1) Aalto, Alvar: lettera dattiloscritta in lingua italiana con firma autografa su carta intestata: una pagina (30 x 21 cm.) indirizzata nell’aprile 1956 a Laura Camerana, presidente dell’Associazione Culturale Italiana. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Soltanto ora posso rispondere alla sua gradita del 24. 1. 56 e dirLe che accetto volentieri di venire in Italia, alle condizioni propostemi, per una conferenza in lingua francese (...) Il periodo più favorevole è la primavera del 1957 ... Autografo raro. Euro 800 2) Berlinguer, Giovanni: 5 lettere autografe firmate indirizzate fra il 1977 e il 1978 ad Irma Antonetto a proposito di una conferenza che Berlinguer avrebbe dovuto tenere presso le sedi dell’Associazione. Assieme alle lettere è conservato un foglio dattiloscritto di una pagina con un’estesa traccia della conferenza medesima e un testo di un telegramma, dattiloscritto, con molti interventi autografi. Euro 380 a) Lettera autografa su carta intestata Camera dei deputati: 1 pagina (22 x 17 cm.) datata 26. V. 1977. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Accolgo volentieri il suo invito e ne sono onorato. Non ho trovato accluso il programma della scorsa stagione (...) Mi sarebbe utilissimo per definire meglio il mio tema, al quale sto riflettendo. Se Lei potesse anche aiutarmi ... b) Lettera autografa su carta intestata Camera dei deputati: 2 pagine (22 x 17 cm.) datate 10 ottobre 1977. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Per il tema, mi sto soffermando in questo periodo sull’analisi della violenza. Ne sono impaurito e attratto (culturalmente!). Potrei eventualmente parlare su “La violenza. Interpretazioni biologiche e sociali”. Ma va benissimo anche Donna lavoro salute (...) c) Lettera autografa su carta intestata Camera dei deputati: 2 pagine (22 x 17 cm.) datate 5 novembre 1977. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Ho visto e apprezzato il programma. Sono in compagnia più che lusinghiera. (...) Questioni da Lei poste: 1) il tel. è 3491898 a casa (verso le 7. 30 - 8 del mattino), 4955344 all’Università, 6711 al PCI; 2) pranzi e ricevimenti fanno parte del lavoro e dell’amicizia, anche se a volte sono pesanti; e nei giorni delle conferenze, io sono “in appalto” a Lei e all’ACI, che son certo provvederanno nel modo migliore (...); 3) sul titolo: se non causa inconvenienti organizzativi o disguidi, il tema della violenza è più attuale (purtroppo), e preferibile. Ma temo che il pubblico si disorienti (...) d) Lettera autografa su carta intestata Camera dei deputati: 1 pagina (22 x 17 cm.) datata 4 gennaio 1978. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Le accludo le 20 righe richieste. Se non vanno bene, per lo scopo che Lei si propone, le correggerò (...) e) Lettera autografa su carta intestata Camera dei deputati: 2 pagine (22 x 17 cm.) datate 21 marzo 1978. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Dopo Milano (pubblico discreto, date le circostanze), oggi Roma e poi Bari - Firenze: già preso accordi diretti. Devo ringraziarla vivamente per questa occasione offertami: sebbene faticoso e tormentato, è un tour assai interessante e stimolante. Ha visto L’Unità oggi? Ho tratto dallo stenogramma di Prisco 5 colonne (...) f) Una pagina dattiloscritta (28 x 22 cm.) con correzioni intitolata: Giovanni Berlinguer. La Violenza: interpretazioni biologiche e sociali. (...) La violenza esiste in ogni società umana. E’ perciò insita nella natura dell’uomo (filogenesi) o di alcuni uomini? Oppure è un portato inevitabile delle istituzioni: famiglia, scuola, industria, scienza, potere? Bisogna analizzare preliminarmente il diagramma storico della violenza: nella sua quantità, e nelle sue forme: risulterà che oggi, dopo una fase relati- vamente migliore, vi è una spirale ascendente, con forme di violenza più molecolari, più subdole e più partecipate di quelle massive e sterminatrici che si ebbero nel passato. Come reagire? Oggettivando innanzitutto il nostro giudizio (...) correggendo cioè le deformazioni che ci fanno giudicare le varie forme di violenza in base a criteri classisti, razzisti o ideologici (...) la degradazione delle istituzioni, e dei prodotti materiali e intellettuali della nostra società, sta giungendo a far emergere, negli uomini, la peggiore animalità. A questo rischio di regeressione antropologica si può far fronte mediante lotte sociali (...) 3) Bilenchi, Romano: lettera autografa firmata di una pagina e mezzo (29 x 23 cm.) su carta intestata “La Nazione”. Bilenchi scrive a Gino Visentini, fondatore e direttore della rivista “Cronache”: Firenze, 22. 10. 1935. Euro 110 (...) Berto Ricci, partito volontario per l’Africa, ha affidato a me, col pieno consenso della madre, la cura dell’epistolario di Dino Garrone. Ho quasi finito il lavoro. Però occorrerà annotare il volume o i volumi; per questo ti prego di volermi scrivere quando cominciasti a pubblicare Cronache (...) quali articoli vi pubblicò Garrone (...) Inoltre ti prego di sentire anche Vittorio Polli (che io non conosco) per la stessa cosa. Siccome in una lettera si parla di un libro di poesie di Polli vorrei sapere quando è stato stampato (...) Hai avuto il mio “Capofabbrica”? (...) 4) Buzzati, Dino: manoscritto autografo firmato di 6 pagine (30 x 21 cm.) senza titolo e senza data. Si tratta della prima stesura, in seguito ampiamente rivista dall’autore, dell’articolo scritto per il “Corriere della sera” dal titolo: Scandalo alla scala. Il manoscritto contiene alcune correzioni autografe e numerose cancellature. La storia racconta l’apertura della stagione alla Scala in occasione della quale si verifica un evento scandaloso: a causa dell’atavico amore dei milanesi per la modestia, il ritegno, l’esteriore umiltà, sempre manifestata del resto anche nelle precedenti occasioni, la serata inaugurale si trasforma in uno sfoggio di povertà, accolto dai cronisti dapprima con un sentimento di imbarazzato stupore, quindi di fastidio e di sdegno di fronte a così spudorata ostentazione di miseria e di stenti. A rompere i primi segni di indignazione della massa compatta di fronte a tale vista, l’arrivo fulmineo tra gli astanti increduli, a bordo di una sbilenca e rugginosa bicicletta, di uno dei più brillanti esponenti dell’aristocrazia della fame, il senza tetto Tullio Befanti, detto comunemente El Lambruschin. In canna sedeva la sua compagna di vita e di questua, che tutti conoscono ormai sotto il nomignolo di La Margheritona. Euro 1.300 (...) Lo snobismo dell’indigenza, che solitamente si afferma in ristretti circoli di raffinati e sfugge quindi agli sguardi delle folle, ha stavolta, quasi per una segreta parola d’ordine trasmessa da tugurio a tugurio, celebrato una mobilitazione generale. (...) Eravamo nell’atrio quando, a bordo di una rozza e rugginosa bicicletta, apparve uno dei più brillanti esponenti dell’aristocrazia della fame, il senza tetto Tullio Befanti, detto comunemente “El Lambruschin”. In canna sedeva la sua compagna di vita e di questua, che tutti conoscono ormai sotto il nomignolo di “La Margheritona”. Ne avevamo visti passare, fino a quel momento, di stracci, di sbrendole e di toppe. Ma la insigne coppia superò tutti, fu un vero colpo di scena. (...) Le donne, poverette, si riparavano a mala pena dal freddo pungente con ampie pellicce di visone, zibellino e cincillà e qualcuna, particolarmente provata dalla inclemente stagione, ne indossava due o tre, una sull’altra. Ebbene, avreste dovuto vedere l’espressione anelante di struggente invidia con cui queste infelici, cariche per lo più di gioielli, fissavano “El Lambruschin” e la sua consorte. Perché? (...) Non si può negare - da un punto di vista strettamente estetico - che il duo Lambruschin - Margheritona raggiungesse, nel suo genere, una rara perfezione. Le guance di lui, incavate e gialle per i protratti digiuni, come trovavano un armonioso pendant nel volto flaccido di lei, coperto di brufoli e di croste. E che dire della gonna, per metà di tela di sacco (...) Ciabattando fragorosamente, i due varcarono con grinta altezzosa la soglia del teatro, senza manco degnarsi (...) Impressionante - sarebbe sleale misconoscerlo l’aspetto della sala, per la grande occasione lasciato in una squallida penombra rotta solo qua e là da alcuni fumigosi moccoletti. Festoni di ragnatele pendevano dai lampadari spenti. E nei palchi più chic erano state tese delle funicelle su cui camicie, mutande e altri indumenti intimi stavano stesi ad asciugare. La nota compagnia dei “Barabba”, titolari di una barcaccia in seconda fila, avevano spinto la loro smania (...) Sola soletta nel suo palco, la decana delle mendicanti di Porta Genova, la venerata “Bibbiona” risplendeva nel suo pallore scheletrico, circondata da un’irrequieta torma di gatti famelici. La distribuzione gratuita di pulci, a cura del benemerito sodalizio “Più morti che vivi”, era stata di una opulenza che rasentava la follia (...) 5) Camus, Albert: Lettera dattiloscritta firmata di 1 pagina (21,5 x 13,5 cm.) su carta intestata della Librairie Gallimard di Parigi. Camus scrive il 7 maggio 1953 ad Irma Antonetto direttrice dell’Associazione Culturale Italiana, che aveva invitato lo scrittore in Italia per una serie di conferenze. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Je vous remercie de votre lettre et je vous suis vraiment reconnaissant des sentiments que vous voulez bien me manifester. Votre proposition n’a pas cessé de me tenter mais mes projets, pour la saison prochaine, ne sont pas encore arretés et je ne puis vous donner de réponse maintenat. Au mois d’octobre au contraire je serai définitivement fixé et si (...) Euro 750 6) Cioran, Emil: lettera autografa firmata di una pagina (30 x 21 cm.) indirizzata da Parigi il 19 giugno 1984 ad Irma Antonetto dell’Associazione Culturale Italiana. Fori d’archiviazione lontani dal testo. Rara. (...) Comme repondre à votre si aimable lettre? Le mieux est de non dire tout de suite la vérité, qui est très simple: je suis un mauvais conférencier. Mais cela n’est pas un excuse. La véritable la voici: j’ai 73 ans, et je ne suis produit en public que trois ou quatre fois, la dernière (...) à Tubingen, où pendant deux heures j’ai fait le pitie en raccontant en allemand les divers ... de ma vie. Ce fut un succès mais qui m’a laissé un gout amer dans la bouche. “Nie wieden”, plus jamais, je me suis dit (...) Euro 1.550 7) Cocteau, Jean: lettera autografa firmata di una pagina (21 x 13,5 cm.) indirizzata ad Irma Antonetto direttrice dell’Associazione Culturale Italiana, circa un ciclo di conferenze di Cocteau in Italia: 13 novembre 1952. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Le mieux serait pour moi cette fin d’année ou votre Italie est admirable. Je vais d’écrire le preface italienne pour la guide Nagel - hereux de guider tant de personnes du haut en bas de votre botte (...) J’exposerai selon mon coeur ... Euro 250 8) Cuvier, George: biglietto di entrata ai Jardin du Roi per i giorni e le ore destinate allo studio, stampato su carta intestata della Administration du Muséum d’histoire naturelle au Jardin du Roi, struttura che comprendeva anche la Galleria di Storia Naturale, la Galleria di Anatomia, e la Ménagerie. Il biglietto è applicato su un foglio di carta con i lembi richiudibili, nel quale vi è l’indirizzo del destinatario: Monsieur Waddington, rue taitbout n. 30 bis Paris. Sul biglietto 2 righe autografe firmate di George Cuvier che autorizza l’ingresso al Jardin. Senza data ma fine Settecento. Euro 280. Il Jardin du roi è uno dei più antichi organismi scientifici ufficiali francesi. Fu infatti creato nel 1635, un secolo dopo il Collège Royal (1530) ma prima dell'Académie des sciences (1666) e dell'Observatoire de Paris (1672). Con la Rivoluzione francese divenne il Jardin des Plantes ed andò a costituire il Muséum national d'histoire naturelle. Georges Leopold Chretien Frédéric Dagobert Cuvier (1769 – 1832) è stato un insigne biologo francese. Dopo un periodo di corrispondenza con il noto naturalista Etienne Geoffroy Saint-Hilaire, venne nominato nel 1795 assistente del professore di anatomia comparata al Muséum National d'Histoire Naturelle di Parigi. Nello stesso anno venne fondato l'Institut de France e Cuvier ne venne eletto membro. Nel 1796 iniziò ad insegnare all'École Centrale du Pantheon. Nel 1799 subentrò a L. J. M. Daubenton come professore di storia naturale nel Collège de France e, l'anno successivo, pubblicò le Leçons d'anatomie comparée, divenuto poi un classico dell'anatomia comparata. Nel 1802 Cuvier divenne professore titolare al Jardin des Plantes, e lo stesso anno venne nominato commissario dell'Institut de France poi segretario a vita dell'Institut de France nel dipartimento delle scienze fisiche e biologiche. 9) D’Annunzio, Gabriele: lettera autografa firmata Cicci dal contenuto esplicitamente erotico, indirizzata da D’Annunzio ad una misteriosa amante. Una pagina (27 x 20 cm.) su carta intestata “Sufficit Animus” senza data ma presumibilmente dopo il 1918. (...) Acietto l’invido in Agra col velo di Agra. Preparami due fette di fica in salsa piccante. Il modisto ti offre una tunichetta candida che lascia trasparire il triangolo nero di pelo. Pardon! (...) Euro 2.200 10) D’Annunzio, Gabriele: 2 lettere autografe firmate in lingua francese indirizzate ad anonima spasimante: senza data ma 1910 - 1915 circa. I protagonisti delle lettere sono scherzosamente identificati da D’Annunzio nei suoi levrieri, ed in particolare in Gog a cui fa apporre anche una divertente firma, disegnata in rosa, su una delle lettere. Tutte e due le missive sono su carta intestata “per non dormire”, motto che fu tra i preferiti del poeta già al tempo della Capponcina di Settignano con la Duse. Queste lettere sono tuttavia da legare al periodo dell’esilio francese, essendo i levrieri definiti Les Jeunes lévriers de Saint Dominique e dunque la misteriosa donna attesa potrebbe essere Natalia de Goloubeff. Euro 1.600 1) Lettera autografa firmata di una pagina: 20,5 x 15,5 cm. Gog serait bien heureux, et son maitre beaucoup plus que lui. Je vous attends toute la journée ... 2) Lettera autografa firmata Gog a tempera rossa di 2 pagine: 20,5 x 15, 5 cm. Les Jeunes lévriers de Saint Dominique (...) osent se rappeler au souvenir de cette belle jeune dame qui saurait si bon, et osent espérer aussi de la revoir (...) 11) De Chirico, Giorgio: lettera autografa firmata su carta intestata del Grand Hotel Continental di Milano. Una pagina (27,5 x 18,5 cm.) scritta il 16 febbraio 1956 ad Irma Antonetto, direttrice dell’Associazione Culturale Italiana. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) La questione è più imbrogliata che mai. Due settimane fa, a Roma, un signore mi telefonò da parte del dott. Pestelli, della Fiat, dicendomi che se accettavo di fare le quattro conferenze la FIAT mi dava una 1400, nuova, ultimo modello, prendendo la mia vecchia 1400 senza che io pagassi nulla. Mi diceva che il dott. Pestelli sarebbe passato da Roma per parlare con me; (...) E’ strano che Lei non sia al corrente di tutto questo. Ora, per farla breve, Le dirò, che quello che mi ha proposto il dott. Pestelli mi ha deciso a tenere le quattro conferenze. Non credo che per una sola farebbe le stesse condizioni. Fare una sola conferenza a Roma, non mi conviene (...) Euro 800 12) De Filippo, Eduardo: poesia autografa firmata in dialetto napoletano dal titolo A capa. Una pagina (22 x 14 cm.) dedicata a Remigio Paone, impresario teatrale, senza data. (...) Se capisce che ‘a capa è ‘pe l’ommo, / cumme fosse “‘a gabina e cumanno”. / E se trovano chille c’o ssanno ca dipende a la dinto ‘o campà. / Ce sta chillo c’a capa ‘e li gnommo, / a tre osse, cca canta, scullata; / chella sciacqua e chellata quadrata, / la cumanna e su fa rispettà. / E chi ‘a tene ‘pe fa mal’azione, / chi pe scrivere musiche vecchie. / Chi sultanto (...) Euro 550 13) Deleuze, Gilles: Lettera autografa firmata di una pagina (21 x 14,5 cm.) indirizzata ad Irma Antonetto, direttrice dell’Associazione Culturale Italiana: 23. 7. 1977. (...) Je vous remercie de votre aimable lettre, où vous m’invite pour l’annèe solaire prochaine. Je serais très heureux d’accepter, et de vous voir, vous meme et M. Einaudi. Mais perdonnéz-moi de vous avviser que le programme que vous me proponez est trop chargé, trop de conferences et de deplacements, ma santé étant fragile. Avez vous un moyen de réduire à 1 o 2 villes (par exemple Turin ou Rome, et Milan)? Je sui trés confus d’étre ainsi forcé de me limiter, et d’étre indiscret vis à vis de vous (...) Euro 450 14) Depero, Fortunato: Depero e la sua casa d’arte. Catalogo, Rovereto, Tipografia Mercurio, 1921, 16,5 x 18 cm. Brossura editoriale; pp. 28, un foglio di velina verde fuori numerazione fra la pagina 27 e la 28 (Lavori aggiunti); 12 pagine di illustrazioni in bianco e nero con la riproduzione di opere di Depero. Primo catalogo ideato e realizzato da Depero al fine di pubblicizzare la propria produzione artistica, nel quale sono riportati i giudizi della critica su Depero, le locandine delle mostre italiane e straniere e la creazione artistica suddivisa in arazzi, cuscini, quadri, disegni, costruzioni colorate. Una leggera traccia d’uso al margine alto sinistro della copertina. Edizione originale. Euro 600 15) Depero, Fortunato: Depero. 88 ma mostra Depero. Pittura e arte applicata 1915 - 1951. Prima presentazione di pittura nucleare, Rovereto, Arti Grafiche R. Manfrini, 1951, 23,5 x 17 cm. Brossura editoriale; pp. (1), una velina stampata che protegge una riproduzione a colori, pp. 66, 15 carte con 33 riproduzioni in bianco e nero di opere di Depero, 10 pagine. Catalogo della mostra personale di Depero svoltasi a Rovereto nell'agosto-settembre del 1951, con scritti di vari autori, strutturato alla stregua del catalogo precedente ed ideato in realtà da Depero al fine di promuovere la propria produzione artistica. Esemplare in stato di nuovo. Edizione originale. Euro 250 16) Depero, Fortunato: Depero. 94a mostra Depero, Trento, Tipografia mutilati ed invalidi, 1953, 23,5 x 17 cm. Brossura editoriale; pp. 40 + 28 illustrazioni in bianco e nero di opere di Depero. Catalogo della mostra personale di Depero svoltasi a Rovereto nel marzo - aprile del 1953, con scritti di vari autori. Esemplare in perfetto stato di conservazione. Edizione originale. Euro 220 17) Folon, Jean-Michel: Folon, senza dati editoriali, 25 x 33,5 cm. Tela editoriale con sovracoperta illustrata da un acquerello di Folon (strappi senza mancanze alla sovracoperta, un po sporca); pp. 10 con un testo di Mathey e una illustrazione fotografica di Folon; 54 pagine a colori riproducenti lavori di Folon: manifesti, copertine, acquerelli e disegni a china colorata; 4 pagine con illustrazioni in bianco e nero. In fine volume 8 pagine con commenti critici e didascalie. Catalogo della mostra personale itinerante del 1971 svoltasi a Parigi, Charleroi, Bruxelles, Milano. Alla prima carta bianca grande acquerello originale firmato (20 x 27,5 cm.) di Folon, dal titolo L’avenir. L’opera è datata gennaio 1971 ed ha la dedica autografa firmata di Folon indirizzata all’editore e stampatore Rodolfo Pizzi: En remerciement et en amitié ... In perfetto stato di conservazione. Euro 2.500 18) Fontana, Lucio: Concetto spaziale. Manifesto stampato in serigrafia a colori su pvc, relativo alla mostra personale di Fontana svoltasi presso la Galleria “Il Quadro” di Biella. Il manifesto (70 x 50 cm.) con la firma riprodotta di Fontana, fu stampato dell’editore Silvio Zamoran di Torino negli anni Sessanta. Qualche leggerissimo graffio. Euro 550 19) Fregoli, Leopoldo: grande fotografia originale (18 x 15 cm.) nella quale è ritratto Leopoldo Fregoli in primo piano a mezzo busto con il sigaro in mano. La fotografia è applicata su cartoncino ed ha in basso, sulla destra, un sigillo in cartone rosso con il motto “multum in parvo LF”. Sulla fotografia realizzata con la tecnica di stampa al carbone, in alto, la firma di un fotografo torinese di difficile leggibilità. Una leggera piegatura nella parte centrale sinistra. Sul cartoncino (32 x 25 cm.) ai piedi della fotografia lunga e divertente dedica autografa datata e firmata di Fregoli: Questo ritratto “Talismano del buon umore” va osservato quando si è affetti da malinconia. Viareggio Maggio 1929 ... Euro 400 20) Gadda, Carlo Emilio: La Madonna dei filosofi, Firenze, Solaria, 1931. Brossura editoriale; pp. 167, (9). Rara dedica autografa datata e firmata di Gadda ad un amico artista. Edizione originale del primo libro di Gadda. Euro 600. 21) Gadda, Carlo Emilio: Il castello di Udine, Firenze, Solaria, 1934, 20 x 14 cm. Brossura editoriale; pp. 251, (3). 150 esemplari numerati più una tiratura non numerata (ns) riservata alla vendita. Intonso. Edizione originale del secondo libro di Gadda. Raccolta di scritti pubblicati tra il 1931 e il 1933 sulle riviste Solaria, L'Ambrosiano e L'Italia letteraria. Premio Bagutta 1934. Euro 450 Trascinai verso dove sapevo le scarpe senza più suola, e, dentro, i piedi gelati: nel cuore e nei polsi c'era un debole bàttito, come una lusinga di vita: nel buio turbinava la neve, le ciglia, la barba se ne coprivano; le calze, dopo quaranta giorni, erano brandelli. 22) Gozzano, Guido: Dolci rime. Poesia dattiloscritta con firma autografa: una pagina (28 x 20 cm.) senza data, ma 1913 circa. Il sonetto ha la dedica dattiloscritta a Luisa Giusti, amica minuscola, con un cartoccio di cioccolato. Rispetto alle edizioni a stampa note, vi sono nel testo alcune piccole varianti. La poesia venne pubblicata da Gozzano con illustrazioni di Antonio Rubino nel “Corriere dei piccoli” del 5 ottobre 1913 e riedita in una raccolta postuma nel 1917. In dieci quartine di settenari rimati, il poeta si rivolge alla bambina di non ancora tre anni spiegandole come si fa una poesia. Per far ciò sostituisce alle sillabe dei dischi di cioccolato. Assai rari gli autografi di Guido Gozzano. Euro 1.400 (...) Sola bellezza al mondo / che l’anima non sazia, / fiore infantile, biondo / miracolo di grazia; // grazia di capinera / che canta e tutto ignora, / grazia che attende ancora / la terza primavera (...) 23) Liszt, Franz: lettera autografa firmata di una pagina (20,5 x 13 cm.) indirizzata a Maurice Sand, Baron Diduvant, relativa alla morte di George Sand: Weimar, 28 Juillet 1876. Un commovente tributo alla grande scrittrice George Sand morta il mese precedente, l’8 giugno 1876. (...) Le génie de George Sand charme et captive le monde. Sa gloire est un leg immortel à la glorieuse Littérature française. Aux universels hommages rendu à George Sand, les personnes que Madame votre mère a honorée de sa gènéreuse bienveillance, ajoutent l’hommage du coeur! (...) Liszt ricorda ancora quando conobbe Maurice nel castello della madre a Nohant nel 1837. Euro 2.750 List conobbe George Sand a Parigi nell’ottobre del 1834, quando le fu presentata da Alfred de Musset. Liszt fu personaggio al centro della vita della Sand per un breve ma intenso periodo, tra sensi d’amicizia e non sempre chiariti contrasti artistico-esistenziali. I rapporti tra i due si incrinarono dopo una intensa amicizia e, malgrado i tentativi di approccio di Liszt ed un ultima lettera del 1845, il musicista non ebbe più risposta. 24) Maccari, Mino: lettera autografa firmata di 2 pagine (22 x 14 cm.) su carta intestata “l’Antipatico”. Maccari scrive al poeta Giorgio Perissinotto nel gennaio 1958 per invitarlo a collaborare alla redazione dell’Almanacco dell’Antipatico. (...) Se verrai a Roma telefonami; può darsi che l’Almanacco si faccia anche l’anno prossimo, e con un po più di calma, Inutile dirti che tu dovrai dedicare a Padova qualche pagina; una guida per buongustai (d’arte) attraverso i particolari e le delizie segrete - che integrasse i soliti consueti itinerari. Naturalmente, sarebbe bene anche fare un po’ di paura ai massacratori edilizi: segnalare, intanto, le brutture compiute, e fare i nomi dei responsabili: basterebbe! (...) Euro 170 25) Maccari, Mino: lettera autografa firmata indirizzata al pittore Giorgio Perissinotto: una pagina (21,5 x 15 cm.) datata 28 maggio 1959. Conservata busta con indirizzo autografo. (...) Caro Peri, grazie del ricordo. Avrei voluto scriverti dopo aver ricevuto l’opuscolo del San Romano, che mi piacque assai. Molto eleganti le cose di Reggio. Congratulazioni. <<Bisognerebbe essere padroni di una piccola tipografia>> (...) Euro 80 26) Maccari, Mino: lettera autografa firmata di 2 pagine (19 x 11,5 cm.) su carta intestata “L’Antipatico”: preparato con Cremona, L’Antipatico. Almanacco per l’anno 1959 e per il 1960 (Firenze 1958 - 59), scatenò i malumori di parte della critica dell’epoca, in modo particolare di Mezio, Pannunzio e G. Massari. Maccari scrive al pittore Giorgio Perissinotto, che aveva invitato a collaborare alla redazione dell’Almanacco: Roma 7 ottobre 1959. Conservata busta con indirizzo autografo. (...) Per l’Antipatico 1960 non hai nulla? Mandami almeno l’elenco delle trattorie e delle osterie dove si mangia bene e loro specialità, ecc. Meno compromettente di così ... Io speravo in una letterina che introducesse a Padova uno che non ci sia mai stato e che non desideri seguire l’itinerario turistico ... Ma temo che dovrò rinunciarci ... Euro 150 27) Mallarmé, Sthephane: biglietto da visita 89 Rue de Rome con 8 righe autografe siglate S. M. scritte sui due lati: senza data ma 1884 circa. (...) bans no: (...) Quelques serrements de main affe? autour de nous, notament si vous rencontrez quelqu’un du nom de Verhaeren ... Euro 990 Dal 1875 al 1898 Mallarmé si trasferì nel piccolo appartamento situato all’87 di rue de Rome (4°piano); a partire dal febbraio 1884 il numero 87 diventerà 89. Lì attira amici ed ammiratori. Essi sono, a partire del 1880, Villiers dell’Isle-Adam, Émile Verhaeren e Maurice Maeterlinck come pure i pittori Whistler, Odilon Redon e Gauguin, ai quali si aggiungono presto Verlaine e Paul Adam. Verranno in seguito Jules Laforgue, Gustave Kahn, Henri de Régnier, Marcel Schwob, Alfred Jarry, Stuart Merril, Stefan George, Georges Rodenbach o anche Claude Debussy, ed infine, negli anni ‘90, André Gide, Paul Claudel, Paul Valéry e Léon-Paul Fargue. Dinanzi ad un pubblico in estasi, il padrone di casa esibisce i propri talenti di pedagogo ed espone la propria poetica. Lo scrittore Georgees Moore parla di questa dimora nel modo seguente: La partie de la rue de Rome qui confine à la place de l’Europe est bordée de belles maisons mais l’extremité, dès que l’on a dépassé le boulevard extérieur, n’est plus qu’un bas quartier. La maison qu’habitait Mallarmé ne payait pas de mine (...) un escalier mal tenu et tortueux montait en spirale étroite jusqu’au-delà du troisième étage. Au quatrième, la porte me fut ouverte par un petit homme trapu, entre deux ages, dont l’aspect était celui d’un ouvrier français ... 28) Manzoni, Piero: Piero Manzoni, Galerie Kopcke, Copenhagen, 18 ottobre 1961, 10,5 x 15 cm. Invito originale relativo alla mostra personale che Piero Manzoni tenne alla Galleria danese Kopcke, una della primissime nelle quali l’artista presentò la sua produzione Merda d’artista e le opere vive. Le 90 scatolette vennero reallizzate in maggio e furono presentate per la prima volta in pubblico il 12 agosto 1961, alla Galleria Pescetto di Albisola Marina. Raro. In perfetto stato di conservazione. Euro 750 29) Mari, Enzo: 16 pesci, Milano, Danese, 1974. Scatola verde contenente cm. 34 x 25, 3 di resina espansa raffigurante 16 animali acquatici differenti (3 mammiferi, 1 mollusco, 12 pesci) tutti riconoscibili, che si compongono ad incastro aderendo perfettamente tra loro. I pesci, il cui spessore determina uno stabile equilibrio, possono essere usati in progressive relazioni di gioco. In perfetto stato di conservazione. Edizione originale. Euro 660 30) Munari, Bruno: lettera autografa firmata di una pagina su carta intestata (29,5 x 21 cm.), indirizzata all’avvocato Boeri: 12 aprile 1958. Munari scrive a proposito della progettazione di un invito per una rassegna di musica vocale e strumentale antica. Assieme alla lettera è conservato anche l’invito originale: pieghevole di cm. 11 x 66 con l’elenco delle musiche eseguite, gli esecutori e le illustrazioni di Munari. (...) Ho fatto un nuovo disegno adatto alla misura dell’invito. Lei può mandarlo al suo amico così gli resta l’originale. Il cliché lo può fare a Roma. Mi ritorni, per favore, l’altro cliché (...) Euro 390 31) Murat, Joachim: lettera autografa firmata di una pagina e mezzo (18 x 11,5 cm.) indirizzata alla mamma: senza data. (...) Je pars ma chère maman, et j’ai le regret de ne pas pouvoir aller vous embrasser mes ordres sont très pressés. Caroline qui reste encore quelque jours après moy aura le bonheur de vous voir et vous exprimera toute ma peine: qui est cependant adoucie par la joie que j’ai de revoir mes filles. Adieu ma chère maman aimés toujours bien votre affectioné fils qui vous chérit bien tendrement. Adieu la plus aimée des mères... Euro 350 32) Pasolini, Pier Paolo: Ragazzi di vita, Milano, Garzanti, 1955, 20 x 13,5 cm. Tela editoriale con sovracoperta; pp. 285, (5). Una leggerissima e piccola segnatura marroncina alla prima carta bianca. In ottimo stato di conservazione. Edizione originale, non comune. Euro 600 Il 13 aprile del 1955 Pasolini spedisce all'editore Garzanti il dattiloscritto completo di Ragazzi di vita; il romanzo viene pubblicato quello stesso anno. Il tema scabroso che tratta, quello della prostituzione maschile, causa all'autore accuse di oscenità. Il libro è anche aspramente recensito da una parte della critica, a partire da Emilio Cecchi fino ad Asor Rosa e a Carlo Salinari, tanto da venire scartato sia al premio Strega che al premio Viareggio; tuttavia esso ottiene un grande successo da parte del pubblico e viene festeggiato a Parma da una giuria presieduta da Giuseppe de Robertis vincendo il premio Colombi - Gudotti. Nel frattempo la magistratura di Milano ha accolto la denuncia di "carattere pornografico" del libro. Le polemiche non si placano: la critica marxista si scaglia ferocemente contro Ragazzi di vita e Pasolini pubblica, sul numero di aprile della nuova rivista Officina, un articolo contro Salinari e Gaetano Trombatore che rispondono sul “Contemporaneo”. A luglio si tiene a Milano il processo contro Ragazzi di vita che termina con una sentenza di assoluzione con "formula piena", grazie anche alla testimonianza di tanti letterati fra i quali Ungaretti e Carlo Bo, il quale dichiara essere il libro ricco di valori religiosi perché spinge alla pietà verso i poveri e i diseredati, e che non contiene nulla di osceno perché i dialoghi sono dialoghi di ragazzi e l'autore ha sentito la necessità di rappresentarli così come in realtà. 33) Pavese, Cesare: Lavorare stanca, Firenze, Solaria, 1936, 22,5 x 16,5 cm. Brossura editoriale; pp. 104, (4). Esemplare della tiratura numerata di sole 180 copie. Opera prima. Minime mancanze alla parte alta del dorso di qualche millimetro; una piccola ammaccatura nella stessa parte alta del dorso. Bell’esemplare di libro fragile. Rara edizione originale. Euro 2.500 34) Pavese, Cesare: Paesi tuoi, Torino, Einaudi, 1941, 20 x 13,5 cm. Brossura editoriale con sovracoperta; pp. 148, (4). Opera prima in prosa. Rara e suggestiva dedica autografa siglata e datata di 5 righe, indirizzata alla collaboratrice romana della Einaudi, Loredana, donna corteggiata da molti scrittori del gruppo Einaudi: a L. N. internazionale, questo saggio di civiltà italiana, Roma 20 ottobre 1945. Sovracoperta con piccolissime mancanze ai margini esterni. Alla prima carta bianca lieve e tenue alone giallo causato dalle alette della sovracoperta. Edizione originale. Euro 1.000 Per l’Einaudi Pavese fu a Roma dal gennaio 1943 per dirigerne la filiale nella capitale. Pavese non ebbe rapporti sempre facili con Roma, anche se la capitale rappresentò per breve tempo l’illusione di tradurre in film alcuni suoi soggetti. Ma Roma fu anche il luogo della consacrazione letteraria, dell’apoteosi, della gloria raggiunta, pur rimanendo in fondo sempre una città estranea allo scrittore, piemontese schivo ed appartato per natura: La sua semplice generosità, il suo umorismo sobrio di piemontese, la stessa dignità con cui porta i vecchi abiti, le scarpe da povero, gli strani tic di un uomo solo ... Così lo dipingeva Giaime Pintor. 35) Ponti, Giò: manoscritti autografi di 2 pagine vergate ad inchiostro verde con firma autografa in alto a destra, assai interessanti e rari perché contengono riflessioni di Giò Ponti sulla progettazione e il design. Una pagina (23,5 x 13,5 cm.) contiene alcuni appunti autografi relativi alla progettazione di mobili e, in basso, alcuni schizzi originali. L’altra pagina (23,5 x 13,5 cm.) ha l’abbozzo autografo di Ponti del progetto di un mobile, in modo particolare di un divano. Senza data ma anni Venti. Euro 600 (...) 1) La sedia è un mobile primordiale (e ne ho ...) 2) mobile vuol dire mobile (...) 4) il progetto sintattico di tutto, (...) va dal pesante al leggero, dall’ingombrante al ... mentre gli spazi che ... sono per ragioni economiche (...) dal maggiore spazio al minore o minimo, (...) 36) Ponti, Giò: 4 lettere autografe firmate indirizzate al pittore veneto Giorgio Perissinotto. a) Lettera autografa firmata (una pagina, 28,5 x 23 cm.) su carta intestata “Giò Ponti architetto”: 5 righe datate 31. 7. 1940: (...) Mi dice la Signora Gramati che avete cominciate le pitture di Padova. Fatele con estrema ambizione ... Conservata la busta su carta intestata della Triennale di Milano. Euro 80 b) Lettera autografa firmata su carta intestata “STR. Studi Tecnici Riuniti”. Una pagina (14,5 x 22,5 cm.) datata 6. 8. 1940. (...) Grazie, caro Peri, della sua. Attendo il giornale (...) Euro 70 c) Lettera autografa firmata di una pagina (14,5 x 22,5 cm.) su carta intestata “Giò Ponti Architetto”. (...) Caro Peri, ho scritto a Cantacugino autorizzandolo per Stile a tradurre l’articolo e consigliandolo. De ... è a Firenze e non ne ho l’indirizzo. Buona fortuna! (...) Euro 120 d) Lettera autografa firmata di una pagina (28 x 21 cm.) senza data ma scritta nell’imminenza della decisione di lasciare la rivista “Domus” e di fondare “Stile”. (...) Caro Peri, il tuo messaggio così umano da Roma, ma pieno di Padova, mi ha molto commosso, grazie di cuore, di un cuore ancora stretto dal dolore (...) Euro 90. 37) Puccini, Giacomo: lettera autografa firmata indirizzata a Giovacchino Forzano: 2 pagine su carta intestata “Torre della Tagliata” con la data del 18 ottobre 1919. Divertente lettera di carattere privato che Puccini scrive all’amico Forzano, chiamato Caro debolano, lamentandosi per i ritardi nel fargli visita. Il tono confidenziale suggerisce al musicista l’utilizzo di numerosi modi di dire gergali; il riferimento al Labronico circolo non so se vizioso o virtuoso rimanda alla Casetta Rossa sul molo, nella quale a Livorno, tra il 1870 e il 1890 a seguito di una fioritura di studi letterari ed artistici, si incontravano vari personaggi della cultura, fra i quali Puccini, Mascagni e Forzano. L’amicizia tra Forzano e Puccini iniziò in seguito alla collaborazione avvenuta fra i due nel 1915; il librettista Forzano si rivelò da subito per il compositore un collaboratore ideale, grazie al suo fiuto per il coup de théatre, al gran mestiere ed a una facile vena. Euro 1.650 (...) Caro debolano. Così la chiamo e ne ho ben donde. Sono mesi e mesi quasi anni che sta nel Labronico circolo non so se vizioso o virtuoso. El fatto sta ed è che le 48 ore e i finis austriae annunziati sono come i castelli di Montignoso che fanno lacrimare anche le persone allegre. Mi domando perché via via mi annunzia il suo ritorno e invece rimane sospeso come un carrarino alle cave, che la corda tiene per cielo e terra mentre col zipolo batte fa il buco per la mina. Questo periodetto marmico è un omaggio all’antico. (...) Finisco e dolcemente mentre vorrei smoccolare e diatribare al suo indirizzo. Ma se ne fotte! (...) 38) Rossini, Gioachino: aria per canto e pianoforte in Sol maggiore, tempo 3/4, 16 battute, Andante mosso, caratterizzata da pause espressive e accenti di dolore con passaggi cromatici di forte bellezza poetica. Autografo musicale firmato, Bologna 2 aprile 1842 con la romanza per canto e pianoforte mi lagnerò tacendo della mia sorte amara ma ch'io non t'ami o cara non lo sperar da me (è la cosiddetta Tirana alla Spagnola, Rossinizata: numero 2 del primo volume, Album Italiano, dei tardi, e notoriamente sarcastici, Pécheés de Vieillesse). Una pagina con notazione musicale e parole autografe di Rossini. Venduto. 39) Saba, Umberto: Epigrafe. Ultime prose, Milano, Il Saggiatore, 1959, 19 x 12 cm. Legatura editoriale in tela blu con titoli in oro al dorso e il nome di Saba impresso in oro al piatto anteriore; pp. 109, (5). Esemplare stampato su carta azzurra. Con due disegni di Renato Guttuso e uno di Carlo Levi. Prefazione di Giacomo Debenedetti. Tiratura di 223 copie numerate, delle quali 24 non venali (nostra) contrassegnate dalle lettere dell’alfabeto, con legatura speciale in pelle e stampate su carta uso mano. Alla prima pagina dedica autografa firmata di Linuccia Saba datata 21 novembre 1963. Edizione originale. Euro 450 40) Saffaro, Lucio: Lucio Saffaro, L'Indiano, galleria d'arte moderna, Firenze - Milano, 1962, 17 x 8 cm. Pagine 4 con un testo di Franco Russoli. Mostra tenuta a Firenze dal 10 al 21 novembre 1962. Edizione originale. Euro 65 41) Sciascia, Leonardo: lettera autografa firmata su carta intestata: 1 pagina e 3 righe (22,5 x 14,5 cm.) indirizzate nel gennaio 1965 ad Irma Antonetto, direttrice dell’Associazione Culturale Italiana. Fori d’archiviazione lontani dal testo. (...) Sono tornato ieri sera a Caltanisetta e ho trovato i due telegrammi. Non avrei, d’altra parte, potuto rispondere positivamente al primo: non ho niente di pronto, non sto bene e - quel che è peggio - credo che non sarò in grado, nel periodo stabilito, di affrontare il “giro”. Sono quasi zoppo, soffro di dolori a una spalla, non riesco a concentrarmi in qualsiasi lavoro - e ne avrò - credo, per tutto l’inverno. Tenevo a fare, su storia e romanzo, un discorso serio e impegnato: e appunto perciò mi trovo costretto a pregarla di annullare, per quest’anno, la mia partecipazione (...) Euro 550 42) Sereni, Vittorio: lettera autografa firmata di una pagina (27,5 x 19,5 cm.) su carta uso mano. Sereni scrive nel settembre del 1955 al poeta Mario Cerroni, morto in giovane età, a proposito di una sua raccolta di poesie. Conservata busta con indirizzo autografo. Euro 170 (...) Penserà forse con stupore al fatto che solo ora la ringrazi del dono del libro e della dedica. Ma io non posso essere un lettore tempestivo, sa già perché. Ad ogni modo, dopo una prima non molto meditata lettura, mi piace confermarle la simpatia per la direzione in cui va col suo lavoro. Ed è una simpatia già più libera rispetto ad alcune riserve che a suo tempo le facevo. E’ del resto significativo che uno spirito, in fondo così dissimile, come quello di ... abbia aderito al clima che domina queste pagine e in cui alla fine io trovo a mia volta molte suggestioni e aperture (...) 43) Svevo, Italo: La coscienza di Zeno, Bologna, Cappelli, 1923, 20 x 13,5 cm. Brossura editoriale; pp. 520. Dorso con qualche segno di lettura, ma assolutamente intatto. Edizione originale, non comune, del capolavoro di Svevo. Euro 2.500 La coscienza di Zeno è il terzo romanzo di Italo Svevo, scritto di getto nel 1919 e pubblicato nel 1923, dopo il lungo silenzio letterario dell’autore. Raggiunge il successo nazionale e internazionale grazie a Eugenio Montale, che in un articolo del 1925 tesse le lodi del romanzo, e a James Joyce, amico di Svevo, che fa conoscere il romanzo in Francia. Innovativa è la struttura del romanzo, costruito ad episodi e non secondo una successione cronologica precisa e lineare. Il narratore è il protagonista, Zeno Cosini, che ripercorre sei momenti della sua vita all'interno di una terapia di psicoanalisi. La Coscienza si apre con la prefazione del dottore psicoanalista (identificata dall'ironicamente beffarda etichetta di "dottor S.", con un sotterraneo richiamo al cognome dell'autore reale) che ha avuto in cura Zeno e che l'ha indotto a scrivere la sua autobiografia. Il protagonista si è sottratto alla psicoanalisi e il medico per vendetta decide di pubblicare la sue memorie. 44) Tavola - Spalliera. Nuovo attrezzo ginnastico trasportabile di uso individuale e collettivo per una completa e razionale Educazione Fisica del Professore Cavaliere Andrea Raffi - Insegnante di Educazione fisica in Chiavari. Grande foglio di 4 pagine: 50 x 35 cm. La prima pagina ha l’illustrazione delle caratteristiche tecniche dell’attrezzo e dei suoi ineguagliabili vantaggi; in basso le illustrazioni fotografiche di alcuni esercizi. Le pagine 2 e 3 contengono la riproduzione schematica illustrata al tratto di tutti i possibili esercizi che si possono eseguire con l’attrezzo. La pagina 4 è illustrata con riproduzioni fotografiche in bianco e nero degli esercizi dimostrati dalle precedenti figure. Senza data ma anni Trenta. Ottimamente conservato. Euro 90 45) Vedova, Emilio: lettera autografa firmata di 2 pagine (28 x 21 cm.) indirizzata a Silvano Scheiwiller, scrittore, pittore, fratello dell’editore Wanni Scheiwiller. Vedova scrive da Venezia il 26 ottobre 1975. Busta affrancata con indirizzo autografo conservata. (...) Di ritorno dal Portogallo Spagna trovo la sua “presenza grafica” ... tesa! Segnata. Coma va ... La ricordo insieme a Wanni ... Penso abbiate ricevuto il mio catalogo della mostra grafica didattica alla regione Val di Aosta ... Euro 230 46) Verga, Giovanni: lettera autografa firmata di 4 pagine (17,5 x 11,5 cm.) datata Milano 6 ottobre 1893. Verga scrive a Virginia Tedeschi, scrittrice nota con lo pseudonimo di Cordelia, moglie dell’editore Giuseppe Treves e, secondo voci diffuse all’epoca, amante di Luigi Capuana. (...) Si dovrebbe scrivere in Ode barbara per cantare i bei giorni passati a Villa Cordelia, le dame gentili, e i cavalieri e commendatori di grazie, per ricordare anche il memorabile spettacolo delle Gran Vie. Se ci si fosse pensato prima si poteva organizzare una Gran Via anche nei (...) o per buona commedia dobbiamo aspettare gli anni di Matusalemme. A proposito, si è rimessa a lavorare? Io si, poco volentieri, è vero, giacché il lavoro non è naturale e simpatico all’uomo, come dice (...), ma lo fo per la raffinata pigrizia di togliermi di torno quel malaugurato Don Candeloro, e glielo dico per pregarla di nobile emulazione. Però si goda in pace i bei giorni che rimangono dell’autunno (...) Euro 630 Nel 1893 Verga lascia Milano e si stabilisce definitivamente nella città natale, Catania, dalla quale si allontana solo per brevi viaggi. Dopo la pubblicazione dell’ultima raccolta di novelle, Don Candeloro e C. Verga si dedica quasi esclusivamente alla produzione teatrale. Pubblicate da Treves nel 1894, le novelle di Don Candeloro e C. hanno come oggetto il mondo teatrale contemporaneo. Frammenti di esistenze fallimentari animano questi racconti che riflettono sul rapporto tra realtà e finzione dentro e oltre la scena drammatica. Attraverso le singole vicende di poveri teatranti per pubblici di provincia, Verga parla della rinuncia all’autenticità e agli ideali nel rimpianto di rapporti umani veri e di sentimenti genuini. 47) Yourcenar, Marguerite: lettera dattiloscritta con firma autografa di una pagina (23,5 x 16 cm.) su carta intestata “Petit Palisance, Northeast Harbor, Maine”. Yourcenar scrive ad Irma Antonetto il 25 gennaio 1958 a proposito di alcune sue confreenze da tenersi presso le sedi dell’Associazione Culturale Italiana. (...) Je compte m’embarquer le 19 février pour l’Italie à temps pour quelques jours de repos ou de loisir avant la première conférence. Je vous téléphonerai dès que je serai “officiellement” installée à Turin, c’est à dire surement dès le 5 mars. (...) Je joins à cette lettre les quelques lignes que vous me demandez, mais ce n’est guère qu’un schéma; je refais chaque fois cette conférence d’une manière un peu diffèrente (...) J’ai déjà une requete à vous adresser! Moi - meme et mon amie et traductrice Grace Frick, qui voyage avec moi, désirons beaucoup avoir la permission d’examiner les Grandes Heures du Duc de Berry au Musée d’Art Ancien; serait-il possible ... d’etre admis à les examiner page per page au lieu de les apercevoir seulement sous une vitrine? (...) Euro 350