Dipartimento Medicina del Lavoro Ex ISPESL Il D.lgs. 81/2008 tre anni dopo: aggiornamenti e approfondimenti Torino, 11-12 Maggio 2011 “La valutazione dello stress lavoro correlato” Nome Autore: Patrizia Deitinger Rischi lavorativi 1. Rischi per la sicurezza dovuti a: (Rischi di natura infortunistica) • Strutture • Macchine • Impianti elettrici • Sostanze pericolose • Incendi - esplosioni 2. Rischi per la salute dovuti a: (Rischi di natura igienico-ambientali) • Agenti chimici • Agenti fisici • Agenti biologici 3. Rischi per la sicurezza e la salute dovuti a: (Rischi di tipo cosiddetto trasversale in quanto influiscono sia a livello infortunistico che a livello di salute) • Organizzazione del lavoro • Fattori psicologici • Fattori ergonomici • Condizioni di lavoro particolari o difficili Quadro normativo di riferimento, finalità e struttura del documento • Le indicazioni metodologiche sono state elaborate nei limiti e per le finalità puntualmente individuati dalla Legge tenendo conto della ampia produzione scientifica disponibile sul tema e delle proposte pervenute all’interno alla Commissione consultiva e sono state redatte secondo criteri di semplicità brevità e comprensibilità. • Il documento indica un percorso metodologico che rappresenta il livello minimo di attuazione dell’obbligo di valutazione del rischio da stress lavorocorrelato per tutti i datori di lavoro pubblici e privati. Metodologia • • La valutazione si articola in due fasi: una NECESSARIA (preliminare); l’altra EVENTUALE (!), da attivare nel caso in cui la valutazione preliminare riveli elementi di rischio da stress lavoro-correlato e le misure di correzione adottate a seguito della stessa, dal datore di lavoro, si rivelino inefficaci. La valutazione PRELIMINARE consiste nella rilevazione di indicatori OGGETTIVI e VERIFICABILI, ove possibile numericamente apprezzabili, appartenenti quanto meno a tre distinte famiglie: Metodologia • EVENTI SENTINELLA quali: indici infortunistici; assenze per malattia; turnover; procedimenti e sanzioni; segnalazioni del medico competente; lamentele formalizzate da parte dei lavoratori; tali eventi sono da valutarsi anche sulla base di parametri omogenei individuati internamente alla azienda (es. andamento nel tempo degli indici infortunistici rilevati in azienda). (Dati oggettivi) • Fattori di CONTENUTO del lavoro quali ad esempio: ambiente di lavoro e attrezzature; carichi e ritmi di lavoro; orario di lavoro e turni; corrispondenza tra le competenze dei lavoratori e i requisiti professionali richiesti. • Fattori di CONTESTO del lavoro quali ad esempio: ruolo nell’ambito dell’organizzazione, autonomia decisionale e controllo; conflitti interpersonali al lavoro; evoluzione e sviluppo di carriera; comunicazione (es. incertezza in ordine alle prestazioni richieste). Metodologia • In questa prima fase possono essere utilizzate LISTE DI CONTROLLO (fatte come?) applicabili anche dai soggetti aziendali della prevenzione che consentano una valutazione complessiva oggettiva e, se possibile, parametrica dei fattori di cui ai punti I, II e III che precedono. • In relazione alla valutazione dei fattori di contesto e di contenuto di cui sopra (punti II e III) occorre sentire i LAVORATORI E/O I RLS. • Nelle aziende di maggiori dimensioni è possibile che tale fase di indagine venga realizzata tramite un campione di lavoratori. La scelta delle modalità tramite cui sentire i lavoratori è rimessa al datore di lavoro anche in relazione alla metodologia di valutazione adottata. Metodologia • Ove da questa rilevazione non emergano elementi di rischio tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, il datore di lavoro sarà unicamente tenuto a darne conto nel Documento di Valutazione del Rischio (DVR) e a prevedere un piano di monitoraggio. • Diversamente, nel caso in cui si rilevino elementi di rischio stress tali da richiedere il ricorso ad azioni correttive, si procede alla pianificazione ed alla adozione degli opportuni INTERVENTI CORRETTIVI (ad esempio, interventi organizzativi, tecnici, procedurali, comunicativi, formativi, etc.). • Ove gli interventi correttivi risultino INEFFICACI, si procede, NEI TEMPI DEFINITI CHE LA STESSA IMPRESA SI DA’ nella pianificazione degli interventi, alla fase di valutazione successiva (c.d. valutazione APPROFONDITA). Valutazione approfondita • La valutazione APPROFONDITA prevede la valutazione della percezione soggettiva dei lavoratori, ad esempio attraverso differenti strumenti quali questionari, focus group, interviste semistrutturate, sulle famiglie di fattori/indicatori di cui all'elenco sopra riportato. Tale fase fa riferimento ovviamente ai gruppi omogenei di lavoratori rispetto ai quali sono state rilevate le problematiche. • Nelle aziende grandi la valutazione approfondita può essere effettuata su un campione rappresentativo di lavoratori, secondo la metodologia scelta dal datore di lavoro (!). • Per le aziende fino a 5 lavoratori i sopracitati strumenti potrebbero non essere adatti e quindi il datore di lavoro potrà individuare la modalità più idonea (es. riunioni) per coinvolgere i lavoratori nella ricerca delle soluzioni e nella verifica della loro efficacia. Disposizioni transitorie e finali • Allo scopo di verificare l’efficacia della metodologia qui indicata, anche per valutare l’opportunità di integrazioni alla medesima, la Commissione Consultiva provvederà ad elaborare una relazione entro 24 mesi dalla approvazione delle presenti indicazioni metodologiche, a seguito dello svolgimento del monitoraggio sulle attività realizzate. Criteri generali 1. Identificazione dei pericoli/rischi psicosociali 2. Valutazione dei rischi psicosociali 3. Attuazione di strategie di controllo del rischio (interventi) 4. Monitoraggio dell'efficacia delle strategie intraprese 5. Rivalutazione del rischio o rischi specifici. Modello VARP (P. Deitinger, C. Nardella, A. Aiello) 1) Individuazione dei pericoli (Fase “Preliminare”) L’individuazione dei pericoli di natura psicosociale può essere effettuata tramite la raccolta di: indicatori “oggettivi”, ricavabili dall’azienda stessa e dai dati in suo possesso: “eventi sentinella”, turni, assenze, ritardi, richieste di trasferimento prima osservazione di contenuto e contesto del lavoro, per individuare le caratteristiche dell’azienda (tenendo in considerazione anche settore e/o contesto socio-economico, clima, organizzazione, relazioni, ecc.) Responsabile primario: datore di lavoro. Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP, Medico competente, RLS, Lavoratori. Modello VARP 2 - Valutazione dei rischi • Sulla base della individuazione dei pericoli, si rilevano informazioni su natura e gravità delle variabili precedentemente identificate e sul modo con cui possono incidere sulla salute dei lavoratori esposti e sulla salute dell’azienda: La valutazione dei dati “soggettivi”, relativi alle variabili di contenuto e contesto del lavoro, sarà effettuata tramite il questionario Va.RP, distribuito nelle aziende medie a tutti i lavoratori o nelle grandi ad un campione rappresentativo di essi o del questionario Checklist Stress Lavoro correlato (CSL) nelle micro e piccole aziende (“Fase di approfondimento”) E’ opportuno comunicare ai lavoratori, nelle forme che l’azienda considererà più utili, i risultati della valutazione. Modello VARP 2 - Valutazione dei rischi psicosociali E’ necessario trattare le informazioni coinvolgendo direttamente i lavoratori, come punti di vista non individuali, ma a livello di gruppo. Ciò consente l’identificazione di criticità e punti di forza dell’azienda e la comprensione di come le criticità emerse possano rappresentare un rischio per i lavoratori coinvolti e per l’azienda stessa. Responsabile primario: datore di lavoro. Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP, RLS, Medico competente, altri consulenti, lavoratori. Tavola Sinottica degli Strumenti esteri di Valutazione dei Rischi Psicosociali Adattati Cooper (1988) OSI Leiter, Maslach (2000) OCS Edwards et al. (2008) HSE Karasek (1979) JCQ Siegrist (1996-2007) ERI Adattamento italiano 2002 Adattamento italiano 2005 Adattamento italiano 2011 Adattamento italiano 2001 Adattamento italiano 2002 Soggetti: 853 Contesto: aziende sanitarie, editoriali, bancarie, commerciali, meccaniche, scuola, telecomunicazioni Soggetti: 945 Contesto: Organizzazioni produttive Soggetti: 6000 Soggetti: 2174 Contesto: Aziende settore industria e terziario Soggetti: 531 Contesto: Aziende settore sanitario Destinatari: Lavoratori Destinatari: Lavoratori Item: 49 Item: 23 Somministrazione: 15’ Somministrazione: 15’-20’ Destinatari: Manager/quadri Item: 167 + Questionario biografico Somministrazione: 45’ Valori espressi in Punti Sten Soggetti: 2704 Contesto: Sociosanitari e altri Contesto: Aziende pubbliche e private settore produttivo Destinatari: Lavoratori Destinatari: Lavoratori Item: 35 Item: 68 + Dati socio demografici Somministrazione: 20’ Somministrazione: 30’ Valori espressi in Punti T OSI (Cooper) OCS (Leiter, Maslach HSE (Edwards et al.) JCQ (Karasek) ERI (Siegrist) Fattori di Rischio Variabili organizzative potenziali fonti di stress Fattori intrinseci al lavoro Carico di lavoro Ruolo manageriale Carriera e riuscita Carico di lavoro Organizzazione lav. Ambiente di lavoro Carico di lavoro Impegno lavorativo/ Eccessivo impegno lavorativo Chiarezza di ruolo Ambiguità di ruolo Equità Sviluppo di competenze Ricompense Fattori di Rischio Variabili organizzative potenziali fonti di stress OSI OCS HSE JCQ Incoraggiamento Supporto sociale Relazioni con altre persone Coesione di gruppo Integrazione sociale Clima e Struttura organizzativa Riconoscimento Valori Leadership Interfaccia casa-lavoro Promozione modalità lavoro collaborativa Evitamento Conflitto Controllo Autonomia Cambiamento Gestione e comunicazione cambiamento organizzativo Supporto sociale Controllo ERI OSI OCS HSE JCQ Effetti Salute psicologica Salute Fisica Soddisfazione Lavorativa Job Burnout Job strain ERI Tavola Sinottica degli Strumenti Italiani di Valutazione dei Rischi Psicosociali Deitinger, Nardella, Aiello (2011) Va.RP Avallone, Paplomatas (2005) MOHQ Majer, D’Amato (2005) M_DOQ10 De Carlo (2008) Q-BO Magnani, Mancini, Majer, (2009) OPRA Soggetti: 3197 Soggetti: 2650 Soggetti: 8000 Soggetti: 2392 Soggetti: 1541 Contesto: Pubblica Amm.ne e Sanità Contesto: Ministero di Giustizia, Azienda telecomunicazioni, ASL, Azienda di servizi, Azienda settore Metalmeccanico Università Contesto: Organizzazioni Pubbliche e Private Contesto: Organizzazioni Pubbliche e Private Contesto: Privato e Pubbl. Amm.ne Destinatari: Lavoratori Destinatari: Lavoratori Destinatari: Lavoratori Item: 139 Somministrazione: 30’ Destinatari: Lavoratori Item: 70 + Dati socio demografici Somministrazione 30’ Valori espressi in Punti T Item: 342 Somministrazione: circa 1h e 30’ Item: 86 + Dati socio professionali Somministrazione: 20-25’ Destinatari: Lavoratori Item: 192 + Dati socio profess. (forma compl.) Somministrazio ne: 30 – 40’ Valori espressi in Punti T Tavola Sinottica degli Strumenti Italiani di Valutazione dei Rischi Psicosociali MOHQ M_DOQ10 Q-BO OPRA Va.RP Fattori di Rischio Variabili organizzative potenziali fonti di stress Sicurezza Comfort Ambientale Sicurezza e Ambiente Sicurezza e Ambiente Orario di lavoro Tollerabilità dei compiti Carico Lavorativo Carico di Lavoro Sicurezza Qualità Ambientale Carico Flessibilità Conflitto di ruolo Job description Ruolo Conflitto Organizzativo Valorizzazione Equità Reward Dinamismo/ Sviluppo Sviluppo di carriera Ruolo Carriera e competenze, Equità, Valutazione Fattori di Rischio Variabili organizzative potenziali fonti di stress MOHQ Relazioni interpersonali Ascolto attivo Conflittualità Chiarezza obiettivi Informazione Utilità sociale Operatività M_DOQ10 Q-BO OPRA Team Sostegno organizzativo percepito Relazioni interpersonali Comunicazione Coerenza/ Fairness Leadership Job involvement Clima Organizzativo Apertura all’innovazione Innovatività Coesione, Conflitto Sostegno sociale Qualità informaz. Qualità comunicaz. Cultura e organizzazione Cultura Organizzativa Autonomia Va.RP Partecipazione Qualità leadership Autonomia Diversity Management Autonomia Integrazione di genere Interfaccia casa-lavoro Supporto esterno Relaz. casa/lavoro Effetti MOHQ M_DOQ10 Q-BO OPRA Va.RP Stress/strain Psicologico Risk Index Soddisfazione Soddisfazione Stress/strain Fisiologico (Identificazione con il gruppo e con l’organizzazione, Disaffezione lavorativa Fattori di stress Burnout Mobbing Soddisfazione Lavorativa Soddisfazione Lavorativa, Fiducia nell’organizzazione, Commitment Organizzativo Turnover Attaccamento al lavoro) Salute psicofisica Salute fisica (Comportamentale e Fisiologica) Salute mentale (Emotiva e Cognitiva) Altruismo/ Compliance Variabili Moderatrici Coping: centrato su Compito e Emotivo Modello VARP 3 – Pianificazione e realizzazione di strategie di controllo del rischio (interventi) • Individuale: se le problematiche coinvolgono un numero limitato di lavoratori provenienti da settori di lavoro o mansioni diverse, può essere indicata una formazione specifica, coaching, consulenza psicologica di sostegno su strategie di coping, problem solving o altra specifica problematica emersa; • Di gruppo: se le criticità sembrano addensarsi in particolari settori o gruppi di lavoro (“gruppi omogenei”), sarà opportuno un approfondimento relativo alla specifica criticità emersa in quel settore e proporre interventi mirati alla riduzione di tale criticità, anche attraverso azioni formative specifiche o finalizzate su dinamiche comunicative e relazionali, motivazione, incentivanti al lavoro di gruppo); Modello VARP 3 - Strategie di intervento Organizzativo/strategico: se le criticità interessano varie aree e ruoli o una o più variabili organizzative trasversali a più settori, sarà ipotizzabile il coinvolgimento dell’intera azienda a due livelli: attraverso formazione, ad esempio su comunicazione interpersonale, lavoro di gruppo, gestione di conflitti, motivazione, sviluppo di competenze di leadership e gestione delle risorse umane, rivolta al personale di diversi livelli gerarchici, ecc. e fornendo indicazioni sulle criticità emerse all’alto management aziendale, cui spettano decisioni su eventuali ridefinizioni di ruoli, sistemi premianti, flessibilità di gestione dell’orario di lavoro e sulle eventuali altre variabili organizzative risultate disfunzionali. Responsabile primario: Datore di lavoro. Figure coinvolte: dirigenti, preposti, competente, altri consulenti, lavoratori. RSPP, RLS, Medico Modello VARP 4 - Valutazione dell’efficacia delle strategie di controllo (interventi) Dopo un congruo periodo sarà opportuno effettuare un controllo della specifica situazione su cui si è intervenuti, con tecniche quali quantitative derivanti dalle caratteristiche dell’intervento effettuato e sempre con la partecipazione dei lavoratori coinvolti. Responsabile primario: Datore di lavoro. Figure coinvolte: Dirigenti, preposti, RSPP, RLS, Medico competente, Altri consulenti, lavoratori. Modello VARP 5 - Rivalutazione del rischio o rischi specifici Andrà periodicamente ripetuta in funzione anche dei mutamenti del contesto lavorativo (interno ed esterno all’azienda) e va effettuata nuovamente con strumenti ad hoc. Responsabile primario: Datore di lavoro. Figure coinvolte: dirigenti, preposti, RSPP, RLS, Medico competente, altri consulenti, lavoratori. Modello Va.RP Micro e Piccole Imprese CSL Medie e Grandi Imprese Val. Mob Va.RP Il PRIMA-EF (2006-2008) “Psychosocial RIsk MAnagement – European Framework” (PRIMA-EF): BAuA (Germania) CIOP (Polonia) FIOH (Finlandia) ISPESL (Italia) TNO (Olanda) Coordinato dall’Institute of Work and Health Organization – University of Nottingham (I-WHO) Supportato dall’ Organizzazione Mondiale della Sanità e dall’ILO. Dipartimento Medicina del Lavoro PRIMA-EF: Indicator Model on Psychosocial Risks Fonte: Irene L.D. Houtman, Monitoring Psychosocial Risks at Work, EN 08 PRIMA-EF ISBN 978-88-6230-040-7 7 Dimensioni di partenza dello strumento Va.RP Societal Factors Societal Impact Sicurezza e ambiente di lavoro Organisational Factors Va.RP Individual Working Factors Organisational Impact Assenteismo / Presenteismo Economic costs Work ability Caratteristiche del lavoro Processi Gestionali Sviluppo carriera e competenze Ruolo nell’organizzazion e Relazioni interpersonali Supporto sociale Leadership e Decisioni Work Related Stress Individual Characteristics Strategie di coping Preventive action and intervention Individual Impact Infortuni/Incidenti sul lavoro Salute Mentale Salute Fisica Soddisf. lavorativa Disaff. lavorativa sono stati analizzati i principali contributi della letteratura internazionale di rischi psicosociali e stress lavoro correlato (cfr. Dollard et al. (2007), Griffiths, et al.,2005; V. De Keyser, I. Hansez, 2000; T. S. Kristensen , V. Borg, 2003; Cox, 1978; Cooper, Sloan & Williams, 1986. Inoltre sono state prese indicazioni degli organismi italiani, Dipartimento Medicina del Lavoro Per produrre le aree generative e le scale del questionario europei e internazionali operanti nel campo della sicurezza sul lavoro. 11 Campione • I soggetti che hanno partecipato allo studio di validazione dello strumento sono 1541 lavoratori provenienti da aziende appartenenti ad aziende di diversi settori produttivi. • Il 47,2% sono maschi mentre il 52,8% sono femmine. • L’età media è di circa 46 anni (DS ± 9,05). • Il titolo di studio è per il 6,7% equivalente alle scuole medie inferiore, mentre il 47% ha fino alla scuola media superiore ed infine il 46,3% possiede una laurea. La distribuzione per settore di attività (ATCEO) organizzazioni e organismi extraterritoriali altre attività di servizi attività artistiche, sportive,e ct. sanità e assistenza sociale istruzione amministrazione pubblica e difesa noleggio, agenzie di viaggio, ect. attività professionali, scientifiche attività immobiliari attività finanziarie e assicurative servizio di informazione e comunicazione attività di servizio alloggio e ristorazione trasporto e magazzinaggio commercio costruzioni fornitura di acqua, ect. fornitura energia elettrica, gas, ect. attività manufatturiere estrazione di minerali da cave e miniere agricultura, sivicoltura e pesca 0 5 10 15 20 25 30 Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP Qualità ambientale Ambiente Sicurezza Autonomia lavorativa Variabili organizzative potenziali fonti di stress Caratteristiche del lavoro Carico di lavoro Flessibilità lavorativa Coesione Relazioni Interpersonali e Leadership Conflitto Integrazione Supporto Sociale Qualità della Leadership Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP Qualità informazioni Comunica zione Variabili organizzative potenziali fonti di stress Qualità comunicazioni Bilanciamento casa/lavoro Supporto esterno Relazione casa lavoro Partecipazione Carriera e Competenza Processi Gestionali Ruolo Equità Valutazione Le principali dimensioni rilevate dal Va.RP Moderatore Coping Soddisfazion e Effetti Salute Mentale Compito Emotivo Disaffezione lavorativa Soddisfazione Emotiva Cognitiva Comportamentale Salute Fisica Fisiologica Validazione dello strumento Va.RP La validazione dello strumento ha dimostrato soddisfacenti proprietà metrico-scalari. Sono state condotte una serie di Analisi delle Componenti Principali (ACP) sulle scale presentate allo scopo di identificare le soluzioni più plausibili ed eliminare gli item che non risultavano rappresentativi per ciascuna soluzione. L’attendibilità delle scale estratte è stata misurata tramite l’indice di consistenza interna Alfa di Cronbach. Per tutte le scale analizzate il valore dell’indice Alfa si è dimostrato molto buono. Modello VARP Micro e Piccole Imprese CSL Medie e Grandi Imprese Val. Mob Va.RP Lo strumento CSL per Micro e Piccole aziende Il tessuto produttivo italiano è caratterizzato dalla straordinaria prevalenza di PMI (circa l’81,3% delle imprese italiane ha meno di 250 dipendenti, contro una media del 66% nell’UE). La dimensione media, in termini di addetti, rispetto ad altri Paesi europei, è significativamente inferiore: in media le PMI italiane impiegano 3,9 dipendenti, rispetto ai 6 della media dei Paesi Membri dell’UE prima dell’estensione a ventisette (Unioncamere). Il questionario CSL per Micro e piccole aziende Lo strumento CSL nasce con l’obiettivo di ottenere uno strumento finalizzato raggiungere strategie efficaci di gestione dei rischi psicosociali nelle micro e piccole aziende italiane. La CSL si presenta sotto forma di Checklist e si compone di 18 item atti a valutare i più comuni problemi riguardanti la progettazione e la gestione del lavoro negli ambienti di lavoro delle piccole e medie imprese. Le risposte alla CSL-PMI sono su una scala di tipo Likert a quattro passi. Lo strumento trae in parte origine da una pubblicazione dell’Agenzia Europea per la Sicurezza e la Salute sul lavoro (cfr. Factsheet 31, 2002), e da una fase preliminare di studio in cui sono stati condotti diversi focus group a lavoratori. Le aree di partenza della CSL (1) Clima organizzativo nel posto di lavoro e come lo stress viene percepito; (2) Richieste: prestazioni che pesano sui dipendenti, quali ad esempio una troppo eterogenea distribuzione dei carichi di lavoro (troppo o troppo poco lavoro); (3) Controllo: se, ed in quale maniera, è possibile influire sul modo in cui si svolge il proprio lavoro; (4) Qualità dei rapporti sociali sul luogo di lavoro; (5) Cambiamento: in quale misura si viene informati dei cambiamenti e si ritiene che essi siano ben pianificati; (6) Funzioni: chiarezza nelle funzioni affidate; (7) Sostegno da parte dei colleghi e dei responsabili; (8) Formazione: a garanzia che vengano fornite le competenze necessarie a svolgere le mansioni affidate. Campione 1033 lavoratori provenienti da 136 aziende, differenziate per dimensioni e settori produttivi. Il 70% delle aziende aveva fino a 10 dipendenti, il 26,5% tra gli 11 e i 50 dipendenti, il 4,5% tra i 51 ed i 250. La media dei dipendenti per azienda è circa 12. I settori suddivisi secondo i codici Ateco, mostrano prevalenza di: - attività manifatturiera (27,9%), - costruzioni (24,3%) - commercio (19,1%), - trasporto/magazzinaggio, servizio di alloggio/ristorazioni e attività professionali/scientifiche e tecniche sono presenti al 5,9%. Validazione dello strumento La validazione dello strumento ha dimostrato soddisfacenti proprietà metrico-scalari. Sono state condotte una serie di Analisi delle Componenti Principali (ACP) allo scopo di identificare le soluzioni più plausibili. L’attendibilità delle scale estratte è stata misurata tramite l’indice di consistenza interna Alfa di Cronbach. Per tutte le scale analizzate il valore dell’indice Alfa si è dimostrato molto buono. Le dimensioni rilevate dalla CSL Esempi di item Cultura organizzativa E’ possibile influire sul modo in cui si svolge il proprio lavoro Si è coinvolti quando c’è da prendere decisioni. Carico di lavoro Si avverte una sensazione costante di pressione per fare di più Viene assegnato troppo lavoro da fare in poco tempo Qualità delle relazioni e sostegno Il rapporto con il superiore è “buono” Si può contare sul sostegno dei colleghi Sviluppi • E’ in fase di completamento la forma breve del questionario Va.RP per le aziende di medie dimensioni; • Si sta procedendo alla realizzazione di scale specifiche per settori produttivi caratterizzati da particolari situazioni di rischio psicosociale (trasporti, edilizia, sanità, scuola, ecc.) Grazie per l’attenzione! [email protected] [email protected]