Anno IV - n° 16 - Dicembre 2015 - Bimestrale
Par
La Voce della
rocchia
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Biografia di Padre Gabriele Sgroi
Padre Gabriele Santo Sgroi è nato a Palermo (nel quartiere
Brancaccio) l’uno Marzo 1955.
Sin da piccolo, cominciò a frequentare la Parrocchia di
Brancaccio, dove maturò, la sua vocazione e il suo desiderio di
dedicare la sua vita al Signore; nel 1975 realizzò il suo desiderio,
nonostante le iniziali opposizioni dei familiari che su di lui
avevano ben altri progetti… Ma è il Signore che guida la nostra
storia perché si realizzi la sua volontà per il nostro vero bene.
Così entra nell'Ordine Francescano e dopo il tempo del noviziato
e un periodo di permanenza ad Assisi, che lo fece innamorare
ancor di più dell'ideale francescano, nel 1977 inizia gli studi di
Teologia, dimorando nel convento-santuario di Lourdes di
Messina e frequentando l'Istituto Teologico S. Tommaso.
Nel 1983 emette la Professione Perpetua donandosi per sempre al
Signore e ricevuta nello stesso anno l'Ordinazione Diagonale
viene mandato dai Superiori a Siracusa nel convento-parrocchia
S. Lucia al Sepolcro dove esercita il suo ministero diaconale.
Finalmente il 15 Maggio 1984 riceve a Palermo, nella Parrocchia
S. Chiara alle Stimmate, l'Ordinazione Presbiterale per le mani
dell'Em.mo Card. Salvatore Pappalardo, dopo una tre giorni di preparazione insieme ai giovani della
sua Parrocchia di Brancaccio, predicata dal Beato Padre Pino Puglisi.
Dal 1984 in poi è itinerante in varie comunità religiose e parrocchiali di Sicilia, sempre obbediente e
disponibile alla volontà dei Superiori.
Da Palermo a Canicattì (1984-1988). Dal 1988 al 1993 è mandato al Convento-Commissariato di Terra
Santa di Palermo dove gli viene dato l'incarico, dal Padre Custode di Terra Santa, di organizzatore e
guida dei pellegrinaggi in Terra Santa, oltre che responsabile delle vocazioni per la Terra Santa.
Nel 1993 è Superiore del convento-parrocchia di Caltagirone e dal 1993 al 1998 il Card.Salvatore
Pappalardo gli affida la Parrocchia S.Cuore di Gesù di Villabate con annesso un agglomerato di case
popolari.
Da Villabate viene mandato dai Superiori come Vicario parrocchiale nel convento-parrocchia S.Papino
a Milazzo e dal 1999 al 2005 viene trasferito dai Superiori a Enna come parroco e superiore del
convento-parrocchia di Montesalvo.
Dal 2005 al 2006 è cappellano al Monastero S.Chiara delle Clarisse di Alcamo e dal 2006 al 2008 è
cappellano all'Ospedale Fatebenefratelli di Palermo.
Nel 2008 i Superiori lo mandano al convento S.Biagio di Acireale quale Rettore della Chiesa; nel 2009
dà la sua disponibilità per riaprire il convento S.Antonio di Favara e nel 2010 si incardina nella Diocesi
di Acireale, dove il vescovo S.Ecc. Mons. Vigo lo nomina parroco della Parrocchia SS.Ritornata ad Aci
Bonaccorsi.
Dal 2013 al 2014 è a Partitico a disposizione dell'Arcivescovo di Monreale che gli dà l'incarico di
seguire le Comunità neocatecumenali nella Parrocchia SS.Salvatore, conoscendo la sua lunga
esperienza all'interno del Cammino neocatecumenale.
Rientrato in diocesi di Acireale, il Vescovo S.Ecc. Mons. Raspanti, lo nomina Vicario parrocchiale della
Parrocchia S.Mauro Abate di Aci Castello.
Il 22 settembre 2015 S.Ecc. Mons. Calogero La Piana, Arcivescovo di Messina-Lipari-S.Lucia del
Mela, gli affida l'Arcipretura Parrocchiale di S.Onofrio Eremita di Casalvecchio Siculo.Padre Gabriele
può solo ringraziare e benedire il Signore,Pastore dei Pastori, per aver arricchito la sua vita di così tanta
e feconda attività pastorale!
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SULLE ORME DI SAN FRANCESCO…..
IL POVERELLO D'ASSISI
Quest'anno tra le pagine del nostro giornalino
parrocchiale, sarà possibile notare una nuova
sezione, interamente dedicata alla figura del
patrono d'Italia, San Francesco, alla riscoperta
della sua vita, e dedicata inoltre a quelli che sono
la vocazione e lo stile di vita francescani, propri di
chi si mette sulle orme del “poverello di Assisi”.
La creazione di questa sezione non è una scelta
casuale; ma concomitante all'arrivo del nostro
nuovo parroco Padre Gabriele Sgroi, il quale,
proviene da un ordine francescano; spinti dunque
dalla curiosità e dalla voglia di saperne di più,
abbiamo deciso insieme di conoscere meglio la
figura di questo grande santo.
Ma chi era San Francesco?
San Francesco d'Assisi nasce intorno al 1181 da un
ricco mercante di tessuti Pietro di Bernardone e la
madre francese Pica. In gioventù vive in un modo
dissipato, divertendosi e sperperando i soldi della
famiglia, infatti con i suoi amici pensa solo a
divertirsi. Sino a quando scoppia una guerra tra
Perugia ed Assisi alla quale Francesco partecipa.
L'esperienza della guerra cambierà la vita di
Francesco, poiché, egli, assiste a diverse atrocità
ed entra dunque in un periodo di profonda crisi
spirituale.
Decide
di cambiare radicalmente la sua
esistenza, di rinunciare alla vita terrena abbandonando i divertimenti e gli svaghi e di dare un
senso più profondo alla sua vita: aiutare i poveri, gli ammalati e i deboli, si presenta quindi dal
padre, e in pubblico gli consegna i vestiti da ricco mercante e si veste di un povero saio; vuole
ritornare allo stato naturale senza nessuna ricchezza apparente.
Francesco desiderava solo aderire a Dio, e da quel momento non ebbe altra preoccupazione che
“vivere secondo la norma del santo Vangelo” imitando in tutto Cristo povero e umile.
Unitosi a lui alcuni compagni, diede inizio ad un nuovo Ordine religioso, che per umiltà chiamo
"Ordine dei Frati Minori", per i suoi Frati egli scrisse una regola, che fu poi approvata dal Papa
Onorio III nel 1223.
Francesco e i suoi frati andarono ovunque a predicare il Vangelo, nei paesi cristiani e in quelli degli
infedeli, con parole semplici ed efficaci, e soprattutto con l'esempio della vita santa; Francesco
nutrì, fin dalla sua conversione, una fervidissima devozione a Cristo Crocifisso, devozione che
diffuse sempre con le parole e la vita.
Fondò anche un secondo Ordine, chiamato delle "Povere Dame" o delle Clarisse, e un Terz'Ordine
per coloro che vivono nel mondo. Egli fu anche il fondatore del primo presepe vivente, a Greccio,
nella notte di Natale del 1123
Due anni prima della morte, sul monte della Verna ricevette da Cristo il sommo privilegio delle
Stimmate, che lo resero conforme al Crocifisso anche nel corpo.
Morì a S. Maria degli Angeli, adagiato sulla nuda terra, la sera del 3 ottobre 1226, ripetendo le
parole dell'anima che si abbandona alla misericordia di Dio. Due anni dopo la sua morte, Gregorio
IX lo dichiarò santo e nel 1230 il suo corpo fu tumulato sotto l'altare della nuova Basilica eretta in
suo onore.
Pio XII nel 1939 lo proclamò, insieme con santa Caterina da Siena, Patrono d'Italia.
Sara Proto
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CAMBIO AL TIMONE PARROCCHIALE
Il 4 ottobre , giornata dedicata al Santo Patrono d'Italia, il popolare e venerato Francesco
d'Assisi, nella nostra comunità cristiana è avvenuto con spirito entusiastico, ma nel
contempo molto sobrio, l'avvicendamento tra il benvoluto e dinamico Padre Agostino ed il
nuovo arrivato, ma gia apprezzato Padre Gabriele Sgroi.
Con il primo si chiude un ciclo quinquennale di straordinaria intensità, che ha cambiato e
in un certo senso trasformato la storia sociale e spirituale del nostro paese. Egli da vero
leader, con la sua forte personalità e il suo talentuoso temperamento ha costruito, tra
l'altro la propria legittimità su una vera e propria azione instancabile e certosina volta alla
riappacificazione e unità delle varie realtà che operano nel nostro paese.
Padre Agostino, attraverso iniziative ed
attività di carattere sociale e religioso,
e con l'esempio di una vita ispirata ai
fondamentali valori umani della
solidarietà e dell'amore,
ha
contribuito e ha apportato, attraverso il
costante impegno ed il generoso
l avo r o, a l l ' a c c r e s c i m e n t o e d a l
miglioramento del nostro incantevole
paese, provocando, in questo modo,
un ritorno di positiva immagine verso
la società esterna.
A lui, è subentrato il benarrivato e
gradito Padre Gabriele, personalità non
conosciuta da noi, ma senz'altro
persona pacata che dai “primi vagiti
conoscitivi” esterna esperienza,
intelligenza e fiducia; pertanto il nostro
motto deve essere quello di
collaborare, a pieno titolo ognuno per
le proprie competenze e per cio che e in grado di esprimere e di offrire, con il pieno
auspicio di continuare, anzi migliorare l'opera intrapresa, promuovendo la conoscenza, la
valorizzazione e la realtà storica, artistica e sociale della nostra terra.
Tutto cio deve scaturire da una normale, doverosa ed esemplare affezione e propensione
verso il paese, unanimemente riconosciuti, specie in questi ultimi anni, da opere ed
iniziative volte e finalizzate ad esaltare e mostrare agli altri i nostri tesori, le nostre
bellezze e le capacità, specie quando lo vogliamo, che sono insite dentro ognuno di noi.
La mia generazione ha avuto un grande patrimonio religioso, guidato da altrettanti
maestri, subentrati nel tempo.
Dall'egumeno P. Mario, al vate P. Eugenio, al solenne P. Jerry, e infine al creativo P.
Agostino, e adesso allo stimato P. Gabriele.
Con tutti loro il paese ha avuto momenti di crescita e sviluppo.
Ma nel presente mi sembra doveroso elargire un grazie di cuore a Padre Agostino, con la
certezza che tutti quanti non lo dimenticheremo facilmente , per cio che di grandioso ha
costruito per il nostro paese.
E a Padre Gabriele l'augurio più sincero e genuino, affinchè infonda in tutta la nostra
comunità la speranza di cui tutti abbiamo necessariamente bisogno, per vivere e crescere
in santità e con spirito religioso.
Carmelo Saglimbene
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L'immigrazione
L'immigrazione è un fenomeno d'attualità che in questo momento sta sconvolgendo
l'equilibrio del nostro paese,gli immigrati arrivano soprattutto dai paesi con una
situazione economica e sociale disastrosa,il motivo principale sono le guerre.
Questi ultimi emigrano perché a causa di questi problemi, molti diritti sono stati persi,
come ad esempio il diritto di professare una propria religione oppure il diritto di parola.
Essi approdano nella nostra Sicilia perché si trova in una posizione geografica favorevole.
Arrivano attraverso dei barconi (barconi della morte);attraversano il Mediterraneo
sperando di approdare in una terra che possa offrirgli una vita migliore, ma in questo
momento anche il nostro paese non sta attraversando un bel periodo.
Arrivati in Sicilia vengono soccorsi e sottoposti a controlli medico- sanitari, gli viene
offerta una casa dove poter stare e un pasto caldo da poter consumare . Però ormai la
situazione sta diventando insostenibile per il fatto che questo flusso migratorio aumenta
di giorno in giorno e non si trovano le strutture dove far alloggiare queste persone . Molte
di queste persone vivono nei centri d'accoglienza ormai stracolmi di immigrati. Diciamo
che la mancanza di questi centri d'accoglienza é anche colpa dello Stato, infatti non tutte
le regioni d'Italia sono favorevoli all'entrata di questi immigrati,uno dei tanti motivi é che
loro vengono qua per cercare lavoro ma in questo momento il lavoro manca a noi che
siamo cittadini italiani e quindi nasce una sorta di concorrenza tra noi e loro. Molte volte il
popolo italiano li rifiuta perché a loro, arrivati qua ,non solo gli viene offerta una nuova
vita ma non accontentandosi si danno alla “pazza gioia” andando in giro a commettere
crimini.
Ma una cosa che il popolo italiano non capisce é che non tutti sono uguali quindi per colpa
di alcuni vengono discriminati tutti gli altri e vengono messi da parte dalla società.
Se ci guardiamo intorno questi immigrati si trovano anche dalle nostre parti ad esempio a
me è capitato di incontrarli alla stazione, a chiedere sempre l'elemosina e a pernottare
per le strade.
Io personalmente davanti a queste scene resto impietosita e non capisco come degli
esseri umani possano vivere in queste condizioni. Anche il Papa di fronte a queste
situazioni incita i cittadini ad essere più cordiali e disponibili verso queste persone,
invitando ad accoglierli nelle proprie case e a prendersi cura di loro.
Chillemi Ludovica
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Cosa pensano i giovani della fede?
La fede. Sicuramente se chiediamo a qualsiasi persona ci risponderà che è stato abituato al rispetto di essa fin
quando era giovane, ma i giovani di oggi cosa dicono? Quali sono i loro pensieri e/o dubbi riguardo la
Religione? Ho intervistato alcuni dei miei conoscenti e le risposte alle mie domande sono state più o meno le
stesse.
Vai a messa la domenica? << Beh non ogni domenica, ma alcune volte si ad esempio a Natale o a Pasqua e per
la festa del patrono>>.
Da quanto tempo non entri in chiesa? <<Da Natale circa, ma solo perché mi ci ha obbligato mia mamma,
altrimenti “manco” ci andavo>>
Quanto tempo dedichi a Dio nella tua giornata? << Francamente ho cose molto più importanti da fare che
mettermi a perdere tempo con la religione ed altre cose del genere>>
Cosa ne pensa la tua famiglia della tua riluttanza nei confronti della religione? <<Non mi interessa cosa
pensano, la vita è la mia >>
Cosa ti hanno insegnato i
tuoi genitori riguardo la
fede? << Mi hanno
insegnato a rispettare il
prossimo e di frequentare la
chiesa, perché solo Dio è
l'unica salvezza nella
vita>>
E tu metti in pratica questi
insegnamenti? <<Alcune
volte si, ma non mi viene
facile rispettare sempre gli
altri, specie se mi fanno un
torto, per quanto riguarda il
frequentare la chiesa mi è
piuttosto difficile ,perché lo
trovo noioso e posso
dedicare il mio tempo ad
altre cose>>.
E la scuola? Quanta
importanza da alla
religione? << A scuola
facciamo un'ora di
Religione alla settimana ma è una materia che non da voto e nessuno sta attento alle spiegazioni, tanto non ci
sono verifiche né scritte né orali>>
Queste parole fanno riflettere molto su quanto è cambiata la società da un paio di anni fa ad oggi, si è passati da
andare a messa ogni Domenica ad andare in pizzeria o a uscire con gli amici mettendo Dio e la fede da parte,
come qualcosa di superfluo e di poca importanza, come se l'aspetto spirituale non contasse e che le uniche
cose importanti siano il divertimento e i beni materiali. Spesso si sente dire: ”E' colpa dei genitori, perché se gli
avessero insegnato qualcosa, rispetterebbe la fede per come si dovrebbe”, ma non è così, molti ragazzi non
ascoltano completamente gli insegnamenti dei propri genitori, continuando ad avere un atteggiamento di
indifferenza nei confronti della religione. Andando in giro si sentono continuamente ragazzi che commettono
blasfemie senza il minimo ritegno, non hanno più rispetto per Dio e per la religione in generale, anzi se c'è
qualcuno che la pensa diversamente, e che quindi vuole avvicinarsi e frequentare la chiesa, viene giudicato
“stupido” e preso in giro fino ad indurlo a rinunciare. Riprendendo le parole di Benedetto XVI: “Le gioie
autentiche, quelle piccole del quotidiano o quelle grandi della vita, trovano tutte origini in Dio”, quindi se noi
ignoriamo la religione e quindi Dio, ignoriamo anche le gioie che la vita ci dà.
Giovanni Nicita
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……L' ACQUA FONTE DI VITA………
L
'acqua è la risorsa più importante sulla terra, è capace di cambiare il nostro pianeta dal punto di
vista geologico e paesaggistico ed è grazie alla sua presenza che è stata possibile la nascita
della vita.
Essa gioca un ruolo essenziale per la sopravvivenza degli organismi presenti sulla terra. Dove c è
acqua c è vita, basti pensare che il nostro pianeta è ricoperto per circa i ¾ di acqua e persino sotto i
deserti l'acqua è sempre presente.
Ma come può vivere l'uomo senza ?
Ultimamente abbiamo appreso dai giornali che Messina da circa 20 giorni ha dichiarato “emergenza
idrica”, un'intera città in ginocchio, scuole e uffici chiusi a causa di una frana che ha provocato la rottura
della condotta di Fiumefreddo dove si è creato uno squarcio di oltre 40 metri.
Oltre centomila persone senz' acqua, c è l'assalto alle fontane cittadine per riempire bidoni e bottiglie,
facendo emergere la difficoltà specie negli anziani e nei disabili per quanto riguarda il trasporto di
bidoni verso le proprie abitazioni; addirittura sembra quasi si sia creato un vero e proprio “MERCATO
NERO” dell'acqua, in cui veniva venduta acqua non potabile e quindi dannosa alla salute dell'uomo e
per di più con costi esorbitanti.
Per sopperire a questa mancanza d'acqua è stato attivato il bypass con la conduttura proveniente
dall'Alcantara a tal fine si sono mobilitati molti organismi provinciali. Molto importante è stato l'aiuto
della protezione civile, delle autobotti dei militari, del corpo forestale e dei comuni limitrofi alla città,
creando dei punti di approvvigionamento per tutti i cittadini i quali hanno potuto sopperire almeno
momentaneamente al proprio fabbisogno.
Per quanto attiene agli aspetti tecnici, relativi alla riparazione del danno e alla messa in sicurezza delle
colline, sarà messo in opera un progetto di ancoraggio delle condotta a cura dell'AMAM (Azienda
Municipalizzata Acquedotti Messinesi) e saranno avviate dalla protezione civile regionale attività di
consolidamento del territorio.
In definitiva sarebbe bene rispettare l'ambiente, salvaguardando il nostro territorio e soprattutto
usando l'acqua con parsimonia senza cadere nello spreco, difatti questo periodo di “EMERGENZA
IDRICA” ci deve far riflettere sul com'è importante e necessaria l'acqua per tutti gli esseri umani!!!
FLOREANA COSTA CARDONE
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DISCERNIMENTO ED INTEGRAZIONE
LE PAROLE CHIAVI DEL SINODO SULLA FAMIGLIA 2015
Da poco più di un mese si è concluso il Sinodo sulla Famiglia fortemente voluto da Papa
Francesco; in una società così in evoluzione era doveroso che la chiesa guidata dallo
Spirito Santo analizzasse i tanti problemi che attanagliano le famiglie odierne.
Durante la conclusione dei lavori del Sinodo, il Papa ha invitato i 270 padri sinodali a
“tornare a camminare insieme” affinché trovino soluzioni esaurienti su l'importante
argomento dell'istituzione della famiglia e del matrimonio tra uomo e donna, fondato
sull'unità e sull'indissolubilità.
Il primo dovere della Chiesa non è quello di distribuire condanne o anatemi, ma è quello di
proclamare la misericordia di Dio, di chiamare alla conversione e di condurre tutti gli
uomini alla salvezza.
Nel discorso di chiusura dell'assemblea, Papa Francesco ha insistito sul legame tra il
Sinodo e l'imminente Giubileo e ha citato i suoi predecessori – Paolo VI, Giovanni Paolo II,
Benedetto XVI – per ricordare che è lo Spirito Santo “il vero protagonista e artefice in ogni
tempo”.
Dopo settimane di ascolto e confronto, tutti concordano che attualmente la famiglia è
seriamente compromessa e attaccata da varie difficoltà.
“Che cosa significherà per la Chiesa concludere questo Sinodo dedicato alla famiglia?”, si
è chiesto il Papa: “Significa aver ascoltato e fatto ascoltare le voci delle famiglie”, una
delle risposte: “Significa aver dato prova della vivacità della Chiesa cattolica, che non ha
paura di scuotere le coscienze anestetizzate o di sporcarsi le mani discutendo
animatamente e francamente sulla famiglia. Significa aver testimoniato a tutti che il
Vangelo rimane per la Chiesa la fonte viva di eterna novità, contro chi vuole indottrinarlo
in pietre morte da scagliare contro gli altri”.
Il messaggio che il Papa ha lanciato è stato chiaro bisogna che la famiglia di oggi venga
costantemente difesa da tutti gli attacchi ideologici e individualistici che mirano a
sminuire il suo ruolo culturale ed educativo.
“Discernimento e integrazione”: sono le due parole d'ordine della relazione finale.
“I battezzati che sono divorziati e risposati civilmente devono essere più integrati nelle
comunità cristiane nei diversi modi possibili, evitando ogni occasione di scandalo”, si
legge nella terza parte del documento, dedicata alle “situazioni complesse” delle famiglie.
“La logica dell'integrazione – si spiega nel testo – è la chiave del loro accompagnamento
pastorale. Sono battezzati, sono fratelli e sorelle, e la loro partecipazione può esprimersi
in diversi servizi ecclesiali”.
Occorre quindi discernere quali delle diverse forme di esclusione attualmente praticate in
ambito liturgico, pastorale, educativo e istituzionale possano essere superate.
Una integrazione, questa, necessaria pure per la cura e l'educazione cristiane dei loro
figli.
Per il discernimento, il documento citato è la Familiaris Consortio di Giovanni Paolo II,
dove si esortano i sacerdoti ad “accompagnare le persone secondo l'insegnamento della
Chiesa e gli orientamenti del vescovo”.
Nella suddetta terza parte della relazione finale, i padri sinodali si sono soffermati ad
analizzare il tema dell'omosessualità, tema che deve essere trattato con molta
delicatezza e serietà poiché oggi giorno si assiste troppo spesso a violenze dettate
dall'omofobia, crimini che nella società odierna non dovrebbero esistere.
A tal proposito, nei confronti delle persone con tendenza omosessuale, si ribadisce che
“ogni persona, indipendentemente dalla propria tendenza sessuale, va rispettata nella
sua dignità e accolta con rispetto, con la cura di evitare ogni ingiusta discriminazione”.
Di contro si rinnova il no ai “progetti di equiparazione al matrimonio delle unioni tra
persone omosessuali”.
A parer mio questi due concetti “DISCERNIMENTO ed INTEGRAZIONE” sono veramente
la chiave di volta di questo sinodo.
Giudicare o colpevolizzare, a prescindere da tutto, una situazione familiare o
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l'orientamento omosessuale di una persona non è un comportamento cristiano, è
doveroso invece creare una pastorale ad hoc in ogni parrocchia al fine di discutere ed
affrontare ogni eventuale problematica insieme alla propria guida spirituale, poiché e
troppo semplicistico estraniare chi pensiamo sia diverso da noi, sol perché vive una
situazione personale e sentimentale che magari nella nostra mentalità chiusa e antiquata
non concepiamo.
A nessuno di noi è dato di ergersi a giudice supremo del nostro prossimo, lasciamo a Dio e
allo Spirito Santo il compito di dare saggio discernimento alle nostre guide spirituali cosi
da poter edificare sempre una chiesa vicino al Popolo Santo di Dio.
Mi piace concludere questa mia riflessione con la preghiera che Papa Francesco ha scritto
per questo Sinodo sulla famiglia, recitiamola spesso affinché la Santa Famiglia di Nazaret
possa vegliare sempre sulle nostre famiglie e ci guidi sulla via della pace:
Gesù, Maria e Giuseppe,
in voi contempliamo
lo splendore dell'amore vero,
a voi con fiducia ci rivolgiamo.
Santa Famiglia di Nazareth,
rendi anche le nostre famiglie
luoghi di comunione e cenacoli di preghiera,
autentiche scuole del Vangelo
e piccole Chiese domestiche.
Santa Famiglia di Nazareth,
mai più nelle famiglie si faccia esperienza
di violenza, chiusura e divisione:
chiunque è stato ferito o scandalizzato
conosca presto consolazione e guarigione.
Santa Famiglia di Nazareth,
il prossimo Sinodo dei Vescovi
possa ridestare in tutti la consapevolezza
del carattere sacro e inviolabile della famiglia,
la sua bellezza nel progetto di Dio.
Gesù, Maria e Giuseppe,
ascoltate, esaudite la nostra supplica. Amen.
GIUSEPPE FILETI
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“AVE O PIENA DI GRAZIA”
LA DEVOZIONE A MARIA IMMACOLATA
Maria, madre del Nostro Signore Gesù Cristo,
ha tante vesti, è venerata sotto vari titoli, ma il
più bello, reale e candido è sicuramente il
titolo di Maria Immacolata. Se pensiamo a lei,
la immaginiamo così, con la veste bianca e il
manto celeste, color del cielo.
Quello dell' Immacolata Concezione è un
dogma della Chiesa cattolica, che ufficialmente
viene proclamato dal Papa Pio IX l'8 dicembre
del 1854.
Maria dunque, non solo è madre vergine del
Figlio di Dio, ma nasce senza peccato
originale, cresce in una famiglia umile e molto
pia.
Per questo Ella è eletta sin dal suo
concepimento, in Lei sta il grande disegno
dell'Onnipotente, che la sceglie come dimora
sacra per custodire, nel suo ventre, Gesù, figlio
perfetto di Dio.
La devozione a Maria Immacolata ha radici
ben più lontane nel tempo, e già dal medioevo
veniva raffigurata e venerata con queste vesti.
Ella nella sua bellezza e potenza,
nell'immagine che le viene ricondotta, col
piede destro schiaccia il serpente, il maligno
che aveva tentato Eva nel paradiso terrestre
facendo si che ogni essere umano nascesse col peccato originale; dunque è Lei che ci libera dal
Male, insieme al suo figlio.
Questa importante ricorrenza viene celebrata con una messa solenne, ed è l'unica festività che
interrompe il periodo d'avvento, momento di silenzio, di semplicità in cui la chiesa si spoglia e
attende silenziosamente l'arrivo del Verbo, fattosi carne.
Nella storia, sono solo due le apparizioni riconosciute e riconducibili a Maria Immacolata.
La prima avvenne nel 1830 ad una suora novizia francese, alla quale Maria consegna una medaglia
“miracolosa” sulla quale c'è scritto:
<< Oh Maria, concepita senza peccato, pregate per noi che ricorriamo a Voi>>.
La seconda apparizione, ben più nota, è quella di Lourdes; nella quale la Vergine si presenta alla
piccola pastorella Bernadette dicendole:
<<Io sono l'Immacolata Concezione>>.
Da sempre guardiamo a Lei con amore filiale, certi che il suo cuore di mamma amorevole ci ricolma
di gioia infinita!
E ricordandoci che :
<< Una sola Ave Maria ben detta, fa tremare l'inferno>>!
EMANUELA TRIOLO
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Detti tipici siciliani:
“Dopu a vinnigna, Bastianu 'mpala a vigna”
“Pa Nunziata amara a dda vigna'ca non è putata”
“Quannu zappi e quannu puti nè cumpari né niputi,
quannu è tempu i vignignari tutti niputi e tutti cumpari”
Ricette della nonna:
Mostarda
INGREDIENTI: 2 litri di mosto, 120gr di farina 00, cannella e chiodi di garofano q.b., mandorle
tostate a piacere.
PROCEDIMENTO: portare il mosto ad ebollizione e farlo ridurre della metà, filtrare il tutto e
bollire nuovamente aggiungendo la farina setacciata continuando a cuocere fin quando il composto
non comincia ad addensarsi, unire poi le spezie e le mandorle, servire infine in delle formine
oppure fare essiccare al sole per degustarla poi nel periodo invernale.
Spaghetti ai sapori d'autunno
– INGREDIENTI:350gr di spaghetti, 450gr di zucca, 300gr di funghi porcini,200gr di salsiccia,
mezza cipolla, 2 spicchi d'aglio, olio extravergine d'oliva, prezzemolo tritato, mezzo bicchiere di
vino bianco, sale e pepe q.b.
PROCEDIMENTO: Pelate la zucca, privatela dei semi, filamenti interni e Tagliatela a dadini
piccoli, mettetela in una casseruola capiente e fatela rosolare con 2 cucchiai d'olio e un trito
finissimo di aglio (1 spicchio). Fate cuocere la zucca per 15 minuti a fuoco lento, aggiungendo 1
bicchiere di acqua calda fin quando risulterà morbida. Private la salsiccia della pelle, tagliatela con
un coltello e fatela rosolare in un'altra padella per 5 minuti, nel frattempo pulite accuratamente i
funghi, Tagliateli a lamelle non troppo sottili, metteteli nella padella con la salsiccia e aggiungete
2 cucchiai di olio e un trito finissimo di aglio e cipolla. Lasciate rosolare gli ingredienti per qualche
minuto a fuoco vivace, bagnate con il vino, lasciatelo evaporare poi aggiungete sale e pepe
continuando la cottura a fuoco moderato per 15 minuti coprendo la padella con coperchio.
Aggiungete ai funghi e salsiccia la zucca cotta in precedenza, 1 cucchiaio di prezzemolo tritato
continuando la cottura per 5 minuti. Nel frattempo cuocete in abbondante acqua salata gli
spaghetti. Scolate la pasta, mettetela nella casseruola con il sugo di funghi, zucca e salsiccia
mescolate pochi minuti aggiungendo il resto del prezzemolo.
Indovina, indovinello…
1. “Centu nidi, centu uova, centu para di linzola”
2. “Spinge ma senza mani, corre ma senza gambe,
urla ma senza bocca”
3. “Son riccio spinoso dal cuor generoso,
son fatto a ballotta e mi mangiano cotta,
mi trovo in montagna e mi chiamo…”
4. “Quando è autunno, piano piano, noi color cambiar
dobbiamo. Brune, bionde, gialle e rosse giù dall'alto
veniam scosse. E poi il vento ci raccoglie
ci trascina, siam le…? “
Soluzioni (1.melograno, 2.il vento, 3.castagna, 4.foglie)
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RASSEGNA STAMPA
Arcipretura di Casalvecchio Siculo
Parrocchia Sant’Onofrio Eremita
COMUNE DI
CASALVECCHIO SICULO
Presepe
Vivente
IV Edizione
III
Edizione
CENTRO STORICO DI CASALVECCHIO SICULO (ME)
Domenica 27 Dicembre 2015
Sabato 2 e Sabato 9 Gennaio 2016
dalle Ore 18:30 alle ore 22:00
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Cronaca Parrocchiale
Insediamenti:
Padre Gabriele
03/10/2015 - Misitano-Rimiti
04/10/2015 - Casalvecchio S.
Nella Pace del Signore
Altadonna Nunziata
23/10/2015 - Casalvecchio S.
Muscolino Antonino
03/11/2015 - Casalvecchio S.
Matrimoni:
Ucchino Fabio e
Smiroldo Mariantonia
10/10/2015 - Casalvecchio S.
Periodico Bimestrale di Informazione Socio-Religiosa.
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DICEMBRE 2015 - Arcipretura S. Onofrio Eremita