situazione
attuale, scaricando la loro inefficienza sul
bilancio dello Stato e p o m p a n d o sempre
pubblico denaro per sanare il dissesto.
Occorre modificare tutto e rilanciare il
trasporto ferroviario, anche quello di persone, reinserendo gli sconti per i pensionati, per i disabili, per le famiglie. La
eliminazione degli sconti ferroviari ha provocato la diminuzione dei viaggiatori e un
conseguente arresto di introiti. Tutta la
politica delle ferrovie va rivista, come
vanno eliminate le spese e le assunzioni
clientelari — :
se non ritenga di disporre una utilizzazione piena della rete ferroviaria, così
come avviene in tutti i Paesi industrializzati del mondo;
se non ritenga utile e necessario che
anche in Italia il trasporto merci avvenga
per ferrovia ed a tutte le ore, sia di giorno
che di notte.
(4-03049)
RISPOSTA. — La Società F.S. S.p.A. precisa
che il trasporto delle merci per
ferrovia
avviene in tutte le ore del giorno e della
notte con prevalenza nel periodo
notturno,
in quanto permette la consegna delle merci
in tempo utile per l'immissione sul mercato
o in coincidenza della ripresa delle attività
lavorative.
Per lo sviluppo del traffico merci, le F.S.
hanno già da tempo intrapreso una efficace
politica di acquisizione, posta in essere attraverso la stipula di « accordi particolari »,
mediante i quali la Società, a fronte dell'impegno del cliente ad affidare alle ferrovie
il trasporto di un determinato
quantitativo
di merce, s'impegna a sua volta a praticare
sconti sulle tariffe in vigore.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Tali sconti sono stabiliti
in
relazione
all'interesse commerciale che ne deriva, alle
caratteristiche
dei traffici ed alla
situazione
dei prezzi praticati dalle altre modalità di
trasporto, muovendosi
in una logica di accentuata competitività.
Il traffico svolto con
tale sistema ha raggiunto ormai il 90% circa
del totale.
Le F.S. fanno, altresì, presente che la
creazione di tariffe speciali, volte ad « incoraggiare » il trasporto ferroviario
è un
provvedimento
che non risulta in linea con
gli obiettivi di economicità
e di gestione
propri di una società per azioni.
L'istituzione
di tali tariffe potrebbe
attuarsi con il contratto di servizio
pubblico
disposto in ambito governativo, nei rispetto
delle norme comunitarie,
assumendo
lo
Stato l'obbligo di corrispondere alla Società
la differenza tra il prezzo di tariffa e quello
imposto.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
LUCCHESE. - Al Presidente del Consiglio dei ministri ed ai Ministri del tesoro e
del bilancio e della programmazione
economica e delle finanze. — Per sapere:
quali siano i motivi per i quali abbiano proceduto ad un intollerabile aumento della pressione fiscale nel progetto
di legge finanziaria, invece di tagliare le
tante voci di spese improduttive e talvolta
grottesche;
c o m e mai il Governo abbia scelto la
pessima strada dell'inasprimento fiscale,
pur sapendo che in Italia vi è la pressione
fiscale più alta di tutti i Paesi d'Europa, e
forse del mondo;
i motivi per cui non siano state tagliate le spese correnti della difesa (mantenendo un esercito pletorico), i finanziamenti a centri pseudo-culturali, ad associazioni, ed a patronati;
c o m e mai il Governo n o n abbia voluto eliminare la miriade di aziende e di
enti fasulli, tagliare le voci a titolo di
straordinario, missioni, auto di servizio,
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
LXXXIX
AI RESOCONTI
telefonini, spese per arredi, e lasci che gli
enti locali sprechino il pubblico denaro in
modo indegno;
se il Governo non ritenga di avere
commesso un grosso errore scegliendo ancora una volta la strada della persecuzione
fiscale, per non avere avuto il coràggio di
tagliare le spese clientelari, assistenziali ed
inutili;
se il Governo pensi di adoperarsi
perché sia modificato il tenore della manovra economica presentata alle Camere,
evitando così la giusta ribellione di tutto il
popolo italiano.
(4-03798)
LUCCHESE. - Ai Ministri del tesoro, del
bilancio e della programmazione
economica
e delle finanze. — Per sapere:
se siano a conoscenza che in tutti i
Paesi industrializzati si è proceduto ad una
revisione di tutte le spese e, conseguentemente, ad un drastico taglio delle stesse,
mentre contemporaneamente è stata decurtata la pressione fiscale, con dimezzamento delle aliquote; tutto ciò sta creando,
oltre al risanamento dei conti pubblici, il
sorgere di piccole e medie imprese, il raddoppio di varie attività imprenditoriali, il
sorgere di società e di nuove aziende, con
un aumento sensibile della occupazione,
vista la nuova creazione di posti di lavoro;
la diminuzione del prezzo della benzina,
nonché l'abbassamento dell'aliquota impositiva sulle automobili ha fatto decollare il
mercato automobilistico, che è in piena
salita (più 85 per cento) - :
se si rendano conto che la politica
economica italiana contrasta profondamente con quella degli altri Paesi europei,
tant'è che si inasprisce il fiscalismo e si
moltiplica la spesa pubblica avventuriera,
ciò che sta determinando la fine della
nostra economia; già si riscontra la chiusura di piccole e medie imprese, il blocco
dei consumi, l'aumento dei disoccupati;
se il Governo sia consapevole del fatto
che siamo al baratro e che la manovra
economica presentata alla Camera è un
—
SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
colossale errore e ridisegnare tutta una
nuova linea di politica economica, sul m o dello di tutti gli altri Paesi europei.
(4-03876)
LUCCHESE. - Al Ministro del tesoro e
del bilancio e della programmazione
economica. — Per sapere :
come mai, puntualmente, ogni anno c o m e giustamente scrive L'Informatore
arriva il m o m e n t o della « finanziaria di
primavera » per mettere ordine nei conti
dello Stato. La cosa che più stupisce ancora una volta è l'ammontare della manovra. Sembra - come aggiunge L'Informatore - che nessun Governo sia stato fino ad
oggi in grado di prevedere correttamente le
necessità finanziarie del Paese: errori dell'ordine di dieci-quindici mila miliardi
sono inaccettabili; questo significa che c o m e scrive il notiziario - l'Italia è stata ed
è in m a n o ad incompetenti, incapaci di
semplici operazioni matematiche e di valutare a dovere le conseguenze finanziarie
di decisioni precedentemente assunte, oppure, cosa più probabile, le politiche di
bilancio perseguite rappresentano ciò che
mai doveva essere fatto. E stupisce - come
sottolinea L'Informatore - sempre di più la
testardaggine con cui si continua ad operare nella stessa direzione, l'aumento della
pressione fiscale. N o n sono bastati quindi
trenta anni di insuccessi, e tra i quali
anche la famigerata « eurotassa » (l'ultima
tassa, l'ultimo sforzo per l'Europa, sosteneva il Governo). Per la « manovrina » di
primavera si parla di « nuovi contributi » di
solidarietà, come se questi - giustamente
afferma L'Informatore - n o n rappresentassero a tutti gli effetti un ulteriore aggravio
fiscale per i contribuenti, che vedrebbero
ancora una volta diminuire l'ammontare
netto dei loro stipendi o delle loro pensioni. Assistiamo ancora una volta come
rileva L'Informatore
- ad un raggiro del
contribuente, unico contribuente in Europa a sopportare un tale carico fiscale
senza avere in cambio nulla. I servizi pubblici rappresentano il massimo dell'inefficienza e la pubblica amministrazione sem-
Atti
Parlamentari
-
XC
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
bra avere come suo scopo principale quello
di complicare la vita del cittadino.
(4-08201)
RISPOSTA. — Si risponde
alle
interrogazioni indicate in oggetto, concerneni
conti
pubblici dello Stato e le manovre di correzione adottate dal Governo.
Al riguardo, va innanzi tutto
premesso
che Vaumento della pressione fiscale deciso
dal Governo in sede di manovra
finanziaria
1997 è stato indotto dalla circostanza
di
anticipare al 1997 il raggiungimento
di un
rapporto indebitamento
netto delle Pubbiche Amministrazioni/P.I.L.
del 3%, onde
consentire all'Italia la partecipazione,
dal 1°
gennaio 1999, alla terza fase
dell'Unione
Economica
Monetaria.
Inoltre, le misure adottate dal Governo
in sede di manovra finanziaria 1997 sono
state orientate principalmente
nella direzione di eliminare gli sprechi e le inefficienze che hanno caratterizzato
in questi
anni la spesa
pubblica.
Va, comunque, precisato che l'entità del
debito pubblico,
formatosi
negli
ultimi
trent'anni, ha determinato una crisi finanziaria e valutaria soprattutto
nel 1992.
Tale situazione, nonché l'impegno
sottoscritto con gli altri Paesi per giungere all'Unione europea, sugellata dal Trattato di
Maastricht, hanno reso necessario un rapido e consistente processo di
risanamento
della finanza pubblica ed hanno
richiesto
interventi efficaci in tutte le aree di entrata
e di spesa della Pubblica
Amministrazione.
La gravità della situazione era tale che,
nonostante l'entità dei provvedimenti
emanati sono state sempre necessarie
manovre
correttive al fine di poter rispettare gli obiettivi definiti in sede di Legge
finanziaria.
Peraltro, il processo di risanamento
è
avvenuto e continua ad essere perseguito in
una congiuntura avversa, che ha interessato
e sta ancora interessando tutto
l'occidente
industrializzato.
Infatti, la persistenza
della
crisi economica verificatasi dagli anni 90 ha
smentito tutte le previsioni
sull'andamento
dell'economia
effettuate dai governi,
dagli
Istituti di ricerca e dagli organismi
internazionali
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Tale situazione ha contribuito a rendere
insufficienti
le previsioni
economiche
rendendo necessarie le cosiddette « manovrine
di primavera ».
Va, comunque,
considerato che lo scostamento fra dati preventivi e dati consuntivi si verifica in tutti i paesi e in Italia non
ha mai superato il 7-8%. Fra gli elementi
che possono aver causato previsioni
inesatte
vanno richiamati taluni « comportamenti
»
anomali da parte degli enti decentrati
di
spesa i quali sono tenuti a depositare
le
proprie disponibilità
presso la Tesoreria, in
base alla normativa sulla « Tesoreria unica », e che, per riscuotere
i
trasferimenti
loro assegnati, dispongono di una linea di
credito presso la stessa.
Le giacenze di tesoreria ammontano
a
circa 350.000 mld e l'accelerazione
o il
rallentamento
dei tiraggi può
invalidare,
significativamente,
le stime del
fabbisogno
del Tesoro.
Al fine di regolare razionalmente
i prelevamenti dalla Tesoreria ed i trasferimenti
agli enti decentrati, è stato emanato il decreto-legge del 31 dicembre
1997 n. 669,
convertito nella legge del 28 febbraio
1997
n. 30, il quale, tra l'altro, prevede che le
Regioni, gli enti locali e previdenziali,
le
aziende sanitarie e le Poste non
possano
prelevare mensilmente
dai propri conti di
Tesoreria somme superiori a quelle prelevate nel 1996, aumentate del tasso d'inflazione
programmato.
Anche gli altri soggetti titolari di conti
presso la Tesoreria non potranno
effettuare
dai rispettivi conti prelevamenti
superiori al
90% dell'importo
cumulativamente
prelevato alla fine dei corrispondenti
mesi del
1996.
Al fine di poter disporre di
informazioni
tempestive
sulla tendenza dei saldi di finanza pubblica e poter provvedere
eventualmente a tempestivi
interventi
amministrativi o legislativi, è stato costituito
presso
questa Amministrazione
un gruppo di monitoraggio dei conti pubblici, composto
da
rappresentanti
della Presidenza del Consiglio, del Ministero del Tesoro e del Bilancio,
delle Finanze, della Banca d'Italia e dell'ISTAT.
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
XCI
-
AI RESOCONTI —
Per quanto riguarda Vefficacia delle politiche di bilancio, si rileva che, a parte una
leggera flessione nel 1994, negli anni '90 si
sono ottenuti avanzi primari sempre crescenti In particolare, nel 1994 e nel 1995
essi sono risultati di notevole entità, essendo
rispettivamente
di 77.686 mld. (4,4% del
PIL) e di 75388 (4,02 del PIL) ed hanno
contribuito alla diminuzione
del disavanzo
pubblico dal 9,64% al 6,74% del PIL negli
anni
1994-1996.
Si soggiunge, infine, che le politiche di
bilancio hanno determinato riflessi
positivi
sull'inflazione
e sui dei tassi
d'interesse,
determinandone
la riduzione.
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pennacchi.
MALA VENDA. - Al Ministro degli affari
esteri. — Per sapere - premesso che:
nello stato del Chiapas, in Messico,
dal 1° gennaio 1994 l'esercito zapatista di
liberazione nazionale è parte della lotta
per il riscatto degli indigeni contro il secolare sfruttamento, contro la fame, contro
la povertà;
dal 1995 sono in corso i negoziati per
la pacificazione e il dialogo tra l'esercito
zapatista e il Governo messicano, negoziati
che vedono la partecipazione attiva di vescovi come Samuel Ruiz. Per controllare e
seguire lo svolgimento dei negoziati sono
state costituite strutture di mediazione,
come la Cocopa e la Conpaz, che accreditano gli osservatori internazionali e coordinano gli accampamenti civili di pace.
Alcuni di questi sono scelti direttamente
dalle comunità indigene e dall'esercito zapatista;
il 29 aprile 1997 sono stati fermati
dall'esercito messicano tredici dei sedici
osservatori internazionali: quattro di loro
sono italiani, dei quali due sono stati
espulsi (Riccardo Vitale e Calogero Cammarata) e due ancora ricercati, per « aver
svolto attività politica a sostegno degli zapatisti », pur essendo stati accreditati dagli
organi appositi come osservatori sin dal
loro ingresso in Messico. Come osservatori
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
h a n n o lavorato per un mese e m e z z o nella
zona di Los Altos per impedire che le
guardie bianche assoldate dai latifondisti e
l'esercito stesso compissero violente azioni
repressive a tappeto contro la popolazione
civile. S o n o stati in prima fila come scudi
umani durante la marcia per la dignità
indigena, che ha permesso di rompere, per
la prima volta in tre mesi, l'assedio di
militari e paramilitari ai villaggi, assedio
che impedisce agli indigeni, oltre a qualsiasi contatto con l'esterno, la vendita dei
prodotti della terra;
il fermo degli osservatori si è protratto per quarantotto ore, con maltrattamenti e percosse, risultati evidenti al m o mento del rilascio. Solo il primo maggio
(due giorni dopo il fermo), le autorità
messicane hanno comunicato alle varie
ambasciate che era stato intimato ai tredici
fermati di lasciare i paese entro quarantotto ore;
il Governo messicano - ad avviso dell'interrogante - sta cercando in tutti i modi
di mascherare la violazione dei diritti
umani di cui continua a macchiarsi, ricevendo l'avallo delle maggiori potenze, tra
cui l'Italia. La prova di tale avallo - secondo l'interrogante - è chiara nell'atteggiamento dell'ambasciata italiana a Città
del Messico che, invece di preoccuparsi di
tutelare i propri connazionali e di contestare al Governo messicano le irregolarità
(comunicazione del fermo solo dopo due
giorni), invece di denunciare le torture
subite in stato di fermo da cittadini italiani
con lo status di osservatori internazionali,
ha avuto l'unica preoccupazione di rafforzare l'intimazione illegittima di Zedillo ed
invitare fermamente Vitale e Cammarata a
lasciare il Messico;
è evidente che i tredici osservatori
espulsi ed i due ancora ricercati, l'espulsione dei membri della federazione internazionale dei diritti umani, organo delPOnu, le continue violenze e connivenze
con i gruppi paramilitari e le conseguenti
violazioni dei diritti umani avallate dal
Governo mostrano chiaramente Pinaffidabilità e la indisponibilità del Governo mes-
Atti
Parlamentari
-
XCII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
sicano a risolvere pacificamente il conflitto
in Chiapas, preparando anzi il terreno ad
una soluzione finale analoga a quella posta
in essere dal Presidente peruviano Fujimori, peraltro già ampiamente preparata
sul campo tramite la guerra a bassa intensità;
come intenda adoperarsi presso il
Governo messicano per far cessare i comportamenti illegittimi nei confronti degli
osservatori internazionali, per far rientrare
i provvedimenti di espulsione e, più in
generale, per favorire i negoziati fra esercito zapatista di liberazione nazionale e
Governo;
se non intenda protestare e denunciare il comportamento delle autorità messicane di fronte alla comunità internazionale;
se non intenda chiarire le ragioni del
comportamento - strano, ad avviso dell'interrogante - descritto in premessa, dell'ambasciata italiana a Città del Messico.
(4-10068)
RISPOSTA. — In relazione alla
questione
sollevata dall'Onorevole
interrogante, si fa
presente che il Governo italiano ha preso
posizione a più riprese sugli avvenimenti nel
Chiapas e sull'esigenza
di una rapida e
pacifica soluzione della vicenda. Lo ha fatto
sul piano bilaterale, anche in
occasione
della visita in Italia del Presidente Zedillo lo
scorso anno, nonché su quello
europeo,
partecipando,
tra l'altro, a tutte le prese di
posizione che l'Unione Europea ha adottato
in proposito.
La decisione dell'EZLN di costituirsi in
partito politico è un messaggio di maturità
che il Governo italiano non ha mancato di
apprezzare; altrettanto
vale per
l'impegno
personale profuso dal Presidente Zedillo. La
fase di stallo che attraverso il negoziato deve
indurre non solo le parti in causa ma
l'intera Comunità Internazionale
a continuare a farsi interprete dell'esigenza di raggiungere un accordo. In questo senso l'Italia
continuerà ad adoperarsi. Va ricordato che
tra i princìpi dell'accordo di partenariato
in
dei
Deputati
1997
corso di negoziazione tra l'UE, ed il Messico
figura anche la cosiddetta « clausola
democratica ».
Quanto all'azione dell'esercito
messicano
contro gli osservatori
internazionali,
si fa
presente che l'invito a lasciare il Messico è
stato rivolto dall'Ambasciata
d'Italia - su
indicazioni del locale Ministero degli Affari
Esteri — unicamente al Dr. Riccardo
Vitale.
Del connazionale
Calogero
Cammarata
l'Ambasciata ha avuto notizia, soltanto dopo
che questi aveva lasciato il territorio
messicano, dalle stesse Autorità migratorie
del
Chiapas e dal Centro « Frai Bartolomé
de
las Casas », che ne confermava la partenza
« di sua spontanea
volontà, giacché
programmata per quegli stessi giorni ». Degli
altri due connazionali
cui fa cenno l'onorevole interrogante,
l'Ambasciata
d'Italia
non ha mai avuto
notizia.
Si rileva peraltro che la
preoccupazione
di far allontanare il Dr. Vitale dal Chiapas
si è rivelata fondata. In effetti, nei suoi
contatti
telefonici da San Cristóbal,
egli
segnalava di essere stato oggetto di pressioni
e minacce da parte di sconosciuti e, al pari
degli altri dieci europei che si trovavano in
analoga situazione, di non sentirsi più sicuro in quei luoghi Egli tornava a confermare tale sua sensazione di insicurezza
anche dopo aver presentato ricorso - unitamente ad altri europei — contro la comunicazione amministrativa
che lo invitava a
lasciare il Paese in 48 ore.
I contatti con il Dr. Vitale da parte
dell'Ambasciata
d'Italia sono proseguiti
al
suo arrivo a Città del Messico. Egli veniva
informato di una comunicazione
diretta allo
« Instituto Nacional de Migración » affinché
gli venisse concesso un termine più ampio
per lasciare il Paese, trovandosi in Messico
per una ricerca antropologica
per
conto
dell'Università
di Cambridge e si faceva nel
contempo
istanza affinché gli fosse permesso di rientrare nel Paese con un nuovo
visto. Preso atto dell'iniziativa,
il Vitale segnalava di aver comunque deciso di partire
dal Messico entro pochi giorni,
probabilmente nella serata di venerdì 9 maggio,
senza attendere il risultato del ricorso. Nel
tardo pomeriggio dell'8 maggio
l'interessato
- che disponeva dei numeri telefonici di
Atti
Parlamentari
-
XCIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
emergenza dell Ambasciata d'Italia - segnalava di essere stato seguito da
individui
sospetti
Veniva disposto l'immediato invio di personale dell'Ambasciata e chiesto
l'intervento
di una pattuglia della polizia federale per
garantire la sicurezza del connazionale,
il
quale è stato subito accompagnato
all'aeroporto ed imbarcato su un volo diretto in
Canada.
Va inoltre precisato
che
l'Ambasciata
d'Italia non è stata l'unica ad invitare un
proprio connazionale a lasciare il Chiapas:
fino al momento in cui gli altri
cittadini
europei in questione sono partiti da San
Cristobal, la nostra Ambasciata è rimasta in
regolare contatto con le Ambasciate di Paesi
Bassi (che assicuravano
la Presidenza
di
turno
dell'Unione
Europea),
Germania,
Francia, Grecia e Spagna, tutte intente a
fornire indicazioni uniformi ai loro rispettivi concittadini e cioè che - date le circostanze - fosse più prudente attendere l'esito
del loro ricorso di revisione del
provvedimento amministrativo
di
allontanamento
dal Paese, lontano dalle pressioni che loro
stessi
denunciavano.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
MALGIERI. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
la soppressione di alcuni collegamenti
ferroviari sulla direttrice Bari - FoggiaBenevento - Caserta-Roma ha procurato
gravi disagi ai viaggiatori della valle Telesina perché tra le fermate cancellate è
stata inopinatamente inserita quella di Telese Terme;
è venuto così a mancare un servizio
utile per l'utenza dei comuni di Telese,
Solopaca, San Salvatore, Castelvenere,
Guardia Sanframondi, Paupisi, Frasso Telesino, Melizzano, Amorosi, Puglianello,
Faicchio, Cerreto Sannita, Cusano Mutri;
con la decisione dell'Amministrazione
delle ferrovie dello Stato, trentacinquemila
abitanti si sono visti improvvisamente as-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
sottigliare le possibilità (già scarse) di un
decente collegamento con la capitale - :
se non ritenga di intervenire per il
ripristino dellefermate dei treni « espresso » a Telese Terme, al fine di alleviare i
disagi della popolazione della zona, che già
è costretta a sopportare i molti disservizi
legati alla precarietà del tratto ferroviario
a binario unico tra Caserta e Cervaro, nella
linea Napoli-Foggia.
(4-03710)
RISPOSTA. — L'offerta di servizi
ferroviari
risulta adeguata alla domanda
registrata
presso la stazione di TeleseICereto.
Infatti ad esclusione dei treni « Pendolino » che per le loro particolari
caratteristiche fermano solo nelle stazioni più significative per afflusso di viaggiatori, i collegamenti con Roma sono assicurati
con
due coppie di treni espressi diurni e uno
notturno,
mentre quelli con Napoli
sono
garantiti attraverso
tre coppie di espressi
diurni.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MALGIERI. — Ai Ministri
dell'ambiente,
della sanità e dei trasporti e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
sono già venti i carri merci coibentati
in amianto presenti nella stazione di Battipaglia: ai primi dieci sistemati nel raccordo « Marinella », situato a ridosso del
quartiere Sant'Anna, se ne sono aggiunti
altri dieci, arrivati in questi giorni da Napoli, parcheggiati sui binari centrali della
stazione;
l'arrivo di vagoni all'amianto, secondo
voci raccolte fra il personale della stazione
di Battipaglia, proseguirà nei prossimi
giorni con l'arrivo di altri quindici carri
provenienti da Napoli - :
se non ritengano di intervenire a tutela della salute dei cittadini e dei lavoratori, a tutela dell'ambiente considerando
che il quartiere Sant'Anna è già invaso
dall'area maleodorante proveniente dalla
discarica del Castelluccio.
(4-04909)
Atti
-
Parlamentari
XCIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
RISPOSTA. — / programmi di dismissione
del materiale rotabile più obsoleto
prevedono una fase di accantonamento
propedeutico all'alienazione per
rottamazione.
Tra i rotabili accantonati
in attesa di
demolizione
ci sono anche esemplari
con
isolamento
termoacustico,
in
particolare,
con presenza di amianto.
Per questi ultimi le F.S. S.p.A.
stanno
provvedendo
alla decoibentazione
precedente alla rottamazione
in conformità
alle
vigenti direttive
europee: tali
operazioni
stanno procedendo nei limiti della capacità
operativa delle imprese qualificate nel settore, secondo i programmi
impostati e nel
rispetto delle priorità tecniche
individuate
per i singoli
rotabili
Gli elenchi dei rotabili accantonati e le
rispettive località di accantonamento
sono
trasmessi alle Regioni ed alle A.S.L. competenti e sistematicamente
aggiornati.
In attesa della decoibentazione
e della
successiva demolizione, il materiale
rotabile
in questione è oggetto di un piano di sicurezza, approvato anche dal Ministero
delVAmbiente nel gennaio 1995, che si articola
in diversi puntiinterventi conservativi
consistenti
nel
condizionamento
dei rotabili mediante protezione completa con lamiera di tutti i vani
e chiusura per impedirvi
l'accesso;
delimitazione delle aree di stoccaggio a
mezzo delle misure più idonee, a seconda dei
casi, con la segnalazione evidente della loro
potenziale
pericolosità;
verifica settimanale del
delle condizioni di sicurezza
mantenimento
adottate;
visite tecniche approfondite,
riodicità almeno
semestrale;
con
pe-
analisi a campione da effettuare dalle
F.S. per verificare il rispetto delle concentrazioni limite delle fibre
aerodisperse;
costituzione
vento territoriale
zati ed istruiti
di nuclei di pronto
convenientemente
interattrez-
Relativamente
alla giurisdizione di Battipaglia, risultano accantonati,
nel rispetto
delle procedure previste dal piano di sicurezza:
1 vettura
decoibentata
dei
Deputati
1997
negli anni
'80;
20 carri con possibile
presenza
di
amianto sulle condotte RV, pervenuti in più
lotti da agosto a novembre.
I materiali rotabili saranno avviati alla
bonifica compatibilmente
con il trend produttivo del settore e, comunque, a seguito
dell'autorizzazione
da parte della
A.S.L.
competente per Napoli.
Le F.S. S.p.A. chiariscono inoltre che non
è prevista la destinazione di scali
ferroviari,
o parti di essi CLI deposito definitivo
di
rotabili con o senza presenza di amianto.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MAMMOLA e STRADELLA. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. —
Per sapere - premesso che:
nel corso del 1995, la congestione dei
traffici che gravitavano sugli aereoporti
milanesi di Malpensa e Linate ha costretto
PAlitalia a dirottare una notevole quantità
di merci dagli scali milanesi a quello di
Torino Caselle;
dal 1° gennaio del 1997, con lo spostamento sull'aereoporto di Malpensa di
molti voli gestiti oggi da Linate, lo stesso
scalo di Malpensa sarà ulteriormente e
pesantemente congestionato, e ciò arrecherà nuove penalizzazioni per l'efficienza
e la qualità di tutti i servizi;
la necessità di sfruttare più che in
passato la potenzialità di Caselle ha indotto, sempre nel 1995, l'Alitalia a stipulare un contratto con la Sagat (società che
gestisce lo scalo torinese) che prevedeva un
programma operativo di tredici voli settimanali ali cargo, con un traffico presunto
di circa ottantamila tonnellate annue di
merci;
per far fronte ai parametri qualitativi
quantitativi dei servizi richiesti in base
all'accordo dall'Alitalia, la Sagat ha realizzato in soli sei mesi un complesso di edifici
e magazzini, con un investimento di venticinque miliardi;
Atti
Parlamentari
- xcv -
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
in vista delle necessità derivanti dall'incremento del traffico merci, la Sagat ed
altre società operanti nello scalo di Torino
hanno proceduto all'assunzione di duecento nuovi lavoratori; al momento, pertanto, a Caselle lavorano circa milleseicento persone;
in m o d o indiretto, le strutture aereoportuali di Torino danno lavoro ad altre
duemilaquattrocento persone, compresi i
lavoratori dell'Alenia, la cui attività industriale non può prescindere dalla disponibilità di infrastrutture di volo;
l'aereoporto di Caselle è fra le infrastrutture determinanti per l'economia del
Piemonte, perché la sua efficienza garantisce la crescita di ogni genere di attività
economica, oltre quella industriale, quelle
legate al turismo sotto qualsiasi forma;
nei primi mesi del 1996, nell'aereoporto di Caselle sono state gestite ingenti
quantità di merci, con ottimi risultati in
termini di qualità dei servizi e piena soddisfazione dei committenti;
con interrogazione a risposta in Commissione presentata dal sottoscritto nella
XII legislatura, si chiedeva al Ministro dell'industria, del commercio e dell'artigianato e dei trasporti e della navigazione,
quali iniziative intendessero assumere per
agevolare le compagnie aeree straniere per
scegliere Torino come sede di arrivo o
transito per regolari servizi internazionali;
l'aereoporto di Caselle, a differenza di
quanto avvenuto in passato per la maggioranza degli scali italiani e di quanto previsto nell'immediato futuro per alcuni aereoporti del Mezzogiorno, ha potuto usufruire soltanto in misura simbolica di interventi finanziari dello Stato per il
potenziamento delle infrastrutture — :
se sia al corrente della decisione delPAlitalia di ridurre drasticamente il programma dei voli ali cargo, previsti su Caselle (da tredici a sei voli) e di riportare i
voli su Milano-Malpensa dal 1° gennaio
1998, ciò malgrado i complessi problemi di
Malpensa di cui alla premessa;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
se ritenga condivisibile ed accettabile
questo brusco m u t a m e n t o di strategia dell'Alitalia e come valuti il repentino abbandono di una struttura che si è dimostrata
efficiente ed il trasferimento dei traffici
verso una zona ad alta congestione;
quali azioni intenda svolgere per far
sì che l'Alitalia n o n sia costretta, dopo
questa consistente riduzione dei traffici
rispetto a quanto da essa stessa programmato, ad affrontare in sede legale la possibile azione di rivalsa della Sagat che, a
seguito della decisione del vettore, non
dispone del tempo sufficiente per ammortizzare il costo del potenziamento delle sue
strutture e per recuperare gran parte degli
investimenti;
come si ritiene possa essere affrontato il problema degli esuberi del personale; infatti, con il dirottamento del traffico merci su Malpensa, n o n vi sarebbe più
alcuna giustificazione economica per l'occupazione dei duecento lavoratori assunti
a seguito degli accordi Sagat-Alitalia;
se non ritenga opportuno convocare i
rappresentanti dell'Alitalia e della Sagat
per un confronto e per una mediazione su
questo problema;
se, in relazione alla esiguità degli investimenti pubblici per Torino-Caselle, non
ritenga possibile una riduzione per tale
scalo dei canoni concessori per i servizi
aereoportuali.
(4-03919)
RISPOSTA. — Nel 1995 VAlitalia
progettò
di utilizzare
Torino/Caselle
come « Hub »
del traffico merci nel Nord Italia, trasferendo l'attività «Ali Cargo» da Linate all'aeroporto
torinese. Il progetto veniva a
soddisfare due importanti esigenze: quella di
decongestionare Malpensa e nel contempo di
giovarsi di un ottimo servizio
personalizzato
usufruendo di strutture dedicate
esclusivamente alla compagnia di bandiera che aveva
già avuto la possibilità di sperimentare
positivamente l'efficienza dell'aeroporto, con il
trasporto di autovetture sulla direttrice Torino
/Detroit
Purtroppo, però, il progetto non ha confermato le aspettative; il traffico merci Ali-
Atti
Parlamentari
-
XCVI
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
talia ha registrato una forte flessione sia in
import che export, di conseguenza, la compagnia si è vista costretta a dover
procedere
ad un ridimensionamento
della flotta cargo
eliminando un Dc8 ed un B747 Ali Cargo.
Il nuovo piano di ristrutturazione
delVAlitalia, poi, ha mutato le strategie
della
compagnia, puntando su « Malpensa 2000 »
e prevedendo, quindi, Vutilizzazione
dell'aeroporto milanese come « Hub » di primaria
importanza sia per il traffico passeggeri che
per quello merci.
Per quanto attiene ai rapporti con la
SAGAT, VAlitalia, atteso che il
contratto
scadrà nel prossimo dicembre, prevede di
mettere in atto scelte definitive nell'anno in
corso, dopo aver attentamente esaminato le
esigenze strategiche aziendali, il flusso del
traffico, la qualità ed i costi del servizio.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MAMMOLA. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
con interrogazione a risposta in Commissione n. 5-00137 del 27 giugno 1996,
relativa ai problemi del trasporto ferroviario nelle zone nordorientali del Piemonte e
della linea Novara-Domossola, il sottoscritto poneva in risalto le situazioni di
scomodità degli utenti del servizio ferroviario di Gozzano, la cui stazione è stata
chiusa nel periodo estivo;
in risposta a detta interrogazione, fra
l'altro ove affermato che « la chiusura della
stazione di Gozzano, che peraltro non ha
ripercussioni sulla circolazione dei treni e
sulla sicurezza dell'esercizio, è stata dettata dalla necessità di razionalizzare il
servizio, riducendo i costi inutili, senza
tuttavia provocare disagi ai clienti » - :
come si concilia questa ottimistica
affermazione con la realtà stessa della
stazione di Gozzano, che è del tutto priva
di pensiline atte quanto m e n o a riparare la
clientela dalla pioggia e da altre intemperie
invernali, visto che, con la chiusura dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
locali della stazione, agli utenti non è consentito alcun riparo;
quali provvedimenti le ferrovie dello
Stato intendono adottate per evitare ai
clienti di Gozzano gli inconvenienti di cui
sopra;
se sia al corrente della circostanza
che il problema del riparo dei clienti di
Gozzano dalle intemperie sia stato posto
nell'ambito del consiglio provinciale di N o vara, che ha chiesto un intervento al riguardo, e quali risposte si intendano dare
alle attese dei cittadini;
se, nel quadro del programma di potenziamento della linea Novara-Domodossola, sia prevista anche la costruzione di
una pensilina alla banchina che costeggia i
binari 2 e 3 della stazione di Borgomanero
(dove pendolari e studenti in attesa dei
treni per Novara sono costretti ad attese
sotto la pioggia o la neve) e se sia prevista
Pasfaltatura della medesima banchina.
(4-04866)
RISPOSTA. — Nell'ottica di ridurre i disagi
creati dall'impresenziamento
degli impianti,
le F.S. hanno preso contatti con i Comuni
interessati per il recupero dei locali delle
stazioni, anche attraverso contratti di comodato.
Nel caso specifico della fermata di Gozzano, le F.S. S.p.A. comunicano che, prima
del provvedimento
di impresenziamento,
è
stato firmato un accordo con il Comune che
prevede:
la gestione della sala d'attesa e degli
spazi esterni da parte del Comune;
l'affitto del magazzino
merci che il
Comune utilizzerà per il ricovero dei propri
mezzi;
l'uso come parcheggio
d'interscambio
dell'area circostante il predetto
magazzino.
Relativamente
al problema della stazione
di Borgomanero
le F.S. S.p.A.
comunicano
che i lavori di realizzazione di un sottopassaggio e della pensilina termineranno
entro
il 1998.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
XCVII
-
Camera
Al RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
MAMMOLA. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
domenica 27 ottobre 1996, sul volo
Alitalia AZ 2038 Roma-Milano, a bordo di
un aereo MD 80, alcuni passeggeri hanno
udito alcuni boati mentre l'aereo scendeva
in verticale;
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
aerei dotati di motore JT8D-217,
un'applicazione più restrittiva dei bollettini
tecnici
emessi dal
costruttore.
Risulta che l'equipaggio si è comportato
conformemente
a quanto prescritto
dalle
norme decidendo di isolare il motore e di
rientrare a Fiumicino. Non vi è stato pericolo di sinistro come si evince dal fatto che
non vi è stata dichiarazione
di emergenza.
era un segnale di una avaria ad u n o
dei motori immediatamente accertato dall'equipaggio dell'aereo con la verifica delle
strumentazioni di bordo;
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
a seguito di tali inconvenienti, l'aereo
faceva ritorno a Roma, dove atterrava regolarmente —:
MANGIACAVALLO, GIACALONE e LUMIA. — Al Presidente
del Consiglio dei
ministri e al Ministro delle risorse agricole
alimentari e forestali. — Per sapere - premesso che:
quale sia stata la natura e la consistenza dell'avaria e se nella circostanza vi
sia stato pericolo di u n sinistro;
se le operazioni di controllo del velivolo prima del decollo siano state eseguite
correttamente e se l'avaria debba essere
considerata u n incidente del tutto imprevedibile;
quali controlli siano stati effettuati su
analoghi velivoli per evitare che in futuro
possano ripetersi situazioni di pericolo
dello stesso tipo;
se si abbiano notizie di inconvenienti
simili avvenuti a bordo di MD 80 in servizio presso PAlitalia od altre compagnie.
(4-04867)
RISPOSTA. — L'inconveniente,
che ha co-
stretto al rientro a Fiumicino l'aereo del
volo Az 2038, è stato determinato, come è
emerso dagli accurati esami tecnici, dalla
rottura di una paletta rotorica del 7° stadio
del compressore di alta pressione.
Tale tipo di avaria era già stata esaminata da una Commissione tecnica del R.A.I.
(Registro aeronautico italiano) e ciò ha consentito l'immediata
adozione di adeguati
provvedimenti
tecnici
Il motore oggetto dell'avaria non era mai
stato controllato nelle officine essendo motore « first run ».
A seguito delle raccomandazioni
del
R.A.I. in merito, VAlitalia ha adottato per gli
il comitato nazionale per la conservazione e la gestione delle risorse biologiche del mare e la commissione consultiva
centrale della pesca marittima nella seduta
del 28 aprile 1997 h a n n o reso parere favorevole sullo schema di decreto ministeriale per la disciplina dei piccoli pelagici
nelle acque antistanti i compartimenti marittimi da Trieste a Brindisi, effettuata con
gli attrezzi denominanti circuizione e volante;
tale schema di decreto ministeriale è
stato elaborato n o n tenendo conto dei risultati del gruppo di lavoro all'uopo istituito presso la direzione generale della
pesca del Ministero delle risorse agricole
alimentari e forestali;
tale provvedimento n o n tiene altresì
conto degli accordi interprofessionali, stipulati in data 8 settembre 1994 e 30 gennaio 1995, tra le marinerie adriatiche e
siciliane dedite alla pesca del pesce azzurro (alici e sarde) c o n il cianciolo ovvero
con la rete da traino pelagica ora denominata volante;
tale provvedimento, qualora dovesse
essere emanato, arrecherebbe notevoli
danni alle marinerie siciliane, dedite alla
pesca del pesce azzurro;
tale provvedimento, a parere dell'interrogante, appare essere incostituzionale,
Atti
Parlamentari
-
XCVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
in quanto viola gli articoli 4, c o m m a 1°, 16,
comma 1°, 35, comma 1°, della Costituzione, attraverso la limitazione delle giornate lavorative, delle quantità e della qualità di pescato per i natanti iscritti nei
compartimenti marittimi diversi da quelli
adriatici - :
se non ritengano grave e pregiudizievole il provvedimento elaborato dalla direzione generale della pesca ed approvato
dalle commissioni
sopra menzionate;
se non ritengano altresì, opportuno
provvedere a non emanare il decreto, per
le ragioni in premessa descritte;
quali iniziative concrete intendano
assumere per evitare un'ulteriore penalizzazione del mondo della pesca. (4-09727)
RISPOSTA. — Si risponde per delega della
Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Si deve preliminarmente
precisare
che
l'emanazione del provvedimento
menzionato
dalla S.V. Onde con latto che si riscontra è
conseguente al mancato raggiungimento
di
un accordo interprofessionale
in materia di
disciplina della pesca di piccoli pelagici nel
mare Adriatico, cosa che invece è avvenuta,
per le stesse zone, in materia di pesca del
tonno rosso.
Infatti in mancanza di tale accordo l'Amministrazione ha dovuto riesaminare le problematiche
relative a detta attività
emanando quindi il provvedimento
in questione
dopo aver anche acquisito, nella seduta del
20 maggio 1997, l'unanime parere
favorevole della Commissione Consultiva
Centrale
della pesca marittima e del Comitato
Nazionale per la conservazione
e la gestione
delle risorse biologiche del mare.
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
delle ore 16,50. Lo scalo aereo di Brindisi
è il solo che garantisce i collegamenti con
le province di Lecce, Brindisi e Taranto, e
quindi con circa la metà della popolazione
residente in Puglia; la soppressione dei due
voli è pertanto oggettivamente penalizzante, come confermano le circostanze che
si tratta di voli quasi sempre « completi »,
che il volo Roma-Brindisi delle 16,50 è
utilizzato da professionisti salentini che
rientrano nelle località di residenza dopo
una mattinata di lavoro a Roma e che
infine il volo Brindisi-Roma delle 18,40 è
l'ultimo utile per rientrare da parte di
professionisti che abbiano svolto la loro
attività nel Salento. — ben vero che, in base
al nuovo orario, n o n sono cancellati i voli
fra Brindisi e Roma di metà giornata,
finora in funzione solo d'estate, ma è altrettanto vero che i due collegamenti non
garantiscono in alcun m o d o le esigenze
segnalate — :
se, al fine di non penalizzare ulteriormente una zona già svantaggiata
quanto ai trasporti, non ritenga di sollecitare l'Alitalia a mantenere i collegamenti
dei quali è stata annunciata la soppressione.
(4-03288)
RISPOSTA. — Si fa presente
che attualmente si effettuano quattro voli di collegamento da Roma per Brindisi ed altrettanti
da Brindisi per Roma con una cadenza che
permette di soddisfare le varie esigenze dell'utenza.
Non è stata operata alcuna
soppressione,
ma, al contrario, il numero dei voli è rimasto invariato anche d'inverno, quando la
domanda turistica si contrae.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MANTOVANO. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
MANZATO. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per sapere - premesso che:
a partire dal 1° novembre 1996 PAlitalia ha soppresso i seguenti voli: BrindisiRoma, delle ore 18,40, e Roma-Brindisi,
sul treno EN 235, proveniente da
Vienna e diretto a Roma, in deroga a
quanto previsto dall'orario ufficiale, è con-
Atti P arlamentari
XCIX
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO В AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
sentita la salita sulle carrozze « posti a
sedere » nelle stazioni di fermata;
molte persone salgono a Rovigo, alle
ore 4,46, dirette a Ferrara e a Bologna;
risulta all'interrogante che, dal mese
di gennaio del 1997, Rovigo sarà solo sta
zione di fermata cosicché notevoli disagi
deriveranno a tutti coloro che dovranno
raggiungere Ferrara e Bologna per ragioni
di lavoro e/o studio — :
se sia vero che dal mese di gennaio
del prossimo anno Rovigo sarà solo sta
zione di fermata;
come intenda adoperarsi nei con
fronti dell'ente Ferrovie dello Stato spa
affinché sia consentita anche la salita sulle
carrozze « posti a sedere », quando il treno
EN 235 fermerà alla stazione di Rovigo.
(404972)
RISPOSTA. — Non risulta che dal 1° gen
naio 1997 sia stato effettuato alcun cam
biamento nel regolamento riguardante l'am
missione di viaggiatori in servizio
interno,
sulle carrozze con posti a sedere, per cui
dalla stazione di Udine fino a quella di
Ferrara potranno salire i viaggiatori
diretti
in qualsiasi
stazione.
Il M inistro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MARENGO. — Ai Ministri dei trasporti
e della navigazione, dei lavori pubblici e di
grazia e giustizia. — Per sapere premesso
che:
circa sei anni orsono la direzione
della ferrovia in concessione Bari nord con
sede in Bari affidò mediante gara d'appalto
la realizzazione dal raddoppio di binario
sul tratto BitontoBari, ad un consorzio
d'imprese, con capitolato che prevedeva il
termine dei lavori in circa 24 mesi;
per la direzione dei lavori l'azienda
ritenne di affidarne l'incarico a tecnici in
pensione, mentre per l'alta sorveglianza,
come per legge venne coinvolto l'ispetto
rato locale della motorizzazione civile;
Camera
SETTEM BRE
dei
Deputati
1997
nel tempo il consorzio d'imprese ha
perso alcuni suoi componenti e molti dei
lavori da eseguirsi sono stati affidati in
subappalto ad altre imprese;
a tutt'oggi n o n si prevede quando i
lavori saranno completati e quali revisioni
di prezzo il costo della stessa opera subi
rà :
quali iniziative intendano mettere in
atto affinché sia fatta chiarezza sulla vi
cenda e individuate le responsabilità del
l'azienda, del direttore dei lavori e dell'alta
sorveglianza.
(402104)
RISPOSTA. — Le variazioni
che
hanno
riguardato l'A.T.1., originaria società affida
taria dei lavori per la realizzazione
del
raddoppio di binario della tratta
Bitonto
Bari, sono state determinate
da
cambia
menti di denominazioni
sociali, fusioni di
due о più società e da fallimenti e cessioni
di rami dell'azienda, e allorché i cambia
menti sono avvenuti si è sempre
verificato
che ciò avvenisse
nel rispetto delle leggi
vigenti in materia.
Per quanto attiene ai lavori di subap
palto, è prevista nella convenzione di con
cessione la possibilità di affidare quei lavori,
riferiti a categoria di specializzazione,
previo
gradimento della Direzione V della M.C.T.C.,
come da circolare n. 1188 del 17 giugno
1993 emanata ai sensi del parere espresso in
merito dalla Commissione di Alta Vigilanza
istituita presso questo dicastero con decreto
ministeriale
n. 3051 del 20 luglio 1989.
Detto gradimento si ottiene dopo esame
da parte della Direzione
Generale
della
M.C.T.C. della documentazione
prodotta dal
concessionario,
comprovante
il possesso dei
requisiti tecnicoeconomici
e la certifica
zione antimafia (come previsto ai punti da
1 a 8 della già citata circolare n. 1188/93).
Si porta a conoscenza,
inoltre, che la
convenzione
di concessione stipulata il 30
ottobre 1989 che prevedeva
un tempo di
realizzazione di 1.095 giorni, pari a 36 mesi,
non riguardava
soltanto
il raddoppio
di
binario del tratto BitontoBari
ma anche
ulteriori opere di ammodernamento
e po
tenziamento
della ferrovia
BariBarletta,
quali il rinnovo dell'armamento
della tratta
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
C
-
AI RESOCONTI —
Ruvo-Barletta
e del materiale rotabile necessario per Vammodernamento
della ferrovia
Bari-Barletta.
La convenzione già citata prevedeva
la
presentazione di un programma di avanzamento delle prestazioni al quale era subordinata la durata dei lavori prevista in 36
mesi dalla data di inizio dei lavori
stessi
Il programma,
ovviamente,
necessitava
del parere espresso dalla Commissione
interministeriale
n. 1221/52
e,
successivamente, dell approvazione
della
Direzione
Generale della M.C T.C dei progetti
esecutivi inerenti gli interventi funzionali
previsti
nel programma
stesso.
Attualmente risultano completate e collaudate le opere di rinnovo
delVarmamento
della tratta Ruvo-Barletta
(31 km).
Il materiale rotabile (3 elettromotrici
e 1
rimorchiata) è stato ultimato ed immesso in
servizio mentre sono ancora in corso le
opere civili e Vattrezzaggio inerenti il raddoppio della tratta
Bari-Bitonto.
Va evidenziato che ogni intervento
funzionale è oggetto di un atto integrativo
stipulato da esercente ferroviario e concessionario dei lavori in cui, tra l'altro,
sono
determinati i tempi di reatizzazione e percentuale di prezzo chiuso dei lavori.
1
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MARTINAT. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
l'aeroporto di Cuneo-Levaldigi ha ottenuto in data 7 luglio 1980 concessione di
gestione parziale dell'aeroporto o m o n i m o
per la durata di un anno;
in data 2 novembre 1981 tale concessione è stata prorogata fino alla stipula
della convenzione ventennale;
nel corso degli anni la società ha
sottoscritto e trasmesso a Civilavia i testi di
convenzione ventennale proposti da Civilavia sulla base delle intervenute modifiche
di legge. In particolare, si evidenzia che dal
1991 ad oggi sono stati sei i testi di con-
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
venzione ventennale sottoscritti dalla Aeroporto spa, con una media di circa uno
all'anno;
il ritardo nella stipula della convenzione comporta un danno economico per
la società di gestione che ha realizzato
l'intera struttura a proprie spese e genera
quindi un trattamento iniquo rispetto alle
altre gestioni aeroportuali;
la convenzione provvisoria di gestione, originariamente di un anno di durata, non ha previsto espressamente la
manutenzione dei beni non oggetto di concessione, così come in essere presso altri
aeroporti;
in data 10 giugno 1991 la società ha
proposto la stipula di specifico contratto di
manutenzione, in assenza di riscontro ha
rinnovato la richiesta in data 15 giugno
1993 e in data 18 aprile 1994. Su richiesta
verbale degli uffici, ha trasmesso in data 12
settembre 1994 prospetti riepilogativi completi di giustificativi degli interventi effettuati dal 1986 in poi (anno di apertura
dell'aeroporto al traffico aereo commerciale). In assenza di riscontro, in data 7
agosto 1995, la società ha proceduto alla
emissione ed invio delle fatture relative ai
corrispettivi precedentemente elencati;
successivamente
alla
trasmissione
delle fatture, hanno avuto luogo alcuni
incontri in contraddittorio tra le parti a
seguito dei quali è emerso che il riconoscimento dei crediti potrà avvenire solo
dopo che l'ufficio legislativo del ministero
definirà che cosa abbia ad intendersi per
« assunzione di impegno »;
gli enti locali e gli enti pubblici economici, fino ad oggi maggiori azionisti
della società, non possono continuare a
sostenere sia gli interventi infrastrutturali
sia la gestione societaria, sopperendo alla
totale latitanza di Civilavia per la quale
l'aeroporto di Cuneo n o n è finora di fatto
esistito, pur percependo la stessa i canoni
concessori ed i diritti di approdo, sosta e
partenza, tasse imbarco passeggeri e merci
e quant'altro previsto dalla legge. Civilavia
non ha neanche istituito u n ufficio con-
Atti
Parlamentari
-
CI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
trollo traffico né ha personale in loco tale
da consentirle di incassare i diritti di cui
sopra, compito svolto dalla società di gestione con proprio personale;
l'aeroporto di Cuneo rappresenta
l'unica struttura di trasporto completamente operante realizzata su tutto il comprensorio provinciale dal dopoguerra ad
oggi e sta dimostrando sempre più il suo
ruolo di aeroporto regionale;
a far tempo dalla costituzione della
società ad oggi, gli interventi infrastrutturali hanno trasformato una pista in erba in
un aeroporto aperto al traffico commerciale nazionale e internazionale, strumentale e notturno, che in più occasioni ha
avuto modo di dimostrare la sua funzionalità —:
se non ritenga opportuno far definire
quanto prima, dall'ufficio legislativo del
Ministero dei trasporti, l'interpretazione
della concessione provvisoria attualmente
in vigore, al fine di riconoscere, per analogia con quanto in essere presso le altre
realtà, gli stessi diritti alla società di gestione dell'aeroporto di Cuneo, scongiurando da parte di quest'ultima l'assunzione
di provvedimenti conseguenti alla mancanza di risorse, che determinerebbero
una perdita sia di servizi, per un territorio
già penalizzato, sia di occupazione per gli
oltre cento addetti che a vario titolo operano sullo scalo.
(4-01638)
RISPOSTA. — La Società Aeroporto di Cuneo ha in concessione provvisoria
alcuni
beni demaniali ai fini dell'espletamento
dei
principali servizi aeroportuali sia attivi sia
passivi
Il provvedimento
che disciplina tale concessione è stato emanato il 7 luglio 1980 in
adesione alla formale richiesta della Società
presentata nel marzo dello stesso anno.
La concessione, inizialmente
di durata
annuale, è stata prorogata con
provvedimento datato 2 novembre 1981 fino all'entrata in vigore della convenzione
ventennale,
che attualmente è all'esame del Consiglio di
Stato per il prescritto
parere.
Camera dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
Non appena pervenuto il parere, si provvederà alla stipula definitiva della Convenzione che unitamente
al decreto
approvativo, sarà trasmessa agli Organi di controllo
per la
registrazione.
Per ciò che concerne il rimborso di oneri
per prestazioni
effettuate dalla Società Aeroporti di Cuneo si fa presente quanto segue.
Nel corso del 1995 la Società ha chiesto
il pagamento di fatture - relativamente
al
periodo 1965-1994
- per un importo
di
circa 3 miliardi per interventi
manutentivi
effettuati su beni demaniali che non formano oggetto di
concessione.
D'altra parte il provvedimento
di concessione disciplina le prestazioni
in argomento in quanto prevede l'impegno da parte
della stessa Società di provvedere alla vigilanza dell'intero sedime aeroportuale ed alla
manutenzione
della pista, del raccordo e del
piazzale di sosta degli aeromobili,
impegno
assunto dalla Società fin dalla
presentazione
dell'istanza con la quale richiedeva in via
anticipata la concessione.
A fronte delle motivazioni
addotte
dalla
Società di gestione a sostegno delle proprie
richieste creditorie, si è ritenuto
opportuno
acquisire
il parere dell'Avvocatura
dello
Stato sull'interpretazione
delle clausole contenute nell'atto di concessione. Tale parere
non è ancora pervenuto;
nel frattempo
la
Società ha citato in giudizio
l'Amministrazione.
In merito alla disparità di
trattamento
rispetto ad altre Società di gestione
aeroportuale, occorre sottolineare che ogni rapporto di concessione tra lo Stato e gli Enti
di gestione viene definito con singolo provvedimento che tiene conto della
specificità
della realtà
aeroportuale.
Lo svilupo dello scalo cuneese,
sotto
l'aspetto del traffico commerciale,
risente
della relativa vicinanza degli aeroporti
di
Nizza, Genova e Torino che, in termini di
mercato aereo, hanno una più alta capacità
attrattiva.
Inoltre lo scalo in questione
non ha
potuto
giovarsi
del contributo
ex lege
n. 351/1995 (articolo 1, commi 5 e 5 bis) in
quanto l'erogazione
di tale contributo
è
subordinata
alle seguenti
condizioni:
Atti
Parlamentari
-
CU
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
a) l'individuazione,
nell'ambito
del
piano di investimenti
di cui all'articolo 1,
comma 2, della citata legge, degli aeroporti
di rilevante interesse sociale e turistico con
traffico annuo inferiore a 600.000
passeggeri;
b) la presentazione,
da parte dell'ente
di gestione, di un programma per il conseguimento dell'equilibrio economico della gestione entro il quinto anno successivo
all'erogazione del
contributo;
c) la disponibilità
dei fondi
costituiti
dai proventi versati dalle Società di gestione,
previste dall'articolo
10, comma 13, della
legge n. 537/1993, a titolo di canone per la
gestione aeroportuale
da affidare ai sensi
dell'articolo 1, comma 1 quater, della legge
n. 315/1995.
Tali condizioni
non si sono
verificate,
ma in seguito, il possibile sviluppo
commerciale dell'aeroporto
di Cuneo potrà essere inserito nell'ambito di una ridefinizione
complessiva
dell'offerta di voli sul Nord
Italia.
Inoltre è in via di definizione il decreto
interministeriale
Trasporti- Tesoro per la
costituzione
delle società ex articolo
10,
comma 13, della legge n. 537/1993,
che
consentirà la concessione degli aeroporti di
cui all'articolo 1, comma 1 quarter della
legge n. 351/1995, la riscossione dei canoni
e l'erogazione dei contributi ex articolo 1,
comma 5, della citata legge n. 351.
Circa la determinazione
dei canoni, il
relativo decreto interministeriale
risulta essere stato elaborato in bozza da un gruppo
di lavoro costituito da funzionari dei Ministeri dei Trasporti e della Navigazione e
delle Finanze ed è ancora in fase di studio.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MARTINAT e ZACCHERA. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per
sapere — premesso che:
alcuni mesi orsono la linea ferroviaria
Novara-Varallo, dopo il pericolo di chiusura, è stata adeguata al transito dei convogli;
dei
Deputati
1997
urge un decongestionamento delle
valli circostanti dal flusso di traffico pesante;
varie zone industriali attigue alla linea Novara-Varallo ed altre in via di realizzazione (come quella del comune di
Grignasco) sarebbero notevolmente favorite da un rapido innesto nel traffico internazionale dell'alta velocità, in transito a
Novara;
il comune di Grignasco è sede, tra
l'altro, del parco naturale del monte Ferrera ed è punto di incontro delle comitive
interessate al turismo verde ed alle gite in
treno con proseguimento naturalistico in
mountain
bike;
l'Ente parco Ferrera ha già esposto
all'Ente ferrovie dello Stato la necessità di
ottimizzare l'uso dei convogli della NovaraVarallo al fine di promuovere e far conoscere meglio il territorio del parco — :
se non ritenga opportuno e urgente
adoperarsi per rendere la linea ferroviaria
organica all'alta velocità in transito a Novara.
(4-02993)
RISPOSTA. — Gli studi per la sistemazione
del nodo ferroviario di Novara da realizzarsi
con la costruzione della nuova linea veloce
Torino/Milano
prevedono un miglior inserimento della linea proveniente da Varallo.
Al momento per migliorare e potenziare
il trasporto
pubblico
si è intrapresa
la
strada dell'integrazione
dei servizi e delle
tariffe, infatti dal giugno '96 all'utenza viene
offerto un servizio integrato concordato
con
la maggiore autolinea della zona, in virtù
del quale è stato possibile passare dalle 26
corse (alcune già svolte da bus FS) alle
attuali 45 o 47 nelle varie tratte
(Varallo/
Borgosesia, Borgosesia/Romagnano,
Romagnano/Novara)
adottando una tariffa intermedia tra quella delle ferrovie e quella delle
autolinee.
Il progetto, che è stato molto
apprezzato
dall'utenza, è comunque, ancora allo studio
per essere migliorato
e per ammettere
a
parteciparvi
le autolinee finora escluse; anche gli enti locali presenteranno
eventuali
proposte migliorative che saranno prese in
Atti
Parlamentari
-
CHI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
considerazione,
compatibilmente
con i bilanci delle aziende coinvolte nel
progetto
d'integrazione.
Si precisa infine che tutti i treni attualmente in funzione sono abilitati al servizio
treno+bici che peraltro risulta
sottoutilizzato
dall'utenza.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MATTEOLI. - Ai Ministri dell'interno e
di grazia e giustizia e dell'ambiente.
— Per
sapere - premesso che:
nella zona di S. Alessio in via dei
Poveri vecchi, nel comune di Lucca, il
deflusso dei liquami a causa della totale
assenza di pubblica fognatura rappresenta
un serio pericolo per la tutela dell'ambiente e soprattutto per la salute dei cittadini;
nella zona di cui sopra si notano
lavori sospetti, senza l'indicazione della
ditta appaltatrice o qualsiasi altro riferimento, tra l'altro previsto dalla legge;
tale m o d o di procedere genera obiettivi sospetti sulla possibilità che i lavori
mirino a « risolvere » il problema in m o d o
anomalo, lasciando in piedi tutti i pericoli
per la salute dei cittadini;
se risulti al Governo che l'autorità
giudiziaria sia stata informata al riguardo
e quali provvedimenti abbia preso;
per sapere se l'amministrazione comunale di Lucca abbia deliberato la soluzione del grave problema ed in caso affermativo come e quando sarà risolto.
(4-01275)
RISPOSTA. — L'indagine a suo tempo avviata dall'amministrazione
comunale
di
Lucca per la verifica degli impianti di deflusso dei liquami posti in Monte San Quirico, via dei Poveri Vecchi, dal n. 2 al
n. 210 e 251, via Sant'Alessio dal n. 744 al
n. 754 e via della Rimembranza
n. 1095, è
tuttora in corso.
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Per gli impianti di smaltimento
ritenuti
non idonei vengono pogressivamente
predisposti gli ordini di
adeguamento.
L'esecuzione dei lavori necessari,
essendo
subordinata
al preventivo
conseguimento
degli atti autorizzativi
prescritti
dalla vigente normativa
in materia
urbanisticoedilizio, richiede, tuttavia, l'assegnazione agli
interessati di termini adeguati, oltre che per
l'organizzazione
e l'esecuzione
materiale
delle opere, anche per la
predisposizione
degli atti preparatori
ed il
conseguimento
delle necessarie
autorizzazioni
Risulta inoltre che, a seguito della presentazione
dell'interrogazione,
la
Procura
della Repubblica
di Lucca ha
disposto
l'apertura di un fascicolo concernente « Atti
relativi allo smaltimento
dei liquami
nella
zona di S. Alessio, via dei Poveri
Vecchi».
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
MENI A. — Al Ministro del tesoro. — Per
sapere - premesso che:
la Banca di credito di Trieste Trzaska
kreditna banka, banca di riferimento della
minoranza slovena, è stata recentemente
sottoposta dalla Banca d'Italia ad amministrazione straordinaria, ed i commissari
hanno ritenuto, sempre con l'assenso dell'organo di vigilanza, di bloccare tutti i
pagamenti da parte dell'istituto, recando
grave nocumento alla clientela tutta che si
è vista di colpo impossibilitata ad operare
prelievi sui propri conti e depositi;
la magistratura, al termine di un'inchiesta svolta, ha ordinato l'arresto di personaggi di spicco della banca;
la Trzaska kreditna banka opera dal
1959 e funge da riferimento soprattutto di
titolari di aziende import-export,
negozi e
società di spedizione che operano da o per
la ex-Jugoslavia. Per tutelare i risparmiatori e questa clientela delusa da quello che
si appalesa un controllo di dimensioni storiche, è opportuno chiarire quale m a n o
abbia ordito una tale manovra e perché o
a favore di chi - :
cosa abbia determinato l'adozione di
provvedimenti così drastici, gettando nello
Atti
Parlamentari
-
CIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
sconforto tutti i clienti della banca, quali
siano le difficoltà finanziarie e quali le
spericolate manovre di una gestione irresponsabile che abbiano indotto al commissariamento;
quali siano i reali motivi per cui la
Banca popolare di Brescia, che detiene il
quarantaquattro per cento della Banca
triestina, abbia azzerato nel proprio bilancio il valore della partecipazione pure costata 74 miliardi, non convincendo la facile
spiegazione che si sia trattato di denaro
speso male in una impresa decotta;
dei
Deputati
1997
Successivamente,
la banca è stata sottoposta a liquidazione coatta
amministrativa.
Per quanto concerne, poi, la soluzione
della crisi, si fa presente che, dopo
complesse trattative,
avviate d'accordo con il
Fondo Interbancario
di Tutela dei Depositi,
è stata realizzata una cessione parziale di
attività e passività della banca alla Nuova
Banca di Credito di Trieste,
appositamente
costituita dalla Banca Antoniana
Popolare
Veneta, che ne controlla il capitale
sociale.
La cessione ha riguardato
le
attività
prontamente
liquidabili, gli impieghi vivi ed
Interbancario;
come mai la Trzaska kreditna
banka i depositi protetti dal Fondo
restano,
invece,
alla
procedura
di liquidaabbia ricevuto (è piccola banca della peanomalo,
nisola) la qualifica di banca agente, vale a zione gli impieghi ad andamento
dire Pautorizzazione a operare nel campo i crediti delle banche italiane ed estere, la
dell'intermediazione con l'estero. (4-04839) parte dei depositi della clientela non protetta
dal Fondo, nonché il credito di
quest'ultimo,
derivante
dall'intervento
effettuato
a tutela
RISPOSTA. — Si risponde
all'interrogadei
depositanti
zione indicata in oggetto, concernente
la
Tale operazione consente, inoltre, nel riBanca di Credito di Trieste.
Al riguardo, sentita la Banca d'Italia, si spetto della « par condicio creditorum », di
fa presente che la citata Banca è stata realizzare una significativa parte delle attiuna
sottoposta ad amministrazione
straordina- vità della liquidazione e di apprestare
sollecita
tutela
dei
diritti
dei
depositanti
ria con decreto del Ministro del Tesoro in
potranno
data 8 ottobre 1996, ai sensi dell'articolo 70, Tali diritti, per la parte trasferita,
comma 1, lett. c) del decreto
legislativo essere fatti valere nei confronti della banca
n. 385 del 1° settembre 1993, su proposta cessionaria.
Da un punto di vista più generale, la
della Banca d'Italia, a seguito della grave
cessione
permette di preservare la struttura
situazione determinatasi
nel comparto
dei
dell'impresa bancaria, alcune relazioni d'afcrediti.
i livelli ocIn particolare, nei primi mesi del 1996 fari, nonché di salvaguardare
sono emersi impegni di natura
finanziaria, cupazionali
Infatti, la Banca Antoniana Popolare Verilasciati in modo irregolare, nel periodo
neta
si è impegnata a riassumere
tutto il
1992-1994, a favore di banche e di società
finanziarie estere. Tali vicende formano og- personale della Banca di Credito di Trieste,
getto di indagine da parte dell'Autorità giu- con il quale è stato raggiunto un accordo
diziaria, che ha emesso misure di custodia relativo alla riduzione del 25% circa delle
cautelare nei confronti di ex esponenti della retribuzioni
Per quanto concerne, infine, la qualifica
banca e di soggetti destinatari di finanziadi agente nell'attività dei cambi,
attribuita
menti
I Commissari
straordinari,
ai quali è alla citata banca, si fa presente che tale
stato affidato il mandato di
amministrazione qualifica venne attribuita dalla Banca d'Itastraordinaria della citata banca, hanno do- lia alla fine del 1975, con decorrenza dal 2
della
vuto fronteggiare
un assetto
finanziario gennaio 1976, secondo il principio
gradualità
nell'abilitazione
delle
banche
alstrutturalmente
squilibrato,
nel quadro di
una situazione patrimoniale
deficitaria. A l'operatività in valuta.
La Banca di Credito di Trieste ha opetutela dei creditori e previa
autorizzazione
come Centro di
Raccolta
della Banca d'Italia, infatti, essi
disponevano rato, dapprima,
la semplice
attività
di
la sospensione dei pagamenti ai sensi dell'ar- Valute, svolgendo
cambio
di
determinati
strumenti
di
pagaticolo 74 T. U., a decorrere dal 23 ottobre u.s.
Atti
Parlamentari
-
CV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
mento e, successivamente,
è intervenuta nel
settore degli scambi con l'estero,
dando
corso al rilascio di moduli valutari
all'import ed export e servendosi di talune facoltà
accessorie, ha così ottenuto la più ampia
qualifica valutaria, che le ha conferito piena
autonomia operativa di settore.
Sulla base delle conclusioni
del citato
gruppo
di lavoro,
l'Amministrazione
ha
provveduto
ad emanare il decreto
ministeriale 31 gennaio 1997 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale 2 7 febbraio 1997, n. 48, che
abroga tutte le precedenti
disposizioni
Il Sottosegretario di Stato per il
tesoro: Pinza.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
MORGANDO. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
MORGANDO. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione
civile. — Per
sapere - premesso che:
sulla materia del trasporto scolastico
è intervenuto recentemente il decreto Ministeriale del 2 febbraio 1996, che ha introdotto sostanziali modifiche in merito;
in particolare, le norme di cui agli
articoli 1 c o m m a 2, 2 e 4, impongono sia
ai comuni, nel caso di servizio effettuato in
proprio, sia alle aziende, nel caso in cui il
servizio venga loro appaltato dal comune,
una serie di incombenze e vincoli ai quali
risulta particolarmente difficile adeguarsi
in tempi brevi, soprattutto per le numerose
aziende artigiane la cui attività si esplica
principalmente nel settore del trasporto
scolastico, e che rischiano in prospettiva di
essere escluse — :
quali provvedimenti intenda intraprendere, alla luce di quanto sopra, per
favorire ed agevolare un servizio a beneficio della collettività, tenuto conto della
evidente inapplicabilità delle norme in oggetto.
(4-04082)
RISPOSTA. — / / decreto ministeriale
2
febbraio 1996 disciplina il trasporto
scolastico solo con riferimento all'utilizzazione
di
scuolabus da parte dei comuni
L'Amministrazione,
ritenendo
necessaria
una rideterminazione
dell'intera
normativa,
volta ad agevolare un servizio di pubblico
interesse, ha istituito un gruppo di lavoro
composto
da propri rappresentanti
e da
quelli della Pubblica Istruzione,
dell'Unione
Province d'Italia e dall'Associazione
Nazionale dei Comuni
d'Italia.
con circolare del 20 gennaio 1997,
n. 3724/4383, la direzione generale della
motorizzazione civile, ha inteso fornire
un'interpretazione circa l'attività dei consorzi di imprese di autoriparazione per le
revisioni periodiche degli autoveicoli;
in particolare per quanto riguarda la
sede e l'ambito territoriale di attività dei
consorzi, viene precisato che questi possono costituirsi su base provinciale ed essere autorizzati ad operare mediante
l'apertura di apposite sedi operative per
l'effettuazione delle revisioni (centri di revisione) in tutti i comuni della provincia in
cui sia costituito un raggruppamento di un
massimo di quattro operatori che debbono
avere la propria impresa nel medesimo
comune;
tali disposizioni provocano non pochi ostacoli, sia nei comuni di piccole
dimensioni, sia negli altri: infatti, nei
primi il centro di revisione sarà difficilmente realizzabile se nel territorio si
trovano ad operare una o due aziende,
non potendo queste aggregarsi con operatori di altri comuni; d'altro canto,
qualora il n u m e r o delle aziende sul
territorio ecceda la soglia massima di
quattro operatori, alcune aziende risultano escluse, stante il divieto di aggregazione con soggetti di altri comuni - :
se sia al corrente della
sopra descritta;
situazione
Atti
Parlamentari
-
CVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
se non ritenga necessario intervenire
attraverso una modificazione di quelle disposizioni che costituiscono fattori di ostacolo e di freno alla concreta esplicazione
delle norme, per permettere a tutti quegli
operatori in possesso dei requisiti richiesti
di poter legittimamente operare. (4-08479)
La circolare prot n. 37241
4383 del 20 gennaio 1997, non reca interpretazioni
della Direzione
Generale
della
M.C.T.C circa Vattività dei consorzi di imprese di autoriparazione
per le
revisioni
periodiche di alcune categorie di veicoli, ma
istruzioni agli Uffici dipendenti, nella stretta
osservanza
dei contenuti delle norme attualmente vigenti sulla
materia.
Relativamente
alla possibilità
di costituire consorzi tra operatori aventi sede in
Comuni diversi, ma limitrofi, è allo studio
delVAmministrazione
una proposta di modifica in tal senso del Regolamento di esecuzione del codice della strada.
RISPOSTA. —
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
NARDINI e MALENTACCHI. - Al Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro per le risorse agricole, alimentari e
forestali — Per sapere - premesso che:
il decreto del Ministro per le risorse
agricole, alimentari e forestali del 23 luglio
1996, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del
12 agosto 1996, vieta alle navi autorizzate
all'uso delle reti da posta derivante iscritte
in compartimenti marittimi diversi da
quelli della Sardegna di attraccare nei
porti sardi per il compimento di operazioni
tecniche e logistiche connesse alla campagna di pesca del pescespada;
Camera dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
stanti la Sardegna, oltre il limite delle
dodici miglia del mare territoriale la pesca
con reti derivanti è perfettamente lecita,
purché effettuata con reti che non superino il limite di lunghezza posto dalle
norme comunitarie ed attualmente fissato
in 2,5 chilometri;
la lega pesca, associazione nazionale
fra cooperative della pesca, ha presentato
ricorso al tribunale amministrativo regionale del Lazio per l'annullamento del decreto, contestandone in particolare i fondamenti giuridici;
analogamente alla lega pesca si è
espresso l'assessore regionale alla pesca
della regione siciliana, ed all'interno della
categoria dei pescatori vi è lo stesso orientamento, tanto che è stata spontaneamente
indetta una petizione popolare finalizzata
alla revoca del decreto;
per le imbarcazioni da pesca, ed in
particolare per quelle di minore stazza,
attraccare nei porti sardi per le indispensabili operazioni tecniche e logistiche, ivi
inclusi i rifornimenti di viveri e carburante, è presupposto indispendabile per
l'esercizio legittimo della loro attività;
il decreto 23 luglio 1996 incide quindi
su una attività lecita e travalica i poteri di
regolazione dello sforzo di pesca conferiti
al competente ministero con la legge
n. 963 del 1985, la quale prevede che detta
regolazione venga effettuata sulla base
della consistenza delle risorse biologiche
del mare e conformemente al piano nazionale della pesca, mentre nel provvedimento in questione tali riferimenti non
sono riscontrabili;
la legge della regione Sardegna n. 10
del 13 maggio 1988, pur vietando l'esercizio della pesca mediante l'uso delle reti
alla deriva nel mare territoriale, non fa
alcun riferimento al transito ed all'attracco
nei porti sardi;
nel decreto, in particolare, si sostiene
di tener conto non del piano nazionale
della pesca, ma di un altro e diverso piano,
ovvero quello di razionalizzazione per la
riconversione delle spadare, il che c o m u n que n o n eliminerebbe la violazione di legge
conseguente alla mancata considerazione
del piano nazionale della pesca;
il divieto di cui al punto precedente
non è invece vigente a livello nazionale e,
conseguentemente, anche nei mari circo-
peraltro il piano di riconversione
delle spadare, del quale esiste una proposta, sotto forma di accordo siglato dallo
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA ~
-
CVII
-
ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
stesso ministero per le risorse agricole,
alimentari e forestali in data successiva a
quella del decreto, ovvero il 24 luglio 1996,
non è stato ancora adottato;
in ogni caso P« accordo spadare » prevede che il piano di razionalizzazione non
sia in alcun m o d o collegato a misure atte
a sospendere o interdire l'attività di pesca
con reti regolamentari, impegnando al contrario i firmatari a garantirne la legittimità
con le modalità e nei limiti di legge;
la commissione consultiva centrale
della pesca marittima, istituita presso il
ministero per le risorse agricole, alimentari
e forestali, chiamata ad esprimere il proprio parere preventivo sul decreto, nella
seduta del 22 luglio 1996 si è espressa in
forma non univoca, con sette voti contrari,
dieci astensioni e soltanto nove voti favorevoli, questi ultimi pressoché integralmente da parte dei membri del comitato
interni al ministero;
l'articolo 16 della Costituzione italiana prevede che limiti alla mobilità dei
cittadini sul territorio nazionale possano
essere posti solo per motivi di sanità o di
sicurezza, motivi che, nel caso delle spadare, non sussistono;
il decreto 23 luglio 1996, creando
discriminazioni tra equipaggi di navi sarde
e non sarde, travalica le disposizioni del
trattato istitutivo della Cee, in particolare
quelli relativi alla n o n discriminazione e
alla libera circolazione delle persone, dei
servizi, delle merci e dei capitali -:
cosa intendano fare per ripristinare
uguali diritti fra cittadini dello Stato, ed in
particolare per non sottoporre parte di essi
a restrizioni nel legale svolgimento dell'attività;
se intendano, per preservare la campagna di pesca 1997, già iniziata, da pericolose tensioni, che rischiano di avere
conseguenze per il mantenimento dell'ordine pubblico, revocare il provvedimento
ripetutamente citato in premessa.
(4-09280)
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
RISPOSTA. — Si risponde per delega della
Presidenza del Consiglio dei
Ministri
Si deve preliminarmente
precisare che il
decreto ministeriale 23 luglio 1996 a cui la
S.V. On. le fa riferimento, è stato emanato in
conseguenza
di una precisa richiesta
da
parte degli Stati Uniti dAmerica,
formulata
nel corso delle trattative avviate al fine di
scongiurare le paventate misure di embargo
commerciale
che le Autorità
americane
avrebbero potuto adottare nei riguardi del
nostro Paese.
Vi era, infatti, fondato timore che dette
misure, preventivamente
calcolate per un
valore di circa 3.000 miliardi di lire, sarebbero state adottate come ritorsione per l'attività di pesca effettuata dalla flotta italiana
con reti derivanti la cui lunghezza
fosse
stata superiore ai 2.500 metri.
La scelta di operare un trattamento
restrittivo all'operatività di questa tipologia di
imbarcazioni è scaturita sia perché i casi più
numerosi di pesca illegale si sono
verificati
proprio a ovest della Sardegna, sia perché vi
è un'apposita legge regionale, la n. 10 del 13
maggio 1988, che vieta nelle acque
territoriali, circostanti la medesima regione, la pesca con questo tipo di attrezzature.
D'altra parte, la mancata adozione di un
provvedimento
siffatto avrebbe potuto comportare una gravissima caduta in termini di
credibilità nei confronti di un Paese tradizionalmente
amico come gli Stati
Uniti,
oltre all'ingente danno economico che /'embargo avrebbe portato ad altri settori dell'economia nazionale come, ad esempio, le
aziende produttrici di coralli, cammei, perle
e affini che sarebbero
state le prime ad
essere colpite dalle misure restrittive
all'esportazione verso gli USA.
Questa Amministrazione
è a conoscenza
della avvenuta presentazione
di ricorso giurisdizionale avverso il citato
provvedimento
e tuttavia
ritiene di avere
correttamente
agito nell'interesse della economia
nazionale
in quanto l'emanazione
del decreto
ministeriale 23 luglio 1996 è conseguita
proprio
all'attenta valutazione degli eventi
sopradescritti nonché dalla normativa in materia.
Infine, per ciò che la S.V. Onde ha
espresso in ordine alla possibilità
di revocare il decreto citato, si segnala che è ormai
Atti
Parlamentari
-
CVIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
imminente Vattuazione del piano di riconversione della flotta dedita alla pesca con le
reti derivanti: se a ciò si aggiunge che i
recenti orientamenti
della
giurisprudenza
non sono favorevoli
alla metodologia
di
pesca in argomento, appare evidente
come,
almeno in questo momento, non sia opportuno procedere al ritiro del
provvedimento
restrittivo
così come auspicato dalla S.V.
Onde.
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
NARDINI. — Al Ministro dell'interno e
per la solidarietà sociale. — Per sapere premesso che:
in questi giorni, presso il palazzetto
dello sport di Soverato sono sistemate circa
duecentocinquanta persone, provenienti
dalla Turchia, dall'Iraq e da altri paesi, che
erano imbarcate sulla nave arenatasi sulla
spiaggia di Guardavalle;
la quasi totalità di questi profughi
sono curdi provenienti dalla Turchia e
dall'Iraq, paesi dove è in atto un vero e
proprio genocidio del popolo curdo;
risulta all'interrogante che alcuni dei
profughi « alloggiati » presso il palazzetto
dello sport di Soverato mostrino segni evidenti di torture e di sevizie;
molti di questi profughi hanno fatto
richiesta di asilo politico e, in attesa che
venga concluso l'iter per il riconoscimento
o meno dello status di rifugiato politico,
saranno ospitati temporaneamente (si prevedono almeno due mesi) nella regione
Calabria;
è evidente che l'attuale sistemazione
dei profughi (una tendopoli nei pressi del
palazzetto) è assolutamente inidonea;
dei
Deputati
1997
stendo in Calabria centri capaci di accogliere dignitosamente queste persone -:
se sia a conoscenza dei fatti;
quali iniziative intenda assumere
perché ai profughi venga data un'adeguata
accoglienza.
(4-10748)
RISPOSTA. — Come risulta da
informazioni della Prefettura e della Questura
di
Catanzaro, il 29 maggio scorso
sbarcarono
clandestinamente
sulla spiaggia di Punta
Stilo di Guardavalle
249 cittadini
extracomunitari
di varie nazionalità
ed etnie.
Per costoro fu apprestato
un
ricovero
provvisorio
presso il Palazzetto dello Sport
di Soverato, in quanto nella provincia
di
Catanzaro non esistono strutture
predisposte per la accoglienza di
immigrati
Successivamente,
dopo
l'espletamento
delle procedure di identificazione
e la conseguente espulsione di quanti non avevano
manifestato
l'intendimento
di chiedere
lo
status di rifugiato, i restanti
muniti
di
permesso di soggiorno, vennero trasferiti dal
Palazzetto dello Sport di Soverato nei più
confortevoli
ambienti
dell'associazione
« Malgrado tutto » in Pian del Duca, nei
pressi di Lamezia
Terme.
I richiedenti lo status di rifugiato, originariamente
in numero di 83,
formalizzarono poi le prescritte dichiarazioni a verbale
solo in numero di 54, mentre gli altri si
allontanarono
arbitrariamente
dal centro di
accoglienza.
Per gli anzidetti cittadini
extracomunitari, che risultano essere in parte iracheni e
in parte turchi, tutti asseritamente
di etnia
curda, sono tuttora in corso i passaggi istruttori per la audizione personale, presso la
Commissione centrale per il
riconoscimento
dello status di rifugiato, ai sensi
dell'articolo
3, comma 1, del decreto del Presidente della
Repubblica 15.5.1990, n. 136.
I primi colloqui sono iniziati il 15 luglio
scorso.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
episodi di questa natura si sono già
verificati lungo le coste calabresi e sono
destinati nel prossimo periodo a diventare
sempre più frequenti;
NOCERA. - Al Ministro dell'interno.
Per sapere - premesso che:
la regione a tutt'oggi non è attrezzata
per far fronte a tali situazioni, non esi-
in data 14 marzo 1997 il consiglio di
Nocera Inferiore ha deliberato la bocciatura del bilancio di previsione 1997;
—
Atti
Parlamentari
-
CIX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
il Cor eco di Salerno assegnava ulteriori termini di 20 giorni per la riproposizione del bilancio medesimo in consiglio
comunale, ma tale termine è decorso infruttuosamente;
l'articolo 39 della legge n. 142 del
1990 prevede che, su comunicazione del
Coreco, il prefetto possa dare inizio alla
procedura di scioglimento del consiglio comunale, procedura che peraltro al m o mento non risulta ancora effettuata;
tale situazione determina un grave ed
irreparabile disservizio nella gestione politica ed amministrativa del comune di
Nocera Inferiore -:
quali siano i motivi che hanno impedito l'adozione degli atti dovuti per legge e
quali provvedimenti il Governo intenda
adottare per ovviare a questa incresciosa
situazione.
(4-09659)
RISPOSTA. — Non appena
ultimata
la
procedura sostitutiva da parte del Comitato
Regionale di Controllo, il consiglio
comunale di Nocera Inferiore è stato sciolto come alla S.V. sarà ormai noto - con
decreto del Presidente della Repubblica
del
16 giugno scorso, ai sensi dell'articolo
39,
commi 1, lettera c), e 2, della legge 8 giugno
1990, n. 142.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
OLIVO e GAETANI. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
- premesso che:
l'aeroporto di Crotone è scalo aperto
al traffico civile, con servizio di assistenza
al volo autorizzato con orario di servizio
diurno a richiesta da parte dell'ENAV, a
partire dal prossimo giugno;
l'unica attività civile che attualmente
viene svolta sull'aeroporto è effettuata dalPAero club di Crotone;
per la gestione dello scalo è stata
costituita una società, denominata « Aeroporto S. Anna S.p.A. », formata sia da enti
dei
Deputati
1997
locali che da società e privati, per
capitale di lire 1.387.000.000;
un
a far parte di questo gruppo di enti e
società ci sarà anche la regione Calabria,
che ha provveduto ad uno stanziamento
per il raggiungimento di u n capitale di lire
u n miliardo;
l'intento da perseguire da parte della
società S. Anna è stato accolto dal Comitato per il coordinamento delle iniziative
dell'occupazione della Presidenza del Consiglio dei ministri, considerato che, per un
forte insediamento industriale di cui la
Federazione consorzi ed enti di industrializzazione prevede l'insediamento nella
zona, condizione primaria è la rivitalizzazione dell'aeroporto in questione;
oltre a quello appena indicato la Task
Force ha fatto conoscere quali siano gli
altri obiettivi da perseguire: incrementare
flussi turistici nella zona; potenziare l'attività del locale Aero Club; potenziare l'attività di protezione civile, in collaborazione
c o n le USL di Crotone, prevedendo la
realizzazione di una struttura di elisoccorso;
la società S. Anna inoltre ha perfezionato anche le trattative con la società
Air One per l'effettuazione dei collegamenti Crotone-Roma e Crotone-Milano
con voli giornalieri (sarà effettuato anche
un volo settimanale Crotone-Parigi);
Civilavia ha valutato positivamente i
programmi della società S. Anna, considerando che l'aeroporto è c o m u n q u e condizione per lo sviluppo industriale, turistico
e culturale del territorio così come su
riferito, e che la regione si è formalmente
impegnata a rispondere direttamente di
eventuali perdite di esercizio;
alla luce di tali premesse, l'ufficio
concessioni di Civilavia ha provveduto a
trasmettere alla società S. Anna la convenzione già sottoscritta;
Atti
Parlamentari
-
CX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
nelle more, si è deciso di definire un
provvedimento precario di occupazione,
per concedere con immediatezza alla S.
Anna una gestione parziale dell'aeroporto;
aereo con decreto n. 140/CEE del 5 luglio
1996 e la Società Air Ore ha attivato un
collegamento
giornaliero
Roma-Crotone
dalla passata stagione
estiva.
circa la società Minerva Airlines, nonostante questa abbia fatto conoscere i
propri intendimenti, Civilavia non ha rilasciato alcun tipo di licenza di volo, visto
che al m o m e n t o la Minerva non è in
possesso di alcun aeromobile né in proprietà, né in esercenza; sembra, tuttavia,
che la Minerva voglia strutturarsi utilizzando gli stanziamenti regionali con cui
acquistare aeromobili ed ogni altro mezzo - :
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
per quali ragioni il CIPE non abbia
ritenuto di inserire Crotone tra gli aeroporti di interesse sociale e turistico;
se non ritenga che questa decisione
sia discriminatoria ed in contrasto con gli
sforzi posti in atto dal Governo per il
superamento della situazione di crisi nell'area crotonese;
quali iniziative si intendano promuovere per modificare tale decisione.
(4-00161)
Le finalità poste alla base
della costituzione
delVAeroporto
S. Anna
S.p.A. per la gestione dello scalo di Crotone
si inseriscono effettivamente nel progetto di
sviluppo turistico e commerciale della zona
e pertanto VAmministrazione
ha affidato a
tale Società la gestione provvisoria
dello
scalo, in attesa del perfezionamento
della
convenzione
definitiva, peraltro già sottoscritta.
Peraltro, la nascita della suddetta
Società
non ha ancora portato quei concreti incrementi di flussi turistici nella zona, né il
potenziamento
dell'attività di protezione civile e del locale Aero Club, che sono presupposti
indispensabili
per
l'inserimento
dello scalo di Crotone tra gli aeroporti di
rilevante interesse sociale e turistico e come
tali ammessi ai contributi di cui all'articolo
1, comma 5 della legge n. 351/1995.
Relativamente
ai collegamenti aerei si fa
presente che alla Società Minerva Airlines è
stata rilasciata la licenza per il
trasporto
RISPOSTA. —
OLIVO, OLIVERIO, GIACCO, GATTO E
BOVA. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere - premesso che:
da molto tempo si è verificato un
forte peggioramento della situazione nei
collegamenti ferroviari tra l'aeroporto di
Roma-Fiumicino e la Capitale;
questa situazione, riscontrabile sia
nei collegamenti con la stazione Termini,
assicurati dalle Ferrovie dello Stato, sia
negli altri collegamenti garantiti dal trasporto locale e regionale, si caratterizza
soprattutto nei ritardi di partenza e di
arrivo divenuti assai frequenti; nella soppressione di non poche corse senza alcun
preavviso; nei guasti ripetuti ai mezzi di
locomozione la cui manutenzione lascia
molto a desiderare; nella diminuzione
della frequenza delle corse tra la stazione
Termini e l'Aeroporto; nei servizi igienici
pessimi o addirittura inesistenti;
tutto ciò provoca malessere e pesanti
disagi per i passeggeri — :
quali iniziative intenda promuovere
per riportare ad una condizione di normalità l'attuale precaria e anormale situazione, garantendo un servizio più dignitoso
ed efficiente.
(4-02439)
RISPOSTA. — / / collegamento
fra l'aeroporto di Fiumicino e la città di Roma è
effettuato da due tipi di servizio: un sistema
di spostamenti
rapidi non-stop fra l'aeroporto stesso e la stazione di Roma
Termini
ed un sistema di relazioni di tipo
metropolitano che copre pressoché tutta l'area urbana, permettendo
una mobilità
continua,
peraltro assicurata da un considerevole
numero di corse.
Relativamente
al primo tipo di servizio,
la F.S. S.p.A. sottolinea come esso sia attivo
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA —
ALLEGATO B
CXI
-
AI RESOCONTI —
a partire dalle ore 6.25 - prima partenza da
Fiumicino Aeroporto - fino alle ore 22.08 ultima partenza da Fiumicino Aeroporto. Il
servizio in questione è peraltro erogato in
base ad un cadenzamento
orario che, nelle
ore di punta, implica una corsa ogni 30
minuti
La distanza che separa Roma Termini da
Fiumicino Aeroporto viene percorsa in 30
minuti, senza effettuare fermate
intermedie.
La F.S. S.p.A. rende inoltre noto che,
presso la stazione di Roma Termini, è stata
attivata una sala di attesa riservata,
con
servizio di check-in a disposizione dei passeggeri Alitalia privi di bagaglio al seguito.
Quanto alle elettromotrici
utilizzate, esse
sono del tipo Ale 601: appartengono,
cioè,
alla stessa serie in uso per i treni intercity
sulle tratte di Roma-Firenze
e
Roma-Napoli. Di recente, peraltro, sono state immesse in servizio anche elettromotrici
del
tipo Ale 841, atte a garantire maggiore disponibilità di posti e più elevato comfort
Ulteriori collegamenti fra Vaeroporto di
Fiumicino e Varea metropolitana
di Roma
sono assicurati dal servizio di tipo metropolitano della linea FM1 Fiumicino
Aeroporto-Fara
Sabina-Orte,
il quale
collega,
con servizi cadenzati rigidamente
ogni 15
minuti, ed un tempo di percorrenza di circa
40 minuti, Vaeroporto di Fiumicino a Roma
Tiburtina; vengono effettuate le seguenti fermate: Ponte Galeria, Muratella,
Magliana,
Villa Bonelli, Roma S. Pietro, Roma Trastevere, Roma Ostiense e Roma
Tuscolana;
il collegamento prosegue su Fara Settebagni,
Monterotondo-Mentana
e Piana Bella di
Montelibretti.
Alcune corse, con cadenzamento
orario,
estendono il collegamento da e per Orte, con
le fermate di Poggio Mirteto,
Gavignano
Sabino, Stimigliano,
Collevecchio- P. Sommavilla, Civita Castellana-Magliano
e Gallese Teverina.
Il servizio metropolitano della linea FM1
inizia alle ore 6,13 da Fiumicino
Aeroporto
e termina alle ore 0.13; inizia invece da
Roma Tiburtina alle ore 5,06 e da Fara
Sabina alle ore 5,29, in direzione
Fiumicino
Aeroporto; Vultima corsa parte da Fara Sabina alle ore 22.29 ed alle ore 23.06 da
Roma
Tiburtina.
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
La F.S. S.p.A. segnala che la
possibilità
che si verifichino ritardi in alcune corse è
attualmente
dovuta a temporanee
circostanze contingenti; infatti, presso la stazione
di Roma Termini sono in corso dei lavori
finalizzati ad innalzare i marciapiedi,
portandoli ad una altezza di 55 centimetri,
onde
facilitare Vaccesso ai treni I lavori in questione comportano la contemporanea
messa
fuori servizio di due binari per fase, il che
limita, ma solo temporaneamente
appunto,
la capacità operativa della
stazione.
Riguardo alla qualità dei servizi offerti,
ed in particolare al livello dei servizi igienici, la F.S. S.p.A. assicura che le strutture
competenti
ad occuparsene
sono
perennemente attive.
Inoltre va segnalato che nelVambito delVattività di vigilanza nei confronti della F.S.
S.p.A., che questa Amministrazione
sta ponendo in essere, particolare attenzione
sarà
posta all'effettiva qualità dei servizi offerti,
onde garantirne
l'adeguatezza.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PAMPO. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
le elettromotrici utilizzate per il servizio di collegamento diretto aeroporto di
Fiumicino — Roma Termini sono in condizioni di manutenzione assai degradate;
in particolare, il giorno 29 luglio
1995, si riscontravano, tra le altre, carenze
quali uno stato di generale sporcizia, il
mancato funzionamento dell'impianto di
condizionamento dell'aria e la pressoché
totale asportazione dei posacenere nelle
carrozze fumatori;
il m e d e s i m o giorno, i servizi igienici
dell'aeroporto « Leonardo da Vinci », settore partenze nazionali, apparivano in pessime condizioni igienico-sanitarie tali da
rendere alcuni di essi inutilizzabili;
le strutture aeroportuali ed il servizio
ferroviario di collegamento tra l'aeroporto
e la città di Roma sono le prime installa-
Atti
Parlamentari
-
CXII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
zioni con cui vengono a contatto, appena
giunti nel nostro Paese, centinaia di migliaia di viaggiatori di nazionalità estera, e
la constatazione di simili situazioni di degrado ed incuria non può che ingenerare in
essi una negativa considerazione dell'Italia - :
quali provvedimenti intenda adottare
per porre fine ai suddetti disservizi, di così
grave nocumento per l'immagine e la promozione turistica del nostro Paese all'estero.
(4-01543)
RISPOSTA. — / servizi di collegamento
tra
Vaeroporto di Fiumicino e la città di Roma
sono effettuati dalle F.S. S.p.A. con due
distinte modalità di offerta: la prima consente spostamenti
rapidi non-stop fra Vaeroporto e la stazione di Roma
Termini,
Valtra un sistema di relazioni di tipo metropolitano che, toccando in vari punti tutta
Varea urbana, permette una mobilità
continua con un alta frequenza di corse.
Per il primo servizio, nella stazione di
Roma Termini la Società F.S. ha attivato
una sala d'attesa riservata con servizio di
check-in per i viaggiatori in partenza
dal
binario 22 appositamente
dedicato a questo
servizio.
I treni diretti della relazione Roma Termini-Fiumicino
coprono la distanza in 30
minuti senza fermate intermedie. Il servizio
inizia con la partenza da Roma Termini alle
ore 6.52 con un cadenzamento
orario rafforzato da collegamenti ogni 30 minuti nelle
ore di punta e termina con Vultima partenza
da Fiumicino aeroporto alle ore 22.08.
II materiale
utilizzato
è costituito
da
elettromotrici del tipo Ale 601, la stessa serie
che viene utilizzata anche per i treni intercity sulle linee Roma-Firenze
e Roma-Napoli. Recentemente
dopo opportuni
interventi di restyling, sono state immesse
in
servizio anche elettromotrici del tipo Ale 841
che offrono maggiore disponibilità
di posti
ed un miglior
comfort.
I collegamenti fra Vaeroporto di Fiumicino e Varea metropolitana
di Roma sono
assicurati dal servizio di tipo
metropolitano
della linea FM1 Fiumicino
aeroporto-Fara
Sabina-Orte, che collega con servizi caden-
dei
Deputati
1997
zati, ogni 15 minuti e con un tempo di
percorrenza
di circa 40 minuti,
Vaeroporto
di Fiumicino a Roma Tiburtina e con fermate a Ponte Galeria, Muratella,
Magliana,
Villa Bonelli, Roma S. Pietro, Roma Trastevere, Roma Ostiense e Roma
Tuscolana,
per proseguire su Fara Sabina con fermate
a Roma Nomentana, Nuovo Salario, Fidene,
Settebagni, Monterotondo-Mentana
e Piana
Bella di Montelibretti.
Alcune corse, con
cadenzamento
orario, estendono il collegamento da e per Orte, con le fermate di
Poggio Mirteto, Gavignano Sabino,
Stimigliano, Collevecchio-Poggio
Sommavilla,
Civita Castellana-Magliano
e Gallese Teverina.
Il servizio metropolitano
della linea FM1
inizia alle ore 6.13 da Fiumicino
aeroporto
in direzione Tiburtina-Fara
Sabina e termina alle ore 0.13; la prima partenza
da
Roma Tiburtina è alle ore 5.06 e da Fara
Sabina alle ore 5.29, in direzione
Fiumicino
aeroporto; Vultima corsa è alle ore 22.29 da
Fara Sabina ed alle ore 23.06 da Roma
Tiburtina.
Per migliorare
Vaccessibilità
ai treni
nella stazione di Roma Termini sono stati
previsti lavori per portare tutti i marciapiedi
ad una altezza di 55 centimetri dal piano del
binario. Detti interventi hanno richiesto la
contemporanea
messa fuori servizio di due
binari per ogni fase con una
temporanea
limitazione
della capacità operativa
della
stazione e possibili ritardi specie nelle fasce
orarie a più intenso
traffico.
La Società fa, altresì, presente che proprie strutture sono costantemente
attive per
mantenere alti gli standards dell'offerta anche relativamente
alla pulizia dei rotabili,
sia in termini di regolarità, sia di qualità del
servizio.
Per quanto riguarda i servizi igienici nel
settore partenze nazionali dell'aeroporto
di
Fiumicino,
l'eventuale momentanea
inagibilità dei medesimi può riscontrarsi
per
l'effettuazione
dei quotidiani
interventi
di
pulizia.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PAMPO. — Ai Ministri dei trasporti e
della navigazione, del tesoro e dell'industria,
Atti
-
Parlamentari
CXIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
commercio e artigianato.
premesso che:
— Per sapere
-
la Saipem, società del gruppo ENI, ha
comunicato nei giorni scorsi la propria
intenzione di traferire tutte le proprie piattaforme marine di trivellazione petrolifera,
nonché la propria flotta di navi gru, attualmente battenti bandiera italiana, sotto
bandiera estera;
in particolare, il passaggio di bandiera della nave-gru Micoperi 7000 sarebbe
stato previsto già per lo scorso 30 ottobre
1995 - :
se
quanto
esposto
corrisponda
al
vero;
in caso affermativo, quali siano le
motivazioni che abbiano portato ad una
simile, sconcertante decisione;
se non ritengano opportuno prendere
provvedimenti atti a far recedere la Saipem da tale proposito, dal m o m e n t o che
appare francamente inaccettabile che una
società di proprietà pubblica possa abbandonare la bandiera di navigazione italiana,
con gravissimo pregiudizio per il prestigio
della marina mercantile del nostro Paese,
mettendo inoltre a rischio l'occupazione
dei lavoratori italiani impiegati a bordo
delle suddette unità.
(4-01593)
Si risponde anche a nome
dei Ministri del tesoro e dell'industria,
commercio e artigianato.
Le Società Saipem S.p.A. e Saipem Italia
S.p.A., che operano nel settore della ricerca
e della coltivazione petrolifera, hanno presentato nell'estate del 1995 istanza per l'autorizzazione alla dismissione di bandiera di
nove unità specializzate
per vendita
alla
Saipem Commercio
Marittimo
(MaderaPortogallo)
interamente
controllata
dalla
Saipem S.p.A. con la successiva
iscrizione
delle unità nei registri delle
Bahamas.
Dette unità sono state utilizzate in passato prevalentemente
con contratti
all'estero. I motivi addotti per il
trasferimento
sotto bandiera estera delle unità navali sono
stati inquadrati nell'ambito di una strategia
RISPOSTA. —
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
di Gruppo volta a ridurre i costi di gestione
delle unità stesse e in particolare della nave
Micoperi
7000.
Più specificamente
i predetti mezzi sono:
1) MICOPERI
7000;
2) MICOPERI
44;
3) PERRO
NEGRO
5;
4) SAIPEM
CASTORO
V
5) SAIPEM
CASTORO
7;
6) PERRO
NEGRO
2;
7) SAIPEM CASTORO
3;
8) SAIPEM
9;
CASTORO
9) SAIPEM RAGNO
DUE.
Di queste, sette sono semplici
galleggianti, mentre due sono navi
autopropulse,
il Ragno 2 e la nave gru Micoperi
7000
(quest'ultima
dal 30 ottobre 1995, data di
passaggio della motonave da bandiera italiana a bandiera bahamense, è stata denominata S. 7000).
Per queste ultime due il codice
della
navigazione impone equipaggio italiano che,
per la tabella minima d'armamento, è composto per la S. 7000 da 33 persone e per il
Ragno 2 da 20. La Saipem ha assicurato che
i 53 membri dell'equipaggio, già in forza alle
società italiane del gruppo Saipem in regime
di rapporto continuativo,
proseguiranno
la
loro opera presso la Saipem
(Portugal).
L'Amministrazione
ha provveduto ad acquisire il parere favorevole del Ministero del
tesoro nella sua qualità, al momento,
di
azionista
unico dell'Eni
S.p.A. del cui
Gruppo fanno parte le ricordate
Società
Saipem e Saipem Italia, nonché di quello
del Ministero dell'industria,
del
commercio
e dell'artigianato,
subentrato
ai sensi dell'articolo 2, primo comma, del decreto legislativo n. 918/1993 nelle attribuzioni
del
Ministero delle partecipazioni
statali
Completato /'iter istruttorio,
in data 22
settembre 1995, l'Amministrazione,
nell'ambito della propria competenza,
ha provveduto a rilasciare l'autorizzazione
alla dismissione di bandiera ai sensi
dell'articolo
156 del codice della navigazione,
non ri-
Atti
Parlamentari
-
CXIV
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
scontrando alcuna motivazione che contrastasse la richiesta presentata dalla Saipem,
sia sotto il profilo degli interessi
occupazionali che di quelli dell'economia
nazionale.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PAMPO. — Al Presidente del Consiglio
dei ministri e al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
a seguito della recente ristrutturazione delle Ferrovie dello Stato Spa, che ha
modificato il precedente assetto societario,
sono state costituite alcune nuove società,
quali la Efeso Spa, Roma 2000 ed Immobiliare Lazio;
la gestione delle assunzioni del personale per queste nuove società, come anche per le Ferrovie dello Stato Spa e T.A.V.
Spa, non sembra rispondere a criteri di
limpidezza, di merito e professionalità, ma
palesa forti condizionamenti ed atteggiamenti clientelari, con riferimento in particolare alle assunzioni super-retribuite
presso le Ferrovie dello Stato Spa dell'assistente dell'amministratore delegato, avvocato Lorenzo Necci, e nell'area marketing della società Efeso spa;
il signor Giovanni Della Corte, cugino
dell'amministratore delegato della Efeso
Spa (dottor Mario Fortunato), è stato assunto presso la suddetta società;
infine, presso la T.A.V. Spa, sarebbero
stati assunti, nell'area funzionarla, il signor
Adolfo Gianni, affine del dottor Mario Fortunato, il signor D'Amato, nipote dello
stesso Fortunato, e il signor Domenico
Trucchi, dirigente sindacale della CISL - :
quali particolari meriti professionali
possano vantare i suddetti individui per
aver potuto accedere ad incarichi di prestigio e con rilevanti responsabilità, tali da
poter pregiudicare l'immagine e l'andamento contabile-amministrativo delle società in questione;
Deputati
1997
quali iniziative intendano
qualora si accertino interferenze
lezione del personale destinato
zione nelle suddette società.
assumere
nella seall'assun(4-01797)
RISPOSTA. — Le Società del Gruppo F.S.,
in virtù della loro natura privatistica,
operano in regime di piena autonomia
e discrezionalità
e pertanto provvedono
direttamente a definire ed attivare le procedure
di selezione per le assunzioni di personale.
In particolare,
riguardo ai
nominativi
citati, le F.S. S.p.A. hanno fatto presente che
la dottoressa
Emanuela
Gubbiotti
è stata
assunta dalla Efeso S.p.A. il I luglio 1996
come Responsabile
della funzione marketing e sviluppo commerciale, con il compito
di sviluppare
il mercato dei clienti
terzi
rispetto al Gruppo F.S.. In precedenza
ha
maturato esperienze nel settore marketing
della Seat Div. Stet, curando i rapporti con
i clienti direzionali ed elaborando
progetti
multimediali
(pubblicità direttiva tramite gli
elenchi alfabetici Telecom e le Pagine gialle;
comunicazione
mirata tramite
il Direct
marketing; indagini di mercato telefoniche e
gestione numeri verdi tramite Atesia). Successivamente
è passata alla linea
Grandi
clienti della Seat Div. Stet con l'incarico di
key-account.
o
La funzione prevede il contatto in vendita e la gestione dei rapporti
commerciali
con aziende di rilevanza nazionale.
L'attività
viene implementata
da analisi sulle esigenze
dei diversi mercati di riferimento,
nonché
dalla ricerca di soluzioni idonee per l'adozione di media coerenti con la filosofia di
comunicazione
del cliente in esame.
Il signor Giovanni
Della Corte è un
dipendente delle F.S. S.p.A. distaccato
presso
la Efeso S.p.A..
Il dottor Adolfo Gianni è stato
assunto
dalla TAV S.p.A. con la qualifica di 7° livello
- quadro - secondo le modalità previste dal
contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria
metalmeccanica.
Il suo curriculum comprende due lauree
di cui una in Scienze Politiche (voto 1101
110) e la seconda in Lettere (voto
110/110
e lode) conseguite presso l'Università
di
Roma « La Sapienza » nonché il consegui-
Atti
- cxv -
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
AI RESOCONTI —
mento del titolo di Dottore di Ricerca in
Scienze Antropologiche
e Sociali II dottorato di Ricerca, equivalente al Phd di area
anglosassone, costituisce il più elevato titolo
post universitario
conseguibile nel sistema
di formazione pubblica italiana e rappresenta un elemento preferenziale
nelle procedure di selezione delle aziende
private.
Ha espletato le sue esperienze
professionali esclusivamente
presso aziende
private
rivestendo ruoli di carattere manageriale in
progetti relativi a problematiche
di carattere
territoriale con particolare
riferimento
all'utilizzo delle nuove tecnologie nel monitoraggio, la salvaguardia e la
valorizzazione
delle risorse ambientali e culturali
Riguardo a tali tematiche ha partecipato
con propri interventi a diversi convegni sia
in Italia sia all'estero ed è autore di numerose pubblicazioni a carattere
divulgativo
(n. 12) e scientifico (n. 25) di cui alcune in
lingua inglese.
Date le notevoli implicazioni di impatto
socio-ambientale
e territoriale che il progetto alta velocità comporta, lo skill professionale del dottor Gianni si è presentato
di particolare interesse per la TAV S.p.A..
Il signor Giuseppe D'AMATO è stato
assunto nel novembre 1993 presso la TAV
S.p.A. con la qualifica di impiegato di 5°
livello secondo le modalità previste dal contratto collettivo nazionale di lavoro dell'industria
metalmeccanica.
La sua professionalità
corrisponde
pienamente al livello contrattuale ed al lavoro
svolto presso l'ufficio Processi
Autorizzativi
Infine il signor Domenico
Trucchi è
stato assunto il 3 novembre 1994 presso le
F.S. con la qualifica di dirigente
distaccato
presso la TAV, prima quale assistente dell'amministratore
delegato per le attività sul
territorio, poi quale direttore per le attività
sul territorio.
Dopo aver maturato una esperienza lavorativa presso le Industrie
aeronautiche
meccaniche Rinaldo Piaggio, ha
ricoperto
rilevanti incarichi nella CISL, tra cui quello
di segretario generale della FLERICA CISL
(Federazione energia, risorse, chimica ed
affini).
È stato dal 1981 al 1986 vice presidente
della ICEF (International federation of
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
chemical, energy & general worker's
unions), con incarichi particolari per l'area
del Mediterraneo
e per l'Estremo
Oriente.
Nel dicembre 1985 è stato eletto dirigente
segretario confederale della CISL (4.500.000
di iscritti). Responsabile
del
Dipartimento
dei servizi (trasporti, commercio e turismo,
banche e assicurazioni) fino al 1989 e successivamente del Dipartimento
del pubblico
impiego dal 1989 al 1994.
Inoltre è stato consigliere del CNEL dal
1992 al 1995. Componente della
Commissione CNEL « Problemi di politica
economica e sociale » e della « Commissione
per
i rapporti internazionali ». Relatore - in
particolare
- sui problemi della
Pubblica
Amministrazione
e della sua dirigenza e
sull'Osservatorio
contro la criminalità
organizzata.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
GIORGIO PASETTO. - Al
Ministro
della sanità. — Per sapere - premesso che:
il Consiglio di Stato ha annullato la
nomina della commissione del concorso a
sette primari ospedalieri dell'ospedale Eastman della Asl Roma A (già RM2), nominata a suo tempo dal direttore generale,
dopo che per due anni tali primari hanno
prestato servizio, apprezzato documentalmente dagli amministratori succedutisi nel
tempo;
la direzione generale si è orientata in
maniera che le dodici divisioni siano affidate a solo tre primari, mediante l'istituto
dell'interim,
peraltro non più previsto;
i tre primari evidentemente n o n possono dirigere e seguire quattro divisioni
n o n affini, sia per l'imponente mole di
lavoro organizzativo sia per la specificità
professionale, per cui affidano informalmente ai primari retrocessi la conduzione
delle singole divisioni;
la direzione generale, inoltre, sta investendo nella ristrutturazione edilizia dell'ospedale « Eastman » notevoli risorse finanziarie senza che, peraltro, la dirigenza
Atti
Parlamentari
-
CXVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
sanitaria possa in qualche m o d o dare il una maggiore attenzione agli utenti, che
suo apporto anche per evitare sprechi — : spesso sono costretti a veri e propri
tour de force per poter raggiungere la
se sia conoscenza dei fatti di cui
località desiderata.
(4-02904)
sopra e quali provvedimenti si intenda
adottare perchè sia data soluzione alla
RISPOSTA. — Per venire incontro alle esisituazione sopra richiamata.
(4-06014)
genze della clientela, la Società F.S. S.p.A. ha
istituito un collegamento
diretto con treno
RISPOSTA. — La succitata
interrogazione
intercity che dalla Capitale raggiunge la
rivolta dalla S.V. investe problematiche
atcosta ionica e viceversa, con ottimi tempi di
tinenti a funzioni amministrative
che, già ai
percorrenza.
sensi della legge 23 dicembre 1978. n. 833
Infatti, /'intercity (749, 751, 752, 753
risultano sottratte alle attribuzioni di questo
CRATI) in partenza da Roma Termini alle
Ministero
e sono invece demandate
alore 14.00 arriva a Sibari alle ore 20.18, a
l'esclusiva competenza delle Regioni e delle
Corigliano alle ore 20.40, a Rossano alle ore
Unità sanitarie locali, quali strutture
ope20.49 ed a Ciro alle ore 21.25.
rative territoriali del Servizio Sanitario NaPer gli scarsi flussi di traffico gli altri
zionale.
collegamenti F.S. sono realizzati da coinciNon si mancherà, quindi, di rispondere
denze che, in ogni caso, non hanno i tempi
alla S.V. non appena sarà stato
possibile
segnalati
nell'interrogazione.
acquisire gli indispensabili
elementi di vaInfatti, partendo da Roma Termini con il
lutazione della competente
Regione
Lazio,
treno IC 725 alle ore 8.10 si arriva a Paola
da tempo interessata attraverso quel Comalle ore 12.53; la coincidenza con il treno IO
missariato dello Stato e da esso più volte
765 in partenza
alle ore 13.20
consente
sollecitata.
l'arrivo a Sibari alle ore 15.00 (tempo totale
Il Ministro della sanità: Bindi. 6 ore e 50 minuti); per raggiungere le altre
località è prevista la coincidenza con treno
regionale in partenza alle ore 15.38 con
PECORARO SCANIO. - Al Ministro dei arrivo a Corigliano alle ore 15.51 (tempo 7
trasporti e della navigazione. — Per sapere ore e 41 minuti), a Rossano alle ore 16.00
(tempo 7 ore e 50 minuti) ed a Ciro alle ore
- premesso che:
16.48 (tempo 8 ore e 38 minuti).
la realizzazione di migliori infrastrutIl Ministro dei trasporti e della
ture ferroviarie è sicuramente un fatto
navigazione: Burlando.
positivo, ma non sufficiente a garantire
l'efficienza, sia presente che futura, dei
servizi che si vogliono realizzare;
i disservizi del trasporto pubblico
continuano a essere troppi e puntualmente
denunciati dagli utenti stessi;
PECORARO SCANIO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
un caso tra i tanti clamorosi è quello
che riguarda coloro che dalla capitale vogliono raggiungere la costa ionica (Corigliano, Rossano, Sibari, Ciro) e che impiegano ben dieci ore di viaggio tra cambi e
attese nel caso di utilizzo del « Pendolino »,
ed anche più se si tratta di Inter City o
espressi - :
sulla cronaca di Salerno del quotidiano Cronache del Mezzogiorno di venerdì
9 agosto 1996, vengono elencate una serie
circostanziata di inefficienze e sperperi di
denaro pubblico delle ferrovie dello Stato
spa nella città di Salerno;
se non ritenga che parallelamente
all'ammodernamento delle arterie ferroviarie debba essere assicurata anche
in particolare, si denuncia la disfunzione del deposito bagagli della stazione, il
cui servizio fu sospeso il 1° luglio 1996 e
che sarebbe continuato fino ai primi dell'ottobre successivo paradossalmente prò-
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXVII
-
Al RESOCONTI —
prio durante il periodo di maggiore richiesta quando l'affluenza di turisti si intensifica in maniera sensibile;
contemporaneamente vengono illustrati casi di eclatante riduzione massiccia
di personale dipendente a fronte di assunzione di personale precario a contratto di
formazione o trimestrale;
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
A conferma di quanto sopra esposto, si
porta a conoscenza che il servizio è stato
ripristinato sin dal 16 settembre
'96.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PECORARO SCANIO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
si lamentano, altresì, casi di spreco di
risorse pubbliche (ad esempio la spesa
ingente per ammodernare le strutture dell'ente), poi mai entrate in funzione — :
l'apertura di quella che viene definita
« tangentopoli 2 », sta portando alla luce
possibili e gravi abusi commessi dai vertici
delle Ferrovie dello Stato spa;
se il servizio deposito bagagli della
stazione ferroviaria di Salerno risulti ancora sospeso e se fosse proprio necessaria
la sospensione di cui in premessa;
nell'ultimo decennio, migliaia di miliardi sono stati concessi alle Ferrovie dello
Stato spa per portare avanti un colossale
sviluppo del piano nazionale dei trasporti
ferroviari;
se non ritenga di avviare una seria
analisi sulle necessità di personale indispensabile ad assicurare il pieno funzionamento della stazione ferroviaria e procedere a integrarlo;
se i cartelloni elettronici, le scale mobili, le rampe per i portatori di handicap
appartenenti alle strutture delle ferrovie
dello Stato di Salerno siano in funzione e
quanto sia costata la loro realizzazione.
(4-03842)
RISPOSTA. — Non è intendimento
delle
F.S. S.p.A di eliminare il servizio « deposito
bagagli a mano » nella stazione di Salerno;
il servizio è stato sospeso per un breve lasso
di tempo (dal 15 luglio al 15
settembre
1996) a seguito di accordi
sindacali.
Tale decisione è stata adottata
principalmente per due ordini di motivi: da un lato
Vesigenza del personale
di usufruire
del
consueto periodo di ferie e dall'altro dall'esiguità dell'introito conseguito nello stesso
periodo dell'anno precedente (luglio 1995 £.
2.468.000 - agosto 1995 £. 2.405.000
settembre 1995 £. 2.347.000) rapportato al
costo delle 5 unità lavorative lì impiegate; le
F.S. hanno quindi ritenuto opportuno
sospendere il servizio in parola dando la priorità ad altri (biglietteria,
informazioni,
ecc..)
da esso è scaturita la realizzazione
della nuova rete di collegamento superveloce;
alla fine del 1993 veniva approvata la
realizzazione della tratta superveloce Roma-Napoli. Questo progetto è stato oggetto
di attenzione da parte di numerosissimi
atti parlamentari, denunce legali, opposizioni di varia natura;
a tutto ciò non è mai stato dato
idoneo riscontro. Solo l'omertà dei concessionari del progetto Tav e di molti uffici del
Ministero dei trasporti e della navigazione
hanno permesso una fittizia sospensione
delle costanti denunce nel frattempo messe
in atto;
con l'apertura dell'inchiesta dei magistrati di La Spezia, l'arresto del procuratore di Cassino, le dimissioni del presidente di una delle società appaltatrici, la
scoperta di fatti anomali commessi da
qualche amministratore del cassinate,
come riportato nel corso della trasmissione
«Striscia la notizia» dell'11 ottobre 1996,
si rafforza la necessità di ottenere tutti
quei chiarimenti, sollecitati fino a qualche
anno fa, circa alcune anomalie che affliggono il progetto Tav Roma-Napoli, chiarimenti mai forniti - :
quali motivi tecnici, funzionali e realizzativi abbiano comportato la deviazione
Atti
Parlamentari
-
CXVIII
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
dalla rettilineità della tratta superveloce
Roma-Napoli nel territorio del cassinate,
dove la stessa si distacca dalla retta autostradale per andare ad attraversare delicate zone rurali e densamente popolate del
comune di Pignataro Interanna;
se siano tutte legittime le procedure
di appalto e di affitto dei fondi privati per
l'albergo dei mezzi d'opera, nonché le previste opere di salvaguardia ambientale
messe in atto dalle società appaltatrici, in
particolare nell'area del cassinate.
(4-04692)
RISPOSTA. — Nel tratto
tra il km 128 e il
km 136, il tracciato della linea
RomaNapoli attraversa un territorio
debolmente
collinare, compreso tra le depressioni
del
Rio Verne e del fiume Gari, appartenente ai
Comuni di Pignataro Interamna e di Cassino. Il territorio in questione è sufficientemente infrastrutturato
e caratterizzato
da
un'urbanizzazione
diffusa di tipo
residenziale e produttivo
maggiormente
addensata
lungo gli itinerari dell'irregolare maglia infrastrutturale
tagliata, con andamento
ortogonale rispetto al tracciato, dalla Strada
Statale 630 Ausonia.
In questo tratto il tracciato
planimetrico
selezionato
risulta dall'impostazione
delle
seguenti
condizioni:
ridurre al minimo l'interferenza
con l'edificato e con l'alveo del fiume
fisica
Gari;
mantenere la sede viaria più adagiata
possibile al terreno, per contenere la fascia
di disturbo fonico, compatibilmente
con il
superamento
delle interferenze viarie e dei
corpi idrici;
evitare soluzioni
gior impatto
visivo.
in viadotto
di
mag-
Dal punto di vista altimetrico lo studio
del profilo del tratto in questione è stato
condizionato dai seguenti elementi e vincoli:
conformazione generale del profilo del
terreno descritto dall'andamento
della successione dei rilievi e delle
depressioni;
caratteristiche
geologiche;
interferenza
con il sistema
interferenza
esistente.
con la rete
Deputati
1997
dei
corpi
idrici;
rale
infrastruttu-
La scelta di articolare il tracciato, con
una successione di tre curve equiverse di cui
le prime due molto ravvicinate, deriva proprio dall'obiettivo
di minimizzare
l'interferenza con l'edificio inserendosi nel corridoio
meno condizionato
da ostacoli
Le procedure utilizzate dalle Società consorziate di Iricav Uno per l'affitto di fondi
privati necessari all'installazione
di cantieri
e all'albergo di mezzi di opera
risultano
esser legittime e conformi alle
prescrizioni
di legge.
Attualmente
nei fondi sopra
descritti
sono dislocati n. 37 cantieri operativi e n. 7
aree di stoccaggio
materiali.
In relazione agli interventi di ripristino,
considerando
il carattere innovativo
e la
complessità
della realizzazione
della tratta
alta velocità Roma-Napoli,
gli aspetti ambientali sono stati trattati nella fase di progettazione di dettaglio e sono trattati in
quella di
costruzione.
Con apposito
accordo
procedimentale,
firmato il 20 ottobre 1993, dai Ministeri
dell'ambiente
e dei trasporti,
le Ferrovie
dello Stato e la T.A.V. è stato costituito un
osservatorio
ambientale
permanente
durante la fase di realizzazione dei lavori, con
il compito di garantire la migliore
rispondenza delle soluzioni prescelte per la realizzazione della nuova linea ferroviaria, ai
principi di tutela
ambientale.
Tale accordo prevede anche uno stanziamento di 157,5 miliardi di lire per la
tratta Roma-Napoli
necessario alla realizzazione degli interventi di tutela
ambientale,
di cui un importo non inferiore a 90 miliardi per la protezione
dall'inquinamento
acustico.
Inoltre, in data 11 maggio 1996 la Regione Lazio e la T.A.V. S.p.A. hanno sottoscritto un accordo procedimentale
che individua una serie di interventi di salvaguardia delle risorse naturalistiche,
ambientali e
culturali di maggiore
rilevanza.
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXIX
-
AI RESOCONTI —
Camera
SEDUTA DEL 15
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
Negli articoli 7 e 8 dell'accordo
sono
individuati gli interventi e le azioni correttive di cui la T.A.V. S.p.A. si assume l'impegno.
In dettaglio, gli interventi previsti sono i
seguenti:
dioevale della torre di Sgurgola
cascata del fiume Sacco.
tratto da progressiva
37+516 a progressiva 38+400: riqualificazione
del comprensorio di Labico al fine di attenuare le
interferenze e gli impatti indotti dalla linea;
PECORARO SCANIO. - Al Presidente
del Consiglio dei ministri
— Per sapere premesso che:
tratto da progressiva
61+000 a progressiva 75+500: riqualificazione
naturalistica ed ambientale della Valle del Sacco
con perimetrazione
di un'area
naturalistica
e di un parco
fluviale;
progressiva
80+800: le opere di cantierizzazione
connesse
alla
realizzazione
della galleria artificiale intermedia della galleria Macchia Piana dovranno avvenire all'interno del sedime riducendo al minimo le
interferenze con la macchia
circostante;
tratto da progressiva
108+500 a progressiva 109+500: trasformazione
della trincea della linea lenta in galleria artificiale, al
fine di garantire la continuità del territorio
che in questo ambito è di grande
rilevanza
naturalistica
e ambientale; in questo caso
l'approccio generale è quello di un attento
studio delle componenti
naturalistiche
ed
ambientali che consideri rimodellamenti
del
terreno ed interventi di bonifica e di rinaturalizzazione, al fine di garantire un organico inserimento delle opere sul territorio e
la fruizione dell'area protetta di S. Giovanni
Incarico;
tratto da progressiva
113+400 a progressiva 114+700: inserimento
ambientale
dell'attraversamento
dell'area golenale del
fiume Melfa a salvaguardia
degli
aspetti
idraulici e dei valori naturalistici tipici dell'ecosistema
locale.
Inoltre, i reperti archeologici
e storici
messi alla luce nel corso dei lavori o interferenti con l'opera, saranno conservati e
valorizzati e resi fruibili da parte di studiosi
e del pubblico.
In particolare, in questo contesto, sarà
valorizzata la presenza del complesso
me-
vicino
alla
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Decimomannu, Monastir, Nuraminis,
Pabillonis, Samassi, San Gavino, Sanluri,
San Sperate, Segariu, Selargius, Serramanna, Serrenti, Sestu, Settimo San Pietro,
Ussana, Villasor, Arborea, Baratili San Pietro, Milis, Mogoro, Nurachi, San Nicolò
Arcidano, Soddì, Terralba, Uras, Zeddiani,
Alghero, Porto Torres, Sorso, Tissi, Usini,
Valledoria, sono trentasei comuni della
Sardegna che, pur appartenendo a un'isola
classificata depressa e svantaggiata, non
godono delle agevolazioni fiscali e contributive che la legge per essi prevederebbe;
essi sono costretti a subire un'illogica
quanto ingiusta sperequazione fiscale che,
oltre a penalizzarli rispetto ai territori
sviluppati italiani, li danneggia nei confronti dei comuni confinanti, dove si applicano le agevolazioni previste;
la depressione economica che sta colpendo questi comuni è ormai inarrestabile
e sta costringendo le popolazioni locali a
insopportabili sacrifici, ormai n o n più sostenibili;
del problema in oggetto si è occupato
il sindaco di Samassi il quale ha posto
all'ordine del giorno del consiglio comunale del 7 settembre 1996 la discussione
della vicenda, onde arrivare a una soluzione;
la
delibera
n. 1086, recita:
protocollata
con
il
« Il consiglio comunale, facendosi interprete delle difficoltà delle aziende agricole locali e del malessere degli agricoltori
discriminati da una iniqua individuazione
dei territori classificati montani o svantaggiati; ricordato che gli agricoltori operanti
nei trentasei comuni n o n considerati né
Atti
- cxx -
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
AI RESOCONTI —
montani né svantaggiati: pagano in termini
di oneri sociali L. 700.000 in più per ogni
componente la famiglia coltivatrice e da
lire 1.700.000 fino a lire 4.250.000 in più
per ciascun dipendente; non sono esonerati
dal pagamento dei contributi unificati dovuti per gli operai occupati negli anni 1986
e 1987; non hanno diritto alle indennità
compensative previste dalle direttive dell'Unione europea; devono pagare, per i
terreni di loro proprietà, l'Imposta Comunale sugli Immobili (I.C.I.); hanno diritto,
per la realizzazione di opere e per l'acquisto di attrezzature per un miglior utilizzo delle risorse idriche ad un contributo
del solo 35 per cento in luogo di quello pari
al 75 per cento riconosciuto agli agricoltori
di tutti gli altri Comuni della Sardegna;
nella convinzione che questa disparità di
trattamento non trova più nessuna giustificazione in una Regione come la Sardegna
tormentata da 10 anni di siccità o, nella
migliore delle situazioni, da scarsa piovosità; tenuto conto che questa disparità di
trattamento determina un minor ricorso
alla manodopera agricola e si risolve in
una perdita di redditività e di competitività
delle aziende stesse non solo verso i produttori delle altre regioni ma anche nei
confronti di quelli degli altri 345 Comuni
isolani; che rispetto ai primi, agli svantaggi
naturali e indotti (quali l'isolamento e la
distanza dai grandi mercati, la cronica
arretratezza del sistema dei trasporti) si
sommano le conseguenze di un diverso,
inferiore, valore della remunerazione delle
produzioni perché ottenute a costi base più
alti; che rispetto ai secondi il "vantaggio" di
non far parte di una zona montana o
svantaggiata si traduce in un danno per i
coltivatori che devono competere sui mercati regionali con aziende che a parità di
capacità produttiva sostengono costi decisamente inferiori tanto da rendere nullo e
comunque irrilevante il "vantaggio" della
giacitura pianeggiante mentre la possibilità
di praticare colture irrigue è abbondantemente vanificata dalla persistente siccità;
chiede alla regione autonoma della Sardegna ed in particolare all'assessorato dell'agricoltura e per la riforma agropastorale
di: inoltrare al Ministero dell'agricoltura
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
formale richiesta di inclusione di tutto il
territorio regionale fra le zone "svantaggiate" chiedendo contestualmente che vengano sospesi gli effetti della legge n. 537/
1993 e dei successivi decreti che annulla i
benefici della legge n. 46/1988 che prevedeva fino al 31 dicembre 1996 la fiscalizzazione degli oneri sociali nella misura del
60 per cento per tutto il Mezzogiorno;
programmare un intervento finanziario
per abbattere la differenza comunque pesante che si avrebbe fra zone montane e
zone svantaggiate sulla falsariga di quanto
ha legiferato la regione autonoma Valle
d'Aosta (legge regionale n. 27 del 23 giugno
1975); di eliminare dalla legge regionale
n. 16 del 21 giugno 1995 e da altre eventuali leggi qualsiasi disparità di trattamento fra i trentasei comuni e il resto della
Sardegna »;
un caso analogo è stato esaminato
dalla regione Lazio;
per avere una mappa circostanziata
ed affidabile della classificazione del territorio regionale è stato dato l'incarico a
un perito agrario affinché lo riclassificasse,
il dottor Sante Pietrangeli, che, come riportato da / / Tempo nella cronaca regionale, ha individuato ben dodicimila ettari
nel comune di Cerveteri ancora da classificare come svantaggiati;
in seguito è stata avviata un'opera di
regolarizzazione per il recupero dei contributi SCAU versati in eccesso negli anni
passati ed è stata avanzata la richiesta dei
rimborsi e saldi di pendenze pregresse;
un'opera di riclassificazione simile va
avviata anche in Sardegna e si dovrà accertare la vera posizione che spetta ai
trentasei comuni citati, oggi incomprensibilmente discriminati — :
se non ritenga necessario avviare una
capillare riclassificazione dei trentasei comuni sardi citati in premessa e verificare
le cause per cui n o n rientrano tra quelli
svantaggiati dei territori depressi;
quali iniziative intenda adottare per
eliminare la disparità di trattamento fi-
Atti
Parlamentari
-
CXXI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
scale che esiste tra quei comuni ed i restanti della Sardegna;
se, una volta accertata la sussistenza
dei motivi per cui essi andrebbero classificati depressi, non ritenga si debba restituire alla loro popolazione la parte di
versamenti contributivi e fiscali versati in
eccesso negli anni passati;
quali interventi voglia attuare per ridare ossigeno all'economia dei trentasei
comuni, oggi costretti a subire una crisi
durissima.
(4-05475)
RISPOSTA. — Si risponde per delega della
Presidenza del Consiglio dei Ministri
La materia dei benefici connessi al riconoscimento della qualifica di « zona svantaggiata » è disciplinata
dàlie
disposizioni
dell'articolo 15 L. 984/77.
Ciò premesso, si evidenzia che i comuni
menzionati dalla S.V. Onde non
risultano
classificati ai sensi della predetta
normativa
con l'unica eccezione del comune di Soddì
il quale, però, si è costituito per distacco dal
territorio del comune di Ghilazza che era
stato appunto riconosciuto come
totalmente
svantaggiato con delibera CIPE del 28 novembre 1985.
Per il citato comune, quindi, non vi è
stato un apposito atto di
riconoscimento
bensì una sorta di « presa d'atto » del mantenimento di una qualifica che, in quanto
già attribuita all'intero territorio, era logico
continuasse ad insistere sulle parti che da
esso venissero
frazionate.
Per quanto riguarda il riconoscimento
di
zona svantaggiata ai sensi del predetto articolo 15, va precisato che, allo stato attuale,
tale qualifica è attribuita solo a quei comuni già considerati
in taluni
provvedimenti legislativi quali le leggi 454/61, 6141
66, 1102/71 nonché la direttiva CEE 268/75
e sue modifiche; in tale procedura sono stati
comunque
esclusi i territori di pianura,
proprio perché non compresi nella lettera
della L 984/77.
Da tali provvedimenti
è poi
scaturita,
attraverso delibera del CIPAA e del CIPE,
l'attuale classificazione
dei territori di cui
all'articolo 15 citato nonché
l'applicazione
dei benefici connessi,
recati dalla legge
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
537/81 — poi ridotti per conformità
dell'articolo 15, commi 27 e 28 della legge 537/93
- e dal decreto-legge n. 504192.
Tuttavia, la consapevolezza
che l'utilizzazione della predetta delimitazione
ai fini
dell'applicazione
della legge 537/81, nonché
del decreto legislativo 504/92, ha in diversi
casi creato situazioni di squilibrio, poiché a
zone omogenee in termini di svantaggi di
varia natura non corrispondono
benefici
identici, ha posto all'attenzione
del legislatore la necessità di una
riclassificazione
delle zone
svantaggiate.
A tal fine è stato approvato dal Consiglio
dei Ministri, su proposta del Presidente del
Consiglio e del Ministro
del Lavoro,
di
concerto con il Ministro delle Risorse agricole e di quello del Tesoro, Bilancio e
programmazione
economica, il Decreto Legislativo n. 146 del 16.4.97, pubblicato
sulla
G.U. n. 132 del 9.6.1997, che riordina la
previdenza agricola e che prevede, tra l'altro,
la riclassificazione
delle zone svantaggiate ai
fini delle agevolazioni di cui al comma 27
dell'articolo 11 della legge n. 573/93,
prima
ricordato, che rimanda appunto alle zone
svantaggiate di cui all'articolo 15 della legge
984/77.
I criteri di individuazione
delle
nuove
zone svantaggiate faranno riferimento a:
a) zone interessate dalla
realizzazione
dell'obiettivo
1 del
regolamento
CEE
n. 2081/93;
b) zone, comprese quelle di cui alla
lettera a, svantaggiate in relazione alle condizioni socio-economiche
e fisico
ambientali, tra cui quelle previste ai fini dell'obiettivo 5b del regolamento CEE n. 2081/93: in
tale ambito viene attribuito, anche ai fini
della misura dell'agevolazione,
particolare
rilievo al parametro
altimetrico.
La riclassificazione
e la misura
delle
agevolazioni saranno determinate dal CIPE,
su proposta di questo Ministero, di concerto
con i Ministri del Lavoro e del Tesoro,
sentite le organizzazioni
sindacali di categoria.
In sede di prima attuazione della riclassificazione stessa è previsto anche che sia
Atti
Parlamentari
-
CXXII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
tenuto conto della necessità di graduare gli
impatti delle possibili variazioni positive e
negative.
Questo ultimo punto appare
particolarmente delicato in quanto il testo di legge in
esame implica, così che possano essere rimessi in discussione,
per alcune aree o
comuni, i benefici fino ad oggi goduti
La ricerca, a questo proposito,
di adeguate forme che salvaguardino
quanto più
possibile le situazioni di svantaggio in agricoltura, sembra essere una strada
obbligata,
dal momento che vi è la concreta
possibilità
che al mondo agricolo venga imposta, da
istituzioni
meno sensibili alle sue istanze,
una classificazione fortemente restrittiva rispetto a quella
attuale.
Al riguardo questa Amministrazione
vigilerà con il massimo impegno perché le
soluzioni da adottarsi non pregiudichino
la
possibilità di intervento e tutela delle zone
svantaggiate.
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
PECORARO SCANIO e PROCACCI. Al Ministro delle risorse agricole,
alimentari
e forestali. — Per sapere - premesso che:
ad Ischia (Napoli) da alcuni giorni
numerosi incendi di natura dolosa stanno
minacciando gravemente il patrimonio boschivo dell'isola;
le zone colpite dagli incendi risultano
essere Fasolare e Montagnone, nel comune
di Ischia, Mezzocammino, nel comune di
Casamicciola, Tripodi, Buttavento, Cava
Olmitello, Schiappone e Monte Barano, nel
comune di Barano, e Ciglio nel comune di
Serrara Fontana;
questi
episodi
rientrerebbero,
a
quanto risulta agli interroganti, in una
specifica attività criminosa, con lo scopo di
effettuare abusi edilizi;
tale fenomeno risulta inarrestabile
sull'isola nonostante i continui interventi,
in particolar m o d o dell'Arma dei carabinieri, contro questi speculatori;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
risulta che i comuni isolani non applicano con rigore le leggi che regolamentano le violazioni in materia edilizia, così
come sottolineato dal Pretore di Ischia,
dottor Albino Ambrosio, su / / Golfo del 24
gennaio 1997;
il Corpo forestale dello Stato è presente ad Ischia con un solo comando c o m posto da tre unità;
i vigili del fuoco, in questi giorni, sono
impegnatissimi su più fronti per contrastare gli incendi -:
se non intenda procedere nei prossimi mesi al rinforzo del comando forestale di Casamicciola, raddoppiando le
unità esistenti, con personale proveniente
dalle scuole del Corpo forestale dello Stato.
(4-08359)
RISPOSTA. — Si premette
che il Corpo
Forestale dello Stato è da anni costretto a
fronteggiare una grave carenza di personale,
ulteriormente
aggravatasi in tempi recenti a
causa di numerosi collocamenti
a riposo a
domanda, che determina serie difficoltà per
l'esercizio delle funzioni
attribuite
dalla
legge non solo nella circoscrizione
del Comando stazione di Casamicciola Terme nell'Isola d'Ischia e nella provincia di Napoli,
ma più in generale in tutte le regioni in cui
è presente il C.F.S..
In particolare
questa
Amministrazione
incontra notevoli difficoltà a far permanere
il personale
per periodi prolungati
nella
sede di Casamicciola, a causa dell'assenza di
alloggi di servizio che costringe i dipendenti,
come si può immaginare,
ad accettare sistemazioni
particolarmente
onerose,
trattandosi di una rinomata località turistica, o
ad affrontare quotidiani e non agevoli spostamenti via mare.
Pur tenendo presente che l'attuale dotazione di personale del Comando stazione di
Casamicciola Terme, pari a tre elementi (un
ispettore e due agenti), corrisponde
al numero medio di addetti riscontrabile
nelle
stazioni forestali presenti sul territorio nazionale, questo Dicastero assicura che le
necessità di personale
della stazione
prospettate dalle SS.LL. Ondi con l'atto che si
Atti
Parlamentari
-
CXXIII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
riscontra, saranno in ogni caso tenute in
debita considerazione
allatto della
imminente immissione
in servizio dei
vincitori
dell'ultimo concorso per allievi agenti forestali
Il Ministro per le politiche agricole: Pinto.
PECORARO SCANIO. - Al
delle poste e delle telecomunicazioni.
sapere - premesso che:
Ministro
— Per
l'Ente poste italiane ha presentato il
nuovo piano dei servizi viaggianti nel quale
è prevista la drastica riduzione del trasporto ferroviario e parallelamente l'aumento di quello aereo e su gomma;
sono state espresse forti preoccupazioni in merito a tali scelte anche per il
carattere antieconomico delle misure adottate;
nella fattispecie, la decisione di potenziare il trasporto su gomma, a danno di
quello su rotaia, contrasta con l'intento di
alleggerire il congestionamento della rete
autostradale - :
se non ritenga di valutare la possibilità di rivedere tali decisioni, anche alla
luce degli indirizzi nazionali e comunitari
miranti invece al decongestionamento della
rete autostradale a favore di un trasporto
meno inquinante quale quello ferroviario.
(4-11006)
RISPOSTA. — Al riguardo si fa presente
che
lente Poste Italiane, per dare attuazione agli
obiettivi fìssati dal contratto di
programma
stipulato con questo Ministero, ha predisposto una serie di interventi operativi fra i
quali quello denominato
« piano
operativo
postale », finalizzato
alla
riorganizzazione
della rete dei trasporti postali a livello nazionale e periferico.
Tale piano comprende
cinque
progetti
specifici, uno dei quali - « il progetto rete
postale » - ha riguardato, nella fase attuale,
provvedimenti
in ambito regionale e locale
che consistono nella istituzione di collegamenti su gomma (sostitutivi di quelli fer-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
roviari esistenti nei casi in cui il rapporto
costo-benefìci
sia risultato positivo)
serali,
notturni e pomeridiani
finalizzati a garantire in ambito regionale lo scambio
del
corriere ordinario proveniente
dalle varie
direttrici, nella previsione
di due seconde
corse notturne utilizzando
i furgoni
della
rete SAN (Servizio Aereo Notturno)
durante
il tempo di sosta del volo notturno,
nella
contrazione
del periodo
di sosta per gli
scambi, nella posticipazione
massima
delle
partenze dagli uffici per consentire la regolare chiusura delle lavorazioni,
fermo restando il rispetto dei tempi di arrivo nei
capoluoghi di regione, nonché nella istituzione di collegamenti
su gomma tra reti
regionali
limitrofe.
Il medesimo
ente ha comunicato
che
l'opportunità
di orientare, in ambito regionale, il trasporto degli effetti postali « su
gomma », è scaturita dalla constatazione
di
una sostanziale rigidità del vettore
ferroviario, dagli alti costi di gestione e dalla considerazione
che attualmente
la
maggior
parte degli uffici di movimento
non è più
ubicata in sede ferroviaria, circostanza,
quest'ultima, che comporta
ulteriori
rallentamenti e aggravi di spesa in quanto gli effetti
postali debbano essere trasportati dai centri
di meccanizzazione
postale (CMP) agli scali
ferroviari
Tale nuova organizzazione
in ambito locale garantisce da un lato maggiore regolarità e flessibilità,
dall'altro
la
drastica
riduzione dei cosiddetti « trabalzi », vale a
dire del numero di scambi di oggetti postali
tra diversi
vettori
La riorganizzazione
è stata
predisposta
utilizzando, ove possibile, le reti già esistenti
e cioè la rete SAN e la rete dei mezzi
complementari
adibiti
al trasporto
di
stampe, limitando
l'inserimento
di nuovi
furgoni solo ai casi di effettiva necessità (per
un numero complessivo di circa 30/35 furgoni compresi alcuni collegamenti
tra regioni limitrofe, incidenti in misura
pressoché irrilevante sull'incremento
del traffico
stradale e sull'inquinamento
acustico).
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni :
Macca nico.
Atti
Parlamentari
-
CXXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
PECORARO SCANIO. - Al Ministro dei
beni culturali e ambientali
— Per sapere premesso che:
il gruppo d'intervento giuridico di Cagliari ha segnalato all'interrogante di aver
constatato, con sopralluoghi effettuati il 10
giugno 1997, l'avvenuto crollo di parti di
una certa consistenza di pareti e bordature
superiore dei resti dell'acquedotto romano
nell'area archeologica del colle di Tuvixeddu, nel comune di Cagliari, probabilmente in seguito ad attività antropiche
recenti;
analogamente nella stessa zona sono
state notate manomissioni (scheggiature,
piccoli cumuli di detriti, eccetera) in alcune tombe puniche presso il citato tratto
dell'acquedotto romano — :
se sia a conoscenza dei fatti;
quali provvedimenti intenda adottare
per adottare opportuni accertamenti e per
avviare le eventuali azioni di prevenzione e
di sorveglianza della necropoli punico-romana di Tuvixeddu, ritenuta dal mondo
scientifico la più importante del Mediterraneo.
(4-11444)
RISPOSTA. — L'area archeologica di Tuvixeddu è stata aperta ai visitatori, a cura
dellAssociazione
Amici di Sardegna, in occasione della manifestazione
« Monumenti
aperti» svoltasi a Cagliari il 10-11 maggio
u.s., su autorizzazione
della Società Coimpresa, proprietaria dei terreni
In quella occasione il diserbo delle superfici calpestabili è stato effettuato da personale della Soprintendenza
archeologica di
Cagliari, che ha dato sul posto ai volontari
indicazioni e suggerimenti
sui percorsi da
seguire, al fine di evitare pericoli alle persone e danni ai contesti
archeologici
La manifestazione
ha riscosso
particolare successo di pubblico e non ha comportato alcun danno alle strutture;
i sopralluoghi
effettuati dalla
Soprintendenza
hanno permesso di verificare che i percorsi
suggeriti venivano rispettati e che le visite
venivano effettuate dai volontari
accompagnando di volta in volta piccoli gruppi di
visitatori
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
I danni, cui si fa riferimento
nell'interrogazione, consistenti in cedimenti e scheggiature della roccia in prossimità del canale
dell'acquedotto
romano che attraversa
la
necropoli, si sono verificati qualche
settimana dopo e sono stati subito
accertati
dalla Soprintendenza,
che ha verificato altresì che era stata effettuata, dai
componenti
dell'Associazione,
anche la pulizia di alcune
tombe condotta fino al livello della roccia.
Tale attività è stata immediatamente
interrotta, con nota n. 4514/i del 10 giugno
1997 inviata all'Associazione; è stato informato, altresì, il Gruppo di Intervento
Giuridico di Cagliari che, nel frattempo,
aveva
segnalato sia i cedimenti del canale che la
pulizia delle tombe.
In occasione delle più recenti
iniziative
assunte dall'Associazione Amici di Sardegna
la Soprintendenza
ha chiesto che le attività
in programma
si svolgessero
tutte
all'esterno dell'area vincolata e ha ribadito la
necessità di sospendere le visite guidate.
Le manifestazioni
spontanee, infatti se
da un lato richiamano
l'attenzione di un
gran numero di persone su un contesto di
valore internazionale
poco conosciuto,
dall'altro rischiano,
se ripetute, di
arrecare
maggior danno al contesto, non
essendo
l'area predisposta
ad accogliere un flusso
continuo di
visitatori
Il Ministro per i beni culturali e
ambientali: Veltroni.
PEZZOLI. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per conoscere — premesso che:
nel Veneto orientale, cioè in quella
parte del territorio della provincia di Venezia che insiste sui comprensori comunali
di San Dona di Piave, Portogruaro, Jesolo
e altri comuni limitrofi, già oggetto di
proposta per la formazione di una nuova
provincia, circa quarantamila veicoli ogni
anno vengono sottoposti a revisione obbligatoria;
tali revisioni venivano sino a oggi
effettuate su apposite aree comunali, adibite allo scopo, senza costringere i cittadini
Atti
Parlamentari
- cxxv -
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
a dispendiose quanto inutili trasferte fuori
dal comprensorio;
molte officine private, autorizzate all'uopo dalla stessa motorizzazione civile, in
vista dell'entrata in vigore delle nuove disposizioni in materia di revisione, si sono
inoltre attrezzate con costose attrezzature
idonee ad eseguire i controlli necessari per
il rilascio della certificazione di conformità
del veicolo alle norme del codice della
strada;
con una decisione a dir poco « a sorpresa », che ha suscitato lo sdegno e la
reazione dei residenti, la motorizzazione
civile ha deciso « d'imperio » di spostare
tutte le operazioni di revisione esclusivamente presso il proprio centro di Marghera;
ciò comporterà un aumento esponenziale dei costi, già elevati, a carico dei
cittadini, per un atto obbligatorio al quale,
dunque, l'interessato non può volontariamente sottrarsi; determinerà un disagio
derivante dalla prevedibile concentrazione
di un numero eccessivo di mezzi in un
unico sito; creerà, inevitabilmente, perdite
di lavoro diretto e indotto in un'area, il
Veneto orientale, già penalizzata dal mancato decentramento di molti altri settori,
che potrebbero essere tranquillamente coperti a livello locale;
non è dato di capire da chi partano
certe esiziali decisioni. Tutto l'insieme dei
dati e delle cifre sono lì a dimostrare che
un simile provvedimento va contro qualsiasi interesse pubblico e privato. In primo
luogo, contro l'interesse degli utenti, che
dovrebbe rappresentare la preoccupazione
fondamentale dell'amministratore
pubblico; va anche contro l'interesse dell'amministrazione stessa, che, da ogni decentramento, ricava un disbrigo più veloce
delle pratiche e un iter semplificato delle
procedure; infine, contro gli interessi economici del territorio colpito dal provvedimento, cui viene sottratta un'ennesima
funzione di pubblica utilità;
non è dato neppure di capire se a
tanti e tali interessi lesi corrisponda il
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
beneficio di qualcuno e chi sia questo
qualcuno. Sembra impossibile, a fronte di
tanto danno, che non vi sia chi ne ritragga
qualche vantaggio, si spera lecito — :
se intenda indicare chiaramente ai
cittadini del Veneto orientale nome e cognome del funzionario o dei funzionari
della motorizzazione civile che hanno firmato il provvedimento de quo, e chiedere
loro, con proprio atto formale, le ragioni di
interesse superiore che hanno presieduto a
tale decisione. — giunto il tempo di porre
termine a provvedimenti astruzi, palesemente in contrasto con l'interesse pubblico, di cui si perde tra i meandri della
burocrazia qualsiasi riferimento al soggetto - persona fisica — che li ha emanati.
Questo è lo spirito autentico del decentramento e, a fortiori, del federalismo, che la
burocrazia di fatto osteggia in tutti i modi:
la possibilità per chi è interessato da un
provvedimento che lede un suo interesse
legittimo, perciò tutelato dalla legge, di
controllarne sempre la corretta emanazione nonché i princìpi che ne hanno ispirato l'assunzione; oltre, ovviamente, di conoscere i nomi e i volti dei responsabili che
lo hanno assunto, al fine di consentire a
qualsiasi cittadino che ne abbia interesse
di comprendere l'inferenza tra oggetto
emanato e soggetto emanante, e disporre
effettivamente del potere di valutare se chi
ricopre funzioni fondamentali nell'apparato sia in possesso della necessaria professionalità.
(4-02708)
RISPOSTA. — Ai Comuni del Veneto Orientale sono assegnate sedute mensili di revisione con costante cadenza temporale,
col
solo limite, valido peraltro anche per gli
altri comuni della provincia
di Venezia,
della compatibilità
delle richieste alla potenzialità operativa
dell'Ufficio.
Nel periodo luglio-dicembre
dello scorso
anno, presso i comuni del Veneto
Orientale
(S. Dona, Portogruaro, Jesolo, Ceggia, Cinto
Caomaggiore, Noventa, S. Stino, Teglio, S.
Michele e Meolo) sono stati sottoposti
a
revisione 7.170 veicoli
Tenuto conto che il nastro operativo ha
una capacità pari a 60 veicoli per le sedute
Atti
Parlamentari
-
CXXVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
di revisione antimeridiane,
e di 30 veicoli
per le sedute pomeridiane, e considerato che
nella sede istituzionale
si effettuano
circa
2.500 revisioni al mese, ne deriva che Vattività operativa svolta dall'U.P. M.C.T.C. di
Venezia presso i comuni del Veneto Orientale è pari a circa il 40% rispetto a quella
svolta in sede.
Si segnala, infine, che il predetto
Ufficio
destina alle zone del Veneto Orientale circa
40-50 sedute mensili per il rilascio di patenti di guida e per gli aggiornamenti
dei
veicoli (GPL, gancio traino, ecc.), confermando in tal modo Vimpegno attivo a far
fronte alle esigenze dei cittadini residenti in
quei
territori
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PEZZOLI. — Ai Ministri
dell'industria,
commercio ed artigianato e dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
i continui ritardi accusati dal traffico
merci ferroviario nel Veneto ostacolano
l'afflusso delle materie prime agli stabilimenti industriali della regione;
detta regione costituisce u n o dei principali poli della produzione industriale dell'intero Paese e sta attraversando una fase
di netta ripresa e sviluppo;
dal mese di maggio 1996 si sono
contate decine di convogli merci in ritardo
di giorni, quando non addirittura soppressi, con grave pregiudizio dell'attività di
molti comparti della produzione industriale, in particolare il settore chimico e
quello della trasformazione del legno;
ancor più preoccupante appare il
fatto che il contratto di programma tra
Stato e ferrovie dello Stato per le opere
infrastnitturali da realizzarsi entro l'anno
2000 prevede per il Veneto investimenti
per soli 1.100 miliardi di lire, a malapena
sufficienti per il completamento della duplicazione della linea Bologna-Verona;
il Veneto, già tagliato fuori dalla rete
dell'alta velocità, rischia di vedere soffo-
Camera dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
cate le proprie esigenze di crescita della
mobilità, nonostante nell'ultimo quinquennio si sia toccato un incremento del trasporto merci superiore al trenta per cento - :
quali iniziative i Ministri interrogati
intendano assumere per porre rimedio ai
sopracitati, inaccettabili, disservizi;
se n o n si ritenga di riconsiderare l'opportunità di procedere ad un più ampio
piano di investimenti per lo sviluppo della
rete infrastrutturale ferroviaria in una
delle regioni che maggiormente contribuiscono, sotto il profilo produttivo ed occupazionale, alla crescita dell'intera economia nazionale.
(4-02709)
RISPOSTA. — Le F.S. S.p.A. informano che
i ritardi accusati dal traffico merci nel
Veneto sono da addebitare a due
distinte
cause: ingombro della stazione di Vicenza
per massicci afflussi di rottame ferroso e
interruzione
della linea
Pontebbana.
lativamente
alla prima causa le F.S.
S.p.A. rendono noto che, alla metà del mese
di maggio scorso, sono stati registrati
a
Vicenza massicci arrivi di treni merci in
conto dell'acciaieria
Beltrame, per
acquisti
fatti sul mercato
dell'Est.
La stazione di Vicenza ha una capacità
di scarico di circa 35-40 carri!giorno e gli
arrivi erano stati previsti in analoga quantità per non creare
intralci.
Eventuali discrepanze tra carri arrivati e
quelli effettivamente
scaricati dovevano essere ammortizzate
dalle F.S. con la capacità
di accantonamento
in stazione (fino a circa
100 carri). Tale capacità di accumulo si è
ridotta drasticamente
a causa della presenza, nello stesso periodo,
di
traffico
straordinario dovuto al contemporaneo
passaggio di 7 treni speciali per le forze armate
NATO/ETASE e numerosi treni per i pellegrini diretti a Lourdes.
A tali cause deve aggiungersi anche la
rimanenza di carri da riparare che talvolta
non trovano puntuale
assorbimento
negli
specifici impianti di Bolzano, Verona P.N. e
Mestre.
Tutto ciò si è ripercosso sulle
capacità
ricettive della stazione di Vicenza,
interes-
Atti
Parlamentari
-
CXXVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
sata, oltre ai citati trasporti di
rottame,
anche da quelli di legname da lavorazione
per le stazioni di Dueville (ditte Broglio e
Cappellotto) e per Cavazzale (ditta Ungaro
legno), nonché quelli di prodotti chimici per
Altavilla Tavernelle (ditta Miteni di Trissino).
In merito alla seconda causa, le F.S.
S.p.A fanno presente che, alla fine di giugno, si è verificato l'allagamento della stazione di Pontebba con conseguente
interruzione del traffico merci, compreso
quello
destinato a Vicenza.
A fronte di questa situazione, le F.S. si
sono accordate con la rete ferroviaria
austriaca per eseguire un selezionamento
del
traffico merci necessariamente
legato alla
stazione di Pontebba, da quello inoltrato in
Italia via Brennero, via S. Candido e via
Jesenice-Gorizia/Villa
Opicina. Peraltro la
rimanenza dei treni in Austria, in attesa di
inoltro verso l'Italia, ha raggiunto
quote
considerevoli (fino a 30 treni) e la situazione
si è potuta normalizzare
solo a partire dal
22 luglio 1996.
Inoltre, per il settore della chimica, i
trasporti destinati ad Altavilla
Tavernelle
(ditta Mileni) sono assoggettati alla normativa del decreto del Presidente della Repubblica n. 17511988, il quale limita il trasporto
di merci pericolose a poche decine di tonnellate! giorno.
Al fine di limitare i disagi in questione le
F.S. S.p.A. comunicano
che hanno recentemente messo a punto un nuovo modello di
esercizio, in grado di curare in modo più
capillare il servizio di terminalizzazione
dei
carri ferroviari ai clienti
In merito al piano di investimenti per lo
sviluppo della rete infrastrutturale
nell'area
nòrd-est, le F.3. S.p.A. hanno in corso o
programmati
una serie di interventi
mirati
alla razionalizzazione
ed al
potenziamento
del traffico merci
In particolare nell'area in questione sono
previsti, tra l'altro, i seguenti
interventi:
potenziamento
della tratta
BrenneroVerona mediante il completamento
delle
varianti in galleria, la realizzazione delle più
moderne tecnologie di comando e controllo
del traffico, il completo
raddoppio
della
tratta Verona-Bologna,
la sistemazione
del
dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
nodo di Verona ed il completamento
dell'elettrificazione
della linea
Verona-Mantova;
completamento
del raddoppio
nea « Pontebbana »;
della li-
attrezzaggio tecnologico delle
direttrici
Tarvisio- Udine- Venezia,
Venezia-Trieste,
Venezia-Milano
e Padova-Bologna;
su quest'ultima è altresì previsto il raddoppio del
ponte sul Po tra Occhiobello
e Pontelagoscuro;
attrezzaggio
Venezia;
tecnologico
del
nodo
di
realizzazione
del comando
centralizzato del traffico sulle linee regionali;
ripristino
della linea
Tarvisio-Portogruaro per la realizzazione
di un nuovo
itinerario merci esterno al nodo che consentirà di trasferire allo scalo di Cervignano
le funzioni di smistamento
merci della zona
nord-est, attualmente gravanti su Mestre.
Inoltre le F.S. S.p.A. fanno presente che
la progettazione
della nuova linea ad alta
velocità Milano-Venezia
è in avanzata fase
di esecuzione.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PEZZONI. - Ai Ministri
degli affari
esteri e dell'interno.
— Per sapere - premesso che:
u n grave evento sismico ha colpito nei
giorni scorsi l'Iran, provocando numerose
vittime ed ingenti danni - :
quali siano le notizie più aggiornate
sulla situazione al m o m e n t o attuale;
se risultino vittime tra cittadini italiani;
se siano stati predisposti interventi di
soccorso da parte italiana, se questi siano
stati richiesti dalle autorità iraniane o se
siano stati loro offerti.
(4-08118)
RISPOSTA. — In relazione a quanto
chiesto dall'anorevole
interrogante
sul
risi-
Atti
Parlamentari
-
CXXVIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
sma che ha colpito il 28 febbraio scorso la
provincia
iraniana dellAzerbaiqian
orientale si fa presente che tra le vittime non è
risultato esservi alcun
connazionale.
Il Ministero degli Affari Esteri ha finanziato, mediante i fondi della
Cooperazione,
due voli umanitari del Dipartimento
Affari
Umanitari (DHA ) delle Nazioni Unite che
dal deposito di Pisa hanno portato
prodotti
di prima necessità alle vittime del terremoto
per un valore complessivo
di circa 430
milioni di lire.
A seguito di un successivo evento sismico
che ha colpito ancora Vlran, Vltalia ha
predisposto
un ulteriore volo
umanitario
DHA che, il 15 maggio scorso, ha trasportato kits sanitari (farmaci, attrezzature
e
materiale di consumo sanitario) e tende per
il valore di 242.000 dollari È stato inoltre
erogato un contributo
all'OMS di 30.000
dollari, a valere sul fondo bilaterale
di
emergenza, per attività di sostegno al sistema sanitario
locale.
Tali interventi sono stati decisi in risposta ad appelli internazionali
lanciati
dal
DHA su richiesta informale delle
Autorità
iraniane.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
PICCOLO. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
Pamministrazione delle ferrovie dello
Stato ha inopinatamente ed inspiegabilmente deciso di sopprimere il servizio di
biglietteria nella stazione ferroviaria di
Frattamaggiore-Grumo Nevano (NA);
tale decisione, peraltro adottata senza
alcuna tempestiva e motivata informazione
alle amministrazioni comunali interessate,
procura enorme disagio a migliaia di
utenti,
essenzialmente
pendolari,
che
hanno necessità di utilizzare il servizio di
trasporto ferroviario;
la città di Frattamaggiore, popoloso
comune della provincia di Napoli, è centro
di riferimento di importanti e vitali attività
commerciali ed artigianali, con significa-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
tive articolazioni produttive - più in generale — nel settore del « terziario »;
la stessa città è sede dell'azienda sanitaria locale NA 3 e dell'unica struttura
ospedaliera pubblica, alla quale fanno
capo i cittadini dei comuni ricadenti nell'ambito territoriale della predetta A si,
tutti ad altissima densità abitativa;
essa, altresì, è sede di pretura, di
commissariato di polizia di Stato, di altri
uffici periferici dell'amministrazione pubblica, di importanti sportelli bancari,
nonché di scuole di ogni ordine e grado
alle quali accedono studenti provenienti da
molti altri comuni;
la stazione ferroviaria di Frattamaggiore-Grumo Nevano serve un esteso bacino di utenza, certamente superiore a
quello di altre stazioni che pure hanno
regolarmente mantenuto il servizio di biglietteria;
il consiglio comunale di Frattamaggiore - con deliberazione n. 94 del 25
luglio 1996 - ha espresso all'unanimità
ferma protesta per la decisione delle ferrovie dello Stato, richiedendo l'immediato
ripristino del servizio di biglietteria nella
locale stazione;
lo stesso consiglio comunale, interpretando il grave disagio della comunità
locale, ha deciso di promuovere - d'intesa
con i comuni limitrofi - ogni ulteriore,
opportuna iniziativa per rimuovere l'anzidetto provvedimento delle ferrovie dello
Stato che, inevitabilmente, finisce con l'accentuare le già rilevanti carenze che registra il trasporto pubblico in un'area tormentata da molteplici e complesse emergenze sociali — :
quali urgenti iniziative il Ministro interrogato intenda assumere affinché venga
celermente riattivato il servizio di biglietteria nella stazione delle ferrovie dello
Stato di Frattamaggiore-Grumo Nevano.
(4-03107)
RISPOSTA. — Nessuna iniziativa è stata
presa dalle Ferrovie dello Stato per la soppressione del servizio biglietteria nella stazione di Frattamaggiore-Grumo
Nevano.
Atti
Parlamentari
-
CXXIX
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
Si è provveduto
alla sospensione
del
servizio biglietteria della succitata
stazione,
relativamente
al solo turno
pomeridiano,
esclusivamente
nel periodo che va dal 15
luglio al 15 settembre 1996. La decisione è
stata presa, a seguito di accordi
sindacali,
tenuto conto dell'esigenza
del
godimento
delle ferie del personale
F.S., del
ridotto
flusso di clientela ed in considerazione
del
ridotto introito relativo allo stesso
periodo
dell'anno 1995.
Dal 16 settembre
1996 il servizio
di
biglietteria di cui trattasi è ripreso regolarmente senza limitazione
alcuna.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PISTONE. - Al Ministri dell'interno e
del tesoro. — Per sapere - premesso che:
diciotto anni or sono, i coniugi Melchiorre Farina e Margherita
Sanna,
oriundi di Orune (Nuoro), attualmente residenti in Viterbo, ove esercitano l'attività
di pastori, subirono l'occupazione di un
loro appezzamento di terra da parte dell'amministrazione comunale di Nuoro, la
quale vi ha costruito u n campo di calcio,
senza alcun rispetto delle leggi che disciplinano gli espropri per pubblica utilità;
citata in giudizio, l'amministrazione
comunale è stata, nelle decine di udienze
che si sono succedute in tutti questi anni,
pervicacemente contumace, restando soccombente in tutte e tre le istanze di giudizio (tribunale, corte d'appello, cassazione) ed è stata condannata, sulla base di
oculate perizie d'ufficio, a pagare il valore
del terreno arbitrariamente occupato,
nonché gli interessi maturati gravati dalla
svalutazione monetaria e dalle spese di
giudizio, provocando con i suoi ricorsi temerari un ingente danno alle finanze comunali, contando palesamente non
avendo altra ragione - sulle difficoltà finanziarie e quindi sull'abbandono dei contendenti, umili pastori, e la lentezza esasperante dei procedimenti giudiziari;
atteso che, malgrado la sentenza della
cassazione, divenuta esecutiva, quella am-
Deputati
1997
ministrazione, n o n soddisfatta dell'angheria consumata ai danni dei coniugi Farina,
anziché adeguarsi al giudicato, continua a
tergiversare impudentemente, adducendo
che pagherà il dovuto allorquando avrà
ottenuto (se e quando) un mutuo all'uopo
richiesto alla cassa depositi e prestiti, di
cui è nota la lentezza burocratica nel vagliare e approvare le richieste di mutui — :
se il Ministro dell'interno n o n ritenga
giusto intervenire con i poteri che gli derivano dall'articolo 19 (dovere di vigilanza
e potere d'intervento), quinto comma, di
cui al regio decreto 3 marzo 1934, n. 383,
mantenuto in vigore dall'articolo 64, primo
comma, lettera c), della legge 8 giugno
1990, n. 142, nei confronti dell'amministrazione comunale di Nuoro, n o m i n a n d o
o facendo nominare dal prefetto della provincia un commissario ad acta, affinché
l'amministrazione soccombente paghi immediatamente il dovuto ai coniugi Sanna,
trattandosi altresì di s o m m a alquanto m o desta per un comune capoluogo (centocinquanta milioni);
se il Ministro del tesoro n o n ritenga
opportuno sollecitare da parte della Cassa
depositi e prestiti l'esame della richiesta
del c o m u n e di Nuoro, affinché quella amministrazione locale cessi di tergiversare
ed angariare i coniugi Farina, che trovansi
in gravi difficoltà economiche per la crisi
in cui versa la pastorizia e per l'alto costo
dei pascoli.
(4-04957)
RISPOSTA. — Dagli elementi
acquisiti risulta che il giudice unico del Tribunale di
Nuoro, con sentenza del 24 aprile scorso, ha
definito la causa di opposizione
all'esecuzione, promossa dal comune di Nuoro contro il sig. Melchiorre
Farina.
In accoglimento della opposizione, il giudice ha dichiarato non sussistente il diritto
del sig. Farina a procedere ad
esecuzione
forzata in virtù della sentenza della Corte
d'Appello, che aveva condannato il comune
a pagare la somma di lire 141.503.822,
oltre
interessi e rivalutazione,
per
l'occupazione
di aree di sua proprietà.
Conseguentemente
Atti
Parlamentari
- cxxx -
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
è decaduto
anche il pignoramento
delle
somme depositate presso il Tesoriere, Banco
di Sardegna, effettuato con atto notificato il
14.12.1995.
Da quanto si è appreso, sarebbe,
comunque, intendimento
dalla predetta
amministrazione comunale intavolare trattative col
Farina per una conclusione
transattiva
della vertenza, anche sulla base della nuova
normativa intervenuta a disciplinare la materia di cui all'articolo 3, comma 65, della
L. 28.12.1996 n. 662.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
PITTELLA, OLIVO, OLIVERIO e SARACENI. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere — premesso che:
il trasporto ferroviario nell'area perimetrata a Parco Nazionale del Pollino è
del tutto inesistente;
in essa, in assenza di un simile servizio di trasporto, ogni programma proposto per il suo sviluppo, può restare penalizzato, considerata anche la difficile situazione infrastrutturale esistente;
l'ipotesi del collegamento ferroviario
diretto « Napoli-Sibari », con possibili e
successive ramificazioni
complementari
verso le fasce ioniche e tirreniche, oggi di
vitale interesse per lo sviluppo socio-economico dell'area, è stata da lungo tempo
abbandonata e non ha trovato soluzione
(basti pensare alla secolare interruzione
della Battipaglia-Lagonegro);
si pone impellente la necessità di eliminare tale carenza per motivi oggettivi di
rilevante interesse civile ed economico relativi al territorio montano protetto, ma
estesi « anche » ad una vasta area interna
depressa, interregionale del sud, compresa
tra « Eboli » e la « Sibaritide », punto nodale strategico, oggetto di interesse nazionale ed internazionale;
già alcuni enti locali calabresi e lucani
hanno, da tempo, deliberato in ordine a
tale problematica, chiedendo il completamento della Napoli-Sibari, come risulta da
elenco documentale con copie di atti re-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
lativi, inviati da tecnici locali, a questo
Ente, in data 9 febbraio 1995, prot. n. 488;
i sindaci di S. Severino Lucano e
Castrovillari, rispettivamente, con proprie
note del 7 settembre 1995 prot. n. 3413 e
del 25 settembre 1995 prot. n. 369, hanno
sollecitato l'ente parco ad affrontare il
problema e ad assumere conseguenti iniziative;
è in atto l'elaborazione di un piano di
investimenti, per migliorare e sviluppare il
trasporto su rotaie nel Mezzogiorno da
parte delle ferrovie dello Stato S.p.A., nell'ambito, peraltro, di programmi comunitari a favore delle aree del centro sud;
il problema della mobilità, diversificata ed integrata, a gestione mista pubblica
e privata, relativa al complesso montano
protetto, costituisce problema rilevante e
primario, perché condiziona e qualifica la
valorizzazione di tale complesso;
l'ente parco ha chiesto al ministero
dei trasporti ed alle ferrovie S.p.A. di assumere un preciso impegno finalizzato a
risolvere l'annosa questione dopo attenta
valutazione e verifica delle motivazioni —:
se non intenda considerare prioritario, ai fini della fruizione dell'area del
parco nazionale del Pollino, il collegamento ferroviario Napoli-Sibari, tenendo
conto della perimetrazione e della posizione del parco e, soprattutto, per quanto
compatibili, dei vecchi tracciati utilizzati
dalle Ferrovie Calabro-Lucane, al fine di
offrire alla utenza nazionale ed interregionale tale ottimale strumento di trasporto,
nell'ambito della realizzazione dei servizi
di trasporto ferroviario nel centro sud.
(4-02477)
RISPOSTA. — La tratta Spezzano
AlbaneseLagonegro delle Ferrovie della Calabria (ex
Ferrovie Calabro-Lucane)
è stata
chiusa
all'esercizio nel 1977 a causa
dell'impianto
obsoleto e dell'esiguità
dell'utenza.
In conseguenza della chiusura
dell'esercizio gran parte del tracciato ferroviario è
transitato dal demanio dello Stato al patrimonio disponibile dello Stato (Gazzetta Uf-
Atti
Parlamentari
-
CXXXI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
fidale n. 165 del 18 giugno 1986 e n.271 del
10 novembre 1989), salvi facendo
soltanto
alcuni impianti (stazioni e rimesse)
restati
in consegna delle Ferrovie della Calabria e
utilizzati per Vesercizio automobilistico
sostitutivo.
In tempi successivi,
lAmministrazione
finanziaria ha alienato alcune strutture ferroviarie mentre altre sono ormai
notevolmente
degradate.
Gran parte del tracciato dell'ex sede ferroviaria è stato ceduto ai Comuni di appartenenza per ampliare o costruire ex novo
altre strade.
Vista l'attuale situazione appare difficilmente praticabile la possibilità di utilizzare
11 già citato tracciato nuovamente come sede
ferroviaria.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
POLI BORTONE. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione.
— Per sapere
quale sia la situazione del raddoppio del
binario Bari-Lecce ed entro quanto tempo
sarà realizzata l'opera.
(4-05939)
RISPOSTA. — / / Contratto di
Programma
1994-2000, strumento fondamentale che regola i rapporti tra lo Stato e le Ferrovie
dello Stato S.p.A. nel campo degli investimenti ferroviari, prevede consistenti
interventi di potenziamento
infrastrutturale
distribuiti sull'intera rete ferroviaria.
In tale piano sono infatti inseriti anche
gli interventi
necessari per migliorare
le
principali
direttrici
ferroviarie
dell'Italia
meridionale.
In particolare,
per quanto riguarda la
linea Bari-Lecce, sono previsti i fondi necessari al completo ammodernamento
della
linea. Infatti, oltre all'elettrificazione
recentemente ultimata (che ha permesso
riduzioni di percorrenza
tra Roma/Bologna
e
Lecce pari al 20%) sono previsti i raddoppi
dei tratti attualmente
a semplice
binario
che, unitamente ai raddoppi della linea a
nord di Bari (anch'essi finanziati dal Contratto di Programma)
e
all'ammodernamento tecnologico, adegueranno l'intera li-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
nea adriatica agli standard di
potenzialità,
fluidità della circolazione
e sicurezza
delle
ferrovie
europee.
Per quanto riguarda gli interventi
già
completati
sulla linea Bari-Lecce
le F.S.
fanno presente che il raddoppio del tratto
tra Fasano e Brindisi è stato attivato
prima
del 1993; quello tra Bari Torre a Mare e
Mola di Bari è stato attivato nel 1993;
quello tra Brindisi e Tuturano nel 1994,
mentre l'elettrificazione
tra Bari e Lecce è
stata completata nel corso del 1996.
A seguito degli interventi realizzati
sono
già oggi riscontrabili
vantaggi nei tempi di
percorrenza. Infatti con l'utilizzo del nuovo
materiale rotabile con elevate
caratteristiche
tecniche, nella relazione da Bari a Lecce la
riduzione nei tempi di percorrenza è di circa
20 minuti
Con il completamento
del
raddoppio
(previsto per la fine del 2000,
compatibilmente all'ottenimento
di tutte le autorizzazioni occorrenti), le F.S. ritengono che la
linea in questione sarà in grado di far fronte
agli sviluppi di traffico ferroviario
per i
prossimi 30 anni. Infatti, si potrà
disporre
di un considerevole
margine di
potenzialità
(attualmente
l'offerta è di circa 60 treni al
giorno), in quanto sarà possibile far transitare tra Bari e Lecce dagli attuali 90 ad
oltre 200 treni al giorno.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
POLI BORTONE. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
l'Officina
manutenzione
rotabili
(Omr) delle ferrovie dello Stato spa di
Surbo scalo si trova nelle immediate vicinanze della stazione ferroviaria di Lecce,
che ospita numerose carrozze necessitanti
di interventi di manutenzione;
le norme vigenti ed il foglio-disposizione MT/AS.MC.BA. dell'8 gennaio 1997,
emanato dall'ufficio Mcr di Bari, dispongono che tutti i veicoli guasti debbano
essere riparati nelle officine di manutenzione più vicine alla località di scarto;
Atti
Parlamentari
-
CXXXII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
alla luce di tali disposizioni e della
logica della diminuzione dei costi, i rotabili
scartati per avaria vengono inviati alla
Officine manutenzioni rotabili di Lecce,
impianto ultramoderno che necessita di un
organico di molto superiore a quello attuale, che è di sessantadue unità (delle
quali nove non utilizzabili perché inidonee);
le rappresentanze sindacali della Officine manutenzioni rotabili di Lecce
hanno più volte evidenziato la necessità del
reintegro delle unità mancanti senza mai
trovare ascolto;
recentemente, appunto per la predetta carenza di personale, alcune carrozze ferroviarie, che dovevano essere riparate presso l'Officine manutenzioni rotabili di Lecce, sono state dirottate all'Officine manutenzioni rotabili di Bari;
il pericolo è che tale situazione possa
ripetersi e che l'Officine manutenzioni rotabili di Lecce venga ridimensionata, con
tutte le conseguenze che ciò comporterebbe sul piano occupazionale in un territorio già duramente colpito dal dramma
della disoccupazione — :
quali iniziative intenda intraprendere
presso le ferrovie dello Stato spa affinché
l'Officine manutenzioni rotabili di Lecce
abbia un organico numericamente idoneo
allo svolgimento dell'attività di servizio.
(4-08655)
RISPOSTA. — Le F.S. S.p.A.
comunicano
che in data 11 giugno 1996 è stato raggiunto
un accordo che, tra l'altro, assegna al territorio dell'ex compartimento
di Bari 15
assunzioni con i profili di Operatore
della
manutenzione mediante contratto di formazione lavoro, da ripartire tra l'Unità territoriale manutenzione
corrente di Bari (alle
cui dipendenze è anche l'Officina
manutenzione rotabili di Lecce), l'Officina
grandi
riparazioni
di Foggia e l'Officina
grandi
riparazioni di Melfi.
È stato inoltre previsto di assegnare ulteriori 20 unità di personale, mediante trasferimenti
Nord-Sud
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
In data 10 ottobre 1996 è stato siglato un
accordo tra l'ASA Materiale rotabile e trazione di Firenze e le Organizzazioni
sindacali regionali di Puglia e Basilicata per la
ripartizione
delle complessive
35 unità di
personale tra le strutture sopra citate che
prevede per l'Officina manutenzione
rotabili
di Lecce un apporto, tra assunzioni e trasferimenti, di 8 unità.
L'iter che consentirà gli apporti
suddetti
è già stato
attivato.
Le F.S. S.p.A. inoltre fanno presente che
per l'Officina
manutenzione
rotabili
di
Lecce non sono previste ipotesi di ridimensionamento.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
PORCU. — Al Ministro dei trasporti
della navigazione. — Per sapere:
e
se sia a conoscenza del fatto che
l'aeroporto di Alghero-Fertilia (Sassari) ha
registrato, nello scorso mese di agosto, un
record assoluto nel movimento passeggeri,
con un aumento di oltre tredicimila unità
rispetto all'anno precedente, anche per effetto dei nuovi collegamenti attivati dalPAlitalia con gli scali di Torino e Bologna;
se sia a conoscenza, altresì, che, nonostante questi lusinghieri risultati, ed i
conseguenti utili di esercizio per la stessa
Alitalia, la stessa compagnia ha soppresso
alcuni collegamenti presenti da tempo
nello scalo algherese, con decorrenza 1°
novembre 1996 di cui l'ultimo con Pisa;
se non ritenga, ciò premesso, inaccettabile la politica dell'Alitalia volta a realizzare utili nel periodo estivo, abbandonando l'aeroporto di Alghero nella restante
parte della stagione, così privando un vasto
territorio, peraltro interessato da una gravissima crisi occupazionale ed economica,
di u n servizio essenziale;
se n o n valuti quindi opportuno ed
urgente intervenire presso la compagnia
Alitalia al fine di ottenere una reale condizione di pari opportunità in relazione al
trasporto aereo, per le centinaia di migliaia
Atti
Parlamentari
-
CXXXIII
Camera
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
di cittadini che risiedono nell'area sassarese e fanno riferimento, essenzialmente
per motivi di lavoro e di studio, all'aeroporto di Alghero.
(4-03185)
RISPOSTA. — Poiché la domanda di traffico in inverno subisce un calo
significativo
tale da penalizzare il conto economico annuale della linea Alghero-Pisa, VAlitalia, in
sede di revisione della rete nazionale ha
cancellato il volo per tale periodo con decorrenza dal 27 ottobre u.s.
Con il nuovo orario estivo, in vigore dal
30 marzo, il collegamento diretto
AlgheroPisa è stato ripristinato,
con validità 1°
luglio-31
agosto.
Tale iniziativa è coerente con Vobiettivo
di riequilibrio economico e con il posizionamento competitivo che Alitalia deve conseguire e conservare.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
RAFFAELLI. — Al Ministro
dell'interno.
— Per sapere - premesso che:
il comune di Terni è u n o di quelli in
cui si vota il 27 aprile per l'elezione del
sindaco e del Consiglio comunale;
in data 21 aprile (nell'ultima settimana di campagna elettorale), il comune di
Terni, ha promosso a Terni una tavola
rotonda sulla comunicazione d'impresa e
la piccola e media industria nell'ambito del
corso di perfezionamento
International
Business
Communication
che si avvale,
nello svolgimento di attività di formazione,
di risorse pubbliche di provenienza comunitaria;
la Tavola rotonda prevede all'apertura dei lavori un intervento del professor
Gianfranco Ciaurro, candidato sindaco i m pegnato nella campagna elettorale, e sarà
moderata dal giornalista e direttore de
« L'opinione delle Libertà » dottor Arturo
Diaconale, il quale nella corrente campagna elettorale capeggia la lista del Polo che
sostiene la candidatura del professor
Ciaurro - :
dei
Deputati
1997
se n o n ritenga il Governo che tale
iniziativa nel suo complesso contravvenga
in m o d o stridente la legge n. 81 del 1993,
che vieta alle amministrazioni e agli a m ministratori in carica, impegnati in campagna elettorale, di svolgere, ai fini di
propaganda personale o di schieramento,
iniziative promosse dalle amministrazioni
medesime;
se n o n ritenga il Governo di dover
valutare la liceità di u n a pratica che trasforma iniziative di studio e formazione
promosse con cospicui stanziamenti pubblici, nazionali e comunitari, in manifestazioni elettorali di parte;
quali iniziative intenda urgentemente
intraprendere al fine di garantire l'ordinato ed equilibrato svolgimento del confronto elettorale a Terni.
(4-09501)
RISPOSTA.
— La
manifestazione-tavola
rotonda, cui la S.V. ha fatto
riferimento,
fissata in un primo tempo per la data
indicata del 21 aprile, è stata poi differita al
26 maggio scorso - a elezioni ormai concluse - presso il Video Centro di Terni.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
RALLO. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
con il decreto del Presidente della
Repubblica del 6 agosto 1981 sono state
assegnate alla regione siciliana « tutte le
attribuzioni degli organi centrali e periferici dello Stato nelle materie concernenti le
concessioni regionali di qualsiasi genere »;
con il medesimo decreto del Presidente della Repubblica sono stati posti alle
dipendenze della regione gli uffici periferici dell'allora ministero dei trasporti in
Sicilia, ed in particolare gli uffici provinciali della motorizzazione civile;
il personale in servizio presso i predetti uffici provinciali dipende dall'assessorato turismo e trasporti della regione
siciliana ed esso n o n p u ò assolvere le proprie mansioni (esami per il conseguimento
Atti
Parlamentari
-
CXXXIV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
della patente di guida, ed operazioni tecniche in genere) in quanto non dipendente
dalla direzione generale del ministero dei
trasporti e della navigazione;
il vigente codice della strada ed il
relativo regolamento di attuazione prevedono che il personale in questione sia
dipendente del ministero dei trasporti e
della navigazione nulla prevedendo per le
particolarità degli uffici siciliani;
tutto ciò provoca disagi all'utenza e
maggiori oneri per le missioni — :
quali iniziative intenda adottare per il
ricondurre alla regolarità tale anomala situazione.
(4-03914)
In base al decreto del Presidente della Repubblica
6 agosto
1981,
n. 485 gli Uffici provinciali
della MCTC
della Sicilia non sono più organi
periferici
del Ministero dei Trasporti, ma dell'Assessorato Trasporti Turismo e
Comunicazioni
della Regione Sicilia.
Le operazioni tecniche, quali revisioni e
collaudi, possono essere effettuate dal personale dei citati Uffici, purché
debitamente
abilitato.
Attualmente, tenuto conto delle difficoltà
incontrate dalla regione
nell'organizzazione
di tale attività, lAmministrazione
sta provvedendo ad integrare detto personale con il
proprio, dipendente dei locali Centri prova
autoveicoli
Camera dei
SETTEMBRE
Deputati
1997
pronunciarsi sull'istanza del ricorrente, tenendo conto della normativa prevista dalla
legge n. 219 del 1995;
in ossequio al disposto del Tar e sulla
base della disponibilità dichiarata per le
vie brevi da parte del Ministero della sanità
di addivenire alla revisione dell'istanza, il
ricorrente inviava a m e z z o raccomandata
assicurata la documentazione necessaria
all'esame dell'istanza stessa;
il Ministero della sanità, nonostante
la inoppugnabile prova dell'invio della documentazione, dichiarava di non essere in
possesso della stessa e dichiarava pertanto
decaduto dal beneficio previsto dalla legge
n. 219 del 1995 il ricorrente -:
RISPOSTA. —
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
RICCIOTTI. - Al Ministro della
— Per sapere - premesso che:
sanità.
il signor Boguslaw Runinski, residente in Messina, ha presentato ricorso al
Tar di Catania contro il Ministero della
sanità per il mancato riconoscimento da
parte del citato Ministero del titolo di
terapista di riabilitazione;
il Tar di Catania, con sentenza del 18
gennaio 1996, ha accolto il ricorso, ed ha
concesso la sospensiva del provvedimento
del Ministero della sanità, in attesa di
quali siano i motivi che abbiano impedito al Ministero della sanità di dare
esecuzione ad una precisa sentenza del Tar
di Catania e se si siano verificati analoghi
casi che, in ogni caso, configurerebbero un
caso di cattiva amministrazione;
c o m e sia articolato il servizio di ricezione e di distribuzione della corrispondenza ai vari servizi del Ministero della
sanità e c o m e sia pertanto possibile che
documenti trasmessi per raccomandata assicurata n o n pervengano agli uffici c o m petenti;
quali provvedimenti si intenda adottare per sanare questo grave caso di inadempienza ed inapplicazione di un'ordinanza giudiziaria, che provoca danni ai
legittimi e riconosciuti interessi di un cittadino, impedendogli di svolgere la sua
professione.
(4-06970)
RISPOSTA. — Come indicato
nell'interrogazione parlamentare
in esame, il signor
Boguslaw Runinski ha fatto ricorso al giudice amministrativo
per il mancato
riconoscimento, da parte del Ministero della Sanità, del titolo di « terapista di
riabilitazione » conseguito in un Paese non
appartenente all'Unione
Europea, ottenendo
dal
T.A.R.-Sicilia l'Ordinanza di sospensione del
relativo provvedimento
ministeriale
di diniego.
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXXXV
AI RESOCONTI —
È necessario sottolineare,
tuttavia, che,
diversamente
da quanto
riportato
nello
stesso atto parlamentare,
non risulta essere
stata a tutt'oggi reiterata, da parte del sig.
Runinski, la domanda di
riconoscimento
del titolo professionale,
né risulta
nuovamente trasmessa la documentazione
ad essa,
inerente, restituita al richiedente dai competenti Uffici ministeriali
con
comunicazioni del 25 maggio e del 6 ottobre 1995, in
esito al procedimento
per il
riconoscimento
del titolo in questione.
Occorre ricordare, altresì, che la disposizione invocata a sostegno della stessa domanda, per cui hanno avuto
riconoscimento
nel nostro Paese i titoli abilitanti
all'esercizio delle professioni infermieristiche,
tecniche e della riabilitazione,
conseguiti all'estero dai cittadini extracomunitari
e dagli
apolidi residenti o autorizzati a soggiornare
in Italia, dopo essere stata più volte reiterata
- tra gli altri, con il decreto-legge 2 giugno
1995, n. 219, citato dalla S.V. - fino al
decreto-legge 2 aprile 1996, n. 178 («Disposizioni urgenti in materia di personale
del settore sanitario »), è definitivamente
decaduta in quanto non inserita nel successivo decreto-legge
16 luglio 1996, n. 377
(« Disposizioni urgenti in materia di farmaci
e di sanità »).
All'attuale insussistenza
di una normativa che consenta il riconoscimento
del titolo professionale
conseguito
all'estero non si può sopperire neanche con le disposizioni contenute nella Legge 8 novembre
1984, n. 752 (« Riconoscimento
di titoli abilitanti all'esercizio delle professioni
sanitarie
ausiliarie, delle arti ausiliarie delle professioni sanitarie e delle professioni
sanitarie
tecniche per le quali non sia richiesta la
laurea »), in quanto esse si applicano
esclusivamente ai cittadini italiani in possesso di
titoli professionali
conseguiti
all'estero.
-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
la crisi della « mucca pazza », esplosa
lo scorso anno in Gran Bretagna, ha posto
in risalto la possibile diffusione del morbo
attraverso l'utilizzo di farine animali nell'alimentazione dei bovini non prodotte
con metodi che ne escludano ogni possibile
contaminazione;
la Commissione dell'Unione europea,
con decisione 96/449 del 19 luglio 1996, ha
stabilito che, a partire dal 1° aprile 1997,
i residui di origine animale provenienti
dalla macellazione di mammiferi, e cioè
ossa e grasso, devono essere trattati esclusivamente all'interno di impianti in grado
di assicurare un trattamento a 133 °C alla
pressione di 3 bar per venti minuti, al fine
di assicurare la completa eliminazione di
ogni possibile residuo dell'encefalopatia
spongiforme;
la totalità degli impianti esistenti in
Italia non è assolutamente dotata delle
tecnologie necessarie ad assicurare il trattamento ad alta temperatura ai residui di
origine animale e le stesse potranno essere
approntate solo nell'arco di almeno 18
mesi;
anche gli altri Stati membri n o n sono
in condizione di garantire, a partire dal 1°
aprile 1997, il trattamento dei residui animali secondo le tecniche imposte dalla
decisione comunitaria a causa del mancato
adeguamento degli impianti di trasformazione;
Il Ministro della sanità: Bindi.
gli organismi
tecnici
comunitari
stanno ancora valutando la validità del
metodo di trattamento imposto dalla decisione e alcuni Stati membri si accingono
ad avviare alla trasformazione ad alta temperatura solo i residui animali a rischio,
c o m e cervello, midollo spinale ed occhi dei
bovini;
RICCIOTTI. — Ai Ministri della sanità,
dell'ambiente, dell'industria, del
commercio
e dell'artigianato
e per le risorse
agricole,
alimentari e forestali — Per sapere - premesso che:
l'applicazione della decisione c o m u nitaria nelle condizioni sopra descritte
comporterà quindi la materiale impossibilità di destinare i residui della macellazione alla trasformazione prevista dalla
decisione comunitaria del 18 luglio 1996
ovvero la messa in infrazione di coloro che
Atti
Parlamentari
-
CXXXVI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
effettueranno comunque le trasformazioni
secondo metodi non consentiti;
fornire quindi anche indicazioni e prospettive agli operatori;
al fine di evitare una situazione di
non ottemperanza agli obblighi comunitari, verranno drasticamente ridotte le trasformazioni, da parte delle 70 aziende operanti nel settore, dei circa 3 milioni di
tonnellate di residui di origine animale, e
ciò provocherà una altrettanto drastica riduzione delle macellazioni, con gravissime
conseguenze su tutta la filiera della carne,
dall'allevamento alla distribuzione al consumo;
se sia stata valutata la possibilità di
destinare alla trasformazione ad alta temperatura le parti a rischio, operando nel
contempo una raccolta differenziata dei
rifiuti stessi;
il mancato ritiro dei residui animali
da parte delle imprese di trasformazione
con impianti non adeguati alle disposizioni
comunitarie determinerà comunque un accumulo di tali residui, con tutti i conseguenti problemi di inquinamento ambientale e salubrità pubblica, oltre che di elemento di ulteriore contagio della encefalopatia spongiforme;
la riduzione delle macellazioni determinerà a sua volta un'eccedenza di animali
pronti per la macellazione presso i produttori, oltre che di crollo dei prezzi di
mercato, e quindi con conseguenze ancor
più gravi di quelle provocate dalla crisi
Bse;
anche i prezzi al consumo delle carni
subiranno, per effetto di tale situazione di
riduzione dell'offerta, un notevole aumento, con evidenti conseguenze sull'indice del costo della vita e su quello dell'inflazione - :
quali iniziative siano state intraprese
e quali si intenda ulteriormente intraprendere nei prossimi giorni, da parte soprattutto del Ministro della sanità, per sollecitare l'Esecutivo comunitario a concedere
un congruo periodo di proroga, valutabile
in almeno 18 mesi, per dare esecuzione
alla decisione comunitaria del 18 luglio
1996;
se non si ritenga opportuno promuovere una conferenza interministeriale con
le organizzazioni di categoria per meglio
valutare le problematiche connesse alla
applicazione della decisione comunitaria e
quali valutazioni diano in ordine alle
conseguenze di una immediata applicazione della decisione comunitaria.
(4-07787)
RISPOSTA. — Come
ricordato
nell'atto
parlamentare
in esame, l'Unione
Europea,
con Decisione n. 96/449 del 18 luglio 1996,
ha stabilito che, a decorrere dal 1° aprile
1997, i residui di origine animale
provenienti dalla macellazione
debbano
venir
trattati e trasformati con un
procedimento
che ne comporti l'esposizione ad alte temperature e l'impiego della
pressione.
Nessuna proroga è stata concessa
dalle
Autorità europee e, anzi nel corso della più
recente ispezione comunitaria
in Italia è
emersa l'inesistenza di proposte di « slittamento » dei termini di applicazione
della
Decisione n. 96/449.
Gli aspetti, le difficoltà e le
problematiche che scaturiscono
dalle disposizioni
dell'UE, hanno costituito l'oggetto di una serie
di riunioni, a cui hanno preso parte rappresentanti delle Regioni e di tutte le categorie interessate,
nonché di un
incontro
interministeriale,
svoltosi presso questo Ministero.
Da tali iniziative è emerso il concorde
orientamento
di approntare
appropriati
strumenti di intervento per risolvere i problemi sollevati dagli operatori del settore,
nel contempo
investendo
direttamente
i
competenti servizi della Commissione
Europea per un approfondito
riesame
della
stessa Decisione n. 96/449.
Tuttavia, nell'imminenza
dello
scadere
del termine prefissato, questo Ministero ha
ritenuto opportuno
trasmettere
agli Assessorati Regionali istruzioni
sul
comportamento da adottare, a decorrere dal 1° aprile
1997, nell'effettuazione
dei controlli
- di
competenza
dei Servizi
Veterinari
delle
UU.SS.LL. - dell'adeguamento
del ciclo di
Atti
-
Parlamentari
CXXXVII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
trattamento
dei rifiuti di origine
animale
negli impianti di
trasformazione.
Infatti, con nota del 20 marzo
1997,
diramata, per conoscenza, anche alle categorie interessate (Assocarni, Assica, Assalzoo
etc), questo Ministero ha chiesto agli Assessorati regionali di attivare i competenti
Servizi Veterinari delle UU.SS.LL. per verificare Vadeguamento del ciclo di trattamento degli impianti adibiti alla
trasformazione dei rifiuti di origine animale
(materiali ad alto e basso rischio », dando comunicazione dei risultati.
Com'è noto, infatti, il D. Leg.vo 14 dicembre 1992, n. 508, che costituisce
strumento di attuazione della rigorosa
normativa europea sui rifiuti di origine
animale,
ha investito i Servizi Veterinari delle UU.SS.LL. del compito di effettuare ispezioni e
controlli presso gli stabilimenti
di trasformazione.
Lo stesso D. Leg.vo n. 508/ 92 ha previsto un apposito riconoscimento,
da parte
del Ministero della Sanità, degli
stabilimenti
incaricati della raccolta e
trasformazione
dei materiali residuali
animali.
Dal momento che l'attuazione della Decisione n. 96/449 non comporta
modifiche
strutturali degli impianti coinvolti, si è ritenuta necessaria la semplice modifica dei
relativi decreti di riconoscimento
in precedenza
rilasciati
Non è superfluo ricordare, in tal senso,
che lettera-circolare
del 20 marzo
1997
poneva bene in evidenza che, in mancanza
delle informazioni raccolte dagli Assessorati
regionali
sull'intervenuto
adeguamento,
caso per caso, degli impianti deputati ad
effettuare il prescritto trattamento
a pressione, alla data del 31 marzo 1997 i relativi
decreti di riconoscimento
in
precedenza
emanati sarebbero stati revocati.
La stessa nota invitava gli
Assessorati
regionali ad adottare tutte le iniziative
più
opportune per far sì che tutti gli stabilimenti operanti nel settore anche dopo il 1°
aprile 1997, risultassero conformi ai requisiti imposti dalla Decisione n. 96/449/CE o,
in alternativa,
venissero sottoposti
ad un
idoneo e « mirato » sistema di vigilanza e di
f
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
controllo in grado di escludere da parte loro
il trattamento di materie prime derivanti da
mammiferi
Il Sottosegretario di Stato per la
sanità: Viserta Costantini.
RIVELLI. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione.
— Per sapere — premesso che:
da alcuni giorni è in atto una protesta
dei ristoratori che h a n n o in gestione la
mensa ferroviaria di corso Lucci a Napoli,
che minacciano di occupare i vicini binari
della stazione centrale;
a protestare sono anche i dipendenti
della società privata che gestisce la mensa
del dopolavoro ferroviario: venti lavoratori
che denunciano di non riuscire più a percepire lo stipendio e di avere i contributi
Inps bloccati da anni;
tale situazione di gravissimo disagio
sarebbe da addebitare, a loro avviso, alle
convenzioni esterne che la società Ferrovie
dello Stato ha stipulato, ed alla distribuzione, da parte della medesima, di ticket
restaurant, che ormai consentono a tutti i
ferrovieri di pranzare altrove, creando così
seri problemi economici ai gestori della
mensa;
difatti, in essa si è registrato, negli
ultimi tempi, un calo di circa l'ottanta per
cento delle consumazioni —:
se tale situazione risponda al vero e,
in caso affermativo, quali iniziative intenda
assumere in ordine a quanto predetto,
atteso che si tratta di difendere e conservare decine di posti di lavoro in una regione, quella campana, peraltro ad alto
tasso disoccupazione.
(4-05473)
RISPOSTA. — In ordine alle
motivazioni
esposte dall'Onorevole
interrogante
secondo
le quali ci sarebbe stato un calo delle consumazioni presso la mensa ferroviaria
di
Corso Lucci a Napoli, le F.S. S.p.A. fanno
presente che la diminuzione del numero dei
fruitori costituisce un problema di carattere
generale delle mense ferroviarie ed è corre-
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXXXVIII
AI RESOCONTI —
lato alla riduzione
della consistenza
del
personale ferroviario di oltre 90.000 unità
ed alla cessazione di alcune condizioni
di
favore godute da estranei alla Società (es.
dipendenti delle imprese appaltatrici di servizi negli impianti ferroviari) e non alVuso
del « ticket-restaurant
» che è rilasciato solo
a quei dipendenti che non possono
usufruire dei servizi mensa.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
EDO ROSSI, RUGGERI, e RAFFALDINI. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere - premesso che:
l'aeroporto « L. Vaschi », sito in zona
Migliaretto, alle porte della città di Mantova, all'inizio secolo era piazza d'armi
dell'esercito italiano per il presidio di Mantova;
SEDUTA DEL
Camera dei
15
SETTEMBRE
Deputati
1997
dei trasporti consegnò al consorzio « L.
Vaschi » il sedime aeroportuale, perché intervenisse al riguardo per il relativo ripristino;
negli anni successivi alla seconda
guerra mondiale, nelle immediate vicinanze del sedime aeroportuale sono sorti
insediamenti abitativi, densamente popolati ed insediamenti produttivi ed industriali tra cui una raffineria, un deposito
carburanti, più depositi di stoccaggio ed
imbottigliamento di GPL in autobotti e
bombole, u n o stabilimento petrolchimico
ed altre industrie anche d'importanza nazionale (Belleli, Fiamm-Filter, eccetera);
sul lato ovest del sedime aeroportuale
corre la strada statale della Cisa che funge,
oltre che via d'accesso alla città, anche da
tangenziale per l'intera area industriale e
per accedere all'Autobrennero;
con legge dello Stato del 1927 venne
riconosciuto come aeroporto per attività
militari;
detta strada statale è percorsa giornalmente da migliaia di autovetture ed
automezzi con carichi anche pericolosi;
dopo la seconda guerra mondiale subentrò nella gestione un aero-club; il
primo affidamento venne fatto all'aeroclub « G. Barucchi » e, successivamente,
all'aero-club « Fratelli Barbieri ». Detta gestione si protrasse fino al 1972, anno di
scioglimento del sodalizio;
in anni recenti, nelle immediate vicinanze del sedime sono sorte varie attrezzature fisse per attività sportive e scolastiche (campi da calcio, baseball, motocross, c a m p o scuola, eccetera);
il 30 dicembre 1970 venne costituito il
« Consorzio Luigi Vaschi » da parte del
comune di Mantova, dell'amministrazione
provinciale di Mantova, della camera di
commercio di Mantova e dell'azienda di
promozione turistica di Mantova, con lo
scopo di riutilizzare l'aeroporto;
nel 1972 la circoscrizione aeroportuale di Linate emise un NOTAM con la
sospensione dell'attività aeroportuale, in
quanto constatò che il servizio antincendio
non era adeguato;
nel 1983 vi fu il trasferimento delle
funzioni dei trasporti - Direzione generale
dell'aviazione civile;
il 10 ottobre 1988 la direzione circoscrizionale di Milano Linate del Ministero
nel 1992 l'amministrazione comunale
ha receduto dal consorzio « L. Vaschi »
richiedendo, fin dal 14 luglio 1993, la sdemanializzazione dell'ex sedime aeroportuale ed ha approvato in consiglio c o m u nale con il parere favorevole di tutte le
cinque circoscrizioni cittadine, una variante al piano regolatore generale per il
cambio di destinazione d'uso dell'area
(verde pubblico attrezzato a servizi);
detta variante (n. 170 del 27 ottobre
1994) è all'esame della regione Lombardia
per la relativa approvazione. Stanno, nel
frattempo, operando le norme di salvaguardia urbanistica;
pure la camera di commercio e
l'azienda di promozione turistica di Mantova h a n n o receduto dal consorzio « L.
Vaschi »;
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXXXIX
AI RESOCONTI —
la nuova amministrazione provinciale
dopo il suo insediamento, ha trasformato il
consorzio in una società a responsabilità
limitata denominata « Tazio Nuvolari » restandone unico socio;
il 16 settembre 1993 personale del
Ministero dei trasporti - direzione generale dell'aviazione civile, ha eseguito un
sopralluogo aereo sull'area e sulla città di
Mantova e ha rilevato che evidenziando
« ... la notevole vicinanza alla città di Mantova e alla raffineria sita nel lato nord/est,
constatata la presenza di lunghi insediamenti abitativi del lato sud/est; preso atto
dell'esiguità del sedime, anche nel senso
della sua massima lunghezza di sfruttamento: se ne sconsiglia l'uso per aviogetti
ad ala fissa... »;
l'allora consorzio « L. Vaschi » inoltrava al servizio aeroporti direzione generale dell'aviazione civile presso il Ministero
dei trasporti, un progetto per la realizzazione di opere di recinzione e bonifica del
sedime;
la regione Lombardia in data 29
aprile 1994, con specifica nota, comunicava
alla direzione generale dell'aviazione civile
- servizio aeroporti «... che il vigente
piano regionale di trasporti della Lombardia non ritiene prioritario affrontare la
problematica relativa alle infrastrutture
aeroportuali "... minori", ... considerata
però la presenza all'interno del sedime di
una elisuperficie ... e visto lo stato generale
di "degrado" in cui giace l'infrastruttura
aeroportuale di Mantova, valutato il corposo impegno finanziario necessario alla
ristrutturazione dell'impianto nel suo complesso, questa regione ritiene non possano
sussistere pregiudiziali ostative alla richiesta di sdemanializzazione dell'area a condizione che sia mantenuto e salvaguardato
il funzionamento dell'elisuperficie ... anche
in relazione ad esigenze di protezione civile e di elisoccorso fino a quando possa
essere individuata e realizzata un un'area
alternativa idonea allo scopo...»;
la direzione generale dell'aviazione
civile comunicava che nei giorni 19/20
aprile 1994 aveva effettuato... « una ispe-
SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
zione al sedime e alle strutture aeroportuali, finalizzata a stabilire gli eventuali
adempimenti tecnici necessari per la riattivazione, ove possibile, dello scalo... »;
la medesima direzione, con nota conclusiva del 13 giugno 1994 indirizzata al
consorzio « L. Vaschi », faceva presente, tra
l'altro, c h e . . . « lo scalo in oggetto non ha
interesse nazionale, m a potrebbe averne a
livello locale in quanto è una infrastruttura
aeroportuale minore »; che «... la scrivente
amministrazione non ha alcuna previsione
di bilancio per sostenere gli interventi necessari per la riapertura dello scalo e la
futura gestione dello stesso; ... ritiene che
siano praticabili le seguenti soluzioni alternative ...:
a) trasformazione di una porzione
dell'attuale sedime in elisuperficie o eliporto e sdemanializzazione dell'area rimanente;
b) esecuzione di tutte le opere necessarie alla riapertura dello scalo in oggetto a condizione che codesto consorzio si
impegni ad affrontare esclusivamente - a
proprie spese - l'onere economico per la
riapertura e la futura gestione dello stesso;
... l'eventuale progetto degli
interventi
dovrà acquisire la compatibilità urbanistica da parte del competente Ministero dei
lavori pubblici il quale si esprimerà, a
norma dell'articolo 81 del decreto del Presidente della Repubblica 24 luglio 1977,
n. 616, d'intesa con la regione interessata ... »;
la nuova società « Tazio Nuvolari » ha
provveduto, nel frattempo, alla demolizione dei fabbricati pericolanti e fatiscenti
ed alla bonifica del sedime aeroportuale;
l'avvocatura dello Stato, nel febbraio
1996, comunicava al Ministero delle finanze ed alla direzione generale dell'aviazione civile di Milano Linate che, «... essendo stata adottata una variante al piano
regolatore generale, operando le norme di
salvaguardia urbanistiche, non è possibile
intraprendere nessuna opera volta alla
riattivazione dell'aeroporto, in quanto que-
Atti
Parlamentari
-
CXL
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
sta destinazione è difforme da quella prevista dallo strumento urbanistico in itinere... »;
sia la protezione civile che i vigili del
fuoco non hanno espresso u n o specifico
interesse all'approntamento ed all'utilizzo
di un eliporto in zona Migliaretto;
l'azienda ospedaliera « Carlo Poma »
di Mantova ha da tempo una pista di
elisoccorso al proprio interno e ne è già
prevista una nuova ricollocazione nel progetto, già finanziato dalla regione Lombardia, della costruenda nuova entrata del
nosocomio;
esiste a pochi chilometri dalla città, in
zona agricola, una aviosuperficie funzionante, approntata da privati, di cui gli
avioamatori della città possono chiedere
l'eventuale utilizzo;
a non più di 20 chilometri dalla Città
di Mantova vi è l'Aeroporto Internazionale
di Villafranca-Verona, giornalmente collegato con navetta bus alla città;
se il Ministro dei trasporti confermi
la nota conclusiva del DGCA del 13 giugno
1994 circa il non interesse nazionale per
tale aeroporto;
se si intenda di conseguenza sdemanializzare questa area, come espressamente richiesto dall'amministrazione comunale di Mantova, per destinarla, su sollecitazione dei cittadini, ad area verde pubblica attrezzata con struttura di carattere
sociale, culturale, ricreativo e scolastico;
se intenda attivarsi nei confronti della
regione Lombardia, dell'amministrazione
provinciale per espletare tutti gli atti necessari per la sdemanializzazione dell'area
in oggetto.
(4-02136)
RISPOSTA. — L'aeroporto di Mantova Migliaretto, dal punto di vista demaniale, è
stato definito quale « civile statale » dal Comitato ex articolo 15 della legge n. 1411
1963, con delibera in data 8 novembre
1982.
Lo scalo è chiuso da svariati anni ad
ogni tipo di attività aerea e non ha interesse
a livello nazionale, ma solamente a livello
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
locale trattandosi di una struttura
aeroportuale minore, che peraltro insiste al centro
di un'area su cui sono già presenti
nel
raggio di un centinaio di chilometri
aeroporti aperti al traffico di aviazione
generale
e non, quali Bologna, Ferrara,
Modena,
Parma, Reggio Emilia, Cremona, Brescia e
Verona.
Da un punto di vista tecnico, il sedime
non è attualmente agibile per alcun tipo di
attività aerea; gli interventi, ai fini di una
eventuale riapertura per una
utilizzazione
elicotteristica
comportano
un impegno finanziario che allo stato non trova
previsione in bilancio.
Nel 1993, nel corso della seduta del 1°
giugno la giunta comunale di Mantova ha
deliberato di chiedere la
sdemanializzazione
del sedime dello scalo in oggetto,
successivamente la Regione Lombardia ha espresso
l'opportunità di utilizzare in via
temporanea
una porzione
dell'attuale
sedime
soltanto
come elisuperficie,
in quanto il Piano regionale dei trasporti non prevedeva
quale
priorità la problematica
relativa alle infrastrutture aeroportuali
minori.
In data 27 ottobre 1994 il
Consiglio
comunale di Mantova, con delibera n. 170,
ha approvato una variante generale al piano
regolatore generale destinando l'utilizzo dell'area demaniale del Migliaretto da infrastruttura aeroportuale
ad area di uso pubblico « verde e parcheggio » e pertanto
ha
richiesto la sdemanializzazione
dell'intero
sedime
aeroportuale.
Successivamente
in data 11 luglio 1995
la Direzione di Circoscrizione
Aeroportuale,
procedeva alla consegna, per un tempo determinato, alla società Tazio Nuvolari S.r.l.
con sede in Mantova, di tutta l'area demaniale del Migliaretto al fine di
consentire
alla Società stessa di avviare i lavori di
spianamento
e recinzione dell'intero
sedime
onde evitarne usi
impropri.
Con delibera n. VI 7504 adottata
nel
corso della seduta del 1° agosto 1996, la
Giunta della Regione Lombardia
non ha
approvato
la variante al Piano
regolatore
generale del Comune di Mantova in quanto
ha ritenuto che l'aeroporto può
costituire
un importante e necessario nodo
integratore
di interscambio nel territorio mantovano
su
Atti
Parlamentari
-
CXLI
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
cui si stanno attuando altri interventi significativi nel settore dei trasporti.
Inoltre
ha osservato che Mantova, a livello di strutturazione di rete per Vaeroportualità
minore, può costituire un polo con ruoli legati
fin d'ora al lavoro aereo ed al pronto soccorso/intervento.
L'amministrazione
ha pertanto
valutato
l'intera questione, tenendo conto degli interessi locali e quelli più generali dello Stato,
e ha proposto di destinare parte del sedime
aeroportuale
di Mantova Migliaretto
allo
svolgimento
dell'attività
elicotteristica
e
parte, previa sdemanializzazione
da effettuarsi d'intesa con i competenti Organi finanziari, a verde
pubblico.
A questo scopo è stata quindi
istituita
una Commissione per l'individuazione
delle
aree da destinare rispettivamente
allo svolgimento di attività elicotteristica
e a verde
pubblico, al fine di pervenire ad una definitiva e razionale utilizzazione dello scalo di
Mantova
Migliaretto.
La Commissione
sta svolgendo i lavori
ed ha effettuato un sopralluogo sul sedime
aeroportuale.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ALESSANDRO RUBINO e TABORELLI.
— Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
la situazione della linea ferroviaria
Monza - Besana - Molteno - Lecco è car atte rizzata da: scarsa frequenza d'orario delle
corse, particolarmente in alcune fasce orarie, nonché da totale assenza nelle mattinate dei giorni festivi, così da disincentivare l'uso della linea da parte sia dei
viaggiatori abituali che da quelli occasionali; insufficiente velocità di esercizio determinata dalla vetustà degli impianti, nonostante alcuni interventi effettuati recentemente; insufficienza dei servizi complementari all'utenza, destinata ad aggravarsi
con l'annunciata prossima chiusura delle
stazioni che ancora sono presenziate da
personale di servizio;
la scelta di eliminare alcuni servizi
complementari comporta disagio per gli
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
utenti che sono costretti a procurarsi i
biglietti di viaggio presso rivendite che, di
fatto, sono inesistenti sul territorio, anche
a causa delle pesanti condizioni economiche praticate dalle ferrovie dello Stato agli
aspiranti rivenditori;
quest'ultima decisione è stata presa
senza consultare gli enti locali ed appare
giustificata da soli motivi di risparmio econ o m i c o e di personale, senza considerare
che tale linea ferroviaria costituisce un
asse di trasporto di grande importanza per
l'area briantea, altrimenti servita in m o d o
insufficiente dal trasporto pubblico;
nonostante le richieste dei cittadini e
delle amministrazioni locali, le ferrovie
dello Stato non hanno a tutt'oggi presentato un piano organico di rilancio della
linea in contrasto con gli obiettivi del realizzando servizio regionale
ferroviario
(Sfr) - :
se n o n intenda intervenire presso le
ferrovie dello Stato affinché recedano da
decisioni « in negativo », istituendo un tavolo di lavoro finalizzato al rilancio e
potenziamento della Monza-Besana-Molteno-Lecco in quanto parte fondamentale del
sistema ferroviario regionale.
(4-02197)
RISPOSTA. — Le F.S. S.p.A. informano che
l'attuale situazione tecnica della linea Monza-Besana-Molteno-Lecco,
a semplice
binario e con trazione diesel, non consente di
intensificare il servizio nelle ore di punta.
Sono comunque previsti in tempi brevi
interventi
di miglioramento
tecnologico
quali l'attuazione del sistema di circolazione
con blocco elettrico manuale di tipo F.S. tra
Monza e Molteno (già in funzione
sulla
tratta Lecco-Molteno)
in luogo
dell'attuale
sistema di regolazione della circolazione
con
blocco telefonico e dispacci di
movimento
nonché l'automazione
dei deviatoi,
attualmente manovrati a mano, nelle stazioni di
Valmadrera,
Oggiono, Costamasnaga,
Besana, Triuggio e Villasanta.
L'impresenziamento
delle biglietterie
in
alcune stazioni rientra in un programma
di
carattere nazionale ed è riferito a parametri
di economicità del servizio. Sulla linea sono
Atti
Parlamentari
-
CXLII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
stati individuati
punti di vendita a terra
presso bar, tabaccherie ed altri esercizi pubblici, per Vemissione di biglietti a fasce
chilometriche
e di abbonamenti
fino a 200
km.
I punti di vendita a terra sono segnalati
nelle varie stazioni e la rete di
vendita
risulta così
distribuita:
1 punto vendita nelle seguenti località:
Costamasnaga, Molteno,
Besana-Zoccorino,
Biassono,
Lesmo
Peregallo,
Macherio,
Triuggio;
2 punti vendita nelle seguenti
località:
Oggiono, Valmadrera, Carote Brianza, Villasanta;
19 punti
vendita
a Monza;
10 punti
vendita
a Lecco.
Le F.S. S.p.A. informano inoltre che l'impresenziamento
delle stazioni e delle biglietterie viene sempre attuato dopo aver comunicato agli Enti locali interessati la possibilità di utilizzo a fini sociali e/o commerciali della struttura dismessa, mentre viene
specificatamente
chiesto ai Sindaci la possibile individuazione
di esercizi
commerciali
ritenuti ottimali come punti di vendita.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SAIA. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere - premesso che:
11 porto di Giulianova (TE) è uno dei
porti più importanti per quanto riguarda
la pesca nell'Adriatico e forse il più importante per la pesca del pesce azzurro,
con una flottiglia adibita a pesca costiera
e d'altura che supera le cento unità;
l'area portuale, nelle progettazioni
iniziali, era destinata nella gran parte al
servizio della pesca (con la realizzazione di
infrastrutture - box, stenditori reti, eccetera, per i pescatori);
oggi l'area portuale è occupata per
una parte considerevole da privati che vi
svolgono attività non direttamente al servizio della pesca, con il rischio che la pesca
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
venga compromessa e considerata attività
marginale sul porto;
in considerazione della situazione attuale, l'ente porto ha approvato la realizzazione di soli dieci box per i pescatori:
questo costituisce una risposta del tutto
inadeguata alle esigenze dei lavoratori del
mare;
si pone l'esigenza di recuperare il
maggior numero di aree perché vengano
messe al servizio dei pescatori;
alla luce di ciò appaiono inopportune,
penalizzanti per i pescatori e forse anche
illegittime le concessioni date ai privati per
attività non connesse alla pesca, considerando che il porto di Giulianova è porto
principalmente peschereccio — :
quali iniziative intenda assumere il
Governo per conoscere l'esatta destinazione delle aree circostanti al porto di
Giulianova;
se tali destinazioni siano opportune e
legittime;
se non ritenga opportuno chiedere la
revoca delle concessioni perché su quelle
stesse aree vengano finalmente realizzate
tutte le infrastrutture al servizio dei lavoratori del mare.
(4-02306)
RISPOSTA. — Qualsiasi struttura
realizzata in ambito portuale - e quindi
demaniale — fa parte di un progetto
presentato
alle autorità
competenti
da un
soggetto
istante, che lo esegue dopo aver ottenuto le
previste
autorizzazioni.
Nel caso del porto di Giulianova non è
stata presentata alcuna richiesta che fosse
riconducibile
all'attività di pesca ed al suo
indotto.
Si fa inoltre presente che
l'Amministrazione comunale di Giulianova ha redatto il
piano di utilizzazione delle aree del porto in
questione senza coinvolgere l'autorità
marittima e pertanto
la Capitaneria
competente, a fronte di istanze prodotte per la
realizzazione di manufatti o l'occupazione di
aree nell'ambito portuale,
valuta
autonomamente considerando tale piano
comunale
solo come punto di
riferimento.
Atti
Parlamentari
-
CXLIII
Camera
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
È comunque evidente la necessità di redigere il piano regolatore del porto che, così
come previsto all'articolo 5 della legge n. 841
94, deve essere approvato dalla Regione.
Relativamente
alla revoca delle concessioni esistenti si fa presente che
l'istituto
della revoca viene previsto quando si rinviene un interesse pubblico più rilevante in
richieste riferite ad aree già concesse per
altri fini, e perché ciò avvenga è necessario
che vi sia almeno un soggetto
istante.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SA VARESE. — Ai Ministri
dell'interno,
dell'industria, del commercio e dell'artigianato e di grazia e giustizia. — Per sapere premesso che:
sono state recentemente divulgate
dalla stampa notizie (il Giornale nuovo del
26 luglio, / / Mondo del 27 luglio 1996) in
merito ad accertamenti della Guardia di
finanza, con proposte di sanzioni, a carico
della compagnia « Assicurazioni di Roma »,
già Ascoroma — :
in merito a tali notizie, se sia vera la
notizia secondo cui la Guardia di finanza
avrebbe accertato irregolarità comportanti
sanzioni, nel massimo, fino a 93 miliardi di
lire;
se è altresì vero che due degli attuali
assessori della giunta municipale di Roma
(dottor Angelo Canale e dottoressa Linda
Lanzillotta) avrebbero approvato complessivamente tre bilanci (1992-1993-1994),
per cui la Guardia di finanza ha fatto
rapporto - per il reato di falso in bilancio
- alla procura della Repubblica;
se sia infine vero che parte dei presunti illeciti accertati sarebbero stati posti
in essere dagli amministratori e dalla dirigenza nominata dall'attuale giunta m u nicipale di Roma, in persona del dottor
Francesco Dosi (presidente), del dottor
Vincenzo Bianco (direttore generale) e degli altri componenti il consiglio d'amministrazione;
se ciò confermato, quali provvedimenti a carico degli organi della compa-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
gnia e delle amministrazioni socie della
stessa s'intendano prendere per riportare
la compagnia - peraltro in perdita da anni,
con esborso di denaro pubblico per oltre
cento miliardi - a una gestione corretta sul
piano giuridico economico.
(4-02850)
RISPOSTA. — Relativamente
alla questione
rappresentata
dalla S.V. riguardante
la
compagnia
« assicurazioni
di Roma » già
« Ascoroma », la competente
prefettura
ha
reso noto che in data 6 giugno 1996 si è
conclusa una verifica fiscale nei confronti
della predetta compagnia che ha interessato
il periodo dal 1991 all'8 maggio 1995.
Gli elementi emersi nel corso
dell'ispezione sono stati tempestivamente
trasmessi
alla locale autorità giudiziaria, per le valutazioni di competenza circa le possibili responsabilità penalmente
rilevanti.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
SCAJOLA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
il servizio di prenotazione posti sui
voli della compagnia di bandiera si svolge
attualmente in regime di assoluta gratuità
e senza obbligo alcuno di acquisto del
biglietto. Ciò comporta un ricorso abnorme
alla prenotazione anche da parte di chi
non è affatto sicuro di intraprendere il
viaggio, con un intasamento degli uffici
preposti, che si ripercuote su tutti i viaggiatori, e con la conseguente disorganizzazione generale del servizio — :
se non ritenga di intervenire affinché
PAlitalia introduca il sistema della prenotazione contestuale al biglietto, o comunque a pagamento, al fine di evitare abusi e
snellire il servizio;
se, inoltre, non ritenga che, non riuscendo il volo Genova-Roma delle ore
07.05 a smaltire la notevole richiesta, e non
esistendo altri voli in orario tale da consenire di raggiungere la capitale in prima
mattinata, n o n sia il caso di attivarsi aft
Atti
Parlamentari
-
CXLIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
finché sia introdotto un volo ulteriore tra
quello delle 07.05 e quello delle 09.35.
(4-01596)
Si fa, infine, presente che, per
meglio
rispondere alle esigenze della clientela d'affari, il secondo volo del mattino da Genova
è stato anticipato alle ore 8,30.
RISPOSTA. — Sotto un profilo generale, nel
sistema delle prenotazioni nazionali Alitalia,
esiste una opzione automatica che prevede
la emissione del biglietto entro il termine
stabilito dalla normativa
tariffaria; se le
condizioni previste dall'opzione
non vengono rispettate, il sistema cancella
automaticamente la
prenotazione.
La normativa tariffaria differenzia, tuttavia, il sistema delle tariffe aeree tra tariffe
speciali e tariffe
normali.
La maggior parte delle tariffe
speciali
prevede l'emissione del biglietto
contestualmente alla
prenotazione.
Le tariffe normali sono invece
caratterizzate dalla mancanza di restrizioni o condizioni in ragione del livello tariffario ed il
biglietto è pienamente
rimborsabile
entro
un anno dalla sua
emissione.
Queste tariffe hanno una validità
annuale dalla loro
emissione.
Prevedere il sistema di prenotazione
proposto dall'Onorevole
interrogante
risulterebbe, pertanto, sfavorevole proprio nei confronti dell'utenza e, inoltre, l'imposizione di
una tale condizione alla compagnia di bandiera comporterebbe
effetti distorsivi
della
concorrenza a danno di quest'ultima,
visto
che le compagnie nazionali ed
internazionali presenti sul mercato, ampiamente
liberalizzato, continuerebbero
a non applicare tale
restrizione.
Per quanto concerne l'offerta dei servizi
aerei da Genova, il progromma invernale, in
vigore dal 27 ottobre 1996, prevede:
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
verno
7 voli giornalieri
1995-1996);
3 voli giornalieri
l'inverno
1995-1996);
1 volo giornaliero
per Roma (5 nell'in-
per Napoli
con Milano
SCALIA, PISTONE, CENTO e CONTE.
— Ai Ministri delle finanze, dell'interno
e
dell'ambiente.
— Per sapere — premesso
che:
agli inizi degli anni novanta, il ministero della marina mercantile ha disposto
che le capitanerie di porto, in assenza di
un piano di spiaggia da emanarsi dai singoli comuni costieri, non possono rilasciare
ulteriori concessioni sul demanio marittimo;
il comune di Sperlonga (LT), ottemperando a quanto stabilito dal ministero,
ha elaborato nel 1991 un proprio piano di
spiaggia, basato sostanzialmente sul riconoscimento delle concessioni rilasciate negli anni precedenti ai vari operatori esercenti le attività turistico-balneari; sulla localizzazione di tratti di arenili da dare in
concessione al comune, da gestire poi tramite convenzione con cooperative locali di
giovani in cerca di prima occupazione;
sull'individuazione di limitate aree di
spiaggia da dare in concessione ad un
costituendo consorzio di albergatori, non
aventi la propria struttura prospiciente
l'arenile, ma aventi nel contempo l'esigenza
di fornire il servizio spiaggia e meglio
qualificare l'offerta turistica; sul miglioram e n t o degli accessi pubblici al mare esistenti e sulla creazione di altri per far
fronte alla crescente richiesta;
(2 nel-
il piano spiaggia venne approvato dal
commissario straordinario di Sperlonga
nel 1992;
Linate.
successivamente, la nuova amministrazione, nel rielaborare il piano ha apportato significative variazioni riguardanti:
la ridefinizione delle aree destinate a
spiaggia libera ed attrezzata, con riduzione
delle stesse e creazione di zone asservibili
Con l'incremento a 7 voli da/per Roma
si è avuto conseguentemente
un miglioramento del cadenzamento
degli orari di partenza.
Atti
Parlamentari
-
CXLV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
a nuove concessioni da dare a privati (il
rilascio delle nuove concessioni viene stabilito secondo una scala di priorità in cui
l'assegnazione alle cooperative locali di
giovani in cerca di prima occupazione
viene messa in secondo ordine); la possibilità per gli stabilimenti balneari e gli
alberghi prospicienti l'arenile di richiedere
l'ampliamento della concessione; la utilizzazione della spiaggia destinata al costituendo consorzio albergatori estesa a tutti
coloro che sono titolari di attività ricettive
pubbliche che non hanno la struttura sul
fronte mare;
con il nuovo piano si arriva paradossalmente ad agevolare chi già possiede una
concessione, chi ha esercitato per anni
attività abusiva sulla duna costiera e sulla
spiaggia (per ottenere una nuova concessione è necessario dimostrare di aver gestito gli arenili per almeno due anni, non
importa se abusivamente), chi costituisce
un consorzio composto da esercenti che
svolgono attività turistico-balneare. Si sottrae di fatto sempre più spiaggia per la
libera fruizione;
nel frattempo, in mancanza di un
severo controllo della spiaggia e della duna
costiera da parte della capitaneria di porto
di Gaeta, continuano a proliferare i fenomeni di abusivismo. A causa della negligenza della delegazione di spiaggia di Sperlonga si assiste ad una illegittima privatizzazione della spiaggia;
l'amministrazione comunale, incurante del malcontento generato dal progressivo restringimento delle spiagge libere,
continua a favorire sia l'ampliamento dei
stabilimenti già esistenti, sia nuove concessioni a privati, di cui diversi abusivi, non
residenti e titolari di attività estra-balneari:
di fatto la fruizione della spiaggia libera da
parte dei residenti è un'impresa quasi impossibile;
dopo l'ultima protesta dei residenti,
contro l'esasperata privatizzazione degli
arenili, la procura della Repubblica competente ha aperto una indagine per far luce
su presunti favoritismi nel rilascio delle
autorizzazioni per le attività di spiaggia;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
nel frattempo, la guardia di finanza
ha posto sotto sequestro cautelativo le concessioni rilasciate negli ultimi anni dalla
capitaneria di porto di Gaeta a quei privati
che hanno occupato abusivamente porzioni di spiaggia e di duna costiera con
stabilimenti, ristoranti o quant'altro ed
hanno poi presentato anche richiesta di
sanatoria su terreno demaniale - :
se non ritengano di dover effettuare
una verifica sulla corretta applicazione, da
parte dell'amministrazione di Sperlonga e
della capitaneria di porto di Gaeta, delle
norme e dei regolamenti vigenti per l'accesso in spiaggia e per il rilascio delle
concessioni;
se non ritengano di dover predisporre
atti idonei a stabilire precise modalità per
garantire a tutti l'accesso in spiaggia e per
disciplinare la materia delle concessioni
demaniali, tenendo in particolar conto le
esigenze dei residenti e dell'occupazione
giovanile.
(4-03522)
RISPOSTA. — / / Comune di Sperlonga
varò
nel 1992, con delibera commissariale
n. 841
1992, un «piano spiaggia» d'intesa con la
Capitaneria di Porto di Gaeta.
Successivamente,
il piano fu rivisto e
modificato dal Comune stesso con delibera
consiliare n. 06/94 del 24 febbraio 1994 con
l'intento di migliorare
e disciplinare
in
modo più razionale la fruizione degli arenili
e le occupazioni, di fatto preesistenti
all'entrata in vigore della nuova delibera, che fu
adottata nelle forme di rito e d'intesa con la
Capitaneria di Porto di Gaeta.
Si rileva, poi, che durante il periodo di
pubblicazione
non furono mai
formulate
osservazioni nei confronti della delibera che
superò favorevolmente
il prescritto
controllo di legittimità da parte del
competente
Organo
tutorio.
La Capitaneria di Porto di Gaeta, quindi,
in armonia con le disposizioni
del « piano
spiaggia », da ritenersi tuttora valido, legittimo ed efficace, sin dal 1993 provvide ad
istruire i procedimenti
per esaminare
le
numerosissime
istanze di
concessione.
Le concessioni sono state rilasciate, pertanto, previa istruttoria con esito favorevole,
Atti
Parlamentari
-
CXLVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
che ha comportato Vacquisizione dei pareri
rilasciati
dall'Ufficio
del
Genio
Civile
OO.MM. di Roma, delle competenti ASL e
del Comandante di Porto.
A ciò è da aggiungere l'acquisizione
dei
provvedimenti
autorizzatori
subprocedimentali rilasciati dalla Regione Lazio, Assessorato Urbanistica e Tutela ambientale e
della Circoscrizione
Doganale di Roma 1,
rispettivamente
ex articolo
7 della Legge
n. 1497/39 e articolo 19 del
decreto-legge
n. 374/90.
Si evidenzia che sono stati operati periodici controlli del tratto di arenile ad
opera della Capitaneria di Porto e dell'Ufficio Circondariale Marittimo di Terracina
che ha fornito il supporto
logistico-operativo.
I suddetti controlli hanno portato,
nel
biennio 1995/'96, all'inoltro all'Autorità giudiziaria di quarantacinque
informative
di
reato per occupazioni ed innovazioni
abusive del pubblico demanio
marittimo.
Non risulta, inoltre, che la Procura della
Repubblica abbia avviato indagini in merito
a presunti favoritismi nel rilascio di concessioni demaniali; infatti, le indagini in
corso
riguardano
prevalentemente
titoli
concessori relativi ad attività
cantieristiche
e/o di ormeggio di unità da diporto
afferenti
i territori comunali
di Gaeta, Formia e
Ponza. Nell'ambito
di queste indagini la
Guardia di Finanza ha operato alcuni sequestri cautelativi mentre ciò non è avvenuto nei confronti di attività
turistico-balneari.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
dei
Deputati
1997
di lucro, da individuare con apposito decreto del Ministro delle finanze, da emanare entro tre mesi dalla entrata in vigore
della stessa legge;
il decreto di individuazione delle organizzazioni esenti da incremento dell'affitto è stato emesso soltanto in data 1°
febbraio 1996 dal Ministro delle finanze e
pubblicato nella Gazzetta Ufficiale del 7
marzo 1996, n. 56;
l'elenco delle organizzazioni esenti
dall'incremento dell'affitto allegato al suddetto decreto, mentre comprende n u m e rose associazioni, enti, circoli, istituti, congregazioni, confraternite (dal Tiro a segno
nazionale, al Rotary club, al Sovrano militare ordine di Malta, all'Istituto nazionale
guardia d'onore), dimentica numerosi circoli ricreativi Arci, in particolare delle
province di Forlì, Firenze e Siena, che
storicamente, senza finalità di lucro, h a n n o
svolto una funzione meritoria per la loro
attività culturale, sportiva e sociale.
L'elenco suddetto non comprende altresì la
prestigiosa fondazione « Domus Pascoli » di
San Mauro Pascoli, conosciuta per la sua
attività culturale ed assistenziale — :
se intenda riparare a tale discriminazione, che ha già provocato la richiesta
di fitti esosi e n o n sopportabili per l'attività
svolta dai suddetti circoli e fondazioni, che
vedono compromessa la stessa possibilità
della loro esistenza;
se sia imminente l'emanazione di un
nuovo decreto che completi con equità
l'elenco delle organizzazioni esenti da incremento dell'affitto;
SEDIOLI, CHIAVACCI, BIELLI, CORse intenda sospendere, nelle more
DONI, ANGELINI e VIGNI. - Al Ministro
dell'adozione del nuovo decreto, le richiedelle finanze. — Per sapere — premesso che:
ste di rivalutazione avanzate nei confronti
(4-04811)
il disposto dell'articolo 32 della legge delle organizzazioni escluse.
n. 724 del 1994 in materia di rivalutazione
RISPOSTA. — Con l'interrogazione
cui si
dei beni patrimoniali e demaniali dello
risponde
le
SS.LL.
Onorevoli
chiedono
Stato, a far data dal 1° gennaio 1996,
questa
Amministraprevede, al comma 3, l'esclusione dall'in- quali provvedimenti
cremento dell'affitto delle associazioni e zione intenda adottare in merito alla mandi alcune associazioni
e
fondazioni con finalità culturali, sociali, cata inclusione
senza fine di lucro
nell'elenco
sportive, assistenziali e religiose senza fini fondazioni
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CXLVII
AI RESOCONTI —
degli organismi (di cui al decreto del Ministro delle Finanze 1° febbraio 1996) ai
quali non si applica la maggiorazione
di
canoni di locazione relativi ai beni patrimoniali e demaniali
da essi detenuti,
ai
sensi dell'articolo 32, comma 3, della legge
23 dicembre 1994, n. 724.
Al riguardo, si osserva che, a norma
dell'articolo 32, comma 2, della legge n. 124
del 1994, a decorrere dal 1° gennaio 1995,
i canoni annui per i beni patrimoniali
e
demaniali dello Stato, destinati ad uso abitativo, locati o concessi a privati, sono stati,
in deroga alle altre disposizioni di legge in
vigore, rivalutati rispettivamente,
di 2 o di 5
volte rispetto a quelli dovuti per l'anno 1994
a seconda che il reddito complessivo
del
nucleo familiare del conduttore, riferito all'anno di imposta 1993, fosse inferiore o
superiore ad 80 milioni di lire.
Il successivo terzo comma
dell'articolo
32 citato ha previsto l'esclusione dagli incrementi, di cui al comma 2, fra gli altri
degli alloggi in godimento alle
associazioni
e fondazioni con finalità culturali,
sociali
sportive, assistenziali e religiose senza fini di
lucro, individuate con apposito decreto del
ministeriale.
In ordine al concetto di uso abitativo da
attribuire ai beni di che trattasi locati alle
organizzazioni senza fini di lucro, il Consiglio di Stato (con parere n. 651 del 20
giugno 1995) ha rilevato che trattandosi di
« persone giuridiche » (o comunque di « centri di imputazione
collettivi»),
esso dovrà
intendersi come l'uso del bene quale sede
sociale o quale spazio necessario o indispensabile per il perseguimento delle finalità
istituzionali
Con successivi interventi legislativi sono
state apportate sostanziali
modifiche
alla
disciplina recata dal citato articolo 32 della
legge n. 724 del 1994.
In particolare,
l'articolo 5, commi 6 e
7, della legge 29 novembre
1995, n. 507
(che ha convertito
con modificazioni
il
decreto-legge
2 ottobre 1995, n. 415) ha
introdotto
un temperamento
dell'automatismo applicativo
delle maggiorazioni
in
questione.
Invero, la nuova disposizione
normativa
nel prevedere la corresponsione
degli im-
-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
porti dei canoni di locazione dovuti
per
l'anno 1995 in due soluzioni (la prima che
contempla il versamento del canone
dovuto
per il 1994 entro il 30 giugno 1995, la
seconda che prevede il versamento entro il
31 ottobre 1995 di una seconda rata a saldo)
ha stabilito che il valore globale del canone
complessivamente
dovuto non può
comunque essere superiore alla media dei prezzi di
libero
mercato.
In tale ambito normativo
si colloca il
decreto del Ministro delle finanze 1° febbraio 1996, predisposto
sulla base delle
informazioni
fornite dalle Sezioni
Staccate
delle Direzioni Compartimentali
del Territorio circa le sedi delle associazioni
con
finalità culturali sociali sportive,
assistenziali e religiose senza fini di lucro che
risultino concessionarie
o locatarie di beni
demaniali e patrimoniali
dello Stato destinati ad uso
abitativo.
In merito al rilievo concernente
la dichiarata « discriminazione
» ai danni di alcune associazioni escluse dal decreto ministeriale citato, si osserva che i
competenti
Uffici del Territorio,
nell'individuazione
delle organizzazioni
destinatarie del beneficio, hanno adottato un'interpretazione
restrittiva della locuzione « uso abitativo » in
seguito contraddetta
dal citato parere del
Consiglio di Stato.
Alla luce di tale parere i predetti
Uffici
del Territorio hanno ravvisato la sussistenza
dei requisiti necessari per l'esclusione
dall'incremento del canone in capo alle associazioni citate nella
interrogazione.
Conseguentemente,
il Dipartimento
del
Territorio
provvederà
a predisporre
un
nuovo decreto ministeriale,
integrativo
del
precedente, nel quale saranno inseriti
tutti
gli enti e fondazioni non compresi nel provvedimento
dell'I febbraio 1996, previo riscontro del possesso dei requisiti
necessari
per beneficiare della deroga prevista
dal
citato articolo 32, comma 3, della legge 23
dicembre 1994, n. 724, in materia di aumenti dei canoni dovuti per le locazioni e
concessioni di immobili di proprietà
dello
Stato.
Il Ministro delle finanze: Visco.
Atti
Parlamentari
-
CXLVIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
SELVA. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
un solo quotidiano di partito, « L'Unità », viene offerto ai passeggeri dei voli
nazionali dell'Alitalia;
di fatto questo quotidiano è l'organo
del PDS - :
perché non sia offerto anche il « Secolo d'Italia » (essendo con « L'Unità » i due
soli quotidiani di partito a diffusione nazionale), per rispetto della par
condicio.
(4-01804)
RISPOSTA. — Come reso noto dalla
Società
Alitalia i giornali distribuiti
sui voli ai
passeggeri tutte testate a diffusione
nazionale, rispecchiano, in termini quantitativi e
di tipologia, le richieste del cliente e sono in
linea con i dati di diffusione forniti periodicamente
delVAudipress.
Attualmente oltre L'Unità vengono offerti
il Giornale, il Tempo, l'Indipendente ed il
Secolo d'Italia.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SELVA. — Al Presidente del Consiglio dei
ministri e al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere - premesso che:
il giorno 14 settembre 1996, fra le ore
10,05 e 10,25 circa, alla stazione centrale di
Bologna i passeggeri in sosta, in arrivo o in
partenza, hanno potuto ascoltare, diffuso
da tutti gli altoparlanti, l'appello ad un
« medico di recarsi subito al binario n. 1 »
(senza altre più precise indicazioni);
la stazione ferroviaria di Bologna
centrale è il nodo più importante di tutto
il sistema ferroviario italiano;
un annuncio generico come quello
fatto il giorno 14 settembre 1996 o è indice
di affanno o di scarsa professionalità di chi
lo fa - :
quale ente, in quali giorni ed ore e
con quali modalità assicuri un servizio
permanente di soccorso medico;
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
se tale servizio sia assicurato, perché
nel giorno e nelle ore indicati il medico di
turno non sia accorso dove richiesto in un
lasso di tempo così ampio per un intervento quale quello ripetutamente invocato;
se, invece, il servizio permanente non
esiste, se non sia il caso che il Governo,
guidato da un Presidente fiero di mostrarsi
un assiduo utente del treno e della stazione
di Bologna, obblighi l'ente ad assicurare un
servizio medico permanente almeno nelle
ore di maggior traffico di passeggeri;
quale sia il servizio medico assicurato
ai dipendenti, dei quali l'interrogante
chiede il numero esatto, della stazione
centrale di Bologna;
perché tale servizio non provveda anche a rispondere con immediatezza agli
appelli di soccorso urgenti per i clienti delle
ferrovie dello Stato, senza lasciare l'assolvimento di questo dovere alla casualità della
presenza di un medico di passaggio nel più
importante nodo ferroviario italiano;
quale, infine, sia stato l'esito seguito
all'appello di cui si occupa questa interrogazione.
(4-03308)
RISPOSTA. — Le FS Spa hanno al loro
interno una Direzione sanitaria le cui competenze sono da individuarsi
nel
campo
della medicina legale, della medicina
del
lavoro e del monitoraggio
ambientale
applicati al lavoro.
Le competenze di cui sopra sono definite
dalla legge n. 210 del 17 maggio 1985 all'articolo 24 « controllo sanitario sul personale
dipendente e sull'ambiente di lavoro conformemente al disposto dell'articolo
6 della
legge n. 833/78 » nonché dell'Atto di Concessione Ministero dei
trasporti/Ferrovie.
Da ciò si desume che non rientra nei
compiti d'istituto della Direzione
sanitaria
FS quello di assistenza sanitaria nei confronti degli utenti del servizio e degli impianti ferroviari, compiti che sono
propri
del Servizio sanitario
nazionale.
Nelle situazioni
d'emergenza,
in cui è
richiesto un pronto e sollecito
intervento
medico come nell'episodio a cui si fa riferimento nell'interrogazione,
la Polizia fer-
Atti
Parlamentari
-
CXLIX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
roviaria o il titolare della stazione si adoperano per permettere all'utente che ne necessiti, di ricorrere all'assistenza delle strutture sanitarie
pubbliche.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SETTIMI. - Al Ministro delle poste
delle telecomunicazioni
— Per sapere
premesso che:
e
-
l'ufficio postale di Pavona, frazione di
Albano Laziale, sarebbe sul punto di essere
chiuso su richiesta della Usi Roma H per
mancata ottemperanza alle direttive della
stessa Usi;
stando ad indiscrezioni di stampa,
l'ente Poste non avrebbe intenzione di procedere alla riapertura di detto ufficio;
fra i cittadini della zona è vivo il
sentimento di protesta;
l'ufficio postale di Pavona di Albano
Laziale serve i circa settemila cittadini
della frazione;
le zone limitrofe a Pavona di Albano
sono solite servirsi dell'ufficio postale in
questione;
dei
Deputati
1997
delle ridotte dimensioni dell'agenzia in parola, non è stato possibile eseguire tutte le
opere
necessarie.
È stata, pertanto, chiesta una proroga di
sei mesi per ricercare locali idonei in cui
trasferire l'ufficio, ma i tentativi esperiti in
tal senso non hanno avuto esito
positivo.
Di conseguenza l'unica soluzione
possibile è apparsa la ristrutturazione
e l'ampliamento della sede già occupata.
Tuttavia, poiché la limitata superficie a
disposizione
non consentiva
l'esecuzione
delle opere necessarie continuando ad espletare i servizi di istituto, l'ente è stato costretto a procedere alla chiusura
dell'ufficio
dal 3 marzo 1997.
Non di meno, a fronte delle
proteste
dell'utenza
interessata che
insistentemente
ha richiesto l'apertura dell'ufficio, la filiale
di Roma ha organizzato l'effettuazione
del
servizio in modo tale da consentire la contemporanea esecuzione dei lavori
L'agenzia di cui trattasi è,
comunque,
stata riaperta al pubblico con tutti i servizi
pienamente e regolarmente funzionanti,
dal
23 maggio 1997.
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Maccanico.
nella ipotesi che l'ufficio postale non
SINISCALCHI. - Al Ministro della
venga riaperto notevoli disagi verrebbero
arrecati agli utenti della zona di Pavona — : nità. — Per sapere - premesso che:
quali provvedimenti intenda adottare
per far sì che si proceda alla immediata
realizzazione dei lavori necessari al fine di
impedire che oltre settemila persone restino prive di ufficio postale.
(4-08159)
Al riguardo si fa presente che
l'ente Poste Italiane - interessato in merito a
quanto rappresentato
dalla S.V. onde nell'atto parlamentare
in esame - ha comunicato che i locali presso cui è ubicata l'agenzia
postale di Pavona stazione sono stati dichiarati inidonei ad ospitare i servizi p*t. dalla
A.S.L. RMH, a causa della carenza di misure
di sicurezza e di igiene ivi riscontrate.
Il medesimo ente ha provveduto
all'esecuzione di alcuni interventi al fine di eliminare le violazioni contestate ma, a causa
RISPOSTA. —
sa-
risulta all'interrogante che l'unità
operativa di salute mentale del distretto 51
della Asl 1 di Napoli presenta da t e m p o
una serie di problemi che penalizzano di
fatto l'attività di tale struttura operativa;
i locali a disposizione dell'unità operativa sono totalmente insufficienti e tale
carenza determina sovraffollamento ai limiti della vivibilità, lunghe spasmodiche
attese da parte dei medici e dei pazienti
per effettuare le visite, che, spesso, avvengono in luoghi occasionali e di passaggio,
certamente inadeguati;
la preoccupante assenza dei mezzi di
trasporto per il servizio territoriale di attività domiciliare comporta una pesante
penalizzazione per quella parte dell'utenza
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B
-
CL
-
Al RESOCONTI —
che, causa della particolare gravità della
patologia, non può autonomamente recarsi
presso l'unità operativa - :
quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda adottare al fine di far cessare tali pericolose carenze strutturali, che
rischiano di frustare irreparabilmente l'attività e l'impegno del pesonale medico e
paramedico e di danneggiare pesantemente
tutti i pazienti che fruiscono dell'unità
operativa.
(4-01828)
RISPOSTA. —
Sullo specifico
problema
prospettato
con latto
parlamentare
in
esame, questo Ministero deve
rispondere,
necessariamente,
in base agli elementi
di
valutazione di competenza regionale, acquisiti attraverso il Commissariato del Governo
nella Regione
Campania.
Si è appreso, al riguardo, che tutti i
problemi relativi alla insufficienza dei locali
del distretto 51 della A.S.L. 1 di Napoli, in
cui si svolgeva Vattività operativa di salute
mentale, risultano ora superati, poiché, da
notizie fornite dalla Direzione
Sanitaria
della Azienda, risulta che, con
deliberazione
n. 143 del 24 gennaio 1997, sia stato disposto il trasferimento
della Unità Operativa di Salute Mentale nei locali del complesso Ospedaliero « Gesù e Maria » a decorrere dal primo febbraio
1997.
Il Ministro della sanità: Bindi.
SOAVE, MASSA, CHIAMPARINÒ e
CAMBURSANO. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
in data 1° ottobre 1996, i passeggeri
del volo Alitalia in partenza da Torino per
Roma delle ore 12,30, sono stati trasportati
a Genova in autobus per essere imbarcati
per Roma;
ciò ha comportato grande disagio e
fatto ritardare di due ore e m e z z o l'arrivo
nella capitale;
la giustificazione di tale decisione è
stata che, avendo i lavori della pista provocato la messa fuori uso delle luci di
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
segnalazione ed essendo contemporaneamente fuori uso il dispositivo che permette
la discesa guidata, l'aeromobile adibito al
trasporto n o n era atterrato a Torino, causa
la non perfetta visibilità, ed era stato dirottato a Genova;
esiste in Piemonte altro aeroporto,
quello di Cuneo-Levaldigi, pienamente funzionante e idoneo allo scalo dell'aeromobile in oggetto, e distante soli cinquantacinque minuti di auto dall'aeroporto di
Caselle;
tale aeroporto è costato all'erario e
alle comunità locali decine di miliardi;
la discesa a Cuneo-Levaldigi delPaereomobile interessato avrebbe fatto
risparmiare un'ora e mezza circa sia ai
passeggeri dirottati su Genova in arrivo
che a quelli dirottati su Genova in
partenza — :
quali siano le ragioni che abbiano
indotto i responsabili del volo a così assurdo comportamento;
per quali ragioni si continui a osteggiare un aeroporto piemontese che potrebbe agevolmente integrare, in particolari condizioni, la funzione di Caselle;
di chi sia la responsabilità di tali
cervellotici, antieconomici e inspiegabili
comportamenti.
(4-03828)
RISPOSTA. — Tutte le Compagnie
aeree
indicano nel piano di volo, un
aeroporto
alternativo da utilizzare qualora le condizioni meteorologiche
o altri fattori
rendano
impossibile
il raggiungimento
dello
scalo
previsto.
NelVindividuazione
dell'aeroporto
alternativo le compagnie prendono in considerazione sia l'idoneità tecnico-operativa
dello
scalo (piste, categoria antincendio,
sistema
I.L.S.) sia l'esistenza di strutture in grado di
offrire adeguati servizi di assistenza ai passeggeri
Sulle basi di tali considerazioni
la società Alitalia nella scelta dell'aeroporto
alternativo di Torino-Caselle,
ha ritenuto di
Atti
Parlamentari
-
CU
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
non poter prendere
scalo di Cuneo.
in considerazione
lo
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SODA. — Al Ministro dei trasporti e della
navigazione. — Per sapere — premesso che:
il signor Carlo Latini, residente a Palombara Sabina (Roma), ha acquistato nel
1992 negli Stati Uniti un'autovettura Fiat
124 spider telaio 124-CS-2-019791, munita
di marmitta catalitica omologata ai sensi
delle norme Usa, peraltro più restrittive di
quelle europee;
tale autovettura, importata
nello
stesso anno in Italia, non ha ancora ottenuto l'immatricolazione poiché la motorizzazione civile sostiene che manchi il certificato antinquinamento ai sensi della normativa comunitaria;
secondo la legislazione vigente non è
neanche possibile applicare all'autovettura
il sistema retrofìt, in quanto prodotta nel
1982, e cioè prima del 1988, anno limite
per l'installazione di questo tipo di dispositivo;
in una risposta del 27 novembre 1996
ad un'analoga interrogazione degli onorevoli Gianfranco Nappi e Roberto Sciacca
presentata 1*11 luglio 1996 il ministro prò
tempore Claudio Burlando delinea due diverse fattispecie: una per i « connazionali
rimpatriati con il proprio veicolo » per i
quali « è sufficiente che esso risponda alle
direttive recepite al m o m e n t o della intestazione del veicolo stesso al nominativo
del connazionale », mentre per gli altri
cittadini la conformità è relativa « alla data
della richiesta » di « targhe e carta di circolazione »;
se quest'ultima linea interpretativa
non configuri una lesione del principio di
uguaglianza davanti alla legge sancito dall'articolo 3 primo c o m m a della Costituzione e se pertanto non sia più ragionevole
adottare per tutti i cittadini il criterio
preferenziale ad oggi accordato ai connazionali rimpatriati col proprio veicolo, con-
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
siderato soprattutto il fatto che scopo della
normativa è con tutta evidenza quello di
stabilire standards
rigorosi, nel caso in
questione soddisfatti in misura persino
maggiore rispetto alle normative europee
vigenti non solo al m o m e n t o dell'intestazione del veicolo ma anche a quello della
richiesta.
(4-08096)
RISPOSTA. — La normativa
vigente prevede che i veicoli già immatricolati
in uno
Stato extracomunitario
possono
ottenere
targhe e carte di circolazione nazionali solo
se conformi alle direttive CEE recepite nelVordinamento
alla data della
richiesta.
Tali direttive sono individuate
dall'amministrazione
che ha rilasciato la carta di
circolazione originale o dalla casa costruttrice.
L'unica deroga alla normativa è prevista
per i connazionali rimpatriati con il proprio
veicolo per i quali è sufficiente che il veicolo
risponda alle direttive recepite al momento
dell'intestazione
del veicolo stesso al nominativo del
connazionale.
Con tale deroga si è inteso consentire al
connazionale
di conservare la
disponibilità
di un proprio bene al momento del rientro
in Italia, tenuto conto del fatto che al
momento dell'acquisto
era stabilmente
residente all'estero e pertanto non in grado di
ottenere l'immatricolazione
italiana che ha,
come presupposto
irrinunciabile,
la residenza nel nostro Paese.
Diverso è il caso del connazionale
che,
decidendo
di acquistare
un veicolo
all'estero, è tenuto ad informarsi
preventivamente sulle condizioni alle quali deve soddisfare il veicolo per ottenere
l'immatricolazione
italiana.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
SPINI. — Ai Ministri dell'interno e per la
funzione pubblica e gli affari regionali. —
Per sapere:
quali siano le sue valutazioni in m e rito alle sperimentazioni del voto elettronico che si svolgeranno in quattro comuni
della Val d'Aosta domenica 25 maggio 1997
in occasione del turno elettorale ammini-
Atti
Parlamentari
-
CLII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
strativo di quella regione: si tratta infatti
del primo caso del genere in assoluto in
Italia;
quali prospettive ci possano essere
per estendere questo più corretto, m o derno, rapido ed efficiente procedimento
ad altre consultazioni elettorali, specie a
quelle m e n o auspicate come i referendum)
tale prospettiva fu oggetto di studio e di
approfondimento già quando fu costituito
al ministero dell'interno il gruppo di lavoro
per la tutela della regolarità del voto e tale
attività fu oggetto di attenzione e di audizioni anche da parte degli organi competenti della Camera dei deputati. (4-10296)
RISPOSTA. — Le consultazioni
svoltesi il
25 maggio scorso nella regione Valle dAosta
con Vutilizzazione - per la prima volta in
Italia - di apparecchiature
elettroniche,
riguardavano Velezione del sindaco, del vice
sindaco e dei consiglieri
nei comuni
di
Arnad, Issime, La Salle e
Valsavaranche.
L'esperimento
ha avuto luogo
nell'ambito del progetto « Carta del cittadino », avviato e finanziato dal Dipartimento
della
Funzione Pubblica nella suddetta
Regione
Autonoma. Tale strumento, contenente
tutte
le notizie identificative, anagrafiche,
sanitarie, ecc., del cittadino, è stato
successivamente arricchito - a seguito di intese raggiunte con il Ministero dell'Interno - con le
informazioni
riguardanti
l'indicazione
del
plesso, del numero della sezione
elettorale,
del numero di iscrizione nelle liste elettorali
e del titolo al voto.
Il test elettorale ha interessato, nel complesso, n. 7 sezioni elettorali, per un corpo
elettorale pari a 3.155
elettori
Le risultanze dell'esperimento
possono,
in linea di massima, considerarsi più che
soddisfacenti
Innanzitutto,
i risultati
ufficiali sono stati resi noti entro
brevissimo
tempo. Nei comuni di Issime e di Valsavaranche (con una unica sezione elettorale) le
operazioni di scrutinio e le conseguenti proclamazioni sono terminate alle ore 22,30,
mentre nei comuni di La Salle e di Arnad
(con più sezioni elettorali)
le
operazioni
suddette si sono concluse alle ore 24 circa,
in quanto al riepilogo dei voti, al riparto dei
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
seggi tra le liste concorrenti ed alle proclamazioni ha dovuto provvedere
l'Adunanza
dei Presidenti di seggio.
Anche sotto il profilo
dell'impressione
sul corpo elettorale, i risultati
conseguiti
possono
considerarsi
positivamente.
La
quasi totalità degli elettori interessati,
infatti, si è pronunciata
favorevolmente
all'uso delle apparecchiature
elettroniche,
in
relazione alla semplicità
delle modalità di
espressione del voto di lista e del voto di
preferenza (touch screen).
Lo si rileva dall'affluenza alle urne, che
ha fatto registrare
un dato
complessivo
dell'81,5 per cento, con punte pari al 90,7
per cento nel comune di Issime.
È mancata, in sede di scrutinio,
qualsiasi
contestazione sulla regolarità del voto, non
accettando il sistema voti espressi in difformità dalle previsioni
normative.
Quanto alla prospettiva
di una generale
estensione
delle procedure
elettroniche
a
tutti i tipi di consultazione,
il Governo è da
tempo particolarmente
attento alle concrete
possibilità di introdurre un siffatto
sistema,
che sembra raccomandarsi
non solo per la
rapidità di svolgimento
delle operazioni di
voto e di scrutinio, ma anche, e soprattutto,
quale mezzo indispensabile
per
conseguire,
in massimo grado, sicurezza, regolarità e
trasparenza delle operazioni di voto.
Nelle passate legislature sono stati presentati appositi disegni e proposte di legge
per l'applicazione delle nuove tecnologie limitatamente alla sola fase dello scrutinio, o
estesa anche alle operazioni di votazione.
La Commissione
Affari
Costituzionali
della Camera dei Deputati, per poter esprimere un parere sull'introduzione
delle anzidette procedure, affido a ditte
specializzate
apposito studio circa l'applicabilità del supporto informatico nelle operazioni
elettorali
Nel
corso
dell'indagine
conoscitiva
emerse l'orientamento
di concentrare
la
scelta sulla possibilità di automazione
delle
sole operazioni di scrutinio, nel timore che
l'espressione del voto elettronico potesse indurre l'elettore ad una disaffezione dal voto.
Esiste, in effetti, la possibilità che la novità
venga accolta con diffidenza, anche in relazione alla difficoltà di usare
un'apparecchiatura certamente
sofisticata,
quale sa-
Atti
Parlamentari
-
CLIII
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
rebbe sicuramente
quella da adottare per
consentire Vespressione di voti di lista e di
preferenza nei diversi modi previsti
dalla
vigente
normativa.
Dalle conclusioni
cui è pervenuta
la
commissione
parlamentare
sembra che ad
una soluzione
della complessa
questione
possa addivenirsi attraverso una fase preliminare di studio e di ricerca - da affidare
al Ministero dell'Interno - per verificare le
effettive possibilità,
anche sotto il profilo
della compatibilità
finanziaria, di utilizzazione delle nuove tecnologie nelle sole operazioni elettorali di scrutinio.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
STANISCI, ROTUNDO e MALAGNINO.
— Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere — premesso che:
Brindisi è sede di uno dei quattro
centri di assistenza al volo esistenti in
Italia;
esso riveste una notevole importanza
in quanto controlla tutti gli aeromobili che
transitano, decollano, e atterrano all'interno di un'area che comprende Ancona,
Potenza, Crotone e Corfù;
tre anni fa il centro in questione è
stato dotato di un'infrastruttura e di apparati tecnici all'avanguardia consentendo
il controllo radio-radar attraverso anche
sistemi satellitari;
per questo investimento sono stati
spesi 80 miliardi essenziali, si presuppone,
per lo sviluppo dell'assistenza al volo e per
il Crav di Brindisi;
il centro, pur essendo importante e
all'avanguardia per ben quattordici anni
non ha avuto un dirigente stabile;
nel mese di luglio del 1996 è stato
disposto, dal direttore generale dell'ente di
assistenza al volo, l'invio al Crav di Brindisi
di un dirigente che conserva l'incarico
presso la sede centrale, e per la titolarità
del doppio incarico rivestito, l'Enav deve
erogare il trattamento di missione;
SETTEMBRE
Deputati
1997
il Crav di Brindisi merita attenzione e
la direzione centrale deve farsi promotrice
di iniziative che tendono alla valorizzazione delle risorse investite e n o n allo
spreco, dotando il centro, una volta per
tutte, di un dirigente che abbia due requisiti essenziali, la competenza e la stabilità - :
quali iniziative urgenti intenda adottare per colmare una grave carenza provvedendo tempestivamente alla nomina di
un dirigente che resti al Crav di Brindisi
per un n o n breve periodo.
(4-03864)
RISPOSTA. — A seguito della nuova
configurazione giuridica in ente pubblico
economico, l'Ente nazionale di assistenza
al
volo ha provveduto
ad una verifica
complessiva della struttura centrale e di quella
periferica, finalizzata
alla ridefinizione
in
termini di massima funzionalità ed efficacia
dell'assetto
aziendale.
Il Consiglio di amministrazione
ha già
provveduto
alla elaborazione
della
nuova
consistenza
organica di tutto il
personale
non solo dirigente, che rimane però subordinata alla definitiva
approvazione
della
statuto dell'Ente nazionale di assistenza al
volo, in corso di
predisposizione.
Il nuovo assetto potrà consentire
una
migliore utilizzazione
delle tecnologie
operative e di gestione del traffico aereo di tutte
le strutture, compresa quella
brindisina.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
STORACE. - Ai Ministri dell'interno e
della sanità. — Per sapere quali iniziative
si intendano intraprendere per il risanamento della struttura fatiscente ed inutilizzata, già adibita ad ospedale geriatrico e
per trapianti di organi, sita a Roma, in via
Bartolomea Capitanio, angolo via della
Marcigliana, nella zona della borgata Cinquina.
(4-03945)
RISPOSTA. — Il Direttore
Generale dell'Azienda Sanitaria Locale RMIA ha comunicato che con deliberazione
n. 3336 del 6
dicembre 1995 veniva disposta la riconver-
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CLIV
-
AI RESOCONTI —
sione in R.S.A. (Residenza Sanitaria
Assistenziale) dell'ex Ospedale di
Lungodegenza
Femminile « Bufalotta » ai sensi della Circolare della Regione Lazio n. 47 del 12
dicembre
1994.
Il 9 dicembre successivo la stessa ASL
trasmetteva
all'Assessorato
regionale
alla
Salvaguardia e Cura della Salute la deliberazione e gli atti progettuali ad essa correlati
Allo stato attuale la Regione Lazio sta
completando
l'iter autorizzatorio
della riconversione.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
STORACE. — Ai Ministri
dell'interno,
dei beni culturali e ambientali,
dei lavori
pubblici e dei trasporti e della
navigazione.
— Per sapere - premesso che:
la situazione generale della viabilità
nella città di Roma ha raggiunto gravi
livelli di degrado, tali da porre a repentaglio la salute e la stessa incolumità dei
cittadini, la salubrità ambientale e lo sviluppo delle attività produttive;
a titolo puramente esemplificativo si
fa presente che:
1) il parcheggio realizzato nel 1983
dal comune di Roma in un'area sita tra via
delle Fornaci Vecchia e via delle Fornaci
Nuova è insufficiente a smaltire l'afflusso
dei pullman-,
2) tale afflusso e le conseguenti
manovre dei pullman diretti al parcheggio,
nonché la sosta di quelli in soprannumero
sulla sede stradale, determina un crescente
degrado di via delle Fornaci con i relativi
disagi per i suoi abitanti;
3) la 'zona di via delle Fornaci è
sottoposta alla\ tutela culturale e da vincolo
panoramico (decreto ministeriale del 30
maggio 1961, ai sensi della legge 29 giugno
1939, n. 1497);
4) al chilometro 7.500 della via Aurelia, nelle vicinanze dello svincolo del
grande raccordo anulare, è situata la o m o nima Stazione delle ferrovie dello Stato
Camera
SEDUTA DEL 15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
che è dotata di un ampio parcheggio idoneo a consentire sia la sosta che lo smaltimento del traffico dei pullman turistici;
5) l'istituzione di un servizio di navetta ferroviaria consentirebbe di raggiungere la stazione Roma San Pietro in pochi
minuti e lo stesso treno urbano potrebbe
proseguire fino alla stazione Ostiense;
6) tale semplice proposta, avanzata
dalla circoscrizione XVIII di R o m a con la
risoluzione n. 30 del 13 giugno 1994, era
stata favorevolmente accolta sia dalle ferrovie dello Stato, che avevano dato anche
la disponibilità ad istituire il nuovo servizio
fin dal maggio 1995, che dal comune di
Roma che aveva inserito il nuovo collegamento ferroviario stazione Aurelia — San
Pietro - Ostiense nella sua Agenda per i
trasporti;
7) dopo numerosi incontri tra i
tecnici delle ferrovie di Stato, del c o m u n e
e dell'Anas, si è giunti alla riunione dell'I 1
gennaio 1995, nella quale è stato approvato
il progetto di massima dell'intervento;
8) l'atteggiamento inspiegabile del
c o m u n e di Roma impedisce, di fatto, di
dare inizio ai lavori e tale ritardo ingiustificato sta attualmente penalizzando il
quartiere Aurelio e, quindi una vasta zona
di Roma;
è al riguardo di tutta evidenza l'inerzia e l'inefficienza delle autorità locali, che
non risultano abbiano assunto allo stato
attuale fattive iniziative per risolvere i problemi sopra segnalati e che anni sembrano
colpevolmente inerti di fronte all'esigenza
di tutelare gli interessi generali sopra evidenziati —:
se n o n ritengano opportuno intervenire per conoscere quale sia la reale situazione sopra esposta e per quali ragioni
n o n è stato ritenuto necessario e n o n si è
proceduto ad intervenire adeguatamente
per risolvere tale situazione;
c o m e intendano far fronte all'inerzia
ed inefficienza delle autorità locali riguardo al problema sopra esposto;
Atti
-
Parlamentari
CLV
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
assumere per
e quali provper impedire
abbiano a ri-
STORACE. - Al Presidente del Consiglio
dei Ministri e ai Ministri dell'interno,
del
lavoro e della previdenza sociale e di grazia
e giustizia. — Per sapere - premesso che:
se non ritengano che gli organi preposti all'amministrazione del comune abbiano, con la loro palese inerzia, violato
ripetutamente precisi obblighi di legge;
in data 6 novembre 1996, con protocollo 160/96, la ex Cisnal (ora Ugl) trasmetteva al Ministro dell'interno e al sottosegretario all'interno una lettera relativa
all'arruolamento Aspiranti allievi vigili volontari;
quali iniziative
far chiarezza sulla
vedimenti verranno
che tali incresciosi
petersi;
intenda
vicenda
assunti
episodi
in caso positivo, quali conseguenti misure intenda adottare in proposito;
se non ritengano urgente intraprendere tutte le iniziative necessarie
affinché le ferrovie dello Stato e PAnas
stipulino l'accordo di programma con il
comune di Roma per dare inizio finalmente ai lavori.
(4-04961)
Dagli elementi acquisiti risulta che nella riunione tecnico
operativa
tenutasi presso il Comune di Roma VII
gennaio 1995 e ricordata dalla S.V. vennero
definiti soltanto alcuni adeguamenti
ancora
da realizzare, del progetto di massima del
parcheggio e della viabilità di accesso alla
stazione ferroviaria
Aurelio.
Solo di recente è stato redatto un progetto definitivo, sul quale è stata
avviata
una procedura di approvazione.
L'istruttoria avrebbe messo in luce la necessità di
procedere ad una pur limitata variante urbanistica per la realizzazione della viabilità
e di disporre almeno di uno schema progettuale dell'intervento
complessivo,
in relazione al quale quello attualmente
disponibile rappresenta soltanto una prima fase
funzionale. La F.S. S.p.A ha fornito
assicurazione sulla fattibilità
del servizio
di
navetta Aurelia-S. Pietro-Ostiense,
pur facendo presenti possibili limitazioni
tra S.
Pietro e Ostiense in relazione alla costruzione del quarto binario a Quattro
Venti.
Nelle more della definizione del progetto,
l'amministrazione
comunale ha effettuato le
necessarie verifiche su eventuali
ripartizioni
economiche che, per la natura
dell'opera,
sono risultate a totale carico della F.S.
S.p.A.
RISPOSTA. —
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
nella lettera si legge testualmente che
« ancora a tutt'oggi n o n è pervenuta alcuna
nota di riscontro alla richiesta di incontro
Cisnal n. 101 del 10 agosto 1996 per la
discutibilissima trasparenza della circolare
ministeriale n. 23 del 31 luglio 1996 concernente i criteri di selezione degli aspiranti allievi vigili volontari »;
« le innumerevoli "raccomandazioni"
che continuano a pervenire in forma anonima - se veritiere - portano ad ipotizzare
il prosieguo di tale "traffico" e, per di più,
nella fattispecie, da parte di alcuni comandanti provinciale ed ispettori antincendi
con la presunta compiacenza del servizio
ginnico sportivo e del servizio reclutamento e formazione professionale e interventi assistenziali - divisione terza » - :
se non ritengano opportuno intervenire per conoscere quale sia la reale situazione sopra esposta;
se non ritengano urgente intervenire al fine di accertare se corrisponda
a verità quanto sopra menzionato e, in
caso affermativo, quali iniziative intendano adottare per far chiarezza sulla
vicenda e quali provvedimenti intenda
adottare per impedire che tali incresciosi abbiano a ripetersi.
(4-07836)
RISPOSTA. — Si fa presente
che in esito
alla richiesta di incontro avanzata dalla ex
CISNAL con nota 10 agosto 1996 n.101 in
data 19 settembre i funzionari della Direzione Generale della Protezione Civile e dei
Servizi Antincendi
ricevevano il segretario
della predetta O.S. al quale venivano
forniti
in un incontro durato circa 2 ore, i chiarimenti richiesti in merito alla
circolare
Atti
Parlamentari
-
CLVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
n. 23 del 31 luglio 1996, che disciplina i
criteri di selezione degli aspiranti
allievi
vigili
volontari
Tale incontro avvenne a mero titolo collaborativo tenuto conto che la materia oggetto della circolare in questione non rientra tra quelle per le quali ai sensi del
C.CN.L. sussiste un simile obbligo a carico
dell'Amministrazione.
Per altro si precisa al riguardo che la
bozza della stessa circolare era stata inviata
a tutte le Organizzazioni Sindacali, tra cui
ovviamente la già CISNAL, in data 27 maggio e 25 giugno, senza che nulla
venisse
obiettato al riguardo dalla O.S.
medesima.
In ordine al secondo punto,
concernente
presunte « raccomandazioni
in forma anonima » e altrettanti presunti "traffici", si fa
presente che il reclutamento
dei vigili volontari ausiliari avviene sulla base di graduatorie provinciali
elaborate
attribuendo
un punteggio all'efficienza fisica, al possesso
di una specializzazione
professionale
e al
titolo di studio. Tali graduatorie sono ovviamente pubbliche e quindi facilmente verificabili e controllabili, con la conseguente
impossibilità
di operare valutazioni
improntate a favoritismi
personali
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
STORACE. - Al Presidente del Consiglio
dei ministri e ai Ministri dell'interno,
del
lavoro e della previdenza sociale e di grazia
e giustizia. — Per sapere - premesso che:
in data 22 agosto 1996, con protocollo
111/96, la ex Cisnal (ora Ugl) inviava al
Ministro dell'interno una lettera relativa
all'inserimento delle Commissioni ministeriali;
nella lettera si legge testualmente che
« considerato che la Cisnal risulta tra le
organizzazioni sindacali firmatarie del
contratto collettivo nazionale di lavoro
1994-1997, questa federazione nazionale
Cisnal-Vigili del fuoco chiede a codesta
amministrazione che voglia garantire nel
concreto la par condicio tra tutte le organizzazioni sindacali e, di conseguenza,
chiede di essere inscritta con urgenza in
dei
Deputati
1997
tutte quelle commissioni ministeriali di cui
fanno parte da tempo le altre organizzazioni sindacali e di cui la scrivente è rimasta finora esclusa senza fondata ragione, fra cui: commissione casi particolari; commissione vestiario; commissione
Villaggio Santa Barbara, eccetera »;
è al riguardo di tutta evidenza l'inerzia e l'inefficienza degli organi preposti,
che non risultano abbiano assunto allo
stato attuale fattive iniziative per risolvere
il problema sopra esposto e che anzi sembrano colpevolmente inerti di fronte all'esigenza di tutelare gli interessi generali
sopra evidenziati -:
se n o n ritengano opportuno intervenire per conoscere quale sia la reale situazione sopra esposta;
se n o n ritengano urgente intervenire
al fine di conoscere i motivi per i quali la
Cisnal (ora Ugl) Vigili del fuoco sia rimasta
esclusa senza fondata ragione da tutte
quelle commissioni ministeriali di cui
fanno parte le altre organizzazioni sindacali;
se n o n ritengano che si configurino al
riguardo comportamenti tali da determinare disparità di trattamento nei confronti
di alcune organizzazioni sindacali e, in
caso affermativo, quali conseguenti, doverose iniziative intendano assumere al riguardo;
se tale esclusione sia la conseguente
prova di una chiara volontà politica, volta
solamente n o n solo ad escludere l'Ugl, con
lo scopo evidente di soddisfare particolari
esigenze clientelari da parte delle altre
organizzazioni sindacali, in spregio alle più
elementari regole e norme di trasparenza
e di uguaglianza;
quali iniziative intendano adottare
per far chiarezza sulla vicenda e quali
provvedimenti si intendano assumere per
impedire che tali incresciosi episodi abbiano a ripetersi.
(4-07875)
RISPOSTA. — Le modalità
di
partecipazione delle Organizzazioni
Sindacali di categoria dei Vigili del Fuoco alle
commissioni
Atti
Parlamentari
-
CLVII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
o ai comitati istituiti presso la Direzione
Generale della Protezione Civile e dei Servizi
Antincendi, sono determinate dalle normative istitutive dei singoli organismi che prevedono l'inclusione, nelle Commissioni
indicate nell'atto ispettivo, di quattro soli rappresentanti del personale, uno per ciascuna
delle quattro organizzazioni di categoria più
rappresentative,
che abbiano, cioè, la maggiore quantità di dipendenti
iscritti
Al momento, il Sindacato UGL (ex CISNAL) dei Vigili del Fuoco non figura tra le
prime quattro organizzazioni
di categoria
essendo stato superato, molto
nettamente,
da CIGL, CISL, RDB e UIL.
Ne consegue, quindi, che la UGL non ha
attualmente alcun titolo giuridico ad essere
inclusa negli organismi in questione, né a
ciò può ovviare l'aver sottoscritto
il contratto di categoria, non costituendo
questo
un elemento di
legittimazione.
La mancata presenza della UGL negli
organismi amministrativi
è quindi
assolutamente fondata e l'eventuale
pretermissione di uno dei quattro Sindacati citati a
favore della UGL configurerebbe una forma
di comportamento
antisindacale
dell'Amministrazione.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
STORACE. - Al Presidente del Consiglio
dei ministri e al ministro degli affari esteri.
— Per sapere - premesso che:
il 10 marzo 1997 si riunirà a Ginevra
la commissione per i diritti dell'uomo delle
Nazioni Unite;
in quella sede si affronteranno numerosi casi di violazioni dei diritti fondamentali dell'uomo perpetrati in tutto il
mondo e fra essi, finalmente, anche il caso
del Tibet, invaso nel 1949 dalla Cina Popolare e il cui popolo è stato sottoposto, nel
corso di questi ultimi cinquanta anni al
genocidio fisico e culturale;
alcuni governi continuano però ad
ostacolare l'approvazione di una risoluzione di condanna della Cina popolare
nell'ambito di tale commissione, proposta
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
informalmente dagli Stati Uniti d'America
alle nazioni dell'Unione europea;
tra questi paesi, stando a quanto riferisce l'agenzia France Press del 25 gennaio 1997, sembrerebbe esserci anche l'Italia;
tale posizione, se veritiera, sarebbe in
palese contraddizione con la tradizionale
politica estera del nostro paese in difesa
della democrazia, dell'autodeterminazione
nazionale e dell'identità culturale dei popoli - :
se non ritengano opportuno intervenire al fine di verificare se corrisponde a
verità quanto sopra esposto e, in caso
affermativo, quali siano le motivazioni che
hanno spinto il Governo italiano a prendere una simile posizione.
(4-08213)
RISPOSTA. — In merito a quanto
segnalato
dall'onorevole
interrogante
si fa presente
che l'Italia ha appoggiato la
presentazione
da parte europea di un progetto di risoluzione sui diritti dell'uomo in Cina in occasione della riunione della Commissione
dei
Diritti dell'Uomo, svolgendo anche a tal fine
10 scorso anno, durante il proprio
semestre
di presidenza dell'Unione, un ruolo speciale
di impulso. L'Unione Europea per sei anni
consecutivi,
dopo i fatti di Tienamen,
ha
presentato
in quella sede un progetto
di
risoluzione
sui diritti dell'uomo
in Cina
senza peraltro ottenerne una sua adozione:
11 Governo cinese è infatti
costantemente
riuscito a far approvare
una mozione di
carattere procedurale
che ha impedito
il
voto del progetto
europeo.
Quest'anno, in occasione della 53 sessione della Commissione tra i Quindici
non
si è manifestato
un consenso sulla ripresentazione del progetto di risoluzione
dell'Unione Europea. Inoltre anche
all'esterno
dell'Unione
Europea è andato ancor più
affievolendosi
il fronte dei tradizionali
copresentatori del progetto di risoluzione. Ciononostante la Danimarca si è fatta presentatrice a titolo nazionale di un suo progetto
di risoluzione sui diritti dell'uomo in Cina.
L'Italia ha votato contro la
mozione
procedurale,
presentata
anche
quest'anno
a
Atti
Parlamentari
-
CLVIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
dalla Cina, il cui accoglimento
da parte
della maggioranza dei membri della Commissione ha peraltro precluso Vadozione del
progetto
danese.
In tali circostanze, Vltalia proseguirà la
ricerca di risultati concreti in materia di
salvaguardia
dei diritti dell'uomo in Cina.
Nel frattempo essa non mancherà di utilizzare appieno lo strumento dei rapporti bilaterali ritenendo opportuno
ricercare nei
limiti del possibile - anche nel quadro di
una collaborazione
e di progetti mirati in
settori specifici, ma significativi - progressi
concreti in tema di diritti umani in Cina e
non restringendo il campo della sua azione
ad obiettivi di tipo meramente
declaratorio.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Patrizia Toia
TABORELLI. - Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
le numerose sollecitazioni per segnalare i problemi che investono le aziende di
autotrasporto e l'utenza privata della provincia di Como e Lecco, legate alle disfunzioni dell'ufficio provinciale della Motorizzazione civile, non hanno sortito alcun
effetto e permane una situazione di grave
disagio, così come emerge anche dall'elenco di problematiche evidenziate dalle
associazioni provinciali degli autotrasporti
FITA/CNA, FAI e Confartigianato trasporti;
da quale elenco emergono:
a) l'impossibilità di comunicazione
telefonica con gli uffici, causata dal mancato funzionamento del centralino nonostante le sei linee disponibili;
b) gli orari di apertura e di funzionamento degli uffici nonché la difficoltà di
individuazione, da parte degli utenti, degli
sportelli cui rivolgersi per l'espletamento
delle varie pratiche comportano estenuanti
attese ed inutili perdite di tempo;
c) mancata applicazione della legge
n. 241 del 1990 sulla trasparenza, in
quanto non viene comunicato all'utente il
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
responsabile del procedimento, né viene
rilasciata ricevuta per le varie istanze presentate;
d) l'atteggiamento poco disponibile,
e a volte persecutorio, tenuto dal personale
in sede di effettuazione delle revisioni periodiche dei veicoli ha spinto molte aziende
ad utilizzare altri uffici provinciali per
l'effettuazione di tali periodiche operazioni;
e) inoltre, l'organizzazione delle
operazioni di revisione, nel caso in cui la
visita di revisione di un veicolo commerciale abbia avuto esito sfavorevole e pertanto tale visita debba essere ripetuta, è
tale che detta ripetizione non può avvenire
prima che sia decorsa almeno una settimana; ciò provoca danni irrimediabili all'attività delle imprese, se tiene conto del
fatto che le carenze ravvisate sui veicoli
che hanno provocato la loro sospensione
dalla circolazione a seguito del mancato
superamento della visita di revisione possono essere anche di lievissima entità e
rimediabili nel giro di poche ore, anche
questo caso, considerato che uffici della
Motorizzazione civile di province limitrofe
operano con tempi molto rapidi, e quindi
riescono ad effettuare le operazioni ripetute anche entro le ventiquattro ore, le
imprese di autotrasporto stanno rivolgendosi con sempre più frequenza in altre sedi
per l'effettuazione di tali operazioni;
f) l'effettuazione degli esami per il
rilascio dei patentini Adr con orari e m o dalità tali da scoraggiare buona parte dei
candidati, i quali si rivolgono, anche in
questo caso ad altre sedi - :
quali iniziative intenda assumere al fine
di rendere l'ufficio provinciale Motorizzazione civile di Como e Lecco adeguato alle
esigenze dell'imprenditoria e dell'utenza
privata, p o n e n d o fine a disfunzioni e disagi
generate n o n esclusivamente da carenze
strutturali.
(4-03455)
RISPOSTA. — L'Ufficio provinciale
MCTC
di Como rappresenta a tutt'oggi il polo di
riferimento per tutte le operazioni
automo-
Atti P arlamentari
XIII LEGISLATURA
Camera
- сих —
ALLEGATO B
AI RESOCONTI —
bilistiche, in quanto a Lecco, provincia
di
recente istituzione, opera al momento
un
solo
sportello.
Per i disagi lamentati
in ordine
alla
difficoltà
di comunicare
telefonicamente
con gli Uffici si è provveduto
a richiedere
alla Telecom Vistallazione di un centralino
che permetta di comunicare
con qualsiasi
funzionario, sostituendo quello esistente ba
sato su sei linee con selezione
automatica
che risultano insufficienti, in special modo,
nelle ore di punta.
Vorario di apertura al pubblico di detto
Ufficio si svolge su cinque giorni alla set
timana (dal lunedì al venerdì) dalle ore 8.30
alle ore 11.30, con apertura
pomeridiana
dalle ore 14.45 alle ore 16.00 di martedì e
giovedì.
Le attese estenuanti sono soltanto
epi
sodiche e non di prassi, causate da immi
nenti scadenze per particolari
adempimenti
richiesti dall'utenza a fronte della cronica
carenza di personale.
La legge n. 241190 viene
scrupolosa
mente applicata e rispettata, infatti all'in
gresso dell'Ufficio è affisso
l'organigramma
che permette di identificare tutto il perso
nale che opera nei vari settori Su richiesta
degli interessati, sono rilasciate copie delle
istanze presentate,
debitamente
vistate e
protocollate. Va evidenziato, al riguardo che
gli uffici
operano
prevalentemente
su
istanze presentate su appositi moduli, per
cui la ricevuta, a seconda dei casi, è costi
tuita dal rilascio di carte di
circolazione
provvisorie
о di fogli rosa provvisori,
ai
sensi di quanto disposto dal Codice della
strada.
Le operazioni
di revisione dei veicoli
sono svolte con professionalità
e forte senso
di responsabilità
da parte dei
funzionari,
che hanno come unico obiettivo quello della
sicurezza sulle strade.
È, infatti, noto a tutti che una notevole
percentuale
degli incidenti stradali è da
attribuirsi alla cattiva о inesistente
manu
tenzione delle
autovetture.
Le revisioni di veicoli sospesi dalla cir
colazione avvengono entro tempi
brevissimi
che non superano
i cinque giorni;
non
vengono effettuate a « turno operativo » già
SEDUTA DEL
15
SETTEM BRE
dei
Deputati
1997
noto onde evitare il solo dubbio sulla tra
sparenza delle
operazioni.
Il sistema della programmazione
infor
matizzata della seduta è stato adottato pro
prio per contribuire
alla trasparenza
delle
operazioni
Infine, lo svolgimento
degli esami ADR
avviene in orario d'ufficio (solitamente
la
mattina) e si sostanzia in una prova
scritta
della durata di due ore. L'elaborato
viene,
subito dopo, letto e corretto alla
presenza
dei rappresentanti
dell'ente competente
alla
formazione
professionale.
Attualmente,
le
suddette prove non possono essere espletate
di sabato, come richiesto dall'utenza,
per
l'indisponibilità
di funzionariingegneri
ad
effettuare
lavoro straordinario
in quella
giornata.
Si prevede, però, che il problema
sarà
superato a seguito dell'assegnazione
presso
l'Ufficio in oggetto di un altro
funzionario
ingegnere.
Non pare invece accettabile la proposta
dello svolgimento in forma orale degli esami
ADR, come accadeva in passato, in quanto
hanno dato esiti incerti e discutibili tanto da
spingere gli stessi centri di fondazione
a
chiedere l'adozione della prova
scritta.
Il M inistro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
TABORELLI. Al Ministro delle poste
e delle telecomunicazioni.
— Per sapere
premesso che:
da notizie di stampa risulta il propo
sito dell'ente Poste di chiudere ben qua
rantacinque uffici postali nelle province di
Como e di Lecco;
tale proposito ha suscitato un vivis
simo allarme nella popolazione locale, che
rischia di vedersi privata di un servizio
fondamentale, stante la grave difficoltà,
soprattutto per gli anziani, di raggiungere
altri uffici postali situati c o m u n q u e a no
tevole distanza, spesso in zone montuose;
gran parte di questi uffici postali, pur
essendo siti in piccole località, fanno re
gistrare significativi volumi di traffico :
Atti
Parlamentari
-
CLX
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
se i propositi esposti in
corrispondano al vero;
premessa
se non ritenga opportuno riconsiderare una decisione che crea gravi disagi ai
cittadini e che sembra basarsi sul solo
criterio della popolazione residente, che
naturalmente penalizza soprattutto province come quelle di Como e di Lecco ed
altre aree prealpine del nord, con una
popolazione residente molto frazionata.
(4-09117)
Al riguardo si fa presente
che, in ottemperanza a quanto stabilito dalVarticolo 2, comma 23, della legge 23 dicembre 1996, n. 662 Venie Poste Italiane ha
presentato un « piano di impresa » per gli
anni 1997-1990 nel quale vengono
prefigurate le alternative possibili per raggiungere
l'obiettivo indicato dalla stessa legge, che è
quello di arrivare alla trasformazione
dell'ente medesimo in società per azioni entro
il 7997.
Tale piano pone come presupposto per il
raggiungimento
degli obiettivi, la netta separazione
tra i contenuti
imprenditoriali
dell'attività postale e i contenuti sociali propri del servizio pubblico come, del resto, è
previsto dalla citata legge n. 66211996.
Ne discende che l'onere improprio
legato
allo svolgimento del servizio universale deve
essere assunto dalla collettività
e, a tale
proposito, il piano triennale, nell'indicare i
provvedimenti
ritenuti necessari al riassetto
dell'azienda, prospetta tre diverse ipotesi alternative per raggiungere l'obiettivo
finale
dell'equilibrio
finanziario e la
contemporanea efficienza dei servizi
Le possibilità indicate sono:
l'assunzione
diretta in via compensativa
degli oneri in
capo al bilancio dello Stato, un
meccanismo
di riequilibrio tariffario a favore dell'ente (a
parziale compensazione
degli oneri in questione) o, infine, il ridimensionamento
dell'area di distribuzione
finale.
Considerato
che il decreto-legge
n. 791
1997 ha autorizzato
l'ente a
rideterminare
in aumento le tariffe dei servizi postali e di
bancoposta entro il limite massimo del 10
per cento dei proventi, sembra aver implicitamente indicato come percorribile la seconda
ipotesi
RISPOSTA. —
dei
Deputati
1997
Nel suddetto contesto il documento
propone una propria
maggiore presenza
sul
mercato ed un'offerta ancora più
diversificata di servizi per venire incontro alle esigenze dell'utenza: ne deriva che non rientra
nella strategia perseguita dal ripetuto ente la
contrazione dei propri punti di esercizio.
Per quanto sopra si può affermare che le
notizie riguardanti
la presunta volontà di
procedere
alla chiusura
di uffici
postali
risultano prive di
fondamento.
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Maccanico.
TARADASH. - Al Ministro
dell'interno.
— Per sapere - premesso cheMichele Figliulo, sindaco di Valva
(Salerno) ininterrottamente dal 26 giugno
1983 ad oggi, è oggetto di richiesta di rinvio
a giudizio da parte del pubblico ministero
Anita Mele, che gli addebita una lunga
serie di reati commessi a partire dal 22
marzo 1985;
il pubblico ministero, nella richiesta
di rinvio a giudizio, ipotizza « innumerevoli
reati di abusi e interesse privato in atti
d'ufficio, falso ideologico, truffa aggravata
[...] al fine di assicurare al Consorzio Cooperative Costruttori di Bologna (Co.Co.Co.)
[...] dei lavori di ricostruzione e riparazione degli immobili del centro urbano di
Valva e relative opere di urbanizzazione
[...]
per l'importo originario di lire
16.000.000.000 lievitato a tutt'oggi a lire
55.000.000.000 e ad un ristretto numero di
tecnici anche affini ideologicamente al colore politico dell'amministrazione di Valva,
indebiti profitti economici a scapito dell'interesse collettivo »;
il rinvio a giudizio è stato chiesto dal
pubblico ministero anche per ben nove
consiglieri di maggioranza in carica all'epoca, nonché per i membri della commissione aggiudicatrice delle opere oggetto
d'indagine, della commissione di alta vigilanza e della commissione di collaudo tecnico-amministrativo in corso d'opera: tra
questi, figurano i signori Giovanni Mosca-
Atti
Parlamentari
-
CLXI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
tiello, segretario comunale di Valva dal I
settembre 1983 al maggio 1995, ed Emiddio Sansone, funzionario della prefettura
di Salerno;
o
il rinvio a giudizio è stato chiesto
anche per coloro che all'epoca dei fatti
ricoprivano le cariche di vertice del Consorzio cooperative costruttori (presidente e
consiglieri d'amministrazione);
particolarmente grave, tra tutte, appare la posizione del sindaco Michele Figliulo, che, scrive il pubblico ministero,
« assume la veste di promotore e capo della
presente associazione a delinquere »;
i reati ipotizzati, sostiene il pubblico
ministero, venivano commessi non solo in
nome di logiche affaristiche, ma anche
sulla base di una precisa affinità politicoideologica: il consorzio illecitamente favorito, infatti, è « aderente all'ente morale
"Lega delle Cooperative" ideologicamente
affine anzi organo dello stesso partito politico (PCI attuale PDS) al vertice, allora
come oggi, degli organi amministrativi del
comune di Valva »;
la decisione in merito alle numerose
richieste di rinvio a giudizio avanzate dal
pubblico ministero doveva essere presa
originariamente il 30 ottobre 1996; tale
data è stata spostata prima all'I 1 febbraio
1997 e quindi nuovamente al 28 maggio
1997, ritardando in questo m o d o di diversi
mesi il momento in cui verrà fatta luce
sull'operato del sindaco di Valva e sull'intera vicenda — :
quale sia il giudizio del Ministro dell'interno in merito all'intera vicenda;
se, in considerazione delle gravi e
ripetute violazioni di legge delle quali viene
dato conto nella richiesta di rinvio a giudizio sopra indicata, non ritenga di attivare
le procedure previste dalla legge per la
rimozione o la sospensione del sindaco di
Valva dal suo incarico.
(4-08102)
RISPOSTA. — La vicenda che vede
coinvolti il sindaco ed altri amministratori
di
Valva (SA) per una serie di presunte
irregolarità connesse alla esecuzione di lavori
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
pubblici è al vaglio preliminare
della competente autorità giudicante, dovendo
ancora
pronunciarsi
il G.LP. del Tribunale di Salerno sulla richiesta di rinvio a giudizio
presentata dal Pubblico
Ministero.
Essendo il procedimento
penale in una
fase del tutto iniziale, appare,
evidentemente,
prematura la formulazione
di qualsiasi valutazione. D'altro canto, data la natura dei
reati contestati
non si ravvisa
l'applicabilità, nei confronti degli imputati che tuttora
rivestono cariche pubbliche o elettive, delle
misure di rigore previste dalla legge n. 16
del 18.1.1992.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
T A R A D A S H . - Al Presidente
del Consiglio dei ministri e al Ministro
dell'interno.
— Per sapere - premesso che:
a poche ore dalle consultazioni referendarie risulta, da segnalazioni che provengono da ogni parte d'Italia, che gran
parte dei cittadini aventi diritto al voto non
hanno ancora ricevuto il certificato elettorale, la cui distribuzione deve effettuarsi
a cura dei comuni;
in tal m o d o viene di fatto falsificato
l'esito stesso della consultazione, visto che
la validità del referendum,
a differenza
delle consultazioni elettorali, è soggetta al
quorum del cinquanta più uno per cento
dei votanti - :
quali provvedimenti il Governo intenda adottare per garantire a tutti i cittadini, in queste ultime ore prima del voto,
la possibilità effettiva di esercitare i loro
diritti elettorali senza gli ostacoli e i disagi
che possono derivare da ritardi o boicottaggi delle burocrazie o delle amministrazioni comunali.
(4-10852)
RISPOSTA. — La distribuzione
e consegna
dei certificati elettorali agli elettori in occasione dello svolgimento
dei
referendum
popolari del 15 giugno scorso, è stato effettuato nel pieno rispetto della normativa e
non ha presentato
ritardi o irregolarità. Il
numero dei certificati elettorali non consegnati non si è discostato in misura
apprez-
Atti
Parlamentari
-
CLXII
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
zabile dai dati registrati in occasione
di
precedenti tornate
referendarie.
Alla chiusura delle operazioni di votazione, la percentuale complessiva dei certificati non consegnati è stata, infatti, del
7,3%, con un incremento di appena
Vl,l%
rispetto
alla consultazione
referendaria
dell'11 giugno 1995, allorché la percentuale
fu del 6,2%.
Occorre, tuttavia,
considerare
che in
quest'ultima occasione, come in quella precedente, sulla formazione dei dati indicati
ha inciso in misura assai rilevante
l'altissima percentuale
dei certificati
elettorali
non consegnati (rectius non ritirati)
relativi
agli elettori residenti all'estero, che è stata
del 4,5% nella consultazione
del 15 giugno
scorso e del 4,25% in quella del 1995.
Si tratta, naturalmente,
di
percentuali
assolute, riferite, cioè, all'intero corpo elettorale; ciò significa che, a fronte di una
percentuale pari al 2,5% di certificati
ritirati
nella consultazione
del 1995, in quella appena conclusasi la percentuale è stata sostanzialmente
nulla.
In pratica l'elettorato residente
all'estero,
benché raggiunto dalle apposite « cartolineavviso », ha ritenuto di non partecipare, se
non in misura minimale,
a entrambe
le
consultazioni
Depurata dal dato relativo agli elettori
residenti all'estero, la percentuale dei certificati non consegnati nell'ultima
consultazione referendaria scende, pertanto, al 2,8%,
con un incremento trascurabile dello 0,8%
rispetto al 1995, allorché la
percentuale
riferita agli elettori residenti nel
territorio
nazionale fu del 2%.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
TASSONE. - Al Ministro dell'interno.
Per sapere - premesso che:
—
per la costruzione di due strutture
turistiche, denominate « progetto Leonardo » e « villaggio club Pollino », i comuni di
Lungro e Altomonte (Cosenza) hanno concluso una convenzione con la fondazione
« Knights of Malta - O.S.I. - Foundations »,
con la quale è stata ceduta parte del suolo
pubblico per la realizzazione di suddette
opere;
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
dai lavori della Commissione antimafia risulta che le finalità, nonché la consistenza patrimoniale della « Knights of
Malta - O.S.I. - Foundations » n o n sono
chiare;
le popolazioni interessate, la locale
comunità montana e Legambiente sono, a
ragione, preoccupate non solo dei rischi
sociali di una simile ambigua operazione,
quanto per il coinvolgimento in tale progetto di enti sospetti;
l'interrogante ritiene opportuno al riguardo che vengano annullati tutti gli atti
amministrativi, con riguardo alla suddetta
operazione, perché inopportuni - :
quali provvedimenti intenda adottare
per evitare che subdole speculazioni ricadano su comunità operose, quali quelle di
Lungro e Altomonte;
se non ritenga opportuno avviare accertamenti per verificare le finalità e la
natura di un'organizzazione che contratta
con organi istituzionali, malgrado i legittimi dubbi sollevati dalla coscienza com u n e in svariati interventi;
quali provvedimenti intenda adottare
per impedire, vista la intensa ostilità della
popolazione ad una simile operazione, che
i comuni interessati continuino nella realizzazione dei progetti con la suddetta fondazione, anche al fine di impedire e prevenire più gravi scontri sociali. (4-08242)
RISPOSTA. — Sulla vicenda segnalata dalla
S.V. non sussistono
le condizioni per promuovere alcun tipo di intervento da parte
del Ministero
dell'Interno.
Sono in corso indagini dell'Autorità
giudiziaria.
Il Ministro dell'interno: Napolitano.
TORTOLI. — Ai Ministri delle
agricole, alimentari e forestali e della
— Per sapere - premesso che:
risorse
sanità.
nel n. 6 della rivista Zootecnica
alimentare
international,
una importante
pubblicazione nazionale di settore specia-
Atti
Parlamentari
-
CLXIII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
lizzata nella informazione tecnica sulle
trasformazioni alimentari zootecniche, con
sede a Scandicci, provincia di Firenze, relativo ai mesi novembre-dicembre del
1996, in un servizio di Donatella Sacchetti
e Livio Tessuto sulla macellazione del
suino si afferma che il sangue degli animali
viene raccolto « per la produzione di proteine plasmatiche destinate al consumo
umano, oppure può essere raccolto per la
produzione di farine ad uso zootecnico o
della produzione di fertilizzanti »;
all'estero e in Italia è stato denunciato
con forza dalle autorità e dall'opinione
pubblica che le malattie degli animali per
alimentazione, con riferimento in particolare alla patologia della cosiddetta « mucca
pazza », sono collegate in primo luogo al
fatto che a tali animali, per loro natura
erbivori, sono somministrati alimenti contro natura, cioè derivati da altri animali. In
quella occasione, le autorità hanno più
volte assicurato la popolazione che in Italia
questa situazione era sotto controllo e decisamente vietata -:
se, in relazione al citato articolo ed a
quanto affermato, risulti che in effetti in
Italia sussista ancora, per quanto vietata,
la pratica di alimentare gli animali erbivori
degli allevamenti destinati alla nutrizione
umana con proteine animali, da cui la
conseguente pericolosità per la salute dei
cittadini, ovvero se questo tipo di prodotti
siano destinati per lo stesso scopo alla
esportazione;
se, in relazione ai procedimenti di
corretta e naturale alimentazione degli
animali di allevamento per la nutrizione
umana, siano stati acquisiti dalle autorità
pubbliche tutti gli elementi di sicurezza
necessari per garantire e salvaguardare la
salute dei cittadini.
(4-07487)
RISPOSTA. — Si risponde
all'interrogazione parlamentare
in esame per conto del
Dicastero delle Risorse Agricole,
Alimentari
e Forestali, a seguito di delega della Presidenza del Consiglio dei Ministri
È opportuno precisare, anzi tutto, che la
normativa vigente non pone il divieto della
somministrazione
di proteine animali agli
erbivori
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Infatti, l'Ordinanza
del Ministro
della
Sanità datata 28 luglio 1994,
concernente
misure di protezione
relative
all'"encefalopatia spongiforme bovina" (BSE) ha vietato
la somministrazione
ai ruminanti
(bovini,
ovini, caprini etc.) dei mangimi
contenenti
proteine derivanti da tessuti di
mammiferi,
anche se tale divieto è stato
successivamente
mitigato da ulteriori Ordinanze
ministeriali
che hanno consentito la
somministrazione
ai ruminanti di taluni derivati (latte, gelatina, aminoacidi e peptidi ottenuti da pelli e
carnicci opportunamente
trattati, fosfato bicalcio estratto dalle ossa sgrassate,
plasma
essiccato ed altri prodotti
ematici).
La produzione
di farine proteiche
di
origine animale destinate
all'alimentazione
zootecnica viene effettuata
esclusivamente
negli stabilimenti riconosciuti da questo Ministero idonei alla trasformazione
dei rifiuti
di origine animale all'interno del
territorio
nazionale.
Le procedure e le modalità per l'eliminazione, la trasformazione
e
l'immissione
sul mercato dei prodotti finali derivati dal
trattamento
dei rifiuti di origine
animale,
nonché le misure sanitarie ed ispettive a cui
vengono sottoposti gli stabilimenti
interessati sono disciplinate dal D. Leg.vo 14 dicembre 1992, n. 508, che costituisce
attuazione della rigorosa normativa europea in
materia di rifiuti di origine
animale.
Oltre a disciplinare,
in particolare,
le
ispezioni ed i controlli da effettuarsi
regolarmente presso gli stabilimenti
di trasformazione a cura dei servizi veterinari
delle
competenti UU.SS.LL., il D. Leg.vo n. 5081
'92 impone al Ministero
della Sanità il
compito di fornire la completa
assistenza
agli esperti incaricati dagli organi
comunitari di svolgere, analogamente,
ispezioni e
controlli nel territorio
nazionale.
L'utilizzazione
delle farine proteiche
di
origine animale nella preparazione dei mangimi destinati all'alimentazione
zootecnica
deve avvenire soltanto nei mangimifici
che
abbiano ottenuto l'apposita
autorizzazione
in base alla Legge 15 febbraio 1963, n. 281,
e successive
modificazioni,
a seguito
di
un'ispezione eseguita da una
Commissione
su base provinciale, rivolta ad accertare che
le attrezzature ed i requisiti
igienico-sanitari
Atti
Parlamentari
-
CLXIV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
degli stabilimenti
siano rispondenti
alla
produzione che si intende
conseguire.
La vigilanza sanitaria sulla
produzione,
il commercio e l'impiego dei mangimi nel
nostro Paese viene svolta
periodicamente
dagli organi di controllo delle
Aziende-Unità
Sanitarie territorialmente
competenti
Tale vigilanza viene esercitata, anche attraverso ispezioni e prelievo di campioni di
mangime, su tutti gli operatori del settore,
quali i produttori
(mangimisti), i distributori (rivendite zootecniche e grossisti) e gli
stessi
allevatori
La Legge n. 281T63 prevede
rigorose
sanzioni amministrative
e penali per chiunque commetta infrazioni alle disposizioni in
materia di produzione
e
commercializzazione di mangimi
Inoltre, in aggiunta alle ispezioni ed ai
controlli condotti nel corso del 1996 nell'ambito della normale attività di vigilanza
nel settore in questione, risulta che siano
stati effettuati dalle Autorità sanitarie regionali ulteriori controlli, mirati alla verifica degli adempimenti
relativi alla citata
Ordinanza ministeriale del 28 luglio 1994.
Infine, anche per quanto riguarda il
commercio
internazionale
e gli scambi di
prodotti ottenuti dalla trasformazione
dei
rifiuti, il D. Leg.vo n. 508/'92 detta precipue
disposizioni rivolte alla effettuazione dei necessari controlli ed alla predisposizione
delle
più idonee misure di
salvaguardia.
Il Sottosegretario di Stato per la
sanità: Viserta Costantini.
TRANTINO. - Al Ministro dei
— Per sapere — premesso che:
trasporti.
dal 1° giugno al 31 dicembre PAlitalia
ha raddoppiato per ogni volo i punti « Mille
Miglia » sulle tratte Genova-Milano-Genova
e Roma-Venezia-Roma (40 punti); considerato l'elevato, ingiustificato, iniquo costo
tariffario delle tratte siciliane con Roma, si
chiede se il non aver previsto persino vantaggi simbolici, quale quello del raddoppio dei punti-premio per le tratte siciliane,
non sia un ulteriore spocchioso disinteresse per un Sud, che mai reclamerà se-
dei
Deputati
1997
cessioni, ma che si è stancato di essere
paziente.
(4-01348)
RISPOSTA. — L'iniziativa « Mille Miglia »
dell'Alitalia è rivolta ad una utenza
particolare e pertanto costituisce un
particolare
strumento di carattere promozionale
utilizzato per « fidelizzare » il passeggero
appartenente prevalentemente
al segmento di traffico d'affari che compie nell'arco
dell'anno
un numero non limitato di viaggi aerei Si
tratta perciò di una iniziativa calibrata sulle
particolarità
operative e commerciali di ciascun volo.
L'interesse della Compagnia per i collegamenti nord-sud è comunque
dimostrato
da altre iniziative promozionali
che favoriscono in modo particolare
i
collegamenti
da/per la Sicilia, normalmente più lunghi e
che hanno quindi tariffe più alte di tutta la
rete nazionale.
Tali iniziative - quali la "Festa d'agosto",
che ha livellato le tariffe nazionali a lire
99.000 in determinati giorni della
settimana
e quella denominata
"Campagna
d'autunno", che prevede in tutti i giorni
della
settimana
fino al venerdì in
determinate
fasce orarie una tariffa unica di lire 139.000
e nei giorni di sabato e domenica di lire
99.000 -, abbattono rispettivamente
di circa
il 60% ed il 70% le tariffe applicate
sui
collegamenti più lunghi. Tali sconti si riducono progressivamente
con il diminuire
delle tariffe.
Inoltre la stessa campagna abbatte del
50% le tariffe da Palermo per
Lampedusa,
Pantelleria,
Trapani e da Pantelleria
per
Trapani che, come è noto, già
usufruiscono
della sovvenzione
regionale.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
TREMAGLIA. - Al Ministro dei trasporti e della navigazione. — Per sapere premesso che:
dal 30 settembre 1996 è entrato in
funzione il Pendolino ETR 450 « Stradivari » che collega Bergamo a R o m a in tutti i
giorni feriali con un viaggio di andata e di
ritorno;
Atti
Parlamentari
-
CLXV
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
il treno ha ridotto in una certa misura il cronico isolamento di Bergamo città
che è stata sistematicamente ignorata per
quanto attiene ai servizi ferroviari;
sulla linea è stato immesso un m o dello di Pendolino reduce da molte stagioni
ferroviarie e lo si nota dallo stato degli
interni, dagli arredi abbastanza consumati
e da un servizio di pulizia non sempre
adeguato alle esigenze di chi viaggia;
i posti disponibili per le prenotazioni
(prima e seconda classe), poco più di una
quarantina, sono da ritenersi insufficienti;
per quanto riguarda il movimento
turistico Bergamo è penalizzata in quanto
il Pendolino non viaggia la domenica e nei
giorni di festività infrasettimanali, ciò comporta la rinuncia da parte di numerosi
bergamaschi alla possibilità di trascorrere
un fine settimana nella capitale - :
se voglia precisare se nei prossimi
mesi verranno immessi sulla linea Bergamo-Roma i nuovi ETR 460 e 500;
se verrà allargato il numero di prenotazioni dalla stazione di Bergamo;
se il treno funzionerà anche nei
giorni festivi come auspicato di moltissimi
viaggiatori.
(4-05647)
RISPOSTA. — L'offerta commerciale
del
programma
Eurostar è caratterizzata
dall'impiego di materiale rotabile di nuova
generazione
(ETR 500/460),
finalizzato
a
garantire un servizio di trasporto con specifici requisiti di confort e qualità.
Pertanto le F.S. S.p.A. hanno
ritenuto
opportuno avviare un progetto di riqualificazione dei 15 complessi ETR 450 (Pendolini l generazione) mediante un processo di
restyling per ottenere l'« indenty family »
con i nuovi ETR 460.
Il programma di trasformazione
prevede
la realizzazione
di un nuovo design degli
ambienti interni, mediante l'impiego di materiali insonorizzati,
nuovi colori e nuovo
sistema di climatizzazione
per poter offrire
maggiore confort ed ergonomia.
La fornitura del nuovo materiale
rotabile ETR 500, che sulle relazioni
Milanoa
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
Roma-Napoli-Salerno
e Venezia-Roma
sarà
utilizzato
a partire dal prossimo
orario
estivo 1997, permetterà,
contemporaneamente, di poter destinare dei complessi ETR
460 sulla relazione Bergamo-Roma.
L'immissione di questi "pendolini"
assicurerà
una maggiore offerta commerciale (480 posti) rispetto a quella attuale
consentendo
anche l'aumento
dei posti prenotabili
in
partenza dalla stazione di Bergamo.
Le F.S. S.p.A. inoltre informano
che
nella progettazione
del nuovo orario 19971998 stanno valutando
le opportunità
di
rendere giornaliero il treno sulla
relazione
Bergamo-Roma.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
TREMAGLI A. - Al Ministro degli affari
esteri — Per sapere — premesso che:
il consigliere del Consiglio generale
degli italiani all'estero, Bruno Zoratto, con
un dettagliato esposto inviato al Ministro
degli affari esteri il 20 settembre 1996,
richiamava l'attenzione delle nostre autorità diplomatiche perché intervenissero
presso le autorità cinesi affinché la chiesa
cattolica italiana di Tiensin (Tianjin) venisse inserita a pieno diritto nel piano di
tutela gestito dalla Chiesa patriottica cinese, che ha il compito di gestire i luoghi
sacri che erano stati occupati o adibiti ad
altra funzione;
sempre nella stessa città vi sono altre
istuzioni di culto straniere, come la chiesa
inglese, che hanno subito la stessa sorte e
sono state in seguito riaperte ai credenti — :
se e quali disposizioni siano state
impartite all'ambasciata italiana in Pechino affinché avanzi una richiesta formale del nostro Governo al Governo della
Repubblica popolare cinese, per far sì che
la chiesa italiana di Tiensin (Tianjin) — che
attualmente ospita un ristorante ed una
fabbrica - venga restituita al culto, nel
rispetto della legislazione locale, quale riconoscimento al ruolo culturale dell'Italia,
che può essere rappresentato ancora in
questa grande città dalla splendida chiesa
Atti
Parlamentari
-
CLXVI
-
Camera
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
italiana, costruita agli inizi del secolo,
quando numerosi connazionali risiedevano
nella concessione italiana di Tiensin
(Tianjin).
(4-07391)
RISPOSTA. — In merito
alla
questione
richiamata dall'onorevole interrogante si fa
presente quanto segue.
L'attività religiosa degli stranieri in Cina
e la gestione dei luoghi di culto sono disciplinate da due provvedimenti
del Consiglio di Stato (Governo) emanati il 31 gennaio 1994 ed entrati in vigore il 6 febbraio
dello stesso anno.
Il Decreto n. 144 riconosce
formalmente
agli stranieri il diritto, che una
consolidata
prassi comunque
già assicurava
loro, di
accedere ai luoghi di culto delle differenti
confessioni religiose presenti in Cina (Buddismo, Taoismo, Islam, Cristianesimo
protestante e Cattolicesimo) per partecipare ai
rispettivi
riti. Esso ribadisce,
tuttavia, il
divieto fatto agli stranieri, residenti in Cina
a titolo temporaneo o permanente,
di fare
proselitismo,
di creare autonomamente
organizzazioni o scuole religiose e di amministrare in proprio luoghi di culto.
Il Decreto n. 145 stabilisce, tra l'altro,
che i luoghi di culto devono essere regolarmente registrati presso le competenti Autorità, che ne autorizzano
i
responsabili
(che, si ribadisce nel provvedimento,
non
possono essere degli stranieri) al regolare
possesso dei terreni e degli edifici.
Nel prendere buona nota di quanto esposto dal Sig. Bruno Zoratto, membro
del
Consiglio Generale degli Italiani
all'Estero,
si è ritenuto che un intervento diretto presso
il Governo cinese circa la questione
della
chiesa della vecchia concessione italiana di
Tianjin non potesse sortire alcun
risultato.
Infatti, la circostanza della piena vigenza
delle summenzionate
norme interne di un
Paese sovrano, nonché motivi di opportunità suggeriti dalla perdurante difficoltà di
rapporti tra i cattolici cinesi fedeli alla
Santa Sede e la "Chiesa Cattolica
Patriottica" (controllata dal Governo), hanno consigliato per il momento solo un
intervento
presso quest'ultima,
naturalmente
con la
discrezione del caso.
dei
Deputati
1997
Alla "Chiesa Cattolica Patriottica" è stata
fatta presente l'attuale disdicevole
destinazione d'uso della chiesa e se ne è adombrata
la possibilità
di una sua restituzione
al
culto, in conformità
degli effettivi
bisogni
dei fedeli di Tianjin - che solo la chiesa
locale potrà valutare - e attraverso le procedure previste dal decreto n. 145.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Toia.
TREMAGLI A. - Al Ministro
esteri. — Per sapere:
degli
affari
in riferimento alla razionalizzazione
della rete diplomatica e consolare prevista
per il Belgio che porterà, in una prima
fase, alla chiusura dei vice consolati di
Namur e La Louviere e, successivamente,
degli uffici di Mons, Genk e Anversa, quali
siano i risparmi di spesa che effettivamente
lo Stato italiano realizzerà da detta operazione;
se sia vero quanto contestato dal comitato di difesa delle istituzioni italiane,
sorto a La Louviere, circa le economie
finanziarie indicate dall'amministrazione a
sostegno della chiusura delle agenzie consolari di La Louviere e Namur, che non
sarebbero di due miliardi, ma soltanto di
trecentotrentanove milioni circa; se quanto
sostenuto e documentato dal coordinamento di difesa sui risparmi cui porteranno le chiusure degli uffici consolari e
dei Comites circoscrizionali corrispondesse
al vero, c'è da chiedersi: c o m e sia stato
possibile un tale macroscopico errore nella
valutazione ministeriale, e se anche negli
altri criteri usati per la razionalizzazione
delle risorse umane e materiali n o n si
corra il rischio di ulteriori e più gravi
errori, che allontanerebbero ancor più i
nostri connazionali dai servizi consolari
per una maggiore perdita di efficacia degli
stessi;
in quale conto intenda tenere le proposte realistiche avanzate dal Comitato di
difesa delle istituzioni italiane nell'incontro
svoltosi il 1° febbraio 1997 con l'ambasciatore di Italia in Belgio e se n o n si pensi di
Atti
Parlamentari
-
CLXVII
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
soprassedere alla chiusura delle suddette
rappresentanze consolari, in considerazione della forte presenza di connazionali
nelle rispettive giurisdizioni.
(4-08638)
RISPOSTA. — Le rigorose politiche di contenimento del debito pubblico degli ultimi
anni hanno comportato
notevoli
riduzioni
anche per il bilancio del Ministero
degli
Affari Esteri, che è passato dallo 0,35% del
bilancio statale nel 1990 allo 0,26% nel
1996, fondi per la cooperazione
inclusi
Inoltre, data la perdurante
impossibilità
di provvedere alla integrazione degli organici mediante nuovi concorsi, a causa del
perdurante blocco delle assunzioni, il personale in servizio all'estero è risultato
in
costante diminuzione:
dalle 2211 unità del
1993 si è infatti passati alle 2041 del 1996.
In conseguenza di ciò e del recente « congelamento » di ulteriori 45 posti sulle più
recenti liste di pubblicità, nessuna
Rappresentanza diplomatica e consolare
all'estero,
salvo rarissime eccezioni riguardanti le sedi
di nuova istituzione, possiede un organico
pienamente coperto. La presenza media di
impiegati presso i nostri uffici esteri, attualmente pari a 16 unità, risulta quindi di gran
lunga inferiore a quella delle Sedi spagnole
(20 unità), francesi (32 unità) e inglesi (addirittura 44 unità).
In tale quadro, caratterizzato da un accentuato contenimento
delle risorse disponibili, il Ministero degli Affari Esteri, al fine
di poter perseguire i suoi fini
istituzionali,
ha avviato da tempo un processo di riordino
organizzativo
e funzionale
volto a salvaguardare la propria
funzionalità.
Proprio in quest'ottica,
l'Amministrazione sta seguendo con particolare
interesse
l'itinerario delle iniziative
in materia
di
semplificazione dell'azione amministrativa
e
sta procedendo alla emanazione di importanti provvedimenti
ispirati da criteri di
efficienza ed economicità di gestione.
Tali interventi appaiono certamente
più
coerenti del generico « taglio netto delle spese » a volte invocato, che del resto si pone
in palese contrasto con quanto è stato affermato in numerosi atti parlamentari
della
presente e passata legislatura. In tali atti,
l'aumento delle risorse per
l'Amministra-
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
zione degli Affari Esteri è ritenuto
addirittura indispensabile
per dare alla
politica
estera del nostro Paese strumenti
all'altezza
del ruolo e dei fondamentali
interessi italiani all'estero, e per rendere strutture
ed
uffici più rispondenti
al mutato
quadro
internazionale
ed alle prioritarie ed aggiornate richieste dei nostri
connazionali
La razionalizzazione
della rete consolare
in Belgio è in fase di elaborazione, sia pure
a livello prevalentemente
tecnico. Di conseguenza, la chiusura di alcune sedi resta
tuttora da stabilire, ivi compresa
l'ipotesi
relativa agli Uffici consolari indicati nell'atto parlamentare
in oggetto.
Il perseguimento
di significative
economie di bilancio è uno dei prioritari
obiettivi
dell'operazione
in parola. Le
simulazioni
finora effettuate presentano
notevoli
margini di variazione a seconda del numero e
tipo di sedi inserite nel programma
e dell'ipotesi in cui si considerano
i benefìci a
regime o semplicemente
quelli in sede di
prima applicazione. Come può
agevolmente
comprendersi,
nel valutare le fasi iniziali
degli interventi di razionalizzazione
si deve
tener conto del contestuale
potenziamento
(in termini di organici e dotazioni
strumentali) delle rimanenti strutture, il che riduce
considerevolmente
le economie
nel breve
periodo.
Occorre peraltro
aggiungere
che
nessuna delle proiezioni fin qui
effettuate
riporta economie in linea con quelle segnalate nell'atto parlamentare
(2 miliardi
o
alternativamente
339 milioni per la chiusura di La Louviere e Namur).
Il presupposto
generale del
programma
di razionalizzazione
è l'invarianza
quantitativa dei servizi ed il rilancio della presenza
istituzionale
italiana in aree di crescente
interesse, finora relativamente
sacrificate.
Ciò giustifica la cautela
dell'Amministrazione ed il gradualismo degli interventi, che
non sarebbe peraltro corretto
interpretare
come segnale di
immobilismo.
Analogamente
a quanto già
verificatosi
in occasione del perfezionamento
del cosidetto Piano Svizzera e tenuto conto della
notevole complessività
e delicatezza
degli
interventi,
l'Amministrazione
degli Affari
Esteri ritiene che la consapevole
partecipazione dei più diretti interessati
e l'attivo
Atti
-
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
—
ALLEGATO B
CLXVIII
Al RESOCONTI —
coinvolgimento
degli organi di
rappresentanza dei connazionali
siano
determinanti
per il buon esito
dell'iniziativa.
Il Sottosegretario di Stato per gli
affari esteri: Fassino.
TURRONI. - Ai Ministri delle poste e
delle telecomunicazioni
e dei trasporti
e
della navigazione. — Per sapere — premesso
che:
è iniziata da parte delle Poste italiane
la sperimentazione, in alcune regioni italiane (tra cui l'Emilia-Romagna), dell'abolizione dei collegamenti ferroviari per il
trasporto della posta e la loro sostituzione
con autocarri di portata inferiore a 35
quintali, che collegheranno ciascun capoluogo di provincia;
il programma dell'Ente poste italiane
sembra riguardare l'abolizione totale dei
collegamenti ferroviari all'interno delle regioni in tutta Italia;
i furgoni effettueranno due corse
giornaliere dirette al centro di smistamento (Bologna nel caso dell'Emilia-Romagna), dove ciascun furgone consegnerà i
dispacci provenienti dal proprio capoluogo
e diretti alle altre province della Regione e
ritirerà i dispacci provenienti da tutti gli
altri capoluoghi della Regione diretti alla
propria provincia;
la decisione di eliminare totalmente
l'utilizzo della ferrovia per il trasporto
della posta all'interno dei territori regionali fa seguito, a distanza di qualche anno,
ad una analoga iniziativa delle ferrovie
dello Stato che hanno smantellato l'efficiente e puntuale servizio di trasporto del
collettame da esse raccolto per utilizzare
mezzi su gomma, riducendo lo standard del
servizio - :
se siano a conoscenza di quanto esposto e quali siano le loro considerazioni in
merito;
se il progetto delle Poste italiane per
l'abbandono definitivo del trasporto su rotaia in ambito regionale, per sostituirlo con
-
Camera
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
il- trasporto su gomma, riguardi
territorio italiano;
l'intero
quali iniziative intendano assumere al
fine di impedire che un tale comportamento contribuisca a congestionare ulteriormente il traffico su gomma e a far
conseguentemente diminuire l'efficienza e
la celerità della consegna della posta ed
infine a fornire un ulteriore alibi a tutti gli
utilizzatori di camion;
quali iniziative intendano assumere al
fine di indurre gli enti che gestiscono pubblici servizi, come le poste e le stesse
ferrovie dello Stato, ad utilizzare modalità
di trasporto che escludano la gomma e
privilegino la rotaia;
se non ritengano, infine, di dover informare a tali principi le direttive ed i
contratti di servizio con tutti gli enti che
gestiscono pubblici servizi al fine di assumere una precisa responsabilità in ordine
ad una scelta modale indifferibile per il
nostro paese, rifiutando valutazioni di tipo
economico legate solo alla contingenza e
che non calcolano tutti i costi che la collettività paga per l'utilizzo del trasporto su
gomma.
(4-03701)
RISPOSTA. — Al riguardo si fa presente
che
l'ente Poste Italiane, per dare attuazione agli
obiettivi fissati dal contratto di
programma
stipulato con questo Ministero, ha predisposto una serie di interventi operativi fra i
quali quello denominato
« piano
operativo
postale », finalizzato alla
riorganizzazione
della rete dei trasporti postali a livello nazionale e periferico.
Tale piano comprende
cinque
progetti
specifici, uno dei quali - "Il progetto
rete
postale" - ha riguardato, nella fase attuale,
provvedimenti
in ambito regionale e locale
che consistono nella istituzione di collegamenti su gomma (sostitutivi di quelli ferroviari esistenti nei casi in cui il rapporto
costo-benefici
sia risultato positivo)
serali,
notturni e pomeridiani
finalizzati a garantire in ambito regionale lo scambio
del
corriere ordinario proveniente
dalle varie
direttrici, nella previsione
di due seconde
corse notturne utilizzando
i furgoni
della
Atti
Parlamentari
-
CLXIX
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
rete SAN (Servizio Aereo Notturno)
durante
il tempo di sosta del volo notturno,
nella
contrazione
del periodo di sosta per gli
scambi, nella posticipazione
massima delle
partenze dagli uffici per consentire la regolare chiusura delle lavorazioni, fermo restando il rispetto dei tempi di arrivo nei
capoluoghi di regione, nonché nella istituzione di collegamenti
su gomma tra reti
regionali
limitrofe
Il medesimo ente ha comunicato
che
l'opportunità di orientare, in ambito regionale, il trasporto degli effetti postali "su
gomma", è scaturita dalla constatazione
di
una sostanziale rigidità del vettore
ferroviario, dagli alti costi di gestione e dalla considerazione
che attualmente
la
maggior
parte degli uffici di movimento
non è più
ubicata in sede ferroviaria, circostanza, quest'ultima, che comporta ulteriori
rallentamenti e aggravi di spesa in quanto gli effetti
postali debbono essere trasportati dai centri
di meccanizzazione postale (CMP) agli scali
ferroviari.
Tale nuova organizzazione in ambito locale garantisce da un lato maggiore regolarità e flessibilità,
dall'altro
la drastica
riduzione dei cosiddetti
"trabalzi", vale a
dire del numero di scambi di oggetti postali
tra diversi
vettori
La riorganizzazione
è stata
predisposta
utilizzando, ove possibile, le reti già esistenti
e cioè la rete SAN e la rete dei mezzi
complementari
adibiti
al trasporto
di
stampe, limitando
l'inserimento
di nuovi
furgoni solo ai casi di effettiva necessità (per
un numero complessivo di circa 30/35 furgoni compresi alcuni collegamenti
tra regioni limitrofe, incidenti in misura
pressoché irrilevante sull'incremento
del traffico
stradale e sull'inquinamento
acustico).
La nuova organizzazione dei servizi viaggianti - entrata in vigore il 2 giugno 1997
- prevede, tuttavia, un potenziamento,
su
tratte medio-lunghe, dell'utilizzo del vettore
ferroviario, mentre non prevede più sezioni
di carteggio operanti sui treni a livello nazionale.
Il Ministro delle poste e delle
telecomunicazioni:
Macca nico.
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
URSO. — Al Ministro dei trasporti e
della navigazione. — Per sapere - premesso
che:
nel corso dell'assemblea dell'ANCANAP (Associazione nazionale cantieri privati), gli operatori del settore hanno manifestato gravi preoccupazioni per il futuro
del settore, in molti Paesi dell'Unione europea, ma segnatamente in Italia;
l'aggressività della concorrenza da
parte
della
cantieristica
dell'estremo
oriente e dei Paesi dell'Europa orientale,
unitamente al permanere da oltre un anno
del blocco del credito all'esportazione,
stanno a detta degli operatori del settore,
facendo precipitare la competitività delle
aziende italiane, ed a ciò si aggiungeranno
ulteriori incertezze non più tardi dell'ottobre 1996, allorché avrà termine la proroga della VII direttiva dell'Unione europea, che regolamenta il regime degli aiuti
al settore;
in mancanza di urgenti interventi atti
a consentire ai cantieri privati italiani di
perseguire obiettivi di razionalizzazione
produttiva e di internazionalizzazione
della propria attività, è concreto il pericolo
di pesanti penalizzazioni dei livelli economici ed occupazionali di un settore che,
malgrado le grandi tradizioni e gli eccezionali livelli di qualità raggiunti da tali
imprese italiane, già da troppo tempo versa
in grave stato di difficoltà — :
quale sia la posizione del Ministro in
merito al problema;
quali iniziative in concreto ritenga
opportuno assumere al fine di salvaguardare il patrimonio di professionalità ed i
livelli economici ed occupazionali della
cantieristica navale privata nel nostro
Paese.
(4-02287)
RISPOSTA. — La
legge
n.
227
del
24
maggio 1977 (legge Ossola) ha
contribuito
in maniera rilevante allo sviluppo
della
cantieristica italiana, che negli ultimi anni
è diventata produttore
leader per
quanto
Atti
Parlamentari
-
CLXX
-
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
attiene al settore delle navi da crociera,
raggiungendo la quota del 40% del mercato
mondiale.
C'è però da tenere presente che in sede
O.C.S.E. si sono stabilite condizioni
standard in materia di credito che ciascun cantiere può praticare nei confronti del committente per ottenere la commessa; per cui
le imprese italiane possono far fronte alla
pesante concorrenza
soltanto facendo ricorso alla già citata legge per
rimanere
competitive sul quadro internazionale,
visto
il livello dei tassi d'interesse praticato
nel
nostro Paese.
Pur tenendo conto delle impellenti
ed
inderogabili esigenze di contenere la spesa
pubblica questo Dicastero si è adoperato per
sensibilizzare gli altri dicasteri coinvolti e la
stessa Presidenza del Consiglio onde evitare
un affievolimento
dell'azione sinora
svolta
dal Governo in favore delle
esportazioni
delle navi
È da evidenziare
che con decreto del
Ministro del tesoro, attualmente
all'esame
del Consiglio di Stato per il parere,
sono
state introdotte
modifiche nelle
modalità,
nelle condizioni e nei tempi
dell'intervento
agevolativo del Mediocredito
Centrale che
dovrebbero
sopperire sia alla carenza di
fondi che a quella di contenere nei limiti
previsti la spesa a carico del bilancio dello
Stato.
Inoltre, con la Finanziaria 1997 risultano accantonati 300 miliardi (100 miliardi
per ciascun esercizio del triennio
1997/99)
costituenti la copertura minima per il rilancio della già citata legge « Ossola ».
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ARMANDO VENETO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
- premesso che:
da troppo tempo ormai, uscendo
dalla episodicità, i treni da e per l'aeroporto di Fiumicino viaggiano con ritardi
più o meno notevoli;
in data 10 ottobre 1996, ad esempio,
il treno proveniente da Fara Sabina, atteso
Camera
SETTEMBRE
dei
Deputati
1997
a Fiumicino per le ore 11,47, è giunto alle
ore 12,37; quello da Termini, atteso per le
ore 11,52 è giunto alle 12,27;
questo comporta il dover partire dal
centro di Roma non più tardi di due tre
ore prima del volo, e si ripercuote - ovviamente - sulla stessa convenienza dell'uso del vettore aereo, oltre che dare pessima immagine dell'intera struttura a servizio del più importante aeroporto nazionale;
si aggiunga che accade - come è
accaduto sempre il 10 ottobre 1996 alle ore
11,40 circa - che vadano in blocco gli
indicatori visivi degli orari, dei ritardi e dei
marciapiedi di arrivo e di partenza e che
nessuno si preoccupi di avvisare con altoparlante — in concomitanza dell'orario
previsto - del ritardo, della sua entità e
delle cause di esso;
in tal caso, l'immagine che si dà,
specie a chi giunge in Italia dall'estero, è
quella desolante di un Paese che gode della
sua congenita superficialità organizzativa - :
cosa intenda fare perché la stazione
di arrivo all'aeroporto di Fiumicino offra
servizi di standard europeo ai viaggiatori;
cosa sia possibile fare perché la regola per i treni da e per l'aeroporto sia
quella della assoluta puntualità, e sia solo
l'eccezione (per la quale il monitoraggio
delle cause, inteso alla loro eliminazione)
quella del ritardo.
(4-04221)
RISPOSTA. — I servizi di collegamento
tra
l'aeroporto di Fiumicino e la città di Roma
sono effettuati dalle F.S. S.p.A. con due
distinte modalità di offerta: la prima consente spostamenti
rapidi non-stop fra l'aeroporto e la stazione di Roma
Termini,
l'altra un sistema di relazioni di tipo metropolitano che, toccando in vari punti tutta
l'area urbana, permette una mobilità
continua con un'alta frequenza di corse.
Per il primo servizio, nella stazione di
Roma Termini la Società F.S. ha attivato
una sala d'attesa riservata con servizio di
Atti
Parlamentari
XIII LEGISLATURA
— ALLEGATO B
CLXXI
AI RESOCONTI —
check-in per i viaggiatori, in partenza
dal
binario 22 appositamente
dedicato a questo
servizio.
I treni diretti della relazione Roma Termini-Fiumicino
coprono la distanza in 30
minuti senza fermate intermedie. Il servizio
inizia con la partenza da Roma Termini alle
ore 6.52 con un cadenzamento
orario rafforzato da collegamenti ogni 30 minuti nelle
ore di punta e termina con l'ultima
partenza
da Fiumicino aeroporto alle ore 22.08.
Le F.S. fanno sapere che il materiale
utilizzato è costituito da elettromotrici
del
tipo Ale 601, la stessa serie che viene utilizzata anche per i treni intercity sulle linee
Roma-Firenze
e Roma-Napoli
Recentemente, dopo opportuni
interventi
di restyling sono state immesse in servizio anche
elettromotrici
del tipo Ale 841 che offrono
maggiore disponibilità di posti ed un miglior
comfort.
I collegamenti fra l'aeroporto di Fiumicino e l'area metropolitana
di Roma sono
assicurati dal servizio di tipo
metropolitano
della linea FM1 Fiumicino
aeroporto-Fara
Sabina-Orte, che collega, con servizi cadenzati rigidamente ogni 15 minuti e con un
tempo di percorrenza
di circa 40 minuti,
l'aeroporto di Fiumicino a Roma
Tiburtina
con le fermate di Ponte Galeria,
Muratelli,
Magliana,
Villa Bonelli, Roma
S.Pietro,
Roma Trastevere, Roma Ostiense e Roma
Tuscolana, per proseguire su Fara Sabina
con le fermate di Roma Nomentana,
Nuovo
Salario, Fidene, Settebagni,
MonterotondoMentana e Piana Bella di
Montelibretti.
Alcune corse, con cadenzamento
orario,
estendono il collegamento da e per Orte, con
le fermate di Poggio Mirteto,
Gavignano
Sabino,
Stimigliano,
Collevecchio-Poggio
Sommavilla,
Civita Castellana-Magliano
e
Gallese
Teverina.
II servizio metropolitano della linea FM1
inizia alle ore 6.13 da Fiumicino
aeroporto
in direzione Tiburtina-Fara
Sabina e termina alle ore 0.13; la prima partenza da
Roma Tiburtina è alle ore 5.06 e da Fara
Sabina alle ore 5.29, in direzione
Fiumicino
aeroporto e l'ultima corsa è alle ore 22.29
da Fara Sabina ed alle 23.06 da Roma
Tiburtina.
-
Camera dei
SEDUTA DEL
15
SETTEMBRE
Deputati
1997
Per migliorare
l'accessibilità
ai treni
nella stazione di Roma Termini, sono stati
previsti lavori per portare tutti i marciapiedi
ad una altezza di 55 centimetri dal piano del
binario. Detti interventi hanno richiesto la
contemporanea
messa fuori servizio di due
binari per ogni fase con una
temporanea
limitazione
della capacità operativa
della
stazione e possibili ritardi specie nelle fasce
orarie a più intenso
traffico.
La Società fa, altresì, presente che il
servizio diretto fra Roma Termini e Fiumicino aeroporto fa rilevare
complessivamente
buoni indici di puntualità e che, pertanto, il
disservizio riguardante il giorno 10 ottobre
1996 può ritenersi un fatto del tutto eccezionale.
Inoltre, apposite strutture F.S. si occupano delle problematiche
relative alla regolarità ed alla qualità del servizio e sono
costantemente
attive per mantenere alti gli
standards
dell'offerta.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ARMANDO VENETO. - Al Ministro dei
trasporti e della navigazione. — Per sapere
— premesso che:
il treno « Pendolino » 500 n. 9410 del
23 ottobre 1996 (partenza ore 6,50 da
Roma per Milano) è stato formato su un
binario diverso a quello abituale e, c o m e
tale, riportato su tutti gli orari di partenza
affissi nelle bacheche della stazione;
malgrado tale modifica, nessuna segnalazione, né attraverso pannelli luminosi, né attraverso altoparlanti è stata fornita ai passeggeri, che vagavano per la
stazione ferroviaria in cerca di notizie;
solo per il lodevole intervento del c.v.
sov. Sergio Giancola del nucleo controllori
viaggianti di Roma (matricola 781101),
dopo inutili tentativi di ottenere risposta
dal Centro radio e dalla direzione movimento, si realizzava un contatto c o n il
dirigente centrale operativo e, così, finalmente, sei minuti prima della partenza del
treno, comparivano le scritte sul pannello
di testata del treno e venivano date notizie
Atti
Parlamentari
-
CLXXII
-
Camera
dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15 SETTEMBRE
circa lo spostamento del binario di partenza, mediante altoparlante — :
se il disservizio sia frutto di negligenza degli addetti, e, in tal caso, quali
provvedimenti si intendano adottare nei
confronti di costoro;
se non ritenga debbano essere date
precise direttive onde non abbia a ripetersi
un disservizio così fortemente incidente
sull'immagine dell'azienda, visto che esso
riguardava la principale stazione del Paese
ed uno dei treni più prestigiosi e frequentati.
(4-05152)
RISPOSTA. — Le F.S.
S.p.A
comunicano
che dagli elaborati di servizio risulta che il
giorno 23 ottobre 1994 il treno "Pendolino"
n. 9410, con partenza da Roma alle ore 6.50
per Milano, è stato posizionato sul binario
7 di pensilina anziché sul previsto binario 6
per una errata predisposizione
dell'istradamento da parte del 1° tecnico deviatore della
cabina ACE, che, rendendosi conto dell'errore, nel tentativo di porvi rimedio (anche
perché il Master di cabina non aveva dato
Vautorizzazione a tale spostamento
sia per
esigenze di circolazione sìa perché i binari 6
e 7 risultano attigui e sono serviti
dallo
stesso marciapiede di stazione) ha indugiato
nel comunicare il binario di partenza alla
sala radio.
Alle ore 6.47 Vaddetto alla
diffusione
sonora, non avendo ricevuto alcuna notizia,
ha chiesto al personale della cabina quale
binario di partenza fosse stato assegnato al
treno n. 9410.
Il Master di cabina, poiché si approssimava Vora della partenza, ha confermato il
binario 7 che alle ore 6.48 veniva
impostato
sui monitors di stazione e sul
teleindicatore
del binario e veniva
contemporaneamente
anche annunciato
a mezzo diffusione
sonora.
Il treno è partito alle ore 6.55.
Le F.S. S.p.A. inoltre fanno presente che
sono state attivate procedure
disciplinari,
previa contestazione,
nei confronti del 1°
tecnico deviatore della cabina ACE per l'errore relativo alla manovra e nei confronti
dell'agente in servizio presso la sala radio
per non aver provveduto
all'indicazione
del binario
treno n. 9410.
Deputati
1997
tempestivamente
assegnato
al
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ZACCHERA. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione.
— Per sapere - premesso che:
nella Valle Vigezzo (VB) è in funzione, pur tra molte difficoltà per lo scarso
innevamento degli anni scorsi, la località
sciistica Piana di Vigezzo dotata di una
cabinovia e di alcune sciovie;
una di queste, fondamentale per il
raggiungimento degli altri impianti, è denominata « Cima 1 » ed è in scadenza di
autorizzazione;
da circa tre anni sono in corso le
pratiche da parte della società che gestisce
gli impianti per una ristrutturazione della
stazione sciistica nonché della predetta
sciovia;
l'iniziativa è supportata unanimemente da tutte le forze politiche, sociali ed
imprenditoriali della valle, che vedono
nella Piana l'unica possibilità di sviluppo
del turismo invernale;
i ritardi relativi all'istruttoria del
piano di rilancio (basti pensare alle problematiche ambientali) n o n consentono il
rifacimento entro questa estate della sciovia « Cima 1 », ma una chiusura della predetta sciovia comprometterebbe l'utilizzo
di buona parte della intera stazione;
vanno tenuti presente gli anni di minimo innevamento, anni in cui n o n viene
utilizzata la sciovia, che si trova peraltro in
condizioni di buona efficienza e sicurezza,
come risulterebbe da tutte le ispezioni
svolte - :
se n o n ritenga opportuno dare istruzioni agli organismi competenti affinché
sia prorogato per la stagione invernale
1996-1997 l'utilizzo della sciovia «Cima
1 », con ciò accogliendo anche le segnalazioni dell'assessorato regionale ai trasporti
Atti P arlamentari
CLXXIII
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO В AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
della regione Piemonte, che si è attiva
mente interessato al problema. (402943)
f
L impianto
scioviario
Cima
1, aperto al pubblico esercizio nel dicembre
del 1964, ha già goduto, a causa del man
cato innevamento durante le stagioni inver
nali degli anni 1988 e 1989, della proroga
della scadenza della vita tecnica ai sensi
delle norme regolamentari di cui al decreto
ministeriale 13 novembre
1990.
A seguito di tale proroga la vita tecnica
dell'impianto, così come definita dagli arti
coli 3.1 e 6.2 del decreto ministeriale
2
gennaio 1985, n.23 (stabilita in 30 anni per
tali tipi di installazione), è scaduta alla fine
della stagione invernale 19951996,
dopo
oltre trentuno anni di apertura al pubblico
esercizio.
Il sopracitato decreto ministeriale n. 231
1985, che regolamenta gli adeguamenti
tec
nici, le revisioni periodiche e la vita tecnica
degli impianti funiviari in servizio
pubblico,
non consente a questa
Amministrazione,
peraltro competente ai soli fini della sicu
rezza ai sensi del decreto del P residente della
Repubblica n.75311980, la possibilità di ac
cordare proroghe alla scadenza della vita
tecnica degli impianti di cui trattasi.
Si fa, infine, presente che questa Ammi
nistrazione, sull'argomento,
ha già fornito
risposta all'Assessore ai trasporti della re
gione P iemonte e alla società esercente l'im
pianto con nota del 18 settembre
1996.
RISPOSTA. —
Il M inistro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
Camera
SETTEM BRE
dei
Deputati
1997
nella gestione degli impianti è essen
ziale il funzionamento della sciovia « Cima
1 », necessaria per raggiungere le altre
strutture;
è in scadenza il periodo di gestione
trentennale degli impianti dopo il quale
occorre procedere alla loro sostituzione;
il ministero dei trasporti, ufficio
USTIF di Torino, ha comunicato che si
deve procedere alla chiusura della sciovia,
indipendentemente dalle sue condizioni di
efficienza, per avvenuta scadenza della ge
stione;
peraltro nel trentennio vi sono state
stagioni di scarso innevamento per cui,
conseguentemente, l'impianto n o n è stato
utilizzato per niente о scarsamente: quindi
non si può certo dire che vi sia stato un uso
trentennale della struttura;
la chiusura della sciovia Cima 1 com
porterebbe di fatto un danno economico
gravissimo a tutta la rete degli impianti,
con ricadute di carattere occupazionale,
economico e turistico per tutta la zona
dell'Ossola;
unitamente i comuni della valle, la
comunità montana, l'assessorato regionale
ai trasporti della regione Piemonte sono
congiuntamente intervenuti sul ministero,
ufficio USTIF di Torino, per ottenere una
stagione di proroga all'utilizzo dell'im
pianto, tenuto conto che nel 1997 saranno
iniziati i lavori di completa ristruttura
zione della località — :
la località sciistica piana di Vigezzo è
situata nell'omonima Valle nella provincia
del Verbano Cusio Ossola (Piemonte);
se non ritenga opportuno dare istru
zioni alla propria struttura periferica af
finché, dopo attento esame delle effettive
condizioni di manutenzione ed usura del
l'impianto, e fatte salve eventuali misure di
cautela, precauzioni о limiti di esercizio,
sia consentito l'utilizzo per la stagione in
vernale 19961997 della sciovia Cima 1
nella piana di Vigezzo.
(403518)
la località è servita da una ovovia e da
alcune sciovie in corso di ammoderna
mento, come da iniziative già in atto da
alcuni anni, e ritardate da vincoli finan
ziari e ambientalistici;
RISPOSTA. — L'impianto
scioviario
Cima
1, aperto al pubblico esercizio nel dicembre
del 1964, ha già goduto, a causa del man
cato innevamento durante le stagioni inver
nali degli anni 1988 e 1989, della proroga
ZACCHERA. Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere pre
messo che:
Atti
Parlamentari
-
CLXXIV
-
Camera dei
XIII LEGISLATURA — ALLEGATO B AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 15
della scadenza della vita tecnica ai sensi
delle norme regolamentari di cui al decreto
ministeriale
13 novembre
1990.
A seguito di tale proroga la vita tecnica
dell'impianto,
così come definita dagli articoli 3.1 e 6.2 del decreto ministeriale
2
gennaio 1985, n.23 (stabilita in 30 anni per
tali tipi di installazione), è scaduta alla fine
della stagione invernale 1995-1996,
dopo
oltre trentuno anni di apertura al pubblico
esercizio.
Il sopracitato decreto ministeriale n. 231
1985, che regolamenta gli adeguamenti
tecnici, le revisioni periodiche e la vita tecnica
degli impianti funiviari in servizio
pubblico,
non consente a questa
Amministrazione,
peraltro competente ai soli fini della sicurezza ai sensi del decreto del Presidente della
Repubblica
n. 753/1980, la possibilità
di
accordare proroghe alla scadenza della vita
tecnica degli impianti di cui trattasi.
Si fa, infine, presente che
l'Amministrazione, sull'argomento,
ha già fornito
risposta all'Assessore ai trasporti della regione
Piemonte e alla società esercente
l'impianto
con nota del 18 settembre
1996.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.
ZACCHERA. — Al Ministro dei trasporti
e della navigazione. — Per sapere - premesso che:
con circolare ministeriale del 1993
(prot. 2915/4310 6) - D.C. IV, n. A086, il
Ministero ha chiarito l'iter burocratico per
procedere, tra l'altro, al rinnovo della carta
di circolazione degli autoveicoli ed alla loro
reimmatricolazione;
è spesso dichiarata la necessità di una
semplificazione burocratica a tutti i livelli,
al fine sia di agevolare i cittadini sia di
SETTEMBRE
Deputati
1997
risparmiare sulla conduzione delle strutture a tutti i livelli;
nella circolare premessa si impone
che, anche in caso di smarrimento, si
debba procedere alla ripresentazione di
tutta la documentazione necessaria alla
reimmatricolazione degli autoveicoli e m o tocicli;
ciò appare illogico in quanto tutti i
dati — in caso di reimmatricolazione sono già in possesso dell'Amministrazione - :
se n o n intenda impartire nuove indicazioni agli uffici, al fine di una semplificazione generalizzata di queste procedure
(per esempio, la semplice applicazione
della dicitura « duplicato » alle eventuali
reiterate carte di circolazione);
se, più in generale, abbia avviato concrete iniziative al fine di un diverso rapporto con i cittadini, m e n o oneroso sia in
termini burocratici che di tempi, tenuto
anche conto dell'enorme sviluppo dell'informatica, che permette infiniti vantaggi di
archiviazione e controllo.
(4-03879)
RISPOSTA. — In materia di
reimmatricolazione dei veicoli in caso di smarrimento
o
sottrazione
delle carte di circolazione,
la
circolare n. 2915/4310 (6) del 16 settembre
1993, non prevede l'obbligo di
riprodurre
tutta la documentazione
necessaria
alla
reimmatricolazione
dei veicoli; gli interessati oltre, ovviamente,
ai prescritti
versamenti ed all'autocertificazione
dei
propri
dati anagrafici, debbono semplicemente
produrre « ex novo », la ricevuta di denuncia
dell'avvenuto
furto o smarrimento,
trattandosi di un dato di cui
l'Amministrazione
M.C.T.C, non dispone.
Il Ministro dei trasporti e della
navigazione: Burlando.