Forma normale di Boyce e Codd Definizione Le DF di Dipartimento Impiegato Stipendio Progetto Bilancio Funzione Rossi 20 Marte 2 tecnico Verdi 35 Giove 15 progettista Verdi 35 Venere 15 progettista Neri 55 Venere 15 direttore Neri 55 Giove 15 consulente Neri 55 Marte 2 consulente Mori 48 Marte 2 direttore Mori 48 Venere 15 progettista Bianchi 48 Venere 15 progettista Bianchi 48 Giove 15 direttore Impiegato Stipendio Progetto Bilancio Impiegato Progetto Funzione 2 Impiegato Stipendio La Df riporta che lo stipendio di ciascun impiegato dipende solo dall’impiegato stesso indipendentemente dai progetti a cui partecipa e quindi presenta Ridondanza Anomalia di aggiornamento Anomalia di cancellazione Anomalia di inserimento 3 Progetto Bilancio La DF riporta che il bilancio di ciascun progetto dipende solo dal progetto stesso indipendentemente dalla partecipazione degli impiegati ai progetti e quindi presenta Ridondanza Anomalia di aggiornamento Anomalia di cancellazione Anomalia di inserimento 4 Impiegato Progetto Funzione La DF riporta che in ogni progetto ogni impiegato svolge una ed una sola funzione. Si noti che, essendo (Impiegato, Progetto) chiave di Dipartimento non esistono due tuple con stessa chiave e Funzione (non esistono ridondanze) La modifica interviene su una sola tupla La cancellazione non comporta perdita di informazioni che potrebbero essere ancora utili L’inserimento è possibile anche attribuendo valori nulli agli attributi diversi da Impiegato e Progetto 5 DF ed anomalie Le anomalie viste si riconducono alla presenza delle DF: Impiegato → Stipendio Progetto → Bilancio Viceversa la FD Impiegato, Progetto → Funzione non causa problemi Le anomalie sono causate dalla presenza di concetti eterogenei: proprietà degli impiegati (lo stipendio) proprietà dei progetti (il bilancio) proprietà della chiave Impiegato Progetto 6 La causa delle anomalie Le prime due FD non corrispondono a chiavi e causano anomalie La terza FD corrisponde ad una chiave e non causa anomalie Impiegato Stipendio Impiegato non è chiave Progetto Bilancio Progetto non è chiave Impiegato Progetto Funzione Impiegato Progetto è chiave 7 Forma Normale di Boyce e Codd Uno relazione r è in forma normale di Boyce e Codd se: per ogni dipendenza funzionale (non banale) X→Y definita su R(T), X contiene una chiave K di r Ossia X è una superchiave di r 8 Normalizzazione La normalizzazione è il processo di trasformazione che data una relazione che non soddisfa una forma normale la scompone in altre relazioni che invece soddisfano la forma normale Nel caso della forma normale di Boyce e Codd la trasformazione si basa su un semplice criterio: Individuazione dei diversi concetti riportati insieme nella relazione Decomposizione della relazione in relazioni più semplici, una per ogni concetto. 9 10 Un esempio di normalizzazione Impiegato Stipendio Impiegato Progetto Funzione Rossi Marte tecnico Verdi Giove progettista Rossi 20 Verdi Venere progettista Progetto Verdi 35 Neri Venere direttore Marte 2 Neri 55 Neri Giove consulente Giove 15 Mori 48 Neri Marte consulente Venere 15 Bianchi 48 Mori Marte direttore Mori Venere progettista Bianchi Venere progettista Bianchi Giove direttore Bilancio Non sempre così facile Impiegato Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Venere Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Impiegato Sede Progetto Sede Impiegato Sede Progetto Sede Rossi Roma Marte Roma Verdi Milano Giove Milano Neri Milano Saturno Milano Venere Milano 11 Proviamo a ricostruire Impiegato Sede Progetto Sede Rossi Roma Marte Roma Verdi Milano Giove Milano Neri Milano Saturno Milano Venere Milano Impiegato Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Saturno Milano Verdi Venere Milano Neri Giove Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Diversa dalla relazione di partenza! 12 Decomposizione senza perdita La decomposizione non deve assolutamente alterare il contenuto informativo del DB Si introduce pertanto il seguente requisito Decomposizione senza perdita (lossless) Uno schema R(X) si decompone senza perdita negli schemi R1(X1) e R2(X2) se, per ogni istanza legale r su R(X), il join naturale delle proiezioni di r su X1 e X2 è uguale a r stessa X (r) X (r) = r 1 2 13 Decomposizione senza perdita Una decomposizione con perdita può generare tuple spurie Per decomporre senza perdita è necessario e sufficiente che il join naturale sia eseguito su una superchiave di uno dei due sottoschemi, ovvero che valga X1 ∩ X2 → X1 oppure X1 ∩ X2 → X2 La decomposizione senza perdita è garantita se gli attributi comuni contengono una chiave per almeno una delle relazioni decomposte 14 Decomposizione senza perdita Impiegato Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Venere Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Impiegato Sede Impiegato Progetto Rossi Roma Rossi Marte Verdi Milano Verdi Giove Neri Milano Verdi Venere Neri Saturno Neri Venere 15 Un altro problema (1/3) Supponiamo di voler inserire una nuova ennupla che specifica la partecipazione dell'impiegato Neri, che opera a Milano, al progetto Marte Ricordiamo che le dipendenze sullo schema originario sono Impiegato Sede Progetto Sede Ossia un impiegato deve operare su una sola sede e anche i progetti devono insistere su una sola sede 16 Un altro problema (2/3) Impiegato Sede Impiegato Progetto Rossi Roma Rossi Marte Verdi Milano Verdi Giove Neri Milano Verdi Venere Neri Saturno Neri Venere Neri Marte 17 Un altro problema (3/3) Proviamo a ricostruire Impiegato Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Venere Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Neri Marte Milano La dipendenza Progetto Sede non è preservata 18 Conservazione delle dipendenze Una istanza legale nello schema decomposto genera sullo schema ricostruito una soluzione non ammissibile Ogni singola istanza è (“localmente”) legale, ma il DB (“globalmente”) non lo è Infatti il progetto “Marte” risulta essere assegnato a due sedi, in violazione del vincolo Progetto Sede Problemi di consistenza dei dati si hanno quando la decomposizione “separa” gli attributi di una FD. Per verificare che la FD sia rispettata si rende necessario far riferimento a entrambe le relazioni. 19 Conservazione delle dipendenze Una decomposizione preserva le dipendenze se ciascuna delle dipendenze funzionali dello schema originario coinvolge attributi che compaiono tutti insieme in uno degli schemi decomposti Nell’esempio la dipendenza Progetto Sede non è conservata Se una FD non si preserva diventa più complicato capire quali sono le modifiche del DB che non violano la DF stessa 20 Alcune definizioni: attributo primo Un attributo di uno schema di relazione R è detto attributo primo di R se esso è membro di una qualche chiave candidata di R. Un attributo è detto non primo se non è un attributo primo, cioè se non è membro di nessuna chiave candidata. 21 1 Forma Normale La 1FN è parte integrante della definizione formale di relazione nel modello relazionale di base. La 1FN impone che il dominio di un attributo comprenda solo valori atomici. La 1FN non consente quindi di usare attributi multivalore, composti o una loro qualsiasi combinazione. 22 2 Forma normale La 2FN si basa sul concetto di dipendenza funzionale completa. Una dipendenza funzionale X->Y è una dipendenza funzionale completa se la rimozione di un qualsiasi attributo A da X fa decadere la DF. Una DF è parziale se è possibile rimuovere da X attributi senza che essa venga meno. Uno schema di relazione R è in 2FN se ogni attributo non primo A di R dipende funzionalmente in modo completo dalla chiave primaria di R 23 2 Forma normale: considerazioni Uno schema di relazione è in 2FN se ogni attributo non primo A di R non è parzialmente dipendente da nessuna chiave di R. La verifica comporta l’esame delle DF i cui attributi della parte sinistra fanno parte della chiave primaria. Se la chiave primaria è fatta da un sol attributo (il che stabilisce che le DF sulla chiave sono complete) allora lo schema di relazione è già in 2FN. 24 3 Forma Normale La 3FN si basa sul concetto di DF transitiva. Una DF X->Y definita sullo schema di relazione R è transitiva se esiste un insieme Z, che non è né chiave candidata né appartiene ad una chiave di R, per cui valgono contemporaneamente X->Z e Z->Y Uno schema di relazione R è in 3FN se soddisfa la 2FN e nessun attributo non primo di R dipende in modo transitivo dalla chiave primaria (definizione originaria di Codd). 25 3 Forma Normale: generalizzazione Uno schema di relazione R è in 3FN se ogni volta che sussiste in R una DF non banale X->A o X è una superchiave di R o A è un attributo primo di R Quindi uno schema di relazione R non è in 3FN quando viola entrambe le condizioni. Da cui si ricava: Uno schema di relazione R è in 3FN se ogni attributo non primo di R è funzionalmente dipendente in modo completo da ogni chiave di R e non è dipendente in modo transitivo da alcuna chiave di R. 26 3FN e BCNF La forma normale di Boyce e Codd è stata proposta come una forma più semplice di 3FN ma difatti è più restrettiva. Ogni relazione in BCNF è anche in 3FN. Le relazioni in 3FN non necessariamente sono in BCFN 27 Ancora anomalie Lo schema TEL(Prefisso,Numero,Località,Abbonato,Indirizzo) ha vincoli Prefisso,Numero → Località,Abbonato, Indirizzo Località → Prefisso Lo schema è in 3NF, in quanto Prefisso è primo (non c’è dipendenza transitiva) Nella seguente istanza legale l’informazione sul prefisso viene replicata per ogni abbonato Prefisso 051 059 051 051 059 Numero 457856 452332 987856 552346 387654 Località Bologna Modena Bologna Castenaso Vignola Abbonato Rossi Verdi Bianchi Neri Mori Indirizzo Via Roma 8 Via Bari 16 Via Napoli 77 Piazza Borsa 12 Via Piave 65 28 29 Decomposizione in BCNF Una soluzione consiste nel decomporre lo schema in NUM_TEL(Numero,Località,Abbonato,Indirizzo) PREF_TEL(Località, Prefisso) La decomposizione è lossless perché (NUM_TEL PREF_TEL) = TEL Numero Località Abbonato Indirizzo Prefisso Località 457856 Bologna Rossi Via Roma 8 051 Bologna 452332 Modena Verdi Via Bari 16 059 Modena 987856 Bologna Bianchi Via Napoli 77 051 Castenaso 552346 Castenaso Neri Piazza Borsa 12 059 Vignola 387654 Vignola Mori Via Piave 65 Osservazioni Benché gli schemi in 3NF non siano esenti da problemi, tale livello di normalizzazione è comunemente accettato nella pratica Nel caso generale, problemi di complessità computazionale rendono improponibile affrontare l’attività di normalizzazione mediante tecniche di “analisi”. Tutti i seguenti problemi sono NPcompleti: Determinare se un attributo è primo Verificare se esiste una chiave di grado minore di k Verificare se uno schema è in 3NF 30 Osservazioni L’approccio adottato è di tipo costruttivo, ovvero anziché verificare se uno schema è al livello di normalizzazione richiesto, si progettano schemi che siano a tale livello di normalizzazione. Qualità di una decomposizione (ottenibile con algoritmi di normalizzazione): deve essere senza perdita, per garantire la ricostruzione delle informazioni originarie dovrebbe conservare le dipendenze, per semplificare il mantenimento dei vincoli di integrità originari 31 Decomposizione in 3NF L’idea alla base dell’algoritmo che produce una decomposizione in 3NF è creare una relazione per ogni gruppo di FD che hanno lo stesso lato sinistro (determinante) e inserire nello schema corrispondente gli attributi coinvolti in almeno una FD del gruppo Esempio: Se le FD individuate sullo schema R(ABCDEFG) sono: AB→ CD, AB →E, C → F, F → G si generano gli schemi: R1(ABCDE), R2(CF), R3(FG) 32 Decomposizione in 3NF Se 2 o più determinanti si determinano reciprocamente, si fondono gli schemi (più chiavi alternate per lo stesso schema) Esempio: Se le FD su R(ABCD) sono: A →BC, B → A, C →D si generano gli schemi R1(ABC), R2(CD) 33 Decomposizione in 3NF Alla fine si verifica che esista uno schema la cui chiave è anche chiave dello schema originario (se non esiste lo si crea) Esempio: Se le FD su R(ABCD) sono: A →C, B →D si generano gli schemi R1(AC), R2(BD), R3(AB) 34 Una limitazione non superabile Dirigente Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Marte Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Progetto Sede Dirigente Dirigente Sede 35 Una limitazione non superabile Nell’esempio la dipendenza Progetto,SedeDirigente coinvolge tutti gli attributi e quindi nessuna decomposizione può preservare tale dipendenza Quindi, in funzione del pattern di FD, potrebbe non essere possibile decomporre in BCNF e preservare le FD 36 In pratica… Se la relazione non è normalizzata si decompone in terza forma normale Si verifica se lo schema ottenuto è anche in BCNF Si noti che se una relazione ha una sola chiave allora le due forme normali coincidono Se uno schema non è in BCNF si hanno 3 alternative: Si lascia così com’è, gestendo le anomalie residue (se l’applicazione lo consente) Si decompone in BCNF, predisponendo opportune query di verifica (per verificare le dipendenze originarie vengano violate) Si cerca di rimodellare la situazione iniziale, al fine di permettere di ottenere schemi BCNF 37 BCNF e 3a Forma Normale La terza forma normale è meno restrittiva della forma normale di Boyce e Codd (e ammette relazioni con alcune anomalie) Ha il vantaggio però di essere sempre “raggiungibile” 38 Uno schema non in BCNF Dirigente Progetto Sede Rossi Marte Roma Verdi Giove Milano Verdi Marte Milano Neri Saturno Milano Neri Venere Milano Progetto Sede Dirigente Dirigente Sede 39 Una possibile riorganizzazione Dirigente Progetto Sede Reparto Rossi Marte Roma 1 Verdi Giove Milano 1 Verdi Marte Milano 1 Neri Saturno Milano 2 Neri Venere Milano 2 Dirigente Sede Reparto Sede Reparto Dirigente Progetto Sede Reparto 40 41 Decomposizione in BCNF Progetto Sede Reparto Dirigente Sede Reparto Marte Roma 1 Rossi Roma 1 Giove Milano 1 Verdi Milano 1 Marte Milano 1 Neri Milano 2 Saturno Milano 2 Venere Milano 2 Progettazione e normalizzazione La teoria della normalizzazione può essere usata nella progettazione logica per verificare lo schema relazionale finale Si può usare anche durante la progettazione concettuale per verificare la qualità dello schema concettuale 42 Es.: entità non normalizzata Nome fornitore Codice Nome prodotto Indirizzo Partita IVA Prodotto Prezzo PartitaIVA NomeFornitore Indirizzo 43 Analisi dell’entità L’entità viola la terza forma normale a causa della dipendenza: PartitaIVA NomeFornitore Indirizzo Possiamo decomporre sulla base di questa dipendenza 44 45 Decomposizione Nome prodotto Partita IVA Codice (1,1) Prodotto Prezzo Nome fornitore (0,N) Fornitura Fornitore Indirizzo Es.: associazione non normalizzata Dipartimento (0,N) Professore (0,N) Tesi (0,1) Studente (0,N) Corso di laurea Studente Corso di laurea Studente Professore Professore Dipartimento 46 Analisi dell’associazione L’ associazione viola la terza forma normale a causa della dipendenza: Professore Dipartimento Possiamo decomporre sulla base di questa dipendenza 47 48 Decomposizione (0,N) Afferenza Dipartimento (1,1) Professore (0,N) Tesi (0,N) Corso di laurea (0,1) Studente Ulteriore analisi sulla base delle dipendenze L’associazione Tesi in BCNF sulla base delle dipendenze Studente CorsoDiLaurea Studente Professore Le due proprietà sono indipendenti Questo suggerisce una ulteriore decomposizione 49 Ulteriore decomposizione Professore (0,N) Tesi (0,1) Studente (1,1) (1,1) Afferenza Iscrizione (0,N) (0,N) Dipartimento Corso di laurea 50 Normalizzazione vs. performances Potremmo voler utilizzare schemi non normalizzati per aumentare la performances Ad es. collegare e mostrare informazioni memorizzate in due tabelle differenti richiede il join delle tabelle 51 Normalizzazione vs. performances Alternativa 1: usare schemi denormalizzati che contengono gli attributi di entrambe le relazioni accesso più veloce spazio e tempo di esecuzione superiore per gestire le modifiche maggiore sforzo di programmazione per gestire la ridondanza, con conseguente maggiore incidenza degli errori di programmazione Alternativa 2: usare una vista materializzata stessi vantaggi e svantaggi della alternativa 1, eccetto il maggiore sforzo di programmazione 52 Riferimenti Atzeni, Ceri, Paraboschi, Torlone – Basi di dati – McGraw-Hill, 1999 Cabibbo, Torlone, Batini – Basi di dati: progetti ed esercizi svolti – Pitagora editrice, Bologna, 1995 Atzeni, Batini, De Antonellis – Teoria relazionale dei dati – Boringhieri, Torino, 1985 53