01 ANNALISA BANFI ILEANA BELLONI MILANO QUARTIERE GALLARATESE COPENAGHEN FARUM MIDTPUNKT GALLARATESE inquadramento 0 1000m 01 GALLARATESE, MILANO I l Gallaratese è un quartiere di Milano facente parte della Zona 8, situato a poco più di 7 km a nord-ovest del Duomo. Idealmente esso comprende tutto l’ampio territorio compreso tra il Comune di Pero a nord, via Gallarate a est, Trenno a ovest e Lampugnano a sud. Si divide in due parti costruite in epoche differenti: la prima metà, di costruzione anteriore, si trova nella zona di via Cechov; la seconda, racchiusa dalle vie Cilea e Appennini, è più propriamente chiamata quartiere San Leonardo. Esse sono unite dal centro commerciale Bonola, punto nevralgico del quartiere con numerosi servizi pubblici e negozi. E’ quartiere nato nella fine degli anni ‘50, dall’esigenza di rispondere al bisogno abitativo di molte giovani famiglie. La popolazione iniziale fu costituita prevalentemente da giovani famiglie di lavoratori, che avevano avuto in assegnazione l’alloggio dallo IACP. Il Gallaratese è uno dei quartieri più grandi costruiti ex novo in Italia. È stato costruito sopra un’area agricola solcata dal fiume Olona, il cui corso è ora interrato, attraverso una serie di interventi edilizi per la costruzione di ampi isolati di condomini popolari. In tempi più recenti, costruzioni più piccole e di tipologia abitativa differente stanno gradualmente riempiendo anche i pochi spazi rimasti inedificati. La popolazione residente sfiora le 60.000 unità. Per molti anni il Gallaratese fu povero di servizi, infatti all’inizio era servito da due soli autobus; la costruzione della linea metropolitana, fu lungamente rinviata poichè il primo progetto prevedeva la costruzione di una linea a cielo aperto, osteggiata dagli abitanti del quartiere che temevano la divisione in due dello stesso. Alla fine il progetto della metropolitana fu modificato, e fu costruita una linea interrata. Oggi il quartiere è servito dalla linea M1 della metropolitana e da cinque linee automobilistiche ATM. Questa copertura, piuttosto estesa per un quartiere periferico, è in ragione dell’elevato Piero Bottoni 1957-1970 3˙200˙000 m2 numero di residenti e della adiacenza a grandi arterie stradali, la Tangenziale Ovest e la Statale del Sempione. Il quartiere Gallaratese è una zona prevalentemente residenziale costruita a partire dalla fine degli anni Cinquanta come comparto urbano autonomo, progetto sperimentale di edilizia residenziale economica. Accanto al tessuto residenziale trovano posto spazi a servizi e a verde per il quartiere. Oggi il Gallaratese è un quartiere consolidato, attrezzato da un punto di vista dei servizi collettivi e del commercio, con qualche difficoltà dal punto di vista ricettivo e culturale. Prevalentemente residenziale ed introverso, il quartiere è passato a vivere una stagione di grande vivacità interna che ha portato alla nascita di numerose iniziative e alla costituzione di organizzazioni sociali che hanno svolto un ruolo importante dal punto di vista della ricchezza e della vivacità interna contribuendo a definire l’identità della comunità locale e rafforzando le relazioni tra gli abitanti. Questa dinamica si è indebolita nel corso degli ultimi anni per diverse ragioni, tra cui l’invecchiamento degli abitanti e l’arrivo di nuovi nuclei famigliari che non conoscono la storia del quartiere. Ulteriori elementi di specificità della zona sono la presenza del parco di Trenno, posto a sud del quartiere, della residenza universitaria, localizzata nei pressi della fermata della metropolitana San Leonardo, delle aree di trasformazione dei progetti di edilizia residenziale pubblica, verde e servizi dell’area adiacente a via Appennini e Gallarate. 01. Inquadramento territoriale scala 1:50˙000 02. Inquadramento territoriale scala 1:10˙000 03. Carlo Aymonino, localizzazione del Quartiere Gallaratese secondo il Piano di Zona. Centro Studi e Archivio della Comunicazione, Parma 04. Piero Bottoni, Studio per il Piano del Quartiere Gallaratese, 1955-56. Archivio Piero Bottoni, Milano 0 1000m 02 03 04 GALLARATESE Progettista: Anno di realizzazione: Superficie territoriale: 4 memoria 05 06 07 08 09 10 11 I l Gallaratese è uno dei quartieri più grandi costruiti ex novo in Italia. È stato costruito sopra un’area agricola solcata dal fiume Olona (il cui corso è ora interrato) tra gli anni Sessanta e Ottanta, attraverso una serie di interventi edilizi per la costruzione di ampi isolati di condomini popolari. Le vicende che hanno interessato la formazione del quartiere sono molteplici e complesse. ll piano regolatore generale di Milano approvato nel 1953 indicava un’espansione residenziale della città lungo la direttrice nord-ovest secondo tre insediamenti distinti: il QT8, già in corso di realizzazione, e due quartieri detti satelliti che in seguito verranno denominati G1 e G2 quali specificazioni del quartiere Gallaratese (dapprima Chiusabella). Il 13 giugno 1955 iniziano i lavori per la revisione del piano regolatore di Milano relativa ad aree specifiche, avendo il Comune, nell’ambito della delibera del 13 aprile sulla revisione, assegnato l’incarico a tredici professionisti. Riguardo al Gallaratese Bottoni, revisore di zona, assume il compito di progettare un piano particolareggiato in accordo con gli uffici tecnici comunali. L’8 febbraio 1956 la revisione è terminata e il 13 marzo Bottoni consegna, inserito nello schema di questa, un progetto urbanistico «redatto in forma di proposta di piano particolareggiato dopo l’approvazione delle varie Commissioni urbanistiche». A questo disegno ne seguirà un altro con definitivo azzonamento, sistema gerarchico delle strade, precisa localizzazione delle funzioni particolari, tracciato di una linea metropolitana corredato dalla posizione delle stazioni. La soluzione proposta intende distaccarsi dalla consueta impostazione dei grandi quartieri di edilizia sovvenzionata: case popolari uniformate a un livello basso e mediobasso, ricollegando lo sviluppo pianificato di tali quartieri, spesso mancanti di servizi adeguati e di centri di vita, a una edilizia di iniziativa privata orientata ad una realizzazione almeno contemporanea a quella dell’edilizia sovvenzionata, in funzione, appunto, della costituzione delle parti «vitali» del quartierecittà. Se non è concepibile (siamo nel 1956) l’esistenza di una strada, centro di vita, senza un collaterale polmone residenziale, non è neppure concepibile un complesso di zone residenziali in successione l’una all’altra, senza l’esistenza di un tal tipo di strada, vale a dire un centro di vita «continuo». La presenza nel progetto di una «strada vitale» centrale, distesa attraverso tutto il quartiere (quella che avrebbe dovuto essere la Spina centrale del quartiere) rappresenta il cardine dell’intera organizzazione delle funzioni e dello spazio. All’iniziativa privata competerà la realizzazione, lungo la strada, di edifici commerciali (corpi bassi) e di case (relativamente alte) disposte perpendicolarmente a quelli in modo da evitare il formarsi di una tradizionale «rue corridor», e lascerà agli enti pubblici le aree (con il loro plus-valore) per i centri di vita collocati lungo tutto il percorso. In realtà la continuità non significa edificazione ininterrotta sui due lati della strada. L’alternanza sull’uno e l’altro lato dei sistemi edilizi misti, pur garantendo la continuità, consentirà ampie aperture sui parchi e giardini e sugli accessi ai nuclei residenziali di edilizia sovvenzionata retrostanti alla strada vitale. La facilità e brevità di percorso da ogni punto della residenza ai centri commerciali e sociali, alle scuole, insomma ai centri di vita (ed anche alle stazioni della metropolitana), ne determinerà un uso generalizzato e promiscuo, non diviso secondo le divisioni sociali. La scheda tecnica relativa alla distribuzione delle superfici nel piano particolareggiato di Bottoni per l’insieme G1 e G2 indica: 27 ettari per zone residenziali e commerciali «vitali» (500 ab/ ha); 105 ettari per zone residenziali di edilizia sovvenzionata (300 ab/ha); 143 ettari per strade, parchi, giardini, aree sportive, aree di rispetto, fiume Olona, ecc.; in totale 275 ettari. Il piano di Bottoni verrà poi successivamente accantonato, in seguito alle aspre critiche dell’Iacpm, il quale ricercherà una soluzione alternativa istituendo una commissione composta da 68 professionisti coordinati da Gian Luigi Reggio. A partire dal 1957 si inizia a costruire il nuovo quartiere Gallaratese G.1, completato poi dal 1964 al 1974 con il Gallaratese G2 e S. Leonardo. 05. Vista aerea storica del Gallaratese 06. Le torri di Vico Magistretti ieri 07. Le torri di Vico Magistretti oggi 08. Gli edifici in linea ieri 09. Gli edifici in linea oggi 10. Facciate in un’immagine storica del quartiere 11. Facciata dell’edificio di Aldo Rossi, Monte Amiata GALLARATESE GALLARATESE, MILANO 5 accessibilità 12 L ’analisi della mobilità del quartiere Gallaratese attraverso il relativo Piano dei Servizi del PGT ha evidenziato la presenza di una vasta rete infrastrutturale volta a migliorare l’efficienza e la qualità della mobilità a Milano. La rete infrastrutturale di progetto del PGT può essere articolata in quattro ambiti (Nord, Est, Ovest, sud), ciascuno dei quali caratterizzato dall’esigenza di mettere in rete il sistema infrastrutturale esistente, collegare i nuovi ambiti di trasformazione, definire i poli dello sviluppo infrastrutturale e insediativo. Per ciascun ambito vengono descritte le infrastrutture di trasporto, collettivo ed individuale, previste dal PGT. Dal punto di vista infrastrutturale, per quello che riguarda i mezzi pubblici, il quartiere è servito dalla linea rossa M1 della metropolitana milanese. Fino agli anni ‘70 la tratta di questa linea metropolitana giungeva fino alla fermata LottoQT8; il prolungamento è stato volutamente realizzato in seguito all’ampliamento del quartiere Gallaratese intorno al 1980 con l’espansione della linea 1 verso nord-ovest e l’apertura del capolinea di San Leonardo e di 3 fermate intermedie (altri 3,3 km in più di tracciato). Succesivamente, nel 1986 venne aperto un nuovo capolinea oltre la fermata di San Leonardo, Molino Dorino, estendendo la tratta di un altro chilometro. Oggi quindi la metropolitana attraversa letteralmente la “spina” centrale del quartiere, con le fermate Uruguay, Bonola, San Leonardo, Molino Dorino, integrata da ben cinque linee automobilistiche ATM (40, 68, 69, 72, 80) e altrettante fermate di mezzi di superficie, circa 87 pari a 0.2 unità/ha. Il sistema ferroviario e più in generale il sistema dei mezzi pubblici assume particolare rilevanza sia per le relazioni con il sistema aeroportuale e le altre città italiane ed europee, sia per le connessioni tra Milano e la sua regione urbana, sia per i collegamenti interni a Milano. Allo stesso modo assume particolare rilevanza nel PGT anche il sistema della viabilità principale. Questa copertura, piuttosto estesa per un quartiere periferico, è in ragione dell’elevato numero di residenti (alcune decine di migliaia), dell’adiacenza a grandi arterie stradali, la Tangenziale Ovest e la Statale del Sempione (di fondamentale importanza strategica; ne venne ordinata la costruzione da Napoleone Bonaparte, con ordine del 7 settembre 1800, come parte del lunghissimo corridoio che doveva collegare Milano con Parigi, passando per il basso varesotto, il fiume Ticino, lungo un tratto del Lago Maggiore, l’Ossola, varcando il passo del Sempione entrando in Svizzera, e poi attraverso quest’ultima, giungere in Francia fino a Parigi), e della presenza di alcuni edifici di pubblica utilità, tra i quali il Centro Commerciale Bonola, la Motorizzazione Civile, oltre ad alcuni centri educativi nelle vie Visconti e Quarenghi ed infine allo studentato di proprietà del Politecnico di Milano, il collegio San Leonardo/Newton. La viabilità interquartiere, l’urbanizzazione delle aree del Gallaratese è stata effettuata a cura e carico delle società contraenti (Monte Amiata e Maranta Spa), realizzando strade di lottizzazione caratterizzate da marciapiedi asfaltati. Per quanto riguarda la mobilità dolce, il sistema dei percorsi pedonali è funzionale ed articolato. Logge e ballatoi facilitano l’accesso dai parcheggi a terra agli atri d’ingresso, corridoi interni, percorsi pedonali, sia orizzontali che verticali, coperti e non, si snodano per tutta la lunghezza del complesso. La quota di insediamento dell’edificato è sopraelevata di 4m sul piano campagna: la zona sottostante è destinata al disimpegno veicolare dei vari edifici e a parcheggi; le aree adibite a parcheggio, sono state previste in modo da garantire insieme ai box sotto i fabbricati, un posto auto per ogni 500 mc. di volume destinato a residenza e a negozi e per ogni 250 mc di volume adibito ad uffici. Il quartiere risulta tuttavia carente per quanto riguarda percorsi pedonali e ciclo-pedonali. 12. Tratto di linea metropolitana passante per il quartiere 13. Stazione metropolitana di San Leonardo 14. Stazione metropolitana di Molino Dorino 15. Stazione metropolitana di Bonola 13 14 15 GALLARATESE GALLARATESE, MILANO 6 accessibilità GALLARATESE Fermate Metropolitana Linea 1 Rossa A50 SS11 Strada extraurbana Strada urbana 0 1000m 16 7 18 19 20 21 GALLARATESE accessibilità 16. Sistema di accessibilità al quartiere scala 1:20˙000 17. Parcheggio della stazione metropolitana di Molino 18. Deposito Molino Dorino 19. Vista simultanea su via Appennini e via Gallarate 20. Vista su via Appennini 21. Progetto dello studio MAB per nuove residenze 17 8 1.7m parcheggio pubblici 2.5m aiuola 3.5m marciapiede 3.5m corsia 1.5m corsia 3.5m spartitraffico 3.5m corsia 3m corsia 1.7m marciapiede 2.5m 20m 0 GALLARATESE terrapieno (giardino pubblico) 5.5m marciapiede 3.6m marciapiede 1.9m corsia 2m corsia con parcheggi inclusi marciapiede ciclo - pedonale giardino pubblico 7m 22. Sezione stradale via Appennini (fuoriscala) 23. Sezione stradale via Gallarate (fuoriscala) 10m 9 accessibilità 2.5m giardino privato 5m marciapiede 5m corsia 3m 15m GALLARATESE corsia con parcheggi inclusi 2.5m pista ciclabile 4m marciapiede giardino privato 2.5m giardino privato 2m aiuola 2.5m pista ciclabile 5.5m marciapiede 5.5m corsia con parcheggi inclusi corsia con parcheggi inclusi marciapiede parco pubblico 1.8m 24. Sezione stradale via Lampugnano scala 1:200 25. Sezione stradale via Mario Borsa, scala 1:200 10 10 accessibilità 6m aiuola 14m strada privata 2.5m giardino privato 4m marciapiede 4m corsia con parcheggi inclusi 3m corsia 4m spartitraffico 4m corsia 2.5m corsia con parcheggi inclusi 3.5m marciapiede 3m aiuola pista ciclabile aiuola parcheggio pubblico 4.5m GALLARATESE 3m 26. Sezione stradale via Cechov, scala 1:200 11 11 accessibilità spazio pubblico 27 28 29 30 31 32 GALLARATESE, MILANO Spazi privato, ma la cui destinazione d’uso lo rende pubblico è il Centro Commerciale Bonola, aperto nel 1988, è a lungo rimasto il solo centro commerciale all’interno dei confini della città di Milano. L’offerta commerciale è in grado di interessare ampie fasce di popolazione e l’integrazione con strutture sociali di pubblica utilità (biblioteca comunale, centro civico, comando polizia municipale) lo rendono un importante punto di riferimento a livello cittadino; il centro infatti si integra perfettamente nel territorio diventando quindi, oltre che un luogo dove effettuare acquisti anche luogo d’incontro, di informazione e di svago. Facilmente raggiungibile dai Clienti grazie all’adiacente fermata della metropolitana (fermata Bonola, appunto) e da linee automobilistiche di superficie, conta anche un parcheggio coperto da 800 posti auto completamente automatizzato ed un parcheggio esterno pubblico. La galleria commerciale, situata su di un unico livello, è stata ristrutturata nel 2000. Se in passato l’attenzione primaria era volta agli edifici residenziali a cui poi si affiancavano le strutture pubbliche e commerciali, abbiamo un recentissimo esempio di come oggi si cerchi di sviluppare parallelamente entrambi gli aspetti: è il caso del progetto delle residenze realizzate da MAB tra via Gallarate e via Appennini. Il progetto è caratterizzato non solo dai blocchi residenziali, ma anche dagli spazi aperti e dal mix di attività, perché, come affermano gli autori, “il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell’appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, lavanderie, depositi comuni), agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali”, destinati a tre fasce significative: bambini, giovani e anziani. L’intervento, focalizzato su una delle più importanti questioni che riguardano la città, la relazione tra vita sociale, dimensione pubblica e comunità di vicinato, si caratterizza per un concetto di co-abitazione tra residenze e spazio pubblico, dove gli abitanti possono vivere in un ambiente pedonalizzato ben supportato da infrastrutture, commercio e servizi pubblici. Il tracciato ordinatore è generato in relazione alla volontà di creare una sequenza di spazi pubblici (le cui gerarchie sono definite anche da attente scelte di materiali ed essenze arboree), un continuum di blocchi edilizi, spazio verde, aree di sosta attrezzate, servizi, percorsi pedonali e ciclabili. Come sottolineano gli autori, “un percorso pedonale est-ovest organizza l’insieme realizzando le fasce di verde a nord e a sud. A sud, il parco è dotato di aree attrezzate distinte per uso e qualità dei materiali e si configura come una estensione della via Appennini, diventando così spazio pubblico per l’intero quartiere Gallaratese. GALLARATESE I l quartiere nasce principalmente con destinazione d’uso residenziale pubblica, con il progetto di alloggi a basso costo. A questa progettazione in origine si affiancava l’idea di Piero Bottoni di Spina Centrale, lungo la quale si sarebbero sviluppati i servizi necessari al quartiere. Con questa idea irrealizzata, il quartiere ha sempre risentito di una scarsa presenza di servizi e anche di collegamenti, penalizzando quindi gli abitanti, e portando a vere e proprie proteste urbane. Con l’arrivo della linea rossa il quartiere si è collegato al centro, e dagli anni ‘70 sono state costruiti numerose strutture comunali volte al pubblico: è il caso delle scuole, ma anche delle numerose strutture sportive, le piscine, i campi da gioco,i luoghi di culto a seconda delle diverse religioni. Gli edifici di via Appennini ospitano al loro piede una serie di spazi per associazioni, tra cui i due spazi oggetto del bando. Tali spazi sono il risultato di un tamponamento successivo del pianoterra a pilotis in modo da dotare il quartiere di spazi per iniziative ed azioni integrate. 27. Scuola secondaria di primo grado 28. Piscina comunale 29. Scuola secondaria di secondo grado 30. Scuola secondaria di secondo grado 31. Campo da gioco ad uso pubblico 32. Centro commerciale Bonola 12 10˙497 - verde offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 614˙281 614˙281 edilizia residenziale sociale offerta complessiva servizi 48˙039 offerta servizi indispensabili 45˙772 servizi sociali offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 70˙434 70˙434 attrezzature religiose offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili amministrative offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 42˙498 42˙498 istruzione offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 246˙994 232˙672 giustizia, sicurezza, protezione civile offerta complessiva servizi 3˙050 offerta servizi indispensabili 3˙050 infrastrutture e trasporto pubblico offerta complessiva servizi 208˙971 offerta servizi indispensabili 183˙370 salute offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 3˙135 3˙135 sport offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili commercio e attività produttive offerta complessiva servizi 7˙733 offerta servizi indispensabili - GALLARATESE 185˙896 185˙896 70˙434 70˙434 spazio pubblico cultura offerta complessiva servizi offerta servizi indispensabili 0 1000m 33 13 13 spazio pubblico 34 D all’allegato n° 3 al Piano dei Servizi redatto con il PGT del 20, 12, 2012 emerge dall’analisi della popolazione che i residenti stimati sono 32.975, di cui un 7,5 % sono stranieri, pari a 2.467, di cui la maggior comunità è rappresentata dalla nazionalità peruviana. A sostegno della tesi che ci troviamo di fronte ad un quartiere “anziano” ci sono i dati: i bambini da 0 a 5 anni sono il 4,3 % / 1.409 unità, gli anziani oltre 75 anni sono invece 17,2 % / 5.688 unità, e le proiezioni demografiche espresse dal piano, prevedono un dimezzamento della percentuale della fascia d’infanzia, e quasi un raddoppio dei dati relativi agli anziani. La prevalente destinazione d’uso degli edifici categoria NIL / media Milano abitazione 79,8 % / 83,1% ufficio 1,3 % / 3,7 % commercio industria 7,2 % / 6,9 % servizi pubblici 8,1 % / 3,4 % abitazioni in affitto 28,0 % / 35,6 % Le attività produttive stimate sono circa 1.124, e il Centro Commerciale Bonola identifica la centralità del NIL, cioè il centro per il “Nucleo di Identità Locale”; gli elementi caratterizzanti e influenti su questo parametro sono la vocazione commerciale e terziaria di alcune aree del quartiere, e la presenza del Parco di Trenno. piste ciclabili. Citando le norme di attuazione del Piano dei Servizi, “i servizi alla persona sono realizzati su aree o in edifici del Tessuto Urbano Consolidato, tenuto conto, in particolare, di quelli esistenti, e secondo criteri di qualità, fruibilità ed accessibilità. Tali servizi possono essere realizzati su aree o in edifici, pubblici o privati, e, in tale ultimo caso, è riconosciuto l’indice di Utilizzazione territoriale (Ut) pari a 0,35 mq/mq ovvero pari all’edificato esistente se superiore (art.8). Nel Tessuto Urbano Consolidato, nei casi di interventi di nuova costruzione con l’utilizzo dell’indice di Utilizzazione territoriale (Ut) unico di 0,35 mq/mq e nei casi di recupero della SLP esistente senza cambio di destinazione d’uso non sono richieste dotazioni territoriali per servizi. In tutti gli altri casi le dotazioni territoriali per servizi sono dovute nella misura di: per funzioni urbane residenziali, terziarie e servizi privati: 1 mq per ogni mq di SLP; per funzioni urbane produttive: 20% della SLP; per funzioni urbane commerciali: 100% della SLP, ad esclusione degli esercizi di vicinato, salvo maggiori quantità disposte da normative nazionali e regionali vigenti in materia (art.9). Analizzando i servizi esistenti e programmati di cui il Piano relativo tratta, in relazione al totale degli abitanti (32˙975), i rapporti espresso sono: la dotazione di servizi totale - per abitante è pari a 1˙615˙026 mq - 49 mq/ab ; la dotazione massima di servizi totale - per abitante è pari a 1˙476˙986 mq - 45 mq/ab ; la dotazione minima di servizi totale - per abitante è pari a 44˙517˙495 mq - 33 mq/ab ; Analisi esercizi di vicinato: Numero di esercizi di vicinato 141 pari a 0,4 unità/ha; Numero di esercizi commerciali media struttura di vendita 10 pari a 0,03 unità/ha; Numero di esercizi commerciali grande struttura di vendita1,0 unità; Numero di pubblici esercizi70 pari a 0,2 unità/ha; Superficie di vendita di esercizi di vicinato per unità di superficie territoriale22 mq/ha pari a 0,3 mq/ab; Superficie di vendita per esercizi di media distribuzione per unità di superficie 18 mq/ha pari a 0,2 mq/ab; Nel 2007 si registrano 76 imprese. Il quartiere è interessato da nuovi servizi, come la proposta di riadattamento della chiesa di Sant’Ilario a scuola di musica comunale, l’apertura di una casa di riposo all’avanguardia, e di uno sportello per orientamento universitario. È anche molto frequentato il mercatino “Le Pulci di Portobello”; è anche luogo di diverse problematiche relative alla sicurezza e alla rete infrastrutturale: si registrano infatti fenomeni di microcriminalità, e nonostante l’abbondante presenza di verde, vi sono poche ed interrotte 33. Planimetria dei servizi distribuiti nel quartiere 34. Vista aerea del sistema “a corte” residenze-servizi 35. Schizzo del sistema “a corte” residenze-servizi 36. Scuola comunale secondaria di primo grado 37. Scuola comunale primaria 35 36 37 GALLARATESE GALLARATESE, MILANO 14 spazio pubblico 38 39 40 41 42 GALLARATESE, MILANO Università e ricerca: centri ricerca/laboratori di ricerca, Accademie e Istituti superiori di studi, Sedi e poli universitari, Servizi per studenti. Salute: canile, Centri di psicologia, Centri ASL, Ufficio Relazione con il Pubblico e Direzioni ASL, Unità tutela dei minori, Cimiteri, Pronto soccorso e pronto intervento, Servizi di medicina di laboratorio, Struttura ospedaliera, Consultori Pediatrici, Strutture ambulatoriali, Strutture di ricovero e cura, Strutture psichiatriche, Farmacie, Pediatri libera scelta, Veterinari. Istruzione: centro giochi, Centro prima infanzia, Nidi d’infanzia, Nido aziendale, Nido famiglia, Scuole di formazione professionale, Scuole per l’infanzia, Scuole primarie, Scuole secondarie inferiori, Conservatorio, Istituto d’Arte, Istituto superiore, Istituto magistrale, Istituto professionale, Istituto tecnico, Liceo, Perito, Centri di Formazione, Fondazione Scuole Civiche. Servizi sociali: centri aggregativi multifunzionali, Centri aggregazione giovanili, Centri socio ricreativi culturali per anziani, Servizi Comunali per adulti, Servizi di Assistenza Domiciliare, Servizi Comunali per anziani, Servizi Comunali per disabili, Servizi Comunali per minori, Carabinieri. Sport: centri polivalenti, Centri balneari, Centri sportivi, Piscine, Stadio pubblico o regolato da atto d’asservimento, oratoriali. Verde: Giardino di quartiere, Giardino pubblico, Parco estensivo, Parco storico, Parco urbano. Giustizia, sicurezza, protezione civile: Istituti penali, Istituti penali minorili, Tribunali, Uffici giudiziari, minori, Caserme e stazioni Carabinieri, Forze Armate, Guardia di Finanza, Polizia di Stato, Polizia Locale, Polizia municipale, Polizia Locale, Protezione Civile, Vigili del Fuoco. Edilizia residenziale sociale: residenza temporanea, Residenza in locazione a canone convenzionato, Residenza per studenti. Amministrativo: Consigli di Zona, Magazzini e depositi, Sedi istituzionali comunali, Uffici comunali, Consolato, Poste - Agenzie di base e uffici succursali, Sedi istituzionali provinciali, Uffici provinciali, Sedi istituzionali regionali, Uffici regionali, Prefettura, Uffici, provveditorati e agenzie statali, Acqua potabile, uffici Edilizia residenziale, uffici Energia elettrica, uffici Gas metano, uffici Poste e telecomunicazioni, uffici Previdenza e assistenza, uffici Trasporti e mobilità uffici. Attrezzature religiose: istituti, opere e fondazioni religiose, Chiese e santuari cattolici, Luoghi per il culto e centri di confessioni religiose, Oratori e opere parrocchiali, Uffici ecclesiastici. GALLARATESE C oncretamente il Piano definisce servizi esistenti o programmati i seguenti settori: Cultura: associazioni culturali, Centri sociali e ricreativi, Sedi di associazioni socioculturali e di categoria, Archivi, Biblioteche, Centri congressi e sale conferenze, Istituti Culturali e monumenti, Musei, Sedi espositive, Scuola di cinema danza musica e teatro, Auditorium, Teatro. Infrastrutture per mobilità e trasporto pubblico: aeroporti, Scali e depositi ferroviari, Stazioni ferroviarie, Stazioni MM, Parcheggi pertinenziali, Parcheggi pubblici esterni alla carreggiata, Parcheggi pubblici d’interscambio, Parcheggi pubblici per i grandi servizi pubblici. Commercio e attività produttive: uffici ecclesiastici, Mercati rionali, Mercato floricolo, Mercato ittico, Mercato ortofrutticolo. Infrastrutture tecnologiche e per l’ambiente: Parcheggi pubblici per i grandi servizi pubblici, Depositi autobus, tram e metropolitana, Depositi e autorimesse, Impianti e sezioni distaccate acqua potabile, Cabine e impianti gas metano, Generatori gas metano, Cabine elettriche, Stazioni e sottostazioni elettriche, Unità e poli operativi distribuzione energia elettrica, Impianti di raccolta rifiuti, smaltimento rifiuti, depuratori. 38. Piscina Comunale 39. Tennis Club Gallaratese 40. Tennis Club Gallaratese 41. Piscina comunale esterna 42. Piscina comunale 43. Impianto Sportivo GS San. Romano 43 15 spazio pubblico 45 46 47 48 49 50 51 44. Chiesa di Sant’Ilario Vescovo 45. Chiesa di San Leonardo 46. Chiesa Maria Regina Pacis 47. Chiesa Maria Regina Pacis 48. Collegamento pedonale tra metropolitana e centro commerciale Bonola 49. Palasharp, Lampugnano 50. Interno del centro Commerciale Bonola 51. Centro Commerciale Bonola GALLARATESE 44 16 verde Novate M.se Rho LDF-A LDF-A LDF-A Expo LDF-A 52 RHO FIERA LDF-A Rho Pero AdP Polo Sanitario Sacco - Besta - Tumori LD Baranzate FA Sacco 53 F FLD Quarto Oggiaro AdP Expo LD F-A GALLARATESE, MILANO F LD ATU 14-B via Litta Modignani -F Roserio A Roserio PII ERS 2/2 | Abitare 2 - via Cogne LD FF LD F- LD A F- FLD AdP Cascina Merlata ATU 10 Stephenson Eritrea FA -F PII ERS 1/2 | Abitare 1 via Gallarate F LD Pacuvio F-D LD PRU6.1 | via Palizzi (Quarto Oggiaro, ex FINA) -D Certosa PP166 | via Chiasserini (PRU Palizzi) L DF PII Palizzi - Fattori PP163 | via Eritrea, via De Pisis, via Castellamare, via Porretta (PRU Palizzi) Castellammare LDF-D LD LDF-D -F F FLD MOLINO DORINO LDF-D LDF-D Pisis Boccioni -E LD FD Fusinato L DF L DF-D LDF-E -A PII ERS 2/1 | Abitare 2 via Appennini ATU 9 Bovisa Palizzi Bovisa FNM D LDF- Villapizzone S. LEONARDO LDF-E LDF-A GALLARATESE Stephenson A DF Merlata L LDF-F LDF-F LDF-D Triboniano LDF -F PERO FIERA F FLD Il quartiere tuttavia confina a sud con uno dei parchi più grandi di Milano, il parco agricolo di Trenno, caratterizzato da ampi prati e lunghi viali rettilinei, percorribili sia a piedi sia in bicicletta. Questo parco è situato al confine fra la zona 7 e la zona 8 nel nord-ovest della città, ed è adiacente al borgo omonimo ed al galoppatoio di San Siro. Ci sono spazi attrezzati per bocce, tennis, calcio, pattinaggio, pista ciclabile (utilizzata anche per correre), percorso vita. Lo sport più praticato a Trenno è il calcio: la domenica è il giorno con il maggior numero di incontri, soprattutto al mattino; durante il periodo estivo l’affluenza si estende anche negli altri giorni della settimana. I campi attrezzati per il calcio tuttavia non sono numerosi e per questo motivo alcuni gruppi si muniscono di attrezzature portatili che dopo la partita vengono smontate in pochissimo tempo. A sud-est infine il Gallaratese cofina con il famoso Parco Monte Stella del vicino QT8; anch’esso presenta le attrezzature necessarie per effetuare i comuni sport all’aria aperta (campo bocce, percorsi vita, area giochi per bambini) oltre che a servizi per la fruizione dello spazio (area cani, toilette, sicurezza, parcheggi, LD F Ghisallo LDF- A BONOLA LDF-E De Gasperi Espinasse LD F-A LDF-E URUGUAY LD Accursio F -A Progetto di riapertura dei Navigli e Via d’Acqua Expò 2015 FE LD A LAMPUGNANO Rete Metropolitana ATU 8-B Caserma Montello FLD Trasporto Individuale Serra Lampugnano ATP 1 Il Bosco in Città (PCU1) A LD FE FLD Rete Ciclabile QT8 FLD Verde urbano esistente A LDF-E Chiesa Verde urbano esistente Pegaso LD A F- Parco Agricolo Sud Milano Ambiti di rinnovamento urbano PORTELLO 0 1000m CALDERA QUINTO AdP Portello LDF -E C ome previsto dal PGT, nello specifico all’articolo 6, “nel tessuto urbano consolidato, i servizi relativi al sistema degli spazi aperti a verde, denominato verde urbano, sono nalizzati a favorire il miglioramento della qualità ambientale urbana, in ragione delle funzioni ecologiche, paesaggistiche e sociali che rivestono. All’interno del sistema del verde urbano è consentita la conduzione del fondo ai fini agricoli e orto-oro-vivaistica. Il verde urbano si identifica in: _ parchi urbani e di quartiere, giardini e zone a verde attrezzato; _ corridoi ecologici di connessione tra gli spazi a verde; _ verde di mitigazione e rinaturalizzazione delle aree interessate dalla rete infrastrutturale e di mobilità pubblica; _ aree di pertinenza dei servizi costruiti per il gioco, lo sport e lo spettacolo sportivo; All’interno della categoria del verde urbano rientrano sia il verde urbano esistente che comprende le aree già attrezzate ed in corso di programmazione di intervento, sia il verde urbano di nuova previsione (pertinenza indiretta) finalizzato all’integrazione del sistema del verde urbano di livello comunale e del verde urbano di livello metropolitano.” Queste categorie sono distinguibili anche all’interno del quartiere del Gallaratese, secondo quartiere sperimentale in seguito al QT8, il quale nasce con la principale funzione di quartiere residenziale. Essendo un quartiere di periferia gli spazi verdi non risultano essere molto curati se non in qualche punto come nell’isolato circoscritto SETTIMO dalle vie Cechov, Kant, Croce e Omodeo che M.SE S. SEBASTIANO presenta un campetto da basket all’aperto, una pista per le bocce, qualche attrezzatura per SETTIMO SETTIMO M.SE TG M.SE bambini e panchine sparse qua e la. OVEST Lungo l’intera via di Benedetto Croce si può notare un’alta concentrazione di aree verdi, principalmente prati limitati al confine con le strade circostanti da alberi ancora giovani sostenuti da strutture in legno per aiutarne la crescita, non troppo gradevoli alla vista. Le zone di verde più curate sono delimitate da cancellate e riservate ai residenti, oppure appartenenti alle parrocchie e alle chiese, si tratta quindi più di verde privato che di verde pubblico, portando a privatizzare gli spazi all’interno dell’area. 54 LOTTO AdP/PII Polo urbano fiera TRE 17 verde GALLARATESE 56 55 52. Area attrezzata per il tempo libero 53. Area gioco per bambini in una delle aree verdi 54. Sistema delle aree verdi nel quartiere e dintorni scala 10˙000 55. Spazio verde del Complesso Monte Amiata 56. Parco di Trenno confinante con il Gallaratese 57. Area verde antistante alle torri 58. Vista di un viale alberato nel Parco di Trenno 59. Parco di Trenno 60. Schema di riprogettazione delle aree verdi del quartiere 57 58 18 verde 59 GALLARATESE, MILANO Rete stradale Perimetri NIL Raggi verdi Verde esistente Verde programmato Parchi regionali Aree pedonali Piani di cintura urbana GALLARATESE Nell’ambito della progettazione locale sono previsti una serie di interventi sul quartiere, tra i quali troviamo: _ potenziamento della “spina”, il sistema di spazi verdi compreso fra via Vigorelli ed il centro sportivo di via Borsa, come piattaforma ambientale fruibile, attraverso la creazione di percorsi ciclo-pedonali e passerelle; _ riqualificazione del verde; _ inserimento di servizi ed attività ludiche e sportive; Il NIL è parte di un Ambito di Rinnovamento Urbano. E’ da prevedere una riqualificazione generale dell’assetto infrastrutturale esistente. Interventi specifici: Ambiti di trasformazione Centralità Locali Trasporti pubblici esistenti Trasporti pubblici programmati Fermate MM esistenti Fermate MM programmate Sistema “Spina Verde” Riqualificare e ampliare le superfici pedonali con aree di sosta e verdi Via Cechov Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali di attraversamento Via Betti Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento Via Ojetti Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento Via Borsa Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento Via Chiarelli Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento Via Clea accanto ai giardini Pertini Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento Via Visconti Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento 0 200m 60 19 abitare 61 62 63 N el P.R.G. del 1953 erano previsti, lungo la via Gallarate, due zone residenziali destinate a divenire due distinti, anche se vicinissimi, quartieri autosufficienti. Durante la revisione del Piano Regolatore iniziata nel 1955 con la suddivisione in 13 zone della parte esterna della città, l’architetto Bottoni Piero, incaricato della revisione della zona nella quale erano previsti gli insediamenti, redige un piano di massima per un quartiere unitario, approvato nel 1956. Il Piano prevedeva una strada vitale di sviluppo del quartiere e di espansione della città, parallela alla strada di scorrimento veloce e lungo la quale per la prima volta erano destinate ampie zone all’iniziativa privata: queste zone potevano garantire una vasta presenza di servizi pubblici e la possibilità di insediamenti residenziali destinati a vari ceti sociali. Da questa arteria le strade di penetrazione portavano ai singoli agglomerati residenziali. L’idea di strada vitale verrà poi abbandonata, per essere sdoppiata ai confini del quartiere e lasciare spazio nel centro ad un’ampia zona verde. La pianificazione del quartiere nasce come progetto sperimentale, che si dava come obiettivo la ricerca di soluzioni di edilizia economica alle spalle del quartiere QT8. A partire dal 1957 si inizia a costruire il nuovo quartiere Gallaratese G.1. che vede la collaborazione di 70 progettisti coordinati da Gianluigi Reggio. Nonostante la precedente pianificazione, il quartiere cresce con una certa “casualità”. Dal 1964 al 1974 il quartiere viene completato da Gallaratese G2 e S. Leonardo. Il progetto originale viene disatteso soprattutto per quanto riguarda i servizi collettivi e la sistemazione urbanistica, nonché per la distribuzione del verde. Il risultato definitivo è la costruzione di insediamenti che assolvono ad una sola funzione, quella residenziale, costringendo gli abitanti a lunghi trasferimenti per raggiungere le attività produttive e le strutture commerciali. Il quartiere del Gallaratese progettato nel 1956 prospettava una complessità massima di 70˙000 abitanti; agli inizi degli anni ‘70 aveva già raggiunto i 40˙000 abitanti, parte in case costruite dagli enti del Cep medesimo, parte in cooperative situate dentro o fuori del piano della Legge 167, adottata per la zona dal 1964, parte in iniziative private, sui terreni ancora non vincolati, o come le case di via Carlo Marx progettate da Carlo Aymonino e da Aldo Rossi, su quelli della 167, ma con convenzioni risultate poi irregolari. Il motivo che spinse le migliaia di persone ad insediarsi al Gallaratese, oltre al basso prezzo degli alloggi, era la vicinanza agli insediamenti industriali dell’Alfa Romeo, della Siemens, oltre alla speranza di veder presto realizzata l’attuale linea metropolitana, collegamento con il centro e quindi con i luoghi del lavoro terziario. Gli abitanti rimasti invece isolati per il ritardo nella costruzione della nuova linea diedero vita ad un movimento di protesta che ha segnato l’avvio delle lotte urbane a Milano, e subito dopo ha portato ad una revisione del PRG in vigore. Dalle immagini della tavola è evidente come la tipologia abitativa caratterizzante il quartiere è quella di edifici in linea, a più piani, in alcuni casi, a torre, disposti linearmente rispetto la strada che li cinge, e costituenti tra loro, piccole corti pedonali aperte, con verde privato o pubblico, in cui spesso troviamo strutture adibite a servizo pubblico, come le scuole d’infanzia o primarie. Ad oggi il quartiere è in gestione condominiale, con il 28% degli alloggi di proprietà. Densità abitativa 8.464 ab/km2 61. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea 62. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea 63. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea 64. Le torri di Vico Magistretti oggi 65. Esempi differenti di tipologie edilizie a torre 64 65 GALLARATESE GALLARATESE, MILANO 20 abitare 66 67 68 69 I l complesso abitativo Monte Amiata, che sorge nel quartiere Gallaratese, dove fu eretto fra il 1967 e il 1972, consiste in un intervento di grande dimensione a cui prendono parte Carlo Aymonino e Aldo Rossi. Il comune di Milano assieme alla società proprietaria del suolo, stabilisce, in sede di convenzione, un indice standard di 2˙400 abitanti con 169˙000 m3 di area edificabile da destinare ad abitazioni. Già dal planivolumetrico predisposto dal comune le prime idee sono indirizzate ad un insieme volumetricamente definito da elementi e materiali diversi. Nell’impostazione di lavoro, Aymonino e Rossi hanno ignorato il territorio e i rapporti con l’intorno in quanto area priva di suggerimenti, specialmente dal punto di vista naturale. L’insediamento non può quindi aspirare ad essere una vera e propria città a causa del suo carattere pressoché monofunzionale. Il progetto finale ha per cui accentuato il distacco dall’intorno, cercando di elaborare un piano ben più compatto. Si sviluppa così l’idea di una costruzione, composta da cinque corpi di fabbrica, articolata e compatta allo stesso tempo, con altezze e profondità diverse. Progetta elementi come logge e ballatoi che facilitano l’accesso dai parcheggi a terra agli atri d’ingresso, corridoi interni, percorsi pedonali, sia orizzontali che verticali, coperti e non, e tre piazze che fungono soprattutto da luogo di incontro o di gioco, diverse tra loro, una delle quali diventa teatro all’aperto. Il Gallaratese va ad inserirsi nella poetica del frammentismo perseguita da Aymonino nel corso degli anni sessanta, da cui la presenza di elementi come i riquadri in vetrocemento degli appartamenti duplex ed i volumi cilindrici dei collegamenti verticali che stabiliscono dei punti di riferimento per il controllo dell’immagine d’insieme degli edifici. Aymonino con questo piano rompe la tradizionale concezione dell’edificio privato in quanto non ha progettato dei semplici appartamenti, ma li ha completati con dei servizi di loro pertinenza e con spazi aggiuntivi inseguendo l’idea di una città complessa. Il Gallaratese diventa rapidamente modello di riferimento disciplinare sia sul piano linguistico che figurale per la possibilità di interferire sui processi aggregativi della residenza periferica portandoli ad una riconoscibilità urbana. Nel complesso vige l’idea di un disordine programmatico, anche l’uso vivace dei colori è un espediente per inserire variazioni in un panorama che si profila uniforme e privo di stimoli. All’”espressionismo” di Carlo Aymonino si contrappone un blocco geometrico puro, mentre Aymonino fa uso del linguaggio della sovrapposizione e della complessità compositiva di oggetti aggregati, Rossi “fa tacere la forma”. Il progetto Di Aldo Rossi si limita infatti a tracciare un edificio in linea come segno assoluto, in cui il riferimento è alla tipologia della residenza popolare lombarda: “il percorso del ballatoio ha il valore di una strada. L’organizzazione interna si adatta all’edificio”. “Il tipo della cellula abitativa non determina più la configurazione volumetrica dell’edificio. Questo è il fenomeno innovativo. Non più case lamellari, o a torre, o a schiera; non più modelli indifferenziati. Oggi, rispetto all’unità residenziale di Le Corbusier, possiamo fare un passo avanti, elaborando soluzioni specifiche ai luoghi di applicazione, possiamo radicare l’oggetto architettonico nel contesto preesistente e dove manca, come nel comprensorio del Gallaratese, strumentarlo in chiave di una alternativa morfologica”. (Carlo Aymonino, in Costatino Dardi, Abitazioni nel quartiere Gallaratese a Milano, in “L’architettura – cronache e storia”) 66. Complesso Monte Amiata 67. Complesso Monte Amiata, edifico di C. Aymonino 68. Quartiere Monte Amiata al Gallaratese, edifico di Carlo Aymonino 69.Complesso Monte Amiata, edificio di Aldo Rossi 70. Quartiere Monte Amiata al Gallaratese, edificio di Aldo Rossi 70 GALLARATESE COMPLESSO MONTE AMIATA, GALLARATESE 21 abitare 71 72 L ’ intervento, realizzato nel periodo 2006 - 2009, interessa un lotto atipico lungo e stretto di 36.000 mq alle porte di Milano, con andamento prevalente est- ovest ,ubicato sul lato sud del quartiere Gallaratese, delimitato da una viabilità a traffico intenso. Vincitore del bando comunale “Abitare a Milano” prevede la riqualificazione di un’ area critica, destinandola al social housing. Al suo interno, vengono fuse architettura , urbanistica e visione paesaggistica del territorio nell’ unico intento di costruire una comunità sociale rivolgendosi a coloro che non sono in grado di acquistare su libero mercato. Per gli autori, fondatori nel 2004 dello Studio “MAB Arquitectura” dal quale il progetto ha preso il nome, “il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell’ appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, lavanderie, depositi comuni) agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali.” La vasta area urbana delimitata a nord-est da via Gallarate, a sud-ovest da via Cilea e le cui estremità possono essere individuate nel quartiere QT8 e nel parcheggio di interscambio della MM di Molino Dorino rappresenta un complesso sistema insediativo formato in gran parte dai quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica Gallaratese G1, G2 e S. Leonardo, a cui si sono aggiunti altri interventi di iniziativa privata fra i quali il più celebre è il Monte Amiata di Rossi e Aymonino. L’intervento di social housing realizzato dai MAB Arquitectura, vincitori del concorso Abitare Milano, si inserisce in questo sistema complesso. L’area di progetto è una striscia stretta e lunga in fregio a via Gallarate e schiacciata verso il quartiere S. Leonardo. I MAB risolvono il progetto insediativo con blocchi di differente altezze assemblati in modo da costituire tipologie ibride. I blocchi sono aggregati in quattro edifici il cui asse longitudinale è perpendicolare alla giacitura leggermente arcuata di via Appennini conservando in questo modo le visuali libere proprie del quartiere Gallaratese. Gli edifici sono relativamente bassi (quattro piani) nella parte in linea mentre quella più alta arriva a nove piani configurando delle torri che fronteggiano le cortine edificate del S. Leonardo. Se lo scenario offerto dai valori figurativi del Gallaratese non è entusiasmante i MAB riscattano ampiamente questa situazione dedicando una particolare cura alla progettazione dello spazio aperto e ai servizi. L’intero insediamento è innervato da un percorso pedonale che passa sotto tutti gli edifici, forse rievocando metaforicamente la “strada vitale” e il mancato progetto della Spina Centrale, e connette le residenze con lo spazio pubblico, arricchito da servizi e negozi situati al piano terra degli edifici residenziali e attrezzato con elementi di arredo urbano di buona qualità formale. La tipologia dominante è l’edificio in linea che articolandosi in sezione genera un edificio costituito da una barra la cui testata si eleva a torre. Le varie tipologie, principalmente bilocali e trilocali, sono organizzate con pannelli scorrevoli che separano gli ambienti. Gli spazi di distribuzione sono ridotti al minimo. La maggior parte degli alloggi dispone di spazi “filtro”, come logge e balconi coperti che facilitano un adattamento flessibile alle varie esigenze. Gli appartamenti sono disegnati con una particolare attenzione all’esposizione solare e alla ventilazione incrociata est-ovest, e godono tutti di zone filtro verso l’esterno in un alternarsi di terrazze schermate e logge scavate nel volume dell’edificio. L’impianto generale del progetto pone l’accento sull’importanza attribuita all’ aspetto sociale e ai modi di aggregazione che la proposta induce. Oggi si tende ad esaltare l’entità quartiere come elemento di scala intermedia tra la città e il nucleo abitativo. In questo senso la ricerca di un equilibrio tra gli usi privati della città – la residenza – e quelli pubblici – servizi al quartiere e commerci - potrebbe essere la chiave di lettura di un quartiere contemporaneo. 71. Progetto residenze - servizi, Studio MAB (via Gallarate) 72. Lotto interessato dal progetto di Studio MAB 73. Prospetto di uno degli edifici con riferimento all’isolamento acustico ricercato nella progettazione del terrapieno, tra il complesso di edifici e la viabilità che lo circonda 74. Progetto residenze - servizi, Studio MAB 75. Progetto residenze - servizi, Studio MAB (via Appennini) 73 74 75 GALLARATESE RESIDENZE SOCIALI, MAB arquitectura, GALLARATESE 22 infografica N° Abitanti: 32˙975 Ipotizzando n° 4 abitanti per abitazione circa Densità abitativa: 8˙464 ab/km2 M2 mobilità stradale 791˙668 N° Totale appartamenti: 8˙243 GALLARATESE, MILANO Il progetto del quartiere, dal momento della progettazione ad oggi, ha subito una serie di trasformazioni, non solo morfologiche ma anche semantiche, di senso e contenuto. Se l’idea iniziale di Piero Bottoni era di realizzare una spina centrale, “vitale”, distesa attraverso tutto il quartiere (quella che avrebbe dovuto essere la Spina centrale) e rappresentante il cardine dell’intera organizzazione delle funzioni e dello spazio, distaccandosi dalla consueta impostazione dei grandi quartieri di edilizia sovvenzionata (case popolari uniformate a un livello basso e medio-basso) e ricollegando lo sviluppo pianificato di tali quartieri, spesso mancanti di servizi adeguati e di centri di vita, a una edilizia di iniziativa privata orientata ad una realizzazione almeno contemporanea a quella dell’edilizia sovvenzionata, in funzione, appunto, della costituzione delle parti «vitali» del quartiere-città, oggi quest’idea permane nel tessuto urbano, ma è necessario fare una distinzione tra: _ disegno urbano; _ funzione (contenuto); La Spina Centrale si mantiene nel disegno urbano attuale ed è proprio l’elemento che organizza il polmone residenziale del quartiere, ma ha una diversa funzione, un diverso contenuto da quello affidatogli originariamente; infatti nella Spina sono concentrati alcuni dei servizi necessari ad alimentare un quartiere-città delle dimensioni del Gallaratese, ma non tutti, molti abitanti sono quindi costretti a spostarsi per usufruire di alcuni servizi. Inoltre i servizi che oggi costituiscono la Spina, sono per lo più piccole attività commerciali di vicinato, ad eccezione del Centro Commerciale Bonola, nel cuore del quartiere. Se dal punto di vista dei servizi abbiamo assistito a questo cambiamento, dal punto di vista della progettazione residenziale possiamo distinguere almeno tre diverse tipologie edilizie corrispondenti a tre diverse fasi: _ gli edifici in linea (generalmente tre corpi organizzati intorno ad una corte aperta, con all’interno un servizio, quale ad esempio la scuola) e a torre del progetto iniziale dell’ICRAMP; _ il complesso residenziale Monte Amiata di Aldo Rossi e Carlo Aymonino, completamente differente dal punto di vista tipologico rispetto agli edifici del progetto originario, si tratta infatti di una zona prettamente residenziale, caratterizzata dall’assenza di servizi. All’interno del complesso è visibile la ricerca dell’idea di piazza e di ballatoio per la distribuzione degli edifici; _ il progetto dello studio MAB Architettura, dove si ricerca un’integrazione tra residenza e servizi, garantendo un isolamento acustico attraverso il tamponamento con un terrapieno, nel quale fra l’altro sono dislocati alcuni dei servizi; Da questa breve analisi emerge come il progetto iniziale si sia trasformato di pari passi con l’uso della città e in particolare con l’uso del quartiere stesso, non solo per quanto riguarda la parte dei servizi, ma anche per quanto riguarda il polmone residenziale, come testimoniano le differenti tipologie edilizie che nel tempo si sono susseguite, rispondendo ad esigenze di quartiere differenti. Ciò che è invece rimasto invariato, è la divisione tra il traffico veicolare delle arterie esterne, che circondano il quartiere, e il traffico ciclopedonale delle arterie interne, che garantisce la distribuzione dei flussi. Ultimamente sono in fase di sviluppo molti progetti legati alla riqualificazione del quartiere, sopratutto per la riprogettazione delle aree verdi, ma anche progetti legati all’Expò del 2015 e alla realizzazione di una via d’acqua passante per Milano, riprendendo il concetto dei navigli. Destinazione d’uso degli edifici Destinazione d’uso del verde Altro 3,5% Verde Privato 35% Servizi Pubblici 8,1% Verde Pubblico 65% Commercio 7,2% Uffici 1,3% Residenze 79,9% GALLARATESE Q ui di seguito sono riportati alcuni valori riguardanti il Gallaratese, come ad esempio la sua superficie territoriale (St) e fondiaria (Sf), in modo da dare un’idea del suo dimensionamento, consentendo un’analisi non solo dal punto di vista qualitativo, come precedentemente fatto, ma anche dal punto di vista quantitativo. Superficie Territoriale 3˙200˙000 m2 Superficie Fondiaria 1˙841˙782 m2 Superficie Coperta 417˙506 m2 Rc: 0,23 Dotazione Servizi 915˙026 m2 Verde Pubblico 705˙380 m2 Superficie Lorda di Pavimento MAB 16˙060 m2 Verde Privato 370˙420 m2 23 riferimenti SITOGRAFIA Albini Franco, “Progettazione architettonica: Intervento residenziale nella zona Gallaratese 2 del piano Edilizia economica e popolare del comune di Milano” http://www.flickr.com/photos/milan_lera_insc http://www.fabiomantovani.com/fotografiaarchitettura.asp http://www.panoramio.com h t t p ://eu r o p aco n co r s i .co m /p r o j ect s M ab Arquitectura via Gallarate, foto Paolo Riolzi http://www.e-architect.co.uk/milan/viagallarate-milano http://www.exposedproject.net/full-vacuum/ http://www.ordinearchitetti.mi.it/residenze sociali via gallarate, lacasapopolare http://www.ordinearchitetti.mi.it/1865 complesso residenziale monte amiata, quartieregallaratese,milano-60-70 http://carloaymonino.blogspot.it/complessoabitativo monte amiata.html http://robedachiodi.associazionetestori.it/aldorossi-e-i-segreti-del-gallaratese http://www.milanofree.it/foto_storiche_di_ milano.html http://it.wikipedia.org/wiki/Corso_Sempione http://it.wikipedia.org/wiki/Trenno http://www.sottomilano.it/storia.htm http://it.wikipedia.org/wiki/Linea_M1_ (metropolitana_di_Milano) https://www.comune.milano.it/ portaleSviluppo_GrandiProgetti http://vecchiamilano.wordpress.com http://milano.blogosfere.it/la-rinascita-delgallaratese-e-il-problema-dei-parcheggi.html http://www.storiadimilano.it/cron/ dal1951al1960.htm http://www.gallaratese.it http://www.urbanistica.unipr.it http://progettazioneurbanistica.wordpress.com http://www.e-architect.co.uk/milan/viagallarate-milano http://milanounexpected.it http://www.archiviobottoni.polimi.it Aymonino Carlo, Rossi Aldo,”Due progetti per l’insediamento Gallaratese 2”, Milano Bottoni Piero, “Q.T.8. e Gallaratese a Milano: morfologia insediativa residenziale infrastrutturale e viaria”, Milano : Istituto di urbanistica delle Facolta di architettura di Milano, 1966 Conforti Claudia, “Il Gallaratese di Aymonino e Rossi”, 1967-1972 Catalogo delle proprietà comunali. Zona 19: S.Siro, Q.T.8, Gallaratese. Zona 19: S.Siro, Q.T.8., Gallaratese..1/ Comune di Milano, Ripartizione demanio e patrimonio, Milano : Comune, 1984 Guida d’Italia, Milano, Touring Club Italiano, Milano, 1998 PGT, Piano dei Servizi, Norme di attuazione, comune di Milano, ottobre 2012 PGT, Piano dei Servizi, Relazione Generale e catalogo della ricognizione dell’offerta dei servizi, comune di Milano, ottobre 2012 PGT, Piano dei Servizi, Allegato 3, Schede di indirizzo per l’assetto del territorio” e tabelle dati quantitativi, comune di Milano, ottobre 2012 GALLARATESE BIBLIOGRAFIA PGT, Piano dei Servizi, Allegato 3, Schede NIL, comune di Milano, ottobre 2012 24 FARUM MIDTPUNKT inquadramento 0 01 1000m FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN P rogettato da Jørn Ole Sørensen, Viggo Møller-Jensen e Tycho Arnfred, il quartiere di Midtpunkt si trova nel comune di Farum, una zona suburbana, situata in posizione strategica, appena a nord di Copenhagen precisamente a 22 km circa, ed è uno degli esempi più rappresentativi della ricerca costruttiva e tipologica degli anni ’70 in Danimarca. Si tratta di un prefabbricazione sprimentale e può essere vista come un tentativo idealistico di creare buone condizioni di vita per tutti indipendentemente dal reddito. Il complesso residenziale segue il principio denso e basso; dal punto di vista tipologico infatti l’obbiettivo era quello di far coesistere un’alta concentrazione di alloggi con una elevata qualità abitativa e di vita sociale nel quartiere. Rileggendo criticamente alcune esperienze del movimento moderno, i progettisti scelgono le strade dell’alloggio con terrazzo-giardino aggregato ad un organismo complesso; le qualità della casa unifamiliare con giardino si integrano con la capacità dell’edificio di grandi dimensioni di divenire elemento urbano, che concentra una vita di relazione e si pone sul piano formale come elemento di qualificazione della città. Concepito dalla Società per le abitazioni del Comune di Farum e finanziato dal KAB (la più importante cooperativa d’abitazione di Copenaghen), Farum Midtpunkt ha presto destato l’interesse degli abitanti, che ne hanno assunto la gestione delle attività collettive: ciascun blocco si è dotato di un consiglio di inquilini ed esiste poi un consiglio dell’intero quartiere. Si è costituita una società per la gestione dei servizi comuni (autobus, scuole, sport, informazioni ed attività culturali), e questo può essere considerato un segno del buon risultato a livello sociale a cui sono pervenuti i progettisti. Presentato al pubblico nel 1972 corredato da una gamma di possibili utilizzazioni degli spazi pubblici, il progetto ha suscitato un grande interesse negli utenti che, a distanza di anni, si può dire che il Farum è divenuta una comunità che si identifica in un quartiere, J.O. Sorensen e Associati 1972-1975 407˙373 m2 avendo realizzato una propria identità sociale a cui corrispondono una forte unità spaziale. Si ravvisa, altresì, un limite di questa esperienza nell’evidente distacco fisico del quartiere dal tessuto della città, così come la compresenza forzata (che induce qui buoni risultati) rischia di tradursi in isolamento rispetto al contesto sociale più vasto, nonostante gli sforzi degli animatori per aprire asili nido agli utenti di altri quartieri, e per organizzare incontri con altri gruppi. Il Farum Midtpunkt intende, quindi, proporsi come un’esperienza sociale ed urbanistica esemplare e trasferibile anche in altri contesti. Il progetto è organico ed è facilmente distinguibile sul territorio, non solo dal punto di vista edilizio, ma anche dal punto di vista urbanistico; Farum Midtpunkt ospita un totale di 1˙600 case, suddivise in 24 blocchi residenziali con alloggi a terrazza su tre piani, più il piano terra a garage, il quartiere è collegato ai principali centri limitrofi attraverso una rete di infrastrutture ben sviluppata, ed è dotato di una vasta gamma di strutture comunitarie, una serie di servizi interni, come attrezzature pubbliche di interesse collettivo e spazi aperti, quali piazze e verde attrezzato. 1. Inquadramento scala 1:50˙000 2. Inquadramento scala 1:10˙000 3. Masterplan di Farum Midtpunkt 4. Schizzo che mostra il rapporto tra Farum e Copenaghen attraverso le principali reti infrastrutturali 0 02 1000m 03 04 FARUM MIDTPUNKT Progettista: Anno di realizzazione: Superficie territoriale: 26 memoria 05 06 07 08 09 10 11 F arum Midtpunkt è un esempio caratteristico di ex insediamento villaggio, che tra il 1960 e il 1970 si è rapidamente sviluppato in un nuovo quartiere. Proprio in questo periodo infatti, la popolazione di Farum raddoppiò fino a raggiungere circa i 10.000 abitanti. Questo sviluppo è stato dettato dall’espansione di Copenhagen che ha reso il piccolo comune di Farum, un luogo adatto a vivere, nonostante gran parte delle attività lavorative si svolgesse in città, grazie alla relativa vicinanza, circa 22 km. In quegli anni infatti la zona industriale a nord della città venne ampliata e per far fronte alla crescente domanda di residenze e servizi per coloro che vi lavoravano, vennero costruite case e istituzioni in larga misura. Con questa espansione la necessità di edilizia sociale aumentò, favorendo quindi la costruzione di Farum Midtpunkt, avviata nel 1972. I blocchi residenziali distintivi di Farum Midtpunkt (colloquialmente spesso definito come “Rust Borg“, a causa del rivestimento esterno degli edifici con lastre di ferro Cor-ten, ormai arrugginito) sono stati stato costruiti in tre fasi. Birkhøjterrasserne è stato completato nel 1973 e i restanti blocchi del Midtpunktet sono stati completati nel 1975, dando un incremento di 1.200 famiglie e 5.000 persone, un numero di abitanti pari a circa il 15-20% della popolazione del comune. Farum Midtpunkt è stato concepito come un complesso di edilizia pubblica residenziale per far fronte ad una forte espansione industriale che ha dettato nuove esigenze insediative nei dintorni di Copenaghen; le tipologie edilizie, l’offerta di servizi all’interno del quartiere e le scelte tecnologiche quindi rispondevano alle esigenze dell’epoca in cui è stato costruito il complesso; per questo a partire dal 2011 è stato implementato un progetto pilota di ristrutturazione delle abitazioni e delle aree comuni, commissionato dal KAB e ideato da Mangor&Nagel, che interessa l’intera area. Farum Midtpunkt rappresenta una parte importante del patrimonio culturale comune, quindi il punto di partenza del progetto è stato quello di proteggere l’ architettura esistente. L’intervento comprende la riqualificazione e decontaminazione dal PCB, una tossina pericolosa precedentemente utilizzata in edilizia fino agli anni ‘70, fusioni di appartamenti e ammodernamento di aree pubbliche per i blocchi Birkhøjterrasserne 41-46. Con il passare del tempo infatti si è reso necessario sostituire le superfici usurate con nuove alternative durevoli, nonché migliorare le condizioni di scarsa illuminazione esistenti, con molteplici sorgenti luminose a LED, più sostenibili, riducendo il consumo energetico. Infine lo scopo delle fusioni degli appartamenti è stato di creare tipologie per famiglie, con un più tipica forma contemporanea, migliorando la qualità della vita dei residenti. Nel 2012 è iniziata la ristrutturazione e il primo blocco, il 46, è stato riqualificato con splendidi appartamenti residenziali e terminato ad Agosto 2013. La ristrutturazione dei restanti 5 blocchi in Birkhøjterrasserne è iniziata e durerà fino alla fine del 2015. 5. Masterplan storico 6. Vista aerea del quartiere ieri 7. Vista aerea quartiere oggi 8. Farum Midtpunkt in fase di costruzione 9. Vista di una delle strade interne al quartiere 10. Il quartiere a cantiere ultimato 11. Caratteristiche residenze a terrazze di Farum Midtpunkt FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN 27 accessibilità 12 I l quartiere di Farum Midtpunkt è situato in una posizione centrale all’interno del comune di Farum, appena a nord di Copenhagen ed è ben collegato alle aree limitrofe attraverso una discreta rete di infrastrutture, quali autostrade, treni pendolari, linee di autobus e piste ciclabili, a metà strada tra il lago, la foresta e il centro dello shopping. Vi è un facile accesso da e per il comune di Farum tramite il treno S-Tog. Farum st si trova a circa 7 minuti dal centro di Farum Midtpunkt ed è il capolinea di due linee dell’S-Tog, la linea H e la linea A, dove i treni circolano con una frequenza di circa 10 minuti. Si tratta di una rete di ferrovie suburbane che servono la città di Copenaghen e la sua area metropolitana e che consistono in sette linee integrate con vari stazioni di interscambio con le due linee della nuova metropolitana di Copenhagen, ad esercizio interamente automatizzato, ovvero senza conduttori a bordo dei convogli. Le caratteristiche di trasporto di questo tipo di sistemi si differenziano dalle metropolitane classiche per l’utilizzo dell’infrastruttura ferroviaria tradizionale e per l’ampio bacino d’utenza servito, corrispondente all’area metropolitana. La distanza fra le stazioni è un po’ maggiore che nelle metropolitane sotterranee, a cui corrisponde quindi una maggiore velocità di trasporto, più efficiente in spostamenti di medio raggio all’interno della stessa area vasta. La capillarità è fornita da altri mezzi di trasporto integrati, come appunto le metropolitane stesse, eventuali reti tramviarie e quelle di bus. Analoga o maggiore l’accessibilità delle stazioni, molte in superficie o rialzate, oppure in sotterranea, e delle banchine, a livello dei pianali dei vagoni (senza scalini). Gli S-tog svolgono anche un ruolo di trasporto intermodale per il tipo di mobilità prevalente a Copenaghen e nei centri limitrofi: la bicicletta. La capitale danese ha una altissima quota di ciclabilità, favorita anche dal trasporto biciclette sugli S-tog (ed altri mezzi pubblici). La stessa ridotta quota di mobilità in auto, in terza posizione nella ripartizione modale, dopo bicicletta e trasporto pubblico è da attribuirsi anche alla marcata intermodalità, che mira a rendere più competitivo il trasporto pubblico soprattutto su ferro. Il trasporto bici avviene a tutte le ore, su tutti i servizi S-tog, che hanno porte di accesso e pittogramma bici in testa e in coda, e, come per tutti i rotabili moderni di medesima tipologia, scompartimenti multifunzionali (cioè per biciclette, sedie a rotelle e passeggini per bambini) con sedili ribaltabili, senza nessun ancoraggio che ne limiti l’utilizzabilità quando il compartimento non è occupato dai suddetti mezzi. Alle pensiline degli S-tog pittogrammi bici sulla pavimentazione indicano i due punti di accesso ai convogli, in testa e in coda. Alle pensiline si accede tramite rampe di scale attrezzate con “canaline” per far salire a mano le biciclette (o in ascensori). Le stazioni sono dotate di strutture per l’intermodalità “passiva” bici+treno: parcheggi anche con rastrelliere coperte o aree custodite. L’ S-tog è la spina dorsale dell’intermodalità bici+treno, per caratteristiche, accessibilità, raggio e capillarità. Non stupisce quindi la diffusa presenza di itinerari, piste ciclabili e strade adatte al flusso ciclabile che circondano il quartiere e si spingono al di fuori di esso, fino a raggiungere i grandi centri come Copenaghen, anche grazie a questa intermobilità e compatibilità tra il mezzo di trasporto “bici” e i trasporti pubblici. Allo stesso modo la stradale è ben sviluppata e attraversa il comune. In particolare la principale arteria del traffico è rappresentata dall’autostrada Hillerødmotorvejen 16 che si estende per una lunghezza di 19 km e che rappresenta il principale e più veloce collegamento stradale a Copenaghen, seguita da Frederiksborgvej, un’altra arteria a nordovest di Copenaghen e passante per Farum Midtpunkt. I tempi di percorrenza in macchina da Farum ai centri vicini sono i seguenti: 0 1000m 13 FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN Farum station, capolinea ferrovie S-Tog Fermate mezzi di superficie: autobus Linea A S-Tog Linea B S-Tog Autostrade Piste ciclabili _ Frederiksberg circa 21 minuti; _ Hillerod circa 15 minuti; _ Roskilde circa 32 minuti; _ Copenaghen circa 23 minuti; l progetto del quartiere è organico ed è facilmente distinguibile sul territorio, non solo dal punto di vista edilizio, ma anche dal punto di vista urbanistico, in quanto l’orientamento dei blocchi residenziali è lungo l’asse Nord-Sud e i due sistemi di percorso prevalenti riprendono questo andamento, essendo ortogonali tra loro, 12. S-tog, attrezzato anche per il trasporto di bici 13. Schema delle reti infrastrutturali scala 1:10˙000 14. Farum St, capolinea di due delle linee dell’S-Tog 14 28 accessibilità 15 16 FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN Livello 0 in modo da rimarcare ulteriormente la giacitura di Farum: in senso trasversale troviamoe strade di penetrazione veicolare, mentre in senso longitudinale, ed a un livello superiore, i percorsi pedonali e ciclabili. I percorsi longitudinali ciclo-pedonali del quartiere si articolano su tre differenti livelli che si trovano rispettivamente a differenti quote: Livello 1 Su questa complessa maglia di percorsi, si organizzano i tre lunghi edifici ad Ovest che contengono prevalentemente servizi ed attrezzature pubbliche di interesse collettivo, mentre le residenze occupano gran parte dell’intervento e sono disposte parallelamente ad essi; gli spazi aperti invece separano il quartiere dalle arterie di traffico limitrofe poste sul lato Est e sul lato Ovest: campi da gioco, piazze e verde attrezzato, rompono la continuità della cortina edilizia delle residenze, intercettando le strade di penetrazione e fungendo da “cuscinetti” tra il quartiere e le zone urbane circostanti. La netta divisione dei flussi e la creazione di queste Livello 2 FARUM MIDTPUNKT _ livello 0: il piano terra, adibito alla circolazione del traffico pesante e a parcheggio, oltre che a zona di gestione dei rifiuti e parco per le attività; a questo livello si trovano infatti tutte le aree verdi del quartiere, i campi da basket, da calcio e i giardini pubblici; _ livello 1: adibito alla circolazione di pedoni e biciclette lungo le passerelle e nettamente separato dal livello 0 senza alcuna possibilità di comunicazione; da questo livello è possibile accedere all’interno dei blocchi residenziali tramite rampe (per il flusso ciclabile) o scale (per il flusso pedonale) e percorrerli per tutta la loro lunghezza, procedendo attraverso delle stecche di spazi serventi che mettono quindi in collegamento tra loro questi blocchi non solo longitudinalmente, ma anche trasversalmente. Questa duplice accessibilità bici-pedone anche all’interno degli edifici riflette una tendenza tipicamente nordica, riscontrabile anche nella presenza capillare di piste ciclabili, nell’adottare il mezzo di trasporto “bici” non solo per brevi spostamenti ma anche su medio raggio, consentendo all’utente di attraversare l’intero quartiere in sella alla propria bici; _ livello 2: sopraelevato rispetto al livello 1 e ivi collegato, adibito anch’esso alla circolazione di pedoni e biciclette; zone cuscinetto, contribuisce a far percepire i blocchi residenziali come isole protette all’interno del quartiere senza la necessità di ricorrere ad espedienti quali delimitazioni urbane. La strada interna è concepita come spazio pubblico per l’incontro e la sosta; gli spazi gioco bimbi e i locali per gli hobby degli adulti, che affacciano su piccole piazze circolari, spezzano l’allineamento della strada interna. 17 Farum Midtpunkt è un caso interessante soprattutto per la gestione e la suddivisione dei flussi interni in direzioni e a quote differenti, e anche per la connessione capillare con i più grandi centri circostanti. 15. Livello 0: traffico veicolare e area parcheggio 16. Livello 1: traffico ciclo-pedonale tra i blocchi 17. Livello 2: traffico ciclo-pedonale lungo la passerella di collegamento delle tre stecche, adibite a servizi 18. Schema di funzionamento dei tre livelli 0 300m 18 29 accessibilità 500m 19 0 500m 21 0 500m 23 20 FARUM MIDTPUNKT 0 22 19. Livello 0: traffico veicolare e area parcheggio scala 1:10˙000 20. Passerella di collegamento tra i blocchi residenziali 21. Livello 1: traffico ciclo-pedonale scala 1:10˙000 22. Vista del passaggio interno tra i blocchi al livello 1 23. Livello 2: traffico ciclo-pedonale scala 1:10˙000 24. Passaggio interno ai blocchi residenziali 24 30 3.75m 1 Terrapieno 5m 10m 25. Sezione stradale in scala 1:200 del viale Frederiksborgvej e relativa keymap che mostra il punto in cui è stata effettuata la sezione 1.75 15m 25 FARUM MIDTPUNKT Pista ciclo-pedonale 3.75m Corsa della via Frederiksborgvej 3.75m Spartitraffico 2m Corsa della via Frederiksborgvej Corsia preferenziale per autobus 2.5m Marciapiede 2.75m Spartitraffico 2.75m Corsia 5m Corsia Aiuola 0 31 accessibilità accessibilità 25m 2 3m FARUM MIDTPUNKT Pista ciclo-pedonale 40m Aiuola di verde pubblico 2 Pista ciclo-pedonale 26m Piazza interna di verde pubblico 100m Verde privato ad uso pubblico 7m Corsia della via Birkhøjterrasserne 7m Corsia della via Birkhøjterrasserne 7.4m Terrapieno Pista ciclo-pedonale 5.5m Pista ciclo-pedonale e terrazzino di sosta 0 26 26. Sezione stradale fuoriscala che va dalla via interna Birkhøjterrasserne fino a una delle piazze centrali del verde pubblico e mostra l’articolazione dei livelli del quartiere, ovvero la divisione tra il traffico veicolare e quello ciclo-pedonale. Sotto è riportata la keymap che mostra dove è stata effettuata la sezione 32 spazio pubblico 27 F arum Midtpunkt è una zona suburbana con le proprie istituzioni pubbliche, un centro urbano con imprese e con la propria stazione ferroviaria; è un esempio caratteristico di un ex insediamento a villaggio, che negli anni 1960 e 1970 si sviluppò rapidamente in nuovo quartiere. Farum è caratterizzato da una marcata separazione dei compiti in base agli spazi: il centro dispone di fini pubblici, residenziali e commerciali, il tutto precisamente collegato da una rete di collegamenti veicolari e ciclopedonali. Tra le caratteristiche più salienti della zona è Piazza Farum , un centro commerciale con circa 50 negozi, in programma di essere ampliato . Gli spazi pubblici all’interno del quartiere di Farum Midtpunkt si dispongono quasi completamente lungo la schiera di edifici che affiancano la strada ad alto scorrimento, quasi a costituire una membrana filtrante al quartiere: da lì infatti si accede attraversando il primo complesso di edifici, alla vera e propria zona residenziale. Il quartiere costituisce una cittadella a sé stante, con all’interno tutti i servizi primari, disposti al piano terra: ad esempio le scuole, da quella dell’infanzia (viola), alla primaria (arancione). Sono inoltre presenti ambulatori medici (blu), Lægehuset Farum Midtpunkt, oltre a diversi spazi comunali amministrativi e di gestione del quartiere (marrone), e aree di piccolo commercio, come un market, un mercato del riuso e diversi circoli ricreativi per giovani e anziani. Vanno inoltre considerati come spazi pubblici tutte quelle aree di collegamento e connessione che si trovano tra gli edifici, tra le passerelle pedonali, tra le aree verdi, in quanto luoghi accessibili a tutti e di tutti: i corridoi che collegano le singole unità abitative, le zone di accesso agli ascensori, ma anche i parcheggi al di sotto delle abitazioni, sono tutti spazi della comunità. L’utilizzo degli ascensori però è consentito solo ai residenti, grazie ad un sistema di chiavi d’accesso; questo anche per motivi di sicurezza. Solitamente l’emblema dello spazio pubblico è concretizzato dalla piazza, ma Farum non ha un vero foro, centro e fulcro dell’ area di quartiere; sono comunque riconoscibili tre aree circolari a livello 0, e una sorta di piazza a livello 1, raggiungibile da una imponente scalinata, il tutto distribuito uniformemente tra i lotti. Sempre all’interno del lotto residenziale, troviamo al suo confine Regnbuen, un centro sociale, giovanile (azzurro) che offre alla comunità molteplici attività e spazi. Seminari, workshop, una sala pc, spazi d’incontro e svago all’interno, ma anche campi da gioco esterni, un’area pic nic, un palco per concerti, una pista da skater, e un maneggio con annessa piccola fattoria: il tutto rivolto ad abitanti del quartiere e non. In Farum, la tipologia di spazi commerciali è eterogenea: spazi che vanno dal piccolo negozio ai grandi centri in Piazza Farum: Farum Center è collegato direttamente al quartiere di Farum Mindtpunkt tramite tunnel ciclo-pedonale. Questa tipologia di collegamento inoltre, unisce il quartiere alle aree confinanti, consentendo l’accesso anche laddove vi è una strada ad alto scorrimento veicolare: è il caso della passerella sopraelevata a est, che congiunge le aree verdi di due quartieri adiacenti, separate fisicamente da un autostrada. Nel complesso il comune di Farum ha in totale 4 scuole: queste sono Solvang School, Stavnsholtskolen, Lyngholm School (aperta dalla fusione di Bybæk e Stenvadskolen) e Furesø 10, scuola elementare. Per i bambini e gli adolescenti, il Comune ha 3 asili nido, 9 scuole d’infanzia, 10 centri ricreativi, e 3 circoli ricreativi. Agli anziani è destinata una casa di cura con residenza assistita, nonché una serie di residenze. Nel dettaglio in questo quartiere vi sono 3 asili nido (Kærnehuset, Rusty Red, Tumlebo) e altri 2 (Nygård 1, Nygård 2) aventi anche la funzione di scuole d’infanzia. Vi è poi la scuola primaria comunale di primo grado, Farum 10. klasse Skole, e la scuola primaria di primo e secondo grado, Bybækskolen, adiacenti, ed entrambe vicine alla biblioteca comunale, che si trova di fronte a loro, lungo via Palthomvej. Sempre all’interno degli edifici che compongono il complesso, vi sono Nærbiksen, Spisehuset, spazi commerciali privati, un dentista privato, un servizio di odontoiatria per bambini, e una clinica infermieristica, locazioni commerciali comunali. 0 28 300m 29 30 FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN 33 spazio pubblico 32 27. Passerella ciclo-pedonale al livello 2 28. Schema della dislocazione dei servizi 29. Vista di una delle tre stecche, adibite a servizi 30. Centro commerciale Farum Center 31. Vista aerea delle tre stecche dei servizi 32. Vista di una delle scuole collocate nelle stecche 33. I servizi presenti nei tre blocchi 34. Ingresso ad una delle stecche dei servizi 35. Passerella ciclo-pedonale al livello 2 33 34 35 FARUM MIDTPUNKT 31 34 spazio pubblico 37 36. Vista aerea del plesso scolastico 37. Ingresso alla scuola 38. Ingresso al parcheggio coperto della scuola 39. Campo da basket all’aperto 40. Vista di una delle aule scolastiche 41. Campo da basket interno 38 39 40 41 FARUM MIDTPUNKT 36 35 spazio pubblico 43 42. Vista del centro giovani con annesso il maneggio 43. Pista da skate 44. Campo da basket all’aperto 45. Pista da skate 46. Maneggio 47. Vista dello spazio all’aperto di pertinenza del centro giovani dove vengono organizzate feste di quartiere 44 45 46 47 FARUM MIDTPUNKT 42 36 spazio pubblico 49 48. Vista aerea del centro commerciale Farum Center 49. Parcheggio di Farum Center 50. Scuola secondaria adiacente al quartiere 51. Ingresso alla biblioteca comunale 50 51 FARUM MIDTPUNKT 48 37 verde 52 08 53 I l progetto del quartiere di Farum vede la composizione di edifici residenziali in un omogeneo tessuto verde. Come si può notare dalla planimetria generale, ogni edificio è circondato da spazi verdi più o meno ampi e di due nature: infatti nel quartiere possiamo distinguere una tipologia pubblica e una più privata delle aree verdi. Il verde pubblico cinge l’intera area, è elemento di definizione dell’area del quartiere, oltre che barriera protettiva e sonora rispetto alle vie ad alto scorrimento veicolare che circondano la zona. Questo tipo di verde si distribuisce sempre sul livello 0, anche tra le residenze, definendo giardini e piccole aree verdi anche tra le strade veicolari costruite al di sotto delle abitazioni. Tutti questi spazi sono collegati da percorsi ciclo-pedonali, a sottolineare l’importanza che gli abitanti danno allo spazio verde del proprio quartiere e a quanto lo vivono. Un abitante così ci ha scritto “Tutto, dai giardini di rose, a quelli di alberi da frutto, assomiglia ad oasi verdi all’interno del complesso di Farum. Anche se hai vissuto qui per anni, è ancora piacevolmente sorprendersi di nuove scoperte in campagna. Che tu sia giovane o vecchio c’è sempre la possibilità di trovare un accogliente angolo verde per una pausa; il luogo è ideale anche per famiglie con bambini visti i diversi campi da gioco e aree attrezzate.” L’altra tipologia di verde, come già accennato, è privata, e si distingue anche per il livello di distribuzione: infatti non occupa mai spazio a livello 0, ma tutti i livelli superiori, balconate, terrazzi, passerelle e le coperture di ogni singola unità abitativa. Le case a schiera sono infatti famose per le loro facciate a gradoni che offrono ad ogni singola unità abitativa uno spazio esterno privato, un ampio patio verde. Oltre a questo ogni abitazione è caratterizzata da un tetto giardino, che interviene sul quartiere oltre a livello estetico, anche per quanto riguarda l’ecosostenibilità, migliorando l’isolamento dell’abitazione e il risparmio energetico. In questo argomento va inserita anche la progettazione illuminotecnica del quartiere: nell’ultima ristrutturazione, per migliorare le condizioni di scarsa illuminazione pubblica esistente è stata scelta un’illuminazione a LED, anche per ridurre il consumo di energia e rendere più sostenibile lo spazio pubblico. La più recente ristrutturazione ha coinvolto anche i tetti giardino, che necessitano comunque di una precisa e continua manutenzione. I tetti verdi ai piani superiori delle case a schiera sono stati sostituiti pochi anni fa, prossimamente i tetti verdi inferiori dovranno essere sostituiti, insieme alle pareti esterne che si affacciano ad ovest, al fine di migliorare il clima interno e ridurre i costi di riscaldamento. La ristrutturazione e l’isolamento inizieranno nel 2014. Il progetto del quartiere come precedentemente affermato si sviluppa su diversi livelli, sia per quanto riguarda l’aspetto più evidente, quello abitativo, sia per la rete connettiva, con strade, passerelle e sentieri, sia per quanto riguarda il verde; dalla planimetria possiamo riconoscere in base ai retini differenti tre tipologie generali di verde: un verde privato che appartiene ai tetti giardino e alle terrazze private, vi è poi un verde pubblico, che abbiamo distinto in due gruppi, in base alla sua destinazione d’uso: un verde privato di uso pubblico, usato come scrematura tra gli edifici o a definizione delle aree di parcheggiostradali, e una seconda tipologia, pubblica, più vivibile e sociale rispetto la prima: è il verde delle zone circolari di ritrovo, dei campetti da gioco, delle aree adiacenti e di accesso ai servizi, alle scuole, e di tutta la zona parco che delimita e racchiude il quartiere di Farum Midtpunkt. 52. Vista del modello 3D che mette in evidenze le piazze interne verdi di Farum Midtpunkt 53. Verde privato: i tetti-giardino 54. Verde pubblico: le aree giochi interne 55. Verde privato ad uso pubblico: gli spazi interstiziali 09 54 10 55 FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN 38 verde 56 57 58 verde pubblico 6% verde privato ad uso pubblico 15% 79% Rapporto tra le superfici adibite a verde Verde Pubblico 233˙070 m2 FARUM MIDTPUNKT verde privato Verde Privato ad uso pubblico 43˙370 m2 0 300m Verde Privato 17˙710 m2 59 39 verde 61 63 64 56. Verde privato: terrazzo con affaccio sul tetto-giardino 57. Verde privato ad uso pubblico: area gioco 58. Verde pubblico: parco che circonda il quartiere 59. Schema della distribuzione del verde 60. Vista di una delle aree pubbliche 61. Spazi di connessione tra i blocchi residenziali 62. Piazza verde circolare interna al quartiere 63. Area verde 64. Vista di una strada interna per il traffico ciclo-pedonale 65. Vista aerea del modello 3D che mostra le piazze verdi 66. Area verde retrostante alla scuola 65 62 FARUM MIDTPUNKT 60 66 40 abitare 67 L a particolarità di Farum Midtpunkt è la struttura a gradoni dei blocchi residenziali, la quale permette ampie terrazze verdi e soleggiate, che aggiungono qualità agli alloggi, trasformando gli appartamenti in case singole con giardino privato. L’intenzione originaria era infatti di creare case che accogliessero la vita privata di ogni famiglia, pur incoraggiando la partecipazione alla grande comunità e la vita attorno ai blocchi residenziali. Nonostante la distanza ravvicinata degli alloggi, sembra che gli appartamenti privatinon abbiano vista diretta tra loro. Il complesso presenta contemporaneamente le caratteristiche della casa a galleria, della casa con patio e della casa a gradoni, ottenendo un risultato molto interessante sia sul piano abitativo che su quello morfologico. In particolare la casa a galleria appartiene alla classe tipologica delle residenze plurifamiliari; essa da luogo sempre a organismi abitativi pluripiano. L’organismo abitativo risulta costituito dall’aggregazione di moduli tipologici per accostamento laterale lungo la galleria (nè più nè meno che alloggi a schiera doppia contrapposta) e per sovrapposizione con il raddoppio o la triplicazione della galleria. Gli alloggi possono essere ad un solo livello o duplex. Nel primo caso le dimensioni non possono essere rilevanti per le condizioni di affaccio, limitate ad un solo lato, quello esterno parallelo alla galleria. Nel secondo caso le loro dimensioni possono crescere potendo presentare, al piano superiore o inferiore rispetto a quello della galleria, due affacci contrapposti con possibilità di ventilazione trasversale; in questo caso, disponendo di fatto di tre punti di affaccio (due su un lato e uno sull’altro) la dimensione trasversale dell’alloggio risulta piuttosto limitata, il che favorisce l’ottimizzazione della galleria come elemento di distribuzione orizzontale. Questo tipo edilizio risulta essere un’ottima soluzione per le alte densità ottenibili e per la razionale organizzazione degli impianti. Dal punto di vista morfologico il tipo edilizio a galleria si presenta generalmente molto compatto e ciò in relazione con alla concentrazione abitativa che si sviluppa, con il massimo sfruttamento delle potenzialità strutturali, attorno ai percorsi orizzontali interni. L’organismo abitativo si pone in contatto con il contesto urbano attraverso il punto di accesso al nucleo dei collegamenti verticali; a Farum Midtpunkt infatti la galleria è posta al primo piano e collegata alla rete stradale in diversi snodi, in modo da diventarne un’integrazione all’interno dell’organismo abitativo. Farum Midtpunkt si compone di 24 blocchi di abitazione, che occupano la parte centrale del quartiere, con alloggi a terrazza su tre piani, più il piano terra a garage. I tre edifici ad Ovest invece, lungo la Bregnerodvej, ospitano al piano terra i servizi (scuola materna, centro sociale, cinema, lavanderia, club per giovani, ecc..), al piano superiore alloggi speciali (camere per giovani, appartamenti per handicappati) e 264 alloggi per famiglie. Le dimensioni variano dai 55 mq negli alloggi a una stanza, ai 130 mq (4 stanze, il tipo prevalente). L’isolamento dai rumori del percorso pubblico è ottenuto nell’alloggio con una fascia filtro formata da ripostigli e vestiboli. 68 FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN Per quanto riguarda i restanti blocchi residenziali lo schema aggregativo prevedeva originariamente al primo livello, sui due lati della strada interna, un alloggio tipo A da 129 mq e il monolocale tipo C da 54 mq; al secondo livello un altro alloggio tipo A e il primo livello del duplex tipo B con 4 stanze (130 mq); il modulo strutturale è di 6.30 mt e il modulo doppio costituisce l’unità base che si ripete con poche varianti. Tuttavia i nuovi interventi hanno modificato l’assetto e le metrature originarie degli alloggi, dando vita a nuove tipologie di appartamenti, con una più tipica forma contemporanea, per far fronte alla sempre maggiore richiesta di case di medie dimensioni. Lo schema abitativo diventa dunque più ricco e articolato rispondendo a quelle che sono le esigenze dei nuovi nuclei familiari e migliorando la qualità della vita dei residenti. Lo schema abitativo prevede: _ 622 alloggi duplex da 4 stanze (130 mq); _ 497 alloggi a un livello da 4 stanze (130 mq); _ 20 alloggi a un livello da 3 stanze (98 mq); _ 113 alloggi a un livello da 2 stanze (57-83 mq); _ 343 alloggi a un livello da 1 stanza (54 mq); _ 53 alloggi per giovani (24-65 mq); 69 70 41 abitare 71 72 Ognuno di questi alloggi, indipendentemente dalla tipologia si affaccia da almeno un lato su ampi terrazzi verdi. Nonostante questa prerogativa, le tipologie edilize più richieste sul mercato, confrontando i numeri sul totale dei circa 1600 alloggi realizzati, sono l’appartamento a un piano da 130 mq e il duplex da 130 mq, più consone alle nuove esigenze familiari. Nel caso degli appartamenti ad un piano da 130 mq, essi dispongono di tre camere da letto, un ampio soggiorno con cucina e due bagni, di cui uno con vasca e doccia. I corridoi dell’appartamento si prestano ad una miriade di opzioni di design, come la disposizione della parete a cabina armadio, home office o sala giochi per i bambini. Infine tutte le camere hanno accesso diretto ad una grande terrazza piastrellata, di 36 mq; qui c’è spazio per carrozzine, giochi per bambini piccoli, barbecue, ombrellone, mobili da giardino e altro ancora. dell’acciacio creano un piacevole contrasto con la vegetazione selvaggia circostante. Questo contrasto è ripreso e sottolineato dai tetti verdi di cui ogni blocco residenziale è fornito; veri e propri tetti-giardino che contribuiscono ad aumentare la qualità e la vivibilità degli alloggi. I tetti verdi dei piani superiori delle case a schiera sono stati sostituiti a pochi anni fa. Ora dovranno essere sostituiti i tetti dei piani inferiori e i pannelli di rivestimento delle pareti esterne verso ovest, al fine di migliorare il clima interno e ridurre i costi di riscaldamento. La ristrutturazione e l’isolamento avranno inizio verso marzo 2014. I duplex da 130 mq sono appartamenti molto luminosi; la pianta mostra il layout originale, nonostante molti abbiano apportato modifiche nel corso del tempio, previo permesso del KAB. Il piano terra dispone di due ampie camere da letto, con bagno fornito di vasca e doccia, entrambe con accesso alla terrazza piastrellata. Al piano superiore, a ovest, il soggiorno con cucina si apre su un’altra grande terrazza piastrellata, con ampio spazio per creare un accogliente salottino all’aperto. Dall’esterno il complesso residenziale di Farum Midtpunkt si presenta come una costruzione prefabbricata, costituita da pareti esterne in calcestruzzo armato portanti isolate ed elementi di facciata prefabbricati. Essi si compongono di un isolante interno in pannelli di legno pressato di spessore di 12 mm, accoppiato ad un foglio di alluminio da un isolamento in lana di roccia di 100 mm e da un rivestimento esterno di 35 mm in lastre di cemento-amianto; lo strato più esterno è formato da una lamina di corten posta a distanza di 15 mm dal pannello, a formare una camera d’aria. L’uso di questo materiale ha garantito eccellenti caratteristiche di durata e dona al complesso un intenso colore rosso ruggine che si associa per contrasto con il verde dell’ambiente circostante. La materialità grezza del calcestruzzo armato e 67. Vista del modello 3D che mostra i blocchi residenziali 68. Blocco residenziale con servizi al pian terreno 69. Schizzo dei tetti-giardino 70. Vista delle terrazze con verde privato 71. Vista dall’interno della terrazza 72. Sezione che mostra la dislocazione degli appartamenti 73. Vista della zona giorno 74. Vista del salotto 75. Vista dell’area living 76: Vista della cucina di uno degli appartamenti 73 74 75 76 FARUM MIDTPUNKT FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN 42 abitare 78 FARUM MIDTPUNKT 77 79 77. Schizzo delle facciate dei blocchi residenziali 78. Particolare del rivestimento esterno 79. Particolare del rivestimento esterno 80. Vista del terrazzo di uno degli appartamenti 80 43 infografica N° Abitanti: 6˙450 Ipotizzando n° 4 abitanti per abitazione circa Volume per abitante: 150 m2 N° Totale Appartamenti: 1˙668 _ 622 alloggi duplex da 4 stanze (130 m2); _ 497 alloggi a un livello da 4 stanze (130 m2); _ 20 alloggi a un livello da 3 stanze (98 m2); 30˙368 m2 Piste ciclo-pedonali all’interno del quartiere _ 113 alloggi a un livello da 2 stanze (57-83 m2); _ 343 alloggi a un livello da 1 stanza (54 m2); _ 73 alloggi per giovani (24-65 m2); 18˙732 m2 Strade per traffico veicolare all’interno del quartiere FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN Ciò che stupisce del quartiere è l’attenta e costante attenzione a distribuire nel disegno urbano i diversi flussi (veicolare, pedonale, ciclopedonale) su percorsi differenti, lungo tutta la sue estensione. Ad una prima analisi sommaria non è possibile cogliere questa accurata e caratteristica distinzione, ma guardando più da vicino e seguendo i percorsi del quartiere si possono individuare tre livelli di percorrenza: _ livello 0: il piano terra, adibito alla circolazione del traffico pesante e a parcheggio; a questo livello si trovano infatti tutte le aree verdi del quartiere, i campi da basket, da calcio e i giardini pubblici; _ livello 1: adibito alla circolazione di pedoni e biciclette lungo le passerelle e nettamente separato dal livello 0 senza alcuna possibilità di comunicazione. Da questo livello è possibile accedere all’interno dei blocchi residenziali tramite rampe (per il flusso ciclabile) o scale (per il flusso pedonale) e percorrerli per tutta la loro lunghezza, procedendo attraverso delle stecche di spazi serventi che mettono quindi in collegamento tra loro questi blocchi non solo longitudinalmente, ma anche trasversalmente; _ livello 2: sopraelevato rispetto al livello 1 e ivi collegato, adibito anch’esso alla circolazione di pedoni e biciclette; Questi livelli si articolano l’uno sull’altro senza mai incontrarsi, riuscendo perfettamente a collegare tutto il quartiere con le arterie esterne e rispecchiando un’attenzione particolare verso l’uso della città e in particolare del quartiere. La pianificazione urbana che è stata fatta per il quartiere di Farum Midtpunkt è tipica di un paese che adotta il mezzo di trasporto “bici”, non solo per brevi spostamenti ma anche su medio raggio e necessita di garantire un certo grado di sicurezza per tutti quegli utenti che quotidianamente usufruiscono dei percorsi ciclopedonali. Una pianificazione completamente differente da quella intrapresa per un altro quartiere in un’altra città, in cui ad esempio il mezzo di trasporto prevalente è l’automobile. Questa duplice accessibilità bici-pedone infatti, anche all’interno degli edifici, riflette una tendenza tipicamente nordica, riscontrabile anche nella presenza capillare di piste ciclabili, consentendo all’utente di attraversare l’intero quartiere in sella alla propria bici. La morfologia del paesaggio danese, caratterizzato da vaste aree verdi non costruite, ha permesso di edificare il quartiere di Farum Midtpunkt con un indice di utilizzazione territoriale (Ut) pari a circa 0,33. Questo indice riflette le potenzialità edificatorie dell’area e determina la forma della città e nel particolare del quartiere; a valori così bassi di Ut, come quello indicato per Farum, corrisponde un poco volume costruito, non si costruisce in modo concentrato ovvero le costruzioni non si sviluppano in altezza, e un elevato consumo di territorio, si costruisce per estensione con molte aree verdi. Le considerazioni fatte in merito all’indice di utilizzazione territoriale sono rispecchiate dalla forma che il quartiere assume; i blocchi residenziali infatti non superano i 3 o 4 piani di altezza e sono circondati da aree di verde pubblico, privato e privato ad uso pubblico, che fanno da cuscinetto tra il quartiere e il resto della città. Essendo un quartiere costruito negli anni ‘70 attualmente sono in fase di realizzazione alcuni progetti di riqualificazione del polmone residenziale, in modo da adeguare gli appartamenti alle esigenze dei nuovi nuclei familiari. Altri progetti riguardano la sostituzione dei tettigiardino (verde privato). I tetti verdi dei piani superiori delle case a schiera sono stati sostituiti a pochi anni fa. Ora dovranno essere sostituiti i tetti dei piani inferiori e i pannelli di rivestimento delle pareti esterne verso ovest, al fine di migliorare il clima interno e ridurre i costi di riscaldamento. Questo permetterà di aumentare la qualità di vita degli spazi e la vivibilità degli alloggi per tutti gli abitanti. 6% 11% 13% 15% 34% 55% 79% 87% Destinazione d’uso degli edifici Destinazione d’uso della Superficie Territoriale Rapporto tra le superfici adibite a verde Verde Pubblico Servizi Verde Pubblico Superficie Fondiaria Residenza Verde privato Superficie delle strade Verde Privato ad uso pubblico FARUM MIDTPUNKT Q ui di seguito sono riportati alcuni valori riguardanti Farum Midtpunkt, come ad esempio la sua superficie territoriale (St) e fondiaria (Sf), in modo da dare un’idea del suo dimensionamento, consentendo un’analisi non solo dal punto di vista qualitativo, come precedentemente fatto, ma anche dal punto di vista quantitativo. Verde Pubblico 233˙070 m2 Superficie Territoriale 427˙568 m2 Ut: 0,33 Superficie Fondiaria 145˙026 m2 Uf: 0,9 Dotazione Servizi 22˙263 m2 Verde Privato ad uso pubblico 43˙370 m2 Superficie Coperta 136˙547 m2 Rc: 0,70 Superficie Lorda di Pavimento 144˙205 m2 Verde Privato 17˙710 m2 44 riferimenti http://www.kulturarv.dk/1001fortaellinger/en_ GB/farum-midtpunkt http://www.kulturarv.dk/1001fortaellinger/en_ GB/farum-midtpunkt http://map.krak.dk/s/farum%20midtpunkt https://es.foursquare.com/v/farum-midtpunkt/4 c4fccc238b0be9a060c74fc http://www.oldtimer-truck.dk http://farum-midtpunkt.dk.web37. wannafindserver.dk http://ing.dk/infografik/her-er-planen-der-skalrense-farum-lejligheder-pcb-125966 http://www.mangor-nagel.dk/2012/02/6083/ http://www.farum-midtpunkt.dk/Kontakt.aspx http://www.farum-midtpunkt.dk/Kontakt.aspx http://www.abebooks.it/Architecture-aujourd-hui196-THEMA-Habitat/4473214938/bd http://www.witraz.dk/projekter/farum-midtpunktlandskab/ Screenshoot da Google Maps http://www.abebooks.it/Architecture-aujourd-hui196-THEMA-Habitat/4473214938/bd http://www.abebooks.it/Architecture-aujourd-hui196-THEMA-Habitat/4473214938/bd http://www.farum-midtpunkt.dk/Kontakt.aspx http://www.byggros.com/da/produkter/12000groenne-tage/04-referencer-gronne-tage/ reference-gronne-tage-farum-midtpunkt-150 http://www.farum-midtpunkt.dk/FarumMidtpunkt/Billeder-Farum-Midtpunkt.aspx http://www.panoramio.com http://www.farum-midtpunkt.dk/FarumMidtpunkt/Billeder-Farum-Midtpunkt.aspx http://www.mangor-nagel.dk/2012/02/6083/ http://www.farum-midtpunkt.dk/Forside. aspx?AreaID=1 http://www.mangor-nagel.dk/2012/02/6083/ http://www.farum-midtpunkt.dk/Forside. aspx?AreaID=1 Farum, Midtpunkt, www.panoramio.com Farum, Denmark, https://maps.google.it Farum, Midtpunkt, www.panoramio.com Farum, Denmark, https://maps.google.it Farum, Denmark, http://www.farum-midtpunkt. dk Farum, Midtpunkt, www.panoramio.com Farum Midtpunkt, http://www.mangor-nagel. dk/2012/02/6083/ http://farum-midtpunkt.dk.web37. wannafindserver.dk/default.asp https://maps.google.it BIBLIOGRAFIA Farum Midtpunkt, http://furesoemuseer.dk http://farum-midtpunkt.dk.web37. wannafindserver.dk/default.asp Mario Zaffagnini, L’edilizia residenziale, Hoepli, Milano, 2002 FARUM MIDTPUNKT SITOGRAFIA 45