Analisi tecniche di supporto per la definizione dei bacini ottimali ai sensi dell’ l’art. 3-bis del Decreto Legge 13/08/2011 n. 138 conv. con Legge 14/09/2011 n. 148 e ss.mm.ii Gruppo di lavoro Ing. Sergio Negro (Direttore Generale) Ing. Dario Gentile (Dirigente) Ing. Pierpaolo Carbone Dott.ssa Simona De Martino Ing. MariaTeresa Di Mattia Ing. Raffaele Iovine Ing. Guido Montella Dott.ssa Paola Villano giugno 2012 giugno 2012 Sommario 1 Premessa ........................................................................................................................ 3 2 Economie di scala e di differenziazione/Efficienza nel tpl ................................................. 5 3 Analisi Territoriale .......................................................................................................... 8 3.1 4 5 La domanda di mobilità................................................................................................. 14 4.1 Scenario Attuale ......................................................................................................................... 14 4.2 Ipotesi di scenario di domanda al 2020...................................................................................... 21 L’offerta del trasporto regionale.................................................................................... 23 5.1 Le infrastrutture ferroviarie ................................................................................................. 26 5.1.2 I servizi ferroviari ................................................................................................................. 43 5.1.3 Analisi per Comparti Provinciali........................................................................................... 46 Programmazione servizi minimi regionali su gomma per anno 2011 ................................. 51 5.2.2 Programmazione servizi minimi regionali su gomma per anno 2012 ................................. 54 5.2.3 Analisi dei Piani e dei programmi presentati dagli Enti Locali ............................................ 54 5.3 L’offerta di trasporto pubblico via mare .................................................................................... 61 5.4 Il Sistema delle Aziende di TPL in Campania .............................................................................. 62 Le aziende del tpl in Campania ............................................................................................ 63 I Progetti sul Sistema di Trasporto Regionale ................................................................. 66 6.1 Il Progetto della Metropolitana Regionale (SMR) ...................................................................... 66 6.1.1 Gli obiettivi del progetto del sistema della Metropolitana Regionale “SMR” ..................... 67 6.1.2 Il concetto di Sistema Metropolitano Regionale (SMR) ....................................................... 69 6.1.3 Integrazione dei servizi ........................................................................................................ 69 6.2 8 L’offerta di trasporto pubblico su gomma ................................................................................. 51 5.2.1 5.4.1 7 L’offerta di trasporto pubblico su ferrovia ................................................................................. 26 5.1.1 5.2 6 La distribuzione e la dinamica demografica ............................................................................... 12 Il Progetto ITS ............................................................................................................................. 70 Le proposte degli enti locali........................................................................................... 77 7.1 La proposta del Bacino Intermodale di Napoli ........................................................................... 77 7.2 La proposta del Bacino unico dell’Area Urbana di Salerno e della Valle dell’Irno ..................... 79 7.3 La proposta di Cerreto Sannita – “Patto dei Sindaci”................................................................. 83 7.4 La proposta di Telese Terme – “Città Telesina” ......................................................................... 84 Conclusioni ................................................................................................................... 87 Pagina 2 di 88 giugno 2012 1 Premessa In materia del trasporto pubblico regionale e locale le Regioni detengono i compiti di programmazione e vigilanza e tutte le funzioni di natura amministrativa che richiedono un unitario esercizio a livello regionale. In riferimento a tale principio di unitarietà regionale, l’art. 3-bis del Decreto Legge 13/08/2011 n. 138 conv. con Legge 14/09/2011 n. 148 e ss.mm.ii., prevede che a tutela della concorrenza e dell’ambiente, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano organizzino lo svolgimento dei servizi pubblici locali a rete di rilevanza economica - tra cui il trasporto pubblico regionale e locale – definendo il perimetro degli ambiti o bacini territoriali ottimali e omogenei tali da consentire economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza del servizio e istituendo o designando gli enti di governo degli stessi, entro il termine del 30 giugno 2012. Il citato art. 3-bis stabilisce inoltre che la dimensione degli ambiti o bacini territoriali ottimali di norma deve essere non inferiore almeno a quella del territorio provinciale. Inoltre, sempre con riferimento all'art.3, le regioni possono individuare specifici bacini territoriali di dimensione diversa da quella provinciale, motivando la scelta in base a criteri di differenziazione territoriale e socio-economica e in base a princìpi di proporzionalità, adeguatezza ed efficienza rispetto alle caratteristiche del servizio, anche su proposta dei comuni presentata entro il 31 maggio 2012 previa lettera di adesione dei sindaci interessati o delibera di un organismo associato e già costituito ai sensi dell'articolo 30 del testo unico di cui al decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267. A tale ultimo riguardo, le proposte pervenute in Regione, e trasferite in ACaM sono le seguenti: - Proposta del Comune di Telese Terme ed altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436719 del 07/06/2012); - Proposta del Comune di Napoli (N. Prot. Regione Campania 2012 0436727 del 07/06/2012); - Proposta del Comune di Cerreto Sannita ed altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436735 del 07/06/2012); - Proposta del Comune di Salerno e altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436739 del 07/06/2012). L'ACaM (Agenzia Campana della Mobilità Sostenibile), con l'elaborazione di questo documento ha inteso sviluppare una serie di analisi tecniche, così come richiesto dall'Assessorato regionale ai Trasporti, al fine di fornire un utile supporto alle decisioni nello svolgimento delle attività/adempimenti di cui agli artt. 3bis e 4 del Decreto Legge 13/08/2011, n. 138 conv. con Legge 14/09/2011, n. 148 e ss.mm.ii. da parte della Regione. Il documento parte da alcune considerazioni di carattere economico, inerenti l'obiettivo delle economie di scala e di differenziazione, e quindi dei recuperi di efficienza e di efficacia nel settore del tpl. Si sviluppano, poi, a tal fine, una serie di approfondimenti orientati all'analisi del territorio e della sua interazione con il sistema dei trasporti, della dotazione infrastrutturale, della domanda di mobilità e dei flussi di spostamenti, della rete ferroviaria e più, in generale dell'offerta dei servizi di trasporto pubblico in Regione Campania sulle diverse modalità. Pagina 3 di 88 giugno 2012 Si descrivono, inoltre, gli elementi essenziali del Progetto di Sistema di Metropolitana Regionale che rappresenta un asset fondamentale e strategico per tutta la mobilità regionale. Altro progetto descritto, inerente il l'argomento in esame, è quello dell'ITSC (Intelligent Transport System Campano). Si sviluppa, infine, un'analisi delle proposte pervenute dai Comuni. Pagina 4 di 88 giugno 2012 2 Economie di scala e di differenziazione/Efficienza nel tpl La Regione Campania, ai sensi del citato art. 3-bis D.L. n. 138/2011 come conv. con Legge n. 148/2011 e s.m.i., deve operare le proprie determinazioni ed attuare il conseguente processo di riorganizzazione/ottimizzazione del TPL tenendo conto del primario obiettivo di conseguimento delle economie di scala e di differenziazione idonee a massimizzare l’efficienza dei servizi. Tali economie possono essere ricondotte ai concetti di: - efficienza dei costi i cui driver per la scelta dimensionale sono la produttività dei fattori di produzione del servizio, i costi di acquisizione dei fattori in parola e i costi di gestione del processo di affidamento e monitoraggio dei servizi; - efficienza dei servizi ed efficacia rispetto agli obiettivi di integrazione, intermodalità ed ottimizzazione della rete dei servizi, sistema tariffario integrata, universalità/flessibilità sinergica del servizio. Per quanto riguarda il dato dimensionale, attualmente, come si evince dalle analisi su dati del Conto Nazionale dei Trasporti 2009/2010 il settore del TPL campano è caratterizzato da una forte frammentazione1 e da un forte “nanismo aziendale” oltre che da una significativa inefficienza. Nel dettaglio mentre per i servizi urbani a livello nazionale il costo medio per km percorso è pari a 4,75€, a livello campano tale costo è pari a ben 7,14€. Risultati analoghi si hanno anche nel settore extraurbano per il quale il costo medio per km a livello nazionale risulta essere pari a 2,83 € a dispetto di quello campano che è pari a 4,04 €. Pertanto, bisogna sicuramente superare l’eccessiva frammentazione del settore e perseguire recuperi di efficienza anche attraverso i benefici derivanti dalle economie di dimensione. Tale orientamento trova conferma anche nella letteratura economica2 che è ricca di contributi volti ad indagare sul legame esistente tra la dimensione ottimale delle aziende e le maggiori economie che ne derivano. La spinta all’aggregazione dell’offerta, è in linea, inoltre, con quanto accaduto in Europa con l’apertura dei mercati alla concorrenza. Infatti se si confrontano le aziende di TPL nazionale con quelle operanti sui mercati europei3 comparabili per dimensioni al nostro, si evince che il mercato europeo, pur in presenza di regimi di affidamento dei servizi diversi da quello nostrano, ha dato vita ad operatori di grandi dimensioni caratterizzati da livelli di efficienza e redditività maggiori rispetto alla media degli operatori nazionali. Pertanto dal confronto sembra emergere che i più bassi livelli di efficienza degli operatori italiani rispetto a quelli europei siano in qualche modo riconducibili alla loro dimensione che non permette di sfruttare le maggiori economie. 1 In Campania vi sono 123 aziende private che operano nel settore del trasporto pubblico su gomma, nel dettaglio il 72% di queste svolge servizio extraurbano, il 16% servizio misto mentre il restante 12% svolge il servizio urbano. 2 Si vedano a riguardo lo studio C. Cambini, I. Paniccia, D. Vannoni (2007) “Struttura di costo e rendimenti di scala nelle imprese di trasporto pubblico locale di medie-grandi dimensioni” Rivista italiana degli economisti Vol. XII e lo studio LeM Reply (2011): “Gare regionali e gestori unici: una scelta efficiente?” 3 Francia, Regno Unito e Germania Pagina 5 di 88 giugno 2012 In generale si può affermare che all’aumentare delle dimensioni aziendali si realizzano per le imprese maggiori economie, poiché l’azienda riesce a recuperare efficienza mediante un abbattimento dei costi di acquisizione dei fattori. Nello specifico in un azienda di TPL aumentando proporzionalmente il numero di posti km-offerti e la dimensione del network servito si riescono a conseguire risparmi significativi sui costi unitari medi di produzione dovuti al raggiungimento di una scala globale più efficiente (economie di scala). Maggiori dimensioni permettono all’azienda di garantirsi cospicui risparmi di costo derivanti, ad esempio, dalla possibilità di usufruire di prezzi minori nell’acquisto dei fattori produttivi in relazione ad ordini di maggiore entità. A tali risparmi si aggiungono quelli legati alla possibilità di evitare la duplicazione di alcune voci di costo. Per quanto riguarda, la produttività dei fattori di produzione, va però evidenziato che se da un lato l’aggregazione dell’offerta porta a sicuri recuperi di efficienza, dall’altro lato la letteratura economica in vari studi ha sottolineato che vi è un limite allo sfruttamento dei vantaggi derivanti dalle economie di scala al crescere della dimensione aziendale. Alcuni studi4 evidenziano un andamento ad U della curva dei costi unitari medi per posto km, indicando l'insorgere di diseconomie di scala oltre certe soglie dimensionali. L’esistenza del limite allo sfruttamento delle economie di scala al crescere della dimensione aziendale, è stata confermata anche dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, nella segnalazione espressa nei confronti della Regione Liguria5 che ha individuato un unico ambito di dimensioni regionali integrato ferro-gomma. In questo caso l’Autorità pur apprezzando il tentativo di favorire con tale scelta la deframmentazione del settore (obiettivo senz’altro auspicabile) ha aggiunto “che nel trasporto locale le economie di scala dal lato dell’offerta si raggiungano con dimensioni piuttosto contenute e le economie di gamma in genere risultano ancora più modeste”. Dall'analisi di alcuni studi di settore non emergono delle indicazioni univoche sulle dimensioni ottimali della produzione di vetture-km di un'azienda; alcuni studi6 fanno riferimento ad un range ottimale variabile tra i 638.411.936 e 1.504.478.270 posti-km per i servizi urbani, altri7 studi invece fanno riferimento ad una soglia massima di 20 milioni di vett-km per i servizi urbani e di 10 milioni di vetturekm per gli extra-urbani; la Regione Lombardia con la legge n.6 del 4 aprile 2012 fa invece riferimento ad una dimensione minima dei lotti di 10 milioni di vetture-km. Per quanto riguarda, invece, le economie di gamma o di differenziazione, essa riguarda le imprese reali che, nella gran parte dei casi, non vendono una sola tipologia di beni o servizi ma una gamma di prodotti, caratterizzati da tecnologie diverse e indirizzati a clienti diversi. Tale osservazione trova applicazione anche nel settore del TPL, che è caratterizzato da alcuni operatori che sono specializzati su un solo segmento (es. trasporto urbano, extraurbano, tranviario, ferroviario) e da altri che sono invece 4 “Il trasporto pubblico locale in Italia: variabili esplicative dei divari di costo tra le imprese” Fraquelli, Piacenza, Abrate. 5 Segnalazione RIF S1431 del 10 maggio 2012 6 Il trasporto pubblico locale in Italia: variabili esplicative dei divari di costo tra le imprese” Fraquelli, Piacenza, Abrate (2001). 7 Studio LeM Reply (2011): “Gare regionali e gestori unici: una scelta efficiente?” Pagina 6 di 88 giugno 2012 caratterizzati da una produzione mista. Tuttavia le esperienze registrate nel settore del tpl evidenziano uno scarso peso delle economie di differenziazione. Sul fronte, invece, dei costi di gestione ed, in particolare di quelli legati al processo di affidamento e monitoraggio dei servizi, l’organizzazione centralizzata del servizio, e quindi il coordinamento unificato delle funzioni di pianificazione, programmazione dei servizi di TPL, affidamento e monitoraggio permette senz'altro il recupero di ulteriori efficienze. Altro elemento fondamentale per una ottimizzazione complessiva dei costi sostenuti è quello legato all'efficienza dei servizi ed efficacia rispetto agli obiettivi di integrazione e intermodalità. Un coordinamento centralizzato assicura, difatti, una ottimizzazione della rete dei servizi, una completa integrazione della rete e delle tariffe oltre che una universalità/flessibilità sinergica del servizio. Inoltre, un monitoraggio ed un coordinamento centralizzato, attraverso anche una conoscenza reale dei flussi e delle linee esercite sul territorio consentirebbe una reale ottimizzazione del servizio assicurando al cittadino, nel contempo, una adeguata corrispondenza all’ esigenza di mobilità espressa. E' fondamentale, inoltre, operare delle scelte che garantiscano la massima concorrenza e competitività. Tale concetto è stato più volte ribadito dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato. Nel dettaglio, l’Autorità nel parere espresso nei confronti del Comune di Avezzano (AQ)8, ha sottolineato che “una gestione concorrenziale dei servizi da parte degli enti locali, è ad ogni modo auspicabile, in quanto idonea a produrre benefici per la collettività sia in termini di qualità del servizio offerto che di tariffe applicate”. Mentre nel parere nei confronti della Regione Molise9, l’Autorità ha sottolineato che :”affinché i il bando garantisca lo svolgersi di un effettivo confronto competitivo fra più operatori in sede di gara, è necessario, in linea generale, che il numero dei partecipanti sia maggiore del numero dei lotti messi a gara. In caso contrario, i vantaggi attesi in termini di recupero di efficienza verrebbero vanificati dall’assenza di confronto fra operatori, che è l’unico strumento per addivenire ad un miglioramento dell’offerta, in termini sia di quantità e qualità del servizio che di contenimento della spesa pubblica”. 8 9 Segnalazione AS 924 del 6 marzo 2012. Segnalazione AS 926 del 28 febbraio 2012. Pagina 7 di 88 giugno 2012 3 Analisi Territoriale La Campania si estende su di una superficie di 13.590 kmq in cui risiedono 5.824.662 abitanti10 per una densità di popolazione pari a 428 abitanti/kmq, superiore a quella della regione Lombardia (416 abitanti/kmq) e doppia rispetto alla media nazionale (184 ab/kmq). Tabella 3.1: Regione Campania – principali indicatori territoriali e di dotazione infrastrutturale REGIONE CAMPANIA PRINCIPALI INFORMAZIONI Superficie (kmq) 13.590 Popolazione residente 5.824.461 Province 5 Comuni 551 Densità (abitanti/kmq) 428 DOTAZIONE INFRASTRUTTRALE 2 AEROPORTI km Stazioni/Fermate FERROVIE RFI Circumvesuviana Sepsa MCNE Metronapoli 1.089 142 47 98,2 17,6 183 95 32 28 19 1.393,8 357 km STRADE Autostrade Strade statali Strade regionali Strade comunali extraurbane 494 1.163 1.552 15.400 circa 25.000 INDICE DI DOTAZIONE INFRASTRUTTRALE PER CATEGORIA 11 (2011) Provincia Rete stradale Ferrovie Caserta Benevento Napoli Avellino Salerno Campania 142,8 72,0 74,6 147,7 118,6 106,3 168,8 142,8 120,6 48,0 132,9 124,7 Aree protette Siti Unesco RISORSE NATURALI 30 5 Questo valore di densità, oltre che il maggiore tra le regioni italiane, risulta altresì sbilanciato tra le aree interne e la fascia costiera: la forte concentrazione di attività produttive nell’area costiera attrae consistenti masse insediative lungo la costa campana. In particolare, nella provincia di Napoli, si ha la concentrazione di oltre il 53% della popolazione con una densità di 2.662 abitanti/kmq. A conferma di tale dato, nella Figura 3.2. si riporta la popolazione residente suddivisa per comune di appartenenza, e nella Figura 3.3 le Unità Locali dell'industria e dei servizi e gli addetti alle stesse, suddivise per comune di appartenenza e per provincia. 10 11 Dati ISTAT 2011 Fonte Istituto Tagliacarne Pagina 8 di 88 giugno 2012 Figura 3.1: Densità della popolazione per regione - Anno 2010 (abitanti per kmq)12 Anche andando a confrontare tra loro le aree metropolitane delle principali città italiane, Napoli detiene il primato per numero di abitanti per kmq di superficie, com'è possibile vedere dalla Tabella 3.2. Tabella 3.2: Aree Metropolitane Italiane – confronto delle densità residenziali e della dotazione di infrastrutture ferroviarie AREE METROPOLITANE A CONFRONTO Area metropolitana 12 Densità residenziale (ab/kmq) Dotazione Ferroviaria (m/kmq) Napoli 1.900,7 180,94 Milano 911,12 137,64 Venezia 423,03 99,53 Palermo 334,72 64,97 Firenza 319,96 86,13 Roma 161,41 101,11 Fonte http://noi-italia.istat.it Pagina 9 di 88 giugno 2012 Figura 3.2: Popolazione residente e densità territoriale (Istat 2001) Figura 3.3: Unità locali e addetti (Istat 2001) Pagina 10 di 88 giugno 2012 La Regione Campania è, inoltre, tra le Regioni italiane ad avere elevati valori di densità di popolazione per una superficie territoriale dei comuni compresa tra 1.000 e 2.000 ettari, e tra 6.000 e 25.000 ettari, come si può notare dal grafico13 riportato nella seguente Figura 3.4. Figura 3.4: Densità della popolazione per classe di superficie territoriale dei comuni - Confronto tra regioni È da notare che i tipi insediativi sviluppatisi negli anni per far fronte alle necessità lavorative hanno portato alla costituzione di un unico tessuto densamente urbanizzato, che a ridosso della città di Napoli (cfr riquadro relativo al comune di Napoli nella Figura 3.2) e lungo la costa si sviluppa a Nord, verso Roma, fino ai limiti della provincia di Caserta e a Sud, verso Salerno, fino alla Penisola Sorrentina attraversando la falda costiera del Vesuvio che costituisce una delle zone più densamente popolate del paese. Le aree interne della regione, viceversa, sia per condizioni geografiche che per condizioni geomorfologiche non hanno beneficiato dei presupposti di sviluppo dell’area costiera campana, com'è possibile verificare nella seguente Figura 3.5 in cui è rappresentata la struttura fisica della Regione Campania dove sono chiaramente visibili le zone montuose tipiche delle Province di Benevento e Avellino, caratterizzate da una densità di popolazione inferiore alla media nazionale. a ciò corrisponde una inferiore dotazione di infrastrutture di trasporto e di insediamenti produttivi e industriali. 13 Fonte: Elaborazione ACAM su dati Istat 2011 Pagina 11 di 88 giugno 2012 Figura 3.5: Carta fisica della Regione Campania Da pochi anni è iniziata una fase di ripresa delle attività agricole e zootecniche proprie delle zone collinari e montane. Il sistema dei trasporti campano con lo sviluppo del Sistema di Metropolitana Regionale ha seguito pertanto l’evoluzione e l'espansione del territorio, sin qui brevemente accennato, favorendo ancor di più la crescita di grandi agglomerati lungo la costa e rispondendo alle esigenze che il territorio e la popolazione richiedevano nel tempo. Unica soluzione possibile al problema della mobilità, e, più in generale, dello sviluppo sostenibile, è la creazione di una rete su ferro intorno alla quale riqualificare e/o trasformare il territorio; nasce nel 2000 il progetto di Sistema di Metropolitana Regionale della Campania (si veda il paragrafo 6.1), che rilancia e porta alla scala regionale il progetto avviato nel 1997 con il Piano dei Trasporti e la metropolitana di Napoli Una politica dei trasporti che focalizzi, infatti, l'attenzione su uno sviluppo organico e funzionale di tutte le reti di trasporto, e sull'estensione del trasporto collettivo su tutto il territorio regionale, favorisce l’insediarsi di nuove attività produttive in zone nuove e il conseguente riequilibrio della popolazione. 3.1 La distribuzione e la dinamica demografica Gli elementi caratteristici della distribuzione e della dinamica demografica in Regione Campania rappresentati in Tavola 1.1 possono essere così sintetizzati: Pagina 12 di 88 giugno 2012 Il sistema territoriale regionale è prevalentemente concentrato su Napoli e sulla sua provincia, sulle zone costiere; Il polo di Napoli e della sua Provincia rappresenta una concentrazione demografica significativa per il contesto regionale, mentre il resto del sistema regionale si compone di centri urbani elementari; Della popolazione residente in Regione Campania circa il 53% risiede nella Provincia di Napoli, il 16% e il 19% rispettivamente nella Provincia di Caserta e Salerno ed il restante nelle province di Avellino e Benevento (7% e 5%). Pagina 13 di 88 giugno 2012 4 La domanda di mobilità 4.1 Scenario Attuale La domanda di mobilità che si svolge nel territorio della Regione Campania è stata valutata a partire dai risultati delle analisi sul pendolarismo svolte dall’ISTAT nel corso del censimento 2001. L’analisi del pendolarismo svolta dall’ISTAT esamina i soli spostamenti sistematici di sola andata, ovvero quelli che si svolgono per motivo studio e per motivo lavoro. Non sono valutati spostamenti generati per altri motivi. Questi spostamenti sono caratterizzati, successivamente, in ragione della fascia oraria in cui sono svolti e della modalità utilizzata per la loro effettuazione. Al fine di comprendere la dimensione spaziale del fenomeno mobilità sistematica sul territorio della Regione Campania l’analisi è stata rivolta alla domanda di spostamenti extracomunali complessiva. Pertanto, non si è considerata né la distribuzione temporale degli spostamenti nel corso della giornata, né la suddivisione per il motivo stesso dello spostamento, né, infine, la ripartizione modale degli stessi. Complessivamente in Campania all’anno 2001, sono stati rilevati 772.082 spostamenti extracomunali. Una prima caratterizzazione della domanda di mobilità è stata svolta rispetto alla dimensione provinciale del fenomeno (Tabella 4.1). Tabella 4.1: Spostamenti sistematici giornalieri totali di sola andata (ISTAT 2001) – dato per provincia provi nci a Avel l i no Benevento Ca s erta Na pol i Sa l erno TOTALE peso % spost. Extraprovinciali (Destinazione) Avel l i no Benevento Ca s erta Na pol i Sa l erno 52.422 1.834 232 2.627 2.180 59.295 3.620 30.489 1.917 725 124 36.875 666 2.452 99.137 21.822 908 124.985 8.876 2.909 25.484 342.341 17.855 397.465 5.182 370 600 12.769 134.541 153.462 11,6% 17,3% 20,7% 13,9% 12,3% TOTALE 70.766 38.054 127.370 380.284 155.608 772.082 peso % spost. Extraprovinciali (emissione) 25,9% 19,9% 22,2% 10,0% 13,5% Da questa rappresentazione emerge che gli spostamenti della Regione si svolgono prevalentemente in ambito provinciale. Infatti, il peso percentuali degli spostamenti che sono diretti all’esterno delle singole province è al più pari al 25,9% per quanto concerne la provincia di Avellino. La provincia di Napoli è quella dove gli spostamenti sono maggiormente autocontenuti (il 10,0% degli spostamenti è diretto all’esterno della provincia stessa). Allo stesso modo, in destinazione, si osserva che la provincia che attrae il maggior numero di spostamenti extraprovinciali è Caserta (il 20,7% degli spostamenti attratti è generato dalle province adiacenti) mentre quella di Avellino è quella maggiormente autocontenuta (l’11,6% degli spostamenti attratti è generato dalle province adiacenti). Analizzando le ripartizioni percentuali degli spostamenti in emissione (si veda la Tabella 4.2) si osserva come la maggiori relazioni interprovinciali sono quelle verso Napoli con punte del 20% per gli Pagina 14 di 88 giugno 2012 spostamenti generati dalla provincia di Caserta. Relazioni quantitativamente significative sono quelle tra la provincia di Avellino e Salerno (7%), tra la provincia di Napoli e quella di Caserta (6%) e, infine, tra la provincia di Salerno e quella di Napoli (11%). Tabella 4.2: Ripartizione percentuale degli spostamenti sistematici giornalieri totali di sola andata in emissione (ISTAT 2001) provi nci a Avel l i no Benevento Cas erta Napol i Sal erno Avel l i no Benevento 74% 5% 5% 80% 0% 2% 1% 0% 1% Cas erta 1% 6% 78% 6% Napol i 13% 8% 20% 90% Sal erno 7% 1% 0% 3% TOTALE 100% 100% 100% 100% 1% 11% 86% 100% 0% Un successivo livello di focalizzazione della domanda di mobilità è stato effettuato suddividendo il territorio regionale in 49 macrozone che coincidono con i Sistemi Territoriali di Sviluppo (STS) locale individuate nell’ambito del Piano Territoriale Regionale adottato dalla Regione Campania con delibera n.1956 del 30/11/2006. Queste macrozone consentono di definire al meglio i sistemi di gravitazione locale della domanda che si generano nell’ambito delle singole province e di individuare quali sono le aree di province adiacenti che generano le relazioni di domanda extraprovinciale. La matrice Origine/Destinazione della domanda di mobilità sistematica è illustrata secondo la rappresentazione per STS nella successiva Tabella 4.3. Nella Tabella 4.4 è, invece, riportata la distribuzione percentuale degli spostamenti in emissione da ciascun STS. Nella provincia di Avellino quest’analisi consente di evidenziare una forte area di gravitazione intorno al Capoluogo di Provincia che comprende, oltre la conurbazione di Avellino, i comuni degli STS Partenio e conurbazione Solofrana. Un’area delocalizzata di domanda è invece costituita dagli STS dell’Alta Irpinia e della Valle dell’Ufita che costituiscono un territorio con relazioni significative verso l’adiacente provincia di Benevento (ed in particolare con la zona della Val Fortore e con il capoluogo) piuttosto che verso Avellino stessa. Significativa è anche la quota di spostamenti generata dai comuni della provincia di Avellino che ricadono nella Valle Caudina e nelle sue immediate adiacenze che sono diretti verso aree della provincia di Benevento (in particolare la parte di comuni beneventani che ricade nella Valle Caudina ed il capoluogo stesso con la sua conurbazione). Infine, è evidente una quota di domanda diretta verso la provincia di Salerno ed in particolare la zona del Campus Universitario di Fisciano. Il territorio individuato dalla provincia di Benevento è quello che appare maggiormente autocontenuto. Si evidenziano, oltre gli scambi con la provincia di Avellino nella zona della Valle Caudina minime relazioni interprovinciali lungo la valle Telesina a cavallo tra le zone di Telese (STS “Titerno”) e l’area che gravita intorno a Piedimonte Matese nella provincia di Caserta (STS “Matese”). La domanda di mobilità riferita ai Sistemi Territoriali di Sviluppo è stata visualizzata mediante una rappresentazione su rete che permette di evidenziare le “linee di forza” della domanda, ovvero quelle direttrici che su una ipotetica rete pedonale isotachica della Regione lungo le quali la domanda di mobilità “chiede” infrastrutture e servizi. Questa rappresentazione è illustrata nella Figura 4.1 (linee di forza sul territorio regionale) e nella Figura 4.2 (dettaglio dell’area compresa tra i cinque capoluoghi di Pagina 15 di 88 giugno 2012 provincia. Appare evidente una “concentrazione” della domanda lungo le direttrici che collegano i 5 capoluoghi ed in particolare lungo le direttrici di connessione su Napoli. La diffusione dell’urbanizzazione e delle residenze nel territorio compreso tra Napoli e Caserta determina almeno 4 direttrici di connessione verso il capoluogo di Regione. Anche questa rappresentazione consente di evidenziare l’area di gravitazione della conurbazione aversana ed una direttrice di domanda relativamente elevata tra Salerno e Battipaglia. Pagina 16 di 88 giugno 2012 F5 C5 F7 F6 A3 A4 A2 A5 A6 B2 A1 B1 Agro Nocerino Sarnese Penisola Amalfitana Magna Grecia Gelbison Cervati Alto Calore Salernitano Lambro e Mingardo Bussento Antica Volcei Alburni Vallo di Diano NA08 NA09 NA10 SA02 SA03 SA04 SA05 SA06 SA07 Monti Picentini Terminio Alento Monte Stella NA07 Area Urbana di Salerno SA01 Capoluogo Area Urbana di Salerno NA06 SA08 SA09 SA10 SA11 SA12 SA13 SA14 SA15 SA16 0 4 1 1 979 62 28 1 11 12 25 2 108 0 215 12 663 14 32 1 1 0 1 1 1 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 650 92 22 5 12 21 28 1 80 1 128 7 390 9 16 1 1 1 1 1 3 2 0 0 3 0 9.505 449 35 91 162 1.329 145 997 1 15 18 6 89 225 21 13 3 0 3 1 925 152 44 8 16 10 24 2 57 0 142 6 369 14 22 0 8 0 0 0 3 0 0 2 0 1 14.125 824 2.220 198 Piana del Sele Valle Irno Area Flegrea Napoli Nord Est Sistema Aversano Sistema Urbano di CE01 Caserta e Antica Capua Capoluogo Sistema Urbano di CE02 Caserta e Antica Capua Alta Irpinia Alto Clanio Terminio Cervialto Partenio Solofrana 5.475 A7 E3 Nolano Isole Minori NA05 3 6 F8 F4 Penisola Sorrentina NA04 13 20 C4 F3 NA03 14 30 AV03 D5b C7 Comuni Vesuviani Miglio d'Oro - Torrese Stabiese NA02 33 4 D5a C8 Napoli Nord Area Giuglianese CE08 NA01 Sistema Urbano di Napoli 1 1 F2 E2 Matese CE07 2 0 E1 A11 Monte Santa Croce CE06 4 0 D3 F1 CE05 0 9 A10 B7 Litorale Domitio CE03 CE04 Pianura Interna Casertana Monte Maggiore BN07 6 4 C6 BN06 3 76 E4 BN05 134 66 Partenio D4b B5 Titerno Alto Tammaro BN04 149 76 D4a B6 Fortore BN03 115 104 C2 Taburno Pietrelcina BN02 139 165 B3 D1b Sistema Urbano di Benevento BN01 264 358 A9 B4 D1a Valle dell'Ufita Sistema Urbano di Benevento - Capoluogo AV08 619 618 C1 AV07 731 687 B8 AV06 Sistema Urbano di Avellino AV02 A12 AV05 D2b C3 AV04 Sistema Urbano di Avellino AV01 - Capoluogo A8 AV03 D2b Sistema Urbano di Avellino AV02 STS D2a Sistema Urbano di Avellino - Capoluogo Denominazione STS D2a A8 1.141 5.805 AV01 STS Denominazione STS Tabella 4.3: Spostamenti sistematici giornalieri totali di sola andata (ISTAT 2001) – dato per Sistema Territoriale di Sviluppo del PTR 5.546 C3 Solofrana AV04 4.304 766 322 3.122 100 35 34 49 30 2 2 0 1 0 0 14 4 1 0 1 1 0 0 310 48 12 2 2 5 18 1 26 0 486 35 1.202 39 120 4 14 1 1 0 0 5 0 4 0 3 11.126 A12 Terminio Cervialto AV05 2.439 309 559 108 2.554 6 1.103 1.090 307 71 5 2 12 2 5 6 5 2 1 0 0 0 0 336 46 5 4 7 6 5 3 19 2 79 14 187 136 7 2 17 6 3 1 4 0 0 207 0 0 9.682 B8 Alto Clanio AV06 1.530 147 108 58 13 1.839 11 9 10 1 8 2 1 3 0 65 54 10 3 3 2 4 0 1.179 396 65 15 21 129 54 6 2.429 1 52 7 162 45 31 1 2 4 4 0 2 0 0 0 0 2 8.488 C1 Alta Irpinia AV07 254 25 56 10 516 0 2.728 374 15 16 1 0 0 2 0 3 0 2 0 0 0 1 0 85 1 5 1 3 6 3 0 9 0 17 1 31 11 2 0 2 0 0 1 1 0 0 20 0 0 4.202 B4 Valle dell'Ufita AV08 536 33 251 25 845 7 710 5.066 473 26 8 0 106 2 0 5 1 2 0 0 0 0 0 236 5 1 1 6 1 6 1 2 1 25 3 90 0 15 0 0 0 1 1 0 0 0 1 0 0 8.492 BN01 150 14 72 2 32 1 10 78 581 494 115 213 268 126 89 64 6 2 5 0 2 11 536 45 7 2 9 3 12 0 13 0 40 2 107 0 4 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 0 3.117 BN02 122 13 148 5 99 0 6 66 4.606 984 211 22 158 70 21 30 26 1 1 2 0 0 5 286 21 8 5 8 3 12 1 4 0 22 1 52 3 4 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 7.027 64 3 560 7 6 0 7 22 3.898 144 4.371 10 49 1.210 34 534 760 30 48 74 4 9 38 992 153 47 6 11 6 34 1 37 1 21 3 22 5 7 0 0 0 1 1 0 0 1 0 0 1 13.232 D1a D1b Sistema Urbano di Benevento - Capoluogo Sistema Urbano di Benevento A9 Taburno BN03 B3 Pietrelcina BN04 4 1 4 0 2 0 0 9 803 6 16 163 81 15 25 1 1 2 0 1 0 0 2 24 0 1 0 0 1 7 0 1 0 1 0 6 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1.177 C2 Fortore BN05 32 1 22 1 27 1 3 117 2.017 151 44 48 970 26 128 9 6 0 1 2 0 3 1 112 14 3 0 0 0 10 0 2 0 6 1 22 2 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 3.784 B6 Titerno BN06 14 3 9 1 4 0 1 6 1.314 13 402 4 16 3.944 165 169 100 16 9 73 5 11 276 293 32 28 6 6 11 8 1 3 1 9 0 11 0 2 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 6.967 B5 Alto Tammaro BN07 6 0 6 0 0 0 0 5 924 9 65 64 155 171 865 8 3 1 1 1 0 2 2 50 4 0 0 0 0 0 1 0 0 3 1 2 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 2.350 24 2 4 0 1 1 1 2 61 5 160 0 3 23 0 4.929 556 220 135 64 55 73 2.636 392 189 33 72 28 103 3 86 2 68 2 45 10 17 1 0 0 2 0 0 0 1 1 0 0 10.010 1.169 391 223 300 488 5.549 1.117 432 101 170 99 190 17 408 4 120 6 48 44 52 1 1 3 0 0 0 0 0 5 1 1 49.440 369 77 682 62 34 5.562 592 1.812 794 198 55 86 13 130 4 35 2 3 13 18 0 4 0 1 2 1 0 0 1 0 2 35.252 D4a D4b Sistema Urbano di Caserta CE01 e Antica Capua - Capoluogo Sistema Urbano di Caserta CE02 e Antica Capua 56 4 40 1 2 6 8 7 225 16 592 0 4 55 1 13.044 22.433 2.006 E4 Sistema Aversano CE03 25 3 3 2 2 5 0 2 28 4 25 0 2 7 0 2.177 C6 Pianura Interna Casertana CE04 0 0 1 1 0 1 0 1 6 2 7 0 0 4 0 938 3.194 268 2.034 349 1.368 472 45 720 50 31 40 23 7 21 0 14 2 17 0 3 3 5 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 9.628 B7 Monte Maggiore CE05 3 1 2 0 0 1 1 1 40 2 96 0 3 241 1 1.203 1.417 115 727 2.013 84 762 1.422 548 33 24 7 6 2 15 0 12 0 17 2 4 2 4 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 8.812 F1 Litorale Domitio CE06 4 0 1 0 0 1 0 0 3 0 2 0 0 4 1 327 427 252 378 18 1.699 156 12 1.817 65 124 132 292 7 31 3 11 1 11 1 3 3 3 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5.789 A11 Monte Santa Croce CE07 4 0 2 2 0 0 0 0 2 3 4 1 0 4 0 274 303 30 253 893 343 825 60 231 15 2 5 1 1 4 0 7 0 4 0 1 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 3.275 A10 Matese CE08 0 0 3 0 0 0 0 1 57 0 13 1 1 206 2 301 252 40 29 387 21 130 3.414 256 8 16 4 5 1 5 0 7 1 2 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 0 5.164 D3 Sistema Urbano di Napoli NA01 255 30 38 20 9 16 9 15 162 4 37 0 7 33 2 2.002 1.593 752 105 62 169 21 16 3.845 7.124 2.754 4.819 2.255 4.740 178 1.298 220 532 61 193 47 252 12 9 7 5 5 1 1 4 8 0 4 33.731 E1 Napoli Nord Est NA02 214 11 118 6 5 20 7 4 43 1 71 0 8 15 2 1.618 1.558 799 126 16 53 27 9 16.637 11.781 6.330 340 325 1.623 635 69 2.983 22 109 10 62 16 98 12 0 3 2 1 9 2 1 7 0 2 45.810 E2 Napoli Nord NA03 58 7 16 1 1 4 1 2 24 4 35 0 13 16 1 1.078 1.195 2.825 83 28 79 19 16 24.264 6.032 11.135 2.483 450 341 401 58 548 34 72 10 32 15 68 4 5 0 4 1 0 0 0 4 0 1 51.468 C8 Area Giuglianese NA04 42 7 5 3 2 5 4 1 18 1 7 0 2 3 0 670 522 1.140 198 55 297 138 4 25.204 1.077 149 267 42 295 46 59 5 19 4 43 3 1 2 3 2 0 0 1 4 0 1 47.422 F2 Area Flegrea NA05 35 1 3 5 2 7 1 2 13 0 0 0 0 1 0 247 178 147 22 26 115 11 1 15.500 69 171 32 100 108 51 0 14 7 16 1 1 1 0 0 0 0 0 2 1 0 24.026 C7 Comuni Vesuviani NA06 78 11 25 8 6 32 10 3 25 0 14 0 2 12 0 443 272 100 29 10 20 8 2 106 2.519 37 186 41 343 106 1.691 12 13 19 5 10 1 2 2 54 1 7 40.374 F3 Miglio d'Oro - Torrese Stabiese NA07 137 15 20 27 5 16 2 7 41 2 9 0 2 9 0 700 644 215 30 18 11 5 743 132 683 89 634 130 2.748 26 22 10 11 4 0 7 3 8 0 20 68.084 F4 Penisola Sorrentina NA08 21 2 19 5 7 1 19 2 9 4 5 0 1 1 2 82 62 15 5 3 2 98 199 221 31 346 69 1.458 722 11 6 2 5 1 5 0 5 1 2 28.135 E3 Nolano NA09 446 29 58 14 7 578 10 12 22 1 26 0 3 6 0 444 426 127 31 10 31.540 F5 Isole Minori NA10 3 0 0 0 0 3 0 0 1 0 0 0 1 1 0 13 8 5 0 D5a Area Urbana di Salerno Capoluogo SA01 169 23 28 161 5 4 7 3 27 2 2 0 3 3 0 101 51 19 D5b Area Urbana di Salerno SA02 48 5 7 35 7 1 1 3 6 1 0 0 1 0 0 50 15 C4 Valle Irno SA03 213 31 14 624 6 4 7 9 14 0 1 0 0 0 0 39 9 F8 Piana del Sele SA04 29 5 7 4 9 1 4 3 11 0 1 0 0 0 1 35 C5 Agro Nocerino Sarnese SA05 164 14 23 141 7 32 18 5 15 2 2 0 1 8 0 F7 Penisola Amalfitana SA06 8 2 2 9 1 0 1 1 5 0 0 0 0 0 A7 Monti Picentini Terminio SA07 27 3 3 24 23 1 6 1 7 0 1 0 0 F6 Magna Grecia SA08 2 0 3 2 2 0 0 1 4 0 0 0 A3 Alento Monte Stella SA09 3 2 1 1 1 1 0 1 2 0 0 0 A4 Gelbison Cervati SA10 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 0 A2 Alto Calore Salernitano SA11 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 A5 Lambro e Mingardo SA12 0 0 0 2 1 0 1 0 0 A6 Bussento SA13 1 0 0 0 0 0 1 1 B2 Antica Volcei SA14 3 1 1 4 62 0 74 A1 Alburni SA15 0 0 1 1 2 0 B1 Vallo di Diano SA16 3 2 0 1 2 6.134 5.618 5.254 22.810 4.178 3.045 19.370 391 803 5.466 14.732 3.524 687 135 192 11.213 3.626 4 29.598 2.162 1.101 221 516 2.969 21.169 3.159 5 1 4.522 296 116 27 72 140 19 29 2 6.936 3.884 439 88 142 2.847 336 55 13.451 17 228 8 376 127 259 8 14 5 5 4 0 1 1 6 0 3 0 2 0 0 1.874 20 34 9 62 9 31 42 15 7.542 3 2 2 3 3 2 1 0 0 1 1 1 0 0 0 0 9.694 5 0 1 2 0 1.733 70 33 7 44 36 231 41 30 3 1.264 4.359 974 1.198 431 639 131 92 93 12 32 23 190 13 93 12.388 8 2 0 1 0 0 809 23 12 4 22 26 152 26 17 0 5.323 77 1.305 633 1.347 265 405 62 29 20 5 13 11 68 5 20 10.870 8 4 0 0 0 0 486 32 15 0 15 22 82 18 24 0 6.883 407 3.715 259 1.599 60 100 20 12 13 2 13 6 29 8 24 14.827 11 0 7 1 0 1 0 539 11 16 1 5 12 51 2 6 1 2.456 469 1.239 3.192 125 18 806 504 136 29 14 5 14 968 99 82 10.930 231 133 57 14 3 4 2 2 4.631 303 102 30 65 1.033 3.855 851 404 12 3.837 2.741 4.595 709 18.799 238 75 59 33 22 16 21 10 130 8 42 43.499 0 13 4 0 1 0 0 0 0 318 9 6 0 4 8 44 217 13 0 1.686 353 284 55 258 2.965 16 2 4 6 0 2 2 13 2 5 6.319 0 0 17 7 1 1 0 0 0 0 303 11 7 0 4 6 46 5 10 0 6.073 1.619 895 3.774 135 23 2.343 105 53 21 5 8 5 153 4 24 15.754 0 0 0 7 3 1 1 0 0 0 0 117 2 2 0 0 4 12 2 3 0 693 118 338 1.507 44 7 65 1.487 982 63 77 7 4 64 65 15 5.704 0 0 0 10 2 1 1 0 0 0 0 214 5 3 2 4 2 37 4 3 0 515 48 412 363 34 2 11 661 3.204 1.374 11 139 37 26 5 19 7.161 0 0 0 0 1 1 0 0 0 0 0 0 76 1 0 1 0 2 4 1 3 1 130 11 70 120 9 0 8 76 460 2.240 38 175 28 11 0 12 3.480 0 0 0 0 0 2 0 1 0 0 0 0 0 20 0 0 0 0 1 0 0 0 0 79 9 28 99 4 0 15 505 75 289 317 6 0 6 69 61 1.587 0 0 0 0 0 0 0 0 1 0 0 0 0 0 58 0 1 0 1 0 10 3 0 0 156 5 109 98 16 5 3 19 111 1.476 5 704 775 5 2 39 3.606 0 0 0 0 0 0 0 2 0 0 0 0 0 0 0 41 0 0 0 1 0 3 1 0 1 92 8 42 106 4 1 3 5 18 31 0 188 1.946 3 0 166 2.665 1 1 0 2 0 0 0 0 6 1 0 0 0 1 0 0 100 1 2 1 3 3 8 1 1 0 489 117 260 2.515 30 2 91 61 15 11 3 5 3 2.807 161 554 7.401 0 0 0 0 0 0 0 0 0 1 1 0 0 0 1 0 0 27 0 1 0 0 2 3 1 0 0 133 11 46 597 22 2 26 316 20 11 36 1 0 225 439 204 2.130 0 1 0 0 0 0 0 0 0 0 2 0 1 0 0 0 0 0 84 1 0 2 0 1 7 1 5 0 191 50 104 479 14 6 25 18 27 41 8 14 75 173 55 5.894 7.287 2.908 5.089 7.751 433 1.838 6.386 4.660 5.276 3.066 4.758 4.100 5.324 5.782 578 1.359 2.953 5.211 943 7.305 772.082 7.359 16.809 2.210 1.393 27.163 43.979 28.973 5.926 475 2.939 10.630 3.502 7.208 12.299 5.942 ##### 36.908 33.402 18.710 16.593 23.187 43.830 17.270 26.034 8.396 32.400 7.670 23.245 16.359 30.636 4.839 Pagina 17 di 88 giugno 2012 Vallo di Diano Alburni Antica Volcei Bussento Lambro e Mingardo Alto Calore Salernitano Gelbison Cervati Alento Monte Stella Magna Grecia Monti Picentini Terminio Penisola Amalfitana Agro Nocerino Sarnese Piana del Sele Valle Irno Nolano Penisola Sorrentina Area Flegrea Area Giuglianese Napoli Nord Napoli Nord Est Matese Litorale Domitio Monte Santa Croce Monte Maggiore Sistema Aversano Pianura Interna Casertana Titerno Alto Tammaro Fortore B1 SA16 100% A1 SA15 0% B2 SA14 100% 0% A6 SA13 0% 0% A5 SA12 0% 0% A2 SA11 0% 0% A4 SA10 0% 0% A3 SA09 0% 0% F6 SA08 0% 0% A7 SA07 0% 0% F7 SA06 0% 0% C5 SA05 0% 0% F8 SA04 0% 0% C4 0% 0% Taburno D5b SA03 1% 4% Area Urbana di Salerno SA02 0% 0% D5a SA01 12% 1% F5 0% 0% Isole Minori 4% 1% Area Urbana di Salerno Capoluogo NA10 0% 0% E3 NA09 2% 0% F4 NA08 0% 0% F3 NA07 0% 0% C7 0% 0% Miglio d'Oro - Torrese Stabiese NA06 0% 0% F2 NA05 0% 1% Comuni Vesuviani NA04 1% 7% C8 NA03 1% 0% E2 NA02 18% 0% E1 NA01 Sistema Urbano di Napoli 0% 0% D3 CE08 0% 0% A10 CE07 0% 0% F1 CE06 0% 0% A11 CE05 0% 0% B7 CE04 0% 0% C6 CE03 0% 0% E4 Sistema Urbano di Caserta e Antica Capua CE02 1% 0% Pietrelcina D4b Sistema Urbano di Caserta CE01 D4a e Antica Capua - Capoluogo 0% 0% B5 BN07 0% 0% B6 BN06 0% 0% C2 BN05 0% 0% B3 BN04 0% 1% A9 BN03 0% 1% Alta Irpinia D1b BN02 2% 1% Alto Clanio D1a 3% 1% Solofrana Sistema Urbano di Benevento BN01 2% 2% Terminio Cervialto B4 3% 4% Partenio Sistema Urbano di Benevento - Capoluogo AV08 5% 7% C1 AV07 11% 7% Denominazione STS Valle dell'Ufita AV06 13% 61% B8 AV05 21% Sistema Urbano di Avellino AV02 C3 AV04 0% D2b Denominazione STS A12 AV03 Sistema Urbano di Avellino AV01 - Capoluogo STS A8 AV02 Sistema Urbano di Avellino D2b D2a STS Sistema Urbano di Avellino AV01 D2a Capoluogo Tabella 4.4: Ripartizione percentuale degli spostamenti sistematici giornalieri totali di sola andata in emissione per Sistema Territoriale di Sviluppo (ISTAT 2001) A8 Partenio AV03 39% 6% 16% 1% 3% 0% 1% 1% 9% 1% 7% 0% 0% 0% 0% 1% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 7% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C3 Solofrana AV04 39% 7% 3% 28% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 4% 0% 11% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% A12 Terminio Cervialto AV05 25% 3% 6% 1% 26% 0% 11% 11% 3% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 2% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 100% B8 Alto Clanio AV06 18% 2% 1% 1% 0% 22% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 14% 5% 1% 0% 0% 2% 1% 0% 29% 0% 1% 0% 2% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C1 Alta Irpinia AV07 6% 1% 1% 0% 12% 0% 65% 9% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% B4 Valle dell'Ufita AV08 6% 0% 3% 0% 10% 0% 8% 60% 6% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% BN01 5% 0% 2% 0% 1% 0% 0% 3% 0% 19% 16% 4% 7% 9% 4% 3% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 17% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% BN02 2% 0% 2% 0% 1% 0% 0% 1% 66% 14% 3% 0% 2% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% D1a D1b Sistema Urbano di Benevento - Capoluogo Sistema Urbano di Benevento A9 Taburno BN03 0% 0% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 29% 1% 33% 0% 0% 9% 0% 4% 6% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 7% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% B3 Pietrelcina BN04 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 68% 1% 1% 14% 7% 1% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C2 Fortore BN05 1% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 3% 53% 4% 1% 1% 26% 1% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% B6 Titerno BN06 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 19% 0% 6% 0% 0% 57% 2% 2% 1% 0% 0% 1% 0% 0% 4% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% B5 Alto Tammaro BN07 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 39% 0% 3% 3% 7% 7% 37% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 49% 6% 2% 1% 1% 1% 1% 26% 4% 2% 0% 1% 0% 1% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 26% 45% 4% 2% 1% 0% 1% 1% 11% 2% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% D4a D4b Sistema Urbano di Caserta CE01 e Antica Capua - Capoluogo Sistema Urbano di Caserta CE02 e Antica Capua E4 Sistema Aversano CE03 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 6% 9% 55% 1% 0% 2% 0% 0% 16% 2% 5% 2% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C6 Pianura Interna Casertana CE04 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 10% 33% 3% 21% 4% 14% 5% 0% 7% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% B7 Monte Maggiore CE05 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 3% 0% 14% 16% 1% 8% 23% 1% 9% 16% 6% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F1 Litorale Domitio CE06 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 6% 7% 4% 7% 0% 29% 3% 0% 31% 1% 2% 2% 5% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% A11 Monte Santa Croce CE07 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 8% 9% 1% 8% 27% 10% 25% 2% 7% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% A10 Matese CE08 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 4% 0% 6% 5% 1% 1% 7% 0% 3% 66% 5% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% D3 Sistema Urbano di Napoli NA01 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 6% 5% 2% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 11% 21% 8% 14% 7% 14% 1% 4% 1% 2% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% E1 Napoli Nord Est NA02 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 4% 3% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 36% 26% 14% 1% 1% 4% 1% 0% 7% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% E2 Napoli Nord NA03 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 2% 5% 0% 0% 0% 0% 0% 47% 12% 22% 5% 1% 1% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C8 Area Giuglianese NA04 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 2% 0% 0% 1% 0% 0% 53% 2% 6% 22% 7% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F2 Area Flegrea NA05 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 65% 2% 2% 3% 23% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% C7 Comuni Vesuviani NA06 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 36% 9% 2% 0% 0% 28% 9% 0% 6% 0% 0% 0% 1% 0% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F3 Miglio d'Oro - Torrese Stabiese NA07 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 43% 3% 2% 0% 1% 4% 31% 5% 1% 0% 1% 0% 1% 0% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F4 Penisola Sorrentina NA08 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 16% 1% 0% 0% 0% 0% 26% 44% 0% 1% 1% 0% 1% 0% 5% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% E3 Nolano NA09 1% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 22% 12% 1% 0% 0% 9% 1% 0% 43% 0% 1% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F5 Isole Minori NA10 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 19% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 78% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% D5a Area Urbana di Salerno Capoluogo SA01 1% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 14% 1% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 10% 35% 8% 10% 3% 5% 1% 1% 1% 0% 0% 0% 2% 0% 1% 100% D5b Area Urbana di Salerno SA02 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 7% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 49% 1% 12% 6% 12% 2% 4% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 100% C4 Valle Irno SA03 1% 0% 0% 4% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 46% 3% 25% 2% 11% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F8 Piana del Sele SA04 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 5% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 22% 4% 11% 29% 1% 0% 7% 5% 1% 0% 0% 0% 0% 9% 1% 1% 100% C5 Agro Nocerino Sarnese SA05 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 11% 1% 0% 0% 0% 2% 9% 2% 1% 0% 9% 6% 11% 2% 43% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% F7 Penisola Amalfitana SA06 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 5% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 3% 0% 0% 27% 6% 4% 1% 4% 47% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 100% A7 Monti Picentini Terminio SA07 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 39% 10% 6% 24% 1% 0% 15% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 100% F6 Magna Grecia SA08 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 12% 2% 6% 26% 1% 0% 1% 26% 17% 1% 1% 0% 0% 1% 1% 0% 100% A3 Alento Monte Stella SA09 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 7% 1% 6% 5% 0% 0% 0% 9% 45% 19% 0% 2% 1% 0% 0% 0% 100% A4 Gelbison Cervati SA10 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 4% 0% 2% 3% 0% 0% 0% 2% 13% 64% 1% 5% 1% 0% 0% 0% 100% A2 Alto Calore Salernitano SA11 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 5% 1% 2% 6% 0% 0% 1% 32% 5% 18% 20% 0% 0% 0% 4% 4% 100% A5 Lambro e Mingardo SA12 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 4% 0% 3% 3% 0% 0% 0% 1% 3% 41% 0% 20% 21% 0% 0% 1% 100% A6 Bussento SA13 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 2% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 0% 2% 4% 0% 0% 0% 0% 1% 1% 0% 7% 73% 0% 0% 6% 100% B2 Antica Volcei SA14 0% 0% 0% 0% 1% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 7% 2% 4% 34% 0% 0% 1% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 38% 2% 7% 100% A1 Alburni SA15 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 6% 1% 2% 28% 1% 0% 1% 15% 1% 1% 2% 0% 0% 11% 21% 10% 100% B1 Vallo di Diano SA16 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 0% 3% 1% 1% 7% 0% 0% 0% 0% 0% 1% 0% 0% 1% 2% 1% 81% 100% Pagina 18 di 88 giugno 2012 Figura 4.1: Linee di forza della domanda di mobilità (Spostamenti giornalieri sistematici TOTALI di sola andata – ISTAT 2001) Pagina 19 di 88 giugno 2012 Figura 4.2: Linee di forza della domanda di mobilità – Dettaglio Area Napoletana (Spostamenti giornalieri sistematici TOTALI di sola andata – ISTAT 2001) Pagina 20 di 88 giugno 2012 4.2 Ipotesi di scenario di domanda al 2020 In occasione dello studio degli impatti socioeconomici degli interventi programmati e/o in corso di realizzazione nell'ambito del progetto di metropolitana regionale si è posto in analisi uno scenario socioeconomico e trasportistico con orizzonte temporale il 2020, in particolare: - è stato valutato lo scenario socio-economico analizzando e stimando, da un lato, la struttura demografica, l’evoluzione del mercato del lavoro e dei comportamenti sociali relativamente all’area di studio; dall’altro i mutamenti economici di lungo periodo i cambiamenti nella struttura produttiva, gli effetti dell’innovazione tecnologica e i mutamenti nei consumi e la relativa influenza sui comportamenti di spostamento; - è stato valutato lo scenario territoriale, stimando la distribuzione delle attività sul territorio; - è stata valutata l’offerta futura di trasporto composta dall’insieme di tutti gli interventi sul sistema di trasporto stradale e ferroviario. A partire dal suddetto scenario socio-economico ed infrastrutturale si è eseguita la stima della domanda futura attraverso un modello di simulazione. La domanda totale di spostamenti intra-regionali relativi alla fascia di punta del mattino (07:00-09:30) del giorno feriale medio invernale del 2020, si stima ammonterà a 1.173.107 , facendo registrare, nonostante la forte crisi economica attuale, un aumento rispetto al 2010 di circa l’1% coerente con l’aumento stimato per il 2020 degli occupati e studenti (di circa l’1%). Tabella 4.5: Spostamenti intra-regionali per tipologia e modo di trasporto prevalente, relativi alla fascia di punta del mattino (07:00-09:30) del giorno feriale medio invernale del 2020 Individuale Collettivo Totale di cui su ferro di cui su gomma Totale 797.226 375.881 130.108 245.773 1.173.107 68,0% 32,0% 11,1% 21,0% 100% Confrontando i valori del collettivo al 2020 con quelli al 2010, emerge una sostanziale stabilità, in termini percentuali, rispetto al totale degli spostamenti, ma un peso maggiore della domanda ferroviaria rispetto a quella su gomma: i nuovi servizi ferroviari previsti (soprattutto all’interno di Napoli) produrranno una crescita di circa il 6% della mobilità ferroviaria rispetto al 2010 (oltre il 7% per gli spostamenti intra-bacino), a fronte di una riduzione della domanda su gomma ci circa il 2%. Tabella 4.6: Confronto 2020-2010 spostamenti intra-regionali per tipologia e modo di trasporto prevalente, relativi alla fascia di punta del mattino (07:00-09:30) del giorno feriale medio invernale (fonte: stima tramite modello di simulazione) Variazione % spostamenti 20202010 fascia di punta del mattino Individuale Collettivo Totale di cui su ferro di cui su gomma Totale Totale 1,32% 0,91% 6,40% -1,77% 1,19% Tale dato sottolinea la sempre maggiore importanza che si prevede avrà in futuro il trasporto ferroviario, incentrato sul Sistema di Metropolitana Regionale, ed oggetto ormai da più di un decennio Pagina 21 di 88 giugno 2012 di un progetto di sviluppo infrastrutturale e di servizi. La Tabella 4.7 riporta invece i valori stimati al 2020, suddivisi per motivazioni, classificate in lavoro, scuola, università e altri motivi. Tabella 4.7: Spostamenti intra-regionali per tipologia e motivo dello spostamento, relativi alla fascia di punta del mattino(07:0009:30) del giorno feriale medio invernale del 2020 Lavoro Scuola Università Altri motivi Totale 696.361 255.803 65.049 155.894 1.173.107 59,4% 21,8% 5,5% 13,3% 100,0% Come era possibile prevedere, dall’analisi qualitativa di tali valori emerge che, nella fascia di punta del mattino analizzata, 696.361 spostamenti, pari al 59,4% degli spostamenti regionali, avverranno per motivi lavorativi; segue la motivazione scuola con il 21,8%. Pagina 22 di 88 giugno 2012 5 L’offerta del trasporto regionale L’offerta di trasporto pubblico regionale è articolata su un’estesa rete multimodale che comprende servizi ferroviari, marittimi e automobilistici su gomma. Questi ultimi poggiano su un’estesa rete stradale. Analizzando nel dettaglio l’articolazione e l’estensione della rete ferroviaria regionale complessiva e dei relativi servizi (si vedano i successivi paragrafi), si giunge alla conclusione che gran parte della popolazione residente in Regione gravita sul sistema ferroviario, ed in particolar modo l'intero impianto ferroviario regionale riesce a servire le principali zone popolate della regione, soprattutto lungo l'asse che va da Caserta, a Napoli e Salerno, mentre l’avellinese e il beneventano hanno linee di collegamento con Napoli esclusivamente in direzione Est. La dotazione ferroviaria della Regione Campania appare pertanto abbastanza competitiva, soprattutto se paragonata alla dotazione italiana, e del meridione in generale. Anche la valutazione relativa alla estensione totale della rete ferroviaria (espressa in km per 100 kmq di superficie) vede la Regione Campania seconda solo dopo la Regione Liguria, e ben oltre la media italiana, pari a 5,5 km per 100 kmq (si veda la Figura 5.1). Italia =5,5 Figura 5.1: Estensione della rete ferroviaria per kmq di superficie - Campania e confronto con altre regioni L’assetto della rete stradale regionale, invece, risente dello sviluppo insediativo e produttivo sinora accennato. La rete stradale campana risulta composta da circa 25.000Km di infrastrutture articolate Pagina 23 di 88 giugno 2012 funzionalmente secondo lo schema della successiva Tabella 5.1. Tabella 5.1: articolazione funzionale delle infrastrutture stradali regionali STRADE Autostrade Strade statali Strade regionali Strade comunali extraurbane km 494 1.163 1.552 15.400 circa 25.000 Tutti i capoluoghi di provincia della regione Campania sono tra loro collegati direttamente dal sistema autostradale ad eccezione di Caserta e Benevento, che sono collegate dalla SS7. Caratteristiche di singolarità sono da associare al tratto autostradale a pagamento della A3 NapoliPompei-Salerno: tale infrastruttura costituisce il raccordo tra la A1 e il tratto della A3 in gestione ANAS. Oltre tale funzione, la Napoli-Salerno rappresenta anche l’unica arteria di collegamento tra Napoli e la sua periferia orientale, che si estende verso la costiera Sorrentina e Amalfitana. Per tali ragioni questa autostrada risulta sede di flussi di traffico intensi, pur presentando caratteristiche geometrico-funzionali inadeguate dal punto di vista della qualità della circolazione e della sicurezza. È infatti generalmente riconosciuto che tale tratto di autostrada rappresenta una criticità non solo per il sistema autostradale campano ma per l’intero comparto degli spostamenti tra il nord e il sud del paese. La viabilità statale e provinciale presenta anch’essa criticità di varia natura. I problemi più generali riguardano l’elevata incidentalità e l’insufficiente livello di servizio su parte della rete. A questi si aggiungono specificità locali, quali la presenza di collegamenti interrotti da dissesti o ad alto rischio per inadeguatezza del corpo stradale, o ancora itinerari con estremo degrado infrastrutturale e mancanza di percorsi alternativi. Sembra pertanto opportuno rilevare quanto un sistema infrastrutturale forte sia un punto nevralgico ed essenziale, non solo in termini di raggiungibilità di una destinazione, ma anche per la movimentazione locale: e la rete stradale regionale presenta comunque delle forti problematiche se paragonate all'efficiente sistema ferroviario regionale, anche e soprattutto in vista di un miglioramento della qualità dell'aria dei centri urbani, e più in generale della sostenibilità del trasporto regionale. Si analizza, di seguito, la dotazione infrastrutturale della Regione Campania, sviluppando dei confronti con altre Regioni italiane (Figura 5.2) per le diverse tipologie di infrastrutture attraverso degli opportuni indicatori. Seguono, inoltre, analisi di confronto fra le diverse Province della Regione (Figura 5.3). Pagina 24 di 88 giugno 2012 Figura 5.2: Indice di dotazione infrastrutturale della Campania e confronto con altre regioni Italia = 100 Figura 5.3: Indice di dotazione infrastrutturale della Campania e delle province Nel presente capitolo si descrive singolarmente l’offerta di infrastrutture e servizi di trasporto pubblico a Pagina 25 di 88 giugno 2012 servizio della popolazione della Campania. 5.1 L’offerta di trasporto pubblico su ferrovia La rete del trasporto pubblico della Campania trova il suo naturale appoggio sulla rete dei servizi ferroviari regionali. Essa è descritta nei successivi paragrafi dapprima caratterizzando sommariamente le infrastrutture ed i servizi offerti rispetto alle singole aziende che operano nel settore del TPL ferroviario e, successivamente, nel paragrafo 5.1.3, per comparti provinciali. In particolare, da quest’ultima analisi, emerge con evidenza come la gran parte della popolazione residente in Regione graviti sul sistema ferroviario, ed in particolar modo l'intero impianto ferroviario regionale riesce a servire le principali zone popolate della regione, ed in particolar modo lungo l'asse costiero regionale che va da Caserta, a Napoli e Salerno, mentre l’avellinese e il beneventano hanno linee di collegamento con Napoli esclusivamente in direzione Est. 5.1.1 Le infrastrutture ferroviarie La rete ferroviaria in Campania si estende ad oggi complessivamente per 1.400 km, con 357 stazioni. Attualmente la rete è gestita dalle seguenti società (Figura 5.4): RFI (che gestisce circa il 79% della rete); MetroNapoli Spa; Metrocampania NordEst Srl; Circumvesuviana Srl; Sepsa. La rete delle ultime tre società menzionate è ad oggi di proprietà di EAV Srl. Rete Ferroviaria della Campania - ripartizione per gestore RFI 7% 3% Circumvesuviana 1% Metrocampanianordest Sepsa 10% Metronapoli 79% Figura 5.4: Ripartizione della rete ferroviaria in Campania per Ente Gestore Pagina 26 di 88 giugno 2012 La rete RFI è si estende per oltre 1.000km (comprensivi della tratta Campana della linea AV/AC). Di questi, il 55% è a doppio binario, mentre il restante 45% a binario singolo. Inoltre il 77% della rete utilizza una trazione elettrica, mentre il 23% la trazione diesel. Essa ha le sue principali direttrici di sviluppo sul quadrilatero Napoli Caserta (via Cancello e Via Aversa) e sull’ideale prolungamento di tale quadrilatero verso Villa Literno e Formia (a partire dal nodo di Aversa) e verso Santa Maria Capua Vetere e Cassino e sulla direttrice Napoli – Salerno e la sua prosecuzione verso Battipaglia e Sapri. Attualmente, la rete RFI conta anche tre linee sulle quali l’esercizio è stato soppresso: si tratta della linea Sicignano – Lagonegro che attraversa tutto il Vallo di Diano nella provincia di Salerno per poi connettersi alla linea Battipaglia – Potenza, la linea Avellino – Rocchetta Sant’Antonio (che attraversa il territorio dell’alta Irpinia sconfinando in Puglia e Basilicata) e la linea Torre Annunziata – Cancello. La rete ferroviaria su cui operano le imprese ferroviarie del Gruppo EAV si compone di tre infrastrutture separate e tra di loro non interoperorabili. Unicamente le ferrovie Cancello – Benevento e Santa Maria Capua Vetere – Piedimonte Matese su cui insistono i servizi di MCNE sono completamente interoperabili con la rete RFI. La rete ferroviaria su cui operano i servizi di Circumvesuviana ha una lunghezza di 142,367 km distribuiti su sei linee ed ha come caratteristica peculiare lo scartamento ridotto a 950 mm che la rende infrastrutturalmente non interoperabile con le altre reti ferroviarie. Insiste sull’area Sud Est dell’Area Metropolitana di Napoli servendo tutti i comuni del Vesuviano, e della penisola Sorrentina. Ha connotazione di tipo metropolitano per via della densità di stazioni particolarmente elevata (in media, 1,5 stazioni/km per un totale di 96). La rete ferroviaria su cui operano i servizi di SEPSA insiste sulla periferia occidentale di Napoli servendo la periferia occidentale del capoluogo e i comuni dell’area flegrea. Si compone di due linee ferroviarie (Cumana e Circumflegrea) per un estensione complessiva di circa 47Km su cui sono presenti 35 stazioni (per una densità confrontabile con quella della rete Circumvesuviana). La rete ferroviaria su cui insistono i servizi di MCNE si compone di tre linee. Oltre le due sopraccitate è in esercizio la Napoli – Giugliano – Aversa che è realizzata con tecnologia metropolitana. Infine, la rete ferroviaria di competenza del comune di Napoli comprende la Linea 1 (Asse portante del sistema ferroviario del capoluogo) e la Linea 6, sulle quali insistono i servizi di Metronapoli. Nella successiva Tabella 5.2 sono riportati i dati di sintesi della rete ferroviaria Regionale che è globalmente illustrata nellla successiva Figura 5.5 e, con un dettaglio focalizzato all’area metropolitana di Napoli ed alle infrastrutture di connessione tra i cinque capoluoghi, nella Figura 5.6.. Tabella 5.2: Rete ferroviaria della Campania – Caratteristiche principali Ente Gestore RFI Circumvesuviana MetrocampaniaNordest Sepsa Metronapoli Totale Estensione Rete[Km] 1.097,0 142,0 98,2 47,0 15,8 1.400,0 Scartamento [mm] 1435 950 1435 1435 1435 Binario [Km] doppio Semplice 620,0 477,0 63,0 79,0 10,2 88,0 14,0 33,0 15,8 0,0 723,0 677,0 Trazione [Km] Elettrica Diesel 826,0 271,0 142,0 0,0 57,2 41,0 47,0 0,0 15,8 0,0 1.088,0 312,0 Stazioni/ Fermate 145 95 27 30 18 315 Pagina 27 di 88 giugno 2012 Figura 5.5: Rete ferroviaria Regionale Pagina 28 di 88 giugno 2012 Figura 5.6: Rete ferroviaria Regionale – Dettaglio dei cinque capoluoghi Pagina 29 di 88 giugno 2012 L’interconnessione tra la rete ferroviaria ed il territorio avviene in corrispondenza delle stazioni della Linee Ferroviarie sopra descritte. Complessivamente sono aperte all’esercizio all’interno della Regione Campania 315 stazioni/fermate, di cui: 145 lungo la rete RFI; 95 lungo la rete Circumvesuviana; 27 lungo la rete Metrocampania NordEst; 30 lungo la rete SEPSA; 18 lungo la rete Metronapoli. Pertanto lungo la rete RFI sono presenti i maggiori impianti, ma confrontando il numero di stazioni con l’estensione chilometrica della rete ferroviaria di ciascuna azienda (Figura 5.7) emerge che lungo le linee dove si effettuano principalmente servizi metropolitani (Metronapoli,SEPSA e Circumvesuviana) la densità è maggiore di quelle dove sono eserciti servizi a carattere prevalentemente regionale (RFI). 1,20 1,00 0,80 0,60 0,40 0,20 0,00 RFI Circumvesuviana MetrocampaniaNordEst SEPSA Metronapoli Figura 5.7 : Numero di stazioni per ogni km di rete Da un punto di vista invece territoriale emerge che la maggior parte delle stazioni è localizzata in provincia di Napoli (Figura 5.8), mentre nelle province di Benevento ed Avellino si registra la minore presenza di stazioni. Rapportando però il numero di stazioni (ossia numero di stazioni ogni 100.000 abitanti) emerge che la province di Benevento e Avellino presentano una dotazione procapite superiore alle altre province (Figura 5.9). In Figura 5.10 sono riportati i comuni della Campania che presentano più di 3 stazioni all’interno del proprio territorio: escludendo i capoluoghi di Provincia si osserva che i restanti comuni sono tutti ricadenti nell’area metropolitana di Napoli e non vi sono i capoluoghi di Caserta ed Avellino in quanto presentano solo una stazione all’interno del territorio comunale. Pagina 30 di 88 giugno 2012 Avellino Benevento Caserta Napoli 49 Salerno 173 31 23 39 Figura 5.8 : Numero di stazioni per ciascuna provincia 9,00 8,01 8,00 7,22 7,00 6,00 5,66 5,00 4,57 4,56 4,00 3,00 2,00 1,00 0,00 Avellino Benevento Caserta Napoli Salerno Figura 5.9 : Numero di stazioni ogni 100.000 abitanti Pagina 31 di 88 giugno 2012 70 62 60 50 40 30 20 11 9 10 3 3 3 3 Castel San Giorgio Portici Sarno Scafati 3 3 Vico Equense 3 Somma Vesuviana 3 Bacoli 4 Aversa 4 Torre Annunziata 5 Salerno 5 Pompei 5 Pomigliano D'Arco 5 Castellammare di Stabia Casalnuovo di Napoli Benevento Pozzuoli Napoli 0 Torre del Greco 5 Quarto 7 Figura 5.10 : Comuni della Campania con più di 3 stazioni ferroviarie C’è da rilevare che in ben 392 comuni della Campania (su 551), in cui risiedono circa 1.800.000 abitanti, non sono presenti stazioni ferroviarie. Per quanto concerne la potenzialità dell’interscambio gomma-ferro, dai rilievi effettuati in corrispondenza delle stazioni è emerso che presso 198 stazioni (ossia circa il 62% del totale) vi è la possibilità di sostare con l’auto. Ed in particolare presso: 124 stazioni vi è un’offerta di sosta di interscambio inferiore ai 30 posti auto; 37 stazioni vi è un’offerta di sosta di interscambio tra i 30 e i 100 posti auto; 24 stazioni vi è un’offerta di sosta di interscambio tra i 100 e i 200 posti auto; 13 stazioni vi è un’offerta di sosta di interscambio oltre i 200 posti auto. 5.1.1.1 La rete RFI La rete FS regionale è gestita da RFI Spa interessa tutte le province campane e comprende le linee riportate in Pagina 32 di 88 giugno 2012 Tabella 5.3. Le linee non elettrificate attraversano soprattutto i territori delle province di Avellino e Benevento. In generale la rete RFI si può suddividere in fondamentale e complementare. La rete fondamentale è costituita da: la linea AV Roma-Napoli, completamente aperta al pubblico il 13 dicembre 2009; la linea Roma-Napoli via Formia-Villa Literno-Aversa il cui tracciato si sviluppa in prossimità della costa tirrenica per poi spostarsi all’interno all’ingresso nel nodo di Napoli e entrare a Napoli Centrale da nord est. A Villa Literno si innesta la linea Villa Literno-Napoli P.zza Garibaldi-Napoli Gianturco, di grande importanza per il traffico metropolitano; la linea Roma-Napoli via Cassino-Caserta-Cancello, che corre interamente nell’entroterra; la linea Napoli-Salerno-Battipaglia-Sapri (-Reggio Calabria), (quadruplicata tra Napoli e Salerno con la nuova linea a Monte del Vesuvio) costituisce la prosecuzione verso sud della linea AV Roma-Napoli e dell’esistente Roma-Napoli via Formia; altre linee di minore importanza che offrono ulteriori collegamenti all’interno del nodo di Napoli e nell’ambito della fascia costiera fino a Salerno. la linea Caserta-Benevento-Savignano Greci (Foggia), parte della linea trasversale transappenninica Caserta- Foggia. Fanno parte invece della rete complementare: la linea Vairano Caianello-Venafro, tratta campana della linea per Isernia-Campobasso, che, nella stazione di Vairano , si innesta sulla direttrice Cassino - Caserta – Napoli; la linea Battipaglia-Sicignano degli Alburni, tratta campana della linea Battipaglia-Potenza; la linea Salerno - Mercato S. Severino - Avellino- Benevento – Bosco Redole, tratta campana della linea Salerno-Campobasso; Risultano attualmente inattiva la linea Cancello - Torre Annunziata, la linea Avellino – Rocchetta Sant’Antonio Lacedonia e la Sicignano – Lagonegro (queste ultime che sconfinano in Puglia e Basilicata). Della linea Napoli Gianturco–Villa Literno fa parte anche il cosiddetto “passante metropolitano” di Napoli su cui è in esercizio la Linea 2 della metropolitana. Pagina 33 di 88 giugno 2012 Tabella 5.3 : Estensioni e Caratteristiche della rete ferroviaria FS Trazione elettrica [Km] Estensione [Km] Provincia AV/AC Napoli – Roma (tratta Campania) 96,0 AV/AC Linea Monte del Vesuvio Napoli-Salerno Linea Trazione diesel [Km] doppio Semplice doppio Semplice NA - CE 96,0 0 0 0 38,0 NA - SA 38,0 0 0 0 Napoli – Formia (tratta Campania) 60,0 NA - CE 60,0 0 0 0 Napoli Gianturco – Villa Literno 36,0 NA - CE 36,0 0 0 0 Napoli – Cassino (tratta Campania) 101,0 NA - CE 101,0 0 0 0 Napoli-Battipaglia 71,0 NA - SA 71,0 0 0 0 Nocera Inferiore – Salerno (via Cava) 17,0 SA 17,0 0 0 0 Battipaglia-Sapri 105,0 SA 105,0 0 0 0 Battipaglia – Potenza (tratta Campania) 46,0 SA 0 46,0 0 0 Torre Annunziata -Gragnano 11,0 NA 6,0 5,0 0 0 Nocera Inferiore – Codola 4,0 SA 0 4,0 0 0 Cancello – bivio S.Lucia 39,0 CE - NA - SA 39,0 0 0 0 Sarno-Benevento 79,0 SA - AV - BN 0 8,0 0 71,0 Mercato S.S. – Salerno 18,0 SA 0 0 0 18,0 Aversa – Caserta – Foggia (tratta Campania) 132,0 CE - BN - AV 34,0 98,0 0 0 Benevento - Bosco Redole (tratta Campania) 55,0 BN 0 0 0 55,0 Avellino - Rocchetta Sant'Antonio (tratta Campania) 119,0 AV 0 0 0 119,0 S.Marcellino-Gricignano 11,0 CE 0 11,0 0 0 Gricignano-Maddaloni-MarcianiseCancello 17,0 CE 14,0 3,0 0 0 Raccordi di Napoli 3,0 NA 3,0 0 0 0 Cancello – Torre Annunziata 31,0 NA - CE 0 31,0 0 0 Vairano – Carpinone (tratta Campania) 8,0 CE 0 0 0 8,0 Totale 1.097,0 620,0 206,0 0 271,0 Pagina 34 di 88 giugno 2012 Figura 5.11: Schema della Rete RFI in Campania Pagina 35 di 88 giugno 2012 5.1.1.2 La rete delle Ferrovie Regionali EAV La rete Metrocampania Nord Est La rete della società MetroCampania NordEst Srl è composta dalle linee riportate Benevento – Cancello, Piedimonte Matese – S. Maria Capua Vetere e dalla Napoli (Piscinola) – Giugliano – Aversa. Le prime due linee sono connesse con la rete ferroviaria RFI mentre, in futuro, la Piscinola – Giugliano – Aversa sarà connessa con la rete ferroviaria di Metronapoli con il completamento dell’anello metropolitano della linea 1. Le principali caratteristiche delle tre linee sono riportate nella Tabella 5.4. La linea Benevento Cancello elettrificata e a singolo binario attraversa la Valle Caudina con un percorso che risulta essere il più breve per il collegamento tra Napoli e Benevento rispetto a quello effettuato utilizzando le linee ferroviarie RFI via Caserta o via Avellino. Principalmente tale linea si sviluppa in provincia di Benevento. La linea Piedimonte Matese -S. Maria Capua Vetere si sviluppa interamente in provincia di Caserta mettendo in comunicazione i comuni dell’alto casertano con la rete RFI nella stazione di Santa Maria Capua Vetere. Infine la Piscinola - Giugliano – Aversa possiede le caratteristiche di metropolitana e rappresenta solo una prima tratta della linea che attualmente è in costruzione; in particolare tale linea è la prima linea metropolitana interprovinciale di Italia. Tabella 5.4 : Estensioni e Caratteristiche della rete ferroviaria MetrocampaniaNordEst Trazione elettrica [Km] Estensione [Km] Provincia Benevento – Cancello 47,0 Piedimonte Matese -S. Maria Capua Vetere Linea Trazione diesel [Km] doppio Semplice doppio Semplice CE - AV - BN 0 47,0 0 0 41,0 CE 0 0 0 41,0 Piscinola - Giugliano - Aversa 10,2 NA - CE 10,2 0 0 0 Totale 98,2 10,2 47,0 0 41,0 In Figura 5.12 sono riportate in modo schematico le linee della rete MetrocampaniaNordEst. Pagina 36 di 88 giugno 2012 Figura 5.12 : Schema della Rete MetrocampaniaNordEst Pagina 37 di 88 giugno 2012 La rete Circumvesuviana La rete Circumvesuviana serve la zona orientale dell’Area Metropolitana di Napoli collegando il capoluogo con le importanti aree industriali di Pomigliano d'Arco, Castellammare di Stabia, Torre Annunziata e le aree commerciali di Nola, Marigliano, S.Giuseppe Vesuviano; percorre l'intera circonferenza del Vesuvio (da cui il nome) ed ha una notevole valenza turistica consentendo efficaci collegamenti con la costiera sorrentina e l’area archeologica di Pompei. Risulta prevalentemente a servizio dei comuni della provincia di Napoli; i comuni delle altre province serviti sono Scafati, San Valentino Torio e Sarno in provincia di Salerno e Avella e Baiano in provincia di Avellino. La rete circumvesuviana, costituita dalle linee elencate in Tabella 5.5, è interamente elettrificata e non vi è nessun collegamento con altre ferrovie in quanto è a scartamento ridotto (0,950 m); attualmente la Circumvesuviana è l'unica ferrovia della Campania ad avere un tale scartamento. Tabella 5.5 : Estensioni e Caratteristiche della rete ferroviaria Circumvesuviana Trazione elettrica [Km] Estensione [Km] Provincia Napoli -Torre Annunziata - Sorrento 42,0 NA Torre Annunziata - Poggiomarino 14,0 NA - SA Barra - Ottaviano - Sarno 34,0 NA - SA Napoli - Nola - Baiano 38,0 Pomigliano - Acerra Linea Trazione diesel [Km] doppio Semplice doppio Semplice 23,0 19,0 0 0 14,0 0 0 4,0 30,0 0 0 NA - AV 22,0 16,0 0 0 6,0 NA 6,0 0 0 Bivio Botteghelle - S. Giorgio 6,0 NA 6,0 0 0 Bivio Madonelle - Volla 2,0 NA 2,0 0 0 Totale 142,0 0 0 63,0 79,0 In Figura 5.13 sono riportate in modo schematico le linee della rete Circumvesuviana. Pagina 38 di 88 giugno 2012 Figura 5.13 : Schema della Rete Circumvesuviana Pagina 39 di 88 giugno 2012 La rete SEPSA La SEPSA gestisce le linee ferroviarie Cumana e Circumflegrea. La linea Cumana collega, su un tracciato costiero di circa 20 km, il centro urbano della città di Napoli con la località di Torregaveta nel Comune di Bacoli, attraversando il tessuto urbano della città di Napoli e popolosi centri quali Pozzuoli, Arco Felice, Baia, Fusaro. La Circumflegrea invece, partendo anch’essa da Montesanto, raggiunge ugualmente Torregaveta, seguendo un percorso più lungo, di circa 27 km, ed attraversando i quartieri occidentali di Soccavo e Pianura ed il popoloso centro di Quarto e le località puteolane di Monteruscello e Licola. Le due ferrovie gestite dalla SEPSA, pertanto costituiscono una rete ad anello chiuso, a servizio della zona occidentale del Comune di Napoli e dei Comuni Flegrei. Tabella 5.6 : Estensioni e Caratteristiche della rete ferroviaria SEPSA Linea Estensione [Km] Provincia Cumana 20,0 NA Circumflegrea 27,0 NA Totale 47,0 Trazione elettrica [Km] doppio Semplice 14,0 14,0 Trazione diesel [Km] doppio Semplice 6,0 0 0 27,0 0 0 33,0 0 0 In Figura 5.14 sono riportate in modo schematico le linee della rete SEPSA. La rete Metronapoli La rete gestita dalla società MetroNapoli si sviluppa interamente all’interno del comune di Napoli e si compone della Linea 1 e della Linea 6 della metropolitana di Napoli. Il dettaglio delle linee è riportato in Tabella 5.6. Tabella 5.7 : Estensioni e Caratteristiche della rete ferroviaria Metronapoli Linea Estensione [Km] Provincia Trazione elettrica [Km] doppio Semplice Trazione diesel [Km] doppio Semplice Linea 1 tratta Università - Dante Piscinola 13,5 NA 13,5 0 0 0 Linea 6 tratta Mostra - Mergellina 2,3 NA 2,3 0 0 0 Totale 15,8 15,8 0 0 0 La Linea 1 della Metropolitana di Napoli (ex Metrò Collinare) attualmente congiunge la stazione “Piscinola” (nel cuore della periferia nord di Napoli) con “Dante” (in corrispondenza dell’omonima piazza, nel pieno centro storico) sviluppandosi lungo un tracciato di 13,5 Km ed attraversando la zona Ospedaliera ed il Vomero. Quasi tutta la tratta si sviluppa in galleria, tranne il percorso compreso tra un tratto iniziale (tra le stazioni Colli Aminei e Piscinola), che si sviluppa invece in viadotto. La Linea 6 della Metropolitana di Napoli (ex Linea Tranviaria Rapida) attualmente collega la zona occidentale della città (da Fuorigrotta a Mergellina), seguendo un percorso di circa 2,3 Km. In Figura 5.15 sono riportate in modo schematico le linee della rete Metronapoli. Pagina 40 di 88 giugno 2012 Figura 5.14 : Schema della Rete SEPSA Pagina 41 di 88 giugno 2012 Figura 5.15 : Schema della Rete Metronapoli Pagina 42 di 88 giugno 2012 5.1.2 I servizi ferroviari Dopo aver analizzato la rete delle infrastrutture ferroviarie nel suo complesso e nelle sue principali tratte, è opportuno esaminare la struttura della rete dei servizi e dei collegamenti ferroviari che si sviluppano sulla rete. La rete dei servizi ferroviari copre in misura diversificata tra le diverse province l’intero territorio regionale. Possono riconoscersi 21 direttrici di servizio ferroviario di cui la metà possono ricondursi a relazioni servite sulla rete RFI. Nella successiva Tabella 5.8 sono elencate le principali direttrici di servizio: Tabella 5.8: Direttrici di servizio ferroviario DIRETTRICI DEI SERVIZI FERROVIARI 1 NAPOLI - TORRE ANNUNZIATA - NOCERE INF. - CAVA - SALERNO 2 NAPOLI - SALERNO - BATTIPAGLIA - SAPRI 3 NAPOLI - CANCELLO - CASERTA - S. MARIA CAPUA VETERE - VAIRANO - CASSINO 4 NAPOLI - AVERSA - CASERTA 5 NAPOLI - AVERSA - VILLA LITERNO - FORMIA 6 CASERTA - BENEVENTO 7 CASERTA - SALERNO 8 SALERNO/NOCERA INF. - MERCATO S.S. - AVELLINO - BENEVENTO 9 POZZUOLI - NAPOLI SAN GIOVANNI SERVIZI SU RETE RFI 10 NAPOLI C.F. - POZZUOLI - VILLA LITERNO - FORMIA 11 NAPOLI - CANCELLO - CASERTA - S. MARIA CAPUA VETERE - PIEDIMONTE 12 NAPOLI - CANCELLO - BENEVENTO SERVIZI SU RETE REGIONALE MCNE 13 PISCINOLA - GIUGLIANO - AVERSA 14 NAPOLI P. NOLANA - TORRE ANNUNZIATA - SORRENTO 15 NAPOLI P. NOLANA - TORRE ANNUNZIATA - POGGIOMARINO 16 NAPOLI P. NOLANA - SARNO SERVIZI SU RETE REGIONALE CIRCUM 17 NAPOLI P. NOLANA - BAIANO 18 NAPOLI P. NOLANA - POGGIOREALE - SAN GIORGIO 19 NAPOLI MONTESANTO - PIANURA - LICOLA - TORREGAVETA 20 NAPOLI MONTESANTO - POZZUOLI - TORREGAVETA 21 SERVIZI METROPOLITANI LINEA 1 + LINEA 6 SERVIZI SU RETE SEPSA SERVZI SU RETE COMUNE NAPOLI Coerentemente con la configurazione della rete RFI anche le direttrici di servizio effettuato da Trenitalia ricalcano lo schema con cui è configurata la rete infrastrutturale. Essenzialmente esistono due direttrici a forte domanda e quindi con un elevato grado di servizio che sono la Napoli – Caserta e la Napoli – Salerno (con le loro diramazioni). In particolare la direttrice Napoli – Salerno, articolata sulla linea a Monte del Vesuvio e sulla linea costiera storica (via Torre Annunziata) presenta una differenziazione dei servizi in base alle infrastrutture utilizzate: veloci sulla linea a Monte del Vesuvio (sulla quale oltre ai servizi veloci Napoli – Salerno, sono instradati una parte dei servizi di più lunga percorrenza diretti a Sud di Salerno e oltre il confine provinciale) e di tipo metropolitano sulla linea costiera. Questi ultimi sono instradati sul passante ferroviario di Napoli di modo da rafforzare il servizio metropolitano sulla Linea 2 del Capoluogo regionale. Accanto a queste due direttrici di servizio sono presenti delle relazioni trasversali di collegamento tra i capoluoghi di provincia (ad esempio, Caserta – Salerno e Salerno – Avellino – Benevento) e relazioni di Pagina 43 di 88 giugno 2012 livello locale come quelle metropolitane di Napoli o quelle del quadrilatero Nocera – Cava de’ Tirreni/Mercato San Severino – Salerno che gravitano sul capoluogo. Per quanto concerne i servizi effettuati dalle imprese del gruppo EAV si ha una sostanziale corrispondenza tra le linee ferroviarie e le tipologie di servizi sopra espletati. Di fatto, come riportato in Tabella 5.8:, i servizi di queste imprese configurano un insieme di direttrici radiali su Napoli che servono l’area Vesuviana e la penisola sorrentina (Circumvesuviana), l’area Flegrea (SEPSA), la periferia a Nord di Napoli e l’Aversano, la Valle Caudina e l’alto Casertano (MCNE). L’ammontare complessivo della produzione di servizi ferroviari, all’anno 2011, è pari a circa 16.800.000 treni-km/anno, di cui circa 10.700.000 treni-km/anno di competenza Trenitalia, 3.300.000 trenikm/anno in di competenza Circumvesuviana, 1.300.000 treni-km/anno di competenza MCNE, 1.450.000 treni-km/anno di competenza SEPSA. A ciò si aggiunge la quota di circa 2.400.000 treni-km/anno di servizi metropolitani svolti da Metronapoli (si veda la Tabella 5.9). Tabella 5.9: Produzione dei servizi ferroviari regionali (treni-km/anno) per Azienda – anno 2011. Azienda Produzione (treni-km/anno) Distribuzione % Trenitalia 10.695.323 55,7% Circumvesuviana 3.320.396 17,3% MCNE 1.341.418 7,0% SEPSA 1.452.086 7,6% Metronapoli 2.392.933 12,5% TOTALE 19.202.156 100,0% L’offerta di posti complessiva ammonta a quasi 13 miliardi di posti-km ripartiti secondo lo schema della successiva Tabella 5.10. Tabella 5.10: Offerta di posti sui ferroviari regionali (treni-km/anno) per Azienda – anno 2011. Azienda Produzione (treni-km/anno) Distribuzione % Trenitalia 6.655.757.577 51,9% Circumvesuviana 1.987.057.130 15,5% MCNE 463.226.685 3,6% SEPSA 807.359.816 6,3% Metronapoli 2.907.413.194 22,7% TOTALE 12.820.814.402 100,0% 5.1.2.1 La distribuzione del servizio sul territorio regionale La distribuzione del servizio non è uniforme nel territorio ma, anche in ragione del differente grado di infrastrutturazione dei territori e di densità dei servizi, presenta delle significative differenze. La forte infrastrutturazione della provincia di Napoli determina un’elevata concentrazione di servizi e conseguentemente di offerta (oltre il 50% dell’offerta complessiva, al netto della quota di servizi eserciti da Metronapoli, è prodotta nella provincia di Napoli). Pagina 44 di 88 giugno 2012 I limiti di un’infrastrutturazione poco diffusa ovvero non adeguatamente a servizio dei territori attraversati sono evidenti analizzando la quota in carico della provincia di Avellino pari a 2,1% del totale. Tabella 5.11: Produzione e offerta di posti TOTALE Ferro - Dati per provincia relativi all'anno 2011. Province Treni*Km/anno Distrib. % Posti*Km/anno Distrib. % Avellino 327.639 2,1% 101.894.429 1,0% Benevento 582.437 3,7% 227.351.859 2,3% Caserta 2.843.455 18,1% 2.011.772.200 20,3% Napoli 8.828.461 56,3% 5.581.199.293 56,3% Salerno 3.102.206 19,8% 1.991.183.425 20,1% TOTALE 15.684.199 100,0% 9.913.401.208 100,0% Nelle tabelle seguenti sono riportati i dati per ciascuna impresa ferroviaria: Tabella 5.12: Produzione e offerta di posti di Trenitalia - Dati per provincia relativi all'anno 2011. Province Treni*Km/anno Distrib. % Posti*Km/anno Distrib. % Avellino 206.340 2,2% 45.266.146 0,7% Benevento 424.145 4,4% 168.783.742 2,5% Caserta 2.275.961 23,8% 1.833.634.670 27,5% Napoli 3.708.838 38,8% 2.703.434.020 40,6% Salerno 2.955.014 30,9% 1.904.638.999 28,6% TOTALE 9.570.299 100,0% 6.655.757.577 100,0% Tabella 5.13: Produzione e offerta di posti di Circumvesuviana - Dati per provincia relativi all'anno 2011. Province Treni*Km/anno Distrib. % Posti*Km/anno Distrib. % Avellino Benevento 61.186 0 1,8% 0,0% 34.386.606 0 1,7% 0,0% Caserta 0 0,0% 0 0,0% Napoli 3.112.018 93,7% 1.866.126.098 93,9% Salerno 147.192 4,4% 86.544.426 4,4% TOTALE 3.320.396 100,0% 1.987.057.130 100,0% Tabella 5.14: Produzione e offerta di posti di MCNE - Dati per provincia relativi all'anno 2011. Province Treni*Km/anno Distrib. % Posti*Km/anno Distrib. % Avellino Benevento 60.113 158.292 4,5% 11,8% 22.241.677 58.568.117 4,8% 12,6% Caserta 567.494 42,3% 178.137.531 38,5% Napoli 555.519 41,4% 204.279.360 44,1% Salerno 0 0,0% 0 0,0% TOTALE 1.341.418 100,0% 463.226.685 100,0% Pagina 45 di 88 giugno 2012 Tabella 5.15: Produzione e offerta di posti di SEPSA - Dati per provincia relativi all'anno 2011. Province Treni*Km/ann o Distrib. % Posti*Km/anno Distrib. % Avellino Benevento 0 0 0,0% 0,0% 0 0 0,0% 0,0% Caserta 0 0,0% 0 0,0% Napoli 1.452.086 100,0% 807.359.816 100,0% Salerno 0 0,0% 0 0,0% TOTALE 1.452.086 100,0% 807.359.816 100,0% 5.1.3 Analisi per Comparti Provinciali 5.1.3.1 Comparto Napoletano Il sistema di mobilità ferroviaria della provincia di Napoli ovviamente risulta quello più complesso e capillare. Le linee ferroviarie che operano nel territorio provinciale sono le seguenti: Linea ferroviaria RFI Linea ferroviaria regionale SEPSA Linea ferroviaria regionale CIRCUMVESUVIANA Linea ferroviaria regionale METROCAMPANIA NORD EST Linea ferroviaria Metronapoli In particolare dei 92 comuni della provincia di Napoli, ben 43 sono dotati di almeno una stazione ferroviaria lungo le tratte ferroviarie sopra elencate. La popolazione servita da stazioni ferroviarie risulta pari a circa 2.200.000 abitanti (Istat 2011), che rappresenta il 76% della popolazione totale della provincia napoletana. 5.1.3.2 Comparto Beneventano In merito alle linee ferroviarie che insistono nella Provincia di Benevento e ai comuni serviti da queste, si riporta la carta riepilogativa in cui è rappresentato il Sistema di Metropolitana Regionale con le linee ferroviarie regionali (Metrocampania Nordest) e le linee ferroviarie RFI che operano nello stesso. Lungo tali tratte risultano attive 18 stazioni; in particolare, dei 78 comuni della provincia di Benevento, da una analisi effettuata risulta che 11 comuni presentano all’interno del loro territorio almeno una stazione ferroviaria. La popolazione servita da stazioni ferroviarie risulta pari a circa 99.000 abitanti (Istat 2011), che rappresenta il 35% della popolazione totale della provincia beneventana. Elenco linee ferroviarie della Provincia di Benevento: Napoli - Cancello - Benevento – MetroCampania NordEst Linea ferroviaria Benevento - Termoli (tratta campana) Linea ferroviaria Caserta - Foggia (tratta campana) Pagina 46 di 88 giugno 2012 Figura 5.16: Rete Ferroviaria e Stazioni del Comparto Napoletano Figura 5.17: Rete Ferroviaria e Stazioni del Comparto Beneventano Pagina 47 di 88 giugno 2012 5.1.3.3 Comparto avellinese In merito alle linee ferroviarie che insistono nella Provincia di Avellino e ai comuni serviti da queste, si riporta la carta riepilogativa in cui è si riportano le linee ferroviarie che attraversano la provincia. Lungo tali tratte risultano attive 29 stazioni; in particolare, dei 119 comuni della provincia di Avellino, da una analisi effettuata risulta che 26 comuni presentano all’interno del loro territorio almeno una stazione ferroviaria. La popolazione servita da stazioni ferroviarie risulta pari a circa 192.000 abitanti (Istat 2011), che rappresenta il 45% della popolazione totale della provincia avellinese. Elenco linee ferroviarie della Provincia di Avellino: Linea ferroviaria Caserta - Foggia (tratta campana) - RFI Linea ferroviaria regionale Napoli-Baiano - CIRCUMVESUVIANA Linea ferroviaria regionale Napoli-Cancello-Benevento - METROCAMPANIA NORD EST Figura 5.18: Rete Ferroviaria e Stazioni del Comparto Avellinese 5.1.3.4 Comparto casertano In merito alle linee ferroviarie che insistono nella sola Provincia di Caserta e ai comuni serviti da queste, Pagina 48 di 88 giugno 2012 si riporta di seguito una carta riepilogativa in cui è rappresentato il Sistema di Metropolitana Regionale con le linee ferroviarie regionali (Metrocampania Nordest) e le linee ferroviarie RFI che operano nello stesso. Lungo tali tratte risultano attive 38 stazioni che ricadono all’interno di 31 comuni della Provincia di Caserta. In particolare, dei 104 comuni della provincia di Caserta, da una analisi effettuata risulta che 27 comuni presentano all’interno del loro territorio almeno una stazione ferroviaria: il comune di Aversa, con l’apertura della linea esercita da MetroCampania NordEst Piscinola-Mugnano-Aversa, ha tre stazioni (Aversa FS, Aversa Centro, Aversa Ippodromo), mentre sulla linea Napoli-Caserta-Piedimonte Matese ricadono due fermate nel territorio di Dragoni (Dragoni e San Marco), due nel territorio di Alvignano (Alvignano e Villa Ortensia), due nel territorio di S. Maria Capua Vetere (S.Maria C.V. ed Anfiteatro); all’interno del comune di Capua ricade la fermata S. Angelo in Formis sulla linea NapoliCaserta-Piedimonte Matese e Capua sulla linea ferroviaria RFI Roma - Napoli (via Cassino - tratta campana). La popolazione servita da stazioni ferroviarie risulta pari a 446.942 (Istat 2011), che rappresenta il 49% della popolazione totale della provincia casertana. Elenco linee ferroviarie della Provincia di Caserta: Caserta Roma via Cassino - RFI Caserta Napoli via Aversa - RFI Caserta Napoli via Cancello - RFI Caserta Benevento - RFI Napoli Roma via Formia - RFI Villa Literno Pozzuoli - RFI Vairano Isernia - RFI Napoli - Caserta - Piedimonte Matese – MetroCampania NordEst Napoli - Cancello - Benevento - MetroCampania NordEst Piscinola - Mugnano - Aversa - MetroCampania NordEst Pagina 49 di 88 giugno 2012 Figura 5.19: Rete Ferroviaria e Stazioni del Comparto Casertano 5.1.3.5 Comparto salernitano Il sistema di mobilità ferroviaria della provincia di Salerno, a causa della sua orografia e delle vicende storiche, si articola prevalentemente lungo l’asse Nord-Ovest - Sud-Est e Nord-est, con fulcro nel complesso urbano di Battipaglia, localizzato approssimativamente tra i Monti Picentini a Nord e la Piana del Sele a Sud. Anche per la provincia di Salerno è stata condotta un'analisi per valutare il numero di comuni dotati di stazione ferroviaria, tenuto conto che le linee ferroviarie della provincia è quella di RFI con le seguenti tratte principali: Linea ferroviaria Napoli - Reggio Calabria (tratta campana) Linea ferroviaria Napoli - Salerno (AV/AC) Linea ferroviaria Battipaglia - Metaponto (tratta campana) Linea ferroviaria Torre Annunziata - Poggiomarino (Circumvesuviana) In particolare dei 158 comuni della provincia di Salerno, 39 sono dotati di almeno una stazione ferroviaria lungo le tratte ferroviarie afferenti ad RFI e Circumvesuviana, con 3 stazioni nel comune di Scafati, 2 stazioni nel comune di Sarno, 2 nel comune di Castel san Giorgio, 3 nel comune di Capaccio, 2 Pagina 50 di 88 giugno 2012 in quello di Ascea, Pisciotta e Centola. La popolazione servita da stazioni ferroviarie risulta pari a circa 700.000 abitanti (Istat 2011), che rappresenta il 64% della popolazione totale della provincia salernitana. Figura 5.20: Rete Ferroviaria e Stazioni del Comparto Casertano 5.2 L’offerta di trasporto pubblico su gomma Nella prima parte del paragrafo si sintetizza quanto avvenuto nel corso degli ultimi due anni, in termini di programmazione dei servizi minimi su gomma. 5.2.1 Programmazione servizi minimi regionali su gomma per anno 2011 Con delibera n. 236 del 12.03.2010 la Giunta Regionale della Campania, rilevata la mancata conclusione del detto processo di pianificazione da parte delle Province e dei Comuni Capoluogo, si è riservata la possibilità dell’esercizio dei poteri sostitutivi. A tal fine, nel corso del 2010 si è sviluppata un’intensa attività di studio e di analisi finalizzata alla definizione del Piano dei servizi minimi della Regione Campania sostituendo le Province e i Comuni inadempienti. Dalle attività di studio e di analisi condotte sono emersi i seguenti risultati. Nel rispetto del Processo di Pianificazione di cui agli articoli 16 e 17 della L.R. 3/2002 la Regione ha preso atto dei Piani di Bacino così come articolati dagli Enti Locali In riferimento ai Piani triennali presentati, pur risultando condivisibili le impostazioni metodologiche, occorre che gli Enti proponenti ridetermino i servizi minimi coerentemente con le disponibilità finanziarie regionali e con i criteri indicati dalla Regione. Per gli Enti Locali che non hanno provveduto allo sviluppo dei Piani, si è proceduto in via sostitutiva, ai sensi del comma 4 dell’art.17 della Legge regionale n.3/2002; in particolare sono state definite, con il Pagina 51 di 88 giugno 2012 supporto dell’ACaM le Linee Programmatiche sostitutive per le Province di Avellino, Caserta, Napoli e per i Comuni Capoluogo di Avellino e Caserta. Si è in questo modo completato il processo di pianificazione previsto dalla L.R. 3/2002. Si è proceduto, poi, alla individuazione dei servizi minimi, tenendo conto delle Linee Direttive Regionali approvate con DGR n. 1207 del 06.07.2007 e della programmazione per i vari Enti Locali, con le opportune rimodulazioni derivanti dalle effettive risorse disponibili per il finanziamento dei servizi minimi. Per la ripartizione delle risorse disponibili tra Regione, Provincie e Comuni si è confermato il criterio “storico” e precisamente pari al 71,47% per euro 214.410.000,00 per i servizi di competenza delle Province, al 24,17% per euro 72.510.000,00 per i servizi di competenza dei Comuni capoluogo e al 4,36% per euro 13.080.000,00 per i servizi attualmente di competenza regionale Per la ripartizione delle risorse da attribuire alla Province si è adottato il modello di calcolo riportato nelle Linee Direttive approvate con DGR n. 1207 del 06.07.2007 che tiene conto di diversi parametri (estensione territoriale, popolazione, addetti, offerta ferroviaria) e del contributo storico (incidenza del 90%), nella misura come rappresentata nella Tabella 5.16che segue: Tabella 5.16: Ripartizione delle risorse attribuite alle Province anno 2011 Provincia Coeff. ripartiz modello linee direttive Importi da coeff. linee direttive Avellino 10,25% 21.983.100 Benevento 3,07% 6.591.700 Caserta 16,49% 35.358.381 Napoli 47,19% 101.190.587 Salerno 22,99% 49.286.232 Tabella 5.17: Ripartizione delle risorse attribuite ai Comuni Capoluogo anno 2011 Comuni Capoluogo Coeff. ripartiz modello linee direttive Importi da coeff. linee direttive Avellino 1,65% 1.198.435,00 Benevento 1,88% 1.364.450,00 Caserta 3,36% 2.439.015,00 Napoli 86,15% 62.470.150,00 Salerno 6,95% 5.037.950,00 Per la ripartizione delle risorse tra i Comuni capoluogo, si è adottato un analogo modello che tiene conto di diversi parametri (contributo storico, domanda mobilità, estensione territoriale, popolazione, offerta ferroviaria). Per definire poi i servizi minimi si è proceduto alla individuazione dei valori dei corrispettivi a km medi per ogni Ente; sulla base di un’analisi dei valori storici dei corrispettivi chilometrici medi, prima adeguati del 12,8% corrispondente all’inflazione risultante a consuntivo per il periodo 2004-2009 e prevista per il Pagina 52 di 88 giugno 2012 2010, e poi ponderati rispetto al dato medio nazionale (pari ad euro/km 1,79 per i servizi extraurbani e euro/km 2,34 per i servizi urbani) si è pervenuti alla seguente individuazione dei corrispettivi a km per i servizi minimi su gomma: Tabella 5.18: Corrispettivi per i servizi minimi su gomma (€/autobus-km) Servizi Provinciali Avellino Benevento Caserta Napoli Salerno €/km storici 1,65 1,55 1,88 2,51 1,69 €/km adeguato Istat 1,87 1,76 2,13 2,85 1,92 €/km adeguato mediato con i valori nazionali 1,83 1,78 1,96 2,32 1,86 Servizi dei Capoluoghi di Provincia €/km storici €/km adeguato Istat €/km adeguato mediato con i valori nazionali Avellino Benevento Caserta Napoli Salerno 2,55 2,08 2,05 2,79 2,42 2,90 2,36 2,33 3,17 2,75 2,62 2,35 2,33 2,76 2,54 Servizi Regionali €/km storici €/km adeguato Istat €/km adeguato mediato con i valori nazionali 1,58 1,79 1,79 Sulla base delle risorse e dei valori dei corrispettivi medi per km definiti, è stata determinata la seguente quantificazione dei servizi minimi: Tabella 5.19: Quantificazione servizi minimi Provinciali, dei Capoluoghi di Provincia e dei Servizi Regionali Servizi Provinciali Km servizi minimi Avellino 12.012.622 Benevento 3.713.633 Caserta 18.039.990 Napoli 43.616.632 Salerno 26.569.397 Servizi Capoluoghi di Provincia Km servizi minimi Avellino 457.796 Benevento 580.375 Caserta 1.045.019 Napoli 17.854.582 Km servizi minimi Metro 2.392.932 Pagina 53 di 88 giugno 2012 1.980.310 Salerno Servizi regionali Km servizi minimi 7.307.262,57 Per tutti i servizi minimi si è stabilito che le Province e i Comuni Capoluogo sono tenuti a rendicontare e certificare bimestralmente i programmi di esercizio; i km di servizio percorsi, i ricavi da traffico, i flussi di passeggeri per ogni singola relazione. Sul fronte della politica tariffaria si è confermata ed estesa l’integrazione tariffaria a tutta la Regione ed, inoltre, sono stati individuati i nuovi livelli tariffari massimi per l'anno 2011. 5.2.2 Programmazione servizi minimi regionali su gomma per anno 2012 Per quanto riguarda la programmazione dei servizi per l'anno 2012, sono stati confermati i criteri di riparto delle risorse finanziarie definite dalla DGR n.964 del 30/12/2010. Per l'anno 2012, in ottemperanza alla Legge di Previsione di Bilancio Triennale n. 5 del 15.03.2011, nell’ambito delle risorse risultanti nell’U.P.B. 1.57.101, che prevede, rispetto al 2011, una riduzione del 4,55% per l’anno 2012, le risorse complessivamente disponibili per i servizi minimi di trasporto pubblico locale su gomma in Regione Campania ammontano a euro 286.350.000. Il predetto importo è specificato che debba intendersi comprensivo di qualsiasi onere rappresentando, il limite degli stanziamenti di bilancio ai sensi del comma 1 dell'art.5 della legge regionale n.3 del 2002 così come modificato dall'art.15 della legge regionale n.1 del 2009. La DGR n.37 del14/02/2012 ha previsto di destinare una somma pari al 5% delle predette risorse pari a euro 14.317.500 all’applicazione di un “Patto per l’efficientemente e la razionalizzazione per il TPL in Campania”, analogamente a quanto stabilito a livello nazionale tra Governo e Regioni, che individuerà strumenti, criteri e modalità per la razionalizzazione e l’efficientamento dell’intero TPL e, quindi per la ripartizione delle suddette risorse tra i vari EE.LL., nonché, così come stabilito dalla DGR 964/2010, per compensazioni per i territori non adeguatamente serviti dalla rete ferroviaria; Per quanto riguarda i corrispettivi chilometrici medi per il complesso dei servizi di ciascun Ente, come individuati con Delibera di Giunta Regionale n. 964 del 30/12/2010, possono essere adeguati in misura dell’inflazione risultante per l’anno 2011 e comunque essere suscettibili di aumenti o diminuzioni in sede di affidamento dei servizi, fermo restando l’ammontare complessivo del finanziamento regionale. 5.2.3 Analisi dei Piani e dei programmi presentati dagli Enti Locali E’ stato condotta un’analisi approfondita dei Piani e Programmi dei servizi che i diversi Enti Locali hanno trasmesso in Regione, con particolare riferimento ai Piani provinciali. L’analisi si è proposta anzitutto di accorpare le diverse linee presentate nei Piani in una serie di macro-direttrici. L’analisi della documentazione delle province ha consentito di sviluppare una serie di considerazioni e di individuare le Pagina 54 di 88 giugno 2012 macro-direttrici sulle quali si sviluppa la maggior parte dei collegamenti tra i comuni della Campania ed i rispettivi capoluoghi di provincia e di regione. In fase di revisione e di definizione finale della rete dei servizi minimi le linee e la relativa produzione kilometrica andranno rivisti anche in funzione di una ottimizzazione della rete e della disponibilità di risorse. Oltre ai servizi contenuti nei piani presentati dalle province sono stati considerati anche i servizi gestiti, al momento, direttamente dalla Regione Campania. Questi ultimi servizi si dividono essenzialmente in due macrocategorie, i servizi di carattere provinciale che collegano due o più province ed i servizi extraregionali. I servizi appartenenti alla prima categoria sono stati considerati unitamente a quelli contenuti nei piani provinciali nella determinazione dei volumi di produzione, mentre quelli appartenenti alla categoria dei servizi extraregionali sono stati trattati a parte. Le analisi sono state focalizzate sul ruolo di adduzione alla rete ferroviaria dei servizi su gomma, e sul peso dei servizi interprovinciali sul totale dell’offerta. Prima di passare alla descrizione delle suddette direttrici, si anticipa che dalle rispettive analisi è emerso che la maggior parte della produzione di servizi di TPL su gomma può essere classificata come di “adduzione” al ferro. L’unica eccezione significativa è Avellino che ha una dotazione di infrastrutture ferroviarie più scarsa rispetto alle altre province. Inoltre, è praticamente costante la quantità di servizi di interscambio tra le province, pari a circa il 40% del totale dei servizi, l’unica eccezione è ovviamente la provincia di Napoli che fa più che altro da attrattore di questi servizi interprovinciali. Nella tabella seguente è evidenziata la quota di produzione in termini di veic*km di ogni provincia costituita dai soli collegamenti con la città di Napoli. Tabella 5.20: Quota di produzione di servizi su gomma verso Napoli sul totale della produzione delle Province Provincia % produzione su Napoli su tot. produzione Avellino 16% Benevento 17% Caserta 23% Salerno 7% Pertanto da queste analisi, al fine di rilevare l’assetto della rete nelle sue diverse articolazioni, le relazioni/direttrici principali possono essere classificate, in questa prima valutazione, nelle seguenti categorie: Servizi centrati sulla città di Napoli a loro volta divisibili in interprovinciali e locali (ovvero dei comuni appartenenti alla provincia di Napoli sul capoluogo); Servizi interprovinciali tra i diversi comuni capoluogo o tra i territori di più province; Servizi che si esauriscono nel territorio di una singola provincia (Servizi locali provinciali) sul capoluogo o su un centro diverso dal capoluogo (Servizi di ambito locale); Servizi urbani Servizi extraregionali che possono essere di lunga percorrenza o collegare comuni a cavallo tra la Campania e le regioni confinanti (Servizi locali extraregionali). Pagina 55 di 88 giugno 2012 5.2.3.1 Le direttrici interprovinciali di connessione con Napoli La regione è caratterizzata da una serie di importanti direttrici centrate sul capoluogo provenienti dai capoluoghi delle altre province che rappresentano per tutte la quota principale della produzione di km interprovinciale e per province come Avellino e Caserta, fortemente legate al capoluogo regionale, la quota principale di tutta la produzione di veic*km. Nella tabella seguente sono rappresentate le direttrici appartenenti a questa categoria con l’indicazione delle province interessate (la provincia di origine coincide con quella nel cui piano è indicato il servizio). Tabella 5.21: Direttrici interprovinciali di connessione con Napoli Provincia Origine Provincia Destinazione Direttrice Avellino Napoli Avellino-Napoli Benevento Napoli San Bartolomeo in G. – Benevento – Napoli Caserta Napoli Capua – Caserta – Napoli Mondragone – Castel Volturno - Napoli Salerno Napoli Salerno – Napoli Napoli Caserta Caserta-Caivano-Napoli Napoli Caserta Teverola/Orta/Succivo-Napoli Napoli Salerno Amalfi-Agerola-Castellammare-Napoli Salerno Napoli Sarno/Castel S.Giorgio/S.Marzano-Nocera-Scafati-Pompei-Napoli Salerno Napoli Fisciano Università-Nocera-Sarno-Nola-Pomigliano-Napoli Salerno Napoli Amalfi-Vietri-Cava-Nocera-Napoli Salerno Napoli Santa Maria la Carità (NA)-S.Antonio Abate (NA)-Angri-Napoli 5.2.3.2 Le direttrici locali centrate su Napoli Altre importanti direttrici, in termini di veicoli-km e di passeggeri trasportati, sono quelle che collegano i popolosi centri che si sviluppano radialmente attorno al capoluogo di regione con quest’ultimo. Tabella 5.22: Direttrici della Provincia di Napoli di connessione con Napoli Provincia Direttrice Napoli Lago Patria (Giugliano)-Pozzuoli-Napoli Napoli Giugliano-Napoli Napoli Caivano/S.Antimo/Casoria/Arzano-Napoli Napoli Visciano-Nola-Napoli Napoli S.Sebastiano Vesuvio – Napoli Napoli Scafati/T.Annunziata/T.Greco/Portici – Napoli Napoli (Sorrento-Castellammare)/(Agerola-Gragnano) - Napoli Pagina 56 di 88 giugno 2012 5.2.3.3 Le altre direttrici interprovinciali Le altre direttrici interprovinciali collegano essenzialmente Avellino con Benevento, Caserta e Salerno (ricordiamo che Avellino ha scarsissimi collegamenti ferroviari) e le aree di confine tra le diverse province. I collegamenti tra capoluoghi (escluso Napoli) Le direttrici che collegano gli altri capoluoghi della regione sono riportate nella successiva Tabella 5.23 Tabella 5.23: Le direttrici di collegamento su gomma tra i capoluoghi di provincia Provincia Direttrice Avellino Avellino – Benevento Avellino Avellino-Caserta Avellino Avellino-Salerno I collegamenti locali interprovinciali L’altra quota dei servizi interprovinciali si sviluppa nelle direttrici a cavallo tra le diverse province campane con dei volumi di veic*km abbastanza contenuti per Avellino e Benevento, alquanto più rilevanti per Caserta con l’aversano praticamente conurbato con i comuni a nord di Napoli e Salerno con l’Agro Nocerino Sarnese che gravita in buona parte sulla provincia a sud di Napoli. Nella tabella seguente sono rappresentate le direttrici appartenenti a questa categoria con l’indicazione delle province interessate (la provincia di origine coincide con quella nel cui piano è indicato il servizio). Tabella 5.24: Le direttrici di collegamento su gomma interprovinciali Provincia Origine Provincia Destinazione Area Direttrice Avellino Benevento Avellino Napoli Avellino Salerno Benevento Caserta Benevento Salerno Caserta Benevento Caserta Napoli Salerno Napoli Salerno Avellino Napoli Avellino Caserta NordEst Piedimonte Matese (CE) – Telese (BN) Piedimonte Matese (CE) – Benevento Caserta SudOvest Aversa (CE) – S.Antimo (NA) – Giugliano (NA) Aversa (CE) –NordOvest Caivano (NA) Salerno Orta di(NA) Atella (CE) – Napoli Pomigliano – Fisciano – Salerno Castello di Cisterna (NA) – Salerno Palma Campania NordEst (NA) – Fisciano – Salerno Castellammare (NA)-Nocera Inf.-Bracigliano Montella (AV)-Acerno-Montecorvino-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno Castellammare (NA)-Nocera Inf.-Mercato S.Severino-Fisciano-Baronissi Lauro (AV) – Nola (NA) – Somma Vesuviana (NA) Napoli Caserta Casoria (NA)-Caivano (NA)-Caserta (CE) Avellino Nord Montefusco/Ariano Irpino – S.Giorgio del Sannio (BN) Avellino Ovest Casamarciano (NA) – Baiano – Avellino Avellino Sud Fisciano (SA) – Solofra – Avellino Benevento Ovest S.Agata de’ Goti – Maddaloni (CE) – Caserta Benevento - Fisciano Università - Salerno Pagina 57 di 88 giugno 2012 Napoli Caserta Sant’Antimo/Sant’Arpino/Frattaminore-Orta-Caserta Napoli Caserta Frattamaggiore/Giugliano/Melito-Aversa Napoli Caserta Castellammare/Acerra-Teverola 5.2.3.4 Le direttrici intra-provinciali Si indicano di seguito le direttrici che si esauriscono all’interno dei confini amministrativi di una singola provincia. Questi servizi rappresentano più dell’80% di tutti i servizi su gomma della Regione Campania. I collegamenti locali provinciali La maggior parte dei servizi di tpl appartiene alla categoria dei locali provinciali essendo questi essenzialmente tutti quei servizi di collegamento tra comuni grandi e piccoli con il capoluogo di provincia. La forma delle direttrici appartenenti a questa categoria di servizi dipende molto dalla forma stessa della provincia nella quale sono contenute assumendo caratteristiche radiali con centro nel capoluogo o lineari a seconda dei casi. La più “complessa” in quanto estremamente estesa è Salerno con molte direttrici radiali sul capoluogo che è stato necessario raggruppare a gruppi. Tabella 5.25: Le direttrici di collegamento su gomma locali intra-provinciali. Provincia Direttrice Avellino MC1_Avellino - Centrata su Avellino Avellino Calitri-Lioni-Avellino Avellino Ariano-Grottaminarda-Avellino Avellino Montoro-Solofra-Serino-Avellino Avellino Lioni-Gesualdo-Grottaminarda Benevento Baselice-Benevento Benevento Castelfranco-Benevento Benevento Apice-Benevento Benevento San Giorgio la Molara – Benevento Benevento Montesarchio-Pannarano-Benevento Benevento Montesarchio-S.Agata-Benevento Benevento Amorosi/Castelvenere-Benevento Benevento Cusano Mutri – Benevento Benevento Sassinoro/Morcone-Benevento Caserta Gallo Matese – Vairano – Caserta Caserta Pietramelara-Pignataro/Caiazzo-Caserta Caserta Capua-Caserta Caserta Sessa Aurunca/Falciano/Teano-Caserta Caserta Litorale Domitio/Villa Literno – Caserta Caserta Cancello-Maddaloni-Caserta Caserta Aversano – Caserta Salerno Salerno Direttrici Nord Salerno Salerno Direttrici NordOvest Salerno Salerno Direttrici Ovest Salerno Salerno Direttrici SudEst_Piana del Sele Pagina 58 di 88 giugno 2012 Salerno Salerno Direttrici SudEst_Cilento Salerno Salerno Direttrici SudEst_Vallo di Diano Salerno Salerno Direttrici Est Salerno Salerno Direttrici NordEst I collegamenti di ambito locale Oltre ai capoluoghi di provincia la Campania è caratterizzata da una serie di altri piccoli centri che fanno da fulcro ai servizi di ambito locale, soprattutto di tipo scolastico. Tabella 5.26: Le direttrici di collegamento su gomma intraprovinciale di ambito locale. Provincia Direttrice Avellino Locale Ariano Irpino (AV) Avellino Locale Grottaminarda (AV) Avellino Locale Alta Irpinia (AV): Lioni, Nusco, Montella, S.Angelo dei Lombardi Benevento Locali Valfortore (BN) Benevento Locali Apice (BN) Benevento Locali Montesarchio (BN) Benevento Locali S.Agata de’ Goti (BN) Benevento Locali Telese (BN) Benevento Locali Morcone (BN) Caserta Locali Pignataro – Capua (CE) Caserta Locali NordOvest (CE): Sessa Aurunca, Mondragone, Teano, Sparanise, Roccamonfina, Vairano Caserta Locali Aversa Litorale Domitio (CE) Caserta Locali Aversano (CE) Caserta Locali Maddaloni Caserta Locali Alto Casertano: Caiazzo, Baia e Latina, Vairano, Piedimonte Matese Napoli Locali Napoli Sudest – Portici, Torre Annunziata, Torre del Greco Napoli Locali Napoli Nord – Acerra, Casoria, Caivano Napoli Locali Napoli Nordovest – Mugnano, Giugliano, Bacoli, Pozzuoli Napoli Locali Est Agro Nolano – Cisterna, Pomigliano, Nola, Somma Vesuviana Napoli Locali Est Vesuviano – Sant’Anastasia, Pomigliano, Casoria Napoli Locali Sud – S.Agata, Sorrento, Castellammare Napoli Locali Isole – Capri, Ischia, Procida Napoli Locali Trasversali Castellammare – Nola/Pomigliano Napoli Locali Trasversali Casoria-Pomigliano Salerno Locali Agro Nocerino Sarnese Salerno Locale Costiera Amalfitana Salerno Locale Est – Campagna, Eboli, Battipaglia, Alburni Salerno Locale Cilento Salerno Locale Vallo di Diano Salerno Trasversale Vallo di Diano - Cilento Salerno Trasversale Vallo di Diano – Piana del Sele Pagina 59 di 88 giugno 2012 Le altre direttrici locali – Servizi urbani Gli altri servizi su gomma sono costituiti dai servizi urbani dei comuni capoluogo e non. Tutti i comuni capoluogo hanno presentato la loro programmazione dei servizi minimi. Ai servizi minimi richiesti alla Regione si sommano per i comuni di Benevento, Salerno e Napoli servizi aggiuntivi finanziati con risorse proprie degli enti. Per Napoli, oltre ai servizi su gomma, rientrano nella programmazione dei servizi quelli relativi alle metropolitane urbane della linea 1 e della linea 6, oltre che delle funicolari. Ai servizi urbani dei Comuni capoluogo si aggiungono i servizi urbani dei principali comuni della regione Campania. Tali servizi urbani sono alquanto diffusi soprattutto nelle province di Napoli e Salerno. Le attuali richieste di servizi urbani risultano poco coerenti nella loro interezza con un inserimento nella rete dei servizi minimi regionale. 5.2.3.5 I servizi extraregionali Ai servizi finora descritti si aggiungono i servizi extraregionali, che, con riferimento alla programmazione 2011, collegano principalmente Napoli ed Avellino con la Puglia (Foggia e Bari), Avellino con Roma ed alcuni comuni a ridosso dei confini regionali. Tali servizi andranno riconsiderati nella definizione della rete dei servizi minimi, valutando, in particolare, la possibilità anche di destinare al mercato alcune di queste linee. Tabella 5.27: Le direttrici di collegamento su gomma extraregionali. Direttrice Avellino – Roma Napoli – Avellino – Foggia Guardia dei Lombardi – Calitri – bivio Cairano – Potenza Napoli – Campobasso via Telese Napoli – Campobasso via Benevento Piedimonte-Alife-Vairano-Venafro (IS) Vairano-S. Pietro Infine-Cassino (FR) Sessa Aurunca/Mondragone/Teano/Sparanise-Formia (LT)-Gaeta (LT) Salerno-Lauria/Moliterno/Balvano/Viggiano (PZ) Salerno-Napoli-Bari 5.2.3.6 I servizi di adduzione al ferro La maggior parte dei servizi su gomma può essere classificata come adduzione al ferro. La stessa struttura delle direttrici, infatti, fa sì che praticamente tutte passino per un nodo della rete ferroviaria regionale. L’unica eccezione è rappresentata dalle direttrici della provincia di Avellino, essendo questa Pagina 60 di 88 giugno 2012 scarsamente dotata di linee ferroviarie. Si riportano di seguito i dati riassuntivi, in termini di quota percentuale dei servizi di adduzione al ferro sul totale dei servizi per i diversi Piani provinciali. Tabella 5.28: quota percentuale dei servizi di adduzione al ferro sul totale dei servizi. Avellino Quota % servizi adduzione al ferro su totale servizi 40% Benevento 80% Caserta 73% Napoli 84% Salerno 93% Provincia 5.3 L’offerta di trasporto pubblico via mare I servizi minimi nel Golfo di Napoli devono garantire la piena continuità territoriale con le isole del Golfo, garantendo collegamenti soddisfacenti ed affidabili. Per una piena e reale continuità territoriale con le isole del golfo i servizi minimi vanno inseriti ed integrati nel quadro complessivo della rete dei servizi minimi regionali, garantendo interscambi comodi ed affidabili tra il trasporto pubblico su terra e quello via mare. L’integrazione, oltre che delle corse e degli orari, dovrà riguardare anche gli aspetti funzionali legati alle tecnologie di bordo, alla raccolta dati, alla bigliettazione ed alla tariffazione. Attualmente tutti i collegamenti di trasporto pubblico marittimi sono regolati direttamente dalla Regione Campania che definisce le corse dei servizi minimi, le agevolazioni per residenti e pendolari, gli obblighi di servizio e gli standard di qualità dello stesso. L’attuale programmazione è definita dalla Delibera di Giunta Regionale n. 443 del 09/08/2011 e successive modifiche ed integrazioni che definisce i collegamenti e gli orari dei servizi per i quali vige il regime di obblighi di servizio pubblico e dalla Delibera di Giunta Regionale n. 183 del 29/04/2011 che ne definisce il quadro tariffario. I collegamenti soggetti ad oggi agli obblighi di servizio pubblico descritti nella DGR n.443/2011 sono: Napoli Beverello con Capri, Ischia, Casamicciola, Forio e Procida; Napoli Calata di Massa con Capri, Ischia e Procida; Pozzuoli con Procida, Ischia e Casamicciola; Sorrento con Capri; Capri con Napoli Beverello, Napoli Calata di Massa e Sorrento; Ischia con Napoli Beverello, Napoli Calata di Massa, Pozzuoli, Procida e Forio; Casamicciola con Napoli Beverello, Napoli Calata di Massa, Pozzuoli e Procida; Pagina 61 di 88 giugno 2012 Forio con Napoli Beverello e Ischia; Procida con Napoli Beverello, Napoli Calata di Massa, Pozzuoli, Ischia e Casamicciola. Con il nuovo piano tariffario definito dalla DGR n.183 del 29/4/2011, la Regione Campania ha già avviato un percorso di integrazione tariffaria. Da un punto di vista strategico e programmatico l’indirizzo dato, infatti, è stato quello di muoversi verso una completa integrazione tra i diversi vettori analogamente a quanto accade per il trasporto pubblico terrestre. In particolare, le strategie date sono le seguenti: al fine di ottenere un grosso vantaggio per gli utenti e in particolare per i residenti delle isole e i pendolari, si è prevista l’integrazione tra vettori, ovverosia prevedere l’introduzione di titoli di viaggio che consentano di utilizzare qualsiasi operatore (lungo una data corsa e per una data tipologia di naviglio). Questo obiettivo ovviamente ha comportato anzitutto la necessità di portare allo stesso livello tariffario il biglietto singolo per l’operatore pubblico e quello privato, per una data corsa e per una data tipologia di naviglio. si è impostato il nuovo piano tariffario riferendosi al costo complessivo finale del biglietto per gli utenti omnicomprensivo delle diverse aliquote (tasse portuali, bunker, addizionali varie), in modo da evitare aggiunte o addizionali successive da parte dei diversi operatori. si è prevista l’introduzione di un carnet di ticket per residenti, su cui concentrare le maggiori agevolazioni per andare incontro alle esigenze dei residenti-pendolari – si è prevista l’introduzione dell’abbonamento annuale (agevolato rispetto al mensile) analogamente a quanto avviene per il tpl a terra e allargare la validità degli abbonamenti mensili e annuali anche ai giorni festivi, laddove possibile 5.4 Il Sistema delle Aziende di TPL in Campania Prima di entrare nell'analisi del sistema del trasporto pubblico locale campano, può essere utile dare qualche riferimento circa le dimensioni del settore a livello nazionale. Nel dettaglio il settore del TPL italiano è ad oggi caratterizzato da un mercato costituito da ben 1170 aziende, le quali impiegano 116.500 addetti, che producono 2 miliardi di chilometri annui, trasportano oltre 5,4 miliardi di passeggeri l’anno e fatturano oltre 10 milioni di Euro . I mezzi di trasporto a disposizione delle aziende ammontano ad oltre 50.000 unità, di cui circa il 92% sono autobus ed il restante 8% rappresentano mezzi operanti su modalità ferroviaria (treni locali, metropolitane, Tranvie ) lacuale, lagunare ed impianti a fune. Pagina 62 di 88 giugno 2012 Tabella 5.29: I principali dati del TPL Nazionale - Fonte: Elaborazioni ASSTRA su Conto Nazionale delle Infrastrutture e dei Trasporti - Anni 2009-2010 Autolinee 1.144 Ferrovie regionali 28 Autolinee urbane 19.316 Autolinee extraurbane 26.920 Ferrovie regionali 830 Tranvie 1.044 Metropolitane 1.278 Funicolari 44 Navigazione interna 279 Autolinee urbane 2.987.045.284 Autolinee extraurbane 912.242.726 Ferrovie regionali 212.105.000 Tranvie 333.481.000 Metropolitane 765.533.000 Funicolari 26.182.000 Navigazione interna 118.291.000 Ferrovie regionali 16.000 Autolinee, tranvie, metropolitane, funicolari e navigazione interna 100.500 circa 1.170 operatori circa 50.000 mezzi di trasporto di cui: 5,4 miliardi di passeggeri trasportati di cui: 116.500 addetti di cui: 5.4.1 Le aziende del tpl in Campania In Campania vi sono 123 aziende private che operano nel settore del trasporto pubblico su gomma, nel dettaglio il 72% di queste svolge servizio extraurbano, il 16% servizio misto mentre il restante 12% svolge il servizio urbano. Tabella 5.30: Le aziende del TPL in Campania – operatività per ambito territoriale - Fonte: Elaborazioni su dati Conto Nazionale dei trasporti 2009/2010 Aziende di TPL Servizio urbano Servizio extraurbano Servizio misto Totale Campania 15 (12%) 88 (72%) 20 (16%) 123 Le aziende che operano in Campania sono prevalentemente di piccolissima dimensione, infatti solo il 7% ha un numero di autobus superiore a 100, il 30% ha tra i 6 e i 10 autobus ed il 40% ha al massimo 5 autobus. Tabella 5.31: Le aziende del TPL in Campania – classificazione per numerosità del parco autobus - Fonte: Elaborazioni su dati Conto Nazionale dei trasporti 2009/2010 Aziende di tpl in Campania distinte per numero di autobus - Servizio urbano ed extraurbano Numero di autobus (classi) Campania 1-5 6-10 11-20 21-50 51-100 oltre 100 Totale 49 (40%) 37 (30%) 14 (11%) 14 (11%) - 9 (7%) 123 Pagina 63 di 88 giugno 2012 A confermare la forte la frammentazione del sistema produttivo del trasporto pubblico locale campano è anche il numero degli addetti , poiché come si evince dalla tabella seguente le imprese che impiegano oltre 100 addetti sono solamente l’ 10% del totale. Di converso il 44% delle aziende si trovano nella classe da 1 a 5 addetti epertanto classificabili come microimprese a gestione prevalentemente familiare. Tabella 5.32: Le aziende del TPL in Campania – classificazione per numero di addetti - Fonte: Elaborazioni su dati Conto Nazionale dei trasporti 2009/2010 Aziende di tpl in Campania distinte per numero di addetti - Servizio urbano ed extraurbano Numero di addetti (classi) Campania 1-5 54 (44%) 6-10 26 (21%) 11-20 17 (14%) 21-50 11 (9%) 51-100 5 (4%) oltre 100 10 (8%) Totale 123 Per quanto riguarda le 14 aziende di TPL pubbliche (ad eccezione della SITA), riunite al momento nel Consorzio Unico Campania, va ricordato che queste si avvalgono di 11.700 addetti (i dati fanno riferimento all'anno 2009, e pertanto è inclusa anche ACMS). Di questi il 34,2% è occupato nelle aziende del Gruppo EAV, di proprietà della Regione, il 16,4% in ANM, di proprietà del Comune di Napoli, l’ 11,6%in CTP, azienda della Provincia di Napoli, il 12,6%in Trenitalia, gruppo FS ed il 25% è ripartito nelle altre sette (AMTS, CTI-ATI, AIR,ACMS,SITA,CSTP,METRONAPOLI). Figura 5.21: Numero di addetti delle principali aziende di TPL della Campania (le aziende del gruppo EAV sono evidenziatein rosso). Fonte: Terzo Rapporto Annuale Acam 2009 (I servizi gestiti dall'ACMS ora sono passati all'azienda CLP, con relativo trasferimento di personale) Per quanto riguarda il parco autobus delle aziende del Consorzio, questo ammonta anel 2009 a 3.036 autobus, per il dettaglio di ogni singola azienda si rimanda alla tabella seguente. Pagina 64 di 88 giugno 2012 Tabella 5.33: Le aziende del TPL in Campania consorziate in Unico Campania –numerosità del parco autobus all’anno 2009 e 2010 - Fonte: Terzo Rapporto Annuale Acam 2009 Azienda N. autobus (2008) 252 211 998 41 58 405 528 305 251 3049 AIR ACMS ANM AMTS CTI - ATI CTP EAV Bus CSTP SITA Totale N. autobus (2009) 245 211 981 41 60 426 521 299 252 3036 La Tabella seguente mostra alcuni indicatori dell’offerta del servizio di trasporto pubblico locale da parte delle aziende campane. Si nota, tra l’altro, che nel 2009 l’ammontare degli autobus utilizzati in Campania per il servizio urbano è pari a 1.457, mentre per il servizio extraurbano l’ammontare degli autobus è pari a 2.296. Tabella 5.34: Le aziende del TPL in Campania Numero di autobus utilizzati per la produzione del servizio Autobus utilizzati in Campania Urbano Extraurbano 1.457 2.296 Valutazioni molto utili sono quelle legate alla scarsa produttività delle aziende di tpl in Campania (in termini di percorrenze medie per autobus e di costo per km percorso). Anzitutto in termini di percorrenza media per autobus, a livello urbano in Campania è pari a 30.687 km, rispetto ad una media italiana pari a 39.585, mentre a livello extraurbano è pari a 40.515 rispetto ad una media italiana pari a 40.379. Anche sul fronte dei costi si evidenzia l'assoluta inefficienza delle aziende campane. Per quanto riguarda il costo medio per km percorso, questo è pari a 7,14€ per il servizio urbano rispetto ad una media italiana pari a 4,84, mentre ammonta a 4,04 € rispetto ad una media italiana pari a 2,76 € a km. Tabella 5.35: Indicatori di efficienza delle aziende di TPL – costi medi per km e percorrenza media per autobus - Fonte: CNT 2009-2010 Costo medio per km percorso (euro) Campania Italia meridionale e insulare Italia Urb 7,14 4,84 4,75 Extr 4,04 2,76 2,83 Percorrenza media annua per autobus utilizzato (km) Urb Extr 30.687 40.515 35.982 41.015 39.585 40.379 Pagina 65 di 88 giugno 2012 6 I Progetti sul Sistema di Trasporto Regionale 6.1 Il Progetto della Metropolitana Regionale (SMR) Il progetto si propone di ridare logica e concezione di sistema alle diverse componenti del trasporto pubblico che, nei fatti, sono cresciute negli anni quasi esclusivamente per logiche settoriali, attraverso un sistema integrato nelle sue componenti funzionali, attrattivo per qualità e livelli di servizio, accessibile al territorio, e quindi competitivo con il mezzo di trasporto individuale. Il progetto di Sistema di metropolitana regionale ha trovato continuità e conferme nei diversi atti di programmazione regionale che, nel corso degli ultimi anni, si sono susseguiti in Campania. L'avvio del processo di programmazione delle infrastrutture nel settore dei trasporti, con particolare riferimento alla metropolitana regionale, coincide con la deliberazione n. 1282 del 5 aprile 2002, il “Programma Generale degli interventi infrastrutturali” con il quale è stato disegnato il quadro delle esigenze di mobilità del territorio regionale, le strategie generali di intervento, le azioni e gli obiettivi per ciascun settore riportato a “sistema”. Il progetto del SMR ha, poi, trovato conferme nelle diverse Intese, Accordi, e Programmi e di finanziamento intervenuti, fino allo schema di nuova Intesa Generale Quadro per le opere strategiche della Legge Obiettivo, approvato con delibera di Giunta Regionale n. 601/11, ed alla rimodulazione dei Grandi Progetti del POR FESR 2007-13, di cui alle delibere di Giunta Regionale 122/11, 108/12 e 202/12. Complessivamente gli atti di pianificazione e programmazione dell’ultimo decennio che hanno più volte ribadito l’assoluta priorità e centralità del progetto del Sistema di Metropolitana Regionale come asset fondamentale e strategico per tutta la mobilità regionale, sono di seguito indicati: Delibera di Giunta Regionale n. 1282 del 05/04/2002- POR Campania 2000 - 2006 - Sistema Integrato Regionale dei Trasporti - Primo programma degli interventi infrastrutturali; Delibera di Giunta Regionale n. 725 del 20/02/2003 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Secondo piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 279 del 25/02/2005 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Terzo piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 1092 del 22/06/2007 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Quarto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Decisione della Commissione europea 11 settembre 2007, n. C (2007) 4265, di approvazione della proposta di Programma Operativo Regionale FESR Campania 2007-2013 che, tra i principali obiettivi, include la valorizzazione del territorio regionale nel contesto nazionale e comunitario mediante lo sviluppo del Sistema di Metropolitana Regionale e dell’intermodalità Pagina 66 di 88 giugno 2012 Delibera di Giunta Regionale del 9 novembre 2007, n. 1921, di presa d’atto dell’adozione del PO FESR Campania 2007-2013; Delibera di Giunta Regionale n. 330 del 22/02/2008 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Quinto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 941 del 30/05/2008 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Quinto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002. Modifica DGR n.330 del 22/02/2008; Delibera di Giunta Regionale n. 1006 del 13/06/2008 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Quinto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002. Integrazione DGR n. 941 del 30.05.2008; Delibera di Giunta Regionale n. 1713 del 31/10/2008 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Sesto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 1996 del 16/12/2008 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Sesto piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002. Modifica DGR n. 1713 del 31.10.2008; Delibera di Giunta Regionale n. 779 del 30/04/2009 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Settimo piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 1581 del 15/10/2009 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Ottavo piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002; Delibera di Giunta Regionale n. 15 del 15/01/2010 - POR Campania 2000-2006. Asse VI – Misura 6.1. Sistema integrato regionale dei trasporti. Ottavo piano attuativo del Programma Generale degli interventi infrastrutturali approvato con Delibera di G.R. n. 1282 del 05.04.2002. Modifica DGR n. 1581 del 15.10.2009; Delibera di Giunta Regionale n. 601 del 29/10/2011 di Approvazione dello schema di Intesa Generale e dell'annesso allegato "tabelle" tra il Governo della Repubblica Italiana e la Regione Campania. 6.1.1 Gli obiettivi del progetto del sistema della Metropolitana Regionale “SMR” La prospettiva di crescita del modo ferroviario potrà avere però successo solo se tradotta in un progetto unitario che delinei, in modo chiaro e percepibile, la struttura dei servizi offerti integrandoli con gli altri servizi di trasporto e con il territorio. Pagina 67 di 88 giugno 2012 In effetti il modo ferroviario è abbastanza complesso da governare, sia per le sue caratteristiche tecniche (che lo rendono poco flessibile ), sia per le sue regole di esercizio ( che peraltro lo rendono il modo di trasporto più sicuro). In molti casi queste caratteristiche costituiscono limiti da superare: il sistema ferroviario è un sistema discontinuo nello spazio: il suo rapporto con il territorio avviene per punti (le stazioni), quindi è fortemente condizionato dal modo con cui è organizzata l’accessibilità; il sistema ferroviario è un sistema discontinuo anche nel tempo: i suoi servizi sono offerti in determinati orari, quindi è fortemente condizionato dalla struttura degli orari e dalla loro rispondenza alle esigenze della domanda. Queste complessità non sono trattabili senza una progettazione unitaria di tutte le componenti sopra richiamate: integrazione con gli altri modi di trasporto, accessibilità al e dal territorio da servire, orari che riducano la discontinuità dell’offerta. Da queste considerazioni sono discesi gli obiettivi del progetto, consistenti nell’orientare verso il trasporto pubblico l’attuale ripartizione modale attraverso la definizione ed il dimensionamento di un sistema di servizio unitario per l’intera regione, integrato nelle sue componenti funzionali, attrattivo per qualità e livelli di servizio, accessibile al territorio, e quindi competitivo con il mezzo di trasporto individuale. Unitario: la concezione di partenza del servizio ferroviario in Campania non è unitaria, infatti esistono diversi operatori ferroviari (MetroCampania Nord-Est, Circumvesuviana, Sepsa, Metronapoli, e Trenitalia) ciascuno operante secondo i propri schemi di offerta con disomogeneità di materiale e di sistemi di accesso. Il modello da attuare è, invece, quello dei servizi metropolitani urbani, dove per servire una relazione può anche essere necessario cambiare più linee, ma il sistema è unico e come tale è percepito e utilizzato. Integrato: l’unitarietà del sistema di offerta richiede, sul piano funzionale e gestionale, la possibilità di passare facilmente da una componente del sistema all’altra e poterne fruire in funzione delle proprie esigenze e senza vincoli. Il modello proposto deve consentire di servirsi di più mezzi di trasporto con un medesimo titolo di viaggio indipendentemente dall’appartenenza del servizio ad una azienda piuttosto che ad un’altra. Attualmente il modello di riferimento è quello realizzato mediante il consorzio “UNICOCAMPANIA” che ha realizzato una forma di integrazione tariffaria estesa all’intero territorio regionale. L’evoluzione del sistema di tariffazione e ticketing porterà ad una progressiva forma di integrazione tecnologica basata sull’applicazione dei sistemi ITS al TPL, in modo da consentire una migliore e più economica gestione dei servizi. Ciascun cittadino campano, attraverso l’utilizzo di una “smart card” abilitata a funzioni tipo borsellino elettronico, potrà pagare i vari servizi di trasporto, ma anche molteplici altre categorie di utilities quali parcheggi, cinema, musei, ecc. Le modalità di pagamento elettronico e la tracciatura del viaggiatore renderanno disponibili una serie di dati utili ad una più efficace programmazione dei servizi, una più efficiente gestione delle aziende di TPL ed una erogazione dei servizi con un maggior livello di qualità. Attraverso la realizzazione di un Centro Pagina 68 di 88 giugno 2012 Unico dedicato al monitoraggio dei servizi, l’Ente Regione acquisirà una maggiore capacità nella gestione dei contratti di servizio e nei processi di controllo della spesa pubblica. Attrattivo: la comodità e la frequenza dei servizi potranno sollecitare i cittadini ad usare il mezzo pubblico anziché l’automobile. Accessibile: il trasporto pubblico - a differenza dell’auto – è accessibile solo in alcuni punti (fermate o stazioni) e se questi sono pochi, o se sono distanti, limitano l’accesso al mezzo e quindi l’ utilizzazione del servizio. 6.1.2 Il concetto di Sistema Metropolitano Regionale (SMR) L’insieme dei servizi che costituiscono il Sistema Metropolitano Regionale è definito da un insieme di caratteristiche generali uniformi ed è suddiviso secondo differenti tipologie in ragione delle funzioni svolte: I servizi SMR sono caratterizzati da: - orari cadenzati, tendenzialmente a frequenza mnemonica; - disegno dei servizi per linee e relazioni fisse; - “appuntamenti” tra i servizi delle diverse linee; - interscambi agevoli tra linee e mezzi diversi; - materiale rotabile confortevole e omogeneo in relazione alle funzioni di ciascuna tipologia di servizio; - accessibilità elevata sia dal punto di vista fisico (numero di fermate, parcheggi di corrispondenza etc) sia dal punto di vista dell’informazione; - integrazione modale, oraria, tecnologica, ecc.; Alla formazione del progetto di servizio metropolitano ferroviario concorre in maniera indissolubile il ridisegno delle linee di bus che, ove opportuno, assumono funzioni di adduzione/distribuzione al sistema ferroviario. La struttura dell’offerta pubblica considerata nel progetto di SMR è perciò complessiva, e riguarda sia i trasporti ferroviari che quelli su bus. Ovviamente, al potenziamento dei servizi ferroviari corrisponde una riduzione dei servizi bus dovuta, in parte, alla loro trasformazione in servizi di alimentazione dei servizi ferroviari. 6.1.3 Integrazione dei servizi Da quanto detto, è chiaro che la Regione Campania ha, quindi, individuato nel Sistema di Metropolitana Regionale, articolato nelle sue diverse componenti, la struttura portante per conseguire uno sviluppo sostenibile del territorio al fine di dare concreta ed adeguata risposta alle sempre più pressanti esigenze di mobilità delle aree metropolitane ad altissima densità e di connessione tra i diversi poli e le diverse Pagina 69 di 88 giugno 2012 aree della Regione. Tale progetto è, pertanto, essenziale per conseguire l’obiettivo di una mobilità sostenibile, in quanto persegue il riequilibrio della ripartizione modale, privilegiando sistemi e infrastrutture di trasporto collettivo, in particolare su ferro, minimizzando l'incidenza sul consumo di risorse naturali (energia, ecosistemi, paesaggi), sulla salute, sull’ambiente e sulla sicurezza dei cittadini. Nel disegno di una rete interconnessa, i servizi di trasporto pubblico su gomma assumono, laddove presente l’offerta di trasporto su ferro, il ruolo essenziale di servizi di “adduzione” alla rete ferroviaria e distribuzione sul territorio e, invece, in assenza di servizi ferroviari, il ruolo fondamentale di connessione in aree locali e tra i diversi poli. Sarebbe importante per il futuro prevedere, inoltre, l'integrazione nella rete dei trasporti, di servizi più flessibili legati al soddisfacimento di particolari segmenti della domanda di mobilità, quali i servizi a chiamata door-to-door, i servizi di car sharing e di car pooling, i servizi di bike sharing. In tale prospettiva complessiva, sussiste, quindi, una intrinseca ed imprescindibile necessità di coordinamento centralizzato a livello regionale delle attività di pianificazione e di programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale, in modo tale da assicurarne l’esercizio efficiente ed efficace, da ottimizzare i servizi minimi eliminando le sovrapposizioni e ridefinendo gli stessi in un'ottica di efficienza e di aggiornamento della domanda di mobilità. 6.2 Il Progetto ITS L’iniziativa si inquadra nell’ambito delle azioni previste dal Piano Regionale di Infomobilità (PRIM) le cui linee guida sono state approvate con DGRC n°1787del 14/11/2008. Il Piano Regionale di Infomobilità della Regione Campania (PRIM), redatto ai sensi dell’Accordo in materia di infomobilità sottoscritto da Governo, Regioni e Autonomie locali il 31 maggio 2007, costituisce il riferimento programmatico per l‘integrazione e lo sviluppo delle applicazioni di telematica al sistema di trasporto della Regione Campania. Il Piano Regionale di Infomobilità (PRIM) si propone quale documento di riferimento su scala regionale per lo sviluppo armonizzato dei sistemi ITS a supporto del sistema di mobilità in Campania. Gli obiettivi del PRIM sono definiti in accordo con le finalità generali della politica regionale, riportate, tra l‘altro, nel “Documento Strategico Regionale per la Politica di Coesione 2007/2013”, e nazionale, definite nei documenti di programmazione nazionali tra i quali si ricordano le “Linee Guida del Piano Generale della Mobilità” del 2007, il “Piano Generale dei Trasporti e della Logistica” del 2001, il “Documento Strategico Mezzogiorno: linee per un nuovo programma Mezzogiorno 2007-2013” del 2005. Inoltre, la Giunta Regionale, con lo schema di Intesa Generale Quadro con il Governo, approvato con propria Deliberazione n. 601 del 29/10/2011, ha individuato il progetto di “Intelligent Transport System Campano” (ITSC), tra gli interventi prioritari e strategici per la promozione di un modello di mobilità sostenibile e, in generale, per favorire lo sviluppo del territorio La realizzazione dell’ITSC (Intelligent Transportation Systems Campano) consente di ottimizzare presiedere e gestire i trasporti pubblici eserciti sull’area regionale al fine di offrire un maggiore e migliore servizio ai cittadini, conseguire economie di scala, gestire in modo efficace il servizio. Pagina 70 di 88 giugno 2012 Il sistema di obiettivi perseguiti è riassumibile in: miglioramento dell’accessibilità al trasporto pubblico riducendo la “barriera” della conoscenza della rete e dei servizi; riduzione dei costi di gestione e di manutenzione delle flotte per il trasporto pubblico; supporto all’introduzione ed al consolidamento di meccanismi di concorrenza; chiarezza e semplificazione nei processi di spesa delle risorse pubbliche; miglioramento delle condizioni di sicurezza del sistema regionale di trasporto; incentivare ricerca, formazione, aggiornamento e produzione industriale di settore. Il progetto ITSC prevede la realizzazione di un sistema integrato di infrastrutture tecnologiche (sistemi, dispositivi, procedure) applicato a tutti i comparti della mobilità della Regione Campania, con particolare riferimento al trasporto collettivo sulle diverse modalità (ferro, gomma, mare), con varie funzioni. Il progetto prevede, in particolare, la realizzazione di: una Carta Trasporti a microchip contactless, utilizzabile su tutto il territorio regionale; gestione delle tariffe integrate e differenziate come previste dal piano tariffario regionale; forme di pagamento alternative al contante (borsellino elettronico, carte di credito, bancomat, Internet….); un sistema di monitoraggio della flotta di trasporto pubblico; un sistema di videosorveglianza a bordo mezzi per migliorare la sicurezza degli operatori e degli utenti del trasporto pubblico; apertura del sistema verso altri servizi fruibili in ambito “Mobilità” ed in ambito “pagamento senza contante” in una logica di tipo “multi servizio”; tecnologie per le comunicazioni; centri di controllo a terra; informazione a clienti TPL su Trasporto Pubblico (Display alle fermate, SMS, Internet); Pagina 71 di 88 giugno 2012 Figura 6.1: Il sistema ITS L’idea di introdurre in modo massivo tecnologia dell’informazione nei processi di realizzazione dei servizi di trasporto deriva dalla considerazione che l’attuale assetto del sistema TPL ha margini di miglioramento al suo interno e la continua riduzione delle risorse economiche dedicate al settore impone necessariamente un recupero di efficienza. Le esperienze fino ad oggi maturate danno una chiara evidenza dei vantaggi che le tecnologie della comunicazione e dell’informazione applicate al mondo dei trasporti (Intelligent Transport Systems) possono apportare all’ambiente e al miglioramento dell’efficienza, della sicurezza dei cittadini e della competitività, e confermano come esse costituiscano ormai uno strumento indispensabile per attuare gli obiettivi di mobilità sostenibile. Gli ITS possono essere sinteticamente definiti come l’insieme di procedure, sistemi e dispositivi che consentono, attraverso la raccolta, l’elaborazione e la distribuzione di informazioni, di migliorare la mobilità, di ottimizzare le varie modalità di trasporto di persone e merci nonché di verificare e quantificare i risultati raggiunti. Diversi sono oggi i supporti tecnologici che concorrono alla realizzazione degli ITS; essi vanno dalla telefonia cellulare (GSM, GPRS, UMTS) alla localizzazione satellitare (GPS e in futuro Galileo), dalla radiodiffusione e comunicazione a corto raggio ad Internet, dai sensori per il rilevamento del traffico e i processori di immagini ai dispositivi di pagamento elettronico, dai dispositivi di regolazione (semafori, blocco accessi, ecc), fino alle tecnologie di visualizzazione (LED, LCD, Laser, Plasma) e alla cartografia digitale GIS. I sistemi ITS il più delle volte non migliorano direttamente la percezione della qualità del servizio ma impongono cambiamenti radicali nei processi gestionali la qual cosa può indurre maggiore efficienza ed efficacia nella produzione del servizio. In questa ottica, per il progetto dell’ITS Campano si prevede la predisposizione di una piattaforma di infrastrutture e servizi finalizzata alla modifica dei processi di produzione e fruizione del TPL. Pagina 72 di 88 giugno 2012 Dal punto di vista della fruizione del servizio, un migliore e più affidabile sistema di informazioni al pubblico può aumentare sicuramente il grado di accessibilità ai servizi in quanto una maggiore conoscenza della rete e degli orari, sia in una condizione di “programmato” che di “esercizio”, mette in condizione l’utenza di organizzare e realizzare il “viaggio” in modo più vicino alle proprie esigenze. La possibilità di poter eseguire l’acquisto dei biglietti minimizzando i vincoli temporali e spaziali attraverso l’uso di supporti tecnologici (carta prepagata, telefonino, internet……) rende più facile l’uso dei servizi. Dal punto di vista della produzione, la disponibilità di informazioni può innescare modifiche nei processi di realizzazione delle singole attività ottenendo effetti in termini di una maggiore efficienza delle rese aziendali, di una migliore efficacia dei servizi erogati, di una migliore qualità sia degli ambienti di lavoro che dei servizi. Non ultima è la possibilità di incidere in modo sostanziale nella gestione dei contratti di servizio che regolano i rapporti tra le aziende esercenti e le amministrazioni pubbliche semplificando ed introducendo maggiore chiarezza e certezza nei processi di spesa delle risorse. Pertanto il sistema di obiettivi perseguibili è sicuramente riassumibile in: miglioramento dell’accessibilità al trasporto pubblico riducendo la “barriera” della conoscenza della rete e dei servizi; riduzione dei costi di gestione e di manutenzione delle flotte per il trasporto pubblico; supporto all’introduzione ed al consolidamento di meccanismi di concorrenza; chiarezza e semplificazione nei processi di spesa delle risorse pubbliche; miglioramento delle condizioni di sicurezza del sistema regionale di trasporto; D’altro canto, il rilevamento sistematico di tutti i dati inerenti i servizi di trasporto pubblico rappresenta una condizione necessaria e richiesta anche a livello nazionale nell’ambito delle attività dell’Osservatorio Nazionale sulle Politiche del Trasporto Pubblico. In una prima ipotesi, si prevede che gli interventi citati potranno essere realizzati: Mantenendo e valorizzando le infrastrutture tecnologiche già esistenti; Dotando i mezzi viaggianti via terra (treni,tram,bus) di tecnologia base composta da: o un sistema di bordo per il monitoraggio del mezzo (AVM) e la gestione dell'informazione al pubblico,costituito da computer di bordo+gps+gsm/gprs+ short range + rete telematica di bordo + kit di installazione + software di trasmissione + sistema di informazione audio visivo di bordo, o un sistema di video sorveglianza composto da telecamere ottiche ed ad infrarossi per ogni mezzo, o un sistema conta passeggeri con apparato a telecamere installato su ogni porta e un sistema di riconoscimento delle immagini, o un sistema di bigliettazione con un’obliteratrice per porta; Pagina 73 di 88 giugno 2012 Ampliando la tecnologia di cui è già dotato il naviglio dedicato ai servizi di TPL via mare attraverso l’istallazione di: o un sistema di bordo per la gestione dell'informazione al pubblico, o un sistema di video sorveglianza capace di monitorare tutti gli ambienti, o un sistema conta passeggeri con apparato a telecamere installato su ogni varco d’ingresso al mezzo e un sistema di riconoscimento delle immagini, o un sistema di bigliettazione con un’obliteratrice per varco d’ingresso al mezzo; Attrezzando punti salienti della rete autobus con paline intelligenti capaci di fornire informazione all’utenza ovvero più in generale almeno supporto alla localizzazione dei mezzi; Dotando le stazioni ferroviarie di opportuni sistemi di comunicazione all’utenza e di supporto alla localizzazione dei treni; Distribuendo tessere elettroniche “intelligenti” a tutti gli utenti quale supporto per il processo di bigliettazione; Realizzando il centro regionale di monitoraggio del TPL; L’operazione poterà ad un miglioramento del sistema TPL nel suo complesso in quanto: gli utenti avranno disponibile il medesimo sistema di pagamento per tutti i sistemi di TPL della regione; la smart card di supporto alle operazioni di pagamento avrà la possibilità di ospitare più tipologie di tariffe contemporaneamente e potrà fornire supporto anche a servizi non di TPL (pagamento parcheggi, cinema, teatro……..); gli utenti avranno la possibilità di acquistare titoli di viaggio e ricaricare la smart card utilizzando una rete di vendita composta da più canali (sportelli aziendali , macchinette automatiche, pos rete non aziendale, sportelli bancomat, internet…….); i viaggiatori avranno disponibili più informazioni e di maggiore affidabilità con le quali programmare il proprio spostamento e riorganizzarlo durante l’esecuzione; miglioreranno i livelli di security per i viaggiatori e per il personale viaggiante; sarà possibile per le aziende monitorare il numero di viaggiatori trasportati e predisporre servizi mirati alla riduzione dei fenomeni dell’elusione e dell’evasione; la disponibilità di informazioni relative al monitoraggio dei mezzi viaggianti permetterà la revisione dei processi aziendali portando la produzione del servizio ad una maggiore efficienza; sarà possibile avere in tempi rapidi statistiche certificate sul “viaggiato” permettendo la predisposizione di operazioni di clearing basate su dati certi; gli stessi dati sul viaggiato permetteranno una migliore programmazione dei servizi rendendoli più congruenti con i livelli di domanda da soddisfare; Pagina 74 di 88 giugno 2012 la verifica dei livelli di servizio erogati rispetto a quelli concordati attraverso i contratti di servizi potrà avvenire in tempi più rapidi e basarsi su dati oggettivi; i meccanismi di spesa delle risorse pubbliche potranno essere resi maggiormente trasparenti ed ottenere una maggiore certezza sull’entità delle risorse da impegnare; il sistema del TPL nel suo complesso avrà una disponibilità di informazioni e tecnologia tale da permettere l’introduzione di principi di concorrenza “ nel mercato” affiancando o sostituendo quelli della concorrenza ”per il mercato”. La realizzazione del sistema”I.T.S.” consente di ottimizzare, presiedere e gestire i trasporti pubblici della Regione Campania, al fine di offrire un maggiore e migliore servizio ai cittadini, conseguire economie di scala, gestire in modo efficace il territorio. L’architettura del ITS Campano ha come punto focale la realizzazione di un Centro Servizi Regionale che controlla e gestisce l’intero sistema di trasporto pubblico locale. Figura 6.2: Il flusso di informazioni del sistema ITS Da tale schema conseguono alcune caratteristiche tecnologiche peculiari: a livello di comunicazione si richiede la realizzazione di un articolato sistema di gestione delle Pagina 75 di 88 giugno 2012 trasmissioni dati in grado di soddisfare le differenti esigenze di comunicazione; sui sottosistemi di bordo, di terra e di deposito devono essere previste unità hardware fortemente modulari ed espandibili; a livello di Centro Servizi Regionale, fra server centrali e postazioni operative deve essere garantita la massima interoperabilità, intesa in termini sia di condivisione di dati di utilizzo comune, sia di accessibilità dalla postazione client a tutte le procedure previste, in virtù di un sistema di opportuna profilazione degli utenti; a livello complessivo deve attuarsi una forte distribuzione delle funzionalità verso la periferia, con una triplice finalità: 1. velocizzare la risposta globale alle sollecitazioni esterne e agli interventi degli operatori, 2. minimizzare e ottimizzare gli scambi informativi fra i vari livelli, 3. garantire, infine, nel caso di parziale malfunzionamento dei sistemi, un degrado soffice delle prestazioni ed il mantenimento di alcune funzionalità di base; nella definizione dell’architettura di sistema e dei singoli apparati devono essere osservati i seguenti principi: 4. scalabilità, intesa come possibilità di espandere le funzionalità del sistema in termini sia quantitativi (ad esempio: incremento delle postazioni operatore, incremento dei nodi mobili gestiti, dei concentratori, delle pensiline), sia riferita a nuovi sistemi e moduli inizialmente non presenti (ad esempio: chioschi informativi) 5. flessibilità, intesa come possibilità di aggiungere al sistema nuove funzionalità realizzate via software, lasciando inalterato, ove possibile, il numero e le caratteristiche degli apparati utilizzati. L’attuazione del predetto Sistema di ITSC (Intelligent Transport System Campano) comporta, sotto tale ulteriore profilo, la intrinseca necessità di una forte integrazione di tutti i servizi di trasporto pubblico locale a e l'adozione di standards uniformi da parte di tutte le aziende di TPL. Pagina 76 di 88 giugno 2012 7 Le proposte degli enti locali In questo capitolo sono sinteticamente illustrate le proposte degli enti locali che sono pervenute alla Regione Campania ed inerenti la individuazione di bacini di servizio di ambito locale. Le proposte pervenute sono state trasmesse da: - Comune di Napoli (N. Prot. Regione Campania 2012 0436727 del 07/06/2012); - Comune di Salerno e altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436739 del 07/06/2012). - Comune di Telese Terme ed altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436719 del 07/06/2012); - Comune di Cerreto Sannita ed altri (N. Prot. Regione Campania 2012 0436735 del 07/06/2012); 7.1 La proposta del Bacino Intermodale di Napoli Il Comune di Napoli ha trasmesso alla Regione Campania con nota prot. 2012. 0450505 del 31/05/2012 una proposta di definizione del bacino intermodale integrato ferro-gomma coincidente con il territorio urbano del Capoluogo di Regione, motivandola sulla base di considerazioni relative a: differenziazione territoriale; differenziazione socio-economica e proporzionalità; economie di scala ed economie di differenziazione; adeguatezza ed efficienza rispetto al servizio. il Comune di Napoli presenta delle specificità rispetto alla configurazione del territorio. E’ riconoscibile all'interno del Comune una varietà morfologica che consente di delimitare sub aree del Comune stesso con una complessità delle connessioni infrastrutturali tra queste peculiare rispetto alle dotazioni infrastrutturali di comuni caratterizzati da territori morfologicamente meno eterogenei. Tuttavia, va evidenziato come lo sviluppo urbanistico dei comuni confinanti abbia di fatto determinato, in particolare lungo il confine nord e lungo il confine sud del capoluogo, evidenti situazioni di continuità dei tessuti urbani di questi comuni confinanti. Anche in termini dimensionali, di offerta complessiva di servizi il Comune di Napoli presenta una sua consistenza autonoma. difatti, facendo riferimento ai dati della DGR n.964, i servizi su gomma ammontano complessivamente a 17.854.582 bus-km e i servizi di metro a 2.392.932. La mobilità del comune di Napoli ha delle caratteristiche differenti da quelle degli altri comuni della regione ed in particolare degli altri capoluoghi di provincia. La dimensione stessa del comune, l’elevata concentrazione e diversificazione delle attività insediate e dei servizi offerti alla popolazione fa si che la mobilità sistematica pesi rispetto a quella non sistematica in misura minore rispetto ai valori espressi nel resto della regione. La concentrazione di attività e servizi è tale da generare una rilevante quota di spostamenti extraurbani destinati al capoluogo regionale. I dati citati nella nota trasmessa dal Comune di Napoli evidenziano quote di spostamenti extraurbani Pagina 77 di 88 giugno 2012 destinati a Napoli, rispetto al totale della mobilità che si svolge nel capoluogo, oscillanti in un intervallo compreso tra il 23% (fonte indagine Unico 2011) ed il 40% (fonte indagine mobilità ACAM 2007). L’analisi del pendolarismo effettuata dall’ISTAT nel corso del censimento 2001 e relativa ai soli spostamenti sistematici evidenzia che la quota di domanda extraurbana destinata al capoluogo, rispetto al totale della mobilità attratta, è pari al 34% a fronte di una media regionale del 27%. Focalizzando l’analisi alla sola provincia di Napoli il valore medio di questo peso è pari al 31%. In sintesi, si può affermare che il peso della mobilità extraurbana che interessa il comune di Napoli è in ogni caso significativo. Tale valutazione è coerente anche con lo sviluppo attuale della rete dei servizi sia su gomma che su ferro. Infatti, è presente una estesa rete di servizi su gomma di penetrazione sul capoluogo generati in prevalenza dai comuni della periferia a nord di Napoli ma soprattutto una estesa rete di servizi ferroviari di penetrazione sulle infrastrutture ferroviarie che attraversano il territorio del Comune di Napoli. Ciò è innanzitutto conseguenza della configurazione delle reti dato che quelle “urbane” hanno un elevato grado di connessione e/o continuità con quelle extraurbane. Si pensi, a riguardo, alla connessione tra il passante ferroviario della Linea 2 ed il resto della rete RFI regionale o all’estensione della rete e alla diffusione delle fermate in ambito urbano di Napoli della rete Circumvesuviana. Anche la linea 1, con il completamento dell’anello a servizio del comune, sarà interconnessa senza soluzione di continuità alla linea Napoli – Giugliano – Aversa. Ciò è completamente attuato per quanto concerne i servizi attualmente eserciti da Trenitalia sulla rete regionale RFI. Infatti, sul passante ferroviario di Napoli, nella tratta a maggiore frequentazione tra Napoli Gianturco e Napoli Campi Flegrei, oltre il 30% dei servizi che vi transitano (88 corse giornaliere su un totale di 260) provengono o sono destinati a Salerno, Capua, Caserta, Torre Annunziata, Castellammare di Stabia, Formia e si aggiungono ai servizi ordinari tra Napoli Gianturco e Pozzuoli Solfatara. Tabella 7.1: Servizi Ferroviari che attraversano il passante ferroviario nella tratta Napoli Gianturco – Napoli Campi Flegrei (fonte orario Trenitalia 2012). Servizio Caserta - Villa Literno Napoli Campi Flegrei - Capua Napoli Campi Flegrei - Caserta (Via Cancello) Napoli Campi Flegrei - Castellammare di Stabia Napoli Campi Flegrei - Napoli Gianturco Napoli Campi Flegrei - Napoli Piazza Garibaldi Napoli Campi Flegrei - Salerno Napoli Campi Flegrei - Torre Annunziata C.le Napoli Gianturco - Pozzuoli Napoli Piazza Garibaldi - Pozzuoli Salerno - Formia Salerno - Pozzuoli TOTALE Numero di corse del giorno feriale 1 10 12 20 30 5 28 6 134 4 9 1 260 Pagina 78 di 88 giugno 2012 Allo stesso modo, con il completamento della linea 1 il progetto della metropolitana regionale prevede l’inserimento dei servizi ferroviari provenienti da Aversa all’interno dell’anello di modo che si possa configurare un servizio continuo di distribuzione della domanda extraurbana all’interno del comune. Queste linee guida di disegno dei servizi ferroviari sono coerenti anche con quello che è lo sviluppo tendenziale dell’assetto socioeconomico dell’area metropolitana di Napoli e che prevede una progressiva delocalizzazione delle residenze dal capoluogo verso i comuni della sua conurbazione con un conseguente incremento della mobilità di scambio. Questo fenomeno trova un suo fondamento nell’analisi delle variazioni demografiche di Napoli e dei comuni della sua conurbazione. Dai primi dati disponibili del censimento ISTAT 2011 si evince che la popolazione del capoluogo è scesa al di sotto del milione di abitanti (riduzione di 56.736 abitanti, pari a -5,6%), e che contemporaneamente i comuni della periferia, in particolare quella a Nord di Napoli (dove è stata possibile una massiccia edificazione e, quindi, l’espansione dei centri abitati) si è incrementata. Si segnalano ad esempio l’incremento di quasi 11.000 residenze di Acerra (+24%,) che supera la soglia dei 50.000 abitanti, l’incremento di quasi 8.600 residenze di Giugliano (+9%) che supera la soglia dei 100.000 abitanti. Tutto questo a fronte di un saldo complessivamente invariato nell’ambito della provincia (la cui popolazione complessiva si riduce dello 0,8%). 7.2 La proposta del Bacino unico dell’Area Urbana di Salerno e della Valle dell’Irno La proposta del Comune di Salerno, condivisa anche dai comuni di Bracigliano, Pellezzano, Pontecagnano Faiano, Fisciano e Calvanico, prevede la realizzazione di un bacino unico tra tutti i comuni ricadenti nei Sistemi Territoriali di Sviluppo (così come definiti nel Piano Territoriale Regionale) D5-Area Urbana di Salerno e C4-Valle Irno. Oltre i comuni summenzionati sono pertanto compresi nell’ambito proposto anche i territori dei comuni di Baronissi, Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino. Tutti i comuni interessati, con le caratteristiche più salienti, sono riportati nella Tabella 7.2. La proposta si articola su di una serie di considerazioni di tipo territoriale, socio-economico e trasportistico che sottolineano le reciproche connessioni tra i territori suddetti e tra il bacino individuato e le aree contigue. La relazione tecnica a corredo incentra infatti l’attenzione sulla ripartizione percentuale degli spostamenti sistematici all’interno dell’area di studio e con la cerchia dei comuni immediatamente esterni a questa e nello specifico che l’82% degli spostamenti totali ha origine e destinazione all’interno dei due sistemi territoriali D5 e C4. Bisogna però evidenziare, anche, il potere attrattivo che la conurbazione salernitana e la Valle dell’Irno, in cui si trova il Campus Universitario di Fisciano, esercitano su tutta la provincia e sui territori a cavallo tra l’Agro Nocerino Sarnese e la provincia di Napoli. Dall'analisi dei dati di mobilità sistematica Istat si evidenziano le importanti interrelazioni tra il bacino individuato dal Comune ed il resto della provincia di Salerno, i dati di spostamenti emessi ed attratti dai sistemi territoriali in questione sono riportati nella tabella seguente. Pagina 79 di 88 giugno 2012 Tabella 7.2: I Comuni ricadenti nel Bacino dell’Area Urbana di Salerno e della Valle dell’Irno Sistema Territoriale di Sviluppo Pop D5 Area Urbana di Salerno 213.878 C4 Valle Irno 70.321 Comune 2 Superficie (km ) Popolazione 58,99 36,36 36,80 17,88 13,90 31,50 14,80 30,20 14,05 254,48 134.887 53.982 25.009 16.850 10.644 13.711 1.572 22.094 5.450 284.199 Salerno Cava de’ Tirreni Pontecagnano Faiano Baronissi Pellezzano Fisciano Calvanico Mercato San Severino Bracigliano TOTALE Tabella 7.3: Spostamenti sistematici giorno feriale emessi ed attratti dai Comuni ricadenti nel Bacino dell’Area Urbana di Salerno e della Valle dell’Irno – Elaborazioni su dati ISTAT 2001 Sistema Territoriale di Sviluppo Pop D5 Area Urbana di Salerno 213.878 C4 Valle Irno 70.321 Comune Salerno Cava de’ Tirreni Pontecagnano Faiano Baronissi Pellezzano Fisciano Calvanico Mercato San Severino Bracigliano TOTALE Spostamenti Emessi Spostamenti Attratti 23.258 40.070 14.827 23.245 38.085 63.315 I dati di mobilità summenzionati hanno quindi spinto ad indagare più approfonditamente sul volume di spostamenti tra i comuni limitrofi (aggregati in sistemi territoriali) e le aree oggetto della proposta di bacino. Nella Tabella 7.4 sono riportati i dati di mobilità sistematica tra i sistemi territoriali in questione e quelli limitrofi limitando l’osservazione ai soli spostamenti extracomunali al fine di evidenziare i fenomeni di reciproca gravitazione. Emerge da tale analisi la significativa gravitazione dei comuni appartenenti all’Agro Nocerino Sarnese, alla Piana del Sele, dal comprensorio dei Monti Picentini e del Terminio ed alla Penisola Amalfitana, sulla conurbazione salernitana e sulla Valle dell’Irno. Un ulteriore elemento considerato nella relazione tecnica allegata alla proposta del Comune di Salerno è quello dei servizi attualmente offerti nell'area in questione. Lo studio quantifica, in particolare, in 5 milioni circa di veic*km i servizi interni al bacino individuato dai sistemi territoriali D5 e C4. Di questi: - 2,9 milioni di veic*km di servizi urbani relativo ai Comuni di Salerno, Cava de’ Tirreni, Baronissi, Fisciano, Mercato San Severino e Pontecagnano Faiano. (di cui sulla base dei dati disponibili presso ACaM, risulta che 1.850.000 veic*km sono servizi urbani del Comune di Salerno e Pagina 80 di 88 giugno 2012 1.050.000 veic*km circa di servizi urbani dei comuni di Baronissi, Cava de’ Tirreni, Mercato San Severino, Pontecagnano Faiano e Fisciano, di questi ultimi la maggior parte sono servizi urbani dei comuni di Baronissi, Cava de’ Tirreni e Mercato San Severino - rispettivamente 130.000, 450.000 e 665.000 veic*km), - 2,1 milioni di veic*km di servizi extraurbani interni al bacino. Inoltre, nella proposta, sono riportati come eventualmente internalizzabili i collegamenti tra Salerno e Napoli (per 3,2 milioni di km), quelli con il comprensorio dei Monti Picentini (pari a circa 1 milione di km) e i servizi che collegano Battipaglia con Salerno (pari a circa 0,5 milioni di km). Al fine di analizzare i servizi programmati nell'area dei Comuni inseriti nella proposta di Bacino, partendo dai dati dell'’Adeguamento del Piano Triennale dei Servizi Minimi 2013/2015, approvato dalla Provincia di Salerno con Delibera n. 130 il 11/05/2012, suddiviso ed elaborato per direttrici principali, sono state evidenziate le direttrici di servizi extraurbani e suburbani che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto. F6 A7 131 8.996 5.323 77 1.305 633 1.347 265 405 62 4.094 SA03 6.883 407 3.715 259 1.599 60 100 20 6.160 Piana del Sele SA04 2.456 469 1.239 3.192 125 18 806 504 6.353 C5 Agro Nocerino Sarnese SA05 3.837 2.741 4.595 709 18.799 238 75 59 27.216 F7 Penisola Amalfitana SA06 1.686 353 284 55 258 2.965 16 2 3.933 A7 Monti Picentini Terminio SA07 6.073 1.619 895 3.774 135 23 2.343 105 8.894 F6 Magna Grecia SA08 693 118 338 1.507 44 7 65 1.487 3.566 4.449 2.370 96.163 Area Urbana di Salerno SA02 C4 Valle Irno F8 26.951 7.048 16.730 11.103 23.505 4.007 SA08 D5b Magna Grecia SA07 Monti Picentini Terminio F7 639 SA01 Penisola Amalfitana SA06 C5 431 Area Urbana di Salerno Capoluogo Agro Nocerino Sarnese SA05 F8 1.198 D5a Piana del Sele SA04 C4 974 Denominazione STS Valle Irno 4.359 STS Area Urbana di Salerno SA03 D5b D5a Area Urbana di Salerno Capoluogo 1.264 SA01 SA02 STS Denominazione STS Tabella 7.4: Matrice Origine/Destinazione degli Spostamenti sistematici EXTRACOMUNALI del Bacino Unico di Salerno – Elaborazioni su dati ISTAT 2001 Pagina 81 di 88 giugno 2012 Tabella 7.5: Direttrici di servizi di trasporto collettivo che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Area Geografica Direttrici che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Nord Solofra (AV)-Mercato S.Severino-Fisciano-Baronissi-Salerno Nord Bracigliano-Siano-Cava-Vietri-Salerno Nord Bracigliano-Roccapiemonte-Cava-Vietri-Salerno NordOvest Cava-Roccapiemonte-Fisciano Università Est Ricigliano-S.Gregorio Magno-Buccino-Contursi-Eboli-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno SudEst Battipaglia-Salerno Napoli Salerno-Napoli con dir. Fisciano Università D’altronde, però, come anche in precedenza evidenziato, sul bacino proposto gravitano anche le aree dell’Agro Nocerino Sarnese, della Costiera Amalfitana, della Piana del Sele e del comprensorio dei Picentini/Terminio, nonché le aree a cavallo tra la provincia di Salerno e quelle di Avellino e Napoli. Le direttrici in questione vengono di seguito indicate: Tabella 7.6: Direttrici di servizi di trasporto collettivo della provincia di Salerno afferenti i Comuni del bacino proposto Area Geografica Nord Nord Nord NordOvest NordOvest NordOvest NordOvest NordOvest NordOvest NordOvest NordOvest Ovest Ovest SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst SudEst Est Est Est NordEst NordEst Direttrici che interessano in modo più esteso i Comuni del bacino proposto Bracigliano-Siano-Castel S.Giorgio-Cava-Vietri-Salerno Bracigliano-Siano-Castel S.Giorgio-Mercato S.Severino-Fisciano-Baronissi-Salerno Torrello-Castel S.Giorgio-Codola Pomigliano (NA)-Sarno-Fisciano Università-Salerno Nocera-Cava-Salerno-Eboli-Ricigliano Pompei-Pagani-Nocera Inf.-Cava-Vietri-Salerno Castello di Cisterna(NA)-Palma (NA)-Sarno-Castel S.Giorgio-Mercato S.Severino-Fisciano-Baronissi-Salerno Nocera-Roccapiemonte-Mercato S.Severino-Fisciano Università-Solofra (AV) Castellammare (NA)-Nocera Inf.-Bracigliano Nocera Inferiore-Fisciano e frazioni-Bosco d'Eboli Castellammare (NA)-Nocera Inf.-Mercato S.Severino-Fisciano-Baronissi Positano-Praiano-Amalfi-Vietri-Salerno Amalfi-Chiunzi-Nocera-Salerno Roscigno-Bellosguardo-Aquara-Albanella-Battipaglia-Salerno Felitto-Campora-Castel S.Lorenzo-Capaccio Scalo-Battipaglia-Salerno Castellabate e fraz.-Agropoli-Paestum/Capaccio Scalo-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno con prol. Napoli Cicerale-Agropoli-Paestum/Capaccio Scalo-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno con prol. Napoli Sessa-Laureana- Prignano-Ogliastro-Agropoli-Paestum/Capaccio Scalo-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno Vallo della Lucania-Omignano-Agropoli-Battipaglia-Salerno-Napoli con dir. Fisciano Università Sapri-Sanza-Buonabitacolo-Sala C.-Polla-Sicignano-Serre-Eboli-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno dir. Univ./Napoli Vallo della Lucania-Gioi-Stio-Capaccio-Battipaglia-Salerno Acciaroli-S.Maria-Agropoli-Paestum/Capaccio Scalo-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno con dir. Fisciano Università Acciaroli-Casalvelino-Vallo-Paestum-Battipaglia-Salerno con prol. Napoli Rofrano-Vallo-Paestum-Battipaglia-Salerno con dir. Fisciano Università Felitto-Campora-Castel S.Lorenzo-Capaccio Scalo-Battipaglia-Salerno Piaggine-Laurino-Capaccio-Battipaglia-Salerno Casalbuono-Padula-Sala Consilina-Polla-Sicignano-Serre-Eboli-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno Petina-Sicignano-Eboli-Battipaglia-Salerno Ricigliano-S.Gregorio Magno-Buccino-Contursi-Eboli-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno Pescopagano-S.Andrea di Conza-Oliveto-Contursi-Campagna-Eboli-Battipaglia-Salerno Montella (AV)-Acerno-Montecorvino-Battipaglia-Pontecagnano-Salerno Giffoni Valle Piana-Castiglione-S.Mango Piemonte-Salerno Pagina 82 di 88 giugno 2012 7.3 La proposta di Cerreto Sannita – “Patto dei Sindaci” La proposta di Bacino territoriale ottimale ai sensi del Decreto legge n.138/2011 del Comune di Cerreto Sannita e degli altri comuni aderenti al “Patto dei Sindaci” interessa l’area della provincia di Benevento identificata con il corso del torrente Titerno e facente parte del Sistema Territoriale B6 del Piano Territoriale Regionale. Nella tabella seguente si riportano i dati di superficie territoriale e di popolazione dei comuni in questione (fonte dati: Istat 2011). Tabella 7.7: I Comuni ricadenti nel Bacino di Cerreto Sannita 2 Comune S (km ) Pop Cerreto Sannita 33,26 4.093 Guardia Sanframondi 21,00 5.272 Pietraroja 35,60 587 San Lorenzello 13,88 2.324 San Lorenzo Maggiore 16,17 2.170 San Lupo 15,18 861 Cusano Mutri 58,86 4.193 TOTALE 193,95 19.500 L’analisi degli spostamenti sistematici nel giorno feriale medio ha evidenziato i dati riportati nella tabella seguente. Tabella 7.8: Matrice Origine/Destinazione degli Spostamenti sistematici EXTRACOMUNALI del Bacino di Cerreto Sannita – Elaborazioni su dati ISTAT 2001 Cerreto Sannita Cusano Mutri Guardia Sanframondi Pietraroja San Lorenzello San Lorenzo Maggiore San Lupo Totali emessi Cerreto Sannita - 21 36 1 50 3 3 114 Cusano Mutri 193 - 7 7 21 3 9 240 Guardia Sanframondi 125 7 - 1 4 22 27 186 Pietraroja 37 45 0 - 1 0 0 83 205 8 3 0 - 0 1 217 50 2 79 0 3 - 6 140 San Lupo 28 1 31 0 0 2 - 62 Totali attratti 638 84 156 9 79 30 46 1.042 San Lorenzello San Lorenzo Maggiore Facendo riferimenti ai dati dell’attuale Piano Triennale dei Servizi Minimi della Provincia di Benevento, l’area dei comuni summenzionati è interessata da un'unica direttrice principale composta a sua volta dalle linee riportate nella tabella seguente. Pagina 83 di 88 giugno 2012 Tabella 7.9: Direttrici di servizi di trasporto collettivo che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Direttrice BN_D_08 Cusano Mutri Linea Veic*km Pietraroja Cusano Mutri Benevento 118.950 Guardia Sanframondi San Lorenzo M. Benevento 50.325 Petraroja Cerreto Benevento Scolastic 25.370 E’ presente inoltre una direttrice di carattere locale che collega i comuni interessati dalla proposta con Telese e le aree limitrofe. Tabella 7.10: Direttrici di servizi di trasporto collettivo di ambito locale che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Direttrice Linea Veic*km Telese Frasso Telesino Circolare 41.480 Telese Cerreto Sannita Circolare 41.480 Cerreto Sannita Telese Scolastico 16.770 Piana San Lorenzo Telese Scolastico 23.650 Pietraroja Cerreto S. Guardia S. Scolasti 11.180 San Lorenzo M. Guardia S. Cerreto Scolast 6.880 Solopaca Castelvenere Guardia S. Cerreto Scolast 9.460 BN_L_05 Telese Il volume di produzione di servizi che interessa direttamente l’area della proposta di bacino ammonta appena a 194.645 veic*km. Si tratta di volumi piuttosto ridotti e incompatibili col perseguimento di economie di scala e di differenziazione. 7.4 La proposta di Telese Terme – “Città Telesina” La proposta di Bacino territoriale ottimale ai sensi del Decreto legge n.138/2011 del Comune di Telese Terme e degli altri comuni costituenti la “Città Telesina” interessa l’area della provincia di Benevento identificata come Piana Telesina e che va dalla confluenza del fiume Calore nel Fiume Volturno al basso corso del torrente Titerno. Il territorio in questione fa parte del Sistema Territoriale B6 del Piano Territoriale Regionale. Nella tabella seguente si riportano i dati di superficie territoriale e di popolazione dei comuni in questione (fonte dati: Istat 2011). Pagina 84 di 88 giugno 2012 Tabella 7.11: I Comuni ricadenti nel Bacino di Telese Terme 2 Comune S (km ) Pop Telese Terme 9,83 6.848 Amorosi 11,03 2.847 Castelvenere 15,23 2.634 San Salvatore Telesino 18,15 4.055 Solopaca 31,03 4.058 TOTALE 85,27 20.442 L’analisi degli spostamenti sistematici nel giorno feriale medio ha evidenziato i dati riportati nella tabella seguente. Tabella 7.12: Matrice Origine/Destinazione degli Spostamenti sistematici EXTRACOMUNALI del Bacino di Telese Terme – Elaborazioni su dati ISTAT 2001 Amorosi Castelvenere San Salvatore Telesino Solopaca Amorosi - 3 36 7 143 189 Castelvenere 3 - 21 16 186 223 San Salvatore Telesino 17 10 - 12 208 230 Solopaca 5 19 24 - 152 195 Telese Terme 20 26 62 34 - 122 Totali attratti 45 55 107 62 546 959 Telese Terme Totali emessi Facendo riferimenti ai dati dell’attuale Piano Triennale dei Servizi Minimi della Provincia di Benevento, l’area dei comuni summenzionati è interessata da un'unica direttrice principale composta a sua volta dalle linee riportate nella tabella seguente. Tabella 7.13: Direttrici di servizi di trasporto collettivo che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Direttrice Linea Veic*km Frasso Telesino Melizzano Telese Benevento 53.680 Frasso Telesino Solopaca Benevento 37.820 Vitulano Foglianise Benevento 29.280 Amorosi Puglianello Telese Benevento 71.370 San Lorenzello Cerreto Benevento 62.220 Solopaca Benevento 43.715 BN_D_07 Amorosi E’ presente inoltre una direttrice di carattere locale che collega i comuni interessati dalla proposta con Pagina 85 di 88 giugno 2012 Cerreto Sannita e gli altri principali comuni della valle del Titerno. Tabella 7.14: Direttrici di servizi di trasporto collettivo di ambito locale che interessano direttamente i Comuni del bacino proposto Direttrice BN_L_05 Telese Linea Veic*km Telese Frasso Telesino Circolare 41.480 Telese Cerreto Sannita Circolare 41.480 Cerreto Sannita Telese Scolastico 16.770 Piana San Lorenzo Telese Scolastico 23.650 Pietraroja Cerreto S. Guardia S. Scolasti 11.180 San Lorenzo M. Guardia S. Cerreto Scolast 6.880 Solopaca Castelvenere Guardia S. Cerreto Scolast 9.460 Il volume di produzione di servizi che interessa direttamente l’area della proposta di bacino ammonta appena a 298.095 veic*km. Si tratta di volumi piuttosto ridotti e difficilmente compatibili col perseguimento di economie di scala e di differenziazione. Pagina 86 di 88 giugno 2012 8 Conclusioni Le analisi e le considerazioni suesposte mirano a fornire una serie di elementi tecnici utili per le decisioni da prendere in adempimento a quanto previsto dall'’art. 3-bis del Decreto Legge 13/08/2011, n. 138 conv. con Legge 14/09/2011, n. 148 e ss.mm.ii.. Si riepilogano di seguito alcune delle considerazioni emerse. In linea generale, e in particolare per la struttura del sistema dei trasporti campano, sussiste una intrinseca ed imprescindibile necessità di garantire un coordinamento centralizzato a livello regionale delle attività di pianificazione e di programmazione dei servizi di trasporto pubblico locale, per le diverse modalità di trasporto pubblico (gomma, ferro, mare), in modo tale da assicurarne l’esercizio efficiente ed efficace, da ottimizzare i servizi minimi eliminando le sovrapposizioni e ridefinendo gli stessi in un'ottica di efficienza e di aggiornamento della domanda di mobilità. Un coordinamento centralizzato assicura, difatti, una reale ottimizzazione della rete dei servizi, una completa integrazione della rete e delle tariffe oltre che una universalità/flessibilità sinergica del servizio. Sul fronte dei costi di gestione del processo, un coordinamento centralizzato della gestione del processo di affidamento e monitoraggio dei servizi, anche attraverso l'implementazione del progetto ITSC (Intelligent transport system Campania) consentirebbe di conseguire significativi recuperi di efficienza. La conoscenza reale dei flussi e delle linee esercite sul proprio territorio si tradurrebbe, infatti, anche in una reale ottimizzazione del servizio assicurando al cittadino, nel contempo, una adeguata corrispondenza all’ esigenza di mobilità espressa. Per quanto riguarda il dato dimensionale, attualmente, come si evince dalle analisi su dati del Conto Nazionale dei Trasporti 2009/2010 il settore del TPL campano è caratterizzato da una forte frammentazione14 e da un forte “nanismo aziendale” oltre che da una forte inefficienza. Nel dettaglio mentre per i servizi urbani a livello nazionale il costo medio per km percorso è pari a 4,75€, a livello campano tale costo è pari a ben 7,14€. Risultati analoghi si hanno anche nel settore extraurbano per il quale il costo medio per km a livello nazionale risulta essere pari a 2,83 € a dispetto di quello campano che è pari a 4,04 €. Pertanto, bisogna sicuramente superare l’eccessiva frammentazione del settore e perseguire recuperi di efficienza. Per quanto riguarda la produttività dei fattori di produzione, va però evidenziato che, se da un lato, l’aggregazione dell’offerta porta a sicuri recuperi di efficienza, dall’altro lato, emerge però, dalla letteratura economica e da esperienze registrate in altre realtà, l’esistenza, in diversi casi, di un limite allo sfruttamento dei vantaggi derivanti dalle economie di scala al crescere della dimensione aziendale. Al tempo stesso, le economie di gamma/differenziazione nel settore del trasporto pubblico locale appaiono piuttosto contenute. 14 In Campania vi sono 123 aziende private che operano nel settore del trasporto pubblico su gomma, nel dettaglio il 72% di queste svolge servizio extraurbano, il 16% servizio misto mentre il restante 12% svolge il servizio urbano. Pagina 87 di 88 giugno 2012 ALtro aspetto fondamentale da garantire è legato alla realizzazione di scelte che garantiscano la massima concorrenza e competitività, concetto più volte ribadito dall’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“una gestione concorrenziale dei servizi da parte degli enti locali, è ad ogni modo auspicabile, in quanto idonea a produrre benefici per la collettività sia in termini di qualità del servizio offerto che di tariffe applicate”. Pagina 88 di 88