Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2551 Camera dei Deputati — AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 79. 2006 Allegato B ATTI DI CONTROLLO E DI INDIRIZZO INDICE PAG. Affari esteri. ATTI DI INDIRIZZO: Mozione: Volontè .................................. Interrogazioni a risposta scritta: 1-00066 2555 Risoluzioni in Commissione: 7-00080 2555 7-00081 2557 7-00082 2558 ATTI DI CONTROLLO: Presidenza del Consiglio dei ministri. 3-00436 2559 4-01762 2560 Interrogazioni a risposta scritta: Nespoli ...................................... Menia ........................................ 4-01780 2563 Interrogazione a risposta orale: 3-00435 2564 Interrogazione a risposta in Commissione: 5-00456 2564 Interrogazioni a risposta scritta: Colasio ...................................... 4-01764 2565 Napoli Angela .......................... 4-01786 2565 Cirielli ....................................... 4-01788 2566 4-01774 2567 Beni e attività culturali. Interrogazione a risposta orale: D’Ippolito Vitale ...................... 2562 Minasso ..................................... VI Commissione: Fluvi .......................................... 4-01779 Ronconi .................................... IV Commissione: Pinotti ....................................... Pedica ....................................... Ambiente e tutela del territorio e del mare. II Commissione: Grillini ...................................... PAG. Briguglio ................................... 4-01782 2561 Lucchese ................................... 4-01785 2562 Interrogazione a risposta scritta: Fabris ........................................ Comunicazioni. Interrogazione a risposta in Commissione: Foti ............................................ 5-00423 2568 N.B. Questo allegato, oltre gli atti di controllo e di indirizzo presentati nel corso della seduta, reca anche le risposte scritte alle interrogazioni presentate alla Presidenza. Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2552 Camera dei Deputati — AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 PAG. Interrogazioni a risposta scritta: Ruggeri ..................................... 4-01769 Boffa ......................................... 4-01787 2568 2569 Difesa. Codurelli ................................... 5-00443 Bodega ...................................... 5-00444 IV Commissione: Cicu ........................................... 5-00445 2570 Rao ............................................ 5-00446 2570 Rugghia ..................................... 5-00447 2571 2588 2589 Interrogazione a risposta in Commissione: Mancuso ................................... Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: 5-00424 2590 Stucchi ...................................... 4-01772 2591 Cannavò .................................... 4-01778 2591 Interrogazioni a risposta scritta: Politiche agricole, alimentari e forestali. Interrogazione a risposta scritta: Interrogazioni a risposta scritta: Holzmann ................................. 4-01783 2571 Holzmann ................................. 4-01784 2571 Economia e finanze. Mancuso ................................... 4-01768 2592 3-00438 2592 Pubblica istruzione. Interrogazione a risposta orale: Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: V Commissione: Garavaglia ................................ 5-00432 2572 Iacomino ................................... 5-00433 2572 D’Elpidio ................................... 5-00434 2573 Vannucci ................................... 5-00435 2575 Giustizia. Germontani .............................. Riforme e innovazioni nella pubblica amministrazione. Interrogazione a risposta scritta: Galante ..................................... 4-01765 2593 Salute. Interpellanza urgente Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: (ex articolo 138-bis del regolamento): Bonelli ....................................... PAG. 2-00250 2576 Interrogazioni a risposta in Commissione: XII Commissione: Di Virgilio ................................ 5-00436 Bianchi ...................................... 5-00437 2594 5-00438 2594 Grillini ...................................... 5-00425 2578 Montani .................................... Grillini ...................................... 5-00448 2580 2593 Caruso ....................................... 5-00439 2595 Infrastrutture. Pignataro Rocco ...................... 5-00440 2597 Interrogazioni a risposta scritta: Lucchese ................................... 5-00441 2598 4-01759 2598 3-00437 2600 Ricci Mario .............................. 4-01761 2581 Pepe Antonio ........................... 4-01763 2582 Interno. Interrogazione a risposta scritta: Realacci .................................... Sviluppo economico. Interrogazione a risposta orale: Grillini ...................................... 3-00434 2583 Delfino ...................................... Interrogazioni a risposta scritta: Cirino Pomicino ...................... Interrogazione a risposta orale: 4-01766 2584 Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: X Commissione: Saglia ........................................ 4-01771 2584 Maderloni ................................. 4-01775 2585 Fava .......................................... 5-00449 2601 Caruso ....................................... 4-01777 2585 Lulli ........................................... 5-00450 2602 Raisi .......................................... 5-00451 2602 D’Agrò ....................................... 5-00452 2603 Provera ..................................... 5-00453 2603 Lavoro e previdenza sociale. Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento): Franceschini ............................. 2-00249 2586 Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: Saglia ........................................ 5-00454 2604 4-01781 2604 Interrogazione a risposta scritta: XI Commissione: Lo Presti ................................... Interrogazione a risposta in Commissione: 5-00442 2587 Amendola ................................. Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2553 Camera dei Deputati — AI RESOCONTI — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 PAG. PAG. Trasporti. Fabris ........................................ 4-01770 2610 Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: Bocchino ................................... 4-01773 Fabris ........................................ 4-01776 2611 2611 Apposizione di firme a mozioni ................ 2612 Apposizione di una firma ad una interrogazione ........................................................ 2612 Ritiro di un documento di indirizzo ........ 2612 Ritiro di documenti del sindacato ispettivo 2612 Trasformazione di un documento del sindacato ispettivo (ex articolo 134, comma secondo, del Regolamento) ...................... 2612 ERRATA CORRIGE ...................................... 2612 IX Commissione: Tassone ..................................... 5-00427 2605 Carbonella ................................ 5-00428 2606 Pedrini ...................................... 5-00429 2607 Caparini .................................... 5-00430 2607 Fabris ........................................ 5-00431 2608 Interrogazioni a risposta in Commissione: Tassone ..................................... 5-00426 2609 Mancuso ................................... 5-00455 2609 Ricci Mario .............................. 4-01760 2609 Patarino .................................... 4-01767 2610 Interrogazioni a risposta scritta: PAGINA BIANCA Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2555 AI RESOCONTI ATTI DI INDIRIZZO Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 guato piano di investimenti infrastrutturali. (1-00066) « Volontè, Tassone, Oppi, Dionisi, Formisano, Ciocchetti ». Mozione: Risoluzioni in Commissione: La Camera, premesso che: secondo la recente relazione della società di revisione Deloitte & Touche, la crisi della compagnia di bandiera, già reduce da un primo semestre con una perdita netta di 221,5 milioni di euro, si è aggravata ulteriormente, con un indebitamento finanziario netto del gruppo aumentato di 91 milioni di euro a settembre 2006 (+10 per cento), fino a 1.023 milioni al 30 settembre 2006; in questi anni si sono succeduti, con scarsi risultati, diversi piani industriali volti al rilancio dell’Alitalia ed in queste ultime settimane si sono ventilate alcuni soluzioni legate all’ingresso di partner stranieri, in grado, in una prospettiva strategica, di realizzare significative sinergie strutturali; una politica nazionale del trasporto aereo non può prescindere dal potenziamento di Fiumicino e Malpensa, quali aeroporti di interesse nazionale, favorendone il loro ruolo complementare di aeroporti internazionali, l’ottimizzazione del traffico, sia nella logica dell’hub sia in quella di collegamenti diretti point to point, ed il loro ruolo nel creare relazioni di rete, anche con gli aeroporti gravitanti nella loro area geografica, impegna il Governo ad avviare ogni utile iniziativa volta al rilancio della compagnia di bandiera, prevedendo nel contempo una valorizzazione e un rafforzamento delle relazioni di rete fra gli hub di Fiumicino e Malpensa, favorendone le potenzialità in risposta alla domanda del mercato, attraverso un ade- La II Commissione, premesso che: da anni ormai gli operatori commerciali del settore della vendita e del noleggio di supporti audiovisivi, nonché le loro organizzazioni di categoria denunciano l’iniquità di una norma che consente l’avvio di procedimenti penali ed amministrativi a carico di rivenditori che pur in possesso di supporti originali ed adeguatamente fatturati risultano privi del relativo contrassegno SIAE; questa norma ha messo letteralmente in ginocchio gran parte degli operatori di questa categoria, rappresentata da circa 10 mila attività commerciali, creando una vera e propria emergenza sociale; tali operatori al fine di favorire l’acquisto di questi supporti audiovisivi, secondo una prassi uniforme, provvedono alla loro apertura per consentirne la valutazione da parte dei clienti, inserendo le copertine in contenitori di plastica con tasche multiple; tale pratica è in uso anche al fine della tutela della sicurezza dell’esercizio commerciale per evitare furti, e per ragioni di capacità espositiva; tutti i supporti provenienti dall’estero, che ricoprono circa il 50 per cento del mercato nazionale, portano allocato il bollino SIAE sul cellophane che ricopre il supporto medesimo. Tale contrassegno è applicato con una colla speciale che ne impedisce il distacco, quindi nel momento in cui il rivenditore provvede all’apertura del supporto, per i motivi sopra indicati, il bollino non è più riutilizzabile; nei magazzini di queste attività commerciali risultano, peraltro, giacenti ingenti quantità di materiale audiovideo Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2556 AI RESOCONTI antecedenti all’entrata in vigore della disciplina concernente l’applicazione del bollino SIAE; la disciplina che regolamenta il diritto d’autore, ed in particolare l’obbligo di apposizione del bollino SIAE è contenuta nella legge n. 633 del 1941 come modificata dalla legge 18 agosto 2000, n. 248 e dal successivo decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 luglio 2001, n. 338. In particolare il decreto del Presidente del Consiglio dei ministri citato, all’articolo 3, comma 1, prevede che tale contrassegno « è applicato, di norma, sulla confezione del prodotto, in modo tale da risultare visibile e reca caratteristiche tali da non essere rimosso senza danneggiamento o trasferito su altro supporto »; l’articolo 3, comma 4 dello stesso decreto del Presidente del Consiglio recita, inoltre: « Nei casi in cui le modalità di cui al comma 1 non risultino compatibili con le esigenze di commercializzazione di taluni prodotti, la SIAE autorizza l’apposizione del contrassegno sull’involucro esterno della confezione »; nel corso della precedente legislatura, il sottoscritto aveva già presentato una identica risoluzione sulla quale il Governo aveva espresso il proprio parere contrario affermando che costose ragioni produttive impedivano di prevedere normativamente l’applicazione del bollino SIAE direttamente sul supporto audiovideo, anziché sul cellophane che l’avvolge, per i prodotti provenienti dall’estero; a parere dei firmatari del presente atto, tale affermazione era contraddetta in se stessa, poiché l’acquisto dei bollini/ contrassegni SIAE avviene ad opera degli importatori o dei produttori prima della commercializzazione dei prodotti e da essi stessi vengono materialmente applicati, secondo quanto consente la legge. Perciò i bollini acquistati preventivamente possono essere applicati direttamente sui supporti audiovideo prima di essere importati nel nostro paese, anziché venire applicati sul cellophane una volta che i prodotti sono stati importati. Semmai sarebbe la SIAE a Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 dover riorganizzarsi, in conformità alla lettera della legge, in modo da soddisfare per tempo le richieste di produttori e importatori; riteneva inoltre il Governo che ogni modifica in subiecta materia dovesse essere rimessa ad un tavolo tecnico tra la SIAE e gli operatori del settore al fine di valutare il giusto contemperamento degli interessi coinvolti e di individuare soluzioni, anche procedurali, destinate alla tutela delle diverse posizioni. Niente di ciò è stato fatto. In verità la legge prevedeva che anche l’adozione del decreto del Presidente del Consiglio prima citato, fosse fatta sentendo preventivamente SIAE e operatori del settore; ma il coinvolgimento degli operatori del settore non è mai avvenuto, tanto che il Regolamento emanato è assolutamente pernicioso proprio per questi che sono stati coinvolti nella sua adozione; nel frattempo sono sempre più numerosi i Tribunali che assolvono i rivenditori dai reati contestati, ritenendo, correttamente, che la presenza del bollino sui prodotti audiovideo rappresenta una prova dell’assolvimento alla fonte degli obblighi economici SIAE a quello connessi, ma giammai il bollino può considerarsi in sé un bene giuridico di rilevanza penale autonoma, perché in questo caso la norma sarebbe incostituzionale; d’altra parte, avendo i rivenditori assolto alla fonte l’onere di pagare il bollino, non avrebbero alcun interesse a rimuoverlo o eliminarlo da prodotti originali, derivando da ciò solo svantaggi; il contrassegno o bollino non esiste in altri paesi europei, come Francia, Germani e Gran Bretagna. Ciò a riprova del fatto che non esiste un obbligo per l’Italia a mantenerlo, derivante da norme europee, come pure il Governo aveva sostenuto, e che il bollino non può essere considerato mezzo efficace di contrasto alla diffusione di prodotti piratati; anzi l’orientamento prevalente in Italia richiede l’eliminazione del bollino, si vedano le Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2557 AI RESOCONTI dichiarazioni in tal senso, per esempio, degli editori audiovisivi su Il Sole 24 ore del 22 marzo 2006; tutto quanto sopra esposto è stato esaustivamente e ripetutamente rappresentato dalle associazioni di categoria al Governo, ai Ministri competenti e a tutti i soggetti tecnici e politici interessati da questa vicenda, si veda da ultimo la comunicazione della Confesercenti del 21 giugno 2006; nonché si veda la proposta di modifica della norma in oggetto avanzata dall’Ufficio legislativo del Ministero delle Comunicazioni con lettera del 31 marzo 2004 (prot. Gm/137940/136038/v) diretta alla Presidenza del Consiglio e al Ministero per i beni e le attività culturali, impegna il Governo: ad assumere iniziative normative volte a dare certezza agli operatori commerciali, prevedendo l’applicazione del bollino SIAE direttamente sul supporto audiovideo, ovvero introducendo una modifica del comma 4, dell’articolo 3 del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 11 luglio 2001, n. 338, in quanto tale formulazione, introdotta dal legislatore come deroga, si è andata consolidando come prassi per tutti i supporti provenienti dall’estero; ad adottare iniziative normative, volte ad introdurre distinzioni, sul piano sanzionatorio, sotto il profilo penale ed amministrativo, per quegli operatori che in possesso di supporti privi di contrassegno SIAE ne possano comunque dimostrare l’autenticità, ai sensi della normativa sul diritto d’autore, ed il loro regolare acquisto; ad assumere, in alternativa, iniziative normative volte ad eliminare del tutto l’obbligo di apporre il bollino SIAE sui supporti audiovideo, dal momento che l’onere economico derivante dell’acquisto del bollino è assolto prima e indipendentemente dalla commercializzazione; a prevedere una soluzione amministrativa, e il relativo dissequestro dei sup- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 porti audiovideo, per gli operatori economici già incorsi in tali inadempienze, a causa di un complesso normativo di difficile applicazione. (7-00080) « Grillini, Leoni, Intrieri, Maran, Suppa ». Samperi, Giachetti, La IV Commissione, premesso che: ai sensi dell’articolo 51. 4. del Primo protocollo aggiuntivo alle Convenzioni di Ginevra del 12 agosto 1949 relativo alla protezione delle vittime dei conflitti armati internazionali adottato a Ginevra l’8 giugno 1977, ratificato con legge 11 dicembre 1985, n. 762, sono vietati gli attacchi indiscriminati; il medesimo articolo 51.4. alla lettera b), considera attacchi indiscriminati quelli realizzati con metodi o mezzi di combattimento che non possono essere diretti contro un obiettivo militare determinato; l’articolo 57. 2. lettera a), ii), attribuisce a coloro che preparano o decidono un attacco la responsabilità di prendere tutte le precauzioni praticamente possibili nella scelta dei mezzi e metodi di attacco, allo scopo di evitare o, almeno di ridurre al minimo il numero di morti e di feriti tra la popolazione civile, nonché i danni ai beni di carattere civile che potrebbero essere incidentalmente causati; le munizioni cluster, per le loro caratteristiche intrinseche (diffusione di centinaia di submunizioni su un’ampia superficie, instabilità delle submunizioni inesplose) rendono difficile se non impossibile rispettare le norme di diritto internazionale umanitario sopra richiamate previste a protezione delle popolazioni civili; la legge 29 ottobre 1997, n. 374, e successive modificazioni, recante norme per la messa al bando delle mine antipersona reca una definizione di mina anti- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2558 AI RESOCONTI persona che, ponendo l’accento sugli effetti dell’ordigno, appare riferibile anche alle cluster bombs; le stesse caratteristiche delle mine antipersona si riscontrano infatti anche nelle submunizioni inesplose, in quanto spesso esplodono a causa della prossimità, presenza o contatto di una persona, « non scadono » e molte di esse non sono dotate di meccanismi di autodistruzione e disattivazione; la forma e il colore delle citate submunizioni rappresentano un motivo di attrazione soprattutto per i bambini, tanto che, come dimostrano i dati forniti da organizzazioni umanitarie internazionali delle circa 11.000 persone rimaste uccise, ferite o mutilite a causa delle bombe a grappolo circa il 98 per cento è rappresentato da civili e un quarto di questi è costituito da bambini; l’Italia, pur avendo aderito alla convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati, fatta a Ginevra il 10 ottobre 1980 (CCW), non ha provveduto ancora alla ratifica del protocollo V annesso, entrato in vigore il 12 novembre 2006, sugli ordigni inesplosi che obbliga gli Stati Parte alla bonifica di tutti gli ordigni inesplosi utilizzati durante i conflitti; il Parlamento europeo, con risoluzione del 16 novembre 2006, ha chiesto al Consiglio e alla Commissione di adoperarsi al massimo affinché tutti gli Stati membri dell’Unione Europea firmino e ratifichino il citato protocollo e ha invitato l’Unione Europea e i suoi Stati membri, nell’attesa di una convenzione specifica in materia, a chiedere la creazione di un protocollo VI che vieti senza ambiguità la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento e l’uso delle munizioni a grappolo, secondo lo spirito e l’obiettivo della Convenzione CCW, che prevede l’elaborazione di protocolli su armamenti specifici, qualora se ne presenti la necessità; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 impegna il Governo ad assumere le necessarie iniziative: per estendere a tutti gli effetti la disciplina di cui alla legge 29 ottobre 1997, n. 374, anche alle cluster bombs; per procedere alla ratifica del protocollo V annesso alla Convenzione sulla proibizione o la limitazione dell’uso di alcune armi convenzionali che possono essere considerate dannose o aventi effetti indiscriminati fatta a Ginevra il 10 ottobre 1980 (CCW); per promuovere una decisa azione diplomatica per la creazione di un protocollo VI da annettere alla predetta Convenzione che vieti senza ambiguità la produzione, lo stoccaggio, il trasferimento e l’uso delle munizioni a grappolo. (7-00081) « Pinotti ». La VI Commissione, premesso che: il Ministero dell’interno (FF.PP), in virtù della disposizione n. 999/3203 del 20 marzo 1935 con la quale la Direzione del Demanio concedeva al citato Ministero, strutture non operative con annessi alloggi abitativi individuali, con ingressi separati, mediante concorsi provinciali previsti dall’articolo 53 del decreto del Presidente della Repubblica 28 ottobre 1985, n. 872, ne prevedeva l’uso a titolo oneroso ai dipendenti dell’Amministrazione, vincitori del bando di concorso; successivamente in relazione alla legge n. 121 del 1o aprile 1981, il Ministero dell’interno restituiva la gestione Amministrativa degli alloggi al Demanio dello Stato « Unico Amministratore » e di conseguenza furono applicati i canoni previsti dalla legge n. 392 del 27 luglio 1978, e successivamente, la legge n. 472 del 20 novembre 1987; il Demanio, quale Amministratore Unico fino al 1999, ha percepito direttamente i canoni, applicando tra l’altro Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2559 AI RESOCONTI successivamente la legge n. 537 del 23 dicembre 1993 – valore del libero mercato – fino a quando la riscossione dei canoni veniva bruscamente sospesa determinando la situazione attuale; contemporaneamente le Prefetture iniziavano a notificare agli utenti lettere di procedura di recupero degli immobili, che tuttora continuano ad essere notificate; in considerazione di quanto già previsto dalla legge n. 388 del 23 dicembre 2000, articolo 43, comma 10-bis, capo IX (riguardante l’alienazione di immobili del Demanio dello Stato, compresi quelli concessi al Ministero dell’Interno per le Forze di Polizia), a parere dei presentatori, l’interesse della pubblica amministrazione e degli stessi assegnatari può utilmente realizzarsi ampliando il patrimonio abitativo disponibile e realizzando un piano di dismissioni di alloggi situati all’interno di strutture di servizio non operative, che tenga conto della possibilità d’acquisto da parte dei conduttori e consentendo all’amministrazione stessa di reinvestire i proventi; dall’insieme delle argomentazioni sopra esposte risulta evidente che il patrimonio abitativo del Demanio dello Stato in uso alle FF.PP., deve essere rinnovato e ampliato, tenendo conto delle nuove esigenze logistiche, che consigliano di decentrare tali strutture dai grossi centri urbani e della non economicità di mantenere in uso quelle esistenti, che hanno bisogno di continue ristrutturazioni; l’utilità del procedimento di dismissione diretta è inoltre da ricercare anche nella condizione socio-economica degli attuali assegnatari, il cui reddito non è elevato e non può quindi confrontarsi con la situazione del libero mercato, Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 necessario alla conclusione delle iniziative, anche di natura legislativa, idonee ad affrontare la questione degli alloggi in argomento, in un quadro generale di semplificazione e snellimento delle procedure e dando corso ad un piano di dismissioni applicabile anche agli alloggi siti all’interno di strutture non operative (con ingressi separati) gestiti dal Ministero dell’Interno. (7-00082) « Fluvi, Nicchi ». * * * ATTI DI CONTROLLO PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI Interrogazione a risposta orale: D’IPPOLITO VITALE. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro per i diritti e le pari opportunità. — Per sapere – premesso che: la commissione pari opportunità presieduta dal Ministro Barbara Pollastrini è ferma da aprile: l’ultima riunione plenaria é stata effettuata il 30 marzo 2006 e da allora non é stato convocato nemmeno l’ufficio di Presidenza; l’attività del Comitato nazionale è bloccata e restano da esaminare centinaia di progetti di azioni positive; impegna il Governo l’articolo 29 del decreto-legge n. 223 del 2006 (decreto Bersani) non giustifica le operazioni – già avviate sin dal marzo 2006 – di smantellamento degli uffici e di destinazione del personale di segreteria ad altre attività; a disporre una moratoria, sospendendo i procedimenti di recupero degli immobili nei confronti degli utenti « personale in servizio, ex appartenenti della Polizia di Stato, vedove e orfani », per il tempo il Governo e per esso il Ministero pari opportunità non ha ancora elaborato un programma per l’anno 2007, proclamato dalla Commissione Ue « Anno europeo delle pari opportunità »; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2560 AI RESOCONTI i membri del Comitato Nazionale di parità presso il Ministero del Lavoro – Cgil, Uil, Ugl, Cisal, Confindustria, Confai, Confagricoltura, Moica, Agi, Fidapa, Acli, Cif, Confartigianato, Confcommercio, Federcasalinghe, Fondazione Belisario, Soroptimist, Aidda, Associazione nazionale giuriste – hanno approvato all’unanimità un documento nel quale si chiede al Presidente del Consiglio – on. Romano Prodi – di rendere note al più presto le strategie del Governo per l’anno 2007 – anno europeo delle pari opportunità – per tenere fede agli impegni richiesti dall’Unione Europea; secondo quanto risulta all’interrogante nell’ottica del contenimento della spesa si tenterebbe di riordinare la Commissione e il Comitato Nazionale di Parità e di Pari Opportunità presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali; in particolare si vorrebbe diminuire il numero delle componenti della commissione e privare il comitato nazionale dell’apporto delle associazioni che rappresentano espressione democratica della società civile impegnata nella realizzazione del bene comune, che incoraggia e realizza il dialogo fra le diverse componenti della società della Politica; all’articolo 29 del decreto Bersani si sono stabilite riduzioni di spesa per comitati e commissioni, sicché ci potrebbe essere il rischio di trovarsi di fronte al paradosso di avere organismi delle Pari Opportunità depotenziati proprio nell’anno che l’Europa dedica alle Pari opportunità –: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Interrogazioni a risposta scritta: NESPOLI. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: dei due termovalorizzatori previsti nella regione Campania, quello di Acerra deciso fin dal 1997 sarà operativo dalla seconda metà del 2007, sempre che il cantiere non subisca ulteriori attacchi ingiustificati da parte della popolazione mal informata dai competenti organi regionali, e quello di Santa Maria la Fossa per il quale a tutt’oggi non è stata completata la procedura di VIA; gli agenti inquinanti riconducibili ai rifiuti, come la diossina sono nella regione ben al di sopra dei livelli di tolleranza consentiti, nell’aria, nell’acqua e nei prodotti agricoli. Infatti la criminalità organizzata ha fatto dello smaltimento illegale dei rifiuti una cospicua fonte di guadagno attraverso il controllo di oltre 5.000 discariche abusive dove la combustione incontrollata di RSU (rifiuti solidi urbani) provoca l’immissione di tali diossine ed altri agenti inquinanti nell’ambiente. Nel territorio compreso tra Nola, Acerra e Marigliano, l’indice di mortalità per tumore al fegato sfiora il 36 per cento ogni 100.000 abitanti contro la media nazionale del 14 per cento; quali iniziative il Ministero delle Pari Opportunità intenda assumere per affrontare e sbloccare la delicata situazione in vista della straordinarietà dell’anno 2007; in ambito europeo la sostituzione delle discariche con i termovalorizzatori è ormai prassi consolidata, anche grazie alla elevata tecnologia ormai raggiunta in tale settore nel controllo delle emissioni di tali impianti e l’Impregilo, azienda chiamata a realizzare i due impianti campani, è all’avanguardia in tale settore ed ha in costruzione altri 12 impianti in paesi dell’Ue –: quali iniziative intendano adottare affinché i massimi organismi di parità, nel pieno della loro funzionalità, possano dare il loro contributo per il miglioramento della condizione delle donne italiane, come previsto dalla Direttiva Europea 2006/54/CE del 5 luglio 2006. (3-00436) se sia vero che il Commissario di Governo per l’emergenza rifiuti intenda riaprire o forse riutilizzare, sia pur in via provvisoria, alcune discariche di RSU localizzate nel territorio del Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, riserva « Man and Biosphere » dell’UNESCO, le quali, Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2561 AI RESOCONTI oltre a ricadere in ambito protetto si trovano in prossimità di Siti di importanza comunitaria, con rischi per la salute dei cittadini nonché con la possibile esclusione del Parco dalla lista del Patrimonio dell’Umanità, per il venir meno dei requisiti ambientali di tutela; perché ad oggi il Ministro dell’ambiente non abbia dichiarato la compatibilità ambientale del secondo termovalorizzatore previsto per la Campania, nonostante le sue assicurazioni in tal senso risalenti al luglio 2005; perché perlomeno nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano non si abbia la raccolta differenziata dei rifiuti al fine di ridurre la pressione della loro raccolta ed adduzione a discarica sul territorio protetto, arginando cosı̀ la malavita organizzata nel settore; quali iniziative reali si trovino nei programmi del ministero per la raccolta differenziata degli RSU dentro e fuori le aree protette del Mezzogiorno. (4-01762) BRIGUGLIO, PEZZELLA, RAMPELLI, GIULIO CONTI e MURGIA. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dei trasporti, al Ministro delle infrastrutture. — Per sapere – premesso che: l’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Messina osserva che « dal documento del Ministro Di Pietro sulle “Priorità infrastrutturali nazionali” nel quale è stato individuato un elenco di opere da fare nei prossimi cinque anni per un ammontare di circa 60 miliardi di euro, la città di Messina è inesorabilmente assente: si parla del nodo ferroviario di Palermo e dell’hub interportuale di Catania, che tra l’altro dovrebbe assumere la funzione di raccordo Nord-Sud per il cosiddetto Corridoio 1 della rete di trasporto europea, del nodo ferroviario di Genova, del Passante di Mestre e di altre grandi opere in progetto, ma della città di Messina nessuna traccia »; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 in particolare il documento ribadisce l’impegno per inserire nei programmi di RFI la liberazione dell’affaccio a mare tra la Stazione centrale e Gazzi da chilometri di linee ferrate prevedendo l’interramento dei binari lungo quel tratto, ponendo come prioritario il problema delle opere ferroviarie per la liberazione dei 400.000 mq. di affaccio a mare dalla cortina di ferro che da quasi cento anni ne impedisce la fruizione, non solo in termini paesaggistici ma anche sociali, culturali ed economici; secondo l’Ordine si tratta di « un’area che ha non solo straordinarie valenze ambientali ma che con un’attenta programmazione urbanistico-economica potrebbe essere destinata in parte, a nuovo e rinato distretto produttivo della città, anche con centri di eccellenza di ricerca universitaria »; l’interramento della linea ferroviaria è un’occasione unica per Messina, che solo con questo intervento potrebbe proiettarsi realmente verso una concezione ed una fruizione tutta nuova dei suoi spazi urbani, potendo cosı̀ concretamente attrarre capitali privati da affiancare a quelli pubblici da investire sul recupero delle nuove aree, bonificate da discariche e bidonville varie; senza questi interventi parlare di investimenti privati ed anche pubblici sul ridisegno urbano della città è puro esercizio accademico: questa parte del territorio è la nuova centralità di Messina; l’analisi dei suddetti professionisti sottolinea che se non si interrano i binari per liberare dalla servitù di ferro il territorio compreso tra la Stazione centrale e Gazzi fino a Contesse anche la futura redazione del Piano strategico centrale sarà lettera morta; la valutazione del citato Ordine professionale è che « per attrarre investimenti, capitali, idee, progetti quest’area deve essere libera dalla sua “servitù di ferro” e da spazi abusivamente e/o non al meglio utilizzati, per diventare cosı̀ un concreto volano di sviluppo economico-sociale e Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2562 AI RESOCONTI culturale per l’intera area metropolitana » tanto che si chiede ai rappresentanti istituzionali di convocare uno specifico Tavolo Tecnico Stato-regione Sicilia prima della stipula dei nuovi Accordi di programma quadro nazionali che indicheranno le opere ritenute prioritarie per ciascuna regione, ed in tale sede impegnare il governo regionale e nazionale ad inserire l’interramento della rete ferroviaria e la realizzazione di una nuova stazione tra le opere prioritarie della regione Sicilia; pertanto in sede di confronto con la Conferenza Stato-regioni, e con il Governo per la definitiva approvazione dell’elenco delle opere prioritarie da realizzare nel prossimo quinquennio, occorre destinare alla città i fondi necessari a progettare e realizzare un nuovo Nodo ferroviario di Messina risolvendo cosı̀ la principale emergenza infrastrutturale del nostro territorio rappresentata dalla liberazione del water front cittadino dalle opere ferroviarie presenti –: se il Governo intenda assumere le iniziative necessarie per la realizzazione del nuovo Nodo Ferroviario di Messina. (4-01782) LUCCHESE. — Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 cipazione pubblica, per ricondurre gli emolumenti degli amministratori a livelli accettabili; se non intenda attivarsi per evitare che vengano concesse liquidazioni ad amministratori delegati e a presidenti, soprattutto nel caso in cui le società registrino perdite. (4-01785) * * * AFFARI ESTERI Interrogazioni a risposta scritta: PEDICA. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che: da italiano l’interrogante non può che non avvertire il silenzio sconfortante che le Istituzioni dedicano alla vicenda che ha portato alla morte di Aleksander Litvinenko, la ex spia del Kgb avvelenata con un agente radioattivo mentre si trovava in stato di asilo politico in territorio inglese; questo ennesimo attentato a un dissidente del Cremlino, intrapreso con modalità spregiudicate e altamente pericolose per l’incolumità della popolazione londinese, è un affronto a tutta la comunità internazionale che regola il suo agire in base a norme democratiche ispirate al rispetto dello stato di diritto e della sovranità di ogni nazione; numerose polemiche hanno riguardato le elevatissime retribuzioni e liquidazioni, che l’interrogante giudica immorali, di molti consiglieri di amministrazione, amministratori delegati, e presidenti di società a prevalente partecipazione pubblica –: a giudizio dell’interrogante, le alte cariche istituzionali e il Ministero degli Affari Esteri, come già il Regno Unito e la Germania stanno facendo, non possono esimersi dall’intervenire e rendere ufficiale il proprio sgomento per questo delitto ancora avvolto nel mistero, che getta ombre tangibili di intimidazione e di minaccia sull’operato di un organo dello Stato come la Commissione bicamerale Mitrokhin, e sull’incolumità dei suoi componenti e informatori ai quali va la mia solidarietà –: che cosa intenda fare il Governo, in qualità di azionista delle società a parte- come il Governo intenda intervenire per contribuire alla necessaria chiarezza su nelle società per azioni il compenso dei consiglieri di amministrazione, se non determinato dallo statuto, è stabilita dall’assemblea ordinaria; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2563 AI RESOCONTI una vicenda che ha colpito l’intera comunità internazionale e sui cui risvolti è necessario quanto prima fare piena luce. (4-01779) MENIA. — Al Ministro degli affari esteri. — Per sapere – premesso che: l’UE ha adottato il regolamento 2252/ 2004 che prevede l’introduzione del passaporto elettronico (PE) nel corso del 2006 e gli Stati Uniti hanno posto ai paesi beneficiari del Visa Waiver Program l’adozione del PE entro il 26 ottobre come condizione per il mantenimento della possibilità di entrare nel paese o transitare per le sue aerostazioni senza necessità di visto; per la limitatezza dei tempi disponibili non è stato approntato un adeguato programma di formazione teorico-pratica del personale del MAE (Ministero degli affari esteri) per l’uso delle attrezzature per il rilascio di PE, che nella maggioranza assoluta dei casi non ha potuto frequentare corsi di preparazione; il « programma passaporti » informatico precedentemente in dotazione alla rappresentanza diplomatico-consolari e quello nuovo relativo al PE non possono essere tra di loro connessi, ingenerando il grave problema della necessità di svolgere due volte lo stesso lavoro, con gli inevitabili aggravi in termini di carico di lavoro; il problema della imprescindibile presenza fisica nell’ufficio preposto al rilascio del documento della persona che richiede il passaporto per la rilevazione delle impronte digitali comporta inevitabili problemi di protezione di dati delicati, ai quali non è ancora stata data risposta; sin dall’inizio del rilascio dei primi passaporti si è riscontrato il problema del necessario doppio inserimento dati per difformità della numerazione dei libretti biometrici con quelli ICAO (international civil aviation organization), determinando un ulteriore carico di lavoro inutile e provocato da un applicativo inadeguato; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 i servizi di help desk on line e manualistica relativi al PE sono stati inseriti nell’intranet proprio nei giorni durante i quali lo stesso intranet non era disponibile, lasciando la rete diplomatico-consolare priva di indicazioni; numerose sedi hanno denunciato una insostenibile lentezza nella rete di collegamento (SSCE), che ha costretto a modificare le linee già in uso e i collegamenti telematici MAE-MinInterno si sono rivelati alla prova dei fatti assolutamente inadeguati e tali da richiedere l’installazione di nuove linee ottiche; dai primi trionfali dati diramati dalla Farnesina in relazione al rilascio dei primi passaporti, si è passati ad una costante richiesta di rettifica da parte delle sedi interessate, che mai avevano rilasciato i passaporti sbandierati dal MAE oppure avevano stampato solo alcuni libretti di prova; l’invio degli specimen dei nuovi documenti da distribuire alle autorità dei paesi di accreditamento e stato effettuato in maniera tale da non consentire la distribuzione di detto materiale ai destinatari, ingenerando un ingiustificato ritardo nelle comunicazioni ai partners; in numerosi casi il servizio di assistenza tecnica alle sedi non ha funzionato, facendo sı̀ che ad oltre un mese dall’avvio del rilascio (teorico) dei nuovi passaporti alcune sedi non possano rispondere in maniera adeguata alle richieste dei connazionali –: quali provvedimenti intenda adottare, in quali tempi, con quali risorse umane e finanziarie, secondo quali modalità; se siano stati sentiti i partners comunitari o vi sia stata comunque collaborazione e scambio di dati in ordine a tali programmi al fine di risolvere le problematiche sopra ricordate. (4-01780) * * * Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2564 AI RESOCONTI AMBIENTE E TUTELA DEL TERRITORIO E DEL MARE Interrogazione a risposta orale: RONCONI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: a seguito del tragico incidente verificatosi il 25 novembre 2006 nello stabilimento Umbria Olii, in località Campello sul Clitunno, provincia di Perugia, che ha provocato la morte di 4 operai che lavoravano all’interno della struttura, si apprende che circa 2.000 tonnellate di olio sono fuoriuscite dai silos dell’azienda dopo lo scoppio, riversandosi nelle zone limitrofe; una buona quantità di liquido ha invaso le acque del fiume Clitunno, il cui corso scorre vicino i confini dell’impianto in questione; i tecnici dell’Arpa hanno effettuato una prima serie di operazioni di aspirazione del liquido fuoriuscito per la bonifica di tutta l’area interessata; si stanno predisponendo tutti i necessari controlli finalizzati all’accertamento di eventuale inquinamento del fiume Clitunno, delle aree interessate e delle falde sotterranee; l’impianto è inspiegabilmente localizzato accanto ad un centro abitato e nelle vicinanze del fiume Clitunno, corso d’acqua straordinariamente importante non solo dal punto di vista storico e paesaggistico ma anche ambientale –: come ritenga possibile – con riferimento ad autorizzazioni, prese d’atto ed altri atti di assenso di competenza governativa – che siano state concesse le necessarie autorizzazioni allo svolgimento delle attività di produzione dello stabilimento Umbria Olii, visto il particolare utilizzo di materiali altamente infiammabili e la localizzazione, come richiamato in premessa, in un’area a densità abitativa e di particolare interesse ambientale; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 se non ritenga opportuno attivarsi per verificare l’effettivo stato della situazione e assumere tutti gli atti in suo potere per far fronte alla risoluzione della problematica in questione. (3-00435) Interrogazione a risposta in Commissione: MINASSO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: sul territorio francese, il Comune di Breil Sur Roya (in località Piena Alta ai confini con il Comune di Olivetta San Michele), ha attivato la procedura per la creazione di un centro di raccolta e smaltimento di rifiuti non riciclabili all’interno del Dipartimento delle Alpi Marittime; l’area si colloca a circa 1,8 km dal fiume Roya e a circa 1,5 km dal torrente della Bevera, a 125 metri dal ruscello denominato « Ruisseau del Scuisse » maggiore affluente del Bevera; gli enti locali italiani non sono stati coinvolti negli aspetti decisionali in merito alla suddetta procedura, e sotto il profilo naturalistico l’area dove dovrebbe sorgere questa discarica rappresenta un sito protetto in ragione della vegetazione di pregio esistente, del notevole aspetto paesaggistico e di possibili rischi geologici; il Comune di Olivetta S. Michele ha già espresso la propria contrarietà alla realizzazione del sito; in data 3 ottobre 2006 il Consiglio Provinciale di Imperia ha presentato un Ordine del Giorno in cui ha manifestato forte preoccupazione per la realizzazione del centro di stoccaggio a pochi chilometri dal confine italiano, considerando gli effetti dannosi che potrebbero derivare dall’inquinamento dell’aria e delle sorgenti –: se sia al corrente della situazione descritta e se non intenda intervenire nei confronti dell’omologo ministro francese manifestando la contrarietà al progetto di realizzazione dell’opera che potrebbe determinare effetti dannosi non solo per Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2565 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 l’ambiente, ma anche per la salute dei cittadini italiani che risiedono nell’area confinante con il territorio francese. (5-00456) ANGELA NAPOLI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: Interrogazioni a risposta scritta: all’interno del Centro Enea della Trisaia di Rotondella sono in atto lavori finalizzati ad una non meglio specificata messa in sicurezza dei materiali e rifiuti radioattivi; COLASIO. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare. — Per sapere – premesso che: l’amministrazione comunale di Pieve di Soligo ha deciso di realizzare un palazzetto dello sport nell’area golenale del fiume Soligo; sulla base di dati riportati nella seduta del gennaio 2003 dell’VIII Commissione Parlamentare ambiente territorio e lavori pubblici, all’interno del citato Centro Enea della Trisaia, vi sarebbero collocati 4.500 metri cubi di residui radioattivi di cui 400 metri cubi circa di II categoria e 300 metri cubi di III categoria; l’individuazione dell’area risale a più di vent’anni fa, quando fu approvato l’ultimo piano regolatore. La costruzione del palazzetto dello sport avrebbe soddisfatto un’esigenza intercomunale che è oramai venuta meno. Infatti nelle relazioni tecniche giustificative del progetto si descrive un bacino d’utenza di 44.000 abitanti, di cui circa 12.000 residenti nel Comune di Pieve di Soligo. Ma nel frattempo le amministrazioni dei Comuni limitrofi hanno provveduto a dotarsi di palestre. Per il palazzetto dello sport il Comune di Pieve di Soligo ha invece stanziato 3.400.000 euro e dispone di un contributo statale di 1.050.000 euro; in particolare vi sarebbero i seguenti rifiuti radioattivi e materie nucleari: rifiuti liquidi acquosi a bassa attività (80 mc); rifiuti liquidi acquosi ad alta attività (3 mc); rifiuti liquidi organici (3,2 mc); prodotto finito Th/U (3 mc); materie nucleari liquide Th/U (5 mc); 64 elementi combustibile irraggiato (Elk-River); rifiuti solidi a bassa attività da bonifiche di esercizio (1.100 mc); rifiuti solidi a bassa attività vari (1.100 mc); rifiuti solidi a media/alta attività (68 mc); rifiuti solidi ad alta attività irreversibili (33 mc); terra fossa impermeabile (1.200 mc); materie nucleari solide Th/U naturali (Th 1.413 kg/U1.104 Kg); l’edificazione del palazzetto dello sport in quella zona golenale comprometterebbe un’area, fra le poche rimaste nella zona di significativo valore ambientale e paesaggistico, che dovrebbe essere tutelata come fascia fluviale anche dagli strumenti della pianificazione di bacino, e che aggraverebbe il carico del sistema viario già insufficiente, che determina il frequente superamento dei livelli di sicurezza per l’inquinamento da polveri sottili –: dalle stesse citate fonti documentarie dell’VIII Commissione Parlamentare ambiente, territorio e lavori pubblici del gennaio 2003, per l’interim storage, del combustibile irraggiato era stata prevista la progettazione e la realizzazione di un contenitore dual-purpose (trasporto-stoccaggio) TN 24 GET (da utilizzare anche per Garigliano e Trino) da parte della società francese Cogema Logistics (ex Transnucleaire); se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza di tale situazione; nella progettazione del contenitore, cosı̀ come da contratto attivato per il solo combustibile Elk River della Trisaia, si ravvisavano difficoltà riscontrate con l’autorità competente francese e con l’APART. Lo stesso contratto prevedeva modifiche se sia a conoscenza di eventuali iniziative della Regione Veneto in merito. (4-01764) Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2566 AI RESOCONTI ed integrazioni da apportare al progetto iniziale TN 24 GET per contenere gli elementi di Trino e Garigliano. Per motivi di uniformità, il consorzio SICN avrebbe dovuto avviare lo studio dell’alternativa di utilizzare contenitori CASTO (GNB), simili e quelli che SOGIN progettava per il proprio combustibile irraggiato; dalle medesime fonti documentarie « per il combustibile OPEC-1 era previsto il trasporto in Trisaia delle barrette ElkRiver, da riassemblare negli elementi da cui erano state temporaneamente prelevate e per il rimanente materiale OPEC-1 era stato intrapreso uno studio per poter utilizzare un contenitore da trasporto e stoccaggio »; allo stato attuale non si conoscono ufficialmente la natura dei lavori in Trisaia, la quantità ed i tipi di materiali effettivamente ivi collocati, i motivi per i quali è previsto « il trasporto in Trisaia delle barrette Elk-River, da riassemblare negli elementi da cui erano state temporaneamente prelevate », i tempi e le fasi delle diverse operazioni del Progetto Sogin-Enea riguardante la Trisaia di Rotondella; sussistono motivi per ritenere reale l’assenza di certezze anche in riferimento all’impatto sanitario e ambientale del Centro della Trisaia di Rotondella in relazione ai casi segnalati in passato di cattivo funzionamento degli impianti, con grave possibile pregiudizio per la salute umana e per la qualità ambientale di un’ area a forte vocazione agricolo-turistica –: se, per le parti di competenza, non ritengano di far conoscere la reale situazione relativa alla natura e al tipo di lavori che si stanno eseguendo in Trisaia, la quantità ed il tipo di materiali effettivamente ivi collocati alla data odierna, i motivi per i quali era previsto il trasporto in Trisaia delle barrette Elk-River da riassemblare negli elementi da cui erano state temporaneamente prelevate; se esistano accordi internazionali, relativamente al materiale di provenienza estera, che ne stabiliscano la restituzione ai Paesi di origine; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 quali siano i tempi, le fasi e la descrizione delle singole operazioni del Progetto Sogin-Enea riguardante la messa in sicurezza dei materiali e rifiuti radioattivi presenti nella Trisaia di Rotondella con particolare riferimento a quelli interrati nelle fosse in assenza di adeguate misure di controllo e sicurezza; quali siano le modalità dell’eventuale trasporto da e per la Trisaia dei materiali ed attrezzature, nonché le loro tipologie e finalità; se non ritengano, altresı̀, urgente avviare un’azione di monitoraggio relativa all’impatto ambientale ed una indagine epidemiologica sulla popolazione delle suddette aree di quel territorio. (4-01786) CIRIELLI. — Al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che: la Giunta regionale della Campania unitamente al Comune di Ravello, mediante una Conferenza di Servizi, tenuta il 4 agosto 2003 ha previsto la realizzazione di un Auditorium in un territorio del predetto Comune, in « Zona Territoriale 3 », di cui al Piano Urbanistico territoriale dell’Area Sorrentina-Amalfitana di cui alla legge regionale no 35 del 27 giugno 1987; zona tutelata per presenza di insediamenti antichi, sparsi o per nuclei, la cui salvaguardia è assoluta; per poter costruire qualunque cosa in tale area è necessaria una legge del Consiglio Regionale di variazione di quella citata no 35 del 1987, il cosiddetto P.U.T.; la Giunta regionale della Campania con delibera del 30 dicembre 2004 ha approvato un disegno di legge per tale variazione che non è stato mai approvato dal Consiglio regionale; incredibilmente l’Assessore regionale all’urbanistica ha approvato l’accordo di programma, previsto dalla Conferenza di Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2567 AI RESOCONTI servizi, che prevede la realizzazione e il finanziamento dell’opera in questione il 16 ottobre del 2003; nel frattempo a seguito di elezioni, la nuova amministrazione comunale ha bloccato l’opera per timore di esporre il comune a conseguenze giuridiche ed economiche a seguito di tali atti illegittimi; la Giunta regionale ha nominato quindi un commissario ad acta per sostituirsi al comune dichiarato inadempiente nella redazione degli atti conseguenti per realizzare l’opera, prevista dal citato accordo di programma; il commissario ad acta nominato dalla Giunta regionale secondo l’interrogante non avrebbe rispettato il dettato normativo del decreto legislativo no 163 del 2006 articolo 29, in relazione all’espletamento delle gare d’appalto; la Giunta regionale, inoltre, non rispetterebbe la normativa dell’accordo di programma di cui all’articolo 34 decreto legislativo no 267 del 2000 perché sarebbe venuta meno l’efficacia della dichiarazione d’indifferibilità ed urgenza, poiché le opere non hanno avuto inizio entro tre anni, scaduti il 16 ottobre, data riferita all’approvazione dell’Assessore regionale all’urbanistica, del predetto Accordo di programma –: se i Ministri interrogati siano a conoscenza dei fatti esposti in premessa e se corrispondenti al vero; quali iniziative di propria competenza intendano adottare per salvaguardare il sito di Ravello. (4-01788) * * * BENI E ATTIVITÀ CULTURALI Interrogazione a risposta scritta: FABRIS e CAPOTOSTI. — Al Ministro per i beni e le attività culturali. — Per sapere – premesso che: nel mese di settembre l’interpellante ha avuto notizie circa la decurtazione dei Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 fondi che il Ministero per i beni e le attività culturali, in particolare il Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport, ha operato nei confronti delle già programmate attività formative e rappresentative dall’Associazione Festival delle Nazioni O.n.l.u.s. di Città di Castello (Perugia) per il 2006; con lettera del 25 settembre 2006 sono stati chiesti allo stesso Dipartimento per lo Spettacolo e lo Sport chiarimenti in merito alla predetta vicenda; con lettera P. 27114/S 22.13.10/12 del 2 ottobre 2006 la Direzione Generale per lo Spettacolo dal vivo e lo Sport provvedeva a rispondere alla citata richiesta; in tale lettera, oltre all’esposizione di criteri generali e all’enumerazione di dati statistici, veniva illustrata la decisione politica della Direzione Generale suddetta e della Commissione Consultiva preposta di penalizzare le « attività quali corsi, concorsi ed attività di promozione della musica » e di « sostenere, con maggiore incisività, i settori della musica classificabili come produttivi »; le decurtazioni operate nell’anno 2006 sono dovute in parte ad una « diminuzione degli stanziamenti destinati al settore » ed in parte ad un « aumento delle domande di sovvenzione pervenute »; sulla decisione avrebbero influito anche: 1) un aumento dei contributi erogati dagli Enti Territoriali per gli anni 2004 e 2005; 2) presunte irregolarità nella gestione dell’attività concertistica 2004; le suddette motivazioni appaiono all’interpellante contraddittorie dal momento che: 1) le erogazioni statali sono connesse all’esistenza di erogazioni di Enti territoriali e quindi un aumento di queste Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2568 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 ultime, come nel caso specie, deve costituire elemento confortante e non disincentivante; questo vero e proprio balzello, il cui onere risulta assolutamente eccessivo, esorbitante ed ingiustificato; 2) come ampiamente spiegato nella lettera spedita dall’Associazione Festival delle Nazioni il 20 aprile 2006, Prot. A-2006/018, alle competenti autorità del ministero per i beni e le attività culturali, le modifiche intercorse nell’attività concertistica 2004 non hanno influito sul generale livello qualitativo della stagione e sono da addebitare alla decurtazione dei fondi statali per lo stesso anno –: nel caso che fondate ragioni (ad oggi, ai più ignote) giustificassero l’entità del costo fisso di cui sopra, se non ritenga doveroso invitare le compagnie telefoniche a chiarire agli utenti-consumatori i motivi che ne rendono indispensabile l’applicazione. (5-00423) se codesto ministero intenda fornire motivazioni coerenti, chiare e puntuali circa la decisione amministrativa intrapresa per decurtare i fondi destinati al Festival delle Nazioni in misura percentuale ben superiore alla media dei tagli decisi a livello politico; RUGGERI e BURCHIELLARO. — Al Ministro delle comunicazioni. — Per sapere – premesso che: se intenda emendare le proprie decisioni e riassegnare alla suddetta Associazione stanziamenti sufficienti affinché venga mantenuto un livello quantitativo e qualitativo delle rappresentazioni e dei corsi che rispetti i successi e la favorevole tradizione, ormai quarantennale, del Festival delle Nazioni. (4-01774) * * * COMUNICAZIONI Interrogazione a risposta in Commissione: FOTI. — Al Ministro delle comunicazioni. — Per sapere – premesso che: le compagnie di telefonia mobile attive sul mercato, pretendono, per qualsiasi taglio di ricarica effettuato sui cellulari con scheda ricaricabile, un costo fisso pari a 5 euro –: se non ritenga doveroso attivarsi presso le predette compagnie telefoniche al fine di valutare la possibilità di una diminuzione generalizzata (e comunque proporzionata al costo della scheda) di Interrogazioni a risposta scritta: da maggio 2006, le reti telefoniche fissa e mobile non funzionano o funzionano male, cosı̀ i servizi Adsl vitali per le aziende, nella zona del basso mantovano e precisamente nei comuni di San Matteo, Chizzolo, Cavallara, Villastrada, Dosolo, Correggioverde, Pomponesco, Viadana, Cogozzo, Cicognara e Casalbellotto; ciò riguarda soprattutto i gestori della Telecom e della Tim; il guasto sembra da addebitarsi al malfunzionamento del ripetitore della Tim, sito in Pero di Dosolo, Mantova; la stessa società è stata ripetutamente contattata ed avvisata centinaia di volte, inutilmente, come denunciato dai cittadini sui giornali locali; pare impossibile avere contatti di persona con la Tim per chiedere un intervento, se non attraverso i micidiali automatismi dei call-center; è stata investita della gravissima questione di disservizio pubblico anche l’Autorità garante per le Telecomunicazioni –: quali misure intenda urgentemente assumere o promuovere per far ripristinare i collegamenti telefonici e affinché siano rispettati i principi del servizio pubblico della telefonia e i diritti dei consumatori in questi comuni del basso mantovano. (4-01769) Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2569 AI RESOCONTI BOFFA. — Al Ministro delle comunicazioni. — Per sapere – premesso che: entro il 2009 si completerà la piena liberalizzazione dei servizi postali, cosı̀ come stabilito dall’Unione europea. A quella data, Poste italiane sarà a tutti gli effetti un attore del mercato continentale, che agirà in piena concorrenza con i soggetti, pubblici e privati, che operano nel settore della corrispondenza e del deposito bancario; Poste italiane, già oggi, partecipa a gare d’appalto, in particolare nel settore della pubblica amministrazione; nell’ottica della diversificazione e dell’arricchimento del portafoglio prodotti/ servizi, Poste italiane è entrata nella gestione delle multe dei comuni; Poste italiane ha convertito il costo di gestione di 14.000 uffici postali, compresi quelli situati nei piccoli centri e nelle aree periferiche, moltiplicando le loro funzioni. Ormai gli sportelli delle Poste italiane agiscono anche come banche che vendono prodotti assicurativi, titoli obbligazionari, fondi mutui e altri strumenti finanziari; taluni esperti del settore sollevano dubbi se questa sia la strada da percorrere, allorché le tendenze del settore bancario evolvono. Dirk Becker, analista di Francoforte che opera per la Kepler Equities, agenzia europea leader nella consulenza e nella mediazione finanziaria, ha rilevato che in Germania Postbank, unità di Deutsche Post quotata separatamente, « sta concentrando l’attenzione sulle proprie 850 filiali di punta e sta provando a capire cosa può fare con le rimanenti, dal momento che la loro presenza è troppo ingombrante »; essere attori del libero mercato impone alle Poste italiane investimenti nel settore dell’ICT (Information and comunication technology) e dell’innovazione. Era stato annunciato, dall’ex ministro delle Comunicazioni un Centro di Eccellenza, con sede a Napoli, denominato LOC (Logistic Operative Center) che avrebbe impiegato e rivalutato risorse interne e assunto Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 giovani laureati. L’istituzione del Centro era prevista per lo scorso mese di giugno, ma, all’oggi, non si hanno notizie sull’avvio del progetto –: se corrisponda al vero e quali iniziative si intendano adottare nel caso che la gestione delle multe dei comuni imporrà a Poste italiane un accantonamento in bilancio di decine di milioni di euro; quali iniziative intenda avviare con Poste italiane per verificare e risolvere gli eventuali ostacoli che impediscono l’avvio del Logistic Operative Center di Napoli; quali azioni intenda intraprendere con Poste italiane per rendere remunerativi gli uffici postali a basso traffico e per mettere l’azienda nelle migliori condizioni di offrire un servizio competitivo, in grado di farla trovare pronta all’appuntamento, ormai imminente, della liberalizzazione completa del servizio; quanto fatturato di Poste italiane dipenda dalla pubblica amministrazione e se siano stati predisposti per questo servizio un’organizzazione marketing e un’organizzazione commerciale; quanto renda la convenzione/accordo tra Poste italiane e la Cassa depositi e prestiti; a quanto ammonti per l’anno in corso l’investimento complessivo di Poste italiane nel settore dell’ICT e se sia stato predisposto un servizio di customer relationship management per la gestione dei clienti amministrativi nel settore delle emissioni note di debito/fatture e nella gestione degli incassi; se corrisponda al vero che Poste italiane, nonostante disponga di uno dei maggiori call center italiani, giri in subappalto ad altre società questo tipo di servizi e secondo quali criteri vengano assegnati questi subappalti; se esista un criterio effettivo e applicato di valutazione dei dirigenti di Poste italiane, con relativo meccanismo di man- Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2570 AI RESOCONTI sionamento e demansionamento del corpo dirigenziale sulla base dei risultati raggiunti; quali siano state e a quanto ammontino le sponsorizzazioni fatte da Poste italiane nel corso del 2006. (4-01787) * * * DIFESA Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: IV Commissione: CICU, COSSIGA e MARRAS. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: il Governatore della Sardegna, Renato Soru, ha comunicato agli organi di informazione che la scorsa settimana è stato siglato dallo stesso e il Ministro della Difesa Parisi un accordo per la cessione al Patrimonio Regionale di 33 siti militari in Sardegna; secondo le dichiarazioni stampa si tratta di « servitù militari » che verrebbero liberate attraverso la cessione dei suddetti beni a mezzo permuta con 70 alloggi e magazzini per 45 mq messi a disposizione dalla Regione Sardegna; si prevede la cessione anche di caserme ad oggi in uso come la Monfenera che ospita circa 1.000 militari della Sassari; non si prevedono strutture e spazi alternativi per lo svolgimento delle attività militari; non si menzionano invece beni ulteriori su cui da tempo si lavora per giungere ad una positiva riconversione strutturale e funzionale nell’interesse del territorio come nel caso dell’arsenale della Maddalena; non si considerano i poligoni militari sui quali si stava studiando un progressivo Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 riequilibrio in chiave nazionale e una immediata riduzione delle aree ad oggi occupate ma non necessarie alle attività militare come nel caso del Poligono di Teulada e al Capo Fresca dove grazie ad una riduzione delle campane a tiro si possono restituire da subito ai Comuni interessati importanti aree marine e costiere utili allo sviluppo delle attività di pesca e turistiche; non si fa riferimento alle attività di bonifica dei fondali marini e delle aree terrestri dei poligoni militari per i quali in senso favorevole la Commissione Difesa, nel contesto della Legge Finanziaria, ha approvato all’unanimità un emendamento a firma Cicu; non si fa riferimento alla valutazione del Ministro dell’Economia in ordine alla procedure di permuta –: se sia vero, a quale titolo e con quale contenuti, sia stato siglato un accordo tra il Ministero della Difesa e la Regione Sardegna concernente servitù militari del Comune di Cagliari e nelle aree destinate a poligoni militari. (5-00445) RAO, ZELLER, BRUGGER, WIDMANN e BEZZI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: da fonti giornalistiche, secondo notizie già circolate in passato, ma che sembrano aver subito un’improvvisa accelerazione ultimamente, si apprende che è in previsione lo spostamento del 24o Battaglione logistico Dolomiti dell’Esercito dalla caserma Battisti di Merano al territorio di Verona il che renderebbe possibile, di conseguenza, la permuta di parte delle rispettive aree militari, con la Provincia autonoma di Bolzano, che è disponibile a costruire alloggi di servizio; la dismissione di parte della caserma Battisti è volta alla realizzazione di strutture moderne e calibrate alle reali esigenze militari con un conseguente ri- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2571 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 sparmio, secondo un progetto attualmente allo studio dello Stato maggiore dell’Esercito –: Interrogazioni a risposta scritta: se sia fondata l’ipotesi di un’accelerazione dello spostamento del 24o Battaglione Dolomiti dell’Esercito e, in caso positivo, quale sia la tempistica che l’amministrazione militare prevede per stipulare i relativi accordi con la Provincia autonomia di Bolzano. (5-00446) a quanto risulta all’interrogante, nel Comune di Bolzano il demanio militare avrebbe ceduto gratuitamente una particella corrispondente al tratto di viale Druso che si trova di fronte alla caserma « Ottone Huber » per realizzare un marciapiede; RUGGHIA e PAPINI. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: la cessione di detta particella sarebbe avvenuta a titolo gratuito in quanto il Comune di Bolzano non avrebbe corrisposto alcunché –: è stato recentemente appaltato il completamento del « Comparto A » per esigenze dello Stato Maggiore della Difesa nel sedime aeroportuale di Roma-Centocelle; nella moderna tecnica costruttiva i fabbricati per uffici vengono ormai improntati alla massima flessibilità di impiego attraverso la modularità dei singoli ambienti e l’installazione di pareti divisorie attrezzate che espletano sia la funzione di distribuzione planimetrica che quella inerente il contenimento della documentazione necessaria; tale soluzione consente di adattare nel tempo la distribuzione interna degli uffici al variare delle esigenze funzionali e consente una contrazione dei costi e dei tempi stessi di esecuzione in quanto compendia in un’unica lavorazione sia la funzione distributiva che quella di arredo degli spazi di lavoro –: alla luce di quanto sopra, avendo presente la continua evoluzione e trasformazione delle esigenze della Difesa e il costo non indifferente dell’opera appaltata, si intende conoscere quale sistema di divisione planimetrica si intenda adottare per il fabbricato denominato « Comparto A » dell’aeroporto di Centocelle al fine di garantirne la maggiore flessibilità di uso nel tempo. (5-00447) HOLZMANN. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: se ritenga lecita la cessione di beni demaniali a titolo gratuito; per quale ragione non si sia preteso un pagamento sotto qualunque forma dal momento che il patrimonio militare necessita di interventi manutentivi abbastanza onerosi; se, nel caso suesposto, si possa ravvisare un danno erariale. (4-01783) HOLZMANN. — Al Ministro della difesa. — Per sapere – premesso che: secondo quanto risulta all’interrogante, su una particella fondiaria che si trova al Passo del Tonale, Comune di Ponte di Legno, sarebbe stata realizzata una pista da sci, tra l’altro, vicino ad una piazzola di atterraggio per elicotteri; la cessione di detta particella da parte del demanio militare sarebbe avvenuta a titolo gratuito in quanto il Comune di Ponte di Legno non avrebbe corrisposto alcunché –: se ritenga lecita la cessione di beni demaniali a titolo gratuito; per quale ragione non si sia preteso un pagamento sotto qualunque forma dal momento che il patrimonio militare necessita di interventi manutentivi abbastanza onerosi; se, nel caso sopra riportato, si possa ravvisare un danno erariale. (4-01784) * * * Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2572 AI RESOCONTI ECONOMIA E FINANZE Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: V Commissione: GARAVAGLIA. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: i commi 206 e 207 del disegno di legge finanziaria per l’anno 2007, di recente approvato in prima lettura dalla Camera prevedono lo strumento degli accantonamenti indisponibili per le poste di bilancio degli Stati, di previsione dei Ministeri, al fine di « tagliare » la spesa delle Amministrazioni pubbliche; simile metodo è stato già utilizzato da precedenti interventi legislativi, ma con la differenza che erano adottati in corso d’anno, per la necessità di contenere eccessi di deficit; la novità di adottare tale accantonamenti in sede di legge finanziaria desta perplessità, in quanto « accantonare » consente successivamente al Ministro dell’economia e delle finanze di intervenire per correzioni; si rileva che il metodo dell’accantonamento opera sia sulle quote discrezionali, sia sulle quote delle spese obbligatorie e legislativamente determinate, pertanto andrebbero chiariti gli aspetti metodologici di applicazione; alcune riduzioni di spesa operate nei commi citati corrispondono a finanziamenti previsti dalle norme del testo del disegno di legge finanziaria, inerenti a finalità istituzionali proprie del Ministero, a cui è stato effettuato il taglio; si prenda il caso dei finanziamenti per interventi del Ministero della solidarietà sociale, quale i 50 milioni annui stanziati per il Fondo per l’inclusione sociale degli immigrati, e i 100 milioni per il 2007 per il Fondo destinato alla non Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 autosufficienza ed altri interventi, il cui onere totale corrisponde esattamente all’ammontare dei tagli del medesimo ministero operata con il metodo dell’accantonamento; dunque, i noti 3,9 miliardi di taglio di spesa per la razionalizzazione ed il contenimento della spesa pubblica, evidenziati dalle tabelle consegnate dal Ministro dell’economia, che indica il reperimento delle risorse, sono somme poi ridistribuite per interventi vari dall’articolato del testo del DDL della finanziaria, laddove criteri di trasparenza avrebbero richiesto l’indicazione contestuale nella norma di adozione degli interventi dell’indicazione specifica delle risorse utilizzate per il finanziamento, reperite mediante il taglio degli stanziamenti del Ministero relativo –: se per il futuro il Ministro, ai fini di una maggiore trasparenza e chiarezza, ritenga opportuno evidenziare nell’articolato dei prossimi disegni di legge finanziaria per ogni impiego di risorse il corrispettivo taglio di spesa necessario per finanziare l’intervento, e conseguire l’obiettivo di tagliare a regime la spesa pubblica non tramite gli accantonamenti, ma tramite il taglio delle poste in bilancio dei vari Stati di previsione per le spese discrezionali e consumi intermedi, e adottando le norme di modifica delle autorizzazioni di spesa per effettuare e iscrivere in bilancio le riduzioni delle spese obbligatorie e delle spese legislativamente determinate. (5-00432) IACOMINO e ANDREA RICCI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: con l’articolo 8 della legge n. 388 del 2000 è stato istituito un credito d’imposta concesso, automaticamente, agli imprenditori che avrebbero posto in essere investimenti di beni strumentali nuovi fino a tutto il 31 dicembre 2006. Tale disposizione prevede obbligo, per l’imprenditore, di presentare, preventivamente, istanza per l’attribuzione del credito d’imposta, Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2573 AI RESOCONTI nonché l’obbligo di reiterare le richieste che rimangono inevase per mancanza di stanziamento; le istanze sono evase dall’Agenzia delle Entrate in ordine progressivo ed in base alle risorse stanziate nel capitolo di spesa. Di volta in volta che si rendono disponibili nuove risorse sugli appositi capitoli di spesa, la graduatoria viene fatta scorrere e gli imprenditori vengono autorizzati ad effettuare l’investimento programmato; in questi giorni, l’Agenzia delle Entrate, sta recapitando, agli operatori delle regioni del sud, le autorizzazioni tardive all’utilizzo del bonus investimenti per l’anno 2006, mediante una serie di atti formali di accoglimento, che si riferiscono a istanze presentate per la prima volta nel 2005 e in seguito nel 2006, ma non accolte per esaurimento dei fondi. Le autorizzazioni recapitate in questi giorni sono giustificate dallo scorrimento della graduatoria a seguito della nuova disponibilità di risorse conseguente alle rinunce che, progressivamente vengono inviate all’Agenzia delle Entrate. Nel caso della Campania le autorizzazioni sono giustificate, anche, dal recepimento di un’apposita convenzione stipulata con la Regione che, allo scopo, ha stanziato 50 milioni di euro. Pertanto parecchi imprenditori che avevano inoltrato richiesta già negli anni passati e che, a norma di legge, avevano provveduto a reiterare la domanda (mod. RTS) si sono visti recapitare l’assenso all’effettuazione dell’investimento nel corso dell’anno 2006, (gli ultimi in data 3 novembre 2006); vi è il rischio che i potenziali beneficiari non siano materialmente in grado di utilizzare l’aiuto assegnato, Infatti, l’articolo 8 della legge n. 388 del 2000 prevede l’obbligo di avviare l’investimento entro sei mesi dalla presentazione della domanda. Il medesimo articolo prevede, inoltre, a pena di decadenza; che l’investimento autorizzato deve essere effettuato entro il 31 dicembre 2006 e che anche il relativo credito d’imposta deve essere utilizzato entro la medesima data; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 è quindi, molto probabile che chi si è visto scartare l’istanza a inizio anno non si sia preoccupato di avviare l’investimento nel termine stabilito, con ciò perdendo definitivamente il diritto che, invece, gli viene riconosciuto tardivamente solo con un provvedimento emanato ben oltre i sei mesi successivi a quello di presentazione dell’istanza. In ogni caso, anche se avessero rispettato il termine dei sei mesi per l’avvio dell’investimento, è ulteriormente molto improbabile che gli imprenditori riescano a realizzare ingenti investimenti in pochi giorni; lo stanziamento è stato già posto in essere e che nessuna ulteriore spesa viene a gravare sulle casse dello Stato, che parecchi contribuenti autorizzati ad effettuare gli investimenti nel 2006, per incertezza della norma, per difficoltà a realizzare i cospicui investimenti entro il termine del 31 dicembre 2006, per difficoltà di utilizzare tutto il credito d’imposta entro la medesima data del 31 dicembre 2006, non hanno avviato gli investimenti –: quali provvedimenti intenda adottare affinché i contribuenti che hanno inoltrato e/o rinnovato le istanze per la concessione del credito d’imposta ai sensi dell’articolo 62, comma 1, lettera d), della legge 27 dicembre 2002, n. 289, e che hanno ricevuto da parte dell’Agenzia delle entrate comunicazione della concessione del predetto contributo nel corso dell’anno 2006 possano concretamente usufruirne; in particolare, se il Governo non ritenga opportuno consentire di: a) avviare la realizzazione dell’investimento entro il 31 dicembre 2007; b) utilizzare il contributo entro il terzo anno successivo all’avvio dell’investimento. (5-00433) D’ELPIDIO. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: la prima applicazione delle disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica alla Camera di Commercio si è avuta nel 2002 con il decreto del Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2574 AI RESOCONTI Ministero dell’economia e delle finanze del 29 novembre 2002, n. 194 convertito nella legge 31 ottobre 2002, n. 246, riguardante riduzione delle spese di funzionamento per l’acquisto di beni di consumo e di servizi per gli enti ed organismi pubblici non territoriali; in quella sede l’importo della riduzione calcolato è stato opportunamente accantonato, meglio reso indisponibile, in attesa di future disposizioni; la legge n. 289 del 27 dicembre 2002, legge Finanziaria per l’anno 2003, ha imposto la riduzione del 10 per cento degli stanziamenti relativi ai consumi intermedi, rispetto alle analoghe spese sostenute nell’anno 2001; per l’anno 2004, inizialmente, la legge finanziaria aveva determinato il limite massimo di stanziamento per le spese per consumi intermedi nell’importo impegnato nell’anno precedente; successivamente, il decreto-legge n. 168, convertito con legge n. 191/04, ha esteso il contenimento della spesa pubblica alle seguenti tipologie prevedendo per ognuna di esse limiti differenti: 1) studi ed incarichi di consulenza conferiti a soggetti estranei; 2) missioni all’estero; 3) spese di rappresentanza; 4) relazioni pubbliche; 5) convegni; per l’anno 2005 la legge Finanziaria (legge n. 311/2004) ha previsto le seguenti limitazioni: 1) articolo 1 – comma 11 – la spesa annua per studi incarichi e consulenze, conferiti a soggetti estranei all’amministrazione, persone fisiche e persone giuridiche, sostenuta per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/ 2001, non deve essere superiore a quella sostenuta nell’anno 2004; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 2) articolo 1 – comma 5 – le Camere concorrono al conseguimento dell’obiettivo di finanza pubblica attraverso un’adeguata politica di contenimento delle spese che non rivestono carattere obbligatorio; 3) articolo 1 – comma 12 – le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/2001, per ciascuno degli anni 2005, 2006 e 2007 non possono effettuare spese di ammontare superiore al 90, 80 e 70 per cento della spesa sostenuta per l’anno 2004, per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e l’esercizio delle autovetture; 4) articolo 1 – comma 116 – le amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/ 2001 possono avvalersi di personale a tempo determinato o con convenzioni ovvero con contratti di collaborazione coordinata e continuativa nel limite di spesa media annua sostenuta per le stesse nel triennio 1999/2001; infine, per l’anno 2006, la legge Finanziaria ha previsto le seguenti limitazioni: articolo 1 – comma 9 – la spesa annua per studi, incarichi e consulenze, conferiti a soggetti estranei all’amministrazione, persone fisiche e persone giuridiche, sostenuta dalle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/2001, a decorrere dall’anno 2006, non potrà essere superiore al 50 per cento di quella sostenuta nell’anno 2004; articolo 1 – comma 10 – a decorrere dall’anno 2006 le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/2001, non possono effettuare spese per relazioni pubbliche, convegni, mostre, pubblicità e di rappresentanza per un ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta nell’anno 2004 per le medesime finalità; articolo 1 – comma 11 – per l’acquisto, la manutenzione, il noleggio e Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2575 AI RESOCONTI l’esercizio delle autovetture le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1 – comma 2 – del decreto legislativo n. 165/ 2001 a decorrere dall’anno 2006 non possono effettuare spese di ammontare superiore al 50 per cento della spesa sostenuta per l’anno 2004; articolo 1 – commi 56 e 57 – prevedono rispetto agli importi risultanti alla data del 30 settembre 2005, una riduzione del 10 per cento per le indennità, i compensi le retribuzioni e le altre utilità corrisposte per incarichi di consulenza e il comma 57 impedisce, per un periodo di tre anni, l’incremento dell’ammontare complessivo della spesa dei contratti di consulenza, si ritiene che il limite del 50 per cento costituisca un limite di carattere generale oltre il quale non è possibile affidare incarichi di consulenza. Il comma 56 impone in particolare una riduzione dei singoli incarichi di consulenza in essere alla data di entrata in vigore della legge Finanziaria; articolo 1 – commi 58 e 59 – operano la riduzione del 10 per cento delle indennità, compensi, gettoni e retribuzioni o altre utilità comunque denominate corrisposti ai componenti di organi di indirizzo, direzione e controllo e di organi collegiali comunque denominati delle Camere di Commercio e degli enti da queste ultime controllati; sempre nel corso del 2006, il decretolegge n. 223 del 4 luglio 2006 convertito in legge 4 agosto 2006, n. 248, ha imposto ulteriori riduzioni per le spese per consumi intermedi, di rappresentanza, di consulenza, convegni, fiere, mostre e relazioni pubbliche con contestuale versamento delle somme accantonate in relazione alla prima categoria di spesa al bilancio dello Stato; l’analisi storica sopra rappresentata fornisce opportuni elementi di riflessione. Oltre all’inasprimento delle percentuali di riduzione, dal 15 per cento del 2002 al 40-50 per cento nel 2006, occorre rilevare l’ampliamento delle tipologie di spesa interessate: in un primo momento le norme Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 riguardavano soltanto le spese di funzionamento; progressivamente le stesse hanno interessato anche l’attività promozionale e di sviluppo del tessuto economico provinciale che com’è noto rappresenta il fine istituzionale degli enti camerali; la riduzione delle risorse, soprattutto per quanto riguarda gli interventi di promozione, produce i seguenti effetti negativi: sulle imprese, che si troveranno a pagare il contributo annuale alle Camere di Commercio per servizi che, inevitabilmente, saranno inferiori sotto il profilo qualitativo e quantitativo a quelli attuali; sulle potenziali entrate fiscali dello Stato stesso in quanto tutti i provvedimenti che prevedono tagli sulle attività di promozione dell’economia locale e riducono la capacità di intervento delle Camere hanno anche effetti negativi in termini di riduzione di reddito; in relazione alle spese di funzionamento occorre precisare che le stesse attengono anche servizi ed attività istituzionali svolte dall’Ente Camerale quali ad esempio l’istituto della conciliazione: la riduzione della capacità di spesa in questi casi compromette la qualità del servizio offerto –: se il Governo ritenga che gli enti camerali le cui entrate non sono a carico dello Stato ma sono rappresentate da contribuzioni delle imprese e si caratterizzano per la loro autonomia funzionale, possano considerarsi esclusi dalle disposizioni in materia di contenimento della spesa pubblica in quanto le stesse fanno riferimento ad enti ed organismi pubblici non territoriali che adattano contabilità anche finanziaria. (5-00434) VANNUCCI. — Al Ministro dell’economia e delle finanze. — Per sapere – premesso che: le attuali condizioni della finanza pubblica rendono assai difficoltoso repe- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2576 AI RESOCONTI rire risorse aggiuntive da destinare ad interventi diretti al sostegno dello sviluppo e al finanziamento di interventi per il potenziamento del sistema produttivo e delle infrastrutture; allo stesso tempo, proprio l’esiguità delle risorse disponibili rafforza l’esigenza di un integrale ed efficiente utilizzo degli stanziamenti già finalizzati ai predetti obiettivi; esemplare appare, al riguardo, il caso delle disposizioni di cui all’articolo 1, comma 480, della legge finanziaria per il 2006 (legge n. 266 del 2005), le quali prevedevano l’utilizzo delle disponibilità risultanti dal bilancio dell’INAIL per il finanziamento di progetti diretti al rafforzamento delle dotazioni infrastrutturali presentati da regioni, province autonome ed enti locali; tali disposizioni non hanno tuttavia sino ad ora trovato concreta attuazione a causa dei problemi emersi con riferimento all’individuazione dell’ufficio competente a provvedere all’istruttoria delle istanze di finanziamento. In particolare può aver concorso al rallentamento dei tempi di attuazione il trasferimento, recentemente disposto dal decreto-legge n. 181 del 2006, convertito dalla legge n. 233 del 2006, alla Presidenza dei Consiglio dei ministri della segreteria del CIPE, organismo ordinariamente preposto all’erogazione di risorse quali quelle individuate; a fronte delle 440 istanze di richiesta di finanziamento, per le quali non è ancora iniziato il procedimento di valutazione, il Governo è già stato sollecitato affinché adottasse le opportune iniziative per evitare il rischio di non utilizzare le risorse individuate; nel corso dell’esame in prima lettura alla Camera del disegno di legge finanziaria per il 2007 il Governo ha infatti accolto un ordine del giorno con il quale si segnalava l’esigenza di individuare rapidamente l’ufficio competente a provvedere all’istruttoria dei progetti di investimento Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 presentati e, conseguentemente, a provvedere al finanziamento di quelli positivamente valutati; le disposizioni di cui alla legge n. 266 del 2006 erano state precedute da analoghe normative adottate negli anni precedenti, a partire dal 2001, dirette a prevedere l’utilizzo di disponibilità dell’INAIL, fra le altre cose per la realizzazione di strutture edilizie di carattere sociale, quali ospedali, caserme e campus universitari, a fronte delle quali si sono determinate legittime ispettive nei territori interessati che tuttavia non hanno trovato piena soddisfazione –: quale sia l’ammontare delle risorse complessivamente disponibili a valere sul bilancio INAIL, quale attuazione abbiano trovato le disposizioni adottate a partire dal 2001 e quali iniziative abbia assunto o intenda assumere allo scopo di adempiere all’impegno assunto in modo da evitare il rischio di non utilizzare risorse essenziali per il finanziamento di interventi meritori, quali sono da ultimo quelle stanziate dalla legge finanziaria per il 2006. (5-00435) * * * GIUSTIZIA Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento): I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro della giustizia, il Ministro dell’economia e delle finanze, per sapere – premesso che: ogni anno la magistratura pone sotto sequestro conti correnti, beni mobili e immobili frutto di attività illecite, accumulando cosı̀ ingenti risorse che diventano proprietà disponibili dello Stato; grazie a questi sequestri un sistema giudiziario efficiente potrebbe far entrare nelle casse dello Stato ingenti somme di denaro, presumibilmente tali da coprire in Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2577 AI RESOCONTI larga parte i costi di gestione del sistema giudiziario stesso e forse anche di generare un avanzo netto; la gestione di questi patrimoni, che in certi casi, come quella degli immobili, comporta una certa manutenzione, è in molti casi problematica. Assegni e bonifici posti sotto sequestro vengono depositati in banca, il contante in posta su un libretto giudiziario intestato al procedimento. In pratica, però, si determina, dal momento del sequestro all’incasso dello stato, un lasso di tempo « burocratico » assai rischioso; un esempio, è costituito dai 621 milioni di lire sequestrati dalla magistratura italiana il 6 ottobre del 1993 da un conto svizzero e trasferiti sul conto corrente della BNL del tribunale di Milano. Quei soldi, oggi equivalenti a 390 mila euro, si trovano ancora sul conto della banca. Secondo Paolo Ielo, Pubblico mistero nel processo di primo grado, ciò è dovuto a molteplici intoppi burocratici e, in particolare, al troppo tempo che passa tra il momento in cui si celebra un processo, il momento in cui si giunge ad una sentenza di condanna di primo grado e il momento in cui la sentenza di condanna diventa definitiva; secondo la testimonianza della puntata di Report del 5 novembre 2006, soltanto pochi giorni prima della messa in onda trasmissione gli organi competenti si sono attivati per acquisire una sentenza di confisca del 2000 di immobili per ingente valore. Dentro fascicoli depositati in archivio, sono stati rinvenuti tre libretti che contenevano complessivamente circa 23 mila euro, soldi che lo Stato avrebbe potuto incassare dieci anni fa e che invece, per un errore di cancelleria, sono stati archiviati. Quei soldi ovviamente sono rimasti nella disponibilità di Poste italiane a lungo, fino a quando « qualcuno » se n’è accorto ed ha provveduto a riscuotere; la puntata della trasmissione Report citata documenta altresı̀ il caso-tipo di una « mazzetta » di 10 mila euro. Il magistrato ha disposto che il denaro venga depositato Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 sul libretto di deposito giudiziario infruttifero presso le poste. La tangente viene depositata nell’ufficio postale che si trova all’interno del palazzo di giustizia di Milano. In caso di condanna definitiva, i soldi congelati diventano dello Stato, che avrebbe tutto l’interesse ad intascare denaro il più presto possibile piuttosto che lasciarli alle poste; invece, nel caso documentato, anche se solo pochi metri separano l’ufficio postale dall’ufficio depositi giudiziari, questa somma resta a lungo alle Poste; Vincenzo De Peppo, Capo ufficio depositi giudiziari di Milano, attribuisce nel corso della trasmissione questi ritardi ai grandi arretrati: i depositi giudiziari più vecchi potrebbero risalire a più di dieci anni fa. Si tratta, secondo il De Peppo di milioni di euro, tanti milioni: se dovessimo sommare tutti i tribunali – concordano il De Peppo e la conduttrice Sabrina Giannini – si arriverebbe a una manovrina finanziaria « perché sicuramente nei grossi tribunali la giacenza di arretrato è analoga a quella di Milano »; i libretti giudiziari sul territorio nazionale sono circa 680 mila e hanno una giacenza media di circa 2.500 euro per libretto giudiziario; quindi il totale dei libretti sul territorio è di un miliardo e 700 milioni di euro; gli uffici depositi giudiziari non sono collegati in rete con le poste, il che rende lente, costose e macchinose, molteplici operazioni inerenti, ad esempio, il computo degli interessi maturati, necessarie a chiudere le pratiche di riscossione depositi; gli uffici depositi giudiziari hanno scarsissime dotazioni di personale, quello di Milano, ad esempio, attualmente ha tre impiegati, fino a poco tempo fa c’era solo l’attuale capo ufficio, poi affiancato ad un altro operatore a part time senza la possibilità finanziaria di ricorrere significativamente a straordinari; un ufficio analogo a quello dei depositi giudiziari in un’azienda privata sa- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2578 AI RESOCONTI rebbe il motore economico e quindi gestito con efficienza, in questo caso invece, l’amministrazione pubblica sembra disinteressata ad incassare denaro già pronto per essere riscosso. Ovviamente Cassa depositi e prestiti, per il 30 per cento in mano alle banche private, quei soldi li usa per le proprie operazioni. Paga solamente l’1 per cento di interessi al Ministero delle finanze, che quando ha bisogno di soldi ovviamente, li chiede a Cassa depositi e prestiti a tassi decisamente più elevati; come è noto, la giustizia italiana è stata sacrificata dal punto di vista delle spese e della gestione proprio per mancanza di fondi, consulenti, traduttori, gente che vive con queste attività, i Vice Procuratori Onorari, hanno spesso faticato a ricevere le dovute retribuzioni; mancano pure i soldi per le fotocopiatrici, per i toner, per l’acquisto di codici, mancano per la carta, per le spese di benzina e manutenzione, eccetera non avendo disponibilità monetarie il Ministero della giustizia ha contratto numerosi debiti, circa 250 milioni di euro; non essendo le procure collegate ad una banca dati centrale, l’ammontare del denaro congelato e depositato sui conti della Bnl o delle Poste non è noto. Verosimilmente si tratta di diversi milioni, forse miliardi di euro; da tempo dalla magistratura giunge la richiesta di rivedere la normativa in materia e si propone di istituire un’agenzia o un fondo unico che gestisca queste ricchezze; anche le automobili sotto sequestro in Italia sono milioni, auto che restano spesso nei depositi con ingenti costi per la collettività. Recente è la tragedia che ha visto come protagonista il signor Rocco Agostino, titolare e custode di questo deposito giudiziario, vantava crediti inevasi per 200 mila euro con le autorità giudiziarie. Lunedı̀ 23 ottobre 2006 si è tolto la vita con un colpo di pistola alla tempia di fronte al palazzo di giustizia di Torino –: se non si reputi necessario rivedere l’assetto normativo relativo alla gestione Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 dei beni mobili e immobili, registrati e non, sequestrati dalle autorità giudiziarie, per permettere un migliore funzionamento della burocrazia giudiziaria e, più in generale, per recuperare risorse che appartengono allo Stato; quali provvedimenti si intendano assumere a questo scopo; se nella futura gestione di questo patrimonio non si ritenga di dover prioritariamente onorare i debiti maturati dal Ministero della Giustizia e quali provvedimenti si intendano assumere nell’immediato a tal fine; se non si reputi improrogabile una quantificazione puntuale degli importi dei depositi giudiziari e se non si stimi utile selezionare i depositi giacenti di importo più alto stabilendo cosı̀ una priorità del lavoro a venire; se non si reputi necessario rinforzare gli uffici depositi giudiziari e creare una banca dati centralizzata delle stesse collegata alle poste italiane. (2-00250) « Bonelli, Pellegrino ». Interrogazioni a risposta in Commissione: GRILLINI, LENZI e ZANOTTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: l’Ufficio del Giudice di Pace di Bologna ha visto aumentare negli ultimi anni il carico di lavoro e dall’altro lato calare il numero del personale in servizio; mentre il carico di lavoro nel settore penale, seppure sostenuto, si è mantenuto stabile, quello nel settore civile è cresciuto di oltre il 200 per cento nel corso degli ultimi due anni (passando da circa 10.000 procedimenti civili contenziosi iscritti nell’anno 2004, ai già oltre 20.000 dei primi sette mesi del 2006); un ulteriore incremento notevole del carico di lavoro si è avuto a seguito dell’attribuzione delle competenze in materia di immigrazione (tenendo conto che Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2579 AI RESOCONTI a Bologna c’è un Centro di Permanenza Temporanea e che pertanto sono di competenza di questo ufficio non solo le convalide dei provvedimenti di accompagnamento alla frontiera e i ricorsi avverso i decreti di espulsione, ma soprattutto le convalide dei provvedimenti di permanenza) che ha portato, per fare un esempio, da 17 mandati di pagamento per interpreti e avvocati nei primi otto mesi del 2004, prima cioè dell’assegnazione di dette competenze, a 281 mandati nei restanti quattro mesi, a 1970 mandati nel 2005 ed a 1210 mandati nei primi 10 mesi del 2006; a fronte di 39 giudici attualmente in servizio ci sono solo 35 unità di personale amministrativo deputato a seguire tutti i servizi delle cancellerie civili e penali, inclusa la materia dell’Immigrazione, e i servizi amministrativi; pertanto, le unità di personale amministrativo in servizio per ogni giudice è pari a 0,69 unità mentre lo stesso rapporto per gli altri uffici giudiziari del Distretto di Bologna è in media di 3 o 4 unità di personale amministrativo per giudice, come si ricava dalle piante organiche dei magistrati e del personale del ministero della giustizia; inoltre, la pianta organica del personale, risalente al 1997, risulta oggi, con le nuove competenze attribuite agli Uffici dei Giudice di Pace, assolutamente insufficiente soprattutto se rapportata al carico di lavoro rispetto ad altri Uffici del Giudice di Pace con le medesime risorse umane ma con carichi di lavoro molto più contenuti. Per esempio si possono rapportare i carichi di lavoro ed il personale del GdP di Bologna con il GdP di Firenze o di Genova, dove vi è una presenza di personale circa uguale, ma con numeri di procedimenti civili molto minore. Genova ha iscritto dall’inizio dell’anno 2006 circa 5.000 procedimenti per opposizione a sanzione amministrativa mentre Bologna ne ha iscritti nello stesso periodo circa 18.000; nononostante l’insufficienza della pianta organica, la Corte Corte d’Appello Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 di Bologna ha continuato la prassi delle applicazioni prelevando personale dall’ufficio del Giudice di Pace per destinarlo ad altri uffici; le prospettive mostrano una situazione in sicuro e deciso peggioramento, dal momento che mentre il carico di lavoro aumenta costantemente, il personale amministrativo continuerà a ridursi. Sono infatti previsti tre pensionamenti o cessazioni dal servizio nel 2007, che si aggiungeranno ai 10 (5 pensionamenti e 5 cessazioni) già avvenuti dal 2003 al 2006; ad aggravare drammaticamente la situazione complessiva dell’ufficio concorrono almeno due altre circostanze: la determinazione di non poter più utilizzare il servizio automezzi messo a disposizione dal Tribunale di Bologna e il nuovo software ministeriale; come di seguito meglio specificato; l’ufficio del Giudice di Pace di Bologna ha usufruito per circa dieci anni di un servizio di consegna e ritiro atti da e per altri uffici, da parte di autisti e automezzi messi a disposizione dal Tribunale di Bologna o dalla Corte d’Appello. Tale forma di collaborazione è stata attualmente sospesa dal Presidente della Corte d’Appello con decisione presa il 17 agosto 2006, e interruzione del servizio dal 16 settembre 2006, costringendo il personale ausiliario unici in tutto il circondario (infatti nonostante la riduzione del parco macchine che ha coinvolto tutti gli uffici, solo per l’ufficio del Giudice di Pace tale servizio è stato completamente tolto, mentre continua per tutti gli altri Uffici giudiziari presso i quali gli ausiliari-commessi, di Corte d’Appello e Tribunale, continuano a ritirare e consegnare atti e fascicoli con l’auto di servizio) ad uscite giornaliere, a piedi o con mezzi pubblici, non disponendo l’ufficio di mezzi propri, per la consegna ed il ritiro, soprattutto all’Ufficio notifiche e all’Agenzia delle Entrate di innumerevoli atti giudiziari; a scapito di altri servizi ed attività dell’ufficio stesso, che erano svolti dagli ausiliari e che ora devono essere svolti dal personale ammi- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2580 AI RESOCONTI nistrativo. Ciò ha determinato un aggravamento della già insostenibile situazione; persino il nuovo software applicativo civile distribuito agli Uffici dei Giudici di Pace, a giudizio degli interroganti, ha peggiorato in maniera incalcolabile la situazione non prevedendo – a differenza del precedente applicativo – attività di consultazione dei ruoli civili da parte dei legali, determinando un ulteriore ingorgo di utenti nella cancelleria civile –: quali misure il Governo ed il ministero intendano assumere per favorire con urgenza la rideterminazione delle piante organiche degli uffici dei Giudici di Pace, in particolare di quello di Bologna, in conseguenza delle numerose nuove competenze attribuite a tali uffici dal 1995 ad oggi, per garantire un ragionevole rapporto tra personale amministrativo e magistrati; quali iniziative il Governo ed il Ministro intendano assumere per dotare l’ufficio del Giudice di Pace di Bologna di un automezzo proprio. (5-00425) GRILLINI, LENZI e ZANOTTI. — Al Ministro della giustizia. — Per sapere – premesso che: per gli Uffici dei Giudici di Pace è stato realizzato un nuovo applicativo informatico detto SIGP (Sistema Informativo per i Giudici di Pace) per la gestione del settore Civile, in sostituzione di un programma realizzato nel 1997, attualmente ancora in uso presso alcuni uffici; prima della distribuzione del nuovo applicativo sono stati organizzati dei corsi di formazione per gli utilizzatori del programma, durante i quali a quanto risulta a gli interroganti, è emerso che il programma presentava numerosi problemi e soprattutto si verificava che il programma non era particolarmente stabile. Alcuni dei problemi erano già stati rilevati in fase di collaudo; nonostante tutti i problemi che l’applicativo presentava il Ministero ha co- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 munque previsto l’installazione dell’applicativo in tutti gli uffici del Giudice di Pace, aggravando la situazione di disagio che questi uffici soffrono; molti uffici, tuttavia, inizialmente si sono rifiutati di installare il nuovo applicativo e in alcuni uffici dove invece è stato installato, nella fase iniziale c’è stata la necessità di usare contemporaneamente i due applicativi. In alcuni casi si è dovuto provvedere a ripetere più volte le procedure di migrazione prima di poter usare il nuovo programma; a riprova della lamentata inadeguatezza del programma, si osserva che a soli due mesi dall’installazione sono stati aperti circa 800 ticket presso il Call Center di secondo livello per problemi evidentemente non risolvibili dall’assistenza in loco (primo livello) e sono già stati effettuati ben 15 aggiornamenti rispetto alla versione iniziale; i Registri Generali previsti per l’Ufficio del Giudice di Pace sono molto simili a quelli previsti per i Tribunali presso cui è già in uso da alcuni anni l’applicativo SICC (Sistema Informativo per il Contenzioso Civile), realizzato dallo stesso RTI (Buil, Sisge Informatica e Datamat) che ha realizzato il SIGP che risulta esserne quindi una semplice estensione; al di là di quanto esposto, il nuovo applicativo presenta un ulteriore aspetto paradossale: pur essendo stato realizzato con una tecnologia webbased, non prevede – a differenza del precedente e a differenza dello stesso SICC – nessuna possibilità di consultazione né da parte dei legali né tanto meno da parte di utenti non specializzati; a causa quindi del nuovo applicativo le Cancellerie del Giudice di Pace sono subissate di richieste di informazioni, che precedentemente gli avvocati erano in grado di recuperare autonomamente attraverso l’uso del sistema informatico e del vecchio applicativo. Ciò sta creando inevitabilmente un ulteriore aggravio di lavoro degli uffici, se non addirittura un blocco; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2581 AI RESOCONTI va ricordato, l’Ufficio del Giudice di Pace di Bologna è stato dal 2004 sede pilota di sperimentazione di un progetto – progetto ASTREA – cofinanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della ricerca (MIUR); tramite tale progetto, dai costi molto contenuti, sono stati avviati dei servizi on-line per informatizzare alcune procedure di scambio dati – ben oltre quindi la semplice consultazione – tra l’ufficio e alcuni avvocati; ciò è stato reso possibile perché gli Uffici del Giudice di Pace ben si prestano a tale tipo di sperimentazione a causa della relativa semplicità e ripetitività delle cause trattate; i risultati ottenuti, seppur limitati ad alcuni avvocati che hanno aderito alla sperimentazione, sono stati tanto positivi da porsi l’obiettivo finale di estendere tale sistema ad altri uffici, cosı̀ come previsto dalle dichiarazioni contenute nel progetto; a quanto risulta agli interroganti, dei risultati della sperimentazione non è stato tenuto nessun conto in sede di progettazione e realizzazione del nuovo applicativo, che non ha implementato nessuna delle funzionalità elaborate dalla sperimentazione –: quali azioni intenda intraprendere, il signor Ministro, perché gli uffici giudiziari siano dotati di strumenti informatici veramente idonei al loro lavoro, aggiornati e funzionanti e che servano effettivamente a migliorare l’efficienza degli uffici anziché creare ulteriori disagi a quelli esistenti; quali verifiche il Governo ed il Ministero intendano effettuare per accertare il corretto comportamento dell’Amministrazione e di chi ha prodotto l’applicativo nella progettazione, realizzazione ed implementazione del nuovo applicativo; quali azioni il Governo ed il Ministero intendano intraprendere affinché il nuovo applicativo creato per gli Uffici del Giudice di Pace contempli la possibilità di Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 consultazione, ed eventuali altri servizi on-line, da parte degli avvocati e soprattutto direttamente da parte dei cittadini in considerazione del fatto che questi ultimi rappresentano la stragrande maggioranza degli utenti di detti uffici. (5-00448) * * * INFRASTRUTTURE Interrogazioni a risposta scritta: MARIO RICCI, LOCATELLI e OLIVIERI. — Al Ministro delle infrastrutture, al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: Centostazioni S.p.a. è una società creata nel finire 2001 con sede a Roma e nata dalla partnership con la società privata Archimede 1 e il gruppo Ferrovie dello Stato; Centostazioni S.p.a. è controllata per il 60 per cento dallo Stato e dal 40 per cento da Archimede 1 S.p.a. (costituita a sua volta per il 60 per cento di Save S.p.a., per il 21 per cento da manutencoop, per il 15 per cento dalla Banca Popolare Italiana e per il 4 per cento da Pulitori ed Affini S.p.a.); tale società è stata creata da Ferrovie dello Stato per la valorizzazione commerciale, la gestione dei servizi e l’organizzazione amministrativa delle stazioni di media grandezza; negli ultimi mesi sono state sollevate moltissime perplessità circa le modalità di gestione della società, soprattutto in relazione alle assegnazioni degli incarichi direttivi, alla distribuzione degli appalti e all’efficienza della azione manageriale; in particolare, dal punto di vista degli incarichi direttivi va sottolineato come sia stato nominato amministratore delegato di Centostazioni S.p.a. il signor Paolo Simioni, che è al tempo stesso responsabile Infrastrutture di mobilità della società privata Save, che ricordiamo detiene il 60 Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2582 AI RESOCONTI per cento di Save S.p.a. Ad aggravare tale situazione contribuirebbe anche la notizia dell’avvenuta nomina, nel mese, di settembre, a capo del personale, della società Centostazioni del medesimo signor Paolo Simioni (fonte settimanale l’Espresso del 26 ottobre 2006); le cose non vanno certamente meglio dal punto di vista dell’efficienza dell’azione manageriale. Centostazioni S.p.a., infatti, pare abbia accumulato notevoli ritardi nella realizzazione di molti lavori che le erano stati assegnati. Tale affermazione è documentata in molti articoli pubblicati dagli organi di informazione. A questo proposito si riporta un passo dell’articolo pubblicato su l’Espresso: « ...nel 2004 era previsto che gli interventi allo scalo di Alessandria finissero nel 2005. Nel 2005 la data è slittata al 2007 e nel 2006 si è passati al 2008 in attesa dell’ennesima ridefinizione... ». Numerose sarebbero anche le rimostranze nei confronti della società per la mancata osservanza degli obblighi di legge in materia di abbattimento delle barriere architettoniche come ad esempio la mancata eliminazione delle barriere percettive per non vedenti ed ipovedenti in numerosi stazioni ferroviarie (a tal proposito vi sono state segnalazioni dell’Associazione disabili visivi) e al mancato rispetto della legge 626 in materia di salute. In particolare in relazione a quest’ultimo aspetto le criticità sono state rilevate in ordine alla mancanza della certificazione degli impianti tecnologici ai sensi della 46/90, presunta mancanza dei modelli Ispesl per collegamenti equipotenziali e scariche atmosferiche eccetera; l’articolo del settimanale l’Espresso poi solleva anche forti dubbi su come viene gestita l’intera partita della distribuzione degli appalti; l’organismo di vigilanza, che dovrebbe presiedere al corretto svolgimento delle procedure, originariamente composto da tre persone, si trova attualmente senza un « capo » dal momento che è stato rimosso dal suo incarico il signor Pisano senza, tra l’altro, provvedere alla sua sostituzione –: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 se il Ministro sia a conoscenza di tale situazione e che giudizio ne dia; se non ritenga di attivarsi al fine di porre fine a tale situazione di palese contrasto con i principi di legalità ed efficienza, nonché con la finalità di perseguimento dell’interesse pubblico. (4-01761) ANTONIO PEPE e LEONE. — Al Ministro delle infrastrutture. — Per sapere – premesso che: il progetto di collegamento ferroviario alta capacità Napoli-Bari costituisce una opera di strategica importanza per collegare il mar Tirreno a quello Adriatico e per mettere in rete anche i sistemi portuali delle due regioni; il territorio di Foggia si trova sul naturale percorso della nuova linea ferroviaria; lo studio di fattibilità presentato da Rete ferroviaria italiana (RFI) esclude l’ingresso dei convogli merci e passeggeri nell’attuale stazione ferroviaria di Foggia, salvo la ipotesi molto impattante dal punto di vista ambientale di modificare il tracciato in costruzione per imboccare la attuale stazione da via Lucera e renderla di transito rispetto alla linea Napoli-Bari; il sopra citato studio prevede, in via prioritaria, due diverse opzioni per localizzare una seconda stazione ferroviaria di Foggia o presso Borgo Cervaro o presso Borgo Incoronata; gli enti locali, le associazioni datoriali, il mondo della politica e del sindacato locale hanno manifestato forte perplessità circa la localizzazione di una nuova stazione ferroviaria fuori dal centro abitato di Foggia a causa del rischio di vedere decrescere la centralità e la importanza della attuale struttura in essere da più di cinquanta anni; attorno alla attuale stazione ruotano interessi di un microsistema economico costituito da alberghi e esercizi di risto- Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2583 AI RESOCONTI razione e commerciali, senza dimenticare che l’intero trasporto urbano gravita sul baricentro della struttura ferroviaria; sul problema specifico riguardante la stazione di Foggia, è stato ipotizzato l’insediamento di un tavolo di concertazione per definire le soluzioni tecniche definitive condivise con gli enti –: quali iniziative il Ministero delle infrastrutture di concerto con RFI intenda assumere per rispondere alle esigenze logistiche degli enti locali di Capitanata e se ad esempio non possa impegnarsi, sin da ora, per salvaguardare la attuale stazione di Foggia e garantire il transito dei treni passeggeri anche della futura linea alta capacità, consentendo ai viaggiatori di Foggia e del bacino territoriale di riferimento di fruire del servizio in modo comodo e funzionale. (4-01763) * * * INTERNO Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 è stato messo sottosopra, la biancheria intima buttata qua e là, le lenzuola sporcate di urina. E poi quelle svastiche dipinte. Il motivo di quanto accaduto non è il furto, ma la pura violenza e lo sfregio nei confronti della vita di due donne omosessuali »; un articolo del free-press Il Brescia del 2 novembre 2006, intitolato « Una svastica dipinta sull’auto », scrive che una delle due donne è stata ancora vittima dell’intolleranza neonazista all’uscita del supermercato dove ha trovato una svastica disegnata sulla propria automobile; nei giorni seguenti altre fonti di stampa hanno riportato che simili gravi episodi si sono ripetuti contro le due giovani donne; la Gazzetta di Bari del 23 novembre 2006 riporta che a Bari un giovane omosessuale è stato aggredito e picchiato all’uscita da un locale, riportando ferite e lesioni, che hanno richiesto l’applicazione di ben 18 punti di sutura da parte dei sanitari del locale nosocomio; Interrogazione a risposta orale: GRILLINI, SAMPERI, DE SIMONE, BELTRANDI, LENZI, INCOSTANTE, BOATO, BALDUCCI, CHIAROMONTE, ZUNINO, ZANOTTI, PETTINARI, RAMPI, TOCCI, FUMAGALLI, MARIANI, NICCHI, BANDOLI, SERENI, SASSO, LEONI, MARAN, GIACHETTI, INTRIERI, GAMBESCIA, CREMA, DE ZULUETA, BUEMI, POLETTI, BUFFO, CINZIA MARIA FONTANA e FLUVI. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che: le pagine del Corriere della Sera, del 27 ottobre 2006 e, più approfonditamente, il quotidiano Bresciaoggi del 29 ottobre 2006 riporta la notizia di un episodio di intolleranza omofoba avvenuto nel Comune di Mazzano in Provincia di Brescia: « La casa di due giovani donne che convivono senza nascondere né ostentare la loro omosessualità, è stata violata da sconosciuti. Che però una firma l’hanno lasciata: la croce uncinata. L’appartamento l’agenzia di stampa Adnkronos, il 27 novembre 2006, riporta che nella stessa città di Bari due persone sono state denunciate dalla Squadra mobile della Questura, per essere entrati in un locale di Bari dove era in corso una festa a tema omosessuale ed hanno cominciato a minacciare i presenti; sempre nei giorni scorsi sulle pareti del Liceo Aristofane, sito nel IV municipio di Roma è comparsa la scritta « via le lesbiche dalla scuola »; ad Udine sulla vetrina e sui muri di un locale punto di ritrovo per gay e lesbiche del Friuli sono comparse le scritte « gay al rogo » e disegnate svastiche naziste; tutte queste violenze perpetrate contro persone lesbiche, gay e transessuali si susseguono a quelle che nei mesi scorsi hanno visto vittime persone omosessuali in Versilia, a Bologna, a Roma (dove lo scorso 27 luglio a Roma su un muro del Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2584 AI RESOCONTI Circolo di Cultura omosessuale Mario Mieli fu tracciata la scritta « Gay subumani ») e in molte altre città; l’aumento crescente di episodi di intolleranza e violenza ai danni di persone omosessuali desta viva preoccupazione e, a giudizio degli interroganti, la matrice neonazista di molti episodi è palese –: se il Ministro intenda esprimere la propria solidarietà alle due ragazze, vittime della violenza omofoba di Mazzano in provincia di Brescia, nonché al ragazzo vittima di violenza omofoba a Bari; se, data la gravità dei fatti di Mazzano, non si debba intervenire con efficacia per proteggere le due ragazze e prevenire altre aggressioni; quali iniziative intenda intraprendere il Ministro per porre un argine alla crescente intolleranza e violenza scatenata contro le vittime dell’odio motivato dall’orientamento sessuale. (3-00434) Interrogazioni a risposta scritta: CIRINO POMICINO, CATONE, BARANI, DEL BUE, FRANCESCO DE LUCA e NARDI. — Al Ministro dell’interno, al Ministro della giustizia. — Per sapere: quanti e quali condannati con sentenza passata in giudicato per reati di mafia, camorra e altre forme di criminalità organizzata siano stati rimessi in libertà dal 1o gennaio 1993 al 31 dicembre 2005; quali e quanti patrimoni riconosciuti di proprietà di questi condannati siano stati confiscati e quanti, invece, lasciati nelle proprie disponibilità; quali siano le modalità concrete di gestione dei programmi di protezione e quali siano le autorità che hanno nel merito responsabilità politiche, amministrative, giudiziarie. (4-01766) Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 SAGLIA. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che: nel mese di agosto di quest’anno a Brescia e provincia si sono registrati numerosi avvenimenti criminosi che hanno destato un grande allarme sociale per l’efferratezza dei delitti e per la successione temporale; in particolare il 12 agosto è stato rinvenuto il corpo della vittima, pachistana Hina Saleem, sgozzata e sepolta nel giardino dell’abitazione familiare. Accusati dell’omicidio sono il padre, lo zio e due cognati che imputavano alla giovane la « colpa » di voler vivere secondo i costumi occidentali; il 20 agosto viene rinvenuto nella propria abitazione il cadavere del pittore Aldo Bresciani, 72 anni; il 22 agosto un cittadino pachistano viene ucciso con tre coltellate al torace in popoloso quartiere di Brescia; il 23 agosto è stato scoperto in una chiesa il corpo di Elena Lonati, 24 anni. Del delitto è stato accusato il sacrestano cingalese; il 28 agosto un’intera famiglia, il padre Angelo Cottarelli, la convivente e il figlio vengono trovati massacrati nella taverna della loro abitazione. Il delitto sarebbe stato compiuto dalla criminalità calabrese per un regolamento di conti; alcuni degli episodi citati in premessa hanno scatenato un’accesa inquietudine nella popolazione di riferimento alla immigrazione extracomunitaria. Brescia conta circa 190 mila abitanti, la presenza di 26 mila immigrati con pene al primo posto in Italia per numero di stranieri; il 31 agosto il Sindaco ed il Prefetto di Brescia hanno incontrato a Roma il Ministro degli interni ed il Capo della polizia che si sono impegnati ad uno sforzo straordinario del Governo per rafforzare l’organico delle forze dell’ordine al Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2585 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 fine di garantire la sicurezza dei cittadini di Brescia ed il controllo del fenomeno dell’immigrazione clandestina –: realizzazione dell’interesse privato ed in concreto pregiudizio dell’amministrazione pubblica; quali iniziative siano state assunte dal Ministero, dal mese di agosto ad oggi, in ordine agli impegni assunti verso la comunità bresciana. (4-01771) l’eventuale approvazione definitiva del PRG di specie, che ha come ultima scadenza il 15 gennaio 2007, realizzerebbe un precedente, in forza del quale altre amministrazioni comunali risulterebbero legittimate a procedervi sussistendo vizi di incompatibilità e per di più costituirebbe una disparità nei confronti delle amministrazioni che hanno approvato lo strumento urbanistico rimuovendo le eventuali condizioni della incompatibilità di cui trattasi; MADERLONI. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che: con la deliberazione n. 79 del 12 dicembre 2005, il Consiglio Comunale del comune di Folignano, in provincia di Ascoli Piceno ha adottato il Piano Regolatore Generale in adeguamento al PPAR; il Sindaco ha partecipato alle discussioni e alle relative votazioni, nonostante risulterebbe incompatibile, in quanto egli è comproprietario di una vasta area che risulterebbe trasformata nella sua destinazione urbanistica come proposto nel P.R.G. adottato; nella citata deliberazione del Consiglio Comunale, il voto del Sindaco è stato decisivo per addivenirvi, in quanto è stata approvata con 9 voti favorevoli e 8 contrari, in evidente violazione della lettera e dello spirito dell’articolo 78, comma 2, del decreto legislativo n. 267 del 2000, cosı̀ come anche rilevato e denunziato, nella medesima sede, dai Consiglieri di opposizione; come più volte ribadito dal Consiglio di Stato (per tutte, Cons. Stato, sez. IV, 3 settembre 2001, n. 4622; cfr anche Cons. Stato, sez. IV, 12 dicembre 2000, n. 6596), l’obbligo di astensione e di allontanamento dei consiglieri comunali, qualora siano portatori di interessi personali, che possano determinare posizioni di conflittualità in ordine alle decisioni da assumere, prescinde dall’apprezzamento in concreto di un vantaggio, essendo sufficiente a determinare tale obbligo, qualsiasi interesse proprio che possa risultare in conflitto con la realizzazione dell’interesse pubblico, essendo irrilevante il fine specifico della alcuni consiglieri comunali si sono rivolti al Prefetto di Ascoli Piceno chiedendo l’annullamento straordinario della delibera del consiglio comunale ai sensi dell’articolo 138 del decreto legislativo n. 267 del 2000 –: come valuti le circostanze evidenziate in premessa e quali urgenti iniziative voglia assumere al fine di porre rimedio ad un provvedimento che, qualora non radicalmente riconsiderato nel merito e nella procedura, potrebbe produrre un inaccettabile precedente. (4-01775) CARUSO. — Al Ministro dell’interno. — Per sapere – premesso che: in data 8 novembre 2006 la Corte d’Appello di Campobasso ha rigettato il ricorso in Appello proposto dal Sindaco di Guardialfiera (Campobasso) Remo Grande, contro la sentenza emessa dal Tribunale di Larino del 25 luglio 2006 che ne dichiarava l’ineleggibilità originaria alla carica di Sindaco e la conseguente decadenza dalla carica medesima; il Tar Molise in data 8 novembre 2006 accoglieva il ricorso presentato dal signor Lomma Giovanni ed altri e procedeva all’annullamento degli atti di nomina degli assessori comunali e della nomina del Vice Sindaco nonché di tutti gli atti preordinati, consequenziali e comunque connessi; Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2586 AI RESOCONTI il Consiglio di Stato in data 16 novembre 2006 respingeva la richiesta di decreto cautelare tendente a sospendere l’esecuzione della sentenza del Tar Molise di cui sopra e rinviava all’udienza del 5 dicembre 2006; la sentenza della Corte d’Appello di Campobasso è immediatamente esecutiva anche nel caso di eventuale proposizione di ricorso in Cassazione; al Comune di Guardialfiera, stante la decadenza del Sindaco nonché l’annullamento della nomina del Vice Sindaco e della Giunta comunale risulta privo di qualsiasi guida amministrativa; ai sensi dell’articolo 141 comma 7 il prefetto, per motivi di grave e urgente necessità può sospendere, per un periodo comunque non superiore a novanta giorni, i consigli comunali e provinciali e nominare un commissario per la provvisoria amministrazione dell’ente; in data 9 novembre 2006 i consiglieri comunali di Guardialfiera, Giovanni Lomma, Vincenzo Fiorini, Gianfranco Simeone, Enzo Cirella presentavano al Prefetto di Campobasso istanza di nomina di un Commissario Prefettizio per il Comune di Guardialfiera; secondo quanto risulta all’interrogante a tutt’oggi nessuna iniziativa è stata assunta dalla Prefettura di Campobasso con la conseguenza che il Comune di Guardialfiera è privo di guida amministrativa che assicuri l’adozione di iniziative in caso di emergenze non anche per l’ordinaria amministrazione –: quali siano le azioni che intende intraprendere, onde evitare un vuoto amministrativo a cui è a tutt’oggi il Comune di Guardialfiera (Campobasso) dopo la sentenza della Corte di Appello di Campobasso. (4-01777) * * * Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 LAVORO E PREVIDENZA SOCIALE Interpellanza urgente (ex articolo 138-bis del regolamento): I sottoscritti chiedono di interpellare il Ministro del lavoro e della previdenza sociale, il Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, il Ministro della salute, per sapere – premesso che: il gravissimo incidente verificatosi nello stabilimento della Umbria Olii S.p.A., nell’area del comune di Campello sul Clitunno, con il suo tragico bilancio di quattro lavoratori morti e di un danno ambientale non ancora pienamente quantificabile, ripropone il dramma degli incidenti sul lavoro; l’esigenza di porre al centro dell’attenzione degli organi di informazione, delle forze sociali e nell’azione legislativa e di governo il tema della sicurezza del lavoro è stata, negli ultimi mesi, più volte autorevolmente riproposta dalle massime cariche istituzionali; sebbene i più recenti dati forniti dall’Inail evidenzino una lieve ma costante flessione del numero complessivo degli incidenti sul lavoro, anche di quelli mortali, il costo in termine di vite umane, di menomazioni fisiche e in termini di oneri finanziari rimane intollerabile, tanto che ancora lo scorso anno si sono registrate quasi 940 mila denunce di infortuni e 1.206 incidenti mortali; il tema della sicurezza del processo produttivo è strettamente connesso anche alla questione del contenimento dell’impatto ambientale sul territorio, sulle acque e sull’aria, anch’esso troppo spesso considerato secondario rispetto al risultato economico; in particolare, sul luogo dell’esplosione si è prodotto un incendio protrattosi per ore che ha distrutto i silos contenenti le scorte di olio e ha comportato il danneggiamento di tutte le abitazioni circostanti e il riversamento del liquido oleoso Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2587 AI RESOCONTI nella rete fognaria e nell’adiacente fiume Clitunno, con conseguente probabile inquinamento anche delle falde acquifere di un’area di altissimo pregio ambientale e dal delicato profilo idrogeologico quale quella circostante le « Fonti del Clitunno »; solo grazie al tempestivo intervento delle squadre dei vigili del fuoco, per quanto ostacolate dalla dimensione dell’incendio e dall’entità dello sversamento di liquidi oleosi, si sono potuti limitare, almeno ad un primo esame, gli effetti di tale incidente; proprio la sicurezza nei luoghi di lavoro e la tutela dell’ambiente costituivano uno degli assi portanti del programma di governo dell’Unione –: quali elementi siano a disposizione del Governo in relazione alla dinamica degli accadimenti delineati in premessa, nonché una prima valutazione degli effetti sull’equilibrio ambientale della zona e sulla condizione della salute della popolazione circostante; quali urgenti iniziative intenda assumere al fine di addivenire alla definizione di un quadro giuridico che offra una maggiore e reale tutela della salute e della vita dei lavoratori, nonché un sistema di efficace monitoraggio e controllo del rispetto della normativa in materia di sicurezza nei luoghi di lavoro, anche prevedendo un miglior coordinamento delle strutture del Ministero del lavoro e delle aziende sanitarie locali preposte a tali funzioni; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Viola, Bandoli, Benvenuto, Chianale, Fasciani, Galeazzi, Gentili, Iannuzzi, Lomaglio, Longhi, Marantelli, Margiotta, Pedulli, Realacci ». Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: XI Commissione: LO PRESTI. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: la Ciet Impianti S.p.A. nasce il 1o ottobre 2006 da uno scorporo della Ciet S.p.A. che con una cessione del ramo di azienda, nell’ottica di una riorganizzazione interna, crea questa impresa comunque legata al gruppo Mancini. L’Azienda opera nell’ambito delle Installazioni Telefoniche ed elettriche, impegnando sul territorio nazionale circa 1.200 addetti, ed è presente in Sicilia dal novembre 2001 assorbendo, in virtù di un accordo ministeriale, circa 130 lavoratori provenienti dalla Telecom Italia S.r.l.; l’assunzione dei lavoratori in Sicilia, attraverso la mobilità, si è tradotta in un evidente vantaggio per l’impresa che ha avuto la possibilità di utilizzare sgravi contributivi (per un triennio), con tutte le conseguenti agevolazioni in termini di concorrenzialità con le altre aziende, visto che dal 2001 i lavori vengono assegnati con gare d’appalto; se non sussistano i requisiti per il riconoscimento dello stato di emergenza ai sensi dell’articolo 5 della legge 24 febbraio 1992, n. 225. l’organico in Sicilia ad oggi è costituito da 96 lavoratori cosı̀ distribuiti: Palermo 32, Trapani 16, Caltanissetta 37, Caltagirone 11; (2-00249) « Franceschini, Sereni, Bressa, Quartiani, Giachetti, Mariani, Delbono, Bocci, Di Girolamo, Stramaccioni, Bellanova, Buffo, Codurelli, Cordoni, D’Ambrosio, Di Salvo, Farinone, Cinzia Maria Fontana, Laratta, Lenzi, Merloni, Miglioli, Motta, Schirru, la Ciet opera per diverse committenti, anche se la committente principale rimane la Telecom Italia S.p.A., che ha affidato a tale azienda in Sicilia 5 milioni di euro di attività per l’anno in corso. Al 31 dicembre 2006 scade la gara d’appalto dei lavori Telecom e tutte le imprese si stanno preparando ad affrontare la nuova che dovrebbe avere valenza 2007-2009; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2588 AI RESOCONTI risulta all’interrogante che la Ciet Impianti S.p.A. abbia deciso di abbandonare la Sicilia per ottenere uno scambio di budget di attività in un’altra Regione del Centro-Nord, ritenuta più strategica per l’impresa, che cerca di compattare la sua presenza sul territorio nazionale; infatti risulta all’interrogante che la Ciet Impianti S.p.A. ha disdettato al 31 dicembre 2006 tutti i contratti di locazione dei quattro cantieri presenti in Sicilia il che lascia prefigurare gravi conseguenze sul piano occupazionale per i lavoratori dipendenti della impresa, che non si sa quale fine faranno; si palesa pertanto, il rischio reale che, in assenza di regole di indirizzo, chiare e di salvaguardia, ogni impresa potenzialmente subentrante sia più propensa a recuperare volumi di lavoro senza tenere conto del mantenimento degli attuali occupati in Sicilia –: quali iniziative intende assumere per garantire i livelli occupazionali della Ciet Impianti S.p.A. (5-00442) CODURELLI. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: il decreto legislatı̀vo 27 gennaio 1992, n. 80, articolo 2, per tutelare i lavoratori, pone a carico del Fondo di garanzia per il trattamento di fine rapporto – di cui alla legge 29 maggio 1982, n. 297 – il pagamento degli ultimi tre mesi di lavoro, ovviamente nel caso in cui l’Azienda e/o la procedura non abbiano corrisposto tali retribuzioni; l’INPS (v. messaggio n. 015924 del 5 giugno 2006 con oggetto « crediti di lavoro di cui all’articolo 2 del decreto legislativo 80/92 – individuazione del dies a quo ») afferma che « è stato disposto che il dies a quo per il calcolo dei dodici mesi, entro i quali devono essere comprese le tre mensilità non erogate dal datore di lavoro, coincide con la data della domanda di dichiarazione di insolvenza ». Nello stesso Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 messaggio l’INPS afferma che « la richiesta di espletamento del tentativo obbligatorio di conciliazione di cui all’articolo 410 del codice di procedura civile, in quanto attiene ad una fase precontenziosa, non può essere equiparata ad una iniziativa giudiziaria » e che, pertanto « la possibilità di anticipare il dies a quo ad una data precedente la domanda di apertura della procedura concorsuale è riservata esclusivamente al lavoratore che prima di detta data abbia agito in giudizio »; questo messaggio contrasta con la sentenza n. 1885 del 1o febbraio 2005 della Corte di cassazione-Sezione lavoro civile. Nella stessa si ricorda che la Corte di Giustizia ha interpretato la direttiva comunitaria « nel senso che quel termine deve essere calcolato – a ritroso – con decorrenza dalla data di qualsiasi iniziativa, volta ad ottenere la soddisfazione del credito »; l’INPS, prima di procedere al pagamento nei limiti fissati dal decreto procede agli opportuni accertamenti del diritto in capo ai lavoratori. Infatti, nel caso i lavoratori dipendenti dalla stessa azienda in « procedura » hanno la residenza in Comuni che fanno capo a diverse sedi INPS, ciascuna sede si attiva per gli « accertamenti », con oneri per gli Uffici e con tempi diversi per procedere alla liquidazione delle mensilità dovute, creando conseguenti discriminazioni; appare pertanto opportuno che gli accertamenti dei diritti dei lavoratori vengano effettuati unicamente dalla sede INPS a cui fa capo territorialmente l’azienda, che gli accertamenti debbano valere automaticamente per tutte le sedi INPS a cui fanno capo i comuni in cui risiedono i lavoratori e che, conseguentemente, anche i pagamenti a carico del Fondo di garanzia, vengano effettuati dalla stessa sede INPS, negli stessi tempi per tutti i lavoratori, rinviando alle « regolazioni » interne agli uffici le attribuzioni di competenza alle diverse sedi INPS –: se il Governo non ritenga necessario modificare nel senso indicato le proce- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2589 AI RESOCONTI dure, invitando l’INPS, nella gestione del Fondo di garanzia, ad adeguare i propri comportamenti alle sentenze della Corte di Giustizia e della Corte di cassazione, evitando in tal modo pesanti penalizzazioni ai lavoratori già colpiti nel loro reddito a causa dell’andamento negativo dell’azienda presso la quale lavoravano. (5-00443) BODEGA, FAVA e GRIMOLDI. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: la provincia di Mantova è uno dei territori nazionali a più forte caratterizzazione per quanto riguarda la macellazione e la lavorazione delle carni suine; la Ghinzelli Marino SpA, nata da circa mezzo secolo, per decenni è stata il leader nazionale della macellazione suina e attualmente conta 168 dipendenti, tra operai, impiegati e dirigenti; l’Azienda, nel segnalare la necessità di resistere ad una concorrenza sempre più spregiudicata, ha presentato a sindacati e rappresentati dei lavoratori un piano di ristrutturazione che prevede ingenti investimenti ma anche tagli di personale e, pertanto, ritenuto inaccettabile dalla controparte; nel dettaglio, stante quanto riportato dai sindacati al termine del terzo incontro tenutosi lo scorso 16 novembre in Confindustria a Mantova, il piano di ristrutturazione presentato si dovrebbe articolare nel biennio 2007-2008, con il pronostico che il ritmo lavorativo salga, nel 2007, di 15 capi macellati all’ora, per arrivare a 345 capi/ora; risultato, questo, da raggiungere con sei lavoratori in meno sulla linea produttiva. Nel 2008 l’azienda intende poi investire 2 milioni di euro nel miglioramento delle strutture produttive, per giungere a 380 maiali l’ora, prospettando un ulteriore taglio di 2-3 lavoratori. L’azienda, inoltre, chiede al sindacato un’apertura sulla terziarizzazione di alcune lavorazioni ritenendo l’affidamento Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 di alcune lavorazioni a cooperative esterne come la soluzione a problemi inerenti il ciclo produttivo; a giudizio degli interroganti, dietro tale scelta aziendale si cela un duplice rischio: da un lato la perdita del posto di lavoro per numerosi lavoratori della linea di produzione altamente professionalizzati, caratterizzati dalla qualifica massima per il settore, con la prospettiva per le loro famiglie di trovarsi all’improvviso in difficoltà economiche, dall’altro una minore capillarità dei controlli igienici a scapito della qualità del prodotto; la vertenza Ghinzelli – si ricorda – è iniziata con l’avvio, da parte dell’azienda, della procedura per la messa in mobilità di trenta lavoratori: iter che prevede, per l’appunto, un confronto tra le parti alla ricerca di un’eventuale soluzione concertata. Ai sensi dell’articolo 4 della legge n. 223/1991, infatti, le imprese che intendano avviare le procedure di mobilità sono tenute a darne comunicazione preventiva per iscritto alle rappresentanze sindacali aziendali nonché alle rispettive associazioni di categoria. Entro sette giorni dalla data del ricevimento di tale comunicazione, a richiesta delle rappresentanze sindacali aziendali e delle rispettive associazioni si procede ad un esame congiunto tra le parti. Tale procedura deve esaurirsi entro quarantacinque giorni dalla data del ricevimento della comunicazione dell’impresa; poi, qualora non sia stata raggiunta alcuna intesa, la questione passa all’Ufficio provinciale del lavoro, che avrà trenta giorni di tempo per tentare di promuovere un accordo; il 45o giorno è scaduto lo scorso 27 novembre e nessuno accordo pare sia stato raggiunto, tanto è che l’assemblea dei lavoratori ha deciso di protestare ed ha indetto uno sciopero: 150 lavoratori si sono astenuti dal lavoro per un’ora; l’astensione si è ripetuta il giorno successivo e, con ogni probabilità, proseguirà ad oltranza –: quali siano le intenzioni del Governo e quali misure intenda adottare in me- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2590 AI RESOCONTI rito, a salvaguardia dei livelli occupazionali dei dipendenti interessati nonché di un patrimonio inestimabile di professionalità. (5-00444) Interrogazione a risposta in Commissione: MANCUSO e VIOLA. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: i medici veterinari esercenti la professione sono iscritti obbligatoriamente all’ordine provinciale competente per territorio e conseguentemente, all’ente di previdenza a loro dedicato (E.N.P.A.V); l’accordo per l’attivazione della norma finale n. 6 dell’A.C.N. del 23 marzo 2005, approvato il 12 dicembre 2005 e contenente l’estensione ai medici veterinari della medesima disciplina applicabile alle altre professioni sanitarie, all’articolo 5 stabilisce che « ai professionisti incaricati ai sensi del presente accordo l’azienda versa il contributo nelle modalità e quantità in essere alle rispettive casse previdenziali (INPS e ENPAV) »; la disposizione citata, nell’identificare l’INPS quale Ente previdenziale al quale cumulativamente all’ENPAV dovrebbe essere versata la contribuzione previdenziale afferente i rapporti di lavoro convenzionato stipulati dai medici veterinari, appare frutto di un evidente equivoco interpretativo; i rapporti di lavoro in questione vengono stipulati con professionisti iscritti all’albo e all’ENPAV, e per definizione hanno natura di rapporti di lavoro autonomo, seppure caratterizzati da alcuni elementi tipici della parasubordinazione; trattandosi di prestazione d’opera intellettuale, ex articolo 2222 del codice civile, svolte da professionisti obbligatoriamente iscritti all’ENPAV, l’estensione dell’obbligo contributivo all’INPS appare del tutto immotivata; sotto tale profilo si evidenzia che l’articolo 6 del regolamento n. 281/1996, Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 di attuazione dell’articolo 2 della legge n. 335/1995, stabilisce che non sono soggetti alla contribuzione di cui al decreto medesimo i redditi già assoggettati ad altro titolo a contribuzione previdenziale obbligatoria; risulterebbero quindi esclusi dall’obbligo iscrittivo e contributivo alla gestione separata INPS anche i redditi percepiti dai veterinari per lo svolgimento di attività professionale in forma di collaborazione coordinata e continuativa; in tal senso si è espresso il Ministero del Lavoro con nota del 21 novembre 2001, prot. n. 9pp/81484/VET-Q-3, nella quale il Ministero, interpellato dall’ENPAV circa il trattamento previdenziale dei compensi scaturiti dallo svolgimento di attività professionale sotto forma di collaborazione coordinata e continuativa, ha affermato che « trattandosi nella specie di esercizio di attività professionale, svolta dai soggetti iscritti all’albo, risultano compiutamente soddisfatti i requisiti previsti dalla vigente normativa per l’assoggettamento a contribuzione presso l’Ente di categoria: ne consegue che i relativi compensi sono da assoggettare a tutela previdenziale ENPAV »; alle medesime conclusioni è giunto anche l’INPS, con circolare n. 124 del 12 giugno 1996, nella quale 1’ente, al punto 1.4, riconosce che « ... il pagamento alla cassa professionale di un contributo forfetario di importo non direttamente proporzionale al reddito, ma determinato in maniera fissa, con le condizioni per l’esclusione del pagamento della contribuzione 10 per cento alla gestione separata INPS se, in relazione al contributo versato alla cassa, è prevista l’erogazione di un trattamento pensionistico » –: se il Governo voglia chiarire che i medici veterinari convenzionali con enti pubblici e privati non devono versare contributi alla gestione separata INPS, ma esclusivamente all’Ente previdenziale di categoria (E.N.P.A.V). (5-00424) Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2591 AI RESOCONTI Interrogazioni a risposta scritta: STUCCHI. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale, al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: da notizie stampa si apprende che entro marzo 2007 è prevista la cessazione dell’attività produttiva dello stabilimento di Telgate (Bergamo) della Dorel Italia S.p.A., nota come Mon Bebè, denominazione che aveva agli inizi degli anni ’90 ovvero prima dell’arrivo, tre anni fa, del Gruppo Dorel; l’azienda avrebbe intenzione di abbandonare l’attività produttiva (puericultura pesante, seggiolini, passeggini, fasciatoi e bagnetti) divenendo, quindi, presidio logistico, commerciale e amministrativo per il mercato italiano di produzioni effettuate in altre aree; il ridimensionamento dello stabilimento di Telgate colpirebbe circa un centinaio di lavoratori, sui 135 attualmente in organico; questa riorganizzazione, rientra nel progetto europeo di ristrutturazione, operato dalla Direzione europea Dorel France che fa capo al Gruppo canadese Dorel Industries, quotato alla Borsa Canadese e al Nasdaq americano –: se siano a conoscenza della situazione illustrata in premessa e quali interventi i Ministri intendano adottare in proposito, al fine di tutelare i lavoratori dello stabilimento di Telgate. (4-01772) CANNAVÒ, GIULIETTI, CALDAROLA, CARRA, COSTANTINI e DE ZULUETA. — Al Ministro del lavoro e della previdenza sociale. — Per sapere – premesso che: la condizione dell’allungamento di vita media da qui a 30-40 anni, riguarda l’Inpgi al pari dell’Inps, e pone a tutti gli Enti problemi di sostenibilità finanziaria; di conseguenza – anche su sollecitazione del Ministero del lavoro – l’Inpgi si Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 è dedicato a predisporre un rimedio per eliminare i pericoli futuri riuscendo ad approvare il 1o luglio 2005, con il consenso della categoria, una riforma previdenziale; la validità di questa riforma è stata non solo certificata da un bilancio tecnico attuariale, ma riconosciuta anche dalle verifiche eseguite dai Ministeri dell’economia e del lavoro; in base alla legge (decreto legislativo n. 509 del 1994) la riforma dell’ente, prima di ottenere la ratifica dei Ministeri vigilanti, deve essere valutata dalle parti sociali: Federazione editori (Fieg) e Federazione della stampa (Fnsi); mentre quest’ultima ha da tempo manifestato la sua disponibilità, la Fieg ha rifiutato, e tuttora rifiuta, di esercitare il diritto-dovere previsto dalla legge. E ciò nonostante i due rappresentanti degli editori nel Consiglio di amministrazione dell’ente abbiano votato, a suo tempo, in favore della riforma; la motivazione più volte ribadita dalla Fieg ha riguardato la pretesa di voler collegare l’approvazione della riforma previdenziale all’esito del rinnovo del contratto nazionale della categoria, sul quale però la Fieg da oltre un anno si rifiuta di discutere; di recente – dopo 14 mesi di solleciti avanzati senza successo dai responsabili del Ministero del lavoro nel frattempo succedutisi – la Fieg ha aggiunto alla motivazione originaria la condizione di voler ottenere nel Consiglio di amministrazione dell’Ente la pariteticità di consiglieri rispetto alla parte giornalistica; ad oggi, dunque, sono trascorsi oltre 16 mesi dal momento dell’approvazione di una riforma che tutti (Ministeri vigilanti, attuari, Fnsi e Fieg) riconoscono necessaria. Ma tutto è bloccato dalla federazione degli editori, la quale inoltre si rifiuta di rinnovare il contratto di lavoro lasciando la categoria in uno stato di incertezza e di precarietà –: Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2592 AI RESOCONTI se il Governo intenda dare riconoscimento alla riforma dell’Inpgi essendo già trascorsi 16 mesi dalla sua realizzazione ed essendo quindi attuabile il principio del silenzio-assenso; cosa intenda fare per sbloccare il rinnovo del contratto di una categoria lasciata a se stessa e cosı̀ importante per il funzionamento di una moderna democrazia. (4-01778) * * * POLITICHE AGRICOLE, ALIMENTARI E FORESTALI Interrogazione a risposta scritta: MANCUSO. — Al Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali, al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: recentemente agenti della Polizia provinciale di Cosenza hanno sequestrato 180 uccelli di specie protette (fringuelli e cardellini), hanno fatto 3 denunce alla magistratura ed hanno anche sequestrato 5 fucili da caccia; gli uccelli di cui sopra erano destinati ai mercati del nord ed in particolare a ristoranti del bresciano nei quali si consuma il tradizionale piatto della « polenta con gli osei » –: quali provvedimenti e iniziative intenda adottare e promuovere il Governo per eradicare questo mercato illegale che ogni anno provoca strage di uccelli protetti di piccola dimensione, tenuto conto che da un lato si deve combatterne l’abbattimento nelle regioni del sud e dall’altro si devono intensificare i controlli nei ristoranti che propongono questo piatto nei rispettivi menù. (4-01768) * * * Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 PUBBLICA ISTRUZIONE Interrogazione a risposta orale: GERMONTANI, PORCU, MANCUSO e CASTELLANI. — Al Ministro della pubblica istruzione. — Per sapere – premesso che: da quanto riportato dalla stampa nazionale risulta che sul piazzale antistante ad una scuola di Roma, l’istituto Giorgi, siano presenti numerose prostitute; la presenza delle stesse ha portato ad uno stato di degrado delle aree circostanti, con uno scadimento tale che è stato lamentato addirittura da alcune studentesse di essere state importunate dai clienti delle prostitute; gli alunni hanno richiesto un intervento della circoscrizione di competenza, che si è limitata a prendere tempo; gli studenti esasperati hanno indetto una manifestazione di protesta contro questa incresciosa situazione; alcuni insegnanti del medesimo istituto non solo hanno preso le distanze dagli alunni ma hanno addirittura scritto una lettera aperta in cui invitano gli studenti a non cadere in facili strumentalizzazioni politiche che portano ad intolleranza e xenofobia –: è necessario che venga immediatamente verificato il reale stato delle cose; se ritenga corretto il comportamento degli insegnanti; come intenda che sia garantita una maggiore sicurezza per i ragazzi che dovrebbero essere dotati di tutti gli strumenti utili a svolgere il proprio dovere nella più assoluta tranquillità. (3-00438) * * * Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2593 AI RESOCONTI RIFORME E INNOVAZIONI NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE Interrogazione a risposta scritta: GALANTE. — Al Ministro per le riforme e le innovazioni nella pubblica amministrazione. — Per sapere – premesso che: secondo le stime del Sole 24 Ore, pare che oggi in Italia ci siano 10 mila commissari straordinari, molti nominati in seguito a dichiarazioni di emergenza; si dovrebbe ricorrere al commissario straordinario solo quando vi siano situazioni di emergenza o di complessità tecnica o decisionale tale da dover affidare a singole persone non identificabili con una forza politica, cioè con un interesse politico « partigiano », il compito di risolvere specifici problemi, anche se spesso si ricorre a tale figura anche per occuparsi di questioni realisticamente più semplici, come la gestione del traffico o come accade a Venezia per il moto ondoso; per l’Europa l’emergenza è una condizione che ha un tempo, se è indefinita non è più emergenza, ma a quanto pare questa norma elementare non vale per l’Italia, dove questi commissari vengono nominati e rimangono in carica anche più del tempo necessario, grazie al meccanismo della proroga; nel nostro Paese, si ricorre al commissario straordinario perché l’amministrazione ordinaria non funziona; sono commissariati l’Agenzia spaziale, il Cnr, l’Istituto di astrofisica, l’Inps, l’Inail, l’Enpals, l’Inpdap, la Siae, l’Anagrafe bovina, nonché la gestione dei rifiuti di mezza Italia; nel 2001, la Corte dei conti sosteneva che proprio la soluzione del commissariamento ed i relativi criteri di retribuzione dei commissari potrebbero avere indirettamente favorito il protrarsi delle « emergenze » stesse, visto che spesso i commissari, guadagnando più che bene, invece di velocizzare i lavori tendono a rallentarli; Camera dei Deputati — — 29 SEDUTA DEL NOVEMBRE 2006 la diffusione dei commissari è la dimostrazione della incapacità delle strutture pubbliche di affrontare il problema dell’efficienza della pubblica amministrazione, è perciò necessario risolvere questo problema senza cercare strade alternative e soprattutto dispendiose per le casse dello Stato; per queste ragioni l’Unione europea ha aperto una procedura d’infrazione, tanto che dall’ottobre 2004 i commissari quando scadono non si dovrebbero più prorogare, anche perché nel frattempo dovrebbero aver fatto il loro dovere —: se e quali iniziative intenda porre in essere il Ministro, per conoscere con esattezza quanti sono allo stato attuale i commissari straordinari, quanto costano e quali risultati abbiano raggiunto durante il periodo del loro commissariamento; quali iniziative, secondo le proprie prerogative, voglia mettere in atto per regolare tale fenomeno dilagante in Italia, uniformarsi alle direttive europee, porre termini perentori di scadenza dell’incarico e garantire più efficienza dei servizi nelle pubbliche amministrazioni, attraverso programmi di lavoro che evitino il ricorso ormai « ordinario » alla figura del commissario cosiddetto straordinario. (4-01765) * * * SALUTE Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: XII Commissione: DI VIRGILIO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: il problema dell’anoressia si rivela sempre più attuale, e la recente morte di una giovane modella ha riacceso un forte dibattito sull’argomento; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2594 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 il 5 per cento degli adolescenti italiani, circa 100 mila ragazzi tra i 15 e i 18 anni, ha un rapporto conflittuale con il cibo che può sfociare in vere e proprie patologie, quali l’anoressia, la bulimia e l’obesità; ottobre – di una sostanziale discriminazione, a danno delle donne, nella sperimentazione farmacologica ed in base alla quale la maggior parte dei medicinali sono prodotti sulla base di studi condotti su animali o su persone di sesso maschile; l’anoressia è un disturbo di natura psichica che, benché molto noto, colpisce migliaia di persone, soprattutto giovanissimi maschi e femmine, e si amplifica a causa di falsi modelli contrabbandati dalla società. Le cause possono essere varie: un lutto, una perdita affettiva, la mancanza di un genitore, un abuso sessuale, un maltrattamento, un aborto, eccetera; tale esclusione potrebbe inficiare la validità scientifica dei risultati delle verifiche posta la mancata valutazione, in sede di sperimentazione, delle peculiarità biologiche ed ormonali delle donne; il decreto del Ministero della Salute n. 329 del 1999 riconosce l’anoressia come malattia cronica e invalidante ed inserisce la procedura diagnostica e terapeutica nei Livelli Essenziali di Assistenza; la mancata valutazione delle reazioni dell’universo femminile ai test clinici potrebbe comportare, in definitiva, una carenza sulla qualità e sull’efficacia delle cure di cui i farmaci da testare sono destinati –: la dimensione del problema non è legato esclusivamente al mondo della moda ma, essendo di natura psichica, rappresenta un disagio sociale attraverso cui un soggetto lancia una richiesta di aiuto non verbalizzata che può creare all’interno della famiglia un grave e doloroso disorientamento che spesso alimenta un circuito emotivo fatto di paure, rabbia, preoccupazioni, senso di colpa e solitudine. Di conseguenza questa problematica rende improrogabile il ricorso ad iniziative basate su campagne informative su una capillare educazione sanitaria e alimentare nelle scuole di ogni ordine e grado –: che cosa il Ministro della salute intenda fare per fronteggiare in modo efficace e rapido questa drammatica emergenza che colpisce migliaia di giovanissimi, maschi e femmine. (5-00436) BIANCHI e ZANOTTI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: recenti fonti di stampa riportano la notizia – emersa in seno ai lavori del Seminario « Farmaci e donne » promosso da Farmindustria e dalla Società Italiana di farmacologia, tenutosi lo scorso 13 dalla esclusione potrebbe derivare, altresı̀, una percentuale di rischio di effetti collaterali nelle donne più alta che negli uomini; quali iniziative intenda intraprendere al fine di accertare ed, eventualmente, porre termine a questa forma di carenza nelle metodiche di sperimentazione dei farmaci. (5-00437) MONTANI. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: l’articolo 2034 del codice civile configura come illecito civile il danno individuale che sia imputabile a comportamenti colposi attinenti alle modalità di attuazione del trattamento, indipendentemente dalla ricorrenza di un danno patrimoniale specifico; appellandosi a tale articolo del codice civile, molti soggetti, danneggiati da vaccinazioni, trasfusioni o emoderivati infetti, hanno attivato procedure giudiziarie contro lo Stato; nella passata legislatura, molto è stato fatto al fine di portare a rapido compimento tali contenziosi giudiziari; in particolare, si ricorda il decretolegge 23 aprile 2003 n. 89, con il quale è stata autorizzata la spesa di novantotto Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2595 AI RESOCONTI milioni e cinquecentomila euro per il 2003 e di centonovantotto milioni sia per il 2004 che per il 2005 per il risarcimento dei soggetti emotrasfusi danneggiati da emoderivati infetti; la definizione dei criteri per la stipulazione delle transazioni con i suddetti soggetti è stata rimessa ad un decreto del Ministero della salute, di concerto con il Ministro dell’economia e delle finanze; in attuazione del decreto-legge n. 89 del 2003, con decreto ministeriale 3 novembre 2003 è stato riconosciuto il risarcimento per 714 soggetti emofiliaci; dal risarcimento di cui sopra, tuttavia, è stato escluso un gruppo di soggetti emotrasfusi, che originariamente erano stati inclusi nella lista dei 747 soggetti redatta il 13 marzo 2002 dalla Commissione Cursi cui era stato delegato il compito di compiere una ricognizione dei ricorsi pendenti; nel settembre 2005 è stata istituita una nuova commissione interministeriale per risolvere il contenzioso con gli esclusi dalla prima transazione disposta con decreto ministeriale del 13 marzo 2002; anche in questo caso, tuttavia, il risarcimento è stato riconosciuto solo a 102 soggetti emofiliaci, non ricompresi nei 747 soggetti originariamente individuati dalla Commissione Cursi, che peraltro non presentavano ricorsi giudiziari pendenti; nel frattempo, i ricorsi pendenti dei soggetti emotrasfusi esclusi dalle transazioni autorizzate dal Ministero della salute sono stati appellati in Cassazione dall’Avvocatura di Stato; per far valere il loro diritto ad un congruo risarcimento, i pazienti esclusi dalle suddette transazioni sono costretti a sostenere spese legali di non indifferente portata, cui spesso è difficile far fronte –: quali iniziative politiche e normative il Ministro interrogato intenda avviare al fine di garantire ai soggetti emotrasfusi esclusi dalle prime transazioni autorizzate dal Ministero a favore dei pazienti dan- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 neggiati da vaccinazioni, trasfusioni ed emoderivati infetti il legittimo risarcimento dell’ingiusto danno subito. (5-00438) CARUSO, DIOGUARDI e SMERIGLIO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: il Ritalin è un farmaco a base di metilfenidato da molti anni utilizzato in pediatria per la cura di bambini con disturbi dell’attenzione con o senza iperattività (Attention Deficit Hyperactivity Disorder, ADHD); secondo numerose casistiche ufficiali i bambini e gli adolescenti trattati con Ritalin hanno in genere capacità intellettive superiori alla media, sono dotati di spiccata creatività e abilità motoria, sono capaci di fare più cose contemporaneamente; tuttavia tali qualità, unite alla vivacità manifestata dal bambino, sono spesso ritenute pregiudizievoli per il rendimento scolastico, semplicisticamente interpretate come sintomi di ipercineticità e irrequietezza e, di conseguenza, oggetto di terapia farmacologica; secondo il dottor F. Baughman (cfr. l’articolo « Making Sense of Ritalin », di John Peanen, Rider’s Digest gennaio 2000, pagina 158), sono fra i 6 e i 7 milioni solo negli Stati Uniti i bambini trattati con il Ritalin, e le diagnosi di ADHD sono in aumento in tutto il mondo occidentale (si parla di un raddoppio del numero di diagnosi ogni 3/4 anni negli USA e ogni anno in Inghilterra); addirittura tale disturbo viene oggi spesso diagnosticato a partire dal primo anno di vita, e alcuni medici giungono a prescrivere il Ritalin a bambini ancora lattanti; ma l’efficacia del Ritalin nella « cura » di queste « patologie » si è dimostrata già da molti anni fallimentare; in una ricerca del 1971 (Mendelson W., Johnson N., Stewart M.A., « Hyperactive children as teenagers: A follow-up study », Journal, of Nervous Mental Disorders, vol. 153, 1971), ad esempio, si sono analizzati Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2596 AI RESOCONTI 83 bambini a 2-5 anni di distanza dalla diagnosi di ADD o ADHD, e il 92 per cento di essi era stato trattato con Ritalin; ecco i risultati: 60 per cento dei bambini erano ancora iperattivi e studiavano poco (la ragione per la quale veniva loro somministrato il Ritalin), ma in più erano diventati ribelli; 59 per cento avevano avuto guai con la polizia; 23 per cento erano stati portati ad una caserma di polizia una o più volte; 58 per cento erano stati bocciati almeno una volta; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 milioni di alunni iscritti nelle scuole Usa almeno 4 milioni prendono stimolanti e la prescrizione di stimolanti per bambini compresi tra i 2 e i 4 anni si è triplicata, nonostante il foglietto d’accompagnamento del farmaco dica che il Ritalin è controindicato sotto i 6 anni; uno studio, infine, pubblicato dal Canadian Journal of Psychiatry (ottobre 1999) indagava su 192 bambini diagnosticati ADHD. 98 di loro ricevevano un trattamento di Ritalin, e tra loro il 9 per cento aveva evidenziato sintomi psicotici che sono poi spariti appena il trattamento è cessato; nessuno degli altri 94 bambini (che non erano stati medicalizzati) aveva mostrato invece sintomi psicotici; 57 per cento avevano difficoltà di lettura; 44 per cento avevano difficoltà con l’aritmetica; 78 per cento trovavano difficile restare seduti a studiare; 59 per cento erano considerati dalla scuola ragazzi con problemi disciplinari; 52 per cento erano distruttivi; 34 per cento avevano minacciato di uccidere i loro genitori; 15 per cento avevano parlato di suicidio o l’avevano tentato; il boom dell’ADHD risale comunque agli anni Novanta; nel novembre 1999 la Us Drug Enforcement Administration (Dea) avvertı̀ che dal 1990 al 1995 l’uso del Ritalin si era sestuplicato; nel 1995 un organismo dell’Oms (Organizzazione mondiale della sanità), l’International Narcotics Control Board (inbc), deplorò che « negli Usa dal 10 al 12 per cento dei ragazzi tra i 6 e i 14 anni sono stati diagnosticati come ammalati di ADHD e curati con Ritalin »; la tendenza è proseguita anche dopo il 1995. Negli Usa si smercia circa il 90 per cento del Ritalin venduto nel mondo dalla Novartis, il colosso farmaceutico svizzero nato nel 1997 dalla fusione tra Sandoz e Ciba-Geigy: su 40 l’aspetto più enigmatico dell’ADHD è che, come riporta lo stesso foglietto illustrativo del farmaco, « un’adeguata eziologia di questa sindrome è sconosciuta e non esiste un’analisi clinica in grado di diagnosticarla »; una formulazione « diplomatica » per dire che non è stato appurato, in sede scientifica, se quest’insieme di sintomi, classificati come ADHD, sia effettivamente rilevante sotto il profilo patologico o no, e per quali motivi; già nel 1998, del resto, una commissione di esperti statunitensi ha trovato che il metodo corrente per diagnosticare l’ADHD si è rivelato elusivo, cioè « non conclusivo »; essendo il metilfenidato uno stimolante centrale, il Ritalin è inserito nella fascia dei cosiddetti farmaci d’abuso ed è incluso nella Tabella 1 degli stupefacenti; in effetti il Ritalin era utilizzato come una droga a tutti gli effetti già negli anni sessanta da alcune comunità di hippies; Tom Wolfe, nel suo articolo « Il cervello senz’anima » del 1996, cosı̀ ne parla: « A volte li vedevi completamente immersi in un delirio totale da Ritalin. Non un gesto, non un’occhiata: potevano sedere assorti in qualsiasi cosa – un tombino, le rughe del palmo delle proprie mani – per un Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2597 AI RESOCONTI tempo indefinito, saltando un pasto dopo l’altro, fino all’insonnia più incoercibile ... puro nirvana da metilfenidato »; il Ritalin è al centro da anni di un fiorente mercato nero, essendo considerato una « smart drug », una sostanza cioè usata per sovrastimolare il cervello durante periodi di studio intenso, superlavoro o per mantenere alta la soglia dell’attenzione ed ormai è diventato la droga più diffusa fra gli adolescenti degli Stati Uniti; il metilfenidato come effetto a breve termine aumenta le prestazioni di qualsiasi persona, tanto da essere bandito dal Comitato Olimpico Internazionale; a lungo termine invece presenta tutta una serie di effetti nocivi e di complicazioni; come si leggeva fino a pochi mesi fa sul sito del Ministero della salute: « la sua commercializzazione venne sospesa in Italia nel 1989, su iniziativa dell’azienda che allora lo produceva. Visto il ruolo del metilfenidato nel trattamento dello ADHD, l’elevata incidenza di questa manifestazione in età pre-adolescenziale e l’assenza dal mercato nazionale di farmaci alternativi, la Commissione Unica del Farmaco e il Dipartimento del Farmaco del Ministero della salute, in un incontro, hanno invitato Novartis, attuale titolare del Ritalin, a presentare richiesta per la registrazione del farmaco e la sua commercializzazione in Italia. In data 18 ottobre 2000 la Novartis ha comunicato al Dipartimento Valutazione Medicinali e Farmacovigilanza la disponibilità per una rapida registrazione e commercializzazione del farmaco »; nel mese di ottobre 2006 l’autorevole « Science and Technology Committee », una Commissione britannica composta da esperti che ha come missione quella di consigliare il governo su tutto ciò che riguarda le questioni scientifiche di interesse nazionale inserisce nella classifica delle venti sostanze psicoattive più dannose – a fianco dell’LSD e prima dell’Ecstasy – anche il metilfenidato, cioè il principio base del Ritalin –: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 se non ritenga che la ricommercializzazione in Italia di un farmaco come il Ritalin, a proposito del quale esiste una vastissima letteratura scientifica sui suoi effetti collaterali e sulla sua sostanziale inefficacia, sia immotivata e anzi dannosa per la salute dei bambini e degli adolescenti del nostro paese. (5-00439) ROCCO PIGNATARO. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: attraverso recenti sondaggi, realizzati nel nostro Paese da autorevoli enti specializzati, si sta evidenziando un preoccupante e crescente livello di disinformazione giovanile di fronte alla minaccia – tuttora costante – di contagio da virus HIV (AIDS); in particolare, queste indagini effettuate su ragazzi e ragazze di età inferiore ai trenta anni riportano che più del 20 per cento degli intervistati è convinto che sia disponibile un vaccino contro la AIDS in grado di debellare il virus in termini risolutivi ed assoluti; ancor più preoccupante è il dato secondo il quale un altro 20 per cento degli intervistati dichiara di non essere adeguatamente informato circa le modalità attraverso le quali avviene il contagio nonché delle precauzioni da porre in essere per evitarlo; atteso che la minaccia del virus, malgrado i passi avanti della scienza medica, rimane, tuttora, un dramma per milioni di persone, sia a livello mondiale che nazionale; una corretta informazione e prevenzione è allo stato attuale, il miglior strumento di cui siamo in grado di disporre per arrestare il dilagare di questo virus –: quali provvedimenti, l’onorevole Ministro interrogato intenda porre in essere al fine di aumentare la sensibilizzazione sul problema esposto, soprattutto tra i giovanissimi, anche con campagne informative che aumentino il livello di conoscenza dei metodi di prevenzione della Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2598 AI RESOCONTI malattia e sui comportamenti considerati ad alto rischio di contagio. (5-00440) LUCCHESE, CAPITANIO SANTOLINI e VOLONTÈ. — Al Ministro della salute. — Per sapere – premesso che: orinai da circa un anno è invalso in alcune Aziende Sanitarie, in diverso regioni italiane, l’uso di effettuare l’interruzione di gravidanza con il metodo farmacologico; uno dei farmaci necessari (il mifepristone) non è distribuito in Italia, e l’altro (il misoprostol) è commercializzato come anti ulcera, ed esplicitamente controindicato in caso di gravidanza; non esiste, né ovviamente può esistere, un protocollo unico per l’IVG farmacologica formulato dall’ente apposito di garanzia, l’Aifa; la somministrazione dei due farmaci avviene con modalità ed esiti difformi non solo da regione a regione, ma all’interno delle singole regioni; l’obbligo di praticare l’IVG all’interno delle strutture pubbliche viene nei fatti molto spesso disatteso e l’effettiva espulsione dell’embrione avviene nella maggioranza dei casi fuori dalle strutture sanitarie; la situazione è particolarmente grave e confusa in Toscana, dove nella Asl di Empoli le IVG, dal 25 novembre 2005 al 20 marzo 2006, sono state fatte in regime di day hospital; a Siena l’ospedale universitario ha approvato un protocollo operativo che prevede per le pazienti fin dal primo giorno, dopo l’assunzione del mifepristone, « l’invio a domicilio con la prescrizione di eventuale terapia del dolore »; a Pontedera la quasi totalità delle pazienti chiede e ottiene le dimissioni volontarie dopo la somministrazione del mifepristone; sempre in Toscana, in alcuni casi le percentuali di fallimento del metodo chimico, con conseguente ricorso, dopo l’ass- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 sunzione dei farmaci abortivi, all’IVG chirurgica, sono notevolmente superiori a quella prevista dalle linee guida stilate dal gruppo di lavoro del Consiglio Sanitario Regionale (fra il 2 e il 5 per cento), in particolare nel presidio ospedaliero di Empoli (circa il 15 per cento) e in quello di Siena (circa il 39 per cento) –: le ragioni di un cosı̀ differenziato ricorso, da parte dei vari presidi ospedalieri coinvolti, all’IVG chirurgica successivamente alla somministrazione della RU486 e come si possa configurare un’assunzione di piena responsabilità medicolegale da parte degli operatori sanitari nel caso di un farmaco, il misoprostol (Cytotec) esplicitamente controindicato in gravidanza nelle indicazioni fornite dal foglietto illustrativo; e chi si assuma la responsabilità dell’uso off-label di tale farmaco, in mancanza di un protocollo autorizzato. (5-00441) Interrogazione a risposta scritta: REALACCI. — Al Ministro della salute, al Ministro della pubblica istruzione, al Ministro per i diritti e le pari opportunità. — Per sapere – premesso che: il carcinoma polmonare è una neoplasia la cui incidenza e mortalità sono in aumento in tutto il mondo e, nel corso dell’ultimo decennio, questa neoplasia è diventata uno dei principali problemi sociosanitari dei paesi industrializzati e segue in modo diretto l’epidemia del fumo di tabacco. Le stime più recenti sull’incidenza nel mondo, parlano di circa un milione di nuovi casi/anno, con tassi per 100.000 abitanti che variano molto da un’area geografica all’altra, in rapporto alle variazioni temporali del consumo di tabacco; nei paesi occidentali, il carcinoma polmonare è la prima causa di morte per tumore maligno negli uomini di età superiore ai 35 anni e la terza nelle donne fra 35 e 70 anni. In entrambi i sessi l’incidenza maggiore si osserva nella fascia di Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2599 AI RESOCONTI età compresa tra i 35 e i 70 anni, con picco tra i 55 e i 65. Negli stati membri dell’Unione Europea, il tumore polmonare rappresenta negli uomini il 21 per cento di tutti i casi di neoplasia e il 29 per cento di tutte le morti per cancro; nelle donne tali percentuali sono rispettivamente dell’8 e del 4 per cento. Purtroppo, una valutazione delle tendenze della mortalità per cancro del polmone in Europa, indica un aumento atteso del 10-15 per cento ogni 5 anni per il sesso maschile e del 15-30 per cento per quello femminile; negli Stati Uniti il tumore polmonare rappresenta la prima causa di morte per tumore maligno nella donna (superamento della mortalità per carcinoma mammario dal 1987); l’andamento dell’incidenza è, attualmente, esponenziale e parallelo a quanto rilevato nel sesso maschile, ma, rispetto a questo, ritardato nel tempo di circa 20 anni; esattamente il periodo necessario affinché la donna iniziasse l’abitudine al fumo come l’uomo. Dati recenti, che riguardano in particolare alcune zone degli Stati Uniti, parrebbero indicare che la tendenza al continuo incremento si stia arrestando; per motivi culturali e sociali, l’abitudine al fumo, nella popolazione femminile europea, italiana in particolare, è iniziata in ritardo rispetto agli Stati Uniti; tuttavia, dai dati epidemiologici riportati sopra, risulta chiaro che, anche in Europa, in assenza di campagne informative, educative e di prevenzione efficaci, nel prossimo futuro assisteremo al realizzarsi dello stesso evento; alcuni studi sembrano suggerire una maggiore suscettibilità della donna ai cancerogeni derivanti dalla combustione della sigaretta. Da tali studi è possibile evincere che le donne con tumore del polmone, rispetto agli uomini con la stessa neoplasia hanno: fumato meno (31 versus 52 pacchetti/anno), frequentemente mai fumato, sono più giovani, e tendono a sviluppare un adenocarcinoma. Questi studi dimostrano che, a parità di abitudine al fumo, la donna ha un rischio di sviluppare un Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 tumore del polmone che è da 1,2 a 1,7 volte maggiore rispetto all’uomo. Il problema del tumore del polmone nella donna è una attualità, e poco è possibile dedurre dal passato dove questa neoplasia era di scarsissimo rilievo epidemiologico e clinico; esistono tuttavia, fra i due sessi, differenze biologiche, ormonali, genetiche che possono essere alla base di una diversa suscettibilità a sviluppare tumori del polmone; le differenze biologiche consistono in un diverso metabolismo della nicotina nella donna rispetto all’uomo oltre ad una serie di complesse interazioni fra cancerogeni del tabacco e fattori biologici, genetici ed ormonali che possono, verosimilmente, spiegare le differenze nel rischio di sviluppare un tumore del polmone che esistono fra uomo e donna. Tuttavia, la natura precisa di queste interazioni è, tutt’ora, oggetto di studi in corso; è opinione universalmente condivisa che porre la donna al centro di campagne di informazione e prevenzione primaria rappresenti il mezzo più efficace per il futuro controllo di questa neoplasia nel nostro continente. La donna affronta con maggiore consapevolezza « i problemi di salute »: i programmi di prevenzione, screening e diagnosi precoce che hanno visto la centralità della donna hanno, frequentemente, esitato in successi. La donna, inoltre, ha un rapporto peculiare con l’altra fascia a rischio: i giovani. Dati epidemiologici dimostrano che l’abitudine al fumo dei genitori condiziona fortemente il comportamento dei figli: tuttavia, il comportamento della madre sembra essere un fattore critico: sono più numerosi i figli fumatori di sole madri fumatrici (31,3 per cento) che non di padri fumatori (22 per cento). Questa influenza è più forte in caso di figlie femmine che aumentano del 15 per cento se a fumare è la madre rispetto al padre; partendo da questi presupposti, è stata costituita un’associazione AIDA, nata per iniziativa di un gruppo di professio- Atti Parlamentari — XV LEGISLATURA — ALLEGATO B 2600 AI RESOCONTI niste, che da tempo affrontano le problematiche inerenti la patologia polmonare neoplastica nel sesso femminile, e che hanno ritenuto importante concretizzare le proprie idee in una associazione che possa servire da mezzo per divulgarle e renderle note nel nostro paese. In particolare, recentemente AIDA, ha organizzato un convegno per sottolineare come sia fondamentale, nel settore della prevenzione primaria, la programmazione di campagne informative ed educative dirette alla popolazione femminile e con una specifica enfasi nei confronti dei giovani; l’educazione nelle scuole, inoltre, può rappresentare un importante passo per la prevenzione della malattia, che vede nell’abitudine al fumo uno dei principali fattori di rischio –: quali iniziative intendano mettere in campo sul fronte dell’informazione, dell’educazione, della prevenzione e della ricerca rispetto a questa grave patologia, ponendo la donna al centro dell’attenzione per il ruolo che essa svolge nella società e nella famiglia. (4-01759) * * * SVILUPPO ECONOMICO Interrogazione a risposta orale: DELFINO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: Moretta (Cuneo) e il suo hinterland, nel corso degli ultimi decenni, si sono qualificati con una chiara e forte valenza nel settore agro-alimentare; lo sviluppo agricolo e agro-industriale è stato costruito su ottime produzioni cerealicole, orticole, foraggere, zootecniche oltre a coltivazioni pregiate di nicchia quali le erbe officinali; tali produzioni hanno sostenuto la nascita di aziende di trasformazione agroindustriale con prodotti alimentari confezionati diretti in tutto il mondo; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 tra le numerose ed importanti aziende agro-alimentari presenti a Moretta lo stabilimento Besnier-Lactalis, già Locatelli-Nestlè, rappresenta la realtà casearia più significativa del settore in questa area; il gruppo Besnier-Lactalis aveva acquistato nel 1998 dalla Nestlè lo stabilimento in parola nonché il marchio Locatelli; successivamente, il gruppo BesnierLactalis, leader incontrastato del settore caseario in Europa e secondo gruppo mondiale, ha acquisito in Italia Invernizzi, Cademartori e all’inizio del corrente anno anche la Galbani, che da sola detiene il 22 per cento del mercato italiano; in data 7 novembre 2006, la BesnierLactalis, ha ufficialmente comunicato ai sindacati in Assolombarda che intende procedere alla chiusura dello stabilimento di Moretta, trasferendo le lavorazioni in Lombardia negli stabilimenti Galbani, per ragioni di saturazione di capacità produttiva; lo stabilimento di Moretta occupa 161 lavoratori a tempo indeterminato, 40 lavoratori a tempo determinato e circa un centinaio di stagionali e nell’indotto; l’unità produttiva in parola è recente e di ottima fattura per produzioni alimentari, in particolare del prodotto fresco e può essere agevolmente riconvertita; le maestranze rappresentano una risorsa professionale molto qualificata e ben addestrata alla lavorazione di prodotti alimentari; per quanto esposto, sono fortissime le preoccupazioni conseguenti all’affermarsi di un monopolio francese nel settore caseario, sia nella produzione industriale di trasformazione e sia per il mercato del latte in Italia; è evidente che da questa annunciata decisione della Besnier-Lactalis possono derivare danni molto ingenti non solo alle maestranze dello stabilimento in oggetto, ma un forte depauperamento per un vasto territorio che nella qualificazione agro- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2601 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 alimentare, sia nella produzione primaria che in quella di trasformazione, ha costruito nei decenni un vero distretto produttivo agro-alimentare, che ha visto crescere numerose aziende industriali, anche nell’indotto, nonché la realizzazione di importanti istituzioni, a livello universitario e non, per la formazione di operatori professionali e per la certificazione europea dei prodotti alimentari; liana lattiera-casearia e più in generale alla commercializzazione dei prodotti agro-alimentari italiani di qualità. (3-00437) sarebbe necessario un urgente confronto con il gruppo Besnier-Lactalis, a livello ministeriale, per verificare le reali decisioni dell’azienda e per affermare l’impegno alla salvaguardia dell’unità produttiva nel settore agro-industriale nonché garantire i livelli occupazionali; FAVA, ALESSANDRI e ALLASIA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: numerose sono le sollecitazioni delle istituzioni locali e delle organizzazioni sindacali, a questo fine, soprattutto motivate dalla necessità di evitare l’avvio di un processo di indebolimento di un distretto agro-industriale di grande qualità con l’eventuale chiusura di questo stabilimento, che deve invece essere disponibile, qualora la Besnier-Lactalis non receda dalle sue decisioni di abbandonare Moretta, a condizioni vantaggiose per una riconversione produttiva nel comparto agro-alimentare –: sino al 2002 il prezzo era rilevato nel rispetto di una normativa data 1913, che non era più in linea con gli sviluppi del commercio del settore; quali urgenti iniziative saranno promosse per affrontare adeguatamente la situazione che si determinerebbe con l’attuazione della decisione del gruppo Besnier-Lactalis di chiudere lo stabilimento di Moretta; se non ritenga urgente, come proposto dalle forze sociali, politiche ed istituzionali, l’attivazione di un tavolo di confronto a livello ministeriale per definire con il gruppo Besnier-Lactalis la salvaguardia dell’unità produttiva nonché le necessarie garanzie per le maestranze; infine, quali valutazioni ed iniziative saranno promosse per evitare che dalla affermazione, secondo l’interrogante, sempre più monopolistica, di questo gruppo derivino forti danni alla produzione ita- Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: X Commissione: la Borsa merci mantovana per la parte attinente al rilevamento ed alla determinazione del prezzo dei suini è la piazza di riferimento in Italia; nel 2002 le aziende del settore avevano fatto ricorso al TAR chiedendo l’annullamento di alcuni listini dei suini da macello rilevati in Borsa merci a Mantova tra il 1998 ed il 1999; la normativa del 1913 secondo la Camera di Commercio di Mantova è stata superata dall’evoluzione delle condizioni di mercato che viene caratterizzato da contratti annuali di fornitura; la sentenza del TAR del 2002, confermata dal Consiglio di Stato, affermava che il prezzo dei suini da macello va rilevato in Borsa merci in base a contratti settimanali stipulati tra le parti sul mercato; il TAR ha concesso alla Camera di Commercio di Mantova cinque mesi per rispettare la sentenza; la stessa ritenendo impossibile far rispettare la sentenza proseguiva nella rilevazione settimanale dei prezzi; consta agli interroganti che, alla fine di luglio 2006 il TAR di Brescia con ordinanza ha affidato al segretario generale di Unioncamere la responsabilità di Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2602 AI RESOCONTI individuare un funzionario della struttura nazionale che potesse svolgere le funzioni di Commissario della commissione suini della Borsa merci –: che cosa intenda fare il Governo – in virtù del potere di vigilanza – per riportare la situazione alla normalità, risolvendo la diatriba che è venuta a crearsi con la Camera di Commercio mantovana, nell’interesse degli operatori del settore, a tutela anche dei consumatori. (5-00449) Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 modenesi richiesto un intervento del Governo, come il Ministro competente intenda intervenire per cercare di risolvere positivamente la crisi che sta coinvolgendo la ditta « Del Monte » e i lavoratori della medesima. (5-00450) RAISI e URSO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: il 1o novembre 2006 la multinazionale americana « Del Monte Food Italia » ha deciso di chiudere lo stabilimento di San Felice sul Panaro, in provincia di Modena; il disegno di legge Finanziaria contiene una modifica al comma 61 dell’articolo 4 della legge n. 350 del 2003, e successive modificazioni che complica l’attività di molte imprese italiane, atteso che tale modifica normativa attribuirebbe (se approvata) carattere di reato anche all’uso di marchi di aziende italiane su prodotti o merci non provenienti dall’Italia; nel suddetto stabilimento lavorano centodieci dipendenti che si sono visti recapitare, tramite un fax proveniente dagli Stati Uniti, la comunicazione di licenziamento; tale previsione determina una confusione tra marchio aziendale, la cui disciplina attiene alla proprietà intellettuale, ed indicazione di origine doganale, che attesta il luogo della lavorazione sostanziale; sono stati licenziati settantotto dipendenti in servizio a San Felice e sono prossimi al licenziamento gli altri trenta dipendenti amministrativi a Milano; l’immediata conseguenza che tale modifica produrrebbe alle imprese italiane che producono – anche solo in parte – all’estero i propri manufatti sarà quella di non poter più utilizzare, per questi prodotti, il proprio marchio aziendale; LULLI, MIGLIOLI e GHIZZONI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: era in corso a livello ministeriale una gestione della crisi tesa a mitigare gli effetti e a individuare una scansione temporale necessaria a salvare una parte dell’occupazione e a ricercare un dialogo con altri soggetti agroindustriali già interessati all’impianto sanfeliciano; i vertici dell’azienda non hanno ritenuto necessario avvertire le istituzioni e i sindacati della loro decisione; a giudizio degli interroganti, è intollerabile azzerare il patrimonio industriale di un’azienda storica del Modenese, pregiudicando prospettive di sviluppo e di valorizzazione dei prodotti agroalimentari del territorio –: avendo le organizzazioni sindacali territoriali e di categoria e le istituzioni nondimeno, la disposizione sarebbe incongruente e dannosa – per l’industria italiana poiché – non trovando riscontro in alcun altro paese UE – la svantaggerebbe ulteriormente, provocando una distorsione della concorrenza e un ostacolo al commercio intra-comunitario; inoltre, atteso che non è possibile applicare tale norma alle sole aziende nazionali, dal momento che l’Italia è membro dell’Unione Europea e le sue aziende operano in un mercato interno che prevede libertà di circolazione e stabilimento, la normativa in questione sarebbe certamente fonte di contenzioso da parte delle imprese europee che commercializzano i Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2603 AI RESOCONTI loro prodotti nel nostro Paese, posto che alle stesse si applicherebbe il medesimo obbligo; dopo quanto espresso, risulta chiaro che l’entrata in vigore di tale modifica danneggerà seriamente gli interessi delle industrie italiane che legittimamente producono anche all’estero, utilizzando i propri marchi regolarmente depositati e registrati; è necessario modificare la normativa in questione per evitare di danneggiare le imprese italiane già impegnate in una difficile, ma necessaria, opera di internazionalizzazione –: se non ritenga che la soluzione più appropriata per la tutela della produzione nazionale sia quella del regolamento europeo sul Made in Italy, che il Governo dovrebbe sostenere con convinzione attivandosi a livello internazionale. (5-00451) D’AGRÒ. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: un calo della frequenza di energia proveniente dalla Germania ha provocato il 4 novembre scorso, blackout parziali in tutta l’Europa occidentale ed in modo particolare in Germania in Francia e in parte dell’Italia; in Italia le regioni interessate sono state il Piemonte, la Puglia e la Liguria; la mancanza di corrente elettrica è durata tra i 20 e i 30 minuti e l’oscillazione che si è avuta sulle reti ad alta tensione ha provocato dappertutto lo scatto delle protezioni e il conseguente blocco della fornitura; secondo il commissario europeo all’Energia, Andris Piebalgs, incidenti di questa portata « mostrano ancora un volta che gli eventi in una parte dell’Europa influiscono sulle altri parti e confermano ulteriormente il bisogno di un’adeguata politica europea dell’energia e che la sicurezza energetica, si ottiene meglio attraverso un approccio comune europeo piuttosto che con 27 differenti approcci »; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 la Commissione Ue ha annunciato nuove « linee guida » europee sul traffico transfrontaliero di energia elettrica ispirate al concetto fondamentale della trasparenza e riguardanti una serie di informazioni sulle reti di trasmissione, sugli scambi di energia e sulla produzione, nella prospettiva di un cammino sempre più condiviso delle problematiche energetiche da Parte dei Paesi dell’Ue –: quali iniziative d’urgenza il governo intenda adottare per il rafforzamento della sicurezza delle proprie reti elettriche e quale sia l’orientamento italiano in tema di politica energetica alla luce delle recenti comunicazioni della Commissione Ue che evidenziano sempre più la necessità di un approccio unitario alle reti ettriche europee. (5-00452) PROVERA e FALOMI. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: il 24 febbraio 2005 veniva annunciato che il Gruppo COS si era aggiudicato la gara per l’acquisizione del gruppo FINSIEL da parte del gruppo Telecom; i lavoratori della FINSIEL mostravano in più occasioni la loro preoccupazione per il futuro dell’azienda e sulle prospettive di mercato della stessa; il 21 marzo 2005 nel corso del dibattito Parlamentare sulla mozione n. 1-00326 presentata al Senato della Repubblica on. Falomi e da altri numerosi firmatari, l’allora Sottosegretario Cosimo Ventucci a nome del Governo rassicurava circa il fatto che « L’offerta della Cos è stata ritenuta da Telecom migliore delle altre proposte ricevute, sia per le condizioni economiche offerte sia per il piano industriale presentato, che prevede l’integrazione strategica tra le attività COS e Finsiel e una crescita occupazionale complessiva del 20 per cento nei prossimi due anni » nonché che erano « escluse ipotesi di dismissione totale o parziale di attività Finsiel »; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2604 AI RESOCONTI contrariamente a quanto riferito sopra, sano state realizzate le cessioni di partecipazioni del gruppo Finsiel nelle aziende Venus, Webred, Aspasiel e Value Team; il piano industriale illustrato ai sindacati prevedeva di continuare nelle attività di Tele Sistemi Ferroviari, di Finsiel nel rapporto con il Ministero dell’Agricoltura, e di sviluppare un piano di ristrutturazione di Banksiel; per la TSF è stata avviata una trattativa di vendita, per Banksiel i ricavi sono in ulteriore e continuo calo; il progetto di integrazione tra il gruppo COS e il gruppo Finsiel appare incontrare notevoli difficoltà e la realizzazione della fusione tra i due gruppi appare abbandonata in favore di una fusione limitata alla sola Finsiel in Almaviva, lasciando COS e le sue controllate fuori da tale processo; è stata avviata una massiccia campagna di incentivazione all’esodo per centinaia di lavoratori, frutto della decisione dell’azienda di prevedere il taglio del 20 per cento del personale di staff, in palese contraddizione con quanto dichiarato dal Governo in data 21 marzo 2005; l’azienda ha rifiutato la convocazione del tavolo di confronto sui problemi del gruppo e sulle sue prospettive, costringendo il Ministero per lo Sviluppo Economico a procedere per incontri separati nello scorso 28 settembre; il gruppo Finsiel conta oggi 6 aziende, una società consortile, diverse partecipazioni azionarie di minoranza, più di 600 milioni di fatturato, 3000 dipendenti e rappresenta il principale gruppo industriale del settore IT –: se il Governo sia stato informato di quanto descritto e quali strumenti intende adottare per la salvaguardia del patrimonio industriale e occupazionale del principale gruppo italiano del settore Information-Tecnology. (5-00453) Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Interrogazione a risposta in Commissione: SAGLIA, RAISI e URSO. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: il Ministro dello sviluppo economico ha predisposto il programma industria 2015 con l’obiettivo di accrescere le azioni di politica industriale orientate all’innovazione; l’obiettivo condivisibile di dare una forte scossa alle imprese e ai centri di ricerca pubblici e privati, per far emergere specializzazioni nazionali nell’industria e nei servizi proiettate verso nuove tecnologie, rischia di essere vanificato dai meccanismi operativi previsti nella Finanziaria; in particolare, a giudizio degli interroganti, esiste il rischio che le risorse non arrivino alle imprese ma siano utilizzate dagli enti, dal ministero, dalle regioni attuando un pericoloso neo-dirigismo; la previsione che i progetti possano essere verificati anche da soggetti esterni potrebbe provocare un’indebita commistione di burocrazia e pressioni corporative; i ritardi nell’approvazione dei progetti potranno essere enormi non avendo previsto clausola di silenzio-assenso qualora i ministeri cointeressati e la conferenza Stato-regioni non procedessero a fornire il loro parere –: se non ritenga di dover adottare iniziative normative per assicurare strumenti trasparenti e competitivi al fine di coinvolgere il più ampio ventaglio di partecipanti ai progetti innovativi appartenenti al mondo della piccola e media impresa. (5-00454) Interrogazione a risposta scritta: AMENDOLA. — Al Ministro dello sviluppo economico. — Per sapere – premesso che: in data 3 maggio 2001 il CIPE ha approvato il Contratto di Programma con Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2605 AI RESOCONTI la « Nuova Biozenit SpA » la cui stipula è stata effettuata nel giugno 2002, per la realizzazione di una centrale termoelettrica per la produzione di energia elettrica a biomasse e di serre destinate alla produzione di fiori attraverso un procedimento intensivo di fioritura. L’investimento è 45 milioni di euro di cui circa la metà a carico dello Stato e 3 milioni a carico della Regione Calabria che avrebbero dovuto portare alla creazione di 130 nuovi posti di lavoro; nello stesso Contratto di Programma era stabilito un apposito capitolo di spesa da destinare alla formazione dei lavoratori che, a tal proposito, hanno effettuato e completato appositi corsi con l’utilizzo di fondi regionali calabresi; per esigenze interne alla Nuova Biozenit la società ha chiesto per ragioni gestionali il trasferimento del sito per l’insediamento da San Floro a Simeri Crichi (Catanzaro); per dar luogo a tale trasferimento era necessaria una specifica delibera della Giunta regionale della Calabria di concessione del nulla osta con contestuale invio di parere positivo al CIPE; nell’imminenza dello svolgimento della consultazione elettorale per il rinnovo del Consiglio provinciale di Catanzaro le autorità istituzionali pro tempore hanno effettuato a San Floro il 5 aprile 2004 la cerimonia di posa della prima pietra dell’impianto; con deliberazione del 18 marzo 2005 il CIPE ha prorogato i termini del suddetto Contratto di Programma; ad oggi evidenziano i sindacati Cgil, Cisl e Uil nessun altro tipo di intervento è stato segnalato nonostante le vibrate e reiterate proteste dei lavoratori che hanno svolto il corso di formazione; è notizia delle ultime ore che la Nuova Biozenit ha chiesto ed ottenuto dalla Regione Puglia, nella seduta di Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Giunta regionale del 21 novembre 2006, l’autorizzazione alla delocalizzazione dell’impianto sul territorio pugliese con relativo utilizzo delle somme pubbliche previste nel Contratto di Programma; a giudizio dell’interrogante, una circostanza del genere concretezza l’ennesimo tentativo di sottrarre alla Calabria indispensabili risorse economiche tese allo sviluppo economico ed all’incremento dell’occupazione –: quali iniziative si intendano assumere al fine di mantenere nel territorio della provincia di Catanzaro gli interventi previsti dal Contratto di Programma sottoscritto nel giugno 2002 e prorogato nel marzo 2005 al fine di assicurare l’effettiva creazione dei 130 posti di lavoro previsti; se si intenda accertare le cause del mancato avvio dell’iniziativa imprenditoriale. (4-01781) * * * TRASPORTI Interrogazioni a risposta immediata in Commissione: IX Commissione: TASSONE. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: la sicurezza stradale è stata uno degli aspetti di maggior rilievo nell’attività legislativa della passata legislatura come dimostra la riforma del codice della strada e l’introduzione della patente a punti; tra le misure più incisive e meno onerose introdotte con la riforma del codice della strada va senz’altro menzionato l’obbligo di evidenziare la sagoma dei mezzi lunghi e pesanti con strisce retroriflettenti, al fine di contribuire in maniera davvero efficace alla diminuzione dell’incidentalità in un Paese come il nostro in cui l’85 per cento del trasporto merci Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2606 AI RESOCONTI avviene su gomma e il numero degli incidenti che coinvolgono i mezzi lunghi e pesanti rimane purtroppo alto; l’obiettivo europeo di dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime della strada è lontano e molto rimane da fare, in particolare in Italia dove oggi ancora si registra un forte ritardo rispetto agli altri Paesi europei; come chiaramente emerso durante la IV Conferenza di Verona dei Ministri dei Trasporti dell’Unione europea sulla Sicurezza Stradale, del 3 e 4 novembre scorsi, tra il giugno 2005 ed il giugno 2006 l’Italia ha fatto registrare un calo di incidentalità appena del 3 per cento a fronte di una media europea dell’8 per cento; questi dati allarmanti insieme all’impegno di fare della sicurezza stradale uno dei punti fondanti dell’azione di Governo, annunciavano un impegno dell’Esecutivo in questa direzione e non certo la volontà di disperdere il lavoro fatto in merito, tra l’altro, ad una disposizione che fa dell’Italia un esempio a livello europeo –: se si intenda non accedere alle richieste di sospensione dell’introduzione dell’obbligo di evidenziare le sagome dei mezzi lunghi e pesanti con strisce retroriflettenti ponendo come giustificazione l’armonizzazione con provvedimenti analoghi europei, considerato che tale armonizzazione non potrebbe che avvenire in tempi lunghissimi che porterebbero ulteriori gravi conseguenze per la sicurezza, di fronte alla quale secondo l’interrogante alcune « esigenze » di associazioni di categoria non possono trovare moralmente alcuna accoglienza. (5-00427) CARBONELLA e BARBI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: nella scorsa legislatura è stato approvato il decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, recante il « Riordino dei Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE servizi automobilistici competenza statale »; 2006 interregionali di tale provvedimento è volto, tra l’altro, a superare le rendite e i diritti di esclusività attraverso il graduale passaggio dal regime concessorio a quello autorizzativo, ad introdurre parametri intesi ad elevare gli standard di sicurezza e qualità dei servizi resi all’utenza, a disporre il riordino dei servizi esistenti nel rispetto delle competenze delle regioni e delle province autonome di Trento e di Bolzano in materia di trasporto pubblico locale, nonché a riformulare il relativo apparato sanzionatorio; l’articolo 4, nel prevedere esplicitamente gli adempimenti a carico dell’allora Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, dispone l’adozione, entro centoventi giorni dalla data di entrata in vigore del decreto, di un decreto ministeriale volto a stabilire, tra gli altri, le modalità e i criteri per il rilascio dell’autorizzazione per l’esercizio dei servizi di linea di cui all’articolo 3, comma 1; tale decreto ministeriale ad oggi non risulta essere stato emanato e non è pertanto possibile procedere al rilascio delle predette autorizzazioni, il cui possesso, peraltro, costituisce il presupposto per far svolgere il servizio ad imprese subaffidatarie, ai sensi dell’articolo 3, comma 4; inoltre lo stesso decreto ministeriale avrebbe dovuto stabilire anche le funzioni e l’organizzazione dell’elenco nazionale delle imprese che esercitano servizi di linea in qualità di imprese titolari o subaffidatarie, da istituire presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti –: quando il Governo intenda procedere all’emanazione del decreto ministeriale di cui all’articolo 4, comma 1, del decreto legislativo 21 novembre 2005, n. 285, in modo da consentire la piena attuazione della riforma dei servizi automobilistici interregionali di competenza statale. (5-00428) Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2607 AI RESOCONTI PEDRINI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: in Italia resta alta l’emergenza relativa al problema dell’incidentalità stradale che continua a far registrare un numero imbarazzante – per un Paese civile – di morti e feriti sulle nostre strade; il 50 per cento dei decessi causati da incidenti stradali colpisce persone con meno di 41 anni e il 25 per cento persone con meno di 23 anni; negli ultimi 30 anni sono morti in Italia per incidente stradale circa 300 mila persone, di cui un terzo aveva tra 15 e 29 anni; si calcola che i costi complessivi a carico del Servizio sanitario nazionale e dell’intero sistema paese si aggirino intorno ai 35 miliardi di euro l’anno; nonostante l’Unione europea e i singoli Stati membri si siano impegnati a dimezzare entro il 2010 il numero delle vittime della strada, l’obiettivo è ancora lontano e molto rimane da fare in particolare in Italia dove si è accumulato un consistente ritardo rispetto agli altri Paesi europei; nonostante l’impegno del Governo, continua purtroppo a registrarsi una sostanziale carenza di azioni concrete atte a garantire una maggiore efficacia nella prevenzione dell’incidentalità stradale e una scarsa ottimizzazione di quelle già adottate; tra tali misure rientra senza dubbio l’obbligo di evidenziare la sagoma dei mezzi lunghi e pesanti con strisce retroriflettenti introdotto, nella passata Legislatura anche grazie all’attuale maggioranza, al comma 2-bis dell’articolo 72 del codice della strada; tale disposizione prevede, in particolare, che i veicoli di nuova immatricolazione devono essere dotati di strisce retroriflettenti dal 1o aprile 2005 ed i veicoli in circolazione entro il 31 dicembre 2006; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 l’obbligo di equipaggiamento con strisce retroriflettenti, che per il parco circolante è stato oggetto di proroga per ben tre volte a seguito di forti pressioni di alcune associazioni di categoria di autotrasportatori, può garantire un risparmio in termine di incidentalità, e quindi di morti e feriti, tra il 21 per cento e il 42 per cento come dimostra il recente rapporto promosso dalla Commissione europea al fine di misurarne l’efficacia; risulterebbe l’intenzione del Governo di sospendere a tempo indeterminato l’obbligo di installazione sui veicoli delle strisce retroriflettenti –: se il Governo intenda effettivamente sospendere una misura – attesa ormai da molto tempo da milioni di cittadini utenti della strada – alla quale oltre il 60 per cento del parco circolante, del resto, ha già provveduto ad adeguarsi e se intenda quindi dare attuazione a quanto previsto dal codice della strada e dimostrare all’elettorato che la sicurezza stradale è tra le priorità dell’agenda politico-istituzionale del Paese. (5-00429) CAPARINI e PINI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: a seguito dell’introduzione di disposizioni che escludono o limitano fortemente il ricorso al lavoro straordinario per il personale che effettua missioni in conto privato, il personale tecnico e gli esaminatori della Motorizzazione (M.C.T.C) della provincia di Forlı̀-Cesena, si astengono dall’effettuazione di operazioni tecniche e collaudi presso le sedi delle imprese private in regime di lavoro straordinario; nella sola provincia di Forlı̀-Cesena, a seguito di una datata tradizione industriale, sono attive decine di aziende che operano nel settore della costruzione di furgonature per cassonetti refrigeratori, aziende che costruiscono cisterne, che risultano essere fortemente penalizzate dalle norme di cui sopra; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2608 AI RESOCONTI le associazioni di categoria, Confindustria Fc - Confartigianato Fe - Api Fc Cna Fc, lamentano gravi disagi alle imprese del settore che dovranno effettuare le operazioni tecniche presso i locali della M.C.T.C, impegnando personale proprio per condurre i veicoli e per effettuare lunghe soste in attesa delle prescritte verifiche di collaudi, con grave danno alla competitività delle stesse; a causa di questa situazione si pone anche un grave problema riguardante la viabilità locale, già pesantemente penalizzata da obsolescenza delle infrastrutture, con inevitabili pericoli di incidenti e ingorghi stradali dovuti alla movimentazione e spostamento dei mezzi pesanti; a fronte di quanto sopra anticipato, si evidenzia un’inefficienza dell’ente pubblico che naturalmente grava sui costi delle imprese in questione. Si deve considerare insufficiente ed esiguo il numero delle giornate a disposizione delle stesse per effettuare tali collaudi nelle sedi della M.C.T.C di Forlı̀ e Cesena, tre giorni alla settimana, che consentono solo un numero limitato di collaudi rispetto alle attese e alle richieste delle numerose imprese del territorio; è da imputarsi a questo risultato di inefficienza burocratica il rischio di un deficit di capacità concorrenziale delle numerose imprese che realizzano allestimenti speciali, costrette ad un iter inutile e costoso che prevede prima l’immatricolazione del veicolo e in un secondo momento il suo collaudo. Queste inefficienze comportano il rischio da parte delle aziende di non soddisfare l’utenza e di perdere opportunità imprenditoriali, con conseguente gap competitivo del sistema economico provinciale; si mette in dubbio, sempre riportando il malcontento delle associazioni di categoria, l’operatività stessa degli uffici della M.C.T.C della provincia di Forlı̀Cesena che non sempre riesce ad assolvere una funzione di supporto dell’economia locale, con servizi puntuali ed efficienti nei confronti della filiera della costruzione di Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 veicoli commerciali e delle imprese di autotrasporto che costituiscono, come già ricordato, una realtà economica determinante del territorio della provincia romagnola –: quale tipo di intervento il Ministro in indirizzo intenda attuare per tutelare le imprese romagnole e il territorio della provincia di Forlı̀-Cesena da un sistema di inefficienze burocratiche che penalizza fortemente la capacità competitiva delle imprese che operano nel settore, le quali si vedono costrette a sostenere un consistente aumento dei costi a causa della limitazione dei pagamenti straordinari, in seno agli organi di controllo della M.C.T.C di Forlı̀-Cesena. (5-00430) FABRIS e AFFRONTI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: nell’ultimo anno, come certificato dalla Corte dei conti, si è verificato un aumento, secondo gli interroganti, esorbitante delle spese per la comunicazione e il marketing delle FF.SS., a fronte di una immagine trasmessa dagli organi di stampa di un’azienda esempio di inefficienza e, come dichiarato dall’amministratore delegato alla Commissione Trasporti, quasi al collasso; si è provveduto a modificare taluni percorsi, tagliando intere zone del Nord Ovest dalla comunicazione Eurostar diretta con Bologna e Firenze, come consta agli interroganti, senza giustificazione di vantaggi economici che ne derivino all’azienda, né miglioramenti del servizio, e senza alcuna preventiva comunicazione all’utenza, né concertazione e né informazione alle istituzioni (Regioni, Province e Comuni), che vengono chiamate in causa solo per le richieste di sovvenzionamenti; le Province del Nord Ovest (TO-ATAL-PV-PC) chiedono più comunicazione con le istituzioni e la sospensione dei provvedimenti presi –: quali provvedimenti il Ministro interrogato intenda adottare nei confronti Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2609 AI RESOCONTI di Trenitalia, riguardo alle decisioni assunte ed esposte nella presente interrogazione. (5-00431) Interrogazioni a risposta in Commissione: TASSONE. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: risulterebbe all’interrogante la soppressione di fermate e di treni a lunga percorrenza, sia sulla linea ferroviaria del versante ionico-catanzarese che di quello ionico-reggino; la riduzione di treni e fermate riguarderebbe anche quelli locali, senza tenere conto dei bisogni e delle esigenze degli utenti residenti; oltre a causare gravi disagi alle popolazioni locali tale politica adottata da Trenitalia arreca un significativo danno economico agli operatori turistici calabresi in generale e ionici in particolare –: se non ritenga di sollecitare la società Trenitalia affinché ripristini i treni e le fermate soppressi in maniera tale da garantire un servizio adeguato alle esigenze dell’utenza. (5-00426) MANCUSO e AIRAGHI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: la cosiddetta « Bretella autostradale Boffalora-Malpensa » dovrebbe collegare l’autostrada Torino-Milano con l’aeroporto intercontinentale di Malpensa; i lavori iniziati a giugno 2005 proseguono a rilento e, a quanto risulta all’interrogante, fonti A.N.A.S. affermano l’impossibilità di rispettare il termine di consegna dei lavori dei 16 ottobre 2007; alcuni ostacoli avrebbero rallentato i lavori dell’opera lunga 18 km fino a farli slittare a giugno 2008; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 la regione Lombardia, competente per territorio, ha espresso grande preoccupazione, stante l’importanza vitale di questo collegamento per la viabilità ordinaria delle province di Milano, Varese nonché di quella novarese; in particolare per il novarese l’opera alleggerirebbe il traffico sulla Strada Statale 32 per Oleggio e, conseguentemente, sull’ottocentesco ponte di ferro sul fiume Ticino, ormai assolutamente inadeguato a sopportare i livelli attuali di movimento e di cui non si conoscono i tempi di progettazione e realizzazione —: se il Governo voglia attivarsi per limitare al massimo il ritardo nella consegna dell’opera in oggetto; se non ritenga di dover rendere noti i dati relativi alla progettazione e alla realizzazione del nuovo ponte di collegamento tra Oleggio (Novara) e Lovate Pozzolo (Varese). (5-00455) Interrogazioni a risposta scritta: MARIO RICCI, OLIVIERI e LOCATELLI. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: la Direzione Regionale Lazio di Trenitalia nell’anno 2004 ha assunto 24 lavoratori con la qualifica di apprendistato; allo scadere dei tre anni (2007), i suddetti lavoratori dovranno avere la trasformazione del contratto a tempo indeterminato; i medesimi lavoratori vengono impiegati in turni di lavoro a rotazione (compreso i turni notturni) e in prestazioni di lavoro straordinario che comporta, oltre alla maturazione immediata (sotto il profilo giuridico) del diritto di passaggio al contratto a tempo indeterminato, una aperta violazione delle norme contrattuali vigenti in materia; l’inadempienza contrattuale da parte di Trenitalia risulta essere largamente praticata, in tutti i livelli societari –: se il Ministro intenda assumere provvedimenti, per ripristinare la corretta ap- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2610 AI RESOCONTI plicazione del contratto nazionale di categoria da parte di Trenitalia e, quindi, l’utilizzo del personale come previsto dalle normative vigenti. (4-01760) PATARINO. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: nell’orario di Trenitalia risultano soppressi i quattro intercity che giornalmente collegavano Bari a Taranto ed a Reggio Calabria, rendendo definitiva quella che, cosı̀ come più volte garantito, doveva essere una sospensione per temporanee ragioni di restyling; con tale, a giudizio dell’interrogante, inopinata ed ingiustificata soppressione si appesantisce ulteriormente uno stato di isolamento e di marginalizzazione del territorio jonico, al quale manca tuttora il completamento di un’autostrada che si ferma in realtà a venti chilometri di distanza dal Capoluogo ed il raddoppio della linea ferroviaria per Bari, bloccato in particolare dalle resistenze di alcune Amministrazioni Comunali; mentre da più parti si sostiene la necessità di migliorare la qualità e l’efficienza dei nostri servizi ferroviari per invogliare un numero sempre maggiore di viaggiatori a prendere il treno per fare diminuire il traffico su gomma, sovente al centro dell’attenzione per la crescente quantità di incidenti mortali e per il grave impatto ambientale, di fatto si registrano assurde decisioni di soppressioni di servizi indispensabili (come quelli degli intercity Bari-Taranto-Reggio Calabria) e notizie sempre più allarmanti sulle condizioni igienico-sanitarie dei treni italiani (dalle zecche del 2005 alle tracce della legionella, scoperte ultimamente dai carabinieri dei NAS a seguito di prelievo di campioni di acqua prelevata nei bagni di alcuni treni in Piemonte, alla carenza delle più elementari operazioni di pulizia ordinaria); ciò avviene in un momento di particolare difficoltà per l’economia jonica, pe- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 santemente colpita – tra l’altro – dalla grave ed inaffrontata crisi di mercato dei suoi prodotti agricoli, sia dalla discutibile declaratoria di dissesto finanziario del Comune di Taranto –: quali iniziative intenda urgentemente intraprendere, affinché sia restituito ad un territorio che sta vivendo un momento di particolare sofferenza, almeno quel poco finora concessogli – nell’ambito dei trasporti – a partire dal ripristino dei quattro servizi intercity già menzionati, evitandogli un’ulteriore, ingiusta e devastante penalizzazione. (4-01767) FABRIS. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: negli ultimi tempi si sono verificati numerosi incidenti tecnici sugli aereomobili della compagnia aerea Alitalia; in data 26 ottobre 2006, i passeggeri del volo Alitalia in partenza per la città di Tirana (Albania) alle ore 14,30 dall’aeroporto internazionale di Fiumicino « Leonardo da Vinci » hanno vissuto momenti di altissima tensione e di grave disagio quando, durante la fase di decollo, hanno avvertito con chiarezza taluni rumori apparentemente causati da un guasto ad un motore del velivolo che ha costretto il pilota ad invertire la rotta; in data 20 novembre 2006 un Airbus A320, volo AZ 717 (un MD 80) da Atene a Roma, ha avuto un guasto al sistema di pressurizzazione della cabina, costringendo i passeggeri a subire una brusca variazione di quota e ad indossare le maschere per l’ossigeno apertesi automaticamente; la sicurezza del trasporto aereo è una necessità assoluta a cui non possono certo essere opposte eccezioni di alcun tipo –: se corrisponda al vero quanto descritto dalla presente interrogazione e nel caso quali iniziative, il Ministro interrogato, intenda assumere per garantire la Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2611 AI RESOCONTI regolarità della manutenzione e la sicurezza dei velivoli della compagni di bandiera Alitalia; se sia a conoscenza dei motivi per i quali gli organi di stampa non abbiano dato notizia, o se lo hanno fatto solo in maniera molto marginale, dei gravi episodi descritti dalla presente interrogazione. (4-01770) BOCCHINO. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: Trenitalia ha ridisegnato la mappa degli orari e dei trasporti da e per Sapri (e quindi il comprensorio del Basso Cilento, Vallo di Diano, Potentino Meridionale, e Alta Calabria fino a Diamante) verso numerose destinazioni sul territorio nazionale; tali cambiamenti, che diventeranno operativi dal prossimo 10 dicembre, prevedono tra gli altri disagi, la cancellazione dell’unico collegamento diretto diurno attualmente esistente con Milano e la cancellazione di tutti i collegamenti diretti diurni oltre che con il capoluogo lombardo, anche con Livorno, Pisa, Genova, Trento, Bolzano e, verso sud, con la Sicilia; i passeggeri saranno cosı̀ costretti a raggiungere le località sopra citate solo cambiando più volte treno, con il conseguente disagio in termini di tempo (oltre due ore) e il maggior dispendio di denaro (quasi il cinquanta per cento in più), circostanza, quest’ultima, non trascurabile per un’area notoriamente depressa economicamente; il bacino di utenza colpito da questi disagi comprende circa 50 comuni, con oltre 100.000 abitanti che quadruplicano nei periodi festivi; basterebbero piccoli accorgimenti, come ripristinare corse e fermate esistenti per anni, pian piano scippate alle tratte interessate, il cui « costo » in termini temporali non supererebbe i 3 minuti per treno, minuti recuperabili normalmente in poche decine di chilometri –: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 quali iniziative il Ministro intenda prendere affinché sia restituita alla popolazione residente la legittima aspettativa a godere di collegamenti agevoli con il resto d’Italia e non sia penalizzata ulteriormente un’area geografica dove il turismo andrebbe agevolato piuttosto che disincentivato da frequenti cambi di mezzi e maggiori costi per viaggiare. (4-01773) FABRIS. — Al Ministro dei trasporti. — Per sapere – premesso che: gli autocaravan sono il mezzo privilegiato dalle famiglie che si dedicano al turismo itinerante, cui deve essere garantito, al pari di qualunque altro cittadino, la libertà di circolazione e soggiorno prevista dall’articolo 16 della nostra Costituzione; gli autocaravan sono altresı̀ annoverabili tra i mezzi di trasporto più comodi e funzionali per consentire agevoli spostamenti alle persone disabili, in particolare al fine di permettere loro di beneficiare di quei momenti di svago, da condividere con i propri familiari, che la loro condizione di menomazione rende meno accessibili; il nuovo codice della strada di cui al decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 consente ai sindaci di emettere ordinanze che limitano la circolazione di una particolare categoria di veicoli solo per accertate e motivate esigenze della circolazione stradale; nonostante ciò, gran parte delle ordinanze emesse dalle amministrazioni locali a questo proposito risultano ingiustificatamente discriminatorie nei confronti degli autocaravan, limitando ad essi particolari prescrizioni e divieti di circolazione e di sosta, ad esempio consentendoli solo in apposite « aree attrezzate »; da ultimo, il comune di Bologna, con ordinanza del 23 ottobre 2006, protocollo n. 232113/2006, ha addirittura disposto la Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2612 AI RESOCONTI soppressione, con decorrenza 8 novembre 2006, dell’area camper sita nel parcheggio di via Luigi Tanari 17, restringendo cosı̀ ulteriormente la libertà di circolazione e sosta esistente in tale città –: come valuti l’On. Ministro interrogato quanto descritto nella presente interrogazione e quali iniziative normative intenda adottare al fine di consentire a tutti i cittadini la piena fruizione della propria libertà costituzionale di circolazione, anche sotto l’aspetto della libertà di scegliere il mezzo con cui muoversi. (4-01776) Apposizione di firme a mozioni. La mozione D’Elia e altri n. 1-00053, pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta del 27 novembre 2006, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Fitto. La mozione Attili e altri n. 1-00065, pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta del 28 novembre 2006, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Lovelli. Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Ritiro di documenti del sindacato ispettivo. I seguenti documenti sono stati ritirati dai presentatori: interrogazione a risposta in Commissione Fava n. 5-00329 del 24 ottobre 2006; interpellanza urgente Fabris n. 200221 del 7 novembre 2006; interpellanza urgente Fabris n. 200223 dell’8 novembre 2006; interrogazione a risposta scritta Bonelli n. 4-01673 del 16 novembre 2006; interrogazione a risposta scritta Rossi Gasparrini n. 4-01680 del 17 novembre 2006. Trasformazione di un documento del sindacato ispettivo (ex articolo 134, comma secondo, del Regolamento). Il seguente documento è stato cosı̀ trasformato su richiesta del presentatore: interrogazione a risposta scritta Foti n. 4-01123 del 28 settembre 2006 in interrogazione a risposta in Commissione n. 5-00423. ERRATA CORRIGE Apposizione di una firma ad una interrogazione. L’interrogazione a risposta immediata in assemblea Volontè e altri n. 3-00431, pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta del 28 novembre 2006, deve intendersi sottoscritta anche dal deputato Casini. Ritiro di un documento di indirizzo. Il seguente documento è stato ritirato dal presentatore: mozione Volontè n. 1-00051 del 27 novembre 2006. Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Licandro e Diliberto n. 3-00420 già pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « LICANDRO e DILIBERTO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: nella notte tra il 10 e l’11 aprile 2006, nel corso dello scrutinio dei voti delle ultime elezioni politiche, l’aggiornamento dei dati che affluivano al ministero dell’interno si arrestava intorno alle ore 24, senza che ad oggi ne siano state rese note le ragioni; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2613 AI RESOCONTI i dati che il ministero dell’interno diramava erano comunque diffusi con notevole, inspiegabile e ancora non chiarito ritardo rispetto a qualunque altro precedente elettorale, a fronte di una scheda di più facile lettura rispetto a quella di qualunque altra consultazione elettorale; il ministero dell’interno adduceva problemi di natura tecnica, anch’essi ancor oggi non resi noti ai tecnici e all’opinione pubblica; in un comunicato stampa dell’11 aprile 2006, presente sul sito internet del ministero dell’interno fino al 13 aprile 2006, si comunicava che tra i dati provvisori pervenuti al ministero dell’interno si registrava per la Camera dei deputati il dato di 43.028 schede contestate; e già il 12 aprile 2006 l’allora Presidente del Consiglio dei ministri Silvio Berlusconi lanciava un’aggressiva campagna politica e mediatica contro la legittimità del risultato elettorale, che vedeva, comunque, prevalere l’Unione con uno scarto di 25.224 voti, indicando all’opinione pubblica la realizzazione di « tanti, tantissimi brogli elettorali », tali che « il risultato deve cambiare », e auspicando l’emanazione di un decreto-legge per il riconteggio delle schede e per il riesame dei verbali; l’aggressiva campagna mediatica dell’allora Presidente del Consiglio dei ministri, dunque, si fondava sul dato del ministero dell’interno di 43.028 schede contestate, che avrebbero dovuto sovvertire il risultato elettorale alla Camera dei deputati; soltanto il 14 aprile 2006, a distanza di diversi giorni dallo scrutinio delle schede, il ministero dell’interno diramava un comunicato con cui rendeva noto che il numero delle schede contestate, in realtà, si riduceva a 2.131 per la Camera dei deputati e a 3.135 per il Senato della Repubblica e che i dati di 43.028 per la Camera dei deputati e di 39.822 per il Senato della Repubblica erano semplicemente il frutto di un errore materiale, che Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 aveva condotto a sommare le schede contestate vere e proprie con le schede nulle o bianche; l’errore materiale commesso era, secondo gli interroganti, di una gravità e di una cosı̀ palmare evidenza da poter essere rilevato subito da chiunque avesse una sufficiente dimestichezza con i conteggi elettorali; emergeva cosı̀ presso il dipartimento di statistica L. Lenti dell’Università di Pavia che tali gravissime anomalie diffuse dal ministero dell’interno già il 12 aprile 2006 riguardavano soltanto pochissime province, in particolare quelle di Catania, Como, Udine e Pisa; segnatamente il ministero dell’interno comunicava che nella provincia di Catania i voti non validi erano 9.993, le schede bianche erario di identico numero (9.993) e i voti contestati erano 19.142; i voti contestati erano 6.912 nella provincia di Como, 6.790 nella provincia di Udine e 4.281 nella provincia di Pisa; dunque, la metà delle presunte schede contestate dell’intero territorio nazionale erano concentrate solo nella provincia di Catania (19.142); nel complesso le schede contestate in queste quattro province ammontava a 37.125, cioè l’86 per cento del totale; la città di Catania era stata già caratterizzata da irregolarità gravi e manifeste, già sin dalla fase di presentazione delle liste durante le elezioni amministrative del maggio 2005; il ministero dell’interno non si è accorto immediatamente e autonomamente del gravissimo e macroscopico errore; ciò è avvenuto attraverso il rilievo indipendente di un docente universitario di statistica sociale dell’Università degli studi di Catania, che già il 12 aprile 2006 segnalava alla prefettura di Catania la sola evidente anomalia della relativa provincia; la prefettura manifestava conseguentemente sorpresa e sconcerto per la dif- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2614 AI RESOCONTI fusione di dati che non corrispondevano a quelli dalla stessa (unica fonte primaria) trasmessi al ministero dell’interno e che già in data 12 aprile 2006, come risulta dai tabulati cartacei e da quelli disponibili in formato elettronico, vedeva come contestate un dato di 33 schede, assolutamente irrilevante rispetto alla campagna mediatica dell’ex Presidente del Consiglio dei ministri e perfettamente in linea con il dato fisiologico del fenomeno nelle restanti province e in tutte le precedenti tornate elettorali; come è noto, i limiti fisiologici dei voti contestati al più ammonta a qualche centinaio di schede e non è mai giunto a decine di migliaia in tutto il territorio nazionale, dato ancora più eclatante e sospetto, dacché concentrato in una sola provincia –: se risultino agli atti depositati presso il Governo elementi tali da chiarire quali siano stati i problemi tecnici addotti dal ministero dell’interno per spiegare i ritardi nell’aggiornamento dei risultati provvisori, quale ragione nel corso della notte abbia prodotto la lunga interruzione della diffusione dei dati man mano che giungevano al ministero dell’interno e perché il ministero dell’interno abbia atteso il 14 aprile 2006 per diffondere il risultato corretto della fortissima riduzione delle schede contestate, rispetto a quello inizialmente diffuso, quando già le segnalazioni erano giunte dalla prefettura di Catania ben due giorni prima, trattandosi, peraltro, di una verifica di assoluta immediatezza. (3-00420) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea D’Elia n. 3-00421 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 Primo Ministro Rafik Hariri, al quale si oppongono gli hezbollah e il Presidente filosiriano Lahoud, con il conseguente tentativo di far cadere il Governo Siniora, tentativo nel quale pure si inserisce il recente assassinio del Ministro Pierre Gemayel; nel recente vertice con il Presidente francese Chirac, il Presidente Prodi ha affermato la necessità di avviare un dialogo con la Siria volto a trovare una soluzione politica della crisi libanese –: se non ritenga di dover esprimere il sostegno concreto all’entrata in funzione del tribunale internazionale sul caso Hariri, annunciando da subito un forte aiuto economico alla sua messa in opera, perché la soluzione politica della crisi libanese non prescinda dall’accertamento della verità e dall’affermazione della giustizia in Libano. (3-00421) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Bondi e altri n. 3-00422 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « BONDI, ELIO VITO e LEONE. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: l’organizzazione non governativa Movimondo è stata oggetto di un’inchiesta da parte dell’Unione europea e, in particolare, del suo organo ispettivo Olaf; tale inchiesta ha implicato l’immediata sospensione di tutti i finanziamenti in corso da parte della stessa Unione europea; « D’ELIA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri.- Per sapere – premesso che: contemporaneamente l’organizzazione non governativa Movimondo ha continuato a ricevere finanziamenti da parte della direzione generale per la cooperazione allo sviluppo del ministero degli affari esteri; il Governo libanese ha approvato il 25 novembre 2006 l’istituzione del tribunale internazionale sull’assassinio dell’ex l’inchiesta dell’Olaf ha comportato l’incriminazione anche per reati di ordine penale per i dirigenti di Movimondo; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2615 AI RESOCONTI a seguito di tali vicende, la direzione dell’organizzazione non governativa in parola è stata assunta dall’attuale Sottosegretario per gli affari esteri Di Santo e, nel corso della sua gestione, l’organizzazione non governativa Movimondo ha ricevuto finanziamenti, anche attraverso un contratto stipulato con l’organizzazione internazionale Img –: a quanto ammontino tali finanziamenti, se siano stati regolarmente rendicontati e se risponda a verità che nel comitato direzionale del 9 ottobre 2006, a favore della stessa organizzazione non governativa Movimondo, sia stato deliberato un finanziamento di euro 236.552 per la realizzazione di un filmato dai titolo « Forse Dio è malato », tratto da un libro di Walter Veltroni e la cui regia è stata affidata ai fratelli Taviani. (3-00422) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Migliore e altri n. 3-00423 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « MIGLIORE, MARIO RICCI e OLIVIERI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: da mesi i sindacati attendono invano di incontrare il Governo per discutere del futuro di Fincantieri; nell’audizione alla Commissione trasporti, poste e telecomunicazioni della Camera dei deputati il Sottosegretario Tononi, al quale è stato chiesto quando il Governo intenda incontrare i sindacati, semplicemente non ha risposto; non si riesce a capire quale idea del rapporto con il « Paese reale » guidi l’operato dei troppi tecnici, che, pare, intendono dettare l’agenda al Governo, o, forse, la si capisce benissimo: è l’idea di chi pensa al Governo come luogo nel quale si possa decidere il futuro della cantieristica italiana (e quello di ventimila lavoratori), al di fuori di qualsiasi confronto sociale e politico; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 l’amministratore delegato di Fincantieri, dottor Bono, anche lui in audizione, è stato, invece, chiarissimo: la quotazione in borsa ci vuole, punto e basta; a tal proposito, il Sottosegretario ha precisato che « non è un’ipotesi di Governo »; a parere degli interroganti, sarebbe un paradosso: un gruppo industriale che è diventato leader mondiale in segmenti importanti della produzione navale, che ha bilanci attivi e che vanta un portafoglio ordini in grado di garantire lavoro a tutti gli stabilimenti per i prossimi quattro anni, verrebbe messo sul mercato ed esposto alle ferree leggi della finanza e della speculazione borsistica; sarebbe, invece, molto utile una discussione vera, ma non sulla borsa, bensı̀ sulla politica industriale di questo Paese, sulle scelte nel campo della mobilità delle merci e delle persone, sulle vie del mare come una delle alternative ad un trasporto troppo centrato sulla gomma, sul valore strategico dell’industria navalmeccanica e sul ruolo centrale che, in un contesto innovativo, potrebbe essere giocato da una Fincantieri che deve continuare ad essere un grande gruppo industriale interamente pubblico; giorni fa, a Castellammare di Stabia, i sindaci delle città sedi di stabilimenti Fincantieri si sono riuniti, hanno detto no alla privatizzazione del gruppo (che sarebbe conseguente alla quotazione in borsa) e hanno deciso di chiedere anche loro, insieme ai sindacati, di incontrare il Governo –: quali atti concreti intenda porre in essere per fare proprie le istanze della società, quelle del mondo del lavoro, in primo luogo, e del futuro della cantieristica italiana. (3-00423) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Oliva e altri Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2616 AI RESOCONTI n. 3-00424 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « OLIVA, LO MONTE, NERI, RAO e REINA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: l’azienda Poste Italiane spa ha di recente avviato una riorganizzazione del servizio postale, che prevede in Sicilia la chiusura di uffici nei comuni più piccoli e la riduzione di oltre 200 zone di recapito, con il conseguente concentramento del recapito presso i cosiddetti « centri primari di distribuzione », allontanando il servizio di recapito dal comma stesso; nella regione le Poste hanno già deciso di ridurre siti (Cuas di Palermo, centro Postel) per trasferire la lavorazione di prodotto nel Nord Italia, compromettendo oltre 400 posti di lavoro; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 hanno promosso un sit in di protesta il giorno 21 novembre 2006 presso la direzione centrale di Poste Italiane spa –: quale sia la politica del Governo in materia di telecomunicazioni e di occupazione, se non ritenga che le logiche di mercato debbano, a volte, passare in secondo piano rispetto alle esigenze del territorio, sia in termini di servizi offerti al cittadino, sia in termini di occupazione, e se intenda promuovere tutte le iniziative necessarie a riconsiderare la riorganizzazione aziendale che penalizza fortemente i siti territoriali della Sicilia. (3-00424) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Del Bue n. 3-00425 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: le decisioni di Poste Italiane spa, oltre a compromettere il servizio pubblico postale, hanno penalizzato la regione Sicilia ad alto tasso di disoccupazione con la perdita di oltre 1.000 posti di lavoro, avendo questa, tra l’altro, dato un contributo notevole al raggiungimento e rilancio della società; la Commissaria europea del corridoio 5, che da Lisbona si dovrà congiungere con Kiev, attraversando l’Italia, ha più volte richiamato i ritardi del nostro Paese; malgrado i tanti pensionamenti, che in alcune filiali siciliane, come quella di Messina, si sono talvolta « incentivati » con il ricorso documentato ad azioni di mobbing e ritorsione nei confronti di funzionari e dipendenti e che solo in parte sono stati rimpiazzati per effetto dei reintegrati ricorsisti, si continuano a sopprimere posti di lavoro che sono essenziali per il territorio e per il servizio al cittadino; sulla ferrovia ad alta velocità TorinoLione, che rappresenta un asse fondamentale di tale « passaggio », il Governo italiano non ha una posizione univoca e oscilla tra il possibilismo del Ministro Di Pietro, sia pur condizionato da nuove procedure che allungano e di molto l’operatività della stessa, fino alla netta opposizione più volte manifestata dal Sottosegretario Cento; la conseguenza della riorganizzazione aziendale, oltre ad aumentare in modo sproporzionato i carichi di lavoro dei dipendenti, certifica la soppressione di ulteriori 200 posti e il licenziamento di altre 300 unità che in atto operano presso le agenzie di recapito; alla luce dell’abbandono delle procedure della cosiddetta « legge obiettivo » del 2001, i tempi sono diventati ormai chiaramente incompatibili con le esigenze operative che vengono proposte in sede comunitaria, alla luce dei finanziamenti da inserire nel loro bilancio –: l’attuale politica di riorganizzazione aziendale ha sollevato forti critiche da parte di molti sindaci e dei sindacati, che quale sia con esattezza la posizione del Governo italiano e, in particolare, se non intenda garantire che l’opera Torino- « DEL BUE. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2617 AI RESOCONTI Lione non è persa e cosı̀ il corridoio 5, che potrebbe trovare oggi una nuova sistemazione più a Nord, nell’asse che dalla Svizzera all’Austria potrebbe congiungersi con Budapest e con Kiev. (3-00425) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Borghesi e altri n. 3-00426 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « BORGHESI, DONADI e EVANGELISTI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: in queste settimane, dopo molti mesi di intenso e, per diversi aspetti, drammatico impegno, si sta completando come previsto il ritiro del nostro contingente dall’Iraq; negli stessi giorni a Riga la capitale lettone si apre il summit mondiale della Nato, che potrà contare sulla partecipazione di ben 26 Capi di Stato; Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 hezbollah e nuovi razzi sono caduti sul territorio israeliano, mentre in Palestina e nei territori occupati la tensione torna a crescere; la scorsa settimana si è tenuto a Lucca un importante vertice bilaterale italo-francese, nel quale si è anche affrontata la questione mediorientale nel suo complesso, con particolare riferimento al Libano ed all’Afghanistan, e la natura dell’impegno in quell’area dei due Paesi –: alla luce dei più recenti accadimenti, quali siano gli intendimenti del Governo circa l’impegno delle nostre truppe nelle missioni internazionali di pace e quale sia, in particolare, l’orientamento circa la nostra presenza in Afghanistan. (3-00426) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Maroni e altri n. 3-00427 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: si apprende che in questa occasione, come anticipato da molti organi di stampa, verrà chiesto ai Paesi membri, in particolare a quelli dell’Unione europea, un maggiore impegno a sostegno della missione in Afghanistan: attualmente la missione Isaf, passata dal 2003 sotto il controllo della Nato, può contare su 30 mila unità, di cui però buona parte rappresentata da truppe americane; « MARONI, GIANCARLO GIORGETTI, GIBELLI, COTA, DOZZO, ALESSANDRI, ALLASIA, BODEGA, BRICOLO, BRIGANDÌ, CAPARINI, DUSSIN, FAVA, FILIPPI, FUGATTI, GARAVAGLIA, GOISIS, GRIMOLDI, LUSSANA, MONTANI, PINI, POTTINO e STUCCHI. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: attualmente la situazione nel Paese appare molto pericolosa: dall’inizio del 2006 si sono registrate quasi 4 mila vittime, in buona parte civili, ed esiste il rischio che il Paese precipiti verso uno stato di guerra aperta; l’attuale maggioranza di Governo, per risollevare le sorti della compagnia aerea Alitalia, intende riproporre l’alleanza strategica con la compagnia europea Air France, legata ad Alitalia con uno scambio azionario del 2 per cento del capitale sociale già dal 2001; in merito il Presidente francese Jacques Chirac ha delineato la possibilità di proporre la creazione di un gruppo di contatto tra Paesi della Nato ed altri partner; in Libano, dove come in Iraq e Afghanistan sono impegnati dei nostri militari, pare finita la tregua con le milizie la decisione di aprire il mercato dell’Alitalia al partner europeo Air France, colosso sul piano mondiale, rischia di far perdere competitività alla compagnia aerea di riferimento, che ha progressivamente perso, negli ultimi anni, quote di mercato sia sulle tratte nazionali, sia sulle tratte intercontinentali; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2618 AI RESOCONTI l’aeroporto di Malpensa, come dimostrano i dati, è il quinto hub d’Europa, con 38 destinazioni servite; lo scalo lombardo ha fatto registrare il più alto tasso di crescita tra quelli europei, più 11,1 per cento rispetto alla media europea del 5 per cento, e si conferma come uno dei centri di distribuzione più importanti d’Europa; il numero di passeggeri nell’aeroporto di Malpensa è passato da 3,9 milioni nel 1997 a 19,6 milioni nel 2005, facendo registrare una variazione del 400 per cento contro una variazioni del 26,6 per cento registrata nello stesso periodo di tempo nell’aeroporto di Roma-Fiumicino, il cui numero di passeggeri è passato da 25,9 nel 1997 a 32,8 nel 2005; Alitalia, ancora oggi, è l’unica compagnia che ha distribuiti su due hub aeroportuali la propria flotta, su Roma Fiumicino e su Milano Malpensa, e la doppia opzione risulta assolutamente antiindustriale, anche in ragione del fatto che il 70 per cento dei biglietti aerei è venduto nel Nord del Paese; le dichiarazioni rilasciate alla stampa dell’attuale Presidente della Sea, che sarebbe disposto a concedere un terminal esclusivo al vettore nazionale, all’unica condizione che Alitalia, nell’aggiornamento del piano industriale, individui in Malpensa l’hub aeroportuale di riferimento dove concentrare la propria capacità; da notizie di stampa, che confermano la posizione di alcuni esponenti dell’attuale maggioranza di Governo di rinunciare all’hub aeroportuale di Malpensa, emergono profonde incertezze non solo sul futuro di Alitalia, dal momento che la compagnia aerea ha su Malpensa il 50 per cento del proprio traffico, ma anche sull’ostacolo alla crescita economica delle imprese del Nord, che vedono proprio nell’aeroporto lombardo il centro strategico di distribuzione dei traffici da e verso l’Europa; l’abbandono di Malpensa emarginerebbe il nostro Paese dai grandi traffici europei ed il vantaggio ricadrebbe sui Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 grandi hub dell’Europa del Nord, in particolare su Francoforte e su Parigi, relegando la compagnia aerea Alitalia a vettore regionale strutturalmente e strategicamente subalterno alle altre compagnie aeree europee –: quali misure il Governo intenda adottare in relazione alla disponibilità della società di gestione Sea, al fine di garantire lo sviluppo dell’aeroporto di Malpensa, unica soluzione industriale in grado di restituire efficienza e competitività all’Alitalia. (3-00427) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Fabris n. 3-00428 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « FABRIS. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: secondo quanto appreso dalla stampa in data 13 novembre 2006, in base ad un rapporto dell’Enac, Ente nazionale per l’aviazione civile, la compagnia aerea di bandiera Alitalia si caratterizzerebbe per una superficiale gestione dei controlli tecnici e sarebbero anche stati riscontrati episodi di cattiva manutenzione; i rilievi Enac rientrano in una normale attività di controllo ed hanno riguardato solo aspetti procedurali e formali nella manutenzione degli aeromobili; in questi ultimi mesi si sono verificati numerosi incidenti aerei: in particolare, in data 26 ottobre 2006, i passeggeri del volo Alitalia in partenza per la città di Tirana (Albania) alle ore 14,30 dall’aeroporto internazionale di Fiumicino « Leonardo da Vinci » sono stati coinvolti in un episodio di altissima tensione e di grave disagio, come pure quelli coinvolti nell’incidente verificatosi in data 20 novembre 2006 sul volo AZ 717 da Atene a Roma, dove si è verificato un guasto al sistema di pressurizzazione della cabina; Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2619 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 la stampa ha segnalato alcuni altri incidenti nell’ultimo mese, pur cercando di sminuirne la gravità e l’importanza –: d) la riduzione del costo del lavoro tramite deduzioni all’imponibile per l’irap; quali siano le valutazioni del Governo sul verificarsi di questi incidenti, in particolare se sia a conoscenza dei motivi per i quali di tali gravi episodi nessuna notizia sia stata data alla stampa, e infine, se ritenga che la compagnia di bandiera Alitalia sia effettivamente in grado di garantire con assoluta certezza la sicurezza dei voli. (3-00428) » f) la proroga delle detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie; Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Lulli e altri n. 3-00429 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « LULLI, SERENI, BRESSA, QUARTIANI, GIACHETTI, BURCHIELLARO, CHICCHI, CIALENTE, LIONELLO COSENTINO, MARINO, MARTELLA, MERLONI, RUGGERI, SANGA, SQUEGLIA, TESTA, TOMASELLI, TUCCILLO e VICO. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: al settore dell’artigianato è richiesto, come ad altri settori sociali del nostro Paese, uno sforzo particolare per risanare i conti previdenziali e pubblici; diverse misure che possono essere utili al rilancio del ruolo dell’artigianato sono comunque previste nei provvedimenti disposti dal Governo, anche con il disegno di legge finanziaria in discussione in queste settimane in Parlamento, quali: a) l’esclusione dall’accantonamento delle quote di trattamento di fine rapporto per le imprese con meno di 50 dipendenti; b) la riduzione dei contributi per gli apprendisti per i primi due anni di lavoro impiegati da aziende con meno di 10 dipendenti; c) il finanziamento di 100 milioni di euro per l’anno 2007 per attività di formazione dei giovani assunti con contratti di apprendistato; e) la riduzione dei premi Inail; g) la previsione di detrazioni fino al 55 per cento dei costi sostenuti per la riqualificazione energetica degli edifici; h) l’accorciamento dei tempi per la proprietà dei brevetti, al fine di consentirne l’accesso alle piccolissime imprese; i) la possibilità di finanziare la sperimentazione di prototipi nella fase pre-competitiva, anche in forma associata tra imprese in rapporto con le università e i centri di ricerca pubblici; l) il fondo per le zone franche urbane, che, prevedendo una spesa di 100 milioni di euro per il prossimo triennio, consentirà il recupero di quartieri degradati delle periferie in alcune città del Mezzogiorno; m) l’istituzione di un fondo per finanziare l’abbattimento delle barriere architettoniche negli esercizi commerciali –: quali ulteriori misure intenda assumere il Governo per valorizzare la funzione dell’artigianato nel nostro sistema Paese. (3-00429) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Bonelli e altri n. 3-00430 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « BONELLI, BALDUCCI, BOATO, CASSOLA, DE ZULUETA, FRANCESCATO, FUNDARÒ, LION, PELLEGRINO, CAMILLO PIAZZA, POLETTI, TREPICCIONE e ZANELLA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: le rivelazioni riportate dal quotidiano la Repubblica del 26 e 27 novembre 2006 sulle attività della commissione Mitrokhin sono allarmanti; la Repubblica del 26 novembre 2006 riporta, infatti, un articolo-intervista, in Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2620 AI RESOCONTI cui l’ex agente del Kgb, Euvgenji Limarev, tira in ballo pesantemente sia l’ex presidente della commissione parlamentare Mitrokhin, Paolo Guzzanti, sia il suo collaboratore Mario Scaramella. Limarev dichiara, infatti, che « dal gennaio 2004 svolgo una consulenza segreta e confidenziale con la commissione parlamentare del presidente Guzzanti, incontrando soprattutto il suo braccio destro, Mario Scaramella »; ricordiamo che Mario Scaramella, giudice in pensione ed ex consulente della commissione parlamentare Mitrokhin, è stato uno degli ultimi ad incontrare l’ex colonnello del Kgb Aleksander Litvinenko, in un sushi-bar di Piccadilly, a Londra, il giorno prima che quest’ultimo venisse avvelenato mortalmente; ancora la Repubblica riporta una lunga intervista registrata nel marzo 2005, con l’agente segreto ucciso Litvinenko, in cui racconta i suoi rapporti con la commissione Mitrokhin e il suo sentirsi usato dalla commissione stessa. Lo stesso Litvinenko ricorda l’insistenza di Mario Scaramella, in particolare su tre questioni: « a) il sequestro Moro e i rapporti di Prodi con il Kgb. Mario mi raccontò che Prodi conosceva l’indirizzo dove le Br tenevano sequestrato Moro per averlo appreso durante una seduta spiritica. Mi chiese se non ritenevo che Prodi avesse appreso del covo dal Kgb. Mi chiese anche se il sequestro non fosse stato organizzato dal Kgb e se avesse addestrato le Br. Dissi che non conoscevo alcun dettaglio del sequestro e che non avevo mai sentito parlare di Prodi. (.... ) b) Le attività dei Verdi. Mario sembrava ossessionato dal gruppo dei Verdi. Non avevo particolari informazioni. Piuttosto fui io ad ascoltarlo attentamente, mentre sosteneva che dietro la loro attività politica potessero nascondersi interessi del Kgb. (........ ) c) La Olivetti. Mario voleva sapere se gli affari dell’Olivetti nell’ex Unione Sovietica nascondevano legami con il Kgb »; sempre sul quotidiano la Repubblica, il 27 novembre 2006, è riportata un’inter- Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 vista a Euvgenij Limarev, che, tra l’altro, dichiara testualmente: « Mario Scaramella mi ha chiesto di controllare il back-ground di una ventina di personalità politiche italiane nella presunzione che potessero avere avuto nel passato rapporti con il Kgb », e tra questi personaggi Limarev cita i più importanti: « Naturalmente Prodi. Naturalmente D’Alema. E poi Pecoraro Scanio »; sempre nello stesso quotidiano vengono riportate le parole di Litvinenko, che dichiara testualmente: « Mario mi disse che la sua società, la Ecpp (Environmental crime prevention programme), si occupava di grandi temi della sicurezza ambientale e aveva un contratto con la commissione di Paolo Guzzanti per condurre delle indagini sul Kgb. »; quanto suesposto lascia trasparire un oscuro disegno, che aveva come intento quello di intorbidire e destabilizzare la normale attività delle forze politiche italiane –: di quali informazioni sia a conoscenza il Governo rispetto a quanto indicato in premessa, quali iniziative si intenda porre in essere per fare al più presto la massima chiarezza su tutta questa vicenda inquietante e oscura, se e quali rapporti Mario Scaramella abbia o abbia avuto con i servizi segreti italiani e se non si ritenga effettuare tutti i possibili accertamenti al fine di verificare l’esistenza di dossier e archivi dati relativi a personalità pubbliche, del mondo della politica, del sindacato, dell’economia. (3-00430) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea Volontè e altri n. 3-00431 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « VOLONTÈ, D’AGRÒ, RONCONI, DRAGO, PERETTI, FORMISANO, LUCCHESE, MEREU e COMPAGNON. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: il Commissario europeo Joaquin Almunia ha nuovamente sollecitato l’Italia a Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2621 AI RESOCONTI sfruttare i segnali di ripresa economica, non solo per risanare i conti pubblici, ma anche per varare quelle riforme ritenute essenziali alla riduzione del deficit di bilancio e del debito pubblico, a partire da quella della previdenza e del mercato del lavoro, e ad avviare quelle liberalizzazioni considerate necessarie per rilanciare la competitività del Paese; secondo il rapporto dell’Ocse sull’outlook 2006, che si è occupato della competitività dell’economia italiana, la costante erosione delle quote di mercato negli ultimi dieci anni è la spia di un problema strutturale e le liberalizzazioni sono necessarie per controllare l’inflazione; il Vice Presidente del Consiglio dei ministri Rutelli, intervistato da Il Corriere della Sera, ha ripetuto che un piano dl liberalizzazioni è « irrinunciabile » e sarà il « perno di questo Governo »; il Vice Presidente del Consiglio dei ministri D’Alema, intervistato da la Repubblica, invece, non crede che la « capacità di riforme dei Governo si misuri sulle pensioni e sulle liberalizzazioni » e che una tale visione è « parziale e anche un po’ ideologica » –: se il Governo intenda dar seguito alle raccomandazioni del Commissario Almunia, condivise pienamente anche dal Vice Presidente del Consiglio dei ministri Rutelli, o se sia più incline alla strategia disegnata dal Vice Presidente del Consiglio dei ministri D’Alema e condivisa dalla sinistra radicale, che si oppone alla realizzazione di una cosiddetta « fase due » in senso riformista. (3-00431) » Per errori tipografici si ripubblica il testo corretto dell’interrogazione a risposta immediata in assemblea La Russa e altri n. 3-00432 pubblicata nell’allegato B ai resoconti della seduta n. 78 del 28 novembre 2006: « LA RUSSA, BENEDETTI VALENTINI, AIRAGHI, ALEMANNO, AMORUSO, ANGELI, ARMANI, ASCIERTO, Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 BELLOTTI, BOCCHINO, BONGIORNO, BONO, BRIGUGLIO, BUONFIGLIO, BUONTEMPO, CASTELLANI, CASTIELLO, CATANOSO, CICCIOLI, CIRIELLI, CONSOLO, GIORGIO CONTE, CONTENTO, GIULIO CONTI, COSENZA, DE CORATO, FILIPPONIO TATARELLA, GIANFRANCO FINI, FOTI, FRASSINETTI, GAMBA, GASPARRI, GERMONTANI, ALBERTO GIORGETTI, HOLZMANN, LAMORTE, LANDOLFI, LEO, LISI, LO PRESTI, MANCUSO, MARTINELLI, MAZZOCCHI, MELONI, MENIA, MIGLIORI, MINASSO, MOFFA, MURGIA, ANGELA NAPOLI, NESPOLI, PATARINO, PEDRIZZI, ANTONIO PEPE, PERINA, PEZZELLA, PORCU, PROIETTI COSIMI, RAISI, RAMPELLI, RONCHI, ROSITANI, SAGLIA, SALERNO, GARNERO SANTANCHÈ, SCALIA, SILIQUINI, TAGLIALATELA, TREMAGLIA, ULIVI, URSO e ZACCHERA. – Al Presidente del Consiglio dei ministri. – Per sapere – premesso che: il tragico incidente accaduto nell’oleificio di Campello sul Clitunno, a seguito del quale hanno perduto la vita il titolare e tre dipendenti di una ditta che eseguiva lavori sui depositi del relativo stabilimento, con conseguente distruzione degli impianti, danni ambientali rilevanti e preoccupante fermo delle attività produttive della zona, ripropone ancora una volta il grande problema della sicurezza di chi lavora, della prevenzione e della cultura della difesa contro gli incidenti che insidiano tutti coloro che partecipano ai processi produttivi; ferma restando la necessità che si conoscano, in esito alle rigorose indagini delle autorità competenti, le precise cause del disastro attualmente non accertate, si ritiene essere questo il momento non di inopportune dichiarazioni politiche, il più delle volte avventate e ideologicamente distorte, bensı̀ di concrete assunzioni di responsabilità istituzionali verso il mondo del lavoro e del sistema produt- Atti Parlamentari XV LEGISLATURA — — ALLEGATO B 2622 AI RESOCONTI Camera dei Deputati — — SEDUTA DEL 29 NOVEMBRE 2006 tivo, tanto più in questi territori che presentano una patologica frequenza di « morti bianche »; i lavoratori che vi operano, al fine di evitare la cessazione delle relative attività produttive –: l’incidenza degli infortuni sul lavoro, dopo tante apparenti « crociate » politiche e sindacali, pare essere sempre massima nelle regioni governate da giunte di centrosinistra, come l’Umbria e la Toscana; quali urgenti interventi, anche di carattere finanziario, intenda adottare il Governo per sostenere l’indispensabile e delicata opera di risanamento ambientale di un’area particolarmente pregiata sotto il profilo naturalistico e storico-culturale ed altresı̀ quali misure strutturali intenda adottare il Governo al fine di porre, conte questione prioritaria e cogente, la sicurezza di chi lavora, soprattutto nelle zone statisticamente più a rischio, cosı̀ da conformare, in ogni ambiente, i processi lavorativi ai principi della responsabilità e della salvaguardia dell’integrità umana. (3-00432) » a tutt’oggi non si comprende quali concrete misure di sostegno siano state assunte dal Governo in favore delle famiglie delle quattro vittime, né quali concreti e pronti interventi, anche di carattere finanziario, siano stati adottati dal Governo per aiutare tutto il sistema produttivo delle imprese di Campello sul Clitunno per l’oleificio disastrato, nonché Stabilimenti Tipografici Carlo Colombo S. p. A. € 1,40 *15ALB0000790* *15ALB0000790*