PROGRAMMA
ANNUALE
2011
Dott.ssa Paola Perlini
Programma Annuale 2011
La Direzione Generale per la Politica Finanziaria e per il
Bilancio del MIUR con nota prot. n. 10773 dell’ 11 novembre
2010, pervenuta in data 15 novembre 2010, ha comunicato
alle II.SS. una dotazione certa di risorse finanziarie per la
tempestiva elaborazione del P.A. 2011 (art. 2 c. 7 del D.M.
44/01). L’esigenza di una tempestiva elaborazione comporta
l’onere di predisporre, proporre e approvare il Programma
Annuale 2011 entro Dicembre 2010.
L’esercizio provvisorio (art. 8 D.M. 44/01) è previsto solo nel
caso in cui il Consiglio d’Istituto non abbia potuto approvare
il Programma Annuale prima dell’inizio dell’esercizio. In altri
termini deve trattarsi di una situazione eccezionale da evitare
per quanto possibile.
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La predisposizione compete al Dirigente
(coadiuvato dal Direttore), la proposta
spetta alla Giunta Esecutiva con apposita
relazione, mentre il parere di regolarità
contabile deve essere reso dai Revisori dei
Conti. Si può prescindere dal predetto
parere se lo stesso non viene acquisito
entro i cinque giorni antecedenti la data
fissata per la deliberazione del Consiglio
d’Istituto.
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La nota ministeriale, che tiene necessariamente conto dell’introduzione
del cedolino unico a partire dal 2011, contiene anche la comunicazione
di una dotazione “virtuale” (lordo dipendente) che non deve essere
prevista in bilancio e quindi nemmeno accertata riguardante le seguenti
voci per il periodo Gennaio-Agosto 2011 (8/12):
•il fondo dell’Istituzione Scolastica ( art. 88 CCNL 29.11.2007, Sequenza
contrattuale 08.04.2008 integrata dal CCNL 23.01.2009 )
•le funzioni strumentali (art. 33 CCNL 29.11.2007 e Intesa del 18.05.2010)
•gli incarichi specifici del Personale ATA (art. 47 CCNL 29.11.2007, come
sostituito dalla Sequenza contrattuale del 25.07.2008 e Intesa del
18.05.2010)
•le ore eccedenti l’orario d’obbligo per sostituzione docenti assenti ( art.
30 CCNL 29.11.2007 e Intesa del 18.05.2010 )
•l’acconto di € 4.000,00 (lordo dipendente) per ciascuna classe terminale
degli Istituti secondari di 2° grado da utilizzare per la remunerazione
dei compensi a Presidenti e Commissari delle Commissioni degli esami
di Stato.
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Per quanto riguarda le entrate finanziate dal MIUR –
DGPFB -, che dovranno essere previste e accertate nel
Programma Annuale 2011 (modello A – 02
finanziamento dello Stato Voce 01 dotazione ordinaria)
l’assegnazione è stata determinata come segue:
• quota supplenze quale assegnazione base per le
supplenze brevi (Tabella 1 Quadro A D.M. 21/07);
• quota per il funzionamento amministrativo e didattico
in base alla Tabella 2 Quadro A del D.M. 21/07 che
comprende una quota fissa, una per sede aggiuntiva e
una per alunno;
• quota per gli alunni diversamente abili in base alla
Tabella 2 Quadro B del D.M. 21/07;
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• quota Revisori per le scuole capofila (art. 3 comma 5 D.M.
21/07) determinata per pagare il compenso massimo annuo
ai Revisori nell’importo pari a € 1.629,00 (importo ridotto del
10% dall’art. 6 comma 3 del D.L. 78/2010 convertito in Legge
122/2010);
• quota pulizie per i contratti in essere relativamente al
periodo gennaio / giugno 2011;
• quota CO.CO.CO. per la remunerazione dei soggetti con
contratto di collaborazione coordinata e continuativa per il
periodo gennaio / agosto 2011.
Non è possibile accertare altre entrate, su finanziamenti della
DGPFB se non specificamente autorizzate con apposita
comunicazione.
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Finalmente viene riassegnata una
risorsa effettiva e certa per il
funzionamento amministrativo e
didattico e viene “ ripristinato “ il D.M.
21/2007, oggettivamente dimenticato per
gli esercizi finanziari 2009 e 2010.
Giudichiamo tutto ciò un passo avanti
positivo che consentirà alle Scuole di
svolgere le attività che appartengono ai
suoi fini istituzionali.
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Per quanto attiene le spese si specifica che le entrate
complessivamente disponibili contribuiscono alla
copertura delle stesse nel rispetto delle seguenti
indicazioni:
• quota pulizie sull’attività “A01 - funzionamento
amministrativo generale” quale previsione di spesa per
l’acquisizione di detto servizio per il periodo gennaio /
giugno 2011;
• quota CO.CO.CO. sull’attività “A03 - spese di personale”
quale previsione di spesa per la remunerazione del
personale con contratto di collaborazione coordinata e
continuativa per il periodo gennaio / agosto 2011;
• quota compenso Revisori dei Conti per le scuole
capofila.
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Ciò che resta, in pratica il finanziamento per il funzionamento
amministrativo e didattico, può essere iscritto in bilancio in
autonomia, ovviamente nel limite delle entrate finanziate e
disponibili.
Tra le spese finanziate con il funzionamento amministrativo e
didattico rientrano anche quelle per le visite fiscali, il cui
costo grava direttamente su quelle amministrazioni pubbliche
che le hanno disposte.
All’obbligo di disporre le visite, corrisponde l’obbligo di
pagare la prestazione conseguente alle visite medesime.
Pertanto con opportuno criterio di ragionevolezza le II.SS.
prevedranno questa spesa sapendo che la stessa grave sul
loro bilancio. Il MIUR specifica che per le visite fiscali non vi è
un finanziamento aggiuntivo ad-hoc e fa presente che sarà
predisposto un apposito monitoraggio ai fini conoscitivi.
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Viene ribadito che una somma pari all’ammontare dei residui attivi
di competenza dello Stato venga opportunamente inserita
nell’aggregato Z “ disponibilità da programmare “. Ciò in quanto
non vi è certezza che lo Stato possa riconoscere i residui attivi che
le scuole vantano per spese obbligatorie effettivamente sostenute.
Ci troviamo di fronte a un problema serio che resta e che continua a
non essere affrontato e risolto, anche perché il D.I. di natura non
regolamentare previsto dall’art. 8 comma 14 del D.L. 78/2010
convertito in Legge 122/2010 non è stato emanato. Detto decreto è
necessario per decidere la destinazione dell’economia di circa 800
mln di euro derivanti dalla riduzione di personale della scuola
decisa con l’art. 64 del D.L. 112/2008 convertito in Legge 133/2008.
La relazione tecnica di accompagnamento all’utilizzo di queste
economie indica come possibile destinazione quella per finanziare
le supplenze brevi, il funzionamento amministrativo e didattico e la
copertura dei crediti che le scuole vantano nei confronti del MIUR.
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Ciò detto, riteniamo condivisibile l’indicazione di
accantonamento nell’aggregato Z per evitare che la
situazione finanziaria delle scuole possa
ulteriormente aggravarsi.
La nota specifica che ove si verifichi la necessità di
impiego di quote vincolate dell’avanzo di
amministrazione, dette quote possono essere
inserite nella programmazione di spesa, nel
rispetto del vincolo espressamente contenuto
nell’art. 3 comma 3 del D.M. 44/01. Anche questo
richiamo è pertinente e condivisibile.
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Resta aperto, senza spiegabile motivo, il problema
afferente il finanziamento delle spese per le indennità
di funzioni superiori, di direzione e di reggenza.
Trattasi di istituti giuridici previsti e disciplinati che
sono spesso indispensabili per garantire la
sostituzione di Dirigenti e Direttori.
Non si può pretendere che si obblighi un docente a
sostituire un Dirigente e un Assistente a sostituire un
Direttore senza poi provvedere al pagamento della
spettanza dovuta; spettanza che rappresenta il
differenziale di trattamento economico fondamentale
tra le categorie citate.
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Peraltro il MIUR non può non sapere che vi è un
fenomeno diffuso di posti vacanti e disponibili e/o
solo disponibili di Dirigenti e di Direttori alla cui
copertura non si può che provvedere con i
Collaboratori Vicari dei Dirigenti e con gli Assistenti
Amministrativi facenti funzioni di Direttore.
È nostra opinione che trattandosi di sostituzione e
della colmatura di un differenziale di trattamento
economico fondamentale, la spesa per indennità di
funzioni superiori debba gravare sulle supplenze
brevi e saltuarie.
Sfugge alla ragione per la quale non venga indicata
dal MIUR questa soluzione.
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Per quanto attiene l’introduzione del cedolino unico
la nota elenca gli istituti contrattuali che saranno
pagati con questa nuova modalità a partire dal primo
gennaio 2011.
Non si comprende però per quale ragione siano stati
estromessi da questa modalità (il cedolino unico) i
compensi per le prestazioni rese nell’ambito dei
progetti delle aree a rischio, anche questi compensi
appartengono ad un preciso istituto contrattuale.
In aggiunta agli istituti contrattuali si pagano con il
cedolino unico i compensi nell’ambito delle
commissioni esami di Stato ed anche quelli per i
corsi di recupero finanziati in aggiunta al FIS.
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Il MEF e il MIUR hanno compiuto la scelta di pagare con il
cedolino unico anche quel personale (supplenti brevi e
saltuari ed esterni) che non sono titolari di partita di spesa
fissa. Quando si verificheranno queste circostanze le scuole
dovranno comunque attivare una apposita partita di spesa
fissa secondo modalità e istruzioni che saranno impartite dai
Ministeri interessati.
Prima di attivare il pagamento attraverso il cedolino unico le
II.SS. dovranno liquidare e pagare le competenze accessorie
per l’anno scolastico 2010/2011 e precedenti, utilizzando in
via prioritaria le giacenze di cassa derivanti dai predetti fondi.
Solo successivamente all’esaurimento di dette giacenze le
competenze accessorie verranno liquidate e pagate con il
cedolino unico.
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La liquidazione e il pagamento delle competenze accessorie
saranno effettuate dalle scuole tramite il SERVICE PERSONALE
TESORO (SPT), che in ogni caso pagherà per il periodo da gennaio
ad agosto 2011 nei limiti della somma assegnata ad ogni scuola per
i diversi istituti contrattuali, per gli esami di Stato e per corsi di
recupero.La responsabilità della liquidazione e del pagamento
attraverso il cedolino unico resta comunque in capo al Dirigente e al
Direttore.
La modalità di pagamento così puntualmente descritta, che da un
punto di vista tecnico giuridico non può che essere condivisa creerà
non poche difficoltà a quelle scuole che sugli istituti contrattuali
interessati (FIS, funzioni strumentali, incarichi specifici, ore
eccedenti ecc.) hanno impegni di spesa superiori alle disponibilità
di cassa.
Trovare soluzioni in queste condizioni non sarà facile, salvo che non
si risolva il problema, dianzi ricordato, del finanziamento alle scuole
dei residui attivi che vantano nei confronti dello Stato.
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