Cagliari
Monumenti Aperti
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10 Maggio 2015
Diciannovesima Edizione
Cagliari 9/10 Maggio 2015
Per il nono anno consecutivo è stata assegnata la medaglia
del Presidente della Repubblica.
Per il terzo anno consecutivo sono concessi il Patrocinio della
Presidenza del Senato della Repubblica e del Ministero dei
Beni e delle Attività culturali e del Turismo e per il secondo
anno il Patrocinio della Presidenza della Camera dei Deputati.
Imago Mundi declina ogni responsabilità per eventuali omissioni, inesattezze o errori contenuti nella presente pubblicazione.
©Sono vietati l’utilizzo e la riproduzione anche parziale dei
testi e delle immagini.
© Associazione Culturale Imago Mundi Onlus
MONUMENTI APERTI è un marchio registrato.
L’Assessorato alla Cultura e il Comitato Tecnico ringraziano gli
Assessorati e i Servizi Comunali, in particolare: Turismo e Attività produttive, Lavori Pubblici, Igiene del Suolo e Gestione Ambientale, Economato e Provveditorato, Parchi e Verde Polizia
Municipale, Mobilità, infrastrutture viarie e Rete. Si ringraziano
anche tutte Istituzioni, gli Enti, le Scuole, le Associazioni e tutti
coloro che, con la loro collaborazione, danno un insostituibile
contributo alla realizzazione della Manifestazione. Quest’anno
un particolare ringraziamento va alle cittadine e ai cittadini impegnati in prima fila nell’organizzazione degli eventi.
Un doveroso ringraziamento infine deve essere riconosciuto a
tutto lo staff organizzativo dell’Associazione Imago Mundi Onlus e del Consorzio Camu’.
Si ringraziano l’Assessorato della pubblica istruzione, beni
culturali, informazione, spettacolo e sport della Regione Autonoma della Sardegna, per il supporto alla manifestazione.
Fotografie: Pierluigi Dessì/Confinivisivi - Stefano Marrocu
Le foto del Museo Archeologico su concessione del MIBACT
Soprintendenza Archeologica della Sardegna
Sotterranei Ospedale Civile: Marco Mattana
Parco Molentargius: Teravista
Un Euro per la Cultura
Il libretto di Monumenti Aperti di questa edizione è realizzato
anche grazie al tuo contributo.
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Cagliari
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agliari è Capitale italiana della Cultura 2015. È quindi
naturale, oggi più che mai, che Monumenti Aperti sia
dedicata alla celebrazione della città e ai suoi cambiamenti.
Partiamo dal nostro passato (il Novecento, tema di questa
edizione) per capire l’evoluzione che stiamo attraversando:
che è fisica – con i lavori conclusi, quelli in corso e quelli che
partiranno a breve – ma anche e soprattutto sociale e culturale. Al centro c’è sempre il cittadino, protagonista e non più
solo spettatore di queste trasformazioni.
Monumenti Aperti 2015 cresce con Cagliari. Anzi, accetta
questa sfida e rilancia. Perché oltre al grande lavoro degli organizzatori e dei volontari ci sarà il ruolo attivo delle cittadine
e dei cittadini: promotori di nuovi itinerari, al di là di quelli canonici, e protagonisti in alcuni casi sino all’apertura delle porte
delle proprie abitazioni al pubblico.
Non solo luoghi e spazi a volte sconosciuti agli stessi cagliaritani da visitare, quindi, ma anche iniziative, performance, storie e racconti inediti. Senza distinzione tra centro storico e altri
quartieri ma un’unica grande città che si mette in mostra e in
gioco, pronta al confronto e allo scambio con l’Europa e con
la sponda sud del Mediterraneo.
Quanto sia bella Cagliari lo sanno bene i cagliaritani: a loro
chiediamo di curarla, rispettarla e mostrarla come si fa con
la propria abitazione quando si ricevono gli amici più cari. Ai
visitatori e ai turisti di raccontarla, una volta rientrati a casa:
le vostre parole saranno per questa splendida città lo spot
migliore. E poi, magari, di tornarci per vedere nuovi luoghi e
scoprire nuove trasformazioni.
Perché questa edizione di Monumenti Aperti è un assaggio di
cosa sarà questa città nel nostro prossimo futuro.
Massimo Zedda
Il Sindaco
Enrica Puggioni
Assessore alla Cultura
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Comitato Tecnico
Cagliari
Comune di Cagliari
Assessorato alla Cultura Enrica Puggioni
e Pubblica Istruzione Gianbattista Marotto
Luisa Lallai
Maria Giovanna Curreli
Anna Maria Montaldo
Dolores Melis
Assessorato ai Servizi Sociali Luigi Minerba
Assessorato al Turismo e Attività Produttive Barbara Argiolas
Soprintendenza Belle Arti e Paesaggio Stefano Montinari
per le province di CA, OR, MC, CI, OG Marcella Serreli
Antonia Giulia Maxia
Soprintendenza Archeologica Marco Minoja
della Sardegna Donatella Mureddu
Maria Gerolama Messina
Soprintendenza Archivistica Monica Grossi
della Sardegna Maria Rosaria Lai
Archivio di Stato Monica Grossi
Carla Ferrante
Biblioteca Universitaria Ester Gessa
Annamaria Tinari
Provincia di Cagliari Franco Sardi
Michele Camoglio
Enrica Ambrosini
Università degli Studi di Cagliari Maria Del Zompo
Fabio Pinna
M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale Francesco Feliziani
per la Sardegna Rosalba Crobu
Ufficio Beni Culturali della Curia Ferdinando Caschili
Teatro Lirico di Cagliari Imago Mundi Onlus Associazione Culturale
Angela Spocci
Viviana Gimelli
Fabrizio Frongia
Armando Serri
Alessandra Spissu
Consorzio Camù Centri d’Arte e Musei Francesca Spissu
Giuseppe Murru
Alessandra Corona
Associazione Italia Nostra Luisa Marini Drò
Gruppo Speleologico Specus Francesco Randaccio
Confesercenti Provinciale Cagliari Roberto Bolognese
Nicola Murru
Confcommercio Cagliari Alberto Bertolotti
Giuseppe Scura
CTM SpA Ezio Castagna
Stefania D’Arista
ANISA Franco Masala
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Cagliari
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uesta edizione è davvero speciale. Lo è per diverse ragioni. La principale è il persistere del disinteressato apporto e della frizzante vitalità delle associazioni di volontariato
che unitamente alla tenacia del corpo docente della Scuola
non accennano a diminuire, ma anzi ulteriormente crescono. Una chiara dimostrazione di partecipazione attiva quella
del volontariato, delle autonomie scolastiche e dell’università
che cresce di intensità, di creatività, di sensibilità, di sincera
caparbietà. Non una mera rilevazione di numeri in aumento,
ma una tangibile manifestazione di adesione ad una idea che
oltre a prendere corpo in questi anni ha mostrato una possibile via per una politica attiva e condivisa sui beni culturali.
È estesa, larga e convinta l’adesione di migliaia di cittadini
all’iniziativa per la conoscenza e quindi per la maggior tutela
del nostro patrimonio ed è certamente cresciuta la consapevolezza del ruolo che i beni culturali possono svolgere nel
percorso di crescita del cittadino di domani.
Monumenti Aperti accende i riflettori una volta all’anno, ma in
un numero sempre crescente di luoghi, di comunità territoriali. Illumina a giorno un numero crescente di beni sconosciuti
o poco noti o comunque raramente frequentati, nonostante
siano sotto gli occhi di tutti.
In tutti questi anni si è lavorato duramente perché la manifestazione non solo proseguisse senza soluzione di continuità,
ma incredibilmente crescesse per come si era auspicato. Ed
è doveroso uno speciale ringraziamento a tutti coloro che con
risolutezza hanno portato avanti l’idea che la conoscenza delle città attraverso la storia dei propri monumenti è un fattore di
crescita per la comunità.
Monumenti Aperti è inoltre un vero e proprio laboratorio di
innovazione, un terreno di sperimentazione e di meticciato
culturale. Lo dimostrano le iniziative che spaziano in diversi ambiti e che vedono nell’identificazione del tema annuale
l’ultima, recente innovazione. Questo è l’anno della Città del
Novecento, secolo vicino ma già storia, seppure recente: volgiamo lo sguardo oltre le mura della città di pietra e sperimentiamo nuove modalità di fruizione delle visite e nuovi itinerari.
Questa XIX edizione è caratterizzata dalla massima estensione possibile nell’isola: dopo la maturità, per la prima volta, la
presenza della nostra felice esperienza è capillare in tutte le
province sarde.
Monumenti Aperti è insomma un caso esemplare, tipico, nostro, unico, scalabile, ripetibile nei contesti più diversi. È Storia di comunità, non pura sommatoria di storie di singoli, ma
tessuto connettivo di esperienze che amplificano il contributo
di ciascuno di noi. Partecipare è il primo passo. Assumere il
ruolo di volontari il successivo: saremo numerosi e motivati
anche quest’anno. Come sempre, dal 1997.
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Comitato
Scientifico Regionale
Consiglio Regionale della Sardegna Gianfranco Ganau
Maria Santucciu
Rita Gatto
Regione Autonoma della Sardegna
Assessorato al Turismo Francesco Morandi
Artigianato e Commercio
Assessorato alla Pubblica Istruzione Claudia Firino
Beni Culturali, Informazione
Spettacolo e Sport
Segretariato Regionale del M.I.B.A.C.T. Marco Minoja
per la Sardegna Linda Garavaglia
Polo Museale della Sardegna Giovanna Damiani
M.I.B.A.C.T. M.I.U.R. Ufficio Scolastico Regionale Francesco Feliziani
per la Sardegna Rosalba Crobu
Comune di Cagliari Massimo Zedda
Enrica Puggioni
Provincia di Cagliari Franco Sardi
Ufficio Regionale Francesco Tamponi
Beni Culturali Ecclesiastici
ANCI Sardegna Pier Sandro Scano
Umberto Oppus
Università degli Studi di Cagliari Maria Del Zompo
Fabio Pinna
Università degli Studi di Sassari Massimo Carpinelli
Pinuccia Simbula
Imago Mundi Onlus Fabrizio Frongia
Associazione Culturale Armando Serri
onsorzio CAMU’ Centri d’Arte e Musei Francesca Spissu
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Giuseppe Murru
Alessandro Piludu
Nicoletta Manai
Confesercenti Regione Sardegna Marco Sulis
Confcommercio Sardegna Agostino Cicalò
Sardegna Solidale Giampiero Farru
Centro Servizi per il volontariato
Fondazione Banco di Sardegna Antonio Cabras
Franco Carta
Sardex Gabriele Littera
Roberto Spano
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Cagliari
Monumenti Aperti
Calendario Regionale
aprile / giugno 2015
18/19 APRILE
Mango (CN)
Santo Stefano Belbo (CN)
25/26 APRILE
Nuoro
2/3 MAGGIO
Carbonia
Gonnosfanadiga
Guspini
Ploaghe
Sadali
San Gavino Monreale
Sanluri
Santa Giusta
Sardara
Villamassargia
9/10 MAGGIO
Cagliari
Oristano
Sassari
Settimo San Pietro
16/17 MAGGIO
Alghero
Calasetta
Capoterra
Iglesias
Marrubiu
Padria
Portoscuso
Porto Torres
Sant’Antioco
Sennori
Serramanna
Siddi
Tortolì/Arbatax
Uras
Villacidro
Villanovafranca
23/24 MAGGIO
Bitti
Bosa
Dolianova
Monserrato
Olbia
Pula
Quartu Sant’Elena
Quartucciu
San Giovanni Suergiu
Soleminis
Teulada
Telti
30/31 MAGGIO
Buggerru
Carloforte
Cuglieri
Fluminimaggiore
Gonnesa
Ozieri
Selargius
Serdiana
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Orari della
Manifestazione
I monumenti saranno visitabili sabato 9 e domenica 10
dalle 9.00 alle 20.00
Nelle Chiese le visite guidate verranno sospese durante le
funzioni religiose.
In alcuni monumenti l’accesso sarà permesso esclusivamente con visita guidata.
L’orario di apertura di alcuni monumenti potrebbe non coincidere con quelli della manifestazione:
• Archivio di Stato, via Gallura, 2
Visitabile solo nella giornata di domenica dalle ore 9.00
alle ore 19.00
• Chiesa San Giorgio e Santa Caterina, via Gemelli
Visitabile sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle
16.00 alle 20.00
• Consiglio regionale della Sardegna, via Roma
Visitabile sabato dalle 16.00 alle 20.00, domenica dalle
9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00
• Exmè, via Sanna - Pirri
Visitabile sabato dalle 16.00 alle 20.00 e domenica dalle
10.00 alle 20.00
• Liceo Dettori, via Cugia
Visitabile sabato solo pomeriggio dalle 16.00 alle 20.00;
domenica 10 dalle 9.00 alle 20.00
• Museo di Fisica, Cittadella Universitaria SS 554, Km
4.500 Monserrato
Sabato visite guidate alle 16.00, 17.00, 18.00
Domenica visite guidate alle ore 10.00, 11.00, 12.00;
16.00, 17.00, 18.00. Gruppi max 30 visitatori.
• Orto Botanico, viale Sant’Ignazio 11
Visitabile sabato e domenica dalle 9.00 alle 19.00
• Padiglione Mandolesi, piazza d’Armi/via Marengo
Visitabile sabato e domenica dalle 9.00 alle ore 13.00 e
dalle ore 15.00 alle ore 20.00
• Palazzo C.I.S., viale Bonaria
Visitabile sabato solo pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00;
domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 19.00 .
Accesso solo con visita guidata
• Teatro delle Saline
Visitabile sabato e domenica dalle 10.00 alle 14.00 e dalle
16.00 alle 20.00
• Villa Satta, viale Trento 39
La Villa sarà visitabile sabato e domenica dalle ore 9.00
alle ore 13.00.
Il Parco: sarà visitabile sabato dalle 9.00 alle 13.00; domenica dalle ore 9.00 alle ore 20.00
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Cagliari
i Informazioni Utili
Monumenti Aperti ha sede a Cagliari presso Il Ghetto, via
Santa Croce 18, tel. 070.6402115, dove è possibile rivolgersi
per informazioni relative alla promozione ed organizzazione
della manifestazione.
INFO POINT Grazie al contributo dei volontari della manifestazione, sabato e domenica dalle 9.00 alle 20.00, saranno
presenti in punti strategici della città sei punti di informazione.
Verranno date informazioni sui monumenti, sulle attività collaterali e suggerimenti di visita.
Piazza Yenne, Viale La Palma, Piazza Indipendenza, Pirri Piazza Italia - Sede Ex Dazio
In collaborazione con: Associazione Qedora, Associazione
Erasmus, Associazione Pirri Antiche Storie del mio Paese
Informazioni e materiali sulla manifestazione disponibili
presso l'Ufficio del Turismo, c/o Palazzo Civico, Via Roma 145
sabato e domenica dalle 09.00 alle 20.00
070 6778173, 070 6777397, 338 6498498
email: [email protected]
www.cagliariturismo.it
facebook.com/cagliariturismo - twitter.com/cagliariturismo
Infopoint Mediateca del Mediterraneo, via Mameli
Cell 342.3422010
Informazioni su www.sardegnagrandieventi.it
@ Ufficio stampa e Social media team
I contenuti informativi della manifestazione corredati da informazioni sempre aggiornate, foto e materiali video sono ospitati nel
sito ufficiale della manifestazione www.monumentiaperti.com. Le informazioni per tutte le testate giornalistiche sono garantite dall’ufficio stampa, a cura del Consorzio Camù C/o Centro
Comunale d’Arte e Cultura il Ghetto contattando il numero
3466675296 o scrivendo a [email protected].
Comunicati stampa e immagini potranno essere scaricate
dall’area stampa del sito monumentiaperti.com.
Anche quest’anno Imago Mundi Onlus rinnova la collaborazione tra Ufficio Stampa e Comunicazione e i dipartimenti di
Storia, Beni Culturali e Territorio e Scienze della Comunicazione dell’Università di Cagliari. È stato creato un social media
team composto da un gruppo di studenti che sarà attivo a
Cagliari e in vari comuni dell’Isola.
Il racconto in diretta della XIX edizione di Monumenti Aperti si
svolgerà sui tre canali ufficiali di Facebook (Monumenti Aperti), Twitter e Instagram (@monumentiaperti).
Il tag ufficiale di questa edizione è #maperti15.
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Monumenti in
Musica & Spettacoli
SABATO 9 MAGGIO
Cittadella dei Musei, ore 11.00
Esibizione del Coro Folkloristico della Sardegna, brani tradizionali sardi. Dirige il Maestro Giovanni Pani.
Teatro Massimo, ore 11.00
Prove aperte dello spettacolo Incendi di Wajdi Mouawad. Seconda tappa di una tetralogia dedicata alla memoria, Incendi
riesce a farci rivivere gli sconvolgenti orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato a convivere, e, insieme, a
farci commuovere profondamente e a comunicarci un fortissimo senso della vita. Regia di Guido De Monticelli, scene e
costumi di Fausto Dappiè, musiche di Alessandro Olla.
Teatro delle Saline, ore 12.00
Le classi di pianoforte, di chitarra, di clarinetto e di percussioni dell’Istituto Comprensivo Randaccio -Tuveri - Don Milani, si
esibiranno in concerto.
Teatro Massimo, ore 16.00
Prove aperte dello spettacolo Incendi di Wajdi Mouawad. Seconda tappa di una tetralogia dedicata alla memoria, Incendi
riesce a farci rivivere gli sconvolgenti orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato a convivere, e, insieme, a
farci commuovere profondamente e a comunicarci un fortissimo senso della vita. Regia di Guido De Monticelli, scene e
costumi di Fausto Dappiè, musiche di Alessandro Olla.
Il Ghetto, ore 16.30
Esibizione del Coro Cantores Mundi. Dirige il Maestro Boris
Smocovich.
Exmà, sala conferenze, ore 17.00
Concerto dell’Associazione Amici della Musica. Musiche di G.
Puccini, F. P. Tosti, G. Verdi, A. Piazzolla.
Liceo Dettori, ore 17.00
Luigi Casciu legge stralci dell’inedito diario del reduce della
grande guerra Fulvio Casciu, messo gentilmente a disposizione dalla famiglia. Fulvio Casciu, classe 1899, partì al fronte
e combatté la logorante e drammatica guerra di trincea nel
nord Italia. Scrisse la sua testimonianza in un piccolo diario
che raccoglie, con lucida analisi, le vicende che lo videro protagonista.
Biblioteca Universitaria, Sala settecentesca, ore 18.00
Il Coro Jubilate diretto da Alicia Gibelli e il Gruppo di Lettura
espressiva del Centro Area 3 diretto da Fausto Siddi si esibiranno in un Recital letterario canoro da “Le fiamme di Toledo”
di Giulio Angioni.
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Cagliari
Chiesa del Cristo Re, ore 18.00
Accompagnamento musicale durante la messa dei giovani strumentisti del Conservatorio Statale di Musica G.P. da Palestrina.
Cittadella dei Musei, ore 18.00
Concerto della Corale Polifonica Santa Cecilia. Dirige il Maestro Giovanni Pani.
Teatro delle Saline, ore 18.00
Le Orchestre e il coro dell’Istituto Comprensivo Randaccio
- Tuveri - Don Milani si esibirà in concerto. Musiche di M.
Spaccazocchi, D. Byrne, A. Gianoglio, L. Cohen.
Palazzo del Rettorato, ore 18.00
Glee's, musiche di Irlanda e Sardegna, proporrà una raccolta
di canzoni tradizionali; a confronto le vicende sarde e irlandesi
del ‘900.
Exmà, sala conferenze, ore 19.00
Esibizione del Coro di Voci Bianche e il Coro Musica Viva Cagliari e l'Ensemble di percussioni della Scuola Manno di Cagliari. Al pianoforte Orio Buccellato, dirige Maria Paola Nonne.
Teatro Massimo, ore 19.00
Sardegna Teatro in collaborazione con Cineteca Sarda.
Proiezione del film Il giardino dei limoni di Eran Riklis, 2008.
Tratto da una vicenda reale il film racconta la battaglia legale
di una donna palestinese in difesa del proprio limoneto e affronta il conflitto Israele-Palestina descrivendo l’inatteso coinvolgimento della moglie del Ministro della Difesa israeliano.
Chiesa di San Domenico, ore 20.00
Il Coro Polifonico Musica Insieme si esibirà in opere di Musicisti e Compositori del ‘900.
Chiesa di Santa Caterina e San Giorgio
Gli allievi del Conservatorio G.P. da Palestrina - “LabOs” (Laboratorio Organi Storici) si esibiranno sulle musiche di Paul Hindemith, Nino Rota, Pietro Alessandro Yon e Giuseppe Rosetta.
DOMENICA 10 MAGGIO
Centro della Cultura Contadina, ore 11.00
Esibizione del Coro Folkloristico della Sardegna, brani tradizionali sardi. Dirige il Maestro Giovanni Pani.
Chiesa del Cristo Re, ore 11.00
Accompagnamento musicale durante la messa dei giovani strumentisti del Conservatorio Statale di Musica G.P. da Palestrina.
Via S. Domenico, dalle ore 12.00 alle 12.45
Suono al Civico Concerto della rassegna primaverile di musica dal vivo dai balconi che si affacciano sulla piazza di uno dei
quartieri storici più belli di Cagliari.
Palazzo Siotto, ore 12.00
Reading performance Periferie dell’Infinito. Testi e letture di Davide Catinari, musiche di Samuele Dessì e Domenico Meloni.
monumentiaperti
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Lo spettacolo, diviso in 2 parti, comprende immagini tratte
da “Pigreco” di Aronosfky e canzoni estratte dalla produzione
dei Dorian Gray.
Il Ghetto, ore 11.00 e ore 12.00
Concerto degli alunni della Scuola Secondaria di I grado Rosas, dirige il coro la professoressa Abis, dirige l’orchestra la
professoressa Merlino.
Teatro Massimo, ore 11.00
Prove aperte dello spettacolo Incendi di Wajdi Mouawad. Seconda tappa di una tetralogia dedicata alla memoria, Incendi
riesce a farci rivivere gli sconvolgenti orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato a convivere, e, insieme, a
farci commuovere profondamente e a comunicarci un fortissimo senso della vita. Regia di Guido De Monticelli, scene e
costumi di Fausto Dappiè, musiche di Alessandro Olla.
Teatro Massimo, ore 11.30
Esibizione delle orchestre delle classi dell’Istituto comprensivo
C. Colombo. Musiche di G. Verdi e N. Piovani. Soprano: Alessandra Mei, tenore: Mauro Secci. Dirige Giampaolo Zucca.
Teatro Massimo, ore 16.00
Prove aperte dello spettacolo Incendi di Wajdi Mouawad. Seconda tappa di una tetralogia dedicata alla memoria, Incendi
riesce a farci rivivere gli sconvolgenti orrori della guerra in Medioriente con cui abbiamo imparato a convivere, e, insieme, a
farci commuovere profondamente e a comunicarci un fortissimo senso della vita. Regia di Guido De Monticelli, scene e
costumi di Fausto Dappiè, musiche di Alessandro Olla.
Teatro Massimo, ore 16.00
Concerto Bielorusso, musica e balli dalla Bielorussia.
Exmà, ore 17.00
Concerto dell’Associazione Amici della Musica. Musiche di G.
Puccini, F. P. Tosti, G. Verdi, A. Piazzolla.
Liceo Dettori, ore 17.00
Letture in ricordo di Antonio Romagnino, legge Cristina Maccioni, attrice del Teatro di Sardegna
Centro della Cultura Contadina, ore 18.00
Concerto della Corale Polifonica Santa Cecilia. Dirige il Maestro Giovanni Pani.
Chiesa del Cristo Re, ore 18.00
Accompagnamento musicale durante la messa dei giovani
strumentisti del Conservatorio Statale di Musica G.P. da Palestrina.
Chiesa di San Vincenzo De Paoli, ore 18.00
Concerto del Gruppo Vocale Cantigos.
Liceo Dettori, ore 18.30
Concerto degli allievi del Conservatorio G.P. da Palestrina
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Cagliari
Exmà, sala conferenze, ore 19.00
Corto recitato che racconta la vita in trincea nella Grande
Guerra dall’opera Un anno sull’altipiano di Emilio Lussu.
Sottofondo musicale dal vivo, la Corale «Nuova Armonia»
eseguirà spezzoni di brani a tema. Dirige Maestra Ivana Busu.
Teatro Massimo, ore 19.00
Spettacolo Teatrale dal titolo La via del pepe, adattamento
teatrale per burattini e musica dal vivo del testo di Massimo
Carlotto che attraverso questa fiaba ironica e commovente
racconta il dramma di migliaia di esseri umani spinti da fame
e guerre alla deriva nel Mediterraneo. Con Tonino Murru,
musiche in scena di Mauro Palmas, regia di Marco Sanna.
Ex Priogheddu, oratorio Chiesa Santa Rosalia via Principe Amedeo 20, ore 19.30
Reading di letture dedicate a personaggi popolari che hanno
segnato la storia della città di Cagliari quali Casu Marzu, Nandino, Is fraris Macceddus, Teresa pin pin pin, Franciscu su
bastardu, Liberato e su Barberi. I testi sono tratti dal libro e da
scritti della Cara Cagliari di Anna Rosa Zedda.
Chiesa del Carmine, ore 20.00
Il Coro Collegium Karalitanum si esibirà in un concerto dal
titolo “Dal colto… al popolare”. Dirige il Maestro Giacomo
Medas.
Conservatorio G.P. da Palestrina
Durante tutta la giornata un omaggio al musicista Roberto
Pellegrini dal titolo Interzone, festival ideato dallo stesso musicista, termine coniato dallo scrittore William Burroughs in
Naked Lunch - Il pasto nudo e ripreso da David Cronenberg
nel film omonimo. Cercare di definire il significato di Interzone
porta in uno spazio grigio, fuligginoso e giallognolo, labirintico
quanto basta perché il musicista e l’ascoltatore vi si perdano,
senza possibilità di salvezza. Un viaggio tra jazz, musica contemporanea e improvvisazione radicale, una luce che illumina
e oscura, un senso di irrealtà, una mezza veglia, una sorta
di continuo transito tra una visione ad occhi aperti e una ad
occhi chiusi.
Auditorium del Conservatorio G.P. da Palestrina, Chiesa del Cristo Re, Galleria Comunale, Teatro Lirico
Durante le due giornate le visite guidate saranno accompagnate da interventi musicali dei giovani strumentisti del Conservatorio Statale di Musica G.P. Da Palestrina.
Teatro delle Saline
Durante tutta la giornata sarà possibile assistere all’allestimento dello spettacolo “Storia finta” del regista Lelio Lecis.
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Attività per Bambini
Le parole della bellezza
L’edizione 2015 di Cagliari Monumenti Aperti vede per il secondo anno la realizzazione di un progetto speciale di scrittura e narrazione del patrimonio culturale Le parole della
bellezza, dedicato agli studenti delle scuole Primarie, ideato
dallo scrittore Luigi Dal Cin, autore di oltre 100 libri per ragazzi
tradotti in 10 lingue diverse e Premio Andersen 2013
Alla ricerca dell’ispirazione perduta!
Teatro Lirico di Cagliari
Domenica 10 maggio repliche alle ore 10.00, 11.00, 12.00,
16.00, 17.00, 18.00
Al Palazzo Civico di Cagliari
Palazzo Civico
Sabato 9 e domenica 10 maggio dalle 9.00 alle 20.00
Il progetto presenta due racconti originali:
Alla ricerca dell’ispirazione perduta! scritto da Luigi Dal
Cin con i bambini delle classi IV e V della Scuola Primaria “I
Pini” di Cagliari verrà messo in scena dai piccoli protagonisti negli spazi del Teatro Lirico di Cagliari grazie alla drammaturgia e regia dell’attore e regista Fabio Marceddu e del
regista e musicista Antonello Murgia del Teatro dallarmadio
e alla collaborazione di Eugenio Milia e Viviana Gimelli della
Fondazione Teatro Lirico di Cagliari.
Al Palazzo Civico di Cagliari scritto da Luigi Dal Cin con
i bambini delle classi IV A, B, C, D della Scuola Primaria
dell’Istituto Comprensivo “Su Planu” di Selargius. Gli
stessi bambini lo racconteranno attraverso una visita guidata
teatralizzata nelle sale del Municipio di via Roma.
I racconti possono essere letti nella sezione Attività per bambini del sito www.monumentiaperti.com
Lo sguardo che crea
Pinacoteca Nazionale di Cagliari
Sabato 9 e domenica 10 maggio dalle 9.00 alle 20.00
Dopo la prima edizione nel 2014 all’Exmà, il progetto, da un’idea e con la collaborazione dello scrittore per l’infanzia Luigi
Dal Cin, ha visto coinvolte quest’anno le classi prime della
Scuola Primaria dell’Istituto Comprensivo “Su Planu” di
Selargius in un laboratorio dedicato alla Pinacoteca Nazionale
di Cagliari, grazie anche alla collaborazione con la Dott.ssa
Marcella Serreli, la Direzione del Museo e la Soprintendenza
Belle Arti e Paesaggio.
L’attività svolta dai bambini mirava a stimolare l’osservazione
attenta delle cose che ci circondano e a guardare con occhi
più attenti la città e i suoi monumenti.
Quante volte in un muro rovinato o un marciapiede o ancora
un edificio particolare ci sembra di intravedere forme di animali
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Cagliari
o piante? Dopo un attenta analisi dei particolari della struttura,
dei quadri e dei retabli della Pinacoteca Nazionale di Cagliari,
i piccoli alunni di Su Planu li hanno rielaborati graficamente e
hanno realizzato una mostra dei loro lavori, visitabile per Cagliari Monumenti Aperti proprio all’interno della Pinacoteca.
E saranno proprio loro ad accogliere i visitatori di ogni età per
raccontare il progetto e suggerire loro di andare alla scoperta
di tanti nuovi particolari.
Hanno coordinato i progetti Francesca Spissu e Alessandra
Spissu e collaborato alle attività didattiche Marco Cabitza e Giancarlo Zedda per l’Associazione Culturale Imago Mundi Onlus.
Sotto le ali del vento
Tour alla scoperta della città con l’autore Luigi Dal Cin
Partenza e arrivo Exmà, via San Lucifero 71
Sabato 9 maggio ore 17.30
Domenica 10 maggio ore 17.30
In tour sull’ Open bus del CTM Cagliari con lo scrittore Luigi
Dal Cin che racconterà a bambini e adulti le meraviglie storiche, artistiche e culturali di Cagliari.
L’autore del libro per bambini Sotto le ali del vento, dedicato
alla città di Cagliari, indosserà i panni di moderno Cicerone e
condurrà i passeggeri dell’Open bus per la città raccontandone la bellezza dal suo personalissimo punto di vista.
In collaborazione con Consorzio Camu’ e Libreria Tuttestorie
Salita libera fino ad esaurimento posti.
LABORATORIO CREATIVO
Il Ludohospital Il Sole, l’atelier pedagogico della I Clinica Pediatrica di Cagliari, e la sezione D della Scuola dell’Infanzia di
Maracalagonis, I.C. A. Manzoni, presentano Storie misteriose: i cunicoli del San Giovanni di Dio.
I bambini sono stati accompagnati nella storia e nella architettura dell’antico ospedale cagliaritano, con un occhio di riguardo per i suoi cunicoli sotterranei.
I piccoli ospiti della Clinica e gli alunni della Scuola dell’Infanzia hanno manifestato il loro personale punto di vista attraverso diversi canali espressivi: narrativo, grafico-pittorico,
plastico-manipolativo.
I lavori sono esposti al San Giovanni di Dio nei seguenti orari:
10.00/13.00; 16.00/19.00
Per i bambini che verranno a trovarci è stato allestito un piccolo laboratorio creativo, dove è possibile disegnare, colorare e giocare allo speciale Gioco dell’oca” costruito per l’occasione e ambientato all’interno dell’ospedale.
Per maggiori informazioni sulle attività del Ludohospital Il Sole
consultare il sito dedicato: pacs.unica.it/ludohospitalilsole.
monumentiaperti
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PICCOLI REPORTER
Per il quarto anno consecutivo
prosegue l’iniziativa Piccoli Reporter. Fra le strade di Cagliari e
dentro il Teatro Lirico del capoluogo, quattordici piccoli studenti
della 5a A della Scuola Primaria
Stella di Mare di Flumini di Quartu
e otto della classe 4a A e 4a B della Infanzia Lieta di Cagliari realizzeranno una serie di articoli corredati da immagini fotografiche
che saranno impaginati simulando una vera pagina di giornale,
per diventare un racconto della
manifestazione vista ad altezza di
bambino!
I materiali realizzati saranno pubblicati sul sito monumentiaperti.com e sui canali social della manifestazione.
Quest’anno il progetto è realizzato in collaborazione con l'Ufficio Stampa e Comunicazione del Consorzio Camù e gli uffici
tecnici e artistici del Teatro Lirico di Cagliari.
16
Cagliari
Gusta la città e
I Racconti di Monumenti
Aperti
Edizione speciale
Quest’anno viene infatti proposto un itinerario attorno ai piatti
della cucina tradizionale cagliaritana che coinvolge nove ristoratori cittadini e si intreccia con il progetto I Racconti di Monumenti Aperti. Una iniziativa condotta con il prezioso contributo
del Consorzio Commerciale Naturale Cagliari Centro Storico
e con il supporto di Confesercenti provinciale di Cagliari e di
Confcommercio Cagliari.
In ognuno dei ristoranti aderenti all’iniziativa si potranno non
solo gustare i deliziosi piatti della tradizione ma sarà anche
possibile trovare un originale quaderno, illustrato da Ignazio
Fulghesu, che conterrà nove ricette tipiche introdotte da Mi
porterò dietro la macchina fotografica, e un aggettivo: stravanato, un racconto originale dedicato al cibo tradizionale,
scritto da Nino Nonnis e di cui vi anticipiamo l’incipit:
“Capita che uno vada a visitare un monumento, un museo e lo
trovi chiuso. Pare che sia un problema tipicamente italiano. Per
cui, quando si dice Monumenti Aperti c’è la garanzia di poterlo
visitare. I turisti e i locali possono organizzarsi senza temere
sorprese. Che sono lasciate ai ristoranti: apriranno?”
Partecipano all’iniziativa i ristoranti aderenti al Consorzio.
In questi locali troverete alcune delle ricette proposte e altri
piatti tipici della cucina tradizionale cagliaritana e regionale.
• Antica Cagliari, ristorante con cucina mediterranea, Via
Sardegna 49, 070 7340198
• Enò, ristorante e vineria con cucina tradizionale rivisitata
e materie prime locali e di stagione, Vico Carlo Felice 10,
070 6848243
• Il Buongustaio, ristorante con cucina regionale, Via Concezione 7, 070 668124
• Il Conte di Cavour, trattoria cagliaritana con cucina tipica,
Via Cavour 83, 070 3111101
• L’Ostrica Ubriaca, ristorante ,Via Cavour 48, 070 7568536
La Pola, ristorante con specialità di mare, Vico Barcellona
10, 070 650604
• Su Cumbidu, cucina tipica sarda a base di carne, Via Napoli 11, 070 670712
• Sa Schironada Via Baylle 39, 070 680570
• Trattoria Gennargentu, cucina tipica sarda, Via Sardegna 60,
070 658247
Sarà inoltre aperto il 9 e 10 maggio
• Ristorante Locanda dei Buoni e Cattivi, Via Vittorio Veneto
96, 070.7345223
monumentiaperti
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Cultura senza barriere
Monumenti aperti a tutti
Cultura senza barriere - Monumenti Aperti a tutti, è un’iniziativa nata ormai dodici anni fa in seno a Monumenti Aperti
nella città di Cagliari che oggi estende i suoi servizi agli altri
comuni aderenti alla rete della manifestazione prefiggendosi
l’obiettivo di facilitare l’accessibilità ai monumenti a coloro che
si trovano in condizioni di svantaggio e disabilità temporanea
o permanente, con servizi di visita guidata rivolti a non udenti,
percorsi tattili e testi in braille per non vedenti, mostre, accessi
facilitati per i disabili motori, servizi di mobilità dedicati.
Tutto questo avviene grazie alla preziosa collaborazione di
tante associazioni di volontariato insieme ad istituzioni ed enti
pubblici e privati che con grande generosità concorrono alla
realizzazione di questa importante esperienza che rende ogni
anno più democratica la conoscenza del nostro patrimonio
culturale. Anche quest’anno in tutte le schede dei monumenti
presenti in questa guida sono segnalate con apposita simbologia le tipologie di accessibilità raggiunte.
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti Onlus e
l’U.N.I.Vo.C in occasione di Monumenti aperti 2015 organizzerà al Teatro Massimo di Cagliari, in commemorazione della
scrittrice Cenza Thermes, dalle 17.00 alle 18.00 di sabato 9
maggio, la lettura di alcuni brani tratti dalle sue opere su Cagliari e di un brano di Patrizia Piras intitolato “La mia amica Cenza”.
ENS (Ente Nazionale Sordi) Sezione Provinciale di Cagliari effettuerà il giorno domenica 10 maggio la visita guidata
per i sordi in lingua italiana dei segni (LIS).
Partenza alle ore 9.30 presso la Legione dei Carabinieri, via
Sonnino e di seguito si visiterà Tuvixeddu.
ANFFAS Onlus Cagliari - Associazione Nazionale per
famiglie di persone con disabilità intellettive e/o relazionali. I ragazzi dell’Associazione accoglieranno i visitatori
alla Cittadella dei Musei.
Associazione Futuribile e Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna Anche quest’anno, grazie alla collaborazione dell’Associazione Futuribile e dell’Associazione Bambini
Cerebrolesi Abc, si terrà un mini tour accessibile. La partenza è prevista sabato 9 maggio alle ore 16.00 all’ingresso
dell’Infopoint del Parco di Molentargius, il tour proseguirà
con la visita del Parco Naturale, del Percorso della Città del
Sale, del Teatro delle Saline, dell’Officina e la Centrale Elettrica
e della Chiesa della Palma.
Il servizio porta a porta di CTM SpA
dedicato alle persone che non possono utilizzare il servizio di
trasporto pubblico di linea, con disabilità, invalidi civili, anzia18
Cagliari
ni ultrasessantenni non autosufficienti ed altri con limitazioni
psicofisiche, beneficiari di agevolazioni tariffarie regionali sui
trasporti pubblici.
Il costo del servizio è di un biglietto di corsa semplice a tratta,
intendendo come tratta l’andata o il ritorno (es. per il viaggio
di andata e ritorno bisogna obliterare 2 biglietti di corsa semplice). Per accedere al servizio è necessario effettuare una
prenotazione al n. verde 800259745, dal lunedì al venerdì
dalle ore 8.00 alle ore 13.00, il venerdì dalle ore 15.00 alle
ore 19.00 e il sabato dalle ore 8.00 alle ore 10.00. La prenotazione può essere effettuata anche attraverso il sito internet:
www.ctmcagliari.it cliccando sul link “servizio a chiamata”, e
deve pervenire il giorno prima l’utilizzo del servizio. Il servizio
normalmente è programmato dal Lunedì al Sabato mattina,
ma in occasione di Cagliari Monumenti Aperti 2015, CTM attiverà Amicobus nelle giornate di sabato 9 Maggio, dalle ore
10.00 alle ore 20.00 (con prenotazione fatta il venerdì entro
le 18.00) e domenica 10 Maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00
(con prenotazione fatta il sabato entro le 10:00), prevedendo
come destinazioni i soli Monumenti interessati dalla manifestazione. Nelle giornate di sabato e domenica non è prevista
la presenza dell’assistente di bordo.
CTM BUS
Questi loghi inseriti nella scheda del monumento in corrispondenza della linea bus, indicano le diverse modalità di accesibilità ai mezzi del CTM.
LEGENDA
accesso in autonomia
parcheggio di sosta per auto munite di contrassegno
accesso con accompagnatore necessario
WC
servizio igienico accessibile
possibilità di visita in lingua italiana dei segni (LIS)
monumentiaperti
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Iniziative speciali
PROIEZIONI VIDEO
Cinema Odissea, viale Trieste, 84
Domenica 10 maggio dalle 10.00 alle 13.30, Ingresso libero.
Cagliari - la città visibile. Viaggio nei frammenti di una
Cagliari raccontata dal cinema
Proiezioni dei cortometraggi:
Sono uguali in vacanza di Peter Marcias
Il mondo sopra la testa di Peter Marcias
Cicatrici di Peter Marcias
Circolare notturna di Paolo Carboni
Anni Settanta a Sant’Elia di Marilisa Piga Quella notte di Giovanni Columbu
Frammenti visivi di Enrico Pau (selezione di corti)
Selezione di cortometraggi realizzati dagli studenti delle scuole cagliaritane.
Per l’occasione, saranno i registi, maschere d’eccezione, ad accogliere il pubblico e ad accompagnarlo in sala
Info 070271709.
Libreria Il bastione, piazza Costituzione e negozio di
specialità alimentari Sapori di Sardegna, via Baylle
Proiezione nelle vetrine del video film Città en marche: sul
fronte del mare la città emerge.
Racconto video del tessuto storico della città attraverso le
trasformazioni urbanistiche, culturali e commerciali tra la fine
dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento.
A cura della Associazione La pleiade, in collaborazione con
Renderingstudio e la Fondazione del Banco di Sardegna.
Cimitero di Bonaria - NFC (Near Field Communication)
Anche per Monumenti Aperti sarà possibile usufruire del sistema informativo inaugurato in occasione delle celebrazioni
per il centenario della Grande Guerra.
Una parte dei cenotafi localizzati nel Viale degli Eroi (entrando
sulla sinistra) è stato dotato di apparati di visualizzazione e
informazione tramite NFC. Con questo sistema, basta avvicinare al punto di interesse (segnalato con apposita targhetta) un apparecchio abilitato e collegato a internet (come uno
smartphone o un tablet) per vedere apparire sullo schermo
testi, immagini, video o altri contributi informativi.
Il sistema di connessione automatica si indirizzerà, infatti, su
una pagina web specifica che riporta la scheda del combattente cagliaritano ricordato dalla lapide.
MOSTRE
SEARCH - Sottopiano del Palazzo Civico
Sa Gherra 1915/1918. Memorie dalla Grande Guerra
Nel centenario della Prima Giuerra Mondiale, il Comune di
Cagliari ha voluto ricordare la Grande Guerra con una mostra
che ha coinvolto attivamente la cittadinanza, rinnovando al
SEARCH la formula della mostra partecipata.
Le lettere, i diari, le fotografie, le cartoline, i telegrammi diven20
Cagliari
tano oggi per noi preziose testimonianze; per chi le scrisse furono l’unico mezzo per mantenere i legami familiari e gli affetti
più cari, per chi le ricevette e le lesse furono fonte di sollievo o
di immenso dolore, viva testimonianza delle passioni umane.
Custodite in cassetti e riposte tra le pagine di un libro queste
mute testimonianze di dolori e gioie riacquistano voce in una
mostra partecipata in cui la storia familiare si intreccia con
quella nazionale e mondiale.
Il progetto espositivo, curato da Anna Maria Montaldo, si avvale per la scenografia della creatività artistica di Antonello
Ottonello e di Giorgio Dettori per la parte fotografica.
Realizzata dalla MEM - biblioteche comunali, dall’Archivio
Storico del Comune e dal Servizio Civile Nazionale della MEM,
la mostra, articolata in due atti e visitabile fino al 2 gennaio
2016 nelle sale del SEARCH, sarà arricchita da un importante
programma di rassegne cinematografiche, incontri, testimonianze, performance.
Biblioteca Universitaria, via Università32/a
Il Novecento nei fondi della Biblioteca Universitaria
Attraverso una scelta di incisioni conservate nel Gabinetto delle Stampe “Anna Marongiu Pernis” la Biblioteca Universitaria
allestisce una mostra che ha lo scopo specifico di mettere in
evidenza l’importanza del Novecento riguardo al campo dell’incisione, decisamente significativo per l’arte in Sardegna.
In particolare le opere scelte privilegiano artisti del secondo Novecento che offrono un ambito molto ampio comprendente sia
il figurativo sia l’astratto secondo le varie declinazioni che l’arte
del XX secolo ha attraversato.
Sono esposti inoltre documenti bibliografici relativi all’argomento e il torchio calcografico appartenuto ad Anna Marongiu Pernis, custodito nella Sala Settecentesca della Biblioteca
e, a suo tempo, donato dalla famiglia dell’artista.
Fattoria Sa Illetta, Loc. Sa Illetta S.S. 195
Mostra sabato 9 maggio ore 17.00 inaugurazione della mostra: Riccardo Simonetti. Le sue architetture nella Cagliari del primo Novecento
La mostra prevede l’esposizione di progetti, fotografie, documenti pubblici e privati, che di Riccardo Simonetti illustrano la
vita e l’attività professionale.
La Cagliari del primo Novecento è fortemente segnata dall’opera di Riccardo Simonetti (1873-1954) ingegnere cagliaritano: lo si ricorda innanzitutto quale progettista e direttore
dei lavori della nuova Basilica di Bonaria e degli importanti
interventi nella chiesa di Sant’Eulalia; professionista di riferimento della borghesia cagliaritana, firma i progetti del palazzo
Balletto e quelli per l’ampliamento del palazzo Valdès verso la
piazza Marghinotti.
A Simonetti si deve anche il completamento degli edifici della
Camera di Commercio e dell’attigua Banca commerciale, insieme alla realizzazione di molte pregevolissime opere, sia in
città che nell’hinterland.
La mostra rimarrà aperta fino al 17 maggio.
monumentiaperti
21
Convegno sabato 9 maggio, alle ore 18.00 parleranno di
Riccardo Simonetti e delle sue architetture urbane Monica
Grossi, Franco Masala, Marco Cadinu e Marcello Schirru.
A cura di: Associazione Giorgio Asproni, Scuola di Architettura dell’Università di Cagliari e la Soprintendenza Archivistica
della Sardegna.
Consiglio Regionale della Sardegna Via Roma, 25
Biografia di un progetto artistico. Nivola al Palazzo della Regione Sardegna 1985-2015
A trent’anni dalla commissione a Costantino Nivola (19111988) della decorazione del Palazzo del Consiglio Regionale
di Cagliari, completato nel 1988, la Presidenza del Consiglio
Regionale della Sardegna, in collaborazione con Fondazione
Costantino Nivola presenta la mostra che ricostruisce il progetto tramite una serie di materiali, immagini, bozzetti, disegni, documenti, video inediti di Costantino Nivola.
A cura di Giuliana Altea e Antonella Camarda.
Archivio di Stato, via Gallura 2
La Grande Guerra: vicende, uomini, società
Esposizione di documenti inediti e testimonianze sulla I Guerra Mondiale in relazione alla partecipazione dei sardi, all’organizzazione e al coinvolgimento dell’intera popolazione.
Exmà, via San Lucifero 71, Sala delle Volte
Equilibri instabili. Personale di Antonio La Rosa
La mostra, curata dal critico Giovanni Intra Sidola, è un percorso fra quadri, sculture, bozzetti e pensieri poetici, che racconteranno i concetti da cui l’artista trae ispirazione. In una
zona dedicata, verrà ricreato lo “studio d’Arte e Sperimentazione”, dove lavorerà ogni giorno dando vita a creazioni contaminate dalla permanenza a Cagliari.
Il Ghetto,via Santa Croce 18, Sale della Corona e dell’Arco
Vittore Bocchetta. Vita e Arte di un antifascista
Vittore Bocchetta, membro del CLN di Verona, incarcerato in
Italia, reduce dei lager nazisti di Flossenburg ed Hersbruck,
esule, artista, scrittore, accademico, letterato.
La mostra, curata da Emanuela Falqui, è divisa in due sezioni: la prima parte riprende le fila dell’opera letteraria,“Prima e
dopo quadri 1918 - 1949”, un’autobiografia accompagnata
da disegni e collage che ritraggono diversi episodi della resistenza a Verona, il carcere, la tortura, gli interrogatori, il lager e
la liberazione. La seconda parte riguarda il periodo statunitense, durante il quale ha lavorato sperimentando forme e materiali diversi nel suo atelier di Chicago. In America ha esposto
in diverse città e ha realizzato monumenti pubblici.
Bunker, via Rolando
Mostra della storia del Vespa Club Cagliari
Il Vespa Club Cagliari, primo Vespa Club della Sardegna nato
nel 1956, racconterà la storia di sessant’anni del Club parallelamente alla storia di Cagliari con l’esposizione di fotografie,
oggetti e diversi modelli di Vespa storiche, mettendo in luce il
forte legame tra i vespisti cagliaritani e la loro città.
22
Cagliari
La Vespa, elemento mitico dell’Italia del secondo dopoguerra
al quale forse ora si guarda con nostalgia, ha permesso a tanti cagliaritani di avere un mezzo di trasporto libero e leggero
con il quale avere un punto di vista “diverso” della città.
Sede dell’ex Priogheddu, oratorio Chiesa Santa Rosalia
via Principe Amedeo 20
Mostra fotografica dedicata alla Festa di Sant’Efisio 2014 del
fotografo Dietrich Steinmetz.
Ospedale Civile S. Giovanni di Dio, via Ospedale - Atrio
principale
Mostra collettiva di pittura di Usai Tiziana, Marcella Peri e Stefano Boy.
BIBLIOBUS
Attivato a luglio del 2014, il servizio di Bibliobus è una biblioteca mobile e itinerante che si configura in base alle esigenze e
ai desideri delle comunità di riferimento. Un servizio innovativo
che permette di arrivare in tutto il tessuto urbano non solo col
prestito di libri, e-book e di e-reader, ma anche con attività di
animazione e promozione alla lettura. Grazie al Bibliobus i libri
arrivano ovunque: nelle piazze, nei giardini, nei mercati e, soprattutto, in quelle aree più lontane dalle biblioteche comunali.
Sono inoltre disponibili due postazioni per la navigazione in
internet e può essere attrezzato uno spazio con sedie, tavolini
e giochi per i più piccoli. Il Bibliobus si configura, quindi, come
un servizio adatto a tutte le fasce d’età e come una biblioteca
di prossimità, vicina a tutti. In occasione di Monumenti Aperti
il Bibliobus avrà le seguenti soste:
Sabato 9 Maggio
Monte Urpinu: 9.30/13.30
Sant’Elia-Parcheggio adiacente alla nuova piazza davanti al
Lazzaretto 16.00/20.00
Domenica
Parco Terramaini: 9.30/13.30
Sant’Elia-Parcheggio adiacente alla nuova piazza davanti al
Lazzaretto 16.00/20.00
monumentiaperti
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Sentieri (in)interrotti
Itinerari del Novecento
Trentapiedi dei Monumenti
Il colle della Cittadella dei Musei
Il tema dell’edizione 2015 invita il Trentapiedi dei Monumenti,
che negli anni passati ha esplorato i quartieri di Marina, Villanova e Bonaria, a guidare i visitatori alla scoperta della zona più
alta della città, quella attorno alla Cittadella dei Musei.
L’area, che conserva segni di una presenza umana in epoca punica e romana, nel
medioevo risultava esterna all’insediamento fortificato pisano. In epoca
sabauda l’area subì ulteriori interventi, divenendo
Regio Arsenale e successivamente caserma, poi
trasformata in distretto
militare. Lesionato dai bombardamenti del 1943, il complesso
architettonico acquisì l’odierna configurazione tra il 1965 e il
1979 su progetto degli architetti Cecchini e Gazzola. Sede di
importanti istituzioni museali statali (Archeologico, Pinacoteca), regionali (Etnografico), e comunali (di Arte siamese), oltre
che di mostre temporanee, ospita la sede operativa del Dipartimento di Storia, Beni Culturali e Territorio dell’Università
di Cagliari, con le aule, la biblioteca, i laboratori e la collezione
archeologica di Evan Gorga.
Grazie al sistema progettato dagli studenti universitari di
Vestigia-Laboratorio di Didattica e Comunicazione dei Beni
Culturali, tutta l’area, attraverso un percorso che parte
dall’ingresso dei Giardini pubblici (dove ha sede la Galleria
comunale d’Arte) e valorizza le vedute dall’alto, potrà essere
riscoperta come grande polo culturale integrato. Un convoglio pedonale partirà a intervalli regolari dal capolinea, rispettando precise fermate e stazioni di scambio. Queste ultime
corrispondono ad altrettanti luoghi, in cui si potrà scegliere
se lasciare il convoglio umano per visitare con la guida dei
volontari i singoli siti, o se proseguire l’esplorazione secondo
il percorso guidato.
Sia sabato che domenica mattina la prima corsa è prevista
per le ore 10.00 e l’ultima per le 12.15. Il pomeriggio la prima
corsa partirà alle 15.00 e l’ultima alle 18.30.
Capolinea: Largo Dessì (ingresso Giardini pubblici)
Via Ubaldo Badas
Piazza Arsenale
Cittadella dei Musei
Viale Buocammino
Via Santi Lorenzo e Pancrazio
Via Giardini pubblici
Capolinea: Largo Dessì (ingresso Giardini pubblici)
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Cagliari
Itinerario La Città Giardino L’itinerario previsto per la manifestazione di Monumenti Aperti 2015 avente come tema l’architettura del ‘900, prevede
come sito principale il Liceo Dettori la cui costruzione risale
alla metà del
secolo e che
vede la scuola
già operativa
nel 1956.
Dal Liceo si procederà alla visita
del quartiere antistante l’istituto,
La Città Giardino, esempio di
Razionalismo e
funzionalità progettata dall’architetto Adalberto Libera intorno al
1950, quartiere costruito come zona residenziale in base alle direttive del Piano casa Fanfani (1949). L’itinerario si articolerà dalla
via Pessina alla via Scano. Si prevede che la visita del quartiere,
avente come guide gli studenti del liceo, si effettuerà con una
scadenza temporale di ogni due ore partendo sempre dall’istituto.
Visite guidate a cura del Liceo Classico Dettori
Sabato dalle 16.00 alle 20.00. Domenica dalle 9.00 alle
20.00, partenza ogni 20 minuti circa.
L’ultimo gruppo partenza ore 19.00.
Luogo di partenza: Liceo Dettori, via Cugia.
Itinerario la Galleria del Sale
L’itinerario è la prima Galleria d’arte contemporanea a cielo
aperto della città di
Cagliari.
Il progetto nasce
nell’agosto del 2014
dall’incontro dell’associazione
Urban
Center Cagliari con
una serie di artisti locali specializzati nella
street art e nell’arte
dei murales, fra i quali Manuinvisible, Crisa, Tellas, Skan, La Fille Bertha che hanno realizzato ciascuno un murale nel contesto
della nuova pista ciclabile che congiunge il porticciolo turistico di
Su Siccu con Viale La Palma, nei pressi dell’ingresso del Parco
di Molentargius.
Gli artisti hanno seguito il tema de “La Natura”, proposto
dall’associazione, proprio per la vicinanza della Galleria all’importante polo naturalistico di Molentargius.
Il percorso della Galleria del Sale inizierà dal primo cavalcavia
pedonale che si incontra lungo la pista ciclopedonale in direzione Molentargius, costeggerà le sponde del canale di San
Bartolomeo per quella che sarà una passeggiata tra arte, namonumentiaperti
25
tura e storia, in cui si riscopriranno luoghi forse troppo spesso
dimenticati dai cittadini di Cagliari.
All’interno di un contesto paesaggistico come quello del parco
di Molentargius, che trova la sua fine nel padiglione dello stoccaggio del sale, le numerose diversità naturalistiche forniscono
un interessante punto di partenza per il nostro percorso, senza
tralasciare la storia e le vicende che per oltre un secolo hanno
animato l’area e fornendo un analisi delle opere, informazioni e
curiosità sugli artisti che hanno realizzato i lavori.
Visite guidate a cura di Urban Center e Istituto Tecnico G.
Deledda
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 12.00; dalle 17.00 alle 19.00
Luogo di partenza Su Siccu - Marina di S. Elmo
durata percorso: circa un’ora
Itinerario Dionigi Scano
Il complesso costituito dall’odierna piazza Indipendenza e dalla piazza Arsenale, è stato sistemato, come oggi lo vediamo,
in seguito ad un intervento di demolizione, di alcune strutture
murarie che, a partire dal 1500, erano state addossate alla
Torre di S. Pancrazio e dall’edificazione del Regio Museo Archeologico risalente agli anni fra il 1904 e il 1906 quando lo
Scano sistema l’area immediatamente a ridosso del Palazzo
delle Seziate, rimaneggiando un edificio che era già stato destinato a Zecca
e poi a carcere femminile. È
stato sede del
Museo archeologico fino al 1993,
quando i reperti
sono stati spostati nella nuova
sede della Cittadella dei Musei,
assieme alla Pinacoteca Nazionale, fino allo stesso anno ospitata nel Palazzo delle Seziate.
L’assetto attuale è dovuto a Dionigi Scano che, tra il 1902 e
il 1907, si pone per la prima volta in Sardegna, il problema del
restauro e della conservazione dei monumenti, in linea con le
esigenze di quel periodo storico in cui, il Regno d’Italia, nato da
poco più di trent’anni, istituiva le Soprintendenze, che avevano il
compito di occuparsi, localmente, dei beni artistici e storici.
Visite guidate a cura dell’Istituto Tecnico Industriale
Dionigi Scano di Monserrato - Cagliari
Sabato e domenica dalle 10.00 alle 13.00; dalle 16.00 alle 19.00
Luogo di partenza piazza Arsenale (lato Palazzo delle Seziate)
Durata percorso circa 30 minuti
26
Cagliari
Itinerario Campo Carreras, piazza Galilei
Qui, a partire dal 1911, sorsero le prime case popolari di
Cagliari realizzate sui lati della via Bacaredda e continuate
nei tardi anni Venti sul
prolungamento
della
stessa via a destra. Nel
1927 fu inaugurato il
palazzo INCIS (Istituto
Nazionale per le Case
degli Impiegati Statali)
nella piazza Galilei dove
veniva realizzato anche
l’edificio d’angolo con
la via Oriani, destinato a brefotrofio provinciale e poi divenuto
ufficio per la stessa amministrazione. Nella via Settembrini è il
palazzo Lixi con le decorazioni di Francesco Ciusa, a ridosso
dell’edificio moderno dove campeggia un interessante disco
di vetri riciclati, opera di Rosanna Rossi.
Visite guidate a cura del Liceo Scientifico Pacinotti
Sabato e domenica dalle ore 9.00 alle 19.00
Luogo di partenza: Piazza Galilei fronte Palazzo della Provincia
Durata percorso circa 30 minuti
Itinerario Pirri
Durante il percorso, si racconteranno le vicende della nascita dell’ex Municipio, poi sede della Consiglio di Circoscrizione, realizzato nei primi
decenni del Novecento e
che, per lo meno fino al
1926/1927, mantenne le
sue prerogative di sede
del consiglio cittadino di
Pirri, poi sede circoscrizionale e, fino a poco
tempo fa, sede della Municipalità, e dei principali
monumenti novecenteschi di Pirri.
Il percorso partirà dalla sede del vecchio Municipio in via
Riva Villasanta, per proseguire verso via Ampere, con lo spazio esterno dell’Ex Distilleria, via Italia, Ex Vetreria, piazza
Italia, Dazio di Consumo ed infine via Gioacchino Murat, Cimitero monumentale.
In ogni sito ci saranno a disposizione dei volontari che esporranno la visita, in alcuni casi saranno delle vere e proprie voci
narranti che racconteranno la storia e alcune particolari vicende del nostro ex Comune, ora Municipalità.
Visite guidate a cura dell’Associazione Pirri, Antiche
Storie del mio Paese
Sabato e domenica dalle ore 9.00 alle 19.00 partenza ogni
20 minuti circa
Luogo di partenza vecchio Municipio in via Riva Villasanta 35
monumentiaperti
27
OPEN BUS Cagliari Monumenti Aperti
Percorsi architettura contemporanea
Il bus scoperto Open Bus del CTM Cagliari, in occasione delle
due giornate della manifestazione sarà disponibile per consentire un tour panoramico sulle architetture novecentesche
della città.
Due i percorsi possibili da effettuare 2 volte la domenica
(ore 10.00 e ore 12.00).
Partenza da Largo Carlo Felice pensilina fronte Camera
di Commercio.
Si ringrazia il CTM Spa per aver messo a disposizione il servizio.
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Cagliari
Quartiere Is Mirrionis
Sabato mattina
Mercato di via Quirra – eureca!
All’interno del Mercato Civico di via Quirra, la mattina di sabato
9 maggio, sarà possibile compiere un percorso coinvolgente tra
i box e i corridoi dove ancora oggi campeggiano le fotografie
realizzate dai corsisti
che hanno partecipato
ai workshop gratuiti di
eureca!
L’importante progetto è stato parte della
programmazione annuale che i Musei Civici di Cagliari dedicano
all’Arte Pubblica, con
la finalità di diffondere i musei nel tessuto urbano, farli uscire
dai luoghi istituzionali, attraverso residenze d’artista, interventi site-specific, performance, oper-azioni che coinvolgono lo
spazio circostante, invadendo il tessuto sociale e abitando il
territorio.
Il progetto ha preso avvio a marzo del 2014 con la residenza
d’artista di George Georgiou e Vanessa Winship. Mentre i due
fotografi inglesi fotografavano la vita e le persone dei quartieri
di San Michele e di Is Mirrionis, si sono svolti dei corsi di formazione in reportage fotografico, video e audio, aperti a tutti.
Il risultato dei lavori di Georgiou e di Winship è stato esposto
alla Galleria Comunale d’Arte di Cagliari in una mostra,This is
Mirrionis, dalla quale è emerso lo sguardo esterno dei due fotografi, capace di cogliere le identità e le contaddizioni dei luoghi. La Stanza, è stato, invece, il risultato del lavoro dei corsisti: un’installazione multimediale, realizzata proprio al Mercato
di via Quirra, uno spazio evocativo di immagini e suoni che ha
raccontato facce, storie ed emozioni della gente del quartiere,
per celebrarne la vitalità, la bellezza, quell’orgoglio e il senso
di appartenenza che ancora oggi è possibile cogliere dalle
fotografie che rimangono a segnare il percorso e scandire
il tempo di questo spazio, cuore pulsante della vita dei due
quartieri che risuona anche nelle stanze del Palazzo di città
dedicate proprio ai risultati delle residenze di arte pubblica.
Passeggiata digitale
Lo scopo della passeggiata digitale, organizzata dai ragazzi
che hanno partecipato ai workshop dell’agenzia Prospekt (reportage fotografico Samuele Pellecchia; video Arianna Cucchi; audio Jonatan Zenti), sarà quella di ricollegare i quartieri di
San Michele e Is Mirrionis al centro storico della Città, mostrando
il primo sito che ha accolto l’installazione La Stanza, ossia il mercato civico di via Quirra e il museo Palazzo di Città, dove sono
presenti fotografie legate al progetto This Is mirrionis. Durante il
tragitto i partecipanti avranno la possibilità di documentare con
monumentiaperti
29
il proprio supporto digitale tutto ciò che li incuriosirà durante la
passeggiata, per poi condividere gli scatti su instagram inserendo # che verranno comunicati alla partenza.
L’invito è aperto a tutti.
Partenza presso il Mercato di via Quirra ore 11.00
Percorso:
via Quirra
via Bugerru
via Angiona
via Is Mirrionis fronte ospedale
via Is Mirrionis facoltà lettere
piazza d’Armi
viale Buon Cammino
Porta Cristina
via Martini
Palazzo di Città
Domenica 10 maggio dalle 10.00 alle 13.00
Via Is Mirrionis 45, (segue numerazione), Piazzetta.
Laboratori per bambini
Il Servizio Civile Internazionale organizza un laboratorio di
educazione ambientale con la realizzazione di giochi da materiali di riciclo, giochi cooperativi sull’ambiente e letture.
Domenica 10 maggio dalle ore 17.00 alle 19.00
Alla scoperta di Is Mirrionis.
Luoghi, storia e storie del quartiere, nei racconti di Sergio
Atzeni e nei ricordi dei protagonisti.
Una passeggiata di
circa un’ora alla scoperta di Is Mirrionis,
quartiere di edilizia
popolare sorto dopo
la seconda guerra
mondiale per ospitare il ritorno degli sfollati e di quanti avevano perso la casa nei
bombardamenti (inizialmente sistemati in grotte e nelle casermette militari). Con
l’espansione di Cagliari, Is Mirrionis si è trovato pienamente
inserito nel perimetro urbano, ma fino al secondo dopoguerra, prima della costruzione delle case INA, era una zona di
aperta campagna, in cui si stagliavano le caserme militari, poi
sede dell’Ospedale SS Trinità.
Il percorso si snoda a partire dalla piazzetta che non ha un
nome (altezza via Is Mirrionis 45, segue numerazione) dove
lo scrittore Sergio Atzeni ha vissuto da bambino negli anni
cinquanta, e che è stata una delle fonti di ispirazione del suo
racconto Bellas mariposas.
Nella stessa piazza, nei locali del vecchio asilo, ha avuto luogo negli anni Settanta l’esperienza della Scuola Popolare di
Is Mirrionis.
Durante la camminata, studiosi, abitanti del quartiere, e pro30
Cagliari
tagonisti di eventi-chiave ne illustreranno la storia, le caratteristiche urbanistiche e architettoniche, la dimensione sociale e
quella letteraria, accompagnati dalle letture atzeniane.
Ideazione percorso e visite a cura dell’associazione Antonio
Gramsci Cagliari, con la consulenza di Gigliola Sulis. Intervengono Lucia Cossu, Felice Carta e Antonella Sanna, Franco
Meloni, Marco Mameli.
Letture a cura di Maria Grazia Sughi, attrice del Teatro di Sardegna.
Quartiere S.Elia
Lazzaretto
Domenica 10 maggio ore 12.00 sala convegni:
Il parco degli anelli - Incontro con l’architetto paesaggista
João Ferreira Nunes
Le residenze artistiche di Alig’art
I risultati delle residenze artistiche di Alig’art sono visibili nell’ambito di una suggestiva mostra nelle due giornate di
Monumenti Aperti al Lazzaretto.
Con le residenze artistiche, Sustainable Happiness affida
l’azione a Alessandro Toscano, Mary Zygouri e Daniele
Pario Perra, per indagare i flussi energetici fondamentali del
territorio di Cagliari: Naturale, Vitale e Creativo.
Attraverso le diverse residenze, il pubblico coinvolto ha condiviso storie, relazioni, inquietudini e interrogativi sul passato e
futuro della città, sul potere d’azione del cittadino nel proprio
contesto di appartenenza.
Cagliari e le Energie Naturali
Alessandro Toscano | 12/60 Cagliari e il Campidano
Progetto d’indagine storico-fotografica incentrato sulla relazione tra Cagliari e il suo territorio.
Cagliari e le Energie Vitali
Mary Zygouri | Il Suono della Proprietà
Tuvixeddu si anima attraverso una performance pubblica,
un’invasione pacifica, silenziosa e consapevole: un’azione di
grande peso politico. [Residenza in collaborazione con TRW]
Cagliari e le Energie Creative
Daniele Pario Perra | Low Cost Design Sant’Elia - qualcosa
più del richiesto qualcosa meno del consentito.
Progetto di analisi del rapporto tra territorio e collettività, per
progettare il futuro di una comunità conoscendosi, identificandosi e soprattutto collaborando.
[Residenza in collaborazione con Carovana SMI]
Anticipazioni di futura residenza artistica nel quartiere Sant’Elia. Esposizione di alcune opere dell’artista Matteo
Ambu, in uno spazio alternativo a quello museale, innestando
così processi creativi e artistici partendo proprio dal giardino di
un abitante del vecchio borgo, in via Fasano 52, per poi diffondersi nel quartiere attraverso progetti di residenza futuri. Il programma è arricchito da un concerto blues previsto per
domenica alle 12.00 a cura di Forma e Poesia nel Jazz.
monumentiaperti
31
Borgo Vecchio
Progetto Artoteca - Una sezione importante delle attività dei
Musei Civici è costituita dai progetti di Arte Pubblica diffusa nel
tessuto urbano. Attraverso residenze
d’artista, interventi site-specific, performance, operazioni capaci
di coinvolgere
le
comunità
nei loro spazi
di vita, i Musei
“invadono” la città, promuovendo percorsi di innovazione sociale e di riscrittura partecipata delle trame urbane.
Per questo motivo, in occasione della nuova edizione di
Monumenti Aperti sette opere della Collezione Civica sono
esposte in cinque abitazioni private del quartiere di Sant’Elia.
Nell’ambito del piano di riqualificazione e valorizzazione degli
spazi urbani e della ricomposizione delle relazioni fra centro
e periferie, i cittadini diventano custodi del bene collettivo,
promotori e divulgatori del valore del patrimonio culturale. Si
innescano insospettabili finestre di dialogo e un nuovo policentrismo culturale basato sul concetto che l’arte è per tutti
e di tutti.
Le opere selezionate per il percorso di Artoteca appartengono alla Collezione civica degli Artisti sardi e offrono un interessante spaccato di quella che è stata l’evoluzione dell’arte in
Sardegna nel Novecento. Dagli autorevoli maestri della pittura
della prima metà del secolo, che guardavano al popolo sardo
come etnia, prendendo ispirazione dagli usi e costumi della
tradizione, così come testimoniano le opere di Pietro Antonio
Manca e Stanis Dessy, si passa al superamento del sardismo
con la scultura del più giovane Gavino Tilocca, aggiornato
rispetto alla coeva scultura italiana, fino a Italo Antico, Gaetano Brundu, Mirella Mibelli, Rosanna Rossi, rappresentanti
di quelle nuove generazioni che, a partire dalla fine degli anni
Cinquanta, hanno favorito la diffusione del linguaggio dell’avanguardia.
Sabato dalle 14.00 alle 18.00 e domenica dalle 10.00 alle
12.00 e dalle 16.00 alle 18.00
Luogo di partenza: Lazzaretto di Sant’Elia
Partenza visite: ogni due ore circa
Sabato alle 17.00 visita speciale: l’artista Rosanna Rossi
racconta la sua opera nella casa di Rosa.
A fare da guida lungo l’itinerario sono gli studenti Liceo Statale E. D’Arborea mentre ogni opera viene spiegata dalle padrone di casa.
Si ringraziano per le viste guidate: Giuseppina De Agostini,
Rosa Sabati, Rosy Fadda, Linda De Agostini, Donatella Pusceddu.
32
Cagliari
Fotografando.. per le vie del Borgo
“Fotografando Sant’Elia”, realizzato dai geografi dell’Università di Cagliari (M. Memoli, M. Puttilli, S. Aru, E. Cara), da Samuele Pellecchia e Arianna Cocchi di Prospekt Photograpers
e da Gisella Congia, è un progetto fotografico laboratoriale
che si è sviluppato a partire dai risultati di un questionario sulle autorappresentazioni dello spazio urbano sottoposto agli
abitanti di Sant’Elia nel 2014.
Le foto scattate dalle partecipanti al progetto (D. Copez,
D.Lai, R. Fadda, R. Sabato, C. Schirru) sono affisse nelle strade del Borgo Sant’Elia in un percorso espositivo che replica
la pratica urbana del passeggio e dell’incontro con lo spazio
quotidiano nel quale, come un gioco di riflessi, rimandi e incroci, i luoghi diventano ambito scenico degli sguardi, della
lucidità, della passione, della freddezza e dell’amore degli abitanti verso la loro parte di città.
Responsabile artistico: Samuele Pellecchia, Arianna Cocchi.
Cura del progetto scientifico: Maurizio Memoli Organizzazione: Silvia Aru.
L’itinerario di visita è libero e si snoda lungo le strade
del Borgo Vecchio.
Sabato 9 maggio, ore 11.00 - Hotel Calamosca
Incontro con il regista Stefano Odoardi e proiezione in
anteprima di un breve estratto/impressione dalle scene girate
nell’hotel Calamosca del film “Mancanza-Purgatorio”, ancora
in corso di realizzazione su una nave Cargo in partenza dal
Porto di Cagliari con l’attrice protagonista Angélique Cavallari.
Il film è prodotto da O film e Strike fp, con il sostegno della
Fondazione Sardegna Film Commission.
Durante l’incontro, il regista esporrà il suo particolare approccio al lavoro nel progetto Mancanza, e alcuni abitanti del quartiere Sant’Elia racconteranno la loro partecipazione al film.
Approdi. Festa di Arte e Comunità (nell’ambito di Mare di
Danza. L’arte del vivere in viaggio e il progetto triennale di cooperazione internazionale Silence in the Dance Landascape);
Carovana SMI in collaborazione con Ain’t no Gravity Parkour
ASD, Parkour Cagliari, Associazione Sant’Elia Viva, Cooperativa Sant’Elia 2003, CISP, Indisciplinarte, Associazione Sarda
Paraplegici, Movimentonetto, Associazione Donne e Mestieri
Santa Teresa-Pirri, Tango Sardinia.
Eventi:
9-10 maggio ore 10.00/13.00; ore 15.00/19.00
Quartiere Sant’Elia, fronte Lazzaretto e via Schiavazzi-Palazzo Bodano.
Spostamenti urbani
Laboratorio Art du Deplacement (Parkour) con Fabio Saraceni che racconterà l’esperienza fatta a Gaza, insegnando il
Parkour ai ragazzi palestinesi.
9 maggio ore 17.00 fronte Lazzaretto
10 maggio ore 12.00 fronte Lazzaretto; ore 18.00 via Schiavazzi-Palazzo Bodano.
monumentiaperti
33
Incursioni urbane a cura di Ornella D’Agostino con Maria Benoni, Nicola Grandesso, Valentina Orrù, Roberto Meloni, Fabio
Saraceni, Ain’t no Gravity Parkour ASD, Parkour Cagliari.
9 maggio Ore 16.00-20.00 Santa Teresa-Pirri, Biblioteca
10 maggio Ore 10.00-20.00 Sant’Elia, fronte Lazzaretto
TATO da Sant’Elia a Santa Teresa. Un TAppeTO tessuto di
storie vissute. Progetto a cura delle designers Carolina Melis e Eugenia Pinna in collaborazione con Teresa Todde, gli
abitanti di Sant’Elia e della Marmilla e il Consorzio due Giare.
Pirri
Quartiere Santa Teresa
Biblioteca Comunale di Pirri, Via Santa Maria Goretti: sabato 9 maggio 9.00/13.00 e 16.00/20.00
TATO da Sant’Elia a Santa Teresa. Un TAppeTO tessuto di
storie vissute. Progetto a cura delle designers Carolina Melis e Eugenia Pinna in collaborazione con Teresa Todde, gli
abitanti di Sant’Elia e della Marmilla e il Consorzio due Giare
Eventi: laboratorio di tessitura (a cura delle Abitanti Teresa,
Patrizia e Anna)
Ore 18.00 Testimonianza: Come eravamo. Anna Piga racconta i movimenti degli anni ‘70
Exmè, via Antonio Sanna
Sabato 9 maggio
Dalle ore 16.00 alle 20.00: visite guidate (ultima visita 19:30)
16.00: Polo Positivo si presenta.
Polo positivo è l’associazione che aggrega medici e giovani
sieropositivi contro lo stigma, per una corretta informazione.
Semifinali Coppa Quartieri, progetto a cura di Fondazione
Giulini e Domus de Luna.
16.30: Sant’Elia (Teleco) - Merello (Salesiani)
17.30: Santa Teresa (Scuola di Calcio Exmè) Bonaria (Tuveri)
18.30: Tamburi dell’Exmè: laboratorio ed esibizioni
19.00: Agevolando si presenta.
Agevolando nasce dall’iniziativa di alcuni giovani che hanno
trascorso parte della loro vita “fuori famiglia”.
Domenica 10 maggio
Dalle ore 10.00 alle 13.00 e dalle 16.00 alle 20.00: visite
guidate (ultima visita
19.30)
10.00: Codice Segreto: esposizione dei
lavori del laboratorio
Anima Creativa.
Codice Segreto promuove momenti di
aggregazione e incontri di interesse
culturale e sociale per
34
Cagliari
l'integrazione delle diverse abilità e delle categorie a rischio.
11.00: laboratorio di writing con lezioni dell’artista Manu Invisible
12.00: laboratorio di movimento espressivo a cura di Codice
Segreto
16.00: Isperantzia si presenta
Isperantzia unisce e sostiene le organizzazioni che gestiscono
servizi di accoglienza e cura dedicati ai minori fuori famiglia.
17.00: Djapo si presenta.
Djapo è un’idea di alcune donne senegalesi, mamme con figli,
residenti tutti in Sardegna. Ha lo scopo di dedicarsi al supporto delle donne immigrate e di sostenere l’integrazione sociale.
18.00: Laboratorio ed esibizioni di Social Zumba
19.00: Rossella Faa e i bambini dell’Exmè in “Maria Farranca.
Piazza Italia - Vetreria
La Vetreria, via Italia
Mostra
Sabato e domenica dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 20.00
Apertura del video-archivio ‘Cagliari 1943 La guerra dentro
casa’ con le testimonianze di 125 persone di età compresa
tra i 72 e i 101 anni che hanno vissuto in prima persona le tragiche giornate della guerra. La ricerca, ancora in corso, iniziata dieci anni fa è stata ideata e realizzata da Pierpaolo Piludu,
dal Cada Die Teatro in collaborazione con l’ISRE di Nuoro e
la Cattedra di Antropologia culturale dell’Università di Cagliari.
Il video-archivio, di facile consultazione, consente di trovare
le varie storie digitando i nomi dei testimoni o i quartieri dove
vivevano: è possibile vedere e confrontare i racconti di cagliaritani illustri e di numerose donne e uomini dei ceti popolari
che, grazie alla forza delle loro narrazioni, sono riusciti a mantenere vivo il ricordo delle giornate più tristi della storia della
nostra città.
Laboratori
sabato 9 maggio, dalle 9.30 alle 12.30
Tavolieri e giochi da tavolo - Giochi di tavoliere di popoli antichi e di grandi civiltà del passato, di oggi e di una manciata
di decenni fa. “Giocare ai tavolieri” è un ritrovare, una passeggiata lenta e colorata tra i giochi di tavoliere che la storia
ci ha proposto, dagli albori della civiltà, passando per l’antico
Egitto e la Mesopotamia, dall’antica Roma all’età dei lumi per
approdare ai giorni nostri con uno slancio che percorre altre
epoche, altri antichi popoli di Asia, Africa e America.
sabato 9 maggio, dalle 18.00 alle 21.00
Danze collettive della tradizione popolare europea. Scoprire
o ritrovare il piacere di danzare assieme attraverso l’apprendimento di alcune danze di paesi diversi. La conoscenza del
proprio corpo, la capacità di dominare lo spazio, di muoversi
in sintonia con la musica, accrescono il piacere di far parte
del gruppo.
A cura di C.E.M.E.A. della Sardegna (Centri di Esercitazione
ai Metodi dell’Educazione Attiva) nell’ambito della gestione
del Centro Culturale la Vetreria.
monumentiaperti
35
Domenica 10 maggio dalle 17.00 alle 21.00
Mostra - raduno di auto d’epoca. La manifestazione organizzata dalla Associazione Auto Moto d’epoca Sardegna
rievoca la 9^ riedizione della prima gara automobilistica sarda
che si è svolta il 25 maggio 1922.
Molentargius
Città del Sale, Quartiere la Palma
Percorso pedonale Città del sale
Partenza dall’Edificio Sali Scelti, sede del Parco di Molentargius - Saline in via La
Palma
Sabato e domenica
dalle 9.15 alle 12.15
e il pomeriggio dalle
16.00 alle 19.00, con
partenze orientativamente ogni ora.
Visite guidate e accoglienza a cura di: Associazione per il Parco Molentargius Saline-Poetto, Gruppo
Scout AGESCI San PIO X, Istituto Tecnico per le Attività Sociali G. Deledda, Liceo Euclide, ATI EUGO!
Visita al laboratorio del Centro di Educazione Ambientale a cura della l’Associazione per il Parco Molentargius
Saline-Poetto
Percorso con Bus scoperto CTM all’interno del Parco
con vista sulla colonia dei fenicotteri
Partenza dalla sede del Parco con sosta all’idrovora del Rollone.
sabato e domenica dalle 9.15 alle 11.30; dalle 16.15 alle
18.30 con partenza ogni ora, durata circa un’ora.
Escursioni dimostrative in canoa a cura del Circolo Kayak
Sardegna le Saline
Sabato dalle 15.00 alle 18.00 domenica dalle 09.00 alle 13.00
Luogo di partenza la Darsena e/o all’occorrenza la nostra
sede nautica attrezzata di pontile anche per i disabili.
Gruppi di max 4-5 escursionisti accompagnati dagli istruttori.
Durata 30/40 minuti.
Abbigliamento comodo e sportivo, età dagli 8 anni in su.
Escursione in Battello e Minibus elettrico all’interno del
Parco di Molentargius
Sabato e domenica solo pomeriggio dalle 16.00 alle 19.00
Prenotazioni in loco e luogo di partenza sede Infopoint - Edificio Sali Scelti.
Per Info 070 379191; 07037919201
Si ringrazia la Direzione dal Parco Naturale Regionale Molentargius Saline per aver messo a disposizione i servizi.
36
Cagliari
I Monumenti
Il tema di Monumenti Aperti del 2015 è La città del Novecento: luoghi e personaggi di Cagliari nel XX secolo.
L’obiettivo è privilegiare gli edifici di tutto il Novecento e, ancor
più, il mezzo secolo più vicino a noi per una conoscenza delle
parti della città che vengono vissute tutti i giorni ma che sono,
paradossalmente, le meno conosciute. A ciò si accompagna
un’attenzione verso i protagonisti - artisti, architetti,scienziati,
politici, scrittori - che hanno “fatto” la città.
Il racconto della città moderna parte dalla demolizione delle mura che ha consentito di espandere la città dapprima a
Nord-Ovest/Nord-Est e poi a Est dal tardo Ottocento in poi,
tenendo conto di diversi fattori quali la viabilità, i nuovi assetti
urbani e il trasferimento dei poteri dal Castello alla parte bassa
della città, con la “discesa a mare” (in primis con la costruzione del Municipio in via Roma).
Il racconto continua, e questo sarà il cuore della manifestazione del 2015, nell’analisi della città di oggi per
individuarne le componenti più significative e il loro ruolo nella
vita di tutti i giorni, attraverso le visite degli edifici pubblici e
privati, collezioni d’arte e luoghi di culto, senza dimenticare le
periferie, luoghi che offrono multiformi chiavi di lettura, continuando le azioni già intraprese dall’Amministrazione comunale per valorizzarle e collegarle maggiormente al cosiddetto
Centro.
Nell’edizione del 2015 fra gli altri, segnaliamo le attività che
si svolgeranno a Pirri, S. Elia, Is Mirrionis, Molentargius, tutte
zone con delle peculiarità territoriali, culturali e socio economiche sconosciute alla gran parte dei cittadini, che si inseriscono perfettamente nel tema di questa edizione.
L’amministrazione comunale comunque, unitamente ai proprietari di alcuni monumenti qui sotto elencati, non ha voluto
rinunciare a dare la possibilità ai visitatori di accedere ad alcuni dei monumenti simbolo della città, anche in questa particolare edizione di Cagliari Monumenti Aperti.
Chiesa di San Michele, via Ospedale, 12
L’Associazione Pietre Vive assicurerà l’apertura sabato 9 e
domenica 10 maggio dalle ore 9.30 alle ore 13.00 e dalle ore
15.00 alle ore 20.00.
Chiesa di Santa Chiara, piazza Yenne
Visitabile sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.30 alle
ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00.
Chiesa di Santa Lucia in Castello, via Martini, 13
Visitabile sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle
ore 13.00 e dalle ore 16.30 alle ore 19.30.
Convitto Nazionale di Cagliari, via Manno, 16
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
monumentiaperti
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Museo d’Arte Siamese Stefano Cardu, Cittadella dei
Musei, piazza Arsenale, 1
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Museo Contus de Arrejolas, via La Marmora, 67
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Museo Etnografico Regionale, Cittadella dei Musei,
Piazza Arsenale, 1
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Palazzo Fois, piazza San Giuseppe 4
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Società di S. Anna sede, via del Cammino nuovo
Visitabile sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.30 alle
ore 13.00 e dalle ore 16.00 alle ore 20.00.
Torre dell’Elefante, Piazza San Giuseppe
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Palazzo Sanjust - Sede del Grande Oriente d’Italia a Cagliari, piazza Indipendenza, 1
Visitabile sabato 9 maggio dalle 16.00 alle 20.00; domenica
10 maggio dalle 09.00 alle 20.00
Torre di San Pancrazio, Piazza Indipendenza
Visitabile negli orari della manifestazione, sabato 9 e domenica 10 maggio dalle ore 9.00 alle ore 20.00.
Alla Legione dei Carabinieri, ingresso principale via
Sonnino, si potrà accedere esclusivamente previa esibizione di documento d’identità.
L’accesso in macchina alla Biblioteca Provinciale di
Villa Clara è possibile il sabato mattina fino alle 12.00
da via Romagna (ex ospedale psichiatrico), il resto del
sabato e tutta la domenica dal cancello del Parco di
Monte Claro di via Mattei (prolungamento di via Liguria)
Di seguito le schede dei monumenti aperti della XIX edizione
Coordinamento scientifico:
Franco Masala
Antonia Giulia Maxia
Donatella Mureddu
Maria Gerolama Messina
Marcella Serreli
Fabio Pinna
Revisione schede monumenti e consulenze d’archivio
Franco Masala
Coordinamento redazionale
Alessandra Corona
38
Cagliari
Archivio di Stato
Via Gallura, 2
BUS 1/M
L’attuale sede monumentale dell’Archivio di Stato di Cagliari fu inaugurata nel
1927 e rappresentò in
quegli anni uno dei primi esempi di moderna
edilizia archivistica. Le
origini dell’Archivio però
sono molto antiche:
fu creato nel 1332 da
Alfonso il Benigno, re
d’Aragona, ad appena
nove anni dallo sbarco dei conquistatori nell’isola. Situato nel
quartiere storico di Castello e dentro il Palazzo Regio, fu destinato ad esercitare funzioni di archivio generale del Regno. La sua
storia è quindi strettamente legata agli eventi politici che videro la
città svolgere per secoli il ruolo di capitale del Regno di Sardegna, passando attraverso le dominazioni aragonese, spagnola,
austriaca e piemontese. La documentazione conservata riflette
la peculiarità della storia sarda in quanto l’isola ebbe proprie istituzioni politiche, amministrative e giudiziarie sino alla cosiddetta
“fusione perfetta” con il Piemonte del 1847.
Fino a questo periodo è ricchissima la documentazione archivistica e cartografica delle fortificazioni di Cagliari e di tutta l’isola.
Dopo l’Unità d’Italia, l’Archivio si è man mano arricchito delle
carte provenienti dagli uffici periferici statali; possiede inoltre una
ricca documentazione notarile, una raccolta di pergamene ed
importanti archivi privati. Tra gli archivi del periodo aragonese e
spagnolo si segnalano l’Antico Archivio Regio, il Regio Demanio
e la Reale Udienza; all’amministrazione sabauda appartengono
la Regia Segreteria di Stato e di Guerra, l’Intendenza generale
e gli Atti governativi e amministrativi. Testimonianza del periodo
postunitario e contemporaneo sono: Prefettura di Cagliari, Alto
Commissariato e Consulta regionale della Sardegna, Partito Nazionale Fascista, Comitati di liberazione nazionale, Manifattura
Tabacchi. Di particolare rilevanza anche gli archivi cartografici
(Real Corpo di Stato Maggiore Generale, Ufficio Tecnico Erariale
di Cagliari), quelli giudiziari (Tribunale di Cagliari e Corte d’Appello)
e sanitari (Ospedale sant’Antonio Abate e san Giovanni di Dio).
L’Archivio è dotato di una sala di studio per la consultazione del
materiale, di una ricca biblioteca, e di altri servizi sussidiari.
Visite guidate a cura di:
Liceo Scientifico Michelangelo
monumentiaperti
39
Auditorium
Conservatorio di Musica
Piazza Porrino
BUS 6/M
Il progetto
esecutivo
approvato
nel
1964, prevedeva
un
complesso
di lavori distinti
in due corpi: la
scuola e l’Auditorium. Nel 1971
il Conservatorio
si trasferì dall’antica sede di piazza Palazzo, mentre l’Auditorium venne progettato successivamente. progettista e direttore dei lavori di entrambe
le strutture fu Paolo Porceddu, ingegnere e musicista.
Il progetto, pensato in origine come spazio per le esercitazioni
musicali e per piccole rappresentazioni sceniche, venne in seguito ampliato e modificato dallo stesso Porceddu, per dare alla
sala, oltre che una maggiore ampiezza di scena e una superiore
capienza di pubblico anche una più ampia disponibilità di locali
tecnici. Si arriva, così, ad un vero e proprio Teatro, dall’eccellente
acustica, completo di foyer, guardaroba, servizio bar e in grado
di ospitare circa 1200 posti tra platea e galleria. L’Auditorium venne inaugurato nel giugno del 1977 con un concerto degli allievi
del Conservatorio diretti da Nino Bonavolontà, direttore del Conservatorio e direttore artistico dell’Istituzione dei Concerti e del
Teatro Lirico “Giovanni Pierluigi da Palestrina” di Cagliari. Dopo
l’approvazione, nel 1967, della “Legge Corona” che istituiva i
13 Enti lirici della Stato Italiano, l’Istituzione dei Concerti diventa
Ente Autonomo, sotto la guida di un sovrintendente nominato
dal Consiglio comunale e di un direttore artistico, carica ricoperta
automaticamente dal direttore del Conservatorio (caso unico in
Italia). L’Auditorium del Conservatorio diventa così, fino al 1992,
la sede ufficiale delle stagioni concertistiche, liriche e di balletto della città di Cagliari. Nonostante, in quegli anni, i più famosi
ed illustri artisti del panorama internazionale abbiano calcato, in
memorabili serate, il palcoscenico dell’Auditorium, gli studenti e i
docenti del Conservatorio dovevano limitare la loro attività musicale, a causa di una produzione e di una richiesta sempre più alte
da parte dell’esigente pubblico. L’Auditorium, dopo l’apertura nel
settembre del 1993 del Nuovo Teatro Comunale, oggi Teatro Lirico di Cagliari, rimarrà chiuso tredici lunghi anni per un accurato
restauro conservativo e un lavoro di riassestamento e riabilitazione alle nuove norme di sicurezza, creando numerosi disagi all’attiguo Conservatorio di Musica. Il 18 dicembre 2005, l’Auditorium
è stato riaperto ed inaugurato nuovamente con un concerto degli
allievi e degli insegnanti del Conservatorio.
Visite guidate a cura di:
Conservatorio G. P. da Palestrina
40
Cagliari
Batteria C 135
Colle Sant'Ignazio
BUS
5
L’esigenza di garantire protezione alla città di Cagliari ed
alle sue importanti installazioni militari comportò la progettazione e l’allestimento di un adeguato sistema difensivo a partire
dalla seconda metà degli anni Trenta. Prime ad essere realizzate
furono le tre batterie antinave di Capo Sant’Elia, Capo Pula e
Torre Mortorio, costituenti il cosiddetto “Fronte a Mare” (F.A.M).
Affiancarono questo primo gruppo tre postazioni antiaeree che,
sistemate in prossimità delle opere antinave, ebbero il compito di
fornire a queste protezione e, eventualmente, coadiuvarle nell’azione di fuoco. Identificate mediante l’attribuzione di un codice
alfa numerico, queste furono la batteria C. (Cagliari), 146 di Pula,
la C. 135 di Capo Sant’Elia e la C.165 di Capitana. Le strutture
della batteria C.135 sono ben visibili sul Capo Sant’Elia, sistemate sul pianoro situato tra il faro ed il forte Sant’Ignazio.
Disposte a semicerchio, si individuano ancora oggi 6 piazzole
scavate nel terreno roccioso.
Un basso edificio, dislocato poco lontano, ospitava la funzionale
centrale di tiro, dotata di stereo telemetro San Giorgio, centrale automatica “Gamma” modello “G” e centralina manuale tipo
“Bragadin”. Gli ambienti conservano ancora oggi l’elegante pavimento alla veneziana che ornava il quadrato ufficiali. L’armamento principale era costituito da 6 cannoni a doppio compito
da 102/35. Alla difesa ravvicinata provvedevano 2 mitragliatrici
Oerlikon da 20 mm e 2 Colt 1915 da 6,5 mm. Nel marzo del 1939
l’impianto passò in forza alla neo costituita 4° Legione MILMART,
con un organico di 5 Ufficiali, 6 Sottufficiali ed 88 militi.
Nel giugno 1944 fu ceduta al Regio Esercito con la nuova denominazione di Batteria 285, rimanendo operativa fino al termine
del conflitto.
Visite guidate a cura di:
Club Modellismo Storico
monumentiaperti
41
Universitaria
Biblioteca
e Sala Settecentesca
Via Università, 32/a
BUS
6/7
La Biblioteca viene istituita nel 1764 con le “Costituzioni” per la riforma dell’Università, riceve un regolamento da Vittorio Amedeo III
nel 1785 e viene aperta al pubblico nel 1792 nella Sala Settecentesca, al primo piano del nuovo palazzo dell’Università. Il nucleo
iniziale è costituito dai testi
tratti dalla Biblioteca privata del sovrano, da doni di
personalità di rilievo come
il ministro Giovanni Battista
Bogino, dai fondi acquisiti
dalla soppressione della
Compagnia di Gesù, dalle
copie che i docenti erano
tenuti a fornire alla Biblioteca, dalle pubblicazioni degli stampatori del Regno,
dalle opere stampate a Torino dalla Tipografia Regia.
Nel 1843 viene acquisita la
raccolta di Ludovico Baylle
composta da opere di interesse sardo, fondamentale
per le ricerche di storia locale. Dal primitivo ristretto
nucleo di volumi (ca. 8000)
la Biblioteca passa ai 14.000 del 1842, ai 22.000 del 1865, ai ca.
70.000 alla fine del 1800, sino agli oltre 800.000 di oggi.
Nel 1946 su iniziativa dell’allora direttore Nicola Valle e in seguito del suo successore Renato Papò, viene istituito il Gabinetto delle Stampe dedicato all’artista cagliaritana Anna Marongiu Pernis, che vanta incisioni originali dei maggiori artisti isolani
dell’epoca, fino ai giorni nostri.
La Biblioteca ha esteso la propria sede dall’iniziale Sala Settecentesca ad altri locali, prima nel palazzo dell’Università, ora Rettorato,
poi anche nel contiguo palazzo dell’ex seminario di cui occupa il
primo piano e l’ex cappella. I due palazzi sono sorti su progetto
dell’ingegnere Saverio Belgrano di Famolasco con richiami al Barocchetto piemontese nella seconda metà del XVII secolo.
Sono caratterizzati dalla continuità delle facciate che danno sulla
Via Università, con due portali monumentali in pietra.
La Cappella, oggi sala manoscritti e rari, è ad unica navata con
volta a botte e lunette, ha un altare di marmi policromi e decorazioni affrescate del XIX secolo.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado Tuveri - Don Milani
Associazione Itzokor O.N.L.U.S.
Associazione L’Isola che Vorrei
42
Cagliari
Bunker
Seconda Guerra Mondiale
Via Rolando
BUS PF/PQ
Il bunker di
via Rolando, nel quartiere
di Monte Mixi, è
uno dei due costruiti durante la
seconda guerra
mondiale ideato
come deposito
di carburante.
Fu
progettato
dal Genio Civile
e realizzato dall’impresa romana Ansoldi nel 1942. Risulta visibile
a destra del tratto di strada che da viale Diaz conduce verso
viale Poetto. Nell’area di circa sette ettari erano presenti anche
altre costruzioni tutt’ora esistenti come la ex-circoscrizione di San
Bartolomeo ed il presidio della Polizia Municipale; altre costruzioni sono state demolite nel primo dopoguerra per far posto alle
palazzine ad uso residenziale.
L’altro bunker dista circa 150 metri ed è localizzato in via Montemixi, vicino al palazzetto dello sport.
Originariamente destinati a contenere carburante per aerei, entrambi furono dismessi attorno agli anni Ottanta.
Si presentano oggi con una struttura compatta molto simile alla
pietra, in realtà cemento armato.
Il primo e il solo oggetto della visita è ubicato al livello del piano
stradale mentre l’altro è leggermente interrato. La pianta è quadrata e misura 36 metri per lato mentre l’interno ha un’altezza di
circa 6 metri e cinquanta ed immette in un secondo ambiente
soprastante. Una serie di sostegni tiene la struttura che risulta
completamente incamiciata in ferro, in modo da essere impermeabilizzata, fino a sei metri di altezza, livello massimo raggiunto
dal carburante. La struttura è sorretta da 36 colonne a sezione
circolare rivestite da lastre di ferro. Al livello superiore si poteva
accedere dal sottostante serbatoio tramite scale in ferro, non essendovi originariamente accessi dal piano di campagna. La separazione dei due livelli si nota facilmente dall’esterno.
Attualmente l’accesso è facilitato dalla presenza di una serranda
sul piano stradale, ricavata tagliando parte del muro e lo strato di
ferro. In seguito alla dismissione da parte dell’Aeronautica Militare, agli inizi degli anni Ottanta, oggi vi è un ingresso carrabile già
utilizzato negli anni precedenti per il passaggio di mezzi, essendo
stato riutilizzato come deposito comunale, Si notano, all’interno,
residui delle tubature e del galleggiante utilizzati per il rifornimento
di carburante e per il suo successivo prelievo.
Visite guidate a cura di:
Circolo Speleologico Sesamo 2000
Vespa Club, Cagliari
monumentiaperti
43
Cattedrale
Piazza Palazzo, 4/a
BUS
7
La chiesa intitolata a
S. Maria venne elevata a Cattedrale della
città dopo la conquista e il successivo
abbandono di S. Igia
nel 1258, capitale del
Giudicato di Cagliari,
dove aveva sede l’Episcopio. Dell’impianto
medioevale originario
permangono soltanto
il campanile a sezione
quadrata, i bracci del
transetto, con le due
porte laterali di schema romanico (quella meridionale), e la
cosiddetta “cappella
pisana”, dedicata al
Sacro Cuore e posta
a sinistra del presbiterio
quadrangolare.
In posizione simmetrica rispetto alla cosiddetta “cappella pisana”
sorge un’altra elegante cappella trecentesca, dedicata alla “Sacra
Spina”, edificata secondo i moduli stilistici gotico aragonesi. La prima trasformazione della Cattedrale avvenne tra il 1664 ed il 1674
ad opera dell’architetto genovese Domenico Spotorno, che rifece
completamente l’interno ampliandone la superficie. In questa occasione le due cappelle medioevali vennero nascoste.
Ai lavori di restauro parteciparono numerosi maestri scalpellini,
autori delle belle formelle che decorano gli intradossi degli archi.
Nel 1702 l’architetto Pietro Fossati diede inizio ai lavori di rifacimento della facciata, che venne adattata al gusto barocco dell’epoca e
terminata l’anno successivo.
Nel 1930, infine, nel corso degli ultimi e definitivi restauri
ad opera dell’architetto Francesco Giarrizzo, la chiesa poté
recuperare le due cappelle trecentesche nascoste e acquisì l’attuale nuova facciata neoromanica, realizzata in pietra calacarea,
in sostituzione di quella barocca in marmo, già demolita nel 19021903. Sotto il presbiterio della Cattedrale, l’arcivescovo Francisco
Desquivel fece costruire nel 1618 una cripta-santuario: tre grandi
cappelle intercomunicanti parallele, interamente rivestite di marmi
intarsiati policromi, per custodire le reliquie dei numerosi martiri cagliaritani riportate in luce a partire dal 1614.
Visite guidate a cura di:
Istituto Salesiano Don Bosco
44
Cagliari
Centro della
Cultura Contadina
WC
Via Sant’Alenixedda, 2
BUS 6/M
Villa Muscas, che ospita il Centro della Cultura Contadina, è
sede di un ricco museo e di locali adibiti ad incontri e conferenze; fu edificata in periodi diversi con tecniche costruttive differenti, su un impianto di chiara impronta monastica. La struttura si
pone come centro di conservazione di oggetti e macchinari legati
al mondo rurale sardo, di divulgazione mediante manifestazioni che
vogliono coinvolgere la gente in un percorso di conoscenza delle
problematiche connesse alla produzione agraria. Il percorso museale si articola in tre livelli: cortile, chiostro, ambienti del primo piano.
Nel cortile si trovano macchinari significativi che rappresentano la
produzione tradizionale e industriale della Sardegna. Il piano terra
è articolato in sei sale, contenenti macchinari e oggetti utilizzati per
la lavorazione della terra, per la trasformazione e misurazione dei
prodotti agricoli. Sul chiostro si affacciano tre ambienti, due dei quali
destinati alla vinificazione e distillazione, mentre l’ultimo offre una nutrita collezione di finimenti ed arnesi per animali da lavoro.
La Villa Muscas, durante il periodo della seconda guerra mondiale svolse un importante ruolo militare, di ricovero di feriti e deposito di maschere a gas, munizioni e divise, e come foresteria. La
scuola e la sua infrastruttura didattica ed amministrativa vennero
spostate a Nurri tra il 1941 e il 1945; nei locali lasciati vuoti si trasferì il genio militare con le suddette funzioni. Nella scuola un pregevole bassorilievo di Tilocca ricorda gli studenti caduti in guerra.
Ancora, si possono vedere lungo tale lato della struttura, i fori di
proiettile (quelli sopravvissuti alla ristrutturazione della facciata) del
frazionamento effettuato nel 1943, in ricognizione sia del deposito militare succitato sia, più avanti, dell’aeroporto di Monserrato.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado Manno - Cima - Conservatorio
Istituto Agrario Duca degli Abruzzi
Istituzione per la Guardia d'Onore alle Reali Tombe del Pantheon
monumentiaperti
45
Chiesa di Nostra Signora
del Carmine
Viale Trieste
BUS
5
L’edificio sorge sull’area, peraltro ampliata, dell’antica chiesa costruita all’esterno del quartiere di Stampace probabilmente nel
XVI secolo. Realizzata con una grande volta a botte, conservava
ancora riferimenti gotici con archi a sesto acuto per le cappelle. Tra queste, però, la più importante in prossimità dell’ingresso
era la cappella Ripoll, risalente alla fine del ‘500. Preceduta da
una volta a botte cassettonata e coperta da una cupola, era tra
i pochi esempi di architettura rinascimentale a Cagliari come il S.
Agostino e la cappella del Rosario in S. Domenico, ancora conservati. Il convento dei Carmelitani fu espropriato nella seconda
metà del sec. XIX e venduto a privati: nella sua area sorge tuttora
il palazzo Picchi, contiguo alla chiesa.
I bombardamenti del 1943 provocarono danni gravissimi all’edificio religioso e dopo varie indecisioni circa la possibilità di un
recupero, si giunse ad approvare il progetto dell’architetto Ghino
Venturi per una ricostruzione ex novo.
La chiesa attuale, inaugurata nel 1953, ha una facciata
moderna che mescola elementi “romanici” nelle arcate superiori e “gotici” nel rosone. L’interno, ampio e luminoso, ha tre
navate con una travatura in legno nella centrale ed è segnato dal
grande catino absidale con i coloratissimi mosaici di Aligi Sassu. Custodisce alcuni dei dipinti appartenenti all’antico edificio
e salvatisi dalle bombe dal momento che erano stati trasportati
al sicuro durante il secondo conflitto mondiale. L’alto campanile
è una totale novità rispetto alla costruzione antica, come quello
costruito nel nuovo S. Domenico negli stessi anni.
Visite guidate a cura di:
Istituto Professionale per i Servizi Sociali S. Pertini
46
Cagliari
Chiesa di Nostra Signora
Vergine della Salute
Via Ausonia
BUS PF/PQ
Costruita su progetto dell’arch. Macrelli tra il 1963 e il 1967,
la parrocchia fu eretta e affidata dall’allora Vescovo di Cagliari, Mons. Paolo Botto, alla Congregazione dei Figli di S. Maria Immacolata. Successivamente la chiesa è stata ristrutturata
su progetto dell’architetto Mattia del Prete sulle indicazioni della
Nuova Estetica del Movimento Neocatecumenale e i lavori sono
in via di completamento.
Nella parte rialzata dell’edificio è la sede del Presidente dell’assemblea - una cattedra in plexiglas - per consentire la lettura della
Colonna Misterica dipinta da C. Arguello, fondatore del Cammino, su fondo oro ricoprente una vasta superficie dove sono rappresentati episodi evangelici quali l’Annunciazione, la Natività, il
Battesimo di Cristo, la Trasfigurazione, l’Entrata in Gerusalemme,
l’Ultima Cena, la Crocefissione, la Discesa agli Inferi, il Sepolcro
vuoto, l’Ascensione, la Pentecoste, l’Assunzione di Maria Dormitio e il Cristo Pantocratico.
Davanti alla cattedra, sono l’ambone e la mensa in marmo bianco
di Carrara e il fonte battesimale che consente il rito sia per immersione che per infusione.
L’icona venerata attualmente all’interno e che dà il nome alla Parrocchia è stata eseguita nel 1976 da Lucia Porcu e donata a
Padre Erminio Passi. Le stazioni della Via Crucis sono di Franco
D’Aspro.
Annesse alla chiesa vi sono ambienti per le Liturgie, gli incontri, il
catechismo e gli uffici parrocchiali e la biblioteca.
Visite guidate a cura di:
Volontari della parrocchia
monumentiaperti
47
Chiesa di
Cristo Re
Via Scano
BUS
3/6
L’edificio sorge a “su Baroni” in quella che nel secondo dopoguerra era estrema periferia alle pendici del Monte Urpino, in prossimità del Palazzo di giustizia (1938) e della città giardino di via Pessina, progettata da Adalberto Libera dal 1949 in poi.
Grazie alla donazione dell’area da parte della baronessa Manca
di Villahermosa alle Suore Figlie di Cristo Re, attivissime in quella zona degradata della città in aiuto agli indigenti, soprattutto
bambini e ragazzi, fu predisposto un progetto di massima per la
chiesa e il convento, a cura dell’ing. Giuseppe Maxia, fratello di
Madre Bruna, fondatrice della Congregazione. Dopo la posa della
prima pietra avvenuta il 1° gennaio 1950 (Anno Santo), il progetto della chiesa fu affidato agli architetti Giuliana Genta e Silvano
Panzarasa, collaboratori di Adalberto
Libera. Il 21 settembre 1963 avvenne la
consacrazione della
chiesa, aperta anche al pubblico per
l’Adorazione Eucaristica dal 6 dicembre
successivo. Nel 1976
secondo il Concilio
Vaticano II furono approvate le nuove Costituzioni delle “Figlie Eucaristiche di Cristo Re” e anche la veste
delle suore bianca da nera che era in origine.
All’esterno la chiesa alterna pareti chiuse da rivestimento di pietra
a blocchi squadrati e tagli verticali per l’ingresso della luce. Al
di sopra dei tre portali in bronzo un grande rosone esagonale,
suggerito ai progettisti dallo stesso Libera in sintonia con la copertura ricoperta di piastrelle colorate, richiama la pianta centrale,
particolarmente interessante a partire dai pilastri di sostegno che
si aprono ad ombrello. La struttura portante è in calcestruzzo a
vista particolarmente leggera e internamente si presenta come
una tenda a coprire l’ampio spazio assembleare, fortemente unitario. All’interno si possono ammirare i misteri del Rosario, la Via
Crucis e la statua del Sacro Cuore, tutti dello scultore Eugenio
de Courten (1925-2009) attivo ripetutamente a Roma tra il 1949
e il 1963. Le vetrate sono della bottega di maestri vetrai della
Germania.
L’edificio suscitò polemiche per la sua modernità già in fase di
progetto tanto da subire ripensamenti e discussioni, al pari della
chiesa di S. Caterina, poco lontana. Entrambe, peraltro, sono tra
gli edifici religiosi più interessanti del Novecento.
Visite guidate a cura di:
Istituto di Istruzione Superiore S. Atzeni
48
Cagliari
Chiesa di
San Domenico
Piazza San Domenico
BUS
1/M
Il Convento di S. Domenico fu fondato nel 1254 sul luogo dell’antica chiesa benedettina dedicata a Sant’Anna nel quartiere di
Villanova. Il primo impianto del complesso aveva stretti rapporti
con le fabbriche toscane e con le regole costruttive degli ordini
mendicanti. La chiesa fu impostata su un’unica navata con forti
affinità al modello gotico italiano di S. Francesco di Stampace.
Dopo l’inserimento politico culturale della Sardegna nella Corona
d’Aragona, le modifiche successive alle strutture architettoniche
del convento mutarono in senso gotico-iberico. Nel 1580 fu istituito il cappellone del Rosario. Il complesso domenicano, insieme a
quello conventuale di S. Francesco di Stampace, si impose nella
storia cittadina come fervido centro religioso e culturale; ospitava,
infatti, la sede della confraternita dei calzolai, il tribunale dell’inquisizione e la Regia Stamperia. I suoi importanti arredi pittorici e
scultorei furono dispersi in collezioni pubbliche e private per cui,
attualmente, gli spazi possono essere apprezzati soprattutto per
la loro valenza architettonica. Nel maggio 1943, la città di Cagliari
fu sottoposta a duri e ripetuti bombardamenti che non risparmiarono il complesso architettonico di San Domenico. Rimasero in
piedi una parte del convento e il lato più importante del chiostro
aragonese.
La difficile opera di ricostruzione ebbe diverse vicende tra
l’ipotesi di un ripristino, caldeggiato da Raffaello Delogu, e
la totale ricostruzione. Tra il 1952 e il 1954 l’architetto toscano
Raffaello Fagnoni adottò un’intelligente soluzione, usando l’unica
aula della chiesa originaria, parzialmente conservata, come base
della nuova che la sovrasta e ricalcando gli spazi dell’antica struttura così da rendere perfettamente riconoscibili le parti integrate
rispetto ai resti antichi.
Visite guidate a cura di:
Centro Scuola Luigi Pirandello
Istituto Tecnico - Liceo Scientifico delle Scienze Applicate M. Giua
monumentiaperti
49
San Vincenzo
dÈ Paoli
Chiesa di
Via Bosa
BUS
1/M
La Chiesa di San Vincenzo dÈ Paoli o Chiesa della Missione
è situata nell’isolato compreso tra la via e la piazza San Domenico, ove sorgono la Congregazione ed il Collegio delle Missioni. Fu edificata nel 1950 come riparazione ai danni di guerra, in
seguito ai bombardamenti della II Guerra Mondiale, che avevano
distrutto una precedente grande cappella, integrata nella Casa
della Missione, costruita nel 1915 e consacrata nel 1921, situata
parallelamente alla via Bosa con ingresso dall’esterno laterale.
La lapide che ne commemora la consacrazione è visibile sull’esterno dell’abside. La nuova costruzione, inaugurata il 13 luglio
1951, venne progettata
dall’architetto Augusto
Valente (disegnò
anche la stazione
marittima di Cagliari distrutta dai
b o m b a rd a m e n ti del 1943, e le
case popolari INCIS in Piazza Galilei), si presenta in
stile neoromanico-pisano. Sopra
il portale d’ingresso vi è una lunetta a mosaico dedicata al Santo titolare. La copertura della Chiesa è a padiglione con rivestimento di tegole. Il
campanile, situato sulla sinistra dell’abside, è a pianta quadrata,
e presenta lungo la sua altezza, bifore, trifore e archetti ciechi.
La pianta è a croce latina. Il fedele entrando è portato a rivolgere
lo sguardo verso l’altare, il punto più rappresentativo dell’edificio
perché, simbolicamente rappresenta il cuore di Cristo in Croce.
La sua semplicità ed essenzialità stilistica e la sua dimensione, a
misura umana, invitano il fedele al raccoglimento spirituale. È a
tre navate, la centrale più alta e larga rispetto a quelle laterali suddivise da colonne di ordine composito. La copertura è in legno
a capriate. Il pavimento è realizzato in marmettoni con disegno a
losanghe. L’illuminazione naturale all’interno della Chiesa è data
dall’oculo posto nella facciata, dalle monofore laterali, da quelle
inserite nell’abside e dalle trifore poste agli estremi del transetto. I
confessionali lignei, disposti lungo le navate laterali riportano ancora il motivo del rombo gradonato.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado paritaria Nuovo Collegio della Missione
50
Cagliari
Chiesa dei Santi
Giorgio e Caterina
Via Gemelli
BUS
3/6
La chiesa dei Santi Giorgio e Caterina appartiene
all’Arciconfraternita dei
Genovesi (1591), istituita
a Cagliari dai mercanti del
capoluogo ligure operanti
in Sardegna. La moderna
chiesa di via Gemelli sostituisce quella barocca
che un tempo sorgeva in via Manno, edificata a partire dal 1599
e distrutta dal bombardamento del 13 maggio 1943 perché nei
pressi di un presidio militare. Nel dopoguerra, l’allora arcivescovo
di Cagliari, il genovese monsignor Botto, decide di ricostruire la
chiesa non più nella sede originaria ma nel quartiere di Monte
Urpinu, che già si appresta a divenire residenziale.
Il progetto viene realizzato nel 1957 dal giovane architetto romano Francesco Giachetti, in collaborazione con l’ingegner
Marco Piloni, mentre la direzione dei lavori è affidata all’ingegner
Luigi Pani. Il 7 giugno del 1958 viene posata la prima pietra, con
l’apertura al culto il 15 novembre 1964. La nuova chiesa dei Santi
Giorgio e Caterina domina una piccola altura ai piedi del colle di
Monte Urpinu, presenta una pianta centrale di base ottagonale
da cui si innalzano altissimi archi paraboloidi in cemento armato,
quattro dei quali, alternandosi alla muratura piena, sono riempiti da
enormi vetrate policrome astratte opera di Rolando Monti, artista
cortonese dai trascorsi cubisti. Le vetrate della chiesa (le prime
astratte in Europa a quel tempo) sono divise in coppie secondo la
prevalenza di toni caldi e toni freddi. Le pareti interne sono decorate dal pittore Dino Fantini. Nella chiesa dei Santi Giorgio e Caterina si possono ammirare alcune sculture e apparati decorativi
che ornavano l’antica sede, rinvenuti tra le macerie, tra questi il
bassorilievo marmoreo con lo scudo di Genova che sormonta l’arco d’ingresso, nonché, nell’attigua sede del Museo dell’Arciconfraternita dei Genovesi, una collezione di dipinti, argenti, vesti e arredi
liturgici di raro valore. Anche l’organo storico, come molti organi
delle chiese cagliaritane, andò perduto nel 1943. Grazie ai fondi
stanziati come risarcimento dei danni di guerra, nell’arco di circa un
decennio, dagli inizi degli anni 1950 fino al 1965 quelli danneggiati vengono progressivamente sostituiti con strumenti nuovi. Nella
chiesa dei Santi Giorgio e Caterina si trova l’organo Tamburini op.
526 (1966). Di piccole dimensioni è ubicato alle spalle dell’altare
maggiore, presenta un prospetto formato da ali di canne che si
intersecano colmando l’arco parabolico della parte absidale. Possiede due tastiere di 61 tasti, pedaliera di 32 e 19 registri.
Visite guidate a cura di:
Istituto Professionale Alberghiero A. Gramsci
Conservatorio G.P. da Palestrina - LabOs Laboratorio Organi
Storici
monumentiaperti
51
Colle di Bonaria
Cimitero Monumentale
Piazza Cimitero
BUS 5/6/30
Il cimitero monumentale
di
Bonaria sorge
a ridosso della
collina omonima,
su un’area precedentemente
utilizzata come
necropoli scavata nella pietra già
nella fase punico-romana e paleocristiana della
città. In prossimità dell’ingresso principale del
Cimitero, fino ai
primi del secolo,
esisteva la chiesa benedettina di Santa Maria de Portu (poi S. Bardilio) eretta nell’XI secolo, con trasformazioni successive. Il Cimitero di Bonaria
fu progettato dal Capitano del genio Luigi Damiano, con un impianto regolare quadripartito, ed inaugurato il primo gennaio del
1829. In precedenza a Cagliari si seppelliva nelle chiese o nelle
aree immediatamente limitrofe, spesso con rilevanti problemi igienici. Già durante l’epidemia di colera del 1816 era stato necessario reperire d’urgenza alcune aree limitrofe alla città da adibire
a luogo di sepoltura, per cui l’esigenza di un grande camposanto
cittadino era particolarmente sentita. Ad appena trent’anni dall’inaugurazione, il cimitero era già insufficiente per cui si incaricò
l’architetto Gaetano Cima di progettare un primo ampliamento,
seguito da altri fino a raggiungere la cima del colle. Un’apposita
area fu destinata agli acattolici e a inglesi, francesi e tedeschi
di religione protestante ed anglicana. Oggi il cimitero di Bonaria
raccoglie le sculture di artisti sardi e della penisola, operanti a
Cagliari (Fadda, Sartorio, Sarrocchi) dalla metà dell’Ottocento alla
prima metà del Novecento.
In questa eccezionale galleria d’arte è presente una singolare varietà di stili (Neoclassicismo, Realismo, Simbolismo,
Liberty) che riflette bene il gusto della città di fine Ottocento e
Novecento, culturalmente vivace ed economicamente attiva per
la presenza di imprenditori dell’Italia settentrionale e provenienti
dall’estero.
Visite guidate a cura di:
Convitto Nazionale Vittorio Emanuele II
Liceo Artistico Foiso Fois
Istituto Tecnico per le Attività Sociali G. Deledda
52
Cagliari
Colle di Bonaria
Laboratorio di restauro
Via Ravenna
BUS 5
La realizzazione del Laboratorio è stata preceduta dal recupero ed adeguamento funzionale di uno stabile preesistente
sulla sommità del colle di Bonaria. La gestione integrata della
struttura coinvolge il Comune di Cagliari, l’Università degli Studi di
Cagliari, la Soprintendenza per i Beni Architettonici, Paesaggistici, Storici, Artistici ed Etnoantropologici per le province di Cagliari
e Oristano e la Direzione Regionale
per i Beni Culturali
e
paesaggistici
della
Sardegna
La sua collocazione urbanistica
al centro della
città, all’interno
del parco archeologico di Bonaria
e in stretta connessione con l’omonimo cimitero monumentale, ne accresce l’importanza quale
vettore di interscambio culturale per la città e per il territorio.
Le finalità operative condotte nella struttura riguardano la caratterizzazione dei materiali, la conoscenza dello stato di conservazione dei manufatti e le cause del loro deperimento. Queste
azioni consentono di raccogliere informazioni di base per poter
elaborare protocolli conservativi mirati e rispettosi dell’unicità
dei beni culturali. Le attività legate alla diagnostica applicata alla
Conservazione e lo studio dei materiali antichi, tradizionali e innovativi che trovano applicazioni nello specifico settore, sono tra
quelle che maggiormente contraddistinguono l’attività del Laboratorio. Questi fini sono raggiunti con l’ausilio di strumentazioni
scientifiche all’avanguardia e programmi di ricerca-didattica attiva
che vedono la partecipazione di studenti delle differenti Facoltà dell’Ateneo al fine di favorire ed innescare processi di osmosi
multiculturale.
Il Laboratorio è stato aperto per la prima volta al pubblico in occasione dell’edizione 2012 di Monumenti Aperti e pertanto esso
rimane ancora sconosciuto ad un più vasto pubblico nonché alle
scuole cittadine. Il personale operante nella struttura illustrerà le
funzionalità delle varie sezioni, gli studi in corso, e avrà il piacere di guidare i visitatori in un’affascinante ed insolito percorso, sospeso tra il mondo microscopico e quello macroscopico,
all’interno della filiera del Restauro e della Conservazione dei Beni
Culturali nelle articolate fasi.
Visite guidate a cura di:
Gruppo ricercatori e allievi Università di Cagliari e CNR - ISAC
monumentiaperti
53
60
36
48
47
46
33
54
35
7
20
2
22
34
16
12
11
43
57
6
44
23
53
39
24
60
56
51
17
55
4
42
28
58
21
8
40
Monumenti esterni
alla mappa
1.
2.
3.
4.
5.
6.
7.
8.
9.
10.
11.
12.
13.
14.
15.
37
Archivio di Stato
Auditorium Conservatorio
Batteria C 135
Biblioteca universitaria
Bunker via Rolando
Cattedrale
Centro della Cultura Contadina
Chiesa del Carmine
Chiesa della Beata Vergine della Salute
Chiesa di Cristo Re
Chiesa di San Domenico
Chiesa di San Vincenzo de Paoli
Chiesa di Santa Caterina e San Giorgio
Colle di Bonaria, Cimitero
Colle di Bonaria, Laboratorio di restauro
54
18
Cagliari
16.
17.
18.
19.
20.
21.
22.
23.
24.
25.
26.
27.
28.
29.
30.
Cittadella dei Musei
Collezione L. Piloni
Consiglio Regionale della Sardegna
Exmà
Facoltà di Ingegneria - Pad. Mandolesi
Fondazione Banco di Sardegna
Galleria Comunale d’Arte
Ghetto
Giardino sotto le Mura
Lazzaretto
Legione Carabinieri
Liceo Dettori sede
Mediateca Mediterraneo
Molentargius - Chiesa della Palma
Molentarius - Città del Sale percorso
50
29
30
31
10
32
13
27
26
45
19
38
1
15
52
9
3
14
5
25
41
49
31.
32.
33.
34.
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43.
44.
45.
Molentargius - Parco Naturale
Molentargius - Teatro delle Saline
Museo di Antropologia
Museo Archeologico
Museo di Fisica
Museo di Geologia e Paleontologia e di
Mineralogia
Museo delle Ferrovie dello Stato
Museo di Zoologia
Orto Botanico
Palazzo Civico
Palazzo del C.I.S.
Palazzo dell’Università - Rettorato
Palazzo delle Scienze
Palazzo di Città
Parco delle Rimembranze
46.
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48.
49.
50.
51.
52.
53.
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57.
58.
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60.
Pirri - Cimitero
Pirri - EXMÈ
Pirri - Vetreria
Porto di Cagliari - Istituto Buccari
Scuola Elementare Riva
Scuola Elementare Santa Caterina
Società degli Operai
Sotterranei Ospedale Civile
Teatro Lirico
Teatro Massimo
Tiscali Campus
Tuvixeddu - Parco archeologico
Sa Illetta e Laguna Santa Gilla
Villa Clara - Biblioteca Provinciale
Villa Satta Muntoni, sede IED
monumentiaperti
55
Cittadella dei Musei
Piazza dell’Arsenale
BUS 7/8
La cittadella dei
Musei è situata
nella parte settentrionale
del
colle
roccioso
sul quale sorge
l’antico quartiere di Castello. A
tutt’oggi pochi indizi, due cisterne,
ci indicano una
f re q u e n t a z i o n e
dell’area in età
feniciopunica
e
romana. In periodo pisano dopo la costruzione nel 1305 della
Torre di San Pancrazio, l’area venne separata da quest’ultima
da un grande fossato e collegata da un grande ponte levatoio.
L’attuale area della Cittadella dei Musei venne edificata in periodo
spagnolo a partire dal 1552 allorquando fu costruito un importante sistema difensivo denominato “la Tenaglia”, ad opera del
cremonese Rocco Capellino. La veloce evoluzione dei potenti
mezzi di artiglieria imposero nel 1573 di rettificare l’impostazione
delle corrispondenze dei bastioni, così la Tenaglia venne in parte
demolita: oggi, di questa struttura, rimangono alcuni tratti di mura
nella Pinacoteca Nazionale e nel Museo Archeologico, oltre che
il grande fossato. In periodo sabaudo l’area fu oggetto di lavori
di perfezionamento difensivo, quali la costruzione intorno al 1727
della Porta dei Cappuccini e della sua casamatta e la Porta del
Regio Arsenale nel 1825. L’area già nel 1727 venne denominata
“Regio Arsenale”: vi era una grande fonderia e vi si costruivano
armamenti militari; nel 1832 quest’ultima venne trasferita nei locali del Nuovo Regio Arsenale costruito sul fossato attiguo. Da
questo momento l’area venne utilizzata come casermaggio e
scuderia fino al 1870, quando fu trasformata in distretto militare.
Mantenne questo uso fino agli anni Venti per divenire quindi Caserma militare intitolata all’eroe quartese Eligio Porcu, morto nella
prima guerra mondiale.
Nel febbraio del 1943, durante la II guerra mondiale, venne duramente bombardata e gravemente danneggiata per
essere successivamente abbandonata. Sulle antiche strutture superstiti tra il 1965 e il 1979, si procedette all’edificazione
dell’attuale costruzione, realizzata con un intelligente progetto
che unisce recupero e innovazione dagli architetti Piero Gazzola
e Libero Cecchini.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico Geometri O. Bacaredda
ANFFAS
56
Cagliari
Collezione Luigi Piloni
BUS
Via Università 32/a
7
La raccolta, che comprende oltre novecento oggetti, costituisce
una ricca collezione di opere d’arte e di artigianato sardo, riunite
in lunghi anni di ricerca guidata da rigorosi criteri selettivi, donata
all’Università degli Studi di Cagliari nel 1980 da Luigi Piloni, uomo
di cultura ed appassionato ricercatore. La collezione ha arricchito
il patrimonio universitario, favorendo la maturazione e la crescita
del sentimento civico per la dovizia, la varietà ed il pregio artistico
dei manufatti legati alla memoria della nostra Isola.
Si articola in cinque sezioni comprendenti dipinti, tra cui
spiccano fra le altre le tele del pittore stampacino Antioco
Mainas, Giovanni Marghinotti e i principali artisti sardi del primo
novecento: Felice Melis-Marini, Carlo Contini, Filippo Figari, Mauro Manca, Giuseppe Biasi. Da segnalare anche le pregevoli e delicate tempere ottocentesche di stampo documentario etnografico
di Philippine Della Marmora. La sezione dedicata alle carte geografiche e piante di città costituisce un fondamentale apporto agli
studi della cartografia in Sardegna. Sono presenti figurazioni della
Sardegna pervenute dal mondo classico, carte nautiche, alcune
delle carte realizzate da Alberto Della Marmora, e l’originale carta
dei dialetti del Canonico Giovanni Spano.
Di particolare rilevanza la nota veduta di Sigismondo Arquer, dove
grazie alla visione frontale della città di Cagliari, sono messe in
evidenza le mura difensive in pietra, che nel corso dei secoli sono
state demolite o inglobate in altre architetture. La sezione delle
stampe, disegni, acquerelli e tempere ospita una raccolta composita e numerosa di oggetti di diverse tipologie: effigi di personaggi storici, costumi sardi, iconografia religiosa, vedute della
Sardegna. Infine i tappeti sardi e l’argenteria da abbigliamento,
preziosi e rari esempi del migliore artigianato sardo, i più antichi
risaltenti alla seconda metà del ‘700.
Visite guidate a cura di:
Scuola secondaria di I grado Mons. Saba, Elmas
Associazione F.I.D.A.P.A.
monumentiaperti
57
Consiglio Regionale
della Sardegna
Via Roma, 25
BUS 1/M/31
Il Consiglio regionale, l’organo legislativo della Regione autonoma della Sardegna, il Parlamento dei Sardi, esercita
funzioni di controllo e di indirizzo sull’organo esecutivo della Regione autonoma della Sardegna, la Giunta regionale.
La sede dell’Assemblea legislativa, è dal 1988 nella via Roma
n.25 e copre un’area di 3200 metri quadri, articolati in tre corpi
dei quali, quello centrale, ospita l’Aula consiliare.
L’elemento visivo che maggiormente caratterizza l’edificio è il materiale di cui è uniformemente rivestito nelle pavimentazioni interne ed esterne: il granito. Le grandi e specchianti lastre di granito
sembrano creare una sorta di “lago salato”, effetto fortemente
voluto da Costantino Nivola per ambientare le sue sculture.
L’artista sardo è infatti l’autore delle monumentali sculture che
contornano il palazzo, realizzate tra il 1986 e il 1987, in marmo,
travertino e granito rappresentanti figure femminili legate ai valori
ancestrali della natura, della vita, della
fertlilità, della forza,
e alla memoria antropologica della terra
sarda.
Queste figure sono
espressione di una
straordinaria capacità di sintesi linguistica che mette insieme
ispirazioni differenti,
cubiste, surrealiste e
primitiviste. Nivola ha inoltre graffito, su disegno dell’artista dorgalese Salvatore Fancello, gli enormi pannelli granitici posti su
alcune facciate esterne del Palazzo.
I lavori per la realizzazione di un garage interrato nell’area retrostante il palazzo hanno condotto, nel 1994, al ritrovamento di
manufatti scavati nella roccia:pozzi, cisterne, vasche e cavità
contenenti offerte funerarie di epoca romana, residui del lembo
meridionale della necropoli che, in epoca imperiale, occupava
l’area della parte alta del viale Regina Margherita.
Nelle giornate del 9 e 10 maggio sarà aperta oltre l’aula consiliare, illuminata da un lampadario composto da 3000 gocce di cristallo, anche gli uffici della presidenza e per la prima volta anche
la stanza del Presidente del Consiglio regionale.
Visite guidate a cura di:
Istituto Professionale Industria e Artigianato A. Meucci
Associazione INTERACT
58
Cagliari
Exma’
WC
Via San Lucifero, 71
BUS 1/M
Il complesso dell’Ex-mattatoio di Cagliari sorge nel quartiere storico di Villanova, nei pressi delle antiche chiese
di San Saturno e di San Lucifero. Ai
tempi della sua costruzione si trovava ai margini della città, circondato
dai campi, luogo ideale per costruire
un macello moderno in cui venissero
applicate le norme igieniche fino ad
allora poco rispettate.
I lavori per la costruzione dell’edificio
furono iniziati nel 1845 e terminati nel
1852, e fu il primo edifici di servizi realizzato al di là della cinta urbana. Il
progetto e la direzione dei lavori sono opera del Cav. Barabino,
Maggiore del Genio militare, che ideò la struttura in modo che
fosse più funzionale possibile. Nonostante ciò il complesso non
incontrò il favore dei cagliaritani e già nel 1880, l’Amministrazione
Comunale pensava di abbandonarlo e di sostituirlo con una nuova
struttura nella zona della Playa. Nel 1892 si optò invece per una
radicale ristrutturazione. Il progetto iniziale del mattatoio prevedeva
un caseggiato centrale, ancora esistente, un vasto piazzale in cui
potesse sostare il bestiame e quattro edifici minori, uno per ogni
angolo del recinto perimetrale, che ospitassero gli uffici dell’amministrazione e della custodia. Sotto il piazzale era dislocata una
grande cisterna. Ancora oggi le protomi bovine in marmo denunciano la funzione di un tempo. La struttura originaria è stata notevolmente modificata nel corso degli anni in seguito a vari cambiamenti nell’utilizzo dei locali e alle esigenze della città in espansione.
Il cambiamento più evidente si lega all’allargamento della Via Sonnino, in seguito alla costruzione della linea tramviara che collegava
Cagliari al Campidano di Quartu. In quest’occasione vennero demoliti i due edifici all’angolo di via Sonnino insieme al recinto che li
congiungeva. Il mattatoio rimase in attività fino al 1964, quando fu
completato il nuovo mattatoio di via Po, e dopo questa data venne
utilizzato come autoparco e deposito del Comune di Cagliari.
Agli inizi degli anni ’90, le strutture storiche dell’ex-mattatoio
sono state considerate adatte all’installazione di un centro
culturale che potesse soddisfare le esigenze del quartiere, della
cittadinanza e del patrimonio artistico di Cagliari. La progettazione
delle nuove strutture e il restauro delle parti antiche sono state affidate all’architetto Libero Cecchini. Dal 1993 l’Exma’ è stato aperto
al pubblico e tutt’ora ospita mostre, festival, spettacoli teatrali e
concerti e la Collezione permanente di grafica Nicola Valle, dono
dello stimato studioso cagliaritano alla sua città.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado V. Alfieri
Liceo Artistico Foiso Fois
monumentiaperti
59
Facoltà di Ingegneria
Padiglione Mandolesi
Via Marengo - Piazza d'Armi
BUS
5
Progettato dall’ing. Enrico Mandolesi nel 1964, e inaugurato
sei anni dopo, questo edificio occupa uno dei lotti dell’impianto
predisposto nel 1944, per i padiglioni della Facoltà di Ingegneria.
L’intento che, a ogni scala, orienta le scelte strutturali e quelle
compositive è la flessibilità, considerata dall’autore “finalità tra le più
significative dell’intendimento progettuale”. Si comprende in questo
quadro l’impiego di una struttura a ossatura portante, la sola capace
di realizzare ampi sbalzi e liberare la distribuzione interna dall’ingombro
degli elementi portanti; l’adozione di un cantiere basato su procedimenti
di prefabbricazione a piè d’opera, che ha permesso una produzione
rapida e modulare; il ricorso al calcestruzzo, materiale duttile per
eccellenza. Quest’ultimo, lasciato allo stato grezzo, così da denunciare
tutta la sua entità strutturale, da forma ai pilastri, ai solai, ai pannelli di
facciata e all’ampio cornicione, che aprendosi verso l’alto rievoca lo
slancio orizzontale della pagoda giapponese. Una rudezza di finitura,
un «brutalismo», che Mandolesi apprende dalle opere di Kenzo Tange,
fautore della “onestà verso i materiali” e dell’asciuttezza del linguaggio.
L’impianto compositivo riprende, inoltre, i principi di Le Corbusier: il
pilotis e il tetto giardino; la finestra orizzontale, che qui coincide con
l’asola compresa tra gli elementi di tamponamento e i solai, realizzati
in progressivo aggetto; la facciata libera, tesa tra gli orizzontamenti;
la pianta libera, affidata a partizioni concepite come moduli funzionali
intercambiabili. Il piano interratto accoglie laboratori e un’ampia sala
riunioni; i due piani in elevazione, sono articolati all’interno in tre fasce:
quelle di estremità, costruite a sbalzo, sono dedicate agli uffici; mentre
nella fascia interna, i blocchi servizi-scala-ascensore costituiscono le
testate di una sequenza di spazi, destinati alla ricerca e intercalati da
chiostrine. Nel 1969 questo edificio ha vinto il Premio Inarch.
Visite guidate a cura di:
Istituto di Giacimenti minerari, di Chimica applicata e di Arte
mineraria della Facoltà di Ingegneria di Cagliari
Dipartimento di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura
Università di Cagliari
60
Cagliari
Fondazione
Banco di Sardegna
WC
Via Torino, 28
BUS 6/7
L’edificio, sede legale della Fondazione Banco di Sardegna, situato
nel centro storico di Cagliari a ridosso del quartiere di Castello, fu realizzato nell’isolato su cui insisteva il bastione di N.S. di Monserrato.
Le vicende storiche del palazzo sono complesse e poco documentate a partire dalla data della sua costruzione, certamente successiva al 1870, deducibile da un documento redatto dal Canonico Spano che nel 1861 localizza intorno a quell’area l’edificio della Guardia
Nazionale. Un documento rilevante è l’atto di vendita del palazzo
nel 1912 che documenta il passaggio di proprietà dal Convitto Nazionale alla Cassa Ademprivile. Il prospetto d’ingresso del Palazzo
è sulla via Torino, con la facciata originaria
in stile eclettico
rimaneggiata nel
tempo. Il lato su
via San Salvatore da Horta risale ai primi anni
Cinquanta. Fece
seguito la realizzazione della nuova facciata in severo ma rigoroso stile razionalista.
Nel 2012 l’edificio è stato oggetto di un accurato progetto
di restauro dei prospetti esterni monumentali e di ristrutturazione integrale dei volumi interni al fine di renderlo rispondente alle
esigenze culturali e funzionali della Fondazione Banco di Sardegna.
All’interno si possono ammirare le opere della collezione d’arte contemporanea con i maggiori esponenti del Novecento sardo.
La Fondazione Banco di Sardegna è un soggetto giuridico privato
senza fine di lucro con piena autonomia statutaria e gestionale che
persegue fini di interesse pubblico e di utilità sociale, promuovendo
lo sviluppo socio-economico dell’isola.
Al pari delle altre Fondazioni di origini bancaria, nasce negli anni
’90 con la Legge 218/90 che avviò la privatizzazione degli istituti di
credito, tra cui il Banco di Sardegna, di natura pubblica. La legge
portò alla separazione dell’attività creditizia da quella filantropica.
Ogni anno la Fondazione Banco di Sardegna devolve in erogazioni
filantropiche mediamente tra i 15 e i 16 milioni di euro di cui beneficiano sempre soggetti che perseguono finalità non lucrative di
pubblico interesse. Le risorse utilizzate per le erogazioni filantropiche sono tratte dagli utili generati dagli investimenti del proprio
patrimonio.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico Commerciale P. Martini
Associazione Italia Nostra
Associazione Nazionale Carabinieri - Nucleo Volontari A.N.C.
monumentiaperti
61
Comunale d’Arte
Galleria
e Giardini Pubblici
WC
Largo Dessì
BUS 6/7
La Galleria Comunale d’Arte, perno
dei Musei Civici e
snodo del sistema
museale integrato,
riveste un ruolo
cruciale nella programmazione
su
base culturale della
città. Non più solo
“museo” nel senso
tradizionale, ma centro di ricerca e innovazione, spazio abitato e
fecondato dai nuovi linguaggi artistici, la Galleria esce dai propri
confini murari per farsi portavoce di progetti di contaminazione
urbana, di arte pubblica e relazionale, capaci di coinvolgere le
comunità direttamente nei propri spazi di vita. Luogo di incontro
e insieme di irradiazione, la Galleria contribuisce ad attuare il disegno di una città policentrica, dove assume il compito di tessere il
dialogo tra le comunità, di promuovere il concetto di cittadinanza
culturale, di ri-leggere storie e geografie attraverso una progressiva estensione delle sue attività allo spazio pubblico con progetti
site specific, performance e residenze d’artista.
Gli stessi giardini che circondano il museo diventano estensione
e prolungamento ideale dei suoi spazi espositivi e ospitano opere
d’arte contemporanea, come testimoniano i Dormienti di Mimmo
Paladino, recente acquisizione della Galleria.
Il museo espone, attualmente, al suo interno due raccolte permanenti: la Collezione Ingrao e la Collezione Sarda.
La Collezione Ingrao copre un arco temporale che dalla fine
dell’Ottocento attraversa tutto il Novecento e testimonia, soprattutto, i movimenti artistici sviluppatisi a Roma: dal Secessionismo
degli anni Dieci ai travagliati anni della seconda guerra mondiale,
dal dopoguerra agli anni Ottanta. Spiccano i nomi di Umberto
Boccioni, Giorgio Morandi, Mino Maccari, solo per citare alcuni
grandi maestri presenti nella raccolta. La Collezione Sarda offre
una panoramica esaustiva degli sviluppi che nel Novecento ha
avuto l’arte nell’Isola. Il percorso espositivo, scandito dalle opere dei principali artisti come Francesco Ciusa, Giuseppe Biasi,
Filippo Figari, Mario Delitala, Costantino Nivola e tanti altri, si è recentemente arricchito, grazie all’acquisizione di un’opera di Maria
Lai, uno dei primi Telai realizzati dall’artista a partire dalla metà
degli anni Sessanta.
Visite guidate a cura di:
Scuola Primaria Collodi
Istituto Comprensivo 1-2 Is Bingias - Pirri
Istituto Tecnico Commerciale L. da Vinci - F. Besta
62
Cagliari
Il Ghetto
Via Santa Croce, 18
WC
BUS
7/8
Il complesso delle costruzioni erroneamente noto come “Ghetto
degli Ebrei” sorge sul bastione di Santa Croce, tra la via omonima
e il Cammino Nuovo, a picco sulle mura di cinta del quartiere di
Castello.
L’edificio nasce nel 1738 come caserma militare intitolata al regnante sabaudo Carlo Emanuele III.
L’opera, progettata dagli ingegneri militari piemontesi, doveva
ospitare il reparto dei “Dragoni”, ed ebbe funzioni militari fino al
XIX secolo. Nel 1863, forse momento di massima attività, la caserma conteneva più di 300 uomini e 40 cavalli, alloggi per veterani, scuderie dei Carabinieri, magazzini del Genio e l’Intendenza
militare. Alla fine dell’800, cessato l’uso militare l’edificio fu ceduto a privati e trasformato in piccole abitazioni. L’impropria denominazione di “Ghetto degli Ebrei” deriva dal fatto che poco più
avanti realmente esisteva il quartiere dove essi abitavano, zona
delimitata fra la via Santa Croce e la via Stretta.
La presenza dei Giudei a Cagliari durò fino al 1492, anno di promulgazione dell’editto con il quale i reali di Castiglia ed Aragona
(allora la Sardegna faceva parte di quel regno) scacciavano gli
Ebrei da tutti i loro territori.
Il Ghetto è stato recuperato tramite un complesso restauro
curato dal Comune di Cagliari e restituito alla città nell’edizione di Monumenti Aperti del 2000. È diventato un centro
culturale polifunzionale che ospita mostre, convegni, seminari e
concerti.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado Rosas
monumentiaperti
63
Giardino sotto le mura
Viale Regina Elena
BUS
6/10
Dopo la dismissione della piazzaforte militare (1866) il versante
orientale della rocca di Castello è stato interessato a più riprese
da interventi che gli hanno cambiato volto e funzione.
Prima giardino e vivaio comunale, poi campo sportivo, sino
all’occupazione come area di cantiere per le opere di consolidamento delle mura e dei costoni rocciosi di Castello negli anni Ottanta, quando una importante porzione delle contro-fortificazioni
settecentesche fu demolita per consentire la salita degli autocarri.
Nel 2011 il Comune di Cagliari ha dato inizio alle opere di
riqualificazione, dopo un ritardo di oltre otto anni causato
da problemi tecnici e burocratici. Il progetto, legato al linguaggio formale che caratterizza l’asse del Viale Regina Elena sino ai
Giardini Pubblici, sistemato da Ubaldo Badas negli anni ’30 del
Novecento, prevede una prosecuzione all’aperto della Passeggiata Coperta del Bastione di St. Remy. Un lungo viale in tozzetti
di marmo bianco e ricorsi neri divide longitudinalmente il Giardino
sotto le mura, delineando vaste aiuole con essenze floreali locali e
alberi centenari come il monumentale carrubo posto all’ingresso.
La contro-fortificazione, che al suo interno contiene una scala
voltata realizzata dalle milizie sabaude, è stata integralmente recuperata. Un nuovo corpo di fabbrica per un punto ristoro, in
pietra calcarea e vetro, prosegue idealmente l’allineamento originario della porzione demolita,
Tre sculture dell’artista sardo Pinuccio Sciola, sistemate in altrettante vasche in pietra bianca, rappresentano tre “volti” che la città
di Cagliari ha assunto nella sua storia millenaria: Santa Igia, la
città medievale sommersa; la città arroccata di Castello; la “città
del sale” con i suoi tipici cumuli piramidali bianchi.
Visite guidate a cura di:
Circolo Didattico San Govanni Bosco - Sestu
64
Cagliari
Lazzaretto
WC
Via dei Navigatori
BUS 6
Il Lazzaretto
era un luogo preposto
al ricovero in
quarantena di
uomini, merci
e animali provenienti
da
paesi in cui
erano diffuse
epidemie di
peste, colera, tifo, vaiolo, lebbra,
o qualsiasi altra malattia contagiosa. L’imperversare di queste
epidemie e di conseguenza il tentativo di arginarne la diffusione,
sono la dimostrazione che la scelta del sito di Sant’Elia non fu
casuale. Infatti, il luogo, lontano dalla città, pressoché disabitato
e cosparso di fortificazioni, aveva le caratteristiche per ricevere
malati in isolamento e quarantenati. Dai documenti conservati
all’Archivio di Stato di Cagliari si apprende che il primo nucleo
dell’impianto risale al ‘600, come attesta lo stemma marmoreo
collocato sopra l’ingresso, rappresentante la città di Cagliari fra i
pali di Aragona. Sembra che allora l’edificio fosse formato da un
lungo e stretto magazzino coperto per le mercanzie, da due stanze dove venivano ospitati gli uomini, e da un basso muro di cinta.
Il dilagare delle epidemie ed i conseguenti problemi di spazio resero indispensabili degli ampliamenti alla struttura e fosse comuni
destinate a ricevere i defunti. Fu per questo motivo che nel 1720,
Vittorio Amedeo II trasformò il primo nucleo del lazzaretto in un
ospedale per malattie contagiose ed emanò un regolamento che,
attraverso una serie di norme anticontagio, era atto alla conservazione della salute pubblica. Agli inizi dell’800 l’imperversare di
nuove pestilenze ripresentò il problema dello spazio all’interno del
lazzaretto, e per questo motivo furono predisposti altri ampliamenti.
La struttura che oggi vediamo, anche se debitamente restaurata,
è quella risalente agli ultimi ampliamenti del 1835, realizzati essenzialmente in pietra.
Negli anni cinquanta del Novecento il Lazzaretto venne abbandonato. La struttura rinacque a nuova vita solo nell’ottobre del 2000, in occasione della manifestazione Monumenti
Aperti, dopo un impegnativo restauro diretto dall’architetto Andrea de Eccher.
Visite guidate a cura di:
Liceo Statale E. d'Arborea
monumentiaperti
65
Legione dei
Carabinieri
Via Sonnino ang. Via Grazia Deledda
BUS
1/M
Il Provveditorato della Opere Pubbliche affida, a Flavio Scano
insieme ad Angelo Binaghi e Aldo Pacca la progettazione e la
direzione dei lavori di uno dei più importanti interventi di edilizia realizzati dall’ente a Cagliari: il Palazzo della Legione dei Carabinieri. Da
un resoconto storico stilato da un anonimo maresciallo dei Carabinieri leggiamo: “la costruzione che comportò la spesa di 6.400.000
di Lire venne affidata alla Società An.It. Ferrobeton, sotto la personale direzione dell’ing. Aldo Pacca, ed i lavori iniziati il 10 dicembre
1930, vennero ultimati nel marzo del 1933.”
Il progetto per il Palazzo della Legione, presentato nell’autunno del
’30, viene definitivamente approvato dall’ufficio tecnico del Comune
di Cagliari il 31 gennaio del 1931 e l’edificio venne inaugurato con
particolare solennità dopo due anni, il 21 aprile del 1933. La Legione occupa un’area di 7.800 metri quadrati, con il solenne prospetto
principale sulla via Sonnino, è disposta su quattro piani e presenta
una muratura in calcare e malta cementizia con decorazioni in pietra
artificiale. La scelta di Scano di rappresentare le funzioni e i meriti dell’Arma dei Carabinieri attraverso immagini legate all’universo
iconografico della romanità risponde ad un programma culturale
e politico imposto dalla dittatura fascista. Sul cornicione poggiano quattro statue in bronzo, opera dello scultore ogliastrino Albino
Manca, autore anche di cinque medaglioni in bronzo, tutti inseriti
nella facciata. Le colossali statue di Manca simboleggiano valori indispensabili per il soldato-eroe: il sacrificio, l’eroismo, la fede e la
disciplina. Alle loro spalle, campeggia uno storico motto dell’Arma:
pro patria contra omnes pro me contra neminem.
Durante i bombardamenti l’edificio subì notevoli danni, soprattutto
nell’ala prospiciente il Parco delle Rimembranze, poi riparati dopo
le guerra. Durante il percorso sarà visitabile la Sala della Memoria
dove è allestita una interessante mostra di cimeli storici dell'Arma.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico per le Attività Sociali G. Deledda
Comando Legione dei Carabinieri
66
Cagliari
Liceo Classico
G. M. Dettori
Via Cugia
BUS
3/6
La sede del Liceo classico, ubicata dietro il Palazzo di giustizia ai piedi del Monte Urpino, è il primo edificio progettato a
Cagliari come istituto scolastico superiore ma le sue origini risalgono
al Real Collegio di S. Teresa, fondato nel 1852 sull’antica scuola dei
Gesuiti dopo la loro espulsione dal Regno di Sardegna avvenuta nel
1848. Era situato nell’attuale piazza Dettori del quartiere della Marina
nell’edificio che fu poi occupato dal Liceo classico “Siotto Pintor”, dal
Liceo artistico e, oggi, ospita mostre e spettacoli di varie associazioni.
Il Regio Liceo-Ginnasio di S. Teresa nacque in seguito alla Legge Casati del 1859 e assunse l’intitolazione a Giovanni Maria Dettori (1773
-1836), docente di teologia morale nell’Università di Torino, con una
solenne celebrazione la mattina del 14 maggio 1865. La progressiva
crescita degli studenti portò alla sopraelevazione di un piano nel 1912
ma le condizioni problematiche dell’edificio suggerirono comunque,
nel 1919 e nel 1933, alcuni nuovi progetti non realizzati. Finalmente
nel 1951 fu stanziata una somma per la nuova sede, che in realtà
si rifaceva al liceo classico “R. Franchetti” di Mestre, realizzato nel
1940 (ingegnere del Genio Civile Maurizio Bufalini). Ha un’ampia
facciata, dominata da un alto pronao centrale e rivestita di travertino
che, invece, si alterna a tamponamenti in mattoni nelle ali laterali, con
caratteristiche monumentali che richiamano l’architettura derivata da
Marcello Piacentini, visibile anche nel vicino Palazzo di Giustizia. Costruito per lotti successivi, il Liceo ospitò le prime classi dal 1955 fino
al trasferimento definitivo nell’anno scolastico 1956-57. Nel febbraio
1963 furono inaugurate la palestra coperta e l’aula magna, capace di
circa 500 posti. Oggi ospita anche le aule speciali quali laboratori informatico e linguistico, l’aula di fisica ad anfiteatro, il nuovo laboratorio
di chimica. Vi si conservano preziosi libri nella Biblioteca “S. Broccia”
e antichi strumenti scientifici, L’unico ricordo della vecchia sede è la
lapide per gli studenti caduti durante la prima guerra mondiale (su
disegno di Felice Melis Marini con l’epigrafe di Liborio Azzolina) che fu
rimontata sulla parete interna dell’ingresso della scuola.
Visite guidate a cura di:
Liceo Classico G. M. Dettori
monumentiaperti
67
Mediateca del
Mediterraneo
Via Mameli
BUS 1/5/10
La MEM, è sorta nel
quartiere storico di
Stampace, nello spazio
che fu dal 1923 per 28
anni teatro delle gesta del
Cagliari e poi dagli anni
’50 sede del Mercato Civico. Il progetto ha visto
la realizzazione di una
struttura di valenza sovralocale: la Mediateca del
Mediterraneo. Lo spazio
della corte, un giardino
geometrico costituito da
due ampie vasche di terra
e aranci i cui bordi fungono da sedute, è il cuore
del sistema. Le facciate
in vetro trasparente mostrano le funzioni ospitate
all’interno, i luoghi dello
studio, della fruizione culturale. La forma planimetrica allungata è
bilanciata dalla deformazione delle facciate che si allargano nella
parte mediana a segnare la centralità degli ingressi principali alla
MEM. Posta sulla testata verso la Via Pola e il centro della città,
la piazza si trasforma in un ampio piano leggermente inclinato
che la collega con l’ingresso della MEM. Un sistema di muretti e
scale collega lateralmente le diverse quote,consentendo anche
un’accessibilità dai lati della piazza. La MEM è un polo culturale innovativo con aree accoglienza, esposizioni e prestito, spazi
commerciali, area formazione, laboratorio fotografico, area convegni e proiezioni, spazi di distribuzione che, con il concorso di
una pluralità di soggetti, rappresenti un punto di riferimento e di
confronto per un pubblico vasto ed eterogeneo. Ospita la sede
dell’Archivio Storico e della Biblioteca generale centrale e di Studi
Sardi e dà vita ad un completamente rinnovato servizio bibliotecario e di archivio storico rispondente alla ricchezza e all’importanza del patrimonio posseduto, alle esigenze di studio e ricerca,
al compito di diffondere la sensibilità per la conservazione della
memoria storica e di promuovere l’utilizzazione dell’archivio.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico - Liceo Scientifico delle Scienze Applicate M. Giua
68
Cagliari
Molentargius - Chiesa
SS. Nome di Maria La Palma
Via La Palma
BUS
3
La Chiesa del SS. Nome di Maria sorge all’interno di un
giardino tra la via Tramontana e il viale la Palma, nel quartiere omonimo, fa parte della città del sale, costituita dall’insieme
degli fabbricati legati all’attività lavorativa, al tempo libero o adibiti
ad uso abitativo edificati ai bordi dell’area umida. Eretta nel 1934
su progetto dell’ingegner Vincenzo Marchi, allora direttore delle
Saline di Stato, ospitava le messe degli abitanti del villaggio del
sale. Divenne dal 1964 al 1979 la parrocchiale del quartiere La
Palma, fu abbandonata con la costruzione di una nuova chiesa
più ampia destinata a raccogliere anche la comunità di fedeli del
Quartiere del Sole, per essere utilizzata dal 1991 solo per particolari cerimonie.
La navata unica, il corpo semplice e le dimensioni ridotte la rendono simile ad una cappella gentilizia, mentre la commistione di
caratteri stilistici eterogenei dei prospetti accoglie anche cauti richiami all’architettura medioevale. Un portale a ghiere contornato
da una cornice, sormontato da un rosone a raggiera cruciforme,
e un campanile a vela a tre luci al vertice della cornice scalettata caratterizzano la semplice facciata a capanna. Il contrasto
cromatico tra le cornici chiare e il rosso del laterizio contribuisce
ad evidenziare la chiesa, scandita nei fronti laterali da monofore,
contornate da cornici ispirate a stilemi Art dèco.
Visite guidate a cura di:
Circolo Didattico Is Mirrionis
monumentiaperti
69
Molentargius
Città del sale
Via La Palma
BUS
3
L’attività saliniera negli stagni di Molentargius è documentata in
tutte le notizie storiche dell’area cagliaritana, tanto da metterne
in evidenza sia il ruolo economico sia l’importanza territoriale nel
più vasto insediamento urbano. Utilizzate ampiamente fin dall’età
tardo antica, le saline ebbero sempre maggiore importanza
per tutto il ‘700 e, agli inizi del 1800, si attuò il primo progetto
di riorganizzazione dell’estrazione saliniera. Per potenziare la
produzione lo stagno di Molentargius fu collegato con quelli di
retro spiaggia mediante un complesso sistema di canali.
Successivamente, a partire dal 1920 si assistette ad un
ulteriore impulso con un intervento progettuale complessivo,
in massima parte opera del direttore delle Saline, ing. Vincenzo
Marchi, che fu in servizio fino al 1934. Esso comprende la
costruzione di un agglomerato industriale di grande importanza
per l’epoca, configurandosi come una vera e propria città: vi sono
la chiesa, la direzione, la centrale elettrica, le officine meccaniche,
la falegnameria, il serbatoio idrico, il fabbricato dei sali scelti, la
darsena, i cantieri di manutenzione dei barconi, il dopolavoroteatro, lo stabilimento per l’estrazione dei sali potassici e di bromo,
gli edifici per gli impiegati. Il complesso edilizio si completa con
l’imponente magazzino del sale all’ingresso esterno del canale di
San Bartolomeo.
La storia delle tecniche costruttive è leggibile anche nei resti
dei ponti di ferro, degli impianti a ruota del Rollone (poi idrovora
elettrica), nei resti del sistema ferroviario per il trasporto del sale
verso gli imbarchi mediante convogli formati da piccoli vagoni,
sostitutivi dell’originaria pratica della trazione animale .
La singolare e suggestiva Città del Sale è giunta fino a noi in
buono stato di conservazione a testimoniare una delle migliori
realizzazioni industriali dei primi del Novecento e merita un
impegno progettuale per il suo riutilizzo.
Visite guidate a cura di:
Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto
70
Cagliari
Parco Naturale Regionale
Molentargius
WC
Via La Palma
BUS
3
Il Parco Naturale Regionale Molentargius - Saline si trova
nella Sardegna meridionale in prossimità di due tra le maggiori città della Sardegna, Cagliari e Quartu S. Elena, all’interno di
un’area urbana nella quale vivono circa 400.000 abitanti. Prima
di diventare un parco naturale regionale il sito è stato riconosciuto
dalla Convenzione di Ramsar nel 1977 come area umida di valore
internazionale per la presenza dell’avifauna. Comprende bacini
di acqua dolce (Bellarosa Minore e Perdalonga), di acqua salata
(Bellarosa Maggiore o Molentargius e le vasche costiere tra cui lo
stagno di Quartu) e una piana di origine sabbiosa (Is Arenas). La
presenza di zone a diversa salinità favorisce una ricca varietà di
specie vegetali ed animali e infatti l’ecosistema del Molentargius
rappresenta uno dei siti più importanti in Europa per la sosta, lo
svernamento e la nidificazione di numerose specie di uccelli acquatici. Inoltre la flora è varia ed eterogenea: sono presenti specie
endemiche ed elementi della flora iscritti nella “Lista rossa” delle
piante in pericolo di estinzione. Oggi avvicinandosi alla sede del
Parco si attraversa la Città del Sale della Palma realizzata alla fine
degli anni venti del 1900. Lungo la strada di accesso al Parco e
alle Saline si trova il fabbricato industriale dei Sali Scelti. L’edificio
realizzato negli anni Trenta del XX secolo, veniva utilizzato per la
purificazione del sale ad uso alimentare. Oggetto di un recente intervento di recupero è destinato a sede della direzione del Parco.
All’interno del parco sono inoltre presenti diversi manufatti appartenenti alle fortificazioni e ai sistemi difensivi di interesse storico
del “Fronte Terra di Cagliari” risalenti al periodo bellico 1940-1943
tra cui il Caposaldo XV costituito da un fortino mimetizzato da
torre o serbatoio e il Caposaldo XVI “Augusta” mimetizzata da
costruzione. Grande importanza per gli studi dell’ecosistema di
Molentargius-Saline si devono a Helmar Schenk illustre zoologo
scomparso nel 2012
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico per le Attività Sociali G. Deledda
Associazione per il Parco Molentargius Saline Poetto
monumentiaperti
71
Molentargius
Teatro delle Saline
Via La Palma
BUS
3
L’edificio comunitario più interessante delle Saline di Stato è
probabilmente la sede del Dopolavoro, inaugurato il 20 ottobre 1932 e successivamente abbandonato fino al recupero per
opera della cooperativa Teatro Akroama, risalente agli anni ’90
del Novecento. Da allora si sono susseguiti moltissimi spettacoli
riguardanti sia il teatro di prosa che la musica. Il teatro, situato
al di là del canale delle saline, sorge in prossimità di abitazioni
realizzate nel secondo dopoguerra ed ha una forma estremamente compatta, conclusa da un tetto a padiglione. È costituito
da un corpo basso che circonda la sala interna, aprendosi sul
lato verso gli stagni in un porticato arioso retto da esili e stilizzati
pilastrini. Una lunga teoria di finestre si sviluppa all’esterno per
formare aperture a diverse luci fino a quelle triplici nei corpi leggermente aggettanti posti negli spigoli dell’edificio: gli architravi
sono conclusi da una cornice orizzontale che ripete stilemi affini
all’Art dèco. Alcune lesene percorrono verticalmente la superficie
rivestita di mattoncini.
La sala interna consta di una platea e di una piccola balconata
cinta di una bella ringhiera in ghisa ed è ornata di affreschi con
soggetti classici, che si ripetono sulle pareti e nel soffitto a cassettoni che inquadrano un ampio ovale. Le moderne esigenze di
spettacolo hanno richiesto la realizzazione della torre scenica che
ha parzialmente alterato l’edificio originario. Questo ospita anche
gli uffici e la direzione del teatro e una biblioteca dello spettacolo. Sull’ingresso laterale è ancora visibile la scritta OND (Opera
Nazionale Dopolavoro) che ricorda una tipica istituzione del Fascismo.
Visite guidate a cura di:
Liceo Euclide
72
Cagliari
Antropologia ed
Etnografia
Museo di
Cittadella Universitaria SS 554
Km 4.500 Monserrato
BUS
8/29
Il Museo sardo di Antropologia e Etnografia nasce nel 1953
per iniziativa del Prof. Carlo Maxia (Roma 1907- Sassari
1996) allora Straordinario alla Università degli Studi di Cagliari
il quale riuscì ad ottenere i fondi per sopraelevare il caseggiato
di Anatomia Umana Normale, situato in via Porcell. Dopo aver
condiviso per 45 anni i locali con la sezione di Scienze Antropologiche, il Museo è stato trasferito nella nuova sede presso la Cittadella Universitaria di Monserrato che si sviluppa su una superficie
di circa 3000mq suddivisi in
diverse sale.
Il museo nasce con il duplice
scopo di raccogliere materiale antropologico che illustri le caratteristiche fisiche
dei sardi dalla protostoria ai
tempi attuali e di conservare
un patrimonio culturale oggi
sempre più introvabile.
All’interno sono ospitate diversi tipi di raccolte: reperti
scheletrici umani datati a
partire dal neolitico attraverso l’eneolitico, il nuragico,
il romano il longobardo, il
medievale sino al moderno;
reperti scheletrici patologici;
costumi sardi; oggetti d’uso
di diverse epoche storiche:
mortai, cestelli, recipienti in
sughero terrecotte, punte di ossidiana, zappe e mazze nuragiche; una collezione di ex voto; due mummie. All’interno del museo è possibile consultare le pubblicazioni e il materiale fotografico relativo alle raccolte ospitate.
Dal 1993 il Museo fa parte del C.I.M.A.S. che raccoglie i musei
dell’Ateneo di Cagliari.
Visite guidate a cura di:
Liceo Statale E. d'Arborea
monumentiaperti
73
Archeologico
Nazionale
Museo
Cittadella dei Musei, Piazza Arsenale, 1
BUS 7/8/20
Il Museo Archeologico Nazionale ha sede
dal 1993, nel
complesso della Cittadella dei
Musei in piazza
Arsenale, ma
l’istituzione risale al 1805
con la donazione del viceré
Carlo Felice del primo nucleo di reperti che diede vita alla prima
collezione archeologica visitabile.
Antonio Taramelli, che diresse il Museo tra il 1903 e il 1933,
ebbe un ruolo di primo piano nella formazione e nello sviluppo delle collezioni del Museo e soprattutto nella realizzazione
della storica esposizione di piazza Indipendenza nell’edificio progettato per quella destinazione, da Dionigi Scano. Ancora oggi
gran parte dei reperti esposti nell’attuale allestimento, è frutto
delle acquisizioni di Antonio Taramelli: acquisti (collezione Gouin),
donazioni (collezione Lovisato) e scavi in tutta l’Isola (Anghelu
Ruju ad Alghero, Tuvixeddu e Predio Ravenna a Cagliari, Santa
Vittoria a Serri ecc.).
L’esposizione del primo piano ha i caratteri di una “mostra” compendiaria dei fatti culturali intervenuti nell’Isola dal Neolitico Antico all’Alto Medioevo. I due restanti piani espositivi sono allestiti
secondo criteri topografici con la presentazione per località, dei
contesti più significativi. Al terzo piano è attualmente allestita la
mostra “Mont’e Prama 1974-2014”, curata dalla Soprintendenza per i Beni Archeologici di Cagliari, sulla base di un accordo
stipulato con il comune di Cabras, nel cui territorio sono state
rinvenute le statue, e che attualmente ne ospita una parte nel suo
Museo. Nella mostra sono esposte 28 sculture in calcare restaurate raffiguranti arcieri, guerrieri, pugilatori. Provenienti dalla stessa area vi sono inoltre modelli di nuraghe e alcuni betili in pietra.
Il suggestivo percorso espositivo, progettato e realizzato anche
grazie alle nuove tecnologie e in particolare grazie agli strumenti
di interazione con i modelli tridimensionali realizzati in collaborazione con il CRS4, Centro di Ricerca della Regione Autonoma
della Sardegna, introduce il visitatore nel mondo delle sculture
attraverso la ricerca dei molteplici significati culturali, religiosi e
ideologici che le statue stesse, con la loro imponenza e peculiarità, ci invitano a ricercare.
Visite guidate a cura di:
Liceo Classico G. Siotto Pintor
Istituto Magistrale F. De Sanctis
74
Cagliari
Museo di
Fisica
Cittadella Universitaria SS 554
Km 4.500 Monserrato
BUS
8/29
Il museo di Fisica è
una struttura prestigiosa che si situa
nella metà superiore
dei Musei scientifici
nazionali per abbondanza dei reperti, per
il loro pregio e stato
di conservazione.
La vasta esposizione (alcune migliaia
di pezzi) si sviluppa
lungo tutta la grande
galleria al piano terra
del Dipartimento di
Fisica.
È visibile la dinamo originale
di A. Pacinotti, gloria
della Fisica di Cagliari, una delle dieci
invenzioni che sconvolsero il mondo, ed
una sua copia funzionante. La sezione interattiva degli Esperimenti di Fisica è a disposizione del pubblico. Un Museo moderno
e vivo è un luogo nel quale le persone possono interagire in prima
persona con esperimenti ed exhibit messi a loro disposizione.
Fra le altre installazioni spettacolari, si può ammirare la rotazione
del nostro Globo con il più grande Pendolo di Foucault della Sardegna. È disponibile su richiesta il catalogo in due volumi della
collezione di apparecchi e strumenti del ‘700 e dell’800.
Visite guidate a cura di:
Dipartimento di Fisica
monumentiaperti
75
Museo di Geologia e Paleontologia
e Museo di Mineralogia
Via Trentino 51
BUS
3
Il Museo di
Mineralogia
ed il Museo
di Geologia e
Pal eontol ogia
dell’Università di
Cagliari nacquero nel 1806 dalle
ricche collezioni del Viceré di
Sardegna Carlo
Felice, già in esposizione dal 1802. Nel 1857 il Museo diventò
pubblico e fu arricchito dalle collezioni donate da Alberto La Marmora e, due anni dopo, diviso in Museo Archeologico e Museo
di Storia Naturale. Nel 1864 la parte zoologica venne separata
dal Museo Mineralogico e Geologico che, in seguito, venne
notevolmente sviluppato grazie all’operato del prof. Domenico
Lovisato (1842-1916), che ha dato il nome al museo.
Inizialmente le collezioni erano ospitate nei locali del Palazzo Belgrano in via Università e solo nel 1957 trasferite nel
Dipartimento di Scienze della Terra (ora Dipartimento di Scienze
Chimiche e Geologiche), dove tuttora si trovano. Il numero dei
reperti, in gran parte sardi, supera le 18.000 unità, ma solo una
piccola parte (circa 600) trova spazio nella sala espositiva. Il criterio adottato per l’allestimento del museo e di tipo cronologico,
infatti i reperti paleontologici offrono una testimonianza sulla flora e sulla fauna a partire dall’era Paleozoica fino al Quaternario.
Meritano una particolare attenzione: gli archeociatidi cambriani,
rappresentati in Italia solo nelle rocce cambriche della Sardegna; i
tronchi silicizzati di Bombacoxylon oweni provenienti dalla foresta
fossile di Zuri, nei pressi del Lago Omodeo; i reperti di Tomistoma
calaritanus, coccodrillo rinvenuto nel 1868 in località Is Mirrionis
(Ca) e i resti di Amyda burdigalensis, grandi tartarughe marine reperite nei calcari miocenici di Cagliari. Il Quaternario è rappresentato da alcuni vertebrati quali il Macacus majori di San Giovanni
di Sinis e il Prolagus sardus di Iglesias.
Nel Museo di Mineralogia Leonardo De Pruner è conservata
una ricca collezione di minerali sardi, ordinati secondo gli schemi
classici (elementi nativi, solfuri, solfati, alogenuri, carbonati etc.);
alcuni campioni quali argentite, argento nativo, covellite, fosgenite,
smithsonite provengono da miniere sarde ormai chiuse. Il museo
possiede anche un’interessante collezione di strumenti scientifici
dell’Ottocento, la collezione di Alberto Ferrero conte de La Marmora di rocce della Sardegna di grande valore storico scientifico
e gli “atlanti” che corredavano la sua opera Voyage en Sardaigne.
Visite guidate a cura di:
Studenti dei Corsi di Laurea in Scienze Geologiche e in Scienze
Naturali
76
Cagliari
Museo delle
Ferrovie dello Stato
Piazza Matteotti
BUS 8/29/M
La Stazione della Compagnia Reale delle Ferrovie, successivamente denominate Ferrovie dello Stato, fu inaugurata nel 1879 su
progetto dell’ingegnere Polese con una veste classicheggiante
parzialmente mutata nel corso degli anni.
Intorno agli anni ‘30 del Novecento, infatti, l’edificio fu innalzato nelle parti laterali, assumendo il volume odierno.
Nel 1985 è stato allestito un museo, con lo scopo di fissare una
testimonianza delle Ferrovie Reali Sarde e delle “Concesse”. Il
museo, ubicato all’interno della stazione di Cagliari, raccoglie più
di 100 testimonianze
che ripercorrono le
più importanti tappe
della storia sarda delle ferrovie: foto, carte
e disegni d’epoca, un
plastico, il modello
della nave traghetto
Gennargentu, mobili
per biglietteria e sala
d’attesa, lampade,
orologi, strumenti di lavoro ferroviari, casseforti a muro con aperture segrete, ed addirittura il salotto della carrozza reale, distrutta
da un incendio durante i bombardamenti della II guerra mondiale,
con le poltroncine ad altezza ridotta, realizzate su misura per il Re
Vittorio Emanuele III.
Al Binario 8, in occasione di Monumenti Aperti, è possibile visitare il treno storico, curato dall’Associazione Sarda Treni Storici
“SARDEGNAVAPORE” composto da una locomotiva a vapore,
da due carrozze di 3ª classe serie Cz 36000 e 37000, e da un
bagagliaio serie DI 92000. La locomotiva, il cui numero di servizio è 740.423, appartiene al Gruppo 740, costituito da ben 470
esemplari, il più numeroso della Rete FS Italiana e fu costruita nel
1923 dalle Officine Nicola Romeo di Saronno. Le carrozze del
treno sono state ricostruite negli anni ‘30 su telai di carrozze degli
anni ‘10. Sono più conosciute col nome di Centoporte, per via
dei numerosi accessi. Hanno i sedili di legno ed hanno circolato
in Sardegna sino alla metà degli anni ‘70.
Il treno storico fa parte del patrimonio della “Fondazione FS Italiane”. La “Fondazione FS Italiane” nasce Il 6 marzo 2013 da
un’iniziativa della capogruppo Ferrovie dello Stato Italiano, di
Trenitalia e Rete Ferroviaria Italiana, con lo scopo di valorizzare
e preservare l’inestimabile patrimonio storico, tecnico, ingegneristico e industriale del Gruppo, in modo da consegnarlo integro
alle generazioni future, come importante memoria condivisa di
progresso e coesione dell’unità nazionale.
Visite guidate a cura di:
Istituto Comprensivo via Stoccolma
Sardegnavapore - Associazione Sarda Treni Storici
monumentiaperti
77
Museo
Zoologico
Viale Poetto 1, Ponte Vittorio
BUS
3/5/6
Il Museo Zoologico è ospitato presso il Dipartimento di Biologia
Animale ed Ecologia dell’Università di Cagliari; si trova in viale
Poetto 1 (ingresso sotto il Ponte Vittorio, arrivando da viale Diaz
prima svolta sulla destra).
Le Collezioni Zoologiche dell’Università di Cagliari hanno una
storia vecchia di almeno 200 anni con alcuni reperti risalenti al
Gabinetto di Storia Naturale di Carlo Felice della fine del XVIII
secolo; comprendono alcune migliaia d’esemplari di notevole
pregio e valore storico, ma soprattutto di grande interesse
scientifico e didattico.
Nel museo sono esposti esemplari di tutti i principali Tipi animali,
vertebrati e invertebrati, provenienti da diverse regioni geografiche
con specie esotiche dei diversi continenti, ma soprattutto sono
presenti gli animali della fauna italiana e sarda, i più conosciuti
e comuni accanto alle specie esotiche e rare. La fauna sarda è
rappresentata da una collezione molto ricca con molte specie
endemiche dell’isola. In particolare, la collezione ornitologica si
segnala per la sua organicità e completezza includendo tutti i
rapaci della fauna sarda presenti ed estinti, nonché molti uccelli
della fauna nazionale e alcune specie esotiche come la colomba
migratrice americana di cui esistono solo altri sette esemplari
impagliati nel mondo.
La validità scientifica e il valore didattico della raccolta, ne fa
un patrimonio di eccezionale ricchezza per la città.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico per le Attività Sociali G. Deledda
78
Cagliari
Orto Botanico
WC
Viale Sant’Ignazio, 11
BUS
5/8
Il progetto iniziale dell’Orto Botanico è dell’architetto Gaetano
Cima (1853), in parte modificato dal fondatore Prof. Patrizio
Gennari. L’inaugurazione dello
“stabilimento” avvenne il 15
novembre 1866. L’Orto Botanico è situato nella valle di
Palabanda; le caratteristiche
microclimatiche dell’area hanno favorito l’acclimatazione e
lo sviluppo di piante suddivise
nei seguenti settori: 1 - Settore
mediterraneo; 2 - Settore tropicale; 3 - Settore piante succulenti; 4 - Settore medicinale.
Le collezioni che annoverano in totale circa 2000 esemplari sono
totalmente curate in pieno campo. In questi ultimi anni è stata
cura degli operatori focalizzare il proprio impegno su l’incremento delle collezioni, obiettivo acquisito dai compiti istituzionali. Di
recente costituzione (1996) è il settore delle piante medicinali che
presenta 150 specie raggruppate in subsettori a seconda dei loro
usi terapeutici. Nell’Orto Botanico si possono contare circa 600
alberi, con esemplari monumentali appartenenti ai generi Ficus,
Phytolacca, Dracena, Casuarina, Eucalyptus, Dasylirion, Nolina.
Non privo di significato l’esemplare di Argania Sideroxylon Roem,
endemica del Marocco, unico negli Orti Botanici italiani e forse
europei. Spettacolare l’esemplare di Euphorbia canariensis sistemato al confine con l’Anfiteatro Romano che occupa circa 100
mq di superficie.
L’Orto Botanico comprende anche zone di notevole interesse
archeologico per la presenza di pozzi e cisterne di età romana,
ricavati nella pietra. Di queste la più grande è visitabile: del tipo
cosiddetto a “bottiglia”, presenta l’imboccatura originaria ostruita e, realizzato in fase successiva, un lungo canale finalizzato
a regolare il deflusso e la portata delle acque. Le antiche opere
idrauliche dell’Orto Botanico sono state poste in relazione con
l’esistenza, in questo lembo della Cagliari romana, di una sorta di
giardino attrezzato con canalizzazione artificiali e giochi d’acqua.
Nel 1915 Eva Mameli Calvino ottenne la libera docenza in
Botanica, prima donna in Italia per questa disciplina e nel
1926-1929 diresse l'Orto Botanico dell'università di Cagliari.
Visite guidate a cura di:
Liceo Scientifico Alberti
Liceo Europeo Convitto Nazionale
Istituto Agrario Duca degli Abruzzi
Istituto di Istruzione Superiore D. A. Azuni
Club Alpino Italiano - Gruppo Grotte Cagliari
monumentiaperti
79
Palazzo Civico
e search
WC
Via Roma 145
BUS 8/5/1
Nel 1897 veniva indetto un concorso nazionale per il nuovo Palazzo
Municipale, dopo la decisione di trasferire la sede del Comune di
Cagliari dal vetusto e scomodo edificio di piazza Palazzo verso il
nuovo asse politico e commerciale della città che si apriva sul mare,
la via Roma. La competizione fu vinta da un progetto firmato da
Crescentino Caselli, ma in realtà elaborato da Annibale Rigotti.
La posa della prima pietra fu effettuata durante la visita dei
re d’Italia Umberto I e Margherita di Savoia nel 1899, ma la
costruzione vera e propria durò diversi anni. L’edificio presenta
forme che si ispirano all’architettura gotica catalana, richiamata
dalle aperture del porticato, mentre la facciata si inserisce nella
corrente internazionale dell’art nouveau. L’utilizzo dei conci in calcare bianco faccia a vista e il motivo delle due torri poligonali, è
forse un richiamo alle torri pisane dell’Elefante e di S. Pancrazio,
simboli del potere e della città stessa.
Interessanti opere di alcuni artisti sardi (Ciusa, Delitala, Marghinotti,
Melis Marini), sono conservate all’interno del Palazzo; nelle sale più
importanti, l’Aula Consiliare e la Sala dei matrimoni, sono esposte
imponenti tele di Filippo Figari. Nel Gabinetto del Sindaco è il grande arazzo del fiammingo Franciscus Spierink (1620) e nella Sala
della Giunta, dove si conserva anche una delle due chiavi simboliche della città, è il retablo “dei Consiglieri”, del cinquecentesco Pietro Cavaro. Il Palazzo Civico fu gravemente danneggiato durante
i bombardamenti del 1943 soprattutto nella parte antistante la via
Crispi e nel cortile centrale, per essere successivamente restaurato
secondo il progetto originario.
Nel 2008 è stata inaugurata, completamente restaurata e rinnovata l’area sottostante il Palazzo, ribattezzata Sottopiano, e già
sede storica dell’Associazione “Amici del Libro”, sicuramente la più
longeva delle associazioni culturali cagliaritane. In questo spazio è
ospitato il SEARCH: Sede Espositiva Archivio Storico Comunale.
Visite guidate a cura di:
Scuola Primaria Istituto Comprensivo Su Planu
Liceo Scientifico Michelangelo
Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri P.C. Vignarelli, Sanluri
80
Cagliari
Palazzo del
C.I.S.
Viale Bonaria
BUS 6/30/31
Il Complesso CIS in Viale Bonaria a Cagliari nasce dall’esigenza di realizzare la nuova Sede dell’allora Credito Industriale Sardo. Nel 1985 fu bandito un concorso intitolato “una
piazza per Cagliari” ed il progetto esecutivo fu affidato allo studio
dell’Arch. Renzo Piano. L’intervento è stato realizzato tra il 1988
ed il 1992. Il complesso è costituito da due piani interrati, occupati dall’autorimessa e dai locali tecnici, di cui circa la metà ad
uso pubblico, e da tre volumi a differente altezza caratterizzati
da una spiccata modularità leggibile sia nella struttura portante
in c.a. faccia vista che negli elementi di finitura. I due corpi bassi,
a tre piani, che delimitano la piazza sono sormontati da un terzo
volume sopraelevato disposto trasversalmente, nel quale il terzo
piano è destinato esclusivamente agli impianti tecnologici, lasciati
volutamente a vista, ed il sesto, finito con materiali pregiati, è occupato dalla Direzione dell’Istituto. L’edificio è completato da un
Auditorium, destinato a convegni ed eventi, realizzato con struttura in acciaio ed involucro vetrato, dove il pavimento è costituito
da piattaforme mobili che consentono tre differenti configurazioni
dell’ambiente in base alle esigenze di fruizione. La piazza, degradante verso l’edificio centrale, è parzialmente coperta da una
struttura ad elementi metallici e imponenti controventature a vista
ed è pavimentata con lastre in marmo bianco di Orosei, materiale
che richiama la pietra bianca, non più reperibile, della vicina Basilica di Bonaria. Lo stesso marmo, con differenti finiture, è stato
utilizzato per i pannelli di rivestimento e per le lastre grigliate. La
distribuzione impiantistica ai piani è interamente sotto pavimento,
garantendo quindi facilità di manutenzione e flessibilità degli spazi
operativi separati da pareti mobili armadiate. Gli impianti tecnici
sono supervisionati da un sistema di telegestione. Il palazzo ospita una collezione di oltre 400 opere, tra dipinti, sculture, disegni
e incisioni, dei più importanti artisti sardi del primo e secondo
Novecento (Sironi, Biasi, Ballero, Figari ed altri).
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico Commerciale Mattei - Decimomannu
monumentiaperti
81
Palazzo della
Università
Via Università, 32
BUS
7
L’Università
degli
Studi fu istituita nel
1626 durante il regno di Filippo IV, re
di Spagna. Sotto
Carlo Emanuele III,
re di Sardegna, nel
1764
l’ingegnere
militare Saverio Belgrano di Famolasco
elaborò il progetto
per sistemare in un
unico complesso il
palazzo dell’Università, il Seminario Tridentino ed il Teatro,
quest’ultimo mai realizzato. Una volta rientrato a Torino l’ingegnere Famolasco,
il progetto originario
venne in parte snaturato e realizzato
diversamente anche
per gli aspetti stilistici. Si tratta di uno
dei più importanti edifici costruiti dall’amministrazione sabauda
nel Settecento nell’Isola e si lega al programma illuministico di
Carlo Emanuele III, che comportava, tra l’altro, la riforma delle
Università sarde come sedi massime di formazione di professionalità scientifiche ed intellettuali.
La facciata, semplice e lineare, comprende tre ordini di finestre, il
primo caratterizzato da una cornice aggettante, il secondo da un
timpano curvilineo.
L’ampio portale in pietra si apre sull’atrio, dal quale si accede al
cortile centrale a pianta quadrata.
Una doppia scala simmetrica dal cortile porta al bastione retrostante, mentre una semplice scala laterale conduce ai piani superiori dove si trovano l’aula magna con soffitto a cassettoni e
interessanti dipinti alle pareti, e le sale del rettorato.
Nell'aula magna si trovano il bassorilievo settecentesco raffigurante Carlo Emanuele III, il gonfalone ufficiale dell'università con lo stemma e due grandi tele di Filippo Figari (il mito di
Prometeo, Sardegna Industre, 1925)
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado Rosas
82
Cagliari
Palazzo delle
Scienze
BUS
Via Ospedale
8
Il palazzo fu
programmato negli anni
Venti del Novecento con altri
edifici universitari
all’interno del vasto
programma
di interventi di
edilizia pubblica
riguardanti tutta
l’isola, curato dal
Provveditorato alle Opere Pubbliche della Sardegna. Progettato
nel 1926 dall’ingegnere Angelo Binaghi in collaborazione con un
altro professionista, Flavio Scano, fu costruito in lotti successivi.
Probabilmente si deve proprio a Scano la veste monumentale
dell’edificio, caratterizzato da gusto neomanierista, che si riscontra soprattutto nei motivi della decorazione architettonica esterna. L’edificio sorge su una pianta ad ottagono irregolare, condizionata dal ripido pendio del’area, ed ha differenti lunghezze
a seconda dei lati. Su quello breve inferiore si apre l’imponente
atrio d’ingresso preceduto da una scalinata. La parete esterna
è a bugnato (per continuare liscia per tutto il perimetro della costruzione) e presenta, addossate, possenti semicolonne gemelle
che inquadrano la triplice apertura d’accesso. Disposto su tre
livelli, il palazzo ha sporgenze e rientranze nei corpi di fabbrica,
accomunati dalle decorazioni e dalla regolarità delle aperture, ma
è comunque omogeneo grazie al ritmo continuo delle finestre intervallate da lesene in aggetto. Si completa con decorazioni ad
immagini clipeate, scudi e blasoni, compreso lo stemma dell’Università di Cagliari collocato sopra l’ingresso centrale.
All’interno la bella scala centrale conduce ai vari piani attraverso
corridoi che si sviluppano lungo i cortili, parzialmente occupati
da costruzioni aggiunte per le esigenze didattiche: vi si aprono
aule, laboratori e uffici dove sono conservati ancora gli infissi e le
tapparelle in legno originali. Degne di nota sono le aule ad anfiteatro che riportano sulla porta d’ingresso iscrizioni in lingua latina
inneggianti alla scienza e alla cultura.
Il palazzo ospitava i dipartimenti universitari scientifici, in parte trasferiti alla cittadella di Monserrato, e conserva ancora interessanti
strumenti d’epoca.
Visite guidate a cura di:
Liceo Scientifico Alberti
Associazione Scienza Società Scienza
Rotaract Club Cagliari Est
monumentiaperti
83
Palazzo di Città
WC
Piazza Palazzo
BUS
7
Il Palazzo di Città è stato sede della municipalità cagliaritana dal
Medioevo fino ai primi anni del XX secolo fino a quando, durante
una riunione del Consiglio Comunale presieduto dal sindaco Ottone Bacaredda, si decretò il trasferimento del Comune dall’antica alla nuova sede, ancora da costruirsi sulla via Roma.
Nel corso del Novecento, l’edificio ha ospitato alcune classi di
una scuola elementare per divenire, poi, sede storica del Conservatorio di Cagliari, fino al 1970.
Dopo anni di abbandono, è stato restituito alla cittadinanza diventando museo nel 2009.
Dal 2011 ha orientato la sua vocazione espositiva verso
l’arte contemporanea, ospitando prestigiose mostre temporanee come la recente antologica, Maria Lai. Ricucire il mondo,
dedicata all’artista, scomparsa nel 2013.
Attualmente il museo espone la Collezione d’Arte Contemporanea del Comune di Cagliari, una delle più rilevanti e complete
raccolte pubbliche in Italia che esplora l’arte degli anni Sessanta
e Settanta, frutto
di un’ambiziosa e
fortunata impresa,
guidata dall’allora direttore della
Galleria Comunale
d’Arte, Ugo Ugo,
che si proponeva
di
documentare
a Cagliari i più significativi indirizzi
della ricerca contemporanea
in
campo nazionale
ed internazionale. Le opere esposte sono datate tra il 1963 e
il 1974 e testimoniano i risultati dei principali movimenti artistici
attivi in quegli anni: l’astrazione e la pittura analitica, l’arte pop,
l’arte concettuale e l’arte povera, l’arte minimal, l’arte cinetica e
programmata.
In esposizione anche la sezione di Arte pubblica dei Musei Civici.
La sezione raccoglie i risultati dei progetti di arte relazionale che
annualmente vedono i Musei Civici diffondersi nel tessuto urbano
con interventi site specific, perfomance e residenze d’artista.
La mostra rimarrà aperta fino al 28 giugno e sarà accompagnata
da un importante programma di interventi perforamativi di artisti
contemporanei.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico Commerciale L. da Vinci - F. Besta
Associazione Athena
84
Cagliari
Parco delle
Rimembranze
Via Sonnino, Piazza Gramsci
BUS 1/M
Il razionalismo è quel criterio ordinatore, figlio dell’ottocento
positivista, che si vestirà, nel ventesimo secolo, di vetro e di cemento armato e brandirà, rivoluzionario, l’angolo retto e i piani essenziali del cubismo come spade purificatrici nel nome assoluto
della geometria. “Spirito nuovo” di Le Corbusier, Gropius e Melnikov che troverà alla fine, nell’Italia di Bardi, Terragni e Pagano,
affinità ideale - e ideologica - con un regime che invoca uguali rigori, uguale urgenza dell’ordine. Il triennio fondante per il razionalismo a Cagliari va dal 1933 al ’35 e deve leggersi necessariamente insieme a due nomi: Ubaldo Badas e Salvatore Rattu, giovani
tedofori di quella “nuova sobrietà” nel capoluogo isolano. Spavaldo e perfetto
di coraggioso
rigore innovativo il primo,
più
moderato
l’altro,
ma ibridato a
volte di arditi
entusiasmi
futuristi. Nel
Parco
delle
Rimembranze, finito nel
1934, Badas
modula un raffinato spunto culturalista e si rivolge con piglio moderno e innovatore alle forme di un glorioso passato “nazionale”.
Riduce insomma al minimo razionale una tipologia corrente nel
romanico locale: innalza due alte pareti “littorie” a serrare la soglia
calcarea di una navata unica - spazio sacro alla memoria degli
eroi - che si allunga, aperta sotto la volta del cielo, si solleva nel
presbiterio in trachite, per concludersi nell’esedra-abside finale,
dominata dalla Croce. Tutto il monumento - uno dei più riusciti
del genere, nel contesto del razionalismo italiano - è governato
da un’ortogonale, calcolata compostezza, animata dal ricercato
cromatismo dei materiali lapidei: sapientemente abbinati e alternati a evocare antiche tarsie “pisane” ma anche, i rossi e i bianchi
- stilizzati - delle mostrine della mitica “Sassari”. La modernissima
“macchina” monumentale di Badas, è voluta con acuta consapevolezza semantica, dal Podestà Enrico Endrich ad affiancarsi,
in schietta contrapposizione, all’eclettismo vistoso della caserma
della Legione dei Carabinieri.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado V. Alfieri
monumentiaperti
85
Pirri
Cimitero monumentale
Via Murat
BUS
8/M
Il cimitero venne realizzato nel 1913 in zona detta ‘Terr’e
Mani’, anche se il progetto era stato predisposto fin dal secondo Ottocento per essere realizzato in una zona esterna all’abitato. Le salme, infatti, tra la fine dell’Ottocento e poco oltre il primo decennio del Novecento, venivano inumate ancora nell’area
circostante la chiesa parrocchiale intitolata a San Pietro Apostolo
e, in particolare, nella sua parte laterale, a destra per chi guarda
dal piazzale verso il portone d’ingresso.
Nel 1911 il comune di Pirri, allora autonomo, aveva raggiunto
circa 3500 abitanti e gli amministratori del tempo dovettero mobilitarsi per adeguarlo alle norme di sanità pubblica della Legge
20 marzo 1865, disattese per diversi decenni, che imponevano un camposanto fuori dalla parte abitata. La scelta dell’area
da destinare a Camposanto fu operata ad un centinaio di metri
dalla stessa chiesa, ma i lavori iniziarono nel 1912 per terminare
nei primi mesi del 1913. Il collaudo avvenne il 23 luglio. Il nuovo cimitero di Pirri fu consacrato il successivo 8 novembre 1913
dall’arcivescovo di Cagliari Monsignor Francesco Rossi, e i primi
ad esservi sepolti furono dieci bimbi.
All’ingresso del cimitero, caratterizzato da un grande portale ad
arco, si trova la parte più antica. Al suo interno, appena varcata la
soglia si trova l’ossario; al lato sinistro vi era presente una stanza, impiegata come camera mortuaria, nelle cui vicinanze si trovava l’area
cimiteriale destinata ai piccoli non battezzati. L’ambiente situato sulla
destra è attualmente occupato dal custode. Sono presenti diversi
pregevoli monumenti funerari che riportano le sembianze dei defunti
o figure allegoriche. Il cimitero è stato ampliato successivamente per
le esigenze della popolazione in aumento.
Visite guidate a cura di:
Associazione Pirri Antiche Storie del mio Paese
86
Cagliari
Pirri
ExMè
Via Sanna
BUS
8/M
Il Mercato civico di Santa Teresa, in via Sanna, venne realizzato all’interno del piano d’espansione che interessò la
periferia di Pirri, tra il 1984 e il 1987.
Verso la metà degli anni Novanta il mercato venne chiuso e abbandonato a un continuo degrado per circa quindici anni, diventando sede di traffici illegali. Grazie al progetto di recupero della
Fondazione Domus de Luna oggi il mercato di Santa Teresa è
divenuto l’ExMè, un moderno centro di aggregazione, dove il
carattere del mercato è ancora vivo, grazie alla volontà di mantenere della struttura originaria non solo lo spirito ma anche la
logica. Da mercato del cibo a quello dello spaccio, oggi l’Exmè
diviene il mercato delle idee, della creatività, in uno spazio dove
è possibile fare musica, arte, sport o semplicemente incontrarsi.
L’Exmè ha così ridato vita al mercato abbandonato attraverso
una trasformazione sempre attenta e rispettosa del vecchio edificio. I box del cibo sono diventati salette per la musica, la zona
pubblica è divenuta un piccolo teatro, nelle originarie feritoie dove
veniva scolata l’acqua del pesce, oggi passano i cavi che collegano le regie audio e video, e infine, l’originaria pavimentazione è
ancora visibile, così come l’impianto di condizionamento a grandi
tubi tipico del mercato. Il ridare vita ad un edificio abbandonato
e decadente è stato possibile anche attraverso lo strumento del
colore. L’Exmè ha deciso di non piegarsi al grigio, ma ha scelto i
colori sgargianti e tutte le loro sfumature che oggi contraddistinguono i muri del Centro. Scritte, barche, animali e fantastiche
creature animano le pareti dell’Exmè. Disegni realizzati dai ragazzi
che frequentano il Centro, che con le loro idee e i loro colori hanno cambiato il volto grigio dell’Exmè, e dai writers professionisti
amici di Domus de Luna, tra gli altri: Marta Anatra, Bros, Crisa,
Conan, Finez, La Fille Bertha, Manu Invisible, Stefano Melis, Prosa, Skan e Ufoe.
Visite guidate a cura di:
Operatori e volontari del Centro
monumentiaperti
87
Pirri
Vetreria
WC
Via Italia
BUS
8/M
La vetreria di Pirri in via Italia consente una lettura dell’archeologia industriale cagliaritana che riporta al progresso
economico e all’espansione delle attività dei primi del secolo
scorso. Si tratta di uno stabilimento enologico - distilleria a cui
negli anni successivi si affianca una vetreria, tanto che è ancora
possibile individuare gli antichi forni di cottura del vetro in mattoni
rossi refrattari con una interessante architettura a voltina.
Il fabbricato su viale Italia è a corte, con torretta annessa, muri
originari in terra cruda e pietra, mentre la torretta Rocca, sulla
via Ampere, compresa nei fabbricati a tutta altezza in muratura di pietra, presenta fregi Liberty ed indica ancora il nominativo
del primo proprietario, “Stefano Rocca Ancis: produzione vini e
spiriti”.
A partire dagli anni ’60 lo stabilimento venne abbandonato e lasciato al degrado. La Circoscrizione di Pirri, successivamente,
utilizzò gli spazi per attività culturali, quali il teatro dell’Aspis, corsi
di pittura e scultura, spettacoli estivi.
Il Comune di Cagliari ha recentemente provveduto al restauro e
recupero della struttura, nel rispetto delle sue originarie caratteristiche architettoniche, per offrire alla popolazione residente e ai
turisti un centro polifunzionale per manifestazioni culturali e attività di carattere sociale, inserendolo nella più vasta area collegata
con il Parco di Terramaini, senza in alcun modo rinunciare alla
radice storica dell’edificio, che tanto significato ha ancora nella
memoria dei pirresi e dei cagliaritani.
Visite guidate a cura di:
Associazione Pirri Antiche Storie del mio Paese
88
Cagliari
Cagliari e
Istituto Nautico Buccari
Porto di
Piazza dei Centomila/Viale Diaz
La scuola nasce come Istituto Tecnico Nautico
autonomo nell’anno
scolastico 1923/24 e
nel 1926 assume la
denominazione attuale a ricordo della famosa impresa
nota come “Beffa di
Buccari”. Fra gli anni
Trenta e Quaranta la
sede fu trasferita prima nella Marina, poi in Viale Diaz e quindi
nella sede attuale di Viale Colombo. Dal 1960 ad oggi l’istituto ha
promosso varie ristrutturazioni che hanno migliorato e adeguato il
complesso alle nuove esigenze didattiche, educative e formative.
Mostra sul Porto di Cagliari
La storia del Porto di Cagliari è il riflesso dello sviluppo e delle
vicende della città. Le origini si collocano nella prima metà del XIII
secolo, sotto il dominio dei Pisani, quando Cagliari divenne un
importante centro commerciale e militare. Il porto era delimitato
da poderose mura e da una palizzata verso il mare. Dal 1335 la
città passa agli Aragonesi che dotano il porto di una darsena e
del moletto Sanità, ma successivamente la scoperta dell’America
fa spostare l’interesse degli Spagnoli verso le rotte atlantiche così
che i traffici cagliaritani subiscono un grave tracollo soprattutto
dal ‘600.
Con i Savoia I traffici sono legati soprattutto all’esportazione del
sale verso la Svezia e l’Olanda e, nell’‘800, allo sviluppo dell’industria mineraria e alla costruzione del primo tratto ferroviario in
Sardegna. Verso la fine del secolo già scalavano nel porto annualmente circa 1200 navi. Nello stesso periodo viene demolita
la cinta muraria che divideva il porto dalla città.
Fra le due guerre mondiali il commercio marittimo riprese vigore
con opere di ampliamento e ammodernamento del porto. I lavori
interessarono anche la zona ai piedi di Bonaria (Su Siccu) che fu
bonificata e prosciugata.
Dopo i danni dei bombardamenti della seconda guerra mondiale le strutture portuali vennero ricostruite prontamente e già nel
1950 lo scalo era ristrutturato con allargamento delle banchine di
Via Roma e della Darsena. Negli ultimi anni si è reso necessario
adeguare il porto a diversi fattori tecnici e logistici. Si sono costruiti nuovi moli - Banchina Ichnusa con il Terminal Crocieristico,
Sporgente Rinascita - e si è aumentata la profondità dei bacini.
Visite a cura di
Istituto di Istruzione Superiore Buccari - Marconi
monumentiaperti
89
Scuola Elementare
Alberto Riva
Piazza Garibaldi
BUS
1/M
Il grande edificio
scolastico fa da
sfondo monumentale alla
piazza Garibaldi, condizionandone la formazione. Dopo la posa della
prima pietra (dicembre
1912) la costruzione richiese tempi piuttosto
lunghi anche per l’apertura della via XXIV Maggio,
che mise in comunicazione la piazza Garibaldi con la piazza S. Domenico. Il progetto è
dovuto agli ingegneri Bartolomeo Ravenna e Lorenzo Leone.
Il casamento, intitolato al cagliaritano Alberto Riva Villasanta, caduto diciottenne poco prima della fine del primo conflitto mondiale, fu portato a termine solo nel 1930 con il completamento
del corpo centrale e dell’altra ala confinante con la via Bosa. La
struttura subì gravissimi danni durante i bombardamenti del 1943
che causarono il rifacimento nel dopoguerra.
L’edificio occupa l’intero lato occidentale della piazza ed è situato su un terrapieno che lo fa emergere dalla folta vegetazione
sottostante. L’ampio fronte centrale è racchiuso da due corpi
lievemente aggettanti a loro volta affiancati da due ali laterali che
proseguono simmetricamente lungo le vie XXIV Maggio e Bosa.
Il prospetto, in cotto a vista, poggia su un basamento in pietra di
Serrenti con due ingressi simmetrici e rivestiti da lastre di calcare.
La lunga serie di finestre presenta archi a tutto sesto nei primi due
piani e ribassati nell’ultimo, alternando monofore, bifore e trifore.
Un cornicione dentellato aggettante e raddoppiato nei due avancorpi conclude l’edificio.
Il casamento scolastico rientra nell’ambito delle architetture tipiche dell’Ottocento ma diffuse anche nel ‘900, con elementi storicisti legati ai linguaggi neomedioevale e neoquattrocentista, ma
semplificati e inseriti in una rilettura modernista nelle parti decorative.
Sulla facciata è visibile l’iscrizione con bassorilievo in bronzo che
ricorda la sede dell’Ente Regionale Lotta Antianofelica in Sardegna (1946-50) contro il flagello della malaria.
Visite guidate a cura di:
Istituto Comprensivo Santa Caterina - Plesso A. Riva
90
Cagliari
Scuola Elementare
Santa Caterina
Via Canelles 1
BUS
7
Nel 1641 viene eretto il Monastero di Santa Canterina appartenente all’Ordine delle Domenicane, con annessa chiesa. Lo Spano, nella Guida di Cagliari del 1861 scrive: nel 1882 il giornale
L’Avvenire di Sardegna riporta la notizia dell’ avvio dei lavori di
demolizione del tratto di Bastione di Santa Caterina e della torretta attigui al Palazzo Boyl. Nel 1893 il monastero è in pessime
condizioni, viene ceduto al Comune per risanare via Canelles e
prolungare la passeggiata del Bastione. Il Consiglio Comunale nel
1896 si pone il problema di edificare scuole per il quartiere Castello e decide di costruirne una nel Bastione di Santa Caterina,
occupando parte dell’area in cui sorge il monastero. Ovviamente
è necessario sgomberare l’edificio, poiché vi soggiornano ancora
due suore ottuagenarie.
Nel 1908 le immagini storiche ci danno indicazione di alcuni
ponteggi esistenti e del completamento dei lavori. La scuola
di Santa Caterina ha recentemente restaurato una Stamperia dei
primi del ‘900, ha ripulito la cisterna punico-romana, ha riportato
alla luce diverse strumentazioni belliche, ha ripristinato un antico gabinetto dentistico e ricostruito un’aula d’epoca. La scuola
promuove una miriade di iniziative per consolidare una memoria
storica importante per il quartiere e per la città, mantenendo la
sua destinazione originale ma in stretta relazione con le didattiche
più avanzate.
Visite guidate a cura di:
Istituto Comprensivo Santa Caterina
monumentiaperti
91
Società degli
Operai
Via XX Settembre, 80
BUS 1/M
La fondazione della Società degli Operai di Mutuo Soccorso della
Città di Cagliari risale al 1855: ebbe allora la sua prima sede provvisoria nel quartiere di Castello, nell’aula consiliare del vecchio
Palazzo Civico.
Dopo diverse sedi provvisorie, nel 1912 fu edificata l’elegante palazzina in stile Liberty che ancora oggi ospita il
Sodalizio, sorta per la necessità di avere una dimora propria, imposta dal sempre crescente numero dei soci e da esigenze di
carattere amministrativo. Fu l’allora presidente Carlo Concas che
pose il problema della costruzione, e donò l’area su cui, in meno
di due anni, sorse la palazzina. La redazione del progetto e la
direzione dei lavori furono affidati all’Ingegner Riccardo Simonetti,
che eseguì disinteressatamente l’opera. La sede si compone di
un piano terra e di un primo piano, dove hanno sede gli uffici e la
sala per le riunioni e per le diverse attività della Società. Il portone d’accesso e le inferriate che delimitano lo scalone che porta
al piano superiore si caratterizzano per lo stile liberty elegante e
leggero, opera di un fabbro cagliaritano.
Gravemente danneggiata durante la seconda guerra mondiale,
soprattutto nelle parti decorative, fu perfettamente riparata e nel
corso degli anni è stata più volte sottoposta ad attenta opera di
restauro.
Potranno essere osservati, nelle bacheche e nelle teche della
Società, documenti di vario genere che ne ricordano i 147 anni
di storia: documenti storici, fondatori, gli avvenimenti che hanno
caratterizzato il periodo delle guerre; inoltre saranno oggetto della
mostra diversi attrezzi da lavoro utilizzati dagli artigiani ed operai
di altri tempi, e la Sede Sociale stessa.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado V. Alfieri
92
Cagliari
Sotterranei
Ospedale Civile
BUS
Via Ospedale
8
La galleria rifugio sottostante l’Ospedale San Giovanni di Dio, realizzato tra il 1844 e la fine dell’Ottocento su progetto di Gaetano Cima, fu scavata nel Tramezzario,formazione carbonatica del
Miocene tipica di Cagliari (11-7 milioni d’anni).
L’utilizzo della galleria come rifugio antiaereo ne fa risalire la
datazione alla seconda guerra mondiale e, quindi, alla prima
metà del Novecento.
Grazie alle tecniche minerarie lo scavo fu effettuato con volate a mine
diritte, di lunghezza
compresa fra 25 cm e
1,5 m di sfondo (avanzamento)
utilizzando
mezzi di perforazione
ad aria compressa ed
esplosivi innescati da detonatori. Lungo la galleria rettilinea, se
ne affacciano lateralmente altre piccole trasversali, alcune di circa
6 m, altre appena accennate, con profondità di circa 50 - 80
cm. Le traverse furono scavate a partire dalla galleria rettilinea
procedendo con volate iniziali poco profonde (circa 25-50 cm)
per poi continuare, una volta raggiunta una determinata distanza
dalla galleria rettilinea, con sfondi anche di 1 m. Ciò permetteva
di evitare danni al condotto principale.
Nella parete opposta allo scavo delle traverse, infatti, si notano
dei fori perpendicolari all’andamento della galleria, dove venivano
incastrati dei ferri di sostegno ad una paratia in legno, posta a
protezione della parete della galleria principale per evitare i danni
dovuti alla proiezione dei pezzi di roccia provenienti dallo scoppio
della volata.
Lo scavo della galleria sottostante l’Ospedale San Giovanni di Dio
venne effettuato da minatori esperti, probabilmente provenienti
dal distretto minerario iglesiente: la realizzazione di una galleria al
di sotto di un grosso fabbricato, per giunta adibito ad Ospedale,
ha richiesto grande attenzione, accuratezza ed elevata professionalità. Il lavoro di scavo venne realizzato utilizzando lavoratori
divisi in squadre composte da due persone: un minatore (che
operava sia come perforatore delle mine che come carichino
delle volate) e da un manovale (generico); le squadre venivano
coordinate da un caposquadra (chiamato in termine minerario
sorvegliante). Il procedere dello scavo (sfondo) può essere valutato mediamente in circa 1 metro di avanzamento della galleria per
ogni ciclo di lavoro di 8 ore. Probabilmente l’esplosivo utilizzato fu
la gelatina d’uso prettamente minerario.
Visite guidate a cura di:
Gruppo Speleo Archeologico Giovanni Spano
Associazione Nazionale Alpini, Cagliari
monumentiaperti
93
Teatro Lirico
Via Santa Alenixedda
WC
BUS M/6
Il Teatro Lirico è stato inaugurato nel 1993, al termine di una
lunghissima stagione di lavori cominciata nel 1964, con il
bando di concorso per la realizzazione di un edificio teatrale per
la città che sostituisse il Teatro Civico, distrutto dai bombardamenti della seconda guerra mondiale.
Approvato nel 1967 il progetto degli architetti bergamaschi Ginoulhiac e Galmozzi, si diede il via alla costruzione della grande
struttura: 5.000 metri quadri, i foyer, la sala di 1650 posti distribuiti fra platea e due ordini di gallerie, il palcoscenico (22 metri di
larghezza per 14 di profondità) rivestito di pannellature di gesso e
legno per una resa acustica ottimale e il golfo mistico sistemato
su una doppia piattaforma mobile che permette diverse possibilità di utilizzo. Negli anni successivi all’inaugurazione vengono
realizzate sale-prova, laboratori, magazzini e locali per uffici. Il
Teatro Lirico di Cagliari, sede dell’omonima Fondazione, è attivo
tutto l’anno con stagioni sinfonico-cameristiche, liriche e di balletto. Sul palcoscenico, insieme all’Orchestra e al Coro del Teatro
Lirico, protagonisti di molte produzioni di prestigio, si sono succeduti artisti di ottimo livello, che hanno concorso a determinare
il rilancio dell’attività musicale cagliaritana.
Oggi fa parte del compendio Parco della Musica.
Visite guidate a cura di:
Scuola primaria paritaria I Pini
Scuola primaria paritaria Infanzia Lieta
94
Cagliari
Teatro Massimo
WC
Via de Magistris, ang.viale Trento
BUS 1/5/10
La storia del Teatro Massimo inizia in seguito a due eventi che cancellarono i due più importanti teatri cagliaritani:
l’incendio del 1942 che distrusse il Politeama e i terribili bombardamenti del 1943 che, devastarono il Teatro Civico. Tra il 1944
ed il 1947 si realizzò perciò il teatro Massimo. Il progetto fu predisposto da due giovani architetti cagliaritani, Oddone Devoto ed
Emilio Stefano Garau e prevedeva la nascita del “Massimo” dalle
mura di un vecchio mulino a vapore di proprietà degli imprenditori
Merello. Il progetto originario non si limitava alla ristrutturazione e
trasformazione del mulino a teatro, ma prevedeva, occupando
una superficie complessiva di 7500 mq, anche la realizzazione di
un cine-teatro all’aperto, immerso nel verde, in quella parte dell’isolato “Su Brughixeddu” che accoglieva la semoleria e gli stabilimenti dei Merello. Fu costruito a tempo di record e le prime rappresentazioni furono subito un successo. Consentì ad una città
ancora provinciale di apprezzare i grandi della lirica, come Maria
Callas, Beniamino Gigli, Tito Schipa, o i grandi interpreti del teatro
come Gassman ed Eduardo De Filippo. Gli spettacoli continuarono sino agli anni Settanta, poi, a causa della volontà dei Merello di
demolire il Teatro ci fu una lunga pausa. Nel Marzo del 1981 riaprì
i battenti per la rappresentazione di una commedia, ma fu una
riapertura parziale con l’impossibilità di utilizzare il palcoscenico
per gli spettacoli più complessi. Il Massimo continuò così la sua
attività fino al rovinoso incendio, che ha segnato la fine del teatro; infatti nonostante i danni non furono ingenti e che l’aspetto
e le caratteristiche del teatro non furono cancellate, negli anni a
seguire non fu fatta alcuna azione per recuperarlo o riutilizzarlo,
fino al 2005, data in cui il Comune di Cagliari ha appaltato i lavori
per il totale recupero. È stato inaugurato nel febbraio del 2009.
Durante i lavori di restauro sono state rinvenute nove cisterne di
epoca romana, rivestite di coccio pesto e un pozzo di sfiato a
imboccatura quadrata, utilizzato per la manutenzione dell’acquedotto di epoca romana.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado C. Colombo
monumentiaperti
95
Tiscali Campus
WC
Località Sa Illetta
Si trova nella località Sa Illetta, appena fuori città, circondato
dalla laguna di Santa Gilla in un’ampia superficie piana. È
costituto da quattro edifici collegati tra loro a formare un’unica
identità edilizia in rapporto con il contesto naturale in cui sono
immersi. Gli si affiancano una web-farm e un baby parking per i
figli dei dipendenti. Realizzato nel 2000-2003 secondo il progetto
dello studio Aldo Rossi Associati, l’insieme dei corpi di fabbrica
segue un concetto di aggregazione che, attraverso la ripetizione
e l’unione, concorre a formare un’unica identità edilizia di chiara
individuazione. Ripetizione, unione e variazione sono i concetti
seguiti per comporre il complesso di Sa Illetta, quasi fosse uno
spartito musicale, con un’alternanza di pieni e di vuoti analoga
alla tastiera di un pianoforte, la cui interdipendenza genera
suoni e toni diversi. Gli edifici sono costruiti mediante elementi
in linea, composti da muri che seguono la direzione nord/sud e
nei quali sono aperte delle vetrate orizzontali intervallate da parti
piene. Tutti gli edifici sono collegati tra loro al piano terra da un
porticato aperto, mentre gli spazi tra i diversi corpi di fabbrica
sono caratterizzati da vari tipi di corti: alcune porticate, altre
piantumate come giardini, altre ancora disegnate e lastricate
come piazzette. I materiali esterni si rifanno a quelli della tradizione
sarda, ma sono posti in opera mediante tecniche moderne che
garantiscono facilità di manutenzione e riparazione. Per le parti
murarie sono stati scelti rivestimenti in trachite rossa su pareti con
fasce in marmo di Orosei. Il fabbricato d’ingresso, che ospita il
foyer e un auditorium per 200 persone, è affiancato da due corpi
simmetrici destinati ad uffici e sale riunione. Nella parte più esterna
del campus sono invece gli edifici riservati a scopi funzionali e
operativi. All’interno e all’esterno sono collocate numerose opere
d’arte di artisti del Novecento tra cui si segnalano le sculture di
Costantino Nivola e gli interventi di Maria Lai.
Visite guidate a cura di:
Associazione CultArch
96
Cagliari
Parco Archeologico di
Tuvixeddu
Via Falzarego
BUS
8/20
Il colle di Tuvixeddu ospita quella che
già nell’Ottocento era considerata la
più vasta e significativa necropoli punica del Mediterraneo. Per quanto sia
stata in seguito e a lungo danneggiata dalla coltivazione delle cave che
rifornivano la cementeria, la necropoli
conserva ancora gran parte della sua
suggestiva estensione. La fascia digradante del colle rivolta verso la laguna,
sulle cui sponde sorgeva la città dei
vivi, è percorsa dal fitto succedersi dei
tagli regolari delle sepolture, costituite
da un pozzo di discesa, della profondità media di circa 3 metri,
dal quale si accede alla vera e propria cella funeraria ricavata a
monte al cui interno erano deposti uno o più defunti, accompagnati dal corredo (brocche, piatti, lucerne) e a volte da oggetti
personali (scarabei, collane in pasta di vetro, amuleti di varia foggia). La porta della cella veniva poi chiusa da un lastrone di pietra
ed il pozzo era riempito con il pietrame prodotto con lo scavo. Le
tombe a pozzo furono in uso dal VI al III secolo a.C. In età romana
una piccola parte dell’area fu per qualche tempo utilizzata per
ricavare pietre da costruzione: la cava, di cui si vedono i tagli a
gradoni ed i blocchi accatastati, fu più tardi, intorno al II secolo
d.C., attraversata dal tracciato dell’acquedotto romano. Durante
la seconda guerra mondiale ospitò molte persone che avevano
perduto la casa per i bombardamenti, in uno stato di degrado
che ebbe una lunga durata anche dopo la fine del conflitto.
L’importanza scientifica della necropoli è emersa con particolare rilevanza per l’impulso dato alle ricerche da Antonio
Taramelli, soprintendente alle antichità della Sardegna nel primo
trentennio del secolo scorso, con lo scavo del Predio Ibba, il primo nella collina, ad essere condotto con rigorosi criteri scientifici
su un’ampia superficie. Le indagini, effettuate nel 1908, interessarono 180 ipogei ubicati a monte dell’ex edificio scolastico, oggi
adibito a sede della Circoscrizione. Restituì oltre 350 oggetti tra
coroplastiche, ceramiche puniche e attiche, balsamari in pasta
vitrea, piccoli contenitori in faÏence (particolare e raffinata ceramica invetriata) di produzione egizia, rasoi in bronzo, oreficerie,
collane con vaghi in pastiglia e steatite, scarabei egittizzanti e di
ispirazione ellenistica.
Visite guidate a cura di:
Istituto Comprensivo Satta - Spano - De Amicis
Istituto Professionale per i Servizi Sociali S. Pertini
Istituto di Istruzione Superiore D. A. Azuni
Associazione Amici di Sardegna - Associazione Legambiente
Intercral Sardegna
monumentiaperti
97
Sa Illetta e Chiesa di
San Simone
Loc. Sa Illetta S.S. 195
BUS
8A
La chiesa di San Simone
sorge sull’isolotto denominato Sa Illetta, che presentava in origine una superficie di circa 160 ettari,
ora ridotti a 40 a seguito
della realizzazione del
porto canale. L’isola fu
probabilmente uno scalo
marittimo fenicio, cartaginese e poi romano. È
certamente ipotizzabile anche una fase medievale, ricostruibile
quasi esclusivamente dai documenti della fine del XVII secolo,
che descrivono emergenze architettoniche di un certo rilievo,
pertinenti alla Villa di Santa Gilla che si estendeva tra il borgo di
Sant’Avendrace, il Fangario, la sponda dello stagno di Santa Gilla
e la collina di San Michele. In questo territorio, la cui esistenza è
documentata in una carta databile tra il 1066 e il 1071-1073, fu
fondata la capitale del giudicato di Cagliari, distrutta nel 1258 per
mano pisana e soppiantata da Castel di Castro. Dell’epoca romana restano alcune cisterne, mentre un vasto ambiente con volta a
crociera sorretta da una colonna in posizione centrale testimonia
la frequentazione del sito in epoca altomedievale. Benché non
siano state trovate tracce concrete della capitale giudicale a Sa
Illetta, è tuttavia possibile rilevare testimonianze del periodo nella
chiesa di San Simone. La fase più antica dell’edificio, potrebbe
essere individuata nell’abside ascritta all’XI-XII secolo.
Entro la lunetta è dipinta la figura di San Simone, realizzata su bozzetto del pittore cagliaritano Felice Melis Marini
(1871-1953). La mancanza di attestazioni scritte non consente
di datare precisamente la chiesa, che viene tuttavia menzionata
in un documento del 14 ottobre 1406. In questa data l’edifico e
l’isolotto di San Simone vengono ceduti al priorato di San Saturnino dall’arcivescovo di Cagliari, che in cambio ottiene la chiesa
di Santa Lucia di Lapola e l’annesso monastero, oggi riconoscibili
solo dai resti archeologici nel quartiere cagliaritano della Marina.
La chiesa di San Simone e l’annessa fattoria sono attualmente
di proprietà privata. Il primo impianto della fattoria risale al 1567,
periodo in cui il facoltoso notaio cagliaritano Sabater la fece costruire. Nel 1716, dopo diversi passaggi ereditari, la proprietà
giunse nelle mani di Michele Cervellon che ampliò l’estensione
dei fabbricati e costruì il secondo piano. La casa raggiunse la
sua dimensione definitiva ai primi dell’ottocento, quando divenne
proprietario il barone di Sorso Vincenzo Amat. Il 24 marzo 1915
la proprietà fu acquistata da Giovanni Balletto.
Visite guidate a cura di:
Istituto Tecnico Geometri O. Bacaredda
Istituto Professionale per i Servizi Sociali S. Pertini
98
Cagliari
Villa Clara
Biblioteca Provinciale
Parco Monte Claro, via Cadello/via Mattei
BUS
3/6/M
L’Amministrazione Provinciale di
Cagliari,
considerata la inadeguatezza
delle
sedi attualmente
occupate, ha deciso di trasferire
la Biblioteca Provinciale di Vico
XIV San Giovanni
e il Centro Servizi
Bibliotecari di via
Cadello, nella cosiddetta Villa Clara, posta sulla sommità del parco di Monte Claro, realizzando un progetto di ristrutturazione e di
ampliamento della Villa e dei fabbricati attigui.
La Biblioteca Provinciale, istituita a partire dal 1962, è una
importante realtà regionale con circa 75.000 volumi di patrimonio editoriale. Dai documenti rinvenuti in archivio, la Provincia
dispone della proprietà immobiliare già dal 1889, anno in cui fu
registrato il compromesso di vendita, dai fratelli Ruiseco alla Provincia, dell’intera proprietà di 45 ettari distinta, in casa civile (villa),
fabbricati rustici, vigneto, mandorleto, orto, pineta, come descritto nei documenti catastali. Durante la seduta del consiglio provinciale del 17 agosto del 1901, si approvò una prima parte di spesa
di lire 500.000, per iniziare la costruzione del nuovo manicomio e
acquisire al patrimonio dell’ente la Villa Clara: proprio qui, infatti,
nel sito di Monte Claro dove già da un decennio si trovavano distaccati i pazienti, la Provincia di Cagliari aveva deciso di costruire
il nuovo ospedale psichiatrico, su suggerimento del prof. Sanna
Salaris, primario del reparto psichiatrico del San Giovanni di Dio.
Fu incaricato del progetto l’ing. Stanislao Palomba dell’Ufficio
Tecnico Provinciale, che scelse la soluzione “a padiglioni”, adatta
a gestire meglio i vari stadi della malattia mentale. Nel 1907 i primi
padiglioni del manicomio cagliaritano cominciarono a funzionare,
rimanendo in attività fino alla chiusura degli ultimi reparti, avvenuta nel 1998, per effetto della cosiddetta legge Basaglia.
L’ing. Palomba non fece demolire la Villa, che fu restaurata e destinata ad alloggio del direttore e della sua famiglia. I rustici posti
dietro la villa, dove già erano stati ricoverati dei pazienti, furono
invece adattati a stalle, magazzini e alloggi della colonia agricola,
impiantata allo scopo di consentire la terapia del lavoro ai malati
validi e, nel contempo, di costituire un mezzo di auto sostentamento per il manicomio.
Visite guidate a cura di:
Scuola Secondaria di I grado Foscolo
monumentiaperti
99
Villa Satta
Sede I.E.D.
Viale Trento, 39
BUS
1/10
La villa rappresenta uno degli esempi di stile liberty a Cagliari ed è parzialmente conservata nelle sue linee architettoniche originali. Realizzata su progetto dell’ing. G. Zoccheddu, risale
ai primi decenni del ‘900 mentre l’ala sinistra e la sopraelevazione
sono databili verso il 1940. Tutto ciò è facilmente riconoscibile dal
momento che le parti aggiunte si distinguono per la mancanza di
cornici e architravi con decorazioni nelle finestre.
Gli interni conservano parzialmente la decorazione di un tempo e
il più interessante è la sala egizia della villa, dove ai dipinti parietali
fa riscontro la sequenza di mattonelle “egizie” di graniglia nel pavimento, secondo una moda diffusa nei palazzi signorili realizzati
tra il sec. XIX e gli inizi del XX.
La villa è stata interessata da un progetto di restauro intorno al
1983 che consentì di recuperare i serramenti, le recinzioni del
giardino, alcune coperture a volta. Fu ospitata la sede dell’Istituto
Europeo di Design che dopo un intervallo per funzioni d’altro tipo,
ha ripreso la sua attività.
Vi sono anche corpi aggiunti disseminati nell’ampio parco che
circonda la villa.
Dal 13 febbraio 1979 la villa Satta è un immobile tutelato ai sensi
della legge n. 1089 (1 giugno 1939). Sono sottoposti a tutela il
corpo centrale, le pertinenze esistenti alla data del vincolo e il
“parco”.
Visite guidate a cura di:
Liceo Scientifico Pitagora
Istituto Europeo del Design
100
Cagliari
Cagliari
Monumenti Aperti
Si ringraziano gli Enti, le Istituzioni e i privati che hanno
gentilmente aderito alla manifestazione mettendo a disposizione i monumenti aperti in questa edizione, e quelli che
hanno permesso la relizzazione delle attività collaterali.
Istituzione/Proprietario
Akroama
Archivio di Stato
Associazione Culturale Sa Illetta
ATI: Cada Die Teatro - CEMEA - Kuntra - Il Crogiuolo
Azienda Ospedaliero Universitaria Cagliari - Direzione dell’Ospedale San Giovanni di Dio
Biblioteca Universitaria
Chiesa del Carmine
Comando Legione Carabinieri Sardegna
Comune di Cagliari Servizio Parchi, Verde e Gestione Faunistica
Comune di Cagliari Archivio Storico - Biblioteca Studi Sardi
Comune di Cagliari Divisione Socio Assistenziale - Direzione Cimiteri
Comune di Cagliari Municipalità di Pirri
Comune di Cagliari Ufficio di Gabinetto del Sindaco
Conservatorio G.P. da Palestrina
Consiglio Regionale della Sardegna
Consorzio Camù
Convento Padri Domenicani
Cooperativa Sant’Elia 2003
Diocesi di Cagliari
Direzione Didattica Santa Caterina
Ente Parco Naturale Regionale Molentargius - Saline
Figlie Eucaristiche di Cristo Re
Fondazione Banco di Sardegna
Fondazione FS Italiane
Fondazione Teatro Lirico di Cagliari
Galleria Comunale
Intesa San Paolo - Sede Cis
Istituto Europeo del Design - Sede Cagliari
MIBACT - Soprintendenza Archeologica della Sardegna
Nuovo Collegio della Missione
Orientare Associazione Culturale
Parrocchia della B. Vergine della Salute
Parrocchia di Santa Cecilia - Cattedrale Di Cagliari
Parrocchia Santa Caterina e San Giorgio
Provincia di Cagliari - Biblioteca Provinciale
Rete Ferroviaria Italiana Spa
Società degli Operai di Mutuo Soccorso
Teatro Stabile della Sardegna
Tiscali S.p.A.
Università di Cagliari Dip. di Ingegneria Civile, Ambientale e Architettura
Università di Cagliari (DIMCM) Laboratorio Restauro Bonaria
monumentiaperti
101
Università di Cagliari Dipartimento di Biologia Animale ed Ecologia
Università di Cagliari Dipartimento di Biologia Sperimentale
Università di Cagliari Dipartimento di Fisica
Università di Cagliari Dipartimento di Scienze Botaniche
Università di Cagliari Dip. di Scienze Chimiche e Geologiche
Università di Cagliari Dipartimento di Scienze della Terra
Università di Cagliari Palazzo del Rettorato e Collezione Piloni
Cultura Senza Barriere
ANFFAS Onlus Cagliari
Associazione Bambini Cerebrolesi Sardegna
Associazione Ludohospital A.O.U 1° Clinica Pediatrica
Associazione Futuribile
C.T.M Cagliari
Consulta delle Associazioni dei disabili Comune di Cagliari, CO.A.DI
E.N.S. Ente Nazionale Sordi - Sez. di Cagliari
Unione Italiana dei Ciechi e degli ipovedenti Onlus
Unione Nazionale delle Istituzioni Volontari pro Ciechi
Musica ed Eventi
Associazione Amici della Musica
Associazione Glee's
Associazione Luna D’Oriente
Associazione Musicale Nuova Armonia
Cineteca Sarda
Conservatorio Statale di Musica G.P. Da Palestrina
Corale Polifonica Santa Cecilia
Coro Cantores Mundi
Coro Collegium Kalaritanum
Coro Folkloristico della Sardegna
Coro Jubilate
Coro Musica Insieme
Coro Musica Viva con il Coro di Voci Bianche
Fondazione Siotto
Gruppo Vocale Cantigos
Istituto Comprensivo Colombo
Istituto Comprensivo Randaccio - Tuveri - Don Milani
LabOs (Laboratorio Organi Storici) del Conservatorio G. Pierluigi
da Palestrina
Scuola Secondaria di I grado Rosas.
Teatro Stabile della Sardegna
Vox Day - Davide Catinari
102
Cagliari
Monumenti Aperti con Cagliari Capitale Cultura 2015
Storia millenaria e innovazione, tradizione e contaminazione,
qualità della vita e sperimentazione:
la sfida di Cagliari Capitale Italiana della Cultura 2015 è quella
di una città che dal centro del
Mediterraneo si affaccia all’Europa e al Nord Africa seguendo
il filo rosso della cultura nel percorso
iniziato con la candidatura di Capitale Europea per il 2019.
Un filo che è un simbolo – omaggio all’artista sarda Maria
Lai – ma anche il segno tangibile di riscrittura della città in
senso fisico e culturale, sociale e di partecipazione: la ricucitura tra i diversi territori urbani e la creazione di una nuova
trama nei processi della produzione artistica, della partecipazione sociale locale e della realizzazione di manifestazioni
culturali a carattere internazionale. È un processo già in moto,
il cui programma artistico coinvolgerà l’intera città: dai musei alle piazze, dalle spiagge agli spazi domestici, dai colli al
mare, dalle zone archeologiche ai quartieri storici, dai teatri
convenzionali a quelli a cielo aperto. Stiamo disegnando scenari plurimi, dove il visitatore sarà cittadino e protagonista.
Il 2015 sarà una vivace trama di eventi e manifestazioni progettati e avviati grazie al lavoro corale degli operatori, degli
enti e delle istituzioni locali già protagoniste del processo verso il 2019.
Questa impostazione trae ispirazione anche dalla filosofia di
fondo che permea e caratterizza Monumenti Aperti - che da
oltre XIX anni si replica con successo in città - momento di
sintesi di esperienze molto differenti tra loro che mettono al
centro dell’attenzione il volontario protagonista delle visite
guidate gratuite: lo studente.
È infatti alle migliaia di studenti delle autonomie scolastiche
e dell'università - oltre ai volontari delle associazioni culturali
che animano la manifestazione in tutto il territorio nazionale che vanno i più sentiti ringraziamenti, unitamente ai cittadini
che con la loro nutrita e reiterata partecipazione contribuiscono anno dopo anno al meritato successo dell'evento.
monumentiaperti
103
ArcheoMedSites
Tutela, valorizzazione e qualità della gestione. Applicazione dei
modelli di gestione nei siti archeologici e nei contesti urbani
Con il progetto ArcheoMedSites Italia, Libano e Tunisia si fanno promotori di una rete di istituzioni nel Mediterraneo che
contribuisca, con il confronto e la condivisione di esperienze
ed esigenze comuni, la partecipazione e lo scambio di buone
pratiche, a migliorare il livello della tutela, della conservazione, della valorizzazione e della gestione dei siti archeologici
e dei contesti urbani, a promuovere uno sviluppo sostenibile
legato alla presenza del patrimonio culturale e ad accrescere
la conoscenza reciproca e la coscienza della comune origine
mediterranea.
In particolare il progetto si propone di elaborare, secondo gli
orientamenti dell’UNESCO, i piani di gestione dei siti archeologici individuati per ciascuno dei tre paesi, Tuvixeddu/Cagliari e Monte Sirai/Carbonia in Sardegna, Paestum e Velia
in Campania, Tiro città e Tiro Al Bass in Libano, Cartagine e
Kerkouane in Tunisia, e di porre le basi per la loro adozione
attraverso un percorso di condivisione con le istituzioni e le
comunità locali.
Opportunamente gestiti e valorizzati, i siti individuati potranno
costituire un modello di riferimento e veicolo privilegiato attraverso cui sostenere lo sviluppo locale, con positivi riflessi
sull’intero bacino del Mediterraneo.
In questo contesto il progetto Monumenti Aperti si pone
come terreno di confronto e possibile esperienza di eccellenza nella valorizzazione e promozione dei beni culturali ed
in generale del patrimonio culturale euromediterraneo. L’adesione pluriennale a reti partenariali come la Rotta dei Fenici
promossa dal Consiglio d’Europa e la rete nazionale Sardex
nell’ambito del progetto europeo Digipay4grouth costituiscono le premesse per una fattiva ipotesi di collaborazione anche
nell’ambito del progetto ArcheoMedSites.
ArcheoMedSites. Progetto di cooperazione trasnfrontaliera
ENPI CBCMED Bacino del Meditarraneo 20017-2013 Partner: Ministero dei beni e delle attività culturali e del turismo
(soggetto capofila), Instituto Nationale del Patrimonio della
Tunisia, Ministero della Cultura del Libano, Soprintendenza
Archeologia della Campania, Soprintendenza Archeologia
della Sardegna, Università degli Studi di Sassari, Comune di
Firenze, Comune di Siena, Comune di Carbonia, FederCulture, Ricerca e Cooperazione
104
Cagliari
Indice
Pag 3 Saluti istituzionali
Pag 4 Comitato Tecnico Cagliari
Pag 5 Presentazione 19a Edizione
Pag 6 Comitato Scientifico Regionale
Pag 7 Calendario Regionale 2015
Pag 8 Orari manifestazione
Pag 9 Informazioni utili
Pag 10 Monumenti in Musica e Spettacoli
Pag 14 Attività per bambini
Pag 17 Gusta la città e I racconti di Monumenti Aperti
Pag 18 Cultura senza barriere
Pag 20 Iniziative speciali
Pag 24 Sentieri (in)interrotti
Itinerari
Trentapiedi, Cittadella dei Musei
Città Giardino, via Pessina
Percorso Galleria del Sale
Itinerario Dionigi Scano
Piazza Galilei, Campo Carreras
Pirri via Riva Villasanta, piazza Italia
Pag 29 Quartiere Is Mirrionis
Quartiere S. Elia
Pirri Quartiere S.Teresa / Piazza Italia
Molentargius
Pag 37 I Monumenti
Pag 39 Archivio di Stato
Pag 40 Auditorium Conservatorio
Pag 41 Batteria C 135
Pag 42 Biblioteca universitaria
Pag 43 Bunker via Rolando
Pag 44 Cattedrale
Pag 45 Centro della Cultura Contadina
Pag 46 Chiesa del Carmine
Pag 47 Chiesa della Beata Vergine della Salute
Pag 48 Chiesa di Cristo Re
Pag 49 Chiesa di San Domenico
Pag 50 Chiesa di San Vincenzo de Paoli
Pag 51 Chiesa di Santa Caterina e San Giorgio
Pag 52 Colle di Bonaria Cimitero
Pag 53 Colle di Bonaria Laboratorio di restauro
Pag 54 mappa
Pag 56 Cittadella dei Musei
monumentiaperti
105
Pag 57 Collezione L. Piloni
Pag 58 Consiglio Regionale della Sardegna
Pag 59 Exmà
Pag 60 Facoltà di Ingegneria - Padiglione Mandolesi
Pag 61 Fondazione Banco di Sardegna
Pag 62 Galleria Comunale d’Arte
Pag 63 Ghetto
Pag 64 Giardino sotto le mura
Pag 65 Lazzaretto di Sant’Elia
Pag 66 Legione Carabinieri
Pag 67 Liceo Dettori
Pag 68 Mediateca Mediterraneo
Pag 69 Molentargius - Chiesa della Palma
Pag 70 Molentarius - Città del Sale percorso
Pag 71 Molentargius - Parco Naturale
Pag 72 Molentargius - Teatro delle Saline
Pag 73 Museo di Antropologia
Pag 74 Museo Archeologico
Pag 75 Museo di Fisica
Pag 76 Museo di Geologia e Paleontologia e di Mineralogia
Pag 77 Museo delle Ferrovie dello Stato
Pag 78 Museo di Zoologico
Pag 79 Orto Botanico
Pag 80 Palazzo Civico
Pag 81 Palazzo del C.I.S.
Pag 82 Palazzo dell’Università - Rettorato
Pag 83 Palazzo delle Scienze
Pag 84 Palazzo di Città
Pag 85 Parco delle Rimembranze
Pag 86 Pirri - Cimitero
Pag 87 Pirri - EXMé
Pag 88 Pirri - Vetreria
Pag 89 Porto di Cagliari - Istituto Buccari
Pag 90 Scuola Elementare Riva
Pag 91 Scuola Elementare Santa Caterina
Pag 92 Società degli Operai
Pag 93 Sotterranei Ospedale Civile S. Giovanni di Dio
Pag 94 Teatro Lirico
Pag 96 Teatro Massimo
Pag 97 Tiscali Campus
Pag 98 Tuvixeddu - Parco archeologico
Pag 99 Sa Illetta e Laguna Santa Gilla
Pag 100 Villa Clara - Biblioteca Provinciale
Pag 101 Villa Satta Muntoni, sede IED
Pag 102 Enti, Proprietari, Associazioni
106
Cagliari
Appunti
monumentiaperti
107
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