CNA
Biella N o t i z i a r i o
Periodico di informazione della Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa.
PICCOLI IMPRENDITORI,
GRANDI IMPRESE
anno.6.n.2.luglio.2010
Autorizzazione del Tribunale di Biella n° 543 del 06/05/2005 - Poste Italiane - Spedizione in A. P. - 70% - DCB Biella - N. progr. 21
Associazione Provinciale di Biella
L’ASSICURAZIONE CHE TI GUARDA NEGLI OCCHI
ACCIDENTI !
ASSICURATI CONTRO I DANNI ACCIDENTALI
PER RIMBORSARE GLI ALTRI E DIFENDERE I TUOI DIRITTI
Prodotto distribuito da
Compagnia che nasce dall’esperienza del Gruppo
Banca Sella e dalle competenze di HDI Assicurazioni
Messaggio pubblicitario con finalità promozionale. La polizza Famiglia InChiaro è
emessa da InChiaro Assicurazioni e collocata nel caso specifico dalle Banche del
Gruppo Banca Sella. Prima dell’adesione leggere attentamente il Fascicolo Informativo.
Nella foto di copertina: Enrico Rosso e Luca Macchetto sullo Hielo Patagonico Continentale Sur,
davanti al Cordon Mariano Moreno.
Innanzi tutto pensare
in piccolo!
Cari Colleghi,
Sento di dover rivolgere un pensiero alla
famiglia di quel collega imbianchino del
Nord Est che come purtroppo tanti altri
(una ventina negli ultimi 16 mesi e l’ultimo
lo scorso 4 giugno a Vicenza) è arrivato
a compiere il gesto estremo, a causa
della grande crisi. Penso che dovremo
considerare tutti quei nostri colleghi a tutti
gli effetti dei caduti del lavoro. Noi, come
loro, che a giorni alterni veniamo considerati
zavorra o risorsa; ma loro non ce l’hanno
fatta… Tutti siamo impegnati a ricercare
ricette, situazioni, capri espiatori, e a parte
alcuni fortunati operatori in particolari
settori, continuiamo a percorrere il lungo
tunnel della crisi. Mi fa quasi sorridere il
dato paradossale che indica come il mondo
dell’artigianato abbia qualcosa come 24.000
posti vacanti! Perlopiù mestieri classici
e tradizionali, come falegnami, vetrai,
meccanici; lavori manuali che pare non
interessino alle nuove generazioni, quasi
come se “l’andare a bottega” fosse una
punizione per chi non ha voglia di studiare.
In Piemonte, come in tutto il Nord, più di un
lavoratore dipendente su due è impiegato
in una micro o piccola impresa, eppure
non riusciamo ancora ad essere coinvolti in
politiche attive di aiuto, sostegno e rilancio
dell’economia. E pensare che di proposte
ne abbiamo fatte e continuiamo a farle!
Noi pensiamo che il futuro passi anche e
soprattutto da politiche di forte indirizzo
politico a favore delle piccole e medie
imprese e dell’artigianato come ad esempio
lo Small Business Act;, un provvedimento
che dovrà essere recepito e attuato a livello
europeo, nazionale e locale, attraverso la
revisione delle esistenti Direttive Europee e
l’elaborazione di nuove soluzioni. Lo S.B.A.
è fondato su tre principi prioritari: rendere
le pubbliche amministrazioni permeabili alle
esigenze delle P.M.I.; adeguare l’intervento
politico alle esigenze delle Pmi, facilitarne
la partecipazione ad appalti pubblici e
utilizzare in modo più proficuo gli aiuti
Periodico di informazione
della Confederazione
Nazionale dell’Artigianato
Associazione Provinciale
di Biella
Direttore responsabile:
Carlo Brusadore
di Stato; agevolare l’accesso al credito
e sviluppare un contesto giuridico ed
economico che favorisca la puntualità dei
pagamenti e ne riduca i tempi.
Lo stato attuale dello S.B.A. è il seguente:
la Commissione Europea lo ha proposto, il
Parlamento di Strasburgo lo ha approvato
e il Consiglio dei Ministri europei lo ha
ratificato. Da parte del Governo italiano
alla fine dello scorso c’è stato un primo
recepimento, a cui dovranno seguire ulteriori
azioni di carattere legislativo e programmi
con relative risorse per l’attuazione dello
Small Business Act. Altrettanto importante
sarà il recepimento a livello locale perché gli
artigiani e le piccole e medie imprese sono
presenze attive sul territorio e le istituzioni
locali hanno competenze di forte impatto
sulla vita della nostra categoria.
Lo S.B.A. richiede una politica che agisca
a tutti i livelli e in tutte le dimensioni
pubbliche, poiché occorre far marciare
tutto il sistema produttivo, consapevoli del
diffuso e largamente condiviso valore della
piccola impresa e dell’artigianato che non
deve assolutamente restare sulla carta, ma
diventare strategia, progettazione e azione
concreta. Come ha recentemente ricordato
il nostro segretario nazionale Sergio
Silvestrini, «l’Italia industriale che uscirà
dalla crisi avrà il suo nocciolo duro nelle
P.M.I.» e da qui proviene la responsabilità
per gli artigiani «e la necessità di fare un
passo avanti in termini di aggregazioni,
reti di impresa, cultura manageriale e per
le associazioni di categoria il delicato
incarico di delineare nuovi compiti e nuovi
scenari» lasciando alle spalle vecchie
contrapposizioni. Ecco cari colleghi,
voglio concludere questo mio intervento
continuando a garantirvi tutto il mio, il nostro
massimo impegno e sostegno alle vostre
attività e ricordarvi che con noi, con la CNA
di Biella, non siete soli…
Il Presidente,
Claudio Capellaro Siletti
Redazione e amministrazione:
Via Repubblica 56 - Biella
Comitato di redazione:
Luca Guzzo, Mauro Barzan,
Cristina Carlevaro, Paola
Lanza, Leonardo Andrian,
Alberto Casazza, Matteo
Buranello, Elena Ferrero,
Sommario
4
Scadenze fiscali
5
Biella - Patagonia 2010
6
L’Italia che reagisce attraverso
l’artigianato e le P.M.I.
8
Rinnovo CCNL Alimentazione
e Panificazione
9
Trasferte distacco all’estero
in Paesi UE
10 Il Preavviso
12 Valutazione rischio
radiazioni ottiche
13 Valutazione da STRESS
14 Gestione dei rifiuti RAEE
16 Documentazione per
macchine certificate
18 CNA Pensionati
20 Notizie dal Patronato
22 Fondo di garanzia per il
microcredito
23 Legge Regionale 34/2008
25 Notizie dalle Unioni
26 Cubi in movimento
27 Impianti a gas, corso di
formazione con UNI
29 CNA Impresa Donna
31 Rete Impresa Italia
33 6° Trofeo di calcio
34 Vi presento un artigiano
Enrico Rosso, Angiolino
Guzzo, Paolo Mander, Giorgio
Vercellino e Lorenzo Cordera
Impaginazione grafica:
Atlantide - Biella
Stampa e postalizzazione:
Tipolitografia Botalla
3
AA
cura
cura
di diLorella
MauroCestariolo
Barzan
Elenco delle principali scadenze fiscali
luglio - ottobre 2010
LUGLIO 2010
16/07/2010
Iva mensile, liquidazione e versamenti
Iva saldo rateizzato – versamento quinta rata
IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali,
INPS gestione separata - trattenuti dai
sostituti - mese di giugno 2010 - versamento
Presentazione elenco dichiarazioni d’intento
ricevute nel mese precedente
IRPEF, IRES, IRAP - versamento in
autoliquidazione saldo 2009 e acconto 2010
con la maggiorazione dello 0,40%
INPS artigiani, commercianti e lavoratori
autonomi - versamento in autoliquidazione
saldo 2009 e acconto 2010 con la
maggiorazione dello 0,40%
Soggetti iscritti alla CCIAA – Camera di
Commercio – versamento tramite modello
F24 del diritto annuale per l’anno 2010 con la
maggiorazione dello 0,40%
Versamento 2 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti titolari di partita IVA che hanno scelto
di pagare la prima rata a Giugno)
25/07/2010 (prorogato a lunedì 26/07)
Presentazione modelli INTRA (operazioni
intracomunitarie) relative al mese di giugno –
soggetti obbligati alla presentazione mensile,
o relative al 2° trimestre – tutti gli altri soggetti
i titolari di partita IVA il versamento deve
essere eseguito esclusivamente con modalità
telematiche
INAIL - autoliquidazione – contribuenti
che hanno scelto il pagamento rateale versamento terza rata
Versamento 2 o 3 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti titolari di partita IVA)
Presentazione elenco dichiarazioni d’intento
ricevute nel mese precedente
20/08/2010
Agenti e rappresentanti di commercio – scade
il termine per il versamento dei contributi di
previdenza ed assistenza all’ENASARCO
da parte delle ditte preponenti, relativi al 2°
trimestre 2010, per agenti e rappresentati di
commercio
25/08/2010
Presentazione modelli INTRA (operazioni
intracomunitarie) relative al mese di luglio –
soggetti obbligati alla presentazione mensile
30/08/2010
Contratti di locazione con decorrenza
1/8/2010 – versamento imposte
31/08/2010
Versamento 3 o 4 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti non titolari di partita IVA)
30/07/2010
Contratti di locazione con decorrenza
1/7/2010 – versamento imposte;
31/07/2010 (prorogato a lunedì 2/8)
Presentazione da parte dei sostituti d’imposta
del modello 770 ordinario e semplificato.
Presentazione domanda di rimborso/
compensazione del credito IVA relativo al 2°
trimestre dell’anno
Versamento 2 o 3 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti non titolari di partita IVA)
AGOSTO 2010
16/08/2010 (ogni anno tale scadenza viene
prorogata di alcuni giorni)
Iva mensile - liquidazione e versamenti
Iva trimestrale – liquidazione e versamenti
(secondo trimestre)
Iva saldo rateizzato – versamento sesta rata
IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali,
INPS gestione separata - trattenuti dai
sostituti – mese di luglio 2010 - versamento
INPS - Commercianti e Artigiani - versamento
IVS fissi (secondo acconto anno 2010) – per
4
SETTEMBRE 2010
16/09/2010
Iva mensile - liquidazione e versamenti relativi
al mese di agosto
Iva saldo rateizzato – versamento settima rata
IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali,
INPS gestione separata - trattenuti dai sostituti
nel mese di agosto 2010 – versamento
Versamento 3 o 4 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti titolari di partita IVA)
Presentazione elenco dichiarazioni d’intento
ricevute nel mese precedente
25/09/2010 (anche se di sabato la
scadenza non è prorogata)
Presentazione modelli INTRA (operazioni
intracomunitarie) relative al mese di agosto –
soggetti obbligati alla presentazione mensile
30/09/2010
Contributi volontari INPS INPDAP ENPALS –
versamento 2° trimestre 2010
Presentazione dei modelli dichiarativi relativi
all’anno 2009 – UNICO2010 persone fisiche,
UNICO2010 società di persone, UNICO2010
società di capitali e UNICO2010 enti non
commerciali con i relativi allegati. Scade inoltre
la presentazione in forma autonoma delle
dichiarazioni annuali IVA e IRAP
Presentazione modello VR per il rimborso
annuale IVA relativo all’anno 2010
Versamento 4 o 5 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti non titolari di partita IVA)
Contratti di locazione con decorrenza
1/9/2010 – versamento imposte
OTTOBRE 2010
16/10/2010 (prorogato a lunedì 18/10)
Iva mensile, liquidazione e versamenti relativi
al mese di settembre
Iva saldo rateizzato – versamento ottava rata
IRPEF, INPS, Addizionali regionali e comunali,
INPS gestione separata - trattenuti dai
sostituti nel mese di settembre – versamento
Versamento 4 o 5 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2010 e primo acconto 2010
(soggetti titolari di partita IVA)
Presentazione elenco dichiarazioni d’intento
ricevute nel mese precedente
25/10/2010
Presentazione modelli INTRA (operazioni
intracomunitarie) relative al mese di settembre
– soggetti obbligati alla presentazione mensile,
o relative al 3° trimestre – tutti gli altri soggetti
30/10/2010 (prorogato a lunedì 1/11)
Contratti di locazione con decorrenza
1/10/2010 – versamento imposte;
31/10/2010 (prorogato a Lunedì 1/11)
Presentazione domanda di rimborso/
compensazione del credito IVA relativo al 3°
trimestre
Presentazione al C.A.F. del modello 730
integrativo
Versamento 5 o 6 rata delle imposte/contributi
emergenti dalla dichiarazione dei redditi
– saldo anno 2009 e primo acconto 2010
(soggetti non titolari di partita IVA)
Alla data di redazione della presente non
possiamo dare per certe le scadenze dei
versamenti a saldo e/o in acconto delle
imposte emergenti dalla dichiarazione dei
redditi. Infatti alla data odierna l’Agenzia delle
Entrate non ha ancora pubblicato il software
per l’elaborazione degli studi di settore. Si
fra inoltre presente che le scadenze relative
al mese di agosto solitamente con apposito
decreto, slittano alla fine del mese.
Sulle orme di padre Alberto Maria De Agostini
Enrico Rosso, oltre che celebre alpinista, è
anche socio titolare, con il fratello Riccardo,
della nostra azienda associata: Caseificio
Pier Luigi Rosso. Riccardo ha ricoperto la
carica di primo Presidente del Gruppo Giovani
Imprenditori ed è tutt’ora membro della Direzione
della CNA di Biella, mentre Enrico è molto
attivo nella continua proposizione di azioni
e progetti volti a rappresentare e diffondere
l’eccellenza artigianale, non solo nel campo
alimentare. A lui si deve tra l’altro la genesi del
progetto “Ambasciata del Territorio Biellese,
cubi in movimento”, un progetto promosso in
collaborazione oltre che con la CNA di Biella,
con il Consorzio Tavola dell’Orso e Fondazione
Pistoletto, che ancora oggi si sta sviluppando e
arricchendo di contenuti.
Appena informati di quest’ultimo progetto di
Enrico, ne abbiamo subito condiviso lo spirito e
chiesto un resoconto in anteprima, preludio ad
una serie di documenti oltre che cartacei anche
di audio e video, che vedranno la luce nei mesi
prossimi. Ecco quindi il suo breve ma intenso
racconto.
“Da molto tempo stavo pensando di
concludere la ricerca, iniziata nel 1988, sulla
figura del missionario salesiano Alberto
Maria De Agostini.
Avevo già fatto 5 spedizioni nelle Ande
della Patagonia e della Terra del Fuoco,
realizzato un film documentario e diverse
pubblicazioni, ma la straordinarietà del
personaggio è tale che il lavoro non mi
sembrava compiuto.
Le ragioni per cui mi sono appassionato a
De Agostini sono diverse ma principalmente
perché esprime compiutamente l’identità
dei biellesi come: viaggiatori, esploratori e
alpinisti.
Seguendo un’inclinazione famigliare (
il fratello fondò l’Istituto Geografico De
Agostini) fu il primo a cartografare le regioni
interne della Patagonia e della Terra del
Fuoco e poi fu antropologo, fotografo,
cineoperatore e scrittore.
Quest’anno, con la preziosa collaborazione
di Paola Lavagnini, ho avviato un
progetto che prevede, attraverso
una serie di spedizioni “a tema”,
l’approfondimento di alcuni tra gli eventi
che maggiormente hanno caratterizzato
la storia dell’esplorazione e dell’alpinismo
dei biellesi. Nell’ambito di tali eventi
prevediamo la raccolta di testimonianze,
documentazioni, immagini e oggetti che
testimonino il valore dell’attività svolta dai
biellesi sulle montagne di tutto il mondo
e la realizzazione di filmati, mostre e
pubblicazioni sugli argomenti affrontati.
L’obbiettivo ultimo è la costituzione del
Museo dell’Alpinismo e dell’Esplorazione
In cima al Cerro Solo sullo sfondo tra Fitz Roy e Cerro Torre il Cerro Pollone
dei Biellesi.
Con questi intendimenti è partita la
spedizione Biella - Patagonia 2010.
Il gruppo era formato da un team alpinistico
e da uno documentaristico.
Il gruppo alpinistico composto da: Enrico
Rosso, Luca Macchetto e Maurizio Oviglia
avrebbe tentato una scalata in linea con
l’alpinismo esplorativo di De Agostini:
la prima traversata del Cordon Marian o
Moreno, una catena di 5 montagne lunga
20 km all’interno dell’immenso Hielo
Patagonico Continental Sur (il ghiacciaio
continentale della Patagonia che si snoda
da nord a sud per 400 km).
Il gruppo documentaristico formato
da: Maurizio Pellegrini (cineoperatore),
Antonio Mantovan (fotografo), Enzo Lerro
(giornalista – editore) e Donatella Barbera
(medico) avrebbe compiuto un lungo
viaggio attraverso la Patagonia e la Terra
del Fuoco nei luoghi dove aveva vissuto e
operato Alberto De Agostini.
La spedizione è così partita alla fine di
gennaio per El Calafate nella Patagonia
Argentina. Un settimana dopo eravamo già
impegnati nell’avvicinamento al Cordon
Mariano Moreno con il tempo decisamente
in sfavore. Vento e neve continuavano
a bloccare l’avanzata verso il “Passo
del Viento” attraverso il quale avremmo
dovuto raggiungere l’immenso Ghiacciaio
Continentale Patagonico. Il terzo giorno di
tentativi capimmo che bisognava razionare
il cibo, avevamo in tutto otto giorni di
autonomia.
Il giorno seguente finalmente, una finestra
di bel tempo ci permise di attraversare il
fatidico colle e riscendere fino alla base del
ghiacciaio. Il Cordon Mariano Moreno era
li davanti a noi, al di la del ghiacciaio, ad
un giorno di traversata ma si presentava
in condizioni invernali con grandi accumuli
di neve e placche a vento estremamente
pericolose.
La sera sembrava promettere un tempo
migliore ma come si suole dire, per stare
ai primi danni, rinforzammo la tenda con
tiranti e muretti di sassi. La notte, neanche
a dirlo, fu ventosa e molti dei tiranti furono
strappati. Il giorno seguente, seppur con
tempo incerto, la traversata sembrava
possibile. Sotto il peso degli zaini di 25
kg traversare la morena sconvolta che
precedeva il ghiacciaio fu penoso, ma era
solo “l’aperitivo”.
La prima parte del ghiacciaio era
profondamente cambiata dall’ultimo anno in
cui ero stato li, il 2006. L’innalzamento delle
temperature aveva determinato l’incisione
di profondi crepacci e per percorrere cento
metri lineari eravamo costretti a cercare il
passaggio come in un labirinto e percorrere
in definitiva 5 volte la distanza. Il Mariano
Moreno spariva e riappariva tra le nuvole
davanti a noi come un’isola che guida a se
i naviganti.
Passata la zona dei crepacci il ghiacciaio
sembrava farsi più regolare ma la speranza
durò poco. Ad un tratto Luca cadde in un
buco e fortunatamente riuscì a tirarsi fuori
da solo e con altrettanta velocità.
Era una pozza piena d’acqua. Di li a poco
Maurizio ne centrò un’altra, più profonda
della prima, andandoci dentro fino alla cinta,
fu salvato da Luca che fortunatamente
gli stava alle spalle. Maurizio era quasi
completamente bagnato, in mezzo ad un
ghiacciaio immenso. Capimmo che questo
secondo tratto ci avrebbe dato filo da
torcere più del primo.
Procedevamo uno dietro l’altro come una
5
Biella - Patagonia 2010
Biella – Patagonia 2010
CNA Biella
N ot i z i a r i o
A cura di Enrico Rosso
In mezzo al dedalo dei crepacci
pattuglia di sminatori, il primo tastava passo
a passo il terreno ma questo non ci impedì
di finire dentro altre pozze.
Nel tardo pomeriggio avevamo raggiunto la
base del Mariano Moreno, bagnati, stanchi
e quindi decisi a montare il campo più
velocemente possibile.
Al tempo atmosferico, in quel frangente non
pensava più nessuno.
Finalmente rintanati in tenda valutammo
la situazione: le condizioni della montagna
erano di estremo pericolo con pendii
carichi di neve instabile e placche a vento.
L’andamento metereologico non era
favorevole e con temperature invernali,
inoltre il rientro attraverso il ghiacciaio
sarebbe stato problematico almeno
quanto l’andata. I tre giorni preventivati per
l’avvicinamento erano diventati sei ed il cibo
scarseggiava.
Ma eravamo ormai sotto la montagna e
almeno un tentativo il giorno seguente
l’avremmo fatto. Nella notte il vento si
placò. La mattina, appena usciti dalla tenda,
capimmo che la situazione non andava
migliorando, le nuvole ci avvolgevano e di li
a poco iniziò a nevicare copiosamente, era
senz’altro la fine del nostro sogno e se non
ci sbrigavamo a rientrare sarebbe presto
diventato l’inizio della nostra tragedia.
Smontare un campo sotto la neve è
veramente un pasticcio. Tenda, indumenti
e attrezzature bagnate furono letteralmente
pigiate a forza negli zaini; nei pensieri il
ghiacciaio da traversare con le sue pozze e
il dedalo di crepacci ma soprattutto con la
sua immensità e il maltempo che toglieva
la visibilità. Per quest’ultimo problema
fortunatamente, avevamo il GPS e quindi un
minimo di tranquillità.
Tutto andò al meglio e con tre giorni di
tappe forzate riuscimmo a raggiungere
l’abitato di El Chalten (punto di partenza).
Due giorni dopo, sfruttando un’altra
“finestra di bel tempo” salivamo il Cerro
Solo una montagna di straordinaria
importanza per filmare tutto il sistema
di ghiacciai e catene montuose che
caratterizzano la parte centrale del
Ghiacciaio Continentale della Patagonia.
Con circa 14 ore di film girato tra le
Missioni, i villaggi e le città e i diversi
ambienti naturali della Patagonia e della
Terra del Fuoco; ora siamo pronti a trattare
degnamente quel difficile tema che è la
storia dell’ultimo grande esploratore delle
Terre Magellaniche: il biellese, Alberto Maria
De Agostini.
A cura di Matteo Buranello
L’Italia che reagisce passa attraverso
l’Artigianato e le P.M.I.
Imprese artigiane registrate in provincia di Biella
Settore
2006
Agricoltura, caccia e silvicoltura
Attività Manifatturiere
2007
2008
2009 Ditribuzione Var 2009 su 2008
93
104
106
115
1,8%
+9
+8,5%
1.913
1.847
1.796
1.711
26,9%
-85
-4,7%
Industrie tessili
460
441
422
388
6,1%
-34
-8,1%
Fabb. E lav. Prod. Metalle escl macchine
307
298
285
267
4,2%
-18
-6,3%
Fabb. Mcchine e appar. Mecc. Instal.
242
237
232
217
3,4%
-15
-6,5%
Industrie alimentari e delle bevande
224
218
215
224
3,5%
+9
+4,2%
Ind. Legno, esclusi mobili
176
162
161
150
2,4%
-11
-6,8%
Fabb. Mobili e altre ind.ustrie manifatturiere
132
124
127
128
2%
+1
+0,8%
Fabb. Appr. Medicali, precis, strum. Ottici
111
107
107
106
1,7%
-1
-0,9%
Confezione articoli vestiario, prep. Pellicce
57
57
54
51
0,8%
-3
-5,6%
Altre Manifatture
204
203
193
180
2,8%
-13
-6,7%
2.993
3.026
3.068
3.010
47,3%
-58
-1,9%
Costruzioni
Commercio e riparazione beni
463
442
441
443
7%
+2
+0,5%
Trasporti, magazzinaggio e comunicazione
259
233
220
207
3,3%
-13
-5,9%
Attività Immobiliari, noleggio, informatica, ricerca
205
210
221
220
3,5%
-1
-0,5%
Servizi sociali e alla persona
651
641
637
643
10,1%
+6
+0,9%
17
16
20
18
0,3%
-2
-10%
6.594
6.519
6.509
6.367
100%
-146
-2,2%
Altre imprese artigiane
TOTALE
6
Per più della metà delle imprese
intervistate la produzione ha subito un
calo, rapporto tra crescita e produzione,
del 30%, un valore in lento recupero
rispetto alle precedenti indagini; a
differenza dell’ultima rilevazione, si
vedono i primi segni di recupero da
parte, soprattutto, del settore alimentare
e dei servizi alle imprese e le previsioni
delineano un quadro di rallentamento
della caduta.
La situazione occupazionale rivela un
saldo negativo dell’8% tra incremento
e diminuzione, mentre il problema della
dilazione dei pagamenti continua a
essere una spina nel fianco delle aziende
locali. Gli investimenti hanno perlopiù
riguardato l’acquisto di macchinari
(59%), il miglioramento della gestione
aziendale (36%) e il rinnovo delle
sedi (20%); ancora basse le attività
promozionali (22%).
In generale gli artigiani e le piccole
e medie imprese (il 73% degli
imprenditori intervistati) sono pessimisti
sull’andamento dell’economia biellese
per l’anno in corso; soltanto il 2% pensa
che vi sarà un miglioramento e il 25% si
è espresso in termini di stabilità.
Questi i numeri, indiscutibili, che, per
quanto freddi e senz’anima, delineano
un quadro non certo positivo, non facile
e segnato da un generale pessimismo.
Per uscire dalla crisi e avviarsi verso
una decisa ripresa economica, il
coordinamento delle associazioni
imprenditoriali del Piemonte ha elaborato
una serie di proposte concrete, come:
sburocratizzare e valorizzare i bonus di
assunzione, prevedendo il meccanismo
del credito d’imposta relativo all’Irap;
destinare incentivi per la riassunzione
7
N ot i z i a r i o
erogati alle imprese (-0,4 nel settembre
2009; -2,7 nel dicembre 2009). Il settore
manifatturiero ha subìto a dicembre
2009 una contrazione dei prestiti del
12,1% (settembre 2009: 7,2%). Oggi
il subfornitore è la “vittima sacrificale”
della grande impresa, che ammortizza le
proprie contraddizioni pagando i propri
fornitori anche a 290-300 giorni. Come
don Abbondio, i piccoli imprenditori si
trovano schiacciati tra i vasi di ferro delle
banche, che non concedono aperture
di credito, e dei committenti, che
disonorano gli impegni di mercato.
Quale peccato capitale devono
scontare i piccoli imprenditori per
dover subire – unici in Europa –
tali condizioni? Può la pubblica
amministrazione esigere il pagamento
di tasse e imposte e non onorare i
pagamenti, senza permettere alla
stessa impresa di compensare debiti
e crediti? Può costringere al massimo
ribasso, senza tener conto delle
conseguenze su qualità e sicurezza?
Le agende politiche dei governi
continuano a peccare di miopia.
Nonostante la gravità della situazione,
i correttivi applicati agli studi di settore
sono stati troppo blandi, sottovalutando
la caduta dei fatturati. Quel 30% di
imprese che nel 2008 non riusciva a
riconoscersi nel proprio studio di settore
è destinato a sfiorare il 50% e il dato
cresce per il manifatturiero. Negli ultimi
mesi del 2009 il fatturato nell’artigianato
è diminuito di un ulteriore 39,6%; per la
piccola industria il calo è stato del 35%.
I lavoratori autonomi sono danneggiati
dalla contrazione del mercato dei servizi
di consulenza. I commercianti lamentano
una diminuzione del fatturato del 64,2%
e il 40% si attende ulteriori diminuzioni.
Qual è il problema di fondo? La protesta
dei piccoli incontra una rapida attenzione
mediatica e politica, non suffragata però
da sufficienti risposte successive.
Se il Paese vuole reagire per costruire un
futuro economicamente e socialmente
più sereno, deve utilizzare quello che è
storicamente il suo motore più attivo, le
piccole e medie imprese e gli artigiani. La
realtà è che non ci si può più dimenticare
di chi, con fatica e sacrificio, sta
resistendo alla crisi, quasi solamente con
le proprie forze.
CNA Biella
di lavoratori in uscita dalla cassa
integrazione e dalla mobilità e, per
quelle aziende che utilizzano il contratto
di insediamento, per le assunzioni di
personale; sostenere l’imprenditoria
giovanile e l’inserimento di giovani
laureati e ricercatori; adeguare la
domanda all’offerta di lavoro; stringere
il legame tra istruzione e mondo
professionale; rimodulare il Fondo
Sociale Europeo e coordinare gli altri
Fondi; muoversi per la piena attuazione
del “Nuovo Apprendistato”, previsto dalla
Legge Regionale 2 del 2007; superare
il massimo ribasso negli appalti fino a
500 mila Euro per sei mesi; rivedere
e regolamentare la tassa rifiuti, ormai
divenuta insostenibile.
Oggi più che mai c’è l’urgenza di
strutturare un insieme di politiche attive
per aumentare la competitività del nostro
territorio, sfruttando la grande risorsa
degli artigiani e delle piccole e medie
imprese: creazione di reti e sinergie,
una maggiore formazione professionale,
innovazione tecnologica e organizzativa,
completa realizzazione del federalismo
fiscale e istituzionale. Le realtà locali che
propongono suggestioni ed elaborano
idee sono molte. La Cna di Cuneo, per
esempio, ha recentemente proposto
al coordinamento nazionale e a tutte
le Cna sparse sul territorio italiano
alcuni strumenti per la semplificazione
e revisione di alcune norme tributarie e
adempimenti fiscali, come l’eliminazione
degli scontrini e ricevute fiscali per tutte
le aziende soggette agli studi di settore,
l’aumento della soglia per usufruire
dell’Iva per cassa e la reintroduzione del
concordato preventivo.
C’è molto lavoro da fare per risollevarsi
e per questo tutti gli attori economici,
istituzionali e politici devono
assolutamente fare la loro parte,
come hanno recentemente ricordato il
presidente e il direttore di Cna Biella,
Claudio Capellaro Siletti e Luca Guzzo,
riprendendo un intervento elaborato
dalla CNA regionale del Piemonte «Il
primo problema da affrontare – scrivono
in una lettera aperta del 30 aprile – è
l’adeguamento dei salari, abbassando il
costo del lavoro, tra i più alti d’Europa.
Ciò servirebbe a rilanciare i consumi
e favorire anche la ripresa dell’attività
dell’artigianato e delle piccole imprese.
Il futuro dipenderà da un modo di
fare banca che deve porre al centro
l’imprenditore, la sua storia e il suo
progetto e non modelli matematici
studiati a tavolino. Invece i dati ci dicono
che nel quarto trimestre del 2009 sono
ulteriormente diminuiti i finanziamenti
L ’ I t a l i a c h e r e a g i s c e a t t r a v e r s o l ’ a r t i g i a n a t o e l e P. M . I .
L
’ultima indagine congiunturale
sull’andamento del settore
dell’artigianato, della piccola e
media impresa, relativa al secondo
semestre del 2009, condotta su
un campione di 150 unità dalla
Camera di Commercio di Biella,
con la collaborazione di Cna e di
Confartigianato, presentata lo scorso 2
marzo, rivela ancora una sofferenza del
comparto, ma auspica un cambiamento
favorevole nel breve periodo. Le imprese
artigiane, 6367, il 32 percento di quelle
registrate nel territorio, subiscono
ancora un consistente calo (-2,2%): le
attività manifatturiere diminuiscono del
4,7% e crescono soltanto le industrie
nel settore alimentare e i produttori di
mobili. La tabella seguente, presenta i
dati di Movimprese e le elaborazioni della
Camera di Commercio di Biella.
A cura di Paola Lanza
Rinnovo C.C.N.L. Alimentazione
e Panificazione artigianato
I
n data 27 aprile 2010, tra le
associazioni artigiane Cna Alimentare,
Confartigianato, Casartigiani, Claai ed
i sindacati dei lavoratori di categoria FaiCisl, Flai-Cgil, Uila-Uil è stato definito il
rinnovo contrattuale per i dipendenti del
settore alimentazione artigianato e della
panificazione.
Il nuovo accordo contrattuale decorre dal
27 aprile 2010, fatte salve le specifiche
decorrenze riportate istituto per istituto,
ed avrà validità sino al 31 dicembre
2012. Questo nuovo c.c.n.l. è il primo
rinnovo contrattuale stipulato con le
regole contenute nel nuovo modello di
relazioni sindacali tra le parti sociali che
ha riformato profondamente i cosiddetti
“assetti contrattuali” del settore artigiano.
Si evidenzia che nel recente rinnovo
contrattuale, la sfera di applicazione del
“settore panificazione” è stata estesa
e non riguarda più le sole imprese
artigiane; il nuovo c.c.n.l., infatti, potrà
essere applicato a tutte le aziende
prescindendo dalle loro dimensioni o
dalle forme giuridiche d’impresa.
Per il “settore alimentazione” è stato
convenuto, che entro sei mesi dalla
data di stipula del rinnovo contrattuale,
saranno avviati i negoziati per estendere
la sfera di applicazione anche alle
imprese industriali che occupano fino a
49 dipendenti.
Aumenti retributivi dal 01/05/2010
SETTORE ALIMENTARE
Livelli
Aumenti 1/5/2010
Aumenti 1/5/2011
Aumenti 1/3/2012
Aumenti totali
1S
€
39,12
€
45,86
€
39,12
€
124,10
1
€
35,13
€
41,17
€
35,13
€
111,43
2
€
32,16
€
37,69
€
32,16
€
102,01
3A
€
30,00
€
35,00
€
30,00
€
95,00
3
€
28,34
€
33,22
€
28,34
€
89,90
4
€
27,19
€
31,87
€
27,19
€
86,25
5
€
25,93
€
30,40
€
25,93
€
82,26
6
€
24,26
€
28,44
€
24,26
€
76,96
SETTORE PANIFICAZIONE
Livelli
Aumenti 1/5/2010
Aumenti 1/5/2011
Aumenti 1/3/2012
Aumenti totali
A1S
€
33,00
€
39,00
€
33,00
€
105,00
A1
€
31,00
€
36,00
€
31,00
€
98,00
A2
€
29,00
€
34,00
€
29,00
€
92,00
A3
€
26,00
€
32,00
€
26,00
€
84,00
A4
€
25,00
€
30,00
€
25,00
€
80,00
B1
€
32,00
€
39,00
€
32,00
€
103,00
B2
€
27,00
€
31,00
€
27,00
€
85,00
B3
€
25,00
€
30,00
€
25,00
€
80,00
B4
€
24,00
€
28,00
€
24,00
€
76,00
Imprese non aderenti al
sistema degli Enti bilaterali
A decorrere dal 1 luglio 2010, le imprese
non aderenti alla bilateralità e che non
versano il relativo contributo dovranno
erogare al lavoratore una quota di
8
retribuzione pari ad euro 25,00 lordi
mensili.
Tale importo, che sarà escluso dalla
base di calcolo del trattamento di fine
rapporto, dovrà essere erogato con
cadenza mensile al lavoratore e manterrà
in ogni caso, un carattere aggiuntivo
rispetto alle prestazioni dovute ad ogni
singolo lavoratore in adempimento
dell’obbligo e corrisposte direttamente
e/o indirettamente dagli enti bilaterali
dell’artigianato nazionali e regionali.
OPERAI-IMPIEGATI-QUADRI
€ 52,00 lordi
APPRENDISTI
€ 36,40 lordi
I valori di una tantum indicati nella
precedente tabella vanno commisurati
all’anzianità di servizio maturata nel
periodo intercorrente tra il 1 gennaio e
il 30 aprile 2010, considerando come
sviluppo della contrattazione collettiva di
settore.
Ciò avverrà attraverso il versamento di
€ 12,00, composti da € 6,00 a carico dei
lavoratori ed € 6,00 a carico dei datori
di lavoro e di € 8,40 per gli apprendisti,
composti da € 4,20 a carico dei lavoratori
ed € 4,20 a carico dei datori di lavoro.
Il testo d’intesa sindacale stabilisce che
le quote devono essere versate, a cura
dei datori di lavoro, entro il 31 gennaio
2011 su uno specifico conto corrente
denominato “Azioni per lo sviluppo
del sistema di relazioni e per i rinnovi
Contrattuali” il cui codice IBAN è:
IT73X 03127 05011 000000003000
Qualora la suddetta quota (12,00
euro o quella inferiore prevista per gli
apprendisti) non venga versata ai fini di
cui sopra, dovrà essere integralmente
corrisposta ai lavoratori in occasione
della erogazione della prima rata di una
tantum.
Trasferte/distacco all’estero in Paesi UE
D
al 1° maggio 2010 sono
operativi il Regolamento Ce
numero 883/2004, relativo al
coordinamento dei sistemi di sicurezza
sociale ed il suo Regolamento di
applicazione numero 987/2009.
Sin all’entrata in vigore del nuovo
Regolamento Ce, il vecchio regolamento
Cee numero 1408/1971 prevede che
sia possibile l’esonero dal versamento
dei contributi esteri per un periodo
iniziale di dodici mesi, previo rilascio del
formulario E101 da parte dell’Autorità
competente. È prevista anche l’eventuale
proroga, di ulteriori dodici mesi, sempre
che l’Autorità competente del Paese
estero distaccatario conceda l’apposita
autorizzazione mediante rilascio del
modello E102.
Tra le varie novità introdotte dalla
nuova normativa, in materia di distacco
transnazionale è prevista l’estensione
della durata massima dell’esonero
contributivo nel Paese estero di
distacco, portata a ventiquattro
mesi, con la possibilità di prolungare
tale periodo, previo accordo tra
le Autorità competenti degli Stati
coinvolti. Diversamente dalla normativa
precedente, non viene richiesto alcun
coinvolgimento dell’Autorità estera
durante i primi ventiquattro mesi di
distacco.
Qualora il distacco dovesse prorogarsi
oltre i ventiquattro mesi, è possibile
continuare a mantenere la propria
posizione previdenziale in Italia, mediante
ricorso alla procedura di cui all’articolo
16 del nuovo regolamento, la cui
competenza resta attribuita alle Direzioni
regionali INPS, secondo l’articolazione
territoriale individuata in base allo Stato
membro di distacco.
Le nuove disposizioni sono operative,
a partire dal 1° maggio 2010,
unicamente per i 27 Paesi membri
della Ue:
Austria, Belgio, Danimarca, Finlandia,
Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia,
Lussemburgo, Olanda, Portogallo, Regno
Unito, Spagna, Svezia, Repubblica Ceca,
Cipro, Estonia, Lettonia, Lituania, Malta,
Polonia, Slovacchia, Slovenia, Ungheria,
Bulgaria e Romania.
Viceversa la vecchia normativa non è
abrogata per i tre Paesi dello Spazio
Economico Europeo (Norvegia, Islanda,
Liechtenstein) e per la Confederazione
Elvetica, sino a che gli stessi non
provvederanno a ratificare il regolamento
Ce numero 988/2004.
Dalla stessa data, il formulario E101,
di durata massima di 1 anno, viene
sostituito dal formulario A1, che consente
l’estensione del periodo di esonero dal
versamento dei contributi all’estero per
un periodo massimo di ventiquattro mesi,
mentre il formulario E102 viene abrogato.
Qualora il formulario E101, di durata
annuale, sia già stato emesso prima
dell’entrata in vigore di tale regolamento
e fosse ancora in corso di validità,
occorre mettersi in contatto con la sede
INPS competente, al fine di farsi rilasciare
il nuovo formulario A1.
Qualora non applicabile, e dunque sia
nei casi di distacco in Paesi che hanno
aderito allo Spazio Economico Europeo
(Islanda, Norvegia e Liechtenstein), sia
nei casi di distacco nella Confederazione
Elvetica, occorre continuare ad utilizzare i
formulari E101 ed E102.
Il nostro ufficio paghe è comunque a
disposizione per ulteriori chiarimenti in
merito.
9
N ot i z i a r i o
mese intero la frazione dello stesso pari o
superiore a 15 giorni.
Il testo dell’accordo sindacale riconosce,
espressamente, come non utili alla
maturazione dell’una tantum, i periodi
d’assenza intervenuti in tale periodo e
dovuti ad eventi, quali:
servizio civile;
assenza facoltativa post-partum;
sospensioni concordate dalle parti per
mancanza lavoro.
Ai lavoratori con rapporto part-time
gli importi di una tantum saranno
riconosciuti con criteri di proporzionalità.
L’importo di una tantum attribuito a
ciascun lavoratore ne abbia diritto, non
è utile agli effetti del computo di alcun
istituto contrattuale, né del trattamento di
fine rapporto.
La nuova disposizione sindacale
stabilisce che le aziende ed i lavoratori
dipendenti (compresi gli apprendisti)
devono contribuire per favorire lo
CNA Biella
Ai soli lavoratori in forza alla data di
stipula del presente accordo contrattuale
(27 aprile 2010), deve essere riconosciuta
una cifra “una tantum”, a copertura
del periodo di “vuoto contrattuale” (1
gennaio – 30 aprile 2010). Gli importi di
una tantum devono essere corrisposti,
in un’unica soluzione, unitamente alle
retribuzioni del mese di settembre
2010.
R i n n o v o C C N L A l i m e n t a z i o n e e P a n i f i c a z i o n e - Tr a s f e r t e d i s t a c c o a l l ’ e s t e r o i n P a e s i U E
Una tantum
A cura di Paola Lanza
Saperne di più: il Preavviso
G
eneralmente la parte che esercita
il diritto di recesso dal contratto
di lavoro deve rispettare un
periodo di preavviso (art. 2118 c.c.).
Tale periodo, che è il lasso di tempo
che intercorre tra la comunicazione del
recesso e il momento in cui lo stesso
acquista effetto, ha la funzione di evitare
che la risoluzione immediata del contratto
possa determinare un pregiudizio all’altra
parte.
Pertanto, durante il preavviso,
generalmente il contratto di lavoro viene
eseguito regolarmente.
L’obbligo di preavviso non sussiste nei
seguenti casi:
- risoluzione del rapporto per giusta
causa;
- recesso durante o al termine del
periodo di prova;
-risoluzione del rapporto allo scadere del
contratto a tempo determinato;
-risoluzione consensuale;
-recesso al termine del periodo di
prosecuzione del rapporto a seguito
di opzione da parte di lavoratori in
possesso dei requisiti per la pensione di
vecchiaia;
-risoluzione del rapporto per mancata
ripresa del servizio a seguito di
reintegrazione;
-durante i periodi di sospensione dal
rapporto per intervento della Cassa
integrazione (Pretura di Firenze, 11
marzo 1988).
La durata del preavviso è affidata
dal codice civile ai contratti collettivi,
oppure agli usi o all’equità e decorre dal
momento in cui è conosciuto dall’altra
parte.
La decorrenza è interrotta al
sopraggiungere dei seguenti eventi;
malattia (Cassazione, 30 agosto 2004 n.
17334), ferie (art. 2109 c.c.) maternità ed
infortunio.
Nella maggior parte dei casi la durata
minima del preavviso varia a seconda
della categoria dei lavoratori (operai o
impiegati), del livello di inquadramento,
dell’anzianità di servizio e, a volte, a
seconda che si tratti di licenziamento
o di dimissioni.
Durante il preavviso le parti conservano
tutti gli obblighi ed i diritti derivanti dal
contratto di lavoro.
Nei casi di recesso in cui sussiste
l’obbligo di preavviso, in generale,
10
la parte che non lo rispetta deve
compensare l’altra con un’indennità
sostitutiva, tranne nelle ipotesi di
preavviso non lavorato per forza
maggiore.
Vi sono delle ipotesi in cui l’indennità
sostitutiva del preavviso è dovuta in
assoluto per situazioni di sopravvenuta
impossibilità di svolgere la prestazione
lavorativa o per altre situazioni venutesi
a creare tra le parti. Ciò avviene nei
seguenti casi:
-morte del lavoratore;
-dimissioni per giusta causa (mancato o
ritardato pagamento della retribuzione,
omesso versamento dei contributi,
comportamento ingiurioso, richiesta da
parte del datore di lavoro di prestazioni
illecite da parte del lavoratore, molestie
sessuali perpetrate dal datore di lavoro
nei confronti del lavoratore);
-licenziamento per giusta causa
convertito dal giudice in licenziamento
per giustificato motivo oggettivo;
-licenziamento intimato nelle ipotesi di
libera recedibilità dichiarato illegittimo dal
giudice;
-risoluzione del contratto per fallimento
o liquidazione coatta amministrativa, se
non è possibile dare il preavviso;
-dimissioni della lavoratrice madre;
-dimissioni della lavoratrice licenziata a
causa di matrimonio;
-inoltre a nostro parere, dimissioni
nel caso di CIG a zero ore, a fronte
della disponibilità del lavoratore di
effettuare il preavviso e dell’impossibilità
da parte dell’impresa di permetterne
l’effettuazione.
L’indennità sostitutiva deve essere
calcolata sulla base della retribuzione
normalmente spettante al lavoratore in
atto al momento in cui le parti dichiarano
di voler recedere dal contratto. La
retribuzione tiene conto, inoltre, dei ratei
delle mensilità aggiuntive.
Ai fini della determinazione dell’indennità
sostitutiva del preavviso si considerano
rilevanti gli aumenti retributivi intervenuti
nel corso del preavviso, anche se non
lavorato.
L’indennità sostitutiva del preavviso
corrisposta al lavoratore è
computabile nel calcolo del TFR
ed è assoggettabile a contributi
previdenziali.
&Sviluppo
Innovazione
Software per la gestione dell’impresa
Sistemi di gestione qualità (norme ISO)
Sistemi integrati di telecomunicazione per fonia e dati
Corsi per la formazione e l’addestramento del personale aziendale
Consulenza alle imprese per le agevolazioni
L’esperienza:
Nata nel 1991, Robinson S.r.l. opera nel settore della distribuzione di prodotti hardware,
nonchè nello sviluppo di software gestionali.
Per favorire la crescita tecnologica dei propri clienti ha aggiunto le competenze nell’area
delle Telecomunicazioni, della Formazione e dei Sistemi di Qualità.
Il Team:
Un team di 40 persone costituisce l’organico di Robinson S.r.l.
Tecnici specializzati, personale commerciale e organizzativo sono in grado di rispondere
rapidamente e con competenza alle esigenze della piccola impresa e dell’artigiano.
La certificazione:
Robinson S.r.l. ha conseguito nel 2000, la certificazione secondo la ISO 9002:1994,
convertita nel Giugno 2003 secondo lo schema previsto dalla VISION 2000.
Robinson S.r.l. è autorizzata dal Ministero delle Comunicazioni all’installazione, collaudo
e allacciamento di impianti telefonici.
A T L A N T I D E - [email protected]
Le partnership:
Robinson S.r.l. ha avviato programmi di collaborazione con IBM, Siemens, Percorsi e
Vodafone.
Robinson S.r.l. - Via Milano, 16 - Vigliano BI - Tel. 015 8130611 - Fax 015 811427
www.robinson.it - [email protected]
A cura di Leonardo Andrian
La valutazione del rischio radiazioni
ottiche artificiali
I
n quali condizioni non è necessario
procedere ad una valutazione del
rischio Radiazioni Ottiche Artificiali
- ROA più dettagliata? Quali sono le
situazioni lavorative che devono essere
valutate ai fini della prevenzione del
rischio per i lavoratori?
Dal 26 Aprile 2010 è pienamente in
vigore, il Capo V del Titolo VIII del D.Lgs.
81/2008 sulla prevenzione del “Rischio
da esposizione alle radiazioni ottiche
artificiali”.
Pubblichiamo alcune domande e risposte
che chiariscono la valutazione di questo
rischio, presenti nel documento “Decreto
Legislativo 81/2008, Titolo VIII, Capo I, II,
III, IV e V sulla prevenzione e protezione
dai rischi dovuti all’esposizione ad agenti
fisici nei luoghi di lavoro - Indicazioni
operative” a cura del Coordinamento
Tecnico delle Regioni in collaborazione
con l’ISPESL.
“Quali sono le condizioni nelle quali la
valutazione del rischio può concludersi
con la “giustificazione” secondo
cui la natura e l’entità dei rischi non
rendono necessaria una valutazione
più dettagliata?
Costituisce esperienza condivisa che
talune sorgenti di radiazioni ottiche, nelle
corrette condizioni d’impiego, non danno
luogo ad esposizioni tali da presentare
rischi per la salute e la sicurezza. In
questi casi è giustificato non dover
procedere ad una valutazione del rischio
più dettagliata.
Richiamato che inizialmente occorre
sempre individuare (censire) ogni
sorgente di radiazione ottica artificiale,
il termine “giustificazione” riportato
dal legislatore nell’art. 181, comma
3, si riferisce a tutte quelle situazioni
espositive per le quali non è necessario
effettuare un approfondimento
della valutazione. D’altra parte
l’approfondimento della valutazione
è necessario in tutti quei casi di
esposizione a ROA i cui effetti negativi
non possono essere ragionevolmente
esclusi.
Sono giustificabili tutte le
apparecchiature che emettono radiazione
ottica non coerente classificate nella
categoria 0 secondo lo standard UNI
EN 12198:2009, così come le lampade
e i sistemi di lampade, anche a LED,
classificate nel gruppo “Esente” dalla
12
norma CEI EN 62471:2009 (note 1, 2).
Esempio di sorgenti di gruppo “Esente”
sono l’illuminazione standard per uso
domestico e di ufficio, i monitor dei
computer, i display, le fotocopiatrici,
le lampade e i cartelli di segnalazione
luminosa. Sorgenti analoghe, anche in
assenza della suddetta classificazione,
nelle corrette condizioni di impiego si
possono “giustificare”.
Tutte le sorgenti che emettono
radiazione laser classificate nelle classi
1 e 2 secondo lo standard IEC 60825-1
sono giustificabili. Per le altre sorgenti
occorrerà effettuare una valutazione del
rischio più approfondita.
È disponibile un elenco di situazioni
lavorative che devono essere
certamente valutate?
La Tabella 8.1 riporta le principali
sorgenti non coerenti di radiazione
ottica che vanno valutate ai fini della
prevenzione del rischio per i lavoratori.
Le sorgenti di radiazioni UV sono tratte
dalla pubblicazione edita dall’ICNIRP dal
titolo Protecting workers from ultraviolet
radiation (ICNIRP 14/2007):
- Arco elettrico (saldatura elettrica).
- Lampade germicide per sterilizzazione
e disinfezione.
- Lampade per fotoindurimento di
polimeri, fotoincisione, “curing”.
- “Luce Nera” usata nei dispositivi di
test e controllo non distruttivi (eccetto
lampade classificate nel gruppo “Esente”
secondo CEI EN 62471:2009)
- Lampade/sistemi LED per fototerapia.
- Lampade ad alogenuri metallici.
- Fari di veicoli.
- Lampade scialitiche da sala operatoria.
- Lampade abbronzanti.
- Lampade per usi particolari eccetto
lampade classificate nel gruppo
“Esente”.
- Lampade per uso generale e lampade
speciali classificate nei gruppi 1, 2, 3 ai
sensi della norma CEI EN 62471:2009.
- Corpi incandescenti quali metallo o
vetro fuso, ad esempio nei crogiuoli dei
forni di fusione con corpo incandescente
a vista e loro lavorazione.
- Riscaldatori radiativi a lampade.
- Apparecchiature con sorgenti IPL per
uso medico o estetico.
Per quanto riguarda la radiazione laser,
tutte le apparecchiature che emettono
radiazione ottica coerente classificate
nelle classi 1M, 2M 3R, 3B e 4 (nella
nuova classificazione) o nelle classi 3A,
3B e 4 (nella vecchia classificazione)
secondo lo standard IEC 60825-1 vanno
valutate.
In alcuni casi, ad esempio nella
lavorazione di materiali con sorgenti
laser, possono essere prodotte emissioni
secondarie non coerenti, che devono
essere valutate.
2. un’elevata rotazione del personale;
3. conflitti interpersonali o lamentele
frequenti;
4. problemi disciplinari;
5. violenza e molestie di natura
psicologica;
6. riduzione della produttività;
7. errori e infortuni;
8. aumento dei costi d’indennizzo o delle
spese mediche.
Sono sempre più numerose le persone
colpite da problemi di stress sul luogo di
lavoro. I motivi sono:
innovazioni apportate alla progettazione,
all’organizzazione e alla gestione del
lavoro;
precarietà del lavoro;
aumento del carico di lavoro e del ritmo
di lavoro;
elevate pressioni emotive esercitate sui
lavoratori;
violenza e molestie di natura psicologica;
scarso equilibrio tra lavoro e vita privata.
Valutazione del rischio
Una volta quindi individuata la fonte,
o per meglio dire, i fattori idonei a
generare stress, è necessaria l’adozione
e la predisposizione delle misure di
prevenzione e protezione.
Volendo in modo puntuale tracciare
il percorso da seguire in materia di
valutazione del rischio stress lavoro –
correlato possiamo evidenziare i seguenti
passi:
• individuazione delle attività che
potrebbero esporre i lavoratori a rischio
stress – lavoro correlato;
• individuazione dei gruppi omogenei di
lavoratori esposti a rischio stress lavoro
– correlato;
•analisi del rischio stress – lavoro
correlato;
• misure di gestione e di comunicazione
in grado di chiarire gli obiettivi aziendali
e il ruolo di ciascun lavoratore, di
assicurare un sostegno adeguato da
parte della direzione ai singoli individui e
ai team di lavoro, di portare a coerenza
responsabilità e controllo sul lavoro, di
migliorare l’organizzazione, i processi, le
condizioni e l’ambiente di lavoro;
• la formazione dei dirigenti e dei
lavoratori per migliorare la loro
consapevolezza e la loro comprensione
nei confronti dello stress, delle
sue possibili cause e del modo in
cui affrontarlo, e/o per adattarsi al
cambiamento;
La mancata formazione dei lavoratori
è sanzionabile.
• l’informazione e la consultazione dei
lavoratori e/o dei loro rappresentanti,
in conformità alla legislazione europea
e nazionale, ai contratti collettivi e alle
prassi.
13
CNA Biella
Premessa
Tra i vari fattori da analizzare durante
la valutazione dei rischi il D.Lgs. 81/08
fa riferimento allo stress da lavorocorrelato (articolo 28, comma 1-bis).
La valutazione dello stress lavorocorrelato è stata prorogata al 1 agosto
2010, dal decreto D.lgs 160/09 (decreto
correttivo). Ciò vuol dire che da tale
data nel documento di valutazione
dei rischi, deve essere presente una
sezione relativa alla valutazione del
rischio da stress.
La mancata valutazione di
questo fattore è sanzionabile!
Come linee di riferimento nel decreto
vengono citati l’accordo europeo dell’8
ottobre 2008 e delle indicazioni della
Commissione di cui all’articolo 6. Non ci
sono infatti articoli o allegati al decreto
che trattano direttamente del problema.
Lo stress è uno stato, che si
accompagna a malessere e disfunzioni
fisiche, psicologiche o sociali ed è
conseguenza del fatto che le persone
non si sentano in grado di superare i gap
rispetto alle richieste o alle attese nei loro
confronti.
Individuare lo stress non è cosa facile.
Tuttavia esistono dei segnali che
possono rivelare un livello di stress
elevato, che sono:
1. alto assenteismo;
Valutazione rischio radiazioni ottiche - Valutazione da STRESS
Dal 1° agosto 2010 obbligatoria la
valutazione da STRESS da lavoro-correlato
N ot i z i a r i o
A cura di Giorgio Vercellino
A cura di Lorenzo Cordera
Nuove regole semplificate per la
gestione dei rifiuti RAEE – D.M. 65/2010
S
ulla G.U. n. 102 del 4 maggio
2010 è stato pubblicato il Decreto
8 marzo 2010, numero 65 del
Ministero dell’ambiente “Regolamento
recante modalità semplificate di
gestione dei rifiuti di apparecchiature
elettriche ed elettroniche (RAEE) da
parte dei distributori e degli installatori
di apparecchiature elettriche ed
elettroniche (AEE), nonché dei gestori
dei centri di assistenza tecnica di tali
apparecchiature”.
A partire dal 18 giugno 2010, il D.M.
n. 65 dell’8 marzo 2010, introduce
un regime di gestione semplificato
per i RAEE che vengono ritirati da
distributori, centri di assistenza tecnica
ed installatori.
Scopo della norma è quello di completare
il sistema di raccolta e recupero dei rifiuti
tecnologici e favorire l’incremento delle
quantità raccolte, riutilizzate e recuperate.
Destinatari delle nuove norme sono i
distributori, gli installatori e i gestori dei
centri di assistenza tecnica di nuove
apparecchiature elettriche ed elettroniche,
così come definiti dal D.Lgs. 151/2005:
- art. 3 comma 1 lett. m): produttore:
chiunque, indipendentemente dalla
tecnica di vendita utilizzata, che:
- fabbrica e vende AEE con il proprio
marchio;
- rivende con il proprio marchio AEE
prodotte da altri. Se l’AEE riporta
il marchio del produttore iniziale,
il rivenditore non è considerato un
produttore;
- importa o immette per primo, nel
territorio nazionale, AEE nell’ambito
di un’attività professionale e le
commercializza, anche mediante vendita
a distanza;
- art. 3 comma 1 lett. n): distributore:
soggetto iscritto al Registro Imprese che,
nell’ambito di un’attività commerciale,
fornisce un’AEE ad un utilizzatore ed
adempie agli obblighi di ritiro “1 contro 1”
di AEE domestiche;
- art. 3 comma 1 lett. o): RAEE
(provenienti da nuclei) domestici: RAEE
originati dai nuclei domestici e RAEE
di origine commerciale, industriale,
istituzionale e di altro tipo analoghi, per
natura e per quantità, a quelli originati dai
nuclei domestici;
- art. 3 comma 1 lett. p): RAEE
professionali: i RAEE prodotti dalle attività
amministrative ed economiche, diversi dai
RAEE domestici.
Il decreto distingue tra la gestione dei
RAEE domestici (provenienti da nuclei
domestici e anche con altra origine ma
p.za Martiri della Libertà, 3 - tel. 015 2522456
analoghi per natura e quantità) e gestione
dei RAEE professionali (prodotti dalle
attività amministrative ed economiche e
non rientranti nei domestici).
I distributori, oltre che al ritiro unocontro-uno dei RAEE domestici a fine
vita, saranno tenuti al raggruppamento
finalizzato al trasporto presso i centri di
raccolta e alla tenuta del registro di carico
e scarico, con le modalità previste dal
decreto stesso. A tali obblighi sono tenuti,
entro certi limiti, anche gli installatori e i
gestori di assistenza tecnica.
Le imprese che si occuperanno della
raccolta e del trasporto dei rifiuti dei
RAEE dovranno essere iscritte all’Albo
nazionale gestori ambientali secondo
le modalità specificate dalla Delibera
dell’Albo Nazionale Gestori Ambientali
del 19 maggio 2010. L’obbligo di
raggruppamento per il trasporto ai
centri raccolta e di tenuta del registro
sussisterà, anche per i RAEE “
professionali”, per distributori, installatori
e gestori dei centri di assistenza di
apparecchiature professionali che siano
stati formalmente incaricati dai produttori
di provvedere al ritiro nell’ ambito di un
sistema di raccolta.
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A cura di Leonardo Andrian e Giorgio Vercellino
La documentazione necessaria per le
macchine certificate
La verifica della
documentazione per le
macchine certificate,
secondo la direttiva
2006/42/CE, da parte del
datore di lavoro.
L
a nuova direttiva macchine
2006/42/CE, da poco recepita
in Italia, definisce nuovi criteri
per la certificazione delle macchine
rispetto alla precedente 98/37/CE; in
particolare si concentra su tre aspetti: la
valutazione dei rischi, i requisiti tecnici
e documentali per le quasi macchine e
la documentazione tecnica da fornire in
accompagnamento alla macchina. Noi ci
vogliamo qui concentrare particolarmente
su questo ultimo aspetto per vedere
quali informazioni il fabbricante deve
fornire all’utilizzatore e per capire
quale “atteggiamento” deve tenere
quest’ultimo, nella veste di datore di
lavoro, anche ai sensi di quanto previsto
a suo carico dal titolo III del D.Lgs.
81/2008. Partiamo dalla direttiva: cosa
prevede per la documentazione?
All’allegato I, il paragrafo 1.7.4 descrive
quale deve essere il contenuto delle
istruzioni fornite con la macchina.
Riportiamo e commentiamo i passi più
significativi (gli estratti del paragrafo
1.7.4 sono in corsivo). In particolare al
paragrafo 1.7.4.2 si afferma che: “ciascun
manuale di istruzioni deve contenere,
se del caso, almeno le informazioni
seguenti:…
e) i disegni, i diagrammi, le descrizioni
e le spiegazioni necessari per l’uso,
la manutenzione e la riparazione della
macchina e per verificarne il corretto
16
funzionamento;”
Non è una richiesta del tutto nuova, ma
è importante per ribadire il principio che
anche disegni e diagrammi possono
essere necessari per consentire a
operatori e manutentori di lavorare in
sicurezza; ricordiamo ancora una volta
che gli schemi elettrici, pneumatici
e idraulici delle macchine (quando
sono presenti i relativi impianti) sono
documenti indispensabili per evitare gravi
errori durante le operazioni di messa in
sicurezza e/o di manutenzione!
k) le istruzioni per la messa in servizio e
l’uso della macchina e, se necessario,
le istruzioni per la formazione degli
operatori;
La novità sono le istruzioni per la
formazione; quindi il fabbricante non si
può limitare a consegnare un manuale
d’uso e manutenzione “ragionevole” ma
deve anche specificare quale formazione
debba ricevere il personale addetto
all’uso della macchina, in cui chi scrive
include, sebbene non esplicitamente
citata, la manutenzione, anche in
conformità alla definizione di uso di una
attrezzatura di lavoro data nel titolo III del
D.Lgs. 81/2008.
Se l’interpretazione sopra è corretta fra
le istruzioni per la formazione dovranno
essere date anche quelle relative agli
addetti alla manutenzione elettrica;
quindi il fabbricante dovrà indicare
quale formazione dovrà essere data agli
“elettricisti” indicando come minimo le
norme EN di riferimento.
l) le informazioni in merito ai rischi residui
che permangono, malgrado siano state
adottate le misure di protezione integrate
nella progettazione della macchina e
malgrado le protezioni e le misure di
protezione complementari adottate;
m) le istruzioni sulle misure di protezione
che devono essere prese dall’utilizzatore,
incluse, se del caso, le attrezzature di
protezione individuale che devono essere
fornite;
Poiché il fabbricante è tenuto, con la nuova
direttiva, ad effettuare la valutazione dei
rischi, che comprende anche l’indicazione
dei rischi residui, è abbastanza ovvio
che debba anche indicare tali rischi nel
manuale. Il punto, a nostro avviso, è
come dare questa indicazione. Ci pare
quantomeno ovvio che l’indicazione debba
consentire agli addetti di capire i rischi
tanto da potere evitare di farsi male…
quindi non una indicazione generica ma
una precisa indicazione di dove e quando
sono presenti i rischi residui.
Naturalmente oltre a dire quali sono i rischi
residui il fabbricante deve dire, nei limiti del
suo ambito di competenza, quali misure
l’utilizzatore deve prendere per evitare
danni.
q) il metodo operativo da rispettare in caso
di infortunio o avaria; se si può verificare un
blocco, il metodo operativo da rispettare
per permettere di sbloccare la macchina in
condizioni di sicurezza;
Questa è una assoluta novità; riteniamo si
possa riferire esclusivamente agli aspetti
di avarie e infortuni in cui una manovra
sbagliata potrebbe causare ulteriori
problemi di sicurezza. Per esempio il caso
in cui un lavoratore resta intrappolato con
un arto nella macchina e nel tentativo di
liberarlo si provoca un movimento che
gli causa un danno maggiore. Quindi
si devono identificare le situazioni in
cui manovre sbagliate, eventualmente
dettate dalla fretta, possono danneggiare
i lavoratori, e per quelle definire il corretto
modo di operare.
r) la descrizione delle operazioni di
regolazione e manutenzione che devono
essere effettuate dall’utilizzatore nonché
le misure di manutenzione preventiva da
rispettare;
s) le istruzioni per effettuare in
condizioni di sicurezza la regolazione
e la manutenzione, incluse le misure di
protezione che dovrebbero essere prese
durante tali operazioni;
t) le specifiche dei pezzi di ricambio da
utilizzare, se incidono sulla salute e la
sicurezza degli operatori;
alla sicurezza d’uso. In ogni caso vale il
principio generale che il datore di lavoro,
nella sua valutazione, dovrà tenere conto
dei rischi residui della macchina (di quelli
palesi se la macchina è marcata CE) per
dare ai lavoratori le misure supplementari
o le regole operative per lavorare in
modo sicuro.
- Viene esaltata l’importanza della
manutenzione programmata e delle
verifiche periodiche; in particolare il
datore di lavoro è tenuto a effettuare
le verifiche periodiche necessarie per
prevenire che le attrezzature di lavoro
subiscano deterioramenti pericolosi
(articolo 71 comma 8). In questo caso
il datore di lavoro deve seguire quanto
indicato sui manuali, e in mancanza di
questi (a cui noi aggiungiamo anche
la situazione di evidente “carenza” di
indicazioni) deve ricorrere alle norme o
alle buone prassi.
Se ci riferiamo, secondo lo spirito di
questo articolo, a macchine nuove
marcate CE il datore di lavoro si viene
a trovare in una situazione nuova e
del tutto singolare: in pratica se riceve
le istruzioni della macchina conformi
(veramente conformi!!!) ai requisiti
dell’allegato I della direttiva:
- Sa già quali sono i rischi residui e le
misure di sicurezza strettamente attinenti
alla macchina.
- Sa già quali manutenzioni (e verifiche)
periodiche fare e con quale frequenza e
con quali metodi.
- Conosce le manovre da fare in caso di
emergenza.
- Conosce le regole base per eseguire in
modo sicuro la manutenzione.
- Ha delle prime indicazioni sulla
formazione da fornire a tutti gli addetti.
Quindi il suo campo di azione sarebbe
(preghiamo di notare il condizionale!!!)
17
N ot i z i a r i o
CNA Biella
La documentazione necessaria per le macchine certificate
Questi ultimi sono tutti punti che
a diverso titolo riguardano la
manutenzione; da una parte la sicurezza
della macchina riferibile alla corretta
esecuzione della manutenzione, dall’altra
la sicurezza durante la esecuzione di
interventi di manutenzione. Anche in
questo caso al fabbricante vengono
richieste informazioni più dettagliate
e approfondite rispetto a quanto
prevedeva la 98/37/CE, che derivano
necessariamente da una analisi tecnica
dei possibili guasti e dalla conseguente
pianificazione della manutenzione, e
da una analisi dei modi di intervento
(per esempio di LOTO) e dalle relative
precauzioni da adottare.
A questo punto, dopo la breve disamina
delle novità della direttiva, che fanno
gravare sul fabbricante un carico di
responsabilità di “informazione” non
indifferente, proviamo a considerare la
questione dal punto di vista del datore
di lavoro. Il titolo III del D.Lgs. 81/2008
modifica significativamente il profilo di
responsabilità del datore di lavoro in
relazione alle attrezzature di lavoro (di
cui le macchine sono un sotto - insieme),
introducendo due importantissime novità
(oltre a qualche precisazione e miglioria):
- Viene riconosciuta la validità della
certificazione di prodotto (marcatura
CE), in particolare stabilendo che alle
attrezzature non CE il datore di lavoro
deve applicare i requisiti del titolo III
capo I, dell’allegato V e dell’allegato VI
mentre alle attrezzature CE il datore di
lavoro deve applicare i requisiti del titolo
III capo I e dell’allegato VI; la modifica è
rilevante perché l’allegato V, che non si
applica alle attrezzature CE, è l’unico che
contiene requisiti fortemente tecnici che
costringono a “entrare” nel merito della
progettazione delle macchine in relazione
limitato a due aspetti:
- La valutazione dei rischi derivanti
dall’inserimento della macchina nei modi
di lavoro e nell’ambiente aziendale.
- La valutazione di eventuali misure
aggiuntive per eliminare o ridurre i rischi
residui “lasciati” dal costruttore.
Vogliamo evitare di discutere
approfonditamente sul fatto che spesso
da una valutazione dei rischi attenta
possono davvero emergere ulteriori
situazioni di rischio non indicate dal
costruttore, e che le misure di sicurezza
da lui indicate potrebbero essere non
del tutto ottimali perché, per esempio,
di eccessivo intralcio alla produzione; ci
interessa invece ragionare sul collaudo
della documentazione in sede di
accettazione della macchina.
Una piccolissima nota: per le aziende
che vogliono implementare un
modello organizzativo esimente della
responsabilità amministrativa ex D.Lgs.
231/2001, in materia di sicurezza e
salute sul lavoro, l’articolo 30 comma 1
lettera g) del D.Lgs. 81/2008 evidenzia
l’importanza della acquisizione della
documentazione e delle certificazioni
obbligatorie per legge.
Quindi, anche in virtù di tale indicazione,
ma non solo, si evidenzia come il
datore di lavoro sia tenuto ad acquisire
la corretta (dovuta) documentazione
delle macchine, e nel caso che stiamo
esaminando, un manuale che abbia
i contenuti previsti. In caso contrario
sarebbe negligente, e se la macchina
risultasse causa di un infortunio si
potrebbe ipotizzare un nesso causale
fra la scarsa qualità del manuale e
l’evento lesivo. Invitiamo a ripercorrere
alcuni degli esempi fatti quando si
commentavano le varie prescrizioni
della direttiva secondo questa chiave
di lettura; precisiamo anche che la
responsabilità eventuale del datore di
lavoro non esclude in alcun modo la
responsabilità evidente del fabbricante
che accompagna la macchina con un
manuale non conforme: un manuale non
conforme è del tutto equivalente a una
protezione non conforme.
Quindi il primo punto per chi acquista
la macchina è la verifica della
completezza e correttezza formale della
documentazione (incluso il manuale
che diventa un elemento essenziale).
Chiariamo comunque che questa non
può ancora sostituire una analisi tecnica
attenta, sebbene non eccessivamente
approfondita, della macchina in quanto
tale e dei modi di lavoro che la medesima
di fatto impone per la sua propria
conformazione.
A cura di Angiolino Guzzo
Gita di Primavera
O
rganizzata da CNA Pensionati
Regionale si è svolta l’annuale
gita di primavera che è diventata,
ormai, una consuetudine e un piacevole
appuntamento.
Lo scopo di questo appuntamento è
duplice: riunire la base associativa e farle
rivivere momenti di aggregazione utili
soprattutto alla crescita e sviluppo della
nostra Associazione.
Ne è la prova questa circostanza che
ha visto i pensionati scoprire le bellezze
artistiche del Santuario di Vicoforte vicino
a Mondovì.
Nella foto, infatti, i pensionati di Biella,
Novara e Vercelli sono davanti al
Santuario di Vicoforte, presso il quale
si è svolta l’annuale gita primaverile di
quest’anno.
La visita guidata del Santuario, ha fatto
conoscere approfonditamente le opere
d’arte e la storia del luogo lasciando
ammirati quanti hanno potuto ammirare
simili bellezze artistiche.
La giornata è proseguita con la visita
al centro storico della città di Mondovì
e con il pranzo sociale presso un noto
ristorante di Margarita, piccolo centro del
cuneese.
Al fianco del pensionato. Sempre.
U
n importante servizio di
assistenza per i pensionati CNA.
Chiamando il numero
telefonico gratuito 8001020 66 ogni
pensionato Cna in possesso della
tessera associativa entra in un circuito
di assistenza per servizi specializzati
molto utili.
A disposizione degli associati ci sono,
24 ore su 24: 18 medici; 24 operatori
telefonici in gradi di fornire consulenza
specifica su vari problemi.
Le informazioni telefoniche che è
possibile avere tramite questo numero
telefonico gratuito riguardano: assistenza
sanitaria; assistenza alla persona; e in
caso di furto, scippo o rapina, l’invio di
un medico o infermiere o fisioterapista e
18
il rientro anticipato nel caso in cui il furto
o lo scippo è stato perpetrato in luogo
diverso dall’abitazione del pensionato.
Inoltre è possibile usufruire di una
segreteria personale per: l’inoltro di un
fax; la conferma di prenotazioni; l’inoltro
di e-mail; il recapito di messaggi urgenti;
la ricerca di numeri telefonici, di esercizi
commerciali o quant’altro potrebbe
interessare il pensionato.
Per poter essere “accolti” dall’operatore
telefonico che risponde bisognerà
farsi riconoscere quale associato a
Cna pensionati attraverso il numero di
matricola inciso sulla tessera personale.
A cura di Cristina Carlevaro
Contributi da riscatto, ricongiunzione e rendita
vitalizia INPS: nuove modalità di pagamento
C
on decorrenza 31 maggio
2010, coloro che hanno in
corso pratiche di riscatto,
ricongiunzione e rendite vitalizie Inps
possono usufruire di una nuova modalità
di pagamento: il servizio RID tramite
l’istituto bancario di cui sono correntisti.
In questo modo gli interessati non
saranno più costretti a recarsi
mensilmente presso gli uffici postali per
effettuare direttamente il pagamento, con
il rischio di dimenticarsi delle scadenze
e le conseguenze che potrebbero
compromettere il buon esito della pratica.
L’Istituto ha provveduto ad inviare,
ai potenziali fruitori del servizio, una
comunicazione esplicativa; dall’invio
sono stati esclusi coloro che sono in
prossimità del termine del piano di
ammortamento (4 rate).
La richiesta di autorizzazione va
presentata esclusivamente al proprio
istituto di credito, non all’Inps.
Dal momento in cui il servizio Rid verrà
attivato, non si dovranno più utilizzare
bollettini postali eventualmente ancora in
possesso.
All’inizio di ogni anno successivo a quello
di autorizzazione, l’Inps invierà una
comunicazione riguardante gli importi
dovuti per anno solare ed il totale degli
importi versati nell’anno precedente
(utilissima al momento della dichiarazione
dei redditi).
Naturalmente il servizio di cui stiamo
trattando può essere revocato in
qualunque momento, sempre a mezzo
di comunicazione all’istituto di credito;
in questo caso si dovrà dare immediata
comunicazione all’Inps affinché provveda
all’emissione di nuovi bollettini.
Campagna estratto conto e cud
previdenziale INPS
C
on l’intento di procedere ad una
progressiva informatizzazione
dei propri servizi amministrativi
di varia natura, l’Inps ha iniziato ad
inviare dallo scorso mese di maggio
ai propri assicurati, parte di un codice
PIN con il quale – dopo aver richiesto il
codice completo – potranno visualizzare
il proprio estratto contributivo ed i dati
relativi al Cud.
In prima istanza saranno coinvolti i
lavoratori con almeno un rapporto di
lavoro tra il 1° gennaio 2005 ed il 31
dicembre 2009, gli iscritti all’AGO che
compiono l’età pensionabile nel 2010
o nel 2011, gli iscritti alla Gestione
Separata e gli iscritti al Fondo Clero.
Copia cartacea dell’estratto contributivo
20
verrà inviata ai soli iscritti del Fondo
Clero, perché sono gli unici a non aver
mai ricevuto tale documentazione.
Agli assicurati che compiranno l’età
pensionabile tra il 2010 ed il 2011 – circa
200.000 persone – verrà inviata una
comunicazione con la quale saranno
invitati a verificare il possesso dei
requisiti indispensabili per accedere al
pensionamento.
Questa operazione, importante per tutti
gli assicurati, riveste importanza ancora
maggiore per coloro che sono iscritti alla
Gestione Separata, per i quali si rilevano
spesso omissioni contributive.
A cura di Alberto Casazza
Fondo di garanzia per il Microcredito
L
a Regione Piemonte si è dotata,
con l’articolo 8 della legge
regionale 12/04 come sostituito
dall’articolo 33 della legge regionale
30/09, di uno specifico strumento
agevolativo per favorire l’accesso al
microcredito a favore di soggetti che
non sono in grado di realizzare le loro
idee imprenditoriali o i loro progetti di
autoimpiego perché non dispongono
di capacità di garanzia propria e non
sono comunque in grado di far ricorso
autonomamente al credito bancario
ordinario, i cosidetti “soggetti non
bancabili”.
II Fondo di garanzia, già costituito
presso Finpiemonte con deliberazione
approvata dalla Giunta regionale in data
21.12.2009, sarà utilizzato per prestare
garanzie fideiussorie agli Istituti di credito
convenzionati sui finanziamenti erogati a
favore di imprese di nuova costituzione
in forma giuridica di società di persone,
società cooperative di produzione lavoro,
incluse le società cooperative sociali, e
ditte individuali e di soggetti titolari di
Partita IVA nella fase di avvio dell’attività.
Un’attività di accompagnamento al
microcredito a favore dei “soggetti non
bancabili” sarà messa a disposizione
dalla rete di istituzioni non profit.
22
Le informazioni relative alla gestione
del Fondo di garanzia, le modalità e
le procedure per la presentazione e
l’esame delle domande saranno rese
note non appena sarà sottoscritta la
convenzione con Finpiemonte, tenuto
conto che da quella data sarà possibile la
presentazione delle domande.
Si presume l’operatività del Fondo di
garanzia per il microcredito non prima del
mese di giugno 2010.
Criteri generali:
a) la Finpiemonte S.p.A. utilizza il Fondo
di garanzia, già costituito ai sensi
dell’articolo 8 della legge regionale
12/2004, come sostituito dall’art. 33 della
legge regionale 30/2009 per prestare
garanzie fideiussorie agli Istituti di credito
convenzionati sui finanziamenti erogati a
favore di imprese di nuova costituzione
in forma giuridica di società di persone,
società cooperative di produzione lavoro,
incluse le società cooperative sociali e
ditte individuali e di soggetti titolari di
Partita IVA nella fase di avvio dell’attività;
b) I lavoratori autonomi devono essere
“soggetti non bancabili” e le imprese
devono essere interamente formate da
“soggetti non bancabili”, soggetti che
non dispongono di capacità di garanzia
propria e non sono comunque in grado
di far ricorso autonomamente al credito
bancario ordinario;
c) il limite massimo di finanziamento è
pari a 25.000,00 euro ed il limite minimo
è di 3.000,00 euro e sarà garantito
all’80% dal Fondo di garanzia predetto a
costo zero. Il fondo opera come garanzia
“sostitutiva”, per cui gli Istituti di credito
non potranno richiedere ulteriori garanzie
al soggetto beneficiario;
d) Il finanziamento deve essere
rimborsato, a rate mensili, all’Istituto di
credito nel termine massimo di 48 mesi
(di cui 6 mesi di preammortamento)
per i finanziamenti di importo pari od
inferiore a 10.000,00 euro e nel termine
massimo di 72 mesi (di cui 12 mesi di
preammortamento) per i finanziamenti di
importo superiore e comunque entro il
limite massimo 25.000,00 euro. Durante
la fase di ammortamento è possibile una
nuova richiesta di finanziamento entro il
limite massimo complessivo di 25.000,00
euro;
e) sono ammissibili le spese sostenute
dalla data di costituzione dell’impresa
(dalla data di attribuzione della Partita IVA
per le imprese individuali e per i lavoratori
autonomi) fino a 24 mesi dall’erogazione
del finanziamento; non sono ritenute
ammissibili i beni acquisiti o da acquisire
mediante contratto di locazione
finanziaria e le spese per l’utilizzo di un
marchio in franchising.
N ot i z i a r i o
A cura di Alberto Casazza
Legge Regionale 34/2008 - Norme per la promozione
La domanda di contributo a fondo perduto
deve essere finalizzata al conseguimento di
uno o più tra i seguenti obiettivi:
- copertura delle spese generali di
avviamento e delle spese di assistenza
tecnica-gestionale connesse all’avvio
dell’attività;
- formazione professionale e manageriale.
Spese Ammissibili
Sono considerati ammissibili di
finanziamento le spese per i seguenti
investimenti produttivi:
a) acquisto di macchinari e/o automezzi
connessi e strumentali all’attività (è escluso
l’acquisto di veicoli per il trasporto di merci
su strada da parte di soggetti beneficiari
che effettuano trasporto di merci su strada
per conto terzi);
b) opere murarie, impianti elettrici, idraulici,
ristrutturazioni in genere, impianti tecnici
nonché spese di progettazione;
c) acquisto di arredi strumentali;
d) acquisto di attrezzature e/o
apparecchiature informatiche e relativi
programmi applicativi;
Non sono ritenuti ammissibili i beni usati,
ad eccezione di quelli inseriti in atto di
cessione di azienda escluso l’avviamento
commerciale.
Non sono ritenuti ammissibili i beni
acquisiti o da acquisire in leasing, gli
investimenti autofatturati.
Sono considerate ammissibili a contributo
a fondo perduto le seguenti spese:
a) contratti per l’effettuazione dei
collegamenti ai servizi necessari per l’avvio
dell’attività (esclusi i canoni);
b) promozione e pubblicità (compresa la
realizzazione del logo);
c) parcelle per prestazione professionale
di consulenza o di collaborazione, per la
stesura del progetto allegato alla domanda;
d) eventuali canoni di affitto (con contratto
registrato secondo la vigente normativa)
per l’immobile sede dell’attività;
e) assistenza tecnica e gestionale (spese
per la prestazione di servizi); sono escluse
le spese finanziate con le agevolazioni
previste dall’allegato “C”;
f) corsi esterni di formazione professionale
e manageriale.
Oggetto delle agevolazioni
ed effetti della priorità
L’intervento agevolativo si concretizza nella
concessione di un finanziamento a tasso
agevolato per gli obiettivi di cui alle lettere
a) e b) del precedente paragrafo e di un
contributo a fondo perduto per gli obiettivi
di cui alle lettere c) e d) del medesimo.
Il finanziamento copre fino al 100%
degli investimenti e delle spese ritenuti
ammissibili e viene erogato con le seguenti
modalità:
a) ambiti prioritari d’intervento:
- 60% fondi regionali a tasso zero;
- 40% fondi bancari a tasso
convenzionato
b) ambiti non prioritari:
- 50% fondi regionali a tasso zero;
- 50% fondi bancari a tasso
convenzionato.
Il contributo a fondo perduto viene
concesso nella misura del 40% della
spesa riconosciuta ammissibile (IVA
esclusa), importo minimo di Euro 4.000,00
a fronte di una spesa ammissibile minima
di Euro 10.000,00 e importo massimo
di Euro 12.000,00 a fronte di una spesa
ammissibile massima di Euro 30.000,00.
Si stanno organizzando gli Uffici presso
le Amministrazioni provinciali dove si
presenteranno le domande. Uffici che
gestiranno anche l’istruttoria amministrativa
delle medesime.
Le informazioni relative alla gestione delle
nuove misure, le modalità e le procedure
per la presentazione e l’esame delle
domande saranno rese note non appena
sarà sottoscritta la convenzione con
Finpiemonte, tenuto conto che da quella
data sarà possibile la presentazione delle
stesse.
Si presume l’operatività delle Misure
non prima del mese di giugno 2010.
23
Fondo di garanzia per il microcredito - Legge Regionale 34/2008
L
o scorso 16 novembre 2009, la
Giunta regionale ha approvato la
legge regionale 34/2008.
L’ Allegato “B” al provvedimento riguarda
interventi per la nascita e lo sviluppo
del “lavoro autonomo”, intendendo per
lavoratori autonomi i titolari di Partita IVA
in tutti i settori merceologici e professionali
compresi quelli privi di Albo o ordine
professionale.
Beneficiari
Possono presentare domanda di
agevolazione le imprese individuali, le
società di persone e le società di capitali (di
seguito indicati come soggetti beneficiari)
nella cui composizione siano presenti
soggetti appartenenti ad almeno una delle
categorie sottoelencate:
a) soggetti inoccupati e disoccupati in
cerca di occupazione;
b) soggetti sottoposti a misure restrittive
della libertà personale;
c) soggetti occupati con contratti di lavoro
che prevedono prestazioni discontinue,
con orario e reddito ridotto;
d) soggetti occupati a rischio di
disoccupazione;
e) soggetti che intendono intraprendere
un’attività di autoimpiego.
Obiettivi
La domanda di finanziamento a tasso
agevolato, di importo complessivo degli
investimenti non inferiore a euro 10.000,00
(IVA esclusa), deve essere finalizzata
al conseguimento di uno tra i seguenti
obiettivi, riguardante un progetto di
immediata cantierabilità:
a) realizzazione di investimenti in
macchinari, attrezzature, arredi, automezzi
(è escluso l’acquisto di veicoli per il
trasporto di merci su strada da parte di
soggetti beneficiari operanti nel settore del
trasporto su strada per conto terzi);
b) attivazione e adeguamento dei locali
e degli impianti tecnici necessari per
l’esercizio delle attività.
Tutti gli investimenti devono essere
collocati sul territorio regionale.
La domanda di contributo a fondo perduto
deve prevedere un importo complessivo
delle spese non inferiore ad Euro 10.000,00
e non superiore ad Euro 30.000,00. Il
contributo viene calcolato in ragione del
40% della spesa ritenuta ammissibile e
dunque avrà un importo minimo di Euro
4.000,00 ed un importo massimo di Euro
12.000,00.
CNA Biella
dell’occupazione, della qualità, della sicurezza e regolarità del lavoro
convenzione
Accordo UGF
Divisione Unipol / CNA
Polizza della responsabilità civile dell’impresa artigiana:
> Sconto 15% sulla tariffa RCT
Polizza responsabilità civile dell’auto:
> Sconto 20% sulla tariffa RCA
> Sconto 50% sulla tariffa incendio e furto
Unipol per gli associati CNA oltre allo sconto per tutti i nuovi clienti che
installeranno UNIBOX propone un ulteriore sconto del 5%, derivante dalla
Convenzione nazionale CNA-UNIPOL.
Informazioni:
Unipol Assicurazioni Agenzia Generale di Biella
via Gramsci, 9 - 13900 Biella
tel. 015 23774 - 015 23789 / fax 015 23060
Notizie dalle Unioni
FITA CNA
Autotrasportatori
È
stato posticipato al 4 dicembre
2011 il termine, in precedenza
fissato al 17 agosto di quest’anno
del Decreto Ministeriale 161/2005,
entro il quale le imprese di trasporto su
strada di cose per conto terzi dovranno
adeguarsi ai requisiti per l’acceso
alla professione di trasportatore. Tale
proroga era fortemente attesa dagli
operatori economici del settore anche
in considerazione della necessità,
intervenuta nel frattempo, di uniformare
la normativa nazionale a quella europea.
CNA Biella, che vanta già al suo attivo,
numerosi corsi che hanno portato
al conseguimento del requisito oltre
ottanta autotrasportatori, organizzerà
immediatamente dopo l’estate un
corso per l’ottenimento dell’abilitazione
necessaria all’iscrizione dell’Albo
BIELLA: Corso Europa n° 27/A
S.S. Trossi - Tel. 015.25.43.148
degli Autotrasportatori di merci conto
terzi. Sono ancora molte infatti, le
imprese sprovviste del requisito più
importante per la regolare continuazione
della loro attività, ovvero l’Idoneità
Professionale prevista dalla Legge
395/2000, che riguarda ogni iscritto
all’Albo Nazionale dal 1978 ad oggi. La
mancanza di tale requisito comporta la
cancellazione automatica dall’Albo degli
Autotrasportatori.
CNA Installazione
Con la circolare numero 5158 del
26/03/2010, il Dipartimento dei Vigili del
Fuoco presso il Ministero dell’Interno ha
emanato le linee guida per l’installazione
degli impianti fotovoltaici nelle attività
soggette al controllo dei Vigili del Fuoco
ai fini del rilascio del certificato di
prevenzione incendi (CPI). In particolare,
si segnala che:
- queste linee guida si applicano ai
fotovoltaici con tensione in corrente
continua inferiore a 1.500 V;
- se l’installazione dell’impianto non
modifica il rischio incendio, non è
necessario richiedere un nuovo parere di
conformità;
- se l’installazione avviene in attività
soggette ai controlli dei VVFF per il
rilascio del certificato di prevenzione
incendi (CPI), i fotovoltaici devono essere
eseguiti rispettando le norme CEI. Inoltre,
per il rilascio del CPI, è necessario
presentare copia del certificato di
collaudo dell’impianto rilasciato ai sensi
del D.M. 19/2/2007, che stabilisce i criteri
e le modalità per la produzione di energia
elettrica da impianti solari fotovoltaici.
Se installati in attività non soggette a
questi controlli, devono essere rispettati i
requisiti previsti dalla Legge n.186/ 1968
e dal D.M. n. 37/ 2008.
CNA Biella
N ot i z i a r i o
A cura di Elena Ferrero
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25
A cura di Elena Ferrero
Cubi in movimento:
il Biellese fa squadra
15
Produttori, 15 Artigiani
e 15 Artisti, si sono
riuniti, insieme agli atleti
dell’Angelico Palalcanestro Biella,
per promuovere l’identità produttiva,
paesaggistica e culturale del territorio.
Cittadellarte-Fondazione Pistoletto
& Angelico Pallacanestro Biella in
collaborazione con la CNA di Biella, il
supporto e il contributo della Camera
di Commercio, ed il prezioso intervento
di alcune aziende del progetto “Cubi in
26
Movimento-Ambasciata del Territorio
Biellese”, (Caseificio Pier Lugi Rosso,
Jeantet, Lauretana e Liquorificio Rapa
Giovanni), hanno realizzato un prestigioso
accordo di partnership per l’esposizione
di alcuni cubi, rappresentativi di
eccellenze produttive biellesi, all’interno
del Biella Forum, in occasione delle
partite casalinghe dell’Angelico.
I cubi rappresentano un sistema
espositivo modulare, flessibile, mobile
e componibile, una vetrina showroom
permanente che garantisce la visibilità
di tutti gli attori interessati. Progettati
dagli artisti di Cittadellarte e realizzati
dalla maestria di aziende artigiane,
vogliono essere una presentazione
innovativa della produzione tipica del
territorio, un ambasciata, attraverso la
quale portare il territorio nel mondo.
Il Biellese vuole in questo modo
mostrare la vitalità del suo tessuto
socio economico e culturale e si apre
come uno scrigno a una nuova forma
di turismo che comprende cultura,
paesaggio e industria, in un ricco
sistema di valori.
In occasione del Salone del Mobile
di Milano inoltre, alcuni cubi, sono
stati invitati al “Fuori Salone 2010”,
settimana del design milanese,
durante la quale le strade cittadine
si sono animate attraverso creazioni
divertenti e provocatorie di artisti
italiani ed internazionali. Per tutta
la durata della manifestazione,
sono stati presentati al pubblico tre
nuovi cubi, rappresentativi di alcuni
degli elementi del nostro territorio,
montagna, riso ed imprenditorialità,
realizzati rispettivamente dall’Officina
Meccanica Brovetto, Officina
Meccanica D’Amelio e da Sergio
Morello.
www.cubiinmovimento.com
Impianti a gas
L
a nostra Associazione, per favorire
la corretta applicazione del D.M.
37/08 (ex-Legge 46/90) e della
normativa tecnica ad essa relativa,
nonché una corretta compilazione
della Dichiarazione di conformità, ha
organizzato, nelle giornate del 23 e
24 Aprile un corso di formazione e
aggiornamento specifico per il settore
degli “impianti a gas”, avvalendosi
del contributo di tecnici dell’UNI (Ente
Nazionale Italiano di Certificazione). In
Italia la sicurezza di oltre 26 milioni di
utenze domestiche che fanno uso di gas
combustibili per il riscaldamento, per
la produzione di acqua calda sanitaria
e per la cottura dei cibi si fonda - oltre
che su un corretto uso e un’adeguata
manutenzione degli impianti - sulle
norme tecniche UNI di progettazione e
installazione, richiamate e raccomandate
dalla legislazione vigente. Per aumentare
la sicurezza degli impianti, UNI ha
ritenuto necessario aggiornare la
norma base per gli impianti domestici
alimentati a gas, a questo proposito
è stata elaborata, una nuova edizione
profondamente rinnovata della UNI 7129,
che tiene conto di tutti gli aggiornamenti
tecnologici, prevedendo anche nuove
soluzioni di installazione. Il corso,
realizzato con il patrocinio e il contributo
del Ministero dello Sviluppo Economico
ha riscosso un notevole interesse ed ha
visto una notevole partecipazione delle
imprese del settore. L’utile momento di
confronto con i tecnici CIG (Comitato
Italiano Gas), ha permesso inoltre
agli operatori del settore di ottenere
risposte pratiche ed immediate, oltre che
chiarimenti ed interpretazioni oggettive
della norma stessa.
Questi gli argomenti trattati:
D.M. 37/08 (ex-Legge 46/90): il quadro
normativo, soggetti coinvolti e relativi
compiti e responsabilità, la marcatura dei
prodotti, lo scenario professionale nel
contesto dell’attuale situazione di regole
europee e sovranazionali;
Normativa tecnica: il panorama generale
della normativa tecnica, novità recenti
e proiezioni future a breve termine,
i contributi degli operatori di settore
nel contesto delle nuove procedure e
strategie UNI;
Dichiarazione di conformità
degli impianti: considerazioni e
approfondimenti;
Impianti a gas: l’edizione ottobre 2008
della norma UNI 7129 “Impianti a gas
per uso domestico e similari alimentati
da rete di distribuzione - Progettazione e
installazione”:
Parte 1: Impianto interno.
Parte 2: Installazione degli apparecchi di
utilizzazione, ventilazione e aerazione dei
locali di installazione.
Parte 3: Sistemi di evacuazione dei
prodotti della combustione.
Parte 4: Messa in servizio degli impianti/
apparecchi.
Al termine delle due giornate ai
partecipanti è stata distribuita un’utile e
dettagliata raccolta legislativa.
27
Cubi in movimento - Impianti a gas, corso di formazione con UNI
CNA Biella
Corso di formazione in collaborazione con UNI
N ot i z i a r i o
A cura di Elena Ferrero
“È tempo di Donne. Conciliare carriera e famiglia, un futuro possibile”
foto Trevisan
letture di Roberta Correale: Anna Casale,
imprenditrice e presidente del Gruppo
Donne Piemonte, dopo aver raccontato
una divertente storiella in cui per un
giorno si invertono magicamente i ruoli
di uomo e donna, ha ricordato che «il
primo luogo delle pari opportunità è la
famiglia»; Cinzia Cattelan, lavoratrice
dipendente, invece ha concentrato
l’attenzione sulla mancanza di strutture
adeguate per poter gestire serenamente
vita lavorativa e aspetti famigliari; la
vicepresidente di Cna Impresa Donna di
Biella, Dea Martinotti ha voluto spronare
le donne a dar seguito al loro spirito
imprenditoriale, a non abbandonare
mai le proprie aspirazioni; la dottoressa
Elisabetta Favettini, raccontando una
vita piena di impegni, ma allo stesso
tempo di attenzioni per la famiglia, ha
puntato lo sguardo sull’aspetto della
salute, questione di primaria importanza,
a prescindere dal ceto sociale e dal livello
culturale, poiché «per tutti è necessario
prendersi il tempo per se stessi»; alla
domanda «ancora per le donne è difficile
il salto professionale che avviene per gli
uomini tra i 35 e 40 anni?», dipendente
alla Cna di Biella, Elena Ferrero risponde
che ci sono ancora molti ostacoli da
superare, ma la sua esperienza personale
è assolutamente positiva perché ha avuto
la possibilità di prendersi cura di una
figlia piccola, non rinunciando alla propria
carriera lavorativa.
Malgrado migliori risultati negli studi,
le ragazze italiane hanno maggiore
difficoltà ad accedere a un lavoro
retribuito e duraturo e la situazione
famigliare influenza ancora il tasso di
occupazione: basti pensare che per
donne single dai 25 a 34 anni il tasso
di occupazione è 80%, simile a quello
degli uomini nella stessa fascia di età,
mentre la percentuale scende al 43
nel caso di donne in coppia con figli
(mentre per gli uomini della stessa età
e tipologia famigliare sale al 92%).
Il trattato di Lisbona ha posto come
obiettivo il raggiungimento del 60% per
quanto riguarda l’occupazione femminile
entro il 2010, ma l’Italia non è riuscita
a raggiungerlo, mentre Biella (nona
provincia in Italia) ce l’ha fatta nel 2008.
A livello nazionale però, il traguardo è
lontano, trovandosi il nostro Paese a
meno del 48% (solo Malta, tra i Paesi
europei, è inferiore). Paesi con i quali
tendiamo a misurarci, per contesti sociopolitici simili, come la Grecia, il Portogallo
e la Spagna, ci hanno superato grazie a
manovre politiche intelligenti a sostegno
dell’occupazione femminile.
Psicologa e madre di tre gemelli,
Manuela Cuccuru ha sottolineato
l’importanza dell’asilo nido come
29
CNA Impresa Donna a Palazzo Boglietti
D
omenica 21 marzo, Cna
Impresa Donna ha dedicato alle
famiglie, alle donne imprenditrici
e lavoratrici e ai loro compagni
una mattinata in cui si è parlato di
conciliazione, argomento sempre più
attuale e determinante dal punto di vista
sociale.
Maggiore equilibrio tra vita lavorativa e
impegni famigliari, una questione che
non riguarda più soltanto l’universo
femminile, ma la società intera, uomini
e organizzazioni, poiché la quotidianità
è scandita da molti doveri, ma anche
da necessità e bisogni. Il tema centrale
dell’incontro organizzato da Cna Impresa
Donna di Biella ormai coinvolge il sistema
sociale tutto e, per quelle strutture che
puntano al miglioramento delle condizioni
lavorative e non, è sempre di più un
fattore culturale imprescindibile. Le
politiche di conciliazione diventano così
una priorità sociale, il cuore pulsante di
un nuovo modo di pensare il Welfare.
Molti sono stati gli interventi di donne
che hanno voluto raccontare le loro
esperienze personali, coordinate da
Valentina Ottino de Il Mercato dei Sogni,
associazione culturale di Biella che ha
curato la componente artistica e creativa
dell’evento, e intervallate dalle piacevoli
CNA Biella
Incontro con Cna Impresa Donna a Palazzo Boglietti
N ot i z i a r i o
A cura di Matteo Buranello
luogo della prima socializzazione del
bambino; secondo Manuela Micheletti,
responsabile delle relazioni esterne del
Fondo Edo Tempia, la conciliazione
passa necessariamente attraverso
la flessibilità dell’orario di lavoro e
l’elasticità del contesto; c’è ancora
una grossa discrepanza tra laureate e
lavoratrici, «le donne devono ritagliarsi
il proprio posto, non necessariamente
per raggiungere obiettivi di carriera, ma
per dimostrare che credono in quello
che fanno con passione, perseveranza
e tenacia» - ha dichiarato l’ex sindaco
di Candelo, Mariella Biollino, oggi
assessore alle Pari Opportunità della
provincia di Biella, e nonna; le difficoltà
nel nostro Paese non si esauriscono con
l’imprenditoria o il lavoro dipendente, ma,
come ha ricordato l’insegnante Monica
Maruca, anche nel settore pubblico le
cose non vanno meglio e senza una
grande famiglia alle spalle è difficile
essere madri e al contempo poter fare
gavetta professionale; mentre Vanna
Milani, assessore alle Pari Opportunità
del comune di Biella, ha posto
maggiormente l’attenzione sugli aspetti
culturali e ambientali che ancora fanno
dell’Italia uno dei fanalini di coda in tema
di conciliazione.
Per andare in profondità nelle questioni
emerse dalle storie di vita vissuta, sono
seguiti tre interventi conclusivi, curati da
Gloria Missaggia, consigliera di parità
supplente alla provincia di Biella, Paola
Merlino, esperta di pari opportunità, e
30
Laura Pianta, coordinatrice regionale di
Cna Impresa Donna.
«La consigliera di parità – ha spiegato
Gloria Missaggia – è uno strumento
di tutela e promozione delle pari
opportunità. Conciliare carriera e famiglia
è ancora complicato; la nascita dei
figli resta sempre un momento critico
per il mantenimento del lavoro. Sono
necessarie strutture e strumenti legislativi
che rappresentino degli aiuti concreti,
che vadano incontro alle esigenze delle
donne che lavorano e che sostengano un
cambiamento culturale».
«Bisogna riconoscere – ha affermato
Paola Merlino – il valore delle donne:
il 70% della ricchezza mondiale è
prodotta dalle donne; si laureano con
migliori voti; durante i momenti di crisi,
lavorano e si mettono in gioco; ogni
qualvolta le aziende hanno creato
equilibrio al loro interno, hanno vinto in
termini gestionali ed economici. Vanno
sostenute le reti famigliari, in un’ottica di
sistema di conciliazione come strumento
per la legittimazione sociale e per
l’autorealizzazione».
Con un discorso molto acceso
e coinvolgente, Laura Pianta ha
evidenziato che «questo Paese non
necessariamente superare. Vogliamo
che tutti vedano il nostro impegno e la
nostra passione e che le nostre emozioni
diventino per il territorio uno spunto
di riflessione. Il nostro – ha concluso
Fulvia Zapellone – è un gruppo forte e
coeso, un punto di riferimento per tutte le
imprenditrici e le aspiranti imprenditrici,
una “struttura di genere”, a sostegno
dell’imprenditorialità femminile». Il
gruppo ha infine raccolto il meritato
applauso di un pubblico numeroso e i
complimenti di Claudio Capellaro Siletti,
presidente della Cna di Biella.
A cura di Luca Guzzo e Paolo Mander
“Rete Imprese Italia”,
un’unica voce per 2 milioni di imprese
È
nato il nuovo organismo di
rappresentanza che riunisce
per la prima volta artigiani,
piccole imprese e commercianti. Si
è dunque compiuto il percorso di un
progetto iniziato quattro anni fa, che
si poneva come obiettivo la creazione
di un organismo unico, capace di
rappresentare un mondo come quello
delle piccole e medie imprese che in
Italia vanta numeri considerevoli: 2 milioni
di imprese iscritte, 14 milioni di addetti
(pari al 60% della forza lavoro italiana),
800 miliardi di valore aggiunto prodotto
mediamente in un anno. Alla guida di
Rete Imprese Italia si alterneranno,
ogni sei mesi, i Presidenti delle cinque
Associazioni che hanno siglato l’accordo:
CNA, Confcommercio, Confartigianato,
Confesercenti e Casartigiani.
L’evento, presentato alla Sala Sinopoli
dell’Auditorium della
Musica di Roma, ha visto
la partecipazione dei
Segretari Generali delle
Associazioni dell’artigianato
e del commercio, oltre a
rappresentanti del Governo,
delle forze politiche, delle
maggiori istituzioni ed a
un migliaio di imprenditori
provenienti dall’intero
territorio nazionale, quali
rappresentanti delle cinque
associazioni. Il primo portavoce di Rete
Imprese Italia è Carlo Sangalli, Presidente
di Confcommercio. La neonata
Associazione, che modifica il panorama
della rappresentanza in Italia, intende
promuovere imprese che “agiscono in
rete”, si uniscono per competere, fanno
squadra e creano modernità e sistema-
Paese. Rete Imprese Italia è una rete
lanciata verso il futuro per dare, alle
piccole e medie imprese, identità e voce
comune e dunque una migliore capacità
di rappresentanza e di rappresentazione
strategica per modernizzare l’economia
e la società italiana, e quindi una nuova e
ulteriore opportunità per il nostro Paese.
31
N ot i z i a r i o
CNA Impresa Donna a Palazzo Boglietti - Rete Impresa Italia
investe nella scuola e nella flessibilità.
In questa società sufficientemente ostile
alle donne, il lavoro non è un’opportunità
per tutti, ma soltanto per alcuni. Le
donne devono assolutamente evitare
il senso di colpa poiché la carriera è il
giusto e legittimo conseguimento del
successo nelle proprie aspirazioni.
La Cna di Biella – ha poi concluso – è
un’associazione che osa molto e mi
impegnerò perché venga a presentare
il progetto di flessibilità che ha con
successo attivato di fronte a tutte le
associazioni provinciali».
Per i saluti finali e per presentare tutto
il gruppo di Cna Impresa Donna, dalla
platea è arrivata la presidente Fulvia
Zapellone: «la conciliazione non è
nulla senza la condivisione e non è
un argomento che riguarda le sole
donne. Questo incontro è stato per noi
importante perché anche gli uomini,
nostri mariti, nostri compagni nella
vita, nostri colleghi sul posto di lavoro,
comprendano appieno il significato
dell’essere donne, madri, imprenditrici
e lavoratrici, in un contesto culturale
e sociale in cui esistono ancora
scogli e pregiudizi che si devono
CNA Biella
foto Trevisan
N ot i z i a r i o
A cura di Luca Guzzo
Q
uest’anno il teatro della sfida
tra “rossi e azzurri” è stato lo
splendido campo di calcio del
Vandorno, che sabato 29 maggio ha
regalato spettacolo tra due formazioni
ridotte nel numero ma non certamente
nell’agonismo! Sotto la ormai tradizionale
condotta arbitrale del duo RonzaniZucconelli, la squadra dei rossi è partita
di gran carriera ed in poco più di 15
minuti era già in vantaggio per due reti
a zero. La superiorità continuava per
tutto il primo tempo che si chiudeva
con un perentorio quattro a uno per la
squadra capitanata da Romanelli, grazie
alle ottime giocate dei vari Amoruso,
Devivo e Capellaro e alla vera e propria
diga in difesa orchestrata da Acquadro.
Nella ripresa però, grazie soprattutto
all’innesto di Remorini tra le fila degli
azzurri, la musica cambiava, tanto che a
metà del secondo tempo, grazie anche
ad un goal di astuzia di Guzzo Senior
(giusto per non confonderlo con Guzzo
Junior, nettamente più veloce in campo),
gli azzurri si portavano sul sei a cinque
e in più di un’occasione sfioravano il
pareggio. L’assalto finale si infrangeva
però sulle vere e proprie barricate erette
da Acquadro, Devivo e Romanelli che
non solo reggevano i continui attacchi
degli azzurri, ma recuperato palla
lanciavano il micidiale contropiede che i
due Amoruso e Capellaro sfruttavano al
meglio e proprio nel finale segnavano il
punto del Ko, fissando il risultato finale
sul sette a cinque. Tutti i giocatori hanno
salutato con sollievo il triplice fischio
finale degli arbitri che ha messo così la
parola fine ad una contesa di oltre un’ora,
senza esclusione di colpi ma sempre
condotta con ampio spirito cavalleresco.
E ovviamente i giocatori si sono dati
appuntamento all’anno prossimo…
Molto più numerosa è stata la
partecipazione alla cena successiva al
circolo, nel ristorante “Al Martin Sec” che
è stato poi teatro della premiazione finale
di tutti i giocatori e dei numerosi bambini
e della consegna dei trofei alle squadre
partecipanti.
33
C °N At r oa f eE oC Od Li I cF aE l c2 i 0o 0 9d e i G i o v a n i I m p r e n d i t o r i
6
CNA Biella
Ai “rossi” il 6° Trofeo di calcio
dei Giovani Imprenditori
A cura di Matteo Buranello
Signore e signori, vi presento un artigiano
C
elestino Ferroni è un ragazzo di
settant’anni, creativo, ingegnoso
e appassionato del suo lavoro. La
sua azienda di Pray, l’Aerotermica S. A. B.,
fu avviata nel 1968, dopo che Celestino
si dedicò ai mestieri più diversi dall’età di
quattordici anni: iniziò come elettrauto, poi
tornitore presso Gaudino a Cossato, poi nel
1957 meccanico alla Omli di Valle Mosso e
due anni dopo acquistò il distributore Agip
che si trova ancora oggi all’ingresso del
paese.
Inizialmente l’azienda si occupava
principalmente di caldaie e bruciatori
verticali a gasolio e fu due anni più tardi,
nel 1970 che Celestino decise di iniziare
la produzione di generatori di aria calda,
di tutti i tipi di impianti di condizionamento
per privati e industrie, aggiungendo alla
denominazione sociale Servizio Assistenza
Bruciatori anche la parola Aerotermica.
«All’epoca - racconta Celestino - c’era
molta ignoranza in materia di aerotermica,
era notte fonda. Un mio conoscente che
aveva una fabbrica tessile qui vicino
mi disse di aver bisogno di riscaldare
l’ambiente tramite dei getti di aria calda,
così gli ho costruito l’intero impianto,
persino la ventola. E quello è stato il primo
che ho realizzato. Ovviamente era un po’
spartano, ma poi ne sono seguiti molti altri
e ho raggiunto velocemente un alto grado
di specializzazione. Era un settore talmente
nuovo e in crescita che persino i periti
industriali non sapevano quali materiali
erano più adatti a seconda dei vari casi. Ci
dovevamo arrangiare e lo abbiamo sempre
fatto. Ho sempre imparato da mio padre
a guardare il lavoro degli altri, a prendere
spunto e ad avere dei riferimenti, tentando
di usare la testa e di mettere dentro sempre
qualcosa di mio. Ricordo - continua
Celestino Ferroni - che un giorno venne
da me un caro amico, preoccupato perché
secondo lui il lavoro stava calando. Mi
disse che dovevamo trovare qualche cosa
di nuovo da fare. Trovai un annuncio sul
giornale in merito a una nuova macchina
per insufflare isolante acustico nei muri, e
dato che in quegli anni, alla fine degli anni
Settanta, si iniziava a parlare di isolamento
delle abitazioni, pensammo di andare a
Milano a parlare con il signore che vendeva
il prodotto. Il macchinario non era altro che
due bombole, una per lo schiumogeno
e l’altra per la resina, e una pistola per
insufflare il composto all’interno delle
pareti. Mi accorsi subito che il prodotto
era buono, ma la tecnologia rudimentale,
soprattutto perché l’operazione ci sarebbe
costata tre milioni di Lire! Così mi feci
dare sotto cauzione una pistola usata e mi
misi al lavoro per riprodurre la macchina
e costruire delle pistole più grosse e
potenti. Qualche tempo dopo, quel signore
di Milano venne a chiedermi di persona
di costruirgli impianti come quello che
eravamo riusciti a realizzare noi».
In magazzino, oltre a una quantità davvero
incredibile di materiale, accumulata in anni
e anni di lavoro, ci sono ancora quelle
pistole che il fratello Orlando aveva pulito
poco tempo prima di morire. Celestino
lo ricorda con viva commozione. «Anche
dopo la pensione non c’era modo di farlo
stare a casa: veniva qui e aveva sempre
qualche cosa da fare». E come non capire
le lacrime di Celestino? Insieme agli
attrezzi, ai pezzi di ricambio, ai materiali
e ai prodotti più disparati, tra gli scaffali,
l’ufficio e i piani di lavoro, si accumulano
i ricordi, memorie di una vita di lavoro.
Anche per questo Celestino Ferroni è
arrabbiato con il nostro Paese che ancora
rende complicata la vita agli artigiani, a chi
lavora, a chi produce.
La nostra chiacchierata e il mio giro
turistico si concludono nel vecchio ufficio
al piano di sopra; ascoltiamo una vecchia
registrazione di una sonata per chitarra
eseguita dal papà di Celestino, dal quale ha
ereditato l’amore per la musica e l’ingegno
nel mestiere. Passione per il lavoro e
creatività: signore e signori, vi presento
un artigiano.
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21° numero - CNA Biella