261 Anno 9 - n° 6 - Distribuzione Gratuita ATTUALITA’ KI S K ULTURA A INFORMAZIONE 13 Aprile 2013 SPORT & TURISMO Marino Giuseppe C.so Italia, 96 - ACIREALE IL GIORNALE DEL TERRITORIO DELLE ACI Perché dal centro (e dagli “uomini di centro") non si possono interpretare le ragioni del rinnovamento. L’ultima competizione elettorale ha definitivamente segnato la fine di ogni velleità di costruire un “centro”, un “altro-polo”(rispetto a destra e sinistra), un “terzo polo” in questo paese( se “terzo polo” c’è stato è quello del movimento 5 stelle, il “polo della protesta”, agli antipodi rispetto alla aurea mediocritas invocata da Monti). Cosa c’è dietro un dato elettorale così “avaro” ed “ingeneroso”? C’è senza dubbio, la impopolarità delle misure adottate dal governo dei “tecnici”, nelle quali il “centro” ha inteso identificarsi; c’è (dal punto di vista di UdC e FLI), la certezza di essere stati “fagocitati”(chi vuole fagocitare è spesso fagocitato!) da Monti; c’è anche (bisogna una volte per tutte ammetterlo) l’abitudine, ormai consolidata (degli italiani), al bipolarismo. Sarebbe però semplicistico e superficiale fermarsi a queste ragioni. Bisogna spingersi oltre e gettare lo sguardo al di là del contingente, avendo il coraggio di chiedersi: il centro è una categoria della politica? A chi rispondesse immediatamente no, si potrebbe facilmente obiettare che, per 50 anni, questo paese è stato governato dal centro. Cosa era, in fondo, la Dc? “Un partito di centro che guarda a sinistra”(intendendosi, con il termine sinistra, scevro da connotazioni di carattere marxista, la capacità di alternare alla gestione, il cambiamento). Ma, prima di tutto, la DC era il centro: il primato del governo degli interessi reali, la gestione senza scossoni, le riforme senza radicalità. E sarebbe, ingiusto, dire: “quel paese stava al centro perché gli italiani sono un popolo conservatore ed hanno paura della radicalità”. Quel paese, quello che dal dopo-guerra è giunto sino alle porte del nuovo millennio, stava al centro perché, crescendo economicamente (non solo per merito suo), avendo la certezza di stare dalla parte del mondo dei “privilegiati”(“noi siamo gli “americani”), gestiva lo “status quo”, senza bisogno di spingersi oltre. Financo il fatto che il figlio degli umili emergesse, “salendo l’ascensore sociale”, avveniva dentro la cornice dello status quo. Ed il centro stesso era lo status quo: un esistente rassicurante (solo da gestire): la costruzione di una famiglia, un posto di lavoro, la capacità di muoversi dentro un rigido “cerimoniale sociale”. Dentro quel centro, dal punto di vista della partecipazione attiva alla politica, c’erano delle regole di cooptazione, un “cursus honorum” da rispettare, uno spartito da seguire pedissequamente. Ma oggi bisogna avere il coraggio di chiedersi: è possibile ancora governare il paese dalla “gestione e dallo status quo”? Un paese dove la disoccupazione ha raggiunto soglie sudamericane, le distorsioni sono diventate inaccettabili, più del 50% della popolazione non rientra nello “status quo”? E’ possibile governare il paese con le “agende”, non con i programmi, come se le riforme siano una cosa “neutra”? La riforma del mercato del lavoro è forse la stessa cosa se vista dal punto di vista di destra e sinistra? La verità è che oggi, esaurito il “tempo della gestione”, ristretta la categoria dello “status quo”, bisogna avere il coraggio di dire: “sono di destra o di sinistra”. Due diversi modi di confrontarsi con la “radicalità”(non è più la stagione del moderatismo, semmai della moderazione che è un modo di approcciarsi con la vita), di rapportarsi con la realtà: la destra punta a cavalcare l’istintualità sociale (non è detto che sia un male), la sinistra a costruire un ordine; la destra pensa che “i diritti vadano distribuiti in base a ciò che rende gli uomini diseguali; la sinistra in base a ciò che rende gli uomini eguali”(Norberto Bobbio). Destra e Sinistra sono due modi diversi di pensare all'Europa, al sistema di tassazione, alla giustizia sociale. Se non si avrà questa consapevolezza, il centro terrà dentro le sue fila, soltanto una “minoranza etnica della popolazione”: quella gente che si “autodefinisce perbene”. Come ha scritto Galli della Loggia: “figure della più esausta nomenclatura partitica, il pallido volto di un notabilato catto-confindustriale insaporito da qualche prezzemolino sportivo-accademico. In complesso la raffigurazione di una compiaciuta oligarchia italiana all'insegna del «lei non sa chi sono io e quanto sono importante”. Non può un simile agglomerato interpretare il rinnovamento(ricostruire una passione collettiva), dentro e fuori le sua fila. Potrà solo rassicurare lo “status quo”(quello che diminuirà costantemente) e, capace solo di “gestire”, non saprà indicare “una via” se non quella di “una corsa contro il nulla”. Questo vale nella “grande” e nella “piccola politica”. Guai se nelle prossime competizioni elettorali si penserà di agire da “uomini di centro”, non raccogliendo le ragioni (da destra e da sinistra) della radicalità e del rinnovamento. Guai a chi pensa: “confermiamo un altro giro di Ancient regime, attendendo che la situazione si chiarisca, aspettando che ci sia ancora spazio per un centro, riconfermando gli "uomini di centro"”. Crisi significa occasione: oggi c’è, per la prima volta dopo 50 anni, l’occasione di compiere atti radicali, non correndo il rischio che il “corso delle cose” presenti il conto. Oggi, finito il “centro”, è il tempo della politica, come capacità di cambiare le cose. Antonio Coniglio Messaggio Elettorale a cura del candidato Cari concittadini, Il mio cuore si è fatto legno e io lascio appassire l’alba. Lorenzo Marotta Le promesse da marinaio Probabilmente non sarà neppure stato arruolato nei quadri della marina quel tal Salvatore Palella da Milano (jacitano?) arrivato nella nostra città come il “salvatore” ( di nome ma non di fatto!) e che è riuscito a mettere in scacco tutta la razza sportiva pallonara con la complicità, non intenzionale, per la verità, di Gianluca Cannavò, anche’esso coinvolto, suo malgrado, nel pasticcio dell’Acireale Calcio. Ormai il fatto, anzi il fattaccio, si è materializzato con la certa retrocessione della squadra nel limbo dell’Eccellenza e stando ai proclami del Presidente Palella (ancora è il Presidente!) l’anno prossimo (calcistico) ripartirà il programma di rilan- molti di voi mi propongono la candidatura a sindaco di Aci S.Antonio per le elezioni del 9-10 Giugno. Per esperienza so bene quanto sia difficile amministrare il nostro paese e quanto impegno tale funzione richieda, specie nell’attuale congiuntura economica. Sulla base di questa consapevolezza ho riflettuto a lungo e alla fine ho deciso di accettare; a questa determinazione son giunto perché non intendo deludere la fiducia e la stima che tanti concittadini hanno nei miei confronti, ma soprattutto perché nutro il fermo convincimento che quando si è chiamati a servire il proprio paese non si può dire di no, anche a costo di sacrifici e rinunce. Sin da ora, però, voglio sottolineare che, se sarò eletto, sarò il sindaco di tutti, senza nessuna distinzione e che l’azione amministrativa sarà rivolta solo ed esclusivamente alla soluzione dei problemi della nostra comunità. Enzo D’Agata Uno spruzzo “jacitanu” al Campidoglio? cio…Alle favole ci abbiamo creduto anche da grandi ma questa favola è troppo grande, scusate il bisticcio di parole, per continuare a sentirla. ed a farcela raccontare. Un emerito (stavo scrivendo imbroglio…ne) personaggio scende dal freddo nord con una valigia (di cartone?) piena di soldi (sic!) …promette qui e qua (non sono i nipotini di Paperino), ma i soldi della valigia (di cartone) sono solo carta straccia…autentica carta straccia. I tifosi, giustamente inviperiti… qualcuno, dicono una “vecchia gloria”, ci rimette qualche migliaio di euro, tanti non vengono pagati…i giocatori tornano alle loro case (sfrattati e non pagati e non rifocillati!!!) mentre il sindaco, giustamente, si tira indietro facendo come Pilato dopo avere ricevuto a Palazzo di Città, con “summa laude” il novello “berluschino” ed avere pronunciato, con il solito vocione, sempre spiritoso! le ripetute e storiche speranze di rilancio del calcio ad Acireale tralasciando questa volta, finalmente! i suoi trascorsi come cronista sportivo dell’Acireale Calcio dei tempi felici!. I problemi più grandi, si sa, non sono quelli del Calcio ad Acireale ma del degrado assoluto nel quale si dibatte tutta l’amministrazione…disordine, abusivismo, le Terme, le affissioni, il turismo, l’assoluta mancanza di programmazione e/o (ri)lancio della Città…cosa dimentichiamo? Non basterebbero cento giornali per raccontare cosa manca a che la nostra città diventi, presuntuosamente, capofila di un consorzio di comuni….ma vuoi sentire che anche Aci Catena,Aci S.Antonio e ….preferirebbero Giarre…. T.C. 2 Sabato 13 aprile 2013 Piccole cose Un sabato mattina di quest' ancora incerta primavera. Piazza Duomo. Una postazione propagandista d'un AKIS La processione del Cristo morto Anche quest’anno il venerato simulacro del Cristo morto ha attraversato le strade di Acireale, tra due ali di folla silente, per ricevere l’omaggio dei fedeli, chiamati a meditare sul mistero della Morte e Risurrezione di Gesù. In un’atmosfera di silenzio e preghiera, la processione ha preso le mosse dalla chiesa del SS.Salvatore alle ore 20,30 per dirigersi verso piazza Duomo, accompagnata dal clero, dalle confraternite, associazioni, autorità civili e militari. Sul sagrato della Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo il vescovo di Acireale, mons. Antonino Raspanti, ha tenuto la sua toccante meditazione sul significato del sacrificio di Gesù, cui sono seguiti il messaggio augurale di Pasqua e la solenne benedizione. Mons. Raspanti, al suo secondo anno tra noi come vescovo, ha dimostrato di essersi già compenetrato nell’animo e nei sentimenti degi acesi verso Gesù Crocifisso. Su un noto “social network”, la sera del Giovedì Santo, pensando ai riti dell’indomani, ha voluto lasciare questo gruppetto di "grillini" in prossimità del chioschetto. Una donna di mezz'età che dibatte con loro. Quattro ragazzi seduti per terra esattamente al centro della piazza. Nessun altro. Acireale: sono "le piccole cose che amo di te". Mariano Antonio Seminara Indovinello “amarcord” Mamma chioccia, mamma chioccia/ quanti polli hai nel pollaio?/ Ce n'ho tanti, tanti, tanti/ che non posso più contarli e... eehm... qui la memoria s' affievolisce e si perde. Troppo tempo è passato da quella primavera dei 1955, quando gli alunni del S. Luigi, giovane collegio acese retto dai valenti (non sempre) Fratelli delle Scuole Cristiane (c.s.), dalle elementari al liceo, calcavano le tavole del palco del teatrino-cappella. Proprio così, trattandosi difatti d'un ampio salone bifunzionale, con una galleria che lo percorreva lungo tre lati, e l'uno dirimpetto all'altro un altare e un palcoscenico. Per cui, finita la messa, dismessi tabernacolo e calice, si faceva scorrere la porta della nicchia che ospitava l'altare, si facevano girare, provocando un insopportabile frastuono, di centottanta gradi le spalliere delle panche ed ecco il teatrino. Operazione inversa e voilà di nuovo la chiesa. Dunque: teatrino cappella, cappella teatrino... E successivamente anche cappella cinema. Salutavano in questo modo, tutti gli anni, la nuova stagione. Con la tradizionale "Festa dei fiori", spettacolo ricco d'esibizioni che, noi marionette plagiate, offrivamo ai nostri genitori. Con l'incoscienza di pochi e la paura per la probabile "malacumpassa" di molti. Con le parole che. o non venivano alla mente, o si rifiutavano di uscire dalla bocca. Coi rimproveri taciti e la delusione che leggevamo negli occhi dei nostri parenti. Coi tic che non riuscivamo a dominare. Così andava consumandosi la nostra fanciullezza, la nostra giovinezza... L'anno 1955 un gruppetto di terza elementare faceva "Mamma Chioccia". Uno dei piccoli pennuti era l'attuale Presidente del Consiglio Comunale. Al lettore il piacere di scoprire chi. Mariano Antonio Seminara Tempo Inesorabile............. eccolo arriva, si insinua nelle pieghe della mia pelle, rimodella il mio corpo, modifica il mio respiro. Solo nei sogni mi riapproprio del mio tempo che ridà ai ricordi nuova forza e voglia di vivere. Ma all'alba tutto svanisce..... e lo specchio mi ridà l'esatta concezione del Tempo Inesorabile Daniela Caproni commento: “Ci attende l’azione liturgica del Venerdì e la magnifica processione serale. So che fra poche ore tanta gente accompagnerà il Cristo morto al SS. Salvatore. La fede acese in certi momenti è commovente. mons. Raspanti” Riuscitissima la cerimonia, curata sotto il profilo organizzativo dall’Arciconfraternita del SS.Crocifisso in San Pietro. Tutto si è svolto con ordine e decoro. Musiche sacre, eseguite dalla banda diretta dal M° Salvo Miraglia, hanno accompagnato il corteo, mentre l’animazione liturgica, dei canti e delle letture, è stata curata quest’anno dalla parrocchia S.Giovanni Evangelista, sotto la guida di don Andrea Cutuli, e dalla corale “N. Dame de Lourdes” della parrocchia di S.Giuseppe, diretta dal M° Clotilde Fiorini. Molto opportuna la delimitazione degli spazi sulla piazza Duomo, con in prima fila i fratelli ammalati accompagnati dai volontari dell’Unitalsi. Al termine della processione il simulacro del Cristo morto è rimasto solennemente esposto nella Basilica dei Santi Apostoli Pietro e Paolo nel corso dell’intera giornata del Sabato Santo, fino alla cerimonia della reposizione della statua, che si è svolta, come tradizione, alle ore 19,00. Guido Leonardi SiciliAntica – Attività primo trimestre 2013 Le attività culturali dell’associazione SiciliAntica di Acireale hanno avuto inizio domenica 6 gennaio con la partecipazione alla “Sfilata storica dei Re Magi” di Aci Platani, giunta ormai alla sua 23a edizione; la manifestazione, che coinvolge l’intera frazione acese, vede il corteo dei diversi personaggi biblici fino in Piazza 4 settembre, dove ha luogo la drammatizzazione degli eventi più significativi della storia del popolo ebraico, che culmina con l’arrivo del Bambino Gesù, accompagnato “IL valore della memoria” in Friuli Venezia Giulia Energia, bene primario. Anche ad Acireale Dal 3 al 7 aprile 2013 una delegazione del Liceo Scientifico –Linguistico “Archimede” di Acireale, presieduto dal prof. Riccardo Biasco, composta da 18 allievi delle quinte classi liceali , accompagnati dalle docenti tutor, Paola Lizzio e Marinella V. Sciuto, ha effettuato un viaggio studio, della “memoria” e del “ricordo”, a Trieste e in Istria, alla ricerca del luoghi della memoria che segnano la storia del confine orientale italiano, dalla architettura memorialistica della Grande Guerra espressa dal sacrario militare di Redipuglia passando dalle tragiche vicende della dominazione nazifascista con la visita del Museo della resistenza di Risiera di san Sabba- unico campo di sterminio nazista nel territorio italiano- per giungere alla visita del Museo nazionale della Foiba di Basovizza e di alcuni siti delle foibe istriane completata dalla visita del Museo della Civiltà istriana. Il viaggio si concluderà con la visita del Centro Raccolta Profughi di Padriciano, Museo a carattere nazionale, visitato dal Liceo Scientifico Archimede per la prima volta nell’aprile 2012, visita inedita per una scuola del sud Italia. Il Viaggio ha rappresentato l’esito di un percorso di studio e di approfondimento critico delle fonti relative a due pagine della storia del ‘900 che sono state oggetto nell’ultimo decennio di atti legislativi del Parlamento italiano, rispettivamente la legge d’istituzione della Giornata della memoria, il 27 gennaio, memoria delle vittime della Shoah e dei deportati militari e politici italiani nei campi nazisti e quella che istituisce il Giorno del ricordo, 10 febbraio, ricordo delle vittime delle foibe e dell’esodo giuliano- dalmata. Da segnalare che quest’anno il progetto del viaggio ha ricevuto un sostegno economico di 3000 euro destinato agli studenti viaggiatori da parte dell’ Unione degli Istriani in collaborazione con il Miur. La delegazione degli studenti del Liceo Archimede infatti ha incontrato, nella prestigiosa sede di Palazzo Tonello a Trieste i rappresentanti dell’associazione cui è seguita una lezione teorica unitamente all’ascolto di alcune testimonianze e il saluto da parte dell’Amministrazione comunale di Trieste. A cura delle docenti referenti del Progetto POF, “ Il valore della memoria”, Paola Lizzio e Marinella V. Sciuto. E' un argomento tra i più diffusi, e tra i meno informati! Gli interessi in gioco sono troppo ampi perchè non si distorcano notizie ed informazioni. L’obiettivo principale che si cerca di raggiungere quando si parla di energia è che ogni cittadino possa disporre dell'energia per i fabbisogni minimi, possibilmente in regime di autarchia energetica. Gli altri obiettivi correlati che non si danneggi l'ambiente, non si esauriscano le riserve, non si favoriscano interessi illegali. Ma quali sono le possibili alternative? In una realtà come quella acese, afferma l’ing. Tonino Sardo responsabile di nota azienda acese dotata di notevole specializzazione, le possibili alternative sono facili da elencare, ponendosi in ogni caso come regola di base che oramai è necessario ragionare da modesti risparmiatori di energia, non da folli consumatori. La prima è l’energia fotovoltaica: nata per il privato ed i piccoli consumi, usando la rete Enel come accumulatore di scambio, è stata male interpretata nel senso della speculazione con grandi impianti, i cui costi vengono recuperati sulle bollette Enel di tutti noi. Non è vero che l'inquinamento sia nullo, così come non è vero che l'investimento ritorni, neanche in tanti anni. Siamo sempre alle prese con un fragile impianto, le cui défaillances sono tutte a nostro carico. Si tratta comunque di strada percorribile, soprattutto per i piccoli ed i piccolissimi impianti (voto 6-). La seconda è l’energia eolica: non parliamo neanche dei grandi impianti e delle disoneste speculazioni ad essi quasi sempre connesse. I piccoli impianti funzionano male e rendono poco ed in maniera troppo discontinua. In città è meglio non pensarci. In campagna... (voto: 3). La terza raggruppa le energie alternative non rinnovabili: i buoni impianti di cogenerazione con turbine a gas, riescono ad avere degli ottimi rendimenti ed a far rientrare l'investimento, ma solo nel caso di consumi intensi e continui di caldo e freddo. Strada poco percorribile per un privato. Si tratta comunque di fonti non rinnovabili. (voto: 4). La quarta riguarda le biomasse, continua Sardo: non ne parliamo nemmeno in città o nelle sue vicinanze! Pochi mesi fa venne fuori la folle idea di dotare l'ospedale di Acireale di una centrale a biomasse, altamente inquinante e disordinatamente infestante. E pare che fosse proprio la ASP a proporla. Il nostro Sindaco disse: "Mille volte no!" (voto: 0). Dalla quinta (energie in sperimentazione): attendiamone gli esiti. Ed arriviamo così alla sesta alternativa, l’energia geotermica (a bassa entalpia): in questo gioco, un pò imbarazzante, tra energia residua del nucleo ed energia solare incidente sulla crosta terrestre, quello che è vero è che questa fonte molto trascurata e poco capita, si sta facendo largo a gran velocità. Rispetta le regole dell'utilizzo delle piccole energie; se è realizzata da personale esperto e con le debite cure, produce inquinamento praticamente nullo; si autoaccumula in quanto produce ininterrottamente nelle ventiquattr'ore e nei 365 giorni dell'anno; consente anche la realizzazione di impianti per poverissimi (free-cooling); utilizzabile sia per condizionamento invernale che estivo; ha un rendimento elevatissimo (fino a 6, 7 volte quello di una stufa elettrica). In città è praticamente inutilizzabile, ma appena ci si avvicina alla periferia od ai giardini, od anche alle strade private si. Se si possono fare delle trivellazioni per l'installazione di sonde geotermiche in un sito dell'importanza monumentale come il Palazzo dei Normanni di Palermo, si può facilmente immaginare che tali trivellazioni si possano fare quasi dappertutto. I costi sono oggi troppo alti perchè si possa parlare di rapido rientro dell'investimento, ma sono in via di riduzione, e se i costi dell'energia tradizionale dovessero aumentare ancora di poco...e se non si disponesse di energia? E se le ricerche in corso facessero partecipare l'energia geotermica a bassa entalpia alla produzione d'energia elettrica, e non solo di energia termica...sarebbe bene che per le nuove costruzioni ci si pensasse seriamente! (voto: 7+) Elena Vitale Una formazione della Trinacria... Come è difficile trovare la traccia divina in mezzo alla vita che facciamo, in questo tempo così soddisfatto, così borghese, così privo di spirito, alla vista di queste architetture, di questi negozi, di questa politica, di questi uomini! HERMANN HESSE, Il lupo della steppa ”Incontro con l’autore” da Maria e Giuseppe, e la visita dei Magi con i tradizionali doni. Nell’occasione si è avuta anche l’opportunità di visitare la chiesa Madre. Il mese di gennaio è proseguito con altre attività in sede; in particolare, ci si è occupati di tutela dell’identità storica della città di Acireale e delle Aci, attraverso un lavoro di ricerca e segnalazione delle emergenze architettoniche e archeologiche; a fine mese sono state compilate delle schede relative a tali emergenze, che sono state successivamente inviate ai comuni interessati (Acireale e Aci S.Antonio) e alla Presidenza Regionale di SiciliAntica , affinché siano segnalate all’Assessorato Regionale ai BB.CC. Sabato 19 febbraio i soci di SiciliAntica si sono recati a Catania, presso il Museo Archeologico Regionale (locali della ex “Manifattura Tabacchi”), per visitare la splendida mostra “Da Evarco a Messalla, alle origini della Catania greca”; visita arricchita dalla preziosa guida della dott.ssa Michela Ursino. Il mese di marzo ha visto la sede acese impegnata nella campagna di iscrizioni per l’anno 2013 e nella preparazione del programma dell’attesa giornata culturale dal titolo “ Un tuffo nel passato: c’era una volta … il Medioevo”, che avrà luogo domenica 14 aprile con la visita guidata ai siti medievali presenti nelle località di Aci Castello, Valverde e Santa Venerina. Sabato 9 marzo, accogliendo l’invito della sede di Catania, l’associazione ha partecipato ad un’interessante visita ai luoghi belliniani, con la guida del sempre competente ing. Giovanni Condorelli, presidente della sede locale. Domenica 24 marzo 2013 si è svolta una giornata di studio itinerante in due realtà annoverate nel club dei “Borghi più belli d’Italia”: Gangi (provincia di Palermo) e Sperlinga (Enna). Nel paese madonita soci e simpatizzanti hanno partecipato alla famosa processione della Domenica delle Palme ed hanno visitato il centro storico, alla scoperta dei suoi artistici palazzi e delle numerose chiese, veri scrigni d’arte e di storia (con le opere dei pittori Giuseppe Salerno e Gaspare Vazzano e del “Gangitanus sculptor" Filippo Quattrocchi). Nel pomeriggio si è svolta la visita al suggestivo castello rupestre di Sperlinga, uno dei più celebri per storia e struttura, con i suoi ambienti scavati nella roccia.Guido Leonardi Presso l’IISS “G. Ferraris” di Acireale, si è tenuto l’”incontro con l’autore” con gli alunni della scuola che hanno partecipato alla presentazione del romanzo di Lorenzo Marotta “Le ali del vento”. La riunione è stata egregiamente mediata dal dirigente scolastico prof.ssa Patrizia Magnasco che ha visitato il testo quasi punto per punto, invitando, ad ogni riflessione, lo scrittore a chiarire le posizioni e far capire il suo pensiero e il suo intento di autore. Gli alunni della scuola hanno intervallato il dibattito con delle letture del testo accompagnate da brani musicali eseguiti, al pianoforte, da un alunno dell’istituto. Mariella Di Mauro AKIS Sabato 13 Aprile 2013 La bandiera “contesa” La direttrice del Museo di Stato di Napoli, Imma Ascione, ha reclamato, dopo 34 anni, la restituzione del vessillo regalato, l’11 febbraio 1849, da Catania ad Acireale in segno di gratitudine per l’aiuto datole durante la rivoluzione del ’48. Il bellissimo lavoro, ricamato in oro e argento su raso, reca, sul davanti, la scritta Ad Aci la sorella Catania - 1848, la civetta, cara a Minerva, e due corone intrecciate, una di alloro, una di quercia, e, nella parte posteriore, la bandiera siciliana. Il dono, accompagnato da una spada dall’elsa d’oro, opera di Emanuele Puglisi, era esplicita metafora dell’impegno assunto da Catania e Acireale di versare il proprio sangue e, dunque, di spendersi per la città sorella, per la libertà, la fratellanza, la pace. Altrove, i reperti perderebbero di significato. Qui coniugano esplicitamente il valore intrepido dei catanesi con la cultura degli acesi. La rivoluzione del ‘48 venne stroncata dalle truppe del Filangieri, che requisì bandiera e spada e le portò a Napoli.Con la caduta dei Borboni, i due preziosi cimeli presero vie diverse e, per lunghi anni, risultò vana ogni loro ricerca, condotta con singolare tenacia da Lionardo Vigo. Solo nel 1861 il poeta acese ottenne la restituzione della spada, ma non quella della bandiera e dell’asta in argento che la sosteneva, pur autorizzata da Vittorio Emanuele II, perché, si disse, erano andate distrutte in un bombardamento. La storia riprende nel 1972, quando il dott. Gaetano Gravagno, attento bibliotecario della Zelantea, sfogliando Storia d’Italia dei Fratelli Fabbri, trovò a pag. 2388, la foto del vessillo accompagnata dalla didascalia Bandiera dei rivoltosi siciliani. Archivio di Stato – Napoli. E qui entrano in scena, su fronti contrapposti, da una parte il prof. Cristoforo Cosentini, presidente della Accademia degli Zelanti e dei Dafnici, “L’Infinito nel cuore” di Mons. Antonino Raspanti Due ore di alta cultura nella Basilica Cattedrale Gaetano Gravagno Imma Ascione demaniale, non volle restituirlo, disconoscendo persino la disposizione del Ministro Mario Pedini e costringendolo a ordinarle espressamente “la cessione della bandiera al Comune di Acireale per la durata di sei mesi”. Il 4 luglio 1977, venne sottoscritta una convenzione dall’agguerrita dirigente e dal Sindaco di Acireale, accompagnato dal prof. Cosentini, autore di una cospicua e intelligente raccolta di documenti che confermavano il diritto della città a riavere quanto le apparteneva. Al termine dei sei mesi, il vessillo non venne restituito. Su richiesta del Sindaco, appoggiata dal sen. Scelba, il Ministro chiese il parere del Consiglio Nazionale per i Beni Culturali, il quale, Lo scorso 25 marzo, nella Basilica Cattedrale gremita, è stato presentato il libro-intervista di Mons. Antonino Raspanti “L’Infinito nel cuore”. La presidente del M.E.I.C. , prof.ssa Marinella Sciuto, ha introdotto l’evento con una essenziale e lucida messa a punto dell’opera e poi ha coordinato gli interventi. La relazione principale è stata affidata al prof. Pietro Barcellona, il quale, riferendosi ad alcuni punti nodali del libro, ha sviluppato un discorso ampio incardinato nella cultura contemporanea. Baldo Carollo, l’intervistatore, si è invece soffermato sul contenuto del libro ed ha evidenziato le tematiche affrontate, che mirano a far riflettere credenti e non credenti sull’itinerario di fede e questo giustifica i precisi riferimenti teologici, ma anche filosofici e letterari. Infine l’autore, mons. Raspanti, ha sottolineato i punti cardine di ordine esistenziale, teologico e pastorale che ha voluto affrontare entrando nel vivo di domande legittime e fondamentali per chi vuole accostarsi alla fede con consapevolezza coinvolgendo la mente e il cuore. Egli ha ribadito che la sua scoperta di Dio è cresciuta dentro di lui come una pianta dal seme del silenzio: rientrando in se stesso, agostinianamente, ha riconosciuto Dio. Due ore intense e di alto livello culturale, che sono state seguite con grande attenzione da tutti gli intervenuti. Gli intermezzi musicali, molto appropriati all’evento, sono stati curati dal M° Giuseppe Bella e dal soprano Rosanna Furnari. G.V. DORIVAL DE BAHIA Mario Scelba Lionardo Vigo col Sindaco di Acireale, avv. Rosario Leonardi; dall’altra, la direttrice dell’Archivio di Stato, Jolanda Donsì, che, considerando il vessillo bene “E’ indifferibile, ormai, da parte della Regione Siciliana la richiesta del riconoscimento della calamità naturale per la continua ricaduta sul territorio etneo di sabbia vulcanica. Non una eccezione, ma ormai una ricorrenza a cui le municipalità non possono più fare fronte sia dal punto di vista economico che organizzativo. E’ assurdo che Regione e Dipartimento regionale della Protezione civile non si siano ancora adeguati ad evidenti esigenze del territorio in materia di protezione civile. Per le popolazioni dei comuni etnei, costituisce infatti grave nocumento molto più la ricaduta di sabbia vulcanica che altro evento. Chiederò ad amici parlamentari regionali di fare il possibile perché il su tutto disattento Governo regionale possa essere spinto a comprendere questa esigenza, fortemente espressa dalle comunità etnee”: così l’on. Basilio Catanoso sollecita l’intervento della Regione Siciliana e del Dipartimento regionale di Protezione civile per interventi immediati circa la rimozione della sabbia vulcanica e l’adozione di modelli di intervento celeri. all’unanimità, espresse parere favorevole in favore di Acireale.Venne redatta una seconda convenzione il 26 novembre 1979, sottoscritta dal Comune .e dal nuovo direttore dell’Archivio, prof. Catelmo Salvati. La vicenda era chiusa. Verosimilmente, la dott. Ascione ignora l’accordo del 1979. Quando ne prenderà atto, cambierà opinione. La lettera della direttrice riapre, tuttavia, una dimenticata vertenza. Con nota autografa in calce alla prima convenzione, il Sindaco Leonardi aveva fatto riserva “di richiedere fin da ora il puntale d’argento lavorato da Cristoforo Cosentini Emanuele Puglisi, che formava tutt’uno con il vessillo e che trovasi depositato nello stesso Archivio” (cfr. Inventario Arch. Borbone, vol. 1, pag. 242, nota 173). La richiesta, disattesa perché la restituzione era provvisoria, venne dimenticata. Oggi non c’è alcun motivo per lasciare a Napoli il puntale, realizzato per la bandiera esposta nel museo della Biblioteca Zelantea sotto lo sguardo severo del Garibaldi di Michele La Spina. Ad Acireale aspettano, dunque, che la direttrice Ascione dia completa attuazione alla disposizione ministeriale. Giuseppe Contarino Cosa succederebbe se smettessi di girare la testa dall’altro lato? Se quella volta, invece di tirare dritto, ti fossi fermato a vedere un attimo, solo un attimo in più? Sono queste, insieme a molte altre, le domande che quasi ci si sente costretti a porsi dopo aver terminato “Dorival de Bahia”, seconda prova d’autore dello scrittore castellese Luigi Pulvirenti (250 pag, 14 euro, Euno edizioni). Perché il filo rosso che tiene insieme la narrazione è la forza straripante del caso nelle vicende della nostra vita. Degli incontri casuali, più che del caso. Di quei momenti in cui il nostro destino incrocia quello di perfetti sconosciuti, ai quali spesso non attribuiamo nessun significato, quando invece potrebbero celarne molti, fino al punto di rimettere in discussione equilibri consolidati o talmente labili da essere sul punto di disfarsi. E di “necessità del caso” parla Pulvirenti, quando al termine del romanzo traccia una linea sul percorso accidentato di Andrea, il protagonista, quarantenne in crisi esistenziale che non riesce a fare i conti con la depressione, la scimmia pazza che ogni notte arriva a tormentargli l’anima con il ricordo dell’amico Sergio, morto per causa sua in un incidente stradale. La sua vita scivola su un piano inclinato dove tutto sembra accelerare verso il tonfo finale: il matrimonio con Laura, il lavoro da affermato lobbista, a Roma, la sua cerchia di amici di Catania, unico argine tra i comportamenti di Andrea e lo strapiombo. Fino a quando…irrompe in punta di piedi Dorival, apparente musicista vagabondo brasiliano, muto, che comunica solo attraverso post-it. Dorival riesce a rimettere ordine nella vita di Andrea, e dopo averlo fatto, mostrando a tratti delle capacità messianiche, scompare, misteriosamente, così come misteriosamente era apparso. Ma è proprio Dorival, della cui vera identità Andrea verrà a capo solo mesi dopo la sua scomparsa, a sovvertire lo schema della casualità che tutto domina nella vita con un messaggio, semplice, affidato ad Andrea quando questi si mette nelle mani dell’amico, perché gli indichi la strada verso la salvezza:” Sei tu ad attribuire un senso agli incontri che fai, e tu a decidere se tornare o meno ad arare il terreno che hai abbandonato all’incuria.” Un invito a navigare tra i flutti senza abbandonare gli ormeggi andando incontro ai marosi, rassegnati. Il tutto accompagnato da una scrittura che scorre leggera anche quando cede all’intellettualismo e al gusto per la citazione, con il sottofondo delle armonie che trasudano nostalgia e panorami tropicali propri della bossanova e del samba, passione condivisa da Dorival e Andrea. E se il valore salvifico della musica è un cliché della produzione di Pulvirenti (che nel primo romanzo, “D’Estate i Temporali”, aveva raccontato l’epopea rock della Catania anni ’80), specifico di Dorival è il tema dell’interpretazione dei segni del tempo: capacità che Andrea ha smarrito ma che diventa il motore dei gesti, delle azioni, dei silenzi e delle ambiguità di Dorival. Ed anche lo schermo dietro il quale si cela il mistero della vera identità, di Dorival de Bahia (in parte rivelata dalla dedica del romanzo, a Leonardo Boff, Oscar Romero e Gustavo Gutierrez), un uomo che “potrebbe stare in testa ad un esercito dando l’impressione di non vedere l’ora di consegnarsi al nemico.” Mario Trovato Il mio libro "Trame d'adulterio. Il primo teatro di Pirandello" è stato citato nel volume "Psicopatologia narrativa. Funzionamento del sé e pratica clinica" di Silvio Ciappi. “Paesaggi Attendibili” Mostra di pittura di Paolo Nicolosi presentata a cura del “Cenacolo del Galatea” nella Sala Conferenze della Banca Agricola Popolare di Ragusa e con la partecipazione del poeta Angelo Scandurra 4 AKIS Sabato 13 Aprile 2013 La poesia è l'arte dello scrivere in versi... versi fatti di immagini e sentimenti che sgorgano liberi dall'animo del poeta. E nel programma della Sezione di Acireale dell'Archeoclub d'Italia la poesia è stata al centro di un incontro di questo primo trimestre 2013, nella serata a tema “Poesie” con i poeti Santo Badalà e Clelia Cannavò. Il presidente capitano Mario Abbotto nel presentare la serata ha ricordato che i versi in lingua o in dialetto consentono molto bene al poeta di esprimere le sue emozioni, i suoi sentimenti, la speranza, per cui nel ringraziare il dottore Santo Badalà e la prof.ssa Clelia Cannavò per la disponibilità dimostrata, si è augurato che le loro liriche possano incidere meglio sulle coscienze di tutti, per il bene nostro e del Bene comune. Subito dopo la parola è passata al prof.re Francesco Privitera, socio e nel d i r e t t i v o dell'Associazione, per presentare i due soci/poeti. Ecco il profilo di Santo Badalà: nativo di Aci Catena, classe 1936, medico professionista scrupoloso, sempre a disposizione del paziente in qualunque ora della giornata e refrattario al dio denaro! La vena poetica è in lui fin dall'adolescenza e la sua silloge “Coriandoli (e altro)”, versi in lingua e in dialetto, curata dal prof.re Pasquale Licciardello, editore “Il gatto a nove code”, dimostra che l'autore non è un “principiante”, per la vasta tematica trattata, per gli alti valori lirici espressi nella totalità dei componimenti. Ed ecco il profilo di Clelia Cannavò: nativa di Acireale, da tempo residente a Santa Venerina, è una tenera poetessa siciliana e una seria educatrice, nonché donna impegnata nella famiglia (moglie, madre, nonna) e nel sociale come volontaria in alcune associazioni. Nella sua silloge “Emozioni, Espressioni poetiche in versi”, Galatea Editrice-Acireale, la Cannavò ci partecipa le emozioni della sua vita, per lo meno “quelle forti, quelle che cesellano il cuore...”, le sue gioie, i suoi dolori, riportandoci alle radici della vera poesia, alle radici della vita, della vita di ciascuno di noi. Clelia Cannavò ama la poesia perchè è una cosa che richiede molto coraggio: il coraggio di dirsi! Serata culturale, quindi, ben organizzata con le liriche di Santo Badalà (A mia madre; Ricordi; Lu voi e lu sceccu, ed altro) lette dalla moglie, prof.ssa Dora Pennisi, e quelle della Cannavò (E' mattino; Mare d'autunno; Che vita è senza un amore; ed altro) lette dalla stessa poetessa. Ed ancora con le ulteriori declamazioni di versi di Santo Badalà, tra cui “Ammucca lapuni”, da parte di Francesco Privitera, e la ettuta del Canto Trentesimo Quinto in aggiunta all'Inferno dantesco, da parte di Fernando Garagozzo. In chiusura il presidente Abbotto ha declamato tre bei componimenti in versi del defunto socio e primo presidente della Sezione dell'Archeoclub acese, dott. ing.re Giuseppe Tomarchio. Tra i molti soci ed intervenuti anche Maria Luisa D'Anna, vedova del dott. ing.re Giuseppe Tomarchio, con la figlia Maria Grazia. Camillo De Martino GEO AMBIENTE SERVIZI ECOLOGICI ED AMBIENTALI RISPARMIATE UTILIZZANDO LA DIFFERENZIATA I sindaci passano (fortunatamente) , le vergogne ( purtroppo) restano! O.E.M e Comune di Aci S.Antonio - Oggi, in mattinata, nel salone di Palazzo Cantarella, organizzato dall’O.E.M srl e dal comune di Aci S.Antonio si terrà un convegno su “La salute e la sicurezza sul lavoro” al quale parteciperanno il dott. Alfio Rapisarda (A.U. dell’O.E.M. srle), il dott. Alessio Puglisi (Resp. della Formazione O.E.M. srl) e l’ing. Alfio Catalano (Consulente Sicurezza del Lavoro). Introdurrà il V. sindaco e Ass. alle Attività Produttive, geom. Stefano Finocchiaro. Nel prossimo numero il servizio. Terre di Aci - Oggi, nel pomeriggio, nel salone di Palazzo Cantarella si terrà una conferenza organizzata dall’Associazione Terre di Aci sul “Progetto Sicilia- Sistema Monetario Complementare della Regione Siciliana detto Grano”. Relatori Giuseppe Pizzino del Progetto Sicilia ed il prof. Alessio Emanuele Biondo (Docente di Politica Economica e Finanziaria dell’Università di Catania. I lavori saranno moderati dal Presidente di “Terre di Aci”, avv. Carmelo Sardella.. Meeting degli auguri di Pasqua del Lions Club Acireale Il meeting degli auguri di Pasqua del Lions Club Acireale si è svolto in un clima di grande cordialità ne “La Certosa dei Cavalieri”. Il presidente Rosario Musmeci,dopo aver rivolto gli auguri ai soci e agli ospiti ed aver delineato il percorso del Club da aprile fino al prossimo giugno, ha dato il benvenuto a Mons. Giuseppe Costanzo, arcivescovo emerito di Siracusa, socio onorario dello stesso Club acese, il quale ha illustrato, con grande rigore e lucidità, il significo biblico, teologico e pastorale della Pasqua cristiana coinvolgendo i presenti in una riflessione sul proprio essere cristiani e rivolgendo lo sguardo anche ai non credenti e agli indifferenti, mostrando la grandezza dell’evento della morte e risurrezione di Gesù Cristo per la salvezza di tutti gli uomini. Presente anche il gruppo dei giovani Leo, che si sono impegnati per il sostegno ad attività solidali con la distribuzione di uova di Pasqua con offerta volontaria. G. V. Crocetta come Zamparini ? “Ccù mangia fa muddichi” Sarà forse l’aria siciliana ma ci viene facile paragonare i licenziamenti pronunziati da Crocetta per Zichichi e Battiato a quelli di Zamparini per… (l’elenco è molto, molto lungo….).E se per quelli di Battiato e Zichichi il Governatore dovrebbe fare un mea culpa per averli scelti (senza pensare se non alla loro notorietà) per quelli di Zamparini ci viene facile pensare che la presuntuosa e caparbia “testa” del Presidente rosanero è, e resta, piena solo di altezzosa e poco intelligente verifica di autostima. Al momento in cui scriviamo il “mecenate” Antonio Presti è sulla graticola….accetto…non accetto…probabilmente accetterà (e farà male), probabilmente non accetterà e farà bene perché sta lavorando ottimamente nel suo campo producendo certamente di più che non seduto dietro un tavolo dell’assessorato intento a studiare e selezionare scartoffie e progetti indicati e/o raccomandati dai politici di turno (purtroppo, mentre scriviamo, ha accettato….auguri !) . Certamente la presuntuosaggine di Battiato (uomo molto complessato di autostima e presuntuosaggine oltre che di megalomania) non avrebbe dato al turismo isolano niente di più di quello che certamente potrà dare un direttore dell’assessorato, così come l’apporto di Zichichi (notevolissimo per la notorietà internazionale) sarebbe stato ben poca cosa per l’avvenire culturale dell’Isola considerato che lo scienziato resta (ed è sempre) tra le nuvole o nel cosmo. Certamente “cu magia fa muddichi”, recita un detto siciliano e Crocetta, stavolta, mangiando ha lasciato cadere alcune “molliche” per terra. Ma niente di grave…è talmente intelligente che anche delle “muddiche” riuscirà a tirare fuori altre virtù…T.C. Siamo stati smentiti clamorosamente! E ne siamo ben lieti. La segnalazione del “palo” , dopo gli interventi del Presidente del Senato, Pietro Grasso, del Governatore Rosario Crocetta, del Commissario della Provincia Liotta, del sindaco Cutuli e del Comandante della P.U. Parisi è giunta, finalmente a compimento,. Una “mano amica” in un minuto, solo un minuto, ha provveduto a raddrizzare la stortura rendendo più facile e legale l’accesso alla strada con l’ottima visibilità dello specchio….Ringraziamo anche Papa Francesco…non si sa mai ! Prima Dopo Prima edizione di AmigdalaEtnaSoul, - direzione artistica affidata ad Antonello Tonna. Nuova iniziativa allestita dall’associazione culturale Amigdala, presieduta da Maria Grazia Palermo.Sul palcoscenico della Sala Etna dell’Ora Luxury - Grand Hotel Villa Itria di Viagrande, la prima edizione di “AmigdalaEtnaSoul”, evento che si propone l’obiettivo di valorizzare e riscoprire la più bella musica nazionale ed internazionale grazie agli interventi di noti artisti del territorio etneo. La direzione artistica della kermesse è stata affidata ad Antonello Tonna, apprezzato pianista e cantante, che raggrupperà attorno a sé artisti di notevole pregio per interpretare i più famosi brani di W. Houston, G. Benson, The Beatles, Bacharach, F. Sinatra, Jobim, Mina, L. Battisti, Gershwin, E. Morricone, solo per citarne alcuni. Ad affiancare Tonna, miracolosamente salvatosi dal disastro della Costa Concordia dello scorso anno, saranno la voce di Laura Lo Re e di Donata Brischetto, Dario Miano al sax, Giovanni Scandurra alle tastiere, Peppe Russo alla fisarmonica, Luciano Fraita alla tromba. Sabato 13 aprile – ore 20,30 L ’ Associazione Nuova Galatea organizza l’incontro culturale dal titolo: “Il significato della memoria - Itinerari nella storia dell’arte sacra ad Acireale “. Introduce la Prof.ssa Maria Chiara Pagano e relaziona la Prof.ssa Pinella Musmeci. Sabato 13 aprile – ore 18,30 – Foro CXLVII – via Galatea 147- Acireale Su iniziativa della FIDAPA –sezione di Acireale – si è svolto l’incontro I MASCHERONI DI ACIREALE : Immagini e suoni - relatrici Rosa Barbagallo e Gaetana Sciuto e la partecipazione del compositore Gesuele Sciacca , Daniela Greco e Franco Pulvirenti con la sua fisarmonica. Nel prossimo numero il servizio. A cura del “Cenacolo del Galatea” nella sala conferenze della Banca Agricola Popolare di Ragusa di Acireale è stato presentato il libro ”Il mistero del bagolaro”, un romanzo storico di Rosario Russo, un giovane acese. Il libro, presentato da Gaetano Pulvirenti “mecenate” e direttore dell’agenzia della banca ragusana, sta riscuotendo un grosso successo per la trama particolarmente avvincente e per la forma con la quale l’autore si propone al pubblico. Nel prossimo numero il servizio. Nella sala consiliare del Comune di Santa Venerina, a cura dell’assessorato alla Cultura retto dall’avv.Orazio Vecchio, per il progetto “Un libro al mese” è stato presentato “Cca sugnu” di Alfio Patti (Aedo dell’Etna”) che ha allietato i presenti con canti e poesie della sua produzione. Le letture e le interviste sono state curate dall’attore e regista Orazio Aricò. Nel prossimo numero il servizio. L’Associazione Culturale “Archimede” ha ospitato nell’Aula Magna “G. Bianca” del Liceo Scientifico “Archimede” lo Psicologo Dott. GABRIELE SPINA che ha tenuto una conferenza dal titolo:“LAVORARE CON GLI ADOLESCENTI IN STRADA E NEI CENTRI DI AGGREGAZIONE GIOVANILI”. Nel prossimo numero il servizio. La Biblioteca “R.Livatino” e il Dipartimento di Lettere del Liceo Scientifico Linguistico “Archimede” per ”Incontro con l’autore” presentano la scrittrice Giuseppina Torregrossa. Coordinerà l’incontro il prof. Giovanni Vecchio con l’intervento del prof. Gregorio Monaco. Venerdì 19 aprile – ore 17,30 Nel prossimo numero il servizio. Convegno presso la Zelantea “Acireale ieri e oggi. E domani?” Si terrà presso la Sala Cosentini dell’ Accademia di Scienze, Lettere e Belle Arti degli Zelanti e dei Dafnici di Acireale un convegno sul tema “Acireale ieri e oggi… e domani?” con l’obiettivo di mettere in luce e commentare i tanti problemi di Acireale. Il dott. Nino Milazzo coordinerà l'incontro, il dott. Saro Faraci, il dott. Giuseppe Contarino, Presidente della Zelantea, e il dott. Orazio Massimino parleranno di alcuni dei problemi di Acireale avviando il dibattito con il pubblico. L’ing. Tonino Sardo, con l'aiuto di Alessandro Fatuzzo, presenterà, fornendo semplici dimostrazioni di impiego, il blog del Lions Club di Acireale (www.lionsacireale.com): uno strumento che convoglierà pareri ed opinioni, aperto ai cittadini, a supporto della comunicazione, dell'informazione, della conoscenza dei fatti. Nel prossimo numero il servizio curato da Elena Vitale 347 1433135 [email protected] AKIS Sabato 13 Aprile 2013 “Michele Pricoco: acese di Acicatena, catenoto di Acireale” La grande sala convegni del Palazzo Riggio di Acicatena non è bastata a contenere il numerosissimo pubblico intervenuto all’evento culturale “ Michele Pricoco: acese di Acicatena, catenoto di Acireale”, in occasione del ventennale della morte dello scrittore e poeta, organizzato dal Kiwanis Club di Acireale, presieduto da Mariella Finocchiaro, che si è avvalsa dell’attiva collaborazione organizzativa del preside Nino Pulvirenti, vero trascinatore di tutti i protagonisti. La manifestazione ha avuto il patrocinio dei Comuni di Acicatena e di Acireale (i cui sindaci Ascenzio Maesano e Nino Garozzo hanno preso parte alla serata rivolgendo un saluto agli intervenuti, assieme ad assessori ed altri esponenti del Consiglio dei due Comuni) . Un saluto è stato rivolto anche dall’on. Nicola D’Agostino. Alla giornalista e scrittrice Rita Caramma è stato affidato il compito di moderatore, mentre le relazioni sul tema sono state esposte al pubblico da Giuseppe Savoca , docente ordinario di letteratura italiana moderna e contemporanea nell’Università di Catania, Ignazio Leone, docente emerito del Liceo I cent’anni di Minicu ‘u pitturi Domenico Di Mauro nasce a Guardia (frazione di Acireale), il 4 aprile 1913, da una modesta famiglia borghese. Qui trascorse la sua infanzia e frequentò le scuole elementari ultimandole nel 1924. Sarà l'unico titolo di studio che il pittore riuscì ad ottenere. Per lui, come per tanti altri ragazzi del tempo, dopo i cinque anni d'istruzione elementare, bisognava imparare un mestiere per dare sostegno economico alla famiglia. E Domenico Di Mauro, che aveva dimostrato predisposizione per il disegno, pensò bene di trasferirsi nel paese di Aci Sant'Antonio nei pressi di Acireale, dai nonni paterni, dove nelle botteghe i giovani promettenti venivano iniziati da maestri pittori all'arte del carretto. Classico “Gulli e Pennisi”, Giovanni Vecchio, dirigente emerito del Liceo Scientifico “Archimede”, e Alfonso Sciacca, dirigente emerito del Liceo Classico “Gulli e Pennisi”. I quattro relatori si sono soffermati sulla figura, sempre viva, di Michele Pricoco, alcuni collocandolo soprattutto nell’ambito della sua esperienza di vita personale, professionale e letteraria, tra Acicatena, città di nascita, e Acireale (Savoca e Leone), gli altri puntando principalmente sulla personalità e sulla poetica (Vecchio e Sciacca). Il preside Vecchio ha presentato altresì alcuni documenti sonori e visivi tratti dal suo archivio personale, che hanno consentito ai presenti di sentire la voce e vedere Pricoco mentre rispondeva ad alcune domande sulla sua ispirazione poetica, tratte da una trasmissione di Teletna degli anni Settanta, e lo stesso autore che recitava alcune sue poesie alla radio. Gli attori dell’”Officina d’arte” di Alfio Vecchio hanno letto alcune poesie, tra le più significative, e qualche brano di prosa. Lo stesso Alfio Vecchio è stato coadiuvato da Gianni Costa, Tina Leotta e Antonio Spoto, molto apprezzati dal pubblico. Le musiche e i canti della tradizione siciliana sono stati curati con grande professionalità da “I Beddi – musicanti di Sicilia”. Una serata perfettamente riuscita, che ha visto la partecipazione di numerosi esponenti della cultura e delle professioni del territorio nonché di mons. Guglielmo Giombanco, vicario generale della Diocesi di Acireale. La famiglia Pricoco (presente al completo) tramite la figlia del poeta Francesca ha ringraziato l’organizzazione e tutti i protagonisti e gli intervenuti per il riuscito omaggio alla memoria del padre ed ha offerto un nutrito cocktail finale. Anna Maria Patané Foto servizio Fabio Consoli Foto servizio di Franco Barbagallo Via Lazzaretto ACIREALE 5 6 AKIS Sabato 13 Aprile 2013 Il Governatore del Kiwanis Distretto Italia S.Marino ad Aci Sant'Antonio Il Governatore del Kiwanis Italia San Marino dott.Roberto Garzulli, si è recato in visita ad Aci Sant'Antonio dove è stato accolto con grandi festeggiamenti dal 2°'Istituto Comprensivo De Gasperi, dove da anni opera il Kiwanis kids, che ha avuto come referente l'ins.Daniela Simon, da lui quest'anno nominata Chairman Distrettuale. La Dirigente scolastica dott.ssa Anna Maria Sampognaro ha accolto la Delegazione ed il Governatore, tra due alidi bimbi in festa e sventolanti le bandierine italiane della scuola dell'infanzia e dalle loro maestre. Nell'aula magna ed alla presenza degli allievi della scuola primaria e secondaria di primo grado, di Autorità civili, tra cui il consigliere provinciale Enzo D'Agata e genitori, si è svolto il cerimoniale con il discorso della piccola presidente dei kids, Cristina Quattrocchi, una quanto mai scherzosa recitata richiesta di aiuto dei piccoli attori che, pur riconoscendosi bambini fortunati, hanno richiesto l'intervento del Governatore a favore di regolamenti condominiali meno anti-bambino,di aule meno affollate, di diritto al gioco anche in orario scolastico. E' poi seguita l'esibizione del coro che con gioiosa semplicità ha richiamato l'attenzione su quelle che sono le finalità del Kiwanis. L'ing.Filippo Lizzio,anch'egli Chairman Distrettuale,Past Luogotenente e creatore dei kiwanis kids e di altri clubin Italia,ha voluto elogiare l'operato di tutti gli operatori scolastici che in questi anni si sono susseguiti e prodigati per essi. Il Luogotenente dott.Salvatore Chianello, da sempre vicino alla scuola,si è prodigato nel complimentarsi con la Dirigente e le insegnanti ed ha presentato il Governatore Roberto Garzulli che si è complimentato per la "magnifica"rappresentazione,ringraziato per la splendida accoglienza e spiegato i motivi che lo hanno spinto a scegliere la insegnante .della scuola Simon Daniela come Chairman del Distretto Italia S.Marino; ha poi chiamato la preside dott.ssa Anna Maria Sampognaro alla quale ha regalato una scultura in ceramica, testimone del suo mandato e della sua visita. I bambini hanno donato al Governatore i lavori e le piccole sculture di Pasqua da loro realizzate. La visita è proseguita a Palazzo di città dove la Delegazione del Distretto è stata ricevuta dal Sindaco di Aci S.Antonio. Daniela Simon ha sinteticamente ripercorso ,tutte le attività,manifestazioni,concorsi e partecipazioni del kiwanis kids alla vita del paese elogiando l'operato e la lungimiranza di Pippo Cutuli che ha da sempre sostenuto il club interno alla scuola. Il Governatore ha quindi consegnato al Sindaco la sua scultura compiacendosi del suo operato e ringraziandolo per il sostegno dato al Kiwanis ed ha insignito di una nuova spilla del Distretto la Chairman. La Delegazione composta dal Luogotenente Salvatore Chianello,il past Luogotenente Roberto Suma, il Luogotenente eletto Nunzio Spampinato,Il Presidente del Catania est Elio Garozzo, il Chairman alle comunicazioni e vicepresidente del club di Acireale Ignazio Mammino, il past Luogotenente e chairman del DISM Filippo Lizzio,il past president di Acireale prof.Nino Pulvirenti,il presidente del club di Vibo Valentia Mario Martina, è stata poi accompagnata nella sede dell'ASLT.L'Associazione Santantonese per la Lotta ai Tumori dove il Governatore è stato accolto dal presidente Giuseppe Musumeci che ha loro mostrato il computer e le opere che i bambini del kiwanis,con le loro manifestazioni hanno donato all'Associazione. Ha poi insignito della spilletta dell'ASLT il Governatore,visibilmente compiaciuto e commosso di una tale significativa presenza nel territorio del Kiwanis. Congedata la Delegazione, non è rimasto altro a scuola che "consolarsi "con il cioccolato delle uova di Pasqua che il kiwanis ha approntato a favore dell'Eliminate, progetto volto a debellare il tetano materno e neonatale nel mondo. AKIS Sabato 13 Aprile 2013 Sulle orme di San Camillo Potrebbe essere definito un atto di Amore. E lo è. Un Amore filiale verso un padre che ha cresciuto, formato ed accompagnato lungo i tortuosi sentieri della Vita parecchi giovani divenuti uomini. E leggendo le quasi trecento pagine del libro, si scopre un personaggio davvero speciale: padre Gino Cisternino, dell’ordine dei Ministri degli Infermi, meglio conosciuti come “Camilliani”. Ad offrirci un “ritratto vivo, toccante e appassionato della vita di Padre Gino”, quasi «un manuale di ascetica e di mistica vissuta giorno dopo giorno», come ha scritto nella prefazione il Provinciale dei Camilliani P. Rosario Messina, è stato Giuseppe Lentini, laico impegnato nella Parrocchia San Camillo di Messina. Ed un ottimo lavoro di ricerca ha condotto Lentini, che ha “scavato” nella vita di Padre Gino, sin dalla sua nascita avvenuta a Castellaneta, in provincia di Taranto, l’8 settembre 1917, che ha vissuto gli anni dell’adolescenza a Monopoli (Bari). Terminato il ginnasio, il giovane Gino abbracciò la vita religiosa entrando nell’Ordine dei Ministri degli Infermi a Messina, dove c’era un Postulandato, ovvero un tempo di formazione per i giovani decisi a maturare il carisma dell’Istituto. La scelta sull’Ordine dei Camilliani è stata dettata al giovane Gino dalla presenza dell’ospedale accanto alla sua parrocchia a Monopoli. Dopo il Noviziato a San Giuliano di Verona ed il periodo dello Studentato teologico della Provincia Lombardo Veneta trascorso a Villa Comello di Mottinello di Rossano Veneto (Vicenza), domenica 6 luglio 1941 a Padova fu ordinato Sacerdote insieme ad altri compagni. La sera stessa questi ritornarono a Mottinello, dove giunse anche P. Giuseppe La Perna, Provinciale di Sicilia, che venne a cogliere il primo frutto della risorta Provincia Sicula, Padre Gino, appunto. La Provincia Siculo Napoletana dell’Ordine dei Ministri degli Infermi è un Istituto Religioso attualmente presente nell’Italia meridionale (Napoli, Casoria, San Giorgio a Cremano, Crotone, Lamezia Terme, Messina, Palermo, Acireale, Mangano, Macchia di Monte Sant’Angelo) nel Benin (Zinvié, Segbanou, Cotonou, Davoungon, Djougou), nel Togo (Lomè) e nella Repubblica Centrafricana (Bossemptélé), con una Delegazione che rende presente il carisma di San Camillo de Lellis attraverso opere di misericordia verso gli ammalati e i bisognosi. Venne eretta canonicamente con la denominazione di Provincia Sicula l’8 giugno 1605; fu ricostituita il 4 ottobre 1935 con Decreto n°114 del Superiore Generale Florindo Rubini e licenza speciale della stessa Congregazione del 1 ottobre 1935 e riconosciuta Persona Giuridica ed Ente Morale con Decreto Presidenziale n°1052 del 6 ottobre 1953. L’apostolato di padre Gino si svolgerà anche dalle nostre parti, lasciando un segno tangibile di Amore e Carità verso il prossimo. Venne ad Acireale con l’incarico di assistente dei Postulanti e Cappellano presso l’Ospedale S. Marta e S. Venera. Alla nostra città resterà sempre legato, poiché Acireale è stata la culla per la Provincia religiosa: «Qui si è sviluppata la nostra Scuola apostolica, qui è sorto il Noviziato, qui è sorto il Professorio. Acireale è per tutti i Camilliani della Provincia Sicula quasi una seconda patria e la portiamo tutti nel cuore, vicini e lontani. La ricordiamo con vivo e profondo piacere. Siamo grati per quanto da Acireale abbiamo avuto: benevolenza, affetto, attenzioni», ebbe a dire padre Gino in un discorso tenuto nel Salone dell’Istituto San Luigi per il XXV della restaurazione della Provincia Camilliana Siculo Napoletana nel 1960. La presenza dei Camilliani nella nostra Città risale al 1743. Una presenza che ha dato tanti frutti nel tempo. La Scuola Apostolica serviva per la formazione dei futuri religiosi e sacerdoti Camilliani che provenivano da varie regioni: Sicilia, Puglia, Calabria e Campania. I giovani frequentavano la scuola media ed il ginnasio e continuavano gli studi nelle strutture formative della Provincia o nei seminari. Nel 1948 essa fu trasferita ad Aci S. Antonio. Il Professorio, oggi chiamato studentato, è un periodo che comprende gli anni tra la Professione temporanea e quella perpetua. Padre Gino, nel giugno 1943, venne nominato vicario sostituto presso la Parrocchia San Martino a Carruba di Riposto. Dopo alcuni trasferimenti, nel settembre 1946, tornò nella nostra diocesi, prendendo possesso della carica di Superiore e Maestro dei Novizi presso il Noviziato inaugurato a Presa, frazione di Piedimonte Etneo. Nel 1948 lasciò il piccolo borgo a causa del trasferimento del Noviziato e continuò nella sua carica di Superiore ad Aci S. Antonio, dove erano sistemate le sedi di Noviziato e Scuola Apostolica. Nel 1952 venne nominato dal Vescovo, Mons. Salvatore Russo, Vicario economo spirituale della parrocchia “S. Antonio Abate” di Aci S. Antonio, che guidò in un momento delicato e difficile con mitezza e saggezza suscitando unanimi consensi dai parrocchiani. Dal 1953 al 1959 assunse l’incarico di responsabilità di Superiore provinciale e nel 1965 divenne il primo parroco della chiesa di San Camillo di Messina, eretta canonicamente a parrocchia. L’apostolato di padre Gino non si esaurì qui: fu missionario nei primi anni ‘70 nel Dahomey (oggi Benin), dove aprì una Fondazione. Nella nostra Cattedrale il 18 febbraio 1973 si celebrò una solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Vescovo Mons. Pasquale Bacile insieme al suo ausiliare Mons. Ignazio Cannavò, durante la quale fu consegnato ai missionari il Crocifisso. Nel 1975 tornò in Italia per motivi di salute e durante il Consiglio Provinciale tenutosi a Mangano venne eletto all’unanimità Superiore della Casa di Acireale. Tornerà nel Benin, già anziano, nel 1992. Il 28 febbraio 2010, stanco e provato nel fisico ma non nello spirito, lascia questa terra per rinascere a vita nuova. Il volume di Pippo Lentini, pubblicato dalla “Andrea Lippolis Editore” di Messina, è arricchito da numerosissime fotografie e testimonianze e ripercorre esaustivamente le tappe dell’esistenza di Padre Gino Cisternino, un uomo di Fede, ma anche di opere tangibili e di Carità, che ha lasciato un segno chiaro della sua santità nei tanti che lo hanno conosciuto, amato ed apprezzato. Egli, come scritto, aveva un rapporto speciale con Acireale ed il nostro territorio in generale. Un legame che durò fino allo spegnersi della sua esistenza. Sul social network Facebook esiste la pagina “Amici di padre Gino Cisternino”, che chiunque può consultare per saperne di più sulla figura di questo Santo Sacerdote e Uomo di Chiesa. Pippo Lentini, messinese, insegna presso l’I.I.S. “Majorana – Marconi” di Messina; impegnato nelle attività pastorali della parrocchia San Camillo nella Città dello Stretto, è membro attivo dell’Associazione Famiglia Camilliana Laica. Dal 1992 fa parte dei Gruppi di preghiera di Padre Pio. Attivo anche nel mondo dello Sport, Lentini è stato Vice Presidente della Sezione Arbitri di Messina ed ha ottenuto dal CONI la Stella di Bronzo al Merito Sportivo «per avere svolto attività, sia come arbitro sia come dirigente, nel settore A.I.A. dimostrando doti non comuni e correttezza nei compiti che di volta in volta gli venivano assegnati». R.P. Arance rosse di Sicilia, contro lo stress ossidativo L'estratto di Arance Rosse di Sicilia è ottenuto dalla scorza e dal succo di 3 varietà pigmentate di arancia rossa, Citrus sinensis (Moro, Tarocco e Sanguinello), specie che crescono in un’area privilegiata della Sicilia circostante il vulcano Etna. Grazie al naturale connubio tra il suolo lavico, ricco di minerali e nutrienti, e dal gioco di sbalzi climatici che il mare e la montagna impongono, questo estratto di Arance Rosse di Sicilia racchiude un elevato contenuto di antocianine (cianidin-3-glucoside), acidi idrossicinnamici (caffeico, cumarico, ferulico, sinapico), flavanoni (esperidina, narirutina) ed acido ascorbico, unico nel suo genere. Diversi studi clinici hanno dimostrato la capacità di diminuire, lo stress ossidativo soprattutto in soggetti con difese antiossidanti compromesse, contrastando i danni ai vasi sanguigni, ridonando turgore ed elasticità. Le antocianine presenti nell’estratto di Arance rosse si fissano sulla membrana cellulare delle cellule dell’endotelio vasale contribuendo a stabilizzarla e a proteggerla contro le aggressioni dei radicali liberi. L'estratto di Arance Rosse di Sicilia è ottenuto dalla scorza e dal succo di 3 varietà pigmentate di arancia rossa, Citrus sinensis (Moro, Tarocco e Sanguinello), specie che crescono in un’area privilegiata della Sicilia circostante il vulcano Etna. Grazie al naturale connubio tra il suolo lavico, ricco di minerali e nutrienti, e dal gioco di sbalzi climatici che il mare e la montagna impongono, questo estratto di Arance Rosse di Sicilia racchiude un elevato contenuto di antocianine (cianidin-3-glucoside), acidi idrossicinnamici (caffeico, cumarico, ferulico, sinapico), flavanoni (esperidina, narirutina) ed acido ascorbico, unico nel suo genere. Diversi studi clinici hanno dimostrato la capacità di diminuire, lo stress ossidativo soprattutto in soggetti con difese antiossidanti compromesse, contrastando i danni ai vasi sanguigni, ridonando turgore ed elasticità. Le antocianine presenti nell’estratto di Arance rosse si fissano sulla membrana cellulare delle cellule dell’endotelio vasale contribuendo a stabilizzarla e a proteggerla contro le aggressioni dei radicali liberi. Farmacia dott. Teresina Ferreri & C.snc Piazza Cantarella 10 - 95025 Aci S.Antonio - 095 7921871 L’«Archimede» e gli scacchi Per il grande successo di partecipazione (55 partecipanti) al torneo studentesco del Liceo Scientifico-Linguistico «Archimede» di Acireale, sotto la direzione del dirigente Riccardo Biasco, sono stati attivati due corsi di scacchi POF, uno avanzato a cura del prof. Santo Daniele Spina, istruttore e storico, e l’altro di base tenuto dal prof. Santo Scavo. Sono state così formate quattro squadre per la fase provinciale dei Campionati Giovanili Studenteschi: Allievi maschile (Antonio Brancato, Giuseppe Magazzù, Mario Musmeci, Giulio Pirrone, Luca Rodolico, Alessandro Vasta), Allievi femminile (Antonella Leonardi, Alice Pagano, Roberta Messina, Elena Pirrone, Mariafrancesca Ruggeri), Juniores maschile (Mario De Simone, Salvo Lombardo, Roberto Palazzolo, Roberto Scalia, Alessandro Spinella), Juniores femminile (Lucia Consoli, Alessandra Leonardi, Erika Licciardello, Amel Sehili, Ilenia Russo). La cultura della prevenzione Il rischio sismico nel territorio Jonico-Etneo Il nostro territorio è particolarmente soggetto e costantemente a rischio terremoti, nel corso della storia ce ne sono stati di grandi e piccole dimensioni e spesso ci dicono che ne potrebbero arrivare di catastrofici. Queste affermazioni potrebbero creare allarmismo, ma noi ci siamo quasi abituati a questo “pericolo”. Il rischio sismico non si affronta né con indifferenza né con allarmismo, ma con la prevenzione e l’informazione. Di questo si è parlato nel corso di un convegno, che si è svolto presso la sala conferenze del Credito Siciliano di Acireale, sul tema “la cultura della prevenzione. Il rischio sismico nel territorio Jonico- Etneo”. L’evento è stato organizzato dal distretto Lions 108 Yb Sicilia in sinergia con l’ordine degli ingegneri della Provincia di Catania, nell’ambito del “mese della cultura antisismica”, con l’obiettivo di favorire un’informazione e una formazione necessaria per promuovere la cultura della prevenzione sismica nella zona Jonico-Etnea. L’azione di servizio, assume quindi un preciso significato: sensibilizzare le amministrazioni pubbliche, gli uffici tecnici e di protezione civile a mantenere sempre aggiornati e a divulgare alla cittadinanza i piani di protezione civile; informare la cittadinanza sul funzionamento della “gestione delle emergenze sanitarie nelle calamità naturali”; proporre un modello di moni- toraggio sullo stato strutturale degli edifici esistenti, il “fascicolo dei fabbricanti” che le amministrazioni potrebbero promuovere, anche attraverso regolamenti comunali specifici e attivando sistemi premiali, nell’interesse del singolo cittadino e della collettività; presentare la metodologia di rilevamento del danno degli edifici, post evento calamitoso e gli eventuali costi e benefici della messa in sicurezza degli edifici esistenti. Ha introdotto l’argomento il dott. Paolo Rapisarda (presidente zona 14 –Lions) ha moderato il dott. Giuseppe Spampinato (presidente V circoscrizione Lions). Sono intervenuti come relatori il prof. ing. Michele Maugeri (ord. di geotecnica università di Catania) che ha parlato dei criteri innovativi per la valutazione del rischio sismico; il dott. ing. Giovanni Spampinato (dir. servizio regionale protezione civile) con una relazione sul rischio sismico, prevenzione e attività di protezione civile; il dott. ing Rosario Arcidiacono (Lions club Acireale) che ha illustrato il piano di protezione civile comunale; il dott. Manlio Leonardi (Lions club Acicastello riviera dei Ciclopi) che ha parlato delle emergenze sanitarie nelle calamità naturali; il dott. ing Alfio Torrisi (Lions club Giarre- Riposto) che ha presentato il fascicolo dei fabbricanti; il dott. Giuseppe Camarda (Lions club Giarre- Riposto) che ha illustrato la metodologia di rilevamento del danno agli edifici; il dott. ing. Armando Belpasso (Lions club Acitrezza Verga) che ha parlato dei costi e benefici della prevenzione. Ha concluso il convegno il dott. Antonio Pogliese (Governatore del distretto Lions 108Y) che ha voluto dare la massima importanza all’argomento, tanto da farne il suo service distrettuale, ha sottolineato ancora una volta la drammatica necessità di studiare i rischi sismici nel territorio e, nei limiti del possibile, lanciare delle proposte risolutive. Ha inoltre sottolineato che tale iniziativa rientra tra i tanti meritori sforzi che l’associazione svolge con lo scopo di contestualizzarsi con la società civile ed i suoi Elena Vitale mille problemi. Elena Vitale [email protected] Nella foto di Mimmo Finocchiaro, Aldo Di Paola, il Dott. Giuseppe Spampinato, il Prof. Michele Maugeri e il Dott. Antonio Pogliese NUOVO MODELLO DI ANTIFURTO IN ATTESA DI BREVETTO Giochi Sportivi Studenteschi di Scacchi Si sono disputati lo scorso 24 marzo a Riposto, presso l'Istituto Nautico “Luigi Rizzo”, i Giochi Sportivi Studenteschi di scacchi della provincia di Catania, organizzati dal Circolo Scacchi di Giarre, presieduto dal prof. Dante Finocchiaro. Arbitro l'ACN Carlo Vella. Complessivamente hanno preso parte alle varie categorie previste quattordici squadre. Il Liceo Scientifico "Archimede" di Acireale ha stravinto nelle categorie Allievi e Juniores (biennio e triennio), imponendosi nelle classifiche maschili e femminili. Un grande plauso va al prof. Santo Daniele Spina, che da anni istruisce e sforna dei “campioncini” della scacchiera. Spina ha accompagnato le quattro squadre vittoriose insieme al collega prof. Santo Scavo, altro scacchista di valore. La squadra Allievi maschile era composta da Antonio Brancato, Giuseppe Magazzù, Mario Musmeci, Giulio Pirrone, Luca Rodolico ed Alessandro Vasta, mentre la compagine Allievi femminile era formata da Antonella Leonardi, Alice Pagano, Roberta Messina, Elena Pirrone e Mariafrancesca Ruggeri. Tutti tesserati con la Società Galatea Scacchi di Acireale, affiliata alla Federazione Scacchistica Italiana. Per gli Juniores maschile hanno gareggiato Mario De Simone, Salvo Lombardo, Roberto Palazzolo, Roberto Scalia ed Alessandro Spinella (Galatea Scacchi), mentre la femminile era composta da Lucia Consoli, Alessandra Leonardi, Erika Licciardello, Amel Sehili ed Ilenia Russo, tutte appartenenti alla Galatea tranne la Licciardello, tesserata con il Circolo Scacchi Giarre. Alla premiazione ha partecipato il Delegato Provinciale di Catania, Ing. Giuseppe Battaglia, che ha sottolineato l'impegno per lo sviluppo degli Scacchi nella Provincia. Nella foto, la premiazione della squadra juniores femminile con i proff. Scavo e Spina. Rodolfo Puglisi AK IS 7 CompuTecnica Riparazione computer a domicilio 338 2071014 AKIS: Anno IX, numero 6 del 13 Aprile 2013 - Editore e Direttore Responsabile: Turi Consoli - Autor. n. 22 del 23/05/2005 del Tribunale di Catania IL GIORNALE Sede: via M. di Casalotto 68 - 95025 Aci S.Antonio Redazione: via Alliotta, 14 - 95024 Acireale - Tel.- Fax 095 7921059 – 347 5382517 - [email protected] DEL TERRITORIO Tipografia-Litografia: “TM” di Mangano Venera - via N. Martoglio, 93 - S. VENERINA (CT) - Tel. 095 953455 - Site: www.akis-aci.com - www.akis-acionline.com DELLE ACI Elaborazione grafica, fotomontaggi e impaginazione: MP Graphic di Maurizio Pagano - Tel. 347 1433135 - Distribuzione e arretrati: 340 7152814 261 8 AKIS Sabato 13 Aprile 2013 START UP DAY E si hanno fatto le fico! Siccome più scuro di menzannòtti non po’ fari, a causa del suo paccariamènto cronico, il Governo, per mùnciri il popolo e sìggiri pìccioli, ha inventato una nuova mprusatùra ca si chiama redditometro. Lui dice che serve per scommigliàre gli altarini a quelli che spènnono e spandono più molto assai di quanto guadagnano, invece, la verità vera è ca con i suoi scagliòni ammulàti, ci ha preso suppa e, furbescamente, ci sta andando a Soliloqui di Jaitina, tràsiri a tràsiri. Coi tempi che galòppono, portinaia jacitana pari ca è una cosa strana ca si spende più assai di quello che entra! Macàri un bambino allattànti lo sa ca le intrasatùre delle famiglie hanno rimaste ferme e i prezzi invece hanno aumentati ca non se ne può più! Invece di scaminàre le sacchètte dei soliti sfasulàti, che oramài non hanno manco sali di salèra, perché non ci fa pavàre quella tassa (ca si chiama patrimoniale per i màsculi e matrimoniale per le femmine) ai ricchi sfondati? Siccome chi comanda di questo orecchio non ci sente, per sichitàre a sucàrici il sangue alla gente, ha impiattàto una speci di quizzi con delle domande, ca se si sbaglia a rispondere ti abbèssano per le feste! Domande a brucia il pelo e a saltare, ca sembrano fàcili fàcili e invece sono tradimentòse e con il trucco. Ne pigliamo una a caso: “Quante volte al mese vai dal parrucchiere?” Se rispònni massimo nùmmero una volta, il Governo avvisa a quelli dell’Igiene e ti sgràsciano la testa con il sdisinfettànte. Se invece ti arrìsichi, per esempio, a dire quattro volte, sei arrovìnato! Perché? Non è che loro essi pensano che lo fai per tenere ordinate i capelli. No! Subito, i malapinsànti ca sono, si fanno il conto che se ci vai quattro volte voli dire ca hai stata ammitàta a una festa o hai qualche siràta a tiàtro, e perciò, per ogni occasione, c’è bisogno ca canci vestito, borsa, scarpe… E no solo tu: tutta la famiglia! E ci mettono pure le spese del profumo, della màchina con tutto il posteggio, il rigàlo per l’ammitamènto o l’abbonamento del tiàtro… Poi, tirano una bella linea, sùmano tutto e solo per questa domanda viene fuori ca ti sei ammoccàto metà stipendio! E siccome le domande sono cento, figuratevi i nummira ca arrisultano alla fine! Altro che pottafòglio a mantice, ci vuole! E allora? Siccome arrisùlti ricca, o pavi, o commèni ca fai come quell’artista del cinematòcrifo: ti trasfirìsci in Russia con tutta la famiglia! Così, ci vai in poppètta a quelli delle tasse e ci arrispàrmi macari qualche cosa! A Napoli la 2° Prova Gran Prix “Kinder + Sport” Under 14 sorride ai giovani atleti del Club Scherma Acireale. Roberto Cavallaro e Sergio Manzoni ottengono piazzamenti illustri. Il Club Scherma Acireale ritorna da Napoli con il sorriso, grazie ai risultati prestigiosi ottenuti alla seconda Prova Nazionale Gran Prix “Kinder + Sport” rivolto agli atleti under 14, Gran Premio Giovanissimi. Nella gara di spada maschile categoria allievi ben due rappresentanti del Club Scherma Acireale si sono classificati tra i primi. A partecipare erano oltre 150 atleti provenienti dalle maggiori società di scherma italiane e i due acesi Roberto Cavallaro e Sergio Manzoni, accompagnati dal loro maestro Mimmo Patti, si sono classificati rispettivamente terzo e ottavo. “Siamo soddisfatti dei risultati dei nostri ragazzi – spiega il maestro del Club Scherma Acireale Mimmo Patti – di gara in gara si nota la crescita, anche di risultati, dei nostri giovani atleti e di questo siamo felici”. Piazzamenti degni di nota anche per gli altri atleti del Club Scherma Acireale, Francesco Russo 25° (spada maschile allievi), 16° Alessia Patti (spada femminile giovanissime), 15° Francesco Ferrante (spada maschile maschietti), 34° Alessandra Pennisi (spada femminile bambine). La Giornata FAI di Primavera anche ad Acireale e Acicastello La XXI Giornata FAI di Primavera nei giorni 23 e 24 marzo ha coinvolto anche Acireale e Acicastello. Alunni della scuola primaria e secondaria di 1° e 2° grado hanno svolto con impegno il ruolo di piccoli ciceroni per i visitatori della Chiesa di S. Maria del Suffragio e la Via della Marina (Apprendisti Ciceroni, Secondo Istituto Comprensivo, plesso “Fanciulli”, Lyceum Linguistico, Istituto Tecnico Turismo e Artistico “F. Brunelleschi”), della Fortezza del Tocco, delle Chiazzette e del giardino della casa padronale “il Tocco” (Apprendisti Ciceroni, Istituto Comprensivo, plesso “La Spina”, I. C. “P. Vasta”, I.C. “Verga-Falcone” di Acicastello). Altre visite guidate sono state effettuate al Faro di Capomulini (Apprendisti Ciceroni e Liceo Classico “Gulli e Pennisi”) e al Castello di Acicastello (ancora Apprendisti Ciceroni e I.C. “Verga-Falcone” di Acicastello). L’iniziativa del FAI (Fondo Ambiente Italiano) Delegazione di Catania- Gruppo di Acireale, di cui è responsabile la prof.ssa Loredana Grasso, è riuscita a sensibilizzare la collettività e a mobilitare un gran numero di studenti con sicura efficacia culturale ed educativa. Hanno collaborato, oltre ai dirigenti scolastici, i Comuni di Acireale e Acicastello, la Marina Militare, la Direzione Marittima della Capitaneria di Porto di Catania e l’Azienda Regionale Foreste Demaniali di Catania. Hanno inoltre cooperato: il Gruppo Scout F.S.E. Catania 2 “S. Maria della Consolazione”, la dott.ssa Maria Concetta Gravagno, direttrice della Biblioteca Zelantea, il prof. Franco Calì, segretario della stessa Accademia. Ricordiamo che il FAI è una Fondazione senza scopo di lucro nata nel 1975 che opera grazie al sostegno di privati cittadini, aziende e istituzioni illuminate con un preciso scopo: contribuire a tutelare, conservare e valorizzare il patrimonio d’arte, natura e paesaggio italiano. Giovanni Vecchio Il corso di laurea in Economia Aziendale ha organizzato lo Start Up Day, una giornata dedicata alle nuove iniziative imprenditoriali avviate nel territorio e sul web, presentate ad una foltissima platea di studenti che, alla fine, con un sistema di televoto hanno decretato il miglior progetto d'impresa. Ha vinto Flazio, la start up dei fratelli Elisa e Flavio Fazio, che ha proposto una “LO PSICOLOGO IN FARMACIA” INSIEME PER ABBATTERE IL MURO DEL SILENZIO innovativa soluzione per creare on line siti Internet per utenti non esperti nel web design. Al secondo posto si è piazzata SmartOffice, l'iniziativa di Giuseppe Piraneo, figlio d'arte (suo padre Carlo è titolare di una rinomata azienda produttrice di mobili), che on line si occupa con successo della vendita di mobili per ufficio e prossimamente anche di vestiti. Terzo piazzamento infine per Reclog di Giovanni Cantamessa e Biagio Teseo che hanno proposto un applicativo per iPhone e Android con cui immortalare e condividere fotograficamente emozioni musicali. In totale dieci start up operanti in diversi settori di attività economica, dai contesti tradizionali maturi a quelli più innovativi e hitech. A Start Up Day ha partecipato pure il direttore commerciale del Credito Siciliano Santo Sciuto che ha illustrato una nuova imminente iniziativa della banca acese a sostegno delle start up. Oggi più che mai si sente il bisogno di aprire lo scrigno dei propri segreti definiti “Nobili Silenzi”. Siamo tutti convinti che,da tempo,viviamo e ci muoviamo attorno ad una vera “giungla” chiamata SOCIETA’. Quotidianamente siamo bombardati da stress e sollecitazioni negative, talmente silenti e altrettanto devastanti che adombrano la nostra sfera emotiva al punto da cadere in una crisi esistenziale così profonda da non riuscire più a comprendere: chi siamo, cos’è la vita; come bisogna viverla e come superare il rischio del “tunnel depressivo”. Entrare in un qualunque tunnel è davvero molto facile e rapido; uscirne è altamente difficile e i tempi di ripresa , a volte, sono molto lunghi, ecco perchè dobbiamo assolutamente evitare di cadere in tali trappole infernali. A tal proposito la farmacia in collaborazione con lo psicologo ha aperto questa finestra psicologica sulla vita mediante degli incontri di sostegno psicologico per tutti coloro che sentissero la necessità di aprirsi e confrontarsi con un professionista capace di aiutare a conoscere sempre di più se stessi. Dott. A. Cipriani Dott. A. Grimaldi Per informazione e prenotazioni rivolgersi in farmacia o chiamare allo 095/601185. FIAT VOLUNTAS DEI Regia di Jano Signorello Spettatore illustre della prima rappresentazione di “Fiat volutas Dei” il 1° dicembre del 1921, al Teatro Coppola di Catania, fu Angelo Musco. In quell’occasione il ruolo di padre Attanasio, protagonista della commedia, era sostenuto da Nino Giusti e la messinscena curata dallo stesso autore: Giuseppe Macrì. Musco, da quell’esperto teatrante che era, intuì immediatamente le potenzialità comiche di quel prete di paese immerso e coinvolto malgrè lui, in una girandola di amori, gelosie, minacce che non gli lasciano dormire sonni tranquilli. Ne comprò i diritti d’autore e da quel momento il Fiat divenne un altro dei suoi cavalli di battaglia. Commedia rappresentatissima questa di Macrì. Negli anni ’20, nel panorama del teatro dialettale siciliano, era una novità la figura del prete oggetto e soggetto di straordinaria comicità. E bisogna aspettare qualche anno per incontrare altre due figure di preti: lo zio Canonica di “Eredità” di Russo Giusti e l’altro disegnato da Giuseppe Romualdi nel suo “Mastri di li mastri”. Padre Attanasio è buono come quei due. Ma la sua bontà è inerte. E’ un pio sacerdote che per suo quieto vivere, non mette il naso negli affari degli altri. Le seccature non va a cercarle. Sono le seccature che cercano lui: le smanie adulterine di Mara amante di Paolino, i sospetti di don Vincenzo, marito di Mara che pretende addirittura che il povero prete gli dica quali sono i peccati che Mara gli rivela in confessione, le svenevolezze e i languori di Anna promessa di Paolino, le liti continue di don Gaetano e don Girolamo, padri dei due ragazzi, contrari al loro matrimonio lo fanno star male. Lo mettono in crisi, gli levano la pace. Tutti questi personaggi ruotano intorno alla figura centrale di padre Attanasio ma hanno carattere, personalità e carisma da primi attori e a cui ho voluto dare nelle molte scene che li riguardano, quella forza, quella incisività che essi hanno nella scrittura del Macrì. Spero di esserci riuscito. Buon divertimento. Teatro Turi Ferro Domenica 21 Aprile Le Terme secondo... l’ing. Luigi Bosco Il Rotary Club di Acireale, presieduto dall'ing.Alfio Grassi, ha organizzato un incontro riservato ai soci e dedicato al futuro delle Terme. Vi hanno preso parte il neo liquidatore delle Terme di Acireale SpA ing. Luigi Bosco, il Sindaco di Acireale avv. Nino Garozzo e il coordinatore del Forum permanente prof. Rosario Faraci, al quale è toccato aprire l'incontro con una minuziosa ricostruzione dello stato dell'arte della vicenda, a partire dal provvedimento legislativo regionale (l.r. n.11 del 2010) con il quale vennero decretate liquidazione della società di gestione e privatizzazione della gestione degli stabilimenti. Non pochi i nodi giuridici in tutta la vicenda, come ha sottolineato Faraci, e sicuramente tantissime le responsabilità della classe politica regionale che non è riuscita negli anni a coniugare le esigenze di efficienza e di redditività degli stabilimenti termali con le necessità di valorizzazione del contesto territoriale di Acireale e del suo distretto turistico. Al Sindaco Nino Garozzo è spettato invece il compito di evidenziare le posizioni della città in tema di termalismo, a partire dall'ordine del giorno votato unanimamente dal Consiglio comunale il 1 febbraio del 2011. Inoltre, il Sindaco ha ricostruito la sofferta vicenda della chiusura dell'Albergo Excelsior Palace che, allo stato attuale, è un immobile, insieme al centro polifunzionale, pignorato da Unicredit e che potrebbe finire all'asta, qualora la Regione non dovesse pagare le rate di mutuo scaduto. Il neo liquidatore Luigi Bosco, auspicando che al più presto la Regione possa esitare come per Sciacca il bando per l'affidamento della gestione ai privati, ha precisato le due condizioni, a suo avviso, importanti perchè le Terme di Acireale si possano salvare. La prima è la reale volontà del governo Crocetta di rilanciare le Terme anche attraverso qualche risorsa finanziaria aggiuntiva in grado di portare a compimento e senza traumi la liquidazione della società di gestione. La seconda condizione è la necessità di coinvolgere, nella promozione del bando quando approvato, potenziali investitori anche esteri facendo conoscere il patrimonio delle Terme e stimolando i privati a proporre offerte competitive per la gestione del sito che possano risultare interessanti pure per il committente, ovvero la Regione. Devil Picks di Ilaria Anastasi - Plettri Artigianali - Oggettistica - Portachiavi Cell.: 347 3554375 - [email protected] - Siamo su facebook