CNA Biella N o t i z i a r i o Periodico di informazione della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa. PICCOLI IMPRENDITORI, GRANDI IMPRESE anno.6.n.2.luglio.2010 Autorizzazione del Tribunale di Biella n° 543 del 06/05/2005 - Poste Italiane - Spedizione in A. P. - 70% - DCB Biella - N. progr. 21 Associazione Provinciale di Biella L’ASSICURAZIONE CHE TI GUARDA NEGLI OCCHI ACCIDENTI ! ASSICURATI CONTRO I DANNI ACCIDENTALI PER RIMBORSARE GLI ALTRI E DIFENDERE I TUOI DIRITTI Prodotto distribuito da Compagnia che nasce dall’esperienza del Gruppo Banca Sella e dalle competenze di HDI Assicurazioni Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. La polizza Famiglia InChiaro è emessa da InChiaro Assicurazioni e collocata nel caso specifico dalle Banche del Gruppo Banca Sella. Prima dell’adesione leggere attentamente il Fascicolo Informativo. Nella foto di copertina: Enrico Rosso e Luca Macchetto sullo Hielo Patagonico Continentale Sur, davanti al Cordon Mariano Moreno. Innanzi tutto pensare in piccolo! Cari Colleghi, Sento di dover rivolgere un pensiero alla famiglia di quel collega imbianchino del Nord Est che come purtroppo tanti altri (una ventina negli ultimi 16 mesi e l’ultimo lo scorso 4 giugno a Vicenza) è arrivato a compiere il gesto estremo, a causa della grande crisi. Penso che dovremo considerare tutti quei nostri colleghi a tutti gli effetti dei caduti del lavoro. Noi, come loro, che a giorni alterni veniamo considerati zavorra o risorsa; ma loro non ce l’hanno fatta… Tutti siamo impegnati a ricercare ricette, situazioni, capri espiatori, e a parte alcuni fortunati operatori in particolari settori, continuiamo a percorrere il lungo tunnel della crisi. Mi fa quasi sorridere il dato paradossale che indica come il mondo dell’artigianato abbia qualcosa come 24.000 posti vacanti! Perlopiù mestieri classici e tradizionali, come falegnami, vetrai, meccanici; lavori manuali che pare non interessino alle nuove generazioni, quasi come se “l’andare a bottega” fosse una punizione per chi non ha voglia di studiare. In Piemonte, come in tutto il Nord, più di un lavoratore dipendente su due è impiegato in una micro o piccola impresa, eppure non riusciamo ancora ad essere coinvolti in politiche attive di aiuto, sostegno e rilancio dell’economia. E pensare che di proposte ne abbiamo fatte e continuiamo a farle! Noi pensiamo che il futuro passi anche e soprattutto da politiche di forte indirizzo politico a favore delle piccole e medie imprese e dell’artigianato come ad esempio lo Small Business Act;, un provvedimento che dovrà essere recepito e attuato a livello europeo, nazionale e locale, attraverso la revisione delle esistenti Direttive Europee e l’elaborazione di nuove soluzioni. Lo S.B.A. è fondato su tre principi prioritari: rendere le pubbliche amministrazioni permeabili alle esigenze delle P.M.I.; adeguare l’intervento politico alle esigenze delle Pmi, facilitarne la partecipazione ad appalti pubblici e utilizzare in modo più proficuo gli aiuti Periodico di informazione della Confederazione Nazionale dell’Artigianato Associazione Provinciale di Biella Direttore responsabile: Carlo Brusadore di Stato; agevolare l’accesso al credito e sviluppare un contesto giuridico ed economico che favorisca la puntualità dei pagamenti e ne riduca i tempi. Lo stato attuale dello S.B.A. è il seguente: la Commissione Europea lo ha proposto, il Parlamento di Strasburgo lo ha approvato e il Consiglio dei Ministri europei lo ha ratificato. Da parte del Governo italiano alla fine dello scorso c’è stato un primo recepimento, a cui dovranno seguire ulteriori azioni di carattere legislativo e programmi con relative risorse per l’attuazione dello Small Business Act. Altrettanto importante sarà il recepimento a livello locale perché gli artigiani e le piccole e medie imprese sono presenze attive sul territorio e le istituzioni locali hanno competenze di forte impatto sulla vita della nostra categoria. Lo S.B.A. richiede una politica che agisca a tutti i livelli e in tutte le dimensioni pubbliche, poiché occorre far marciare tutto il sistema produttivo, consapevoli del diffuso e largamente condiviso valore della piccola impresa e dell’artigianato che non deve assolutamente restare sulla carta, ma diventare strategia, progettazione e azione concreta. Come ha recentemente ricordato il nostro segretario nazionale Sergio Silvestrini, «l’Italia industriale che uscirà dalla crisi avrà il suo nocciolo duro nelle P.M.I.» e da qui proviene la responsabilità per gli artigiani «e la necessità di fare un passo avanti in termini di aggregazioni, reti di impresa, cultura manageriale e per le associazioni di categoria il delicato incarico di delineare nuovi compiti e nuovi scenari» lasciando alle spalle vecchie contrapposizioni. Ecco cari colleghi, voglio concludere questo mio intervento continuando a garantirvi tutto il mio, il nostro massimo impegno e sostegno alle vostre attività e ricordarvi che con noi, con la CNA di Biella, non siete soli… Il Presidente, Claudio Capellaro Siletti Redazione e amministrazione: Via Repubblica 56 - Biella Comitato di redazione: Luca Guzzo, Mauro Barzan, Cristina Carlevaro, Paola Lanza, Leonardo Andrian, Alberto Casazza, Matteo Buranello, Elena Ferrero, Sommario 4 Scadenze fiscali 5 Biella - Patagonia 2010 6 L’Italia che reagisce attraverso l’artigianato e le P.M.I. 8 Rinnovo CCNL Alimentazione e Panificazione 9 Trasferte distacco all’estero in Paesi UE 10 Il Preavviso 12 Valutazione rischio radiazioni ottiche 13 Valutazione da STRESS 14 Gestione dei rifiuti RAEE 16 Documentazione per macchine certificate 18 CNA Pensionati 20 Notizie dal Patronato 22 Fondo di garanzia per il microcredito 23 Legge Regionale 34/2008 25 Notizie dalle Unioni 26 Cubi in movimento 27 Impianti a gas, corso di formazione con UNI 29 CNA Impresa Donna 31 Rete Impresa Italia 33 6° Trofeo di calcio 34 Vi presento un artigiano Enrico Rosso, Angiolino Guzzo, Paolo Mander, Giorgio Vercellino e Lorenzo Cordera Impaginazione grafica: Atlantide - Biella Stampa e postalizzazione: Tipolitografia Botalla 3 AA cura cura di diLorella MauroCestariolo Barzan Elenco delle principali scadenze fiscali luglio - ottobre 2010 LUGLIO 2010 16/07/2010 Iva mensile, liquidazione e versamenti Iva saldo rateizzato – versamento quinta rata IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali, INPS gestione separata - trattenuti dai sostituti - mese di giugno 2010 - versamento Presentazione elenco dichiarazioni d’intento ricevute nel mese precedente IRPEF, IRES, IRAP - versamento in autoliquidazione saldo 2009 e acconto 2010 con la maggiorazione dello 0,40% INPS artigiani, commercianti e lavoratori autonomi - versamento in autoliquidazione saldo 2009 e acconto 2010 con la maggiorazione dello 0,40% Soggetti iscritti alla CCIAA – Camera di Commercio – versamento tramite modello F24 del diritto annuale per l’anno 2010 con la maggiorazione dello 0,40% Versamento 2 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti titolari di partita IVA che hanno scelto di pagare la prima rata a Giugno) 25/07/2010 (prorogato a lunedì 26/07) Presentazione modelli INTRA (operazioni intracomunitarie) relative al mese di giugno – soggetti obbligati alla presentazione mensile, o relative al 2° trimestre – tutti gli altri soggetti i titolari di partita IVA il versamento deve essere eseguito esclusivamente con modalità telematiche INAIL - autoliquidazione – contribuenti che hanno scelto il pagamento rateale versamento terza rata Versamento 2 o 3 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti titolari di partita IVA) Presentazione elenco dichiarazioni d’intento ricevute nel mese precedente 20/08/2010 Agenti e rappresentanti di commercio – scade il termine per il versamento dei contributi di previdenza ed assistenza all’ENASARCO da parte delle ditte preponenti, relativi al 2° trimestre 2010, per agenti e rappresentati di commercio 25/08/2010 Presentazione modelli INTRA (operazioni intracomunitarie) relative al mese di luglio – soggetti obbligati alla presentazione mensile 30/08/2010 Contratti di locazione con decorrenza 1/8/2010 – versamento imposte 31/08/2010 Versamento 3 o 4 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti non titolari di partita IVA) 30/07/2010 Contratti di locazione con decorrenza 1/7/2010 – versamento imposte; 31/07/2010 (prorogato a lunedì 2/8) Presentazione da parte dei sostituti d’imposta del modello 770 ordinario e semplificato. Presentazione domanda di rimborso/ compensazione del credito IVA relativo al 2° trimestre dell’anno Versamento 2 o 3 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti non titolari di partita IVA) AGOSTO 2010 16/08/2010 (ogni anno tale scadenza viene prorogata di alcuni giorni) Iva mensile - liquidazione e versamenti Iva trimestrale – liquidazione e versamenti (secondo trimestre) Iva saldo rateizzato – versamento sesta rata IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali, INPS gestione separata - trattenuti dai sostituti – mese di luglio 2010 - versamento INPS - Commercianti e Artigiani - versamento IVS fissi (secondo acconto anno 2010) – per 4 SETTEMBRE 2010 16/09/2010 Iva mensile - liquidazione e versamenti relativi al mese di agosto Iva saldo rateizzato – versamento settima rata IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali, INPS gestione separata - trattenuti dai sostituti nel mese di agosto 2010 – versamento Versamento 3 o 4 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti titolari di partita IVA) Presentazione elenco dichiarazioni d’intento ricevute nel mese precedente 25/09/2010 (anche se di sabato la scadenza non è prorogata) Presentazione modelli INTRA (operazioni intracomunitarie) relative al mese di agosto – soggetti obbligati alla presentazione mensile 30/09/2010 Contributi volontari INPS INPDAP ENPALS – versamento 2° trimestre 2010 Presentazione dei modelli dichiarativi relativi all’anno 2009 – UNICO2010 persone fisiche, UNICO2010 società di persone, UNICO2010 società di capitali e UNICO2010 enti non commerciali con i relativi allegati. Scade inoltre la presentazione in forma autonoma delle dichiarazioni annuali IVA e IRAP Presentazione modello VR per il rimborso annuale IVA relativo all’anno 2010 Versamento 4 o 5 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti non titolari di partita IVA) Contratti di locazione con decorrenza 1/9/2010 – versamento imposte OTTOBRE 2010 16/10/2010 (prorogato a lunedì 18/10) Iva mensile, liquidazione e versamenti relativi al mese di settembre Iva saldo rateizzato – versamento ottava rata IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali, INPS gestione separata - trattenuti dai sostituti nel mese di settembre – versamento Versamento 4 o 5 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2010 e primo acconto 2010 (soggetti titolari di partita IVA) Presentazione elenco dichiarazioni d’intento ricevute nel mese precedente 25/10/2010 Presentazione modelli INTRA (operazioni intracomunitarie) relative al mese di settembre – soggetti obbligati alla presentazione mensile, o relative al 3° trimestre – tutti gli altri soggetti 30/10/2010 (prorogato a lunedì 1/11) Contratti di locazione con decorrenza 1/10/2010 – versamento imposte; 31/10/2010 (prorogato a Lunedì 1/11) Presentazione domanda di rimborso/ compensazione del credito IVA relativo al 3° trimestre Presentazione al C.A.F. del modello 730 integrativo Versamento 5 o 6 rata delle imposte/contributi emergenti dalla dichiarazione dei redditi – saldo anno 2009 e primo acconto 2010 (soggetti non titolari di partita IVA) Alla data di redazione della presente non possiamo dare per certe le scadenze dei versamenti a saldo e/o in acconto delle imposte emergenti dalla dichiarazione dei redditi. Infatti alla data odierna l’Agenzia delle Entrate non ha ancora pubblicato il software per l’elaborazione degli studi di settore. Si fra inoltre presente che le scadenze relative al mese di agosto solitamente con apposito decreto, slittano alla fine del mese. Sulle orme di padre Alberto Maria De Agostini Enrico Rosso, oltre che celebre alpinista, è anche socio titolare, con il fratello Riccardo, della nostra azienda associata: Caseificio Pier Luigi Rosso. Riccardo ha ricoperto la carica di primo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori ed è tutt’ora membro della Direzione della CNA di Biella, mentre Enrico è molto attivo nella continua proposizione di azioni e progetti volti a rappresentare e diffondere l’eccellenza artigianale, non solo nel campo alimentare. A lui si deve tra l’altro la genesi del progetto “Ambasciata del Territorio Biellese, cubi in movimento”, un progetto promosso in collaborazione oltre che con la CNA di Biella, con il Consorzio Tavola dell’Orso e Fondazione Pistoletto, che ancora oggi si sta sviluppando e arricchendo di contenuti. Appena informati di quest’ultimo progetto di Enrico, ne abbiamo subito condiviso lo spirito e chiesto un resoconto in anteprima, preludio ad una serie di documenti oltre che cartacei anche di audio e video, che vedranno la luce nei mesi prossimi. Ecco quindi il suo breve ma intenso racconto. “Da molto tempo stavo pensando di concludere la ricerca, iniziata nel 1988, sulla figura del missionario salesiano Alberto Maria De Agostini. Avevo già fatto 5 spedizioni nelle Ande della Patagonia e della Terra del Fuoco, realizzato un film documentario e diverse pubblicazioni, ma la straordinarietà del personaggio è tale che il lavoro non mi sembrava compiuto. Le ragioni per cui mi sono appassionato a De Agostini sono diverse ma principalmente perché esprime compiutamente l’identità dei biellesi come: viaggiatori, esploratori e alpinisti. Seguendo un’inclinazione famigliare ( il fratello fondò l’Istituto Geografico De Agostini) fu il primo a cartografare le regioni interne della Patagonia e della Terra del Fuoco e poi fu antropologo, fotografo, cineoperatore e scrittore. Quest’anno, con la preziosa collaborazione di Paola Lavagnini, ho avviato un progetto che prevede, attraverso una serie di spedizioni “a tema”, l’approfondimento di alcuni tra gli eventi che maggiormente hanno caratterizzato la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo dei biellesi. Nell’ambito di tali eventi prevediamo la raccolta di testimonianze, documentazioni, immagini e oggetti che testimonino il valore dell’attività svolta dai biellesi sulle montagne di tutto il mondo e la realizzazione di filmati, mostre e pubblicazioni sugli argomenti affrontati. L’obbiettivo ultimo è la costituzione del Museo dell’Alpinismo e dell’Esplorazione In cima al Cerro Solo sullo sfondo tra Fitz Roy e Cerro Torre il Cerro Pollone dei Biellesi. Con questi intendimenti è partita la spedizione Biella - Patagonia 2010. Il gruppo era formato da un team alpinistico e da uno documentaristico. Il gruppo alpinistico composto da: Enrico Rosso, Luca Macchetto e Maurizio Oviglia avrebbe tentato una scalata in linea con l’alpinismo esplorativo di De Agostini: la prima traversata del Cordon Marian o Moreno, una catena di 5 montagne lunga 20 km all’interno dell’immenso Hielo Patagonico Continental Sur (il ghiacciaio continentale della Patagonia che si snoda da nord a sud per 400 km). Il gruppo documentaristico formato da: Maurizio Pellegrini (cineoperatore), Antonio Mantovan (fotografo), Enzo Lerro (giornalista – editore) e Donatella Barbera (medico) avrebbe compiuto un lungo viaggio attraverso la Patagonia e la Terra del Fuoco nei luoghi dove aveva vissuto e operato Alberto De Agostini. La spedizione è così partita alla fine di gennaio per El Calafate nella Patagonia Argentina. Un settimana dopo eravamo già impegnati nell’avvicinamento al Cordon Mariano Moreno con il tempo decisamente in sfavore. Vento e neve continuavano a bloccare l’avanzata verso il “Passo del Viento” attraverso il quale avremmo dovuto raggiungere l’immenso Ghiacciaio Continentale Patagonico. Il terzo giorno di tentativi capimmo che bisognava razionare il cibo, avevamo in tutto otto giorni di autonomia. Il giorno seguente finalmente, una finestra di bel tempo ci permise di attraversare il fatidico colle e riscendere fino alla base del ghiacciaio. Il Cordon Mariano Moreno era li davanti a noi, al di la del ghiacciaio, ad un giorno di traversata ma si presentava in condizioni invernali con grandi accumuli di neve e placche a vento estremamente pericolose. La sera sembrava promettere un tempo migliore ma come si suole dire, per stare ai primi danni, rinforzammo la tenda con tiranti e muretti di sassi. La notte, neanche a dirlo, fu ventosa e molti dei tiranti furono strappati. Il giorno seguente, seppur con tempo incerto, la traversata sembrava possibile. Sotto il peso degli zaini di 25 kg traversare la morena sconvolta che precedeva il ghiacciaio fu penoso, ma era solo “l’aperitivo”. La prima parte del ghiacciaio era profondamente cambiata dall’ultimo anno in cui ero stato li, il 2006. L’innalzamento delle temperature aveva determinato l’incisione di profondi crepacci e per percorrere cento metri lineari eravamo costretti a cercare il passaggio come in un labirinto e percorrere in definitiva 5 volte la distanza. Il Mariano Moreno spariva e riappariva tra le nuvole davanti a noi come un’isola che guida a se i naviganti. Passata la zona dei crepacci il ghiacciaio sembrava farsi più regolare ma la speranza durò poco. Ad un tratto Luca cadde in un buco e fortunatamente riuscì a tirarsi fuori da solo e con altrettanta velocità. Era una pozza piena d’acqua. Di li a poco Maurizio ne centrò un’altra, più profonda della prima, andandoci dentro fino alla cinta, fu salvato da Luca che fortunatamente gli stava alle spalle. Maurizio era quasi completamente bagnato, in mezzo ad un ghiacciaio immenso. Capimmo che questo secondo tratto ci avrebbe dato filo da torcere più del primo. Procedevamo uno dietro l’altro come una 5 Biella - Patagonia 2010 Biella – Patagonia 2010 CNA Biella N ot i z i a r i o A cura di Enrico Rosso In mezzo al dedalo dei crepacci pattuglia di sminatori, il primo tastava passo a passo il terreno ma questo non ci impedì di finire dentro altre pozze. Nel tardo pomeriggio avevamo raggiunto la base del Mariano Moreno, bagnati, stanchi e quindi decisi a montare il campo più velocemente possibile. Al tempo atmosferico, in quel frangente non pensava più nessuno. Finalmente rintanati in tenda valutammo la situazione: le condizioni della montagna erano di estremo pericolo con pendii carichi di neve instabile e placche a vento. L’andamento metereologico non era favorevole e con temperature invernali, inoltre il rientro attraverso il ghiacciaio sarebbe stato problematico almeno quanto l’andata. I tre giorni preventivati per l’avvicinamento erano diventati sei ed il cibo scarseggiava. Ma eravamo ormai sotto la montagna e almeno un tentativo il giorno seguente l’avremmo fatto. Nella notte il vento si placò. La mattina, appena usciti dalla tenda, capimmo che la situazione non andava migliorando, le nuvole ci avvolgevano e di li a poco iniziò a nevicare copiosamente, era senz’altro la fine del nostro sogno e se non ci sbrigavamo a rientrare sarebbe presto diventato l’inizio della nostra tragedia. Smontare un campo sotto la neve è veramente un pasticcio. Tenda, indumenti e attrezzature bagnate furono letteralmente pigiate a forza negli zaini; nei pensieri il ghiacciaio da traversare con le sue pozze e il dedalo di crepacci ma soprattutto con la sua immensità e il maltempo che toglieva la visibilità. Per quest’ultimo problema fortunatamente, avevamo il GPS e quindi un minimo di tranquillità. Tutto andò al meglio e con tre giorni di tappe forzate riuscimmo a raggiungere l’abitato di El Chalten (punto di partenza). Due giorni dopo, sfruttando un’altra “finestra di bel tempo” salivamo il Cerro Solo una montagna di straordinaria importanza per filmare tutto il sistema di ghiacciai e catene montuose che caratterizzano la parte centrale del Ghiacciaio Continentale della Patagonia. Con circa 14 ore di film girato tra le Missioni, i villaggi e le città e i diversi ambienti naturali della Patagonia e della Terra del Fuoco; ora siamo pronti a trattare degnamente quel difficile tema che è la storia dell’ultimo grande esploratore delle Terre Magellaniche: il biellese, Alberto Maria De Agostini. A cura di Matteo Buranello L’Italia che reagisce passa attraverso l’Artigianato e le P.M.I. Imprese artigiane registrate in provincia di Biella Settore 2006 Agricoltura, caccia e silvicoltura Attività Manifatturiere 2007 2008 2009 Ditribuzione Var 2009 su 2008 93 104 106 115 1,8% +9 +8,5% 1.913 1.847 1.796 1.711 26,9% -85 -4,7% Industrie tessili 460 441 422 388 6,1% -34 -8,1% Fabb. E lav. Prod. Metalle escl macchine 307 298 285 267 4,2% -18 -6,3% Fabb. Mcchine e appar. Mecc. Instal. 242 237 232 217 3,4% -15 -6,5% Industrie alimentari e delle bevande 224 218 215 224 3,5% +9 +4,2% Ind. Legno, esclusi mobili 176 162 161 150 2,4% -11 -6,8% Fabb. Mobili e altre ind.ustrie manifatturiere 132 124 127 128 2% +1 +0,8% Fabb. Appr. Medicali, precis, strum. Ottici 111 107 107 106 1,7% -1 -0,9% Confezione articoli vestiario, prep. Pellicce 57 57 54 51 0,8% -3 -5,6% Altre Manifatture 204 203 193 180 2,8% -13 -6,7% 2.993 3.026 3.068 3.010 47,3% -58 -1,9% Costruzioni Commercio e riparazione beni 463 442 441 443 7% +2 +0,5% Trasporti, magazzinaggio e comunicazione 259 233 220 207 3,3% -13 -5,9% Attività Immobiliari, noleggio, informatica, ricerca 205 210 221 220 3,5% -1 -0,5% Servizi sociali e alla persona 651 641 637 643 10,1% +6 +0,9% 17 16 20 18 0,3% -2 -10% 6.594 6.519 6.509 6.367 100% -146 -2,2% Altre imprese artigiane TOTALE 6 Per più della metà delle imprese intervistate la produzione ha subito un calo, rapporto tra crescita e produzione, del 30%, un valore in lento recupero rispetto alle precedenti indagini; a differenza dell’ultima rilevazione, si vedono i primi segni di recupero da parte, soprattutto, del settore alimentare e dei servizi alle imprese e le previsioni delineano un quadro di rallentamento della caduta. La situazione occupazionale rivela un saldo negativo dell’8% tra incremento e diminuzione, mentre il problema della dilazione dei pagamenti continua a essere una spina nel fianco delle aziende locali. Gli investimenti hanno perlopiù riguardato l’acquisto di macchinari (59%), il miglioramento della gestione aziendale (36%) e il rinnovo delle sedi (20%); ancora basse le attività promozionali (22%). In generale gli artigiani e le piccole e medie imprese (il 73% degli imprenditori intervistati) sono pessimisti sull’andamento dell’economia biellese per l’anno in corso; soltanto il 2% pensa che vi sarà un miglioramento e il 25% si è espresso in termini di stabilità. Questi i numeri, indiscutibili, che, per quanto freddi e senz’anima, delineano un quadro non certo positivo, non facile e segnato da un generale pessimismo. Per uscire dalla crisi e avviarsi verso una decisa ripresa economica, il coordinamento delle associazioni imprenditoriali del Piemonte ha elaborato una serie di proposte concrete, come: sburocratizzare e valorizzare i bonus di assunzione, prevedendo il meccanismo del credito d’imposta relativo all’Irap; destinare incentivi per la riassunzione 7 N ot i z i a r i o erogati alle imprese (-0,4 nel settembre 2009; -2,7 nel dicembre 2009). Il settore manifatturiero ha subìto a dicembre 2009 una contrazione dei prestiti del 12,1% (settembre 2009: 7,2%). Oggi il subfornitore è la “vittima sacrificale” della grande impresa, che ammortizza le proprie contraddizioni pagando i propri fornitori anche a 290-300 giorni. Come don Abbondio, i piccoli imprenditori si trovano schiacciati tra i vasi di ferro delle banche, che non concedono aperture di credito, e dei committenti, che disonorano gli impegni di mercato. Quale peccato capitale devono scontare i piccoli imprenditori per dover subire – unici in Europa – tali condizioni? Può la pubblica amministrazione esigere il pagamento di tasse e imposte e non onorare i pagamenti, senza permettere alla stessa impresa di compensare debiti e crediti? Può costringere al massimo ribasso, senza tener conto delle conseguenze su qualità e sicurezza? Le agende politiche dei governi continuano a peccare di miopia. Nonostante la gravità della situazione, i correttivi applicati agli studi di settore sono stati troppo blandi, sottovalutando la caduta dei fatturati. Quel 30% di imprese che nel 2008 non riusciva a riconoscersi nel proprio studio di settore è destinato a sfiorare il 50% e il dato cresce per il manifatturiero. Negli ultimi mesi del 2009 il fatturato nell’artigianato è diminuito di un ulteriore 39,6%; per la piccola industria il calo è stato del 35%. I lavoratori autonomi sono danneggiati dalla contrazione del mercato dei servizi di consulenza. I commercianti lamentano una diminuzione del fatturato del 64,2% e il 40% si attende ulteriori diminuzioni. Qual è il problema di fondo? La protesta dei piccoli incontra una rapida attenzione mediatica e politica, non suffragata però da sufficienti risposte successive. Se il Paese vuole reagire per costruire un futuro economicamente e socialmente più sereno, deve utilizzare quello che è storicamente il suo motore più attivo, le piccole e medie imprese e gli artigiani. La realtà è che non ci si può più dimenticare di chi, con fatica e sacrificio, sta resistendo alla crisi, quasi solamente con le proprie forze. CNA Biella di lavoratori in uscita dalla cassa integrazione e dalla mobilità e, per quelle aziende che utilizzano il contratto di insediamento, per le assunzioni di personale; sostenere l’imprenditoria giovanile e l’inserimento di giovani laureati e ricercatori; adeguare la domanda all’offerta di lavoro; stringere il legame tra istruzione e mondo professionale; rimodulare il Fondo Sociale Europeo e coordinare gli altri Fondi; muoversi per la piena attuazione del “Nuovo Apprendistato”, previsto dalla Legge Regionale 2 del 2007; superare il massimo ribasso negli appalti fino a 500 mila Euro per sei mesi; rivedere e regolamentare la tassa rifiuti, ormai divenuta insostenibile. Oggi più che mai c’è l’urgenza di strutturare un insieme di politiche attive per aumentare la competitività del nostro territorio, sfruttando la grande risorsa degli artigiani e delle piccole e medie imprese: creazione di reti e sinergie, una maggiore formazione professionale, innovazione tecnologica e organizzativa, completa realizzazione del federalismo fiscale e istituzionale. Le realtà locali che propongono suggestioni ed elaborano idee sono molte. La Cna di Cuneo, per esempio, ha recentemente proposto al coordinamento nazionale e a tutte le Cna sparse sul territorio italiano alcuni strumenti per la semplificazione e revisione di alcune norme tributarie e adempimenti fiscali, come l’eliminazione degli scontrini e ricevute fiscali per tutte le aziende soggette agli studi di settore, l’aumento della soglia per usufruire dell’Iva per cassa e la reintroduzione del concordato preventivo. C’è molto lavoro da fare per risollevarsi e per questo tutti gli attori economici, istituzionali e politici devono assolutamente fare la loro parte, come hanno recentemente ricordato il presidente e il direttore di Cna Biella, Claudio Capellaro Siletti e Luca Guzzo, riprendendo un intervento elaborato dalla CNA regionale del Piemonte «Il primo problema da affrontare – scrivono in una lettera aperta del 30 aprile – è l’adeguamento dei salari, abbassando il costo del lavoro, tra i più alti d’Europa. Ciò servirebbe a rilanciare i consumi e favorire anche la ripresa dell’attività dell’artigianato e delle piccole imprese. Il futuro dipenderà da un modo di fare banca che deve porre al centro l’imprenditore, la sua storia e il suo progetto e non modelli matematici studiati a tavolino. Invece i dati ci dicono che nel quarto trimestre del 2009 sono ulteriormente diminuiti i finanziamenti L ’ I t a l i a c h e r e a g i s c e a t t r a v e r s o l ’ a r t i g i a n a t o e l e P. M . I . L ’ultima indagine congiunturale sull’andamento del settore dell’artigianato, della piccola e media impresa, relativa al secondo semestre del 2009, condotta su un campione di 150 unità dalla Camera di Commercio di Biella, con la collaborazione di Cna e di Confartigianato, presentata lo scorso 2 marzo, rivela ancora una sofferenza del comparto, ma auspica un cambiamento favorevole nel breve periodo. Le imprese artigiane, 6367, il 32 percento di quelle registrate nel territorio, subiscono ancora un consistente calo (-2,2%): le attività manifatturiere diminuiscono del 4,7% e crescono soltanto le industrie nel settore alimentare e i produttori di mobili. La tabella seguente, presenta i dati di Movimprese e le elaborazioni della Camera di Commercio di Biella. A cura di Paola Lanza Rinnovo C.C.N.L. Alimentazione e Panificazione artigianato I n data 27 aprile 2010, tra le associazioni artigiane Cna Alimentare, Confartigianato, Casartigiani, Claai ed i sindacati dei lavoratori di categoria FaiCisl, Flai-Cgil, Uila-Uil è stato definito il rinnovo contrattuale per i dipendenti del settore alimentazione artigianato e della panificazione. Il nuovo accordo contrattuale decorre dal 27 aprile 2010, fatte salve le specifiche decorrenze riportate istituto per istituto, ed avrà validità sino al 31 dicembre 2012. Questo nuovo c.c.n.l. è il primo rinnovo contrattuale stipulato con le regole contenute nel nuovo modello di relazioni sindacali tra le parti sociali che ha riformato profondamente i cosiddetti “assetti contrattuali” del settore artigiano. Si evidenzia che nel recente rinnovo contrattuale, la sfera di applicazione del “settore panificazione” è stata estesa e non riguarda più le sole imprese artigiane; il nuovo c.c.n.l., infatti, potrà essere applicato a tutte le aziende prescindendo dalle loro dimensioni o dalle forme giuridiche d’impresa. Per il “settore alimentazione” è stato convenuto, che entro sei mesi dalla data di stipula del rinnovo contrattuale, saranno avviati i negoziati per estendere la sfera di applicazione anche alle imprese industriali che occupano fino a 49 dipendenti. Aumenti retributivi dal 01/05/2010 SETTORE ALIMENTARE Livelli Aumenti 1/5/2010 Aumenti 1/5/2011 Aumenti 1/3/2012 Aumenti totali 1S € 39,12 € 45,86 € 39,12 € 124,10 1 € 35,13 € 41,17 € 35,13 € 111,43 2 € 32,16 € 37,69 € 32,16 € 102,01 3A € 30,00 € 35,00 € 30,00 € 95,00 3 € 28,34 € 33,22 € 28,34 € 89,90 4 € 27,19 € 31,87 € 27,19 € 86,25 5 € 25,93 € 30,40 € 25,93 € 82,26 6 € 24,26 € 28,44 € 24,26 € 76,96 SETTORE PANIFICAZIONE Livelli Aumenti 1/5/2010 Aumenti 1/5/2011 Aumenti 1/3/2012 Aumenti totali A1S € 33,00 € 39,00 € 33,00 € 105,00 A1 € 31,00 € 36,00 € 31,00 € 98,00 A2 € 29,00 € 34,00 € 29,00 € 92,00 A3 € 26,00 € 32,00 € 26,00 € 84,00 A4 € 25,00 € 30,00 € 25,00 € 80,00 B1 € 32,00 € 39,00 € 32,00 € 103,00 B2 € 27,00 € 31,00 € 27,00 € 85,00 B3 € 25,00 € 30,00 € 25,00 € 80,00 B4 € 24,00 € 28,00 € 24,00 € 76,00 Imprese non aderenti al sistema degli Enti bilaterali A decorrere dal 1 luglio 2010, le imprese non aderenti alla bilateralità e che non versano il relativo contributo dovranno erogare al lavoratore una quota di 8 retribuzione pari ad euro 25,00 lordi mensili. Tale importo, che sarà escluso dalla base di calcolo del trattamento di fine rapporto, dovrà essere erogato con cadenza mensile al lavoratore e manterrà in ogni caso, un carattere aggiuntivo rispetto alle prestazioni dovute ad ogni singolo lavoratore in adempimento dell’obbligo e corrisposte direttamente e/o indirettamente dagli enti bilaterali dell’artigianato nazionali e regionali. OPERAI-IMPIEGATI-QUADRI € 52,00 lordi APPRENDISTI € 36,40 lordi I valori di una tantum indicati nella precedente tabella vanno commisurati all’anzianità di servizio maturata nel periodo intercorrente tra il 1 gennaio e il 30 aprile 2010, considerando come sviluppo della contrattazione collettiva di settore. Ciò avverrà attraverso il versamento di € 12,00, composti da € 6,00 a carico dei lavoratori ed € 6,00 a carico dei datori di lavoro e di € 8,40 per gli apprendisti, composti da € 4,20 a carico dei lavoratori ed € 4,20 a carico dei datori di lavoro. Il testo d’intesa sindacale stabilisce che le quote devono essere versate, a cura dei datori di lavoro, entro il 31 gennaio 2011 su uno specifico conto corrente denominato “Azioni per lo sviluppo del sistema di relazioni e per i rinnovi Contrattuali” il cui codice IBAN è: IT73X 03127 05011 000000003000 Qualora la suddetta quota (12,00 euro o quella inferiore prevista per gli apprendisti) non venga versata ai fini di cui sopra, dovrà essere integralmente corrisposta ai lavoratori in occasione della erogazione della prima rata di una tantum. Trasferte/distacco all’estero in Paesi UE D al 1° maggio 2010 sono operativi il Regolamento Ce numero 883/2004, relativo al coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale ed il suo Regolamento di applicazione numero 987/2009. Sin all’entrata in vigore del nuovo Regolamento Ce, il vecchio regolamento Cee numero 1408/1971 prevede che sia possibile l’esonero dal versamento dei contributi esteri per un periodo iniziale di dodici mesi, previo rilascio del formulario E101 da parte dell’Autorità competente. È prevista anche l’eventuale proroga, di ulteriori dodici mesi, sempre che l’Autorità competente del Paese estero distaccatario conceda l’apposita autorizzazione mediante rilascio del modello E102. Tra le varie novità introdotte dalla nuova normativa, in materia di distacco transnazionale è prevista l’estensione della durata massima dell’esonero contributivo nel Paese estero di distacco, portata a ventiquattro mesi, con la possibilità di prolungare tale periodo, previo accordo tra le Autorità competenti degli Stati coinvolti. Diversamente dalla normativa precedente, non viene richiesto alcun coinvolgimento dell’Autorità estera durante i primi ventiquattro mesi di distacco. Qualora il distacco dovesse prorogarsi oltre i ventiquattro mesi, è possibile continuare a mantenere la propria posizione previdenziale in Italia, mediante ricorso alla procedura di cui all’articolo 16 del nuovo regolamento, la cui competenza resta attribuita alle Direzioni regionali INPS, secondo l’articolazione territoriale individuata in base allo Stato membro di distacco. Le nuove disposizioni sono operative, a partire dal 1° maggio 2010, unicamente per i 27 Paesi membri della Ue: Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno Unito, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca, Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta, Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria, Bulgaria e Romania. Viceversa la vecchia normativa non è abrogata per i tre Paesi dello Spazio Economico Europeo (Norvegia, Islanda, Liechtenstein) e per la Confederazione Elvetica, sino a che gli stessi non provvederanno a ratificare il regolamento Ce numero 988/2004. Dalla stessa data, il formulario E101, di durata massima di 1 anno, viene sostituito dal formulario A1, che consente l’estensione del periodo di esonero dal versamento dei contributi all’estero per un periodo massimo di ventiquattro mesi, mentre il formulario E102 viene abrogato. Qualora il formulario E101, di durata annuale, sia già stato emesso prima dell’entrata in vigore di tale regolamento e fosse ancora in corso di validità, occorre mettersi in contatto con la sede INPS competente, al fine di farsi rilasciare il nuovo formulario A1. Qualora non applicabile, e dunque sia nei casi di distacco in Paesi che hanno aderito allo Spazio Economico Europeo (Islanda, Norvegia e Liechtenstein), sia nei casi di distacco nella Confederazione Elvetica, occorre continuare ad utilizzare i formulari E101 ed E102. Il nostro ufficio paghe è comunque a disposizione per ulteriori chiarimenti in merito. 9 N ot i z i a r i o mese intero la frazione dello stesso pari o superiore a 15 giorni. Il testo dell’accordo sindacale riconosce, espressamente, come non utili alla maturazione dell’una tantum, i periodi d’assenza intervenuti in tale periodo e dovuti ad eventi, quali: servizio civile; assenza facoltativa post-partum; sospensioni concordate dalle parti per mancanza lavoro. Ai lavoratori con rapporto part-time gli importi di una tantum saranno riconosciuti con criteri di proporzionalità. L’importo di una tantum attribuito a ciascun lavoratore ne abbia diritto, non è utile agli effetti del computo di alcun istituto contrattuale, né del trattamento di fine rapporto. La nuova disposizione sindacale stabilisce che le aziende ed i lavoratori dipendenti (compresi gli apprendisti) devono contribuire per favorire lo CNA Biella Ai soli lavoratori in forza alla data di stipula del presente accordo contrattuale (27 aprile 2010), deve essere riconosciuta una cifra “una tantum”, a copertura del periodo di “vuoto contrattuale” (1 gennaio – 30 aprile 2010). Gli importi di una tantum devono essere corrisposti, in un’unica soluzione, unitamente alle retribuzioni del mese di settembre 2010. R i n n o v o C C N L A l i m e n t a z i o n e e P a n i f i c a z i o n e - Tr a s f e r t e d i s t a c c o a l l ’ e s t e r o i n P a e s i U E Una tantum A cura di Paola Lanza Saperne di più: il Preavviso G eneralmente la parte che esercita il diritto di recesso dal contratto di lavoro deve rispettare un periodo di preavviso (art. 2118 c.c.). Tale periodo, che è il lasso di tempo che intercorre tra la comunicazione del recesso e il momento in cui lo stesso acquista effetto, ha la funzione di evitare che la risoluzione immediata del contratto possa determinare un pregiudizio all’altra parte. Pertanto, durante il preavviso, generalmente il contratto di lavoro viene eseguito regolarmente. L’obbligo di preavviso non sussiste nei seguenti casi: - risoluzione del rapporto per giusta causa; - recesso durante o al termine del periodo di prova; -risoluzione del rapporto allo scadere del contratto a tempo determinato; -risoluzione consensuale; -recesso al termine del periodo di prosecuzione del rapporto a seguito di opzione da parte di lavoratori in possesso dei requisiti per la pensione di vecchiaia; -risoluzione del rapporto per mancata ripresa del servizio a seguito di reintegrazione; -durante i periodi di sospensione dal rapporto per intervento della Cassa integrazione (Pretura di Firenze, 11 marzo 1988). La durata del preavviso è affidata dal codice civile ai contratti collettivi, oppure agli usi o all’equità e decorre dal momento in cui è conosciuto dall’altra parte. La decorrenza è interrotta al sopraggiungere dei seguenti eventi; malattia (Cassazione, 30 agosto 2004 n. 17334), ferie (art. 2109 c.c.) maternità ed infortunio. Nella maggior parte dei casi la durata minima del preavviso varia a seconda della categoria dei lavoratori (operai o impiegati), del livello di inquadramento, dell’anzianità di servizio e, a volte, a seconda che si tratti di licenziamento o di dimissioni. Durante il preavviso le parti conservano tutti gli obblighi ed i diritti derivanti dal contratto di lavoro. Nei casi di recesso in cui sussiste l’obbligo di preavviso, in generale, 10 la parte che non lo rispetta deve compensare l’altra con un’indennità sostitutiva, tranne nelle ipotesi di preavviso non lavorato per forza maggiore. Vi sono delle ipotesi in cui l’indennità sostitutiva del preavviso è dovuta in assoluto per situazioni di sopravvenuta impossibilità di svolgere la prestazione lavorativa o per altre situazioni venutesi a creare tra le parti. Ciò avviene nei seguenti casi: -morte del lavoratore; -dimissioni per giusta causa (mancato o ritardato pagamento della retribuzione, omesso versamento dei contributi, comportamento ingiurioso, richiesta da parte del datore di lavoro di prestazioni illecite da parte del lavoratore, molestie sessuali perpetrate dal datore di lavoro nei confronti del lavoratore); -licenziamento per giusta causa convertito dal giudice in licenziamento per giustificato motivo oggettivo; -licenziamento intimato nelle ipotesi di libera recedibilità dichiarato illegittimo dal giudice; -risoluzione del contratto per fallimento o liquidazione coatta amministrativa, se non è possibile dare il preavviso; -dimissioni della lavoratrice madre; -dimissioni della lavoratrice licenziata a causa di matrimonio; -inoltre a nostro parere, dimissioni nel caso di CIG a zero ore, a fronte della disponibilità del lavoratore di effettuare il preavviso e dell’impossibilità da parte dell’impresa di permetterne l’effettuazione. L’indennità sostitutiva deve essere calcolata sulla base della retribuzione normalmente spettante al lavoratore in atto al momento in cui le parti dichiarano di voler recedere dal contratto. La retribuzione tiene conto, inoltre, dei ratei delle mensilità aggiuntive. Ai fini della determinazione dell’indennità sostitutiva del preavviso si considerano rilevanti gli aumenti retributivi intervenuti nel corso del preavviso, anche se non lavorato. L’indennità sostitutiva del preavviso corrisposta al lavoratore è computabile nel calcolo del TFR ed è assoggettabile a contributi previdenziali. &Sviluppo Innovazione Software per la gestione dell’impresa Sistemi di gestione qualità (norme ISO) Sistemi integrati di telecomunicazione per fonia e dati Corsi per la formazione e l’addestramento del personale aziendale Consulenza alle imprese per le agevolazioni L’esperienza: Nata nel 1991, Robinson S.r.l. opera nel settore della distribuzione di prodotti hardware, nonchè nello sviluppo di software gestionali. Per favorire la crescita tecnologica dei propri clienti ha aggiunto le competenze nell’area delle Telecomunicazioni, della Formazione e dei Sistemi di Qualità. Il Team: Un team di 40 persone costituisce l’organico di Robinson S.r.l. Tecnici specializzati, personale commerciale e organizzativo sono in grado di rispondere rapidamente e con competenza alle esigenze della piccola impresa e dell’artigiano. La certificazione: Robinson S.r.l. ha conseguito nel 2000, la certificazione secondo la ISO 9002:1994, convertita nel Giugno 2003 secondo lo schema previsto dalla VISION 2000. Robinson S.r.l. è autorizzata dal Ministero delle Comunicazioni all’installazione, collaudo e allacciamento di impianti telefonici. A T L A N T I D E - [email protected] Le partnership: Robinson S.r.l. ha avviato programmi di collaborazione con IBM, Siemens, Percorsi e Vodafone. Robinson S.r.l. - Via Milano, 16 - Vigliano BI - Tel. 015 8130611 - Fax 015 811427 www.robinson.it - [email protected] A cura di Leonardo Andrian La valutazione del rischio radiazioni ottiche artificiali I n quali condizioni non è necessario procedere ad una valutazione del rischio Radiazioni Ottiche Artificiali - ROA più dettagliata? Quali sono le situazioni lavorative che devono essere valutate ai fini della prevenzione del rischio per i lavoratori? Dal 26 Aprile 2010 è pienamente in vigore, il Capo V del Titolo VIII del D.Lgs. 81/2008 sulla prevenzione del “Rischio da esposizione alle radiazioni ottiche artificiali”. Pubblichiamo alcune domande e risposte che chiariscono la valutazione di questo rischio, presenti nel documento “Decreto Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II, III, IV e V sulla prevenzione e protezione dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti fisici nei luoghi di lavoro - Indicazioni operative” a cura del Coordinamento Tecnico delle Regioni in collaborazione con l’ISPESL. “Quali sono le condizioni nelle quali la valutazione del rischio può concludersi con la “giustificazione” secondo cui la natura e l’entità dei rischi non rendono necessaria una valutazione più dettagliata? Costituisce esperienza condivisa che talune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle corrette condizioni d’impiego, non danno luogo ad esposizioni tali da presentare rischi per la salute e la sicurezza. In questi casi è giustificato non dover procedere ad una valutazione del rischio più dettagliata. Richiamato che inizialmente occorre sempre individuare (censire) ogni sorgente di radiazione ottica artificiale, il termine “giustificazione” riportato dal legislatore nell’art. 181, comma 3, si riferisce a tutte quelle situazioni espositive per le quali non è necessario effettuare un approfondimento della valutazione. D’altra parte l’approfondimento della valutazione è necessario in tutti quei casi di esposizione a ROA i cui effetti negativi non possono essere ragionevolmente esclusi. Sono giustificabili tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica non coerente classificate nella categoria 0 secondo lo standard UNI EN 12198:2009, così come le lampade e i sistemi di lampade, anche a LED, classificate nel gruppo “Esente” dalla 12 norma CEI EN 62471:2009 (note 1, 2). Esempio di sorgenti di gruppo “Esente” sono l’illuminazione standard per uso domestico e di ufficio, i monitor dei computer, i display, le fotocopiatrici, le lampade e i cartelli di segnalazione luminosa. Sorgenti analoghe, anche in assenza della suddetta classificazione, nelle corrette condizioni di impiego si possono “giustificare”. Tutte le sorgenti che emettono radiazione laser classificate nelle classi 1 e 2 secondo lo standard IEC 60825-1 sono giustificabili. Per le altre sorgenti occorrerà effettuare una valutazione del rischio più approfondita. È disponibile un elenco di situazioni lavorative che devono essere certamente valutate? La Tabella 8.1 riporta le principali sorgenti non coerenti di radiazione ottica che vanno valutate ai fini della prevenzione del rischio per i lavoratori. Le sorgenti di radiazioni UV sono tratte dalla pubblicazione edita dall’ICNIRP dal titolo Protecting workers from ultraviolet radiation (ICNIRP 14/2007): - Arco elettrico (saldatura elettrica). - Lampade germicide per sterilizzazione e disinfezione. - Lampade per fotoindurimento di polimeri, fotoincisione, “curing”. - “Luce Nera” usata nei dispositivi di test e controllo non distruttivi (eccetto lampade classificate nel gruppo “Esente” secondo CEI EN 62471:2009) - Lampade/sistemi LED per fototerapia. - Lampade ad alogenuri metallici. - Fari di veicoli. - Lampade scialitiche da sala operatoria. - Lampade abbronzanti. - Lampade per usi particolari eccetto lampade classificate nel gruppo “Esente”. - Lampade per uso generale e lampade speciali classificate nei gruppi 1, 2, 3 ai sensi della norma CEI EN 62471:2009. - Corpi incandescenti quali metallo o vetro fuso, ad esempio nei crogiuoli dei forni di fusione con corpo incandescente a vista e loro lavorazione. - Riscaldatori radiativi a lampade. - Apparecchiature con sorgenti IPL per uso medico o estetico. Per quanto riguarda la radiazione laser, tutte le apparecchiature che emettono radiazione ottica coerente classificate nelle classi 1M, 2M 3R, 3B e 4 (nella nuova classificazione) o nelle classi 3A, 3B e 4 (nella vecchia classificazione) secondo lo standard IEC 60825-1 vanno valutate. In alcuni casi, ad esempio nella lavorazione di materiali con sorgenti laser, possono essere prodotte emissioni secondarie non coerenti, che devono essere valutate. 2. un’elevata rotazione del personale; 3. conflitti interpersonali o lamentele frequenti; 4. problemi disciplinari; 5. violenza e molestie di natura psicologica; 6. riduzione della produttività; 7. errori e infortuni; 8. aumento dei costi d’indennizzo o delle spese mediche. Sono sempre più numerose le persone colpite da problemi di stress sul luogo di lavoro. I motivi sono: innovazioni apportate alla progettazione, all’organizzazione e alla gestione del lavoro; precarietà del lavoro; aumento del carico di lavoro e del ritmo di lavoro; elevate pressioni emotive esercitate sui lavoratori; violenza e molestie di natura psicologica; scarso equilibrio tra lavoro e vita privata. Valutazione del rischio Una volta quindi individuata la fonte, o per meglio dire, i fattori idonei a generare stress, è necessaria l’adozione e la predisposizione delle misure di prevenzione e protezione. Volendo in modo puntuale tracciare il percorso da seguire in materia di valutazione del rischio stress lavoro – correlato possiamo evidenziare i seguenti passi: • individuazione delle attività che potrebbero esporre i lavoratori a rischio stress – lavoro correlato; • individuazione dei gruppi omogenei di lavoratori esposti a rischio stress lavoro – correlato; •analisi del rischio stress – lavoro correlato; • misure di gestione e di comunicazione in grado di chiarire gli obiettivi aziendali e il ruolo di ciascun lavoratore, di assicurare un sostegno adeguato da parte della direzione ai singoli individui e ai team di lavoro, di portare a coerenza responsabilità e controllo sul lavoro, di migliorare l’organizzazione, i processi, le condizioni e l’ambiente di lavoro; • la formazione dei dirigenti e dei lavoratori per migliorare la loro consapevolezza e la loro comprensione nei confronti dello stress, delle sue possibili cause e del modo in cui affrontarlo, e/o per adattarsi al cambiamento; La mancata formazione dei lavoratori è sanzionabile. • l’informazione e la consultazione dei lavoratori e/o dei loro rappresentanti, in conformità alla legislazione europea e nazionale, ai contratti collettivi e alle prassi. 13 CNA Biella Premessa Tra i vari fattori da analizzare durante la valutazione dei rischi il D.Lgs. 81/08 fa riferimento allo stress da lavorocorrelato (articolo 28, comma 1-bis). La valutazione dello stress lavorocorrelato è stata prorogata al 1 agosto 2010, dal decreto D.lgs 160/09 (decreto correttivo). Ciò vuol dire che da tale data nel documento di valutazione dei rischi, deve essere presente una sezione relativa alla valutazione del rischio da stress. La mancata valutazione di questo fattore è sanzionabile! Come linee di riferimento nel decreto vengono citati l’accordo europeo dell’8 ottobre 2008 e delle indicazioni della Commissione di cui all’articolo 6. Non ci sono infatti articoli o allegati al decreto che trattano direttamente del problema. Lo stress è uno stato, che si accompagna a malessere e disfunzioni fisiche, psicologiche o sociali ed è conseguenza del fatto che le persone non si sentano in grado di superare i gap rispetto alle richieste o alle attese nei loro confronti. Individuare lo stress non è cosa facile. Tuttavia esistono dei segnali che possono rivelare un livello di stress elevato, che sono: 1. alto assenteismo; Valutazione rischio radiazioni ottiche - Valutazione da STRESS Dal 1° agosto 2010 obbligatoria la valutazione da STRESS da lavoro-correlato N ot i z i a r i o A cura di Giorgio Vercellino A cura di Lorenzo Cordera Nuove regole semplificate per la gestione dei rifiuti RAEE – D.M. 65/2010 S ulla G.U. n. 102 del 4 maggio 2010 è stato pubblicato il Decreto 8 marzo 2010, numero 65 del Ministero dell’ambiente “Regolamento recante modalità semplificate di gestione dei rifiuti di apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE) da parte dei distributori e degli installatori di apparecchiature elettriche ed elettroniche (AEE), nonché dei gestori dei centri di assistenza tecnica di tali apparecchiature”. A partire dal 18 giugno 2010, il D.M. n. 65 dell’8 marzo 2010, introduce un regime di gestione semplificato per i RAEE che vengono ritirati da distributori, centri di assistenza tecnica ed installatori. Scopo della norma è quello di completare il sistema di raccolta e recupero dei rifiuti tecnologici e favorire l’incremento delle quantità raccolte, riutilizzate e recuperate. Destinatari delle nuove norme sono i distributori, gli installatori e i gestori dei centri di assistenza tecnica di nuove apparecchiature elettriche ed elettroniche, così come definiti dal D.Lgs. 151/2005: - art. 3 comma 1 lett. m): produttore: chiunque, indipendentemente dalla tecnica di vendita utilizzata, che: - fabbrica e vende AEE con il proprio marchio; - rivende con il proprio marchio AEE prodotte da altri. Se l’AEE riporta il marchio del produttore iniziale, il rivenditore non è considerato un produttore; - importa o immette per primo, nel territorio nazionale, AEE nell’ambito di un’attività professionale e le commercializza, anche mediante vendita a distanza; - art. 3 comma 1 lett. n): distributore: soggetto iscritto al Registro Imprese che, nell’ambito di un’attività commerciale, fornisce un’AEE ad un utilizzatore ed adempie agli obblighi di ritiro “1 contro 1” di AEE domestiche; - art. 3 comma 1 lett. o): RAEE (provenienti da nuclei) domestici: RAEE originati dai nuclei domestici e RAEE di origine commerciale, industriale, istituzionale e di altro tipo analoghi, per natura e per quantità, a quelli originati dai nuclei domestici; - art. 3 comma 1 lett. p): RAEE professionali: i RAEE prodotti dalle attività amministrative ed economiche, diversi dai RAEE domestici. Il decreto distingue tra la gestione dei RAEE domestici (provenienti da nuclei domestici e anche con altra origine ma p.za Martiri della Libertà, 3 - tel. 015 2522456 analoghi per natura e quantità) e gestione dei RAEE professionali (prodotti dalle attività amministrative ed economiche e non rientranti nei domestici). I distributori, oltre che al ritiro unocontro-uno dei RAEE domestici a fine vita, saranno tenuti al raggruppamento finalizzato al trasporto presso i centri di raccolta e alla tenuta del registro di carico e scarico, con le modalità previste dal decreto stesso. A tali obblighi sono tenuti, entro certi limiti, anche gli installatori e i gestori di assistenza tecnica. Le imprese che si occuperanno della raccolta e del trasporto dei rifiuti dei RAEE dovranno essere iscritte all’Albo nazionale gestori ambientali secondo le modalità specificate dalla Delibera dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali del 19 maggio 2010. L’obbligo di raggruppamento per il trasporto ai centri raccolta e di tenuta del registro sussisterà, anche per i RAEE “ professionali”, per distributori, installatori e gestori dei centri di assistenza di apparecchiature professionali che siano stati formalmente incaricati dai produttori di provvedere al ritiro nell’ ambito di un sistema di raccolta. p.za Adua, 9 - tel. 015 8491382 - [email protected] Convenzione CNA 2010 per Associati e Pensionati CNA Vieni a trovarci in agenzia per scoprire le agevolazioni riservate ai soci CNA. 14 Co i Rispondiamo ad ogni vostra necessità ia t nd c izi so s on a i i pa rticolari per gl Assistenza e ricambi GAGLIANICO (BIELLA) - Via Cavour, 86 - Tel. 015/2547347 BUOROLO D’IVREA (TO) - S.S. Lago di Viverone , 26 - Tel. 0125/676002 ST-CHRISTOPHE (AOSTA) - Loc. Grand Charriere, 5 - Tel. 0165/230939 PINEROLO (TO) - Via Delle Rose, 1 - Tel. 0121/502480 CARMAGNOLA (TO) - Via Poirino, 40 - Tel. 011/9723113 A cura di Leonardo Andrian e Giorgio Vercellino La documentazione necessaria per le macchine certificate La verifica della documentazione per le macchine certificate, secondo la direttiva 2006/42/CE, da parte del datore di lavoro. L a nuova direttiva macchine 2006/42/CE, da poco recepita in Italia, definisce nuovi criteri per la certificazione delle macchine rispetto alla precedente 98/37/CE; in particolare si concentra su tre aspetti: la valutazione dei rischi, i requisiti tecnici e documentali per le quasi macchine e la documentazione tecnica da fornire in accompagnamento alla macchina. Noi ci vogliamo qui concentrare particolarmente su questo ultimo aspetto per vedere quali informazioni il fabbricante deve fornire all’utilizzatore e per capire quale “atteggiamento” deve tenere quest’ultimo, nella veste di datore di lavoro, anche ai sensi di quanto previsto a suo carico dal titolo III del D.Lgs. 81/2008. Partiamo dalla direttiva: cosa prevede per la documentazione? All’allegato I, il paragrafo 1.7.4 descrive quale deve essere il contenuto delle istruzioni fornite con la macchina. Riportiamo e commentiamo i passi più significativi (gli estratti del paragrafo 1.7.4 sono in corsivo). In particolare al paragrafo 1.7.4.2 si afferma che: “ciascun manuale di istruzioni deve contenere, se del caso, almeno le informazioni seguenti:… e) i disegni, i diagrammi, le descrizioni e le spiegazioni necessari per l’uso, la manutenzione e la riparazione della macchina e per verificarne il corretto 16 funzionamento;” Non è una richiesta del tutto nuova, ma è importante per ribadire il principio che anche disegni e diagrammi possono essere necessari per consentire a operatori e manutentori di lavorare in sicurezza; ricordiamo ancora una volta che gli schemi elettrici, pneumatici e idraulici delle macchine (quando sono presenti i relativi impianti) sono documenti indispensabili per evitare gravi errori durante le operazioni di messa in sicurezza e/o di manutenzione! k) le istruzioni per la messa in servizio e l’uso della macchina e, se necessario, le istruzioni per la formazione degli operatori; La novità sono le istruzioni per la formazione; quindi il fabbricante non si può limitare a consegnare un manuale d’uso e manutenzione “ragionevole” ma deve anche specificare quale formazione debba ricevere il personale addetto all’uso della macchina, in cui chi scrive include, sebbene non esplicitamente citata, la manutenzione, anche in conformità alla definizione di uso di una attrezzatura di lavoro data nel titolo III del D.Lgs. 81/2008. Se l’interpretazione sopra è corretta fra le istruzioni per la formazione dovranno essere date anche quelle relative agli addetti alla manutenzione elettrica; quindi il fabbricante dovrà indicare quale formazione dovrà essere data agli “elettricisti” indicando come minimo le norme EN di riferimento. l) le informazioni in merito ai rischi residui che permangono, malgrado siano state adottate le misure di protezione integrate nella progettazione della macchina e malgrado le protezioni e le misure di protezione complementari adottate; m) le istruzioni sulle misure di protezione che devono essere prese dall’utilizzatore, incluse, se del caso, le attrezzature di protezione individuale che devono essere fornite; Poiché il fabbricante è tenuto, con la nuova direttiva, ad effettuare la valutazione dei rischi, che comprende anche l’indicazione dei rischi residui, è abbastanza ovvio che debba anche indicare tali rischi nel manuale. Il punto, a nostro avviso, è come dare questa indicazione. Ci pare quantomeno ovvio che l’indicazione debba consentire agli addetti di capire i rischi tanto da potere evitare di farsi male… quindi non una indicazione generica ma una precisa indicazione di dove e quando sono presenti i rischi residui. Naturalmente oltre a dire quali sono i rischi residui il fabbricante deve dire, nei limiti del suo ambito di competenza, quali misure l’utilizzatore deve prendere per evitare danni. q) il metodo operativo da rispettare in caso di infortunio o avaria; se si può verificare un blocco, il metodo operativo da rispettare per permettere di sbloccare la macchina in condizioni di sicurezza; Questa è una assoluta novità; riteniamo si possa riferire esclusivamente agli aspetti di avarie e infortuni in cui una manovra sbagliata potrebbe causare ulteriori problemi di sicurezza. Per esempio il caso in cui un lavoratore resta intrappolato con un arto nella macchina e nel tentativo di liberarlo si provoca un movimento che gli causa un danno maggiore. Quindi si devono identificare le situazioni in cui manovre sbagliate, eventualmente dettate dalla fretta, possono danneggiare i lavoratori, e per quelle definire il corretto modo di operare. r) la descrizione delle operazioni di regolazione e manutenzione che devono essere effettuate dall’utilizzatore nonché le misure di manutenzione preventiva da rispettare; s) le istruzioni per effettuare in condizioni di sicurezza la regolazione e la manutenzione, incluse le misure di protezione che dovrebbero essere prese durante tali operazioni; t) le specifiche dei pezzi di ricambio da utilizzare, se incidono sulla salute e la sicurezza degli operatori; alla sicurezza d’uso. In ogni caso vale il principio generale che il datore di lavoro, nella sua valutazione, dovrà tenere conto dei rischi residui della macchina (di quelli palesi se la macchina è marcata CE) per dare ai lavoratori le misure supplementari o le regole operative per lavorare in modo sicuro. - Viene esaltata l’importanza della manutenzione programmata e delle verifiche periodiche; in particolare il datore di lavoro è tenuto a effettuare le verifiche periodiche necessarie per prevenire che le attrezzature di lavoro subiscano deterioramenti pericolosi (articolo 71 comma 8). In questo caso il datore di lavoro deve seguire quanto indicato sui manuali, e in mancanza di questi (a cui noi aggiungiamo anche la situazione di evidente “carenza” di indicazioni) deve ricorrere alle norme o alle buone prassi. Se ci riferiamo, secondo lo spirito di questo articolo, a macchine nuove marcate CE il datore di lavoro si viene a trovare in una situazione nuova e del tutto singolare: in pratica se riceve le istruzioni della macchina conformi (veramente conformi!!!) ai requisiti dell’allegato I della direttiva: - Sa già quali sono i rischi residui e le misure di sicurezza strettamente attinenti alla macchina. - Sa già quali manutenzioni (e verifiche) periodiche fare e con quale frequenza e con quali metodi. - Conosce le manovre da fare in caso di emergenza. - Conosce le regole base per eseguire in modo sicuro la manutenzione. - Ha delle prime indicazioni sulla formazione da fornire a tutti gli addetti. Quindi il suo campo di azione sarebbe (preghiamo di notare il condizionale!!!) 17 N ot i z i a r i o CNA Biella La documentazione necessaria per le macchine certificate Questi ultimi sono tutti punti che a diverso titolo riguardano la manutenzione; da una parte la sicurezza della macchina riferibile alla corretta esecuzione della manutenzione, dall’altra la sicurezza durante la esecuzione di interventi di manutenzione. Anche in questo caso al fabbricante vengono richieste informazioni più dettagliate e approfondite rispetto a quanto prevedeva la 98/37/CE, che derivano necessariamente da una analisi tecnica dei possibili guasti e dalla conseguente pianificazione della manutenzione, e da una analisi dei modi di intervento (per esempio di LOTO) e dalle relative precauzioni da adottare. A questo punto, dopo la breve disamina delle novità della direttiva, che fanno gravare sul fabbricante un carico di responsabilità di “informazione” non indifferente, proviamo a considerare la questione dal punto di vista del datore di lavoro. Il titolo III del D.Lgs. 81/2008 modifica significativamente il profilo di responsabilità del datore di lavoro in relazione alle attrezzature di lavoro (di cui le macchine sono un sotto - insieme), introducendo due importantissime novità (oltre a qualche precisazione e miglioria): - Viene riconosciuta la validità della certificazione di prodotto (marcatura CE), in particolare stabilendo che alle attrezzature non CE il datore di lavoro deve applicare i requisiti del titolo III capo I, dell’allegato V e dell’allegato VI mentre alle attrezzature CE il datore di lavoro deve applicare i requisiti del titolo III capo I e dell’allegato VI; la modifica è rilevante perché l’allegato V, che non si applica alle attrezzature CE, è l’unico che contiene requisiti fortemente tecnici che costringono a “entrare” nel merito della progettazione delle macchine in relazione limitato a due aspetti: - La valutazione dei rischi derivanti dall’inserimento della macchina nei modi di lavoro e nell’ambiente aziendale. - La valutazione di eventuali misure aggiuntive per eliminare o ridurre i rischi residui “lasciati” dal costruttore. Vogliamo evitare di discutere approfonditamente sul fatto che spesso da una valutazione dei rischi attenta possono davvero emergere ulteriori situazioni di rischio non indicate dal costruttore, e che le misure di sicurezza da lui indicate potrebbero essere non del tutto ottimali perché, per esempio, di eccessivo intralcio alla produzione; ci interessa invece ragionare sul collaudo della documentazione in sede di accettazione della macchina. Una piccolissima nota: per le aziende che vogliono implementare un modello organizzativo esimente della responsabilità amministrativa ex D.Lgs. 231/2001, in materia di sicurezza e salute sul lavoro, l’articolo 30 comma 1 lettera g) del D.Lgs. 81/2008 evidenzia l’importanza della acquisizione della documentazione e delle certificazioni obbligatorie per legge. Quindi, anche in virtù di tale indicazione, ma non solo, si evidenzia come il datore di lavoro sia tenuto ad acquisire la corretta (dovuta) documentazione delle macchine, e nel caso che stiamo esaminando, un manuale che abbia i contenuti previsti. In caso contrario sarebbe negligente, e se la macchina risultasse causa di un infortunio si potrebbe ipotizzare un nesso causale fra la scarsa qualità del manuale e l’evento lesivo. Invitiamo a ripercorrere alcuni degli esempi fatti quando si commentavano le varie prescrizioni della direttiva secondo questa chiave di lettura; precisiamo anche che la responsabilità eventuale del datore di lavoro non esclude in alcun modo la responsabilità evidente del fabbricante che accompagna la macchina con un manuale non conforme: un manuale non conforme è del tutto equivalente a una protezione non conforme. Quindi il primo punto per chi acquista la macchina è la verifica della completezza e correttezza formale della documentazione (incluso il manuale che diventa un elemento essenziale). Chiariamo comunque che questa non può ancora sostituire una analisi tecnica attenta, sebbene non eccessivamente approfondita, della macchina in quanto tale e dei modi di lavoro che la medesima di fatto impone per la sua propria conformazione. A cura di Angiolino Guzzo Gita di Primavera O rganizzata da CNA Pensionati Regionale si è svolta l’annuale gita di primavera che è diventata, ormai, una consuetudine e un piacevole appuntamento. Lo scopo di questo appuntamento è duplice: riunire la base associativa e farle rivivere momenti di aggregazione utili soprattutto alla crescita e sviluppo della nostra Associazione. Ne è la prova questa circostanza che ha visto i pensionati scoprire le bellezze artistiche del Santuario di Vicoforte vicino a Mondovì. Nella foto, infatti, i pensionati di Biella, Novara e Vercelli sono davanti al Santuario di Vicoforte, presso il quale si è svolta l’annuale gita primaverile di quest’anno. La visita guidata del Santuario, ha fatto conoscere approfonditamente le opere d’arte e la storia del luogo lasciando ammirati quanti hanno potuto ammirare simili bellezze artistiche. La giornata è proseguita con la visita al centro storico della città di Mondovì e con il pranzo sociale presso un noto ristorante di Margarita, piccolo centro del cuneese. Al fianco del pensionato. Sempre. U n importante servizio di assistenza per i pensionati CNA. Chiamando il numero telefonico gratuito 8001020 66 ogni pensionato Cna in possesso della tessera associativa entra in un circuito di assistenza per servizi specializzati molto utili. A disposizione degli associati ci sono, 24 ore su 24: 18 medici; 24 operatori telefonici in gradi di fornire consulenza specifica su vari problemi. Le informazioni telefoniche che è possibile avere tramite questo numero telefonico gratuito riguardano: assistenza sanitaria; assistenza alla persona; e in caso di furto, scippo o rapina, l’invio di un medico o infermiere o fisioterapista e 18 il rientro anticipato nel caso in cui il furto o lo scippo è stato perpetrato in luogo diverso dall’abitazione del pensionato. Inoltre è possibile usufruire di una segreteria personale per: l’inoltro di un fax; la conferma di prenotazioni; l’inoltro di e-mail; il recapito di messaggi urgenti; la ricerca di numeri telefonici, di esercizi commerciali o quant’altro potrebbe interessare il pensionato. Per poter essere “accolti” dall’operatore telefonico che risponde bisognerà farsi riconoscere quale associato a Cna pensionati attraverso il numero di matricola inciso sulla tessera personale. A cura di Cristina Carlevaro Contributi da riscatto, ricongiunzione e rendita vitalizia INPS: nuove modalità di pagamento C on decorrenza 31 maggio 2010, coloro che hanno in corso pratiche di riscatto, ricongiunzione e rendite vitalizie Inps possono usufruire di una nuova modalità di pagamento: il servizio RID tramite l’istituto bancario di cui sono correntisti. In questo modo gli interessati non saranno più costretti a recarsi mensilmente presso gli uffici postali per effettuare direttamente il pagamento, con il rischio di dimenticarsi delle scadenze e le conseguenze che potrebbero compromettere il buon esito della pratica. L’Istituto ha provveduto ad inviare, ai potenziali fruitori del servizio, una comunicazione esplicativa; dall’invio sono stati esclusi coloro che sono in prossimità del termine del piano di ammortamento (4 rate). La richiesta di autorizzazione va presentata esclusivamente al proprio istituto di credito, non all’Inps. Dal momento in cui il servizio Rid verrà attivato, non si dovranno più utilizzare bollettini postali eventualmente ancora in possesso. All’inizio di ogni anno successivo a quello di autorizzazione, l’Inps invierà una comunicazione riguardante gli importi dovuti per anno solare ed il totale degli importi versati nell’anno precedente (utilissima al momento della dichiarazione dei redditi). Naturalmente il servizio di cui stiamo trattando può essere revocato in qualunque momento, sempre a mezzo di comunicazione all’istituto di credito; in questo caso si dovrà dare immediata comunicazione all’Inps affinché provveda all’emissione di nuovi bollettini. Campagna estratto conto e cud previdenziale INPS C on l’intento di procedere ad una progressiva informatizzazione dei propri servizi amministrativi di varia natura, l’Inps ha iniziato ad inviare dallo scorso mese di maggio ai propri assicurati, parte di un codice PIN con il quale – dopo aver richiesto il codice completo – potranno visualizzare il proprio estratto contributivo ed i dati relativi al Cud. In prima istanza saranno coinvolti i lavoratori con almeno un rapporto di lavoro tra il 1° gennaio 2005 ed il 31 dicembre 2009, gli iscritti all’AGO che compiono l’età pensionabile nel 2010 o nel 2011, gli iscritti alla Gestione Separata e gli iscritti al Fondo Clero. Copia cartacea dell’estratto contributivo 20 verrà inviata ai soli iscritti del Fondo Clero, perché sono gli unici a non aver mai ricevuto tale documentazione. Agli assicurati che compiranno l’età pensionabile tra il 2010 ed il 2011 – circa 200.000 persone – verrà inviata una comunicazione con la quale saranno invitati a verificare il possesso dei requisiti indispensabili per accedere al pensionamento. Questa operazione, importante per tutti gli assicurati, riveste importanza ancora maggiore per coloro che sono iscritti alla Gestione Separata, per i quali si rilevano spesso omissioni contributive. A cura di Alberto Casazza Fondo di garanzia per il Microcredito L a Regione Piemonte si è dotata, con l’articolo 8 della legge regionale 12/04 come sostituito dall’articolo 33 della legge regionale 30/09, di uno specifico strumento agevolativo per favorire l’accesso al microcredito a favore di soggetti che non sono in grado di realizzare le loro idee imprenditoriali o i loro progetti di autoimpiego perché non dispongono di capacità di garanzia propria e non sono comunque in grado di far ricorso autonomamente al credito bancario ordinario, i cosidetti “soggetti non bancabili”. II Fondo di garanzia, già costituito presso Finpiemonte con deliberazione approvata dalla Giunta regionale in data 21.12.2009, sarà utilizzato per prestare garanzie fideiussorie agli Istituti di credito convenzionati sui finanziamenti erogati a favore di imprese di nuova costituzione in forma giuridica di società di persone, società cooperative di produzione lavoro, incluse le società cooperative sociali, e ditte individuali e di soggetti titolari di Partita IVA nella fase di avvio dell’attività. Un’attività di accompagnamento al microcredito a favore dei “soggetti non bancabili” sarà messa a disposizione dalla rete di istituzioni non profit. 22 Le informazioni relative alla gestione del Fondo di garanzia, le modalità e le procedure per la presentazione e l’esame delle domande saranno rese note non appena sarà sottoscritta la convenzione con Finpiemonte, tenuto conto che da quella data sarà possibile la presentazione delle domande. Si presume l’operatività del Fondo di garanzia per il microcredito non prima del mese di giugno 2010. Criteri generali: a) la Finpiemonte S.p.A. utilizza il Fondo di garanzia, già costituito ai sensi dell’articolo 8 della legge regionale 12/2004, come sostituito dall’art. 33 della legge regionale 30/2009 per prestare garanzie fideiussorie agli Istituti di credito convenzionati sui finanziamenti erogati a favore di imprese di nuova costituzione in forma giuridica di società di persone, società cooperative di produzione lavoro, incluse le società cooperative sociali e ditte individuali e di soggetti titolari di Partita IVA nella fase di avvio dell’attività; b) I lavoratori autonomi devono essere “soggetti non bancabili” e le imprese devono essere interamente formate da “soggetti non bancabili”, soggetti che non dispongono di capacità di garanzia propria e non sono comunque in grado di far ricorso autonomamente al credito bancario ordinario; c) il limite massimo di finanziamento è pari a 25.000,00 euro ed il limite minimo è di 3.000,00 euro e sarà garantito all’80% dal Fondo di garanzia predetto a costo zero. Il fondo opera come garanzia “sostitutiva”, per cui gli Istituti di credito non potranno richiedere ulteriori garanzie al soggetto beneficiario; d) Il finanziamento deve essere rimborsato, a rate mensili, all’Istituto di credito nel termine massimo di 48 mesi (di cui 6 mesi di preammortamento) per i finanziamenti di importo pari od inferiore a 10.000,00 euro e nel termine massimo di 72 mesi (di cui 12 mesi di preammortamento) per i finanziamenti di importo superiore e comunque entro il limite massimo 25.000,00 euro. Durante la fase di ammortamento è possibile una nuova richiesta di finanziamento entro il limite massimo complessivo di 25.000,00 euro; e) sono ammissibili le spese sostenute dalla data di costituzione dell’impresa (dalla data di attribuzione della Partita IVA per le imprese individuali e per i lavoratori autonomi) fino a 24 mesi dall’erogazione del finanziamento; non sono ritenute ammissibili i beni acquisiti o da acquisire mediante contratto di locazione finanziaria e le spese per l’utilizzo di un marchio in franchising. N ot i z i a r i o A cura di Alberto Casazza Legge Regionale 34/2008 - Norme per la promozione La domanda di contributo a fondo perduto deve essere finalizzata al conseguimento di uno o più tra i seguenti obiettivi: - copertura delle spese generali di avviamento e delle spese di assistenza tecnica-gestionale connesse all’avvio dell’attività; - formazione professionale e manageriale. Spese Ammissibili Sono considerati ammissibili di finanziamento le spese per i seguenti investimenti produttivi: a) acquisto di macchinari e/o automezzi connessi e strumentali all’attività (è escluso l’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di soggetti beneficiari che effettuano trasporto di merci su strada per conto terzi); b) opere murarie, impianti elettrici, idraulici, ristrutturazioni in genere, impianti tecnici nonché spese di progettazione; c) acquisto di arredi strumentali; d) acquisto di attrezzature e/o apparecchiature informatiche e relativi programmi applicativi; Non sono ritenuti ammissibili i beni usati, ad eccezione di quelli inseriti in atto di cessione di azienda escluso l’avviamento commerciale. Non sono ritenuti ammissibili i beni acquisiti o da acquisire in leasing, gli investimenti autofatturati. Sono considerate ammissibili a contributo a fondo perduto le seguenti spese: a) contratti per l’effettuazione dei collegamenti ai servizi necessari per l’avvio dell’attività (esclusi i canoni); b) promozione e pubblicità (compresa la realizzazione del logo); c) parcelle per prestazione professionale di consulenza o di collaborazione, per la stesura del progetto allegato alla domanda; d) eventuali canoni di affitto (con contratto registrato secondo la vigente normativa) per l’immobile sede dell’attività; e) assistenza tecnica e gestionale (spese per la prestazione di servizi); sono escluse le spese finanziate con le agevolazioni previste dall’allegato “C”; f) corsi esterni di formazione professionale e manageriale. Oggetto delle agevolazioni ed effetti della priorità L’intervento agevolativo si concretizza nella concessione di un finanziamento a tasso agevolato per gli obiettivi di cui alle lettere a) e b) del precedente paragrafo e di un contributo a fondo perduto per gli obiettivi di cui alle lettere c) e d) del medesimo. Il finanziamento copre fino al 100% degli investimenti e delle spese ritenuti ammissibili e viene erogato con le seguenti modalità: a) ambiti prioritari d’intervento: - 60% fondi regionali a tasso zero; - 40% fondi bancari a tasso convenzionato b) ambiti non prioritari: - 50% fondi regionali a tasso zero; - 50% fondi bancari a tasso convenzionato. Il contributo a fondo perduto viene concesso nella misura del 40% della spesa riconosciuta ammissibile (IVA esclusa), importo minimo di Euro 4.000,00 a fronte di una spesa ammissibile minima di Euro 10.000,00 e importo massimo di Euro 12.000,00 a fronte di una spesa ammissibile massima di Euro 30.000,00. Si stanno organizzando gli Uffici presso le Amministrazioni provinciali dove si presenteranno le domande. Uffici che gestiranno anche l’istruttoria amministrativa delle medesime. Le informazioni relative alla gestione delle nuove misure, le modalità e le procedure per la presentazione e l’esame delle domande saranno rese note non appena sarà sottoscritta la convenzione con Finpiemonte, tenuto conto che da quella data sarà possibile la presentazione delle stesse. Si presume l’operatività delle Misure non prima del mese di giugno 2010. 23 Fondo di garanzia per il microcredito - Legge Regionale 34/2008 L o scorso 16 novembre 2009, la Giunta regionale ha approvato la legge regionale 34/2008. L’ Allegato “B” al provvedimento riguarda interventi per la nascita e lo sviluppo del “lavoro autonomo”, intendendo per lavoratori autonomi i titolari di Partita IVA in tutti i settori merceologici e professionali compresi quelli privi di Albo o ordine professionale. Beneficiari Possono presentare domanda di agevolazione le imprese individuali, le società di persone e le società di capitali (di seguito indicati come soggetti beneficiari) nella cui composizione siano presenti soggetti appartenenti ad almeno una delle categorie sottoelencate: a) soggetti inoccupati e disoccupati in cerca di occupazione; b) soggetti sottoposti a misure restrittive della libertà personale; c) soggetti occupati con contratti di lavoro che prevedono prestazioni discontinue, con orario e reddito ridotto; d) soggetti occupati a rischio di disoccupazione; e) soggetti che intendono intraprendere un’attività di autoimpiego. Obiettivi La domanda di finanziamento a tasso agevolato, di importo complessivo degli investimenti non inferiore a euro 10.000,00 (IVA esclusa), deve essere finalizzata al conseguimento di uno tra i seguenti obiettivi, riguardante un progetto di immediata cantierabilità: a) realizzazione di investimenti in macchinari, attrezzature, arredi, automezzi (è escluso l’acquisto di veicoli per il trasporto di merci su strada da parte di soggetti beneficiari operanti nel settore del trasporto su strada per conto terzi); b) attivazione e adeguamento dei locali e degli impianti tecnici necessari per l’esercizio delle attività. Tutti gli investimenti devono essere collocati sul territorio regionale. La domanda di contributo a fondo perduto deve prevedere un importo complessivo delle spese non inferiore ad Euro 10.000,00 e non superiore ad Euro 30.000,00. Il contributo viene calcolato in ragione del 40% della spesa ritenuta ammissibile e dunque avrà un importo minimo di Euro 4.000,00 ed un importo massimo di Euro 12.000,00. CNA Biella dell’occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro convenzione Accordo UGF Divisione Unipol / CNA Polizza della responsabilità civile dell’impresa artigiana: > Sconto 15% sulla tariffa RCT Polizza responsabilità civile dell’auto: > Sconto 20% sulla tariffa RCA > Sconto 50% sulla tariffa incendio e furto Unipol per gli associati CNA oltre allo sconto per tutti i nuovi clienti che installeranno UNIBOX propone un ulteriore sconto del 5%, derivante dalla Convenzione nazionale CNA-UNIPOL. Informazioni: Unipol Assicurazioni Agenzia Generale di Biella via Gramsci, 9 - 13900 Biella tel. 015 23774 - 015 23789 / fax 015 23060 Notizie dalle Unioni FITA CNA Autotrasportatori È stato posticipato al 4 dicembre 2011 il termine, in precedenza fissato al 17 agosto di quest’anno del Decreto Ministeriale 161/2005, entro il quale le imprese di trasporto su strada di cose per conto terzi dovranno adeguarsi ai requisiti per l’acceso alla professione di trasportatore. Tale proroga era fortemente attesa dagli operatori economici del settore anche in considerazione della necessità, intervenuta nel frattempo, di uniformare la normativa nazionale a quella europea. CNA Biella, che vanta già al suo attivo, numerosi corsi che hanno portato al conseguimento del requisito oltre ottanta autotrasportatori, organizzerà immediatamente dopo l’estate un corso per l’ottenimento dell’abilitazione necessaria all’iscrizione dell’Albo BIELLA: Corso Europa n° 27/A S.S. Trossi - Tel. 015.25.43.148 degli Autotrasportatori di merci conto terzi. Sono ancora molte infatti, le imprese sprovviste del requisito più importante per la regolare continuazione della loro attività, ovvero l’Idoneità Professionale prevista dalla Legge 395/2000, che riguarda ogni iscritto all’Albo Nazionale dal 1978 ad oggi. La mancanza di tale requisito comporta la cancellazione automatica dall’Albo degli Autotrasportatori. CNA Installazione Con la circolare numero 5158 del 26/03/2010, il Dipartimento dei Vigili del Fuoco presso il Ministero dell’Interno ha emanato le linee guida per l’installazione degli impianti fotovoltaici nelle attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco ai fini del rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI). In particolare, si segnala che: - queste linee guida si applicano ai fotovoltaici con tensione in corrente continua inferiore a 1.500 V; - se l’installazione dell’impianto non modifica il rischio incendio, non è necessario richiedere un nuovo parere di conformità; - se l’installazione avviene in attività soggette ai controlli dei VVFF per il rilascio del certificato di prevenzione incendi (CPI), i fotovoltaici devono essere eseguiti rispettando le norme CEI. Inoltre, per il rilascio del CPI, è necessario presentare copia del certificato di collaudo dell’impianto rilasciato ai sensi del D.M. 19/2/2007, che stabilisce i criteri e le modalità per la produzione di energia elettrica da impianti solari fotovoltaici. Se installati in attività non soggette a questi controlli, devono essere rispettati i requisiti previsti dalla Legge n.186/ 1968 e dal D.M. n. 37/ 2008. CNA Biella N ot i z i a r i o A cura di Elena Ferrero ALESSANDRIA: Via Genova Spinetta Marengo - Tel. 0131.61.74.65 Tutti i lunedì da Gardenville presentando la tessera CNA per i Pensionati CNA sconto fino al 15% Notizie dalle Unioni per i tutti i soci CNA sconto fino al 10% 25 A cura di Elena Ferrero Cubi in movimento: il Biellese fa squadra 15 Produttori, 15 Artigiani e 15 Artisti, si sono riuniti, insieme agli atleti dell’Angelico Palalcanestro Biella, per promuovere l’identità produttiva, paesaggistica e culturale del territorio. Cittadellarte-Fondazione Pistoletto & Angelico Pallacanestro Biella in collaborazione con la CNA di Biella, il supporto e il contributo della Camera di Commercio, ed il prezioso intervento di alcune aziende del progetto “Cubi in 26 Movimento-Ambasciata del Territorio Biellese”, (Caseificio Pier Lugi Rosso, Jeantet, Lauretana e Liquorificio Rapa Giovanni), hanno realizzato un prestigioso accordo di partnership per l’esposizione di alcuni cubi, rappresentativi di eccellenze produttive biellesi, all’interno del Biella Forum, in occasione delle partite casalinghe dell’Angelico. I cubi rappresentano un sistema espositivo modulare, flessibile, mobile e componibile, una vetrina showroom permanente che garantisce la visibilità di tutti gli attori interessati. Progettati dagli artisti di Cittadellarte e realizzati dalla maestria di aziende artigiane, vogliono essere una presentazione innovativa della produzione tipica del territorio, un ambasciata, attraverso la quale portare il territorio nel mondo. Il Biellese vuole in questo modo mostrare la vitalità del suo tessuto socio economico e culturale e si apre come uno scrigno a una nuova forma di turismo che comprende cultura, paesaggio e industria, in un ricco sistema di valori. In occasione del Salone del Mobile di Milano inoltre, alcuni cubi, sono stati invitati al “Fuori Salone 2010”, settimana del design milanese, durante la quale le strade cittadine si sono animate attraverso creazioni divertenti e provocatorie di artisti italiani ed internazionali. Per tutta la durata della manifestazione, sono stati presentati al pubblico tre nuovi cubi, rappresentativi di alcuni degli elementi del nostro territorio, montagna, riso ed imprenditorialità, realizzati rispettivamente dall’Officina Meccanica Brovetto, Officina Meccanica D’Amelio e da Sergio Morello. www.cubiinmovimento.com Impianti a gas L a nostra Associazione, per favorire la corretta applicazione del D.M. 37/08 (ex-Legge 46/90) e della normativa tecnica ad essa relativa, nonché una corretta compilazione della Dichiarazione di conformità, ha organizzato, nelle giornate del 23 e 24 Aprile un corso di formazione e aggiornamento specifico per il settore degli “impianti a gas”, avvalendosi del contributo di tecnici dell’UNI (Ente Nazionale Italiano di Certificazione). In Italia la sicurezza di oltre 26 milioni di utenze domestiche che fanno uso di gas combustibili per il riscaldamento, per la produzione di acqua calda sanitaria e per la cottura dei cibi si fonda - oltre che su un corretto uso e un’adeguata manutenzione degli impianti - sulle norme tecniche UNI di progettazione e installazione, richiamate e raccomandate dalla legislazione vigente. Per aumentare la sicurezza degli impianti, UNI ha ritenuto necessario aggiornare la norma base per gli impianti domestici alimentati a gas, a questo proposito è stata elaborata, una nuova edizione profondamente rinnovata della UNI 7129, che tiene conto di tutti gli aggiornamenti tecnologici, prevedendo anche nuove soluzioni di installazione. Il corso, realizzato con il patrocinio e il contributo del Ministero dello Sviluppo Economico ha riscosso un notevole interesse ed ha visto una notevole partecipazione delle imprese del settore. L’utile momento di confronto con i tecnici CIG (Comitato Italiano Gas), ha permesso inoltre agli operatori del settore di ottenere risposte pratiche ed immediate, oltre che chiarimenti ed interpretazioni oggettive della norma stessa. Questi gli argomenti trattati: D.M. 37/08 (ex-Legge 46/90): il quadro normativo, soggetti coinvolti e relativi compiti e responsabilità, la marcatura dei prodotti, lo scenario professionale nel contesto dell’attuale situazione di regole europee e sovranazionali; Normativa tecnica: il panorama generale della normativa tecnica, novità recenti e proiezioni future a breve termine, i contributi degli operatori di settore nel contesto delle nuove procedure e strategie UNI; Dichiarazione di conformità degli impianti: considerazioni e approfondimenti; Impianti a gas: l’edizione ottobre 2008 della norma UNI 7129 “Impianti a gas per uso domestico e similari alimentati da rete di distribuzione - Progettazione e installazione”: Parte 1: Impianto interno. Parte 2: Installazione degli apparecchi di utilizzazione, ventilazione e aerazione dei locali di installazione. Parte 3: Sistemi di evacuazione dei prodotti della combustione. Parte 4: Messa in servizio degli impianti/ apparecchi. Al termine delle due giornate ai partecipanti è stata distribuita un’utile e dettagliata raccolta legislativa. 27 Cubi in movimento - Impianti a gas, corso di formazione con UNI CNA Biella Corso di formazione in collaborazione con UNI N ot i z i a r i o A cura di Elena Ferrero “È tempo di Donne. Conciliare carriera e famiglia, un futuro possibile” foto Trevisan letture di Roberta Correale: Anna Casale, imprenditrice e presidente del Gruppo Donne Piemonte, dopo aver raccontato una divertente storiella in cui per un giorno si invertono magicamente i ruoli di uomo e donna, ha ricordato che «il primo luogo delle pari opportunità è la famiglia»; Cinzia Cattelan, lavoratrice dipendente, invece ha concentrato l’attenzione sulla mancanza di strutture adeguate per poter gestire serenamente vita lavorativa e aspetti famigliari; la vicepresidente di Cna Impresa Donna di Biella, Dea Martinotti ha voluto spronare le donne a dar seguito al loro spirito imprenditoriale, a non abbandonare mai le proprie aspirazioni; la dottoressa Elisabetta Favettini, raccontando una vita piena di impegni, ma allo stesso tempo di attenzioni per la famiglia, ha puntato lo sguardo sull’aspetto della salute, questione di primaria importanza, a prescindere dal ceto sociale e dal livello culturale, poiché «per tutti è necessario prendersi il tempo per se stessi»; alla domanda «ancora per le donne è difficile il salto professionale che avviene per gli uomini tra i 35 e 40 anni?», dipendente alla Cna di Biella, Elena Ferrero risponde che ci sono ancora molti ostacoli da superare, ma la sua esperienza personale è assolutamente positiva perché ha avuto la possibilità di prendersi cura di una figlia piccola, non rinunciando alla propria carriera lavorativa. Malgrado migliori risultati negli studi, le ragazze italiane hanno maggiore difficoltà ad accedere a un lavoro retribuito e duraturo e la situazione famigliare influenza ancora il tasso di occupazione: basti pensare che per donne single dai 25 a 34 anni il tasso di occupazione è 80%, simile a quello degli uomini nella stessa fascia di età, mentre la percentuale scende al 43 nel caso di donne in coppia con figli (mentre per gli uomini della stessa età e tipologia famigliare sale al 92%). Il trattato di Lisbona ha posto come obiettivo il raggiungimento del 60% per quanto riguarda l’occupazione femminile entro il 2010, ma l’Italia non è riuscita a raggiungerlo, mentre Biella (nona provincia in Italia) ce l’ha fatta nel 2008. A livello nazionale però, il traguardo è lontano, trovandosi il nostro Paese a meno del 48% (solo Malta, tra i Paesi europei, è inferiore). Paesi con i quali tendiamo a misurarci, per contesti sociopolitici simili, come la Grecia, il Portogallo e la Spagna, ci hanno superato grazie a manovre politiche intelligenti a sostegno dell’occupazione femminile. Psicologa e madre di tre gemelli, Manuela Cuccuru ha sottolineato l’importanza dell’asilo nido come 29 CNA Impresa Donna a Palazzo Boglietti D omenica 21 marzo, Cna Impresa Donna ha dedicato alle famiglie, alle donne imprenditrici e lavoratrici e ai loro compagni una mattinata in cui si è parlato di conciliazione, argomento sempre più attuale e determinante dal punto di vista sociale. Maggiore equilibrio tra vita lavorativa e impegni famigliari, una questione che non riguarda più soltanto l’universo femminile, ma la società intera, uomini e organizzazioni, poiché la quotidianità è scandita da molti doveri, ma anche da necessità e bisogni. Il tema centrale dell’incontro organizzato da Cna Impresa Donna di Biella ormai coinvolge il sistema sociale tutto e, per quelle strutture che puntano al miglioramento delle condizioni lavorative e non, è sempre di più un fattore culturale imprescindibile. Le politiche di conciliazione diventano così una priorità sociale, il cuore pulsante di un nuovo modo di pensare il Welfare. Molti sono stati gli interventi di donne che hanno voluto raccontare le loro esperienze personali, coordinate da Valentina Ottino de Il Mercato dei Sogni, associazione culturale di Biella che ha curato la componente artistica e creativa dell’evento, e intervallate dalle piacevoli CNA Biella Incontro con Cna Impresa Donna a Palazzo Boglietti N ot i z i a r i o A cura di Matteo Buranello luogo della prima socializzazione del bambino; secondo Manuela Micheletti, responsabile delle relazioni esterne del Fondo Edo Tempia, la conciliazione passa necessariamente attraverso la flessibilità dell’orario di lavoro e l’elasticità del contesto; c’è ancora una grossa discrepanza tra laureate e lavoratrici, «le donne devono ritagliarsi il proprio posto, non necessariamente per raggiungere obiettivi di carriera, ma per dimostrare che credono in quello che fanno con passione, perseveranza e tenacia» - ha dichiarato l’ex sindaco di Candelo, Mariella Biollino, oggi assessore alle Pari Opportunità della provincia di Biella, e nonna; le difficoltà nel nostro Paese non si esauriscono con l’imprenditoria o il lavoro dipendente, ma, come ha ricordato l’insegnante Monica Maruca, anche nel settore pubblico le cose non vanno meglio e senza una grande famiglia alle spalle è difficile essere madri e al contempo poter fare gavetta professionale; mentre Vanna Milani, assessore alle Pari Opportunità del comune di Biella, ha posto maggiormente l’attenzione sugli aspetti culturali e ambientali che ancora fanno dell’Italia uno dei fanalini di coda in tema di conciliazione. Per andare in profondità nelle questioni emerse dalle storie di vita vissuta, sono seguiti tre interventi conclusivi, curati da Gloria Missaggia, consigliera di parità supplente alla provincia di Biella, Paola Merlino, esperta di pari opportunità, e 30 Laura Pianta, coordinatrice regionale di Cna Impresa Donna. «La consigliera di parità – ha spiegato Gloria Missaggia – è uno strumento di tutela e promozione delle pari opportunità. Conciliare carriera e famiglia è ancora complicato; la nascita dei figli resta sempre un momento critico per il mantenimento del lavoro. Sono necessarie strutture e strumenti legislativi che rappresentino degli aiuti concreti, che vadano incontro alle esigenze delle donne che lavorano e che sostengano un cambiamento culturale». «Bisogna riconoscere – ha affermato Paola Merlino – il valore delle donne: il 70% della ricchezza mondiale è prodotta dalle donne; si laureano con migliori voti; durante i momenti di crisi, lavorano e si mettono in gioco; ogni qualvolta le aziende hanno creato equilibrio al loro interno, hanno vinto in termini gestionali ed economici. Vanno sostenute le reti famigliari, in un’ottica di sistema di conciliazione come strumento per la legittimazione sociale e per l’autorealizzazione». Con un discorso molto acceso e coinvolgente, Laura Pianta ha evidenziato che «questo Paese non necessariamente superare. Vogliamo che tutti vedano il nostro impegno e la nostra passione e che le nostre emozioni diventino per il territorio uno spunto di riflessione. Il nostro – ha concluso Fulvia Zapellone – è un gruppo forte e coeso, un punto di riferimento per tutte le imprenditrici e le aspiranti imprenditrici, una “struttura di genere”, a sostegno dell’imprenditorialità femminile». Il gruppo ha infine raccolto il meritato applauso di un pubblico numeroso e i complimenti di Claudio Capellaro Siletti, presidente della Cna di Biella. A cura di Luca Guzzo e Paolo Mander “Rete Imprese Italia”, un’unica voce per 2 milioni di imprese È nato il nuovo organismo di rappresentanza che riunisce per la prima volta artigiani, piccole imprese e commercianti. Si è dunque compiuto il percorso di un progetto iniziato quattro anni fa, che si poneva come obiettivo la creazione di un organismo unico, capace di rappresentare un mondo come quello delle piccole e medie imprese che in Italia vanta numeri considerevoli: 2 milioni di imprese iscritte, 14 milioni di addetti (pari al 60% della forza lavoro italiana), 800 miliardi di valore aggiunto prodotto mediamente in un anno. Alla guida di Rete Imprese Italia si alterneranno, ogni sei mesi, i Presidenti delle cinque Associazioni che hanno siglato l’accordo: CNA, Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti e Casartigiani. L’evento, presentato alla Sala Sinopoli dell’Auditorium della Musica di Roma, ha visto la partecipazione dei Segretari Generali delle Associazioni dell’artigianato e del commercio, oltre a rappresentanti del Governo, delle forze politiche, delle maggiori istituzioni ed a un migliaio di imprenditori provenienti dall’intero territorio nazionale, quali rappresentanti delle cinque associazioni. Il primo portavoce di Rete Imprese Italia è Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio. La neonata Associazione, che modifica il panorama della rappresentanza in Italia, intende promuovere imprese che “agiscono in rete”, si uniscono per competere, fanno squadra e creano modernità e sistema- Paese. Rete Imprese Italia è una rete lanciata verso il futuro per dare, alle piccole e medie imprese, identità e voce comune e dunque una migliore capacità di rappresentanza e di rappresentazione strategica per modernizzare l’economia e la società italiana, e quindi una nuova e ulteriore opportunità per il nostro Paese. 31 N ot i z i a r i o CNA Impresa Donna a Palazzo Boglietti - Rete Impresa Italia investe nella scuola e nella flessibilità. In questa società sufficientemente ostile alle donne, il lavoro non è un’opportunità per tutti, ma soltanto per alcuni. Le donne devono assolutamente evitare il senso di colpa poiché la carriera è il giusto e legittimo conseguimento del successo nelle proprie aspirazioni. La Cna di Biella – ha poi concluso – è un’associazione che osa molto e mi impegnerò perché venga a presentare il progetto di flessibilità che ha con successo attivato di fronte a tutte le associazioni provinciali». Per i saluti finali e per presentare tutto il gruppo di Cna Impresa Donna, dalla platea è arrivata la presidente Fulvia Zapellone: «la conciliazione non è nulla senza la condivisione e non è un argomento che riguarda le sole donne. Questo incontro è stato per noi importante perché anche gli uomini, nostri mariti, nostri compagni nella vita, nostri colleghi sul posto di lavoro, comprendano appieno il significato dell’essere donne, madri, imprenditrici e lavoratrici, in un contesto culturale e sociale in cui esistono ancora scogli e pregiudizi che si devono CNA Biella foto Trevisan N ot i z i a r i o A cura di Luca Guzzo Q uest’anno il teatro della sfida tra “rossi e azzurri” è stato lo splendido campo di calcio del Vandorno, che sabato 29 maggio ha regalato spettacolo tra due formazioni ridotte nel numero ma non certamente nell’agonismo! Sotto la ormai tradizionale condotta arbitrale del duo RonzaniZucconelli, la squadra dei rossi è partita di gran carriera ed in poco più di 15 minuti era già in vantaggio per due reti a zero. La superiorità continuava per tutto il primo tempo che si chiudeva con un perentorio quattro a uno per la squadra capitanata da Romanelli, grazie alle ottime giocate dei vari Amoruso, Devivo e Capellaro e alla vera e propria diga in difesa orchestrata da Acquadro. Nella ripresa però, grazie soprattutto all’innesto di Remorini tra le fila degli azzurri, la musica cambiava, tanto che a metà del secondo tempo, grazie anche ad un goal di astuzia di Guzzo Senior (giusto per non confonderlo con Guzzo Junior, nettamente più veloce in campo), gli azzurri si portavano sul sei a cinque e in più di un’occasione sfioravano il pareggio. L’assalto finale si infrangeva però sulle vere e proprie barricate erette da Acquadro, Devivo e Romanelli che non solo reggevano i continui attacchi degli azzurri, ma recuperato palla lanciavano il micidiale contropiede che i due Amoruso e Capellaro sfruttavano al meglio e proprio nel finale segnavano il punto del Ko, fissando il risultato finale sul sette a cinque. Tutti i giocatori hanno salutato con sollievo il triplice fischio finale degli arbitri che ha messo così la parola fine ad una contesa di oltre un’ora, senza esclusione di colpi ma sempre condotta con ampio spirito cavalleresco. E ovviamente i giocatori si sono dati appuntamento all’anno prossimo… Molto più numerosa è stata la partecipazione alla cena successiva al circolo, nel ristorante “Al Martin Sec” che è stato poi teatro della premiazione finale di tutti i giocatori e dei numerosi bambini e della consegna dei trofei alle squadre partecipanti. 33 C °N At r oa f eE oC Od Li I cF aE l c2 i 0o 0 9d e i G i o v a n i I m p r e n d i t o r i 6 CNA Biella Ai “rossi” il 6° Trofeo di calcio dei Giovani Imprenditori A cura di Matteo Buranello Signore e signori, vi presento un artigiano C elestino Ferroni è un ragazzo di settant’anni, creativo, ingegnoso e appassionato del suo lavoro. La sua azienda di Pray, l’Aerotermica S. A. B., fu avviata nel 1968, dopo che Celestino si dedicò ai mestieri più diversi dall’età di quattordici anni: iniziò come elettrauto, poi tornitore presso Gaudino a Cossato, poi nel 1957 meccanico alla Omli di Valle Mosso e due anni dopo acquistò il distributore Agip che si trova ancora oggi all’ingresso del paese. Inizialmente l’azienda si occupava principalmente di caldaie e bruciatori verticali a gasolio e fu due anni più tardi, nel 1970 che Celestino decise di iniziare la produzione di generatori di aria calda, di tutti i tipi di impianti di condizionamento per privati e industrie, aggiungendo alla denominazione sociale Servizio Assistenza Bruciatori anche la parola Aerotermica. «All’epoca - racconta Celestino - c’era molta ignoranza in materia di aerotermica, era notte fonda. Un mio conoscente che aveva una fabbrica tessile qui vicino mi disse di aver bisogno di riscaldare l’ambiente tramite dei getti di aria calda, così gli ho costruito l’intero impianto, persino la ventola. E quello è stato il primo che ho realizzato. Ovviamente era un po’ spartano, ma poi ne sono seguiti molti altri e ho raggiunto velocemente un alto grado di specializzazione. Era un settore talmente nuovo e in crescita che persino i periti industriali non sapevano quali materiali erano più adatti a seconda dei vari casi. Ci dovevamo arrangiare e lo abbiamo sempre fatto. Ho sempre imparato da mio padre a guardare il lavoro degli altri, a prendere spunto e ad avere dei riferimenti, tentando di usare la testa e di mettere dentro sempre qualcosa di mio. Ricordo - continua Celestino Ferroni - che un giorno venne da me un caro amico, preoccupato perché secondo lui il lavoro stava calando. Mi disse che dovevamo trovare qualche cosa di nuovo da fare. Trovai un annuncio sul giornale in merito a una nuova macchina per insufflare isolante acustico nei muri, e dato che in quegli anni, alla fine degli anni Settanta, si iniziava a parlare di isolamento delle abitazioni, pensammo di andare a Milano a parlare con il signore che vendeva il prodotto. Il macchinario non era altro che due bombole, una per lo schiumogeno e l’altra per la resina, e una pistola per insufflare il composto all’interno delle pareti. Mi accorsi subito che il prodotto era buono, ma la tecnologia rudimentale, soprattutto perché l’operazione ci sarebbe costata tre milioni di Lire! Così mi feci dare sotto cauzione una pistola usata e mi misi al lavoro per riprodurre la macchina e costruire delle pistole più grosse e potenti. Qualche tempo dopo, quel signore di Milano venne a chiedermi di persona di costruirgli impianti come quello che eravamo riusciti a realizzare noi». In magazzino, oltre a una quantità davvero incredibile di materiale, accumulata in anni e anni di lavoro, ci sono ancora quelle pistole che il fratello Orlando aveva pulito poco tempo prima di morire. Celestino lo ricorda con viva commozione. «Anche dopo la pensione non c’era modo di farlo stare a casa: veniva qui e aveva sempre qualche cosa da fare». E come non capire le lacrime di Celestino? Insieme agli attrezzi, ai pezzi di ricambio, ai materiali e ai prodotti più disparati, tra gli scaffali, l’ufficio e i piani di lavoro, si accumulano i ricordi, memorie di una vita di lavoro. Anche per questo Celestino Ferroni è arrabbiato con il nostro Paese che ancora rende complicata la vita agli artigiani, a chi lavora, a chi produce. La nostra chiacchierata e il mio giro turistico si concludono nel vecchio ufficio al piano di sopra; ascoltiamo una vecchia registrazione di una sonata per chitarra eseguita dal papà di Celestino, dal quale ha ereditato l’amore per la musica e l’ingegno nel mestiere. Passione per il lavoro e creatività: signore e signori, vi presento un artigiano. 34