GALLARATESE inquadramento 01 Progettista: Anno di realizzazione: Superficie territoriale: Piero Bottoni 1957-1970 3˙320˙000 m2 Nel 1955 iniziò la revisione del piano regolatore di Milano relativa ad aree specifiche; Piero Bottoni assunse il compito di progettare un piano particolareggiato in accordo con gli uffici tecnici comunali. Il 13 marzo 1956 Bottoni consegnò il progetto urbanistico «redatto in forma di proposta di piano particolareggiato dopo l’approvazione delle varie Commissioni urbanistiche». La pianificazione del quartiere nasce come progetto sperimentale, sulla base della scelta dell’Ottava Triennale di Milano, che si dava come obiettivo la ricerca di soluzioni di edilizia economica alle spalle del quartiere QT8 (Quartiere Triennale 8). Contrariamente ad altri quartieri popolari non ha mai sofferto di sensibili problematiche di degrado sociale, anche grazie all’impegno profuso dalle realtà parrocchiali. Una decina di anni fa gli alloggi furono venduti dallo IACP agli abitanti degli stessi. In seguito a ciò gli stabili del quartiere sono stati completamente rinnovati e la zona ha cambiato volto. Dal 1964 al 1974 il quartiere viene completato dal Gallaratese G2 e S. Leonardo. Il progetto originale viene disatteso soprattutto per quanto riguarda i servizi collettivi e la sistemazione urbanistica, nonché per la distribuzione del verde. Il risultato definitivo è la costruzione di insediamenti che assolvono ad una sola funzione, quella residenziale, costringendo gli abitanti a lunghi trasferimenti per raggiungere le attività produttive, le strutture commerciali. Il collegamento col centro avviene solo nella seconda metà degli anni ‘70 grazie alla linea metropolitana. Con il tempo vennero costruiti anche gli impianti sportivi ed un centro civico, che può sicuramente essere portato a canto della zona. Gli abitanti del quartiere ancora ricordano la vista del Santo Padre, avvenuta nel 1983 e il grande palco che fu innalzato a fianco del centro civico allora ancora in costruzione. Più tardi a ridosso di tale edificio sorse il centro commerciale Bonola che si integra con il centro civico stesso andando a costruire di fatto un unico complesso. Anche gli edifici parrocchiali del quartiere hanno richiesto molti anni per il loro completamento ed in alcuni casi si è giunti solo molto recentemente alla loro costruzione. Per molti anni le funzioni religiose di molte comunità parrocchiali sono state tenute all’interno di piccoli edifici prefabbricati. Iniziarono nel 1967, completati nel 1974, i lavori per il complesso progettato da Carlo Aymonino e Aldo Rossi che è costituito da 5 edifici, di cui 4 progettati da Aymonino e uno da Rossi, realizzato per ospitare 2.500 abitanti. Gli anni a cavallo del 1970 videro la costruzione delle Torri, che caratterizzano ancora oggi lo skyline del quartiere. 02 03 04 IL GALLARATESE IL GALLARATESE, MILANO xx memoria 01 02 03 04 05 06 07 08 09 Mappa teresiana, 1722, indica la presenza di un corso d’acqua che attraversava la corte della cascina Fagnano o Fagnarello, forse il primo insediamento nel territorio che noi oggi riconosciamo come quartiere Gallaratese. Ogni famiglia possedeva alcuni terreni, gli abitanti della cascina erano difatti ortolani. La signora Elide nel libro ‘Io vivo al Galla’ racconta che difianco alla cascina scorreva il fiume Olona, che all’epoca aveva: “delle acque limpide e ricche di pesci, dove i bambini facevano il bagno”. Negli anni ’55-’60 con l’apertura delle raffinerie di pero, l’acqua del fiume è stata fortemente inquinata e per questo si è deciso di interrarne il corso. Proprio negli anni in cui si effettuava l’operazione di interramento del fiume, la funzione di area agricola mutava: non un quartiere residenziale qualsiasi, bensì una delle più grandi aree costruite ex novo in italia, Il progetto prevedeva l’insediamento di 80.000 abitanti in un’area di 275 ha, una città nella città. Le prime case popolari del Gallaratese, costruite con una certa casualità, nonostante la precedente pianificazione di Bottoni, poi la realizzazione dal 1964 al 1974 del Gallaratese G2 e di S. Leonardo, rimandano al clima che Luchino Visconti descrive sapientemente nel film ‘Rocco e i suoi fratelli’ ambientato in una delle coree della Milano degli anni ’60, lo stesso clima trasandato e suggestivo che Giovanni Testori racconta nel romanzo ‘Il Ponte della Ghisolfa’, quando dal finestrino del treno descrive “I derelitti orti della Bovisa”. L’impressione è quella di una cittadella fortificata, che non ha mura o sistemi difensivi, ma, paradossalmente, avendo la sola funzione residenziale riesce ad isolarsi dalla città, facendo si, ancora oggi, che ci siano grandi flussi di persone che sono costrette a lughi trasferimenti epr raggiungere le attività produttive della città, altra, di Milano. IL GALLARATESE IL GALLARATESE, MILANO abitare 14 15 16 Nel P.R.G. del 1953 erano previsti, lungo la via Gallaratese, due zone residenziali destinate a divenire due distinti, anche se vicinissimi, quartieri autosufficienti. Durante la revisione del Piano Regolatore iniziata nel 1955 con la suddivisione in 13 zone della parte esterna della città, l’architetto Bottoni Piero, incaricato della revisione della zona nella quale erano previsti gli insediamenti, redige un piano di massima per un quartiere unitario, approvato nel 1956. Il Piano prevedeva una strada vitale di sviluppo del quartiere e di espansione della città, parallela alla strada di scorrimento veloce e lungo la quale per la prima volta erano destinate ampie zone all’iniziativa privata: queste zone potevano garantire una vasta presenza di servizi pubblici e la possibilità di insediamenti residenziali destinati a vari ceti sociali. Da questa arteria le strade di penetrazione portavano ai singoli agglomerati residenziali. L’idea di strada vitale verrà poi abbandonata, per essere sdoppiata ai confini del quartiere e lasciare spazio nel centro ad un’ampia zona verde. La pianificazione del quartiere nasce come progetto sperimentale, che si dava come obiettivo la ricerca di soluzioni di edilizia economica alle spalle del quartiere QT8. A partire dal 1957 si inizia a costruire il nuovo quartiere Gallaratese G.1. che vede la collaborazione di 70 progettisti coordinati da Gianluigi Reggio. Nonostante la precedente pianificazione, il quartiere cresce con una certa “casualità”. Dal 1964 al 1974 il quartiere viene completato da Gallaratese G2 e S. Leonardo. Il progetto originale viene disatteso soprattutto per quanto riguarda i servizi collettivi e la sistemazione urbanistica, nonché per la distribuzione del verde. Il risultato definitivo è la costruzione di insediamenti che assolvono ad una sola funzione, quella residenziale, costringendo gli abitanti a lunghi trasferimenti per raggiungere le attività produttive e le strutture commerciali. Il quartiere del Gallaratese progettato nel 1956 prospettava una complessità massima di 70˙000 abitanti; agli inizi degli anni ‘70 aveva già raggiunto i 40˙000 abitanti, parte in case costruite dagli enti del Cep medesimo, parte in cooperative situate dentro o fuori del piano della Legge 167, adottata per la zona dal 1964, parte in iniziative private, sui terreni ancora non vincolati, o come le case di via Carlo Marx progettate da Carlo Aymonino e da Aldo Rossi, su quelli della 167, ma con convenzioni risultate poi irregolari. Il motivo che spinse le migliaia di persone ad insediarsi al Gallaratese, oltre al basso prezzo degli alloggi, era la vicinanza agli insediamenti industriali dell’Alfa Romeo, della Siemens, e altre piccole e medie aziende lungo la via Varesina, oltre alla speranza di veder presto realizzata l’attuale linea metropolitana, collegamento con il centro e quindi con i luoghi del lavoro terziario. Gli abitanti rimasti invece isolati per il ritardo nella costruzione della nuova linea diedero vita ad un movimento di protesta che ha segnato l’avvio delle lotte urbane a Milano, e subito dopo ha portato ad una revisione del PRG in vigore. Nel particolare, i criteri e le finalità della Legge 167 sono: inserimento dell’edilizia economica popolare nell’ambito di piani inquadrati e coordinati in uno strumento urbanistico comunale particolareggiato; • possibilità per i Comuni di costituire un patrimonio di aree da urbanizzare e cedere ai soggetti; • assoggettamento di tutte le aree all’esproprio indipendentemente dalla loro destinazione in modo da creare l’indifferenza dei proprietari nei confronti della previsione dei piani; • acquisizione delle aree ad un prezzo che cerchi di eliminare le plusvalenze formatesi in conseguenza della espansione della città e che consenta un’azione calmieratrice sul mercato delle aree edificabili; • possibile integrazione dell’edilizia realizzata dagli Enti pubblici (IACP) con quella privata, in funzione dell’insediamento di quartieri socialmente equilibrati. 17 18 19 GALLARATESE GALLARATESE, MILANO abitare 20 21 COMPLESSO MONTE AMIATA, GALLARATESE Il progetto finale ha per cui accentuato il distacco dall’intorno, cercando di elaborare un piano ben più compatto. Si sviluppa così l’idea di una costruzione, composta da cinque corpi di fabbrica, articolata e compatta allo stesso tempo, con altezze e profondità diverse. Progetta elementi come logge e ballatoi che facilitano l’accesso dai parcheggi a terra agli atri d’ingresso, corridoi interni, percorsi pedonali, sia orizzontali che verticali, coperti e non, e tre piazze che fungono soprattutto da luogo di incontro o di gioco, diverse tra loro, una delle quali diventa teatro all’aperto. Il Gallaratese va ad inserirsi nella poetica del frammentismo perseguita da Aymonino nel corso degli anni sessanta, da cui la presenza di elementi come i riquadri in vetrocemento degli appartamenti duplex ed i volumi cilindrici dei collegamenti verticali che stabiliscono dei punti di riferimento per il controllo dell’immagine d’insieme degli edifici. Aymonino con questo piano rompe la tradizionale concezione dell’edificio privato in quanto non ha progettato dei semplici appartamenti, ma li ha completati con dei servizi di loro pertinenza e con spazi aggiuntivi inseguendo l’idea di una città complessa. Il Gallaratese diventa rapidamente modello di riferimento disciplinare sia sul piano linguistico che figurale per la possibilità di interferire sui processi aggregativi della residenza periferica portandoli ad una riconosci- bilità urbana. Nel complesso vige l’idea di un disordine programmatico, anche l’uso vivace dei colori è un espediente per inserire variazioni in un panorama che si profila uniforme e privo di stimoli. All’”espressionismo” di Carlo Aymonino si contrappone un blocco geometrico puro, mentre Aymonino fa uso del linguaggio della sovrapposizione e della complessità compositiva di oggetti aggregati, Rossi “fa tacere la forma”. Il progetto rossigno si limita infatti a tracciare un edificio in linea come segno assoluto, in cui il riferimento è alla tipologia della residenza popolare lombarda: “il percorso del ballatoio ha il valore di una strada. L’organizzazione interna si adatta all’edificio”. GALLARATESE Il complesso abitativo Monte Amiata, che sorge nel quartiere Gallaratese, dove fu eretto fra il 1967 e il 1972, consiste in un intervento di grande dimensione a cui prendono parte Carlo Aymonino e Aldo Rossi. Il comune di Milano assieme alla società proprietaria del suolo, stabilisce, in sede di convenzione, un indice standard di 2˙400 abitanti con 169˙000 m3 di area edificabile da destinare ad abitazioni. Già dal planivolumetrico predisposto dal comune le prime idee sono indirizzate ad un insieme volumetricamente definito da elementi diversi. Nell’impostazione di lavoro, Aymonino ha ignorato il territorio e i rapporti con l’intorno in quanto area priva di suggerimenti, specialmente dal punto di vista naturale. L’insediamento non può quindi aspirare ad essere una vera e propria città a causa del suo carattere pressoché monofunzionale. 22 23 24 abitare 25 26 RESIDENZE SOCIALI, MAB arquitectura, GALLARATESE La vasta area urbana delimitata a nord-est da via Gallarate, a sud-ovest da via Cilea e le cui estremità possono essere individuate nel quartiere QT8 e nel parcheggio di interscambio della MM di Molino Dorino rappresenta un complesso sistema insediativo formato in gran parte dai quartieri di Edilizia Residenziale Pubblica Gallaratese G1, G2 e S. Leonardo, a cui si sono aggiunti altri interventi di iniziativa privata fra i quali il più celebre è il Monte Amiata di Rossi e Aymonino. L’intervento di social housing realizzato dai MAB Arquitectura, vincitori del concorso Abitare Milano, si inserisce in questo sistema complesso. L’area di progetto è una striscia stretta e lunga in fregio a via Gallarate e schiacciata verso il quartiere S. Leonardo. I MAB risolvono il progetto insediativo con blocchi di differente altezze assemblati in modo da costituire tipologie ibride. I blocchi sono aggregati in quattro edifici il cui asse longitudinale è perpendicolare alla giacitura leggermente arcuata di via Appennini conservando in questo modo le visuali libere proprie del quartiere Gallaratese. Gli edifici sono relativamente bassi (quattro piani) nella parte in linea mentre quella più alta arriva a nove piani configurando delle torri che fronteggiano le cortine edificate del S. Leonardo. Se lo scenario offerto dai valori figurativi del Gallaratese non è entusiasmante i MAB riscattano ampiamente questa situazione dedicando una particolare cura alla progettazione dello spazio aperto e ai servizi. L’intero insediamento è innervato da un percorso pedonale che passa sotto tutti gli edifici, forse rievocando metaforicamente la “strada vitale” e il mancato progetto della Spina Centrale, e connette le residenze con lo spazio pubblico, arricchito da servizi e negozi situati al piano terra degli edifici residenziali e attrezzato con elementi di arredo urbano di buona qualità formale. La tipologia dominante è l’edificio in linea che articolandosi in sezione genera un edificio costituito da una barra la cui testata si eleva a torre. Le varie tipologie, principalmente bilocali e trilocali, sono organizzate con pannelli scorrevoli che separano gli ambienti. Gli spazi di distribuzione sono ridotti al minimo. La maggior parte degli alloggi dispone di spazi “filtro”, come logge e balconi coperti che facilitano un adattamento flessibile alle varie esigenze. Le diverse tipologie di appartamenti, sono caratterizzate da una distribuzione flessibile; si riducono al minimo gli spazi distributivi, le cucine si integrano nelle zone giorno o si separano dai soggiorni con pannelli scorrevoli. Gli appartamenti sono disegnati con una particolare attenzione all’esposizione solare e alla ventilazione incrociata est-ovest, e godono tutti di zone filtro verso l’esterno in un alternarsi di terrazze schermate con gelosie d’alluminio e logge scavate nel volume dell’edificio che rappresentano luoghi intimi di transizione tra interno ed esterno. 27 L’impianto generale del progetto pone l’accento sull’importanza attribuita all’ aspetto sociale e ai modi di aggregazione che la proposta induce. Oggi si tende ad esaltare l’entità quartiere come elemento di scala intermedia tra la città e il nucleo abitativo. In questo senso la ricerca di un equilibrio tra gli usi privati della città – la residenza – e quelli pubblici – servizi al quartiere e commerci - potrebbe essere la chiave di lettura di un quartiere contemporaneo. 28 29 GALLARATESE L’ intervento, realizzato nel periodo 2006 2009, interessa un lotto atipico lungo e stretto di 36.000 mq alle porte di Milano, con andamento prevalente est- ovest ,ubicato sul lato sud del quartiere Gallaratese, delimitato da una viabilità a traffico intenso. Vincitore del bando comunale “Abitare a Milano” prevede la riqualificazione di un’ area critica, destinandola al social housing. Al suo interno, vengono fuse architettura , urbanistica e visione paesaggistica del territorio nell’ unico intento di costruire una comunità sociale rivolgendosi a coloro che non sono in grado di acquistare su libero mercato. Per gli autori, fondatori nel 2004 dello Studio “MAB Arquitectura” dal quale il progetto ha preso il nome, “il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell’ appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, lavanderie, depositi comuni) agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali.” connettere 30 31 GALLARATESE, MILANO Idealmente il Gallaratese comprende tutto l’ampio territorio compreso tra il Comune di Pero a nord, via Gallarate a est, Trenno a ovest e Lampugnano a sud. Si divide in due parti costruite in epoche differenti: la prima metà, di costruzione anteriore, si trova nella zona di via Cechov; la seconda, racchiusa dalle vie Cilea e Appennini, è più propriamente chiamata quartiere San Leonardo. Esse sono unite dal centro commerciale “Bonola”, punto nevralgico del quartiere con numerosi servizi pubblici e negozi. Dal punto di vista infrastrutturale, specialmente per i collegamenti verso l’esterno, il quartiere è servito dalla linea rossa M1 della metropolitana (grazie al prolungamento Lotto-QT8, volutamente realizzato in seguito alla costruzione del quartiere l’8 novembre 1975, con fermate Uruguay, Bonola, San Leonardo, Molino Dorino) che attraversa letteralmente la spina centrale del quartiere e da cinque linee automobilistiche ATM (40, 68, 69, 72, 80). Questa copertura, piuttosto estesa per un quartiere periferico, è in ragione dell’elevato numero di residenti (alcune decine di migliaia), della adiacenza a grandi arterie stradali, la Tangenziale Ovest e la Statale del Sempione, e della presenza di alcuni edifici di pubblica utilità, tra i quali il Centro Bonola, la Motorizzazione Civile e alcuni centri educativi nelle vie Visconti e Quarenghi. All’interno del quartiere è presente anche uno studentato di proprietà del Politecnico di Milano, il collegio San Leonardo / Newton. A questo proposito assume rilevanza strategica la Statale del Sempione; ne venne ordinata la costruzione da Napoleone Bonaparte, con ordine del 7 settembre 1800, come parte del lunghissimo corridoio che doveva collegare Milano con Parigi, passando per il basso varesotto, il fiume Ticino, lungo un tratto del Lago Maggiore, l’Ossola, varcare il passo del Sempione entrando in Svizzera, e poi attraverso quest’ultima, giungere in Francia fino a Parigi. Per quanto riguarda invece l’interno del quartiere, l’urbanizzazione delle aree del Gallaratese è stata effettuata a cura e carico delle società contraenti (Monte Amiata e Maranta spa). Sono state realizzate strade di lottizzazione caratterizzate da marciapiedi asfaltati. Per quanto riguarda la mobilità dolce, il sistema dei percorsi pedonali è funzionale ed articolato. Logge e ballatoi facilitano l’accesso dai parcheggi a terra agli atri d’ingresso, corridoi interni, percorsi pedonali, sia orizzontali che verticali, coperti e non si snodano per tutta la lunghezza del complesso. La quota di insediamento dell’edificato è sopraelevata di 4m sul piano campagna: la zona sottostante è destinata al disimpegno veicolare dei vari edifici e a parcheggi. Infatti le aree adibite a parcheggio, sono state previste in modo da garantire insieme ai box sotto i fabbricati, un posto auto per ogni 500 mc. di volume destinato a residenza e a negozi e per ogni 250 mc di volume adibito ad uffici. GALLARATESE l Gallaratese è un quartiere di Milano facente parte della Zona 8, situato a poco più di 7 km a nord-ovest del Duomo; si tratta di una zona prevalentemente residenziale costruita a partire dalla fine degli anni ‘50 come comparto urbano autonomo, progetto sperimentale di edilizia residenziale economica. Accanto al tessuto residenziale trovano posto spazi a servizi e a verde per il quartiere. 32 verde 33 34 GALLARATESE, MILANO Il masterplan sopra riportato indica l’esatta dislocazione delle aree all’interno del quartiere Gallaratese, in relazione anche al comparto residenziale. 36 Il quartiere Gallaratese tuttavia confina a sud con uno dei parchi più grandi di Milano, il parco agricolo di Trenno, caratterizzato da ampi prati e lunghi viali rettilinei, percorribili sia a piedi sia in bicicletta. Questo parco è situato al confine fra la zona 7 e la zona 8 nel nord-ovest della città, ed è adiacente al borgo omonimo ed al galoppatoio di San Siro. Ci sono spazi attrezzati per bocce, tennis, calcio, pattinaggio, pista ciclabile (utilizzata anche per correre), percorso vita. Lo sport più praticato a Trenno è il calcio: la domenica è il giorno con il maggior numero di incontri, soprattutto al mattino; durante il periodo estivo l’affluenza si estende anche negli altri giorni della settimana. I campi attrezzati per il calcio tuttavia non sono numerosi e per questo motivo alcuni gruppi si muniscono di attrezzature portatili che dopo la partita vengono smontate in pochissimo tempo. A sud-est infine il Gallaratese cofina con il famoso Parco Monte Stella del vicino QT8; anch’esso presenta le attrezzature necessarie per effetuare i comuni sport all’aria aperta (campo bocce, percorsi vita, area giochi per bambini) oltre che a servizi per la fruizione dello spazio (area cani, toilette, sicurezza, parcheggi, 35 37 GALLARATESE Il quartiere del Gallaratese, secondo quartiere sperimentale in seguito al QT8, nasce con la principale funzione di quartiere residenziale. Essendo un quartiere di periferia gli spazi verdi non risultano essere molto curati se non in qualche punto come nell’isolato circoscritto dalle vie Cechov, Kant, Croce e Omodeo che presenta un campetto da basket all’aperto, una pista per le bocce, qualche attrezzatura per bambini e panchine sparse qua e la. Lungo l’intera via di Benedetto Croce si può notare un’alta concentrazione di aree verdi, principalmente prati limitati al confine con le strade circostanti da alberi ancora giovani sostenuti da strutture in legno per aiutarne la crescita, non troppo gradevoli alla vista. Le zone di verde più curate sono delimitate da cancellate e riservate ai residenti, oppure appartenenti alle parrocchie e alle chiese, si tratta quindi più di verde privato che di verde pubblico, portando a privatizzare gli spazi all’interno dell’area. spazio pubblico 38 39 40 41 43 42 44 GALLARATESE, MILANO Spazi privato, ma la cui destinazione d’uso lo rende pubblico è il Centro Commerciale Bonola, aperto nel 1988, è a lungo rimasto il solo centro commerciale all’interno dei confini della città di Milano. L’offerta commerciale è in grado di interessare ampie fasce di popolazione e l’integrazione con strutture sociali di pubblica utilità (biblioteca comunale, centro civico, comando polizia municipale) lo rendono un importante punto di riferimento a livello cittadino; il centro infatti si integra perfettamente nel territorio diventando quindi, oltre che un luogo dove effettuare acquisti anche luogo d’incontro, di informazione e di svago. Facilmente raggiungibile dai Clienti grazie all’adiacente fermata della metropolitana (fermata Bonola, appunto) e da linee automobilistiche di superficie, conta anche un parcheggio coperto da 800 posti auto completamente automatizzato ed un parcheggio esterno pubblico. La galleria commerciale, situata su di un unico livello, è stata ristrutturata nel 2000. Se in passato l’attenzione primaria era volta agli edifici residenziali a cui poi si affiancavano le strutture pubbliche e commerciali, abbiamo un recentissimo esempio di come oggi si cerchi di sviluppare parallelamente entrambi gli aspetti: è il caso del progetto delle residenze realizzate da MAB tra via Gallarate e via Appennini. Il progetto è caratterizzato non solo dai blocchi residenziali, ma anche dagli spazi aperti e dal mix di attività, perché, come affermano gli autori, “il concetto di abitare non si estingue nella superficie minima dell’appartamento, ma si estende agli spazi comunitari (sale riunioni, lavanderie, depositi comuni), agli spazi aperti, alle zone ludiche del parco e ai servizi sociali”, destinati a tre fasce significative: bambini, giovani e anziani. L’intervento, focalizzato su una delle più importanti questioni che riguardano la città, la relazione tra vita sociale, dimensione pubblica e comunità di vicinato, si caratterizza per un concetto di co-abitazione tra residenze e spazio pubblico, dove gli abitanti possono vivere in un ambiente pedonalizzato ben supportato da infrastrutture, commercio e servizi pubblici. Il tracciato ordinatore è generato in relazione alla volontà di creare una sequenza di spazi pubblici (le cui gerarchie sono definite anche da attente scelte di materiali ed essenze arboree), un continuum di blocchi edilizi, spazio verde, aree di sosta attrezzate, servizi, percorsi pedonali e ciclabili. Come sottolineano gli autori, “un percorso pedonale est-ovest organizza l’insieme realizzando le fasce di verde a nord e a sud. A sud, il parco è dotato di aree attrezzate distinte per uso e qualità dei materiali e si configura come una estensione della via Appennini, diventando così spazio pubblico per l’intero quartiere Gallaratese. GALLARATESE Il quartiere nasce principalmente con destinazione d’uso residenziale pubblica, con il progetto di alloggi a basso costo. A questa progettazione in origine si affiancava l’idea di Piero Bottoni di Spina Centrale, lungo la quale si sarebbero sviluppati i servizi necessari al quartiere. Con questa idea irrealizzata, il quartiere ha sempre risentito di una scarsa presenza di servizi e anche di collegamenti, penalizzando quindi gli abitanti, e portando a vere e proprie proteste urbane. Con l’arrivo della linea rossa il quartiere si è collegato al centro, e dagli anni ‘70 sono state costruiti numerose strutture comunali volte al pubblico: è il caso delle scuole, ma anche delle numerose strutture sportive, le piscine, i campi da gioco,i luoghi di culto a seconda delle diverse religioni. 0.1 Immagine storica del quartiere 02. Planimetria scala 1:10˙000 03. Masterplan di progetto 04. Planimetria scala 1:25˙000 05. Mappa Teresiana, 1722 06-07. Immagini storiche 08. Locandina di “Rocco e i suoi fratelli” di Luchino visconti, 1960 09. Giovanni Testori: “Il ponte della Ghisolfa”, 1958 10-13. Immagini storiche 14. Esempi di differenti tipologie edilizie 15. Esempi di differenti tipologie edilizie 16. Esempi di differenti tipologie edilizie 17. Esempi di differenti tipologie edilizie 18. Esempi di differenti tipologie edilizie 19. Esempi di differenti tipologie edilizie 20. Complesso Monte Amiata, edifico di Carlo Aymonino 21. Complesso Monte Amiata 22. Complesso Monte Amiata, edifico di Carlo Aymonino 23. Carlo Aymonino, Studio dell’assonometria generale. Archivio Giuseppina Marcialis, Venezia 24. Quartiere Monte Amiata al Gallaratese: edificio di Aldo Rossi 25. Progetto residenze sociali, Gallaratese 26. Planimetria di progetto 27. Prospetto di uno degli edifici con riferimento all’isolamento acustico ricercato nella progettazione, tra il complesso di edifici e la viabilità che lo circonda 28.Progetto residenze sociali, Gallaratese 29. Allineamento degli edifici che compongono il lungo e stretto lotto su cui si è intervenuti. 30. Vista panoramica sul quartiere 31. Ortofoto del quartiere con evidenziate le infrastrutture che lo interessano 32. Planivolumetrico dove sono state messe in evidenza le aree verdi, pubbliche e le infrastrutture 33. Planivolumetrico con le aree verdi del quartiere 34. Parco giochi di quartiere 35. Campo da basket 36. Aree pubbliche, conviviali, di sosta 37. Aree pubbliche, conviviali, di sosta 38. Campo da gioco ad uso pubblico 39. Scuola primaria comunale 40. Scuola comunale 41. Piscina comunale (esterna) 42. Piscina Comunale 43. Palestra Comunale 44. Centro commerciale Bonola BIBLIOGRAFIA SITOGRAFIA Albini Franco, “Progettazione architettonica: Intervento residenziale nella zona Gallaratese 2 del piano Edilizia economica e popolare del comune di Milano” 06-07http://www.flickr.com/photos/milan_lera_ insc/ 10-13http://www.flickr.com/photos/milan_lera_ insc/ 14-19.Foto di Duccio Trombini 20.http://www.fabiomantovani.com/fotografiaarchitettura.asp 21.http://www.panoramio.com/photo/5776447 galla 22.Foto di Duccio Trombini 23 (manca apposta) 24.http://www.fabiomantovani.com/fotografiaarchitettura.asp 25. http://europaconcorsi.com/projects/134714Mab-Marotta-Basile-Arquitectura-Abitare-aMilano-VIA-GALLARATE, foto Paolo Riolzi http://www.e-architect.co.uk/milan/viagallarate-milano mab 26. http://www.ordinearchitetti.mi.it 27. http://www.ordinearchitetti.mi.it 28. http://europaconcorsi.com/projects/134714Mab-Marotta-Basile-Arquitectura-Abitare-aMilano-VIA-GALLARATE, foto Paolo Riolzi 29-43. Foto di Duccio Trombini 44. Centro Commerciale Bonola, www. panoramio.com Aymonino Carlo, Rossi Aldo,”Due progetti per l’insediamento Gallaratese 2”, Milano Bottoni Piero, “Q.T.8. e Gallaratese a Milano: morfologia insediativa residenziale infrastrutturale e viaria”, Milano : Istituto di urbanistica delle Facolta di architettura di Milano, 1966 Conforti Claudia, “Il Gallaratese di Aymonino e Rossi”, 1967-1972 Catalogo delle proprietà comunali. Zona 19: S.Siro, Q.T.8, Gallaratese. Zona 19: S.Siro, Q.T.8., Gallaratese..1/ Comune di Milano, Ripartizione demanio e patrimonio, Milano : Comune, 1984 GALLARATESE ICONOGRAFIA