Seminario INEA, 16 dicembre 2005 Ricerca pubblica in agricoltura: risultati, tendenze e prospettive Roberto Esposti Dipartimento di Economia Università Politecnica delle Marche Tel. 071 2207119; Fax 071 2207102 E-Mail: [email protected] Web: http://www.dea.unian.it/esposti/ 1 INEA, 16 dicembre 2005 Outline A. Premessa: la ricerca pubblica agricola in Italia B. Per cosa? R&D pubblica e agricoltura italiana: obiettivi? C. Quanta? Troppa o poca? D. Come? Il NARS e le opzioni strategiche OBIETTIVO: Come l’analisi economica affronta tali questioni e prova a darne risposta. Gli aspetti istituzionali e di policy conseguono (e seguono; Anna Vagnozzi) 2 INEA, 16 dicembre 2005 A. Premessa: definizioni Che cosa si intende per R&D pubblica agricola? • Pubblica: Due opzioni • Ricerca come bene pubblico (non proprietaria) • Spesa pubblica; due opzioni • Ricerca privata finanziata dal pubblico • Spesa degli istituti pubblici • • Quella parte di ricerca di interesse agricolo di qualsiasi istituto pubblico (ISTAT-EUROSTAT) Tutta la spesa di istituti che si occupano nello specifico di ricerca agricola (INEA) QUINDI: Non si considera l’R&D privata Non si considera la spesa pubblica in divulgazione-adozione/diffusione innovazioni Non si considera l’R&D pubblica di enti pubblici internazionali o di altre nazioni 3 Ma ci torneremo… INEA, 16 dicembre 2005 B. Perché R&D in agricoltura e perché pubblica? Perché l’innovazione tecnologica è l’elemento cruciale di competitività per: • Recuperare gap da altri paesi-settori oppure • Mantenere leadership tecnologica Perché pubblica? Si ritiene che: 1. Il sistema delle imprese agricole sia incapace di sviluppare programmi di ricerca e sviluppo in proprio 2. La ricerca condotta dai privati (fornitori) produca un progresso tecnico distorto 4 3. Le imprese fanno poco (o non fanno) ricerca di base INEA, 16 dicembre 2005 Leaders e followers Produttività Totale dei Fattori in agricoltura In che club stiamo e in quale vogliamo stare? LEADERS FOLLOWERS 5 (Fonte: Schimmelpfenning-Thirtle, 1999) INEA, 16 dicembre 2005 C. Quanta R&D pubblica in Italia? Dati Annuario INEA (fino 2000) basati sugli istituti che fanno ricerca pubblica: 751 mld Lire nel 2000; 612 nel 1990; 79 nel 1980; 15 nel 1970…. (dettagli in Esposti-Pierani, 2000) Dati ISTAT-EUROSTAT basati sulla classificazione NABS, cioè obiettivi dei programmi di ricerca (Agricultural production and technology; spesa del Government Sector) 189 mln € nel 2003; 173 nel 2000; 158 nel 1990 (ECU); 64 nel 1981 (ECU) E in termini reali? 6 INEA, 16 dicembre 2005 Problema: deflatore di R&D Spesso si usa il deflatore del PIL. Ma: La composizione della spesa in R&D è diversa dalla composizione del PIL La spesa in R&D è più “ricca” in salari (medio-alti) Il deflatore del PIL sovrastima la spesa reale in R&D Real public agricultural R&D investment in Italy using two alternative deflators (billions of 1985 Italian Lire) 800 Real R&D - GDP deflator 700 Real R&D - IPI 600 500 400 300 200 100 7 1 995 1994 19 93 1 992 1991 1 990 1989 19 88 1 987 1986 1 985 1984 1983 1 982 1981 1 980 1979 1978 1 977 1976 1975 1974 1973 1 972 1971 1970 1969 1968 1967 1966 1965 1964 1963 1962 1961 0 1960 Dati annuario INEA dettagli in Esposti-Pierani, 2006 INEA, 16 dicembre 2005 La R&D “reale” Partendo dai dati Annuario Inea R&D reale (base 1995; media mobile triennale) 1250 1000 750 500 250 (Fonte: Esposti-Pierani, 2006) 8 1996 1994 1992 1990 1988 1986 1984 1982 1980 1978 1976 1974 1972 1970 1968 1966 1964 1962 1960 0 INEA, 16 dicembre 2005 Perché meno ricerca pubblica? In tutti i paesi sviluppati c’è questa tendenza a partire dalla fine degli anni ’80. L’Italia non fa eccezione, anche se si è “fermata” dopo Dati Huffman-Just (1999): o Europa Occidentale di cui: Francia Italia Spagna Regno Unito USA Totale 18 paesi Livelli in $ PPP 1993 Tassi di crescita 1971 1981 1993 1971-81 1982-1993 1451 2005 2608 3,2 2,2 298 68 51 274,5 1236 3041 410 188 98,6 371 1620 4078 503 360 214,2 370,8 2054 5129 3,2 10,1 6,6 3 2,7 2,9 1,7 5,4 6,4 0 1,9 1,9 Da inizio anni ’90 in alcuni paesi si osserva non solo minore crescita, ma anche diminuzione in termini reali (vedi Italia) 9 Perché: se ne faceva forse troppa? (too much of a good thing) o INEA, 16 dicembre 2005 Troppa o poca? 1. L’intensità di ricerca: noi e gli altri Intensità di ricerca (R&D pubblica agr./VA agr.): • ITALIA – dati INEA = 1,4% • • ITALIA – dati EUROSTAT = 0,6% GERMANIA – dati EUROSTAT = 1,8% SPAGNA (2002) – dati EUROSTAT = 0,9% • USA (1998) • INDUSTRIA ALIMENTARE: Italia = 0,4%; Germania = 0,5% INDUSTRIA FARMACEUTICA (science based): Italia = 2,5%; Germania = 11,2% • • ͌ 1% Ma è un confronto possibile o utile? Se la R&D pubblica agr. è una “parte del tutto”, è 10 necessario vedere quanto grande è questa parte (i NARS) INEA, 16 dicembre 2005 Troppa o poca? 2. Rendimento di R&D: evidenze Nell’analisi empirica il risultato generalizzato è un elevato rendimento di R&D: MIRR (Marginal Internal Rate of Return) o IRR • Privata ma in particolare pubblica • In tutti i settori ma in particolare in agricoltura Perché in agricoltura il rendimento è così elevato? Alcune stime “estreme” del rendimento della R&D (pubblica) agricola MIRR Esposti-Pierani (2003a) 14%-95% Esposti-Pierani (2003b) 4%-170% Mean of public and private (1772 estimates; Alston et al., 2000) 74% 11 INEA, 16 dicembre 2005 Rendimento di R&D: problemi Alston e Pardey (2001): con un MIRR del 48% (media USA), l’investimento in ricerca pubblica agricola del 1980 avrebbe generato un flusso cumulato di benefici che nel 2000 sarebbe stati equivalenti a 20 volte la PLV agricola USA! Questa generalizzata tendenza a stime di rendimento “incredibilmente” alte avrebbe una chiara conseguenze di policy: Bisogna investire di più in R&D: the under-investment hypothesis Però, sorge il dubbio che l’investimento sia “corretto” mentre è la stima ad essere sbagliata (verso l’alto: the overestimation hypothesis). Questa ipotesi ha due tipi di spiegazioni: 1. 2. E’ sbagliato il trattamento dei dati di R&D: flusso o stock? E’ sbagliata la procedura di stima perché non si 12 considerano gli altri contributi: spillover INEA, 16 dicembre 2005 Trattamento dei dati di R&D: flusso o stock? Se siamo fortunati, ciò che abbiamo sono valori correnti della spesa (investimento) annua in R&D pubblica Da questi valori correnti di flusso dobbiamo ricavare uno stock, cioè il capitale di R&D effettivamente “operativo”. Due sono le operazioni critiche: Ottenere valori reali: deflatore (già visto) Cumulazione dei i valori reali 13 INEA, 16 dicembre 2005 Cumulare investimenti nello stock Si tratta di calcolare lo stock Rt wt -i ( R & D)t i i Quali pesi w scegliere? In quale modo, cioè, gli investimenti generano stock nel tempo? Es. R&D pubblica agr. in Italia (Esposti-Pierani, 2003) 1,2 1 Estimate Calibration (ESS = 0.23) Weight 0,8 0,6 0,4 0,2 0 0 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 Lag In ogni caso, il metodo scelto per il calcolo dello stock incide notevolmente sulla stima del rendimento della R&D: si passa dal 14% al 95% con gli14 stessi dati (vedi anche “the attribution problem”, Alston-Pardey, 2001) INEA, 16 dicembre 2005 Gli altri contributi: Spillover (1) L’alto rendimento alto è tutta “farina del sacco” dell’R&D pubblica agr.? Forse si trascura qualche importante altra variabile e attribuisco tutto il “merito” all’R&D pubblica agr. (l’altra faccia dell’”attribution problem”, Alston-Pardey, 2001) Quale altra variabile “genera” tecnologia agricola OLTRE a R&D pubblica agr.? Quale altra variabile “genera” tecnologia agricola INSIEME a pubblica agr.? Tutto questo “altro” è più forte in agricoltura? Il problema degli spillover: quale R&D davvero genera il progresso tecnico osservato? 15 INEA, 16 dicembre 2005 Gli altri contributi: Spillover (2) Come si calcola questa R&D “altra” che ricade in agricoltura? S è lo stock di spillover. Questo si calcola così per un dato settore i, paese m e tempo t: Sim,t c j wcj s ws R & D jc,t s I pesi wcj esprimono gli spillover intersettoriali (da j a i) ed internazionali (da c a m), quindi derivano da Matrici dei Flussi Tecnologici. Come si calcolano? 16 INEA, 16 dicembre 2005 Gli altri contributi: Spillover (3) Di recente, si è molto lavorato sui brevetti: le matrici di flusso sono ricostruite sulla base dei “flussi” dei brevetti. Per applicazioni all’agricoltura si veda Johnson-Evenson (1999), Esposti (2002). C’è ancora molto da lavorare! Al di là di come si calcolano, il problema concettuale è: che relazione c’è tra R&D pubblica agr. nazionale e queste altre fonti? Due ipotesi di fondo: o 1a ipotesi: gli spillover favoriscono-inducono R&D pubblica agr. (effetto standing on the shoulders of giants) o 2a ipotesi: gli spillover sfavorisconoscoraggiano R&D pubblica agr. (effetto stepping on toes) 17 INEA, 16 dicembre 2005 Spillover e R&D pubblica agr. in Italia Gli spillover “contano” per almeno 60-70%, anche se in diminuzione 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% Pubblica Fonte: Esposti (2002) Privata Estera 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1984 1983 1982 1981 1980 1979 1978 1977 1976 1975 1974 1973 0% 1972 10% 18 INEA, 16 dicembre 2005 D- Come? Il National Agricultural Research System (NARS) Definizione FAO: NARS is defined, in a given country, as encompassing all institutions public or private devoting full time or partially their activities to agricultural research and committed to a national research agenda. NARS (altri paesi) Sistema IARCs Università Istituti di ricerca Pubblici (centrali, regionali, ecc.) Imprese multinazionali o Ricerca Privata: Imprese Organizzazioni no-profit (tutti i settori) (ONG) NARS R&D pubblica: Troppa o poca? Come? Performance 19 INEA, 16 dicembre 2005 NARS – Il problema Troppa o poca R&D pubblica agr.? Dipende dal contesto in cui si applica: il NARS e le sue relazioni con l’esterno. Dipende cioè dal COME si fa R&D pubblica agr., come si integra con le altri componenti. Tenendo conto che: L’agricoltura è un settore “dominato dai fornitori” per l’introduzione di innovazioni (Pavitt, 1984): la ricerca delle imprese (sia del paese, che di altri paesi, che multinazionali) è spesso leader nell’innovazione agricola (Spillover intersettoriale e internazionale) Alcuni paesi sono leader, soprattutto grazie alla loro ricerca pubblica: alcuni NARS e i IARC “guidano” gli altri (Spillover internazionale) 20 INEA, 16 dicembre 2005 NARS – Opzioni strategiche L’opzione strategica di fondo di un paese è decidere se vuole che la R&D pubblica agr. nel proprio NARS sia: LEADER: compete e interagisce con gli altri leader, privati e nazioni (“two ways”) ADATTIVA ATTIVA: li complementa adattando i risultati al proprio contesto ADATTIVO PASSIVO: trasferisce semplicemente i risultati (“end of chain” or “one way”) 21 INEA, 16 dicembre 2005 Il NARS italiano Quale è dunque la scelta italiana? L’evidenza dice che: 25 Fac. Agraria (circa 150 Dip.), 13 Fac. Med. Vet., circa 40 centri di ricerca regionali, circa 50 nazionali (MIPAF, CNR,…) Non siamo leader su scala internazionale Ricerca pubblica e privata nazionale sono più spesso sostituti che complementari: sono “ridondanti” (vedi Esposti, 2002) Ne consegue che: Se vogliamo diventare leader dobbiamo investire molto di più (e meglio) soprattutto in ricerca pubblica di base (Università) Se vogliamo essere adattivi possiamo maggiormente concentrare le risorse. Però: 1. Un adattamento attivo implica anche una quota di ricerca pubblica di base (“capacità di assorbimento”) 2. Vanno ridefinite risorse del sistema di ricerca pubblico tra ricerca di base (Università) ed applicata 3. Va coordinata la ricerca pubblica con le caratteristiche della ricerca privata nazionale. Cercare, cioè, di dare priorità alle22 aree lasciate scoperte dalla ricerca privata INEA, 16 dicembre 2005 Base, applicata o sviluppo? L’evoluzione della spesa in Italia è coerente? Stock di R&D pubblica agr. di base, applicata e sviluppo (vedi Esposti-Pierani, 2003): 100% 90% 80% 70% 60% 50% 40% 30% 20% Base Applicata 1996 1995 1994 1993 1992 1991 1990 1989 1988 1987 1986 1985 1984 1983 1982 1981 1980 1979 1978 1977 1976 1975 1974 1973 1972 1971 0% 1970 10% Sviluppo La quota della ricerca di base (?) sembrerebbe crescere dal 27% 23al 45% o Ma la spesa complessiva, in termini reali, diminuisce o INEA, 16 dicembre 2005 Alcune conclusioni generali Centralità della ricerca di base, in ogni caso, per un paese che vuole essere una “potenza” agricola (la seconda per VA nella UE) Se si ragiona in una ottica di UE (strategia di Lisbona), la scelta è già stata fatta: si vuole essere leader. Però: Come si articola tale scelta tra i paesi? Come ci si dividono “i compiti” evitando effetti di ridondanza? Per questa ridondanza, secondo alcuni, oggi si spende meno in R&D pubblica agr. Servono analisi più avanzate del problema. Si tratta di tanto denaro pubblico investito. Come per ogni investimento (privato o pubblico), le scelte (quanto e come) dovrebbero essere fatte sulla base di analisi accurate e approfondite Quindi servono dati migliori e sistematicamente raccolti 24 INEA, 16 dicembre 2005 Lavori citati Alston, J.M., Marra, M.C., Pardey, P.G., Wyatt, T.J., 2000, Research returns redux: A meta-analysis of the returns to agricultural R&D. The Australian Journal of Agricultural and Resource Economics, Vol. 44, 185-215 Alston, J.M., Pardey, P.G., 2001, Attribution and other problems in assessing the returns to agricultural R&D. Agricultural Economics, Vol. 25 (2-3), 141-152. Esposti, R., 2002, Public agricultural R&D design and technological spill-ins. A dynamic model. Research Policy, Vol. 31 (5), 693-717. Esposti, R., P. Pierani, 2000, Modelling Technical change in Italian Agriculture: a Latent Variable Approach. Agricultural Economics, Vol. 22 (3), 261-270. Esposti, R., P. Pierani, 2003, Building the Knowledge Stock: Lags, Depreciation, and Uncertainty in R&D Investment and Productivity Growth. Journal of Productivity Analysis, Vol. 19 (1), 33-58. Esposti, R., Pierani, P., 2006, Price, Private Demand and Optimal Provision of Public R&D Investment. An application to Italian agriculture, 1960-1995. Empirical Economics, Vol. 31 (3) (in corso di pubblicazione). Huffman, W.E., Just, R.E., 1999, The organization of agricultural research in western developed countries. Agricultural Economics, Vol. 21. Johnson, D.K., Evenson, R.E. 1999. R&D spillovers to agriculture: measurement and application. Contemporary Economic Policy, Vol. 17 (4), 432-456. Pavitt, K., 1984, Sectoral Patterns of Technical Change: Towards a Taxonomy and a Theory. Research Policy, Vol. 13, 343-373. Schimmelpfennig, D., Thirtle, C., 1999, The internationalization of agricultural technology: Patents, R&D 25 17 (4), spillovers, and their effects on productivity in the E.U. and U.S.. 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