Le dinamiche economiche
della gestione
Il principio della competenza
economica
P. Russo
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I costi ed i ricavi
Nell’aspetto economico, la gestione dà luogo
a costi e ricavi.
I costi sono gli oneri sostenuti dall’azienda
per l’acquisto dei fattori produttivi di cui
necessita.
I ricavi sono i compensi conseguiti per la
vendita dei beni o per la prestazione dei
servizi che rappresentano l’oggetto
dell’attività aziendale.
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L’influenza del reddito sul PN
Il risultato economico della gestione
influenza la consistenza del Patrimonio
Netto aziendale, nel senso che esso:
 diminuisce a causa dei costi
 aumenta a causa dei ricavi
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I costi e i ricavi
Tutti i costi e i ricavi influenzano la
consistenza del PN.
Ciò avviene “continuamente”, ad ogni
operazione.
Come si può immaginare, tali operazioni
sono numerosissime nell’ambito di un
dato periodo di tempo.
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I costi e i ricavi
E’ possibile seguire quotidianamente le
variazioni che le operazioni di gestione
determinano sulla consistenza del PN ?
Sarebbe possibile, ma non è logico né
necessario.
P. Russo
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I costi ed i ricavi
Ciò che appare logico è tenere nota di tutti i
costi e di tutti i ricavi mano a mano che si
verificano e poi, con una data periodicità,
farne una somma algebrica in modo da
determinare “una tantum” la variazione
netta subita dal PN per effetto degli
andamenti economici della gestione.
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Il risultato economico
Dalla differenza tra ricavi e costi si ottiene il
cosiddetto “reddito”, definito come il
risultato economico conseguito con la
gestione aziendale in un dato arco di
tempo.
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L’arco temporale di riferimento
Se il periodo di tempo sotto osservazione
fosse l’intera vita dell’azienda, al termine
di essa la semplice somma algebrica di
tutti i ricavi e di tutti i costi sostenuti
dall’azienda consentirebbe di determinare
il “reddito globale” senza particolari
complicazioni.
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L’arco temporale di riferimento
Ovviamente non è pensabile di poter
aspettare la fine della vita di un’azienda
per poterne determinare il risultato
economico.
Una serie di ragioni spinge a determinarlo
prima e, soprattutto, ripetutamente.
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Le ragioni
Ci sono motivi di vario ordine:
 logico
 giuridico
 fiscale
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Le ragioni
Ogni imprenditore intravede l’opportunità
di determinare con periodicità annuale il
risultato economico della gestione della
propria azienda, a fine conoscitivo, così da
poter verificare tempestivamente e
regolarmente la convenienza a proseguire
in un’attività di per sé rischiosa.
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Le ragioni
Ad ogni modo, anche se non si ravvedesse
tale necessità, la legge impone ad ogni
impresa l’obbligo di redigere il bilancio
con periodicità annuale.
Inoltre, la normativa tributaria impone alle
aziende di determinare annualmente il
proprio reddito al fine di calcolare il
relativo carico fiscale.
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Il periodo amministrativo
L’arco di tempo convenzionalmente preso in
considerazione è l’anno solare, della
durata di 12 mesi.
Tale arco temporale viene definito “periodo
amministrativo”.
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L’esercizio amministrativo
E’ l’insieme delle operazioni di gestione
poste in essere da un’azienda in un
periodo amministrativo, di solito
coincidente con l’anno solare.
Perciò, è convenzione determinare il
“risultato economico dell’esercizio n”
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Il Conto Economico
Riepilogando tutti i costi ed i ricavi relativi
ad un dato esercizio in un apposito
prospetto, chiamato “Conto Economico”,
il suo risultato finale determina il
Risultato Economico dell’esercizio.
Tale dato individua in un’unica soluzione la
variazione netta subita dal PN per effetto
di tutte le operazioni di gestione avvenute
in un esercizio amministrativo.
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Una suddivisione artificiale
L’introduzione del concetto di “esercizio
amministrativo” determina il sopravvenire di
una serie di considerazioni.
Innanzitutto, occorre tener presente che la
suddivisione dello scorrere continuo ed
ininterrotto della gestione in esercizi
amministrativi è puramente artificiale: nella
realtà, l’azienda non chiude al 31/12 e non riapre
all’01/01.
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Considerazioni
Tuttavia la necessità di suddividere la
gestione in esercizi fa immediatamente
scaturire la seguente considerazione:
 alcuni costi ed alcuni ricavi sono
facilmente riferibili ad un unico esercizio
 per altri questo non è affatto vero
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Cosa vuol dire “riferibili” ?
Significa che, ad esempio, alcuni costi
hanno, nello stesso esercizio, sia la loro
manifestazione finanziaria (uscita di
denaro o sorgere del debito) sia la loro
competenza economica.
Un costo si dice di competenza di un
esercizio quando è riferibile (o imputabile)
alla gestione svolta in quel dato esercizio.
P. Russo
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Coincidenza tra manifestazione finanziaria e
competenza economica
Esistono casi nei quali c’è perfetta
coincidenza tra andamenti finanziari ed
economici delle operazioni di gestione.
Purtroppo, però, ne esistono anche molti nei
quali tale coincidenza non si verifica
affatto oppure è soltanto parziale.
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Casi di coincidenza
Se in un esercizio un’azienda acquista beni
da destinare alla vendita e poi vende
effettivamente tali beni in quello stesso
esercizio, allora il costo d’acquisto dei beni
è sicuramente “imputabile” alla gestione
di quell’esercizio, visto che può persino
essere messo a confronto con il ricavo
derivante dalla vendita di tali beni.
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Casi di non coincidenza
Invece, se tali beni, per una parte o del tutto,
non si riesce a venderli in quello stesso
esercizio e li si conservano come
“rimanenze” per l’esercizio successivo,
allora si pone il seguente problema:
 a quale esercizio imputare il costo per
l’acquisto dei beni che in parte non ho
venduto ?
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Diversi tipi di costi
Occorre distinguere i costi in maniera tale
da poter predisporre una casistica di ciò
che si può verificare.
A questo scopo è utile la classificazione dei
fattori produttivi, dalla quale si può
dedurre una prima classificazione dei
costi.
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I fattori produttivi
Sono tutto ciò che è necessario all’azienda per “fare
la produzione” (da cui il nome di fattori
produttivi).
Si suddividono in:
 beni strumentali
 beni destinati al consumo o alla vendita
 servizi



prestati da altre imprese (es. trasporto)
prestati da professionisti (es. notaio)
energie lavorative
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Classificazione dei costi
E’ possibile distinguere:
 costi pluriennali (riferiti all’acquisto di
beni strumentali)
 costi per le materie e le merci (riferiti
all’acquisto di beni destinati al consumo o
alla vendita)
 costi per servizi
 costi per il personale
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Il caso degli ammortamenti
Un costo pluriennale è riferibile a “più
esercizi”, cioè a quelli nel corso dei quali il
bene strumentale fornisce la propria utilità
alla gestione.
Poiché al termine di ogni esercizio occorre
determinare il relativo reddito, è
necessario “quantificare” la parte di utilità
(in valore monetario) consumata in ogni
esercizio.
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L’ammortamento
Si può dire che l’utilità totale che il bene è
in grado di fornire, espressa in termini
monetari dal suo costo storico, viene
distribuita, ripartita, spalmata sui diversi
esercizi nei quali il bene strumentale
partecipa alla combinazione produttiva.
P. Russo
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L’ammortamento
E’ il procedimento tecnico e contabile
mediante il quale il costo storico riferito
all’acquisto di un bene strumentale viene
frazionato così da farlo gravare sui diversi
esercizi nei quali fornisce la propria utilità
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La maturazione dei costi e dei ricavi
D’altro canto succede molto di frequente che
alcuni costi e ricavi maturino in rapporto
al trascorrere del tempo.
Spesso succede che la maturazione cada a
cavallo fra due esercizi consecutivi,
mentre la manifestazione finanziaria del
costo avvenga in un’unica soluzione in via
anticipata o posticipata (rispetto all’arco di
tempo globale della maturazione)
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I ratei
Se la manifestazione finanziaria del costo o
del ricavo è posticipata e cade a cavallo fra
due esercizi, la parte della futura uscita od
entrata di moneta relativa al costo o al ricavo
maturato fino al 31/12 dà luogo ad un rateo.
P. Russo
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Ratei attivi e passivi
Il rateo è attivo se si riferisce ad una futura
entrata di denaro e perciò ad un ricavo in
corso di maturazione.
E’ passivo, invece, se si riferisce ad una
futura uscita di denaro e perciò ad un
costo in corso di maturazione.
P. Russo
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La collocazione in bilancio
I ratei sono dei valori aziendali che trovano
collocazione nello Stato Patrimoniale come
elementi attivi o passivi del patrimonio
aziendale.
Ad esempio, se i ratei sono passivi,
rappresentano dei “debiti potenziali” al
pagamento dei quali non è possibile
sottrarsi poiché il relativo costo è già
maturato.
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I risconti
Se la manifestazione finanziaria del costo o
del ricavo è anticipata e cade a cavallo fra
due esercizi, la parte del costo o del ricavo
che, pur avendo già avuto la propria
manifestazione finanziaria, maturerà a partire
dal 31/12 in poi, dà luogo ad un risconto.
P. Russo
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I risconti attivi e passivi
Se si riferiscono ad un costo “anticipato”, i
risconti sono attivi poiché rappresentano il
diritto di poter usufruire ancora di un
certo servizio nel futuro esercizio senza
dover pagare nulla.
Viceversa i risconti sono passivi se si
riferiscono ad un ricavo “anticipato”,
poiché rappresentano un’obbligazione da
dover rispettare senza poter prendere
nuovo denaro.
P. Russo
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Le regole della competenza
economica
La regola fondamentale è che, per decidere
sulla competenza economica dei costi o
dei ricavi, non ha importanza guardare
quando il costo è stato effettivamente
sostenuto o il ricavo è stato davvero
conseguito.
La relativa manifestazione finanziaria non
ha nessuna rilevanza.
P. Russo
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Le regole della competenza
economica: i costi
Un costo si considera di competenza di un
determinato esercizio quando:
 è maturato in quel dato esercizio
 ha dato la propria utilità in quel dato
esercizio
 ha trovato il correlativo ricavo
nell’esercizio stesso
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Le regole della competenza
economica: i ricavi
Un ricavo si considera di competenza di un
determinato esercizio quando:
 è maturato in quel dato esercizio
 ha trovato il correlativo costo nello stesso
esercizio
P. Russo
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Conclusione
Tenere una corretta contabilità nel corso
dell’intero esercizio amministrativo è di
determinante importanza per poter
prendere nota di tutti i fatti di gestione,
con particolare riferimento a quelli che
generano componenti positivi o negativi
del reddito d’esercizio.
Infatti al termine di ogni esercizio il C.E.
deve riuscire a darci la variazione netta
subita dal PN per effetto della gestione.
P. Russo
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Conclusione
Tuttavia, a causa dell’artificiale suddivisione
della gestione in esercizi, la
determinazione del reddito d’esercizio
porterebbe a risultati completamente
sbagliati o largamente incompleti se, al
31/12, non si procedesse a correggere le
informazioni annotate in contabilità
durante l’anno sulla base dell’applicazione
del principio della competenza economica.
P. Russo
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L’assestamento
Le rilevazioni contabili (scritture) che si rendono
necessarie per procedere alle citate correzioni
prendono il nome di scritture di assestamento.
Esse hanno lo scopo di completare, integrare e
rettificare i dati contabili per determinare con
esattezza i costi ed i ricavi di competenza
dell’esercizio in chiusura, allo scopo della
corretta determinazione del risultato economico
dell’esercizio e del correlato patrimonio di
funzionamento.
P. Russo
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La rappresentazione del C.E.
Il Conto Economico, in una prima
approssimazione, non è che
un’elencazione logica di tutti i costi e
ricavi d’esercizio in due colonne separate,
i cui relativi totali consentono, per
differenza, di determinare il reddito
d’esercizio.
P. Russo
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Conto Economico
Costi d’esercizio
 Acquisti di merci
 [Esistenze iniziali (700)]
 Costi per servizi (ENEL,
telefono, acqua, trasporti)
 Costi del personale
 Ammortamenti
 Svalutazione crediti
 Interessi passivi
 Imposte d’esercizio
Ricavi d’esercizio
 Vendite di merci
 [Rimanenze finali (760)]
 Variazione delle
rimanenze (+60)
P. Russo
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La forma scalare del C.E.
Considerazioni più logiche consentono di
suddividere la gestione in aree. Perciò si
distinguono:
 l’area operativa (o tipica, caratteristica,
ordinaria)
 l’area finanziaria
 l’area straordinaria
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Conto Economico
Valore della Produzione
1.000
Vp
- Costi della Produzione
-
860
Cp
Risultato operativo
=
140
Ro
+/- Proventi e oneri finanziari
-
40
+/- Gf
0
+/- Gs
+/- Proventi e oneri della
gestione straordinaria
Risultato economico lordo
=
100
- Imposte dell’esercizio
-
48
Reddito d’esercizio
=
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P. Russo
Rl
Re
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Considerazioni finali
Si tratta soltanto di diversi modi di
rappresentare come si è arrivati alla
determinazione di un risultato economico
della gestione che, ovviamente, è sempre
lo stesso, qualunque sia il metodo scelto
per rappresentarlo.
P. Russo
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La forma scalare
E’ la forma preferita dagli studiosi poiché
fornisce risultati intermedi utili ai fini
dell’analisi della redditività della gestione
aziendale.
P. Russo
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Il patrimonio dell’azienda
Da tutta questa serie di considerazioni, si
comprende che dalla determinazione del
reddito dell’esercizio amministrativo
dipende la composizione del correlato
patrimonio di “funzionamento”.
P. Russo
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Il patrimonio
Il patrimonio di un’impresa è composto
dall’insieme dei beni a disposizione del
soggetto aziendale in un dato momento.
Tale ultima precisazione è determinante per
la definizione del concetto di patrimonio.
Infatti, anche un solo fatto di gestione
comporta una modifica della
composizione del patrimonio aziendale.
P. Russo
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Il patrimonio di funzionamento
Se il momento al quale è riferita la
determinazione del patrimonio di
un’azienda è la fine di un esercizio (cioè, il
31 dicembre di un certo periodo
amministrativo), allora si chiama
“patrimonio di funzionamento”.
P. Russo
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Considerazioni su reddito e
patrimonio
Il patrimonio individua un preciso
momento della vita dell’azienda: è una
fotografia di un istante.
Il prospetto che lo rappresenta è, quindi, un
prospetto “statico”.
Lo stesso concetto di patrimonio è un
concetto “statico”.
P. Russo
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Considerazioni su reddito e
patrimonio
Al contrario, il reddito scaturisce dalle
operazioni di gestione avvenute in un arco
di tempo: il periodo amministrativo.
Il prospetto che lo rappresenterà è, quindi,
un prospetto “dinamico”.
Ed anche il concetto di reddito è un concetto
“dinamico”.
P. Russo
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