E enti
Settimanale - Anno 6
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N° 69
IMPRESE
Lunedì 2 dicembre 2013
Spedizione con tariffa
Posta Target Magazine
conv. naz./304/2008
del 01-06-2008
Attività editoriale a cura de Il Sole 24 ORE Business Media
OBIETTIVO SICUREZZA - TERZIARIO - INTERNAZIONALIZZAZIONE
■ SICUREZZA / La relaziona annuale Inail di luglio
■ TERZIARIO / Rapporto Confcommercio sulle Economie territoriali
Servizi, turismo e commercio guidano sempre
Attenzione più alta
Sono i settori preferiti dai giovani imprenditori italiani
per chi lavora. Ecco i dati
Diminuisce il numero degli infortuni
Nel 2012 diminuti del 9% rispetto al 2011
P
iù attenzione al lavoratore, alla persona, alle donne. Più
formazione per ridurre gli incidenti mortali e gli infortuni
sui luoghi di lavoro. Più informazione per sensibilizzare i datori di lavoro e per dare le giuste nozioni ai lavoratori stessi. In
sostanza più prevenzione, ma secondo un approccio mirato,
multidisciplinare in un certo senso, rivolto ad attenuare i rischi
per la salute. In tempi in cui la tutela dei lavoratori viene prima
di tutto, le politiche di prevenzione e di sicurezza nei luoghi
di lavoro danno buoni frutti. Sarà per i continui moniti a una
maggiore sicurezza sul lavoro, sarà per via della crisi e sarà anche per il complesso intervento normativo in atto, ma i dati
non mentono. E, nella relazione annuale dell’Inail, presentata
lo scorso luglio, parlano di andamento decrescente del numero
di infortuni. Nel 2012 sono state registrate 745 mila denunce
di infortuni, con una diminuzione di circa il 9% sul 2011 e del
23% rispetto al 2008. Quelli riconosciuti sul lavoro sono circa
500mila, dei quali il 18% “fuori dell’azienda”, vale a dire “con
mezzo di trasporto” o “in itinere”. Delle 1.296 denunce di infortunio mortale, 790 sono gli infortuni accertati “sul lavoro”
e di questi più del 50% “fuori dell’azienda” (409). A conti fatti,
pure con il riconoscimento di infortunio sul lavoro per i 25 casi
ancora in istruttoria al momento della presentazione dell’indagine (il 10 luglio), si deve parlare di una riduzione del 6%
rispetto al 2011 e del 27% rispetto al 2008.
DA PAGINA 2 A PAGINA 13
S
ervizi, turismo, commercio, con tanto di terziario
avanzato, dove l’alta tecnologia la fa da padrona. Ecco
i campi d’elite per i giovani
imprenditori italiani, portatori d’innovazione e produttività, e per uno Stivale che,
nonostante la crisi, non si dà
per vinto e continua a investire in un comparto dalle
migliori possibilità di crescita. Il Rapporto sulle Economie territoriali e il terziario
di mercato dell’Ufficio studi
di Confcommercio, appena pubblicato, parla chiaro.
Nel 2012 il grande settore
del terziario, comprensivo
anche delle attività delle amministrazioni pubbliche, ha
incrementato ancora il suo
peso.
In termini di valore aggiunto, l’incidenza sfiora il 74%,
sei decimi di punto in più rispetto al 2011, un incremen-
Un settore
che non intende
darsi per vinto
to che si registra anche nella
quota occupazionale, salita
dal 68,8% del 2011 al 69,4%
del 2012.
DA PAGINA 13 A PAGINA 17
■ INTERNAZIONALIZZAZIONE / Il Rapporto Istat sulla competitività
Chi si è evoluto è cresciuto all’estero
Bene negli ultimi due anni le imprese che si sono aggiornate
L’
export come reale opportunità di crescita per
il sistema Italia. In tempi di
crisi, è la conferma più che
mai di come, nei prossimi
anni, le chance offerte dai
processi di internazionalizzazione potranno fare la
differenza in termini di crescita e sviluppo imprenditoriale. Competitività e grado
di
internazionalizzazione
sono gli elementi cruciali e
vedono in atto nuove strategie da parte delle imprese. Lo dicono i dati, nello
specifico quelli del Rapporto sulla competitività dei
DA PAGINA 17 A PAGINA 19
settori produttivi realizzato dall’Istat a febbraio di
quest’anno. Così, tra il 2007
e il 2010, si è registrato un
generale spostamento verso
forme più evolute di internazionalizzazione. Peraltro,
negli ultimi due anni, le imprese manifatturiere italiane
hanno privilegiato sia strategie di miglioramento della qualità o di incremento
della gamma e del contenuto
tecnologico dei prodotti sia
misure di contenimento dei
prezzi di vendita.
2 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ PIANETA SICUREZZA / La società è in prima fila nel campo della sicurezza degli ambienti di lavoro dal 1999. Coniugare rispetto della vita e produttività aziendale
Un centro attrezzato di addestramento e formazione
Creata una scuola che coinvolge i partecipanti non solo in studi teorici ma anche in attività interattive e pratiche
D
al 1999 la società Pianeta
Sicurezza è impegnata
ogni giorno fra luoghi di lavoro e tavoli di confronto, in
cui simulare effetti e procedure di lavoro su personale e
contesti ambientali. “Il nostro
obiettivo è coniugare il rispetto della vita e la produttività
aziendale - dichiara Augusto
Ferraioli, titolare della società -. Siamo in prima fila nel
campo della sicurezza negli
ambienti di lavoro, equipaggiati per offrire un supporto
alle imprese, ai committenti,
in base al Decreto Legislativo
81/08, agli studi di progettazione e ai professionisti”.
La società è attrezzata con autovetture utilizzate dai dipendenti per effettuare sopralluoghi, visite e incontri presso i
luoghi di lavoro e gli uffici
delle Imprese. È dotata, inoltre, di attrezzature per i rilievi
acustici e ambientali, rumore,
polveri e qualità dell’aria e
dell’ambiente.
“In particolare, ci occupiamo
di consulenza, progettazione e ricerca nei campi della
sicurezza e prevenzione sul
lavoro; della progettazione
di opere civili e industriali;
della progettazione di ponteggi metallici fissi installati
in difformità agli schemi tipo
autorizzati”.
La società Pianeta Sicurezza è
nata dall’esperienza di Ferraioli, dopo un lungo periodo di
impegno sociale, professionale e nel Ctp di Roma e Provincia. “Un’esperienza che viene
da lontano prima dell’emanazione del Decreto Legislativo
626/94 e che, nel 1998/99,
da impegno professionale si
trasforma in società, con una
struttura e un’organizzazione.
Oggi la società è certificata
in qualità e accreditata come
ente formatore presso la Regione Lazio e vanta uno staff
qualificato che comprende 10
persone. Tutte le attività, sia
nel campo della consulenza
e degli incarichi individuali,
sia della formazione, sono coperte da assicurazioni per la
responsabilità civile”.
Ma come è composta la struttura della società? “Il fiore
all’occhiello è rappresentato
da un centro di formazione
dove svolgiamo attività di
addestramento
supportate
dall’esperienza diretta ed
elaboriamo piani di sicurezza Psc e Pos - sottolinea
Ferraioli -. In una fase di
crisi economica complessa
come l’attuale, noi abbiamo
scommesso investendo in un
progetto ambizioso e siamo
passati dalle aule didattiche
dei primi tempi al 2006, anno in cui siamo stati accreditati come Ente Formatore
presso la Regione Lazio, con
un vero e proprio Centro di
Addestramento e Formazione. Abbiamo preso in affitto
una struttura, dotata di edifici e piazzali, appartenente a
un’azienda che aveva chiuso.
Abbiamo operato una ristrutturazione, montato una gru a
torre e organizzato aree in cui
montare ponteggi metallici
fissi, usufruire di carpenterie,
laboratori elettrico e idraulico
e utilizzare un piazzale per le
manovre dei mezzi d’opera. È
stata quindi creata una scuola di teoria e pratica, nella
quale eroghiamo corsi sulla
sicurezza e professionali e,
dall’anno prossimo, anche di
riqualificazione professionale. Si tratta di una formazione
vera, che coinvolge i partecipanti in attività interattive,
pratiche e teoriche. Abbiamo
anche allestito una zona per
l’addestramento al recupero
di personale in ambienti confinati, attrezzata con una cisterna, cavalletto e verricello.
In questo modo siamo riusciti
ad ‘aggredire’ una delle prin-
Prevenzione e deterrente penale sanzionatorio
È
ancora vivo il ricordo del tragico evento avvenuto a
Barletta nel 2011, quando una palazzina di due piani
è crollata su un opificio, una maglieria dove lavoravano diverse operaie. Cinque donne persero la vita sotto le macerie.
“Intendo ‘leggere’ la tragedia di Barletta, che recentemente
si è ripetuta a Piana degli Albanesi, considerando centrale e
prevalente il crollo, il cedimento strutturale, che ha decretato il ‘fallimento’ della Pubblica autorità, dei tecnici ai diversi
livelli, e più complessivamente del sistema di prevenzione
- commenta Augusto Ferraioli -. I cittadini si erano rivolti
a tutti, autorità amministrative e di polizia, senza ottenere
risposte. Eludere la questione, non avere il coraggio di riconoscere il problema è il punto, l’elemento che non consente il
salto di qualità indispensabile per una svolta positiva. Propongo quindi di potenziare immediatamente la normativa,
agendo su due elementi, la prevenzione e il deterrente penale sanzionatorio. Occorre salvare il piano di sicurezza nei
cantieri, ma salvarlo significa prima di tutto far diventare il
piano uno strumento di vera programmazione delle misure
di sicurezza adottabili in uno specifico cantiere. Oggi, infatti, i piani sono ‘risme’ di carta senza contenuti”.
Augusto Ferraioli, titolare di Pianeta Sicurezza
cipali criticità che negli ultimi anni hanno determinato
gravissimi incidenti sul lavoro, con numerose vittime”. Il
più delle volte i corsi previsti
dal recente Decreto Legge n.
177 del 2011, vengono svolti
infatti solo a livello teorico,
senza un addestramento specifico.
“Noi alle parole preferiamo
i fatti e desideriamo dare un
reale contributo ai nostri
committenti e al miglioramento dello standard di sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Un momento del convegno
organizzato da Pianeta
Sicurezza con la Direzione
provinciale del lavoro (Dpl)
di Roma, tenutosi presso
la sala polifunzionale della
presidenza del Consiglio dei
Ministri
Applicare le norme vigenti nell’edilizia
Per evitare gli incidenti occorre intervenire a monte e predisporre
le misure di prevenzione e protezione necessarie
L’
Inaugurazione del Centro di Formazione e Addestramento
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DIN NEWSLETTER
Settimanale
Anno 6 - Numero 69
Lunedì 2 dicembre 2013
Direttore responsabile:
Mattia Losi
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Carsoli (Aq);
Stampa Quotidiana
S.r.l - Via Galileo
Galilei, 280/A 40059
Località Fossatone
Medicina - (Bo);
edilizia viene spesso considerata un
settore in cui rischi e rapporto di
lavoro sono sempre in bilico fra legalità
e illegalità. Tuttavia sarebbe auspicabile
allargare l’orizzonte.
“Negli ultimi anni, anche senza citare la
drammatica vicenda della ThyssenKrupp
- afferma Augusto Ferraioli -, si sono
susseguiti gravi incidenti in aziende industriali e in impianti pubblici, come nel
caso del depuratore di Mineo, in provincia
di Catania. Più di un elemento smentisce i
luoghi comuni e le statistiche. Gli incidenti infatti sono avvenuti anche in grandi
impianti industriali, in impianti soggetti
a norme speciali, quali raffinerie e centrali elettriche, a seguito di una catena di
appalti e subappalti, di procedure violate
e/o assenti, a causa di appalti affidati al
massimo ribasso e di lavorazioni ad alto
rischio su impianti complessi che presupponevano un tasso di conoscenze tecniche
e professionali proporzionali alla difficoltà del lavoro. Molto spesso si tratta di
piccole imprese, utilizzate in un processo
complesso, a capo del quale vi sono grandi
gruppi industriali”.
Questi gravi avvenimenti ripropongono
con forza il tema, regolamentato dall’art.
26 del d.lgs. 81/08 ex art. 7 d.lgs.626/94,
sulla gestione degli appalti e dei subappalti. “È la qualità del rapporto di lavoro che
si deteriora per effetto della drammatica
crisi economica e del sistema di affidamento degli appalti - spiega Ferraioli -.
Massimi ribassi, una concorrenza fra imprese che tocca livelli drammatici. In questo contesto, parlare di applicazione delle
norme generali di sicurezza regolamentate è ‘utopia’. Se si continua a ‘mettere la
testa sotto la sabbia’, pensando che per
elevare lo standard di sicurezza nei luoghi
di lavoro, si possa intervenire solo a valle,
con la militarizzazione della vigilanza,
non si andrà lontano. Occorre intervenire
a monte sulle cause principali che determinano i fenomeni in esame mediante la
qualificazione delle imprese, del rapporto di lavoro, delle procedure di appalto
e gestione dei lavori. In sintesi bisogna
rendere operativa, applicare la normativa
vigente, completando con coerenza i regolamenti di attuazione.
Coordinare significa infatti collegare razionalmente le varie fasi delle attività in
corso mentre cooperare è qualcosa di più,
perché vuol dire contribuire attivamente,
dall’una e dall’altra parte, a predisporre e
applicare le misure di prevenzione e protezione necessarie. In particolare, l’obbligo
di cooperazione e di coordinamento riguarda i rischi comuni a cui possono andare incontro i dipendenti delle due parti
per effetto dell’esecuzione dell’appalto”.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza
3
■ OTJ / Formazione professionale e sicurezza nei settori dei trasporti portuali e aeroportuali, della moda, bancario, sanitario, edilizio e della grande distribuzione
Un interlocutore unico in Italia per lavorare in modo sicuro
Risposte immediate, semplicità nelle procedure e flessibilità per le aziende che usufruiscono dei servizi, grazie al Customer Portal
F
ormazione professionale e
sicurezza sui luoghi di lavoro sono elementi a cui ogni
azienda è tenuta a prestare
attenzione, visto il continuo
innalzamento dei livelli di
competitività che contraddistinguono il mondo.
Alti livelli di professionalità
uniti ad elevati standard qualitativi fanno di Otj, riconosciuta società di consulenza e
formazione operante sul territorio nazionale, una realtà saldamente affermata al servizio
delle aziende e dei lavoratori.
Fondata da professionisti attivi nel settore da oltre quindici
anni, Otj vanta una filosofia
on the job, basata sull’ideazione di corsi personalizzati
e un modus operandi basato
su un’organizzazione meticolosa del lavoro, supportato da
un’elevata informatizzazione
dei processi. Questo ha permesso di chiudere il 2012 con
un +30% di crescita del fatturato rispetto al 2011, erogando servizi ad aziende per lo
più di “fascia alta” (con oltre
150 lavoratori, circa l’80% del
proprio portfolio clienti). E il
2013 sembra annunciare un
altro segno positivo.
“Abbiamo la fortuna di lavorare in un mercato soltanto sfiorato dalla crisi, che offre ancora margini di crescita” - spiega
Antonella Palmieri, ammistratore unico di Otj -. Sono ancora tante le aziende che hanno
un lungo percorso da compiere, per raggiungere risultati
significativi e ottemperare alle
norme che regolano il campo
della salute e sicurezza nei luo-
+30% il fatturato
Otj nel 2012, in crescita
rispetto al 2011
ghi di lavoro”.
Otj è presente nel settore dei
trasporti portuali e aeroportuali, moda, banche, sanità,
edilizia e grande distribuzione.
Klm, Oman Air, Mediobanca,
Europcar, Total, Fintecna sono
soltanto alcuni dei clienti con
cui collabora.
“Circa il 70% delle imprese di
medie dimensioni presenta
lacune più o meno importanti
sul fronte sicurezza. - precisa
Palmieri - Diverso il discorso
per le grandi aziende che, pur
avendo raggiunto traguardi
importanti, oggi denunciano
difficoltà a trovare nel campo
della consulenza un interlocutore unico, operativo su tutto
il territorio nazionale e dotato
di una visione d’insieme che
garantisce un approccio omogeneo alla materia. Il mercato
della formazione e della sicurezza è costituito infatti per lo
più da realtà ‘locali’ che operano con metodologie non sempre standardizzate. Partendo
da questa constatazione - spiega Palmieri - Otj ha reimpostato le proprie strategie
commerciali. Grazie a ingenti
investimenti, soprattutto nel
settore dell’informatizzazione
e della formazione del nostro
personale, siamo riusciti a
darci una veste ‘nazionale’ e
a offrire la massima flessibilità per far fronte a qualsiasi
richiesta dei clienti in tempi
ragionevoli. La nostra società
è in grado di organizzare un
corso in aula entro 48 ore dalla
richiesta del cliente, anche per
un numero minimo di persone, e di muovere un team di
formatori ovunque. L’azienda
non è vincolata a un calendario didattico predefinito che
impone al cliente date prestabilite”.
L’organizzazione flessibile si
completa con il Customer
Portal. Si tratta di un portale Internet dove i dipendenti
possono controllare il loro
profilo, scaricare attestati,
visionare i corsi sostenuti e
monitorare date e scadenze.
Parallelamente, l’azienda può
Otj è in grado
di realizzare
un corso in aula
a 48 ore dalla
richiesta del cliente
L’80% circa
del portfolio clienti
è costituito da aziende
con oltre 150 lavoratori
disporre di una visione globale delle attività con indicazioni
per quel che attiene le scadenze dei corsi, visite mediche o il
percorso dei nuovi assunti, ma
soprattutto semplificare e accelerare i processi di gestione,
reperimento e trasmissione
dei documenti. Come afferma
Palmieri, “si tratta di un servizio particolarmente apprezzato dai nostri clienti, perché
propone loro una metodologia di archiviazione documentale online sicura e gestibile
in modo intuitivo e semplice”.
La professionalità e la ricerca
continua della perfezione che
Oltre al Customer Portal la formazione avviene anche sui canali tradizionali
contraddistinguono Otj sono
comprovate dal conseguimento di titoli significativi. Oltre
a essere certificata in qualità
Iso 9001:2008 per il settore
37 “Progettazione ed organizzazione eventi formativi” e
per il settore 35 “Consulenza
e Servizi per le Aziende”, Otj
è anche accreditata presso la
Regione Lazio con “determina” definitiva, ed è autorizzata dal ministero della Salute a
erogare formazione in campo
medico sanitario, in qualità di
Provider Ecm.
Voglia di fare, professionalità e
impegno costante, hanno trasformato una piccola società
di formazione in una grande
realtà consulenziale, capace
di operare in più settori: sicurezza in azienda, sicurezza
in cantiere, formazione, progettazione con fondi interprofessionali,
antincendio,
ambiente, energie alternative e
laboratorio d’analisi. Per maggiori informazioni visitare il
sito Internet www.otj.it.
Affiliarsi al network per lavorare di più e meglio
Una rete di partner professionali in grado di abbattere i costi, offrire
costante innovazione e immediata disponibilità di prodotti e servizi
O
tj ha deciso di crescere
offrendo una proposta
di partnership che punta a
costruire quelle relazioni indispensabili per perseguire
obiettivi in linea con le tendenze del settore attraverso
un abbattimento dei costi e
una costante innovazione.
L’affiliazione al network di
Otj permette la semplificazione dei processi gestionali,
disponibilità immediata di
prodotti e servizi, incremento della redditività, economie
di scala, presenza su tutto il
territorio nazionale e gestione centralizzata delle problematiche.
Otj fornirà all’affiliato una
serie di strumenti e servizi,
quali per esempio un corso
di formazione per lo start-up
degli affiliati in aula (della
durata di 40 ore), la fornitura di materiale divulgativo
(biglietti da visita, materiale didattico personalizzato
Otj e quant’altro), un certo
numero di accessi gratuiti
alla piattaforma e-learning
Otj per erogare corsi di formazione e informazione ai
propri clienti, e il coinvolgimento in attività di marketing, oltre alla pubblicità e
visione dell’affiliato su riviste
o siti specializzati di settore.
Il contratto di affiliazione
prevede anche servizi di telemarketing con operatori telefonici Otj che condurranno
campagne specifiche proposte
dall’affiliato, servizi amministrativi e di back office sulle
attività didattiche.
Dopo un training formativo
intensivo in aula, agli affiliati verrà data la possibilità
di gestire con un certo grado
di autonomia i seguenti prodotti e servizi: sicurezza nei
luoghi di lavoro, valutazione
dei rischi e redazione del Documento di valutazione dei
rischi (Dvr), programmazione e vendita dei corsi di
formazione ex. d.lgs. 81/08,
elaborazione dei piani operativi per la sicurezza (Pos),
e dei piani per la sicurezza
in cantiere (Psc), rilevazioni
strumentali (misurazioni vibrazioni, impatto acustico;
radiazioni…), consulenza e
vendita dei servizi di sorveglianza sanitaria, verifiche
carico incendio e gestione
pratiche per Cpi, vendita e
distribuzione dei dispositivi
antincendio, vendita e distribuzione dei dispositivi di
protezione individuale (Dpi),
verifiche periodiche di impianti, macchinari e attrezzature, attività di qualifica
per stesura albo fornitori,
consulenza in materia di certificazioni Iso 9001; 14001;
Ohsas 18001, consulenza in
materia di 231 e di privacy.
Oltre alle attività di vendita
dei prodotti e servizi Otj, l’affiliato avrà la possibilità di
guadagnare erogando i servizi forniti dal personale Otj.
Per esempio l’affiliato potrà
effettuare direttamente le
docenze in aula presso i propri clienti, (se in possesso dei
requisiti minimi previsti per
i formatori dalla conferenza
Stato - Regioni) vedendosi riconosciuto il compenso orario che Otj pattuisce usualmente con i propri docenti.
L’affiliato potrà organizzare
i corsi utilizzando proprie
aule e/o strutture previa approvazione di Otj, vedendosi
riconosciuto anche il compenso per le location.
Infine, potrà rivestire direttamente incarichi di consulenza e/o ruoli tecnici, fatturando ai propri clienti i propri
tariffari, sempre a patto che
possieda i requisiti di legge.
4 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ ERFAP LAZIO / Le attività dell’Ente di formazione della Uil regionale
■ BITWIRED / Sicurezza informatica dal 2004. Specialisti in videosorveglianza
L’assistenza alla persona si fa così
Sicurezza pienamente raggiunta
Escono da qui i professionisti che aiutano malati e famiglie
A Roma assistenza on site e da remoto per ogni dispositivo
L
B
a formazione nel settore
socio-sanitario è tra i principali impegni di Erfap Lazio,
l’Ente di Formazione della Uil
del Lazio che considera necessario un grande Piano per la
qualificazione e riqualificazione della forza lavoro.
Attualmente Erfap Lazio è
impegnata nella gestione di
diversi corsi di formazione
nel settore socio-sanitario per
formare figure che andranno
a coprire numerosi compiti di
assistenza diretta alla persona.
“Assistente familiare nel settore neurologico, oncologico
e traumatologico” con Ital Uil
e Consorzio Stedi in favore
dell’Azienda Ospedaliera San
Camillo Forlanini rivolto a 85
partecipanti è uno di questi
corsi, ma è possibile optare
anche per il corso di riqualifica
per “Operatore Socio Sanitario” di 600 ore in collaborazione con l’Ircs Idi Villa Margherita di Viterbo.
Altri due percorsi formativi si
rivolgno invece ai dipendenti
del Complesso Integrato Columbus. Finanziati dal Fondo Interprofessionale For.Te.
comprendono le lezioni per
diventare “Tutor clinico assistenziale”. Si tratta di un corso
di 100 ore che ha l’obiettivo di
formare una figura che opera sia in ambito gestionale/
amministrativo sia in ambito
clinico per sviluppare un processo di costante integrazione
Franco Dore,
presidente
di Erfap Lazio
Corsi finanziati
per formare assistenti
familiari nel settore
neurologico, oncologico
e traumatologico.
Anche “Front Office”
tra le due aree. “Front Office”
ha una durata di 16 ore e punta
a formare addetti capaci di gestire correttamente il contatto
con il cliente/paziente durante
tutto il percorso del ricovero
ospedaliero in modo di facilitare l’integrazione tra le procedure interne amministrative e
cliniche. In attesa di autorizzazione della Regione Lazio per
l’avviamento, Erfap Lazio gestirà tre percorsi di qualificazione autofinanziati presentati
nel mese di maggio 2012, per
il profilo professionale di Operatore Socio Sanitario di 1000
ore ciascuno, rivolto a non occupati. Uno a Monterotondo
con la Usl Rmg di Tivoli, uno
a Viterbo con l’Idi di Viterbo
e un altro a Roma con il Complesso Integrato Columbus.
itwired nasce nel 2004 a
Roma come specialista in
servizi per la sicurezza aziendale di tipo informatico. Si occupa
da sempre di realizzazione di
reti Lan e wireless, di server e
storage, dati, fonia, fornitura ed
assistenza onsite e da remoto
per hardware e software.
Michele Di Gregorio, uno dei
soci, afferma “In un’ottica di diversificazione del business, ma
senza allontanarci troppo da
quella che è la nostra mission,
ci siamo di recente focalizzati
su quell’aspetto della sicurezza
che riguarda i sistemi di allarme e di videosorveglianza di
nuova generazione”. Una nuova attività che risulta promettente e che si allarga, per la prima volta, dall’utenza aziendale
anche a quella privata. A seguito di un sopralluogo gratuito,
Bitwired garantisce un servizio
a 360°, occupandosi sia della
progettazione che dell’istallazione del sistema. “Gli antifurti
si sono evoluti”, afferma Di
Gregorio. “I più moderni sistemi antintrusione si possono
interfacciare con telefoni cellulari da remoto. Inoltre sono in
grado di inviare comunicazioni
di allarme sia verso telefoni fissi che cellulari. E le “apps” per il
centralino - sottolinea Di Gre-
gorio - permettono la completa
gestione della centrale da parte
dell’utente tramite qualsiasi
dispositivo sia esso un pc, un
mac, uno smartphone o un tablet. Così il cliente può sempre
avere il controllo della proprietà o della propria azienda”.
Grazie ai sistemi di videosorveglianza è poi possibile controllare una proprietà da remoto, con
il vantaggio di poter monitorare
la situazione - sia di eventi live
che registrazioni di eventi passati - da qualsiasi dispositivo
con accesso a Internet, sia esso
un pc, smartphone o un tablet.
Le telecamere sono disponibili
per interni ed esterni, con illuminazione per visione notturna
e con un’alta definizione per il
■ GRUPPO CMB / Il suo “Centro Futura” dove la prevenzione e la sicurezza si impara dal vero
La “palestra” che prepara ai casi reali
Punto di riferimento nel Centro Italia e polo di eccellenza nella consulenza e formazione
P
revenzione e sicurezza
sono temi ormai diventati punti cardine della cultura
aziendale. Lavoratori e datori
di lavoro sono effettivamente
sempre più coscienti dell’importanza del rispetto di particolari regole e mostrano grande attenzione alla materia.
Sembra però che libri, video
e lezioni frontali non bastino
più. Quello che le persone cercano è una formazione che li
renda certi di essere preparati
nel momento dell’emergenza ed è su questi presupposti
che nasce il “Centro Gestione
Sicurezza Futura” dove si impara a fare sicurezza e prevenzione sul campo.
Punto di riferimento nel Centro Italia e polo di eccellenza
per la consulenza e formazione, la struttura è stata realizzata per promuovere e diffondere la cultura della sicurezza sul
lavoro, formando esperti in
grado di garantire la protezione della salute dei lavoratori e
la prevenzione di malattie e di
infortuni nei luoghi di lavoro.
Il “Centro Futura”, realizzato a
Centro
Futura.
Galleria del
fumo
luglio 2012, è stato creato dal
Gruppo Cmb, azienda leader
nel settore della sicurezza sul
lavoro, della formazione di figure sensibili e della vigilanza
antincendio, in collaborazione
con il Servizio di prevenzione
e protezione dell’Università
Tor Vergata di Roma. All’interno della struttura, formata
da un complesso di laboratori, aule e un vero e proprio
campo di addestramento,
l’apprendimento teorico si interseca con corsi pratici legati
all’antincendio, alla gestione
delle emergenze e primo soccorso, psicologia delle emergenze, spazi confinati, lavori
in altezza e ponteggi. Da un
approccio alla sicurezza di tipo esclusivamente documentale si passa a un approccio
esperienziale e sostanziale dove docenti capaci vanno oltre
gli aspetti puramente tecnici
della materia. Il supporto video per la proiezione di filmati
su casi reali e una serie di prove pratiche, infatti, aiuta il docente a coinvolgere emotivamente il discente, instaurando
un rapporto empatico utile sia
alla partecipazione sia al conseguente apprendimento.
In classe gli iscritti frequen-
Centro Futura.
Parete
verticale
tano lezioni teoriche ma è
fuori dalle aule che si cimentano con la pratica. Grazie alla
presenza di un laboratorio di
dosimetria e di analisi chimiche i discenti imparano a misurare le emissioni da sorgenti
radiogene e i rischi connessi
all’esposizione di queste radiazioni; si occupano della messa
a punto di metodi e strategie
di campionamento, della misurazione di agenti chimici,
fisici e biologici e, infine, apprendono come creare una
mappa virtuale dell’inquinamento acustico nei luoghi di
lavoro e negli ambienti circostanti.
Il “Centro Futura” è una
scuola in cui, in totale sicurezza, i discenti imparano a
facile riconoscimento di persone e oggetti.
Il sistema di videosorveglianza
può poi essere collegato a un
impianto di antintrusione, così
da generare o una notifica con
Sms in caso di movimenti sospetti o un vero allarme in caso
di manomissione anche di una
sola telecamera o se in campi di
visione prestabiliti ci fossero dei
mutamenti delle immagini.
“Viceversa - conclude Di Gregorio - collegando l’antifurto
alla videosorveglianza, il cliente
può verificare se sta avvenendo un’intrusione e prendere i
necessari provvedimenti”. Per
informazioni: www.bitwired.it;
www.romasicurezza.it;
www.
laziosicurezza.it.
camminare su ponteggi che
simulano un piano per riprodurre l’inclinazione di un
tetto, imparano a spegnere un
principio di incendio su una
vasca che simula fiamme e
incendi. Imparano ad arrampicarsi su una parete verticale
per simulare i soccorsi a operai che lavorano ad alta quota.
Fiori all’occhiello del centro
sono la struttura che simula
un intervento di emergenza
in ambiente confinato, come
un pozzo o una cisterna, per
cimentarsi nel recupero di
una persona in difficoltà e la
galleria del fumo per imparare a usare maschere antigas e
mezzi di protezione delle vie
respiratorie in ambiente invaso dal fumo.
Il Gruppo Cmb, associato dal
2008 all’Associazione Italiana Formatori per la Sicurezza (Aifos) con la qualifica di
Centro di Formazione Accreditato e dal 2011 Centro
di formazione eccellente, ha
sempre considerato la prevenzione e la sicurezza un
patrimonio di conoscenze da
trasmettere.
Per questo motivo, le attività
previste all’interno del Centro Futura rientrano anche
nell’ambito della campagna
europea 2012/2013 “Lavoriamo insieme per la prevenzione dei rischi”, promossa in
collaborazione con l’Enterprise Europe Network (Een),
rivolta non solo alle piccole
e medie aziende ma anche a
Università, Enti e Centri di
ricerca nazionali e internazionali.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza
5
■ ARX / Per la sicurezza fisica come per i beni aziendali. Prodotti e soluzioni tecnologiche per il settore automotive, le abitazioni e i siti professionali
Più che un grande fratello, uno sguardo vigile che protegge
Persone, famiglie, comunità, imprese. E con l’accoppiata “sistemi satellitari-centro servizi” si è al centro di un sistema globale
O
ltre alla sicurezza logica,
che tanto preoccupa gli
esperti di informatica di un
pianeta ormai interconnesso in modo globale, ben più
importante e delicata è la sicurezza fisica, sia per quanto
riguarda i posti in cui le persone vivono e lavorano, sia per
quanto riguarda i mezzi di trasporto. La società Arx di Roma è proprio specializzata nei
sistemi di sicurezza avanzata,
con particolare riferimento
ad autoveicoli, abitazioni e siti professionali. La protezione
è dunque estesa a 360 gradi,
alla persona, alla famiglia e ai
beni, in progetti che possiedono sempre un alto contenuto
tecnologico. Arx è parte di un
pool di aziende anch’esse specializzate nel settore tecnologico, Sirio Telematics e Pentanet, e vanta rapporti di lungo
corso con partner strategici
quali primarie case automobilistiche, compagnie assicurative e telefoniche. Il business
di Arx si articola in prodotti e
soluzioni per il mercato auto
e per la protezione degli immobili (residenziali ed esercizi
commerciali).
Per il mercato auto, protezione, sicurezza stradale e fleet
management in un contesto
di furti, rapine, incidenti, richieste di soccorso, servizi di
logistica e localizzazione trovano risposta nell’accoppiata “sistemi satellitari-centro
servizi avanzato” portata in
dote da Arx, rafforzata anche
dalle particolari condizioni
assicurative proposte. Non va
dimenticato che si sta parlando di un problema - quello dei
furti d’auto - che tocca molti
italiani in prima persona, dato che le stime parlano di un
furto di auto ogni tre minuti.
Fra le innovazioni spiccano
quelle delle società del gruppo
Sirio Telematics e Pentanet.
Sirio Telematics è madre della telematica di bordo (vedi
riquadro in basso a destra),
l’intelligenza artificiale di un
meccanico virtuale di bordo della vettura che assiste
il cliente tempestivamente a
ogni ora. Pentanet inventa invece Onesat (vedi riquadro in
alto a destra) primo satellitare
senza fili con allarmi attivi.
Nell’ambito delle soluzioni per
Arx assiste il cliente con un servizio a 360°, attento sia alle prestazioni di sicurezza h24 che al customer care, gestiti con reparti dedicati
[email protected]: la sicurezza satellitare invisibile
P
rimo fattore di successo: la totale segretezza. Il futuro
della sicurezza delle autovetture prende il nome di [email protected]
sat88G “transponder”, il primo satellitare senza fili, autoalimentato e con allarmi attivi che contrasta le più efficaci tecniche di furto con un fattore sorpresa unico.
Merito del satellitare che viene letteralmente occultato nella
vettura in luoghi impensabili, risulta invisibile e in caso di
spostamento dell’auto senza la presenza del trasponder, invia
allarmi tempestivi alla centrale di sicurezza che interviene
immediatamente. Autoalimentato con batterie al litio di
lunga durata e facilmente intercambiabili, disponibile anche
per i motocicli, possiede i sensori crash integrati, un’ulteriore
sicurezza per il conducente.
Scegliendo questo genere di satellitare, si può giungere anche
a un risparmio dell’80% sulla polizza assicurativa.
Innovare
costantemente
alla ricerca
di standard
di “sicurezza
assoluta” in
ambito auto e
residenziale: è la
mission di Arx
privati e liberi professionisti,
Arx propone diverse linee di
sistemi satellitari, come Sirio,
l’antifurto satellitare che protegge sia il veicolo che le persone in auto, oppure Pegaso, che
vanta un’origine tutta “made
in Italy” e un prezzo competitivo. Excellence unisce invece
le due migliori tecnologie satellitari in una soluzione di sicurezza estrema. Agli antifurti
sono abbinati servizi quali la
protezione totale del veicolo e
la sicurezza “attiva” per il conducente e la famiglia (ossia la
presenza di un sensore crash
e del pulsante di emergenza,
per un allarme tempestivo e
un soccorso immediato e geolocalizzato), la telediagnosi,
la localizzazione del veicolo o
dell’intera flotta, oltre a sconti
assicurativi fino al 85% sulla
polizza incendio e furto e convenzioni Rc auto con primarie
compagnie.
Anche le soluzioni satellitari Arx dedicate ad aziende di
trasporto e noleggio offrono
un’ampia gamma di servizi,
che possono essere gestiti in
autonomia dalle aziende sul
portale web Arx. In caso di
furto invece, gli operatori della
centrale operativa vigilano 24
ore al giorno, gestendo allarmi
e coordinando le forze dell’ordine o del soccorso. Anche in
questo caso sono garantiti la
localizzazione e il monitoraggio in real time dei mezzi, la
gestione degli allarmi a ogni
ora, la manutenzione programmata e la telediagnosi
dei guasti, il monitoraggio dei
livelli di carburante. Inoltre,
per i mezzi dotati di cella fri-
gorifera, un sensore temperatura viene interfacciato con il
satellitare e consente il monitoraggio a distanza della temperatura, e un alert si attiva
in caso di superamento della
soglia preimpostata.
Venendo ora alla sicurezza
residenziale dedicata anche ai
piccoli esercizi commerciali,
Arx posiziona la sua offerta in
modo che sistemi di sicurezza
assistiti - che prevedono anche
la protezione delle persone
mentre sono nelle abitazioni
- possano essere fruiti da più
fasce di popolazione, non solo da quelle dai redditi molto
elevati. Ecco così la linea SecureAlarm, modello di sicurezza residenziale integrata
che sfrutta la sinergia tra un
sistema di allarme wireless e i
servizi della centrale operativa
h24. SecureAlarm si integra
con il modulo SecureVideo,
sistema di veideoverifica che
in caso di allarme riprende
e trasmette una sequenza video definendo con certezza
un’intrusione, un’aggressione
o una generica situazione di
emergenza. Questi strumenti
possiedono un design elegante poco vistoso, sono wireless
e dotati di allarmi via Gsm o
Gprs.
Secure 24, il programma di
sicurezza gestito a ogni ora da
una centrale per proteggere
in caso d’intrusioni indesiderate, fa in modo poi che, a
fronte di una violazione di un
sensore, oppure premendo il
telecomando di emergenza
in dotazione, vengano inviati
allarmi specifici che attivano
in automatico le procedure di
ST500: l’auto sempre collegata con l’assistenza
Il satellitare collegato alla vettura e alla centrale operativa gestisce
guasti, manutenzione programmata e condizioni in tempo reale
U
n tempo l’automobilista si recava
dal meccanico solo dopo i guasti alla
vettura. Ora il processo è invertito, grazie
al sistema ST500 dotato di diagnosi da remoto. Questa soluzione introduce il futuro
modello di assistenza tecnica “proattiva”
sostituendolo a quello attuale che attende “passivamente” il rientro in officina
Arx aiuta il dealer nella gestione del parco auto-clienti
del cliente. Il sistema ST500 incrementa
la redditività, il vantaggio competitivo e
la customer loyalty delle case produttrici,
ed è già stato adottato da primari brand e
grandi dealer.
Operativamente, il satellitare ST500 prevede un’interfaccia Obd II (on board diagnostic) con la centralina della vettura
gestione e intervento. La telediagnosi garantisce infine il
funzionamento dell’antifurto
grazie al continuo monitoraggio effettuato da Arx per via
telematica.
Ad aziende e siti commerciali,
Arx propone il sistema completo di videosorveglianza,
una gamma di soluzioni per
le riprese video e registrazioni video operate all’interno o all’esterno di esercizi
commerciali, siti industriali,
capannoni e abitazioni. Telecamere, videoregistratori,
gestionali e applicativi consentono di consultare una
ripresa in real time o una
registrazione, direttamente
sul monitor del proprio Pc o
in movimento tramite le app
per smartphone e tablet e notebook.
comunicando, in tempo reale, i dati di diagnosi, gli allarmi, i chilometri, ecc.
La centrale operativa Arx registra tutti i
dati e consente al dealer di gestire “attivamente” anomalie, programmi di manutenzione e altre iniziative, organizzando
efficacemente il rientro in officina, così da
offrire un servizio proattivo e integrato al
cliente. In questo modo si ottiene un eccellente servizio al cliente finale che vede
ridotti a zero gli eventuali disagi su strada; inoltre si consente al dealer di gestire
un’efficace sistema di Crm attivo di fidelizzazione della clientela, incrementando
il fatturato del post-vendita.
6 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■■ ELLISSE / La società di Cisl Lazio promuove una campagna di formazione alla sicurezza presso le scuole
La sicurezza inizia dalla prevenzione
Educare le giovani generazioni alla cultura della salute, della sicurezza e del benessere organizzativo
P
curare…diffondere la cultura
della sicurezza nelle scuole”.
Si tratta di una campagna di
formazione per la diffusione della cultura della salute e
della sicurezza nei luoghi di
lavoro (in questo caso nelle
scuole) che prevede il coinvolgimento degli istituti di Roma
e Provincia oltre a quelli della
Provincia di Latina.
Alla base dell’iniziativa promossa da Ellisse Srl (società
di Cisl Lazio che si occupa di
ricerca, consulenza e formazione negli ambiti prevalenti
Mariangela
Benzi,
amministratore unico
di Ellisse
dello sviluppo organizzativo
e della salute e sicurezza sul
lavoro) in collaborazione con
con Erfap Lazio e Itis G.Galilei
Roma, c’è la consapevolezza
che esistano tanti aspetti legati
alla macroarea della sicurezza
che prescindono dal contesto
in cui ci si trova (casa, lavoro
o scuola): il rischio elettrico,
per esempio, la gestione delle
emergenze quali primo soccorso e antincendio, il rispetto
delle regole come segno di civiltà e come indicazioni della
via da seguire per una convi-
© Minerva Studio - Fotolia.com
romuovere e valorizzare
la cultura della sicurezza
in ambito scolastico, utilizzare
la leva della formazione come strumento moltiplicativo,
sottolineare la responsabilità
diretta delle istituzioni scolastiche nel garantire la sicurezza degli studenti nell’ambito
dell’istruzione, coinvolgere in
percorsi formativi dedicati gli
studenti, il personale dirigente e i docenti degli istituti scolastici: sono questi i principi
che stanno alla base del progetto “Prevenire è meglio che
venza serena, la responsabilizzazione personale, sentendosi
parte di una società per dare il
proprio contributo in una visione attiva della quotidianità.
È evidente, ma non così ovvio,
che la sicurezza, in qualsiasi
ambiente, parta dalla cultura
della prevenzione: è per questo motivo che sarà necessario
agire sugli studenti delle scuole in modo tale da far capire
loro i rischi e le problematiche
che possono scaturire da comportamenti al di fuori delle
regole. Attualmente nella
scuola manca una educazione
civica indirizzata all’esercizio
della cittadinanza: ecco perché è fondamentale trattare
questo tema con la massima
professionalità, affidandosi a
persone che da anni sono sul
campo, portando le proprie
competenze e le proprie metodologie di lavoro, sempre
aggiornate.
Il valore di “Prevenire è meglio che curare…diffondere
la cultura della sicurezza nelle
scuole”, se letto in questi termini, assume un’importanza
ancora più grande rispetto
a quella che potrebbe essere
banalmente inteso come un
percorso di educazione civica.
L’iniziativa mira non solo a
sostenere i ragazzi e le organizzazioni nel loro sviluppo
in una dimensione di sicurezza, ma anche ad aiutare le
persone a riconoscere i propri
talenti, competenze e potenzialità, e a usarli al meglio per
il benessere organizzativo e
sociale.
“Coinvolgere il sistema scolastico e confrontarsi sui temi
della prevenzione e sicurezza
con il pubblico degli studenti rappresenta per Ellisse un
investimento e una sfida culturale nel pensare la sicurezza
- afferma Mariangela Benzi,
amministratore unico della
società - perché questi temi
sono considerati appannaggio
prevalente del mondo del lavoro e trattati con riferimento
agli adulti senza considerare
che gli studenti di oggi saranno i lavoratori di domani
all’interno delle imprese pub-
■■ SANIMPRESA / La cassa unitaria di Roma e Lazio, senza fini di lucro, è parte integrante del modello contrattuale del terziario privato
Assistenza sanitaria integrativa agli associati
Tra i servizi, checkup cardiovascolare e oncologico, visite specialistiche, odontoiatriche, interventi chirurgici
I
ntegra e non sostituisce il
sistema sanitario nazionale,
provvede al rimborso parziale
o totale delle spese sanitarie e
permette ai propri iscritti di
godere di vantaggi immediati
e concreti.
In sintesi questa è Sanimpresa, cassa unitaria senza fini di
lucro che, come spiega il vicepresidente Luigi Corazzesi “è
parte integrante del modello
contrattuale del terziario privato”.
Se da una parte ci sono infatti gli enti bilaterali (ai quali
partecipano parti sociali e
imprenditori) che hanno il
compito di occuparsi della
formazione e riqualificazione
professionale e del sostegno al
reddito, dall’altra Sanimpresa
completa questo modello di
welfare dedicandosi all’assistenza sanitaria integrativa.
La Cassa assistenza sanitaria
integrativa di Roma e Lazio
vanta oggi oltre 83 mila iscritti.
Si tratta di lavoratori dipendenti del terziario, distribuzione, servizi della vigilanza
privata e comparto alberghie-
La sede di Sanimpresa nel quartiere Prati di Roma
ro, lavoratori autonomi del terziario, distribuzione e servizi
(agenti e rappresentanti, guide
e accompagnatori), titolari di
piccole e medie imprese del
terziario e del mondo alberghiero, i loro familiari e i pensionati già iscritti alla Cassa al
momento del pensionamento.
Una popolazione variegata diminuita con gli effetti della crisi economica con aziende che
in qualche caso hanno chiuso
oppure non riescono neanche
a versare il contributo di 0,68
centesimi al giorno per i lavoratori. Un versamento, sottolinea Corazzesi, che rappresenta
un obbligo contrattuale. Se
infatti le aziende non versano
i soldi alla Cassa devono metterli nella busta paga dei lavoratori con un costo aggiuntivo
di 5€ per 14 mensilità completo di tutti gli oneri riflessi.
Ai propri iscritti Sanimpresa
garantisce una importante attività in tema di prevenzione.
Fra i servizi è previsto infatti
il checkup cardiovascolare e
oncologico con rimborso dei
ticket fino a settecento euro
l’anno. Vengono poi riconosciute le visite specialistiche,
prestazioni odontoiatriche e
tutti gli interventi chirurgici
Il vicepresidente
di Sanimpresa
Luigi Corazzesi
derivanti da malattie o infortuni con visite a domicilio, medicinali e accertamenti diagnostici nei 120 giorni precedenti
e seguenti l’intervento.
Il pacchetto maternità comprende anche 2.500 euro di
sostegno per cesareo, mentre il
pacchetto oncologico riguarda
le persone che hanno subìto
interventi. In caso di infor-
tunio sul lavoro o colpiti da
malattie invalidanti, che renda
la persona non autosufficiente
vengono riconosciuti 1.500 euro al mese per cinque anni per
l’assistenza di una badante.
“Sanimpresa - precisa Corazzesi - può erogare le stesse prestazioni del Servizio sanitario
nazionale e ha deciso di concentrarsi sull’alta diagnostica
bliche e private”. Saranno loro
i primi garanti del benessere
organizzativo e della sicurezza
sociale. “Ma la sfida - precisa
Benzi - è anche metodologica
e di innovazione. Su questo
versante, la forte esperienza
Ellisse, maturata tramite la ricerca e l’aggiornamento continuo a livello nazionale e internazionale, permette di offrire
anche a un pubblico giovane
una formazione che non solo
risponde ai requisiti richiamati dal recente Decreto interministeriale del 6 marzo scorso
(in vigore dal 18 marzo 2014),
ma è adeguata alla maggiore
responsabilità sui modi in cui
contenuti tanto delicati, che
attengono al sapere, saper fare
e saper essere, sono trasferiti.”
L’integrazione tra scuola e lavoro sui temi trasversali della
sicurezza è di cruciale importanza a livello sociale.
“Il progetto, in una visione più
ampia - conclude Mariangela
Benzi - è un punto di partenza per diffondere la cultura
della sicurezza quale primo
fondamentale
presupposto
per la creazione di comunità
sociali, lavorative, di studio,
come luoghi di benessere organizzativo, in piena coerenza con la vision e la mission
di Ellisse a loro volta allineate
con l’ispirazione e le iniziative
della Rete Else (promossa dal
Cnr-Ceris) di cui fa parte, per
creare un filo rosso che unisca
i temi della responsabilità,
della sicurezza e dello sviluppo organizzativo”. Per informazioni visitare il sito Internet www.ellisseformazione.it.
radiologica per la quale sono
previste liste di attesa di parecchi mesi. Con Sanimpresa,
invece, è possibile anche ottenre la prestazione nel giro di 24
ore”.
Cinque milioni di euro di prestazioni sono erogate solo nella
zona di Roma, ma Sanimpresa
chiede alla Regione di poter
migliorare il proprio servizio
usufruendo non solo dell’attività di laboratori e clicniche
private, ma anche di accedere
alle strutture pubbliche tramite convenzioni con gli opsedali
in intra moenia.
Un passo importante che, accompagnato a una migliore
organizzazione del lavoro delle
strutture pubbliche, permetterebbe un abbassamento dei
costi della sanità. Così come
è stato fatto in altre regioni
Sanimpresa ha proposto alla
Regione di ampliare gli orari
di utilizzo di sale operatorie
e laboratori in modo da poter svolgere le attività anche
la sera o nei weeekend. L’ente
pubblico si è detto interessato
e adesso si aspettano le prossime mosse. “L’importante è che
non prevalgano gli interessi dei
singoli poteri, ma quello generale dei cittadini”, conclude il
vicepresaidente della Cassa.
A non stare ferma è invece Sanimpresa che, sempre nell’ottica della prevenzione, ha
recentemente organizzato un
convegno sui suicidi durante
il quale si è discusso dell’attuazione di un servizio gratuito
telefonico per l’assistenza alle
situazioni psicologiche più difficili.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza
7
■ SERVIZI / Sul territorio di Roma e Lazio operano le Organizzazioni di rappresentanza datoriali e dei lavoratori. Dal sostegno al reddito alla formazione professionale
Una rete di enti bilaterali fortemente qualificati
Il core business è rappresentato da una formazione professionale gratuita e di qualità, in linea con le esigenze del mercato del lavoro
L
a “bilateralità”: un’opportunità da cogliere al servizio
delle imprese e dei lavoratori.
È per questo che sul territorio
di Roma e del Lazio, le Organizzazioni di rappresentanza
datoriali e dei lavoratori, per i
settori del commercio, turismo
e vigilanza privata, hanno costituito da molti anni una rete
di enti bilaterali fortemente
qualificati. Sostegno al reddito, formazione professionale e
sulla sicurezza, apprendistato
sono le principali attività offerte alle aziende iscritte. Vi si
aggiungono altri servizi, come
le Commissioni per il rilascio
dei Pareri di conformità per
le assunzioni dell’apprendistato professionalizzante e le
Ebit Roma, formazione sul tema sicurezza
L’Ente bilaterale del terziario, commercio e servizi si fa promotore
presso le aziende sui vantaggi di formare i lavoratori
G
estire in condivisione le problematiche e le opportunità previste dal
Contratto collettivo nazionale di lavoro.
È stato costituito con queste finalità l’Ebit
Roma, Ente bilaterale del terziario, commercio e servizi di Roma e provincia. Terreno prioritario l’attività formativa, con
iniziative in ambito locale, anche tramite
la partecipazione a bandi regionali e fondi
interprofessionali.
L’ente si fa inoltre promotore delle convenzioni per la realizzazione di tirocini formativi e fornisce Parere di conformità per i
Contratti di apprendistato. “La formazione professionale sul tema della salute e della sicurezza vanta un’esperienza decennale
che rende l’Ebit Roma un riferimento per
le aziende e i lavoratori - sottolinea la vicepresidente Silvana Morini -. Per questo
chiediamo ai consulenti del lavoro e commercialisti di far conoscere alle aziende e
ai lavoratori per i quali prestano attività
di consulenza i vantaggi e il valore della
formazione”.
Diverse le aree di competenza del Catalogo
formativo dell’ente, fra cui la formazione
Commissioni paritetiche per
la composizione bonaria delle
controversie in materia di lavoro, nonché per le procedure di
Conciliazione e Arbitrato.
In particolare, il core business
è rappresentato da una forma-
obbligatoria sulla sicurezza. “La scelta di
finanziare anche la formazione obbligatoria - spiega la vicepresidente - scaturisce
dalla volontà di aiutare le aziende a promuovere la cultura e l’informazione sul tema della sicurezza, oggi essenziale”. E forte
attenzione al Contratto dell’apprendistato.
“L’apprendistato professionalizzante - continua Morini -, ha importantissimi sgravi
fiscali, ma altrettante ‘condizioni di utilizzo’ riferite soprattutto ai percorsi formativi obbligatori e di qualificazione. Abbiamo
predisposto una Commissione per il rilascio dei Pareri di conformità”.
Insomma, non poche le azioni dell’Ebit Roma, come nel 2013, che ha visto stanziato
un budget di 200 mila euro per cofinanziare la formazione professionalizzante degli
apprendisti. Senza trascurare l’assistenza
tecnica gratuita per gli associati.
zione professionale gratuita e
di qualità, in grado di cogliere
le esigenze di specializzazione
che il mercato del lavoro richiede. Nell’attuale crisi economica,
il tema della qualità dei servizi
offerti può essere l’elemento di
La vicepresidente di Ebit Roma, Silvana Morini
Osservatorio sul turismo, fiore all’occhiello di Ebtl
L’Ente della Regione Lazio tra l’altro realizza lo strumento di
monitoraggio dei flussi turistici che ha cadenza mensile
Il presidente
di Ebtl, Giancarlo
Mulas
Ebitev, sostegno ai cassaintegrati
Contributi per le famiglie monoreddito con
pesanti situazioni familiari e percorsi formativi
T
agli alla spesa pubblica,
riduzione dei servizi di
vigilanza da parte delle amministrazioni, spending review.
È un sistema in affanno quello
prodotto dalla crisi degli ultimi
anni. A parlare sono i fatti. “Credo - dice Gian Luca Neri, presidente dell’Ebitev - che non sfugga
Il presidente dell’Ebitev
Gian Luca Neri
quanta incidenza rappresentino
i pubblici appalti in una regione come il Lazio, in cui Roma
rappresenta i 4/5 del fatturato
prodotto dal settore della vigilanza privata”. Senza trascurare
altri disagi, come i ritardi nei
pagamenti per le prestazioni di
servizio. “A tutto ciò - continua
il vicepresidente Pietro Ianni - fa
da contraltare una situazione di
concorrenza selvaggia caratterizzata da un numero crescente
di ‘imprese’, le virgolette non
sono casuali, che sfruttando le
opportunità consentite oggi dalla normativa, di poter chiedere
l’estensione della licenza da un
territorio provinciale ad altri,
hanno dato atto a un vero fenomeno di neoinurbamento, avendo come solo elemento di concor-
“T
remilacinquecento aziende e trentacinquemila lavoratori che insieme finanziano uno strumento che eccelle
in particolare con gli osservatori, attivati
fin dal 1993 sul movimento turistico della capitale, poi estesi all’intera provincia,
dedicati uno al movimento turistico e l’altro al mercato del lavoro”. Nel presentare
l’Ente bilaterale del turismo della Regione
Lazio non si può fare a meno di partire
dall’Osservatorio su turismo. A presentare l’ente è il presidente Giancarlo Mulas, a
conferma di come Ebtl, strumento voluto
renzialità la proposta di prezzi
sempre più stracciati, spesso al di
sotto dei costi minimi per garantire le mercedi dei lavoratori”.
È in questo quadro che si muove
l’Ebitev con iniziative di sostegno al reddito per i lavoratori
cassaintegrati, un contributo per
le famiglie monoreddito con pesanti carichi familiari e per quelle con problematiche di familiari
diversamente abili. “Nel 2012
abbiamo sostenuto oltre 800
lavoratori erogando circa 309
mila euro - rivela il presidente -,
così come abbiamo attivato
percorsi formativi per i lavoratori che perdono l’impiego e
così via. Ma, se come temiamo,
dovessimo arrivare a ipotizzare
interventi molto più radicali per
diverse centinaia di lavoratori
che rischiano di perdere il lavoro, l’Ebitev da solo non potrebbe
risolvere davvero i problemi”.
Per questo l’auspicio è che tutti
gli enti, istituzionali e non, facciano la loro parte e collaborino
per la ripresa.
da Filcams/Cgil, Fisascat/CisL, Uiltucs/
Uil e dalle imprese del mondo del turismo
e della ricettività appartenenti a Confcommercio, Confindustria e Confesercenti, sia
l’esempio in Italia della collaborazione tra
le parti sociali per il raggiungimento di comuni obiettivi sui temi del welfare, della
formazione e della conoscenza del fenomeno turistico.
Fiore all’’occhiello appunto l’Osservatorio.
“Nato per rispondere all’esigenza di un’oggettiva parametrazione degli elementi costitutivi della retribuzione integrativa ter-
ritoriale - spiega Mulas -, dopo l’abolizione
della contingenza, ha finito per connotarsi
quale strumento di monitoraggio dei flussi
turistici con cadenza mensile”. È un prodotto apprezzabile per la tempestività,
arricchitosi della collaborazione di Res
Str Global di provenienza Deloitte’s Hotel
Benchmark, leader del benchmark alberghiero, che monitora 5 milioni di camere
nel mondo, di cui 12 mila a Roma, con costante raffronto della Capitale rispetto alle
città e capitali competitor.
Terreno d’azione di Ebtl è anche l’attività
formativa, gratuita. Un impegno che si rivela nei processi di qualificazione del prodotto turistico complessivo, con la formazione degli addetti tramite corsi dedicati,
in lingue straniere, apprendistato, igiene e
sicurezza nei luoghi di lavoro. Né mancano seminari informativi.
Il supporto pratico di Ebit-Ter-Lazio
Un ruolo di coordinamento per la rete di enti
nello sviluppo delle politiche attive del lavoro
P
roporre uno strumento flessibile ed efficace, capace di
rispondere alle esigenze del mercato del lavoro in tempo reale e
con professionalità. In pratica,
con attività di studio e ricerca,
sperimentazione, documentazione, informazione e valutazione, nonché iniziative per lo
sviluppo di politiche attive del
lavoro. Con questi obiettivi nel
2010 è stato costituito l’Ebit-TerLazio, Ente bilaterale regionale
del terziario distribuzione e servizi del Lazio.
“L’ente fornisce un supporto
tecnico-scientifico alla rete degli
enti bilaterali territoriali sulle
politiche e sui sistemi della formazione e dell’apprendimento
continuo, del mercato del lavoro
e dell’inclusione sociale - spiega
sopravvivenza delle aziende,
che possono contare sull’azione
degli enti bilaterali e sulla loro
funzione di sostenere le imprese associate tramite il totale finanziamento della formazione
offerta.
Un’assemblea dell’Ente
il presidente Cosimo Peduto -, ne
coordina il lavoro e ne definisce
le linee operative di indirizzo”. Il
suo ruolo è sostanziale nella creazione e consolidamento dell’occupazione di settore e ne studia
l’evoluzione in relazione alle pari
opportunità.
Diversi gli scopi dell’associazione, come l’istituzione dell’Osservatorio regionale, le iniziative in
materia di formazione e qualificazione professionale, le azioni
per l’acquisizione di più elevati
valori professionali, secondo le
caratteristiche delle attività del
comparto. Non solo. “Ebit-TerLazio - aggiunge Peduto - si propone di ricevere dalle associazioni imprenditoriali territoriali
e dalle corrispondenti organizzazioni sindacali gli accordi applicativi in materia di contratti
di formazione e lavoro realizzati, a livello territoriale, ovvero a
livello aziendale, nelle imprese
che operano in più ambiti regionali”. E, in stretta connessione,
di fornire il parere di conformità all’accordo quadro nazionale
sui contratti di formazione e
lavoro dei progetti presentati
dalle aziende. Stesso impegno
sul fronte dell’apprendistato e
degli altri compiti previsti dai
contratti collettivi nazionali e
territoriali di categoria.
8 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ FEDERSICUREZZA / Aderente a Confcommercio, l’organizzazione federale raccorda le associazioni della vigilanza privata storiche ed emergenti della sicurezza sussidiaria
Gabriele: “Disarmo non è sinonimo di dequalificazione”
Allarme denaro è allarme occupazione: la riconversione delle guardie giurate armate si apre all’universo dei servizi di portierato
C
hi gestisce il nostro denaro? È una domanda
che molti italiani si sono
posti da quando è giunta
all’opinione pubblica la notizia degli scandalosi ammanchi nei caveaux di un
operatore storico del settore
trasporto e contazione valori. In quell’occasione molti
cittadini hanno anche appreso, qualcuno forse per la prima volta, che le banche hanno delegato agli istituti di
vigilanza la custodia del loro
denaro, oltre alla contazione
e al trasporto dello stesso. E
purtroppo i fornitori non sono sempre risultati all’altezza del compito: da quando,
infatti, Banca d’Italia ha innescato la macchina dei controlli, diversi operatori sono
risultati inadeguati. È quindi
allarme denaro?
“Se da un lato mi sento di
rassicurare i risparmiatori
che il loro denaro non verrà disperso, mi risulta invece più difficile rassicurare
i lavoratori degli istituti di
vigilanza coinvolti negli
scandali, perché pare che il
fenomeno si stia allargando”,
dichiara Luigi Gabriele, presidente di Federsicurezza,
Luigi Gabriele,
presidente
Federsicurezza
organizzazione federale aderente a Confcommercio, che
raccorda le associazioni della vigilanza privata storiche
ed emergenti della sicurezza
sussidiaria.
Benché, infatti, in linea generale si cerchi di salvare
le aziende, non è però automatico che si riescano a
salvaguardare anche i servizi
in essere, quindi - oltre alla
sicurezza del Paese - anche
la tenuta occupazionale. Ra-
ramente, infatti, l’operatore
che subentra nei lavori di
un istituto decaduto assorbe
l’intera forza lavoro: la prassi è invece l’assunzione solo
di una parte di lavoratori
(in genere quella che costa
meno). Una prassi analoga
a quella del cambio d’appalto, dove l’attuale regola contrattuale del riassorbimento
totale dei lavoratori in caso
di passaggio dei servizi ad
altro operatore viene co-
stantemente
disapplicata.
Parliamo di centinaia di
guardie giurate armate che
restano per strada. “Forse si
potrebbe salvaguardare l’occupazione se si ammettesse
la possibilità di riconvertire
almeno una quota dei lavoratori in servizi diversi, magari meno qualificati ma più
adeguati alle esigenze, e ai
portafogli, dei clienti finali”
prosegue Gabriele.
Quali servizi? Tutto ciò che
ricade nel cosiddetto portierato, ossia le molteplici
attività disarmate che nel
tempo hanno eroso fette di
mercato sempre più ampie
alla vigilanza armata tradizionale: portierato, receptionist, controllo accessi,
accoglienza ecc. Pensionato
ormai da tempo il metronotte in bicicletta degli anni ‘70,
la guardia particolare giurata in tenuta mimetica e con
fondina a vista è stata infatti
progressivamente sostituita
da figure disarmate, meno
qualificate ma più flessibili.
E soprattutto meno costose.
Figure che aprono tuttavia
maggiori prospettive di crescita rispetto alla vigilanza
privata armata. Qual è il problema allora? “La deregulation che negli anni ha caratterizzato il trattamento di
queste figure ibride ha portato alle derive contrattuali
più aberranti. Qualcuno ha
tentato allora di innestare
i servizi fiduciari nel Ccnl
della vigilanza, con il solo
risultato di livellare verso il
basso le già scarse professionalità del settore”, aggiunge
Gabriele.
Come se ne esce dunque?
■ MEMOTEF / L’impegno per la formazione del Dipartimento di Metodi e Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza della Sapienza
Il progetto Giovane Impresa alimenta le start-up
Priorità ai giovani, e inoltre corsi di perfezionamento, master universitari, aggiornamento per i lavoratori
D
alla formazione avanzata
per la sicurezza alla cartografia, dal management turistico e pubblico all’information
technology: l’offerta didattica
del Dipartimento di Metodi e
Modelli per l’Economia, il Territorio e la Finanza (Memotef)
dell’Università La Sapienza di
Roma rappresenta un’eccellenza nel panorama italiano.
Il Dipartimento è da molti
anni impegnato, infatti, nella formazione specialistica e
avanzata su alcuni temi di forte
interesse da parte del sistema
produttivo. Formazione che
ha per destinatari i laureati che
vogliano intraprendere una
propria attività imprenditoriale, i dipendenti delle imprese o
della Pa che intendano aggiornare o avanzare nelle proprie
competenze o che debbono acquisirne di nuove in relazione
all’evoluzione delle normative.
D’altra parte il ruolo istituzionale dell’Università comprende anche l’educazione degli
adulti, e soprattutto azioni nella direzione dell’inserimento
dei propri laureati nel mercato
del lavoro. In questa direzione,
il Dipartimento Memotef ha
attivato diverse azioni e percorsi formativi, tra cui i corsi
Il direttore del
Dipartimento
Memotef, prof.
Giorgio Alleva
di formazione per liberi professionisti e per il personale del
Pa nell’ambito della sicurezza
del lavoro (d.l.g.s 81/08).
Tali corsi sono progettati e realizzati in collaborazione con
l’associazione A-Sapiens, con
il rilascio delle certificazioni
previste dalla normativa. Proprio per i dipendenti della Pa il
dipartimento ha progettato un
piano di formazione annuale
per andare incontro alla formazione rivolta ai dirigenti e ai
lavoratori. Attualmente sono
aperte le iscrizioni ai corsi sulla sicurezza cantieri, Rspp, Rls,
antincendio e dirigenti. Non
solo: vi sono corsi di formazione di grafica tridimensionale
vettoriale e raster, erogati all’interno del nuovo laboratorio
informatico del dipartimento,
finalizzati al rilascio delle principali certificazioni relative ai
software Microsoft, Autodesk,
Adobe, Cisco. Altri corsi specialistici attivati dal Diparti-
mento riguardano, invece, la
cartografia Gis, l’introduzione
ai software statistici, l’analisi
dei testi e il text mining.
L’offerta del Dipartimento
Memotef dell’Università La
Sapienza di Roma si declina
anche in corsi di perfezionamento e master universitari,
in collaborazione con Masterandskills a Sida Group, su
tematiche definite insieme alle
aziende private e pubbliche,
con cui da anni il Dipartimento collabora, sia attraverso pro-
getti di ricerca, sia con progetti
formativi per la professionalizzazione di giovani talenti neo
laureati. Le aziende richiedono
giovani export manager, revenue manager, hotel manager,
sistemisti web, specialisti It,
specialisti in culture digitali
ed e-commerce globale, oltre
a nuovi manager delle risorse
umane.
Attualmente sono in fase di
avvio cinque corsi di perfezionamento, comprensivi di tirocinio, sulle seguenti tematiche:
Un’aula del Dipartimento Memotef
“Noi crediamo che serva un
contratto evoluto e coerente con i tempi. Un contratto
coraggioso dove i servizi
integrati e disarmati possano trovare una sistemazione
compiuta, aperta anche ad
altre figure di sicurezza previste dall’ordinamento ma
normate in maniera molto
diversa. E in questo momento di difficoltà auspichiamo
che si possa studiare, con le
dovute guarentigie, un meccanismo di parziale riconversione delle guardie giurate in operatori disarmati”.
Ma disarmo non vorrà dire
dequalificazione professionale e impoverimento delle
guardie giurate? “Frenare
l’allarme occupazione senza
depauperare le guardie è un
processo delicatissimo, che
richiede estrema convergenza di intenti - conclude
il presidente -. Ma è ormai
evidente che per lavorare si
debba andare verso i servizi
disarmati. Noi non ci inventiamo nulla: i colleghi europei ci insegnano che il futuro - quindi le marginalità,
quindi l’occupazione - della
vigilanza privata vanno tutte
in quella direzione”.
internazionalizzazione d’impresa, management dell’industria turistica e alberghiera,
web, information technology
e culture digitali, gestione risorse umane e leadership e autoimprenditorialità giovanile. I
corsi prevedono l’attribuzione
di 75 borse di studio (50 erogate da aziende partner del progetto e 25 per i figli dei dipendenti e/o pensionati della Pa).
Inps, gestione ex Inpdap ha
riconosciuto l’opportunità di
concorrere ai 5 bandi pubblici
per i figli degli iscritti.
Particolare attenzione viene data poi ai giovani, per lo
start-up di nuove imprese: vi
sono, infatti, corsi di formazione e attività di assistenza
e tutoraggio per giovani che
intendano avviare una propria attività imprenditoriale. Il progetto, denominato
Giovane Impresa, è svolto in
collaborazione con la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento della
Gioventù, e comprende sia
una formazione d’aula sulle
problematiche relative alo sviluppo dell’idea imprenditoriale e all’avvio dell’impresa, sia
l’assistenza alla redazione del
business plan e il tutoraggio e
accompagnamento nella fase
di start-up delle nuove imprese, per tutto il periodo di
durata del progetto. Il percorso formativo proposto mira a
creare un nuovo imprenditore
che sappia riconoscere e affrontare i problemi connessi
all’avvio di una nuova attività.
Per informazioni visitare il sito: www.memotef.it.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza
9
■ QMS / Lo staff della Quality and Management Services spazia tra tutte le professionalità fondamentali dell’universo aziendale, ingegneri, architetti e specialisti
Un approccio globale alla sicurezza per le aziende e il lavoro
Macchinari, impianti, ma anche gestione dei processi: i servizi per imprese e Pa vanno dalla consulenza alla formazione
I
ngegneri, architetti, specialisti che rappresentano le
professionalità fondamentali
dell’universo aziendale. È in
uno staff in grado di rispondere alle esigenze interdisciplinari di enti e aziende che
risiede uno dei punti di forza
di Qms - Quality and Management Services Srl, società
romana che dal 1995 opera nel
campo della consulenza e della
formazione, e che ha sviluppato nel corso della sua esistenza
una cospicua e differenziata
gamma di attività di servizio.
Qms si presenta dunque come
una realtà che fornisce alle imprese e alla pubblica amministrazione servizi specialistici,
tecnici e professionali, in tema
di impianti, apparecchiature e
dotazioni dei luoghi di lavoro, ai fini della sicurezza delle
persone e degli ambienti.
“In conformità alle norme di
legge che regolano la tutela
dell’ambiente, progettiamo e
interveniamo a correzione e
adeguamento di tutti i fattori
che in un ambiente di lavoro
devono essere posti sotto controllo”, afferma il direttore tecnico Antonio Razionale.
I settori in cui Qms svolge la
propria attività di consulen-
za riguardano la sicurezza e
salute nei luoghi di lavoro,
l’ambiente, l’energia, i rifiuti,
la progettazione antincendio, progettazione e direzione
lavori, i sistemi di gestione
aziendali, il project management.
Sul fronte della sicurezza nei
luoghi di lavoro, la società è
in grado di fornire servizi alle
aziende per l’espletamento di
tutti gli obblighi previsti dalle
normative in materia di salute
e igiene del lavoro, dalla redazione del documento di Valutazione dei Rischi alla redazione del Piano di emergenza.
“La sicurezza è un tema che,
in ambiente lavoro, copre ogni
aspetto - spiega Razionale
- non si riferisce solo a macchinari e impianti, ma anche
alla gestione e ai processi. La
nostra consulenza non riguarda dunque solo gli aspetti tecnici ma è finalizzata a istruire
l’azienda anche sulle misure
organizzative, gestionali e
procedurali. In altre parole,
una volta che gli impianti e i
luoghi stessi sono stati messi
in sicurezza, il personale deve
essere istruito su come mantenerli conformi ed efficienti, su
come pianificare la manuten-
La piattaforma e-learning
L
e prime attività nel campo dell’e-learning risalgono al 1998
e, in tal senso, Qms può essere annoverata tra i precursori
della formazione a distanza.
“Negli anni abbiamo messo a punto le tecniche di comunicazione, i linguaggi, e i pacchetti che via via siamo andati erogando” afferma Razionale. “Oggi disponiamo di una piattaforma
molto evoluta finalizzata alla formazione a distanza sulle stesse
tematiche che trattiamo in aula, e tutti i docenti dei corsi e-learning possiedono esperienza plueriennale nel settore specifico”.
La piattaforma formativa, denominata Teleskill Lms Learning
Management System, è uno spazio virtuale comune che consente di accedere alle informazioni di approfondimento (slide,
dispense e quant’altro), alle lezioni multimediali organizzate in
aree didattiche e moduli formativi, di mantenersi in contatto
comunicando su base personale (mail) o pubblica (forum), di
effettuare in totale autonomia i questionari di verifica dell’apprendimento in modalità telematica, nonché di eseguire le verifiche finali di apprendimento in videoconferenza.
“Abbiamo erogato formazione in e-learning a decine di migliaia di utenti e riteniamo che questa modalità consenta diverse
economie per le organizzazioni, tra cui flessibilità, costi ridotti,
assenza della necessità di aule didattiche”, conclude Razionale.
Un catalogo
di pacchetti formativi,
e-learning
e progetti studiati
“su misura”
Antonio Razionale, direttore tecnico Qms
zione e su quali sono le procedure e i piani di intervento necessari e le misure da adottare
nel tempo”.
In sintesi, Qms, dopo aver effettuato un’analisi approfondita dei processi aziendali, è in
grado di implementare un sistema di gestione - sia che esso
venga limitato a uno o esteso
a tutti gli aspetti della qualità,
ambiente, sicurezza e risparmio energetico - e preparare
l’azienda per la certificazione
dei sistemi da parte di un organismo di certificazione accreditato.
Nel settore degli interventi
finalizzati alla tutela dell’ambiente e alla gestione dei rifiuti, caratterizzato da una
molteplicità di obblighi,
adempimenti e procedure talvolta articolate e complesse,
Qms propone servizi di consulenza, assistenza e supporto
a 360° indirizzati sia al settore
della committenza - nell’ambito di realizzazione di progetti
sul territorio espletando tutti
gli adempimenti autorizzativi, amministrativi, tecnici
e documentali necessari alla
realizzazione del progetto -,
sia direttamente alle imprese
e società che operano nel settore della gestione ambientale.
“Il nostro lavoro è consulen-
Lo staff di professionisti di Qms
ziale ma anche progettuale
- continua Razionale - siamo
cioè in grado di offrire servizi nell’ambito della progettazione e direzione tecnica di
cantiere. Realizziamo progetti,
anche tecnici e impiantistici,
per gli adeguamenti, e seguiamo poi le fasi della messa a
norma”.
L’approccio Qms è mirato agli
obiettivi e alle esigenze del
singolo cliente. Dopo un sopralluogo preliminare, segue
una diagnosi preventiva e una
proposta di intervento, da realizzare con il coinvolgimento
del management e delle risor-
se aziendali. Durante le fasi
dell’intervento, l’analisi della
situazione generale o del singolo problema effettuato dal
consulente viene sempre supportato dall’attività parallela
degli specialisti in sede e dalla
direzione tecnica della Qms,
in modo da avere un quadro
non settoriale ma globale,
mirato alla risoluzione delle
criticità
Unitamente a questa attività tecnico-professionale, che
rappresenta il core dell’azienda, Qms si propone di evidenziare al cliente le esigenze formative, in molti casi correlate
I corsi accreditati dalla Regione Lazio
Oltre ai corsi di formazione continua e superiore riconosciuti dalla
Regione, Qms opera in accordo con prestigiosi Istituti Universitari
N
el 2008, Qms ha ottenuto l’accreditamento alla Regione Lazio quale
società di formazione per le tipologie continua e superiore. Ciò consente all’azienda
di organizzare ed erogare i corsi e rilasciare le attestazioni e certificazioni relative
alle iniziative di formazione riconosciute
dalla Regione stessa. Qms offre in tale contesto i corsi di formazione obbligatori per
Sala corsi
il D.lgs 81/08, dedicati a datori di lavoro
e dirigenti, a professionisti, associazioni,
enti, ingegneri, architetti, geometri, periti.
Nel corso della propria attività formativa
Qms ha acquisito anche una serie di riconoscimenti e qualificazioni, che hanno
portato alla stipula di accordi di collaborazione per l’organizzazione e l’erogazione congiunta di corsi di formazione in
alla richiesta di consulenza.
Tra i servizi offerti, l’aspetto
della formazione ha assunto
un ruolo e una importanza
sempre maggiore, costituendo ad oggi uno dei settori nel
quale la società ha raggiunto
livelli di eccellenza e qualificazione primari a livello nazionale.
“La validità del nostro staff
docente, unitamente all’esperienza ultradecennale diretta
nell’applicazione in campo
delle tematiche specifiche, ci
permette di predisporre pacchetti formativi di indiscussa
efficacia - commenta Razionale - e mirati alle esigenze del
cliente”.
I corsi, siano essi di formazione di base, di addestramento,
di riqualificazione o di perfezionamento, possono essere
scelti a catalogo oppure progettati ed erogati ad hoc per
le singole aziende, customizzati sulle specifiche esigenze.
In questo caso, le attività di
formazione vengono sempre precedute da una fase di
analisi e di studio, allo scopo
di definire, insieme al management e ai destinatari finali,
il “progetto” formativo, cioè
la definizione del contenuto
tecnico e didattico del corso
in relazione ai fabbisogni formativi emersi.
Ad oggi il panorama dei corsi
che Qms è in grado di offrire, sia in modalità tradizionale in aula, sia in modalità
e-learning, spazia attraverso
un amplissimo spettro di
settori quali la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro,
la prevenzione incendi, la
cantieristica, la qualificazione energetica negli edifici, i
sistemi di gestione, il project
management.
materia di sicurezza, salute e ambiente
nei luoghi di lavoro e di vita, project management, certificazione energetica, con
Istituti Universitari di prestigio nazionale.
Tra questi, di lunga data è l’accordo con
l’Università degli Studi della Tuscia di
Viterbo - Dipartimento per la Innovazione nei sistemi Biologici Agroalimentari e
Forestali (dal 2010 l’Università ha esteso
l’accordo anche ai corsi erogati in modalità
e-learning), seguito dall’accordo con l’Università di Roma La Sapienza - Facoltà di
Ingegneria - Centro Interuniversitario di
Tecnologia e Chimica dell’Ambiente e con
l’Università degli Studi dell’Aquila - Facoltà di Ingegneria.
10 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ FONDITALIA / È il Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua. Con l’adesione si riducono i costi di gestione dell’impresa
Sicurezza prima di tutto. Perché è giusto, perché è utile
Privilegiando questo aspetto, si realizza pienamente il senso della formazione, proteggendo il lavoratore da rischi e malattie
F
ondItalia è il Fondo Paritetico Interprofessionale
Nazionale per la Formazione Continua. È promosso da
FederTerziario (Federazione Italiana del Terziario, dei
Servizi, del Lavoro Autonomo e della Piccola Impresa
Industriale, Commerciale e
Artigiana) e Ugl (Unione generale del Lavoro) sulla base
di un accordo interconfederale valido per tutti i settori
economici.
Per descrivere l’efficacia della sua attività bastano i numeri: 556 progetti formativi, 15.795 lavoratori, 3.126
imprese coinvolte, 323.941
ore di formazione finanziate
complessivamente. Di queste,
214.259, ossia il 66% del totale, hanno riguardato il tema
della “Salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro”.
FondItalia - che si caratterizza per una modalità di finanziamento della formazione a
sportello, in grado di snellire
le procedure dei bandi - eroga le risorse mediante due
strumenti principali: il Conto
formativo monoaziendale e il
Conto aziende. Nel primo caso, FondItalia mette a disposizione di imprese medio-grandi il 70% del gettito versato
per piani formativi aziendali,
in modalità diretta, con possibilità di cumulo delle risorse su base pluriennale. Eventuali risorse derivanti dalla
portabilità da altri Fondi sono
messe a disposizione al 100%
non appena disponibili.
Per il Conto aziende, invece, le
imprese, soprattutto Pmi, possono aggregarsi, cumulare la
loro capienza in un unico con-
Oltre all’attività in azienda, parte rilevante della formazione avviene anche in convegno
to che risulterà composto dal
70% del gettito versato e delegare, per la gestione del conto
e l’accesso ai finanziamenti,
un soggetto giuridico detto
“proponente”. Nei tre anni di
attivazione dello Sportello imprese 2010-2012, FondItalia
ha finanziato piani formativi
per micro e piccole (84%),
(troppo spesso escluse dai
meccanismi della formazione
finanziata), per tutti i settori
(con prevalenza ai comparti
del commercio, dell’industria
e delle costruzioni), e tutte le
regioni, con straordinaria incidenza al Sud.
Relativamente ai temi, FondItalia ha teso a finanziare
una formazione “su misura”,
ossia rispondente ai fabbisogni espressi dalle imprese.
Questa policy ha fatto sì che
le tematiche formative mag-
giormente sviluppate siano
state quelle oggetto di “obbligo di legge”: in particolar
modo, il Fondo ha sostenuto
la formazione su “Salute e sicurezza nei luoghi di lavoro”
ed Ecm, consentendo l’attribuzione di crediti formativi
per ogni area specialistica
medica e per tutte le professioni sanitarie.
“Privilegiando la sicurezza ha dichiarato Egidio Sangue,
vice presidente di FondItalia
e sindacalista dell’Ugl - si
realizza pienamente il senso della formazione, quale
strumento per agire su conoscenze, competenze e atteggiamenti in grado di produrre cambiamenti a impatto
immediato sul benessere e la
Erogazione di servizi sanitari e sociali 2%
Produzione agricoltura,
zootecnica pesca 0%
Vendita, marketing 2%
Erogazione di servizi economici 0%
Produzione manifatturiera,
costruzioni 1%
Sviluppo delle abilità personali 6%
Conoscenza del contesto lavorativo 5%
Salvaguardia ambientale 1%
Gestione aziendale
e amministrazione 7%
Informatica 5%
Lavoro d’ufficio
e di segreteria 0%
Contabilità, finanza 1%
I temi della
formazione
finanziata da
Fonditalia
Lingue straniere,
italiano per stranieri
4%
Salute e sicurezza sul lavoro 66%
Protagonista della formazione
La mission di FormaSicuro: promuovere la professionalità;
diffondere la cultura della salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro
F
ormaSicuro è l’organismo paritetico
nazionale per la formazione professionale e la tutela della salute e sicurezza nei
luoghi di lavoro istituito con Ccnl 10 luglio
2008 da Ugl e Federterziario. “La mission
di FormaSicuro - ha dichiarato il presidente Rocco Maurelli - è promuovere la
professionalità e diffondere la cultura della
salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro”.
Coerente con questo principio, FormaSicuro garantisce alle imprese assistenza e
competenza nella realizzazione di attività
formative in materia di salute e sicurezza
attraverso la propria consulenza, la redazione di opuscoli informativi e manuali didattici (anche multilingue) a disposizione
dei discenti e scaricabili gratuitamente dal
sito web (www.formasicuro.it), la realizzazione di iniziative quali seminari, convegni, campagne promozionali e quant’altro. L’art. 51 del D.Lgs. 81/08 assegna agli
organismi paritetici un ruolo fondamentale per la salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro accrescendone compiti, funzioni,
potenzialità e responsabilità.
Organizzato a livello nazionale e territoriaIl vicepresidente di Fonditalia, Egidio Sangue
le, FormaSicuro svolge e promuove attività
di formazione in materia di sicurezza anche attraverso la collaborazione con FondItalia, supporta le imprese nell’individuare soluzioni tecniche e organizzative per
garantire e migliorare la tutela della salute
e sicurezza. L’erogazione della formazione
da parte di FormaSicuro avviene direttamente o in convenzione con enti privati
selezionati in base alla loro comprovata
esperienza e competenza in materia.
In entrambi i casi FormaSicuro assume nel
processo formativo un ruolo propositivo:
partendo dalla proposta progettuale, ne
analizza l’adeguatezza e la conformità non
solo rispetto alla norma ma, soprattutto, al
fabbisogno formativo dell’impresa, proponendo eventuali e ulteriori miglioramenti.
Inoltre, grazie a un accordo interconfederale stipulato tra FederTerziario e Ugl,
in quanto espressione della bilateralità,
FormaSicuro si propone come organismo
paritetico di riferimento generale e trasversale per l’intero territorio nazionale e per
tutti i settori produttivi.
Nel caso di attività formativa svolta in
tutela del lavoratore, proteggendolo da eventuali rischi
sul luogo di lavoro e da possibili malattie professionali, e
sui costi di gestione dell’impresa, riducendo i possibili aggravi diretti e indiretti
legati a infortuni e assenze
per malattia dei propri collaboratori”.
Per promuovere con maggior
forza la formazione sulla sicurezza, il Fondo, anche sulla base di quanto emendato
dalle più recenti disposizioni
di legge in materia ha deciso
di ricorrere alla collaborazione di FormaSicuro: il Sistema
Paritetico Nazionale per la
formazione professionale e la
tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro,
promosso da Ugl e FederTerziario. Già dal 2012, infatti,
FondItalia si avvale di FormaSicuro per verificare che
i progetti di formazione sulla
sicurezza presentati al Fondo
per la richiesta di finanziamento siano sempre conformi alle norme vigenti in materia e presumano eventuale
certificazione, se prevista.
(Il quadro normativo di riferimento è il D.Lgs. 81/08, art
37, comma 12 “La formazione dei lavoratori e quella dei
loro rappresentanti deve avvenire, in collaborazione con
gli organismi paritetici…” e
D.Lgs. 81/08, Art. 51, comma
3-bis. “Gli organismi paritetici svolgono o promuovono
attività di formazione, anche
attraverso l’impiego dei fondi interprofessionali di cui
all’articolo 118 della legge 23
dicembre 2000, n. 388, e successive modificazioni”).
convenzione con enti, la certificazione dei
corsi e il rilascio degli attestati prevede una
meticolosa procedura di verifica e controllo della documentazione e di tutto il percorso formativo attraverso tre step di valutazione: ex ante, in itinere ed ex post che ne
garantiscono efficacia, qualità, conformità
normativa e soddisfazione dei fabbisogni
aziendali. Dopo aver messo a disposizione il “Kit del formatore”, contenente la
modulistica per lo svolgimento dell’attività
formativa, FormaSicuro affianca l’ente e lo
sostiene sin dalla fase progettuale del corso
(ex ante), focalizzando l’attenzione sulla
qualità del programma proposto e sui requisiti del docente per la verifica non solo
della conformità allo standard normativo, ma anche dell’adeguatezza al contesto
aziendale.
Se necessario, FormaSicuro provvederà a
suggerire eventuali modifiche o integrazioni. Il controllo in fase di erogazione
(in itinere) consente, poi, di verificare il
corretto svolgimento del corso, mentre la
verifica della documentazione di fine corso (ex post) è dedicata alla conformità dei
registri, al computo delle effettive presenze
previste dalla normativa, alla chiarezza e
al livello di aggiornamento dei materiali
didattici. L’iter di verifica si concluderà
con il rilascio degli attestati di FormaSicuro dopo il superamento, con esito positivo,
di tutti gli step di valutazione previsti.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza
11
■ ORDINE INGEGNERI DELLA PROVINCIA DI ROMA / Oltre alla sicurezza Civile e Ambientale, esperti anche in sicurezza delle informazioni digitali
Network aziendali e web più sicuro se l’ingegnere è “2.0”
Ecco i professionisti che possono garantire protezione dei dati. Cappiello: “Gli iscritti all’Ordine unica garanzia di certezza”
O
gni giorno individui, enti, aziende e organismi
dello Stato perdono ingenti
quantità di informazioni in
formato digitale. Nell’80%
dei casi accade a causa di
comportamenti interni e solo
per il 20% per furti e attacchi esterni. Lo testimonia il
recente scandalo Datagate,
causa di un repentino cambio
di equilibri internazionali. Da
qui nascono delle riflessioni
sulle “certezze” della rete internet e sulla sicurezza dei sistemi digitali, che impongono
un quesito: “come tutelarsi”?
Una risposta la offre l’Ordine
degli ingegneri della Provincia di Roma, il più grande
d’Europa con 23 mila iscritti.
“In Italia vi è un’unica figura
che può gestire i dati elettronici”, afferma l’ingegnere
Carla Cappiello, presidente
dell’Ordine romano, “ed è l’ingegnere dell’informazione, o
per chiamarlo in maniera più
attuale l’ingegnere 2.0”. Infatti, è a questa figura che spetta
in esclusiva la progettazione,
lo sviluppo, il collaudo, la gestione di impianti e sistemi
elettronici, di automazione e
generazione, trasmissione ed
elaborazione delle informazioni (art. 46, comma 1, lettera C, dpr 328/2001).
A ratificarlo anche il Cni,
Consiglio nazionale degli
ingegneri che, al riguardo,
ha emanato la circolare 194
del 19 marzo del 2013. Con
questo provvedimento il Cni
sancisce che il settore dell’informazione, previsto e disciplinato dal dpr 328/2001,
costituisce un’attività riservata
agli ingegneri di settore, soggetta ai dettami normativi sulle attività professionali. E difatti il dpr, nell’occuparsi della
professione ingegneristica agli
articoli 45 e seguenti, suddivide gli ambiti professionali
in tre settori omogenei: civile, ambientale; industriale;
dell’informazione.
“Vi sono - continua Cappiello - circa 6mila colleghi nella provincia di Roma e varie
decine di migliaia a livello
nazionale che operano specificatamente nel settore e che
possono validamente svolgere non solo il ruolo di Dpo,
Responsabile della protezione
L’ingegner
Francesco
Marinuzzi,
esperto di
sicurezza di
network digitali
dei dati, ma essere di riferimento per tutte le tematiche
dell’innovazione digitale”. Tali
soggetti possono, infatti, operare sia in forma autonoma
come professionisti sia come
dipendenti di aziende di servizio o finali. “L’importante
- aggiunge Cappiello - è un
chiaro tracciamento delle responsabilità e una valorizzazione non solo delle competenze ma anche delle garanzie
che l’iscritto all’Ordine può
dare in termini etici e deontologici”. L’iscrizione all’Ordine
costituisce una maggiore garanzia per il cittadino. Infatti,
se un iscritto commette degli
errori o non ha comportamenti corretti sarà sottoposto in primis al giudizio del
Consiglio di disciplina proprio dell’Ordine. Sempre in
termini di tutela del cittadino,
l’appartenenza a un Ordine
riconosciuto è ben diversa
dalla semplice iscrizione del
professionista a un’associazione: per quest’ultima, infatti, il mancato rispetto del
codice deontologico o etico di
appartenenza può provocare
sì la radiazione dall’associazione stessa, ma non può vietare al professionista di continuare a operare iscrivendosi
a un’altra associazione più o
meno similare.
L’identificazione e il riconoscimento degli ingegneri
come soggetti di riferimento
per la sicurezza rappresenta un valore aggiunto anche
per tutte quelle tematiche,
- sempre più diffuse - legate
alla sfera personale e alla tutela della propria onorabilità
e immagine sulla rete e nella
realtà, come i fenomeni di
cyber bullismo e stalking, oltre a quelli di cyber crime che,
purtroppo, stanno interessan-
do fasce sempre più ampie
della popolazione.
“È necessario dare alla popolazione risposte concrete
di fronte a problemi sempre
più complessi che riguardano
la quotidianità di tutti noi”,
afferma ancora Cappiello.
“Ecco perché l’Ordine degli
ingegneri della Provincia di
Roma ha voluto che nel suo
Consiglio ci fosse una rappresentanza della categoria, con
la presenza del consigliere ingegnere Francesco Marinuzzi,
uno dei massimi esperti del
settore”.
L’Ordine, promuovendo la
cultura della sicurezza,
con attenzione su quella
del lavoro e la telematica, si vuole porre
come un serbatoio
di competenze a cui
cittadini,
professionisti e impreCarla Cappiello,
presidente
dell’Ordine
romano
In Europa nasce il Dpo: il Data Protection Officer
E la circolare 194/2013 del Consiglio nazionale degli ingegneri
ufficializza in Italia la figura dell’ingegnere dell’informazione
L
a progressiva digitalizzazione dei dati,
delle informazioni, della produzione di
beni e servizi stanno spingendo le imprese
e la pubblica amministrazione a effettuare investimenti significativi su hardware e
software, ma soprattutto sui profili professionali che devono gestire, organizzare e
proteggere tali dati in totale sicurezza. Tali
motivazioni hanno portato a introdurre
con normativa di livello europeo la figura del Dpo, Data protection officer, ossia il
responsabile della protezione dei dati, cui
può perfettamente corrispondere il profilo
dell’ingegnere dell’informazione.
Le prerogative di un “ingegnere internet”
sono infatti molteplici, rappresentate da
un percorso di studi ampio e completo e
da una serie di mansioni complesse, quali: progettazione, collaudo, automazione,
definizione dei capitolati tecnici, studi di
fattibilità e direzione dei lavori.
La circolare 194/2013 del Consiglio nazionale degli ingegneri ufficializza in Italia
se possono far riferimento.
Obiettivo principale è, infatti,
quello di sensibilizzare la popolazione sulla necessità di
affidare a professionisti fidati
la sicurezza dei propri dati e
sistemi informatici.
la figura dell’ingegnere dell’informazione,
poiché in passato, seppure esistente, non
era espressamente riconosciuta, portando
soggetti dal curriculum più vario a ricoprire impropriamente i ruoli relativi alla
gestione e alla salvaguardia dei dati. Lo
sviluppo del settore dell’ingegneria dell’informazione, che comprende l’informatica
e le telecomunicazioni, ha messo in luce le
necessità di garanzia da impostare “a priori” e non “a posteriori”. Nel tempo è infatti emerso che è più importante prevenire
questioni di sicurezza che applicare successivamente misure di emergenza. Rispetto a
molti settori in cui è determinante principalmente l’esperienza, qui è necessaria anche una affinata capacità di innovazione,
trattandosi di un mondo caratterizzato da
continue novità, quali start up tecnologiche, domotica, app, smartphone e tablet.
Per creare un saldo connubio tra “saper
fare” e innovare è fondamentale una formazione costante. Per tal motivo, infatti, il
nuovo Consiglio dell’Ordine degli ingegneri della Provincia di Roma, nei suoi otto
mesi di insediamento, ha erogato per i suoi
iscritti circa 1000 ore di formazione, di cui
la maggior parte in forma gratuita.
Francesco Marinuzzi, Consigliere dell’Ordine degli Ingegneri della Provincia di
Roma afferma in proposito: “I continui
progressi tecnologici rendono la tematica
più complessa di quella degli ambiti tradizionali per la mole di informazioni trattate e la velocità di immagazzinamento. È
facile ormai arrivare a elaborare miliardi
di byte in pochi secondi. Per esempio, con
le nuove porte Usb 3.0 si possono trasferire
su supporti removibili e in breve tempo incredibili quantità di dati”.
La sicurezza dei sistemi e dei servizi tradizionali oggi dipende dalla sicurezza della
componente digitale “embedded” o connessa e dunque una falla può compromettere
l’intero comportamento del sistema o del
servizio. Gli ingegneri da sempre sono sinonimo di affidabilità in diversi settori: sul
luogo di lavoro, nei sistemi di prevenzione
degli incendi e degli infortuni nei cantieri.
Si contraddistinguono per la capacità di
risolvere problemi complessi con un approccio sistemico, contemplando allo stesso tempo molteplici variabili.
12 Obiettivo Sicurezza
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ CEFMECTP / Dal 1953 formazione per le maestranze edili di Roma. Dal 1980 anche prevenzione infortuni e igiene sul lavoro
La solidità del mattone, la chiarezza delle regole
Finanziata dalla Cassa Edile forma professionisti nell’edilizia ma anche per beni culturali, ambiente e territorio
I
l Cefmectp (Organismo paritetico per la formazione e
la sicurezza in edilizia di Roma
e provincia) è stato fondato il
primo ottobre 2012 ma la sua
tradizione è legata a istituzioni
storiche del mondo del lavoro.
Nasce infatti dell’unificazione
del Cefme (Centro di Formazione per le Maestranze Edili
di Roma e provincia) e del Ctp
(il Comitato Paritetico Territoriale per la prevenzione infortuni, l’igiene e l’ambiente di
lavoro di Roma e provincia).
Ente riconosciuto dal Decreto
Legislativo 81/2008 (articolo
2 comma 1 lettera ee), il Cefmectp offre una vasta gamma
di servizi di formazione, sicurezza e assistenza ricevendo
parte delle entrate dai versamenti delle imprese iscritte
alla Cassa Edile, come stabilito
dal Contratto Collettivo Nazionale dei lavoratori edili e
dal Contratto Integrativo.
I corsi, che si svolgono nei
50.000 mq del polo di Pomezia, sono destinati alle maestranze impiegate nell’edilizia,
ma l’impegno è di estendere la
formazione oltre i confini del
cantiere, abbracciando la gestione di ambiente, territorio
e conservazione dei beni culturali. Allora accanto a profili
come il muratore, il palista o
La sede del Cefmectp di Pomezia
Corsi, la sicurezza prima di tutto
I
n materia di sicurezza il Cefmectp offre diversi cicli formativi, a partire da quello denominato “16 ore prima”,
che precede il primo ingresso in cantiere: lezioni teoriche di
legislazione, strumentazione e misure di sicurezza individuale. Spicca anche Informazione/Formazione (16 ore), e
corsi per figure come Rappresentante dei Lavoratori per la
Sicurezza (Rls, 32 ore), Datore di Lavoro Responsabile del
Servizio di Prevenzione e Protezione (48 ore), Rspp (124
ore), Addetti alla gestione delle emergenze (32 ore), Preposti
di cantiere (16 ore), Preposti e addetti al montaggio smontaggio dei ponteggi (28 ore), Coordinatore per la Sicurezza
(120 ore), Dirigenti per la sicurezza (16 ore). Tutte le attività
sono consultabili sul sito internet: www.cefmectp.it
Una delle aule per la formazione didattica, è anche
strutturata come modernissima sala cinema
il gruista, altri sono legati alla
gestione delle risorse umane, al project management e
all’eco-energy, ma anche a restauro e a pittura decorativa
(una panoramica dei corsi è illustrata nel riquadro in questo
servizio).
Su richiesta di imprese, parti
sociali o su iniziativa dell’Ente stesso, grande importanza
hanno le visite tecniche in
cantiere, finalizzate alla stesura della relazione tecnica.
Con la Sorveglianza Sanitaria
(il cui costo per l’impresa è del
50%), il Cefmectp svolge visite specifiche di idoneità alla
mansione e tutela della salute
dei lavoratori. L’Ente attesta
l’efficace attuazione del Sgsl
(Sistema di Gestione Sicurezza
sul Lavoro) nell’impresa di costruzioni e di adeguati Modelli
di Gestione tramite il processo
di asseverazione, che ha valore
sulla programmazione degli
interventi di controllo da parte
degli organi di vigilanza.
Importante è anche il fronte
dei rapporti istituzionali. A
questo proposito il Cefme Ctp
- connesso con diverse strutture su territorio nazionale e internazionale - intrattiene con
gli Atenei di Roma, Sapienza,
Tor Vergata e RomaTre, convenzioni per realizzare corsi
per la Sicurezza, rilasciando
congiuntamente l’attestato da
Coordinatore, titolo già spendibile al termine del corso di
laurea. Grande successo ha
poi l’iniziativa che, negli spazi
di Pomezia, guida lo studente
in una settimana di attività in
cantiere dandogli la possibilità
di sviluppare in senso pratico
le realtà raccontate in aula, a
contatto con i materiali utilizzati in cantiere. Inoltre, il Cefme Ctp ha stipulato accordi
con gli Itg per geometri, con il
quale eroga ai ragazzi il primo
modulo per Rspp.
Spiccano anche le relazioni dirette con le Forze dell’ordine,
grazie anche al suo accreditamentocome Ente di ricerca
e progetti congiunti vengono
sviluppati con l’Inail regionale.
Grazie all’istituzione del Cefmectp, due principi irrinunciabili per il settore dell’edilizia sono impegnati in un
servizio completo per lavoratori, imprese, e committenti,
offrendo una risposta chiara e
puntuale per dare al lavoro un
profilo virtuoso e nel rispetto
delle normative vigenti.
■ DISG / Operativo da fine ‘800, il Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica dell’Università La Sapienza
La sicurezza di materiali e strutture
Il laboratorio per i test di materiali e strutture è riconosciuto ufficialmente dal 1939
I
l Dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica
dell’Università Sapienza di
Roma punta con decisione sui
molteplici aspetti correlati alla
sicurezza nel campo strutturale, cruciale al giorno d’oggi.
La formazione diretta a studenti e professionisti del settore, la ricerca applicata e le
tante attività legate a specifiche
richieste del territorio hanno
come obiettivo primario il conseguimento di livelli di sicurezza compatibili con le necessità
di una società moderna, nel
rispetto delle prescrizioni normative, nonché lo sviluppo di
tecniche di protezione più performanti ed economicamente
sostenibili. Ormai lo studio dei
problemi strutturali connessi
alla sicurezza delle costruzioni
deve andare al di là di quella
che, storicamente, è sempre
stata la sua finalità unica, ovvero la prevenzione del rischio
di crollo o, più in generale, del
collasso parziale o totale delle
strutture. Bisogna guardare
avanti, analizzando la sicurezza
degli elementi non strutturali
e del contenuto degli edifici, a
volte di valore assai rilevante
non solo economicamente, e la
preservazione delle piene funzionalità dell’opera, soprattutto
se strategica, in occasione di
eventi particolari come quelli
sismici, fino a spingersi al miglioramento del comfort degli
utenti.
“I nostri interessi - dice Achille
Paolone, professore del dipartimento di Ingegneria Strutturale e Geotecnica - riguardano
tutti gli aspetti strutturali relativi al comportamento delle co-
Studio del
comportamento
di travi in cemento
armato soggette
a corrosione
struzioni dell’ingegneria civile.
Da anni, poi, gli interessi toccano campi applicativi meno
convenzionali, sempre associati alla valutazione e alla riduzione del rischio, dal controllo
delle vibrazioni allo sviluppo di
nuovi materiali anche nel campo industriale e biomedico”.
Non a caso le attività del Dipartimento, che vanta una tradizione di eccellenza fin dal tardo
Ottocento, godono di una notevole reputazione nazionale e
internazionale nelle aree della
scienza, della tecnica delle costruzioni e della geotecnica, del
patrimonio edilizio e monumentale esistente, della stabilità
del territorio, della caratterizzazione sperimentale e del monitoraggio del comportamento
di grandi opere quali ponti e
viadotti, gallerie profonde e
metropolitane, dighe in terra.
“La sperimentazione su materiali e prototipi - spiega il
professor Salvatore Perno, responsabile scientifico dei due
laboratori sperimentali del Dipartimento nella Facoltà di Ingegneria Civile e Industriale - è
importante sia sul piano della
ricerca, per fornire informazioni sul comportamento dei materiali e delle strutture attraver-
Controllo della funzionalità di apparecchiature elettriche
sotto sisma
so la definizione di parametri
utili alla loro modellazione, sia
nel validare le previsioni teoriche e numeriche di comportamento di elementi costruttivi,
anche innovativi”.
Senza indagine e validazione,
non sempre si possono ottenere indicazioni certe sul corretto
comportamento e, quindi, sul
livello di sicurezza realmente
disponibile. Nel Laboratorio
di Materiali e Strutture (l’altro
è quello Geotecnico), riconosciuto come “laboratorio ufficiale” già nel 1939, vengono
quotidianamente testati i tradizionali materiali impiegati
nelle costruzioni, per dovere
istituzionale e pubblico servizio, ma anche materiali e apparecchi innovativi, frutto della
ricerca civile e industriale.
Sono vari i campi in cui la valutazione del comportamento
strutturale trova sviluppo, alla
luce di una nuova e maggiore sicurezza: dal controllo del
comportamento dinamico di
apparecchiature strategiche,
destinate a garantire la funzionalità e la sicurezza di ospedali,
alla valutazione del livello di
vibrazione ambientale nella
realizzazione e nell’esercizio di
linee metropolitane; dallo studio per l’adeguatezza sismica
di edifici alla caratterizzazione meccanica di mescole per
pneumatici.
“Da sempre - sottolinea il professor Fabrizio Vestroni, preside della Facoltà di Ingegneria
Civile e Industriale - non solo
offriamo formazione e aggiornamento a livello universitario,
ma mettiamo a disposizione di
imprese, professionisti, pubblica amministrazione e singoli
privati, le nostre strutture, la
nostra esperienza e la nostra
professionalità”.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Obiettivo Sicurezza - Terziario
13
■ ROMA SOLIDALE / La Fondazione ha una natura ibrida: allo stesso tempo è onlus e soggetto istituzionale
Sostenere le fragilità sociali
L’ente mette in contatto gli ambiti del sostegno e dello sviluppo culturale e produttivo
D
are sostegno alle fragilità
sociali. Questo il terreno
d’azione che vede all’opera la
Fondazione Roma Solidale. La
presenta il suo direttore Maurizio Saggion: “È una fondazione
di partecipazione costituita da
Roma Capitale nel 2010 con la
mission di sostenere le fragilità
sociali - spiega -, continuando
sulla base dell’esperienza maturata quando era ‘Fondazione
Handicap Dopo di Noi’, onlus
di cui il Comune di Roma nel
2005 è stato fondatore promotore”. Una crescita naturale, nell’ottica di proseguire e
rafforzare lo scopo sociale di
sostenere le persone disabili e
le famiglie nella ricerca di opportunità residenziali innovative, aprendosi al contempo al
mondo delle vulnerabilità con
azioni di sistema finalizzate
alla promozione di occasioni
formative e lavorative.
Da sx Nieri, vice sindaco di Roma Capitale, Saggion direttore
di Roma Solidale e Cattolico
“Roma Solidale – continua il
direttore - nasce per generare
connessioni di rete nel contesto delle comunità locali.
Il proposito è di condividere
progetti innovativi in grado di
sostenere lo sviluppo nel territorio tramite il protagonismo
delle persone in condizioni di
svantaggio”. Il che significa valorizzare la natura ibrida della
Fondazione, allo stesso tempo
onlus e soggetto istituzionale,
per assumere il ruolo di catalizzatore di processi di interrelazione e interconnessione tra
soggetti e mondi diversi, come
le istituzioni e la società civile,
il profit e il non profit, le realtà
imprenditoriali in espansione
e i servizi di sostegno alle vulnerabilità.
“In generale - sottolinea Saggion -, promuovere e sviluppare la connessione virtuosa tra
le realtà produttive e i soggetti
che operano a beneficio e sostegno delle persone vulnerabili
nei contesti urbani costituisce
un’opportunità per un welfare
generativo che immagina e ridisegna il proprio intervento,
in modo sistemico e innovativo, innervando e connettendo
gli ambiti del sostegno e dello
sviluppo culturale e produttivo
del territorio”. In questa chiave vanno lette le esperienze di
agricoltura sociale e di utilizzo
razionale delle risorse agricole
di proprietà pubblica, ovvero
contesti di immediata applicazione del modello.
“Nel quadro di riferimento
- spiega il direttore -, caratterizzato dalla multifunzionalità
nel quale si inscrive oggi l’attività agricola, fare agricoltura
sociale o agricoltura urbana
multiservizio, vuol dire sperimentare con concretezza l’intersezione virtuosa tra azienda
agricola e intervento sociale,
nella prospettiva della concordanza di interessi resa possibile da un lato dal rafforzamento
della competitività dell’azienda
sul mercato e dall’altro dall’inserimento sociolavorativo e riabilitativo dei soggetti in condizioni di svantaggio”.
Per capirci, agricoltura sociale
come strumento per migliorare il territorio e innalzare la
qualità della vita di chi vi risiede. “E, soprattutto, superando
le prassi tese allo sfruttamento, fino all’esaurimento, delle
risorse pubbliche e ambientali
disponibili, appiattite sulla logica della filiera laddove i costi
finanziano in massima parte
Maurizio
Saggion,
direttore della
Fondazione
Roma
Solidale
non il prodotto finale bensì il
trasporto su gomma, i costi di
imballaggio e di pubblicità”,
precisa Saggion.
Sostenere le esperienze di agricoltura urbana multifunzionale significa per la Fondazione
partecipare e contribuire a un
processo di sviluppo sostenibile del territorio, offrendo ai
cittadini lo sviluppo di agricoltura all’avanguardia, sostenibile e sostenuta da energie
rinnovabili, in linea con la
buona pratica dell’agricoltura
biologica. Nonché spazi disponibili a orti urbani, vendita
diretta di prodotti agricoli locali e controllati, ristorazione
di qualità accessibile a tutti,
organizzazione di gruppi d’acquisto, formazione, attenzione
all’infanzia, ciclopedonalità e
attività pubbliche all’aria aperta. Senza tralasciare e potenziare le opportunità inclusive
e riabilitative che l’ambiente
agricolo può rappresentare per
le persone vulnerabili.
“È essenziale per la Fondazione porre in agenda il tema della definizione e dell’assunzione
di un ruolo specifico, eventualmente di guida a livello locale,
in grado di influenzare il processo, valorizzando la collocazione ibrida e di facilitatrice tra
le parti - conclude il direttore
Saggion -. Come un’autentica
tessitrice, Roma Solidale può
sviluppare connessioni di rete
ascrivendo a sé un ruolo attivo
e non soltanto terzo”.
Questo, peraltro, secondo un
trend che vede in crescita l’interesse per il ritorno alla terra
quale opportunità capitale di
sviluppo del territorio romano
e di miglioramento della qualità della vita, al quale la Fondazione può contribuire in modo
inedito, concreto, sostanziale.
■ CISAL TERZIARIO / Forte adesione ai nuovi Ccnl dei settori economici del commercio, servizi e turismo
La nuova contrattazione si fa strada
Tra le novità: 13 mensilità, premi produzione e l’istituto del “primo ingresso”
I
contratti collettivi nazionali di lavoro sottoscritti della
Federazione Cisal Terziario con
Anpit, Cidec, Confazienda, Fedimprese e Unica hanno un valore importante. Infatti - fermo
restando il ruolo di garanzia
svolto dal contratto nazionale
- i nuovi accordi delegano alla contrattazione territoriale o
aziendale il compito di trattare
una parte importante della retribuzione, legandola allo stato
di salute delle imprese, alla produttività e alla professionalità
dei lavoratori.
Flessibilità, retribuzione di risultato, turnazione e partecipazione dei lavoratori diventano
delle variabili essenziali nella
composizione della retribuzione e, secondo la Cisal, costituiscono l’unico modo per contrastare il lavoro nero e indurre
le aziende a non ricorrere agli
ammortizzatori sociali. Una
scommessa difficile, ma occorre prendere atto della realtà, in
attesa che il Governo agisca in
modo incisivo sul cuneo fiscale
invertendo la gravissima crisi
occupazionale che ha messo in
ginocchio il Paese.
Le caratteristiche dei contratti
firmati si possono sintetizzare
in: una maggiore flessibilità; 13
Fulvio De
Gregorio,
segretario
generale
Cisal Terziario
mensilità; inquadramento dei
lavoratori in otto livelli oltre i
quadri (sette per il solo contratto Turismo e Pubblici esercizi);
l’istituto di primo ingresso che
- in analogia all’apprendistato
- consente di assumere il lavoratore con un profilo inferiore
di due livelli per poi portarlo
in due anni a quello di approdo
a prescindere però dall’età; la
previsione di un elemento retributivo (elemento perequativo
mensile regionale, la cosiddetta
Eprm) parametrato sull’indice
Istat nelle diverse Regioni; la
previsione di un’indennità obbligatoria in sostituzione della
contrattazione di secondo livello (la cui corresponsione è
comunque già subordinata in
modo significativo alla presenza), per incentivare le aziende
e i lavoratori a privilegiare un
istituto mediante il quale gli
stessi importi possono essere
legati alla produttività o ad al-
tro titolo, con beneficio sia per
le aziende che per i lavoratori;
normativa diversa in materia di
permessi e di malattia. Questa
contrattazione esalta il ruolo
dell’ente bilaterale Enbic - Ente Bilaterale Confederale - nel
campo della formazione, della
riqualificazione, della certificazione e conciliazione e delle
prestazioni assistenziali in favore dei dipendenti che - come è
noto - sono obbligatorie per le
aziende che applicano i contratti. Nel sito www.cisal-terziario.
it possono essere individuati e
contattati i responsabili territoriali per la contrattazione di
secondo livello con le singole
aziende e scaricati tutti i contratti di lavoro, compreso quello
per le aziende che operano nel
settore metalmeccanico.
* Trattasi delle indennità mensile e annuale che è dovuta solo
nel caso non venga effettuata la contrattazione di secondo
livello o aziendale ed è fortemente correlata alla presenza sul
posto di lavoro.
** A questi importi va aggiunto l’elemento perequativo
mensile regionale che per il Lazio è il seguente: Quadro euro
176,40, livello I - 152,98, livello II - 136,59, livello 3 - 122,54,
livello 4 - 109,27, livello 5 - 97,56, livello 6 - 89,76, livello 7
- 82,73, livello 8 - 78,05, lav. Disc. - 0,400, Op. 1 109,27, Op,
2 97,56, Op. 3 89,76, nonché quanto dovuto all’Enbic per
prestazioni assistenziali e funzionamento (www.enbic.it).
Il Ccnl in sintesi
I
n questo riquadro è riportata la parte economica del contratto
servizi stipulato da Cisal terziario con Anpit, Cidec, Confazienda, Fedimprese e Unica in vigore dall’1.11.2012 al 31.10. 2015.
Paga Base
Nazionale Mensile
P.b.n.M. (o Oraria)
Livello dall1.6.2014 sarà
incrementata ex
art.139 cnl
Immc
Quota
Mensile
dell’IAmc
Totale
(**)
(12/13) (Annuale/13)
(*)
(*)
Q
1.979,76
67,61
67,61
2.114,98
I
1.716,96
58,64
58,64
1.834,24
II
1.533,00
52,35
52,35
1.637,70
III
1.375,32
46,97
46,97
1.469,26
IV
1.226,40
41,88
41,88
1.310,16
V
1.095,00
37,4
37,4
1.169,80
VI
1.007,40
34,4
34,4
1.076,20
VII
928,56
31,71
31,71
991,98
VIII
876
29,91
29,91
935,82
Lav disc.
4,49
0,15
0,15
4,79
Op 1
1.140,55
41,88
41,88
1.224,31
Op 2
1.018,35
37,4
37,4
1.093,15
Op 3
936,88
34,4
34,4
1.005,68
14 Terziario
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ EBLART / Tutele e vantaggi per i lavoratori e le imprese del settore artigianato: dall’integrazione salariale ai contributi per l’incremento dell’occupazione
Ecco le tutele che servono davvero a chi lavora
Le prestazioni offerte dall’Ente Bilaterale del Lazio per l’Artigianato. Aderire conviene sia ai lavoratori sia alle imprese
L’
Eblart, Ente Bilaterale del
Lazio per l’Artigianato, è
nato nel 1994 a seguito degli
accordi interconfederali nazionali e regionali tra le Confederazioni artigiane Confartigianato, Cna, Casartigiani,
Claai e le organizzazioni sindacali dei lavoratori Cgil, Cisl
e Uil. Le parti sociali, tramite
l’intervento di Eblart, hanno
inteso contribuire alla tutela
e allo sviluppo dell’artigianato offrendo ai lavoratori e alle
imprese del settore prestazioni di welfare contrattuale e di
sostegno al reddito, complementari rispetto a quelle del
welfare pubblico (il dettaglio
delle coperture previste è illustrato nel riquadro a fianco).
L’Eblart sostiene inoltre l’attività dei Rappresentanti Ter-
ritoriali per la Sicurezza dei
Lavoratori (Rlst) e le iniziative
sulla sicurezza nei luoghi di
lavoro coordinate da Opra Lazio, Organismo Paritetico Regionale costituito dalle stesse
parti datoriali e sindacali dopo l’Accordo Interconfederale stipulato il 13/09/2011 in
materia di salute e sicurezza,
applicativo del DLgs n. 81/08.
A partire dall’1/7/2010, con
la “contrattualizzazione” delle prestazioni bilaterali, tutte
le imprese artigiane e non,
che rientrano nella sfera di
applicazione dei Ccnl dell’artigianato (con esclusione dei
settori dell’edilizia e dell’autotrasporto) sono tenute ad
aderire alla bilateralità rappresentata dall’Eblart. La
quota associativa è pari a 125
Un convegno
Eblart: da
sinistra, il vice
presidente
A. Calcagno,
il presidente
A. Bianchi, il
direttore
F. Cervini
euro annui per ogni dipendente, frazionata in quote
mensili di 10,42 euro da versare tramite modello F24; nel
caso di lavoratori part-time
il cui orario non superi le 20
ore settimanali di lavoro, la
quota è dimezzata (5,21 euro
mensili).
Invece, l’azienda che decide
di non aderire all’Ente Bilaterale deve erogare ai propri
dipendenti, ogni mese e per
tredici mensilità, una quota
di retribuzione aggiuntiva
pari a 25 euro lordi. L’impresa
non aderente è altresì tenuta
all’erogazione diretta in favore
dei lavoratori di prestazioni
equivalenti a quelle erogate
dalla bilateralità nazionale e
regionale.
In sintesi: oggi le prestazioni
erogate dagli enti bilaterali
costituiscono un diritto dei
lavoratori e un obbligo contrattuale per gli imprenditori
artigiani. L’azienda che non
aderisce alla bilateralità deve
comunque garantire al lavoratore le prestazioni erogate
dalla bilateralità. Viceversa,
iscrivendosi all’Eblart, l’impresa adempie a ogni suo ob-
Il sostegno offerto agli associati Eblart
I
ntegrazione salariale per sospensioni riconducibili a situazioni di crisi aziendali e occupazionali e per riduzioni dell’orario di lavoro a seguito della stipula di contratti di
solidarietà; contributi per il ripristino del ciclo produttivo,
interrotto per cause accidentali ed eventi atmosferici eccezionali; contributi per incrementi dell’occupazione e per l’addestramento professionale sia dei titolari che dei lavoratori, in
particolare apprendisti; contributi per adeguamento dell’ambiente lavorativo e per l’innovazione; sostegni alle famiglie
per il pagamento della retta dell’asilo nido, per il pagamento
delle tasse universitarie e per l’acquisto dei libri scolastici.
■ FONSERVIZI / Fondo Paritetico Interprofessionale Nazionale per la Formazione Continua nei Servizi Pubblici Industriali
Per imprese sempre competitive
Nato nel 2010. Offerta formativa ricca e di qualità. Diverse possibilità di finanziamento
O
ltre 600 aziende, 1007
posizioni contributive,
96.413 dipendenti: questi sono
solo alcuni dei dati registrati
dagli uffici di Fonservizi interrogando il database dell’Inps,
che dimostrano uno scenario
in continua crescita e un’evoluzione costante sia in termini di
adesioni che di qualità dell’offerta formativa. Se si mette a
confronto il primo con il secondo semestre 2013, il ritmo
di crescita delle adesioni si attesta attorno al 30%.
In due anni di attività Fonservizi è riuscito a garantire
un’offerta formativa ricca e di
qualità, con una gestione del
conto formazione aziendale
veloce nei tempi di approvazione e tempestiva nel riconoscimento dei pagamenti, e
l’emanazione di ben quattro
avvisi pubblici, tutti caratterizzati dalla saturazione delle
risorse e in alcuni casi anche
dall’ampliamento delle stesse.
Come è noto, Fonservizi ha
previsto due diversi canali di
finanziamento dei programmi
formativi: da un lato il Conto
formazione aziendale, dall’altro gli Avvisi pubblici.
Il Conto formazione aziendale è uno strumento rapido e
semplificato attraverso il quale
le aziende hanno la possibilità
di presentare piani formativi
condivisi con le parti sociali, utilizzando direttamente
il 70% di quanto versato al
Fondo dal momento dell’attivazione.
L’attivazione del Conto formazione aziendale è facoltativa
da parte delle imprese aderenti, e può essere effettuata in
qualsiasi momento dell’anno.
Rispetto agli Avvisi pubblici,
il Conto formazione aziendale
si caratterizza per la maggiore libertà delle imprese nella
presentazione e gestione di un
piano formativo, ovvero: facilità di presentazione del piano;
minima documentazione per
l’ammissibilità del piano; nessun importo massimo a Piano,
se non quello del totale degli
importi maturati; assenza dei
massimali di spesa.
Gli Avvisi pubblici promuovono piani formativi aziendali, settoriali e territoriali
per consentire di finanziare i
fabbisogni formativi delle singole aziende e per promuovere
l’aggregazione della domanda
di formazione per settori di
attività.
Il bilancio dell’ultimo Avviso
Un artigiano all’opera
bligo in materia, nei confronti
dei lavoratori. Solo aderendo
all’Eblart, le aziende e i lavoratori acquisiscono il diritto
ad accedere alle provvidenze
messe a disposizione dall’Ente. Aderire all’Eblart conviene, dunque, alle imprese e
ai lavoratori. Consultando il
sito dell’Ente (www.eblart.it)
si può avere un’informazione
dettagliata sull’ampia gamma
di prestazioni, sulle procedure di richiesta, sulle modalità di adesione all’Eblart e su
tutto ciò che concerne l’intero sistema della Bilateralità
L’Avviso pubblico 01/2013. Tematiche formative
prioritarie per comparto
COMPARTO
ritoriali rivolti alla formazione
di tutte le categorie di lavoratori, sia lavoratori dipendenti
che lavoratori a progetto e in
apprendistato: sarà di nuovo
la giusta opportunità per le
aziende che intendono mantenere un adeguato livello di
competitività.
Il nuovo Avviso pubblico individua come formazione
prioritaria quella rivolta al
middle management, in materia di Ict, volta all’innovazione
e allo sviluppo del territorio,
con attenzione anche alle pari
opportunità di genere. Nello
specifico (i dettagli sono nel-
TEMATICA
FORMATIVA
PRIORITARIA
ESITI ATTESI
Trasporto
pubblico
locale
Comunità
intelligente
e mobilità
sostenibile
Acqua luce
gas
Sostenibilità
ambientale,
efficienza e
qualità dei servizi
Igiene urbana
Sviluppo delle
capacità di
pianificazione e
programmazione
aziendale
orientate alla
sostenibilità
ecologicoeconomica
Accrescimento delle
competenze dei
lavoratori impegnati
nelle funzioni strategiche
aziendali
Altri settori
Sviluppo e
programmazione
di interventi
volti a favorire
l’inclusione
sociale,
contrasto alla
povertà, politiche
dell’abitare,
salute delle
persone
Elevare le competenze
per un nuovo modello
di programmazione
dei servizi sociosanitari; favorire le
politiche dell’abitare
anche attraverso
la riqualificazione
e l’efficientamento
energetico del patrimonio
pubblico abitativo
Lo staff di Fonservizi
emanato, l’Avviso 02/2012,
può dirsi fortemente positivo,
facendo registrare il coinvolgimento di 107 aziende e 3.403
lavoratori, per un totale di 374
corsi di formazione e 11.566
ore di formazione erogate.
Si avvalorano sempre di più
le linee strategiche del nuovo avviso pubblico emanato
dal Fondo, l’Avviso 01/2013,
pubblicato a ottobre 2013 per
garantire la formazione dei lavoratori e la crescita delle imprese. L’Avviso 01/2013, mettendo a bando 700.000 euro,
consente la presentazione di
piani aziendali, settoriali e ter-
artigiana. Un sistema sempre
più articolato ed evoluto che
comprende, oltre ad Eblart e
Opra Lazio, Fondartigianato,
Fondo Interprofessionale che
promuove e finanzia progetti
per la formazione continua
dei dipendenti delle aziende
aderenti, artigiane e non, e
San.Arti., il nuovo Fondo di
assistenza sanitaria per i lavoratori dell’artigianato che
ha lo scopo di garantire agli
iscritti una protezione sociosanitaria di qualità integrativa
delle prestazioni offerte dal
Ssn.
la tabella sopra) il testo del
nuovo Avviso suggerisce per
ciascuno dei quattro comparti di cui è composto il Fondo
(trasporto pubblico locale,
Modificazioni
dell’organizzazione
aziendale e del lavoro
per l’utilizzo delle nuove
tecnologie finalizzate
al miglioramento
dell’efficienza ed
efficacia dei servizi
acqua luce gas, igiene urbana,
altri settori economici) alcune
tematiche prioritarie verso cui
indirizzare i piani formativi e
gli esiti attesi correlati.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Terziario
15
■ QUADRIFOR / Da 18 anni formazione aziendale per sviluppare le competenze dei quadri del terziario
La grande opportunità della conoscenza
Persone formate: vantaggio per le imprese. 29 scuole in 9 città ed e-learning avanzato
L
a formazione è elemento
strategico nello sviluppo
delle competenze del middle management. La competitività delle imprese spesso
passa da lì.
Quadrifor è l’Istituto Bilaterale per la formazione dei
Quadri del terziario, distribuzione e servizi, costituito
nel ’95 con un’intesa contrattuale tra Confcommercio e Filcams-Cgil, FisascatCisl, UilTucs-Uil. Da 18 anni
affianca le imprese nello sviluppo di risorse sempre più
qualificate, in grado di sostenere il rapido mutamento
del mercato. Oggi rappresenta un punto di riferimento per oltre 50.000 quadri e
11.000 aziende.
“Progettiamo ed eroghiamo
formazione in aula, formazione in e-learning e progetti
formativi aziendali e interaziendali finanziati - afferma
il direttore Roberto Savini -.
La formula è vincente sia per
i quadri sia per le imprese.
Per ogni quadro delle aziende
iscritte vengono corrisposti a
Quadrifor 75 euro l’anno, 50 a
carico dell’azienda e 25 a carico del dipendente.
Con questo contributo mini-
Roberto Savini,
direttore
Quadrifor
mo il singolo quadro può accedere a 3 corsi di due giornate ciascuno, oppure ha un
corso e un percorso (da 4 o
6 giornate). Sono corsi altamente specialistici dal valore
di mercato non inferiore ai
1000 euro ciascuno”.
Quest’anno Quardifor ha
aumentato del 50% l’offerta
formativa in aula, portando
le sessioni a 234, con 184 titoli a catalogo. Il 45% di questi
corsi sono nuovi, per coprire
nuove aree di competenze.
I corsi vengono progettati
da Quadrifor insieme alle
migliori scuole di formazione sul territorio nazionale e
poi erogati da quest’ultime.
Quest’anno le scuole sono 29
su nove città.
“Da giugno abbiamo avviato
anche l’attività di e-learning
attraverso un’azienda partner
specializzata - dice Savini - e
in pochi mesi abbiamo ricevuto tantissime iscrizioni,
anche da parte di persone che
non avevano mai usufruito
della formazione Quadrifor.
Quest’anno contiamo di avere
circa 4.000 persone tra i corsi
in aula e in e-learning”.
Accanto a questo impegno
sono stati avviati quattro
progetti di formazione rivolti alle imprese che vogliano
sviluppare o incrementare, al
proprio interno, determinate
aree di competenza.
In questo caso le iniziative
sono rivolte alle Direzioni
Aziendali. I progetti rivolti
alle imprese sono più corposi
e prevedono diverse giornate
formative, anche abbinate a
ore in e-learning.
Quadrifor ha anche realizzato strumenti per il supporto e
l’aggiornamento professionale degli iscritti. Ne è un esempio il sito (www.quadrifor.it)
che ora è un portale interattivo, la rassegna stampa,
ma anche le ricerche mirate
a cogliere le evoluzioni del
terziario in base ai mutamenti degli scenari socioeconomici, i cui risultati
presentati periodicamente,
possono rappresentare un
valido strumento di analisi
per le parti sindacali.
■ IRS EUROPA / Dal 1998 orientamento e formazione. Corsi ad hoc per esigenze tecniche, commerciali e manager
Per chi vuole crescere o per cambiare
Specialisti anche in progettazione e partecipazione di progetti finanziati dall’Ue
I
rs Europa realizza progetti e
corsi di valorizzazione delle
figure professionali e delle risorse interne alle aziende. Con
particolare attenzione al potenziale femminile interno alle
imprese o inoccupato
Dal 1998 Irs Europa opera nelle aree dell’orientamento, della
formazione, delle politiche attive del lavoro e della promozione imprenditoriale. Irs Europa
è costituita da un gruppo di
professionisti che hanno scelto
un’identità associativa, volta
a una condivisione organica
dell’esperienza di lavoro, con
l’obiettivo primario di integrare le proprie competenze nella
realizzazione di progetti caratterizzati da interdisciplinarietà
delle conoscenze e degli approcci. La società può contare
inoltre, su un network di professionisti le cui competenze
specialistiche sono attivate ad
hoc, in virtù dei progetti e degli
interventi da sviluppare.
Irs Europa fornisce, consulenza individuale e organizzativa
per la definizione di processi di
valorizzazione del know-how
posseduto, attraverso azioni finalizzate al bilancio delle
competenze e all’assistenza alla
carriera, con servizi di con-
Un’aula per le lezioni
sulenza riguardanti i diversi
aspetti e momenti della vita organizzativa, aziendale, professionale e scolastica. L’azienda ha
un’esperienza consolidata nella
partecipazione, progettazione
e realizzazione di interventi
a capitale pubblico e progetti
co-finanziati dalla Comunità
Europea negli ambiti dell’istruzione, orientamento/accompagnamento, formazione, occupazione, pari opportunità,
cultura e inclusione sociale.
La società, che ha sede a Roma
ha attivato numerosi interventi
nell’ambito della formazione in
azienda, sperimentando metodologie integrate per azioni
progettate rispetto a specifiche
esigenze. La società metta a di-
Aula didattica per i corsi
teorici presso la sede
formativa di Irs Europa
sposizione la propria esperienza per supportare le aziende che
vogliano usufruire delle varie
opportunità di finanziamento
esistenti. Irs Europa è accreditata presso la Regione Lazio
per la formazione superiore e
continua e l’orientamento, con
determinazione n. B01135 del
26/03/2013, pertanto abilitata
ad operare con i finanziamenti
pubblici e con i fondi interprofessionali, inoltre è autorizzata
dalla Regione Lazio, ai sensi
del Titolo V legge regionale 25
febbraio 1992, n. 23 a svolgere i
corsi di formazione non finanziata. Irs Europa è altresì accreditata come Centro di Formazione Aifos (Associazione
Italiana Formatori ed Operatori
della Sicurezza sul Lavoro) per
il rilascio delle certificazioni ai
sensi del d.lgs. 81/2008 e s.m.i..
Irs Europa assiste le aziende
affinché possano adempiere a
quanto prescritto dalle regole
dell’apprendistato
utilizzando, per la formazione, i fondi
messi a disposizione dalla Regione Lazio. Supporta le stesse
nella predisposizione dei piani
formativi individualizzati e si
incarica della formazione dei
giovani lungo tutto il ciclo formativo che prevede moduli annuali di 40 ore per una durata
pari a 3 anni, con conseguente
rilascio dell’attestato valido ai fini di legge. Un ulteriore ambito
di intervento è quello dei fondi
interprofessionali, che permettono all’azienda e ai suoi lavoratori di finanziare la formazione
e l’aggiornamento professionale
in modo gratuito per l’impresa.
I Fondi Interprofessionali finanziano anche la formazione
obbligatoria (salute e sicurezza
sui luoghi di lavoro). I piani
Un investimento per il futuro
I
processi aziendali negli ultimi decenni si sono modificati
e richiedono alle risorse umane nuove competenze. Sono
cambiati i profili professionali necessari ai quadri per poter svolgere il loro compito. Anche la proposta formativa di
Quadrifor si è evoluta nel tempo per essere in grado di garantire competenze strategiche.
“L’offerta è articolata per ogni tipologia di impresa, anche
quelle che operano su uno scenario internazionale - dice
Paolo Andreani, presidente Quadrifor -. Abbiamo più corsi a catalogo e presenza capillare in Italia, con aule corsi e
opportunità di e-learning. Sicuramente oggi l’economia è
in difficoltà e i tagli dei costi spesso sono sulla formazione,
su un processo che invece è fondamentale per l’impresa. Il
nostro obiettivo è aggiornare e riqualificare le competenze
dei quadri aziendali. Per le imprese è una grande opportunità, peraltro contemplata nel contratto nazionale del lavoro.
Vogliamo fare in modo che le aziende riescano a recepire la
formazione come investimento per il futuro e fare in modo
che una parte di quella popolazione aziendale che non accede abitualmente alla formazione, possa avvicinarvisi. Inoltre
occorre sottolineare che il ruolo di Quadrifor sostanzia concretamente “la partecipazione tra parti sociali” nell’affermare politiche volte a promuovere la meritocrazia e la mobilità
sociale”.
Paolo Andreani,
presidente
Quadrifor
formativi finanziati dai Fondi Interprofessionali possono
prevedere molteplici modalità
e metodologie di formazione:
dalla tradizionale aula formativa fino all’affiancamento sul
lavoro o alla formazione a distanza. Nella organizzazione e
gestione di un piano formativo
i Fondi Interprofessionali consentono all’azienda di avvalersi
della consulenza ed esperienza
di soggetti formativi accreditati
che la affiancano nella predisposizione e rendicontazione
dei piani formativi. Irs Europa,
dopo un’attenta analisi della tipologia di impresa e degli strumenti di finanziamento messi a
disposizione dai diversi Fondi
Interprofessionali, è in grado
di fornire una consulenza per
orientare l’azienda nella scelta
del Fondo Interprofessionale
che offra una programmazione
e strumenti finanziari maggiormente in linea con i fabbisogni
dell’azienda, progettando e realizzando interventi formativi
specifici ed efficaci.
Sono aperte le iscrizioni 2014
ai seguenti corsi di formazione
con rilascio del relativo attestato/patentino valido ai fini di
legge: coordinatore dei lavori
per rimozione, smaltimento e
bonifica amianto; addetto alle
attività di rimozione, smaltimento e bonifica amianto;
lavoratori e preposti addetti al
montaggio, smontaggio e trasformazione ponteggi; corso di
formazione per frigorista; corso
di formazione per operatore di
impianti termici; corsi di formazione sulla sicurezza come
da d.lgs 81/08 e s.m.i.; corso di
formazione assistente familiare,
corso grafico e web designer;
corso base teoria e pratica degli
acquisti. Nell’area della formazione continua finanziata Irs
Europa cura tutti gli elementi
del processo o parte di esso:
rilevazione delle esigenze formative, individuazione delle
possibili fonti di finanziamento, progettazione (redazione
dei formulari per la richiesta di
finanziamento e monitoraggio
dell’iter di valutazione), progettazione didattica di massima e
di dettaglio, progettazione dei
materiali didattici, assistenza
tecnica alla gestione del progetto, erogazione della formazione, gestione amministrativa dei
progetti formativi, rendicontazione e assistenza nelle fasi di
audit. Maggiori informazioni
sul sito www.irseuropa.it.
Aree di attività
di Irs Europa
Le principali aree di attività nel
campo della formazione e della
consulenza sono:
- Orientamento
- Formazione e lo sviluppo
organizzativo
- Formazione professionale e
manageriale
- Formazione tecnica in ambito
Ict
- Pari opportunità e le azioni
di work-life balance
- Creazione e lo sviluppo
d’impresa
- Ricerca in campo socioeconomico
- Progettazione nazionale
e comunitaria
16 Terziario
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ UGL ROMA / Il segretario Cristiano Leggeri identifica le priorità per migliorare la gestione della città
L’economia dovrà ripartire dai territori urbani
Auspicati tavoli inter-istituzionali per dibattere sui problemi del lavoro e della disoccupazione. Servono maggiori servizi ai cittadini
U
na Roma che riparta
dal senso del bene comune, dalla qualificazione
delle persone, dall’economia
del territorio, dalla maggiore prossimità tra i cittadini
e la Pubblica amministrazione, dal lavoro: una Roma,
insomma, che sia proiettata
verso il futuro e che sia capace di crescere insieme ai
suoi cittadini, perché la ‘città
eterna’ non rimanga eternamente uguale, ma prosegua
anzi nell’accrescere il proprio
ruolo di polis metropolitana.
In questi concetti Cristiano Leggeri, segretario di
Ugl Roma, identifica i punti
prioritari ed essenziali per
definire una visione strategia, di cui oggi si patisce la
mancanza, per il rilancio
del territorio in particolare e
dell’intero Paese in generale.
Certo non nega le difficoltà
del momento, ma è convinto che l’Italia abbia gli strumenti per superare la crisi e
ricorda che “non possiamo
farci prendere dal pessimismo, anche se per concretezza vedo la tragicità della
situazione e so che non sarà
facile: la crisi è reale, tangibile, ma rappresenta anche
un’opportunità per ripensare
i nostri modelli territoriali e
governativi - afferma -. Al di
là delle difficoltà e degli schemi del nostro Paese, l’economia dovrà ripartire dai territori urbani. È una questione
di scelte e la scommessa riparte proprio dal territorio.
Siamo un’Italia delle città e
serve una stagione di sindaci e governatori che, con il
ruolo determinante degli attori sociali, rilancino il Paese, ma bisogna interrompere
le spending review fini a se
stesse, se non servono a migliorare il nostro modello”.
“Viviamo un drammatico
momento - puntualizza perché all’aumento della richiesta di servizi da parte
dei cittadini corrisponde un
taglio di risorse senza precedenti e su questo tema il no-
stro livello di confronto deve
essere comunitario. Roma
non può paragonarsi a Firenze, ma a città cosmopolite
come Parigi, Londra, Berlino
e Madrid. La vera partita si
gioca sull’economica, perché
in futuro le città produttrici
di ricchezza potranno creare
economia e lavoro”. Quella di
Roma capitale, ricorda Leggeri, “è un’economia di contesto, fatta prevalentemente
di piccole e medie imprese
che rappresentano un valore aggiunto per il territorio,
ma che vede un’importante concentrazione anche di
multinazionali come Alitalia
o Telecom, esempi lampanti della crisi di sistema della
politica italiana e della classe dirigente del Paese, che si
gira dall’altra parte di fronte
ai problemi perché carente
di una visione strutturale.
Per questo sosteniamo con
decisione la necessità di tavoli inter-istituzionali rivolti
al lavoro e all’occupazione”.
“Non va dimenticato - sottolinea - che Roma ha grandi
potenzialità di mercato, ma
una minore capacità di promozione del capitale umano.
La città è tra le prime cinque
per produzione di ricchezza
e reddito individuale, ma in
difficoltà per stabilità di lavoro, in particolare per giovani,
donne e pensionati. Roma è
al venticinquesimo posto in
Europa per potenzialità, ma
al duecentesimo per i servizi
al mercato del lavoro. Roma
è al nord per l’economia e al
sud per il lavoro”.
Leggeri non si limita a immaginare la Roma del prossimo
anno, ma si sbilancia a rappresentare la capitale del futuro, una città “pronta e proiettata verso il 2025, verso il
Giubileo e le Olimpiadi, che
avrà definito un accordo fra
i diversi livelli istituzionali, il
ruolo dell’area metropolitana
e una nuova stagione urbanistica improntata alla rigenerazione, capace di attuare la
riqualificazione delle perife-
Cristiano Leggeri, segretario Ugl Roma
rie e nuove opere pubbliche,
un tema particolarmente
caro alle nostre coscienze”.
L’obiettivo non è certo dei
più modesti, ma “una nuova
e più operativa governance
metropolitana, che analizzi
e monitori le scelte politiche
e compia delle valutazioni
ex post, unita al taglio degli
sprechi, alla semplificazione
della burocrazia, alla capitalizzazione del patrimonio
immobiliare, all’abbattimento del debito pubblico, al ripensamento della tassazione
locale, alla qualità urbana
dei servizi pubblici e al pieno sviluppo della persona
umana e della cittadinanza
urbana attiva, può, secondo
noi, fare la differenza. Roma
dovrà essere in grado di catturare tutte le chance - pro-
Da sx Cristiano Leggeri con il segretario generale Ugl, Giovanni Centrella
Sondaggio sulle vere emergenze della capitale
L’iniziativa, tramite le risposte ricevute, intende sensibilizzare la
giunta sulle difficoltà che i cittadini incontrano ogni giorno
H
a avuto inizio il 30 ottobre scorso,
con un gazebo in Largo Goldoni a
Roma, l’iniziativa ideata da Ugl Roma
per incontrare i cittadini e raccogliere,
attraverso il sondaggio ‘Quali sono per
te le vere emergenze di Roma?’, opinioni
e suggerimenti sulle reali problematiche
della città. In pochi giorni l’iniziativa ha
raccolto più di un migliaio di adesioni,
sia attraverso la compilazione del questionario sul sito www.uglroma.it, sia
tramite le pagine Twitter e Facebook
dell’Ugl Roma (#UglRomaAscolta). “Si
tratta di un’occasione che non solo of-
fre la possibilità a giovani, pensionati e
cittadini di esprimere il proprio giudizio
su varie tematiche, dalle politiche per
l’economia locale a quelle sociali, dalla
mobilità alla gestione del territorio, ma
che risponde anche a quell’esigenza di
dialogo e di confronto avvertita dalla
cittadinanza e troppo spesso trascurata dalle istituzioni - spiega il segretario
dell’Ugl Roma, Cristiano Leggeri -. Il
nostro obiettivo è quello di sensibilizzare la giunta capitolina sulle difficoltà, i
disagi e i disservizi con cui, ogni giorno,
ciascuno di noi è costretto a fare i conti.
segue il segretario dell’Ugl perché oggi la città é attrattiva per le economie mondiali,
ma ripudiata per i suoi processi decisionali. I livelli di
governo più prossimi ai cittadini sono quelli che devono maggiormente sforzarsi
per avvicinare le persone alla
Pubblica amministrazione
attraverso il dialogo, l’inclusione e il confronto. Purtroppo a Roma oggi ciò non
sta avvenendo: il sindaco
Marino, a nostro avviso, sta
trascurando proprio il confronto con chi rappresenta il
lavoro, compiendo scelte elitarie e distanti dai veri bisogni dei cittadini. La Pubblica
amministrazione deve invece
rappresentare un valore aggiunto attraverso trasparenza e legalità, e offrire servizi
integrati fra cittadini, imprese e amministrazione stessa,
concentrandosi sul benessere
dell’uomo”.
Per migliorare la democrazia partecipativa, secondo
Leggeri il segnale deve certamente arrivare dal cittadino, ma se non si pensa a una
nuova etica della rappresentanza in ogni suo profilo e
a una nuova qualificazione
delle persone, non sarà possibile modificare i modelli
attuali. Siamo la società più
informata, ma quella meno
in grado di avere capacità
di giudizio: le informazioni
non risolvono i problemi,
per cui serve capacità di
selezione e comprensione
delle priorità. “Per cambiare i modelli e comprendere
le vere necessità - conclude
Leggeri - insistiamo sull’importanza di dar voce al cittadino, perché solo ascoltando
le esigenze del territorio
possiamo adottare soluzioni che ci permettano di migliorare la città. Ugl Roma
ha da poco promosso un
sondaggio, attivo sul sito del
sindacato, che ci consentirà
di capire direttamente dai
cittadini le vere emergenze
di Roma”.
L’auspicio è che attraverso la nostra mobilitazione i cittadini tornino a sentirsi
parte attiva nelle scelte che riguardano
l’intera comunità”.
I temi trattati nel sondaggio sono suddivisi in tre macroaree: politiche per la mobilità e la gestione del territorio (trasporto
pubblico e mobilità, igiene ambientale e
rifiuti, sicurezza e legalità), politiche per
l’economia locale (tasse e tariffe locali,
politiche sociali e abitative, burocrazia e
accesso al credito), politiche sociali per il
cittadino, giovani e pensionati (scuola,
sport e cultura, commercio e turismo, qualità della vita).
I risultati di ‘Quali sono per te le vere
emergenze di Roma?’ saranno resi noti
dall’Ugl Roma in un convegno durante il
quale il sindacato intende dar voce diretta
ai cittadini, per un confronto costruttivo
sul futuro della città.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Terziario - Internazionalizzazione
■ AIFOS / L’Associazione, che aderisce a Confcommercio-Imprese per l’Italia, presenta il 4 dicembre a Roma un nuovo convegno gratuito
Il coordinatore di cantiere e la sicurezza sul lavoro
La nuova ricerca sarà presentata al convegno. Per i partecipanti, un attestato e tre crediti formativi
L’
Aifos, Associazione Italiana Formatori ed
Operatori della Sicurezza
sul lavoro, è una associazione sindacale datoriale e professionale che rappresenta
aziende e singoli formatori
che hanno tra gli scopi quello della formazione. L’Associazione, rappresentativa a
livello nazionale, opera ormai da 10 anni.
Aifos quale associazione di
categoria nazionale aderisce
a Confcommercio-Imprese
per l’Italia ed è riconosciuta
dal ministero dello Svilup-
po Economico quale associazione professionale che
rilascia attestato di qualità
ai propri iscritti. È, pertanto, soggetto formatore ope
legis per l’organizzazione
dei corsi di formazione in
materia di salute e sicurezza
sul lavoro ai sensi del d.lgs.
n. 81/08 nonché ai sensi degli Accordi Stato-Regioni.
Opera sul territorio tramite
i Centri di Formazione Aifos, aziende associate che
in base a una specifica convenzione diventano strutture di diretta ed esclusiva
I Rapporti Aifos: il mondo del lavoro ai raggi X
emanazione dell’associazione. L’Associazione, basata
su principi solidaristici e
di aggregazione sociale, si
propone di svolgere attività
di studio, ricerca e realizzazione di attività e iniziative,
al fine di favorire gli scopi
sociali, mettendole a disposizione dei soci iscritti nonché di enti pubblici e privati
che operano nel settore.
Come conferma Rocco Vitale, presidente di Aifos
Un evento formativo Aifos
■ NUOVI MERCATI / Si rileva un più 3,7% di esportazioni di merci nel 2012
“un’associazione che punti
al miglioramento della formazione e tutela della salute e sicurezza sul lavoro
ha la necessità di realizzare
attività di ricerca per conoscere caratteristiche, pareri
e percezioni di alcuni dei
principali attori della sicurezza aziendale alla luce
delle innovazioni introdotte dal decreto legislativo n.
81 del 2008”.
È quello che ha fatto in
questi anni l’Associazione
Italiana Formatori ed Operatori della Sicurezza sul
Lavoro realizzando cinque
ricerche, raccolte in altrettanti Rapporti, su lavoratori, formatori, datori di
lavoro, medici competenti e
nel 2013 coordinatori della
sicurezza di cantiere.
Con questi Rapporti è stato
possibile non solo raccogliere i contributi di varie
professionalità, ma anche
favorire la consapevolezza
dei problemi contribuendo a modifiche normative
e operative per migliorare
l’efficacia dell’azione di prevenzione nelle aziende.
Quest’anno la nuova ricerca
“Il coordinatore di cantiere
e la sicurezza sul lavoro”
verrà presentata a Roma il
4 dicembre 2013, dalle ore
9.30 alle 12.30, presso la
prestigiosa Sala del Parlamentino del Cnel, viale David Lubin 2 in un convegno
nazionale.
Il convegno è organizzato
da Aifos con il patrocinio
dell’Inail e di diverse realtà:
Federcoordinatori, Consulta Interassociativa Italiana
per la Prevenzione (Ciip),
17
Anmil (Associazione Nazionale Mutilati ed Invalidi
del lavoro) e Adapt.
Dopo i saluti di rito condotti da Francesco Naviglio, segretario generale
dell’Aifos seguiranno le relazioni di Lorenzo Fantini,
giuslavorista e direttore dei
Quaderni Aifos, Marco Masi, coordinatore gruppo di
lavoro Sicurezza appalti Itaca, Stefano Farina, referente nazionale Aifos settore
costruzioni e curatore della
ricerca, Michele Meschino,
coordinatore
consulenza
tecnica per l’edilizia Inail e
Fabrizio Lovato, presidente
Federcoordinatori. Concluderà i lavori Rocco Vitale,
presidente dell’Aifos.
Al termine del convegno
si svolgerà la cerimonia di
premiazione del concorso
Premio di Laurea Aifos
“La sicurezza sul lavoro
nel settore delle costruzioni”, in collaborazione con
l’Unpisi.
Per partecipare al convegno, che è gratuito, è necessario iscriversi e registrarsi, in quanto si svolge
in una sede istituzionale.
A tutti i partecipanti verrà
consegnato un attestato di
partecipazione con il rilascio di tre crediti formativi per Coordinatore e una
copia del Quaderno della
sicurezza Aifos n. 4/2013.
Per ulteriori informazioni
e iscrizioni al convegno si
può fare riferimento al ricco sito internet istituzionale www.aifos.it.
■ UNINETTUNO / L’Università telematica è seguita da studenti di 69 Paesi
Fare sistema per tornare a crescere Un accesso democratico al sapere
In aumento del 5,8% anche le esportazioni nazionali di servizi
È stata la prima struttura ad aver digitalizzato le proprie lezioni
S
C’
sistema’, i processi di internazionalizzazione. Punto di
partenza la volontà di migliorare la competitività e le relazioni tra imprese, opportunità
concreta per ridurre i costi di
produzione, nonché per innovare il prodotto o il processo,
per accedere a nuove conoscenze e tecnologie, oltre che
a nuovi mercati, o per cercare
maggiore flessibilità produttiva. In sostanza, per crescere.
Ancora, le imprese che hanno
attivato accordi interaziendali
sono pure quelle che scendono
in campo con strategie più dinamiche, orientate all’aumento della gamma di prodotti e
servizi offerti, e che si rivolgono a nuovi mercati in misura
doppia rispetto alle imprese
prive di relazioni. Eloquenti anche i dati dell’Annuario
statistico Commercio estero
e attività internazionali delle
imprese (Istat-Ice), edizione
2013. L’Italia registra nel 2012
una crescita delle esportazioni
di merci (+3,7%) e una diminuzione delle importazioni
(-5,7%), con una quota sulle esportazioni mondiali di
merci pari al 2,74 per cento.
In particolare, le esportazioni nazionali di servizi sono
aumentate del 5,8 per cento.
Infine, un numero su tutti: nel
2012 hanno effettuano vendite di beni all’estero 207.920
operatori economici. Il 43,3%
esporta merci verso un unico
mercato, mentre il 15,1% opera su oltre dieci mercati.
© alphaspirit - Fotolia.com
truttura, strategie, competitività. Il sistema delle imprese italiane sa come mettersi
in gioco, puntando su export e
internazionalizzazione. Industria, artigianato e servizi ripartono da qui, su un terreno
produttivo che si struttura attorno alle relazioni d’impresa,
alla sinergia e all’interconnessione tra aziende. Basta dare
uno sguardo al Censimento
generale dell’industria e dei
servizi 2011 (Istat) per rendersene conto. Per inciso, alla
rilevazione hanno partecipato
oltre 300 mila organizzazioni
non profit, 13 mila istituzioni
pubbliche e un campione di
260 mila imprese (tutte quelle con 20 e più addetti e circa
190 mila unità produttive di
piccole e piccolissime dimensioni). Secondo il nuovo report su dati censuari (del 18
novembre), quasi due imprese
su tre intrattengono relazioni
stabili di tipo contrattuale o
informale con altre aziende
o istituzioni. È un fenomeno
che riguarda tutto l’apparato
produttivo, ma nello specifico
le “grandi imprese” e i settori
delle costruzioni e dell’industria in senso stretto. Nel quadro vi rientrano naturalmente,
come consequenziali al ‘fare
è una università italiana che vanta una leadership mondiale e che ha
fatto della democratizzazione
dell’accesso al sapere, attraverso le nuove tecnologie, la sua
mission. È Uninettuno, l’Università telematica internazionale seguita da studenti di 69
Paesi del mondo, i quali grazie
anche ai Mooc, Massive online open courses, erogati tramite il portale internet www.
uninettunouniversity.net/
mooc.aspx possono usufruire
di corsi gratuiti e multilingua (arabo, italiano, inglese,
francese, polacco e greco). Le
lezioni discipline, come ingegneria, economia, giurisprudenza, scienze della comunicazione, lettere e psicologia,
sono insegnate da docenti che
provengono da 41 università
italiane, 31 del mondo arabo,
20 dell’Europa e da 10 università degli Stati Uniti tra cui
Harvard e Stanford.
L’ateneo telematico vanta un
forte legame con i Paesi arabi
che gli ha permesso di raggiungere il recente accordo
con l’università marocchina
Al Akhawayn a Ifrane per
la creazione di un consorzio
per la formazione a distanza.
L’intesa fa seguito a un corso
Il Cairo 8 ottobre 2012: il rettore Maria Amata Garito
consegna i diplomi di laurea in Ingegneria informatica ai
primi studenti egiziani laureati a distanza con Uninettuno
di 150 ore per insegnare a leggere e a scrivere in arabo alla
popolazione adulta analfabeta
del Marocco e a un altro importante accordo concluso
con tre poli tecnologici iracheni. Attraverso questi corsi,
i giovani iracheni seguono,
tramite televisione e Internet,
i corsi per diventare imprenditori. E nel 2012 sono stati
consegnati i primi cinquanta
diplomi di laurea in Ingegneria informatica ad altrettanti
giovani egiziani. Accordi che
testimoniano la fiducia che
Uninettuno è riuscita a gua-
dagnarsi nel mondo arabo,
ma non solo, visto che l’università telematica ha stipulato una serie di convenzioni
anche con atenei russi, cinesi
e americani. Prima università ad avere digitalizzato le
proprie lezioni, Uninettuno
dispone di oltre 50 mila ore
di videolezioni su Internet,
realizzate in modo da poter
essere categorizzate per argomenti, e collegate a più di un
milione e ottocentomila tra
testi, esercizi, laboratori virtuali, sitografie, che compongono il materiale didattico.
18 Internazionalizzazione
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
■ SERVIZI / Il Consorzio per lo Sviluppo industriale della provincia di Rieti da sempre al fianco delle Pmi del territorio
Affrontare al meglio i processi di globalizzazione
Nella zona del reatino, in sofferenza per la crisi, attiva servizi e progetti per sostenere l’attività delle imprese
C’
era un tempo, neanche
troppo lontano, in cui
il ruolo di realtà come il Consorzio per lo Sviluppo industriale della provincia di Rieti
era circoscritto ad ambiti ben
definiti. Ambiti per così dire
“materiali”, come supportare
l’industrializzazione del territorio, fare da volano economico, seguire i processi di
urbanizzazione per il tessuto
produttivo, proporre e controllare la realizzazione delle
infrastrutture che agevolassero, nel caso per esempio della
zona del reatino, il passaggio
da un’economia agricola e
silvo-pastorale a un’economia
fondata su modelli industriali.
Era una mission che si sintetizzava nel principio di “Favorire
l’insediamento e la crescita di
attività economiche nel terriVista del centro servizi L. Leonardi, sede del Consorzio per lo
Sviluppo industriale della provincia di Rieti
Andrea
Ferroni,
presidente
del Consorzio
per lo
Sviluppo
industriale
della
provincia
di Rieti
torio della provincia di Rieti,
in un’ottica di concertazione
con gli enti pubblici e con gli
organismi privati interessati”.
Oggi tutto questo è ancora
valido, nel senso che l’idea da
cui è nato il Consorzio, fare da
collante tra territorio, industria e istituzioni, ha sempre
una rilevanza fondamentale.
Ma qualcosa è cambiato nel
frattempo nel mondo e così
anche nell’attività del Consorzio.
“La collaborazione tra quegli
attori - afferma Andrea Ferroni, presidente del Consorzio
per lo Sviluppo industriale
della provincia di Rieti - deve oggi fare i conti non solo
a livello locale, ma anche con
i processi di globalizzazione.
La competizione si è spostata
a un livello superiore, tra sistemi territoriali, e quindi anche
la nostra attività ha assunto
specifiche diverse, molto legate alla offerta di servizi, di supporto all’innovazione, di aiuto
allo sviluppo di centri di competenza. In una parola, verso
attività anche ‘immateriali’”.
Il Consorzio per lo Sviluppo
industriale della provincia
di Rieti opera a Rieti-Cittaducale, Borgorose e a Passo
Corese, dove sta nascendo un
polo della logistica. La sede
è nel Centro Servizi L. Leonardi a Rieti, una struttura di
proprietà all’interno dell’area
industriale.
“Le Pmi della provincia di
Rieti - sottolinea Ferroni soffrono la crisi economica,
subiscono le limitazioni poste
dal sistema creditizio, hanno
difficoltà a creare processi di
formazione e innovazione che
possano renderle competitive
anche in ambito internazionale. È per questo che negli
ultimi anni abbiamo operato
affinché anche a livello culturale, si ponessero le basi per
un’apertura mentale che spingesse oltre i confini regionali”.
Questo ha significato da parte
del Consorzio attivare processi e progetti che migliorassero
le performance delle imprese
e dei manager, semplificare
la partecipazione a eventi e
iniziative all’estero, nell’area
del Mediterraneo e nell’Est
europeo. “Negli ultimi anni
abbiamo imparato a fornire
servizi qualificati a supporto
dello sviluppo e della promozione dell’intera area reatina. La missione dell’Ente
non è cambiata, continuiamo
a favorire l’insediamento di
attività economiche affinché
permanga una presenza qualificata di imprese. Ma sono
evoluti l’orizzonte spaziale e la
natura dei servizi che offriamo. Siamo passati dalla pura
gestione di servizi consortili
- illuminazione pubblica, gestione del sistema fognario e
dei depuratori, manutenzione
del verde e dell’impianto stradale - a una visione più ampia:
il Consorzio è partner operativo e strategico delle Pmi locali
fornendo servizi più ‘immateriali’, legati alla commercializzazione, alla formazione, alla
promozione a livello internazionale”.
Anche gli interlocutori non
possono più essere semplicemente la Regione Lazio,
la Provincia, i Comuni di
competenza, Confindustria,
Federlazio, Camera di Commercio, banche e altri enti
territoriali. Oggi il Consorzio
si sta aprendo al mondo, con
relazioni internazionali con
Enti di promozione industriale, soggetti che possono
aiutare le imprese del reatino
ad ampliare il proprio raggio
d’azione verso aree emergenti
oltre l’Europa, i Paesi Bric e
del Medio oriente.
“Per far questo è necessario
però che i manager e i professionisti locali siano preparati ad affrontare il mondo.
E infatti nei prossimi mesi
realizzeremo un corso di formazione per Export Manager,
proprio per aiutare le aziende
a migliorare le proprie performance”.
■ LUMSA /Nella classifica dei siti patrimonio dell’umanità dell’Unesco siamo primi, con 48 siti (il 4,9% dei 981 mondiali). E si sale al 5,9% per quelli solo culturali
Internazionalizzazione: non c’è business senza cultura
Le aziende italiane che si proiettano all’estero non possono prescindere dalla valorizzazione del nostro enorme patrimonio culturale
D
i fronte a una crisi economica asimmetrica che
colpisce i Paesi ricchi (specie
gli euro-mediterranei), mentre gli emergenti continuano
a crescere, l’internazionalizzazione pare l’unica via
d’uscita per le imprese. Vi è
però grande distanza tra lo
straordinario apprezzamento
a livello mondiale dell’Italia,
ritenuta patria del bello e
del buono, e la capacità delle nostre imprese di vendere
sui mercati più dinamici i loro prodotti, che quel bello e
buono incorporano. Se è dalla Penisola, dal nostro modo
di essere, apparire e mangiare, che promana gran parte di
quell’attrattività globale, ciò
che occorre per intercettare
un po’ di quei guadagni è, però, un’operazione economica
ma anche culturale e di valori. Gli artisti della moda e
del design, i grandi chef sono
figli della tradizione artigiana e della cultura nazionali,
imprenditori solitamente a
capo di imprese di famiglia.
Perciò, per internazionaliz-
Il professor
Giovanni Ferri,
presidente del
corso di laurea
in Economia,
Management e
amministrazione
d’azienda
dell’Università
Lumsa di Roma
zarsi bene, occorre coniugare
capacità di business e comprensione delle specificità di
queste imprese con la consapevolezza dell’importanza di
cultura e valori sui quali si
basa l’appeal italiano.
L’università può e deve giocare un ruolo chiave. In primis,
ricordando un fatto noto ma
spesso trascurato: la dotazione di beni culturali dell’Italia
non ha pari. Nella classifica
dei siti patrimonio dell’umanità (“World Heritage Sites”)
dell’Unesco siamo primi,
con 48 siti (il 4,9% dei 981
mondiali). E si sale al 5,9%
concentrandoci sui soli siti
culturali, a maggior valenza
per il nostro ragionamento
(la Spagna è seconda con il
5,1%; gli altri sono ben distanziati). Questa, a ben vedere, è la grande ricchezza
italiana.
Anche la manifattura nostrana potrà vivere una nuova florida stagione se saprà
innestarsi su un progetto
culturale che valorizzi tale
patrimonio. Se le nostre imprese sapessero agganciare
la propria immagine, quella
dei loro prodotti, ai nostri
beni culturali, ne derivereb-
La sede principale della Lumsa
be indubbiamente un effetto
volano molteplice: facilitare
la conservazione dell’enorme
patrimonio culturale; risvegliare un sano patriottismo
identitario; promuovere nel
mondo la conoscenza della
cultura italiana; rinsaldare il
legame fondante tra le radici
culturali e il nostro primato
nel bello e nel buono.
In concreto, va prestata attenzione alle specificità del
contesto che richiedono
spesso difformi strumenti
interpretativi e di intervento.
Per esempio, all’Università
Lumsa sappiamo che la for-
te prevalenza delle imprese
di famiglia renderebbe fuorviante appiattirsi su altri modelli d’impresa, minoritari
nell’esperienza italiana. In tali realtà, di taglia spesso esigua, una persona può segnare
i destini dell’impresa. Perciò,
oltre a prestare la massima
attenzione ai rapporti umani
con ogni studente, accompagnandolo con costanti azioni
di orientamento e tutoraggio,
la formazione Lumsa si sforza di affiancare l’approccio
umanistico a quello quantitativo, fornire strumenti idonei
a interpretare le grandi tra-
sformazioni in atto, tenendo
sempre a mente la dimensione preponderante dell’impresa, quella di famiglia.
È su tale sostrato di consapevolezza delle pratiche di
business, ma anche del retroterra culturale e valoriale,
che s’innesta la promozione
attiva per far acquisire agli
studenti quella dimestichezza con i processi di internazionalizzazione che possono poi calare nelle proprie
esperienze manageriali. Ciò
avviene potenziando le conoscenze linguistiche (anche
con vari corsi tenuti in lingua
inglese), così come facilitando l’effettiva mobilità internazionale con il Diploma
supplement e agevolando il
trasferimento dei crediti formativi (in questi due campi
la Lumsa ha avuto due riconoscimenti di eccellenza
dalla Commissione Europea)
e tramite numerosi accordi
con università estere anche
nell’ambito dei programmi
Erasmus e Leonardo.
La convinzione è che tale
approccio, olistico ma realistico, possa generare protagonisti per una buona internazionalizzazione d’impresa.
Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
Internazionalizzazione
■ WINDOW ON EUROPE / È un’associazione costituita a ottobre del 1998 a Milano e opera attraverso lo Studio di Consulenza Europea
Una “finestra sull’Europa” a supporto delle Pmi
Servizi innovativi per sostenere le iniziative imprenditoriali anche di associazioni no profit, enti e amministrazioni
D
allo sviluppo delle Pmi
allo start-up di progetti
internazionali, dallo studio di
fattibilità di idee imprenditoriali all’internazionalizzazione. In questo settore così complesso e variegato si distingue
un’eccellenza con sede a Roma, la Window on Europe
Sportello Europeo - Agenzia
per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle Pmi -, che
opera attraverso lo Studio di
Consulenza Europea del dottor Giuseppe Antonio Nicotra, commercialista e revisore
legale, consulente esperto accreditato a Bruxelles, curatore
di volumi specialistici, nonchè
presidente di tale dinamica
realtà.
Nello specifico Window on
Europe Sportello Europeo è
un’associazione costituita a
ottobre del 1998 a Milano. Nasce dall’esperienza, nell’ambito
della Rete Bc-Net, creata nel
1990 e gestita dalla Dg XXIII
della Commissione delle Comunità Europee (oggi Dg
Industria), dai soci fondatori
che ne hanno fatto parte attiva
Il presidente Nicotra con un esponente del Governo tunisino
alla cena di Gala del Forum Investment Tunisia nel giugno 2012
e operosa, per fornire, a livello istituzionale, a tutti coloro
i quali hanno specifico interesse, notizie e informazioni
sui temi trattati dall’Unione
Europea e dalla Commissione
Europea, con particolare riferimento agli aiuti e al sostegno
finanziario fornito dai Fondi
Strutturali, dai Programmi
Comunitari e dalle Istituzioni
Finanziarie Comunitarie e Internazionali.
In tale contesto, lo Studio di
Consulenza Europea di Giuseppe Antonio Nicotra, manus operativa della Window
on Europe, da oltre 35 anni,
si occupa di fornire consulenza e assistenza alle piccole
e medie imprese in materia di
finanziamenti agevolati internazionali, europei, nazionali
e regionali, finanziamenti ordinari e parabancari, finanza
strutturata e innovativa, oltre
a realizzare progetti di internazionalizzazione.
Chiara la mission come ci riferisce il presidente Nicotra: “Il
nostro gruppo esegue il proprio lavoro per i finanziamenti, l’internazionalizzazione e la
consulenza strategica, seguendo una specifica metodologia
che prevede la prevalutazione
Il presidente della Window On Europe, Sportello Europeo
Agenzia per lo sviluppo e l’internazionalizzazione delle
piccole e medie imprese, Giuseppe Antonio Nicotra
o pre-screening e sino alla
fase esecutiva, avvalendosi
per questo di una equipe di
professionisti-specialisti coordinati dal sottoscritto, coadiuvato dal dottor Massimiliano
Tallarico, mio stretto collaboratore”.
Servizi innovativi, quindi,
per supportare e affiancare le
iniziative imprenditoriali non
solo delle Pmi, ma anche di
■ CAT VITERBO / Tra le sue iniziative annuali, il workshop turistico “Visituscia - Un club di prodotto”
Lo sportello per le imprese all’estero
Una consulenza per selezionare i mercati, individuare gli investimenti e le agevolazioni
P
romuovere un modo
nuovo di fare internazionalizzazione e razionalizzarne gli interventi. Questi gli
obiettivi del nuovo Sportello
per le imprese attivato dalla Confesercenti e dal Cat
Centro sviluppo imprese di
Viterbo.
“Lo Sportello per l’internazionalizzazione industriale e
commerciale - spiega Vinicio
Di Girolamo, presidente della Confesercenti di Viterbo
- intende promuovere presso
le Pmi locali le opportunità provenienti dai mercati
esteri. Grazie ai rapporti intessuti con diversi operatori
strutturati presenti nei vari
Stati esteri, siamo in grado
di offrire agli imprenditori
supporti e consulenze qualificate per realizzare i vari
progetti. Inoltre, grazie alla
collaborazione con Sviluppo
Lazio - Sportello Sprint e il
sistema delle Cciaa (Unioncamere Lazio), abbiamo creato una squadra di esperti
dell’internazionalizzazione,
tanto da fornire alle imprese
viterbesi le informazioni necessarie per la ricerca di nuo-
vi mercati, nonché contributi
istituzionali per sviluppare i
programmi”.
In sintesi, lo Sportello fornisce servizi finalizzati a conoscere e selezionare i mercati,
individuare opportunità di
investimento e/o partner
esteri, valutare strumenti e
agevolazioni
comunitarie,
nazionali e regionali. Inoltre
offre strumenti e strutture per agevolare l’accesso al
credito (Confidi). “Pertanto
- sintetizza Di Girolamo -, attraverso la concertazione con
attori istituzionali ed econoUn momento
della missione
Ati Golfo
Arabico
Il workshop
turistico
Visituscia
mici presenti sul territorio e
la creazione di reti imprenditoriali, siamo in grado di rappresentare al meglio capacità,
innovazione e tradizione del
made in Italy e di accedere ai
mercati esteri in maniera innovativa e con un forte orientamento alla cooperazione
internazionale”. D’altra parte, lo sviluppo dell’economia
della Tuscia è fondato sulla
crescita di alcuni asset presenti sul territorio, che possono rappresentare un volano
per lo sviluppo locale.
“Si tratta di fattori - sottolinea
associazioni no profit, di Ong,
amministrazioni pubbliche ed
enti non governativi, aumentando la loro capacità di conoscenza e consentendogli di
disegnare strategie di sviluppo
e soluzioni su misura.
L’elenco di progetti e iniziative europee e internazionali
portati a termine è vasto e
comprende diversi segmenti
produttivi e di settore: si va
Vincenzo Peparello, direttore sviluppo marketing della
Confesercenti di Viterbo che andranno integrati tra
loro e supportati da una ricerca della qualità in grado di
costituire una sorta di motore trasversale dello sviluppo
della provincia di Viterbo. Un
percorso di crescita che tenga conto dell’integrazione di
tipo intersettoriale e/o di filiera e territoriale, in considerazione del fatto che Viterbo
possiede caratteristiche produttive e di contesto per molti aspetti simili a quelle della
bassa Toscana e dell’Umbria”.
La logica è quella di integrare le reti di impresa in reti di
territori, nella convinzione
che le aziende non competono più da sole ma insieme ai
sistemi territoriali di appartenenza e a quello del sistema
Tuscia Viterbese, anche al fine di valorizzare le eccellenze
prodotte nel territorio. “L’in-
19
da iniziative nell’Est europeo
e Balcani a carattere industriale a quelle agroalimentari in Tunisia e Nord Africa, da quelle più a carattere
energetico e green in Cina a
interventi turistici in Egitto
ed Europa.
“Affianchiamo la clientela nel
proprio cammino all’interno
delle difficoltà che di giorno in
giorno le si frappongono per
il processo di globalizzazione - ha precisato il presidente
Nicotra - quindi svolgiamo
la nostra funzione esterna
all’azienda stessa ma, di fatto,
in prima linea e insieme con
il management per arrivare
al soddisfacimento e alla realizzazione dei programmi avviati”. In sostanza il processo
strategico comprende le analisi aziendali e i progetti di
fattibilità; la stesura dei business-plan e dei budget; l’istruzione e la presentazione dei
dossier per ottenere finanziamenti internazionali, europei,
nazionali e regionali. E ancora: l’inserimento nei mercati
esteri; le azioni di lobbying
internazionale e la ricerca di
partner; la creazione del progetto d’impresa sino alla programmazione dello sviluppo
e riqualificazione dell’azienda. E, ci riferisce ancora Nicotra: “da qualche hanno abbiamo creato un nucleo anticrisi
per supportare le imprese in
difficoltà fino alla risoluzione delle loro problematiche,
prevedendo anche processi di
internazionalizzazione”.
Per ulteriori informazioni:
www.windowoneurope.org.
tegrazione - aggiunge Peparello - dovrà riguardare tutti i
comparti produttivi, poiché si
punta a consolidare il sistema
manifatturiero, formato da
micro e piccole imprese, con
il crescente ruolo che, allo
stesso tempo, ha rivestito negli anni il terziario, in tutte le
sue componenti, a supporto
dell’industria dell’accoglienza
e del settore agroalimentare, senza dimenticare quello
agricolo che continua a rivestire un importante ruolo
nell’economia della Tuscia”.
In questa direzione il Cat
Confesercenti organizza da
anni il workshop turistico
“Visituscia - Un club di prodotto”, con l’obiettivo di presentare il volto turistico di
una provincia in tutte le sue
componenti. Con tale iniziativa e con opportune strategie di marketing mirate sia
al pubblico che al privato si
intende, da un lato, sfruttare
il territorio, proponendolo
come una vera occasione di
scoperta e, dall’altro, razionalizzare e massimizzare
l’intero complesso dei servizi
(ricettività alberghiera, servizi di ristorazione, attività
escursionistiche...). Il risultato di tali strategie di marketing territoriale orientato
ha già prodotto una ricaduta
sul territorio aumentando del
30% la programmazione della Tuscia dei tour operator invitati (sia nazionali che internazionali), con un’ulteriore
ricaduta del 9,6% a livello di
imprese, specie quelle legate
all’enogastronomia.
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Eventi
Lunedì 2 dicembre 2013
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