lugano domani Anno 2° – Numero 3 Opinione Liberale venerdì 7 ottobre 2011 lugano domani 9 Guardiamo oltre Abbiamo la possibilità e la determinazione necessarie per cambiare rotta Mario Antonini, vicepresidente PLR Lugano Le polemiche ed i litigi interni al nostro Partito ci accompagnano da molto, troppo tempo. Ormai abbiamo tutti capito cosa non va e le cause del declino sono arcinote. Tutti siamo informati e documentati. E’ dunque arrivato il momento di guardare oltre, di finirla con queste situazioni che si alimentano da sole, soddisfano l’ego di pochi, scontentano tutti e ci fanno affondare – come fossero un peso al quale ci siamo consapevolmente aggrappati – verso il fondo del consenso. A volte, pensando al Partito nel suo insieme, penso al Titanic. Nel suo caso, però, sembra che l’iceberg fosse stato avvistato solo poco prima dello scontro. Noi, sul nostro Titanic (ritenuto politicamente inaffondabile), l’ostacolo che può farci affondare lo abbiamo visto da molto, ma nessuno sembra voler girare il timone per evitarlo in tempo. Al Partito si chiede di tornare a discutere, a proporre, a creare leggi no affronti al nostro posto i problemi. Ma non é così, non é mai stato così. Oggi siamo di fronte ad un bivio. Affrontare con le nostre soluzioni i problemi e dunque profilarci chiaramente o lasciarci soffocare dalle scaltre ambizioni di altri movimenti (scomparendo). Parliamo di piazza finanziaria ticinese, del blocco della galleria del Gottardo, dello sviluppo del traffico su gomma e su rotaia, dei rapporti con l’Italia, della pressione fiscale, di amnistie fiscali (non solo cantonale) e cosi via. Su questi temi la popolazione si chiede quale sia la nostra posizione che non possiamo più nascondere nei meandri di programmi elettorali o di legislatura troppo lunghi e noiosi per essere letti, capiti e condivisi. La Svizzera genera invidia e questa ed ordinamenti che possano dare una risposta ai problemi interni ed esterni del Paese, a creare una classe di futuri dirigenti politici capaci, motivati e pronti. Anche perché si corre il rischio di dare la pessima impressione che litigare aiuti a passare il tempo in attesa che qualcu- non genera simpatia specie in questi momenti. Secondo alcuni dati, la Svizzera é ancora il primo paese al mondo nella gestione di patrimoni privati, il 3° nella graduatoria dell’efficienza del governo, il 4° negli investimenti diretti in imprese all’estero, il 7° come PIL pro capite in dollari. Lo stato del debito pubblico rispetto al PIL é di ca. il 48% mentre in Europa é di oltre il 70% ed in Italia, secondo gli ultimi dati, del 120%. Il consuntivo della Confederazione nel 2010 si é chiuso con un avanzo di oltre 3 Mrd. di CHF, importo assolutamente incredibile sia per il periodo in cui é stato realizzato, sia per rapporto allo stato dei bilanci dei paesi della zona euro. Sappiamo già in quali situazioni versano il Portogallo, l’Italia, la Spagna ed in quale situazione é affondata la Grecia. Su questi dati dobbiamo partire per costruire il nostro futuro, forse perdendo per strada un certo com- plesso di inferiorità nei confronti di altri Paesi (che giustamente fanno il loro interessi) e, soprattutto, questo stato di litigio perenne che ferma, blocca e lascia tutto senza soluzioni. Le soluzioni urlate da altri sono specchietti per le allodole a cui “si vuole credere” perché il Cittadino svizzero e ticinese é abituato al dibattito politico. Diversamente da quanto avviene altrove la nostra é abitudine all’attività politica poiché il nostro sistema coinvolge direttamente l’elettore. La nostra non é casta di politici professionisti ma cittadini prestati alla politica costituiti in Partiti. Ma se questi abdicano alla loro funzione, ecco che nascono i movimenti ai quali si vuole comunque dare un credito per assenza di proposte alternative. I problemi li conosciamo, le proposte vanno chiarite, le persone capaci ci sono, ma non deve mancare il coraggio di girare il timone. A Berna per il Ticino! Io sono pronto e grazie al vostro sostegno l’obiettivo sarà raggiunto Fabio Abate, candidato al Consiglio degli Stati Chi crede di recarsi a Berna in Parlamento a pontificare, oppure ad impartire lezioni, sbaglia. Commette un errore di supponenza e manca di rispetto alle cittadine ed ai cittadini. In questi anni di lavoro in Consiglio nazionale ho imparato che solamente l’umiltà e il sacrificio sono paganti. Ne risentirebbe la credibilità del cantone che si rappresenta. Da tempo il Ticino soffre di una ingiustificata attitudine del Consiglio federale che fatica a manifestare la giusta sensibilità nei confronti delle realtà periferiche, trascurando il dovere di coltivare il fe deralismo del cuore. E’ così che definisco la capacità di intrattenere rapporti e confezionare decisioni che non rientrano solamente nel concetto della nuova perequazione finanziaria che regola i flussi di denaro tra Berna ed i singoli cantoni. Il federalismo non è una formula matematica, oppure uno schema collaudato. E’ un fenomeno in costante evoluzione che impone attenzione, poiché tocca la sensibilità dei cittadini del Nostro Paese. E credo che in questo momento storico abbiamo un forte bisogno di emozioni che possono scaturire dalle relazioni tra Berna ed i cantoni. Ma il Consiglio federale arranca e purtroppo persiste nel coltivare la propria attitudine talvolta irritante, tale da spingerlo sistematicamente a manifestare comprensione nei nostri confronti, ma quasi mai la ferma volontà di risolvere il problema di cui si parla. Basta con frasi di circostanza confezionate da qualche genio della comunicazione che non ha alcuna idea del significato del concetto di federalismo! Lo scorso primo di agosto in occasione della Festa nazionale i Consiglieri federali hanno visitato parecchie località della Svizzera tedesca e della Romandia, ma inspiegabilmente nessuno si è degnato di recarsi in Ticino. Quasi vi fosse il timore di essere sollecitati da qualche domanda sui ristorni dei frontalieri, su Tremonti, sul completamento del Gottardo, ecc. Dinnanzi a queste premesse non possiamo illuderci di un possibile cambiamento repentino della situazione. Perciò, dobbiamo organizzarci e capire cosa noi ticinesi possiamo intraprendere e occorre fare. Innanzitutto il Ticino ha bisogno di soluzioni! Deve essere in grado di dire ciò che vuole e comunicare con Berna ed il resto del Paese in modo credibile e convincente. Sono sicuro che spetta a noi ticinesi prendere in mano il nostro futuro. Ma come scritto all’inizio di questo breve intervento, in modo adeguato, senza supponenza. Io voglio continuare a lavorare per il mio Cantone al Consiglio degli Stati. Tuttavia, ambire al posto lasciato libero da Dick Marty non è un’occasione per costruirsi monumenti! Ma è un impegno per il Paese. Voglio continuare a lavorare come rappresentante del Ticino a Berna, affrontando i suoi problemi e proponendo soluzio- Sono sicuro che spetta a noi ticinesi prendere in mano il nostro futuro. Ma in modo adeguato, senza supponenza ni condivise e possibilmente capaci di acquisire le maggioranze per trasformarsi in realtà. Volendo essere più concreti, non accetto di rimanere isolato 900 giorni dal resto della Svizzera senza soluzioni intelligenti. Voglio anche una Svizzera in grado di capire che la piazza finanziaria ticinese non è uno sfizio di natura regionale, bensì una realtà nazionale, i cui problemi vanno affrontati con cognizione di causa da Berna. E quando ciò finalmente accade, noi ticinesi dobbiamo capire che la preservazione dei posti di lavoro passa attraverso soluzioni condivise e costruite con arguzia. Non sono in grado di prevedere il futuro, sebbene di questi tempi qualche mago improvvisato sembra riuscirvi in modo disinvolto. Ma non occorre la bacchetta magica per capire che rimanere in attesa di qualche vento propizio, senza far nulla, è la premessa ad un disastro che non possiamo permetterci. Dunque, da questi due esempi si capisce la mole di lavoro che aspetta un consigliere agli Stati; quali sono le sfide da raccogliere e l’impegno a favore del Ticino. Io sono pronto e grazie al vostro sostegno l’obiettivo sarà raggiunto! 10 Opinione Liberale venerdì 7 ottobre 2011 lugano domani L’INTERVISTA La parola ai nostri otto candidati Riccardo Calastri, Ignazio Cassis, Rocco Cattaneo, Giovanni Merlini Krizia Genini, membro UP Sezione PLR Lugano Abbiamo rivolto alcune domande ai candidati PLR in corsa per il Consiglio Nazionale per cercare di conoscerli un po’ meglio. Per ragioni di spazio hanno potuto rispondere, a scelta, solo ad un paio delle cinque domande poste, vale a dire: 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano? 2) A suo giudizio quanto è importante la continuazione a sud di AlpTransit per il Sottoceneri? 3) Ritiene che la pianificazione territoriale risponda alle effettive esigenze di valorizzazione del territorio in Ticino? Riccardo Calastri, candidato 1 3) Ritiene che la pianificazione territoriale risponda alle effettive esigenze di valorizzazione del territorio in Ticino? Quali le aggiunte o i correttivi da intraprendere? Parlare di territorio è il mio lavoro e mi appassiona da sempre. Per la corretta gestione dello spazio, entro cui vive ed opera la popolazione con le sue specifiche dinamiche e il tessuto produttivo, è necessario disporre di una serie di strumenti programmatici di natura concettuale, normativa e tecnica. Pianificare il territorio è tutt’altro che semplice, serve una visione globale e molta collaborazione. In un certo senso pianificare è come dare delle regole a un tavolo da gioco sul quale giocano tutti: architetti e ingegneri, pianificatori e funzionari, agronomi ed economisti, idraulici e avvocati, uomini e donne, vecchi e bambini…Tanti attori, tutti su un unico grande palcoscenico, che è il territorio. In Ticino ci sono problemi rimasti in sospeso Ignazio Cassis, candidato 2 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano in questo ambito? Le aggregazioni sono fondamentali per modellare il Ticino geografico e politico del XXI. secolo. Esse regalano ai nostri figli un territorio conforme ai loro bisogni. Lugano ha innegabilmente avuto un ruolo faro a livello cantonale. Ha saputo superare le normali resistente psicologiche al cambiamento e far condividere ai cittadini un sogno: la nuova Lugano! Un sindaco illuminato, un municipio deciso e un legislativo costruttivo sono stati determinanti. Questa è bella politica! Rocco Cattaneo, candidato 3 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano? In generale penso che le aggregazioni dei comuni siano un processo inevitabile nel quale o presto o tardi molti comuni si troveranno confrontati. La complessità e la mole della gestione dei compiti comunali è in continuo aumento. E questo indipendentemente dalla dimensione del comune. Penso comunque che i progetti di aggregazione vadano fatti maturare attraverso un sana informazione e coinvolgendo tutte le forze in campo altrimenti il rischio di fallimento è sulla porta: gli esempi si contano. In questo processo integrativo Lugano ha segnato un solco importante ed esemplare. A dimostrazione che quando dietro a progetti (anche complessi) ci sono persone convinte e determinate si possono fare grandi cose in poco tempo! Giovanni Merlini, candidato 4 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano in questo ambito? Le aggregazioni sono determinanti per rivitalizzare il Comune ticinese e ridisegnare gli equilibri territoriali del Cantone. Abbiamo bisogno di quattro città-polo con un buon potenziale strategico e progettuale, ma anche di una periferia meglio gestita e organizzata. Lugano ha indicato la via. 2) A suo giudizio quanto è importante la continuazione a sud di Alptransit per il Sottoceneri? La continuazione a sud di Vezia è indispensabile. Altrimenti la valenza strategica dell’opera risulterebbe gravemente compromessa. Guai se il 4) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di sua elezione/rielezione? 5) Qual é a suo giudizio la prima necessità del Ticino a cui Berna deve rispondere? Vediamo come la pensano. per lungo tempo: penso al piano di Magadino, al piano Scairolo, al Delta della Maggia o all’area di Bodio… Poi ci sono i grandi cantieri aperti: è opportuno mettere in atto delle strategie di intervento sul lungo periodo che perseguano un’unica finalità, vale a dire valorizzare il nostro bel territorio. 4 ) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di una sua elezione? Farò festa! Scherzi a parte, sono consapevole che a Berna sarei uno di duecento parlamentari e che per ottenere risultati tangibili occorre innanzitutto istaurare un dialogo con i colleghi d’oltralpe e spiegare loro quali sono i problemi, ma anche i punti di forza del nostro Cantone. Abbiamo molto da dare alla Svizzera, ma servono politici che a Palazzo federale portino avanti progetti concreti, difendano con determinazione le nostre peculiarità e tutelino i legittimi interessi di tutti i ticinesi. Vogliamo fatti e soluzioni praticabili. Dobbiamo darci da fare perché sul tavolo ci sono temi che scottano: in primis San Gottardo e AlpTransit. 4) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di sua rielezione? In caso di rielezione queste sarebbero le mie priorità: 12.ima revisione dell’AVS (è un pilastro sociale importantissimo), conclusione del risanamento dell’AI (sotterrata da 15 miliardi di debiti), controllo dei premi di cassa malati. 5) Qual è a suo giudizio la prima necessità del Ticino a cui Berna deve ri spondere? Berna deve capire le particolarità del Ticino e smettere di limitarsi alla “simpatia” declamatoria. Vogliamo fatti, non parole! E tra questi quello più importante consiste nell’eleggere nuovamente un ticinese nel Consiglio federale! 2) A suo giudizio quanto è importante la continuazione a sud di AlpTransit per il Sottoceneri? Il progetto AlpTransit senza la parte a sud di Lugano non è immaginabile. Penso che non sia responsabile investire così tanti miliardi in una infrastruttura di attraversamento alpino senza sapere come faranno i passeggeri e le merci ad arrivare in Lombardia. Anche in questo caso come in altri temi (vedi trattati bilaterali con l’Italia) é necessario e urgente per la Svizzera riuscire a trovare un regista che sappia pilotare le trattative nella giusta direzione. 4) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di sua elezione? Nel caso di una mia elezione in Consiglio nazionale, per prima cosa mi cercherei una camera fuori città nella campagna bernese che è magnifica e una bella citybike per recarmi a Palazzo federale. In seguito molto ascolto, apprendimento, conoscenza dei colleghi: una fase di apprendimento che si spera più veloce possibile. tracciato della nuova dorsale ferroviaria si interrompesse alle porte di Lugano, oltretutto con disagi improponibili alla città che verrebbe attraversata da un numero elevato di convogli. 5) Qual é a suo giudizio la prima necessità del Ticino a cui Berna deve rispondere? Berna deve coinvolgere il Ticino nei negoziati con l’Italia in vista della ridefinizione dell’accordo sul ristorno parziale delle imposte dei frontalieri. Quanto al rinnovo della Convenzione con l’Italia contro la doppia imposizione fiscale, i nostri negoziatori dovranno tener conto degli interessi della nostra piazza finanziaria nella determinazione dell’aliquota della trattenuta definitiva e liberatoria sui redditi dei capitali italiani depositati su conti svizzeri (soglia di sofferenza 10%). Il Ticino deve però presentarsi più unito e propositivo verso Berna e deve curare ancora di più i rapporti con le autorità e l’amministrazione federali. Opinione Liberale venerdì 7 ottobre 2011 lugano domani 11 L’INTERVISTA in corsa per il Consiglio Nazionale Nicola Pini, Fulvio Pelli, Maristella Polli, Emanuele Verda Krizia Genini, membro UP Sezione PLR Lugano Sostieni il PLR e vota solo i nostri candidati sulla Lista 4 Nicola Pini, candidato 5 2) A suo giudizio quanto è importante la continuazione a sud di AlpTransit per il Sottoceneri? Il completamento di AlpTransit con la realizzazione della circonvallazione di Bellinzona e del tratto a sud del tunnel di base del Monte Ceneri è di fondamentale importanza se si vuole non solo dare un senso compiuto a quella che si potrebbe definire la croce federale della mobilità (in breve, considerando anche il corridoio nord-sud e non solo quello estovest), ma soprattutto se si vogliono cogliere appieno le potenzialità e le opportunità della nuova trasversale alpina, dalla riuscita della politica di trasferimento da strada a ferrovia alla diminuzione dei tempi di percorrenza. Un AlpTransit incompleto è come uno stadio senza le porte: poco utile. 4) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di sua elezione? La proposta per una sessione parlamentare in Ticino, come accadde alcuni anni fa: fu un’ottima esperienza e dette i suoi frutti, come ad esempio la decentralizzazione del Tribunale penale federale a Bellinzona. Abbiamo bisogno che i politici federali conoscano meglio il Ticino. Dopodiché mi impegnerei in primo luogo per rafforzare le misure di accompagnamento di cui necessitano gli accordi bilaterali in modo da evitare fenomeni di dumping salariale e sociale; secondariamente per garantire a tutti un’occupazione dignitosa e soddisfacente attraverso un potenziamento e perfezionamento della formazione e la creazione di nuovi posti di lavoro; infine per un approvvigionamento energetico certo sicuro e a prezzi interessanti, ma anche sostenibile da un punto di vista ambientale. Fulvio Pelli, candidato 6 rosi e preservazione della campagna, che invece è quasi sparita. 3) Ritiene che la pianificazione territoriale risponda alle effettive esigenze di valorizzazione del territorio in Ticino? La situazione pianificatoria ticinese non è stata sufficientemente coordinata e non si è posta chiari obiettivi di lungo termine. Le procedure sono confuse: competenza dei comuni, ma con preavvisi vincolanti dei funzionari cantonali, spesso non coordinati. Ogni volta i comuni devono negoziare con più uffici, che non la pensano alla stessa maniera e applicano legislazioni differenti. Così ogni minima modifica dei piani regolatori comporta tempi infiniti. Nel merito mi sembra che la preservazione del territorio naturale è stata insufficiente e che vi sono troppe zone edificabili, troppo poco edificate. Una maggiore chiarezza nel Piano direttore avrebbe potuto e dovuto imporre un maggior sfruttamento delle superfici edificabili: città con edifici più alti, ma con spazi verdi molto più nume- 5) Qual é a suo giudizio la prima necessità del Ticino a cui Berna deve rispondere? La difesa della piazza finanziaria, con: 1. la soluzione dei contenziosi fiscali che provocano l’allestimento in Italia di liste nere: ridurre i privilegi fiscali delle società di sede, trattare fiscalmente in modo paritario le holding, senza privilegio per le straniere, abbassare l’aliquota dell’imposta federale diretta dall’8,5% di oggi almeno al 7%. 2. La soluzione dei problemi dei gestori patrimoniali nei loro rapporti con la clientela italiana, attraverso regole ispirate agli accordi trovati con Germania e Inghilterra: un’imposta liberatoria per sanare il passato, con un aliquota inferiore al 10% e successivamente la tassazione dei redditi secondo i tassi italiani, oggi al 12,5%. 3. L’abolizione della tassa di bollo, chiesta da anni dai liberali radicali, per eliminare un ostacolo allo sviluppo di nuove attività finanziarie. Maristella Polli, candidata 7 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano? La città di Lugano rappresenta per il Cantone un esempio strategico di aggregazione al quale altre regioni ticinesi dovrebbero fare riferimento. Altro esempio significativo il Mendrisiotto che continua nella sua strategia cercando di trovare ulteriori soluzioni consolidate. Senza dimenticare La valle di Blenio o la Vallemaggia. Aggregare in Ticino vuol dire trovare soluzioni intelligenti che territorialmente risolvono sicuramente problemi di carattere finanziario organizzativo. Più servizi per la nostra popolazione, migliore distribuzione dei mezzi a disposizione, maggiore coordinazione e soprattutto integrazione ad ampio respiro.Le decisioni che si susseguono da parte del Consiglio di Stato in merito a diversi progetti nel nostro cantone valorizzano la volontà del Governo di sostenere e condividere le varie Emanuele Verda, candidato 8 1) Quanto ritiene importanti le aggregazioni in Ticino e perché? Quanto è stato importante il ruolo faro della città di Lugano? Le aggregazioni, studiate con raziocinio, sono fondamentali per ridare slancio propositivo (territoriale ed economico) non solo ai singoli agglomerati, ma al Cantone. Oggi non hanno più senso gli sprechi di risorse in zone non periferiche, poi tamponati dalla Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale. Mentre Lugano, per prima, e Mendrisio hanno compreso l’importanza di dotarsi di una maggior indipendenza gestionale ed economica, Locarno e Bellinzona ancora tardano a quagliare, per motivi di ambizioni personali e per carenza di risposte complete : già il progetto aggregativo deve dare ai cittadini risposte in tema di scuole, servizi alla cittadinanza, sicurezza, vicinanza delle istituzioni, aree di svago. È quindi tempo di sollecitare i processi aggregativi anche dei due agglo- e giustificate ragioni che portano diversi comuni ad aggregarsi. E`il futuro del nostro Cantone se vogliamo continuare ad essere competitivi. 4) Quale sarà la prima azione che intende intraprendere nel caso di sua elezione? Innanzitutto, umilmente, cercherei di imparare il “mestiere di deputato nazionale” poi, in particolare mi occuperei dei giovani, della sanità e dei posti di lavoro. 5) Qual é a suo giudizio la prima necessità del Ticino a cui Berna deve rispondere? Berna deve rispondere alle sollecitazioni del Ticino, cantone di frontiera ricordiamolo, tenendo ben presente alcuni temi urgenti per i quali attendiamo risposte concrete: Italia-frontalieri e piazza finanziaria, protezione della lingua e della cultura italiana, raddoppio unidirezionale della galleria del Gottardo e completamento della linea AlpTransit da Biasca a Chiasso. Ma anche il Ticino deve smetterla di lamentarsi e sentirsi inascoltato a Berna! merati con la revisione della Legge sulla perequazione finanziaria intercomunale diminuendo il fondo di livellamento e ridefinendo gli aventi diritto : chi è causa del suo mal, poi pianga se stesso. 3) Ritiene che la pianificazione territoriale risponda alle effettive esigenze di valorizzazione del territorio in Ticino? Quali le aggiunte o i correttivi da intraprendere? No, in diversi casi ancora non si è compresa la differenza tra disegnare e pianificare, tra pianificare ed urbanizzare. Per troppi decenni si è lasciato fare, senza una visione d’insieme e senza avere l’umiltà di guardarsi intorno ed imparare a gestire il territorio. La mobilità è ferma (paradossale) da decenni, intere zone sono diventate selvaggiamente grandi generatori di traffico ed il bello (valore originale del nostro territorio) è sempre più raro. È più che mai necessaria una visione d’insieme, la volontà d’implementarla (a prescindere dal consenso elettorale) e soprattutto imparare ad urbanizzare, guardando a nord. 12 Opinione Liberale venerdì 7 ottobre 2011 lugano domani DAI COMUNI Aggregazione, occasione straordinaria Un progetto lungimirante che valorizza il territorio con positive ricadute anche per il turismo Sezione PLR Lugano Il PLR di Lugano sostiene con convinzione questa ulteriore fase aggregativa, che aumenta l’offerta di territorio residenziale pregiato e favorisce una migliore gestione di tutte le risorse dell’ampliato comprensorio cittadino. Le aggregazioni hanno permesso di aumentare la percentuale del gettito fiscale delle persone fisiche rispetto a quelle giu- ridiche, che è passata dal 40 al 60%: ciò ha favorito una maggiore stabilità finanziaria e quindi una migliore autonomia decisionale. Ai nuovi Quartieri, l’aggregazione con Lugano porterà importanti offerte di servizi (infrastrutture scolastiche, collegamenti pubblici, controlli di polizia e servizi urbani …), nonché inve- stimenti essenziali: il tutto condito da una sensibile diminuzione del moltiplicatore d’imposta! Un progetto lungimirante che valorizza il territorio con positive ricadute anche per il turismo. Un “cantiere” che si apre pensando anche alle future generazioni. Bisogna guardare avanti Ora si vada a votare La via giusta per migliorare Il futuro di Carona si chiama Lugano Maurizio Di Paola, presidente Sezione PLR Cadro Giuseppe Munelli, presidente Sezione PLR Carona Il comune di Cadro ha migliorato la sua situazione finanziaria e ha potuto compensare le perdite degli anni passati; permane una rilevante differenza con Lugano nel moltiplicatore (19%) che difficilmente potrà essere appianata nel medio termine. Siamo convinti che la possibilità di usare le strutture specializzate del comune di Lugano e la sua forza finanziaria miglioreranno i servizi alla cittadinanza. I comuni vicini che si sono aggregati con Lugano in precedenza (Villa Luganese, Davesco) sono la migliore testimonianza che i servizi alla popolazione sono generalmente migliorati. Bisogna considerare anche che gestire un comune sta diventando un mestiere sempre più complicato e l’interesse a ricoprire incarichi politici (consigliere, municipale) all’interno di un comune sta diminuendo. A medio termine nei comuni più piccoli la scelta dell’elettore può essere ridotta e forse sarà difficile trovare persone all’altezza di questo compito. Sono questi i motivi principali per cui il comitato della Sezione PLR di Cadro sostiene il progetto e invita i nostri concittadini (a Cadro, a Lugano e negli altri comuni interessati) a votare a favore dell’aggregazione. La popolazione di Carona è ormai pronta. E attende con impazienza il momento di potersi confrontare con le urne. Il progetto aggregativo con la Città di Lugano ha convinto – strada facendo – la maggioranza delle cittadine e dei cittadini, come dimostrano quel 57% della petizione del 2009 e quel 56% della votazione del 13 febbraio scorso, consultazioni entrambe promosse dall’associazione interpartitica “Carona ha un futuro: Lugano”. Si è capito che la Nuova Lugano ci avrebbe offerto un’opportunità di benessere, che avremmo notevolmente migliorato il rapporto tra ciò che il cittadino versa all’ente pubblico (attraverso imposte e tasse) e ciò che il cittadino riceve (da servizi e prestazioni) e che – soprattutto – alcuni investimenti fermi al palo da troppo tempo sarebbero potuti diventare realtà. Si è capito che Carona avrebbe partecipato portando in dote il suo territorio splendido, le infrastrutture sportive e ricreative di grande attrattiva, una sezione di Scuola dell’infanzia di nuova costruzione, un nucleo particolarmente suggestivo e – non da ultimo – un discreto gettito fiscale che contribuirebbe in modo positivo al bilancio della Città. La sezione del PLR di Carona può dirsi orgogliosa di aver concorso alla crescita del consenso verso questo progetto. Ora non resta che fissare al più presto una data per la votazione consultiva. La popolazione di Carona l’aspetta e la merita. Le Ragioni del “SI” Vera opportunità Precisi vantaggi da non sottovalutare Sonvico, riflessioni dal “Summus Vicus” Curzio Bertola, presidente Sezione PLR Valcolla Renzo Mascetti, presidente Sezione PLR Sonvico-Dino Il nuovo progetto di aggregazione, che intende unire i comuni della sponda sinistra del Cassarate (Bogno, Certara, Cimadera, Valcolla, Sonvico-Dino e Cadro) con la città di Lugano ha il nostro più completo sostegno. La logica territoriale verrebbe rispettata. Lugano gestirebbe direttamente tutto il comprensorio, in particolare il territorio del fiume, dai rischi causati da eventi naturali straordinari. Per gli abitanti della città, la Val Colla rappresenterà il nuovo parco naturale. A soli 30 minuti dal centro città, sarà amministrato e “coltivato” dai servizi comunali. Per gli abitanti della valle i vantaggi saranno molteplici. Evidentemente l’aspetto finanziario è importante: passare dal 100% al 72,5% del moltipli- catore d’imposta è veramente interessante. Ma non solo! Dei circa 20 milioni di franchi di sussidio cantonale, parte saranno investiti nelle migliorie alle nostre infrastrutture: l’ammodernamento dell’immobile scolastico consortile, per non citarne che uno. Senza dimenticare che i crediti già votati dai rispettivi legislativi saranno pure eseguiti. E tutto ciò senza dover “fare la questua” a Bellinzona! Da ultimo, ricordiamoci che tutte le nostre associazioni nonché i singoli Patriziati resteranno totalmente indipendenti e che sarà pure costituita una Commissione di quartiere che vigilerà e che ci rappresenterà nei rapporti con il nuovo Municipio. Eventi elettorali L’aggregazione, quale sinonimo di numeri come moltiplicatore, gettito d’imposta, superficie, popolazione, debito pro-capite risulta un concetto, a mio parere, troppo riduttivo. La mia riflessione vuole andare oltre, prendendo come pietra di paragone le discussioni e i pareri negativi in occasione dell’aggregazione di Viganello e Breganzona: ricordo all’epoca da una parte i politici contrari, schierati insieme anche a qualche amico spintosi ad esprimere con scritti sui giornali il proprio dissenso, e dall’altra le proposte costruttive ed i progetti della città. A distanza di anni, guardando l’armonizzazione dei servizi pubblici (TPL), la presenza del corpo di Polizia, il supporto amministrativo, l’edificazione di case a pigione moderata e di case per anziani, nonché il rispetto delle tradizioni con l’esempio semplice del mantenimento delle tradizionali feste o sagre estive, mi sento di affermare che lo scontento dei politici è inversamente proporzionale alla soddisfazione della popolazione che ha potuto profittare di un’organizzazione pubblica efficiente e presente. Sonvico-Dino ha l’opportunità di usufruire di questa organizzazione pubblica consolidata e collaudata. Tutto questo avverrà senza snaturare o violentare la straordinaria configurazione paesaggistica, ma anzi la valorizzerà con collegamenti ed infrastrutture pubbliche fondamentali per il mantenimento del nostro alto livello di qualità di vita. L’aspetto finanziario è senz’altro un argomento sensibile e concreto per le famiglie ma è proprio per la presenza a Sonvico-Dino di tante giovani famiglie che oggi è importante votare. Invito le cittadine ed i cittadini di “Lugano” a voler proseguire con fiducia e convinzione questo progetto lungimirante che ha avuto quale unica nota di demerito quella di essere partito tardi. Questo progetto consentirà ad un agglomerato, con Barbengo quale punto di partenza, di godere al meglio, preservandole, le nostre risorse naturali a due passi da centri sportivi, centro città e zone industriali ben definite. Aggregazione con Lugano? Un SI convinto, un SI per le generazioni future. DISTRETTO DI LUGANO Dibattito elettorale organizzato dal Distretto di Lugano, martedì 11 ottobre alle 20.15 presso l’Aula Magna della Scuola di Gravesano. Supplemento di OL distribuito a tutti i fuochi di Lugano e dei comuni in via di aggregazione PREGASSONA E CUREGGIA Sezione PLR di Pregassona e Cureggia, assemblea ordinaria, martedì 18 ottobre alle 18.45, presso la “Casa rossa”, sede del circolo anziani, Pregassona. Responsabile politico: Responsabile redazione: Contatti: Giorgio Grandini, presidente PLR Lugano Krizia Genini, membro UP PLR Lugano [email protected] e www.plr-lugano.ch lugano domani Opinione Liberale venerdì 7 ottobre 2011 13 AGGREGAZIONI Alla vigilia del passo più importante: la votazione consultiva! Cherubina Ravasi, sindaco di Cimadera Tanti passi per questa aggregazione, di cui il primo, concreto, è legato all’acqua, alle nostre preziose sorgenti e al fiume che nasce su in valle, confluendo alla foce di Lugano. Non poteva che essere così. Quando, parecchi anni fa, nel 2001, presentai con Aurelio Soldati (Municipale di Valcolla), l’ambizioso primo tentativo di avvicinamento – stupendo e paradossale nel contempo – il Sindaco Giorgio Giudici, sul suo tavolo in Municipio, disegnò la Valle del Cassarate, trovandovi subito interesse e una sinergia, il fiume, la valle alle spalle della città. Anticamente detta Val Lugano. E’ questo il particolare che preferisco ricordare di tutto il tormentato per- corso del progetto, non le brusche interruzioni, nè le trattative finanziarie protrattesi o le aspettative perennemente in forse… fino ad oggi. Noi, abitanti della Val Colla siamo “virtualmente” proprietari di un esteso e stupendo territorio di un valore inestimabile, ma anche di difficile gestione e, nonostante Patriziati, Consorzio Valli del Cassarate e amministratori comunali stiano facendo di tutto per salvaguardarlo e mantenerlo il più possibile integro, abbiamo la consapevolezza che si potrebbe fare di più. Qualcosa ci sfugge. Abbiamo lavorato seriamente, noi, appassionati del “far politica”, con senso civico e tutte le nostre forze e, soprattuto, molto volontariato, rivestendo rigorosamente tutte le cariche accessibili negli ambiti comunali e patriziali, nei Consorzi, nella Regione, provocando, quasi grottescamente, una specie di “sovranità totalitaria”. Ma, la percezione che quelle basi indispensabili per poter fa r procedere i Comuni speditamente e autonomamente fossero troppo fragili, a poco a poco, si è fatta sempre più insistente e il discorso aggregazione con Lugano si è allargato a raggiera in valle, nel pensiero di tutti i Municipali e di chi vi abita. Ci siamo quindi buttati a capofitto e con grande entusiasmo nel progetto di aggregazione dei nostri quattro villaggi con Lugano, i cui Municipali e politici, per la maggioranza, si sono dimostrati interessati e favorevoli. (Una, per tutte: l’interessante presentazione da parte del Dicastero Scuole di Lugano con i suoi Petali). Ma, adesso, cosa ne pensano i cittadini di Lugano? Da oggi in poi, bisognerà soprattutto parlare con loro, presentandogli la nostra idea con “passione”. Dirgli che, se voteranno SI, come mi auspico di cuore, Lugano avrà anche il punto più alto di tutto il Sottoceneri (Cimadera 1087 s/m), il territorio sarà più che raddoppiato e la città diventerà un pochino più giovane per l’aumento degli under 19 e la diminuzione degli over 75, aggiungendo e con questo concludo: che noi ci siamo sempre sentiti Luganesi… nonostante non lo fossimo… ancora! Appello elettorale: UNITI PER LE FEDERALI Lugano reclama una forte e qualificata rappresentanza a Berna, per promuovere le sue istanze e i suoi progetti … in attesa di avere un Consigliere Federale ticinese. Il PLR offre un programma di legislatura aperto e concreto, a misura delle esigenze di Lugano e dei cittadini svizzeri. I candidati del PLR (lista n. 4) sono personalità di spicco, con variegate esperienze e sensibilità politiche, che permettono agli elettori di compiere scelte responsabili,nel rispetto delle differenti opinioni e tendenze individuali. Dopo il deludente esito delle elezioni cantonali, il PLR cittadino intende ritornare ad esse- re il punto di riferimento credibile e propositivo della politica di Lugano, come lo è stato negli ultimi sessant’anni. Evitiamo quindi comode ma rischiose derive populiste del “tutto/contrario di tutto/subito” e con coraggio e convinzione, senza disperdere pericolosamente voti, rinnoviamo la fiducia al PLR, per il futuro della Svizzera, del Ticino e di Lugano. Giorgio Grandini, presidente PLR Lugano