Tra crisi e nuove progettualità Il percorso, la prospettiva per il nostro futuro “Spirito sociale” è stato parte attiva nel dibattito di cui questo “speciale” vuole essere una sorta di “atti”. Chiamati a sorpresa a parlare per primi dopo la relazione del presidente Enrico Pesce, abbiamo invitato i presenti, che in cartellina avevano il numero 2 della rivista, che è fortemente sostenuta dalla Federazione Biella-Vercelli, a utilizzare il nuovo media a loro disposizione. Pur nella necessaria sinteticità (dovendo fare anche delle scelte su quali parti degli interventi citare) è questo un prototipo del servizio di informazione che vorremmo portare avanti. Crediamo che testimonianze e riflessioni sono utili a tutti e speriamo che questo inserto sia propedeutico, lasciando traccia di un’assemblea che a nostro avviso è stata più utile di tanti convegni più strutturati ma spesso meno incisivi. Illustrazione di Luca Vicamini Speciale assemblea Confcooperative Biella-Vercelli del 24 febbraio 2012 Testo a cura di Gian Piero Prassi II Speciale Cooperazione Le voci delle cooperative delineano un mondo legato al territorio e capace di reggere la crisi L’assemblea annuale di Confcooperative Biella-Vercelli, svoltasi lo scorso 24 febbraio, è stata un momento di incontro e riflessione, oltre che l’occasione di rinnovo delle cariche sociali, che segnava la chiusura del primo mandato di quattro anni della nuova Federazione e il lancio dei prossimi quattro anni di lavoro. Come noto si è registrata la sostanziale riconferma dei vertici, con Enrico Pesce presidente e Claudia Tugnolo vicepresidente, elezione avvenuta per acclamazione, con un lungo e sentito applauso che ha sancito il gradimento per l’operato sin qui svolto e di condivisione delle scelte strategiche. Ma per me che per la prima volta prendevo parte a un’assemblea è stata anche una piacevole sorpresa… confesso che mi aspettavo una mattinata di frasi fatte e di stanchi riti, invece è stata un’esperienza utile, che mi ha fatto conoscere realtà molto diverse fra di loro. All’assemblea erano presenti anche diversi rappresentanti di Confcooperative: Giovenale Gerbaudo Presidente di ConfCooperative Piemonte, Aldo Romagnolli presidente di Torino, Domenico Paschetta di Cuneo, Mario Sacco di Asti, Tommaso Mario Abrate Presidente di Fedagri Piemonte, Luca Facta Direttore Federsolidarietà Piemonte, Giancarlo Berta Segretario Generale di Confcooperative Piemonte. Valentina Gusella ha portato il saluto di LegaCoop. Biella, ricordando come le due realtà: «collaborano su progetti regionali e inter-regionali e nel tavolo di Osservatorio della Cooperazione». Per la stessa organizzazione era presente anche il dottor. Cavalleri. Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 A presiedere il consesso è stato il presidente regionale Giovenale Gerbaudo. I lavori sono entrati nel vivo con la relazione di Enrico Pesce, il quale ha riassunto, in un documento molto chiaro, quanto fatto in questi primi anni e le sfide che ci attendono nei prossimi. Vale la pena ricordarne i punti qualificanti. Per forza di cose abbiamo operato una sintesi, che non rende completamente giustizia alla complessità del documento stesso ma crediamo di aver colto i punti essenziali. BILANCIO DI QUATTRO ANNI E PROSPETTIVE DI LAVORO Facciamo nostra l’acuta osservazione di Giovenale nel suo intervento iniziale, perché, anche graficamente, il documento, nato da un lavoro collegiale dei vertici federali, ci presenta la metafora di un cammino, nel deserto… ma la strada sembra venire da lontano e andare ancor più lontano. In quattro anni di «Problemi da risolvere» e «di cose da imparare» sono emerse delle linee per un cambiamento condiviso. Il primo concetto è quello dei “luoghi di crisi”, non un’astrazione da economista, piuttosto una constatazione importante sulla crisi in atto: «Non possiamo ignorare come tutto stia ricadendo nei luoghi in cui abitiamo, sulle persone che conosciamo, sui nostri familiari e non, sugli utenti che quotidianamente aiutiamo…». Luoghi di crisi, dunque, ma anche luoghi di opportunità. Del resto l’etimologia della parola crisi è “cambiamento”. La rete sembra essere uno strumento per mettere in moto il cambiamento perché «vuol dire Spirito sociale Speciale Cooperazione permettere circolarità di idee e contaminazioni reciproche, una delle più grandi nostre ricchezze è proprio questa, la capacità di produrre cultura, economia, lavoro dallo scambio reciproco». E qui un inciso da cooperatore: al momento nella realtà territoriale che vivo, Vercelli, che stenta a darsi una vera rete, ad attivare vaste collaborazioni forse per paura di perdere qualcosa e invece si avrebbe tutti da guadagnare. Per far questo, come ha rilevato il Presidente rieletto, abbiamo probabilmente bisogno di riscoprire i forti riferimenti valoriali di Confcooperative, che attingono alla dottrina sociale della Chiesa: partecipazione, rispetto dei doveri e dei diritti, attuazione nel mondo moderno della vera Caritas evangelica. «Siamo certi e consapevoli che da soli non possiamo esistere sia come esseri umani che come organizzazioni, è dall’interazione che noi traiamo significato e riconoscimento». La riflessione vira inevitabilmente sul concetto di “cooperazione”, il cui fine è «produrre benessere per i territori che abitiamo», un’interazione sociale forte, che è anche veicolo di nuova cultura per la comunità dopo che: «Per troppo tempo siamo stati schiacciati e sovrapposti alla cultura del competere come unica soluzione possibile». Una riflessione personale: quella cultura a cui si riferisce Enrico ha portato col tempo a una guerra di tutti contro tutti, una competizione senza etica. Il pensiero imprenditoriale prevalente è: “Se mi costa di meno delocalizzo la produzione…” la cooperazione, invece, è qualcosa di diverso: è collaborare per il bene comune. Il “bene comune”, un valore oggi in ribasso, ma a cui si deve tornare Spirito sociale III per un vero progresso anche a livello globale, come auspicano le Nazioni Unite in questo che è l’anno Internazionale della Cooperazione. Se queste sono le premesse ideali ne conseguono anche i “riferimenti organizzativi”, individuati da Confcooperative. Il rafforzamento imprenditoriale. «… sono ancora troppe le cooperative di piccole dimensioni, dobbiamo far capire ai nostri cooperatori come sia importante mettersi insieme». Decisiva è la capitalizzazione, cioè investire nelle cooperative «perché possano affrontare la crisi raccogliendo le opportunità che saremo in grado di cogliere e scorgere». Non si tratta dunque solo di “fondersi” in soggetti più grandi, ma creare associazioni temporanee d’impresa e collaborazioni che possano valorizzare i punti di forza di ognuno, limitando quelli di debolezza. La qualità della cooperazione. Una necessità che deriva dall’aderenza ai valori cooperativi: vera mutualità e non una sorta di cooperazione fittizia del tutto strumentale. Servizi & alleanze. Ma per cogliere questi obiettivi è fondamentale l’impegno dei cooperatori… che la Federazione cerca di premiare portando servizi direttamente ai soci. E qui viene spontaneo osservare che l’impegno dei cooperatori può essere anche un utile laboratorio per una società della partecipazione. La cooperativa è di tutti i soci, non esistono “padroni”, solo ruoli diversi per una causa comune. Confcooperative, sempre nell’ottica Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 IV di rafforzare l’organizzazione interna, mira anche al potenziamento e attivazione, dove mancano, di servizi a supporto delle cooperative. «Sentiamo la responsabilità di attivare la rete dei servizi affinché si possa dare supporto tecnico e progettuale per le nostre cooperative». Più avanti nella trattazione approfondiremo come è stato concretizzato questo punto, qui interessa sottolinearne la necessità. Va anche attivato un «collegamento stretto con le dinamiche economiche che il territorio propone e promuove», la rete, dunque non solo dentro di noi ma anche fuori di noi, ricercando di «far nascere nuove forme di cooperazione». E all’assemblea erano presenti i rappresentanti dell’Unione delle Cooperative e di AGCI, che hanno stretto un’alleanza con Confcooperative. Alleanze fra mondi diversi, altro punto importante, la rete, ancora una volta. Ma il discorso delle alleanze vale anche con le altre associazioni di categoria. Per Vercelli abbiamo visto nascere infatti convenzioni con il patronato Fenacom 50 & Più e settori di Ascom. «Dobbiamo non aver paura di confrontarci e portare le nostre proposte anche dagli altri», specifica il documento. L’innovazione. La vera arma per uscire dalle crisi, portando a maturazione il cambiamento Innovazione che consiste «in un orientamento delle cooperative sociali alle nuove forme di rischio che caratterizzano la società contemporanea». Un obiettivo che non si ottiene soltanto fornendo nuovi servizi o migliorando i processi produttivi, condizioni comunque necessarie, dobbiamo anche tornare alle fonti del “finalismo d’impresa”, per realizzare sempre più l’inclusione e l’integrazione dei cittadini. Una nostra riflessione: Sono idee che condividiamo, però probabilmente, per passare dalla carta dei propositi alla realtà quotidiana c’è ancora tanto lavoro da compiere. Lo sforzo maggiore è tradurre in progetti con un senso economico il quadro valoriale e organizzativo. Le azioni svolte. La relazione di Pesce si è poi soffermata su quanto è stato fatto nei primi anni di vita della nuova federazione Biella-Vercelli. Nell’aprile 2008 la necessità immediata fu quella di riprendere l’attività associativa rimasta “al palo” nelle complesse fasi di istituzione della nuova federazione. Si è trattato di implementare incontri e riunioni per «Essere a fianco delle coopera- Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 Speciale Cooperazione tive», conoscendo realtà, bisogni e risorse. Di pari passo sono stati creati contatti con le istituzioni del territorio. Ciò ha portato nel tempo a un “riconoscimento” con la presenza di delegati Confcoop nei consigli di amministrazione della Camera di Commercio di Biella e dei GAL di Biella e Vercelli e un accordo con Legacoop per una presenza anche nella Camera di Commercio di Biella. Oltre ai già citati contatti con ASCOM di Vercelli, si è avuta anche la progettazione condivisa con i CSV di Biella e Vercelli, una presenza nei “tavoli dei Piani di Zona” dei territori, la partecipazione al Comitato per l’Imprenditoria Femminile di Vercelli e ai vari appuntamenti istituzionali Confcoop. Riguardo i servizi in questi quattro anni sono stati sviluppati contatti con UnionCaf, ConfCooperative Piemonte e ConfCooperative Torino e si è giunti a un innovativo progetto di “sussidiarietà” che permette ai cooperatori dei nostri territori, che non hanno un loro “Centro Servizi” di fare capo a quello di UnionCoop Torino che svolge, tra l’altro, supporto sindacale alle cooperative, apertura sportelli CCT e di consulenza agricola, consulenza organizzativa ed imprenditoriale, supporto alla partecipazione dei finanziamenti previsti dalla Legge 23. Linee per il futuro. Riguardo i prossimi obiettivi Enrico Pesce ha elencato dieci voci: rafforzare i servizi di supporto allo sviluppo d’impresa, supportare le cooperative nei processi di rafforzamento e nello sviluppo imprenditoriale, sviluppare progetti territoriali trasversali agli ambiti, sviluppare azioni imprenditoriali su scala regionale, ampliare la rappresentanza imprenditoriale negli organi di regionali, migliorare le alleanze territoriali con soggetti politici ed imprenditoriali locali, promuovere la buona cooperazione tramite alleanze per contrastare chi produce sfruttamento dei soci, intercettare la domanda di nuova cooperazione. In conclusione la Federazione vuole essere davvero vicino alle sue associate, e lo vuole fare principalmente nei nostri territori, anche se guarda a sinergie a livello regionale, ma sempre per far crescere la presenza cooperativa nelle province di Vercelli e Biella. Il riconfermato presidente ha chiuso la sua relazione con un tocco di liricità: «Se uno sogna da solo è solo un sogno, se molti sognano insieme è l’inizio di una nuova realtà» una citazione dal lavoro di Spirito sociale Speciale Cooperazione educatore di Enrico, parole che a prima vista possono apparire non legate alla realtà, invece non è così. Se non c’è un “sogno” comune da dove possiamo trovare le forze per continuare in questo mondo che diventa sempre più un incubo? GLI INTERVENTI Dopo la relazione del presidente l’assemblea si è animata con gli interventi di diverse cooperative, specialmente sociali A e B, che hanno illustrato le proprie realtà. Un momento significativo e interessante, ricco di spunti. È emerso che la forma cooperativa di impresa è quella che ha gli anticorpi più robusti, forse perché dovrebbe (e in molti casi è così) basarsi su un substrato etico che nelle aziende italiane è ormai quasi del tutto assente. Anche se il Presidente Regionale Giovenale è rimasto con i piedi per terra osservando: «Molti avevano una buona “scorta” di risorse ma ormai le hanno impiegate tutte… e la crisi è tutt’altro che alla fine». Le radici dei valori Padre Fabio De Lorenzo, Responsabile della Pastorale Giovanile della Diocesi di Biella, ha portato la sua benedizione, ma ha dimostrato anche profonda conoscenza della realtà cooperativa. Ha ricordato di essere stato anche lui per alcuni mesi socio di una coop. e si è domandato retoricamente: «Cosa ci faccio qui?». La risposta sta tutta nei valori. «La tradizione cooperativistica piemontese si richiama alla “questione sociale” ed all’opera di San Giovanni Bosco e di altri religiosi del torinese. È stato un percorso guida per tutta l’Italia. Sono valori che non possono essere ignorati». E ancora: «I nostri cooperatori hanno dato un importante contributo per delineare l’attuale quadro legislativo. Dalla 285 del 1997 (Legge Turco) alla 328 del 2000 e nel 2002 la Legge 26 che ha sancito il principio di sussidiarietà» e, rispetto alla Legge 26 ha osservato: «È curioso che si festeggi il decennale di questa importante legge proprio quando mancano del tutto i fondi per finanziare gli interventi previsti dalla stessa legge». Un personaggio carismatico molto apprezzato dai colleghi biellesi e conosciuto da molti vercellesi per la prima volta. Dobbiamo conoscerci meglio Da Vercelli ha preso la parola Carlo Fiore, vicepresidente de “Il Poliedro” che, sul discorso di rete ha osservato: «Non ci conosciamo abbastanza, Spirito sociale V dovremmo aumentare questa conoscenza, in questo modo credo che ciò che spesso cerchiamo all’esterno del movimento invece lo troveremmo al nostro interno» ed ha quindi proposto «momenti di incontro come una Convention delle cooperative per organizzare i contatti». Quando il territorio è tutto La capacità del mondo cooperativo di “tenere botta” è stata esemplificata dall’intervento di Giovanni Mario Ciochetta, del Caseificio “Valle Elvo” di Occhieppo Superiore che ha 46 soci, di cui 24 sono conferitori di latte. «Solo latte del Biellese» ha specificato con orgoglio. «Va detto anche che molti soci collaborano con noi a titolo volontario. Trasformiamo ogni anno circa 4 milioni di litri di latte, ottenendo 400 tonnellate di formaggio. Tutto prodotto genuino di alta qualità, uno dei nostri fiori all’occhiello è il “Blu Elvo erborinato”». Evidentemente la qualità paga anche in tempo di crisi, visto che «Il fatturato del 2011 si attesta intorno ai 2.200.000 euro con una crescita del 10%. Gli utili, tolti gli investimenti e le scorte, vanno tutti come ristorno ai conferitori». Un bell’esempio, non c’è che dire. E buoni anche i prodotti, assaggiati nel rinfresco successivo all’assemblea… Il Caseificio ha un proprio spaccio e ogni ottobre organizza una Festa, viene visitato inoltre da numerose scolaresche. È dunque insieme: economia, rapporti sociali, mantenimento delle eccellenze e delle tradizioni. Il legame col territorio è ancora una volta forte ed inscindibile. Quando la crisi ti fa crescere Si entra in ambito sociale con Fabio Crosa, vicepresidente de “Il Cammino” di Biella, cooperativa Sociale di tipo B. Significativa la sua analisi, che forse è meglio definire come una testimonianza dal “fronte”. «Nel Biellese la crisi è arrivata prima, con il tracollo del settore tessile, che risale al 2.000. Ma per noi alla fine è stata anche un’opportunità di crescita. La nostra principale attività era costituita da un laboratorio tessile e meccanotessile, con il tracollo del settore rischiavamo di chiudere, così abbiamo dovuto reinventarci nell’ambito dei servizi: implementando le pulizie, la raccolta degli abiti usati in collaborazione con la Caritas diocesana, l’orticultura, falegnameria, fabbricazione mobili con recupero dei bancali, piccole manutenzioni. Il nostro fatturato è passato da 200.000 a 760.000 euro nel 2011 e impieghiamo 40 soci. Con tutto ciò fare cooperazione diventa sempre Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 Speciale Cooperazione VI più difficile, soprattutto se si vuole unire l’aspetto sociale a quello imprenditoriale. A Biella abbiamo l’importante supporto del Consorzio “Filo da tessere” di cui facciamo parte, abbiamo bisogno di sentire la vicinanza della nostra rappresentanza. Devo dire che è stato realizzato molto anche per merito dell’impegno dei singoli e delle cooperative che hanno investito nella federazione territoriale. Oggi crediamo di più nei territori per far crescere le cooperative». Un’analisi molto chiara, che del resto ritroviamo anche nelle nostre interviste per la compilazione delle “schede” della cooperazione. La crisi, lo scatto di creatività, orgoglio e impegno, i risultati. Europa e cooperazione agricola Più fosco l’orizzonte in cui opera l’Associazione Risicoltori Piemontesi, una Cooperativa agricola di Vercelli. A parlarne il presidente Silvano Saviolo, curiosamente nello stesso giorno in cui a Vercelli si apriva la “Fiera in Campo”, evento clou per il mondo agricolo vercellese. Che ha spiegato: «Il nostro settore negli ultimi mesi sta facendo i conti con un drammatico crollo dei prezzi e ne risentiamo anche noi. Il mercato europeo non è più concorrenziale rispetto alle importazioni dal Sudamerica e dai paesi asiatici. Ci siamo chiesti cosa fare ed una risposta è venuta dal programma Eurice, promosso dalla Provincia di Vercelli, capofila del progetto, e che ha coinvolto il mondo risicolo di altri paesi europei. Il settore a livello continentale sconta anche l’assenza di politiche di marketing per il riso, ambito in cui invece noi siamo più avanti. Abbiamo anche scoperto che le cooperative fra produttori di riso sono molto più diffuse negli altri paesi, questo perché la cooperazione ha più credibilità quando rappresenta un territorio». Le “giacche” del cooperatore Claudio Medda della “Domus Laetitiae” di Biella ha svolto un accorato intervento che ha focalizzato sulle realtà quotidiane che la cooperazione sociale deve fronteggiare. «Ognuno di noi indossa diverse giacche» ha ricordato. «Quando penso ad amministrare mi metto la giacca del manager… ma poi devo anche mettermi la giacca del socio lavoratore e anche quella degli “utenti”». Questo pensiero è davvero profondo e ben centrato sulla nostra realtà. Solo quando si riescono a indossare questi vestiti mentali, senza tuttavia cadere in crisi di identità, si rende un servizio migliore e si Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 sanno cogliere in anticipo anche i bisogni, le necessità organizzative, le opportunità. Medda ha poi concluso sul concreto, invitando a domandarsi: «Come stiamo vivendo la crisi e cosa Confcooperative potrebbe fare concretamente?». Investimento sui giovani direttori L’altalena fra i due ambiti territoriali ha riportato ancora a Vercelli con l’intervento di Daniela Tommasini in rappresentanza di “Punto Service”, una delle cooperative più importanti per il territorio vercellese. «Grandi dimensioni significano anche grandi problemi». Ha ricordato. «Bisogna porre maggiore attenzione sulla gestione dei servizi, diversificare i servizi, capire le esigenze territoriali». Una linea d’azione lineare e chiara nei suoi cardini, certamente complessa da attuare. «In questo periodo stiamo puntando molto sui direttori di struttura e sulla loro formazione. E questo lo facciamo investendo sui giovani, avvicinandoli all’impiego nel sociale. Abbiamo una buona collaborazione con le università e l’interesse da parte dei laureati in materie amministrative». Le utopie possibili Articolato e allo stesso tempo appassionato l’intervento di Gian Luca Mascarino della cooperativa sociale A “Obiettivo”. «Operiamo da 17 anni e ci siamo sempre preoccupati di fare delle cose ed erogare dei servizi, tentando di sviluppare un pensiero, dei progetti e di stare insieme. Ragionando sul senso di responsabilità abbiamo visto che ha tante sfaccettature e tanti doveri. In proposito qualcuno ha osservato che se ognuno ha dei diritti ci dovrà ben essere qualcuno che ha dei doveri e purtroppo sono sempre gli stessi ad avere i doveri… si dovrebbe passare dalla società dei diritti a quella dei doveri ed in questo modo si avrebbero automaticamente più diritti per tutti». Un’osservazione centrata e pertinente se si considera chi, come la cooperativa “Obiettivo”, è chiamato ad operare per dare quei servizi a fasce deboli che il pubblico non dà. L’equilibrio fra i diritti dell’utenza debole e i doveri della società, che vengono dispersi fra infinite figure e attenuati dalla complessità delle leggi e norme è quotidiano con cui chi amministra una “A” si trova a dover fare i conti. «Le azioni devono partire da noi - ha continuato Mascarino - ci devono essere rispetto e fiducia dell’altro socio e dell’utente. Dobbiamo pensare alla cooperativa non come a un’entità che fa qualcosa Spirito sociale Speciale Cooperazione ma che si pone al servizio del territorio, diventando “impresa di comunità”». La progettazione, oggi passaggio ineludibile è stato l’argomento finale dell’intervento. «Oggi la velocità sembra essere tutto… ma se ci fermiamo a riflettere scopriamo che non ci si deve limitare al proprio settore, servono pensieri e progetti intersettoriali per costruire reti nuove. Progettare vuol dire realizzare utopie possibili». Il lavoro della Federazione L’assemblea, che nel frattempo, come ricordato all’inizio della nostra cronaca, aveva eletto i nuovi vertici e rappresentanti, si è poi volta alla chiusura dei lavori con un breve ma efficace intervento di Claudia Tugnolo. «Quattro anni fa venivamo da una situazione precedente che aveva bruciato molti rapporti, quindi la parte iniziale del mandato l’abbiamo spesa a rimettere ordine. Poi abbiamo dato una svolta alla nostra attività per portare avanti le necessità, aspirazioni e tematiche delle cooperative del territorio, senza più aver paura di trovare scheletri negli armadi, come avvenne nei primissimi tempi del nostro mandato. Siamo piccoli, è vero, ma cresceremo dimostrando di avere anche gli attributi. Si è detto che bisogna lavorare sul territorio. Per attuare una politica che serva ci dobbiamo confrontare con tutti gli attori e noi siamo capaci di farlo». Claudia ha parlato come sua abitudine in maniera franca e diretta, ricordando: «Qualche settimana fa non pensavo di ricandidarmi… poi, dopo una franca chiacchierata con Enrico Pesce, abbiamo capito che dovevamo dimostrare che ciò che avevamo in mente si poteva realizzare e per questo ci siamo ri-candidati, per continuare il lavoro avviato quattro anni fa. Le nostre cooperative di appartenenza ci sono state vicine e ci consentono di spendere parte del nostro tempo nel lavoro che svolgiamo in federazione». Lo sport come valore sociale C’è anche stato il tempo per visionare lo spot realizzato per promuovere i prossimi Giochi Nazionali Special Olimpics, che si terranno a Biella dal 18 al 24 giugno, organizzati dalla cooperativa “Sportivamente”, una piccola “sociale” biellese che ha come finalità la gestione di attività sportive rivolte a persone con disabilità, rappresentata da Carlo Cremonte, che ha sinteticamente spiegato l’iniziativa prima di mostrare un video in cui i colossi dell’“Angelica Biella” (società di basket che Spirito sociale VII milita in serie A) passano la palla ai “ragazzini” disabili. Con motti in inglese e un taglio da NBA. Efficace sintesi del concetto base: “nello sport si è tutti uguali”. La Cultura dell’Accoglienza Prima della chiusura dei lavori, con la riflessione del presidente regionale è intervenuto Lorenzo Tonella della coop. Sociale “Tantintenti” di Biella che ha parlato dell’esperienza con i profughi libici accolti a Muzzano in collaborazione con altre realtà territoriali. «Non avevamo esperienza di migranti e richiedenti asilo ma abbiamo avviato e gestito un centro di accoglienza. Abbiamo pensato a una struttura aperta, dove fosse possibile e anzi stimolato, il contatto con la comunità locale 13 dei 48 profughi sono stati accolti da famiglie». Un’iniziativa di cui si è molto parlato, (peraltro sappiamo che anche a Vercelli presso “Ad Aspera” sono state accolte persone sfuggite al conflitto libico, in quel caso lavoratori nigeriani. Dunque anche in questo delicato ambito la cooperazione può fare molto, come ha detto Tonella: «Abbiamo dimostrato che, a parità di costi rispetto a centri gestiti dal pubblico, si può dare un servizio di migliore qualità, anche dal punto di vista umano». Il punto del Presidente Regionale Il presidente regionale Giovenale Gerbaudo ha chiuso l’intensa mattinata, indicando alcune linee per il futuro, nell’ottica del contrasto alla crisi e della crescita del movimento. «Sappiamo da dove veniamo ma dobbiamo sapere anche dove andiamo». Tra le azioni da intraprendere ha rilevato la necessità di «promuovere nuova cooperazione». Per far questo bisogna cogliere le opportunità del “secondo welfare” «Dando risposte ai giovani. Dobbiamo inventarci forme per mettere a frutto capacità inespresse». L’azione di Confcooperative deve unire diverse esigenze, da una parte la tutela sindacale, dall’altra le capacità progettuali e servizi come: revisioni, formazione finanziata, strumenti finanziari. «Oggi anche l’ultima delle cooperative deve affrontare i cambiamenti che la crisi ha introdotto, e per far questo deve avere a disposizione tutti i servizi di una rete efficiente». Dunque lo sforzo di fornire servizi ai territori di cui si diceva prima. L’associazione di categoria ha questo ruolo, costruire una “sovrastruttura di servizi” Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 Speciale Cooperazione VIII per agevolare i propri aderenti. Ma al di là della tecnica e dell’organizzazione, Gerbaudo ha concluso richiamandosi all’intima essenza del movimento. «Il valore fondamentale sono i cooperatori che hanno dimostrato che mettendo in primo piano i bisogni della società e non il profitto dell’azienda noi siamo ancora qui a fare mercato, a esserci, anche in assenza dei profitti. Condizione che uccide molte aziende. Il rischio è che non tutte le cooperative arrivino vive alla fine del deserto». RIFLESSIONI CONCLUSIVE Chiusa l’assemblea del 24 febbraio, i temi sono ancora sul tavolo e ognuno è tornato alla sua quotidianità di fatica, speranze e progetti. Sentiamo la necessità di un dialogo e di un confronto più serrato. Incontri come questi, magari più informali, non possono che fare bene. “Spirito sociale” è una piccola realtà, un piccolo sogno ma è nata proprio per entrare in questo spazio di elaborazione e progettazione, come ponte fra cooperazione e altre forze presenti nella società. Le nostre forze sono quelle che sono ma speriamo di arrivare ad istituzionalizzare “speciali” come questo, prossimamente anche sul web. In ogni caso il mondo cooperativo di Biella e Vercelli, che si riconosce nel “brodo valoriale” di Confcooperative, è vario e attraversa trasversalmente ambiti produttivi e sociali. Può sembrare un’espressione scontata e forse lo è, nel senso che certamente non si può pensare alla cooperazione in altro modo, ma verificarlo con i casi concreti e con lo scambio reciproco di idee offre una prospettiva diversa. Sono storie, persone, sogni, progetti che si confrontano con la durezza del mondo reale e qualche volta la spuntano… PROTAGONISTI & CONTATTI UTILI Pensiamo di fare cosa gradita, nel riportare sia l’organigramma di Confcooperative Biella-Vercelli emerso dall’assemblea che un sintetico riassunto delle cooperative che hanno portato il loro intervento. LA FEDERAZIONE BIELLA-VERCELLI Presidente: Enrico Pesce [email protected] (sociale) Biella VicePresidente: Claudia Tugnolo [email protected] (sociale) Vercelli Consiglio di Presidenza Presidente: Enrico Pesce VicePresidente: Claudia Tugnolo Silvano Saviolo [email protected] (agricoltura) Vercelli Carlo Fiore [email protected] (lavoro) Vercelli Maria Carla Albergoni [email protected] (agricoltura) Vercelli Consiglio Interprovinciale Silvano Saviolo, Carlo Fiore, Enrico Pesce (presidente), Claudia Tugnolo (vicepresidente), Paolo Tigrino p.tigrino@ domuslaetitiae.org (sociale) Biella, Alberto Torchio [email protected] (sociale) Biella, Mario Simone (agricoltura) Biella, Gianluca Mascarino gianluca_ [email protected] (sociale) Direttore dell’Unione: Elisa Colombo [email protected] Collegio dei revisori Monica Serra - Presidente (Biella), Barbara Givonetti Vercelli, Rosaria Olivieri (Novara) componenti effettivi Giancarlo Berta, Patrizia Corona, componenti supplenti Centro Servizi UnionCoop Torino Fabrizio Ghisio (Direttore), Numero 3 - Marzo / Aprile 2012 [email protected] Area Societaria Cesare Benvenuti [email protected] Area Informatica Ilario Baronio [email protected] Area Amministrativa/Contabile Davide Morabito [email protected] Area Sicurezza 626/81 Ing. Giancarlo Bertalero [email protected] LE COOPERATIVE (in ordine di intervento) Il Poliedro - Via Torino, 6 - 13030 Caresanablot (VC) - Tel. 0161/235257- 235258 E-mail: [email protected] Attività: pulizie civili e industriali, deratizzazione, aree verdi, allestimento, movimentazione, portierato. E altri servizi elencati al sito web: www.il-poliedro.com/home.html Caseificio “Valle Elvo” - Via Opifici 22 13898 Occhieppo Superiore (BI) Tel.: 0152595234 - Fax: 0152592637. Attività: produzione formaggi tipici biellesi. Il Cammino Coop. Sociale a r.l Via Ambrosetti, 4/A - 13900 Biella - Centro di Pronta e Prima Accoglienza “E. Borri” vicolo del Ricovero, 3/A - 13900 BIELLA. Tel-Fax 015/406931- [email protected]. Attività: servizi vari finalizzati agli inserimenti lavorativi, servizio di Telesoccorso e Telecontrollo, raccolta abiti usati, pulizie, portineria, gestione centro di prima accoglienza “E. Borri”, aderisce al Consorzio “Filo da tessere”. Associazione Risicoltori Piemontesi Via Costantino Nigra, 16 - 13100 Vercelli, Tel.: 0161-250234 - Fax: 0161-250234 www.risicoltori.it - [email protected] Attività: commercializzazione risone conferito dai soci. Domus Laetitiae Coop so.le a r.l. Via Roma, 127 - Sagliano Micca (BI), Tel. 015-474120 - Fax 015-474131 - domus@ mclink.it, www.domuslaetitiae.org Attività: gestisce Residenze assistite per disabili di vario tipo, centri diurni e laboratori. Fa parte del consorzio “Filo da tessere”. Punto Service Coop. Soc. a r.l.: Via Vercelli, 23/A, 13030 Caresanablot (VC) - Tel. 0161 23 48 00 - Fax 0161 23 48 26 - [email protected], www.puntoservice.org. Attività: opera nel settore dei servizi socio assistenziali per utenti di diverse fasce d’età. Cooperativa Sociale Obiettivo Onlus: via Garibaldi, 29 - 13049 Tronzano Vercellese (VC). Sede operativa c/o Casa Agorà, Vicolo San Pancrazio Tel. 0161-401.809 Tel e Fax 0161-401616. [email protected] Attività: servizi per disabili, minori e prima infanzia, ha realizzato e gestisce la casa “Agorà” di Moncrivello ed opera in diverse realtà del territorio. Sportivamente, PSC Sociale a r.l. C.so De Gasperi, 47/C - 13900 Biella (Bi) Tel. 015 0991174. [email protected] www.sportivamentebiella.org. Attività: promuove attività sportive per disabili, organizza i XXVII Giochi Nazionali Estivi Special Olimpics Italia dal 18 al 25 giugno 2012. Coop. Sociale Tantintenti Onlus - Corso A. De Gasperi 47/c 13900 Biella - Tel 0150991021 - Fax 0150991093 [email protected] www.tantintenti.org. Attività: eroga servizi alla persona ed educativi con speciale riferimento a infanzia, minori e disabili. Fa parte del consorzio “Filo da tessere”. Spirito sociale