Nel triennio che abbiamo alle spalle, il Festival Teatro a Corte, accolto dal Ministero
nel 2007 nell‟ambito dei progetti cofinanziati Stato-Regioni, si è affermato in Europa come
una delle realtà più vive e ricche della presenza italiana nello spettacolo dal vivo. Il ritorno
di echi positivi, testimoniato da una rassegna stampa sempre più imponente e da
presenze di pubblico sempre più numerose, la solidarietà territoriale che si è realizzata tra
le due Province e i nove Comuni che partecipano al progetto, rendono importante il
lavoro svolto in Piemonte, in particolare sulla rete delle Dimore Sabaude, in stretta sinergia
con la Direzione Regionale dei Beni Culturali. Il Ministero rinnova dunque il suo sostegno
all‟iniziativa, insieme alla Regione Piemonte, augurando al nuovo ciclo che si apre un
successo ancora crescente e affidando alla Fondazione Teatro Piemonte Europa il
mandato di continuare il dialogo con i più importanti centri di cultura teatrale d‟Europa: in
questo senso, la vetrina belga che viene presentata quest‟anno insieme al Ministero della
Cultura di quel Paese e a Wallonie Bruxelles Danse è un esempio di amicizia e di
collaborazione tra paesi che hanno a cuore le sorti delle attività culturali e che sanno
confrontare i propri risultati nella ricerca e nella creazione artistica.
Salvatore Nastasi
Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo
del Ministero per i Beni e le Attività Culturali
TEATRO A CORTE
L’Europa in scena nelle dimore sabaude
Accostando il teatro urbano al teatrodanza, il palcoscenico di figura al circo
contemporaneo, la prova d‟attore al teatro equestre, le esperienze italiane alle più
innovative realtà della scena europea, Teatro a Corte ha costruito nel tempo una propria
personalissima immagine di grande intensità e ricchezza, contrassegnata dallo stretto
legame degli spettacoli - molti dei quali direttamente prodotti o in coproduzione con altri
festival e centri di cultura europei e nazionali di prestigio - con l‟architettura e la storia dei
luoghi. La cifra stilistica è da sempre votata alla creatività contemporanea, e l‟incontro
della prosa con le altre arti ha come scenografia la magnificenza architettonica delle
corti del passato. Linguaggi in scena dunque, che su palcoscenici d‟eccezione, dal
Castello di Agliè a quello di Rivoli, dalla villa cavouriana di Santena alla Reggia di Venaria,
al Castello Reale di Casotto faranno rivivere queste straordinarie testimonianze storiche e
artistiche, luoghi d‟eccellenza dal significato emblematico nella storia della cultura
mondiale.
In anni che hanno visto una nascita e crescita esponenziale di iniziative, rassegne
ed eventi, sempre di più si chiede ai festival di giocare un ruolo di primo piano nella
composizione di un‟offerta turistica e culturale più competitiva, integrata e partecipata. Si
muove in questo senso anche l‟impegno del Piemonte nella valorizzazione dei beni
architettonici d‟eccellenza, che sempre più spesso si sposa con l‟allestimento di progetti
capaci di offrire singolari opportunità di conoscenza, crescita culturale e aggiornamento
del gusto. In questa direzione opera Teatro a Corte, che ha trovato nella corona di delizie
delle residenze sabaude luoghi di grande suggestione evocativa: territorio e evento si
intrecciano in un gioco di valorizzazione reciproca.
La Regione Piemonte ha infatti individuato nella valorizzazione delle Residenze
Sabaude l‟obiettivo centrale di un progetto che mira a coniugare attività di spettacolo
dal vivo di rilievo internazionale con la bellezza del patrimonio storico e architettonico
della nostra regione: in questo quadro si è sviluppata la proposta della Fondazione Teatro
Piemonte Europa - attraverso la preziosa collaborazione con importanti istituzioni culturali
del territorio e il coinvolgimento delle Amministrazioni locali - ed è nato un programma
che anche quest‟anno ospita prestigiose compagnie europee accanto a significative
realtà produttive piemontesi.
Teatro a Corte 2010 rappresenta infatti soprattutto un osservatorio su quanto la
sperimentazione nei diversi linguaggi espressivi e i nuovi fermenti artistici a livello europeo
portano di innovativo nella scena artistica contemporanea, sempre più aperta alle
intersezioni e agli attraversamenti, alle corrispondenze tra le arti, e costituisce insieme un
valido esempio di condivisione di un percorso progettuale fra istituzioni territoriali, istituzioni
culturali, operatori che ci auguriamo apra nuove prospettive per la cultura della nostra
Regione e del Paese.
Michele Coppola
Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili
Regione Piemonte
TEATRO A CORTE
Vi sono luoghi che preservano quella cifra di appartenenza culturale che ne fanno
un vero punto di riferimento per la storia - antica e recente - della terra piemontese.
Le dimore della Real Casa scelte per accogliere Teatro a Corte evocano una
solenne atmosfera aulica, ma, in quanto testimonianza di un passato che non ritorna,
consentono a questo Festival un libero e vivificante gioco di proposta di linguaggi teatrali
contemporanei. Il luogo e lo spettacolo si parlano dalla distanza, e non per
scimiottamenti. E tuttavia con rispetto. Così che il nuovo dello spettacolo e l‟antico del
luogo ricevono entrambi un fascino supplementare.
L‟orientamento culturale di Teatro a Corte ben si accorda con le politiche
d‟intervento della Provincia che vedono, tra le priorità programmatiche, l‟intensificazione
del legame tra l‟offerta di spettacolo e il territorio per una piena valorizzazione delle risorse
culturali, storico-artistiche, turistiche, naturali ed economiche.
L'universalità del linguaggio teatrale, le sue influenze allusive e simboliche, la sfida
contro le barriere generazionali, l‟imprescindibilità del confronto con le culture europee,
fanno di questo Festival, divenuto grande all‟ombra delle grandi dimore sabaude, un
importante appuntamento dell‟estate piemontese.
L‟intervento della Provincia di Torino intende esprimere sostegno a questi obiettivi,
perseguiti e raggiunti con grande professionalità, e si muove nella direzione della
promozione di un sistema culturale diversificato, orientato alla qualità e all‟innovazione
dei linguaggi.
E il Festival Teatro a Corte ne è autorevole esempio.
Ugo Perone
Assessore alla Cultura e al Turismo
Provincia di Torino
Con l‟edizione 2010 di Teatro a Corte il Festival compie dieci anni. È un traguardo
importante che sta a testimoniare il consenso di critica e pubblico finora ottenuto da
questa curiosa e innovativa manifestazione.
La commistione di generi di spettacolo e l‟internazionalità hanno caratterizzato da
sempre il Festival accentuandosi progressivamente fino ad oggi, facendolo diventare
un‟occasione costruttiva di incontro e di confronto tra artisti europei e permettendo così
ai cittadini una visione molto ampia e sempre in evoluzione dello spettacolo dal vivo.
L‟effetto sinergico creatosi dall‟unione molto originale fra l‟altissima qualità degli
spettacoli offerti e il fascino della scenografia evocata dalla bellezza delle residenze
sabaude ha permesso la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della nostra
Regione ed ha portato alla manifestazione il successo che fin qui ha ottenuto e che mi
auguro possa continuare ad avere in futuro.
Angiola Bosca Venesio
Presidente
Fondazione Teatro Piemonte Europa
TEATRO A CORTE 2010
Nato con il millennio, il Festival celebra quest‟anno il decimo compleanno:
traguardo importante che merita qualche brindisi speciale, come un libro che sappia
raccontare questo lungo percorso, incontro di popoli, lingue, generi, meticciati diversi e
variopinti. Intanto, anche l‟edizione del decennale conferma le nostre linee guida: otto
paesi europei, il gusto consueto per i confini delle forme e la contaminazione dei
linguaggi, spettacoli costruiti in situ e pensati per le dimore sabaude. Grandi
appuntamenti con creatori originali e innovativi (Genty, Boitel, Blanca Li, Dame de Pic,
Mastrella-Rezza); uno spazio amplissimo alla danza, a Torino e ad Agliè; installazioni e
performance soprattutto nei luoghi, come Rivoli, dove il nostro far teatro dialoga
intensamente con l‟arte contemporanea o in quelli, come Torino, dove abbiamo chiesto
a due inventivi artisti/architetti di allestire e spettacolarizzare il cuore del Festival, il suo
centro di accoglienza per il pubblico, i giornalisti di tutto il mondo, gli operatori e le
compagnie ospiti. Ci accompagna la riflessione che è nata con Teatro a Corte: se sia
giusto trasformare i siti del Festival dai musei che sono diventati per noi, in luoghi esaltati
dallo sguardo nuovo e vivificante degli spettacoli, come accadeva in passato.
Un‟implicita risposta al dibattito eterno che nel nostro Paese ci interroga sul senso della
spesa per i beni culturali e in particolare per le attività, effimere e dunque sempre in odore
di spreco colpevole: ma se ci riportano all‟uso primigenio che in origine il teatro faceva
dei luoghi regali, scenografie per le visioni di Buontalenti, di Brunelleschi, di Molière e Lulli?
Ci saranno molte sorprese: per prima, una vetrina di teatro belga, in collaborazione
con Wallonie-Bruxelles International e il Ministero della Cultura di quel Paese che a luglio
inaugurerà il proprio semestre di Presidenza dell‟Unione e del quale vogliamo sottolineare
la vocazione al mecenatismo culturale e al sostegno di artisti stranieri. Da anni i teatranti
belgi sono sempre presenti nei nostri cartelloni e quest‟anno vogliamo che siano di più,
offrendo al nostro pubblico una panoramica a tutto campo dello spettacolo dal vivo
vallone e fiammingo.
Presenteremo inoltre una serie di creazioni italo-francesi prodotte nell‟ambito del
progetto europeo Alcotra che condividiamo con il teatro di Gap: un laboratorio di
Commedia dell‟Arte, curato da Eugenio Allegri, sul tema del centocinquantesimo
anniversario dell‟Unità d‟Italia; un altro, sul costume in teatro attraverso testi italiani e
francesi, curato da Jean-Claude Penchenat; e infine la prima assoluta di un testo inedito
su Goldoni di Eugène Durif, Dette d’amour, per la mia regia. Con il Festival delle Colline
Torinesi si consolida l‟amicizia e l‟alleanza, soprattutto esercitata verso la valorizzazione
della creatività territoriale e degli interscambi con la Francia.
Ancora, una novità: dopo Agliè, Druento, Moncalieri, Pollenzo, Rivoli, Santena,
Venaria Reale e le dimore torinesi, un nuovo castello sarà toccato dal Festival, la tenuta di
Casotto a Garessio, vicino al confine con la Liguria; un arricchimento ulteriore ma anche
un impegno organizzativo e tecnico che aumenta considerevolmente. E poi, delle
conferme: le navette per raggiungere gli spettacoli lontani, visite guidate ai siti storici per i
giornalisti italiani e stranieri e per il pubblico che lo richieda, pause di ristoro
enogastronomico offerte dai nostri sponsor e in sintonia con certi luoghi, come Pollenzo,
caratterizzati dalla cultura del cibo.
Nell‟ultimo weekend di Festival, dopo l‟appuntamento di Druento con il teatro
equestre, un convegno di riflessione sul tema dei confini vedrà studiosi e operatori di
teatro insieme a confronto. E infine la giornata di chiusura alla Venaria Reale sarà, come
d‟uso, una caleidoscopica kermesse di cinque spettacoli di varia nazionalità immersi nel
verde dei giardini e conclusi a tarda notte da una performance sull‟acqua della
peschiera commissionata al francese Groupe F: proprio quello sguardo diverso di cui
parlavamo prima, per liberare con la vivacità di artisti contemporanei una dinamica
nuova dei luoghi che siamo stati chiamati ad animare. E che, come la vita, ha l‟effimera
durata di uno spettacolo, in una notte di mezza estate.
Beppe Navello
Direttore
Fondazione Teatro Piemonte Europa
Il Teatro Europeo in scena nelle dimore sabaude
8-25 luglio 2010
COMUNICATO STAMPA
Il meglio della scena europea con spettacoli di teatro, danza, nouveau cirque e
acrobatica, teatro di strada, equestre e di oggetti, video e installazioni, è protagonista di
eventi unici ambientati nello splendido contesto di 8 dimore sabaude del Piemonte e
della città di Torino, per la nuova edizione del Festival Internazionale Teatro a Corte, dall’8
al 25 luglio 2010.
Diretto da Beppe Navello, ideato e realizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa
con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Piemonte e
da quest‟anno dalla Provincia di Torino e di Reale Mutua Assicurazioni, Teatro a Corte si
conferma un Festival dalla programmazione originale, in cui architetture e giardini, artisti e
spettatori vengono coinvolti in un‟esperienza irripetibile che fa vivere le emozioni di uno
spettacolo nel contesto di luoghi storici di grande valore, dal Castello di Agliè, all‟antica
Agenzia di Pollenzo, dal maneggio reale recentemente trasformato nel Centro
Internazionale del Cavallo di Druento alla Villa Cavour di Santena, dal Castello di
Moncalieri al Castello di Rivoli, da alcuni luoghi storici della città di Torino (Piazzetta Reale,
Cavallerizza Reale) alla magnifica Reggia di Venaria Reale. Inoltre da quest‟anno si
aggiungerà un‟altra importante quanto significativa tappa nella Provincia di Cuneo, il
Castello di Casotto a Garessio.
Nell‟arco di 3 settimane si susseguiranno 31 compagnie di 8 differenti nazionalità (Italia,
Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Regno Unito), 38 spettacoli con
22 prime nazionali, 5 progetti site specific nati in stretta relazione con i luoghi in cui è
ambientato il Festival e 2 creazioni per il Festival.
Nouveau cirque per viaggi in mondi surreali:
Il sorprendente, il surreale, il senso della meraviglia e dello stupore, il quotidiano che
grazie all‟immaginazione si apre all‟inaspettato è il filo rosso di molti spettacoli di Teatro a
Corte 2010.
Danza, teatro, nouveau cirque, tecniche acrobatiche, mimo, clownerie e teatro
d‟oggetti convivono nel lavoro di questi artisti di grande talento come Philippe Genty, da
30 anni apprezzato in tutto il mondo, che apre la IV edizione del Festival con la prima
nazionale di Voyageurs immobiles (8 e 9 luglio), racconto dei suoi viaggi avventurosi per il
pianeta tra personaggi reali e oggetti animati immersi in oceani di plastica e mari di
carta.
Creato nel 1987 da Christian Taguet, padre del nouveau cirque, l‟esplosivo Cirque
Baroque è ospite in prima nazionale con Le Cirque des Gueux (16 e 17 luglio), creato sulla
falsariga dell‟Opera dei mendicanti di John Gay, da cui Brecht trasse l‟Opera da tre soldi:
3 registi (un giapponese, un cileno e una francese) e 3 compositori si succedono “a
staffetta” in 3 coloratissimi atti, con carrelli della spesa e balletti di poliziotti in tenuta
antisommossa, domatori di belve feroci in similpelle leopardata e clown-acrobati felliniani.
Camille Boitel, enfant prodige del teatro di strada definito dalla stampa un “Buster Keaton
scapigliato”, arriva in prima nazionale con L’immédiat (14 e 15 luglio), una favola sulla
fragilità dell‟essere umano raccontata in una babele di scope, lampade, scale, porte e
altri mille oggetti accatastati alla rinfusa che continuamente crollano, con divertenti
effetti scenografici e comicità surreale.
Dal Portogallo, per la prima volta in Italia, Teatro do Mar, aprirà il Festival con Nusquam (8
luglio), una riflessione multimediale sulla società contemporanea realizzata con 4 torri alte
7 metri, grandi sfere trasparenti, suggestive immagini video e 4 attori/acrobati/danzatori
capaci di creare uno spettacolo poetico e ad alto impatto visivo. La raffinatezza è un
tratto distintivo anche di un altro spettacolo portoghese sempre in prima nazionale,
Contigo (10 luglio) di O Ultimo Momento, incontro fra Joao Paulo Dos Santos, artista
circense che lavora in verticale sulla pertica cinese, e il coreografo Rui Horta, uno dei
pionieri della danza contemporanea in Portogallo.
Maestri dell‟equilibrio e dell‟ironia, arrivano dalla Francia Les Colporteurs con Les Etoiles
(25 luglio), due performance di breve formato in cui i funamboli sono alle prese con una
curiosa struttura di tubi innocenti e fili metallici. E a passeggiare curiosamente nell‟aria è
anche l‟ex stuntman Gregory Feurté, affiancato nel suo lavoro Le temps debout (25 luglio)
dalla coreografa Kitsou Dubois, la prima al mondo a lavorare con la NASA. Accanto a
Feurté nei giardini della Reggia di Venaria si esibirà anche Jouni Ihalainen in Black Pearl
(25 luglio), una performance di giocoleria con diabolo, sulle note di Bach. E infine il teatro
equestre con Bruno Dizien in prima nazionale con Töshtük ou la refonte des os (22 luglio),
un lavoro intimo e poetico legato alle tradizioni e ai miti kirghisi.
Vetrina Belga:
Una novità della nuova edizione del Festival è una Vetrina Belga, nata in stretta
collaborazione con Wallonie-Bruxelles International per offrire uno spaccato della scena
belga contemporanea, ospitando il lavoro di 8 artisti di discipline differenti. Agli scenografi
Stuart & Siegmann il Festival ha commissionato 119, il progetto site specific di realizzare la
“casa di Teatro a Corte” (8 – 25 luglio), ridisegnando il PuntoFestival in stretta relazione
con l‟identità della manifestazione. Ai clown moderni e irriverenti Okidok con Slips
Expérience (23 luglio) il compito invece di animare la piazza principale di Garessio, nuova
location entrata a far parte del circuito festivaliero.
Unica presenza fiamminga è quella di Berlin, l‟intrigante collettivo interdisciplinare che
presenta in prima nazionale #2 Iqaluit e #3 Bonanza (10 e 11 luglio), due tappe del
progetto Holocene, costituito da una serie di ritratti di città, girati come documentari e poi
trasformati in installazioni/performance. Qui l‟attenzione è sulla piccola cittadina del
Colorado, Bonanza, con 7 abitanti e 5 case, e su Iqaluit, nel Circolo Polare Artico,
osservata dal pubblico all‟interno di un igloo.
Ma è alla danza che spetta un ruolo rilevante in questa vetrina: Michèle Anne de Mey,
sarà ospite con la prima nazionale della sua nuova creazione Neige (9 luglio), un lavoro
dal fascino ipnotico, in bianco e nero, in cui i danzatori si muovono sotto una fitta
nevicata con note della Settima Sinfonia di Beethoven. Karine Pontiers, di Dame de Pic,
sarà protagonista di un focus che presenta 4 suoi lavori: Humus Vertebra (14 e 15 luglio),
incrocio di danza, nouveau cirque, clownerie e mimo con atmosfere fiabesche e surreali,
e i tre solo Fidele à l’eclaire, Babil e Harvan (16 luglio), ispirati alla figura dello
spaventapasseri. L‟universo femminile è invece al centro di SMS and love (24 luglio in
prima nazionale) della coreografa di origini argentine Ayelen Parolin che esplora i
rapporti fra tre donne come se fossero le galline di un pollaio, osservandole nei loro piccoli
riti comportamentali. Mentre Josè Besprosvany, tra i principali innovatori della danza
contemporanea di area wallona, con Inventions. Recitations (24 luglio in prima nazionale)
crea un esperimento vocale ed espressivo di estrema raffinatezza, coinvolgendo una
cantante - la straordinaria Bénédicte Davin già apprezzata dal pubblico del Festival
alcuni anni fa - un compositore e una danzatrice.
Ancora danza:
Anche al di fuori della vetrina belga la danza è presente a Teatro a Corte con un evento
di grande suggestione che ha aperto la scorsa edizione di Montpellier Danse, Le Jardin
des délices di Blanca Li (in prima nazionale il 17 luglio), ispirato all‟omonimo trittico di
Bosch, un‟emozionante ritratto dell‟umanità al ritmo esplosivo di cabaret, hip hop, musical
e flamenco, nel contesto eccezionale dei giardini del Castello di Agliè. In un altro castello,
quello di Rivoli, splendido museo di arte contemporanea, si sviluppa il progetto di Ambra
Senatore e Ilaria Turba Non so fare maglie (10 e 11 luglio), dove gli spettatori entrano nel
cuore di una piattaforma 10x10 m di maglia bianca nelle cui trame s‟infilano immagini e
azioni create dai visitatori in tempo reale. In collaborazione con la rassegna La
Piattaforma sono gli spettacoli presentati dalla catanese Maria Donata D’Urso (21 luglio),
ormai parigina d‟adozione, con un studio dal titolo Strata Etude, legato al campo
d‟indagine che caratterizza il suo lavoro e da Doriana Crema con Aspecifiche atipie (21
luglio).
Dal Regno Unito arriva in prima nazionale tutto il talento di Billy Cowie che presenta due
dancevideo in 3D, The Revery Alone (10 e 11 luglio), da guardare dotati di occhialini a
pancia in su perché proiettato sul soffitto, e Ghosts in the machine (21 – 25 luglio), ultima
irriverente creazione fatta di danza, musica e parola che trasforma Marshall McLuhan in
un attore di western.
Il teatro di parola:
L‟Italia incontra la Francia a Teatro a Corte e gli spettacoli teatrali esprimono la forza di
questo dialogo tra culture, lingue, artisti e registi. In prima nazionale Beppe Navello curerà
la regia di Dette d’amour (15 e 16 luglio) di Eugène Durif tratto da Il burbero benefico di
Carlo Goldoni, con una compagnia franco-italiana. Flavio Polizzy è il protagonista di
Settembr(i) (18 luglio) di cui ha anche curato la traduzione dal testo originale di Philippe
Malone qui diretto da Michel Simonot, storia di formazione di un ragazzo in un contesto di
violenza. Al genio francese di Céline si ispirano Elio Germano e il musicista Teho Teardo per
una inconsueta versione di Viaggio al termine della notte (24 luglio in prima nazionale).
Bruno Gambarotta con le Sorelle Suburbe guideranno gli spettatori in Storia d’Italia in 150
date (18 luglio), a cura di Fruttero e Gramellini. L‟ultimo giorno di Festival (25 luglio)
protagonisti nella Corte d‟Onore della Reggia di Venaria, saranno Flavia Mastrella e
Antonio Rezza, che presenteranno Da Pitecus a Io, un viaggio travolgente all‟interno della
loro poetica.
All‟interno del Programma Europeo di Cooperazione trasfrontaliera Alcotra saranno infine
presentati gli studi finali di due laboratori: il primo a cura di Eugenio Allegri, che propone
un percorso sulla Commedia dell‟Arte (17 luglio), il secondo tenuto da Jean-Claude
Penchenat (22 luglio) sul costume teatrale.
I progetti site specific:
Al centro della linea artistica di Teatro a Corte è il desiderio di realizzare progetti in situ
ideati appositamente per i luoghi e gli spazi che li ospitano. In questa ottica sono nate
l‟installazione 119 di Stuart & Siegmann e Non so fare maglie di Ambra Senatore e Ilaria
Turba, ma anche l‟instasllazione Come una barca nel bosco, a cura dei torinesi di Officina
dello Spettacolo, e il curioso lavoro dei danesi hello!earth che in Tomorrow everything will
be different: edition Torino (12 – 17 luglio) costruiscono un percorso che guida gli spettatori
per la città di Torino attraverso degli SMS coinvolgendoli nella creazione di
un‟inclassificabile “opera d‟arte partecipativa”, fra installazione ed environment. Site
specific è anche il lavoro del celebre Groupe F (25 luglio), specializzato nella realizzazione
di spettacoli di fuoco e pirotecnici cui è affidato il gran finale del Festival con un evento
fra acqua e fuoco ambientato nella peschiera della Reggia di Venaria.
www.teatroacorte.it – [email protected]
UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Andrea Prono tel. +39 011.5119409 cell. +39 338.3477801 e-mail: [email protected]
in collaborazione con
Matteo Rinaldini tel. +39 011.5119409 cell. +39 360.478728 e-mail: [email protected]
UFFICIO STAMPA NAZIONALE
iagostudio
Mara Serina cell. +39 338.3246269 e-mail: [email protected]
Emanuela Dallagiovanna cell. +39 347.9734716 e-mail: [email protected]
I numeri di Teatro a Corte 2010
31 compagnie
di 8 differenti nazionalità
Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna
38 spettacoli
64 repliche
22 prime nazionali
5 creazioni site-specific
Groupe F, Hello!Earth, Officina dello Spettacolo, Ambra Senatore / Ilaria Turba, Stuart & Siegmann
2 creazione per il festival
Bruno Gambarotta e Le Sorelle Suburbe in Storia d’Italia in 150 date
Flavia Mastrella e Antonio Rezza in Da Pitecus a Io
2 produzioni
Elio Germano e Teho Teardo / Eugène Durif e Beppe Navello
11 differenti location in 9 comuni
Agliè, Druento, Garessio, Moncalieri, Pollenzo (Comune di Bra),
Rivoli, Santena, Torino e Venaria Reale
8 dimore e siti sabaudi
Castello di Agliè, Centro Internazionale del Cavallo di Druento, Castello di Casotto di Garessio,
Castello di Moncalieri, Pollenzo, Castello di Rivoli, Castello Cavour di Santena, Reggia di Venaria
2 giorni di convegno internazionale
TEATRO A CORTE 2010
il Teatro Europeo in scena nelle dimore sabaude
8 - 25 luglio 2010
PROGRAMMA

giovedì 8 luglio
TORINO
PuntoFestival - Cavallerizza Reale, ore 18
APERITIVO INAUGURALE DEL FESTIVAL
PuntoFestival - Cavallerizza Reale (fino al 25 luglio)
STUART & SIEGMANN (Belgio)
119 - installazioni scenografiche
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Cavallerizza Reale e altri luoghi (fino al 25 luglio)
OFFICINA DELLO SPETTACOLO (Italia)
COME UNA BARCA NEL BOSCO - installazione
in collaborazione con Festival Astiteatro 32
Teatro Astra, ore 20
PHILIPPE GENTY (Francia)
VOYAGEURS IMMOBILES - teatro visuale
Piazzetta Reale, ore 22
TEATRO DO MAR (Portogallo)
NUSQUAM - teatro di strada

venerdì 9 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 18/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Teatro Astra, ore 20
PHILIPPE GENTY (Francia)
VOYAGEURS IMMOBILES - teatro visuale
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 22.30
MICHELE ANNE DE MEY (Belgio)
NEIGE - danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International

sabato 10 luglio
RIVOLI
Castello - sala del Museo, ore 19/23
AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA (Italia)
NON SO FARE MAGLIE - installazioni video-danza
in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
Castello - cortile, ore 19/23
BERLIN (Belgio)
#2 IQALUIT - installazione video
Castello - sala del Museo, ore 19/23
BILLY COWIE (Regno Unito)
THE REVERY ALONE - installazione video 3D
in collaborazione con British Council
Castello - cortile, ore 21.30
O ULTIMO MOMENTO (Francia / Portogallo)
CONTIGO - danza-nouveau cirque
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18/23
BERLIN (Belgio)
#3 BONANZA - installazione video

domenica 11 luglio
RIVOLI
Castello - sala del Museo, dalle ore 11
AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA (Italia)
NON SO FARE MAGLIE - installazioni video-danza
in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
Castello - cortile, dalle ore 11
BERLIN (Belgio)
#2 IQALUIT - installazione video
Castello - sala del Museo, dalle ore 11
BILLY COWIE (Regno Unito)
THE REVERY ALONE - installazione video 3D
in collaborazione con British Council
TORINO
Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18/23
BERLIN (Belgio)
#3 BONANZA - installazione video

lunedì 12 e martedì 13 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca

mercoledì 14 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Cavallerizza Reale e altri luoghi, dalle ore 15
CAMILLE BOITEL (Francia)
LE BRIBOPHONE A CASSETTE e LE CINEMA “MIETTES” - installazioni
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 20
DAME DE PIC (Belgio)
HUMUS VERTEBRA - teatro-danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Teatro Astra, ore 22
CAMILLE BOITEL (Francia)
L’IMMEDIAT - teatro visuale-danza

giovedì 15 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Cavallerizza Reale e altri luoghi, dalle ore 15
CAMILLE BOITEL (Francia)
LE BRIBOPHONE A CASSETTE e LE CINEMA “MIETTES” - installazioni
Teatro Astra, ore 19
CAMILLE BOITEL (Francia)
L’IMMEDIAT - teatro visuale-danza
Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 20.30
EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO (Italia / Francia)
DETTE D’AMOUR - teatro di prosa
produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 22.30
DAME DE PIC (Belgio)
HUMUS VERTEBRA - teatro-danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International

venerdì 16 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18.30
DAME DE PIC (Belgio)
FIDELE A L’ECLAIR - teatro-danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 19
DAME DE PIC (Belgio)
HAVRAN - teatro-danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 19.30
DAME DE PIC (Belgio)
BABIL - teatro-danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Cavallerizza Reale – Manica Corta, ore 20
EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO (Italia / Francia)
DETTE D’AMOUR - teatro di prosa
produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
MONCALIERI
Castello, ore 21.30
CIRQUE BAROQUE (Francia)
CIRQUE DES GUEUX - nouveau cirque

sabato 17 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22
HELLO!EARTH (Danimarca)
TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Cavallerizza Reale - cortile, ore 17.30
EUGENIO ALLEGRI (Italia / Francia)
STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “COMICI SCAVALCAMONTAGNE”
sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
AGLIÈ
Castello - Fontana dei Quattro Fiumi, ore 21.30
BLANCA LI (Spagna)
LES JARDIN DES DELICES - danza
con il patrocinio di Ambasciata di Spagna
MONCALIERI
Castello, ore 21.30
CIRQUE BAROQUE (Francia)
CIRQUE DES GUEUX - nouveau cirque

domenica 18 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18
PHILIPPE MALONE / FLAVIO POLIZZY (Italia / Francia)
SETTEMBR(I) - teatro di prosa
in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
SANTENA
Villa Cavour, ore 21.30
FRUTTERO&GRAMELLINI / BRUNO GAMBAROTTA / SORELLE SUBURBE (Italia)
STORIA D’ITALIA IN 150 DATE - recital
in occasione del 150° anniversario dell‟Unità d‟Italia
in collaborazione con La Stampa e Comitato Italia 150

mercoledì 21 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale, dalle ore 18
BILLY COWIE (Regno Unito)
GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video
in collaborazione con British Council
Teatro Astra, ore 20.30
MARIA DONATA D‟URSO (Italia / Francia)
STRATA ETUDE - danza
in collaborazione con la rassegna La Piattaforma
Cavallerizza Reale – Manica Corta, ore 22
DORIANA CREMA (Italia)
ASPECIFICHE ATIPIE - teatro-danza
in collaborazione con la rassegna La Piattaforma

giovedì 22 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale, dalle ore 18
BILLY COWIE (Regno Unito)
GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video
in collaborazione con British Council
DRUENTO
Centro Internazionale del Cavallo, ore 20
JEAN-CLAUDE PENCHENAT (Italia / Francia)
STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “IL CORPO, IL VESTITO E IL COMPORTAMENTO”
sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Centro Internazionale del Cavallo, ore 21.30
BRUNO DIZIEN (Francia)
TOSCHTUK OU LA REFONTE DES OS - teatro equestre

venerdì 23 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale, dalle ore 18
BILLY COWIE (Regno Unito)
GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video
in collaborazione con British Council
GARESSIO
Piazza del Municipio, ore 21.30
OKIDOK (Belgio)
SLIPS EXPERIENCE - teatro-clownerie
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International

sabato 24 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale, dalle ore 11
BILLY COWIE (Regno Unito)
GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video
in collaborazione con British Council
Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18
AYELEN PAROLIN (Belgio)
SMS AND LOVE - danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18.30
JOSE BESPROSVANY / BENEDICTE DAVIN (Belgio)
INVENTIONS. RECITATIONS - danza
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
POLLENZO
Cortile dell‟Agenzia, ore 21.30
ELIO GERMANO / TEHO TEARDO (Italia)
VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE - teatro-musica
produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Associazione Culturale Musica90

domenica 25 luglio
TORINO
Cavallerizza Reale, dalle ore 11
BILLY COWIE (Regno Unito)
GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video
in collaborazione con British Council
VENARIA REALE
Giardini della Reggia, ore 17 e 19.15
LES COLPORTEURS (Francia)
LES ETOILES - nouveau cirque
Giardini della Reggia, ore 17.30, 18.30 e 20
JOUNI IHALAINEN (Finlandia)
BLACK PEARL - nouveau cirque
Giardini della Reggia, ore 18 e 19
GREGORY FEURTE / KITSOU DUBOIS (Francia)
LES TEMPS DEBOUT - nouveau cirque
Corte d‟Onore, ore 21
FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA (Italia)
DA PITECUS A IO - teatro
Giardini della Reggia, ore 23
GROUPE F (Francia)
JOUEUR DE FLAMMES - teatro di acqua e fuoco
in collaborazione con il Consorzio della Venaria Reale e Fondazione Via Maestra

sabato 24 e domenica 25 luglio
TORINO
PuntoFestival - Cavallerizza Reale, ore 9.30/16
CONVEGNO: I CONFINI. PRESENZA O ASSENZA?
GLI SPETTACOLI DI
TEATRO A CORTE 2010
STUART & SIEGMANN
Belgio
8 - 25 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale)
119 – CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010
progetto di: Simon Siegman e Ariè Van Egmond
in collaborazione con: Wallonie-Bruxelles International
Scenografie, luci di scena, installazioni, allestimenti urbani per spazi all‟aperto e al chiuso.
Questi sono alcuni degli ambiti di lavoro di Simon Siegmann, scenografo e artista plastico
che, insieme al videomaker Ariè Van Egmond (in arte Stuart), è stato chiamato a
realizzare un innovativo progetto site specific per Teatro a Corte. Ai due creativi infatti
spetta il compito di allestire “la casa del Festival“ personalizzando lo spazio torinese della
Cavallerizza Reale che ospita il PuntoFestival con biglietteria, spazio incontro con gli artisti
e spazi spettacolo. Per il KunstenFestival des Artes Siegmann ha creato due progetti
speciali: il primo, Agora (2005), consisteva in una creazione che fosse al contempo
installazione, spazio di rappresentazione e oggetto di arredo urbano; il secondo
Assiscouchédebout (2007) era un progetto installativo e scenografico nato dall‟esigenza
di trasformare gli spazi aperti al pubblico del Kaaitheater nel cuore pulsante del festival.
Così come accaduto per il Kunstenfestival, ora i due artisti trasformano l‟identità di Teatro
a Corte in un‟immagine forte che da sola sa comunicare l‟anima dell‟evento attraverso
un luogo da abitare quotidianamente, dall‟8 al 25 luglio.
SIMON SIEGMANN
Scenografo e scultore formatosi all‟ERG di Bruxelles, dopo un‟esperienza espositiva fatta di
mostre personali o collettive con artisti plastici contemporanei, Siegmann decide di aprirsi
al confronto con il lavoro di una serie di coreografi, tra cui Pierre Droulers (dal 1998),
Thomas Hauert (1999-2003), Michèle Anne de Mey (dal 2001), Thierry Smith (2003-2004),
David Zambrano (2002). Dal 2001 avvia una ricerca personale creando direttamente
delle performance in cui le sue sculture-scenografie diventano degli spazi di creatività per
il lavoro di altri artisti (poeti, musicisti, scrittori, coreografi, attori…). Ha lavorato anche alla
realizzazione di video e film come il progetto di François La ricarda à flux tendu e nel
mondo della moda creando apparati scenici e installativi per le sfilate, e collaborando
con la linea di design D&A. Dal 2008 è artista residente a La Bellone di Bruxelles.
www.myspace.com/simonsiegmann
OFFICINA DELLO SPETTACOLO
Italia
8 - 25 luglio (TORINO e VENARIA REALE)
COME UNA BARCA NEL BOSCO - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010
performance per barche in 5 “uscite”
ideazione: Officina dello Spettacolo
con la collaborazione di: Luca Cellino, Riccardo Fassone, Fotogramma 25
produzione: Teatro a Corte – Festival Astiteatro 32
evento realizzato con il sostegno e la consulenza scientifica di Fresialluminio s.p.a.
con il gentile supporto di: Circolo Nautico Torino
in collaborazione con Festival Astiteatro 32
Un insolito fenomeno colpirà il Piemonte nei mesi estivi. Imprevedibili contingenze
ambientali daranno luogo ad un evento inaspettato. Un gruppo di ricercatori e una
testata giornalistica seguiranno l‟evento, offrendo continui aggiornamenti sui suoi sviluppi
al pubblico del Festival.
La performance si articola attraverso un‟installazione itinerante che, partendo dalla città
di Asti (24 giugno - 2 luglio) raggiungerà Torino (10 – 25 luglio), per concludersi presso la
Reggia di Venaria Reale. Grazie alla collaborazione del designer di moda Luca Cellino,
della casa di produzione video Fotogramma 25 e del ricercatore universitario Riccardo
Fassone, Come una barca nel bosco crea un percorso capace di intrecciare il linguaggio
del teatro, quello dell‟arte contemporanea e quello della comunicazione mediatica,
suggerendo riflessioni su rilevanti tematiche ambientali.
OFFICINA DELLO SPETTACOLO
Si occupa di progettazione, realizzazione scenografica e ideazione di eventi artistici. Ha
lavorato negli anni con registi quali Beppe Navello, Marco Mattolini, Luciano Nattino,
Eugenio Allegri, Jean-Claude Penchenat, Tommaso Rotella, Esther Ruggiero, Rosario
Lisma, Pietra Selva, Giulio Graglia, Albeto Gozzi; nella musica con Eiffel 65, Giorgio Conte,
Yo Yo Mundi.
Nel campo della museografia e dell‟installazione, Officina dello Spettacolo ha
collaborato con Il Palazzo Reale di Milano - Fondazione D.n.Arti, il Museo Regionale di
Scienze Naturali di Torino, la Maison de l‟Italie di Parigi, la Fondazione Eugenio
Gulgielminetti, il Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura, le Regie Terme di Acqui, il
Comune di Asti, il Diavolo Rosso, la Douja d„Or; per la moda con Aristolasia design s.r.l.
all‟interno della Settimana della Moda di Milano e di Alta Moda Alta Roma.
www.officinadellospettacolo.it
PHILIPPE GENTY
Francia
8 e 9 luglio (TORINO: Teatro Astra)
VOYAGEURS IMMOBILES – PRIMA NAZIONALE
(90 min)
creazione 2010 della Compagnie Philippe Genty
di: Philippe Genty
regia: Philippe Genty e Mary Underwood
con: Amador Artiga, Marjorie Currenti, Marzia Gambardella, Manu Kroupit, Pierrick Malebranche,
Angélique Naccache, Lakko Okino, Simon T Rann
musiche: Henry Torgue e Serge Houppin
regia luci: Thomas Dobruszkès
regia del suono: Antony Aubert
costumi: Victoria Desogos, Tomoe Kobayashi
produzione: MCNN Maison de la culture de Nevers; in coproduzione con: Compagnie Philippe Genty, Théâtre
André Malraux - Rueil Malmaison, Espace Jacques Prévert - Aulnay-sous-Bois, La Coursive - Scène Nationale La
Rochelle, Théâtre du Toursky - Marseille, Théâtre du Rond Point - Paris, Altstadtherbst Kulturfestival Düsseldorf,
Théâtre Romain Rolland - Scène conventionnée de Villejuif et du Val-de-Bièvre; con il sostegno di: Ministère de
la Culture - DRAC Bourgogne, Conseil Régional de Bourgogne, Conseil Général de la Nièvre, Ville de Nevers
È un sogno ad occhi aperti quello che Philippe Genty offre al pubblico. Da 30 anni la forza
e l‟universalità delle sue sorprendenti visioni, mescolano in scena interpreti in carne e ossa
e oggetti quasi “vivi”, ambienti surreali e azioni fisiche, attingendo ai paesaggi interiori
come all‟inconscio collettivo, suscitando nei pubblici più diversi meraviglia e
commozione.
Voyageurs immobiles è il remake di Voyageur immobile, al singolare, spettacolo del 1995
in cui Genty travasava le suggestioni degli straordinari paesaggi attraversati durante i suoi
viaggi avventurosi in un‟esperienza onirica al di là delle frontiere di spazio e tempo.
Oggi, con Voyageurs immobiles, la metafora si allarga a comprendere l‟intera umanità,
con i suoi terrori, i suoi lutti, le sue vergogne e le sue icone. Genty si interroga
sull‟ossessione contemporanea di “imballare tutto”, senza alcuna attenzione per le
ricadute che ne derivano sull‟ambiente porta i suoi 8 viaggiatori in luoghi ibridi, creati dal
connubio fra natura e materiali da imballaggio: un oceano di plastica, un mare di carta…
in continua metamorfosi, in bilico fra paesaggi dell‟immaginazione e ambienti emotivi,
fatti di sentimenti e stati d‟animo. Il risultato è un curioso viaggio all‟insegna del sense of
humor, del surreale e della leggerezza.
PHILIPPE GENTY
Marionettista e “mago dello spettacolo”, etichetta a cui tenta per tutta la vita di sfuggire,
Philippe Genty negli anni ‟60 ha attraversato 47 paesi e 8 deserti per un film-reportage sul
teatro di marionette nel mondo. Dopo esperienze di cabaret e televisione, fonda la
propria compagnia insieme alla danzatrice Mary Underwood, scegliendo il teatro visuale
come campo d‟espressione. Per l‟Esposizione Universale di Lisbona ha creato nel 1999
Océans et utopies, evento con 200 fra attori, danzatori, artisti circensi e tecnici, visto in 5
mesi da più di 3 milioni di spettatori. Tra le produzioni recenti, Concert incroyable, Zigmund
follies, Ligne de fuite, La fin des terres, Boliloc.
www.philippegenty.com
TEATRO DO MAR
Portogallo
8 luglio (TORINO: Piazzetta Reale)
NUSQUAM – PRIMA NAZIONALE
(60 min)
ideazione, regia e direzione artistica: Julieta Aurora Santos
con: Carlos Campos, Luís João Mosteias, Patrícia Andrade, Sérgio Vieira
coreografia: Félix Lozano
scenografia e realizzazione tecnica: João Calvário
video: Eurico Coelho
ambiente sonoro: @C [Pedro Tudela e Miguel Carvalhais]
effetti speciali: Pedro Pereira
costumi: Rita Carrilho
sartoria: Edileusa Oliveira
disegno luci: Bernard Guyollot
produzione: Teatro Do Mar
Quattro torri alte 7 metri, grandi sfere trasparenti, immagini video e 4
attori/acrobati/danzatori alle prese con una riflessione multimediale sulla società
contemporanea per uno spettacolo di strada ad alto impatto visivo ed emotivo, fra
nouveau cirque, danza, teatro e video installazioni. Questo è Nusquam dei portoghesi
Teatro Do Mar, che racconta le ossessioni e gli stereotipi in cui vivono e si rifugiano tutti
quegli uomini e quelle donne che hanno smesso di sognare. C‟è chi insegue il mito del
denaro e della carriera, chi il miraggio del successo, chi un amore non corrisposto,
ciascuno chiuso nel proprio mondo, come monadi di plexiglas che hanno smarrito la
propria identità e i propri valori più autentici. L‟uomo contemporaneo, bombardato da
mille informazioni, stimoli, modelli ed effimere illusioni, fatica a trovare le proprie radici e il
senso più profondo della vita, e spesso rischia di arrendersi al vuoto, all‟assenza di una
memoria affettiva e culturale che lo rendono alieno anche a se stesso. Julieta Aurora
Santos descrive con grande poesia alcuni aspetti claustrofobici della modernità,
rinunciando ai luoghi comuni e ai toni apocalittici per ritrovare nella leggerezza di corpi
sospesi nel vuoto la cifra di una fotografia autentica dell‟oggi.
TEATRO DO MAR
Originaria di Sines, nei pressi di Lisbona, la compagnia Teatro Do Mar viene fondata nel
1986 e si è affermata a livello internazionale grazie all‟originalità del suo linguaggio che
unisce differenti discipline artistiche, dalle nuove tecnologie alle arti plastiche, dal
nouveau cirque alla danza, coinvolgendo artisti di diversa formazione. L‟intento è di
parlare ad un ampio pubblico, in particolare ai giovani, utilizzando la raffinatezza del
linguaggio e l‟alto impatto visivo delle performance per condurre una riflessione
strutturata sulla società contemporanea. Ospite di numerosi festival internazionali in tutta
Europa, la compagnia ha all‟attivo oltre 50 spettacoli.
www.teatrodomar.com
HELLO!EARTH
Danimarca
9, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 17 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale e altri luoghi)
TOMORROW EVERTYHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO
CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010
(90 min)
un percorso “do it yourself” in diversi luoghi della città
basato sul procedimento “The world in Technicolor”
ideazione: hello!earth, Vera Maeder e Jacob Langaa Sennek
con: Boaz Barkan, Andre Bern, Candice Didonet, Kristofer Krarup, Jacob, Jacob Langaa Sennek, Vera
Maeder, Seimi Nørregaard, Inge Agnete Tarpgaard, Jens Backvall, Mette Guldborg Hansen
sistema SMS: Janos Smedegaard alias Dr. Jones
produzione: hello!earth per Metropolis Biennale Copenhagen 2009
con il sostegno di Danish Arts Council Committee for the Performing Arts, Copenhagen City Council e
Copenhagen International Theater
con il sostegno di Ambasciata di Danimarca
Un gruppo di persone cammina per Torino. Molte di loro non si conoscono e forse non
conoscono bene quella parte della città, la stanno esplorando insieme. Seguono un
percorso che qualcun altro ha stabilito, dall‟esterno, e che arriva via SMS. Ma che cosa
stanno facendo? Una ricerca sullo spazio urbano, un esperimento sociologico, una
“passeggiata” interattiva?
È una performance “do it yourself” in cui il pubblico diventa protagonista, un‟esperienza
sensoriale e mentale attraverso l‟ambiente cittadino, orchestrata dalla eclettica
piattaforma artistica hello!earth, in arrivo dalla Danimarca. Un mix di varie discipline e
nuovi media coinvolge gli spettatori nella creazione di un‟inclassificabile “opera d‟arte
partecipativa”, fra installazione, environment e performance site-specific.
Intrigato dalle mille sfaccettature della quotidianità, hello!earth, grazie a un abile
slittamento dei punti di vista, costruisce in Tomorrow everything will be different: edition
Torino una fiction su misura che diviene una seconda realtà, per porre allo spettatore una
domanda: che cosa è veramente reale?
L‟obiettivo di questa curiosa ricerca sul campo è mettere in discussione ciò che ogni
giorno vediamo e scoprire se è possibile modificare, attraverso l‟arte, il modo in cui ci
mettiamo in relazione con gli altri e con l‟ambiente che ci circonda.
HELLO!EARTH
Piattaforma artistica multidisciplinare, hello!earth è diretta dalla danzatrice e coreografa
Vera Maeder e dal visual designer e compositore Jacob Langaa Sennek, entrambi
danesi, che sui singoli progetti si avvalgono di varie collaborazioni. Performance sitespecific, environment, arte partecipativa, installazioni in luoghi urbani e naturali, teatro
fisico sono gli ambiti creativi in cui si muove il gruppo. A partire dal 2005 hello!earth
sviluppa il metodo “The invisible Reality Show - The World in Technicolor”, ideando
“passeggiate interattive” che intervengono nel paesaggio quotidiano con una realtà
parallela, creata direttamente dalle percezioni degli spettatori protagonisti della
performance.
Vera Maeder ha collaborato, in ambito teatrale, con realtà come la Volksbuehne di
Berlino, il Total Teater svedese e la Lone Star Productions di Copenhagen. Jacob Langaa
Sennek collabora attualmente con la Royal Danish Opera.
www.helloearth.cc
>hello!earth<
audizione
Audizione per artisti:
“Tomorrow everything will be different: edition Torino”
Site-specific performative walk diretta da hello!earth per Teatro a Corte 2010
Tomorrow everything will be different è un percorso all‟interno della città creato per il
pubblico, un viaggio che coinvolgerà uno spettatore alla volta e lo porterà a fare nuovi
incontri e ad interagire con altre persone. Ogni percorso è una storia basata sulle
personali esperienze dello spettatore, sulle sue sensazioni e sul suo modo di approcciarsi al
mondo circostante. È un invito a mettere in discussione il proprio modo di pensare
offrendo un inconsueto modo di vivere la città. Cos‟è reale e cosa è finzione?
La performance, realizzata per la prima volta a Copenhagen per Metropolis Biennale
2009, verrà riadattata per la città di Torino.
Per il progetto di Torino si cercano 10 giovani artisti interessati a svolgere un lavoro
collettivo e aperto all‟interazione con il pubblico. Il progetto è rivolto a danzatori, musicisti
e attori, ma anche ad artisti specializzati in arti visive, video e multimedia, a giornalisti,
filosofi e sociologi.
È previsto un workshop di 2 giorni di introduzione al metodo di ideazione e creazione della
compagnia, attraverso il quale verrà fatta la selezione tra i candidati.
www.helloearth.cc
Audizione workshop:
Prove fase 1:
Prove fase 2:
Performances:
3 e 4 giugno
dal 7 all‟11 giugno
dal 5 all‟8 luglio
dal 9 al 18 luglio
Gli artisti che parteciperanno alla performance dovranno essere disponibili in tutte le fasi
del progetto.
È previsto un rimborso spese per i giorni di performance.
Iscrizioni e info:
[email protected] - tel. 011 5119409
MICHELE ANNE DE MEY
Belgio
9 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio)
NEIGE - PRIMA NAZIONALE
(70 min)
ideazione: Michèle Anne De Mey, Grégory Grosjean, Sylvie Olivé, Nicolas Olivier
coreografia: Michèle Anne De Mey
creato e interpretato da: Gabrielle Iacono, Gala Moody, Kyung Hee Woo, Ashley Chen,
Leif Federico Firnhaber, Adrien Le Quinquis
scenografia: Sylvie Olivé
disegno luci: Nicolas Olivier
costume: Sylvie Olivé, Michèle Anne De Mey, Estelle Bibbo
musiche: L. Von Beethoven 7e Symphonie (II mouvement/Allegretto), Robert Schumann Beethoven Etudes,
Jonathan Harvey Mortous Plango, vivos voce, Thierry De Mey Stalker (musica elettronica)
realizzazione sonora: Dominique Warnier, Raphaelle Latini
testo: Ivo Ghizzardi
produzione: Charleroi/Danses, Centre Chorégraphique de la Communauté Française de Belgique;
in coproduzione con: Grand Théâtre de Luxembourg, Festival de Danse de Cannes, Théâtre de Namur,
Maison de la Culture d‟Amiens; con il sostegno di: Ministère de la Communauté française Wallonie-Bruxelles Service de Danse, WBI (Wallonie Bruxelles International) e WBT (Wallonie Bruxelles Théâtre)
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Una natura forte e selvaggia, come quella cantata dagli autori del Romanticismo.
L‟atmosfera ammaliante e insieme terrificante di un racconto magico che ricorda
l‟infanzia. E, come un mantra, neve, tantissima neve che cade continuamente, lenta,
veloce, soffiata dal vento e sollevata dalle traiettorie di corpi che vagano nello spazio.
Queste sono alcune delle suggestioni di Neige, la nuova creazione di Michèle Anne de
Mey, dal fascino ipnotico. Uno spettacolo in bianco e nero sulle note della Settima
Sinfonia di Beethoven che racconta la parabola della vita dell‟uomo in relazione
all‟universo. Da un lato la potenza degli elementi naturali, dall‟altro il carattere effimero e
fragile della nostra vita. Il confronto con la natura cambia tutte le percezioni: dilata il
tempo e lo spazio e invita anche il pubblico a lasciarsi andare, per entrare nel fluire della
neve e della musica, trovando così un‟armonia nel turbinio di un caos solo apparente.
Neige è un viaggio negli abissi del sogno, in cui il naturalismo slitta verso l‟astrazione e ci
rivela il nostro appartenere al cosmico scorrere delle cose.
MICHELE ANNE DE MEY
Coreografa belga formatasi al Mudra di Maurice Béjart, ha collaborato per sei anni con
Anne Teresa de Keersmaeker firmando e interpretando diverse coreografie, dalla
celebratissima Rosas danst Rosas (1983) a Elena’s Aria (1984) e Ottone, ottone (1988). Nel
1990, in occasione dello spettacolo Sinfonia Eroica, fonda la sua compagnia con la quale
ha realizzato sino ad oggi 15 creazioni di grande successo come 13 Reasons...(to sing),
Création in collaborazione con Thierry De Mey, 12 Easy Waltzes (2004), Raining Dogs
(2002), Utopie (2001). Le sue coreografie hanno suggerito la creazione di diversi dance
film come ad esempio Love Sonnets e 21 Etudes à danser di Thierry De Mey e Face à Face
di Eric Pauwels. Nel 2005 è chiamata alla direzione artistica di Charleroi/Danses, Centre
chorégraphique de la Communauté française, insieme a Pierre Droulers, Thierry De Mey e
Vincent Thirion. Nel 2006 riporta in scena Sinfonia Eroica con una fortunata tournée
internazionale di oltre 100 repliche. Nel 2007 è la volta di P.L.U.G. e nel novembre 2009,
alla Biennale Danza di Charleroi, debutta con Neige.
www.charleroi-danses.be
AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA
Italia
10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - sala del Museo)
NON SO FARE MAGLIE - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010
progetto installativo di Ambra Senatore e Ilaria Turba
in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi
Una piattaforma 10x10 m di maglia bianca fatta a mano, un ambiente domestico e
accogliente fatto di immagini proiettate su muri coperti di filo, gomitoli, collages,
fotografie: Ambra Senatore e Ilaria Turba invitano gli spettatori nel cuore di una
installazione interattiva, in cui un gigantesco tessuto di maglia si allunga grazie al lavoro
collettivo e nelle trame entrano di diritto immagini e azioni create dai visitatori in tempo
reale.
Ambra, danzatrice, guida gli ospiti in una serie di performance, con l‟idea che a ogni
corpo corrisponda una danza naturale piena di senso, mentre Ilaria, artista visiva, cattura
le immagini che via via si formano, riproponendole come foto e video.
Tutte le tracce di questi incontri - suoni, azioni, forme e racconti - restano nella maglia, che
cresce ininterrottamente da una rappresentazione all‟altra come un blog/memoria di ciò
che è accaduto.
Accadono “cose vere” in questo percorso di creazione collettiva, immerso in uno spazio
aperto e un tempo senza interruzioni (l‟installazione è non-stop e le due artiste mangiano
e riposano dentro la piattaforma) che gioca con il tema della memoria femminile e
riflette con ironia su uno dei simboli di una capacità manuale ormai perduta.
AMBRA SENATORE
Torinese, lavora nell‟ambito del teatro-danza in Italia e in Francia dal 1997.
Premio Equilibrio 2009 con il progetto Passo (Auditorium - Fondazione Musica per Roma),
crea soli caratterizzati da una vena umoristica e surreale che ribalta il punto di vista sulla
realtà quotidiana. Ha seguito, nel suo percorso di formazione, gli insegnamenti di Raffaella
Giordano, Carolyn Carlson, Dominique Dupuy, Jean Cébron, Malou Airaudo, Bill T. Jones,
Ivan Wolf, Nigel Charnock, Karin Waehner, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni e
Roberto Castello. Ha collaborato con Jean Claude Gallotta, Giorgio Rossi, Georges
Lavaudant, Marco Baliani e fa parte della compagnia ALDES, diretta da Roberto Castello.
ILARIA TURBA
Visual artist, lavora con fotografia, video e nuovi media. Dal 2000 presenta i suoi progetti
in esposizioni personali e collettive, festival ed eventi live in Italia e all‟estero. Cura progetti
interdisciplinari, i cui risultati sono - più che nell‟opera conclusa - nel percorso di creazione
che può coinvolgere attivamente reti e comunità locali e piattaforme virtuali.
Identità, memoria e immaginari collettivi sono le tematiche principali del suo percorso.
Tra le sue mostre fotografiche si ricordano Figli degli altri, Progetto PersonAe, Follie, tra i
suoi video Attempt n. 1, progetto europeo realizzato in collaborazione con Michela
Lucenti e Balletto Civile, Oltre la soglia, rilettura in forma audiovisiva di Follie, il reportage
fotografico sui manicomi in Italia, Orti condivisi, sulla riqualificazione urbanistica e
metropoliTANA, viaggio per bambini attraverso otto immaginarie fermate della
metropolitana.
www.ambrasenatore.com
www.ilariaturba.com
BERLIN
Belgio
10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - cortile)
#2 IQALUIT – PRIMA NAZIONALE
(60 min)
progetto Holocene di Berlin: Bart Baele & Yves Degryse
in coproduzione con: STUK [Leuven, B], Vooruit [Gent, B], KVS [Brussels, B]
Dentro un igloo di metallo di 6x4 m, 7 schermi raccontano per immagini una capitale di
appena 6.000 abitanti: Iqaluit è la prima città dell‟Inuit, ex costola canadese al Circolo
Polare Artico, un territorio grande come tutto l‟Est Europa in cui vivono circa 25.000
persone. Ci si arriva soltanto in aereo, conta 25 km di strade su cui circolano poco più di
2.000 auto. Eppure, in bilico fra tradizione e vita moderna, Iqaluit sogna di crescere.
Il pubblico entra nell‟igloo e sceglie liberamente come muoversi fra gli schermi, mentre
indossa delle cuffie per ascoltare i suoni di ciascun frammento video. La sensazione di
essere dentro a un solo luogo si rafforza quando, a intervalli regolari, tutti gli schermi
riproducono la stessa immagine e il medesimo soundtrack.
Il collettivo belga Berlin, dopo 2 mesi di osservazioni e riprese sul campo, dà vita a
un‟opera fra installazione e documentario in grado di cogliere perfettamente il carattere
di questa incredibile città sospesa sul ghiaccio.
10 e 11 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta)
#3 BONANZA – PRIMA NAZIONALE
(70 min)
progetto Holocene di Berlin: Bart Baele & Yves Degryse
in coproduzione con: STUK [Leuven, B], Vooruit [Gent, B], KVS [Brussels, B]
Un gigantesco plastico di 7x3 m ricostruisce in scala una città di 5 case: a ogni casa
corrisponde uno schermo su cui scorre un‟intervista. I punti di vista degli abitanti delle 5
case, ripresi separatamente, durante la performance divengono veri e propri personaggi
di un dialogo surreale. Tutti odiano tutti, tutti temono i vicini e dall‟intreccio delle interviste,
che mano a mano prende la forma di una fiction, emergono addirittura delle accuse di
omicidio.
La più piccola cittadina del Colorado, Bonanza, ha 7 abitanti: quando la sua miniera era
attiva, ne aveva 6.000, con 36 saloon, 7 sale da ballo e un numero impressionante di
prostitute a disposizione dei minatori. Chi sceglieva di venirci era spinto dal motto: arrivi,
diventi ricco, te ne vai. Ma che cosa è diventata oggi? Berlin cerca di scoprirlo girando
un documentario “teatrale”, in cui incontra i sette membri di questo desolato
microcosmo: una strega, un prete, una coppia gay che sostiene di essere in contatto con
gli elfi, un pompiere, una coppia di anziani.
Geniale ritratto filmico di un mondo in miniatura che riproduce contrasti a carattere
universale, Bonanza risucchia lo spettatore in un incredibile città fantasma in cui “la realtà
è molto più sorprendente di tutto ciò che si potrebbe inventare”.
BERLIN
Fondato da Bart Baele e Yves Degryse, Berlin è un collettivo artistico attualmente in
residenza al centro STUK di Lovanio (Belgio). La caratteristica principale del suo metodo di
lavoro è l‟interdisciplinarietà: affronta vari campi di ricerca scegliendo di volta in volta
differenti media e diverse collaborazioni con artisti e accademici. Presenta le sue opere
sia in teatri sia in musei o location inusuali. Nel 2003 ha iniziato il progetto Holocene (il
nome dell‟attuale era geologica), una serie di ritratti di città girati come documentari e
poi trasformati in installazioni/performance: ne fanno parte #1 Jerusalem, #2 Iqaluit, #3
Bonanza, #4 Moscow. Durante l‟estate 2010 Berlin, in collaborazione con il Theater der
Welt, realizzerà un ritratto della regione della Ruhr.
www.berlinberlin.be
BILLY COWIE
Regno Unito
10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - sala del Museo)
THE REVERY ALONE – PRIMA NAZIONALE
(7 min)
in collaborazione con British Council
Il pubblico è sdraiato per terra e, munito di appositi occhialini, guarda a pancia in su il
soffitto dove viene proiettato The Revery Alone, un dance film che grazie alla visione in 3D
sembra una performance reale. Sono 7 minuti intensi, di pura bellezza e poesia,
interpretati dalla danzatrice elvetico-iraniana di Maurice Bejart Eleonore Ansari. Il suo
corpo diventa una scultura e si muove con una lentezza lirica e affascinante in
un‟atmosfera sospesa e a tratti mistica, di grande coinvolgimento. Presentato al Sadler‟s
Wells di Londra nel 2008, The Revery Alone ha subito catturato l‟attenzione della stampa e
del pubblico, dimostrandosi un‟esperienza imperdibile.
21 - 25 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale)
GHOSTS IN THE MACHINE – PRIMA NAZIONALE
(25 min)
in collaborazione con British Council
Così avevano intitolato il loro album del 1981 i Police. Così intitola la sua ultima creazione
Billy Cowie che qui sviluppa ulteriormente le tecniche messe a punto nei lavori
precedenti, unendo sofisticate tecnologie stereoscopiche a creative coreografie che
danno vita ad una intensa esperienza tridimensionale. “Dance Installation in 3D” ecco la
possibile definizione di questi 25 minuti di danza, musica e parole (in inglese con sottotitoli
in italiano) in cui Jennifer Potter, Rachel Blackman e Victoria Melody si divertono a
mescolare registri alti e bassi, affiancando l‟esistenzialismo alla TV spazzatura. Il pubblico,
sempre munito di occhialini per la visione 3D, condivide lo spazio con queste tre donne un
po‟ sopra le righe che cercano di ricordare in quale film western reciti ora Marshall
McLuhan.
BILLY COWIE
Personalità poliedrica, Billy Cowie, attualmente docente presso l‟Università di Brighton, è
autore musicale, scrittore e filmmaker, impegnato nell‟area delle performance e delle
installazioni di teatro e danza. Ha realizzato più di 20 performances in collaborazione con
la coreografa e danzatrice Liz Aggiss della compagnia Divas Dance Theatre; ha lavorato
alla realizzazione di progetti video per la BBC e Channel 4; ha composto le musiche per
diversi film diretti da Tony Palmer, Chris Rodley, Stephen Frears e Bob Bentley, per tre
progetti della BBC Radio e per le performances di Marie McLaughlin, Nicola Hall, Gerard
McChrystal, Daphne Scott-Sawyer, Juliet Russell, Rowan Godel, Pammjit Pammi e Naomi
Itami. Nel 2006 ha curato il libro Anarchic Dance, raccolta di diversi contributi critici e
analitici sul lavoro filmico e performativo da lui condotto con la Aggiss. Apprezzato a
livello internazionale, l‟artista inglese è stato di recente ospite al TPAM di Tokio.
www.billycowie.com
O ULTIMO MOMENTO
Portogallo
10 luglio (RIVOLI: Castello - cortile)
CONTIGO – PRIMA NAZIONALE
(30 min)
uno spettacolo di: Joao Paulo Dos Santos e Rui Horta
con: Joao Paulo Dos Santos
musiche: Tiago Cerqueira e Vitor Joaquim
costumi: Pedro Dos Santos
disegno luci: Rui Horta
produzione: Scènes de Cirque; in coproduzione con: O Ultimo Momento, Festival d‟Avignon 2006,
SACD/Le Sujet A Vif; con il sostegno di: O Espaço do Tempo, Montemor o Novo (Portugal)
la compagnia O Ultimo Momento è sostenuta da Culturesfrance
Un coreografo e un artista circense si incontrano su richiesta del festival di Avignone per
creare insieme uno spettacolo. Il coreografo è Rui Horta, l‟acrobata è Joao Paulo Dos
Santos, entrambi sono portoghesi, ciascuno ha un suo linguaggio ma accettano la sfida
di trovarne uno comune.
Nasce così, nel 2006, Contigo un lavoro di grande raffinatezza estetica che non rinuncia
alle emozioni, e sin dal titolo è una dichiarazione degli artisti allo spettatore: “sono con te”.
Acrobata esperto nell‟uso del palo cinese, Joao Paulo Dos Santos cerca da sempre
un‟armonia tra se stesso, il palo su cui si esibisce e il pubblico che a testa in su lo osserva.
Rui Horta, danzatore e coreografo, considerato tra i pionieri della danza contemporanea
in Portogallo, cerca da sempre un dialogo tra discipline diverse. I due hanno messo a
confronto le loro differenti concezioni artistiche del corpo e degli oggetti e hanno creato
una performance intensa, fra cielo e terra, dove l‟acrobazia è filtrata dalla danza e segue
una partitura coreografica fatta di un crescendo graduale in cui si assiste ad un dialogo e
un gioco fra l‟acrobata, il palo e una sedia, unici abitanti dello spazio scenico.
Contigo, applaudito nell‟ultima edizione del prestigioso London International Mime
Festival, conta ormai oltre 100 repliche in tutta Europa, Asia, Africa e America.
O ULTIMO MOMENTO / JOAO PAULO DOS SANTOS
Joao Paulo Dos Santos ha creato nel 2004 con il musicista francese Guillaume Dutriex la
compagnia O Ultimo Momento con la quale ha realizzato gli spettacoli Peut-Être,
Contigo, Voar, Vertigem, presentati in tutto il mondo. Formatosi alla scuola di circo di
Lisbona e di Rosny, Dos Santos fa parte del collettivo artistico Cheptel Aleïkoum e ha
lavorato, tra gli altri, con Philippe Genty.
RUI HORTA
Inizia la sua carriera con il Gulbenkian Ballet e dopo sette anni a New York ritorna in
Portogallo dove fonda nel 1991 la compagnia S.O.A.P. con cui crea sei spettacoli.
Intraprende diverse collaborazioni con centri artistici di vari Paesi e oggi è uno dei
capofila del centro di ricerche multidisciplinari di Evora, in Portogallo.
www.scenesdecirque.org
DAME DE PIC
Belgio
Il Festival Teatro a Corte dedica un focus al lavoro della coreografa belga Karine Pontiers,
presentando ben 4 suoi spettacoli: un lavoro per tre interpreti (Humus Vertebra) e 3 soli
(Fidele à l’eclaire, Havran, Babil). Si tratta di un‟occasione preziosa per osservare
attraverso una piccola antologia l‟attività di una delle più interessanti coreografe della
Comunità Wallona che presenta 4 lavori tutti legati dallo stesso elemento ispiratore, la
figura dello spaventapasseri, creatura buffa, misteriosa e contradditoria, che dovrebbe
far la guardia e incutere timore ma spesso è oggetto di scherno.
14 e 15 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio)
HUMUS VERTEBRA - PRIMA NAZIONALE
(55 min)
coreografia: Karine Ponties
con: Eric Domeneghetty, Claudio Stellato, Jaroslav Vinarsky
film d‟animazione e collabozione artistica: Stefano Ricci
scenografia e consulenza artistica: Wilfrid Roche
disegno luci: Florence Richard
musiche originali: David Monceau; altre musiche: Sigur Rós
costumi: Samuel Dronet
produzione: Dame de Pic; in coproduzione con: Centre Chorégraphique National d‟Orléans dans le cadre de
l‟accueil studio 2008-Ministère de la Culture (France), Théâtre Les Tanneurs (Belgique), O Spaço do Tempo de
Montemor O Novo (Portugal), Festival de Marseille (France), Charleroi/Danses (Belgique), Centre
départemental de créations en résidence des Bouches-du-Rhône, les Salins / Scène nationale de Martigues
(France), Arcadi (France), Centre des Bords de Marne (France), CDC/ Biennale nationale du Val de Marne
(France); con il il sostegno di: Ministère de la Communauté française Wallonie-Bruxelles – Service de la Danse,
Association Beaumarchais (aide à l‟écriture), Ballet national de Marseille dans le cadre de l‟accueil studio, de
Wallonie Bruxelles Théâtre/Danse
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
In Humus Vertebra lo spaventapasseri prende forma nelle figure di tre barboni alle prese
con grosse casse di legno, su di uno spazio che ricorda la pista di un circo e con un
fondale magico, sul quale si materializzano disegni di grande effetto poetico realizzati
appositamente per lo spettacolo. Attenta ad un processo creativo che si modella sul
confronto e sull‟interazione con artisti di discipline differenti, Karine Pontiers per Humus
Vertebra ha infatti lavorato con il disegnatore Stefano Ricci, capace di realizzare disegni
che “sono vere esplosioni di sensi, e vere miniature di messe in scena“, punto di partenza
per generare personaggi che poi prendono corpo grazie all‟abilità di Eric Domeneghetty,
Claudio Stellato e Jaroslav Vinarsky. Ora rarefatto e minimale, ora energico e intenso, lo
spettacolo è un piccolo manifesto della coreografia della Ponties: mescola atmosfere
fiabesche, comicità, tenerezza venata di malinconia, incrocia danza e acrobatica, mimo,
nouveau cirque, manipolazione di oggetti e immagini filmiche proiettate in scena.
16 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio)
FIDELE A L’ECLAIRE – PRIMA NAZIONALE
(20 min)
ideazione e coreografia: Karine Ponties
con: Claudio Stellato
disegno luci: Florence Richard
costumi: Samuel Dronet
musica: God Speed You Black Emperor
Un rastrello e uno schermo bianco su cui proiettare la propria ombra in un dialogo muto
tra un sé in carne ed ossa e un‟immagine scura. Questi i semplici oggetti di scena per un
lavoro misurato e raffinato, ironico e seducente in cui Claudio Stellato esplora i confini tra
l‟astrazione e la concretezza con poetica semplicità.
HAVRAN – PRIMA NAZIONALE
(20 min)
ideazione e coreografia: Karine Ponties
con: Jaro Vinarsky
disegno luci: Florence Richard
costumi: Samuel Dronet
musica originale: David Monceau
Una canna di bambù e un corpo sinuoso abitano lo spazio scenico in un rarefatto gioco
delle parti che racconta l‟avventura dello spaventapasseri attraverso un‟efficace
metafora. Il bambù disegna forme concrete e astratte sullo sfondo di un paesaggio nero,
in un continuo divenire che sembra modellarsi su impercettibili soffi di vento.
BABIL – PRIMA NAZIONALE
(20 min)
ideazione e coreografia: Karine Ponties
con: Eric Domeneghetty
testi: Eric Domeneghetty
disegno luci: Julie Petit-Etienne
costumi: Samuel Dronet
musica originale: David Monceau
Anche Babil esplora il rapporto con la figura dello spaventapasseri e ne coglie la tensione
al cambiamento, alla metamorfosi capace di fare di quell‟oggetto inanimato un corpo
quasi umano. Dai suoi primi passi fino ai suoi ultimi giorni l‟uomo non fa altro che sforzarsi di
restare in piedi, spiega la coreografa, così il corpo dello spaventapasseri ingaggia una
lotta con la materia e cerca con fatica una nuova e più solida identità.
i tre spettacoli sono prodotti da: Dame de Pic/Compagnie Karine Ponties; in coproduzione con: Centre
Chorégraphique National d‟Orléans dans le cadre de l‟accueil studio 2008- Ministère de la Culture, O Espaço
do Tempo de Montemor-O-Novo, Théâtre Les Tanneurs; con il sostegno di: Ministère de la Culture de la
Communauté Wallonie-Bruxelles/service de la danse
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
KARIN PONTIERS
Francese, classe 1967, la coreografa Karine Pontiers si forma a Barcellona e nella Bruxelles
del Mudra di Béjart, e lavora con grandi nomi della danza belga, da Frédéric Flamand a
Michèle Noiret, da Nicole Mossoux e Patrick Bonté a Pierre Droulers, per poi fondare nel
1995 la sua compagnia. Nell‟arco di 15 anni crea più di 20 spettacoli prendendo parte a
progetti internazionali e realizzando tournèe in Europa, America, Canada e Corea. Il suo
metodo di lavoro la porta ad intessere collaborazioni con artisti di varie discipline,
dall‟artista visivo Thierry Van Hasselt ai compositori Dominique Pauwels et Het muziek Lod e
Jan Kuijken fino al disegnatore Stefano Ricci e all‟illustratrice Beatrice Alemagna con la
quale sta lavorando ad un progetto per il 2011. Di recente è stata scelta tra i 7 coreografi
protagonisti del progetto europeo Intradance (2010).
www.damedepic.be
CAMILLE BOITEL
Francia
14 e 15 luglio (TORINO: Teatro Astra)
L’IMMEDIAT - PRIMA NAZIONALE
(60 min)
di: Camille Boitel
con: Marine Broise, Aldo Thomas, Pascal le Corre, Camille Boitel, Jérémie Garry, Jacques-Benoît Dardant
scene: Benoît Finker, Thomas de Broissia, Martin Gautron, Martine Staerk
disegno luci: Benoît Finker
produzione: Lamereboitel; in coproduzione con: Le Merlan, Scène Nationale de Marseille, Théâtre de la Cité
internationale, Manège; Scène Nationale de Reims; con il contributo di: Ministère de la Culture et de la
Communication: DRAC Ile de France et DMDTS, Ville de Paris; con il sostegno di: La Ferme du Buisson; au
Théâtre de Grasse; L‟Imprimerie des Arts avec le Centre Culturel Français de Vilnius; L‟Entresort / Furies;
Regards et Mouvements / Hostellerie de Pontempeyrat; L‟Hippodrome Scène Nationale de Douai; Carré des
Jalles; Périscope; Théâtre de l‟Espace - Scène Nationale de Besançon
Irresistibile, geniale, esilarante, un “Buster Keaton scapigliato”: ecco come la stampa
francese definisce Camille Boitel, enfant prodige del teatro di strada che ha messo in
scena il suo primo spettacolo a 12 anni. E ora con L’immédiat l‟artista crea un‟indefinibile
opera fra circo, danza e teatro, un meccanismo perfetto di tecniche acrobatiche, effetti
scenografici e comicità surreale. Dalle pagine della rivista Mouvement Jean Marc
Adolphe, per descrivere l‟incredibile impatto di questa scena in movimento, ammonisce il
pubblico con un ironico consiglio: “Amanti dei palcoscenici minimali, cedete il passo.
Perché di fronte a L’immédiat rischiate una sincope, se non vi viene un infarto!”.
Ne L’immédiat niente è sotto controllo e tutto, irrimediabilmente, crolla. La scena cade,
cede, ineluttabilmente alla forza di gravità. È una babele di oggetti quotidiani incastrati
fra loro in un precario equilibrio, che subito si rompe con l‟ingresso dei bravissimi acrobati
di Lamereboitel, in un divertentissimo effetto “domino”. Fra scope, lampade, scale, porte
e altri mille oggetti accatastati alla rinfusa si muovono anche l‟uomo fannullone, che
cerca di interagire con questo stranissimo mondo restando quasi immobile, l‟uomo con la
testa fra le nuvole, che non si accorge di staccarsi dal suolo, l‟uomo che sussulta a
qualsiasi brusio. Tutti personaggi buffi e insieme amaramente ironici, “naufraghi del
mondo moderno”, che vivono con tutta la loro straripante energia il presente,
raccontano la forza e la bellezza del disordine ma anche l‟inarrestabile catastrofe di tutte
le cose.
Capolavoro comico, lo spettacolo di Boitel è anche una favola dolente sulla fragilità
dell‟essere umano.
Saranno poi presentate sempre il 14 e il 15 luglio alla Cavallerizza Reale di Torino due
installazioni interattive di Camille Boitel: Le bribophone à cassette e Le cinéma “miettes”.
CAMILLE BOITEL
Francese, 29 anni, ha iniziato a fare spettacoli di strada a 12 anni, insieme alla sorella, la
contorsionista Rapaëlle che ha lavorato negli spettacoli di James Thierrée. Acrobata,
danzatore, attore e musicista, Camille Boitel, è un artista a tutto tondo. Formatosi
all‟Accademia di Circo di Annie Fratellini, una delle più importanti famiglie circensi, Boitel
ha creato nel suo primo spettacolo L’homme de Hus, un personaggio “disastroso e
disastrato” che si colloca agli antipodi dei caratteri proposti dal circo tradizionale perché
usa gli effetti speciali per raccontare una storia e non il contrario. Dopo aver lavorato con
James Thierrée, nel 2002 fonda il gruppo Lamereboitel e L’immédiat è la sua prima opera
corale.
www.siparhasard.com
EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO
Italia
15 e 16 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta)
DETTE D’AMOUR - PRIMA NAZIONALE
(60 min)
di: Eugène Durif
regia: Beppe Navello
con: Xavier Berlioz, Lorenzo Charoy, Maria Alberta Navello, Karelle Prugnaud
musiche: Germano Mazzochetti; musiche dal vivo eseguite da: Alessandro Panatteri
scene: Francesco Fassone
costumi: Brigida Sacerdoti
disegno luci: Marco Burgher
produzione: Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con: Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Nel 2007, in occasione del terzo centenario della nascita di Goldoni, la Biennale Teatro di
Venezia ha chiesto a Beppe Navello una creazione teatrale ispirata all‟opera di Goldoni che
sapesse parlare alla nostra contemporaneità: Navello ha coinvolto Eugène Durif, uno dei
drammaturghi francesi più apprezzati di questi ultimi anni. Una prima stesura del testo in forma
di studio è stata presentata nel luglio 2007 all'Arsenale di Venezia. Per Teatro a Corte e per il
progetto europeo Alcotra, arriva adesso la prima nazionale, con una compagnia di giovani
attori francesi e italiani.
Un autore di teatro deve scrivere un testo tratto da una delle due opere francesi di Goldoni,
Le bourru bienfaisant: per interpretarne meglio la forza espressiva, per farla parlare con più
efficacia al mondo contemporaneo. Da questo pretesto celebrativo, Durif è partito per
scrivere un‟opera irriverente e provocatoria che di goldoniano nel senso tradizionale della
parola non ha nulla: due attrici e un attore regista, in prova, attendono invano che il loro
autore consegni finalmente il testo per mettere in scena un atteso spettacolo sul Bourru
bienfaisant; ma l‟autore sfugge, cambia continuamente idea, farnetica di nuove poetiche
da sperimentare, consegna sporadicamente abbozzi di scene e frammenti slegati di scrittura,
confondendo vita privata e progetto creativo. Alla sua depressione ciclotimica contribuisce
la convinzione di essere visitato spesso dallo spettro di Goldoni il quale lo spinge a raccontare
della propria crisi creativa piuttosto che del Bourru bienfaisant. E così, sul palcoscenico vuoto,
si sviluppa un gioco tenero e divertente guidato da una messa in scena che finge di non
esserci: e che racconta come sia difficile far teatro riuscendo ad essere “contemporanei”, a
parlare al mondo in cui viviamo di cose che lo riguardano. Sapendo alla fine che la cifra del
teatro è nella consapevolezza della sua precaria approssimazione, nella sua povertà
congenita; che ogni volta il teatro realizzato è “al di sotto delle nostre ambizioni”; che ci sarà
da qualche parte, in qualche tempo a venire, uno spettacolo ideale e bellissimo dove
finalmente riusciremo a dire tutto quello che vogliamo.
BEPPE NAVELLO
Si è formato teatralmente al Teatro Stabile di Torino come assistente di Mario Missiroli. Regista di
allestimenti di teatro classico e contemporaneo (Gli spettri, La donna del mare, Casa di
bambola di Ibsen; Il giuoco delle parti e Ciascuno a suo modo di Pirandello), è stato direttore
del Teatro Stabile dell‟Aquila e del Teatro di Sardegna. Dal 2001 ha fondato e diretto il Festival
Internazionale Teatro Europeo. Dal marzo 2007 è direttore della Fondazione Teatro Piemonte
Europa a Torino, per la quale ha firmato due regie: Cinéma!, un film muto in palcoscenico, e
Donne informate sui fatti dall‟omonimo testo di Carlo Fruttero.
EUGENE DURIF
Ha iniziato la carriera di giornalista pubblicando numerosi articoli in riviste e quotidiani come
Actuels, Actions Poétique e Le cahiers de Prospéro. Ha adattato diversi romanzi per il teatro,
scrive per la radio, il cinema e la televisione. Dal 1998 lavora con il gruppo di teatro e musica di
strada Métalovoice. Con Catherine Beau ha fondato la Compagnia L‟Envers du décor.
CIRQUE BAROQUE
Francia
16 e 17 luglio (MONCALIERI: Castello)
LE CIRQUE DES GUEUX (4’SOUS D’CIRQ…) - PRIMA NAZIONALE
(60 min)
progetto e direzione artistica: Christian Taguet
regia: Kazuyoshi Kushida / I atto, Mauricio Celedon / II atto, Karelle Prugnaud / III atto
con: Michel Arias (giocoliere), Christophe Carrasco (cinghie aeree), Sylvaine Charrier (contorsionista),
Charlotte De La Bretèque (corde aeree), Osmar De Souza (equilibrista sugli attrezzi), Philine Dalmann e Elske
Van Gelder (acrobati), Stéphane Dutournier e Laure Sérié (corpo a corpo), Jouni Ihalainen (diabolos), Christer
Pettersen (equilibrista su corda)
musiche: François Morel / I atto, Luc Le Masne / II atto, Éric Mouquet / III atto
coreografie: Lhacen Hamed Ben Bella / II atto, Éric Stieffatre / III atto
costumi: Nina Benslimane con la collaborazione di Patrick Cavalie
disegno luci: Jean-Marie Prouveze
musicisti: Laurent Falso (batteria) e François Morel (piano)
regia luci: Matthieu Bertault
produzione: Cirque Baroque; in coproduzione con: Théâtre Europe, Festival Janvier dans les étoiles, La Seynesur-Mer, Cirque Jules Verne, Pôle Régional des Arts du Cirque et de la Rue, Amiens Métropole Festival
Parade(s), Ville de Nanterre, Fontenay-en-Scènes, Ville de Fontenay-sous-Bois, Théâtre-Opéra de Matsumoto,
Japon; con il sostegno di: la DMDTS, la SPEDIDAM, l‟ADAMI, les Conseils Généraux du Val-de-Marne et de
Seine-et-Marne
Cirque Baroque è in convenzione con DRAC e Région Ile-de-France
Christian Taguet, considerato il vero precursore del nouveau cirque, dirige il suo esplosivo
Cirque Baroque in un numero di “equilibrismo” drammaturgico: sulla falsariga dell‟Opera
dei mendicanti di John Gay, da cui Brecht ha tratto la sua Opera da tre soldi, 3 registi e 3
compositori si succedono “a staffetta” alla testa del gruppo, ricostruendo la trama in un
puzzle di 3 coloratissimi atti.
I bassifondi londinesi del 1700 rivivono nell‟epopea caotica e travolgente di una gang di
giocolieri, strumentisti, acrobati, contorsionisti, fra circo, teatro e musica. Un piglio festoso
guida lo spettatore attraverso le visioni dei 3 registi: dallo stile raffinato del giapponese
Kazuyoshi Kushida, in dialogo con il jazz di Morel, all‟espressionismo in bianco e nero del
cileno Mauricio Celedon, contrappuntato dalle musiche del compositore classico Le
Masne; fino al gusto da cabaret della giovane francese Karelle Prugnaud, mescolato alla
world music di Mouquet. Tra esilaranti anacronismi, il mirino della satira si sposta dalla
Londra del XVIII secolo all‟attualità: in scena arrivano coreografie interpretate da carrelli
della spesa, sfilate di uomini-cani, balletti di poliziotti in tenuta antisommossa.
Colpi di scena al limite dell‟allucinazione, straripante energia fisica, musica trascinante:
ecco gli ingredienti di uno spettacolo eccessivo e sorprendente, consigliato dalla stampa
francese a chi abbia ancora voglia di sognare, di commuoversi, di ridere a crepapelle.
CIRQUE BAROQUE
Christian Taguet, attore, fonda nel 1973 la compagnia Puits aux Images, con l‟intento di
rinnovare l‟arte del circo grazie alla drammaturgia, “legando” i numeri messi in scena. Dal
teatro di strada che utilizza testi di Molière, Fo e Casona, il gruppo passa a spettacoli fra
circo e teatro costruiti sotto chapiteau. Intanto alcuni membri si allontanano per dare vita
ai progetti di Cirque Aligre e Zingaro.
Nel 1987 nasce Cirque Baroque insieme all‟omonimo spettacolo, il primo ad essere
definito di nouveau cirque. Poi, una serie di produzioni che girano il mondo: opere come
Noir Baroque e Candides, in tournée in tutta Europa, raggiungono Stati Uniti, Cile, Filippine,
Taiwan, Giappone, Corea.
www.cirque-baroque.com
COMPAGNIE BLANCA LI
Spagna/Francia
17 luglio (AGLIÈ: Castello)
LE JARDIN DES DELICES - PRIMA NAZIONALE
(85 min)
pièce per 9 ballerini e un pianista
regia e coregrafia: Blanca Li
danzatori: Anthony Cazaux, Jean-Gérald Dorseuil, Géraldine Fournier, Yan Giraldou, Glyslein Lefever,
Blanca Li, Rafa Linares, Margalida Riera, Yohann Tete
pianista: Jeff Cohen
video Jardin des délices a cura di: Eve Ramboz
musica: Tao Gutiérrez
scenografia: Pierre Attrait
disegno luci: Jacques Châtelet
video: Charles Carcopino
sculture corporee: Tilmann Grawe
costumi: Laurent Mercier, Françoise Yapo
parrucche: Jean-Jacques Puchu
produzione: Compagnie Blanca Li; in coproduzionen con: Festival Montpellier Danse 09, Le Théâtre- Scène
nationale de Narbonne, Altstadtherbst Kulturfestival (Düsseldorf), DRAC Ile-de-France, CCN de Créteil et du
Val-de-Marne (Accueil Studio), Le Studio de la Maison des Arts de Créteil / Film prodotto da La Maison
con il patrocinio di Ambasciata di Spagna
La stampa francese ha paragonato Blanca Li a Pedro Almodóvar, il pubblico ha salutato
con un‟ovazione il suo Le Jardin des délices che ha aperto l‟edizione 2009 di Montpellier
Danse e nel quale questa coreografa spagnola, ma francese di adozione, ha finalmente
dato corpo a un sogno tenuto nel cassetto per anni: “prolungare sulla scena” il trittico del
maestro fiammingo Hieronymus Bosch, osservato con grande curiosità sin da bambina al
Museo del Prado di Madrid. Il coraggio di cimentarsi in questa impresa è nato
dall‟incontro con la videoartista Eve Ramboz, esperta di effetti speciali, impegnata nella
realizzazione di un film d‟animazione sul Giardino delle delizie che è poi entrato in parte
nello spettacolo. Il risultato è un emozionante ritratto dell‟umanità capace di intrecciare
generi differenti, dal cabaret all‟hip hop, dal musical alla classica, fino al flamenco, in un
ritmo esplosivo in cui si suona, si balla, si fa l‟amore, unendo tutte le atmosfere descritte da
Bosch, dall‟innocenza del sogno alle ombre della dannazione. Si tratta di un tableau
vivant in cui le scene si compongono come in un grande puzzle che rimanda di continuo
a due visioni del mondo: l‟universo onirico e brutale di Bosch e la società di oggi vista da
Blanca Li, con tutte le sue contraddizioni e banalità. “Ho sempre sognato – spiega Blanca
- di fare una coreografia di questo dipinto, in cui l‟inferno si mescola al paradiso, il piacere
al vizio e la satira alla morale, che invita ciascuno a trovare la propria via verso un mondo
nuovo”.
BLANCA LI
Coreografa, danzatrice, attrice e filmmaker, Blanca Li nasce a Granada e a 17 anni va a
New York per studiare con Martha Grahm e Alvin Ailey. Tornata in Europa si trasferisce in
Francia e nel 1993, a Parigi, fonda la sua compagnia di danza creando numerose
coreografie apprezzate nei principali festival internazionali (Nana et Lila, Salomé, l’Amour
sorcier/El Andalous, Stress, Zap ! Zap ! Zap !, Macadam Macadam, Borderline, Alarme, Le
Songe du Minotaure, Corazón Loco, Poeta en Nueva York, Le Jardin des Délices). Dal
2006 è alla direzione artistica del Centro Andaluso di Danza a Siviglia e dal 2009 è artista
associata del Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne. Sia in
Spagna che in Francia è stata insignita di prestigiosi premi e riconoscimenti da parte delle
autorità nazionali.
www.blancali.com
PHILIPPE MALONE / FLAVIO POLIZZY
Italia / Francia
18 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio)
SETTEMBR(I) - PRIMA NAZIONALE
(60 min)
di: Philippe Malone
con: Flavio Polizzy
regia: Michel Simonot
musiche: Franck Vigroux
suono: Carlos Duarte
disegno luci: Eric Bellevegue
produzione: Compagnie Amadee
in collaborazione con: Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française
“Settembr(i) è un poema e un canto, è un testo fisico”, così lo definisce il regista Michel
Simonot che sceglie di mettere a nudo sulla scena la voce e il corpo di questa storia,
affidata all‟abile tessitura di suono e parola che ne fanno Flavio Polizzy, attore, e Franck
Vigroux, musicista dal vivo. Entrambi vengono sottratti al ruolo di incarnare dei personaggi
ma diventano la soglia su cui si affacciano i ritmi, i suoni, le parole, la sintassi, ossia la
materia vivente con cui il racconto prende forma. La storia esiste tuttavia ed è la
metamorforsi di un ragazzo che vede in faccia la violenza e che riesce a scappare dalla
sua camera mentre la sua città è bombardata senza pietà. Fugge su una collina dove
rimarrà solo con se stesso e la discesa da quel luogo coincide con il suo trasformarsi in
giovane uomo, potenziale autore di stragi. Settembr(i) è un testo politico, in cui le scelte
politiche si intrecciano con l‟intimità della vita di un individuo. Settembr(i) è anche un
testo che vuole superare le frontiere tra politica, racconto, finzione, poesia e genere
drammatico. E il linguaggio riflette tutto il caos esteriore del mondo, la confusione in cui
versa una società e la confusione che offusca la ragione dell‟uomo.
PHILIPPE MALONE
Drammaturgo e fotografo, Philippe Malone presenta le sue prime due opere al Festival La
Mousson d‟Eté nel 1998: Zéro défaut (regia di Laurent Vacher) e Catin (regia di Michel
Didym e Véronique Bellegarde per lo spettacolo Les Confessions). Riceve l‟Aide à la
création della Direction de la Musique, de la Danse, du Théâtre et Spectacles per
Pasaran, scrive in seguito III nel 2003 e Titsa per il quale riceve il sostegno della Dmdts e del
Centre National du Livre. Da settembre 2000 lavora con la Compagnie du Bredin di
Laurent Vachere e, a partire dal 2005, è autore associato al TPG di Saint-Denis con Sylvain
Levey, Lancelot Hamelin e Michel Simonot. Settembr(i) è stato rappresentato al Théâtre
d‟O di Montpellier da Michel Simonot nel 2009.
FLAVIO POLIZZY
Regista, attore, traduttore e drammaturgo, ha lavorato fino al 1982 come regista della
Compagnia Teatro del Canto di Torino, dal 1983 si trasferisce a Parigi per lavorare al Roy
Hart Théâtre con cui approfondisce le proprie ricerche sulla voce, avviate a Torino in
ambito accademico con il prof. Ferruccio Masali.
FRUTTERO & GRAMELLINI/BRUNO GAMBAROTTA/SORELLE SUBURBE
Italia
18 luglio (SANTENA: Villa Cavour)
STORIA D’ITALIA IN 150 DATE - CREAZIONE PER IL FESTIVAL
(90 min)
testi di: Carlo Fruttero & Massimo Gramellini
letture di: Bruno Gambarotta e le Sorelle Suburbe (Tiziana Catalano e Luisella Tamietto)
in occasione del 150° anniversario dell‟Unità d‟Italia
in collaborazione con La Stampa e Comitato Italia 150
Da qualche tempo, un curioso cammino verso le celebrazioni per il 150° dell‟Unità d‟Italia
è proposto sulle pagine de La Stampa da Fruttero&Gramellini (ditta giornalistico-letteraria
che allude, con assonanza di rima, ad un‟altra radicata nel cuore degli appassionati di
letteratura italiana contemporanea): si tratta di cronachette di politica e di costume che
raccontano caratteri della vita del nostro paese in quegli anni della seconda metà
dell‟Ottocento quando l‟Italia era appena stata unificata e cercava di diventare un
paese moderno ed europeo. La verve dei due scrittori e la loro capacità di saper cogliere
esempi paradigmatici dei difetti e delle debolezze nazionali, consente di far diventare
quei raccontini di microstoria lontana degli straordinari reportage di sconsolante attualità,
tra lampi di sarcasmo e gusto per il paradossale: e dunque di capire meglio il senso che
ha oggi, per la nostra identità, il processo risorgimentale. Per la tradizionale tappa del
Festival a Villa Cavour di Santena, abbiamo chiesto a Bruno Gambarotta di rileggere quei
testi insieme alle Sorelle Suburbe e di dar vita a una sorta di cabaret storico-politico, a un
recital divertito e irriverente: ai piemontesi viene spesso chiesta ragione del perché si siano
tanto spesi per unificare l‟Italia e questi tre artisti brillanti del nostro territorio potrebbero
finalmente dare la risposta attesa da un secolo e mezzo...
BRUNO GAMBAROTTA
Scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, Bruno Gambarotta è autore e
regista di programmi per la radio e la televisione. Collaboratore di diverse testate, ha
contribuito alla conduzione della fortunata edizione di Fantastico '87 e delle trasmissioni
televisive Porca miseria e Svalutation collaborabndo, tra gli altri, con Adriano Celentano,
Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Ha recitato per il teatro in lingua piemontese e scritto
romanzi di notevole successo di vendite e critica; fra essi, La nipote scomoda e Torino,
lungodora Napoli, Garzanti. Nel 2006 per la casa editrice Morganti apre la collana di
romanzi „le Grandi Parodie‟ con Il Codice Gianduiotto, uno spassoso e colto
divertissement che fa il verso al Codice da Vinci di Dan Brown.
SORELLE SUBURBE
Le Sorelle Suburbe vengono dalla scuola francese, con un modo di recitare che unisce il
movimento alla parola a testi originali elaborati dalle stesse attrici-autrici. Si sono
diplomate a Parigi alla scuola di Teatro Comico di Philippe Gaulier e nel 1987 Tiziana
Catalano e Luisella Tamietto hanno fondato il “Gruppo di Teatro Comico Le Sorelle
Suburbe”. Dal 1988 a oggi hanno allestito i seguenti spettacoli: Le Suburbe crescono e
diventano uomini, Il ritorno delle Suburbe ovvero l’evoluzione della specie, Torna a casa,
Ulisse! scritto e interpretato con Bruno Gambarotta, Le Suburbe straparlano d’amore, Il
peggio del meglio (repliche in Danimarca, Germania, Francia, Romania), Per un pugno di
bambole, Non portarmi nel bosco di sera, ho paura nel bosco di sera, Le Suburbe in
crociera; hanno partecipato a Prove tecniche di trasmissione e a Markette con Piero
Chiambretti, a Zelig (Italia 1), condotto da Claudio Bisio; al cinema hanno lavorato con
Gianni Amelio (Così ridevano 1998), Enzo Monteleone (Ormai è fatta, 1998), Lucio
Pellegrini (Tandem), Guido Chiesa (Il Partigiano Johnny, 1999), Piero Chiambretti (Ogni
lasciato è perso, 2000), Luciana Littizzetto (Ravanello pallido, 2000 - Se devo essere sincera
2003), Daniele Cini (Last food, 2002). Sono state tra le interpreti di Donne informate sui fatti,
regia di Beppe Navello, prodotto dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa.
MARIA DONATA D’URSO
Italia / Francia
21 luglio (TORINO: Teatro Astra)
STRATA ETUDE - PRIMA NAZIONALE
(40 min)
di e con: Maria Donata D‟Urso
in collaborazione con la rassegna La Piattaforma TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO - sezione Coup de
Foudre
Strata prende corpo sul principio d‟interazione tra tutti gli elementi del „meccanismo‟: il
suono, la luce, la scenografia, le presenze, i luoghi… Meccanismo inteso come sistema
d‟interazione fra l‟insieme degli elementi messi in gioco per la creazione del progetto in
relazione al pubblico. Strata cerca di porre degli interrogativi agli spettatori sulla loro
percezione. Il principio scenografico, basato sul comportamento elastico della sua
struttura, prende ispirazione dalle sculture « vacue/vuote/assenti/ » create dell‟artista
americano della fine degli Anni Cinquanta, Kenneth Snelson, in pieno fermento innovativo
tra la pop art, il minimalismo e l‟arte concettuale. La trasformazione morfogenetica dei
tessuti che rivestono l‟installazione scenografica, permettono una memoria della forma,
impressa dal movimento; la membrana-tessuto che si lascia trasformare dal contatto,
costruisce un primo strato della composizione dell'immagine sulla scena.
L‟installazione scenografica è anche strumento musicale, fonte del suono e base di
diffusione della luce. La messa in atto di un sistema di captazione dei suoni prodotti dai
movimenti, è il filo conduttore della ricerca sonora: tutti i movimenti e i contatti con la
struttura diventano udibili e suggeriscono diversi livelli, strati, di percezione sonora.
Allo stesso modo alcuni elementi della struttura saranno sorgente di luce. La riflessione
della luce, il comparire di ombre, i tessuti che si deformano e colgono proiezioni,
costituiscono strati di visibilità.
Strata prende così forma dalle sovrapposizioni visive, uditive e tattili che confondono i limiti
tra spazio interno ed esterno e mescolano le percezioni interne alle impressioni del mondo
esterno.
MARIA DONATA D’URSO
Maria Donata D‟Urso, direttrice artistica e coreografa, vive e lavora a Parigi. Studia
architettura, danza classica e contemporanea, energetica cinese, a Catania, Roma,
New York e Parigi. Partecipa alle creazioni di Paco Decina, Jean Gaudin, Hubert Collas,
Francesca Lattuada, Arnold Pasquier, Marco Berrettini, Christian Rizzo, Wolf Ka_respublica.
Nel 1999, crea Pezzo 0, installazione en plein air, ispirata dall‟incontro con Laurent
Goldring. Nel 2004, fonda Disorienta, per sviluppare i personali progetti di ricerca, percorsi
che sondano gli elementi esistenti nello spazio fisico: assenza/presenza, dentro/fuori e le
superfici ambigue, quelle della pelle, quelle che affiorano attraverso lo sguardo.
Creazioni Disorienta: Trittico della pelle: - Pezzo 0 (due) creato e presentato a Lisbona nel
2002. - Collection particulière, creato e presentato ai Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis nel giugno 2005. Questo solo ha ricevuto Prix du
Syndicat Professionnel de la Critique come rivelazione dell'anno. - Lapsus, creato e
presentato al festival Météores au Havre nel maggio 2007. MemBrain, presentato a Parigi,
Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis nel Maggio 2009. Strata
Etude rappresenta una tappa in prima visione italiana del lavoro che debutterà nella sua
forma definitiva alla Biennale della Danza di Lione - settembre 2010.
DORIANA CREMA
Italia
21 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta)
ASPECIFICHE ATIPIE
(40 min)
di e con: Doriana Crema
elaborazioni musicali: Gregorio Caporale
progetto video e luci: Sandro Carnino
collaborazione artistica: Claudio Conti
in collaborazione con la rassegna La Piattaforma TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO - sezione Coup de
Foudre
Aspecifiche atipie tenta di aprire alcuni frammenti di spazio e tempo nei quali ciò che sta
dietro all‟illusione dell‟essere umano cerca di rivelarsi: un‟essenza pulita di sovrastrutture
tenta di comunicare e di ricordarci che non siamo solo entità umana. Siamo forse angeli?
La domanda è aperta, la risposta anche.
Nel progetto si sviluppano appunti di teatro-danza nati dall‟osservazione dei corpi nel loro
vivere quotidiano, immagini e azioni sperimentate nello spazio prove, visione di film, lettura
di testi, sintesi di pensieri…, con l‟obiettivo di cercare dentro ai corpi quel punto che
accomuna tutti.
Corpi presenti, corpi assenti, corpi pieni, corpi vuoti, corpi nascosti, corpi tramortiti, corpi
sviscerati, corpi corpi corpi ma, quando lo spazio si espande insieme al tempo, questi
corpi si trasformano, parlano una lingua comune, si svelano nella loro bellezza, si
riappropriano di una vita dimenticata….
Sulla scena, un luogo quotidiano e comune, la strada.
Una donna, rumori che disegnano un tempo.
Percorrendo la strada, si entra in un dettaglio di spazio dove la donna si muove su una
tavola bianca, entrare nel dettaglio per aprirlo e svelarne il contenuto.
Il tentativo è di risvegliare all‟interno di sé quello spazio del cuore, dove cercare e, forse,
poter ritrovare un punto di connessione con la propria integrità.
Attraversare anche quel tratto, dove la propria disgregazione crea una densità che va
guardata e portata in coscienza, quella densità per la quale l‟umano tenta, a volte
disperatamente ma, continuamente di trovare un senso...
DORIANA CREMA
Da vent‟anni segue un percorso artistico e pedagogico nell‟ambito della danza di
ricerca. Doriana Crema debutta nel 1991 come coreografa del gruppo “E Skené Danza e
Dintorni”. Dal 1998 segue il percorso di ricerca della coreografa Raffaella Giordano, oltre
a danzare nelle sue creazioni “Quore” e “Senza Titolo”. Negli anni crea il solo “Mama non
Mama” (produzione Dansem festival), collabora alla realizzazione del progetto e
spettacolo “Rbmk” di Claudio Conti, e realizza, insieme a Paola Chiama, Martin Meyers,
Sandro Carboni, lo spettacolo per bambini “Dietro la porta, il sogno”. Le sue esperienze di
formazione più significative si concretizzano con Anna Sagna per l‟espressione corporea,
Claude Coldy in cicli di studi di “danza sensibile”, Raffaella Giordano (danza) e Dario
Manfredini (teatro). Dal 1988 insegna proponendo ad adulti e bambini formazioni
continuative e seminariali in Italia e in Francia. E‟ docente all‟interno del progetto MUSE
per l‟attività di danza rivolta alle classi e agli insegnanti delle scuole elementari.
BRUNO DIZIEN
Francia
22 luglio (DRUENTO: Centro Internazionale del Cavallo)
TÖSHTÜK OU LA REFONTE DES OS - PRIMA NAZIONALE
(55 min)
pièce coreografica di e con: Bruno Dizien
coreografia e messa in scena: Bruno Dizien
con: Bruno Dizien e il cavallo Diego
testo: Ronan Chéneau
direzione equestre, luci e regia: Éric Rossi
composizione e regia del suono: Marc Piéra
collaborazione artistica: Lionel Parlier
produzione: La K.NO.PE; in coproduzione con: EPCC Centre des arts du cirque de Basse-Normandie/La
Brèche; Centre Chorégraphique National de Caen / Basse-Normandie, Scène nationale 61, Alençon; con il
sostegno di: Centre national du théâtre
Un eroe nomade attraversa l‟immensa pianura della steppa, un cavallo “sciamano” vede
il futuro e guida il suo cavaliere con le parole, un‟epopea dalla vita alla morte e ritorno:
Bruno Dizien, con la sua emozionante miscela di danza, arte equestre e nuovo circo,
trasforma il mito kirghiso di Töshtük in un incredibile viaggio iniziatico per lo spettatore, fra
immaginazione e realtà.
L‟elegante, quasi palpabile, intesa che lega il danzatore e il suo cavallo cattura il
pubblico e lo conduce al centro della saga: superando prove grottesche e crudeli,
combattendo mostri ed eroi favolosi, il gigante Töshtük cavalca fino al mondo sotterraneo
da cui, miracolosamente, riemergerà in una sorta di rinascita. A contatto con il fascino del
mito, lo spettatore è chiamato a rivivere le avventure di Töshtük come viaggio interiore,
fino alla parallela e metaforica “refonte des os”, la rigenerazione delle ossa.
Ricerca e desiderio di rinnovamento sono i segni particolari di questa sfida artistica, che
interroga gli archetipi culturali e la forza intatta del mondo animale nel tentativo di
“rimettere insieme i pezzi” dell‟uomo contemporaneo - per dirla con le parole del
drammaturgo Ronan Chéneau - di nutrire e ricostruire una cultura più profonda e più
umana.
BRUNO DIZIEN
Parigino, coreografo e interprete, lavora nel mondo della danza dal 1973.
Ha collaborato con Peter Goss, Jean Gaudin, Jacques Patarozzi, Maguy Marin, Christian
Trouillas, Mark Tompkins. Nel 1986, nella foresta di Fontainebleau, fonda insieme a Laura
Nercy il duo di danza verticale Roc in Lichen. Dal 1998 si avvicina al circo e al lavoro con
gli animali: crea Fou ou seulement jaloux mettendo in scena un cavallo percheron.
Mentre il suo percorso di coreografo continua in Portogallo con uno spettacolare
progetto di danza verticale, Aparições, che attraversa il paese coinvolgendo le
architetture urbane, la passione per il circo lo lega ai Fratellini, una delle più importanti
famiglie di arte circense. Nel 2004 riunisce 40 stalloni e 16 danzatori nello Stadio di Francia
per l‟evento Chevaux du stade.
Come coreografo opera al CNAC di Chalons in Champagne, all‟Académie Fratellini a
Saint-Denis, all‟École des arts équestres de la piste a Noailles e al CREAC di Marsiglia.
OKIDOK
Belgio
23 luglio (GARESSIO: Piazza del Municipio)
SLIPS EXPERIENCE
di e con: Xavier Bouvier e Benoît Devos
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Due clown contemporanei, capaci di far rivivere i caratteri classici della tradizione
clownesca attraverso trovate esilaranti e sagaci, in un costante dialogo con lo spettatore
che non può mai sentirsi “tranquillo” di fronte al pericolo di buffe scorribande.
Lo spettatore è chiamato ad un ruolo importante, essere il testimone di una gara, di un
confronto tutto muscoli e atletismo che altro non è se non una ridicola interpretazione del
machismo, con due uomini che mettono a confronto i propri muscoli come se fossero
campioni di culturismo ma in realtà sono solo due disperati in mutande. Ecco dunque
svelato il titolo dello spettacolo. E così, armati di poco seducenti slip, i due clown belgi si
fanno beffe di tutti i luoghi comuni sulla cura del corpo e sfilano tra il pubblico impavidi,
pronti a colpirsi a suon di sfide, mostrando muscoli inesistenti, fisici tutt‟altro che statuari e
molto lontani dai modelli proposti dalla società contemporanea.
OKIDOK
Hanno portato i loro spettacoli in tutto il mondo nel corso di lunghe tournée in Europa, in
America e in Canada. Il loro cavallo di battaglia, Ha Ha Ha ha entusiasmato il pubblico
della Fondazione Teatro Piemonte Europa e ora, in seno alla vetrina belga che
caratterizza l‟edizione 2010 di Teatro a Corte, gli Okidok ritornano con la versione
all‟aperto di un altro spettacolo molto apprezzato dal pubblico e salutato con grandi
elogi da parte della stampa britannica nel corso del London International Mime Fest 2010.
Il loro trucco bizzarro, i costumi particolari ne fanno degli strani personaggi sfuggiti al
mondo di Beckett ma Xavier Bouvier e Benoit Devos sono figli della storica tradizione dei
clow russi e partire da questi insegnamenti hanno sviluppato uno stile che li rende del tutto
unici.
www.okidok.be
AYELEN PAROLIN
Belgio
24 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio)
SMS AND LOVE - PRIMA NAZIONALE
coreografia: Ayelen Parolin
con: François Declercq, Viviana Moin, Lesile Mannès, Ayelen Parolin
disegno luci e scenografia: Simon Siegmann
suono e video: Florence Bujard e Joëlle Bacchetta
una creazione Ayelen Parolin; in coproduzione con: Théâtre Les Tanneurs; con il sostegno di: Ministero della
Comunità Francese – Servizio per la Danza, SCAD – 1500 ore per danzare.
si ringrazia La Raffinerie/Bruxelles, Stuk/Leuven, Point Zéro/Bruxelles, l‟Envers/Bruxelles, La Bellone/Bruxelles
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Tre donne si tuffano in una ricerca intima ed estrema, quella della propria identità a
partire dal corpo e dalla condivisione della loro amicizia. Tutto è ricondotto agli istinti
primordiali, agli eccessi e alle zone più irrazionali ed inconsce dell‟essere umano. Come
“galline” in un pollaio le donne vivono il proprio stare insieme secondo precisi rituali, ordini
e gerarchie, giochi di potere, condizionamenti ed equilibri. Talvolta le situazioni si fanno
crudeli, talvolta si ritrova un‟armonia profonda e intima. La metafora del pollaio e delle
dinamiche agite al suo interno è un pretesto per leggere a fondo il comportamento
umano e le relazioni che si creano in un piccolo gruppo femminile. Chi sono io? E‟
possibile scoprire la propria identità mettendosi a confronto con gli altri? Che cosa è
davvero la femminilità? Un insieme di comportamenti codificati o un fatto biologico?
Ayelen Parolin cerca risposte attraverso un lavoro creativo molto intenso che coinvolge
attivamente tre artiste diverse tra loro, chiamate ad esplorare i temi del condizionamento
culturale e sociale nel processo di costruzione dell‟identità.
AYELEN PAROLIN
Coreografa argentina di stanza a Bruxelles dal 2000, Ayelen Parolin ha lavorato con
Mathilde Monnier, Alexandra Bachzetsis, Mossoux-Bonté, François Peyret e Louise
Vanneste. Sin dal suo primo lavoro coreografico, il solo 25.06.76 del 2004, si delineano i
temi della sua poetica, attenta ad indagare le questioni dell‟identità, dell‟immagine, delle
abitudini e dei condizionamenti, dei modelli e dei clichés. Lanciando uno sguardo critico
sul quel che la circonda, Ayelen osserva la donna nel suo essere insieme un oggetto e un
soggetto, si interroga sul femminile, ad esempio indagando l‟ossessione dell‟immagine del
corpo. Il risultato è un percorso coreografico molto singolare, originale e intenso, capace
di coniugare la riflessione più raffinata e sociologica con l‟immediatezza degli istinti
comportamentali.
www.duchamps.org
JOSÉ BESPROSVANY / BENEDICTE DAVIN
Belgio
24 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta)
INVENTIONS. RECITATIONS - PRIMA NAZIONALE
(20 min)
pièce per una danzatrice e una cantante
un incontro della danza e del canto contemporanei
coreografia: José Besprosvany
con Véronique Liévin e Bénédicte Davin
musica live: Georges Aperghis
disegno luci: Alain Collet
costumi: Bert Menzel
produzione Compagnie Besprosvany / IDEA asbl; con il sostegno di: Charleroi/danses
la compagnie è sovvenzionata dal Ministère de la Communauté française Wallonie - Bruxelles, Service de la
Danse
in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International
Al coreografo José Besprosvany, uno dei più talentuosi della generazione belga degli anni
‟80 e tra i principali innovatori della danza contemporanea di area francofona, bastano
una cantante e una danzatrice per creare un esperimento vocale ed espressivo di
estrema raffinatezza, ma senza intellettualismi. Sul filo dell‟ironia e della semplicità la
danzatrice (Véronique Liévin) e la cantante (Bénédicte Davin) sono come due teste per
un solo corpo: l‟una si esprime attraverso il movimento e i gesti, l‟altra con la voce, per
interpretare la musica creata ed eseguita dal vivo da Georges Aperghis. È una musica
estremamente “corporale” cui le due donne imprimo una dimensione teatrale: in uno
spazio nudo e vuoto le parole si scompongono in puro suono e le note si trasformano in
movimento creando una nuova partitura. Con questo intento sono nate le 14 Récitations
o miniature mentali, ideate da Aperghis per condurre la voce umana alle soglie di luoghi
sconosciuti. Le parole sono scelte per il loro contenuto sonoro e non per il loro significato o
per la loro melodia e il compositore lavora con le sillabe e i fonemi come se fossero note
musicali. Si creano così vere e proprie barriere espressive per chi deve eseguire la
partitura e da queste difficoltà nascono interessanti situazioni teatrali e musicali che
aprono a nuove interpretazioni, frutto collettivo del lavoro di ciascun artista coinvolto nel
processo creativo.
JOSÉ BESPROSVANY
Coreografo e regista messicano, classe 1959, Besprosvany vive in Belgio da più di 20 anni.
Dopo aver studiato con Lecoq e Béjart, nel 1986 fonda la sua compagnia con la quale
intraprende un interessante percorso alla ricerca di nuove forme espressive attivo a
tutt‟oggi.
Dopo Momentum (1984) e Tempéraments (1988), lavori di carattere minimalista, si
interroga sui rapporti tra i linguaggi classici e quelli contemporanei con Apollon la Nuit
(1990) e Retours (1992) mentre con Cuarteto (1993), Hombre Alado (1995) e Lara (1996)
esplora le relazioni tra il testo scritto e la danza. Nel 1992 si avvicina all‟opera creando le
coreografie di Dido and Aeneas di Henry Purcell, nel 1999 presenta, accanto alle
coreografie di Maguy Marin e William Forsythe, Dos y Dos, un emozionante incontro fra la
danza e il flamenco. Di recente si è avvicinato al mondo della marionetta come
testimoniano Princesse de Babylone (2003) o il più recente La Belle au bois de Dandaka
(2007).
www.besprosvany.be
ELIO GERMANO / TEHO TEARDO
Italia
24 luglio (POLLENZO: Cortile dell‟Agenzia)
VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE - PRIMA NAZIONALE
(70 min)
di: Louis-Ferdinand Céline
con: Elio Germano
regia: Elio Germano
musiche dal vivo: Teho Teardo
violoncello: Martina Bertoni
produzione: Fondazione Teatro Piemonte Europa
in collaborazione con Associazione Culturale Musica90
Elio Germano legge il capolavoro di Louis-Ferdinand Céline con la musica dal vivo di Teho
Teardo, accompagnata al violoncello da Martina Bertoni. Avvalendosi della straordinaria
sensibilità interpretativa di Elio Germano, tra gli attori italiani più apprezzati e originali del
momento, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del Viaggio al termine della
notte di Céline, restituendo in una partitura inedita la disperazione grottesca di questo
capolavoro di scrittura che ritrova nuove possibilità espressive nella combinazione di
archi, chitarra ed elettronica. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano ad un
futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano (in
parte in italiano e in parte in francese) si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di
Teardo, in un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione
tradizionale fino a divenire suono.
ELIO GERMANO
Dopo gli esordi in teatro, inizia una folgorante carriera cinematografica, che lo vede
come attore in film diretti dai più apprezzati registi italiani: tra gli altri, Ettore Scola
(Concorrenza sleale), Emanuele Crialese (Respiro), Giovanni Veronesi (Che ne sarà di noi),
Michele Placido (Romanzo criminale), Gabriele Salvatores (Quo vadis, baby?, Come Dio
comanda), Paolo Virzì (N (Io e Napoleone), Tutta la vita davanti), Daniele Vicari (Il passato
è una terra straniera), con il film Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti si
aggiudica il David di Donatello come miglior attore protagonista.
TEHO TEARDO
Musicista e compositore, autore tra l'altro delle colonne sonore di alcune delle migliori
produzioni della nostra recente cinematografia, quali Il divo di Paolo Sorrentino per il
quale vince il David di Donatello quale miglior compositore e La ragazza del lago di
Andrea Molaioli; collabora con importanti musicisti come Alexander Balanescu ed Erik
Friedlander.
GREGORY FEURTE / KITSOU DUBOIS
Francia
25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia)
LE TEMPS DEBOUT - PRIMA NAZIONALE
(15 min)
performance di pertica cinese
di: Grégory Feurté
regia: Kitsou Dubois
Curiosa e poetica “passeggiata nell‟aria”, la performance alla pertica cinese dell‟artista
circense Grégory Feurté nasce dall‟incontro con Kitsou Dubois, la prima coreografa al
mondo a condurre una ricerca sul movimento in assenza di gravità insieme a vari enti
aereospaziali, fra cui la NASA.
Camminando in orizzontale con la stessa disinvoltura di come si procede a terra, Feurté si
allontana e ricongiunge alla pertica grazie alla tensione di un elastico: disegna traiettorie
aeree mentre i suoi gesti rallentano e riavvolgono metaforicamente lo scorrere del tempo.
Un numero perfetto, fra slancio e pericolo della caduta, che nella leggerezza nasconde
un grande virtuosismo.
GREGORY FEURTE
Ex stuntman, ha iniziato il suo percorso con lo studio delle arti marziali, per passare in
seguito alla danza, in particolare al genere hip-hop. Nel 2005 entra all‟Académie Fratellini,
il tempio del circo contemporaneo, specializzandosi nei numeri di pertica cinese.
Collabora con coreografi come Denis Plassard e Kitsou Dubois. Danza in tre spettacoli di
Josef Nadj, Asobu, Les philosophes e Cherry-Brandy.
JOUNI IHALAINEN
Finlandia
25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia)
BLACK PEARL
(15 min)
performance di giocoleria / diabolo
con: Jouni Ihalainen
regia: Jean-Yves Pénafiel
produzione: Académie Fratellini
Al centro di un cerchio nero il giocoliere Jouni Ihalainen lancia il suo diabolo in un
movimento elegante e ipnotico, che rapisce letteralmente gli occhi degli spettatori.
Mentre il diabolo vola in tutte le direzioni al ritmo di una sonata di Bach, il giocoliere pare
immobile: ma le sue precisissime microazioni sprigionano una impressionante energia
fisica, che diviene magnetica presenza scenica.
JOUNI IHALAINEN
Finlandese, Jouni Ihalainen ha iniziato a lavorare con il diabolo nel 2000 e poi si è
specializzato nella Scuola di Circo finlandese. Ha proseguito la sua formazione
all‟Académie Fratellini.
Si esibisce in Finlandia, Italia, Giappone e Francia.
È uno degli interpreti dello spettacolo Cirque des Guex, della campagnia Cirque Baroque.
LES COLPORTEURS
Francia
25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia)
LES ETOILES
(40 min)
di e con: Sanja Kosonen, Agathe Olivier e Florent Blondeau
produzione: Les Colporteurs; in coproduzione con: Cirque-Théâtre d‟Elbeuf, Centre des Arts du Cirque de
Haute-Normandie, Théâtre Europe de la Seyne-sur-Mer, Open Arts - Le Quai Angers, Festival Le Mans fait son
cirque; con il sostegno di; La Cascade de Bourg-Saint-Andéol
Che cosa succede quando lo spettacolo dei funamboli tarda ad incominciare?
All‟improvviso due improbabili spettatrici si aggirano intorno all‟intreccio di tubi e fili
d‟acciaio che campeggia sulla scena e finiscono per subirne il fascino. Quasi senza
rendersene conto salgono sulla struttura e, titubanti, muovono i primi passi sul filo. Peccato
che indossino scarpe con il tacco e che all‟improvviso le colga la paura del vuoto. Si
susseguono così una serie di gag molto divertenti che rivelano grande maestria. Questo è
Hautes Pointures che esplora il burlesque mentre la seconda performance in programma,
Tarina, è una delicata storia d‟amore che racconta un incontro poetico sul filo tra uomo e
una donna che si cercano, si rincorrono, si sfidano: l‟uno si impegna a superare i propri
limiti per inseguire il sogno d‟amore per l‟altra.
Etoile è il nome dato dalla compagnia a queste performance di breve formato ma è
anche il nome della struttura-scultura su cui si svolgono Hautes Pointures e Tarina, due
lavori di 20 minuti ciascuno in cui le tecniche dell‟acrobatica sul filo si mettono in gioco
con ironia, raffinatezza e originalità.
LES COLPORTEURS
Fondata da Agathe e Antoine nel 1996, la compagnia crea i propri spettacoli sotto un
tendone: sono un intreccio di circo, teatro, danza e musica, come Filao, prima e
fortunata creazione che ha superato il traguardo delle 220 repliche in tutta Europa. A
seguito di un grave incidente avvenuto nel 2000, Antoine ha smesso di lavorare sul filo e
attualmente si dedica alla messinscena. In Italia, Les Colporteurs lavorano con la
compagnia Fattore K realizzando due laboratori di formazione circense legati agli
spettacoli Metamorfosi e Animali, Uomini e Dei. Successivamente la compagnia si associa
ai Nouveaux Nez creando La Maison des Arts du Clown et du Cirque a Bourg-SaintAndéol. Nel 2006 nasce lo spettacolo Le fil sous la neige dedicato esclusivamente al
lavoro sul filo e salutato da un notevole successo segnato da oltre 200 repliche. Nel 2007
nascono dei lavori di breve formato realizzati su una struttura di grande impatto chiamata
Etoile che darà il nome all‟insieme delle creazioni che la utilizzano. Nel 2009 è la volta di
Sur la route, uno spettacolo intimo, ispirato al mito greco, nuova tappa della ricerca
artistica dei Colporteurs.
www.lescolporteurs.com
FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA
Italia
25 luglio (VENARIA REALE: Corte d‟Onore)
DA PITECUS A IO - CREAZIONE PER IL FESTIVAL
(60 min)
la poetica nel quadro di scena
di: Flavia Mastrella e Antonio Rezza
con: Antonio Rezza
disegno luci: Maria Pastore
collaborazione alla regia: Massimo Camilli
produzione: REZZAMASTRELLA
Al centro del palco l‟allestimento di Pitecus che raccoglie le forme e le sensazioni degli
inizi: quadri appesi come caseggiati popolari, con aperture traforate da cui escono teste
accozzate e pezzi di corpo a simulare la speranza deteriore che trae vantaggio
dall‟aggregazione parassita.
Ai lati del palco è allestito Io, con quadri mutanti e staccabili che portano l‟essere verso
un individualismo senza ritorno: il quadro si sgancia dal supporto e viene abbandonato
privo di esistenza.
Per la prima volta, nello stesso spazio, Pitecus e Io a rappresentare la poetica del quadro
di scena che si modifica man mano che muta la percezione della realtà. Il quadro è un
habitat che accoglie la performance trasfigurandone la sua natura. Di antropomorfo
resta solo il corpo mozzo accompagnato da un linguaggio fatto a pezzi che la lingua
biforcuta valorizza. Le parole, rispetto alle nostre derive successive, stanno ancora lì a
significare.”
Flavia Mastrella e Antonio Rezza
FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA
Flavia Mastrella, artista figurativa, e Antonio Rezza, performer, dal 1987 lavorano insieme a
costruire un universo personalissimo fatto di parole, comicità paradossale e “quadri di
scena”: Flavia è la creatrice di scenografie da indossare realizzate in stoffa, nelle quali
Rezza si infila con le braccia, la testa, il corpo dinoccolato per snocciolare i suoi racconti
deliranti, la sua lingua che echeggia periferie e dialetti, le sue invettive di antica
aggressività. Per Teatro a Corte 2010, i due artisti ripercorrono un cammino tracciato tra il
1995 e il 1998 con due fortunati spettacoli.
GROUPE F
Francia
25 luglio ore 23 (VENARIA REALE: Giardini della Reggia)
JOUEUR DE FLAMMES - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010
(45 min)
produzione: Groupe F
in collaborazione con il Consorzio della Venaria Reale e Fondazione Via Maestra
La peschiera della Reggia di Venaria diventa lo spazio protagonista di un evento creato
appositamente da Groupe F per Teatro a Corte. L‟acqua e il fuoco si incontrano per
generare uno spettacolo di grande impatto visivo. Una violoncellista suona su di un‟isola
mobile che galleggia sulla grande vasca mentre un artista, lo stesso joueur de flammes
del titolo, esegue un concerto pirotecnico e poi, trasformandosi in pittore, realizza un
incredibile quadro di fuoco. La musica diventa un dialogo tra le fiamme e il suonatore di
fuoco, le note si trasformano in immagine sonora e trovano un corpo nella vivacità delle
fiamme, in un concerto insolito in cui i due artefici sono l‟uomo e il fuoco. Ma la fiamma è
autentico elemento ispiratore e diventa la musa dello stesso artista che si fa ora pittore. La
sua tela vibra di luce e lui stesso si stupisce per il prodigio, mentre tutt‟intorno un coro di
fuochi rende ancora più suggestiva l‟atmosfera.
GROUPE F
Groupe F è una delle compagnie più apprezzate e note al mondo, maestra nell‟arte del
fuoco e delle creazioni pirotecniche. Ha lavorato per Björk nell‟allestimento del suo ultimo
tour, ha illuminato la Tour Eiffel per il capodanno del 2000 e per i suoi 120 anni nel 2009, di
recente ha curato lo spettacolo per l‟inaugurazione del grattacielo Burj Khalifa a Dubai e
ha ideato l‟apertura dei festeggiamenti di Istanbul Capitale Europea della Cultura con un
evento di fuochi sul Bosforo. A Torino ha presentato una creazione per la cerimonia di
apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e nel 2007 è stata ospite della prima
edizione di Teatro a Corte con l‟indimenticabile Un peu plus de lumière alla Reggia di
Venaria Reale, evento che ha inaugurato la Reggia con un grande omaggio alla luce.
Veri architetti della luce e designer del suono i francesi Groupe F sono specializzati nella
creazione di eventi site specific in cui i linguaggi della scena si contaminano con grande
raffinatezza.
www.groupef.com
GLI SCAVALCAMONTAGNE
Teatro senza confini nelle alpi latine
un progetto di
Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino
Théâtre La Passerelle di Gap
sostenuto dal
Programma Europeo di Cooperazione
Transfrontaliera ALCOTRA 2007-2013
“Gli scavalcamontagne” è un progetto congiunto di cooperazione transfrontaliera italofrancese sviluppato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino e dal Théâtre La
Passerelle/Scène National des Alpes du Sud di Gap, nella Regione PACA, con il sostegno
del Programma dell‟Unione Europea Alcotra 2007-2013. L‟obiettivo è quello di
incrementare, diversificare e migliorare l‟offerta culturale dell‟asse storico-geografico che
collega le due città, coinvolgendo in particolare i territori di confine della Val di Susa e
delle Hautes-Alpes, al fine di rafforzarne l‟identità e l‟attrattiva culturale.
A partire dalle esperienze dei due partner, accomunati dallo sguardo sempre rivolto
oltrefrontiera e dalla attenzione costante al dialogo fra discipline e linguaggi artistici
differenti, il progetto – che si svilupperà nell‟arco di due anni – intende costruire un‟offerta
innovativa per lo sviluppo di “buone pratiche” in grado di integrare teatro, cultura, turismo
e politiche sociali.
Teatro a Corte 2010 accoglie all‟interno della sua programmazione alcuni momenti di
diffusione culturale previsti dal progetto Alcotra, come gli esiti spettacolari dei laboratori
condotti da Jean Claude Penchenat Il corpo, il vestito e il comportamento e da Eugenio
Allegri in collaborazione con la compagnia ArtQuarium Comici Scavalcamontagne; e
soprattutto la prima nazionale dello spettacolo Dette d’amour del drammaturgo francese
Eugène Durif, regia di Beppe Navello.
Un ulteriore punto di incontro tra il Festival e il progetto Europeo è l‟organizzazione di un
viaggio alla scoperta delle offerte turistico culturali della Valle di Susa e delle HautesAlpes partendo da uno degli eventi di spettacolo dal vivo proposti da Teatro a Corte.
Il Convegno di conclusione del Festival I Confini: Presenza o Assenza?, che avrà luogo alla
Cavallerizza Reale di Torino nei giorni 24 e 25 luglio, è sostenuto dal progetto “gli
scavalcamontagne” .
www.scavalcamontagne.com
progetto sostenuto dal avec le soutien du
Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera ALCOTRA 2007-2013
JEAN-CLAUDE PENCHENAT
Italia / Francia
22 luglio (DRUENTO: Centro Internazionale del Cavallo)
STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA
“IL CORPO, IL VESTITO E IL COMPORTAMENTO”
(60 min)
laboratorio condotto da: Jean-Claude Penchenat
sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Sette uomini e sette donne che hanno scelto il mestiere d‟attore o di regista rifletteranno
durante il laboratorio al Centro Internazionale del Cavallo di Druento (dal 3 al 14 maggio)
sull‟importanza fondamentale del costume teatrale. Jean-Claude Penchenat proporrà
loro alcune domande: come inventare un personaggio partendo da un‟improvvisazione
con un oggetto? E come rendere lo studio del costume funzionale ai personaggi teatrali?
Gli attori si travestiranno, si trasformeranno, passeranno da una classe sociale ad un‟altra,
da un sesso all‟altro, per cercare di rispondere alla seguente domanda: da Sofocle a
Shakespeare, da Racine a Marivaux, da Cechov a Ibsen e da Goldoni a Pirandello come
si rapporta il costume teatrale contemporaneo ai grandi capolavori senza tempo?
Il laboratorio sarà un‟occasione di riflessione su queste tematiche anche attraverso
l‟analisi delle opere di Visconti e Strehler, gli ultimi testimoni di un secolo in cui il costume
teatrale ha trionfato. Attraverso testi di romanzieri, poeti e di drammaturghi, sia in italiano
che in francese, si proporranno al pubblico i diversi aspetti della ricerca condotta nel
tentativo di creare una rappresentazione in cui non manchino arguzia e umorismo.
JEAN-CLAUDE PENCHENAT
Si forma al Théâtre du Soleil, prendendo parte agli spettacoli di Ariane Mnouchkine: La
cuisine di Wesker, 1789, 1793, L'âge d'or. Esce dal gruppo nel 1975 per costituire una
propria compagnia, il Théâtre du Campagnol, che debutta con Le triomphe de l'amour
di Marivaux. Nel 1977 scrive e allestisce una riduzione del David Copperfield di Dickens. Il
lavoro si basa sull'improvvisazione degli attori e riflette sul potere della memoria di mutare
gli eventi dell'infanzia. Con il Théâtre du Campagnol, Penchenat mette in scena: En
r'venant d'l'Expo di Grumberg, in cui l'ambientazione storica all'inizio del XX secolo - in un
periodo di conflitto fra la spensieratezza della Belle Epoque e il dramma della guerra diventa un modo per parlare delle contraddizioni del mondo contemporaneo, Le legs e
L'épreuve di Marivaux, Le bal, L'impresario delle Smirne di Goldoni, Shakespeare au lycée,
L'enclave des papes ou la nouvelle villégiature di Vincenzo Cerami, Vautrin/Balzac,
adattamento di due romanzi di Balzac (alla regia collabora J. Gillibert, autore del testo);
Arlequin poli par l'amour di Marivaux, 1, Place Garibaldi; Il bugiardo di Goldoni, Pene
d'amor perdute di Shakespeare, Nouvelle de Sicile da Pirandello. Nel 2004 da un altro
testo di Cerami, Il comico e la spalla, Penchenat ha tratto uno spettacolo prodotto dal
Teatro Stabile di Catania. Nel 2007 la Fondazione Teatro Piemonte Europa gli affida la
regia di Bar franco-italien, da un testo di Myriam Tanant, spettacolo tutt‟ora in tournée. Ha
recitato anche nel film di Ettore Scola Ballando ballando.
EUGENIO ALLEGRI
Italia / Francia
17 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - cortile)
STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “COMICI SCAVALCAMONTAGNE”
due scenari in forma di Commedia dell’arte
(40min)
laboratorio condotto da: Eugenio Allegri
sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Risultato finale del laboratorio condotto da Eugenio Allegri dal titolo Comici
Scavalcamontagne, e inserito all‟interno del Programma Europeo di Cooperazione
Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013, questo studio prende vita da due
canovacci proposti al gruppo di attrici e attori che parteciperanno allo stage, l‟uno in
forma di commedia, l‟altro di tragicommedia. Come risultato di un incessante mese di
studio sulla commedia dell‟arte, i lavori andranno in scena prima in Val Susa, poi a Gap e
infine a Torino. Due lingue, l‟italiano e il francese, racconteranno la Commedia di
Maschere nel modo in cui un tempo si rappresentavano le grandi storie del teatro.
L‟improvvisazione dei dialoghi, delle azioni, delle pantomime, dei duelli, dei canti e delle
danze, si innesterà su una sequenza strutturata di scene centrata sul tema della nascita
dell‟Italia, sui suoi centocinquant‟anni di vita e, forse, sulla sua apparente morte: fanciulla
amata da donne e da uomini, principessa e matrigna, schiava e ribelle, eroina e madre,
poetessa e cantatrice, col pianto in gola della bellezza, del dolore, della passione e della
felicità.
EUGENIO ALLEGRI
Attore, regista e drammaturgo torinese, ha lavorato tra gli altri con Jacques Lecoq, Leo
De Berardinis e Dario Fo. Autore di testi teatrali e canovacci, ha curato molte regie di
Commedia dell‟arte: tra cui Il Re Cervo, La crudel zobia grassa, Caterina e il Mamaluc,
L’assedio di Torino, La pazzia di Isabella, Gianduja, La suite del Grande Arlecchino. Negli
ultimi anni si è reso noto al grande pubblico grazie a monologhi quali Novecento, scritto
per lui da Alessandro Baricco e La storia di Cyrano, per la regia di Gabriele Vacis, L’uomo
dell’Armadio di Ian McEwan.
24 e 25 luglio, ore 9.30/16 (TORINO: PuntoFestival - Cavallerizza Reale)
CONVEGNO: I CONFINI. PRESENZA O ASSENZA?
sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013
Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap
Il convegno sarà suddiviso in due giornate di studi:
24 luglio: rappresentanti delle istituzioni locali di governo delle Regioni limitrofe ProvenceAlpes-Côte d‟Azur e Piemonte, operatori culturali e organizzatori che operano nel territorio
a cavallo delle Alpi in Francia e in Italia, metteranno a confronto legislazioni, sistemi e
modelli di lavoro per migliorare il loro sapere e apprendere il meglio dell‟esperienza del
proprio vicino: quanto più si riusciranno a far dialogare due modi diversi di esistere delle
attività culturali, tanto più ricca sarà la ricaduta di benessere sulle popolazioni coinvolte.
25 luglio: studiosi del paesaggio e delle idee, scrittori e teatranti si interrogheranno
sull‟idea di confine: sulle paure ancestrali che questo concetto ha sempre suscitato ma
anche sul confronto tra diversità che ha altrettanto sempre portato con sé; spesso
addirittura occultando o cancellando la propria presenza di segno astratto e artificioso,
imposto dai trattati di guerra e di pace tra lontani governi centrali, in favore di coesistenze
pacifiche tra popolazioni abituate a vivere e a lavorare insieme.
INFO, BIGLIETTI E APPUNTAMENTI
PuntoFestival
da sabato 19 giugno, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00
tel. 011.5634352
Via Verdi 9, Torino
InfoPiemonte
tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00
Piazza Castello 165, Torino
Vendita biglietti on-line: www.teatroacorte.it
Apertura biglietteria un‟ora prima dall‟inizio degli spettacoli nelle rispettive sedi
Biglietti
INTERO
RIDOTTO
UNDER 14
15,00 €
12,00 € (under 26 - over 60 - studenti - associazioni e Cral convenzionati –
Tessera Abbonamenti Musei 2010, Torino+Piemonte Card)
6,00 € (domenica 25 luglio dà diritto ad assistere a tutti gli eventi in
programma)
Biglietti speciali per gli spettacoli:
Voyageurs immobiles (8/9 luglio), Le jardin des delices (17 luglio)
INTERO
20,00 €
RIDOTTO
15,00 €
Biglietti speciali per gli spettacoli:
Bonanza (10/11 luglio), Strata Etude (21 luglio), Aspecifiche atipie (21 luglio), Sms and Love
e Inventions. Recitations (24 luglio)
INTERO
8,00 €
RIDOTTO
6,00 €
UNDER 14
3,00 €
Biglietti speciali per l’installazione:
Ghosts in the machine (21/25 luglio)
POSTO UNICO
3,00 €
Ingresso gratuito agli spettacoli:
Come una barca nel bosco (8 – 25 luglio), Nusquam (8 luglio), Le bribophone à cassette,
Le cinéma “miettes” (14 e 15 luglio), Comici Scavalcamontagne (17 luglio), Il corpo, il
vestito e il comportamento (22 luglio), Slips Expérience (23 luglio)
Ingresso al Castello di Rivoli per tutti gli spettacoli (10 luglio):
INTERO
15,00 €
RIDOTTO
12,00 €
UNDER 14
6,00 €
Biglietto per l’intera giornata (dà diritto ad assistere a tutti gli spettacoli) alla Reggia di
Venaria Reale (25 luglio):
INTERO
20,00 €
RIDOTTO
15,00 €
UNDER 14
6,00 €
Biglietto per Da Pitecus a Io + Joueur de flammes alla Reggia di Venaria Reale (25 luglio):
INTERO
15,00 €
RIDOTTO
12,00 €
UNDER 14
6,00 €
Biglietto per Joueur de flammes Reggia di Venaria Reale (25 luglio):
POSTO UNICO
6,00 €
UNDER 14
3,00 €
Carnet
10 INGRESSI: 80,00 € (utilizzabile singolarmente per più spettacoli o da più persone per lo
stesso spettacolo, valido per tutte le recite)
6 INGRESSI: 42,00 € (utilizzabile singolarmente per più spettacoli o da più persone per lo
stesso spettacolo, valido per tutte le recite, ad eccezione di Voyageurs immobiles e Le
jardin des delices. - Il carnet dà diritto ad accedere ai 2 spettacoli al prezzo ridotto di 15 €
anziché 20 €)
I carnet non sono validi nella giornata del 25 luglio a Venaria Reale
Per il pubblico di TEATRO A CORTE riduzioni speciali per la stagione TPE 10/11 presso il
Teatro Astra, in vendita al Puntofestival e a InfoPiemonte.
SERVIZIO NAVETTA GRATUITO da Torino (Piazza Castello) per le sedi di spettacolo.
Prenotazione obbligatoria PuntoFestival
APERITIVO INAUGURALE DEL FESTIVAL (giovedì 8 luglio ore 18) presso il PuntoFestival
DIARIO DEL FESTIVAL
chiacchierate fra artisti, spettatori, giornalisti e ospiti: ore 11.00 presso il PuntoFestival,
Cavallerizza Reale, via Verdi 9, Torino
MOMENTI CONVIVIALI a cura dei nostri sponsor
I LUOGHI DEL FESTIVAL
AGLIÈ - CASTELLO
Prima di passare nel Settecento ai Savoia, il Castello di Agliè fu la dimora del conte e
letterato Filippo San Martino d‟Agliè, discendente della famiglia che ne possedeva il
feudo già dal Medioevo. Su progetto di Amedeo di Castellamonte, il vecchio castello
fortificato venne trasformato in palazzo; il vasto cantiere si avviò a partire dal 1642, ma
l‟intervento divenne sostanziale dal 1646 sviluppandosi nell‟arco di circa dieci anni. Nel
primo Ottocento, la Residenza, che conta ben trecento stanze, fu scelta per la
villeggiatura dal Re Carlo Felice e da lui fatta in parte ridecorare e riarredare: sono da
ammirare il grande salone da ballo affrescato e stuccato, la quadreria e le preziose
collezioni di reperti archeologici. L‟edificio è attorniato da un giardino all‟inglese e
all‟italiana e da un grande parco con alberi centenari.
GARESSIO - CASTELLO DI CASOTTO
Nato come certosa nell‟alta Val di Tanaro nella metà del XII secolo, in una località isolata
e funzionale alla preghiera, il castello venne rimaneggiato fra il XVII e il XVIII secolo. La
fase iniziale viene seguita dall‟architetto Francesco Gallo mentre quella finale da
Bernardo Vittone, uno dei principali architetti del barocco piemontese e autore della
nuova cupola monumentale che caratterizza la costruzione. Nel 1837 l‟edificio viene
acquistato da Carlo Alberto che ne fa una residenza estiva utilizzandolo in particolare
come riserva di caccia, uso seguito anche da Vittorio Emanuele II. Questo ne condiziona
la struttura: se gli esterni e la cappella sono caratterizzati da un aspetto monumentale, gli
interni risultano piuttosto spogli e funzionali. Attualmente il Castello di Casotto è la
residenza più a sud del circuito sabaudo ed è parte di un comprensorio turistico che
collega le valli di Pamparato e Mondovì alle stazioni termali di Lurisia e Vinadio, famose
per le acque sorgive.
MONCALIERI - CASTELLO
La prima trasformazione della rocca è attribuita a Tommaso III di Savoia (1277), ceduta
alla fine del XIII secolo da Amedeo V al nipote Filippo d‟Acaja. Il Castello di Moncalieri
rimase per oltre un secolo possedimento di questo ramo della famiglia sino alla sua
estinzione, ritornando definitivamente ai Savoia nel Quattrocento; è solo nel XV secolo
che iniziò ad assumere l‟aspetto di dimora ducale, quando Jolanda di Valois sposò
Amedeo IX. Nel XVI secolo, durante le guerre tra Carlo V e Francesco I, il Castello cadde
in rovina. La ricostruzione iniziò nel secolo XVII e fu completata più tardi da Maria Cristina e
dal figlio Carlo Emanuele II. Nei vari cantieri si succedettero gli architetti Carlo e Amedeo
di Castellamonte, Benedetto Alfieri e Filippo Juvarra. Nell‟ultimo quarto del Settecento il
Castello assunse l‟aspetto attuale, grazie all‟ampliamento voluto da Vittorio Amedeo III.
Durante la dominazione francese, anche il Castello di Moncalieri venne spogliato degli
arredi e destinato ad usi diversi. Attualmente il Castello è sede del Primo Battaglione
Carabinieri.
DRUENTO – CENTRO INTERNAZIONALE DEL CAVALLO
All‟interno del Parco Regionale La Mandria è stato istituito il prestigioso Centro
Internazionale del Cavallo, nell‟ambito del più generale intervento di valorizzazione della
Reggia di Venaria Reale e del suo comprensorio. La Cascina Rubbianetta, sede del
Centro, situata nella parte del parco collocata nel comune di Druento, è stata costruita
tra il 1862 ed il 1868 per volere di Vittorio Emanuele II e destinata all‟allevamento dei
cavalli, da cui la caratteristica forma a ferro di cavallo. La Cascina, utilizzata in seguito per
l‟allevamento dei bovini ed ultimamente in condizioni di abbandono e di degrado, è
stata ora riportata all‟originario splendore e destinata nuovamente ad un utilizzo
collegato al cavallo, grazie ad uno stupendo restauro coordinato dalla Direzione del
Progetto “La Venaria Reale”.
POLLENZO
L‟antica Pollenzo, già citata da Plinio, fu fondata nel II secolo a.C. e nel 402 fu teatro di
una grande battaglia dove le truppe dei Visigoti comandate da Alarico vennero sconfitte
nei pressi della città dal generale romano Stilicone. Proprio qui fu costruito il castello
omonimo, voluto principalmente da Carlo Alberto di Savoia, oggi sede dell‟Agenzia di
Pollenzo e dell‟Università di Scienze Gastronomiche, inserito nel circuito delle Residenze
Sabaude. L‟idea di recuperare e restituire ad un utilizzo pubblico il complesso
architettonico dell‟Agenzia di Pollenzo nasce alla fine degli anni novanta, parallelamente
al procedere dell‟elaborazione teorica di Slow Food sul rapporto tra saperi e sapori.
Dall‟iniziativa dell‟associazione internazionale con sede a Bra, è nata una società che ha
reso possibile l‟acquisto e la completa ristrutturazione dei fabbricati. Dopo i lavori di
recupero, terminati nella primavera del 2004, oggi l‟Agenzia ospita la sede della prima
Università di Scienze Gastronomiche al mondo, un elegante ristorante, un albergo a
quattro stelle e la Banca del Vino.
RIVOLI – CASTELLO
La costruzione del Castello di Rivoli risale, con ogni probabilità, al IX-X secolo. La famiglia
Savoia acquisì nel XI secolo il Castello che riteneva strategicamente fondamentale per
via della sua posizione prospiciente la piana di Torino. Intorno al 1560 l‟architetto Ascanio
Vittozzi iniziò dei lavori di modifica e restauro, un progetto che però, fu portato avanti da
Carlo ed Amedeo di Castellamonte ed i lavori si conclusero nel 1644. In questo periodo
venne realizzata la cosiddetta “Manica Lunga”, destinata ad essere la pinacoteca dei
Savoia. Vittorio Amedeo II portò in Piemonte l‟architetto Filippo Juvarra, che disegnò un
grandioso progetto per la dimora sabauda, ma i lavori non furono completati, lasciando
una facciata incompiuta. Nel 1883 il Castello venne venduto al Comune di Rivoli. La
Seconda Guerra Mondiale distrusse buona parte degli edifici e ciò che restava venne
lasciato in stato di abbandono fino al 1979. In quell‟anno fu riaperto il cantiere di restauro
con l‟intento di dare nuova vita al Castello e alla città. Nel 1984 venne inaugurato,
nell‟edificio riallestito, il Museo d‟Arte Contemporanea, oggi conosciuto in tutto il mondo.
A lato della Manica Lunga del Castello si trova il Combal.Zero dello chef Davide Scabin,
uno dei più rinomati ristoranti d‟Italia.
SANTENA – CASTELLO CAVOUR
La riedificazione dell‟attuale Castello di Santena fu commissionato da Carlo Ottavio Benso
tra il 1708 e il 1710. Per il progetto dell‟edificio venne chiamato l‟architetto Francesco
Gallo. Nel 1708 Carlo Ottavio Benso cominciò la demolizione del vecchio castello risalente
alla prima metà del Cinquecento e l‟edificazione di un nuovo edificio. Nel 1715 venne
aggiunta la cappella del Castello, attigua all‟abside della chiesa parrocchiale. Le tombe
della famiglia sono incavate nelle pareti e chiuse con modeste lapidi per mezzo di
borchie in bronzo a forma di conchiglia. Camillo Benso di Cavour volle espressamente
essere sepolto a Santena, accanto ai familiari. La tomba venne dichiarata “monumento
nazionale” nel 1911.
TORINO – CAVALLERIZZA REALE
Il complesso dell‟ex Cavallerizza si è sviluppato fra la metà del Seicento e la fine
dell‟Ottocento quale area delle attività di servizio al Palazzo Reale ed agli edifici di
comando dello Stato Sabaudo: giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e
riparo per le carrozze sono ricordati ancora negli stucchi e nelle decorazioni sui portali e
sulle volte. L‟insieme, dominato da una rigida e chiarissima composizione a grandi cortili
quadrati, risulta senz‟altro l‟esempio più rappresentativo di quella architettura ufficiale,
misurata e sobria, con cui il duca e gli architetti sognavano di trasformare la vecchia
Torino in una capitale moderna e all‟avanguardia dell‟architettura dell‟epoca.
Quest‟area, grazie alla sua diversità, è in grado di stimolare una creazione originale e fuori
dagli schemi: qui infatti si allestiscono forme di teatro inevitabilmente “non convenzionali”.
VENARIA REALE – REGGIA
La Reggia di Venaria Reale è la più imponente delle residenze sabaude in Piemonte. La
più grande per dimensioni, è paragonabile quanto a struttura alla reggia francese di
Versailles che fu costruita tenendo a mente il progetto della dimora reale piemontese.
Probabilmente, l‟idea di creare una reggia a Venaria nacque in Carlo Emanuele II di
Savoia dall‟esempio del Castello di Mirafiori. I lavori vennero progettati dal 1658 ed affidati
agli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove. L‟opera si protrasse nel
tempo fino almeno al 1675, quando il borgo di Venaria e il Palazzo erano già in buona
parte completati, in particolare la Reggia di Diana, cuore della struttura. Tuttavia i lavori
non si fermarono e, anzi, continuarono con il tempo: dopo che il 1 ottobre 1693 i francesi
distrussero alcune costruzioni, Vittorio Amedeo II commissionò un successivo intervento
sulla Reggia che venne ristrutturata secondo i canoni francesi. Altri danni vennero inflitti
durante l‟Assedio di Torino del 1706: Vittorio Amedeo II allora affidò il progetto di restauro
a Filippo Juvarra. Anche sotto la dominazione napoleonica la Reggia subì serie
trasformazioni, in particolare i giardini, distrutti per farne una piazza d‟armi: l‟intero
complesso, infatti, venne trasformato in caserma e, con la Restaurazione, la nuova
destinazione si mantenne. Fino al 1978 la Reggia fu affidata all‟esercito, poi ceduta alla
Soprintendenza per i lavori di restauro, durati 8 anni e voluti dal Ministero per i Beni
Culturali e dalla Regione Piemonte, che si concludono con la grande inaugurazione
celebrata il 12 ottobre 2007.
Accosta il teatro urbano al teatrodanza, il palcoscenico di figura al nouveau
cirque, il recital d‟attrice al teatro equestre, la valorizzazione delle esperienze italiane alle
innovative realtà della scena europea e lega gli spettacoli all‟architettura e alla storia dei
luoghi: Teatro a corte è uno dei festival del circuito Piemonte dal Vivo.
Piemonte dal Vivo, nato nel 1996 per offrire una scelta dei più interessanti festival
della nostra regione e promuovere una valorizzazione del territorio piemontese sul doppio
versante, culturale e turistico, fin dall‟inizio apre fronti sempre nuovi, puntando a una
sempre maggiore collaborazione organizzativa e artistica tra i suoi festival e a creare un
contatto diretto con il proprio pubblico: seminari di formazione e gruppi di lavoro per
creare una rete produttiva di collaborazione tra gli organizzatori; un catalogo annuale in
cinque lingue e una newsletter on-line per segnalare puntualmente gli appuntamenti di
spettacolo; un partenariato con il DAMS di Torino che coinvolge i futuri professionisti del
settore nel primo blog dedicato allo spettacolo dal vivo in Piemonte; un sito web
“speciale spettacolo”, per seguire da vicino quanto avviene in cantiere.
Piemonte dal Vivo nel corso degli anni ha inoltre sviluppato una propria vocazione live, sia
attraverso le conferenze stampa spettacolarizzate degli esordi che con la produzione Non
ci manca che il mare a risplendere forte, spettacolo multidisciplinare che ha coinvolto 10
dei 100 festival di Piemonte dal Vivo.
La proposta live di Piemonte dal Vivo cresce ancora sotto il segno
dell‟internazionalità e della festa: nel 2008 la partecipazione al Festival Transnational des
Artistes de la Rue Chalon dans la rue con 38 artisti piemontesi: teatro, danza, musica,
circo, mimo, manipolazione di oggetti, video ma anche le linee del design e la
gastronomia; e ancora, nel 2009, 11 compagnie piemontesi con 13 spettacoli al
prestigioso Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes di Charleville-Mézièrs: Etre
marionnette - Il Piemonte dal vivo, uno sguardo a 360° sul teatro di figura. Continua poi,
anche nel 2010, la presenza al Festival d’Avignon-Off, con Farandole à l’italienne cartellone di spettacoli nell‟ambito del progetto condiviso dalle Regioni Piemonte, Liguria
e Valle d‟Aosta - e la partecipazione a L’été des Hivernales con gli esiti più interessanti
della ricerca coreografica piemontese.
La collaborazione tra la Fondazione Teatro Piemonte Europa e il Festival delle Colline
Torinesi che organizza in giugno a Torino la nota rassegna prese avvio nel 2007 con la
coproduzione di Un anno con 13 lune, adattamento scenico del celebre film di
Fassbinder, proposto da Egumteatro e interpretato nel ruolo principale da Michele Di
Mauro. Nel 2009 la condivisione di progetti è proseguita con il sostegno all‟Associazione
15febbraio di Lorenzo Fontana e Roberta Cortese per l‟allestimento di due testi del premio
nobel Elfriede Jelinek, il primo proposto al Festival delle Colline Torinesi e il secondo a
Teatro a Corte.
L‟intreccio delle progettualità artistiche dei due festival prosegue e viene potenziata
anche nel 2010 con l‟intesa di sostenere artisti che operano sul territorio piemontese. Sono
Ambra Senatore, Associazione 15febbraio, Tecnologia Filosofica e Blucinque. È
caratteristica dei due festival infatti voler tutelare le creatività emergenti sia a livello
internazionale che sul territorio, la nuova drammaturgia, la ricerca di linguaggi teatrali
originali nella prosa, nella danza, nel nuovo circo, nella performance.
Va sottolineato nel quadro di questa collaborazione l‟utilizzo da parte del Festival delle
Colline Torinesi del Teatro Astra gestito dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa e
amichevolmente concesso.
La Fondazione Teatro Piemonte Europa e il Festival delle Colline Torinesi, entrambi
impegnati in un progetto europeo transfrontaliero, lavorano inoltre, in proficuo rapporto,
nella crescita delle relazioni teatrali con la Francia e con l‟Europa.
LA PIATTAFORMA – TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO
sezione COUP DE FOUDRE
LA PIATTAFORMA - TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO 2010 è l‟Ottava edizione di un
festival dedicato alla danza contemporanea e di ricerca che focalizza la sua attenzione
artistica sulla valorizzazione del territorio regionale in una prospettiva d'apertura nazionale
ed internazionale.
La collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa si realizza nello specifico
della sezione Piattaforma Coupe de Foudre, che prevede all‟interno del Festival Teatro a
Corte la programmazione in prima italiana di un artista internazionale - selezionato in
sinergia con il pionieristico centro coreografico parigino della Ménagerie de Verre - e di
un artista locale, riconosciuto per il percorso professionale ed incisivo sul territorio. I due
artisti selezionati sono per questa edizione di Teatro a Corte: Maria Donata D‟Urso che
presenterà Strata etude e Doriana Crema con Aspecifiche atipie. Tutti e due gli spettacoli
verranno presentati nella serata del 21 luglio.
Piattaforma - Coupe de Foudre vede inoltre la partecipazione progettuale e il sostegno
della Délégation d‟action culturelle de Turin (Ambassade e France en Italie) e
dell‟associazione Il Fiorile.
Piattaforma
Coupe
de
Foudre
è
l‟ultima
tappa
di
La
Piattaforma
teatrocoreograficotorinese&co 2010 che si svolge dal 28 Giugno al 15 Luglio a Torino.
Il festival ideato da Mariachiara Raviola e Paola Colonna e promosso dalle rispettive
Associazioni Didee e Rapatika, è sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali –
Spettacolo da Vivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT; è un festival di
Piemonte dal Vivo e nel triennio 2007-09 è stato partner del progetto interRegionale
Piemonte – Lazio – Campania „Spazi per la Danza Contemporanea„coordinato dall‟ETI.
www.lapiattaforma.didee.it
[email protected]
L’araba fenice di una tradizione Torinese
Birrificio Torino, “birrAria” nel senso più autentico del termine: laboratorio di produzione
artigianale e accogliente luogo di degustazione a due passi da piazza Castello, nel cuore
di Torino.
Qui, le nostre birre nascono, maturano e si bevono “vive”- non filtrate ne pastorizzate prodotte esclusivamente con metodi artigianali.
Il Birrificio Torino è un‟ azienda torinese con solide radici nella storia della città.
Torino ospitò, infatti, la prima fabbrica di birra d’Italia, la Bosio e Caratsch inaugurata nel
1845. A questa ne seguirono numerose altre, tra cui le celebri Boringhieri, Durio e Metzger,
attratte dalle particolari caratteristiche dell’acqua cittadina.
Birra Torino, è un marchio registrato della nostra azienda, che dal 2001, a quasi mezzo
secolo dalla chiusura dell‟ultima realtà produttiva sul territorio, si è fatta erede di questa
antica arte.
Dal 2008 le nostre birre artigianali sono disponibili in bottiglie da 50cl solo presso il
laboratorio di produzione di via Parma, 30 e presso i migliori selezionatori di prodotti
artigianali. Birra Torino, la nostra città è in fermento!
via Parma, 30/A – 10152 Torino - Tel / Fax 011 2876562 – [email protected]
www.birrificiotorino.com
COME RAGGIUNGERE I LUOGHI DEL FESTIVAL

AGLIÈ (TO)
CASTELLO, Piazza del Castello, 2
Tangenziale Torino - Nord > superstrada per Caselle > uscita Rivarolo - Gran Paradiso > S.S. 460 sino a
Feletto > seguire le indicazioni per Agliè
Autostrada Torino - Ivrea - Aosta (A5) > uscita San Giorgio Canavese > seguire le indicazioni Agliè Ozegna – Rivarolo

DRUENTO (TO)
CENTRO INTERNAZIONALE DEL CAVALLO
Viale Medici del Vascello
Tangenziale Torino - Nord > uscita Venaria Reale > direzione Torino-Druento > seguire le indicazioni per il
Centro Internazionale del Cavallo

GARESSIO
Piazza del Municipio
Torino – Sud > A55 > proseguire su A6 / E717 > uscita Ceva > seguire la indicazioni per Nucetto Garessio
Imperia > uscita Garessio

MONCALIERI (TO)
CASTELLO, Piazza Baden Baden
Tangenziale Torino - Sud > uscita Moncalieri

POLLENZO - Comune di Bra (CN)
Piazza Vittorio Emanuele II
Autostrada Torino - Savona (A6) > uscita Marene > in direzione Alba seguire le indicazioni per Pollenzo

RIVOLI (TO)
CASTELLO, Piazza Mafalda di Savoia
Tangenziale Torino - Sud > in direzione Piacenza > uscita Rivoli
Autostrade Torino - Milano (A4), Torino - Aosta (A5), Torino - Savona (A6), Torino - Piacenza (A21), Torino Bardonecchia (A32) > seguire le indicazioni T4 - Frejus Moncenisio, Monginevro > uscita Rivoli

SANTENA (TO)
CASTELLO CAVOUR, Piazza Visconti Venosta, 2
Autostrada Torino - Piacenza (A21) > uscita Santena

TORINO
CAVALLERIZZA REALE, Via Verdi, 9
PIAZZETTA REALE
TEATRO ASTRA, Via Rosolino Pilo, 6
IN AUTO
Torino - Piacenza (A21) Torino - Milano (A4) Torino - Savona (A6)
Torino - Frejus (A32) Torino - Ivrea (A5)
IN AEREO
Aeroporto Internazionale “Sandro Pertini” di Torino Caselle Torinese (TO)
IN TRENO
Stazione Porta Nuova
(da/per Roma, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Francia)
Stazione Porta Susa
(da/per Roma, Milano, Firenze, Bologna, Venezia, Spagna e TGV da/per la Francia)
Stazione Dora
(da/per l‟Aeroporto Internazionale di Torino “Sandro Pertini”)

VENARIA REALE (TO)
REGGIA, Piazza della Repubblica
Tangenziale Torino - Nord > in direzione Piacenza > uscita Venaria / in direzione Milano > uscita Savonera
FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Teatro Stabile d'Innovazione
Sede Legale
Sede Organizzativa
C.so Casale 15/A
10131 Torino
Via Santa Teresa 23
10121 Torino
tel. +39 011.5119409 – fax +39 011.5184711
PRESIDENTE
Angiola Bosca Venesio
CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE
Gianbeppe Colombano
Massimo Rostagno
Gianfranco Saglione
Andrea Stara
COLLEGIO DEI REVISORI
Filippo Jannelli, Franca Di Cairano, Stefano Amedeo Guslandi
DIRETTORE
Beppe Navello
STAFF di TEATRO A CORTE 2010
DIREZIONE ORGANIZZATIVA
Paolo Cantù
ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE
Elena Ormezzano
Fabio Rizzio
UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE
Andrea Prono
con la collaborazione di
Matteo Rinaldini
UFFICIO STAMPA NAZIONALE
Iagostudio:
Mara Serina
Emanuela Dallagiovanna
UFFICIO STAMPA INTERNAZIONALE
Andrea Alessandro La Bozzetta
Tihana Maravic
UFFICIO STAMPA PER LA FRANCIA
Catherine Guizard
Juliette Nonn
PROMOZIONE E COMUNICAZIONE
Graziella Martinotti
Mattia Rinaldi
DIREZIONE TECNICA
Marco Burgher
Antonio Merola
CONSULENZA ARTISTICA
Sylvie Cavacciuti
Mara Serina
TECNICI TPE
Mauro Panizza
Pey
Paolo Raimondo
RELAZIONI INTERNAZIONALI E
ORGANIZZAZIONE
Betti De Martino
RELAZIONI ESTERNE
Roberta Romoli
DIREZIONE DI SALA
Cesare Perotti
AMMINISTRAZIONE
Emanuela Avanzi
Clara Bondesani
RAPPORTI CON GLI ENTI
Anna Maria Canzonieri
SEGRETERIA
Graziella Salvi
COLLABORATORI
Giulia Caruso
Elisa Faletti
Francesca d‟Apolito
Pauline Mouzay
INFO STAMPA
UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA
Andrea Prono tel. +39 011.5119409 cell. +39 338.3477801 e-mail: [email protected]
in collaborazione con
Matteo Rinaldini cell. +39 360.478728 e-mail: [email protected]
UFFICIO STAMPA NAZIONALE
iagostudio
Mara Serina cell. +39 338.3246269 e-mail: [email protected]
Emanuela Dallagiovanna cell. +39 347.9734716 e-mail: [email protected]
UFFICIO STAMPA INTERNAZIONALE
Andrea Alessandro La Bozzetta cell. +39 335.8020853 e-mail: [email protected]
Tihana Maravic cell. +39 349.1466785 e-mail: [email protected]
UFFICIO STAMPA PER LA FRANCIA
Catherine Guizard cell. +33(0)660432113 e-mail: [email protected]
Juliette Nonn cell. +33(0)685830358 e-mail: [email protected]
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teatro a corte 2010