PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
RAPPORTO
STATO AMBIENTE
COMUNI DI
BIENTINA, CALCINAIA,
CASCIANA TERME, LARI,
PONSACCO E PONTEDERA
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INTRODUZIONE
LA STRUTTURA DELLA RELAZIONE SULLO STATO DELL’AMBIENTE
D1.
POPOLAZIONE
D1.1 Stato e dinamica della popolazione residente
D1.2 Evoluzione della popolazione residente nei Comuni dell’area
D1.3 Popolazione residente
D1.4 Densità demografica per comune
I- ACQUE
INDICATORI DI STATO
I-S1 Rete acquedottistica
I-S2 Approvvigionamento
I-S3 Depurazione e rete fognaria
I-S4 Qualità Acque superficiali
I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque
I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E.
I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli)
I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE)
I-S5 Qualità acque per consumo umano
I-S5.1 Qualità acque potabili
I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.152/06)
INDICATORI DI PRESSIONE
I-P1 Consumi e fabbisogni idrici
I-P1.2 Consumi idrici
I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite
I-P2 Prelievi da acque sotterranee
I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranei e superficiali
INDICATORI DI RISPOSTA
I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica
D.8 ACQUA
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
II- ARIA
INDICATORI DI STATO
II-S1 Qualità dell’aria
II-S1.1
Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio
regionale
II-S1.2 Diffusività atmosferica
II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico
II- S1.4 Biomonitoraggio
INDICATORI DI PRESSIONE
II-P1
Emissioni in atmosfera
II-P1.1
Emissioni gas serra
II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra
II-P1.2
Emissioni inquinanti totali
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente
II-2 Industria
II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e
Regione)
II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante
INDICATORI DI RISPOSTA
II-R1 Politiche comunali
D.7 ARIA
INDICATORI COMUNI EUROPEI
N°2: Contributo locale al cambiamento climatico globale
Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo)
N°5 Qualità dell’aria locale
Numero di superamenti del valore limite.
Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento
III- MOBILITà E STRUTTURA URBANA
INDICATORI DI STATO
III-S1 Paesaggio Urbano
III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino
III-S2 Piano Strutturale
III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale
INDICATORI DI PRESSIONE
III- P1 Infrastrutture ferroviarie
III- P2 Infrastrutture stradali extraurbane
III-P2.1 Autostrade e superstrade
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
III-P3 Cantieri
III-P3.1 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto
INDICATORI DI RISPOSTA
III-R1 Limitazioni al traffico
III-R1.1 Zone a traffico limitato
III-R2 Sistema integrato dei trasporti
III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori
III-R3 Incentivi ambientali
III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici
III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili)
III-R4.1 Piste ciclabili (m)
III-R5 Restauro di beni architettonici
III-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici
INDICATORI COMUNI EUROPEI
N°4: Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali
Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi
N°7: Gestione sostenibile dell’autorità locale e delle imprese locali
Quota di organizzazioni pubbliche e private che abbiano adottato e facciano uso di
procedure per una gestione ambientale e sociale
IV- NATURA E TERRITORIO
INDICATORI DI STATO
IV-S1 Profilo Territoriale
IV-S2 Fauna, flora e vegetazione
IV-S2.1 Fauna
IV-S2.2 Flora e vegetazione
IV-S3 Patrimonio boschivo
IV-S3.1 Superficie forestale
INDICATORI DI PRESSIONE
IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi
IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame
IV-P2 Incendi Boschivi
IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame
INDICATORI DI RISPOSTA
IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio
IV-R2 Spese per l’ambiente
IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano
IV-R3 Aree protette e vincolate
IV-R3.1 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99
IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o
Regolamento
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99
IV-R5 Attività di educazione ambientale
D.2 TURISMO
D2.1 Arrivi/Presenze nell’area
D2.2 Strutture ricettive
V- RIFIUTI
INDICATORI DI STATO
V-S1 Smaltimento dei rifiuti
V-S1.1 La situazione in Toscana
V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana
V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area
V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di
rifiuti
V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali
V-S2 modalità di raccolta differenziata
V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali
V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata
V-S2.3 Piattaforme ecologiche
INDICATORI DI PRESSIONE
V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU)
V-P1.1 Rifiuti totali
V-P1.2 Produzione RSU pro capite
V-P2 Raccolta Differenziata (RD)
V-P2.1 RD totale
V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti
V-P3 Rifiuti Speciali
V-P4 Percezione della popolazione
V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati
INDICATORI DI RISPOSTA
V-R1 Attività di prevenzione
V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo
V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti
D.10 RIFIUTI
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VI-RUMORE ED ENERGIA
INDICATORI DI STATO
VI-S1 Linee elettriche
VI-S1.1 Linee ad alta tensione
VI-S2 Zonizzazione acustica
INDICATORI DI PRESSIONE
VI-P1 Consumi di energia elettrica
VI-P2 Consumi di gas metano
VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione
VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana
VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi
VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti
VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione
VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di sup. e per popolazione
VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie. e per
popolazione
INDICATORI DI RISPOSTA
VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici
VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T
VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici
VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore
VI-R2.1 Barriere antirumore
VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici
D.4 D.5 D.6 RUMORE
INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
CONSUMI DI ENERGIA
VII - SUOLO E SOTTOSUOLO
INDICATORI DI STATO
VII-S1 Reticolo idrografico
VII-S2 Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica
VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione
VII-S3.1 Popolazione residente
VII-S3.2 Densità demografica per comune
VII-S4 Siti industriali
VII-S4.1Superfici insediamenti industriali
INDICATORI DI PRESSIONE
VII-P1 Siti contaminati e degradati
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse
VII-P1.2 Aziende estrattive
VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare
INDICATORI DI RISPOSTA
VII-R1 Recupero di siti degradati
VIII-R1.1Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati
VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo
VIII-R3 Piano di bacino
VIII-R3.1Postazioni di controllo
D.3 ATTIVITA’ PRODUTTIVE
D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
AUTORI e COLLABORATORI
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INTRODUZIONE
Il presente Rapporto sullo Stato dell’Ambiente interessa l’area formata dai territori
comunali di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera. Il territorio
dei 6 comuni fa parte della Valdera e si estende nella zona centro-settentrionale della
provincia di Pisa per circa 190 Kmq con una popolazione totale nel 2004 di circa 68.000
abitanti.
Il territorio localizzato geograficamente nella pianura dei fiumi Era e Arno è un
territorio in forte espansione urbanistica e caratterizzato da una forte connotazione
industriale ed artigianale.
Al di là delle peculiarità di ciascun territorio, i comuni del progetto COSVA21, sia da
un punto di vista economico, sociale, di viabilità, che di servizi, sono ormai integrati da
anni anche grazie ad esperienze di gestione territoriale in comune.
In linea anche con le previsioni dei rispettivi Piani Strutturali è stata confermata
un politica di salvaguardia urbanistica e tutela paesaggistica e di valorizzazione del
territorio in particolare di quello collinare.
La salvaguardia delle risorse è infatti non solo un dovere per il presente ma soprattutto
per il futuro del territorio, ed è con questo spirito che i comuni hanno deciso di intraprendere
un percorso di Agenda 21 locale, nella convinzione che la condivisione degli obiettivi coi
comuni limitrofi sia un indispensabile fattore di successo nelle tematiche ambientali.
Riconoscendo nei principi dello sviluppo sostenibile l’approccio necessario al
miglioramento della qualità della vita nel proprio territorio, hanno ritenuto opportuno
avviare il progetto COSVA21 di Agenda 21 di Area per l’individuazione di piani di azione
per lo sviluppo sostenibile in forma congiunta.
“L’ambiente che ci circonda l’abbiamo sì ricevuto in eredità dai nostri padri, ma
soprattutto l’abbiamo in prestito dai nostri figli”.
“La sensibilità sui temi ambientali è enormemente cresciuta negli ultimi anni. Siamo
di fronte ad una rivoluzione copernicana che sta rimettendo al centro della politica la
limitatezza delle risorse di cui l’uomo può disporre. Per anni non è stato così, si è pensato
erroneamente che lo sviluppo fosse un valore in sé, privo di controindicazioni.
La sfida per chi fa politica oggi è quella di favorire la crescita economica del proprio
territorio sapendo cogliere le emergenze e le criticità ambientali sulle quali dovranno
essere concentrate le politiche di risanamento e prevenzione capaci di preservare
l’ambiente e garantire la qualità della vita dei cittadini.
Nei nostri comuni siamo consapevoli di questa sfida. Pur nella limitatezza della
nostra dimensione riteniamo necessario sostenere scelte che percorrano la strada della
sostenibilità ponendo in essere una politica amministrativa attenta alle forme di energia
rinnovabile, allo sfruttamento delle risorse e al contenimento degli sprechi senza cedere
al catastrofismo, dobbiamo privilegiare le strategie positive utilizzando gli strumenti che
la scienza e la tecnologia mettono a nostra disposizione. Per dare concretezza ai nostri
buoni propositi occorre coerenza con le scelte intraprese a livelli politici ben più alti dei
nostri. Noi siamo pronti a fare la nostra parte”.
10
I comuni del progetto COSVA 21
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
LA STRUTTURA DELLA RELAZIONE SULLO STATO
DELL’AMBIENTE
Per potere descrivere lo stato dell’Ambiente dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana
Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera e organizzare in maniera sintetica tutti i dati esistenti,
sono stati utilizzati una serie di indicatori secondo il modello (DPSR) suddivisi in:
• Determinanti: attività umane che producono pressione sull’ambiente
• Pressione: descrizione dei fattori di pressione sull’ambiente
• Stato: descrizione dello stato delle risorse ambientali e del contesto socio-economico
• Risposta: descrizione delle risposte e delle politiche messe in atto per mitigare gli
impatti sull’ambiente
Il documento descrive quindi tramite una serie di indicatori lo Stato di conservazione
delle risorse, le Pressioni esercitate sull’ambiente dalle attività umane (Determinanti),
e le Risposte adottate per la conservazione e il miglioramento dell’ambiente inteso in
senso lato.
L’analisi dello Stato dell’Ambiente dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme,
Lari, Ponsacco e Pontedera è stata strutturata in 7 capitoli, che comprendono Indicatori
di Stato, Pressione e Risposta per i seguenti sistemi:
I
ACQUE
II ARIA
III MOBILITA’ E STRUTTURA URBANA
IV NATURA E TERRITORIO
V
RIFIUTI
VI RUMORE E ENERGIA
VII SUOLO E SOTTOSUOLO
I Determinanti vengono trattati all’interno dei singoli capitoli dove sono stati definiti,
anche se con i dati a disposizione non è risultato sempre possibile evidenziare un rapporto diretto di causa/effetto tra le attività umane e il sistema indagato, sia per carenza
di dati specifici che di studi di verifica di tale relazione di causalità.
D.1 Popolazione
D.2 Turismo
D.3 Attività Produttive
D.4 Rumore
D.5 Inquinamento Elettromagnetico
D.6 Consumi di Energia
D.7 Aria
D.8 Acqua
D.9 Suolo e Sottosuolo
D.10 Rifiuti
Per tale motivo gli aspetti relativi ai determinanti rappresentano sostanzialmente una
riflessione sui dati analizzati, sottolineando che quello effettuato è da ritenersi un primo
tentativo di applicazione del modello DPSR all’Analisi Ambientale dell’Area interessata
11
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
dai 6 Comuni, migliorabile in futuro a seguito dell’effettuazione di indagini mirate di
approfondimento.
Sono stati inoltre inseriti quando possibile alcuni degli Indicatori Comuni Europei di
sostenibilità urbana, derivanti dall’iniziativa “Verso un profilo di sostenibilità locale - Indicatori Comuni Europei” partita dalla Commissione Europea e da un gruppo di esperti
sull’Ambiente urbano nel 1998. Gli indicatori “riflettono le interazioni tra aspetti ambientali, sociali ed economici” allo scopo di “raccogliere informazioni comparabili sui
progressi ottenuti in materia di sostenibilità a livello locale in tutta Europa” (Margot
Wallström).
I 10 indicatori base racchiudono al loro interno alcuni dei più importanti aspetti della
vita in ambito locale (uguaglianza ed inclusione sociale, partecipazione ai processi decisionali, relazione tra la dimensione locale e quella globale, sviluppo sostenibile dell’imprenditoria e promozione dell’occupazione, protezione ambientale, valorizzazione del
patrimonio culturale).
Si riportano di seguito i Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori.
1. Uguaglianza ed inclusione sociale (accesso a servizi di base adeguati ed economici per tutti);
2. Partecipazione/democrazia (partecipazione di tutti i settori della Comunità locale ai processi decisionali);
3. Relazione tra la dimensione locale e quella globale (soddisfazione dei bisogni a livello locale o comunque in maniera più sostenibile);
4. Economia locale (promozione dell’occupazione e dell’impresa secondo modalità
che minaccino in misura minimale le risorse naturali e l’ambiente);
5. Protezione ambientale (approccio ecosistemico; minimizzazione dell’uso delle
risorse naturali, del territorio, della produzione dei rifiuti e di sostanze inquinanti;
accrescimento della biodiversità);
6. Patrimonio culturale/qualità dell’ambiente edificato (protezione, conservazione e recupero di valori storici, culturali ed architettonici; accrescimento e
salvaguardia della bellezza e funzionalità di spazi ed edifici).
Per quanto riguarda i dati utilizzati, essi provengono tutti da fonti ufficiali (citate nel
testo), oppure sono quelli messi a disposizione direttamente dalle Amministrazioni e
nella maggior parte dei casi aggiornati al 2005. Il livello di aggregazione prescelto è
quello comunale con il confronto, quando possibile e/o significativo, con i dati provinciali
o regionali. Quando non è stato possibile ottenere dati comunali perché non disponibili,
sono stati utilizzati i dati provinciali.
Nella scelta degli indicatori si è cercato di privilegiare quelli comuni alle 6 realtà
territoriali coinvolte, per potere realizzare un controllo delle tendenze generali verso il
modello di sostenibilità e monitorare nel tempo l’efficacia delle scelte delle Amministrazioni, anche se non è sempre stato possibile avere serie storiche e/o livello di dettaglio
confrontabili.
Questo documento pertanto non pretende di essere un trattato esaustivo su tutte le
problematiche ambientali dell’area, ma può costituire un efficace strumento per individuarne le criticità, che possono anche derivare dall’assenza o incompletezza dei dati.
Dr.ssa Laura Fossi
12
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
D1. POPOLAZIONE
D1.1 Stato e dinamica della popolazione residente
Tra le entità che producono pressione sull’ambiente riveste notevole importanza la
realtà della popolazione nel suo stato e nella sua dinamica, in quanto a questa presenza sono associati non solo lo sfruttamento delle risorse del territorio e i cambiamenti
rispetto all’ambiente originario, ma la produzione di rifiuti, di acque reflue, le emissioni
di inquinanti in atmosfera e di rumore, la domanda di mobilità ed i conseguenti volumi
di traffico.
All’aumentare della popolazione residente e non, cresce infatti la pressione sui diversi
sistemi ambientali, anche se il determinante demografico può essere indice di degrado
ambientale anche nel caso di abbandono di un territorio; risulta quindi difficoltoso definire una relazione tra la qualità dell’ambiente e lo sviluppo demografico senza tenere
conto delle interrelazioni tra impatto e sviluppo socio-economico di un’area.
L’area dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
presenta una densità abitativa molto differenziata, in quanto si va dai 99 Ab/Kmq per
Casciana Terme (anno 2004) a Ponsacco con 671 Ab/Kmq (2004).
D1.2 Evoluzione della popolazione residente nei Comuni dell’area
1951
1961
1971
Pontedera
19.124
23.904
26.538
Bientina
3.773
3.855
4.126
Calcinaia
4.261
4.669
5.687
Casciana T
3.838
3.492
3.093
Lari
8.512
7.716
7.149
Ponsacco
6.894
8.237
10.650
FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT
Tab.D1.1: Evoluzione della popolazione residente
1981
28.008
4.912
7.194
3.129
7.311
11.701
1991
26.393
5.291
8.103
3.228
7.855
12.131
2001
24.971
6.115
8.608
3.538
8.083
12.576
2002
25.232
6.277
8.852
3.554
8.093
12.743
2003
26.421
6.407
9.053
3.605
8.151
13.062
2004
26.842
6.484
9.366
3.620
8.324
13.353
Come si può vedere dalla tabella D1.1 e da tutti i grafici successivi la tendenza nell’area di indagine a partire dal 1951 non è stata la stessa: infatti vi sono comuni come
Bientina e Calcinaia dove si ha sempre un trend in crescita ma abbastanza limitato fino
al 1971, Casciana Terme sempre abbastanza costante; mentre per Lari il trend di crescita è più evidente solo a partire dal 1991 e su Ponsacco il trend di crescita è più evidente
dal 1971; in controtendenza il comune di Pontedera, unico dell’area a avere una crescita
tra il 1951 e il 1981 e poi un successivo calo.
POPOLAZIONE AREA:
confronto censimenti 1951-2001
Ponsacco
Lari
Casciana T
Calcinaia
70.000
Bientina
60.000
Pontedera
50.000
40.000
30.000
20.000
10.000
0
1951
1961
1971
1981
1991
2001
13
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
ANDAMENTO POPOLAZIONE 1982-2001
BIENTINA
CALCINAIA
30000
CASCIANA T.
25000
LARI
PONSACCO
20000
PONTEDERA
15000
10000
5000
20
00
19
98
19
96
19
94
19
92
19
90
19
88
19
86
19
84
19
82
0
Se si osserva l’andamento della popolazione dal 1982 al 2001, si può notare infatti
come, a partire dal 1982 in tutti i comuni la popolazione sia in crescita, ad eccezione del
Comune di Pontedera dove si assiste ad una diminuzione progressiva. Se consideriamo
i singoli comuni vediamo che dal 1982 ai dati del censimento ISTAT del 2001, la popolazione è aumentata ad eccezione di Pontedera (riduzione dell’11,2 %), in percentuali dal
7,64 del comune di Ponsacco al 23,5 di Bientina.
COMUNI
ABITANTI 1982
BIENTINA
4.872
CALCINAIA
7.131
CASCIANA TERME
3.051
LARI
7.284
PONSACCO
11.688
PONTEDERA
28.175
FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT
ABITANTI 2001
6.022
8.518
3.532
8.043
12.560
25.011
VARIAZIONE IN %
+ 23,55
+19,45
+15,76
+10,44
+7,64
-11,22
Nei grafici successivi viene riassunto per ogni comune l’andamento nel periodo 19822004.
BIENTINA: popolazione residente
7.000
ABITANTI
6.000
5.000
4.000
3.000
2.000
1.000
14
0
20
0
8
19
9
6
19
9
4
19
9
2
19
9
0
19
9
8
19
8
6
19
8
4
19
8
19
8
2
0
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
CALCINAIA: popolazione residente
9 .0 0 0
8 .50 0
8 .0 0 0
7.50 0
7.0 0 0
6 .50 0
6 .0 0 0
00
20
98
19
96
19
94
19
92
19
90
19
88
19
86
19
19
19
84
4.000
3.500
3.000
2.500
2.000
1.500
1.000
500
0
82
ABITANTI
CASCIANA TERME: popolazione residente
LARI: popolazione residente
8.200
7.800
7.600
7.400
7.200
7.000
2000
1998
1996
1994
1992
1990
1988
1986
1984
6.800
1982
ABITANTI
8.000
15
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
00
20
98
19
96
19
94
19
92
19
90
19
88
19
86
19
19
19
84
12.800
12.600
12.400
12.200
12.000
11.800
11.600
11.400
11.200
82
ABITANTI
PONSACCO: popolazione residente
PONTEDERA: popolazione residente
29.000
ABITANTI
28.000
27.000
26.000
25.000
24.000
23.000
Se effettuiamo invece il confronto dell’incremento di popolazione residente anche con
i dati del 2004, si vede anche come nel comune di Pontedera, si assista ad un aumento
della popolazione residente, in controtendenza rispetto agli anni passati.
comuni
ABITANTI
1982
ABITANTI
2001
ABITANTI
2004
BIENTINA
4.872
6.022
6.484
CALCINAIA
7.131
8.518
9.366
CASCIANA TERME
3.051
3.532
3.620
LARI
7.284
8.043
8.324
PONSACCO
11.688
12.560
13.353
PONTEDERA
28.175
25.011
26.842
TOTALE AREA
62.201
63.686
67.989
FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT
Tab.D1.2: Evoluzione della popolazione residente
16
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
D1.3 Popolazione residente
La popolazione residente nell’area risulta al 2004 di 67.989 abitanti totali, nel
grafico si può vedere la suddivisione per comune: come si può vedere Pontedera, è
il primo comune dell’area, seguito da Ponsacco che comunque presenta circa metà
degli abitanti, mentre il comune meno popolato risulta Casciana Terme.
6484
ABITANTI 2004
9366
26842
3620
8324
13 3 5 3
BIENTINA
CALCINAIA
CASCIANA TERME
LARI
PONSACCO
PONTEDERA
D1.4 Densità demografica per comune
Se consideriamo la densità demografica dell’area si vede come questa sia molto diversa da un comune ad un altro: Calcinaia, Ponsacco e Pontedera presentano una densità abitativa maggiore di 500 abitanti Kmq; Lari e Casciana e Bientina compresa tra 97
e 206.
In tutti i comuni dal confronto con i dati del censimento 1991 si è avuto un aumento,
considerevole soprattutto per il comune di Calcinaia, che era già al secondo posto dopo
Ponsacco: si tratta dei comuni che, nell’area di indagine, presentano la superficie territoriale più limitata.
SUPERFICIE
Kmq
ABITANTI
2004
DENSITÀ
ABITATIVA
(Ab/Kmq):
DENSITÀ
ABITATIVA
1991
DENSITÀ
ABITATIVA
2001
BIENTINA
29,24
6484
222
176
206
CALCINAIA
14,99
9366
625
538
568
CASCIANA T.
36,44
3620
99
86
97
LARI
45,14
8324
184
171
178
PONSACCO
19,90
13353
671
605
631
PONTEDERA
45,89
26842
585
581
545
FONTE dei dati: Elaborazione da dati ISTAT
Tab.D1.3: Confronto densità abitativa 1991-2004
17
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
2004: DENSITA' DELLA POPOLAZIONE (Ab/Kmq)
700
671
625
585
600
BIENTINA
500
CALCINAIA
400
CASCIANA TERME
300
LARI
222
184
200
PONSACCO
99
100
PONTEDERA
0
1
Se invece confrontiamo la densità dei singoli comuni con i valori medi della provincia
e della regione Toscana, se si escludono Lari e Casciana, tutti gli altri Comuni hanno una
densità media maggiore di quella media della provincia di Pisa (216) ma soprattutto
molto maggiore rispetto alla media regionale toscana (147).
DENSITÀ DEMOGRAFICA
COMUNI
2004
BIENTINA
222
CALCINAIA
625
CASCIANA TERME
99
LARI
184
PONSACCO
671
PONTEDERA
585
Provincia di Pisa
216
Regione Toscana
147
FONTE dei dati: Evoluzione della popolazione
residente
Tab. D1.4: Confronto densità abitativa comuni
dell’area, Provincia di Pisa e Regione Toscana
Concludendo quindi la popolazione è senza dubbio un determinante importante in
tutta l’area di riferimento non solo come presenza antropica, che come risulta dalle considerazioni precedenti è sicuramente rilevante nell’utilizzo delle risorse del territorio e
nella produzione di impatti, ma anche come diffusione di attività ad essa collegate.
18
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
I- ACQUE
ABSTRACT
Lo stato della risorsa idrica viene analizzato sulla base dei dati relativi al monitoraggio
sistematico (chimico e biologico) dei principali corsi idrici che interessano il territorio effettuate dall’ARPAT nel corso degli ultimi anni. Il quadro relativo allo stato della risorsa
è completato da alcuni dati sull’approvvigionamento della risorsa idrica forniti da ASL
sulla qualità delle acque e sui risultati dei controlli degli acquedotti e da dati inerenti
le caratteristiche ed i livelli di copertura delle reti idriche (acquedotti e fognature) e del
servizio di depurazione, anche se tali dati non risultano comunque essere molto aggiornati. Le pressioni esercitate dalle attività umane sulla risorsa idrica vengono esaminate
sia per quanto attiene agli aspetti quantitativi (prelievi e consumi); gli indicatori di risposta, infine, consentono di introdurre le principali politiche attuate e/o programmate per
il miglioramento dei servizi idrici e per l’implementazione del sistema di monitoraggio
della risorsa.
INDICATORI DI STATO
I-S1 Rete acquedottistica
I-S2 Approvvigionamento
I-S3 Depurazione e rete fognaria
I-S4 Qualità Acque superficiali
I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque
I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E.
I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli)
I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE)
I-S5 Qualità acque per consumo umano
I-S5.1 Qualità acque potabili
I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.258/00)
INDICATORI DI PRESSIONE
I-P1 Consumi e fabbisogni idrici
I-P1.2 Consumi idrici
I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite
I-P2 Prelievi da acque sotterranee
I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterrane e superficiali
INDICATORI DI RISPOSTA
I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica
D.8 ACQUA
19
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
I-S1 Rete acquedottistica
Il dato sulle acque riportato nel Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa, relativo al SEL Valdera, indica che la rete acquedottistica copre circa il 91% della popolazione. Dai dati resi disponibili dal Comune di Ponsacco lo sviluppo complessivo delle reti
di distribuzione acquedottistica è di circa 45 km con la maggior parte delle tubazioni in
acciaio e soprattutto in fibrocemento (il cui uso è ormai vietato dalle normative vigenti in
relazione alla pericolosità per la salute degli operatori) e in misura minore in polietilene,
ghisa e pvc. Tale stato di conservazione della rete di distribuzione comporta sicuramente perdite, un elevato rischio di contaminazione dall’esterno (con conseguente necessità
di un maggiore ricorso alla disinfezione delle acque convogliate). Secondo i dati pubblicati dall’ATO 2 la rete di distribuzione idrica del Comune di Pontedera è lunga circa 114
km e serve il 95% della popolazione. In generale comunque la Rete idrica, soprattutto
per quel che riguarda le strutture più datate, manifesta alcuni elementi di fragilità legati
al cattivo stato di conservazione; questo fattore comporta una perdita della risorsa idrica
lungo la rete che non è quantificata per i singoli Comuni, ma che per il comprensorio
della Valdera è stimato dall’ARPAT intorno al 29%. Si riportano nella tab.I.1 i dati relativamente alla lunghezza della rete acquedottistica e alla popolazione servita nell’area,
ricavati dai dati dell’ATO2.
Comune
RETE ACQUEDOTTO
Lunghezza Rete (Km)
Popolazione servita %
Bientina
31
Calcinaia
16
Casciana Terme
55
Lari
64
Ponsacco
45
Pontedera
114
FONTE dei Dati: ATO 2
Tab.I.1: Caratteristiche della rete acquedottistica e popolazione servita
90
91
80
82
98
95
I-S2 Approvvigionamento
Le acque destinate all’uso potabile sono quasi esclusivamente prelevate dalle acque
sotterranee. Dai dati della società ACQUE SpA, risulta che l’approvvigionamento idrico
dei comuni di Bientina e Calcinaia è assicurato dall’acqua di falda delle Cerbaie che in
parte approvvigiona anche il comune di Pontedera. In particolare il Comune di Bientina
è approvvigionato dalla centrale Bientina 1 che preleva l’acqua da circa 20 pozzi, la cui
profondità è compresa nell’intervallo 40 ÷ 100 m rispetto al piano campagna. Lo strato
di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo
è microbiologicamente pura. La quantità di sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso di
mineralizzazione medio. Per conservare le buone caratteristiche microbiologiche originali nella rete di distribuzione è aggiunto biossido di cloro.
Il Comune di Pontedera è approvvigionato dal campo pozzi che alimenta la centrale
Bientina 2 integrato da quelli di Paduletta e Montecalvoli, sono attivi poi altri due impianti: Bercino, che rifornisce la frazione La Rotta, e Treggiaia, a servizio dell’omonima
località e degli abitati di Romito e Montecastello. L’acqua distribuita nel Comune di Casciana Terme proviene dalla centrale Lavaiano, approvvigionata con 5 pozzi perforati nei
20
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
dintorni della centrale, integrata con risorse locali, i gruppi di sorgenti Doccia e Doccino,
Ecina, Barani e Norci. Quella di Lari, proviene esclusivamente dalla centrale Lavaiano. I
pozzi hanno in genere una profondità di circa 50 m rispetto al piano campagna; lo strato
di argilla, che separa dalla superficie quello di ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo
è microbiologicamente pura. La quantità di sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso
di mineralizzazione medio. Sempre per cause naturali sono presenti ferro e manganese
che sono eliminati durante il trattamento. Per conservare le buone caratteristiche microbiologiche iniziali nella rete di distribuzione è aggiunto ipoclorito. L’acqua distribuita
nel Comune di Ponsacco proviene dalla centrale Perignano, approvvigionata con 9 pozzi
perforati nei dintorni della centrale. I pozzi hanno in genere una profondità di circa 35
m rispetto al piano campagna; lo strato di argilla, che separa dalla superficie quello di
ghiaia e sabbia in cui scorre l’acqua, assicura un’ottima protezione da episodi di inquinamento, tanto che l’acqua del sottosuolo è microbiologicamente pura. La quantità di
sali disciolti, la cui presenza è dovuta esclusivamente a cause naturali per la solubilizzazione di rocce e minerali, indica un tasso di mineralizzazione medio. Sempre per cause
naturali sono presenti ferro e manganese che sono eliminati durante il trattamento. Per
conservare le buone caratteristiche microbiologiche iniziali nella rete di distribuzione è
aggiunto ipoclorito.
Non è possibile effettuare un bilancio idrico, perché non sono stati resi disponibili i dati
relativi ai consumi reali delle utenze (fatturato). Inoltre queste valutazioni non tengono
conto della rete acquedottistica di distribuzione che per varie problematiche (perdite,
interruzione dei pompaggi per la cattiva qualità delle acque, ecc.) potrebbe non garantire il sufficiente quantitativo di acqua necessaria agli approvvigionamenti idrici comunali.
Inoltre lo stato attuale della rete acquedottistica non permette di discriminare il tipo di
consumo (civile, industriale) non essendoci distinzione tra le fonti da cui viene attinta
l’acqua e soprattutto perché non esiste una divisione nella distribuzione di tali acque.
I-S3 Depurazione e rete fognaria
Il dato riportato nel Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa, relativo al sistema delle reti fognarie indica una copertura media di circa il 73% della popolazione e
grazie alla presenza di numerosi piccoli impianti di depurazione, la copertura del servizio
depurativo si mantiene in media al di sopra del 60%, con punte significative che superano il 90% nei comuni di Pontedera e di Ponsacco; sono tuttavia presenti piccoli nuclei
sparsi dove l’unico processo depurativo rimane spesso legato alla presenza di fosse
biologiche/settiche. Si riportano nelle tab. I.2 e I.3 i dati relativamente alla lunghezza
della rete fognaria e alla percentuale di popolazione servita oltre alle caratteristiche degli
impianti di depurazione presenti nell’area, ricavati dai dati dell’ATO2.
Comune
RETE FOGNARIA
Lunghezza Rete (Km)
Popolazione servita %
Bientina
13
Calcinaia
23
Casciana Terme
10
Lari
24
Ponsacco
19
Pontedera
80
FONTE dei Dati: ATO 2
Tab - I.2: Caratteristiche della rete fognaria e popolazione servita
61
74
57
54
98
94
21
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Si ritiene opportuno sottolineare che in mancanza del dato relativo ai consumi
idrici (fatturato), non è stato possibile fare un bilancio idrico e di conseguenza
neanche stimare precisamente la capacità depurativa espressa in portata idrica. Si
tratta prevalentemente di una rete mista. La popolazione non servita dalla rete è
costituita prevalentemente da residenti in case sparse difficilmente raggiungibili a
causa della morfologia del terreno e degli insediamenti.
In tutta l’area comunque la rete fognaria soprattutto per quel che riguarda le parti
più datate, manifesta elementi di fragilità legati al cattivo stato di conservazione.
Per quanto riguarda Ponsacco, il centro abitato di Val di Cava conferisce i propri reflui
al depuratore ubicato in loc. Romito nel Comune di Pontedera: a tal proposito non è possibile fare alcuna valutazione per mancanza di dati. Per quanto riguarda la depurazione
il territorio comunale di Pontedera, ospita sette impianti di depurazione uno dei quali,
ubicato presso I Pardossi, appartiene alla rete fognaria di Calcinaia ed è proprietà del
medesimo Comune. il Comune di Pontedera dispone di un sistema di impianti di depurazione unico nel SEL della Valdera che consente coprire più del 90% della popolazione
residente.
Dopo il Comune di Ponsacco, che però conta molti meno residenti ed una rete fognaria
ben minore (solo 19 km contro gli 80 di Pontedera) si tratta della percentuale di depurazione più alta dell’area di indagine.
DEPURAZIONE
Comune
Potenzialità di progetto
Ab.Eq
Potenzialità effettiva
Ab.Eq
COPERTURA %
popolazione servita
Bientina
6.000
-
62
Calcinaia
8.000
6.000
73
Casciana Terme
3.000
2.500
57
Lari
2.800
2.500
33,5
Ponsacco
13.000
11.000
97
Pontedera
23.300
22.900
89,5
FONTE dei Dati: ACQUE SpA e ATO 2
Tab.I.3: Caratteristiche degli impianti di depurazione e popolazione servita
I-S4 Qualità Acque superficiali
I corsi d’acqua che attraversano i Comuni dell’area di indagine per i quali l’ARPAT
effettua il monitoraggio della qualità sono il Fiume Arno, il Fiume Era e il fiume Serezza
Nuova.
Per quel che concerne il Fiume Arno si ha una diffusa condizione di criticità che inizia nell’aria fiorentina e si mantiene pressoché invariata fino alla foce dell’Arno. Per il
Fiume Era, invece, pur considerando che si tratta di un corso d’acqua a regime molto
variabile e che, conseguentemente, ha una scarsa predisposizione all’autodepurazione
nei mesi di magra, in corrispondenza della stazione di San Quirico, i valori misurati dei
vari parametri chimico-fisici, non evidenziano la presenza di situazioni rilevanti di inquinamento mentre in corrispondenza della stazione di Pontedera, la situazione è peggiore.
In generale le fonti inquinanti, che soprattutto nei mesi più caldi, producono condizioni
di fragilità sono legate agli effluenti reflui civili e ad alcune attività agricole-zootecniche
e produttive.
22
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
I-S4.1 Monitoraggio della Qualità delle acque
Per una valutazione complessiva dello stato dei corsi d’acqua viene utilizzato l’indice
SECA, (LIVELLO 1-elevato, 2-buono, 3-sufficiente, 4-scadente, 5- pessimo) ottenuto
dall’analisi congiunta dell’indice di inquinamento dei macrodescrittori (LIM) determinato
attraverso le tradizionali analisi chimico - fisiche e dell’indice biotico esteso (IBE) che
si basa su indicatori biologici; per la classificazione viene considerato il valore peggiore
tra i due indici. Il Rapporto Stato Ambiente 2003 della provincia di Pisa, pur non avendo
a disposizione serie di dati storiche per il fiume Era, indicava per il periodo 1986-2001
valori dei parametri chimico- fisici che non evidenziavano situazioni rilevanti di inquinamento.
Nello stesso periodo il livello di qualità dell’Arno si era mantenuto costantemente su
livelli scadenti che rimangono stabili prima e dopo il punto di intersezione con il fiume
Era. Da evidenziare che il bacino dell’Arno, presentava diversi punti critici per il raggiungimento dei requisiti minimi previsti per legge entro il 2008 (fonte Regione Toscana
- Segnali Ambientali 2005). I dati sullo stato ecologico (SECA) per il bacino dell’Arno,
pubblicati sul sito ARPAT Toscana e relativi all’anno 2002, erano i seguenti:
Fiume Era: presso S.Quirico SECA= 3 – presso Pontedera SECA= 5
Fiume Arno:presso Calcinaia – indice SECA= 4
Per quanto riguarda il periodo 2004 e 2005, per la qualità delle acque superficiali vengono presi in esame i dati, forniti dal Dipartimento Provinciale A.R.P.A.T. di Pisa, relativi
al monitoraggio qualitativo delle risorse idriche superficiali effettuato nel corso degli
ultimi anni (ai sensi del D.Lgs.258/00), allo scopo di delineare un quadro dello stato di
salute degli stessi.
Nelle tabelle e paragrafi successivi vengono sintetizzati i risultati del sistematico monitoraggio effettuato dal dipartimento di Pisa sui corsi d’acqua di interesse e come sintesi, viene riportato, per ogni punto di monitoraggio e per ogni parametro chimico-fisico,
microbiologico e biologico rilevato, il giudizio sintetico di qualità, stimato da A.R.P.A.T.
ai sensi del D. Lgs. 258/00.
I-S4.2 Qualità biologica acque superficiali con il metodo I.B.E.
Il parametro biologico I.B.E., (Indice Biotico Esteso), esprime lo stato di salute del
corso d’acqua attraverso il rilevamento ed il censimento delle comunità di macroinvertebrati che vivono nei corsi d’acqua. Consente pertanto di valutare eventuali modificazioni
intervenute nell’ecosistema a causa di sorgenti inquinanti, attuali o pregresse, o da
alterazioni di tipo fisico-chimico, sia naturali che artificiali, tali da indurre variazioni biologiche quantitative (presenza –assenza) e qualitative (ricchezza in Unità Sistematiche
dei macroinvertebrati) sulla vita del corso d’acqua.
La qualità biologica dei fiumi Era, Arno e Serezza Nuova è stata pertanto valutata
utilizzando l’Indice Biotico Esteso (I.B.E.); i dati sono relativi a quattro periodi di monitoraggio distinti: primavera, estate, autunno e inverno per gli anni 2004-2005 e solo
inverno per il 2006. Di seguito vengono elencate le classi di qualità che si ottengono
dalla valutazione dell’indice e il giudizio di qualità del corso d’acqua ad esse associato.
Classi di qualità
Giudizio di qualità
Classe I
Ambiente non alterato in modo sensibile
Classe II
Ambiente con moderati sintomi di alterazione
Classe III
Ambiente alterato
Classe IV
Ambiente molto alterato
Classe V
Ambiente fortemente degradato
23
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IBE 2004 (Dati ARPAT)
PUNTI DI PRELIEVO
INVERNO
PRIMAVERA
ESTATE
AUTUNNO
CLASSE
ARNO P.te di Calcinaia
III
III
III-IV
IV
ERA P.te di Pontedera
IV
IV
IV
IV
ERA S. Quirico P.te per Ulignano
II
I
II
II
EMISSARIO Fornacette
IV
III
III
IV
ESTATE
AUTUNNO
IBE 2005 (Dati ARPAT)
PUNTI DI PRELIEVO
INVERNO
PRIMAVERA
CLASSE
ARNO P.te di Calcinaia
IV
III
IV
Non campionabile
ERA P.te di Pontedera
IV
IV
IV
Non campionabile
ERA S. Quirico P.te per Ulignano
II
II
II
II-III
EMISSARIO Fornacette
IV
III-IV
III-IV
IV
ESTATE
AUTUNNO
IBE 2006 (Dati ARPAT)
PUNTI DI PRELIEVO
INVERNO
PRIMAVERA
CLASSE
ARNO P.te di Calcinaia
IV
ERA P.te di Pontedera
IV
ERA S. Quirico P.te per Ulignano
II
EMISSARIO Fornacette
IV-III
Come si può vedere dai risultati, il valore dell’IBE, ad eccezione del fiume Era nella
stazione di S. Quirico P.te per Ulignano che, come gia rilevato nel periodo precedente,
presenta solo modesti sintomi di alterazione, sia nell’Arno, che nel Serezza Nuova che nell’altro punto di campionamento sull’Era, è sempre compreso tra III e IV; pertanto si hanno
evidenti segni di inquinamento, come già rilevato da ARPAT negli anni precedenti.
I-S4.3 Macrodescrittori (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli)
I macrodescrittori sono costituiti dai parametri: % di saturazione in ossigeno, BOD5,
COD, azoto ammoniacale (N-NH4), azoto nitrico (N-NO3), fosforo totale (P totale),
Escherichia Coli. Nella tabella I.4, vengono riportati, per ogni parametro definito dalla
normativa come “macrodescrittore” (atto ad esprimere la capacità autodepurativa del
corso d’acqua), i valori forniti da ARPAT di Pisa per il 2004.
Dall’analisi congiunta di tali parametri (Macrodescrittori) più i risultati dell’IBE (indice biotico esteso) si arriva alla definizione dell’indice SECA (Stato Ecologico del Corso
d’Acqua).
24
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Azoto
Azoto
Fosforo
E. coli
BOD5
COD
ammoniacale
nitrico
totale
(UFC/100
(O2 mg/L) (O2 mg/L)
(N mg/L)
(N mg/L) (P mg/L)
mL)
CORPO
IDRICO
STAZIONE
NOME
O2
%
FIUME
ARNO
FIUME ARNO
STAZIONE DI
CALCINAIA
101,3
2,5
22,175
0,7
3,025
0,2275
967,5
FIUME
ERA
FIUME ERA
LOCALITÀ S.
QUIRICO-PONTE
PER ULIGNANO
98,7
2,5
18,775
0,72
2,45
0,075
570
FIUME
ERA
FIUME ERA
P.TE PONTEDERA
91,95
2,5
20,25
0,73
2,975
0,1725
19000
FIUME
SEREZZA
NUOVA
EMISSARIO
FORNACETTE
77
3,275
26,375
1,0725
2,025
0,255
26000
FONTE dei Dati: ARPAT Pisa
tabella I.4: Valore dei macrodescrittori (2004)
I-S4.4 SECA (O2, BOD5, COD, NH3, NO3, P tot, E coli, IBE)
Come già detto, una valutazione complessiva dello stato dei corsi d’acqua viene utilizzato l’indice SECA, ottenuto dall’analisi congiunta dell’indice di inquinamento dei macrodescrittori (LIM) determinato attraverso le tradizionali analisi chimico- fisiche e dell’indice biotico esteso (IBE) basato su indicatori biologici e considerando il valore peggiore tra
i due. A determinati valori dell’Indice Biotico Esteso è i associata una Classe di Qualità,
variabile da 1 a 5, espressa in numeri romani. Il livello di qualità dei Macrodescrittori
viene espresso con un numero variabile da 1 a 5, con qualità che peggiora all’aumentare
del livello. Nella tabella I.5 vengono sintetizzati i risultati del monitoraggio effettuato
dal dipartimento di Pisa sui corsi d’acqua di interesse e come sintesi, viene riportato, il
giudizio sintetico di qualità, stimato da ARPAT ai sensi del D. Lgs. 258/00 relativamente
all’anno 2004.
CORPO
IDRICO
STAZIONE NOME
LIM classe
LIM valore
FIUME ARNO
STAZIONE DI CALCINAIA
3
180
III
6
3
FIUME ERA
LOCALITÀ S. QUIRICO
PONTE PER ULIGNANO
3
200
II
9
3
FIUME ERA
P.TE PONTEDERA
3
130
IV
5
4
4
110
IV
5
4
FIUME SEREZZA NUOVA EMISSARIO FORNACETTE
IBE classe IBE valore
SECA
FONTE dei Dati: ARPAT Pisa
Tab. I.5 : Indice SECA (2004)
Come si può vedere dai risultati riportati in tabella, l’indice SECA è 3 nel fiume Era
presso la stazione di Calcinaia e nell’Arno in loc. S. Quirico, mentre è 4 nel fiume Era
al ponte di Pontedera e nel Serezza Nuova in corrispondenza dell’emissario Fornacette.
Tale valore rappresenta in maniera sintetica lo stato di qualità ecologica alterata, come
già accennato dei corsi d’acqua dell’area.
25
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
I-S5 Qualità acque per consumo umano
Il D.L. 31/01 relativo alle acque destinate al consumo umano, riguarda tutte le acque
trattate o non trattate, destinate a uso potabile o per altri usi domestici (fornite tramite
rete di distribuzione, cisterne, bottiglie o in contenitori), tali acque vengono definite
salubri se:
• non contengono microrganismi e parassiti, ne altre sostanze, in quantità o concentrazioni tali da rappresentare un potenziale pericolo per la salute umana;
• soddisfano i requisiti minimi indicati nell'allegato I (parte A - parametri microbiologici,
parte B - parametri chimici).
Di seguito riportiamo i punti in cui i valori devono essere rispettati:
• per le acque fornite attraverso una rete di distribuzione, nel punto, all'interno di locali
o stabilimenti, in cui queste fuoriescono dai rubinetti, di norma utilizzati per il consumo umano; (si considera che i gestori abbiano adempiuto agli obblighi quando si
possa dimostrare che l'inosservanza dei valori di parametro è dovuta all'impianto di
distribuzione domestico o alla sua manutenzione, fatta eccezione per gli edifici e le
strutture in cui l'acqua è fornita al pubblico, quali scuole, ospedali ecc.);
• per le acque fornite da una cisterna, nel punto in cui queste fuoriescono dalla medesima;
• per le acque confezionate in bottiglie o contenitori destinati alla vendita, nel punto in
cui sono imbottigliate o introdotte nei contenitori.
I-S5.1 Qualità acque potabili
I riferimenti legislativi per la qualità delle acque potabili sono :
1) D.L. n. 31 del 2.2.2001 “Attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità
delle acque destinate al consumo umano”
2) D.L. n. 27 del 2.2.2002 “Modifiche ed integrazioni al decreto 2 Febbraio 2001 n. 31,
recante attuazione della Direttiva 98/83/CE relativa alla qualità delle acque destinate al
consumo umano”.Si riportano nella successiva tabella i dati come forniti dalla azienda
ASL 5 di Pisa, relativamente ai controlli effettuati nel periodo 2003-2005; i dati in tabella
riguardano le misurazioni dove i parametri di legge sono stati superati. I dati si riferiscono solamente ai comuni di Calcinaia, Casciana Terme, Lari e Pontedera. Nell’ultima
colonna viene riportato il primo campione rientrato nella norma.
DATA
PRELIEVO
COMUNE
PUNTO DI
PRELIEVO
ACQUEDOTTO
PARAMETRO OLTRE LIMITE
16 giugno
2003
Pontedera
Fontanella
frazione La Rotta
via T. Romagnola
Bercino
Carica batterica a 22°C - 12
U.F.C/1 ml
Carica batterica a 36°C - 40
U.F.C./1 ml
16 giugno
2003
Pontedera
Fontanella
frazione Il Romito
via Dini
Treggiaia
Carica batterica a 22°C - 98
U.F.C/1 ml
Carica batterica a 36°C - 10
U.F.C./1 ml
16 giugno
2003
Pontedera
Fontanella
Montecastello
piazza La Porta
Treggiaia
Carica batterica a 36°C - 12
U.F.C./1 ml
26
LIMITE
L.283/1988
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
NELLA
NORMA
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
DATA
PRELIEVO
COMUNE
PUNTO DI
PRELIEVO
16 giugno
2003
23 giugno
2003
ACQUEDOTTO
PARAMETRO OLTRE LIMITE
Pontedera
Fontanella
frazione La
Rotta via Tosco
Romagnola
Treggiaia
Carica batterica a 22°C - 10
U.F.C/1 ml
Carica batterica a 36°C - 1
U.F.C./1 ml
Casciana
Terme
Fontanella loc.
Parlascio via del
Masso
Lavaiano
Carica batterica a 22°C 30
U.F.C/1 ml
Lari
Fontanella via IV
novembre
Lavaiano
Carica batterica a 22°C - 22
U.F.C/1 ml
Carica batterica a 36 °C - 24
U.F.C./1 ml
10 luglio
2003
Pontedera
Fontanella piazza
Trieste
Cerbaie
Carica batterica a 22°C – 30
U.F.C./1 ml
Carica batterica a 36 °C – 23
U.F.C./1 ml
10 luglio
2003
Pontedera
Fontanella
frazione I Fabbri,
campo sportivo
Treggiaia
Carica batterica a 22°C - 27
U.F.C/1 ml
Carica batterica a 36°C - 38
U.F.C./1 ml
20 maggio
2005
Casciana
Terme
Fontanella loc.
Collemontanino
Lavaiano
25 luglio
2005
Calcinaia
Fontanella
deposito
Montecchio
Cerbaie
Nichel (Ni) 33 microg/l
25 luglio
2005
Lari
Fontanella
deposito Boschi
di lari
Lavaiano
Nichel (Ni) 145 microg/l
23 giugno
2003
Trialometani 39,1 microg/l
LIMITE
L.283/1988
NELLA
NORMA
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
0 U.F.C/1 ml
30 microg/l
20 microg/l
20 microg/l
31-07-2003
31-07-2003
19-08-2003
19-08-2003
25-08-2005
25-08-2005
25-08-2005
FONTE dei dati: Azienda ASL 5 PISA
I-S5.2 Qualità acque destinate al consumo umano (D.Lgs.152/06)
In questo paragrafo vengono presi in esame i dati inerenti la classificazione delle
acque destinate alla produzione potabile, effettuata dalla Regione Toscana ai sensi del
D.P.R. 515/82, poi sostituito dalle disposizioni del D.Lgs 258/00 e allo stato attuale dal
T.U. 152/2006.
Tale decreto, in quanto testo di legge cardine in materia di tutela delle acque dall’inquinamento, prevede infatti una specifica classificazione delle acque destinate all’approvvigionamento potabile in classi di qualità (A1, A2, A3, >A3), definite sulla base delle caratteristiche chimico-fisiche e microbiologiche delle acque monitorate. In base alla classe di
qualità di appartenenza, si rendono necessari determinati trattamenti di potabilizzazione.
Dai dati ricavati dal “Profilo e Immagine di Salute della Valdera” – Società della Salute
della Valdera e ASL5 Zona Valdera (2005), sulle caratteristiche delle acque destinate ai
prelievi, risulta che i controlli effettuati dal Dipartimento Prevenzione sull’acqua potabile
nell’anno 2004 hanno visto la piena attuazione della nuova normativa in materia.
27
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
I campioni effettuati, ridotti per numero per effetto della nuove disposizioni legislative
(200 prelievi per l’anno 2004), hanno sostanzialmente confermato il mantenimento nel
tempo dei parametri microbiologici dell’acqua erogata, mentre in relazione ai parametri
chimici, è stato in qualche occasione rilevato un superamento, seppur di modesta entità,
del parametro organo clorurati.
La presenza di questi inquinanti, che si producono per effetto di reazione chimica in
occasione di disinfezioni dell’acqua con prodotti a base di cloro, induce ad una specifica
attenzione sui sistemi di disinfezione utilizzati per la potabilizzazione dell’acqua.
INDICATORI DI PRESSIONE
I-P1 Consumi e fabbisogni idrici
La Toscana ha suddiviso il territorio regionale nei seguenti Ambiti: ATO 1 Toscana
Nord, ATO 2 Basso Valdarno, ATO 3 Medio Valdarno, ATO 4 Alto Valdarno, ATO 5 Toscana
Costa , ATO 6 Toscana Ombrone.
I Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera ricadono
nell’ATO n° 2 – Basso Valdarno, gestita attualmente dalla società “Acque S.p.A. ”.
Dai dati emergono che in alcuni Comuni prevale la componente industriale ed artigianale (Pontedera, Calcinaia e Ponsacco) ed altri ancora che, insieme ad un recente
sviluppo industriale, mantengono una notevole componente rurale (Lari ).
Per quel che concerne la disponibilità di risorsa idrica, “Acque S.p.A.”, afferma che, ad
eccezione di alcune settimane estive e nell’ottica di bilancio complessivo dell’intero ATO
2, la richiesta attuale viene soddisfatta.
Nell’ATO vi sono Comuni nei quali il bilancio idrico è in passivo, tra i quali è Pontedera,
ed altri nei quali è in forte attivo (il principale dei quali è Bientina); la creazione delle
AATO ha avuto come obbiettivo primario proprio quello di superare i limiti amministrativi
comunali per considerare la risorsa acqua nella sua complessità.
I-P1.2 Consumi idrici
I dati relativi ai consumi idrici rilevati sono stati forniti dall’ente Gestore del servizio
idrico (Acque S.p.A.), poiché i dati forniti si riferiscono solo all’anno 2005 non è stato
possibile delineare il trend dei consumi idrici.
I dati riportati in tabella I.5, mostrano la ripartizione dei consumi idrici per tipologia di
utenza, tra usi domestici e usi “speciali”, che comprendono sia gli usi civili non domestici
e gli usi assimilabili a civili, sia gli usi industriali ed agricoli (presenti nel 2005 solo per
il comune di Ponsacco).
2005
PONTEDERA
BIENTINA
CALCINAIA
LARI
1.294.010
320.825
464.621
320.675
589.933
174.221
Civile Abitazione Non
Residente
45.161
9.881
14.670
11.007
18.099
4.976
Altri Usi
35.220
16.706
14.517
6.015
17.776
10.389
Artigiani
1.303
1.403
712
878
1.979
48
Civile Abitazione
PONSACCO CASCIANA TERME
Cantiere
2.379
3.512
1.611
41
1.866
475
Commercio
16.389
7.548
10.186
2.678
12.538
703
Industria Alberghiera
2.558
0
0
0
45
28
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
2005
PONTEDERA
BIENTINA
CALCINAIA
LARI
Industria Manifatturiera
4.793
2.212
1.227
638
Uffici Vari
PONSACCO CASCIANA TERME
1.390
63
4.585
444
1.100
1.044
3.585
73
Uso Non Domestico
355.475
58.409
78.114
25.026
56.165
34.350
Utenze Pubbliche
77.467
10.441
8.093
14.531
18.788
9.710
523
0
0
0
0
0
Uso Allevamento
0
457
628
526
567
912
Uso Agricolo
0
0
0
0
194
0
Uso Attività Produttive
0
0
0
0
0
9.653
1.839.863
431.838
595.479
383.059
722.925
245.573
Autoconsumi
TOTALE
FONTE dei Dati: ACQUE SpA
Tab.I.5:Consumi idrici suddivisi per utenze (mc)
Si osserva la netta predominanza degli usi domestici rispetto a quelli speciali. In base
a quanto emerge dai dati, inoltre, l’incidenza sugli usi speciali delle utenze industriali
ed agricole risulta piuttosto scarsa. Se ne deduce pertanto che il fabbisogno per tali usi
possa essere in gran parte coperto da prelievi idrici autonomi (pozzi e derivazioni da
acque superficiali).
I-P1.2.1 Consumi idrici pro-capite
A partire dai dati di consumo complessivo e di consumo per soli usi domestici, è possibile stimare (tab. I.6) il consumo idrico pro-capite (anno di riferimento 2005), riferito
alla popolazione servita. Si osserva che il consumo pro-capite per usi domestici risulta
inferiore alla dotazione minima (150 l ab/g) assunta quale fabbisogno idrico da garantire
ai sensi di legge.
Comune
2005
mc
Mc/abitante/anno
Consumo/giorno
Bientina
330.706
51,0
139,7
Calcinaia
479.291
51,2
140,2
Casciana Terme
179.197
49,5
135,6
Lari
331.682
39,8
109,2
Ponsacco
608.032
45,5
124,8
Pontedera
1.339.171
49,9
136,7
FONTE dei Dati: ACQUE SpA
Tab.I.6:Consumi idrici procapite
I-P2 Prelievi da acque sotterranee
Lo sfruttamento delle risorse idriche sotterranee è un problema che solo nel recente
passato è stato affrontato in termini quantitativi.
Le normative statali e regionali che si sono succedute a partire dagli anni ’70, a partire
dalla L. 319/76, hanno permesso di affrontare la complessa questione della gestione
delle risorse idriche sotterranee, nonostante nel nostro Paese fosse da tempo in vigore
una complessa ed articolata norma come il Regio Decreto n°1775 del 1933, peraltro
ancora vigente.
29
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Infatti fino a quando tutte le risorse idriche sotterranee non sono state dichiarate pubbliche, lo sfruttamento delle acque di sottosuolo è stato praticamente incontrollato.
E’ stato necessario attendere più di 50 anni per arrivare ad una serie di provvedimenti
legislativi (Dlgs 275/93, L. 36/94 e Dlgs 258/00) attraverso i quali si è potuto da una
parte incrementare le conoscenze sugli approvvigionamenti idrici autonomi, strutturando un archivio dei punti di prelievo esistenti, e dall’altra estendere a tutte le acque
sotterranee l’obbligo della concessione sugli attingimenti.
Le acque superficiali facenti parte del demanio idrico, ai sensi del RD. 1775/1933,
possono essere attinte o derivate per i fabbisogni della comunità (irriguo, domestico,
produttivo etc). La norma prevede nello specifico due casi ben distinti:
Attingimenti: provvedimenti autorizzativi a carattere temporaneo si riferiscono a permessi di prelievo di acque superficiali che si esauriscono nel corso di un anno. Il richiedente non può avvalersi di tale prerogativa per più di 5 volte.
Derivazioni: sono concessioni pluriennali della durata massima di 30 anni.
Il provvedimento di concessione è rilasciato se non pregiudica il mantenimento o il
raggiungimento degli obiettivi di qualità definiti per il corso d’acqua interessato e se
è garantito il minimo deflusso vitale, tenuto conto delle possibilità di utilizzo di acque
reflue depurate o di quelle provenienti dalla raccolta di acque piovane, sempre che ciò
risulti economicamente sostenibile.
Questi i principi della normativa; nella realtà, come noto si assiste viceversa, ad un
intenso sfruttamento che spesso determina una drastica riduzione del deflusso a detrimento dei minimi indispensabili per garantire condizioni accettabili per gli ecosistemi
acquatici.
Il sottosuolo del territorio del Comune di Pontedera, ospita due acquiferi molto diversi
tra loro:
• Un acquifero più superficiale, di tipo freatico, che si trova ad una profondità di 6/7
metri rispetto al piano di campagna, alimentato dalle precipitazioni atmosferiche, ha
oscillazioni da 1 a 6 metri a seconda delle zone ed è contenuto in terreni mediamente
permeabili, per cui risulta vulnerabile, poco produttivo e caratterizzato da una lenta
capacità di ricarica. Segue generalmente la pendenza orografica della Valdera e della
valle dell’Arno per cui ha una direzione di flusso che va da Sud-Est a Nord-Ovest. In
prossimità dei centri abitati minori e dei casolari isolati la falda freatica è sfruttata per
usi agricoli e domestici da numerosi pozzi a sterro. A fronte di una situazione naturale
che già presenta originariamente elementi di fragilità si aggiungono forti elementi di
criticità quando la ricarica non riesce a supportare gli emungimenti ai quali è sottoposta, per cui le trasformazioni dovranno essere condizionate ad una limitazione del
prelievo idrico.
• Un acquifero di tipo artesiano più basso con profondità che vanno da -25/30 m in
prossimità del limite Est della piana dell’Era a profondità di 90/100 m presso alcune
ramificazioni dei depositi del Fiume Arno. Questo acquifero viene sfruttato da pochi
pozzi ad uso idropotabile gestiti da “Acque S.p.A.” (presso Il Bercino a La Rotta,
presso Mercatale e Pescine a Treggiaia), da alcuni pozzi artesiani utilizzati a scopi
industriali (10 dei quali all’interno dello stabilimento Piaggio) e da altri pozzi artesiani
ad uso agricolo che recentemente, in conseguenza delle pratiche estensive diffuse in
agricoltura, hanno sostituito i tradizionali pozzi a sterro. Per quel che concerne questa
falda si può parlare di una complessiva condizione di criticità, anche considerando,
che nel complesso l’approvvigionamento idropotabile del Comune di Pontedera è garantito principalmente dai prelievi effettuati dal rilievo delle Cerbaie e dal Padule del
Bientina.
30
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
A questi due acquiferi principali si aggiungono alcune falde di tipo misto presenti sulle
colline che alimentano alcuni pozzi ad uso idropotabile locale o alcune piccole sorgenti
stagionali.
I-P2.1 Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranee e superficiali
Si riportano nella successiva tabella I.7 i dati sui prelievi idrici autorizzati forniti dalla
Provincia di Pisa. Come si può vedere il maggior consumo di acque sotterranee è quello
relativo alle utenze diverse dal domestico, ad eccezione del comune di Cascina Terme;
per gli altri comuni e in particolare per il comune di pontedera tali prelievi risultano essere molto consistenti.
Per i prelievi per uso domestico, i comuni di Pontedera, Ponsacco e Lari, si trovano
al primo posto. Per quanto riguarda derivazioni e attingimenti da acque superficiali, il
comune di Bientina è al primo posto; ad esclusione del Comune di Pontedera, per le
derivazioni gli altri comuni non hanno praticamente derivazioni e attingimenti.
Comune
Pozzi domestici
Pozzi diversi dal
domestico
Pontedera
169.000
1.644.902
2.805
0
Ponsacco
150.000
111.750
10
10
261.770
Lari
149.000
220.535
0
0
369.535
Casciana Terme
36.000
0
0
0
36.000
Bientina
70.000
554.825
7.800
0
632625
Calcinaia
94.000
64.608
234
720
159562
668.000
2.616.620
10.849
730
TOT
Derivazioni da
Attingimenti acque
acque superficiali
superficiali
Totale
prelievi
1.816.707
FONTE dei Dati: Provincia di Pisa
Tab.I.7: Prelievi idrici autorizzati da acque sotterranee e superficiali (migliaia di m3).
INDICATORI DI RISPOSTA
I-R1 Politiche di risposta per un corretto utilizzo della risorsa idrica
Gli obbiettivi generali da perseguire nell’uso di questa essenziale risorsa ambientale
sono desunti, all’interno dei vari Piani Strutturali dalle disposizioni di legge in materia
sia di carattere nazionale che regionale nonché dai piani di settore predisposti dagli enti
sovracomunali preposti nella gestione delle risorse idriche e alla difesa del suolo, e sono
così sintetizzabili:
- Riduzione del livello di pressione delle sostanze inquinanti di origine antropica sulle
risorse idriche;
- Riduzione del livello di prelievo delle acque per i diversi usi antropici;
- Elevazione del livello di qualità delle acque dolci superficiali;
- Elevazione della qualità dell’acqua utilizzata per l’uso idropotabile;
- Risparmio idrico nei consumi industriali e nei consumi civili, in particolare per operazioni
di irrigazione, al fine di ridurre il continuo emungimento delle falde sotterranee, causa
di fenomeni di subsidenza e soprattutto di riduzione di acqua per usi idropotabili;
- Prevenzione dei fenomeni di esondazione dai corsi d’acqua superficiali nei confronti
degli insediamenti residenziali e produttivi, onde evitare danni a persone, cose e beni
culturali e ambientali;
- Favorire il miglioramento della qualità delle acque superficiali e impedire l’inquinamento di quelle sotterranee;
31
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
- Prevenzione dei fenomeni franosi nelle zone collinari;
A tale scopo le misure da intraprendere possono così riassumersi:
- incentivare il recupero di acque pluviali in invasi o depositi privati o consortili per un
successivo riuso nei cicli produttivi, o per l’irrigazione;
- mantenere in efficienza i corsi d’acqua principali, l’Arno, l’Era, il canale Scolmatore e
il reticolo dei corsi minori, attraverso il risezionamento, il rialzamento o rinforzo degli
argini, e comunque attraverso l’attuazione delle misure di difesa idraulica già previste
dagli Enti preposti alla difesa del suolo, l’Autorità di Bacino del Fiume Arno, il Provveditorato Consorzio di Bonifica della Valdera, o con la proposta di nuove iniziative utili
allo scopo da sottoporre alla approvazione degli enti preposti;
- mantenere in efficienza ed estendere la rete fognaria sia bianca che nera e gli impianti
di depurazione sia pubblici che privati; favorire, in particolare in campagna, soluzioni
depurative naturali quale la fitodepurazione;
- attuare il completamento, ammodernamento e adeguamento della rete acquedottistica e della rete fognaria per gli insediamenti esistenti e per le nuove trasformazioni.
- impedire nuovi interventi edificatori privi dei necessari collegamenti alle reti fognarie
pubbliche e ai sistemi di smaltimento e depurazione;
- prima di nuove previsioni urbanistiche di nuova espansione e di semplice ristrutturazione con aumento dei carichi urbanistici verificare il dimensionamento e funzionamento complessivo dei sistemi di smaltimento urbani ed in caso di insufficienza di
questi subordinare gli stessi interventi all’adeguamento dei collettori urbani principali
o agli altri interventi necessari;
- favorire il recupero di acque depurate per usi industriali non potabili;
- disincentivare l’uso di fitofarmaci o fertilizzanti chimici in agricoltura;
- bonificare siti che risultano inquinati onde evitare inquinamenti delle falde acquifere;
- impedire fenomeni di percolamento di sostanze inquinanti nelle falde sotterranee;
- nelle trasformazioni che riguardano la viabilità, sarà preferito il ricorso a tecnologie e
materiali adatti alla massima riduzione dei livelli di impermeabilizzazione del suolo.
Il sistema di monitoraggio delle risorse è gestito per tutti i comuni dell’area da Acque
SPA (gestore servizio idrico integrato). Il comune di Calcinaia ha segnalato tra le attività
per gli anni 2002 –2003 –2004 –2005, le opere annuali di miglioramento dei servizi idrici
con potenziamento di una nuova rete idrica.
DETERMINANTI
D.8 ACQUA
Il settore civile è quello che determina il maggiore impatto sulle risorse idriche dell’Area di indagine anche se con i dati a disposizione risulta difficile fare stime di tipo
quantitativo ed evidenziare l’andamento nel tempo.
Dai dati sulla popolazione nell’ultimo decennio non è stata registrata una grande crescita della popolazione residente nell’area, non sono però disponibili informazioni per
valutare l’evoluzione dei consumi idrici pro-capite. Il terziario è particolarmente forte
nell’area ma non è possibile effettuare alcuna stima.
Il turismo non costituisce sicuramente un fattore d’impatto sulle risorse idriche, assimilabile al settore domestico, in quanto non molto presente nell’area ad esclusione del
comune di Casciana Terme.
Per quanto riguarda l’agricoltura e il settore produttivo, non si hanno dati a sufficienza per quantificarne il determinante. Anche per quanto riguarda gli scarichi idrici non è
possibile con i dati a disposizione definire il determinante.
32
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
II- ARIA
ABSTRACT
Le pressioni esercitate dalle attività antropiche sulla qualità dell’aria vengono analizzate innanzitutto mediante un’accurata elaborazione dei dati derivati dall’Inventario
Regionale delle Sorgenti di Emissione, che ha consentito di stimare i quantitativi di inquinanti principali e di gas serra emessi annualmente a scala comunale, e di confrontare
tali dati con i rispettivi valori provinciali e regionali, nonché di individuare le principali
tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico. Il quadro delle pressioni viene completato con le informazioni derivate dalle attività autorizzate alle emissioni in atmosfera
e alle attività a rischio di incidente rilevante.
L’insieme dei suddetti dati consente infatti di integrare le informazioni derivanti dall’I.
R.S.E. e di meglio comprendere il contributo del settore produttivo alla problematica
connessa all’inquinamento atmosferico. Lo stato della risorsa aria viene poi caratterizzato mediante i dati sulla Diffusività atmosferica e del monitoraggio chimico e biologico
(monitoraggio con licheni epifiti) nei comuni dove è stato effettuato. Infine vengono
illustrate le principali politiche di risposta attuate dalle ’Amministrazioni comunali in materia di tutela dall’inquinamento atmosferico. Infine si è cercato di calcolare, con i pochi
dati a disposizione anche due degli indicatori comuni europei, N°2: Contributo locale al
cambiamento climatico globale mediante le Emissioni di CO2 equivalente N°5 Qualità
dell’aria locale, mediante il Numero di superamenti del valore limite.
INDICATORI DI STATO
II-S1 Qualità dell’aria
II-S1.1 Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio
regionale
II-S1.2 Diffusività atmosferica
II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico
II- S1.4 Biomonitoraggio
INDICATORI DI PRESSIONE
II-P1 Emissioni in atmosfera
II-P1.1 Emissioni gas serra
II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra
II-P1.2 Emissioni inquinanti totali
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente
II-2 Industria
II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e Regione)
II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante
INDICATORI DI RISPOSTA
II-R1 Politiche comunali
DETERMINANTI
D.7 ARIA
33
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI COMUNI EUROPEI
N°2: Contributo locale al cambiamento climatico globale
Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo)
N°5 Qualità dell’aria locale
Numero di superamenti del valore limite.
Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento
INDICATORI DI STATO
II-S1 Qualità dell’aria
Il sistema regionale di rilevamento della qualità dell’aria
Le competenze della Regione in materia di valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente prevedono:
• Valutazione della qualità dell'aria al fine di determinare le zone e gli agglomerati dove
effettuare obbligatoriamente le misurazioni; oppure, ove sia possibile, l'applicazione
di tecniche modellistiche e /o di stima oggettiva.
• Valutazione preliminare della qualità dell'aria ambiente nelle zone e negli agglomerati
ove non siano disponibili misure rappresentative, indagini o stime, al fine di individuare e classificare il territorio in base ai livelli di inquinamento individuati.
• La classificazione del territorio in:
x(Zone A) i livelli di inquinamento esistenti sono al di sotto dei valori limite e anche
della soglia di valutazione superiore e non comportano il rischio di superamento
degli stessi.
x(Zone B e Zone B1) i livelli di inquinamento rischiano di superare i valori limite e/o
le soglie di allarme a causa di episodi acuti di inquinamento, collocandosi tra le soglie di valutazione superiore e il valore limite. (Zone C) i livelli di inquinamento, pur
superando i valori limite, sono al di sotto del margine di superamento/tolleranza
temporaneo.
x(Zone D) i livelli di inquinamento superano i valori limite oltre il margine di superamento/tolleranza.
La qualità dell’aria in Toscana viene controllata tramite un sistema di monitoraggio
regionale composto da reti provinciali pubbliche e da reti private. Le reti provinciali
sono costituite da stazioni che rilevano sia le concentrazioni di sostanze inquinanti che
i parametri meteorologici. La gestione operativa delle unità di rilevamento, la raccolta
e validazione dei dati è demandata ai Centri Operativi Provinciali (COP), di cui fanno
parte i Dipartimenti provinciali ARPAT. La Regione ha la funzione di coordinamento del
sistema, la cui realizzazione e buon funzionamento sono finalizzati alla programmazione
della tutela e risanamento della qualità dell’aria. Alle reti provinciali pubbliche si aggiungono, integrandosi, reti private, realizzate in prossimità di poli industriali e gestite dagli
industriali stessi o dai Dipartimenti ARPAT, a seguito di convenzioni specifiche o accordi
programmatici. La Regione Toscana ha approvato il “Piano regionale di Rilevamento della Qualità dell’Aria”, che contiene lo stato dell’arte del sistema di monitoraggio e i criteri
per la sua realizzazione, organizzazione e gestione. Il controllo della qualità dell’aria in
Toscana avviene in 48 Comuni (9 capoluoghi di provincia, 12 Comuni con popolazione
superiore a 30.000 abitanti), dove risiedono circa 2 milioni di abitanti, pari al 50% del
34
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
totale regionale (dati aggiornati al 2002). I dati raccolti dalle reti gestite da ARPAT
vengono divulgati attraverso il bollettino quotidiano della qualità dell’aria. Annualmente
i dati vengono analizzati, elaborati e sintetizzati in una relazione mirata a fornire alle
Amministrazioni competenti il quadro conoscitivo necessario a determinare le politiche
di gestione dell’ambiente.
II-S1.1 Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale
Come già evidenziato, ai fini della tutela della qualità dell’aria la Regione Toscana ha
adottato il secondo piano di classificazione del territorio regionale. Questo documento,
denominato “Valutazione della qualità dell’aria ambiente nel periodo 2000-2002 e classificazione del territorio regionale, ai sensi degli articoli 6, 7, 8 e 9 del Decreto legislativo
n. 351/99”, si pone quale strumento funzionale all’attivazione della fase di pianificazione
e programmazione per il risanamento ed il mantenimento della qualità dell’aria ambiente.
Lo studio si basa sui dati di qualità dell’aria rilevati fino all’anno 2002, e permette,
in coerenza e nel rispetto degli obiettivi europei e nazionali relativi alla qualità dell’aria
ambiente da raggiungersi nel 2005 e nel 2010, di sviluppare le azioni regionali di mantenimento e di risanamento, assicurandone il coordinamento con gli altri strumenti di
pianificazione settoriale e con gli strumenti di pianificazione degli enti locali.
In particolare sono stati assunti come base di riferimento le seguenti informazioni:
1.i risultati delle misurazioni ottenute dai sistemi di rilevamento provinciali relativamente al periodo 2000-2002;
2.i risultati di campagne di monitoraggio e dei rapporti sulla qualità dell’aria predisposti ed effettuati dalle Amministrazioni Provinciali, tramite l’ARPAT, e Comunali
relativamente allo stesso periodo 2000-2002;
3.informazioni sull’entità delle emissioni e la densità emissiva presente nei comuni
toscani fornite dall‘Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.) relativamente all’anno 2000 e la sua variazione rispetto ai dati del
1995;
4.informazioni sulla diffusività atmosferica;
5.alcune informazioni statistiche relative ai comuni.
La classificazione dei territorio è stata indirizzata ai seguenti fini:
1.Classificazione ai fini della protezione della salute umana
2.Classificazione ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione
Classificazione ai fini della protezione umana
La classificazione è articolata in quattro livelli crescenti, in funzione del grado di avvicinamento e/o superamento dei limiti, come meglio illustrato nella seguente tabella:
Tipo di zona
Criterio di classificazione
A
Livelli inferiori ai valori limite: assenza rischio di superamento
B
Livelli prossimi ai valori limite: rischio di superamento
C
Livelli superiori ai valori limite ma inferiori ai margini temporanei di superamento/tolleranza
D
Livelli superiori ai margini di superamento/tolleranza temporanei
35
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Per passare ad un’analisi di maggior dettaglio sui comuni di interesse ai fini del presente studio, (Tab.II.1) si può rilevare che ad eccezione del comune di Pontedera, tutti
gli altri risultano classificati in zona A (livelli inferiori ai valori limite) per tutti i parametri; Pontedera per il parametro Benzene, NO2 e PM10 risulta classificati in zona B (livelli
prossimi ai valori limite). L’unico comune classificato per l’ O3 è il comune di Pontedera.
Se consideriamo quindi l’area di indagine nella totalità i comuni di interesse sono quindi
complessivamente ricompresi nella “Zona di mantenimento A-B”, che comprende complessivamente 255 comuni (la maggior parte del territorio regionale) che presentano
una buona qualità dell’aria e per i quali dovrà essere previsto un piano di mantenimento
regionale. Fa eccezione Pontedera che invece rientra tra i Comuni toscani con superamento e rischi di superamento dei valori limite.
CO
NO2
PM10
SO2
Pb
C6H6
O3
Bientina
A
A
A
A
A
A
NC
Calcinaia
A
A
A
A
A
A
NC
Casciana Terme
A
A
A
A
A
A
NC
Lari
A
A
A
A
A
A
NC
Ponsacco
A
A
A
A
A
A
NC
Pontedera
A
B
B
A
A
B
C
PROVINCIA DI PISA
Tabella II.1 – Classificazione della qualità dell’aria ai fini della protezione della salute umana.
FONTE dei dati: “Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale” App.2
C’è da sottolineare che in Toscana tutti i comuni dove è stata effettuata la classificazione relativa all’ozono (O3) ha portato ad individuare in classe C tutti i 13 comuni in cui
è stata effettuata.
Classificazione ai fini della protezione degli ecosistemi e della vegetazione
Di seguito si riportano le mappe relative alla classificazione rispetto agli ossidi di azoto
(NOx) ai fini della protezione della vegetazione, al biossido di azoto (SO2) ai fini della
protezione degli ecosistemi, e all’ ozono (O3) ai fini della prevenzione dal degrado dei
materiali. Non essendo ancora disponibili le elaborazioni dei dati del rilevamento per il
calcolo del parametro AOT40, rappresentativo degli effetti dell’ozono sulla vegetazione,
sulle colture e sulle foreste, non è stato possibile effettuare la classificazione per la
protezione della vegetazione relativamente a tale inquinante. La classificazione ai fini
della protezione degli ecosistemi e della vegetazione è articolata in tre livelli crescenti, in
funzione del grado di avvicinamento e/o superamento dei limiti, come meglio illustrato
nella seguente tabella:
Tipo di zona
36
Criterio di classificazione
A
Livelli inferiori ai valori limite: assenza rischio di superamento
B
Livelli prossimi ai valori limite: rischio di superamento
C
Livelli superiori ai valori limite
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
In base a tale classificazione (Tab.II.2), i comuni dell’area di indagine risultano ordinati come segue:
PROVINCIA DI PISA
NOX
SO2
O3
Bientina
A
A
NC
Calcinaia
A
A
NC
Casciana Terme
A
A
NC
Lari
A
A
NC
Ponsacco
A
A
NC
Pontedera
C
A
B
FONTE dei dati: “Valutazione della qualità dell’aria ambiente e classificazione del territorio regionale” App.3
Tab. II.2 – Classificazione della qualità dell’aria ai fini della protezione degli ecosistemi, della vegetazione e per il degrado dei materiali.
Anche in questo caso si può rilevare che tutti i comuni ad esclusione di Pontedera,
sono classificati in zona A (Livelli inferiori ai valori limite) per gli ossidi di azoto e biossido
di zolfo, mentre mancano i dati per la classificazione del parametro ozono. Pontedera
anche in questo caso è a rischio di superamento per O3 mentre per NOX è a livelli superiori ai valori limite.
II-S1.2 Diffusività atmosferica
I livelli di sostanze inquinanti presenti in un determinato territorio sono influenzati
anche dalle condizioni meteoclimatiche che contribuiscono a creare situazioni di ristagno e di accumulo degli inquinanti nei bassi strati dell’atmosfera, è stato effettuato a
tale scopo dal La.M.MA. (Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale)
uno studio sul grado di diffusività atmosferica presente nella regione Toscana. Lo studio
“Classificazione della diffusività atmosferica nella Regione Toscana” rientra nell’ambito
delle attività svolte dalla Regione per la tutela della qualità dell’aria ed è finalizzato, a
fornire elementi di valutazione per la prima classificazione del territorio regionale ai
sensi del D.Lgs. n.351/99. Lo studio ha permesso di individuare le aree in cui si possono
verificare con maggior frequenza condizioni critiche per la diffusione degli inquinanti ed
è stata effettuata una classificazione relativa all’intero territorio regionale in base alle
diverse condizioni di diffusività atmosferica. Il risultato è stata la suddivisione del territorio in tre classi di diffusività atmosferica alta, media e bassa, rispettivamente, che ha
permesso di introdurre questo parametro di valutazione nella metodologia di classificazione effettuata ai sensi del D.Lgs. n.351/99. Pertanto un fattore da considerare all’interno del Sistema Aria è la “diffusività atmosferica” in quanto, si tratta di un elemento
che ha conseguenze in ogni altro componente della qualità atmosferica. Per diffusività
atmosferica si intende la capacità che i bassi strati dell’atmosfera hanno nel disperdere,
trasportare ed accumulare le sostanze inquinanti. Questa è sostanzialmente determinata da 2 parametri meteoclimatici: l’intensità del vento e la turbolenza dell’atmosferica. L’intensità del vento è misurata direttamente tramite anemometri e viene fornita,
generalmente, come media oraria. La turbolenza atmosferica è un parametro molto
più complesso e per avere una stima è possibile utilizzare la classificazione empirica di
Pasquill-Gifford che suddivide l’atmosfera in 5 classi da fortemente instabile (classe A)
a fortemente stabile (classe E).
37
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Comune
Diffusività
Bientina
Bassa
Calcinaia
Bassa
Casciana Terme
Bassa
Lari
Bassa
Ponsacco
Bassa
Pontedera
Bassa
FONTE Dati: La.M.M.A. (Laboratorio per la Meteorologia e la Modellistica Ambientale)
Tab. II.3: Diffusività atmosferica
Come illustrato nella tabella II.3 i Comuni dell’area presentano una diffusività atmosferica bassa per cui i tempi di dispersione delle sostanze inquinanti risultano maggiori
rispetto ad altri territori.
II- S1.3 Dati di qualità dell’aria derivanti dalla rete di monitoraggio chimico
Rete di Rilevamento della Qualità dell’aria della Provincia di Pisa
La Rete di Rilevamento della Qualità dell’Aria della Provincia di Pisa è costituita da 18
stazioni fisse e da un laboratorio mobile. I primi dati risalgono al 1990 con la stazione
di Piazza Guerrazzi a Pisa. Attualmente vi sono 6 stazioni nel Comune di Pisa, 2 stazioni
nel Comune di Cascina, 7 stazioni nella Zona del Cuoio (zona che comprende i seguenti
comuni: S. Croce sull’Arno, San Miniato, Montopoli Val d’Arno, Castelfranco di Sotto, S.
Maria a Monte e Fucecchio), 1 stazione a Pontedera, 1 stazione nel Comune di Lari e 1
stazione nel Comune di Pomarance. In totale la rete dispone di 65 analizzatori automatici e 8 gruppi di sensori meteorologici collegati via telefono col Centro Operativo dell’ARPAT di Pisa. Gli inquinanti monitorati sono: PM-10 (Polveri con diametro aerodinamico
inferiore a 10 micrometri), Polveri Totali, ozono (O3), biossido di azoto (NO2), acido
solfidrico (H2S), Benzene, Toluene, n-Esano, Monossido di Carbonio (CO), Ammoniaca
(NH3), idrocarburi non metanici (NMHC), anidride solforosa (SO2) e acido cloridrico
(HCl). Mentre i parametri meteorologici monitorati sono: velocità e direzione del vento,
temperatura dell’aria, pressione atmosferica, radiazione solare, umidità e pioggia. Tutti i
dati forniti dagli strumenti sono resi pubblici dopo che i tecnici del Centro Operativo dell’ARPAT li hanno sottoposti ad una operazione di validazione. I dati vengono visualizzati
su grafico e su tabella numerica sia tramite il sito Internet provinciale sia tramite 8 PIM
(Punti Informativi Multimediali) dislocati in alcuni comuni della Provincia di Pisa.
In questa sezione vengono sintetizzati i risultati del monitoraggio dell’inquinamento
atmosferico condotto nell’ambito del territorio dei comuni di Lari e Pontedera in quanto
solo su questi due comuni sono in attività stazioni fisse di monitoraggio della qualità
dell’aria.
La centralina di Lari è stata inserita con un protocollo d’intesa tra la provincia ed i
comuni di Cascina, Pontedera , Pomarance e Lari, su proposta della stessa provincia
Servizio Ambiente U.O. inquinamento atmosferico, dal 11.07.03 nella zona industriale
di Perignano.
Pontedera ospita una centralina per il monitoraggio atmosferico di proprietà della
Provincia di Pisa e gestita dall’ARPAT, ubicata in via della Misericordia, nel centro storico, attualmente in grado di rilevare i valori relativi agli ossidi di azoto (NOn), all’ossido
di carbonio (COn), all’ozono (O3) e agli idrocarburi non metanici (MNHC comprendenti
N6H6, COV - Composti Organici Volatiti - ed altri). Negli anni nei quali sono stati ef38
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
fettuati i rilevamenti non sono stati registrati episodi acuti di inquinamento per cui, a
fronte di alcuni episodiche condizioni di fragilità analizzate di seguito, nel complesso la
situazione è ben sotto i livelli di criticità.
Per quanto riguarda i dati fino al 2002, dati più completi ed aggiornati riguardano il
rilevamento dell’Ozono per il quale l’andamento dei superamenti del valore limite non
risulta costante negli anni e, nel periodo complessivo del rilevamento (1994-2002), ha
fatto registrare un solo superamento dei valori indicati dal D.M. 2 Aprile 2002. Il livello
dell’ozono mostra i valori più alti nei mesi estivi, ma si mantiene sempre inferiore al
dato medio provinciale per cui, nel complesso, non si tratta di un elemento di criticità.
I dati sul Biossido di zolfo SO2 e sul Monossido di carbonio CO, pur presentando alcune
lacune di rilevazione, mostrano un andamento delle medie annuali tendenzialmente in
diminuzione e comunque inferiori ai valori di criticità. Per questi due elementi i valori più
elevati si registrano nei mesi invernali. Il calo del CO, inquinante che ha origine prevalentemente dal traffico automobilistico, è da attribuire prevalentemente al rinnovamento
degli autoveicoli piuttosto che ad una diminuzione reale del traffico, che al contrario,
negli ultimi anni, è andato crescendo. Per il Biossido di Azoto NO2 si possiedono rilevamenti riferiti agli anni 1998, 1999, 2001 e 2002; i primi due rilevamenti registrano dati
inferiori ai valori obbiettivo, mentre gli ultimi dati superano i valori limite. Il Biossido di
Azoto, al pari del CO, è prodotto dalla combustione dei motori a scoppio; mentre però la
CO subisce, come detto, un calo negli anni, il NO2 registra un sostanziale incremento;
la causa di questo fenomeno è da ricercare probabilmente nella tipologia di motori di
nuova generazione che non abbattono questo tipo di inquinante e nella presenza di altre
sorgenti fisse (strutture termoelettriche ed altre) nella città di Pontedera. Per quel che
concerne gli Idrocarburi non metanici si registra un generale decremento sia dei valori
medi che del numero dei superamenti dei valori limite.
Si riportano invece nelle tabelle II.4 - II.7 i dati che degli anni dal 2003 al 2005 nel
corso dei quali, rispetto agli anni precedenti si può vedere la situazione è molto peggiorata. Per la maggior parte dei comuni i dati non sono presenti in quanto come già
evidenziato non sono presenti le centraline e non state effettuate misure.
misurazione PM10
2004
2003
Comune
2005
Media
annuale*
Superamenti
val. limite
Media
annuale*
Superamenti
val. limite
Media
annuale*
Superamenti
val. limite
Pontedera
32,3
4
24,9
12
36
54
Lari
36,4
8
31,7
45
31,2
42
FONTE dei Dati : ARPAT Pisa
Tab.II.4 Risultati misurazione PM10
* microgrammi /Nmc
Come si vede dalla tabella II.4 il numero dei superamenti del valore limite, è aumentato tantissimo sia nel comune di Pontedera che in quello di Lari, passando rispettivamente dai 4 e 8 ai 54 e 42. Pertanto le PM10 sembrano essere un elemento di criticità.
Per i comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme e Ponsacco non sono presenti i dati
non essendo presenti punti fissi di monitoraggio e non sono stati resi disponibili dati
riferiti a campagne effettuate con laboratorio mobile dal Dipartimento provinciale di
ARPAT.
39
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
misurazione O3
2003
Comune
2004
Sup. soglia
informazione
Sup. soglia
allarme
Sup. soglia
informazione
Pontedera
1
0
0
Lari
1
0
2005
Sup. soglia
allarme
Sup. soglia
informazione
0
0
0
0
NP
2
Sup. soglia
allarme
FONTE dei Dati : ARPAT Pisa
Tab.II.5 Risultati misurazione O3
Rispetto alle misurazioni degli anni precedenti si vede dalla tabella II.5 come in questo caso la situazione sia migliore o almeno non si sia troppo cambiata, pertanto non
sembra essere un elemento di criticità.
misurazione NO2
2003
Comune
Pontedera
Lari
Media
annuale*
2004
Superamenti
val. limite
Media
annuale*
47,4
0
NR
NR
2005
Superamenti
val. limite
Media
annuale*
Superamenti
val. limite
41,4
0
41,5
0
NR
NR
NR
NR
FONTE dei Dati : ARPAT Pisa
Tab.II.6 Risultati misurazione NO2 * microgrammi/Nmc
Il dato per questo parametro riportato in tab.II.6, è presente solo per il Comune di
Pontedera. NO2 che nel 2001 e 2002 presentava superamenti del valore limite, in questi ultimi tre anni non sembra più essere un elemento di criticità.
misurazione CO
Comune
2003
2004
2005
Superamenti val. soglia
Superamenti val. soglia
Superamenti val. soglia
Pontedera
0
0
0
Lari
0
0
NP
FONTE dei Dati : ARPAT Pisa
Tab.II.7 Risultati misurazione CO
I dati sono presenti per i tre anni considerati (Tab. II.7) solo per il comune di Pontedera, mentre per Lari il 2005 non è disponibile; in questo caso il trend degli anni passati, in
cui questo inquinante è progressivamente andato diminuire (si ricorda che il CO origina
soprattutto dal traffico automobilistico, e la sua diminuzione non è da attribuire ad una
diminuzione del traffico, ma a un rinnovo degli autoveicoli), sembra mantenersi, non
essendo mai stato superato il valore soglia.
Per quanto riguarda poi alcuni dati comunali, su Pontedera la maggior parte delle sostanze inquinanti sono legate all’uso domestico (nonostante una capillare rete di distribuzione del gas metano), alla presenza di strutture produttive ed al traffico veicolare; le
zone più a rischio sono quelle posizionate nella parte occidentale della città dove sono
presenti aree produttive ed infrastrutture e dove, contemporaneamente, la diffusività
atmosferica è particolarmente bassa. Il tratto della Superstrada che va dall’intersezione
Pisa-Livorno all’uscita di Pontedera-Ponsacco risulta infatti essere il tratto più inquinato
40
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
del tracciato della S.G.C. FI-PI-LI che corre nella Provincia di Pisa ed anche il tratto Pontedera-Montopoli V/A registra valori molto alti.
Le emissioni veicolari contribuiscono alla presenza di quasi tutti gli elementi inquinanti mentre i settori domestico e terziario risultano essere i principali responsabili delle
polveri fini. Per i centri collinari, dove sono numerose le superfici boscate ed i centri
abitati sono di minore entità la qualità dell’aria è ottima, mentre le frazioni di pianura
presentano talvolta alcune situazioni di fragilità legate al traffico veicolare: il tratto della
S.S. 67 in prossimità della depressione nel centro di La Rotta, il centro di S. Lucia, l’incrocio con semaforo lungo la Sarzanese Valdera in prossimità di La Borra.
Nel comune di Ponsacco, nonostante l’elevata attività industriale, non è presente
una rete fissa di rilevamento degli inquinanti atmosferici e gli unici dati disponibili sono
relativi al monitoraggio condotto dal Dipartimento delle Politiche Territoriali e Ambientali della Regione Toscana, nell’ambito della costituzione dell’Inventario Regionale delle
Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.) risalente all’anno 1995. Inoltre, pur
eseguendo l’ARPAT di Pisa delle indagini presso alcune ditte operanti a Ponsacco, finalizzate alle misure delle emissioni ai sensi del D.P.R. 203/88, il numero delle ditte sottoposte ai controlli è piuttosto basso rispetto al totale delle imprese operanti sul territorio
comunale. Si registra inoltre un notevole traffico autoveicolare, dovuto soprattutto
ai mezzi pesanti diretti alle zone industriali limitrofe ed ai mezzi pubblici che sostano,
spesso a motore acceso, in attesa dei passeggeri. Gli inquinanti atmosferici misurati
nella campagna di rilevamento condotta dall’ARPAT nel Maggio 1996 pur risultando al di
sotto dei limiti previsti dalla normativa vigente, corrispondono tuttavia a livelli piuttosto
alti, specie quelli di NO ed NO2, peraltro rimossi con una certa difficoltà anche durante
la notte, come la stessa ARPAT afferma nel suo rapporto. Anche i valori di ossido di carbonio misurati, benché non raggiungano mai i livelli di attenzione, sono da considerarsi
medio-alti. Le rilevazioni puntuali delle polveri presentano dei picchi che superano i
valori limite di legge (D.M.25/11/94).
Per quanto riguarda il legame tra presenza di sostanze inquinanti nell’aria e salute, la
letteratura in materia riporta che polveri misurate con il PM 10 possono penetrare nelle vie
respiratorie giungendo, se il diametro lo permette, direttamente agli alveoli polmonari. Le
particelle di dimensioni maggiori possono provocare irritazione e infiammazione del tratto
superiore delle vie aeree; quelle, invece, di dimensioni minori (inferiori a 5-6 micron) possono provocare ed aggravare malattie respiratorie e indurre formazioni neoplastiche.
II- S1.4 Biomonitoraggio
Ad integrazione dei dati forniti dal sistema di monitoraggio chimico della qualità dell’aria, si possono effettuare campagne di monitoraggio biologico mediante l’utilizzo di
licheni epifiti, quali indicatori di qualità atmosferica. L’uso dei bioindicatori offre, nell’ambito delle conoscenze dell’ecosistema urbano e territoriale, notevoli potenzialità dato
che, essi riflettono gli effetti prodotti da fenomeni di inquinamento protratti per periodi
sufficientemente lunghi, comportandosi quasi da “centraline permanenti naturali”.
Inoltre sono sensibili all’effetto sinergico dei differenti inquinanti presenti nell’atmosfera e non ad uno solo di essi in particolare. Tale tipo di indagine offre anche la possibilità di studiare porzioni di territorio assai ampie, realizzando una elevata densità di
stazioni di rilevamento.
I licheni epifiti sono considerati ottimi bioindicatori della qualità dell’aria, in virtù
di alcune peculiarità fisiologiche ed ecologiche quali sensibilità agli agenti inquinanti,
dipendenza per la loro nutrizione dall’atmosfera, resistenza agli stress ambientali, alle
basse temperature ed allo stress idrico, ciclo biologico lungo e lento accrescimento,
presenza ubiquitaria.
41
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Il metodo di misura si basa su una misura della biodiversità, ossia sull’abbondanza
delle specie licheniche. I valori di biodiversità vengono interpretati in termini di allontanamento rispetto alla naturalità attesa. Tale allontanamento è causato dagli inquinanti
(principalmente gas fitotossici: ossidi di zolfo e di azoto) che causano alle comunità
licheniche una diminuzione nel numero di specie e una diminuzione della loro copertura/frequenza.
L’Indice di Biodiversità Lichenica – IBL – descrive in maniera sintetica la misura della
diversità lichenica basandosi sul numero, la frequenza e la tolleranza delle specie licheniche presenti. Si riportano, pur trattandosi di dati non molto aggiornati i risultati di due
indagini effettuate da ARPAT nel territorio del comune di Pontedera.
In base ai dai rilevamenti effettuati nel 1999 e 2002 nella città di Pontedera, la situazione appare, nel complesso, notevolmente migliorata e, soprattutto, nessuna parte
della città ha subito peggioramenti della qualità dell’aria.
La parte Nord-Occidentale della città nel 1999 riceveva un giudizio di Alterazione Alta
(E) e Alterazione Molto Alta (F) mentre nel 2002 la parte ad Alterazione Molto Alta (F)
risulta notevolmente diminuita e gran parte delle aree ad Alterazione Alta (E) sono scese
nella categoria di Alterazione Bassa (D).
La parte Sud-Orientale della città, che già nel 1999 registrava livelli di Naturalità Bassa
(D) e Media (C), nel 2002 riceve un giudizio che è quasi ovunque di Naturalità Media (C). Il
centro storico in entrambi i rilevamenti riscuote un giudizio di Naturalità bassa (D) con un
picco di Alterazione Alta (E) in prossimità del semaforo tra Via Roma e Viale Rinaldo Piaggio e un picco di Naturalità Media (C) presso il parcheggio dello Stabilimento Piaggio.
La condizione di crisi in prossimità del settore Nord-Ovest deriva da diversi fattori
ivi presenti in misura maggiore rispetto ad altre parti della città: l’alto flusso veicolare
pesante legato alle attività produttive, la presenza stessa delle attività produttive e la
bassa dispersione atmosferica conseguente all’alta densità edilizia ed ai venti che soffiano prevalentemente lungo l’asse Est- Ovest.
INDICATORI DI PRESSIONE
II-P1 Emissioni in atmosfera
Il controllo delle emissioni in atmosfera, con il monitoraggio della qualità dell’aria è
fondamentale per individuare le cause che portano al deterioramento della composizione
naturale dell’atmosfera. Il controllo delle emissioni consente infatti di valutare l’efficacia
delle azioni adottate sui processi produttivi, sulle tecnologie di produzione e/o di abbattimento degli effluenti gassosi, miranti alla riduzione delle pressioni sulla matrice “aria”.
I controlli alle emissioni sono finalizzati alla:
• verifica del rispetto delle autorizzazioni, di cui al DPR 203/88 e/o dei limiti in emissione, di cui al DM 12 luglio 1991 e alla Deliberazione Regionale n° 33 del 19 Febbraio
1991;
• conoscenza in termini quali-quantitativi delle pressioni in atmosfera, in un determinato territorio;
• acquisizione di informazioni sulla correlazione tra i processi produttivi e gli "output
"nella matrice aria;
• acquisizione di dati sperimentali per la costruzione di fattori di emissione per determinati settori produttivi;
• valutazione della qualità dell'aria attraverso l'utilizzo di modellistica diffusionale;
• verifica dell'efficacia dei provvedimenti adottati per la riduzione delle emissioni, a se42
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
guito di modifiche apportate sui processi produttivi, alle materie prime, ai sistemi di
abbattimento degli effluenti, ecc.
La Legge regionale n. 66/95, che ha istituito l'Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana, ha individuato le attività di competenza in materia di emissioni
in atmosfera e inquinamento dell'aria:
• attività di accertamento tecnico e di controllo, campionamenti, misure, analisi di laboratorio, elaborazioni e valutazioni documentazioni tecniche sulle condizioni ambientali, sulle fonti ed i fattori causali dei fenomeni di inquinamento dell'aria;
• supporto tecnico scientifico, finalizzato alla verifica di compatibilità ambientale ed alle
istruttorie relative all'approvazione di progetti ed al rilascio di autorizzazioni in materia di emissioni in atmosfera.
Le pressioni esercitate dalle attività antropiche sulla qualità dell’aria nel territorio
dei Comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Casciana Terme e Bientina, sono
state analizzate innanzitutto mediante un’elaborazione dei dati derivati dall’Inventario
Regionale delle Sorgenti di Emissione (dati 1995 e 2000), che ha consentito di stimare i
quantitativi di inquinanti principali e di gas serra emessi annualmente a scala comunale
e di individuare le principali tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico. Il quadro
delle pressioni viene completato con le informazioni derivate dagli archivi relativi alle
attività autorizzate alle emissioni in atmosfera, alle industrie insalubri e alle attività a
rischio di incidente rilevante.
Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (IRSE)
I dati derivati dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (dati 1995
e 2000), consentono di stimare i quantitativi di inquinanti principali e di gas serra
emessi annualmente a scala comunale e di individuare le principali tipologie di sorgenti di inquinamento atmosferico.
L’inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione (IRSE) infatti è uno degli
strumenti fondamentali per la valutazione e gestione della qualità dell’aria a
livello locale, che permette di avere informazioni dettagliate sulle fonti di inquinamento, la loro localizzazione, la quantità e tipologia di inquinanti emessi e
costituendo quindi una chiave di lettura indispensabile per l’impostazione delle
attività di pianificazione ambientale.
L’inventario rappresenta anche un’indispensabile base conoscitiva sulle pressioni che agiscono sul territorio a disaggregazione provinciale e comunale, fino
ad una maglia di 1 km quadrato, e consente di effettuare una pianificazione dei
controlli delle emissioni più mirata ed efficace. Gli esiti dei controlli delle emissioni più significative, possono alimentare la base dati dell’inventario con dati
sperimentali, validando ed incrementando le informazioni esistenti, derivanti
molto spesso da stime basate su fattori di emissione e dati di attività.
I dati riportati si riferiscono alle stime effettuate per gli anni 1995 e 2000
L’insieme dei suddetti dati consente di integrare le informazioni derivanti dall’I.R.S.E.
e di meglio comprendere il contributo del settore produttivo alla problematica connessa
all’inquinamento atmosferico. Lo stato della risorsa aria è stato poi caratterizzato mediante i pochi dati disponibili a livello comunale di monitoraggio chimico e biologico. II
43
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
recepimento della Direttiva 96/62/CE, con D.Lgs. n.351 del 4 agosto 1999 ha stabilito
il contesto in cui dovrà muoversi la valutazione e gestione della qualità dell'aria, sia in
termini di protezione della popolazione che di salvaguardia dell'ambiente nel suo complesso. La conoscenza della qualità dell'aria, basata fino ad oggi esclusivamente sui dati
prodotti dal monitoraggio, è collocata in una visione integrata, dove le reti rappresentano uno dei tre elementi fondamentali insieme agli inventari delle emissioni e alla modellazione dei processi diffusionali e di trasformazione chimica degli inquinanti.
II-P1.1 Emissioni gas serra
II-P1.1.1 Emissioni totali annue dei principali gas serra
I gas serra sono annoverati tra i principali responsabili dell’effetto serra: sono infatti
gas trasparenti alle radiazioni solari e opachi allo spettro delle radiazioni infrarosse proprie della superficie terrestre. Sono in ordine di importanza: anidride carbonica (CO2),
metano (CH4), protossido d’azoto (N2O), clorofluorocarburi (CFC), ozono (O3). Nella
tabella successiva si riportano i dati elaborati per il 1995 e per il 2000, a partire dalle
stime di emissione dei principali gas serra (CO2, CH4, N2O), a livello comunale, rese
disponibili dall’Inventario regionale. I dati contenuti nel Rapporto Ambiente 2003 della
provincia di Pisa e relativi al periodo 2001-2002 riferiscono che i consumi energetici e
le conseguenti emissioni di gas serra dell’area Valdera presentano valori non elevati.
L’intensità energetica, calcolata come rapporto tra consumi energetici e Prodotto Interno
Lordo (PIL), presenta infatti un valore di 45 Tep/PIL, contro una media provinciale di 56
Tep/PIL e una media nazionale di 72 Tep/PIL. Anche il dato relativo alle emissioni di CO2,
circa 5000 Kg per abitante, si presenta piuttosto basso (valore area Pisana 7000 Kg per
abitante). Si evidenzia come il gas serra emesso in quantità più rilevanti sia ovviamente
la CO2. Molto più ridotte risultano le emissioni di metano e protossido di azoto. I gas
serra sono comunque in netta diminuzione tra il 1995 e il 2000. Dai dati disponibili a
scala regionale (fonte: Regione Toscana) dal 1990 al solo 1995 si è assistito ad un incremento complessivo di emissioni di CO2 pari a +6,4%, con dinamiche particolarmente
accentuate per il settore trasporti (+ 7,5%, tasso medio annuo del 1,5%) e per il settore
produzione energetica (+ 25%, tasso medio annuo dl 5,1%).
Emissioni totali annue dei principali gas serra: DATI IRSE 1995 e 2000
CH4
CO2
N2O
COMUNE
ANNO
ton
ton
ton
Bientina
1995
133,2
36.833,9
8,3
2000
76,2
17.819,2
6,7
VARIAZIONE %
-42,8
-51,6
-19,8
Calcinaia
Casciana T.
Lari
44
1995
167,3
50.806,1
6,8
2000
157,4
26.025,6
4,7
VARIAZIONE %
-5,9
-48,8
-30,6
10,4
1995
115,7
14.997,8
2000
44,7
9.842,2
5,6
VARIAZIONE %
-61,3
-34,4
-46,4
1995
426,2
48.655,6
15,8
2000
81,5
25.385,7
10,7
VARIAZIONE %
-80,9
-47,8
-32,1
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Emissioni totali annue dei principali gas serra: DATI IRSE 1995 e 2000
Ponsacco
Pontedera
1995
169,4
48.859,2
9,8
2000
109,9
33.295,4
7,2
VARIAZIONE %
-35,1
-31,9
-26,3
1995
6.427,1
173.573,8
21,8
2000
7435,7
147.061,3
17,8
VARIAZIONE %
15,7
-15,3
-18,3
FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995 e 2000
Tab.II.8: Emissioni totali annue dei principali gas serra: confronto 1995 e 2000
CO2 gas incolore, inodore e insapore, è emessa in tutti i processi di combustione,
respirazione, decomposizione di materiale organico. La CO2 è indispensabile per la
vita vegetale (fotosintesi) ed è inerte. Pertanto non è considerato un inquinante
dell’aria ambiente. E’tuttavia il principale responsabile dell’effetto serra e pertanto il
suo incontrastato aumento di concentrazione in atmosfera deve essere attenuato.
CH4 gas incolore, inodore, non tossico, è il principale costituente del gas naturale, combustibile gassoso di origine fossile. E’ naturalmente presente in atmosfera,
ma la sua concentrazione in aria sta crescendo, come risultato delle attività antropiche (agricoltura, compresa la zootecnia, smaltimento rifiuti, produzione, uso e
trasporto combustibili fossili). Sono sorgenti naturali di emissione di CH4 le paludi
e le zone umide.
N2O gas incolore, non tossico alle concentrazioni atmosferiche, presenta molte
sorgenti sia naturali che antropiche, difficili da quantificare. Tra le sorgenti antropiche sia annoverano l’agricoltura (fertilizzanti), i processi industriali (produzione acido nitrico,…). Tra le sorgenti naturali, le attività microbiche nel suolo e nell’acqua.
CFC (derivati alogenati degli idrocarburi), non sono tossici ma sono gas serra
10.000-20.000 volte più efficaci della CO2. Essendo chimicamente inerti raggiungono lo strato di ozono nella stratosfera dove il cloro si libera e decompone l’ozono
stratosferico con reazione ciclica e conseguente riduzione dell’effetto schermante
che tale gas fornisce nei confronti dei raggi UVA, a protezione della vita terrestre
(buco dell’ozono). La produzione di CFC (bombolette spray, frigoriferi, plastiche
espanse) è diminuita grazie all’applicazione del protocollo di Montreal (1987), nonché di conseguenti direttive, anche regionali (L.R. 33/94 e L.R. 19/95) che fissano
limiti molto restrittivi o addirittura impongono il divieto di emissione di queste sostanze a livello industriale.
O3 è un gas presente sia in troposfera che in stratosfera. Mentre in stratosfera,
come già accennato, svolge una benefica azione protettiva nei confronti delle radiazioni UVA, l’ozono troposferico manifesta effetti dannosi sia in quanto contribuisce
all’effetto serra, sia per l’azione deleteria nei confronti della vegetazione, dei materiali organici (gomme, tessuti, vernici,…), dei metalli, nonché per gli effetti tossici
per l’uomo (irritante per le mucose degli occhi e per le vie respiratorie). E’ annoverato tra gli inquinanti secondari in quanto non è emesso direttamente dalle sorgenti
ma si forma tramite diverse e complesse reazioni che coinvolgono altri inquinanti
(principalmente CH4, NOx, CO e COV) in presenza di radiazione solare (inquinanti
fotochimici). La sua concentrazione in un dato luogo dipende in maniera significativa anche da fenomeni di trasporto, sia orizzontali che verticali, e ciò rende difficoltosa l’attuazione di politiche di controllo, che per essere quasi del tutto inefficaci se
realizzate solo nel breve periodo e su scala esclusivamente locale.
45
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
CONFRONTO GAS SERRA 1995/2000
Lari
Casciana Terme
N2O
Calcinaia
CO2
CH4
Bientina
Ponsacco
Pontedera
- 100,0
- 80,0
- 60,0
- 40,0
- 20,0
0,0
20,0
40,0
Ma dall’indagine a scala comunale, confrontando nella tabella II.8 i dati del 1995 e del
2000 si assiste ad una diminuzione per il metano, molto consistente per tutti i comuni
con punte di circa 80% per il comune di Lari e oltre il 60 % di Calcinaia; unica eccezione
è il comune di Pontedera con un aumento di più del 15 %; l’anidride carbonica è diminuita dal 15 a oltre il 50 % per tutti i comuni, mentre il protossido di azoto è diminuito
dal 18 a oltre il 40 %. La tendenza a livello provinciale dal confronto 1995/2000 è per
CO2 e CH4, di un aumento rispettivamente di circa il 12 e il 22%, mentre per il N2O si
ha una riduzione di circa il 30 %.
II-P1.2 Emissioni inquinanti totali
I dati che sono risultati disponibili, riferiti ai territori comunali, sono ricavabili dall’Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in aria ambiente (I.R.S.E.), adottato dalla
Regione Toscana con D.G.R.T. n. 1193 del 14.11.2000. Come già evidenziato tale documento è il risultato di un articolato lavoro di censimento delle principali sorgenti di emissione presenti sul territorio regionale, e di elaborazione modellistica atta a restituire, su
scala comunale, stime delle emissioni dei principali inquinanti in aria. I dati considerati si
riferiscono all’anno 1995 e all’anno 2000 e sono il monossido di carbonio (CO), i composti organici volatili (COV), gli ossidi di azoto (NOx), le polveri respirabili (PM10), gli ossidi
di zolfo (SOx) e sono confrontati con i valori della provincia. Il Rapporto Ambiente 2003
della provincia di Pisa indicava un dato medio nell’area Valdera sulle emissioni procapite
delle sostanze inquinanti (monossido di carbonio, composti organici volatili, ossidi di
azoto, polveri, ossidi di zolfo) inferiore al dato medio provinciale e regionale. Nel 2003 il
Comune di Pontedera è stato inserito nella zona di risanamento Livornese-Pisana e del
Cuoio che comprende 7 comuni (Rosignano, Livorno, Pisa, Cascina, Pontedera, Montopoli e Santa Croce) con livello di inquinamento atmosferico superiore ai valori limite sulla
base della nuova classificazione del territorio regionale (D.G.R. 1325/03, fonte Regione
Toscana – Segnali Ambientali).
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente
L’I.R.S.E. consente, oltre alla stima delle quantità complessive annue di inquinanti
emesse, appena sintetizzata, di esaminare le suddette stime di emissioni più nel detta46
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
glio, ripartendole per tipologia di sorgente. In tale modo si ha la possibilità di valutare
a livello comunale, pur con l’approssimazione del caso, quali siano le attività che contribuiscono maggiormente alle emissioni di inquinanti in atmosfera.
Una prima modalità di suddivisione delle diverse tipologie di sorgenti consiste nella
ripartizione delle emissioni di inquinanti principali tra sorgenti “puntuali” (ovvero punti di
emissione localizzati e dotati di una significativa rilevanza emissiva), “lineari” (principali
arterie di comunicazione), e “diffuse” (tutte le restanti, non definite né come puntuali
né come lineari). In base a tale suddivisione si evidenzia come sul territorio dei Comuni
di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera non sia stata rilevata alcuna sorgente di tipo puntuale, ovvero attività industriali dall’elevata potenzialità
emissiva.
Il Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa indicava nell’area Valdera quale
stima delle emissioni specifiche della viabilità, che quella extraurbana è una viabilità
caratterizzata da bassi contenuti emissivi rispetto al totale provinciale. Sono tuttavia
presenti alcuni archi viari caratterizzati da elevate emissioni specifiche, ed in particolare
presso la SGC Fi-Pi-Li nel tratto intersezione Pisa/Livorno-Ponsacco.
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali per tipo di sorgente
L’I.R.S.E. consente, oltre alla stima delle quantità complessive annue di inquinanti
emesse, appena sintetizzata, di esaminare le suddette stime di emissioni più nel dettaglio, ripartendole per tipologia di sorgente. In tale modo si ha la possibilità di valutare
a livello comunale, pur con l’approssimazione del caso, quali siano le attività che contribuiscono maggiormente alle emissioni di inquinanti in atmosfera. Una prima modalità di
suddivisione delle diverse tipologie di sorgenti consiste nella ripartizione delle emissioni
di inquinanti principali tra sorgenti “puntuali” (ovvero punti di emissione localizzati e
dotati di una significativa rilevanza emissiva), “lineari” (principali arterie di comunicazione), e “diffuse” (tutte le restanti, non definite né come puntuali né come lineari). In base
a tale suddivisione si evidenzia come sul territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia,
Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera non sia stata rilevata alcuna sorgente di
tipo puntuale, ovvero attività industriali dall’elevata potenzialità emissiva. Il Rapporto
Ambiente 2003 della provincia di Pisa indicava nell’area Valdera quale stima delle emissioni specifiche della viabilità, che quella extraurbana è una viabilità caratterizzata da
bassi contenuti emissivi rispetto al totale provinciale. Sono tuttavia presenti alcuni archi
viari caratterizzati da elevate emissioni specifiche, ed in particolare presso la SGC Fi-PiLi nel tratto intersezione Pisa/Livorno-Ponsacco.
II-P1.2.1 Emissioni totali annue di inquinanti principali
Per “inquinanti principali” si intendono quelli così definiti nell’Inventario regionale, ovvero il monossido di carbonio (CO), i composti organici volatili (COV), gli ossidi di azoto
(NOx), le polveri respirabili (PM10), gli ossidi di zolfo (SOx).
47
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
SOx Emissioni costituite quasi esclusivamente da SO2, gas incolore irritante per
gli occhi e le vie respiratorie, dovute principalmente ai processi di ossidazione termica di combustibili e carburanti contenenti zolfo (centrali termoelettriche, impianti
di riscaldamento, autotrazione). La concentrazione in atmosfera di questo inquinante, specialmente nelle aree urbane, presenta un massimo nel periodo invernale
quando alle fonti già presenti si aggiunge il contributo del riscaldamento domestico.
L’SO2 in atmosfera si trasforma in acido solforico e derivati, contribuendo alle piogge acide, con effetti dannosi sui vegetali e corrosione di materiali lapidei. Le emissioni di questo inquinante sono in diminuzione, grazie all’avanzamento dei processi
di metanizzazione e dell’impiego di combustibili con bassi tenori di zolfo. Per questo
i relativi problemi recentemente si sono piuttosto “localizzati”.
NOx Ossidi di azoto che si formano nei processi di combustione ad elevata temperatura, per ossidazione dell’azoto atmosferico. L’NO2 è il più aggressivo, gas rossastro, dall’odore pungente, irritante per le mucose degli occhi e responsabile di
danni alle vie respiratorie. I principali contributi sono dati dai trasporti stradali, dai
processi di combustione, gli impianti termici, nonché alcuni processi industriali.
Questo inquinante si trasforma in atmosfera in acido nitrico e sali derivati contribuendo alle piogge acide. E’ un inquinante ubiquitario.
COV composti organici volatili, principalmente dovute alle attività umane, ai trasporti stradali, alle attività industriali. Concorrono alla produzione dello smog fotochimico insieme agli NOx, contribuendo alla formazione di ozono troposferico.
CO, gas incolore e inodore, le emissioni sono dovute essenzialmente a combustione in difetto di ossigeno e, nelle aree urbane, sono soprattutto connesse al
traffico veicolare, a causa dei bassi regimi di marcia. Il CO forma nel sangue carbossiemoglobina, impedendo la fissazione dell’ossigeno sull’emoglobina e quindi
causando mancata ossigenazione dei tessuti, l’esposizione può causare pertanto
danni al sistema nervoso centrale e cardiovascolare e a concentrazioni elevate può
portare alla morte per asfissia.
PM10, particelle sospese con diametro inferiore a 10 micron, sono originate soprattutto dagli impianti di combustione e dai motori di autoveicoli. Il PM10 si forma
anche come inquinante secondario da reazioni tra altri inquinanti emessi (SO2 , ammoniaca, COV). La pericolosità delle polveri è funzione sia della sua composizione
(eventuale presenza di sostanze dannose: possono veicolare metalli pesanti, idrocarburi incombusti, IPA) che delle dimensioni medie delle particelle: quelle inferiori
a 10 micron, relative al parametro PM10, sono particolarmente insidiose in quanto
possono penetrare negli alveoli polmonari.
349,8
1
1
0
17
0
23
1
1
0
129,4
1
0
37
722
2
0
165,9
2
0
Ponsacco
1.017
3
0
194,7
2
Pontedera
2.107
6
1
515,9
Prov. di Pisa
35.232 100
10 26.087 100
16
FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995
Tab.II.9:emissioni totali comunali di inquinanti principali
9.832
2
Casciana Terme
314
Lari
48
%totale
reg
236,9
0
674
SOX
%totale
prov
0
459
Calcinaia
%totale
reg
%totale
reg
1
Bientina
%totale
prov
%totale
prov
PM10
CO
%totale
reg
%totale
reg
COV
Comune
%totale
prov
%totale
prov
1995 Inquinanti principali - Emissioni totali comunali (tonnellate)
NOX
1
0
117,3
0
164,8
2
1
0
8
1
0
0
10
1
0
0
60,8
0
2
0
5
0
625,3
2
0
0
38
2
0
11
1
0
442,7
2
0
0
42
2
0
15
1
1
1.265,4
5
0
5
0
65
3
0
34
3
0
100
8
2.085
100
9
1.054
100
1
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Una prima elaborazione dei dati riportati nell’Inventario regionale delle sorgenti di
emissione consente di valutare e confrontare con i relativi dati provinciali e regionali
le emissioni annue di inquinanti principali stimate per i Comuni di Bientina, Calcinaia,
Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera che vengono riassunte nelle tabelle II.9-10.
Oltre al valore assoluto in ton/anno, si riporta la % sul totale regionale e la variazione
quantitativa del parametro inquinante in % tra il 1995 e il 2000; (la dicitura PM10 nei
dati riferiti al 2000 viene sostituita con PSF).
0,1
94,7
636,5
2,0
0,2
933,8
3,0
0,3
287,9
Lari
Ponsacco
%totale
reg
0,9
Casciana Terme
SOX
%totale
prov
0,8
%totale
reg
192,7
2,0
%totale
prov
204,7
0,2
619,5
%totale
reg
0,1
442,5
Calcinaia
NOX
%totale
prov
1,4
Bientina
%totale
reg
%totale
reg
COV
CO
Comune
%totale
prov
%totale
prov
2000 Inquinanti principali - Emissioni totali comunali (tonnellate)
0,9
0,1
73,2
1,0
0,1
9,4
0,1
102,4
1,4
0,1
12,0
1,1
0,9
0,1
4,4
0,7
0,0
0,1
4,6
0,7
0,4
0,1
40,9
0,6
0,0
19,9
0,0
1,9
0,1
2,1
0,3
305,6
1,3
0,2
97,9
1,4
0,1
0,0
20,1
1,9
0,1
4,8
0,8
271,5
1,2
0,2
139,8
1,9
0,1
0,0
22,3
2,1
0,1
6,0
0,9
0,0
PM10
Pontedera
1883,2
6,0
0,1
2865,4
12,4
1,9
312,5
4,3
0,3
35,1
3,3
0,2
15,5
2,5
0,0
Prov. di Pisa
31644
100
9,1
23137
100
15
7228
100
7,6
1059
100
7,1
632
100
0,8
FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 2000
Tab.II.10:emissioni totali comunali di inquinanti principali
Il contributo di tutti i comuni dell’area alle emissioni complessive regionali risulta
molto contenuto, e ad esclusione di Pontedera per il CO e i COV, sempre inferiore all’1%
per tutti gli inquinanti considerati.
Come si può vedere in tab. II.11 su tutti i comuni, ad esclusione di Pontedera per i
COV, si ha una riduzione di tutti i principali inquinanti con % di variazione comprese tra il
3,6% e 11,8 per il CO, di circa il 13 al 51 % dei COV, (ad eccezione come già evidenziato
di Pontedera), dal 30 al 40 % circa per gli ossidi di azoto, le polveri all’incirca diminuiscono del 45 % su tutti i comuni e fino a quasi il 60% l’SOx.
CO
COV
NOX
PSF
SOX
Pontedera
-10,6
126,4
-39,4
-46,2
-54,1
Ponsacco
-8,2
-38,7
-28,2
-47,1
-59,3
Bientina
-3,6
-13,6
-37,6
-43,5
-44,0
Calcinaia
-8,0
-44,9
-37,9
-46,5
-56,7
Casciana Terme
-8,2
-26,8
-32,7
-45,7
-57,4
Lari
-11,8
-51,1
-41,0
-47,6
-57,7
FONTE Dati: elaborazione da dati IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione)
Tab.II.11: Variazione 2000/1995 emissioni totali comunali di inquinanti
49
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Vengono poi riportati nelle tab.II.12-13 per gli inquinanti principali il rapporto con
superficie territoriale e popolazione sia per le stime del 1995 che del 2000.
EMISSIONI TOTALI INQUINANTI PRINCIPALI:
rapporto con superficie territoriale e popolazione
Tonn
/kmq
Kg/ab
33,8
0,7
1
2085
0,9
5
1054
0,4
3
Kg/ab
2
Tonn
/kmq
Tonn
1
1,4
Tonn
Kg/ab
Tonn
/kmq
Tonn
/kmq
Tonn
Tonn
84
65,3
26
Pontedera
2107,2
45,8 80 1265,4 27,5
48
Provincia di
35232 14,4 91 26087 10,7 68
Pisa
FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 1995
51,1
1
4
194,7
1016,9
0,7
9832
36
Ponsacco
14,7
20
22,2
92
3
11,2
442,7
16
2,1
515,9
3,7
721,9
2
42,1
165,9
Lari
0,2
16
80
129,4
11,3
9,8
13,9
349,8
97
5
0,9
625,3
83
8,6
1
38,4
1,7
44,9
313,6
0,7
21
11
60,8
673,7
Casciana Terme
0,1
11
164,8
40
Calcinaia
4,9
3
1
43
3,6
236,9
10,5
1,5
22,5
36,7
23,3
87
1
20
4
15,7
0,3
19
117,3
459,2
7,8
3
16,7
45
Bientina
SOX
0,6
22
8,1
Comune
PM10
Tonn
NOX
Kg/ab
COV
Kg/ab
CO
Tonn
/kmq
1995
Tab.II.12: rapporto con superficie territoriale e popolazione
EMISSIONI TOTALI INQUINANTI PRINCIPALI:
rapporto con superficie territoriale e popolazione
Tonn
/kmq
Kg/ab
Tonn
Kg/ab
Tonn
442,5
15,1
75
204,7
7,0
35
73,2
2,5
12,4
9
0,3
2
4,4
0,1
1
Calcinaia
619,5
41,3
73
192,7
12,9
23
102,4
6,8
12,1
12
0,8
1
4,6
0,3
0,5
Casciana Terme
287,9
7,9
83
94,7
2,6
27
40,9
1,1
11,8
20
0,5
6
2,1
0,1
1
Lari
636,5
14,1
80
305,6
6,8
38
97,9
2,2
12,3
20
0,4
3
4,8
0,1
1
Ponsacco
933,8
46,9
75
271,5
13,6
22
139,8
7,0
11,2
22
1,1
28
6,0
0,3
0,5
Pontedera
1883,2
41,0
75
2865,4
62,4
113 312,5
6,8
12,4
35
0,8
1
15,5
0,3
1
Tonn
/kmq
Kg/ab
Bientina
Tonn
Tonn
/kmq
SOX
Comune
Tonn
/kmq
Kg/ab
PM10
Tonn
NOX
Kg/ab
COV
Tonn
/kmq
CO
Tonn
2000
FONTE Dati: IRSE (Inventario Regionale Sorgenti Emissione) 2000
Tab.II.13: rapporto con superficie territoriale e popolazione
Viene anche in questo caso fatto il confronto tra il 1995 e il 2000 in Kg/ab riassunto
nel grafico. Dai dati emerge che, sempre ad accezione dei COV per Pontedera, anche la
produzione annuale per abitante espressa in Kg, si riduce per tutti gli inquinanti principali.
50
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
150,0
DIFFERENZA % 2000-1995 (Kg/ab)
100,0
50,0
Bientina
Casciana Terme
Calcinaia
Lari
Ponsacco
Pontedera
SO
X
PS
F
X
NO
V
CO
-50,0
CO
0,0
-100,0
II-2 Industria
Autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ai sensi del D.Lgs. 152/06
In data 29 aprile 2006 è entrato in vigore il decreto legislativo 3 aprile 2006 n. 152
“Norme in materia ambientale”; in esso è prevista l’abrogazione (art. 280) della precedente normativa, in particolare il DPR 203/88.
Il decreto legislativo provvede al riordino, al coordinamento e all’integrazione delle
disposizioni legislative in materia ambientale in conformità ai principi e ai criteri direttivi
espressi nella legge 15 dicembre 2004, n. 308 (Delega al Governo per il riordino, il coordinamento e l’integrazione della legislazione in materia ambientale e misure di diretta
applicazione).
La parte quinta del decreto legislativo 152/2006, entrata in vigore il 29.04.2006,
prevede “Norme in materia di tutela dell’aria e di riduzione delle emissioni in atmosfera”
e disciplina tra le altre cose il rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera agli
impianti industriali. Le nuove disposizioni, che in parte recepiscono alcune delle fonti di
settore abrogano contestualmente norme tra cui il DPR 203/88; rimangono incertezze
di natura interpretativa vista la mancanza di disposizioni di natura transitoria per il passaggio dal vecchio al nuovo ordinamento.
In particolare, in Toscana, la delega alle Province delle funzioni amministrative relative al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera ex D.P.R. 203/88, prevista
dalla L.R. 1/2000 e resa operativa per specifici settori di attività con provvedimenti
della Giunta regionale, è tuttora efficace; pertanto la ripartizione di competenze tra
la Regione e le Province non risulta modificata dalla nuova normativa di settore.
Gli utenti, dal 29/04/2006, dovranno presentare le domande relative al rilascio delle
autorizzazioni in atmosfera ai sensi del decreto legislativo 152/2006.
51
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
AUTORITÀ COMPETENTI AL RILASCIO DELLE AUTORIZZAZIONI IN
ATMOSFERA
• Regione: autorità competente al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera quando con legge regionale non sia previsto diversamente.
• Province: delegate per L.R. al rilascio delle autorizzazioni alle emissioni in atmosfera
con procedura ordinaria per specifiche tipologie di attività per le quali la Regione ha
predisposto i relativi allegati tecnici e per impianti ed attività in deroga di cui all’art.
272 c. 2 del D.Lgs. 152/2006 (ex. Attività a Ridotto Inquinamento Atmosferico).
• Comuni: delegati per L.R. ad esercitare le funzioni amministrative per gli impianti
ed attività in deroga di cui all’art. 272 c. 1 (ex. Attività ad Inquinamento Atmosferico
poco significativo).
II-P2.1 Aziende con autorizzazione all’emissione (Autorizzazione Provincia e Regione)
Si riportano nella tabella II.14 le aziende autorizzate dalla provincia negli anni dal
2002 al 2004 presenti nel territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme,
Lari, Ponsacco e Pontedera.
Comune
Pontedera
2002
2003
2004
7
8
11
Ponsacco
5
6
5
Lari
15
13
14
Casciana Terme
0
2
1
Bientina
7
3
6
Calcinaia
6
2
6
TOTALE
40
34
43
FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA
Tab.II.14: Aziende con autorizzazione all’emissione da parte della Provincia
Si riportano in tab.II.15 le aziende autorizzate dalla Regione dal 2002 al 2004 presenti nel territorio dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e
Pontedera.
Pontedera
58
Ponsacco
74
Lari
19
Casciana Terme
152
Bientina
90
Calcinaia
92
TOT
485
FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA
Tab.II.15 Aziende autorizzate dalla Regione (ex art. 12 D.P.R. 203/88)
52
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
II-P2.2 Aziende a rischio di incidente rilevante
La disciplina del rischio industriale, d’origine prevalentemente comunitaria, è in continua evoluzione. La dir. 82/501/CE relativa ai rischi di incidenti rilevanti connessi con
determinate attività industriali, meglio nota come direttiva Seveso I, è stata emanata
a seguito dell’incidente nello stabilimento Icmesa di Seveso nel 1976. In seguito è stata sostituita dalla dir.96/82/CE “Controllo dei pericoli di incidenti rilevanti connessi con
determinate sostanze pericolose”, detta anche Seveso II. Sia la legge “Bassanini” (D.
Lgs. 112/98) che D. Lgs. 334/99 di recepimento della direttiva Seveso II hanno portato
importanti modifiche nella legislazione del settore. Il trasferimento delle competenze dal
D.Lgs. 112/98 ha ridisegnato compiti e responsabilità dei soggetti pubblici coinvolti, rimettendo gran parte delle competenze alle Regioni. Il D.Lgs. 334/99, ha spostato l’attenzione dalle Aziende a rischio (ex DPR 175/88 di recepimento della direttiva Seveso I) alle
sostanze pericolose, che vi vengono lavorate e/o depositate, e che possono innescare un
incidente rilevante. Il D.Lgs. 21 settembre 2005, n. 238 (pubblicato in G.U. 21 novembre
2005, n. 271, S.O. n. 189) che ha recepito la direttiva 96/82/CE come modificata dalla
direttiva 2003/105/CE (c.d. “Seveso Ter”) ha introdotto importanti modifiche al D.Lgs. 17
agosto 1999 n. 334, in materia di prevenzione e controllo di incidenti rilevanti connessi
con determinate sostanze pericolose. In particolare, il decreto legislativo n. 238/2005:
• ha esteso il campo di applicazione della normativa vigente relativamente alle attività
industriali, (art. 4, D. Lgs. 334/99);
• ha ampliato la partecipazione dei soggetti interessati al processo della pianificazione
d'emergenza, (art. 11 e art 20 del D. Lgs. 334/99);
• ha individuato un secondo livello di gestione del rischio di incidenti nelle aree interessate dagli stabilimenti "Seveso" (art. 12, D. Lgs. 334/99);
• ha introdotto nuove tipologie a rischio di cui tener conto nell'elaborazione delle politiche di assetto del territorio e del controllo dell'urbanizzazione (art. 14, D. Lgs.
334/99);
• ha intensificato il diritto dei cittadini all'informazione sulle misure di sicurezza (art.
22, D. Lgs. 334/99);
• sono state individuate nuove sostanze cancerogene, con aumento delle relative quantità limite e ridotte le quantità limite per le sostanze pericolose per l'ambiente ed è
stata fornita una nuova definizione per le sostanze esplosive ed i nitrati d'ammonio e
potassio.
La Regione Toscana, è stata la prima regione ad approvare una legge specifica nel
settore delle industrie "a rischio di incidente rilevante",in applicazione della direttiva Seveso. Il 20 marzo 2000 è stata dunque adottata la Legge Regionale n. 30 "Nuove norme
in materia di attività a rischio incidente rilevante". Le aziende a rischio sono tenute sotto
stretta osservazione, con piani di intervento in caso di incidente.
Da tempo la Regione ha preparato una mappa dettagliata della loro dislocazione: le
aziende ricadenti negli obblighi di cui al D.Lgs.334/99 in tutto il territorio regionale sono
69, di cui solo 26 segnalate "per un rischio maggiore"; ogni azienda è classificata in base
alla pericolosità delle sostanze che tratta. Sono informazioni che devono essere messe a
disposizione. Per ogni possibile pericolo devono essere previsti interventi di prevenzione
e piani di emergenza. I lavoratori e i cittadini devono sapere cosa fare nel caso di incendi, esplosioni, fughe di sostanze tossiche.
Il Comune, ai sensi della citata legge deve trasmettere alla popolazione le schede di
informazione sulle aziende a rischio di incidente rilevante, presenti sul territorio comunale.
53
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Si riportano nella Tab.II.16 le Aziende presenti in Toscana.
Provincia
Articolo 6
Articolo 8
Totale
Arezzo
4
1
5
Firenze
7
4
11
Grosseto
2
2
4
Livorno
9
12
21
Lucca
1
3
4
Massa Carrara
4
1
5
Pisa
5
2
7
Prato
0
0
0
Pistoia
7
0
7
Siena
TOTALE
4
1
5
43
26
69
FONTE Dati: REGIONE TOSCANA
Tab.II.16. aziende a rischio di incidente rilevante in Toscana
Altre importanti innovazioni, con la recente normativa, si sono avute sul controllo dei
pericoli:
• studio delle situazioni a forte concentrazione di attività industriali attraverso l'introduzione dell'effetto domino, con la previsione di aree ad alta densità di stabilimenti in
cui possono aggravarsi le conseguenze dannose per l'uomo e per l'ambiente, in caso
di incidente rilevante.
• è stato "reso operativo" il controllo dell'urbanizzazione per contenere la vulnerabilità
del territorio circostante a un'azienda a rischio di incidente rilevante. Il controllo prevede la classificazione dell'area in base al valore dell'indice di edificazione esistente e
in base ai punti vulnerabili in essa presenti (Es. ospedali, scuole e centri commerciali).
• maggiore coinvolgimento della popolazione nei processi decisionali relativi alla costruzione di nuovi stabilimenti o a modifiche sostanziali di quelli esistenti e alla creazione
di insediamenti e infrastrutture attorno ad essi.
• stabilito il dovere dell'informazione che deve essere "tempestiva, resa comprensibile,
aggiornata e diffusa".
• rafforzato il sistema dei controlli da effettuare da parte delle Autorità preposte e meglio disciplinato il regime sanzionatorio.
Per quanto riguarda le Aziende a rischio di incidente rilevante presenti nell’area si
rileva la presenza di un’unica azienda situata nel comune di Pontedera (Tab. II.17)
Art.6-7
COMUNE
CODICE
MINISTERO
RAGIONE
SOCIALE
ATTIVITÀ
Pontedera
DI038
ZETA GAS srl
Deposito Gas liquefatti
FONTE Dati: PROVINCIA DI PISA
Tab.II.17 aziende a rischio di incidente rilevante nell’area di indagine
54
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI RISPOSTA
Il nuovo corso della politica europea in materia di qualità dell’aria ambiente ha la
finalità di tutelare la salute e l’ambiente mediante la regolamentazione di un’ampia
gamma di sostanze inquinanti: stabilisce obiettivi vincolanti e un sistema di valutazione
e gestione della qualità dell’aria ambiente completo e coerente. Già il decreto n. 351/99,
recependo quanto indicato in sede comunitaria, imponeva una programmazione e pianificazione regionale dotata di adeguati strumenti conoscitivi e di valutazione dello stato
della qualità dell’aria e delle origini dell’inquinamento a supporto delle scelte e delle
decisioni di prevenzione e di risanamento. Ad oggi l’azione regionale di valutazione e
gestione della qualità dell’aria ambiente si basa su un approccio conoscitivo completo e
organico, che utilizza fondamentalmente due strumenti:
• L'Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione, I.R.S.E., (DGR n. 1193/00
• Il Piano Regionale di rilevamento della qualità dell'aria ambiente (DGR n. 381/99)
Utilizzando i dati di qualità dell’aria e le informazioni sulle sorgenti di emissione, la
Giunta regionale ha adottato, con la deliberazione n. 1406/2001, la classificazione del
territorio regionale ai sensi degli artt. 6, 7, 8 e 9 del D.lgs n. 351/99, che ha determinato
la possibilità di applicare la fase di pianificazione per le azioni di risanamento, miglioramento progressivo e anche di mantenimento dello stato di qualità dell’aria nelle varie
zone della regione. Questa prima classificazione è stata effettuata non solo ai fini della
protezione della salute umana, ma anche ai fini della protezione degli ecosistemi e della
vegetazione e della prevenzione del degrado dei materiali dall’inquinamento atmosferico, utilizzando gli specifici valori di riferimento fissati dall’Unione Europea. Obiettivo
strategico del piano regionale è determinato dal rispetto dei valori limite, dei valori
obiettivo, dei valori bersaglio e delle soglie di allarme indicati nelle direttive dell’Unione
Europea emanate a seguito della direttiva quadro e in corso di recepimento nazionale.
Questi valori determinano i livelli di sostanze inquinanti che in base a conoscenze scientifiche aggiornate evitano, prevengono o riducono gli effetti dannosi per la salute o per
l’ambiente. I limiti, relativi a biossido di zolfo, biossido di azoto, piombo, polveri fini,
ossido di carbonio, benzene e ozono devono essere raggiunti, e in seguito non superati,
entro limiti temporali fissati, in alcuni casi (biossido di zolfo, piombo, e prima fase per le
polveri fini) per al 1° gennaio 2005 e, per i restanti inquinanti, al 1° gennaio 2010.
II-R1 Politiche comunali
Tra le politiche e gli interventi intrapresi e previsti dai Comuni ai fini della tutela della
qualità dell’aria si ritiene opportuno citare i seguenti, ripresi dai rispettivi PS. L’obiettivo
comune è quello di migliorare la qualità dell’area, in particolare nelle zone di pianura
affinché non si verifichi il superamento degli standard minimi di qualità, stabiliti da leggi,
decreti e norme in vigore. Per quel che concerne le emissioni prodotte da uso domestico
un po’ tutti i comuni prevedono di non aggravare il carico ambientale delle emissioni
urbane subordinando la realizzazione di nuovi insediamenti alla presenza delle reti del
gas metano e/o di fonti di energia rinnovabile (pannelli solari, impianti fotovoltaici, ecc.)
Per quel che concerne gli insediamenti produttivi in generale si fa divieto di nuovi insediamenti industriali in aree a destinazione prevalentemente residenziale e si incentiva
l’allontanamento degli stabilimenti eventualmente esistenti nelle zone a prevalente destinazione produttiva e comunque in aree tali ove i fenomeni di trasporto degli inquinanti
in atmosfera non comportino la ricaduta degli stessi sui centri abitati. Anche per i nuovi
insediamenti produttivi così come già accennato per i residenziali viene prescritto l’utiliz55
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
zo di idrocarburi non inquinanti (metano) ed incentivata, l’adozione di forme di energia
rinnovabile. Per quel che concerne gli elementi di pressione derivanti dal traffico veicolare si prevede di gerarchizzare i sistemi infrastrutturali in modo da liberare dal traffico
pesante le strade a prevalente carattere urbano. In particolare per Pontedera l’accesso
alle aree produttive avverrà attraverso accessi plurimi, realizzati con rotatorie, lungo la
nuova viabilità di scorrimento, eliminando gran parte del traffico che attualmente percorre la S.S. 67 Tosco Romagnola in aree residenziali o terziarie. Per quel che concerne
gli elementi di fragilità legati al traffico veicolare intenso in prossimità dei centri abitati
minori, il R.U. ha operato in diversi modi: circonvallazioni che permettano al traffico di
passaggio di non attraversare le zone residenziali; rotatorie in sostituzione di incroci e
semafori onde evitare le soste con motore acceso; creazione di parcheggi scambiatori in
aree limitrofe ai centri urbani. Per quel che concerne la qualità dell’area lungo la superstrada al fine di ridurre le emissioni inquinanti, il R.U. si impegna a non consentire nuovi
insediamenti, oltre a quelli già esistenti, in prossimità di queste zone ed inoltre incentiva
la realizzazione di filtri verdi tra la S.G.C. FI-PI-LI ed i territori circostanti.
Per quei comuni dove ad oggi non esiste un sistema di monitoraggio della qualità
dell’aria, dovrà essere predisposto un sistema di monitoraggio continuo, che permetta
di disporre di un quadro esauriente ed esaustivo delle effettive condizioni della qualità
dell’aria, prevedendo verifiche mediante stazioni di rilevamento.
Per il raggiungimento di tali obiettivi è ritenuto necessario:
- imporre ad ogni nuova iniziativa industriale l’adozione e il mantenimento degli
standard di legge relativamente all’inquinamento acustico e atmosferico;
- incentivare l’utilizzo di processi produttivi che non prevedano un elevato impiego di
inquinanti quali ad esempio i composti organici volatili;
- mantenere in efficienza ed incrementare il ripristino delle aree boscate e la creazione di nuovi parchi urbani e di aree a verde diffuso all’interno della città e nelle aree
produttive;
- razionalizzare il sistema infrastrutturale mantenendo ben rigida la distinzione fra
strade urbane di scorrimento e strade urbane di quartiere, in modo da ridurre all’interno del centro urbano il traffico di semplice attraversamento sia di vetture che
di mezzi pesanti;
- favorire l’ampliamento della pedonalizzazione delle aree urbane centrali con la
creazione di parcheggi scambiatori fuori dal centro e vicino alla viabilità urbana di
scorrimento destinati alla sosta prolungata, incentivando lo spostamento all’interno
della città attraverso l’uso di mezzi pubblici elettrici o a bassa emissione inquinante; creazione di parcheggi da destinare alla sosta breve e per i residenti in prossimità delle aree pedonali;
- incrementare barriere verdi lungo la viabilità in particolare quella a traffico pesante
per ridurre l’inquinamento acustico, o l’uso di pavimentazioni stradali ad assorbimento sonoro.
Il comune di Pontedera ha aderito al nuovo Accordo di Programma per il risanamento della qualità dell’aria ambiente nelle aree urbane sottoscritto nel gennaio 2006 nel
quale era previsto la limitazione del traffico dei veicoli inquinanti euro 0 attivando nel
contempo gli incentivi così distribuiti. L’importo massimo ammesso a contributo è stato
di 48.860 euro
56
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
N°contributi
prenotati
Tipo di contributo
Entità contributo
€
Totale
€
16
4
Acquisto bicicletta elettrica o ciclomotore
150
2400
Acquisto automobile nuova o usata
1000
4000
33
Trasformazione auto posteriori al 1992
immatricolate da più di 36 mesi
350
11550
40
Trasformazioni auto anteriori al 1992
700
28000
7
Domande annullate
100
Totale prenotazioni
Totale somme
prenotate
45950
Per limitare l’emissione di polveri leggere e altri inquinanti è in progetto la costruzione
della variante Sarzanese Valdera (intervento di competenza della Provincia di Pisa) che
alleggerirà il traffico sull’attuale tracciato, rendendolo più scorrevole e allontanandolo
dai centri abitati.
Per Calcinaia, possiamo comunque affermare che, allo stato attuale, non sono presenti fenomeni di criticità legati alla qualità del dell’area di territorio comunale.
D.7 ARIA
Come già evidenziato nel territorio di indagine i dati sull’inquinamento atmosferico
sono di difficile interpretazione a causa della mancanza di centraline per il rilevamento
dei parametri chimico-fisici (a eccezione di Lari e Pontedera, ma non per tutti i parametri), per assenza di studi di biomonitoraggio (in tutto il territorio ad eccezione di
Pontedera): pertanto i dati esposti si riferiscono a elaborazioni dalle stime effettuate
dall’IRSE, negli anni 1995 e 2000.
Sicuramente i trasporti, soprattutto nelle aree di pianura sono un importante determinante per l’inquinamento atmosferico, che richiede interventi orientati, quali l’incremento di autovetture alimentate con combustibili più puliti (metano e GPL). La presenza di
aziende a rischio d’incidente rilevante non sembra essere un determinante di rilievo in
quanto nell’area di indagine è presente un’unica azienda localizzata nel comune di Pontedera. Un fattore ad oggi non particolarmente determinante sembra essere la presenza
di grandi cantieri aperti sul territorio, che comportano un impatto potenziale rilevante
per la dispersione delle polveri e per l’incremento del traffico di mezzi per il trasporto dei
materiali. L’incertezza di alcuni dati disponibili, quali ad esempio, i dati sull’utilizzo dei
combustibili per le attività di riscaldamento impongono una certa cautela in merito ed il
rinvio a successivi approfondimenti.
INDICATORI COMUNI EUROPEI
N°2
Contributo locale al cambiamento climatico globale
Emissioni di CO2 equivalente (valori assoluti e variazioni nel tempo)
Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori
1
3
4
5
*
2
*
*
*
Uguaglianza ed
inclusione sociale
Relazione tra la dimensione
locale e quella globale
Economia locale
Protezione
ambientale
6
57
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
I dati ottenuti sono solo quelli relativamente alle stime IRSE del 1995 e del 2000;
dai dati emerge che in tutti i comuni dell’area si ha una riduzione della CO2 dal 1995 al
2000. Ad oggi non è possibile effettuare stime più di dettaglio.
Tonn/anno
1995 EMISSIONI DI CO2
200.000
180.000
160.000
140.000
120.000
100.000
80.000
60.000
40.000
20.000
0
Bientina
Calcinaia
Casciana T.
Lari
Ponsacco
Pontedera
CO2
2000 EMISSIONI DI CO2
160.000
140.000
Tonn/anno
120.000
100.000
Bientina
Calcinaia
Casciana T.
Lari
Ponsacco
Pontedera
80.000
60.000
40.000
20.000
0
CO2
Qualità dell’aria locale
N°5
Numero di superamenti del valore limite.
Esistenza ed attuazione dei piani di risanamento
Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori
1
*
Uguaglianza ed
inclusione sociale
58
2
3
4
5
6
*
*
Protezione ambientale
Patrimonio culturale/qualità
dell’ambiente edificato
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Per quanto riguarda la qualità dell’aria misurata dalle due centraline presenti in tutta
l’area (Lari e Pontedera), si hanno i dati solo per le PM10 forniti da ARPAT di Pisa e riferiti al periodo 2003-2005. Come si può vedere dai grafici la media annuale per Lari è in
lieve diminuzione, mentre per Pontedera dopo una riduzione nel 2004 si ha un nuovo
aumento nel 2005.
Per i superamenti dei valori limite, invece per ambedue le centraline, il numero è aumentato tantissimo nel 2005, ultimo anno per cui si hanno a disposizione le misure.
Pertanto come già evidenziato, le PM10 sembrano essere un elemento di criticità. Per
i comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme e Ponsacco non sono presenti i dati non
essendo presenti punti fissi di monitoraggio e non sono stati resi disponibili dati riferiti
a campagne effettuate con laboratorio mobile dal Dipartimento provinciale di ARPAT. Ad
oggi non sono state fornite notizie in merito a eventuali Piani di risanamento nell’area.
PM10 MEDIA ANNUALE
40
Pontedera
microgrammi /NMC
35
Lari
30
25
20
15
10
5
0
2003
2004
2005
SUPERAMENTI VALORI LIMITE
Pontedera
60
Lari
50
n°
40
30
20
10
0
2003
2004
2005
59
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
60
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
III- MOBILITÀ E STRUTTURA URBANA
ABSTRACT
In questo capitolo viene analizzato lo stato del verde pubblico e delle aree attrezzate;
vengono riportati i dati così come comunicati dalle amministrazione relativamente alla
% di cittadini che vivono ad una distanza inferiore a 300m dalle aree di verde pubblico.
Vengono analizzate tra le potenziali pressioni esercitate sull’ambiente le principali infrastrutture extraurbane e quelle ferroviarie e viene effettuata un’analisi dei cantieri presenti nel territorio dei comuni. Tra le politiche di risposta vengono riportati i progetti per
gli adeguamenti infrastrutturali e gli interventi per il miglioramento del sistema viario
quali la realizzazione di rotonde e di piste ciclabili e le eventuali zone a traffico limitato.
Per la struttura urbana gli interventi di restauro di beni architettonici. Tutti i dati per le
elaborazioni sono stati forniti dalle Amministrazioni comunali e ripresi dall’ ISTAT.
INDICATORI DI STATO
III-S1 Paesaggio Urbano
III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino
III-S2 Piano Strutturale
III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale
INDICATORI DI PRESSIONE
III- P1 Infrastrutture ferroviarie
III- P2 Infrastrutture stradali extraurbane
III-P2.1 Autostrade e superstrade
III-P3 Cantieri
III-P3.1 Cantieri per lavori
III-P3.2 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto
INDICATORI DI RISPOSTA
III-R1 Limitazioni al traffico
III-R1.1 Zone a traffico limitato
III-R2 Sistema integrato dei trasporti
III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori
III-R3 Incentivi ambientali
III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici
III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili)
III-R4.1 Piste ciclabili
III-R5 Restauro di beni architettonici
III-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici
INDICATORI COMUNI EUROPEI
N°4: Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali
Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi
61
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
III-S1 Paesaggio Urbano
III-S1.1 Verde pubblico e Aree verdi attrezzate per cittadino
Il Verde pubblico riveste un’importanza fondamentale soprattutto all’interno di un
territorio fortemente urbanizzato come quello dei comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari,
Calcinaia, Cascina e Bientina, per le molteplici funzioni che svolge sia da un punto di
vista ecologico – paesaggistico e di conservazione del territorio che di ruolo ricreativo e
sociale.
Nella definizione della struttura urbana viene riportato quale indicatore di stato il suolo adibito a verde pubblico: entro tale dizione rientrano tutte le aree a verde di proprietà
dell’amministrazione, anche se non gestite direttamente. Nella tabella III.1 e nel grafico
successivo, vengono riportati i Mq totali delle aree (così come dichiarati dalle Amministrazioni) e le % di aree a verde sul totale del territorio comunale e i mq/ abitante.
Si può evidenziare come esistano profonde differenze sia nelle superfici totali che nelle % tra i 6 comuni. Il Comune di Pontedera è quello che presenta un’estensione di verde
pubblico maggiore di tutti gli altri, così come un valore molto elevato in metri quadri
abitanti, seguito da Ponsacco e Casciana Terme; all’ultimo posto il comune di Bientina
che ha anche il più basso valore in metri quadri per abitante. La % maggiore di verde
pubblico/territorio comunale, è anche questa a Pontedera anche in questo caso seguito
da Ponsacco, mentre ultimi troviamo Bientina e Lari.
Aree verdi (mq)
(mq/ab)
% verde pubblico/territorio comunale
Pontedera
Comune
891.377
32,82
1,94
Ponsacco
253.707
19,05
1,27
Lari
28.301
3,39
0,06
Casciana Terme
166.890
46,10
0,45
Bientina
18.400
2,76
0,06
Calcinaia
130.187
13,9
0,86
TOT Area
1.331.782
Media: 12,71
FONTE Dati: Elaborazione da dati comunali
Tab. III.1: Aree verdi totale e disponibilità in mq/Ab.
VERDE PUBBLICO
MQ/ABITANTE
35
Ponsacco
30
Lari
25
Bientina
20
15
10
5
0
62
Pontedera
Casciana Terme
Calcinaia
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
III-S2 Piano Strutturale
IL PIANO STRUTTURALE è il documento programmatico e di riferimento per il territorio comunale, realizzato in coerenza con gli atti di pianificazione di ambito sovracomunale quali il PTC provinciale tenendo conto degli indirizzi e le salvaguardie del P.I.T. e da
eventuali piani di settore derivanti da leggi e piani specifici e di settore. (Es. Piano di
Bacino). La L.R. 5/95 e la successiva L.R. n°1 del 3/01/2005, nell’ambito della riforma
dei principi e delle modalità per il governo del territorio, orientano l’azione pubblica e
indirizzano le attività pubbliche e private a favore dello sviluppo sostenibile, ovvero di
uno sviluppo volto ad assicurare uguali potenzialità di crescita del benessere dei cittadini
e a salvaguardare i diritti delle generazioni presenti e future a fruire delle risorse del
territorio. A tale scopo la legge prevede obiettivi di efficienza ambientale generali, validi
per tutti gli strumenti di pianificazione, e obiettivi specifici per ogni strumento. In particolare, per il Piano Strutturale si precisano i seguenti obiettivi specifici in riferimento ai
principi dello sviluppo sostenibile:
Obiettivi conoscitivi:
a)Quadro conoscitivo dettagliato, a livello comunale, delle risorse individuate dal PTC (risorse essenziali, vulnerabilità e riproducibilità in riferimento ai sistemi ambientali locali).
b)Individuazione dei sistemi e sub-sistemi ambientali, insediativi, infrastrutturali, di
servizio e funzionali da realizzare per conseguire gli obiettivi da perseguire nel governo del territorio.
c)Elementi per la valutazione degli effetti ambientali.
d)Statuto dei luoghi, che raccolga le invarianti strutturali da sottoporre a tutela.
e)Quadro conoscitivo delle attività svolte sul territorio, finalizzato alla riorganizzazione e al riequilibrio dei tempi, degli orari e delle necessità di mobilità.
Obiettivi di tutela:
a)Individuazione delle invarianti strutturali da sottoporre a tutela.
b)Divisione del territorio in UTOE, corrispondenti a sub-sistemi ambientali.
Obiettivi di valutazione:
a)Definizione dei criteri per la definizione e la valutazione dei piani e programmi di
settore di competenza comunale aventi effetti sull’uso e sulla tutela delle risorse
del territorio.
Obiettivi prestazionali ambientali degli insediamenti:
a)definizione delle dimensioni massime ammissibili degli insediamenti e delle funzioni, delle infrastrutture e dei servizi necessari, per ciascuna UTOE, sulla base
dell’identificazione dei limiti compatibili di sfruttamento ed uso delle risorse.
b)riorganizzazione dei tempi, degli orari, della mobilità.
Già la Legge 5/95, ponendo lo sviluppo sostenibile alla base del governo del territorio, ha affermato in modo esplicito ed inequivocabile il diritto a partecipare di tutti coloro
che, hanno interesse nella conservazione attiva delle risorse, imponendo trasparenza
dei processi decisionali, attraverso l’esplicitazione degli obiettivi, la definizione del quadro conoscitivo quale parte integrante dell’atto di pianificazione, collegato al contenuto
progettuale da un rapporto logico necessario, l’informazione piena sui procedimenti sin
dal momento iniziale. Propone infatti una nuova dimensione della partecipazione dei
cittadini al governo del territorio.
63
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
III-S2.1 Comuni nell’area in esame dotati di Piano Strutturale
Nella tab.III.2 viene riportato, così come fornito dai comuni lo stato di attuazione del
Piano Strutturale; come si può vedere tutti i Comuni nell’area in esame sono dotati di
Piano Strutturale, anche se non in tutti i casi il Piano è stato approvato. Da segnalare
che il comune di Bientina è stato il primo comune in Toscana ad adottare e approvare il
Piano Strutturale.
PIANO STRUTTURALE
Comune
Data di Adozione
Data di Approvazione
27/06/05
Casciana Terme
16/02/05
Delibera C.C. n. 2 del
31/01/2002
18/09/2003
Bientina
06.04.1995
22.01.1996
Calcinaia
28/01/2002
26/09/2002
Pontedera
Ponsacco
Lari
NOTE
20/01/2004
Delibera C.C. n. 48 del 20/07/2002
26/04/2004
1° comune in Toscana che ha
adottato il PS
FONTE Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.III.2: Presenza di Piano Strutturale
III- P1 Infrastrutture ferroviarie
Il trasporto ferroviario può contribuire sicuramente all’inquinamento acustico con
rumori che sono meno costanti nel tempo rispetto a quelli stradali, ma che possono
raggiungere intensità molto significative, sulle quali, peraltro, influiscono fortemente
le caratteristiche delle vetture impiegate nonché la manutenzione. Comunque, come
si può vedere dalla Tab. III.3 nel territorio dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana
Terme, Lari, Ponsacco non è presente la ferrovia, che risulta solo nel territorio di Pontedera per un tratto di 8 km e in quello di Calcinaia con 2,9 Km, per un totale nell’area
di 10,9 Km.
Infrastrutture ferroviarie (Km2)
Comune
Percorso
Pontedera
8
Ponsacco
0
Lari
0
Casciana terme
0
Bientina
0
Calcinaia
2,9
TOTALE:
10,9
FONTE Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia,
Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.III.3: Presenza di Infrastrutture ferroviarie
III-P2 Infrastrutture stradali extraurbane
Il trasporto stradale extraurbano può determinare un inquinamento acustico generalmente più limitato, in termini di soggetti esposti, rispetto al traffico dei centri urbani ma
tuttavia rilevante in termini di intensità. Dal Rapporto Ambiente 2003 relativo all’area
SEL Valdera si evidenzia che:oltre l’80% della rete stradale è costituito da strade di tipo
64
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
extra-urbano e la densità stradale è in linea con quella della Provincia. Il traffico veicolare risulta significativo: da una specifica campagna condotta nella rete extraurbana
nel corso del 2002 emerge che alcuni tratti della rete stradale sono interessati da flussi
di traffico anche superiori a 20.000 veicoli al giorno; gli archi viari più critici risultano
essere la SGC Fi-Pi-Li, la SS 439 nel tratto tra Calcinaia e La Borra e la SS 67.
III-P.2.1 Autostrade e superstrade
Nel territorio dei comuni di Bientina e Casciana Terme, non sono presenti infrastrutture viarie di grande comunicazione, mentre nei comuni di Calcinaia, Lari, Ponsacco
e Pontedera, in entità di chilometri diversa, come riportato in Tabella III.4, il territorio è
attraversato dalla SGC Firenze-Pisa –Livorno; in generale le infrastrutture viarie di grande comunicazione determinano un impatto rilevante anche sulla qualità acustica urbana,
interessando da vicino parte delle aree urbane, come avviene ad esempio a Pontedera,
le cui zone periferiche sono relativamente vicine all’uscita della SGC.
Infrastrutture viarie di grande comunicazione
Comune
Km2
Pontedera
10,620
Ponsacco
1,0
Lari
1,757
Casciana Terme
0
Bientina
0
Calcinaia
0
TOT
12,757
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme,
Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella III.4: Infrastrutture viarie di grande comunicazione (km2)
INDICATORI DI PRESSIONE
III-P3 Cantieri
La presenza di cantieri sul territorio può contribuire all’inquinamento acustico dell’area, sia direttamente, nelle aree limitrofe, che indirettamente, a causa dell’incremento
dei veicoli adibiti al trasporto di materiali e scarti sulla viabilità esistente. Per difficoltà
riscontrate relativamente alla definizione e alla caratterizzazione dei cantieri per lavori,
si riportano solo i dati relativi a cantieri per le infrastrutture di trasporto.
III-P3.1 Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto
Come si può vedere nella tabella III.5, nell’area dei comuni solo Bientina e Calcinaia,
nel periodo di riferimento dal 2002 al 2005 non hanno indicato la presenza di cantieri
per grandi lavori attivi nel territorio, legati a nuove infrastrutture di trasporto. Si rilevano
invece in numero variabile, ma soprattutto nel 2005 su Pontedera, Ponsacco, Casciana
Terme e Lari.
65
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Comune
2002
2003
2004
Pontedera
0
2
1
Ponsacco
0
0
0
Lari
3
1
3
Casciana Terme
1
0
1
Bientina
0
0
0
Calcinaia
0
0
0
TOT
4
3
5
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella III.5: Cantieri per nuove infrastrutture di trasporto
2005
5
2
5
0
0
0
12
INDICATORI DI RISPOSTA
Tra le politiche di risposta da parte dei Comuni, c’è l’obiettivo di organizzare e gestire
il traffico, realizzando in particolare infrastrutture per la mobilità sostenibile, opere e
progetti per l’ottimizzazione e l’organizzazione logistica del traffico, per il monitoraggio e
la limitazione degli impatti del traffico. Si riportano nelle successive tabelle gli interventi
realizzati e previsti a tale scopo e le limitazioni al traffico presenti.
III-R1 Limitazioni al traffico
Le limitazioni al traffico sono tra gli interventi previsti nel Decreto del Ministero dell’Ambiente del 27.03.998 “Mobilità sostenibile nelle aree urbane” che stabilisce che i Sindaci
dei Comuni con popolazione superiore ai 150.000 abitanti e quelli dei Comuni individuati
dalle Regioni ai sensi dell’art. 9 del D.M. 20.05.1991 devono adottare tutte le misure per
ridurre l’inquinamento atmosferico qualora sia accertato o prevedibile il superamento dei
livelli e degli obiettivi di qualità dell’aria stabiliti dai D.M. 25.11.1994 e D.M. 16.05.1996;
anche nel quinto Accordo di Programma sulla qualità dell’aria per la gestione dell’emergenza da PM10 e per il progressivo allineamento ai valori fissati dalla Unione Europea per
il 2005, vengono definite tra le azioni comuni necessarie per affrontare le criticità che si
registrano nella stagione invernale, in attesa di disporre delle risorse necessarie all’attuazione di interventi infrastrutturali che dovranno le limitazioni al traffico.
III-R1.1 Zone a traffico limitato
Oltre alle limitazioni tra gli interventi di riduzione del traffico per ridurre l’ inquinamento atmosferico e acustico, vi è la realizzazione di Zone a Traffico Limitato (ZTL), in
genere situate al centro delle città creando eventualmente anche area pedonali chiusa
ai mezzi motorizzati privati.
Nei comuni dell’area a parte i Comuni di Pontedera e Casciana Terme, non sono presenti zone a traffico limitato. Si riporta l’estensione di tali aree nella tabella III.6.
Comune
ZTL (ha)
Pontedera
6,7
Ponsacco
0
Lari
0
Casciana Terme
11,5
Bientina
0
Calcinaia
0
TOT
18.2
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana
Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella III.6: Zone a traffico limitato
66
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
III-R2 Sistema integrato dei trasporti
Tra gli interventi per rendere la mobilità sostenibile vi è la realizzazione di parcheggi scambiatori soprattutto in corrispondenza di stazioni ferroviarie e fermate di mezzi
pubblici, preferibilmente al di fuori dei centri urbani, per consentire con maggior facilità
l’utilizzo dei mezzi pubblici da parte dei privati.
III-R2.1 Presenza, costruzione di nuovi parcheggi scambiatori
Dai dati forniti dai comuni, sulla realizzazione di nuovi parcheggi scambiatori, risulta
che solo il comune di Pontedera ha realizzato due nuovi parcheggi scambiatori, con un
totale di 1408 nuovi posti di cui 690 nell’ area del mercato e 718 nell’ area del Luna
Park, completati nell’anno 2005.
III-R3 Incentivi ambientali
Gli incentivi economici ambientali possono favorire la modifica di comportamenti o
processi inquinanti, infatti, l’erogazione di contributi a fondo perduto o di tassi agevolati sono strumenti in grado di promuovere comportamenti eco-efficienti. Per strumenti economici si intendono generalmente tutti quelle misure che, attraverso incentivi o
disincentivi finanziari, incidono sui costi e sui benefici connessi a scelte alternative di
determinati soggetti, con l’obiettivo di modificarne i comportamenti nella direzione di
una maggiore attenzione per l’ambiente.
III-R3.1 Incentivi concessi per l’acquisto di mezzi elettrici
Tra gli strumenti di questo tipo, che utilizzano la predisposizione di un incentivo monetario, vengono annoverati gli incentivi per l’acquisto di mezzi elettrici. Per quanto riguarda i comuni dell’area si segnala che solo il comune di Pontedera ha investito 48.680
euro nel 2006.
III-R4 Viabilità elementare (percorsi pedonali e ciclabili)
L’incremento e la realizzazione di percorsi pedonali e ciclabili, costituiti da apposite
dotazioni infrastrutturali quali piste ciclabili, sottopassi, passerelle, aree di sosta, fa parte delle strategie di sviluppo sostenibile per la riduzione del traffico, dell’inquinamento
acustico e atmosferico oltre che per la valorizzazione turistica di un territorio.
III-R4.1 Piste ciclabili
I dati forniti dai Comuni su percorsi pedonali e piste ciclabili sono riportati in Tabella
III.7.
Piste ciclabili (m)
Comune
2002
2003
2004
2005
TOTALE
Pontedera
1,360
0
0
1,200
2,560
Ponsacco
4,500
0
0
4,140
8,640
Lari
0
0
0,652
0
0,652
Casciana Terme
0
0
0
0
0,000
Bientina
0
0
0
0,900
0,900
Calcinaia
2,200
0
0,450
0
2,650
TOT
8,060
0
1,102
6,240
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella III.7: Piste ciclabili (m)
67
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Risultano essere presenti nel territorio dei Comuni di Pontedera, Ponsacco, Lari e
Bientina e Calcinaia; il comune di Pontedera al 2005 ha costruito un totale di 2,560,
similmente il comune di Calcinaia con 2,650, mentre il comune di Ponsacco risulta il comune con il maggior numero di Km di piste con 8,640; solo il comune di Casciana Terme
non possiede piste ciclabili. Il 2002 è l’anno in cui sono stati realizzati più interventi così
come il 2005; il 2003 è l’anno in cui nessun comune ha realizzato nessun percorso.
III-R5 Restauro di beni architettonici
Il restauro di beni architettonici comporta sicuramente un grosso investimento economico per un ‘amministrazione ma consente di riqualificare il territorio e di renderne
partecipe la cittadinanza aumentandole possibilità di fruizione di tali strutture.
VII-R5.1 N° interventi di restauro di beni architettonici
Nella tabella III.8 si riportano gli Interventi di restauro di beni architettonici effettuati
dai comuni nel periodo dal 2001 al 2005.
N. INTERVENTI DI RESTAURO
Comune
2001
2002
2003
2004
2005
Pontedera
2
1
0
1
1
Ponsacco
3
0
2
1
2
Lari
0
0
0
1
1
Casciana Terme
0
0
0
1
0
Bientina
0
0
0
0
0
Calcinaia
1
0
0
1
0
TOT
6
1
2
5
4
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella III.8: Interventi di restauro di beni architettonici
INDICATORI COMUNI EUROPEI
Accessibilità delle aree verdi e dei servizi locali
N°4
Distanza dei cittadini rispetto ad aree verdi (parchi, giardini, spazi aperti, attrezzature, verde privato fruibile,…) e
ai servizi di base (sanitari, trasporto, istruzione, alimentari,...)
Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori
1
2
3
4
5
6
*
*
*
*
Uguaglianza ed
inclusione sociale
Relazione tra la dimensione
locale e quella globale
Protezione
ambientale
Patrimonio culturale/qualità
dell’ambiente edificato
68
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Un altro indicatore che è stato calcolato, per quanto riguarda l’ Accessibilità delle aree
verdi è la % di cittadini che vivono entro 300 m dalle aree di verde pubblico.
Comune
% cittadini
Pontedera
60
Ponsacco
80
Lari
70
Casciana Terme
62
Bientina
40
Calcinaia
21,3
MEDIA Area
55,5
La media dei cittadini, calcolata per l’area risulta essere pari al 55,5%. Significa che
più della metà della popolazione dell’area vive a meno di 300 m dalle aree di verde
pubblico.
Gestione sostenibile dell’autorità locale e delle imprese locali
N°7
Quota di organizzazioni pubbliche e private che abbiano adottato
e facciano uso di procedure per una gestione ambientale e sociale
Principi di sostenibilità alla base della selezione degli indicatori
1
2
3
4
5
6
*
*
*
Relazione tra la
dimensione locale e
quella globale
Economia locale
Protezione
ambientale
È stato calcolato il numero di aziende nell’area di indagine che nel periodo 2001-2006
ha adottato un sistema di gestione ambientale secondo la norma ISO 14001, come si
può vedere ad oggi solo tre comuni (Pontedera con 5 aziende, Ponsacco e Lari con 1)
possiedono aziende certificate. Al momento pertanto non è possibile neppure calcolare
un trend significativo.
AZIENDE CERTIFICATE ISO 14001:2004 NEGLI ANNI 2001-2006
Comune
2001
2002
2003
2004
2005
2006
TOTALE
Pontedera
1
1
0
0
2
1
5
Ponsacco
0
0
0
0
1
0
1
Lari
0
0
0
1
0
0
1
Casciana Terme
0
0
0
0
0
0
0
Bientina
0
0
0
0
0
0
0
Calcinaia
0
0
0
0
0
0
0
TOTALE Area in esame
1
1
0
1
3
1
7
FONTE dei Dati: Sito internet SINCERT
69
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
70
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IV- NATURA E TERRITORIO
ABSTRACT
Nel capitolo Natura e Territorio vengono analizzate dopo una premessa relativa al
profilo territoriale dell’area e dei singoli comuni, lo stato delle componenti Flora, Fauna
e Vegetazione, tenendo conto delle particolari caratteristiche del territorio. In mancanza
di studi specifici e vista la carenza di informazioni dettagliate sul territorio in esame sono
state riportate le segnalazioni sugli elementi inseriti nelle liste di Attenzione, rilevate dal
Repertorio Naturalistico Toscano (banca dati del progetto RENATO) della Regione Toscana, suddivise per ogni singolo comune. Le maggiori informazioni su fauna, flora ed ecosistemi, si hanno dalle informazioni relative alle aree protette nell’area; in particolare,
l’ANPIL BOSCO DI TANALI e i SIR 063 Cerbaie e SIR B03 (IT5120101) Ex Alveo del Lago
di Bientina. Tra le pressioni il numero i e le superfici percorse da incendi; Tra le risposte,
la presenza di Aree Protette e le spese impegnate per il controllo della fauna urbana.
INDICATORI DI STATO
IV-S1 Profilo Territoriale
IV-S2 Fauna, flora e vegetazione
IV-S2.1 Fauna
IV-S2.2 Flora e vegetazione
IV-S3 Patrimonio boschivo
IV-S3.1 Superficie forestale
INDICATORI DI PRESSIONE
IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi
IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame
IV-P2 Incendi Boschivi
IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame
INDICATORI DI RISPOSTA
IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio
IV-R2 Spese per l’ambiente
IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano
IV-R3 Aree protette e vincolate
IV-R3.1 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99
IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o
Regolamento
IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs.
490/99
IV-R5 Attività di educazione ambientale
D.2 TURISMO
D2.1 Arrivi/Presenze nell’area
D2.2 Strutture ricettive
71
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
IV-S1 Profilo Territoriale
L’area di studio interessata dalla presente relazione è formata dai territori dei Comuni
di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Casciana Terme e Bientina per un totale di circa
190 Kmq. Il territorio fa parte della Valdera di cui fanno parte un totale di 15 comuni. La
superficie complessiva ammonta a circa 190 Kmq (Tab.IV.1).
COMUNI
SUPERFICIE
BIENTINA
29,24
CALCINAIA
14,99
CASCIANA TERME
36,44
LARI
45,14
PONSACCO
19,9
PONTEDERA
45,89
TOTALE
191,6
Tab.IV.1 - Superficie dei comuni
La popolazione residente al 31/12/2004 risulta pari a 67.989 abitanti. I Comuni compresi nella zona presentano caratteristiche (a livello di estensione territoriale, popolazione presente e relativa densità per chilometro quadrato, morfologia del territorio) molto
differenti tra loro, come evidenziato nella tabella IV.2.
Comune
Zona Altimetrica
Popolazione 31-12-04
Densità (2004) Abit/Kmq
Bientina
Pianura
6484
222
Calcinaia
Pianura
9366
625
Casciana Terme
Collina
3620
99
Lari
Collina
8324
184
Ponsacco
Pianura
13353
671
Pontedera
Pianura
26842
585
FONTE dei Dati: Dati ISTAT e Piano della salute della Valdera
Tab.IV.2: profilo territoriale e demografico dell’area di indagine
Queste differenze tra i singoli territori comunali si riflettono in differenze talora significative del contesto paesaggistico, ambientale e socio/economico. In particolare la densità di popolazione rappresenta un importante fattore di pressione ambientale, sicuramente molto diverso tra i comuni di Calcinaia, Ponsacco e Pontedera rispetto a Casciana
Terme o Lari e Bientina. Ad esempio la densità di popolazione dell’anno 2004 risultava
per la Provincia di Pisa di 162 abitanti per Kmq, quella della Regione Toscana risultava di
157; il Comune più popoloso risulta quello di Pontedera seguito da Ponsacco, quello con
meno abitanti è Casciana Terme. L’ubicazione strategicamente favorevole di Pontedera
ha storicamente determinato lo sviluppo di questa città, che costituisce per posizione
geografica e importanza il “capoluogo” del sistema territoriale della Valdera nel quale si
concentrano la maggioranza delle attività e dei servizi. Si stima che la popolazione anagrafica di Pontedera, già quasi di 27.000 abitanti, raddoppi nel corso della giornata per
ragioni dovute a immigrazione per lavoro, studio, fruizione di servizi e commercio (fonte
ufficio urbanistica del Comune di Pontedera, relazione illustrativa Piano Strutturale).
Il territorio dei 6 comuni dell’area rientra all’interno della Provincia di Pisa e all’interno
72
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
dei sistemi territoriali di Programma del P.I.T Bientina, Calcinaia, Pontedera e Ponsacco
sono inseriti nel Sistema territoriale di programma “Toscana dell’Arno”, mentre Casciana Terme e Lari in quello della Toscana interna e meridionale. In realtà per specifiche
caratteristiche geomorfologiche, paesaggistiche, insediative, produttive e socioeconomiche, alcuni Comuni condividono i caratteri con più di un Sistema: una porzione del
territorio del Comune di Pontedera presenta caratteri del Sistema della Toscana interna
meridionale e le porzioni di pianura in Comune di Lari, presentano caratteri del sistema
della Toscana dell’Arno. All’interno dei sistemi territoriali provinciali, Bientina, Calcinaia,
Pontedera e Ponsacco rientrano nel “Sistema territoriale locale della “Pianura dell’Arno,
con un indice di boscosità inferiore al 20% mentre Casciana Terme e Lari nel “Sistema
territoriale locale delle Colline Interne e Meridionali”.
In base all’altimetria, il territorio può essere suddiviso a grandi linee in due zone abbastanza omogenee:
• territorio collinare-montano
• territorio di pianura
diverse non solo per quanto riguarda gli aspetti vegetazionali e i rispettivi caratteri
fisici ma anche per il diverso grado di urbanizzazione. In ambedue i casi possiamo comunque dire che l’aspetto originario del territorio, anche a causa della presenza di pratiche agricole intensive e un’intensa industrializzazione a partire soprattutto dal secondo
dopoguerra, è stato profondamente modificato dall’uomo e quindi in parte anche la distribuzione attuale della vegetazione. Possiamo considerare con un maggiore carattere
di naturalità, quelle parti di territorio che hanno subito meno evidenti trasformazioni o
che le hanno subite in modo indiretto, quali alcune porzioni delle aree collinari boscate,
non sottoposte ad attività produttiva. Al di fuori dei boschi, “naturali” o produttivi, si
trovano le coltivazioni agricole, a vite o ulivo. La situazione si presenta quindi oggi, da
un punto di vista di distribuzione e presenza di vegetazione, soprattutto in alcune zone,
con aspetti di profonda differenza rispetto all’ambiente naturale atteso. La vegetazione
presente nella zona in analisi riflette la bipartizione altimetrica in cui abbiamo suddiviso
il territorio nell’inquadramento territoriale: esiste quindi una marcata differenziazione
a livello floristico e vegetazionale tra le aree poste in pianura e quelle che si trovano in
ambienti collinari-pedemontani. In generale le aree poste in quota sono caratterizzate
dalla presenza di aree boscate formate da alberi di alto fusto, sia latifoglie sia aghifoglie,
che si accompagnano ad una vegetazione di sottobosco in facies perlopiù cespugliosa
e arbustiva. Il piano basale del bosco è formato da associazioni, con carattere edafico
locale, di piante erbacee. Accanto a queste formazioni vegetazionali naturali esistono
poi le colture antropiche frutteti,oliveti e vigneti che rivestono particolare importanza
dal punto di vista territoriale ed economico. Particolare importanza rivestono inoltre le
colture agricole a seminativo, diffuse in tutta la porzione di territorio pianeggiante.
Nelle zone di pianura invece mancano quasi completamente le essenze di alto fusto,
probabilmente a causa dell’intensa opera di disboscamento operata nei secoli dall’uomo,
che sono state sostituite, da vegetazione a carattere arbustivo e cespuglioso e, localmente, da vegetazione erbacea planiziale o formazioni riparie.
a) Territorio collinare-montano
Come già accennato in precedenza il territorio collinare-montano dell’area in esame
presenta un minore grado di urbanizzazione, e soprattutto nella fascia collinare più
bassa sono presenti coltivazioni ad olivo e a vite si ha la presenza di aree boscate, con
maggiori condizioni di naturalità rispetto al territorio di pianura. La fauna presente in
un’area è legata alla distribuzione della vegetazione del territorio. Su queste premesse
73
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
possiamo descrivere in maniera generale una fauna legata all’ambiente collinare-montano e una legata all’ambiente di pianura. Sovente la fauna, o gran parte di essa, presenta
aree di diffusione relativamente estese e sovrapposte. Perciò non sempre è possibile
trovare una corrispondenza troppo stretta tra contingente vegetale e contingente faunistico, inoltre i boschi in esame per lo più non sono puri, ma presentano commistione
più o meno grande di specie arboree ed arbustive, pertanto nella medesima area vengono a trovarsi numerosi elementi faunistici di varia origine. Riscontriamo molte specie
di mammiferi, rettili, insetti e lo stato arbustivo ospita numerosi uccelli. In molti casi la
zona forestale viene sfruttata come rifugio, mentre la zona prativa viene usata per la
ricerca di cibo.
b) Territorio di pianura
La fertilità del suolo ha determinato fin dai tempi passati un intenso sfruttamento
agricolo mentre le trasformazioni socio-economiche del secolo scorso hanno determinato un modello di uso del suolo sempre più orientato verso la residenza, le attività
industriali e la produzione agricola. In conclusione nel territorio di pianura i molteplici
processi hanno modificato profondamente l’assetto originario del territorio. All’interno
dell’area in esame il sistema è dominato dalle aree urbanizzate. La vegetazione spontanea è circoscritta al limite dei coltivi, agli incolti e alla vegetazione ripariale presente
lungo i corsi d’acqua: in pratica si ha una colonizzazione da parte della vegetazione
spontanea di tutte le aree non interessate dall’attività antropica.. A causa di questo fatto
è difficile individuare specie vegetali che siano “tipiche” di questi ambienti. La maggior
parte delle aree di pianura è occupata, da colture a seminativo, colture arboree (frutteti), arboricolture da legno, per quanto riguarda la fauna potenziale la zona di territorio
di pianura presenta una certa varietà di specie più o meno legate agli ambienti acquatici
e alle zone agricole anche se il sistema è sempre interessato da una forte urbanizzazione. Di seguito vengono riportati alcuni dati relativi ai singoli comuni dell’area.
BIENTINA
ABITANTI 2004: 6.484 abitanti
SUPERFICIE: 29,24 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 222
Situata alle falde sud orientali dei Monti Pisani, presso l’area del vasto alveo bonificato
del lago omonimo e delle colline delle Cerbaie. Appartiene al sistema territoriale della
pianura dell’Arno, dove si localizza in posizione terminale , nella parte più sviluppata da
un punto di vista demografico e socio-economico.
Dal punto di vista abitativo, Bientina si presenta come un comune molto dinamico
ed in continua crescita passando dai 4.912 abitanti del 1981 ai 6717 attuali. Bientina si
presenta altresì con il più alto indice di industrializzazione della Valdera, calcolato come
rapporto tra addetti alle attività industriali e popolazione residente. Già dagli anni ottanta aveva superato in questo dato Pontedera, indice di una continua presenza del settore
industriale, ma di una sua trasformazione, che in Valdera si manifesta con una stagnazione e ristrutturazione del settore metalmeccanico, con la stabilizzazione del settore
del mobile e delle attività connesse, con la crescita del sistema sparso delle piccole e
piccolissime imprese e di settori recenti quali il tessile. Anche l’agricoltura svolge ancora
un ruolo importante non tanto per il numero degli occupati, quanto per una funzione di
presidio paesaggistico, resistendo il numero delle aziende presenti sul territorio.
74
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Il territorio comunale presenta un ambiente di straordinaria ricchezza e varietà: è
infatti ricco di zone umide, zone boscate e collinari, zone agricole di pianura. Presenta
altresì aspetti storico-territoriali, con elementi che da strumenti di organizzazione del territorio, quando conservati, oggi diventano quasi dei monumenti del paesaggi. In particolare ci riferiamo al sistema dei canali un tempo navigabili con le chiuse medicee e lorenesi
e le dogane, agli antichi alvei dell’Arno che disegnavano la pianura e poi, dopo il taglio del
fiume, occupati dalla fattoria granducale e dalla sua organizzazione in poderi; e ancora,
alle arginature medicee e successive, ai canali, alle viabilità poderali, alle alberature, ad
insediamenti rurali che hanno dato luogo ad una struttura territoriale complessa e assai
pregiata. Di particolare interesse, poi, la vasta e aperta piana che si apre tra i Monti Pisani
e le Colline delle Cerbaie e che da Bientina si allarga ad est verso Altopascio e ad ovest
verso Lucca e che rappresenta ciò che resta del lago di Bientina (o di Sesto, secondo i
Lucchesi). Il prosciugamento completo del Lago, avviato nel 1853 e mai definitivamente
concluso, e soprattutto l’avvento dell’agricoltura industriale e intensiva con la monocoltura del mais e l’uso di pesanti macchinari, hanno sempre più ridotto quella ricchezza di
specie animali e vegetali che caratterizzavano l’area del Bientina, come studi dell’epoca
testimoniano. Con lo scopo di salvaguardare flora e fauna di questo ambiente di zona
umida, è stata istituita nel 1995 l’Area Protetta di Interesse Locale (A.N.P.I.L.) Bosco di
Tanali che si trova in località Caccialupi, sul lato ovest del Padule di Bientina. Occupa circa
153 ettari di cui una ventina tra bosco planiziale e canneto posti in una casa di colmata ai
margini dell’ex alveo del lago ed il resto, prevalentemente a pascolo, sono terreni dell’alveo del lago prosciugato il secolo scorso. L’area racchiude in sé una varietà di ambienti
molto significativi: prati umidi periodicamente allagati, pagliereti, boschi umidi ad ontano
nero, canneti e piccoli specchi d’acqua; ambienti importanti per la vita di molte specie di
piante ed animali, oggi sempre più rari e soggetti ad azioni di degrado.
Di particolare interesse ambientale anche la zona collinare delle frazioni di Quattro
Strade e S. Colomba che si inserisce nella zona del S.I.R. delle Cerbaie, con paesaggio
collinare di boschi cedui di querceti misti (cerri e lecci) e altre latifoglie (ontani) alternati
a tratti di pineta, formando nel complesso estese macchie che costituiscono un interessante quadro paesaggistico, con caratteristiche proprie di rilievi più aspri e di altitudine
superiore.
CALCINAIA
ABITANTI 2004: 9.366 abitanti
SUPERFICIE: 14,99 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 625
Calcinaia sorge lungo la riva destra del fiume Arno a cuscinetto fra la Valdera, il Valdarno inferiore e l’area Pisana. Conta circa 10.000 abitanti ed è l’unico tagliato nettamente dal fiume Arno con due paesi a nord e sud dello stesso.
L’economia locale ha una chiara connotazione di tipo commerciale, artigianale e industriale mantenendo tuttavia una notevole superficie destinata all’agricoltura.
La tessitura del suo insediamento e della formazione dei suoi centri abitati è dovuta
a trame agricole, elementi culturali ma soprattutto alla sua ricca rete idrica. L’acqua ha
infatti rappresentato la fonte di vita per la popolazione: sia come risorsa alimentare, sia
come risorsa economica, costituendo - fin dall’antichità – il collegamento privilegiato
con Pisa, con la costa e con il porto di Livorno. Anticamente la località era conosciuta
con il nome di Vico Vietri ma dal 1193 essa è attestata con il suo nome attuale che le
venne attribuito, dal latino “calce”, per le numerose fornaci che vi erano allora presenti.
75
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Allo stesso tempo l’acqua però, confluendo in un territorio depresso rispetto al corso dei
fiumi, ha favorito anche la formazioni di paludi e di ristagni. Il Granduca Cosimo I de’Medici intraprese dei lavori per arginare le periodiche inondazioni del fiume Arno e quindi
contrastare il diffondersi delle paludi nel territorio di Calcinaia. Al termine dei lavori, che
mutarono anche il corso del fiume che favorire la navigabilità dello stesso, Calcinaia si
trovò vicina alla riva destra del fiume. Ciò ebbe delle notevoli ripercussioni economiche
per il borgo che venne a trovarsi lontano dai principali assi viari. La successiva bonifica
del territorio di Calcinaia favorì però lo sviluppo dell’agricoltura: vennero coltivati cereali
e legumi e anche incrementata la lavorazione del lino e della canapa. Nel periodo della
dominazione dei Duchi di Lorena fu realizzato un canale che, raccogliendo le acque della
pianura, le indirizzava verso il mare. Tutto ciò ha comportato un lavoro di regimentazione idraulica che ha impresso sul terreno canali, opere, strutture, disegnato spazi,
conquistato nuovi terreni per l’agricoltura, tutta una serie di elementi che la modernità
e l’industrializzazione hanno pian piano portato all’abbandono.
Il settore industriale risulta, fin dagli anni ’70 – ’80 il principale campo di attività economica, ma allo stesso tempo un crescente posto di rilievo lo ha assunto il settore terziario, mentre la bassa consistenza della forza lavoro attiva in agricoltura ne fa oggi un
settore residuale dal punto di vista del mercato del lavoro e della produzione di reddito.
La popolazione, che fino alla seconda guerra mondiale è rimasta relativamente stabile,
ha registrato una decisa espansione, o più correttamente una vera e propria crescita accelerata, tanto da passare da circa 4.000 a circa 10.000 in quarant’anni. Tale incremento
è dovuto essenzialmente alla vicinanza del territorio con la città di Pontedera (uno dei
più grandi centri industriali della Toscana) ma anche dallo stesso sviluppo economico
soprattutto della frazione di Fornacette.
Nel territorio comunale è presente il bosco di Montecchio facente parte del SIC (sito
di importanza comunitaria) delle Cerbaie, che costituisce una risorsa, di interesse naturalistico, essenziale per il cui alto valore è stato inserito dalla Regione Toscana nel
progetto Bioitaly, in attuazione della direttiva 92/43/CEE “Habitat”, nell’elenco delle aree
ritenute di interesse naturalistico di importanza comunitaria. Questa area, a dispetto
della sua limitata estensione, si presenta assai ricca sia per il numero che la diversità
dei suoi componenti. Il bosco misto con presenza di pino nero e domestico, carpino,
leccio, querce si estende per circa 2 ettari lungo una piccola fascia facente parte di un
leggero versante che culmina nella Villa di Montecchio. Si tratta di un’area divisa essenzialmente in due parti: una parte bassa pianeggiante che costeggia i campi coltivati e
una seconda parte coperta da un denso bosco ad alto fusto a composizione mista che lo
configura come emergenza di valore sia ecologico che botanico forestale in un territorio
totalmente composto di pianura agricola. L’area è anche l’unica emergenza collinare
presente nel comune.
CASCIANA TERME
ABITANTI 2004: 3.620 abitanti
SUPERFICIE: 36,44 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 99
Il territorio del comune risulta compreso tra i 43 e i 507 metri sul livello del mare e
sorge nell’alto bacino del torrente Cascina. Il Comune di Casciana Terme ha una prevalente vocazione turistica, in particolare legata alle Terme potendo contare su uno stabilimento termale di antica tradizione e di grande prestigio oltre ad un ottima tradizione
alberghiera.
76
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Fino al 1956 la località venne conosciuta con il nome di “Bagni di Casciana” e solo
dopo essa assunse la sua attuale denominazione, con riferimento alle sue sorgenti termali. Sin dal tempo dei Romani Casciana Terme era conosciuta e apprezzata per le proprietà benefiche e curative delle sue acque. Il termalismo cascianese, da sempre riconosciuto nei settori fango-balneo-terapici e delle cure inalatorie, è affiancato oggi da una
struttura di riabilitazione di eccellenza particolarmente orientata sul versante ortopedico
e traumatologico. A questo si aggiunge il nuovo settore del Benessere Termale con un
già affermato Centro Benessere, una piscina termale immersa nel verde del parco ed
un secondo Centro in allestimento in una villa ottocentesca restaurata, Villa Borri, con
nuovi servizi raffinati e di qualità.
Il comune ha nelle caratteristiche territoriali ed ambientali la sua principale ricchezza.
La salvaguardia e la valorizzazione delle risorse ambientali, dal patrimonio boschivo
che la circonda alle sorgenti termali che l’hanno resa famosa, ha trovato impulso negli
ultimi anni sia da specifici obiettivi strategici dell’Ente, quale l’acquisizione ed i progetti
di recupero del Parco di Poggio alla Farnia, sia da numerose iniziative private nel settore
agrituristico che nel territorio hanno mantenuto e saputo valorizzare il carattere originario di “vacanza ambientale” che ne ha decretato il successo internazionale.
Di particolare fascino i borghi storici che circondano il Capoluogo ripercorrendo i crinali medioevali di insediamenti di chiese e castelli; Collemontanino, Parlascio, Ceppato,
S.Ermo e più piccoli ed ancora suggestivi agglomerati rurali.
Anche le attività di piccola impresa ed artigianato ripercorrono le tradizionali lavorazioni della terra, dal ferro alla pietra ed al vetro.
È il comune che presenta una minore densità abitativa di tutti quelli dell’area e la
maggiore vocazione turistica.
LARI
ABITANTI 2004: 8.324 abitanti
SUPERFICIE: 45,14 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 184
Il territorio del comune risulta compreso tra i 10 e i 212 metri sul livello del mare,
in posizione collinare alla sinistra della valle del fiume Era. Il territorio si trova circa un
quarto in pianura e tre quarti in collina. Esso è collocato fra la piano dell’Arno e le prime
pendici delle colline pisane, confina a nord con i Comuni di Cascina, Pontedera, ad est
con i Comuni di Capannoli e Terricciola, a sud con il Comune di Casciana Terme, ad ovest
con i Comuni di Lorenzana e Crespina. A nord è attraversato dalla Superstrada FI-PI-LI,
e da numerose strade di interesse provinciale correnti sia in senso nord-sud che estovest: la Via provinciale delle Colline per Livorno n°12,la via provinciale del Commercio
n°13, la Via Provinciale n°46, Perignano, Lari, Casciana Alta e la Via Provinciale n°35
delle Colline per Lari.
Storicamente territorio agricolo la cui economia si basava prevalentemente sulla produzione ortofrutticola e vitivinicola, negli anni del dopoguerra ha acquistato un’importanza notevole dal punto di vista industriale e commerciale con lo sviluppo di attività
manifatturiere e commerciali legate al settore del mobile e dell’arredamento in particolare nella zona di Perignano; viceversa le colline hanno perso la loro importanza
agricola, conservando le funzioni amministrative (il capoluogo situato su un colle a130
mslm circondato da campi e vigneti verso la valle dell’Arno), residenziali, di servizio e
negli ultimi anni anche quelle legate al turismo agricolo e culturale. Il nome della località
deriva probabilmente dal nome proprio di persona latino “Larius”. I primi insediamenti
77
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
nel territorio di Lari risalgono all’epoca etrusco-romana, come dimostrano i numerosi
ritrovamenti archeologici di oggetti e statue rinvenuti in loco e databili a tale epoca.
Oltre ai due centri più importanti, Lari e Perignano, il territorio di Lari è ricco di numerosi centri minori, sia di pianura che di collina, Lavaiano, Quattrostrade, Casine, Spinelli,
La Capannina, Cevoli, Ripoli, San Ruffino, Casciana Alta, Gramugnana, San Frediano,
Usigliano, Boschi di Lari e Orceto. Le strade provinciali sopra citate e un tessuto di strade
comunali molto articolato legano tutti questi centri secondo uno schema policentrico e
ben distribuito sì da costituire una sorta di presidio antropico su tutto il territorio.
Il territorio comunale presenta alcune aree boscate in maggior parte nelle zone
collinari, dove si ritrova anche una minima parte del territorio agricolo, i nuclei più consistenti sono ubicati ad ovest di Usigliano, fra Casciana Alta e San Ruffino e a sud est
di Perignano a confine con Ponsacco intorno alla località Villa Belvedere. Si tratta prevalentemente di macchia mediterranea costituita da bosco ceduo e bosco di alto fusto
misto.
PONSACCO
ABITANTI 2004: 13.353 abitanti
SUPERFICIE: 19,90 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 671
Il territorio comunale di Ponsacco è situato nella parte interna della provincia di Pisa,
in una zona prevalentemente pianeggiante, percorsa dai fiumi Cascina ed Era; confina a
nord con il Comune di Pontedera, a sud-est con il Comune di Capannoli ed a sud-ovest
con il Comune di Lari. L’economia locale si basa prevalentemente sulla produzione di
mobili per la casa. Sono presenti anche alcune industrie alimentari e di materiali da costruzione. Il nome della località deriva dal composto di “Ponte” e “Sacco”, quest’ultimo
di origine germanica. L’esodo rurale verso i centri più industrializzati, che ha interessato
diversi Comuni dell’Alta Valdera intorno agli anni ’60 –’70, non ha riguardato Ponsacco,
dove il numero degli abitanti è costantemente aumentato nel corso degli ultimi decenni. Le motivazioni sono senz’altro da ricercare sia nella posizione geografica, che pone
questo Comune in uno dei luoghi più strategici dell’intera Valdera, sia nella industrializzazione che il Comune ha subito dal 1950 in poi; fino agli anni ottanta, si è assistito ad
una modernizzazione ed industrializzazione del settore agricolo, la coltivazione promiscua è andata scomparendo, a scapito della coltura specializzata. Ponsacco è oggi un
Comune a vocazione industriale, con forte caratterizzazione produttiva legata al settore
del mobile e dell’arredamento, mentre l’agricoltura riveste un ruolo di secondo piano.
La collocazione territoriale e in particolare la possibilità, grazie al passaggio della superstrada FI-PI-LI, di raggiungere facilmente i centri di Pisa, Firenze e Livorno, ha creato le
condizioni per una ulteriore espansione industriale. La pianura occupa la porzione di territorio più estesa ed è connotato dalle attività produttive agricole e non. Qui è presente
la maggior parte delle aziende agricole : la maggior parte dei terreni viene destinata a
seminativi, cereali, soprattutto frumento e a coltivazioni legnose agrarie (vite). Inoltre
sono presenti anche prati permanenti, pascoli e coltivazioni foraggere. Nelle porzioni
limitrofe ai fiumi Era e Cascina, si ha una vegetazione riparale abbastanza diversificata
costituita da pioppo nero (Populus nigra L.), salice bianco (Salix alba L.), salice rosso
(Salix purpurea L.), canna (Arundo donax L.), cannuccia di palude (Phragmites australis
(Cav.) Trin.), corniolo (Cornus mas L.), sanguinello (Cornus sanguinea L.), etc. Le arre
di collina risultano di rilevante valore ambientale e paesaggistico anche perché in buona
misura coperte da bosco; quello di Camugliano risulta costituito prevalentemente da un
78
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
querceto a prevalenza di caducifoglie (Quercus robur L., Quercus Cerris L., Quercus pubescens Willd.) con presenza di leccio sottochioma (Quercus ilex L.), orniello (Fraxinus
ornus L.), acero campestre (Acer campestre L.), biancospino (Crataegus oxyacantha L.)
e raggruppamenti di pino (Pinus pinea L.). Il bosco dei Poggini è costituito da un querceto di caducifoglie a prevalenza di roverella (Quercus pubescens Willd.) ed in minor
misura da cerri (Quercus cerris L.), con presenza di ornielli (Fraxinus ornus L.), aceri
(Acer campestre L.), leccio (Quercus ilex L.).
PONTEDERA
ABITANTI 2004: 26.842 abitanti
SUPERFICIE: 45,89 chilometri quadrati
DENSITÀ ABITATIVA 2004 (Ab/Kmq): 585
Il territorio del Comune di Pontedera si sviluppa prevalentemente lungo un asse
orientato in direzione est-ovest ed è naturalmente diviso dal fiume Era, che lo attraversa ortogonalmente da sud verso nord, in due sezioni, in prossimità della confluenza
con il fiume Arno. Dal punto di vista morfologico il Comune di Pontedera è suddiviso in
due tipologie ambientali ben distinte:due terzi di pianura e un terzo di collina. La zona
pianeggiante si sviluppa a nord dello Scolmatore dell’Arno e si spinge pressappoco sino
ad una linea ideale che riunisce due delle frazioni più importanti del Comune e cioè la
Rotta e il Romito. La zona collinare invece si trova ad est del capoluogo.
L’economia della città si basa prevalentemente sulle attività industriali, di notevole
importanza nell’economia locale è da sottolineare la presenza dell’industria motociclistica della “Piaggio”, presente in loco dal 1945; nel territorio sono comunque sviluppate
anche l’agricoltura e la produzione vinicola. I primi insediamenti nella zona di Pontedera
risalgono all’epoca etrusca e successivamente a quella romana, quando la città fu una
importante piazzaforte dell’Impero. Da un punto di vista del territorio naturale il sistema
vegetazionale–faunistico del Comune di Pontedera è interessato da vari fattori di pressione comunque afferenti ad origine antropica. La porzione collinare del territorio comunale è interessata da un esteso abbandono colturale e da radicali alterazioni dell’assetto
colturale/aziendale con evidenti fattori di criticità e degrado connesse anche alle sistemazioni idraulico-agrarie che in passato contribuivano sostanzialmente al mantenimento
di un buon equilibrio idrogeologico. Per quanto riguarda la porzione pianeggiante che di
fatto rappresenta la maggior parte del territorio Comunale le pressioni maggiori afferiscono all’elevato processo edificatorio residenziale e, soprattutto, produttivo che hanno
sottratto ampi spazi all’agricoltura, che, oltre ad essere in molte zone solo residuale,
per l’evoluzione tecnologico-produttiva ha comportato una estrema banalizzazione del
paesaggio agrario facendo diminuire le già scarse sistemazioni agrarie preesistenti e
riducendo ulteriormente la componente floro-faunistica.
IV-S2 Fauna, flora e vegetazione
Per quanto riguarda la fauna, la flora e la vegetazione nel territorio di indagine non
esistono studi specifici, ma solo studi relativi alle limitrofe aree umide appartenenti ad
aree protette (ANPIL - Bosco di Tanali situata nel comune di Bientina e i due SIR Cerbaie
e Ex alveo del lago di Bientina; sono state poi riportate alcune informazioni prese dai PS
dei comuni e dal PFV della Provincia di Pisa.
79
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IV-S2.1 Fauna
La fauna potenziale la zona di territorio di pianura presenta una varietà di specie più
o meno legate agli ambienti acquatici e alle zone agricole anche se il sistema è sempre interessato da una forte urbanizzazione. Per quanto riguarda l’avifauna è possibile
escludere l’ipotesi di poter riscontrare molte delle specie caratteristiche degli ambienti
umidi, anche se sono presenti alcuni specchi d’acqua, data la forte antropizzazione e la
massiccia presenza di vie ad alta densità di traffico ad esclusione delle zone delle aree
protette: infatti la fauna presente in un’area è legata alla distribuzione della vegetazione
del territorio anche se in condizioni di elevata antropizzazione non è sempre possibile
trovare una corrispondenza troppo stretta tra contingente vegetale e contingente faunistico.
IV-S2.2 Flora e vegetazione
La flora e la vegetazione rivestono una grande importanza per la conservazione della
biodiversità, la diffusa presenza umana sul territorio e le attività ad essa collegate hanno
rappresentato fin da tempi lontani una minaccia: le notevoli modificazioni ambientali avvenute nell’area hanno provocato una drastica riduzione degli habitat idonei ad ospitare
specie di flora e di fauna: tipico esempio è la contrazione delle aree umide conseguente
ad interventi di bonifica e allo sviluppo urbanistico e agricolo. Il territorio è oggi caratterizzato da urbanizzazione di tipo abitativo e artigianale - industriale, da colture erbacee
agricole, che con una forte omogeneizzazione del territorio, accompagnata dalla perdita
di habitat per specie animali e vegetali, hanno sicuramente contribuito ad una riduzione della diversità specifica nel territorio. Le principali cause, che hanno determinato la
rarefazione o la scomparsa delle specie nell’area di indagine, sono quindi da ascriversi
alle modificazioni ambientali avvenute nel territorio e alle innumerevoli alterazioni delle
condizioni ambientali quali inquinamento da uso di erbicidi e insetticidi, urbanizzazione,
industrializzazione, frammentazione degli areali.
L’abbandono agricolo delle aree montane, e di quelle collinari meno produttive, ha
causato un netto miglioramento dello status delle specie viventi nel bosco e sul margine
tra quest’ultimo ed i coltivi. In particolare ne hanno beneficiato gli Ungulati, ma anche
alcuni predatori. Il degrado ambientale ha inoltre beneficiato alcune specie predatrici opportuniste, quali le volpi ed i corvidi, che con la loro azione hanno contribuito al
declino delle specie più compromesse. Infine, un prelievo venatorio consumistico, e le
immissioni di soggetti allevati in cattività o importati da altre aree geografiche, ha finito
per aggravare la situazione di alcune specie. Lo stato delle conoscenze sul patrimonio
naturale a livello del ridotto territorio è comunque molto scarso per la mancanza di
studi specifici e per la presenza di dati molto frammentari e datati, ma relativi a zone
esterne all’area di indagine. Risulta estremamente difficoltoso all’interno del territorio
di indagine, visto il livello di antropizzazione e la mancanza di studi specifici sulla componente ecosistemica, l’individuazione e l’analisi delle unità ecosistemiche naturali o
antropiche presenti e la valutazione dello stato di criticità attuale. Nelle porzioni limitrofe
ai corsi d’acqua si ha una vegetazione riparale costituita da pioppo nero (Populus nigra
L.), salice bianco (Salix alba L.), salice rosso (Salix purpurea L.), corniolo (Cornus mas
L.), sanguinello (Cornus sanguinea L.). Le arre di collina risultano coperte da boschi a
prevalenza di querceto (Quercus robur L., Quercus Cerris L., Quercus pubescens Willd.)
con presenza di lecci (Quercus ilex L.) e roverella (Quercus pubescens Willd.), orniello
(Fraxinus ornus L.), acero campestre (Acer campestre L.), e pinete (Pinus pinea L.).
80
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IV-S3 Patrimonio boschivo
Si riportano i dati così come forniti dai comuni sull’estensione della superficie forestale
dei territori indagati.
IV-S3.1 Superficie forestale
Come si può vedere dai dati esposti in tabella IV.3 i comuni con una maggior superficie forestale sono quelli di Casciana Terme, Pontedera e Lari, mentre quello con la minor
superficie è il comune di Ponsacco.
Superficie forestale ha
Superficie comunale ha
% Superficie comunale forestale
Bientina
COMUNE
400
2926
13,7
Calcinaia
188,4
1499
12,6
Casciana terme
931
3642
25,6
Lari
632
4514
14,0
Ponsacco
186
1990
9,3
Pontedera
785,5
4589
17,1
TOT Area
3122,9
19160
Tabella IV.3 - Superficie forestale
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Se però si valutano i valori in % sul totale del territorio, del territorio totale, Casciana
Terme presenta una superficie forestale pari a più del 25%, Pontedera al 17,1%; il comune di Lari pari al 14,0%, quello di Bientina seguito da quello di Calcinaia e Ponsacco,
presentano la minore % di Superficie forestale comunale.
INDICATORI DI PRESSIONE
IV-P1 Tutela di fauna, flora, ecosistemi
La Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano (RENATO) è stata realizzata, nell’ambito del “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle
emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana”, che l’ARSIA ha attuato
su incarico del Dipartimento delle Politiche Territoriali e Ambientali della Regione Toscana, con lo scopo principale di raccogliere le conoscenze sugli elementi naturali di interesse conservazionistico per costituire una base organizzata di informazioni da utilizzare
come strumento operativo per l’Amministrazione Regionale e altri soggetti pubblici e
privati coinvolti a vario livello nella pianificazione del territorio e nella conservazione
della natura.
Gli Elementi di attenzione (specie di fauna, specie di flora, singoli habitat, singole
fitocenosi) di interesse conservazionistico per il territorio toscano, sono stati scelti a
partire dai principali documenti disponibili in letteratura, e selezionati in base a criteri di
rarità e criticità. In particolare:
Flora:
Per la flora l’attenzione è stata posta sulle piante endemiche, esclusive o quasi del
territorio regionale, e sulle piante rare ed in pericolo, sia in senso assoluto che relativamente al territorio toscano.
81
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Habitat
La lista provvisoria degli habitat di interesse conservazionistico è stata compilata a
partire dall’All.I della direttiva 92/43/CEE, con l’aggiunta di quelli proposti dal gruppo
di lavoro della Società Botanica Italiana, nell’ambito del progetto Bioitaly – Natura
2000.
Fitocenosi
Per l’elaborazione della lista di attenzione delle fitocenosi, sono state prese in considerazione quelle che presentavano almeno una delle seguenti caratteristiche:
- essere rare nel territorio toscano;
- costituire stazioni di rifugio di specie rare;
- coincidere con habitat di cui alla direttiva 92/43/CEE;
- essere ecologicamente importanti perché poco condizionate dall’azione antropica;
- avere una valenza biogeografica (es. comunità eterotopiche).
Uccelli
Per gli Uccelli i criteri utilizzati per le specie nidificanti sono diversi da quelli utilizzati
per quelle non nidificanti nel territorio regionale (specie esclusivamente migratrici
oppure migratrici e svernanti). Per tutte le specie si è tenuto conto dell’inserimento
nell’Allegato I della Direttiva 79/409/CEE “Uccelli”, recepita nella Direttiva 92/43/CEE
“Habitat”, principale riferimento per le politiche di conservazione della natura nei paesi dell’Unione Europea. A scala regionale si è tenuto conto della Lista Rossa toscana
(Sposimo e Tellini, 1995).
Mammiferi
Per la compilazione della “lista di attenzione” dei Mammiferi in Toscana sono state
prese in considerazione le specie elencate negli Allegati CEE (Direttiva 92/43 - All. II,
IV e V), E’ stata presa in considerazione anche la lista predisposta dall’apposita commissione istituita relativamente alla proposta di modifica delle Leggi Regionali 98/7
e 95/49 (proposta poi ratificata nel 2000 dalla Regione Toscana con la L.R. 56/2000
“Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della
flora e della fauna selvatiche”).
Articolazione del progetto RENATO
⇒Individuazione delle emergenze di specie di flora e fauna, habitat e fitocenosi caratterizzati da un particolare interesse conservazionistico per il territorio toscano e che
quindi necessitano di particolare tutela (compilazione di “Liste di attenzione”);
⇒raccolta e riorganizzazione delle segnalazioni esistenti sul territorio
⇒integrazione delle conoscenze con l’effettuazione di eventuali sopralluoghi
⇒messa a punto di un archivio di dati georeferenziati (Banca dati),
⇒individuazione di aree che risultano particolarmente interessanti dato l’elevato numero di elementi di attenzione e di segnalazioni per elemento presenti al loro interno;
⇒elaborazione di un quadro di sintesi sullo stato attuale delle conoscenze sulle principali emergenze faunistiche, floristiche e vegetazionali, e in termini di stato della
biodiversità: problemi, tendenze, priorità di studio e di intervento;
82
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Prodotti finali del progetto
Sono state predisposte le seguenti Liste di Attenzione:
⇒ Specie di flora e di fauna, indicando la categoria di minaccia a livello regionale.
Sono inoltre riportati i gradi di minaccia, se definiti, a livello nazionale e globale, e le
eventuali normative comunitarie e regionali che ne promuovono la tutela;
⇒Habitat, indicando la corrispondenza di codici e definizioni con quelli riportati nella
L.R. 56/2000 (Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatiche) e nella Direttiva Habitat;
⇒Fitocenosi, indicando l’eventuale habitat della Dir.va Habitat cui la fitocenosi si riferisce.
L’organizzazione dei dati
L’informazione fondamentale oggetto della schedatura, è la segnalazione; con questo termine si intende il dato di presenza, relativo ad un determinato elemento di attenzione, in una determinata località, ad una certa data, desunto da una determinata
fonte di dati (pubblicazione, dato inedito ecc.). Nell’ambito dell’archivio sono presenti
i riferimenti geografici delle segnalazioni e altre informazioni , fra cui ad es. l’origine
della segnalazione, il tipo e l’idoneità dell’ambiente in cui l’elemento è stato segnalato,
l’abbondanza, eventuali fattori di origine naturale ed antropica che influenzano la sua
presenza e abbondanza, la minaccia di scomparsa dell’elemento. Sono state messe a
punto delle schede sintetiche relative ai singoli elementi di attenzione con la descrizione
dello status, livello di conoscenza, ecologia e distribuzione, cause di minaccia, nonché
delle misure necessarie per la conservazione; queste sono accompagnate per ciascun
elemento dalle mappe di distribuzione delle segnalazioni.
Relazione sulle aree con particolare concentrazione degli elementi di
attenzione
È stata predisposta una relazione sulle aree con particolare concentrazione di elementi di attenzione con le mappe delle aree che emergono per l’elevato numero di elementi di attenzione. Alle mappe sono allegate le schede descrittive delle singole aree,
contenenti informazioni sulla caratterizzazione territoriale, sull’indicazione del numero
di elementi di attenzione, sulle segnalazioni e sul regime di protezione presenti, nonché
considerazioni sulle cause di minaccia e sulle indicazioni per la loro conservazione e la
valorizzazione;
Vengono di seguito riportate, così come rilevate dalla Banca dati delle specie, habitat
e fitocenosi di interesse conservazionistico Repertorio Naturalistico Toscano (RENATO) le
specie segnalate all’interno del territorio di Pontedera, Ponsacco, Lari, Calcinaia, Cascina
e Bientina.
Ad oggi, non è possibile evidenziare con certezza la presenza o assenza di specie
vegetali che meritano attenzione (Red List) o di specie rare nell’ ambito di indagine in
quanto non esistono studi in merito ma viste le caratteristiche fortemente urbanizzate
del territorio è presumibile escluderne la presenza. Si riportano comunque per tutti i
comuni dell’area, le segnalazioni effettuate nell’ambito del progetto RENATO anche se in
alcuni casi si tratta di segnalazioni di tipo bibliografico e risalenti a molti anni fa.
83
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
IV-P1.1 Specie minacciate presenti nei comuni in esame
Nelle tabelle successive (IV.43 e IV.5) si riportano, riassunti, così come ottenuti da
una indagine a livello comunale, del repertorio RENATO, il numero degli elementi di attenzione, suddivisi, quando presenti in:
• Insetti
• Molluschi
• Crostacei
• Pesci
• Anfibi
• Rettili
• Uccelli
• Mammiferi
• Flora
• Habitat
Comune
insetti
molluschi
crostacei
pesci
anfibi
rettili
uccelli
mammiferi
TOT
Pontedera
0
1
0
0
0
0
11
0
12
Ponsacco
1
0
0
0
0
0
8
0
9
Lari
0
0
0
0
0
0
11
0
11
Casciana T.
1
0
0
0
0
0
15
1
17
Bientina
7
0
0
0
1
0
18
0
26
Calcinaia
2
1
0
0
0
0
11
0
14
11
2
0
0
1
0
74
1
107
TOT
Tab.IV.4 - Elementi di attenzione di Fauna
FONTE dei Dati: Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
Comune
flora
habitat
TOTALE
Pontedera
0
7
7
Ponsacco
0
0
0
Lari
0
0
0
Casciana Terme
0
0
0
Bientina
18
8
26
Calcinaia
11
6
17
TOT
29
20
50
Tab.IV. 5- Elementi di attenzione di Flora e Habitat
FONTE dei Dati: Progetto di approfondimento e di riorganizzazione
delle conoscenze sulle emergenze faunistiche, floristiche
e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio
Naturalistico Toscano.
84
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Di seguito vengono invece riportati gli elementi di attenzione con il nome scientifico,
il nome comune (quando presente) e il gruppo sistematico, suddivisi per comune indagato.
BIENTINA: 52 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Bagous alismatis (Marsham)
-
Insetti
Carabus chlathratus antonellii Luigioni
-
Insetti
Carabus granulatus interstitialis (Duftschmidt)
-
Insetti
Donacia bicolora bicolora Zschach
-
Insetti
Donacia dentata angustata Kunze
-
Insetti
Donacia reticulata (Gyllenhal)
-
Insetti
Lycaena dispar (Haworth)
-
Insetti
Triturus carnifex
Tritone crestato italiano
Anfibi
Acrocephalus melanopogon
-
Uccelli
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Botaurus stellaris
Tarabuso
Uccelli
Caprimulgus europaeus
Succiacapre
Uccelli
Circus cyaneus
Albanella reale
Uccelli
Columba oenas
Colombella
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Emberiza hortulana
Ortolano
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Ixobrychus minutus
Tarabusino
Uccelli
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Lanius senator
Averla capirossa
Uccelli
Locustella luscinioides
Salciaiola
Uccelli
Lullula arborea
Tottavilla
Uccelli
Otus scops
Assiolo
Uccelli
Pluvialis apricaria
Piviere dorato
Uccelli
Ballota nigra L. subsp. uncinata (Fiori & Bég.) Patzak
-
Flora
Carex gracilis Curtis
Carice palustre
Flora
Carex rostrata Stokes
Flora
Cheilanthes tinaei Tod.
Felce di Corsica
Flora
Daucus broteri Ten.
-
Flora
Drosera intermedia Hayne in Schrader
-
Flora
Drosera rotundifolia L.
-
Flora
Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenkins ssp. affinis var. disjuncta (Fomin)
Fraser-Jenkins
-
Flora
Eleocharis multicaulis (Smith) Desv.
-
Flora
Hydrocotyle ranunculoides L.
-
Flora
Juncus heterophyllus Dufour
-
Flora
Lysimachia nemorum L.
Mazza d’oro boschiva
Flora
85
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
BIENTINA: 52 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Menyanthes trifoliata L.
Trifoglio fibrino
Flora
Nymphoides peltata (Gmelin) O. Kuntze
-
Flora
Polygala nicaeensis Risso ex Koch ssp. mediterranea Chodat var. italiana
Chodat
-
Flora
Potamogéton polygonifolius Pourret
Brasca poligonifoglia
Flora
Rhyncospora alba (L.) Vahl
Rincospora chiara
Flora
Utricularia minor L.
-
Flora
Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea
-
Habitat
Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o
Acer sp. pl.
-
Habitat
Boschi palustri a ontano
-
Habitat
Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale
-
Habitat
Comunità di idrofite radicate e non del Nymphaeion albae
-
Habitat
Foreste mediterranee di Pinus pinaster
-
Habitat
Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix
sp.pl. e Populus sp.pl.
-
Habitat
Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition
-
Habitat
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
CASCIANA TERME: 17 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Chopardina schiavazzii caprai Lanza
-
Insetti
Acrocephalus melanopogon
Forapaglie castagnolo
Uccelli
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Anthus campestris
Calandro
Uccelli
Ardea purpurea
Airone rosso
Uccelli
Circus pygargus
Albanella minore
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Ixobrychus minutus
Tarabusino
Uccelli
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Lanius senator
Averla capirossa
Uccelli
Locustella luscinioides
Salciaiola
Uccelli
Otus scops
Assiolo
Uccelli
Sylvia hortensis
Bigia grossa
Uccelli
Mustela putorius
Puzzola
Mammiferi
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
86
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
CALCINAIA: 31 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Bidessus pumilus (Aubé)
-
Insetti
Deronectes fairmairei (Leprieur)
-
Insetti
Unio mancus Lamarck, 1819
-
Molluschi
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Calandrella brachydactyla
Calandrella
Uccelli
Caprimulgus europaeus
Succiacapre
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Lanius senator
Averla capirossa
Uccelli
Monticola solitarius
Codirossone
Uccelli
Otus scops
Assiolo
Uccelli
Ballota nigra L. subsp. uncinata (Fiori & Bég.) Patzak
-
Flora
Carex gracilis Curtis
Carice palustre
Flora
Cheilanthes tinaei Tod.
Felce di Corsica
Flora
Daucus broteri Ten.
-
Flora
Dryopteris affinis (Lowe) Fraser-Jenkins ssp. affinis var. disjuncta (Fomin)
Fraser-Jenkins
-
Flora
Hydrocotyle ranunculoides L.
-
Flora
Lysimachia nemorum L.
Mazza d’oro boschiva
Flora
Menyanthes trifoliata L.
Trifoglio fibrino
Flora
Polygala nicaeensis Risso ex Koch ssp. mediterranea Chodat var. italiana
Chodat
-
Flora
Potamogéton polygonifolius Pourret
Brasca poligonifoglia
Flora
Rhyncospora alba (L.) Vahl
Rincospora chiara
Flora
Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea
-
Habitat
Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o
Acer sp. pl.
-
Habitat
Boschi palustri a ontano
-
Habitat
Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale
-
Habitat
Foreste mediterranee di Pinus pinaster
-
Habitat
Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix
sp.pl. e Populus sp.pl.
-
Habitat
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
87
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
LARI: 11 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Calandrella brachydactyla
Calandrella
Uccelli
Circus cyaneus
Albanella reale
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Lanius senator
Averla capirossa
Uccelli
Otus scops
Assiolo
Uccelli
Sylvia hortensis
Bigia grossa
Uccelli
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze
faunistiche,floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
PONSACCO: 9 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Lycaena dispar (Haworth)
-
Insetti
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Calandrella brachydactyla
Calandrella
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Lanius senator
Averla capirossa
Uccelli
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
PONTEDERA: 19 ELEMENTI DI ATTENZIONE
Nome
Nome comune
Gruppo
Unio mancus Lamarck, 1819
-
Molluschi
Alcedo atthis
Martin pescatore
Uccelli
Calandrella brachydactyla
Calandrella
Uccelli
Caprimulgus europaeus
Succiacapre
Uccelli
Coturnix coturnix
Quaglia
Uccelli
Falco biarmicus
Lanario
Uccelli
Falco tinnunculus
Gheppio
Uccelli
Ixobrychus minutus
Tarabusino
Uccelli
88
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Lanius collurio
Averla piccola
Uccelli
Lanius minor
Averla cenerina
Uccelli
Averla capirossa
Averla capirossa
Uccelli
Monticola solitarius
Codirossone
Uccelli
Otus scops
Assiolo
Uccelli
Boschi acidofitici a dominanza di Quercus petraea
-
Habitat
Boschi mesofili a dominanza di Quercus ilex con Ostrya carpinifolia e/o
Acer sp. pl.
-
Habitat
Boschi palustri a ontano
-
Habitat
Boschi planiziari a farnia, carpino, ontano e frassino meridionale
-
Habitat
Foreste mediterranee di Pinus pinaster
-
Habitat
Formazioni erbacee dei fiumi mediterranei a flusso permanente con Salix
sp.pl. e Populus sp.pl.
-
Habitat
Laghi eutrofici naturali con vegetazione del Magnopotamion o
Hydrocharition
-
Habitat
FONTE DEI DATI: “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze faunistiche,
floristiche e vegetazionali della Toscana – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano”.
IV-P2 Incendi Boschivi
La Toscana, è caratterizzata da una superficie forestale molto estesa, pari al 13,2%
di quella nazionale. Vari fattori, in seguito illustrati, rendono la regione particolarmente
vulnerabile agli incendi. Come si può vedere dai dati regionali riassunti nella tabella IV.6
dall’analisi dei dati relativi ad un periodo di 30 anni, a partire dal 1974, sono diminuiti
sia il N° incendi, soprattutto nel periodo 1994-2003, ma soprattutto la Superficie totale
(ha), che negli ultimi 10 anni considerati si è ridotta ad un terzo. Si tratta quasi sempre
di incendi in territorio boscato, ma grazie alle politiche, alle nuove normative e al servizio di prevenzione e spegnimento degli incendi, negli ultimi anni il fenomeno, si sta
sempre di più riducendo.
REGIONE TOSCANA
1974-1983
1984-1993
1994-2003
N° incendi
6.882
7.205
4.988
N° medio incendi
688
720
498
Superficie totale (ha)
74.846
49.302
25.495
Superficie totale media per anno (ha)
7.484
4.930
2.549
Superficie totale media per incendio (ha)
10,88
6,84
5,29
Superficie boscata (ha)
52.135
32.148
18.337
Superficie boscata media per anno (ha)
5.213
3.214
1.833
Superficie boscata media per incendio (ha)
7,58
4,46
3,68
Tab.IV.6 - Confronto degli incendi boschivi negli ultimi tre decenni (fino al 2003)
FONTE dei dati: ELABORAZIONE Dati forniti dal servizio antincendio boschivi della Regione Toscana
89
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Lo stato di abbandono di molti boschi toscani ha rappresentato soprattutto in passato,
una pericolosa esca per l’insorgere di incendi. Anche le pinete, per la mancanza delle
necessarie cure colturali, sono spesso molto dense e degradate, così come la macchia
mediterranea, formazione vegetale particolarmente soggetta al rischio di incendio. Oltre allo svilupparsi di un intricato sottobosco, che aumenta la quantità di combustibile
presente sul terreno, l’abbandono dei soprassuoli determina un conseguente abbandono
delle vie di penetrazione all’interno del bosco rendendo così molto difficili le operazioni
di spegnimento. Molto spesso sono proprio le zone più difficilmente raggiungibili quelle
in cui si sviluppano gli incendi di maggiore estensione. Infine l’abbandono del bosco e la
conseguente diminuzione della presenza costante sul territorio fa anche sì che da una
parte vengano favoriti coloro che intendono dar fuoco e dall’altra aumentino i tempi di
avvistamento ed intervento.
Oltre allo stato ed alla tipologia delle formazioni forestali della Toscana, vari sono i fattori di ordine climatico, vegetazionale, colturale, che determinano l’elevata vulnerabilità
agli incendi delle formazioni boschive regionali e il grande numero di ettari di bosco che
bruciano ogni anno. In un contesto del genere, con incendi frequenti e diffusi su tutto
il territorio, l’analisi del fenomeno a livello regionale acquista un’importanza del tutto
primaria da un punto di vista ambientale, in ragione delle ripercussioni sull’ambiente di
questi fenomeni e dei danni ad essi correlati che così possono essere sintetizzati:
– un danno di tipo naturalistico-paesaggistico, poiché l’incendio priva per molti anni
vasti territori della presenza della copertura arborea e conseguentemente di tutte le
possibilità di tipo ricreativo, naturalistico e scientifico che i boschi offrono;
– un danno di tipo economico legato al valore di mercato del legname ma anche alle
esternalità che il bosco offre e che vengono a perdersi con l’incendio (prodotti del sottobosco, afflusso turistico, assetto idrogeologico...). A questi costi devono poi aggiungersi quelli per l’organizzazione della prevenzione, per gli interventi di spegnimento,
per il ripristino dei danni causati dall’incendio a cose, edifici, infrastrutture, etc. e per
la ricostituzione del soprassuolo boschivo;
– un danno di tipo idrogeologico legato alla funzione che i soprassuoli arborei hanno nel
mantenimento della stabilità delle pendici, nella difesa dalle frane, nella regimazione
del deflusso superficiale delle acque.
Tutti questi fattori rendono evidente come sia importante valutare l’incidenza del fenomeno per pianificare la lotta e principalmente la prevenzione dagli incendi boschivi.
Nel corso del 2000 diverse e significative sono state le disposizioni legislative adottate
in materia di incendi boschivi. Particolare importanza assume l’approvazione della nuova
Legge Quadro in materia di incendi boschivi: la legge n. 353 del 21 novembre 2000,
pubblicata sulla G.U. n. 280. Essa ha abrogato la legge n. 47/75 che per oltre 20 anni ha
regolamentato il settore, assolvendo in un momento particolare dell’assetto istituzionale
del Paese all’importante funzione di programmazione dell’attività antincendio nelle fasi
di previsione, prevenzione e lotta contro il fuoco. La nuova normativa è stata sollecitata
e sostenuta, nel quadro del processo di decentramento amministrativo in via di realizzazione, per portare ordine, stabilità e certezza in un settore operativo complesso e
delicato, anche al fine di individuare specifiche responsabilità ai diversi livelli istituzionali
e di fornire le coordinate per una migliore integrazione dei differenti apparati operativi
coinvolti nel sistema antincendio. Elemento centrale della nuova legge quadro è il rapporto tra il Governo, attraverso il Ministro delegato per il coordinamento della protezione civile e gli organi tecnici di cui esso si avvale – Agenzia di Protezione Civile, Corpo
Forestale dello Stato e Vigili del Fuoco – a cui spetta la definizione delle linee guida per
la programmazione regionale, e le Regioni, responsabili dirette della pianificazione territoriale e della gestione di tutte le risorse disponibili.
90
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
La presenza del Corpo Forestale dello Stato nel nuovo quadro normativo rappresenta
il riconoscimento di un ruolo istituzionale che rafforza le funzioni svolte dal Corpo in materia di pianificazione e gestione forestale, ivi compresa la salvaguardia del patrimonio
boschivo dai fattori di aggressione, in un’ottica di unitarietà e di collaborazione con le
Regioni.
Lo strumento di partenza dell’attività antincendio è costituito dal Piano per la programmazione delle attività di previsione, di prevenzione e lotta attiva contro gli incendi
boschivi, che contiene elementi sugli indici di pericolosità degli incendi boschivi nelle
diverse zone del territorio regionale, individua le cause degli incendi, le aree bruciate
nell’anno precedente, indica la consistenza e la localizzazione dei mezzi e degli strumenti per la previsione, la prevenzione e l’estinzione, stabilisce le risorse finanziarie
necessarie, detta norme per la rilevazione dei sinistri.
Agli aspetti di regolazione istituzionale e di programmazione generale della materia,
la legge quadro aggiunge numerose altre norme di rilevante interesse, tra le quali il
rafforzamento dell’attività di prevenzione, l’inasprimento delle sanzioni penali, il miglioramento dell’attività formativa, di informazione e di monitoraggio.
Sotto il profilo della prevenzione è interessante rilevare la possibilità per le Regioni
di concedere contributi per incentivare la manutenzione dei boschi da parte dei privati
proprietari di aree boscate per operazioni di pulizia e di manutenzione selvicolturale,
prioritariamente finalizzate alla conservazione dei boschi. Si tratta di una opportunità di
grande interesse considerato che oltre il 60% delle proprietà boschive appartiene a privati che attualmente non hanno alcun interesse a effettuarne la manutenzione in quanto
il reddito ricavato non compensa le spese sostenute.
Poiché i boschi oltre a produrre beni (legname) offrono una serie di servizi pubblici
(difesa idrogeologica dei versanti, ossigeno, acqua pulita, mitigazione dell’effetto serra,
paesaggio, biodiversità) è giusto che ai proprietari degli stessi vengano riconosciuti dei
crediti da compensare con opportune incentivazioni (contributi, agevolazioni fiscali ed
altro).
L’ordinaria coltura dei boschi diventa così l’operazione più importante ai fini della prevenzione e della difesa contro la propagazione degli incendi boschivi per cui incentivarla
è nell’interesse generale del Paese.
Particolare attenzione nel corpo della legge è dedicato alla eliminazione delle cause
che originano i cosiddetti incendi per “interessi”. La logica che è stata seguita è quella di
dimostrare che l’incendio “non paga”. Viene quindi prevista la possibilità di concedere al
personale delle Regioni assunto per l’attività antincendio compensi incentivanti, connessi ai risultati conseguiti in termini di riduzione delle aree percorse dal fuoco. Particolari
restrizioni impone la nuova normativa sulle aree percorse dal fuoco, per prevenire interessi speculativi:
• divieto di modificare la destinazione d’uso delle aree boscate percorse dal fuoco per
15 anni dopo l’incendio;
• divieto di realizzare edifici civili, infrastrutture ed attività produttive per un periodo di
10 anni;
• divieto dell’esercizio del pascolo e della caccia all’interno delle aree boscate percorse
dal fuoco per un periodo di 10 anni;
• obbligo per i Comuni di censire, tramite apposito catasto, i soprassuoli già percorsi dal
fuoco nell’ultimo quinquennio.
Tutti i vincoli appaiono essenziali per prevenire quegli incendi provocati con dolo per
perseguire interessi specifici. E’ quindi fondamentale il rilievo e il censimento delle aree
91
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
percorse dal fuoco poiché tali aree devono essere rese note e ufficiali. In Toscana tale
obbligo è previsto dalla L.R. 39/2000 - Legge forestale della Toscana. Con la recente
Legge Regionale n.1 del 2003 si è provveduto inoltre ad adeguare la normativa regionale a quella nazionale in materia di incendi boschivi.
IV-P2.1 Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame
Come già previsto nella Legge Forestale, 39/2000 e successivamente dalla L.R.
1/2003, che ha recepito le disposizioni di principio della Legge quadro in materia di incendi, la regione ha predisposto un Piano AIB, che indica tutti i riferimenti essenziali per
consentire l’organizzazione ed il coordinamento dell’attività di previsione, prevenzione e
lotta attiva degli incendi boschivi.
I comuni svolgono un ruolo attivo all’interno di questo sistema tra cui, già ai sensi della L.R. 39/2000 l’obbligo di inviare ogni anno l’elenco e la planimetria in scala
1:10.000 delle aree percorse da incendio entro il mese di dicembre. Si riportano nella
tabella IV.7 il numero e l’ estensione incendi boschivi, così come indicati dai comuni in
esame nel periodo di riferimento dal 2002 al 2006.
Comune
2002
2003
2004
2005
2006
Pontedera
0
2 (7,30 ha)
1 (0,25 ha)
1 (3 ha)
0
Ponsacco
0
0
0
0
0
Lari
0
0
0
0
0
Casciana Terme
0
0
1(11,00 ha)
0
0
Bientina
0
0
0
1 (1 ha)
0
Calcinaia
0
0
0
1(0,003 ha)
0
TOT
0
2 (7,30 ha)
2 (11,25 ha)
3 (4,003 ha)
0
Tab.IV.7 - Numero ed estensione incendi boschivi nei comuni in esame
FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Come si può vedere, nel 2002 e nel 2006 non ci sono stati incendi, mentre negli anni
successivi, il numero di incendi è stato comunque contenuto e compreso tra 2 e 3; per
quanto riguarda la superficie, questa invece si è ridotta molto nel 2005, rispetto al 2003
e al 2004.
I comuni di Ponsacco e Lari non hanno registrato nessun episodio nel periodo considerato.
INDICATORI DI RISPOSTA
IV-R1 Linee di indirizzo per la valorizzazione del territorio
Si riportano di seguito le principali linee di indirizzo, ai fini della salvaguardia del territorio, così come già facenti parti del PTC e inserite all’interno dei PS dei singoli comuni.
I Comuni del Sistema Territoriale della Pianura dell’Arno, con un indice di boscosità
inferiore al 20% (Calcinaia, Pontedera, Bientina, Ponsacco), ai fini del rafforzamento
della rete di rilevanza ecologica provinciale dovranno favorire la costituzione di formazioni arbustive/boschive lineari o areali, nelle aree agricole di pianura, anche residuali,
a margine del reticolo idraulico della bonifica e lungo le infrastrutture viarie, attorno
92
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
alle infrastrutture di servizio, alle aree produttive, a collegamento tra i sistemi collinari
tenendo conto delle risorse presenti nelle aree del sistema ambientale e delle modalità
di gestione previste dai regolamenti delle Aree Protette.
Per quanto riguarda il sistema vegetazionale e la fauna, si prevede di tutelare,
mantenere, migliorare e consolidare la flora e la fauna presenti, in particolare
favorendo:
• la tutela e la conservazione delle siepi, delle aree boscate, delle formazioni ripariali,
dei corridoi faunistici, nell’ottica di un consolidamento e miglioramento della biodiversità ambientale;
• il ripristino, l’introduzione e il mantenimento di sistemazioni idraulico-agrarie che
favoriscano il consolidamento di versanti mediante l’utilizzo anche di interventi di
ingegneria naturalistica soprattutto per quel che concerne gli interventi sulla rete
idrografica;
• la creazione di aree verdi piantumate lungo i lati delle strade al fine di mitigare
l’impatto ambientale dal punto di vista sia visivo che sonoro;
• la tutela dei biotopi presenti, una gestione delle aree umide, adatta ad accogliere
avifauna, vegetazione igrofila tipica, organizzazione di percorsi ciclabili e sentieri,
di strutture per l'osservazione naturalistica.
Si prevede poi la tutela del paesaggio rurale, incentivando il ripopolamento delle aree
agricole abbandonate e mantenendo così il presidio umano sull’ambiente.
Saranno in particolare previste azioni di:
• ripristino ambientale e faunistico di specie in declino;
• incentivazione delle attività volte ad aumentare la biodiversità quali, recupero e
ripristino di siepi, formazioni lineari, filari e boschetti per favorire nidificazione e
rifugio delle specie;
• recupero faunistico con controllo del ripopolamento venatorio prioritariamente in
ambiti protetti;
• inserimento di segnali, barriere e protezioni nelle zone stradali nei punti critici dove
generalmente transitano le specie sopra segnalate;
• pratiche di produzione compatibili con le caratteristiche ambientali, quali per esempio concimazioni con sostanze organiche o minerali non di sintesi, rotazioni pluriennali, uso di metodi preventivi di lotta fitosanitaria senza pesticidi nocivi, lotta
biologica.
IV-R2 Spese per l’ambiente
Si riportano di seguito in tabella IV.8 le spese sostenute dai comuni per una politica di
controllo della fauna in ambito urbano.
IV-R2.1 Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano
Tali spese ricomprendono, così come riportato dai comuni, gli investimenti effettuati
dagli Enti per il controllo dei roditori, per la disinfestazione dalla zanzara tigre e le spese
per l’allontanamento dell’avifauna (sia come contributi ai cittadini per la disinfestazione
e l’installazione di barriere).
93
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Comune
2001
2002
2003
2004
2005
Pontedera
6.720
6.720
20.104
19.104
17.734
Ponsacco
8.996
4.390
5.184
18.155
10.059
Lari
0
1022
0
0
0
Casciana Terme
1.200
1.200
1.520
2.750
4.500
Bientina
2.500
2.500
3.200
9.000
4.000
Calcinaia
0
0
0
0
13.000*
Tab. IV.8 - Spese impegnate per politiche di controllo della fauna in ambito urbano (€)
FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
* Lotta alla zanzara tigre e derattizzazione (2005-2007)
IV-R3 Aree protette e vincolate
Negli ultimi anni le politiche per la conservazione dell’ambiente e della biodiversità
hanno avuto una forte spinta. La Convenzione sulla biodiversità, avvenuta al termine
della Conferenza delle Nazioni Unite su ambiente e sviluppo (Rio de Janeiro 1992) è
sicuramente una delle tappe più importanti, che ha sancito a livello internazionale l’ampliarsi degli obiettivi e delle finalità di conservazione della natura, lanciando un appello
per una nuova era di sviluppo economico rispettoso dell’ambiente, dove la politica delle
aree protette viene posta al centro delle attività per la realizzazione di uno “sviluppo
sostenibile”. Rispetto ai primi atti istitutivi dei parchi, concepiti unicamente come aree
dove la natura doveva essere protetta in modo integrale, il concetto di area protetta è
andato mutando con l’evolversi delle politiche ambientali e del concetto stesso di salvaguardia e conservazione della natura: i parchi continuano oggi a mantenere come obiettivo primario la conservazione, ma tramite lo sviluppo integrato tra uomo ed ambiente e
le aree protette possono diventare luoghi di elezione in cui sperimentare nuovi modelli di
crescita economica rispettosi dell’ambiente. In Toscana la legge Regionale 11/4/95 n° 49
“Norme sui parchi, le riserve naturali e le aree naturali protette di interesse locale” nata
per recepimento a livello regionale della Legge Quadro 394/91 sui Parchi e le Riserve
Naturali, disciplina la costituzione dei parchi, delle riserve naturali, delle aree protette di
interesse locale specificandone le relative forme gestionali e le azioni programmatiche.
La Legge assolve al compito di predisporre i riferimenti normativi generali individuando
nelle Province gli interlocutori principali della Regione ed individuando gli strumenti con
cui sarà possibile assicurare una gestione efficace delle aree protette; essa costituisce
quindi un punto di riferimento in materia di aree protette a gestione provinciale e locale
riservando ad ulteriori, eventuali leggi, la disciplina dei parchi regionali. La consistenza
nel numero e nella superficie di parchi e riserve in Toscana sta avendo un sensibile incremento. Di notevole importanza nella gestione sostenibile di un territorio l’istituzione
delle ANPIL; infatti l’ANPIL (area naturale protetta di interesse locale), istituita ai sensi
della L.R. 49/95, viene definita un’area protetta inserita all’interno di un ambito intensamente antropizzato che necessita di azioni di conservazione, restauro o ricostruzione
delle originarie caratteristiche ambientali. Si tratta di un’ area con attività prevalente
di ricreazione nell’ambiente naturale in cui la fruizione é intimamente connessa con i
valori paesaggistici generali, le tradizioni, ecc. Possono far parte di questo gruppo anche
biotopi di modesta entità, monumenti naturali, aree verdi urbane e suburbane (purché
non facenti parte degli standard urbanistici).All’interno dell’area di indagine si ritrova
nel Comune di Bientina, l’area del Bosco di Tanali. Nell’ ambito della Provincia di Pisa si
94
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
ritrovano 4 Riserve Naturali, 9 ANPIL (più altre in via di istituzione ) e 15 Siti di Importanza Comunitaria/Regionale, frutto di un’attività iniziata successivamente all’entrata in
vigore della L. 394/91 e sviluppatasi con la L.R. n. 49/95, per le Aree Protette e la L.R.
n. 56/00 per l’applicazione della direttiva comunitaria “Habitat”. A partire dall’anno 2004
la Provincia di Pisa ha posto le basi per un diverso rapporto tra Enti Locali e territorio,
dando inizio ad un articolato cammino teso a riunire le Aree Protette e Siti di Importanza Comunitaria/Regionale sotto un’unica identità amministrativa, che è stata quindi
denominata POLO AMBIENTALE. Prendendo a perimetro di riferimento ambiti territoriali
facilmente identificabili e costituiti da preesistenti realtà amministrative e geografiche,
ed utilizzando più volte la formula istituzionale della stipula di un’apposita convenzione,
si sono così ottenuti i diversi Poli Ambientali, che rappresentano una concreta realizzazione pratica sull’importanza di coniugare, biodiversità e Aree Protette. I Poli Ambientali
sono: Monte Pisano, Cerbaie, Colline Sanminiatesi, Alta e Bassa Val di Cecina. Per quanto riguarda il sistema delle aree protette, nel 2005, la Provincia di Pisa e i Comuni di
Bientina, Calcinaia, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte
hanno effettuato una convenzione per la realizzazione di un Polo Ambientale denominato “ Sistema delle Aree Naturali Protette di Interesse Locale, degli Habitat di rilevanza
ambientale e delle Zone Umide ai sensi della convenzione di Ramsar “ della zona NORD
- EST della Provincia di Pisa, al fine di salvaguardare i valori naturalistici, ambientali e
gli habitat e le specie presenti nel ex padule di Bientina e nel complesso delle Cerbaie
e al fine di promuovere e sviluppare un turismo ecocompatibile. Il Polo Ambientale
risulta costituito dalla ANPIL “ Bosco di Tanali “, istituita, ai sensi della L.R. n. 49/95,
dal Comune di Bientina, dai SIR n. 63 “ Cerbaie “, n. 64 “ Montefalcone “ e n. B03 “
Ex Alveo del Lago di Bientina “ , così classificati dalla L.R. n. 56/00 e dalla Del. C.R.T.
n. 6/04 e dalla Zona Umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di
Ramsar, così come approvata dalla G.R.T. con la Del. n. 231 del 15.03.2004. La durata
della convenzione è stabilita in anni 9.
IV-R3.1 SIC (Siti di importanza comunitaria) e SIR (Siti di importanza regionale) presenti nell’area
A seguito dell’adozione, da parte del Consiglio, della Direttiva 79/409/CEE concernente la conservazione degli uccelli selvatici e la Direttiva 92/43/CEE, relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatica, si
è costituita una rete ecologica europea, denominata Natura 2000. La Regione Toscana
ha recepito dette Direttive con la L.R. 6 aprile 2000,n. 56 istituendo i Siti di Importanza
Regionale (SIR) Nell’ambito della Provincia di Pisa insistono n. 15 SIR. Di essi 1 si trova
nella zona dei Monti Pisani, 2 nella parte Nord- Est del territorio provinciale, 3 all’interno
del Parco Naturale Regionale migliarino San Rossore Massaciuccoli e 9 nella zona dell’Alta val di Cecina. Nel territorio di competenza amministrativa dei Comuni di Bientina
e Calcinaia, ricadono i seguenti SIR.
Codice
063
B03
Nome:
Cerbaie
Ex alveo del lago di Bientina
Superficie
Ha 4.611,00
Ha 1.054,40
Codice Natura 2000
IT5170003
IT5120101
Il Comune di Bientina è l’Ente capofila del Sistema con il compito di gestire il monitoraggio della distribuzione degli habitat e delle specie, l’effettuazione di studi sulla
biologia e la consistenza della popolazione e provvedere alla effettuazione delle iniziative
di sensibilizzazione rispetto ai valori naturalistici, ambientali e della tutela degli habitat
e delle specie.
95
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
SIR 063 Cerbaie (IT5170003)
Il SIR 063 Cerbaie interessa i Comuni di Fucecchio (FI), Bientina, Calcinaia, Castelfranco di Sotto, Santa Croce sull’Arno e Santa Maria a Monte; Il sito risulta formato da
colline di debole elevazione, incise da ruscelli in piccole valli umide, con substrati sabbiosi - ghiaiosi e generalmente acidi. Sono prevalenti le superfici boscate ( boschi di cerro,
rovere, farnia castagno e pinete di sostituzione di pino marittimo) Tra le piante erbacee
è presente una rara specie igrofila, legata agli ambienti palustri, il trifoglio fibrino Menyanthes trifoliata.
Presenza di area protetta: Sito in parte compreso nelle Riserve Statali “Montefalcone”e
“Poggio Adorno”.
Tipologia ambientale prevalente: Sistema collinare con altopiano inciso da numerose
vallecole, in gran parte occupato da boschi di latifoglie (cerrete, castagneti, ontanete,
boschi di farnia o rovere) e da pinete di pino marittimo.
Altre tipologie ambientali rilevanti: Presenza di zone agricole e di edilizia residenziale
sparsa, corpi d’acqua artificiali, arbusteti di degradazione a dominanza di Ulex europaeus e peculiari aree umide (“vallini”).
Principali emergenze:
HABITAT – FITOCENOSI- SPECIE VEGETALI -SPECIE ANIMALI
HABITAT di cui all’All.A1
L.R. 56/2000
Cod. Corine
Brughiere xeriche.
31,2
Boschi palustri a ontano (1)
Boschi ripari a dominanza di Salix alba e/o
Populus alba e/o P.nigra
Cod.Nat.2000
All. Dir.92/43/CEE
4030
AI*
44,3
91E0
AI*
44,17
92A0
AI
(1) Habitat non presente nella L.R. 56/2000, con nome di cui al Progetto RENATO.
FITOCENOSI
• Boschi misti acidofili a dominanza di rovere della Cerbaie (Frangulo alni-Quercetum
petraeae Arrigoni).
• Vallini igrofili a Carpinus betulus e Quercus robur delle Cerbaie (Toscana settentrionale).
SPECIE VEGETALI
• Utricularia minor (erba vescica minore) - Rara specie igrofila, legata agli ambienti
palustri e lacustri.
• Menyanthes trifoliata (trifoglio fibrino) - Rara specie igrofila, legata agli ambienti
palustri e lacustri.
• Drosera rotundifolia (drosera a foglie rotonde) – Rarissima specie igrofila della torbiere.
SPECIE ANIMALI
Fino al 1999, presenza di una colonia multispecifica di Ardeidi (legata alla presenza
del Padule di Fucecchio come area di alimentazione); dal 2000 la colonia si è trasferita
all’interno del Padule. Dormitori invernali di anatidi nei laghetti artificiali della Riserva di
Montefalcone.
96
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Altre emergenze
I vallini umidi con stazioni di Sphagnum ospitano una rara flora igrofila relittuale
Principali elementi di criticità interni al sito
- Estese porzioni del sito sono notevolmente antropizzate, con insediamenti sparsi,
viabilità, presenza di aree coltivate (numerosissimi gli orti familiari).
- Frequenti incendi, che comportano la degradazione della copertura forestale, favorendo la diffusione dei popolamenti a pino marittimo con sottobosco di specie
acidofile (felceti, uliceti, ecc.).
- Artificializzazione dei corsi d’acqua.
- Impatto degli ungulati sulla flora, particolarmente dannoso per le numerose bulbifere del sottobosco (impatto elevato nella zona recintata della Riserva di Montefalcone).
- Diffusione di specie vegetali esotiche negli ecosistemi forestali, con particolare riferimento alla robinia Robinia pseudacacia, che non di rado costituisce nuclei estesi,
soprattutto lungo i corsi d’acqua dei “vallini” umidi.
- Bonifica di aree umide per ampliare le zone agricole.
- Raccolta di sfagno e di specie rare di flora.
Principali elementi di criticità esterni al sito
- Elevato grado di antropizzazione delle aree circostanti.
PRINCIPALI MISURE DI CONSERVAZIONE DA ADOTTARE
Principali obiettivi di conservazione
a)Conservazione dei vallini umidi con stazioni di Sphagnum, rara flora relittuale e
ontanete ripariali (E).
b)Tutela delle fitocenosi (E).
c)Mantenimento copertura forestale di latifoglie di pregio (nuclei con farnia e/o rovere) (M).
Indicazioni per le misure di conservazione
- Controllo degli incendi (E).
- Verifica dello stato di conservazione dei “vallini” umidi, minacciati da ampliamenti
delle zone agricole e dagli interventi di regimazione idraulica (E).
- Interventi di gestione selvicolturale finalizzati alla diffusione delle latifoglie autoctone di pregio (diradamento delle pinete, piantagione di latifoglie autoctone, ecc.)
(M).
- Riduzione del carico di ungulati nella zona recintata della Riserva di Montefalcone
(M).
- Progressiva sostituzione delle pinete con formazioni di latifoglie autoctone (M).
Necessità di Piano di Gestione specifico del sito
Elevata, ma relativa solo alle aree di maggiore interesse e criticità e solo per alcuni
aspetti Necessità di piani di settore
Elevata necessità di un piano che coordini la gestione forestale alla scala del sito, in
particolare per quanto riguarda i boschi mesofili e igrofili.
Altrettanto elevata necessità di un piano per la conservazione dei vallini.
97
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
SIR B03 (IT5120101) Ex Alveo del Lago di Bientina (in precedenza
classificato come Bosco di Tanali e Bottaccio della Visona)
Il Sito comprende residui ambienti palustri naturali e seminaturali, formate da zone
umide di modeste o modestissime dimensioni situate in una vasta area bonificata. Costituisce così una testimonianza degli ambienti preesistenti ed ospita numerose specie
floristiche di notevole interesse. E’ in parte compreso nelle ANPIL “ Bosco di Tanali “
(Bientina) e “ Bottaccio della Visona “ (Capannori) Nella parte umida vi fanno tappa vari
uccelli migranti, come la garzetta Egretta garzetta e l’airone guardabuoi Bulbucus Ibis.
Tipo sito: SIR non incluso nella rete ecologica europea Natura 2000.
Estensione: 1.054,40 ha
Presenza di area protetta: in parte compreso nelle ANPIL “Bosco di Tanali” e “Il Bottaccio”.
Tipologia ambientale prevalente: Prati pascolati o coltivi periodicamente sommersi,
boschi igrofili relittuali, prati umidi, formazioni di elofite, canali principali e secondari di
bonifica.
Altre tipologie ambientali rilevanti: Incolti.
Principali emergenze: HABITAT - SPECIE ANIMALI
HABITAT di cui all’All.A1 L.R. 56/2000
Praterie dei pascoli abbandonati su substrato
neutro-basofilo (Festuco-Brometea).
Cod.Corine
Cod.Nat.
2000
All. Dir.92/43/CEE
34,32-
34,33
6210 AI*
SPECIE VEGETALI
Aldrovanda vesiculosa - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree umide
relittuali.
Marsilea quadrifolia - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree umide
relittuali.
Potamogeton polygonifolius - rara specie igrofila presente in Toscana in poche aree
umide relittuali.
Rari popolamenti floristici igrofili (ad esempio, Vallisneria spiralis, Najas marina, Hottonia palustris, ecc.).
SPECIE ANIMALI
Popolazioni di uccelli acquatici svernanti o migratori di discreto interesse conservazionistico.
Varie specie di invertebrati caratteristiche degli ambienti palustri, minacciate a scala
regionale.
Altre emergenze
Boschi igrofili relitti a dominanza di farnia, frassino ossifillo e ontano nero.
Magnocariceto a dominanza di Carex elata.
Principali elementi di criticità interni al sito
- Ridotte dimensioni e isolamento dei nuclei relitti di bosco igrofilo.
- Inquinamento delle acque del Canale Emissario e del Canale Rogio.
- Presenza di attività agricole di tipo intensivo.
- Captazioni idriche estive per irrigazione delle colture.
98
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
- Presenza di specie alloctone di flora quali ad esempio Amorpha fruticosa o Robinia
pseudacacia. In particolare quest’ultima tende a sostituirsi alla specie più tipiche
dei boschi igrofili con una riduzione del loro valore naturalistico.
- Presenza di specie alloctone invasive di fauna (da segnalare gambero rosso, nutria,
silvilago o minilepre e bengalino comune).
- Presenza di cinghiali che, in particolare nel periodo estivo, possono avere un impatto negativo sulla flora e sulla fauna presente nelle residue zone allagate dei due
Bottacci di Tanali e della Visona.
- Fruizione turistica in aumento.
- Attività venatoria nella porzione nord-orientale del sito.
- Il pascolamento di animali domestici, che ha effetti positivi nei prati stagionalmente
allagati, provoca una riduzione della rinnovazione di farnia nel bosco di Tanali.
- Diffusione dei canneti a danno dei magnocariceti e degli specchi d’acqua.
- Incendi nei magnocarioceti e nei canneti.
- Periodici interventi di ripulitura e ricalibratura della sezione idraulica nei canali di
bonifica.
- Controllo della vegetazione nei canali di bonifica mediante utilizzo di diserbanti.
- Problemi di gestione legati alla presenza di aree demaniali affidate a diversi concessionari all’interno del sito.
Principali elementi di criticità esterni al sito
- Presenza di aree a elevata antropizzazione con assi viari, centri abitati sparsi e
attività agricole di tipo intensivo.
- Inquinamento delle acque.
- Gestione idraulica.
- Attività venatoria con appostamenti fissi ai confini del sito.
- Captazioni idriche lungo i corsi che si immettono nei due Bottacci di Tanali e della
Visona per l’irrigazione di colture agricole e orti.
PRINCIPALI MISURE DI CONSERVAZIONE DA ADOTTARE
Principali obiettivi di conservazione
a)Conservazione/ampliamento dei boschi igrofili (E).
b)Conservazione dei mosaici di vegetazione elofitica e idrofitica, con adeguati livelli
di eterogeneità (E).
c)Controllo delle specie alloctone (E).
d)Conservazione delle emergenze floristiche e faunistiche presenti (M).
e)Miglioramento della qualità delle acque (M).
Indicazioni per le misure di conservazione
- Interventi a livello di bacino idrografico, o di intero Padule del Bientina, finalizzati
al miglioramento qualitativo degli apporti idrici e a una gestione dei livelli idrici,
finalizzata anche al mantenimento delle emergenze naturalistiche (E).
- Esame della situazione attuale del pascolo, verifica rispetto agli obiettivi di conservazione e adozione di opportune misure contrattuali per il raggiungimento delle
modalità ottimali di gestione e il recupero, almeno parziale, di aree abbandonate
(E).
- Programmi a medio termine di recupero/ampliamento degli elementi di maggiore
interesse naturalistico presenti nel sito (ad esempio mediante allagamenti) e loro
inserimento nel contesto di un piano di riqualificazione naturalistica dell’area demaniale del Bientina (E).
99
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
- Azioni di controllo della fauna e della flora alloctona invasiva (E) e del cinghiale
(B).
- Gestione del canneto con tagli periodici a rotazione (M).
Necessità di Piano di Gestione specifico del sito
Media: in considerazione della maggiore estensione del sito rispetto alle aree protette, appare utile la realizzazione di un piano complessivo. Le due ANPIL al 2004 erano
sprovviste di regolamenti di gestione.
Necessità di piani di settore
Alta: relativamente a un piano di riqualificazione/ampliamento degli habitat igrofili
da realizzare, anche attraverso la gestione dei livelli idrici, a livello dell’intero territorio
dell’ex Padule del Bientina. Per il sito è stato elaborato uno studio di fattibilità per la
ricostituzione di un’area palustre realizzato dall’Ass.to Agricoltura Caccia e Pesca dell’Amministrazione Provinciale di Lucca.
Note
Il sito è compreso in aree del demanio in gestione al Consorzio di Bonifica del Padule
del Bientina. Il SIR è stato ampliato rispetto alla prima individuazione.
IV-R3.2 ANPIL (Aree Naturali Protette di Interesse Locale) dotate di Piano o Regolamento
ANPIL - BOSCO DI TANALI
L’area è stata la prima Area Naturale Protetta d’Interesse Locale della Regione Toscana.
È stata istituita nel novembre 1995, con Delibera del Consiglio Comunale di Bientina,
sui 22 ettari della cassa di colmata di Bosco Tanali; è stata estesa, nell’aprile del 1998,
ai prati umidi ed alle aree coltive circostanti al bosco, per un totale di circa 153 ettari.
La gestione è svolta direttamente dall’Amministrazione Comunale di Bientina attraverso
un Comitato di gestione ed una Consulta delle associazioni, le quali individuano criteri
e linee guida per gli interventi gestionali, educativi e di controllo. L’amministrazione ha
stipulato convenzioni con Legambiente Valdera per quanto attiene la gestione della didattica ambientale e per i monitoraggi della flora e della fauna e una con la cooperativa
sociale Il Melograno per i lavori di realizzazione e di manutenzione delle strutture per la
visita. L’area, su cui vige il divieto di caccia, è aperta all’accesso tutto l’anno.
Ente Gestore: Comune di Bientina con l’ausilio di un Comitato di Gestione (con rappresentanti di Comune, Associazioni ambientaliste, Provincia di Pisa, Università di Pisa,
Provveditorato agli Studi) e di una Commissione Consultiva (rappresentanti di associazioni agricole, venatorie e ambientaliste).
Sede: Comune di Bientina, p.za Vittorio Emanuele n. 53, Bientina (PI) Provincia:
Pisa
Superficie: 160 ettari
Istituzione: 1995
Tipologia di area: Area Protetta di Interesse Locale (APIL)
Relazione con altre aree protette: l’area è individuata come sito d’importanza regionale (SIR) B03 IT 5120101
100
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
È stata la prima Area Naturale Protetta d’interesse Locale della regione Toscana.
L’amministrazione ha stipulato una convenzione con Legambiente Valdera per la gestione della didattica ambientale. Tutta la zona è stata proposta come zone umida di importanza internazionale ai sensi della Convenzione di Ramsar dalla Regione Toscana.
AMBIENTE: Bosco Tanali si trova sul lato ovest del Padule di Bientina alle pendici del
Monte Pisano, nel Comune di Bientina in località Caccialupi. Occupa circa 153 ettari di
cui una ventina tra bosco planiziale e canneto posti in una cassa di colmata ai margini
dell’ex alveo del lago; il resto, prevalentemente a pascolo, è costituito da terreni dell’alveo del lago prosciugato il secolo scorso. L’area racchiude in sé una varietà di ambienti
molto significativi per il Padule di Bientina. Si possono osservare: prati umidi periodicamente allagati, pagliereti, boschi umidi ad ontano nero, canneti e piccoli specchi
d’acqua. Si tratta di ambienti importanti per la vita di molte specie di piante ed animali,
oggi sempre più rarefatti e soggetti ad azioni di degrado. La vasta e aperta piana che si
apre tra i Monti Pisani e le Colline delle Cerbaie e che da Bientina si allarga ad est verso
Altopascio e a ovest verso Lucca, è ciò che resta del Lago di Bientina (o di Sesto secondo
i Lucchesi, in quanto si trovava a circa 6 chilometri dalla città). Il prosciugamento completo del lago, avviato nel 1853 e mai definitivamente concluso, e soprattutto l’avvento
dell’agricoltura industriale e intensiva con la monocoltura del mais e l’uso di pesanti
macchinari, hanno sempre più ridotto quella ricchezza di specie animali e vegetali che
caratterizzavano l’area del Bientina, come studi dell’epoca testimoniano. Il repentino
passaggio delle attività umane dalla pesca all’agricoltura ha quasi annientato una cultura ed un’economia sviluppata attorno al lago; soltanto pochi bientinesi conservano
ancora la memoria delle tecniche di pesca e di lavorazione delle erbe palustri.
VEGETAZIONE: L’oasi del Bosco di Tanali, soprattutto dopo il recente ampliamento,
presenta un mosaico dei biotopi vegetazionali delle zone umide. L’associazione vegetale
più importante è il bosco igrofilo a Ontano nero, una delle ultime foreste alluvionali dell’antico Padule di Bientina. L’area protetta racchiude vari habitat umidi, che hanno visto
un sensibile incremento grazie alle attività di restauro ambientale: un bosco igrofilo di
notevole valore naturalistico, canali, aree allagate, prati umidi, cariceti, canneti. Interessante presenza di flora e fauna delle zone umide, tra cui un prezioso bosco igrofilo,
ambiente di interesse comunitario ai sensi della direttiva Habitat. Nell’area è presente
flora specifica dei suoli inondati e degli ambienti a cariceto. Per alcune specie il Bosco
Tanali costituisce ormai l’unica stazione del bacino del Bientina. L’area di Bosco Tanali è
rappresentativa della maggior parte degli habitat e delle specie delle aree palustri d’acqua dolce toscane. Sul terreno talora inondato, l’Ontano nero (Alnus glutinosa) si unisce
al Pioppo bianco (Populus alba), alla Farnia (Quercus robur), al Sambuco (Sambucus
nigra) e al Salicone (Salix cinerea); quest’ultimo, nelle parti esterne del bosco, forma
densi arbusteti. Nel sottobosco si osservano il piccolo Galium palustre , i fiori bianchi del
Peucedanum palustre e la grande Felce florida (Osmunda regalis), tutte piante oggi assai
rare. Dove l’acqua permane più a lungo il bosco lascia il posto alle alte erbe palustri.
Si trovano così le seguenti associazioni:
- magnocariceto, costituito dai grossi ciuffi del “sarello” (Carex elata) con le radici
immerse nell’acqua, che offre rifugio a erbe rare quali i Campanellini maggiori (Leucojum aestivum) e la Stachys palustris;
- canneto palustre, molto denso e vitale, dominato dalla Cannuccia di palude (Phragmites australis) e da piante lianose quali la Dulcamara (Solanum dulcamara), il Luppolo
(Humulus lupulus) e il Vilucchio maggiore (Calystegia sepium).
101
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Nelle raccolte d’acqua del chiaro e dei canali che attraversano l’oasi si trovano idrofite ormai molto rare quali l’Erba scopina (Hottonia palustris), l’Erba vescica (Utricularia
australis) e il Morso di rana (Hydrocharis morsus-ranae). Quando le pozze d’acqua si
prosciugano, si formano prati umidi in cui si diffondono specie molto rare quali la Ludwigia palustris , (inserita nella lista rossa delle piante d’Italia), e varie specie di giunchi
(Juncus articulatus, J. bulbosus e J. bufonius). Da ricordare infine la presenza, sulle
rive dei canali, della Sagittaria (Sagittaria sagittifolia), specie ormai rarissima a livello
nazionale.L’intero bacino del Bientina è un’area segnalata dagli studi della Società Botanica Italiana come area di interesse botanico e vegetazionale. Sono presenti nell’Area
Protetta e nelle adiacenze almeno 4 habitat, di cui uno prioritario, tutelati dalla direttiva
92/43/CEE e inseriti nell’allegato A del decreto del Ministero dell’Ambiente 20 gennaio
1999, allegato relativo ai tipi di habitat di interesse comunitario la cui conservazione
richiede la designazione di aree speciali di conservazione, e precisamente: Hydrocharition (cod. 3150, habitat d’acqua dolce relativo a laghi eutrofici naturali) ; Praterie umide
semi-naturali ad alte erbe palustri (cod. 6410, habitat di formazioni erbose su terreni
torbosi o argilloso-limosi); Foreste alluvionali residue di ontano nero (cod. 91E0), classificato habitat prioritario ai sensi della suddetta direttiva; Foreste miste di querce, olmi
e frassini al bordo di grandi fiumi o di laghi (cod. 91F0).
FAUNA: Le potenzialità ornitologiche dell’area protetta si rivelano appieno nel caso
dei Passeriformi, in virtù della varietà dei biotopi presenti (dal bosco, al canneto ai prati
umidi) e della loro contiguità. Risulta così possibile osservare un numero considerevole
di specie tipiche di ambienti diversi e contraddistinte da diverse distribuzioni geografiche. L’alveo dell’ex-lago di Bientina ospita una fauna ornitica legata alle zone umide: tra
le specie più strettamente legate agli ambienti palustri si annoverano: il Pendolino, di
distribuzione euro-centro-asiatica, sedentario e nidificante; la Cannaiola, il Cannareccione e la Salciaiola, specie migratrici e nidificanti a distribuzione euro-mediterranea.
Durante la stagione invernale il canneto è visitato dal Migliarino di palude in migrazione,
mentre l’Usignolo di fiume può essere considerato sedentario-nidificante. Tra gli Ardeidi
che più o meno regolarmente visitano l’area è stata rilevata la presenza comune dell’Airone cenerino soprattutto in autunno ed inverno, al quale si associa la Garzetta, le cui
frequentazioni si estendono a tutta la primavera con individui in abito nuziale. Nella tarda primavera ed in estate non è infrequente l’osservazione di individui di Airone rosso,
Sgarza ciuffetto o di giovani di un anno di Nitticora. Sempre per l’ordine dei Ciconiformi
sono sicuramente rimarchevoli gli avvistamenti di un gruppo di 17 Cicogne bianche nel
marzo ‘97 nei campi prospicienti l’area umida e quello di un Fenicottero nel settembre
1999. Alcune specie hanno infatti visto un incremento in seguito all’istituzione di aree
protette, di cui Bosco Tanali è la più significativa. L’area è posta lungo la rotta migratoria
che interessa il Parco Regionale di Migliarino – San Rossore – Massaciuccoli, il Lago di
Sibolla, il Padule di Fucecchio, gli stagni della Piana Fiorentina.
IV-R4 Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99
Il D.Lgs. 490/99, Testo unico delle disposizioni legislative in materia di beni culturali
e ambientali, a norma dell’articolo 1 della Legge del 8 ottobre, n. 352, tutela al Titolo
I i “beni culturali” ed al Titolo II i “beni paesaggistici e ambientali”. Ai sensi del D.Lgs.
490/99, art. 23, i proprietari, possessori o detentori, a qualsiasi titolo, dei beni culturali
indicati all’art. 2, c. 1, ll. a), b) e c), D.Lgs. 490/99, hanno l’obbligo di sottoporre alla
Soprintendenza i progetti delle opere di qualunque genere che intendano eseguire, al
fine di ottenerne la preventiva approvazione.
102
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
L’autorizzazione paesaggistica ai sensi dell’art. 151 D.Lgs. 490/99 è invece richiesta
per qualsiasi intervento comportante alterazione dello stato dei luoghi individuati come
bellezze naturali da tutelare ai sensi del Titolo II D.Lgs. 490/99. In particolare l’art. 151
prevede che i proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo di beni ambientali inclusi negli elenchi pubblicati a norma dell’art. 140 o dell’art. 144 o nelle categorie elencate all’art. 146 del D.Lgs. 490/99 “non possono distruggerli né introdurvi modificazioni,
che rechino pregiudizio a quel loro esteriore aspetto che è oggetto di protezione”.
I proprietari, possessori o detentori a qualsiasi titolo dei beni di cui sopra hanno l’obbligo di sottoporre alla Regione i progetti delle opere di qualunque genere che intendano
eseguire, al fine di ottenerne la preventiva autorizzazione. L’autorizzazione è rilasciata
o negata entro il termine perentorio di 60 giorni. Le regioni danno immediata comunicazione delle autorizzazioni rilasciate alla competente Soprintendenza, trasmettendo
contestualmente la relativa documentazione.
Il Ministero può in ogni caso annullare, con provvedimento motivato, ‘autorizzazione
regionale entro i 60 giorni successivi alla ricezione della relativa comunicazione. Decorso
inutilmente il termine per l’esercizio del potere di annullamento, nei successivi 30 giorni
è data facoltà agli interessati di richiedere l’autorizzazione al Ministero che si pronuncia
entro il termine di 60 giorni dalla data di ricevimento della richiesta.
Le autorizzazioni di cui al D.Lgs. 490/99, art. 23, per interventi su beni culturali oggetto di tutela ai sensi del D.Lgs. 490/99, Titolo I, sono rilasciate direttamente dalla
Soprintendenza.
Si riporta nella tabella IV.9, il territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del
D.Lgs. 490/99 nell’area dei 6 comuni.
Comune
territorio soggetto a vincolo
paesaggistico (ha)
% territorio vincolato/territorio comunale
Bientina
700
23,9
Calcinaia
250
16,7
Casciana Terme
2185
60,0
0
0,0
Ponsacco
430
21,6
Pontedera
1534
33,4
TOT Area
5099
Lari
Tab. IV.9 - Territorio soggetto a vincolo paesaggistico ai sensi del D.Lgs. 490/99
FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
IV-R5 Attività di educazione ambientale
I Progetti di Educazione ambientale nelle scuole, di comunicazione e le attività di
sensibilizzazione alla cittadinanza sono tra le politiche intraprese da tutti e 6 i Comuni,
anche in collaborazione con GEOFOR e con Legambiente.
Obiettivi comuni delle attività informative e di educazione ambientale sono l’informazione sulle raccolte differenziate (progetto Geofor Scuola), facilitare i contatti tra le
aziende e i cittadini, informare a partire dalla scuola sulla realtà locale e sull’importanza
dei comportamenti individuali.
Alcuni dei Comuni per favorire la riduzione a monte dei rifiuti organici hanno promosso una campagna di consegna di compostiere ai cittadini che ne facevano richiesta con
103
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
una consulenza sul corretto utilizzo delle stesse (vedi Cap.V-RIFIUTI, V-R1.1 Acquisti
verdi mirati a stimolare Recupero/riciclo).
Per quanto riguarda le attività informative e di sensibilizzazione è da segnalare l’adesione di tutti i comuni (ad eccezione di Lari) alla manifestazione “Puliamo il Mondo”
organizzata da Legambiente almeno a partire dall’anno 2002.
Al di là delle attività già descritte, comuni a tutte le 6 amministrazioni, si riportano
nelle successive tabelle le attività svolte da uno è più comuni in collaborazione.
2002
2003
2004
2005
Bientina
Progetto
Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola
• Progetti INFEA in
collaborazione con la
provincia di Pisa
•Conoscenza del
territorio e delle sue
risorse” (visite guidate
delle scuole medie e
elementari ai siti di
interesse ambientale:
Bosco di Montecchio,
Monte Cucco, Bosco
di Tanali, Cerbaie) in
collaborazione con
Legambiente
•Giornata dei parchi
nell’ANPIL
•Progetto Geofor scuola
•Progetti INFEA in
collaborazione con la
provincia di Pisa
•Conoscenza del territorio
e delle sue risorse” (visite guidate delle scuole
medie e elementari ai siti
di interesse ambientale:
Bosco di Montecchio,
Monte Cucco, Bosco
di Tanali, Cerbaie) in
collaborazione con
Legambiente
•Giornata dei parchi
nell’ANPIL
•Progetto Geofor scuola
•Progetti INFEA in collaborazione
con la provincia di Pisa
•Conoscenza del territorio e delle
sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari
ai siti di interesse ambientale:
Bosco di Montecchio, Monte
Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie)
in collaborazione con Legambiente
•Giornata dei parchi nell’ANPIL
Calcinaia
Progetto
Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola •Progetto Geofor scuola
•Il fiume e la sua vita
•Il fiume e la sua vita
(corso di formazione
(corso di formazione
nelle scuole medie
nelle scuole medie
sull’ecologia dell’acqua)
sull’ecologia dell’acqua)
•Conoscenza del
•Conoscenza del territorio
territorio e delle sue
e delle sue risorse” (virisorse” (visite guidate
site guidate delle scuole
delle scuole medie e
medie e elementari ai siti
elementari ai siti di
di interesse ambientale:
interesse ambientale:
Bosco di Montecchio,
Bosco di Montecchio,
Monte Cucco, Bosco
Monte Cucco, Bosco
di Tanali, Cerbaie) in
di Tanali, Cerbaie) in
collaborazione con
collaborazione con
Legambiente
Legambiente
•Progetto Geofor scuola
•Il fiume e la sua vita (corso di
formazione nelle scuole medie
sull’ecologia dell’acqua)
•Conoscenza del territorio e delle
sue risorse” (visite guidate delle scuole medie e elementari
ai siti di interesse ambientale:
Bosco di Montecchio, Monte
Cucco, Bosco di Tanali, Cerbaie)
in collaborazione con Legambiente
•Apertura del Centro di Educazione Ambientale: Laboratori
didattici di Ed. Ambientale,
Escursioni e visite guidate in
collaborazione con Legambiente
Casciana
Terme
Progetto
Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola
•Festa degli Alberi
•Progetto Geofor scuola
•Festa degli Alberi
•Progetto Geofor scuola
•Festa degli Alberi
•Progetto informativo Biocomposter
Lari
Progetto
Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola
•Progetto Geofor scuola
•Progetto non ti scordar di me in
collaborazione con Legambiente
•Progetto Raccolta differenziata
a scuola
104
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Ponsacco
• Progetto Geofor
scuola
• Festa degli Alberi
• Progetti INFEA in
collaborazione con la
provincia di Pisa
• Ecofesta in collaborazione con Legambiente
Pontedera • Progetto Geofor
scuola
• Progetto Geofor scuola
• Festa degli Alberi
• Progetti INFEA in
collaborazione con la
provincia di Pisa
• Ecofesta in collaborazione con Legambiente
• Progetto Geofor scuola
• Festa degli Alberi
• Progetti INFEA in
collaborazione con la
provincia di Pisa
• Ecofesta in collaborazione con Legambiente
• Progetto Geofor scuola
• Festa degli Alberi
• Progetti INFEA in collaborazione
con la provincia di Pisa
• Ecofesta in collaborazione con
Legambiente
• Progetto Geofor scuola
• Progetto Geofor scuola
• Progetto Geofor scuola
D.2 TURISMO
Se il turismo è da una parte uno strumento di promozione delle risorse di un territorio, può anche essere una pressione sull’ambiente, in quanto, se non controllato può
avere degli impatti sull’ambiente stesso, come un eccessivo carico sui sistemi (acqua,
aria, territorio naturale); infatti il fattore turismo viene normalmente considerato tra i
determinanti in grado di generare pressione sull’ambiente, in quanto può, modificare
profondamente e in periodi temporali a volte limitati, i valori della popolazione residente
in un’area.
D2.1 Arrivi/Presenze nell’area
Nel territorio di indagine il turismo non sembra essere però un determinante di impatto, inoltre la presenza di tipo turistico sia residenziale che di tipo escursionistico
domenicale non risulta essere determinabile; discorso a parte per il Comune di Casciana
Terme, che grazie alla presenza delle Terme ha invece un flusso turistico sia residenziale
che giornaliero, i dati a disposizione sulle presenze si hanno infatti solamente riferiti al
Comune di Casciana Terme.
Come illustrato nei grafici si vede che dal confronto Arrivi/Presenze per gli anno 2004
e 2005 non si rilevano differenze sostanziali.
C AS C IANA TER ME
C AS C IANA TER ME
80000
80000
60000
60000
40000
40000
20000
20000
0
Arrivi
Presenze
2004
0
A rrivi
Pres enze
2005
105
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Dai dati riportati in tabella D2.1, emerge che non si hanno differenze tra i due anni
per quanto riguarda gli arrivi, ma si ha una riduzione del 2% delle presenze; per quanto
riguarda poi gli stranieri, hanno compensato la riduzione degli arrivi con un periodo di
permanenza maggiore, mentre gli italiani aumentano la presenza del 2%, ma riducono
il periodo di permanenza del 5%.
CASCIANA TERME
gen-dic 2004
gen-dic 2005
Variazione 2005/2004
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
Arrivi
Presenze
TOTALE ESERCIZI
20931
73298
20849
71762
0%
-2%
ITALIANI
14028
57349
14289
54561
2%
-5%
6903
15949
6560
17201
-5%
8%
STRANIERI
FONTE dei Dati: Provincia di Pisa Servizio Sviluppo Economico U.O. Statistica
Tab.D2.1: Arrivi/Presenze nel comune di Casciana Terme
Come dati sul turismo di seguito si riporta in tabella D2.2 la classificazione dei comuni, secondo il Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003).
Circoscrizione turistica:
classificazione dei comuni
BIENTINA
Città d’arte Pisa
Città di interesse storico e artistico
CALCINAIA
Località collinari Pisa
Località collinari
CASCIANA T.
Località termali Pisa
Località collinari
LARI
Località collinari Pisa
Località collinari
PONSACCO
Città d’arte Pisa
Città di interesse storico e artistico
PONTEDERA
Città d’arte Pisa
Città di interesse storico e artistico
FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003.
Tab. D2.2: Classificazione turistica dei comuni dell’area
D2.2 Strutture ricettive
Le strutture ricettive e i posti letto totali sono riportati nelle tabelle D2.3 e D2.4
Totale strutture ricettive
Alberghi
4-5 stelle
Alberghi
3 stelle
Alberghi
1-2 stelle
Residenze
Turistico
Alberghiere
Campeggi
e Villaggi
Turistici
Alloggi in
affitto
Alloggi
agrituristici
Ostelli per
la gioventù
Bed and
Breakfast
BIENTINA
0
0
0
0
0
2
0
0
0
CALCINAIA
1
0
0
0
0
2
0
0
0
CASCIANA T.
1
5
4
0
0
3
3
0
0
LARI
0
1
0
0
0
2
8
0
0
PONSACCO
0
1
0
0
0
0
2
0
0
PONTEDERA
1
3
0
0
0
1
2
0
0
TOTALE
2
10
4
0
0
10
15
0
0
FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003.
Tab. D2.3: Strutture ricettive nell’area
106
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Totale posti letto
Alberghi
4-5 stelle
Alberghi
3 stelle
Alberghi
1-2 stelle
Residenze
Turistico
Campeggi
e Villaggi
Turistici
Alloggi in
affitto
Alloggi
agrituristici
Ostelli
per la
gioventù
Bed and
Breakfast
BIENTINA
0
0
0
0
0
17
0
0
0
CALCINAIA
182
0
0
0
0
11
0
0
0
CASCIANA
T.
78
348
136
0
0
18
54
0
0
LARI
0
15
0
0
0
28
95
0
0
PONSACCO
0
20
0
0
0
0
26
0
0
PONTEDERA
TOTALE
54
193
0
0
0
48
36
0
0
314
576
136
0
0
122
211
0
0
FONTE dei Dati: Censimento ISTAT 2001, Annuario Statistico Italiano 2003.
Tab. D2.4: Posti letto nell’area
TURISMO: posti letto
700
600
BIENTINA
500
CALCINAIA
CASCIANA TERME
400
LARI
634
300
PONSACCO
200
100
331
17
193
138
PONTEDERA
46
0
POSTI LETTO
Come si può vedere al primo posto troviamo Casciana Terme, come già evidenziato, la località a maggior vocazione turistica dell’area, vista anche la presenza delle Terme, al secondo posto Pontedera e al terzo Calcinaia. I comuni di
Ponsacco e soprattutto quello di Bientina, presentano una ricettività turistica
estremamente ridotta.
107
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
108
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
V- RIFIUTI
ABSTRACT
In questo capitolo del Rapporto vengono trattate le pressioni sull’Ambiente riguardanti il settore della produzione dei rifiuti, e lo stato dei relativi centri di produzione,
smaltimento e gestione presenti nel territorio di indagine.
In particolare vengono analizzate la produzione dei rifiuti urbani totali e procapite e le
percentuali della raccolta differenziata nel periodo dal 200 al 2004. Viene sviluppato in
alcuni casi un maggior dettaglio analitico nei confronti dei valori di produzione e smaltimento delle diverse tipologie di rifiuti (urbani, speciali, pericolosi e non pericolosi), con
riferimento anche alla situazione della provincia.
Vengono infine evidenziate le politiche di intervento a livello locale sul sistema rifiuti
e un accenno alla pianificazione provinciale, sia in merito ai rifiuti urbani che speciali. I
dati elaborati provengono da diverse fonti (sito internet di GEOFOR SpA, ARRR, Provincia di Pisa, ARPAT e Regione Toscana: non è stato comunque possibile con i dati messi a
disposizione dai diversi ENTI, fornire elaborazioni più aggiornate.
INDICATORI DI STATO
V-S1 Smaltimento dei rifiuti
V-S1.1 La situazione in Toscana
V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana
V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area
V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di
rifiuti
V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali
V-S2 modalità di raccolta differenziata
V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali
V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata
V-S2.3 Piattaforme ecologiche
INDICATORI DI PRESSIONE
V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU)
V-P1.1 Rifiuti totali
V-P1.2 Produzione RSU pro capite
V-P2 Raccolta Differenziata (RD)
V-P2.1 RD totale
V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti
V-P3 Rifiuti Speciali
V-P4 Percezione della popolazione
V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati
INDICATORI DI RISPOSTA
V-R1 Attività di prevenzione
V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo
V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti
D.10 RIFIUTI
109
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
V-S1 Smaltimento dei rifiuti
V-S1 La situazione in Toscana
Legislazione regionale
La Regione Toscana, già secondo le direttive del D. Lgs. 22 del 5 Febbraio 1997 “Attuazione delle direttive 91/156/CEE sui rifiuti, 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi e 94/62/
CEE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggi”, ha da tempo redatto la L.R. 25/98 “Norme
per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati” che “detta norme in materia di
gestione dei rifiuti e per la messa in sicurezza, la bonifica e il ripristino ambientale dei
siti inquinati e sostiene, anche con risorse finanziarie, tutte le iniziative volte alla realizzazione di un sistema di gestione dei rifiuti che promuova la raccolta differenziata, la
selezione, il recupero e la produzione di energia nonché interventi per la bonifica ed il
conseguente ripristino ambientale dei siti inquinati”. Nel rispetto dei principi generali,
ma con una certa autonomia, le Regioni possono esercitare importanti funzioni di regolamentazione e di pianificazione delle attività di gestione dei rifiuti.
Per il perseguimento delle finalità poste, la Regione Toscana ha previsto l’articolazione territoriale degli atti di programmazione, di quelli di gestione e dell’esercizio dalle
funzioni amministrative. Secondo l’articolazione di competenze previste, sono riservate
importanti funzioni amministrative alle Province, come già prevedeva il D.Lgs. 22/97.
Nella programmazione e organizzazione dello smaltimento dei rifiuti a livello provinciale,
vengono valorizzate le funzioni proprie delle Province in materia di governo del territorio, mediante l’adozione dello strumento di programmazione, cioè il Piano di gestione
rifiuti.
Il Piano Regionale di gestione dei Rifiuti
Il Piano Regionale individua:
1. tipologia, quantità e origine dei rifiuti da smaltire;
2. indicazione degli interventi più idonei ai fini della riduzione della quantità, dei volumi e della pericolosità dei rifiuti, della semplificazione dei flussi di rifiuti da inviare a
impianti di smaltimento finale;
3. fabbisogni, tipologia, impianti e attività per lo smaltimento e il recupero dei rifiuti
urbani da realizzare nella regione, tenendo conto dell’obiettivo di assicurare la gestione dei rifiuti urbani all’interno degli ATO, nonché dell’offerta di smaltimento e di
recupero da parte del sistema industriale e dei relativi processi di commercializzazione;
4. criteri per l’individuazione, da parte delle Province, delle aree idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti, nonché delle zone non
idonee. Le condizioni ed i criteri tecnici in base ai quali, nel rispetto delle disposizioni
vigenti in materia, gli impianti di gestione dei rifiuti, ad eccezione delle discariche,
possono essere localizzati nelle aree destinate ad insediamenti produttivi;
5. individuazione della tipologia e del complesso degli impianti di smaltimento e di
recupero dei rifiuti speciali anche pericolosi da realizzare nella regione tali da assicurare lo smaltimento dei medesimi in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine
di favorire la riduzione della movimentazione dei rifiuti nonché la caratterizzazione
dei prodotti recuperati ed i relativi processi di commercializzazione;
6. programma per la gestione degli imballaggi e dei rifiuti da imballaggi, coordinato
con gli altri piani di competenza regionale previsti dalla normativa vigente;
110
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
7.determinazione di disposizioni speciali per rifiuti particolari, nel rispetto delle norme
tecniche di cui all’art. 18, comma 2, lett. a), del Decreto.
Le prescrizioni del Piano hanno effetto vincolante per tutti i soggetti privati e pubblici che esercitino funzioni e attività in materia di rifiuti. Inoltre, i principi e i criteri
di localizzazioni previsti sono elementi che devono essere rispettati negli altri atti di
pianificazione territoriale. Attualmente la Regione Toscana ha completato la propria
attività di pianificazione in materia essendo stati adottati i tre stralci del piano di gestione dei rifiuti.
• Deliberazione C.R.T. n. 88 del 7.5.1998 “piano regionale di gestione dei rifiuti
- primo stralcio relativo ai rifiuti urbani”
• Deliberazione C.R.T. n. 385 del 21.12.1999 “piano regionale di gestione dei
rifiuti -secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi”
• Deliberazione C.R.T. n. 384 del 21.12.1999 “piano regionale di gestione dei
rifiuti -terzo stralcio relativo alla bonifica delle aree inquinate”.
Per quanto riguarda le Provincia di Pisa si riporta in tab. V.1 la situazione attuale.
STATO DI APPROVAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE IN MATERIA DI GESTIONE RIFIUTI
ex LR n. 25/1998 artt. 6, 11, 12, 14, 26, 27.
PRIMO STRALCIO RELATIVO AI RIFIUTI URBANI E ASSIMILATI
Stato di approvazione
PROVINCIA di Pisa
Note
Pubblicato su BURT n. 37 del 13.9.2000 supplemento 125
Documento di aggiornamento Pubblicato su
BURT n 8 del 23.02.2004, parte Seconda,
supplemento 34
PIANI INDUSTRIALI PER L’ATTUAZIONE DELLA PIANIFICAZIONE PROVINCIALE IN MATERIA DI GESTIONE
RIFIUTI URBANI (di competenza degli Ambiti Territoriali Ottimali)
ATO 3
Pubblicato su BURT, Supplemento al Bollettino
Ufficiale n. 4 del 28.1.2004
SECONDO STRALCIO RELATIVO AI RIFIUTI SPECIALI ANCHE PERICOLOSI
PROVINCIA di Pisa
Adottato con D.C.P. n. 1del 16 gennaio 2004 e
in corso di approvazione
La Giunta Regionale, con D.G.R.T. n. 764 del 2
agosto 2004 (BURT n. 34 del 25/08/2004) ha
prescritto integrazioni al Piano da recepire in
sede di approvazione
FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT
Tab.V.1: Pianificazione provinciale in materia di rifiuti
Il Piano provinciale di gestione dei rifiuti
La legge 25/98 detta il contenuto necessario dei piani di gestione rifiuti di competenza provinciale:
1. determinazione delle caratteristiche, dei tipi, delle quantità e dell’origine dei rifiuti
da recuperare e da smaltire;
2. tipologia ed il complesso degli impianti di smaltimento e di recupero dei rifiuti
speciali anche pericolosi da realizzare nelle Province sulla base delle prescrizioni
generali contenute nel piano regionale;
111
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
3. individuazione dei metodi e delle tecnologie di smaltimento più idonei, in relazione
alle quantità, alle caratteristiche dei rifiuti, agli impianti esistenti ed alle prescrizioni
del piano regionale.
4. criteri per la localizzazione ed il dimensionamento delle aree da adibire a centri di
raccolta di veicoli a motore, rimorchi e simili, nonché alla definizione delle modalità
per la loro gestione;
5. individuazione di tutte le zone idonee alla localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero dei rifiuti, sulla base del PTC e del piano regionale;
6.localizzazione degli impianti di smaltimento e recupero secondo le procedure previste dall’art. 12 della medesima legge.
7. modalità per l’attuazione del piano;
V-S1.2 Gli ambiti territoriali ottimali in Toscana
Tra le novità del D.Lgs 22/97, vi era l’istituzione degli Ambiti Territoriali Ottimali,
definiti come il riferimento geografico adeguato per ottenere la fattibilità tecnica ed
economica per l’integrazione dei servizi di gestione dei rifiuti su area vasta, superando
la frammentazione gestionale. Anche per il settore dei rifiuti, si tratta quindi di un approccio metodologico quale quello presente nella legge di riorganizzazione del servizio
idrico integrato (legge 36/94, legge “Galli”).
All’interno di ogni ATO è stato ipotizzato un sistema di smaltimento tipico così costituito:
⇒ 1 o più impianti di compostaggio di materiale organico preselezionato
⇒ 1 o più impianti di selezione e trattamento
⇒ 1 impianto di termoutilizzazione
⇒ 1 discarica di servizio
⇒ interventi incisivi sulla R.D.
ATO N°
COMUNI
1
Provincia di MS
2
Provincia di LU
3
Provincia di PI
4
Provincia di LI
5
Provincia di PT + comuni circondario Empolese e Val d’Elsa
6
Provincia di FI escluso comuni circondario Empolese e Val d’Elsa
7
Provincia di AR
8
Provincia di SI
9
Provincia di GR
10
Provincia di PO
La Regione Toscana con la L.R. 25/98 individuava 9 ATO, corrispondenti, in 7 casi
al territorio delle Province, con l’esclusione di quei casi di superamento delle aree provinciali che caratterizzavano la precedente gerarchia territoriale. Il precedente sistema
degli ATO è stato modificato all’inizio del 2002 in quanto l’ATO 5 non comprende più la
provincia di Prato che costituisce un ATO a sé (L.R.29/2002) l’ATO 10.
112
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
V-S1.3 Sistemi di smaltimento e gestione dei rifiuti nell’area
Come già evidenziato l’ATO n° 3 comprende tutti i Comuni della Provincia di Pisa e
si affida per la raccolta, lo stoccaggio ed il trattamento in discarica alla ditta GEOFOR
S.p.A.
DATI 2004
Comuni serviti:
24
SEDE
Abitanti serviti:
350.000
Rifiuti annui raccolti:
225.750 tonn.
Contenitori:
22.200
Automezzi:
180
Personale:
263
FONTE dei Dati: sito internet GEOFOR SpA
RSU
Carta
Vetro
Multimateriale
Ingombranti a
domicilio
Pile
Farmaci
Organico
Abiti
Spazzamento
Gestione del
verde
Vengono indicati in tabella V.2, i servizi effettuati nell’ambito del territorio dei 6 comuni da GEOFOR direttamente (contrassegnati in tabella da una G) e quelli non effettuati
direttamente (contrassegnati in tabella da una A), in merito allo smaltimento dei rifiuti,
raccolte differenziate e altri servizi di igiene urbana.
BIENTINA
G
G
G
G
G
G
G
G
G
A
A
CALCINAIA
G
G
G
G
G
G
G
G
G
G
A
CASCIANA
TERME
G
G
A
A
G
G
G
N.E.
A
A
A
LARI
G
G
G
A
G
G
G
G
G
G
A
PONSACCO
G
G
G
G
G
A
A
G
G
A
A
PONTEDERA
G
G
G
G
G
G
G
G
G
A
A
G = servizio effettuato direttamente da GEOFOR; A = servizio effettuato da altri N.E. = non effettuato
FONTE dei Dati: elaborazioni da sito internet GEOFOR SpA
tab.V.2- SERVIZI
113
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Smaltimento rifiuti: La gestione di GEOFOR è legata al termovalorizzatore di Ospedaletto (PI), dove vengono bruciate al momento oltre 200 tonnellate al giorno di rifiuti
urbani e in minima parte anche rifiuti ospedalieri, con una produzione di energia elettrica pari a 60.000 Kwatt/h al giorno.
TERMOVALORIZZATORE DI OSPEDALETTO:
l’impianto di combustione dei rifiuti, entrato in esercizio per la prima volta nel
1980, dopo ristrutturazioni ed adeguamenti alle, è entrato in esercizio definitivo
come termovalorizzatore nel Luglio 2002. E’ costituito da una struttura in cemento
armato, viabilità e piazzali di scarico, fossa di raccolta e vie di corsa per l’alloggiamento dei carroponte; tramite i carroponte di caricamento, dalla fossa di raccolta, il
rifiuto viene trasferito nella bocca di carico dei due forni. In collegamento con questa
struttura è realizzato l’ impianto tecnologico, costituito dai forni di combustione, dalle caldaie per la produzione di vapore, da una turbina per la produzione di energia
elettrica, dal sistema di depurazione fumi, dal camino di immissione in atmosfera
dei fumi depurati. I camini sono due, uno per ciascuna linea di combustione, provvisti di sistema di controllo e monitoraggio in continuo delle emissioni; questo sistema
ha anche il compito di regolare i dosaggi dei reagenti chimici (bicarbonato di sodio,
soda, urea, carboni attivi), che reagiscono con gli inquinanti dei fumi formando
sostanze (quali i sali) più facilmente captabili dal sistema di trattamento a secco;
quest’ultimo è composto dal ciclone, dal reattore, dai filtri a manica e dal sistema ad
umido costituito dalle torri di lavaggio. l’impianto è provvisto, su ambedue le linee,
di caldaie nelle quali il calore, contenuto nei fumi provenienti dalla combustione
dei rifiuti, viene ceduto all’acqua demineralizzata delle caldaie, trasformandosi in
vapore, che alla T di 370°C e pressione di 38 bar, viene trasportato con tubazioni
coibentate, alla turbina che, tramite la spinta del vapore, compie circa 10850 giri
al minuto. Sullo stesso asse della turbina è installato un generatore di corrente che
produce energia elettrica nella misura di circa 4 Mw. Questa energia elettrica prodotta alla tensione di 6,3 KV viene innalzata a 15 KV per essere immessa nella rete
principale dell’ENEL per circa ¾ del totale prodotto mentre il restante quarto, ridotto
successivamente da 15 KV a 400 V viene utilizzata per alimentare tutte le utenze
elettriche presenti sull’impianto. Se a causa di guasti alla rete ENEL, non è possibile immettere l’energia è prodotta nella rete di distribuzione, l’impianto continua
a produrre la stessa quantità di vapore non riducendo la marcia dei forni e quindi
termodistruggendo la stessa quantità di rifiuti. In questo caso il è vapore è utilizzato
corrisponde a quello necessario alla turbina per produrre l’energia elettrica necessaria alle utenze interne all’impianto, mentre il vapore restante viene condensato in
scambiatori di calore ad aria azionati da enormi ventole di raffreddamento; questo
particolare assetto impiantistico viene denominato “impianto in isola”. I prodotti di
scarto dalla combustione dei rifiuti sono le scorie o ceneri pesanti scaricate direttamente dai forni e le ceneri leggere provenienti dal sistema di depurazione dei fumi. I
quantitativi prodotti sono pari al 2% del rifiuto in ingresso per le ceneri leggere mentre le scorie o ceneri pesanti rappresentano il 29% del rifiuto bruciato. Ambedue gli
scarti devono essere inviati in discariche autorizzate ove vengono definitivamente
smaltite. L’impianto ha necessità di continui interventi manutentivi per la riparazione degli eventuali guasti e per la manutenzione programmata che impiega personale specializzato esterno; durante l’anno vengono effettuate in media due fermate
di manutenzione straordinaria (una ogni sei mesi) di cui una breve di circa 10-12
giorni, per l’effettuazione della pulizia delle caldaie, ed una pari a circa un mese, in
cui si effettua la completa manutenzione dell’impianto. (DATI da GEOFOR SpA)
114
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Trattamento e recupero rifiuti: Geofor S.p.A. gestisce due impianti di recupero
rifiuti, localizzati presso il Polo Tecnologico di Gello - Pontedera: l’impianto di selezione e
cernita della frazione cartacea (piattaforma Comieco), e l’impianto di compostaggio per
la trasformazione in compost della frazione organica del rifiuto.
Compostaggio: presso il polo tecnologico di Gello è presente l’impianto di compostaggio per la produzione di Compost verde di qualità. Si tratta del prodotto di trasformazione industriale della frazione organica del rifiuto, proveniente da raccolta differenziata
alle famiglie e dalle potature e gestione del verde pubblico e/o privato. Attualmente la
capacità produttiva è circa 70 tonnellate al giorno. Il prodotto finale viene al momento
fornito in forma sperimentale ad alcune aziende agricole della zona.
Manutenzione verde pubblico: servizio attivo solo per il Comune di Pisa.
Igiene urbana: GEOFOR S.p.A. gestisce la raccolta e il trasporto dei rifiuti indifferenziati, compreso lo spazzamento stradale e la pulizia dei cestini portarifiuti.
Servizi alle aziende: numerose aziende sul territorio si avvalgono dei servizi offerti
da GEOFOR S.p.A. per lo smaltimento dei rifiuti da loro prodotti e per il recupero di quelli
riciclabili (imballaggi in legno e cartone).
V-S1.4 Imprese autorizzate al recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento
di rifiuti
Sono state rilevate all’interno del territorio dei 6 comuni le imprese autorizzate iscritte nel registro, che ai sensi dell’Art.33 del D. Lgs. 22/97 “ Decreto Ronchi”, effettuano
attività di recupero, trattamento, stoccaggio, smaltimento di rifiuti. Nella tabella V.3,
vengono riportate le aziende, il comune dove sono situate, la tipologia di attività e la/le
tipologie di rifiuto per i quali sono autorizzate. Tale elenco è aggiornato ad Aprile 2005.
AZIENDA
COMUNE
ATTIVITÀ
TIPOLOGIA RIFIUTI:
VALDERA ACQUE S.P.A.
Pontedera
depurazione acque di scarico
altri rifiuti
TOSCOECOLOGIA S.R.L.
Bientina
costruzioni edili e
stradali
fanghi
ECOBLU s.r.l.
Bientina
gest. imp. e messa in riserva
rifiuti
rifiuti ceramici e inerti
rifiuti compostabili
rifiuti contenenti principalmente costituenti
inorganici che possono contenere metalli o
materie organiche
rifiuti derivati da operazioni di conciatura e
dall’utilizzo del cuoio e rifiuti tessili
rifiuti destinati alla produzione di fertilizzanti
rifiuti di carta, cartone, e prodotti di carta
rifiuti di legno e sughero
rifiuti di metalli e loro leghe sotto forma
metallica non disperdibile
rifiuti di plastiche
SERENA SCAVI SRL
Calcinaia
costruzioni edili e
stradali
rifiuti ceramici e inerti
Ponsacco
produzione conglomerati
bituminosi
rifiuti ceramici e inerti
Bientina
costruzioni edili e
stradali
rifiuti ceramici e inerti
SLESA s.r.l.
TOSCOECOLOGIA S.R.L.
115
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
BETONVAL s.p.a.
NIERI ENRICO
PAM s.p.a.
LA LIGNEA s.r.l.
E.R.P. s.r.l.
F.LLI FRANCESCHINI
TRADE s.n.c.
CIOMPI PNEUMATICI
Calcinaia
produzione conglomerati
cementizi
rifiuti contenenti principalmente costituenti
inorganici che possono contenere metalli o
materie organiche
Pontedera
commerciante
rifiuti contenenti principalmente costituenti
inorganici che possono contenere metalli o
materie organiche
Pontedera
gestione magazzini di beni
commerciabili
rifiuti di carta, cartone, e prodotti di carta
rifiuti di legno e sughero
materie plastiche
Lari
lavorazione trucioli e
scarti di legno
rifiuti di legno e sughero
Lari
recupero e rigenerazione
materie plastiche
rifiuti di plastiche
Bientina
lavorazione materie
plastiche
rifiuti di plastiche
Bientina
lavorazione e commercio
materie plastiche
Bientina
ricostruzione pneumatici
materie plastiche
rifiuti solidi in caucciù e gomma
FONTE dei Dati: dati PROVINCIA di Pisa
Tab.V.3 - Imprese registrate nell’albo gestori e trasportatori rifiuti
V-S1.5 Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali
Di seguito in tab. V.4 si riportano gli impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali autorizzati nella Provincia di Pisa;si fornisce l’elenco degli impianti dedicati alla
gestione dei rifiuti speciali istallati all’interno dell’ATO, con la specifica delle operazioni
di recupero.
Tipologia impianto
DISCARICHE
STOCCAGGI E
TRATTAMENTI
CENTRI ROTTAMAZIONE
IMPIANTI IN
REALIZZAZIONE
Specifica operazioni di recupero
Comune sede
dell’impianto
Discarica per Rif. Urbani e Speciali
ECOFOR
Pontedera
Discarica privata per fanghi
PIAGGIO
Pontedera
Trattamento Liquidi
Azienda Speciale Cerbaie
Stoccaggio Speciali
DEL.CA
Lari
Stoccaggio Speciali
Valori
Lari
Compostaggio
ECOFOR
Pontedera
Rottamazione
Baldinotti
Pontedera
Rottamazione
Ferretti
Ponsacco
Rottamazione
Giorgi
Pontedera
Rottamazione
Roggero
Lari
Trattamento liquidi
Valdera Acque
Stoccaggio e selezione R. Urbani
ECOFOR
FONTE dei Dati: dati PROVINCIA di Pisa
Tab.V.4 - Impianti di trattamento/smaltimento rifiuti speciali
116
Nome
Pontedera
Pontedera
Pontedera
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
V-S2 modalità di raccolta differenziata
Si riportano di seguito le modalità di raccolta differenziata così come comunicate da
GEOFOR. Le raccolte avvengono mediane tre sistemi :
x
cassonetti stradali
x
porta a porta
x
stazioni ecologiche
I tre sistemi comunque, come descritto più avanti non sono presenti in tutti i comuni
dell’area.
V-S2.1 Raccolta differenziata tramite contenitori stradali
La Raccolta differenziata avviene in tutti e sei i comuni, prevalentemente tramite contenitori stradali; con questo sistema la raccolta differenziata avviene ancora mediante
selezione da parte degli utenti dei materiali riciclabili, e conferimento presso cassonetti
con diverse colorazioni: cassonetto bianco per la carta, campana azzurra per vetro, plastica e lattine (multimateriale), cassonetto marrone per i rifiuti organici.
V-S2.2 Raccolta differenziata porta a porta e su chiamata
Con il sistema porta a porta, effettuato all’interno dell’area di indagine solo per il
Comune di Pontedera, la raccolta differenziata avviene mediante la selezione in casa
dei materiali riciclabili, all’interno di sacchi di colore diverso a seconda del tipo di rifiuto: di carta beige per la carta, in polietilene azzurro per il vetro, la plastica e le lattine
(multimateriale), in polietilene marrone per i rifiuti organici biodegradabili: seguendo un
calendario prestabilito, i diversi sacchi sono raccolti in strada, di fronte al portone dell’
abitazione. Alle famiglie coinvolte nell’attivazione di questo servizio, viene consegnato
un kit di sacchi e bidoncini ed accurato materiale informativo. Con il sistema “porta a
porta”, la qualità dei rifiuti raccolti è migliore e la percentuale di raccolta differenziata
può arrivare dal 55 al 75%.
Per quanto riguarda il servizio di raccolta dei rifiuti ingombranti a domicilio, avviene
in tutti i comuni, è gratuito, e può essere effettuato tramite chiamata al numero verde o
tramite fax; può essere ritirato fino ad un massimo di 1 MC di ingombro.
V-S2.3 Piattaforme ecologiche
GEOFOR possiede tre piattaforme ecologiche per il conferimento di rifiuti in forma
differenziata da parte dei cittadini residenti; alla stazione ecologica possono essere conferiti tutti i tipi di rifiuto, compresi i rifiuti ingombranti (grandi elettrodomestici, rottami
non edilizi, mobili vecchi etc.), grandi sfalci di potatura e quelli per i quali non esistono
contenitori stradali, come olio minerale e vegetale, batterie delle auto, neon. Per quanto riguarda i comuni di indagine esiste solo una stazione ecologica a Ponsacco in viale
Europa, loc. Le Melorie - (Zona Industriale vicino al depuratore delle acque) accessibile
ai residenti nel comune di Ponsacco e Lari. A Pontedera nello stabilimento Piaggio è
presente una “area recupero”, interna alla azienda, nella quale vengono raccolti in maniera differenziata, per essere destinati al riciclo, i materiali cartacei, il legname e gli
imballaggi in plastica utilizzati.
117
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI PRESSIONE
V-P1 Produzione di rifiuti urbani (RU)
V-P1.1 Rifiuti totali
La produzione di rifiuti urbani totali, negli ultimi anni, come si può vedere dai grafici
e dalle tabelle successivi espressa in tonnellate /anno, continua ad aumentare. L’andamento è rilevabile sia a livello dei dati provinciali che comunali (Tab.V.5).
PRODUZIONE RU TOT (RD+RU)
Bientina
25000
Calcinaia
20000
Casciana
Terme
Lari
15000
Ponsacco
10000
Pontedera
5000
0
2000
2001
2002
2003
2004
2000
2001
2002
2003
2004
Bientina
4195,83
4397,02
4928,02
4750,91
4976,63
Calcinaia
6518,21
6615,16
7193,6
7418,55
8948,83
Casciana Terme
2281,58
2121,28
2182,75
2111,98
2087,84
Lari
Ponsacco
4470,57
6730,59
4676,24
7223,51
5013,41
7382,88
4963,48
8070,82
6192,39
8904,07
Pontedera
15120,50
19797,99
20185,73
19712,69
21620,01
PROVINCIA PISA
232217,87
241006,17
254088,7
260403,9
270552,3
FONTE dei Dati: elaborazioni da sito internet GEOFOR SpA e ARRR
Tab.V.5- Rifiuti totali (t/anno) dati comunali e provinciale
Nel grafico successivo si riporta la ripartizione, con il contributo dei singoli comuni alla
produzione totale di rifiuti nell’area di indagine. Al primo posto il comune di Pontedera
e all’ultimo il comune di Casciana Teme.
PRODUZIONE TOTALE DI RIFIUTI
60000
Pontedera
50000
Ponsacco
40000
Lari
30000
Casciana
Terme
Calcinaia
20000
Bientina
10000
0
2000
118
2001
2002
2003
2004
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Per quanto riguarda il trend di produzione regionale di RU nello stesso intervallo temporale 2000-2004, la situazione si presenta anche in questo caso, in crescita per tutto
il periodo considerato.
Produzione RSU +RD - Serie Storica (t/anno)
TOSCANA
2000
2001
2002
2003
2004
2.229.866
2.300.249
2.369.501
2.394.598
2.394.598
Si conferma pertanto il trend di crescita rilevato a livello regionale e provinciale anche
per i 6 comuni dell’area.
V-P1.2 Produzione RSU pro capite
Anche la produzione di rifiuti procapite negli ultimi anni, come si può vedere dai grafici
e dalle tabelle successive espressa in kg/ab/anno, continua ad aumentare. L’andamento
è rilevabile sia a livello dei dati regionali che provinciali che comunali nella tab.V.6.
Produzione RSU pro capite (kg/ab/anno)
2000
2001
2002
2003
2004
Bientina
593
588
635
592
600
Calcinaia
566
550
567
568
582
Casciana Terme
520
517
530
495
497
Lari
471
462
478
471
605
Ponsacco
463
432
414
418
441
Pontedera
474
495
495
510
531
PROVINCIA PISA
598
620
652
662
696
REGIONE TOSCANA
629
646
663
667
694
FONTE dei Dati: elaborazioni sito internet GEOFOR SpA e ARRR
Tab.V.6 - Rifiuti totali procapite e confronto con dato provinciale e regionale
Per quanto riguarda la Provincia di Pisa il dato risulta sempre inferiore a quello medio
toscano fino all’anno 2004, in cui anche se di poco, ha superato quello medio toscano;
nei comuni invece si evidenziano alcune differenze sia per quanto riguarda il dato medio
sempre più basso per tutti i comuni di quello medio provinciale, ma anche molto diverso
da comune a comune: il comune di Ponsacco è quello che ha il valore più basso e ad
eccezione del 2004 aveva avuto negli anno un trend in diminuzione; Lari che dal 2000
ha mantenuto più o meno stabile la media procapite, nel 2004 aumenta tantissimo la
produzione, superando tutti i comuni dell’area per la produzione procapite; Bientina e
Calcinaia mantengono una produzione abbastanza costante negli anni, Pontedera aumenta la produzione negli anni considerati, mentre unico comune che mantiene la tendenza alla riduzione è Casciana Terme.
V-P2 Raccolta Differenziata (RD)
Si definisce raccolta differenziata la raccolta idonea a raggruppare i rifiuti urbani in frazioni omogenee destinandole al riutilizzo, al riciclaggio e al recupero di
materia. In assenza di un modello standard nazionale per la certificazione delle
R.D. in Toscana è stato realizzato dall’ARRR un metodo rigoroso che si basa sulle
certificazioni che i Comuni forniscono ogni anno entro il mese di Aprile. Ai fini della
119
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
certificazione vengono considerati validi i materiali raccolti separatamente, gli scarti
e i sovvalli residui da operazioni di valorizzazione e recupero delle materie, ad eccezione del materiale ingombrante; verrà quindi conteggiato il dato globale della
frazione avviata agli impianti di recupero e/o riciclaggio.
V-P2.1 RD totale
RACCOLTA DIFFERENZIATA 2000-2004
T/anno
8000
7000
2000
6000
2001
5000
2002
4000
2003
3000
2004
2000
1000
0
Bientina
Calcinaia
Casciana
Terme
Lari
Ponsacco Pontedera
Vengono nel grafico presentati i dati sulla Raccolta differenziata totale nel periodo
2000-2004 a livello di Regione, Province, Comune espressi come Raccolta differenziata
totale (Tonnellate/anno) su RSU e in % sul totale forniti da ARRR e GEOFOR. L’andamento delle RD sia a livello regionale, che provinciale che comunale è in crescita dal 1997,
anno di entrata in vigore del Decreto Ronchi.
V-P2.2 RD in % sul totale dei rifiuti prodotti
Se invece di analizzare la produzione totale espressa in tonnellate, si analizza la % sul
totale dei rifiuti prodotti espressa come RD/RU+RD, (fatte le opportune correzioni come
previsto da metodo elaborato da ARRR) si può vedere come la provincia di Pisa nel 2000
risultava in % poco al di sotto dei livelli medi regionali, nel 2001 poco al di sopra così
come nel 2004 i valori percentuali provinciali superano nettamente quelli medi regionali
(Tab.V.7).
% RD
2000
2001
2002
2003
2004
PROVINCIA PISA
21,44
25,36
26,29
30,32
34,67
REGIONE TOSCANA
22,02
25,04
27,05
31,18
33,42
FONTE dei Dati: ARRR
Tab. V.7 – Confronto 2000-04 dati provinciali e regionali
Per quanto riguarda invece i comuni dell’area, si hanno delle notevoli differenze, in
quanto la metà dei comuni è ancora oggi, molto al di sotto di quelli che erano i traguardi
da raggiungere, previsti a suo tempo dal Decreto Ronchi e dal piano regionale rifiuti,
ovvero il 35 % , mentre tre comuni mostrano un andamento che è sempre stato al di
sopra della media provinciale e regionale. Nei dettagli possiamo vedere che Casciana
Terme, Lari e Bientina sono molto al di sotto della media provinciale mentre Ponsacco,
120
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Pontedera e soprattutto Calcinaia hanno dei valori molto elevati; il comune di Pontedera,
però ha raggiunto il massimo della raccolta nell’anno 2001, mentre per gli altri la tendenza è quella all’aumento negli anni.
% raccolta differenziata
Pontedera
2004
Ponsacco
Lari
2003
Casciana Terme
%
Calcinaia
2002
Bientina
2001
2000
0
10
20
30
40
50
CONFRONTO RD 2004
50
40
30
%
20
REGIONE
TOSCANA
Pontedera
Ponsacco
Lari
Casciana
Terme
Calcinaia
Bientina
0
PROVINCIA
PISA
10
Se confrontiamo l’andamento in % dell’anno 2004, ultimo dato disponibile sia a livello
comunale, che provinciale che regionale, si vede come Ponsacco, Pontedera e soprattutto Calcinaia, si mantengono al di sopra sia del valore medio provinciale che regionale,
mentre Lari, Bientina e soprattutto Casciana Terme, siano molto al di sotto dei valori
richiesti.
V-P2.3 RD pro capite
I dati sulla Raccolta differenziata procapite nel periodo 2000-2004 a livello di Regione
Toscana, indicano un forte incremento negli anni, andamento riscontrabile anche nella
produzione procapite a livello dei singoli comuni, espressa in (kg/ab /anno) come si può
vedere nella tabella V.8.
121
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
2000
2001
2002
2003
2004
Bientina
118
143
151
150
167
Calcinaia
206
227
246
251
374
Casciana Terme
136
83
84
91
80
Lari
91
119
141
138
139
Ponsacco
75
143
165
200
228
Pontedera
126
296
242
236
275
REGIONE TOSCANA
133
159
173
194
216
FONTE dei Dati: elaborazione da sito internet GEOFOR SpA e ARRR (fino 2003)
Tab.V.8- RD pro capite (kg/ab /anno): confronto media regionale e dei comuni
Come già evidenziato nei dati relativi alla produzione totale e alla % sul totale, i comuni, Casciana Terme e Lari sono molto al disotto della media, Bientina pur avendo un
dato di produzione totale e % molto basso e al di sotto della media, negli anni tende
ad avvicinarsi al dato regionale; Ponsacco, Pontedera e soprattutto Calcinaia hanno dei
valori molto più elevati della media procapite regionale. Nel grafico sono riportati i valori
procapite relativi all’anno 2004.
RD PROCAPITE (Kg/anno/ab)
400
350
2004
300
250
200
150
100
50
0
Bientina
Calcinaia
Casciana
Terme
Lari
Ponsacco Pontedera
REGIONE
TOSCANA
V-P3 Rifiuti Speciali
La produzione di rifiuti di origine non urbana, “rifiuti di tipo speciale pericolosi e non”
secondo la classificazione del Decreto Ronchi, deriva dai dati dichiarati dalle aziende nel
MUD. Il MUD permette di verificare sulla base dei valori dichiarati i pesi dei rifiuti originati da vari processi produttivi. I dati dei primi anni sono sicuramente sottostimati in
quanto un cospicuo numero di aziende è risultato inadempiente o sono stati forniti dati
non affidabili. Anche per i rifiuti speciali è prevista da parte delle province l’elaborazione
di un apposito piano. Gli obiettivi che il Piano relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi
si pone, sono:
• la determinazione di un quadro di conoscenze relative alla quali - quantificazione
della produzione di rifiuti speciali anche pericolosi nel territorio provinciale;
• l’individuazione di azioni e di interventi finalizzati a promuovere processi di riduzione alla fonte della produzione di rifiuti speciali anche pericolosi;
lo sviluppo di azioni di recupero-riutilizzo all’interno dei cicli di produzione anche
•
attraverso incentivi all’innovazione tecnologica;
122
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
• l’innesco di rapporti orizzontali fra industrie e attività economiche diverse, finalizzati a massimizzare le possibilità di recupero reciproco degli scarti prodotti all’interno
dell’ATO;
• la definizione del complesso delle attività e dei fabbisogni degli impianti necessari
ad assicurare lo smaltimento dei rifiuti speciali in luoghi prossimi a quelli di produzione al fine di favorire la riduzione della movimentazione dei medesimi;
• l’implementazione e/o la realizzazione di un’impiantistica di gestione finalizzata alla
riduzione della pericolosità dei rifiuti speciali anche pericolosi prodotti all’interno
dell’ATO;
• l’implementazione, l’adeguamento e/o la realizzazione di una adeguata impiantistica di recupero/smaltimento tesa a minimizzare il trasporto dei rifiuti, a ridurre gli
impatti e a offrire servizi economicamente vantaggiosi all’apparato produttivo della
Provincia.
V-P3.1 Rifiuti speciali totali
I dati del Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa relativi alla produzione di
rifiuti speciali dell’anno 2001 presenta valori di Kg per addetto inferiori alla media provinciale. I rifiuti speciali dell’area SEL Valdera ammontavano a circa il 13% della produzione totale provinciale. L’incidenza dei rifiuti pericolosi sul totale dei rifiuti speciali è di
circa il 2%.
La fonte principale utilizzata per il reperimento dei dati sulla produzione di rifiuti
speciali e speciali pericolosi della Provincia di PISA è stata l’insieme delle denuncie MUD
effettuate dai soggetti obbligati dall’art.11, D.Lgs 22/97. I dati di seguito riportati sulla
produzione di rifiuti speciali anche pericolosi (Tonnellate/anno)sono quelli reperiti dalle
elaborazioni delle dichiarazioni del MUD 99 (produzione del 1998) confrontati con i dati
relativi al 2001: la sezione regionale del catasto è situata presso ARPAT regionale che
elabora i dati delle dichiarazioni fornite dalle Camere di commercio. I rifiuti vengono
identificati da un codice europeo che ne descrive le caratteristiche: tali codici identificativi (codici CER) vengono utilizzati nelle dichiarazioni MUD. Purtroppo non sono stati
forniti al momento della stesura della presente relazione, dati più recenti a livello comunale. Si riportano, nelle tabelle successive (Tab. V.9 - V.11) informazioni elaborate da
dati ARPAT e provenienti dal Piano dei Rifiuti Speciali della Provincia di Pisa.
Al fine di poter valutare la distribuzione, sia quantitativa sia qualitativa, delle produzioni di rifiuti speciali sul territorio provinciale sono riportati nelle successive tabelle le
produzioni dei singoli Comuni. Nelle stesse è possibile distinguere le produzioni di RS
totali, di RSNP e di RSP rispettivamente per ogni Comune con l’indicazione delle relative
percentuali riferite al contesto provinciale.
A livello provinciale, un esame approfondito dei dati ha consentito, di individuare
come settori particolarmente responsabili della produzione di flussi significativi di Rifiuti
Speciali i seguenti:
- preparazione e concia del cuoio e fabbricazione di calzature (ISTAT 19)
- fabbricazione di prodotti chimici e di fibre sintetiche e artificiali (ISTAT 24)
- recupero e preparazione per il riciclaggio (ISTAT 37)
- depurazione di acque reflue (ISTAT 41)
- smaltimento dei rifiuti solidi, delle acque di scarico, ecc. (ISTAT 90).
Tali settori non sembrano essere tra quelli prevalenti nei comuni dell’area di indagine.
123
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Con i dati a disposizione è stato possibile evidenziare solo i quantitativi prodotti e
non le tipologie prevalenti nei due anni di riferimento; nella tab.V.11 viene riportato un
confronto tra i rifiuti prodotti nel 2001 e quelli prodotti nel 1998 e vengono riportati in
rosso i dati dove è stato riportato un aumento dei quantitativi prodotti, in verde i dati
dove c’è stata una diminuzione del 2001 rispetto al 1998.
Produzione 1998 - RIFIUTI SPECIALI
COMUNE
Totale RS
(t/a)
% sul totale
provincia
Totale RSNP
(t/a)
% sul totale
provincia
Totale RSP
(t/a)
% sul totale
provincia
Bientina
7.056
0,70
6.984
0,77
72
0,07
Calcinaia
4.675
0,46
4.533
0,5
141
0,23
Casciana Terme
1.542
0,15
1.480
0,16
62
0,06
Lari
6.006
0,60
5.846
0,65
160
0,15
Ponsacco
5.346
0,53
5.203
0,58
143
0,14
Pontedera
52.400
5,21
51.599
5,72
801
0,77
100
901.219
100
104.460
100
Totale RSP
(t/a)
% sul totale
provincia
TOT. PROVINCIA 1.005.679
FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT
Tab. V.9 Produzione 1998 - Rifiuti Speciali Pericolosi e Non
Produzione 2001 RIFIUTI SPECIALI TOTALI
COMUNE
Totale RS
(t/a)
% sul totale
provincia
Totale RSNP
(t/a)
% sul totale
provincia
Bientina
7.200,76
0.69
7.088,85
0.74
111,91
0.12
Calcinaia
4.200,26
0.40
4.032,84
0.42
167,42
0.19
Casciana Terme
2.507,14
0.24
2.163,49
0.23
343,65
0.38
Lari
14.594,30
1.4
14.042,28
1.47
552,02
0.61
Ponsacco
2.809.14
0.27
2.640,60
0.28
168,54
0.19
Pontedera
41.361,78
3.97
40.742,30
4.28
619,48
0.69
TOT. PROVINCIA 1.042.273
100
952.303
100
89.970
100
FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT
Tab. V.10 Produzione 2001 - Rifiuti Speciali Pericolosi e Non
COMUNE
differenza 2001 -1998 RS
(t/a)
differenza 2001 -1998 RSNP
(t/a)
differenza 2001 -1998 RSP
(t/a)
Bientina
145
105
39,91
Calcinaia
-475
-500
26,42
Casciana Terme
965
683
281,65
8.588
8.196
392,02
Lari
Ponsacco
-2.537
-2.562
25,54
Pontedera
-11.038
-10.857
-181,52
TOT. PROVINCIA
36.594
51.084
-14.490,18
FONTE dei Dati: elaborazione da dati ARPAT
Tab. V.10 confronto Produzione 2001 – 1998 Rifiuti Speciali Pericolosi e Non
124
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Come si può vedere esistono delle differenze significative sia come quantitativi che
come differenze a livello dei comuni: il comune di Pontedera, che tra l’altro è il comune
che produce più rifiuti speciali, ha avuto una forte diminuzione, mentre i comuni di Casciana Terme e soprattutto Lari un notevole incremento.
V-P4 Percezione della popolazione
Si riportano di seguito le segnalazioni effettuate dai cittadini quale indicatore per
stimare la percezione della popolazione in merito al problema della gestione dei rifiuti.
V-P4.1 Segnalazioni relative a igiene urbana, cattivi odori, rifiuti abbandonati
Comune
2001
2002
2003
2004
2005
np
15
20
25
30
Ponsacco
np
np
np
np
np
Lari
10
8
14
6
5
Casciana Terme
np
np
np
np
np
Bientina
3
2
5
3
2
Calcinaia
7
12
13
14
9
20
37
52
48
46
Pontedera
TOT
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab. V.11: Segnalazioni relative a igiene urbana
In tabella V.11 si riportano le segnalazioni in merito alle diverse problematiche sui
rifiuti. Non essendo disponibili i dati di tutti i comuni la stima a livello di area, delle
segnalazioni è ipotetica anche se possiamo vedere che negli anni a partire dal 2001,
primo anno considerato, il numero delle segnalazioni è notevolmente aumentato
con un massimo nel 2003.
INDICATORI DI RISPOSTA
V-R1 Attività di prevenzione
Tra le attività di riduzione della produzione di rifiuti e della prevenzione così come
previsto a partire dal Decreto Ronchi, si riportano le attività previste e realizzate dai 6
comuni.
V-R1.1 Acquisti verdi mirati a stimolare recupero/riciclo
Ad oggi non sono stati resi disponibili dati sugli acquisti verdi effettuati dalle amministrazioni, ma si riportano nella tabella V.12 i dati relativi all’acquisto nel tempo
di biocomposter per i rifiuti organici che tutti comuni hanno effettuato nell’intervallo
di tempo considerato. In alcuni casi oltre al numero vengono riportate le risorse
investite nel caso di Bientina solo questo dato.
125
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
BIOCOMPOSTER
Comune
2001
2002
2003
2004
Pontedera
0
270
0
0
2005
0
Ponsacco
41
28
9
10
15
Lari
0
25 *
€ 729,30
50
€ 2.940,00
50
€ 2.940,00
50
€ 2.940,00
Casciana Terme
38
€ 2.415,92
0
20
€ 1.392,00
0
25
€ 1.890,00
Bientina
€3.300,00
0
0
0
€1400,00
Calcinaia
90
0
0
0
30
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.V.12: Acquisti di Biocomposter (* + 5 Biopattumiere)
V-R2 Politiche per la riduzione della produzione di rifiuti
Come già detto il gestore unico dei rifiuti per tutti i comuni è Geofor S.p.A . L’obiettivo
di tutti i comuni è quello di smaltire tutti i rifiuti sia industriali che urbani, in modo da
salvaguardare il territorio, e di risanarne le parti compromesse, alla luce di quanto previsto dal precedente DLgs. 22 del 5/2/97 ( Ripristino ambientale dei siti inquinati) e dalla
L.R. 25/98 (Gestione dei rifiuti).In particolare le misure e gli indirizzi atti a perseguire gli
obbiettivi di tutela sono i seguenti:
• Conseguire gli obiettivi di raccolta differenziata definiti già dal D.Lgs 22/97 e dal Piano
regionale di gestione dei rifiuti
• Incentivare la raccolta differenziata dei rifiuti urbani e il loro recupero nei cicli produttivi;
• Incentivare soluzioni di raccolta dei rifiuti industriali in modo consortile all’interno
nelle aree produttive;
• Negli interventi di nuovo impianto di insediamenti o di ristrutturazione urbanistica devono essere soddisfatte le esigenze di raccolta differenziata delle diverse categorie di
rifiuti urbani e quelle relative al servizio di raccolta dei rifiuti speciali, pericolosi e non.
• Cessazione, come già programmato, della attuale discarica R.S.U. collocata al confine
con i Comuni di Cascina e Lari, in località Gello, risanamento dell’area della discarica
e trasformazione delle aree adiacenti in zona per la raccolta, la selezione e il recupero
di materiali provenienti dalla raccolta differenziata RSU e dalle lavorazioni industriali
da reimmettere nei cicli produttivi, iniziativa questa in parte già in atto da parte di
alcune ditte private , e da incrementare nell’ambito dei programmi di smaltimento e
riciclaggio a carattere provinciale.
• Introdurre soluzioni di arredo urbano che favoriscano isole ecologiche ambientalmente e architettonicamente accettabili per la gestione della raccolta differenziata dei
R.S.U.;
• Impedire la diffusione delle piccole discariche abusive nelle campagne attraverso interventi di controllo e iniziative incentivanti la raccolta dei rifiuti ingombranti;
• Risanamento delle discariche incontrollate e abusive e razionalizzazione delle attività
di rottamazione con il trasferimento forzoso nelle aree già previste dal P.R.G. e da
ampliare in prossimità della attuale discarica R.S.U.;
• Riduzione dei quantitativi di rifiuti destinati alla discarica;
• Bonifica ed il ripristino ambientale dei siti inquinati.
Sui biocomposter funzionanti il comune di Calcinaia riconosce una riduzione pari al
10% sulla TIA.
126
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
D.10 RIFIUTI
Dall’analisi dei determinanti del tema Rifiuti è non emerge un’incidenza considerevole
della popolazione, tenendo conto che la popolazione complessiva dell’Area di indagine al
2004 è pari a circa il 17% della popolazione anche se la produzione di rifiuti arriva quasi
al 20 %. Non è sicuramente un determinante importante il turismo, non essendo l’area
a vocazione turistica; non è possibile con i dati a disposizione calcolare il ruolo delle attività produttive che comunque in genere svolgono un ruolo molto importante nell’ambito
della produzione di rifiuti, con particolare riferimento ai rifiuti speciali.
127
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
128
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VI-RUMORE ED ENERGIA
ABSTRACT
In questo capitolo viene caratterizzata, sulla base dei dati disponibili, la qualità ambientale e la pressione esercitate sull’ambiente dalle sorgenti acustiche nell’area oggetto
di studio, sulla base delle segnalazioni e degli esposti pervenuti alle amministrazioni
comunali.
Il sistema Energia viene affrontato per quanto riguarda gli aspetti connessi alla problematica dell’inquinamento elettromagnetico, problematica che dipende in gran parte
dalla eventuale presenza sul territorio di reti di distribuzione di energia elettrica e di
sistemi tecnologici per comunicazioni a radiofrequenza. Sono a tal riguardo riportati i
dati e le informazioni reperite in merito alla presenza delle suddette sorgenti di campi
elettromagnetici.
Nella sezione relativa agli indicatori di rispostasi riportano, gli interventi e le politiche
attuati e/o previsti in tale campo, così come vengono indicate le principali politiche ed
interventi attuati dalle Amministrazioni per la mitigazione del rumore.
INDICATORI DI STATO
VI-S1 Linee elettriche
VI-S1.1 Linee ad alta tensione
VI-S2 Zonizzazione acustica
INDICATORI DI PRESSIONE
VI-P1 Consumi di energia elettrica
VI-P2 Consumi di gas metano
VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione
VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana
VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi
VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti
VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione
VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di superficie e per
popolazione
VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie e per
popolazione
INDICATORI DI RISPOSTA
VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici
VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T
VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici
VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore
VI-R2.1 Barriere antirumore
VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici
D.4 RUMORE
D.5 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
D.6 CONSUMI DI ENERGIA
129
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
VI-S1 Linee elettriche
Il sistema di trasporto dell’energia elettrica (elettrodotti, cabine di trasformazione)
comporta la produzione di campi magnetici, generati a frequenze molto basse (campi
ELF). Diversi studi ed indagini scientifiche condotte a livello internazionale portano a
ritenere la possibilità di rischi sanitari (soprattutto connessi all’insorgenza di leucemie
infantili) per esposizioni a lungo termine ai campi magnetici ELF. La Regione Toscana
ha legiferato in materia di linee elettriche con la L.R. 11/08/1999 n. 51 fissando i criteri
tecnico-normativi, procedurali e gli “obiettivi di qualità” per la realizzazione e/o trasformazione di linee elettriche e il relativo Regolamento di attuazione n. 9/2000 ha definito
la disciplina per l’esercizio delle funzioni amministrative in materia di linee e impianti per
il trasporto, trasformazione e distribuzione di energia elettrica.
Campi elettromagnetici
I campi elettromagnetici, sulla base della frequenza della radiazione, si classificano in:
• radiazioni ionizzanti (es. raggi ultravioletti, raggi X e raggi gamma)
• radiazioni non ionizzanti (es. emessi da elettrodotti, impianti di ricetrasmissione radio/TV, impianti di telefonia cellulare e ponti radio).
L’uso sempre crescente delle nuove tecnologie ha portato negli ultimi decenni a un
aumento sul territorio nazionale della presenza di sorgenti di campo elettrico, campo
magnetico e campo elettromagnetico rendendo sempre di maggiore attualità la problematica dell’esposizione alle radiazioni non ionizzanti.
Radiazioni Non Ionizzanti
Le Radiazioni non ionizzanti sono particolari forme di radiazioni elettromagnetiche prodotte prevalentemente dalle reti elettriche in genere, dagli impianti televisivi, dai ponti
radio e dagli impianti per la telefonia mobile. Soprattutto in relazione alla recente diffusione di telefoni e videotelefoni portatili sono stati realizzati specifici studi volti ad
accertare se la loro presenza può contribuire alla diffusione di varie forme tumorali e
di leucemie infantili; allo stato attuale delle ricerche, le onde da questi emanate, pur
producendo effetti biologici significativi sull’uomo, non hanno ancora dimostrato un
rapporto causa-effetto diretto. All’interno delle radiazioni non ionizzanti si distinguono
per importanza applicativa i seguenti intervalli di frequenza:
• Frequenze estremamente basse (ELF - Extra Low Frequency) pari a 50-60 Hz. La
principale sorgente è costituita dagli elettrodotti, che trasportano energia elettrica
dalle centrali elettriche di produzione agli utilizzatori;
• Radiofrequenze (RF - Radio Frequency) comprese tra 300 KHz e 300 MHz. Le principali sorgenti sono costituite dagli impianti di ricetrasmissione radio/TV;
• Microonde con frequenze comprese tra 300 MHz e 300 GHz. Le principali sorgenti di
microonde sono costituite dagli impianti di telefonia cellulare e dai ponti radio
I campi elettromagnetici che interessano le telecomunicazioni e il trasporto di energia
hanno frequenze comprese tra 0 e 300 GHz e precisamente: i sistemi di produzione-distribuzione-utilizzo dell’energia elettrica interessano l’intervallo di frequenza da 0 a 300
Hz e sono comunemente chiamati ELF - campi a frequenza estremamente bassa; gli
impianti per le teleradiocomunicazioni sono chiamati RF - campi a radiofrequenza, microonde e ponti radio, e interessano l’intervallo di frequenza da 100 kHz a 300 GHz.
130
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Una tipologia di sorgenti di campi elettromagnetici cui risulta esposta la popolazione è
costituita dagli impianti di radiocomunicazione, che a differenza delle linee elettriche
(sorgenti di campi magnetici a bassa frequenza: campi ELF) emettono onde elettromagnetiche nel campo delle radiofrequenze (campi RF). La più diffusa tipologia di sorgenti
a radiofrequenza è costituita dalle stazioni radio base per telefonia cellulare (SRB), che
negli ultimi anni si sono moltiplicate.
VI-S1.1 Presenza linee A.T.
La conoscenza dello sviluppo in chilometri di linee elettriche, in rapporto alla superficie territoriale, è molto importante perché permette di quantificare la pressione sull’ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza (ELF).
Comune
132 kV
Pontedera
X
220 kV
380 kV
Ponsacco
X
Lari
X
Casciana terme
X
Bientina
X
X
X
Calcinaia
X
X
X
X
FONTE DEI DATI: elaborazione dati Rapporto Stato Ambiente della Provincia di Pisa (2003)
Tab. VI.1: Presenza linee elettriche ad Alta Tensione
Ad oggi però non sono stati forniti dati al riguardo ed è stato possibile ricavare solo la
presenza/assenza di linee elettriche sul territorio, dai dati del Rapporto Stato Ambiente
della Provincia di Pisa (2003). Tenendo anche conto dell’estensione del territorio, il comune dove passano il maggior numero di Linee elettriche è quello di Calcinaia. La situazione del Comune di Calcinaia è stata quindi oggetto di numerose misurazioni e indagini
portando anche alla modifica di progetti che prevedevano l’edificazione nelle aree interessate, con conseguente minimizzazione del rischio sanitario (fonte Relazione Sanitaria
USL 5 anno 2004). Secondo il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa si stima
– basandosi sulla distanza dalle fasce di rispetto cautelative stabilite dalla Regione Toscana per la costruzione di nuove linee – che quasi il 2% della popolazione totale del SEL
Valdera risulti essere potenzialmente esposta a inquinamento elettromagnetico dovuto
agli elettrodotti. Con i dati a disposizione (Tab.VI.1) non è però possibile né quantificare
l’indicatore né valutare l’intensità dell’inquinamento elettromagnetico e effettuare una
stima della popolazione potenzialmente esposta. In molti casi come ad esempio per il
Comune di Pontedera, secondo i dati riportati nello Stato dell’ambiente della Provincia di
Pisa 2003, nella maggior parte dei casi le linee aeree , non attraversano i centri abitati.
Una linea prima linea elettrica, che trasporta energia elettrica a 132 KV ad uso delle
Ferrovie, attraversa la parte Sud-Occidentale del territorio; una seconda linea elettrica
a 132 KV attraversa la parte Sud-Orientale del Comune, mentre una terza linea a 132
KV proviene dal Comune di Calcinaia e raggiunge la parte orientale della città di Pontedera. La parte Nord-Ovest del territorio è attraversata, invece, da tre elettrodotti che
corrono quasi parallelamente tra loro (una linea a doppia terna a 380 KV, una linea a
220 KV ed una linea a 132 KV che si collega alla linea suddetta proveniente dal Comune
di Calcinaia). La lunghezza totale dell’alta tensione nel Comune di Pontedera è di 4,152
Km Sono prevedibili, sia per lo sviluppo di nuove tecnologie che per l’incremento del
131
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
numero di abitanti previsti nell’area., aumenti di potenza relativamente alle radiazioni di
cui sopra. Per il comune di Bientina è da segnalare il tratto di 6 Km, Suvereto Marginone,
della linea a 380 KV.
VI-S2 Zonizzazione acustica
La classificazione acustica del territorio comunale, (la suddivisione del territorio stesso in classi di destinazioni d’uso ammissibili secondo i valori limite di rumore ammessi
per tale zona per il periodo diurno e per il periodo notturno) costituisce un obbligo stabilito dalla Legge n. 447 del 26 ottobre 1995 e dal D.M. 14.11.97 che definisce le zone ed
i livelli acustici (Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore), attuativo della
L. 447/95, e a livello regionale dalla L.R. 89/98 e relative delibere attuative che ha specificato le procedure di attuazione e le modalità della messa in atto di detta “normativa
quadro”. Alla zonizzazione devono poi far seguito i regolamenti attuativi e, in caso di
riscontrate situazioni di non conformità, i piani di risanamento. I tempi per adempiere sono stabiliti da disposizioni regionali. La zonizzazione prevede la suddivisione del
territorio in classi acustiche omogenee, effettuata sulla base delle destinazioni d’uso,
per ognuna delle quali sono definiti dalla normativa specifici limiti diurni e notturni di
riferimento. Il Piano di Classificazione Acustica Comunale è un importante strumento di
tutela della popolazione dall’inquinamento acustico, dal momento che definisce per ogni
zona del territorio i livelli di rumorosità ritenuti “accettabili”, con la possibilità di proteggere particolarmente le aree che necessitano di un clima acustico qualitativamente
elevato (ospedali, scuole, aree adibite a particolari fruizioni, ecc.) e, conseguentemente,
consente di intervenire laddove si accertino situazioni non compatibili con i limiti acustici
vigenti, prevedendo e/o imponendo idonee misure di mitigazione. Ad oggi risultano dotati di zonizzazione acustica approvata 5 comuni su 6. In tutti i comuni la zonizzazione
risale a dopo il 2004, pertanto è stata redatta ai sensi del D.M.14.11.97. Per descrivere
le risposte concrete attuate per contrastare l’inquinamento acustico sul territorio sarà
utile in seguito considerare i piani di risanamento approvati e attuati, nonché le caratteristiche dei progetti di risanamento adottati e in corso. La scarsa disponibilità dei dati
non consente una valutazione complessiva dell’indicatore. Si riporta in tab.VI.2 il riepilogo della situazione a livello comunale.
Comune
presenza
Note
Pontedera
SI
PCCA :Delibera del C.C. n° 73 del 20/07/2005
Ponsacco
SI
PCCA :Delibera del C.C n° 50 del 17/05/05
Lari
SI
PCCA :Delibera Consiglio Comunale n. 62 del 29/09/2004
Casciana Terme
SI
PCCA :Delibera Consiglio Comunale n. 8 del 30 /03/2005
Bientina
SI
PCCA 2005
Calcinaia
Si
PCCA 2005
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab. VI.2: Zonizzazione acustica nei comuni
Il comune di Pontedera indica che i recenti strumenti urbanistici hanno pianificato
aree produttive ben distanziate dalle zone residenziali per cui queste ultime non risentono dei rumori che vengono prodotti nelle fasi di lavorazione industriale ed artigianale.
Ciononostante sono tuttora presenti alcune fabbriche, che attualmente si trovano in aree
a prevalente destinazione residenziale realizzate in periodi precedenti alla pianificazione
moderna o per le quali non è stata lasciata un’area di filtro. Per quel che concerne le aree
132
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
collinari si può parlare di assenza di inquinamento acustico in quanto non sono presenti
zone produttive ed il traffico veicolare è limitato. I nuovi insediamenti previsti potranno
incrementare il traffico veicolare con conseguenze sull’inquinamento acustico, tuttavia
il R.U., oltre a cercare di eliminare le situazione di fragilità esistenti, impone anche una
serie di prescrizioni atte a superare i punti di fragilità conseguenti al nuovo R.U..
Per il comune di Ponsacco l’elemento di maggiore fragilità dal punto di vista dell’inquinamento acustico si verifica in prossimità degli insediamenti collocati lungo la Via
provinciale Livornese (Quattro strade, Perignano), la Via provinciale del Commercio (La
Capannina) e la Via di collegamento Gello-Lavaiano-Quattro Strade: il P.S. già individua
soluzioni infrastrutturali tese a circonvallare gli insediamenti con ampie fasce di rispetto,
in modo da ridurre i livelli di inquinamento acustico all’interno dei centri abitati suddetti.
INDICATORI DI PRESSIONE
Le principali risorse energetiche utilizzate sono l’energia elettrica (fornite dall’ENEL)
il gas metano. La rete elettrica raggiunge ogni centro abitato dei Comuni mentre quella
del gas metano deve ancora raggiungere alcune località.
Di seguito vengono riportati sia i consumi di energia elettrica che quelli di metano relativi agli anni 1997-2001, secondo il Rapporto sullo stato dell’ambiente della Provincia
di Pisa del 2003. Non sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti.
VI-P1 Consumi di energia elettrica
Si riportano nella tabella VI.3 i dati relativi ai consumi di energia elettrica nei comuni
di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera, relativi al periodo 1997 –2001, ottenuti dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa
(2003); non sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti.
Consumi di energia elettrica (kWh)
Comune
1997
1998
1999
2000
2001
Pontedera
2089734
916046
32986127
79110189
9360158
Ponsacco
23294317
26639576
36628767
30122725
29233652
Lari
13170273
16037751
20843994
403459
36028525
Casciana Terme
4430228
6361248
6880542
8512848
9544862
Bientina
13227198
15454126
20843994
42268985
36056962
Calcinaia
TOT
2316353
26632615
36426398
42078461
36747275
58.528.103
92.041.362
154.609.822
202.496.667
156.971.434
FONTE dei Dati: Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003)
Tabella VI.3: Consumi di energia elettrica periodo 1997-2001
Dai dati in tabella VI.3 e dal grafico successivo, emerge come tutti i comuni abbiano
incrementato i propri consumi di energia elettrica in tutto il periodo considerato (19972001), anche se da un’analisi del triennio 1999-2001 si ha un incremento minore, addirittura il comune di Ponsacco, in questo periodo ha addirittura ridotto i consumi.
Rispetto all’andamento del SEL Valdera a cui tutti i comuni appartengono i dati sono
molto diversi da comune a comune.
133
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INCREMENTO CONSUMI ENERGIA ELETTRICA
T OT S E L V aldera
C alcinaia
% 1999-2001
B ientina
% 1997-2001
C as ciana T erme
Lari
Pons acco
Pontedera
-50
0
50
10 0
150
200
2 50
300
3 50
400
%
VI-P2 Consumi di gas metano
Si riportano nella tabella VI.4 i dati relativi ai consumi di gas metano nei comuni di
Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera, relativi al periodo 1997
–2001, ricavati dal Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003); non
sono ad oggi stati resi disponibili dati più recenti.
Consumi di gas metano (mc)
Comune
1997
1998
1999
2000
2001
Pontedera
4146169
128180
6554662
140843o7
13017177
Ponsacco
4621744
5285465
7267386
9459454
8832851
Lari
2613157
3181994
4135584
5383004
5026429
Casciana Terme
878986
1262113
1365144
1776914
1659210
Bientina
2624362
3066199
4135584
5383004
5026429
Calcinaia
4595795
3066199
4135584
5383004
5026429
19.480.213
21.089.285
27.593.944
27.385.380
38.588.525
TOT
FONTE dei Dati: Rapporto sullo Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa (2003)
Tabella VI.4 : Consumi di gas metano periodo 1997-2001
Come per l’energia elettrica anche i dati relativi ai consumi di metano (tabella VI.4)
indicano un notevole incremento dei propri consumi in tutto il periodo considerato (19972001) anche se, pure in questo caso, dal grafico emerge come tutti i comuni abbiano nel
triennio 1999-2001 un incremento minore.
134
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INCREMENTO CONSUMI GAS METANO
T OT S E L V aldera
C alcinaia
% 1999-2001
B ientina
% 1997-2001
C as ciana T erme
Lari
Pons acco
Pontedera
0
50
10 0
150
200
2 50
%
VI-P3 Percezione del rumore da parte della popolazione
Le principali fonti di rumore che interessano le zone urbane ed extraurbane, da un
punto di vista ambientale sono generalmente, in ordine di importanza:
• rumore da traffico (veicolare, ferroviario, aeroportuale)
• rumore da attività industriale e artigianale
• rumore originato da attività musicali o ricreative
• rumore generato da attività e fonti di rumore in ambiente abitativo
L’esposizione al rumore può avere una serie di effetti negativi per la salute quali insonnia, danni fisiologici uditivi ed extra-uditivi, prevalentemente di natura cardiovascolare,
difficoltà di comunicazione e malessere, ai quali si accompagnano effetti di perdita di
produttività e di rendimento, nonché effetti sul comportamento residenziale e sociale che
coinvolgono, in particolare, i gruppi più vulnerabili di popolazione (bambini e anziani).
L’esposizione al rumore non causa, di norma, danni uditivi salvo nel caso di esposizione continuata a rumori di intensità eccezionale (studi OMS e AEA, fonte Regione
Toscana-Segnali Ambientali Toscana 2005).
Il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa evidenzia che le indagini fonometriche puntuali effettuate da ARPAT negli anni 2000-2002 nell’area della Valdera, principalmente in corrispondenza di attività produttive e commerciali, hanno messo in evidenza
una grande quantità di rilievi risultati superiori ai valori di riferimento.
Un primo indicatore che può consentire di valutare la pressione indotta dalla problematica associata all’inquinamento acustico è dato dal numero di esposti pervenuti nel
tempo alle Amministrazioni Comunali, che ai sensi della L. 447/95 costituisce l’ente
competente in materia di controllo.
Si deve comunque considerare che quello relativo agli esposti è un indicatore che
dipende contemporaneamente da variabili diverse che attengono sia al campo dello
stato dell’ambiente che a quello delle risposte; il suo aumento o diminuzione si presta
pertanto a letture molteplici e deve essere interpretato alla luce di altri elementi conoscitivi. In particolare il numero di esposti dei cittadini può essere determinato almeno
dai seguenti fattori:
- andamento dell’inquinamento acustico
- evoluzione della sensibilità dei cittadini
- grado di fiducia della popolazione in una di risposta efficace da parte delle istituzioni.
135
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Si sono acquisiti i dati relativi alle Lamentele per rumore in area urbana e alle Richieste di intervento per schiamazzi pervenute negli ultimi 5 anni (2001-2005).
VI-P3.1 Lamentele per rumore in area urbana
In Tabella VI.5 sono sintetizzati i dati forniti direttamente dai comuni riferiti alle lamentele per rumore in area urbana ne l periodo dal 2001 al 2005.
Comune
2001
2002
2003
2004
2005
Pontedera
0
0
5
16
10
Ponsacco
6
5
6
5
5
Lari
0
0
0
2
0
Casciana Terme
3
3
4
5
5
Bientina
2
1
1
1
2
Calcinaia
TOT
0
2
1
2
1
11
11
17
31
23
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella VI.5 - Lamentele per rumore in area urbana
I dati evidenziano una variabilità del numero annuo di segnalazioni complessivamente pervenute alle Amministrazioni Comunali, con una tendenza all’aumento nel caso
del Comune di Pontedera e una generale costanza, riscontrabile negli anni per gli altri
comuni.
In totale, nel periodo considerato, sono stati registrate un massimo di 31 lamentele
nel 2004, scese a 23 nel 2005; il numero anche se relativamente basso risulta comunque molto maggiore negli ultimi due anni rispetto al periodo precedente; non è possibile
effettuare maggiori considerazioni e valutazioni non conoscendo la natura specifica delle
segnalazioni.
VI-P3.2 Richieste di intervento per schiamazzi
Un altro indicatore che fornisce indicazioni in merito alla sensibilità della cittadinanza
nei confronti dei problemi acustici, e che riflette una problematica più specifica, è dato
dal numero di richieste di intervento per schiamazzi riportati in Tabella VI.6.
2001
2002
2003
2004
2005
Pontedera
Comune
0
0
1
2
2
Ponsacco
2
3
2
3
2
Lari
0
0
0
2
0
Casciana Terme
2
2
3
4
3
Bientina
0
0
0
0
0
Calcinaia
8
5
12
10
7
12
10
18
21
17
TOT
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella VI.6 Richieste di intervento per schiamazzi
136
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Come nel caso precedente il numero di richieste di intervento risulta variabile da
Comune a Comune; si distinguono in particolare il Comune di Calcinaia, dove sono registrate diverse richieste l’anno e il Comune di Bientina dove non vi sono segnalazioni.
In totale, nel periodo considerato, sono stati registrate da un minimo di 10 segnalazioni
nel 2002 ad una massimo di 21 nel 2004. In tutti i casi comunque la problematica non
sembra essere rilevante per nessuno dei comuni dell’area di indagine ad eccezione del
comune di Calcinaia.
VI-P3.3 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti
L’emissione di ordinanze da parte del Comune costituisce una risposta importante
ai fini della riduzione delle emissioni sonore degli impianti entro i limiti previsti dalla
normativa. Pur essendo aumentate ogni anno dal 2002, come riportato in tabella VI.7,
passando da 2 a 8 in tutta l’area di indagine, in totale, nel periodo considerato, sono
stati registrate 17 ordinanze in 4 anni. Le ordinanze emesse per l’adeguamento delle
emissioni sonore degli impianti da parte dei Comuni dell’Area sono in numero tale da
non consentire considerazioni sull’andamento registrato nel tempo e sulla loro reale
portata, anche se la tendenza sembra essere quella di un aumento.
2002
2003
2004
2005
Pontedera
Comune
0
2
3
5
Ponsacco
0
0
0
0
Lari
0
0
0
0
Casciana Terme
0
0
0
1
Bientina
1
1
1
2
Calcinaia
1
0
0
0
TOT
2
3
4
8
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tabella VI.7 Ordinanze emesse per adeguamento alle emissioni sonore degli impianti
VI-P4 Stazioni per radiotelecomunicazione
La presenza di stazioni per radiotelecomunicazione può costituire un elemento di
pressione sul territorio per quanto riguarda i campi elettromagnetici a radiofrequenza
(RF). Le successive tabelle riportano per ogni Comune (laddove i dati sono risultati disponibili) il numero assoluto di stazioni, distinte tra stazioni radio, stazioni televisive e
stazioni radio base per telefonia cellulare, presenti sul territorio. Come già accennato
sulle radiazioni non ionizzanti il Rapporto Ambiente 2003 della Provincia di Pisa, il diffondersi sul territorio delle antenne dei ripetitori della telefonia mobile, anche in prossimità
di centri abitati, ha creato un clima di diffidenza e di allarme nei cittadini anche a causa
delle ancora scarse conoscenze scientifiche definitive sugli effetti che la vicinanza di
tali tipologie di impianti può avere sulla salute: sui rischi sanitari legati all’esposizione
a questa tipologia di onde elettromagnetiche non esiste infatti ancora una posizione
scientifica comune, sebbene prevalga sia a livello europeo che nazionale una logica
legata al “principio di precauzione”, per la quale si cerca, nell’incertezza, di limitare cautelativamente l’esposizione, garantendo l’efficienza del servizio. La più diffusa tipologia
di sorgenti a radiofrequenza è costituita dalle stazioni radio base per telefonia cellulare
(SRB), che negli ultimi anni si sono moltiplicate.
137
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VI-P4.1 Numero di stazioni radiobase (SRB) per unità di superficie e per popolazione
Nella tabella VI.7, si riportano i dati sulla presenza delle stazioni radio base nel territorio dei 6 comuni indagati; in tutto nell’area sono presenti 27 stazioni radio base: al
primo posto abbiamo il comune di Pontedera con 11 stazioni distribuite in un territorio
di 45,89 Kmq e al secondo posto Calcinaia, dove le 8 stazioni sono distribuite in una
territorio di circa 15 Kmq: pertanto la densità, ovvero gli impianti per numero di superficie, risultano per i due comuni: per Pontedera 0,240 mentre per Calcinaia 0,534, la più
elevata dell’area; il comune a densità minore ( 0,034) è con una sola stazione Bientina,
seguito da Lari e Casciana Terme, con 3 stazioni ciascuno.
SRB
SUPERFICIE
COMUNALE (KM2)
IMPIANTI PER UNITÀ DI SUPERFICIE (KM2)
Pontedera
11
45,89
0,240
Ponsacco
3
19,9
0,151
Lari
3
45,14
0,066
Casciana Terme
3
36,44
0,082
Bientina
1
29,24
0,034
Calcinaia
8
14,99
0,534
TOT Area
27
191,6
COMUNE
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab. VI.7 Numero di stazioni radiobase sui territori comunali
Le tre SRB nel territorio comunale di Ponsacco sono rispettivamente di TIM S.p.A.,
Omnitel Pronto Italia S.p.A e Wind S.p.A, per servizio radiomobile GSM 900 MHz e DCS
1800 MHz, situate tutte sulla terrazza del Palazzo della Mostra del Mobile. Mentre nel
Comune di Pontedera, in data Marzo 2005, erano presenti i seguenti ripetitori di telefonia mobile:
Gestore
Ubicazione
Ericsson - Wind
Via XXIV Maggio
Ericsson - Wind
Corso Matteotti – Palazzo Comunale
Ericsson - Wind
Via Pacinotti
TIM
Piazza Caduti Cefalonia e Corfù – Piazza Duomo
TIM
Via Niccolaioni
Omnitel - Vodafone
Via Morandi
Omnitel - Vodafone
Via Hangar – Parcheggio Piaggio
Omnitel - Vodafone
S.G.C. FI-PI-LI – Tunnel de Il Romito
H3G
Corso Matteotti – Palazzo Comunale
H3G
Piazzale Luna Park – Zona Fiera
H3G
Via Hangar – Parcheggio Piaggio
FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab. VI.8- Localizzazione delle stazioni radiobase nel Comune di Pontedera
138
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VI-P4.2 Numero di stazioni radiotelevisive (rtv) per unità di superficie e per popolazione
Per quanto riguarda le stazioni radiotelevisive sui territori comunali, dai dati forniti dai
comuni, nell’area esiste un’unica stazione nel comune di Calcinaia.
Comune
Stazioni RTV
Impianti per unità di sup. (n.imp./km2)
Impianti/10000 abitanti
Calcinaia
1
0,067
1
TOT Area in esame
1
FONTE dei dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab. VI.9 - Numero di stazioni per radiotelecomunicazione sui territori comunali
INDICATORI DI RISPOSTA
Per quanto riguarda le politiche di risposta sul sistema rumore ed energia, non in tutti
i piani strutturali emergono precise direttive, pertanto si fa riferimento alle principali
politiche evidenti nella maggior parte dei PS.
VI-R1 Interventi di mitigazione dei campi elettromagnetici
VI-R1.1 Numero di modifiche costruttive e progetti di risanamento per linee A.T
Per quantificare gli interventi di mitigazione dell’impatto dovuto alla presenza di linee elettriche sul territorio, in termini di esposizione ai campi elettromagnetici, e gli
interventi di risanamento attuati da ENEL, ai sensi del DPCM 23/04/92,essenzialmente
per violazione di distanze di legge tra linee elettriche e recettori, si possono individuate
tipologie di indicatori quali:
- linee ad alta tensione delocalizzate;
- linee ad alta tensione interrate;
- progetti di risanamento presentati.
Purtroppo non è stato possibile con i dati a disposizione evidenziare nel presente rapporti tali tipologia di interventi di mitigazione
VI-R1.2 Politiche generali per la mitigazione dei campi elettromagnetici
Per quanto riguarda il problema delle radiazioni non ionizzanti, per quelle provenienti
dalla rete elettrodottistica, vengono dettate norme affinché intorno alle linee ad alta tensione vengano mantenute idonee fasce di rispetto con divieto di edificabilità: non è ammessa la nuova costruzione di abitazioni e/o edifici collettivi a distanze inferiori a quelle
previste nella norma vigente (D.P.C.M. 23 aprile 1992), calcolate in base all’effettivo
quantitativo (kV) di energia elettrica circolante sulle linee (ex L.R. 11 agosto 1999,n.
51). L’obiettivo per tutti i comuni è quello di razionalizzare sul territorio la presenza di
elettrodotti e di cabine di trasformazione. Le misure da prendere in considerazione sono
le seguenti:
- in accordo con gli enti competenti, spostamento di quelle parti di elettrodotti ad alta
tensione che attraversano centri abitati o centri produttivi, in posizione più lontana
dagli insediamenti;
- in caso di istituzione di nuove linee, imporre l’adozione di linee sotterranee;
- evitare nuovi insediamenti in prossimità di linee elettriche ad alta tensione;
139
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Per quel che riguarda i ripetitori di telefonia mobile il Comune di Pontedera si è dotato
sin dal 2002 di un “Regolamento per la localizzazione, realizzazione e razionalizzazione
di impianti per la telefonia cellulare e, diffusione radiotelevisiva” che norma la materia e
definisce le modalità di installazione di nuovi impianti, anche attraverso protocolli d’intesa tra enti pubblici e compagnie telefoniche. La normativa emanata in attuazione del
D. Lgs 192 del 4 Settembre 2002 ha reso superato il suddetto regolamento comunale
per cui l’A.C. dovrà provvedere ad emanare un nuovo regolamento conforme con la
normativa vigente. In caso di evoluzione delle tecnologie relative alla telefonia cellulare,
le conseguenti modifiche ed integrazioni della dotazione dei sopra elencati ripetitori,
apportate in osservazione del suddetto Regolamento Comunale e della normativa nazionale e regionale vigente in materia di salute pubblica, non costituiscono varianti al
presente elaborato né al presente R.U.
Per Calcinaia il comune ha effettuato negli ultimi anni (2002-2003-2004-2005) le
attività di misurazione del rispetto dei limiti di legge sulle emissioni di inquinamento
elettromagnetico in collaborazione con ARPAT.
Anche in questo caso l’obiettivo per tutti i comuni dell’area è comunque quello di razionalizzare sul territorio la presenza di antenne ricetrasmittenti. Le misure da prendere
in considerazione sono le seguenti:
- in caso di installazione di antenne ricetrasmittenti imporre la collocazione lontano
dai centri abitati, in particolare da scuole e centri socio-sanitari e luoghi pubblici.
VI-R2 Interventi per la riduzione del rumore
Il rumore è comunemente considerato una delle più preoccupanti cause di inquinamento esistenti. Il rumore può provocare sull’organismo umano, a seconda dei livelli
di esposizione, disturbi di varia natura: dal fastidio in senso lato, ai disturbi del sonno,
alla diminuzione dell’attenzione, fino ad alterazioni cardiocircolatorie, disturbi nervosi, e
danni permanenti all’udito, per esposizioni a livelli piuttosto elevati.
In base ai dati dell’Agenzia Europea per l’Ambiente (1999), anche solo un’esposizione
a livelli equivalenti notturni superiori a 40 dB(A), è tale da indurre già effetti a lungo
termine sulla qualità del sonno ed è sufficiente per indurre effetti socio-comportamentali
disturbati.
Fin dal V Programma Quadro d’Azione per l’Ambiente della Comunità Europea (1999)
è stato stabilito che nessuno debba essere esposto ad un livello di rumore che possa
rappresentare un pericolo per la salute e la qualità della vita ed ha fissato una serie di
obiettivi relativi ai livelli di esposizione della popolazione:
üabolizione di esposizioni a livelli superiori a 65 dB(A),
üin nessun caso e momento può essere superato il livello di 85 dB(A),
ünon deve aumentare il numero di individui attualmente esposti a livelli di 55-65 dB(A)
e non deve diminuire quello di individui attualmente esposti a livelli inferiori a 55
dB(A).
Tali obiettivi devono essere raggiunti mediante una serie di azioni da esplicarsi attraverso l’informazione, le tecnologie, la pianificazione, l’economia e la formazione, da
parte dei diversi attori della Comunità a seconda delle responsabilità e competenze.
In seguito alle adozioni e delle approvazioni dei piani di zonizzazione acustica con il
tempo sicuramente la situazione, anche grazie agli interventi di bonifica previsti porterà
ad un progressivo miglioramento della situazione esistente. Ad esempio per le nuove
attività produttive, oltre ad una compatibilità con il contesto territoriale, ambientale e
140
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
paesaggistico, dovranno essere programmati interventi che prevedano sistemazioni a
verde non solo perimetrali o in filari alberati, quale barriere fonoassorbenti, ma che vengano prese tutte le misure necessarie per ridurre i flussi di traffico, o comunque mitigarne l’impatto. Si prevede poi quando possibile il progressivo trasferimento delle attività
produttive che comportano emissioni acustiche e il rispetto dei requisiti acustici passivi
degli edifici e dei loro componenti, nonché dei criteri per la progettazione, l’esecuzione
e la ristrutturazione delle costruzioni edilizie e delle infrastrutture dei trasporti, definiti
dalla normativa vigente e la creazione di soluzioni infrastrutturali tese a aggirare le zone
a prevalenza di insediamenti residenziali, con ampie fasce di rispetto, in modo da ridurre
i livelli di inquinamento acustico all’interno dei centri abitati.
VI-R2.1 Barriere antirumore
Tra i principali interventi infrastrutturali di mitigazione del rumore, soprattutto in vicinanza di grandi infrastrutture, si può indicare l’installazione di barriere antirumore. In
Tabella VI.8 è riportata la lunghezza complessiva delle barriere antirumore installate nei
Comuni dell’area il cui totale nell’area di indagine è di 1,12 Km. Tra il 2002 e il 2005 le
barriere antirumore installate nell’area sono praticamente rimaste uguali e soprattutto
non sono praticamente presenti se si esclude il comune di Pontedera che è passato negli
ultimi tre anni considerati ad avere un Km circa di barriere antirumore.
Comune
2002
2003
2004
2005
Totale Km
Pontedera
0
0,2
0,3
0,5
1
Ponsacco
0
0
0
0
0
Lari
0
0
0
0
0
0,02
0
0
0
0,02
Bientina
0
0
0
0
0
Calcinaia
0,1
0
0
0
0,1
TOTALE
0,12
0,2
0,3
0,5
1,12
Casciana terme
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VI.8: Lunghezza barriere antirumore (km)
VI-R3 Politiche per la riduzione dei consumi energetici
Gli obiettivi sono quelli del risparmio energetico sia a livello di attività produttive
che di insediamenti residenziali e sono desunti dalle disposizioni di legge in materia. In
tutti i comuni viene sostenuto, per quel che compete alle proprie possibilità, l’utilizzo
di energie alternative e forme di architettura che utilizzino tecnologie e materiali biocompatibili attraverso incentivi urbanistici specifici. Per Pontedera tali incentivi saranno
previsti nel caso siano utilizzati materiali e tecnologie finalizzate al risparmio energetico
e saranno riferiti sia agli indici di edificabilità che agli ampliamenti “una tantum”, tramite
un apposito regolamento che definirà oltre alle % anche le modalità di certificazione e
di controllo necessarie. Le misure da intraprendere per il territorio di Pontedera sono le
seguenti:
• incentivare l’uso di energie alternative e rinnovabili per il riscaldamento o l’elettrificazione degli edifici, sempre comunque in armonia con le caratteristiche architettoniche
degli insediamenti;
• incentivare soluzioni tecnologiche nella costruzione di nuovi edifici o nella ristrutturazione di quelli esistenti tese a ridurre il consumo energetico.
141
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
• ottimizzare la rete elettrica e la rete del gas metano evitando insediamenti diffusi o
sparsi a favore di nuclei sia residenziali che produttivi compatti;
• incentivare ed estendere la rete del metano per usi domestici e produttivi;
• razionalizzare le infrastrutture per la mobilità in modo da ridurre il traffico nelle aree
del centro urbano incentivando l’uso di mezzi a minor consumo di energia e minor
produzione di emissioni inquinanti.
Dette misure più meno sono evidenti per Ponsacco, Lari, Casciana inserisce anche
incentivi alle trasformazioni, fisiche e funzionali che utilizzino sistemi di cogenerazione
e teleriscaldamento/raffreddamento decentrato e la promozione del “ciclo chiuso” della
risorsa energetica nel comparto industriale.
Tra gli interventi per la riduzione dei consumi il comune di Calcinaia ha consegnato
alle scuole nell’Anno 2004-2005 le lampade a basso consumo.
Da ricordare il progetto del Comune di Pontedera per la realizzazione di un Parco eolico nella zona industriale di circa 9 Megawatt totali di potenza.
Nel comune di Lari nell’aprile 2006 e’ stato approvato il nuovo regolamento edilizio
che offre incentivi alla potenzialità edificatoria per coloro che adottano sistemi di risparmio energetico.
D.4 RUMORE
L’inquinamento acustico nell’area è legato principalmente al traffico urbano ed extraurbano soprattutto nel comune di Pontedera, con un traffico medio in costante aumento ed una prossimità spesso critica ai centri abitati. Un contributo poco significativo,
e soprattutto più localizzato, è dovuto anche alle tipologie di trasporto ferroviario. Non è
possibile comunque con i dati a disposizione determinare la pressione dell’inquinamento
acustico nell’area in esame, al fine di caratterizzare il determinante ambientale.
D.5 INQUINAMENTO ELETTROMAGNETICO
Gli elettrodotti, generalmente identificati come la principale fonte di pressione sull’ambiente per quanto riguarda i campi a bassa frequenza, sono risultati un aspetto
rilevante nell’area del comune di Calcinaia, sia in termini di lunghezza assoluta che d’incidenza sulla superficie territoriale. L’analisi dei determinanti dei campi elettromagnetici
a bassa frequenza dovrebbe essere volta ad indagare anche le cause che inducono a
realizzare e potenziare gli elettrodotti, ma al momento non sono disponibili dati al riguardo. Per quanto riguarda la quantificazione di stazioni radiobase e radiotelevisive, i
dati disponibili non hanno consentito di descrivere e raffrontare la crescita del numero di
stazioni per radiotelecomunicazione nell’Area. Si evidenzia il maggior numero di stazioni
radiobase nei comuni di Pontedera e Calcinaia.
D.6 CONSUMI DI ENERGIA
La crescita dei consumi elettrici e di gas metano, pur essendo in netta crescita nel
periodo considerato (1998-2001), risulta da dati non recenti e non essendo i dati suddivisi per macrosettori, non è stato possibile individuare i principali settori responsabili
dei consumi nell’Area di indagine. L’efficienza delle attività di riscaldamento dovrebbe
comunque risultare in miglioramento per quanto riguarda un ricorso maggiore al gas
naturale.
142
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VII - SUOLO E SOTTOSUOLO
ABSTRACT
Nel seguente capitolo si riportano alcune informazione relativamente allo stato sul
reticolo idrografico dell’area di indagine e alcuni cenni sull’ uso del suolo e la pericolosità
idraulica e la presenza di siti industriali; per quanto riguarda le pressioni la presenza di
Siti contaminati e degradati e le aziende estrattive operanti sul territorio; tra le risposte
il recupero di siti dismessi e gli Investimenti per il recupero di discariche e/o siti con rifiuti abbandonati. Si riportano alcuni cenni sulle politiche di risposta in merito alla difesa
del suolo dei 6 comuni e alla presenza delle postazioni di controllo definite dal piano di
Bacino.
INDICATORI DI STATO
VII-S1 Reticolo idrografico
VII-S2 Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica
VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione
VII-S3.1 Popolazione residente
VII-S3.2 Densità demografica per comune
VII-S4 Siti industriali
VII-S4.1 Superfici insediamenti industriali
INDICATORI DI PRESSIONE
VII-P1 Siti contaminati e degradati
VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse
VII-P1.2 Aziende estrattive
VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare
INDICATORI DI RISPOSTA
VII-R1 Recupero di siti degradati
VIII-R1.1 Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati
VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo
VIII-R3 Piano di bacino
VIII-R3.1 Postazioni di controllo
DETERMINANTI
D.3 ATTIVITA’ PRODUTTIVE
D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO
143
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI STATO
VII- S1 Reticolo idrografico
Il principale corso d’acqua della Valdera è il fiume Era, caratterizzato da un regime
molto variabile, con conseguente scarsa predisposizione all’autodepurazione nei mesi
di magra. Il Fiume Cascina è un affluente del Fiume Era ed ha una lunghezza di 22,7
Km ed un bacino imbrifero di 72 km che si estende su più territori comunali. Il Cascina
inizialmente sfociava direttamente in Arno ad ovest dell’attuale città di Cascina almeno
fino al 1179, successivamente nel piano di bonifica della intera zona il comune di Pisa
deviò il suo corso facendolo confluire presso Ponsacco.
Il Cascina drena mediante una serie di rii minori una consistente porzione del Comune di Lari compresa tra il Botro della Muraiola, Casciana Alta, Gramugnana, Orceto, Cevoli, Ripoli e la zona industriale de La Capannina. A Sud di Lari presenta un andamento
meandriforme che con ogni probabilità caratterizzava il corso del fiume fino alla sua confluenza con l’Era in corrispondenza di Ponsacco. In epoca storica il fiume è stato arginato
e parzialmente rettificato ed oggi presenta un percorso pressoché rettilineo dalla località
la Fornace fino alla confluenza con l’Era. A monte dell’arginatura sono ancora evidenti le
aree golenali soggette ad alluvionamento in occasione di piene straordinarie.
Il Fosso Zannone, affluente dello Scolmatore d’Arno, ha una lunghezza di 10,7 Km
ed un bacino imbrifero di circa 20 km. Riceve le acque dei Fossi Zannoncino, Vallicorboli
e Girotta, il Rio Petagnoli, il Rio Fagiolaia, anch’essi provenienti dai rilievi posti più a
Sud. Ha origine dalle colline circostanti l’abitato di Lari, scorrendo all’inizio con direzione
Nord-Sud per poi, all’altezza della frazione di Perignano, deviare verso Nord-Ovest fino
alla confluenza nello Scolmatore dell’Arno, con arginature presenti solo nel tratto terminale, dallo sbocco nel Canale Scolmatore alla confluenza con il Fosso Girotta (4260 m).
Il Torrente Crespina nasce a Sud dell’abitato di Lari e scorre con direzione Sud EstNord Ovest fino al confine comunale, solcando caratteristiche valli a fondo piatto. Il bacino di alimentazione di questo torrente è, per quanto riguarda il territorio del Comune
di Lari, di modeste dimensioni ed anche le portate del corso d’acqua risultano di scarso
rilievo.
Il Torrente Ecina rappresenta il confine meridionale del Comune di Lari, scorrendo
in direzione nord ovest; l’alveo appare decisamente inciso, spesso incassato, fino alla
confluenza con il Fiume Isola che attraversa Lorenzana e Fauglia fino ad immettersi
nel Canale Scolmatore d’Arno nel Comune di Collesalvetti. La Fossa Nuova e il reticolo
drenante minore di fosse campestri e capofossi, il Fosso di bonifica, delimitano il confine
nord con i Comuni di Ponsacco e Pontedera, sino ad immettersi nel Canale Scolmatore
d’Arno nel Comune di Pontedera. É importante per la funzione di drenaggio che essa
svolge nei confronti dei territori posti nella piana di Perignano e Lavaiano, nel Comune di
Ponsacco e in quello di Pontedera. L’Era lungo 54 km sfocia nell’Arno a Pontedera.
L’Arno ha origine dal versante meridionale del M. Falterona alla quota 1.385 m. sul
mare. Dopo un primo tratto percorso con direzione prevalente Nord-Ovest-Sud-Est, l’Arno lascia il Casentino e, attraverso la stretta di S. Maria, sbocca nella piana di Arezzo.
A circa 60 Km dalle sorgenti, nei pressi del bordo occidentale della piana, si congiunge
con il Canale Maestro della Chiana. Entra quindi nel Vardarno Superiore dove scorre con
direzione Sud-Est-Nord-Ovest sino a Pontassieve fino alla confluenza con la Sieve, suo
principale affluente di destra. Da qui piega decisamente verso Ovest e mantiene tale
direzione fino alla foce. E’ in questo ultimo tratto che confluiscono i restanti importanti
affluenti di destra e sinistra. Il bacino imbrifero si estende su una superficie di 8.228
Kmq, dei quali il 55,3% è a quota inferiore a 300 m.s.m., il 30,4% a quote comprese
tra 300 e 600 m.s.m., il 9,8% a quote comprese tra 600 e 900 m.s.m. e il 4,5 a quota
144
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
superiori a 900 m.s.m. Le maggiori altitudini si riscontrano nel gruppo montuoso del
Falterona e del Pratomagno, rispettivamente con le vette di Monte Falco (1.657 m.s.m.)
e del Poggio Uomo di Sasso (1.537 m.s.m.).
L’intero bacino dell’Arno viene solitamente suddiviso in 6 sottobacini: Casentino, Val
di Chiana, Valdarno Superiore, Sieve, Valdarno Medio, Valdarno Inferiore.
Tutti e 6 i comuni dell’area ricadono interamente nei limiti amministrativi del Bacino
del Fiume Arno e in particolare nel sottobacino Valdarno Inferiore, caratterizzato in
destra da una ampia pianura di bonifica con il sottobacino Valdinievole - Padule di Fucecchio e in sinistra da lunghe vallate in cui scorrono importanti affluenti come il Pesa,
l’Elsa e l’Era.
A valle di Pontedera l’Arno fluisce verso la foce, contenuto in arginature di difesa, che
impediscono un interscambio tra l’acqua del fiume e quella della pianura pisana. In totale l’asta fluviale ha uno sviluppo di 241 Km, mentre l’asse della valle risulta più corto
di 18 Km; questa differenza è dovuta ai numerosi meandri che il fiume forma, specie nel
tratto terminale, tra le confluenze dell’Era e Pesa.
L’Arno prosegue il suo corso da Est verso Ovest lungo questa vasta pianura alluvionale, i cui confini a Sud sono ben definiti dalle colline e dalle valli degli affluenti di destra
(Pesa, Elsa, Egola ed Era), che corrono tutti paralleli da Sud a Nord; in questo tratto
l’Arno ha una pendenza molto bassa, fino alla foce.
VII S2 – Cenni su uso del suolo e pericolosità idraulica
In questo paragrafo non avendo dati di maggiore dettaglio a disposizione si riportano alcuni dati ripresi del Rapporto Ambiente 2003 della provincia di Pisa, in relazione
all’area SEL Valdera che indicano che la zona è interessata per circa il 25% del proprio
territorio da aree di elevato pregio ambientale, quali le superfici boscate; circa il 70% del
territorio è inoltre costituito dalle aree agricole, particolarmente consistenti nelle zone
pianeggianti del bacino dell’Era, mentre le aree artificializzate costituiscono circa il 4%
della superficie totale.
Per quanto riguarda gli aspetti idrogeologici, circa il 37% della Valdera è soggetto
a pericolosità idraulica, mentre la percentuale di superficie appartenente alla classe di
pericolosità maggiormente rilevante è di circa il 13%. Secondo le stime effettuate, circa
il 10% della popolazione risiede in aree soggette a fenomeni di esondazione accertati
anche a seguito di testimonianze storiche.
Circa il 60% della superficie dell’area è soggetta a pericolosità geomorfologica media,
mentre la percentuale di superficie appartenente alla classe di pericolosità elevata è di
circa il 10%; la percentuale stimata di popolazione residente in aree a pericolosità elevata è meno del 5% della popolazione totale.
Negli ultimi anni non sono stati registrati fenomeni sismici di rilievo, a conferma del
fatto che l’area non è caratterizzata da una elevata attività sismica. Il territorio del Comune di Pontedera si configura in due parti nettamente distinte sia dal punto di vista
geologico che morfologico. Nel settore Sud-Est e per circa 1/3 della sua estensione, predomina un paesaggio di media collina con le quote più elevate a SUD (Podere Montalto
152 mt. s.l.m.) degradanti sia in direzione Nord che Ovest verso la pianura alluvionale,
originata dai depositi alluvionali dei corsi d’acqua maggiori.
Le attività antropiche sviluppatesi nell’area di pianura fin dall’età romana, hanno prodotto, soprattutto nell’ultimo secolo, occupazioni del suolo precedentemente destinato
all’agricoltura; questo ha comportato, talvolta, situazioni di fragilità legate al peggioramento del reticolo drenante delle acque superficiali ed all’aumento delle superfici impermeabilizzate con conseguenze negative sul deflusso delle acque meteoriche che hanno
prodotto, in tempi recenti, esondazioni di fossi e canali. In occasione della realizzazione
145
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
di nuovi insediamenti si è cercato, talvolta, di superare detta problematica attraverso il
rialzamento del piano di campagna.
Nelle aree collinari ed in quelle ad esse limitrofe, l’abbandono di vaste aree agricole
hanno fatto venir meno un presidio umano che, tramite la coltivazione dei terreni e
della vegetazione, la corretta tenuta delle fosse campestri ed altri lavori minori di tutela, aveva per secoli garantito il controllo dei processi erosivi dei crinali e dei fenomeni
franosi. Dalla carta relativa alla pericolosità geomorfologia del territorio comunale di
Ponsacco risulta che parte dell’urbano esistente (zona est) sorge a ridosso del fiume
Era in corrispondenza di un’area appartenente alla 4 classe a cui è attribuito un grado
di pericolosità elevato
VII-S3 Distribuzione sul territorio di popolazione
La popolazione residente nell’area dei comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme,
Lari, Ponsacco e Pontedera risultava al 2004 di 67.989 abitanti totali.
VII-S3.1 Popolazione residente
Nel grafico si può vedere la suddivisione del totale della popolazione residente nell’area suddivisa per comune: come si può vedere Pontedera, è il primo comune dell’area
che presenta circa metà degli abitanti, seguito da Ponsacco,da Calcinaia e da Lari; il
comune meno popolato risulta Casciana Terme.
6484
ABITANTI 2004
9366
26842
3620
8324
13 3 5 3
BIENTINA
CALCINAIA
CASCIANA TERME
LARI
PONSACCO
PONTEDERA
VII-S3.2 Densità demografica per comune
Se consideriamo la densità demografica dell’area si vede come questa sia molto diversa da un comune ad un altro: Calcinaia, Ponsacco e Pontedera presentano una
densità abitativa maggiore di 500 abitanti Kmq; Lari e Casciana e Bientina compresa tra
97 e 206.
146
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
DENSITÀ DEMOGRAFICA
SUPERFICIE
Kmq
1991
2001
2004
BIENTINA
29,26
176
206
222
CALCINAIA
14,99
538
568
625
CASCIANA TERME
36,42
86
97
99
LARI
45,14
171
178
184
PONSACCO
19,90
605
631
671
PONTEDERA
45,89
581
545
585
COMUNI
FONTE dei Dati: elaborazione da dati ISTAT
Tab.VII.1: Densità demografica confronti censimenti 1991-2001 con dato 2004
In tutti i comuni dal confronto con i dati del censimento 1991 si è avuto un aumento,
considerevole soprattutto per il comune di Calcinaia, che era già al secondo posto dopo
Ponsacco: si tratta dei comuni che, nell’area di indagine, presentano la superficie territoriale più limitata.
VII-S4 Siti industriali
Per quanto riguarda la superficie degli insediamenti industriali, è stata calcolata l’incidenza delle superfici delle aree industriali sul totale della superficie comunale complessiva.
VII-S4.1 Superfici insediamenti industriali
Nella Tabella VII.2 si riporta il rapporto in percentuale sul totale delle aree destinate
ad insediamenti industriali così come sono state indicate dalle amministrazioni.
Superficie
Comunale Kmq
Superficie Aree industriali
mq
Pontedera
46,04
3.900.000
3,9
Ponsacco
19,90
800.000
0,8
Lari
45,14
1.126.815
1,1
Casciana Terme
36,42
1.000.000
1,0
Bientina
29,26
1.100.000
1,1
14,99
700.000
0,7
191,60
8.626.815
Comune
Calcinaia
TOT
Superficie Aree Industriali/
Comunale %
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VII.2: Superfici insediamenti industriali in km2
Sulla base dei dati raccolti è possibile affermare che non si rilevano notevoli differenze
tra i vari Comuni: ad eccezione del Comune di Pontedera che è caratterizzato dalla più
alta superficie destinata ad aree industriali con il 3,9% del territorio comunale, sopra
l’1% si hanno Lari, Casciana Terme e Bientina, mentre Ponsacco e Calcinaia sono al di
sotto dell’1 %. Tutti i comuni presentano comunque rispetto al totale una ridotta superficie a destinazione industriale.
147
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
INDICATORI DI PRESSIONE
VII-P1 Siti contaminati e degradati
VII-P1.1 Cave ed attività estrattive dismesse
Le attività estrattive costituiscono ingerenze che incidono in modo sensibile sul tessuto produttivo, economico, sociale e, soprattutto, ambientale. Si tratta di interventi su
risorse non rinnovabili che si configurano come un impatto tanto maggiore quanto più
concernenti materiali rari. Inoltre l’apertura di una cava comporta sempre un impatto
notevole: dal punto di vista paesaggistico, della flora, della fauna, del dissesto idrogeologico. Non sono inoltre da trascurare le interazioni con la popolazione residente nelle
immediate vicinanze di una cava: immissioni, rumore, contaminazione delle acque e del
sottosuolo, disturbi alle attività socio-economiche. In tempi relativamente recenti, la
crescente sensibilità nell’ambito di questo settore ha condotto ad una opportuna regolamentazione volta a ridurre in maniera drastica l’attività estrattiva svolta, in passato,
in maniera indiscriminata e senza il supporto di una indispensabile pianificazione a scala
di bacino. Quindi da una parte si sono introdotte norme per contenere la sottrazione
di risorse peraltro non rinnovabili e dall’altra per ricucire le ferite inferte al territorio
mediante gli interventi di recupero e ricomposizione ambientale, prescritti al termine
di ciascun ciclo estrattivo. La normativa disciplinante l’attività estrattiva è ancora oggi
legata alla bipartizione tra le risorse del sottosuolo (R.D. n. 1443 del 29 Luglio 1927) che
distingue in cave e miniere. La legge mineraria del 1927 prevedeva una procedura estremamente semplificata per coloro i quali intendessero iniziare un’attività di coltivazione
di cava. A seguito dell’entrata in vigore del D.P.R. 616/77 e della L.R. 30 Aprile 1980 n.
36 nella Regione Toscana l’attività estrattiva viene ad essere assoggettata ad una nuova
normativa, dai contenuti più rispettosi delle esigenze ambientali. In base all’art. 2 della
legge n° 36/1980 la Regione Toscana è tenuta ad elaborare un Piano Regionale delle
Attività Estrattive (P.R.A.E.), approvato con Delibera del Consiglio Regionale 7 Marzo
1995 n° 200, atto a regolare a livello regionale tutte le attività estrattive. Il riordino
della legislazione regionale in materia di Cave e Torbiere fa un passo in avanti con l’approvazione della Legge Regionale 3 Novembre 1998, n° 78, Testo unico in materia di
cave, torbiere, miniere, recupero di aree escavate e riutilizzo di residui recuperabili. Si
riportano nella tabella VII.3 i dati relativamente all’area di indagine così come forniti dai
comuni. Relativamente alla superficie interessata da cave dismesse nell’area di indagine
(si veda Tabella VII.3) non è stato possibile calcolarne l’incidenza complessiva a livello
di area, in quanto le attività estrattive dismesse sono presenti solo nel comune di Lari e
di Casciana Terme.
Comune
Pontedera
Ponsacco
m2 cave ed attività estrattive dismesse
0
0
Lari
36.000
Casciana Terme
15.000
Bientina
Calcinaia
TOT
0
0
51.000
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VII.3: Cave ed attività estrattive dismesse in m2
148
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
VII-P1.2 Aziende estrattive
Dai dati forniti dai comuni (Tab.VII.4) emerge come attualmente (2005) nell’area dei
6 comuni le attività estrattive siano presenti in numero di 3 solo nel comune di Casciana
Terme.
Comune
N. Aziende
Casciana Terme
3
TOT
3
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VII.4: Aziende estrattive al 2005
VII-P1.3 Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare
Con l’indicatore “siti contaminati” si intende individuare il numero di aree che necessitano di interventi di bonifica del suolo; i siti contaminati comprendono tutte quelle aree
nelle quali, in seguito ad attività umane svolte o in corso, è stata accertata un’alterazione puntuale delle caratteristiche naturali del suolo, da parte di un qualsiasi agente
inquinante presente in concentrazioni superiori ai limiti tabellari stabiliti per un certo
uso del suolo.
Comune
Località
Sito
Superficie del sito m2
Bientina
Bientina
Bientina
Tecnoceramica
18.300
Bientina
Distributore carburanti
150
Bientina
Bientina
Campaccio
1.850
Calcinaia
Ponte alla Navetta
Distributore carburanti
300
Calcinaia
Fornacette
Distributore carburanti
2.300
Calcinaia
Fornacette
Deposito carburanti
5.900
Calcinaia
Fornacette
Guiggi Mario
6.00
4.100
Lari
Poggio alle Forcine
Macelli di Lari
Lari
Quattrostrade Perignano
Distributore carburanti
531
Ponsacco
Tanaceca
Capannina di Cevoli
5.200
Ponsacco
Ponsacco
Mobilificio Chiarugi srl
6.800
Ponsacco
Ponsacco
Distributore carburanti
550
Pontedera
Pontedera
Ex Fornace Braccini
42.000
Pontedera
La Rotta
Ex Fip Plastica
7.000
Pontedera
La Bianca
Ex Metalgalvanica
13.000
Pontedera
Romito
Distributore carburanti
1200
Pontedera
Romito
Ex Distributore Jori
480
FONTE dei Dati: Provincia di Pisa
Tab.VII.5: Numero ed estensione dei siti contaminati da bonificare
Nella tabella VII.5 sono riportati i dati forniti dalla provincia di Pisa per quanto riguarda i siti da bonificare nei comuni dell’area; in totale sono 17: si può vedere come nel comune di Bientina ne siano presenti 3; nel comune di Calcinaia 4; a Lari ne ritroviamo 2,
nel comune di Ponsacco 3 e in quello di Pontedera 4; non sono presenti siti da bonificare
149
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
nel Comune di Casciana Terme. Se si osserva la tipologia quella prevalente è quella dei
distributori e depositi di carburante (8 su 17): I più estesi come area sono la ex fornace
Braccini a Pontedera e la Tecnoceramica a Bientina.
INDICATORI DI RISPOSTA
VII-R1 Recupero di siti degradati
Si riportano nel paragrafo successivo tra le spese di investimento da parte delle Amministrazioni quelle in merito al ripristino e al recupero di siti degradati.
VIII-R1.1 Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati
Come si evidenzia dalla tabella ad eccezione dei comuni di Ponsacco (tutti gli anni
eccetto il 2002 e di Lari (che in tutti gli anni del periodo considerato ha effettuato investimenti economici in merito) e Calcinaia nel 2005, non sono stati effettuati nel periodo
dal 2001 al 2005 investimenti da parte degli altri comuni.
Comune
2001
2002
2003
2004
Pontedera
0
0
0
0
0
Ponsacco
1.031
n.p.
5.966
2.563
4.154
Lari
1.740
4.491
1.577
2.365
1.475
Casciana terme
1.513
0
0
0
523
0
0
0
0
0
Bientina
Calcinaia
TOT
2005
0
0
0
0
4.500
4.284
4.491
7.543
4.928
10.652
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VII.6: Investimenti per recupero discariche e/o siti con rifiuti abbandonati (€)
Si può vedere che ad esclusione dell’anno 2004 il trend degli investimenti nel recupero dei siti degradati è cresciuto per l’area dei comuni a partire dal 2001.
VII-R2 Politiche di risposta per la difesa del suolo
All’interno dei PS di tutti e 6 comuni emergono obiettivi di tutela del paesaggio,
delle aree protette e di difesa del suolo così come definiti dalle disposizioni legislative
in materia sia di carattere nazionale che regionale( L.R. 91/98 Norme per la difesa del
suolo- R.D.L. 23/, L.R.10/89,L.R. 1/90 Vincolo idrogeologico-L.183/89 Difesa del suolo
- L.R. 34/94 Bonifica idraulica- L. 1497/39 Bellezze naturali- L. 431/85 Tutela paesisticaL.R.49/95 Aree protette-) tesi ad evitare fenomeni franosi o erosivi in collina e fenomeni
esondativi in pianura oltre che mantenere l’efficienza delle aree agricole per la loro naturale funzione produttiva nonché per il mantenimento delle caratteristiche ambientali e
paesaggistiche ivi presenti.
In generale le misure da attivare sono le seguenti:
• mantenere e migliorare il reticolo idraulico principale e secondario, di collina e di
pianura al fine di garantire il regolare deflusso delle acque meteoriche;
150
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
• istituire lungo i corsi d’acqua adeguate fasce di rispetto, per la manutenzione dei
corsi stessi, compatibilmente con la conservazione e il ripristino della vegetazione
ripariale;
• nelle operazioni di trasformazione urbanistica ed edilizia garantire il rispetto delle
superfici minime permeabili e incentivare l’uso di materiali che riducano la impermeabilità dei piazzali e degli spazi aperti sia pubblici che privati;
• mantenere in stato di stabilità le scarpate e i pendii attraverso opportuni interventi
di piantumazione e regimazione idraulica e iniziative di consolidamento possibilmente non invasive dal punto di vista paesaggistico;
• definire in modo certo la distinzione fra aree agricole e insediamenti per ragioni
paesaggistico-ambientali e per non scoraggiare le attività agricole , ma anzi incentivandole, nelle aree esterne ai centri abitati;
• favorire la presenza dell’uomo nei territori collinari con il mantenimento e lo sviluppo delle attività agricole compatibili, della coltivazione di orti familiari, delle attività
ricreative legate al tempo libero, quali garanzie di presidio e di tutela dell’ambiente;
• evitare nuovi insediamenti in aree dove risulti insufficiente la fattibilità geologica.
In qualunque caso, gli interventi strutturali di tipo conservativo devono essere finalizzati anche alla eliminazione o mitigazione del livello di rischio accertato ed assicurare la
più efficace messa in sicurezza. La realizzazione di vaste aree impermeabilizzate dovrà
essere subordinata ad uno studio idrologico-idraulico di dettaglio che definisca tutti gli
interventi necessari per neutralizzare gli effetti derivanti dall’aumento della velocità di
corrivazione delle acque nel corpo ricettore. Particolari accorgimenti dovranno essere
posti anche sulla progettazione delle superfici coperte, preferendo le soluzioni che permettano la riduzione della velocità dell’acqua.
La realizzazione di nuova viabilità non dovrà costituire ostacolo al normale deflusso
delle acque superficiali.
VIII-R3 Piano di bacino del fiume Arno
L’Autorità di bacino del fiume Arno è l’ente al quale è affidata l’attività di pianificazione e programmazione in tema di difesa del suolo alla scala del bacino idrografico. A
partire dal 1994 l’Autorità di bacino ha posto misure di salvaguardia sia per ridurre il
rischio idraulico su vaste aree del territorio, che per permettere la realizzazione degli
interventi previsti dal piano di bacino. Uno dei principali filoni di attività è l’attuazione
dei piani approvati anche attraverso la progettazione degli interventi per la riduzione
del rischio idraulico e del rischio idrogeologico. Dai Piani per la riduzione del rischio
idraulico e per l’Assetto Idrogeologico sono scaturiti programmi di interventi prioritari
finalizzati all’abbattimento del rischio idraulico ed idrogeologico. Il piano si articola in
interventi strutturali orientati a contenere l’eccesso di pioggia che il reticolo non è in
grado di smaltire, in apposite aree destinate, occasionalmente, alla laminazione delle
piene nei territori, già soggette ad inondazioni storiche, nelle quali la vita del territorio è
compatibile con la temporanea, sporadica occupazione da parte delle acque di piena. Gli
interventi non strutturali sono orientati all’abbattimento della vulnerabilità del territorio
diminuendo l’esposizione al rischio. Sono tra questi i sistemi di monitoraggio, preannuncio ed allarme, le procedure di protezione civile, la sensibilizzazione della popolazione
alla percezione del rischio e a un rapporto col territorio adeguato ai fini della sicurezza
idrogeologica. Una delle attività fondamentali svolte dall’Autorità di bacino è quella conoscitiva che comprende, tra l’altro le azioni di raccolta, elaborazione, archiviazione e
diffusione dei dati territoriali.
151
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Tale attività si è concretizzata nella realizzazione di 5 stralci funzionali:
• Riduzione del Rischio Idraulico (DPCM 05/11/1999 e Approvazione del Piano Stralcio relativo alla Riduzione del Rischio Idraulico del Bacino del fiume Arno nella GU n.
226 del 22-12-1999) che presenta il Quadro della programmazione degli interventi e
delle risorse necessarie e il Programma triennale di intervento.
• Qualità delle Acque (DPCM 31/03/1999 e Approvazione del Piano Stralcio della
“Qualità delle acque del fiume Arno” nella GU n. 131 del 7-6-1999).
• Attività estrattive (DPCM 31/03/1999 e Approvazione del Piano Stralcio nella GU n.
131 del 7-6-1999)
• Piano di Assetto Idrogeologico adottato nella seduta di Comitato Istituzionale
dell’11 novembre 2004 (Delibere 185 e 187). La normativa di piano è entrata in vigore con il D.P.C.M. 6 maggio 2005 “Approvazione del piano di bacino del fiume Arno,
stralcio assetto idrogeologico” nella GU n. 230 del 3/10/2005.
• Piano straordinario per il rischio idrogeologico (leggi 267/1998 e 226/1999) e
le relative misure di salvaguardia con la perimetrazione della aree a rischio elevato e
molto elevato interessate da movimenti franosi e soggette ad inondazioni
In questo ambito di attività, di particolare importanza è l’Accordo di Programma per
la messa in sicurezza dell’Arno, firmato dal Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, dal Presidente della Giunta Regionale Toscana e dal Segretario dell’Autorità di
bacino il 18 febbraio 2005.
VIII-R3.1 Postazioni di controllo
Nell’area di indagine sono presenti nel comune di Pontedera e in quello di Calcinaia
così come previsto dal Piano di bacino le seguenti postazioni di controllo:
Comune
N. di postazioni
Pontedera
1
Ponsacco
0
Lari
0
Casciana Terme
0
Bientina
0
Calcinaia
1) Ponte sull’Arno via della Botte
2) Ponte sull’Arno Centralina Philips (Controllo qualità)
TOT
3
Arno Leoncini
FONTE dei Dati: Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera
Tab.VII.7: Postazioni di controllo
D.3 ATTIVITÀ PRODUTTIVE
Tra i determinanti sul territorio le attività produttive hanno sicuramente un peso rilevante quale pressione sul territorio ( impermeabilizzazione dei suoli, consumi idrici,
produzione di rifiuti , consumi energetici…) anche se dal lato opposto rappresentando
una fonte di reddito per la popolazione rivestono un’importanza notevole nello sviluppo
del territorio. Con i dati a disposizione non è stato però possibile calcolarne l’effettiva
incidenza.
152
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
D3.1 Attività industriali e servizi
L’area SEL Valdera è classificata tra i “sistemi locali manifatturieri” nei settori dei
mezzi di trasporto, del legno e mobilio. L’analisi a livello di SEL del settore economico
nel decennio 1991-2001 ha evidenziato una riduzione nel numero degli addetti nel settore dell’industria e del commercio e un aumento dei servizi; nel complesso il numero
di addetti è comunque diminuito. A livello di SEL si rileva una percentuale del 40% di
addetti occupati nel settore industriale: ciò evidenzia una spiccata vocazione industriale
dell’area, dovuta principalmente alla presenza della Piaggio, una realtà industriale tra
le più importanti non solo per la Valdera, ma per l’intera Regione Toscana. Per quanto
riguarda il turismo, si segnala un incremento costante delle presenze correlato ad un
aumento delle strutture ricettive, specialmente quelle complementari come agriturismo,
campeggi e ostelli (fonte Rapporto Ambiente Provincia di Pisa 2003). I dati del censimento Istat 2001 evidenziano a livello di Provincia di Pisa la seguente distribuzione degli
occupati per settore di attività:
Agricoltura, 5.277 persone pari al 3,3% degli occupati (valore Toscana 3,85%)
Industria, 57.122 persone pari al 36,1% degli occupati (valore Toscana 32,98%)
Altre attività, 95.904 persone, pari al 60,6% degli occupati (valore Toscana 63,18)
I dati forniti dall’Osservatorio delle Politiche Sociali della Provincia di Pisa indicano a
livello della Zona Valdera nell’anno 2004 un importante peso degli occupati nei settori
del commercio e dell’artigianato:
4.483 persone occupate nel commercio (3.783 titolari attivi e 700 collaboratori attivi)
5.350 artigiani (4.729 titolari attivi e 621 collaboratori attivi).
Sicuramente tra le attività umane gli insediamenti di tipo produttivo sono quelli che
determinano una pressione maggiore sull’ambiente e un conseguente impatto sulle risorse del territorio; da questo punto di vista l’area considerata, oltre ad una elevata
densità abitativa, presenta una elevata diffusione di unità produttive e piccoli e medi
stabilimenti industriali, con un peso di rilievo per le attività agricole, in particolare nella
porzione pianeggiante del territorio, e del settore manifatturiero.
attività industriali e
artigianali
N°
addetti
263
1.921
BIENTINA
329
2520
CALCINAIA
368
CASCIANA T. 108
477
2.078
LARI
431
1.538
PONSACCO
6.116
PONTEDERA 462
2070 14.541
TOTALE
forza
lavoro
60,11%
52,89%
40%
58,01%
39,77%
43,41%
attività di servizio
N°
addetti
207
251
81
292
428
745
2004
512
858
152
669
957
2.155
5303
forza
lavoro
16,02%
18%
16,52%
18,68%
24,75%
15,29%
Altre attività di servizio
N°
addetti
179
178
97
196
358
827
1835
541
1043
336
635
1.074
3.037
6666
forza
lavoro
16,93%
21,89%
36,52%
17,73%
27,77%
21,55%
attività amministrative
N°
addetti
44
49
25
61
61
166
406
222
344
64
200
298
2.782
3910
forza
lavoro
6,95%
7,22%
6,96%
5,58%
7,71%
19,74%
La maggior parte degli addetti, 14.541, risulta impiegata nelle attività industriali,
soprattutto nel Comune di Pontedera (6.166), dove è presente lo stabilimento della
Piaggio. Non sono comunque disponibili per la stesura del presente rapporto dati di
maggiore dettaglio, per delineare i principali elementi che contraddistinguono l’attività
industriale sul territorio in esame, al fine di caratterizzare questo potenziale determinante ambientale.
153
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
D3.2 Attività agricole
L’agricoltura può essere individuata tra i principali determinanti del territorio e Paesaggio poiché l’area è caratterizzata da un’agricoltura di tipo intensivo, che già dal
passato ha modificato, nelle aree di pianura la qualità del paesaggio della piana, inteso
come risorsa naturale, grazie all’espansione di aree urbanizzate e a destinazione produttiva e infrastrutturali. Ciò ha comportato una diminuzione dei territori aperti e una
conseguente riduzione degli ecosistemi e della biodiversità. E’ comunque impossibile
quantificare con i dati a disposizione la reale attività di disturbo sulle componenti naturali del territorio in esame e il peso specifico delle attività agricole, produttive e dell’urbanizzazione del territorio. Le attività agricole costituiscono potenziali determinanti di
pressione, con riferimento soprattutto al sistema ambientale acque e al sistema suolo e
sottosuolo, a causa dei possibili impatti indotti dal prelievo di risorse idriche, dall’impiego di prodotti fertilizzanti e di fitofarmaci, nonché dalle pratiche di impermeabilizzazione
della superficie agricola. Nel contesto territoriale esaminato, l’agricoltura si inserisce
come un’importante componente del sistema economico locale, ma non sono disponibili
per la stesura del presente rapporto dati sufficienti per delineare i principali elementi che
contraddistinguono l’attività agricola svolta sul territorio in esame, al fine di caratterizzare questo potenziale determinante ambientale.
D.9 SUOLO E SOTTOSUOLO
Come già evidenziato non è possibile valutare l’incidenza delle pratiche agricole; anche per quanto riguarda l’attività di urbanizzazione, non è possibile quantificare anche
se si ha sicuramente un aumento nell’Area vista la crescita della popolazione. Tra le attività industriali principalmente impattanti su suolo e sottosuolo quali le l’attività estrattiva e le aziende a rischio d’incidente rilevante, queste non rappresentano un fattore di
pressione nell’area di indagine.
154
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
PRINCIPALI RIFERIMENTI NORMATIVI
Acqua
Normativa comunitaria
ÿ
Direttiva 91/271/CEE: “Trattamento delle acque reflue urbane”
Normativa nazionale
ÿ
L. 36/94 “Disposizioni in materia di risorse idriche”
ÿ
Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale” , parte III.
Normative regionali
ÿ
Legge Regionale Toscana 64/2001 “Norme sullo scarico di acque reflue ed ulteriori
modifiche alla Legge Regionale 1 dicembre 1998, n.88”
ÿ
Regolamento Regionale n. 28/2002 di attuazione della Legge Regionale n. 64/2001
ÿ
Delibera di Giunta regionale toscana n.858 del luglio 2001 come integrata e modificata dalla deliberazione n° 219 del 4 Marzo 2002
ÿ
Delibera di Giunta regionale Toscana 25-1-2005 n. 6 “Approvazione del Piano di Tutela
delle Acque - Articolo 44 del decreto legislativo 11 maggio 1999, n. 152 (Disposizioni
sulla tutela delle acque dall’inquinamento e recepimento della direttiva 91/271/CEE
concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE
relativa alla protezione delle acque dall’inquinamento provocato da nitrati provenienti
da fonti agricole).(Pubblicata nel B.U. Toscana 2 marzo 2005, n. 9, parte seconda,
supplemento n. 32.)
Suolo e territorio
Normativa comunitaria
ÿ
Dir.92/43/CEE, “Habitat” relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche
ÿ
Dir. 79/409/CEE, “ Uccelli selvatici”
Normativa nazionale
ÿ
L.431/85 “Disposizioni urgenti per la tutela delle zone di particolare interesse ambientale e relative note”
ÿ
L. 183/89, “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”
ÿ
L. 394 del 6/12/91, “Legge Quadro sulle aree protette”
ÿ
DPR . 357/1997, “Regolamento di attuazione della direttiva, Dir.92/43/CEE “Habitat”,
relativa alla conservazione degli habitat naturali e seminaturali, nonché della flora e
della fauna selvatiche”
ÿ
DM 20/01/1999, “modifiche degli allegati A e B del DPR n.357/1997”
ÿ
DM 03/04/2000, “lista dei proposti Siti di Importanza Comunitaria (pSIC) e delle Zone
di Protezione Speciale (ZPS) in Italia”
ÿ
Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale”, parte III.
155
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Normativa regionale
ÿ
L.R.52/82 e succ.mod. “Norme per la formazione del sistema delle aree protette, dei
parchi e delle riserve naturali in Toscana”
ÿ
Del C.R. 296/88 “Aree protette (attuazione della L.431/85) e disciplina relativa al
sistema regionale delle aree protette L.R.52/82 e succ.mod.”
ÿ
L.R. 91/98 “Norme per la difesa del suolo”
ÿ
L.R. 49/95, “Norme sui Parchi, le riserve naturali e le ANPIL (B.U.18/4/95 n° 29
bis)”
ÿ
Del. C.R. 256 del 16/7/97, “II Programma Regionale ‘97- ‘99 per le Aree Protette”
ÿ
Del. C.R.R.T. n°342 del 10/11/98, “Approvazione siti individuati nel Progetto Bioitaly
e determinazioni relative all’attuazione della direttiva comunitaria Habitat”
ÿ
D.C.R. 176/00, “III programma Regionale per le Aree Protette”
ÿ
L.R. 21 marzo 2000 n. 39 “Legge forestale della Toscana”
ÿ
D.P.G.R. 8 Agosto 2003 n. 48/R “Regolamento Forestale” – Circolare
ÿ
L.R. 56/00, “Norme per la conservazione e la tutela degli habitat naturali e seminaturali, della flora e della fauna selvatica”
ÿ
L.R. 1/05: Norme per il governo del territorio
Rifiuti e bonifiche
Normativa comunitaria
ÿ
Direttiva 91/156/CEE sui rifiuti Direttiva 91/689/CEE sui rifiuti pericolosi Direttiva
94/62/CE sugli imballaggi e rifiuti di imballaggio
ÿ
Direttiva 1999/31/CE del Consiglio del 26 aprile 1999 relativa alle discariche di rifiuti
Normativa nazionale
ÿ
Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale” , parte IV.
Normativa regione Toscana
LR 18 Maggio 1998 n. 25, Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati
DCRT 21 Dicembre 99 n. 385, Delibera attuativa LR 25/98 art. 9 comma 1 “Piano regionale di
gestione dei rifiuti secondo stralcio relativo ai rifiuti speciali anche pericolosi”.
Aria
Normativa nazionale
ÿ
DPCM 28 marzo 1983 “limiti massimi di accettabilità delle concentrazioni e di esposizione relativi ad inquinanti dell’aria nell’ambiente esterno”
ÿ
DPR 203/88 del 24 maggio 1988 “attuazione delle direttive CEE numeri 80/779,
82/884, 84/360, 85/203 concernenti norme in materia di qualità dell’aria, relativamente a specifici agenti inquinanti e di inquinamento prodotto dagli impianti industriali, ai sensi dell’art.15 della Legge 16 aprile 1987, n. 183”
156
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
ÿ
D.Lgs. 351/99 del 4 agosto 1999 “attuazione della direttiva 96/62/CE in materia di
valutazione e gestione della qualità dell’aria ambiente”
ÿ
D.M. 2 aprile 2002 n° 60, “Recepimento della direttiva 1999/30/CE del consiglio del
22 aprile 1999 concernente i valori limite di qualità dell’aria ambiente per il biossido
di zolfo, il biossido di azoto, gli ossidi di azoto, le particelle e il piombo e della direttiva
2000/69/CE relativa ai valori limite di qualità dell’aria ambiente per il benzene e il
monossido di carbonio”
ÿ
Decreto legislativo n°152 del 3/04/2006 “Norme in materia ambientale”, parte V.
Normativa Regione Toscana
ÿ
L.R. 33/94 Norme per la tutela della qualità dell’aria
ÿ
L. R. 63 del 13-08-1998 “Norme in materia di zone a rischio di episodi acuti di inquinamento atmosferico e modifiche alla LR 5 maggio 1994 n. 33”
Inquinamento acustico
Normativa comunitaria
ÿ
Direttiva 2002/49/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 25 giugno 2002,
relativa alla determinazione e gestione del rumore ambientale.
Normativa nazionale
ÿ
Legge n. 447 del 26/10/95 “Legge quadro sull’inquinamento acustico”
ÿ
D.P.C.M. 14/11/97 “Determinazione dei valori limite delle sorgenti sonore”
ÿ
Decreto 16/03/98 “Tecniche di rilevamento e di misurazione dell’inquinamento acustico”
ÿ
D.P.R. 30/03/04 n. 142 “Disposizioni per il contenimento e la prevenzione dell’inquinamento acustico derivante da traffico veicolare, a norma dell’articolo 11 della legge
26 ottobre 1995 n. 447”
Normativa Regione Toscana
ÿ
Legge Regionale Toscana 1/12/98, n. 89 “Norme in materia di inquinamento acustico”
ÿ
Consiglio Regionale – Deliberazioni n. 77 del 22/02/00 “Definizione dei criteri e degli
indirizzi della pianificazione degli enti locali ai sensi dell’art. 2, comma 2 e 3 della
Legge Regionale n.89/98”
157
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
AUTORI e COLLABORATORI
Coordinamento:
Il presente Rapporto è stato curato dallo
Studio QUALITECH di Pontedera.
Autori:
Dott.sa L. Fossi, Ing. A. Bonelli, Dott. L. Carmignani, Dott.sa E. Vallini
Collaboratori:
Si ringraziano per la collaborazione alla redazione del Rapporto per i dati e le informazioni forniti direttamente o estratti dalle pubblicazioni e dai siti internet degli enti/
agenzie:
♦ ACQUE SpA
♦ ARPAT Toscana
♦ ARPAT Pisa
♦ ARRR
♦ ASL 5- Pisa- Zona Valdera
♦ Autorità di Ambito Territoriale Ottimale n° 2 – Basso Valdarno
♦ Comune di Bientina
♦ Comune di Calcinaia
♦ Comune di Casciana Terme
♦ Comune di Lari
♦ Comune di Ponsacco
♦ Comune di Pontedera
♦ GEOFOR SpA
♦ IRPET
♦ ISTAT
♦ Lamma Rete Toscana
♦ Provincia di Pisa
♦ Regione Toscana
♦ Società della Salute della Valdera
♦ SINCERT
Tra i documenti sono in particolar modo da citare:
♦ Profilo e immagine di Salute della Valdera
♦ Rapporto dello Stato dell’Ambiente della Provincia di Pisa- 2003
♦ “Progetto di approfondimento e di riorganizzazione delle conoscenze sulle emergenze
faunistiche, floristiche e vegetazionali della Toscana” – Banca dati del Repertorio Naturalistico Toscano
♦ “Inventario Regionale delle Sorgenti di Emissione in Aria Ambiente” Regione Toscana
♦ “Valutazione della qualità dell'aria ambiente e classificazione del territorio regionale”
Regione Toscana
Un ringraziamento particolare a tutti gli Assessorati all’Ambiente, agli Uffici e Servizi
Funzionali dei Comuni di Bientina, Calcinaia, Casciana Terme, Lari, Ponsacco e Pontedera per avere fornito la maggior parte dei dati ed una parte del proprio tempo.
158
PROGETTO CO.S.VA.21 - 1° Rapporto Stato Ambiente 2006
Finito di stampare nel gennaio 2007 presso la Grafitalia di Peccioli (Pisa)
160
Scarica

Il rapporto completo