c 19-09-2009 10:19 Page 1 Avanti piano, quasi fermi “ Evocato e declinato in mille modi (rimbalzo, ripresa, ripresina, nuovo sviluppo…), il rilancio dell'economia nazionale richiederà comunque ancora molti mesi prima che si possa considerare come un obiettivo a portata di mano. A quel punto inizierà anche il conto alla rovescia per quanto riguarda il miglioramento delle prospettive locali, tenuto conto che la provincia di Savona si accoda sempre con sensibile ritardo al trend delle aree economicamente più forti. Questo per dire che non è davvero il caso, agli inizi di settembre, di scrutare l'orizzonte in cerca di sostanziali novità sulla crisi. Oggi più che mai è necessario avere pazienza, nervi saldi e capacità di mantenere la rotta indicata già alle prime avvisaglie dell'incombente recessione. Savona può uscire da una situazione di eccezionale gravità se saprà utilizzare questo periodo per rafforzare le proprie infrastrutture, potenziare il sistema produttivo, La crisi e una dura opposizione rischiano di bloccare i progetti-pilastro per lo sviluppo della provincia di Savona. Ma, in mancanza di un modello alternativo, il declino è dietro l'angolo rendere più competitivi i servizi, ad iniziare dal turismo e dal sistema portuale e logistico. Un traguardo ambizioso che però può contare sulla disponibilità di rilevanti risorse da investire (in gran parte private) su alcuni progetti che trovano larga condivisione e che possono assicurare non solo concrete opportunità di sviluppo ma anche - attraverso l'attività che possono generare per la loro realizzazione - importanti occasioni di lavoro in periodo di crisi. Il riferimento è naturalmente alle iniziative per la piattaforma portuale Maersk di Vado Ligure, al nuovo progetto energetico di Tirreno Power, al trasferimento di Piaggio Aero a Villanova d'Albenga, al recupero produtti- vo di Ferrania e dell'ex sito Acna, alle operazioni di riqualificazione urbana di Finale Ligure (le aree Piaggio ed ex Ghigliazza), agli investimenti nel comparto industriale del vetro. A questi interventi si sommano altre opere funzionali allo sviluppo sia turistico, sia produttivo: l'autostrada Albenga - Val Bormida - Predosa e la piattaforma logistica dell'Albenganese da un lato, il rafforzamento dei poli per la nautica da diporto dall'altro. Si tratta di miliardi di euro, un paio dei quali da impegnare in progetti che sono praticamente giunti alla conclusione dell'iter autorizzativo, che fanno del territorio savonese una delle province italiane a più alto indice di risorse immediatamen- te impiegabili. In presenza di questo quadro, ci si può legittimamente chiedere perché anche in questa occasione l'auspicata ripresa - anziché anticipare i tempi rischia di arrivare a Savona con il tradizionale forte ritardo rispetto ad altre aree del Paese. La spiegazione, molto semplice, è che nessuna delle opere citate ha in questo momento ragionevoli possibilità di essere rapidamente messa in cantiere e che quasi tutte sono soggette a contestazioni, più o meno forti. E la novità, rispetto alla situazione di inizio anno, è che il fronte del “no” - nonostante la crisi che dovrebbe indurre a non lasciarsi sfuggire le occasioni di lavoro - tende ad ampliarsi coinvolgendo alcune delle amministrazioni locali che si sono insediate all'inizio della stagione estiva. In questo modo, alcuni atti rilevanti, quali la Valutazione di Impatto Ambientale positiva per la piattaforma portuale di Vado e la centrale Tirsegue a pag. 2 Aree pronte all'uso Acna (nella foto), Ferrania, IP di Quliano: tre “contenitori” che, insieme, rappresentano qualcosa come 75 ettari di aree industriali da utilizzare per nuovi insediamenti produttivi. Il recupero di questi siti, tuttavia, è reso complicato da problemi diversi. Ma sono opportunità che non vanno messe a rischio. a pag. 8 e 9 c 19-09-2009 2 10:19 Page 2 N°3 - 2009 reno Power, che in altri momenti avrebbero potuto essere definiti “decisivi”, hanno finito col perdere di efficacia, almeno sul piano della comunicazione, a fronte dell'acuirsi delle tensioni a livello territoriale e dell'indisponibilità ad approvare le due iniziative manifestate dalla nuova amministrazione comunale di Vado Ligure. La quale ha messo in chiaro che intende rispettare una pausa di riflessione lunga almeno un anno e mezzo, da dedicare a studi approfonditi sull'impatto ambientale delle due grandi opere, per poi riprendere un confronto sulle cose che si possono fare (e tra queste non figureranno comunque né il terminal contenitori di Maersk, né il nuovo gruppo a carbone nella centrale Tirreno Power). Difficile che su queste basi possa essere aperto un confronto in grado di superare la situazione di stallo che si è creata: non ci sono di mezzo incomprensioni ma una visione radicalmente diversa dei problemi da affrontare. Da aggiungere anche che, se sulla questione portuale l'amministrazione comunale vadese è sostanzialmente isolata, sulla contrarietà al potenziamento della centrale termoelettrica trova invece importanti sostegni nella Regione Liguria e nei Comuni di Savona e di Quiliano. Per dire che il progetto Maersk appare, tra i due, quello meno a rischio, mentre Tirreno Power ha dalla sua soltanto il via libera del ministero dell'Ambiente e le ricorrenti sollecitazioni governative a diversificare le fonti per la generazione di energia, oggi dominate dall'uso del metano (60% del totale) mentre in Europa il 60% è rappresentato da un mix di carbone e nucleare. Ma al di là dei numeri la realtà è che i due interventi (450 milioni il terminal, 800 milioni Tirreno Power, di cui 180 da investire sul fronte delle energie rinnovabili) appaiono bloccati. Ad aggravare la situazione sta contribuendo, purtroppo con grande efficacia, la già citata crisi economica. Il rallentamento congiunturale dell'industria aeronautica mondiale coinvolge anche Piaggio Aero Industries, che ha visto slittare alcuni ordini importanti con la conseguenza di dover rallentare l'attività produttiva e di riprogrammare l'avvio di nuove iniziative, tra cui quella rivolta allo sviluppo del nuovo aereo chia- Andrea De Filippi, presidente della Camera di Commercio di Savona dal 1984 al 1992, imprenditore, già presidente nazionale dei Concessionari Fiat, è morto nell'agosto scorso all'età di 88 anni. Questo il ricordo di Anna Rosa Gambino, ex segretaria generale della Camera e già direttrice di Savona Economica Conobbi Andrea De Filippi quando, nel 1971, venne nominato nel Collegio dei Revisori dei Conti dell'Ente camerale. Nella sede tecnica di controllo della spesa, ne ricordo il rigore essenziale, la capacità di analisi che rilevavano doti di lucidità e di coerenza davvero rari. Erano appassionanti le riunioni del- Andrea De Filippi, grande presidente la Giunta camerale, allora presieduta da Leopoldo Fabretti, direttore dell'Unione Industriali, nell'alternanza di Segretari Generali, dirigenti del Ministero dell'Industria, del Commercio e dell'Artigianato. In un contesto economico e politico in cui campeggiavano ancora valori e figure di grande profilo per la passione civile, Andrea De Filippi diede un'impronta di linearità e di efficienza con relazioni ai bilanci elaborate con il pregio della chiarezza, della capacità analitica e dell'essenzialità, assolutamente innovative. Quando venne nominato presidente circa vent'anni dopo (era il 1984), i rapporti di lavoro, nelle sue quotidiane visite all'ente che guidò per otto anni, furono densi di insegnamenti, di sfide, di obiettivi raggiunti, di un impegno intenso e straordinario. Capace analista di bilanci, sapeva scrivere con efficacia ed eleganza il testo di un discorso, che esponeva, poi, con incisiva sapienza ed acuto senso della misura, riuscendo a colpire nel segno senza mai lasciare indifferenti. Fermo nella decisione, delinea- nuto conto di un possibile ridimensionamento dei ricavi (con i quali dovrà essere finanziato il trasferimento dell'azienda nell'Albenganese). Nel frattempo anche il rilancio dell'attività industriale a Ferrania appare un'impresa ben più “faticosa” di quanto preventivato. L'iniziativa nel settore fotovoltaico, peraltro, è stata avviata nei termini previsti dal piano industriale presentato dal gruppo Messina con l'obiettivo di creare uno dei poli di riferimento per l'energia solare nell'Italia Settentrionale. Con la gradualità dettata da un mercato che risente della situazione generale e dai tempi necessari a ricercare dei partner di livello internazionale, Ferrania Solis è chiamata a dare risposte importanti sia sotto il profilo produttivo, sia occupazionale. La piattaforma tecnologica, studiata per dare le basi alla reindustrializzazione diffusa dell'ex area industriale chimica, è stata finanziata ma si attendono sviluppi concreti. La piccola centrale termoelettrica a biomasse vegetali attende il necessario nulla osta dal Comune di Cairo Montenotte. A tre anni e mezzo dalla firma dell'Accordo di Programma con il Governo e con la Regione Liguria, i risultati appaiono ancora modesti, soprattutto se raffrontati alle aspettative. Nel frattempo sono tramontate le opere “cardine” previste in rapida successione: centrale termoelettrica da 300 megawatt e laminatoio da un milione e mezzo di tonnellate/anno. Da chiarire, infine, sotto diversi e molteplici aspetti, le prospettive delle iniziative riguardanti la catena della logistica (dalle strade alle ferrovie, dai centri intermodali merci all'aeroporto ed al riuso dei vecchi contenitori industriali dismessi). Da un lato la contrazione degli scambi commerciali impone una riflessione, dall'altro - per lo stesso motivo - si sono allontanati i tempi della possibile saturazione delle infrastrutture attualmente disponibili e che avrebbero bisogno di alternative. Non tutto il ma- Molti progetti zero cantieri mato a sostituire il P180 Avanti. L'azienda è solida, i suoi prodotti sono al top nel settore degli “executive”, i piani sono confermati. Tuttavia è indubbio che la necessità di avviare al più presto il nuovo stabilimento di Villanova non è più così pressante come sembrava scontato solo lo scorso anno, mentre l'investimento sul nuovo velivolo può attendere qualche mese in più. A cascata, questa fase riflessiva si porta dietro il rallentamento delle iniziative di recupero delle aree industriali di Finale Ligure, alle quali è legato il “trasloco” della fabbrica. Tra l'altro la frenata del “business” immobiliare, che pure sembra aver interessato solo marginalmente le località costiere della Riviera ligure, ha reso necessario un ricalcolo del valore dell'operazione urbanistica che interesserà l'area su cui è oggi insediato lo stabilimento Piaggio. Nel senso che va te- va gli obiettivi suggerendo le linee per perseguirli. Il suo tavolo di lavoro e di confronto era un luogo di discussione aperta e ricco di scambi, denso di notazioni. Lavorare quotidianamente per tanti anni con Andrea De Filippi è stata una preziosa occasione per capire e crescere. Fu maestro a molti di noi che seppero riconoscere in lui le qualità di leader attento ed innovatore. Un uomo, un grande imprenditore, un presidente camerale eccellente che seppe portare la Camera di commercio al centro dello scenario economico locale, innestando nelle tradizioni di professionalità e di rigore dell'ente stesso linfa nuova di modernità. Anna Rosa Gambino le viene per nuocere, ci si potrebbe consolare, di fronte al fatto che la crisi ha decongestionato strade e ferrovie. Il problema è, però, che dietro l'angolo, assieme al male, c'è anche l'impoverimento del territorio e di chi lo abita. Un decadimento inaccettabile che impone quindi di mantenere alto l'impegno sul fronte infrastrutturale. Anche perché aree preziose, come quelle dell'ex Acna di Cengio ed ex IP di Quiliano sono state bonificate e sono pronte ad accogliere iniziative in grado di sostenere l'economia locale e l'occupazione. L'agricoltura di Albenga attende di risolvere almeno in parte i propri problemi di competitività con la realizzazione della piattaforma logistica che avrà funzioni di raccolta, stoccaggio e smistamento dei prodotti, innovando profondamente la filiera agro-alimentare generata dalla piana ingauna. Albenganese e Val Bormida vedono nella costruzione della bretella autostradale tra Albenga e Predosa un potente fattore di consolidamento e sviluppo, funzionale sia alle attività produttive e al turismo, sia al miglioramento delle condizioni ambientali costiere, che beneficerebbero dei minori attraversamenti di mezzi pesanti. Più reddito e migliore vivibilità, un binomio perfetto per una provincia che sogna un turismo di maggiore qualità, da attirare anche con la costruzione di nuovi porticcioli. Margonara a Savona e Chiariventi a Spotorno sembrano in pole position. Ma anche in questo caso molta acqua ha ancora da passare tra uno scoglio e l'altro. c 19-09-2009 10:19 Page 3 Mille emozioni sopra Verezzi N° 3 - 2009 3 Festival teatrale n. 43 con dedica speciale a Napoli ed a Giorgio Albertazzi Ancora una volta, non ha tradito le attese. E, concluso il 43° Festival teatrale di Borgio Verezzi, il direttore artistico Stefano Delfino non ha dubbi: “Sono molto soddisfatto e ritengo che, per qualità e varietà di proposte, sia stata la migliore edizione della mia gestione, tanto più che il programma era piuttosto innovativo e quindi un poco a rischio”. E analogo compiacimento hanno espresso anche il sindaco Giancarlo Vadora, “patron” della manifestazione e il presidente della Camera di Commercio, ente che contribuisce alla sua realizzazione. Sette gli spettacoli proposti, sei dei quali in Prima nazionale (e la metà di essi erano novità assolute), mentre il settimo era un “reading” di grande classe: “Ognuno diverso dagli altri e tutti accolti con calore dal pubblico”, commenta Delfino. E, nonostante le ripercussioni della crisi economica anche sulle presenze turistiche nella Riviera di Ponente, l'affluenza si è mantenuta elevata, soprattutto per alcuni spettacoli, che hanno registrato il “tutto esaurito”. Il bilancio non può che essere positivo. L'idea di dedicare il Festival a Napoli e alla sua cultura ha avuto larga eco sugli organi di informazione, in particolare al Sud, e ha ricevuto molti elogi, tra cui quello rivolto dal presidente Giorgio Napolitano al sin- daco Giancarlo Vadora. E un buon impulso promozionale ha dato il francobollo che le Poste Italiane hanno dedicato a Verezzi in occasione dell'inaugurazione del Festival. Il cartellone ha spaziato da classici collaudati, colonne portanti della manifestazione (Shakespeare, Goldoni), a novità contemporanee internazionali o italiane, e ha messo a confronto la tradizionale commedia partenopea di Eduardo De Filippo con quella di oggi, portata in scena da Marina Confalone, sino alla «chicca» finale con Toni Servillo, l'attore italiano del momento, tra l'altro fresco reduce dall'ennesimo premio internazionale ricevuto al Festival del Cinema di Locarno. Dice ancora Delfino: “Era una scommessa, anche perché, forse per la prima volta, sono state abbandonate le facili vie dei titoli o dei protagonisti di grande richiamo per puntare invece sulla coralità delle compagnie (la Gank di Genova ne è l'esempio più lampante, ma non bisogna dimenticare il Thea- ma Teatro di Vicenza e l'affiatato gruppo di Marina Confalone): ma è stata vinta, perché la risposta degli spettatori è sempre stata entusiastica”. Avvio nel solco della tradizione, con uno dei pochi testi di Shakespeare non ancora rappresentati al Festival: “Amleto”, con Maximilian Nisi, anche autore dell'adattamento, protagonista d'eccezione: uno spettacolo costruito “ad hoc” per piazza Sant'Agostino, in parte utilizzata anche scenograficamente. Spiega Delfino: “Era uno dei miei sogni nel cassetto, e sono felice, grazie a Nisi, di essere riuscito a realizzarlo. Sapevo perfettamente che era l'ennesimo Amleto della stagione di prosa. Ma questo era un Amleto tutto nostro, e gli spettatori hanno apprezzato”. In questo filone tradizionale si è inserita anche “La bottega del caffè” di Goldoni: una commedia, prodotta in collaborazione con il Teatro di Genova (dove sarà riproposta durante la stagione invernale) e egregiamente interpretata dagli affiatati attori della Compagnia Gank, diretti con mano felice da Antonio Zavatteri. Tra le novità, da sottolineare la calorosa accoglienza tributata a “Musicanti”, portato in scena da Tosca e Venturiello: un emozionante viaggio tra le note in un mondo ancestrale, che abbraccia l'intero bacino del Mediterraneo, e non solo. Ad aprire il segmento partenopeo è stato “La fortuna con la effe maiuscola”: un'altra new entry per Verezzi, perché mai in precedenza Eduardo De Filippo era stato rappresentato qui. E una novità assoluta è anche stato il nipote Luigi, figlio di Peppino, che della commedia, divertente e amara al tempo stesso, era protagonista e regista. Come Marina Confalone, anche lei al debutto al Festival, con “Sam Capuozzo”, commedia gialla con musiche, pensata inizialmente come soggetto per un film. Per quanto riguarda il consueto spettacolo di estrazione cinematografica, dopo i titoli collaudati delle scorse stagioni (Il paradiso può attendere, Sabrina, Sul lago dorato, I ponti di Madison County e Scandalo al sole) ne è stato proposto uno legato a un film di Al Pacino, ancora non uscito in Italia, cioè “Chinese Coffee”. Prodotto dal Nuovo Teatro di Napoli, con due straordinari protagonisti, Paolo Sassanelli e Max Malatesta e diretto con mano felice da Giancarlo Sepe, ha conquistato la platea e si è meritato lusinghiere recensioni. E in un Festival come questo, dedicato a Napoli, il sigillo finale non avrebbe potuto che essere apposto da un carismatico Toni Servillo: in forma smagliante, con il suo raffinato recital “Letture napoletane” (da Salvatore di Giacomo, Eduardo De Filippo, Raffaele Viviani ed Enzo Moscato) ha entusiasmato l'affollatissima platea, che a forza di battimani lo ha costretto a concedere un paio di bis. Un successo, insomma, al quale hanno contribuito anche altre due felici scelte. La prima, da parte della giuria dei critici del 39° Premio Veretium, che ha assegnato il riconoscimento a Giorgio Albertazzi, un beniamino del pubblico; e la seconda degli abbonati al Festival, che hanno attribuito a Paolo Pietrantonio, acclamato interprete di Erricuccio ne “La fortuna con la effe maiuscola”, il 19° Premio Provincia di Savona, destinato al miglior attore o attrice non protagonista tra gli spettacoli in cartellone. Conclude Delfino: “Di questa edizione restano anche parecchi ricordi emozionanti. La suggestiva apparizione dello Spettro (con la voce registrata di Glauco Mauri) sul tetto di una delle case che si affacciano sulla piazza. Le lacrime di Marina Confalone, quando, poco prima del debutto, il vento l'aveva costretta a sopprimere parte della scenografia. O ancora i tre deliziosi fuori-programma concessi a fine recita da Luigi De Filippo, a conferma del “feeling” che si era instaurato con piazza Sant'Agostino”. c 19-09-2009 4 10:19 Page 4 N°3 - 2009 La manifestazione che trova tra gli sponsor la Camera di Commercio, è stata, sotto il profilo degli eventi orientati a far conoscere la Liguria nella sua dimensione culturale e del “saper fare”, un'estate intensa, con appuntamenti di grande rilievo e di notevole impegno per gli enti istituzionali, economici ed i soggetti privati che vi sono stati coinvolti. L'obiettivo promozionale è stato indubbiamente raggiunto, tenuto conto del numero di visitatori. La XXVIII rassegna “Libri di Liguria” si è chiusa a Peagna con la consegna dei riconoscimenti per il Libro Ligure dell'Anno a Pier Paolo Cervone, con il volume “I dittatori, le guerre e il piccolo re”, diario 1925-1945 di Enrico Caviglia, il premio per la Promozione e la Diffusione della Cultura e dei Libri di Liguria assegnato alla Fondazione Giorgio e Lilli Devoto di Genova, mentre il Premio per le Arti figurative è andato al genovese Giannetto Fieschi. Infine il riconoscimento per il Cinema di Liguria è stato assegnato a Claudio G. Fava, critico e autore di numerose monografie su attori e registi italiani. Positivo il bilancio fatto dal presidente dell'associazione “Amici di Peagna”, Fratesco Gallea, che ogni anno cura questa rassegna: “Non possiamo che essere soddisfatti del successo della rassegna. Come ogni anno abbiamo scelto temi di particolare interesse e rilevanza, ottenendo attenzione da parte del pubblico e degli esperti dei vari settori. Vi è, in Liguria, una ricca produzione che molto spesso rimane sommersa perché legata ai finanziamenti di enti, associazioni o amministrazioni che non hanno alcun interesse economico nel diffondere le proprie pubblicazioni su larga scala. Se si pensa che i costi di distribuzione arrivano a incidere per il 65% Registrazione: Tribunale di Savona al numero 129 del 17 ottobre 1957 Direttore responsabile: Sergio Ravera Redazione e amministrazione: 17100 Savona Via Quarda Inferiore Telefono 019.83.141 con dieci linee automatiche Abbonamento annuale euro 4,00 Editore: Azienda Speciale della Camera di Commercio per la Formazione Professionale e la Promozione Tecnologica e Commerciale. Presidente: Giancarlo Grasso. Direttore generale: Pierluigi Revetria Camera di Commercio: Giunta camerale: Giancarlo Grasso (presidente), Silvio Accinelli, Paolo Campostano, Ennio Fazio, Mariano Cerro, Franco Zino (componenti), Maurizio Scaiola (segretario generale) Grafica e stampa: Le Officine Creative di Matteo Fossati [email protected]; Coop Tipograf - Savona Diffusione: il periodico è inviato gratuitamente alle unità locali iscritte nel Registro delle Imprese di Savona, Enti pubblici ed Associazioni di categoria. Tiratura: l’Editore attesta la produzione di 26.000 copie a numero. Delle opinioni espresse in articoli e rubriche sono responsabili i singoli Autori. del prezzo di vendita e che a questa cifra sono da aggiungere tutte le altre spese accessorie, si comprende come diventi addirittura controproducente mettere sul mercato questi testi. In merito a questo annoso problema ho proposto non una ricetta, che purtroppo non ho, ma che l’istituzione di un tavolo di confronto, serio ed onesto, tra le varie parti in causa (autori, piccole case editrici ed enti commissionanti); credo che questo potrebbe essere un buon inizio”. La mostra, quest'anno, ha visto esposte circa 1.800 pubblicazioni di argomento ligure: 650 volumi prodotti nel 2009, a cui si sono sommati i circa 1.200 prodotti tra il 2007 ed il 2008. All'esposizione si sono affiancate se- Sigillo d'autore sui Libri Liguri La rassegna di Peagna premia Pier Paolo Cervone rate culturali, incontri del pubblico con gli autori. Si è iniziato sabato 29 agosto con “La parola e l'immagine”: proiezione di cortometraggi a cura di Beppe Rizzo, a cui sono intervenuti Natalino Bruzzone e Claudio G. Fava. Domenica 30 agosto, si è parlato di “Enogastronomia di Liguria. Tradizione e professionalità”, con Andrea Carpi, Maria Gramaglia, Antonello Maietta, Mattia Noberasco e Fulvio Santarelli. Lunedì 31 agosto si è trattato dell'importanza del settore ceramico per l'economia della nostra terra con “Arte di Liguria. Otto secoli di ceramica”; sono intervenuti Alexandre Gardini, Antonio Licheni, Giacomo Lusso, Loredana Pessa, Giovanni Poggi e Simona Poggi. Martedì 1 settembre, è stata la volta del tanto attuale tema del dialetto ad animare l'auditorium con “Dialetti di Liguria. Dal mare all'oltregiogo”; hanno partecipato Giannino Balbis, Eugenio Coccino, Luigi Ferrando, Angelo Gastaldi, Giorgio Marrapodi e Federica Pennino. Mercoledì 2 settembre, si è parlato di strade, viste come vie di comunicazione e di scambi, con “Viaggi e viaggiatori. Strade e comunicazioni in Liguria”; il dibattito ha visto la partecipazione di Erminia Virenti, Corrado Bozzano, Alessandro Giacobbe, Marco Lengueglia, Tiziano Cannoni e Franco M. Zumino. Giovedì 3 settembre, l'argomento è stato: “Costume di Liguria. Elementi unificanti della tradizione ligure”, con gli interventi di Massimo Angelici, Massimo Campora, Silvia Genta, Mara Moncalvo, Tullio Pagano. Venerdì 4 settembre, ultima serata, si è trattato il tema: “Musica di Liguria. Nicolò Paganini”; sono intervenuti Carmela Dongiovanni, Patrizia Conti, Flavio Menardi Noguera, Maria Rosa Moretti. Aggiunge il sindaco di Ceriale, Ennio Fazio: “La Rassegna di Peagna rende, da 28 anni, un grande favore alla cultura della nostra terra. Il lavoro svolto dall'associazione 'Amici di Peagna' non può che definirsi egregio ed anche quest'anno sono stati proposti temi molto attuali e di grande interesse, primo fra tutti quello del dialetto. Un patrimonio, quello dialettale, che va ben al di là della mera comunicazione ma rappresenta un vero e proprio modo di vivere i rapporti umani; riuscire a mantenerlo vivo significa salvaguardare le nostre tradizioni. Questo è uno degli importanti lavori che svolge l'Associazione di Pegna, la salvaguardia delle peculiarità culturali della nostra terra. Uno dei sogni che coltivo è proprio quello di esportare un simile approccio culturale sull'intero territorio regionale: la nostra è una terra ricca di tradizioni che vale senz'altro la pena di riscoprire e valorizzare. Erica Marzo A fine agosto si è anche chiusa, a Casella, la terza edizione del festival “Antichi Borghi di Liguria”. Una kermesse ai cui esordi, nel 2007, avevano preso parte nove tra città e paesi della provincia di Savona e che quest'anno ha annoverato la partecipazione di borghi in tutte quattro le province liguri. L'importanza assunta nel corso degli anni dalla rassegna è testimoniata dalla targa inviata dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, come riconoscimento del valore sociale e culturale del Festival, voluto e organizzato dall'associazione “Music Liguria International”. Gli spettacoli, non solo hanno permesso di scoprire, e riscoprire, angoli unici della nostra regione, ma hanno anche supportato giovani artisti liguri emergenti, consentendo loro di debuttare accanto a grandi nomi dello spettacolo. Gli eventi, gratuiti e aperti a tutti, sono stati numerosi, ed hanno visto esibirsi prestigiosi nomi della musica nazionale ed internazionale, al fianco, appunto, di giovani talenti locali. I concerti si sono tenuti: il primo luglio ad Albisola Superiore, il 4 luglio a Finale Ligure, il 14 dello stesso mese a Ceriale, il 17 a Santo Stefano al Mare, il 24 a Varese Ligure, il 25 a Savona e a Mendatica, il 26 nuovamente a Finale Ligure, mentre il 30 è stata la volta di Fanghetto; agosto è iniziato con un doppio appuntamento, a Montegrosso e Castelvecchio di Rocca Barbena, il 2 agosto è stata la volta di Balestrino, mentre il 7 ci sono state due esibizioni, una a Bajardo e l'altra ad Alassio; doppio appuntamento anche “Antichi Borghi” per unire mare e montagne c 19-09-2009 10:19 Page 5 5 Fascino artigiano nelle vie di Celle N° 3 - 2009 “Man d'Ommu”, evento di grande richiamo per il 10 agosto, con i concerti di Garlenda ed Ortovero, il Festival si è chiuso con la IX Rassegna internazionale della fisarmonica, il 29 agosto a Casella, che ha visto l'esibizione di Alexander Dmitriev, Vitaly Dmitriev e Nadezda Guseva. Molti i nomi noti della musica classica, lirica e jazz, oltre a tanti nuovi talenti. Proprio questa sapiente unione, nella splendida cornice dei borghi liguri, è la carta vincente di questo Festival, che ha riscosso un sempre crescente consenso in questi suoi primi tre anni di vita. Spiega Marinella Mantovani, presidentessa dell'Associazione “Music Liguria International”: “Il progetto è nato tre anni fa con l'intento di promuovere lo sviluppo e la conoscenza della musica cosiddetta 'colta' attraverso un Festival estivo itinerante da tenersi prevalentemente negli antichi borghi delle cittadine liguri, offrendo al pubblico una proposta articolata di spettacoli studiati sulle esigenze di ogni singolo paese aderente e che non vengono mai ripetuti nell'ambito della stessa provincia, af- fiancando grandi interpreti internazionali e giovani artisti emergenti locali. L'iniziativa dell'Associazione e dei Comuni aderenti è volta a promuovere le bellezze del nostro territorio e ad elevare la qualità e la quantità dell'offerta musicale, valorizzando al tempo stesso gli incantevoli borghi medievali che ospitano la kermesse e promuovendone direttamente e indirettamente lo sviluppo economico e sociale”. Il Festival include uno o più concerti per ciascun Comune, localizzati negli angoli più caratteristici dei rispettivi borghi. A seconda delle disponibilità di ciascuna Amministrazione, sono stati previsti concerti sinfonici, di musica classica, récitals di musica operistica, concerti jazz, offrendo una varietà di proposte tali da incontrare il gusto del numeroso pubblico estivo. Continua Marinella Mantovani: “Nell'ambito della programmazione del Festival ci siamo avvalsi anche del contributo di una prestigiosa iniziativa che la nostra Associazione ha realizzato di recente con l'Ammi- “Le mani dell'uomo e quanto di bello riescono a produrre”: è questo il sottotitolo ideale che sintetizza il significato della manifestazione “Mand'Ommu” che si è svolta nel luglio scorso a Celle Ligure. Giunto alla quattordicesima edizione, organizzato dal Comune di Celle Ligure e dal Consorzio Promotur, l'appuntamento è stato sostenuto dalla Camera di Commercio di Savona, da Confartigianato e dalle associazioni di categoria locali che hanno contribuito a valorizzare il senso più profondo del lavoro artigianale in Liguria. “Si tratta di una manifestazione che ripetiamo da parecchi anni - ha commentato Luigi Chierroni, assessore alla Cultura del Comune di Celle - in quanto la giudichiamo importante per due aspetti: prima di tutto costituisce un evento che piace molto ai cellaschi e ai turisti che ogni anno si spostano anche dalle località vicine per poter assistere all'evento, unico nel suo genere. Inoltre “Mand'ommu” promuove il valore del lavoro antico, del lavoro che nasce dalle mani del- l'uomo per produrre un artigianato che ha origini nel passato, ma che è sempre attuale. Per questo nei prossimi anni l'amministrazione concentrerà un impegno ulteriore per valorizzare questo appuntamento”. Non è meno importante il fatto che, manifestazioni come questa, costituiscano l'unica occasione per veder svolgere alcuni “mestieri” che si stanno estinguendo, come ad esempio l'impagliatura delle sedie e le lavorazioni della carta, del ferro e del cuoio. In questo senso, a Celle è stato possibile assistere in modo diretto alla elaborazione e all'esposizione di manufatti di diverso genere: accanto al settore alimentare, con le produzioni delle aziende agricole che spaziano dall'olio con l'attività di Rosciano Sandra di Toirano, al miele con l'Agricola Apiario Benedettino, al salame di Parodi Federico di Sant'Olcese, ai formaggi di Lo Manto Mario Aldo con “I Formaggi del boschetto” di Albenga, erano presenti vari ambiti. Di rilievo il restauro dei mobili rappresen- nistrazione comunale di Finale Ligure, ovvero di interagire artisticamente e di progettare ulteriori eventi musicali con gli studenti che nell'anno solare 2009 hanno partecipato ad un Corso di Formazione Orchestrale interamente finanziato dalla Comunità Europea e ri- volto a giovani musicisti parzialmente occupati e diplomati. Un'iniziativa volta principalmente a far esibire i musicisti nel Festival “Antichi Borghi di Liguria” così da arricchire significativamente il calendario delle manifestazioni già in programma con ulteriori spetta- tato da Gigliotti Gianfranco De Alexandris Paolo di Savona, la produzione di oggetti in vetro dei Tre Archi sas di Ballarin Giuseppe di Sanremo, la lavorazione del legno di Camogli Roberto di Varazze, la produzione di macramè e pizzo al tombolo di Demartini Nicoletta e Scaldaferri Giuliana di Chiavari e la lavorazione del legno al tornio della Baita di Curato Carla. Infine, ampio rilievo alla produzione ceramica, che nel savonese ha una tradizione antica e sempre attiva, rappresentata da un abile ceramista e artista, Marcello Mannuzza, titolare con il figlio Andrea della manifattura Il Tondo di Celle Ligure. L'evento di Celle, quindi, pur mantenendo le caratteristiche di un momento piacevole nell'arco dell'estate di una località turistica, apre un discorso di grande importanza: quello della tutela dell'artigianato e di alcuni mestieri che, senza un adeguato sostegno e una specifica valorizzazione, rischiano di scomparire portandosi via un pezzo di storia della nostra terra. Silvia Campese coli”. La terza stagione del Festival, da poco conclusasi, è stata patrocinata da: Provincia di Savona, Camera di Commercio di Savona, Unioncamere Liguri e Confartigianato Liguria. Erica Marzo c 19-09-2009 10:19 Page 6 La continuità di Atzori: “Non fermate i progetti” 6 N°3 - 2009 Cambio della guardia alla presidenza dell'Unione Industriali Si può cambiare comparto, passando dalla chimica all'impiantistica meccanica, e si può cambiare area geografica, traslocando dal comprensorio vadese alla Valle Bormida. Ma non si cambia linea. Così il passaggio delle consegne, ad inizio estate, al vertice dell'Unione Industriali di Savona è stato improntato alla continuità. Si è passati da un ingegnere ad un altro, da Marco Macciò a Fabio Atzori, ma sono stati confermati sia i giudizi sulla situazione globale, nazionale, locale, sia le priorità da perseguire per andare oltre la crisi. Difficile, d'altra parte, muoversi e agitarsi quando si è in trincea, con l'elmetto ben calato sulla testa, in attesa che passi il momentaccio. Difficile ma non scontato, perché tutto intorno l'agitazione è invece all'ordine del giorno e mantenere una rotta equilibrata appare già una piccola impresa. Le elezioni amministrative hanno causato una mezza rivoluzione sia a livello provinciale, sia in alcuni dei Comuni più “sensibili” ai problemi industriali. Nel contempo, dal Governo (ampliamento centrale Tirreno Power) e dalla Regione Liguria (realizzazione della piattaforma portuale Maersk) sono giunti chiari incitamenti ad andare avanti con i progetti, ritenuti compatibili con il territorio sotto il profilo ambientale. Piattaforma contenitori di Vado Ligure, potenziamento della centrale Tirreno Power, nuove infrastrutture logistiche e di collegamento, trasferimento di Piaggio Aero Industries a Villanova d'Albenga, piano industriale di Ferrania, riqualificazione di importanti aree urbane a Finale e Pietra Ligure, investimenti nel settore vetrario. “Non ci sono alternative - ha tenuto a sottolineare il neo-presidente dell'Unione Industriali -, non si tratta di buttare a mare que- sto o quel progetto, ma di decidere a quali condizioni si debbano fare. Perdere anche soltanto una di queste opportunità è un lusso che non ci possiamo permettere, per noi ma soprattutto per i nostri figli”. E pazienza se non tutti sono d'accordo perché l'unanimità non è di questo mondo e le posizioni di chi la pensa in un altro modo sono del tutto rispettabili. Però non è possibile rifiutare l'unico modello di sviluppo che può consentire alla comunità savonese di mantenere gli attuali livelli di benessere (e quindi di qualità della vita) in un periodo in cui ci si sta invece da altre parti attrezzando a ridurre l'impatto della recessione e la conseguente caduta di reddito. “Il nostro territorio ha già patito molto duramente in passato la deindustrializzazione - ha detto Atzori -: questo ci permette di vivere la crisi con la stessa preoccupazione ma anche con uno spirito diverso rispetto al resto del Paese, aiutati in questo dall'opportunità di cogliere alcune grandi occasioni che possono rilanciare lo sviluppo di Savona molto più rapidamente rispetto ad altre province consolidando per decenni la capacità di produrre valore aggiunto e reddito per le famiglie”. Naturalmente la condizione da soddisfare è che le aziende - nella gran parte dei casi si tratta di risorse private messe a disposizione del sistema economico locale - siano sostenute dalle pubbliche amministrazioni nei loro piani di investimento. “Gli amministratori devono adoperarsi Fabio Atzori, a sinistra, riceve il testimone da Marco Macciò in assemblea, sotto gli occhi del direttore Luciano Pasquale. Sotto, due temi “caldi” da affrontare: l'autostrada in Val Bormida (nella foto l'ex statale 30) e il trasferimento di Piaggio a Villanova perché sul territorio si affermi un clima di collaborazione con chi fa impresa - ha aggiunto l'ingegner Atzori - avviando un circolo virtuoso che, a partire dalla migliorata competitività delle aziende e dall'incremento del loro giro d'affari, si diffonda sul territorio attraverso la distribuzione di maggiori quote di reddito contribuendo ad elevare i livelli di benessere della comunità, con la consapevolezza che solo una maggiore disponibilità di risorse può consentire di vincere anche la più complessa delle sfide ambientali. Il caso di Tirreno Power è, in questo senso, emblematico. La centrale termoelettrica è in funzione da 30 anni, esiste un piano che garantisce la diminuzione dell'inquinamento e c'è l'impegno a destinare importanti risorse, 180 milioni di euro, per lo sviluppo delle energie alternative in provincia di Savona e nell'entroterra ligure. Ci sono dei problemi, ma c 19-09-2009 10:19 Page 7 N° 3 - 2009 è necessario affrontarli con cognizione di causa e superarli attraverso un dialogo aperto”. Un messaggio chiaro il nuovo presidente degli industriali savonesi ha voluto spedirlo anche agli istituti di credito, vicini e lontani. “Le banche - ha detto illustrando il piano d'azione della sua presidenza - sono i partner di cui abbiamo bisogno per sostenere l'attività delle nostre imprese e finanziarne gli investimenti. Nuove forme di collaborazione e strumenti più efficaci di garanzia degli affidamenti per le aziende sono le strade da percorrere per un rapporto più efficace tra chi raccoglie ed eroga le risorse finanziarie e chi rappresenta l'economia reale”. Fabio Atzori ha anche spezzato una robusta lancia a sostegno delle nuove opere infrastrutturali, sia quelle funzionali alle iniziative portuali, sia quelle rivolte a potenziare le strade di attraversamento della provincia e della Liguria in generale. A cominciare, ha sottolineato, dalla bretella autostradale che dovrà unire il comprensorio di Albenga con l'Alessandrino attraverso la Valle Bormida. “Un'opera al servizio di tutta l'economia - ha osservato -, sia perché risolverebbe i problemi di congestio- 7 Quattro vicepresidenti In Demont da 6 anni Fabio Atzori è stato eletto a fine giugno presidente dell'Unione Industriali di Savona raccogliendo in Assemblea un consenso quasi plebiscitario (il 95% dei voti tra le oltre 300 aziende associate). E' nato a Piacenza, ha 41 anni e ricopre l'incarico di amministratore delegato del Gruppo Demont di Millesimo, di cui è anche socio. Sposato con Lorenza Dellepiane, figlia del fondatore e presidente di Demont, Aldo Dellepiane, vive a Savona ed ha quattro figli. Laureato in ingegneria meccanica al Politecnico di Milano a soli 23 anni, Atzori ha iniziato a lavorare in Ansaldo dove è rimasto per nove anni, in gran parte trascorsi all'estero (Asia, India, Sud America, Medio Oriente), fino a diventare responsabile del settore Avviamenti e Service. Alla metà del 2000 è entrato nella multinazionale francese Alstom, con un incarico in Cile, prima come Station and Contract Manager, poi come amministratore delle attività di Service, Esercizio e Manutenzione per la costa occidentale del Sud America. L'ingresso in Demont è del 2003 con l'incarico di direttore della Divisione Industriale. Successivamente è stato presidente del Consorzio Demont Maintenance, poi consigliere di amministrazione del Gruppo, direttore generale e amministratore delegato. namento della direttrice autostradale costiera, attirando buona parte del traffico diretto da o verso la Pianura Padana, sia perché darebbe nuovo impulso al turismo del Ponente e all'economia in generale della Valle Bormida. Risultati che non si potrebbero certo ottenere solo con un miglioramento dell'attuale viabilità ma che richiedono collegamenti di livello superiore, in grado di connettersi rapid a - Questa la “squadra”, completamente rinnovata, dei quattro vicepresidenti che affiancheranno il nuovo presidente Fabio Atzori alla guida dell'Unione Industriali di Savona: Roberto Buzio, 55 anni, residente ad Albisola Superiore, è Direttore Risorse Umane di Saint-Gobain Vetri, società leader nei contenitori in vetro cavo, che ha in Valle Bormida, a Dego, la sede centrale delle sue unità produttive in Italia Settentrionale. Giovanni Gosio, 57 anni, nato a Rovato, in provincia di Brescia, è CEO (amministratore delegato) di Tirreno Power, sesta società di produzione di energia elettrica a livello nazionale, con sede in Roma e unità produttiva nei comuni di Vado e Quiliano. Roberto Marson, 46 anni, residente ad Albissola Marina, Amministratore unico della Sicel costruzioni, fondata dal padre Guglielmo nel 1975, con sede nel comune di Stella. Dal 2005 è presidente della Sezione Edili dell'Unione Industriali. Mattia Noberasco, 31 anni, risiede ad Albenga ed è Amministratore delegato di Agrifood Srl, con sede a Vado Ligure, azienda di produzione che fa capo al gruppo Noberasco. Dal 2007 è presidente del Comitato Piccola Industria della provincia di Savona. mente con i corridoi europei”. Quanto alle partite aperte sul fronte più propriamente industriale, il nuovo presidente dell'Unione Industriali di Savona ha assicurato il massimo impegno per un positivo sviluppo delle iniziative riguardanti il trasferimento della Piaggio da Finale Ligure a Villanova e la reindustrializzazione dell'area di Ferrania. “Il compito principale del mio mandato sarà di assecondare lo sviluppo di questa provincia - ha ribadito - . Trovo paradossale che mentre a Vado Ligure si contesta l'ampliamento del porto e di una fabbrica a Finale sia invece faticosissimo far traslocare uno stabilimento che occupa il lungomare di una città turistica. Sotto questo punto di vista la vicenda Piaggio è surreale: tutti hanno da guadagnare qualcosa con il trasferimento ma sembra quasi che si vada alla ricerca delle complicazioni. Tanto più che questa è un'operazione che si dovrà comunque fare. Quindi, perché non farla subito? Si aprirebbe anche un'importante occasione di sviluppo dell'indotto aeronautico nel comprensorio ingauno, con la crescita di piccole e medie imprese innovative”. Apertissima anche la partita di Ferrania, mentre segna qualche battuta a vuoto il recupero produttivo delle aree ex Acna. “Non siamo comunque fermi sulla linea di partenza - ha osservato l'ingegner Atzori -. A Ferrania la piattaforma tecnologica è stata finanziata ed è in fase di avvio, con importanti investimenti già deliberati, il polo per l'energia fotovoltaica. Il riutilizzo dell'ex Acna è frenato dall'iter di cessione delle aree e dalla difficoltà di stabilirne il prezzo. Il terreno è stato completamente bonificato, messo in sicurezza e caratterizzato. E' quindi pronto ad ospitare nuovi insediamenti. Tuttavia è indispensabile, per rendere più attrattivo il sito di Cengio, disporre di un raccordo stradale tra l'ex Acna e il casello autostradale di Millesimo. Senza collegamenti efficaci il successo di un polo industriale e, ancor più, di un centro logistico sarebbe seriamente a rischio”. c 19-09-2009 8 10:19 Page 8 N°3 - 2009 Se nell'economia valessero le antiche leggi della fisica e, soprattutto, quell'“horror vacui” con cui Aristotele negava la possibilità di esistenza del vuoto, allora si potrebbe guardare con un po' più di ottimismo sul recupero dei grandi ex contenitori industriali intorno a Savona, la cui pluriennale inattività fa crescere il sospetto che, forse, il vuoto non solo esiste a livello scientifico, come è stato dimostrato dai fisici moderni, ma anche nella programmazione industriale. L'Acna di Cengio, ad esempio, è stata chiusa definitivamente nel 1999, dopo vari anni di agonia produttiva, e dieci anni dopo ci si sta ancora interrogando sul futuro di quelle aree. L'obiezione che viene immediatamente opposta a questa considerazione è che la bonifica del “sito inquinato” di Cengio rappresenta una delle poche operazioni del genere (e l'unica di grande rilievo per dimensioni e complessità) ad essere stata completata. Il fatto è che, proprio considerando gli ostacoli superati, non si capisce perché da due anni non si riesca a risolvere un problema apparentemente molto più semplice, in quanto si tratta di stabilire da una parte l'ammontare del “danno ambientale” che Eni dovrà risarcire al territorio e dall'altra parte il prezzo che gli Enti del territorio (cioè la Regione Liguria e, per la parte di sua competenza, la Regione Piemonte che si sono impegnate all'acquisto) dovranno pagare alla società Syndial (controllata da Eni) per ottenere la proprietà delle aree. Circa un anno fa sembrava essere stata raggiunta un'ipotesi di accordo molto salomonico: le aree valgono quanto il danno ambientale. Nel senso che Contenitori vuoti in attesa di scelte I casi (irrisolti) dell'Acna, dell'ex IP e di Ferrania “ A dieci anni dalla chiusura, l'ex Acna di Cengio, con i suoi 25 ettari di aree bonificate da utilizzare per nuovi insediamenti industriali, è bloccata da un contenzioso che oppone l'Eni alle istituzioni locali l'ex Acna sarebbe passata nella disponibilità delle istituzioni liguri in cambio della rinuncia, da parte del ministero dell'Ambiente, alla richiesta di risarcimento del danno ambientale. Questa cessione a prezzo politico avrebbe anche permesso di accelerare la reindustrializzazione di almeno una parte dell'ex fabbrica chimica. Lo stru- mento che avrebbe dovuto consentire di giungere a questa conclusione sarebbe stato un decreto legge che autorizza i dirigenti del ministero a concordare una transazione sul danno ambientale a carico di Eni, valutato in prima istanza nell'ordine di 800 milioni di euro tenendo conto non solo della situazione Acna ma anche di altre criticità in tutta Italia. Solo che questo percorso si è subito dimostrato molto stretto e impervio. Perché le aree Acna - 550 mila metri quadrati complessivi - si trovano quasi interamente in territorio ligure (Cengio) mentre il danno ambientale si è registrato quasi tutto in territorio piemontese. E gli enti locali piemontesi sono determinati a non fare sconti. Se i soldi non li mette l'Eni, sostengono, intervenga il ministero, visto che è pronto a fare l'accordo sulle aree. Ma il ministero, soprattutto con i chiari di luna dell'economia nazionale, non appare in grado di reperire le risorse necessarie a tacitare i piemontesi. E, da parte sua, l'Eni ha già lasciato ampiamente intendere di “avere già dato” Sopra, e in alto nella pagina a fianco, due scorci della “vecchia” Acna sopravvissuti alle demolizioni. Sotto, a sinistra, l'ingresso delle aree IP di Quiliano, alle spalle del porto. Sotto a sinistra il grande piazzale di Ferrania per l'Acna ben più di quanto sarebbe stato oggettivamente giustificato (150 milioni di euro per la bonifica) avendo “ereditato” la situazione di Cengio quando già la sorte della fabbrica era segnata. Con queste premesse, non ci si può stupire se una riunione “chiarificatrice” convocata in giugno a Roma tra le due Regioni e l'Eni sia finita con l'abbandono del tavolo da parte della holding chimica, contrariata dall'andamento del confronto e per nulla disposta ad incassare nuove perdite. Agli inizi di settembre è stata la nuova amministrazione comunale di Cengio a cercare di rimettere in moto la trattativa, chiedendo informazioni in Regione Liguria, ma il contenzioso è tuttora in piedi, sempre più aggrovigliato, mentre le aree ormai bonificate potrebbero cominciare ad essere cedute - a lotti - alle aziende interessate agli insediamenti, individuate con l'intervento di IPS, l'agenzia savonese per lo sviluppo produttivo. A complicare il quadro, c'è un altro contenitore vuoto, l'ex deposito costiero IP, anche questo “targato” Eni, sul territorio del comune di Quiliano, alle spalle delle banchine di Vado Ligure. In questo caso l'“aspirante acqui- c 19-09-2009 10:19 Page 9 N° 3 - 2009 rente” è l'Authority portuale in quanto si tratta di aree preziose perché i traffici sono in aumento, almeno oggi in prospettiva, e la capacità di stoccaggio a filo di banchina si è praticamente saturata. L'ex deposito costiero è collocato in posizione strategica, tra Savona e Vado, ad un paio di chilometri dalle banchine, a poche centinaia di metri dagli svincoli autostradali e dotato di raccordo ferroviario diretto con Parco Doria e la rete. Si tratta di 70 mila metri quadrati completamente bonificati e caratterizzati su cui hanno da tempo messo gli occhi, oltre all'Autorità Portuale, anche i principali terminalisti portuali. Che tuttavia devono fare i conti da un lato con l'Eni, proprietario delle aree, che ha avanzato richieste economiche “importanti” (si parla di 4 milioni di euro) e, dall'altro con il Comune di Quiliano, che intende riservare un 20 per cento della superficie ad attività commerciali e, per il resto, punta ad insediare attività produttive ad alta intensità occupazionale. L'Eni, in passato, sembrava interessata a cercare una soluzione unica per le sue “proprietà” savonesi, privilegiando l'interlocutore Autorità Portuale sia per l'ex Acna (vista come possibile piattaforma logistica retro portuale) sia per l'ex IP. Ma poi è subentrato l'interesse della Regione Liguria su Cengio e, soprattutto, ha cominciato ad alzare la voce il Comune valbormidese, che punta su una “ Entro il perimetro di Ferrania Technologies ci sono 43 ettari di aree industriali subito utilizzabili per nuove iniziative in grado di dare un robusto contributo alla soluzione dei problemi occupazionali reindustrializzazione ad alta intensità occupazionale e non sull'occupazione delle aree a fini logistici, che garantiscono meno posti di lavoro. L'obiettivo è quello di creare a Cengio almeno 250 posti di lavoro sui 25 ettari di terreno potenzialmente recuperabili per attività industriali. A Ferrania, dove non ci sono problemi di bonifica e dove l'attività industriale si è ridotta ma non fermata, i metri quadrati disponibili per nuo- vi insediamenti sono invece 430 mila. Ovvero 43 ettari di aree industriali che non sono interessati dalle nuove iniziative di Ferrania Technologies. In pratica si tratta dell'85 per cento dell'intero sito aziendale, mentre il restante 15 per cento sarà sufficiente ad ospitare il polo produttivo per l'energia fotovoltaica (sarà utilizzato l'ex magazzino prodotti finiti delle “vecchia” Ferrania), la centrale a biomasse vegetali, le attività di supporto e le residue lavorazioni tradizionali. Anche in questo caso il ventaglio delle possibili opzioni è variegato: distripark, grande distribuzione, piccola e media industria. La realizzazione della (prevista) piattaforma tecnologica dovrebbe facilitare l'insediamento di attività produttive orientate all'innovazione piuttosto che attirare interessi commerciali o logistici. Tuttavia la (prevista) realizzazione di svincoli stradali con la nuova variante di Vispa e il rifacimento (previsto) del raccordo ferroviario con la linea Savona - San Giuseppe di Cairo potenzieranno notevolmente la rete infrastrutturale al servizio dell'area di Ferrania, aumentandone l'attrattività anche per impieghi diversi dalla 9 produzione. L'effettiva presa di possesso del sito di Ferrania da parte del gruppo Messina - azionista unico della società - è avvenuta solo di recente. Quindi, in tema di ritardi, non si può addebitare alla proprietà di aver indugiato nella definizione delle scelte. Semmai ritardi ed incertezze riguardano altre partite aperte da anni, a cominciare dall'attuazione dell'Accordo di Programma sottoscritto - in buona compagnia - tre anni e mezzo or sono. Certo che adesso, con l'arrivo dei sostegni finanziari della Regione e con la definizione del contenzioso con i commissari dell'Amministrazione Straordinaria, non ci sono più ostacoli formali al rilancio dell'area. Ma per la rilevanza del problema e per l'alto numero di lavoratori coinvolti è più che mai necessaria un'iniziativa di supporto da parte degli Enti locali e dei loro bracci operativi per agevolare la ricerca di soggetti interessati ad investire. Acna, IP, Ferrania: tre vuoti (o quasi) che non devono essere considerati “a perdere”. Passa su queste aree una parte rilevante delle opportunità di nuovo sviluppo industriale (ma non solo) dell'economia locale, soprattutto valbormidese. Un comprensorio, quello dell'entroterra, che non può continuare a contare su ipotesi suggestive di riconversione o di cambio di “vocazione” ma che deve saper utilizzare al meglio sia il patrimonio di professionalità che ha accumulato in più di un secolo di tradizione industriale, sia i contenitori che le grandi ristrutturazioni e la rivoluzione digitale ha svuotato di impianti e di lavoratori. c 19-09-2009 10 10:19 Page 10 N°3 - 2009 Grande successo a Millesimo della 17a Festa Nazionale Alla ricerca dei tartufi con la mappa del tesoro Nel territorio della provincia di Savona - soprattutto in Val Bormida, ma non solo - sono presenti tutte le tipologie di tartufi, sia bianchi che neri, che crescono nei diversi periodi dell'anno. Diverse pubblicazioni edite negli ultimi decenni lo documentano; ora è stato ultimato lo strumento scientifico ufficiale, previsto dalla recente normativa regionale, ovvero la completa mappatura delle zone tartufigene esistenti nell'ambito territoriale della Comunità Montana Alta Val Bormida. Lo studio cartografico è stato curato dal Dip.Te.Ris. (Dipartimento per lo Studio del Territorio e delle sue Risorse dell'Università di Genova) in collaborazione con l'Associazione Ligure Tartufai e Tartuficoltori, che ha sede a Millesimo, presieduta da Maurizio Bazzano. In merito a tale iniziativa, l'infaticabile ed appassionato Meo Bertone, che dell'Associazione Tar tufai è stato il primo presidente, in carica per 23 anni, fino ai mesi scorsi, osser va: “Questo strumento della mappatura del territorio, finalizzato ad identificare le aree tartufigene, con le indicazioni dei terreni e delle tipologie di tartufi che vi si trovano, è fondamentale per il settore specifico e per il quadro economico in generale. Con questa prima cartografia delle aree tartufigene dell'Alta Val Bormida si può finalmente arrivare anche alla quantificazione del prodotto ed a stime attendibili del valore dei nostri tartufi nonché dell'incidenza economica che il tartufo apporta.” Spiegano i tecnici della Comunità Montana valbormidese: “Con la mappatura delle zone tartufigene si pongono le basi per l'avvio della filiera legata al tar- tufo e per la razionalizzazione della stessa, nell'ambito della Comunità Montana Alta Va Bormida. Il tartufo, infatti, possiede le potenzialità per fare da traino all'economia locale e ad altri prodotti, sia per quanto riguarda gli aspetti economici e di marketing, sia relativamente alla gestione territoriale. Attraverso la cartografia e la georeferenziazione è possibile conseguire una migliore conoscenza della distribuzione delle tartufaie esistenti e stabilire le linee di approfondimento, ricerca e sperimentazione future sulle quali potranno prendere avvio nuove fasi del progetto, oltre a caratterizzare le porzioni di territorio a sviluppo tartufigeno in relazione alle diverse specie, usufruendo di uno strumento utile e dinamico nella determinazio- ne delle priorità di intervento.” I tartufi, oltre a catalizzare la passione dei cercatori nonchè costituire un motivo di attrazione per i buongustai, rappresentano un indubbio fattore economico. Continuano dalla Comunità Montana: “Un elemento altrettanto importante è il marketing territoriale legato al tartufo: la posizione strategica del territorio andrebbe sfruttata per promuovere il prodotto su più fronti, soprattutto mettendo in risalto il fatto che in Val Bormida sono presenti tutte le specie commercializzabili in Italia, il che permette di coprire, seppure con tartufi diversi, quasi tutti i mesi dell'anno. Sarà auspicabile lo sviluppo di attività imprenditoriali direttamente collegate alla fi- liera del tartufo, sia per quanto riguarda la ristorazione, trasformazione e commercializzazione del prodotto, sia relativamente alla creazione di figure in grado di lavorare su tartufaie coltivate e naturali, affiancando le attività tradizionali, già peraltro ben sviluppate, dei tartufai. La valorizzazione del tartufo potrà essere implementata con altri modelli di sviluppo di filiere non legnose ma sempre legate al bosco, come ad esempio funghi, castagne, piccoli frutti, miele, prodotti zootecnici ed ortofrutticoli, al fine di valorizzare i territori dell'entroterra ligure, offrendo anche ai turisti della zona costiera l'opportunità di variare paesaggio a pochi chilometri dal mare, riscoprendo il verde della natura e le tradizioni della Val Bormida.” I proff. Mario Pavarino e Mirca Zotti, dell'Universtà di Genova, hanno spiegato la metodologia della mappatura: “I tartufi, poiché di numerose specie si tratta e non solo del 'tartufo bianco e nero', maggiormente noti, nascono grazie ad una simbiosi tra l'apparato radicale di una specie arborea e un fungo ascomiceta. In primo luogo risulta, quindi, essenziale individuare e localizzare quelle specie arboree che possono produrre la simbiosi con una determinata specie di tartufo. Queste ultime possono essere numerose, e volendone soltanto ricordare alcune potremmo citare la roverella, il tiglio, il pioppo bianco, il nocciolo. Complesse, ed ancora poco note, sono inoltre le interazioni che si creano tra le specie di tartufo e le altre specie a livello radicale. La conoscenza della distribuzione delle specie ospiti però non è sufficiente ad individuare le possibili piante in grado di produrre tartufi. E' infatti necessario considerare le caratteristiche del suolo, le condizioni climatiche, e i caratteri morfologici del territorio in un approccio multiscala. Per tutta que- sta serie di motivi risulta estremamente complesso individuare metodologie lineari per lo studio di come i siti idonei alla produzione di tartufi siano localizzati sul territorio. L'individuazione della migliore metodologia deve indubbiamente iniziare dalla ricognizione dell'area (con l'aiuto fondamentale dell'Associazione Tartufai e degli amici “a quatto zampe”), seguita dalla fase di censimento delle aree tartufigene note. Contestualmente alla fase esplorativa, si predispone uno schema per la raccolta di quei dati che possano rivelarsi utili per poi predisporre le carte della distribuzione dei siti tartufigeni. Le caratteristiche morfologiche del territorio vengono, invece, con maggiore precisione individuate attraverso l'analisi dei modelli tridimensionali del territorio, utilizzando programmi informatici specifici. Alla fase di descrizione del fenomeno oggetto di studio segue, poi, l'analisi esplorativa dei dati effettuata con software che permettono di integrare tra loro tutti i dati raccolti in precedenza anche se provenienti da componenti differenti del territorio (vegetazione, suolo, morfologia). Si passa, quindi, a definire la stima di una misura opportuna che permetta di identificare una correlazione spaziale tra le osservazioni.” Come ogni anno, a Millesimo - località che aderisce all'associazione nazionale delle Città del Tartufo - è stata organizzata la diciassettesima edizione della Festa nazionale del Tartufo nelle giornate di sabato 26 e domenica 27 settembre, con convegno (in cui è prevista la presentazione delle conclusioni del progetto “Studio per la caratterizzazione del tartufo della Val Bormida”), esposizioni, bancarelle e attività collaterali. La manifestazione è stata preceduta da una Gara di ricerca dei tartufi organizzata a Cosseria nella mattinata di domenica 20 settembre. LoRenzo Chiarlone c 19-09-2009 10:19 Page 11 Ventuno progetti divisi tra le cinque filiere previste dal bando regionale si divideranno i 35 milioni provenienti dal Fondo sociale europeo rivolto alle risorse umane (Fse, 19.600.000 euro) e dal Fondo europeo di sviluppo regionale dedicato alle imprese e all'innovazione (Fesr, 15.400.000 euro). Un gioco di squadra che indirizza risorse pubbliche verso azioni di stimolo sull'economia con un occhio di riguardo alla creazione di nuovi posti di lavoro. "Per la prima volta in Italia - ha sottolineato facendo il punto sull'iniziativa il vicepresidente della Regione Massimiliano Costa - sono state unificate le risorse provenienti dai due fondi per finanziare progetti che, oltre alle risorse, condividono anche le finalità dei fondi: formazione finalizzata all'occupazione e attenzione alle categorie svantaggiate per il Fse; incremento della competitività dei territori attraverso le imprese per il Fesr". Quindici Comuni, quattro Comunità Montane, l'Ente Parco regionale delle Alpi liguri e il Parco nazionale delle Cinque Terre hanno presentato in tutto 34 progetti e, di questi, 21 sono stati ammessi a finanziamento. Dei tredici progetti esclusi, la bocciatura ha riguardato soltanto tre idee, mentre gli altri non sono riusciti a raggiungere il punteggio necessario ad ottenere il finanziamento e potranno essere riproposti. Ogni progetto va da un minimo di 750.000 a un massimo Dare più lavoro con idee innovative Finanziati in provincia 5 progetti di sviluppo locale di 2,5 milioni di euro di finanziamento. Sono tutti progetti "di rete": coinvolgono cioé diversi enti e diverse realtà del territorio. Le cinque filiere sono: sviluppo sostenibile; occupazione nei settori ad alto contenuto di ricerca e innovazione; valorizzazione turistico culturale e agroalimentare dell'entroterra; potenziamento del sistema portuale; occupazione delle categorie svantaggiate e coinvolgimento delle imprese del terzo settore. Il coinvolgimento “a rete” degli enti pubblici è stato accompagnato, come prescritto dal bando, dall'apporto di capitali privati che sono andati ad aggiungersi, per un importo di quasi 19 milioni, alle risorse pubbliche. In questo modo il valore globale degli interventi approvati sale da 34,7 ad oltre 53,5 milioni. In questo modo, nel corso della loro elaborazione, i vari progetti si sono orientati lungo le direttrici auspicate: creazione di opportunità imprenditoriali da un lato e incremento dei livelli occupazionali dall'altro, con un occhio di riguardo alla preparazione delle figure professionali da impiegare. "Abbiamo fatto un esperimento - ha detto l'assessore allo sviluppo economico, Renzo Guccinelli -; la sfida è appena lanciata e non è ancora vinta: abbiamo chiesto ai territori di organizzare progetti per creare professionalità intorno a opportunità vere di lavoro e di impresa. Partendo dalle loro specificità, ma attenendosi agli assi stabiliti dalla Regione in conformità con gli obiettivi di Fse e Fe- sr. Vorremmo evitare, in primo luogo, di erogare formazione per futuri disoccupati, come accaduto più volte in passato. E vogliamo partire dalle esigenze concrete del nostro tessuto di piccole e medie imprese, che rischiano facilmente l'isolamento". I ventuno progetti finanziati invece riguardano i piccoli centri e interessano più o meno tutto il territorio regionale: otto sono nella provincia di Genova, cinque in quella di Savona (a presentarli sono stati i Comuni di Vado Ligure, Albenga, Cairo Montenotte, Spotorno e Varazze), quattro nell'imperiese e quattro nello spezzino. Molti puntano sul collegamento tra costa ed entroter- N° 3 - 2009 11 ra, in particolare sulla sinergia tra turismo balneare della costa e turismo culturale ed escursionistico dell'entroterra. In molti casi si prevede di affidare la gestione dei servizi collegati (ad esempio di strutture per la pratica di attività sportive tradizionali o innovative) a nuove cooperative di giovani, erogando la formazione necessaria e fornendo gli aiuti per l'avvio dell'impresa. Sono interessate zone ad alto potenziale di sviluppo turistico. Alcuni esempi: Varazze e la via del Beigua; le Cinque Terre, il recupero dei muretti a secco e di coltivazioni tipiche; Badalucco e il recupero della tradizione della ceramica; Spotorno e immediato entroterra, incentivazione dell'agriturismo e coordinamento con il turismo balneare. Il pacchetto di iniziative riguardanti Vado è incentrato su progetti logistico portuali e coinvolge anche i comuni confinanti, la Provincia, le forze sociali. Studiato in prospettiva della piattaforma Maersk è caratterizzato dalla scelta portuale come motore dello sviluppo. Si tratta, in assoluto, dell'intervento più rilevante per importo: 5,2 milioni di euro, di cui meno della metà provenienti dai fondi pubblici. c 19-09-2009 12 10:19 Page 12 N°3 - 2009 I Piani di Sviluppo Locale Sotto il Beigua voglia di turismo Si chiama “RivierAmbienteSviluppo” il piano di sviluppo locale integrato del levante savonese ammesso a finanziamento regionale. L'iniziativa è stata realizzata dai Comuni di Varazze (capofila), Celle Ligure, Albissola Marina, Albisola Superiore, Arenzano, Cogoleto, dalla Provincia di Savona e dall'Ente Parco del Beigua. Il Piano prevede interventi a sostegno dell'occupazione per un valore di 797 mila euro con il contributo del Fondo Sociale Europeo, rivolti sia a disoccupati, sia ai lavoratori occupati per assicurarne il necessario aggiornamento professionale. Attività di indirizzo e formazione, dunque, ma anche azioni di ricerca, informazione e sensibilizzazione. Un secondo filone del piano “RivierAmbienteSviluppo” consiste nel sostegno allo sviluppo del tessuto imprenditoriale del territorio. In questo caso impiegati 610 mila euro attraverso il contributo del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale (FESR). L'obiettivo è stimolare la nascita di nuove aziende e fornire alle imprese già esistenti incentivi per l'innovazione. Complessivamente si tratta di 1,6 milioni di euro provenienti dai fondi europei ai quali si aggiungeranno ulteriori risorse private per 1,1 milioni, per un totale di 2,7 milioni di euro da gestire per iniziative rivolte alla crescita sostenibile e al tu- rismo. Potranno essere finanziati progetti che riguardano la formazione professionale di giovani in cerca della prima occupazione, lavoratori in cassa integrazione o disoccupati, la ricerca e sviluppo per il riutilizzo di aree dismesse o da riconfigurare e programmi di investimento per le piccole e medie imprese che vogliono ridurre l'impatto ambientale, aumentare il risparmio energetico e la propria efficienza produttiva. Gli uffici comunali sono a disposizione di tutti coloro che sono interessati all'iniziativa e intendono approfondirne il merito o chiedere comunque chiarimenti e informazioni. “Vogliamo portare a conoscenza di tutti i soggetti potenziali destinatari di questi finanziamenti della disponibilità di tali fondi - ha sottolineato il vicesindaco Andrea Valle - al fine di metterli in condizione di poter presentare per tempo i progetti che mirano allo sviluppo della propria azienda ed al miglioramento della professionalità dei propri collaboratori, guardando in particolare all'aumento del numero degli occupati ed alla stabilizzazione del loro contratto di lavoro. Per questi motivi gli uffici del Comune sono a disposizione di tutti coloro che necessitano di chiarimenti ed informazioni in merito. Il nostro obiettivo principale è quello di creare occupazione”. Ambiente e gastronomia must della Val Bormida La Regione Liguria, attraverso i fondi europei rivolti alla tutela dei lavoratori ed allo sviluppo delle imprese innovative, ha concesso un finanziamento di 1 milione 227 mila euro al Comune di Cairo Montenotte per la realizzazione di un progetto finalizzato a favorire lo sviluppo locale, in particolare, un sistema eco-gastronomico valbormidese, capace di valorizzare le produzioni agroalimentari tipiche, le risorse naturali, ambientali, turistiche e culturali dei diciotto comuni del territorio. La Regione ha approvato la proposta, frutto di una concreta collaborazione tra i comuni dell'entroterra savonese, che ha l'obiettivo di favorire una reale crescita in termini di attività economica e di nuova occupa- zione, nel rispetto della compatibilità ambientale. Il progetto, denominato “Radici”, del quale il Comune di Cairo è capofila e coordinatore, prevede l'avvio di una collaborazione attiva tra tutti i comuni valbormidesi, per la creazione di un sistema integrato e collettivo di economia locale, centrato soprattutto sulle risorse agricole, sulle produzioni alimentari e gastronomiche e sulla valorizzazione delle attrattive naturali del territorio. Partendo dall'omogeneità del territorio e dall'importante sistema produttivo esistente, la cooperazione tra i soggetti coinvolti dovrà generare opportunità interessanti per il mercato, così come migliorare le relazioni culturali e sociali e le attrattive turistiche. Questo ambizioso obiettivo, secondo gli enti promotori, parte dal presupposto che i primi beneficiari della proposta devono essere gli stessi valbormidesi, che vivono e lavorano sul territorio, e non soltanto i destinatari esterni. Il programma di sviluppo prevede una scansione triennale degli interventi e sarà delineato in maniera specifica, per ogni singola azione, d'intesa tra tutti gli enti partecipanti. Da sottolineare che il “budget” a disposizione delle amministrazioni comunali valbormidesi comprende anche 772 mila euro che dovranno essere garantiti da soggetti privati interessati all'iniziativa, portando così a 2 milioni di euro le risorse complessivamente disponibili. c 19-09-2009 10:19 Page 13 N° 3 - 2009 Mare-entroterra “sinergia cercasi” Vado e i suoi dintorni credono nella portualità Il Comune di Vado Ligure come capofila, d'intesa con i Comuni di Savona, Quiliano e Bergeggi, con il supporto progettuale e operativo dell'agenzia per lo sviluppo savonese IPS e con l'adesione al parternariato delle organizzazioni sindacali e imprenditoriali, hanno presentato alla Regione Liguria il Progetto integrato di sviluppo locale. Il piano, che in graduatoria è stato inserito al terzo posto (su 21 ammessi a finanziamento) dalla giunta regionale, ha lo scopo di permettere al territorio di cogliere, e con ruoli qualificati, le opportunità di lavoro collegate alla filiera logistico portuale. Il progetto avrà una durata di trenta mesi, da metà 2009 a tutto il 2011. Queste le principali azioni previste a sostegno dell'occupazione e dell'attività produttiva: - 8 corsi per 8 persone ciascuno di aggiornamento per occupati in piccole e medie imprese; - contributi fino al 50% dell'investimento in attrezzature, formazione e consulenze per la creazione di nuove imprese (obiettivo 12 nuove imprese); - predisposizione di interventi per favorire l'accreditamento di PMI locali a erogare forniture e servizi per i maggiori operatori logistico portuali; - formazione per 12 macchinisti/ operatori ferroviari, per 12 operatori al Sistema Metrocargo, per 12 saldatori; - attività di orientamento e inserimenti lavorativi per 20 persone; - contributi a investimenti di piccole e medie imprese per una percentuale del 30% che sale al 50% nel caso di acquisti di servizi tecnologicamente avanzati; - sostegno alla realizzazione di aggregazioni e reti tra imprese, con contributi del 60% degli investimenti sostenuti. Le risorse pubbliche ottenute ammontano a circa 2 milioni e mezzo, di cui 1.580.000 euro per i contributi alle imprese, con la concreta previsione di sollecitare investimenti privati per altri 2.720.000 euro. Risorse importanti (si tratta del progetto più rilevante per valore tra tutti quelli ammessi a finanziamento) che serviranno a dare strumenti concreti a favore di disoccupati, lavoratori e imprese per cogliere le opportunità dell'ipotizzato sviluppo portuale. Vale 2 milioni 650 mila euro il progetto presentato dal Coimune di Albenga e che ha ottenuto l'ammissione a finanziamento da parte della Regione Liguria, nell'ambito dei piani di sviluppo locale integrati. Tra le 21 iniziative approvate, quella che vede il Comune ingauno come capofila si è piazzata in ottava posizione. Il piano di sviluppo del Ponente savonese è destinato a rivitalizzare l'economia del comprensorio grazie ad una maggiore interazione tra la costa e l'entroterra. Il progetto, che sarà finanziato grazie a 1,5 milioni di euro stanziati dalla Regione e provenienti dai fondi europei Fse e Fesr, ai quali dovranno aggiungersi un milione 160 mila euro resi disponibili dai soggetti privati, vede come ente capofila il Comune di Albenga, in collaborazione con le amministrazioni di Arnasco, Ortovero, Villanova, Vendone, Zuccarello, la Provincia di Savona, oltre che con le cooperative “Ortofrutticola” di Albenga, “Olivicola” di Arnasco e “Viticoltori Ingauni” di Ortovero. L'impegno congiunto degli enti locali e delle cooperative agroalimentari coinvolte permetterà di mettere in sinergia il sistema economico territoriale. L'obiettivo è mettersi in rete con gli altri progetti già esistenti nel comprensorio, 13 e non solo lungo la filiera agricola, ma ampliando e dando spessore alla collaborazione già in corso tra le asssociazioni del settore primario e quelle del turismo per la diffusione dei prodotti locali. Significative le convenzioni che si stanno sottoscrivendo tra le associazioni degli operatori turistici e quelle del settore agricolo. Ricalca le linee guida del Progetto Outdoor il Piano di sviluppo locale integrato dei Comuni del medio ponente savonese. Non a caso, con il Comune di Spotorno come capofila, sono coinvolti - dopo aver sottoscritto un protocollo d'intesa - i comuni di Bardineto, Bergeggi, Boissano, Borgio Verezzi, Calice Ligure, Calizzano, Castelbianco, Finale Ligure, Giustenice, Loano, Magliolo, Noli, Orco Feglino, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto, Toirano, Tovo San Giacomo, Vezzi Portio, la Comunità Montana Pollupice, la Provincia di Savona, il CONI, comitato di Savona. Il progetto vale 3,2 milioni di euro, oltre la metà dei quali (1,754 milioni) sotto forma di contributo regionale e il resto da attivare con soggetti privati. L'obiettivo è quello di incentivare l'agriturismo e di rafforzare i legami tra il turismo dell'entroterra e l'attività balneare costiera. c 19-09-2009 10:19 14 Page 14 Pasquale: nuovo patto fra banche e imprese N°3 - 2009 Intervista al presidente della Cassa di Risparmio di Savona “ Uno spreco di risorse ed energie che andrebbero invece utilizzate per cercare soluzioni in grado di andare oltre la crisi. Così il nuovo presidente di Carisa giudica la contrapposizione tra il mondo del credito e quello dell'economia reale Tra le molte conseguenze negative della crisi, una delle più evidenti è la contesa quotidiana, combattuta anche attraverso i media, tra le imprese e le banche: le prime accusano le seconde di avere stretto eccessivamente il credito, negando finanziamenti e richiedendo rientri anticipati; le seconde accusano le prime di avere ridotto la qualità e la quantità della domanda. Un testimone privilegiato, a cui chiedere quale sia l'effettivo stato delle cose nella nostra provincia, è senza dubbio Luciano Pasquale, che alla sua qualità di banchiere (da pochi mesi è presidente di Banca Carisa) unisce la particolare sensibilità maturata in oltre 25 anni di direzione dell'Unione Industriali di Savona. - Allora, Presidente, chi ha ragione: le banche o le imprese? "Diciamo che entrambe hanno espresso con convinzione le proprie ragioni", concede diplomaticamente Pasquale. "Ed aggiungo che anche se, dal punto di vista della banca, non posso dire che tutti gli argomenti delle imprese siano condivisibili, va peraltro compreso che la crisi nel suo complesso, non solo dal punto di vista finanziario, sta sottoponendo gli imprenditori a forti tensioni. Detto questo, ritengo che il conflitto tra banche ed imprese - al quale, come ancora in questi giorni, si aggiunge di quando in quando la politica - sia un errore da parte di tutti: le risorse e le energie vanno dedicate piuttosto a definire soluzioni efficaci." - Ad esempio? "Ad esempio, cominciando a sgombrare il campo da ipotesi demagogiche come il tetto imposto ai tassi di interesse e a ragionare, invece, sul- la riduzione di alcuni vincoli imposti alle banche, come quelli derivanti da Basilea 2 o dal regime fiscale degli accantonamenti sui crediti in sofferenza." - Beh, Presidente, non sarete cattivi come vi dipingono, ma di qui a fare le vittime ... "Il vittimismo non c'entra niente. Ma non è accettabile che si debba fare sempre la parte dei killers: provi a dare un'occhiata oltre confine!" - Perché, cosa vedrei? "Vedrebbe come il sistema bancario italiano abbia resistito brillantemente all'urto Luciano Pasquale, direttore dell'Unione Industriali di Savona dagli inizi degli anni Ottanta, è da cinque mesi al timone della banca savonese della crisi mondiale: il Regno Unito ha dovuto destinare il 20% del PIL al finanziamento delle banche, l'Irlanda il 40% e quasi altrettanto la Germania; l'Islanda è praticamente in bancarotta. In Italia, invece, il Governo non ha dovuto sottrarre neppure un euro ad altri scopi, come il sostegno degli ammortizzatori sociali." - Come si spiega questa differenza? "Con tre fattori: le regole della Banca d'Italia; lo straordinario vantaggio competitivo rispetto agli altri Paesi che è il risparmio delle famiglie italiane; e la tradizionale virtù della prudenza che ci viene così spesso rimproverata, ma che ci ha messo al riparo dal confondere l'invenzione di strumenti finanziari esoterici con la creazione di autentico valore." - Le imprese dicono che siete "troppo" prudenti ... "Ascolti, noi come banca locale non l'avvertiamo, tutta questa tensione con le imprese. Nonostante la crisi, i nostri impieghi tra il 30 giugno dell'anno scorso e la stessa data di quest'anno sono lievemente cresciuti. Non abbiamo mai perso di vista l'obiettivo primario di reinvestire nell'economia reale del territorio il risparmio depositato presso c 19-09-2009 10:19 Page 15 N° 3 - 2009 di noi: considerando che a fronte di depositi diretti per 1.220 milioni vi sono impieghi per 1.158 milioni, possiamo dire che in pratica prestiamo tutti i soldi che riceviamo." - In generale, qual è l'andamento del credito in provincia, dal punto di vista di Carisa? "L'erogazione del credito in provincia appare condizionata più dalla carenza di domanda che da particolari restrizioni. Comunque, nel primo semestre 2009 l'erogazione netta è cresciuta del 2,9% rispetto allo stesso periodo del 2008. Si tratta soprattutto di finanziamenti a medio termine anche perché, come sempre accade nei momenti di crisi, il credito a breve tende a diminuire per motivi fisiologici. - La recessione si è fatta sentire anche sulla qualità del credito? Qual è il rapporto tra nuove sofferenze e totale dei finanziamenti? "Al momento, il peso delle sofferenze sul totale erogato non risulta in crescita. Per una valutazione definitiva conviene attendere l'evoluzione dei prossimi mesi. I rapporti di lunga durata con i clienti e l'attenzione che dedichiamo al merito creditizio sono la chiave per ridurre i rischi d'insolvenza e mantenere una buona capacità di sostenere le aziende sane. " - Il presidente di ABI, Faissola, ha invitato a rafforzare le strutture patrimoniali e le politiche di contenimento dei costi: qual è la vostra situazione? "La struttura patrimoniale di 15 L'economia savonese ha bisogno di banche e imprese solide ed efficienti. A fondo pagina il consiglio di amministrazione della Cassa di Risparmio di Savona al gran completo Carisa è solidissima, ha una dotazione di capitale proprio in grado di assorbire eventuali perdite sui finanziamenti in essere ed assicurare la crescita delle erogazioni nei prossimi 5 o 6 anni. La nostra Banca è giunta al termine di un processo di ristrutturazione che ha realizzato un importante contenimento dei costi ed ha creato le basi per il miglioramento dei servizi, sul quale stiamo investendo sia sotto l'aspetto tecnologico che organizzativo e di formazione del personale. Siamo dunque attrezzati sotto tutti i punti di vista per dare soddisfazione ai nostri clienti e per svolgere un ruolo primario per sostenere l'economia reale del territorio savonese. Voglio comunque ribadire che le banche, come tutte le altre imprese, sono alla continua ricerca di efficienza e competitività. Spesso si tende a sottovalu- tare il valore dei servizi bancari. Ad esempio, tenere a disposizione la somma di denaro destinata ad un cliente affidato, indipendentemente dall'utilizzo, è un servizio importante che ha anch'esso un costo, peraltro difficile da percepire. " - All'avviso comune per la sospensione dei debiti delle PMI - la c.d. moratoria dei debiti - ha aderito anche il gruppo Carige. Uno strumento utile, anche per le nostre imprese? "Credo di si, sarà un'opportunità di capitalizzazione per quelle imprese che sapranno proporre un valido piano di crescita, orientato oltre la crisi. Peraltro, il nostro carattere distintivo è quello di essere banca locale, cioè legata ai propri clienti da rapporti di lunga durata, nei quali si arriva a conoscere bene non solo le imprese, ma anche gli impren- ditori: quindi le dilazioni dei pagamenti, quando legate a contingenze e non a deficit strutturali, per noi non sono una novità. Anche se a volte questo può scontare l'aggressività dei concorrenti che vengono da fuori, noi restiamo legati alla nostra vocazione territoriale, in cui l'alta qualità del credito si sostanzia anche di un dialogo franco e quotidiano con la clientela; questa tradizione, che ci tiene saldamente ancorati all'economia reale e lontani dalle sirene dell'economia di carta, è stata ampiamente rivalutata in questi tempi difficili." - Le semestrali dei grandi gruppi bancari, pubblicate in questi giorni, mostrano tutte degli utili. La domanda sarà brutale, ma credo che qualche imprenditore potrebbe farla: allora dobbiamo pagarla solo noi, la crisi? "Intanto precisiamo che riguardano prevalentemente le società quotate e che si tratta appunto di relazioni semestrali e non di bilanci annuali: quindi è presto per parlare di utili. Per quanto riguarda Carisa, posso dirle che, pur avendo lavorato di più (sono aumentati sia i depositi sia gli impieghi), prevediamo che i nostri utili a fine anno diminuiranno. Peraltro, voglio ricordare che bilanci solidi costituiscono anche una garanzia di tranquillità per i nostri clienti. E poi, il vero problema è il fax ...". - Prego? "Se il fax non sputa ordinativi, se il telefono non squilla, se - insomma - manca il lavoro per le imprese e per le persone, un sistema basato su incentivi ed ammortizzatori potrà, forse, essere opportuno nel breve periodo, ma certamente non risolutivo. Come banca, aspettiamo anche noi con ansia una ripresa stabile del lavoro: quello che le imprese hanno diritto di attendersi da noi, per l'immediato e per il futuro, è un dialogo senza infingimenti che possa portare a finanziare i loro investimenti in tempi brevi, in un ambiente di piena sicurezza per entrambi. Carisa sta lavorando per assicurare tutto questo." c 19-09-2009 16 10:19 Page 16 Liguria più bella con Miss Muretto N°3 - 2009 Ad Alassio un successo di stile (e di prodotti) La bellezza è sbarcata in Riviera con la cinquantaseiesima edizione di Miss Muretto, che si è conclusa sabato 5 settembre con la proclamazione della reginetta 2009: Federica Teso, 19 anni, veneziana. Ancora una volta la città del Muretto si è posta al centro di uno degli eventi di maggiore richiamo nazionale con la sfida fra trenta splendide ragazze che si sono contese la corona di “più bella del reame” in uno scenario tra i più attrattivi e accoglienti. Dice Giancarlo Grasso, presidente della Camera di Commercio di Savona: “Una manifestazione che si ispira alla bellezza rappresenta anche un'importante vetrina per promuovere le produzioni locali, le loro eccellenze e il territorio della provincia di Savona e della Liguria in generale. Miss Muretto si è così potuta trasformare anche in una quattro giorni di grandi opportunità ed è stata anche una grande occasione per fare immagine all'industria del tempo libero e delle strutture turistico ricettive del Ponente”. È stato l'incontro tra due “must”: la bellezza al femminile e la suggestione del territorio, “prodotti” entrambi di eccellenza che spingono ad esprimere qualità e perfezione anche in tutto quello che circonda la gara di bellezza, sino a far diventare un evento nell'evento l'insieme delle iniziative collaterali, che non a caso mettono in campo risorse importanti e soprattutto rivolte ad esprimere il meglio della Liguria. Ecco perché anche quest'anno, accanto agli sponsor del concorso, sono stati presenti partner istituzionali e di impresa, tra i quali la Camera di Commercio di Savona che, attraverso la sua Azienda Speciale per la Promozione e d'intesa con la Regione Liguria e la Confartigianato Liguria, ha proposto dal 2 al 5 settembre un fitto calendario di attività ed eventi con l'obiettivo di promuovere e valorizzare le “eccellenze di prodotto” presenti su tutto il territorio ligure. Miss Muretto è bellezza (que- Quattro giornate di grandi eventi sto il messaggio che parte da Camera di Commercio, Regione Liguria e Confartigianato) ma a renderla prestigiosa è il fatto che ad Alassio questa bellezza è affinata e impreziosita dallo stile ligure. “Liguria protagonista di stile” è stato infatti il tema di questa edizione 2009 del concorso. Per dimostrarlo sono stati realizzati una serie di appuntamenti che hanno visto direttamente coinvolte le Miss finaliste in attività della tradizione regionale che hanno messo alla prova la loro creatività e le loro capacità, animando simpaticamente le giornate del Miss Muretto Village e l'intera città di Alassio. Luca Costi, direttore di Confartigianato Liguria, spiega: “Ritengo che abbinare i nostri prodotti di eccellenza alla bellezza delle Miss in concorso sia stata un'idea vincente, proprio nell'ottica della promozione e della diffusione delle nostre tipicità. Ancora molta strada c'è da percorrere per promuovere quanto la Liguria ha da offrire; pertanto, auspico che il cammino intrapreso quest'anno con Miss Muretto possa continuare a dare ottimi frutti anche nelle edizioni future”. Con la preziosa collaborazio- ne degli operatori di imprese specializzate, infatti, è stato possibile seguire le Miss finaliste impegnate nel giardinaggio, nella decorazione ceramica, nella preparazione del pesto genovese con il mortaio, nella cura e salute del corpo, nel comportamento a tavola e in una sfilata di moda. La Miss che si è maggiormente distinta nelle varie prove e durante la serata finale del concorso è stata Arianna Polgatti, eletta per questo “Miss Protagonista di Stile”. Conclude Angelo Galtieri, presidente dell'Unione Albergatori e rappresentante del turismo nel Consiglio della Camera di Commercio: “A conclusione di questa importante kermesse, posso dire che l'obiettivo che ci eravamo fissati è stato raggiunto: permettere una conoscenza maggiore delle nostre eccellenze tramite la bellezza e freschezza delle giovani Miss in concorso. Bisognerà aspettare qualche mese per poter delineare una valutazione più precisa sull'impatto mediatico ma gli albergatori locali, nello specifico, hanno mostrato grande soddisfazione per come sono stati gestiti ed organizzati gli eventi collaterali”. Quattro giorni di sfilate e di appuntamenti con la tradizione e il “modo di vivere” dei liguri, per suscitare la curiosità delle aspiranti Miss Muretto e promuovere al di fuori della regione attività (e specialità) poco note oppure ben conosciute ma non sempre collegate, nell'immaginario comune, alla Liguria. Eccone una carrellata. Miss & ceramiste - Presso lo stand “Liguria Protagonista di Stile” promosso da Regione Liguria, da Camera di Commercio di Savona e di Confartigianato Liguria all'interno del Village di Miss Muretto le ragazze, accompagnate da Raffaella e Silvia di “GG Arte Ceramica Pegli” di Genova, si sono cimentate con l'arte ceramica e hanno avuto la possibilità di realizzare e decorare la propria “piastrella del Muretto”. La ditta GG Arte Ceramica Pegli è tra le prime in Liguria a potersi fregiare del marchio di qualità rilasciato dalla Regione Liguria “Artigiani In Liguria”, a testimonianza di grandi capacità e professionalità, ma anche di tradizione. Miss & Chef - Mercoledì 2 le miss finaliste, suddivise in gruppi, sono state ospiti d'onore presso due ristoranti di Alassio: l'Hotel Toscana e l'Hotel Corso. Al Toscana la famiglia Mantellassi ha proposto un prezioso menù ligure, tra zucchine ripiene, ravioli di borragine al burro e salvia, crema al vermentino. Il tutto accompagnato da una degustazione di oli di oliva prodotti e proposti dal Frantoio Aldo Armato di Alassio. All'Hotel Corso è stato presentato un buffet estivo ligure, con musica dal vivo dai ritmi sudamericani. Tra le tante portate, prodotti selezionati della ditta Sommariva di Albenga, conosciuta per il suo olio extra vergine di oliva “mosto”, pressato a freddo, ma anche per le olive in salamoia, il pesto da agricoltura biologica ed altre conserve e specialità della vecchia cucina ligure. In entrambe le occasioni Liguriastyle.it ha offerto un assaggio di dolci di produzione locale. Miss & Giardini - Giovedì 3, in piazza Partigiani, il Comune di Alassio ha messo a disposizione un'aiuola su cui si sono messe al lavoro le ragazze. Si trattava di sistemare una composizione floreale che ricordasse l'evento. Le aspiranti miss sono state guidate nel lavoro da Andrea Minuto, del Centro Regionale di Sperimentazione ed Assistenza Agricola della Camera di Commercio. I tecnici del CeRSAA hanno messo a disposizione le proprie conoscenze per guidare le 22 ragazze. Il dottor Minuto ha anche spiegato come il CeRSAA abbia a cuore lo stato di salute e la c 19-09-2009 10:19 Page 17 N° 3 - 2009 17 Le concorrenti a Miss Muretto impegnate in alcuni fuori programma dedicati all'arte, all'enogastronomia e all'artigianato ligure. Nella pagina a fianco, foto di gruppo all'ombra del più famoso muretto d'Italia. bellezza del verde pubblico ornamentale, e non solo, nella città di Alassio. Il piccolo giardino è stato realizzato grazie alla preziosa collaborazione del “Giardino dell'Orchidea” di Sandro Ferrando di Ceriale, azienda attiva da oltre trent'anni che dal 2007 porta avanti un progetto di fattoria didattica, offrendo la possibilità di riscoprire la campagna, l'ambiente, ma anche gusti, tradizioni e mestieri ormai lontani. “Per creare questa aiuola - ha spiegato Ferrando - abbiamo utilizzato 300 mini ciclamini, giocando sui colori, per realizzare l'immagine della corona di Miss Muretto. La scritta centrale è stata, invece, fatta con pietre di marmo bianco di Carrara”. Miss & Assaggi - Dopo il lavoro di giardinaggio, le Miss finaliste, giovedì sera, sono state ospiti dei ristoranti dell'Hotel Regina sul Mare e dell'Hotel Lamberti. Il buffet del Regina sul Mare è stato accompagnato da una degustazione di crema di olive prodotta ancora secondo un'antica ricetta da Tabius di Pietrabruna. Il laboratorio, di cui è titolare Aldo Boschi, prende il nome da un mitico e forse mai esistito 'Gladiatore Tabius', che sarebbe alle origini di Taggia e delle olive taggiasche. Le miss ospiti del ristorante/cantina “Il Lambertino” dell'Hotel Lamberti sono state invece impegnate in una degustazione “a sorpresa” di vini tipici del ponente ligure offer ti e proposti da Durin Azienda Agricola, con cantina a Ortovero. Gli hotel di Alassio, dimostran- dosi dinamici ed ospitali, hanno dato un esempio di eleganza, cortesia e gusto, con la fattiva collaborazione dell'Associazione Comunale e dell'Unione Provinciale Albergatori, presieduta dall'alassino Angelo Galtieri: “L'idea - spiega - è nata dal desiderio di valorizzare le tipicità del nostro territorio, che ha indubbie eccellenze. Abbinare bellezza e qualità di prodotto è un modo nuovo di proporci sul mercato turistico”. Miss & Benessere - Venerdì 4, presso lo stand “Liguria Protagonista di Stile” nel Muretto Village, le Miss sono state condotte dal dottor Paolo Rossi di AMEB, Associazione Medicina Estetica Benessere di Savona, in un percorso che le ha viste affrontare numerosi temi: benessere psicofisico, prevenzione delle patologie, l'educazione alla salute e un corretto stile di vita. E, ancora prima, le ragazze in concorso si sono cimentate in una breve maratona promossa da “AlassioSalute”, affiancate da veri maratoneti che si stano preparando per la Venicemarathon del 25 ottobre. Così il dottor Paolo Rossi: “Ragazze come quelle che sfilano a Miss Muretto sono molto spesso prese ad esempio dalle adolescenti, per questo è molto importante partire di qui per diffondere l'idea di uno stile di vita più sano. Abbiamo proposto alle ragazze una serie di quesiti sulle loro abitudini quotidiane ed abbiamo poi analizzato le risposte. I principali 'errori' nel loro stile di vita sono legati ad uno scarso consumo di carboidrati ed acqua ma direi che nell'insieme nessuna sembra avere un errato approccio con il cibo o con l'attività fisica”. Il dottor Rossi si è avvalso della collaborazione di due operatori degli istituti Dimensione Estetica di Savona e In Linea di Carcare. Le attività pratiche con cui le miss si sono misurate, sono state rese possibili grazie all'utilizzo dei prodotti messi a disposizione da ESI di Albissola Marina, azienda di rilevanza internazionale nel settore dei prodotti fitoterapici, dietetici e degli integratori alimentari. Miss & Grand Hotel - Sempre venerdì, giornata priva di sfilate, le venti miss finaliste sono state ospiti del Gran Hotel Diana, in occasione dell'incontro con la stampa. Giancarlo Quadrelli ha accompagnato miss e invitati durante il buffet in terrazza dalla quale gli ospiti hanno potuto così godere non solo di un'incantevole vista sul mare e sull'isola Gallinara ma anche di sapori raffinati della cucina tipica ligure e del mare. Alla sera le ragazze sono state ospiti di due importanti nomi della ristorazione alassina: il ristorante Panama e l'Hotel Beau Rivage. Al Panama sono state coinvolte in un divertente ma istruttivo momento di animazione con la degustazione di oli di oliva, tra cui l'olio di oliva taggiasca lavorata ancora con il sistema tradizionale a freddo e con macine di pietra, presentato dal Frantoio Armato. Il menù a base di pesce e carni crude è stato molto apprezzato delle giovani concorrenti. Così Nuccia Cosso, del ristorante Panama: “Collaboriamo molto con slow food e utilizziamo prodotti locali. Recentemente ho costituito, insieme ad altri ristoranti della Riviera, quello che credo sia il primo consorzio interregionale insieme a Langa ed Astesana: la 'Riviera del Piemonte'. Lo scopo è di promuovere un turismo non solo balneare ma anche enogastronomico”. Le miss sono state anche ospiti dell'Hotel Beau Rivage, attese da un ricco e fresco buffet da gustarsi all'ombra del giardino popolato di piante verdi e arbusti, di fronte al mare di Alassio. Caratteristica del Beau Rivage è la semplicità dell'ambiente, caldo ed accogliente, in riva al mare, con una cucina semplice e leggera che valorizza i piatti tipici della zona. Miss & Olio - Durante tutte le serate le miss in concorso hanno avuto modo di assaggiare ed apprezzare l'olio di oliva prodotto ancora artigianalmente e secondo la tradizione con le olive taggiasche dal Frantoio Armando Garello di Nasino e dal Frantoio Aldo Armato di Alassio. Così Alberto Coddetta, della ditta Garello: “Produciamo olio extra vergine da olive taggiasche con segue a pag. 18 c 19-09-2009 18 10:19 Page 18 N°3 - 2009 macine in pietra, oltre ad una serie di altri prodotti, come le olive snocciolate, quelle in salamoia, il patè, le conserve ed anche alcuni prodotti di bellezza vegetali. Promuovere i sapori della nostra terra tramite le bellezze in gara ad Alassio può rivelarsi un ottimo volano per far conoscere le eccellenze locali anche fuori dai soliti circuiti”. In tutte le serate organizzate con le miss finaliste, partner è stato Liguriastyle.it, centro regionale dell'artigianato d'eccellenza. Così Raoul Bollani, direttore commerciale di Liguriastyle.it: “Liguriastyle.it nasce con Confartigianato e CNA, grazie al contributo della Regione Liguria tramite Liguria International. Lo scopo è di promuovere il binomio tradizione ligure e cultura, in questo caso intesa come valore legato all'artigianato, cioè all'arte del 'saper fare'.Vogliamo portare soprattutto i giovani alla scoperta del valore artistico dell'artigianato”. Miss & Pesto - Sabato 5, nel pomeriggio, in piazza Partigiani ad Alassio, presso lo stand “Liguria Protagonista di Stile”, le miss si sono cimentate con i segreti della ricetta del pesto genovese al mortaio, mettendosi simpaticamente alla prova. L'evento è stato curato dall'Associazione “Palatifini” di Genova che ha dotato le ragazze finaliste di un grembiule, mortaio e pestello, per poi metterle alla prova del cuoco. Le miss si sono sfidate all'ultimo colpo di pestello, per vincere la gara ed avere il diritto di fregiarsi del titolo di “reginetta” alla finale del 3° Campionato Mondiale del Pesto Genovese al Mortaio che si terrà sabato 20 marzo 2010 a Genova, presso Palazzo Ducale. “La nostra presenza a Miss Muretto - ha detto il presidente dell'associazione Palatifini, Roberto Panizza - è nata dal coinvolgimento voluto da Confartigianato che ci ha così permesso di usufruire di questa importante occasione per promuovere il nostro lavoro. Credo fermamente nel valore culturale della gastronomia, frutto ed espressione della terra”. La vincitrice della competizione, Valerie, ha acquisito il diritto di partecipare al prossimo Campionato del Mondo del Pesto. Erica Marzo L'ambasciatrice dello “stile” ligure Arianna Polgatti, 23 anni, di Milano, ha conquistato la fascia di “Miss Protagonista di Stile”, riservata da Regione Liguria, Camera di Commercio di Savona e Confartigianato ligure alla ragazza, tra le finaliste di Miss Muretto, che fosse riuscita a superare al meglio le prove “extra - passerella” cui sono state sottoposte le giovani durante la quattro giorni della kermesse alassina. Tutti i pomeriggi, infatti, le ragazze si sono cimentate in diverse prove: dal giardinaggio, alle creazioni in ceramica, passando poi alla maratonina ed ai test sul benessere, per finire con la gara di pesto. In ciascuna di queste occasioni le giovani Miss sono state scrupolosamente osservate dai responsabili delle tre associazioni che hanno valutato le loro capacità manuali, oltre alla loro disponibilità, fantasia e voglia di mettersi in gioco. Unanimi sono stati i pareri sulla grande disponibilità delle ragazze che sono state al gioco, accettando di buon grado di lavorare la terra, dipingere piastrelle in ceramica, correre e preparare il pesto. Questa iniziativa faceva parte di quel più ampio ed esteso progetto volto a promuovere le tipicità liguri, siano esse prodotto dell'artigianato o dell'enogastronomia; in questo senso sono andate tutte le iniziative e simpatiche gare proposte alle Miss che, grazie alla loro bellezza, possono rappresentare un ottimo veicolo per far conoscere quanto la Liguria può offrire in termini di ricchezza e varietà di offerta. Non solo mare, dunque, ma anche buon cibo, ottimi oli, vini doc e prodotti artigianali di altissimo valore. La vincitrice, oltre alla fascia, ha ottenuto la possibilità di essere testimonial per un intero anno degli eventi e delle manifestazioni organizzati da Regione, Camera di Commercio e Confartigianato, ruolo importante che in passato ha portato molta fortuna alla reginetta eletta: Miss Protagonista di Stile 2007, la genovese Anna Bagnasco, è oggi tra le finaliste di Miss Italia 2009. Chissà che la bella Arianna non possa ripercorrere le sue orme. Anche durante la serata finale della cinquantaseiesima edizione conclusa con la consacrazione, quale Miss Muretto 2009, della veneziana Federi- ca Teso, i prodotti della Liguria sono stati protagonisti: le ragazze, infatti, sono state modelle d'eccezione per quattro case di moda liguri: Creazioni di Anna Vigliarolo di Bordighera, Creazioni Giunta Santina di Savona, RR di Rossana Rubino di Imperia, Sartoria Mangano di Genova. L'estro e la raffinatezza, declinate all'originalità ed alla qualità delle produzioni artigiane liguri trovano la loro massima rappresentazione nelle collezioni 2009-2010 presentate, tra gli applausi del pubblico presente. Anna Vigliarolo realizza il suo sogno di sempre nel 1984, con l'apertura del suo atelier, Creazioni. Da oltre vent'anni le collezioni di accessori moda creati dall'estro di Anna, stilista e pittrice, si contraddistinguono per la loro originalità. Borse, cinture, sciarpe, ma anche de- liziosi bijoux, tutti esemplari unici, dipinti a mano con particolari tecniche che permettono alla stilista di utilizzare materiali sempre nuovi e raffinati, come tessuti pregiati, pietre dure, madreperla. Le collezioni, firmate “Creazioni”, soddisfano diversi stili e gusti femminili. È dal connubio di diversi stili e materiali che nel laboratorio Creazioni di Santina Giunta nascono accessori moda unici nel loro genere: borse, foulard, cappellini e bijoux. Ideatrice del laboratorio è Anna Santina Giunta, pittrice e stilista eclettica che con inesauribile creatività realizza le diverse collezioni, utilizzando solo materiali pregiati e di lusso, quali seta italiana, pietre naturali, madreperla e argento. Uno stile inconfondibile per valorizzare la femminilità con accessori moda dalla forte impronta. La ditta RR Visioni è stata inaugurata di recente da Rossana Rubino. Frutto di esperienze diverse, la creatività della stilista visita il passato ma lo reinterpreta in chiave moderna; il mondo dei bijoux come ornamento nasce proprio dalla sua passione di assemblare e riciclare. Protagonista è la resina che si sposa con foglie naturali, pizzi, piume, stoffe e pregiate passamanerie. Ogni pezzo realizzato è unico ed eseguito a mano. La sartoria Mangano è nata nel 1991 ed ha avuto fin dalle sue origini una forte accezione artigianale, con cura del particolare e con uno studio accurato dei tessuti. In questo atelier ogni abito rispecchia la personalità del cliente che lo commissiona. La sartoria, infatti, è specializzata nella creazione di vestiti per ogni occasione, sia per uomo che per donna. c 19-09-2009 10:19 Page 19 Tra mandrie e greggi spuntano nove bufali Sono oltre trecento gli allevamenti in provincia di Savona Allevamenti bovini 2009 Comuni Numero Alassio Albenga Albissola M. Albisola S. Altare Andora Arnasco Balestrino Bardineto Bergeggi Boissano Borghetto Santo Spirito Borgio Verezzi Bormida Cairo Montenotte Calice Ligure Calizzano Carcare Casanova Lerrone Castelbianco Castelvecchio di R. B. Celle Ligure Cengio Ceriale Cisano sul Neva Cosseria Dego Erli Finale Ligure Garlenda Giustenice Giusvalla Laigueglia Loano Magliolo Mallare Massimino Millesimo Mioglia Murialdo Nasino Noli Onzo Orco Feglino Ortovero Osiglia Pallare Piana Crixia Pietra Ligure Plodio Pontinvrea Quiliano Rialto Roccavignale Sassello Savona Spotorno Stella Stellanello Testico Toirano Tovo S. Giacomo Urbe Vado Ligure Varazze Vendone Vezzi Portio Villanova d'Albenga Zuccarello 0 3 0 2 4 1 0 0 12 0 0 0 0 0 42 0 24 6 0 0 0 4 12 0 0 10 17 1 3 0 2 9 0 0 4 6 0 6 10 10 3 2 0 2 1 6 3 16 0 5 5 2 1 1 26 5 1 10 6 0 1 1 3 2 14 2 0 0 0 (Dati attinti dalla BDN dell'anagrafe zootecnica istituita dal Ministero delle Salute presso il CSN dell'IZS Abruzzo e Molise.) In provincia di Savona sono attivi oltre 300 allevamenti di bovini, che complessivamente contano oltre quattromila capi, localizzati soprattutto nell'entroterra. I comuni con una più significativa presenza di bovini sono Cairo Montenotte, Sassello, Calizzano, Dego, Piana Crixia, Cengio, Bardineto e poi Cosseria, Murialdo, Mioglia e Stella. Molto meno presenti gli allevamenti nei centri della costa: in molti comuni sono completamente assenti, altri registrano presenze di qualche unità allevamenti; fa eccezione Varazze, con il suo ampio territorio che comprende il Monte Beigua, che conta ben 14 allevamenti di bovini. Una curiosità, sempre restando in tema di bovini, è rappresentata dalla presenza di un allevamento di bufali nel territorio di Sassello, con 9 capi. Pecore e capre sono presenti in maniera apprezzabile sul territorio savonese, con quasi otto- mila capi: 4.801 ovini e 2.912 caprini (ed il censimento è ancora in corso) distribuiti in 448 allevamenti di ovini e 605 di caprini. Poi ci sono i cavalli ed affini (pony, muli, asini e bardotti), il cui censimento è diventato ob- Un tempo ogni macellaio aveva il suo piccolo impianto. Poi, sono sorti i macelli pubblici, in seguito chiusi. Oggi arrivano i grossi macellatori e gli importatori da fuori provincia; prelevano le bestie, le pagano poco e le portano via, fuori dal territorio. Nonostante una consistente presenza di buoni allevamenti, soprattutto di bovini di razza piemontese, presenti in provincia di Savona, la situazione del comparto è abbastanza critica. Lo fa presente Bruno Dogliotti, pre- sidente dell'A.P.A. (Associazione Provinciale Allevatori), l'organizzazione che - tra l'altro - si occupa dell'anagrafe degli allevamenti e gestisce un macello a Piana Crixia, l'unico esistente in provincia di Savona, accanto ad una struttura privata attiva a Calizzano. “Abbiamo anche pensato di chiudere il nostro macello - spiega Dogliotti -; una struttura che serve i soci della nostra cooperativa ed anche terzi. Ma i costi sono alti e operiamo con una normativa sem- pre più restrittiva. Durante l'ultimo Consiglio Direttivo si è discusso a lungo e solo per la ferma volontà di alcuni consiglieri si è deciso al fine di proseguire, nonostante le difficoltà che la gestione del macello oggi comporta”. “La situazione dell'allevamento resta ciò nondimeno pesante e seria. - osserva il presidente Dogliotti. - Basti pensare che, come produttori, siamo arrivati a vederci pagare i bovini 3 euro al chilo”. (LR Ch) Un macello (forse due) per tutta la provincia N° 3 - 2009 19 bligatorio in ottemperanza alle normative europee dal 2007, per cui è ancora in fase di aggiornamento. Ad oggi sono stati registrati 534 equidi, appartenenti a 355 proprietari ed allevati in 291 aziende presenti sul territorio provinciale. I dati circa i capi di bestiame, che vengono forniti ai centri nazionali di elaborazione ed archiviazione, possono essere raccolti da diversi organismi delegati (dall'APAalle ASL alle associazioni di categoria); per la nostra provincia relativamente a bovini, equini e ovicaprini il compito è espletato essenzialmente dall'Associazione Provinciale Allevatori (85 %) presso la struttura di loc. Bellini, a Cairo M., collegata telepaticamente con la Banca Dati di Teramo. Massimo Calcagno è incaricato dell'informatizzazione dei dati di tutta la provincia; è lui che ci ha gentilmente fornito le informazioni riportate. Vittorio Viazzo, direttore provinciale dell'APA di Savona e Imperia, ci ricorda che l'Associazione ha festeggiato lo scorso anno i suoi cinquant'ani di attività nella nostra provincia, attestazione di un costante impegno a favore degli allevatori. Al di là dell'analisi dei dati, che rivelano una sostanziale stabilità rispetto ai periodi precedenti, sottolinea la tipologia di attività degli allevatori, rappresentata al 50% circa da addetti a tempo pieno e per l'altra metà da persone che praticano l'allevamento come integrazione di altre attività lavorative. “Significativo - sottolinea il dott. Viazzo - è l'incremento di allevamenti ovicaprini nella fascia costiera.” LoRenzo Chiarlone c 19-09-2009 20 10:19 Page 20 N°3 - 2009 La Camera di Commercio di Savona, in collaborazione con le associazioni artigiane della provincia di Savona - Confartigianato e Cna -, ha dato vita al progetto “Marine di Liguria - Il portale per i diportisti della Liguria”, che ha beneficiato di un finanziamento dell'Unioncamere, con l'obiettivo di valorizzare sotto il profilo promozionale la risorsa turismo-nautico nella provincia di Savona. L'iniziativa - presentata a Palazzo Lamba Doria dal presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso, affiancato dal direttore di Confartigianato Savona Mariano Cerro e dal dirigente di CNA Savona Carlo Decia - si è tradotta nella realizzazione del sito Internet www.marinediliguria.it, un portale facilmente accessibile dedicato al mondo della nautica da diporto per valorizzare i porti turistici savonesi e rendere visibili sul Web le imprese del settore mettendole in diretto contatto con gli utenti “del mare”. “Il progetto 'Marine di Liguria' spiega il presidente della Camera di Commercio Giancarlo Grasso - è ispirato dalla consapevolezza che la nautica da diporto rappresenta da tempo non solo un settore in forte crescita in tutta Italia, ma anche una realtà e un'opportunità di sviluppo e di competitività dell'economia provinciale. Muovendo da tali premesse, insieme alle associazioni di categoria del comparto artigiano, abbiamo voluto dar vita a un luogo 'virtuale' dove domanda e offerta di prodotti e servizi per la nautica potessero facilmente incontrarsi e dove i porti turistici della provincia potessero presentare la gamma delle strutture e dei servizi a disposizione dei diportisti. Nello stesso tempo, il sito Marine di Liguria ha l'obiettivo di valorizzare il sistema territoriale e culturale che ruota attorno alla Marine di Liguria portale del diporto Servizio “on line” per i naviganti della Liguria nautica da diporto e di diffondere la conoscenza dei porti turistici della provincia”. Un portale di servizi, quindi, ma anche uno strumento di marketing territoriale, una sorta di “ponte” tra le esi- genze dell'utente-diportista e i servizi a terra e, più in generale, una vetrina di tutte le offerte del territorio, in chiave turistica e culturale. Nel portale www.marinediliguria.it è infatti possibile trovare le informazioni re- lative all'offerta di prodotti e servizi delle imprese operanti nella filiera nautica e turistica che hanno aderito all'iniziativa attraverso un'azione di marketing realizzata dalle associazioni artigiane che hanno selezionato le imprese somministrando una serie di que- stionari per la rilevazione dei prodotti e servizi. D'altra parte, è stata rilevata l'offerta di servizi ai diportisti nautici espressa dai soggetti gestori delle marine della provincia di Savona e dagli operatori economici operanti in ambito portuale. Attualmente sul portale sono presenti circa un centinaio di operatori del settore, e le marine di Savona, Alassio, Andora, Celle Ligure, Finale Ligure, Loano e Varazze. Oltre all'offerta di prodotti e servizi specializzati (abbigliamento, accessori, riparazioni, carpenteria, motori, ecc.), il sito propone numerose informazioni utili per i naviganti: dalle previsioni meteo all'elenco scuole vela, dalla normativa sulla nautica da diporto ad una selezione di eventi culturali e turistici di particolare interesse. Dopo una prima fase sperimentale in cui il sito ha “galleggiato” sul Web con le proprie forze grazie ad una solida presenza sui principali motori di ricerca, a breve verrà lanciata un'azione promozionale più incisiva per consentire, da un lato, alle aziende che lo desiderino di entrare a far parte - gratuitamente - dell'area “inserzionisti” del portale e dall'altro ai diportisti di utilizzare più diffusamente lo strumento. Per questo motivo l'iniziativa verrà promossa anche in occasione dell'edizione di quest'anno del Salone Nautico con la diffusione di materiale informativo presso gli stand delle associazioni di categoria. E questi, in sintesi, sono i dati più significativi sugli accessi al sito registrati nei primi due anni di avvio del progetto (2008 e 2009). Il numero dei visitatori in tutto il 2008 è stato pari a 11.577, già superato con 11.993 visitatori nel periodo gennaio-agosto del 2009. Il numero delle pagine visitate è salito dalle 63.528 dello scorso anno alle 84.155 dei primi otto mesi del 2009. L'incremento delle pagine consultate è stato quindi pari al 32% (e manca ancora il quadrimestre settembre - dicembre). c 19-09-2009 10:19 Page 21 Calano consumi e malattie con il riscaldamento basale Un sistema (elettrico) oggi diffuso su larga scala in agricoltura Un modo innovativo di contenere i consumi energetici in vivaio consiste nel portare la fonte di calore il più vicino possibile all'apparato radicale delle giovani piante in fase di sviluppo, utilizzando un sistema ben isolato dall'ambiente esterno, in modo che l'unica reale dispersione avvenga nella direzione desiderata - ovvero verso le piante - pronto ad attivarsi quando necessario fornendo calore con la minore inerzia possibile ed altrettanto pronto a interrompere il flusso di energia, quando non più necessario. Queste caratteristiche appaiono calzanti per tutti quegli impianti che prevedono l'uso diretto dell'energia elettrica che, scaldando una serpentina posizionata all'interno di un sistema di distribuzione opportunamente schermato, porti il calore in prossimità delle radici delle giovani piante in accrescimento. Il sistema non è una novità in termini assoluti vista l'esistenza di diversi tipi di impianti, uno dei quali già collaudato in passato dallo stesso CeRSAA in collaborazione con ENEL, ma la loro applicazione crescente negli ultimi anni riveste senz'altro carattere di innovazione di prodotto e di processo produttivo. Quando, infatti, i primi impianti furono presentati sul mercato, ormai una decina di anni fa, l'accoglienza fu “tiepida” - tanto per rimanere in tema - non per la qualità dei risultati, assolutamente positiva nel favorire la germinazione dei semi o lo sviluppo radicale delle talee, quanto per la ridotta scelta dei modelli, per il valore elevato dell'investimento iniziale e per il prezzo concorrenziale del calore prodotto dai combustibili fossili. Ora che sul mercato sono presenti produttori anche italiani che propongono impianti di riscaldamento basale elettrico a prezzi competitivi rispetto a quelli proposti un decennio addietro ed il prezzo dell'energia prodotta dai combustibili fossili è notevolmente cresciuto, prodot- ti di questo tipo tornano ad essere interessanti e sono destinati ad esserlo ancora di più se si prevede di combinarli con impianti fotovoltaici, in grado di produrre energia con cui alimentarli. Con questo spirito, il CeRSAA è tornato a saggiare le caratteristiche di un impianto di riscaldamento basale elettrico all'interno del pro- getto MIPAAF “FLORENER”, traendo risultati interessanti che confermano la validità delle osservazioni compiute un decennio addietro ed ottenendo nuove indicazioni tecniche. Come è fatto l'impianto riscaldante elettrico, quali sono gli aspetti impiantistici e qual è l'efficienza del sistema. Gli elementi radianti dell'impianto saggiato dal CeRSAA sono costituiti da un film resistivo in lega di alluminio, collocato fra due superfici protettive in materiale plastico, per uno spessore complessivo di 0,3 mm. La forma dei fogli riscaldanti è rettangolare con larghezza fissa di 380 mm, di cui la parte attiva ai fini del riscalda- In tabella 1 si ripor ta un esempio dei risultati delle prove effettuate dal CeRSAA su numerose specie ornamentali tra cui Begonia sp., Cyclamen sp. Fucsia spp., Geranio edera (Pelargonium peltatum) e Geranio zonale (Pelargonium zonale), Gerbera jamesonii, Lavandula spica, Mentha sp., Rosmarinus officinalis e Lippia sp.. Nelle prove sono stati messi a confronto i seguenti sistemi: - il sistema elettrico regolato a 20 e a 25°C; - un sistema di riscaldamento a termosifone, posto sotto i bancali, comunemente impiegato per il vivaismo ortofloricolo regolato alla temperatura di 18-20°C; - l'allevamento in serra su bancale, senza riscaldamento diretto del substrato di germinazione. La temperatura dell'ambiente di coltivazione è stata lasciata libera di oscillare, con interventi di soccorso in caso di abbassamento della temperatura sotto i 10°C. I dati raccolti confermano che il sistema di riscaldamento basale elettrico è in grado di produrre risultati positivi, stimolando un'accelerazione dei processi di sviluppo e favorendo una riduzione, talvolta consistente, della lunghezza dei cicli pro- duttivi, rispetto a quella rilevata nella parcelle in cui il riscaldamento è stato effettuato con il sistema tradizionale preso a confronto, o in assenza di riscaldamento. Inoltre, il riscaldamento portato nelle immediate vicinanze dell'apparato radicale in periodi stagionali particolarmente favorevoli all'attacco di agenti di marciumi delle radici ne ha sfavorito la presenza e la diffusione, riducendo le fallanze di produ- Risultati ottenuti in vivaio N° 3 - 2009 21 mento occupa 254 mm, mentre la lunghezza è selezionabile dall'utilizzatore fra valori multipli del modulo elementare, lungo 610 mm circa (Figura 1). I fogli riscaldanti, alimentati alla tensione di sicurezza di 24 V mediante un trasformatore 220/24 V, sono distesi sul bancale affiancandoli fra loro in modo da riscaldare omogeneamente la superficie ottenendo una densità di potenza fino a circa 150 W/m2. Il sistema di controllo della temperatura è rappresentato da una sonda di temperatura (PT100) collegata ad un semplice pannello che comanda l'accensione dei fogli riscaldanti. Con un buon isolamento termico tra fogli riscaldanti e bancali, oltre il 90% dell'energia assorbita dai fogli viene trasmessa al substrato e quindi all'apparato radicale delle piante. La maggior parte dei costruttori dichiara una durata dei fogli superiore a 10 anni, che nel caso dell'impianto attualmente in esercizio al CeRSAA si è dimostrata molto superiore. Il monitoraggio dell'impianto ha evidenziato consumi di energia elettrica di circa 0,250,40 kWh/m2/giorno per il bancale riscaldato a 20°C e di circa 0,75-1.00 kWh/ m2/giorno per quello riscaldato a 25°C. Giovanni Minuto zione ed il numero degli interventi fitosanitari. La resa economica delle coltivazioni, calcolata moltiplicando il prezzo di vendita di mercato per pianta per il numero di piante pronte per metro quadrato ottenute con i vari regimi di riscaldamento al termine del periodo di prova e sottraendo il costo energetico del riscaldamento anch'esso riferito al metro quadrato, ha confermato i vantaggi del sistema elettrico. c 19-09-2009 22 10:19 Page 22 AgricUltura News in tivù N°3 - 2009 Dal mese di settembre sono iniziate le trasmissioni di “AgricUltura News”, un'iniziativa fortemente voluta dal CeRSAA e dalle imprese liguri che operano nel settore agricolo e agroalimentare. Finanziata dalla DG AGRI di Bruxelles, questa trasmissione vuole informare sulla ricaduta territoriale della Politica Agricola Comunitaria presentando i riflessi di questa sui diversi settori produttivi agricoli e su quelli non agricoli ad essi collegati (commercio, artigianato, turismo e industria). Per tali ragioni verranno toccati temi “sensibili”, dall'impatto ambientale delle attività agricole, alla certificazione delle produzioni e alla qualità degli alimen- ti, ragionando sulle possibilità applicative delle energie rinnovabili, sullo sfruttamento intelligente delle risorse idriche e sulla generale riduzione dell'impatto delle attività agroalimentari sull'ambiente, tutti temi fondamentali per le prospettive future di sviluppo del settore agricolo e di quelli ad esso collegati. “AgricUltura News” è organizzato in rubriche: Politica agricola comunitaria e ricadute regionali, Ambiente, Economia, Sociale e salute, Dizionario, Hottest news, Scienza in pillole, Come si fa, Non solo agricoltura. Il “telegiornale dell'agricoltura” è sviluppato dal CeRSAA con la collaborazione di Nomisma e di numerosi Le serre diventano generatori elettrici Non solo agricole, con l'installazione di pannelli fotovoltaici Un po' ovunque in Italia sta crescendo l'interesse di imprenditori, società di servizi e installatori verso la copertura parziale delle serre con pannelli fotovoltaici. Questo fermento imprenditoriale è, da un lato, legato alla possibilità di utilizzare le serre come base già esistente per impianti integrati capaci di produrre energia usufruendo della massima incentivazione offerta dal GSE e dall'altro alla possibilità di ottenere produzioni agricole in serre così trasformate. I risultati del lavoro sperimentale attualmente in corso presso due serre sperimentali del CeRSAA ha messo in evidenza una serie di aspetti tecnici che possono influire in maniera importante sul risultato finale atteso. Va, infatti, detto che prima dell'installazione di un impianto fotovoltaico su una o entrambe le falde di una serra deve essere ben chiara la finalità con cui tale installazione viene effettuata, ovvero se si intende ottenere il massimo rendimento energetico, o un compromesso tra produzione di energia e produzione agricola. I prodotti fotovoltaici attualmente disponibili sul mercato a prezzi accessibili non permettono, almeno per il momento, il raggiungimento della massima resa fotovoltaica contemporaneamente a quella agricola, come pure gli aspetti strutturali delle serre devono ancora essere sviluppati per una migliore gestione della copertura fotovoltaica e della luce disponibile. Il progetto sviluppato dal CeRSAA ha potuto rispondere alla seconda necessità, ovvero la realizzazione di un impianto fotovoltaico che non pregiudichi la coltivazione delle principali specie vegetali, orticole, o floricole, comunemente allevate in ambiente protetto, realizzando il concetto di serra “a duplice attitudine”. Il risultato è stato raggiunto sostituendo il 50% delle vetrature delle parti fisse del tetto di una serra con pannelli fotovoltaici Wuerth Solar a base di diseleniuro di rame e indio in cui il materiale fotoattivo è stato distribuito sul 50% della superficie di un “sandwich” realizzato con vetro trasparente per uno spessore complessivo di 7 mm. Il “trapianto” sulle falde della serra ha realizzato un impianto perfettamente integrato nella struttura (figura 1). In questo modo, la Radiazione Fotosinteticamente Attiva (PAR) misurata nella serra fotovoltaica è stata di solo il 7-10% inferiore a quella misurata nella serra gemella ed identicamente esposta utilizzata come controllo. La produzione di energia per metro quadrato di superficie fotovoltaica netta è risultata confrontabile con quel- la ottenuta da pannelli fotovoltaici realizzati con silicio monocristallino esposti in direzione Sud e presenti anch'essi presso le strutture del CeRSAA. Sul fronte delle produzioni vivaistiche (figura 2), non sono state osservate differenze significative tra le coltivazioni allevate sot- professionisti esperti di politica agricola comunitaria ed è messo in onda grazie alla collaborazione di giornalisti impegnati nel settore. TeleGenova mette in onda “AgricUltura News” ogni sabato dal 26 settembre al 29 maggio dalle 12.30 alle 12.45, e mensilmente, nella stessa fascia oraria, avviene la messa in onda nazionale grazie al network nazionale Odeon TV (figura 1). Due dibattiti televisivi di circa 50 minuti sono in programmazione per il mese di gennaio e di aprile 2010. Per maggiori informazioni è possibile contattare la redazione all'indirizzo [email protected]. to questo tipo di impianto e quelle allevate sotto un tetto in vetro convenzionale per un nutrito gruppo di specie coltivate (in tabella). Questa opzione non consente di raggiungere il massimo rendimento produttivo sotto il profilo energetico; per dare risposte concrete e risultati ripetibili il CeRSAA avvierà entro breve tempo una nuova sperimentazione con l'impiego di prodotti e soluzioni impiantistiche innovative finalizzata ad ottenere il miglior compromesso tra produzione agricola e produzione fotovoltaica - ove quest'ultima venga privilegiata- sia per impianti da realizzare in serre esistenti, con le proprie caratteristiche strutturali e di esposizione alla luce solare, sia per serre da realizzare ex-novo. Progetto realizzato con un contributo del MIPAAF (progetto Florener), della Regione Liguria e dell'Istituto Regionale per la Floricoltura di Sanremo. Per maggiori informazioni è possibile contattare il CeRSAA all' indirizzo cersaa.direzione@ sv.camcom.it. c 19-09-2009 10:19 Page 23 N° 3 - 2009 Corso di formazione sull'impiego dei terricci I substrati (terricci) di coltivazione sono essenziali per la coltivazione delle piante in vaso e la loro qualità - nonché i criteri di scelta e di composizione in funzione della specie e delle condizioni di coltivazione - sono fattori importanti per la buona riuscita delle produzioni. Per questa ragione, nelle giornate del 26 e 27 novembre 2009, il Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola ed il Dipartimento di Produzione Vegetale dell'Università di Milano - con la collaborazione dell'Associazione Produttori Substrati e Ammendanti e della Regione Liguria - propongono un corso di formazione sui substrati per il florovivaismo ispirato al recente avvio dell'applica- zione del D.L. 217/06 sui fertilizzanti che, all'allegato 4, prevede la normativa del settore dei substrati. Il corso si svolgerà ad Albenga, presso l'aula esercitazioni ed i laboratori del Centro Regionale di Sperimentazione e Assistenza Agricola. Per meglio rispondere alle richieste, il corso sarà organizzato in due sessioni: una “di campo”, in cui affrontare, in aula e in aziende florovivaistiche, gli aspetti più pratici e concreti dell'uso dei substrati e dei problemi colturali e fitopatologici ad esso connessi, ed una “di laboratorio”, in cui saranno sviluppati gli aspetti analitici collegati alla caratterizzazione e alla certificazione delle produzioni, Il corso è destinato a Tecnici assistenti di campo (agronomi e agrotecnici), Tecnici di rivendite di prodotti per agricoltura, Tecnici e venditori di substrati, Tecnici di impianti di compostaggio, Ispettori Fitosanitari, Tecnici di Regioni impegnati nella redazione dei disciplinari di produzione, Tecnici di laboratorio impegnati nelle determinazioni analitiche di substrati e terreni (ASL, ARPA, Laboratori privati, ecc). Ai partecipanti verrà rilasciato un Attestato di frequenza. Per rendere il corso effettivamente professionalizzante, si rendono disponibili soltanto 20 posti, sia per il modulo “Campo” che per il modulo “Laboratorio” e il costo dell'iscrizione a ciascun corso è stato fissato in 300 euro più IVA 20%. Elenco provvisorio dei docen- ti: Alberto Pardossi, UniPI; Andrea Minuto, CeRSAA; Costantino Cattivello, ERSA Friuli Venezia Giulia; Daria Orfeo, Aipsa; Franco Macchiavello, ICQ Genova; Giovanni Minu- Bulbose coltivate fuori suolo Nuova sfida per le imprese floricole del Ponente L'ortofloricoltura è un segmento del comparto agricolo contraddistinto da grande dinamicità ed in continua ricerca di innovazioni sia di prodotto che di processo per mantenere efficiente la sua capacità competitiva con i Paesi concorrenti. Le colture idroponiche sono uno dei risultati più interessanti di questo processo di sviluppo e sebbene siano innovazioni già mature, la loro diffusione nel settore agricolo avviene con gradualità. In tempi recenti si è assistito, anche per ragioni sanitarie, ad un più largo uso di questa tec- nologia con destinazione prevalente alle colture più ricche. La diffusione nel nostro Paese è avvenuta in modo graduale e oggi si possono stimare complessivamente circa 700 ettari di colture idroponiche con netta prevalenza della tipologia con substrato. La superficie rimane abbastanza limitata, rispetto agli altri Paesi del Nord Europa, ma possiamo ritenerla interessante se si considera che nel 1990 era solamente di 50 ha. Una superficie modesta è invece utilizzata per il floating impiegato nella coltivazione di lattughe da taglio o di pian- te aromatiche. Le aree maggiormente interessate a questa tecnologia sono quelle che per tradizione sono dedite alle colture ortofloricole e tra queste possiamo ricordare la Sardegna, il Lazio, la Sicilia, il Veneto, la Campania, la Toscana e la Liguria. Mentre il fuori suolo su colture come la rosa (foto a destra), o la gerbera è una tecnica ormai consolidata, non altrettanto può essere detto per colture il cui interesse di mercato è più recente. È il caso di ranuncolo e anemone che, pur essendo posizionati molto in basso nella classifica dei fio- ri recisi più venduti all'Asta di Aalsmeer, rappresentano una nuova opportunità produttiva per aree floricole in difficoltà, come quella sanremese (foto sotto). Attualmente si coltivano circa 6,5 milioni di piante di ranuncolo e 1,5 milioni di anemoni nella provincia di Imperia per un estensione di superficie di circa 80 ha. Le aziende interessate a questa coltura sono circa 600 e la coltivazione fuori suolo di questa coltura si può attestare in circa 2 ha, con un interesse crescente verso questo tipo di tecnica colturale, in relazione soprattutto alle difficoltà di disinfestazione del terreno per il contenimento dei parassiti del suolo. Un'importante impresa agricola ligure (Az. Agricola La Marca s.s.) ed il CeRSAA, a seguito dell'approvazione da parte del ministero per le Politiche Agricole del progetto Applicazione del Fuori Suolo a ciclo chiuso per la coltivazione di specie bulbose proposto sul bando OIGA DM 2065 del 13/02/2008, si sono posti come obiettivo quello di valutare ed illustrare le reali possibilità applicative del fuori suolo e le tecnologie disponibili sul mercato per la corretta scelta del substrato di coltivazione, la più idonea gestione della difesa fitosanitaria ed il migliore sfruttamento 23 to, CeRSAA; Laura Crippa, UniMI; Luca Incrocci, DBPA, UniPI; Massimo Centemero, CIC; Patrizia Zaccheo, UniMI; Stefano Pini, LaboCAAR Regione Liguria. della soluzione nutritiva. Il progetto prende in considerazione l'impiego di differenti tipologie di substrati: - convenzionali: a base di perlite, torba, cocco e fibra di vetro in quantità relative variabili considerati singolarmente o in miscela; - aziendali: a base di substrati pronti normalmente impiegati in aziende produttrici di specie floricole - “innovativi”: a base di compost Successivamente, verranno anche sperimentati sacchi biodegradabili realizzati in amido termoplastico quali mezzi per la conservazione e il trasporto del compost, o per la copertura della superficie dei substrati esporti alla luce nei casi di impieghi di questi su canalette. Ila lavoro analizzerà gli aspetti quali-quantitativi della produzione delle due specie oggetto di studio (ranuncolo e anemone) permettendo l'elaborazione di un bilancio economico basato sulla valutazione dei costi/benefici derivanti dall'impiego di tecniche colturali diverse in funzione della tipologia di substrato scelta. Sarà pertanto possibile definire un piano aziendale di coltivazione che, in base alle valutazioni di natura tecnico/economica svolte, suggerirà alle imprese interessate la miglior combinazione di mezzi tecnici, e in particolare del substrato di coltivazione, per l'ottenimento dei migliori risultati produttivi. Giovanni Minuto c 19-09-2009 10:19 Page 24 N° 3 - 2009 24