domenica 24 luglio 2011 LE NOZZE 17 NOTTE&GIORNO FIORI D'ARANCIO PER LA GIOVANE COPPIA CIRCONDATA DA TANTI AMICI IN UNA MAGICA ATMOSFERA Valerio e Francesca, un “sì” con tanto amore iori d’arancio per Valerio e Francesca. Nella splendida cornice della parrocchia di “Santa Maria delle Grazie” di Massa Lubrense i due giovani hanno suggellato il loro sogno d’amore in un’atmosfera magica fatta di amicizia e grande affetto manifestato da amici e parenti. L’imprenditore e commercialista Valerio Dominech e la dottoressa Francesca Capocelli sono stati uniti in matrimonio dal prete anticamorra Don Luigi Merola che, con parole sobrie e incisive, ha saputo riempire di significato la solenne celebrazione. A testimoniare per Valerio, il fratello Claudio e l’amico di sempre Francesco Rocco. Testimoni della sposa, invece, il fratello Stefano Maria Capocelli (della nota famiglia di broker assicurativi napoletani) con la moglie Lucilla. Attimi di silenzio conditi da tanta tensione, hanno preceduto l’ingresso in chiesa della sposa. Francesca, bellissima, è entrata al braccio di suo padre Mario Rosario e ha raggiunto Valerio, visibilmente emozionata. Tangibile anche la commozione da parte dei familiari dello sposo, in particolare dei genitori Rosario e Patrizia e della sorella Diana, dei parenti e degli amici più stretti. In trepidazione la madre della sposa, Cira, e i numerosi cugini e parenti. Al fatidico “sì”, i circa 250 ospiti sono esplosi in un’ovazione che ha accompagnato Valerio e Francesca fino all’uscita della chiesa. Da qui gli invitati si sono dati appuntamento nello splendida tenuta di “Villa An- F L’ESPERTO Alcuni momenti dei festeggiamenti per il matrimonio di Valerio Dominech e Francesca Capocelli avvenuti a “Villa Angelina” a Massa Lubrense gelina” a Massa Lubrense per dare inizio al buffet aperitivo, prima di passare alle danze. Vicini alla sposa l’imprenditore Roberto Fiore con la moglie, l’imprenditore Giuseppe Nardelli e consorte, Ubaldo e Isabella Nele, Salvatore e Maria Nardelli, Stano e Anna Barone, Lu- cia e Sergio Baldassarri, Cesira Capocelli, Ennio e Lucia Varriale, Andrea e Annamaria Perrella, Vincenzo e Silvana Iaquinto, l’ex assessore Massimo Paolucci e consorte, Gino e Ornella Mello, Marcella Grande, Arabella Snichelotto, Flora Orlandi e Fabrizia Fusco. A sostenere Valerio, invece, c’erano gli amici storici Lorenzo Positano e la moglie Francesca, Gianluca Picone, Ferdinando Valentino, Mario ed Assia Conforti, Roberto Blasi, Diego Esposito, Mauro Boccassini, Giovanni Grimaldi, Diego Parente e Davide Bellavia, Federico Pellegrino, Federico e Rossana Menna e Luca Rinaldi, al quale si riconosce il merito di essere stato il Cupido degli sposini. Immancabili come sempre gli affettuosissimi amici dei genitori di Valerio, a cominciare da Gianni Menna con la moglie Marinella, Fausto Izzo con Teresa, Pino e Marisa Bertamino, Vanni e Marinella Lombardi, Nando e Silvana Grimaldi, Ciro e Patrizia Di Natale, Nino e Olga Antinori, Ciro e Agnese Grumetto, Massimo e Clelia Di Donato e ancora, Gianni Bruni con la moglie Diana, Vincenzo e Margherita Cavezza, Luigi e Anna Pelella, Mariarosaria Pisapia, Angela e Mimmo Vaccaro. All’aperitivo ha partecipato anche la madrina di casa Nicoletta del Giudice, giovane designer dei gioielli “Nelia”. La passeggiata tra gli antipasti si è svolta nel suggestivo parterre della storica residenza che fu di Achille Lauro, la cui forma ricorda la prua di una nave (infatti tutt’oggi le navi che transitano davanti al complesso suonano la sirena per rendere omaggio all’armatore), oggi di proprietà del gruppo editoriale Simone, guidato da Federico del Giudice. Un aperitivo ricco quanto ricca è la residenza che lo ha accolto. Parliamo di un sito di 40 ettari di terra tra agrumeti, oliveti e vigne che racconta le sensazioni, le percezioni, la memoria di uomini importanti e di persone semplici che, insieme, hanno convissuto per secoli in un territorio assolutamente esclusivo, a buona ragione considerato uno dei più suggestivi della Penisola Sorrentina. A creare tale unicità di forme e contenuti, concorrono innumerevoli elementi architettonici, databili a diverse epoche e culture. Gli sposi hanno trascorso la prima notte di nozze nell’incantevole suite, dove Achille Lauro ha ospitato Benito Mussolini e Sofia Loren. Chicca della prestigiosa tenuta è il Karama yacht vela club (dal nome dell’imbarcazione personale del Comandante Achille Lauro), un complesso inserito nel tratto che costeggia il promontorio di Capo di Massa ai piedi della torre vicereale, gestita da Giulio del Giudice, dove gli sposi si sono intrattenuti per una giornata di relax il giorno successivo. Il matrimonio di Valerio e Francesca è culminato in una festa scatenata che non ha lasciato indifferente nessuno degli invitati. Proprio tutti, infatti, si sono esibiti nei balli più caratteristici della cultura musicale nostrana, sulle note del piano bar del noto cantante partenopeo, Maurizio Filisdeo, supportato dalle voci sublimi di Barbara Dimini e Imma Allozzi, che hanno saputo coinvolgere gli ospiti fino a notte fonda. cladom IL DOTTOR LA RUSCA ALLERTA I PAZIENTI CIRCA LA SPECIALIZZAZIONE IN ESTETICA «Come riconoscere un vero chirurgo plastico» L a chirurgia estetica, avendo per definizione lo scopo di ricreare l’armonia delle forme e delle proporzioni secondo canoni estetici universalmente riconosciuti, è in grado di migliorare l’aspetto fisico e più in generale lo stato di benessere di un individuo, con ripercussioni positive sulla sua capacità di relazionare con il mondo esterno. Si deve precisare che la chirurgia estetica non è una specialità riconosciuta in ambito universitario, bensì è una branca della chirurgia plastica. Esiste difatti una specializzazione, in Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica. «Qualunque laureato in medicina e chirurgia può liberamente definirsi un “Chirurgo Estetico”, ma non uno “specialista in chirurgia plastica”, che solo un percorso universitario di 5 anni può abilitare», specifica il dottor La Rusca (nella foto), specialista nella branca. «Inoltre molti medici vengono attratti dal campo “dell’estetica” per aumentare facilmente i propri guadagni senza correre rischi, in quanto viene ritenuta una chirurgia di “facile esecuzione”. Questo vuol dire che nonostante qualsiasi chirurgo che abbia una buona esperienza nel settore può praticare interventi di chirurgia estetica, solo il chirurgo plastico, mediante la pa- dronanza nelle metodiche ricostruttive, riesce ad avere in ogni momento una visione completa della metodica chirurgica specifica e a risolvere i problemi e le eventuali complicanze che possono insorgere in seguito ad unintervento chirurgico. Non si può definire chirurgo plastico, chi non abbia esperienza di ricostruzione o patologia dei tessuti (dalla chirurgia della cute sino a quella dei muscoli e delle ossa). Rispetto ad altre branche della medicina, la chirurgia estetica non finisce con la guarigione chirurgica delle ferite, ma si protrae sino ad ottenere il benessere psicologico del paziente. Se il paziente non è soddisfatto di qualcosa, anche di un’apparente inerzia chirurgica, bisogna dialogare con lui per cercare di capire il problema e cercare di risolverlo. Ci dobbiamo ricordare che lo scopo della chirurgia estetica è di curare il disagio del paziente che vive attraverso un inestetismo. Alla fine dell’intervento la soddisfazione deve essere sia del chirurgo che del paziente. Se non si ha la dote di saper ascoltare i pazienti, e si pensa che con la fine dell’intervento chirurgico è finito il rapporto tra medico e paziente, è meglio non intraprendere questa professione». Mai come in chirurgia estetica il rapporto tra medico e paziente è fondamentale, e non bisogna mai romperlo per nessun motivo, soprattutto con i pazienti più esigenti. Il paziente non si deve mai sentire abbandonato dal chirurgo, che deve seguirlo fino in fondo e ascoltarlo per ogni sua necessità. Pertanto bisognerebbe sempre informarsi se il chirurgo a cui ci si affida abbia una specializzazione congrua (guardare alla denominazione “specialista in chirurgia plastica” e non “chirurgo estetico o plastico”) e se abbia una attività scientifica adeguata, sinonimo di studio e aggiornamento professionale. Per quest’ultimo punto esi- stono delle società specifiche, come la Società Italiana di Chirurgia Plastica, Ricostruttiva ed Estetica (S.I.C.P.R.E.) la cui iscrizione è possibile solo dopo un’attenta valutazione del curriculum. Concludendo il chirurgo plastico ideale dovrebbe essere competente e disponibile.