Tra crisi e nuove progettualità
Il percorso, la prospettiva
per il nostro futuro
“Spirito sociale” è stato parte attiva nel dibattito di
cui questo “speciale” vuole essere una sorta di “atti”.
Chiamati a sorpresa a parlare per primi dopo la relazione del presidente Enrico Pesce, abbiamo invitato
i presenti, che in cartellina avevano il numero 2 della
rivista, che è fortemente sostenuta dalla Federazione
Biella-Vercelli, a utilizzare il nuovo media a loro disposizione.
Pur nella necessaria sinteticità (dovendo fare anche
delle scelte su quali parti degli interventi citare) è questo un prototipo del servizio di informazione che vorremmo portare avanti. Crediamo che testimonianze e
riflessioni sono utili a tutti e speriamo che questo inserto sia propedeutico, lasciando traccia di un’assemblea
che a nostro avviso è stata più utile di tanti convegni
più strutturati ma spesso meno incisivi.
Illustrazione di Luca Vicamini
Speciale assemblea
Confcooperative Biella-Vercelli
del 24 febbraio 2012
Testo a cura di Gian Piero Prassi
II
Speciale Cooperazione
Le voci
delle
cooperative
delineano
un mondo
legato
al territorio
e capace
di reggere
la crisi
L’assemblea annuale di Confcooperative
Biella-Vercelli, svoltasi lo scorso 24 febbraio, è
stata un momento di incontro e riflessione, oltre
che l’occasione di rinnovo delle cariche sociali, che
segnava la chiusura del primo mandato di quattro
anni della nuova Federazione e il lancio dei prossimi quattro anni di lavoro.
Come noto si è registrata la sostanziale riconferma dei vertici, con Enrico Pesce presidente e
Claudia Tugnolo vicepresidente, elezione avvenuta per acclamazione, con un lungo e sentito applauso che ha sancito il gradimento per l’operato
sin qui svolto e di condivisione delle scelte strategiche.
Ma per me che per la prima volta prendevo parte a un’assemblea è stata anche una piacevole sorpresa… confesso che mi aspettavo una mattinata
di frasi fatte e di stanchi riti, invece è stata un’esperienza utile, che mi ha fatto conoscere realtà
molto diverse fra di loro.
All’assemblea erano presenti anche diversi rappresentanti di Confcooperative: Giovenale Gerbaudo Presidente di ConfCooperative Piemonte,
Aldo Romagnolli presidente di Torino, Domenico Paschetta di Cuneo, Mario Sacco di Asti,
Tommaso Mario Abrate Presidente di Fedagri
Piemonte, Luca Facta Direttore Federsolidarietà
Piemonte, Giancarlo Berta Segretario Generale
di Confcooperative Piemonte. Valentina Gusella
ha portato il saluto di LegaCoop. Biella, ricordando
come le due realtà: «collaborano su progetti regionali e inter-regionali e nel tavolo di Osservatorio
della Cooperazione». Per la stessa organizzazione
era presente anche il dottor. Cavalleri.
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A presiedere il consesso è stato il presidente regionale Giovenale Gerbaudo. I lavori sono entrati
nel vivo con la relazione di Enrico Pesce, il quale
ha riassunto, in un documento molto chiaro, quanto fatto in questi primi anni e le sfide che ci attendono nei prossimi. Vale la pena ricordarne i punti
qualificanti. Per forza di cose abbiamo operato una
sintesi, che non rende completamente giustizia
alla complessità del documento stesso ma crediamo di aver colto i punti essenziali.
BILANCIO DI QUATTRO ANNI
E PROSPETTIVE DI LAVORO
Facciamo nostra l’acuta osservazione di Giovenale nel suo intervento iniziale, perché, anche
graficamente, il documento, nato da un lavoro collegiale dei vertici federali, ci presenta la metafora
di un cammino, nel deserto… ma la strada sembra
venire da lontano e andare ancor più lontano.
In quattro anni di «Problemi da risolvere» e «di
cose da imparare» sono emerse delle linee per un
cambiamento condiviso.
Il primo concetto è quello dei “luoghi di crisi”, non un’astrazione da economista, piuttosto
una constatazione importante sulla crisi in atto:
«Non possiamo ignorare come tutto stia ricadendo
nei luoghi in cui abitiamo, sulle persone che
conosciamo, sui nostri familiari e non, sugli utenti
che quotidianamente aiutiamo…». Luoghi di crisi,
dunque, ma anche luoghi di opportunità. Del resto
l’etimologia della parola crisi è “cambiamento”.
La rete sembra essere uno strumento per mettere in moto il cambiamento perché «vuol dire
Spirito sociale
Speciale Cooperazione
permettere circolarità di idee e contaminazioni
reciproche, una delle più grandi nostre ricchezze
è proprio questa, la capacità di produrre cultura,
economia, lavoro dallo scambio reciproco».
E qui un inciso da cooperatore: al momento nella realtà territoriale che vivo, Vercelli, che
stenta a darsi una vera rete, ad attivare vaste collaborazioni forse per paura di perdere qualcosa e
invece si avrebbe tutti da guadagnare.
Per far questo, come ha rilevato il Presidente
rieletto, abbiamo probabilmente bisogno di riscoprire i forti riferimenti valoriali di Confcooperative, che attingono alla dottrina sociale della Chiesa: partecipazione, rispetto dei doveri e dei diritti,
attuazione nel mondo moderno della vera Caritas
evangelica. «Siamo certi e consapevoli che da soli
non possiamo esistere sia come esseri umani che
come organizzazioni, è dall’interazione che noi traiamo significato e riconoscimento».
La riflessione vira inevitabilmente sul concetto
di “cooperazione”, il cui fine è «produrre benessere per i territori che abitiamo», un’interazione
sociale forte, che è anche veicolo di nuova cultura
per la comunità dopo che: «Per troppo tempo siamo
stati schiacciati e sovrapposti alla cultura del competere come unica soluzione possibile».
Una riflessione personale: quella cultura a
cui si riferisce Enrico ha portato col tempo a una
guerra di tutti contro tutti, una competizione senza etica. Il pensiero imprenditoriale prevalente è:
“Se mi costa di meno delocalizzo la produzione…”
la cooperazione, invece, è qualcosa di diverso: è collaborare per il bene comune. Il “bene comune”,
un valore oggi in ribasso, ma a cui si deve tornare
Spirito sociale
III
per un vero progresso anche a livello globale, come
auspicano le Nazioni Unite in questo che è l’anno
Internazionale della Cooperazione.
Se queste sono le premesse ideali ne conseguono
anche i “riferimenti organizzativi”, individuati da
Confcooperative.
Il rafforzamento imprenditoriale. «… sono
ancora troppe le cooperative di piccole dimensioni,
dobbiamo far capire ai nostri cooperatori come sia
importante mettersi insieme». Decisiva è la capitalizzazione, cioè investire nelle cooperative «perché
possano affrontare la crisi raccogliendo le opportunità che saremo in grado di cogliere e scorgere».
Non si tratta dunque solo di “fondersi” in soggetti più grandi, ma creare associazioni temporanee
d’impresa e collaborazioni che possano valorizzare
i punti di forza di ognuno, limitando quelli di debolezza.
La qualità della cooperazione. Una necessità che deriva dall’aderenza ai valori cooperativi:
vera mutualità e non una sorta di cooperazione
fittizia del tutto strumentale.
Servizi & alleanze. Ma per cogliere questi
obiettivi è fondamentale l’impegno dei cooperatori… che la Federazione cerca di premiare portando
servizi direttamente ai soci. E qui viene spontaneo
osservare che l’impegno dei cooperatori può essere anche un utile laboratorio per una società della partecipazione. La cooperativa è di tutti i soci,
non esistono “padroni”, solo ruoli diversi per una
causa comune. Confcooperative, sempre nell’ottica
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IV
di rafforzare l’organizzazione interna, mira anche
al potenziamento e attivazione, dove mancano, di
servizi a supporto delle cooperative. «Sentiamo la
responsabilità di attivare la rete dei servizi affinché si possa dare supporto tecnico e progettuale per
le nostre cooperative». Più avanti nella trattazione
approfondiremo come è stato concretizzato questo
punto, qui interessa sottolinearne la necessità.
Va anche attivato un «collegamento stretto con
le dinamiche economiche che il territorio propone e
promuove», la rete, dunque non solo dentro di noi
ma anche fuori di noi, ricercando di «far nascere
nuove forme di cooperazione». E all’assemblea
erano presenti i rappresentanti dell’Unione delle
Cooperative e di AGCI, che hanno stretto un’alleanza con Confcooperative.
Alleanze fra mondi diversi, altro punto importante, la rete, ancora una volta. Ma il discorso
delle alleanze vale anche con le altre associazioni
di categoria. Per Vercelli abbiamo visto nascere infatti convenzioni con il patronato Fenacom 50 &
Più e settori di Ascom. «Dobbiamo non aver paura
di confrontarci e portare le nostre proposte anche
dagli altri», specifica il documento.
L’innovazione. La vera arma per uscire dalle crisi, portando a maturazione il cambiamento
Innovazione che consiste «in un orientamento delle cooperative sociali alle nuove forme di rischio
che caratterizzano la società contemporanea».
Un obiettivo che non si ottiene soltanto fornendo
nuovi servizi o migliorando i processi produttivi,
condizioni comunque necessarie, dobbiamo anche
tornare alle fonti del “finalismo d’impresa”, per realizzare sempre più l’inclusione e l’integrazione dei
cittadini.
Una nostra riflessione: Sono idee che condividiamo, però probabilmente, per passare dalla carta
dei propositi alla realtà quotidiana c’è ancora tanto
lavoro da compiere. Lo sforzo maggiore è tradurre
in progetti con un senso economico il quadro valoriale e organizzativo.
Le azioni svolte. La relazione di Pesce si è poi
soffermata su quanto è stato fatto nei primi anni di
vita della nuova federazione Biella-Vercelli. Nell’aprile 2008 la necessità immediata fu quella di riprendere l’attività associativa rimasta “al palo”
nelle complesse fasi di istituzione della nuova federazione. Si è trattato di implementare incontri
e riunioni per «Essere a fianco delle coopera-
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Speciale Cooperazione
tive», conoscendo realtà, bisogni e risorse. Di pari
passo sono stati creati contatti con le istituzioni del
territorio. Ciò ha portato nel tempo a un “riconoscimento” con la presenza di delegati Confcoop
nei consigli di amministrazione della Camera di
Commercio di Biella e dei GAL di Biella e Vercelli
e un accordo con Legacoop per una presenza anche
nella Camera di Commercio di Biella. Oltre ai già
citati contatti con ASCOM di Vercelli, si è avuta
anche la progettazione condivisa con i CSV di Biella e Vercelli, una presenza nei “tavoli dei Piani di
Zona” dei territori, la partecipazione al Comitato
per l’Imprenditoria Femminile di Vercelli e ai vari
appuntamenti istituzionali Confcoop.
Riguardo i servizi in questi quattro anni sono
stati sviluppati contatti con UnionCaf, ConfCooperative Piemonte e ConfCooperative Torino e si è
giunti a un innovativo progetto di “sussidiarietà”
che permette ai cooperatori dei nostri territori, che non hanno un loro “Centro Servizi” di
fare capo a quello di UnionCoop Torino che svolge, tra l’altro, supporto sindacale alle cooperative,
apertura sportelli CCT e di consulenza agricola,
consulenza organizzativa ed imprenditoriale, supporto alla partecipazione dei finanziamenti previsti dalla Legge 23.
Linee per il futuro. Riguardo i prossimi obiettivi Enrico Pesce ha elencato dieci voci: rafforzare i
servizi di supporto allo sviluppo d’impresa, supportare le cooperative nei processi di rafforzamento e
nello sviluppo imprenditoriale, sviluppare progetti
territoriali trasversali agli ambiti, sviluppare azioni imprenditoriali su scala regionale, ampliare la
rappresentanza imprenditoriale negli organi di regionali, migliorare le alleanze territoriali con soggetti politici ed imprenditoriali locali, promuovere
la buona cooperazione tramite alleanze per contrastare chi produce sfruttamento dei soci, intercettare la domanda di nuova cooperazione.
In conclusione la Federazione vuole essere davvero vicino alle sue associate, e lo vuole fare principalmente nei nostri territori, anche se guarda
a sinergie a livello regionale, ma sempre per far
crescere la presenza cooperativa nelle province di
Vercelli e Biella.
Il riconfermato presidente ha chiuso la sua relazione con un tocco di liricità: «Se uno sogna da solo
è solo un sogno, se molti sognano insieme è l’inizio
di una nuova realtà» una citazione dal lavoro di
Spirito sociale
Speciale Cooperazione
educatore di Enrico, parole che a prima vista possono apparire non legate alla realtà, invece non è
così. Se non c’è un “sogno” comune da dove possiamo trovare le forze per continuare in questo mondo
che diventa sempre più un incubo?
GLI INTERVENTI
Dopo la relazione del presidente l’assemblea si
è animata con gli interventi di diverse cooperative,
specialmente sociali A e B, che hanno illustrato le
proprie realtà. Un momento significativo e interessante, ricco di spunti. È emerso che la forma cooperativa di impresa è quella che ha gli anticorpi
più robusti, forse perché dovrebbe (e in molti casi è
così) basarsi su un substrato etico che nelle aziende italiane è ormai quasi del tutto assente. Anche
se il Presidente Regionale Giovenale è rimasto con
i piedi per terra osservando: «Molti avevano una
buona “scorta” di risorse ma ormai le hanno impiegate tutte… e la crisi è tutt’altro che alla fine».
Le radici dei valori
Padre Fabio De Lorenzo, Responsabile della
Pastorale Giovanile della Diocesi di Biella, ha portato la sua benedizione, ma ha dimostrato anche
profonda conoscenza della realtà cooperativa. Ha
ricordato di essere stato anche lui per alcuni mesi
socio di una coop. e si è domandato retoricamente: «Cosa ci faccio qui?». La risposta sta tutta nei
valori. «La tradizione cooperativistica piemontese
si richiama alla “questione sociale” ed all’opera di
San Giovanni Bosco e di altri religiosi del torinese.
È stato un percorso guida per tutta l’Italia. Sono
valori che non possono essere ignorati».
E ancora: «I nostri cooperatori hanno dato un
importante contributo per delineare l’attuale quadro legislativo. Dalla 285 del 1997 (Legge Turco)
alla 328 del 2000 e nel 2002 la Legge 26 che ha
sancito il principio di sussidiarietà» e, rispetto alla
Legge 26 ha osservato: «È curioso che si festeggi il decennale di questa importante legge proprio
quando mancano del tutto i fondi per finanziare gli
interventi previsti dalla stessa legge». Un personaggio carismatico molto apprezzato dai colleghi
biellesi e conosciuto da molti vercellesi per la prima volta.
Dobbiamo conoscerci meglio
Da Vercelli ha preso la parola Carlo Fiore, vicepresidente de “Il Poliedro” che, sul discorso di
rete ha osservato: «Non ci conosciamo abbastanza,
Spirito sociale
V
dovremmo aumentare questa conoscenza, in questo modo credo che ciò che spesso cerchiamo all’esterno del movimento invece lo troveremmo al nostro interno» ed ha quindi proposto «momenti di
incontro come una Convention delle cooperative
per organizzare i contatti».
Quando il territorio è tutto
La capacità del mondo cooperativo di “tenere
botta” è stata esemplificata dall’intervento di Giovanni Mario Ciochetta, del Caseificio “Valle
Elvo” di Occhieppo Superiore che ha 46 soci, di cui
24 sono conferitori di latte. «Solo latte del Biellese»
ha specificato con orgoglio.
«Va detto anche che molti soci collaborano con noi
a titolo volontario. Trasformiamo ogni anno circa 4
milioni di litri di latte, ottenendo 400 tonnellate di
formaggio. Tutto prodotto genuino di alta qualità,
uno dei nostri fiori all’occhiello è il “Blu Elvo erborinato”». Evidentemente la qualità paga anche in
tempo di crisi, visto che «Il fatturato del 2011 si
attesta intorno ai 2.200.000 euro con una crescita
del 10%. Gli utili, tolti gli investimenti e le scorte,
vanno tutti come ristorno ai conferitori». Un bell’esempio, non c’è che dire. E buoni anche i prodotti,
assaggiati nel rinfresco successivo all’assemblea…
Il Caseificio ha un proprio spaccio e ogni ottobre
organizza una Festa, viene visitato inoltre da numerose scolaresche. È dunque insieme: economia,
rapporti sociali, mantenimento delle eccellenze e
delle tradizioni. Il legame col territorio è ancora
una volta forte ed inscindibile.
Quando la crisi ti fa crescere
Si entra in ambito sociale con Fabio Crosa, vicepresidente de “Il Cammino” di Biella, cooperativa Sociale di tipo B. Significativa la sua analisi,
che forse è meglio definire come una testimonianza
dal “fronte”. «Nel Biellese la crisi è arrivata prima, con il tracollo del settore tessile, che risale al
2.000. Ma per noi alla fine è stata anche un’opportunità di crescita. La nostra principale attività era
costituita da un laboratorio tessile e meccanotessile, con il tracollo del settore rischiavamo di chiudere, così abbiamo dovuto reinventarci nell’ambito
dei servizi: implementando le pulizie, la raccolta
degli abiti usati in collaborazione con la Caritas
diocesana, l’orticultura, falegnameria, fabbricazione mobili con recupero dei bancali, piccole manutenzioni. Il nostro fatturato è passato da 200.000
a 760.000 euro nel 2011 e impieghiamo 40 soci.
Con tutto ciò fare cooperazione diventa sempre
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Speciale Cooperazione
VI
più difficile, soprattutto se si vuole unire l’aspetto
sociale a quello imprenditoriale. A Biella abbiamo l’importante supporto del Consorzio “Filo da
tessere” di cui facciamo parte, abbiamo bisogno di
sentire la vicinanza della nostra rappresentanza.
Devo dire che è stato realizzato molto anche per
merito dell’impegno dei singoli e delle cooperative
che hanno investito nella federazione territoriale.
Oggi crediamo di più nei territori per far crescere
le cooperative».
Un’analisi molto chiara, che del resto ritroviamo anche nelle nostre interviste per la compilazione delle “schede” della cooperazione. La crisi, lo
scatto di creatività, orgoglio e impegno, i risultati.
Europa e cooperazione agricola
Più fosco l’orizzonte in cui opera l’Associazione
Risicoltori Piemontesi, una Cooperativa agricola di Vercelli. A parlarne il presidente Silvano
Saviolo, curiosamente nello stesso giorno in cui a
Vercelli si apriva la “Fiera in Campo”, evento clou
per il mondo agricolo vercellese.
Che ha spiegato: «Il nostro settore negli ultimi
mesi sta facendo i conti con un drammatico crollo dei prezzi e ne risentiamo anche noi. Il mercato
europeo non è più concorrenziale rispetto alle importazioni dal Sudamerica e dai paesi asiatici. Ci
siamo chiesti cosa fare ed una risposta è venuta
dal programma Eurice, promosso dalla Provincia
di Vercelli, capofila del progetto, e che ha coinvolto
il mondo risicolo di altri paesi europei. Il settore a
livello continentale sconta anche l’assenza di politiche di marketing per il riso, ambito in cui invece
noi siamo più avanti. Abbiamo anche scoperto che
le cooperative fra produttori di riso sono molto più
diffuse negli altri paesi, questo perché la cooperazione ha più credibilità quando rappresenta un
territorio».
Le “giacche” del cooperatore
Claudio Medda della “Domus Laetitiae” di
Biella ha svolto un accorato intervento che ha focalizzato sulle realtà quotidiane che la cooperazione
sociale deve fronteggiare. «Ognuno di noi indossa
diverse giacche» ha ricordato. «Quando penso ad
amministrare mi metto la giacca del manager…
ma poi devo anche mettermi la giacca del socio
lavoratore e anche quella degli “utenti”». Questo
pensiero è davvero profondo e ben centrato sulla
nostra realtà. Solo quando si riescono a indossare questi vestiti mentali, senza tuttavia cadere in
crisi di identità, si rende un servizio migliore e si
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sanno cogliere in anticipo anche i bisogni, le necessità organizzative, le opportunità. Medda ha
poi concluso sul concreto, invitando a domandarsi:
«Come stiamo vivendo la crisi e cosa Confcooperative potrebbe fare concretamente?».
Investimento sui giovani direttori
L’altalena fra i due ambiti territoriali ha riportato ancora a Vercelli con l’intervento di Daniela
Tommasini in rappresentanza di “Punto Service”, una delle cooperative più importanti per il territorio vercellese.
«Grandi dimensioni significano anche grandi
problemi». Ha ricordato. «Bisogna porre maggiore
attenzione sulla gestione dei servizi, diversificare
i servizi, capire le esigenze territoriali». Una linea
d’azione lineare e chiara nei suoi cardini, certamente complessa da attuare. «In questo periodo
stiamo puntando molto sui direttori di struttura
e sulla loro formazione. E questo lo facciamo investendo sui giovani, avvicinandoli all’impiego nel
sociale. Abbiamo una buona collaborazione con le
università e l’interesse da parte dei laureati in materie amministrative».
Le utopie possibili
Articolato e allo stesso tempo appassionato l’intervento di Gian Luca Mascarino della cooperativa sociale A “Obiettivo”. «Operiamo da 17 anni
e ci siamo sempre preoccupati di fare delle cose
ed erogare dei servizi, tentando di sviluppare un
pensiero, dei progetti e di stare insieme. Ragionando sul senso di responsabilità abbiamo visto che
ha tante sfaccettature e tanti doveri. In proposito
qualcuno ha osservato che se ognuno ha dei diritti
ci dovrà ben essere qualcuno che ha dei doveri e
purtroppo sono sempre gli stessi ad avere i doveri…
si dovrebbe passare dalla società dei diritti a quella dei doveri ed in questo modo si avrebbero automaticamente più diritti per tutti». Un’osservazione
centrata e pertinente se si considera chi, come la
cooperativa “Obiettivo”, è chiamato ad operare per
dare quei servizi a fasce deboli che il pubblico non
dà. L’equilibrio fra i diritti dell’utenza debole e i
doveri della società, che vengono dispersi fra infinite figure e attenuati dalla complessità delle leggi
e norme è quotidiano con cui chi amministra una
“A” si trova a dover fare i conti.
«Le azioni devono partire da noi - ha continuato
Mascarino - ci devono essere rispetto e fiducia
dell’altro socio e dell’utente. Dobbiamo pensare alla
cooperativa non come a un’entità che fa qualcosa
Spirito sociale
Speciale Cooperazione
ma che si pone al servizio del territorio, diventando
“impresa di comunità”». La progettazione, oggi
passaggio ineludibile è stato l’argomento finale
dell’intervento. «Oggi la velocità sembra essere
tutto… ma se ci fermiamo a riflettere scopriamo che
non ci si deve limitare al proprio settore, servono
pensieri e progetti intersettoriali per costruire
reti nuove. Progettare vuol dire realizzare utopie
possibili».
Il lavoro della Federazione
L’assemblea, che nel frattempo, come ricordato
all’inizio della nostra cronaca, aveva eletto i nuovi
vertici e rappresentanti, si è poi volta alla chiusura dei lavori con un breve ma efficace intervento
di Claudia Tugnolo. «Quattro anni fa venivamo
da una situazione precedente che aveva bruciato
molti rapporti, quindi la parte iniziale del mandato l’abbiamo spesa a rimettere ordine. Poi abbiamo dato una svolta alla nostra attività per portare
avanti le necessità, aspirazioni e tematiche delle
cooperative del territorio, senza più aver paura di
trovare scheletri negli armadi, come avvenne nei
primissimi tempi del nostro mandato. Siamo piccoli, è vero, ma cresceremo dimostrando di avere
anche gli attributi. Si è detto che bisogna lavorare
sul territorio. Per attuare una politica che serva
ci dobbiamo confrontare con tutti gli attori e noi
siamo capaci di farlo».
Claudia ha parlato come sua abitudine in maniera franca e diretta, ricordando: «Qualche settimana fa non pensavo di ricandidarmi… poi, dopo
una franca chiacchierata con Enrico Pesce, abbiamo capito che dovevamo dimostrare che ciò che
avevamo in mente si poteva realizzare e per questo ci siamo ri-candidati, per continuare il lavoro
avviato quattro anni fa. Le nostre cooperative di
appartenenza ci sono state vicine e ci consentono
di spendere parte del nostro tempo nel lavoro che
svolgiamo in federazione».
Lo sport come valore sociale
C’è anche stato il tempo per visionare lo spot
realizzato per promuovere i prossimi Giochi Nazionali Special Olimpics, che si terranno a Biella dal 18 al 24 giugno, organizzati dalla cooperativa “Sportivamente”, una piccola “sociale” biellese
che ha come finalità la gestione di attività sportive
rivolte a persone con disabilità, rappresentata da
Carlo Cremonte, che ha sinteticamente spiegato l’iniziativa prima di mostrare un video in cui i
colossi dell’“Angelica Biella” (società di basket che
Spirito sociale
VII
milita in serie A) passano la palla ai “ragazzini”
disabili. Con motti in inglese e un taglio da NBA.
Efficace sintesi del concetto base: “nello sport si è
tutti uguali”.
La Cultura dell’Accoglienza
Prima della chiusura dei lavori, con la riflessione del presidente regionale è intervenuto Lorenzo Tonella della coop. Sociale “Tantintenti” di
Biella che ha parlato dell’esperienza con i profughi
libici accolti a Muzzano in collaborazione con altre realtà territoriali. «Non avevamo esperienza di
migranti e richiedenti asilo ma abbiamo avviato e
gestito un centro di accoglienza.
Abbiamo pensato a una struttura aperta, dove
fosse possibile e anzi stimolato, il contatto con la
comunità locale 13 dei 48 profughi sono stati accolti da famiglie». Un’iniziativa di cui si è molto
parlato, (peraltro sappiamo che anche a Vercelli presso “Ad Aspera” sono state accolte persone
sfuggite al conflitto libico, in quel caso lavoratori
nigeriani. Dunque anche in questo delicato ambito
la cooperazione può fare molto, come ha detto Tonella: «Abbiamo dimostrato che, a parità di costi
rispetto a centri gestiti dal pubblico, si può dare
un servizio di migliore qualità, anche dal punto di
vista umano».
Il punto del Presidente Regionale
Il presidente regionale Giovenale Gerbaudo ha
chiuso l’intensa mattinata, indicando alcune linee
per il futuro, nell’ottica del contrasto alla crisi e
della crescita del movimento. «Sappiamo da dove
veniamo ma dobbiamo sapere anche dove andiamo».
Tra le azioni da intraprendere ha rilevato la necessità di «promuovere nuova cooperazione». Per
far questo bisogna cogliere le opportunità del “secondo welfare” «Dando risposte ai giovani. Dobbiamo inventarci forme per mettere a frutto capacità
inespresse».
L’azione di Confcooperative deve unire diverse
esigenze, da una parte la tutela sindacale, dall’altra le capacità progettuali e servizi come: revisioni,
formazione finanziata, strumenti finanziari.
«Oggi anche l’ultima delle cooperative deve
affrontare i cambiamenti che la crisi ha introdotto,
e per far questo deve avere a disposizione tutti i
servizi di una rete efficiente». Dunque lo sforzo
di fornire servizi ai territori di cui si diceva
prima. L’associazione di categoria ha questo
ruolo, costruire una “sovrastruttura di servizi”
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Speciale Cooperazione
VIII
per agevolare i propri aderenti. Ma al di là della
tecnica e dell’organizzazione, Gerbaudo ha concluso richiamandosi all’intima essenza del movimento. «Il valore fondamentale sono i cooperatori che
hanno dimostrato che mettendo in primo piano i
bisogni della società e non il profitto dell’azienda
noi siamo ancora qui a fare mercato, a esserci, anche in assenza dei profitti. Condizione che uccide
molte aziende. Il rischio è che non tutte le cooperative arrivino vive alla fine del deserto».
RIFLESSIONI CONCLUSIVE
Chiusa l’assemblea del 24 febbraio, i temi sono
ancora sul tavolo e ognuno è tornato alla sua quotidianità di fatica, speranze e progetti.
Sentiamo la necessità di un dialogo e di un confronto più serrato. Incontri come questi, magari
più informali, non possono che fare bene. “Spirito
sociale” è una piccola realtà, un piccolo sogno ma
è nata proprio per entrare in questo spazio di elaborazione e progettazione, come ponte fra cooperazione e altre forze presenti nella società. Le nostre
forze sono quelle che sono ma speriamo di arrivare
ad istituzionalizzare “speciali” come questo, prossimamente anche sul web.
In ogni caso il mondo cooperativo di Biella e
Vercelli, che si riconosce nel “brodo valoriale” di
Confcooperative, è vario e attraversa trasversalmente ambiti produttivi e sociali. Può sembrare
un’espressione scontata e forse lo è, nel senso che
certamente non si può pensare alla cooperazione in
altro modo, ma verificarlo con i casi concreti e con
lo scambio reciproco di idee offre una prospettiva
diversa.
Sono storie, persone, sogni, progetti che si confrontano con la durezza del mondo reale e qualche
volta la spuntano…
PROTAGONISTI & CONTATTI UTILI
Pensiamo di fare cosa gradita, nel riportare sia l’organigramma di Confcooperative
Biella-Vercelli emerso dall’assemblea che un
sintetico riassunto delle cooperative che hanno portato il loro intervento.
LA FEDERAZIONE BIELLA-VERCELLI
Presidente: Enrico Pesce
[email protected]
(sociale) Biella
VicePresidente: Claudia Tugnolo
[email protected]
(sociale) Vercelli
Consiglio di Presidenza
Presidente: Enrico Pesce
VicePresidente: Claudia Tugnolo
Silvano Saviolo
[email protected] (agricoltura) Vercelli
Carlo Fiore [email protected]
(lavoro) Vercelli
Maria Carla Albergoni [email protected] (agricoltura) Vercelli
Consiglio Interprovinciale
Silvano Saviolo, Carlo Fiore, Enrico
Pesce (presidente), Claudia Tugnolo (vicepresidente), Paolo Tigrino p.tigrino@
domuslaetitiae.org (sociale) Biella, Alberto
Torchio [email protected] (sociale) Biella, Mario Simone (agricoltura)
Biella, Gianluca Mascarino gianluca_
[email protected] (sociale)
Direttore dell’Unione: Elisa Colombo
[email protected]
Collegio dei revisori
Monica Serra - Presidente (Biella), Barbara Givonetti Vercelli, Rosaria Olivieri (Novara) componenti effettivi
Giancarlo Berta, Patrizia Corona,
componenti supplenti
Centro Servizi UnionCoop Torino
Fabrizio Ghisio (Direttore),
Numero 3 - Marzo / Aprile 2012
[email protected]
Area Societaria Cesare Benvenuti
[email protected]
Area Informatica Ilario Baronio
[email protected]
Area Amministrativa/Contabile
Davide Morabito
[email protected]
Area Sicurezza 626/81
Ing. Giancarlo Bertalero
[email protected]
LE COOPERATIVE (in ordine di intervento)
Il Poliedro - Via Torino, 6 - 13030 Caresanablot (VC) - Tel. 0161/235257- 235258
E-mail: [email protected]
Attività: pulizie civili e industriali, deratizzazione, aree verdi, allestimento, movimentazione, portierato. E altri servizi elencati al
sito web: www.il-poliedro.com/home.html
Caseificio “Valle Elvo” - Via Opifici 22
13898
Occhieppo
Superiore
(BI)
Tel.: 0152595234 - Fax: 0152592637.
Attività: produzione formaggi tipici biellesi.
Il Cammino Coop. Sociale a r.l
Via Ambrosetti, 4/A - 13900 Biella - Centro
di Pronta e Prima Accoglienza “E. Borri” vicolo del Ricovero, 3/A - 13900 BIELLA.
Tel-Fax 015/406931- [email protected].
Attività: servizi vari finalizzati agli inserimenti
lavorativi, servizio di Telesoccorso e Telecontrollo, raccolta abiti usati, pulizie, portineria,
gestione centro di prima accoglienza “E.
Borri”, aderisce al Consorzio “Filo da tessere”.
Associazione Risicoltori Piemontesi Via Costantino Nigra, 16 - 13100 Vercelli,
Tel.: 0161-250234 - Fax: 0161-250234
www.risicoltori.it - [email protected]
Attività: commercializzazione risone conferito dai soci.
Domus Laetitiae Coop so.le a r.l. Via Roma, 127 - Sagliano Micca (BI), Tel.
015-474120 - Fax 015-474131 - domus@
mclink.it, www.domuslaetitiae.org
Attività: gestisce Residenze assistite per disabili di vario tipo, centri diurni e laboratori. Fa
parte del consorzio “Filo da tessere”.
Punto Service Coop. Soc. a r.l.: Via Vercelli, 23/A, 13030 Caresanablot (VC) - Tel.
0161 23 48 00 - Fax 0161 23 48 26 - [email protected],
www.puntoservice.org.
Attività: opera nel settore dei servizi socio
assistenziali per utenti di diverse fasce d’età.
Cooperativa Sociale Obiettivo Onlus:
via Garibaldi, 29 - 13049 Tronzano Vercellese (VC). Sede operativa c/o Casa Agorà,
Vicolo San Pancrazio Tel. 0161-401.809 Tel e Fax 0161-401616.
[email protected]
Attività: servizi per disabili, minori e prima
infanzia, ha realizzato e gestisce la casa
“Agorà” di Moncrivello ed opera in diverse
realtà del territorio.
Sportivamente, PSC Sociale a r.l. C.so De Gasperi, 47/C - 13900 Biella (Bi) Tel. 015 0991174. [email protected]
www.sportivamentebiella.org.
Attività: promuove attività sportive per disabili, organizza i XXVII Giochi Nazionali Estivi
Special Olimpics Italia dal 18 al 25 giugno
2012.
Coop. Sociale Tantintenti Onlus - Corso A. De Gasperi 47/c 13900 Biella - Tel
0150991021 - Fax 0150991093
[email protected] www.tantintenti.org.
Attività: eroga servizi alla persona ed educativi con speciale riferimento a infanzia, minori e disabili. Fa parte del consorzio “Filo
da tessere”.
Spirito sociale
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Speciale assemblea confcoop Biella-Vercelli