Verso un patto territoriale per il welfare
LA SPERIMENTAZIONE DEI GRUPPI DI LAVORO
Elenco delle proposte progettuali emerse nei vari gruppi
I gruppi di lavoro appositamente costituiti hanno lavorato operativamente, a partire dall’evento del 26
ottobre 2012, alla definizione di alcune ipotesi di lavoro in ottemperanza delle linee di indirizzo concordate
in sede di predisposizione dei Piani di Zona del territorio lecchese, da proporre agli attori sottoscrittori del
Patto. Segue una panoramica delle proposte progettuali elaborate da ogni gruppo.
Gruppo formazione e lavoro
Composizione
ENTE TITOLARE
Provincia di Lecco
COORDINATORE DEL GRUPPO
Roberto Panzeri - Provincia di Lecco
FACILITATORE
Eleonora Sala
Gabriele Marinoni – CFPP Lecco
Marco Anghileri - CFP Aldo Moro
Roberto De Capitani – Casa del Cieco Civate
Tina Valseschini – Centro Risorse Donne
Davide Piuri – Obiettivo Lavoro
Flavio Donina
Guerrino Donegà - CGIL
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
Il gruppo formazione e lavoro propone lo sviluppo di sei azioni di sistema , di seguito sintetizzate. Segue una
descrizione più dettagliata per ogni singola azione.
IPOTESI DI LAVORO
OBIETTIVO
SOSTEGNO AGLI
OSSERVATORI PROVINCIALI
L’Osservatorio
Provinciale del
Mercato del
Lavoro si propone
di:
1) “OSSERVATORIO
DEL MERCATO DEL
LAVORO”
Strumento di individuazione
dei fabbisogni informativi a
sostegno delle politiche
- analizzare le
caratteristiche e le
dinamiche del
SVILUPPO
OPERATIVO
ATTORI
COINVOLTI
TEMPI PREVISTI
Cooperazione con
i diversi soggetti
istituzionali e
scientifici
detentori delle
informazioni e dei
dati relativi al
mercato del lavoro
e al sistema
Rappresentanti
dei seguenti
organismi:
Provincia di
Lecco, Agenzia
regionale per
l’Istruzione
Formazione e
Lavoro, CCIA,
Le attività sono
garantite fino al
31/12/2013
1
programmatorie
mercato del lavoro
a livello
territoriale;
- supportare in
fase di
progettazione,
definizione ed
attuazione delle
politiche attive in
un’ottica di
integrazione dei
sistemi di
istruzione,
formazione e
lavoro;
- consentire il
monitoraggio,
l’analisi e la
valutazione delle
politiche attivate e
dei servizi erogati
a livello
territoriale;
- offrire
informazioni
esaustive e di
qualità ai diversi
utenti per
migliorare le
performance
generali della rete
provinciale dei
servizi al lavoro
integrati con il
sistema di
istruzione e
formazione
professionale.
educativo, creando
un sistema
informativo
integrato.
Convergenza di
azioni verso
obiettivi comuni e
di sviluppo
integrato, anche
mediante un
sistema
informativo
integrato di fondi
e informazioni
detenute da attori
diversi.
Associazioni
imprenditoriali
di categoria,
Organizzazioni
sindacali, Enti
bilaterali
(turismo e
commercio,
artigianato),
Cassa edile,
Inps, Inail,
Direzione
provinciale del
lavoro,
Università,
Consigliera di
parità
Elaborazione e
analisi
dell’efficacia delle
politiche per il
lavoro, integrate
con il sistema
educativo di
istruzione,
formazione e
università, nonché
dall’andamento
del lavoro locale.
2
SOSTEGNO AGLI
OSSERVATORI PROVINCIALI
2) “OSSERVATORIO
PER LE POLITICHE
SOCIALI”
Strumento volto a sostenere
gli attori responsabili della
programmazione locale in
collegamento con le
organizzazioni del terzo
settore, migliorare la
conoscenza dei fenomeni
che necessitano di
protezione sociale e
monitorare le politiche di
welfare
L’Osservatorio per
le Politiche Sociali
(OPS) e
l’Osservatorio
Provinciale
Immigrazione
(OPI) supportano i
Comuni e gli
Ambiti distrettuali
al fine di:
- creare un
sistema
informativo che
raccolga in modo
organizzato e
ragionato le
informazioni
esistenti e
reperibili da
diverse fonti,
- promuovere
ricerche sulle
condizioni sociali e
sul sistema dei
servizi chiamati a
fronteggiare i
bisogni,
- creare condizioni
e luoghi per
un’elaborazione
critica dei dati
raccolti per
produrre
valutazioni e
proposte
innovative di
intervento sociale.
Definire un
raccordo
strutturato con
l’Ufficio dei Piani
nella direzione di
mettere a
disposizione in
maniera
continuativa le
competenze e le
risorse dell’OPS .
Provincia di
Lecco, ASL,
Consiglio di
Rappresentanza,
UdPP, Uffici di
Piano, Comuni
della provincia,
enti di raccordo
del terzo settore
(Consolida,
Solevol, …)
I tempi per porre
le basi per
garantire la
prosecuzione
dell’Azione sono
fissati per il 30
giugno 2013.
Rispondere
maggiormente alle
richieste dei
Comuni e degli
operatori sociali
del territorio
attraverso:
- implementazione
della consulenza
specialistica
riferita alla
normativa
sull’immigrazione;
- implementazione
dell’attività di
raccolta ed
elaborazione dati
in funzione della
programmazione
territoriale;
- aggiornamento
degli operatori
sociali con
proposte
formative brevi e
mirate in funzione
della rapida
evoluzione della
normativa
3
3) Sistema integrato di
offerta per i soggetti
svantaggiati
Strumento a supporto della
costruzione di politiche
integrate che favoriscano lo
sviluppo di un sistema di
offerta più ampio e attento
ai bisogni sia individuali sia
famigliari delle persone
svantaggiate.
Sviluppo di un
sistema integrato
di offerta, che
integri gli
interventi a
sostegno
dell’inserimento
lavorativo e le
iniziative di
sostegno socioassistenziale al
cittadino, per
garantire
l’individuazione, il
raccordo e
l’offerta di una
risposta
appropriata e
completa ai
bisogni del sistema
famiglia nel suo
complesso;
Promozione
dell’accesso delle
fasce deboli al
mercato del lavoro
e promozione di
iniziative di
contrasto alla
disoccupazione e
all’impoverimento
con il
coinvolgimento
dei Comuni, delle
Cooperative sociali
per l’inserimento
lavorativo, delle
imprese;
Costruzione di un
Tavolo di lavoro,
d’intesa
istituzionale, che si
adoperi per
salvaguardare le
specificità locali e i
risultati raggiunti e
prenda in esame lo
sviluppo futuro
delle fasce deboli e
delle risposte
integrate ai
bisogni.
Si prevede una
intesa territoriale
ampia e avanzata,
sviluppata in un
Accordo di rete,
che preveda la
gestione da parte
dei Comuni e la
partecipazione
diretta anche del
privato sociale per
garantire un
intervento più
complessivo,
articolato e al
tempo stesso
coordinato nella
risposta ai bisogni.
Provincia di
Lecco, Consiglio
di
Rappresentanza
dei Sindaci,
Comuni
lecchesi, per il
tramite delle
Assemblee
Distrettuali e
delle Gestioni
Associate di
Bellano, Lecco e
Merate, A.S.L.,
enti accreditati
e autorizzati,
cooperative,
privato sociale,
terzo settore ed
eventuali altri
soggetti da
individuarsi di
comune accordo
nell’ambito del
CdRS
I tempi di
realizzazione
dell’azione
prevedono una
conclusione
fissata
indicativamente
per il 30 giugno
2013 e
comunque
coerente con la
durata
dell’attuale
convenzione
“Fasce deboli”.
Organizzazioni
sindacali e
associazioni
datoriali
Promozione di
interventi a
sostegno delle
persone in
condizioni di grave
4
marginalità
attraverso la
proposta di
interventi sociooccupazionali
mirati a garantirne
l’integrazione
sociale
4) Tavolo
metodologico di
confronto
Tavolo di Networking
aperto alla partecipazione di
soggetti pubblici e privati
Coinvolgimento e
valorizzazione dei
soggetti
istituzionali e
socioeconomici
che sul territorio
provinciale sono
coinvolti nei temi
della formazione e
del lavoro al fine
di promuovere
una serie di azioni
concertate e
convergenti a
sostegno
dell’occupazione,
dell’inserimento
lavorativo e a
difesa del reddito
delle famiglie in
una logica di
razionalizzazione,
integrazione e
ottimizzazione
delle risorse.
Definizione di un
programma di
azioni o interventi
condivisi con
l’indicazione dei
compiti assunti da
ciascun soggetto e
i relativi tempi di
realizzazione.
Previsione di
momenti di
confronto in cui
condividere le
conoscenze
acquisite su temi
di interesse
comune e
l’individuazione di
buone prassi.
Definizione di
azioni di
monitoraggio dello
svolgimento delle
azioni
precedentemente
condivise che
comprenda anche
meccanismi di
valutazione dei
risultati raggiunti.
Provincia di
Lecco, Comuni
lecchesi, le
Gestioni
Associate dei
Comuni, A.S.L.,
enti accreditati
e autorizzati,
Associazioni
Imprenditoriali,
OO.SS.,
cooperative,
privato sociale,
terzo settore ed
eventuali altri
soggetti da
individuarsi di
comune accordo
nell’ambito del
Tavolo stesso.
I tempi di
realizzazione
dell’azione
prevedono una
conclusione
fissata
indicativamente
per il 31
dicembre 2013.
Previsione di
un’adeguata
azione informativa
delle azioni
5
realizzate e dei
risultati raggiunti
nei confronti di
altri soggetti
territoriali
indirettamente
coinvolti sui temi
della formazione e
del lavoro.
5) PIANO FORMATIVO
INTEGRATO
TERRITORIALE
Integrazione del Piano
Formativo Provinciale,
rafforzando la rete di
partnership, con quello degli
altri enti e agenzie del
territorio.
Attivare una
Scuola per il
Welfare, intesa
come condizione
(Tavolo composto
dalle diverse
organizzazioni
aderenti che
condividono i
propri Piani
Informativi) e
esito (pensiero che
le azioni formative
integrate
producono) del
Piano Integrato
stesso. Si intende:
- Promuovere,
riconoscere e
validare i percorsi
formativi rivolti a
operatori sociali e
sociosanitari dei
servizi territoriali,
caregivers formali
e informali,
badanti …;
- Raccolta e
condivisione dei
Piani Formativi
approvati dai vari
enti / agenzie del
territorio
provinciale.
Provincia di
Lecco, Consiglio
di
Rappresentanza
dei Sindaci,
Uffici di Piano,
unità d’offerta
− Analisi e
integrazione dei
diversi Piani
Formativi.
territoriali, ASL,
Azienda
Ospedaliera,
Consorzio
CONSOLIDA,
Associazione La
Nostra Famiglia,
CFP, Solevol,
Ufficio
Scolastico.
− Stesura di un
primo “Piano
Formativo
Integrato
Territoriale” della
provincia di Lecco.
− Diffusione degli
esiti dei corsi
attivati.
− Tenuta
dell’Anagrafe
Dinamica delle
Professioni Sociali1
− costruire
competenze
coerenti con un
nuovo modello di
welfare plurale e
6
partecipato;
− promuovere un
raccordo tra i vari
enti e agenzie che
nel territorio si
occupano di
“formazione
continua e
aggiornamento
professionale”;
− stendere e
attuare un “Piano
Formativo
Integrato
Territoriale”;
− mettere in
circolo e
diffondere i
pensieri e i
documentiprodotti
(cioè gli esiti delle
azioni formative).
6) SOSTEGNO
ALL’OCCUPAZIONE
FEMMINILE
Promuovere
un’azione di
raccordo tra Enti
pubblici e privati
che forniscono
servizi di
assistenza per
sovraintendere
all’intero processo
di domanda /
offerta delle
donne che
intendono
occuparsi in un
lavoro di cura e
delle famiglie che
necessitano di un
servizio
domiciliare.
- Offrire continuità
alle azioni di
orientamento e
accompagnamento
alle donne in cerca
di lavoro;
- Sviluppo delle
reti di servizi e
potenziamento
degli stessi;
- Favorire il
raccordo tra Enti
pubblici e privati
che erogano servizi
alle famiglie;
Provincia di
Lecco , Asl di
Lecco, CGIL, CISL
e UIL di Lecco,
Ambito
Distrettuale di
Lecco, Ambito
Distrettuale di
Merate, Ambito
Distrettuale di
Bellano, Caritas
Ambrosiana di
Lecco, Acli
Service di Lecco.
I tempi per porre
le basi per
garantire la
prosecuzione
dell’azione
relativa allo
sviluppo di reti
sono fissati per il
30 marzo 2013.
Per l’azione
relativa alle
azioni di
matching
domanda/offerta
e gestione del
Registro
Familiare sono
fissati al 31
dicembre 2013.
- Ampliare l’offerta
dei servizi alle
7
famiglie anche con
un’attenzione alla
cura dell’infanzia;
- Potenziare la
fruizione del
Registro delle
Assistenti Familiari
da parte della
comunità;
- Attivare
interventi
finalizzati
all’incremento
dell’offerta.
1) SOSTEGNO AGLI OSSERVATORI PROVINCIALI
“OSSERVATORIO DEL MERCATO DEL LAVORO”
L’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro fa parte della rete federata di banche dati e sistemi
informativi, attualmente gestiti da diversi soggetti, detentori di informazioni utili ai fini della valutazione
anche strategica del mercato del lavoro, integrato con il sistema educativo di istruzione e formazione
professionale nonché con il sistema universitario.
Obiettivi
L’Osservatorio Provinciale del Mercato del Lavoro si propone prevalentemente i seguenti obiettivi:
- offrire un’analisi descrittiva, analitica, aggiornata e predittiva delle caratteristiche e delle dinamiche del
mercato del lavoro a livello territoriale;
- supportare in fase di progettazione, definizione ed attuazione delle politiche attive in un’ottica di
integrazione dei sistemi di istruzione, formazione e lavoro;
- consentire il monitoraggio, l’analisi e la valutazione delle politiche attivate e dei servizi erogati a livello
territoriale;
- offrire informazioni esaustive e di qualità ai diversi utenti dell’Osservatorio provinciale del mercato del
lavoro, oltre che ad attori esterni con particolare riferimento ai responsabili dei Servizi all’Impiego, al fine di
migliorare le performance generali della rete provinciale dei servizi al lavoro integrati con il sistema di
istruzione e formazione professionale.
Sviluppo Operativo
L’Osservatorio per il raggiungimento degli obiettivi sopra descritti dovrà:
- cooperare con i diversi soggetti istituzionali e scientifici che a diverso titolo sono detentori delle
informazioni e dei dati relativi al mercato del lavoro al sistema educativo di istruzione e formazione e al
sistema universitario;
- raccordare le informazioni secondo i criteri di coerenza e integrazione funzionale assicurando convergenza
di azioni verso obiettivi comuni e di sviluppo del sistema integrato di istruzione, formazione e lavoro;
- creare un sistema informativo integrato di fondi informative detenute da attori diversi;
8
- elaborare ed analizzare l’efficacia delle politiche per il lavoro, integrate con il sistema educativo di
istruzione, formazione e università, nonché dall’andamento del lavoro locale;
- raccordarsi con gli organismi previsti dalla L.R. 22/2006, al fine di verificare ulteriori ambiti di ricerca e di
approfondimento.
Organizzazioni coinvolte
Al fine di valorizzare il contributo di tutti i soggetti coinvolti presenti sul territorio e che sono in possesso di
dati e informazioni sul mercato locale e di favorire lo scambio di dati secondo tempistiche predefinite e
modalità concordate, sono previsti incontri periodici tra i rappresentanti dei seguenti organismi: Provincia
di Lecco, Agenzia regionale per l’Istruzione Formazione e Lavoro, CCIA, Associazioni imprenditoriali di
categoria, Organizzazioni sindacali, Enti bilaterali (turismo e commercio, artigianato), Cassa edile, Inps, Inail,
Direzione provinciale del lavoro, Università, Consigliera di parità.
Tempi previsti
A seguito della sottoscrizione dell’Atto negoziale del 05/03/2012 l’Osservatorio è inserito nel Polo di
eccellenza Mercato del lavoro e le sue attività sono garantite fino al 31/12/2013.
2) SOSTEGNO AGLI OSSERVATORI PROVINCIALI
“OSSERVATORIO PER LE POLITICHE SOCIALI”
L’Osservatorio per le politiche sociali (OPS) è attivato dalla Provincia di Lecco con l’intento di:
- migliorare la conoscenza dei fenomeni che necessitano di protezione sociale e promuovere la verifica
dell'andamento del sistema locale di welfare;
- sostenere gli attori responsabili della programmazione locale (Comuni e Ambiti distrettuali) in
collegamento con le organizzazioni del terzo settore.
La gestione dell’OPS si articola in:
- tenuta e implementazione delle banche dati;
- tenuta e implementazione del portale OPS;
- attività di studio e ricerca.
La gestione dell’OPS include anche quella dell’Osservatorio Provinciale Immigrazione che si occupa della
raccolta ed elaborazione di dati provinciali riferiti al fenomeno migratorio ed alle attività previste dalle linee
programmatorie dell’Osservatorio Regionale per l’Integrazione e la Multietnicità della Regione Lombardia.
Obiettivi
Garantire la prosecuzione e il potenziamento delle attività svolte dall’Osservatorio per fornire dati e analisi
di approfondimento sui bisogni sociali del territorio provinciale a operatori e amministratori, per una
puntuale conoscenza dei fenomeni locali.
L’Osservatorio per le Politiche Sociali (OPS) e l’Osservatorio Provinciale Immigrazione (OPI) in particolare
supportano i Comuni e gli Ambiti distrettuali al fine di:
- creare un sistema informativo che raccolga in modo organizzato e ragionato le informazioni esistenti e
reperibili da diverse fonti;
- promuovere ricerche sulle condizioni sociali e sul sistema dei servizi chiamati a fronteggiare i bisogni;
- creare condizioni e luoghi per un’elaborazione critica dei dati raccolti per produrre valutazioni e proposte
di intervento sociale innovative.
Sviluppo operativo
Definire un raccordo strutturato con l’Ufficio dei Piani nella direzione di mettere a disposizione dello stesso,
in maniera continuativa, le competenze e le risorse dell’OPS funzionale a:
- supportare nella raccolta ed elaborazioni di dati utili alla conoscenza e alla riprogettazione dei servizi;
9
- supportare con la produzione di materiali informativi e di approfondimento che favoriscano la conoscenza
dei fenomeni e dei cambiamenti in atto;
- diffondere le informazioni fra i Comuni e le organizzazioni di terzo settore del territorio provinciale.
- Provvedere alla redazione della Newsletter mensile comprendente anche la Newsletter family che
contiene notizie del sociale selezionate appositamente per le famiglie.
Rispetto alle attività dell’Osservatorio Provinciale Immigrazione si vuole operare per rispondere
maggiormente alle richieste dei Comuni e degli operatori sociali del territorio attraverso:
- l’implementazione della consulenza specialistica riferita alla normativa sull’immigrazione;
- l’implementazione dell’attività di raccolta ed elaborazione dati in funzione della programmazione
territoriale (cittadinanza, nullaosta, primi ingressi, ricongiungimenti familiari, sanatoria di colf e assistenti
familiari);
- l’aggiornamento degli operatori sociali con proposte formative brevi e mirate in funzione della rapida
evoluzione della normativa.
Organizzazioni coinvolte
Provincia di Lecco, ASL, Consiglio di Rappresentanza, UdPP, Uffici di Piano, Comuni della Provincia, enti di
raccordo del terzo settore (Consolida, Solevol, …).
Tempi previsti
I tempi per porre le basi per garantire la prosecuzione dell’Azione sono fissati per il 30 giugno 2013.
3) Sistema integrato di offerta per i soggetti svantaggiati
L’Azione si rivolge alle persone svantaggiate, ampiamente considerate, così come indicato dall’art. 2 lett.f
del Regolamento (CE) n.2204/2002 relativo agli artt. 87 e 88 del trattato CE agli aiuti di stato a favore
dell’occupazione, che prevede una tipologia più ampia di soggetti svantaggiati, rispetto a quelli considerati
dall’art. 4 co.1 della L.381/1991, che delimita le persone svantaggiate a cui si rivolgono le cooperative
sociali di tipo B. Le tipologie previste da questa legge hanno rappresentato per lungo tempo il target di
riferimento di gran parte degli interventi promossi dal territorio, verso adulti con fragilità personali tali da
rendere difficoltoso l’accesso al lavoro se non attraverso un percorso guidato e monitorato. La crisi
economica e occupazionale che sta attraversando il mondo del lavoro ha determinato anche l’evoluzione e
il cambiamento della domanda, evidenziando che la fragilità non è rappresentata tanto da difficoltà
personali, quanto piuttosto da condizioni di “svantaggio sociale” che spesso richiedono, più che altro,
processi di facilitazione nella ricerca del lavoro e non di sostegno individualizzato in azienda. Le categorie di
popolazione a rischio lavoro sono aumentate notevolmente, si pensi al dato sempre più in aumento della
disoccupazione giovanile. A partire quindi dal diversificarsi della domanda occorre definire quale potrebbe
essere la strategia di lavoro territoriale per i prossimi anni, per arrivare alla costruzione di politiche
integrate che favoriscano lo sviluppo di un sistema di offerta più ampio e attento sia ai bisogni individuali
sia famigliari.
Obiettivo
Il lavoro sulla costruzione di un sistema integrato di offerta mira alla realizzazione dei seguenti obiettivi:
1. sviluppo di un sistema integrato di offerta, che integri gli interventi a sostegno dell’inserimento
lavorativo e le iniziative di sostegno socio-assistenziale al cittadino, per garantire l’individuazione, il
raccordo e l’offerta di una risposta appropriata e completa ai bisogni del sistema famiglia nel suo
complesso;
2. promozione dell’accesso delle fasce deboli al mercato del lavoro e promozione di iniziative di contrasto
alla disoccupazione e all’impoverimento causati dalla crisi economica, con il coinvolgimento dei Comuni,
delle Cooperative sociali per l’inserimento lavorativo, delle imprese;
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3. promozione di interventi a sostegno delle persone in condizioni di grave marginalità attraverso la
proposta di interventi socio-occupazionali mirati a garantirne l’integrazione sociale.
Sviluppo operativo
Si propone la costruzione di un Tavolo di lavoro, d’intesa istituzionale, che si adoperi per salvaguardare le
specificità locali e i risultati raggiunti e prenda in esame, di fronte al rischio determinato dai nuovi assetti
territoriali e dal conseguente riordino delle competenze riguardanti le politiche attive del lavoro,
attualmente svolte dalla Provincia, lo sviluppo futuro delle fasce deboli e delle risposte integrate ai bisogni.
Lo strumento rappresentato dall’attuale convenzione di interventi a favore delle Fasce deboli del Mercato
del lavoro in capo alla Provincia dovrà necessariamente essere rivista nel 2013 nell’ambito di una intesa
territoriale più ampia e più avanzata e sviluppata in un Accordo di rete, che preveda la gestione da parte dei
Comuni e la partecipazione diretta anche del privato sociale per garantire un intervento più complessivo,
articolato e al tempo stesso coordinato nella risposta ai bisogni.
Un’esperienza da approfondire è rappresentata dalla co-progettazione intesa come “dinamica
collaborativa che può intercorrere tra enti locali e organizzazioni non lucrative” e che può garantire un
ruolo attivo dell’ente pubblico, diversamente da una procedura di esternalizzazione dei servizi, favorendo
una crescita degli amministratori quali “imprenditori di rete”, come peraltro auspicato dalle linee guida di
Regione Lombardia.
Organizzazioni coinvolte
Provincia di Lecco, Consiglio di Rappresentanza dei Sindaci, Comuni lecchesi, per il tramite delle Assemblee
Distrettuali e delle Gestioni Associate di Bellano, Lecco e Merate, A.S.L., enti accreditati e autorizzati,
cooperative, privato sociale, OO.SS., Associazioni imprenditoriali, Terzo Settore ed eventuali altri soggetti
da individuarsi di comune accordo nell’ambito del CdRS.
Tempi previsti
I tempi di realizzazione dell’azione di sistema prevedono una conclusione fissata indicativamente per il 30
giugno 2013 e comunque coerente con la durata dell’attuale convenzione “Fasce deboli”.
4) Tavolo metodologico di confronto
Costituzione di un Tavolo di Networking aperto alla partecipazione di soggetti pubblici e privati sulla scorta
di quanto già positivamente sperimentato in tema di creazione di una “rete dei servizi provinciali per il
mercato del lavoro” dalla Provincia di Lecco insieme alle Associazioni imprenditoriali e alle Organizzazioni
sindacali dei lavoratori lecchesi, agli enti accreditati da Regione Lombardia alla formazione e al lavoro e alle
Agenzie per il lavoro autorizzate dal Ministero del Lavoro a operare in provincia di Lecco.
Obiettivo
Coinvolgimento e valorizzazione dei soggetti istituzionali e socioeconomici che sul territorio provinciale
sono coinvolti nei temi della formazione e del lavoro al fine di promuovere una serie di azioni concertate e
convergenti a sostegno dell’occupazione, dell’inserimento lavorativo e a difesa del reddito delle famiglie in
una logica di razionalizzazione, integrazione e ottimizzazione delle risorse.
Sviluppo operativo
I componenti del Tavolo di Networking si riuniranno per darsi un metodo di lavoro che consenta di
raggiungere gli obiettivi prefissati e che preveda in particolare:
_ la definizione dei ruoli e dei compiti l’individuazione di uno più referenti operativi da parte di ciascun
soggetto del Tavolo
_ la definizione di un programma di azioni o interventi condivisi con l’indicazione dei compiti assunti da
ciascun soggetto e i relativi tempi di realizzazione;
11
_ la previsione di momenti di confronto in cui condividere le conoscenze acquisite su temi di interesse
comune nell’ambito della formazione e lavoro e l’individuazione di buone prassi e comportamenti operativi
comuni;
_ la definizione di azioni di monitoraggio dello svolgimento delle azioni precedentemente condivise che
comprenda anche meccanismi di valutazione dei risultati raggiunti;
_ la previsione di un’adeguata azione informativa delle azioni realizzate e dei risultati raggiunti nei confronti
di altri soggetti territoriali indirettamente coinvolti sui temi della formazione e del lavoro.
Organizzazioni coinvolte
Provincia di Lecco, Comuni lecchesi, le Gestioni Associate dei Comuni, A.S.L., enti accreditati e autorizzati,
Associazioni Imprenditoriali, OO.SS., cooperative, privato sociale, terzo settore ed eventuali altri soggetti da
individuarsi di comune accordo nell’ambito del Tavolo stesso.
Tempi previsti
Tempi di realizzazione dell’azione di sistema prevedono una conclusione fissata indicativamente per il 31
dicembre 2013.
5) PIANO FORMATIVO INTEGRATO TERRITORIALE
Obiettivo
Integrare il “Piano Formativo Provinciale”, rafforzando e allargando la rete delle partnership, con i Piani
Formativi degli altri enti e agenzie del territorio (ASL, Azienda Ospedaliera, unità d’offerta territoriali,
Consorzio CONSOLIDA, Associazione La Nostra Famiglia, CFP, Ufficio Scolastico, Solevol …).
Integrare i Piani Formativi vuol dire anche:
− condividere la rilevazione dei fabbisogni formativi, che ciascun Ente fa per il proprio ambito specifico;
− condividere le banche dati (operatori, azioni formative, esiti dei corsi, documenti, formatori …);
− condividere le risorse economiche di ogni singolo Ente.
Una recentissima buona prassi - che di fatto è una “Azione Formativa Integrata” - è il progetto “Sviluppo
dell’identità professionale degli ASA e degli OSS delle strutture socio sanitarie”, esito della riflessione
condivisa e della partecipazione attiva di Provincia, ASL di Lecco, UNEBA e Tavolo delle strutture
sociosanitarie.
Arrivare alla stesura di un “Piano Formativo Integrato Territoriale”, significa contestualmente attivare una
“Scuola per il Welfare”, intesa non come luogo fisico ma come “condizione” (ossia il Tavolo composto dalle
diverse organizzazioni aderenti che condividono i propri Piani Formativi) e al tempo stesso “esito” (ossia il
pensiero che le azioni formative attivate producono) del Piano Integrato stesso.
Obiettivi sono quindi quelli di:
− promuovere, riconoscere e validare i percorsi formativi rivolti a operatori sociali e sociosanitari dei servizi
territoriali, caregivers formali e informali, badanti …;
− costruire competenze coerenti con un nuovo modello di welfare plurale e partecipato, in grado di far
crescere una nuova cultura nell’approccio all’intervento sociale e sanitario;
− promuovere un raccordo tra i vari enti e agenzie che nel territorio si occupano di “formazione continua e
aggiornamento professionale”;
− stendere e attuare un “Piano Formativo Integrato Territoriale”;
− mettere in circolo e diffondere i pensieri e i le documentazioni prodotti (cioè gli esiti delle azioni
formative).
6) SOSTEGNO ALL’OCCUPAZIONE FEMMINILE
“Il Centro Risorse Donne e l’istituzione del Registro Provinciale per le Assistenti Familiari”
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Il Centro Risorse Donne è un servizio istituito dalla Provincia di Lecco, ad integrazione dei servizi al lavoro
con l’intento di promuovere e sostenere l’occupazione femminile. E’ stata formalizzata una rete
istituzionale i cui componenti rappresentano per presidio territoriale e per competenza un sistema in grado
di sovraintendere all’intero processo di domanda/offerta delle donne che intendono occuparsi in un lavoro
di cura e delle famiglie che necessitano di un servizio domiciliare.
Obiettivi
- promuovere un’azione di raccordo tra Enti pubblici e privati che forniscono servizi di assistenza.
- facilitare un costante scambio di esperienze e competenze tra enti che erogano servizi di cura alle famiglie
- condividere conoscenze e individuare comportamenti operativi comuni
- collaborare attivamente ad interventi finalizzati a migliorare le attività in capo al Centro risorse Donne
- sostenere i componenti della rete nell’attività di promozione e diffusione delle iniziative realizzate nei
propri ambiti di intervento.
- collaborare attivamente nella diffusione del Registro provinciale delle Assistenti Familiari istituito dalla
Provincia di Lecco con delibera n. 141 del 7.6.2011.
- collaborare nelle iniziative che la Provincia di Lecco metterà in atto per la realizzazione degli interventi
previsti nel Piano Operativo approvato dalla Regione Lombardia con Decreto della Direzione Generale
Istruzione, Formazione, Lavoro n. 11052 del 23/11/2011.
La gestione del Centro Risorse Donne implica le seguenti attività:
- Analisi del bisogno occupazionale, supporto alle scelte individuali delle donne nell’assunzione di
consapevolezza delle proprie risorse e dei vincoli legati al contesto di lavoro.
- Analisi/verifica delle competenze professionali.
- Supporto alla gestione del colloquio con la famiglia.
- Gestione delle relazioni con le famiglie che necessitano di personale
- Matching domanda-offerta
Le attività includono la gestione del Registro per Assistenti Familiari.
Sviluppo operativo
In termini di sviluppo operativo le azioni che dovrà espletare la Provincia in materia di Assistenti familiari e
la Rete istituzionale dovranno:
- Offrire continuità alle azioni di orientamento e accompagnamento alle donne in cerca di lavoro.
- Sviluppo delle reti di servizi e potenziamento degli stessi.
- Favorire il raccordo tra Enti pubblici e privati che erogano servizi alle famiglie.
- Ampliare l’offerta dei servizi alle famiglie anche con un’attenzione alla cura dell’infanzia.
- Potenziare la fruizione del Registro delle Assistenti Familiari da parte della comunità.
- Attivare interventi finalizzati all’incremento dell’offerta.
Organizzazioni coinvolte
Provincia di Lecco , Asl di Lecco, CGIL, CISL e UIL di Lecco, Ambito Distrettuale di Lecco, Ambito Distrettuale
di Merate, Ambito Distrettuale di Bellano, Caritas Ambrosiana Decanato di Lecco, Acli Service di Lecco.
Tempi previsti
I tempi per porre le basi per garantire la prosecuzione dell’azione relativa allo sviluppo di reti sono fissati
per il 30 marzo 2013. Per l’azione relativa alle azioni di matching domanda/offerta e gestione del Registro
Familiare sono fissati al 31 dicembre 2013.
13
Gruppo casa e abitare
Composizione
ENTE TITOLARE
Aler
COORDINATORE DEL GRUPPO
Giuseppe Canali - Aler
FACILITATORE
Eleonora Sala
Enzo Bergamaschi – ASPPI
Paolo Dell’Oro - Consolida
Paolo Cavallier – ANCE Lecco
Fausto Bertinotti – Ster Lecco
Rappresentante associazioni inquilini
Lucia Pozzi
Giampiero Paradisi - UIL
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
IPOTESI DI LAVORO
OBIETTIVO
SVILUPPO OPERATIVO
ATTORI
COINVOLTI
TEMPI
PREVISTI
Sviluppo e
promozione su tutto
il territorio
provinciale di forme
diversificate di
HOUSING SOCIALE
Mettere a
disposizione
50/60
appartamenti
per progetti di
Housing Sociale
Ricognizione degli
appartamenti disponibili
sul territorio, mediante
l’invio di una lettera a
tutte le Amministrazioni
Comunali
Sviluppo di un
accordo tra le
Amministrazioni
Comunali, Aler e
il Consorzio
Consolida
30 giorni di
tempo per
l’invio delle
lettere ai
Comuni, i quali
hanno 30
giorni per
rispondere, da
qui 60 giorni
per stipulare
gli accordi
Costruzione di una
MAPPA RAGIONATA
di alloggi invenduti
per:
Ricollocare sul
mercato alloggi
invenduti ad un
canone
calmierato
Ricognizione degli
appartamenti disponibili
sul territorio, mediante
l’invio di una lettera a
tutte le Amministrazioni
Comunali e stipulazione di
accordi per la vendita ad
edilizia convenzionata
Stipula di un
accordo fra
Regione,
Amministrazione
Provinciale,
Amministrazioni
Comunali, ANCE,
Banche,
Cooperative e
l’ALER quale
braccio
operativo di
Regione
30 giorni di
tempo per
l’invio delle
lettere ai
Comuni, i quali
hanno 45 giorni
per rispondere,
da qui 60-90
giorni per
stipulare gli
accordi con le
Organizzazioni
coinvolte
 RETI di ALLOGGI
PROTETTI per
situazioni di
fragilità sociale
 ALLOGGI per
fronteggiare
l’EMERGENZA
SOCIALE SFRATTI
14
Lombardia per
individuare
forme per la
collocazione
degli alloggi
ancora
invenduti.
Costruzione di una
MAPPA
RAGIONATA di
alloggi che esigono
INTERVENTI di
RISTRUTTURAZIONE
ACCORDI con
associazione di
piccoli proprietari
e/o imprese per
alloggi ad AFFITTI
CALMIERATI
favorendo
l’associazione dei
piccoli proprietari e
delle
Amministrazioni
Comunali
Riqualificare il
parco
immobiliare degli
anni ‘50-‘60-‘70
senza incidere
economicamente
sulle
Amministrazioni
Comunali
Ricognizione degli
appartamenti di proprietà
pubblica e privata
disponibili sul territorio,
mediante l’invio di una
lettera a tutte le
Amministrazioni Comunali
Attuazione
dell’accordo
territoriale per i
canoni
concordati per
tutti i Comuni
della Provincia di
Lecco
- OSSERVATORIO
PROVINCIALE della
CONDIZIONE
ABITATIVA:
costituzione di una
semplice banca dati
che utilizzi materiale
messo a disposizione
dai Comuni e
gradualmente si
trasformi in un
osservatorio
provinciale della
condizione e delle
politiche abitative.
Puntare sul bonus
volumetrico.
-
Amministrazioni 30 giorni di
Comunali, ANCE tempo per
l’invio delle
lettere ai
Comuni, i quali
hanno 45 giorni
per rispondere,
da qui 60 giorni
per stipulare gli
accordi fra
Amministrazioni
Comunali e
ANCE
Amministrazioni Nel primo
Comunali
quadrimestre
del 2013
ALPE
incontri e
stipula di
ASPPI
accordi tra le
Sportello Casa
Amministrazioni
(STER/ALER)
Comunali e le
Associazioni
Piccole
Prioprietà
Attività informativa e
di coinvolgimento di
tutti i Sindaci, in merito
al lavoro in corso sul
tema della Casa e degli
accordi già possibili,
durante la conferenza
15
dei sindaci o le tre
assemblee distrettuali.
- Sottoscrizione di
contratti tra
Amministrazioni
Comunali, ASPPI e
ALPE che favoriscano lo
sviluppo di affitti a
canone concordato
attraverso l’uso di
agevolazioni fiscali
rivolte al proprietario
che affitta.
Istituzione di un
“FONDO GARANZIA
AFFITTI” a sostegno
economico
destinato alle
famiglie che devono
far fronte al
pagamento di un
canone di affitto
troppo oneroso
rispetto al proprio
reddito
Istituzione di un
FONDO DI
SOSTEGNO
ECONOMICO
destinato alle
famiglie che
devono far
fronte ad un
canone di affitto
troppo oneroso
rispetto al
proprio reddito.
Il contributo è
rivolto ai titolari
di contratti di
affitto.
Calcolo di un contributo
rivolto ai titolari di
contratti di affitto,
stipulati sul libero
mercato, regolarmente
registrati, relativi ad
immobili destinati a
residenza esclusiva e
abitazione principale,
determinato sulla base
della condizione socio –
economica del nucleo
famigliare (ISEE- FSA) e del
canone di locazione
sostenuto nell’anno di
riferimento
- Regione
Lombardia
3-4 mesi
Amministrazioni
Comunali
-Istituzioni
Bancarie o
Assicurative
-Fondazioni
-Caritas
-San Vincenzo
ALLOGGI INVENDUTI: nei Comuni della Provincia di Lecco ed in particolare nella città capoluogo vi
sono molti alloggi invenduti ma dei quali non si conosce l’esatto numero. A tale proposito è emerso che il
“Tavolo di lavoro” istituito dalla Provincia aveva individuato la possibilità di affidare ad una Società uno
studio per tutti i Comuni della Provincia al fine di conoscere l’esatto numero degli alloggi invenduti.
Tuttavia, poiché da una verifica effettuata presso l’Amministrazione Provinciale nulla è stato fatto in tal
senso, si propone di inviare una lettera a tutte le Amministrazioni Comunali per conoscere la reale
situazione degli alloggi invenduti. Dopo tale ricognizione è indispensabile un accordo fra: Regione
Lombardia, Amministrazione Provinciale, Amministrazioni Comunali, ANCE, Banche, Cooperative e l’ALER
quale braccio operativo di Regione Lombardia per individuare forme per la collocazione degli alloggi ancora
invenduti (per esempio affitto-riscatto).
16
FABBRICATI DA RISTRUTTURARE: si ritiene prioritaria la ristrutturazione o ricostruzione di fabbricati
esistenti, prima di occupare altre aree. Si propone che nella lettera da inviare ai Comuni venga anche
richiesto di indicare se vi sono fabbricati di proprietà pubblica o privata, sui quali è ipotizzabile un
intervento di ristrutturazione, puntando ad esempio sul Bonus Volumetrico.
Le Amministrazioni Comunali e l’ANCE possono sinergicamente affrontare il problema.
AFFITTI CALMIERATI: i dati dell’andamento delle procedure di rilascio di immobili ad uso abitativo
recentemente comunicati dal Ministero dell’Interno, riferite al periodo 1 gennaio 2011- 31 dicembre 2011,
mettono in evidenza che in Provincia di Lecco i provvedimenti esecutivi di rilascio di immobili aumentano a
308, di cui il 91,56 % per morosità.
Nel periodo in esame le richieste di esecuzione presentate all’Ufficiale Giudiziario sono state 976, con un
incremento rispetto al 2010 del 38,44%, mentre gli sfratti eseguiti con l’intervento dell’Ufficiale Giudiziario
ammontano a 161 con un incremento del 15%.
Il rapporto tra i provvedimenti di sfratto emessi ed il numero delle famiglie residenti in Provincia di Lecco è
di uno sfratto ogni 456 famiglie.
Nella nostra Provincia gli sfratti per morosità negli ultimi cinque anni, cioè dal periodo antecedente la crisi
ad oggi, sono aumentati dell’ 82 % (nel 2006 erano 155).
Questi dati evidenziano come il disagio abitativo rimanga a livelli molto alti e richieda interventi urgenti e
l’attivazione di efficaci strumenti per calmierare il mercato delle locazioni.
Il principale strumento per intervenire con efficacia sul mercato degli affitti, al fine di calmierare i prezzi,
esiste già ed è l’accordo territoriale per i canoni concordati per tutti i Comuni della Provincia di Lecco
sottoscritto dalle associazioni della piccola proprietà immobiliare e dalle organizzazioni degli inquilini.
Tale accordo prevede, in cambio della possibilità di ottenere sgravi fiscali per la proprietà e per gli inquilini,
una diminuzione dei canoni di locazione di circa il 20 – 25% del valore dei canoni liberi.
Il mercato degli affitti è stato poco calmierato nella nostra Provincia ed i prezzi rimangono ancora alti per il
fatto che le Amministrazioni Comunali non hanno utilizzato incentivi e sgravi fiscali al fine di rendere
l’accordo territoriale efficace.
Non bisogna dimenticare che la maggior parte delle famiglie che si trovano in condizioni di disagio abitativo
appartengono a quelle fasce di popolazione che non hanno i requisiti per avere accesso alle graduatorie
dell’edilizia sociale, né per stare nel libero mercato delle locazioni.
Queste sono le ragioni che rendono urgente un incisivo intervento pubblico di calmierazione del mercato al
fine di dare sollievo ad un numero rilevante di famiglie della Provincia.
Inoltre i dati sugli sfratti dimostrano che negli ultimi anni si è registrata una nuova esplosione della
questione abitativa con l’ allargamento del disagio dalle categorie sociali più deboli al ceto medio.
La crisi che riguarda le famiglie che vivono in abitazioni in affitto a canoni di libero mercato è rilevante in
quanto non è concentrata, come in passato, nella sola città di Lecco ma investe anche i piccoli e medi
comuni della Provincia.
Come si vede la questione abitativa si è significativamente trasformata; il quadro è più complesso e vario. Si
è estesa l’area del “rischio abitativo” sino a toccare parti di popolazione non coinvolte in precedenza da
questo problema.
Spesso la domanda di casa si combina con altri tipi di richieste: inserimento sociale, giovani, famiglie
monogenitoriali, famiglie monoreddito, nuove povertà (etc..)
Le politiche pubbliche direttamente od indirettamente sono chiamate a dare risposte incisive che facilitino
l’accesso ed il mantenimento del bene casa agendo sulla promozione di nuove forme dell’abitare e
sull’incontro tra la domanda e l’offerta.
Per queste ragioni si evidenziano alcune priorità da affrontare:
 OSSERVATORIO PROVINCIALE DELLA CONDIZIONE ABITATIVA
Per costruire efficaci politiche dell’abitare è determinante conoscere il fabbisogno e monitorare le
trasformazioni sociali e demografiche che avvengono nel territorio.
17
Tale finalità può essere raggiunta attraverso la costituzione di una semplice banca dati che utilizzi materiale
messo a disposizione dai Comuni e che gradualmente si trasformi in un osservatorio provinciale della
condizione e delle politiche abitative.
 CALMIERAZIONE DEL MERCATO DELLE LOCAZIONI
Le Amministrazioni Comunali devono favorire lo sviluppo di affitti a canone concordato attraverso l’uso di
agevolazioni fiscali al proprietario che affitta con questa tipologia contrattuale (es. riduzione IMU) e, nel
contempo, condizionare il contributo concesso alla determinazione di canoni di locazione che siano di vera
calmierazione del mercato.
I contratti devo essere sottoscritti fra ASPPI, ALPE e Amministrazioni Comunali.
FONDO GARANZIA – SOSTEGNO AFFITTI
È un sostegno economico destinato alle famiglie che devono far fronte al pagamento di un canone di affitto
troppo oneroso rispetto al proprio reddito.
Il contributo è rivolto ai titolari di contratti di affitto, stipulati sul libero mercato, regolarmente registrati,
relativi ad immobili destinati a residenza esclusiva e abitazione principale ed è calcolato sulla base della
condizione socio – economica del nucleo famigliare (ISEE- FSA) e dal canone di locazione sostenuto
nell’anno di riferimento. Su questo problema il Sindacato Inquilini ha espresso la sua forte preoccupazione
in quanto negli anni precedenti era un valido strumento di supporto alle famiglie che con reddito mediobasso e con canone di affitto elevato potevano ottenere un contributo sull’affitto. Nel corrente anno i
fondi Regionali (essendo venuti meno i fondi statali) sono ancora diminuiti e pertanto saranno pochi quelli
che potranno accedere al contributo sostegno affitti. In questo momento di particolare crisi economica è
ancora di più indispensabile interagire fra: Regione, Amministrazioni Comunali, Istituzioni bancarie o
assicurative, Caritas, San Vincenzo (etc.)
18
Gruppo conciliazione famiglia-lavoro
Composizione
ENTE TITOLARE
Asl
COORDINATORE DEL GRUPPO
Giovanna Butta - Commissione Pari Opportunità
FACILITATORE
Sonia Zucchi
Carlo Invernizzi – Consorzio Lariano
Edoardo Riva – Coop. Il Talento
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
IPOTESI DI
LAVORO
Promuovere e
diffondere la
cultura della
conciliazione
Renato Bertola - IdeaEtica-Synthesis SCS
Angelo Belgeri - Imprenditore
Anna Tenzi - Confartigianato
Marisa Fondra – STER Lecco
Emilia Vianello
Marilisa Rotasperti - UIL
OBIETTIVO
SVILUPPO
OPERATIVO
ATTORI
COINVOLTI
TEMPI PREVISTI
Coinvolgimento
dei soggetti
territoriali in
azioni di
formazione e
sensibilizzazione
che favoriscano la
conciliazione
Costruzione di
momenti congiunti
di formazione
rivolti al mondo
imprenditoriale e
sindacale,
operatori dei
servizi, scuola
-Categorie
imprenditoriali
Programmazione
annuale
-Organizzazioni
sindacali
-Ufficio Scuola
Territoriale
-Provincia
-ASL, Ufficio dei
Piani
-Consiglio
Rappresentanza
dei Sindaci
-Ster
Sviluppare il
coinvolgimento di
soggetti del
sistema produttivo
e dei servizi nel
Piano territoriale
Rilevare la
domanda di
Conciliazione
presente a vari
livelli
-Elaborazione di
una mappa per
mettere a sistema i
dati, invio di un
questionario estratto dei dati a
-Ster
2013
-Amministrazioni
comunali
-Mondo
19
per la
Conciliazione
ciascuna
amministrazione
comunale e
registrazione delle
risposte ricevute.
economico
-Camera di
commercio
-Costruzione e
invio a campione
di un questionario
per le aziende
Costruire un luogo
di sintesi tra
domanda e
offerta, matching
Promozione di
sintesi tra
domanda e
offerta
1)effettuare
ricognizione delle
esperienze
realizzate
-individuazione di
un luogo fisicovirtuale
aderenti al tavolo 2013
della conciliazione
-individuazione di
prassi esportabili
in contesti simili
2)promuovere
progetti
sperimentali
3)fornire
informazioni e
supporto alla
progettazione
Il gruppo è partito da un approfondimento circa la realtà riscontrata sul territorio lecchese; in primo luogo è
emersa la necessità di incrociare tutti i dati già in possesso con lo scopo di costruire una banca dati (
Mappa) che consentisse di mettere a sistema dati e informazioni con la duplice finalità:
a) Rilevare la situazione esistente di ciascuno dei 90 comuni rispetto, oltre che a dati demografici ed
occupazionali, a servizi sociosanitari erogati, unità di offerta sociale, strutture scolastiche presenti, servizi di
conciliazione ( doti alla persona, premialità assunzione).
b) Fornire alle istituzioni, in particolari ai Comuni, un primo quadro conoscitivo da cui partire e da integrare
In secondo luogo si è ipotizzato l’utilizzo di un questionario per conoscere la realtà del tessuto
imprenditoriale lecchese e individuare modalità di coinvolgimento delle categorie aziendali.
Allo scopo di fotografare le azioni/iniziative attuate in tema di conciliazione famiglia-lavoro, ma anche con
l’intento di fornire una serie di dati utili per meglio identificare i bisogni in ambito di conciliazione famiglialavoro delle comunità locali, sono stati raccolti dati a livello comunale. I dati contenuti nella “mappa” si
riferiscono a:
20
- 1) Servizi socio-sanitari erogati dai comuni;
- 2) Istruzione: numero istituti scolastici distinti per tipologia, servizi svolti dai Comuni in ambito scolastico
(fonte Comuni, rilevazione Secolo RL.).
- 3) Unità d’offerta sociale (fonte RL DG Famiglia, ottobre 2012).
- 4) Servizi conciliazione: doti alla persona e premialità assunzione (fonte ASL Lecco).
Sono inoltre stati riportati i dati relativi a: popolazione per classe d’età, numero di famiglie (Istat 2009) e i
dati degli addetti donne al dicembre 2010.
La raccolta ed elaborazione dati è stata effettuata da Regione Lombardia - Sede Territoriale di Lecco.
Per quanto riguarda le aziende si è ipotizzato l’utilizzo di un questionario da sottoporre a campione,
attraverso le associazioni di categoria, alle imprese e ai lavoratori. Il gruppo ha svolto un lavoro di
riflessione sulla necessità di incrociare numerosi dati al fine di ottenere le conoscenze necessarie.
Ritenuto che il lavoro sulla conciliazione vada messo a sistema e non sia sorretto soltanto da sporadici
interventi il gruppo ha individuato quale possibile volano la realizzazione di un luogo di sintesi tra domanda
e offerta di conciliazione, un Matching che potrebbe concretizzarsi prima in un centro servizi e poi in un
supporto informatico, per dare continuità al lavoro del tavolo territoriale e alle sperimentazioni in atto.
21
Gruppo terzo settore
Composizione
ENTE TITOLARE
COORDINATORE DEL GRUPPO
FACILITATORE
Tavolo Terzo Settore
Giancarla Colombo – Coop. La Linea dell’Arco
Sonia Zucchi
Gianni Leoni - Federazione coordinamento handicap
Angelo Vertemati – SOLEVOL
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
IPOTESI DI
LAVORO
OBIETTIVO
Monitorare
l’efficacia delle
forme di
partecipazione
previste dai Piani
di Zona
Promuovere il
monitoraggio
dell’efficacia
delle
rappresentanze
del terzo settore
Favorire la
circolarità delle
informazioni fra
le
rappresentanze
e le
organizzazioni
territoriali
Isidoro Galbusera – ALEG Merate
Gianni Menicatti – Osservatorio Mercato del Lavoro
Antonio Rizzi – Fondazione Sacra Famiglia
Giovanna Fazzini– Caritas Decanale Lecco
Emilia Vianello
Marco Colombo – FNP CISL
SVILUPPO
OPERATIVO
Rivedere la
composizione del
tavolo centrale ASL,
prevedendo la
partecipazione
delle
rappresentanze del
TS ai PdZ.
Strutturare
un’attività di
segretariato a
supporto della
diffusione delle
informazioni
(cominciando con
la diffusione dei
verbali delle
Assemblee
Distrettuali dei tre
distretti a tutti i
rappresentanti di
TS)
ATTORI COINVOLTI
TEMPI PREVISTI
-
I tre rappresentanti del Da Gennaio 2013
TS ai Pdz
-
Una rappresentanza
del TS alle Assemblee
distrettuali.
-
ASL attraverso la
segreteria dell’Ufficio
dei Piani
-
Rappresentanze al PDZ
e organizzazioni del
Distretto
Realizzare almeno
due incontri
annuali tra i
22
referenti e le
organizzazioni
territoriali
(distrettuale)
Sostenere un
progetto
formativo che
permetta di
qualificare il TS
come
interlocutore
importante della
pubblica
amministrazione.
Favorire la
crescita del TS
come
interlocutore
significativo
nelle politiche
di welfare
territoriali
Prevedere una
proposta
formativa annuale
all’interno del
Piano Formativo
Provinciale rivolta
alle organizzazioni
del TS su
tematiche
trasversali e di
rilevanza
territoriale.
Definizione delle
priorità su
indicazione del
tavolo centrale
ASL anche
attraverso la
segnalazione da
parte delle
organizzazioni.
Tutte le organizzazioni del
TS provinciali
Una proposta
formativa
all’anno
Costruire un
raccordo
responsabile con
la
programmazione
territoriale
Promuovere la
definizione di
un bilancio di
competenze
territoriali in
relazione alle
priorità
individuate dal
PDZ
Messa in rete delle
banche dati
esistenti (Portale
Più, OPS, banca
dati progetti
CISeD, banca dati
Solevol…)
Referenti di ASL, Provincia Gennaio – giugno
di Lecco (CISeD, OPS, Ufficio 2013
Provinciale Volontariato e
Associazionismo), Solevol
Costruzione di
banche dati
tematiche per
l’accesso ai servizi
(es: doposcuola,
mediatori
culturali, centri
anziani, interventi
di custode soc.,
amministratore di
Tutte le organizzazioni
operanti nello specifico
settore d’interesse.
Gennaio –
dicembre 2013
23
sostegno).
Favorire il
coinvolgimento,
nella gestione
dei servizi e
degli interventi
delle realtà
locali capaci di
mobilitare le
risorse presenti
nelle comunità
locali.
Individuazione da
parte degli
Udp/Assemblee
distrettuali di
criteri,
nell’affidamento
dei servizi e
nell’adesione a
progetti promossi
dal TS, che
promuovano il
coinvolgimento di
realtà locali capaci
di mobilitare
risorse presenti
nelle comunità
locali
Costruzione di un
“patto di rete” per
collegare, a livello
distrettuale, servizi
e interventi volti
alla copertura di
uno specifico
bisogno (solitudine
dell’anziano,
sostegno ai minori,
trasporti…) e
sviluppare una
cultura della
prossimità.
Obiettivo è
mettere in rete le
organizzazioni per
trovare
collaborazioni
efficaci tra loro e
con le istituzioni,
collegando servizi
ed interventi
24
Approfondimento delle ipotesi di lavoro:
1. Monitorare l’efficacia delle forme di partecipazione previste dai Piani di Zona
Considerazioni complessive:
- Si tratta soprattutto di rivedere la composizione del tavolo centrale ASL se veramente vuole
funzionare da “cabina di regia” di tutto il dispositivo provinciale, prevedendo una partecipazione
anche da parte delle rappresentanze.
- Si tratta inoltre di individuare delle modalità attraverso cui le rappresentanze possano far ricadere
alle organizzazioni territoriali quanto viene condiviso e deciso a livello dell’UDP e delle Assemblee
Distrettuali.
- Rimane aperta la questione della debolezza di un TS che si riunisce solo su stimolo dell’ente pubblico
e non attraverso spazi propri di confronto: questione ancora tutta da trattare.
2. Sostenere un progetto formativo che permetta di qualificare il TS come interlocutore importante della
pubblica amministrazione.
Considerazioni complessive:
- La formazione deve essere intesa non solo come spazio di apprendimento teorico ma quale
occasione di conoscenza, scambio e approfondimento territoriale (a titolo di esempio: confronto su
bisogni emergenti, scambio guidato con le rappresentanze del TS ai PdZ, incontro e confronto con i
servizi…).
- Metodologicamente si ritiene opportuno: privilegiare il coinvolgimento formativo di risorse locali del
TS proprio per favorire la dimensione del confronto e dello scambio territoriale; prevedere moduli
formativi autonomi che favoriscano la fruizione anche di singole unità.
3. Costruire un raccordo responsabile con la programmazione territoriale
Considerazioni complessive:
- Un primo passaggio è quello di diffondere/far conoscere il portafoglio di risorse territoriali che già
esistono. Non si tratta tuttavia di effettuare una pura ricognizione dell’esistente ma una sorta di
“bilancio di competenze territoriali” funzionale a supporto della programmazione locale (non
interessa l’elenco delle organizzazioni che operano con i minori, ma una banca dati dei doposcuola
attivi in un distretto; non l’elenco delle organizzazioni che si occupano di stranieri ma l’elenco dei
corsi di lingua per stranieri; non l’elenco delle organizzazioni che si occupano di anziani ma una
banca dei centri diurni anziani e delle progettualità in atto..).
- Occorre inoltre fare in modo che il TS riesca ad attuare una maggior corresponsabilità nella
programmazione e gestione dei servizi/interventi favorendo l’integrazione degli attori, la
promozione della coesione sociale, l’apporto di risorse. Si tratta di un’azione che deve vedere
coinvolto lo sforzo del terzo settore di raccordarsi con l’ente pubblico ma anche lo sforzo dell’ente
pubblico di impegnarsi a favorire e promuovere quanti operano in coerenza con un welfare delle
responsabilità e della relazione.
25
Gruppo integrazione sociale, sociosanitaria, sanitaria
Composizione
ENTE TITOLARE
COORDINATORE DEL GRUPPO
FACILITATORE
Asl / Consiglio di Rappresentanza Sindaci
Pietro Riva - Asl Lecco
Ruggero Plebani - Coordinatore Ufficio dei Piani
Antonella Viganò
Patrizia Monti – Azienda Ospedaliera Lecco
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
IPOTESI DI
LAVORO
Facilitare
l’accesso del
cittadino al
sistema dei
servizi e fornire
un orientamento
a seguito di una
prima analisi
della domanda
Ogni punto di
accesso deve
portare
all’informazione
e rispondere alla
domanda
Marco Arosio – Villa dei Cedri
Franca Brigatti - Area Tutela Minori
Andrea Proserpio - Area Disabili CDD Nibionno
Claudia Pattarini – Area Anziani Coop. Arcobaleno
Lucia Pozzi
Sergio Pomari - CGIL
OBIETTIVO
SVILUPPO OPERATIVO
Individuare il Portale Più
come progetto di sintesi di
questa azione di sistema
1. Analizzare con la
Provincia e i Comuni le
prospettive di connessione
tra OPS e portale Più;
1. ricomponendo
tutte le esperienze
e gli strumenti
presenti sul
territorio (es. OPS
Cised, sportelli
Caritas, sindacato,
Comuni, ecc.)
2. sviluppando un
sistema di
interazioni
permanenti (sia a
livello territoriale
che a livello di
scambio di
informazioni) e
aggiornato.
2. Analizzare le prospettive
di connessione tra portale
Più e altri sportelli;
3. Individuare la Rete di
soggetti istituzionali e no
oltre ai responsabili
operativi
ATTORI
COINVOLTI
TEMPI
PREVISTI
Strutture
sociali, sociosanitarie e
sanitarie,
comuni, studi
associati di
medici di base,
sindacato, rete
Caritas
farmacie, ASL
…
Avvio da
subito
4. Costruire in modo
condiviso con tutti i soggetti
l’architettura del sistema a
partire dal portale Più.
26
Individuare nel
CEAD (ampliato
e potenziato) il
luogo integrato
a. della
valutazione
delle situazioni
“complesse”;
b. del
collegamento
con il
“territorio” (la
famiglia, il
Comune, la rete
dell’offerta);
Verificare la
possibilità di
attivare una
comunità
terapeutica per
minori sul
territorio della
Provincia di
Lecco
sviluppare le funzioni del
CEAD attraverso
l’inserimento stabile di
differenti figure
professionali provenienti
da istituzioni diverse per
garantire:
1. la valutazione integrata
multidisciplinare della
domanda/ bisogno della
persona fragile
2. il ri-orientamento
dell’offerta a partire dal
bisogno rilevato;
3. la semplificazione
(anche per la famiglia) del
sistema di valutazione e
l’omogeneizzazione delle
valutazioni.
Rispondere ad una
concreta esigenza del
territorio realizzando un
servizio integrato (NPIA,
CA, servizi territoriali per
minori e CFPP per
formazione e
accompagnamento al
lavoro)
Avviare il processo di
ampliamento del CEAD
attraverso il coinvolgimento
operativo dei Comuni e
delle reti di unità d’offerta a
partire da:
1. riorganizzazione del
pronto intervento e del
sollievo per anziani;
Medici di base, Avvio da
Comuni,
subito
Ospedale,
strutture e
UdO sociali e
socio-sanitarie,
ASL
2. prima valutazione e la
ri-valutazione degli
inserimenti delle
persone disabili nelle
strutture residenziali e
diurne.
3. presa in carico di
situazioni complesse
che accedono al SAD
1. approfondire con la NPIA
i dati relativi alle
caratteristiche della
domanda;
2. contattare le CA del
territorio per verificare la
disponibilità ad attivare una
CT;
NPIA, ASL, CA, Avvio da
CFPP, comuni subito
(servizi di
tutela – ambiti
distrettuali)
3. verificare col CFPP la
possibilità di attivare
interventi sul modello SFA
minori (formazione
mirata/flessibile e
accompagnamento al
lavoro);
4. predisporre un progetto
esecutivo con ipotesi di
finanziamento da verificare
con RL.
27
Concertazione
tra soggetti
istituzionali per
l’individuazione
di una nuova
sede idonea per
il CPS e il CD di
Lecco/Bellano
Promozione
della
partecipazione
delle famiglie
alla
programmazione
dei servizi
Individuare e
caratterizzare la nuova
sede del CPS e del CD
come luogo di riferimento
per le persone in carico,
le loro famiglie e le
associazioni del settore in
modo da favorire un
approccio globale e di
comunità, dando un
ulteriore impulso al
lavoro comune avviato in
questi ultimi anni
1. iniziativa del CDR,
d’intesa con AO e ASL,
per individuare una
struttura idonea ad
ospitare i due servizi;
Sperimentare forme di
partecipazione familiare
in alcuni servizi sociali e
sociosanitari in modo da
sviluppare percorsi di
coinvolgimento e
collaborazione in
specifiche attività.
1. rilevare buone prassi
già esistenti nelle
strutture/UdO del
territorio;
2. predisporre un piano di
fattibilità da
confrontare con i
principali portatori
d’interesse;
AO, ASL,
Avvio da
Comuni, ALER, subito
Associazioni
costruttori,
Fondazioni,
associazioni dei
familiari e del
settore
3. ricercare forme di
coinvolgimento delle
persone, delle famiglie
e delle associazioni
nella definizione,
sviluppo del progetto e
ricerca di finanziamenti.
2. individuare concreti
ambiti di sviluppo della
partecipazione dei
familiari in specifiche
attività;
Tavolo
Seconda
strutture
metà 2013
sociosanitarie,
ASL,
coordinamenti
vari, sindacato
e forme di
rappresentanza
utenti
3. effettuare
sperimentazioni di
azioni di coinvolgimento
delle famiglie in
strutture/UdO
disponibili;
4. valorizzare il
protagonismo familiare
a partire anche dal
lavoro previsto
nell’ambito dell’attività
di “family group
conference” .
28
IPOTESI DI
LAVORO
Area
Tutela
minori
ATTORI
COINVOLTI
OBIETTIVO
1. NPIA: verificare a livello normativo la possibilità di
allargare anche alla Nostra Famiglia la funzione di
valutazione dei minori sottoposti a provvedimento
dell’AG riconoscendone le prestazioni effettuate;
TEMPI
PREVISTI
AO, ASL, Ufficio Primi mesi
Piani, MMG, PF, 2013
Gruppo
interistituzionale
2. cure odontoiatriche: strutturare una convenzione
con l’AO e/o altre strutture sanitarie per l’accesso a
prestazioni a tariffe calmierate;
3. Presa in carico psicoterapeutica: individuare con
precisione a livello territoriale i servizi accreditati in
grado di effettuare la presa in carico sia dei minori
che dei genitori al fine di allargare l’attuale offerta
che è insufficiente;
4. facilitare i rapporti tra operatori sociali, MMG/PF
soprattutto nella fase di indagine richiesta dal
Tribunale;
5. rivedere le “linee guida e procedure per
l’inserimento dei minori in comunità terapeutiche
(10.06.2010)” relativamente al punto 9 – rette - in
modo da verificare la possibilità di incrementare la
quota a carico del SSN
Area
Psichiatrica
Ridefinizione del gruppo di lavoro (territorialità e
residenzialità) previsto in seno all’OCSM al fine di rilanciare
uno spazio di confronto e di operatività sui seguenti temi:
a. sviluppo housing sociale come evoluzione
della residenzialità leggera;
OCSM, AO, ASL, Primi mesi
Ufficio Piani,
2013
Comuni, Servizi
per l’impiego,
Terzo settore,
Aler.
b. interventi a sostegno dell’occupazione;
c. ridefinizione dei protocolli attualmente in
vigore;
d. individuare buone prassi di lavoro comune
tra CPS e servizi di tutela minori in
particolare per le valutazioni dei genitori
disposte dall’A.G.
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Gruppo forme di sostegno economico-finanziarie al welfare
Composizione
COORDINATORE DEL GRUPPO
Alessandro Venturi – Università di Pavia
Emilio Amigoni – Fondazione della Provincia di Lecco
COMPONENTI DEL GRUPPO
PER UFFICI DI PIANO
RAPPRESENTANTE DEI SINDACATI
IPOTESI DI
LAVORO
Attivazione di
fondi aziendali di
sostegno al
reddito in
attuazione della
contrattazione di
secondo livello,
bilateralità.
OBIETTIVO
SVILUPPO OPERATIVO
Individuare gli
strumenti di
sostegno agli
interventi e
politiche di welfare
locale duraturi nel
tempo, in risposta
ai bisogni espressi
dalle famiglie nel
loro complesso.
Stipulazione di accordi
con gli enti locali, il
mondo imprenditoriale,
le associazioni di
categoria.
Sostegno delle
tutele sociali
collettive delle
comunità mediante
modelli collettivi di
protezione sociale.
Individuazione di
specifici fondi di
welfare locale.
Mauro Gattinoni – API Lecco
Matteo Ripamonti - Caritas
Giovanni Combi – Banca BCC Cremeno
Fulvio Sanvito – IRAM
Flavio Donina
Valerio Colleoni - CISL
Sostenere le
famiglie degli utenti
di servizi
sociosanitari e
sociali che hanno
difficoltà a pagare
la quota prevista
per la fruizione dei
servizi di cui
Attività di
sensibilizzazione del
territorio e di
contrattualizzazione con
le apposite associazioni.
ATTORI
COINVOLTI
Fondazioni,
mondo
imprenditoriale,
associazioni
datoriali,
sindacati, ASL ,
Comuni, Uffici
di Piano.
Integrazione con l’ASL ,
Uffici di Piano e i Comuni
in termini di
individuazione dei
bisogni particolarmente
sentiti sul territorio,
rispetto ai quali
indirizzare gli interventi.
Definizione di accordi e
protocolli operativi tra le
parti.
Costituzione dei fondi,
definendone i principi
regolatori e le regole di
funzionamento.
TEMPI PREVISTI
Primi sei mesi del
2013 destinati ad
un’attività di
negoziazione
politica,
sensibilizzazione
degli attori locali.
Attività di
contrattualizzazione
e stipulazione di
convenzioni.
Utenti,
imprenditori,
parti sociali,
associazioni
datoriali,
istituzioni, terzo
settore,
sindacati,
Fondazioni,
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necessitano.
Sperimentare
forme di
compartecipazione
delle famiglie degli
utenti e delle unità
di offerta, in modo
da sviluppare
percorsi di
coinvolgimento e
istaurare un
network
collaborativo,
identificando criteri
di equità che
tengano in
considerazione la
reale situazione
economicofinanziaria e sociale
del nucleo
familiare.
Investimenti in
conto capitale
basati sul principio
mutualistico.
Investire in opere
volte a rispondere a
bisogni collettivi,
ricorrendo al
principio della
mutualità.
Istituzione di una
commissione di soggetti
garanti e commissione
tecnica.
Consiglio di
Rappresentanza
dei Sindaci, ASL,
Provincia,
rappresentanti
dei gestori,
responsabile
UPT.
Stipulazione di accordi
con gli Istituti Bancari.
Comunità
locale,
imprenditori,
Istituti Bancari,
Enti no-profit.
Attività di
sensibilizzazione della
comunità di riferimento.
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LA SPERIMENTAZIONE DEI GRUPPI DI LAVORO