Scheda n.4c
Isolamento termoacustico 3
di Ugo Brollo
Dopo l’isolamento termoacustico delle pareti e del tetto, che costituiscono i principali elementi dell’involucro esterno,
prendiamo in considerazione i solai, a terra e di piano e le pareti divisorie interne.
SOLAIO A TERRA
Come descritto nelle schede precedenti, il solaio a terra, (piano terra dell’area abitativa) è costituito da tavelloni in cotto
poggianti su muretti in laterizio che formano il sistema di ventilazione del sottofondo. Sui tavelloni è stato realizzato un massetto
con malta di calce idraulicizzata (Trass Calce) ed inerti locali lavati, con interposta una rete in polipropilene. Successivamente,
all’avvenuta asciugatura del massetto, è stato posato uno strato protettivo di carta oleata e, quindi, un primo strato di isolante
in fibra di legno da 4 centimetri (Pavatherm).
Questo pannello, utilizzato anche per
l’isolamento del tetto, ha un ottimo
valore lambda (0,38 W/mK), ma la sua
densità non permette di lavorare su
pavimento con spessori maggiori.
Attualmente sul mercato sono stati
immessi
prodotti
specifici
che
consentono di realizzare strati isolanti
interessanti anche con sovrapposti
massetti in calcestruzzo. (disegno 1)
Un secondo strato di carta oleata è
stato posizionato sopra l’isolante, e
quindi si è proceduto alla posa delle
tubazioni relative all’impianto sanitario,
elettrico e di aspirazione centralizzato.
A copertura e protezione di queste
tubazioni è stato realizzato un
massetto alleggerito costituito da un
impasto di perlite espansa, calce
idraulicizzata ed una piccola parte di
sabbia, dello spessore di circa 6
centimetri. (fig. 1)
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Disegno 1
Successivamente si è proceduto alla posa dei pannelli radianti a parete e
soffitto, con relativa posa dei collettori dei singoli circuiti.
Un ulteriore massetto alleggerito di 4 centimetri ha completato lo strato
isolante. (fig. 2)
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A questo punto, dovendo procedere alla realizzazione della
pavimentazione, è emerso un problema, per il fatto che le mattonelle di
seminato che erano state utilizzate come campione non corrispondevano
nello spessore a quelle che sono poi state realmente consegnate, per cui lo
spessore disponibile per la realizzazione del massetto di appoggio e
fissaggio delle stesse è risultato di appena 2 centimetri, contro i 4 previsti. In
effetti questo ha comportato significativi problemi di posa e di levigatura,
con la necessità di ripetuti interventi di stuccatura delle fughe. Avendo
avuto la corretta indicazione dal campione, si sarebbe proceduto alla
posa dell’impianto di riscaldamento immediatamente sopra quello
sanitario, nel primo livello di massetto alleggerito.
Il valore “U” ottenuto è di 0.316
Fig. 1
SOLAIO DI PIANO
Il solaio di piano è stato trattato in modo particolare, per ottenere un buon
risultato soprattutto sotto l’aspetto acustico. (disegno 2)
L’orditura, in travi di abete da cm. 16x19, sostiene un doppio tavolato in
abete per realizzare una controventatura adeguata a sopportare le
sollecitazioni sismiche. Il tavolato inferiore è ortogonale alle travature ed ha
2,5 cm di spessore. Il tavolato superiore è di 4 cm di spessore, come
richiesto dall’Ufficio Lavori Pubblici per la verifica statica, posizionato con
inclinazione di 45° rispetto alle travature.
Fig. 2
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Si è utilizzato un tavolato non
maschiato, fissato con chiodi dotati di
nervature per aderenza migliorata.
Tuttavia l’esperienza attuale consiglia
vivamente di procedere con tavolati
maschiati fissati con viti. Il lavoro è un
po’ più lungo ma il risultato, data la
tendenza del legname a subire dei
cali
dopo
la
posa
dovuti
all’asciugatura (che in fornitura non è
sempre soddisfacente) è senz’altro
eccellente.
Disegno 2
Sul tavolato è stato posizionato uno strato di carta Kraft per bloccare i possibili flussi d’aria di attraversamento, mantenendo
elevata la permeabilità al vapore. Quindi sono stati posati gli impianti sanitario, elettrico e di aspirazione centralizzato.
Successivamente è stato posato uno strato di mattonelle in argilla cruda, dello
spessore di circa 4 cm distanziate di circa 1 centimetro. (fig. 3)
L’argilla cruda ha delle proprietà eccezionali, su diversi fronti: ha un’ottima
igroscopicità, ed è quindi in grado di assorbire i picchi di vapore che si possono
creare in casa, rilasciandolo quando le condizioni si presentano più favorevoli.
Ha un peso significativo e permette di portare il solaio al peso di 90 kg/mq,
richiesto per ottenere un ottimo isolamento acustico rispetto ai rumori
ambientali a bassa frequenza e per limitare l’oscillazione del solaio stesso.
Per chi si occupa poi di energie sottili, costituisce uno schermo che produce
una zona superiore di neutralità rispetto alle energie telluriche.
Fig. 3
Posizionata sul solaio delle camere da letto e delle aree di riposo, quindi, migliora
sensibilmente le situazione.
Sopra l’argilla sono state posizionate le tubazioni dell’impianto di riscaldamento, e
quindi è stato realizzato un riempimento con perlite trattata con delle cere (Pavalit),
per creare un piano di appoggio regolare ed isolante. Sulla perlite sono stati stesi dei
pannelli in fibra di legno con densità 210 kg/mc dello spessore di 12 mm. I pannelli
permettono di camminare sul pacchetto in realizzazione senza affondare nello strato
di perlite. Con il calpestio, la perlite si compatta e resiste alla compressione.
Si è quindi proseguito con la posa dello strato di isolante predisposto per il fissaggio
del pavimento in legno (Pavatherm Floor NK), dello spessore di 40 mm. Infine, è stato
posato, con inchiodatura ai listelli, un pavimento a listelloni di acacia, dello spessore
di 19mm. (fig. 4a e b)
Ma l’isolamento acustico del solaio è stato aumentato ancora dal posizionamento,
all’intradosso, di un doppio strato di pannelli in fibrogesso (fermacell), costituiti da un
impasto di gesso e cellulosa, (densità 850 Kg/mc circa) per uno spessore di 20 mm,
con un ulteriore strato di 1 cm di intonaco in calce inglobante l’impianto di
riscaldamento radiante.
Le prove che verranno effettuate prossimamente ci permetteranno di fornire un dato
preciso della resistenza acustica.
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Fig. 4a
PARETI DIVISORIE INTERNE
Fig. 4
La costruzione dell’edificio in muratura portante ha richiesto la realizzazione di alcune
murature interne di spina, che formano i diversi vani del fabbricato.
Fig. 4b
Tutte le pareti che non avrebbero dovuto costituire resistenza a taglio (rispetto quindi
alle sollecitazioni sismiche), sono state realizzate con struttura in legno e
tamponamento in fibrogesso (Fermacell). La scelta è stata motivata da diversi fattori:
migliore resistenza acustica, a parità di spessore, rispetto a pareti in laterizio; maggiore
leggerezza e quindi carico ridotto sui solai; maggiore stabilità, in considerazione
dell’altezza al colmo al piano primo (m. 4,65).
La struttura in legno, costituita da montanti da 50x70
mm, è stata fissata da parete a soffitto con interasse di
50 cm, con un cuscinetto inferiore di taglio acustico
costituito da una striscia di pannello in fibra di legno
(Natur Isolant). (fig. 5)
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Il tamponamento è stato realizzato con due lastre da
10 mm per lato di pannelli in fibrogesso (fermacell)
posti con fughe sfalsate, in seguito stuccati e rasati con
intonaco.
All’interno, come isolante termoacustico, sono stati
inseriti pannelli in fibra di lino trattati con sali di boro,
dello spessore di 60 mm. (fig. 6)
Il risultato, sia a livello di stabilità che di isolamento
acustico, si può considerare più che ottimo (Rw 56 dB).
Ugo Brollo
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Fig. 6
Fig. 5
Pavatherm Floor NK
È un pannello realizzato per unire, nello spessore di soli 4 centimetri, l’isolante termoacustico ed i listelli per il fissaggio delle tavole in legno
del pavimento. L’isolante è fornito in pannelli da cm. 102x40 o 102x60 con densità 170 kg/mc e lambda termico di 0.044 W/mK, maschiati
sui quattro lati, cui vengono interposti listelli in abete della larghezza di 50mm con incastro sui due lati maggiori. Lo spessore del listello è di
35mm, e l’incastro fa sì che si determini l’allineamento delle superfici superiori di listello e pannello. In questo modo, il listello stesso rimane
sollevato dal pavimento, evitando così la trasmissione del rumore di calpestio agli elementi sottostanti. Il pavimento in legno scarica così il
peso direttamente sul pannello e utilizza il listello (che a questo punto possiamo considerare galleggiante) come elemento di
collegamento. (fig. 7)
PAVATHERM-FLOOR NK
Pannelli coibenti extraporosi in fibre di legno per pavimento
-
per costruire pavimenti a secco e fissaggio senza
ponti acustici
con listelli di fissaggio per pavimenti in legno
aumentano il comfort al pedonamento
Spessori:
Formato:
Esecuzione
Conduttività termica dichiarata (λD):
Capacità termica massica (c):
Resistenza al passaggio del vapore (µ):
Massa volumica (densità):
Comportamento al fuoco (classificazione europea):
40 mm (60 mm su richiesta
102 x 40 cm oppure 120 x 60 cm
fresatura sui 4 lati a maschio e femmina
0,044 W/mK
2.100 J/kgK
5
3
~ 125 kg/m
B2
Pavalit
È costituita da granuli di perlite espansa (roccia di origine vulcanica non radioattiva) impregnati con paraffina per consentire, attraverso la
compattazione, la creazione di sottofondi resistenti al calpestio ed isolanti, sia a livello termico che acustico. La densità è di 125 kg/mc e la
resistenza a compressione, dopo costipazione e conseguente calo di spessore del 10%, è di 2.1 Kg/cmq. In abbinamento con Pavatherm
Floor NK la riduzione del rumore di calpestio è di circa 30 dB. (fig. 8)
PAVALIT
Sottofondo galleggiante a secco
-
granuli selezionati espansi di roccia vulcanica (perlite)
impregnati con paraffina
semplice e rapida esecuzione di sottofondo a secco
elevate prestazioni di isolamento termico e acustico
Granulometria:
Confezionamento:
Conduttività termica di calcolo (λ):
Sollecitazione a compressione al 10% di deformazione:
Resistenza al passaggio del vapore (µ):
Massa volumica (densità):
Comportamento al fuoco (DIN 4102):
fino a 6 mm
in sacchi da 100 litri
0,060 W/mK
2
0,21 N/mm
3
3
~ 125 kg/m
B2
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