Nel triennio che abbiamo alle spalle, il Festival Teatro a Corte, accolto dal Ministero nel 2007 nell‟ambito dei progetti cofinanziati Stato-Regioni, si è affermato in Europa come una delle realtà più vive e ricche della presenza italiana nello spettacolo dal vivo. Il ritorno di echi positivi, testimoniato da una rassegna stampa sempre più imponente e da presenze di pubblico sempre più numerose, la solidarietà territoriale che si è realizzata tra le due Province e i nove Comuni che partecipano al progetto, rendono importante il lavoro svolto in Piemonte, in particolare sulla rete delle Dimore Sabaude, in stretta sinergia con la Direzione Regionale dei Beni Culturali. Il Ministero rinnova dunque il suo sostegno all‟iniziativa, insieme alla Regione Piemonte, augurando al nuovo ciclo che si apre un successo ancora crescente e affidando alla Fondazione Teatro Piemonte Europa il mandato di continuare il dialogo con i più importanti centri di cultura teatrale d‟Europa: in questo senso, la vetrina belga che viene presentata quest‟anno insieme al Ministero della Cultura di quel Paese e a Wallonie Bruxelles Danse è un esempio di amicizia e di collaborazione tra paesi che hanno a cuore le sorti delle attività culturali e che sanno confrontare i propri risultati nella ricerca e nella creazione artistica. Salvatore Nastasi Direttore Generale per lo Spettacolo dal Vivo del Ministero per i Beni e le Attività Culturali TEATRO A CORTE L’Europa in scena nelle dimore sabaude Accostando il teatro urbano al teatrodanza, il palcoscenico di figura al circo contemporaneo, la prova d‟attore al teatro equestre, le esperienze italiane alle più innovative realtà della scena europea, Teatro a Corte ha costruito nel tempo una propria personalissima immagine di grande intensità e ricchezza, contrassegnata dallo stretto legame degli spettacoli - molti dei quali direttamente prodotti o in coproduzione con altri festival e centri di cultura europei e nazionali di prestigio - con l‟architettura e la storia dei luoghi. La cifra stilistica è da sempre votata alla creatività contemporanea, e l‟incontro della prosa con le altre arti ha come scenografia la magnificenza architettonica delle corti del passato. Linguaggi in scena dunque, che su palcoscenici d‟eccezione, dal Castello di Agliè a quello di Rivoli, dalla villa cavouriana di Santena alla Reggia di Venaria, al Castello Reale di Casotto faranno rivivere queste straordinarie testimonianze storiche e artistiche, luoghi d‟eccellenza dal significato emblematico nella storia della cultura mondiale. In anni che hanno visto una nascita e crescita esponenziale di iniziative, rassegne ed eventi, sempre di più si chiede ai festival di giocare un ruolo di primo piano nella composizione di un‟offerta turistica e culturale più competitiva, integrata e partecipata. Si muove in questo senso anche l‟impegno del Piemonte nella valorizzazione dei beni architettonici d‟eccellenza, che sempre più spesso si sposa con l‟allestimento di progetti capaci di offrire singolari opportunità di conoscenza, crescita culturale e aggiornamento del gusto. In questa direzione opera Teatro a Corte, che ha trovato nella corona di delizie delle residenze sabaude luoghi di grande suggestione evocativa: territorio e evento si intrecciano in un gioco di valorizzazione reciproca. La Regione Piemonte ha infatti individuato nella valorizzazione delle Residenze Sabaude l‟obiettivo centrale di un progetto che mira a coniugare attività di spettacolo dal vivo di rilievo internazionale con la bellezza del patrimonio storico e architettonico della nostra regione: in questo quadro si è sviluppata la proposta della Fondazione Teatro Piemonte Europa - attraverso la preziosa collaborazione con importanti istituzioni culturali del territorio e il coinvolgimento delle Amministrazioni locali - ed è nato un programma che anche quest‟anno ospita prestigiose compagnie europee accanto a significative realtà produttive piemontesi. Teatro a Corte 2010 rappresenta infatti soprattutto un osservatorio su quanto la sperimentazione nei diversi linguaggi espressivi e i nuovi fermenti artistici a livello europeo portano di innovativo nella scena artistica contemporanea, sempre più aperta alle intersezioni e agli attraversamenti, alle corrispondenze tra le arti, e costituisce insieme un valido esempio di condivisione di un percorso progettuale fra istituzioni territoriali, istituzioni culturali, operatori che ci auguriamo apra nuove prospettive per la cultura della nostra Regione e del Paese. Michele Coppola Assessore alla Cultura e alle Politiche Giovanili Regione Piemonte TEATRO A CORTE Vi sono luoghi che preservano quella cifra di appartenenza culturale che ne fanno un vero punto di riferimento per la storia - antica e recente - della terra piemontese. Le dimore della Real Casa scelte per accogliere Teatro a Corte evocano una solenne atmosfera aulica, ma, in quanto testimonianza di un passato che non ritorna, consentono a questo Festival un libero e vivificante gioco di proposta di linguaggi teatrali contemporanei. Il luogo e lo spettacolo si parlano dalla distanza, e non per scimiottamenti. E tuttavia con rispetto. Così che il nuovo dello spettacolo e l‟antico del luogo ricevono entrambi un fascino supplementare. L‟orientamento culturale di Teatro a Corte ben si accorda con le politiche d‟intervento della Provincia che vedono, tra le priorità programmatiche, l‟intensificazione del legame tra l‟offerta di spettacolo e il territorio per una piena valorizzazione delle risorse culturali, storico-artistiche, turistiche, naturali ed economiche. L'universalità del linguaggio teatrale, le sue influenze allusive e simboliche, la sfida contro le barriere generazionali, l‟imprescindibilità del confronto con le culture europee, fanno di questo Festival, divenuto grande all‟ombra delle grandi dimore sabaude, un importante appuntamento dell‟estate piemontese. L‟intervento della Provincia di Torino intende esprimere sostegno a questi obiettivi, perseguiti e raggiunti con grande professionalità, e si muove nella direzione della promozione di un sistema culturale diversificato, orientato alla qualità e all‟innovazione dei linguaggi. E il Festival Teatro a Corte ne è autorevole esempio. Ugo Perone Assessore alla Cultura e al Turismo Provincia di Torino Con l‟edizione 2010 di Teatro a Corte il Festival compie dieci anni. È un traguardo importante che sta a testimoniare il consenso di critica e pubblico finora ottenuto da questa curiosa e innovativa manifestazione. La commistione di generi di spettacolo e l‟internazionalità hanno caratterizzato da sempre il Festival accentuandosi progressivamente fino ad oggi, facendolo diventare un‟occasione costruttiva di incontro e di confronto tra artisti europei e permettendo così ai cittadini una visione molto ampia e sempre in evoluzione dello spettacolo dal vivo. L‟effetto sinergico creatosi dall‟unione molto originale fra l‟altissima qualità degli spettacoli offerti e il fascino della scenografia evocata dalla bellezza delle residenze sabaude ha permesso la valorizzazione del patrimonio artistico e culturale della nostra Regione ed ha portato alla manifestazione il successo che fin qui ha ottenuto e che mi auguro possa continuare ad avere in futuro. Angiola Bosca Venesio Presidente Fondazione Teatro Piemonte Europa TEATRO A CORTE 2010 Nato con il millennio, il Festival celebra quest‟anno il decimo compleanno: traguardo importante che merita qualche brindisi speciale, come un libro che sappia raccontare questo lungo percorso, incontro di popoli, lingue, generi, meticciati diversi e variopinti. Intanto, anche l‟edizione del decennale conferma le nostre linee guida: otto paesi europei, il gusto consueto per i confini delle forme e la contaminazione dei linguaggi, spettacoli costruiti in situ e pensati per le dimore sabaude. Grandi appuntamenti con creatori originali e innovativi (Genty, Boitel, Blanca Li, Dame de Pic, Mastrella-Rezza); uno spazio amplissimo alla danza, a Torino e ad Agliè; installazioni e performance soprattutto nei luoghi, come Rivoli, dove il nostro far teatro dialoga intensamente con l‟arte contemporanea o in quelli, come Torino, dove abbiamo chiesto a due inventivi artisti/architetti di allestire e spettacolarizzare il cuore del Festival, il suo centro di accoglienza per il pubblico, i giornalisti di tutto il mondo, gli operatori e le compagnie ospiti. Ci accompagna la riflessione che è nata con Teatro a Corte: se sia giusto trasformare i siti del Festival dai musei che sono diventati per noi, in luoghi esaltati dallo sguardo nuovo e vivificante degli spettacoli, come accadeva in passato. Un‟implicita risposta al dibattito eterno che nel nostro Paese ci interroga sul senso della spesa per i beni culturali e in particolare per le attività, effimere e dunque sempre in odore di spreco colpevole: ma se ci riportano all‟uso primigenio che in origine il teatro faceva dei luoghi regali, scenografie per le visioni di Buontalenti, di Brunelleschi, di Molière e Lulli? Ci saranno molte sorprese: per prima, una vetrina di teatro belga, in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International e il Ministero della Cultura di quel Paese che a luglio inaugurerà il proprio semestre di Presidenza dell‟Unione e del quale vogliamo sottolineare la vocazione al mecenatismo culturale e al sostegno di artisti stranieri. Da anni i teatranti belgi sono sempre presenti nei nostri cartelloni e quest‟anno vogliamo che siano di più, offrendo al nostro pubblico una panoramica a tutto campo dello spettacolo dal vivo vallone e fiammingo. Presenteremo inoltre una serie di creazioni italo-francesi prodotte nell‟ambito del progetto europeo Alcotra che condividiamo con il teatro di Gap: un laboratorio di Commedia dell‟Arte, curato da Eugenio Allegri, sul tema del centocinquantesimo anniversario dell‟Unità d‟Italia; un altro, sul costume in teatro attraverso testi italiani e francesi, curato da Jean-Claude Penchenat; e infine la prima assoluta di un testo inedito su Goldoni di Eugène Durif, Dette d’amour, per la mia regia. Con il Festival delle Colline Torinesi si consolida l‟amicizia e l‟alleanza, soprattutto esercitata verso la valorizzazione della creatività territoriale e degli interscambi con la Francia. Ancora, una novità: dopo Agliè, Druento, Moncalieri, Pollenzo, Rivoli, Santena, Venaria Reale e le dimore torinesi, un nuovo castello sarà toccato dal Festival, la tenuta di Casotto a Garessio, vicino al confine con la Liguria; un arricchimento ulteriore ma anche un impegno organizzativo e tecnico che aumenta considerevolmente. E poi, delle conferme: le navette per raggiungere gli spettacoli lontani, visite guidate ai siti storici per i giornalisti italiani e stranieri e per il pubblico che lo richieda, pause di ristoro enogastronomico offerte dai nostri sponsor e in sintonia con certi luoghi, come Pollenzo, caratterizzati dalla cultura del cibo. Nell‟ultimo weekend di Festival, dopo l‟appuntamento di Druento con il teatro equestre, un convegno di riflessione sul tema dei confini vedrà studiosi e operatori di teatro insieme a confronto. E infine la giornata di chiusura alla Venaria Reale sarà, come d‟uso, una caleidoscopica kermesse di cinque spettacoli di varia nazionalità immersi nel verde dei giardini e conclusi a tarda notte da una performance sull‟acqua della peschiera commissionata al francese Groupe F: proprio quello sguardo diverso di cui parlavamo prima, per liberare con la vivacità di artisti contemporanei una dinamica nuova dei luoghi che siamo stati chiamati ad animare. E che, come la vita, ha l‟effimera durata di uno spettacolo, in una notte di mezza estate. Beppe Navello Direttore Fondazione Teatro Piemonte Europa Il Teatro Europeo in scena nelle dimore sabaude 8-25 luglio 2010 COMUNICATO STAMPA Il meglio della scena europea con spettacoli di teatro, danza, nouveau cirque e acrobatica, teatro di strada, equestre e di oggetti, video e installazioni, è protagonista di eventi unici ambientati nello splendido contesto di 8 dimore sabaude del Piemonte e della città di Torino, per la nuova edizione del Festival Internazionale Teatro a Corte, dall’8 al 25 luglio 2010. Diretto da Beppe Navello, ideato e realizzato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa con il sostegno del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, della Regione Piemonte e da quest‟anno dalla Provincia di Torino e di Reale Mutua Assicurazioni, Teatro a Corte si conferma un Festival dalla programmazione originale, in cui architetture e giardini, artisti e spettatori vengono coinvolti in un‟esperienza irripetibile che fa vivere le emozioni di uno spettacolo nel contesto di luoghi storici di grande valore, dal Castello di Agliè, all‟antica Agenzia di Pollenzo, dal maneggio reale recentemente trasformato nel Centro Internazionale del Cavallo di Druento alla Villa Cavour di Santena, dal Castello di Moncalieri al Castello di Rivoli, da alcuni luoghi storici della città di Torino (Piazzetta Reale, Cavallerizza Reale) alla magnifica Reggia di Venaria Reale. Inoltre da quest‟anno si aggiungerà un‟altra importante quanto significativa tappa nella Provincia di Cuneo, il Castello di Casotto a Garessio. Nell‟arco di 3 settimane si susseguiranno 31 compagnie di 8 differenti nazionalità (Italia, Francia, Spagna, Portogallo, Belgio, Olanda, Danimarca, Regno Unito), 38 spettacoli con 22 prime nazionali, 5 progetti site specific nati in stretta relazione con i luoghi in cui è ambientato il Festival e 2 creazioni per il Festival. Nouveau cirque per viaggi in mondi surreali: Il sorprendente, il surreale, il senso della meraviglia e dello stupore, il quotidiano che grazie all‟immaginazione si apre all‟inaspettato è il filo rosso di molti spettacoli di Teatro a Corte 2010. Danza, teatro, nouveau cirque, tecniche acrobatiche, mimo, clownerie e teatro d‟oggetti convivono nel lavoro di questi artisti di grande talento come Philippe Genty, da 30 anni apprezzato in tutto il mondo, che apre la IV edizione del Festival con la prima nazionale di Voyageurs immobiles (8 e 9 luglio), racconto dei suoi viaggi avventurosi per il pianeta tra personaggi reali e oggetti animati immersi in oceani di plastica e mari di carta. Creato nel 1987 da Christian Taguet, padre del nouveau cirque, l‟esplosivo Cirque Baroque è ospite in prima nazionale con Le Cirque des Gueux (16 e 17 luglio), creato sulla falsariga dell‟Opera dei mendicanti di John Gay, da cui Brecht trasse l‟Opera da tre soldi: 3 registi (un giapponese, un cileno e una francese) e 3 compositori si succedono “a staffetta” in 3 coloratissimi atti, con carrelli della spesa e balletti di poliziotti in tenuta antisommossa, domatori di belve feroci in similpelle leopardata e clown-acrobati felliniani. Camille Boitel, enfant prodige del teatro di strada definito dalla stampa un “Buster Keaton scapigliato”, arriva in prima nazionale con L’immédiat (14 e 15 luglio), una favola sulla fragilità dell‟essere umano raccontata in una babele di scope, lampade, scale, porte e altri mille oggetti accatastati alla rinfusa che continuamente crollano, con divertenti effetti scenografici e comicità surreale. Dal Portogallo, per la prima volta in Italia, Teatro do Mar, aprirà il Festival con Nusquam (8 luglio), una riflessione multimediale sulla società contemporanea realizzata con 4 torri alte 7 metri, grandi sfere trasparenti, suggestive immagini video e 4 attori/acrobati/danzatori capaci di creare uno spettacolo poetico e ad alto impatto visivo. La raffinatezza è un tratto distintivo anche di un altro spettacolo portoghese sempre in prima nazionale, Contigo (10 luglio) di O Ultimo Momento, incontro fra Joao Paulo Dos Santos, artista circense che lavora in verticale sulla pertica cinese, e il coreografo Rui Horta, uno dei pionieri della danza contemporanea in Portogallo. Maestri dell‟equilibrio e dell‟ironia, arrivano dalla Francia Les Colporteurs con Les Etoiles (25 luglio), due performance di breve formato in cui i funamboli sono alle prese con una curiosa struttura di tubi innocenti e fili metallici. E a passeggiare curiosamente nell‟aria è anche l‟ex stuntman Gregory Feurté, affiancato nel suo lavoro Le temps debout (25 luglio) dalla coreografa Kitsou Dubois, la prima al mondo a lavorare con la NASA. Accanto a Feurté nei giardini della Reggia di Venaria si esibirà anche Jouni Ihalainen in Black Pearl (25 luglio), una performance di giocoleria con diabolo, sulle note di Bach. E infine il teatro equestre con Bruno Dizien in prima nazionale con Töshtük ou la refonte des os (22 luglio), un lavoro intimo e poetico legato alle tradizioni e ai miti kirghisi. Vetrina Belga: Una novità della nuova edizione del Festival è una Vetrina Belga, nata in stretta collaborazione con Wallonie-Bruxelles International per offrire uno spaccato della scena belga contemporanea, ospitando il lavoro di 8 artisti di discipline differenti. Agli scenografi Stuart & Siegmann il Festival ha commissionato 119, il progetto site specific di realizzare la “casa di Teatro a Corte” (8 – 25 luglio), ridisegnando il PuntoFestival in stretta relazione con l‟identità della manifestazione. Ai clown moderni e irriverenti Okidok con Slips Expérience (23 luglio) il compito invece di animare la piazza principale di Garessio, nuova location entrata a far parte del circuito festivaliero. Unica presenza fiamminga è quella di Berlin, l‟intrigante collettivo interdisciplinare che presenta in prima nazionale #2 Iqaluit e #3 Bonanza (10 e 11 luglio), due tappe del progetto Holocene, costituito da una serie di ritratti di città, girati come documentari e poi trasformati in installazioni/performance. Qui l‟attenzione è sulla piccola cittadina del Colorado, Bonanza, con 7 abitanti e 5 case, e su Iqaluit, nel Circolo Polare Artico, osservata dal pubblico all‟interno di un igloo. Ma è alla danza che spetta un ruolo rilevante in questa vetrina: Michèle Anne de Mey, sarà ospite con la prima nazionale della sua nuova creazione Neige (9 luglio), un lavoro dal fascino ipnotico, in bianco e nero, in cui i danzatori si muovono sotto una fitta nevicata con note della Settima Sinfonia di Beethoven. Karine Pontiers, di Dame de Pic, sarà protagonista di un focus che presenta 4 suoi lavori: Humus Vertebra (14 e 15 luglio), incrocio di danza, nouveau cirque, clownerie e mimo con atmosfere fiabesche e surreali, e i tre solo Fidele à l’eclaire, Babil e Harvan (16 luglio), ispirati alla figura dello spaventapasseri. L‟universo femminile è invece al centro di SMS and love (24 luglio in prima nazionale) della coreografa di origini argentine Ayelen Parolin che esplora i rapporti fra tre donne come se fossero le galline di un pollaio, osservandole nei loro piccoli riti comportamentali. Mentre Josè Besprosvany, tra i principali innovatori della danza contemporanea di area wallona, con Inventions. Recitations (24 luglio in prima nazionale) crea un esperimento vocale ed espressivo di estrema raffinatezza, coinvolgendo una cantante - la straordinaria Bénédicte Davin già apprezzata dal pubblico del Festival alcuni anni fa - un compositore e una danzatrice. Ancora danza: Anche al di fuori della vetrina belga la danza è presente a Teatro a Corte con un evento di grande suggestione che ha aperto la scorsa edizione di Montpellier Danse, Le Jardin des délices di Blanca Li (in prima nazionale il 17 luglio), ispirato all‟omonimo trittico di Bosch, un‟emozionante ritratto dell‟umanità al ritmo esplosivo di cabaret, hip hop, musical e flamenco, nel contesto eccezionale dei giardini del Castello di Agliè. In un altro castello, quello di Rivoli, splendido museo di arte contemporanea, si sviluppa il progetto di Ambra Senatore e Ilaria Turba Non so fare maglie (10 e 11 luglio), dove gli spettatori entrano nel cuore di una piattaforma 10x10 m di maglia bianca nelle cui trame s‟infilano immagini e azioni create dai visitatori in tempo reale. In collaborazione con la rassegna La Piattaforma sono gli spettacoli presentati dalla catanese Maria Donata D’Urso (21 luglio), ormai parigina d‟adozione, con un studio dal titolo Strata Etude, legato al campo d‟indagine che caratterizza il suo lavoro e da Doriana Crema con Aspecifiche atipie (21 luglio). Dal Regno Unito arriva in prima nazionale tutto il talento di Billy Cowie che presenta due dancevideo in 3D, The Revery Alone (10 e 11 luglio), da guardare dotati di occhialini a pancia in su perché proiettato sul soffitto, e Ghosts in the machine (21 – 25 luglio), ultima irriverente creazione fatta di danza, musica e parola che trasforma Marshall McLuhan in un attore di western. Il teatro di parola: L‟Italia incontra la Francia a Teatro a Corte e gli spettacoli teatrali esprimono la forza di questo dialogo tra culture, lingue, artisti e registi. In prima nazionale Beppe Navello curerà la regia di Dette d’amour (15 e 16 luglio) di Eugène Durif tratto da Il burbero benefico di Carlo Goldoni, con una compagnia franco-italiana. Flavio Polizzy è il protagonista di Settembr(i) (18 luglio) di cui ha anche curato la traduzione dal testo originale di Philippe Malone qui diretto da Michel Simonot, storia di formazione di un ragazzo in un contesto di violenza. Al genio francese di Céline si ispirano Elio Germano e il musicista Teho Teardo per una inconsueta versione di Viaggio al termine della notte (24 luglio in prima nazionale). Bruno Gambarotta con le Sorelle Suburbe guideranno gli spettatori in Storia d’Italia in 150 date (18 luglio), a cura di Fruttero e Gramellini. L‟ultimo giorno di Festival (25 luglio) protagonisti nella Corte d‟Onore della Reggia di Venaria, saranno Flavia Mastrella e Antonio Rezza, che presenteranno Da Pitecus a Io, un viaggio travolgente all‟interno della loro poetica. All‟interno del Programma Europeo di Cooperazione trasfrontaliera Alcotra saranno infine presentati gli studi finali di due laboratori: il primo a cura di Eugenio Allegri, che propone un percorso sulla Commedia dell‟Arte (17 luglio), il secondo tenuto da Jean-Claude Penchenat (22 luglio) sul costume teatrale. I progetti site specific: Al centro della linea artistica di Teatro a Corte è il desiderio di realizzare progetti in situ ideati appositamente per i luoghi e gli spazi che li ospitano. In questa ottica sono nate l‟installazione 119 di Stuart & Siegmann e Non so fare maglie di Ambra Senatore e Ilaria Turba, ma anche l‟instasllazione Come una barca nel bosco, a cura dei torinesi di Officina dello Spettacolo, e il curioso lavoro dei danesi hello!earth che in Tomorrow everything will be different: edition Torino (12 – 17 luglio) costruiscono un percorso che guida gli spettatori per la città di Torino attraverso degli SMS coinvolgendoli nella creazione di un‟inclassificabile “opera d‟arte partecipativa”, fra installazione ed environment. Site specific è anche il lavoro del celebre Groupe F (25 luglio), specializzato nella realizzazione di spettacoli di fuoco e pirotecnici cui è affidato il gran finale del Festival con un evento fra acqua e fuoco ambientato nella peschiera della Reggia di Venaria. www.teatroacorte.it – [email protected] UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA Andrea Prono tel. +39 011.5119409 cell. +39 338.3477801 e-mail: [email protected] in collaborazione con Matteo Rinaldini tel. +39 011.5119409 cell. +39 360.478728 e-mail: [email protected] UFFICIO STAMPA NAZIONALE iagostudio Mara Serina cell. +39 338.3246269 e-mail: [email protected] Emanuela Dallagiovanna cell. +39 347.9734716 e-mail: [email protected] I numeri di Teatro a Corte 2010 31 compagnie di 8 differenti nazionalità Belgio, Danimarca, Finlandia, Francia, Italia, Portogallo, Regno Unito, Spagna 38 spettacoli 64 repliche 22 prime nazionali 5 creazioni site-specific Groupe F, Hello!Earth, Officina dello Spettacolo, Ambra Senatore / Ilaria Turba, Stuart & Siegmann 2 creazione per il festival Bruno Gambarotta e Le Sorelle Suburbe in Storia d’Italia in 150 date Flavia Mastrella e Antonio Rezza in Da Pitecus a Io 2 produzioni Elio Germano e Teho Teardo / Eugène Durif e Beppe Navello 11 differenti location in 9 comuni Agliè, Druento, Garessio, Moncalieri, Pollenzo (Comune di Bra), Rivoli, Santena, Torino e Venaria Reale 8 dimore e siti sabaudi Castello di Agliè, Centro Internazionale del Cavallo di Druento, Castello di Casotto di Garessio, Castello di Moncalieri, Pollenzo, Castello di Rivoli, Castello Cavour di Santena, Reggia di Venaria 2 giorni di convegno internazionale TEATRO A CORTE 2010 il Teatro Europeo in scena nelle dimore sabaude 8 - 25 luglio 2010 PROGRAMMA giovedì 8 luglio TORINO PuntoFestival - Cavallerizza Reale, ore 18 APERITIVO INAUGURALE DEL FESTIVAL PuntoFestival - Cavallerizza Reale (fino al 25 luglio) STUART & SIEGMANN (Belgio) 119 - installazioni scenografiche in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Cavallerizza Reale e altri luoghi (fino al 25 luglio) OFFICINA DELLO SPETTACOLO (Italia) COME UNA BARCA NEL BOSCO - installazione in collaborazione con Festival Astiteatro 32 Teatro Astra, ore 20 PHILIPPE GENTY (Francia) VOYAGEURS IMMOBILES - teatro visuale Piazzetta Reale, ore 22 TEATRO DO MAR (Portogallo) NUSQUAM - teatro di strada venerdì 9 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 18/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Teatro Astra, ore 20 PHILIPPE GENTY (Francia) VOYAGEURS IMMOBILES - teatro visuale Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 22.30 MICHELE ANNE DE MEY (Belgio) NEIGE - danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International sabato 10 luglio RIVOLI Castello - sala del Museo, ore 19/23 AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA (Italia) NON SO FARE MAGLIE - installazioni video-danza in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi Castello - cortile, ore 19/23 BERLIN (Belgio) #2 IQALUIT - installazione video Castello - sala del Museo, ore 19/23 BILLY COWIE (Regno Unito) THE REVERY ALONE - installazione video 3D in collaborazione con British Council Castello - cortile, ore 21.30 O ULTIMO MOMENTO (Francia / Portogallo) CONTIGO - danza-nouveau cirque TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18/23 BERLIN (Belgio) #3 BONANZA - installazione video domenica 11 luglio RIVOLI Castello - sala del Museo, dalle ore 11 AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA (Italia) NON SO FARE MAGLIE - installazioni video-danza in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi Castello - cortile, dalle ore 11 BERLIN (Belgio) #2 IQALUIT - installazione video Castello - sala del Museo, dalle ore 11 BILLY COWIE (Regno Unito) THE REVERY ALONE - installazione video 3D in collaborazione con British Council TORINO Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18/23 BERLIN (Belgio) #3 BONANZA - installazione video lunedì 12 e martedì 13 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca mercoledì 14 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Cavallerizza Reale e altri luoghi, dalle ore 15 CAMILLE BOITEL (Francia) LE BRIBOPHONE A CASSETTE e LE CINEMA “MIETTES” - installazioni Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 20 DAME DE PIC (Belgio) HUMUS VERTEBRA - teatro-danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Teatro Astra, ore 22 CAMILLE BOITEL (Francia) L’IMMEDIAT - teatro visuale-danza giovedì 15 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Cavallerizza Reale e altri luoghi, dalle ore 15 CAMILLE BOITEL (Francia) LE BRIBOPHONE A CASSETTE e LE CINEMA “MIETTES” - installazioni Teatro Astra, ore 19 CAMILLE BOITEL (Francia) L’IMMEDIAT - teatro visuale-danza Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 20.30 EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO (Italia / Francia) DETTE D’AMOUR - teatro di prosa produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 22.30 DAME DE PIC (Belgio) HUMUS VERTEBRA - teatro-danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International venerdì 16 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18.30 DAME DE PIC (Belgio) FIDELE A L’ECLAIR - teatro-danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 19 DAME DE PIC (Belgio) HAVRAN - teatro-danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 19.30 DAME DE PIC (Belgio) BABIL - teatro-danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Cavallerizza Reale – Manica Corta, ore 20 EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO (Italia / Francia) DETTE D’AMOUR - teatro di prosa produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap MONCALIERI Castello, ore 21.30 CIRQUE BAROQUE (Francia) CIRQUE DES GUEUX - nouveau cirque sabato 17 luglio TORINO Cavallerizza Reale e altri luoghi, ore 15/22 HELLO!EARTH (Danimarca) TOMORROW EVERYTHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO - percorso guidato con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Cavallerizza Reale - cortile, ore 17.30 EUGENIO ALLEGRI (Italia / Francia) STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “COMICI SCAVALCAMONTAGNE” sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap AGLIÈ Castello - Fontana dei Quattro Fiumi, ore 21.30 BLANCA LI (Spagna) LES JARDIN DES DELICES - danza con il patrocinio di Ambasciata di Spagna MONCALIERI Castello, ore 21.30 CIRQUE BAROQUE (Francia) CIRQUE DES GUEUX - nouveau cirque domenica 18 luglio TORINO Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18 PHILIPPE MALONE / FLAVIO POLIZZY (Italia / Francia) SETTEMBR(I) - teatro di prosa in collaborazione con Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française SANTENA Villa Cavour, ore 21.30 FRUTTERO&GRAMELLINI / BRUNO GAMBAROTTA / SORELLE SUBURBE (Italia) STORIA D’ITALIA IN 150 DATE - recital in occasione del 150° anniversario dell‟Unità d‟Italia in collaborazione con La Stampa e Comitato Italia 150 mercoledì 21 luglio TORINO Cavallerizza Reale, dalle ore 18 BILLY COWIE (Regno Unito) GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video in collaborazione con British Council Teatro Astra, ore 20.30 MARIA DONATA D‟URSO (Italia / Francia) STRATA ETUDE - danza in collaborazione con la rassegna La Piattaforma Cavallerizza Reale – Manica Corta, ore 22 DORIANA CREMA (Italia) ASPECIFICHE ATIPIE - teatro-danza in collaborazione con la rassegna La Piattaforma giovedì 22 luglio TORINO Cavallerizza Reale, dalle ore 18 BILLY COWIE (Regno Unito) GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video in collaborazione con British Council DRUENTO Centro Internazionale del Cavallo, ore 20 JEAN-CLAUDE PENCHENAT (Italia / Francia) STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “IL CORPO, IL VESTITO E IL COMPORTAMENTO” sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Centro Internazionale del Cavallo, ore 21.30 BRUNO DIZIEN (Francia) TOSCHTUK OU LA REFONTE DES OS - teatro equestre venerdì 23 luglio TORINO Cavallerizza Reale, dalle ore 18 BILLY COWIE (Regno Unito) GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video in collaborazione con British Council GARESSIO Piazza del Municipio, ore 21.30 OKIDOK (Belgio) SLIPS EXPERIENCE - teatro-clownerie in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International sabato 24 luglio TORINO Cavallerizza Reale, dalle ore 11 BILLY COWIE (Regno Unito) GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video in collaborazione con British Council Cavallerizza Reale - Maneggio, ore 18 AYELEN PAROLIN (Belgio) SMS AND LOVE - danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Cavallerizza Reale - Manica Corta, ore 18.30 JOSE BESPROSVANY / BENEDICTE DAVIN (Belgio) INVENTIONS. RECITATIONS - danza in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International POLLENZO Cortile dell‟Agenzia, ore 21.30 ELIO GERMANO / TEHO TEARDO (Italia) VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE - teatro-musica produzione Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Associazione Culturale Musica90 domenica 25 luglio TORINO Cavallerizza Reale, dalle ore 11 BILLY COWIE (Regno Unito) GHOSTS IN THE MACHINE - installazioni video in collaborazione con British Council VENARIA REALE Giardini della Reggia, ore 17 e 19.15 LES COLPORTEURS (Francia) LES ETOILES - nouveau cirque Giardini della Reggia, ore 17.30, 18.30 e 20 JOUNI IHALAINEN (Finlandia) BLACK PEARL - nouveau cirque Giardini della Reggia, ore 18 e 19 GREGORY FEURTE / KITSOU DUBOIS (Francia) LES TEMPS DEBOUT - nouveau cirque Corte d‟Onore, ore 21 FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA (Italia) DA PITECUS A IO - teatro Giardini della Reggia, ore 23 GROUPE F (Francia) JOUEUR DE FLAMMES - teatro di acqua e fuoco in collaborazione con il Consorzio della Venaria Reale e Fondazione Via Maestra sabato 24 e domenica 25 luglio TORINO PuntoFestival - Cavallerizza Reale, ore 9.30/16 CONVEGNO: I CONFINI. PRESENZA O ASSENZA? GLI SPETTACOLI DI TEATRO A CORTE 2010 STUART & SIEGMANN Belgio 8 - 25 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale) 119 – CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010 progetto di: Simon Siegman e Ariè Van Egmond in collaborazione con: Wallonie-Bruxelles International Scenografie, luci di scena, installazioni, allestimenti urbani per spazi all‟aperto e al chiuso. Questi sono alcuni degli ambiti di lavoro di Simon Siegmann, scenografo e artista plastico che, insieme al videomaker Ariè Van Egmond (in arte Stuart), è stato chiamato a realizzare un innovativo progetto site specific per Teatro a Corte. Ai due creativi infatti spetta il compito di allestire “la casa del Festival“ personalizzando lo spazio torinese della Cavallerizza Reale che ospita il PuntoFestival con biglietteria, spazio incontro con gli artisti e spazi spettacolo. Per il KunstenFestival des Artes Siegmann ha creato due progetti speciali: il primo, Agora (2005), consisteva in una creazione che fosse al contempo installazione, spazio di rappresentazione e oggetto di arredo urbano; il secondo Assiscouchédebout (2007) era un progetto installativo e scenografico nato dall‟esigenza di trasformare gli spazi aperti al pubblico del Kaaitheater nel cuore pulsante del festival. Così come accaduto per il Kunstenfestival, ora i due artisti trasformano l‟identità di Teatro a Corte in un‟immagine forte che da sola sa comunicare l‟anima dell‟evento attraverso un luogo da abitare quotidianamente, dall‟8 al 25 luglio. SIMON SIEGMANN Scenografo e scultore formatosi all‟ERG di Bruxelles, dopo un‟esperienza espositiva fatta di mostre personali o collettive con artisti plastici contemporanei, Siegmann decide di aprirsi al confronto con il lavoro di una serie di coreografi, tra cui Pierre Droulers (dal 1998), Thomas Hauert (1999-2003), Michèle Anne de Mey (dal 2001), Thierry Smith (2003-2004), David Zambrano (2002). Dal 2001 avvia una ricerca personale creando direttamente delle performance in cui le sue sculture-scenografie diventano degli spazi di creatività per il lavoro di altri artisti (poeti, musicisti, scrittori, coreografi, attori…). Ha lavorato anche alla realizzazione di video e film come il progetto di François La ricarda à flux tendu e nel mondo della moda creando apparati scenici e installativi per le sfilate, e collaborando con la linea di design D&A. Dal 2008 è artista residente a La Bellone di Bruxelles. www.myspace.com/simonsiegmann OFFICINA DELLO SPETTACOLO Italia 8 - 25 luglio (TORINO e VENARIA REALE) COME UNA BARCA NEL BOSCO - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010 performance per barche in 5 “uscite” ideazione: Officina dello Spettacolo con la collaborazione di: Luca Cellino, Riccardo Fassone, Fotogramma 25 produzione: Teatro a Corte – Festival Astiteatro 32 evento realizzato con il sostegno e la consulenza scientifica di Fresialluminio s.p.a. con il gentile supporto di: Circolo Nautico Torino in collaborazione con Festival Astiteatro 32 Un insolito fenomeno colpirà il Piemonte nei mesi estivi. Imprevedibili contingenze ambientali daranno luogo ad un evento inaspettato. Un gruppo di ricercatori e una testata giornalistica seguiranno l‟evento, offrendo continui aggiornamenti sui suoi sviluppi al pubblico del Festival. La performance si articola attraverso un‟installazione itinerante che, partendo dalla città di Asti (24 giugno - 2 luglio) raggiungerà Torino (10 – 25 luglio), per concludersi presso la Reggia di Venaria Reale. Grazie alla collaborazione del designer di moda Luca Cellino, della casa di produzione video Fotogramma 25 e del ricercatore universitario Riccardo Fassone, Come una barca nel bosco crea un percorso capace di intrecciare il linguaggio del teatro, quello dell‟arte contemporanea e quello della comunicazione mediatica, suggerendo riflessioni su rilevanti tematiche ambientali. OFFICINA DELLO SPETTACOLO Si occupa di progettazione, realizzazione scenografica e ideazione di eventi artistici. Ha lavorato negli anni con registi quali Beppe Navello, Marco Mattolini, Luciano Nattino, Eugenio Allegri, Jean-Claude Penchenat, Tommaso Rotella, Esther Ruggiero, Rosario Lisma, Pietra Selva, Giulio Graglia, Albeto Gozzi; nella musica con Eiffel 65, Giorgio Conte, Yo Yo Mundi. Nel campo della museografia e dell‟installazione, Officina dello Spettacolo ha collaborato con Il Palazzo Reale di Milano - Fondazione D.n.Arti, il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, la Maison de l‟Italie di Parigi, la Fondazione Eugenio Gulgielminetti, il Politecnico di Torino - Facoltà di Architettura, le Regie Terme di Acqui, il Comune di Asti, il Diavolo Rosso, la Douja d„Or; per la moda con Aristolasia design s.r.l. all‟interno della Settimana della Moda di Milano e di Alta Moda Alta Roma. www.officinadellospettacolo.it PHILIPPE GENTY Francia 8 e 9 luglio (TORINO: Teatro Astra) VOYAGEURS IMMOBILES – PRIMA NAZIONALE (90 min) creazione 2010 della Compagnie Philippe Genty di: Philippe Genty regia: Philippe Genty e Mary Underwood con: Amador Artiga, Marjorie Currenti, Marzia Gambardella, Manu Kroupit, Pierrick Malebranche, Angélique Naccache, Lakko Okino, Simon T Rann musiche: Henry Torgue e Serge Houppin regia luci: Thomas Dobruszkès regia del suono: Antony Aubert costumi: Victoria Desogos, Tomoe Kobayashi produzione: MCNN Maison de la culture de Nevers; in coproduzione con: Compagnie Philippe Genty, Théâtre André Malraux - Rueil Malmaison, Espace Jacques Prévert - Aulnay-sous-Bois, La Coursive - Scène Nationale La Rochelle, Théâtre du Toursky - Marseille, Théâtre du Rond Point - Paris, Altstadtherbst Kulturfestival Düsseldorf, Théâtre Romain Rolland - Scène conventionnée de Villejuif et du Val-de-Bièvre; con il sostegno di: Ministère de la Culture - DRAC Bourgogne, Conseil Régional de Bourgogne, Conseil Général de la Nièvre, Ville de Nevers È un sogno ad occhi aperti quello che Philippe Genty offre al pubblico. Da 30 anni la forza e l‟universalità delle sue sorprendenti visioni, mescolano in scena interpreti in carne e ossa e oggetti quasi “vivi”, ambienti surreali e azioni fisiche, attingendo ai paesaggi interiori come all‟inconscio collettivo, suscitando nei pubblici più diversi meraviglia e commozione. Voyageurs immobiles è il remake di Voyageur immobile, al singolare, spettacolo del 1995 in cui Genty travasava le suggestioni degli straordinari paesaggi attraversati durante i suoi viaggi avventurosi in un‟esperienza onirica al di là delle frontiere di spazio e tempo. Oggi, con Voyageurs immobiles, la metafora si allarga a comprendere l‟intera umanità, con i suoi terrori, i suoi lutti, le sue vergogne e le sue icone. Genty si interroga sull‟ossessione contemporanea di “imballare tutto”, senza alcuna attenzione per le ricadute che ne derivano sull‟ambiente porta i suoi 8 viaggiatori in luoghi ibridi, creati dal connubio fra natura e materiali da imballaggio: un oceano di plastica, un mare di carta… in continua metamorfosi, in bilico fra paesaggi dell‟immaginazione e ambienti emotivi, fatti di sentimenti e stati d‟animo. Il risultato è un curioso viaggio all‟insegna del sense of humor, del surreale e della leggerezza. PHILIPPE GENTY Marionettista e “mago dello spettacolo”, etichetta a cui tenta per tutta la vita di sfuggire, Philippe Genty negli anni ‟60 ha attraversato 47 paesi e 8 deserti per un film-reportage sul teatro di marionette nel mondo. Dopo esperienze di cabaret e televisione, fonda la propria compagnia insieme alla danzatrice Mary Underwood, scegliendo il teatro visuale come campo d‟espressione. Per l‟Esposizione Universale di Lisbona ha creato nel 1999 Océans et utopies, evento con 200 fra attori, danzatori, artisti circensi e tecnici, visto in 5 mesi da più di 3 milioni di spettatori. Tra le produzioni recenti, Concert incroyable, Zigmund follies, Ligne de fuite, La fin des terres, Boliloc. www.philippegenty.com TEATRO DO MAR Portogallo 8 luglio (TORINO: Piazzetta Reale) NUSQUAM – PRIMA NAZIONALE (60 min) ideazione, regia e direzione artistica: Julieta Aurora Santos con: Carlos Campos, Luís João Mosteias, Patrícia Andrade, Sérgio Vieira coreografia: Félix Lozano scenografia e realizzazione tecnica: João Calvário video: Eurico Coelho ambiente sonoro: @C [Pedro Tudela e Miguel Carvalhais] effetti speciali: Pedro Pereira costumi: Rita Carrilho sartoria: Edileusa Oliveira disegno luci: Bernard Guyollot produzione: Teatro Do Mar Quattro torri alte 7 metri, grandi sfere trasparenti, immagini video e 4 attori/acrobati/danzatori alle prese con una riflessione multimediale sulla società contemporanea per uno spettacolo di strada ad alto impatto visivo ed emotivo, fra nouveau cirque, danza, teatro e video installazioni. Questo è Nusquam dei portoghesi Teatro Do Mar, che racconta le ossessioni e gli stereotipi in cui vivono e si rifugiano tutti quegli uomini e quelle donne che hanno smesso di sognare. C‟è chi insegue il mito del denaro e della carriera, chi il miraggio del successo, chi un amore non corrisposto, ciascuno chiuso nel proprio mondo, come monadi di plexiglas che hanno smarrito la propria identità e i propri valori più autentici. L‟uomo contemporaneo, bombardato da mille informazioni, stimoli, modelli ed effimere illusioni, fatica a trovare le proprie radici e il senso più profondo della vita, e spesso rischia di arrendersi al vuoto, all‟assenza di una memoria affettiva e culturale che lo rendono alieno anche a se stesso. Julieta Aurora Santos descrive con grande poesia alcuni aspetti claustrofobici della modernità, rinunciando ai luoghi comuni e ai toni apocalittici per ritrovare nella leggerezza di corpi sospesi nel vuoto la cifra di una fotografia autentica dell‟oggi. TEATRO DO MAR Originaria di Sines, nei pressi di Lisbona, la compagnia Teatro Do Mar viene fondata nel 1986 e si è affermata a livello internazionale grazie all‟originalità del suo linguaggio che unisce differenti discipline artistiche, dalle nuove tecnologie alle arti plastiche, dal nouveau cirque alla danza, coinvolgendo artisti di diversa formazione. L‟intento è di parlare ad un ampio pubblico, in particolare ai giovani, utilizzando la raffinatezza del linguaggio e l‟alto impatto visivo delle performance per condurre una riflessione strutturata sulla società contemporanea. Ospite di numerosi festival internazionali in tutta Europa, la compagnia ha all‟attivo oltre 50 spettacoli. www.teatrodomar.com HELLO!EARTH Danimarca 9, 10, 12, 13, 14, 15, 16, 17 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale e altri luoghi) TOMORROW EVERTYHING WILL BE DIFFERENT: EDITION TORINO CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010 (90 min) un percorso “do it yourself” in diversi luoghi della città basato sul procedimento “The world in Technicolor” ideazione: hello!earth, Vera Maeder e Jacob Langaa Sennek con: Boaz Barkan, Andre Bern, Candice Didonet, Kristofer Krarup, Jacob, Jacob Langaa Sennek, Vera Maeder, Seimi Nørregaard, Inge Agnete Tarpgaard, Jens Backvall, Mette Guldborg Hansen sistema SMS: Janos Smedegaard alias Dr. Jones produzione: hello!earth per Metropolis Biennale Copenhagen 2009 con il sostegno di Danish Arts Council Committee for the Performing Arts, Copenhagen City Council e Copenhagen International Theater con il sostegno di Ambasciata di Danimarca Un gruppo di persone cammina per Torino. Molte di loro non si conoscono e forse non conoscono bene quella parte della città, la stanno esplorando insieme. Seguono un percorso che qualcun altro ha stabilito, dall‟esterno, e che arriva via SMS. Ma che cosa stanno facendo? Una ricerca sullo spazio urbano, un esperimento sociologico, una “passeggiata” interattiva? È una performance “do it yourself” in cui il pubblico diventa protagonista, un‟esperienza sensoriale e mentale attraverso l‟ambiente cittadino, orchestrata dalla eclettica piattaforma artistica hello!earth, in arrivo dalla Danimarca. Un mix di varie discipline e nuovi media coinvolge gli spettatori nella creazione di un‟inclassificabile “opera d‟arte partecipativa”, fra installazione, environment e performance site-specific. Intrigato dalle mille sfaccettature della quotidianità, hello!earth, grazie a un abile slittamento dei punti di vista, costruisce in Tomorrow everything will be different: edition Torino una fiction su misura che diviene una seconda realtà, per porre allo spettatore una domanda: che cosa è veramente reale? L‟obiettivo di questa curiosa ricerca sul campo è mettere in discussione ciò che ogni giorno vediamo e scoprire se è possibile modificare, attraverso l‟arte, il modo in cui ci mettiamo in relazione con gli altri e con l‟ambiente che ci circonda. HELLO!EARTH Piattaforma artistica multidisciplinare, hello!earth è diretta dalla danzatrice e coreografa Vera Maeder e dal visual designer e compositore Jacob Langaa Sennek, entrambi danesi, che sui singoli progetti si avvalgono di varie collaborazioni. Performance sitespecific, environment, arte partecipativa, installazioni in luoghi urbani e naturali, teatro fisico sono gli ambiti creativi in cui si muove il gruppo. A partire dal 2005 hello!earth sviluppa il metodo “The invisible Reality Show - The World in Technicolor”, ideando “passeggiate interattive” che intervengono nel paesaggio quotidiano con una realtà parallela, creata direttamente dalle percezioni degli spettatori protagonisti della performance. Vera Maeder ha collaborato, in ambito teatrale, con realtà come la Volksbuehne di Berlino, il Total Teater svedese e la Lone Star Productions di Copenhagen. Jacob Langaa Sennek collabora attualmente con la Royal Danish Opera. www.helloearth.cc >hello!earth< audizione Audizione per artisti: “Tomorrow everything will be different: edition Torino” Site-specific performative walk diretta da hello!earth per Teatro a Corte 2010 Tomorrow everything will be different è un percorso all‟interno della città creato per il pubblico, un viaggio che coinvolgerà uno spettatore alla volta e lo porterà a fare nuovi incontri e ad interagire con altre persone. Ogni percorso è una storia basata sulle personali esperienze dello spettatore, sulle sue sensazioni e sul suo modo di approcciarsi al mondo circostante. È un invito a mettere in discussione il proprio modo di pensare offrendo un inconsueto modo di vivere la città. Cos‟è reale e cosa è finzione? La performance, realizzata per la prima volta a Copenhagen per Metropolis Biennale 2009, verrà riadattata per la città di Torino. Per il progetto di Torino si cercano 10 giovani artisti interessati a svolgere un lavoro collettivo e aperto all‟interazione con il pubblico. Il progetto è rivolto a danzatori, musicisti e attori, ma anche ad artisti specializzati in arti visive, video e multimedia, a giornalisti, filosofi e sociologi. È previsto un workshop di 2 giorni di introduzione al metodo di ideazione e creazione della compagnia, attraverso il quale verrà fatta la selezione tra i candidati. www.helloearth.cc Audizione workshop: Prove fase 1: Prove fase 2: Performances: 3 e 4 giugno dal 7 all‟11 giugno dal 5 all‟8 luglio dal 9 al 18 luglio Gli artisti che parteciperanno alla performance dovranno essere disponibili in tutte le fasi del progetto. È previsto un rimborso spese per i giorni di performance. Iscrizioni e info: [email protected] - tel. 011 5119409 MICHELE ANNE DE MEY Belgio 9 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio) NEIGE - PRIMA NAZIONALE (70 min) ideazione: Michèle Anne De Mey, Grégory Grosjean, Sylvie Olivé, Nicolas Olivier coreografia: Michèle Anne De Mey creato e interpretato da: Gabrielle Iacono, Gala Moody, Kyung Hee Woo, Ashley Chen, Leif Federico Firnhaber, Adrien Le Quinquis scenografia: Sylvie Olivé disegno luci: Nicolas Olivier costume: Sylvie Olivé, Michèle Anne De Mey, Estelle Bibbo musiche: L. Von Beethoven 7e Symphonie (II mouvement/Allegretto), Robert Schumann Beethoven Etudes, Jonathan Harvey Mortous Plango, vivos voce, Thierry De Mey Stalker (musica elettronica) realizzazione sonora: Dominique Warnier, Raphaelle Latini testo: Ivo Ghizzardi produzione: Charleroi/Danses, Centre Chorégraphique de la Communauté Française de Belgique; in coproduzione con: Grand Théâtre de Luxembourg, Festival de Danse de Cannes, Théâtre de Namur, Maison de la Culture d‟Amiens; con il sostegno di: Ministère de la Communauté française Wallonie-Bruxelles Service de Danse, WBI (Wallonie Bruxelles International) e WBT (Wallonie Bruxelles Théâtre) in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Una natura forte e selvaggia, come quella cantata dagli autori del Romanticismo. L‟atmosfera ammaliante e insieme terrificante di un racconto magico che ricorda l‟infanzia. E, come un mantra, neve, tantissima neve che cade continuamente, lenta, veloce, soffiata dal vento e sollevata dalle traiettorie di corpi che vagano nello spazio. Queste sono alcune delle suggestioni di Neige, la nuova creazione di Michèle Anne de Mey, dal fascino ipnotico. Uno spettacolo in bianco e nero sulle note della Settima Sinfonia di Beethoven che racconta la parabola della vita dell‟uomo in relazione all‟universo. Da un lato la potenza degli elementi naturali, dall‟altro il carattere effimero e fragile della nostra vita. Il confronto con la natura cambia tutte le percezioni: dilata il tempo e lo spazio e invita anche il pubblico a lasciarsi andare, per entrare nel fluire della neve e della musica, trovando così un‟armonia nel turbinio di un caos solo apparente. Neige è un viaggio negli abissi del sogno, in cui il naturalismo slitta verso l‟astrazione e ci rivela il nostro appartenere al cosmico scorrere delle cose. MICHELE ANNE DE MEY Coreografa belga formatasi al Mudra di Maurice Béjart, ha collaborato per sei anni con Anne Teresa de Keersmaeker firmando e interpretando diverse coreografie, dalla celebratissima Rosas danst Rosas (1983) a Elena’s Aria (1984) e Ottone, ottone (1988). Nel 1990, in occasione dello spettacolo Sinfonia Eroica, fonda la sua compagnia con la quale ha realizzato sino ad oggi 15 creazioni di grande successo come 13 Reasons...(to sing), Création in collaborazione con Thierry De Mey, 12 Easy Waltzes (2004), Raining Dogs (2002), Utopie (2001). Le sue coreografie hanno suggerito la creazione di diversi dance film come ad esempio Love Sonnets e 21 Etudes à danser di Thierry De Mey e Face à Face di Eric Pauwels. Nel 2005 è chiamata alla direzione artistica di Charleroi/Danses, Centre chorégraphique de la Communauté française, insieme a Pierre Droulers, Thierry De Mey e Vincent Thirion. Nel 2006 riporta in scena Sinfonia Eroica con una fortunata tournée internazionale di oltre 100 repliche. Nel 2007 è la volta di P.L.U.G. e nel novembre 2009, alla Biennale Danza di Charleroi, debutta con Neige. www.charleroi-danses.be AMBRA SENATORE / ILARIA TURBA Italia 10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - sala del Museo) NON SO FARE MAGLIE - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010 progetto installativo di Ambra Senatore e Ilaria Turba in collaborazione con Festival delle Colline Torinesi Una piattaforma 10x10 m di maglia bianca fatta a mano, un ambiente domestico e accogliente fatto di immagini proiettate su muri coperti di filo, gomitoli, collages, fotografie: Ambra Senatore e Ilaria Turba invitano gli spettatori nel cuore di una installazione interattiva, in cui un gigantesco tessuto di maglia si allunga grazie al lavoro collettivo e nelle trame entrano di diritto immagini e azioni create dai visitatori in tempo reale. Ambra, danzatrice, guida gli ospiti in una serie di performance, con l‟idea che a ogni corpo corrisponda una danza naturale piena di senso, mentre Ilaria, artista visiva, cattura le immagini che via via si formano, riproponendole come foto e video. Tutte le tracce di questi incontri - suoni, azioni, forme e racconti - restano nella maglia, che cresce ininterrottamente da una rappresentazione all‟altra come un blog/memoria di ciò che è accaduto. Accadono “cose vere” in questo percorso di creazione collettiva, immerso in uno spazio aperto e un tempo senza interruzioni (l‟installazione è non-stop e le due artiste mangiano e riposano dentro la piattaforma) che gioca con il tema della memoria femminile e riflette con ironia su uno dei simboli di una capacità manuale ormai perduta. AMBRA SENATORE Torinese, lavora nell‟ambito del teatro-danza in Italia e in Francia dal 1997. Premio Equilibrio 2009 con il progetto Passo (Auditorium - Fondazione Musica per Roma), crea soli caratterizzati da una vena umoristica e surreale che ribalta il punto di vista sulla realtà quotidiana. Ha seguito, nel suo percorso di formazione, gli insegnamenti di Raffaella Giordano, Carolyn Carlson, Dominique Dupuy, Jean Cébron, Malou Airaudo, Bill T. Jones, Ivan Wolf, Nigel Charnock, Karin Waehner, Michele Abbondanza, Antonella Bertoni e Roberto Castello. Ha collaborato con Jean Claude Gallotta, Giorgio Rossi, Georges Lavaudant, Marco Baliani e fa parte della compagnia ALDES, diretta da Roberto Castello. ILARIA TURBA Visual artist, lavora con fotografia, video e nuovi media. Dal 2000 presenta i suoi progetti in esposizioni personali e collettive, festival ed eventi live in Italia e all‟estero. Cura progetti interdisciplinari, i cui risultati sono - più che nell‟opera conclusa - nel percorso di creazione che può coinvolgere attivamente reti e comunità locali e piattaforme virtuali. Identità, memoria e immaginari collettivi sono le tematiche principali del suo percorso. Tra le sue mostre fotografiche si ricordano Figli degli altri, Progetto PersonAe, Follie, tra i suoi video Attempt n. 1, progetto europeo realizzato in collaborazione con Michela Lucenti e Balletto Civile, Oltre la soglia, rilettura in forma audiovisiva di Follie, il reportage fotografico sui manicomi in Italia, Orti condivisi, sulla riqualificazione urbanistica e metropoliTANA, viaggio per bambini attraverso otto immaginarie fermate della metropolitana. www.ambrasenatore.com www.ilariaturba.com BERLIN Belgio 10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - cortile) #2 IQALUIT – PRIMA NAZIONALE (60 min) progetto Holocene di Berlin: Bart Baele & Yves Degryse in coproduzione con: STUK [Leuven, B], Vooruit [Gent, B], KVS [Brussels, B] Dentro un igloo di metallo di 6x4 m, 7 schermi raccontano per immagini una capitale di appena 6.000 abitanti: Iqaluit è la prima città dell‟Inuit, ex costola canadese al Circolo Polare Artico, un territorio grande come tutto l‟Est Europa in cui vivono circa 25.000 persone. Ci si arriva soltanto in aereo, conta 25 km di strade su cui circolano poco più di 2.000 auto. Eppure, in bilico fra tradizione e vita moderna, Iqaluit sogna di crescere. Il pubblico entra nell‟igloo e sceglie liberamente come muoversi fra gli schermi, mentre indossa delle cuffie per ascoltare i suoni di ciascun frammento video. La sensazione di essere dentro a un solo luogo si rafforza quando, a intervalli regolari, tutti gli schermi riproducono la stessa immagine e il medesimo soundtrack. Il collettivo belga Berlin, dopo 2 mesi di osservazioni e riprese sul campo, dà vita a un‟opera fra installazione e documentario in grado di cogliere perfettamente il carattere di questa incredibile città sospesa sul ghiaccio. 10 e 11 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta) #3 BONANZA – PRIMA NAZIONALE (70 min) progetto Holocene di Berlin: Bart Baele & Yves Degryse in coproduzione con: STUK [Leuven, B], Vooruit [Gent, B], KVS [Brussels, B] Un gigantesco plastico di 7x3 m ricostruisce in scala una città di 5 case: a ogni casa corrisponde uno schermo su cui scorre un‟intervista. I punti di vista degli abitanti delle 5 case, ripresi separatamente, durante la performance divengono veri e propri personaggi di un dialogo surreale. Tutti odiano tutti, tutti temono i vicini e dall‟intreccio delle interviste, che mano a mano prende la forma di una fiction, emergono addirittura delle accuse di omicidio. La più piccola cittadina del Colorado, Bonanza, ha 7 abitanti: quando la sua miniera era attiva, ne aveva 6.000, con 36 saloon, 7 sale da ballo e un numero impressionante di prostitute a disposizione dei minatori. Chi sceglieva di venirci era spinto dal motto: arrivi, diventi ricco, te ne vai. Ma che cosa è diventata oggi? Berlin cerca di scoprirlo girando un documentario “teatrale”, in cui incontra i sette membri di questo desolato microcosmo: una strega, un prete, una coppia gay che sostiene di essere in contatto con gli elfi, un pompiere, una coppia di anziani. Geniale ritratto filmico di un mondo in miniatura che riproduce contrasti a carattere universale, Bonanza risucchia lo spettatore in un incredibile città fantasma in cui “la realtà è molto più sorprendente di tutto ciò che si potrebbe inventare”. BERLIN Fondato da Bart Baele e Yves Degryse, Berlin è un collettivo artistico attualmente in residenza al centro STUK di Lovanio (Belgio). La caratteristica principale del suo metodo di lavoro è l‟interdisciplinarietà: affronta vari campi di ricerca scegliendo di volta in volta differenti media e diverse collaborazioni con artisti e accademici. Presenta le sue opere sia in teatri sia in musei o location inusuali. Nel 2003 ha iniziato il progetto Holocene (il nome dell‟attuale era geologica), una serie di ritratti di città girati come documentari e poi trasformati in installazioni/performance: ne fanno parte #1 Jerusalem, #2 Iqaluit, #3 Bonanza, #4 Moscow. Durante l‟estate 2010 Berlin, in collaborazione con il Theater der Welt, realizzerà un ritratto della regione della Ruhr. www.berlinberlin.be BILLY COWIE Regno Unito 10 e 11 luglio (RIVOLI: Castello - sala del Museo) THE REVERY ALONE – PRIMA NAZIONALE (7 min) in collaborazione con British Council Il pubblico è sdraiato per terra e, munito di appositi occhialini, guarda a pancia in su il soffitto dove viene proiettato The Revery Alone, un dance film che grazie alla visione in 3D sembra una performance reale. Sono 7 minuti intensi, di pura bellezza e poesia, interpretati dalla danzatrice elvetico-iraniana di Maurice Bejart Eleonore Ansari. Il suo corpo diventa una scultura e si muove con una lentezza lirica e affascinante in un‟atmosfera sospesa e a tratti mistica, di grande coinvolgimento. Presentato al Sadler‟s Wells di Londra nel 2008, The Revery Alone ha subito catturato l‟attenzione della stampa e del pubblico, dimostrandosi un‟esperienza imperdibile. 21 - 25 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale) GHOSTS IN THE MACHINE – PRIMA NAZIONALE (25 min) in collaborazione con British Council Così avevano intitolato il loro album del 1981 i Police. Così intitola la sua ultima creazione Billy Cowie che qui sviluppa ulteriormente le tecniche messe a punto nei lavori precedenti, unendo sofisticate tecnologie stereoscopiche a creative coreografie che danno vita ad una intensa esperienza tridimensionale. “Dance Installation in 3D” ecco la possibile definizione di questi 25 minuti di danza, musica e parole (in inglese con sottotitoli in italiano) in cui Jennifer Potter, Rachel Blackman e Victoria Melody si divertono a mescolare registri alti e bassi, affiancando l‟esistenzialismo alla TV spazzatura. Il pubblico, sempre munito di occhialini per la visione 3D, condivide lo spazio con queste tre donne un po‟ sopra le righe che cercano di ricordare in quale film western reciti ora Marshall McLuhan. BILLY COWIE Personalità poliedrica, Billy Cowie, attualmente docente presso l‟Università di Brighton, è autore musicale, scrittore e filmmaker, impegnato nell‟area delle performance e delle installazioni di teatro e danza. Ha realizzato più di 20 performances in collaborazione con la coreografa e danzatrice Liz Aggiss della compagnia Divas Dance Theatre; ha lavorato alla realizzazione di progetti video per la BBC e Channel 4; ha composto le musiche per diversi film diretti da Tony Palmer, Chris Rodley, Stephen Frears e Bob Bentley, per tre progetti della BBC Radio e per le performances di Marie McLaughlin, Nicola Hall, Gerard McChrystal, Daphne Scott-Sawyer, Juliet Russell, Rowan Godel, Pammjit Pammi e Naomi Itami. Nel 2006 ha curato il libro Anarchic Dance, raccolta di diversi contributi critici e analitici sul lavoro filmico e performativo da lui condotto con la Aggiss. Apprezzato a livello internazionale, l‟artista inglese è stato di recente ospite al TPAM di Tokio. www.billycowie.com O ULTIMO MOMENTO Portogallo 10 luglio (RIVOLI: Castello - cortile) CONTIGO – PRIMA NAZIONALE (30 min) uno spettacolo di: Joao Paulo Dos Santos e Rui Horta con: Joao Paulo Dos Santos musiche: Tiago Cerqueira e Vitor Joaquim costumi: Pedro Dos Santos disegno luci: Rui Horta produzione: Scènes de Cirque; in coproduzione con: O Ultimo Momento, Festival d‟Avignon 2006, SACD/Le Sujet A Vif; con il sostegno di: O Espaço do Tempo, Montemor o Novo (Portugal) la compagnia O Ultimo Momento è sostenuta da Culturesfrance Un coreografo e un artista circense si incontrano su richiesta del festival di Avignone per creare insieme uno spettacolo. Il coreografo è Rui Horta, l‟acrobata è Joao Paulo Dos Santos, entrambi sono portoghesi, ciascuno ha un suo linguaggio ma accettano la sfida di trovarne uno comune. Nasce così, nel 2006, Contigo un lavoro di grande raffinatezza estetica che non rinuncia alle emozioni, e sin dal titolo è una dichiarazione degli artisti allo spettatore: “sono con te”. Acrobata esperto nell‟uso del palo cinese, Joao Paulo Dos Santos cerca da sempre un‟armonia tra se stesso, il palo su cui si esibisce e il pubblico che a testa in su lo osserva. Rui Horta, danzatore e coreografo, considerato tra i pionieri della danza contemporanea in Portogallo, cerca da sempre un dialogo tra discipline diverse. I due hanno messo a confronto le loro differenti concezioni artistiche del corpo e degli oggetti e hanno creato una performance intensa, fra cielo e terra, dove l‟acrobazia è filtrata dalla danza e segue una partitura coreografica fatta di un crescendo graduale in cui si assiste ad un dialogo e un gioco fra l‟acrobata, il palo e una sedia, unici abitanti dello spazio scenico. Contigo, applaudito nell‟ultima edizione del prestigioso London International Mime Festival, conta ormai oltre 100 repliche in tutta Europa, Asia, Africa e America. O ULTIMO MOMENTO / JOAO PAULO DOS SANTOS Joao Paulo Dos Santos ha creato nel 2004 con il musicista francese Guillaume Dutriex la compagnia O Ultimo Momento con la quale ha realizzato gli spettacoli Peut-Être, Contigo, Voar, Vertigem, presentati in tutto il mondo. Formatosi alla scuola di circo di Lisbona e di Rosny, Dos Santos fa parte del collettivo artistico Cheptel Aleïkoum e ha lavorato, tra gli altri, con Philippe Genty. RUI HORTA Inizia la sua carriera con il Gulbenkian Ballet e dopo sette anni a New York ritorna in Portogallo dove fonda nel 1991 la compagnia S.O.A.P. con cui crea sei spettacoli. Intraprende diverse collaborazioni con centri artistici di vari Paesi e oggi è uno dei capofila del centro di ricerche multidisciplinari di Evora, in Portogallo. www.scenesdecirque.org DAME DE PIC Belgio Il Festival Teatro a Corte dedica un focus al lavoro della coreografa belga Karine Pontiers, presentando ben 4 suoi spettacoli: un lavoro per tre interpreti (Humus Vertebra) e 3 soli (Fidele à l’eclaire, Havran, Babil). Si tratta di un‟occasione preziosa per osservare attraverso una piccola antologia l‟attività di una delle più interessanti coreografe della Comunità Wallona che presenta 4 lavori tutti legati dallo stesso elemento ispiratore, la figura dello spaventapasseri, creatura buffa, misteriosa e contradditoria, che dovrebbe far la guardia e incutere timore ma spesso è oggetto di scherno. 14 e 15 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio) HUMUS VERTEBRA - PRIMA NAZIONALE (55 min) coreografia: Karine Ponties con: Eric Domeneghetty, Claudio Stellato, Jaroslav Vinarsky film d‟animazione e collabozione artistica: Stefano Ricci scenografia e consulenza artistica: Wilfrid Roche disegno luci: Florence Richard musiche originali: David Monceau; altre musiche: Sigur Rós costumi: Samuel Dronet produzione: Dame de Pic; in coproduzione con: Centre Chorégraphique National d‟Orléans dans le cadre de l‟accueil studio 2008-Ministère de la Culture (France), Théâtre Les Tanneurs (Belgique), O Spaço do Tempo de Montemor O Novo (Portugal), Festival de Marseille (France), Charleroi/Danses (Belgique), Centre départemental de créations en résidence des Bouches-du-Rhône, les Salins / Scène nationale de Martigues (France), Arcadi (France), Centre des Bords de Marne (France), CDC/ Biennale nationale du Val de Marne (France); con il il sostegno di: Ministère de la Communauté française Wallonie-Bruxelles – Service de la Danse, Association Beaumarchais (aide à l‟écriture), Ballet national de Marseille dans le cadre de l‟accueil studio, de Wallonie Bruxelles Théâtre/Danse in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International In Humus Vertebra lo spaventapasseri prende forma nelle figure di tre barboni alle prese con grosse casse di legno, su di uno spazio che ricorda la pista di un circo e con un fondale magico, sul quale si materializzano disegni di grande effetto poetico realizzati appositamente per lo spettacolo. Attenta ad un processo creativo che si modella sul confronto e sull‟interazione con artisti di discipline differenti, Karine Pontiers per Humus Vertebra ha infatti lavorato con il disegnatore Stefano Ricci, capace di realizzare disegni che “sono vere esplosioni di sensi, e vere miniature di messe in scena“, punto di partenza per generare personaggi che poi prendono corpo grazie all‟abilità di Eric Domeneghetty, Claudio Stellato e Jaroslav Vinarsky. Ora rarefatto e minimale, ora energico e intenso, lo spettacolo è un piccolo manifesto della coreografia della Ponties: mescola atmosfere fiabesche, comicità, tenerezza venata di malinconia, incrocia danza e acrobatica, mimo, nouveau cirque, manipolazione di oggetti e immagini filmiche proiettate in scena. 16 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio) FIDELE A L’ECLAIRE – PRIMA NAZIONALE (20 min) ideazione e coreografia: Karine Ponties con: Claudio Stellato disegno luci: Florence Richard costumi: Samuel Dronet musica: God Speed You Black Emperor Un rastrello e uno schermo bianco su cui proiettare la propria ombra in un dialogo muto tra un sé in carne ed ossa e un‟immagine scura. Questi i semplici oggetti di scena per un lavoro misurato e raffinato, ironico e seducente in cui Claudio Stellato esplora i confini tra l‟astrazione e la concretezza con poetica semplicità. HAVRAN – PRIMA NAZIONALE (20 min) ideazione e coreografia: Karine Ponties con: Jaro Vinarsky disegno luci: Florence Richard costumi: Samuel Dronet musica originale: David Monceau Una canna di bambù e un corpo sinuoso abitano lo spazio scenico in un rarefatto gioco delle parti che racconta l‟avventura dello spaventapasseri attraverso un‟efficace metafora. Il bambù disegna forme concrete e astratte sullo sfondo di un paesaggio nero, in un continuo divenire che sembra modellarsi su impercettibili soffi di vento. BABIL – PRIMA NAZIONALE (20 min) ideazione e coreografia: Karine Ponties con: Eric Domeneghetty testi: Eric Domeneghetty disegno luci: Julie Petit-Etienne costumi: Samuel Dronet musica originale: David Monceau Anche Babil esplora il rapporto con la figura dello spaventapasseri e ne coglie la tensione al cambiamento, alla metamorfosi capace di fare di quell‟oggetto inanimato un corpo quasi umano. Dai suoi primi passi fino ai suoi ultimi giorni l‟uomo non fa altro che sforzarsi di restare in piedi, spiega la coreografa, così il corpo dello spaventapasseri ingaggia una lotta con la materia e cerca con fatica una nuova e più solida identità. i tre spettacoli sono prodotti da: Dame de Pic/Compagnie Karine Ponties; in coproduzione con: Centre Chorégraphique National d‟Orléans dans le cadre de l‟accueil studio 2008- Ministère de la Culture, O Espaço do Tempo de Montemor-O-Novo, Théâtre Les Tanneurs; con il sostegno di: Ministère de la Culture de la Communauté Wallonie-Bruxelles/service de la danse in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International KARIN PONTIERS Francese, classe 1967, la coreografa Karine Pontiers si forma a Barcellona e nella Bruxelles del Mudra di Béjart, e lavora con grandi nomi della danza belga, da Frédéric Flamand a Michèle Noiret, da Nicole Mossoux e Patrick Bonté a Pierre Droulers, per poi fondare nel 1995 la sua compagnia. Nell‟arco di 15 anni crea più di 20 spettacoli prendendo parte a progetti internazionali e realizzando tournèe in Europa, America, Canada e Corea. Il suo metodo di lavoro la porta ad intessere collaborazioni con artisti di varie discipline, dall‟artista visivo Thierry Van Hasselt ai compositori Dominique Pauwels et Het muziek Lod e Jan Kuijken fino al disegnatore Stefano Ricci e all‟illustratrice Beatrice Alemagna con la quale sta lavorando ad un progetto per il 2011. Di recente è stata scelta tra i 7 coreografi protagonisti del progetto europeo Intradance (2010). www.damedepic.be CAMILLE BOITEL Francia 14 e 15 luglio (TORINO: Teatro Astra) L’IMMEDIAT - PRIMA NAZIONALE (60 min) di: Camille Boitel con: Marine Broise, Aldo Thomas, Pascal le Corre, Camille Boitel, Jérémie Garry, Jacques-Benoît Dardant scene: Benoît Finker, Thomas de Broissia, Martin Gautron, Martine Staerk disegno luci: Benoît Finker produzione: Lamereboitel; in coproduzione con: Le Merlan, Scène Nationale de Marseille, Théâtre de la Cité internationale, Manège; Scène Nationale de Reims; con il contributo di: Ministère de la Culture et de la Communication: DRAC Ile de France et DMDTS, Ville de Paris; con il sostegno di: La Ferme du Buisson; au Théâtre de Grasse; L‟Imprimerie des Arts avec le Centre Culturel Français de Vilnius; L‟Entresort / Furies; Regards et Mouvements / Hostellerie de Pontempeyrat; L‟Hippodrome Scène Nationale de Douai; Carré des Jalles; Périscope; Théâtre de l‟Espace - Scène Nationale de Besançon Irresistibile, geniale, esilarante, un “Buster Keaton scapigliato”: ecco come la stampa francese definisce Camille Boitel, enfant prodige del teatro di strada che ha messo in scena il suo primo spettacolo a 12 anni. E ora con L’immédiat l‟artista crea un‟indefinibile opera fra circo, danza e teatro, un meccanismo perfetto di tecniche acrobatiche, effetti scenografici e comicità surreale. Dalle pagine della rivista Mouvement Jean Marc Adolphe, per descrivere l‟incredibile impatto di questa scena in movimento, ammonisce il pubblico con un ironico consiglio: “Amanti dei palcoscenici minimali, cedete il passo. Perché di fronte a L’immédiat rischiate una sincope, se non vi viene un infarto!”. Ne L’immédiat niente è sotto controllo e tutto, irrimediabilmente, crolla. La scena cade, cede, ineluttabilmente alla forza di gravità. È una babele di oggetti quotidiani incastrati fra loro in un precario equilibrio, che subito si rompe con l‟ingresso dei bravissimi acrobati di Lamereboitel, in un divertentissimo effetto “domino”. Fra scope, lampade, scale, porte e altri mille oggetti accatastati alla rinfusa si muovono anche l‟uomo fannullone, che cerca di interagire con questo stranissimo mondo restando quasi immobile, l‟uomo con la testa fra le nuvole, che non si accorge di staccarsi dal suolo, l‟uomo che sussulta a qualsiasi brusio. Tutti personaggi buffi e insieme amaramente ironici, “naufraghi del mondo moderno”, che vivono con tutta la loro straripante energia il presente, raccontano la forza e la bellezza del disordine ma anche l‟inarrestabile catastrofe di tutte le cose. Capolavoro comico, lo spettacolo di Boitel è anche una favola dolente sulla fragilità dell‟essere umano. Saranno poi presentate sempre il 14 e il 15 luglio alla Cavallerizza Reale di Torino due installazioni interattive di Camille Boitel: Le bribophone à cassette e Le cinéma “miettes”. CAMILLE BOITEL Francese, 29 anni, ha iniziato a fare spettacoli di strada a 12 anni, insieme alla sorella, la contorsionista Rapaëlle che ha lavorato negli spettacoli di James Thierrée. Acrobata, danzatore, attore e musicista, Camille Boitel, è un artista a tutto tondo. Formatosi all‟Accademia di Circo di Annie Fratellini, una delle più importanti famiglie circensi, Boitel ha creato nel suo primo spettacolo L’homme de Hus, un personaggio “disastroso e disastrato” che si colloca agli antipodi dei caratteri proposti dal circo tradizionale perché usa gli effetti speciali per raccontare una storia e non il contrario. Dopo aver lavorato con James Thierrée, nel 2002 fonda il gruppo Lamereboitel e L’immédiat è la sua prima opera corale. www.siparhasard.com EUGENE DURIF / BEPPE NAVELLO Italia 15 e 16 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta) DETTE D’AMOUR - PRIMA NAZIONALE (60 min) di: Eugène Durif regia: Beppe Navello con: Xavier Berlioz, Lorenzo Charoy, Maria Alberta Navello, Karelle Prugnaud musiche: Germano Mazzochetti; musiche dal vivo eseguite da: Alessandro Panatteri scene: Francesco Fassone costumi: Brigida Sacerdoti disegno luci: Marco Burgher produzione: Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con: Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Nel 2007, in occasione del terzo centenario della nascita di Goldoni, la Biennale Teatro di Venezia ha chiesto a Beppe Navello una creazione teatrale ispirata all‟opera di Goldoni che sapesse parlare alla nostra contemporaneità: Navello ha coinvolto Eugène Durif, uno dei drammaturghi francesi più apprezzati di questi ultimi anni. Una prima stesura del testo in forma di studio è stata presentata nel luglio 2007 all'Arsenale di Venezia. Per Teatro a Corte e per il progetto europeo Alcotra, arriva adesso la prima nazionale, con una compagnia di giovani attori francesi e italiani. Un autore di teatro deve scrivere un testo tratto da una delle due opere francesi di Goldoni, Le bourru bienfaisant: per interpretarne meglio la forza espressiva, per farla parlare con più efficacia al mondo contemporaneo. Da questo pretesto celebrativo, Durif è partito per scrivere un‟opera irriverente e provocatoria che di goldoniano nel senso tradizionale della parola non ha nulla: due attrici e un attore regista, in prova, attendono invano che il loro autore consegni finalmente il testo per mettere in scena un atteso spettacolo sul Bourru bienfaisant; ma l‟autore sfugge, cambia continuamente idea, farnetica di nuove poetiche da sperimentare, consegna sporadicamente abbozzi di scene e frammenti slegati di scrittura, confondendo vita privata e progetto creativo. Alla sua depressione ciclotimica contribuisce la convinzione di essere visitato spesso dallo spettro di Goldoni il quale lo spinge a raccontare della propria crisi creativa piuttosto che del Bourru bienfaisant. E così, sul palcoscenico vuoto, si sviluppa un gioco tenero e divertente guidato da una messa in scena che finge di non esserci: e che racconta come sia difficile far teatro riuscendo ad essere “contemporanei”, a parlare al mondo in cui viviamo di cose che lo riguardano. Sapendo alla fine che la cifra del teatro è nella consapevolezza della sua precaria approssimazione, nella sua povertà congenita; che ogni volta il teatro realizzato è “al di sotto delle nostre ambizioni”; che ci sarà da qualche parte, in qualche tempo a venire, uno spettacolo ideale e bellissimo dove finalmente riusciremo a dire tutto quello che vogliamo. BEPPE NAVELLO Si è formato teatralmente al Teatro Stabile di Torino come assistente di Mario Missiroli. Regista di allestimenti di teatro classico e contemporaneo (Gli spettri, La donna del mare, Casa di bambola di Ibsen; Il giuoco delle parti e Ciascuno a suo modo di Pirandello), è stato direttore del Teatro Stabile dell‟Aquila e del Teatro di Sardegna. Dal 2001 ha fondato e diretto il Festival Internazionale Teatro Europeo. Dal marzo 2007 è direttore della Fondazione Teatro Piemonte Europa a Torino, per la quale ha firmato due regie: Cinéma!, un film muto in palcoscenico, e Donne informate sui fatti dall‟omonimo testo di Carlo Fruttero. EUGENE DURIF Ha iniziato la carriera di giornalista pubblicando numerosi articoli in riviste e quotidiani come Actuels, Actions Poétique e Le cahiers de Prospéro. Ha adattato diversi romanzi per il teatro, scrive per la radio, il cinema e la televisione. Dal 1998 lavora con il gruppo di teatro e musica di strada Métalovoice. Con Catherine Beau ha fondato la Compagnia L‟Envers du décor. CIRQUE BAROQUE Francia 16 e 17 luglio (MONCALIERI: Castello) LE CIRQUE DES GUEUX (4’SOUS D’CIRQ…) - PRIMA NAZIONALE (60 min) progetto e direzione artistica: Christian Taguet regia: Kazuyoshi Kushida / I atto, Mauricio Celedon / II atto, Karelle Prugnaud / III atto con: Michel Arias (giocoliere), Christophe Carrasco (cinghie aeree), Sylvaine Charrier (contorsionista), Charlotte De La Bretèque (corde aeree), Osmar De Souza (equilibrista sugli attrezzi), Philine Dalmann e Elske Van Gelder (acrobati), Stéphane Dutournier e Laure Sérié (corpo a corpo), Jouni Ihalainen (diabolos), Christer Pettersen (equilibrista su corda) musiche: François Morel / I atto, Luc Le Masne / II atto, Éric Mouquet / III atto coreografie: Lhacen Hamed Ben Bella / II atto, Éric Stieffatre / III atto costumi: Nina Benslimane con la collaborazione di Patrick Cavalie disegno luci: Jean-Marie Prouveze musicisti: Laurent Falso (batteria) e François Morel (piano) regia luci: Matthieu Bertault produzione: Cirque Baroque; in coproduzione con: Théâtre Europe, Festival Janvier dans les étoiles, La Seynesur-Mer, Cirque Jules Verne, Pôle Régional des Arts du Cirque et de la Rue, Amiens Métropole Festival Parade(s), Ville de Nanterre, Fontenay-en-Scènes, Ville de Fontenay-sous-Bois, Théâtre-Opéra de Matsumoto, Japon; con il sostegno di: la DMDTS, la SPEDIDAM, l‟ADAMI, les Conseils Généraux du Val-de-Marne et de Seine-et-Marne Cirque Baroque è in convenzione con DRAC e Région Ile-de-France Christian Taguet, considerato il vero precursore del nouveau cirque, dirige il suo esplosivo Cirque Baroque in un numero di “equilibrismo” drammaturgico: sulla falsariga dell‟Opera dei mendicanti di John Gay, da cui Brecht ha tratto la sua Opera da tre soldi, 3 registi e 3 compositori si succedono “a staffetta” alla testa del gruppo, ricostruendo la trama in un puzzle di 3 coloratissimi atti. I bassifondi londinesi del 1700 rivivono nell‟epopea caotica e travolgente di una gang di giocolieri, strumentisti, acrobati, contorsionisti, fra circo, teatro e musica. Un piglio festoso guida lo spettatore attraverso le visioni dei 3 registi: dallo stile raffinato del giapponese Kazuyoshi Kushida, in dialogo con il jazz di Morel, all‟espressionismo in bianco e nero del cileno Mauricio Celedon, contrappuntato dalle musiche del compositore classico Le Masne; fino al gusto da cabaret della giovane francese Karelle Prugnaud, mescolato alla world music di Mouquet. Tra esilaranti anacronismi, il mirino della satira si sposta dalla Londra del XVIII secolo all‟attualità: in scena arrivano coreografie interpretate da carrelli della spesa, sfilate di uomini-cani, balletti di poliziotti in tenuta antisommossa. Colpi di scena al limite dell‟allucinazione, straripante energia fisica, musica trascinante: ecco gli ingredienti di uno spettacolo eccessivo e sorprendente, consigliato dalla stampa francese a chi abbia ancora voglia di sognare, di commuoversi, di ridere a crepapelle. CIRQUE BAROQUE Christian Taguet, attore, fonda nel 1973 la compagnia Puits aux Images, con l‟intento di rinnovare l‟arte del circo grazie alla drammaturgia, “legando” i numeri messi in scena. Dal teatro di strada che utilizza testi di Molière, Fo e Casona, il gruppo passa a spettacoli fra circo e teatro costruiti sotto chapiteau. Intanto alcuni membri si allontanano per dare vita ai progetti di Cirque Aligre e Zingaro. Nel 1987 nasce Cirque Baroque insieme all‟omonimo spettacolo, il primo ad essere definito di nouveau cirque. Poi, una serie di produzioni che girano il mondo: opere come Noir Baroque e Candides, in tournée in tutta Europa, raggiungono Stati Uniti, Cile, Filippine, Taiwan, Giappone, Corea. www.cirque-baroque.com COMPAGNIE BLANCA LI Spagna/Francia 17 luglio (AGLIÈ: Castello) LE JARDIN DES DELICES - PRIMA NAZIONALE (85 min) pièce per 9 ballerini e un pianista regia e coregrafia: Blanca Li danzatori: Anthony Cazaux, Jean-Gérald Dorseuil, Géraldine Fournier, Yan Giraldou, Glyslein Lefever, Blanca Li, Rafa Linares, Margalida Riera, Yohann Tete pianista: Jeff Cohen video Jardin des délices a cura di: Eve Ramboz musica: Tao Gutiérrez scenografia: Pierre Attrait disegno luci: Jacques Châtelet video: Charles Carcopino sculture corporee: Tilmann Grawe costumi: Laurent Mercier, Françoise Yapo parrucche: Jean-Jacques Puchu produzione: Compagnie Blanca Li; in coproduzionen con: Festival Montpellier Danse 09, Le Théâtre- Scène nationale de Narbonne, Altstadtherbst Kulturfestival (Düsseldorf), DRAC Ile-de-France, CCN de Créteil et du Val-de-Marne (Accueil Studio), Le Studio de la Maison des Arts de Créteil / Film prodotto da La Maison con il patrocinio di Ambasciata di Spagna La stampa francese ha paragonato Blanca Li a Pedro Almodóvar, il pubblico ha salutato con un‟ovazione il suo Le Jardin des délices che ha aperto l‟edizione 2009 di Montpellier Danse e nel quale questa coreografa spagnola, ma francese di adozione, ha finalmente dato corpo a un sogno tenuto nel cassetto per anni: “prolungare sulla scena” il trittico del maestro fiammingo Hieronymus Bosch, osservato con grande curiosità sin da bambina al Museo del Prado di Madrid. Il coraggio di cimentarsi in questa impresa è nato dall‟incontro con la videoartista Eve Ramboz, esperta di effetti speciali, impegnata nella realizzazione di un film d‟animazione sul Giardino delle delizie che è poi entrato in parte nello spettacolo. Il risultato è un emozionante ritratto dell‟umanità capace di intrecciare generi differenti, dal cabaret all‟hip hop, dal musical alla classica, fino al flamenco, in un ritmo esplosivo in cui si suona, si balla, si fa l‟amore, unendo tutte le atmosfere descritte da Bosch, dall‟innocenza del sogno alle ombre della dannazione. Si tratta di un tableau vivant in cui le scene si compongono come in un grande puzzle che rimanda di continuo a due visioni del mondo: l‟universo onirico e brutale di Bosch e la società di oggi vista da Blanca Li, con tutte le sue contraddizioni e banalità. “Ho sempre sognato – spiega Blanca - di fare una coreografia di questo dipinto, in cui l‟inferno si mescola al paradiso, il piacere al vizio e la satira alla morale, che invita ciascuno a trovare la propria via verso un mondo nuovo”. BLANCA LI Coreografa, danzatrice, attrice e filmmaker, Blanca Li nasce a Granada e a 17 anni va a New York per studiare con Martha Grahm e Alvin Ailey. Tornata in Europa si trasferisce in Francia e nel 1993, a Parigi, fonda la sua compagnia di danza creando numerose coreografie apprezzate nei principali festival internazionali (Nana et Lila, Salomé, l’Amour sorcier/El Andalous, Stress, Zap ! Zap ! Zap !, Macadam Macadam, Borderline, Alarme, Le Songe du Minotaure, Corazón Loco, Poeta en Nueva York, Le Jardin des Délices). Dal 2006 è alla direzione artistica del Centro Andaluso di Danza a Siviglia e dal 2009 è artista associata del Centre Chorégraphique National de Créteil et du Val-de-Marne. Sia in Spagna che in Francia è stata insignita di prestigiosi premi e riconoscimenti da parte delle autorità nazionali. www.blancali.com PHILIPPE MALONE / FLAVIO POLIZZY Italia / Francia 18 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio) SETTEMBR(I) - PRIMA NAZIONALE (60 min) di: Philippe Malone con: Flavio Polizzy regia: Michel Simonot musiche: Franck Vigroux suono: Carlos Duarte disegno luci: Eric Bellevegue produzione: Compagnie Amadee in collaborazione con: Face à Face, Fondation Nouveaux Mécènes, Alliance Française “Settembr(i) è un poema e un canto, è un testo fisico”, così lo definisce il regista Michel Simonot che sceglie di mettere a nudo sulla scena la voce e il corpo di questa storia, affidata all‟abile tessitura di suono e parola che ne fanno Flavio Polizzy, attore, e Franck Vigroux, musicista dal vivo. Entrambi vengono sottratti al ruolo di incarnare dei personaggi ma diventano la soglia su cui si affacciano i ritmi, i suoni, le parole, la sintassi, ossia la materia vivente con cui il racconto prende forma. La storia esiste tuttavia ed è la metamorforsi di un ragazzo che vede in faccia la violenza e che riesce a scappare dalla sua camera mentre la sua città è bombardata senza pietà. Fugge su una collina dove rimarrà solo con se stesso e la discesa da quel luogo coincide con il suo trasformarsi in giovane uomo, potenziale autore di stragi. Settembr(i) è un testo politico, in cui le scelte politiche si intrecciano con l‟intimità della vita di un individuo. Settembr(i) è anche un testo che vuole superare le frontiere tra politica, racconto, finzione, poesia e genere drammatico. E il linguaggio riflette tutto il caos esteriore del mondo, la confusione in cui versa una società e la confusione che offusca la ragione dell‟uomo. PHILIPPE MALONE Drammaturgo e fotografo, Philippe Malone presenta le sue prime due opere al Festival La Mousson d‟Eté nel 1998: Zéro défaut (regia di Laurent Vacher) e Catin (regia di Michel Didym e Véronique Bellegarde per lo spettacolo Les Confessions). Riceve l‟Aide à la création della Direction de la Musique, de la Danse, du Théâtre et Spectacles per Pasaran, scrive in seguito III nel 2003 e Titsa per il quale riceve il sostegno della Dmdts e del Centre National du Livre. Da settembre 2000 lavora con la Compagnie du Bredin di Laurent Vachere e, a partire dal 2005, è autore associato al TPG di Saint-Denis con Sylvain Levey, Lancelot Hamelin e Michel Simonot. Settembr(i) è stato rappresentato al Théâtre d‟O di Montpellier da Michel Simonot nel 2009. FLAVIO POLIZZY Regista, attore, traduttore e drammaturgo, ha lavorato fino al 1982 come regista della Compagnia Teatro del Canto di Torino, dal 1983 si trasferisce a Parigi per lavorare al Roy Hart Théâtre con cui approfondisce le proprie ricerche sulla voce, avviate a Torino in ambito accademico con il prof. Ferruccio Masali. FRUTTERO & GRAMELLINI/BRUNO GAMBAROTTA/SORELLE SUBURBE Italia 18 luglio (SANTENA: Villa Cavour) STORIA D’ITALIA IN 150 DATE - CREAZIONE PER IL FESTIVAL (90 min) testi di: Carlo Fruttero & Massimo Gramellini letture di: Bruno Gambarotta e le Sorelle Suburbe (Tiziana Catalano e Luisella Tamietto) in occasione del 150° anniversario dell‟Unità d‟Italia in collaborazione con La Stampa e Comitato Italia 150 Da qualche tempo, un curioso cammino verso le celebrazioni per il 150° dell‟Unità d‟Italia è proposto sulle pagine de La Stampa da Fruttero&Gramellini (ditta giornalistico-letteraria che allude, con assonanza di rima, ad un‟altra radicata nel cuore degli appassionati di letteratura italiana contemporanea): si tratta di cronachette di politica e di costume che raccontano caratteri della vita del nostro paese in quegli anni della seconda metà dell‟Ottocento quando l‟Italia era appena stata unificata e cercava di diventare un paese moderno ed europeo. La verve dei due scrittori e la loro capacità di saper cogliere esempi paradigmatici dei difetti e delle debolezze nazionali, consente di far diventare quei raccontini di microstoria lontana degli straordinari reportage di sconsolante attualità, tra lampi di sarcasmo e gusto per il paradossale: e dunque di capire meglio il senso che ha oggi, per la nostra identità, il processo risorgimentale. Per la tradizionale tappa del Festival a Villa Cavour di Santena, abbiamo chiesto a Bruno Gambarotta di rileggere quei testi insieme alle Sorelle Suburbe e di dar vita a una sorta di cabaret storico-politico, a un recital divertito e irriverente: ai piemontesi viene spesso chiesta ragione del perché si siano tanto spesi per unificare l‟Italia e questi tre artisti brillanti del nostro territorio potrebbero finalmente dare la risposta attesa da un secolo e mezzo... BRUNO GAMBAROTTA Scrittore, giornalista, conduttore televisivo e radiofonico, Bruno Gambarotta è autore e regista di programmi per la radio e la televisione. Collaboratore di diverse testate, ha contribuito alla conduzione della fortunata edizione di Fantastico '87 e delle trasmissioni televisive Porca miseria e Svalutation collaborabndo, tra gli altri, con Adriano Celentano, Fabio Fazio e Luciana Littizzetto. Ha recitato per il teatro in lingua piemontese e scritto romanzi di notevole successo di vendite e critica; fra essi, La nipote scomoda e Torino, lungodora Napoli, Garzanti. Nel 2006 per la casa editrice Morganti apre la collana di romanzi „le Grandi Parodie‟ con Il Codice Gianduiotto, uno spassoso e colto divertissement che fa il verso al Codice da Vinci di Dan Brown. SORELLE SUBURBE Le Sorelle Suburbe vengono dalla scuola francese, con un modo di recitare che unisce il movimento alla parola a testi originali elaborati dalle stesse attrici-autrici. Si sono diplomate a Parigi alla scuola di Teatro Comico di Philippe Gaulier e nel 1987 Tiziana Catalano e Luisella Tamietto hanno fondato il “Gruppo di Teatro Comico Le Sorelle Suburbe”. Dal 1988 a oggi hanno allestito i seguenti spettacoli: Le Suburbe crescono e diventano uomini, Il ritorno delle Suburbe ovvero l’evoluzione della specie, Torna a casa, Ulisse! scritto e interpretato con Bruno Gambarotta, Le Suburbe straparlano d’amore, Il peggio del meglio (repliche in Danimarca, Germania, Francia, Romania), Per un pugno di bambole, Non portarmi nel bosco di sera, ho paura nel bosco di sera, Le Suburbe in crociera; hanno partecipato a Prove tecniche di trasmissione e a Markette con Piero Chiambretti, a Zelig (Italia 1), condotto da Claudio Bisio; al cinema hanno lavorato con Gianni Amelio (Così ridevano 1998), Enzo Monteleone (Ormai è fatta, 1998), Lucio Pellegrini (Tandem), Guido Chiesa (Il Partigiano Johnny, 1999), Piero Chiambretti (Ogni lasciato è perso, 2000), Luciana Littizzetto (Ravanello pallido, 2000 - Se devo essere sincera 2003), Daniele Cini (Last food, 2002). Sono state tra le interpreti di Donne informate sui fatti, regia di Beppe Navello, prodotto dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa. MARIA DONATA D’URSO Italia / Francia 21 luglio (TORINO: Teatro Astra) STRATA ETUDE - PRIMA NAZIONALE (40 min) di e con: Maria Donata D‟Urso in collaborazione con la rassegna La Piattaforma TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO - sezione Coup de Foudre Strata prende corpo sul principio d‟interazione tra tutti gli elementi del „meccanismo‟: il suono, la luce, la scenografia, le presenze, i luoghi… Meccanismo inteso come sistema d‟interazione fra l‟insieme degli elementi messi in gioco per la creazione del progetto in relazione al pubblico. Strata cerca di porre degli interrogativi agli spettatori sulla loro percezione. Il principio scenografico, basato sul comportamento elastico della sua struttura, prende ispirazione dalle sculture « vacue/vuote/assenti/ » create dell‟artista americano della fine degli Anni Cinquanta, Kenneth Snelson, in pieno fermento innovativo tra la pop art, il minimalismo e l‟arte concettuale. La trasformazione morfogenetica dei tessuti che rivestono l‟installazione scenografica, permettono una memoria della forma, impressa dal movimento; la membrana-tessuto che si lascia trasformare dal contatto, costruisce un primo strato della composizione dell'immagine sulla scena. L‟installazione scenografica è anche strumento musicale, fonte del suono e base di diffusione della luce. La messa in atto di un sistema di captazione dei suoni prodotti dai movimenti, è il filo conduttore della ricerca sonora: tutti i movimenti e i contatti con la struttura diventano udibili e suggeriscono diversi livelli, strati, di percezione sonora. Allo stesso modo alcuni elementi della struttura saranno sorgente di luce. La riflessione della luce, il comparire di ombre, i tessuti che si deformano e colgono proiezioni, costituiscono strati di visibilità. Strata prende così forma dalle sovrapposizioni visive, uditive e tattili che confondono i limiti tra spazio interno ed esterno e mescolano le percezioni interne alle impressioni del mondo esterno. MARIA DONATA D’URSO Maria Donata D‟Urso, direttrice artistica e coreografa, vive e lavora a Parigi. Studia architettura, danza classica e contemporanea, energetica cinese, a Catania, Roma, New York e Parigi. Partecipa alle creazioni di Paco Decina, Jean Gaudin, Hubert Collas, Francesca Lattuada, Arnold Pasquier, Marco Berrettini, Christian Rizzo, Wolf Ka_respublica. Nel 1999, crea Pezzo 0, installazione en plein air, ispirata dall‟incontro con Laurent Goldring. Nel 2004, fonda Disorienta, per sviluppare i personali progetti di ricerca, percorsi che sondano gli elementi esistenti nello spazio fisico: assenza/presenza, dentro/fuori e le superfici ambigue, quelle della pelle, quelle che affiorano attraverso lo sguardo. Creazioni Disorienta: Trittico della pelle: - Pezzo 0 (due) creato e presentato a Lisbona nel 2002. - Collection particulière, creato e presentato ai Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis nel giugno 2005. Questo solo ha ricevuto Prix du Syndicat Professionnel de la Critique come rivelazione dell'anno. - Lapsus, creato e presentato al festival Météores au Havre nel maggio 2007. MemBrain, presentato a Parigi, Rencontres Chorégraphiques Internationales de Seine-Saint-Denis nel Maggio 2009. Strata Etude rappresenta una tappa in prima visione italiana del lavoro che debutterà nella sua forma definitiva alla Biennale della Danza di Lione - settembre 2010. DORIANA CREMA Italia 21 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta) ASPECIFICHE ATIPIE (40 min) di e con: Doriana Crema elaborazioni musicali: Gregorio Caporale progetto video e luci: Sandro Carnino collaborazione artistica: Claudio Conti in collaborazione con la rassegna La Piattaforma TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO - sezione Coup de Foudre Aspecifiche atipie tenta di aprire alcuni frammenti di spazio e tempo nei quali ciò che sta dietro all‟illusione dell‟essere umano cerca di rivelarsi: un‟essenza pulita di sovrastrutture tenta di comunicare e di ricordarci che non siamo solo entità umana. Siamo forse angeli? La domanda è aperta, la risposta anche. Nel progetto si sviluppano appunti di teatro-danza nati dall‟osservazione dei corpi nel loro vivere quotidiano, immagini e azioni sperimentate nello spazio prove, visione di film, lettura di testi, sintesi di pensieri…, con l‟obiettivo di cercare dentro ai corpi quel punto che accomuna tutti. Corpi presenti, corpi assenti, corpi pieni, corpi vuoti, corpi nascosti, corpi tramortiti, corpi sviscerati, corpi corpi corpi ma, quando lo spazio si espande insieme al tempo, questi corpi si trasformano, parlano una lingua comune, si svelano nella loro bellezza, si riappropriano di una vita dimenticata…. Sulla scena, un luogo quotidiano e comune, la strada. Una donna, rumori che disegnano un tempo. Percorrendo la strada, si entra in un dettaglio di spazio dove la donna si muove su una tavola bianca, entrare nel dettaglio per aprirlo e svelarne il contenuto. Il tentativo è di risvegliare all‟interno di sé quello spazio del cuore, dove cercare e, forse, poter ritrovare un punto di connessione con la propria integrità. Attraversare anche quel tratto, dove la propria disgregazione crea una densità che va guardata e portata in coscienza, quella densità per la quale l‟umano tenta, a volte disperatamente ma, continuamente di trovare un senso... DORIANA CREMA Da vent‟anni segue un percorso artistico e pedagogico nell‟ambito della danza di ricerca. Doriana Crema debutta nel 1991 come coreografa del gruppo “E Skené Danza e Dintorni”. Dal 1998 segue il percorso di ricerca della coreografa Raffaella Giordano, oltre a danzare nelle sue creazioni “Quore” e “Senza Titolo”. Negli anni crea il solo “Mama non Mama” (produzione Dansem festival), collabora alla realizzazione del progetto e spettacolo “Rbmk” di Claudio Conti, e realizza, insieme a Paola Chiama, Martin Meyers, Sandro Carboni, lo spettacolo per bambini “Dietro la porta, il sogno”. Le sue esperienze di formazione più significative si concretizzano con Anna Sagna per l‟espressione corporea, Claude Coldy in cicli di studi di “danza sensibile”, Raffaella Giordano (danza) e Dario Manfredini (teatro). Dal 1988 insegna proponendo ad adulti e bambini formazioni continuative e seminariali in Italia e in Francia. E‟ docente all‟interno del progetto MUSE per l‟attività di danza rivolta alle classi e agli insegnanti delle scuole elementari. BRUNO DIZIEN Francia 22 luglio (DRUENTO: Centro Internazionale del Cavallo) TÖSHTÜK OU LA REFONTE DES OS - PRIMA NAZIONALE (55 min) pièce coreografica di e con: Bruno Dizien coreografia e messa in scena: Bruno Dizien con: Bruno Dizien e il cavallo Diego testo: Ronan Chéneau direzione equestre, luci e regia: Éric Rossi composizione e regia del suono: Marc Piéra collaborazione artistica: Lionel Parlier produzione: La K.NO.PE; in coproduzione con: EPCC Centre des arts du cirque de Basse-Normandie/La Brèche; Centre Chorégraphique National de Caen / Basse-Normandie, Scène nationale 61, Alençon; con il sostegno di: Centre national du théâtre Un eroe nomade attraversa l‟immensa pianura della steppa, un cavallo “sciamano” vede il futuro e guida il suo cavaliere con le parole, un‟epopea dalla vita alla morte e ritorno: Bruno Dizien, con la sua emozionante miscela di danza, arte equestre e nuovo circo, trasforma il mito kirghiso di Töshtük in un incredibile viaggio iniziatico per lo spettatore, fra immaginazione e realtà. L‟elegante, quasi palpabile, intesa che lega il danzatore e il suo cavallo cattura il pubblico e lo conduce al centro della saga: superando prove grottesche e crudeli, combattendo mostri ed eroi favolosi, il gigante Töshtük cavalca fino al mondo sotterraneo da cui, miracolosamente, riemergerà in una sorta di rinascita. A contatto con il fascino del mito, lo spettatore è chiamato a rivivere le avventure di Töshtük come viaggio interiore, fino alla parallela e metaforica “refonte des os”, la rigenerazione delle ossa. Ricerca e desiderio di rinnovamento sono i segni particolari di questa sfida artistica, che interroga gli archetipi culturali e la forza intatta del mondo animale nel tentativo di “rimettere insieme i pezzi” dell‟uomo contemporaneo - per dirla con le parole del drammaturgo Ronan Chéneau - di nutrire e ricostruire una cultura più profonda e più umana. BRUNO DIZIEN Parigino, coreografo e interprete, lavora nel mondo della danza dal 1973. Ha collaborato con Peter Goss, Jean Gaudin, Jacques Patarozzi, Maguy Marin, Christian Trouillas, Mark Tompkins. Nel 1986, nella foresta di Fontainebleau, fonda insieme a Laura Nercy il duo di danza verticale Roc in Lichen. Dal 1998 si avvicina al circo e al lavoro con gli animali: crea Fou ou seulement jaloux mettendo in scena un cavallo percheron. Mentre il suo percorso di coreografo continua in Portogallo con uno spettacolare progetto di danza verticale, Aparições, che attraversa il paese coinvolgendo le architetture urbane, la passione per il circo lo lega ai Fratellini, una delle più importanti famiglie di arte circense. Nel 2004 riunisce 40 stalloni e 16 danzatori nello Stadio di Francia per l‟evento Chevaux du stade. Come coreografo opera al CNAC di Chalons in Champagne, all‟Académie Fratellini a Saint-Denis, all‟École des arts équestres de la piste a Noailles e al CREAC di Marsiglia. OKIDOK Belgio 23 luglio (GARESSIO: Piazza del Municipio) SLIPS EXPERIENCE di e con: Xavier Bouvier e Benoît Devos in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Due clown contemporanei, capaci di far rivivere i caratteri classici della tradizione clownesca attraverso trovate esilaranti e sagaci, in un costante dialogo con lo spettatore che non può mai sentirsi “tranquillo” di fronte al pericolo di buffe scorribande. Lo spettatore è chiamato ad un ruolo importante, essere il testimone di una gara, di un confronto tutto muscoli e atletismo che altro non è se non una ridicola interpretazione del machismo, con due uomini che mettono a confronto i propri muscoli come se fossero campioni di culturismo ma in realtà sono solo due disperati in mutande. Ecco dunque svelato il titolo dello spettacolo. E così, armati di poco seducenti slip, i due clown belgi si fanno beffe di tutti i luoghi comuni sulla cura del corpo e sfilano tra il pubblico impavidi, pronti a colpirsi a suon di sfide, mostrando muscoli inesistenti, fisici tutt‟altro che statuari e molto lontani dai modelli proposti dalla società contemporanea. OKIDOK Hanno portato i loro spettacoli in tutto il mondo nel corso di lunghe tournée in Europa, in America e in Canada. Il loro cavallo di battaglia, Ha Ha Ha ha entusiasmato il pubblico della Fondazione Teatro Piemonte Europa e ora, in seno alla vetrina belga che caratterizza l‟edizione 2010 di Teatro a Corte, gli Okidok ritornano con la versione all‟aperto di un altro spettacolo molto apprezzato dal pubblico e salutato con grandi elogi da parte della stampa britannica nel corso del London International Mime Fest 2010. Il loro trucco bizzarro, i costumi particolari ne fanno degli strani personaggi sfuggiti al mondo di Beckett ma Xavier Bouvier e Benoit Devos sono figli della storica tradizione dei clow russi e partire da questi insegnamenti hanno sviluppato uno stile che li rende del tutto unici. www.okidok.be AYELEN PAROLIN Belgio 24 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Maneggio) SMS AND LOVE - PRIMA NAZIONALE coreografia: Ayelen Parolin con: François Declercq, Viviana Moin, Lesile Mannès, Ayelen Parolin disegno luci e scenografia: Simon Siegmann suono e video: Florence Bujard e Joëlle Bacchetta una creazione Ayelen Parolin; in coproduzione con: Théâtre Les Tanneurs; con il sostegno di: Ministero della Comunità Francese – Servizio per la Danza, SCAD – 1500 ore per danzare. si ringrazia La Raffinerie/Bruxelles, Stuk/Leuven, Point Zéro/Bruxelles, l‟Envers/Bruxelles, La Bellone/Bruxelles in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Tre donne si tuffano in una ricerca intima ed estrema, quella della propria identità a partire dal corpo e dalla condivisione della loro amicizia. Tutto è ricondotto agli istinti primordiali, agli eccessi e alle zone più irrazionali ed inconsce dell‟essere umano. Come “galline” in un pollaio le donne vivono il proprio stare insieme secondo precisi rituali, ordini e gerarchie, giochi di potere, condizionamenti ed equilibri. Talvolta le situazioni si fanno crudeli, talvolta si ritrova un‟armonia profonda e intima. La metafora del pollaio e delle dinamiche agite al suo interno è un pretesto per leggere a fondo il comportamento umano e le relazioni che si creano in un piccolo gruppo femminile. Chi sono io? E‟ possibile scoprire la propria identità mettendosi a confronto con gli altri? Che cosa è davvero la femminilità? Un insieme di comportamenti codificati o un fatto biologico? Ayelen Parolin cerca risposte attraverso un lavoro creativo molto intenso che coinvolge attivamente tre artiste diverse tra loro, chiamate ad esplorare i temi del condizionamento culturale e sociale nel processo di costruzione dell‟identità. AYELEN PAROLIN Coreografa argentina di stanza a Bruxelles dal 2000, Ayelen Parolin ha lavorato con Mathilde Monnier, Alexandra Bachzetsis, Mossoux-Bonté, François Peyret e Louise Vanneste. Sin dal suo primo lavoro coreografico, il solo 25.06.76 del 2004, si delineano i temi della sua poetica, attenta ad indagare le questioni dell‟identità, dell‟immagine, delle abitudini e dei condizionamenti, dei modelli e dei clichés. Lanciando uno sguardo critico sul quel che la circonda, Ayelen osserva la donna nel suo essere insieme un oggetto e un soggetto, si interroga sul femminile, ad esempio indagando l‟ossessione dell‟immagine del corpo. Il risultato è un percorso coreografico molto singolare, originale e intenso, capace di coniugare la riflessione più raffinata e sociologica con l‟immediatezza degli istinti comportamentali. www.duchamps.org JOSÉ BESPROSVANY / BENEDICTE DAVIN Belgio 24 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - Manica Corta) INVENTIONS. RECITATIONS - PRIMA NAZIONALE (20 min) pièce per una danzatrice e una cantante un incontro della danza e del canto contemporanei coreografia: José Besprosvany con Véronique Liévin e Bénédicte Davin musica live: Georges Aperghis disegno luci: Alain Collet costumi: Bert Menzel produzione Compagnie Besprosvany / IDEA asbl; con il sostegno di: Charleroi/danses la compagnie è sovvenzionata dal Ministère de la Communauté française Wallonie - Bruxelles, Service de la Danse in collaborazione con Wallonie-Bruxelles International Al coreografo José Besprosvany, uno dei più talentuosi della generazione belga degli anni ‟80 e tra i principali innovatori della danza contemporanea di area francofona, bastano una cantante e una danzatrice per creare un esperimento vocale ed espressivo di estrema raffinatezza, ma senza intellettualismi. Sul filo dell‟ironia e della semplicità la danzatrice (Véronique Liévin) e la cantante (Bénédicte Davin) sono come due teste per un solo corpo: l‟una si esprime attraverso il movimento e i gesti, l‟altra con la voce, per interpretare la musica creata ed eseguita dal vivo da Georges Aperghis. È una musica estremamente “corporale” cui le due donne imprimo una dimensione teatrale: in uno spazio nudo e vuoto le parole si scompongono in puro suono e le note si trasformano in movimento creando una nuova partitura. Con questo intento sono nate le 14 Récitations o miniature mentali, ideate da Aperghis per condurre la voce umana alle soglie di luoghi sconosciuti. Le parole sono scelte per il loro contenuto sonoro e non per il loro significato o per la loro melodia e il compositore lavora con le sillabe e i fonemi come se fossero note musicali. Si creano così vere e proprie barriere espressive per chi deve eseguire la partitura e da queste difficoltà nascono interessanti situazioni teatrali e musicali che aprono a nuove interpretazioni, frutto collettivo del lavoro di ciascun artista coinvolto nel processo creativo. JOSÉ BESPROSVANY Coreografo e regista messicano, classe 1959, Besprosvany vive in Belgio da più di 20 anni. Dopo aver studiato con Lecoq e Béjart, nel 1986 fonda la sua compagnia con la quale intraprende un interessante percorso alla ricerca di nuove forme espressive attivo a tutt‟oggi. Dopo Momentum (1984) e Tempéraments (1988), lavori di carattere minimalista, si interroga sui rapporti tra i linguaggi classici e quelli contemporanei con Apollon la Nuit (1990) e Retours (1992) mentre con Cuarteto (1993), Hombre Alado (1995) e Lara (1996) esplora le relazioni tra il testo scritto e la danza. Nel 1992 si avvicina all‟opera creando le coreografie di Dido and Aeneas di Henry Purcell, nel 1999 presenta, accanto alle coreografie di Maguy Marin e William Forsythe, Dos y Dos, un emozionante incontro fra la danza e il flamenco. Di recente si è avvicinato al mondo della marionetta come testimoniano Princesse de Babylone (2003) o il più recente La Belle au bois de Dandaka (2007). www.besprosvany.be ELIO GERMANO / TEHO TEARDO Italia 24 luglio (POLLENZO: Cortile dell‟Agenzia) VIAGGIO AL TERMINE DELLA NOTTE - PRIMA NAZIONALE (70 min) di: Louis-Ferdinand Céline con: Elio Germano regia: Elio Germano musiche dal vivo: Teho Teardo violoncello: Martina Bertoni produzione: Fondazione Teatro Piemonte Europa in collaborazione con Associazione Culturale Musica90 Elio Germano legge il capolavoro di Louis-Ferdinand Céline con la musica dal vivo di Teho Teardo, accompagnata al violoncello da Martina Bertoni. Avvalendosi della straordinaria sensibilità interpretativa di Elio Germano, tra gli attori italiani più apprezzati e originali del momento, Teardo ripercorre musicalmente alcuni frammenti del Viaggio al termine della notte di Céline, restituendo in una partitura inedita la disperazione grottesca di questo capolavoro di scrittura che ritrova nuove possibilità espressive nella combinazione di archi, chitarra ed elettronica. Una fusione di sonorità cameristiche che guardano ad un futuro tecnologico nel quale le immagini evocate dal testo interpretato da Germano (in parte in italiano e in parte in francese) si inseriscono nelle atmosfere cinematiche di Teardo, in un succedersi di eventi sonori e verbali dove la voce esce dalla sua dimensione tradizionale fino a divenire suono. ELIO GERMANO Dopo gli esordi in teatro, inizia una folgorante carriera cinematografica, che lo vede come attore in film diretti dai più apprezzati registi italiani: tra gli altri, Ettore Scola (Concorrenza sleale), Emanuele Crialese (Respiro), Giovanni Veronesi (Che ne sarà di noi), Michele Placido (Romanzo criminale), Gabriele Salvatores (Quo vadis, baby?, Come Dio comanda), Paolo Virzì (N (Io e Napoleone), Tutta la vita davanti), Daniele Vicari (Il passato è una terra straniera), con il film Mio fratello è figlio unico (2007) di Daniele Luchetti si aggiudica il David di Donatello come miglior attore protagonista. TEHO TEARDO Musicista e compositore, autore tra l'altro delle colonne sonore di alcune delle migliori produzioni della nostra recente cinematografia, quali Il divo di Paolo Sorrentino per il quale vince il David di Donatello quale miglior compositore e La ragazza del lago di Andrea Molaioli; collabora con importanti musicisti come Alexander Balanescu ed Erik Friedlander. GREGORY FEURTE / KITSOU DUBOIS Francia 25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia) LE TEMPS DEBOUT - PRIMA NAZIONALE (15 min) performance di pertica cinese di: Grégory Feurté regia: Kitsou Dubois Curiosa e poetica “passeggiata nell‟aria”, la performance alla pertica cinese dell‟artista circense Grégory Feurté nasce dall‟incontro con Kitsou Dubois, la prima coreografa al mondo a condurre una ricerca sul movimento in assenza di gravità insieme a vari enti aereospaziali, fra cui la NASA. Camminando in orizzontale con la stessa disinvoltura di come si procede a terra, Feurté si allontana e ricongiunge alla pertica grazie alla tensione di un elastico: disegna traiettorie aeree mentre i suoi gesti rallentano e riavvolgono metaforicamente lo scorrere del tempo. Un numero perfetto, fra slancio e pericolo della caduta, che nella leggerezza nasconde un grande virtuosismo. GREGORY FEURTE Ex stuntman, ha iniziato il suo percorso con lo studio delle arti marziali, per passare in seguito alla danza, in particolare al genere hip-hop. Nel 2005 entra all‟Académie Fratellini, il tempio del circo contemporaneo, specializzandosi nei numeri di pertica cinese. Collabora con coreografi come Denis Plassard e Kitsou Dubois. Danza in tre spettacoli di Josef Nadj, Asobu, Les philosophes e Cherry-Brandy. JOUNI IHALAINEN Finlandia 25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia) BLACK PEARL (15 min) performance di giocoleria / diabolo con: Jouni Ihalainen regia: Jean-Yves Pénafiel produzione: Académie Fratellini Al centro di un cerchio nero il giocoliere Jouni Ihalainen lancia il suo diabolo in un movimento elegante e ipnotico, che rapisce letteralmente gli occhi degli spettatori. Mentre il diabolo vola in tutte le direzioni al ritmo di una sonata di Bach, il giocoliere pare immobile: ma le sue precisissime microazioni sprigionano una impressionante energia fisica, che diviene magnetica presenza scenica. JOUNI IHALAINEN Finlandese, Jouni Ihalainen ha iniziato a lavorare con il diabolo nel 2000 e poi si è specializzato nella Scuola di Circo finlandese. Ha proseguito la sua formazione all‟Académie Fratellini. Si esibisce in Finlandia, Italia, Giappone e Francia. È uno degli interpreti dello spettacolo Cirque des Guex, della campagnia Cirque Baroque. LES COLPORTEURS Francia 25 luglio (VENARIA REALE: Giardini della Reggia) LES ETOILES (40 min) di e con: Sanja Kosonen, Agathe Olivier e Florent Blondeau produzione: Les Colporteurs; in coproduzione con: Cirque-Théâtre d‟Elbeuf, Centre des Arts du Cirque de Haute-Normandie, Théâtre Europe de la Seyne-sur-Mer, Open Arts - Le Quai Angers, Festival Le Mans fait son cirque; con il sostegno di; La Cascade de Bourg-Saint-Andéol Che cosa succede quando lo spettacolo dei funamboli tarda ad incominciare? All‟improvviso due improbabili spettatrici si aggirano intorno all‟intreccio di tubi e fili d‟acciaio che campeggia sulla scena e finiscono per subirne il fascino. Quasi senza rendersene conto salgono sulla struttura e, titubanti, muovono i primi passi sul filo. Peccato che indossino scarpe con il tacco e che all‟improvviso le colga la paura del vuoto. Si susseguono così una serie di gag molto divertenti che rivelano grande maestria. Questo è Hautes Pointures che esplora il burlesque mentre la seconda performance in programma, Tarina, è una delicata storia d‟amore che racconta un incontro poetico sul filo tra uomo e una donna che si cercano, si rincorrono, si sfidano: l‟uno si impegna a superare i propri limiti per inseguire il sogno d‟amore per l‟altra. Etoile è il nome dato dalla compagnia a queste performance di breve formato ma è anche il nome della struttura-scultura su cui si svolgono Hautes Pointures e Tarina, due lavori di 20 minuti ciascuno in cui le tecniche dell‟acrobatica sul filo si mettono in gioco con ironia, raffinatezza e originalità. LES COLPORTEURS Fondata da Agathe e Antoine nel 1996, la compagnia crea i propri spettacoli sotto un tendone: sono un intreccio di circo, teatro, danza e musica, come Filao, prima e fortunata creazione che ha superato il traguardo delle 220 repliche in tutta Europa. A seguito di un grave incidente avvenuto nel 2000, Antoine ha smesso di lavorare sul filo e attualmente si dedica alla messinscena. In Italia, Les Colporteurs lavorano con la compagnia Fattore K realizzando due laboratori di formazione circense legati agli spettacoli Metamorfosi e Animali, Uomini e Dei. Successivamente la compagnia si associa ai Nouveaux Nez creando La Maison des Arts du Clown et du Cirque a Bourg-SaintAndéol. Nel 2006 nasce lo spettacolo Le fil sous la neige dedicato esclusivamente al lavoro sul filo e salutato da un notevole successo segnato da oltre 200 repliche. Nel 2007 nascono dei lavori di breve formato realizzati su una struttura di grande impatto chiamata Etoile che darà il nome all‟insieme delle creazioni che la utilizzano. Nel 2009 è la volta di Sur la route, uno spettacolo intimo, ispirato al mito greco, nuova tappa della ricerca artistica dei Colporteurs. www.lescolporteurs.com FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA Italia 25 luglio (VENARIA REALE: Corte d‟Onore) DA PITECUS A IO - CREAZIONE PER IL FESTIVAL (60 min) la poetica nel quadro di scena di: Flavia Mastrella e Antonio Rezza con: Antonio Rezza disegno luci: Maria Pastore collaborazione alla regia: Massimo Camilli produzione: REZZAMASTRELLA Al centro del palco l‟allestimento di Pitecus che raccoglie le forme e le sensazioni degli inizi: quadri appesi come caseggiati popolari, con aperture traforate da cui escono teste accozzate e pezzi di corpo a simulare la speranza deteriore che trae vantaggio dall‟aggregazione parassita. Ai lati del palco è allestito Io, con quadri mutanti e staccabili che portano l‟essere verso un individualismo senza ritorno: il quadro si sgancia dal supporto e viene abbandonato privo di esistenza. Per la prima volta, nello stesso spazio, Pitecus e Io a rappresentare la poetica del quadro di scena che si modifica man mano che muta la percezione della realtà. Il quadro è un habitat che accoglie la performance trasfigurandone la sua natura. Di antropomorfo resta solo il corpo mozzo accompagnato da un linguaggio fatto a pezzi che la lingua biforcuta valorizza. Le parole, rispetto alle nostre derive successive, stanno ancora lì a significare.” Flavia Mastrella e Antonio Rezza FLAVIA MASTRELLA / ANTONIO REZZA Flavia Mastrella, artista figurativa, e Antonio Rezza, performer, dal 1987 lavorano insieme a costruire un universo personalissimo fatto di parole, comicità paradossale e “quadri di scena”: Flavia è la creatrice di scenografie da indossare realizzate in stoffa, nelle quali Rezza si infila con le braccia, la testa, il corpo dinoccolato per snocciolare i suoi racconti deliranti, la sua lingua che echeggia periferie e dialetti, le sue invettive di antica aggressività. Per Teatro a Corte 2010, i due artisti ripercorrono un cammino tracciato tra il 1995 e il 1998 con due fortunati spettacoli. GROUPE F Francia 25 luglio ore 23 (VENARIA REALE: Giardini della Reggia) JOUEUR DE FLAMMES - CREAZIONE IN SITU PER TEATRO A CORTE 2010 (45 min) produzione: Groupe F in collaborazione con il Consorzio della Venaria Reale e Fondazione Via Maestra La peschiera della Reggia di Venaria diventa lo spazio protagonista di un evento creato appositamente da Groupe F per Teatro a Corte. L‟acqua e il fuoco si incontrano per generare uno spettacolo di grande impatto visivo. Una violoncellista suona su di un‟isola mobile che galleggia sulla grande vasca mentre un artista, lo stesso joueur de flammes del titolo, esegue un concerto pirotecnico e poi, trasformandosi in pittore, realizza un incredibile quadro di fuoco. La musica diventa un dialogo tra le fiamme e il suonatore di fuoco, le note si trasformano in immagine sonora e trovano un corpo nella vivacità delle fiamme, in un concerto insolito in cui i due artefici sono l‟uomo e il fuoco. Ma la fiamma è autentico elemento ispiratore e diventa la musa dello stesso artista che si fa ora pittore. La sua tela vibra di luce e lui stesso si stupisce per il prodigio, mentre tutt‟intorno un coro di fuochi rende ancora più suggestiva l‟atmosfera. GROUPE F Groupe F è una delle compagnie più apprezzate e note al mondo, maestra nell‟arte del fuoco e delle creazioni pirotecniche. Ha lavorato per Björk nell‟allestimento del suo ultimo tour, ha illuminato la Tour Eiffel per il capodanno del 2000 e per i suoi 120 anni nel 2009, di recente ha curato lo spettacolo per l‟inaugurazione del grattacielo Burj Khalifa a Dubai e ha ideato l‟apertura dei festeggiamenti di Istanbul Capitale Europea della Cultura con un evento di fuochi sul Bosforo. A Torino ha presentato una creazione per la cerimonia di apertura delle Olimpiadi Invernali di Torino 2006 e nel 2007 è stata ospite della prima edizione di Teatro a Corte con l‟indimenticabile Un peu plus de lumière alla Reggia di Venaria Reale, evento che ha inaugurato la Reggia con un grande omaggio alla luce. Veri architetti della luce e designer del suono i francesi Groupe F sono specializzati nella creazione di eventi site specific in cui i linguaggi della scena si contaminano con grande raffinatezza. www.groupef.com GLI SCAVALCAMONTAGNE Teatro senza confini nelle alpi latine un progetto di Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino Théâtre La Passerelle di Gap sostenuto dal Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera ALCOTRA 2007-2013 “Gli scavalcamontagne” è un progetto congiunto di cooperazione transfrontaliera italofrancese sviluppato dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa di Torino e dal Théâtre La Passerelle/Scène National des Alpes du Sud di Gap, nella Regione PACA, con il sostegno del Programma dell‟Unione Europea Alcotra 2007-2013. L‟obiettivo è quello di incrementare, diversificare e migliorare l‟offerta culturale dell‟asse storico-geografico che collega le due città, coinvolgendo in particolare i territori di confine della Val di Susa e delle Hautes-Alpes, al fine di rafforzarne l‟identità e l‟attrattiva culturale. A partire dalle esperienze dei due partner, accomunati dallo sguardo sempre rivolto oltrefrontiera e dalla attenzione costante al dialogo fra discipline e linguaggi artistici differenti, il progetto – che si svilupperà nell‟arco di due anni – intende costruire un‟offerta innovativa per lo sviluppo di “buone pratiche” in grado di integrare teatro, cultura, turismo e politiche sociali. Teatro a Corte 2010 accoglie all‟interno della sua programmazione alcuni momenti di diffusione culturale previsti dal progetto Alcotra, come gli esiti spettacolari dei laboratori condotti da Jean Claude Penchenat Il corpo, il vestito e il comportamento e da Eugenio Allegri in collaborazione con la compagnia ArtQuarium Comici Scavalcamontagne; e soprattutto la prima nazionale dello spettacolo Dette d’amour del drammaturgo francese Eugène Durif, regia di Beppe Navello. Un ulteriore punto di incontro tra il Festival e il progetto Europeo è l‟organizzazione di un viaggio alla scoperta delle offerte turistico culturali della Valle di Susa e delle HautesAlpes partendo da uno degli eventi di spettacolo dal vivo proposti da Teatro a Corte. Il Convegno di conclusione del Festival I Confini: Presenza o Assenza?, che avrà luogo alla Cavallerizza Reale di Torino nei giorni 24 e 25 luglio, è sostenuto dal progetto “gli scavalcamontagne” . www.scavalcamontagne.com progetto sostenuto dal avec le soutien du Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera ALCOTRA 2007-2013 JEAN-CLAUDE PENCHENAT Italia / Francia 22 luglio (DRUENTO: Centro Internazionale del Cavallo) STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “IL CORPO, IL VESTITO E IL COMPORTAMENTO” (60 min) laboratorio condotto da: Jean-Claude Penchenat sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Sette uomini e sette donne che hanno scelto il mestiere d‟attore o di regista rifletteranno durante il laboratorio al Centro Internazionale del Cavallo di Druento (dal 3 al 14 maggio) sull‟importanza fondamentale del costume teatrale. Jean-Claude Penchenat proporrà loro alcune domande: come inventare un personaggio partendo da un‟improvvisazione con un oggetto? E come rendere lo studio del costume funzionale ai personaggi teatrali? Gli attori si travestiranno, si trasformeranno, passeranno da una classe sociale ad un‟altra, da un sesso all‟altro, per cercare di rispondere alla seguente domanda: da Sofocle a Shakespeare, da Racine a Marivaux, da Cechov a Ibsen e da Goldoni a Pirandello come si rapporta il costume teatrale contemporaneo ai grandi capolavori senza tempo? Il laboratorio sarà un‟occasione di riflessione su queste tematiche anche attraverso l‟analisi delle opere di Visconti e Strehler, gli ultimi testimoni di un secolo in cui il costume teatrale ha trionfato. Attraverso testi di romanzieri, poeti e di drammaturghi, sia in italiano che in francese, si proporranno al pubblico i diversi aspetti della ricerca condotta nel tentativo di creare una rappresentazione in cui non manchino arguzia e umorismo. JEAN-CLAUDE PENCHENAT Si forma al Théâtre du Soleil, prendendo parte agli spettacoli di Ariane Mnouchkine: La cuisine di Wesker, 1789, 1793, L'âge d'or. Esce dal gruppo nel 1975 per costituire una propria compagnia, il Théâtre du Campagnol, che debutta con Le triomphe de l'amour di Marivaux. Nel 1977 scrive e allestisce una riduzione del David Copperfield di Dickens. Il lavoro si basa sull'improvvisazione degli attori e riflette sul potere della memoria di mutare gli eventi dell'infanzia. Con il Théâtre du Campagnol, Penchenat mette in scena: En r'venant d'l'Expo di Grumberg, in cui l'ambientazione storica all'inizio del XX secolo - in un periodo di conflitto fra la spensieratezza della Belle Epoque e il dramma della guerra diventa un modo per parlare delle contraddizioni del mondo contemporaneo, Le legs e L'épreuve di Marivaux, Le bal, L'impresario delle Smirne di Goldoni, Shakespeare au lycée, L'enclave des papes ou la nouvelle villégiature di Vincenzo Cerami, Vautrin/Balzac, adattamento di due romanzi di Balzac (alla regia collabora J. Gillibert, autore del testo); Arlequin poli par l'amour di Marivaux, 1, Place Garibaldi; Il bugiardo di Goldoni, Pene d'amor perdute di Shakespeare, Nouvelle de Sicile da Pirandello. Nel 2004 da un altro testo di Cerami, Il comico e la spalla, Penchenat ha tratto uno spettacolo prodotto dal Teatro Stabile di Catania. Nel 2007 la Fondazione Teatro Piemonte Europa gli affida la regia di Bar franco-italien, da un testo di Myriam Tanant, spettacolo tutt‟ora in tournée. Ha recitato anche nel film di Ettore Scola Ballando ballando. EUGENIO ALLEGRI Italia / Francia 17 luglio (TORINO: Cavallerizza Reale - cortile) STUDIO DAL LABORATORIO/RESIDENZA “COMICI SCAVALCAMONTAGNE” due scenari in forma di Commedia dell’arte (40min) laboratorio condotto da: Eugenio Allegri sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Risultato finale del laboratorio condotto da Eugenio Allegri dal titolo Comici Scavalcamontagne, e inserito all‟interno del Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013, questo studio prende vita da due canovacci proposti al gruppo di attrici e attori che parteciperanno allo stage, l‟uno in forma di commedia, l‟altro di tragicommedia. Come risultato di un incessante mese di studio sulla commedia dell‟arte, i lavori andranno in scena prima in Val Susa, poi a Gap e infine a Torino. Due lingue, l‟italiano e il francese, racconteranno la Commedia di Maschere nel modo in cui un tempo si rappresentavano le grandi storie del teatro. L‟improvvisazione dei dialoghi, delle azioni, delle pantomime, dei duelli, dei canti e delle danze, si innesterà su una sequenza strutturata di scene centrata sul tema della nascita dell‟Italia, sui suoi centocinquant‟anni di vita e, forse, sulla sua apparente morte: fanciulla amata da donne e da uomini, principessa e matrigna, schiava e ribelle, eroina e madre, poetessa e cantatrice, col pianto in gola della bellezza, del dolore, della passione e della felicità. EUGENIO ALLEGRI Attore, regista e drammaturgo torinese, ha lavorato tra gli altri con Jacques Lecoq, Leo De Berardinis e Dario Fo. Autore di testi teatrali e canovacci, ha curato molte regie di Commedia dell‟arte: tra cui Il Re Cervo, La crudel zobia grassa, Caterina e il Mamaluc, L’assedio di Torino, La pazzia di Isabella, Gianduja, La suite del Grande Arlecchino. Negli ultimi anni si è reso noto al grande pubblico grazie a monologhi quali Novecento, scritto per lui da Alessandro Baricco e La storia di Cyrano, per la regia di Gabriele Vacis, L’uomo dell’Armadio di Ian McEwan. 24 e 25 luglio, ore 9.30/16 (TORINO: PuntoFestival - Cavallerizza Reale) CONVEGNO: I CONFINI. PRESENZA O ASSENZA? sostenuto da: Programma Europeo di Cooperazione Transfrontaliera Italia Francia ALCOTRA 2007-2013 Progetto”Gli Scavalcamontagne” / Fondazione Teatro Piemonte Europa - Théâtre la Passerelle di Gap Il convegno sarà suddiviso in due giornate di studi: 24 luglio: rappresentanti delle istituzioni locali di governo delle Regioni limitrofe ProvenceAlpes-Côte d‟Azur e Piemonte, operatori culturali e organizzatori che operano nel territorio a cavallo delle Alpi in Francia e in Italia, metteranno a confronto legislazioni, sistemi e modelli di lavoro per migliorare il loro sapere e apprendere il meglio dell‟esperienza del proprio vicino: quanto più si riusciranno a far dialogare due modi diversi di esistere delle attività culturali, tanto più ricca sarà la ricaduta di benessere sulle popolazioni coinvolte. 25 luglio: studiosi del paesaggio e delle idee, scrittori e teatranti si interrogheranno sull‟idea di confine: sulle paure ancestrali che questo concetto ha sempre suscitato ma anche sul confronto tra diversità che ha altrettanto sempre portato con sé; spesso addirittura occultando o cancellando la propria presenza di segno astratto e artificioso, imposto dai trattati di guerra e di pace tra lontani governi centrali, in favore di coesistenze pacifiche tra popolazioni abituate a vivere e a lavorare insieme. INFO, BIGLIETTI E APPUNTAMENTI PuntoFestival da sabato 19 giugno, tutti i giorni dalle ore 11.00 alle ore 19.00 tel. 011.5634352 Via Verdi 9, Torino InfoPiemonte tutti i giorni dalle ore 10.00 alle ore 18.00 Piazza Castello 165, Torino Vendita biglietti on-line: www.teatroacorte.it Apertura biglietteria un‟ora prima dall‟inizio degli spettacoli nelle rispettive sedi Biglietti INTERO RIDOTTO UNDER 14 15,00 € 12,00 € (under 26 - over 60 - studenti - associazioni e Cral convenzionati – Tessera Abbonamenti Musei 2010, Torino+Piemonte Card) 6,00 € (domenica 25 luglio dà diritto ad assistere a tutti gli eventi in programma) Biglietti speciali per gli spettacoli: Voyageurs immobiles (8/9 luglio), Le jardin des delices (17 luglio) INTERO 20,00 € RIDOTTO 15,00 € Biglietti speciali per gli spettacoli: Bonanza (10/11 luglio), Strata Etude (21 luglio), Aspecifiche atipie (21 luglio), Sms and Love e Inventions. Recitations (24 luglio) INTERO 8,00 € RIDOTTO 6,00 € UNDER 14 3,00 € Biglietti speciali per l’installazione: Ghosts in the machine (21/25 luglio) POSTO UNICO 3,00 € Ingresso gratuito agli spettacoli: Come una barca nel bosco (8 – 25 luglio), Nusquam (8 luglio), Le bribophone à cassette, Le cinéma “miettes” (14 e 15 luglio), Comici Scavalcamontagne (17 luglio), Il corpo, il vestito e il comportamento (22 luglio), Slips Expérience (23 luglio) Ingresso al Castello di Rivoli per tutti gli spettacoli (10 luglio): INTERO 15,00 € RIDOTTO 12,00 € UNDER 14 6,00 € Biglietto per l’intera giornata (dà diritto ad assistere a tutti gli spettacoli) alla Reggia di Venaria Reale (25 luglio): INTERO 20,00 € RIDOTTO 15,00 € UNDER 14 6,00 € Biglietto per Da Pitecus a Io + Joueur de flammes alla Reggia di Venaria Reale (25 luglio): INTERO 15,00 € RIDOTTO 12,00 € UNDER 14 6,00 € Biglietto per Joueur de flammes Reggia di Venaria Reale (25 luglio): POSTO UNICO 6,00 € UNDER 14 3,00 € Carnet 10 INGRESSI: 80,00 € (utilizzabile singolarmente per più spettacoli o da più persone per lo stesso spettacolo, valido per tutte le recite) 6 INGRESSI: 42,00 € (utilizzabile singolarmente per più spettacoli o da più persone per lo stesso spettacolo, valido per tutte le recite, ad eccezione di Voyageurs immobiles e Le jardin des delices. - Il carnet dà diritto ad accedere ai 2 spettacoli al prezzo ridotto di 15 € anziché 20 €) I carnet non sono validi nella giornata del 25 luglio a Venaria Reale Per il pubblico di TEATRO A CORTE riduzioni speciali per la stagione TPE 10/11 presso il Teatro Astra, in vendita al Puntofestival e a InfoPiemonte. SERVIZIO NAVETTA GRATUITO da Torino (Piazza Castello) per le sedi di spettacolo. Prenotazione obbligatoria PuntoFestival APERITIVO INAUGURALE DEL FESTIVAL (giovedì 8 luglio ore 18) presso il PuntoFestival DIARIO DEL FESTIVAL chiacchierate fra artisti, spettatori, giornalisti e ospiti: ore 11.00 presso il PuntoFestival, Cavallerizza Reale, via Verdi 9, Torino MOMENTI CONVIVIALI a cura dei nostri sponsor I LUOGHI DEL FESTIVAL AGLIÈ - CASTELLO Prima di passare nel Settecento ai Savoia, il Castello di Agliè fu la dimora del conte e letterato Filippo San Martino d‟Agliè, discendente della famiglia che ne possedeva il feudo già dal Medioevo. Su progetto di Amedeo di Castellamonte, il vecchio castello fortificato venne trasformato in palazzo; il vasto cantiere si avviò a partire dal 1642, ma l‟intervento divenne sostanziale dal 1646 sviluppandosi nell‟arco di circa dieci anni. Nel primo Ottocento, la Residenza, che conta ben trecento stanze, fu scelta per la villeggiatura dal Re Carlo Felice e da lui fatta in parte ridecorare e riarredare: sono da ammirare il grande salone da ballo affrescato e stuccato, la quadreria e le preziose collezioni di reperti archeologici. L‟edificio è attorniato da un giardino all‟inglese e all‟italiana e da un grande parco con alberi centenari. GARESSIO - CASTELLO DI CASOTTO Nato come certosa nell‟alta Val di Tanaro nella metà del XII secolo, in una località isolata e funzionale alla preghiera, il castello venne rimaneggiato fra il XVII e il XVIII secolo. La fase iniziale viene seguita dall‟architetto Francesco Gallo mentre quella finale da Bernardo Vittone, uno dei principali architetti del barocco piemontese e autore della nuova cupola monumentale che caratterizza la costruzione. Nel 1837 l‟edificio viene acquistato da Carlo Alberto che ne fa una residenza estiva utilizzandolo in particolare come riserva di caccia, uso seguito anche da Vittorio Emanuele II. Questo ne condiziona la struttura: se gli esterni e la cappella sono caratterizzati da un aspetto monumentale, gli interni risultano piuttosto spogli e funzionali. Attualmente il Castello di Casotto è la residenza più a sud del circuito sabaudo ed è parte di un comprensorio turistico che collega le valli di Pamparato e Mondovì alle stazioni termali di Lurisia e Vinadio, famose per le acque sorgive. MONCALIERI - CASTELLO La prima trasformazione della rocca è attribuita a Tommaso III di Savoia (1277), ceduta alla fine del XIII secolo da Amedeo V al nipote Filippo d‟Acaja. Il Castello di Moncalieri rimase per oltre un secolo possedimento di questo ramo della famiglia sino alla sua estinzione, ritornando definitivamente ai Savoia nel Quattrocento; è solo nel XV secolo che iniziò ad assumere l‟aspetto di dimora ducale, quando Jolanda di Valois sposò Amedeo IX. Nel XVI secolo, durante le guerre tra Carlo V e Francesco I, il Castello cadde in rovina. La ricostruzione iniziò nel secolo XVII e fu completata più tardi da Maria Cristina e dal figlio Carlo Emanuele II. Nei vari cantieri si succedettero gli architetti Carlo e Amedeo di Castellamonte, Benedetto Alfieri e Filippo Juvarra. Nell‟ultimo quarto del Settecento il Castello assunse l‟aspetto attuale, grazie all‟ampliamento voluto da Vittorio Amedeo III. Durante la dominazione francese, anche il Castello di Moncalieri venne spogliato degli arredi e destinato ad usi diversi. Attualmente il Castello è sede del Primo Battaglione Carabinieri. DRUENTO – CENTRO INTERNAZIONALE DEL CAVALLO All‟interno del Parco Regionale La Mandria è stato istituito il prestigioso Centro Internazionale del Cavallo, nell‟ambito del più generale intervento di valorizzazione della Reggia di Venaria Reale e del suo comprensorio. La Cascina Rubbianetta, sede del Centro, situata nella parte del parco collocata nel comune di Druento, è stata costruita tra il 1862 ed il 1868 per volere di Vittorio Emanuele II e destinata all‟allevamento dei cavalli, da cui la caratteristica forma a ferro di cavallo. La Cascina, utilizzata in seguito per l‟allevamento dei bovini ed ultimamente in condizioni di abbandono e di degrado, è stata ora riportata all‟originario splendore e destinata nuovamente ad un utilizzo collegato al cavallo, grazie ad uno stupendo restauro coordinato dalla Direzione del Progetto “La Venaria Reale”. POLLENZO L‟antica Pollenzo, già citata da Plinio, fu fondata nel II secolo a.C. e nel 402 fu teatro di una grande battaglia dove le truppe dei Visigoti comandate da Alarico vennero sconfitte nei pressi della città dal generale romano Stilicone. Proprio qui fu costruito il castello omonimo, voluto principalmente da Carlo Alberto di Savoia, oggi sede dell‟Agenzia di Pollenzo e dell‟Università di Scienze Gastronomiche, inserito nel circuito delle Residenze Sabaude. L‟idea di recuperare e restituire ad un utilizzo pubblico il complesso architettonico dell‟Agenzia di Pollenzo nasce alla fine degli anni novanta, parallelamente al procedere dell‟elaborazione teorica di Slow Food sul rapporto tra saperi e sapori. Dall‟iniziativa dell‟associazione internazionale con sede a Bra, è nata una società che ha reso possibile l‟acquisto e la completa ristrutturazione dei fabbricati. Dopo i lavori di recupero, terminati nella primavera del 2004, oggi l‟Agenzia ospita la sede della prima Università di Scienze Gastronomiche al mondo, un elegante ristorante, un albergo a quattro stelle e la Banca del Vino. RIVOLI – CASTELLO La costruzione del Castello di Rivoli risale, con ogni probabilità, al IX-X secolo. La famiglia Savoia acquisì nel XI secolo il Castello che riteneva strategicamente fondamentale per via della sua posizione prospiciente la piana di Torino. Intorno al 1560 l‟architetto Ascanio Vittozzi iniziò dei lavori di modifica e restauro, un progetto che però, fu portato avanti da Carlo ed Amedeo di Castellamonte ed i lavori si conclusero nel 1644. In questo periodo venne realizzata la cosiddetta “Manica Lunga”, destinata ad essere la pinacoteca dei Savoia. Vittorio Amedeo II portò in Piemonte l‟architetto Filippo Juvarra, che disegnò un grandioso progetto per la dimora sabauda, ma i lavori non furono completati, lasciando una facciata incompiuta. Nel 1883 il Castello venne venduto al Comune di Rivoli. La Seconda Guerra Mondiale distrusse buona parte degli edifici e ciò che restava venne lasciato in stato di abbandono fino al 1979. In quell‟anno fu riaperto il cantiere di restauro con l‟intento di dare nuova vita al Castello e alla città. Nel 1984 venne inaugurato, nell‟edificio riallestito, il Museo d‟Arte Contemporanea, oggi conosciuto in tutto il mondo. A lato della Manica Lunga del Castello si trova il Combal.Zero dello chef Davide Scabin, uno dei più rinomati ristoranti d‟Italia. SANTENA – CASTELLO CAVOUR La riedificazione dell‟attuale Castello di Santena fu commissionato da Carlo Ottavio Benso tra il 1708 e il 1710. Per il progetto dell‟edificio venne chiamato l‟architetto Francesco Gallo. Nel 1708 Carlo Ottavio Benso cominciò la demolizione del vecchio castello risalente alla prima metà del Cinquecento e l‟edificazione di un nuovo edificio. Nel 1715 venne aggiunta la cappella del Castello, attigua all‟abside della chiesa parrocchiale. Le tombe della famiglia sono incavate nelle pareti e chiuse con modeste lapidi per mezzo di borchie in bronzo a forma di conchiglia. Camillo Benso di Cavour volle espressamente essere sepolto a Santena, accanto ai familiari. La tomba venne dichiarata “monumento nazionale” nel 1911. TORINO – CAVALLERIZZA REALE Il complesso dell‟ex Cavallerizza si è sviluppato fra la metà del Seicento e la fine dell‟Ottocento quale area delle attività di servizio al Palazzo Reale ed agli edifici di comando dello Stato Sabaudo: giochi ed esercizi cavallereschi, maneggio, scuderie e riparo per le carrozze sono ricordati ancora negli stucchi e nelle decorazioni sui portali e sulle volte. L‟insieme, dominato da una rigida e chiarissima composizione a grandi cortili quadrati, risulta senz‟altro l‟esempio più rappresentativo di quella architettura ufficiale, misurata e sobria, con cui il duca e gli architetti sognavano di trasformare la vecchia Torino in una capitale moderna e all‟avanguardia dell‟architettura dell‟epoca. Quest‟area, grazie alla sua diversità, è in grado di stimolare una creazione originale e fuori dagli schemi: qui infatti si allestiscono forme di teatro inevitabilmente “non convenzionali”. VENARIA REALE – REGGIA La Reggia di Venaria Reale è la più imponente delle residenze sabaude in Piemonte. La più grande per dimensioni, è paragonabile quanto a struttura alla reggia francese di Versailles che fu costruita tenendo a mente il progetto della dimora reale piemontese. Probabilmente, l‟idea di creare una reggia a Venaria nacque in Carlo Emanuele II di Savoia dall‟esempio del Castello di Mirafiori. I lavori vennero progettati dal 1658 ed affidati agli architetti Amedeo di Castellamonte e Michelangelo Garove. L‟opera si protrasse nel tempo fino almeno al 1675, quando il borgo di Venaria e il Palazzo erano già in buona parte completati, in particolare la Reggia di Diana, cuore della struttura. Tuttavia i lavori non si fermarono e, anzi, continuarono con il tempo: dopo che il 1 ottobre 1693 i francesi distrussero alcune costruzioni, Vittorio Amedeo II commissionò un successivo intervento sulla Reggia che venne ristrutturata secondo i canoni francesi. Altri danni vennero inflitti durante l‟Assedio di Torino del 1706: Vittorio Amedeo II allora affidò il progetto di restauro a Filippo Juvarra. Anche sotto la dominazione napoleonica la Reggia subì serie trasformazioni, in particolare i giardini, distrutti per farne una piazza d‟armi: l‟intero complesso, infatti, venne trasformato in caserma e, con la Restaurazione, la nuova destinazione si mantenne. Fino al 1978 la Reggia fu affidata all‟esercito, poi ceduta alla Soprintendenza per i lavori di restauro, durati 8 anni e voluti dal Ministero per i Beni Culturali e dalla Regione Piemonte, che si concludono con la grande inaugurazione celebrata il 12 ottobre 2007. Accosta il teatro urbano al teatrodanza, il palcoscenico di figura al nouveau cirque, il recital d‟attrice al teatro equestre, la valorizzazione delle esperienze italiane alle innovative realtà della scena europea e lega gli spettacoli all‟architettura e alla storia dei luoghi: Teatro a corte è uno dei festival del circuito Piemonte dal Vivo. Piemonte dal Vivo, nato nel 1996 per offrire una scelta dei più interessanti festival della nostra regione e promuovere una valorizzazione del territorio piemontese sul doppio versante, culturale e turistico, fin dall‟inizio apre fronti sempre nuovi, puntando a una sempre maggiore collaborazione organizzativa e artistica tra i suoi festival e a creare un contatto diretto con il proprio pubblico: seminari di formazione e gruppi di lavoro per creare una rete produttiva di collaborazione tra gli organizzatori; un catalogo annuale in cinque lingue e una newsletter on-line per segnalare puntualmente gli appuntamenti di spettacolo; un partenariato con il DAMS di Torino che coinvolge i futuri professionisti del settore nel primo blog dedicato allo spettacolo dal vivo in Piemonte; un sito web “speciale spettacolo”, per seguire da vicino quanto avviene in cantiere. Piemonte dal Vivo nel corso degli anni ha inoltre sviluppato una propria vocazione live, sia attraverso le conferenze stampa spettacolarizzate degli esordi che con la produzione Non ci manca che il mare a risplendere forte, spettacolo multidisciplinare che ha coinvolto 10 dei 100 festival di Piemonte dal Vivo. La proposta live di Piemonte dal Vivo cresce ancora sotto il segno dell‟internazionalità e della festa: nel 2008 la partecipazione al Festival Transnational des Artistes de la Rue Chalon dans la rue con 38 artisti piemontesi: teatro, danza, musica, circo, mimo, manipolazione di oggetti, video ma anche le linee del design e la gastronomia; e ancora, nel 2009, 11 compagnie piemontesi con 13 spettacoli al prestigioso Festival Mondial des Théâtres de Marionnettes di Charleville-Mézièrs: Etre marionnette - Il Piemonte dal vivo, uno sguardo a 360° sul teatro di figura. Continua poi, anche nel 2010, la presenza al Festival d’Avignon-Off, con Farandole à l’italienne cartellone di spettacoli nell‟ambito del progetto condiviso dalle Regioni Piemonte, Liguria e Valle d‟Aosta - e la partecipazione a L’été des Hivernales con gli esiti più interessanti della ricerca coreografica piemontese. La collaborazione tra la Fondazione Teatro Piemonte Europa e il Festival delle Colline Torinesi che organizza in giugno a Torino la nota rassegna prese avvio nel 2007 con la coproduzione di Un anno con 13 lune, adattamento scenico del celebre film di Fassbinder, proposto da Egumteatro e interpretato nel ruolo principale da Michele Di Mauro. Nel 2009 la condivisione di progetti è proseguita con il sostegno all‟Associazione 15febbraio di Lorenzo Fontana e Roberta Cortese per l‟allestimento di due testi del premio nobel Elfriede Jelinek, il primo proposto al Festival delle Colline Torinesi e il secondo a Teatro a Corte. L‟intreccio delle progettualità artistiche dei due festival prosegue e viene potenziata anche nel 2010 con l‟intesa di sostenere artisti che operano sul territorio piemontese. Sono Ambra Senatore, Associazione 15febbraio, Tecnologia Filosofica e Blucinque. È caratteristica dei due festival infatti voler tutelare le creatività emergenti sia a livello internazionale che sul territorio, la nuova drammaturgia, la ricerca di linguaggi teatrali originali nella prosa, nella danza, nel nuovo circo, nella performance. Va sottolineato nel quadro di questa collaborazione l‟utilizzo da parte del Festival delle Colline Torinesi del Teatro Astra gestito dalla Fondazione Teatro Piemonte Europa e amichevolmente concesso. La Fondazione Teatro Piemonte Europa e il Festival delle Colline Torinesi, entrambi impegnati in un progetto europeo transfrontaliero, lavorano inoltre, in proficuo rapporto, nella crescita delle relazioni teatrali con la Francia e con l‟Europa. LA PIATTAFORMA – TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO sezione COUP DE FOUDRE LA PIATTAFORMA - TEATROCOREOGRAFICOTORINESE&CO 2010 è l‟Ottava edizione di un festival dedicato alla danza contemporanea e di ricerca che focalizza la sua attenzione artistica sulla valorizzazione del territorio regionale in una prospettiva d'apertura nazionale ed internazionale. La collaborazione con la Fondazione Teatro Piemonte Europa si realizza nello specifico della sezione Piattaforma Coupe de Foudre, che prevede all‟interno del Festival Teatro a Corte la programmazione in prima italiana di un artista internazionale - selezionato in sinergia con il pionieristico centro coreografico parigino della Ménagerie de Verre - e di un artista locale, riconosciuto per il percorso professionale ed incisivo sul territorio. I due artisti selezionati sono per questa edizione di Teatro a Corte: Maria Donata D‟Urso che presenterà Strata etude e Doriana Crema con Aspecifiche atipie. Tutti e due gli spettacoli verranno presentati nella serata del 21 luglio. Piattaforma - Coupe de Foudre vede inoltre la partecipazione progettuale e il sostegno della Délégation d‟action culturelle de Turin (Ambassade e France en Italie) e dell‟associazione Il Fiorile. Piattaforma Coupe de Foudre è l‟ultima tappa di La Piattaforma teatrocoreograficotorinese&co 2010 che si svolge dal 28 Giugno al 15 Luglio a Torino. Il festival ideato da Mariachiara Raviola e Paola Colonna e promosso dalle rispettive Associazioni Didee e Rapatika, è sostenuto da Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Spettacolo da Vivo, Regione Piemonte, Città di Torino, Fondazione CRT; è un festival di Piemonte dal Vivo e nel triennio 2007-09 è stato partner del progetto interRegionale Piemonte – Lazio – Campania „Spazi per la Danza Contemporanea„coordinato dall‟ETI. www.lapiattaforma.didee.it [email protected] L’araba fenice di una tradizione Torinese Birrificio Torino, “birrAria” nel senso più autentico del termine: laboratorio di produzione artigianale e accogliente luogo di degustazione a due passi da piazza Castello, nel cuore di Torino. Qui, le nostre birre nascono, maturano e si bevono “vive”- non filtrate ne pastorizzate prodotte esclusivamente con metodi artigianali. Il Birrificio Torino è un‟ azienda torinese con solide radici nella storia della città. Torino ospitò, infatti, la prima fabbrica di birra d’Italia, la Bosio e Caratsch inaugurata nel 1845. A questa ne seguirono numerose altre, tra cui le celebri Boringhieri, Durio e Metzger, attratte dalle particolari caratteristiche dell’acqua cittadina. Birra Torino, è un marchio registrato della nostra azienda, che dal 2001, a quasi mezzo secolo dalla chiusura dell‟ultima realtà produttiva sul territorio, si è fatta erede di questa antica arte. Dal 2008 le nostre birre artigianali sono disponibili in bottiglie da 50cl solo presso il laboratorio di produzione di via Parma, 30 e presso i migliori selezionatori di prodotti artigianali. Birra Torino, la nostra città è in fermento! via Parma, 30/A – 10152 Torino - Tel / Fax 011 2876562 – [email protected] www.birrificiotorino.com COME RAGGIUNGERE I LUOGHI DEL FESTIVAL AGLIÈ (TO) CASTELLO, Piazza del Castello, 2 Tangenziale Torino - Nord > superstrada per Caselle > uscita Rivarolo - Gran Paradiso > S.S. 460 sino a Feletto > seguire le indicazioni per Agliè Autostrada Torino - Ivrea - Aosta (A5) > uscita San Giorgio Canavese > seguire le indicazioni Agliè Ozegna – Rivarolo DRUENTO (TO) CENTRO INTERNAZIONALE DEL CAVALLO Viale Medici del Vascello Tangenziale Torino - Nord > uscita Venaria Reale > direzione Torino-Druento > seguire le indicazioni per il Centro Internazionale del Cavallo GARESSIO Piazza del Municipio Torino – Sud > A55 > proseguire su A6 / E717 > uscita Ceva > seguire la indicazioni per Nucetto Garessio Imperia > uscita Garessio MONCALIERI (TO) CASTELLO, Piazza Baden Baden Tangenziale Torino - Sud > uscita Moncalieri POLLENZO - Comune di Bra (CN) Piazza Vittorio Emanuele II Autostrada Torino - Savona (A6) > uscita Marene > in direzione Alba seguire le indicazioni per Pollenzo RIVOLI (TO) CASTELLO, Piazza Mafalda di Savoia Tangenziale Torino - Sud > in direzione Piacenza > uscita Rivoli Autostrade Torino - Milano (A4), Torino - Aosta (A5), Torino - Savona (A6), Torino - Piacenza (A21), Torino Bardonecchia (A32) > seguire le indicazioni T4 - Frejus Moncenisio, Monginevro > uscita Rivoli SANTENA (TO) CASTELLO CAVOUR, Piazza Visconti Venosta, 2 Autostrada Torino - Piacenza (A21) > uscita Santena TORINO CAVALLERIZZA REALE, Via Verdi, 9 PIAZZETTA REALE TEATRO ASTRA, Via Rosolino Pilo, 6 IN AUTO Torino - Piacenza (A21) Torino - Milano (A4) Torino - Savona (A6) Torino - Frejus (A32) Torino - Ivrea (A5) IN AEREO Aeroporto Internazionale “Sandro Pertini” di Torino Caselle Torinese (TO) IN TRENO Stazione Porta Nuova (da/per Roma, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Venezia, Francia) Stazione Porta Susa (da/per Roma, Milano, Firenze, Bologna, Venezia, Spagna e TGV da/per la Francia) Stazione Dora (da/per l‟Aeroporto Internazionale di Torino “Sandro Pertini”) VENARIA REALE (TO) REGGIA, Piazza della Repubblica Tangenziale Torino - Nord > in direzione Piacenza > uscita Venaria / in direzione Milano > uscita Savonera FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA Teatro Stabile d'Innovazione Sede Legale Sede Organizzativa C.so Casale 15/A 10131 Torino Via Santa Teresa 23 10121 Torino tel. +39 011.5119409 – fax +39 011.5184711 PRESIDENTE Angiola Bosca Venesio CONSIGLIO DI AMMINISTRAZIONE Gianbeppe Colombano Massimo Rostagno Gianfranco Saglione Andrea Stara COLLEGIO DEI REVISORI Filippo Jannelli, Franca Di Cairano, Stefano Amedeo Guslandi DIRETTORE Beppe Navello STAFF di TEATRO A CORTE 2010 DIREZIONE ORGANIZZATIVA Paolo Cantù ORGANIZZAZIONE E PRODUZIONE Elena Ormezzano Fabio Rizzio UFFICIO STAMPA E COMUNICAZIONE Andrea Prono con la collaborazione di Matteo Rinaldini UFFICIO STAMPA NAZIONALE Iagostudio: Mara Serina Emanuela Dallagiovanna UFFICIO STAMPA INTERNAZIONALE Andrea Alessandro La Bozzetta Tihana Maravic UFFICIO STAMPA PER LA FRANCIA Catherine Guizard Juliette Nonn PROMOZIONE E COMUNICAZIONE Graziella Martinotti Mattia Rinaldi DIREZIONE TECNICA Marco Burgher Antonio Merola CONSULENZA ARTISTICA Sylvie Cavacciuti Mara Serina TECNICI TPE Mauro Panizza Pey Paolo Raimondo RELAZIONI INTERNAZIONALI E ORGANIZZAZIONE Betti De Martino RELAZIONI ESTERNE Roberta Romoli DIREZIONE DI SALA Cesare Perotti AMMINISTRAZIONE Emanuela Avanzi Clara Bondesani RAPPORTI CON GLI ENTI Anna Maria Canzonieri SEGRETERIA Graziella Salvi COLLABORATORI Giulia Caruso Elisa Faletti Francesca d‟Apolito Pauline Mouzay INFO STAMPA UFFICIO STAMPA FONDAZIONE TEATRO PIEMONTE EUROPA Andrea Prono tel. +39 011.5119409 cell. +39 338.3477801 e-mail: [email protected] in collaborazione con Matteo Rinaldini cell. +39 360.478728 e-mail: [email protected] UFFICIO STAMPA NAZIONALE iagostudio Mara Serina cell. +39 338.3246269 e-mail: [email protected] Emanuela Dallagiovanna cell. +39 347.9734716 e-mail: [email protected] UFFICIO STAMPA INTERNAZIONALE Andrea Alessandro La Bozzetta cell. +39 335.8020853 e-mail: [email protected] Tihana Maravic cell. +39 349.1466785 e-mail: [email protected] UFFICIO STAMPA PER LA FRANCIA Catherine Guizard cell. +33(0)660432113 e-mail: [email protected] Juliette Nonn cell. +33(0)685830358 e-mail: [email protected]