Dipartimento Medicina del Lavoro
Ex ISPESL
Il D.lgs. 81/2008 tre anni dopo: aggiornamenti e
approfondimenti
Torino, 11-12 Maggio 2011
“La valutazione dello stress lavoro correlato”
Nome Autore: Patrizia Deitinger
Rischi lavorativi
1. Rischi per la sicurezza dovuti a:
(Rischi di natura infortunistica)
• Strutture
• Macchine
• Impianti elettrici
• Sostanze pericolose
• Incendi - esplosioni
2. Rischi per la salute dovuti a:
(Rischi di natura igienico-ambientali)
• Agenti chimici
• Agenti fisici
• Agenti biologici
3. Rischi per la sicurezza e la salute
dovuti a:
(Rischi di tipo cosiddetto trasversale
in quanto influiscono sia a livello
infortunistico che a livello di salute)
• Organizzazione del
lavoro
• Fattori psicologici
• Fattori ergonomici
• Condizioni di lavoro
particolari o difficili
Quadro normativo di riferimento,
finalità e struttura del documento
• Le indicazioni metodologiche sono state elaborate nei
limiti e per le finalità puntualmente individuati dalla
Legge tenendo conto della ampia produzione
scientifica disponibile sul tema e delle proposte
pervenute all’interno alla Commissione consultiva e
sono state redatte secondo criteri di semplicità
brevità e comprensibilità.
• Il documento indica un percorso metodologico che
rappresenta il livello minimo di attuazione
dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavorocorrelato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati.
Metodologia
•
•
La valutazione si articola in due fasi: una
NECESSARIA (preliminare); l’altra
EVENTUALE (!), da attivare nel caso in cui
la valutazione preliminare riveli elementi di
rischio da stress lavoro-correlato e le misure
di correzione adottate a seguito della
stessa, dal datore di lavoro, si rivelino
inefficaci.
La valutazione PRELIMINARE consiste nella
rilevazione di indicatori OGGETTIVI e
VERIFICABILI, ove possibile
numericamente apprezzabili, appartenenti
quanto meno a tre distinte famiglie:
Metodologia
• EVENTI SENTINELLA quali:
indici infortunistici;
assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni;
segnalazioni del medico competente; lamentele formalizzate
da parte dei lavoratori; tali eventi sono da valutarsi anche sulla
base di parametri omogenei individuati internamente alla
azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici
rilevati in azienda). (Dati oggettivi)
• Fattori di CONTENUTO del lavoro quali ad esempio:
ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro;
orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei
lavoratori e i requisiti professionali richiesti.
• Fattori di CONTESTO del lavoro quali ad esempio: ruolo
nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e
controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e
sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine
alle prestazioni richieste).
Metodologia
• In questa prima fase possono essere utilizzate LISTE DI
CONTROLLO (fatte come?) applicabili anche dai
soggetti aziendali della prevenzione che consentano
una valutazione complessiva oggettiva e, se possibile,
parametrica dei fattori di cui ai punti I, II e III che
precedono.
• In relazione alla valutazione dei fattori di contesto e di
contenuto di cui sopra (punti II e III) occorre sentire i
LAVORATORI E/O I RLS.
• Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale
fase di indagine venga realizzata tramite un campione
di lavoratori. La scelta delle modalità tramite cui sentire i
lavoratori è rimessa al datore di lavoro anche in relazione
alla metodologia di valutazione adottata.
Metodologia
• Ove da questa rilevazione non emergano elementi di
rischio tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il
datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel
Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a
prevedere un piano di monitoraggio.
• Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio
stress tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si
procede alla pianificazione ed alla adozione degli
opportuni INTERVENTI CORRETTIVI (ad esempio,
interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi,
formativi, etc.).
• Ove gli interventi correttivi risultino INEFFICACI, si
procede, NEI TEMPI DEFINITI CHE LA STESSA
IMPRESA SI DA’ nella pianificazione degli interventi, alla
fase di valutazione successiva (c.d. valutazione
APPROFONDITA).
Valutazione approfondita
• La valutazione APPROFONDITA prevede la valutazione
della percezione soggettiva dei lavoratori, ad esempio
attraverso differenti strumenti quali questionari, focus
group, interviste semistrutturate, sulle famiglie di
fattori/indicatori di cui all'elenco sopra riportato. Tale fase fa
riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori
rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche.
• Nelle aziende grandi la valutazione approfondita può essere
effettuata su un campione rappresentativo di lavoratori,
secondo la metodologia scelta dal datore di lavoro (!).
• Per le aziende fino a 5 lavoratori i sopracitati strumenti
potrebbero non essere adatti e quindi il datore di lavoro potrà
individuare la modalità più idonea (es. riunioni) per
coinvolgere i lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella
verifica della loro efficacia.
Disposizioni transitorie e finali
• Allo scopo di verificare l’efficacia della
metodologia qui indicata, anche per
valutare l’opportunità di integrazioni
alla medesima, la Commissione
Consultiva provvederà ad elaborare una
relazione entro 24 mesi dalla
approvazione delle presenti indicazioni
metodologiche, a seguito dello
svolgimento del monitoraggio sulle
attività realizzate.
Criteri generali
1. Identificazione dei pericoli/rischi psicosociali
2. Valutazione dei rischi psicosociali
3. Attuazione di strategie di controllo del rischio
(interventi)
4. Monitoraggio dell'efficacia delle strategie
intraprese
5. Rivalutazione del rischio o rischi specifici.
Modello VARP
(P. Deitinger, C. Nardella, A. Aiello)
1) Individuazione dei pericoli (Fase “Preliminare”)
L’individuazione dei pericoli di natura psicosociale può
essere effettuata tramite la raccolta di:
indicatori “oggettivi”, ricavabili dall’azienda stessa e
dai dati in suo possesso: “eventi sentinella”, turni,
assenze, ritardi, richieste di trasferimento
prima osservazione di contenuto e contesto del
lavoro, per individuare le caratteristiche dell’azienda
(tenendo in considerazione anche settore e/o contesto
socio-economico, clima, organizzazione, relazioni,
ecc.)
Responsabile primario: datore di lavoro.
Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP, Medico
competente, RLS, Lavoratori.
Modello VARP
2 - Valutazione dei rischi
• Sulla base della individuazione dei pericoli, si rilevano
informazioni su natura e gravità delle variabili
precedentemente identificate e sul modo con cui possono
incidere sulla salute dei lavoratori esposti e sulla salute
dell’azienda:
La valutazione dei dati “soggettivi”, relativi alle variabili di
contenuto e contesto del lavoro, sarà effettuata tramite
il questionario Va.RP, distribuito nelle aziende medie a
tutti i lavoratori o nelle grandi ad un campione
rappresentativo di essi o del questionario Checklist
Stress Lavoro correlato (CSL) nelle micro e piccole
aziende
(“Fase di approfondimento”)
E’ opportuno comunicare ai lavoratori, nelle forme che
l’azienda considererà più utili, i risultati della
valutazione.
Modello VARP
2 - Valutazione dei rischi
psicosociali
E’ necessario trattare le informazioni coinvolgendo
direttamente i lavoratori, come punti di vista non
individuali, ma a livello di gruppo.
Ciò consente l’identificazione di criticità e punti di
forza dell’azienda e la comprensione di come le
criticità emerse possano rappresentare un rischio per i
lavoratori coinvolti e per l’azienda stessa.
Responsabile primario: datore di lavoro.
Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP, RLS,
Medico competente, altri consulenti, lavoratori.
Tavola Sinottica degli Strumenti esteri di Valutazione dei Rischi Psicosociali Adattati
Cooper
(1988) OSI
Leiter, Maslach
(2000) OCS
Edwards et al.
(2008) HSE
Karasek
(1979) JCQ
Siegrist
(1996-2007) ERI
Adattamento
italiano
2002
Adattamento
italiano
2005
Adattamento
italiano
2011
Adattamento
italiano
2001
Adattamento
italiano
2002
Soggetti: 853
Contesto:
aziende sanitarie,
editoriali, bancarie,
commerciali,
meccaniche, scuola,
telecomunicazioni
Soggetti: 945
Contesto:
Organizzazioni
produttive
Soggetti: 6000
Soggetti: 2174
Contesto:
Aziende settore industria
e terziario
Soggetti: 531
Contesto:
Aziende settore
sanitario
Destinatari:
Lavoratori
Destinatari:
Lavoratori
Item: 49
Item: 23
Somministrazione:
15’
Somministrazione:
15’-20’
Destinatari:
Manager/quadri
Item: 167 +
Questionario
biografico
Somministrazione: 45’
Valori espressi
in Punti Sten
Soggetti: 2704
Contesto:
Sociosanitari e altri
Contesto: Aziende
pubbliche e private
settore produttivo
Destinatari:
Lavoratori
Destinatari:
Lavoratori
Item: 35
Item: 68 + Dati socio
demografici
Somministrazione:
20’
Somministrazione:
30’
Valori espressi in
Punti T
OSI (Cooper)
OCS
(Leiter, Maslach
HSE
(Edwards et al.)
JCQ
(Karasek)
ERI
(Siegrist)
Fattori di Rischio
Variabili organizzative potenziali fonti di stress
Fattori
intrinseci al
lavoro
Carico di lavoro
Ruolo
manageriale
Carriera e
riuscita
Carico di lavoro
Organizzazione lav.
Ambiente di lavoro
Carico di lavoro
Impegno lavorativo/
Eccessivo impegno
lavorativo
Chiarezza di ruolo
Ambiguità di ruolo
Equità
Sviluppo di
competenze
Ricompense
Fattori di Rischio
Variabili organizzative potenziali fonti di stress
OSI
OCS
HSE
JCQ
Incoraggiamento
Supporto sociale
Relazioni con
altre persone
Coesione di gruppo
Integrazione sociale
Clima e Struttura
organizzativa
Riconoscimento
Valori
Leadership
Interfaccia
casa-lavoro
Promozione
modalità lavoro
collaborativa
Evitamento
Conflitto
Controllo
Autonomia
Cambiamento
Gestione e
comunicazione
cambiamento
organizzativo
Supporto sociale
Controllo
ERI
OSI
OCS
HSE
JCQ
Effetti
Salute
psicologica
Salute Fisica
Soddisfazione
Lavorativa
Job Burnout
Job strain
ERI
Tavola Sinottica degli Strumenti Italiani di
Valutazione dei Rischi Psicosociali
Deitinger,
Nardella, Aiello
(2011)
Va.RP
Avallone,
Paplomatas
(2005) MOHQ
Majer, D’Amato
(2005) M_DOQ10
De Carlo
(2008) Q-BO
Magnani, Mancini,
Majer, (2009)
OPRA
Soggetti: 3197
Soggetti: 2650
Soggetti: 8000
Soggetti: 2392
Soggetti: 1541
Contesto: Pubblica
Amm.ne
e Sanità
Contesto:
Ministero di
Giustizia,
Azienda telecomunicazioni,
ASL, Azienda di
servizi, Azienda
settore
Metalmeccanico
Università
Contesto:
Organizzazioni
Pubbliche e
Private
Contesto:
Organizzazioni
Pubbliche e
Private
Contesto:
Privato e
Pubbl. Amm.ne
Destinatari:
Lavoratori
Destinatari:
Lavoratori
Destinatari:
Lavoratori
Item: 139
Somministrazione:
30’
Destinatari:
Lavoratori
Item: 70 + Dati
socio demografici
Somministrazione
30’
Valori espressi in
Punti T
Item: 342
Somministrazione:
circa 1h e 30’
Item: 86 + Dati socio
professionali
Somministrazione:
20-25’
Destinatari:
Lavoratori
Item: 192 + Dati
socio profess.
(forma compl.)
Somministrazio
ne:
30 – 40’
Valori espressi
in Punti T
Tavola Sinottica degli Strumenti Italiani di
Valutazione dei Rischi Psicosociali
MOHQ
M_DOQ10
Q-BO
OPRA
Va.RP
Fattori di Rischio
Variabili organizzative potenziali fonti di stress
Sicurezza
Comfort
Ambientale
Sicurezza e
Ambiente
Sicurezza e
Ambiente
Orario di lavoro
Tollerabilità dei
compiti
Carico
Lavorativo
Carico
di Lavoro
Sicurezza
Qualità Ambientale
Carico
Flessibilità
Conflitto
di ruolo
Job description
Ruolo
Conflitto
Organizzativo
Valorizzazione
Equità
Reward
Dinamismo/
Sviluppo
Sviluppo di carriera
Ruolo
Carriera e
competenze,
Equità,
Valutazione
Fattori di Rischio
Variabili organizzative potenziali fonti di stress
MOHQ
Relazioni
interpersonali
Ascolto attivo
Conflittualità
Chiarezza obiettivi
Informazione
Utilità sociale
Operatività
M_DOQ10
Q-BO
OPRA
Team
Sostegno
organizzativo
percepito
Relazioni
interpersonali
Comunicazione
Coerenza/
Fairness
Leadership
Job involvement
Clima
Organizzativo
Apertura
all’innovazione
Innovatività
Coesione,
Conflitto
Sostegno sociale
Qualità informaz.
Qualità comunicaz.
Cultura e
organizzazione
Cultura
Organizzativa
Autonomia
Va.RP
Partecipazione
Qualità leadership
Autonomia
Diversity
Management
Autonomia
Integrazione di
genere
Interfaccia
casa-lavoro
Supporto esterno
Relaz. casa/lavoro
Effetti
MOHQ
M_DOQ10
Q-BO
OPRA
Va.RP
Stress/strain
Psicologico
Risk Index
Soddisfazione
Soddisfazione
Stress/strain
Fisiologico
(Identificazione con
il gruppo e con
l’organizzazione,
Disaffezione
lavorativa
Fattori di stress
Burnout
Mobbing
Soddisfazione
Lavorativa
Soddisfazione
Lavorativa,
Fiducia
nell’organizzazione,
Commitment
Organizzativo
Turnover
Attaccamento al
lavoro)
Salute psicofisica
Salute fisica
(Comportamentale
e Fisiologica)
Salute mentale
(Emotiva e
Cognitiva)
Altruismo/
Compliance
Variabili Moderatrici
Coping: centrato su
Compito e Emotivo
Modello VARP
3 – Pianificazione e realizzazione di
strategie di controllo del rischio
(interventi)
• Individuale: se le problematiche coinvolgono un
numero limitato di lavoratori provenienti da settori di
lavoro o mansioni diverse, può essere indicata una
formazione specifica, coaching, consulenza psicologica
di sostegno su strategie di coping, problem solving o
altra specifica problematica emersa;
• Di gruppo: se le criticità sembrano addensarsi in
particolari settori o gruppi di lavoro (“gruppi omogenei”),
sarà opportuno un approfondimento relativo alla
specifica criticità emersa in quel settore e proporre
interventi mirati alla riduzione di tale criticità, anche
attraverso azioni formative specifiche o finalizzate su
dinamiche comunicative e relazionali, motivazione,
incentivanti al lavoro di gruppo);
Modello VARP
3 - Strategie di intervento
Organizzativo/strategico: se le criticità interessano varie aree e ruoli
o una o più variabili organizzative trasversali a più settori, sarà
ipotizzabile il coinvolgimento dell’intera azienda a due livelli:
attraverso
formazione,
ad
esempio
su
comunicazione
interpersonale, lavoro di gruppo, gestione di conflitti,
motivazione, sviluppo di competenze di leadership e gestione
delle risorse umane, rivolta al personale di diversi livelli gerarchici,
ecc. e fornendo indicazioni sulle criticità emerse all’alto
management aziendale, cui spettano decisioni su eventuali
ridefinizioni di ruoli, sistemi premianti, flessibilità di gestione dell’orario
di lavoro e sulle eventuali altre variabili organizzative risultate
disfunzionali.
Responsabile primario: Datore di lavoro.
Figure coinvolte: dirigenti, preposti,
competente, altri consulenti, lavoratori.
RSPP,
RLS,
Medico
Modello VARP
4 - Valutazione dell’efficacia delle
strategie di controllo (interventi)
Dopo un congruo periodo sarà opportuno
effettuare un controllo della specifica
situazione su cui si è intervenuti, con tecniche
quali
quantitative
derivanti
dalle
caratteristiche dell’intervento effettuato e
sempre con la partecipazione dei lavoratori
coinvolti.
Responsabile primario: Datore di lavoro.
Figure coinvolte: Dirigenti, preposti, RSPP, RLS,
Medico competente, Altri consulenti, lavoratori.
Modello VARP
5 - Rivalutazione del rischio o rischi
specifici
Andrà periodicamente ripetuta in funzione
anche dei mutamenti del contesto
lavorativo (interno ed esterno all’azienda) e
va effettuata nuovamente con strumenti
ad hoc.
Responsabile primario: Datore di lavoro.
Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP,
RLS, Medico competente, altri consulenti,
lavoratori.
Modello Va.RP
Micro e
Piccole
Imprese
CSL
Medie e Grandi
Imprese
Val. Mob
Va.RP
Il PRIMA-EF (2006-2008)
“Psychosocial RIsk MAnagement –
European Framework” (PRIMA-EF):
BAuA
(Germania)
CIOP
(Polonia)
FIOH
(Finlandia)
ISPESL (Italia)
TNO
(Olanda)
Coordinato dall’Institute of Work and Health Organization
– University of Nottingham (I-WHO)
Supportato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità e
dall’ILO.
Dipartimento Medicina del Lavoro
PRIMA-EF: Indicator Model on
Psychosocial Risks
Fonte: Irene L.D. Houtman, Monitoring Psychosocial Risks at Work, EN 08 PRIMA-EF
ISBN 978-88-6230-040-7
7
Dimensioni di partenza dello
strumento Va.RP
Societal
Factors
Societal Impact
Sicurezza e
ambiente di lavoro
Organisational
Factors
Va.RP
Individual
Working
Factors
Organisational
Impact
Assenteismo /
Presenteismo
Economic costs
Work ability
Caratteristiche del
lavoro
Processi
Gestionali
Sviluppo carriera e
competenze
Ruolo
nell’organizzazion
e
Relazioni
interpersonali
Supporto sociale
Leadership e
Decisioni
Work
Related
Stress
Individual
Characteristics
Strategie di
coping
Preventive action and intervention
Individual Impact
Infortuni/Incidenti
sul lavoro
Salute Mentale
Salute Fisica
Soddisf. lavorativa
Disaff. lavorativa
sono stati analizzati i principali contributi della letteratura
internazionale di rischi psicosociali e stress lavoro correlato (cfr.
Dollard et al. (2007), Griffiths, et al.,2005; V. De Keyser, I. Hansez,
2000; T. S. Kristensen , V. Borg, 2003; Cox, 1978; Cooper, Sloan &
Williams, 1986.
Inoltre sono state prese indicazioni degli organismi italiani,
Dipartimento Medicina del Lavoro
Per produrre le aree generative e le scale del questionario
europei e internazionali operanti nel campo della sicurezza sul
lavoro.
11
Campione
• I soggetti che hanno partecipato allo studio di
validazione dello strumento sono 1541
lavoratori provenienti da aziende
appartenenti ad aziende di diversi settori
produttivi.
• Il 47,2% sono maschi mentre il 52,8% sono
femmine.
• L’età media è di circa 46 anni (DS ± 9,05).
• Il titolo di studio è per il 6,7% equivalente alle
scuole medie inferiore, mentre il 47% ha fino
alla scuola media superiore ed infine il 46,3%
possiede una laurea.
La distribuzione per settore di attività (ATCEO)
organizzazioni e organismi extraterritoriali
altre attività di servizi
attività artistiche, sportive,e ct.
sanità e assistenza sociale
istruzione
amministrazione pubblica e difesa
noleggio, agenzie di viaggio, ect.
attività professionali, scientifiche
attività immobiliari
attività finanziarie e assicurative
servizio di informazione e comunicazione
attività di servizio alloggio e ristorazione
trasporto e magazzinaggio
commercio
costruzioni
fornitura di acqua, ect.
fornitura energia elettrica, gas, ect.
attività manufatturiere
estrazione di minerali da cave e miniere
agricultura, sivicoltura e pesca
0
5
10
15
20
25
30
Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP
Qualità ambientale
Ambiente
Sicurezza
Autonomia lavorativa
Variabili
organizzative
potenziali
fonti di
stress
Caratteristiche del
lavoro
Carico di lavoro
Flessibilità lavorativa
Coesione
Relazioni
Interpersonali e
Leadership
Conflitto
Integrazione
Supporto Sociale
Qualità della Leadership
Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP
Qualità informazioni
Comunica
zione
Variabili
organizzative
potenziali
fonti di
stress
Qualità comunicazioni
Bilanciamento
casa/lavoro
Supporto esterno
Relazione casa lavoro
Partecipazione
Carriera e Competenza
Processi
Gestionali
Ruolo
Equità
Valutazione
Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP
Moderatore
Coping
Soddisfazion
e
Effetti
Salute
Mentale
Compito
Emotivo
Disaffezione lavorativa
Soddisfazione
Emotiva
Cognitiva
Comportamentale
Salute Fisica
Fisiologica
Validazione dello strumento Va.RP
La validazione dello strumento ha dimostrato
soddisfacenti proprietà metrico-scalari.
Sono state condotte una serie di Analisi delle
Componenti Principali (ACP) sulle scale presentate allo scopo
di identificare le soluzioni più plausibili ed eliminare gli item
che non risultavano rappresentativi per ciascuna soluzione.
L’attendibilità delle scale estratte è stata misurata
tramite l’indice di consistenza interna Alfa di Cronbach. Per
tutte le scale analizzate il valore dell’indice Alfa si è
dimostrato molto buono.
Modello VARP
Micro e
Piccole
Imprese
CSL
Medie e Grandi
Imprese
Val. Mob
Va.RP
Lo strumento CSL
per Micro e Piccole aziende
Il tessuto produttivo italiano è caratterizzato dalla
straordinaria prevalenza di PMI (circa l’81,3% delle imprese
italiane ha meno di 250 dipendenti, contro una media del
66% nell’UE).
La dimensione media, in termini di addetti, rispetto ad
altri Paesi europei, è significativamente inferiore: in media le
PMI italiane impiegano 3,9 dipendenti, rispetto ai 6 della
media dei Paesi Membri dell’UE prima dell’estensione a
ventisette (Unioncamere).
Il questionario CSL per Micro e
piccole aziende
Lo strumento CSL nasce con l’obiettivo di ottenere uno
strumento finalizzato raggiungere strategie efficaci di gestione
dei rischi psicosociali nelle micro e piccole aziende italiane.
La CSL si presenta sotto forma di Checklist e si compone
di 18 item atti a valutare i più comuni problemi riguardanti la
progettazione e la gestione del lavoro negli ambienti di lavoro
delle piccole e medie imprese.
Le risposte alla CSL-PMI sono su una scala di tipo Likert
a quattro passi. Lo strumento trae in parte origine da una
pubblicazione dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute
sul lavoro (cfr. Factsheet 31, 2002), e da una fase preliminare di
studio in cui sono stati condotti diversi focus group a lavoratori.
Le aree di partenza della CSL
(1) Clima organizzativo nel posto di lavoro e come lo stress viene percepito;
(2) Richieste: prestazioni che pesano sui dipendenti, quali ad esempio una
troppo eterogenea distribuzione dei carichi di lavoro (troppo o troppo
poco lavoro);
(3) Controllo: se, ed in quale maniera, è possibile influire sul modo in cui si
svolge il proprio lavoro;
(4) Qualità dei rapporti sociali sul luogo di lavoro;
(5) Cambiamento: in quale misura si viene informati dei cambiamenti e si
ritiene che essi siano ben pianificati;
(6) Funzioni: chiarezza nelle funzioni affidate;
(7) Sostegno da parte dei colleghi e dei responsabili;
(8) Formazione: a garanzia che vengano fornite le competenze necessarie a
svolgere le mansioni affidate.
Campione
1033 lavoratori provenienti da 136 aziende, differenziate per
dimensioni e settori produttivi.
Il 70% delle aziende aveva fino a 10 dipendenti, il 26,5% tra
gli 11 e i 50 dipendenti, il 4,5% tra i 51 ed i 250.
La media dei dipendenti per azienda è circa 12.
I settori suddivisi secondo i codici Ateco, mostrano prevalenza di:
- attività manifatturiera (27,9%),
- costruzioni (24,3%)
- commercio (19,1%),
- trasporto/magazzinaggio, servizio di alloggio/ristorazioni e
attività professionali/scientifiche e tecniche sono presenti al
5,9%.
Validazione dello strumento
La validazione dello strumento ha dimostrato soddisfacenti
proprietà metrico-scalari.
Sono state condotte una serie di Analisi delle Componenti
Principali (ACP) allo scopo di identificare le soluzioni più
plausibili.
L’attendibilità delle scale estratte è stata misurata tramite
l’indice di consistenza interna Alfa di Cronbach. Per tutte le
scale analizzate il valore dell’indice Alfa si è dimostrato molto
buono.
Le dimensioni rilevate dalla CSL
Esempi di item
Cultura organizzativa
E’ possibile influire sul modo in cui si
svolge il proprio lavoro
Si è coinvolti quando c’è da prendere
decisioni.
Carico di lavoro
Si avverte una sensazione costante di
pressione per fare di più
Viene assegnato troppo lavoro da fare in poco
tempo
Qualità delle relazioni
e sostegno
Il rapporto con il superiore è “buono”
Si può contare sul sostegno dei colleghi
Sviluppi
• E’ in fase di completamento la forma
breve del questionario Va.RP per le
aziende di medie dimensioni;
• Si sta procedendo alla realizzazione di
scale specifiche per settori produttivi
caratterizzati da particolari situazioni di
rischio psicosociale (trasporti, edilizia,
sanità, scuola, ecc.)
Grazie per l’attenzione!
[email protected]
[email protected]
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