01
ANNALISA BANFI
ILEANA BELLONI
MILANO
QUARTIERE GALLARATESE
COPENAGHEN
FARUM MIDTPUNKT
GALLARATESE
inquadramento
0
1000m
01
GALLARATESE, MILANO
I
l Gallaratese è un quartiere di Milano facente
parte della Zona 8, situato a poco più di 7
km a nord-ovest del Duomo. Idealmente esso
comprende tutto l’ampio territorio compreso tra
il Comune di Pero a nord, via Gallarate a est,
Trenno a ovest e Lampugnano a sud. Si divide
in due parti costruite in epoche differenti: la
prima metà, di costruzione anteriore, si trova
nella zona di via Cechov; la seconda, racchiusa
dalle vie Cilea e Appennini, è più propriamente
chiamata quartiere San Leonardo. Esse sono
unite dal centro commerciale Bonola, punto
nevralgico del quartiere con numerosi servizi
pubblici e negozi.
E’ quartiere nato nella fine degli anni ‘50,
dall’esigenza di rispondere al bisogno abitativo
di molte giovani famiglie.
La
popolazione
iniziale
fu
costituita
prevalentemente da giovani famiglie di
lavoratori, che avevano avuto in assegnazione
l’alloggio dallo IACP.
Il Gallaratese è uno dei quartieri più grandi
costruiti ex novo in Italia. È stato costruito sopra
un’area agricola solcata dal fiume Olona, il cui
corso è ora interrato, attraverso una serie di
interventi edilizi per la costruzione di ampi isolati
di condomini popolari. In tempi più recenti,
costruzioni più piccole e di tipologia abitativa
differente stanno gradualmente riempiendo
anche i pochi spazi rimasti inedificati. La
popolazione residente sfiora le 60.000 unità.
Per molti anni il Gallaratese fu povero di servizi,
infatti all’inizio era servito da due soli autobus;
la costruzione della linea metropolitana, fu
lungamente rinviata poichè il primo progetto
prevedeva la costruzione di una linea a cielo
aperto, osteggiata dagli abitanti del quartiere
che temevano la divisione in due dello stesso.
Alla fine il progetto della metropolitana fu
modificato, e fu costruita una linea interrata.
Oggi il quartiere è servito dalla linea M1 della
metropolitana e da cinque linee automobilistiche
ATM. Questa copertura, piuttosto estesa per un
quartiere periferico, è in ragione dell’elevato
Piero Bottoni
1957-1970
3˙200˙000 m2
numero di residenti e della adiacenza a grandi
arterie stradali, la Tangenziale Ovest e la Statale
del Sempione.
Il quartiere Gallaratese è una zona
prevalentemente residenziale costruita a partire
dalla fine degli anni Cinquanta come comparto
urbano autonomo, progetto sperimentale di
edilizia residenziale economica. Accanto al
tessuto residenziale trovano posto spazi a servizi
e a verde per il quartiere. Oggi il Gallaratese è un
quartiere consolidato, attrezzato da un punto di
vista dei servizi collettivi e del commercio, con
qualche difficoltà dal punto di vista ricettivo
e culturale. Prevalentemente residenziale ed
introverso, il quartiere è passato a vivere una
stagione di grande vivacità interna che ha
portato alla nascita di numerose iniziative e alla
costituzione di organizzazioni sociali che hanno
svolto un ruolo importante dal punto di vista
della ricchezza
e della vivacità interna contribuendo a definire
l’identità della comunità locale e rafforzando le
relazioni tra gli abitanti.
Questa dinamica si è indebolita nel corso
degli ultimi anni per diverse ragioni, tra cui
l’invecchiamento degli abitanti e l’arrivo di nuovi
nuclei famigliari che non conoscono la storia del
quartiere.
Ulteriori elementi di specificità della zona sono
la presenza del parco di Trenno, posto a sud del
quartiere, della residenza universitaria, localizzata
nei pressi della fermata della metropolitana
San Leonardo, delle aree di trasformazione dei
progetti di edilizia residenziale pubblica, verde
e servizi dell’area adiacente a via Appennini e
Gallarate.
01. Inquadramento territoriale scala 1:50˙000
02. Inquadramento territoriale scala 1:10˙000
03. Carlo Aymonino, localizzazione del Quartiere
Gallaratese secondo il Piano di Zona. Centro Studi e
Archivio della Comunicazione, Parma
04. Piero Bottoni, Studio per il Piano del Quartiere
Gallaratese, 1955-56. Archivio Piero Bottoni, Milano
0
1000m
02
03
04
GALLARATESE
Progettista:
Anno di realizzazione:
Superficie territoriale:
4
memoria
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I
l Gallaratese è uno dei quartieri più grandi
costruiti ex novo in Italia. È stato costruito
sopra un’area agricola solcata dal fiume Olona
(il cui corso è ora interrato) tra gli anni Sessanta e
Ottanta, attraverso una serie di interventi edilizi
per la costruzione di ampi isolati di condomini
popolari. Le vicende che hanno interessato
la formazione del quartiere sono molteplici e
complesse.
ll piano regolatore generale di Milano approvato
nel 1953 indicava un’espansione residenziale
della città lungo la direttrice nord-ovest secondo
tre insediamenti distinti: il QT8, già in corso
di realizzazione, e due quartieri detti satelliti
che in seguito verranno denominati G1 e G2
quali specificazioni del quartiere Gallaratese
(dapprima Chiusabella). Il 13 giugno 1955
iniziano i lavori per la revisione del piano
regolatore di Milano relativa ad aree specifiche,
avendo il Comune, nell’ambito della delibera
del 13 aprile sulla revisione, assegnato l’incarico
a tredici professionisti. Riguardo al Gallaratese
Bottoni, revisore di zona, assume il compito
di progettare un piano particolareggiato in
accordo con gli uffici tecnici comunali. L’8
febbraio 1956 la revisione è terminata e il 13
marzo Bottoni consegna, inserito nello schema
di questa, un progetto urbanistico «redatto in
forma di proposta di piano particolareggiato
dopo l’approvazione delle varie Commissioni
urbanistiche». A questo disegno ne seguirà
un altro con definitivo azzonamento, sistema
gerarchico delle strade, precisa localizzazione
delle funzioni particolari, tracciato di una
linea metropolitana corredato dalla posizione
delle stazioni. La soluzione proposta intende
distaccarsi dalla consueta impostazione dei
grandi quartieri di edilizia sovvenzionata: case
popolari uniformate a un livello basso e mediobasso, ricollegando lo sviluppo pianificato
di tali quartieri, spesso mancanti di servizi
adeguati e di centri di vita, a una edilizia di
iniziativa privata orientata ad una realizzazione
almeno contemporanea a quella dell’edilizia
sovvenzionata, in funzione, appunto, della
costituzione delle parti «vitali» del quartierecittà. Se non è concepibile (siamo nel 1956)
l’esistenza di una strada, centro di vita, senza un
collaterale polmone residenziale, non è neppure
concepibile un complesso di zone residenziali
in successione l’una all’altra, senza l’esistenza
di un tal tipo di strada, vale a dire un centro di
vita «continuo». La presenza nel progetto di una
«strada vitale» centrale, distesa attraverso tutto
il quartiere (quella che avrebbe dovuto essere
la Spina centrale del quartiere) rappresenta il
cardine dell’intera organizzazione delle funzioni
e dello spazio. All’iniziativa privata competerà
la realizzazione, lungo la strada, di edifici
commerciali (corpi bassi) e di case (relativamente
alte) disposte perpendicolarmente a quelli in
modo da evitare il formarsi di una tradizionale
«rue corridor», e lascerà agli enti pubblici le aree
(con il loro plus-valore) per i centri di vita collocati
lungo tutto il percorso. In realtà la continuità
non significa edificazione ininterrotta sui due
lati della strada. L’alternanza sull’uno e l’altro
lato dei sistemi edilizi misti, pur garantendo la
continuità, consentirà ampie aperture sui parchi
e giardini e sugli accessi ai nuclei residenziali
di edilizia sovvenzionata retrostanti alla strada
vitale. La facilità e brevità di percorso da ogni
punto della residenza ai centri commerciali
e sociali, alle scuole, insomma ai centri di vita
(ed anche alle stazioni della metropolitana), ne
determinerà un uso generalizzato e promiscuo,
non diviso secondo le divisioni sociali.
La scheda tecnica relativa alla distribuzione delle
superfici nel piano particolareggiato di Bottoni
per l’insieme G1 e G2 indica: 27 ettari per zone
residenziali e commerciali «vitali» (500 ab/
ha); 105 ettari per zone residenziali di edilizia
sovvenzionata (300 ab/ha); 143 ettari per strade,
parchi, giardini, aree sportive, aree di rispetto,
fiume Olona, ecc.; in totale 275 ettari. Il piano di
Bottoni verrà poi successivamente accantonato,
in seguito alle aspre critiche dell’Iacpm, il quale
ricercherà una soluzione alternativa istituendo
una commissione composta da 68 professionisti
coordinati da Gian Luigi Reggio. A partire dal
1957 si inizia a costruire il nuovo quartiere
Gallaratese G.1, completato poi dal 1964 al
1974 con il Gallaratese G2 e S. Leonardo.
05. Vista aerea storica del Gallaratese
06. Le torri di Vico Magistretti ieri
07. Le torri di Vico Magistretti oggi
08. Gli edifici in linea ieri
09. Gli edifici in linea oggi
10. Facciate in un’immagine storica del quartiere
11. Facciata dell’edificio di Aldo Rossi, Monte Amiata
GALLARATESE
GALLARATESE, MILANO
5
accessibilità
12
L
’analisi della mobilità del quartiere
Gallaratese attraverso il relativo Piano dei
Servizi del PGT ha evidenziato la presenza di
una vasta rete infrastrutturale volta a migliorare
l’efficienza e la qualità della mobilità a Milano.
La rete infrastrutturale di progetto del PGT può
essere articolata in quattro ambiti (Nord, Est,
Ovest, sud), ciascuno dei quali caratterizzato
dall’esigenza di mettere in rete il sistema
infrastrutturale esistente, collegare i nuovi ambiti
di trasformazione, definire i poli dello sviluppo
infrastrutturale e insediativo. Per ciascun ambito
vengono descritte le infrastrutture di trasporto,
collettivo ed individuale, previste dal PGT.
Dal punto di vista infrastrutturale, per quello
che riguarda i mezzi pubblici, il quartiere è
servito dalla linea rossa M1 della metropolitana
milanese.
Fino agli anni ‘70 la tratta di questa linea
metropolitana giungeva fino alla fermata LottoQT8; il prolungamento è stato volutamente
realizzato in seguito all’ampliamento del
quartiere Gallaratese intorno al 1980 con
l’espansione della linea 1 verso nord-ovest e
l’apertura del capolinea di San Leonardo e
di 3 fermate intermedie (altri 3,3 km in più di
tracciato). Succesivamente, nel 1986 venne
aperto un nuovo capolinea oltre la fermata di
San Leonardo, Molino Dorino, estendendo la
tratta di un altro chilometro.
Oggi quindi la metropolitana attraversa
letteralmente la “spina” centrale del quartiere,
con le fermate Uruguay, Bonola, San Leonardo,
Molino Dorino, integrata da ben cinque linee
automobilistiche ATM (40, 68, 69, 72, 80) e
altrettante fermate di mezzi di superficie, circa
87 pari a 0.2 unità/ha.
Il sistema ferroviario e più in generale il sistema
dei mezzi pubblici assume particolare rilevanza
sia per le relazioni con il sistema aeroportuale
e le altre città italiane ed europee, sia per le
connessioni tra Milano e la sua regione urbana,
sia per i collegamenti interni a Milano. Allo
stesso modo assume particolare rilevanza nel
PGT anche il sistema della viabilità principale.
Questa copertura, piuttosto estesa per un
quartiere periferico, è in ragione dell’elevato
numero di residenti (alcune decine di migliaia),
dell’adiacenza a grandi arterie stradali, la
Tangenziale Ovest e la Statale del Sempione
(di fondamentale importanza strategica; ne
venne ordinata la costruzione da Napoleone
Bonaparte, con ordine del 7 settembre 1800,
come parte del lunghissimo corridoio che
doveva collegare Milano con Parigi, passando
per il basso varesotto, il fiume Ticino, lungo un
tratto del Lago Maggiore, l’Ossola, varcando
il passo del Sempione entrando in Svizzera, e
poi attraverso quest’ultima, giungere in Francia
fino a Parigi), e della presenza di alcuni edifici di
pubblica utilità, tra i quali il Centro Commerciale
Bonola, la Motorizzazione Civile, oltre ad alcuni
centri educativi nelle vie Visconti e Quarenghi ed
infine allo studentato di proprietà del Politecnico
di Milano, il collegio San Leonardo/Newton.
La viabilità interquartiere, l’urbanizzazione delle
aree del Gallaratese è stata effettuata a cura e
carico delle società contraenti (Monte Amiata e
Maranta Spa), realizzando strade di lottizzazione
caratterizzate da marciapiedi asfaltati.
Per quanto riguarda la mobilità dolce, il
sistema dei percorsi pedonali è funzionale ed
articolato. Logge e ballatoi facilitano l’accesso
dai parcheggi a terra agli atri d’ingresso, corridoi
interni, percorsi pedonali, sia orizzontali che
verticali, coperti e non, si snodano per tutta la
lunghezza del complesso.
La quota di insediamento dell’edificato è
sopraelevata di 4m sul piano campagna: la zona
sottostante è destinata al disimpegno veicolare
dei vari edifici e a parcheggi; le aree adibite a
parcheggio, sono state previste in modo da
garantire insieme ai box sotto i fabbricati,
un posto auto per ogni 500 mc. di volume
destinato a residenza e a negozi e per ogni 250
mc di volume adibito ad uffici.
Il quartiere risulta tuttavia carente per quanto
riguarda percorsi pedonali e ciclo-pedonali.
12. Tratto di linea metropolitana passante per il quartiere
13. Stazione metropolitana di San Leonardo
14. Stazione metropolitana di Molino Dorino
15. Stazione metropolitana di Bonola
13
14
15
GALLARATESE
GALLARATESE, MILANO
6
accessibilità
GALLARATESE
Fermate Metropolitana
Linea 1 Rossa
A50
SS11
Strada extraurbana
Strada urbana
0
1000m
16
7
18
19
20
21
GALLARATESE
accessibilità
16. Sistema di accessibilità al quartiere scala 1:20˙000
17. Parcheggio della stazione metropolitana di Molino
18. Deposito Molino Dorino
19. Vista simultanea su via Appennini e via Gallarate
20. Vista su via Appennini
21. Progetto dello studio MAB per nuove residenze
17
8
1.7m
parcheggio pubblici
2.5m
aiuola
3.5m
marciapiede
3.5m
corsia
1.5m
corsia
3.5m
spartitraffico
3.5m
corsia
3m
corsia
1.7m
marciapiede
2.5m
20m
0
GALLARATESE
terrapieno (giardino pubblico)
5.5m
marciapiede
3.6m
marciapiede
1.9m
corsia
2m
corsia con parcheggi inclusi
marciapiede ciclo - pedonale
giardino pubblico
7m
22. Sezione stradale via Appennini (fuoriscala)
23. Sezione stradale via Gallarate (fuoriscala)
10m
9
accessibilità
2.5m
giardino privato
5m
marciapiede
5m
corsia
3m
15m
GALLARATESE
corsia con parcheggi inclusi
2.5m
pista ciclabile
4m
marciapiede
giardino privato
2.5m
giardino privato
2m
aiuola
2.5m
pista ciclabile
5.5m
marciapiede
5.5m
corsia con parcheggi inclusi
corsia con parcheggi inclusi
marciapiede
parco pubblico
1.8m
24. Sezione stradale via Lampugnano scala 1:200
25. Sezione stradale via Mario Borsa, scala 1:200
10
10
accessibilità
6m
aiuola
14m
strada privata
2.5m
giardino privato
4m
marciapiede
4m
corsia con parcheggi inclusi
3m
corsia
4m
spartitraffico
4m
corsia
2.5m
corsia con parcheggi inclusi
3.5m
marciapiede
3m
aiuola
pista ciclabile
aiuola
parcheggio pubblico
4.5m
GALLARATESE
3m
26. Sezione stradale via Cechov, scala 1:200
11
11
accessibilità
spazio pubblico
27
28
29
30
31
32
GALLARATESE, MILANO
Spazi privato, ma la cui destinazione d’uso
lo rende pubblico è il Centro Commerciale
Bonola, aperto nel 1988, è a lungo rimasto il
solo centro commerciale all’interno dei confini
della città di Milano. L’offerta commerciale
è in grado di interessare ampie fasce di
popolazione e l’integrazione con strutture
sociali di pubblica utilità (biblioteca comunale,
centro civico, comando polizia municipale) lo
rendono un importante punto di riferimento
a livello cittadino; il centro infatti si integra
perfettamente nel territorio diventando quindi,
oltre che un luogo dove effettuare acquisti
anche luogo d’incontro, di informazione e di
svago.
Facilmente raggiungibile dai Clienti grazie
all’adiacente fermata della metropolitana
(fermata Bonola, appunto) e da linee
automobilistiche di superficie, conta anche
un parcheggio coperto da 800 posti auto
completamente automatizzato ed un parcheggio
esterno pubblico. La galleria commerciale,
situata su di un unico livello, è stata ristrutturata
nel 2000.
Se in passato l’attenzione primaria era volta agli
edifici residenziali a cui poi si affiancavano le
strutture pubbliche e commerciali, abbiamo un
recentissimo esempio di come oggi si cerchi di
sviluppare parallelamente entrambi gli aspetti: è
il caso del progetto delle residenze realizzate da
MAB tra via Gallarate e via Appennini.
Il progetto è caratterizzato non solo dai blocchi
residenziali, ma anche dagli spazi aperti e dal
mix di attività, perché, come affermano gli
autori, “il concetto di abitare non si estingue
nella superficie minima dell’appartamento, ma
si estende agli spazi comunitari (sale riunioni,
lavanderie, depositi comuni), agli spazi aperti,
alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali”,
destinati a tre fasce significative: bambini,
giovani e anziani.
L’intervento, focalizzato su una delle più
importanti questioni che riguardano la città, la
relazione tra vita sociale, dimensione pubblica
e comunità di vicinato, si caratterizza per un
concetto di co-abitazione tra residenze e spazio
pubblico, dove gli abitanti possono vivere in
un ambiente pedonalizzato ben supportato da
infrastrutture, commercio e servizi pubblici. Il
tracciato ordinatore è generato in relazione alla
volontà di creare una sequenza di spazi pubblici
(le cui gerarchie sono definite anche da attente
scelte di materiali ed essenze arboree), un
continuum di blocchi edilizi, spazio verde, aree
di sosta attrezzate, servizi, percorsi pedonali
e ciclabili. Come sottolineano gli autori, “un
percorso pedonale est-ovest organizza l’insieme
realizzando le fasce di verde a nord e a sud. A
sud, il parco è dotato di aree attrezzate distinte
per uso e qualità dei materiali e si configura
come una estensione della via Appennini,
diventando così spazio pubblico per l’intero
quartiere Gallaratese.
GALLARATESE
I
l quartiere nasce principalmente con
destinazione d’uso residenziale pubblica, con
il progetto di alloggi a basso costo. A questa
progettazione in origine si affiancava l’idea
di Piero Bottoni di Spina Centrale, lungo la
quale si sarebbero sviluppati i servizi necessari
al quartiere. Con questa idea irrealizzata, il
quartiere ha sempre risentito di una scarsa
presenza di servizi e anche di collegamenti,
penalizzando quindi gli abitanti, e portando a
vere e proprie proteste urbane. Con l’arrivo della
linea rossa il quartiere si è collegato al centro,
e dagli anni ‘70 sono state costruiti numerose
strutture comunali volte al pubblico: è il caso
delle scuole, ma anche delle numerose strutture
sportive, le piscine, i campi da gioco,i luoghi di
culto a seconda delle diverse religioni.
Gli edifici di via Appennini ospitano al loro
piede una serie di spazi per associazioni, tra cui
i due spazi oggetto del bando. Tali spazi sono
il risultato di un tamponamento successivo del
pianoterra a pilotis in modo da dotare il quartiere
di spazi per iniziative ed azioni integrate.
27. Scuola secondaria di primo grado
28. Piscina comunale
29. Scuola secondaria di secondo grado
30. Scuola secondaria di secondo grado
31. Campo da gioco ad uso pubblico
32. Centro commerciale Bonola
12
10˙497
-
verde
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
614˙281
614˙281
edilizia residenziale sociale
offerta complessiva servizi
48˙039
offerta servizi indispensabili 45˙772
servizi sociali
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
70˙434
70˙434
attrezzature religiose
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
amministrative
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
42˙498
42˙498
istruzione
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
246˙994
232˙672
giustizia, sicurezza, protezione civile
offerta complessiva servizi
3˙050
offerta servizi indispensabili 3˙050
infrastrutture e trasporto pubblico
offerta complessiva servizi
208˙971
offerta servizi indispensabili 183˙370
salute
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
3˙135
3˙135
sport
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
commercio e attività produttive
offerta complessiva servizi
7˙733
offerta servizi indispensabili
-
GALLARATESE
185˙896
185˙896
70˙434
70˙434
spazio pubblico
cultura
offerta complessiva servizi
offerta servizi indispensabili
0
1000m
33
13
13
spazio pubblico
34
D
all’allegato n° 3 al Piano dei Servizi
redatto con il PGT del 20, 12, 2012
emerge dall’analisi della popolazione che
i residenti stimati sono 32.975, di cui un 7,5 %
sono stranieri, pari a 2.467, di cui la maggior
comunità è rappresentata dalla nazionalità
peruviana.
A sostegno della tesi che ci troviamo di fronte ad
un quartiere “anziano” ci sono i dati: i bambini
da 0 a 5 anni sono il 4,3 % / 1.409 unità, gli
anziani oltre 75 anni sono invece 17,2 % / 5.688
unità, e le proiezioni demografiche espresse
dal piano, prevedono un dimezzamento della
percentuale della fascia d’infanzia, e quasi un
raddoppio dei dati relativi agli anziani.
La prevalente destinazione d’uso degli edifici
categoria NIL / media Milano
abitazione 79,8 % / 83,1%
ufficio 1,3 % / 3,7 %
commercio industria 7,2 % / 6,9 %
servizi pubblici 8,1 % / 3,4 %
abitazioni in affitto 28,0 % / 35,6 %
Le attività produttive stimate sono circa 1.124,
e il Centro Commerciale Bonola identifica la
centralità del NIL, cioè il centro per il “Nucleo
di Identità Locale”; gli elementi caratterizzanti e
influenti su questo parametro sono la vocazione
commerciale e terziaria di alcune aree del
quartiere, e la presenza del Parco di Trenno.
piste ciclabili.
Citando le norme di attuazione del Piano dei
Servizi, “i servizi alla persona sono realizzati su
aree o in edifici del Tessuto Urbano Consolidato,
tenuto conto, in particolare, di quelli esistenti,
e secondo criteri di qualità, fruibilità ed
accessibilità. Tali servizi possono essere
realizzati su aree o in edifici, pubblici o privati,
e, in tale ultimo caso, è riconosciuto l’indice di
Utilizzazione territoriale (Ut) pari a 0,35 mq/mq
ovvero pari all’edificato esistente se superiore
(art.8).
Nel Tessuto Urbano Consolidato, nei casi di
interventi di nuova costruzione con l’utilizzo
dell’indice di Utilizzazione territoriale (Ut) unico
di 0,35 mq/mq e nei casi di recupero della SLP
esistente senza cambio di destinazione d’uso non
sono richieste dotazioni territoriali per servizi.
In tutti gli altri casi le dotazioni territoriali per
servizi sono dovute nella misura di: per funzioni
urbane residenziali, terziarie e servizi privati: 1
mq per ogni mq di SLP; per funzioni urbane
produttive: 20% della SLP; per funzioni urbane
commerciali: 100% della SLP, ad esclusione
degli esercizi di vicinato, salvo maggiori quantità
disposte da normative nazionali e regionali
vigenti in materia (art.9).
Analizzando i servizi esistenti e programmati di
cui il Piano relativo tratta, in relazione al totale
degli abitanti (32˙975), i rapporti espresso sono:
la dotazione di servizi totale - per abitante è pari
a 1˙615˙026 mq - 49 mq/ab ;
la dotazione massima di servizi totale - per
abitante è pari a 1˙476˙986 mq - 45 mq/ab ;
la dotazione minima di servizi totale - per
abitante è pari a 44˙517˙495 mq - 33 mq/ab ;
Analisi esercizi di vicinato: Numero di esercizi
di vicinato 141 pari a 0,4 unità/ha; Numero di
esercizi commerciali media struttura di vendita
10 pari a 0,03 unità/ha; Numero di esercizi
commerciali grande struttura di vendita1,0
unità; Numero di pubblici esercizi70 pari a 0,2
unità/ha; Superficie di vendita di esercizi di
vicinato per unità di superficie territoriale22
mq/ha pari a 0,3 mq/ab; Superficie di vendita
per esercizi di media distribuzione per unità di
superficie 18 mq/ha pari a 0,2 mq/ab; Nel 2007
si registrano 76 imprese.
Il quartiere è interessato da nuovi servizi, come
la proposta di riadattamento della chiesa
di Sant’Ilario a scuola di musica comunale,
l’apertura di una casa di riposo all’avanguardia, e
di uno sportello per orientamento universitario.
È anche molto frequentato il mercatino “Le
Pulci di Portobello”; è anche luogo di diverse
problematiche relative alla sicurezza e alla rete
infrastrutturale: si registrano infatti fenomeni
di microcriminalità, e nonostante l’abbondante
presenza di verde, vi sono poche ed interrotte
33. Planimetria dei servizi distribuiti nel quartiere
34. Vista aerea del sistema “a corte” residenze-servizi
35. Schizzo del sistema “a corte” residenze-servizi
36. Scuola comunale secondaria di primo grado
37. Scuola comunale primaria
35
36
37
GALLARATESE
GALLARATESE, MILANO
14
spazio pubblico
38
39
40
41
42
GALLARATESE, MILANO
Università e ricerca: centri ricerca/laboratori di
ricerca, Accademie e Istituti superiori di studi,
Sedi e poli universitari, Servizi per studenti.
Salute: canile, Centri di psicologia, Centri ASL,
Ufficio Relazione con il Pubblico e Direzioni
ASL, Unità tutela dei minori, Cimiteri, Pronto
soccorso e pronto intervento, Servizi di medicina
di laboratorio, Struttura ospedaliera, Consultori
Pediatrici, Strutture ambulatoriali, Strutture di
ricovero e cura, Strutture psichiatriche, Farmacie,
Pediatri libera scelta, Veterinari.
Istruzione: centro giochi, Centro prima
infanzia, Nidi d’infanzia, Nido aziendale, Nido
famiglia, Scuole di formazione professionale,
Scuole per l’infanzia, Scuole primarie, Scuole
secondarie inferiori, Conservatorio, Istituto
d’Arte, Istituto superiore, Istituto magistrale,
Istituto professionale, Istituto tecnico, Liceo,
Perito, Centri di Formazione, Fondazione Scuole
Civiche.
Servizi sociali: centri aggregativi multifunzionali,
Centri aggregazione giovanili, Centri socio
ricreativi culturali per anziani, Servizi Comunali
per adulti, Servizi di Assistenza Domiciliare,
Servizi Comunali per anziani, Servizi Comunali
per disabili, Servizi Comunali per minori,
Carabinieri.
Sport: centri polivalenti, Centri balneari, Centri
sportivi, Piscine, Stadio pubblico o regolato da
atto d’asservimento, oratoriali.
Verde: Giardino di quartiere, Giardino pubblico,
Parco estensivo, Parco storico, Parco urbano.
Giustizia, sicurezza, protezione civile: Istituti
penali, Istituti penali minorili, Tribunali, Uffici
giudiziari, minori, Caserme e stazioni Carabinieri,
Forze Armate, Guardia di Finanza, Polizia di
Stato, Polizia Locale, Polizia municipale, Polizia
Locale, Protezione Civile, Vigili del Fuoco.
Edilizia
residenziale
sociale:
residenza
temporanea, Residenza in locazione a canone
convenzionato, Residenza per studenti.
Amministrativo: Consigli di Zona, Magazzini
e depositi, Sedi istituzionali comunali, Uffici
comunali, Consolato, Poste - Agenzie di base
e uffici succursali, Sedi istituzionali provinciali,
Uffici provinciali, Sedi istituzionali regionali,
Uffici regionali, Prefettura, Uffici, provveditorati
e agenzie statali, Acqua potabile, uffici Edilizia
residenziale, uffici Energia elettrica, uffici Gas
metano, uffici Poste e telecomunicazioni,
uffici Previdenza e assistenza, uffici Trasporti e
mobilità uffici.
Attrezzature religiose: istituti, opere e fondazioni
religiose, Chiese e santuari cattolici, Luoghi per
il culto e centri di confessioni religiose, Oratori e
opere parrocchiali, Uffici ecclesiastici.
GALLARATESE
C
oncretamente il Piano definisce servizi
esistenti o programmati i seguenti settori:
Cultura: associazioni culturali, Centri
sociali e ricreativi, Sedi di associazioni socioculturali e di categoria, Archivi, Biblioteche,
Centri congressi e sale conferenze, Istituti
Culturali e monumenti, Musei, Sedi espositive,
Scuola di cinema danza musica e teatro,
Auditorium, Teatro.
Infrastrutture per mobilità e trasporto pubblico:
aeroporti, Scali e depositi ferroviari, Stazioni
ferroviarie, Stazioni MM, Parcheggi pertinenziali,
Parcheggi pubblici esterni alla carreggiata,
Parcheggi pubblici d’interscambio, Parcheggi
pubblici per i grandi servizi pubblici.
Commercio e attività produttive: uffici
ecclesiastici, Mercati rionali, Mercato floricolo,
Mercato ittico, Mercato ortofrutticolo.
Infrastrutture tecnologiche e per l’ambiente:
Parcheggi pubblici per i grandi servizi pubblici,
Depositi autobus, tram e metropolitana, Depositi
e autorimesse, Impianti e sezioni distaccate
acqua potabile, Cabine e impianti gas metano,
Generatori gas metano, Cabine elettriche,
Stazioni e sottostazioni elettriche, Unità e poli
operativi distribuzione energia elettrica, Impianti
di raccolta rifiuti, smaltimento rifiuti, depuratori.
38. Piscina Comunale
39. Tennis Club Gallaratese
40. Tennis Club Gallaratese
41. Piscina comunale esterna
42. Piscina comunale
43. Impianto Sportivo GS San. Romano
43
15
spazio pubblico
45
46
47
48
49
50
51
44. Chiesa di Sant’Ilario Vescovo
45. Chiesa di San Leonardo
46. Chiesa Maria Regina Pacis
47. Chiesa Maria Regina Pacis
48. Collegamento pedonale tra metropolitana e centro
commerciale Bonola
49. Palasharp, Lampugnano
50. Interno del centro Commerciale Bonola
51. Centro Commerciale Bonola
GALLARATESE
44
16
verde
Novate
M.se
Rho
LDF-A
LDF-A
LDF-A
Expo
LDF-A
52
RHO
FIERA
LDF-A
Rho Pero
AdP Polo Sanitario
Sacco - Besta
- Tumori
LD Baranzate
FA
Sacco
53
F
FLD
Quarto
Oggiaro
AdP Expo
LD
F-A
GALLARATESE, MILANO
F
LD
ATU 14-B
via Litta
Modignani
-F
Roserio
A
Roserio
PII ERS 2/2
| Abitare 2
- via Cogne
LD
FF
LD
F-
LD
A
F-
FLD
AdP
Cascina
Merlata
ATU 10
Stephenson
Eritrea
FA
-F
PII ERS 1/2
| Abitare 1 via Gallarate
F
LD
Pacuvio
F-D
LD
PRU6.1 | via
Palizzi (Quarto
Oggiaro, ex FINA)
-D
Certosa
PP166 | via
Chiasserini
(PRU Palizzi)
L DF
PII Palizzi
- Fattori
PP163 | via Eritrea,
via De Pisis, via
Castellamare, via
Porretta (PRU Palizzi)
Castellammare
LDF-D
LD
LDF-D
-F
F
FLD
MOLINO
DORINO
LDF-D
LDF-D
Pisis
Boccioni
-E
LD
FD
Fusinato
L DF
L
DF-D
LDF-E
-A
PII ERS 2/1
| Abitare 2 via Appennini
ATU 9
Bovisa
Palizzi
Bovisa
FNM
D
LDF-
Villapizzone
S. LEONARDO
LDF-E
LDF-A
GALLARATESE
Stephenson
A
DF
Merlata L
LDF-F
LDF-F
LDF-D
Triboniano
LDF -F
PERO
FIERA
F
FLD
Il quartiere tuttavia confina a sud con uno dei
parchi più grandi di Milano, il parco agricolo
di Trenno, caratterizzato da ampi prati e
lunghi viali rettilinei, percorribili sia a piedi sia
in bicicletta. Questo parco è situato al confine
fra la zona 7 e la zona 8 nel nord-ovest della
città, ed è adiacente al borgo omonimo ed al
galoppatoio di San Siro. Ci sono spazi attrezzati
per bocce, tennis, calcio, pattinaggio, pista
ciclabile (utilizzata anche per correre), percorso
vita.
Lo sport più praticato a Trenno è il calcio: la
domenica è il giorno con il maggior numero
di incontri, soprattutto al mattino; durante il
periodo estivo l’affluenza si estende anche negli
altri giorni della settimana. I campi attrezzati
per il calcio tuttavia non sono numerosi e per
questo motivo alcuni gruppi si muniscono
di attrezzature portatili che dopo la partita
vengono smontate in pochissimo tempo.
A sud-est infine il Gallaratese cofina con il
famoso Parco Monte Stella del vicino QT8;
anch’esso presenta le attrezzature necessarie
per effetuare i comuni sport all’aria aperta
(campo bocce, percorsi vita, area giochi per
bambini) oltre che a servizi per la fruizione dello
spazio (area cani, toilette, sicurezza, parcheggi,
LD
F
Ghisallo
LDF- A
BONOLA
LDF-E
De Gasperi
Espinasse
LD
F-A
LDF-E
URUGUAY
LD Accursio
F -A
Progetto di riapertura dei Navigli e Via
d’Acqua Expò 2015
FE
LD
A
LAMPUGNANO
Rete Metropolitana
ATU 8-B
Caserma
Montello
FLD
Trasporto Individuale
Serra
Lampugnano
ATP 1 Il
Bosco in
Città (PCU1)
A
LD
FE
FLD
Rete Ciclabile
QT8
FLD
Verde urbano esistente
A
LDF-E
Chiesa
Verde urbano esistente
Pegaso
LD
A
F-
Parco Agricolo Sud Milano
Ambiti di rinnovamento urbano
PORTELLO
0
1000m
CALDERA
QUINTO
AdP
Portello
LDF
-E
C
ome previsto dal PGT, nello specifico
all’articolo 6, “nel tessuto urbano
consolidato, i servizi relativi al sistema
degli spazi aperti a verde, denominato verde
urbano, sono nalizzati a favorire il miglioramento
della qualità ambientale urbana, in ragione delle
funzioni ecologiche, paesaggistiche e sociali
che rivestono. All’interno del sistema del verde
urbano è consentita la conduzione del fondo ai
fini agricoli e orto-oro-vivaistica. Il verde urbano
si identifica in:
_ parchi urbani e di quartiere, giardini e zone a
verde attrezzato;
_ corridoi ecologici di connessione tra gli spazi
a verde;
_ verde di mitigazione e rinaturalizzazione delle
aree interessate dalla rete infrastrutturale e di
mobilità pubblica;
_ aree di pertinenza dei servizi costruiti per il
gioco, lo sport e lo spettacolo sportivo;
All’interno della categoria del verde urbano
rientrano sia il verde urbano esistente che
comprende le aree già attrezzate ed in corso
di programmazione di intervento, sia il verde
urbano di nuova previsione (pertinenza indiretta)
finalizzato all’integrazione del sistema del verde
urbano di livello comunale e del verde urbano di
livello metropolitano.”
Queste categorie sono distinguibili anche
all’interno del quartiere del Gallaratese, secondo
quartiere sperimentale in seguito al QT8, il quale
nasce con la principale funzione di quartiere
residenziale.
Essendo un quartiere di periferia gli spazi verdi
non risultano essere molto curati se non in
qualche punto come nell’isolato circoscritto
SETTIMO
dalle vie Cechov, Kant, Croce e Omodeo che
M.SE S.
SEBASTIANO
presenta un campetto da basket all’aperto,
una pista per le bocce, qualche attrezzatura per
SETTIMO
SETTIMO
M.SE TG
M.SE
bambini e panchine sparse
qua e la.
OVEST
Lungo l’intera via di Benedetto Croce si può
notare un’alta concentrazione di aree verdi,
principalmente prati limitati al confine con
le strade circostanti da alberi ancora giovani
sostenuti da strutture in legno per aiutarne la
crescita, non troppo gradevoli alla vista.
Le zone di verde più curate sono delimitate
da cancellate e riservate ai residenti, oppure
appartenenti alle parrocchie e alle chiese, si
tratta quindi più di verde privato che di verde
pubblico, portando a privatizzare gli spazi
all’interno dell’area.
54
LOTTO
AdP/PII Polo
urbano fiera
TRE
17
verde
GALLARATESE
56
55
52. Area attrezzata per il tempo libero
53. Area gioco per bambini in una delle aree verdi
54. Sistema delle aree verdi nel quartiere e dintorni
scala 10˙000
55. Spazio verde del Complesso Monte Amiata
56. Parco di Trenno confinante con il Gallaratese
57. Area verde antistante alle torri
58. Vista di un viale alberato nel Parco di Trenno
59. Parco di Trenno
60. Schema di riprogettazione delle aree verdi del
quartiere
57
58
18
verde
59
GALLARATESE, MILANO
Rete stradale
Perimetri NIL
Raggi verdi
Verde esistente
Verde programmato
Parchi regionali
Aree pedonali
Piani di cintura urbana
GALLARATESE
Nell’ambito della progettazione locale sono
previsti una serie di interventi sul quartiere, tra
i quali troviamo:
_ potenziamento della “spina”, il sistema
di spazi verdi compreso fra via Vigorelli ed il
centro sportivo di via Borsa, come piattaforma
ambientale fruibile, attraverso la creazione di
percorsi ciclo-pedonali e passerelle;
_ riqualificazione del verde;
_ inserimento di servizi ed attività ludiche e
sportive;
Il NIL è parte di un Ambito di Rinnovamento
Urbano.
E’ da prevedere una riqualificazione generale
dell’assetto infrastrutturale esistente.
Interventi specifici:
Ambiti di trasformazione
Centralità Locali
Trasporti pubblici esistenti
Trasporti pubblici programmati
Fermate MM esistenti
Fermate MM programmate
Sistema “Spina Verde”
Riqualificare e ampliare le superfici pedonali con aree di sosta e verdi
Via Cechov
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali di attraversamento
Via Betti
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
Via Ojetti
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
Via Borsa
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
Via Chiarelli
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
Via Clea accanto ai giardini Pertini
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
Via Visconti
Riqualificare e proteggere i percorsi ciclopedonali e di attraversamento
0
200m
60
19
abitare
61
62
63
N
el P.R.G. del 1953 erano previsti, lungo
la via Gallarate, due zone residenziali
destinate a divenire due distinti, anche
se vicinissimi, quartieri autosufficienti. Durante
la revisione del Piano Regolatore iniziata nel
1955 con la suddivisione in 13 zone della parte
esterna della città, l’architetto Bottoni Piero,
incaricato della revisione della zona nella quale
erano previsti gli insediamenti, redige un piano
di massima per un quartiere unitario, approvato
nel 1956. Il Piano prevedeva una strada vitale
di sviluppo del quartiere e di espansione della
città, parallela alla strada di scorrimento veloce e
lungo la quale per la prima volta erano destinate
ampie zone all’iniziativa privata: queste zone
potevano garantire una vasta presenza di
servizi pubblici e la possibilità di insediamenti
residenziali destinati a vari ceti sociali. Da questa
arteria le strade di penetrazione portavano
ai singoli agglomerati residenziali. L’idea di
strada vitale verrà poi abbandonata, per essere
sdoppiata ai confini del quartiere e lasciare
spazio nel centro ad un’ampia zona verde.
La pianificazione del quartiere nasce come
progetto sperimentale, che si dava come
obiettivo la ricerca di soluzioni di edilizia
economica alle spalle del quartiere QT8.
A partire dal 1957 si inizia a costruire il
nuovo quartiere Gallaratese G.1. che vede la
collaborazione di 70 progettisti coordinati da
Gianluigi Reggio. Nonostante la precedente
pianificazione, il quartiere cresce con una certa
“casualità”. Dal 1964 al 1974 il quartiere viene
completato da Gallaratese G2 e S. Leonardo.
Il progetto originale viene disatteso soprattutto
per quanto riguarda i servizi collettivi e la
sistemazione urbanistica, nonché per la
distribuzione del verde. Il risultato definitivo è
la costruzione di insediamenti che assolvono
ad una sola funzione, quella residenziale,
costringendo gli abitanti a lunghi trasferimenti
per raggiungere le attività produttive e le
strutture commerciali.
Il quartiere del Gallaratese progettato nel 1956
prospettava una complessità massima di
70˙000 abitanti; agli inizi degli anni ‘70 aveva
già raggiunto i 40˙000 abitanti, parte in case
costruite dagli enti del Cep medesimo, parte in
cooperative situate dentro o fuori del piano
della Legge 167, adottata per la zona dal 1964,
parte in iniziative private, sui terreni ancora
non vincolati, o come le case di via Carlo Marx
progettate da Carlo Aymonino e da Aldo Rossi,
su quelli della 167, ma con convenzioni risultate
poi irregolari. Il motivo che spinse le migliaia
di persone ad insediarsi al Gallaratese, oltre
al basso prezzo degli alloggi, era la vicinanza
agli insediamenti industriali dell’Alfa Romeo,
della Siemens, oltre alla speranza di veder
presto realizzata l’attuale linea metropolitana,
collegamento con il centro e quindi con i luoghi
del lavoro terziario.
Gli abitanti rimasti invece isolati per il ritardo
nella costruzione della nuova linea diedero vita
ad un movimento di protesta che ha segnato
l’avvio delle lotte urbane a Milano, e subito
dopo ha portato ad una revisione del PRG in
vigore.
Dalle immagini della tavola è evidente come la
tipologia abitativa caratterizzante il quartiere è
quella di edifici in linea, a più piani, in alcuni casi,
a torre, disposti linearmente rispetto la strada
che li cinge, e costituenti tra loro, piccole corti
pedonali aperte, con verde privato o pubblico,
in cui spesso troviamo strutture adibite a servizo
pubblico, come le scuole d’infanzia o primarie.
Ad oggi il quartiere è in gestione condominiale,
con il 28% degli alloggi di proprietà.
Densità abitativa 8.464 ab/km2
61. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea
62. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea
63. Esempi differenti di tipologie edilizie in linea
64. Le torri di Vico Magistretti oggi
65. Esempi differenti di tipologie edilizie a torre
64
65
GALLARATESE
GALLARATESE, MILANO
20
abitare
66
67
68
69
I
l complesso abitativo Monte Amiata, che sorge
nel quartiere Gallaratese, dove fu eretto fra il
1967 e il 1972, consiste in un intervento di
grande dimensione a cui prendono parte Carlo
Aymonino e Aldo Rossi. Il comune di Milano
assieme alla società proprietaria del suolo,
stabilisce, in sede di convenzione, un indice
standard di 2˙400 abitanti con 169˙000 m3 di
area edificabile da destinare ad abitazioni.
Già dal planivolumetrico predisposto dal
comune le prime idee sono indirizzate ad un
insieme volumetricamente definito da elementi
e materiali diversi. Nell’impostazione di lavoro,
Aymonino e Rossi hanno ignorato il territorio
e i rapporti con l’intorno in quanto area priva
di suggerimenti, specialmente dal punto di
vista naturale. L’insediamento non può quindi
aspirare ad essere una vera e propria città a causa
del suo carattere pressoché monofunzionale.
Il progetto finale ha per cui accentuato il
distacco dall’intorno, cercando di elaborare
un piano ben più compatto. Si sviluppa così
l’idea di una costruzione, composta da cinque
corpi di fabbrica, articolata e compatta allo
stesso tempo, con altezze e profondità diverse.
Progetta elementi come logge e ballatoi che
facilitano l’accesso dai parcheggi a terra agli atri
d’ingresso, corridoi interni, percorsi pedonali,
sia orizzontali che verticali, coperti e non, e tre
piazze che fungono soprattutto da luogo di
incontro o di gioco, diverse tra loro, una delle
quali diventa teatro all’aperto.
Il Gallaratese va ad inserirsi nella poetica del
frammentismo perseguita da Aymonino nel
corso degli anni sessanta, da cui la presenza di
elementi come i riquadri in vetrocemento degli
appartamenti duplex ed i volumi cilindrici dei
collegamenti verticali che stabiliscono dei punti
di riferimento per il controllo dell’immagine
d’insieme degli edifici.
Aymonino con questo piano rompe la
tradizionale concezione dell’edificio privato
in quanto non ha progettato dei semplici
appartamenti, ma li ha completati con dei
servizi di loro pertinenza e con spazi aggiuntivi
inseguendo l’idea di una città complessa. Il
Gallaratese diventa rapidamente modello di
riferimento disciplinare sia sul piano linguistico
che figurale per la possibilità di interferire sui
processi aggregativi della residenza periferica
portandoli ad una riconoscibilità urbana.
Nel complesso vige l’idea di un disordine
programmatico, anche l’uso vivace dei colori
è un espediente per inserire variazioni in un
panorama che si profila uniforme e privo di
stimoli. All’”espressionismo” di Carlo Aymonino
si contrappone un blocco geometrico puro,
mentre Aymonino fa uso del linguaggio della
sovrapposizione e della complessità compositiva
di oggetti aggregati, Rossi “fa tacere la forma”. Il
progetto Di Aldo Rossi si limita infatti a tracciare
un edificio in linea come segno assoluto, in cui
il riferimento è alla tipologia della residenza
popolare lombarda: “il percorso del ballatoio ha
il valore di una strada. L’organizzazione interna
si adatta all’edificio”.
“Il tipo della cellula abitativa non determina
più la configurazione volumetrica dell’edificio.
Questo è il fenomeno innovativo. Non più
case lamellari, o a torre, o a schiera; non
più modelli indifferenziati. Oggi, rispetto
all’unità residenziale di Le Corbusier, possiamo
fare un passo avanti, elaborando soluzioni
specifiche ai luoghi di applicazione, possiamo
radicare l’oggetto architettonico nel contesto
preesistente e dove manca, come nel
comprensorio del Gallaratese, strumentarlo in
chiave di una alternativa morfologica”. (Carlo
Aymonino, in Costatino Dardi, Abitazioni nel
quartiere Gallaratese a Milano, in “L’architettura
– cronache e storia”)
66. Complesso Monte Amiata
67. Complesso Monte Amiata, edifico di C. Aymonino
68. Quartiere Monte Amiata al Gallaratese, edifico di
Carlo Aymonino
69.Complesso Monte Amiata, edificio di Aldo Rossi
70. Quartiere Monte Amiata al Gallaratese, edificio di
Aldo Rossi
70
GALLARATESE
COMPLESSO MONTE AMIATA, GALLARATESE
21
abitare
71
72
L
’ intervento, realizzato nel periodo 2006
- 2009, interessa un lotto atipico lungo e
stretto di 36.000 mq alle porte di Milano,
con andamento prevalente est- ovest ,ubicato
sul lato sud del quartiere Gallaratese, delimitato
da una viabilità a traffico intenso. Vincitore del
bando comunale “Abitare a Milano” prevede la
riqualificazione di un’ area critica, destinandola
al social housing. Al suo interno, vengono fuse
architettura , urbanistica e visione paesaggistica
del territorio nell’ unico intento di costruire una
comunità sociale rivolgendosi a coloro che non
sono in grado di acquistare su libero mercato. Per
gli autori, fondatori nel 2004 dello Studio “MAB
Arquitectura” dal quale il progetto ha preso il
nome, “il concetto di abitare non si estingue
nella superficie minima dell’ appartamento, ma
si estende agli spazi comunitari (sale riunioni,
lavanderie, depositi comuni) agli spazi aperti,
alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali.”
La vasta area urbana delimitata a nord-est
da via Gallarate, a sud-ovest da via Cilea e le
cui estremità possono essere individuate nel
quartiere QT8 e nel parcheggio di interscambio
della MM di Molino Dorino rappresenta un
complesso sistema insediativo formato in
gran parte dai quartieri di Edilizia Residenziale
Pubblica Gallaratese G1, G2 e S. Leonardo, a
cui si sono aggiunti altri interventi di iniziativa
privata fra i quali il più celebre è il Monte
Amiata di Rossi e Aymonino. L’intervento di
social housing realizzato dai MAB Arquitectura,
vincitori del concorso Abitare Milano, si
inserisce in questo sistema complesso. L’area di
progetto è una striscia stretta e lunga in fregio
a via Gallarate e schiacciata verso il quartiere
S. Leonardo. I MAB risolvono il progetto
insediativo con blocchi di differente altezze
assemblati in modo da costituire tipologie
ibride. I blocchi sono aggregati in quattro edifici
il cui asse longitudinale è perpendicolare alla
giacitura leggermente arcuata di via Appennini
conservando in questo modo le visuali libere
proprie del quartiere Gallaratese. Gli edifici sono
relativamente bassi (quattro piani) nella parte in
linea mentre quella più alta arriva a nove piani
configurando delle torri che fronteggiano le
cortine edificate del S. Leonardo. Se lo scenario
offerto dai valori figurativi del Gallaratese non
è entusiasmante i MAB riscattano ampiamente
questa situazione dedicando una particolare
cura alla progettazione dello spazio aperto e
ai servizi. L’intero insediamento è innervato da
un percorso pedonale che passa sotto tutti gli
edifici, forse rievocando metaforicamente la
“strada vitale” e il mancato progetto della Spina
Centrale, e connette le residenze con lo spazio
pubblico, arricchito da servizi e negozi situati al
piano terra degli edifici residenziali e attrezzato
con elementi di arredo urbano di buona qualità
formale.
La tipologia dominante è l’edificio in linea che
articolandosi in sezione genera un edificio
costituito da una barra la cui testata si eleva
a torre. Le varie tipologie, principalmente
bilocali e trilocali, sono organizzate con pannelli
scorrevoli che separano gli ambienti. Gli spazi di
distribuzione sono ridotti al minimo. La maggior
parte degli alloggi dispone di spazi “filtro”,
come logge e balconi coperti che facilitano un
adattamento flessibile alle varie esigenze.
Gli appartamenti sono disegnati con una
particolare attenzione all’esposizione solare e
alla ventilazione incrociata est-ovest, e godono
tutti di zone filtro verso l’esterno in un alternarsi
di terrazze schermate e logge scavate nel
volume dell’edificio.
L’impianto generale del progetto pone l’accento
sull’importanza attribuita all’ aspetto sociale e ai
modi di aggregazione che la proposta induce.
Oggi si tende ad esaltare l’entità quartiere
come elemento di scala intermedia tra la città
e il nucleo abitativo. In questo senso la ricerca
di un equilibrio tra gli usi privati della città – la
residenza – e quelli pubblici – servizi al quartiere
e commerci - potrebbe essere la chiave di
lettura di un quartiere contemporaneo.
71. Progetto residenze - servizi, Studio MAB
(via Gallarate)
72. Lotto interessato dal progetto di Studio MAB
73. Prospetto di uno degli edifici con riferimento
all’isolamento acustico ricercato nella progettazione
del terrapieno, tra il complesso di edifici e la viabilità
che lo circonda
74. Progetto residenze - servizi, Studio MAB
75. Progetto residenze - servizi, Studio MAB
(via Appennini)
73
74
75
GALLARATESE
RESIDENZE SOCIALI, MAB arquitectura, GALLARATESE
22
infografica
N° Abitanti: 32˙975
Ipotizzando n° 4 abitanti per abitazione circa
Densità abitativa: 8˙464 ab/km2
M2 mobilità stradale 791˙668
N° Totale appartamenti: 8˙243
GALLARATESE, MILANO
Il progetto del quartiere, dal momento della
progettazione ad oggi, ha subito una serie
di trasformazioni, non solo morfologiche ma
anche semantiche, di senso e contenuto.
Se l’idea iniziale di Piero Bottoni era di realizzare
una spina centrale, “vitale”, distesa attraverso
tutto il quartiere (quella che avrebbe dovuto
essere la Spina centrale) e rappresentante il
cardine dell’intera organizzazione delle funzioni
e dello spazio, distaccandosi dalla consueta
impostazione dei grandi quartieri di edilizia
sovvenzionata (case popolari uniformate a
un livello basso e medio-basso) e ricollegando
lo sviluppo pianificato di tali quartieri, spesso
mancanti di servizi adeguati e di centri di vita,
a una edilizia di iniziativa privata orientata ad
una realizzazione almeno contemporanea a
quella dell’edilizia sovvenzionata, in funzione,
appunto, della costituzione delle parti «vitali»
del quartiere-città, oggi quest’idea permane
nel tessuto urbano, ma è necessario fare una
distinzione tra:
_ disegno urbano;
_ funzione (contenuto);
La Spina Centrale si mantiene nel disegno
urbano attuale ed è proprio l’elemento che
organizza il polmone residenziale del quartiere,
ma ha una diversa funzione, un diverso
contenuto da quello affidatogli originariamente;
infatti nella Spina sono concentrati alcuni dei
servizi necessari ad alimentare un quartiere-città
delle dimensioni del Gallaratese, ma non tutti,
molti abitanti sono quindi costretti a spostarsi
per usufruire di alcuni servizi.
Inoltre i servizi che oggi costituiscono la Spina,
sono per lo più piccole attività commerciali di
vicinato, ad eccezione del Centro Commerciale
Bonola, nel cuore del quartiere.
Se dal punto di vista dei servizi abbiamo
assistito a questo cambiamento, dal punto di
vista della progettazione residenziale possiamo
distinguere almeno tre diverse tipologie edilizie
corrispondenti a tre diverse fasi:
_ gli edifici in linea (generalmente tre corpi
organizzati intorno ad una corte aperta, con
all’interno un servizio, quale ad esempio
la scuola) e a torre del progetto iniziale
dell’ICRAMP;
_ il complesso residenziale Monte Amiata di
Aldo Rossi e Carlo Aymonino, completamente
differente dal punto di vista tipologico rispetto
agli edifici del progetto originario, si tratta
infatti di una zona prettamente residenziale,
caratterizzata dall’assenza di servizi. All’interno
del complesso è visibile la ricerca dell’idea di
piazza e di ballatoio per la distribuzione degli
edifici;
_ il progetto dello studio MAB Architettura, dove
si ricerca un’integrazione tra residenza e servizi,
garantendo un isolamento acustico attraverso il
tamponamento con un terrapieno, nel quale fra
l’altro sono dislocati alcuni dei servizi;
Da questa breve analisi emerge come il progetto
iniziale si sia trasformato di pari passi con l’uso
della città e in particolare con l’uso del quartiere
stesso, non solo per quanto riguarda la parte
dei servizi, ma anche per quanto riguarda il
polmone residenziale, come testimoniano le
differenti tipologie edilizie che nel tempo si
sono susseguite, rispondendo ad esigenze di
quartiere differenti.
Ciò che è invece rimasto invariato, è la divisione
tra il traffico veicolare delle arterie esterne,
che circondano il quartiere, e il traffico ciclopedonale delle arterie interne, che garantisce la
distribuzione dei flussi.
Ultimamente sono in fase di sviluppo molti
progetti legati alla riqualificazione del quartiere,
sopratutto per la riprogettazione delle aree
verdi, ma anche progetti legati all’Expò del 2015
e alla realizzazione di una via d’acqua passante
per Milano, riprendendo il concetto dei navigli.
Destinazione d’uso degli edifici
Destinazione d’uso del verde
Altro 3,5%
Verde Privato 35%
Servizi Pubblici 8,1%
Verde Pubblico 65%
Commercio 7,2%
Uffici 1,3%
Residenze 79,9%
GALLARATESE
Q
ui di seguito sono riportati alcuni valori
riguardanti il Gallaratese, come ad
esempio la sua superficie territoriale (St)
e fondiaria (Sf), in modo da dare un’idea del
suo dimensionamento, consentendo un’analisi
non solo dal punto di vista qualitativo, come
precedentemente fatto, ma anche dal punto di
vista quantitativo.
Superficie Territoriale 3˙200˙000 m2
Superficie Fondiaria 1˙841˙782 m2
Superficie Coperta 417˙506 m2
Rc: 0,23
Dotazione Servizi 915˙026 m2
Verde Pubblico 705˙380 m2
Superficie Lorda di Pavimento MAB 16˙060 m2
Verde Privato 370˙420 m2
23
riferimenti
SITOGRAFIA
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Intervento residenziale nella zona Gallaratese
2 del piano Edilizia economica e popolare del
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2012
GALLARATESE
BIBLIOGRAFIA
PGT, Piano dei Servizi, Allegato 3, Schede NIL,
comune di Milano, ottobre 2012
24
FARUM MIDTPUNKT
inquadramento
0
01
1000m
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
P
rogettato da Jørn Ole Sørensen, Viggo
Møller-Jensen e Tycho Arnfred, il quartiere
di Midtpunkt si trova nel comune di Farum,
una zona suburbana, situata in posizione
strategica, appena a nord di Copenhagen
precisamente a 22 km circa, ed è uno degli esempi
più rappresentativi della ricerca costruttiva
e tipologica degli anni ’70 in Danimarca. Si
tratta di un prefabbricazione sprimentale e
può essere vista come un tentativo idealistico
di creare buone condizioni di vita per tutti
indipendentemente dal reddito. Il complesso
residenziale segue il principio denso e basso; dal
punto di vista tipologico infatti l’obbiettivo era
quello di far coesistere un’alta concentrazione di
alloggi con una elevata qualità abitativa e di vita
sociale nel quartiere. Rileggendo criticamente
alcune esperienze del movimento moderno, i
progettisti scelgono le strade dell’alloggio con
terrazzo-giardino aggregato ad un organismo
complesso; le qualità della casa unifamiliare con
giardino si integrano con la capacità dell’edificio
di grandi dimensioni di divenire elemento
urbano, che concentra una vita di relazione e
si pone sul piano formale come elemento di
qualificazione della città.
Concepito dalla Società per le abitazioni del
Comune di Farum e finanziato dal KAB (la
più importante cooperativa d’abitazione di
Copenaghen), Farum Midtpunkt ha presto
destato l’interesse degli abitanti, che ne hanno
assunto la gestione delle attività collettive:
ciascun blocco si è dotato di un consiglio di
inquilini ed esiste poi un consiglio dell’intero
quartiere. Si è costituita una società per la
gestione dei servizi comuni (autobus, scuole,
sport, informazioni ed attività culturali), e questo
può essere considerato un segno del buon
risultato a livello sociale a cui sono pervenuti i
progettisti.
Presentato al pubblico nel 1972 corredato
da una gamma di possibili utilizzazioni degli
spazi pubblici, il progetto ha suscitato un
grande interesse negli utenti che, a distanza
di anni, si può dire che il Farum è divenuta
una comunità che si identifica in un quartiere,
J.O. Sorensen e Associati
1972-1975
407˙373 m2
avendo realizzato una propria identità sociale
a cui corrispondono una forte unità spaziale.
Si ravvisa, altresì, un limite di questa esperienza
nell’evidente distacco fisico del quartiere dal
tessuto della città, così come la compresenza
forzata (che induce qui buoni risultati) rischia di
tradursi in isolamento rispetto al contesto sociale
più vasto, nonostante gli sforzi degli animatori
per aprire asili nido agli utenti di altri quartieri, e
per organizzare incontri con altri gruppi.
Il Farum Midtpunkt intende, quindi, proporsi
come un’esperienza sociale ed urbanistica
esemplare e trasferibile anche in altri contesti.
Il progetto è organico ed è facilmente
distinguibile sul territorio, non solo dal punto
di vista edilizio, ma anche dal punto di vista
urbanistico; Farum Midtpunkt ospita un totale
di 1˙600 case, suddivise in 24 blocchi residenziali
con alloggi a terrazza su tre piani, più il piano
terra a garage, il quartiere è collegato ai
principali centri limitrofi attraverso una rete di
infrastrutture ben sviluppata, ed è dotato di una
vasta gamma di strutture comunitarie, una serie
di servizi interni, come attrezzature pubbliche di
interesse collettivo e spazi aperti, quali piazze e
verde attrezzato.
1. Inquadramento scala 1:50˙000
2. Inquadramento scala 1:10˙000
3. Masterplan di Farum Midtpunkt
4. Schizzo che mostra il rapporto tra Farum e
Copenaghen attraverso le principali reti infrastrutturali
0
02
1000m
03
04
FARUM MIDTPUNKT
Progettista:
Anno di realizzazione:
Superficie territoriale:
26
memoria
05
06
07
08
09
10
11
F
arum Midtpunkt è un esempio caratteristico
di ex insediamento villaggio, che tra il 1960
e il 1970 si è rapidamente sviluppato in un
nuovo quartiere.
Proprio in questo periodo infatti, la popolazione
di Farum raddoppiò fino a raggiungere circa
i 10.000 abitanti. Questo sviluppo è stato
dettato dall’espansione di Copenhagen che
ha reso il piccolo comune di Farum, un luogo
adatto a vivere, nonostante gran parte delle
attività lavorative si svolgesse in città, grazie
alla relativa vicinanza, circa 22 km. In quegli
anni infatti la zona industriale a nord della città
venne ampliata e per far fronte alla crescente
domanda di residenze e servizi per coloro che vi
lavoravano, vennero costruite case e istituzioni
in larga misura.
Con questa espansione la necessità di
edilizia sociale aumentò, favorendo quindi la
costruzione di Farum Midtpunkt, avviata nel
1972. I blocchi residenziali distintivi di Farum
Midtpunkt (colloquialmente spesso definito
come “Rust Borg“, a causa del rivestimento
esterno degli edifici con lastre di ferro Cor-ten,
ormai arrugginito) sono stati stato costruiti in tre
fasi. Birkhøjterrasserne è stato completato nel
1973 e i restanti blocchi del Midtpunktet sono
stati completati nel 1975, dando un incremento
di 1.200 famiglie e 5.000 persone, un numero di
abitanti pari a circa il 15-20% della popolazione
del comune.
Farum Midtpunkt è stato concepito come un
complesso di edilizia pubblica residenziale per
far fronte ad una forte espansione industriale
che ha dettato nuove esigenze insediative nei
dintorni di Copenaghen; le tipologie edilizie,
l’offerta di servizi all’interno del quartiere e le
scelte tecnologiche quindi rispondevano alle
esigenze dell’epoca in cui è stato costruito
il complesso; per questo a partire dal 2011
è stato implementato un progetto pilota di
ristrutturazione delle abitazioni e delle aree
comuni, commissionato dal KAB e ideato da
Mangor&Nagel, che interessa l’intera area.
Farum Midtpunkt rappresenta una parte
importante del patrimonio culturale comune,
quindi il punto di partenza del progetto è stato
quello di proteggere l’ architettura esistente.
L’intervento comprende la riqualificazione
e decontaminazione dal PCB, una tossina
pericolosa precedentemente utilizzata in edilizia
fino agli anni ‘70, fusioni di appartamenti e
ammodernamento di aree pubbliche per i
blocchi Birkhøjterrasserne 41-46. Con il passare
del tempo infatti si è reso necessario sostituire le
superfici usurate con nuove alternative durevoli,
nonché migliorare le condizioni di scarsa
illuminazione esistenti, con molteplici sorgenti
luminose a LED, più sostenibili, riducendo il
consumo energetico. Infine lo scopo delle
fusioni degli appartamenti è stato di creare
tipologie per famiglie, con un più tipica forma
contemporanea, migliorando la qualità della vita
dei residenti.
Nel 2012 è iniziata la ristrutturazione e il primo
blocco, il 46, è stato riqualificato con splendidi
appartamenti residenziali e terminato ad Agosto
2013. La ristrutturazione dei restanti 5 blocchi
in Birkhøjterrasserne è iniziata e durerà fino alla
fine del 2015.
5. Masterplan storico
6. Vista aerea del quartiere ieri
7. Vista aerea quartiere oggi
8. Farum Midtpunkt in fase di costruzione
9. Vista di una delle strade interne al quartiere
10. Il quartiere a cantiere ultimato
11. Caratteristiche residenze a terrazze di Farum Midtpunkt
FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
27
accessibilità
12
I
l quartiere di Farum Midtpunkt è situato in
una posizione centrale all’interno del comune
di Farum, appena a nord di Copenhagen ed è
ben collegato alle aree limitrofe attraverso una
discreta rete di infrastrutture, quali autostrade,
treni pendolari, linee di autobus e piste ciclabili,
a metà strada tra il lago, la foresta e il centro
dello shopping.
Vi è un facile accesso da e per il comune di
Farum tramite il treno S-Tog. Farum st si trova
a circa 7 minuti dal centro di Farum Midtpunkt
ed è il capolinea di due linee dell’S-Tog, la linea
H e la linea A, dove i treni circolano con una
frequenza di circa 10 minuti. Si tratta di una
rete di ferrovie suburbane che servono la città
di Copenaghen e la sua area metropolitana
e che consistono in sette linee integrate con
vari stazioni di interscambio con le due linee
della nuova metropolitana di Copenhagen, ad
esercizio interamente automatizzato, ovvero
senza conduttori a bordo dei convogli. Le
caratteristiche di trasporto di questo tipo di
sistemi si differenziano dalle metropolitane
classiche per l’utilizzo dell’infrastruttura
ferroviaria tradizionale e per l’ampio bacino
d’utenza servito, corrispondente all’area
metropolitana. La distanza fra le stazioni è un po’
maggiore che nelle metropolitane sotterranee,
a cui corrisponde quindi una maggiore velocità
di trasporto, più efficiente in spostamenti di
medio raggio all’interno della stessa area vasta.
La capillarità è fornita da altri mezzi di trasporto
integrati, come appunto le metropolitane stesse,
eventuali reti tramviarie e quelle di bus. Analoga
o maggiore l’accessibilità delle stazioni, molte
in superficie o rialzate, oppure in sotterranea,
e delle banchine, a livello dei pianali dei vagoni
(senza scalini). Gli S-tog svolgono anche un
ruolo di trasporto intermodale per il tipo di
mobilità prevalente a Copenaghen e nei centri
limitrofi: la bicicletta. La capitale danese ha una
altissima quota di ciclabilità, favorita anche dal
trasporto biciclette sugli S-tog (ed altri mezzi
pubblici). La stessa ridotta quota di mobilità
in auto, in terza posizione nella ripartizione
modale, dopo bicicletta e trasporto pubblico è
da attribuirsi anche alla marcata intermodalità,
che mira a rendere più competitivo il trasporto
pubblico soprattutto su ferro. Il trasporto bici
avviene a tutte le ore, su tutti i servizi S-tog,
che hanno porte di accesso e pittogramma bici
in testa e in coda, e, come per tutti i rotabili
moderni di medesima tipologia, scompartimenti
multifunzionali (cioè per biciclette, sedie a
rotelle e passeggini per bambini) con sedili
ribaltabili, senza nessun ancoraggio che ne limiti
l’utilizzabilità quando il compartimento non è
occupato dai suddetti mezzi. Alle pensiline degli
S-tog pittogrammi bici sulla pavimentazione
indicano i due punti di accesso ai convogli, in
testa e in coda. Alle pensiline si accede tramite
rampe di scale attrezzate con “canaline” per
far salire a mano le biciclette (o in ascensori).
Le stazioni sono dotate di strutture per
l’intermodalità “passiva” bici+treno: parcheggi
anche con rastrelliere coperte o aree custodite.
L’ S-tog è la spina dorsale dell’intermodalità
bici+treno, per caratteristiche, accessibilità,
raggio e capillarità.
Non stupisce quindi la diffusa presenza di
itinerari, piste ciclabili e strade adatte al
flusso ciclabile che circondano il quartiere e si
spingono al di fuori di esso, fino a raggiungere i
grandi centri come Copenaghen, anche grazie a
questa intermobilità e compatibilità tra il mezzo
di trasporto “bici” e i trasporti pubblici.
Allo stesso modo la stradale è ben sviluppata
e attraversa il comune. In particolare la
principale arteria del traffico è rappresentata
dall’autostrada Hillerødmotorvejen 16 che
si estende per una lunghezza di 19 km e
che rappresenta il principale e più veloce
collegamento stradale a Copenaghen, seguita
da Frederiksborgvej, un’altra arteria a nordovest di Copenaghen e passante per Farum
Midtpunkt.
I tempi di percorrenza in macchina da Farum ai
centri vicini sono i seguenti:
0
1000m
13
FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
Farum station, capolinea ferrovie S-Tog
Fermate mezzi di superficie: autobus
Linea A S-Tog
Linea B S-Tog
Autostrade
Piste ciclabili
_ Frederiksberg circa 21 minuti;
_ Hillerod circa 15 minuti;
_ Roskilde circa 32 minuti;
_ Copenaghen circa 23 minuti;
l progetto del quartiere è organico ed è
facilmente distinguibile sul territorio, non solo
dal punto di vista edilizio, ma anche dal punto
di vista urbanistico, in quanto l’orientamento
dei blocchi residenziali è lungo l’asse Nord-Sud
e i due sistemi di percorso prevalenti riprendono
questo andamento, essendo ortogonali tra loro,
12. S-tog, attrezzato anche per il trasporto di bici
13. Schema delle reti infrastrutturali scala 1:10˙000
14. Farum St, capolinea di due delle linee dell’S-Tog
14
28
accessibilità
15
16
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
Livello 0
in modo da rimarcare ulteriormente la giacitura
di Farum: in senso trasversale troviamoe strade
di penetrazione veicolare, mentre in senso
longitudinale, ed a un livello superiore, i percorsi
pedonali e ciclabili.
I percorsi longitudinali ciclo-pedonali del
quartiere si articolano su tre differenti livelli che
si trovano rispettivamente a differenti quote:
Livello 1
Su questa complessa maglia di percorsi,
si organizzano i tre lunghi edifici ad Ovest
che contengono prevalentemente servizi ed
attrezzature pubbliche di interesse collettivo,
mentre le residenze occupano gran parte
dell’intervento e sono disposte parallelamente ad
essi; gli spazi aperti invece separano il quartiere
dalle arterie di traffico limitrofe poste sul lato Est
e sul lato Ovest: campi da gioco, piazze e verde
attrezzato, rompono la continuità della cortina
edilizia delle residenze, intercettando le strade
di penetrazione e fungendo da “cuscinetti” tra il
quartiere e le zone urbane circostanti.
La netta divisione dei flussi e la creazione di queste
Livello 2
FARUM MIDTPUNKT
_ livello 0: il piano terra, adibito alla circolazione
del traffico pesante e a parcheggio, oltre che a
zona di gestione dei rifiuti e parco per le attività;
a questo livello si trovano infatti tutte le aree
verdi del quartiere, i campi da basket, da calcio
e i giardini pubblici;
_ livello 1: adibito alla circolazione di pedoni
e biciclette lungo le passerelle e nettamente
separato dal livello 0 senza alcuna possibilità
di comunicazione; da questo livello è possibile
accedere all’interno dei blocchi residenziali
tramite rampe (per il flusso ciclabile) o scale
(per il flusso pedonale) e percorrerli per tutta
la loro lunghezza, procedendo attraverso delle
stecche di spazi serventi che mettono quindi in
collegamento tra loro questi blocchi non solo
longitudinalmente, ma anche trasversalmente.
Questa duplice accessibilità bici-pedone anche
all’interno degli edifici riflette una tendenza
tipicamente nordica, riscontrabile anche nella
presenza capillare di piste ciclabili, nell’adottare
il mezzo di trasporto “bici” non solo per
brevi spostamenti ma anche su medio raggio,
consentendo all’utente di attraversare l’intero
quartiere in sella alla propria bici;
_ livello 2: sopraelevato rispetto al livello 1 e ivi
collegato, adibito anch’esso alla circolazione di
pedoni e biciclette;
zone cuscinetto, contribuisce a far percepire i
blocchi residenziali come isole protette all’interno
del quartiere senza la necessità di ricorrere ad
espedienti quali delimitazioni urbane.
La strada interna è concepita come spazio
pubblico per l’incontro e la sosta; gli spazi gioco
bimbi e i locali per gli hobby degli adulti, che
affacciano su piccole piazze circolari, spezzano
l’allineamento della strada interna.
17
Farum Midtpunkt è un caso interessante
soprattutto per la gestione e la suddivisione dei
flussi interni in direzioni e a quote differenti, e
anche per la connessione capillare con i più
grandi centri circostanti.
15. Livello 0: traffico veicolare e area parcheggio
16. Livello 1: traffico ciclo-pedonale tra i blocchi
17. Livello 2: traffico ciclo-pedonale lungo la passerella
di collegamento delle tre stecche, adibite a servizi
18. Schema di funzionamento dei tre livelli
0
300m
18
29
accessibilità
500m
19
0
500m
21
0
500m
23
20
FARUM MIDTPUNKT
0
22
19. Livello 0: traffico veicolare e area parcheggio scala 1:10˙000
20. Passerella di collegamento tra i blocchi residenziali
21. Livello 1: traffico ciclo-pedonale scala 1:10˙000
22. Vista del passaggio interno tra i blocchi al livello 1
23. Livello 2: traffico ciclo-pedonale scala 1:10˙000
24. Passaggio interno ai blocchi residenziali
24
30
3.75m
1
Terrapieno
5m
10m
25. Sezione stradale in scala 1:200 del viale
Frederiksborgvej e relativa keymap che mostra il punto
in cui è stata effettuata la sezione
1.75
15m
25
FARUM MIDTPUNKT
Pista ciclo-pedonale
3.75m
Corsa della via Frederiksborgvej
3.75m
Spartitraffico
2m
Corsa della via Frederiksborgvej
Corsia preferenziale per autobus
2.5m
Marciapiede
2.75m
Spartitraffico
2.75m
Corsia
5m
Corsia
Aiuola
0
31
accessibilità
accessibilità
25m
2 3m
FARUM MIDTPUNKT
Pista ciclo-pedonale
40m
Aiuola di verde pubblico
2
Pista ciclo-pedonale
26m
Piazza interna di verde pubblico
100m
Verde privato ad uso pubblico
7m
Corsia della via Birkhøjterrasserne
7m
Corsia della via Birkhøjterrasserne
7.4m
Terrapieno
Pista ciclo-pedonale
5.5m
Pista ciclo-pedonale e terrazzino di sosta
0
26
26. Sezione stradale fuoriscala che va dalla via interna
Birkhøjterrasserne fino a una delle piazze centrali del
verde pubblico e mostra l’articolazione dei livelli del
quartiere, ovvero la divisione tra il traffico veicolare e
quello ciclo-pedonale.
Sotto è riportata la keymap che mostra dove è stata
effettuata la sezione
32
spazio pubblico
27
F
arum Midtpunkt è una zona suburbana
con le proprie istituzioni pubbliche, un
centro urbano con imprese e con la propria
stazione ferroviaria; è un esempio caratteristico
di un ex insediamento a villaggio, che negli anni
1960 e 1970 si sviluppò rapidamente in nuovo
quartiere.
Farum è caratterizzato da una marcata
separazione dei compiti in base agli spazi: il
centro dispone di fini pubblici, residenziali e
commerciali, il tutto precisamente collegato
da una rete di collegamenti veicolari e ciclopedonali.
Tra le caratteristiche più salienti della zona è
Piazza Farum , un centro commerciale con circa
50 negozi, in programma di essere ampliato .
Gli spazi pubblici all’interno del quartiere
di Farum Midtpunkt si dispongono quasi
completamente lungo la schiera di edifici che
affiancano la strada ad alto scorrimento, quasi
a costituire una membrana filtrante al quartiere:
da lì infatti si accede attraversando il primo
complesso di edifici, alla vera e propria zona
residenziale.
Il quartiere costituisce una cittadella a sé stante,
con all’interno tutti i servizi primari, disposti al
piano terra: ad esempio le scuole, da quella
dell’infanzia (viola), alla primaria (arancione).
Sono inoltre presenti ambulatori medici (blu),
Lægehuset Farum Midtpunkt, oltre a diversi
spazi comunali amministrativi e di gestione
del quartiere (marrone), e aree di piccolo
commercio, come un market, un mercato del
riuso e diversi circoli ricreativi per giovani e
anziani.
Vanno inoltre considerati come spazi pubblici
tutte quelle aree di collegamento e connessione
che si trovano tra gli edifici, tra le passerelle
pedonali, tra le aree verdi, in quanto luoghi
accessibili a tutti e di tutti: i corridoi che
collegano le singole unità abitative, le zone di
accesso agli ascensori, ma anche i parcheggi al
di sotto delle abitazioni, sono tutti spazi della
comunità. L’utilizzo degli ascensori però è
consentito solo ai residenti, grazie ad un sistema
di chiavi d’accesso; questo anche per motivi di
sicurezza.
Solitamente l’emblema dello spazio pubblico
è concretizzato dalla piazza, ma Farum non
ha un vero foro, centro e fulcro dell’ area di
quartiere; sono comunque riconoscibili tre aree
circolari a livello 0, e una sorta di piazza a livello
1, raggiungibile da una imponente scalinata, il
tutto distribuito uniformemente tra i lotti.
Sempre all’interno del lotto residenziale,
troviamo al suo confine Regnbuen, un centro
sociale, giovanile (azzurro) che offre alla
comunità molteplici attività e spazi. Seminari,
workshop, una sala pc, spazi d’incontro e svago
all’interno, ma anche campi da gioco esterni,
un’area pic nic, un palco per concerti, una pista
da skater, e un maneggio con annessa piccola
fattoria: il tutto rivolto ad abitanti del quartiere
e non.
In Farum, la tipologia di spazi commerciali è
eterogenea: spazi che vanno dal piccolo negozio
ai grandi centri in Piazza Farum: Farum Center
è collegato direttamente al quartiere di Farum
Mindtpunkt tramite tunnel ciclo-pedonale.
Questa tipologia di collegamento inoltre, unisce
il quartiere alle aree confinanti, consentendo
l’accesso anche laddove vi è una strada ad alto
scorrimento veicolare: è il caso della passerella
sopraelevata a est, che congiunge le aree verdi
di due quartieri adiacenti, separate fisicamente
da un autostrada.
Nel complesso il comune di Farum ha in
totale 4 scuole: queste sono Solvang School,
Stavnsholtskolen, Lyngholm School (aperta dalla
fusione di Bybæk e Stenvadskolen) e Furesø 10,
scuola elementare.
Per i bambini e gli adolescenti, il Comune ha 3
asili nido, 9 scuole d’infanzia, 10 centri ricreativi,
e 3 circoli ricreativi. Agli anziani è destinata una
casa di cura con residenza assistita, nonché
una serie di residenze. Nel dettaglio in questo
quartiere vi sono 3 asili nido (Kærnehuset, Rusty
Red, Tumlebo) e altri 2 (Nygård 1, Nygård 2)
aventi anche la funzione di scuole d’infanzia. Vi è
poi la scuola primaria comunale di primo grado,
Farum 10. klasse Skole, e la scuola primaria di
primo e secondo grado, Bybækskolen, adiacenti,
ed entrambe vicine alla biblioteca comunale, che
si trova di fronte a loro, lungo via Palthomvej.
Sempre all’interno degli edifici che compongono
il complesso, vi sono Nærbiksen, Spisehuset,
spazi commerciali privati, un dentista privato,
un servizio di odontoiatria per bambini, e una
clinica infermieristica, locazioni commerciali
comunali.
0
28
300m
29
30
FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
33
spazio pubblico
32
27. Passerella ciclo-pedonale al livello 2
28. Schema della dislocazione dei servizi
29. Vista di una delle tre stecche, adibite a servizi
30. Centro commerciale Farum Center
31. Vista aerea delle tre stecche dei servizi
32. Vista di una delle scuole collocate nelle stecche
33. I servizi presenti nei tre blocchi
34. Ingresso ad una delle stecche dei servizi
35. Passerella ciclo-pedonale al livello 2
33
34
35
FARUM MIDTPUNKT
31
34
spazio pubblico
37
36. Vista aerea del plesso scolastico
37. Ingresso alla scuola
38. Ingresso al parcheggio coperto della scuola
39. Campo da basket all’aperto
40. Vista di una delle aule scolastiche
41. Campo da basket interno
38
39
40
41
FARUM MIDTPUNKT
36
35
spazio pubblico
43
42. Vista del centro giovani con annesso il maneggio
43. Pista da skate
44. Campo da basket all’aperto
45. Pista da skate
46. Maneggio
47. Vista dello spazio all’aperto di pertinenza del
centro giovani dove vengono organizzate feste di quartiere
44
45
46
47
FARUM MIDTPUNKT
42
36
spazio pubblico
49
48. Vista aerea del centro commerciale Farum Center
49. Parcheggio di Farum Center
50. Scuola secondaria adiacente al quartiere
51. Ingresso alla biblioteca comunale
50
51
FARUM MIDTPUNKT
48
37
verde
52
08
53
I
l progetto del quartiere di Farum vede la
composizione di edifici residenziali in un
omogeneo tessuto verde.
Come si può notare dalla planimetria generale,
ogni edificio è circondato da spazi verdi più o
meno ampi e di due nature: infatti nel quartiere
possiamo distinguere una tipologia pubblica e
una più privata delle aree verdi.
Il verde pubblico cinge l’intera area, è elemento
di definizione dell’area del quartiere, oltre che
barriera protettiva e sonora rispetto alle vie ad
alto scorrimento veicolare che circondano la
zona.
Questo tipo di verde si distribuisce sempre sul
livello 0, anche tra le residenze, definendo
giardini e piccole aree verdi anche tra le strade
veicolari costruite al di sotto delle abitazioni.
Tutti questi spazi sono collegati da percorsi
ciclo-pedonali, a sottolineare l’importanza che
gli abitanti danno allo spazio verde del proprio
quartiere e a quanto lo vivono.
Un abitante così ci ha scritto
“Tutto, dai giardini di rose, a quelli di alberi da
frutto, assomiglia ad oasi verdi all’interno del
complesso di Farum. Anche se hai vissuto qui
per anni, è ancora piacevolmente sorprendersi di
nuove scoperte in campagna. Che tu sia giovane
o vecchio c’è sempre la possibilità di trovare un
accogliente angolo verde per una pausa; il luogo
è ideale anche per famiglie con bambini visti i
diversi campi da gioco e aree attrezzate.”
L’altra tipologia di verde, come già accennato,
è privata, e si distingue anche per il livello di
distribuzione: infatti non occupa mai spazio a
livello 0, ma tutti i livelli superiori, balconate,
terrazzi, passerelle e le coperture di ogni singola
unità abitativa.
Le case a schiera sono infatti famose per le loro
facciate a gradoni che offrono ad ogni singola
unità abitativa uno spazio esterno privato,
un ampio patio verde. Oltre a questo ogni
abitazione è caratterizzata da un tetto giardino,
che interviene sul quartiere oltre a livello estetico,
anche per quanto riguarda l’ecosostenibilità,
migliorando l’isolamento dell’abitazione e il
risparmio energetico.
In questo argomento va inserita anche la
progettazione illuminotecnica del quartiere:
nell’ultima ristrutturazione, per migliorare le
condizioni di scarsa illuminazione pubblica
esistente è stata scelta un’illuminazione a
LED, anche per ridurre il consumo di energia e
rendere più sostenibile lo spazio pubblico.
La più recente ristrutturazione ha coinvolto
anche i tetti giardino, che necessitano comunque
di una precisa e continua manutenzione.
I tetti verdi ai piani superiori delle case a
schiera sono stati sostituiti pochi anni fa,
prossimamente i tetti verdi inferiori dovranno
essere sostituiti, insieme alle pareti esterne che
si affacciano ad ovest, al fine di migliorare il
clima interno e ridurre i costi di riscaldamento.
La ristrutturazione e l’isolamento inizieranno nel
2014.
Il progetto del quartiere come precedentemente
affermato si sviluppa su diversi livelli, sia per
quanto riguarda l’aspetto più evidente, quello
abitativo, sia per la rete connettiva, con strade,
passerelle e sentieri, sia per quanto riguarda il
verde; dalla planimetria possiamo riconoscere in
base ai retini differenti tre tipologie generali di
verde: un verde privato che appartiene ai tetti
giardino e alle terrazze private, vi è poi un verde
pubblico, che abbiamo distinto in due gruppi, in
base alla sua destinazione d’uso: un verde privato
di uso pubblico, usato come scrematura tra gli
edifici o a definizione delle aree di parcheggiostradali, e una seconda tipologia, pubblica, più
vivibile e sociale rispetto la prima: è il verde delle
zone circolari di ritrovo, dei campetti da gioco,
delle aree adiacenti e di accesso ai servizi, alle
scuole, e di tutta la zona parco che delimita e
racchiude il quartiere di Farum Midtpunkt.
52. Vista del modello 3D che mette in evidenze le
piazze interne verdi di Farum Midtpunkt
53. Verde privato: i tetti-giardino
54. Verde pubblico: le aree giochi interne
55. Verde privato ad uso pubblico: gli spazi interstiziali
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FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
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verde
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verde pubblico
6%
verde privato ad uso pubblico
15%
79%
Rapporto tra le superfici adibite a verde
Verde Pubblico 233˙070 m2
FARUM MIDTPUNKT
verde privato
Verde Privato ad uso pubblico 43˙370 m2
0
300m
Verde Privato 17˙710 m2
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verde
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63
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56. Verde privato: terrazzo con affaccio sul tetto-giardino
57. Verde privato ad uso pubblico: area gioco
58. Verde pubblico: parco che circonda il quartiere
59. Schema della distribuzione del verde
60. Vista di una delle aree pubbliche
61. Spazi di connessione tra i blocchi residenziali
62. Piazza verde circolare interna al quartiere
63. Area verde
64. Vista di una strada interna per il traffico ciclo-pedonale
65. Vista aerea del modello 3D che mostra le piazze verdi
66. Area verde retrostante alla scuola
65
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FARUM MIDTPUNKT
60
66
40
abitare
67
L
a particolarità di Farum Midtpunkt è la
struttura a gradoni dei blocchi residenziali,
la quale permette ampie terrazze verdi e
soleggiate, che aggiungono qualità agli alloggi,
trasformando gli appartamenti in case singole
con giardino privato. L’intenzione originaria era
infatti di creare case che accogliessero la vita
privata di ogni famiglia, pur incoraggiando la
partecipazione alla grande comunità e la vita
attorno ai blocchi residenziali. Nonostante la
distanza ravvicinata degli alloggi, sembra che gli
appartamenti privati​​non abbiano vista diretta
tra loro.
Il complesso presenta contemporaneamente le
caratteristiche della casa a galleria, della casa
con patio e della casa a gradoni, ottenendo
un risultato molto interessante sia sul piano
abitativo che su quello morfologico.
In particolare la casa a galleria appartiene alla
classe tipologica delle residenze plurifamiliari;
essa da luogo sempre a organismi abitativi
pluripiano.
L’organismo
abitativo
risulta
costituito
dall’aggregazione di moduli tipologici per
accostamento laterale lungo la galleria (nè
più nè meno che alloggi a schiera doppia
contrapposta) e per sovrapposizione con il
raddoppio o la triplicazione della galleria.
Gli alloggi possono essere ad un solo livello
o duplex. Nel primo caso le dimensioni non
possono essere rilevanti per le condizioni di
affaccio, limitate ad un solo lato, quello esterno
parallelo alla galleria. Nel secondo caso le
loro dimensioni possono crescere potendo
presentare, al piano superiore o inferiore
rispetto a quello della galleria, due affacci
contrapposti con possibilità di ventilazione
trasversale; in questo caso, disponendo di fatto
di tre punti di affaccio (due su un lato e uno
sull’altro) la dimensione trasversale dell’alloggio
risulta piuttosto limitata, il che favorisce
l’ottimizzazione della galleria come elemento di
distribuzione orizzontale.
Questo tipo edilizio risulta essere un’ottima
soluzione per le alte densità ottenibili e per la
razionale organizzazione degli impianti.
Dal punto di vista morfologico il tipo
edilizio a galleria si presenta generalmente
molto compatto e ciò in relazione con alla
concentrazione abitativa che si sviluppa, con
il massimo sfruttamento delle potenzialità
strutturali, attorno ai percorsi orizzontali interni.
L’organismo abitativo si pone in contatto con il
contesto urbano attraverso il punto di accesso
al nucleo dei collegamenti verticali; a Farum
Midtpunkt infatti la galleria è posta al primo
piano e collegata alla rete stradale in diversi
snodi, in modo da diventarne un’integrazione
all’interno dell’organismo abitativo.
Farum Midtpunkt si compone di 24 blocchi di
abitazione, che occupano la parte centrale del
quartiere, con alloggi a terrazza su tre piani, più
il piano terra a garage.
I tre edifici ad Ovest invece, lungo la
Bregnerodvej, ospitano al piano terra i servizi
(scuola materna, centro sociale, cinema,
lavanderia, club per giovani, ecc..), al piano
superiore alloggi speciali (camere per giovani,
appartamenti per handicappati) e 264 alloggi
per famiglie. Le dimensioni variano dai 55 mq
negli alloggi a una stanza, ai 130 mq (4 stanze,
il tipo prevalente). L’isolamento dai rumori del
percorso pubblico è ottenuto nell’alloggio con
una fascia filtro formata da ripostigli e vestiboli.
68
FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
Per quanto riguarda i restanti blocchi
residenziali lo schema aggregativo prevedeva
originariamente al primo livello, sui due lati della
strada interna, un alloggio tipo A da 129 mq
e il monolocale tipo C da 54 mq; al secondo
livello un altro alloggio tipo A e il primo livello
del duplex tipo B con 4 stanze (130 mq); il
modulo strutturale è di 6.30 mt e il modulo
doppio costituisce l’unità base che si ripete con
poche varianti. Tuttavia i nuovi interventi hanno
modificato l’assetto e le metrature originarie
degli alloggi, dando vita a nuove tipologie
di appartamenti, con una più tipica forma
contemporanea, per far fronte alla sempre
maggiore richiesta di case di medie dimensioni.
Lo schema abitativo diventa dunque più ricco
e articolato rispondendo a quelle che sono le
esigenze dei nuovi nuclei familiari e migliorando
la qualità della vita dei residenti. Lo schema
abitativo prevede:
_ 622 alloggi duplex da 4 stanze (130 mq);
_ 497 alloggi a un livello da 4 stanze (130 mq);
_ 20 alloggi a un livello da 3 stanze (98 mq);
_ 113 alloggi a un livello da 2 stanze (57-83 mq);
_ 343 alloggi a un livello da 1 stanza (54 mq);
_ 53 alloggi per giovani (24-65 mq);
69
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41
abitare
71
72
Ognuno di questi alloggi, indipendentemente
dalla tipologia si affaccia da almeno un lato
su ampi terrazzi verdi. Nonostante questa
prerogativa, le tipologie edilize più richieste sul
mercato, confrontando i numeri sul totale dei
circa 1600 alloggi realizzati, sono l’appartamento
a un piano da 130 mq e il duplex da 130 mq, più
consone alle nuove esigenze familiari.
Nel caso degli appartamenti ad un piano da
130 mq, essi dispongono di tre camere da
letto, un ampio soggiorno con cucina e due
bagni, di cui uno con vasca e doccia. I corridoi
dell’appartamento si prestano ad una miriade
di opzioni di design, come la disposizione della
parete a cabina armadio, home office o sala
giochi per i bambini. Infine tutte le camere
hanno accesso diretto ad una grande terrazza
piastrellata, di 36 mq; qui c’è spazio per
carrozzine, giochi per bambini piccoli, barbecue,
ombrellone, mobili da giardino e altro ancora.
dell’acciacio creano un piacevole contrasto con
la vegetazione selvaggia circostante.
Questo contrasto è ripreso e sottolineato dai tetti
verdi di cui ogni blocco residenziale è fornito;
veri e propri tetti-giardino che contribuiscono ad
aumentare la qualità e la vivibilità degli alloggi.
I tetti verdi dei piani superiori delle case a
schiera sono stati sostituiti a pochi anni fa.
Ora dovranno essere sostituiti i tetti dei piani
inferiori e i pannelli di rivestimento delle pareti
esterne verso ovest, al fine di migliorare il clima
interno e ridurre i costi di riscaldamento. La
ristrutturazione e l’isolamento avranno inizio
verso marzo 2014.
I duplex da 130 mq sono appartamenti molto
luminosi; la pianta mostra il layout originale,
nonostante molti abbiano apportato modifiche
nel corso del tempio, previo permesso del KAB.
Il piano terra dispone di due ampie camere
da letto, con bagno fornito di vasca e doccia,
entrambe con accesso alla terrazza piastrellata.
Al piano superiore, a ovest, il soggiorno con
cucina si apre su un’altra grande terrazza
piastrellata, con ampio spazio per creare un
accogliente salottino all’aperto.
Dall’esterno il complesso residenziale di Farum
Midtpunkt si presenta come una costruzione
prefabbricata, costituita da pareti esterne in
calcestruzzo armato portanti isolate ed elementi
di facciata prefabbricati. Essi si compongono di
un isolante interno in pannelli di legno pressato
di spessore di 12 mm, accoppiato ad un foglio
di alluminio da un isolamento in lana di roccia
di 100 mm e da un rivestimento esterno di 35
mm in lastre di cemento-amianto; lo strato più
esterno è formato da una lamina di corten posta
a distanza di 15 mm dal pannello, a formare
una camera d’aria. L’uso di questo materiale
ha garantito eccellenti caratteristiche di durata
e dona al complesso un intenso colore rosso
ruggine che si associa per contrasto con il verde
dell’ambiente circostante.
La materialità grezza del calcestruzzo armato e
67. Vista del modello 3D che mostra i blocchi residenziali
68. Blocco residenziale con servizi al pian terreno
69. Schizzo dei tetti-giardino
70. Vista delle terrazze con verde privato
71. Vista dall’interno della terrazza
72. Sezione che mostra la dislocazione degli appartamenti
73. Vista della zona giorno
74. Vista del salotto
75. Vista dell’area living
76: Vista della cucina di uno degli appartamenti
73
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75
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FARUM MIDTPUNKT
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
42
abitare
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FARUM MIDTPUNKT
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79
77. Schizzo delle facciate dei blocchi residenziali
78. Particolare del rivestimento esterno
79. Particolare del rivestimento esterno
80. Vista del terrazzo di uno degli appartamenti
80
43
infografica
N° Abitanti: 6˙450
Ipotizzando n° 4 abitanti per abitazione circa
Volume per abitante: 150 m2
N° Totale Appartamenti: 1˙668
_ 622 alloggi duplex da 4 stanze (130 m2);
_ 497 alloggi a un livello da 4 stanze (130 m2);
_ 20 alloggi a un livello da 3 stanze (98 m2);
30˙368 m2 Piste ciclo-pedonali all’interno del quartiere
_ 113 alloggi a un livello da 2 stanze (57-83 m2);
_ 343 alloggi a un livello da 1 stanza (54 m2);
_ 73 alloggi per giovani (24-65 m2);
18˙732 m2 Strade per traffico
veicolare all’interno del quartiere
FARUM MIDTPUNKT, COPENAGHEN
Ciò che stupisce del quartiere è l’attenta e
costante attenzione a distribuire nel disegno
urbano i diversi flussi (veicolare, pedonale, ciclopedonale) su percorsi differenti, lungo tutta la
sue estensione.
Ad una prima analisi sommaria non è possibile
cogliere questa accurata e caratteristica
distinzione, ma guardando più da vicino e
seguendo i percorsi del quartiere si possono
individuare tre livelli di percorrenza:
_ livello 0: il piano terra, adibito alla circolazione
del traffico pesante e a parcheggio; a questo
livello si trovano infatti tutte le aree verdi del
quartiere, i campi da basket, da calcio e i giardini
pubblici;
_ livello 1: adibito alla circolazione di pedoni
e biciclette lungo le passerelle e nettamente
separato dal livello 0 senza alcuna possibilità di
comunicazione.
Da questo livello è possibile accedere all’interno
dei blocchi residenziali tramite rampe (per il
flusso ciclabile) o scale (per il flusso pedonale)
e percorrerli per tutta la loro lunghezza,
procedendo attraverso delle stecche di spazi
serventi che mettono quindi in collegamento tra
loro questi blocchi non solo longitudinalmente,
ma anche trasversalmente;
_ livello 2: sopraelevato rispetto al livello 1 e ivi
collegato, adibito anch’esso alla circolazione di
pedoni e biciclette;
Questi livelli si articolano l’uno sull’altro senza
mai incontrarsi, riuscendo perfettamente a
collegare tutto il quartiere con le arterie esterne
e rispecchiando un’attenzione particolare verso
l’uso della città e in particolare del quartiere.
La pianificazione urbana che è stata fatta per
il quartiere di Farum Midtpunkt è tipica di un
paese che adotta il mezzo di trasporto “bici”,
non solo per brevi spostamenti ma anche su
medio raggio e necessita di garantire un certo
grado di sicurezza per tutti quegli utenti che
quotidianamente usufruiscono dei percorsi ciclopedonali. Una pianificazione completamente
differente da quella intrapresa per un altro
quartiere in un’altra città, in cui ad esempio il
mezzo di trasporto prevalente è l’automobile.
Questa duplice accessibilità bici-pedone infatti,
anche all’interno degli edifici, riflette una
tendenza tipicamente nordica, riscontrabile
anche nella presenza capillare di piste ciclabili,
consentendo all’utente di attraversare l’intero
quartiere in sella alla propria bici.
La morfologia del paesaggio danese,
caratterizzato da vaste aree verdi non costruite,
ha permesso di edificare il quartiere di Farum
Midtpunkt con un indice di utilizzazione
territoriale (Ut) pari a circa 0,33.
Questo indice riflette le potenzialità edificatorie
dell’area e determina la forma della città e nel
particolare del quartiere; a valori così bassi di Ut,
come quello indicato per Farum, corrisponde
un poco volume costruito, non si costruisce in
modo concentrato ovvero le costruzioni non si
sviluppano in altezza, e un elevato consumo di
territorio, si costruisce per estensione con molte
aree verdi.
Le considerazioni fatte in merito all’indice
di utilizzazione territoriale sono rispecchiate
dalla forma che il quartiere assume; i blocchi
residenziali infatti non superano i 3 o 4 piani
di altezza e sono circondati da aree di verde
pubblico, privato e privato ad uso pubblico, che
fanno da cuscinetto tra il quartiere e il resto
della città.
Essendo un quartiere costruito negli anni
‘70 attualmente sono in fase di realizzazione
alcuni progetti di riqualificazione del polmone
residenziale, in modo da adeguare gli
appartamenti alle esigenze dei nuovi nuclei
familiari.
Altri progetti riguardano la sostituzione dei tettigiardino (verde privato).
I tetti verdi dei piani superiori delle case a schiera
sono stati sostituiti a pochi anni fa.
Ora dovranno essere sostituiti i tetti dei piani
inferiori e i pannelli di rivestimento delle pareti
esterne verso ovest, al fine di migliorare il clima
interno e ridurre i costi di riscaldamento.
Questo permetterà di aumentare la qualità di
vita degli spazi e la vivibilità degli alloggi per tutti
gli abitanti.
6%
11%
13%
15%
34%
55%
79%
87%
Destinazione d’uso degli edifici
Destinazione d’uso della Superficie Territoriale
Rapporto tra le superfici adibite a verde
Verde Pubblico
Servizi
Verde Pubblico
Superficie Fondiaria
Residenza
Verde privato
Superficie delle strade
Verde Privato ad uso pubblico
FARUM MIDTPUNKT
Q
ui di seguito sono riportati alcuni valori
riguardanti Farum Midtpunkt, come ad
esempio la sua superficie territoriale (St)
e fondiaria (Sf), in modo da dare un’idea del
suo dimensionamento, consentendo un’analisi
non solo dal punto di vista qualitativo, come
precedentemente fatto, ma anche dal punto di
vista quantitativo.
Verde Pubblico 233˙070 m2
Superficie Territoriale 427˙568 m2
Ut: 0,33
Superficie Fondiaria 145˙026 m2
Uf: 0,9
Dotazione Servizi 22˙263 m2
Verde Privato ad uso pubblico 43˙370 m2
Superficie Coperta 136˙547 m2
Rc: 0,70
Superficie Lorda di Pavimento 144˙205 m2
Verde Privato 17˙710 m2
44
riferimenti
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GB/farum-midtpunkt
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BIBLIOGRAFIA
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Mario Zaffagnini, L’edilizia residenziale, Hoepli,
Milano, 2002
FARUM MIDTPUNKT
SITOGRAFIA
45
Scarica

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