Cronache Costantiniane
Siciliane
Periodico semestrale
Anno II - n. 1/2
Gennaio - Dicembre 2007
Cronache Costantiniane Siciliane
Don Lucio Bonaccorsi dei Principi di Rebburdone, delegato per la Sicilia e il Comm. di Grazia Antonio di Janni, vice delegato
3
Cronache Costantiniane Siciliane
L’insurrezione del Vespro (1282)
a cura del Prof. Corrado Mirto
Il 31 marzo del 1282 Palermo insorse
contro la dominazione angioina e travolse in poche ore le strutture politiche
e militari dei dominatori. La sera stessa,
al suono di trombe e tamburi e alla luce
delle fiaccole, il popolo palermitano, riunito in assemblea, proclamò il libero
comune sotto la protezione della chiesa
ed elesse come capitano, cioè come capo politico e militare della città, Ruggero Mastrangelo.
Intanto la notizia della fortunata insurrezione di Palermo si diffondeva con
grande rapidità e spingeva all'azione.
Caccamo fu tra i primi centri ad insorgere, fra il primo ed il due aprile insorse Corleone, il cinque aprile la rivolta
vittoriosa era arrivata all'estremità
sud-orientale della Sicilia, a Modica,
Ragusa e Scicli.
Il tre aprile giunsero a Palermo tre
preoccupati ambasciatori da Corleone.
All'arrivo delle notizie degli avvenimenti di Palermo, gli abitanti di Corleone
erano insorti con successo, ma, passata
l'eccitazione della sommossa, erano
emerse motivate proccupazioni per la
prevedibile repressione di Carlo I°. E
così essi avevano deciso di chiedere aiuto all'unica forza militare antiangioina
esistente in Sicilia, a quella cioè di Palermo. Gli ambasciatori di Corleone offrirono ai Palermitani sostegno finanziario
e militare e gli stessi privilegi di cui godevano a Corleone i cittadini, cioè offrirono ai Palermitani la cittadinanza di
Corleone, e chiesero in cambio lo stesso
sostegno finanziario e militare e lo stesso trattamento di favore.
Le richieste dei Corleonesi furono accolte e così si formò la prima cellula della Communitas Siciliae, cioè della confederazione delle città siciliane.
L'insurrezione a Palermo e negli altri
centri era scoppiata improvvisa e senza
programmi per l'organizzazione politica
futura della Sicilia.
Nelle singole città la soluzione era stata
subito trovata con l'elezione di un capitano e di alcuni consiglieri; ma, per
quanto riguardava l'intera Sicilia, non si
aveva alcuna idea della forma di governo da adottare. L'esperienza storica della Sicilia era il regno; in questa occasione, però, mancava il re.
La richiesta protezione della Chiesa era
soltanto un tentativo, per altro non riuscito, di evitarne l'ostilità.
Una repubblica comprendente tutta la
Sicilia e retta da un governo centrale fornito di ampi poteri era poi una ipotesi
troppo lontana dalla comune esperienza
per potere essere presa in esame.
L'accordo fra Palerrno e Corleone diede
l'idea di una soluzione confederale che
salvasse l'unità rispettando le autonomie.
4
Cronache Costantiniane Siciliane
In realtà nella Communitas le autonomie furono rispettate, l'unità ideale della "Res publica Siculorum", cioè dello
Stato dei Siciliani, fu salvaguardata, ma
l'organismo così nato non si può portare ad esempio di funzionalità.
Fu creato un parlamento che era utile
per fare le grandi scelte politiche, ma
che non poteva affrontare velocemente
ed efficacemente i problemi pratici che
ogni giorno si presentavano e che soltanto un esecutivo, che invece non esisteva, avrebbe potuto risolvere.
Così pare giusta la tesi dello storico Michele Amari, il quale pensa che, nella
Communitas, da Palermo partivano gli
ordini, ai quali ubbidiva chi voleva.
Il ventotto aprile sotto la guida di Bartolomeo Maniscalco insorse anche Messina innalzando le insegne del comune.
Il giorno dopo fu eletto capitano della
città Baldovino Mussone. Il trenta
aprile partirono dalla città dello Stretto alla volta di Palermo dei corrieri per
comunicare che anche Messina aderiva
alla confederazione siciliana, che così
comprendeva tutta la Sicilia. I Siciliani
erano contenti della loro confederazione. Se arrivava un ordine ubbidiva chi
voleva, se veniva imposta una tassa pagava chi voleva: lo Stato siciliano sembrava la prefigurazione della "Gerusalemme celeste".
Ma non era certo questa l’organizzazione politica più adatta per sostenere
la guerra contro un nemico di gran
lunga più forte.
Quando Carlo I apprese che tutta la Sicilia era insorta fu preso da ira violenta.
Secondo due storici, contemporanei,
Bartolomeo di Neocastro e Nicolò Speciale, scaricava la tensione nervosa rodendo con i denti un bastone.
I Siciliani che si trovavano a Napoli fuggirono terrorizzati in Sicilia. Nemmeno
in quell'occasione il sovrano angioino
perdette l'abituale arroganza.
Egli affermò che l'unico danno che gli
veniva dall'insurrezione siciliana era il
breve tempo che avrebbe impiegato per
devastare l'isola, e cominciò i preparativi.
Le forze preparate per assalire l'impero
bizantino furono destinate alla Sicilia. Il
nove maggio del 1282 Carlo I scrisse al
re di Francia Filippo l'Ardito chiedendo
soccorso di uomini. In aggiunta all'esercito feudale, ai Francesi ed alla flotta del
regno, egli raccolse forze di terra dalle
città guelfe italiane, mercenari saraceni
da Lucera, navi dalla Provenza, da Genova, da Venezia, da Pisa.
In Calabria, a Catona, di fronte a Messina, il 10 giugno fu concentrata una
poderosa forza d'invasione. La Communitas Siciliae intanto cercava affannosamente appoggi esterni. Verso la
metà di aprile aveva inviato al papa
Martino IV un ambasciatore per chiedere la protezione della Chiesa. Le accoglienze che l'ambasciatore aveva ricevuto erano state scoraggianti.
Successivamente il 27 aprile fu mandato a Pietro III d'Aragona un inviato, Nicola Coppola, per chiedere aiuto. L'am5
Cronache Costantiniane Siciliane
basciatore siciliano fu accolto con simpatia, ma non ottenne nulla. Pietro III,
infatti era esitante, non aveva forze sufficienti, anzi in quel momento non ne
aveva per nulla, i maggiori esponenti
dell'esercito aragonese erano contrari ad
un intervento in Sicilia.
Nicola Coppola ritornò in patria portando soltanto gli auguri del re di Aragona. Il 24 giugno una spedizione angioina, partita da Catona, sbarcò per
devastare le campagne intorno a Milazzo, da dove arrivavano rifornimenti di
viveri a Messina; i Messinesi affrontarono i nemici con cavalieri e fanti, ma furono battuti sanguinosamente.
La sconfitta provocò le dimissioni di
Baldovino Mussone e la nomina a capitano di Alaimo da Lentini.
La scelta si rivelò presto felice ed Alaimo, energico e con grande esperienza in
campo militare, diventò l'animatore
della resistenza della città.
Dopo questi avvenimenti vi fu circa un
mese di tregua, durante la quale il nuovo capitano curò l'organizzazione della
difesa e l'addestramento delle truppe; il
25 luglio la grande armata angioina si
mosse da Catona e sbarcò nei pressi di
Messina. Essa tentò di bloccare le vie attraverso le quali i Siciliani rifornivano la
città e cominciò a devastare i dintorni.
La Communitas Siciliae reagiva come
poteva, ma non aveva i mezzi per prendere iniziative risolutive.
Attraverso i monti, forzando il blocco
angioino, inviava alla città assediata
qualche rifornimento, alla spicciolata
mandava pure truppe, aveva anche mobilitato un esercito, che si attestò a Patti, ma non andò oltre. Nè si poteva pensare, tenendo conto della sproporzione
delle forze, che l'esercito confederale affrontasse in battaglia campale sotto le
mura di Messina gli angioini.
Gli uomini così schierati si limitarono
ad esercitare una pressione psicologica
sul nemico e ad evitare che forze angioine puntassero verso occidente.
Mentre gli angioini assediavano Messina, nella prima parte di agosto del 1282
fu convocato il parlamento siciliano a
Palermo nella chiesa della Martorana,
che allora si chiamava di Santa Maria
dell'Ammiraglio.
In teoria si dovevano prendere provvedimenti per fronteggiare la grave situazione, in realtà si doveva rendere ufficiale l'offerta della Corona di Sicilia a Pietro III d'Aragona.
Vi erano stati contatti fra le varie città e
tutte si erano trovate d'accordo su questa soluzione.
Davanti a questa decisione gli "amici"
della Sicilia si sono stracciate le vesti affermando che i Siciliani avevano cacciato una dominazione straniera e ne avevano chiamato un'altra.
Vogliamo rassicurare questi "amici" informandoli del fatto che la Sicilia non si rivolgeva a Pietro III perchè voleva diventare
una provincia aragonese, ma perchè Pietro
III era il marito della loro regina. Costanza, figlia del loro ultimo re Manfredi.
6
Cronache Costantiniane Siciliane
E per maggiore conforto di questi "amici" ricordiamo che Pietro III, divenuto
re di Sicilia, si mostrò leale nei confronti dei Siciliani. Infatti non considerò la
Sicilia una provincia aggiunta al suo
Stato (cosa che fece invece nel 1860 il re
del Piemonte Vittorio Emanuele II), ma
un regno indipendente, il regno di sua
moglie, il quale temporaneamente
avrebbe avuto una unione dinastica con
l'Aragona, ma alla sua morte sarebbe
stato del tutto indipendente sotto uno
dei suoi figli, che sarebbe diventato re di
Sicilia per l'eredità della madre, mentre
un altro figlio sarebbe diventato re d'Aragona per l'eredità del padre.
E Pietro III fece anche venire in Sicilia
la moglie Costanza per farle prendere
possesso del suo regno.
Il re d'Aragona il 3 giugno del 1282 era
partito con la flotta da Porto Fangos per
una spedizione contro i musulmani nell'Africa nord-occidentale, era arrivato in Africa il 28 dello stesso mese e, dopo qualche
successo iniziale, aveva arrestato le operazioni e sembrava in posizione d'attesa.
In questa situazione vi erano stati incontri riservati fra rappresentanti della Communitas Siciliae ed il sovrano ed era stato raggiunto un accordo di massima.
Pietro III però, temendo la reazione del
papa, non voleva che si sapesse di trattative che avevano preceduto il suo intervento ed organizzò una messa in scena
per mostrare che la decisione dei Siciliani era una decisione improvvisa e legata
ad un episodio casuale.
In base agli accordi fu convocato il parlamento siciliano a Palermo, al quale
parteciparono anche i rappresentanti
messinesi, che erano riusciti a partire
dalla città assediata.
Contemporaneamente dal campo aragonese in Africa partirono ambasciatori
per chiedere al papa aiuti finanziari per
l'impresa iniziata contro i musulmani.
Gli inviati aragonesi finsero di essere costretti, per il mare agitato (evento improbabile ad agosto), a fare tappa a Palermo e, essendo liberi da impegni, andarono in giro per la città.
Avendo saputo che nella chiesa di Santa
Maria dell'Ammiraglio era riunito il
parlamento siciliano vi si recarono per
assistere allo svolgimento dei lavori.
Trovarono i rappresentanti siciliani che
discutevano preoccupati sulla situazione
di Messina e, siccome avevano simpatia
per i Siciliani ed erano buoni di cuore,
intervennero con un consiglio: Perchè
la Communitas Siciliae non si rivolgeva
per avere aiuto ad un uomo ottimo, inclito, di buoni costumi, re valoroso, marito della figlia del defunto sovrano siciliano, il quale si trovava con flotta ed
esercito a pochi giorni di navigazione
dalla Sicilia?
I rappresentanti siciliani molto si meravigliarono di non avere pensato a questa ovvia soluzione, e decisero rapidamente di
offrire la corona a Pietro III a condizione
che intervenisse con le sue truppe e che rimettesse in vigore gli ordinamenti del
buon Guglielmo, cioè di Guglielmo II.
7
Cronache Costantiniane Siciliane
Lieti per l'opera buona compiuta gli
ambasciatori aragonesi partirono per
Roma, chiesero aiuti finanziari al papa,
ed ovviamente non li ottennero.
Gli inviati siciliani intanto raggiunsero
il campo di Pietro III e gli offrirono la
Corona di Sicilia alle condizioni previste dal parlamento.
Il re d'Aragona rispose che accettava la
Corona impegnandosi ad intervenire
militarmente e a rimettere in vigore le
leggi di Guglielmo II.
In realtà i Siciliani, e a maggior ragione
Pietro III, non sapevano quale fosse
l'ordinamento che vi era nell'isola un
secolo prima durante il regno di Guglielmo II, però in Sicilia vi era il mito
della felicità esistente sotto il buon Guglielmo, ed ora essi volevano la garanzia
che quella felicità sarebbe tornata.
Il 30 agosto del 1282 le sentinelle
sulle mura di Trapani avvistarono una
nave in navigazione verso la Sicilia,
poi le navi andarono aumentando di
numero: era la flotta aragonese che
arrivava.
A Trapani le accoglienze riservate dai Siciliani al marito della loro regina furono
festose, a Palermo furono trionfali.
I Palermitani andarono ad incontrarla
sei chilometri fuori delle mura.
Quando il sovrano entrò a Palermo il
clamore della folla ed il suono delle
trombe si sentivano fino a Monreale.
Il 7 settembre del 1282 Pietro III a Palermo rinnovò la promessa di rispettare
le leggi del buon Guglielmo e fu acclamato re di Sicilia.
Finiva così la Communitas Siciliae e nasceva il Regno dell'isola di Sicilia e delle isole adiacenti.
In questa mutata situazione, alla fine di
settembre, Carlo I ordinò la ritirata all’esercito che assediava Messina.
Il 7 ottobre Pietro III entrò nella Città
dello Stretto accolto con grandi manifestazioni di giubilo e si recò nella Cattedrale a ringraziare il Signore.
8
Cronache Costantiniane Siciliane
7 gennaio 2007
Concessa la cittadinanza onoraria
al Parroco di Balestrate
Domenica 7 gennaio a Balestrate,
presso la parrocchia di S. Anna, è stata
celebrata la SS. Messa da S.E. Mons.
Salvatore Di Cristina Arcivescovo di
Monreale a ricordo del servizio pastorale di Mons. Michele Drago parroco della cittadina. Al termine della funzione
religiosa, presente una delegazione di
cavalieri costantiniano, l’Arcivescovo di
Monreale ha consegnato a Mons. Drago
la nomina di Prelato d’Onore di Sua
Santità Benedetto XVI.
9
Cronache Costantiniane Siciliane
Il sindaco dott. Bonaviri, presente il
labaro di Balestrate fregiato con la medaglia d’oro al merito costantiniano, ha
conferito la cittadinanza onoraria al parroco che in questi giorni va in pensione.
Il rappresentante costantiniano cav.
di Grazia Antonio di Janni, a ricordo
dell’intensa attività pastorale di mons.
Drago ha consegnato una medaglia in
bronzo della Delegazione Sicilia.
10
Cronache Costantiniane Siciliane
12 gennaio 2007
Medaglia d’oro al Merito Costantiniano
alla Provincia Regionale di Enna
per la realizzazione dell’Università Kore
Venerdi 12 gennaio presso la sede
della Provincia Regionale di Enna il rappresentante della Delegazione Sicilia cav.
di Grazia Antonio di Janni ha fregiato il
labaro della provincia con la medaglia
d’oro di benemerenza del Sacro Militare
ordine Costantiniano di S. Giorgio. L’alta onorificenza è stata concessa dal Gran
Maestro dell’Ordine S.A.R. Ferdinando
di Borbone Duca di Castro. La delegazione costantiniana, composta dal Prefetto S.E. Dott. Gianfranco Romagnoli,
il B.ne Francesco Mistretta, Papas Luigi
Lucini, Francesco Lupo, Alfonso Pappalardo, il Prefetto di Enna S.E. Dott. Carmela Floreno e il Col. Andrea Bertozzi
della Zonca comandante provinciale di
Enna dei carabinieri, è stata accolta dal
11
Cronache Costantiniane Siciliane
Presidente della provincia Prof. Cataldo
Salerno. Presenti autorità civili, militari
e il Magnifico Rettore dell’Università
Kore Prof. Andò. Dopo un’allocuzione
del presidente Salerno e del Rappresentante della Delegazione dell’Ordine si è
svolta la cerimonia della consegna del
diploma della benemerenza e della medaglia d’oro al labaro.
12
Cronache Costantiniane Siciliane
25 gennaio 2007
Mostra documentaria e bibliografica sul Sacro
Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio
Giovedì 25 gennaio a Catania è stata
inaugurata la mostra documentaria
dull’ Ordine Costantiniano organizzata
dal Prof. Giovanni Torre, presidente del
centro studi UVZETA in collaborazione con l’archivio storico comunale del
comune di Catania.
La mostra è stata inaugurata dall’assessore alla cultura Dott. Giuseppe Maimone e dal rappr. della Delegazione Sicilia cav. di Grazia dott. Antonio di Janni.
Esposti numerosi documenti rari, inse-
13
Cronache Costantiniane Siciliane
gne e manoscritti del XVIII secolo. Dopo una breve visita alla mostra è seguita
una conferenza di inaugurazione della
mostra, che sarà aperta fino all’8 febbraio. Hanno preso la parola l’ assessore
Giuseppe Maimone, l’arch. Gesualdo
Campo, la responsabile dell’archivio storico comunale dott. Marcella Minissale,
il prof. Giovanni Torre e il cav. di Janni
che ha portato il saluto di S.A.R. Ferdinando di Borbone Gran Maestro dell’Ordine Costantiniano e di S.A.R. Carlo di Borbone Duca di Calabria Gran
Prefetto, e ha consegnato agli organizzatori una medaglia in bronzo dell’Ordine.
14
Cronache Costantiniane Siciliane
2 febbraio 2007
Medaglia di benemerenza
al Comandante dei Vigili di Caronia
Domenica 2 febbraio a Marina di
Caronia, presso la parocchia di SS. Maria Annunziata, il rappr. Delegazione
Sicilia cav. di Grazia Antonio di Janni,
ha consegnato al comandante dei vigili
capitano Antonino D’Onofrio la medaglia di bronzo al merito del Sacro
Militare Ordine Costantiniano di S.
15
Cronache Costantiniane Siciliane
Giorgio. Il comandante si è infatti
distinto per l’assistenza ai bambini
di Chernobyl ospitati dai caronesi
in estate. Presente il sindaco di Caronia avv. Giuseppe Collura. La cerimonia religiosa è stata celebrata
dal cappellano costantiniano Don
Antonio Cipriano.
16
Cronache Costantiniane Siciliane
25 febbraio 2007
Alla Magione Messa e aiuti alla Costa D’Avorio
Domenica 25 febbraio, presso la Basilica Costantiniano della Magione a Palermo, in occasione della prima domenica di quaresima, è stata celebrata una SS.
Messa dal parroco Don Giacomo Ribaudo alla presenta di una folta rappresentanza di cavalieri e dame costantiniani. Presente anche una rappresentanza di
cittadini della Costa D’Avorio verso i
quali la Delegazione Costantiniana di
Sicilia organizza aiuti umanitari. Durante la cerimonia il Rappresentante della
Delegazione Costantiniana cav. Antonio
di Janni ha consegnato al Dott. Giorgio
17
Cronache Costantiniane Siciliane
Di Giorgio la medaglia di benemerenza
costantiniana concessa dal Gran Maestro S.A.R. Ferdinando di Borbone delle Due Sicilie Duca di Castro. Al termine della cerimonia Don Giacomo Ribaudo ed il cav. di Janni hanno ribadito
l’aiuto dell’Ordine sia alla comunità della Costa D’Avorio sia ai lavori di restau-
ro del complesso della Basilica della Magione, una volta di proprietà dell’Ordine
Costantiniano, oggi sede dell’Ordine
per la Sicilia.
La rappresentanza della Costa D’Avorio in ringraziamento ha intonato un
canto in onore di Dio per i cavalieri costantiniani.
18
Cronache Costantiniane Siciliane
19 febbraio 2007
Incontro con il nuovo Arcivescovo di Monreale
Il 19 febbraio il cav. Antonio di Janni accompagnato dal cav. Michele Pivetti è stato rivevuto dall’Arcivescovo di
Monreale S.E. Mons. Salvatore Di Cristina. Durante l’incontro il rappresentane della delegazione Sicilia ha presenta-
to le attività dell’Ordine in Sicilia. Al
termine del cordiale colloquio il cav. di
Janni ha consegnato a Sua eccellenza la
medaglia della Delegazione Sicilia in
bronzo raffigurante le insegne dell’Ordine Costantiniano.
19
Cronache Costantiniane Siciliane
20 febbraio 2007
Commissario dello stato S.E. il Prefetto Di Pace
nominato Commendatore del Sacro Militare
Ordine Costantiniano di S. Giorgio
Martedì 20 febbraio, presso la sede del Commissariato per lo Stato
della Regione Siciliana, il Cav. di
Grazia Dott. Antonio di Janni,
rappr. Delegazione Sicilia per l’Ordine Costantiniano, accompagnato da
S.E. il Prefetto Gianfranco Romagnoli, ha consegnato al Commissario
delo Stato per la Regione Siciliana,
S.E. il Prefeto Dott. Alberto Di Pace,
la pergamena della nomina a Commendatore con Placca del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S.
Giorgio concessa dal Gran Maestro
S.A.R. Ferdinando di Borbone delle
Due Sicilie Duca di Castro.
20
Cronache Costantiniane Siciliane
4 marzo 2007
Aiuti alla comunità della Costa d’Avorio
Domenica 4 marzo presso la Basilica
Costantiniana della Magione il rappresentante della Delegazione Sicilia, ac-
compagnato dal Cav. Domenico Scapati, ha donato indumenti alla comunità
della Costa D’Avorio.
21
Cronache Costantiniane Siciliane
7 marzo 2007
VII premio Kaleidos
Il 7 marzo alle ore 21,00 presso il
Teatro Politeama di Palermo si è svolto il
VII premio dell‘Associazione Kaleidos.
Il soprano greco Dimitra Teodossiou
si è aggiudicata l’ambito premio,una targa d’argento con su incisa la motivazione:
“Al soprano per il suo timbro, il suo fraseggio e la sua presenza scenica”. La targa
è stata consegnata dal Direttore artistico
dell’Associazione, maestro Natale Patti
accompagnato dal Presidente dell’associazione Kaleidos Anna Annaloro. Un altro
premio è stato consegnato al soprano dal
Rappresentante della Delegazione Sicilia
del Sacro Ordine Costantiniano di San
Giorgio, cavaliere di grazia Conte Anto-
22
Cronache Costantiniane Siciliane
nio di Janni. Si tratta del premio Principi
Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie Duchi di Calabria consistente in una
scultura raffigurante S. Giorgio a cavallo.
Il Vicepresidente dell’Orchestra Sinfonica Siciliana Dott.Enzo Guzzetta e la signora Sara Patera giornalista e critico musicale hanno tracciato il profilo artistico
della premiata che, con affabilità e disponibilità, ha risposto alle domande poste.
Durante la manifestazione il pubblico, numeroso, attento ed entusiasta, ha
potuto godere dell’esibizione della premiata che,accompagnata al pianoforte
dal M° Luca Policarpo, ha eseguito l’aria dalla Tosca di G.Puccini “Vissi d’arte”. L’Associazione Kaleidos, inoltre, ha
offerto ai presenti un concerto con la
partecipazione del mezzosoprano Valeria Tornatore, del baritono Giovanni
Bellavia e del tenore Nunzio Gallì.
Madrina della serata il presidente
dell’Associazione Kaleidos Anna Annaloro Patti.
23
Cronache Costantiniane Siciliane
23 marzo 2007
Dono dell’Ordine Costantiniano
alla Caritas di Monreale
Giorno 23 marzo c.a. la Rappresentanza della Delegazione del Sacro
Militare Ordine Costantiniano di
S. Giorgio ha donato alla Caritas
Diocesana di Monreale, presso la
chiesa del Carmine, due sedie per
disabili, arredi sanitari, generi alimentari ed indumenti.
Nella foto il rappr. Delegazione Sicilia cav. di Grazia Antonio di Janni con
il Dott. Montalbano del centro ascolto
diocesano.
24
Cronache Costantiniane Siciliane
24 marzo 2007
Investitura Cavalieri Costantiniani a Siracusa
Il 24 marzo, nella chiesa parrocchiale di S. Antonio di Padova a Siracusa, è stata celebrata una Santa Messa solenne in occasione dell’esortazione apostolica postsinodale Sacramentum Caritatis del Santo Padre Benedetto XVI.
Durante la celebrazione sono stati
investiti nuovi cavalieri del Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio il Dott. Pace Leonardo, il Dott. Pe-
25
Cronache Costantiniane Siciliane
truzzello Sergio, il Dott. Paolo ed il
C.te Antonino Munafò.
I Diplomi sono stati consegnati dal
Rappresentante della Delegazione dell’Ordine per la Sicilia il nobile Dott. di
Janni accompagnato dai cav. Domenico
Scapati e Vito Quattrocchi.
26
Cronache Costantiniane Siciliane
6 aprile 2007
Venerdì Santo ennese
La Settimana Santa rinnova ad Enna
tradizioni che trovano le loro radici profonde in ritualità risalenti a diversi secoli. Sicuramente è il momento più suggestivo per visitare Enna.
A Castrogiovanni “Enna”, centro
della Sicilia, le Confraternite vantano
origini antichissime ed una tradizione
notevole di forma e prestigio; esse si
intensificano notevolmente durante il
1600, sia a causa della controriforma
cattolica, sia per l’influenza della lunga
dominazione Spagnola, infatti il venerdì Santo Ennese richiama alla mente
quello della Macarena di Siviglia in
Spagna.
La Spagna infatti dominò in Sicilia
per oltre 300 anni e durante questo dominio si ebbe il fiorire di numerose
“CONFRADIAS”, da cui il nome di
Confraternita.
Un po’ tutte le confraternite possedevano beni patrimoniali avuti come lasciti, che venivano dati in affitto. Dal
XVII e XVIII secolo le confraternite si
limitarono prevalentemente a compiti
assistenziali, prestando la propria attività presso ospedali e ricoveri.
Il 27 Febbraio 1641, con atto del
Notaio Vincenzo Battaleonti, furono
donati ai Padri Fate Bene Fratelli tutti i
diritti delle confraternite, per trovare i
27
Cronache Costantiniane Siciliane
mezzi necessari a tenere in funzione il
vecchio ospedale per le cure dei poveri e
al servizio di ricezione ed assistenza ai
bisognosi.
Il vestiario dei confrati deriva dal costume Spagnolo. Esso è formato da un
camice bianco, da un cingolo ai fianchi,
da uno scapolare, da una mantella(in
dialetto mantiglia, dal termine spagnolo
mantillas), dai guanti bianchi e da un
cappuccio con la visiera abbassata e da
una corona di vimini in testa.
Nel 1740 ad Enna esistevano 34 fra
confraternite, compagnie e collegi; oggi
ne sopravvivono solo 15, che regolamentati da Statuti, oltre ad animare la
Settimana Santa, provvedono a solennizzare attivamente gli eventi religiosi
più significativi della città. Sono oltre
duemila i confrati incappucciati che in
rigoroso ordine prestabilito, convergono da ogni punto della città; le strade
accolgono la toccante e suggestiva rappresentazione della Passione di Cristo.
Il corteo passa attraverso la gente, cala un silenzio attonito, i passi lenti esaltano una scenografia di dolore, collettivamente viene vissuto un profondo senso
del sacro, solo il lamento doloroso delle
musiche professionali, scritte da musicisti locali, rompe il silenzio. Nelle strade,
nelle case, ovunque, la gente prega, chiede perdono con un segno di croce, con il
digiuno, con pugni di petali che piovono sui due fercoli al loro passaggio.
La processione di cui trattasi, attrae
numerosi turisti, è inoltre seguita da di-
verse emittenti nazionali che la trasmetteranno in diretta mettendo in risalto la
particolare suggestione della stessa, e la
bellezza del paesaggio in cui si svolge,
sono invitate tutte le massime autorità
Civili e Militari.
Il Presidente Collegio dei Rettori, costituito da due Rettori di ogni confraternita, unitamente al clero, invita con immenso onore a far parte integrante del
Venerdì Santo Ennese, il Sacro Militare
Ordine Costantiniano di San Giorgio.
Il Sacro Militare Ordine Costantiniano di San Giorgio, viene rappresentato da due Cavalieri Ennesi, Alfonso
Pappalardo e Santi Capizzi, Cavalieri al
Merito Costantiniano, che con grande
spiritualità e orgoglio fanno sì, che il
Venerdì Santo Ennese diventi sempre
più emozionante, e coinvolgente da una
fede profonda e devozione sincera.
28
Cronache Costantiniane Siciliane
6 aprile 2007
La Delegazione Sicilia invitata
alla Processione dei Misteri a Mottola
A Mottola (Ta) si è svolta il 6 aprile
2007, per tutto il pomeriggio fino alle
due del mattino, la processione dei Misteri del Venerdì Santo.
La rievocazione mottolese della Passione e Morte di Gesù costituisce uno
dei momenti più profondi e intensi della Settimana Santa di tutta la provincia
di Taranto.
La ritualità, per l’impegno e lo zelo
profuso, sottolinea efficacemente la
valenza religiosa delle confraternite
che vi partecipano: SS. Sacramento e
Rosario, Immacolata e Sant’Antonio. I
tre sodalizi, infatti, dopo aver costituito un Comitato interconfraternale,
che fa capo alla Chiesa Madre, già cattedrale, dedicata all’Assunta, sfilano
congiuntamente.
La lunghissima processione, scandita
dal lento e solenne incedere dei venerati
simulacri portati a spalla, opere dei più
grandi maestri cartapestai leccesi, si
snoda per le vie principali del paese per
giungere nel centro antico e terminare
nel lungo tratto del Corso Vittorio Emanale. Qui, è grande la suggestione che
conferisce il buio totale per l’assenza di
pubblica illuminazione. Uniche fonti luminose restano le “padelle romane” e le
fiaccole rette dai confratelli e dalle consorelle che infrangono le tenebre.
Uno scenario che imprime risalto alla drammaticità della Passione e Morte
del Cristo. Tantissima la folla assiepata
ai bordi dei marciapiedi: partecipa al rito silenziosa, attonita, interiorizzando il
passaggio di ogni “Mistero”, vivendo
momenti di forte coinvolgimento spirituale e devozionale.
Struggenti le melodie delle marce
eseguite durante tutto il percorso: Gesù
Crocifisso, L’infinito, Mesto ricordo, 23
Novembre, Venerdì Santo, Via Crucis.
Si tratta di marce del “Quinto Concorso Nazionale per Marce inedite della
Settimana Santa – Città di Mottola”.
Infatti, Mottola, già da cinque anni, è
sede di un concorso inconsueto, qual è
appunto quello sulle marce funebri inedite eseguite nell’ambito del tradizionale “Concerto della Passione” nella
Chiesa Madre. Nel corso di tutte queste
edizioni hanno partecipato anche autorevoli compositori siciliani.
Quest’anno alla processione ha partecipato, su invito, la Delegazione Siciliana dell’Ordine Costantiniano, rappresentata dai Cavalieri di Merito Domenico Scapati e Vito Fumarola.
29
Cronache Costantiniane Siciliane
10 aprile 2007
Convegno a Piazza Armerina sulle attività sociali
del Sacro Militare Ordine Costantiniano
di S. Giorgio in Sicilia
Nel salone del Museo Diocesano del
Vescovato di Piazza Armerina giorno 10
aprile si è svolto un convegno, sotto il
patrocinio dell’ Assessorato alla Famiglia, alle Politiche Sociali a alle Autonomie Locali della Regione Siciliana, sulle
attività sociali in Sicilia svolte dall’Ordine Costantiniano. Il convegno è stato
presieduto da S.E. Rev.ma Mons. Michele Pennisi Vescovo di Piazza Armerina. Relatori i cavalieri Francesco Spoto,
che ha illustrato la storia dell’Ordine
Costantiniano, il cav. Antonio di Janni,
rappr. Delegazione dell’Ordine, che ha
esposto tutte le attività sociali dell’ Ordine Costantiniano espletate in Sicilia
negli ultimi tre anni, il cav. Francesco
D’Alba che ha esposto le attività della
Croce Costantiniana Sicilia. Ha concluso l’Assessore regionale alla famiglia, alle Politiche Sociali e alle Autonomie
Locali Dott. Paolo Colianni. Prima del-
30
Cronache Costantiniane Siciliane
l’inizio dei lavori il cav. di grazia Dott.
Antonio di Janni ha letto il messaggio
di S.A.R. Carlo di Borbone delle Due
Sicilie Duca di Calabria. Presenti il Prefetto S.E. Gianfranco Romagnoli, già
Commissario dello Stato per la Regione
Siciliana, S.E. Carmela Floreno, Prefetto di Enna, il sindaco di Enna dott. Rino Agnello, l’assessore alla cultura di
Enna Dott. Adele Tirrito, il comandante provinciale dei carabinieri Ten. Col.
Andrea Bertozzi della Zonca, il comandante dei carabinieri di Piazza Armerina
Cap. Cannizzaro e numerose altre autorità civili, religiose e militari. Presente il
presidente del Collegio dei Rettori delle confraternite di Enna dott. Umberto
Parlabene. Al termine del seminario su
l’Ordine si è tenuto un vin d’honneur
nei saloni antistanti alla sala del museo
diocesano.
31
Cronache Costantiniane Siciliane
14 aprile 2007
Consegna del Labaro Costantiniano
alla Chiesa di S. Giorgio a Castell’Umberto
Sabato 14 aprile nella chiesa costantiniana di S. Giorgina Castell’Umberto, in provincia di Messina, il
cav. Giovanni Bonanno ha donato un
labaro costantiniano. Durante una celebrazione ecclesiastica, presieduta dal
cappellano costantiniano Don Antonio Cipriano, il cav. Bonanno, accompagnato dal cav. di Giustizia
Francesco Stagno d’Alcontres, ha consegnato nelle mani del Rappresentante della Delegazione Costantiniana di
Sicilia, cav. Antonio di Janni, un prezioso labaro del Sacro Militare Ordine
Costantiniano di S. Giorgio. Il labaro
affidato alle cure del Card. Salvatore
Mangione, sarà conservato nell’antica
chiesa di proprietà dell’Ordine. Nel
corso della cerimonia è stata posta, alla venerazione dei fedeli, un’immagine di S. Em.za Rev. il Cardinale M.
Francesco Pompedda che aveva consacrato la chiesa.
32
Cronache Costantiniane Siciliane
15 aprile 2007
Festa della Madonna delle Grazie a Capizzi
S.E. Mons. Ignazio Zambito, Vescovo di Patti, ha istituito nel Santuario di S. Giacomo a Capizzi, in provincia di Messina, la Confraternita di S.
Giacomo. La Delegazione Sicilia del
Sacro Militare Ordine Costantiniano
di S. Giorgio è stata invitata a presiedere la cerimonia con il rappresentante
della delegazione cav. di Grazia Antonio di Janni, che ha fatto da padrino
alla neo confraternita, e con il Cappellano Costantiniano Don Antonio Cipriano. Presenti l’Arciprete di Capizzi
Don Luigi Cardella, il sindaco della
cittadina e autorità militari, i governatori delle sette confraternite di Capizzi.
Durante la cerimonia religiosa il cav. di
33
Cronache Costantiniane Siciliane
Janni ha letto il messaggio di S.A.R.
Carlo di Borbone delle Due Sicilie e
consegnato a Don Luigi Cardella il
Premio Duca di Calabria. Al termine
dela funzione religiosa si è svolta la
processione della Madonna delle Grazie, Patrona di Capizzi, portata da sole
donne, come vuole la tradizione.
34
Cronache Costantiniane Siciliane
24 aprile 2007
Festività di San Giorgio
Giorno 24 aprile a Palermo la Delegazione Sicilia del Sacro Ordine Costantiniano, presso la chiesa di S. Giorgio dei Genovesi, ha celebrato la Festività di S. Giorgio Patrono dell’Ordine
con una SS. Messa in Rito Bizantino.
La solenne celebrazione è stata officiata da Papas Luigi Lucini, cappellano
costantiniano, con la collaborazione
del Diacono. La scelta di officiare la
Messa per la festività del Patrono in rito bizantino, ha detto il Rappresentante della Delegazione Sicilia cav. di
Grazia Nobile Antonio di Janni dei
Conti di Granata, è stata dettata dalle
origini bizantine del Sacro Militare ordine Costantiniano di S. Giorgio. Presenti numerosi cavalieri giunti da tutta la Sicilia, autorità civili e militari.
Al termine della cerimonia il Rappr.
delegazione Sicilia con S.E. il Prefetto
Gianfranco Romagnoli ha consegnato
i diplomi di benemerenza ad appartenenti delle forze armate, finanzieri ed
esercito, che si sono distinti per le loro attività nei confronti di bambini e a
tutela della legalità.
35
Cronache Costantiniane Siciliane
5 maggio 2007
Investitura Santo Sepolcro in Germania
Sabato 5 maggio in Germania a
Karls Ruhe il rappr. Delegazione Sicilia
del Sacro Ordine Costantiniano ha presenziato alla cerimonia di investitura
della Luogotenenza del SantoSepolcro
presieduta da S. E. Rev.ma Mons. Robert Zollitsch Arcivescovo di Freiburg.
A rappresentare la Luogotenenza siciliana del Santo Sepolcro è stato incaricato il cav. Gr. Uff. Domenico Pantaleone, nostro commendatore di merito.
Durante la cerimonia di investitura c’è
stato il cambio del Luogotenente di
Germania. Al Prof. Dott. Th. Oldenkott è subentrato il nuovo Luogotnente,
il Dott. Henrich Dickmann.
Al termine della solenne cerimonia
religiosa, durante la serata di gala, il
rappr. della delegazione Sicilia, nobile
Antonio di Janni, cav. di Grazia, ha
portato i saluti di S.A.R. Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Cala-
36
Cronache Costantiniane Siciliane
bria Gran Prefetto del Sacro Militare
Ordine Costantiniano di S. Giorgio, e
consegnato al Luogotenente uscente ed
al nuovo, la medaglia in bronzo della
Delegazione Costantiniana. Il nuovo
Luogotenente Dott. Kenrich Dickmann, ha incaricato il cav. di Janni di
ringraziare S.A.R. Carlo di Borbone.
Da sx: Pantaleone, Oldenkott, di Janni
Da sx: Pantaleone, Dickmann, di Janni
37
Cronache Costantiniane Siciliane
11 maggio 2007
Conferenza sull’Ordine Costantiniano
presso il Rotarac Palermo Est
Venerdi 11 maggio presso l’Hotel
Esperia di Mondello, località vicino Palermo, il Rappresentante della Delegazione Sicilia del Sacro Militare Ordine
Costantiniano di S. Giorgio, nobile Antonio di Janni cav. di Grazia,ha tenuto
una conferenza “La storia dell’ Ordine
Costantiniano e le sue attività sociali
svolte in Sicilia”. L’organizzazione è sta-
ta del Rotarac Palermo Est in collaborazione con la Gioventù Costantiniana.
Moderatore è stato l’avv. Franco De
Franchis assistito dall’avv. Aurora Anselmo, rispettivamente Presidente e Prefetto del Rotarac Palermo. Il rappresentante della Delegazione Sicilia è stato accompagnato dal nobile Marino Sartorio
d’Analista, cav. di Grazia. Durante la
38
Cronache Costantiniane Siciliane
conferenza, oltre a tracciare la storia dell’Ordine, sono state minuziosamente
descritte le attività sociali e culturali
svolte in Sicilia. Al termine della conferenza, dopo numerose domande dei
giovani intervenuti, il Presidente e il
Prefetto del Rotarac Palermo si sono
impegnati a collaborare con la Delegazione Sicilia per contribuire agli aiuti
per i poveri.
39
Cronache Costantiniane Siciliane
30 maggio 2007
Investiture a Roma in occasione della Festa
di San Ferdinando Re
In occasione della Festa di San Ferdinando Re, giorno onomastico di S.A.R.
il Gran Maestro, l’Em.mo Cardinale
Michele Giordano, Balì Cavaliere di
Gran Croce di Giustizia, ha presieduto
nel pomeriggio del 30 maggio 2007,
una Santa Messa Solenne, nella Basilica
di San Giorgio al Velabro in Roma.
Hanno concelebrato all’Altare, in ordine di precedenza: il Rev.mo Padre Renato Salvatore, Superiore Generale del-
l’Ordine dei Camilliani, il Rev.mo
Mons. Maurice Monier, Prelato Uditore della Rota Romana e Commendatore
Costantiniano, il Rev.mo Mons. Joaquìn Llobell, Presidente della Corte
d’Appello dello Stato della Città del Vaticano, il Rev.mo Mons. Enrico Viganò,
Cerimoniere Pontificio e Commendatore Costantiniano, il Rev.mo Mons.
Franco Sarza Sartori, Cappellano del
Palazzo del Quirinale, il Rev.mo Mons.
40
Cronache Costantiniane Siciliane
Salvatore Ardesini Andolfi, Segretario
dell’Em.mo Cardinale Giordano, il Rev.
Don Gianfranco Coffele Direttore dell’Ufficio Sviluppo e Relazioni Pubbliche
della Pontificia Università Salesiana e il
Rev. Sacerdote Don Elio Persechino,
Cappellano Costantiniano. Hanno presenziato alla Santa Messa le LL.AA.RR.
i Principi Carlo e Camilla di Borbone
delle Due Sicilie, Duca e Duchessa di
Calabria con le LL.EE. il Marchese Aldo
Pezzana Capranica del Grillo, Gran
Cancelliere e l’Ambasciatore Antonio
Benedetto Spada, Gran Tesoriere. La
Delegazione dell’Ordine di Malta era
composta da S.E. il Ven. Balì Fra’ Giacomo dalla Torre del Tempio di Sanguinet-
to, Gran Commendatore, dal Rev.
Mons. Giuseppe Azeglio Manzetti, Cappellano Capo, S.E. il Ven. Balì Fra’ Gherardo Hercolani Fava Simonetti, S.E. il
Cav. di Giustizia Fra’ Carlo d’Ippolito di
Sant’Ippolito e S.E. Fra’ Antonio Nesci,
Gran Priore di Napoli e Sicilia. L’Ordine
41
Cronache Costantiniane Siciliane
del Santo Sepolcro era rappresentato da
S.E. il Cav. di Gr. Cr. Alberto Consoli
Palermo Navarra, Luogotenente per l’Italia Centrale e Sardegna. Erano inoltre
presenti numerosi Ambasciatori accreditati presso la Santa Sede e il Quirinale e
numerose Autorità civili e militari. Gli
Allievi della Scuola Militare de “La
Nunziatella” hanno prestato il Servizio
d’Onore in uniforme storica lungo la
navata della Basilica. Al termine della
Santa Messa si è proceduto al Rito dell’Investitura dei nuovi Cavalieri e Dame.
Presente all’investitura una delegazione di Cavalieri siciliani guidata dal rappresentante delegazione Sicilia Cav. di
Grazia Antonio di Janni e dal cappellano
Costantiniano Papas Luigi Lucini accompagnati dai cavalieri Giovanni Bonanno, Stefano Ferro, Eugenia d’Alessandro, Michele Pivetti, Francesco Lupo,
dal Prefetto Gianfranco Romagnoli, dall’On. Dario Falzone, dal Comandante
della compagnia di Nicosia Restuccia, da
Di Benedetto, da Alfonso Pappalardo, da
Carla Amirante, e dal Cav. di Giustizia
Francesco Stagno d’Alcontres che ha ricevuto da S.A.R. Carlo di Borbone Duca di Calabria la nomina a Cavaliere.
Don Francesco Stagno d’Alcontres con il Marchese Pezzana e S.A.R. Carlo di Borbone
42
Cronache Costantiniane Siciliane
9 giugno 2007
Festività di S. Ferdinando Re a Castell’Umberto
Nella suggestiva cornice dei monti
Nebrodi, nella contrada San Giorgio del
comune di Castell’Umberto, nell’omonima chiesa cinquecentesca, Don Antonio Cipriano ha celebrato la SS. Mesa
per la festività di S. Ferdinando. Presenti numerosi cavalieri costantiniani provenienti dalle province della Sicilia. Presente il cav. Ing. Salvatore Sarpietro,
neogovernatore del Rotary, il sindaco di
Castell’Umberto dott. Polito con il labaro comunale insignito della medaglia
costantiniana. Durante la cerimonia il
Rappresentante della Delegazione Sicilia
cav. di Grazia Antonio di Janni ha consegnato i diplomi di benemerenza costantiniano ad alcuni militari e civili.
Si tratta del Capitano del C.C. Antonio Vetere,del Tenente Michele Avagnale dei Marescialli Francesco Passatelli, Gianluca Galati, Giuseppe Giddio,
Giovanni Barone e dell’ ispettore Vincendo Catrini,dei Brigadieri Benedetto
Nocifora, Michele Cedro, del Vice Brigadiere Nicola Sidoti e degli Appuntati
Giuseppe Bellanova, Rosario di Bella.
Durante la funzione religiosa è stato
commemorato il dott. Cesarino Di
Vincenzo prematuramente scomparso
lo scorso mese, uno dei promotori della
rinascita della chiesa di S. Giorgio. Al
termine della SS Messa il cav. prof. Salvatore Mangione ha ricordato la figura
del defunto.
43
Cronache Costantiniane Siciliane
10 giugno 2007
Trofeo della Baronia
Domenica 10 giugno, presso il castello di Carini in provincia di Palermo,
si è svolta la premiazione del Trofeo della Baronia, mostra nazionale di modellismo statico, storico e contemporaneo
competitiva ed espositiva. Per il settore
modellismo figurini d’epoca è stato assegnato il premio “Duca di Calabria”
dalla Delegazione Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio al Sig. Enrico De Maria che ha
esposto figurini dell’Armata Del Regno
44
Cronache Costantiniane Siciliane
delle Due Sicilie con il loro Re Ferdinando II. A consegnare il premio, una
statuetta in pietra lavica raffigurante S.
Giorgio , il Rappresentante della Delegazione Sicilia cav. Antonio di Janni accompagnato dai cavalieri F. Spoto, S. Siragusa, L. Soloperto, V. Cottone, F.
D’Alba, V. Marseglia, F. Lupo.
45
Cronache Costantiniane Siciliane
7 luglio 2007
Pellegrinaggio al Santuario
della Madonna della Catena a Castel di Tusa
Come di tradizione, per il terzo anno, la delegazione Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio ha organizzato il pellegrinaggio al
Santuario della Madonna della Catena
di Castel di Tusa.
Sono intervenuti numerosi cavalieri
provenienti da tutte le province siciliane.
Il vice delegato per la Sicilia nobile An-
tonio di Janni cav. di Grazia, ha letto il
messaggio annuale di S.A.R. Carlo di
Borbone delle Due Sicilie Duca di Calabria. Ha celebrato la funzione religiosa il
cappellano costantiniano Don Antonio
Cipriano nel santuario gremito di fedeli.
Durante la celebrazione eucaristica, per
la presenza di alcuni turisti di varie nazionalità, è stato recitato il Padre nostro
46
Cronache Costantiniane Siciliane
in latino. Presente il sindaco di Castel di
Tusa Ing. Domenico di Maggio e autorità civili e militari. Al termine della cerimonia religiosa è stata consegnata una
medaglia commemorativa al parroco del
santuario Don Salvatore Di Bartolo. E’
seguito un vin d’honner al vicino castello di S. Giorgio ospiti del cav. Benedetto Salamone di Casaleni.
47
Cronache Costantiniane Siciliane
15 luglio 2007
Il libro di S.E. Ettore Gallo
alla Biblioteca Regionale di Palermo
Il vice delegato per il Sacro Militare
Ordine Costantiniano di S. Giorgio,
nobile Antonio di Janni, accompagnato
dal B.ne Francesco Spoto, è stato ricevuto dal direttore della Biblioteca Regionale Siciliana di Palermo, dott, Gaetano Gullo. Durante la visita il cav. di
Janni ha consegnato al direttore una copia del libro di S.E. Ettore Gallo “Il
Gran Magistero del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio”. Il direttore, nella foto con il vice delegato,
ha ringraziato e catalogato il libro che
farà parte della biblioteca.
48
Cronache Costantiniane Siciliane
27 luglio 2007
Dono ai bambini della colonia estiva
del Comune di Agrigento
Venerdi 27 luglio il vice delegato
della Sicilia per il Sacro Militare Ordine
Costantiniano di S. Giorgio, cav. di
Grazia Antonio di Janni, accompagnato
dal cav. di Giustizia Francesco Spoto, ha
consegnato circa 350 magliette ai bambini della colonia estiva del comune di
Agrigento. Ad accogliere la delegazione
costantiniana l’assessore alle attività so-
ciali del comune di Agrigento Dott.
Giovanni Traina. Presente anche una
rappresentanza del comune agrigentino.
I bambini hanno gradito la sorpresa ricambiando con applausi che hanno dimostrato la loro gioia. Durante la manifestazione il cav. di Janni ha consegnato
all’assessore il libro del Gran Magistero
di S.E. E. Gallo.
Nella foto l’assessore Giovanni Traina riceve dal vice delegato il libro dell’Ordine Cstantiniano
49
Cronache Costantiniane Siciliane
04 settembre 2007
VI Corso di perfezionamento
di musica classica
Giorno 4 settembre, presso la chiesa
dell’Annunziata a Marina di Caronia, si
è svolto il saggio della scuola di musica
“Vivere la musica”. Il corso di perfezionamento è stato tenuto nei comuni di
Sinagra e Caronia dai maestri Andrea
Lucchi tromba, Franco Bruno, flauto,
Daniela Giamo, assistente flauto, Antonino Averna, pianoforte, Salvatore Pal-
meri, fagotto, salvatore Crisafulli, fisarmonica. Il corso è stato sponsorizzato
dal comune di Sinagra, di Caronia, dalla Delegazione Sicilia del Sacro Militare
Ordine Costantiniano di S, Giorgio.
Presenti al saggio musicale il Sindaco di
Caronia Avv. Collura, Don Antonio Cipriano, cappellano costantiniano e parroco dell’Annunziata. Al termine il cav.
50
Cronache Costantiniane Siciliane
Antonio di Janni vice delegato dell’Ordine per la Sicilia, insieme al sindaco e a
don Cipriano, hanno consegnato le medaglie della Delegazione Sicilia ai docenti del corso. Una medaglia è stata
consegnata al presidente dell’Ass. “Vivere la musica” Vincenzo Coppolino. È
seguito un rinfresco per tutti i partecipanti nell’attiguo salone parrocchiale.
51
Cronache Costantiniane Siciliane
14 settembre 2007
Solennità dell’Esaltazione della Santa Croce
Venerdi 14 settembre presso la
chiesa di S. Maria Maddalena a Palermo, è stata celebrata la SS. Messa per
l’Esaltazione della Santa Croce, solennità del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio. La S. Messa
è stata celebrata da Mons. Salvatore
Grimaldi Cappellano Costantiniano.
La chiesa di S. Maria Maddalena è
un’antica chiesa del 1200 e si trova all’interno del comando Regionale dei
Carabinieri. Presenti autorità militari,
il Gen. Arturo Esposito, comandante
regione Sicilia, e autorià civili. Molti i
cavalieri intervenuti, anche da Siracusa. Il vice delegato Antonio di Janni ha
letto il messaggio di S.A.R. Carlo di
Borbone delle Due Sicilie Duca di Calabria e porto i saluti del nuovo Delegato per la Sicilia Don Lucio Bonaccorsi dei Principi di Rebburdone.
Al termine della funzione religiosa
sono state consegnate alcune benemerenze a militari che si sono distinti per
attività benefiche, tra cui il Col. Paolo
Filippo Tattoli comandante del VI reg.
bersaglieri di Trapani, il Magg. Giuseppe De Blasi di Alcamo, il Cap. di
Vascello Calogero Puleo. Una medaglia della Delegazione Sicilia è stata
consegnata a mons. Salvatore Grimaldi a ricordo dela solennità religiosa.
Da sx: il Cap. di Vascello Puleo, il Col. Tattioli, e il
Magg. De Blasi.
Da sx: S.E. Cav. Gr. Cr. Lo Monaco, Luogotenente del
Santo Sepolcro, il B.ne Mancuso, Console del Belgio.
52
Cronache Costantiniane Siciliane
29 settembre 2007
Ricordato il Priore per la Sicilia
S.E. Mons. Cataldo Naro
nel primo anniversario della sua scomparsa.
Presso la Chiesa Madre di S. Cataldo, in provincia di Caltanissetta, il 29
settembre è stata celebrata una SS. Messa solenne per il primo anniversario dal
ritorno alla casa del Padre di S.E. Mons.
Cataldo Naro Arcivescovo di Monreale.
La celebrazione eucaristica è stata presieduta da S. E. Mons. Mario Russotto
Vescovo di Caltanissetta.
Presente una nutrita delegazione di
cavalieri costantiniani guidati dal vice
delegato cav. Antonio di Janni e dal cappellano costantiniano di rito bizantino
Papas Luigi Lucini. Sono intervenuti i
cavalieri B.ne Francesco Mistretta, Domenico Pantaleone F. Paolo Lo Giudice,
Domenico Scapati, Francesco Lupo,
Michele Pivetti, Vito Quattrocchi, Al-
53
Cronache Costantiniane Siciliane
fonso Pappalardo. Durante la cerimonia
religiosa, dopo aver portato i saluti di
S.A.R. Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Calabria, il vice delegato ha
donato due dipinti raffiguranti Mons.
Cataldo Naro, uno a tempra alla mamma ed uno ad olio al fratello don Massimo Naro. Il ritratto ad olio sarà esposto
presso la fondazione Mario Cammarata
a Caltanissetta. Ricordiamo che la suddetta fondazione è stata diretta da
Mons. Cataldo Naro. Le due opere sono dell’artista palermitano M.stro Alessandro Pasanisi, presente alla cerimonia.
54
Cronache Costantiniane Siciliane
07 ottobre 2007
Presentato a Caltanissetta un libro su
S.E. Mons. Cataldo Naro
Giorno 7 ottobre presso l’Auditorium
Intrecciatagli del Seminario Vescovile
di Caltanissetta è stato presentato un libro su S.E.Mons. Cataldo Naro Arcivescovo di Monreale, “Un Vescovo per il
nostro tempo”. La presentazione è stata
tenuta da don Vincenzo Sorce presidente dell’Associazone Casa Famiglia
Rosetta di Caltanissetta, dal Pro rettorere dell’università LUMSA di Roma
Prof. Giuseppe Ignesti e dal vescovo di
Caltanissetta S.E. Mons. Mario Russotto. Presente il fratello di Mons. Cataldo
Naro Don Massimo Naro. Al termine
della conferenza S.E. Mons. Mario
Russotto ha inaugurato una mostra de-
dicata a Mons. Cataldo Naro “La speranza è paziente”.
Presente una delegazione costantiniana guidata dal vice delegato per la Sicilia cav. Antonio di Janni accompagnato dai cavalieri Francesco Spoto e Francesco Paolo Lo Giudice.
55
Cronache Costantiniane Siciliane
20 ottobre 2007
Pellegrinaggio e SS. Messa solenne al Santuario
della Madonna delle Lacrime di Siracusa
nell’anniversario del ritorno alla Casa del Padre
dell’anima benedetta di S. Em.za Rev.ma
il Cardinale M. Francesco Pompedda
Giorno 20 ottobre la delegazione Sicilia del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio, guidata dal vice
delegato cav. Antonio di Janni, ha organizzato un pellegrinaggio al Santuario
della Madonna delle Lacrime di Siracusa. I cavalieri siciliani sono stati accolti
al loro arrivo nella splendida città di Siracusa, dal B.ne Pietro Beneventano del
Bosco, cavaliere di Giustizia costanti-
56
Cronache Costantiniane Siciliane
niano. Il Barone ha accolto i cavalieri
giunti da diverse parti della Sicilia nel
suo antico e splendido palazzo sito nella piazza di Ortigia, centro storico della
città siracusana. Dopo una visita allo
storico palazzo appartenuto al valoroso
generale borbonico Ferdinando Beneventano del Bosco, il padrone di casa ha
offerto ai pellegrini una sontuosa colazione nei saloni del palazzo. Nel pomeriggio al santuario della Madonna delle
Lacrime è stata celebrata la SS. Messa
officiata dai cappellani costantiniani
Don Vincenzo Marino, Don Antonio
Cipriano e Papas Luigi Lucini. La SS.
Messa è stata in suffragio di S. Em.za
57
Cronache Costantiniane Siciliane
Rev.ma il Cardinale Mario Francesco
Pompedda Gran Priore dell’Ordine. Al
termine della funzione religiosa il vice
delegato ha consegnato al Rettore del
santuario una medaglia in bronzo della
delegazione siciliana. Ai cavalieri intervenuti è stata consegnata una medaglia
commemorativa del pellegrinaggio.
58
Cronache Costantiniane Siciliane
28 ottobre 2007
Scalinata dedicata al Regno delle Due Sicilie
Domenica 29 ottobre a Sant’Agata
di Militello in provincia di Messina, in
occasione del 150° anniversario della
fondazione della città, è stata dedicata
una scalinata al Regno delle Due Sicilie.
La scalinata collega via Roma con piazza Castello. La targa commemorativa è
stata scoperta dal sindaco dott. Bruno
Mancuso. L’idea di dedicare la scalinata
al Regno delle Due Sicilie è stata di
Gaetano Ciuppa, storico locale. Il dott.
Ciuppa ha fatto notare che la bolla di
fondazione è stata firmata da S.M. Ferdinando II di Borbone nel 1857. S.A.R.
Carlo di Borbone ha inviato una lettera
al sindaco di Sant’Agata che è stata letta dallo stesso prima della manifestazione della dedica della scalinata.
59
Cronache Costantiniane Siciliane
03 novembre 2007
Funzione religiosa per i caduti di tutte le guerre
A Marina di Caronia, giorno 3 novembre, la Delegazione Sicilia del Sacro
Militare Ordine Costantiniano di S.
Giorgio, presso la chiesa dell’Annunziata, in collaborazione con le associazioni
dei reduci di guerra, ha organizzato una
solenne funzione religiosa, presieduta
dall’Arciprete di Caronia Don Antonio
Cipriano cappellano costantiniano, per
i caduti in guerra. Presenti rappresentanti delle forze armate, autorità civili e
militari. Al termine della funzione religiosa il vice delegato per la Sicilia cav. di
Grazia Antonio di Janni, assistito dal
Sindaco di Caronia Avv. Giuseppe Collura e da Don Cipriano, ha consegnato
le benemerenze costantiniane concesse
da S.A.R. Ferdinando di Borbone delle
Due Sicilie Duca di Castro ai militari
che si sono distinti per opere umanitarie. Successivamente, l’associazione reduci di guerra, ha posto una corona
d’alloro, benedetta da don Cipriano, al
monumento dei caduti.
60
Cronache Costantiniane Siciliane
18 novembre 2007
Cerimonia di consegna del Simulacro della
Beata Maria Teresa di Calcutta
alla comunità di Marina di Caronia
Domenica 18 novembre nella chiesa
dell’Annunziata a Marina di Caronia,
la Delegazione Sicilia ha donato una
statua della Beata Maria Teresa di Calcutta alla comunità parrocchiale. Il simulacro sarà posto in una cappella all’aperto appositamente arredata dai cavalieri costantiniani di prossima inaugurazione. La cerimonia di consegna si
è svolta durante la SS. Messa domenicale officiata dal cappellano costantiniano Don Antonio Cipriano Arciprete
di Caronia. Al termine della funzione
religiosa il vice delegato per la Sicilia,
comm. di Grazia Antonio di Janni, ha
consegnato i diplomi ai partecipanti e
ai docenti della scuola della terza età di
Marina di Caronia.
61
Cronache Costantiniane Siciliane
25 novembre 2007
Raccolta di sangue alla Magione
in occasione della Festività di Cristo Re
Domenica 25 novembre i cavalieri
del Sacro Militare Ordine Costantiniano di S. Giorgio di Sicilia hanno celebrato la festività di Cristo Re con una
Messa presso la basilica costantiniana
della Magione a Palermo. La SS Messa è
stata celebrata da Don Sergio Natoli sacerdote missionario. Presente una delegazione di cittadini della Costa D’Avorio che hanno intonato canti durante la
liturgia. Fuori la basilica un’emoteca
dell’A.D.V.S., in collaborazione con la
Delegazione Sicilia dell’Ordine Costantiniano, ha provveduto alla raccolta di
sangue dei volontari che hanno deciso
di donare. Al termine della mattinata il
vice delegato comm. di Grazia Antonio
di Janni ha consegnato al responsabile
dell’A.D.V.S. dott. Rino Como una
medaglia della delegazione Sicilia ed ha
62
Cronache Costantiniane Siciliane
ricevuto un crest e una cravatta dell’A.V.D.S.
Presenti cavalieri e dame: Maria Lo
Castro, Eugenia D’Alessandro, S.E. il
Prefetto Romagnoli, Govanni Bonan-
no, Francesco Spoto, Vincenzo Triolo,
Leonardo Soloperto, Francesco Lupo,
Michele Pivetti, Domenico Scapati, Aldo Cacopardi, Francesco Paolo Lo Giudice, Stefano Ferro, Manlio Corselli.
63
Cronache Costantiniane Siciliane
28 novembre 2007
Visita al 24° Reggimento Peloritani
Giorno 28 novembre una rappresentanza di cavalieri costantiniani, su invito del comandante del 24° reggimento
Peloritani di stanza a Messina, col. Antonello Arabia, cavaliere costantiniano
di merito con placca, ha visitato il reggimento. La delegazione dei cavalieri è
stata guidata dal comm. di Grazia Antonio di Janni accompagnato da Don
Francesco Stagno D’Alcontres, cavaliere
di Giustizia e dai cavalieri Prof. Giovanni Bonanno e Francesco Paolo Lo Giu-
dice. Ad accogliere la rappresentanza
costantiniana è stato Don Vincenzo Castiglione neo cappellano costantiniano
ed il colonnello Arabia. Dopo una visita al comando militare si è proceduto ad
uno scambio di doni e subito dopo si è
tracciato un programma da svolgere insieme al reggimento Peloritani. Si è discusso di un invio nel Kossovo, dove appunto opera il Reggimento di Messina,
di aiuti umanitari e si è anche stabilita la
data di un convegno, da svolgere ap-
64
Cronache Costantiniane Siciliane
punto al comando Peloritani, su la vulcanologia in concomitanza del centenario del terremoto del 1908 che rase al
suolo Messina. Al termine dell’incontro
il comandante col. Arabia ha invitato i
cavalieri costantiniano alla SS. Messa
del 4 dicembre prossimo per la festa di
S. Barbara.
65
Cronache Costantiniane Siciliane
30 novembre 2007
Visita del Delegato per la Sicilia a Palermo
Don Lucio Bonaccorsi dei Principi di
Rebburdone, Delegato per la Sicilia del
Sacro Militare Ordine Costantiniano di
S. Giorgio, giorno 30 novembre ha incontrato il vice delegato comm. Antonio
di Janni e il cav. Francesco D’Alba, presidente della Croce Costantiniana di Sicilia. Durante una colazione di lavoro, in
cui si è discusso delle nuove iniziative
della delegazione Sicilia per il 2008 e della crescita della Croce Costantiniana im-
pegnata nel settore socio sanitario di protezione civile, il vice delegato ha fatto
omaggio a Don Lucio Bonaccorsi della
medaglia di bronzo della Delegazione Sicilia. Al termine della colazione di lavoro
il Delegato, accompagnato da di Janni,
ha fatto visita al Collegio Filippone del
popolare rione Capo di Palermo a cui ha
consegnato merendine per i bambini,
avute in dono dal Cav. Raffaele Giordano e da altri cavalieri della Liguria
66
Cronache Costantiniane Siciliane
05 dicembre 2007
S.E. Mons. Michele Pennisi
nuovo Priore Costantiniano per la Sicilia
Giorno 5 dicembre presso la chiesa
di S. Bartolomeo a Enna si è svolta una
solenne funzione religiosa per il Beato
De Angelis, martire ennese, presieduta
da S.E. Mons. Michele Pennisi Vescovo
di Piazza Armerina. Presente il vice Delegato per la Sicilia Comm. di Grazia
Antonio di Janni accompagnato dai cavalieri costantiniani sia ennesi che provenienti da Palermo, Messina e Catania.
Al termine della funzione religiosa il vice delegato ha prima consegnato due
benemerenze costantiniane al capitano
della GDF Luca Bonatesta e al maresciallo della GDF Giovanni Capizzi, e
ha espresso la volontà della Delegazione
Sicilia di scegliere nella persona di S.E.
Pennisi il successore di S.E. Mons. Cataldo Naro scomparso l’anno scorso.
Dopo un attimo di commozione due
cavalieri hanno portato al Vescovo di
Piazza Armerina un ritratto a olio che lo
ritrae con la mozzetta costantiniana.
S.E. Mons. Pennisi ha accettato la carica di Priore tra gli applausi dei fedeli.
67
Cronache Costantiniane Siciliane
23 dicembre 2007
SS. Messa natalizia celebrata a Palermo
Giorno 23 dicembre, presso la chiesa di S. Maria Maddalena a Palermo, il
cappellano costantiniano Mons. Salvatore Grimaldi ha celebrato una SS.
Messa per i cavalieri costantiniani in occasione del Santo Natale. La splendida
chiesa del 1180 di stile arabo-normanno, prima tomba di Re Ruggero II, si
trova all’interno del comando regionale
dei carabinieri. Il vice delegato per la Sicilia, comm. di Grazia Nobile Antonio
di Janni, ha letto un messaggio di
68
Cronache Costantiniane Siciliane
S.A.R. Carlo di Borbone delle Due Sicilie Duca di Calabria e Gran Prefetto
dell’Ordine Costantiniano, in occasione
degli auguri di Natale per i cavalieri. Al
termine della cerimonia religiosa il vice
delegato ha consegnato alcune benemerenze a militari ed appartenenti alle forze dell’ordine. Una benemerenza è stata
consegnata anche alla Sig.ra Antonella
Mortillaro per gli aiuti ai bambini poveri del quartiere Capo di Palermo. Presenti le dame D’Alessandro e Amirante
ed i cavalieri Spoto, F. Lupo, Pivetti,
Ferro, Cacopardi, Triolo, S.E. il Prefetto Romagnoli, Sartorio d’Analista,
Sammarco, Fanale, Mirto, Corselli.
69
Cronache Costantiniane Siciliane
28 dicembre 2007
Santa Messa in rito bizantino
celebrata a Castell’Umberto
per la chiusura dell’anno solare 2007
Giorno 28 dicembre presso la chiesa
di San Giorgio a Castell’Umberto Papas
Luigi Lucini , cappellano costantiniano,
ha celebrato la consueta liturgia in rito bizantino per la chiusura dell’anno solare.
La S. Messa è stata celebrata in suffragio
delle Pie anime di S.M. Francesco II di
Borbone Re delle Due Sicilie, ricorrendo
l’anniversario della sua scomparsa, e di
S.Em.za Rev.ma il Sig. Cardinale Francesco Pompedda Gran priore dell’Ordine.
Presente alla liturgia il vice delegato per la
Sicilia Comm. di Grazia Antonio di Janni. Al termine della cerimonia il vice delegato ha consegnato al cappellano costantiniano un ritratto pittorico che lo
raffigura. Presenti i cavalieri costantiniani
Barca, Salomone, Quattrocchi, Mangione ed il presidente del consiglio comuna-
le, avv. Alessandro Pruiti Ciarello, che ha
comunicato l’intenzione della giunta comunale, di dedicare lo spazio antistante la
chiesa, alla memoria del Cardinale Pompedda, venuto a Castell’Umberto in occasione dell’inaugurazione della chiesetta
costantiniana.
70
Cronache Costantiniane Siciliane
30 dicembre 2007
Dono alla cittadinanza caronense della
Cappella della Beata Maria Teresa di Calcutta
La Delegazione Sicilia ha realizzato una
cappella, dove è stato collocato il simulacro
raffigurante la Beata M. Teresa di Calcutta, dono alla cittadinanza caronense.
Giorno 30 dicembre, dopo una funzione religiosa presso la chiesa dell’ Odigitria
a Marina di Caronia, celebrata dal cappellano costantiniano Don Antonio Cipriano, è stata inaugurata la cappella di Madre
Teresa di Calcutta sita nel retro della chiesa, progettata dall’Arch. Cesare Barca. All’inaugurazione presente il sindaco di Ca-
ronia Avv. Giuseppe Collura, che ha ringraziato l’Ordine Costantiniano sia per il
recupero di un’area dimessa dove è stata
realizzata la cappella, sia per il dono della
statua della Beata. A Rappresentare il Delegato per la Sicilia, Don Lucio Bonaccorsi dei Principi di Reburdone, era presente
il vice Delegato comm. di Grazia Antonio
di Janni che, dopo aver porto ai fedeli raccolti all’ingresso della cappella gli auguri di
buon anno delle LL.AA.RR. Carlo e Camilla di Borbone delle Due Sicilie Duchi
71
Cronache Costantiniane Siciliane
di Calabria, ha proceduto alla scoperta del
simulacro e della lapide ricordo tra gli applausi della popolazione. Dopo una breve
preghiera il cappellano costantiniano Don
Antonio Cipriano, Arciprete di Caronia,
ha benedetto la statua e tutti i presenti.
Presenti i cavalieri Barca, Scozzaro, Miceli,
Gentile, A. Bonanno e la Dama Ferito.
72
Cronache Costantiniane Siciliane
Monaldo Leopardi e il legittimismo in Italia
tra il Settecento e l’Ottocento
a cura di S.E. il Prefetto Gianfranco Romagnoli
Premessa: il legittimismo
Nella trattazione dell’argomento che ci
siamo proposti, è necessaria una breve
premessa sul quadro storico, a partire dal
significato del termine ‘legittimismo’, derivante, come è noto, dal latino legitimus.
Il legittimismo nasce in Francia come
dottrina politica basata sulla legge salica,
emanata nel 510 dal re franco Clodoveo,
che, dopo essere stata per lungo tempo dimenticata, fu successivamente assunta
come legge successoria del Regno. Questa legge stabiliva che la legittima la successione al trono avvenisse per ordine di
primogenitura maschile e, di conseguenza, che il re di Francia doveva essere ritenuto legittimo per volontà di Dio il quale,
attraverso la nascita del primogenito maschio, assegnava a lui il diritto di regnare.
La legge poneva pertanto, in buona sostanza, i presupposti per la legittimazione
dell’autorità politica attraverso lo strumento del ‘diritto divino’, assunto come
base teorica dell'assolutismo monarchico
e dell'onnipotenza legislativa del sovrano
assoluto.
Tali presupposti furono sviluppati, a sostegno dell'assolutismo di Luigi XIV, dall’Abate Jaques Bossuet che, richiamandosi alla scelta dei re documentata nell'Antico Testamento, asserì che i re erano con-
sacrati come rappresentanti di Dio sulla
Terra. Ognuno di essi aveva ricevuto il
suo trono da Dio stesso, e ribellarsi contro la loro autorità era come ribellarsi a
Dio. Nessun parlamento o nobile, e tanto
meno il popolo, aveva il diritto di partecipare a questa autorità legittimata da Dio,
poiché era stata conferita dalla provvidenza divina attraverso il diritto di primogenitura. In questa concezione, la monarchia si fonda sulla tradizione della religione cattolica e sul potere assoluto del re
che, rispettando il diritto di proprietà e le
libertà dei sudditi, esprime un governo legittimo, cioè conforme alla legge di Dio e
degli uomini, e perciò non arbitrario. Il legittimismo dunque esprimeva la stretta
unione che metteva in scambievoli rapporti le due autorità stabilite da Dio, la
Chiesa e lo Stato, che collaboravano a tutelare la vita morale e cristiana dei sudditi: questa, peraltro, era già stata la base
teorica del Sacro Romano Impero di Carlo Magno nell’800.
Il principio fu scardinato dalla rivoluzione francese del 1789, figlia dell’Illuminismo, che si spinse fino a proclamare la
Repubblica. La monarchia riprese piede
nel periodo napoleonico, che peraltro vide salire sui troni d’Europa non i sovrani
legittimi, ma membri della famiglia del73
Cronache Costantiniane Siciliane
di di Recanati, e dalla Marchesa Virginia
Mosca di Pesaro, ed ivi muore nel 1847,
senza essersi quasi mai spostato da quello,
che l’insigne figlio definirà “natio borgo
selvaggio” (Su questa definizione decisamente ingenerosa mi sia consentito aprire
una parentesi: infatti, anche a tacere dei
begli esempi di architettura rappresentati
da chiese, conventi e palazzi nobiliari, una
maggiore sensibilità alle arti figurative
avrebbe consentito a Giacomo di trarre
non lievi motivi di consolazione dalle
opere pittoriche presenti in territorio recanatese e in special modo dai dipinti di Lorenzo Lotto, il grande pittore veneto che in
vecchiaia si fece religioso e visse i suoi ultimi anni nella vicina Loreto presso il Santuario della Santa Casa, altra gemma rinascimentale assai prossima a Recanati, continuando fino alla morte a impreziosire
con i suoi dipinti le chiese della zona, Sue
importanti opere come l’Annunciazione
sono conservate nel Museo recanatese).
La famiglia Leopardi, di antica nobiltà, fa
risalire le sue origini al Vescovo di Osimo
S. Leopardo, vissuto probabilmente nel
sec. IV sotto gli imperatori Valentiniano
III e Teodosio; viene ricordato un Goffredo Leopardi, militare e nobile vissuto nel
X secolo. Capostipite della casata, di parte guelfa e che, dopo la morte di Manfredi, ricevette privilegi da Carlo d’Angiò, è
però considerato Attone (sec. XII). I primi documenti dell’archivio familiare sono del 1207. Molti suoi membri, nel corso dei secoli, ricoprirono prestigiose cariche civili ed ecclesiastiche.
l’imperatore dei Francesi: e tuttavia, Napoleone fu il veicolo del diffondersi nel
Vecchio Continente delle idee della Rivoluzione di cui era figlio. Da esse si originò la rivoluzione napoletana del 1799, peraltro sostenuta dalle armi francesi.
Con la sconfitta e il crollo dell’impero napoleonico, il principio del legittimismo fu
riproposto al Congresso di Vienna del
1814-15 dal diplomatico francese Charles Maurice de Talleyrand per giustificare il reinsediamento della legittima
dinastia borbonica francese, e fu accettato da tutte le potenze europee convenute come necessaria garanzia per i restaurati troni dei legittimi regnanti.
Garanzia necessaria, perché non si erano
sopiti i fermenti di novità della Rivoluzione francese: infatti i moti rivoluzionari ripresero dal 1820, partendo dalla richiesta di una Costituzione per limitare i
poteri del sovrano, che fosse tale non più
soltanto per grazia di Dio, ma anche per
volontà della Nazione. Dopo la loro più
estrema manifestazione nella Comune di
Parigi del 1830, essi sfociarono nell’ideologia dei risorgimenti nazionali e, in Italia, nelle guerre d’indipendenza.
E’ in questo periodo storico ricco di cambiamenti che visse Monaldo Leopardi.
Monaldo Leopardi: la vita e l’ideologia.
Monaldo Leopardi di San Leopardo nasce
il 16 Agosto 1776 a Recanati, bella cittadina della pontificia provincia della Marca non priva di insigni tradizioni civiche
ed artistiche, dal Conte Giacomo Leopar-
74
Cronache Costantiniane Siciliane
per molti versi - sonnolenta provincia
pontificia della Marca, non rimanesse
estranea alla circolazione di notizie che
immettevano nel patrimonio culturale
dell’epoca nuovi elementi, derivanti dalla
scoperta e conquista del Nuovo Mondo e
dagli studi che ne seguirono. In tali studi
primeggiò la stessa Chiesa: infatti gli ordini religiosi dei Francescani, dei Mercedari, dei Domenicani e, appunto, dei Gesuiti, insediatisi in America tra la fine del
XV ed i primi decenni del XVI secolo,1
espressero personalità, anche indigene, di
studiosi delle lingue, dei costumi e della
storia delle popolazioni indie, autori di
opere che ebbero larga circolazione in
Europa.
Una particolare propensione per le lettere
fece sì che Monaldo acquisisse una cultura assai vasta, anche se costruita attraverso letture certamente copiose, ma anche
disordinate, nei più diversi campi dello
scibile. Direttamente connessa a questa
sua propensione fu la costituzione della
biblioteca di Casa Leopardi ricca di oltre
ventimila volumi, aperta da lui stesso alla
cittadinanza recanatese (filiis, amici et civibus, come recita una targa marmorea) e
tuttora conservata e visitabile nel Palazzo
Leopardi di Recanati. Questa biblioteca
fu la fonte degli «studi leggiadri» e delle
«sudate carte» in cui precocemente si cimentò Giacomo nei suoi primi anni di
studio «matto e disperatissimo» e ai quali
La nascita comitale e l’educazione nobiliare collocavano Monaldo in una élite sociale. Suo precettore fu il Gesuita messicano P. Giuseppe Mattia de Torres (17441821), che divenne in seguito precettore
anche dei suoi figli. Il suo inserimento,
ricco come vedremo di conseguenze, in
casa Leopardi è legato alle tempestose vicende in cui si trovò coinvolta nel XVIII
secolo la Compagnia di Gesù. Le corti
cattoliche del Portogallo e della Spagna,
invero, mal sopportavano l'azione dei Gesuiti a favore delle popolazioni delle colonie americane, un’azione che limitava le
possibilità di sfruttamento da parte di colonizzatori spesso avidi, crudeli e senza
scrupoli morali. L’opposizione di queste
grandi monarchie, cui si unì quella della
Francia, del Regno di Napoli e del Granducato di Parma, condusse in pochi anni
dapprima alla cacciata dei Gesuiti dai territori di Portogallo, Spagna, Francia, Napoli e dalle colonie del Sud e Centro
America, e poi alla totale soppressione
della Compagnia, disposta da Papa Clemente XIV il 21 luglio 1773 con il decreto Dominus ac Redemptor.
A seguito delle espulsioni, molti Gesuiti
messicani e spagnoli raggiunsero l’Italia
e, in particolare, lo Stato Pontificio, ove si
insediarono e furono portatori di cultura,
in particolare della nuova cultura americana. Avvenne così che la città di Recanati, pur essendo inserita nel cuore della -
1 I Francescani si insediarono in America dal 1493, i Domenicani dal 1510, i Mercedari dal 1519, gli Agostiniani dal 1533
e i Gesuiti dal 1566.
75
Cronache Costantiniane Siciliane
pore fossero tutt’altro che inconciliabili
con una società cristiana. Inoltre, in contraddizione con la sua professione di inimicizia per la modernità, introdusse migliorie nella gestione dell’agricoltura, innovazioni nel campo medico, e mise in
pratica metodi educativi liberali basati
più sulla persuasione che sull’autorità: in
proposito, non bisogna dimenticare che la
biblioteca monaldiana comprendeva uno
scaffale di libri la cui lettura era allora
proibita dalla Chiesa ma ai quali Monaldo
e i suoi figli, per speciale dispensa papale, potevano accedere.
La sua visione cristiana e legittimista fu
da lui usata, attraverso i suoi scritti, come
veicolo della sua ideologia politica, che
non si limitò peraltro ad enunciazioni
astratte e teoriche, ma cercò riscontro nell’azione, esprimendosi anche nel personale impegno che egli pose nell’amministrazione della sua città: fu infatti, in diversi momenti, consigliere comunale, governatore, amministratore dell’annona e
ricoprì per due volte la massima carica civica di Gonfaloniere.
Intorno ai suoi venti anni, fu direttamente
coinvolto nella tempesta napoleonica, che
con l’imprigionamento e la deportazione
in Francia nel 1799 di Papa Pio VI tanto
influì sul consolidarsi delle sue idee. Nel
continuo alternarsi di vittorie e sconfitte
tra gli eserciti austriaco, francese e pontificio, infatti, dopo essere stato eletto governatore dalla popolazione nel 1799, col
ritorno dei Francesi fu condannato a morte e dovette rifugiarsi in campagna. Pas-
sovrintendeva direttamente il padre . A
questa impresa Monaldo dedicò grandi
energie intellettuali e soprattutto, finanziarie, e ciò fu causa non ultima del dissesto del patrimonio familiare, la cui amministrazione per un concordato con i creditori gli fu tolta ed affidata alla moglie, la
Marchesa Adelaide Antici, discendente di
una famiglia ricordata per essere stata
proprietaria di quel bosco di lauri (lauretum), nel quale la tradizione vuole che sia
atterrata la Santa Casa, ivi portata in volo dagli angeli, e che diede il nome al Comune di Loreto.
Monaldo fu di sua natura legittimista e
conservatore in massimo grado, divenendo un esponente di primo piano di tale
cultura e della sua circolazione nazionale
e transnazionale. Ciò derivava da un suo
profondo attaccamento ai valori della nobiltà e della religione, che erano stati radicalmente negati dalla Rivoluzione francese e che, anche in Italia, erano stati posti in discussione dal diffondersi delle
nuove ideologie illuministe. Questo suo
modo di essere si rifletteva anche nell’aspetto esteriore: andava infatti in giro per
le vie di Recanati in costume completo di
spada, talché divenne noto come l’ultimo
nobile spadoforo d’Italia.
Non bisogna, peraltro, confondere il conservatorismo di Monaldo con una pregiudiziale, ottusa chiusura al progresso ed alle novità: ad esempio infatti, pur preoccupato per le possibili conseguenze della
meccanizzazione sull’occupazione, riteneva che le ferrovie e le macchine a va76
Cronache Costantiniane Siciliane
mente arrestato dal governo regio per la
sua opposizione all’iniziativa del rappresentante di Ferdinando IV, il principe
Francesco Pignatelli, tesa a privare di rappresentatività le assemblee aristocratiche
dette sedili, ma potè usufruire dell’amnistia pattuita da Ferdinando IV con Napoleone nella Pace di Firenze del 1801.
Al momento della seconda discesa dei
francesi, rimase a fianco del re fuggitivo
e questi, colpito dalla sua fedeltà, lo incaricò della difesa delle isole di Ponza, Ventotene e Capri, rimaste in suo possesso. In
questo incarico il Canosa, nonostante la
perdita di Capri conquistata con soverchianti forze da Murat, diede prova di valoroso ed abile combattente, sicché Ferdinando, tornato sul trono nel 1815, lo nominò ministro di polizia.
In tale veste cercò di opporsi alle correnti
sovversive clandestine attraverso un’ opera di propaganda - che in verità non si rivelò molto efficace - ma si scontrò con il
capo di gabinetto Luigi Medici principe
di Ottaviano, che intratteneva non chiari
rapporti con i Carbonari. Sollevato dalla
carica, dopo la rivoluzione del 1820 che
costrinse il sovrano a piegarsi alle richieste dei Carbonari, vi fu reinsediato nel
1821, quando il re tornò sostenuto dall’esercito austriaco, che impose uno stato di
polizia e un protettorato de facto. Non riuscendo ad adattarsi il Canosa, che nonostante le passate incomprensioni mai
venne meno alla sua fedeltà alla monarchia borbonica, si trasferì presso la corte
di Modena dove visse dal 1830 al 1834,
sata la tempesta, Monaldo continuò a impegnarsi nella amministrazione locale fino alla rivoluzione del 1830 che diede vita alla Comune di Parigi ed alla emanazione della Costituzione di Luigi Filippo:
dopo questi eventi, di cui fu critico feroce
non riuscendo a concepire una monarchia
costituzionale, si ritirò completamente
dalla partecipazione attiva alla cosa pubblica, dedicandosi esclusivamente alla
letteratura e in special modo alla pubblicistica politica, attraverso la quale difendeva gli ideali legittimisti.
Antonio Capece Minutolo di Canosa
In questa attività, ha particolare importanza il rapporto di Monaldo con l’altro
grande protagonista del legittimismo italiano, Antonio Capece Minutolo, principe
di Canosa (1768-1838). Questo illustre
letterato ed uomo politico napoletano, intransigente e imparziale, era sceso in
campo già nel 1795 per difendere la religione cattolica contro i fautori della religione naturale, pubblicando poco dopo
una dissertazione sulla Utilità della monarchia nello stato civile.
Quando le truppe napoleoniche giunsero
nel Regno di Napoli, si schierò con la resistenza dei Lazzari, promuovendone la
leva e finanziandone l’armamento. Con
l’ingresso dei Francesi a Napoli e l’instaurazione della repubblica giacobina, fu imprigionato e condannato a morte, ma venne liberato a seguito della restaurazione
seguita alla rivolta sanfedista guidata dal
Cardinale Fabrizio Ruffo. Fu però nuova-
77
Cronache Costantiniane Siciliane
divenendo autorevole consigliere dell’Arciduca Francesco IV d’AsburgoEste, figura emblematica di regnante
conservatore che aveva un senso quasi
mistico della missione divina del sovrano ed era ossessionato dalla Carboneria
che la negava. Da qui, il Capece Minutolo manteneva contatti con tutti i legittimisti italiani. Passò quindi nello Stato
Pontificio, a Roma, dove tentò di promuovere la costituzione di armate legittimiste volontarie. Nel 1835 si stabilì definitivamente a Pesaro.2
Il Capece Minutolo, quale fiero avversario delle idee illuministiche e rivoluzionarie, fu autore dell’opera teatrale L’Isola
dei Ladroni o sia La Costituzione Selvag-
gia,3 che nell’ambito della sua riflessione
sulla prassi controrivoluzionaria, costituisce un esempio concreto dell’uso del teatro per la formazione di una corretta opinione pubblica. Su tale tema versa una
corrispondenza del 1833 con Monaldo
Leopardi, nella quale lo invitava a dedicarsi alla stesura di testi teatrali e su cui
torneremo più avanti.
Della sua attività letteraria ricordiamo
inoltre l’ Epistola ovvero Riflessioni critiche sulla moderna storia del reame di
Napoli del generale Pietro Colletta e la
fondazione della rivista modenese La Voce della Verità, attraverso la quale propugnava le sue idee e alla quale, dalla vicina Recanati, collaborò lo stesso Monaldo.
2 Cf. F. Pappalardo, voce Antonio Capece Minutolo, principe di Canosa, in Voci per un Dizionario del Pensiero Forte, cit.
3 A. Capece Minatolo, L’Isola dei Ladroni o sia la Costituzione Selvaggia: Commedia ridicola divisa in tre atti,e scritta
nel mese di Gennaio e metà di Febbraio dell’anno 1821, Krinon, Caltanissetta, 1993.
78
Finito di stampare
nel mese di maggio 2008
a cura della
Casa Editrice CE.ST.E.S.S.
Centro Studi Economici-Sociali Sicilia
via Catania, 42/B - Palermo
FEDERAZIONE CACCIA
DEL REGNO
DELLE DUE SICILIE
Riconosciuta con L.R. n. 17 del 28-12-2004 - Art. 127 Comma 30
Via Principe di Paternò, 16 - Tel. 091 348404
90143 Palermo
Scarica

Scarica l`allegato in PDF - Sacro Militare Ordine Costantiniano di S