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Edizioni d’arte - serie quadrata 95
Centro Iniziative Culturali Pordenone
Banca Popolare FriulAdria - Crédit Agricole
Con il sostegno
Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia
In collaborazione con
Centro Culturale Casa Zanussi Pordenone
MIRELLA BRUGNEROTTO
LO SPAZIO INQUIETO
A cura di
Giancarlo Pauletto
405ª mostra d’arte
Galleria Sagittaria
10 settembre - 13 novembre 2011
Coordinamento
Maria Francesca Vassallo
Testi
Maria Francesca Vassallo
Giancarlo Pauletto
Foto
Mirella Brugnerotto,
pagg. 42, 43 Udo Koehler
Collaborazione
Studio Franco Esposto
Studio Valter Fenuccio
Fotolito
Visual Studio, Pordenone
Progetto grafico
DM+B&Associati, Pordenone
Stampa
Tipografia Sartor, Pordenone
Codice ISBN 978-88-8426-046-9
In copertina
Michimaus 1,1998,
pastello su carta, cm 80x60.
© Copyright 2011
Centro Iniziative Culturali Pordenone
via Concordia 7 - 33170 Pordenone
telefono (+39) 0434.553205
telefax (+39) 0434.364584
www.centroculturapordenone.it
[email protected]
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2011, Mirella Brugnerotto in studio
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Un’arte coinvolgente
Non pare, il nostro tempo, essere un tempo di facili certezze, di futuri prevedibili e tranquilli. Grandi sono le contraddizioni che percorrono il mondo, a livelli economici,
culturali, religiosi, e basterà qui l’affermazione, senza obbligo di dimostrazioni che sono sotto l’occhio di chiunque
voglia vedere.
L’arte, che è anzitutto testimonianza del tempo, non può
non registrare queste contraddizioni, naturalmente nei modi
che le sono propri, che sono quelli della reazione emotiva,
dell’immaginazione e infine dello specifico linguaggio che a
tutto questo dà forma.
Ce ne possiamo rendere conto non solo guardandoci in giro,
in Italia e in Europa, ma anche dal punto d’osservazione che
è costituito dal Centro Iniziative Culturali Pordenone e dalla sua Galleria d’Arte Sagittaria, che nel corso di una attività
che si avvicina ormai ai cinquant’anni ha dato largo spazio a
quella direzione dell’arte che in senso lato possiamo definire “espressionista”, cioè visibilmente legata ad una sismografia dei sentimenti che chiama contemporaneamente in
causa soggetto e oggetto nell’inestricabile commistione dei
loro rapporti.
Basta pensare anche solo ad artisti che sono transitati molto
recentemente negli spazi della galleria, Giulio Belluz, Bruno
Aita, Vincenzo Balena, tutti, in modi diversissimi, coinvolti in un
impegno che possiamo definire esistenziale, d’interrogazione,
centrato in una attualità sentita in maniera assai problematica.
È un ambito nel quale, in maniera del tutto originale, ci
pare possa inserirsi anche il lavoro di Mirella Brugnerotto,
l’artista trevigiana cui sono dedicati oggi catalogo e mostra.
La ricordiamo presente in questa stessa Galleria Sagittaria
nel novembre-dicembre del 1985, in una non dimenticata
esposizione intitolata “Il rischio della pittura. Sotto i trenta dal Friuli Venezia Giulia e dal Veneto”. Già in quell’occasione Luigina Bortolatto parlava di “dimensione
visionaria”, di “trama disegnativa fitta e conturbante”, di
“magma teneramente doloroso”, mentre Angelo Bertani,
per una mostra alla galleria comunale di Portogruaro nel
settembre del 1996, evidenziava nel lavoro dell’artista la
tensione a “generare interrogativi piuttosto che dar facili e
illusorie risposte”, e più recentemente Dino Marangon
parla di una pittura che fa emergere “la consapevolezza
della transitorietà e della caducità del nostro universo”.
Letture critiche che, ci pare, confermano le impressioni
che abbiamo sopra enunciato ma che non è nostro compito approfondire: sarà la mostra nel suo svolgimento, a
creare con gli spettatori quel proficuo contatto d’emozione e di conoscenza, che è quanto di meglio l’arte ci dà.
Noi siamo lietissimi di presentare oggi al nostro pubblico
l’opera di un’artista, che è tra le personalità più rilevate che
agiscano oggi in Italia.
Maria Francesca Vassallo
Presidente Centro Iniziative Culturali Pordenone
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Lo spazio inquieto
Giancarlo Pauletto
La pittura di Mirella Brugnerotto, osservata in un ambito
temporale che va dall’Interno datato 1986 alle opere
concluse in questo 2011, pur nella presenza di varie
declinazioni tematiche mette in campo anzitutto la sua
continuità, la presenza cioè di caratteristiche che abbiamo
cercato di riassumere nel titolo della mostra con
l’espressione “Lo spazio inquieto”.
Le cose, nella pittura di Mirella Brugnerotto, “accadono”.
Si fermano nel momento in cui vengono fissate sulla tela,
provenendo da un tempo appena trascorso, ma già
volgendosi al tempo successivo, in direzione del quale è il
dinamismo stesso che le percorre – come una sorta di
elettricità – a travolgerle: ciò che appunto carica lo spazio
della tela – che è il palcoscenico di questo accadere – di una
integrale inquietudine, di una provvisorietà che è, almeno a
giudizio di chi scrive, evidente metafora dello spazio, e del
tempo, della vita.
Moltissimi sono gli esempi che si possono fare a sostegno di
questa interpretazione, ne citerò alcuni collocati, anche
temporalmente, lungo tutto il percorso testimoniato dalla
mostra e dal catalogo.
Anzitutto l’opera più antica, l’Interno del 1986: immagine
ben lontana da quelle che la tradizione, con immediato
riscontro, ci porta alla mente: c’è, sì, la superficie di un
tavolo su cui vi sono delle forme che, stando alla scritta che
corre alla base del quadro, saranno dei “frutti vanagloriosi”;
c’è poi quello che sembra lo schienale di una sedia, c’è in
alto un ventilatore vorticante, ma tutti questi elementi “di
realtà” sono immersi in uno spazio che fa il possibile per
dimenticarsi della sua tridimensionalità, che fa il possibile,
cioè, per intridersi di una temporalità che lo rende
immediatamente problematico, sospeso, non fermo, “nonquieto”, appunto.
È uno spazio carico anche dove ci dovrebbe essere il vuoto,
sono segni, tracce, riflessi il cui scopo non è mimetico, ma
straniante, allusivo di imprecisate possibilità che si daranno,
Frutta improvvisa, 1986, tempera su carta, cm 110x80
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forse, in un tempo successivo.
Allo stesso genere di risultato ma – direi – con ulteriore
intensificazione, tende il quadro intitolato Frutta
improvvisa, dello stesso anno, dove una sorta di zoomata
porta in primo piano cose come se venissero rovesciate su
un tavolo da un’improvvisa cornucopia, e infatti il moto è
tutto in diagonale, molto intensificato dai riflessi traslucidi
di un colore opalescente.
È una congestione dello spazio che può richiamare certi
esisti del cubismo o del futurismo, ancor meglio visibili, se
si vuole, in opere successive in cui il tema degli “oggetti”
verrà ulteriormente focalizzato, ma di quei movimenti non
c’è, nelle opere dell’artista trevigiana, né l’intenzione
costruttivo-ricostruttiva (cubismo), né quella vitalisticoottimistica (futurismo).
A me pare piuttosto che si possa parlare, in generale, di uno
spazio barocco, obliquo, concitato e sovraffollato,
saturninamente sottratto ad ogni possibilità di ordinamento
razionale.
Sono osservazioni che possono venir confermate dalla
lettura di lavori quali Stiva, 1993, e Crossing, 1994, già nel
titolo chiaramente allusivi a situazioni di congestione, di
sostanziale impraticabilità: la Stiva è, appunto, stivata di
quinte, tralicci, strutture che rendono inimmaginabili
movimenti interni che non siano se non di topi o formiche,
e l’“incrocio” è travolto in un dinamismo fitto e infrenabile,
che respinge ogni tentativo di attraversamento, o lo rende
assolutamente aleatorio e allarmato.
Si tratta di opere in cui, più che oggetti o spazi, si
rappresentano situazioni e tensioni emotive, un’idea
d’esistenza come spazio-tempo assediato e contrastato.
Né sostanzialmente diverse sembrano a me le osservazioni
che si possono fare attorno a quadri quali Cassa d’acqua,
1998, Michimaus 1, 1998, Apparecchi superautomatici, 1999:
qui, è vero, gli oggetti sono focalizzati in termini precisi,
sfiorano una sorta di minuziosità che attira l’attenzione sulla
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Stiva, 1993, grafiti e pastello su carta, cm 102x75
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loro specifica forma, su un volume dato e reso,
sembrerebbe, con preponderante intenzione di oggettività.
Di fatto però questa oggettività serve a sottolineare ancor di
più tutto il fantastico, l’animistico che c’è in queste figure,
che sono dotate di vita propria, che non sono materia, ma
energia calata in dimensioni perennemente sul punto di
travolgere i propri confini.
I computers sono disposti come in una sorta di concitata
discussione, gli imbuti degli altoparlanti emanano voci, i fili
che conducono l’energia sono lombrichi o serpenti e il
mouse proietta sulla superficie del tavolo un’ombra
inquietante e sembra egli stesso una blatta velenosa pronta
all’attacco.
Non saprei quanto d’intenzione e quanto d’istinto vi sia
dentro questi panorami elettronici di Mirella Brugnerotto, è
certo che questi oggetti, la loro prospettiva scorciata e in
tensione, il loro incombere, insomma, è assai difficile poterli
avvertire come tranquille immagini di oggettistica “pop”.
Sono invece, a me pare, metafore dell’inconoscibile,
oggettivazione delle domande senza risposta che l’esistenza
propone a ciascuno.
Le lampade che, in Cassa d’acqua, proiettano una luce che
non possiamo non sentire accecante, sembrano personaggi
di quelle favole in cui gli oggetti prendono improvvisamente
vita, ma personaggi inquietanti, incombe da loro un
pericolo che è forse significato dai gialli lampi di fulmine
che intersecano tutto lo spazio, e che si esprime anche
nell’idea stessa della vicinanza tra l’acqua e la corrente: tutta
l’opera è superbamente percorsa da un dinamismo la cui
finalità è ignota, ma certo non rassicurante.
Perfino i sandali di Michimaus 1 sono oggetti misteriosi, si
nascondono, sfuggono obliquamente dallo spazio di un
quadro che non ha centro, tendono al buio dopo la luce
improvvisa che li ha, col suo lampo, svelati, mentre nella di
poco precedente Simmenthal con il pelo (1996/97) è il
formato stesso dell’opera – come capita, del resto, anche in
Cassa d’acqua 1, 1998, pastello su carta, cm 100x70
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altri casi – a mettere in discussione, non bastassero titolo e
congestione spaziale, una percezione tradizionale della
forma-quadro, che è, in questa occasione, un trapezio
irregolare.
Nel 2007 Mirella Brugnerotto porta a termine un gruppo di
opere impegnate in una sorta di discesa agli inferi nel
biologico, nel carnale inteso come frammento di vita
esplorato all’interno delle trame corporee, o negli spazi
fluttuanti nell’onda marina.
Sono cellule o coralli, nervature o rizomi e insomma brani
di biologia dipinti nello splendore raffinato di una cromia
tanto più rabbrividente, quanto meglio la si intuisce a
fondamento della nostra vita e di ogni vita, quasi che il
dinamismo di tutto ciò che esiste, fino a questo momento
esplorato in ciò che appare a noi inanimato, ma non è,
venga adesso visto nelle fibre che più intimamente
costituiscono la vita.
La “calma” di queste opere, la loro apparente “quiete”, è
invece tutta impregnata di moto sottinteso, il moto
rallentato ma incessante che si legge nella vita degli
organismi osservati al microscopio.
Forme di straordinaria precisione, esse esaltano al massimo
grado una capacità esecutiva che del resto è assolutamente
primaria in quest’arte, che non potrebbe sussistere al di
fuori di essa.
In tempi più recenti altri lavori confermano, ci pare, la
lettura che andiamo proponendo, la quale individua – oltre
i possibili passaggi ludici o ironici – il fondo problematico
e teso di quest’arte. Essa, mentre testimonia con chiarezza
di una sensibilità acutissima dello stare nel mondo – e in
questo mondo –, anche coinvolge lo spettatore nel
riconoscimento di questa tensione, lo obbliga– attraverso
un linguaggio duttile, fantasioso, molto consapevole di se
stesso, centrato su tinte continuamente sommosse da una
grafia intensamente vibrante – a dismettere lo sguardo
utilitario nei confronti del reale.
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Barocco, 2010, acrilico su carta, cm 100x70
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A cui ci obbligherebbe una vita quotidiana che tende, per
conservarsi, a banalizzare ogni cosa, mentre invece l’arte di
Mirella Brugnerotto ci induce ad assumerne uno
interrogante, indagatore, quello sguardo gnoseologico che
è, alla fine, l’esito più glorioso dell’arte.
Il Pozzo, 2009.
Un imbuto di acqua verde, centrale, con luci come se fosse
su un palcoscenico.
A fianco, un po’ più in basso sulla destra un sandalo, non si
può dire se grande o piccolo, non ci sono termini di
confronto.
Dimenticato, oppure… non si ha neppur voglia di pensare
alla possibilità di tanta luttuosa “nigredo”.
Ma naturalmente la forza del quadro non è nella sua
eventuale ipotesi narrativa, bensì nella nitidezza onirica,
allucinata dell’immagine, nel suo balenare come dentro un
teatro della mente.
Barocco, 2010. Basterebbe il titolo, non bastassero le nuvole
o lo spiovere della luce dall’alto, a confermare l’idea di
spazio esistenziale, e in fondo drammatico, cui sopra
accennavamo; ma dei titoli che Mirella Brugnerotto
attribuisce alle sue opere, specie quando in apparenza più
impassibilmente oggettivi, o magari e invece più depistanti,
si potrebbe dire che confermano, proprio per queste
ragioni, la linea interpretativa sulla quale ci muoviamo.
Coralli, 2011. Una forma biologica che si ramifica, che
allude a vischiosi legami stretti ai confini. Una vitalità
naturale tutt’altro che rassicurante, una creatura da cui
l’occhio tende a recedere.
In definitiva un’arte che - attraverso gli spazi messi in scena,
mai “classici”, sempre assiepati e allusivi a un tutto su cui
non c’è discorso se non per metonimia - può essere intesa
come una personalissima immersione nel simbolico, un
modo acuto, tagliente, talvolta quasi crudele di parlare
della nostra finitezza e quindi, e contemporaneamente, del
nostro desiderio di totalità.
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1982, II Internazionale Jugendtriennale, Mirella Brugnerotto in occasione dell’esposizione alla Kunsthalle, Nürnberg
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Curriculum
Mirella Brugnerotto (1957) ha insegnato Pittura nelle Accademie di Belle Arti di Bologna, Torino e Venezia, dove ora è
Titolare di Cattedra di Decorazione. Nel 1986 e nel 2011 espone su invito alla XLII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia
e alla XLIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, Regione Veneto. È invitata a presentare mostre
personali e a partecipare a simposi e rassegne di arte contemporanea internazionali negli spazi privati e pubblici.
Studio: Via Genova 17, Olmi di Treviso, e-mail: [email protected]
Mostre personali
1979 “Mirella Brugnerotto”, Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
1980 “Disegni”, Palazzo Scotti, Treviso
Galleria Venexia, Venezia
Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia
1981 Galleria La Roggia, Pordenone
1982 Galleria Fenice, Venezia
1983 Galleria Torbandena, Treviso
1984 “Atelier aperto”, Kunstforum Millstatt, Università di Salsburg, Millstatt, Osterreich
1985 Galleria Meeting, Mestre Venezia
1986 Studio Toni De Rossi, Verona
1988 Galleria La Roggia, Pordenone
1989 Galleria Cooperativa Esperienze Culturali, Bari
1990 Galleria Contemporanea, Padova
1991 Galleria Exit, Gorizia
“La stanza del ricordo”, Galleria del Cavallino, Venezia
1992 “Atelier aperto 2”, Kunstforum Millstatt, Università di Salsburg, Millstatt, Osterreich
1993 Torre Scaramuccia, S. Vito al Tagliamento PN 1994
Galleria Comunale d’Arte Contemporanea San Pier d’Isonzo GO
1995 Galleria La Roggia, Pordenone
Galleria Percorsi, Castelfranco Veneto TV
“Falsi turchini quasi siamesi”, Galleria “8,75”, Reggio Emilia
1996 Galleria Civica d’Arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro VE
1998 “Opere recenti”, Studio grafico Franco Esposto, Villorba TV
2000 “Nemiri”, Galleria Civica d’Arte Contemporanea Vincent, Kastav, Republika Hrvatska
“La rivolta delle cose”, Studio Tommaseo, Trieste
2001 “Mirella Brugnerotto”, Galleria Civica, San Biagio di Callalta TV
2002 "L’anima subdola degli oggetti", Galleria Civica, Meduna di Livenza TV
2003 D.A.G. Design Art Gallery, Doppia Personale con A. Brugnerotto, Biancade TV
2004 Galleria Civica, Badoere TV
2005 “Torte”, Caffetteria Renato, Treviso
2006 “Visavi”, Palazzo Cecchini, doppia personale con G. Nicoletti, Cordovado PN
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2007
2008
2010
2011
Galleria La Torre, Vittorio Veneto TV
Postovni Center HIT Paviljon, Nova Gorica, Slovenija
“Motori silenti”, Galleria Oasi Cervara, Parco del Sile, Quinto di Treviso TV
Galleria La Roggia, Pordenone
“Noris”, Palazzo Tiepolo, Vazzola TV 2009
Galleria Comunale di Arte Contemporanea Ai Molini, Portogruaro VE
Doppia Personale con Adone Brugnerotto, Ca’ Lozzio, Piavon di Oderzo TV
“Lo spazio inquieto”, Galleria Sagittaria, Centro Iniziative Culturali, Pordenone
“Titolo provvisorio” La Castella, Motta di Livenza TV
Principali rassegne e riconoscimenti
1977 61a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; Ex Chiesa di S. Caterina, Treviso; Ca’ de’ Ricchi, Treviso;
Edizione “Premio Lubiam 1977”, Mantova.
1978 Borsa di Studio “Premio Lubiam 1978”, Mantova; 62a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, “Premio Acquisto” Museo
Ca’ Pesaro, Venezia; 63a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, “Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro con proposta di
mostra personale, Venezia.
1979 Edizione “Premio Lubiam 1979”, Mantova; 64a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, assegnato “Premio Acquisto”
Museo Ca’ Pesaro, Venezia; “Situazione Oggi”, Ca’ da Noal, Treviso; “Nagrada Obalne Galerije”, “Premio di Soggiorno per
la Pittura”, Piran, Slovenija .
1980 65a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, Borsa di studio Museo Ca’ Pesaro con proposta di mostra personale, Venezia.
1981 66a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, “Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro, Venezia; “Linguaggi e generazioni a
confronto”, At Chiba Prefectural Museum of Art, Chiba; Nara, Urawa, Japan; “Junge Venezianische Grafik”, Kulturhaus
Hans Marchwitza, Potsdam, Deutschland; “Artista tra pubblico e privato”, Galleria Fondazione Bevilacqua La Masa,
Venezia; “Japan International Artists Society”, Prefectural Museum of Art, Chiba, Japan.
1982 “II Internazionale Jugendtriennale”, Kunsthalle, Premio “Giovani Disegnatori” e “Premio Acquisto” Kunsthalle, Nurnberg,
Deutschland; “II Internazionale Jugendtriennale”, Musee Cantonal Des Beaux Arts, Lausanne, Switzerland;
“Autoritrattazione”, Galleria della Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia; 67a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa,
“Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro, Venezia.
1983 “34 Giovani Disegnatori Veneti”, Museo dell’Immagine e del Suono, Sao Paulo do Brasil; 68a Mostra Fondazione Bevilacqua
La Masa, “Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro, Venezia.
1984 Galleria Naviglio, Milano; “Jungle Venezianische Zeichner”, Galerie im Kornhaus, Kulturring Kirchheim unter Teck,
Kunstbeirat, Kirchheim, Deutschland; “Sodobni Beneski Umetniki”, Galleria d’Arte Moderna Lublijana e Sarajevo, Republika
Hrvatska; 69a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa, “Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro, Venezia; Invitata a
“Internationale Kunstforum Millstatt”, Università di Salisburgo, Millstatt, Osterreich.
1985 Accademia di Belle Arti di Venezia “1975, 1985”, Opere della Scuola d’Incisione dell’Accademia di Belle Arti, Venezia;
70a Mostra Fondazione Bevilacqua La Masa,“Premio Acquisto” Museo Ca’ Pesaro, Venezia; “A come... Amore”, Galleria
Fondazione Bevilacqua La Masa, Venezia Mestre; “II Rassegna Nazionale di Arte Contemporanea”, Monterosso Calabro CZ;
Invitata al “Internationale Kunstforum Millstatt”, Università di Salzburg, Millstatt, Osterreich; “Una nuovissima generazione
nell’arte italiana”, Fortezza Medicea, Siena; “Il rischio della pittura”, Galleria Sagittaria, Pordenone; Galleria d’Arte Moderna,
Zagreb, Republika Hrvatska; “Veneto al microscopio”, Grandes Tiendas Harrods 2, Buenos Aires, Cordoba, Mendoza,
Rosario, Argentina; “Veneto al microscopio”, Galleria Borgo, Treviso; “Giovani incisori veneti”, Galleria il Bisonte, Firenze.
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1986, Mirella Brugnerotto
con Brian Eno alla XXVI Biennale
Internazionale d’Arte di Venezia
1986 Invitata alla XLII Biennale Internazionale d’Arte di Venezia; “III Rassegna Nazionale di Arte Contemporanea”, Monterosso
Calabro CZ; “Giovani Artisti delle Tre Venezie”, Cattedrale dell’ Ex Macello, Padova.
1987 “Aspetti della ricerca giovanile a Palermo e a Venezia”, Galleria d’Arte Moderna Restivo, Palermo; Galleria Arte In, Roma;
“Oltre ogni nomenclatura...” I Premio, Palazzo del Turismo, Jesolo Lido VE; “Arte a Treviso”, Palazzo dei Trecento, Treviso
1988 “Sintesi” Opere grafiche, Galleria Sintesi, Treviso; “Cento presenze”, Galleria La Roggia, Pordenone; Fiera del Levante,
Galleria La Roggia, “Expo Arte”, Bari; I Biennale di Grafica “Alberto Martini”, Palazzo Foscolo, Oderzo TV; I Biennale
di Grafica “Alberto Martini”, Istituto Italiano di Cultura, Wienn, Osterreich; “C’era una volta”, Assessorato alla Cultura,
Istituto S. Carlo, Città di Bitonto BA; “Molte bianche ali sospese...”, Spazi Espositivi Fiera, Verona; “Il canto delle sirene”,
Galleria Comunale d’Arte Contemporanea, Taranto; “Tempi di Pace”, Museo Casabianca , Malo VI; Villa Albrizzi
Franchetti, Preganziol TV; “Incisori del Novecento”, Palazzo Sarcinelli, Conegliano TV; “Il lavoro degli anni ottanta
nell’espressione degli artisti contemporanei”, Palazzo del CID, Torviscosa UD.
1989 “I doni di Alcippe”, Procuratie Vecchie, Venezia; “Fiori”, Galleria Borgo, Treviso; “Segnali all’orizzonte”, Reggia Carraresi, Padova; Galleria contemporanea, Padova.
1990 “Exposizione”, Palazzo Torres Barzizza, Venezia; CSA, Università degli Studi, Facoltà di Lettere, Udine; “Anni Novanta”,
Chiesa di S. Giacomo, Vicenza; Galleria Exit, Gorizia; Galleria Contemporanea, Padova.
1991 Galleria Exit, Gorizia; Galleria del Cavallino, Venezia; “Mjthos und erinnerung in den werken der konzeptkunst italianischer:
eine autonome erfahrung”, Materiali artistici di Mirella Brugnerotto, Universitat Hamburg, Hamburg, Deutschland.
1992 “Come sei bella amica mia”, Palazzo Foscolo, Oderzo TV; “Immagini per una favola”, Mulino Vecchio, Pasiano di
Pordenone PN; “Ville e palazzi: muse di pietra”, Palazzo del Consiglio, Trento; Invitata al “Internationale Kunstforum
Millstatt”, Università di Salisburgo, Millstatt, Osterreich.
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1991, mostra personale, Galleria del Cavallino, Venezia
1993 “Repertorio degli incisori italiani”, vol. I, Gabinetto delle Stampe, Centro Culturale Polivalente, Bagnacavallo RA; “Treviso
Between Lagoon and Dolomites”, Park Avenue Italian Trade Commission, New York, USA; “Gli artisti e gli architetti
presenti a New York”, Galleria del Libraio, Treviso; “Fin de Siècle, Basilica Palladiana, Vicenza.
1995 Arte Fiera, Bologna; “Stanze”, Palazzo Foscolo, Oderzo TV; “Memorie e Attese”, Le Venezie, nell’ambito della XLVI
Biennale Internazionale d’Arte di Venezia, Villa Pisani, Strà VE.
1996 Invitata a “Slovenija open to the art”, International Workshop, Sinji Vrh, Slovenija; “Maestri tra Sile e Tagliamento”, Galleria
Civica d’Arte Contemporanea, Motta di Livenza TV; “Atelier d’artista. Esposizione in tempo reale n. 22”, Casa del Giorgione,
Castelfranco Veneto TV; “Slovenija odprta za umetnost”, Kulturni Center Srecko Kosovel, Sezana, Slovenija.
1997 “Slovenija open to the art”, Kulturni Center Ivan Napotnik, Velenje, Slovenija; “Premio Alfredo Beltrame”, I Premio,
Fondazione Cassamarca, Casa Carraresi, Treviso; “Slovenija open to the art”, Mestni Muzej Idrija, Idrija, Slovenija;
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1998
1999
2000
2001
2002
2003
2004
2006
2007
2008
2009
2010
2011
“Repertorio degli incisori italiani”, vol. II, Gabinetto delle Stampe, Centro Culturale Polivalente, Bagnacavallo RA;
“Dalle origini al contemporaneo”, Villa Farsetti, S. Maria di Sala VE.
“ La calzatura e la Riviera del Brenta”, Villa Loredan, Strà VE; Eurocomponenti, Sala Espositiva, Portobuffolè TV;
“Andiamo al Piazzo”, Palazzo Cisterna e Palazzo Ferrero, Biella; “Risbe in slike na papirju v prostoru Alpe Jadran”, Mala
Galerija, Kranj, Slovenija; “II Biennale d’Arte e Vino”, Castello Comunale di Barolo, Barolo CN; “Slovenia Open to the
Art”, Atelje Sinji Vrh, Gora Nad Ajdovscino, Galerija Veronika, Kamnik, Slovenija.
“Acqua”, Palazzo Scotti, Treviso; Villa Albrizzi Franchetti, Preganziol TV; Palazzo Foscolo, Oderzo TV; “Serie A”, Studio
Dall’Armellina, Palazzo Longega, Conegliano TV; “La mia casa è un’automobile”, Spazio Juliet, Parco Foundation, Casier
TV; “Nuove iniziazioni, riti di passaggio”, Palazzo dei Trecento, Treviso; Sala del Bramante, Roma.
“Libertà tra arte e trasgressione”, UCA University, Melbourne, Australia; “I paesaggi del vino”, Dieci Poeti e Dieci Artisti,
Ed. d’ Arte, Biblioteca Regionale del Barolo, Cooperativa Arti Visive ’78, Torino; “Forestiera”, Foresteria di Via Bazzoni,
Trieste; Galerija Hermana Pecarica, Piran, Slovenija; Obalne Galerije, Piran, Slovenija.
“L’apparenza del reale”, Le Venezie, Villa Letizia, Treviso; Le Venezie, Libreria Marton, Treviso; “Trascrizioni", sala
personale nell’ambito di “Hicetnunc”, Villa Manin, Passariano UD; “Double Face”, Studio Dieci, Vercelli.
“Alimentarte”, Villa Widmann, Mira VE; Parco Foundation, Casier TV; “Calendar!”, Studio Tommaseo, Trieste
“Brain Academy Apartment”, nell’ambito della 50a Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, Venezia;
“Incisori Veneti”, Padiglione Cornaro, Padova.
“Vittorio Arte Cinque”, ex Ghetto Ebraico, Città di Vittorio Veneto TV; “Tre pareti e una scala”, trent’anni di attività, Studio
Tommaseo, Trieste 2005; Invitata al Simposio internazionale “Medana Art”, Kud Opoka, Society for Culture and Art,
International Workshop, Medana, Slovenija; “ Petrarca e l’invisibile”, Le Venezie, Villa Letizia, Treviso; “Dentro la pittura”,
Casa Gaia da Camino, Portobuffolè TV; “Circopodia”, Biblioteca Civica, Gorizia; “Medana Art, Kud Opoka, Society for
Culture and Art”, Kulturni Dom, Artè, Nova Gorica, Slovenija.
“Traslochi”, cartelle e libri d’arte. Poeti ed Artisti, Stamperia d’Arte Federico Santini, Udine; “Colors Notebook”, redazione
di Colors Magazine con Reporters Sans Frontières, Fabrica, Villorba TV; “Fabrica: les yeusx ouverts”, Materiali artistici per
i Media, Centre Pompidou, Paris, France.
“Fabrica: les yeusx ouverts”, Materiali artistici per i Media, Triennale di Milano, Milano; Materiali artistici per i Media, Shanghai
Cultural Development Foundation, Shanghai Art Museum, nell’ambito dello Shanghai Arts Festival, Shanghai, China.
“Il corpo. Vibrazioni e mutazioni.”, Assessorato alle Politiche Culturali, Società Filosofica Italiana, Biblioteca
Civica, Mogliano Veneto TV; Invitata al “XXVI International Workshop Riviera”, Poreč, Republika Hrvatska; “Carmelo
Zotti & allievi nell’arte e nella vita”, Galleria d’Arte Moderna, Rijeka Republika Hrvatska; “Generazioni”, Palazzo Cecchini,
Cordovado PN; “Carmelo Zotti & allievi nell’arte e nella vita”, Obalne Galerije, Piran, Slovenija.
“Carmelo Zotti & allievi nell’arte e nella vita”, Magazzini del sale, Venezia; “Slikarska Colonija Riviera Porec”, Mala Galerija,
Porec, Republika Hrvatska; “III Mednarodna Likovna Kolonija”, Simposio Internazionale, Osor, Republika Hrvatska.
“Art Workshop Symposium”, Abazia, Slovenija; “L’arte fa bene al cuore”, Struttura Complessa di Cardiologia, Ca’ Foncello,
Treviso; “Maestri a Nordest”, Galleria Comunale, S. Giovanni di Casarsa PN; “Zbirka iz Foresterije”, Pilonova Galerija,
Ajdovš ina, Slovenija; “Utazás Észak, Keleten”, Körmendi Kulturális Központ, Sala Terena Galéria, Castello di Kormend,
Kormend, Magyar Köztársaság.
“In Chartis Mevaniae”, Museo Civico di Bevagna PG; “L’arte fa bene al cuore”, Struttura Complessa di Cardiologia, Ca’
Foncello, Treviso; “Le stagioni storiche della Galleria d’Arte Meeting”, Galleria Meeting, Mestre VE; “25 Anni d’Arte
a Cà Lozzio Incontri”, Piavon di Oderzo TV; “International Fine Arts Colony Osor 2007, 2010”, Ca’ da Noal, Treviso;
Invitata alla XLIV Biennale Internazionale d’Arte di Venezia Padiglione Italia, Regione Veneto, Villa Contarini, Piazzola
sul Brenta PD.
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1993, mostra personale, Torre Scaramuccia, San Vito al Tagliamento
Mostre a cura di
D. Abram, R. Astolfo, F. J. Berger, A. Bertani, E. Bianco, O. Biasi, B. Bole, L. Bortolatto, D. Bosic, B. Brand, G. Carbi,
C. Castellani, R. Costella, E. Crispolti, F. Cursi, M. Da Re, E. Dezuanni, E. Di Grazia, E. Di Martino, E. Di Mauro, G. Di Mauro,
E. L. Francalanci, G. Frezzato, M. Goldin, M. Guadagnino, F. Jesurun, M. l. Jousette, B. Kukurin, G. Lisa, D. Marangon,
F. Nickolasch, G. Onesti, L. Padovese, G. Pauletto, P. Pennisi, R. Perusini, P. Appoloni, T. Ravà, G. Roma, L. Safred, C. Sala,
G. Segato, S. Seidmann, V. Sgarbi, F. Sossi, G. Trentin, M. L. Trevisan, C. Tutta, F. Vaccari, G. Valvassori, R. Vidali.
Testi di
A. Alban, R. Astolfo, A. Bertani, L. Bortolatto, D. Bosic, B. Brollo, T. Carpentieri, C. Castellani, T. Cigoj, D. Collovini,
A. Contò, E. Crispolti, F. Cursi, G. Dalla Barba, V. Dehò, E. Dezuanni, E. Di Grazia, E. l. Francalanci, M. Goldin, G. Lisa,
E. Manzato, V. Magno, D. Marangon, S. Maugeri, G. Miksa, A. Monti, N. Naldini, M. E. Nichele, Z. Olivari, L. Padovese,
I. Panfido, G. Pauletto, R. Perusini, M. Pirker, D. Raum, C. Rao, L. Safred, C. Sala, E. Santese, V. Sgarbi, G. Segato, O. Stefani,
A. Stibilj, F. Tagliapietra, T. Toniato, M. L. Trevisan, M. F. Vassallo, M. Zerbi.
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Sintesi bibliografica
Dal 1977 al 1985 è presente nei cataloghi dell’attività della Fondazione Bevilacqua La Masa di Venezia per le mostre personali
realizzate nelle sale della stessa Fondazione, per i numerosi conseguimenti delle borse di studio e dei premi e per le rassegne
nazionali e internazionali (G. Perocco, G. Trentin, R. Perusini, G. Morandis, T. Toniato, P. Pennisi). Inoltre, fra le pubblicazioni
che documentano il suo lavoro citiamo: “Premio Lubiam” per i giovani artisti delle Accademie italiane (E. Bassi), borsa di studio,
Sabbioneta MN, 1978; “II Internationale Jugendtriennale” (E. L. Francalanci), premio acquisto del Germanisches
Nationalmuseum, Ed. Kunsthalle, Nurnberg 1982; “DS ’82-Arte nuova in Italia”, a cura di E. Crispolti, Ed. Il Ventaglio, Roma
1982; “Una nuovissima generazione nell’arte italiana”, a cura di E. Crispolti, Ed. Università degli Studi, Siena 1985; XLVI Biennale
Internazionale d’Arte di Venezia, a cura di M. Calvesi, Catalogo Generale, Ed. Electa, Milano 1986; “Sagittaria-Venti anni di arte
contemporanea” (G. Pauletto, L. Padovese, M. F. Vassallo), Edizione D’ Arte/Nuova Serie 18, Ed. Concordia 7, Pordenone 1987;
“Incisori del Novecento”, a cura di M. Goldin, Ed. B&M, Treviso 1987; “Realtà dell’Immaginario” - Artisti nei Musei del Triveneto.
Opere d’ Arte del XX secolo nelle raccolte pubbliche, a cura di L. Bortolatto, Ed. Matteo, Treviso 1988; “World Graphic
Dictionary”, Ed. International Art Center Kyoto, Kyoto 1988; “Il canto delle sirene”, Ed. Quaderni Arti Visive, Ed. Galleria d‘Arte
Moderna di Taranto e Assessorato alla Cultura, Taranto 1988; “Mjthos und erinnerung in den werken der konzeptkunst
italianischer: eine autonome erfahrung” (L. Safred), Ed. Universitat Hamburg, Hamburg 1991; “La pittura in Italia”-Il
Novecento/2 (D. Marangon), a cura di C. Pirovano, Ed. Electa, Milano 1992; “Repertorio degli incisori italiani”, a cura di A.
Mazzotti, Collana Arte, vol. I, Ed. Editfaenza, Faenza 1993; “Artistes ajant partecipé à la Biennale de Venise 1895-1995”, Ed.
Perolle, Paris 1995; “La Biennale di Venezia-Esposizioni Internazionali d’Arte 1895-1995”, Ed. Electa, Milano 1996; “Repertorio
degli incisori italiani”, a cura di A. Mazzotti, Collana Arte, vol. II, 1993-96, Ed. Editfaenza, Faenza 1997; “Le donne di Esther”, a
cura di M. E. Nichele, Ed. Canova, Treviso 1997; “Galleria del Cavallino-Mostre Personali 1990-1998”, Ed. del Cavallino, Venezia
1998; “Mondi Letterari” (A. Monti), a cura di M. C. Vian, R. Verna, P. Papa, vol. 4 (II), Ed. Paravia, Torino 1999; “La rivolta delle
cose” (V. Dehò), Studio Tommaseo, Istituto per la Documentazione e Diusione delle Arti, Trieste 2000; “Colors Notebook”,
redazione di Colors Magazine con Reporters Sans Frontières, “Fabrica: les yeusx ouverts”, Materiali artistici per i Media, Centre
Pompidou, Paris 2006; “Cento anni di Collettive”, a cura di L. M. Barbero, Fondazione Bevilacqua La Masa, Ed. Cicero, Venezia
2000; “Arte Triveneta. Dal Barocco alle ultime ricerche del Duemila”, vol. II, a cura di O. Stefani, Ed. d'Arte Ghel, Verona 2006;
“Pittura del ’900” (E. Manzato), vol. I, a cura di C. Pirovano, Ed. Electa, Milano 2007; “Fabrica: les yeux ouverts”, Materiali
artistici per i Media di M. Brugnerotto, Ed. Digitale Colors, Triennale di Milano, 2007 e Shanghai Arts Festival, Shanghai Art
Museum 2007; “Pittura del ’900” (E. Manzato), vol. II, a cura di C. Pirovano, Ed. Electa, Milano 2008; “Cremor tartaro”, a cura
di D. Marangon (D. Marangon, I. Pando, M. Zerbi), Ed. Galleria Comunale di Arte Contemporanea, Portogruaro 2009; “Zbirka
iz Foresterije” a cura di L. Safred, Ed. Pilonova Galerija, Ajdovšcina 2010; “La pittura nel Veneto, il 900”, a cura di N. Stringa, Ed.
Electa, Milano 2010; “La Roggia - Una sperimentazione lunga quarant’anni”, a cura di E. di Grazia, Ed. La Roggia, Provincia di
Pordenone, 2010; “In Chartis Mevaniae”, a cura di C. Sala e F. Troiani, Ed. Museo Civico di Bavagna PG 2011; “Le stagioni
storiche della Galleria d’Arte Meeting”, a cura di T. Toniato, Ed. G. Meeting, Mestre VE 2011; “XLIV Biennale Internazionale
d’Arte di Venezia, Padiglione Italia, Regione Veneto”, Ed. Skira, Milano 2011.
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Interno, 1986, tempera su carta, cm 110x80
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È questo il bianco delle sedie mitteleuropee, 1986, tempera su carta, cm 150x130
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Sedie mitteleuropee, 1986, tempera su carta, cm 150x130
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L’anima savoiarda lievita davanti alla piccola vetrina, 1986, tempera su carta, cm 100x80
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Due torte pari, 1987, tempera su tela, cm 130x130
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Torte 1, 1987, tempera e incollaggi su legno tamburato, cm 52x36x4
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Torta che brucia, 1987, tempera su tela, cm 100x90
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Venti franchi di pastis, 1987, tempera su carta, cm 70x100
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Città, 1988, tempera su carta, cm 70x100
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Tre quarti a Nova Gorica, 1988, tempera su tela, cm 130x150
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Taxi e Budino, 1988, tempera su tela, cm 130x130
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Sasso nobile fra due sculture, 1988, tempera su tela, cm 140x160
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Tre paste, 1989, tempera su carta, cm 100x70
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Fabbrica Charms, 1992, grafiti e pastello su carta, cm 102x75
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Crossing, 1994, tecnica mista su carta su legno tamburato, cm 120x100
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Asciugacapelli 1, 1995, pastello su carta, cm 100x70
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Asciugacapelli 2, 1996, tempera su tavola, cm 130x150
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Simmenthal con il pelo, 1996/97, pastello su carta, cm 53x92 (trapezio)
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Apparecchi superautomatici, 1999, tempera su tavola, cm 130x150
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Trascrizioni 8, 3, 2001, installazione, Villa Manin di Passariano, pastello su carta, dimensioni variabili
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Trascrizioni 6, 7, 2001, installazione, Villa Manin di Passariano, pastello su carta, dimensioni variabili
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Giovedì pomeriggio, 2007, tempera su legno tamburato, cm 80x100 (trapezio)
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I pensieri di Bubi 2, 2007, acrilico su supporti vari, cm 100x100 (trapezio)
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Ti ricordi l’ora?, 2007, pittura a tempera su legno tamburato, cm 70x70
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È così, 2007, pittura a tempera su legno tamburato, cm 60x60
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Pozzo, 2009, acrilico su carta, cm 100x70
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Epifania, 2010, acrilico su carta, cm 100x70
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Coralli, 2011, acrilico e resine su tavola, cm 200x150
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Budino, 2011, tempera su tela, cm 60x60x18
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Indice
3
Un’arte coinvolgente
di Maria Francesca Vassallo
5
Lo spazio inquieto
di Giancarlo Pauletto
13
Curriculum
23
Opere
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Catalogo Lo spazio inquieto