Capitolo 12
La legge sul procedimento
amministrativo
Cos’è il procedimento amministrativo?


Affinché un atto amministrativo sia perfetto (è tale quando sussistono tutti gli
elementi necessari per la sua esistenza giuridica) ed efficace (cioè idoneo a produrre
gli effetti giuridici propri del tipo al quale l’atto appartiene), esso deve essere
emanato dopo aver seguito un particolare iter, comprendente più atti ed operazioni
che, nel loro complesso, prendono il nome di procedimento amministrativo
(BENVENUTI, CASETTA). 
Il p.a. dunque può essere definito come forma della funzione, ovvero il tramite
(attraverso una serie coordinata di attività e di atti procedimentali) fra due
situazioni statiche: il potere (momento iniziale dell’attribuzione) e il
provvedimento (momento finale di produzione).
 Compendio di Diritto Amministrativo, L. Delpino – F. del Giudice, Gruppo Editoriale
Esselibri – Simone, Napoli, 2007; pag. 225, par. 1 “Nozione di procedimento
amministrativo”
Par. 1
La legge 7 agosto 1990 n. 241 e le
modifiche del 2005




Con la legge 241/1990 il procedimento amministrativo ha, per la
prima volta, una disciplina normativa generale;
Tale legge non regola compiutamente l’iter procedimentale ma detta
i punti fermi comuni a tutti i procedimenti;
La 241/1990 conforma il procedimento amministrativo ai moderni
principi di trasparenza, partecipazione, efficienza, economicità
dell’azione amministrativa (art. 1) nella direzione (ulteriormente
sviluppata con le modifiche del 2005) della semplificazione
dell’attività della pubblica amministrazione.
La legge generale non vuole sostituirsi o sovrapporsi alle norme
speciali che regolamentano determinati procedimenti amministrativi,
né peraltro lo potrebbe non regolando compiutamente il
procedimento
Legge 7 agosto 1990 n. 241
Articolo 1
Art. 1
Principi generali dell'attività amministrativa
1. L'attività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed é retta da criteri
di economicità, di efficacia, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste
dalla presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti,
nonché dai principi dell'ordinamento comunitario.
1 bis. La pubblica amministrazione, nell'adozione di atti di natura non autoritativa, agisce
secondo le norme di diritto privato salvo che la legge disponga diversamente.
1 ter. I soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il rispetto
dei principi di cui al comma 1.
2. La pubblica amministrazione non può aggravare il procedimento se non per
straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell'istruttoria.
Qual è il campo di applicazione della 241/1990?



Il campo di applicazione è dichiarato coincidere con i procedimenti
amministrativi che si svolgono nell’ambito delle amministrazioni
statali e degli enti pubblici nazionali e, per quanto stabilito in tema
di giustizia amministrativa, di tutte le amministrazioni pubbliche (art.
29).
Da qui la piena applicabilità ai procedimenti posti in essere dal
Ministero per i Beni Culturali e dalle Soprintendenze.
Invece, per le funzioni di tutela e valorizzazione di competenza delle
regioni e degli altri enti pubblici, soccorre il rinvio della legge
241/1990 alla regolamentazione delle regioni e degli enti locali,
nell’ambito delle rispettive competenze.
Legge 7 agosto 1990 n. 241
Articolo 29
Art. 29
Ambito di applicazione della legge
1. Le disposizioni della presente legge si applicano ai procedimenti amministrativi che si
svolgono nell'ambito delle amministrazioni statali e degli enti pubblici nazionali e, per
quanto stabilito in tema di giustizia amministrativa, a tutte le amministrazioni
pubbliche.
2. Le regioni e gli enti locali, nell'ambito delle rispettive competenze, regolano le materie
disciplinate dalla presente legge nel rispetto del sistema costituzionale e delle
garanzie del cittadino nei riguardi dell'azione amministrativa, così come definite dai
principi stabiliti dalla presente legge.
Par. 2
La legge 7 agosto 1990 n. 241 e
alcuni procedimenti nel Codice





Il Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio ha voluto espressamente
affermare nelle definizioni di cui agli artt. 3 e 6 del Codice stesso, che le
funzioni amministrative costituiscono anch’esse un momento essenziale
della tutela e della valorizzazione, non meno delle attività concretamente
svolte a tali fini.
Viene messa in luce la peculiarità dei procedimenti diretti alla emanazione di
atti amministrativi in materia di beni culturali e la rilevanza, per la
determinazione delle regole procedimentali, delle esigenza di tutela e
valorizzazione del bene culturale, bene di rilievo costituzionale.
È prevista la cooperazione delle regioni e degli enti territoriali alle funzioni di
tutela esercitate dallo stato (art. 5, commi 1 e 5);
È stabilito che la Repubblica favorisca e sostenga la partecipazione dei
soggetti privati alla valorizzazione dei beni culturali (art. 6, comma 3).
Da qui si è indotti a ritenere che debba essere considerata preferibile
dall’Amministrazione l’adozione delle forme procedimentali di segno
partecipativo e concordato, quali la conferenza di servizi o gli accordi di
programma.
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Articoli 3, 5 e 6

1.
2.

Art. 3
Tutela del patrimonio culturale
La tutela consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette, sulla base di un'adeguata
attività conoscitiva, ad individuare i beni costituenti il patrimonio culturale ed a garantirne la protezione e la
conservazione per fini di pubblica fruizione.
L'esercizio delle funzioni di tutela si esplica anche attraverso provvedimenti volti a conformare e regolare diritti
e comportamenti inerenti al patrimonio culturale.
Art. 5
Cooperazione delle regioni e degli altri enti pubblici territoriali in materia di tutela del patrimonio culturale
1.
Le regioni, nonché i comuni, le città metropolitane e le province, di seguito denominati "altri enti pubblici
territoriali", cooperano con il Ministero nell'esercizio delle funzioni di tutela in conformità a quanto disposto dal
Titolo I della Parte seconda del presente codice.
5.
Gli accordi o le intese possono prevedere particolari forme di cooperazione con gli altri enti pubblici territoriali.

Art. 6
Valorizzazione del patrimonio culturale
1.
La valorizzazione consiste nell'esercizio delle funzioni e nella disciplina delle attività dirette a promuovere la
conoscenza del patrimonio culturale e ad assicurare le migliori condizioni di utilizzazione e fruizione pubblica
del patrimonio stesso. Essa comprende anche la promozione ed il sostegno degli interventi di conservazione
del patrimonio culturale.
2.
La valorizzazione e' attuata in forme compatibili con la tutela e tali da non pregiudicarne le esigenze.
3.
La Repubblica favorisce e sostiene la partecipazione dei soggetti privati, singoli o associati, alla valorizzazione
del patrimonio culturale.
Il silenzio – assenso

L’articolo 20 della legge 241/1990, come modificato dal Decreto Legge
35/2005 convertito in Legge 14.05.2005 n. 80 (sulla “competitività”),
stabilisce il cosiddetto “silenzio – assenso” come regola generale, salve
specifiche disposizioni in contrario: non vale, infatti, quando il procedimento
riguarda il patrimonio culturale ed il paesaggio.
Legge 7 agosto 1990 n. 241
Articolo 20
Art. 20.
Silenzio assenso
1.
Fatta salva l'applicazione dell'articolo 19, nei procedimenti ad istanza di parte per il rilascio di provvedimenti
amministrativi il silenzio dell'amministrazione competente equivale a provvedimento di accoglimento della
domanda, senza necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non comunica
all'interessato, nel termine di cui all'articolo 2, commi 2 o 3, il provvedimento di diniego, ovvero non procede ai
sensi del comma 2.
2.
L'amministrazione competente può indire, entro trenta giorni dalla presentazione dell'istanza di cui al comma 1,
una conferenza di servizi ai sensi del capo IV, anche tenendo conto delle situazioni giuridiche soggettive dei
controinteressati.
3.
Nei casi in cui il silenzio dell'amministrazione equivale ad accoglimento della domanda, l'amministrazione
competente può assumere determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies.
4.
Le disposizioni del presente articolo non si applicano agli atti e procedimenti riguardanti il patrimonio culturale e
paesaggistico, l'ambiente, la difesa nazionale, la pubblica sicurezza e l'immigrazione, la salute e la pubblica
incolumità, ai casi in cui la normativa comunitaria impone l'adozione di provvedimenti amministrativi formali, ai
casi in cui la legge qualifica il silenzio dell'amministrazione come rigetto dell'istanza, nonché agli atti e
procedimenti individuati con uno o più decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
per la funzione pubblica, di concerto con i Ministri competenti.
5.
Si applicano gli articoli 2, comma 4, e 10-bis.
Par. 2.1
La verifica di interesse ex art. 12


Si pone in dubbio che il silenzio inadempimento,
introdotto dai decreti del gennaio e febbraio 2005 già
citati, possa essere oggetto di un giudizio del Tribunale
Amministrativo Regionale che vada oltre all’accertamento
della illegittimità del silenzio e si spinga a una decisione
nel merito (cioè nel caso dell’ex art. 12 alla decisione sul
valore culturale o meno del bene sottoposto a verifica
d’interesse).
L’articolo 2 della 241/1990 parrebbe indurre ad una
decisione nel merito, disponendo che il giudice
amministrativo può conoscere della fondatezza
dell’istanza.
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Articolo 12
Art. 12
Verifica dell'interesse culturale
1.
Le cose immobili e mobili indicate all'articolo 10, comma 1, che siano opera di autore non più vivente e la cui
esecuzione risalga ad oltre cinquanta anni, sono sottoposte alle disposizioni del presente Titolo fino a quando non
sia stata effettuata la verifica di cui al comma 2.
2.
I competenti organi del Ministero, d'ufficio o su richiesta formulata dai soggetti cui le cose appartengono e
corredata dai relativi dati conoscitivi, verificano la sussistenza dell'interesse artistico, storico, archeologico o
etnoantropologico nelle cose di cui al comma 1, sulla base di indirizzi di carattere generale stabiliti dal Ministero
medesimo al fine di assicurare uniformità di valutazione.
3.
Per i beni immobili dello Stato, la richiesta di cui al comma 2 e' corredata da elenchi dei beni e dalle relative
schede descrittive. I criteri per la predisposizione degli elenchi, le modalità di redazione delle schede descrittive e
di trasmissione di elenchi e schede sono stabiliti con decreto del Ministero adottato di concerto con l'Agenzia del
demanio e, per i beni immobili in uso all'amministrazione della difesa, anche con il concerto della competente
direzione generale dei lavori e del demanio. Il Ministero fissa, con propri decreti, i criteri e le modalità per la
predisposizione e la presentazione delle richieste di verifica, e della relativa documentazione conoscitiva, da parte
degli altri soggetti di cui al comma 1.
4.
Qualora nelle cose sottoposte a verifica non sia stato riscontrato l'interesse di cui al comma 2, le cose medesime
sono escluse dall'applicazione delle disposizioni del presente Titolo.
5.
Nel caso di verifica con esito negativo su cose appartenenti al demanio dello Stato, delle regioni e degli altri enti
pubblici territoriali, la scheda contenente i relativi dati e' trasmessa ai competenti uffici affinché ne dispongano la
sdemanializzazione qualora, secondo le valutazioni dell'amministrazione interessata, non vi ostino altre ragioni di
pubblico interesse.
6.
Le cose di cui al comma 3 e quelle di cui al comma 4 per le quali si sia proceduto alla
sdemanializzazione sono liberamente alienabili, ai fini del presente codice.
7.
L'accertamento dell'interesse artistico, storico, archeologico o etnoantropologico, effettuato in
conformità agli indirizzi generali di cui al comma 2, costituisce dichiarazione ai sensi
dell'articolo 13 ed il relativo provvedimento e' trascritto nei modi previsti dall'articolo 15,
comma 2. I beni restano definitivamente sottoposti alle disposizioni del presente Titolo.
8.
Le schede descrittive degli immobili di proprietà dello Stato oggetto di verifica con esito
positivo, integrate con il provvedimento di cui al comma 7, confluiscono in un archivio
informatico accessibile al Ministero e all'Agenzia del demanio, per finalità di monitoraggio del
patrimonio immobiliare e di programmazione degli interventi in funzione delle rispettive
competenze istituzionali.
9.
Le disposizioni del presente articolo si applicano alle cose di cui al comma 1 anche qualora i
soggetti cui esse appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.
10.
Resta fermo quanto disposto dall'articolo 27, commi 8, 10, 12, 13 e 13-bis, del decreto legge
30 settembre 2003, n. 269, convertito con modificazioni nella legge 24 novembre 2003, n.
326.
Par. 2.2
La dichiarazione di interesse ex
artt. 13 e 14
Per quanto riguarda l’art. 14:
 Prevede l’obbligo della comunicazione di avvio del procedimento di
dichiarazione e la disciplina in modo autonomo.
 L’indicazione degli elementi di identificazione e valutazione della
cosa risultanti dalle prime indagini, degli effetti cautelari, nonché del
termine non inferiore a 30 giorni per la presentazione di eventuali
osservazioni, sono specifiche disposte dalle norme di cui all’art. 8
della 241/1990 (tale contenuto specifico include l’ufficio e la persona
responsabile del procedimento, dell’ufficio in cui si può prendere
visione degli atti e la data entro la quale deve concludersi il
procedimento).
 Le forme di pubblicità alternative a quella personale, previste
dall’art. 8 comma 3 della l. 241/1990 per il caso in cui il numero dei
destinatari renda impossibile o particolarmente gravosa la
comunicazione personale, vengono escluse nella formulazione
letterale dell’art. 14 ma soprattutto non sono
Codice dei Beni culturali e del Paesaggio
Articoli 13 e 14

Art. 13
Dichiarazione dell'interesse culturale
1.
La dichiarazione accerta la sussistenza, nella cosa che ne forma oggetto, dell'interesse richiesto dall'articolo 10,
comma 3.
2.
La dichiarazione non e' richiesta per i beni di cui all'articolo 10, comma 2. Tali beni rimangono sottoposti a tutela
anche qualora i soggetti cui essi appartengono mutino in qualunque modo la loro natura giuridica.

Art. 14
Procedimento di dichiarazione
1.
Il soprintendente avvia il procedimento per la dichiarazione dell'interesse culturale, anche su motivata richiesta
della regione e di ogni altro ente territoriale interessato, dandone comunicazione al proprietario, possessore o
detentore a qualsiasi titolo della cosa che ne forma oggetto.
2.
La comunicazione contiene gli elementi di identificazione e di valutazione della cosa risultanti dalle prime indagini,
l'indicazione degli effetti previsti dal comma 4, nonché l'indicazione del termine, comunque non inferiore a trenta
giorni, per la presentazione di eventuali osservazioni.
3.
Se il procedimento riguarda complessi immobiliari, la comunicazione e' inviata anche al comune o alla città
metropolitana.
4.
La comunicazione comporta l'applicazione, in via cautelare, delle disposizioni previste dal Capo II, dalla sezione I
del Capo III e dalla sezione I del Capo IV del presente Titolo.
5.
Gli effetti indicati al comma 4 cessano alla scadenza del termine del procedimento di dichiarazione, che il Ministero
stabilisce a norma dell'articolo 2, comma 2, della legge 7 agosto 1990, n. 241.
6.
La dichiarazione dell'interesse culturale e' adottata dal Ministero.




La 241/1990 prevede la facoltà per l’amministrazione di adottare,
anche prima della effettuazione delle comunicazioni (nel caso vi sia
l’obbligo in tal senso), provvedimenti cautelari.
Si tratterebbe però di provvedimenti cautelari su di un bene non
ancora dichiarato e perciò non ancora qualificabile come bene
culturale e dunque non ancora oggetto di tutela; pertanto di per sé
non sarebbero ammissibili.
Infatti la norma di cui all’art. 14 del Codice, la quale prevede
l’applicazione in via cautelare delle norme di vincolo, ha natura
eccezionale; una volta scaduto il termine di durata del procedimento
per l’emanazione della dichiarazione senza che questa sia
intervenuta, si determina ipso iure la cessazione degli effetti
cautelari.
L’unico vero e proprio provvedimento cautelare previsto dal Codice è
in realtà un provvedimento tipico, tipizzato, ed è regolato dall’art. 28
del Codice stesso: si tratta della possibilità per il Soprintendente di
disporre la sospensione dei lavori avviati; se riguarda beni non
dichiarati , decade se non interviene entro 30 giorni la
comunicazione di avvio del procedimento di dichiarazione.
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Articolo 28
Art. 28
Misure cautelari e preventive
1. Il soprintendente può ordinare la sospensione di interventi iniziati contro il disposto
degli articoli 20, 21, 25, 26 e 27 ovvero condotti in difformità dall'autorizzazione.
2. Al soprintendente spetta altresì la facoltà di ordinare l'inibizione o la sospensione di
interventi relativi alle cose indicate nell'articolo 10, anche quando per esse non siano
ancora intervenute la verifica di cui all'articolo 12, comma 2, o la dichiarazione di cui
all'articolo 13.
3. L'ordine di cui al comma 2 si intende revocato se, entro trenta giorni dalla ricezione
del medesimo, non e' comunicato, a cura del soprintendente, l'avvio del
procedimento di verifica o di dichiarazione.
4. In caso di realizzazione di opere pubbliche ricadenti in aree di interesse archeologico,
anche quando per esse non siano intervenute la verifica di cui all'articolo 12, comma
2, o la dichiarazione di cui all'articolo 13, il soprintendente può richiedere l'esecuzione
di saggi archeologici preventivi sulle aree medesime a spese del committente
dell'opera pubblica.
Par. 2.3
L’autorizzazione ex artt. 21 e 22



L’art. 1 della l. 241/1990 impone l’obbligo di concludere il procedimento
insieme al divieto di aggravamento del procedimento stesso se non per
straordinarie e motivate esigenze imposte dallo svolgimento dell’istruttoria.
L’art. 22 del Codice, regolante il procedimento di autorizzazione per
interventi di edilizia pubblica e privata, introduce una fattispecie di c.d.
“silenzio assenso”, in quanto dispone che la Soprintendenza decida sulla
richiesta entro 120 giorni dalla ricezione della stessa e che decorso tale
termine, previa diffida a provvedere e decorso di ulteriori 30 giorni, la
richiesta di autorizzazione si intenda accolta.
La già menzionata novella del 2005 (Legge 14.05.2005 n. 80, sulla
“competitività”) ha anche stabilito che il silenzio assenso si determina senza
necessità di ulteriori istanze o diffide, se la medesima amministrazione non
comunica all’interessato, nel termine di cui all’articolo 2, commi 2 e 3, il
provvedimento di diniego, ovvero non procede ai sensi del comma 2.

Con questa modifica, l’art. 20 l. 241/1990 ha rovesciato la precedente
regolamentazione del silenzio assenso facendo divenire quest’ultimo la
regola generale salvo le diverse previsioni delle singole norme e salvi i
procedimenti in materia di beni culturali e paesaggio.
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Articolo 22
Art. 22
Procedimento di autorizzazione per interventi di edilizia
1. Fuori dei casi previsti dagli articoli 25 e 26, l'autorizzazione prevista dall'articolo 21, comma 4,
relativa ad interventi in materia di edilizia pubblica e privata e' rilasciata entro il termine di
centoventi giorni dalla ricezione della richiesta da parte della soprintendenza.
2. Qualora la soprintendenza chieda chiarimenti o elementi integrativi di giudizio, il termine indicato
al comma 1 e' sospeso fino al ricevimento della documentazione richiesta.
3. Ove la soprintendenza proceda ad accertamenti di natura tecnica, dandone preventiva
comunicazione al richiedente, il termine indicato al comma 1 e' sospeso fino all'acquisizione delle
risultanze degli accertamenti d'ufficio e comunque per non più di trenta giorni.
4. Decorso inutilmente il termine di cui ai commi 2 e 3, il richiedente può diffidare l'amministrazione
a provvedere. La richiesta di autorizzazione si intende accolta ove l'amministrazione non provveda
nei trenta giorni successivi al ricevimento della diffida.
Par. 2.4
La conferenza di servizi ex art. 25

L’art. 25 del Codice regola l’ipotesi in cui, per i procedimenti relativi a lavori o opere
incidenti su beni culturali, si ricorra alla conferenza dei servizi: l’autorizzazione è
rilasciata in quella sede dal competente organo del Ministero con dichiarazione
motivata, acquisita al verbale della conferenza e contenente le eventuali prescrizioni
impartite per la realizzazione del progetto.
Qualora l’organo ministeriale esprima motivato dissenso, l’amministrazione
procedente può richiedere la determinazione di conclusione del procedimento al
Presidente del Consiglio dei Ministri, previa deliberazione del Consiglio dei Ministri.

Se il motivato dissenso è espresso da un’amministrazione preposta alla tutela
ambientale, paesaggistico-territoriale, del patrimonio storico-artistico o alla tutela
della salute e della pubblica incolumità, la decisione è rimessa dall’amministrazione
procedente, entro 10 giorni:
a) al Consiglio dei Ministri, in caso di dissenso tra amministrazioni statali;
b) alla conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province
autonome di
Trento e Bolzano, “Conferenza Stato-Regioni”, in caso di dissenso tra
un’amministrazione statale e una regionale o tra più amministrazioni regionali ;
c) alla Conferenza unificata, di cui all’art. 8 del decreto legislativo 28 agosto 1997, n.
281, in caso di dissenso tra un’amministrazione statale o regionale e un ente locale
o tra più enti locali.
Verificata la completezza della documentazione inviata ai fini istruttori, la decisione è
assunta entro 30 giorni, o 60 se si ottiene la proroga per complessità dell’istruttoria,
dal presidente in carica di uno degli organi di cui ai punti a, b e c.
Codice dei Beni Culturali e del Paesaggio
Articolo 25
Art. 25
Conferenza di servizi
1. Nei procedimenti relativi ad opere o lavori incidenti su beni culturali, ove si
ricorra alla conferenza di servizi, l'autorizzazione necessaria ai sensi
dell'articolo 21 e' rilasciata in quella sede dal competente organo del
Ministero con dichiarazione motivata, acquisita al verbale della conferenza e
contenente le eventuali prescrizioni impartite per la realizzazione del
progetto.
2. Qualora l'organo ministeriale esprima motivato dissenso, l'amministrazione
procedente può richiedere la determinazione di conclusione del
procedimento al Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione
del Consiglio dei ministri.
3. Il destinatario della determinazione conclusiva favorevole adottata in
conferenza di servizi informa il Ministero dell'avvenuto adempimento delle
prescrizioni da quest'ultimo impartite.
Par. 2.5
L’auto dichiarazione


L’art. 19 legge n. 241/1990, prevede che ogni atto di
autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva,
permesso o nulla osta comunque denominato, il cui
rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei
requisiti e presupposti di legge o di atti amministrativi a
contenuto generale, è sostituito da una dichiarazione
dell’interessato corredata, anche per mezzo di
autocertificazioni, delle certificazioni e delle attestazioni
normativamente richieste.
La stessa norma esclude da detta sostituibilità gli atti
rilasciati dalle amministrazioni preposte alla tutela del
patrimonio culturale e paesaggistico e dell’ambiente.
Legge 7 agosto 1990 n. 241
Articolo 19
Art. 19
Dichiarazione di inizio attività
1.
Ogni atto di autorizzazione, licenza, concessione non costitutiva, permesso o nulla osta
comunque denominato, comprese le domande per le iscrizioni in albi o ruoli richieste per
l'esercizio di attività imprenditoriale, commerciale o artigianale il cui rilascio dipenda
esclusivamente dall'accertamento dei requisiti e presupposti di legge o di atti amministrativi a
contenuto generale e non sia previsto alcun limite o contingente complessivo o specifici strumenti
di programmazione settoriale per il rilascio degli atti stessi, con la sola esclusione degli atti
rilasciati dalle amministrazioni preposte alla difesa nazionale, alla pubblica sicurezza,
all'immigrazione, all'amministrazione della giustizia, alla amministrazione delle finanze, ivi
compresi gli atti concernenti le reti di acquisizione del gettito, anche derivante dal gioco, alla
tutela della salute e della pubblica incolumità, del patrimonio culturale e paesaggistico e
dell'ambiente, nonché degli atti imposti dalla normativa comunitaria, é sostituito da una
dichiarazione dell'interessato corredata, anche per mezzo di autocertificazioni, delle certificazioni
e delle attestazioni normativamente richieste. L'amministrazione competente può richiedere
informazioni o certificazioni relative a fatti, stati o qualità soltanto qualora non siano attestati in
documenti già in possesso dell'amministrazione stessa o non siano direttamente acquisibili presso
altre pubbliche amministrazioni.
2.
L'attività oggetto della dichiarazione può essere iniziata decorsi trenta giorni dalla data di
presentazione della dichiarazione all'amministrazione competente. Contestualmente all'inizio
dell'attività, l'interessato ne dà comunicazione all'amministrazione competente.
3. L'amministrazione competente, in caso di accertata carenza delle condizioni, modalità e fatti
legittimanti, nel termine di trenta giorni dal ricevimento della comunicazione di cui al comma 2,
adotta motivati provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti,
salvo che, ove ciò sia possibile, l'interessato provveda a conformare alla normativa vigente detta
attività ed i suoi effetti entro un termine fissato dall'amministrazione, in ogni caso non inferiore a
trenta giorni. E' fatto comunque salvo il potere dell'amministrazione competente di assumere
determinazioni in via di autotutela, ai sensi degli articoli 21-quinquies e 21-nonies. Nei casi in cui
la legge prevede l'acquisizione di pareri di organi o enti appositi, il termine per l'adozione dei
provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti sono sospesi,
fino all'acquisizione dei pareri, fino a un massimo di trenta giorni, scaduti i quali l'amministrazione
può adottare i propri provvedimenti indipendentemente dall'acquisizione del parere. Della
sospensione é data comunicazione all'interessato.
4. Restano ferme le disposizioni di legge vigenti che prevedono termini diversi da quelli di cui ai
commi 2 e 3 per l'inizio dell'attività e per l'adozione da parte dell'amministrazione competente di
provvedimenti di divieto di prosecuzione dell'attività e di rimozione dei suoi effetti.
5. Ogni controversia relativa all'applicazione dei commi 1, 2 e 3 é devoluta alla giurisdizione
esclusiva del giudice amministrativo
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La legge sul procedimento amministrativo