PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 RAPPORTO STATO AMBIENTE COMUNI DI BIENTINA, CALCINAIA, CASCIANA TERME, LARI, PONSACCO E PONTEDERA PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INTRODUZIONE LA STRUTTURA DELLA RELAZIONE SULLO STATO DELL’AMBIENTE D1. POPOLAZIONE D1.1 Stato e dinamica della popolazione residente D1.2 Evoluzione della popolazione residente nei Comuni dell’area D1.3 Popolazione residente D1.4 Densità demografica per comune I- ACQUE INDICATORI DI STATO I-S1 Rete acquedottistica I-S2 Approvvigionamento I-S3 Depurazione e rete fognaria I-S4 Qualità Acque superficiali I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E. I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli) I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE) I-S5 Qualità acque per consumo umano I-S5.1 Qualità acque potabili I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.152/06) INDICATORI DI PRESSIONE I-P1 Consumi e fabbisogni idrici I-P1.2 Consumi idrici I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite I-P2 Prelievi da acque sotterranee I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranei e superficiali INDICATORI DI RISPOSTA I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica D.8 ACQUA PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 II- ARIA INDICATORI DI STATO II-S1 Qualità dell’aria II-S1.1 Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale II-S1.2 Diffusività atmosferica II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico II- S1.4 Biomonitoraggio INDICATORI DI PRESSIONE II-P1 Emissioni in atmosfera II-P1.1 Emissioni gas serra II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra II-P1.2 Emissioni inquinanti totali II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente II-2 Industria II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e Regione) II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante INDICATORI DI RISPOSTA II-R1 Politiche comunali D.7 ARIA INDICATORI COMUNI EUROPEI N°2: Contributo locale al cambiamento climatico globale Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo) N°5 Qualità dell’aria locale Numero di superamenti del valore limite. Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento III- MOBILITà E STRUTTURA URBANA INDICATORI DI STATO III-S1 Paesaggio Urbano III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino III-S2 Piano Strutturale III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale INDICATORI DI PRESSIONE III- P1 Infrastrutture ferroviarie III- P2 Infrastrutture stradali extraurbane III-P2.1 Autostrade e superstrade PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 III-P3 Cantieri III-P3.1 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto INDICATORI DI RISPOSTA III-R1 Limitazioni al traffico III-R1.1 Zone a traffico limitato III-R2 Sistema integrato dei trasporti III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori III-R3 Incentivi ambientali III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili) III-R4.1 Piste ciclabili (m) III-R5 Restauro di beni architettonici III-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici INDICATORI COMUNI EUROPEI N°4: Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi N°7: Gestione sostenibile dell’autorità locale e delle imprese locali Quota di organizzazioni pubbliche e private che abbiano adottato e facciano uso di procedure per una gestione ambientale e sociale IV- NATURA E TERRITORIO INDICATORI DI STATO IV-S1 Profilo Territoriale IV-S2 Fauna, flora e vegetazione IV-S2.1 Fauna IV-S2.2 Flora e vegetazione IV-S3 Patrimonio boschivo IV-S3.1 Superficie forestale INDICATORI DI PRESSIONE IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame IV-P2 Incendi Boschivi IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame INDICATORI DI RISPOSTA IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio IV-R2 Spese per l’ambiente IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano IV-R3 Aree protette e vincolate IV-R3.1 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o Regolamento PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 IV-R5 Attività di educazione ambientale D.2 TURISMO D2.1 Arrivi/Presenze nell’area D2.2 Strutture ricettive V- RIFIUTI INDICATORI DI STATO V-S1 Smaltimento dei rifiuti V-S1.1 La situazione in Toscana V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di rifiuti V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali V-S2 modalità di raccolta differenziata V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata V-S2.3 Piattaforme ecologiche INDICATORI DI PRESSIONE V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU) V-P1.1 Rifiuti totali V-P1.2 Produzione RSU pro capite V-P2 Raccolta Differenziata (RD) V-P2.1 RD totale V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti V-P3 Rifiuti Speciali V-P4 Percezione della popolazione V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati INDICATORI DI RISPOSTA V-R1 Attività di prevenzione V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti D.10 RIFIUTI PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VI-RUMORE ED ENERGIA INDICATORI DI STATO VI-S1 Linee elettriche VI-S1.1 Linee ad alta tensione VI-S2 Zonizzazione acustica INDICATORI DI PRESSIONE VI-P1 Consumi di energia elettrica VI-P2 Consumi di gas metano VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di sup. e per popolazione VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie. e per popolazione INDICATORI DI RISPOSTA VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore VI-R2.1 Barriere antirumore VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici D.4 D.5 D.6 RUMORE INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO CONSUMI DI ENERGIA VII - SUOLO E SOTTOSUOLO INDICATORI DI STATO VII-S1 Reticolo idrografico VII-S2 Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione VII-S3.1 Popolazione residente VII-S3.2 Densità demografica per comune VII-S4 Siti industriali VII-S4.1Superfici insediamenti industriali INDICATORI DI PRESSIONE VII-P1 Siti contaminati e degradati PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse VII-P1.2 Aziende estrattive VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare INDICATORI DI RISPOSTA VII-R1 Recupero di siti degradati VIII-R1.1Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo VIII-R3 Piano di bacino VIII-R3.1Postazioni di controllo D.3 ATTIVITA’ PRODUTTIVE D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI AUTORI e COLLABORATORI PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INTRODUZIONE Il presente Rapporto sullo Stato dell’Ambiente interessa l’area formata dai territori comunali di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera. Il territorio dei 6 comuni fa parte della Valdera e si estende nella zona centro-settentrionale della provincia di Pisa per circa 190 Kmq con una popolazione totale nel 2004 di circa 68.000 abitanti. Il territorio localizzato geograficamente nella pianura dei fiumi Era e Arno è un territorio in forte espansione urbanistica e caratterizzato da una forte connotazione industriale ed artigianale. Al di là delle peculiarità di ciascun territorio, i comuni del progetto COSVA21, sia da un punto di vista economico, sociale, di viabilità, che di servizi, sono ormai integrati da anni anche grazie ad esperienze di gestione territoriale in comune. In linea anche con le previsioni dei rispettivi Piani Strutturali è stata confermata un politica di salvaguardia urbanistica e tutela paesaggistica e di valorizzazione del territorio in particolare di quello collinare. La salvaguardia delle risorse è infatti non solo un dovere per il presente ma soprattutto per il futuro del territorio, ed è con questo spirito che i comuni hanno deciso di intraprendere un percorso di Agenda 21 locale, nella convinzione che la condivisione degli obiettivi coi comuni limitrofi sia un indispensabile fattore di successo nelle tematiche ambientali. Riconoscendo nei principi dello sviluppo sostenibile l’approccio necessario al miglioramento della qualità della vita nel proprio territorio, hanno ritenuto opportuno avviare il progetto COSVA21 di Agenda 21 di Area per l’individuazione di piani di azione per lo sviluppo sostenibile in forma congiunta. “L’ambiente che ci circonda l’abbiamo sì ricevuto in eredità dai nostri padri, ma soprattutto l’abbiamo in prestito dai nostri figli”. “La sensibilità sui temi ambientali è enormemente cresciuta negli ultimi anni. Siamo di fronte ad una rivoluzione copernicana che sta rimettendo al centro della politica la limitatezza delle risorse di cui l’uomo può disporre. Per anni non è stato così, si è pensato erroneamente che lo sviluppo fosse un valore in sé, privo di controindicazioni. La sfida per chi fa politica oggi è quella di favorire la crescita economica del proprio territorio sapendo cogliere le emergenze e le criticità ambientali sulle quali dovranno essere concentrate le politiche di risanamento e prevenzione capaci di preservare l’ambiente e garantire la qualità della vita dei cittadini. Nei nostri comuni siamo consapevoli di questa sfida. Pur nella limitatezza della nostra dimensione riteniamo necessario sostenere scelte che percorrano la strada della sostenibilità ponendo in essere una politica amministrativa attenta alle forme di energia rinnovabile, allo sfruttamento delle risorse e al contenimento degli sprechi senza cedere al catastrofismo, dobbiamo privilegiare le strategie positive utilizzando gli strumenti che la scienza e la tecnologia mettono a nostra disposizione. Per dare concretezza ai nostri buoni propositi occorre coerenza con le scelte intraprese a livelli politici ben più alti dei nostri. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”. 10 I comuni del progetto COSVA 21 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 LA STRUTTURA DELLA RELAZIONE SULLO STATO DELL’AMBIENTE Per potere descrivere lo stato dell’Ambiente dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera e organizzare in maniera sintetica tutti i dati esistenti, sono stati utilizzati una serie di indicatori secondo il modello (DPSR) suddivisi in: • Determinanti: attività umane che producono pressione sull’ambiente • Pressione: descrizione dei fattori di pressione sull’ambiente • Stato: descrizione dello stato delle risorse ambientali e del contesto socio-economico • Risposta: descrizione delle risposte e delle politiche messe in atto per mitigare gli impatti sull’ambiente Il documento descrive quindi tramite una serie di indicatori lo Stato di conservazione delle risorse, le Pressioni esercitate sull’ambiente dalle attività umane (Determinanti), e le Risposte adottate per la conservazione e il miglioramento dell’ambiente inteso in senso lato. L’analisi dello Stato dell’Ambiente dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera è stata strutturata in 7 capitoli, che comprendono Indicatori di Stato, Pressione e Risposta per i seguenti sistemi: I ACQUE II ARIA III MOBILITA’ E STRUTTURA URBANA IV NATURA E TERRITORIO V RIFIUTI VI RUMORE E ENERGIA VII SUOLO E SOTTOSUOLO I Determinanti vengono trattati all’interno dei singoli capitoli dove sono stati definiti, anche se con i dati a disposizione non è risultato sempre possibile evidenziare un rapporto diretto di causa/effetto tra le attività umane e il sistema indagato, sia per carenza di dati specifici che di studi di verifica di tale relazione di causalità. D.1 Popolazione D.2 Turismo D.3 Attività Produttive D.4 Rumore D.5 Inquinamento Elettromagnetico D.6 Consumi di Energia D.7 Aria D.8 Acqua D.9 Suolo e Sottosuolo D.10 Rifiuti Per tale motivo gli aspetti relativi ai determinanti rappresentano sostanzialmente una riflessione sui dati analizzati, sottolineando che quello effettuato è da ritenersi un primo tentativo di applicazione del modello DPSR all’Analisi Ambientale dell’Area interessata 11 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 dai 6 Comuni, migliorabile in futuro a seguito dell’effettuazione di indagini mirate di approfondimento. Sono stati inoltre inseriti quando possibile alcuni degli Indicatori Comuni Europei di sostenibilità urbana, derivanti dall’iniziativa “Verso un profilo di sostenibilità locale - Indicatori Comuni Europei” partita dalla Commissione Europea e da un gruppo di esperti sull’Ambiente urbano nel 1998. Gli indicatori “riflettono le interazioni tra aspetti ambientali, sociali ed economici” allo scopo di “raccogliere informazioni comparabili sui progressi ottenuti in materia di sostenibilità a livello locale in tutta Europa” (Margot Wallström). I 10 indicatori base racchiudono al loro interno alcuni dei più importanti aspetti della vita in ambito locale (uguaglianza ed inclusione sociale, partecipazione ai processi decisionali, relazione tra la dimensione locale e quella globale, sviluppo sostenibile dell’imprenditoria e promozione dell’occupazione, protezione ambientale, valorizzazione del patrimonio culturale). Si riportano di seguito i Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori. 1. Uguaglianza ed inclusione sociale (accesso a servizi di base adeguati ed economici per tutti); 2. Partecipazione/democrazia (partecipazione di tutti i settori della Comunità locale ai processi decisionali); 3. Relazione tra la dimensione locale e quella globale (soddisfazione dei bisogni a livello locale o comunque in maniera più sostenibile); 4. Economia locale (promozione dell’occupazione e dell’impresa secondo modalità che minaccino in misura minimale le risorse naturali e l’ambiente); 5. Protezione ambientale (approccio ecosistemico; minimizzazione dell’uso delle risorse naturali, del territorio, della produzione dei rifiuti e di sostanze inquinanti; accrescimento della biodiversità); 6. Patrimonio culturale/qualità dell’ambiente edificato (protezione, conservazione e recupero di valori storici, culturali ed architettonici; accrescimento e salvaguardia della bellezza e funzionalità di spazi ed edifici). Per quanto riguarda i dati utilizzati, essi provengono tutti da fonti ufficiali (citate nel testo), oppure sono quelli messi a disposizione direttamente dalle Amministrazioni e nella maggior parte dei casi aggiornati al 2005. Il livello di aggregazione prescelto è quello comunale con il confronto, quando possibile e/o significativo, con i dati provinciali o regionali. Quando non è stato possibile ottenere dati comunali perché non disponibili, sono stati utilizzati i dati provinciali. Nella scelta degli indicatori si è cercato di privilegiare quelli comuni alle 6 realtà territoriali coinvolte, per potere realizzare un controllo delle tendenze generali verso il modello di sostenibilità e monitorare nel tempo l’efficacia delle scelte delle Amministrazioni, anche se non è sempre stato possibile avere serie storiche e/o livello di dettaglio confrontabili. Questo documento pertanto non pretende di essere un trattato esaustivo su tutte le problematiche ambientali dell’area, ma può costituire un efficace strumento per individuarne le criticità, che possono anche derivare dall’assenza o incompletezza dei dati. Dr.ssa Laura Fossi 12 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 D1. POPOLAZIONE D1.1 Stato e dinamica della popolazione residente Tra le entità che producono pressione sull’ambiente riveste notevole importanza la realtà della popolazione nel suo stato e nella sua dinamica, in quanto a questa presenza sono associati non solo lo sfruttamento delle risorse del territorio e i cambiamenti rispetto all’ambiente originario, ma la produzione di rifiuti, di acque reflue, le emissioni di inquinanti in atmosfera e di rumore, la domanda di mobilità ed i conseguenti volumi di traffico. All’aumentare della popolazione residente e non, cresce infatti la pressione sui diversi sistemi ambientali, anche se il determinante demografico può essere indice di degrado ambientale anche nel caso di abbandono di un territorio; risulta quindi difficoltoso definire una relazione tra la qualità dell’ambiente e lo sviluppo demografico senza tenere conto delle interrelazioni tra impatto e sviluppo socio-economico di un’area. L’area dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera presenta una densità abitativa molto differenziata, in quanto si va dai 99 Ab/Kmq per Casciana Terme (anno 2004) a Ponsacco con 671 Ab/Kmq (2004). D1.2 Evoluzione della popolazione residente nei Comuni dell’area 1951 1961 1971 Pontedera 19.124 23.904 26.538 Bientina 3.773 3.855 4.126 Calcinaia 4.261 4.669 5.687 Casciana T 3.838 3.492 3.093 Lari 8.512 7.716 7.149 Ponsacco 6.894 8.237 10.650 FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT Tab.D1.1: Evoluzione della popolazione residente 1981 28.008 4.912 7.194 3.129 7.311 11.701 1991 26.393 5.291 8.103 3.228 7.855 12.131 2001 24.971 6.115 8.608 3.538 8.083 12.576 2002 25.232 6.277 8.852 3.554 8.093 12.743 2003 26.421 6.407 9.053 3.605 8.151 13.062 2004 26.842 6.484 9.366 3.620 8.324 13.353 Come si può vedere dalla tabella D1.1 e da tutti i grafici successivi la tendenza nell’area di indagine a partire dal 1951 non è stata la stessa: infatti vi sono comuni come Bientina e Calcinaia dove si ha sempre un trend in crescita ma abbastanza limitato fino al 1971, Casciana Terme sempre abbastanza costante; mentre per Lari il trend di crescita è più evidente solo a partire dal 1991 e su Ponsacco il trend di crescita è più evidente dal 1971; in controtendenza il comune di Pontedera, unico dell’area a avere una crescita tra il 1951 e il 1981 e poi un successivo calo. POPOLAZIONE AREA: confronto censimenti 1951-2001 Ponsacco Lari Casciana T Calcinaia 70.000 Bientina 60.000 Pontedera 50.000 40.000 30.000 20.000 10.000 0 1951 1961 1971 1981 1991 2001 13 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 ANDAMENTO POPOLAZIONE 1982-2001 BIENTINA CALCINAIA 30000 CASCIANA T. 25000 LARI PONSACCO 20000 PONTEDERA 15000 10000 5000 20 00 19 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 84 19 82 0 Se si osserva l’andamento della popolazione dal 1982 al 2001, si può notare infatti come, a partire dal 1982 in tutti i comuni la popolazione sia in crescita, ad eccezione del Comune di Pontedera dove si assiste ad una diminuzione progressiva. Se consideriamo i singoli comuni vediamo che dal 1982 ai dati del censimento ISTAT del 2001, la popolazione è aumentata ad eccezione di Pontedera (riduzione dell’11,2 %), in percentuali dal 7,64 del comune di Ponsacco al 23,5 di Bientina. COMUNI ABITANTI 1982 BIENTINA 4.872 CALCINAIA 7.131 CASCIANA TERME 3.051 LARI 7.284 PONSACCO 11.688 PONTEDERA 28.175 FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT ABITANTI 2001 6.022 8.518 3.532 8.043 12.560 25.011 VARIAZIONE IN % + 23,55 +19,45 +15,76 +10,44 +7,64 -11,22 Nei grafici successivi viene riassunto per ogni comune l’andamento nel periodo 19822004. BIENTINA: popolazione residente 7.000 ABITANTI 6.000 5.000 4.000 3.000 2.000 1.000 14 0 20 0 8 19 9 6 19 9 4 19 9 2 19 9 0 19 9 8 19 8 6 19 8 4 19 8 19 8 2 0 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 CALCINAIA: popolazione residente 9 .0 0 0 8 .50 0 8 .0 0 0 7.50 0 7.0 0 0 6 .50 0 6 .0 0 0 00 20 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 19 19 84 4.000 3.500 3.000 2.500 2.000 1.500 1.000 500 0 82 ABITANTI CASCIANA TERME: popolazione residente LARI: popolazione residente 8.200 7.800 7.600 7.400 7.200 7.000 2000 1998 1996 1994 1992 1990 1988 1986 1984 6.800 1982 ABITANTI 8.000 15 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 00 20 98 19 96 19 94 19 92 19 90 19 88 19 86 19 19 19 84 12.800 12.600 12.400 12.200 12.000 11.800 11.600 11.400 11.200 82 ABITANTI PONSACCO: popolazione residente PONTEDERA: popolazione residente 29.000 ABITANTI 28.000 27.000 26.000 25.000 24.000 23.000 Se effettuiamo invece il confronto dell’incremento di popolazione residente anche con i dati del 2004, si vede anche come nel comune di Pontedera, si assista ad un aumento della popolazione residente, in controtendenza rispetto agli anni passati. comuni ABITANTI 1982 ABITANTI 2001 ABITANTI 2004 BIENTINA 4.872 6.022 6.484 CALCINAIA 7.131 8.518 9.366 CASCIANA TERME 3.051 3.532 3.620 LARI 7.284 8.043 8.324 PONSACCO 11.688 12.560 13.353 PONTEDERA 28.175 25.011 26.842 TOTALE AREA 62.201 63.686 67.989 FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT Tab.D1.2: Evoluzione della popolazione residente 16 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 D1.3 Popolazione residente La popolazione residente nell’area risulta al 2004 di 67.989 abitanti totali, nel grafico si può vedere la suddivisione per comune: come si può vedere Pontedera, è il primo comune dell’area, seguito da Ponsacco che comunque presenta circa metà degli abitanti, mentre il comune meno popolato risulta Casciana Terme. 6484 ABITANTI 2004 9366 26842 3620 8324 13 3 5 3 BIENTINA CALCINAIA CASCIANA TERME LARI PONSACCO PONTEDERA D1.4 Densità demografica per comune Se consideriamo la densità demografica dell’area si vede come questa sia molto diversa da un comune ad un altro: Calcinaia, Ponsacco e Pontedera presentano una densità abitativa maggiore di 500 abitanti Kmq; Lari e Casciana e Bientina compresa tra 97 e 206. In tutti i comuni dal confronto con i dati del censimento 1991 si è avuto un aumento, considerevole soprattutto per il comune di Calcinaia, che era già al secondo posto dopo Ponsacco: si tratta dei comuni che, nell’area di indagine, presentano la superficie territoriale più limitata. SUPERFICIE Kmq ABITANTI 2004 DENSITÀ ABITATIVA (Ab/Kmq): DENSITÀ ABITATIVA 1991 DENSITÀ ABITATIVA 2001 BIENTINA 29,24 6484 222 176 206 CALCINAIA 14,99 9366 625 538 568 CASCIANA T. 36,44 3620 99 86 97 LARI 45,14 8324 184 171 178 PONSACCO 19,90 13353 671 605 631 PONTEDERA 45,89 26842 585 581 545 FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT Tab.D1.3: Confronto densità abitativa 1991-2004 17 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 2004: DENSITA' DELLA POPOLAZIONE (Ab/Kmq) 700 671 625 585 600 BIENTINA 500 CALCINAIA 400 CASCIANA TERME 300 LARI 222 184 200 PONSACCO 99 100 PONTEDERA 0 1 Se invece confrontiamo la densità dei singoli comuni con i valori medi della provincia e della regione Toscana, se si escludono Lari e Casciana, tutti gli altri Comuni hanno una densità media maggiore di quella media della provincia di Pisa (216) ma soprattutto molto maggiore rispetto alla media regionale toscana (147). DENSITÀ DEMOGRAFICA COMUNI 2004 BIENTINA 222 CALCINAIA 625 CASCIANA TERME 99 LARI 184 PONSACCO 671 PONTEDERA 585 Provincia di Pisa 216 Regione Toscana 147 FONTE dei dati: Evoluzione della popolazione residente Tab. D1.4: Confronto densità abitativa comuni dell’area, Provincia di Pisa e Regione Toscana Concludendo quindi la popolazione è senza dubbio un determinante importante in tutta l’area di riferimento non solo come presenza antropica, che come risulta dalle considerazioni precedenti è sicuramente rilevante nell’utilizzo delle risorse del territorio e nella produzione di impatti, ma anche come diffusione di attività ad essa collegate. 18 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 I- ACQUE ABSTRACT Lo stato della risorsa idrica viene analizzato sulla base dei dati relativi al monitoraggio sistematico (chimico e biologico) dei principali corsi idrici che interessano il territorio effettuate dall’ARPAT nel corso degli ultimi anni. Il quadro relativo allo stato della risorsa è completato da alcuni dati sull’approvvigionamento della risorsa idrica forniti da ASL sulla qualità delle acque e sui risultati dei controlli degli acquedotti e da dati inerenti le caratteristiche ed i livelli di copertura delle reti idriche (acquedotti e fognature) e del servizio di depurazione, anche se tali dati non risultano comunque essere molto aggiornati. Le pressioni esercitate dalle attività umane sulla risorsa idrica vengono esaminate sia per quanto attiene agli aspetti quantitativi (prelievi e consumi); gli indicatori di risposta, infine, consentono di introdurre le principali politiche attuate e/o programmate per il miglioramento dei servizi idrici e per l’implementazione del sistema di monitoraggio della risorsa. INDICATORI DI STATO I-S1 Rete acquedottistica I-S2 Approvvigionamento I-S3 Depurazione e rete fognaria I-S4 Qualità Acque superficiali I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E. I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli) I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE) I-S5 Qualità acque per consumo umano I-S5.1 Qualità acque potabili I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.258/00) INDICATORI DI PRESSIONE I-P1 Consumi e fabbisogni idrici I-P1.2 Consumi idrici I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite I-P2 Prelievi da acque sotterranee I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterrane e superficiali INDICATORI DI RISPOSTA I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica D.8 ACQUA 19 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO I-S1 Rete acquedottistica Il dato sulle acque riportato nel Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa, relativo al SEL Valdera, indica che la rete acquedottistica copre circa il 91% della popolazione. Dai dati resi disponibili dal Comune di Ponsacco lo sviluppo complessivo delle reti di distribuzione acquedottistica è di circa 45 km con la maggior parte delle tubazioni in acciaio e soprattutto in fibrocemento (il cui uso è ormai vietato dalle normative vigenti in relazione alla pericolosità per la salute degli operatori) e in misura minore in polietilene, ghisa e pvc. Tale stato di conservazione della rete di distribuzione comporta sicuramente perdite, un elevato rischio di contaminazione dall’esterno (con conseguente necessità di un maggiore ricorso alla disinfezione delle acque convogliate). Secondo i dati pubblicati dall’ATO 2 la rete di distribuzione idrica del Comune di Pontedera è lunga circa 114 km e serve il 95% della popolazione. In generale comunque la Rete idrica, soprattutto per quel che riguarda le strutture più datate, manifesta alcuni elementi di fragilità legati al cattivo stato di conservazione; questo fattore comporta una perdita della risorsa idrica lungo la rete che non è quantificata per i singoli Comuni, ma che per il comprensorio della Valdera è stimato dall’ARPAT intorno al 29%. Si riportano nella tab.I.1 i dati relativamente alla lunghezza della rete acquedottistica e alla popolazione servita nell’area, ricavati dai dati dell’ATO2. Comune RETE ACQUEDOTTO Lunghezza Rete (Km) Popolazione servita % Bientina 31 Calcinaia 16 Casciana Terme 55 Lari 64 Ponsacco 45 Pontedera 114 FONTE dei Dati: ATO 2 Tab.I.1: Caratteristiche della rete acquedottistica e popolazione servita 90 91 80 82 98 95 I-S2 Approvvigionamento Le acque destinate all’uso potabile sono quasi esclusivamente prelevate dalle acque sotterranee. Dai dati della società ACQUE SpA, risulta che l’approvvigionamento idrico dei comuni di Bientina e Calcinaia è assicurato dall’acqua di falda delle Cerbaie che in parte approvvigiona anche il comune di Pontedera. In particolare il Comune di Bientina è approvvigionato dalla centrale Bientina 1 che preleva l’acqua da circa 20 pozzi, la cui profondità è compresa nell’intervallo 40 ÷ 100 m rispetto al piano campagna. Lo strato di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo è microbiologicamente pura. La quantità di sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso di mineralizzazione medio. Per conservare le buone caratteristiche microbiologiche originali nella rete di distribuzione è aggiunto biossido di cloro. Il Comune di Pontedera è approvvigionato dal campo pozzi che alimenta la centrale Bientina 2 integrato da quelli di Paduletta e Montecalvoli, sono attivi poi altri due impianti: Bercino, che rifornisce la frazione La Rotta, e Treggiaia, a servizio dell’omonima località e degli abitati di Romito e Montecastello. L’acqua distribuita nel Comune di Casciana Terme proviene dalla centrale Lavaiano, approvvigionata con 5 pozzi perforati nei 20 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 dintorni della centrale, integrata con risorse locali, i gruppi di sorgenti Doccia e Doccino, Ecina, Barani e Norci. Quella di Lari, proviene esclusivamente dalla centrale Lavaiano. I pozzi hanno in genere una profondità di circa 50 m rispetto al piano campagna; lo strato di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo è microbiologicamente pura. La quantità di sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso di mineralizzazione medio. Sempre per cause naturali sono presenti ferro e manganese che sono eliminati durante il trattamento. Per conservare le buone caratteristiche microbiologiche iniziali nella rete di distribuzione è aggiunto ipoclorito. L’acqua distribuita nel Comune di Ponsacco proviene dalla centrale Perignano, approvvigionata con 9 pozzi perforati nei dintorni della centrale. I pozzi hanno in genere una profondità di circa 35 m rispetto al piano campagna; lo strato di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo è microbiologicamente pura. La quantità di sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso di mineralizzazione medio. Sempre per cause naturali sono presenti ferro e manganese che sono eliminati durante il trattamento. Per conservare le buone caratteristiche microbiologiche iniziali nella rete di distribuzione è aggiunto ipoclorito. Non è possibile effettuare un bilancio idrico, perché non sono stati resi disponibili i dati relativi ai consumi reali delle utenze (fatturato). Inoltre queste valutazioni non tengono conto della rete acquedottistica di distribuzione che per varie problematiche (perdite, interruzione dei pompaggi per la cattiva qualità delle acque, ecc.) potrebbe non garantire il sufficiente quantitativo di acqua necessaria agli approvvigionamenti idrici comunali. Inoltre lo stato attuale della rete acquedottistica non permette di discriminare il tipo di consumo (civile, industriale) non essendoci distinzione tra le fonti da cui viene attinta l’acqua e soprattutto perché non esiste una divisione nella distribuzione di tali acque. I-S3 Depurazione e rete fognaria Il dato riportato nel Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa, relativo al sistema delle reti fognarie indica una copertura media di circa il 73% della popolazione e grazie alla presenza di numerosi piccoli impianti di depurazione, la copertura del servizio depurativo si mantiene in media al di sopra del 60%, con punte significative che superano il 90% nei comuni di Pontedera e di Ponsacco; sono tuttavia presenti piccoli nuclei sparsi dove l’unico processo depurativo rimane spesso legato alla presenza di fosse biologiche/settiche. Si riportano nelle tab. I.2 e I.3 i dati relativamente alla lunghezza della rete fognaria e alla percentuale di popolazione servita oltre alle caratteristiche degli impianti di depurazione presenti nell’area, ricavati dai dati dell’ATO2. Comune RETE FOGNARIA Lunghezza Rete (Km) Popolazione servita % Bientina 13 Calcinaia 23 Casciana Terme 10 Lari 24 Ponsacco 19 Pontedera 80 FONTE dei Dati: ATO 2 Tab - I.2: Caratteristiche della rete fognaria e popolazione servita 61 74 57 54 98 94 21 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Si ritiene opportuno sottolineare che in mancanza del dato relativo ai consumi idrici (fatturato), non è stato possibile fare un bilancio idrico e di conseguenza neanche stimare precisamente la capacità depurativa espressa in portata idrica. Si tratta prevalentemente di una rete mista. La popolazione non servita dalla rete è costituita prevalentemente da residenti in case sparse difficilmente raggiungibili a causa della morfologia del terreno e degli insediamenti. In tutta l’area comunque la rete fognaria soprattutto per quel che riguarda le parti più datate, manifesta elementi di fragilità legati al cattivo stato di conservazione. Per quanto riguarda Ponsacco, il centro abitato di Val di Cava conferisce i propri reflui al depuratore ubicato in loc. Romito nel Comune di Pontedera: a tal proposito non è possibile fare alcuna valutazione per mancanza di dati. Per quanto riguarda la depurazione il territorio comunale di Pontedera, ospita sette impianti di depurazione uno dei quali, ubicato presso I Pardossi, appartiene alla rete fognaria di Calcinaia ed è proprietà del medesimo Comune. il Comune di Pontedera dispone di un sistema di impianti di depurazione unico nel SEL della Valdera che consente coprire più del 90% della popolazione residente. Dopo il Comune di Ponsacco, che però conta molti meno residenti ed una rete fognaria ben minore (solo 19 km contro gli 80 di Pontedera) si tratta della percentuale di depurazione più alta dell’area di indagine. DEPURAZIONE Comune Potenzialità di progetto Ab.Eq Potenzialità effettiva Ab.Eq COPERTURA % popolazione servita Bientina 6.000 - 62 Calcinaia 8.000 6.000 73 Casciana Terme 3.000 2.500 57 Lari 2.800 2.500 33,5 Ponsacco 13.000 11.000 97 Pontedera 23.300 22.900 89,5 FONTE dei Dati: ACQUE SpA e ATO 2 Tab.I.3: Caratteristiche degli impianti di depurazione e popolazione servita I-S4 Qualità Acque superficiali I corsi d’acqua che attraversano i Comuni dell’area di indagine per i quali l’ARPAT effettua il monitoraggio della qualità sono il Fiume Arno, il Fiume Era e il fiume Serezza Nuova. Per quel che concerne il Fiume Arno si ha una diffusa condizione di criticità che inizia nell’aria fiorentina e si mantiene pressoché invariata fino alla foce dell’Arno. Per il Fiume Era, invece, pur considerando che si tratta di un corso d’acqua a regime molto variabile e che, conseguentemente, ha una scarsa predisposizione all’autodepurazione nei mesi di magra, in corrispondenza della stazione di San Quirico, i valori misurati dei vari parametri chimico-fisici, non evidenziano la presenza di situazioni rilevanti di inquinamento mentre in corrispondenza della stazione di Pontedera, la situazione è peggiore. In generale le fonti inquinanti, che soprattutto nei mesi più caldi, producono condizioni di fragilità sono legate agli effluenti reflui civili e ad alcune attività agricole-zootecniche e produttive. 22 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque Per una valutazione complessiva dello stato dei corsi d’acqua viene utilizzato l’indice SECA, (LIVELLO 1-elevato, 2-buono, 3-sufficiente, 4-scadente, 5- pessimo) ottenuto dall’analisi congiunta dell’indice di inquinamento dei macrodescrittori (LIM) determinato attraverso le tradizionali analisi chimico - fisiche e dell’indice biotico esteso (IBE) che si basa su indicatori biologici; per la classificazione viene considerato il valore peggiore tra i due indici. Il Rapporto Stato Ambiente 2003 della provincia di Pisa, pur non avendo a disposizione serie di dati storiche per il fiume Era, indicava per il periodo 1986-2001 valori dei parametri chimico- fisici che non evidenziavano situazioni rilevanti di inquinamento. Nello stesso periodo il livello di qualità dell’Arno si era mantenuto costantemente su livelli scadenti che rimangono stabili prima e dopo il punto di intersezione con il fiume Era. Da evidenziare che il bacino dell’Arno, presentava diversi punti critici per il raggiungimento dei requisiti minimi previsti per legge entro il 2008 (fonte Regione Toscana - Segnali Ambientali 2005). I dati sullo stato ecologico (SECA) per il bacino dell’Arno, pubblicati sul sito ARPAT Toscana e relativi all’anno 2002, erano i seguenti: Fiume Era: presso S.Quirico SECA= 3 – presso Pontedera SECA= 5 Fiume Arno:presso Calcinaia – indice SECA= 4 Per quanto riguarda il periodo 2004 e 2005, per la qualità delle acque superficiali vengono presi in esame i dati, forniti dal Dipartimento Provinciale A.R.P.A.T. di Pisa, relativi al monitoraggio qualitativo delle risorse idriche superficiali effettuato nel corso degli ultimi anni (ai sensi del D.Lgs.258/00), allo scopo di delineare un quadro dello stato di salute degli stessi. Nelle tabelle e paragrafi successivi vengono sintetizzati i risultati del sistematico monitoraggio effettuato dal dipartimento di Pisa sui corsi d’acqua di interesse e come sintesi, viene riportato, per ogni punto di monitoraggio e per ogni parametro chimico-fisico, microbiologico e biologico rilevato, il giudizio sintetico di qualità, stimato da A.R.P.A.T. ai sensi del D. Lgs. 258/00. I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E. Il parametro biologico I.B.E., (Indice Biotico Esteso), esprime lo stato di salute del corso d’acqua attraverso il rilevamento ed il censimento delle comunità di macroinvertebrati che vivono nei corsi d’acqua. Consente pertanto di valutare eventuali modificazioni intervenute nell’ecosistema a causa di sorgenti inquinanti, attuali o pregresse, o da alterazioni di tipo fisico-chimico, sia naturali che artificiali, tali da indurre variazioni biologiche quantitative (presenza –assenza) e qualitative (ricchezza in Unità Sistematiche dei macroinvertebrati) sulla vita del corso d’acqua. La qualità biologica dei fiumi Era, Arno e Serezza Nuova è stata pertanto valutata utilizzando l’Indice Biotico Esteso (I.B.E.); i dati sono relativi a quattro periodi di monitoraggio distinti: primavera, estate, autunno e inverno per gli anni 2004-2005 e solo inverno per il 2006. Di seguito vengono elencate le classi di qualità che si ottengono dalla valutazione dell’indice e il giudizio di qualità del corso d’acqua ad esse associato. Classi di qualità Giudizio di qualità Classe I Ambiente non alterato in modo sensibile Classe II Ambiente con moderati sintomi di alterazione Classe III Ambiente alterato Classe IV Ambiente molto alterato Classe V Ambiente fortemente degradato 23 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IBE 2004 (Dati ARPAT) PUNTI DI PRELIEVO INVERNO PRIMAVERA ESTATE AUTUNNO CLASSE ARNO P.te di Calcinaia III III III-IV IV ERA P.te di Pontedera IV IV IV IV ERA S. Quirico P.te per Ulignano II I II II EMISSARIO Fornacette IV III III IV ESTATE AUTUNNO IBE 2005 (Dati ARPAT) PUNTI DI PRELIEVO INVERNO PRIMAVERA CLASSE ARNO P.te di Calcinaia IV III IV Non campionabile ERA P.te di Pontedera IV IV IV Non campionabile ERA S. Quirico P.te per Ulignano II II II II-III EMISSARIO Fornacette IV III-IV III-IV IV ESTATE AUTUNNO IBE 2006 (Dati ARPAT) PUNTI DI PRELIEVO INVERNO PRIMAVERA CLASSE ARNO P.te di Calcinaia IV ERA P.te di Pontedera IV ERA S. Quirico P.te per Ulignano II EMISSARIO Fornacette IV-III Come si può vedere dai risultati, il valore dell’IBE, ad eccezione del fiume Era nella stazione di S. Quirico P.te per Ulignano che, come gia rilevato nel periodo precedente, presenta solo modesti sintomi di alterazione, sia nell’Arno, che nel Serezza Nuova che nell’altro punto di campionamento sull’Era, è sempre compreso tra III e IV; pertanto si hanno evidenti segni di inquinamento, come già rilevato da ARPAT negli anni precedenti. I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli) I macrodescrittori sono costituiti dai parametri: % di saturazione in ossigeno, BOD5, COD, azoto ammoniacale (N-NH4), azoto nitrico (N-NO3), fosforo totale (P totale), Escherichia Coli. Nella tabella I.4, vengono riportati, per ogni parametro definito dalla normativa come “macrodescrittore” (atto ad esprimere la capacità autodepurativa del corso d’acqua), i valori forniti da ARPAT di Pisa per il 2004. Dall’analisi congiunta di tali parametri (Macrodescrittori) più i risultati dell’IBE (indice biotico esteso) si arriva alla definizione dell’indice SECA (Stato Ecologico del Corso d’Acqua). 24 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Azoto Azoto Fosforo E. coli BOD5 COD ammoniacale nitrico totale (UFC/100 (O2 mg/L) (O2 mg/L) (N mg/L) (N mg/L) (P mg/L) mL) CORPO IDRICO STAZIONE NOME O2 % FIUME ARNO FIUME ARNO STAZIONE DI CALCINAIA 101,3 2,5 22,175 0,7 3,025 0,2275 967,5 FIUME ERA FIUME ERA LOCALITÀ S. QUIRICO-PONTE PER ULIGNANO 98,7 2,5 18,775 0,72 2,45 0,075 570 FIUME ERA FIUME ERA P.TE PONTEDERA 91,95 2,5 20,25 0,73 2,975 0,1725 19000 FIUME SEREZZA NUOVA EMISSARIO FORNACETTE 77 3,275 26,375 1,0725 2,025 0,255 26000 FONTE dei Dati: ARPAT Pisa tabella I.4: Valore dei macrodescrittori (2004) I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE) Come già detto, una valutazione complessiva dello stato dei corsi d’acqua viene utilizzato l’indice SECA, ottenuto dall’analisi congiunta dell’indice di inquinamento dei macrodescrittori (LIM) determinato attraverso le tradizionali analisi chimico- fisiche e dell’indice biotico esteso (IBE) basato su indicatori biologici e considerando il valore peggiore tra i due. A determinati valori dell’Indice Biotico Esteso è i associata una Classe di Qualità, variabile da 1 a 5, espressa in numeri romani. Il livello di qualità dei Macrodescrittori viene espresso con un numero variabile da 1 a 5, con qualità che peggiora all’aumentare del livello. Nella tabella I.5 vengono sintetizzati i risultati del monitoraggio effettuato dal dipartimento di Pisa sui corsi d’acqua di interesse e come sintesi, viene riportato, il giudizio sintetico di qualità, stimato da ARPAT ai sensi del D. Lgs. 258/00 relativamente all’anno 2004. CORPO IDRICO STAZIONE NOME LIM classe LIM valore FIUME ARNO STAZIONE DI CALCINAIA 3 180 III 6 3 FIUME ERA LOCALITÀ S. QUIRICO PONTE PER ULIGNANO 3 200 II 9 3 FIUME ERA P.TE PONTEDERA 3 130 IV 5 4 4 110 IV 5 4 FIUME SEREZZA NUOVA EMISSARIO FORNACETTE IBE classe IBE valore SECA FONTE dei Dati: ARPAT Pisa Tab. I.5 : Indice SECA (2004) Come si può vedere dai risultati riportati in tabella, l’indice SECA è 3 nel fiume Era presso la stazione di Calcinaia e nell’Arno in loc. S. Quirico, mentre è 4 nel fiume Era al ponte di Pontedera e nel Serezza Nuova in corrispondenza dell’emissario Fornacette. Tale valore rappresenta in maniera sintetica lo stato di qualità ecologica alterata, come già accennato dei corsi d’acqua dell’area. 25 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 I-S5 Qualità acque per consumo umano Il D.L. 31/01 relativo alle acque destinate al consumo umano, riguarda tutte le acque trattate o non trattate, destinate a uso potabile o per altri usi domestici (fornite tramite rete di distribuzione, cisterne, bottiglie o in contenitori), tali acque vengono definite salubri se: • non contengono microrganismi e parassiti, ne altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana; • soddisfano i requisiti minimi indicati nell'allegato I (parte A - parametri microbiologici, parte B - parametri chimici). Di seguito riportiamo i punti in cui i valori devono essere rispettati: • per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto, all'interno di locali o stabilimenti, in cui queste fuoriescono dai rubinetti, di norma utilizzati per il consumo umano; (si considera che i gestori abbiano adempiuto agli obblighi quando si possa dimostrare che l'inosservanza dei valori di parametro è dovuta all'impianto di distribuzione domestico o alla sua manutenzione, fatta eccezione per gli edifici e le strutture in cui l'acqua è fornita al pubblico, quali scuole, ospedali ecc.); • per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui queste fuoriescono dalla medesima; • per le acque confezionate in bottiglie o contenitori destinati alla vendita, nel punto in cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori. I-S5.1 Qualità acque potabili I riferimenti legislativi per la qualità delle acque potabili sono : 1) D.L. n. 31 del 2.2.2001 “Attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano” 2) D.L. n. 27 del 2.2.2002 “Modifiche ed integrazioni al decreto 2 Febbraio 2001 n. 31, recante attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano”.Si riportano nella successiva tabella i dati come forniti dalla azienda ASL 5 di Pisa, relativamente ai controlli effettuati nel periodo 2003-2005; i dati in tabella riguardano le misurazioni dove i parametri di legge sono stati superati. I dati si riferiscono solamente ai comuni di Calcinaia, Casciana Terme, Lari e Pontedera. Nell’ultima colonna viene riportato il primo campione rientrato nella norma. DATA PRELIEVO COMUNE PUNTO DI PRELIEVO ACQUEDOTTO PARAMETRO OLTRE LIMITE 16 giugno 2003 Pontedera Fontanella frazione La Rotta via T. Romagnola Bercino Carica batterica a 22°C - 12 U.F.C/1 ml Carica batterica a 36°C - 40 U.F.C./1 ml 16 giugno 2003 Pontedera Fontanella frazione Il Romito via Dini Treggiaia Carica batterica a 22°C - 98 U.F.C/1 ml Carica batterica a 36°C - 10 U.F.C./1 ml 16 giugno 2003 Pontedera Fontanella Montecastello piazza La Porta Treggiaia Carica batterica a 36°C - 12 U.F.C./1 ml 26 LIMITE L.283/1988 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml NELLA NORMA PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 DATA PRELIEVO COMUNE PUNTO DI PRELIEVO 16 giugno 2003 23 giugno 2003 ACQUEDOTTO PARAMETRO OLTRE LIMITE Pontedera Fontanella frazione La Rotta via Tosco Romagnola Treggiaia Carica batterica a 22°C - 10 U.F.C/1 ml Carica batterica a 36°C - 1 U.F.C./1 ml Casciana Terme Fontanella loc. Parlascio via del Masso Lavaiano Carica batterica a 22°C 30 U.F.C/1 ml Lari Fontanella via IV novembre Lavaiano Carica batterica a 22°C - 22 U.F.C/1 ml Carica batterica a 36 °C - 24 U.F.C./1 ml 10 luglio 2003 Pontedera Fontanella piazza Trieste Cerbaie Carica batterica a 22°C – 30 U.F.C./1 ml Carica batterica a 36 °C – 23 U.F.C./1 ml 10 luglio 2003 Pontedera Fontanella frazione I Fabbri, campo sportivo Treggiaia Carica batterica a 22°C - 27 U.F.C/1 ml Carica batterica a 36°C - 38 U.F.C./1 ml 20 maggio 2005 Casciana Terme Fontanella loc. Collemontanino Lavaiano 25 luglio 2005 Calcinaia Fontanella deposito Montecchio Cerbaie Nichel (Ni) 33 microg/l 25 luglio 2005 Lari Fontanella deposito Boschi di lari Lavaiano Nichel (Ni) 145 microg/l 23 giugno 2003 Trialometani 39,1 microg/l LIMITE L.283/1988 NELLA NORMA 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 0 U.F.C/1 ml 30 microg/l 20 microg/l 20 microg/l 31-07-2003 31-07-2003 19-08-2003 19-08-2003 25-08-2005 25-08-2005 25-08-2005 FONTE dei dati: Azienda ASL 5 PISA I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.152/06) In questo paragrafo vengono presi in esame i dati inerenti la classificazione delle acque destinate alla produzione potabile, effettuata dalla Regione Toscana ai sensi del D.P.R. 515/82, poi sostituito dalle disposizioni del D.Lgs 258/00 e allo stato attuale dal T.U. 152/2006. Tale decreto, in quanto testo di legge cardine in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, prevede infatti una specifica classificazione delle acque destinate all’approvvigionamento potabile in classi di qualità (A1, A2, A3, >A3), definite sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche delle acque monitorate. In base alla classe di qualità di appartenenza, si rendono necessari determinati trattamenti di potabilizzazione. Dai dati ricavati dal “Profilo e Immagine di Salute della Valdera” – Società della Salute della Valdera e ASL5 Zona Valdera (2005), sulle caratteristiche delle acque destinate ai prelievi, risulta che i controlli effettuati dal Dipartimento Prevenzione sull’acqua potabile nell’anno 2004 hanno visto la piena attuazione della nuova normativa in materia. 27 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 I campioni effettuati, ridotti per numero per effetto della nuove disposizioni legislative (200 prelievi per l’anno 2004), hanno sostanzialmente confermato il mantenimento nel tempo dei parametri microbiologici dell’acqua erogata, mentre in relazione ai parametri chimici, è stato in qualche occasione rilevato un superamento, seppur di modesta entità, del parametro organo clorurati. La presenza di questi inquinanti, che si producono per effetto di reazione chimica in occasione di disinfezioni dell’acqua con prodotti a base di cloro, induce ad una specifica attenzione sui sistemi di disinfezione utilizzati per la potabilizzazione dell’acqua. INDICATORI DI PRESSIONE I-P1 Consumi e fabbisogni idrici La Toscana ha suddiviso il territorio regionale nei seguenti Ambiti: ATO 1 Toscana Nord, ATO 2 Basso Valdarno, ATO 3 Medio Valdarno, ATO 4 Alto Valdarno, ATO 5 Toscana Costa , ATO 6 Toscana Ombrone. I Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera ricadono nell’ATO n° 2 – Basso Valdarno, gestita attualmente dalla società “Acque S.p.A. ”. Dai dati emergono che in alcuni Comuni prevale la componente industriale ed artigianale (Pontedera, Calcinaia e Ponsacco) ed altri ancora che, insieme ad un recente sviluppo industriale, mantengono una notevole componente rurale (Lari ). Per quel che concerne la disponibilità di risorsa idrica, “Acque S.p.A.”, afferma che, ad eccezione di alcune settimane estive e nell’ottica di bilancio complessivo dell’intero ATO 2, la richiesta attuale viene soddisfatta. Nell’ATO vi sono Comuni nei quali il bilancio idrico è in passivo, tra i quali è Pontedera, ed altri nei quali è in forte attivo (il principale dei quali è Bientina); la creazione delle AATO ha avuto come obbiettivo primario proprio quello di superare i limiti amministrativi comunali per considerare la risorsa acqua nella sua complessità. I-P1.2 Consumi idrici I dati relativi ai consumi idrici rilevati sono stati forniti dall’ente Gestore del servizio idrico (Acque S.p.A.), poiché i dati forniti si riferiscono solo all’anno 2005 non è stato possibile delineare il trend dei consumi idrici. I dati riportati in tabella I.5, mostrano la ripartizione dei consumi idrici per tipologia di utenza, tra usi domestici e usi “speciali”, che comprendono sia gli usi civili non domestici e gli usi assimilabili a civili, sia gli usi industriali ed agricoli (presenti nel 2005 solo per il comune di Ponsacco). 2005 PONTEDERA BIENTINA CALCINAIA LARI 1.294.010 320.825 464.621 320.675 589.933 174.221 Civile Abitazione Non Residente 45.161 9.881 14.670 11.007 18.099 4.976 Altri Usi 35.220 16.706 14.517 6.015 17.776 10.389 Artigiani 1.303 1.403 712 878 1.979 48 Civile Abitazione PONSACCO CASCIANA TERME Cantiere 2.379 3.512 1.611 41 1.866 475 Commercio 16.389 7.548 10.186 2.678 12.538 703 Industria Alberghiera 2.558 0 0 0 45 28 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 2005 PONTEDERA BIENTINA CALCINAIA LARI Industria Manifatturiera 4.793 2.212 1.227 638 Uffici Vari PONSACCO CASCIANA TERME 1.390 63 4.585 444 1.100 1.044 3.585 73 Uso Non Domestico 355.475 58.409 78.114 25.026 56.165 34.350 Utenze Pubbliche 77.467 10.441 8.093 14.531 18.788 9.710 523 0 0 0 0 0 Uso Allevamento 0 457 628 526 567 912 Uso Agricolo 0 0 0 0 194 0 Uso Attività Produttive 0 0 0 0 0 9.653 1.839.863 431.838 595.479 383.059 722.925 245.573 Autoconsumi TOTALE FONTE dei Dati: ACQUE SpA Tab.I.5:Consumi idrici suddivisi per utenze (mc) Si osserva la netta predominanza degli usi domestici rispetto a quelli speciali. In base a quanto emerge dai dati, inoltre, l’incidenza sugli usi speciali delle utenze industriali ed agricole risulta piuttosto scarsa. Se ne deduce pertanto che il fabbisogno per tali usi possa essere in gran parte coperto da prelievi idrici autonomi (pozzi e derivazioni da acque superficiali). I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite A partire dai dati di consumo complessivo e di consumo per soli usi domestici, è possibile stimare (tab. I.6) il consumo idrico pro-capite (anno di riferimento 2005), riferito alla popolazione servita. Si osserva che il consumo pro-capite per usi domestici risulta inferiore alla dotazione minima (150 l ab/g) assunta quale fabbisogno idrico da garantire ai sensi di legge. Comune 2005 mc Mc/abitante/anno Consumo/giorno Bientina 330.706 51,0 139,7 Calcinaia 479.291 51,2 140,2 Casciana Terme 179.197 49,5 135,6 Lari 331.682 39,8 109,2 Ponsacco 608.032 45,5 124,8 Pontedera 1.339.171 49,9 136,7 FONTE dei Dati: ACQUE SpA Tab.I.6:Consumi idrici procapite I-P2 Prelievi da acque sotterranee Lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee è un problema che solo nel recente passato è stato affrontato in termini quantitativi. Le normative statali e regionali che si sono succedute a partire dagli anni ’70, a partire dalla L. 319/76, hanno permesso di affrontare la complessa questione della gestione delle risorse idriche sotterranee, nonostante nel nostro Paese fosse da tempo in vigore una complessa ed articolata norma come il Regio Decreto n°1775 del 1933, peraltro ancora vigente. 29 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Infatti fino a quando tutte le risorse idriche sotterranee non sono state dichiarate pubbliche, lo sfruttamento delle acque di sottosuolo è stato praticamente incontrollato. E’ stato necessario attendere più di 50 anni per arrivare ad una serie di provvedimenti legislativi (Dlgs 275/93, L. 36/94 e Dlgs 258/00) attraverso i quali si è potuto da una parte incrementare le conoscenze sugli approvvigionamenti idrici autonomi, strutturando un archivio dei punti di prelievo esistenti, e dall’altra estendere a tutte le acque sotterranee l’obbligo della concessione sugli attingimenti. Le acque superficiali facenti parte del demanio idrico, ai sensi del RD. 1775/1933, possono essere attinte o derivate per i fabbisogni della comunità (irriguo, domestico, produttivo etc). La norma prevede nello specifico due casi ben distinti: Attingimenti: provvedimenti autorizzativi a carattere temporaneo si riferiscono a permessi di prelievo di acque superficiali che si esauriscono nel corso di un anno. Il richiedente non può avvalersi di tale prerogativa per più di 5 volte. Derivazioni: sono concessioni pluriennali della durata massima di 30 anni. Il provvedimento di concessione è rilasciato se non pregiudica il mantenimento o il raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d’acqua interessato e se è garantito il minimo deflusso vitale, tenuto conto delle possibilità di utilizzo di acque reflue depurate o di quelle provenienti dalla raccolta di acque piovane, sempre che ciò risulti economicamente sostenibile. Questi i principi della normativa; nella realtà, come noto si assiste viceversa, ad un intenso sfruttamento che spesso determina una drastica riduzione del deflusso a detrimento dei minimi indispensabili per garantire condizioni accettabili per gli ecosistemi acquatici. Il sottosuolo del territorio del Comune di Pontedera, ospita due acquiferi molto diversi tra loro: • Un acquifero più superficiale, di tipo freatico, che si trova ad una profondità di 6/7 metri rispetto al piano di campagna, alimentato dalle precipitazioni atmosferiche, ha oscillazioni da 1 a 6 metri a seconda delle zone ed è contenuto in terreni mediamente permeabili, per cui risulta vulnerabile, poco produttivo e caratterizzato da una lenta capacità di ricarica. Segue generalmente la pendenza orografica della Valdera e della valle dell’Arno per cui ha una direzione di flusso che va da Sud-Est a Nord-Ovest. In prossimità dei centri abitati minori e dei casolari isolati la falda freatica è sfruttata per usi agricoli e domestici da numerosi pozzi a sterro. A fronte di una situazione naturale che già presenta originariamente elementi di fragilità si aggiungono forti elementi di criticità quando la ricarica non riesce a supportare gli emungimenti ai quali è sottoposta, per cui le trasformazioni dovranno essere condizionate ad una limitazione del prelievo idrico. • Un acquifero di tipo artesiano più basso con profondità che vanno da -25/30 m in prossimità del limite Est della piana dell’Era a profondità di 90/100 m presso alcune ramificazioni dei depositi del Fiume Arno. Questo acquifero viene sfruttato da pochi pozzi ad uso idropotabile gestiti da “Acque S.p.A.” (presso Il Bercino a La Rotta, presso Mercatale e Pescine a Treggiaia), da alcuni pozzi artesiani utilizzati a scopi industriali (10 dei quali all’interno dello stabilimento Piaggio) e da altri pozzi artesiani ad uso agricolo che recentemente, in conseguenza delle pratiche estensive diffuse in agricoltura, hanno sostituito i tradizionali pozzi a sterro. Per quel che concerne questa falda si può parlare di una complessiva condizione di criticità, anche considerando, che nel complesso l’approvvigionamento idropotabile del Comune di Pontedera è garantito principalmente dai prelievi effettuati dal rilievo delle Cerbaie e dal Padule del Bientina. 30 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 A questi due acquiferi principali si aggiungono alcune falde di tipo misto presenti sulle colline che alimentano alcuni pozzi ad uso idropotabile locale o alcune piccole sorgenti stagionali. I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranee e superficiali Si riportano nella successiva tabella I.7 i dati sui prelievi idrici autorizzati forniti dalla Provincia di Pisa. Come si può vedere il maggior consumo di acque sotterranee è quello relativo alle utenze diverse dal domestico, ad eccezione del comune di Cascina Terme; per gli altri comuni e in particolare per il comune di pontedera tali prelievi risultano essere molto consistenti. Per i prelievi per uso domestico, i comuni di Pontedera, Ponsacco e Lari, si trovano al primo posto. Per quanto riguarda derivazioni e attingimenti da acque superficiali, il comune di Bientina è al primo posto; ad esclusione del Comune di Pontedera, per le derivazioni gli altri comuni non hanno praticamente derivazioni e attingimenti. Comune Pozzi domestici Pozzi diversi dal domestico Pontedera 169.000 1.644.902 2.805 0 Ponsacco 150.000 111.750 10 10 261.770 Lari 149.000 220.535 0 0 369.535 Casciana Terme 36.000 0 0 0 36.000 Bientina 70.000 554.825 7.800 0 632625 Calcinaia 94.000 64.608 234 720 159562 668.000 2.616.620 10.849 730 TOT Derivazioni da Attingimenti acque acque superficiali superficiali Totale prelievi 1.816.707 FONTE dei Dati: Provincia di Pisa Tab.I.7: Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranee e superficiali (migliaia di m3). INDICATORI DI RISPOSTA I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica Gli obbiettivi generali da perseguire nell’uso di questa essenziale risorsa ambientale sono desunti, all’interno dei vari Piani Strutturali dalle disposizioni di legge in materia sia di carattere nazionale che regionale nonché dai piani di settore predisposti dagli enti sovracomunali preposti nella gestione delle risorse idriche e alla difesa del suolo, e sono così sintetizzabili: - Riduzione del livello di pressione delle sostanze inquinanti di origine antropica sulle risorse idriche; - Riduzione del livello di prelievo delle acque per i diversi usi antropici; - Elevazione del livello di qualità delle acque dolci superficiali; - Elevazione della qualità dell’acqua utilizzata per l’uso idropotabile; - Risparmio idrico nei consumi industriali e nei consumi civili, in particolare per operazioni di irrigazione, al fine di ridurre il continuo emungimento delle falde sotterranee, causa di fenomeni di subsidenza e soprattutto di riduzione di acqua per usi idropotabili; - Prevenzione dei fenomeni di esondazione dai corsi d’acqua superficiali nei confronti degli insediamenti residenziali e produttivi, onde evitare danni a persone, cose e beni culturali e ambientali; - Favorire il miglioramento della qualità delle acque superficiali e impedire l’inquinamento di quelle sotterranee; 31 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 - Prevenzione dei fenomeni franosi nelle zone collinari; A tale scopo le misure da intraprendere possono così riassumersi: - incentivare il recupero di acque pluviali in invasi o depositi privati o consortili per un successivo riuso nei cicli produttivi, o per l’irrigazione; - mantenere in efficienza i corsi d’acqua principali, l’Arno, l’Era, il canale Scolmatore e il reticolo dei corsi minori, attraverso il risezionamento, il rialzamento o rinforzo degli argini, e comunque attraverso l’attuazione delle misure di difesa idraulica già previste dagli Enti preposti alla difesa del suolo, l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, il Provveditorato Consorzio di Bonifica della Valdera, o con la proposta di nuove iniziative utili allo scopo da sottoporre alla approvazione degli enti preposti; - mantenere in efficienza ed estendere la rete fognaria sia bianca che nera e gli impianti di depurazione sia pubblici che privati; favorire, in particolare in campagna, soluzioni depurative naturali quale la fitodepurazione; - attuare il completamento, ammodernamento e adeguamento della rete acquedottistica e della rete fognaria per gli insediamenti esistenti e per le nuove trasformazioni. - impedire nuovi interventi edificatori privi dei necessari collegamenti alle reti fognarie pubbliche e ai sistemi di smaltimento e depurazione; - prima di nuove previsioni urbanistiche di nuova espansione e di semplice ristrutturazione con aumento dei carichi urbanistici verificare il dimensionamento e funzionamento complessivo dei sistemi di smaltimento urbani ed in caso di insufficienza di questi subordinare gli stessi interventi all’adeguamento dei collettori urbani principali o agli altri interventi necessari; - favorire il recupero di acque depurate per usi industriali non potabili; - disincentivare l’uso di fitofarmaci o fertilizzanti chimici in agricoltura; - bonificare siti che risultano inquinati onde evitare inquinamenti delle falde acquifere; - impedire fenomeni di percolamento di sostanze inquinanti nelle falde sotterranee; - nelle trasformazioni che riguardano la viabilità, sarà preferito il ricorso a tecnologie e materiali adatti alla massima riduzione dei livelli di impermeabilizzazione del suolo. Il sistema di monitoraggio delle risorse è gestito per tutti i comuni dell’area da Acque SPA (gestore servizio idrico integrato). Il comune di Calcinaia ha segnalato tra le attività per gli anni 2002 –2003 –2004 –2005, le opere annuali di miglioramento dei servizi idrici con potenziamento di una nuova rete idrica. DETERMINANTI D.8 ACQUA Il settore civile è quello che determina il maggiore impatto sulle risorse idriche dell’Area di indagine anche se con i dati a disposizione risulta difficile fare stime di tipo quantitativo ed evidenziare l’andamento nel tempo. Dai dati sulla popolazione nell’ultimo decennio non è stata registrata una grande crescita della popolazione residente nell’area, non sono però disponibili informazioni per valutare l’evoluzione dei consumi idrici pro-capite. Il terziario è particolarmente forte nell’area ma non è possibile effettuare alcuna stima. Il turismo non costituisce sicuramente un fattore d’impatto sulle risorse idriche, assimilabile al settore domestico, in quanto non molto presente nell’area ad esclusione del comune di Casciana Terme. Per quanto riguarda l’agricoltura e il settore produttivo, non si hanno dati a sufficienza per quantificarne il determinante. Anche per quanto riguarda gli scarichi idrici non è possibile con i dati a disposizione definire il determinante. 32 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 II- ARIA ABSTRACT Le pressioni esercitate dalle attività antropiche sulla qualità dell’aria vengono analizzate innanzitutto mediante un’accurata elaborazione dei dati derivati dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione, che ha consentito di stimare i quantitativi di inquinanti principali e di gas serra emessi annualmente a scala comunale, e di confrontare tali dati con i rispettivi valori provinciali e regionali, nonché di individuare le principali tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico. Il quadro delle pressioni viene completato con le informazioni derivate dalle attività autorizzate alle emissioni in atmosfera e alle attività a rischio di incidente rilevante. L’insieme dei suddetti dati consente infatti di integrare le informazioni derivanti dall’I. R.S.E. e di meglio comprendere il contributo del settore produttivo alla problematica connessa all’inquinamento atmosferico. Lo stato della risorsa aria viene poi caratterizzato mediante i dati sulla Diffusività atmosferica e del monitoraggio chimico e biologico (monitoraggio con licheni epifiti) nei comuni dove è stato effettuato. Infine vengono illustrate le principali politiche di risposta attuate dalle ’Amministrazioni comunali in materia di tutela dall’inquinamento atmosferico. Infine si è cercato di calcolare, con i pochi dati a disposizione anche due degli indicatori comuni europei, N°2: Contributo locale al cambiamento climatico globale mediante le Emissioni di CO2 equivalente N°5 Qualità dell’aria locale, mediante il Numero di superamenti del valore limite. INDICATORI DI STATO II-S1 Qualità dell’aria II-S1.1 Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale II-S1.2 Diffusività atmosferica II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico II- S1.4 Biomonitoraggio INDICATORI DI PRESSIONE II-P1 Emissioni in atmosfera II-P1.1 Emissioni gas serra II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra II-P1.2 Emissioni inquinanti totali II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente II-2 Industria II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e Regione) II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante INDICATORI DI RISPOSTA II-R1 Politiche comunali DETERMINANTI D.7 ARIA 33 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI COMUNI EUROPEI N°2: Contributo locale al cambiamento climatico globale Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo) N°5 Qualità dell’aria locale Numero di superamenti del valore limite. Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento INDICATORI DI STATO II-S1 Qualità dell’aria Il sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria Le competenze della Regione in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente prevedono: • Valutazione della qualità dell'aria al fine di determinare le zone e gli agglomerati dove effettuare obbligatoriamente le misurazioni; oppure, ove sia possibile, l'applicazione di tecniche modellistiche e /o di stima oggettiva. • Valutazione preliminare della qualità dell'aria ambiente nelle zone e negli agglomerati ove non siano disponibili misure rappresentative, indagini o stime, al fine di individuare e classificare il territorio in base ai livelli di inquinamento individuati. • La classificazione del territorio in: x(Zone A) i livelli di inquinamento esistenti sono al di sotto dei valori limite e anche della soglia di valutazione superiore e non comportano il rischio di superamento degli stessi. x(Zone B e Zone B1) i livelli di inquinamento rischiano di superare i valori limite e/o le soglie di allarme a causa di episodi acuti di inquinamento, collocandosi tra le soglie di valutazione superiore e il valore limite. (Zone C) i livelli di inquinamento, pur superando i valori limite, sono al di sotto del margine di superamento/tolleranza temporaneo. x(Zone D) i livelli di inquinamento superano i valori limite oltre il margine di superamento/tolleranza. La qualità dell’aria in Toscana viene controllata tramite un sistema di monitoraggio regionale composto da reti provinciali pubbliche e da reti private. Le reti provinciali sono costituite da stazioni che rilevano sia le concentrazioni di sostanze inquinanti che i parametri meteorologici. La gestione operativa delle unità di rilevamento, la raccolta e validazione dei dati è demandata ai Centri Operativi Provinciali (COP), di cui fanno parte i Dipartimenti provinciali ARPAT. La Regione ha la funzione di coordinamento del sistema, la cui realizzazione e buon funzionamento sono finalizzati alla programmazione della tutela e risanamento della qualità dell’aria. Alle reti provinciali pubbliche si aggiungono, integrandosi, reti private, realizzate in prossimità di poli industriali e gestite dagli industriali stessi o dai Dipartimenti ARPAT, a seguito di convenzioni specifiche o accordi programmatici. La Regione Toscana ha approvato il “Piano regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria”, che contiene lo stato dell’arte del sistema di monitoraggio e i criteri per la sua realizzazione, organizzazione e gestione. Il controllo della qualità dell’aria in Toscana avviene in 48 Comuni (9 capoluoghi di provincia, 12 Comuni con popolazione superiore a 30.000 abitanti), dove risiedono circa 2 milioni di abitanti, pari al 50% del 34 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 totale regionale (dati aggiornati al 2002). I dati raccolti dalle reti gestite da ARPAT vengono divulgati attraverso il bollettino quotidiano della qualità dell’aria. Annualmente i dati vengono analizzati, elaborati e sintetizzati in una relazione mirata a fornire alle Amministrazioni competenti il quadro conoscitivo necessario a determinare le politiche di gestione dell’ambiente. II-S1.1 Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale Come già evidenziato, ai fini della tutela della qualità dell’aria la Regione Toscana ha adottato il secondo piano di classificazione del territorio regionale. Questo documento, denominato “Valutazione della qualità dell’aria ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo n. 351/99”, si pone quale strumento funzionale all’attivazione della fase di pianificazione e programmazione per il risanamento ed il mantenimento della qualità dell’aria ambiente. Lo studio si basa sui dati di qualità dell’aria rilevati fino all’anno 2002, e permette, in coerenza e nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali relativi alla qualità dell’aria ambiente da raggiungersi nel 2005 e nel 2010, di sviluppare le azioni regionali di mantenimento e di risanamento, assicurandone il coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione settoriale e con gli strumenti di pianificazione degli enti locali. In particolare sono stati assunti come base di riferimento le seguenti informazioni: 1.i risultati delle misurazioni ottenute dai sistemi di rilevamento provinciali relativamente al periodo 2000-2002; 2.i risultati di campagne di monitoraggio e dei rapporti sulla qualità dell’aria predisposti ed effettuati dalle Amministrazioni Provinciali, tramite l’ARPAT, e Comunali relativamente allo stesso periodo 2000-2002; 3.informazioni sull’entità delle emissioni e la densità emissiva presente nei comuni toscani fornite dall‘Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.) relativamente all’anno 2000 e la sua variazione rispetto ai dati del 1995; 4.informazioni sulla diffusività atmosferica; 5.alcune informazioni statistiche relative ai comuni. La classificazione dei territorio è stata indirizzata ai seguenti fini: 1.Classificazione ai fini della protezione della salute umana 2.Classificazione ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione Classificazione ai fini della protezione umana La classificazione è articolata in quattro livelli crescenti, in funzione del grado di avvicinamento e/o superamento dei limiti, come meglio illustrato nella seguente tabella: Tipo di zona Criterio di classificazione A Livelli inferiori ai valori limite: assenza rischio di superamento B Livelli prossimi ai valori limite: rischio di superamento C Livelli superiori ai valori limite ma inferiori ai margini temporanei di superamento/tolleranza D Livelli superiori ai margini di superamento/tolleranza temporanei 35 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Per passare ad un’analisi di maggior dettaglio sui comuni di interesse ai fini del presente studio, (Tab.II.1) si può rilevare che ad eccezione del comune di Pontedera, tutti gli altri risultano classificati in zona A (livelli inferiori ai valori limite) per tutti i parametri; Pontedera per il parametro Benzene, NO2 e PM10 risulta classificati in zona B (livelli prossimi ai valori limite). L’unico comune classificato per l’ O3 è il comune di Pontedera. Se consideriamo quindi l’area di indagine nella totalità i comuni di interesse sono quindi complessivamente ricompresi nella “Zona di mantenimento A-B”, che comprende complessivamente 255 comuni (la maggior parte del territorio regionale) che presentano una buona qualità dell’aria e per i quali dovrà essere previsto un piano di mantenimento regionale. Fa eccezione Pontedera che invece rientra tra i Comuni toscani con superamento e rischi di superamento dei valori limite. CO NO2 PM10 SO2 Pb C6H6 O3 Bientina A A A A A A NC Calcinaia A A A A A A NC Casciana Terme A A A A A A NC Lari A A A A A A NC Ponsacco A A A A A A NC Pontedera A B B A A B C PROVINCIA DI PISA Tabella II.1 – Classificazione della qualità dell’aria ai fini della protezione della salute umana. FONTE dei dati: “Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale” App.2 C’è da sottolineare che in Toscana tutti i comuni dove è stata effettuata la classificazione relativa all’ozono (O3) ha portato ad individuare in classe C tutti i 13 comuni in cui è stata effettuata. Classificazione ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione Di seguito si riportano le mappe relative alla classificazione rispetto agli ossidi di azoto (NOx) ai fini della protezione della vegetazione, al biossido di azoto (SO2) ai fini della protezione degli ecosistemi, e all’ ozono (O3) ai fini della prevenzione dal degrado dei materiali. Non essendo ancora disponibili le elaborazioni dei dati del rilevamento per il calcolo del parametro AOT40, rappresentativo degli effetti dell’ozono sulla vegetazione, sulle colture e sulle foreste, non è stato possibile effettuare la classificazione per la protezione della vegetazione relativamente a tale inquinante. La classificazione ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione è articolata in tre livelli crescenti, in funzione del grado di avvicinamento e/o superamento dei limiti, come meglio illustrato nella seguente tabella: Tipo di zona 36 Criterio di classificazione A Livelli inferiori ai valori limite: assenza rischio di superamento B Livelli prossimi ai valori limite: rischio di superamento C Livelli superiori ai valori limite PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 In base a tale classificazione (Tab.II.2), i comuni dell’area di indagine risultano ordinati come segue: PROVINCIA DI PISA NOX SO2 O3 Bientina A A NC Calcinaia A A NC Casciana Terme A A NC Lari A A NC Ponsacco A A NC Pontedera C A B FONTE dei dati: “Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale” App.3 Tab. II.2 – Classificazione della qualità dell’aria ai fini della protezione degli ecosistemi, della vegetazione e per il degrado dei materiali. Anche in questo caso si può rilevare che tutti i comuni ad esclusione di Pontedera, sono classificati in zona A (Livelli inferiori ai valori limite) per gli ossidi di azoto e biossido di zolfo, mentre mancano i dati per la classificazione del parametro ozono. Pontedera anche in questo caso è a rischio di superamento per O3 mentre per NOX è a livelli superiori ai valori limite. II-S1.2 Diffusività atmosferica I livelli di sostanze inquinanti presenti in un determinato territorio sono influenzati anche dalle condizioni meteoclimatiche che contribuiscono a creare situazioni di ristagno e di accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera, è stato effettuato a tale scopo dal La.M.MA. (Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale) uno studio sul grado di diffusività atmosferica presente nella regione Toscana. Lo studio “Classificazione della diffusività atmosferica nella Regione Toscana” rientra nell’ambito delle attività svolte dalla Regione per la tutela della qualità dell’aria ed è finalizzato, a fornire elementi di valutazione per la prima classificazione del territorio regionale ai sensi del D.Lgs. n.351/99. Lo studio ha permesso di individuare le aree in cui si possono verificare con maggior frequenza condizioni critiche per la diffusione degli inquinanti ed è stata effettuata una classificazione relativa all’intero territorio regionale in base alle diverse condizioni di diffusività atmosferica. Il risultato è stata la suddivisione del territorio in tre classi di diffusività atmosferica alta, media e bassa, rispettivamente, che ha permesso di introdurre questo parametro di valutazione nella metodologia di classificazione effettuata ai sensi del D.Lgs. n.351/99. Pertanto un fattore da considerare all’interno del Sistema Aria è la “diffusività atmosferica” in quanto, si tratta di un elemento che ha conseguenze in ogni altro componente della qualità atmosferica. Per diffusività atmosferica si intende la capacità che i bassi strati dell’atmosfera hanno nel disperdere, trasportare ed accumulare le sostanze inquinanti. Questa è sostanzialmente determinata da 2 parametri meteoclimatici: l’intensità del vento e la turbolenza dell’atmosferica. L’intensità del vento è misurata direttamente tramite anemometri e viene fornita, generalmente, come media oraria. La turbolenza atmosferica è un parametro molto più complesso e per avere una stima è possibile utilizzare la classificazione empirica di Pasquill-Gifford che suddivide l’atmosfera in 5 classi da fortemente instabile (classe A) a fortemente stabile (classe E). 37 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Comune Diffusività Bientina Bassa Calcinaia Bassa Casciana Terme Bassa Lari Bassa Ponsacco Bassa Pontedera Bassa FONTE Dati: La.M.M.A. (Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale) Tab. II.3: Diffusività atmosferica Come illustrato nella tabella II.3 i Comuni dell’area presentano una diffusività atmosferica bassa per cui i tempi di dispersione delle sostanze inquinanti risultano maggiori rispetto ad altri territori. II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico Rete di Rilevamento della Qualità dell’aria della Provincia di Pisa La Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria della Provincia di Pisa è costituita da 18 stazioni fisse e da un laboratorio mobile. I primi dati risalgono al 1990 con la stazione di Piazza Guerrazzi a Pisa. Attualmente vi sono 6 stazioni nel Comune di Pisa, 2 stazioni nel Comune di Cascina, 7 stazioni nella Zona del Cuoio (zona che comprende i seguenti comuni: S. Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli Val d’Arno, Castelfranco di Sotto, S. Maria a Monte e Fucecchio), 1 stazione a Pontedera, 1 stazione nel Comune di Lari e 1 stazione nel Comune di Pomarance. In totale la rete dispone di 65 analizzatori automatici e 8 gruppi di sensori meteorologici collegati via telefono col Centro Operativo dell’ARPAT di Pisa. Gli inquinanti monitorati sono: PM-10 (Polveri con diametro aerodinamico inferiore a 10 micrometri), Polveri Totali, ozono (O3), biossido di azoto (NO2), acido solfidrico (H2S), Benzene, Toluene, n-Esano, Monossido di Carbonio (CO), Ammoniaca (NH3), idrocarburi non metanici (NMHC), anidride solforosa (SO2) e acido cloridrico (HCl). Mentre i parametri meteorologici monitorati sono: velocità e direzione del vento, temperatura dell’aria, pressione atmosferica, radiazione solare, umidità e pioggia. Tutti i dati forniti dagli strumenti sono resi pubblici dopo che i tecnici del Centro Operativo dell’ARPAT li hanno sottoposti ad una operazione di validazione. I dati vengono visualizzati su grafico e su tabella numerica sia tramite il sito Internet provinciale sia tramite 8 PIM (Punti Informativi Multimediali) dislocati in alcuni comuni della Provincia di Pisa. In questa sezione vengono sintetizzati i risultati del monitoraggio dell’inquinamento atmosferico condotto nell’ambito del territorio dei comuni di Lari e Pontedera in quanto solo su questi due comuni sono in attività stazioni fisse di monitoraggio della qualità dell’aria. La centralina di Lari è stata inserita con un protocollo d’intesa tra la provincia ed i comuni di Cascina, Pontedera , Pomarance e Lari, su proposta della stessa provincia Servizio Ambiente U.O. inquinamento atmosferico, dal 11.07.03 nella zona industriale di Perignano. Pontedera ospita una centralina per il monitoraggio atmosferico di proprietà della Provincia di Pisa e gestita dall’ARPAT, ubicata in via della Misericordia, nel centro storico, attualmente in grado di rilevare i valori relativi agli ossidi di azoto (NOn), all’ossido di carbonio (COn), all’ozono (O3) e agli idrocarburi non metanici (MNHC comprendenti N6H6, COV - Composti Organici Volatiti - ed altri). Negli anni nei quali sono stati ef38 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 fettuati i rilevamenti non sono stati registrati episodi acuti di inquinamento per cui, a fronte di alcuni episodiche condizioni di fragilità analizzate di seguito, nel complesso la situazione è ben sotto i livelli di criticità. Per quanto riguarda i dati fino al 2002, dati più completi ed aggiornati riguardano il rilevamento dell’Ozono per il quale l’andamento dei superamenti del valore limite non risulta costante negli anni e, nel periodo complessivo del rilevamento (1994-2002), ha fatto registrare un solo superamento dei valori indicati dal D.M. 2 Aprile 2002. Il livello dell’ozono mostra i valori più alti nei mesi estivi, ma si mantiene sempre inferiore al dato medio provinciale per cui, nel complesso, non si tratta di un elemento di criticità. I dati sul Biossido di zolfo SO2 e sul Monossido di carbonio CO, pur presentando alcune lacune di rilevazione, mostrano un andamento delle medie annuali tendenzialmente in diminuzione e comunque inferiori ai valori di criticità. Per questi due elementi i valori più elevati si registrano nei mesi invernali. Il calo del CO, inquinante che ha origine prevalentemente dal traffico automobilistico, è da attribuire prevalentemente al rinnovamento degli autoveicoli piuttosto che ad una diminuzione reale del traffico, che al contrario, negli ultimi anni, è andato crescendo. Per il Biossido di Azoto NO2 si possiedono rilevamenti riferiti agli anni 1998, 1999, 2001 e 2002; i primi due rilevamenti registrano dati inferiori ai valori obbiettivo, mentre gli ultimi dati superano i valori limite. Il Biossido di Azoto, al pari del CO, è prodotto dalla combustione dei motori a scoppio; mentre però la CO subisce, come detto, un calo negli anni, il NO2 registra un sostanziale incremento; la causa di questo fenomeno è da ricercare probabilmente nella tipologia di motori di nuova generazione che non abbattono questo tipo di inquinante e nella presenza di altre sorgenti fisse (strutture termoelettriche ed altre) nella città di Pontedera. Per quel che concerne gli Idrocarburi non metanici si registra un generale decremento sia dei valori medi che del numero dei superamenti dei valori limite. Si riportano invece nelle tabelle II.4 - II.7 i dati che degli anni dal 2003 al 2005 nel corso dei quali, rispetto agli anni precedenti si può vedere la situazione è molto peggiorata. Per la maggior parte dei comuni i dati non sono presenti in quanto come già evidenziato non sono presenti le centraline e non state effettuate misure. misurazione PM10 2004 2003 Comune 2005 Media annuale* Superamenti val. limite Media annuale* Superamenti val. limite Media annuale* Superamenti val. limite Pontedera 32,3 4 24,9 12 36 54 Lari 36,4 8 31,7 45 31,2 42 FONTE dei Dati : ARPAT Pisa Tab.II.4 Risultati misurazione PM10 * microgrammi /Nmc Come si vede dalla tabella II.4 il numero dei superamenti del valore limite, è aumentato tantissimo sia nel comune di Pontedera che in quello di Lari, passando rispettivamente dai 4 e 8 ai 54 e 42. Pertanto le PM10 sembrano essere un elemento di criticità. Per i comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme e Ponsacco non sono presenti i dati non essendo presenti punti fissi di monitoraggio e non sono stati resi disponibili dati riferiti a campagne effettuate con laboratorio mobile dal Dipartimento provinciale di ARPAT. 39 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 misurazione O3 2003 Comune 2004 Sup. soglia informazione Sup. soglia allarme Sup. soglia informazione Pontedera 1 0 0 Lari 1 0 2005 Sup. soglia allarme Sup. soglia informazione 0 0 0 0 NP 2 Sup. soglia allarme FONTE dei Dati : ARPAT Pisa Tab.II.5 Risultati misurazione O3 Rispetto alle misurazioni degli anni precedenti si vede dalla tabella II.5 come in questo caso la situazione sia migliore o almeno non si sia troppo cambiata, pertanto non sembra essere un elemento di criticità. misurazione NO2 2003 Comune Pontedera Lari Media annuale* 2004 Superamenti val. limite Media annuale* 47,4 0 NR NR 2005 Superamenti val. limite Media annuale* Superamenti val. limite 41,4 0 41,5 0 NR NR NR NR FONTE dei Dati : ARPAT Pisa Tab.II.6 Risultati misurazione NO2 * microgrammi/Nmc Il dato per questo parametro riportato in tab.II.6, è presente solo per il Comune di Pontedera. NO2 che nel 2001 e 2002 presentava superamenti del valore limite, in questi ultimi tre anni non sembra più essere un elemento di criticità. misurazione CO Comune 2003 2004 2005 Superamenti val. soglia Superamenti val. soglia Superamenti val. soglia Pontedera 0 0 0 Lari 0 0 NP FONTE dei Dati : ARPAT Pisa Tab.II.7 Risultati misurazione CO I dati sono presenti per i tre anni considerati (Tab. II.7) solo per il comune di Pontedera, mentre per Lari il 2005 non è disponibile; in questo caso il trend degli anni passati, in cui questo inquinante è progressivamente andato diminuire (si ricorda che il CO origina soprattutto dal traffico automobilistico, e la sua diminuzione non è da attribuire ad una diminuzione del traffico, ma a un rinnovo degli autoveicoli), sembra mantenersi, non essendo mai stato superato il valore soglia. Per quanto riguarda poi alcuni dati comunali, su Pontedera la maggior parte delle sostanze inquinanti sono legate all’uso domestico (nonostante una capillare rete di distribuzione del gas metano), alla presenza di strutture produttive ed al traffico veicolare; le zone più a rischio sono quelle posizionate nella parte occidentale della città dove sono presenti aree produttive ed infrastrutture e dove, contemporaneamente, la diffusività atmosferica è particolarmente bassa. Il tratto della Superstrada che va dall’intersezione Pisa-Livorno all’uscita di Pontedera-Ponsacco risulta infatti essere il tratto più inquinato 40 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 del tracciato della S.G.C. FI-PI-LI che corre nella Provincia di Pisa ed anche il tratto Pontedera-Montopoli V/A registra valori molto alti. Le emissioni veicolari contribuiscono alla presenza di quasi tutti gli elementi inquinanti mentre i settori domestico e terziario risultano essere i principali responsabili delle polveri fini. Per i centri collinari, dove sono numerose le superfici boscate ed i centri abitati sono di minore entità la qualità dell’aria è ottima, mentre le frazioni di pianura presentano talvolta alcune situazioni di fragilità legate al traffico veicolare: il tratto della S.S. 67 in prossimità della depressione nel centro di La Rotta, il centro di S. Lucia, l’incrocio con semaforo lungo la Sarzanese Valdera in prossimità di La Borra. Nel comune di Ponsacco, nonostante l’elevata attività industriale, non è presente una rete fissa di rilevamento degli inquinanti atmosferici e gli unici dati disponibili sono relativi al monitoraggio condotto dal Dipartimento delle Politiche Territoriali e Ambientali della Regione Toscana, nell’ambito della costituzione dell’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.) risalente all’anno 1995. Inoltre, pur eseguendo l’ARPAT di Pisa delle indagini presso alcune ditte operanti a Ponsacco, finalizzate alle misure delle emissioni ai sensi del D.P.R. 203/88, il numero delle ditte sottoposte ai controlli è piuttosto basso rispetto al totale delle imprese operanti sul territorio comunale. Si registra inoltre un notevole traffico autoveicolare, dovuto soprattutto ai mezzi pesanti diretti alle zone industriali limitrofe ed ai mezzi pubblici che sostano, spesso a motore acceso, in attesa dei passeggeri. Gli inquinanti atmosferici misurati nella campagna di rilevamento condotta dall’ARPAT nel Maggio 1996 pur risultando al di sotto dei limiti previsti dalla normativa vigente, corrispondono tuttavia a livelli piuttosto alti, specie quelli di NO ed NO2, peraltro rimossi con una certa difficoltà anche durante la notte, come la stessa ARPAT afferma nel suo rapporto. Anche i valori di ossido di carbonio misurati, benché non raggiungano mai i livelli di attenzione, sono da considerarsi medio-alti. Le rilevazioni puntuali delle polveri presentano dei picchi che superano i valori limite di legge (D.M.25/11/94). Per quanto riguarda il legame tra presenza di sostanze inquinanti nell’aria e salute, la letteratura in materia riporta che polveri misurate con il PM 10 possono penetrare nelle vie respiratorie giungendo, se il diametro lo permette, direttamente agli alveoli polmonari. Le particelle di dimensioni maggiori possono provocare irritazione e infiammazione del tratto superiore delle vie aeree; quelle, invece, di dimensioni minori (inferiori a 5-6 micron) possono provocare ed aggravare malattie respiratorie e indurre formazioni neoplastiche. II- S1.4 Biomonitoraggio Ad integrazione dei dati forniti dal sistema di monitoraggio chimico della qualità dell’aria, si possono effettuare campagne di monitoraggio biologico mediante l’utilizzo di licheni epifiti, quali indicatori di qualità atmosferica. L’uso dei bioindicatori offre, nell’ambito delle conoscenze dell’ecosistema urbano e territoriale, notevoli potenzialità dato che, essi riflettono gli effetti prodotti da fenomeni di inquinamento protratti per periodi sufficientemente lunghi, comportandosi quasi da “centraline permanenti naturali”. Inoltre sono sensibili all’effetto sinergico dei differenti inquinanti presenti nell’atmosfera e non ad uno solo di essi in particolare. Tale tipo di indagine offre anche la possibilità di studiare porzioni di territorio assai ampie, realizzando una elevata densità di stazioni di rilevamento. I licheni epifiti sono considerati ottimi bioindicatori della qualità dell’aria, in virtù di alcune peculiarità fisiologiche ed ecologiche quali sensibilità agli agenti inquinanti, dipendenza per la loro nutrizione dall’atmosfera, resistenza agli stress ambientali, alle basse temperature ed allo stress idrico, ciclo biologico lungo e lento accrescimento, presenza ubiquitaria. 41 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Il metodo di misura si basa su una misura della biodiversità, ossia sull’abbondanza delle specie licheniche. I valori di biodiversità vengono interpretati in termini di allontanamento rispetto alla naturalità attesa. Tale allontanamento è causato dagli inquinanti (principalmente gas fitotossici: ossidi di zolfo e di azoto) che causano alle comunità licheniche una diminuzione nel numero di specie e una diminuzione della loro copertura/frequenza. L’Indice di Biodiversità Lichenica – IBL – descrive in maniera sintetica la misura della diversità lichenica basandosi sul numero, la frequenza e la tolleranza delle specie licheniche presenti. Si riportano, pur trattandosi di dati non molto aggiornati i risultati di due indagini effettuate da ARPAT nel territorio del comune di Pontedera. In base ai dai rilevamenti effettuati nel 1999 e 2002 nella città di Pontedera, la situazione appare, nel complesso, notevolmente migliorata e, soprattutto, nessuna parte della città ha subito peggioramenti della qualità dell’aria. La parte Nord-Occidentale della città nel 1999 riceveva un giudizio di Alterazione Alta (E) e Alterazione Molto Alta (F) mentre nel 2002 la parte ad Alterazione Molto Alta (F) risulta notevolmente diminuita e gran parte delle aree ad Alterazione Alta (E) sono scese nella categoria di Alterazione Bassa (D). La parte Sud-Orientale della città, che già nel 1999 registrava livelli di Naturalità Bassa (D) e Media (C), nel 2002 riceve un giudizio che è quasi ovunque di Naturalità Media (C). Il centro storico in entrambi i rilevamenti riscuote un giudizio di Naturalità bassa (D) con un picco di Alterazione Alta (E) in prossimità del semaforo tra Via Roma e Viale Rinaldo Piaggio e un picco di Naturalità Media (C) presso il parcheggio dello Stabilimento Piaggio. La condizione di crisi in prossimità del settore Nord-Ovest deriva da diversi fattori ivi presenti in misura maggiore rispetto ad altre parti della città: l’alto flusso veicolare pesante legato alle attività produttive, la presenza stessa delle attività produttive e la bassa dispersione atmosferica conseguente all’alta densità edilizia ed ai venti che soffiano prevalentemente lungo l’asse Est- Ovest. INDICATORI DI PRESSIONE II-P1 Emissioni in atmosfera Il controllo delle emissioni in atmosfera, con il monitoraggio della qualità dell’aria è fondamentale per individuare le cause che portano al deterioramento della composizione naturale dell’atmosfera. Il controllo delle emissioni consente infatti di valutare l’efficacia delle azioni adottate sui processi produttivi, sulle tecnologie di produzione e/o di abbattimento degli effluenti gassosi, miranti alla riduzione delle pressioni sulla matrice “aria”. I controlli alle emissioni sono finalizzati alla: • verifica del rispetto delle autorizzazioni, di cui al DPR 203/88 e/o dei limiti in emissione, di cui al DM 12 luglio 1991 e alla Deliberazione Regionale n° 33 del 19 Febbraio 1991; • conoscenza in termini quali-quantitativi delle pressioni in atmosfera, in un determinato territorio; • acquisizione di informazioni sulla correlazione tra i processi produttivi e gli "output "nella matrice aria; • acquisizione di dati sperimentali per la costruzione di fattori di emissione per determinati settori produttivi; • valutazione della qualità dell'aria attraverso l'utilizzo di modellistica diffusionale; • verifica dell'efficacia dei provvedimenti adottati per la riduzione delle emissioni, a se42 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 guito di modifiche apportate sui processi produttivi, alle materie prime, ai sistemi di abbattimento degli effluenti, ecc. La Legge regionale n. 66/95, che ha istituito l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha individuato le attività di competenza in materia di emissioni in atmosfera e inquinamento dell'aria: • attività di accertamento tecnico e di controllo, campionamenti, misure, analisi di laboratorio, elaborazioni e valutazioni documentazioni tecniche sulle condizioni ambientali, sulle fonti ed i fattori causali dei fenomeni di inquinamento dell'aria; • supporto tecnico scientifico, finalizzato alla verifica di compatibilità ambientale ed alle istruttorie relative all'approvazione di progetti ed al rilascio di autorizzazioni in materia di emissioni in atmosfera. Le pressioni esercitate dalle attività antropiche sulla qualità dell’aria nel territorio dei Comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Casciana Terme e Bientina, sono state analizzate innanzitutto mediante un’elaborazione dei dati derivati dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (dati 1995 e 2000), che ha consentito di stimare i quantitativi di inquinanti principali e di gas serra emessi annualmente a scala comunale e di individuare le principali tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico. Il quadro delle pressioni viene completato con le informazioni derivate dagli archivi relativi alle attività autorizzate alle emissioni in atmosfera, alle industrie insalubri e alle attività a rischio di incidente rilevante. Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (IRSE) I dati derivati dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (dati 1995 e 2000), consentono di stimare i quantitativi di inquinanti principali e di gas serra emessi annualmente a scala comunale e di individuare le principali tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico. L’inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (IRSE) infatti è uno degli strumenti fondamentali per la valutazione e gestione della qualità dell’aria a livello locale, che permette di avere informazioni dettagliate sulle fonti di inquinamento, la loro localizzazione, la quantità e tipologia di inquinanti emessi e costituendo quindi una chiave di lettura indispensabile per l’impostazione delle attività di pianificazione ambientale. L’inventario rappresenta anche un’indispensabile base conoscitiva sulle pressioni che agiscono sul territorio a disaggregazione provinciale e comunale, fino ad una maglia di 1 km quadrato, e consente di effettuare una pianificazione dei controlli delle emissioni più mirata ed efficace. Gli esiti dei controlli delle emissioni più significative, possono alimentare la base dati dell’inventario con dati sperimentali, validando ed incrementando le informazioni esistenti, derivanti molto spesso da stime basate su fattori di emissione e dati di attività. I dati riportati si riferiscono alle stime effettuate per gli anni 1995 e 2000 L’insieme dei suddetti dati consente di integrare le informazioni derivanti dall’I.R.S.E. e di meglio comprendere il contributo del settore produttivo alla problematica connessa all’inquinamento atmosferico. Lo stato della risorsa aria è stato poi caratterizzato mediante i pochi dati disponibili a livello comunale di monitoraggio chimico e biologico. II 43 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 recepimento della Direttiva 96/62/CE, con D.Lgs. n.351 del 4 agosto 1999 ha stabilito il contesto in cui dovrà muoversi la valutazione e gestione della qualità dell'aria, sia in termini di protezione della popolazione che di salvaguardia dell'ambiente nel suo complesso. La conoscenza della qualità dell'aria, basata fino ad oggi esclusivamente sui dati prodotti dal monitoraggio, è collocata in una visione integrata, dove le reti rappresentano uno dei tre elementi fondamentali insieme agli inventari delle emissioni e alla modellazione dei processi diffusionali e di trasformazione chimica degli inquinanti. II-P1.1 Emissioni gas serra II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra I gas serra sono annoverati tra i principali responsabili dell’effetto serra: sono infatti gas trasparenti alle radiazioni solari e opachi allo spettro delle radiazioni infrarosse proprie della superficie terrestre. Sono in ordine di importanza: anidride carbonica (CO2), metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), clorofluorocarburi (CFC), ozono (O3). Nella tabella successiva si riportano i dati elaborati per il 1995 e per il 2000, a partire dalle stime di emissione dei principali gas serra (CO2, CH4, N2O), a livello comunale, rese disponibili dall’Inventario regionale. I dati contenuti nel Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa e relativi al periodo 2001-2002 riferiscono che i consumi energetici e le conseguenti emissioni di gas serra dell’area Valdera presentano valori non elevati. L’intensità energetica, calcolata come rapporto tra consumi energetici e Prodotto Interno Lordo (PIL), presenta infatti un valore di 45 Tep/PIL, contro una media provinciale di 56 Tep/PIL e una media nazionale di 72 Tep/PIL. Anche il dato relativo alle emissioni di CO2, circa 5000 Kg per abitante, si presenta piuttosto basso (valore area Pisana 7000 Kg per abitante). Si evidenzia come il gas serra emesso in quantità più rilevanti sia ovviamente la CO2. Molto più ridotte risultano le emissioni di metano e protossido di azoto. I gas serra sono comunque in netta diminuzione tra il 1995 e il 2000. Dai dati disponibili a scala regionale (fonte: Regione Toscana) dal 1990 al solo 1995 si è assistito ad un incremento complessivo di emissioni di CO2 pari a +6,4%, con dinamiche particolarmente accentuate per il settore trasporti (+ 7,5%, tasso medio annuo del 1,5%) e per il settore produzione energetica (+ 25%, tasso medio annuo dl 5,1%). Emissioni totali annue dei principali gas serra: DATI IRSE 1995 e 2000 CH4 CO2 N2O COMUNE ANNO ton ton ton Bientina 1995 133,2 36.833,9 8,3 2000 76,2 17.819,2 6,7 VARIAZIONE % -42,8 -51,6 -19,8 Calcinaia Casciana T. Lari 44 1995 167,3 50.806,1 6,8 2000 157,4 26.025,6 4,7 VARIAZIONE % -5,9 -48,8 -30,6 10,4 1995 115,7 14.997,8 2000 44,7 9.842,2 5,6 VARIAZIONE % -61,3 -34,4 -46,4 1995 426,2 48.655,6 15,8 2000 81,5 25.385,7 10,7 VARIAZIONE % -80,9 -47,8 -32,1 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Emissioni totali annue dei principali gas serra: DATI IRSE 1995 e 2000 Ponsacco Pontedera 1995 169,4 48.859,2 9,8 2000 109,9 33.295,4 7,2 VARIAZIONE % -35,1 -31,9 -26,3 1995 6.427,1 173.573,8 21,8 2000 7435,7 147.061,3 17,8 VARIAZIONE % 15,7 -15,3 -18,3 FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995 e 2000 Tab.II.8: Emissioni totali annue dei principali gas serra: confronto 1995 e 2000 CO2 gas incolore, inodore e insapore, è emessa in tutti i processi di combustione, respirazione, decomposizione di materiale organico. La CO2 è indispensabile per la vita vegetale (fotosintesi) ed è inerte. Pertanto non è considerato un inquinante dell’aria ambiente. E’tuttavia il principale responsabile dell’effetto serra e pertanto il suo incontrastato aumento di concentrazione in atmosfera deve essere attenuato. CH4 gas incolore, inodore, non tossico, è il principale costituente del gas naturale, combustibile gassoso di origine fossile. E’ naturalmente presente in atmosfera, ma la sua concentrazione in aria sta crescendo, come risultato delle attività antropiche (agricoltura, compresa la zootecnia, smaltimento rifiuti, produzione, uso e trasporto combustibili fossili). Sono sorgenti naturali di emissione di CH4 le paludi e le zone umide. N2O gas incolore, non tossico alle concentrazioni atmosferiche, presenta molte sorgenti sia naturali che antropiche, difficili da quantificare. Tra le sorgenti antropiche sia annoverano l’agricoltura (fertilizzanti), i processi industriali (produzione acido nitrico,…). Tra le sorgenti naturali, le attività microbiche nel suolo e nell’acqua. CFC (derivati alogenati degli idrocarburi), non sono tossici ma sono gas serra 10.000-20.000 volte più efficaci della CO2. Essendo chimicamente inerti raggiungono lo strato di ozono nella stratosfera dove il cloro si libera e decompone l’ozono stratosferico con reazione ciclica e conseguente riduzione dell’effetto schermante che tale gas fornisce nei confronti dei raggi UVA, a protezione della vita terrestre (buco dell’ozono). La produzione di CFC (bombolette spray, frigoriferi, plastiche espanse) è diminuita grazie all’applicazione del protocollo di Montreal (1987), nonché di conseguenti direttive, anche regionali (L.R. 33/94 e L.R. 19/95) che fissano limiti molto restrittivi o addirittura impongono il divieto di emissione di queste sostanze a livello industriale. O3 è un gas presente sia in troposfera che in stratosfera. Mentre in stratosfera, come già accennato, svolge una benefica azione protettiva nei confronti delle radiazioni UVA, l’ozono troposferico manifesta effetti dannosi sia in quanto contribuisce all’effetto serra, sia per l’azione deleteria nei confronti della vegetazione, dei materiali organici (gomme, tessuti, vernici,…), dei metalli, nonché per gli effetti tossici per l’uomo (irritante per le mucose degli occhi e per le vie respiratorie). E’ annoverato tra gli inquinanti secondari in quanto non è emesso direttamente dalle sorgenti ma si forma tramite diverse e complesse reazioni che coinvolgono altri inquinanti (principalmente CH4, NOx, CO e COV) in presenza di radiazione solare (inquinanti fotochimici). La sua concentrazione in un dato luogo dipende in maniera significativa anche da fenomeni di trasporto, sia orizzontali che verticali, e ciò rende difficoltosa l’attuazione di politiche di controllo, che per essere quasi del tutto inefficaci se realizzate solo nel breve periodo e su scala esclusivamente locale. 45 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 CONFRONTO GAS SERRA 1995/2000 Lari Casciana Terme N2O Calcinaia CO2 CH4 Bientina Ponsacco Pontedera - 100,0 - 80,0 - 60,0 - 40,0 - 20,0 0,0 20,0 40,0 Ma dall’indagine a scala comunale, confrontando nella tabella II.8 i dati del 1995 e del 2000 si assiste ad una diminuzione per il metano, molto consistente per tutti i comuni con punte di circa 80% per il comune di Lari e oltre il 60 % di Calcinaia; unica eccezione è il comune di Pontedera con un aumento di più del 15 %; l’anidride carbonica è diminuita dal 15 a oltre il 50 % per tutti i comuni, mentre il protossido di azoto è diminuito dal 18 a oltre il 40 %. La tendenza a livello provinciale dal confronto 1995/2000 è per CO2 e CH4, di un aumento rispettivamente di circa il 12 e il 22%, mentre per il N2O si ha una riduzione di circa il 30 %. II-P1.2 Emissioni inquinanti totali I dati che sono risultati disponibili, riferiti ai territori comunali, sono ricavabili dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.), adottato dalla Regione Toscana con D.G.R.T. n. 1193 del 14.11.2000. Come già evidenziato tale documento è il risultato di un articolato lavoro di censimento delle principali sorgenti di emissione presenti sul territorio regionale, e di elaborazione modellistica atta a restituire, su scala comunale, stime delle emissioni dei principali inquinanti in aria. I dati considerati si riferiscono all’anno 1995 e all’anno 2000 e sono il monossido di carbonio (CO), i composti organici volatili (COV), gli ossidi di azoto (NOx), le polveri respirabili (PM10), gli ossidi di zolfo (SOx) e sono confrontati con i valori della provincia. Il Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa indicava un dato medio nell’area Valdera sulle emissioni procapite delle sostanze inquinanti (monossido di carbonio, composti organici volatili, ossidi di azoto, polveri, ossidi di zolfo) inferiore al dato medio provinciale e regionale. Nel 2003 il Comune di Pontedera è stato inserito nella zona di risanamento Livornese-Pisana e del Cuoio che comprende 7 comuni (Rosignano, Livorno, Pisa, Cascina, Pontedera, Montopoli e Santa Croce) con livello di inquinamento atmosferico superiore ai valori limite sulla base della nuova classificazione del territorio regionale (D.G.R. 1325/03, fonte Regione Toscana – Segnali Ambientali). II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente L’I.R.S.E. consente, oltre alla stima delle quantità complessive annue di inquinanti emesse, appena sintetizzata, di esaminare le suddette stime di emissioni più nel detta46 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 glio, ripartendole per tipologia di sorgente. In tale modo si ha la possibilità di valutare a livello comunale, pur con l’approssimazione del caso, quali siano le attività che contribuiscono maggiormente alle emissioni di inquinanti in atmosfera. Una prima modalità di suddivisione delle diverse tipologie di sorgenti consiste nella ripartizione delle emissioni di inquinanti principali tra sorgenti “puntuali” (ovvero punti di emissione localizzati e dotati di una significativa rilevanza emissiva), “lineari” (principali arterie di comunicazione), e “diffuse” (tutte le restanti, non definite né come puntuali né come lineari). In base a tale suddivisione si evidenzia come sul territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera non sia stata rilevata alcuna sorgente di tipo puntuale, ovvero attività industriali dall’elevata potenzialità emissiva. Il Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa indicava nell’area Valdera quale stima delle emissioni specifiche della viabilità, che quella extraurbana è una viabilità caratterizzata da bassi contenuti emissivi rispetto al totale provinciale. Sono tuttavia presenti alcuni archi viari caratterizzati da elevate emissioni specifiche, ed in particolare presso la SGC Fi-Pi-Li nel tratto intersezione Pisa/Livorno-Ponsacco. II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente L’I.R.S.E. consente, oltre alla stima delle quantità complessive annue di inquinanti emesse, appena sintetizzata, di esaminare le suddette stime di emissioni più nel dettaglio, ripartendole per tipologia di sorgente. In tale modo si ha la possibilità di valutare a livello comunale, pur con l’approssimazione del caso, quali siano le attività che contribuiscono maggiormente alle emissioni di inquinanti in atmosfera. Una prima modalità di suddivisione delle diverse tipologie di sorgenti consiste nella ripartizione delle emissioni di inquinanti principali tra sorgenti “puntuali” (ovvero punti di emissione localizzati e dotati di una significativa rilevanza emissiva), “lineari” (principali arterie di comunicazione), e “diffuse” (tutte le restanti, non definite né come puntuali né come lineari). In base a tale suddivisione si evidenzia come sul territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera non sia stata rilevata alcuna sorgente di tipo puntuale, ovvero attività industriali dall’elevata potenzialità emissiva. Il Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa indicava nell’area Valdera quale stima delle emissioni specifiche della viabilità, che quella extraurbana è una viabilità caratterizzata da bassi contenuti emissivi rispetto al totale provinciale. Sono tuttavia presenti alcuni archi viari caratterizzati da elevate emissioni specifiche, ed in particolare presso la SGC Fi-PiLi nel tratto intersezione Pisa/Livorno-Ponsacco. II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali Per “inquinanti principali” si intendono quelli così definiti nell’Inventario regionale, ovvero il monossido di carbonio (CO), i composti organici volatili (COV), gli ossidi di azoto (NOx), le polveri respirabili (PM10), gli ossidi di zolfo (SOx). 47 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 SOx Emissioni costituite quasi esclusivamente da SO2, gas incolore irritante per gli occhi e le vie respiratorie, dovute principalmente ai processi di ossidazione termica di combustibili e carburanti contenenti zolfo (centrali termoelettriche, impianti di riscaldamento, autotrazione). La concentrazione in atmosfera di questo inquinante, specialmente nelle aree urbane, presenta un massimo nel periodo invernale quando alle fonti già presenti si aggiunge il contributo del riscaldamento domestico. L’SO2 in atmosfera si trasforma in acido solforico e derivati, contribuendo alle piogge acide, con effetti dannosi sui vegetali e corrosione di materiali lapidei. Le emissioni di questo inquinante sono in diminuzione, grazie all’avanzamento dei processi di metanizzazione e dell’impiego di combustibili con bassi tenori di zolfo. Per questo i relativi problemi recentemente si sono piuttosto “localizzati”. NOx Ossidi di azoto che si formano nei processi di combustione ad elevata temperatura, per ossidazione dell’azoto atmosferico. L’NO2 è il più aggressivo, gas rossastro, dall’odore pungente, irritante per le mucose degli occhi e responsabile di danni alle vie respiratorie. I principali contributi sono dati dai trasporti stradali, dai processi di combustione, gli impianti termici, nonché alcuni processi industriali. Questo inquinante si trasforma in atmosfera in acido nitrico e sali derivati contribuendo alle piogge acide. E’ un inquinante ubiquitario. COV composti organici volatili, principalmente dovute alle attività umane, ai trasporti stradali, alle attività industriali. Concorrono alla produzione dello smog fotochimico insieme agli NOx, contribuendo alla formazione di ozono troposferico. CO, gas incolore e inodore, le emissioni sono dovute essenzialmente a combustione in difetto di ossigeno e, nelle aree urbane, sono soprattutto connesse al traffico veicolare, a causa dei bassi regimi di marcia. Il CO forma nel sangue carbossiemoglobina, impedendo la fissazione dell’ossigeno sull’emoglobina e quindi causando mancata ossigenazione dei tessuti, l’esposizione può causare pertanto danni al sistema nervoso centrale e cardiovascolare e a concentrazioni elevate può portare alla morte per asfissia. PM10, particelle sospese con diametro inferiore a 10 micron, sono originate soprattutto dagli impianti di combustione e dai motori di autoveicoli. Il PM10 si forma anche come inquinante secondario da reazioni tra altri inquinanti emessi (SO2 , ammoniaca, COV). La pericolosità delle polveri è funzione sia della sua composizione (eventuale presenza di sostanze dannose: possono veicolare metalli pesanti, idrocarburi incombusti, IPA) che delle dimensioni medie delle particelle: quelle inferiori a 10 micron, relative al parametro PM10, sono particolarmente insidiose in quanto possono penetrare negli alveoli polmonari. 349,8 1 1 0 17 0 23 1 1 0 129,4 1 0 37 722 2 0 165,9 2 0 Ponsacco 1.017 3 0 194,7 2 Pontedera 2.107 6 1 515,9 Prov. di Pisa 35.232 100 10 26.087 100 16 FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995 Tab.II.9:emissioni totali comunali di inquinanti principali 9.832 2 Casciana Terme 314 Lari 48 %totale reg 236,9 0 674 SOX %totale prov 0 459 Calcinaia %totale reg %totale reg 1 Bientina %totale prov %totale prov PM10 CO %totale reg %totale reg COV Comune %totale prov %totale prov 1995 Inquinanti principali - Emissioni totali comunali (tonnellate) NOX 1 0 117,3 0 164,8 2 1 0 8 1 0 0 10 1 0 0 60,8 0 2 0 5 0 625,3 2 0 0 38 2 0 11 1 0 442,7 2 0 0 42 2 0 15 1 1 1.265,4 5 0 5 0 65 3 0 34 3 0 100 8 2.085 100 9 1.054 100 1 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Una prima elaborazione dei dati riportati nell’Inventario regionale delle sorgenti di emissione consente di valutare e confrontare con i relativi dati provinciali e regionali le emissioni annue di inquinanti principali stimate per i Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera che vengono riassunte nelle tabelle II.9-10. Oltre al valore assoluto in ton/anno, si riporta la % sul totale regionale e la variazione quantitativa del parametro inquinante in % tra il 1995 e il 2000; (la dicitura PM10 nei dati riferiti al 2000 viene sostituita con PSF). 0,1 94,7 636,5 2,0 0,2 933,8 3,0 0,3 287,9 Lari Ponsacco %totale reg 0,9 Casciana Terme SOX %totale prov 0,8 %totale reg 192,7 2,0 %totale prov 204,7 0,2 619,5 %totale reg 0,1 442,5 Calcinaia NOX %totale prov 1,4 Bientina %totale reg %totale reg COV CO Comune %totale prov %totale prov 2000 Inquinanti principali - Emissioni totali comunali (tonnellate) 0,9 0,1 73,2 1,0 0,1 9,4 0,1 102,4 1,4 0,1 12,0 1,1 0,9 0,1 4,4 0,7 0,0 0,1 4,6 0,7 0,4 0,1 40,9 0,6 0,0 19,9 0,0 1,9 0,1 2,1 0,3 305,6 1,3 0,2 97,9 1,4 0,1 0,0 20,1 1,9 0,1 4,8 0,8 271,5 1,2 0,2 139,8 1,9 0,1 0,0 22,3 2,1 0,1 6,0 0,9 0,0 PM10 Pontedera 1883,2 6,0 0,1 2865,4 12,4 1,9 312,5 4,3 0,3 35,1 3,3 0,2 15,5 2,5 0,0 Prov. di Pisa 31644 100 9,1 23137 100 15 7228 100 7,6 1059 100 7,1 632 100 0,8 FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 2000 Tab.II.10:emissioni totali comunali di inquinanti principali Il contributo di tutti i comuni dell’area alle emissioni complessive regionali risulta molto contenuto, e ad esclusione di Pontedera per il CO e i COV, sempre inferiore all’1% per tutti gli inquinanti considerati. Come si può vedere in tab. II.11 su tutti i comuni, ad esclusione di Pontedera per i COV, si ha una riduzione di tutti i principali inquinanti con % di variazione comprese tra il 3,6% e 11,8 per il CO, di circa il 13 al 51 % dei COV, (ad eccezione come già evidenziato di Pontedera), dal 30 al 40 % circa per gli ossidi di azoto, le polveri all’incirca diminuiscono del 45 % su tutti i comuni e fino a quasi il 60% l’SOx. CO COV NOX PSF SOX Pontedera -10,6 126,4 -39,4 -46,2 -54,1 Ponsacco -8,2 -38,7 -28,2 -47,1 -59,3 Bientina -3,6 -13,6 -37,6 -43,5 -44,0 Calcinaia -8,0 -44,9 -37,9 -46,5 -56,7 Casciana Terme -8,2 -26,8 -32,7 -45,7 -57,4 Lari -11,8 -51,1 -41,0 -47,6 -57,7 FONTE Dati: elaborazione da dati IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) Tab.II.11: Variazione 2000/1995 emissioni totali comunali di inquinanti 49 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Vengono poi riportati nelle tab.II.12-13 per gli inquinanti principali il rapporto con superficie territoriale e popolazione sia per le stime del 1995 che del 2000. EMISSIONI TOTALI INQUINANTI PRINCIPALI: rapporto con superficie territoriale e popolazione Tonn /kmq Kg/ab 33,8 0,7 1 2085 0,9 5 1054 0,4 3 Kg/ab 2 Tonn /kmq Tonn 1 1,4 Tonn Kg/ab Tonn /kmq Tonn /kmq Tonn Tonn 84 65,3 26 Pontedera 2107,2 45,8 80 1265,4 27,5 48 Provincia di 35232 14,4 91 26087 10,7 68 Pisa FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995 51,1 1 4 194,7 1016,9 0,7 9832 36 Ponsacco 14,7 20 22,2 92 3 11,2 442,7 16 2,1 515,9 3,7 721,9 2 42,1 165,9 Lari 0,2 16 80 129,4 11,3 9,8 13,9 349,8 97 5 0,9 625,3 83 8,6 1 38,4 1,7 44,9 313,6 0,7 21 11 60,8 673,7 Casciana Terme 0,1 11 164,8 40 Calcinaia 4,9 3 1 43 3,6 236,9 10,5 1,5 22,5 36,7 23,3 87 1 20 4 15,7 0,3 19 117,3 459,2 7,8 3 16,7 45 Bientina SOX 0,6 22 8,1 Comune PM10 Tonn NOX Kg/ab COV Kg/ab CO Tonn /kmq 1995 Tab.II.12: rapporto con superficie territoriale e popolazione EMISSIONI TOTALI INQUINANTI PRINCIPALI: rapporto con superficie territoriale e popolazione Tonn /kmq Kg/ab Tonn Kg/ab Tonn 442,5 15,1 75 204,7 7,0 35 73,2 2,5 12,4 9 0,3 2 4,4 0,1 1 Calcinaia 619,5 41,3 73 192,7 12,9 23 102,4 6,8 12,1 12 0,8 1 4,6 0,3 0,5 Casciana Terme 287,9 7,9 83 94,7 2,6 27 40,9 1,1 11,8 20 0,5 6 2,1 0,1 1 Lari 636,5 14,1 80 305,6 6,8 38 97,9 2,2 12,3 20 0,4 3 4,8 0,1 1 Ponsacco 933,8 46,9 75 271,5 13,6 22 139,8 7,0 11,2 22 1,1 28 6,0 0,3 0,5 Pontedera 1883,2 41,0 75 2865,4 62,4 113 312,5 6,8 12,4 35 0,8 1 15,5 0,3 1 Tonn /kmq Kg/ab Bientina Tonn Tonn /kmq SOX Comune Tonn /kmq Kg/ab PM10 Tonn NOX Kg/ab COV Tonn /kmq CO Tonn 2000 FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 2000 Tab.II.13: rapporto con superficie territoriale e popolazione Viene anche in questo caso fatto il confronto tra il 1995 e il 2000 in Kg/ab riassunto nel grafico. Dai dati emerge che, sempre ad accezione dei COV per Pontedera, anche la produzione annuale per abitante espressa in Kg, si riduce per tutti gli inquinanti principali. 50 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 150,0 DIFFERENZA % 2000-1995 (Kg/ab) 100,0 50,0 Bientina Casciana Terme Calcinaia Lari Ponsacco Pontedera SO X PS F X NO V CO -50,0 CO 0,0 -100,0 II-2 Industria Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ai sensi del D.Lgs. 152/06 In data 29 aprile 2006 è entrato in vigore il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152 “Norme in materia ambientale”; in esso è prevista l’abrogazione (art. 280) della precedente normativa, in particolare il DPR 203/88. Il decreto legislativo provvede al riordino, al coordinamento e all’integrazione delle disposizioni legislative in materia ambientale in conformità ai principi e ai criteri direttivi espressi nella legge 15 dicembre 2004, n. 308 (Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta applicazione). La parte quinta del decreto legislativo 152/2006, entrata in vigore il 29.04.2006, prevede “Norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera” e disciplina tra le altre cose il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera agli impianti industriali. Le nuove disposizioni, che in parte recepiscono alcune delle fonti di settore abrogano contestualmente norme tra cui il DPR 203/88; rimangono incertezze di natura interpretativa vista la mancanza di disposizioni di natura transitoria per il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento. In particolare, in Toscana, la delega alle Province delle funzioni amministrative relative al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ex D.P.R. 203/88, prevista dalla L.R. 1/2000 e resa operativa per specifici settori di attività con provvedimenti della Giunta regionale, è tuttora efficace; pertanto la ripartizione di competenze tra la Regione e le Province non risulta modificata dalla nuova normativa di settore. Gli utenti, dal 29/04/2006, dovranno presentare le domande relative al rilascio delle autorizzazioni in atmosfera ai sensi del decreto legislativo 152/2006. 51 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 AUTORITÀ COMPETENTI AL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI IN ATMOSFERA • Regione: autorità competente al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera quando con legge regionale non sia previsto diversamente. • Province: delegate per L.R. al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera con procedura ordinaria per specifiche tipologie di attività per le quali la Regione ha predisposto i relativi allegati tecnici e per impianti ed attività in deroga di cui all’art. 272 c. 2 del D.Lgs. 152/2006 (ex. Attività a Ridotto Inquinamento Atmosferico). • Comuni: delegati per L.R. ad esercitare le funzioni amministrative per gli impianti ed attività in deroga di cui all’art. 272 c. 1 (ex. Attività ad Inquinamento Atmosferico poco significativo). II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e Regione) Si riportano nella tabella II.14 le aziende autorizzate dalla provincia negli anni dal 2002 al 2004 presenti nel territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera. Comune Pontedera 2002 2003 2004 7 8 11 Ponsacco 5 6 5 Lari 15 13 14 Casciana Terme 0 2 1 Bientina 7 3 6 Calcinaia 6 2 6 TOTALE 40 34 43 FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA Tab.II.14: Aziende con autorizzazione all’emissione da parte della Provincia Si riportano in tab.II.15 le aziende autorizzate dalla Regione dal 2002 al 2004 presenti nel territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera. Pontedera 58 Ponsacco 74 Lari 19 Casciana Terme 152 Bientina 90 Calcinaia 92 TOT 485 FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA Tab.II.15 Aziende autorizzate dalla Regione (ex art. 12 D.P.R. 203/88) 52 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante La disciplina del rischio industriale, d’origine prevalentemente comunitaria, è in continua evoluzione. La dir. 82/501/CE relativa ai rischi di incidenti rilevanti connessi con determinate attività industriali, meglio nota come direttiva Seveso I, è stata emanata a seguito dell’incidente nello stabilimento Icmesa di Seveso nel 1976. In seguito è stata sostituita dalla dir.96/82/CE “Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose”, detta anche Seveso II. Sia la legge “Bassanini” (D. Lgs. 112/98) che D. Lgs. 334/99 di recepimento della direttiva Seveso II hanno portato importanti modifiche nella legislazione del settore. Il trasferimento delle competenze dal D.Lgs. 112/98 ha ridisegnato compiti e responsabilità dei soggetti pubblici coinvolti, rimettendo gran parte delle competenze alle Regioni. Il D.Lgs. 334/99, ha spostato l’attenzione dalle Aziende a rischio (ex DPR 175/88 di recepimento della direttiva Seveso I) alle sostanze pericolose, che vi vengono lavorate e/o depositate, e che possono innescare un incidente rilevante. Il D.Lgs. 21 settembre 2005, n. 238 (pubblicato in G.U. 21 novembre 2005, n. 271, S.O. n. 189) che ha recepito la direttiva 96/82/CE come modificata dalla direttiva 2003/105/CE (c.d. “Seveso Ter”) ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 17 agosto 1999 n. 334, in materia di prevenzione e controllo di incidenti rilevanti connessi con determinate sostanze pericolose. In particolare, il decreto legislativo n. 238/2005: • ha esteso il campo di applicazione della normativa vigente relativamente alle attività industriali, (art. 4, D. Lgs. 334/99); • ha ampliato la partecipazione dei soggetti interessati al processo della pianificazione d'emergenza, (art. 11 e art 20 del D. Lgs. 334/99); • ha individuato un secondo livello di gestione del rischio di incidenti nelle aree interessate dagli stabilimenti "Seveso" (art. 12, D. Lgs. 334/99); • ha introdotto nuove tipologie a rischio di cui tener conto nell'elaborazione delle politiche di assetto del territorio e del controllo dell'urbanizzazione (art. 14, D. Lgs. 334/99); • ha intensificato il diritto dei cittadini all'informazione sulle misure di sicurezza (art. 22, D. Lgs. 334/99); • sono state individuate nuove sostanze cancerogene, con aumento delle relative quantità limite e ridotte le quantità limite per le sostanze pericolose per l'ambiente ed è stata fornita una nuova definizione per le sostanze esplosive ed i nitrati d'ammonio e potassio. La Regione Toscana, è stata la prima regione ad approvare una legge specifica nel settore delle industrie "a rischio di incidente rilevante",in applicazione della direttiva Seveso. Il 20 marzo 2000 è stata dunque adottata la Legge Regionale n. 30 "Nuove norme in materia di attività a rischio incidente rilevante". Le aziende a rischio sono tenute sotto stretta osservazione, con piani di intervento in caso di incidente. Da tempo la Regione ha preparato una mappa dettagliata della loro dislocazione: le aziende ricadenti negli obblighi di cui al D.Lgs.334/99 in tutto il territorio regionale sono 69, di cui solo 26 segnalate "per un rischio maggiore"; ogni azienda è classificata in base alla pericolosità delle sostanze che tratta. Sono informazioni che devono essere messe a disposizione. Per ogni possibile pericolo devono essere previsti interventi di prevenzione e piani di emergenza. I lavoratori e i cittadini devono sapere cosa fare nel caso di incendi, esplosioni, fughe di sostanze tossiche. Il Comune, ai sensi della citata legge deve trasmettere alla popolazione le schede di informazione sulle aziende a rischio di incidente rilevante, presenti sul territorio comunale. 53 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Si riportano nella Tab.II.16 le Aziende presenti in Toscana. Provincia Articolo 6 Articolo 8 Totale Arezzo 4 1 5 Firenze 7 4 11 Grosseto 2 2 4 Livorno 9 12 21 Lucca 1 3 4 Massa Carrara 4 1 5 Pisa 5 2 7 Prato 0 0 0 Pistoia 7 0 7 Siena TOTALE 4 1 5 43 26 69 FONTE Dati: REGIONE TOSCANA Tab.II.16. aziende a rischio di incidente rilevante in Toscana Altre importanti innovazioni, con la recente normativa, si sono avute sul controllo dei pericoli: • studio delle situazioni a forte concentrazione di attività industriali attraverso l'introduzione dell'effetto domino, con la previsione di aree ad alta densità di stabilimenti in cui possono aggravarsi le conseguenze dannose per l'uomo e per l'ambiente, in caso di incidente rilevante. • è stato "reso operativo" il controllo dell'urbanizzazione per contenere la vulnerabilità del territorio circostante a un'azienda a rischio di incidente rilevante. Il controllo prevede la classificazione dell'area in base al valore dell'indice di edificazione esistente e in base ai punti vulnerabili in essa presenti (Es. ospedali, scuole e centri commerciali). • maggiore coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali relativi alla costruzione di nuovi stabilimenti o a modifiche sostanziali di quelli esistenti e alla creazione di insediamenti e infrastrutture attorno ad essi. • stabilito il dovere dell'informazione che deve essere "tempestiva, resa comprensibile, aggiornata e diffusa". • rafforzato il sistema dei controlli da effettuare da parte delle Autorità preposte e meglio disciplinato il regime sanzionatorio. Per quanto riguarda le Aziende a rischio di incidente rilevante presenti nell’area si rileva la presenza di un’unica azienda situata nel comune di Pontedera (Tab. II.17) Art.6-7 COMUNE CODICE MINISTERO RAGIONE SOCIALE ATTIVITÀ Pontedera DI038 ZETA GAS srl Deposito Gas liquefatti FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA Tab.II.17 aziende a rischio di incidente rilevante nell’area di indagine 54 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI RISPOSTA Il nuovo corso della politica europea in materia di qualità dell’aria ambiente ha la finalità di tutelare la salute e l’ambiente mediante la regolamentazione di un’ampia gamma di sostanze inquinanti: stabilisce obiettivi vincolanti e un sistema di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente completo e coerente. Già il decreto n. 351/99, recependo quanto indicato in sede comunitaria, imponeva una programmazione e pianificazione regionale dotata di adeguati strumenti conoscitivi e di valutazione dello stato della qualità dell’aria e delle origini dell’inquinamento a supporto delle scelte e delle decisioni di prevenzione e di risanamento. Ad oggi l’azione regionale di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente si basa su un approccio conoscitivo completo e organico, che utilizza fondamentalmente due strumenti: • L'Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione, I.R.S.E., (DGR n. 1193/00 • Il Piano Regionale di rilevamento della qualità dell'aria ambiente (DGR n. 381/99) Utilizzando i dati di qualità dell’aria e le informazioni sulle sorgenti di emissione, la Giunta regionale ha adottato, con la deliberazione n. 1406/2001, la classificazione del territorio regionale ai sensi degli artt. 6, 7, 8 e 9 del D.lgs n. 351/99, che ha determinato la possibilità di applicare la fase di pianificazione per le azioni di risanamento, miglioramento progressivo e anche di mantenimento dello stato di qualità dell’aria nelle varie zone della regione. Questa prima classificazione è stata effettuata non solo ai fini della protezione della salute umana, ma anche ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione e della prevenzione del degrado dei materiali dall’inquinamento atmosferico, utilizzando gli specifici valori di riferimento fissati dall’Unione Europea. Obiettivo strategico del piano regionale è determinato dal rispetto dei valori limite, dei valori obiettivo, dei valori bersaglio e delle soglie di allarme indicati nelle direttive dell’Unione Europea emanate a seguito della direttiva quadro e in corso di recepimento nazionale. Questi valori determinano i livelli di sostanze inquinanti che in base a conoscenze scientifiche aggiornate evitano, prevengono o riducono gli effetti dannosi per la salute o per l’ambiente. I limiti, relativi a biossido di zolfo, biossido di azoto, piombo, polveri fini, ossido di carbonio, benzene e ozono devono essere raggiunti, e in seguito non superati, entro limiti temporali fissati, in alcuni casi (biossido di zolfo, piombo, e prima fase per le polveri fini) per al 1° gennaio 2005 e, per i restanti inquinanti, al 1° gennaio 2010. II-R1 Politiche comunali Tra le politiche e gli interventi intrapresi e previsti dai Comuni ai fini della tutela della qualità dell’aria si ritiene opportuno citare i seguenti, ripresi dai rispettivi PS. L’obiettivo comune è quello di migliorare la qualità dell’area, in particolare nelle zone di pianura affinché non si verifichi il superamento degli standard minimi di qualità, stabiliti da leggi, decreti e norme in vigore. Per quel che concerne le emissioni prodotte da uso domestico un po’ tutti i comuni prevedono di non aggravare il carico ambientale delle emissioni urbane subordinando la realizzazione di nuovi insediamenti alla presenza delle reti del gas metano e/o di fonti di energia rinnovabile (pannelli solari, impianti fotovoltaici, ecc.) Per quel che concerne gli insediamenti produttivi in generale si fa divieto di nuovi insediamenti industriali in aree a destinazione prevalentemente residenziale e si incentiva l’allontanamento degli stabilimenti eventualmente esistenti nelle zone a prevalente destinazione produttiva e comunque in aree tali ove i fenomeni di trasporto degli inquinanti in atmosfera non comportino la ricaduta degli stessi sui centri abitati. Anche per i nuovi insediamenti produttivi così come già accennato per i residenziali viene prescritto l’utiliz55 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 zo di idrocarburi non inquinanti (metano) ed incentivata, l’adozione di forme di energia rinnovabile. Per quel che concerne gli elementi di pressione derivanti dal traffico veicolare si prevede di gerarchizzare i sistemi infrastrutturali in modo da liberare dal traffico pesante le strade a prevalente carattere urbano. In particolare per Pontedera l’accesso alle aree produttive avverrà attraverso accessi plurimi, realizzati con rotatorie, lungo la nuova viabilità di scorrimento, eliminando gran parte del traffico che attualmente percorre la S.S. 67 Tosco Romagnola in aree residenziali o terziarie. Per quel che concerne gli elementi di fragilità legati al traffico veicolare intenso in prossimità dei centri abitati minori, il R.U. ha operato in diversi modi: circonvallazioni che permettano al traffico di passaggio di non attraversare le zone residenziali; rotatorie in sostituzione di incroci e semafori onde evitare le soste con motore acceso; creazione di parcheggi scambiatori in aree limitrofe ai centri urbani. Per quel che concerne la qualità dell’area lungo la superstrada al fine di ridurre le emissioni inquinanti, il R.U. si impegna a non consentire nuovi insediamenti, oltre a quelli già esistenti, in prossimità di queste zone ed inoltre incentiva la realizzazione di filtri verdi tra la S.G.C. FI-PI-LI ed i territori circostanti. Per quei comuni dove ad oggi non esiste un sistema di monitoraggio della qualità dell’aria, dovrà essere predisposto un sistema di monitoraggio continuo, che permetta di disporre di un quadro esauriente ed esaustivo delle effettive condizioni della qualità dell’aria, prevedendo verifiche mediante stazioni di rilevamento. Per il raggiungimento di tali obiettivi è ritenuto necessario: - imporre ad ogni nuova iniziativa industriale l’adozione e il mantenimento degli standard di legge relativamente all’inquinamento acustico e atmosferico; - incentivare l’utilizzo di processi produttivi che non prevedano un elevato impiego di inquinanti quali ad esempio i composti organici volatili; - mantenere in efficienza ed incrementare il ripristino delle aree boscate e la creazione di nuovi parchi urbani e di aree a verde diffuso all’interno della città e nelle aree produttive; - razionalizzare il sistema infrastrutturale mantenendo ben rigida la distinzione fra strade urbane di scorrimento e strade urbane di quartiere, in modo da ridurre all’interno del centro urbano il traffico di semplice attraversamento sia di vetture che di mezzi pesanti; - favorire l’ampliamento della pedonalizzazione delle aree urbane centrali con la creazione di parcheggi scambiatori fuori dal centro e vicino alla viabilità urbana di scorrimento destinati alla sosta prolungata, incentivando lo spostamento all’interno della città attraverso l’uso di mezzi pubblici elettrici o a bassa emissione inquinante; creazione di parcheggi da destinare alla sosta breve e per i residenti in prossimità delle aree pedonali; - incrementare barriere verdi lungo la viabilità in particolare quella a traffico pesante per ridurre l’inquinamento acustico, o l’uso di pavimentazioni stradali ad assorbimento sonoro. Il comune di Pontedera ha aderito al nuovo Accordo di Programma per il risanamento della qualità dell’aria ambiente nelle aree urbane sottoscritto nel gennaio 2006 nel quale era previsto la limitazione del traffico dei veicoli inquinanti euro 0 attivando nel contempo gli incentivi così distribuiti. L’importo massimo ammesso a contributo è stato di 48.860 euro 56 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 N°contributi prenotati Tipo di contributo Entità contributo € Totale € 16 4 Acquisto bicicletta elettrica o ciclomotore 150 2400 Acquisto automobile nuova o usata 1000 4000 33 Trasformazione auto posteriori al 1992 immatricolate da più di 36 mesi 350 11550 40 Trasformazioni auto anteriori al 1992 700 28000 7 Domande annullate 100 Totale prenotazioni Totale somme prenotate 45950 Per limitare l’emissione di polveri leggere e altri inquinanti è in progetto la costruzione della variante Sarzanese Valdera (intervento di competenza della Provincia di Pisa) che alleggerirà il traffico sull’attuale tracciato, rendendolo più scorrevole e allontanandolo dai centri abitati. Per Calcinaia, possiamo comunque affermare che, allo stato attuale, non sono presenti fenomeni di criticità legati alla qualità del dell’area di territorio comunale. D.7 ARIA Come già evidenziato nel territorio di indagine i dati sull’inquinamento atmosferico sono di difficile interpretazione a causa della mancanza di centraline per il rilevamento dei parametri chimico-fisici (a eccezione di Lari e Pontedera, ma non per tutti i parametri), per assenza di studi di biomonitoraggio (in tutto il territorio ad eccezione di Pontedera): pertanto i dati esposti si riferiscono a elaborazioni dalle stime effettuate dall’IRSE, negli anni 1995 e 2000. Sicuramente i trasporti, soprattutto nelle aree di pianura sono un importante determinante per l’inquinamento atmosferico, che richiede interventi orientati, quali l’incremento di autovetture alimentate con combustibili più puliti (metano e GPL). La presenza di aziende a rischio d’incidente rilevante non sembra essere un determinante di rilievo in quanto nell’area di indagine è presente un’unica azienda localizzata nel comune di Pontedera. Un fattore ad oggi non particolarmente determinante sembra essere la presenza di grandi cantieri aperti sul territorio, che comportano un impatto potenziale rilevante per la dispersione delle polveri e per l’incremento del traffico di mezzi per il trasporto dei materiali. L’incertezza di alcuni dati disponibili, quali ad esempio, i dati sull’utilizzo dei combustibili per le attività di riscaldamento impongono una certa cautela in merito ed il rinvio a successivi approfondimenti. INDICATORI COMUNI EUROPEI N°2 Contributo locale al cambiamento climatico globale Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo) Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori 1 3 4 5 * 2 * * * Uguaglianza ed inclusione sociale Relazione tra la dimensione locale e quella globale Economia locale Protezione ambientale 6 57 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 I dati ottenuti sono solo quelli relativamente alle stime IRSE del 1995 e del 2000; dai dati emerge che in tutti i comuni dell’area si ha una riduzione della CO2 dal 1995 al 2000. Ad oggi non è possibile effettuare stime più di dettaglio. Tonn/anno 1995 EMISSIONI DI CO2 200.000 180.000 160.000 140.000 120.000 100.000 80.000 60.000 40.000 20.000 0 Bientina Calcinaia Casciana T. Lari Ponsacco Pontedera CO2 2000 EMISSIONI DI CO2 160.000 140.000 Tonn/anno 120.000 100.000 Bientina Calcinaia Casciana T. Lari Ponsacco Pontedera 80.000 60.000 40.000 20.000 0 CO2 Qualità dell’aria locale N°5 Numero di superamenti del valore limite. Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori 1 * Uguaglianza ed inclusione sociale 58 2 3 4 5 6 * * Protezione ambientale Patrimonio culturale/qualità dell’ambiente edificato PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Per quanto riguarda la qualità dell’aria misurata dalle due centraline presenti in tutta l’area (Lari e Pontedera), si hanno i dati solo per le PM10 forniti da ARPAT di Pisa e riferiti al periodo 2003-2005. Come si può vedere dai grafici la media annuale per Lari è in lieve diminuzione, mentre per Pontedera dopo una riduzione nel 2004 si ha un nuovo aumento nel 2005. Per i superamenti dei valori limite, invece per ambedue le centraline, il numero è aumentato tantissimo nel 2005, ultimo anno per cui si hanno a disposizione le misure. Pertanto come già evidenziato, le PM10 sembrano essere un elemento di criticità. Per i comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme e Ponsacco non sono presenti i dati non essendo presenti punti fissi di monitoraggio e non sono stati resi disponibili dati riferiti a campagne effettuate con laboratorio mobile dal Dipartimento provinciale di ARPAT. Ad oggi non sono state fornite notizie in merito a eventuali Piani di risanamento nell’area. PM10 MEDIA ANNUALE 40 Pontedera microgrammi /NMC 35 Lari 30 25 20 15 10 5 0 2003 2004 2005 SUPERAMENTI VALORI LIMITE Pontedera 60 Lari 50 n° 40 30 20 10 0 2003 2004 2005 59 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 60 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 III- MOBILITÀ E STRUTTURA URBANA ABSTRACT In questo capitolo viene analizzato lo stato del verde pubblico e delle aree attrezzate; vengono riportati i dati così come comunicati dalle amministrazione relativamente alla % di cittadini che vivono ad una distanza inferiore a 300m dalle aree di verde pubblico. Vengono analizzate tra le potenziali pressioni esercitate sull’ambiente le principali infrastrutture extraurbane e quelle ferroviarie e viene effettuata un’analisi dei cantieri presenti nel territorio dei comuni. Tra le politiche di risposta vengono riportati i progetti per gli adeguamenti infrastrutturali e gli interventi per il miglioramento del sistema viario quali la realizzazione di rotonde e di piste ciclabili e le eventuali zone a traffico limitato. Per la struttura urbana gli interventi di restauro di beni architettonici. Tutti i dati per le elaborazioni sono stati forniti dalle Amministrazioni comunali e ripresi dall’ ISTAT. INDICATORI DI STATO III-S1 Paesaggio Urbano III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino III-S2 Piano Strutturale III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale INDICATORI DI PRESSIONE III- P1 Infrastrutture ferroviarie III- P2 Infrastrutture stradali extraurbane III-P2.1 Autostrade e superstrade III-P3 Cantieri III-P3.1 Cantieri per lavori III-P3.2 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto INDICATORI DI RISPOSTA III-R1 Limitazioni al traffico III-R1.1 Zone a traffico limitato III-R2 Sistema integrato dei trasporti III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori III-R3 Incentivi ambientali III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili) III-R4.1 Piste ciclabili III-R5 Restauro di beni architettonici III-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici INDICATORI COMUNI EUROPEI N°4: Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi 61 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO III-S1 Paesaggio Urbano III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino Il Verde pubblico riveste un’importanza fondamentale soprattutto all’interno di un territorio fortemente urbanizzato come quello dei comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Cascina e Bientina, per le molteplici funzioni che svolge sia da un punto di vista ecologico – paesaggistico e di conservazione del territorio che di ruolo ricreativo e sociale. Nella definizione della struttura urbana viene riportato quale indicatore di stato il suolo adibito a verde pubblico: entro tale dizione rientrano tutte le aree a verde di proprietà dell’amministrazione, anche se non gestite direttamente. Nella tabella III.1 e nel grafico successivo, vengono riportati i Mq totali delle aree (così come dichiarati dalle Amministrazioni) e le % di aree a verde sul totale del territorio comunale e i mq/ abitante. Si può evidenziare come esistano profonde differenze sia nelle superfici totali che nelle % tra i 6 comuni. Il Comune di Pontedera è quello che presenta un’estensione di verde pubblico maggiore di tutti gli altri, così come un valore molto elevato in metri quadri abitanti, seguito da Ponsacco e Casciana Terme; all’ultimo posto il comune di Bientina che ha anche il più basso valore in metri quadri per abitante. La % maggiore di verde pubblico/territorio comunale, è anche questa a Pontedera anche in questo caso seguito da Ponsacco, mentre ultimi troviamo Bientina e Lari. Aree verdi (mq) (mq/ab) % verde pubblico/territorio comunale Pontedera Comune 891.377 32,82 1,94 Ponsacco 253.707 19,05 1,27 Lari 28.301 3,39 0,06 Casciana Terme 166.890 46,10 0,45 Bientina 18.400 2,76 0,06 Calcinaia 130.187 13,9 0,86 TOT Area 1.331.782 Media: 12,71 FONTE Dati: Elaborazione da dati comunali Tab. III.1: Aree verdi totale e disponibilità in mq/Ab. VERDE PUBBLICO MQ/ABITANTE 35 Ponsacco 30 Lari 25 Bientina 20 15 10 5 0 62 Pontedera Casciana Terme Calcinaia PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 III-S2 Piano Strutturale IL PIANO STRUTTURALE è il documento programmatico e di riferimento per il territorio comunale, realizzato in coerenza con gli atti di pianificazione di ambito sovracomunale quali il PTC provinciale tenendo conto degli indirizzi e le salvaguardie del P.I.T. e da eventuali piani di settore derivanti da leggi e piani specifici e di settore. (Es. Piano di Bacino). La L.R. 5/95 e la successiva L.R. n°1 del 3/01/2005, nell’ambito della riforma dei principi e delle modalità per il governo del territorio, orientano l’azione pubblica e indirizzano le attività pubbliche e private a favore dello sviluppo sostenibile, ovvero di uno sviluppo volto ad assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini e a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del territorio. A tale scopo la legge prevede obiettivi di efficienza ambientale generali, validi per tutti gli strumenti di pianificazione, e obiettivi specifici per ogni strumento. In particolare, per il Piano Strutturale si precisano i seguenti obiettivi specifici in riferimento ai principi dello sviluppo sostenibile: Obiettivi conoscitivi: a)Quadro conoscitivo dettagliato, a livello comunale, delle risorse individuate dal PTC (risorse essenziali, vulnerabilità e riproducibilità in riferimento ai sistemi ambientali locali). b)Individuazione dei sistemi e sub-sistemi ambientali, insediativi, infrastrutturali, di servizio e funzionali da realizzare per conseguire gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio. c)Elementi per la valutazione degli effetti ambientali. d)Statuto dei luoghi, che raccolga le invarianti strutturali da sottoporre a tutela. e)Quadro conoscitivo delle attività svolte sul territorio, finalizzato alla riorganizzazione e al riequilibrio dei tempi, degli orari e delle necessità di mobilità. Obiettivi di tutela: a)Individuazione delle invarianti strutturali da sottoporre a tutela. b)Divisione del territorio in UTOE, corrispondenti a sub-sistemi ambientali. Obiettivi di valutazione: a)Definizione dei criteri per la definizione e la valutazione dei piani e programmi di settore di competenza comunale aventi effetti sull’uso e sulla tutela delle risorse del territorio. Obiettivi prestazionali ambientali degli insediamenti: a)definizione delle dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, delle infrastrutture e dei servizi necessari, per ciascuna UTOE, sulla base dell’identificazione dei limiti compatibili di sfruttamento ed uso delle risorse. b)riorganizzazione dei tempi, degli orari, della mobilità. Già la Legge 5/95, ponendo lo sviluppo sostenibile alla base del governo del territorio, ha affermato in modo esplicito ed inequivocabile il diritto a partecipare di tutti coloro che, hanno interesse nella conservazione attiva delle risorse, imponendo trasparenza dei processi decisionali, attraverso l’esplicitazione degli obiettivi, la definizione del quadro conoscitivo quale parte integrante dell’atto di pianificazione, collegato al contenuto progettuale da un rapporto logico necessario, l’informazione piena sui procedimenti sin dal momento iniziale. Propone infatti una nuova dimensione della partecipazione dei cittadini al governo del territorio. 63 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale Nella tab.III.2 viene riportato, così come fornito dai comuni lo stato di attuazione del Piano Strutturale; come si può vedere tutti i Comuni nell’area in esame sono dotati di Piano Strutturale, anche se non in tutti i casi il Piano è stato approvato. Da segnalare che il comune di Bientina è stato il primo comune in Toscana ad adottare e approvare il Piano Strutturale. PIANO STRUTTURALE Comune Data di Adozione Data di Approvazione 27/06/05 Casciana Terme 16/02/05 Delibera C.C. n. 2 del 31/01/2002 18/09/2003 Bientina 06.04.1995 22.01.1996 Calcinaia 28/01/2002 26/09/2002 Pontedera Ponsacco Lari NOTE 20/01/2004 Delibera C.C. n. 48 del 20/07/2002 26/04/2004 1° comune in Toscana che ha adottato il PS FONTE Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.III.2: Presenza di Piano Strutturale III- P1 Infrastrutture ferroviarie Il trasporto ferroviario può contribuire sicuramente all’inquinamento acustico con rumori che sono meno costanti nel tempo rispetto a quelli stradali, ma che possono raggiungere intensità molto significative, sulle quali, peraltro, influiscono fortemente le caratteristiche delle vetture impiegate nonché la manutenzione. Comunque, come si può vedere dalla Tab. III.3 nel territorio dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco non è presente la ferrovia, che risulta solo nel territorio di Pontedera per un tratto di 8 km e in quello di Calcinaia con 2,9 Km, per un totale nell’area di 10,9 Km. Infrastrutture ferroviarie (Km2) Comune Percorso Pontedera 8 Ponsacco 0 Lari 0 Casciana terme 0 Bientina 0 Calcinaia 2,9 TOTALE: 10,9 FONTE Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.III.3: Presenza di Infrastrutture ferroviarie III-P2 Infrastrutture stradali extraurbane Il trasporto stradale extraurbano può determinare un inquinamento acustico generalmente più limitato, in termini di soggetti esposti, rispetto al traffico dei centri urbani ma tuttavia rilevante in termini di intensità. Dal Rapporto Ambiente 2003 relativo all’area SEL Valdera si evidenzia che:oltre l’80% della rete stradale è costituito da strade di tipo 64 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 extra-urbano e la densità stradale è in linea con quella della Provincia. Il traffico veicolare risulta significativo: da una specifica campagna condotta nella rete extraurbana nel corso del 2002 emerge che alcuni tratti della rete stradale sono interessati da flussi di traffico anche superiori a 20.000 veicoli al giorno; gli archi viari più critici risultano essere la SGC Fi-Pi-Li, la SS 439 nel tratto tra Calcinaia e La Borra e la SS 67. III-P.2.1 Autostrade e superstrade Nel territorio dei comuni di Bientina e Casciana Terme, non sono presenti infrastrutture viarie di grande comunicazione, mentre nei comuni di Calcinaia, Lari, Ponsacco e Pontedera, in entità di chilometri diversa, come riportato in Tabella III.4, il territorio è attraversato dalla SGC Firenze-Pisa –Livorno; in generale le infrastrutture viarie di grande comunicazione determinano un impatto rilevante anche sulla qualità acustica urbana, interessando da vicino parte delle aree urbane, come avviene ad esempio a Pontedera, le cui zone periferiche sono relativamente vicine all’uscita della SGC. Infrastrutture viarie di grande comunicazione Comune Km2 Pontedera 10,620 Ponsacco 1,0 Lari 1,757 Casciana Terme 0 Bientina 0 Calcinaia 0 TOT 12,757 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella III.4: Infrastrutture viarie di grande comunicazione (km2) INDICATORI DI PRESSIONE III-P3 Cantieri La presenza di cantieri sul territorio può contribuire all’inquinamento acustico dell’area, sia direttamente, nelle aree limitrofe, che indirettamente, a causa dell’incremento dei veicoli adibiti al trasporto di materiali e scarti sulla viabilità esistente. Per difficoltà riscontrate relativamente alla definizione e alla caratterizzazione dei cantieri per lavori, si riportano solo i dati relativi a cantieri per le infrastrutture di trasporto. III-P3.1 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto Come si può vedere nella tabella III.5, nell’area dei comuni solo Bientina e Calcinaia, nel periodo di riferimento dal 2002 al 2005 non hanno indicato la presenza di cantieri per grandi lavori attivi nel territorio, legati a nuove infrastrutture di trasporto. Si rilevano invece in numero variabile, ma soprattutto nel 2005 su Pontedera, Ponsacco, Casciana Terme e Lari. 65 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Comune 2002 2003 2004 Pontedera 0 2 1 Ponsacco 0 0 0 Lari 3 1 3 Casciana Terme 1 0 1 Bientina 0 0 0 Calcinaia 0 0 0 TOT 4 3 5 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella III.5: Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto 2005 5 2 5 0 0 0 12 INDICATORI DI RISPOSTA Tra le politiche di risposta da parte dei Comuni, c’è l’obiettivo di organizzare e gestire il traffico, realizzando in particolare infrastrutture per la mobilità sostenibile, opere e progetti per l’ottimizzazione e l’organizzazione logistica del traffico, per il monitoraggio e la limitazione degli impatti del traffico. Si riportano nelle successive tabelle gli interventi realizzati e previsti a tale scopo e le limitazioni al traffico presenti. III-R1 Limitazioni al traffico Le limitazioni al traffico sono tra gli interventi previsti nel Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27.03.998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” che stabilisce che i Sindaci dei Comuni con popolazione superiore ai 150.000 abitanti e quelli dei Comuni individuati dalle Regioni ai sensi dell’art. 9 del D.M. 20.05.1991 devono adottare tutte le misure per ridurre l’inquinamento atmosferico qualora sia accertato o prevedibile il superamento dei livelli e degli obiettivi di qualità dell’aria stabiliti dai D.M. 25.11.1994 e D.M. 16.05.1996; anche nel quinto Accordo di Programma sulla qualità dell’aria per la gestione dell’emergenza da PM10 e per il progressivo allineamento ai valori fissati dalla Unione Europea per il 2005, vengono definite tra le azioni comuni necessarie per affrontare le criticità che si registrano nella stagione invernale, in attesa di disporre delle risorse necessarie all’attuazione di interventi infrastrutturali che dovranno le limitazioni al traffico. III-R1.1 Zone a traffico limitato Oltre alle limitazioni tra gli interventi di riduzione del traffico per ridurre l’ inquinamento atmosferico e acustico, vi è la realizzazione di Zone a Traffico Limitato (ZTL), in genere situate al centro delle città creando eventualmente anche area pedonali chiusa ai mezzi motorizzati privati. Nei comuni dell’area a parte i Comuni di Pontedera e Casciana Terme, non sono presenti zone a traffico limitato. Si riporta l’estensione di tali aree nella tabella III.6. Comune ZTL (ha) Pontedera 6,7 Ponsacco 0 Lari 0 Casciana Terme 11,5 Bientina 0 Calcinaia 0 TOT 18.2 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella III.6: Zone a traffico limitato 66 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 III-R2 Sistema integrato dei trasporti Tra gli interventi per rendere la mobilità sostenibile vi è la realizzazione di parcheggi scambiatori soprattutto in corrispondenza di stazioni ferroviarie e fermate di mezzi pubblici, preferibilmente al di fuori dei centri urbani, per consentire con maggior facilità l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei privati. III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori Dai dati forniti dai comuni, sulla realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori, risulta che solo il comune di Pontedera ha realizzato due nuovi parcheggi scambiatori, con un totale di 1408 nuovi posti di cui 690 nell’ area del mercato e 718 nell’ area del Luna Park, completati nell’anno 2005. III-R3 Incentivi ambientali Gli incentivi economici ambientali possono favorire la modifica di comportamenti o processi inquinanti, infatti, l’erogazione di contributi a fondo perduto o di tassi agevolati sono strumenti in grado di promuovere comportamenti eco-efficienti. Per strumenti economici si intendono generalmente tutti quelle misure che, attraverso incentivi o disincentivi finanziari, incidono sui costi e sui benefici connessi a scelte alternative di determinati soggetti, con l’obiettivo di modificarne i comportamenti nella direzione di una maggiore attenzione per l’ambiente. III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici Tra gli strumenti di questo tipo, che utilizzano la predisposizione di un incentivo monetario, vengono annoverati gli incentivi per l’acquisto di mezzi elettrici. Per quanto riguarda i comuni dell’area si segnala che solo il comune di Pontedera ha investito 48.680 euro nel 2006. III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili) L’incremento e la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, costituiti da apposite dotazioni infrastrutturali quali piste ciclabili, sottopassi, passerelle, aree di sosta, fa parte delle strategie di sviluppo sostenibile per la riduzione del traffico, dell’inquinamento acustico e atmosferico oltre che per la valorizzazione turistica di un territorio. III-R4.1 Piste ciclabili I dati forniti dai Comuni su percorsi pedonali e piste ciclabili sono riportati in Tabella III.7. Piste ciclabili (m) Comune 2002 2003 2004 2005 TOTALE Pontedera 1,360 0 0 1,200 2,560 Ponsacco 4,500 0 0 4,140 8,640 Lari 0 0 0,652 0 0,652 Casciana Terme 0 0 0 0 0,000 Bientina 0 0 0 0,900 0,900 Calcinaia 2,200 0 0,450 0 2,650 TOT 8,060 0 1,102 6,240 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella III.7: Piste ciclabili (m) 67 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Risultano essere presenti nel territorio dei Comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari e Bientina e Calcinaia; il comune di Pontedera al 2005 ha costruito un totale di 2,560, similmente il comune di Calcinaia con 2,650, mentre il comune di Ponsacco risulta il comune con il maggior numero di Km di piste con 8,640; solo il comune di Casciana Terme non possiede piste ciclabili. Il 2002 è l’anno in cui sono stati realizzati più interventi così come il 2005; il 2003 è l’anno in cui nessun comune ha realizzato nessun percorso. III-R5 Restauro di beni architettonici Il restauro di beni architettonici comporta sicuramente un grosso investimento economico per un ‘amministrazione ma consente di riqualificare il territorio e di renderne partecipe la cittadinanza aumentandole possibilità di fruizione di tali strutture. VII-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici Nella tabella III.8 si riportano gli Interventi di restauro di beni architettonici effettuati dai comuni nel periodo dal 2001 al 2005. N. INTERVENTI DI RESTAURO Comune 2001 2002 2003 2004 2005 Pontedera 2 1 0 1 1 Ponsacco 3 0 2 1 2 Lari 0 0 0 1 1 Casciana Terme 0 0 0 1 0 Bientina 0 0 0 0 0 Calcinaia 1 0 0 1 0 TOT 6 1 2 5 4 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella III.8: Interventi di restauro di beni architettonici INDICATORI COMUNI EUROPEI Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali N°4 Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi (parchi, giardini, spazi aperti, attrezzature, verde privato fruibile,…) e ai servizi di base (sanitari, trasporto, istruzione, alimentari,...) Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori 1 2 3 4 5 6 * * * * Uguaglianza ed inclusione sociale Relazione tra la dimensione locale e quella globale Protezione ambientale Patrimonio culturale/qualità dell’ambiente edificato 68 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Un altro indicatore che è stato calcolato, per quanto riguarda l’ Accessibilità delle aree verdi è la % di cittadini che vivono entro 300 m dalle aree di verde pubblico. Comune % cittadini Pontedera 60 Ponsacco 80 Lari 70 Casciana Terme 62 Bientina 40 Calcinaia 21,3 MEDIA Area 55,5 La media dei cittadini, calcolata per l’area risulta essere pari al 55,5%. Significa che più della metà della popolazione dell’area vive a meno di 300 m dalle aree di verde pubblico. Gestione sostenibile dell’autorità locale e delle imprese locali N°7 Quota di organizzazioni pubbliche e private che abbiano adottato e facciano uso di procedure per una gestione ambientale e sociale Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori 1 2 3 4 5 6 * * * Relazione tra la dimensione locale e quella globale Economia locale Protezione ambientale È stato calcolato il numero di aziende nell’area di indagine che nel periodo 2001-2006 ha adottato un sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001, come si può vedere ad oggi solo tre comuni (Pontedera con 5 aziende, Ponsacco e Lari con 1) possiedono aziende certificate. Al momento pertanto non è possibile neppure calcolare un trend significativo. AZIENDE CERTIFICATE ISO 14001:2004 NEGLI ANNI 2001-2006 Comune 2001 2002 2003 2004 2005 2006 TOTALE Pontedera 1 1 0 0 2 1 5 Ponsacco 0 0 0 0 1 0 1 Lari 0 0 0 1 0 0 1 Casciana Terme 0 0 0 0 0 0 0 Bientina 0 0 0 0 0 0 0 Calcinaia 0 0 0 0 0 0 0 TOTALE Area in esame 1 1 0 1 3 1 7 FONTE dei Dati: Sito internet SINCERT 69 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 70 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IV- NATURA E TERRITORIO ABSTRACT Nel capitolo Natura e Territorio vengono analizzate dopo una premessa relativa al profilo territoriale dell’area e dei singoli comuni, lo stato delle componenti Flora, Fauna e Vegetazione, tenendo conto delle particolari caratteristiche del territorio. In mancanza di studi specifici e vista la carenza di informazioni dettagliate sul territorio in esame sono state riportate le segnalazioni sugli elementi inseriti nelle liste di Attenzione, rilevate dal Repertorio Naturalistico Toscano (banca dati del progetto RENATO) della Regione Toscana, suddivise per ogni singolo comune. Le maggiori informazioni su fauna, flora ed ecosistemi, si hanno dalle informazioni relative alle aree protette nell’area; in particolare, l’ANPIL BOSCO DI TANALI e i SIR 063 Cerbaie e SIR B03 (IT5120101) Ex Alveo del Lago di Bientina. Tra le pressioni il numero i e le superfici percorse da incendi; Tra le risposte, la presenza di Aree Protette e le spese impegnate per il controllo della fauna urbana. INDICATORI DI STATO IV-S1 Profilo Territoriale IV-S2 Fauna, flora e vegetazione IV-S2.1 Fauna IV-S2.2 Flora e vegetazione IV-S3 Patrimonio boschivo IV-S3.1 Superficie forestale INDICATORI DI PRESSIONE IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame IV-P2 Incendi Boschivi IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame INDICATORI DI RISPOSTA IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio IV-R2 Spese per l’ambiente IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano IV-R3 Aree protette e vincolate IV-R3.1 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o Regolamento IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 IV-R5 Attività di educazione ambientale D.2 TURISMO D2.1 Arrivi/Presenze nell’area D2.2 Strutture ricettive 71 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO IV-S1 Profilo Territoriale L’area di studio interessata dalla presente relazione è formata dai territori dei Comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Casciana Terme e Bientina per un totale di circa 190 Kmq. Il territorio fa parte della Valdera di cui fanno parte un totale di 15 comuni. La superficie complessiva ammonta a circa 190 Kmq (Tab.IV.1). COMUNI SUPERFICIE BIENTINA 29,24 CALCINAIA 14,99 CASCIANA TERME 36,44 LARI 45,14 PONSACCO 19,9 PONTEDERA 45,89 TOTALE 191,6 Tab.IV.1 - Superficie dei comuni La popolazione residente al 31/12/2004 risulta pari a 67.989 abitanti. I Comuni compresi nella zona presentano caratteristiche (a livello di estensione territoriale, popolazione presente e relativa densità per chilometro quadrato, morfologia del territorio) molto differenti tra loro, come evidenziato nella tabella IV.2. Comune Zona Altimetrica Popolazione 31-12-04 Densità (2004) Abit/Kmq Bientina Pianura 6484 222 Calcinaia Pianura 9366 625 Casciana Terme Collina 3620 99 Lari Collina 8324 184 Ponsacco Pianura 13353 671 Pontedera Pianura 26842 585 FONTE dei Dati: Dati ISTAT e Piano della salute della Valdera Tab.IV.2: profilo territoriale e demografico dell’area di indagine Queste differenze tra i singoli territori comunali si riflettono in differenze talora significative del contesto paesaggistico, ambientale e socio/economico. In particolare la densità di popolazione rappresenta un importante fattore di pressione ambientale, sicuramente molto diverso tra i comuni di Calcinaia, Ponsacco e Pontedera rispetto a Casciana Terme o Lari e Bientina. Ad esempio la densità di popolazione dell’anno 2004 risultava per la Provincia di Pisa di 162 abitanti per Kmq, quella della Regione Toscana risultava di 157; il Comune più popoloso risulta quello di Pontedera seguito da Ponsacco, quello con meno abitanti è Casciana Terme. L’ubicazione strategicamente favorevole di Pontedera ha storicamente determinato lo sviluppo di questa città, che costituisce per posizione geografica e importanza il “capoluogo” del sistema territoriale della Valdera nel quale si concentrano la maggioranza delle attività e dei servizi. Si stima che la popolazione anagrafica di Pontedera, già quasi di 27.000 abitanti, raddoppi nel corso della giornata per ragioni dovute a immigrazione per lavoro, studio, fruizione di servizi e commercio (fonte ufficio urbanistica del Comune di Pontedera, relazione illustrativa Piano Strutturale). Il territorio dei 6 comuni dell’area rientra all’interno della Provincia di Pisa e all’interno 72 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 dei sistemi territoriali di Programma del P.I.T Bientina, Calcinaia, Pontedera e Ponsacco sono inseriti nel Sistema territoriale di programma “Toscana dell’Arno”, mentre Casciana Terme e Lari in quello della Toscana interna e meridionale. In realtà per specifiche caratteristiche geomorfologiche, paesaggistiche, insediative, produttive e socioeconomiche, alcuni Comuni condividono i caratteri con più di un Sistema: una porzione del territorio del Comune di Pontedera presenta caratteri del Sistema della Toscana interna meridionale e le porzioni di pianura in Comune di Lari, presentano caratteri del sistema della Toscana dell’Arno. All’interno dei sistemi territoriali provinciali, Bientina, Calcinaia, Pontedera e Ponsacco rientrano nel “Sistema territoriale locale della “Pianura dell’Arno, con un indice di boscosità inferiore al 20% mentre Casciana Terme e Lari nel “Sistema territoriale locale delle Colline Interne e Meridionali”. In base all’altimetria, il territorio può essere suddiviso a grandi linee in due zone abbastanza omogenee: • territorio collinare-montano • territorio di pianura diverse non solo per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali e i rispettivi caratteri fisici ma anche per il diverso grado di urbanizzazione. In ambedue i casi possiamo comunque dire che l’aspetto originario del territorio, anche a causa della presenza di pratiche agricole intensive e un’intensa industrializzazione a partire soprattutto dal secondo dopoguerra, è stato profondamente modificato dall’uomo e quindi in parte anche la distribuzione attuale della vegetazione. Possiamo considerare con un maggiore carattere di naturalità, quelle parti di territorio che hanno subito meno evidenti trasformazioni o che le hanno subite in modo indiretto, quali alcune porzioni delle aree collinari boscate, non sottoposte ad attività produttiva. Al di fuori dei boschi, “naturali” o produttivi, si trovano le coltivazioni agricole, a vite o ulivo. La situazione si presenta quindi oggi, da un punto di vista di distribuzione e presenza di vegetazione, soprattutto in alcune zone, con aspetti di profonda differenza rispetto all’ambiente naturale atteso. La vegetazione presente nella zona in analisi riflette la bipartizione altimetrica in cui abbiamo suddiviso il territorio nell’inquadramento territoriale: esiste quindi una marcata differenziazione a livello floristico e vegetazionale tra le aree poste in pianura e quelle che si trovano in ambienti collinari-pedemontani. In generale le aree poste in quota sono caratterizzate dalla presenza di aree boscate formate da alberi di alto fusto, sia latifoglie sia aghifoglie, che si accompagnano ad una vegetazione di sottobosco in facies perlopiù cespugliosa e arbustiva. Il piano basale del bosco è formato da associazioni, con carattere edafico locale, di piante erbacee. Accanto a queste formazioni vegetazionali naturali esistono poi le colture antropiche frutteti,oliveti e vigneti che rivestono particolare importanza dal punto di vista territoriale ed economico. Particolare importanza rivestono inoltre le colture agricole a seminativo, diffuse in tutta la porzione di territorio pianeggiante. Nelle zone di pianura invece mancano quasi completamente le essenze di alto fusto, probabilmente a causa dell’intensa opera di disboscamento operata nei secoli dall’uomo, che sono state sostituite, da vegetazione a carattere arbustivo e cespuglioso e, localmente, da vegetazione erbacea planiziale o formazioni riparie. a) Territorio collinare-montano Come già accennato in precedenza il territorio collinare-montano dell’area in esame presenta un minore grado di urbanizzazione, e soprattutto nella fascia collinare più bassa sono presenti coltivazioni ad olivo e a vite si ha la presenza di aree boscate, con maggiori condizioni di naturalità rispetto al territorio di pianura. La fauna presente in un’area è legata alla distribuzione della vegetazione del territorio. Su queste premesse 73 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 possiamo descrivere in maniera generale una fauna legata all’ambiente collinare-montano e una legata all’ambiente di pianura. Sovente la fauna, o gran parte di essa, presenta aree di diffusione relativamente estese e sovrapposte. Perciò non sempre è possibile trovare una corrispondenza troppo stretta tra contingente vegetale e contingente faunistico, inoltre i boschi in esame per lo più non sono puri, ma presentano commistione più o meno grande di specie arboree ed arbustive, pertanto nella medesima area vengono a trovarsi numerosi elementi faunistici di varia origine. Riscontriamo molte specie di mammiferi, rettili, insetti e lo stato arbustivo ospita numerosi uccelli. In molti casi la zona forestale viene sfruttata come rifugio, mentre la zona prativa viene usata per la ricerca di cibo. b) Territorio di pianura La fertilità del suolo ha determinato fin dai tempi passati un intenso sfruttamento agricolo mentre le trasformazioni socio-economiche del secolo scorso hanno determinato un modello di uso del suolo sempre più orientato verso la residenza, le attività industriali e la produzione agricola. In conclusione nel territorio di pianura i molteplici processi hanno modificato profondamente l’assetto originario del territorio. All’interno dell’area in esame il sistema è dominato dalle aree urbanizzate. La vegetazione spontanea è circoscritta al limite dei coltivi, agli incolti e alla vegetazione ripariale presente lungo i corsi d’acqua: in pratica si ha una colonizzazione da parte della vegetazione spontanea di tutte le aree non interessate dall’attività antropica.. A causa di questo fatto è difficile individuare specie vegetali che siano “tipiche” di questi ambienti. La maggior parte delle aree di pianura è occupata, da colture a seminativo, colture arboree (frutteti), arboricolture da legno, per quanto riguarda la fauna potenziale la zona di territorio di pianura presenta una certa varietà di specie più o meno legate agli ambienti acquatici e alle zone agricole anche se il sistema è sempre interessato da una forte urbanizzazione. Di seguito vengono riportati alcuni dati relativi ai singoli comuni dell’area. BIENTINA ABITANTI 2004: 6.484 abitanti SUPERFICIE: 29,24 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 222 Situata alle falde sud orientali dei Monti Pisani, presso l’area del vasto alveo bonificato del lago omonimo e delle colline delle Cerbaie. Appartiene al sistema territoriale della pianura dell’Arno, dove si localizza in posizione terminale , nella parte più sviluppata da un punto di vista demografico e socio-economico. Dal punto di vista abitativo, Bientina si presenta come un comune molto dinamico ed in continua crescita passando dai 4.912 abitanti del 1981 ai 6717 attuali. Bientina si presenta altresì con il più alto indice di industrializzazione della Valdera, calcolato come rapporto tra addetti alle attività industriali e popolazione residente. Già dagli anni ottanta aveva superato in questo dato Pontedera, indice di una continua presenza del settore industriale, ma di una sua trasformazione, che in Valdera si manifesta con una stagnazione e ristrutturazione del settore metalmeccanico, con la stabilizzazione del settore del mobile e delle attività connesse, con la crescita del sistema sparso delle piccole e piccolissime imprese e di settori recenti quali il tessile. Anche l’agricoltura svolge ancora un ruolo importante non tanto per il numero degli occupati, quanto per una funzione di presidio paesaggistico, resistendo il numero delle aziende presenti sul territorio. 74 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Il territorio comunale presenta un ambiente di straordinaria ricchezza e varietà: è infatti ricco di zone umide, zone boscate e collinari, zone agricole di pianura. Presenta altresì aspetti storico-territoriali, con elementi che da strumenti di organizzazione del territorio, quando conservati, oggi diventano quasi dei monumenti del paesaggi. In particolare ci riferiamo al sistema dei canali un tempo navigabili con le chiuse medicee e lorenesi e le dogane, agli antichi alvei dell’Arno che disegnavano la pianura e poi, dopo il taglio del fiume, occupati dalla fattoria granducale e dalla sua organizzazione in poderi; e ancora, alle arginature medicee e successive, ai canali, alle viabilità poderali, alle alberature, ad insediamenti rurali che hanno dato luogo ad una struttura territoriale complessa e assai pregiata. Di particolare interesse, poi, la vasta e aperta piana che si apre tra i Monti Pisani e le Colline delle Cerbaie e che da Bientina si allarga ad est verso Altopascio e ad ovest verso Lucca e che rappresenta ciò che resta del lago di Bientina (o di Sesto, secondo i Lucchesi). Il prosciugamento completo del Lago, avviato nel 1853 e mai definitivamente concluso, e soprattutto l’avvento dell’agricoltura industriale e intensiva con la monocoltura del mais e l’uso di pesanti macchinari, hanno sempre più ridotto quella ricchezza di specie animali e vegetali che caratterizzavano l’area del Bientina, come studi dell’epoca testimoniano. Con lo scopo di salvaguardare flora e fauna di questo ambiente di zona umida, è stata istituita nel 1995 l’Area Protetta di Interesse Locale (A.N.P.I.L.) Bosco di Tanali che si trova in località Caccialupi, sul lato ovest del Padule di Bientina. Occupa circa 153 ettari di cui una ventina tra bosco planiziale e canneto posti in una casa di colmata ai margini dell’ex alveo del lago ed il resto, prevalentemente a pascolo, sono terreni dell’alveo del lago prosciugato il secolo scorso. L’area racchiude in sé una varietà di ambienti molto significativi: prati umidi periodicamente allagati, pagliereti, boschi umidi ad ontano nero, canneti e piccoli specchi d’acqua; ambienti importanti per la vita di molte specie di piante ed animali, oggi sempre più rari e soggetti ad azioni di degrado. Di particolare interesse ambientale anche la zona collinare delle frazioni di Quattro Strade e S. Colomba che si inserisce nella zona del S.I.R. delle Cerbaie, con paesaggio collinare di boschi cedui di querceti misti (cerri e lecci) e altre latifoglie (ontani) alternati a tratti di pineta, formando nel complesso estese macchie che costituiscono un interessante quadro paesaggistico, con caratteristiche proprie di rilievi più aspri e di altitudine superiore. CALCINAIA ABITANTI 2004: 9.366 abitanti SUPERFICIE: 14,99 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 625 Calcinaia sorge lungo la riva destra del fiume Arno a cuscinetto fra la Valdera, il Valdarno inferiore e l’area Pisana. Conta circa 10.000 abitanti ed è l’unico tagliato nettamente dal fiume Arno con due paesi a nord e sud dello stesso. L’economia locale ha una chiara connotazione di tipo commerciale, artigianale e industriale mantenendo tuttavia una notevole superficie destinata all’agricoltura. La tessitura del suo insediamento e della formazione dei suoi centri abitati è dovuta a trame agricole, elementi culturali ma soprattutto alla sua ricca rete idrica. L’acqua ha infatti rappresentato la fonte di vita per la popolazione: sia come risorsa alimentare, sia come risorsa economica, costituendo - fin dall’antichità – il collegamento privilegiato con Pisa, con la costa e con il porto di Livorno. Anticamente la località era conosciuta con il nome di Vico Vietri ma dal 1193 essa è attestata con il suo nome attuale che le venne attribuito, dal latino “calce”, per le numerose fornaci che vi erano allora presenti. 75 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Allo stesso tempo l’acqua però, confluendo in un territorio depresso rispetto al corso dei fiumi, ha favorito anche la formazioni di paludi e di ristagni. Il Granduca Cosimo I de’Medici intraprese dei lavori per arginare le periodiche inondazioni del fiume Arno e quindi contrastare il diffondersi delle paludi nel territorio di Calcinaia. Al termine dei lavori, che mutarono anche il corso del fiume che favorire la navigabilità dello stesso, Calcinaia si trovò vicina alla riva destra del fiume. Ciò ebbe delle notevoli ripercussioni economiche per il borgo che venne a trovarsi lontano dai principali assi viari. La successiva bonifica del territorio di Calcinaia favorì però lo sviluppo dell’agricoltura: vennero coltivati cereali e legumi e anche incrementata la lavorazione del lino e della canapa. Nel periodo della dominazione dei Duchi di Lorena fu realizzato un canale che, raccogliendo le acque della pianura, le indirizzava verso il mare. Tutto ciò ha comportato un lavoro di regimentazione idraulica che ha impresso sul terreno canali, opere, strutture, disegnato spazi, conquistato nuovi terreni per l’agricoltura, tutta una serie di elementi che la modernità e l’industrializzazione hanno pian piano portato all’abbandono. Il settore industriale risulta, fin dagli anni ’70 – ’80 il principale campo di attività economica, ma allo stesso tempo un crescente posto di rilievo lo ha assunto il settore terziario, mentre la bassa consistenza della forza lavoro attiva in agricoltura ne fa oggi un settore residuale dal punto di vista del mercato del lavoro e della produzione di reddito. La popolazione, che fino alla seconda guerra mondiale è rimasta relativamente stabile, ha registrato una decisa espansione, o più correttamente una vera e propria crescita accelerata, tanto da passare da circa 4.000 a circa 10.000 in quarant’anni. Tale incremento è dovuto essenzialmente alla vicinanza del territorio con la città di Pontedera (uno dei più grandi centri industriali della Toscana) ma anche dallo stesso sviluppo economico soprattutto della frazione di Fornacette. Nel territorio comunale è presente il bosco di Montecchio facente parte del SIC (sito di importanza comunitaria) delle Cerbaie, che costituisce una risorsa, di interesse naturalistico, essenziale per il cui alto valore è stato inserito dalla Regione Toscana nel progetto Bioitaly, in attuazione della direttiva 92/43/CEE “Habitat”, nell’elenco delle aree ritenute di interesse naturalistico di importanza comunitaria. Questa area, a dispetto della sua limitata estensione, si presenta assai ricca sia per il numero che la diversità dei suoi componenti. Il bosco misto con presenza di pino nero e domestico, carpino, leccio, querce si estende per circa 2 ettari lungo una piccola fascia facente parte di un leggero versante che culmina nella Villa di Montecchio. Si tratta di un’area divisa essenzialmente in due parti: una parte bassa pianeggiante che costeggia i campi coltivati e una seconda parte coperta da un denso bosco ad alto fusto a composizione mista che lo configura come emergenza di valore sia ecologico che botanico forestale in un territorio totalmente composto di pianura agricola. L’area è anche l’unica emergenza collinare presente nel comune. CASCIANA TERME ABITANTI 2004: 3.620 abitanti SUPERFICIE: 36,44 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 99 Il territorio del comune risulta compreso tra i 43 e i 507 metri sul livello del mare e sorge nell’alto bacino del torrente Cascina. Il Comune di Casciana Terme ha una prevalente vocazione turistica, in particolare legata alle Terme potendo contare su uno stabilimento termale di antica tradizione e di grande prestigio oltre ad un ottima tradizione alberghiera. 76 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Fino al 1956 la località venne conosciuta con il nome di “Bagni di Casciana” e solo dopo essa assunse la sua attuale denominazione, con riferimento alle sue sorgenti termali. Sin dal tempo dei Romani Casciana Terme era conosciuta e apprezzata per le proprietà benefiche e curative delle sue acque. Il termalismo cascianese, da sempre riconosciuto nei settori fango-balneo-terapici e delle cure inalatorie, è affiancato oggi da una struttura di riabilitazione di eccellenza particolarmente orientata sul versante ortopedico e traumatologico. A questo si aggiunge il nuovo settore del Benessere Termale con un già affermato Centro Benessere, una piscina termale immersa nel verde del parco ed un secondo Centro in allestimento in una villa ottocentesca restaurata, Villa Borri, con nuovi servizi raffinati e di qualità. Il comune ha nelle caratteristiche territoriali ed ambientali la sua principale ricchezza. La salvaguardia e la valorizzazione delle risorse ambientali, dal patrimonio boschivo che la circonda alle sorgenti termali che l’hanno resa famosa, ha trovato impulso negli ultimi anni sia da specifici obiettivi strategici dell’Ente, quale l’acquisizione ed i progetti di recupero del Parco di Poggio alla Farnia, sia da numerose iniziative private nel settore agrituristico che nel territorio hanno mantenuto e saputo valorizzare il carattere originario di “vacanza ambientale” che ne ha decretato il successo internazionale. Di particolare fascino i borghi storici che circondano il Capoluogo ripercorrendo i crinali medioevali di insediamenti di chiese e castelli; Collemontanino, Parlascio, Ceppato, S.Ermo e più piccoli ed ancora suggestivi agglomerati rurali. Anche le attività di piccola impresa ed artigianato ripercorrono le tradizionali lavorazioni della terra, dal ferro alla pietra ed al vetro. È il comune che presenta una minore densità abitativa di tutti quelli dell’area e la maggiore vocazione turistica. LARI ABITANTI 2004: 8.324 abitanti SUPERFICIE: 45,14 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 184 Il territorio del comune risulta compreso tra i 10 e i 212 metri sul livello del mare, in posizione collinare alla sinistra della valle del fiume Era. Il territorio si trova circa un quarto in pianura e tre quarti in collina. Esso è collocato fra la piano dell’Arno e le prime pendici delle colline pisane, confina a nord con i Comuni di Cascina, Pontedera, ad est con i Comuni di Capannoli e Terricciola, a sud con il Comune di Casciana Terme, ad ovest con i Comuni di Lorenzana e Crespina. A nord è attraversato dalla Superstrada FI-PI-LI, e da numerose strade di interesse provinciale correnti sia in senso nord-sud che estovest: la Via provinciale delle Colline per Livorno n°12,la via provinciale del Commercio n°13, la Via Provinciale n°46, Perignano, Lari, Casciana Alta e la Via Provinciale n°35 delle Colline per Lari. Storicamente territorio agricolo la cui economia si basava prevalentemente sulla produzione ortofrutticola e vitivinicola, negli anni del dopoguerra ha acquistato un’importanza notevole dal punto di vista industriale e commerciale con lo sviluppo di attività manifatturiere e commerciali legate al settore del mobile e dell’arredamento in particolare nella zona di Perignano; viceversa le colline hanno perso la loro importanza agricola, conservando le funzioni amministrative (il capoluogo situato su un colle a130 mslm circondato da campi e vigneti verso la valle dell’Arno), residenziali, di servizio e negli ultimi anni anche quelle legate al turismo agricolo e culturale. Il nome della località deriva probabilmente dal nome proprio di persona latino “Larius”. I primi insediamenti 77 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 nel territorio di Lari risalgono all’epoca etrusco-romana, come dimostrano i numerosi ritrovamenti archeologici di oggetti e statue rinvenuti in loco e databili a tale epoca. Oltre ai due centri più importanti, Lari e Perignano, il territorio di Lari è ricco di numerosi centri minori, sia di pianura che di collina, Lavaiano, Quattrostrade, Casine, Spinelli, La Capannina, Cevoli, Ripoli, San Ruffino, Casciana Alta, Gramugnana, San Frediano, Usigliano, Boschi di Lari e Orceto. Le strade provinciali sopra citate e un tessuto di strade comunali molto articolato legano tutti questi centri secondo uno schema policentrico e ben distribuito sì da costituire una sorta di presidio antropico su tutto il territorio. Il territorio comunale presenta alcune aree boscate in maggior parte nelle zone collinari, dove si ritrova anche una minima parte del territorio agricolo, i nuclei più consistenti sono ubicati ad ovest di Usigliano, fra Casciana Alta e San Ruffino e a sud est di Perignano a confine con Ponsacco intorno alla località Villa Belvedere. Si tratta prevalentemente di macchia mediterranea costituita da bosco ceduo e bosco di alto fusto misto. PONSACCO ABITANTI 2004: 13.353 abitanti SUPERFICIE: 19,90 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 671 Il territorio comunale di Ponsacco è situato nella parte interna della provincia di Pisa, in una zona prevalentemente pianeggiante, percorsa dai fiumi Cascina ed Era; confina a nord con il Comune di Pontedera, a sud-est con il Comune di Capannoli ed a sud-ovest con il Comune di Lari. L’economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di mobili per la casa. Sono presenti anche alcune industrie alimentari e di materiali da costruzione. Il nome della località deriva dal composto di “Ponte” e “Sacco”, quest’ultimo di origine germanica. L’esodo rurale verso i centri più industrializzati, che ha interessato diversi Comuni dell’Alta Valdera intorno agli anni ’60 –’70, non ha riguardato Ponsacco, dove il numero degli abitanti è costantemente aumentato nel corso degli ultimi decenni. Le motivazioni sono senz’altro da ricercare sia nella posizione geografica, che pone questo Comune in uno dei luoghi più strategici dell’intera Valdera, sia nella industrializzazione che il Comune ha subito dal 1950 in poi; fino agli anni ottanta, si è assistito ad una modernizzazione ed industrializzazione del settore agricolo, la coltivazione promiscua è andata scomparendo, a scapito della coltura specializzata. Ponsacco è oggi un Comune a vocazione industriale, con forte caratterizzazione produttiva legata al settore del mobile e dell’arredamento, mentre l’agricoltura riveste un ruolo di secondo piano. La collocazione territoriale e in particolare la possibilità, grazie al passaggio della superstrada FI-PI-LI, di raggiungere facilmente i centri di Pisa, Firenze e Livorno, ha creato le condizioni per una ulteriore espansione industriale. La pianura occupa la porzione di territorio più estesa ed è connotato dalle attività produttive agricole e non. Qui è presente la maggior parte delle aziende agricole : la maggior parte dei terreni viene destinata a seminativi, cereali, soprattutto frumento e a coltivazioni legnose agrarie (vite). Inoltre sono presenti anche prati permanenti, pascoli e coltivazioni foraggere. Nelle porzioni limitrofe ai fiumi Era e Cascina, si ha una vegetazione riparale abbastanza diversificata costituita da pioppo nero (Populus nigra L.), salice bianco (Salix alba L.), salice rosso (Salix purpurea L.), canna (Arundo donax L.), cannuccia di palude (Phragmites australis (Cav.) Trin.), corniolo (Cornus mas L.), sanguinello (Cornus sanguinea L.), etc. Le arre di collina risultano di rilevante valore ambientale e paesaggistico anche perché in buona misura coperte da bosco; quello di Camugliano risulta costituito prevalentemente da un 78 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 querceto a prevalenza di caducifoglie (Quercus robur L., Quercus Cerris L., Quercus pubescens Willd.) con presenza di leccio sottochioma (Quercus ilex L.), orniello (Fraxinus ornus L.), acero campestre (Acer campestre L.), biancospino (Crataegus oxyacantha L.) e raggruppamenti di pino (Pinus pinea L.). Il bosco dei Poggini è costituito da un querceto di caducifoglie a prevalenza di roverella (Quercus pubescens Willd.) ed in minor misura da cerri (Quercus cerris L.), con presenza di ornielli (Fraxinus ornus L.), aceri (Acer campestre L.), leccio (Quercus ilex L.). PONTEDERA ABITANTI 2004: 26.842 abitanti SUPERFICIE: 45,89 chilometri quadrati DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 585 Il territorio del Comune di Pontedera si sviluppa prevalentemente lungo un asse orientato in direzione est-ovest ed è naturalmente diviso dal fiume Era, che lo attraversa ortogonalmente da sud verso nord, in due sezioni, in prossimità della confluenza con il fiume Arno. Dal punto di vista morfologico il Comune di Pontedera è suddiviso in due tipologie ambientali ben distinte:due terzi di pianura e un terzo di collina. La zona pianeggiante si sviluppa a nord dello Scolmatore dell’Arno e si spinge pressappoco sino ad una linea ideale che riunisce due delle frazioni più importanti del Comune e cioè la Rotta e il Romito. La zona collinare invece si trova ad est del capoluogo. L’economia della città si basa prevalentemente sulle attività industriali, di notevole importanza nell’economia locale è da sottolineare la presenza dell’industria motociclistica della “Piaggio”, presente in loco dal 1945; nel territorio sono comunque sviluppate anche l’agricoltura e la produzione vinicola. I primi insediamenti nella zona di Pontedera risalgono all’epoca etrusca e successivamente a quella romana, quando la città fu una importante piazzaforte dell’Impero. Da un punto di vista del territorio naturale il sistema vegetazionale–faunistico del Comune di Pontedera è interessato da vari fattori di pressione comunque afferenti ad origine antropica. La porzione collinare del territorio comunale è interessata da un esteso abbandono colturale e da radicali alterazioni dell’assetto colturale/aziendale con evidenti fattori di criticità e degrado connesse anche alle sistemazioni idraulico-agrarie che in passato contribuivano sostanzialmente al mantenimento di un buon equilibrio idrogeologico. Per quanto riguarda la porzione pianeggiante che di fatto rappresenta la maggior parte del territorio Comunale le pressioni maggiori afferiscono all’elevato processo edificatorio residenziale e, soprattutto, produttivo che hanno sottratto ampi spazi all’agricoltura, che, oltre ad essere in molte zone solo residuale, per l’evoluzione tecnologico-produttiva ha comportato una estrema banalizzazione del paesaggio agrario facendo diminuire le già scarse sistemazioni agrarie preesistenti e riducendo ulteriormente la componente floro-faunistica. IV-S2 Fauna, flora e vegetazione Per quanto riguarda la fauna, la flora e la vegetazione nel territorio di indagine non esistono studi specifici, ma solo studi relativi alle limitrofe aree umide appartenenti ad aree protette (ANPIL - Bosco di Tanali situata nel comune di Bientina e i due SIR Cerbaie e Ex alveo del lago di Bientina; sono state poi riportate alcune informazioni prese dai PS dei comuni e dal PFV della Provincia di Pisa. 79 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IV-S2.1 Fauna La fauna potenziale la zona di territorio di pianura presenta una varietà di specie più o meno legate agli ambienti acquatici e alle zone agricole anche se il sistema è sempre interessato da una forte urbanizzazione. Per quanto riguarda l’avifauna è possibile escludere l’ipotesi di poter riscontrare molte delle specie caratteristiche degli ambienti umidi, anche se sono presenti alcuni specchi d’acqua, data la forte antropizzazione e la massiccia presenza di vie ad alta densità di traffico ad esclusione delle zone delle aree protette: infatti la fauna presente in un’area è legata alla distribuzione della vegetazione del territorio anche se in condizioni di elevata antropizzazione non è sempre possibile trovare una corrispondenza troppo stretta tra contingente vegetale e contingente faunistico. IV-S2.2 Flora e vegetazione La flora e la vegetazione rivestono una grande importanza per la conservazione della biodiversità, la diffusa presenza umana sul territorio e le attività ad essa collegate hanno rappresentato fin da tempi lontani una minaccia: le notevoli modificazioni ambientali avvenute nell’area hanno provocato una drastica riduzione degli habitat idonei ad ospitare specie di flora e di fauna: tipico esempio è la contrazione delle aree umide conseguente ad interventi di bonifica e allo sviluppo urbanistico e agricolo. Il territorio è oggi caratterizzato da urbanizzazione di tipo abitativo e artigianale - industriale, da colture erbacee agricole, che con una forte omogeneizzazione del territorio, accompagnata dalla perdita di habitat per specie animali e vegetali, hanno sicuramente contribuito ad una riduzione della diversità specifica nel territorio. Le principali cause, che hanno determinato la rarefazione o la scomparsa delle specie nell’area di indagine, sono quindi da ascriversi alle modificazioni ambientali avvenute nel territorio e alle innumerevoli alterazioni delle condizioni ambientali quali inquinamento da uso di erbicidi e insetticidi, urbanizzazione, industrializzazione, frammentazione degli areali. L’abbandono agricolo delle aree montane, e di quelle collinari meno produttive, ha causato un netto miglioramento dello status delle specie viventi nel bosco e sul margine tra quest’ultimo ed i coltivi. In particolare ne hanno beneficiato gli Ungulati, ma anche alcuni predatori. Il degrado ambientale ha inoltre beneficiato alcune specie predatrici opportuniste, quali le volpi ed i corvidi, che con la loro azione hanno contribuito al declino delle specie più compromesse. Infine, un prelievo venatorio consumistico, e le immissioni di soggetti allevati in cattività o importati da altre aree geografiche, ha finito per aggravare la situazione di alcune specie. Lo stato delle conoscenze sul patrimonio naturale a livello del ridotto territorio è comunque molto scarso per la mancanza di studi specifici e per la presenza di dati molto frammentari e datati, ma relativi a zone esterne all’area di indagine. Risulta estremamente difficoltoso all’interno del territorio di indagine, visto il livello di antropizzazione e la mancanza di studi specifici sulla componente ecosistemica, l’individuazione e l’analisi delle unità ecosistemiche naturali o antropiche presenti e la valutazione dello stato di criticità attuale. Nelle porzioni limitrofe ai corsi d’acqua si ha una vegetazione riparale costituita da pioppo nero (Populus nigra L.), salice bianco (Salix alba L.), salice rosso (Salix purpurea L.), corniolo (Cornus mas L.), sanguinello (Cornus sanguinea L.). Le arre di collina risultano coperte da boschi a prevalenza di querceto (Quercus robur L., Quercus Cerris L., Quercus pubescens Willd.) con presenza di lecci (Quercus ilex L.) e roverella (Quercus pubescens Willd.), orniello (Fraxinus ornus L.), acero campestre (Acer campestre L.), e pinete (Pinus pinea L.). 80 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IV-S3 Patrimonio boschivo Si riportano i dati così come forniti dai comuni sull’estensione della superficie forestale dei territori indagati. IV-S3.1 Superficie forestale Come si può vedere dai dati esposti in tabella IV.3 i comuni con una maggior superficie forestale sono quelli di Casciana Terme, Pontedera e Lari, mentre quello con la minor superficie è il comune di Ponsacco. Superficie forestale ha Superficie comunale ha % Superficie comunale forestale Bientina COMUNE 400 2926 13,7 Calcinaia 188,4 1499 12,6 Casciana terme 931 3642 25,6 Lari 632 4514 14,0 Ponsacco 186 1990 9,3 Pontedera 785,5 4589 17,1 TOT Area 3122,9 19160 Tabella IV.3 - Superficie forestale FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Se però si valutano i valori in % sul totale del territorio, del territorio totale, Casciana Terme presenta una superficie forestale pari a più del 25%, Pontedera al 17,1%; il comune di Lari pari al 14,0%, quello di Bientina seguito da quello di Calcinaia e Ponsacco, presentano la minore % di Superficie forestale comunale. INDICATORI DI PRESSIONE IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi La Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano (RENATO) è stata realizzata, nell’ambito del “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana”, che l’ARSIA ha attuato su incarico del Dipartimento delle Politiche Territoriali e Ambientali della Regione Toscana, con lo scopo principale di raccogliere le conoscenze sugli elementi naturali di interesse conservazionistico per costituire una base organizzata di informazioni da utilizzare come strumento operativo per l’Amministrazione Regionale e altri soggetti pubblici e privati coinvolti a vario livello nella pianificazione del territorio e nella conservazione della natura. Gli Elementi di attenzione (specie di fauna, specie di flora, singoli habitat, singole fitocenosi) di interesse conservazionistico per il territorio toscano, sono stati scelti a partire dai principali documenti disponibili in letteratura, e selezionati in base a criteri di rarità e criticità. In particolare: Flora: Per la flora l’attenzione è stata posta sulle piante endemiche, esclusive o quasi del territorio regionale, e sulle piante rare ed in pericolo, sia in senso assoluto che relativamente al territorio toscano. 81 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Habitat La lista provvisoria degli habitat di interesse conservazionistico è stata compilata a partire dall’All.I della direttiva 92/43/CEE, con l’aggiunta di quelli proposti dal gruppo di lavoro della Società Botanica Italiana, nell’ambito del progetto Bioitaly – Natura 2000. Fitocenosi Per l’elaborazione della lista di attenzione delle fitocenosi, sono state prese in considerazione quelle che presentavano almeno una delle seguenti caratteristiche: - essere rare nel territorio toscano; - costituire stazioni di rifugio di specie rare; - coincidere con habitat di cui alla direttiva 92/43/CEE; - essere ecologicamente importanti perché poco condizionate dall’azione antropica; - avere una valenza biogeografica (es. comunità eterotopiche). Uccelli Per gli Uccelli i criteri utilizzati per le specie nidificanti sono diversi da quelli utilizzati per quelle non nidificanti nel territorio regionale (specie esclusivamente migratrici oppure migratrici e svernanti). Per tutte le specie si è tenuto conto dell’inserimento nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, recepita nella Direttiva 92/43/CEE “Habitat”, principale riferimento per le politiche di conservazione della natura nei paesi dell’Unione Europea. A scala regionale si è tenuto conto della Lista Rossa toscana (Sposimo e Tellini, 1995). Mammiferi Per la compilazione della “lista di attenzione” dei Mammiferi in Toscana sono state prese in considerazione le specie elencate negli Allegati CEE (Direttiva 92/43 - All. II, IV e V), E’ stata presa in considerazione anche la lista predisposta dall’apposita commissione istituita relativamente alla proposta di modifica delle Leggi Regionali 98/7 e 95/49 (proposta poi ratificata nel 2000 dalla Regione Toscana con la L.R. 56/2000 “Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche”). Articolazione del progetto RENATO ⇒Individuazione delle emergenze di specie di flora e fauna, habitat e fitocenosi caratterizzati da un particolare interesse conservazionistico per il territorio toscano e che quindi necessitano di particolare tutela (compilazione di “Liste di attenzione”); ⇒raccolta e riorganizzazione delle segnalazioni esistenti sul territorio ⇒integrazione delle conoscenze con l’effettuazione di eventuali sopralluoghi ⇒messa a punto di un archivio di dati georeferenziati (Banca dati), ⇒individuazione di aree che risultano particolarmente interessanti dato l’elevato numero di elementi di attenzione e di segnalazioni per elemento presenti al loro interno; ⇒elaborazione di un quadro di sintesi sullo stato attuale delle conoscenze sulle principali emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali, e in termini di stato della biodiversità: problemi, tendenze, priorità di studio e di intervento; 82 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Prodotti finali del progetto Sono state predisposte le seguenti Liste di Attenzione: ⇒ Specie di flora e di fauna, indicando la categoria di minaccia a livello regionale. Sono inoltre riportati i gradi di minaccia, se definiti, a livello nazionale e globale, e le eventuali normative comunitarie e regionali che ne promuovono la tutela; ⇒Habitat, indicando la corrispondenza di codici e definizioni con quelli riportati nella L.R. 56/2000 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche) e nella Direttiva Habitat; ⇒Fitocenosi, indicando l’eventuale habitat della Dir.va Habitat cui la fitocenosi si riferisce. L’organizzazione dei dati L’informazione fondamentale oggetto della schedatura, è la segnalazione; con questo termine si intende il dato di presenza, relativo ad un determinato elemento di attenzione, in una determinata località, ad una certa data, desunto da una determinata fonte di dati (pubblicazione, dato inedito ecc.). Nell’ambito dell’archivio sono presenti i riferimenti geografici delle segnalazioni e altre informazioni , fra cui ad es. l’origine della segnalazione, il tipo e l’idoneità dell’ambiente in cui l’elemento è stato segnalato, l’abbondanza, eventuali fattori di origine naturale ed antropica che influenzano la sua presenza e abbondanza, la minaccia di scomparsa dell’elemento. Sono state messe a punto delle schede sintetiche relative ai singoli elementi di attenzione con la descrizione dello status, livello di conoscenza, ecologia e distribuzione, cause di minaccia, nonché delle misure necessarie per la conservazione; queste sono accompagnate per ciascun elemento dalle mappe di distribuzione delle segnalazioni. Relazione sulle aree con particolare concentrazione degli elementi di attenzione È stata predisposta una relazione sulle aree con particolare concentrazione di elementi di attenzione con le mappe delle aree che emergono per l’elevato numero di elementi di attenzione. Alle mappe sono allegate le schede descrittive delle singole aree, contenenti informazioni sulla caratterizzazione territoriale, sull’indicazione del numero di elementi di attenzione, sulle segnalazioni e sul regime di protezione presenti, nonché considerazioni sulle cause di minaccia e sulle indicazioni per la loro conservazione e la valorizzazione; Vengono di seguito riportate, così come rilevate dalla Banca dati delle specie, habitat e fitocenosi di interesse conservazionistico Repertorio Naturalistico Toscano (RENATO) le specie segnalate all’interno del territorio di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Cascina e Bientina. Ad oggi, non è possibile evidenziare con certezza la presenza o assenza di specie vegetali che meritano attenzione (Red List) o di specie rare nell’ ambito di indagine in quanto non esistono studi in merito ma viste le caratteristiche fortemente urbanizzate del territorio è presumibile escluderne la presenza. Si riportano comunque per tutti i comuni dell’area, le segnalazioni effettuate nell’ambito del progetto RENATO anche se in alcuni casi si tratta di segnalazioni di tipo bibliografico e risalenti a molti anni fa. 83 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame Nelle tabelle successive (IV.43 e IV.5) si riportano, riassunti, così come ottenuti da una indagine a livello comunale, del repertorio RENATO, il numero degli elementi di attenzione, suddivisi, quando presenti in: • Insetti • Molluschi • Crostacei • Pesci • Anfibi • Rettili • Uccelli • Mammiferi • Flora • Habitat Comune insetti molluschi crostacei pesci anfibi rettili uccelli mammiferi TOT Pontedera 0 1 0 0 0 0 11 0 12 Ponsacco 1 0 0 0 0 0 8 0 9 Lari 0 0 0 0 0 0 11 0 11 Casciana T. 1 0 0 0 0 0 15 1 17 Bientina 7 0 0 0 1 0 18 0 26 Calcinaia 2 1 0 0 0 0 11 0 14 11 2 0 0 1 0 74 1 107 TOT Tab.IV.4 - Elementi di attenzione di Fauna FONTE dei Dati: Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. Comune flora habitat TOTALE Pontedera 0 7 7 Ponsacco 0 0 0 Lari 0 0 0 Casciana Terme 0 0 0 Bientina 18 8 26 Calcinaia 11 6 17 TOT 29 20 50 Tab.IV. 5- Elementi di attenzione di Flora e Habitat FONTE dei Dati: Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano. 84 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Di seguito vengono invece riportati gli elementi di attenzione con il nome scientifico, il nome comune (quando presente) e il gruppo sistematico, suddivisi per comune indagato. BIENTINA: 52 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Bagous alismatis (Marsham) - Insetti Carabus chlathratus antonellii Luigioni - Insetti Carabus granulatus interstitialis (Duftschmidt) - Insetti Donacia bicolora bicolora Zschach - Insetti Donacia dentata angustata Kunze - Insetti Donacia reticulata (Gyllenhal) - Insetti Lycaena dispar (Haworth) - Insetti Triturus carnifex Tritone crestato italiano Anfibi Acrocephalus melanopogon - Uccelli Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Botaurus stellaris Tarabuso Uccelli Caprimulgus europaeus Succiacapre Uccelli Circus cyaneus Albanella reale Uccelli Columba oenas Colombella Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Emberiza hortulana Ortolano Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Ixobrychus minutus Tarabusino Uccelli Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Lanius senator Averla capirossa Uccelli Locustella luscinioides Salciaiola Uccelli Lullula arborea Tottavilla Uccelli Otus scops Assiolo Uccelli Pluvialis apricaria Piviere dorato Uccelli Ballota nigra L. subsp. uncinata (Fiori & Bég.) Patzak - Flora Carex gracilis Curtis Carice palustre Flora Carex rostrata Stokes Flora Cheilanthes tinaei Tod. Felce di Corsica Flora Daucus broteri Ten. - Flora Drosera intermedia Hayne in Schrader - Flora Drosera rotundifolia L. - Flora Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenkins ssp. affinis var. disjuncta (Fomin) Fraser-Jenkins - Flora Eleocharis multicaulis (Smith) Desv. - Flora Hydrocotyle ranunculoides L. - Flora Juncus heterophyllus Dufour - Flora Lysimachia nemorum L. Mazza d’oro boschiva Flora 85 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 BIENTINA: 52 ELEMENTI DI ATTENZIONE Menyanthes trifoliata L. Trifoglio fibrino Flora Nymphoides peltata (Gmelin) O. Kuntze - Flora Polygala nicaeensis Risso ex Koch ssp. mediterranea Chodat var. italiana Chodat - Flora Potamogéton polygonifolius Pourret Brasca poligonifoglia Flora Rhyncospora alba (L.) Vahl Rincospora chiara Flora Utricularia minor L. - Flora Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea - Habitat Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o Acer sp. pl. - Habitat Boschi palustri a ontano - Habitat Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale - Habitat Comunità di idrofite radicate e non del Nymphaeion albae - Habitat Foreste mediterranee di Pinus pinaster - Habitat Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix sp.pl. e Populus sp.pl. - Habitat Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition - Habitat FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. CASCIANA TERME: 17 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Chopardina schiavazzii caprai Lanza - Insetti Acrocephalus melanopogon Forapaglie castagnolo Uccelli Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Anthus campestris Calandro Uccelli Ardea purpurea Airone rosso Uccelli Circus pygargus Albanella minore Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Ixobrychus minutus Tarabusino Uccelli Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Lanius senator Averla capirossa Uccelli Locustella luscinioides Salciaiola Uccelli Otus scops Assiolo Uccelli Sylvia hortensis Bigia grossa Uccelli Mustela putorius Puzzola Mammiferi FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. 86 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 CALCINAIA: 31 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Bidessus pumilus (Aubé) - Insetti Deronectes fairmairei (Leprieur) - Insetti Unio mancus Lamarck, 1819 - Molluschi Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Calandrella brachydactyla Calandrella Uccelli Caprimulgus europaeus Succiacapre Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Lanius senator Averla capirossa Uccelli Monticola solitarius Codirossone Uccelli Otus scops Assiolo Uccelli Ballota nigra L. subsp. uncinata (Fiori & Bég.) Patzak - Flora Carex gracilis Curtis Carice palustre Flora Cheilanthes tinaei Tod. Felce di Corsica Flora Daucus broteri Ten. - Flora Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenkins ssp. affinis var. disjuncta (Fomin) Fraser-Jenkins - Flora Hydrocotyle ranunculoides L. - Flora Lysimachia nemorum L. Mazza d’oro boschiva Flora Menyanthes trifoliata L. Trifoglio fibrino Flora Polygala nicaeensis Risso ex Koch ssp. mediterranea Chodat var. italiana Chodat - Flora Potamogéton polygonifolius Pourret Brasca poligonifoglia Flora Rhyncospora alba (L.) Vahl Rincospora chiara Flora Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea - Habitat Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o Acer sp. pl. - Habitat Boschi palustri a ontano - Habitat Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale - Habitat Foreste mediterranee di Pinus pinaster - Habitat Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix sp.pl. e Populus sp.pl. - Habitat FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. 87 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 LARI: 11 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Calandrella brachydactyla Calandrella Uccelli Circus cyaneus Albanella reale Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Lanius senator Averla capirossa Uccelli Otus scops Assiolo Uccelli Sylvia hortensis Bigia grossa Uccelli FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. PONSACCO: 9 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Lycaena dispar (Haworth) - Insetti Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Calandrella brachydactyla Calandrella Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Lanius senator Averla capirossa Uccelli FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. PONTEDERA: 19 ELEMENTI DI ATTENZIONE Nome Nome comune Gruppo Unio mancus Lamarck, 1819 - Molluschi Alcedo atthis Martin pescatore Uccelli Calandrella brachydactyla Calandrella Uccelli Caprimulgus europaeus Succiacapre Uccelli Coturnix coturnix Quaglia Uccelli Falco biarmicus Lanario Uccelli Falco tinnunculus Gheppio Uccelli Ixobrychus minutus Tarabusino Uccelli 88 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Lanius collurio Averla piccola Uccelli Lanius minor Averla cenerina Uccelli Averla capirossa Averla capirossa Uccelli Monticola solitarius Codirossone Uccelli Otus scops Assiolo Uccelli Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea - Habitat Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o Acer sp. pl. - Habitat Boschi palustri a ontano - Habitat Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale - Habitat Foreste mediterranee di Pinus pinaster - Habitat Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix sp.pl. e Populus sp.pl. - Habitat Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o Hydrocharition - Habitat FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”. IV-P2 Incendi Boschivi La Toscana, è caratterizzata da una superficie forestale molto estesa, pari al 13,2% di quella nazionale. Vari fattori, in seguito illustrati, rendono la regione particolarmente vulnerabile agli incendi. Come si può vedere dai dati regionali riassunti nella tabella IV.6 dall’analisi dei dati relativi ad un periodo di 30 anni, a partire dal 1974, sono diminuiti sia il N° incendi, soprattutto nel periodo 1994-2003, ma soprattutto la Superficie totale (ha), che negli ultimi 10 anni considerati si è ridotta ad un terzo. Si tratta quasi sempre di incendi in territorio boscato, ma grazie alle politiche, alle nuove normative e al servizio di prevenzione e spegnimento degli incendi, negli ultimi anni il fenomeno, si sta sempre di più riducendo. REGIONE TOSCANA 1974-1983 1984-1993 1994-2003 N° incendi 6.882 7.205 4.988 N° medio incendi 688 720 498 Superficie totale (ha) 74.846 49.302 25.495 Superficie totale media per anno (ha) 7.484 4.930 2.549 Superficie totale media per incendio (ha) 10,88 6,84 5,29 Superficie boscata (ha) 52.135 32.148 18.337 Superficie boscata media per anno (ha) 5.213 3.214 1.833 Superficie boscata media per incendio (ha) 7,58 4,46 3,68 Tab.IV.6 - Confronto degli incendi boschivi negli ultimi tre decenni (fino al 2003) FONTE dei dati: ELABORAZIONE Dati forniti dal servizio antincendio boschivi della Regione Toscana 89 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Lo stato di abbandono di molti boschi toscani ha rappresentato soprattutto in passato, una pericolosa esca per l’insorgere di incendi. Anche le pinete, per la mancanza delle necessarie cure colturali, sono spesso molto dense e degradate, così come la macchia mediterranea, formazione vegetale particolarmente soggetta al rischio di incendio. Oltre allo svilupparsi di un intricato sottobosco, che aumenta la quantità di combustibile presente sul terreno, l’abbandono dei soprassuoli determina un conseguente abbandono delle vie di penetrazione all’interno del bosco rendendo così molto difficili le operazioni di spegnimento. Molto spesso sono proprio le zone più difficilmente raggiungibili quelle in cui si sviluppano gli incendi di maggiore estensione. Infine l’abbandono del bosco e la conseguente diminuzione della presenza costante sul territorio fa anche sì che da una parte vengano favoriti coloro che intendono dar fuoco e dall’altra aumentino i tempi di avvistamento ed intervento. Oltre allo stato ed alla tipologia delle formazioni forestali della Toscana, vari sono i fattori di ordine climatico, vegetazionale, colturale, che determinano l’elevata vulnerabilità agli incendi delle formazioni boschive regionali e il grande numero di ettari di bosco che bruciano ogni anno. In un contesto del genere, con incendi frequenti e diffusi su tutto il territorio, l’analisi del fenomeno a livello regionale acquista un’importanza del tutto primaria da un punto di vista ambientale, in ragione delle ripercussioni sull’ambiente di questi fenomeni e dei danni ad essi correlati che così possono essere sintetizzati: – un danno di tipo naturalistico-paesaggistico, poiché l’incendio priva per molti anni vasti territori della presenza della copertura arborea e conseguentemente di tutte le possibilità di tipo ricreativo, naturalistico e scientifico che i boschi offrono; – un danno di tipo economico legato al valore di mercato del legname ma anche alle esternalità che il bosco offre e che vengono a perdersi con l’incendio (prodotti del sottobosco, afflusso turistico, assetto idrogeologico...). A questi costi devono poi aggiungersi quelli per l’organizzazione della prevenzione, per gli interventi di spegnimento, per il ripristino dei danni causati dall’incendio a cose, edifici, infrastrutture, etc. e per la ricostituzione del soprassuolo boschivo; – un danno di tipo idrogeologico legato alla funzione che i soprassuoli arborei hanno nel mantenimento della stabilità delle pendici, nella difesa dalle frane, nella regimazione del deflusso superficiale delle acque. Tutti questi fattori rendono evidente come sia importante valutare l’incidenza del fenomeno per pianificare la lotta e principalmente la prevenzione dagli incendi boschivi. Nel corso del 2000 diverse e significative sono state le disposizioni legislative adottate in materia di incendi boschivi. Particolare importanza assume l’approvazione della nuova Legge Quadro in materia di incendi boschivi: la legge n. 353 del 21 novembre 2000, pubblicata sulla G.U. n. 280. Essa ha abrogato la legge n. 47/75 che per oltre 20 anni ha regolamentato il settore, assolvendo in un momento particolare dell’assetto istituzionale del Paese all’importante funzione di programmazione dell’attività antincendio nelle fasi di previsione, prevenzione e lotta contro il fuoco. La nuova normativa è stata sollecitata e sostenuta, nel quadro del processo di decentramento amministrativo in via di realizzazione, per portare ordine, stabilità e certezza in un settore operativo complesso e delicato, anche al fine di individuare specifiche responsabilità ai diversi livelli istituzionali e di fornire le coordinate per una migliore integrazione dei differenti apparati operativi coinvolti nel sistema antincendio. Elemento centrale della nuova legge quadro è il rapporto tra il Governo, attraverso il Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile e gli organi tecnici di cui esso si avvale – Agenzia di Protezione Civile, Corpo Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco – a cui spetta la definizione delle linee guida per la programmazione regionale, e le Regioni, responsabili dirette della pianificazione territoriale e della gestione di tutte le risorse disponibili. 90 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 La presenza del Corpo Forestale dello Stato nel nuovo quadro normativo rappresenta il riconoscimento di un ruolo istituzionale che rafforza le funzioni svolte dal Corpo in materia di pianificazione e gestione forestale, ivi compresa la salvaguardia del patrimonio boschivo dai fattori di aggressione, in un’ottica di unitarietà e di collaborazione con le Regioni. Lo strumento di partenza dell’attività antincendio è costituito dal Piano per la programmazione delle attività di previsione, di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi boschivi, che contiene elementi sugli indici di pericolosità degli incendi boschivi nelle diverse zone del territorio regionale, individua le cause degli incendi, le aree bruciate nell’anno precedente, indica la consistenza e la localizzazione dei mezzi e degli strumenti per la previsione, la prevenzione e l’estinzione, stabilisce le risorse finanziarie necessarie, detta norme per la rilevazione dei sinistri. Agli aspetti di regolazione istituzionale e di programmazione generale della materia, la legge quadro aggiunge numerose altre norme di rilevante interesse, tra le quali il rafforzamento dell’attività di prevenzione, l’inasprimento delle sanzioni penali, il miglioramento dell’attività formativa, di informazione e di monitoraggio. Sotto il profilo della prevenzione è interessante rilevare la possibilità per le Regioni di concedere contributi per incentivare la manutenzione dei boschi da parte dei privati proprietari di aree boscate per operazioni di pulizia e di manutenzione selvicolturale, prioritariamente finalizzate alla conservazione dei boschi. Si tratta di una opportunità di grande interesse considerato che oltre il 60% delle proprietà boschive appartiene a privati che attualmente non hanno alcun interesse a effettuarne la manutenzione in quanto il reddito ricavato non compensa le spese sostenute. Poiché i boschi oltre a produrre beni (legname) offrono una serie di servizi pubblici (difesa idrogeologica dei versanti, ossigeno, acqua pulita, mitigazione dell’effetto serra, paesaggio, biodiversità) è giusto che ai proprietari degli stessi vengano riconosciuti dei crediti da compensare con opportune incentivazioni (contributi, agevolazioni fiscali ed altro). L’ordinaria coltura dei boschi diventa così l’operazione più importante ai fini della prevenzione e della difesa contro la propagazione degli incendi boschivi per cui incentivarla è nell’interesse generale del Paese. Particolare attenzione nel corpo della legge è dedicato alla eliminazione delle cause che originano i cosiddetti incendi per “interessi”. La logica che è stata seguita è quella di dimostrare che l’incendio “non paga”. Viene quindi prevista la possibilità di concedere al personale delle Regioni assunto per l’attività antincendio compensi incentivanti, connessi ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco. Particolari restrizioni impone la nuova normativa sulle aree percorse dal fuoco, per prevenire interessi speculativi: • divieto di modificare la destinazione d’uso delle aree boscate percorse dal fuoco per 15 anni dopo l’incendio; • divieto di realizzare edifici civili, infrastrutture ed attività produttive per un periodo di 10 anni; • divieto dell’esercizio del pascolo e della caccia all’interno delle aree boscate percorse dal fuoco per un periodo di 10 anni; • obbligo per i Comuni di censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal fuoco nell’ultimo quinquennio. Tutti i vincoli appaiono essenziali per prevenire quegli incendi provocati con dolo per perseguire interessi specifici. E’ quindi fondamentale il rilievo e il censimento delle aree 91 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 percorse dal fuoco poiché tali aree devono essere rese note e ufficiali. In Toscana tale obbligo è previsto dalla L.R. 39/2000 - Legge forestale della Toscana. Con la recente Legge Regionale n.1 del 2003 si è provveduto inoltre ad adeguare la normativa regionale a quella nazionale in materia di incendi boschivi. IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame Come già previsto nella Legge Forestale, 39/2000 e successivamente dalla L.R. 1/2003, che ha recepito le disposizioni di principio della Legge quadro in materia di incendi, la regione ha predisposto un Piano AIB, che indica tutti i riferimenti essenziali per consentire l’organizzazione ed il coordinamento dell’attività di previsione, prevenzione e lotta attiva degli incendi boschivi. I comuni svolgono un ruolo attivo all’interno di questo sistema tra cui, già ai sensi della L.R. 39/2000 l’obbligo di inviare ogni anno l’elenco e la planimetria in scala 1:10.000 delle aree percorse da incendio entro il mese di dicembre. Si riportano nella tabella IV.7 il numero e l’ estensione incendi boschivi, così come indicati dai comuni in esame nel periodo di riferimento dal 2002 al 2006. Comune 2002 2003 2004 2005 2006 Pontedera 0 2 (7,30 ha) 1 (0,25 ha) 1 (3 ha) 0 Ponsacco 0 0 0 0 0 Lari 0 0 0 0 0 Casciana Terme 0 0 1(11,00 ha) 0 0 Bientina 0 0 0 1 (1 ha) 0 Calcinaia 0 0 0 1(0,003 ha) 0 TOT 0 2 (7,30 ha) 2 (11,25 ha) 3 (4,003 ha) 0 Tab.IV.7 - Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Come si può vedere, nel 2002 e nel 2006 non ci sono stati incendi, mentre negli anni successivi, il numero di incendi è stato comunque contenuto e compreso tra 2 e 3; per quanto riguarda la superficie, questa invece si è ridotta molto nel 2005, rispetto al 2003 e al 2004. I comuni di Ponsacco e Lari non hanno registrato nessun episodio nel periodo considerato. INDICATORI DI RISPOSTA IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio Si riportano di seguito le principali linee di indirizzo, ai fini della salvaguardia del territorio, così come già facenti parti del PTC e inserite all’interno dei PS dei singoli comuni. I Comuni del Sistema Territoriale della Pianura dell’Arno, con un indice di boscosità inferiore al 20% (Calcinaia, Pontedera, Bientina, Ponsacco), ai fini del rafforzamento della rete di rilevanza ecologica provinciale dovranno favorire la costituzione di formazioni arbustive/boschive lineari o areali, nelle aree agricole di pianura, anche residuali, a margine del reticolo idraulico della bonifica e lungo le infrastrutture viarie, attorno 92 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 alle infrastrutture di servizio, alle aree produttive, a collegamento tra i sistemi collinari tenendo conto delle risorse presenti nelle aree del sistema ambientale e delle modalità di gestione previste dai regolamenti delle Aree Protette. Per quanto riguarda il sistema vegetazionale e la fauna, si prevede di tutelare, mantenere, migliorare e consolidare la flora e la fauna presenti, in particolare favorendo: • la tutela e la conservazione delle siepi, delle aree boscate, delle formazioni ripariali, dei corridoi faunistici, nell’ottica di un consolidamento e miglioramento della biodiversità ambientale; • il ripristino, l’introduzione e il mantenimento di sistemazioni idraulico-agrarie che favoriscano il consolidamento di versanti mediante l’utilizzo anche di interventi di ingegneria naturalistica soprattutto per quel che concerne gli interventi sulla rete idrografica; • la creazione di aree verdi piantumate lungo i lati delle strade al fine di mitigare l’impatto ambientale dal punto di vista sia visivo che sonoro; • la tutela dei biotopi presenti, una gestione delle aree umide, adatta ad accogliere avifauna, vegetazione igrofila tipica, organizzazione di percorsi ciclabili e sentieri, di strutture per l'osservazione naturalistica. Si prevede poi la tutela del paesaggio rurale, incentivando il ripopolamento delle aree agricole abbandonate e mantenendo così il presidio umano sull’ambiente. Saranno in particolare previste azioni di: • ripristino ambientale e faunistico di specie in declino; • incentivazione delle attività volte ad aumentare la biodiversità quali, recupero e ripristino di siepi, formazioni lineari, filari e boschetti per favorire nidificazione e rifugio delle specie; • recupero faunistico con controllo del ripopolamento venatorio prioritariamente in ambiti protetti; • inserimento di segnali, barriere e protezioni nelle zone stradali nei punti critici dove generalmente transitano le specie sopra segnalate; • pratiche di produzione compatibili con le caratteristiche ambientali, quali per esempio concimazioni con sostanze organiche o minerali non di sintesi, rotazioni pluriennali, uso di metodi preventivi di lotta fitosanitaria senza pesticidi nocivi, lotta biologica. IV-R2 Spese per l’ambiente Si riportano di seguito in tabella IV.8 le spese sostenute dai comuni per una politica di controllo della fauna in ambito urbano. IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano Tali spese ricomprendono, così come riportato dai comuni, gli investimenti effettuati dagli Enti per il controllo dei roditori, per la disinfestazione dalla zanzara tigre e le spese per l’allontanamento dell’avifauna (sia come contributi ai cittadini per la disinfestazione e l’installazione di barriere). 93 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Comune 2001 2002 2003 2004 2005 Pontedera 6.720 6.720 20.104 19.104 17.734 Ponsacco 8.996 4.390 5.184 18.155 10.059 Lari 0 1022 0 0 0 Casciana Terme 1.200 1.200 1.520 2.750 4.500 Bientina 2.500 2.500 3.200 9.000 4.000 Calcinaia 0 0 0 0 13.000* Tab. IV.8 - Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano (€) FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera * Lotta alla zanzara tigre e derattizzazione (2005-2007) IV-R3 Aree protette e vincolate Negli ultimi anni le politiche per la conservazione dell’ambiente e della biodiversità hanno avuto una forte spinta. La Convenzione sulla biodiversità, avvenuta al termine della Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo (Rio de Janeiro 1992) è sicuramente una delle tappe più importanti, che ha sancito a livello internazionale l’ampliarsi degli obiettivi e delle finalità di conservazione della natura, lanciando un appello per una nuova era di sviluppo economico rispettoso dell’ambiente, dove la politica delle aree protette viene posta al centro delle attività per la realizzazione di uno “sviluppo sostenibile”. Rispetto ai primi atti istitutivi dei parchi, concepiti unicamente come aree dove la natura doveva essere protetta in modo integrale, il concetto di area protetta è andato mutando con l’evolversi delle politiche ambientali e del concetto stesso di salvaguardia e conservazione della natura: i parchi continuano oggi a mantenere come obiettivo primario la conservazione, ma tramite lo sviluppo integrato tra uomo ed ambiente e le aree protette possono diventare luoghi di elezione in cui sperimentare nuovi modelli di crescita economica rispettosi dell’ambiente. In Toscana la legge Regionale 11/4/95 n° 49 “Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale” nata per recepimento a livello regionale della Legge Quadro 394/91 sui Parchi e le Riserve Naturali, disciplina la costituzione dei parchi, delle riserve naturali, delle aree protette di interesse locale specificandone le relative forme gestionali e le azioni programmatiche. La Legge assolve al compito di predisporre i riferimenti normativi generali individuando nelle Province gli interlocutori principali della Regione ed individuando gli strumenti con cui sarà possibile assicurare una gestione efficace delle aree protette; essa costituisce quindi un punto di riferimento in materia di aree protette a gestione provinciale e locale riservando ad ulteriori, eventuali leggi, la disciplina dei parchi regionali. La consistenza nel numero e nella superficie di parchi e riserve in Toscana sta avendo un sensibile incremento. Di notevole importanza nella gestione sostenibile di un territorio l’istituzione delle ANPIL; infatti l’ANPIL (area naturale protetta di interesse locale), istituita ai sensi della L.R. 49/95, viene definita un’area protetta inserita all’interno di un ambito intensamente antropizzato che necessita di azioni di conservazione, restauro o ricostruzione delle originarie caratteristiche ambientali. Si tratta di un’ area con attività prevalente di ricreazione nell’ambiente naturale in cui la fruizione é intimamente connessa con i valori paesaggistici generali, le tradizioni, ecc. Possono far parte di questo gruppo anche biotopi di modesta entità, monumenti naturali, aree verdi urbane e suburbane (purché non facenti parte degli standard urbanistici).All’interno dell’area di indagine si ritrova nel Comune di Bientina, l’area del Bosco di Tanali. Nell’ ambito della Provincia di Pisa si 94 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 ritrovano 4 Riserve Naturali, 9 ANPIL (più altre in via di istituzione ) e 15 Siti di Importanza Comunitaria/Regionale, frutto di un’attività iniziata successivamente all’entrata in vigore della L. 394/91 e sviluppatasi con la L.R. n. 49/95, per le Aree Protette e la L.R. n. 56/00 per l’applicazione della direttiva comunitaria “Habitat”. A partire dall’anno 2004 la Provincia di Pisa ha posto le basi per un diverso rapporto tra Enti Locali e territorio, dando inizio ad un articolato cammino teso a riunire le Aree Protette e Siti di Importanza Comunitaria/Regionale sotto un’unica identità amministrativa, che è stata quindi denominata POLO AMBIENTALE. Prendendo a perimetro di riferimento ambiti territoriali facilmente identificabili e costituiti da preesistenti realtà amministrative e geografiche, ed utilizzando più volte la formula istituzionale della stipula di un’apposita convenzione, si sono così ottenuti i diversi Poli Ambientali, che rappresentano una concreta realizzazione pratica sull’importanza di coniugare, biodiversità e Aree Protette. I Poli Ambientali sono: Monte Pisano, Cerbaie, Colline Sanminiatesi, Alta e Bassa Val di Cecina. Per quanto riguarda il sistema delle aree protette, nel 2005, la Provincia di Pisa e i Comuni di Bientina, Calcinaia, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte hanno effettuato una convenzione per la realizzazione di un Polo Ambientale denominato “ Sistema delle Aree Naturali Protette di Interesse Locale, degli Habitat di rilevanza ambientale e delle Zone Umide ai sensi della convenzione di Ramsar “ della zona NORD - EST della Provincia di Pisa, al fine di salvaguardare i valori naturalistici, ambientali e gli habitat e le specie presenti nel ex padule di Bientina e nel complesso delle Cerbaie e al fine di promuovere e sviluppare un turismo ecocompatibile. Il Polo Ambientale risulta costituito dalla ANPIL “ Bosco di Tanali “, istituita, ai sensi della L.R. n. 49/95, dal Comune di Bientina, dai SIR n. 63 “ Cerbaie “, n. 64 “ Montefalcone “ e n. B03 “ Ex Alveo del Lago di Bientina “ , così classificati dalla L.R. n. 56/00 e dalla Del. C.R.T. n. 6/04 e dalla Zona Umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar, così come approvata dalla G.R.T. con la Del. n. 231 del 15.03.2004. La durata della convenzione è stabilita in anni 9. IV-R3.1 SIC (Siti di importanza comunitaria) e SIR (Siti di importanza regionale) presenti nell’area A seguito dell’adozione, da parte del Consiglio, della Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici e la Direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica, si è costituita una rete ecologica europea, denominata Natura 2000. La Regione Toscana ha recepito dette Direttive con la L.R. 6 aprile 2000,n. 56 istituendo i Siti di Importanza Regionale (SIR) Nell’ambito della Provincia di Pisa insistono n. 15 SIR. Di essi 1 si trova nella zona dei Monti Pisani, 2 nella parte Nord- Est del territorio provinciale, 3 all’interno del Parco Naturale Regionale migliarino San Rossore Massaciuccoli e 9 nella zona dell’Alta val di Cecina. Nel territorio di competenza amministrativa dei Comuni di Bientina e Calcinaia, ricadono i seguenti SIR. Codice 063 B03 Nome: Cerbaie Ex alveo del lago di Bientina Superficie Ha 4.611,00 Ha 1.054,40 Codice Natura 2000 IT5170003 IT5120101 Il Comune di Bientina è l’Ente capofila del Sistema con il compito di gestire il monitoraggio della distribuzione degli habitat e delle specie, l’effettuazione di studi sulla biologia e la consistenza della popolazione e provvedere alla effettuazione delle iniziative di sensibilizzazione rispetto ai valori naturalistici, ambientali e della tutela degli habitat e delle specie. 95 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 SIR 063 Cerbaie (IT5170003) Il SIR 063 Cerbaie interessa i Comuni di Fucecchio (FI), Bientina, Calcinaia, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte; Il sito risulta formato da colline di debole elevazione, incise da ruscelli in piccole valli umide, con substrati sabbiosi - ghiaiosi e generalmente acidi. Sono prevalenti le superfici boscate ( boschi di cerro, rovere, farnia castagno e pinete di sostituzione di pino marittimo) Tra le piante erbacee è presente una rara specie igrofila, legata agli ambienti palustri, il trifoglio fibrino Menyanthes trifoliata. Presenza di area protetta: Sito in parte compreso nelle Riserve Statali “Montefalcone”e “Poggio Adorno”. Tipologia ambientale prevalente: Sistema collinare con altopiano inciso da numerose vallecole, in gran parte occupato da boschi di latifoglie (cerrete, castagneti, ontanete, boschi di farnia o rovere) e da pinete di pino marittimo. Altre tipologie ambientali rilevanti: Presenza di zone agricole e di edilizia residenziale sparsa, corpi d’acqua artificiali, arbusteti di degradazione a dominanza di Ulex europaeus e peculiari aree umide (“vallini”). Principali emergenze: HABITAT – FITOCENOSI- SPECIE VEGETALI -SPECIE ANIMALI HABITAT di cui all’All.A1 L.R. 56/2000 Cod. Corine Brughiere xeriche. 31,2 Boschi palustri a ontano (1) Boschi ripari a dominanza di Salix alba e/o Populus alba e/o P.nigra Cod.Nat.2000 All. Dir.92/43/CEE 4030 AI* 44,3 91E0 AI* 44,17 92A0 AI (1) Habitat non presente nella L.R. 56/2000, con nome di cui al Progetto RENATO. FITOCENOSI • Boschi misti acidofili a dominanza di rovere della Cerbaie (Frangulo alni-Quercetum petraeae Arrigoni). • Vallini igrofili a Carpinus betulus e Quercus robur delle Cerbaie (Toscana settentrionale). SPECIE VEGETALI • Utricularia minor (erba vescica minore) - Rara specie igrofila, legata agli ambienti palustri e lacustri. • Menyanthes trifoliata (trifoglio fibrino) - Rara specie igrofila, legata agli ambienti palustri e lacustri. • Drosera rotundifolia (drosera a foglie rotonde) – Rarissima specie igrofila della torbiere. SPECIE ANIMALI Fino al 1999, presenza di una colonia multispecifica di Ardeidi (legata alla presenza del Padule di Fucecchio come area di alimentazione); dal 2000 la colonia si è trasferita all’interno del Padule. Dormitori invernali di anatidi nei laghetti artificiali della Riserva di Montefalcone. 96 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Altre emergenze I vallini umidi con stazioni di Sphagnum ospitano una rara flora igrofila relittuale Principali elementi di criticità interni al sito - Estese porzioni del sito sono notevolmente antropizzate, con insediamenti sparsi, viabilità, presenza di aree coltivate (numerosissimi gli orti familiari). - Frequenti incendi, che comportano la degradazione della copertura forestale, favorendo la diffusione dei popolamenti a pino marittimo con sottobosco di specie acidofile (felceti, uliceti, ecc.). - Artificializzazione dei corsi d’acqua. - Impatto degli ungulati sulla flora, particolarmente dannoso per le numerose bulbifere del sottobosco (impatto elevato nella zona recintata della Riserva di Montefalcone). - Diffusione di specie vegetali esotiche negli ecosistemi forestali, con particolare riferimento alla robinia Robinia pseudacacia, che non di rado costituisce nuclei estesi, soprattutto lungo i corsi d’acqua dei “vallini” umidi. - Bonifica di aree umide per ampliare le zone agricole. - Raccolta di sfagno e di specie rare di flora. Principali elementi di criticità esterni al sito - Elevato grado di antropizzazione delle aree circostanti. PRINCIPALI MISURE DI CONSERVAZIONE DA ADOTTARE Principali obiettivi di conservazione a)Conservazione dei vallini umidi con stazioni di Sphagnum, rara flora relittuale e ontanete ripariali (E). b)Tutela delle fitocenosi (E). c)Mantenimento copertura forestale di latifoglie di pregio (nuclei con farnia e/o rovere) (M). Indicazioni per le misure di conservazione - Controllo degli incendi (E). - Verifica dello stato di conservazione dei “vallini” umidi, minacciati da ampliamenti delle zone agricole e dagli interventi di regimazione idraulica (E). - Interventi di gestione selvicolturale finalizzati alla diffusione delle latifoglie autoctone di pregio (diradamento delle pinete, piantagione di latifoglie autoctone, ecc.) (M). - Riduzione del carico di ungulati nella zona recintata della Riserva di Montefalcone (M). - Progressiva sostituzione delle pinete con formazioni di latifoglie autoctone (M). Necessità di Piano di Gestione specifico del sito Elevata, ma relativa solo alle aree di maggiore interesse e criticità e solo per alcuni aspetti Necessità di piani di settore Elevata necessità di un piano che coordini la gestione forestale alla scala del sito, in particolare per quanto riguarda i boschi mesofili e igrofili. Altrettanto elevata necessità di un piano per la conservazione dei vallini. 97 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 SIR B03 (IT5120101) Ex Alveo del Lago di Bientina (in precedenza classificato come Bosco di Tanali e Bottaccio della Visona) Il Sito comprende residui ambienti palustri naturali e seminaturali, formate da zone umide di modeste o modestissime dimensioni situate in una vasta area bonificata. Costituisce così una testimonianza degli ambienti preesistenti ed ospita numerose specie floristiche di notevole interesse. E’ in parte compreso nelle ANPIL “ Bosco di Tanali “ (Bientina) e “ Bottaccio della Visona “ (Capannori) Nella parte umida vi fanno tappa vari uccelli migranti, come la garzetta Egretta garzetta e l’airone guardabuoi Bulbucus Ibis. Tipo sito: SIR non incluso nella rete ecologica europea Natura 2000. Estensione: 1.054,40 ha Presenza di area protetta: in parte compreso nelle ANPIL “Bosco di Tanali” e “Il Bottaccio”. Tipologia ambientale prevalente: Prati pascolati o coltivi periodicamente sommersi, boschi igrofili relittuali, prati umidi, formazioni di elofite, canali principali e secondari di bonifica. Altre tipologie ambientali rilevanti: Incolti. Principali emergenze: HABITAT - SPECIE ANIMALI HABITAT di cui all’All.A1 L.R. 56/2000 Praterie dei pascoli abbandonati su substrato neutro-basofilo (Festuco-Brometea). Cod.Corine Cod.Nat. 2000 All. Dir.92/43/CEE 34,32- 34,33 6210 AI* SPECIE VEGETALI Aldrovanda vesiculosa - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree umide relittuali. Marsilea quadrifolia - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree umide relittuali. Potamogeton polygonifolius - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree umide relittuali. Rari popolamenti floristici igrofili (ad esempio, Vallisneria spiralis, Najas marina, Hottonia palustris, ecc.). SPECIE ANIMALI Popolazioni di uccelli acquatici svernanti o migratori di discreto interesse conservazionistico. Varie specie di invertebrati caratteristiche degli ambienti palustri, minacciate a scala regionale. Altre emergenze Boschi igrofili relitti a dominanza di farnia, frassino ossifillo e ontano nero. Magnocariceto a dominanza di Carex elata. Principali elementi di criticità interni al sito - Ridotte dimensioni e isolamento dei nuclei relitti di bosco igrofilo. - Inquinamento delle acque del Canale Emissario e del Canale Rogio. - Presenza di attività agricole di tipo intensivo. - Captazioni idriche estive per irrigazione delle colture. 98 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 - Presenza di specie alloctone di flora quali ad esempio Amorpha fruticosa o Robinia pseudacacia. In particolare quest’ultima tende a sostituirsi alla specie più tipiche dei boschi igrofili con una riduzione del loro valore naturalistico. - Presenza di specie alloctone invasive di fauna (da segnalare gambero rosso, nutria, silvilago o minilepre e bengalino comune). - Presenza di cinghiali che, in particolare nel periodo estivo, possono avere un impatto negativo sulla flora e sulla fauna presente nelle residue zone allagate dei due Bottacci di Tanali e della Visona. - Fruizione turistica in aumento. - Attività venatoria nella porzione nord-orientale del sito. - Il pascolamento di animali domestici, che ha effetti positivi nei prati stagionalmente allagati, provoca una riduzione della rinnovazione di farnia nel bosco di Tanali. - Diffusione dei canneti a danno dei magnocariceti e degli specchi d’acqua. - Incendi nei magnocarioceti e nei canneti. - Periodici interventi di ripulitura e ricalibratura della sezione idraulica nei canali di bonifica. - Controllo della vegetazione nei canali di bonifica mediante utilizzo di diserbanti. - Problemi di gestione legati alla presenza di aree demaniali affidate a diversi concessionari all’interno del sito. Principali elementi di criticità esterni al sito - Presenza di aree a elevata antropizzazione con assi viari, centri abitati sparsi e attività agricole di tipo intensivo. - Inquinamento delle acque. - Gestione idraulica. - Attività venatoria con appostamenti fissi ai confini del sito. - Captazioni idriche lungo i corsi che si immettono nei due Bottacci di Tanali e della Visona per l’irrigazione di colture agricole e orti. PRINCIPALI MISURE DI CONSERVAZIONE DA ADOTTARE Principali obiettivi di conservazione a)Conservazione/ampliamento dei boschi igrofili (E). b)Conservazione dei mosaici di vegetazione elofitica e idrofitica, con adeguati livelli di eterogeneità (E). c)Controllo delle specie alloctone (E). d)Conservazione delle emergenze floristiche e faunistiche presenti (M). e)Miglioramento della qualità delle acque (M). Indicazioni per le misure di conservazione - Interventi a livello di bacino idrografico, o di intero Padule del Bientina, finalizzati al miglioramento qualitativo degli apporti idrici e a una gestione dei livelli idrici, finalizzata anche al mantenimento delle emergenze naturalistiche (E). - Esame della situazione attuale del pascolo, verifica rispetto agli obiettivi di conservazione e adozione di opportune misure contrattuali per il raggiungimento delle modalità ottimali di gestione e il recupero, almeno parziale, di aree abbandonate (E). - Programmi a medio termine di recupero/ampliamento degli elementi di maggiore interesse naturalistico presenti nel sito (ad esempio mediante allagamenti) e loro inserimento nel contesto di un piano di riqualificazione naturalistica dell’area demaniale del Bientina (E). 99 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 - Azioni di controllo della fauna e della flora alloctona invasiva (E) e del cinghiale (B). - Gestione del canneto con tagli periodici a rotazione (M). Necessità di Piano di Gestione specifico del sito Media: in considerazione della maggiore estensione del sito rispetto alle aree protette, appare utile la realizzazione di un piano complessivo. Le due ANPIL al 2004 erano sprovviste di regolamenti di gestione. Necessità di piani di settore Alta: relativamente a un piano di riqualificazione/ampliamento degli habitat igrofili da realizzare, anche attraverso la gestione dei livelli idrici, a livello dell’intero territorio dell’ex Padule del Bientina. Per il sito è stato elaborato uno studio di fattibilità per la ricostituzione di un’area palustre realizzato dall’Ass.to Agricoltura Caccia e Pesca dell’Amministrazione Provinciale di Lucca. Note Il sito è compreso in aree del demanio in gestione al Consorzio di Bonifica del Padule del Bientina. Il SIR è stato ampliato rispetto alla prima individuazione. IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o Regolamento ANPIL - BOSCO DI TANALI L’area è stata la prima Area Naturale Protetta d’Interesse Locale della Regione Toscana. È stata istituita nel novembre 1995, con Delibera del Consiglio Comunale di Bientina, sui 22 ettari della cassa di colmata di Bosco Tanali; è stata estesa, nell’aprile del 1998, ai prati umidi ed alle aree coltive circostanti al bosco, per un totale di circa 153 ettari. La gestione è svolta direttamente dall’Amministrazione Comunale di Bientina attraverso un Comitato di gestione ed una Consulta delle associazioni, le quali individuano criteri e linee guida per gli interventi gestionali, educativi e di controllo. L’amministrazione ha stipulato convenzioni con Legambiente Valdera per quanto attiene la gestione della didattica ambientale e per i monitoraggi della flora e della fauna e una con la cooperativa sociale Il Melograno per i lavori di realizzazione e di manutenzione delle strutture per la visita. L’area, su cui vige il divieto di caccia, è aperta all’accesso tutto l’anno. Ente Gestore: Comune di Bientina con l’ausilio di un Comitato di Gestione (con rappresentanti di Comune, Associazioni ambientaliste, Provincia di Pisa, Università di Pisa, Provveditorato agli Studi) e di una Commissione Consultiva (rappresentanti di associazioni agricole, venatorie e ambientaliste). Sede: Comune di Bientina, p.za Vittorio Emanuele n. 53, Bientina (PI) Provincia: Pisa Superficie: 160 ettari Istituzione: 1995 Tipologia di area: Area Protetta di Interesse Locale (APIL) Relazione con altre aree protette: l’area è individuata come sito d’importanza regionale (SIR) B03 IT 5120101 100 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 È stata la prima Area Naturale Protetta d’interesse Locale della regione Toscana. L’amministrazione ha stipulato una convenzione con Legambiente Valdera per la gestione della didattica ambientale. Tutta la zona è stata proposta come zone umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar dalla Regione Toscana. AMBIENTE: Bosco Tanali si trova sul lato ovest del Padule di Bientina alle pendici del Monte Pisano, nel Comune di Bientina in località Caccialupi. Occupa circa 153 ettari di cui una ventina tra bosco planiziale e canneto posti in una cassa di colmata ai margini dell’ex alveo del lago; il resto, prevalentemente a pascolo, è costituito da terreni dell’alveo del lago prosciugato il secolo scorso. L’area racchiude in sé una varietà di ambienti molto significativi per il Padule di Bientina. Si possono osservare: prati umidi periodicamente allagati, pagliereti, boschi umidi ad ontano nero, canneti e piccoli specchi d’acqua. Si tratta di ambienti importanti per la vita di molte specie di piante ed animali, oggi sempre più rarefatti e soggetti ad azioni di degrado. La vasta e aperta piana che si apre tra i Monti Pisani e le Colline delle Cerbaie e che da Bientina si allarga ad est verso Altopascio e a ovest verso Lucca, è ciò che resta del Lago di Bientina (o di Sesto secondo i Lucchesi, in quanto si trovava a circa 6 chilometri dalla città). Il prosciugamento completo del lago, avviato nel 1853 e mai definitivamente concluso, e soprattutto l’avvento dell’agricoltura industriale e intensiva con la monocoltura del mais e l’uso di pesanti macchinari, hanno sempre più ridotto quella ricchezza di specie animali e vegetali che caratterizzavano l’area del Bientina, come studi dell’epoca testimoniano. Il repentino passaggio delle attività umane dalla pesca all’agricoltura ha quasi annientato una cultura ed un’economia sviluppata attorno al lago; soltanto pochi bientinesi conservano ancora la memoria delle tecniche di pesca e di lavorazione delle erbe palustri. VEGETAZIONE: L’oasi del Bosco di Tanali, soprattutto dopo il recente ampliamento, presenta un mosaico dei biotopi vegetazionali delle zone umide. L’associazione vegetale più importante è il bosco igrofilo a Ontano nero, una delle ultime foreste alluvionali dell’antico Padule di Bientina. L’area protetta racchiude vari habitat umidi, che hanno visto un sensibile incremento grazie alle attività di restauro ambientale: un bosco igrofilo di notevole valore naturalistico, canali, aree allagate, prati umidi, cariceti, canneti. Interessante presenza di flora e fauna delle zone umide, tra cui un prezioso bosco igrofilo, ambiente di interesse comunitario ai sensi della direttiva Habitat. Nell’area è presente flora specifica dei suoli inondati e degli ambienti a cariceto. Per alcune specie il Bosco Tanali costituisce ormai l’unica stazione del bacino del Bientina. L’area di Bosco Tanali è rappresentativa della maggior parte degli habitat e delle specie delle aree palustri d’acqua dolce toscane. Sul terreno talora inondato, l’Ontano nero (Alnus glutinosa) si unisce al Pioppo bianco (Populus alba), alla Farnia (Quercus robur), al Sambuco (Sambucus nigra) e al Salicone (Salix cinerea); quest’ultimo, nelle parti esterne del bosco, forma densi arbusteti. Nel sottobosco si osservano il piccolo Galium palustre , i fiori bianchi del Peucedanum palustre e la grande Felce florida (Osmunda regalis), tutte piante oggi assai rare. Dove l’acqua permane più a lungo il bosco lascia il posto alle alte erbe palustri. Si trovano così le seguenti associazioni: - magnocariceto, costituito dai grossi ciuffi del “sarello” (Carex elata) con le radici immerse nell’acqua, che offre rifugio a erbe rare quali i Campanellini maggiori (Leucojum aestivum) e la Stachys palustris; - canneto palustre, molto denso e vitale, dominato dalla Cannuccia di palude (Phragmites australis) e da piante lianose quali la Dulcamara (Solanum dulcamara), il Luppolo (Humulus lupulus) e il Vilucchio maggiore (Calystegia sepium). 101 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Nelle raccolte d’acqua del chiaro e dei canali che attraversano l’oasi si trovano idrofite ormai molto rare quali l’Erba scopina (Hottonia palustris), l’Erba vescica (Utricularia australis) e il Morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae). Quando le pozze d’acqua si prosciugano, si formano prati umidi in cui si diffondono specie molto rare quali la Ludwigia palustris , (inserita nella lista rossa delle piante d’Italia), e varie specie di giunchi (Juncus articulatus, J. bulbosus e J. bufonius). Da ricordare infine la presenza, sulle rive dei canali, della Sagittaria (Sagittaria sagittifolia), specie ormai rarissima a livello nazionale.L’intero bacino del Bientina è un’area segnalata dagli studi della Società Botanica Italiana come area di interesse botanico e vegetazionale. Sono presenti nell’Area Protetta e nelle adiacenze almeno 4 habitat, di cui uno prioritario, tutelati dalla direttiva 92/43/CEE e inseriti nell’allegato A del decreto del Ministero dell’Ambiente 20 gennaio 1999, allegato relativo ai tipi di habitat di interesse comunitario la cui conservazione richiede la designazione di aree speciali di conservazione, e precisamente: Hydrocharition (cod. 3150, habitat d’acqua dolce relativo a laghi eutrofici naturali) ; Praterie umide semi-naturali ad alte erbe palustri (cod. 6410, habitat di formazioni erbose su terreni torbosi o argilloso-limosi); Foreste alluvionali residue di ontano nero (cod. 91E0), classificato habitat prioritario ai sensi della suddetta direttiva; Foreste miste di querce, olmi e frassini al bordo di grandi fiumi o di laghi (cod. 91F0). FAUNA: Le potenzialità ornitologiche dell’area protetta si rivelano appieno nel caso dei Passeriformi, in virtù della varietà dei biotopi presenti (dal bosco, al canneto ai prati umidi) e della loro contiguità. Risulta così possibile osservare un numero considerevole di specie tipiche di ambienti diversi e contraddistinte da diverse distribuzioni geografiche. L’alveo dell’ex-lago di Bientina ospita una fauna ornitica legata alle zone umide: tra le specie più strettamente legate agli ambienti palustri si annoverano: il Pendolino, di distribuzione euro-centro-asiatica, sedentario e nidificante; la Cannaiola, il Cannareccione e la Salciaiola, specie migratrici e nidificanti a distribuzione euro-mediterranea. Durante la stagione invernale il canneto è visitato dal Migliarino di palude in migrazione, mentre l’Usignolo di fiume può essere considerato sedentario-nidificante. Tra gli Ardeidi che più o meno regolarmente visitano l’area è stata rilevata la presenza comune dell’Airone cenerino soprattutto in autunno ed inverno, al quale si associa la Garzetta, le cui frequentazioni si estendono a tutta la primavera con individui in abito nuziale. Nella tarda primavera ed in estate non è infrequente l’osservazione di individui di Airone rosso, Sgarza ciuffetto o di giovani di un anno di Nitticora. Sempre per l’ordine dei Ciconiformi sono sicuramente rimarchevoli gli avvistamenti di un gruppo di 17 Cicogne bianche nel marzo ‘97 nei campi prospicienti l’area umida e quello di un Fenicottero nel settembre 1999. Alcune specie hanno infatti visto un incremento in seguito all’istituzione di aree protette, di cui Bosco Tanali è la più significativa. L’area è posta lungo la rotta migratoria che interessa il Parco Regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, il Lago di Sibolla, il Padule di Fucecchio, gli stagni della Piana Fiorentina. IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 Il D.Lgs. 490/99, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali e ambientali, a norma dell’articolo 1 della Legge del 8 ottobre, n. 352, tutela al Titolo I i “beni culturali” ed al Titolo II i “beni paesaggistici e ambientali”. Ai sensi del D.Lgs. 490/99, art. 23, i proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni culturali indicati all’art. 2, c. 1, ll. a), b) e c), D.Lgs. 490/99, hanno l’obbligo di sottoporre alla Soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva approvazione. 102 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 L’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 151 D.Lgs. 490/99 è invece richiesta per qualsiasi intervento comportante alterazione dello stato dei luoghi individuati come bellezze naturali da tutelare ai sensi del Titolo II D.Lgs. 490/99. In particolare l’art. 151 prevede che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell’art. 140 o dell’art. 144 o nelle categorie elencate all’art. 146 del D.Lgs. 490/99 “non possono distruggerli né introdurvi modificazioni, che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che è oggetto di protezione”. I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni di cui sopra hanno l’obbligo di sottoporre alla Regione i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al fine di ottenerne la preventiva autorizzazione. L’autorizzazione è rilasciata o negata entro il termine perentorio di 60 giorni. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla competente Soprintendenza, trasmettendo contestualmente la relativa documentazione. Il Ministero può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, ‘autorizzazione regionale entro i 60 giorni successivi alla ricezione della relativa comunicazione. Decorso inutilmente il termine per l’esercizio del potere di annullamento, nei successivi 30 giorni è data facoltà agli interessati di richiedere l’autorizzazione al Ministero che si pronuncia entro il termine di 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta. Le autorizzazioni di cui al D.Lgs. 490/99, art. 23, per interventi su beni culturali oggetto di tutela ai sensi del D.Lgs. 490/99, Titolo I, sono rilasciate direttamente dalla Soprintendenza. Si riporta nella tabella IV.9, il territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 nell’area dei 6 comuni. Comune territorio soggetto a vincolo paesaggistico (ha) % territorio vincolato/territorio comunale Bientina 700 23,9 Calcinaia 250 16,7 Casciana Terme 2185 60,0 0 0,0 Ponsacco 430 21,6 Pontedera 1534 33,4 TOT Area 5099 Lari Tab. IV.9 - Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99 FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera IV-R5 Attività di educazione ambientale I Progetti di Educazione ambientale nelle scuole, di comunicazione e le attività di sensibilizzazione alla cittadinanza sono tra le politiche intraprese da tutti e 6 i Comuni, anche in collaborazione con GEOFOR e con Legambiente. Obiettivi comuni delle attività informative e di educazione ambientale sono l’informazione sulle raccolte differenziate (progetto Geofor Scuola), facilitare i contatti tra le aziende e i cittadini, informare a partire dalla scuola sulla realtà locale e sull’importanza dei comportamenti individuali. Alcuni dei Comuni per favorire la riduzione a monte dei rifiuti organici hanno promosso una campagna di consegna di compostiere ai cittadini che ne facevano richiesta con 103 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 una consulenza sul corretto utilizzo delle stesse (vedi Cap.V-RIFIUTI, V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare Recupero/riciclo). Per quanto riguarda le attività informative e di sensibilizzazione è da segnalare l’adesione di tutti i comuni (ad eccezione di Lari) alla manifestazione “Puliamo il Mondo” organizzata da Legambiente almeno a partire dall’anno 2002. Al di là delle attività già descritte, comuni a tutte le 6 amministrazioni, si riportano nelle successive tabelle le attività svolte da uno è più comuni in collaborazione. 2002 2003 2004 2005 Bientina Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola • Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa •Conoscenza del territorio e delle sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari ai siti di interesse ambientale: Bosco di Montecchio, Monte Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie) in collaborazione con Legambiente •Giornata dei parchi nell’ANPIL •Progetto Geofor scuola •Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa •Conoscenza del territorio e delle sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari ai siti di interesse ambientale: Bosco di Montecchio, Monte Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie) in collaborazione con Legambiente •Giornata dei parchi nell’ANPIL •Progetto Geofor scuola •Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa •Conoscenza del territorio e delle sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari ai siti di interesse ambientale: Bosco di Montecchio, Monte Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie) in collaborazione con Legambiente •Giornata dei parchi nell’ANPIL Calcinaia Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Il fiume e la sua vita •Il fiume e la sua vita (corso di formazione (corso di formazione nelle scuole medie nelle scuole medie sull’ecologia dell’acqua) sull’ecologia dell’acqua) •Conoscenza del •Conoscenza del territorio territorio e delle sue e delle sue risorse” (virisorse” (visite guidate site guidate delle scuole delle scuole medie e medie e elementari ai siti elementari ai siti di di interesse ambientale: interesse ambientale: Bosco di Montecchio, Bosco di Montecchio, Monte Cucco, Bosco Monte Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie) in di Tanali, Cerbaie) in collaborazione con collaborazione con Legambiente Legambiente •Progetto Geofor scuola •Il fiume e la sua vita (corso di formazione nelle scuole medie sull’ecologia dell’acqua) •Conoscenza del territorio e delle sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari ai siti di interesse ambientale: Bosco di Montecchio, Monte Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie) in collaborazione con Legambiente •Apertura del Centro di Educazione Ambientale: Laboratori didattici di Ed. Ambientale, Escursioni e visite guidate in collaborazione con Legambiente Casciana Terme Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Festa degli Alberi •Progetto Geofor scuola •Festa degli Alberi •Progetto Geofor scuola •Festa degli Alberi •Progetto informativo Biocomposter Lari Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola •Progetto non ti scordar di me in collaborazione con Legambiente •Progetto Raccolta differenziata a scuola 104 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Ponsacco • Progetto Geofor scuola • Festa degli Alberi • Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa • Ecofesta in collaborazione con Legambiente Pontedera • Progetto Geofor scuola • Progetto Geofor scuola • Festa degli Alberi • Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa • Ecofesta in collaborazione con Legambiente • Progetto Geofor scuola • Festa degli Alberi • Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa • Ecofesta in collaborazione con Legambiente • Progetto Geofor scuola • Festa degli Alberi • Progetti INFEA in collaborazione con la provincia di Pisa • Ecofesta in collaborazione con Legambiente • Progetto Geofor scuola • Progetto Geofor scuola • Progetto Geofor scuola D.2 TURISMO Se il turismo è da una parte uno strumento di promozione delle risorse di un territorio, può anche essere una pressione sull’ambiente, in quanto, se non controllato può avere degli impatti sull’ambiente stesso, come un eccessivo carico sui sistemi (acqua, aria, territorio naturale); infatti il fattore turismo viene normalmente considerato tra i determinanti in grado di generare pressione sull’ambiente, in quanto può, modificare profondamente e in periodi temporali a volte limitati, i valori della popolazione residente in un’area. D2.1 Arrivi/Presenze nell’area Nel territorio di indagine il turismo non sembra essere però un determinante di impatto, inoltre la presenza di tipo turistico sia residenziale che di tipo escursionistico domenicale non risulta essere determinabile; discorso a parte per il Comune di Casciana Terme, che grazie alla presenza delle Terme ha invece un flusso turistico sia residenziale che giornaliero, i dati a disposizione sulle presenze si hanno infatti solamente riferiti al Comune di Casciana Terme. Come illustrato nei grafici si vede che dal confronto Arrivi/Presenze per gli anno 2004 e 2005 non si rilevano differenze sostanziali. C AS C IANA TER ME C AS C IANA TER ME 80000 80000 60000 60000 40000 40000 20000 20000 0 Arrivi Presenze 2004 0 A rrivi Pres enze 2005 105 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Dai dati riportati in tabella D2.1, emerge che non si hanno differenze tra i due anni per quanto riguarda gli arrivi, ma si ha una riduzione del 2% delle presenze; per quanto riguarda poi gli stranieri, hanno compensato la riduzione degli arrivi con un periodo di permanenza maggiore, mentre gli italiani aumentano la presenza del 2%, ma riducono il periodo di permanenza del 5%. CASCIANA TERME gen-dic 2004 gen-dic 2005 Variazione 2005/2004 Arrivi Presenze Arrivi Presenze Arrivi Presenze TOTALE ESERCIZI 20931 73298 20849 71762 0% -2% ITALIANI 14028 57349 14289 54561 2% -5% 6903 15949 6560 17201 -5% 8% STRANIERI FONTE dei Dati: Provincia di Pisa Servizio Sviluppo Economico U.O. Statistica Tab.D2.1: Arrivi/Presenze nel comune di Casciana Terme Come dati sul turismo di seguito si riporta in tabella D2.2 la classificazione dei comuni, secondo il Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003). Circoscrizione turistica: classificazione dei comuni BIENTINA Città d’arte Pisa Città di interesse storico e artistico CALCINAIA Località collinari Pisa Località collinari CASCIANA T. Località termali Pisa Località collinari LARI Località collinari Pisa Località collinari PONSACCO Città d’arte Pisa Città di interesse storico e artistico PONTEDERA Città d’arte Pisa Città di interesse storico e artistico FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003. Tab. D2.2: Classificazione turistica dei comuni dell’area D2.2 Strutture ricettive Le strutture ricettive e i posti letto totali sono riportati nelle tabelle D2.3 e D2.4 Totale strutture ricettive Alberghi 4-5 stelle Alberghi 3 stelle Alberghi 1-2 stelle Residenze Turistico Alberghiere Campeggi e Villaggi Turistici Alloggi in affitto Alloggi agrituristici Ostelli per la gioventù Bed and Breakfast BIENTINA 0 0 0 0 0 2 0 0 0 CALCINAIA 1 0 0 0 0 2 0 0 0 CASCIANA T. 1 5 4 0 0 3 3 0 0 LARI 0 1 0 0 0 2 8 0 0 PONSACCO 0 1 0 0 0 0 2 0 0 PONTEDERA 1 3 0 0 0 1 2 0 0 TOTALE 2 10 4 0 0 10 15 0 0 FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003. Tab. D2.3: Strutture ricettive nell’area 106 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Totale posti letto Alberghi 4-5 stelle Alberghi 3 stelle Alberghi 1-2 stelle Residenze Turistico Campeggi e Villaggi Turistici Alloggi in affitto Alloggi agrituristici Ostelli per la gioventù Bed and Breakfast BIENTINA 0 0 0 0 0 17 0 0 0 CALCINAIA 182 0 0 0 0 11 0 0 0 CASCIANA T. 78 348 136 0 0 18 54 0 0 LARI 0 15 0 0 0 28 95 0 0 PONSACCO 0 20 0 0 0 0 26 0 0 PONTEDERA TOTALE 54 193 0 0 0 48 36 0 0 314 576 136 0 0 122 211 0 0 FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003. Tab. D2.4: Posti letto nell’area TURISMO: posti letto 700 600 BIENTINA 500 CALCINAIA CASCIANA TERME 400 LARI 634 300 PONSACCO 200 100 331 17 193 138 PONTEDERA 46 0 POSTI LETTO Come si può vedere al primo posto troviamo Casciana Terme, come già evidenziato, la località a maggior vocazione turistica dell’area, vista anche la presenza delle Terme, al secondo posto Pontedera e al terzo Calcinaia. I comuni di Ponsacco e soprattutto quello di Bientina, presentano una ricettività turistica estremamente ridotta. 107 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 108 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 V- RIFIUTI ABSTRACT In questo capitolo del Rapporto vengono trattate le pressioni sull’Ambiente riguardanti il settore della produzione dei rifiuti, e lo stato dei relativi centri di produzione, smaltimento e gestione presenti nel territorio di indagine. In particolare vengono analizzate la produzione dei rifiuti urbani totali e procapite e le percentuali della raccolta differenziata nel periodo dal 200 al 2004. Viene sviluppato in alcuni casi un maggior dettaglio analitico nei confronti dei valori di produzione e smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti (urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi), con riferimento anche alla situazione della provincia. Vengono infine evidenziate le politiche di intervento a livello locale sul sistema rifiuti e un accenno alla pianificazione provinciale, sia in merito ai rifiuti urbani che speciali. I dati elaborati provengono da diverse fonti (sito internet di GEOFOR SpA, ARRR, Provincia di Pisa, ARPAT e Regione Toscana: non è stato comunque possibile con i dati messi a disposizione dai diversi ENTI, fornire elaborazioni più aggiornate. INDICATORI DI STATO V-S1 Smaltimento dei rifiuti V-S1.1 La situazione in Toscana V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di rifiuti V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali V-S2 modalità di raccolta differenziata V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata V-S2.3 Piattaforme ecologiche INDICATORI DI PRESSIONE V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU) V-P1.1 Rifiuti totali V-P1.2 Produzione RSU pro capite V-P2 Raccolta Differenziata (RD) V-P2.1 RD totale V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti V-P3 Rifiuti Speciali V-P4 Percezione della popolazione V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati INDICATORI DI RISPOSTA V-R1 Attività di prevenzione V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti D.10 RIFIUTI 109 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO V-S1 Smaltimento dei rifiuti V-S1 La situazione in Toscana Legislazione regionale La Regione Toscana, già secondo le direttive del D. Lgs. 22 del 5 Febbraio 1997 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/ CEE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggi”, ha da tempo redatto la L.R. 25/98 “Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati” che “detta norme in materia di gestione dei rifiuti e per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei siti inquinati e sostiene, anche con risorse finanziarie, tutte le iniziative volte alla realizzazione di un sistema di gestione dei rifiuti che promuova la raccolta differenziata, la selezione, il recupero e la produzione di energia nonché interventi per la bonifica ed il conseguente ripristino ambientale dei siti inquinati”. Nel rispetto dei principi generali, ma con una certa autonomia, le Regioni possono esercitare importanti funzioni di regolamentazione e di pianificazione delle attività di gestione dei rifiuti. Per il perseguimento delle finalità poste, la Regione Toscana ha previsto l’articolazione territoriale degli atti di programmazione, di quelli di gestione e dell’esercizio dalle funzioni amministrative. Secondo l’articolazione di competenze previste, sono riservate importanti funzioni amministrative alle Province, come già prevedeva il D.Lgs. 22/97. Nella programmazione e organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale, vengono valorizzate le funzioni proprie delle Province in materia di governo del territorio, mediante l’adozione dello strumento di programmazione, cioè il Piano di gestione rifiuti. Il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti Il Piano Regionale individua: 1. tipologia, quantità e origine dei rifiuti da smaltire; 2. indicazione degli interventi più idonei ai fini della riduzione della quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti, della semplificazione dei flussi di rifiuti da inviare a impianti di smaltimento finale; 3. fabbisogni, tipologia, impianti e attività per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti urbani da realizzare nella regione, tenendo conto dell’obiettivo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani all’interno degli ATO, nonché dell’offerta di smaltimento e di recupero da parte del sistema industriale e dei relativi processi di commercializzazione; 4. criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nonché delle zone non idonee. Le condizioni ed i criteri tecnici in base ai quali, nel rispetto delle disposizioni vigenti in materia, gli impianti di gestione dei rifiuti, ad eccezione delle discariche, possono essere localizzati nelle aree destinate ad insediamenti produttivi; 5. individuazione della tipologia e del complesso degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti speciali anche pericolosi da realizzare nella regione tali da assicurare lo smaltimento dei medesimi in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione dei rifiuti nonché la caratterizzazione dei prodotti recuperati ed i relativi processi di commercializzazione; 6. programma per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggi, coordinato con gli altri piani di competenza regionale previsti dalla normativa vigente; 110 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 7.determinazione di disposizioni speciali per rifiuti particolari, nel rispetto delle norme tecniche di cui all’art. 18, comma 2, lett. a), del Decreto. Le prescrizioni del Piano hanno effetto vincolante per tutti i soggetti privati e pubblici che esercitino funzioni e attività in materia di rifiuti. Inoltre, i principi e i criteri di localizzazioni previsti sono elementi che devono essere rispettati negli altri atti di pianificazione territoriale. Attualmente la Regione Toscana ha completato la propria attività di pianificazione in materia essendo stati adottati i tre stralci del piano di gestione dei rifiuti. • Deliberazione C.R.T. n. 88 del 7.5.1998 “piano regionale di gestione dei rifiuti - primo stralcio relativo ai rifiuti urbani” • Deliberazione C.R.T. n. 385 del 21.12.1999 “piano regionale di gestione dei rifiuti -secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi” • Deliberazione C.R.T. n. 384 del 21.12.1999 “piano regionale di gestione dei rifiuti -terzo stralcio relativo alla bonifica delle aree inquinate”. Per quanto riguarda le Provincia di Pisa si riporta in tab. V.1 la situazione attuale. STATO DI APPROVAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI ex LR n. 25/1998 artt. 6, 11, 12, 14, 26, 27. PRIMO STRALCIO RELATIVO AI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI Stato di approvazione PROVINCIA di Pisa Note Pubblicato su BURT n. 37 del 13.9.2000 supplemento 125 Documento di aggiornamento Pubblicato su BURT n 8 del 23.02.2004, parte Seconda, supplemento 34 PIANI INDUSTRIALI PER L’ATTUAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI URBANI (di competenza degli Ambiti Territoriali Ottimali) ATO 3 Pubblicato su BURT, Supplemento al Bollettino Ufficiale n. 4 del 28.1.2004 SECONDO STRALCIO RELATIVO AI RIFIUTI SPECIALI ANCHE PERICOLOSI PROVINCIA di Pisa Adottato con D.C.P. n. 1del 16 gennaio 2004 e in corso di approvazione La Giunta Regionale, con D.G.R.T. n. 764 del 2 agosto 2004 (BURT n. 34 del 25/08/2004) ha prescritto integrazioni al Piano da recepire in sede di approvazione FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT Tab.V.1: Pianificazione provinciale in materia di rifiuti Il Piano provinciale di gestione dei rifiuti La legge 25/98 detta il contenuto necessario dei piani di gestione rifiuti di competenza provinciale: 1. determinazione delle caratteristiche, dei tipi, delle quantità e dell’origine dei rifiuti da recuperare e da smaltire; 2. tipologia ed il complesso degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti speciali anche pericolosi da realizzare nelle Province sulla base delle prescrizioni generali contenute nel piano regionale; 111 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 3. individuazione dei metodi e delle tecnologie di smaltimento più idonei, in relazione alle quantità, alle caratteristiche dei rifiuti, agli impianti esistenti ed alle prescrizioni del piano regionale. 4. criteri per la localizzazione ed il dimensionamento delle aree da adibire a centri di raccolta di veicoli a motore, rimorchi e simili, nonché alla definizione delle modalità per la loro gestione; 5. individuazione di tutte le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, sulla base del PTC e del piano regionale; 6.localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero secondo le procedure previste dall’art. 12 della medesima legge. 7. modalità per l’attuazione del piano; V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana Tra le novità del D.Lgs 22/97, vi era l’istituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali, definiti come il riferimento geografico adeguato per ottenere la fattibilità tecnica ed economica per l’integrazione dei servizi di gestione dei rifiuti su area vasta, superando la frammentazione gestionale. Anche per il settore dei rifiuti, si tratta quindi di un approccio metodologico quale quello presente nella legge di riorganizzazione del servizio idrico integrato (legge 36/94, legge “Galli”). All’interno di ogni ATO è stato ipotizzato un sistema di smaltimento tipico così costituito: ⇒ 1 o più impianti di compostaggio di materiale organico preselezionato ⇒ 1 o più impianti di selezione e trattamento ⇒ 1 impianto di termoutilizzazione ⇒ 1 discarica di servizio ⇒ interventi incisivi sulla R.D. ATO N° COMUNI 1 Provincia di MS 2 Provincia di LU 3 Provincia di PI 4 Provincia di LI 5 Provincia di PT + comuni circondario Empolese e Val d’Elsa 6 Provincia di FI escluso comuni circondario Empolese e Val d’Elsa 7 Provincia di AR 8 Provincia di SI 9 Provincia di GR 10 Provincia di PO La Regione Toscana con la L.R. 25/98 individuava 9 ATO, corrispondenti, in 7 casi al territorio delle Province, con l’esclusione di quei casi di superamento delle aree provinciali che caratterizzavano la precedente gerarchia territoriale. Il precedente sistema degli ATO è stato modificato all’inizio del 2002 in quanto l’ATO 5 non comprende più la provincia di Prato che costituisce un ATO a sé (L.R.29/2002) l’ATO 10. 112 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area Come già evidenziato l’ATO n° 3 comprende tutti i Comuni della Provincia di Pisa e si affida per la raccolta, lo stoccaggio ed il trattamento in discarica alla ditta GEOFOR S.p.A. DATI 2004 Comuni serviti: 24 SEDE Abitanti serviti: 350.000 Rifiuti annui raccolti: 225.750 tonn. Contenitori: 22.200 Automezzi: 180 Personale: 263 FONTE dei Dati: sito internet GEOFOR SpA RSU Carta Vetro Multimateriale Ingombranti a domicilio Pile Farmaci Organico Abiti Spazzamento Gestione del verde Vengono indicati in tabella V.2, i servizi effettuati nell’ambito del territorio dei 6 comuni da GEOFOR direttamente (contrassegnati in tabella da una G) e quelli non effettuati direttamente (contrassegnati in tabella da una A), in merito allo smaltimento dei rifiuti, raccolte differenziate e altri servizi di igiene urbana. BIENTINA G G G G G G G G G A A CALCINAIA G G G G G G G G G G A CASCIANA TERME G G A A G G G N.E. A A A LARI G G G A G G G G G G A PONSACCO G G G G G A A G G A A PONTEDERA G G G G G G G G G A A G = servizio effettuato direttamente da GEOFOR; A = servizio effettuato da altri N.E. = non effettuato FONTE dei Dati: elaborazioni da sito internet GEOFOR SpA tab.V.2- SERVIZI 113 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Smaltimento rifiuti: La gestione di GEOFOR è legata al termovalorizzatore di Ospedaletto (PI), dove vengono bruciate al momento oltre 200 tonnellate al giorno di rifiuti urbani e in minima parte anche rifiuti ospedalieri, con una produzione di energia elettrica pari a 60.000 Kwatt/h al giorno. TERMOVALORIZZATORE DI OSPEDALETTO: l’impianto di combustione dei rifiuti, entrato in esercizio per la prima volta nel 1980, dopo ristrutturazioni ed adeguamenti alle, è entrato in esercizio definitivo come termovalorizzatore nel Luglio 2002. E’ costituito da una struttura in cemento armato, viabilità e piazzali di scarico, fossa di raccolta e vie di corsa per l’alloggiamento dei carroponte; tramite i carroponte di caricamento, dalla fossa di raccolta, il rifiuto viene trasferito nella bocca di carico dei due forni. In collegamento con questa struttura è realizzato l’ impianto tecnologico, costituito dai forni di combustione, dalle caldaie per la produzione di vapore, da una turbina per la produzione di energia elettrica, dal sistema di depurazione fumi, dal camino di immissione in atmosfera dei fumi depurati. I camini sono due, uno per ciascuna linea di combustione, provvisti di sistema di controllo e monitoraggio in continuo delle emissioni; questo sistema ha anche il compito di regolare i dosaggi dei reagenti chimici (bicarbonato di sodio, soda, urea, carboni attivi), che reagiscono con gli inquinanti dei fumi formando sostanze (quali i sali) più facilmente captabili dal sistema di trattamento a secco; quest’ultimo è composto dal ciclone, dal reattore, dai filtri a manica e dal sistema ad umido costituito dalle torri di lavaggio. l’impianto è provvisto, su ambedue le linee, di caldaie nelle quali il calore, contenuto nei fumi provenienti dalla combustione dei rifiuti, viene ceduto all’acqua demineralizzata delle caldaie, trasformandosi in vapore, che alla T di 370°C e pressione di 38 bar, viene trasportato con tubazioni coibentate, alla turbina che, tramite la spinta del vapore, compie circa 10850 giri al minuto. Sullo stesso asse della turbina è installato un generatore di corrente che produce energia elettrica nella misura di circa 4 Mw. Questa energia elettrica prodotta alla tensione di 6,3 KV viene innalzata a 15 KV per essere immessa nella rete principale dell’ENEL per circa ¾ del totale prodotto mentre il restante quarto, ridotto successivamente da 15 KV a 400 V viene utilizzata per alimentare tutte le utenze elettriche presenti sull’impianto. Se a causa di guasti alla rete ENEL, non è possibile immettere l’energia è prodotta nella rete di distribuzione, l’impianto continua a produrre la stessa quantità di vapore non riducendo la marcia dei forni e quindi termodistruggendo la stessa quantità di rifiuti. In questo caso il è vapore è utilizzato corrisponde a quello necessario alla turbina per produrre l’energia elettrica necessaria alle utenze interne all’impianto, mentre il vapore restante viene condensato in scambiatori di calore ad aria azionati da enormi ventole di raffreddamento; questo particolare assetto impiantistico viene denominato “impianto in isola”. I prodotti di scarto dalla combustione dei rifiuti sono le scorie o ceneri pesanti scaricate direttamente dai forni e le ceneri leggere provenienti dal sistema di depurazione dei fumi. I quantitativi prodotti sono pari al 2% del rifiuto in ingresso per le ceneri leggere mentre le scorie o ceneri pesanti rappresentano il 29% del rifiuto bruciato. Ambedue gli scarti devono essere inviati in discariche autorizzate ove vengono definitivamente smaltite. L’impianto ha necessità di continui interventi manutentivi per la riparazione degli eventuali guasti e per la manutenzione programmata che impiega personale specializzato esterno; durante l’anno vengono effettuate in media due fermate di manutenzione straordinaria (una ogni sei mesi) di cui una breve di circa 10-12 giorni, per l’effettuazione della pulizia delle caldaie, ed una pari a circa un mese, in cui si effettua la completa manutenzione dell’impianto. (DATI da GEOFOR SpA) 114 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Trattamento e recupero rifiuti: Geofor S.p.A. gestisce due impianti di recupero rifiuti, localizzati presso il Polo Tecnologico di Gello - Pontedera: l’impianto di selezione e cernita della frazione cartacea (piattaforma Comieco), e l’impianto di compostaggio per la trasformazione in compost della frazione organica del rifiuto. Compostaggio: presso il polo tecnologico di Gello è presente l’impianto di compostaggio per la produzione di Compost verde di qualità. Si tratta del prodotto di trasformazione industriale della frazione organica del rifiuto, proveniente da raccolta differenziata alle famiglie e dalle potature e gestione del verde pubblico e/o privato. Attualmente la capacità produttiva è circa 70 tonnellate al giorno. Il prodotto finale viene al momento fornito in forma sperimentale ad alcune aziende agricole della zona. Manutenzione verde pubblico: servizio attivo solo per il Comune di Pisa. Igiene urbana: GEOFOR S.p.A. gestisce la raccolta e il trasporto dei rifiuti indifferenziati, compreso lo spazzamento stradale e la pulizia dei cestini portarifiuti. Servizi alle aziende: numerose aziende sul territorio si avvalgono dei servizi offerti da GEOFOR S.p.A. per lo smaltimento dei rifiuti da loro prodotti e per il recupero di quelli riciclabili (imballaggi in legno e cartone). V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di rifiuti Sono state rilevate all’interno del territorio dei 6 comuni le imprese autorizzate iscritte nel registro, che ai sensi dell’Art.33 del D. Lgs. 22/97 “ Decreto Ronchi”, effettuano attività di recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di rifiuti. Nella tabella V.3, vengono riportate le aziende, il comune dove sono situate, la tipologia di attività e la/le tipologie di rifiuto per i quali sono autorizzate. Tale elenco è aggiornato ad Aprile 2005. AZIENDA COMUNE ATTIVITÀ TIPOLOGIA RIFIUTI: VALDERA ACQUE S.P.A. Pontedera depurazione acque di scarico altri rifiuti TOSCOECOLOGIA S.R.L. Bientina costruzioni edili e stradali fanghi ECOBLU s.r.l. Bientina gest. imp. e messa in riserva rifiuti rifiuti ceramici e inerti rifiuti compostabili rifiuti contenenti principalmente costituenti inorganici che possono contenere metalli o materie organiche rifiuti derivati da operazioni di conciatura e dall’utilizzo del cuoio e rifiuti tessili rifiuti destinati alla produzione di fertilizzanti rifiuti di carta, cartone, e prodotti di carta rifiuti di legno e sughero rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma metallica non disperdibile rifiuti di plastiche SERENA SCAVI SRL Calcinaia costruzioni edili e stradali rifiuti ceramici e inerti Ponsacco produzione conglomerati bituminosi rifiuti ceramici e inerti Bientina costruzioni edili e stradali rifiuti ceramici e inerti SLESA s.r.l. TOSCOECOLOGIA S.R.L. 115 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 BETONVAL s.p.a. NIERI ENRICO PAM s.p.a. LA LIGNEA s.r.l. E.R.P. s.r.l. F.LLI FRANCESCHINI TRADE s.n.c. CIOMPI PNEUMATICI Calcinaia produzione conglomerati cementizi rifiuti contenenti principalmente costituenti inorganici che possono contenere metalli o materie organiche Pontedera commerciante rifiuti contenenti principalmente costituenti inorganici che possono contenere metalli o materie organiche Pontedera gestione magazzini di beni commerciabili rifiuti di carta, cartone, e prodotti di carta rifiuti di legno e sughero materie plastiche Lari lavorazione trucioli e scarti di legno rifiuti di legno e sughero Lari recupero e rigenerazione materie plastiche rifiuti di plastiche Bientina lavorazione materie plastiche rifiuti di plastiche Bientina lavorazione e commercio materie plastiche Bientina ricostruzione pneumatici materie plastiche rifiuti solidi in caucciù e gomma FONTE dei Dati: dati PROVINCIA di Pisa Tab.V.3 - Imprese registrate nell’albo gestori e trasportatori rifiuti V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali Di seguito in tab. V.4 si riportano gli impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali autorizzati nella Provincia di Pisa;si fornisce l’elenco degli impianti dedicati alla gestione dei rifiuti speciali istallati all’interno dell’ATO, con la specifica delle operazioni di recupero. Tipologia impianto DISCARICHE STOCCAGGI E TRATTAMENTI CENTRI ROTTAMAZIONE IMPIANTI IN REALIZZAZIONE Specifica operazioni di recupero Comune sede dell’impianto Discarica per Rif. Urbani e Speciali ECOFOR Pontedera Discarica privata per fanghi PIAGGIO Pontedera Trattamento Liquidi Azienda Speciale Cerbaie Stoccaggio Speciali DEL.CA Lari Stoccaggio Speciali Valori Lari Compostaggio ECOFOR Pontedera Rottamazione Baldinotti Pontedera Rottamazione Ferretti Ponsacco Rottamazione Giorgi Pontedera Rottamazione Roggero Lari Trattamento liquidi Valdera Acque Stoccaggio e selezione R. Urbani ECOFOR FONTE dei Dati: dati PROVINCIA di Pisa Tab.V.4 - Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali 116 Nome Pontedera Pontedera Pontedera PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 V-S2 modalità di raccolta differenziata Si riportano di seguito le modalità di raccolta differenziata così come comunicate da GEOFOR. Le raccolte avvengono mediane tre sistemi : x cassonetti stradali x porta a porta x stazioni ecologiche I tre sistemi comunque, come descritto più avanti non sono presenti in tutti i comuni dell’area. V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali La Raccolta differenziata avviene in tutti e sei i comuni, prevalentemente tramite contenitori stradali; con questo sistema la raccolta differenziata avviene ancora mediante selezione da parte degli utenti dei materiali riciclabili, e conferimento presso cassonetti con diverse colorazioni: cassonetto bianco per la carta, campana azzurra per vetro, plastica e lattine (multimateriale), cassonetto marrone per i rifiuti organici. V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata Con il sistema porta a porta, effettuato all’interno dell’area di indagine solo per il Comune di Pontedera, la raccolta differenziata avviene mediante la selezione in casa dei materiali riciclabili, all’interno di sacchi di colore diverso a seconda del tipo di rifiuto: di carta beige per la carta, in polietilene azzurro per il vetro, la plastica e le lattine (multimateriale), in polietilene marrone per i rifiuti organici biodegradabili: seguendo un calendario prestabilito, i diversi sacchi sono raccolti in strada, di fronte al portone dell’ abitazione. Alle famiglie coinvolte nell’attivazione di questo servizio, viene consegnato un kit di sacchi e bidoncini ed accurato materiale informativo. Con il sistema “porta a porta”, la qualità dei rifiuti raccolti è migliore e la percentuale di raccolta differenziata può arrivare dal 55 al 75%. Per quanto riguarda il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, avviene in tutti i comuni, è gratuito, e può essere effettuato tramite chiamata al numero verde o tramite fax; può essere ritirato fino ad un massimo di 1 MC di ingombro. V-S2.3 Piattaforme ecologiche GEOFOR possiede tre piattaforme ecologiche per il conferimento di rifiuti in forma differenziata da parte dei cittadini residenti; alla stazione ecologica possono essere conferiti tutti i tipi di rifiuto, compresi i rifiuti ingombranti (grandi elettrodomestici, rottami non edilizi, mobili vecchi etc.), grandi sfalci di potatura e quelli per i quali non esistono contenitori stradali, come olio minerale e vegetale, batterie delle auto, neon. Per quanto riguarda i comuni di indagine esiste solo una stazione ecologica a Ponsacco in viale Europa, loc. Le Melorie - (Zona Industriale vicino al depuratore delle acque) accessibile ai residenti nel comune di Ponsacco e Lari. A Pontedera nello stabilimento Piaggio è presente una “area recupero”, interna alla azienda, nella quale vengono raccolti in maniera differenziata, per essere destinati al riciclo, i materiali cartacei, il legname e gli imballaggi in plastica utilizzati. 117 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI PRESSIONE V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU) V-P1.1 Rifiuti totali La produzione di rifiuti urbani totali, negli ultimi anni, come si può vedere dai grafici e dalle tabelle successivi espressa in tonnellate /anno, continua ad aumentare. L’andamento è rilevabile sia a livello dei dati provinciali che comunali (Tab.V.5). PRODUZIONE RU TOT (RD+RU) Bientina 25000 Calcinaia 20000 Casciana Terme Lari 15000 Ponsacco 10000 Pontedera 5000 0 2000 2001 2002 2003 2004 2000 2001 2002 2003 2004 Bientina 4195,83 4397,02 4928,02 4750,91 4976,63 Calcinaia 6518,21 6615,16 7193,6 7418,55 8948,83 Casciana Terme 2281,58 2121,28 2182,75 2111,98 2087,84 Lari Ponsacco 4470,57 6730,59 4676,24 7223,51 5013,41 7382,88 4963,48 8070,82 6192,39 8904,07 Pontedera 15120,50 19797,99 20185,73 19712,69 21620,01 PROVINCIA PISA 232217,87 241006,17 254088,7 260403,9 270552,3 FONTE dei Dati: elaborazioni da sito internet GEOFOR SpA e ARRR Tab.V.5- Rifiuti totali (t/anno) dati comunali e provinciale Nel grafico successivo si riporta la ripartizione, con il contributo dei singoli comuni alla produzione totale di rifiuti nell’area di indagine. Al primo posto il comune di Pontedera e all’ultimo il comune di Casciana Teme. PRODUZIONE TOTALE DI RIFIUTI 60000 Pontedera 50000 Ponsacco 40000 Lari 30000 Casciana Terme Calcinaia 20000 Bientina 10000 0 2000 118 2001 2002 2003 2004 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Per quanto riguarda il trend di produzione regionale di RU nello stesso intervallo temporale 2000-2004, la situazione si presenta anche in questo caso, in crescita per tutto il periodo considerato. Produzione RSU +RD - Serie Storica (t/anno) TOSCANA 2000 2001 2002 2003 2004 2.229.866 2.300.249 2.369.501 2.394.598 2.394.598 Si conferma pertanto il trend di crescita rilevato a livello regionale e provinciale anche per i 6 comuni dell’area. V-P1.2 Produzione RSU pro capite Anche la produzione di rifiuti procapite negli ultimi anni, come si può vedere dai grafici e dalle tabelle successive espressa in kg/ab/anno, continua ad aumentare. L’andamento è rilevabile sia a livello dei dati regionali che provinciali che comunali nella tab.V.6. Produzione RSU pro capite (kg/ab/anno) 2000 2001 2002 2003 2004 Bientina 593 588 635 592 600 Calcinaia 566 550 567 568 582 Casciana Terme 520 517 530 495 497 Lari 471 462 478 471 605 Ponsacco 463 432 414 418 441 Pontedera 474 495 495 510 531 PROVINCIA PISA 598 620 652 662 696 REGIONE TOSCANA 629 646 663 667 694 FONTE dei Dati: elaborazioni sito internet GEOFOR SpA e ARRR Tab.V.6 - Rifiuti totali procapite e confronto con dato provinciale e regionale Per quanto riguarda la Provincia di Pisa il dato risulta sempre inferiore a quello medio toscano fino all’anno 2004, in cui anche se di poco, ha superato quello medio toscano; nei comuni invece si evidenziano alcune differenze sia per quanto riguarda il dato medio sempre più basso per tutti i comuni di quello medio provinciale, ma anche molto diverso da comune a comune: il comune di Ponsacco è quello che ha il valore più basso e ad eccezione del 2004 aveva avuto negli anno un trend in diminuzione; Lari che dal 2000 ha mantenuto più o meno stabile la media procapite, nel 2004 aumenta tantissimo la produzione, superando tutti i comuni dell’area per la produzione procapite; Bientina e Calcinaia mantengono una produzione abbastanza costante negli anni, Pontedera aumenta la produzione negli anni considerati, mentre unico comune che mantiene la tendenza alla riduzione è Casciana Terme. V-P2 Raccolta Differenziata (RD) Si definisce raccolta differenziata la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni omogenee destinandole al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di materia. In assenza di un modello standard nazionale per la certificazione delle R.D. in Toscana è stato realizzato dall’ARRR un metodo rigoroso che si basa sulle certificazioni che i Comuni forniscono ogni anno entro il mese di Aprile. Ai fini della 119 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 certificazione vengono considerati validi i materiali raccolti separatamente, gli scarti e i sovvalli residui da operazioni di valorizzazione e recupero delle materie, ad eccezione del materiale ingombrante; verrà quindi conteggiato il dato globale della frazione avviata agli impianti di recupero e/o riciclaggio. V-P2.1 RD totale RACCOLTA DIFFERENZIATA 2000-2004 T/anno 8000 7000 2000 6000 2001 5000 2002 4000 2003 3000 2004 2000 1000 0 Bientina Calcinaia Casciana Terme Lari Ponsacco Pontedera Vengono nel grafico presentati i dati sulla Raccolta differenziata totale nel periodo 2000-2004 a livello di Regione, Province, Comune espressi come Raccolta differenziata totale (Tonnellate/anno) su RSU e in % sul totale forniti da ARRR e GEOFOR. L’andamento delle RD sia a livello regionale, che provinciale che comunale è in crescita dal 1997, anno di entrata in vigore del Decreto Ronchi. V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti Se invece di analizzare la produzione totale espressa in tonnellate, si analizza la % sul totale dei rifiuti prodotti espressa come RD/RU+RD, (fatte le opportune correzioni come previsto da metodo elaborato da ARRR) si può vedere come la provincia di Pisa nel 2000 risultava in % poco al di sotto dei livelli medi regionali, nel 2001 poco al di sopra così come nel 2004 i valori percentuali provinciali superano nettamente quelli medi regionali (Tab.V.7). % RD 2000 2001 2002 2003 2004 PROVINCIA PISA 21,44 25,36 26,29 30,32 34,67 REGIONE TOSCANA 22,02 25,04 27,05 31,18 33,42 FONTE dei Dati: ARRR Tab. V.7 – Confronto 2000-04 dati provinciali e regionali Per quanto riguarda invece i comuni dell’area, si hanno delle notevoli differenze, in quanto la metà dei comuni è ancora oggi, molto al di sotto di quelli che erano i traguardi da raggiungere, previsti a suo tempo dal Decreto Ronchi e dal piano regionale rifiuti, ovvero il 35 % , mentre tre comuni mostrano un andamento che è sempre stato al di sopra della media provinciale e regionale. Nei dettagli possiamo vedere che Casciana Terme, Lari e Bientina sono molto al di sotto della media provinciale mentre Ponsacco, 120 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Pontedera e soprattutto Calcinaia hanno dei valori molto elevati; il comune di Pontedera, però ha raggiunto il massimo della raccolta nell’anno 2001, mentre per gli altri la tendenza è quella all’aumento negli anni. % raccolta differenziata Pontedera 2004 Ponsacco Lari 2003 Casciana Terme % Calcinaia 2002 Bientina 2001 2000 0 10 20 30 40 50 CONFRONTO RD 2004 50 40 30 % 20 REGIONE TOSCANA Pontedera Ponsacco Lari Casciana Terme Calcinaia Bientina 0 PROVINCIA PISA 10 Se confrontiamo l’andamento in % dell’anno 2004, ultimo dato disponibile sia a livello comunale, che provinciale che regionale, si vede come Ponsacco, Pontedera e soprattutto Calcinaia, si mantengono al di sopra sia del valore medio provinciale che regionale, mentre Lari, Bientina e soprattutto Casciana Terme, siano molto al di sotto dei valori richiesti. V-P2.3 RD pro capite I dati sulla Raccolta differenziata procapite nel periodo 2000-2004 a livello di Regione Toscana, indicano un forte incremento negli anni, andamento riscontrabile anche nella produzione procapite a livello dei singoli comuni, espressa in (kg/ab /anno) come si può vedere nella tabella V.8. 121 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 2000 2001 2002 2003 2004 Bientina 118 143 151 150 167 Calcinaia 206 227 246 251 374 Casciana Terme 136 83 84 91 80 Lari 91 119 141 138 139 Ponsacco 75 143 165 200 228 Pontedera 126 296 242 236 275 REGIONE TOSCANA 133 159 173 194 216 FONTE dei Dati: elaborazione da sito internet GEOFOR SpA e ARRR (fino 2003) Tab.V.8- RD pro capite (kg/ab /anno): confronto media regionale e dei comuni Come già evidenziato nei dati relativi alla produzione totale e alla % sul totale, i comuni, Casciana Terme e Lari sono molto al disotto della media, Bientina pur avendo un dato di produzione totale e % molto basso e al di sotto della media, negli anni tende ad avvicinarsi al dato regionale; Ponsacco, Pontedera e soprattutto Calcinaia hanno dei valori molto più elevati della media procapite regionale. Nel grafico sono riportati i valori procapite relativi all’anno 2004. RD PROCAPITE (Kg/anno/ab) 400 350 2004 300 250 200 150 100 50 0 Bientina Calcinaia Casciana Terme Lari Ponsacco Pontedera REGIONE TOSCANA V-P3 Rifiuti Speciali La produzione di rifiuti di origine non urbana, “rifiuti di tipo speciale pericolosi e non” secondo la classificazione del Decreto Ronchi, deriva dai dati dichiarati dalle aziende nel MUD. Il MUD permette di verificare sulla base dei valori dichiarati i pesi dei rifiuti originati da vari processi produttivi. I dati dei primi anni sono sicuramente sottostimati in quanto un cospicuo numero di aziende è risultato inadempiente o sono stati forniti dati non affidabili. Anche per i rifiuti speciali è prevista da parte delle province l’elaborazione di un apposito piano. Gli obiettivi che il Piano relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi si pone, sono: • la determinazione di un quadro di conoscenze relative alla quali - quantificazione della produzione di rifiuti speciali anche pericolosi nel territorio provinciale; • l’individuazione di azioni e di interventi finalizzati a promuovere processi di riduzione alla fonte della produzione di rifiuti speciali anche pericolosi; lo sviluppo di azioni di recupero-riutilizzo all’interno dei cicli di produzione anche • attraverso incentivi all’innovazione tecnologica; 122 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 • l’innesco di rapporti orizzontali fra industrie e attività economiche diverse, finalizzati a massimizzare le possibilità di recupero reciproco degli scarti prodotti all’interno dell’ATO; • la definizione del complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione dei medesimi; • l’implementazione e/o la realizzazione di un’impiantistica di gestione finalizzata alla riduzione della pericolosità dei rifiuti speciali anche pericolosi prodotti all’interno dell’ATO; • l’implementazione, l’adeguamento e/o la realizzazione di una adeguata impiantistica di recupero/smaltimento tesa a minimizzare il trasporto dei rifiuti, a ridurre gli impatti e a offrire servizi economicamente vantaggiosi all’apparato produttivo della Provincia. V-P3.1 Rifiuti speciali totali I dati del Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa relativi alla produzione di rifiuti speciali dell’anno 2001 presenta valori di Kg per addetto inferiori alla media provinciale. I rifiuti speciali dell’area SEL Valdera ammontavano a circa il 13% della produzione totale provinciale. L’incidenza dei rifiuti pericolosi sul totale dei rifiuti speciali è di circa il 2%. La fonte principale utilizzata per il reperimento dei dati sulla produzione di rifiuti speciali e speciali pericolosi della Provincia di PISA è stata l’insieme delle denuncie MUD effettuate dai soggetti obbligati dall’art.11, D.Lgs 22/97. I dati di seguito riportati sulla produzione di rifiuti speciali anche pericolosi (Tonnellate/anno)sono quelli reperiti dalle elaborazioni delle dichiarazioni del MUD 99 (produzione del 1998) confrontati con i dati relativi al 2001: la sezione regionale del catasto è situata presso ARPAT regionale che elabora i dati delle dichiarazioni fornite dalle Camere di commercio. I rifiuti vengono identificati da un codice europeo che ne descrive le caratteristiche: tali codici identificativi (codici CER) vengono utilizzati nelle dichiarazioni MUD. Purtroppo non sono stati forniti al momento della stesura della presente relazione, dati più recenti a livello comunale. Si riportano, nelle tabelle successive (Tab. V.9 - V.11) informazioni elaborate da dati ARPAT e provenienti dal Piano dei Rifiuti Speciali della Provincia di Pisa. Al fine di poter valutare la distribuzione, sia quantitativa sia qualitativa, delle produzioni di rifiuti speciali sul territorio provinciale sono riportati nelle successive tabelle le produzioni dei singoli Comuni. Nelle stesse è possibile distinguere le produzioni di RS totali, di RSNP e di RSP rispettivamente per ogni Comune con l’indicazione delle relative percentuali riferite al contesto provinciale. A livello provinciale, un esame approfondito dei dati ha consentito, di individuare come settori particolarmente responsabili della produzione di flussi significativi di Rifiuti Speciali i seguenti: - preparazione e concia del cuoio e fabbricazione di calzature (ISTAT 19) - fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali (ISTAT 24) - recupero e preparazione per il riciclaggio (ISTAT 37) - depurazione di acque reflue (ISTAT 41) - smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico, ecc. (ISTAT 90). Tali settori non sembrano essere tra quelli prevalenti nei comuni dell’area di indagine. 123 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Con i dati a disposizione è stato possibile evidenziare solo i quantitativi prodotti e non le tipologie prevalenti nei due anni di riferimento; nella tab.V.11 viene riportato un confronto tra i rifiuti prodotti nel 2001 e quelli prodotti nel 1998 e vengono riportati in rosso i dati dove è stato riportato un aumento dei quantitativi prodotti, in verde i dati dove c’è stata una diminuzione del 2001 rispetto al 1998. Produzione 1998 - RIFIUTI SPECIALI COMUNE Totale RS (t/a) % sul totale provincia Totale RSNP (t/a) % sul totale provincia Totale RSP (t/a) % sul totale provincia Bientina 7.056 0,70 6.984 0,77 72 0,07 Calcinaia 4.675 0,46 4.533 0,5 141 0,23 Casciana Terme 1.542 0,15 1.480 0,16 62 0,06 Lari 6.006 0,60 5.846 0,65 160 0,15 Ponsacco 5.346 0,53 5.203 0,58 143 0,14 Pontedera 52.400 5,21 51.599 5,72 801 0,77 100 901.219 100 104.460 100 Totale RSP (t/a) % sul totale provincia TOT. PROVINCIA 1.005.679 FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT Tab. V.9 Produzione 1998 - Rifiuti Speciali Pericolosi e Non Produzione 2001 RIFIUTI SPECIALI TOTALI COMUNE Totale RS (t/a) % sul totale provincia Totale RSNP (t/a) % sul totale provincia Bientina 7.200,76 0.69 7.088,85 0.74 111,91 0.12 Calcinaia 4.200,26 0.40 4.032,84 0.42 167,42 0.19 Casciana Terme 2.507,14 0.24 2.163,49 0.23 343,65 0.38 Lari 14.594,30 1.4 14.042,28 1.47 552,02 0.61 Ponsacco 2.809.14 0.27 2.640,60 0.28 168,54 0.19 Pontedera 41.361,78 3.97 40.742,30 4.28 619,48 0.69 TOT. PROVINCIA 1.042.273 100 952.303 100 89.970 100 FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT Tab. V.10 Produzione 2001 - Rifiuti Speciali Pericolosi e Non COMUNE differenza 2001 -1998 RS (t/a) differenza 2001 -1998 RSNP (t/a) differenza 2001 -1998 RSP (t/a) Bientina 145 105 39,91 Calcinaia -475 -500 26,42 Casciana Terme 965 683 281,65 8.588 8.196 392,02 Lari Ponsacco -2.537 -2.562 25,54 Pontedera -11.038 -10.857 -181,52 TOT. PROVINCIA 36.594 51.084 -14.490,18 FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT Tab. V.10 confronto Produzione 2001 – 1998 Rifiuti Speciali Pericolosi e Non 124 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Come si può vedere esistono delle differenze significative sia come quantitativi che come differenze a livello dei comuni: il comune di Pontedera, che tra l’altro è il comune che produce più rifiuti speciali, ha avuto una forte diminuzione, mentre i comuni di Casciana Terme e soprattutto Lari un notevole incremento. V-P4 Percezione della popolazione Si riportano di seguito le segnalazioni effettuate dai cittadini quale indicatore per stimare la percezione della popolazione in merito al problema della gestione dei rifiuti. V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati Comune 2001 2002 2003 2004 2005 np 15 20 25 30 Ponsacco np np np np np Lari 10 8 14 6 5 Casciana Terme np np np np np Bientina 3 2 5 3 2 Calcinaia 7 12 13 14 9 20 37 52 48 46 Pontedera TOT FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab. V.11: Segnalazioni relative a igiene urbana In tabella V.11 si riportano le segnalazioni in merito alle diverse problematiche sui rifiuti. Non essendo disponibili i dati di tutti i comuni la stima a livello di area, delle segnalazioni è ipotetica anche se possiamo vedere che negli anni a partire dal 2001, primo anno considerato, il numero delle segnalazioni è notevolmente aumentato con un massimo nel 2003. INDICATORI DI RISPOSTA V-R1 Attività di prevenzione Tra le attività di riduzione della produzione di rifiuti e della prevenzione così come previsto a partire dal Decreto Ronchi, si riportano le attività previste e realizzate dai 6 comuni. V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo Ad oggi non sono stati resi disponibili dati sugli acquisti verdi effettuati dalle amministrazioni, ma si riportano nella tabella V.12 i dati relativi all’acquisto nel tempo di biocomposter per i rifiuti organici che tutti comuni hanno effettuato nell’intervallo di tempo considerato. In alcuni casi oltre al numero vengono riportate le risorse investite nel caso di Bientina solo questo dato. 125 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 BIOCOMPOSTER Comune 2001 2002 2003 2004 Pontedera 0 270 0 0 2005 0 Ponsacco 41 28 9 10 15 Lari 0 25 * € 729,30 50 € 2.940,00 50 € 2.940,00 50 € 2.940,00 Casciana Terme 38 € 2.415,92 0 20 € 1.392,00 0 25 € 1.890,00 Bientina €3.300,00 0 0 0 €1400,00 Calcinaia 90 0 0 0 30 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.V.12: Acquisti di Biocomposter (* + 5 Biopattumiere) V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti Come già detto il gestore unico dei rifiuti per tutti i comuni è Geofor S.p.A . L’obiettivo di tutti i comuni è quello di smaltire tutti i rifiuti sia industriali che urbani, in modo da salvaguardare il territorio, e di risanarne le parti compromesse, alla luce di quanto previsto dal precedente DLgs. 22 del 5/2/97 ( Ripristino ambientale dei siti inquinati) e dalla L.R. 25/98 (Gestione dei rifiuti).In particolare le misure e gli indirizzi atti a perseguire gli obbiettivi di tutela sono i seguenti: • Conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata definiti già dal D.Lgs 22/97 e dal Piano regionale di gestione dei rifiuti • Incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e il loro recupero nei cicli produttivi; • Incentivare soluzioni di raccolta dei rifiuti industriali in modo consortile all’interno nelle aree produttive; • Negli interventi di nuovo impianto di insediamenti o di ristrutturazione urbanistica devono essere soddisfatte le esigenze di raccolta differenziata delle diverse categorie di rifiuti urbani e quelle relative al servizio di raccolta dei rifiuti speciali, pericolosi e non. • Cessazione, come già programmato, della attuale discarica R.S.U. collocata al confine con i Comuni di Cascina e Lari, in località Gello, risanamento dell’area della discarica e trasformazione delle aree adiacenti in zona per la raccolta, la selezione e il recupero di materiali provenienti dalla raccolta differenziata RSU e dalle lavorazioni industriali da reimmettere nei cicli produttivi, iniziativa questa in parte già in atto da parte di alcune ditte private , e da incrementare nell’ambito dei programmi di smaltimento e riciclaggio a carattere provinciale. • Introdurre soluzioni di arredo urbano che favoriscano isole ecologiche ambientalmente e architettonicamente accettabili per la gestione della raccolta differenziata dei R.S.U.; • Impedire la diffusione delle piccole discariche abusive nelle campagne attraverso interventi di controllo e iniziative incentivanti la raccolta dei rifiuti ingombranti; • Risanamento delle discariche incontrollate e abusive e razionalizzazione delle attività di rottamazione con il trasferimento forzoso nelle aree già previste dal P.R.G. e da ampliare in prossimità della attuale discarica R.S.U.; • Riduzione dei quantitativi di rifiuti destinati alla discarica; • Bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati. Sui biocomposter funzionanti il comune di Calcinaia riconosce una riduzione pari al 10% sulla TIA. 126 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 D.10 RIFIUTI Dall’analisi dei determinanti del tema Rifiuti è non emerge un’incidenza considerevole della popolazione, tenendo conto che la popolazione complessiva dell’Area di indagine al 2004 è pari a circa il 17% della popolazione anche se la produzione di rifiuti arriva quasi al 20 %. Non è sicuramente un determinante importante il turismo, non essendo l’area a vocazione turistica; non è possibile con i dati a disposizione calcolare il ruolo delle attività produttive che comunque in genere svolgono un ruolo molto importante nell’ambito della produzione di rifiuti, con particolare riferimento ai rifiuti speciali. 127 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 128 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VI-RUMORE ED ENERGIA ABSTRACT In questo capitolo viene caratterizzata, sulla base dei dati disponibili, la qualità ambientale e la pressione esercitate sull’ambiente dalle sorgenti acustiche nell’area oggetto di studio, sulla base delle segnalazioni e degli esposti pervenuti alle amministrazioni comunali. Il sistema Energia viene affrontato per quanto riguarda gli aspetti connessi alla problematica dell’inquinamento elettromagnetico, problematica che dipende in gran parte dalla eventuale presenza sul territorio di reti di distribuzione di energia elettrica e di sistemi tecnologici per comunicazioni a radiofrequenza. Sono a tal riguardo riportati i dati e le informazioni reperite in merito alla presenza delle suddette sorgenti di campi elettromagnetici. Nella sezione relativa agli indicatori di rispostasi riportano, gli interventi e le politiche attuati e/o previsti in tale campo, così come vengono indicate le principali politiche ed interventi attuati dalle Amministrazioni per la mitigazione del rumore. INDICATORI DI STATO VI-S1 Linee elettriche VI-S1.1 Linee ad alta tensione VI-S2 Zonizzazione acustica INDICATORI DI PRESSIONE VI-P1 Consumi di energia elettrica VI-P2 Consumi di gas metano VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di superficie e per popolazione VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie e per popolazione INDICATORI DI RISPOSTA VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore VI-R2.1 Barriere antirumore VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici D.4 RUMORE D.5 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO D.6 CONSUMI DI ENERGIA 129 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO VI-S1 Linee elettriche Il sistema di trasporto dell’energia elettrica (elettrodotti, cabine di trasformazione) comporta la produzione di campi magnetici, generati a frequenze molto basse (campi ELF). Diversi studi ed indagini scientifiche condotte a livello internazionale portano a ritenere la possibilità di rischi sanitari (soprattutto connessi all’insorgenza di leucemie infantili) per esposizioni a lungo termine ai campi magnetici ELF. La Regione Toscana ha legiferato in materia di linee elettriche con la L.R. 11/08/1999 n. 51 fissando i criteri tecnico-normativi, procedurali e gli “obiettivi di qualità” per la realizzazione e/o trasformazione di linee elettriche e il relativo Regolamento di attuazione n. 9/2000 ha definito la disciplina per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di linee e impianti per il trasporto, trasformazione e distribuzione di energia elettrica. Campi elettromagnetici I campi elettromagnetici, sulla base della frequenza della radiazione, si classificano in: • radiazioni ionizzanti (es. raggi ultravioletti, raggi X e raggi gamma) • radiazioni non ionizzanti (es. emessi da elettrodotti, impianti di ricetrasmissione radio/TV, impianti di telefonia cellulare e ponti radio). L’uso sempre crescente delle nuove tecnologie ha portato negli ultimi decenni a un aumento sul territorio nazionale della presenza di sorgenti di campo elettrico, campo magnetico e campo elettromagnetico rendendo sempre di maggiore attualità la problematica dell’esposizione alle radiazioni non ionizzanti. Radiazioni Non Ionizzanti Le Radiazioni non ionizzanti sono particolari forme di radiazioni elettromagnetiche prodotte prevalentemente dalle reti elettriche in genere, dagli impianti televisivi, dai ponti radio e dagli impianti per la telefonia mobile. Soprattutto in relazione alla recente diffusione di telefoni e videotelefoni portatili sono stati realizzati specifici studi volti ad accertare se la loro presenza può contribuire alla diffusione di varie forme tumorali e di leucemie infantili; allo stato attuale delle ricerche, le onde da questi emanate, pur producendo effetti biologici significativi sull’uomo, non hanno ancora dimostrato un rapporto causa-effetto diretto. All’interno delle radiazioni non ionizzanti si distinguono per importanza applicativa i seguenti intervalli di frequenza: • Frequenze estremamente basse (ELF - Extra Low Frequency) pari a 50-60 Hz. La principale sorgente è costituita dagli elettrodotti, che trasportano energia elettrica dalle centrali elettriche di produzione agli utilizzatori; • Radiofrequenze (RF - Radio Frequency) comprese tra 300 KHz e 300 MHz. Le principali sorgenti sono costituite dagli impianti di ricetrasmissione radio/TV; • Microonde con frequenze comprese tra 300 MHz e 300 GHz. Le principali sorgenti di microonde sono costituite dagli impianti di telefonia cellulare e dai ponti radio I campi elettromagnetici che interessano le telecomunicazioni e il trasporto di energia hanno frequenze comprese tra 0 e 300 GHz e precisamente: i sistemi di produzione-distribuzione-utilizzo dell’energia elettrica interessano l’intervallo di frequenza da 0 a 300 Hz e sono comunemente chiamati ELF - campi a frequenza estremamente bassa; gli impianti per le teleradiocomunicazioni sono chiamati RF - campi a radiofrequenza, microonde e ponti radio, e interessano l’intervallo di frequenza da 100 kHz a 300 GHz. 130 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Una tipologia di sorgenti di campi elettromagnetici cui risulta esposta la popolazione è costituita dagli impianti di radiocomunicazione, che a differenza delle linee elettriche (sorgenti di campi magnetici a bassa frequenza: campi ELF) emettono onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze (campi RF). La più diffusa tipologia di sorgenti a radiofrequenza è costituita dalle stazioni radio base per telefonia cellulare (SRB), che negli ultimi anni si sono moltiplicate. VI-S1.1 Presenza linee A.T. La conoscenza dello sviluppo in chilometri di linee elettriche, in rapporto alla superficie territoriale, è molto importante perché permette di quantificare la pressione sull’ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza (ELF). Comune 132 kV Pontedera X 220 kV 380 kV Ponsacco X Lari X Casciana terme X Bientina X X X Calcinaia X X X X FONTE DEI DATI: elaborazione dati Rapporto Stato Ambiente della Provincia di Pisa (2003) Tab. VI.1: Presenza linee elettriche ad Alta Tensione Ad oggi però non sono stati forniti dati al riguardo ed è stato possibile ricavare solo la presenza/assenza di linee elettriche sul territorio, dai dati del Rapporto Stato Ambiente della Provincia di Pisa (2003). Tenendo anche conto dell’estensione del territorio, il comune dove passano il maggior numero di Linee elettriche è quello di Calcinaia. La situazione del Comune di Calcinaia è stata quindi oggetto di numerose misurazioni e indagini portando anche alla modifica di progetti che prevedevano l’edificazione nelle aree interessate, con conseguente minimizzazione del rischio sanitario (fonte Relazione Sanitaria USL 5 anno 2004). Secondo il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa si stima – basandosi sulla distanza dalle fasce di rispetto cautelative stabilite dalla Regione Toscana per la costruzione di nuove linee – che quasi il 2% della popolazione totale del SEL Valdera risulti essere potenzialmente esposta a inquinamento elettromagnetico dovuto agli elettrodotti. Con i dati a disposizione (Tab.VI.1) non è però possibile né quantificare l’indicatore né valutare l’intensità dell’inquinamento elettromagnetico e effettuare una stima della popolazione potenzialmente esposta. In molti casi come ad esempio per il Comune di Pontedera, secondo i dati riportati nello Stato dell’ambiente della Provincia di Pisa 2003, nella maggior parte dei casi le linee aeree , non attraversano i centri abitati. Una linea prima linea elettrica, che trasporta energia elettrica a 132 KV ad uso delle Ferrovie, attraversa la parte Sud-Occidentale del territorio; una seconda linea elettrica a 132 KV attraversa la parte Sud-Orientale del Comune, mentre una terza linea a 132 KV proviene dal Comune di Calcinaia e raggiunge la parte orientale della città di Pontedera. La parte Nord-Ovest del territorio è attraversata, invece, da tre elettrodotti che corrono quasi parallelamente tra loro (una linea a doppia terna a 380 KV, una linea a 220 KV ed una linea a 132 KV che si collega alla linea suddetta proveniente dal Comune di Calcinaia). La lunghezza totale dell’alta tensione nel Comune di Pontedera è di 4,152 Km Sono prevedibili, sia per lo sviluppo di nuove tecnologie che per l’incremento del 131 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 numero di abitanti previsti nell’area., aumenti di potenza relativamente alle radiazioni di cui sopra. Per il comune di Bientina è da segnalare il tratto di 6 Km, Suvereto Marginone, della linea a 380 KV. VI-S2 Zonizzazione acustica La classificazione acustica del territorio comunale, (la suddivisione del territorio stesso in classi di destinazioni d’uso ammissibili secondo i valori limite di rumore ammessi per tale zona per il periodo diurno e per il periodo notturno) costituisce un obbligo stabilito dalla Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 e dal D.M. 14.11.97 che definisce le zone ed i livelli acustici (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore), attuativo della L. 447/95, e a livello regionale dalla L.R. 89/98 e relative delibere attuative che ha specificato le procedure di attuazione e le modalità della messa in atto di detta “normativa quadro”. Alla zonizzazione devono poi far seguito i regolamenti attuativi e, in caso di riscontrate situazioni di non conformità, i piani di risanamento. I tempi per adempiere sono stabiliti da disposizioni regionali. La zonizzazione prevede la suddivisione del territorio in classi acustiche omogenee, effettuata sulla base delle destinazioni d’uso, per ognuna delle quali sono definiti dalla normativa specifici limiti diurni e notturni di riferimento. Il Piano di Classificazione Acustica Comunale è un importante strumento di tutela della popolazione dall’inquinamento acustico, dal momento che definisce per ogni zona del territorio i livelli di rumorosità ritenuti “accettabili”, con la possibilità di proteggere particolarmente le aree che necessitano di un clima acustico qualitativamente elevato (ospedali, scuole, aree adibite a particolari fruizioni, ecc.) e, conseguentemente, consente di intervenire laddove si accertino situazioni non compatibili con i limiti acustici vigenti, prevedendo e/o imponendo idonee misure di mitigazione. Ad oggi risultano dotati di zonizzazione acustica approvata 5 comuni su 6. In tutti i comuni la zonizzazione risale a dopo il 2004, pertanto è stata redatta ai sensi del D.M.14.11.97. Per descrivere le risposte concrete attuate per contrastare l’inquinamento acustico sul territorio sarà utile in seguito considerare i piani di risanamento approvati e attuati, nonché le caratteristiche dei progetti di risanamento adottati e in corso. La scarsa disponibilità dei dati non consente una valutazione complessiva dell’indicatore. Si riporta in tab.VI.2 il riepilogo della situazione a livello comunale. Comune presenza Note Pontedera SI PCCA :Delibera del C.C. n° 73 del 20/07/2005 Ponsacco SI PCCA :Delibera del C.C n° 50 del 17/05/05 Lari SI PCCA :Delibera Consiglio Comunale n. 62 del 29/09/2004 Casciana Terme SI PCCA :Delibera Consiglio Comunale n. 8 del 30 /03/2005 Bientina SI PCCA 2005 Calcinaia Si PCCA 2005 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab. VI.2: Zonizzazione acustica nei comuni Il comune di Pontedera indica che i recenti strumenti urbanistici hanno pianificato aree produttive ben distanziate dalle zone residenziali per cui queste ultime non risentono dei rumori che vengono prodotti nelle fasi di lavorazione industriale ed artigianale. Ciononostante sono tuttora presenti alcune fabbriche, che attualmente si trovano in aree a prevalente destinazione residenziale realizzate in periodi precedenti alla pianificazione moderna o per le quali non è stata lasciata un’area di filtro. Per quel che concerne le aree 132 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 collinari si può parlare di assenza di inquinamento acustico in quanto non sono presenti zone produttive ed il traffico veicolare è limitato. I nuovi insediamenti previsti potranno incrementare il traffico veicolare con conseguenze sull’inquinamento acustico, tuttavia il R.U., oltre a cercare di eliminare le situazione di fragilità esistenti, impone anche una serie di prescrizioni atte a superare i punti di fragilità conseguenti al nuovo R.U.. Per il comune di Ponsacco l’elemento di maggiore fragilità dal punto di vista dell’inquinamento acustico si verifica in prossimità degli insediamenti collocati lungo la Via provinciale Livornese (Quattro strade, Perignano), la Via provinciale del Commercio (La Capannina) e la Via di collegamento Gello-Lavaiano-Quattro Strade: il P.S. già individua soluzioni infrastrutturali tese a circonvallare gli insediamenti con ampie fasce di rispetto, in modo da ridurre i livelli di inquinamento acustico all’interno dei centri abitati suddetti. INDICATORI DI PRESSIONE Le principali risorse energetiche utilizzate sono l’energia elettrica (fornite dall’ENEL) il gas metano. La rete elettrica raggiunge ogni centro abitato dei Comuni mentre quella del gas metano deve ancora raggiungere alcune località. Di seguito vengono riportati sia i consumi di energia elettrica che quelli di metano relativi agli anni 1997-2001, secondo il Rapporto sullo stato dell’ambiente della Provincia di Pisa del 2003. Non sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti. VI-P1 Consumi di energia elettrica Si riportano nella tabella VI.3 i dati relativi ai consumi di energia elettrica nei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera, relativi al periodo 1997 –2001, ottenuti dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003); non sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti. Consumi di energia elettrica (kWh) Comune 1997 1998 1999 2000 2001 Pontedera 2089734 916046 32986127 79110189 9360158 Ponsacco 23294317 26639576 36628767 30122725 29233652 Lari 13170273 16037751 20843994 403459 36028525 Casciana Terme 4430228 6361248 6880542 8512848 9544862 Bientina 13227198 15454126 20843994 42268985 36056962 Calcinaia TOT 2316353 26632615 36426398 42078461 36747275 58.528.103 92.041.362 154.609.822 202.496.667 156.971.434 FONTE dei Dati: Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003) Tabella VI.3: Consumi di energia elettrica periodo 1997-2001 Dai dati in tabella VI.3 e dal grafico successivo, emerge come tutti i comuni abbiano incrementato i propri consumi di energia elettrica in tutto il periodo considerato (19972001), anche se da un’analisi del triennio 1999-2001 si ha un incremento minore, addirittura il comune di Ponsacco, in questo periodo ha addirittura ridotto i consumi. Rispetto all’andamento del SEL Valdera a cui tutti i comuni appartengono i dati sono molto diversi da comune a comune. 133 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INCREMENTO CONSUMI ENERGIA ELETTRICA T OT S E L V aldera C alcinaia % 1999-2001 B ientina % 1997-2001 C as ciana T erme Lari Pons acco Pontedera -50 0 50 10 0 150 200 2 50 300 3 50 400 % VI-P2 Consumi di gas metano Si riportano nella tabella VI.4 i dati relativi ai consumi di gas metano nei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera, relativi al periodo 1997 –2001, ricavati dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003); non sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti. Consumi di gas metano (mc) Comune 1997 1998 1999 2000 2001 Pontedera 4146169 128180 6554662 140843o7 13017177 Ponsacco 4621744 5285465 7267386 9459454 8832851 Lari 2613157 3181994 4135584 5383004 5026429 Casciana Terme 878986 1262113 1365144 1776914 1659210 Bientina 2624362 3066199 4135584 5383004 5026429 Calcinaia 4595795 3066199 4135584 5383004 5026429 19.480.213 21.089.285 27.593.944 27.385.380 38.588.525 TOT FONTE dei Dati: Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003) Tabella VI.4 : Consumi di gas metano periodo 1997-2001 Come per l’energia elettrica anche i dati relativi ai consumi di metano (tabella VI.4) indicano un notevole incremento dei propri consumi in tutto il periodo considerato (19972001) anche se, pure in questo caso, dal grafico emerge come tutti i comuni abbiano nel triennio 1999-2001 un incremento minore. 134 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INCREMENTO CONSUMI GAS METANO T OT S E L V aldera C alcinaia % 1999-2001 B ientina % 1997-2001 C as ciana T erme Lari Pons acco Pontedera 0 50 10 0 150 200 2 50 % VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione Le principali fonti di rumore che interessano le zone urbane ed extraurbane, da un punto di vista ambientale sono generalmente, in ordine di importanza: • rumore da traffico (veicolare, ferroviario, aeroportuale) • rumore da attività industriale e artigianale • rumore originato da attività musicali o ricreative • rumore generato da attività e fonti di rumore in ambiente abitativo L’esposizione al rumore può avere una serie di effetti negativi per la salute quali insonnia, danni fisiologici uditivi ed extra-uditivi, prevalentemente di natura cardiovascolare, difficoltà di comunicazione e malessere, ai quali si accompagnano effetti di perdita di produttività e di rendimento, nonché effetti sul comportamento residenziale e sociale che coinvolgono, in particolare, i gruppi più vulnerabili di popolazione (bambini e anziani). L’esposizione al rumore non causa, di norma, danni uditivi salvo nel caso di esposizione continuata a rumori di intensità eccezionale (studi OMS e AEA, fonte Regione Toscana-Segnali Ambientali Toscana 2005). Il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa evidenzia che le indagini fonometriche puntuali effettuate da ARPAT negli anni 2000-2002 nell’area della Valdera, principalmente in corrispondenza di attività produttive e commerciali, hanno messo in evidenza una grande quantità di rilievi risultati superiori ai valori di riferimento. Un primo indicatore che può consentire di valutare la pressione indotta dalla problematica associata all’inquinamento acustico è dato dal numero di esposti pervenuti nel tempo alle Amministrazioni Comunali, che ai sensi della L. 447/95 costituisce l’ente competente in materia di controllo. Si deve comunque considerare che quello relativo agli esposti è un indicatore che dipende contemporaneamente da variabili diverse che attengono sia al campo dello stato dell’ambiente che a quello delle risposte; il suo aumento o diminuzione si presta pertanto a letture molteplici e deve essere interpretato alla luce di altri elementi conoscitivi. In particolare il numero di esposti dei cittadini può essere determinato almeno dai seguenti fattori: - andamento dell’inquinamento acustico - evoluzione della sensibilità dei cittadini - grado di fiducia della popolazione in una di risposta efficace da parte delle istituzioni. 135 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Si sono acquisiti i dati relativi alle Lamentele per rumore in area urbana e alle Richieste di intervento per schiamazzi pervenute negli ultimi 5 anni (2001-2005). VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana In Tabella VI.5 sono sintetizzati i dati forniti direttamente dai comuni riferiti alle lamentele per rumore in area urbana ne l periodo dal 2001 al 2005. Comune 2001 2002 2003 2004 2005 Pontedera 0 0 5 16 10 Ponsacco 6 5 6 5 5 Lari 0 0 0 2 0 Casciana Terme 3 3 4 5 5 Bientina 2 1 1 1 2 Calcinaia TOT 0 2 1 2 1 11 11 17 31 23 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella VI.5 - Lamentele per rumore in area urbana I dati evidenziano una variabilità del numero annuo di segnalazioni complessivamente pervenute alle Amministrazioni Comunali, con una tendenza all’aumento nel caso del Comune di Pontedera e una generale costanza, riscontrabile negli anni per gli altri comuni. In totale, nel periodo considerato, sono stati registrate un massimo di 31 lamentele nel 2004, scese a 23 nel 2005; il numero anche se relativamente basso risulta comunque molto maggiore negli ultimi due anni rispetto al periodo precedente; non è possibile effettuare maggiori considerazioni e valutazioni non conoscendo la natura specifica delle segnalazioni. VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi Un altro indicatore che fornisce indicazioni in merito alla sensibilità della cittadinanza nei confronti dei problemi acustici, e che riflette una problematica più specifica, è dato dal numero di richieste di intervento per schiamazzi riportati in Tabella VI.6. 2001 2002 2003 2004 2005 Pontedera Comune 0 0 1 2 2 Ponsacco 2 3 2 3 2 Lari 0 0 0 2 0 Casciana Terme 2 2 3 4 3 Bientina 0 0 0 0 0 Calcinaia 8 5 12 10 7 12 10 18 21 17 TOT FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella VI.6 Richieste di intervento per schiamazzi 136 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Come nel caso precedente il numero di richieste di intervento risulta variabile da Comune a Comune; si distinguono in particolare il Comune di Calcinaia, dove sono registrate diverse richieste l’anno e il Comune di Bientina dove non vi sono segnalazioni. In totale, nel periodo considerato, sono stati registrate da un minimo di 10 segnalazioni nel 2002 ad una massimo di 21 nel 2004. In tutti i casi comunque la problematica non sembra essere rilevante per nessuno dei comuni dell’area di indagine ad eccezione del comune di Calcinaia. VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti L’emissione di ordinanze da parte del Comune costituisce una risposta importante ai fini della riduzione delle emissioni sonore degli impianti entro i limiti previsti dalla normativa. Pur essendo aumentate ogni anno dal 2002, come riportato in tabella VI.7, passando da 2 a 8 in tutta l’area di indagine, in totale, nel periodo considerato, sono stati registrate 17 ordinanze in 4 anni. Le ordinanze emesse per l’adeguamento delle emissioni sonore degli impianti da parte dei Comuni dell’Area sono in numero tale da non consentire considerazioni sull’andamento registrato nel tempo e sulla loro reale portata, anche se la tendenza sembra essere quella di un aumento. 2002 2003 2004 2005 Pontedera Comune 0 2 3 5 Ponsacco 0 0 0 0 Lari 0 0 0 0 Casciana Terme 0 0 0 1 Bientina 1 1 1 2 Calcinaia 1 0 0 0 TOT 2 3 4 8 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tabella VI.7 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione La presenza di stazioni per radiotelecomunicazione può costituire un elemento di pressione sul territorio per quanto riguarda i campi elettromagnetici a radiofrequenza (RF). Le successive tabelle riportano per ogni Comune (laddove i dati sono risultati disponibili) il numero assoluto di stazioni, distinte tra stazioni radio, stazioni televisive e stazioni radio base per telefonia cellulare, presenti sul territorio. Come già accennato sulle radiazioni non ionizzanti il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa, il diffondersi sul territorio delle antenne dei ripetitori della telefonia mobile, anche in prossimità di centri abitati, ha creato un clima di diffidenza e di allarme nei cittadini anche a causa delle ancora scarse conoscenze scientifiche definitive sugli effetti che la vicinanza di tali tipologie di impianti può avere sulla salute: sui rischi sanitari legati all’esposizione a questa tipologia di onde elettromagnetiche non esiste infatti ancora una posizione scientifica comune, sebbene prevalga sia a livello europeo che nazionale una logica legata al “principio di precauzione”, per la quale si cerca, nell’incertezza, di limitare cautelativamente l’esposizione, garantendo l’efficienza del servizio. La più diffusa tipologia di sorgenti a radiofrequenza è costituita dalle stazioni radio base per telefonia cellulare (SRB), che negli ultimi anni si sono moltiplicate. 137 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di superficie e per popolazione Nella tabella VI.7, si riportano i dati sulla presenza delle stazioni radio base nel territorio dei 6 comuni indagati; in tutto nell’area sono presenti 27 stazioni radio base: al primo posto abbiamo il comune di Pontedera con 11 stazioni distribuite in un territorio di 45,89 Kmq e al secondo posto Calcinaia, dove le 8 stazioni sono distribuite in una territorio di circa 15 Kmq: pertanto la densità, ovvero gli impianti per numero di superficie, risultano per i due comuni: per Pontedera 0,240 mentre per Calcinaia 0,534, la più elevata dell’area; il comune a densità minore ( 0,034) è con una sola stazione Bientina, seguito da Lari e Casciana Terme, con 3 stazioni ciascuno. SRB SUPERFICIE COMUNALE (KM2) IMPIANTI PER UNITÀ DI SUPERFICIE (KM2) Pontedera 11 45,89 0,240 Ponsacco 3 19,9 0,151 Lari 3 45,14 0,066 Casciana Terme 3 36,44 0,082 Bientina 1 29,24 0,034 Calcinaia 8 14,99 0,534 TOT Area 27 191,6 COMUNE FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab. VI.7 Numero di stazioni radiobase sui territori comunali Le tre SRB nel territorio comunale di Ponsacco sono rispettivamente di TIM S.p.A., Omnitel Pronto Italia S.p.A e Wind S.p.A, per servizio radiomobile GSM 900 MHz e DCS 1800 MHz, situate tutte sulla terrazza del Palazzo della Mostra del Mobile. Mentre nel Comune di Pontedera, in data Marzo 2005, erano presenti i seguenti ripetitori di telefonia mobile: Gestore Ubicazione Ericsson - Wind Via XXIV Maggio Ericsson - Wind Corso Matteotti – Palazzo Comunale Ericsson - Wind Via Pacinotti TIM Piazza Caduti Cefalonia e Corfù – Piazza Duomo TIM Via Niccolaioni Omnitel - Vodafone Via Morandi Omnitel - Vodafone Via Hangar – Parcheggio Piaggio Omnitel - Vodafone S.G.C. FI-PI-LI – Tunnel de Il Romito H3G Corso Matteotti – Palazzo Comunale H3G Piazzale Luna Park – Zona Fiera H3G Via Hangar – Parcheggio Piaggio FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab. VI.8- Localizzazione delle stazioni radiobase nel Comune di Pontedera 138 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie e per popolazione Per quanto riguarda le stazioni radiotelevisive sui territori comunali, dai dati forniti dai comuni, nell’area esiste un’unica stazione nel comune di Calcinaia. Comune Stazioni RTV Impianti per unità di sup. (n.imp./km2) Impianti/10000 abitanti Calcinaia 1 0,067 1 TOT Area in esame 1 FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab. VI.9 - Numero di stazioni per radiotelecomunicazione sui territori comunali INDICATORI DI RISPOSTA Per quanto riguarda le politiche di risposta sul sistema rumore ed energia, non in tutti i piani strutturali emergono precise direttive, pertanto si fa riferimento alle principali politiche evidenti nella maggior parte dei PS. VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T Per quantificare gli interventi di mitigazione dell’impatto dovuto alla presenza di linee elettriche sul territorio, in termini di esposizione ai campi elettromagnetici, e gli interventi di risanamento attuati da ENEL, ai sensi del DPCM 23/04/92,essenzialmente per violazione di distanze di legge tra linee elettriche e recettori, si possono individuate tipologie di indicatori quali: - linee ad alta tensione delocalizzate; - linee ad alta tensione interrate; - progetti di risanamento presentati. Purtroppo non è stato possibile con i dati a disposizione evidenziare nel presente rapporti tali tipologia di interventi di mitigazione VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici Per quanto riguarda il problema delle radiazioni non ionizzanti, per quelle provenienti dalla rete elettrodottistica, vengono dettate norme affinché intorno alle linee ad alta tensione vengano mantenute idonee fasce di rispetto con divieto di edificabilità: non è ammessa la nuova costruzione di abitazioni e/o edifici collettivi a distanze inferiori a quelle previste nella norma vigente (D.P.C.M. 23 aprile 1992), calcolate in base all’effettivo quantitativo (kV) di energia elettrica circolante sulle linee (ex L.R. 11 agosto 1999,n. 51). L’obiettivo per tutti i comuni è quello di razionalizzare sul territorio la presenza di elettrodotti e di cabine di trasformazione. Le misure da prendere in considerazione sono le seguenti: - in accordo con gli enti competenti, spostamento di quelle parti di elettrodotti ad alta tensione che attraversano centri abitati o centri produttivi, in posizione più lontana dagli insediamenti; - in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee; - evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione; 139 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Per quel che riguarda i ripetitori di telefonia mobile il Comune di Pontedera si è dotato sin dal 2002 di un “Regolamento per la localizzazione, realizzazione e razionalizzazione di impianti per la telefonia cellulare e, diffusione radiotelevisiva” che norma la materia e definisce le modalità di installazione di nuovi impianti, anche attraverso protocolli d’intesa tra enti pubblici e compagnie telefoniche. La normativa emanata in attuazione del D. Lgs 192 del 4 Settembre 2002 ha reso superato il suddetto regolamento comunale per cui l’A.C. dovrà provvedere ad emanare un nuovo regolamento conforme con la normativa vigente. In caso di evoluzione delle tecnologie relative alla telefonia cellulare, le conseguenti modifiche ed integrazioni della dotazione dei sopra elencati ripetitori, apportate in osservazione del suddetto Regolamento Comunale e della normativa nazionale e regionale vigente in materia di salute pubblica, non costituiscono varianti al presente elaborato né al presente R.U. Per Calcinaia il comune ha effettuato negli ultimi anni (2002-2003-2004-2005) le attività di misurazione del rispetto dei limiti di legge sulle emissioni di inquinamento elettromagnetico in collaborazione con ARPAT. Anche in questo caso l’obiettivo per tutti i comuni dell’area è comunque quello di razionalizzare sul territorio la presenza di antenne ricetrasmittenti. Le misure da prendere in considerazione sono le seguenti: - in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione lontano dai centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi pubblici. VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore Il rumore è comunemente considerato una delle più preoccupanti cause di inquinamento esistenti. Il rumore può provocare sull’organismo umano, a seconda dei livelli di esposizione, disturbi di varia natura: dal fastidio in senso lato, ai disturbi del sonno, alla diminuzione dell’attenzione, fino ad alterazioni cardiocircolatorie, disturbi nervosi, e danni permanenti all’udito, per esposizioni a livelli piuttosto elevati. In base ai dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (1999), anche solo un’esposizione a livelli equivalenti notturni superiori a 40 dB(A), è tale da indurre già effetti a lungo termine sulla qualità del sonno ed è sufficiente per indurre effetti socio-comportamentali disturbati. Fin dal V Programma Quadro d’Azione per l’Ambiente della Comunità Europea (1999) è stato stabilito che nessuno debba essere esposto ad un livello di rumore che possa rappresentare un pericolo per la salute e la qualità della vita ed ha fissato una serie di obiettivi relativi ai livelli di esposizione della popolazione: üabolizione di esposizioni a livelli superiori a 65 dB(A), üin nessun caso e momento può essere superato il livello di 85 dB(A), ünon deve aumentare il numero di individui attualmente esposti a livelli di 55-65 dB(A) e non deve diminuire quello di individui attualmente esposti a livelli inferiori a 55 dB(A). Tali obiettivi devono essere raggiunti mediante una serie di azioni da esplicarsi attraverso l’informazione, le tecnologie, la pianificazione, l’economia e la formazione, da parte dei diversi attori della Comunità a seconda delle responsabilità e competenze. In seguito alle adozioni e delle approvazioni dei piani di zonizzazione acustica con il tempo sicuramente la situazione, anche grazie agli interventi di bonifica previsti porterà ad un progressivo miglioramento della situazione esistente. Ad esempio per le nuove attività produttive, oltre ad una compatibilità con il contesto territoriale, ambientale e 140 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 paesaggistico, dovranno essere programmati interventi che prevedano sistemazioni a verde non solo perimetrali o in filari alberati, quale barriere fonoassorbenti, ma che vengano prese tutte le misure necessarie per ridurre i flussi di traffico, o comunque mitigarne l’impatto. Si prevede poi quando possibile il progressivo trasferimento delle attività produttive che comportano emissioni acustiche e il rispetto dei requisiti acustici passivi degli edifici e dei loro componenti, nonché dei criteri per la progettazione, l’esecuzione e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei trasporti, definiti dalla normativa vigente e la creazione di soluzioni infrastrutturali tese a aggirare le zone a prevalenza di insediamenti residenziali, con ampie fasce di rispetto, in modo da ridurre i livelli di inquinamento acustico all’interno dei centri abitati. VI-R2.1 Barriere antirumore Tra i principali interventi infrastrutturali di mitigazione del rumore, soprattutto in vicinanza di grandi infrastrutture, si può indicare l’installazione di barriere antirumore. In Tabella VI.8 è riportata la lunghezza complessiva delle barriere antirumore installate nei Comuni dell’area il cui totale nell’area di indagine è di 1,12 Km. Tra il 2002 e il 2005 le barriere antirumore installate nell’area sono praticamente rimaste uguali e soprattutto non sono praticamente presenti se si esclude il comune di Pontedera che è passato negli ultimi tre anni considerati ad avere un Km circa di barriere antirumore. Comune 2002 2003 2004 2005 Totale Km Pontedera 0 0,2 0,3 0,5 1 Ponsacco 0 0 0 0 0 Lari 0 0 0 0 0 0,02 0 0 0 0,02 Bientina 0 0 0 0 0 Calcinaia 0,1 0 0 0 0,1 TOTALE 0,12 0,2 0,3 0,5 1,12 Casciana terme FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VI.8: Lunghezza barriere antirumore (km) VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici Gli obiettivi sono quelli del risparmio energetico sia a livello di attività produttive che di insediamenti residenziali e sono desunti dalle disposizioni di legge in materia. In tutti i comuni viene sostenuto, per quel che compete alle proprie possibilità, l’utilizzo di energie alternative e forme di architettura che utilizzino tecnologie e materiali biocompatibili attraverso incentivi urbanistici specifici. Per Pontedera tali incentivi saranno previsti nel caso siano utilizzati materiali e tecnologie finalizzate al risparmio energetico e saranno riferiti sia agli indici di edificabilità che agli ampliamenti “una tantum”, tramite un apposito regolamento che definirà oltre alle % anche le modalità di certificazione e di controllo necessarie. Le misure da intraprendere per il territorio di Pontedera sono le seguenti: • incentivare l’uso di energie alternative e rinnovabili per il riscaldamento o l’elettrificazione degli edifici, sempre comunque in armonia con le caratteristiche architettoniche degli insediamenti; • incentivare soluzioni tecnologiche nella costruzione di nuovi edifici o nella ristrutturazione di quelli esistenti tese a ridurre il consumo energetico. 141 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 • ottimizzare la rete elettrica e la rete del gas metano evitando insediamenti diffusi o sparsi a favore di nuclei sia residenziali che produttivi compatti; • incentivare ed estendere la rete del metano per usi domestici e produttivi; • razionalizzare le infrastrutture per la mobilità in modo da ridurre il traffico nelle aree del centro urbano incentivando l’uso di mezzi a minor consumo di energia e minor produzione di emissioni inquinanti. Dette misure più meno sono evidenti per Ponsacco, Lari, Casciana inserisce anche incentivi alle trasformazioni, fisiche e funzionali che utilizzino sistemi di cogenerazione e teleriscaldamento/raffreddamento decentrato e la promozione del “ciclo chiuso” della risorsa energetica nel comparto industriale. Tra gli interventi per la riduzione dei consumi il comune di Calcinaia ha consegnato alle scuole nell’Anno 2004-2005 le lampade a basso consumo. Da ricordare il progetto del Comune di Pontedera per la realizzazione di un Parco eolico nella zona industriale di circa 9 Megawatt totali di potenza. Nel comune di Lari nell’aprile 2006 e’ stato approvato il nuovo regolamento edilizio che offre incentivi alla potenzialità edificatoria per coloro che adottano sistemi di risparmio energetico. D.4 RUMORE L’inquinamento acustico nell’area è legato principalmente al traffico urbano ed extraurbano soprattutto nel comune di Pontedera, con un traffico medio in costante aumento ed una prossimità spesso critica ai centri abitati. Un contributo poco significativo, e soprattutto più localizzato, è dovuto anche alle tipologie di trasporto ferroviario. Non è possibile comunque con i dati a disposizione determinare la pressione dell’inquinamento acustico nell’area in esame, al fine di caratterizzare il determinante ambientale. D.5 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO Gli elettrodotti, generalmente identificati come la principale fonte di pressione sull’ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza, sono risultati un aspetto rilevante nell’area del comune di Calcinaia, sia in termini di lunghezza assoluta che d’incidenza sulla superficie territoriale. L’analisi dei determinanti dei campi elettromagnetici a bassa frequenza dovrebbe essere volta ad indagare anche le cause che inducono a realizzare e potenziare gli elettrodotti, ma al momento non sono disponibili dati al riguardo. Per quanto riguarda la quantificazione di stazioni radiobase e radiotelevisive, i dati disponibili non hanno consentito di descrivere e raffrontare la crescita del numero di stazioni per radiotelecomunicazione nell’Area. Si evidenzia il maggior numero di stazioni radiobase nei comuni di Pontedera e Calcinaia. D.6 CONSUMI DI ENERGIA La crescita dei consumi elettrici e di gas metano, pur essendo in netta crescita nel periodo considerato (1998-2001), risulta da dati non recenti e non essendo i dati suddivisi per macrosettori, non è stato possibile individuare i principali settori responsabili dei consumi nell’Area di indagine. L’efficienza delle attività di riscaldamento dovrebbe comunque risultare in miglioramento per quanto riguarda un ricorso maggiore al gas naturale. 142 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VII - SUOLO E SOTTOSUOLO ABSTRACT Nel seguente capitolo si riportano alcune informazione relativamente allo stato sul reticolo idrografico dell’area di indagine e alcuni cenni sull’ uso del suolo e la pericolosità idraulica e la presenza di siti industriali; per quanto riguarda le pressioni la presenza di Siti contaminati e degradati e le aziende estrattive operanti sul territorio; tra le risposte il recupero di siti dismessi e gli Investimenti per il recupero di discariche e/o siti con rifiuti abbandonati. Si riportano alcuni cenni sulle politiche di risposta in merito alla difesa del suolo dei 6 comuni e alla presenza delle postazioni di controllo definite dal piano di Bacino. INDICATORI DI STATO VII-S1 Reticolo idrografico VII-S2 Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione VII-S3.1 Popolazione residente VII-S3.2 Densità demografica per comune VII-S4 Siti industriali VII-S4.1 Superfici insediamenti industriali INDICATORI DI PRESSIONE VII-P1 Siti contaminati e degradati VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse VII-P1.2 Aziende estrattive VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare INDICATORI DI RISPOSTA VII-R1 Recupero di siti degradati VIII-R1.1 Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo VIII-R3 Piano di bacino VIII-R3.1 Postazioni di controllo DETERMINANTI D.3 ATTIVITA’ PRODUTTIVE D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO 143 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI STATO VII- S1 Reticolo idrografico Il principale corso d’acqua della Valdera è il fiume Era, caratterizzato da un regime molto variabile, con conseguente scarsa predisposizione all’autodepurazione nei mesi di magra. Il Fiume Cascina è un affluente del Fiume Era ed ha una lunghezza di 22,7 Km ed un bacino imbrifero di 72 km che si estende su più territori comunali. Il Cascina inizialmente sfociava direttamente in Arno ad ovest dell’attuale città di Cascina almeno fino al 1179, successivamente nel piano di bonifica della intera zona il comune di Pisa deviò il suo corso facendolo confluire presso Ponsacco. Il Cascina drena mediante una serie di rii minori una consistente porzione del Comune di Lari compresa tra il Botro della Muraiola, Casciana Alta, Gramugnana, Orceto, Cevoli, Ripoli e la zona industriale de La Capannina. A Sud di Lari presenta un andamento meandriforme che con ogni probabilità caratterizzava il corso del fiume fino alla sua confluenza con l’Era in corrispondenza di Ponsacco. In epoca storica il fiume è stato arginato e parzialmente rettificato ed oggi presenta un percorso pressoché rettilineo dalla località la Fornace fino alla confluenza con l’Era. A monte dell’arginatura sono ancora evidenti le aree golenali soggette ad alluvionamento in occasione di piene straordinarie. Il Fosso Zannone, affluente dello Scolmatore d’Arno, ha una lunghezza di 10,7 Km ed un bacino imbrifero di circa 20 km. Riceve le acque dei Fossi Zannoncino, Vallicorboli e Girotta, il Rio Petagnoli, il Rio Fagiolaia, anch’essi provenienti dai rilievi posti più a Sud. Ha origine dalle colline circostanti l’abitato di Lari, scorrendo all’inizio con direzione Nord-Sud per poi, all’altezza della frazione di Perignano, deviare verso Nord-Ovest fino alla confluenza nello Scolmatore dell’Arno, con arginature presenti solo nel tratto terminale, dallo sbocco nel Canale Scolmatore alla confluenza con il Fosso Girotta (4260 m). Il Torrente Crespina nasce a Sud dell’abitato di Lari e scorre con direzione Sud EstNord Ovest fino al confine comunale, solcando caratteristiche valli a fondo piatto. Il bacino di alimentazione di questo torrente è, per quanto riguarda il territorio del Comune di Lari, di modeste dimensioni ed anche le portate del corso d’acqua risultano di scarso rilievo. Il Torrente Ecina rappresenta il confine meridionale del Comune di Lari, scorrendo in direzione nord ovest; l’alveo appare decisamente inciso, spesso incassato, fino alla confluenza con il Fiume Isola che attraversa Lorenzana e Fauglia fino ad immettersi nel Canale Scolmatore d’Arno nel Comune di Collesalvetti. La Fossa Nuova e il reticolo drenante minore di fosse campestri e capofossi, il Fosso di bonifica, delimitano il confine nord con i Comuni di Ponsacco e Pontedera, sino ad immettersi nel Canale Scolmatore d’Arno nel Comune di Pontedera. É importante per la funzione di drenaggio che essa svolge nei confronti dei territori posti nella piana di Perignano e Lavaiano, nel Comune di Ponsacco e in quello di Pontedera. L’Era lungo 54 km sfocia nell’Arno a Pontedera. L’Arno ha origine dal versante meridionale del M. Falterona alla quota 1.385 m. sul mare. Dopo un primo tratto percorso con direzione prevalente Nord-Ovest-Sud-Est, l’Arno lascia il Casentino e, attraverso la stretta di S. Maria, sbocca nella piana di Arezzo. A circa 60 Km dalle sorgenti, nei pressi del bordo occidentale della piana, si congiunge con il Canale Maestro della Chiana. Entra quindi nel Vardarno Superiore dove scorre con direzione Sud-Est-Nord-Ovest sino a Pontassieve fino alla confluenza con la Sieve, suo principale affluente di destra. Da qui piega decisamente verso Ovest e mantiene tale direzione fino alla foce. E’ in questo ultimo tratto che confluiscono i restanti importanti affluenti di destra e sinistra. Il bacino imbrifero si estende su una superficie di 8.228 Kmq, dei quali il 55,3% è a quota inferiore a 300 m.s.m., il 30,4% a quote comprese tra 300 e 600 m.s.m., il 9,8% a quote comprese tra 600 e 900 m.s.m. e il 4,5 a quota 144 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 superiori a 900 m.s.m. Le maggiori altitudini si riscontrano nel gruppo montuoso del Falterona e del Pratomagno, rispettivamente con le vette di Monte Falco (1.657 m.s.m.) e del Poggio Uomo di Sasso (1.537 m.s.m.). L’intero bacino dell’Arno viene solitamente suddiviso in 6 sottobacini: Casentino, Val di Chiana, Valdarno Superiore, Sieve, Valdarno Medio, Valdarno Inferiore. Tutti e 6 i comuni dell’area ricadono interamente nei limiti amministrativi del Bacino del Fiume Arno e in particolare nel sottobacino Valdarno Inferiore, caratterizzato in destra da una ampia pianura di bonifica con il sottobacino Valdinievole - Padule di Fucecchio e in sinistra da lunghe vallate in cui scorrono importanti affluenti come il Pesa, l’Elsa e l’Era. A valle di Pontedera l’Arno fluisce verso la foce, contenuto in arginature di difesa, che impediscono un interscambio tra l’acqua del fiume e quella della pianura pisana. In totale l’asta fluviale ha uno sviluppo di 241 Km, mentre l’asse della valle risulta più corto di 18 Km; questa differenza è dovuta ai numerosi meandri che il fiume forma, specie nel tratto terminale, tra le confluenze dell’Era e Pesa. L’Arno prosegue il suo corso da Est verso Ovest lungo questa vasta pianura alluvionale, i cui confini a Sud sono ben definiti dalle colline e dalle valli degli affluenti di destra (Pesa, Elsa, Egola ed Era), che corrono tutti paralleli da Sud a Nord; in questo tratto l’Arno ha una pendenza molto bassa, fino alla foce. VII S2 – Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica In questo paragrafo non avendo dati di maggiore dettaglio a disposizione si riportano alcuni dati ripresi del Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa, in relazione all’area SEL Valdera che indicano che la zona è interessata per circa il 25% del proprio territorio da aree di elevato pregio ambientale, quali le superfici boscate; circa il 70% del territorio è inoltre costituito dalle aree agricole, particolarmente consistenti nelle zone pianeggianti del bacino dell’Era, mentre le aree artificializzate costituiscono circa il 4% della superficie totale. Per quanto riguarda gli aspetti idrogeologici, circa il 37% della Valdera è soggetto a pericolosità idraulica, mentre la percentuale di superficie appartenente alla classe di pericolosità maggiormente rilevante è di circa il 13%. Secondo le stime effettuate, circa il 10% della popolazione risiede in aree soggette a fenomeni di esondazione accertati anche a seguito di testimonianze storiche. Circa il 60% della superficie dell’area è soggetta a pericolosità geomorfologica media, mentre la percentuale di superficie appartenente alla classe di pericolosità elevata è di circa il 10%; la percentuale stimata di popolazione residente in aree a pericolosità elevata è meno del 5% della popolazione totale. Negli ultimi anni non sono stati registrati fenomeni sismici di rilievo, a conferma del fatto che l’area non è caratterizzata da una elevata attività sismica. Il territorio del Comune di Pontedera si configura in due parti nettamente distinte sia dal punto di vista geologico che morfologico. Nel settore Sud-Est e per circa 1/3 della sua estensione, predomina un paesaggio di media collina con le quote più elevate a SUD (Podere Montalto 152 mt. s.l.m.) degradanti sia in direzione Nord che Ovest verso la pianura alluvionale, originata dai depositi alluvionali dei corsi d’acqua maggiori. Le attività antropiche sviluppatesi nell’area di pianura fin dall’età romana, hanno prodotto, soprattutto nell’ultimo secolo, occupazioni del suolo precedentemente destinato all’agricoltura; questo ha comportato, talvolta, situazioni di fragilità legate al peggioramento del reticolo drenante delle acque superficiali ed all’aumento delle superfici impermeabilizzate con conseguenze negative sul deflusso delle acque meteoriche che hanno prodotto, in tempi recenti, esondazioni di fossi e canali. In occasione della realizzazione 145 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 di nuovi insediamenti si è cercato, talvolta, di superare detta problematica attraverso il rialzamento del piano di campagna. Nelle aree collinari ed in quelle ad esse limitrofe, l’abbandono di vaste aree agricole hanno fatto venir meno un presidio umano che, tramite la coltivazione dei terreni e della vegetazione, la corretta tenuta delle fosse campestri ed altri lavori minori di tutela, aveva per secoli garantito il controllo dei processi erosivi dei crinali e dei fenomeni franosi. Dalla carta relativa alla pericolosità geomorfologia del territorio comunale di Ponsacco risulta che parte dell’urbano esistente (zona est) sorge a ridosso del fiume Era in corrispondenza di un’area appartenente alla 4 classe a cui è attribuito un grado di pericolosità elevato VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione La popolazione residente nell’area dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera risultava al 2004 di 67.989 abitanti totali. VII-S3.1 Popolazione residente Nel grafico si può vedere la suddivisione del totale della popolazione residente nell’area suddivisa per comune: come si può vedere Pontedera, è il primo comune dell’area che presenta circa metà degli abitanti, seguito da Ponsacco,da Calcinaia e da Lari; il comune meno popolato risulta Casciana Terme. 6484 ABITANTI 2004 9366 26842 3620 8324 13 3 5 3 BIENTINA CALCINAIA CASCIANA TERME LARI PONSACCO PONTEDERA VII-S3.2 Densità demografica per comune Se consideriamo la densità demografica dell’area si vede come questa sia molto diversa da un comune ad un altro: Calcinaia, Ponsacco e Pontedera presentano una densità abitativa maggiore di 500 abitanti Kmq; Lari e Casciana e Bientina compresa tra 97 e 206. 146 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 DENSITÀ DEMOGRAFICA SUPERFICIE Kmq 1991 2001 2004 BIENTINA 29,26 176 206 222 CALCINAIA 14,99 538 568 625 CASCIANA TERME 36,42 86 97 99 LARI 45,14 171 178 184 PONSACCO 19,90 605 631 671 PONTEDERA 45,89 581 545 585 COMUNI FONTE dei Dati: elaborazione da dati ISTAT Tab.VII.1: Densità demografica confronti censimenti 1991-2001 con dato 2004 In tutti i comuni dal confronto con i dati del censimento 1991 si è avuto un aumento, considerevole soprattutto per il comune di Calcinaia, che era già al secondo posto dopo Ponsacco: si tratta dei comuni che, nell’area di indagine, presentano la superficie territoriale più limitata. VII-S4 Siti industriali Per quanto riguarda la superficie degli insediamenti industriali, è stata calcolata l’incidenza delle superfici delle aree industriali sul totale della superficie comunale complessiva. VII-S4.1 Superfici insediamenti industriali Nella Tabella VII.2 si riporta il rapporto in percentuale sul totale delle aree destinate ad insediamenti industriali così come sono state indicate dalle amministrazioni. Superficie Comunale Kmq Superficie Aree industriali mq Pontedera 46,04 3.900.000 3,9 Ponsacco 19,90 800.000 0,8 Lari 45,14 1.126.815 1,1 Casciana Terme 36,42 1.000.000 1,0 Bientina 29,26 1.100.000 1,1 14,99 700.000 0,7 191,60 8.626.815 Comune Calcinaia TOT Superficie Aree Industriali/ Comunale % FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VII.2: Superfici insediamenti industriali in km2 Sulla base dei dati raccolti è possibile affermare che non si rilevano notevoli differenze tra i vari Comuni: ad eccezione del Comune di Pontedera che è caratterizzato dalla più alta superficie destinata ad aree industriali con il 3,9% del territorio comunale, sopra l’1% si hanno Lari, Casciana Terme e Bientina, mentre Ponsacco e Calcinaia sono al di sotto dell’1 %. Tutti i comuni presentano comunque rispetto al totale una ridotta superficie a destinazione industriale. 147 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 INDICATORI DI PRESSIONE VII-P1 Siti contaminati e degradati VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse Le attività estrattive costituiscono ingerenze che incidono in modo sensibile sul tessuto produttivo, economico, sociale e, soprattutto, ambientale. Si tratta di interventi su risorse non rinnovabili che si configurano come un impatto tanto maggiore quanto più concernenti materiali rari. Inoltre l’apertura di una cava comporta sempre un impatto notevole: dal punto di vista paesaggistico, della flora, della fauna, del dissesto idrogeologico. Non sono inoltre da trascurare le interazioni con la popolazione residente nelle immediate vicinanze di una cava: immissioni, rumore, contaminazione delle acque e del sottosuolo, disturbi alle attività socio-economiche. In tempi relativamente recenti, la crescente sensibilità nell’ambito di questo settore ha condotto ad una opportuna regolamentazione volta a ridurre in maniera drastica l’attività estrattiva svolta, in passato, in maniera indiscriminata e senza il supporto di una indispensabile pianificazione a scala di bacino. Quindi da una parte si sono introdotte norme per contenere la sottrazione di risorse peraltro non rinnovabili e dall’altra per ricucire le ferite inferte al territorio mediante gli interventi di recupero e ricomposizione ambientale, prescritti al termine di ciascun ciclo estrattivo. La normativa disciplinante l’attività estrattiva è ancora oggi legata alla bipartizione tra le risorse del sottosuolo (R.D. n. 1443 del 29 Luglio 1927) che distingue in cave e miniere. La legge mineraria del 1927 prevedeva una procedura estremamente semplificata per coloro i quali intendessero iniziare un’attività di coltivazione di cava. A seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. 616/77 e della L.R. 30 Aprile 1980 n. 36 nella Regione Toscana l’attività estrattiva viene ad essere assoggettata ad una nuova normativa, dai contenuti più rispettosi delle esigenze ambientali. In base all’art. 2 della legge n° 36/1980 la Regione Toscana è tenuta ad elaborare un Piano Regionale delle Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con Delibera del Consiglio Regionale 7 Marzo 1995 n° 200, atto a regolare a livello regionale tutte le attività estrattive. Il riordino della legislazione regionale in materia di Cave e Torbiere fa un passo in avanti con l’approvazione della Legge Regionale 3 Novembre 1998, n° 78, Testo unico in materia di cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili. Si riportano nella tabella VII.3 i dati relativamente all’area di indagine così come forniti dai comuni. Relativamente alla superficie interessata da cave dismesse nell’area di indagine (si veda Tabella VII.3) non è stato possibile calcolarne l’incidenza complessiva a livello di area, in quanto le attività estrattive dismesse sono presenti solo nel comune di Lari e di Casciana Terme. Comune Pontedera Ponsacco m2 cave ed attività estrattive dismesse 0 0 Lari 36.000 Casciana Terme 15.000 Bientina Calcinaia TOT 0 0 51.000 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VII.3: Cave ed attività estrattive dismesse in m2 148 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 VII-P1.2 Aziende estrattive Dai dati forniti dai comuni (Tab.VII.4) emerge come attualmente (2005) nell’area dei 6 comuni le attività estrattive siano presenti in numero di 3 solo nel comune di Casciana Terme. Comune N. Aziende Casciana Terme 3 TOT 3 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VII.4: Aziende estrattive al 2005 VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare Con l’indicatore “siti contaminati” si intende individuare il numero di aree che necessitano di interventi di bonifica del suolo; i siti contaminati comprendono tutte quelle aree nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un’alterazione puntuale delle caratteristiche naturali del suolo, da parte di un qualsiasi agente inquinante presente in concentrazioni superiori ai limiti tabellari stabiliti per un certo uso del suolo. Comune Località Sito Superficie del sito m2 Bientina Bientina Bientina Tecnoceramica 18.300 Bientina Distributore carburanti 150 Bientina Bientina Campaccio 1.850 Calcinaia Ponte alla Navetta Distributore carburanti 300 Calcinaia Fornacette Distributore carburanti 2.300 Calcinaia Fornacette Deposito carburanti 5.900 Calcinaia Fornacette Guiggi Mario 6.00 4.100 Lari Poggio alle Forcine Macelli di Lari Lari Quattrostrade Perignano Distributore carburanti 531 Ponsacco Tanaceca Capannina di Cevoli 5.200 Ponsacco Ponsacco Mobilificio Chiarugi srl 6.800 Ponsacco Ponsacco Distributore carburanti 550 Pontedera Pontedera Ex Fornace Braccini 42.000 Pontedera La Rotta Ex Fip Plastica 7.000 Pontedera La Bianca Ex Metalgalvanica 13.000 Pontedera Romito Distributore carburanti 1200 Pontedera Romito Ex Distributore Jori 480 FONTE dei Dati: Provincia di Pisa Tab.VII.5: Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare Nella tabella VII.5 sono riportati i dati forniti dalla provincia di Pisa per quanto riguarda i siti da bonificare nei comuni dell’area; in totale sono 17: si può vedere come nel comune di Bientina ne siano presenti 3; nel comune di Calcinaia 4; a Lari ne ritroviamo 2, nel comune di Ponsacco 3 e in quello di Pontedera 4; non sono presenti siti da bonificare 149 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 nel Comune di Casciana Terme. Se si osserva la tipologia quella prevalente è quella dei distributori e depositi di carburante (8 su 17): I più estesi come area sono la ex fornace Braccini a Pontedera e la Tecnoceramica a Bientina. INDICATORI DI RISPOSTA VII-R1 Recupero di siti degradati Si riportano nel paragrafo successivo tra le spese di investimento da parte delle Amministrazioni quelle in merito al ripristino e al recupero di siti degradati. VIII-R1.1 Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati Come si evidenzia dalla tabella ad eccezione dei comuni di Ponsacco (tutti gli anni eccetto il 2002 e di Lari (che in tutti gli anni del periodo considerato ha effettuato investimenti economici in merito) e Calcinaia nel 2005, non sono stati effettuati nel periodo dal 2001 al 2005 investimenti da parte degli altri comuni. Comune 2001 2002 2003 2004 Pontedera 0 0 0 0 0 Ponsacco 1.031 n.p. 5.966 2.563 4.154 Lari 1.740 4.491 1.577 2.365 1.475 Casciana terme 1.513 0 0 0 523 0 0 0 0 0 Bientina Calcinaia TOT 2005 0 0 0 0 4.500 4.284 4.491 7.543 4.928 10.652 FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VII.6: Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati (€) Si può vedere che ad esclusione dell’anno 2004 il trend degli investimenti nel recupero dei siti degradati è cresciuto per l’area dei comuni a partire dal 2001. VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo All’interno dei PS di tutti e 6 comuni emergono obiettivi di tutela del paesaggio, delle aree protette e di difesa del suolo così come definiti dalle disposizioni legislative in materia sia di carattere nazionale che regionale( L.R. 91/98 Norme per la difesa del suolo- R.D.L. 23/, L.R.10/89,L.R. 1/90 Vincolo idrogeologico-L.183/89 Difesa del suolo - L.R. 34/94 Bonifica idraulica- L. 1497/39 Bellezze naturali- L. 431/85 Tutela paesisticaL.R.49/95 Aree protette-) tesi ad evitare fenomeni franosi o erosivi in collina e fenomeni esondativi in pianura oltre che mantenere l’efficienza delle aree agricole per la loro naturale funzione produttiva nonché per il mantenimento delle caratteristiche ambientali e paesaggistiche ivi presenti. In generale le misure da attivare sono le seguenti: • mantenere e migliorare il reticolo idraulico principale e secondario, di collina e di pianura al fine di garantire il regolare deflusso delle acque meteoriche; 150 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 • istituire lungo i corsi d’acqua adeguate fasce di rispetto, per la manutenzione dei corsi stessi, compatibilmente con la conservazione e il ripristino della vegetazione ripariale; • nelle operazioni di trasformazione urbanistica ed edilizia garantire il rispetto delle superfici minime permeabili e incentivare l’uso di materiali che riducano la impermeabilità dei piazzali e degli spazi aperti sia pubblici che privati; • mantenere in stato di stabilità le scarpate e i pendii attraverso opportuni interventi di piantumazione e regimazione idraulica e iniziative di consolidamento possibilmente non invasive dal punto di vista paesaggistico; • definire in modo certo la distinzione fra aree agricole e insediamenti per ragioni paesaggistico-ambientali e per non scoraggiare le attività agricole , ma anzi incentivandole, nelle aree esterne ai centri abitati; • favorire la presenza dell’uomo nei territori collinari con il mantenimento e lo sviluppo delle attività agricole compatibili, della coltivazione di orti familiari, delle attività ricreative legate al tempo libero, quali garanzie di presidio e di tutela dell’ambiente; • evitare nuovi insediamenti in aree dove risulti insufficiente la fattibilità geologica. In qualunque caso, gli interventi strutturali di tipo conservativo devono essere finalizzati anche alla eliminazione o mitigazione del livello di rischio accertato ed assicurare la più efficace messa in sicurezza. La realizzazione di vaste aree impermeabilizzate dovrà essere subordinata ad uno studio idrologico-idraulico di dettaglio che definisca tutti gli interventi necessari per neutralizzare gli effetti derivanti dall’aumento della velocità di corrivazione delle acque nel corpo ricettore. Particolari accorgimenti dovranno essere posti anche sulla progettazione delle superfici coperte, preferendo le soluzioni che permettano la riduzione della velocità dell’acqua. La realizzazione di nuova viabilità non dovrà costituire ostacolo al normale deflusso delle acque superficiali. VIII-R3 Piano di bacino del fiume Arno L’Autorità di bacino del fiume Arno è l’ente al quale è affidata l’attività di pianificazione e programmazione in tema di difesa del suolo alla scala del bacino idrografico. A partire dal 1994 l’Autorità di bacino ha posto misure di salvaguardia sia per ridurre il rischio idraulico su vaste aree del territorio, che per permettere la realizzazione degli interventi previsti dal piano di bacino. Uno dei principali filoni di attività è l’attuazione dei piani approvati anche attraverso la progettazione degli interventi per la riduzione del rischio idraulico e del rischio idrogeologico. Dai Piani per la riduzione del rischio idraulico e per l’Assetto Idrogeologico sono scaturiti programmi di interventi prioritari finalizzati all’abbattimento del rischio idraulico ed idrogeologico. Il piano si articola in interventi strutturali orientati a contenere l’eccesso di pioggia che il reticolo non è in grado di smaltire, in apposite aree destinate, occasionalmente, alla laminazione delle piene nei territori, già soggette ad inondazioni storiche, nelle quali la vita del territorio è compatibile con la temporanea, sporadica occupazione da parte delle acque di piena. Gli interventi non strutturali sono orientati all’abbattimento della vulnerabilità del territorio diminuendo l’esposizione al rischio. Sono tra questi i sistemi di monitoraggio, preannuncio ed allarme, le procedure di protezione civile, la sensibilizzazione della popolazione alla percezione del rischio e a un rapporto col territorio adeguato ai fini della sicurezza idrogeologica. Una delle attività fondamentali svolte dall’Autorità di bacino è quella conoscitiva che comprende, tra l’altro le azioni di raccolta, elaborazione, archiviazione e diffusione dei dati territoriali. 151 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Tale attività si è concretizzata nella realizzazione di 5 stralci funzionali: • Riduzione del Rischio Idraulico (DPCM 05/11/1999 e Approvazione del Piano Stralcio relativo alla Riduzione del Rischio Idraulico del Bacino del fiume Arno nella GU n. 226 del 22-12-1999) che presenta il Quadro della programmazione degli interventi e delle risorse necessarie e il Programma triennale di intervento. • Qualità delle Acque (DPCM 31/03/1999 e Approvazione del Piano Stralcio della “Qualità delle acque del fiume Arno” nella GU n. 131 del 7-6-1999). • Attività estrattive (DPCM 31/03/1999 e Approvazione del Piano Stralcio nella GU n. 131 del 7-6-1999) • Piano di Assetto Idrogeologico adottato nella seduta di Comitato Istituzionale dell’11 novembre 2004 (Delibere 185 e 187). La normativa di piano è entrata in vigore con il D.P.C.M. 6 maggio 2005 “Approvazione del piano di bacino del fiume Arno, stralcio assetto idrogeologico” nella GU n. 230 del 3/10/2005. • Piano straordinario per il rischio idrogeologico (leggi 267/1998 e 226/1999) e le relative misure di salvaguardia con la perimetrazione della aree a rischio elevato e molto elevato interessate da movimenti franosi e soggette ad inondazioni In questo ambito di attività, di particolare importanza è l’Accordo di Programma per la messa in sicurezza dell’Arno, firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, dal Presidente della Giunta Regionale Toscana e dal Segretario dell’Autorità di bacino il 18 febbraio 2005. VIII-R3.1 Postazioni di controllo Nell’area di indagine sono presenti nel comune di Pontedera e in quello di Calcinaia così come previsto dal Piano di bacino le seguenti postazioni di controllo: Comune N. di postazioni Pontedera 1 Ponsacco 0 Lari 0 Casciana Terme 0 Bientina 0 Calcinaia 1) Ponte sull’Arno via della Botte 2) Ponte sull’Arno Centralina Philips (Controllo qualità) TOT 3 Arno Leoncini FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera Tab.VII.7: Postazioni di controllo D.3 ATTIVITÀ PRODUTTIVE Tra i determinanti sul territorio le attività produttive hanno sicuramente un peso rilevante quale pressione sul territorio ( impermeabilizzazione dei suoli, consumi idrici, produzione di rifiuti , consumi energetici…) anche se dal lato opposto rappresentando una fonte di reddito per la popolazione rivestono un’importanza notevole nello sviluppo del territorio. Con i dati a disposizione non è stato però possibile calcolarne l’effettiva incidenza. 152 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 D3.1 Attività industriali e servizi L’area SEL Valdera è classificata tra i “sistemi locali manifatturieri” nei settori dei mezzi di trasporto, del legno e mobilio. L’analisi a livello di SEL del settore economico nel decennio 1991-2001 ha evidenziato una riduzione nel numero degli addetti nel settore dell’industria e del commercio e un aumento dei servizi; nel complesso il numero di addetti è comunque diminuito. A livello di SEL si rileva una percentuale del 40% di addetti occupati nel settore industriale: ciò evidenzia una spiccata vocazione industriale dell’area, dovuta principalmente alla presenza della Piaggio, una realtà industriale tra le più importanti non solo per la Valdera, ma per l’intera Regione Toscana. Per quanto riguarda il turismo, si segnala un incremento costante delle presenze correlato ad un aumento delle strutture ricettive, specialmente quelle complementari come agriturismo, campeggi e ostelli (fonte Rapporto Ambiente Provincia di Pisa 2003). I dati del censimento Istat 2001 evidenziano a livello di Provincia di Pisa la seguente distribuzione degli occupati per settore di attività: Agricoltura, 5.277 persone pari al 3,3% degli occupati (valore Toscana 3,85%) Industria, 57.122 persone pari al 36,1% degli occupati (valore Toscana 32,98%) Altre attività, 95.904 persone, pari al 60,6% degli occupati (valore Toscana 63,18) I dati forniti dall’Osservatorio delle Politiche Sociali della Provincia di Pisa indicano a livello della Zona Valdera nell’anno 2004 un importante peso degli occupati nei settori del commercio e dell’artigianato: 4.483 persone occupate nel commercio (3.783 titolari attivi e 700 collaboratori attivi) 5.350 artigiani (4.729 titolari attivi e 621 collaboratori attivi). Sicuramente tra le attività umane gli insediamenti di tipo produttivo sono quelli che determinano una pressione maggiore sull’ambiente e un conseguente impatto sulle risorse del territorio; da questo punto di vista l’area considerata, oltre ad una elevata densità abitativa, presenta una elevata diffusione di unità produttive e piccoli e medi stabilimenti industriali, con un peso di rilievo per le attività agricole, in particolare nella porzione pianeggiante del territorio, e del settore manifatturiero. attività industriali e artigianali N° addetti 263 1.921 BIENTINA 329 2520 CALCINAIA 368 CASCIANA T. 108 477 2.078 LARI 431 1.538 PONSACCO 6.116 PONTEDERA 462 2070 14.541 TOTALE forza lavoro 60,11% 52,89% 40% 58,01% 39,77% 43,41% attività di servizio N° addetti 207 251 81 292 428 745 2004 512 858 152 669 957 2.155 5303 forza lavoro 16,02% 18% 16,52% 18,68% 24,75% 15,29% Altre attività di servizio N° addetti 179 178 97 196 358 827 1835 541 1043 336 635 1.074 3.037 6666 forza lavoro 16,93% 21,89% 36,52% 17,73% 27,77% 21,55% attività amministrative N° addetti 44 49 25 61 61 166 406 222 344 64 200 298 2.782 3910 forza lavoro 6,95% 7,22% 6,96% 5,58% 7,71% 19,74% La maggior parte degli addetti, 14.541, risulta impiegata nelle attività industriali, soprattutto nel Comune di Pontedera (6.166), dove è presente lo stabilimento della Piaggio. Non sono comunque disponibili per la stesura del presente rapporto dati di maggiore dettaglio, per delineare i principali elementi che contraddistinguono l’attività industriale sul territorio in esame, al fine di caratterizzare questo potenziale determinante ambientale. 153 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 D3.2 Attività agricole L’agricoltura può essere individuata tra i principali determinanti del territorio e Paesaggio poiché l’area è caratterizzata da un’agricoltura di tipo intensivo, che già dal passato ha modificato, nelle aree di pianura la qualità del paesaggio della piana, inteso come risorsa naturale, grazie all’espansione di aree urbanizzate e a destinazione produttiva e infrastrutturali. Ciò ha comportato una diminuzione dei territori aperti e una conseguente riduzione degli ecosistemi e della biodiversità. E’ comunque impossibile quantificare con i dati a disposizione la reale attività di disturbo sulle componenti naturali del territorio in esame e il peso specifico delle attività agricole, produttive e dell’urbanizzazione del territorio. Le attività agricole costituiscono potenziali determinanti di pressione, con riferimento soprattutto al sistema ambientale acque e al sistema suolo e sottosuolo, a causa dei possibili impatti indotti dal prelievo di risorse idriche, dall’impiego di prodotti fertilizzanti e di fitofarmaci, nonché dalle pratiche di impermeabilizzazione della superficie agricola. Nel contesto territoriale esaminato, l’agricoltura si inserisce come un’importante componente del sistema economico locale, ma non sono disponibili per la stesura del presente rapporto dati sufficienti per delineare i principali elementi che contraddistinguono l’attività agricola svolta sul territorio in esame, al fine di caratterizzare questo potenziale determinante ambientale. D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO Come già evidenziato non è possibile valutare l’incidenza delle pratiche agricole; anche per quanto riguarda l’attività di urbanizzazione, non è possibile quantificare anche se si ha sicuramente un aumento nell’Area vista la crescita della popolazione. Tra le attività industriali principalmente impattanti su suolo e sottosuolo quali le l’attività estrattiva e le aziende a rischio d’incidente rilevante, queste non rappresentano un fattore di pressione nell’area di indagine. 154 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI Acqua Normativa comunitaria ÿ Direttiva 91/271/CEE: “Trattamento delle acque reflue urbane” Normativa nazionale ÿ L. 36/94 “Disposizioni in materia di risorse idriche” ÿ Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale” , parte III. Normative regionali ÿ Legge Regionale Toscana 64/2001 “Norme sullo scarico di acque reflue ed ulteriori modifiche alla Legge Regionale 1 dicembre 1998, n.88” ÿ Regolamento Regionale n. 28/2002 di attuazione della Legge Regionale n. 64/2001 ÿ Delibera di Giunta regionale toscana n.858 del luglio 2001 come integrata e modificata dalla deliberazione n° 219 del 4 Marzo 2002 ÿ Delibera di Giunta regionale Toscana 25-1-2005 n. 6 “Approvazione del Piano di Tutela delle Acque - Articolo 44 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti da fonti agricole).(Pubblicata nel B.U. Toscana 2 marzo 2005, n. 9, parte seconda, supplemento n. 32.) Suolo e territorio Normativa comunitaria ÿ Dir.92/43/CEE, “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche ÿ Dir. 79/409/CEE, “ Uccelli selvatici” Normativa nazionale ÿ L.431/85 “Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale e relative note” ÿ L. 183/89, “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo” ÿ L. 394 del 6/12/91, “Legge Quadro sulle aree protette” ÿ DPR . 357/1997, “Regolamento di attuazione della direttiva, Dir.92/43/CEE “Habitat”, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e della fauna selvatiche” ÿ DM 20/01/1999, “modifiche degli allegati A e B del DPR n.357/1997” ÿ DM 03/04/2000, “lista dei proposti Siti di Importanza Comunitaria (pSIC) e delle Zone di Protezione Speciale (ZPS) in Italia” ÿ Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale”, parte III. 155 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Normativa regionale ÿ L.R.52/82 e succ.mod. “Norme per la formazione del sistema delle aree protette, dei parchi e delle riserve naturali in Toscana” ÿ Del C.R. 296/88 “Aree protette (attuazione della L.431/85) e disciplina relativa al sistema regionale delle aree protette L.R.52/82 e succ.mod.” ÿ L.R. 91/98 “Norme per la difesa del suolo” ÿ L.R. 49/95, “Norme sui Parchi, le riserve naturali e le ANPIL (B.U.18/4/95 n° 29 bis)” ÿ Del. C.R. 256 del 16/7/97, “II Programma Regionale ‘97- ‘99 per le Aree Protette” ÿ Del. C.R.R.T. n°342 del 10/11/98, “Approvazione siti individuati nel Progetto Bioitaly e determinazioni relative all’attuazione della direttiva comunitaria Habitat” ÿ D.C.R. 176/00, “III programma Regionale per le Aree Protette” ÿ L.R. 21 marzo 2000 n. 39 “Legge forestale della Toscana” ÿ D.P.G.R. 8 Agosto 2003 n. 48/R “Regolamento Forestale” – Circolare ÿ L.R. 56/00, “Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica” ÿ L.R. 1/05: Norme per il governo del territorio Rifiuti e bonifiche Normativa comunitaria ÿ Direttiva 91/156/CEE sui rifiuti Direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi Direttiva 94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio ÿ Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 relativa alle discariche di rifiuti Normativa nazionale ÿ Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale” , parte IV. Normativa regione Toscana LR 18 Maggio 1998 n. 25, Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati DCRT 21 Dicembre 99 n. 385, Delibera attuativa LR 25/98 art. 9 comma 1 “Piano regionale di gestione dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi”. Aria Normativa nazionale ÿ DPCM 28 marzo 1983 “limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno” ÿ DPR 203/88 del 24 maggio 1988 “attuazione delle direttive CEE numeri 80/779, 82/884, 84/360, 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’art.15 della Legge 16 aprile 1987, n. 183” 156 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 ÿ D.Lgs. 351/99 del 4 agosto 1999 “attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente” ÿ D.M. 2 aprile 2002 n° 60, “Recepimento della direttiva 1999/30/CE del consiglio del 22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva 2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene e il monossido di carbonio” ÿ Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale”, parte V. Normativa Regione Toscana ÿ L.R. 33/94 Norme per la tutela della qualità dell’aria ÿ L. R. 63 del 13-08-1998 “Norme in materia di zone a rischio di episodi acuti di inquinamento atmosferico e modifiche alla LR 5 maggio 1994 n. 33” Inquinamento acustico Normativa comunitaria ÿ Direttiva 2002/49/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002, relativa alla determinazione e gestione del rumore ambientale. Normativa nazionale ÿ Legge n. 447 del 26/10/95 “Legge quadro sull’inquinamento acustico” ÿ D.P.C.M. 14/11/97 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore” ÿ Decreto 16/03/98 “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico” ÿ D.P.R. 30/03/04 n. 142 “Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante da traffico veicolare, a norma dell’articolo 11 della legge 26 ottobre 1995 n. 447” Normativa Regione Toscana ÿ Legge Regionale Toscana 1/12/98, n. 89 “Norme in materia di inquinamento acustico” ÿ Consiglio Regionale – Deliberazioni n. 77 del 22/02/00 “Definizione dei criteri e degli indirizzi della pianificazione degli enti locali ai sensi dell’art. 2, comma 2 e 3 della Legge Regionale n.89/98” 157 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 AUTORI e COLLABORATORI Coordinamento: Il presente Rapporto è stato curato dallo Studio QUALITECH di Pontedera. Autori: Dott.sa L. Fossi, Ing. A. Bonelli, Dott. L. Carmignani, Dott.sa E. Vallini Collaboratori: Si ringraziano per la collaborazione alla redazione del Rapporto per i dati e le informazioni forniti direttamente o estratti dalle pubblicazioni e dai siti internet degli enti/ agenzie: ♦ ACQUE SpA ♦ ARPAT Toscana ♦ ARPAT Pisa ♦ ARRR ♦ ASL 5- Pisa- Zona Valdera ♦ Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n° 2 – Basso Valdarno ♦ Comune di Bientina ♦ Comune di Calcinaia ♦ Comune di Casciana Terme ♦ Comune di Lari ♦ Comune di Ponsacco ♦ Comune di Pontedera ♦ GEOFOR SpA ♦ IRPET ♦ ISTAT ♦ Lamma Rete Toscana ♦ Provincia di Pisa ♦ Regione Toscana ♦ Società della Salute della Valdera ♦ SINCERT Tra i documenti sono in particolar modo da citare: ♦ Profilo e immagine di Salute della Valdera ♦ Rapporto dello Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa- 2003 ♦ “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana” – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano ♦ “Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in Aria Ambiente” Regione Toscana ♦ “Valutazione della qualità dell'aria ambiente e classificazione del territorio regionale” Regione Toscana Un ringraziamento particolare a tutti gli Assessorati all’Ambiente, agli Uffici e Servizi Funzionali dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera per avere fornito la maggior parte dei dati ed una parte del proprio tempo. 158 PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006 Finito di stampare nel gennaio 2007 presso la Grafitalia di Peccioli (Pisa) 160