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cronache
ANNO XXXVIII - NUMERO 1 - GENNAIO-FEBBRAIO 2016
Periodico di documentazione e informazione sull’attività politico-legislativa del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento - www.consiglio.provincia.tn.it
Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% NE/TN - periodico mensile nr. 239 anno 2016 - Tassa Pagata/Taxe Perçue/Economy/Compatto. Attenzione, in caso di mancato recapito inviare al CPO di Trento per la destinazione del mittente, che si impegna a corrispondere il diritto dovuto
Sanità, comincia un nuovo corso
Via alla selezione per il vertice Apss. E si tratta sui punti nascita
N
on c’è gara: il tema di cui
più si è occupato il Consiglio provinciale nelle
ultime settimane è stato senz’altro
quello della sanità. Relazioni urgenti in aula del presidente Rossi
e del nuovo assessore Zeni, ordini
del giorno collegati alla manovra
finanziaria 2016 (soprattutto per
tutelare gli ospedali di valle), interrogazioni a risposta immediata, risoluzioni consiliari (con una
si impegna la Giunta a garantire
che Tione avrà gli stessi standard
di servizio di Cavalese). Insomma,
è successo davvero di tutto sullo
sfondo di fatti nuovi di assoluto rilievo, come l’avvento delle norme
statali che impongono il riposo dei
medici ogni 11 ore (creando però
problemi di organico complessivo), la trattativa Trento-Roma per
consentire di tenere aperti anche i
punti nascita con meno di 500 parti
all’anno. È stata respinta la proposta delle minoranze di cambiare
il direttore generale dell’Azienda
sanitaria, poi però Luciano Flor si
è però spontaneamente dimesso.
Si apre dunque una fase nuova,
la Giunta ha subito avviato la selezione del nuovo supermanager.
Rimane poi aperta la partita del
nuovo ospedale (N.o.t.): in aula si è
discusso a lungo delle due opzioni
Trento sud e Mattarello, con le opposizioni severe per gli errori che
hanno bloccato la prima gara d’appalto e con le incertezze nella scelta definitiva della localizzazione.
NIDI E MARIE CURIE
LE FIRME
Si va a formare la Consulta che dovrà elaborare un progetto di riforma
TERZO STATUTO SPECIALE:
IL TRENTINO CI PROVA
Millecinquecento firme sono arrivate sul tavolo del presidente Dorigatti, che le ha assegnate
alla competente Commissione legislativa per
la trattazione. Si tratta di un appello per evitare che venga ridotto il rapporto tra numero di
educatrici e alunni degli asili nido. Un’istanza
che il comitato – presentatosi a palazzo Trentini guidato da Andrea Petrolli e accompagnato
dai consiglieri Civettini e Zanon – rivolge alla
Giunta invitandola a considerare che già questo rapporto è stato ritoccato in passato e che
ora va salvaguardato per non fare danno alla
qualità del servizio.
Un’altra petizione da 2.981 firme è stata depositata in Consiglio da un gruppo guidato
da Andrea Crepaldi e Matteo Savastano: riguarda la questione – già discussa più volte il
mese scorso in Consiglio – della soppressione
dell’indirizzo di ragioneria all’istituto Marie
Curie di Pergine, che si chiede di rivedere. Su
questa scelta – che c’entra con la razionalizzazione dei corsi offerti sul territorio di valle
e provinciale – il presidente Rossi ha ampiamente argomentato e l’ha difesa in assemblea
legislativa dai rilievi portati soprattutto dai
consiglieri di opposizione.
(a pag. 14)
TAR, SI DESIGNA
UN NUOVO GIUDICE
Si tratta di chiarire almeno gli esatti confini tra le prerogative della Provincia
e i poteri dello Stato. In aula già a fine gennaio.
(a pagg. 12-13)
(a pagg. 11-12)
Il Consiglio provinciale designerà in febbraio
un nuovo giudice del Tar di Trento. Il Consiglio,
a cui spetta l’indicazione di due giudici amministrativi, dovrà indicare il nome di chi sostituirà Alma Chiettini, che terminerà il mandato il
5 ottobre. La procedura che porterà alla designazione è iniziata con l’invio, da parte della
Presidenza del Consiglio dei ministri, di una
nota al presidente Dorigatti. Il quale ha aperto
la raccolta delle candidature. (a pag. 15)
Ecco tutte le previsioni di bilancio per il 2016, gli impegni assegnati alla Giunta, i rilievi delle minoranze
IL PUNTO
Autonomia alla prova
Quella per il terzo Statuto speciale è un po’ la madre di tutte
le battaglie, per le nostre istituzioni provinciali e regionali.
Senza enfatizzare, bisogna riconoscere che la partita al
fischio d’avvio è davvero importante e anche complessa,
una robusta sfida per l’autonomia speciale di questa terra.
C’è una incognita che alla fine del percorso ne deciderà le
sorti: sarà possibile “convincere” lo Stato (il Governo, il
Parlamento) che c’è un interesse tutto sommato nazionale
a un consolidamento e a un ulteriore sviluppo della nostra
straordinaria esperienza di autogoverno? Ma prima ancora
di arrivare a questo nodo: si riuscirà ad evitare che la
gestazione della riforma statutaria diventi questione per soli
giuristi, per politici e magari per qualche cultore di storia,
invece che un’occasione per ravvivare e attualizzare i valori
autonomistici tra la gente, le associazioni, le categorie
economiche trentine?
Il presidente Dorigatti scrive che “se non sarà il Trentino
a riscrivere il proprio “patto fondativo”, potrebbero
pensarci altri e con conseguenze peggiorative difficilmente
immaginabili. Lasciare infatti l’autonomia in “mani
infeconde” comporta il suo possibile esaurimento dentro
un ridisegno costituzionale che pare insensibile verso le
specialità dei territori”.
Con queste preoccupazioni si va dunque in assemblea
legislativa, consapevoli che un’ulteriore complicazione
si verificherà nel rapporto con Bolzano, nella difficoltà di
rapportarsi con il sentimento sudtirolese e con le istanze della
popolazione di lingua tedesca. Occorrerà visione ma anche
realismo. Occorrerà una politica di alto profilo.
(l.z.)
Finanziaria, niente Irpef per i redditi bassi
P
er la prima volta non si parla più di “legge finanziaria”, bensì di
“legge di stabilità” e di “legge collegata”, nuovi strumenti di contabilità pubblica. Questa manovra della Provincia per il 2016 è stata
approvata dal Consiglio prima di Natale e contiene la “rotta” da seguire
per la gestione dei 5 miliardi di euro a disposizione quest’anno della nostra
autonomia speciale. Diamo conto di tutte le norme adottate, tra le quali la
fitta serie di sgravi fiscali su Irap, Imis e addizionale Irpef. Riferiamo di
ben sessanta proposte di ordine del giorno trattate dall’aula sui più svariati
temi, e raccontiamo di un dibattito in cui le opposizioni hanno bocciato
l’amministrazione Rossi accusandola di non disegnare il futuro con sufficiente visione. Per contro, il presidente della Pat difende con orgoglio il
documento di bilancio e tra l’altro respinge al mittente le insistite critiche
sull’accumulo di debito pubblico, indicato dalle opposizioni come un pregiudizio pesante per gli esercizi degli anni a venire. (alle pag. da 2 a 9)
Ecco cosa fa
la Provincia
a Bruxelles
di Valeria Liverini
Valutazione
delle leggi:
ora tocca
a quella
sull’Itea
PALAZZO
TRENTINI:
ECCO
L’INFERNO
SECONDO
FERRARI
(A PAG. 14)
(a pag. 15)
L’inizio del nuovo anno ci induce di consueto a fare dei bilanci sull’attività realizzata,
sui progetti futuri e nello specifico caso dell’Ufficio per i
rapporti con l’Ue, ad un anno
dall’adozione della legge provinciale sull’Europa, a considerare il processo di rilancio
della partecipazione del territorio trentino a livello europeo
e le iniziative in cantiere per il
2016. Nel 2015 l’Ufficio riceve un nuovo mandato: essere
un “nodo” a livello europeo
capace di connettere attori diversi nella rete delle relazioni
istituzionali ed informali per
creare sinergie e finanziamenti e fungere da “antenna” per
intercettare con anticipo le
opportunità europee in settori
prioritari.
(a pag. 28)
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PA G I N A
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C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
E la vecchia
“legge finanziaria”
è andata in pensione
P.A.T., MANOVRA
FINANZIARIA 2016:
LE NORME
Per adeguarsi al nuovo sistema
contabile, il Consiglio ha modificato
leggi e regolamenti tecnici.
O
Fisco: giù Irap e Irpef , via
biettivo centrato, dopo una settimana
fitta di schermaglie d’aula ed un’ultima
“tirata” oratoria al sabato. Nel pomeriggio del 19 dicembre scorso, con sette ore finali di
discussione, il Consiglio ha infatti approvato i tre
disegni di legge che compongono la manovra finanziaria della Provincia di Trento per il 2016.
Favorevoli tutti i consiglieri di maggioranza,
contraria tutta l’opposizione, che comunque è
riuscita a “strappare” al governo provinciale
una significativa serie di norme e di stanziamenti di bilancio, al punto che i sindacati hanno
lamentato l’eccessiva influenza di questa “conLEGGE DI STABILITÀ
IMPOSTE E TRIBUTI
Problemi sono stati creati al governo provinciale dalla decisione in
extremis del Governo di non ridurre l’Ires sulle società di capitali. È
venuto meno quindi un beneficio
pari a 27 milioni di euro e la Giunta
Rossi ha inteso “compensarlo” in
Trentino intervenendo in extremis
sull’aliquota dell’Irap, imposta che
riguarda tutte le attività produttive
e che inizialmente si prevedeva più
“pesante”.
Imis.
•Esenzione totale per la prima casa, a eccezione delle case di lusso
(A1, A8 e A9). In tema di prima
casa, si rafforza l’intervento della
Pat per far sì che le banche anticipino al cittadino la detrazione
fiscale concessa dallo Stato sulle
ristrutturazioni edilizie e di riqualificazione energetica. Ora la Pat
si assume l’onere degli interessi
sulle somme anticipate.
•Aliquota standard ridotta allo
0,79%. Aliquota ulteriormente
ridotta allo 0,55% per studi professionali, alberghi, negozi e laboratori artigianali (su proposta
di Alessio Manica, è stata estesa
anche agli immobili oltre i 400
mq inizialmente ipotizzati). Per
gli alberghi la misura vale circa 6
trattazione” attorno al documento di bilancio
della P.a.t.. L’arma letale che ha consentito alle
minoranze di pesare è stato – come negli anni
scorsi – l’ostruzionismo, messo in campo sotto
forma di oltre 5 mila 600 emendamenti (poi in
larghissima parte ritirati). Il bilancio infine approvato dispone di 5 miliardi di euro e spiccioli,
inclusi 316 milioni di euro dell’avanzo dal bilancio precedente. Per la famiglia si destinano 164
milioni, mentre gli aiuti alle imprese valgono
globalmente 200 milioni (+37 milioni). Ma ecco
il dettaglio di quanto è stato deciso con legge di
stabilità e legge collegata. (l.z.)
Novità a 360 gradi:
norme per limitare
l’uso dei fitofarmaci,
inasprimento
del blocco del turn
over in Provincia,
incarico ad Apss
di ristudiare
l’organizzazione
della sanità trentina.
milioni di euro.Viola ha spiegato
che l’emendamento da lui proposto per sgravare dall’Imis i campeggi al pari degli alberghi, pur respinto in questa occasione, troverà
accoglienza nell’assestamento di
bilancio 2016, in cui l’intervento
sarà ripresentato per definire meglio la platea dei beneficiari.
•Esenzione (o rimborso) anche per
l’imposta relativa a terreni declassati a non edificabili, finché non
è varato il piano urbanistico che
appunto li disciplina.
•Aliquota agevolata (anche fino
all’azzeramento) per gli impianti
di risalita. Esenzione per gli immobili derivanti da demolizione
di fabbricati dismessi e degradati.
L’Imis viene introdotta con esenzione totale per la prima casa
•Rimborso dell’imposta per i terreni assoggettati a Imis ma di fatto inutilizzabili perché soggetti
alle lungaggini della procedura
di espropriazione per pubblica
utilità.
•Aliquota agevolata per le scuole
paritarie (massimo 0,2%), che
non possono essere del tutto esentate (l’ha stabilito la Cassazione
per la loro natura commerciale).
•Con un emendamento proposto da
Mario Tonina (Upt) e approvato
già in Commissione, si aumenta
da 550 fino a 1.500 euro la riduzione dell’imposta per fabbricati
strumentali all’attività agricola.
•Su spinta in particolare di Baratter, Tonina e Viola, per il solo
2016 si è decisa l’esenzione degli
immobili non solo delle cooperative sociali, ma anche delle Onlus
convenzionate con l’ente pubblico.
Addizionale Irpef.
•Esenzione, per gli anni 2016 e
2017, dall’addizionale Irpef per i
soggetti con reddito fino a 20 mila euro all’anno, circa 255.000 i
trentini interessati. Respinta la
proposta Borga di utilizzare i 48
milioni di euro di questa misura in
modo diverso, ossia per incentivare di più le ristrutturazioni edilizie.
Sgravi Irap.
•Aliquota ordinaria ridotta dal
3,9% statale al 2,3 (come nel
2015).
•Aliquote ulteriormente agevolate:
1,6% per le aziende che mantengono almeno il 95% dei dipendenti, attuando staffette generazionali
(assunzione di giovani); 2,0%
per chi incrementa gli addetti a
tempo indeterminato o almeno
di 5 gli stagionali; azzeramento
dell’imposta per le aziende che
aumentano i dipendenti fissi o di
oltre il 5% gli assunti con contratto stagionale.
•Aliquote aggravate: +0,92% per
le banche e per le assicurazioni.
•Zero Irap per gli esercizi che abbiano apparecchi da gioco, ma
che non prevedono vincite in denaro.
•Deducibilità del costo del lavoro
per le assunzioni di lavoratori
stagionali per almeno 120 giorni
DETTAGLI IN CIFRE
Per il presidente
Dorigatti e il vice Walter Viola
grosso impegno in aula,
con quasi 6 mila emendamenti
da gestire.
Nell’altra pagina,
i banchi dell’opposizione
con Marino Simoni
di Progetto Trentino
al microfono
(emendamento Zanon). La misura
vale 1,5 milioni di euro.
Imposta di soggiorno turistico.
•Introdotta dal 1° novembre scorso, viene estesa – per 0,50 euro per
notte – anche agli alloggi a uso
turistico, a partire dal 1° maggio
2016.
•Esenzione dall’imposta per le
strutture di ospitalità del volontariato (emendamento Civico).
•Un emendamento Bottamedi
estende l’imposta anche ai campeggi, l’importo verrà definito in
relazione ai giorni inizialmente
concordati con l’ospite, indipendentemente dall’effettiva fruizione e dalla consecutività delle notti
di soggiorno.
PARCO DELLO STELVIO
In seguito al varo della norma di
attuazione che provincializza la gestione del Parco nazionale per il territorio trentino, si disciplina anzitutto il trasferimento del personale dal
Consorzio del parco alla P.a.t.. Per
gli assunti da oltre 10 anni ma senza
concorso pubblico, si procederà ad
esso, riconoscendo però l’esperienza maturata. Si recepisce poi quanto
la norma di attuazione statutaria prevede circa il trasferimento alla P.a.t.
di beni dell’ente Parco. Per la gestione, in attesa di una legge provinciale
ad hoc, si incarica il Servizio aree
protette Pat e si forma un comitato
consultivo, di cui faranno parte rappresentanti dei Comuni.
ENTI LOCALI
• Eliminazione del patto di stabilità per i Comuni trentini, che
Il “tessuto” della manovra finanziaria è il risultato anche quest’anno delle
modifiche che i testi disegnati dalla Giunta provinciale hanno subito nei
passaggi di Commissione e di Consiglio provinciale.
In queste due pagine riferiamo ampiamente di emendamenti approvati che
hanno inciso nella sostanza. Ecco qui altri appunti e dettagli.
Identico budget di 500 mila euro è stato destinato rispettivamente all’acquisto di impianti antifurto nelle abitazioni (emendamento Borga), alle borse
di studio e alle aree protette e parchi. A proposito di reati contro il patrimonio: ok anche a contributi Pat per i Comuni che investano in telecamere
per la sicurezza dei cittadini.
200 mila poi gli euro per attrezzature delle scuole musicali, 1,2 milioni sono
pronti per lo sport (si è battuto in particolare l’Upt), 200 mila euro serviranno per la messa in sicurezza o sostituzione di stufe e cucine con bombola
del gas (emendamento Plotegher). 200.000 euro avrà la promozione delle
mostre del vino per effetto di un emendamento Civettini. 100.000 euro –
emendamento Degasperi – renderanno ora possibile la costituzione effettiva
del Parco agricolo del Garda, da 8 anni prevista per legge (nata da iniziativa
popolare). 100.000 gli euro mirati a sostenere il Museo degli usi e costumi
della gente trentina di S. Michele (emendamento Borga).
Un contributo è stato introdotto a favore degli esercenti con apparecchi
da gioco che decidano di rimuoverli: sarà pari al 50% della penale dovuta
per il recesso dal contratto di noleggio, e si deve a una proposta di Fugatti.
Tra le opere pubbliche prioritarie entra l’allargamento della strada tra
Avio e Alto veronese, contropartita ancora tra quelle ottenute da Fugatti per
abbandonare l’ostruzionismo. Resta invece nonostante le critiche l’accorpamento della scuola di Avio con Ala.
nel 2016 avrebbe avuto un impatto di circa 24 milioni di euro. Si
sbloccano – ha spiegato Daldoss
– circa 120 milioni di euro per
progetti di investimento sovracomunali, che si aggiungono ai 370
milioni già previsti.
•Verrà costituito un Fondo strategico presso le Comunità, alimentato da Pat e Comuni, per
interventi di sviluppo locale sovracomunale.
Sarà attivabile se i Comuni si accorderanno entro 30 giorni (troppo pochi, ha protestato ad esempio Borga) sulle opere da avviare.
•Turn-over del personale: il limite delle sostituzioni passa dal 40%
al 25% della spesa cessata l’anno
precedente per pensionamenti o
dimissioni. Quindi si assumerà 1
addetto ogni 5 pensionati.
•Segretari comunali: nei casi di
fusione tra municipi, i nuovi Comuni potranno avere al massimo 1
segretario ogni 2 Comuni riuniti,
oppure 1 ogni 3.000 abitanti. Per
i segretari in esubero è previsto il
prepensionamento se possibile,
altrimenti l’utilizzo come vicesegretari (con mantenimento però
dello status giuridico di segretari). Approvato un emendamento Civettini per salvaguardare i
bandi di assunzione di segretari,
già pubblicati dai Comuni entro
settembre 2015.
•La Giunta individua le opere dei
Comuni ritenute non più prioritarie e quindi non più finanziabili.
Questo stop ora viene esteso: non
riguarderà più solo le opere previste dal fondo per la finanza locale,
ma anche quelle a suo tempo previste da accordi di programma
Pat-Comuni. A questi ultimi si riconoscono le spese già sostenute.
•Con un emendamento Borgonovo
Re, si è previsto che gli enti gestori di funzioni socio-assistenziali
possano assumere personale necessario ad assicurare i livelli di
servizio in essere al 31/12/2015.
PERSONALE PROVINCIALE
•Tetti di spesa precisi per il comparto degli enti locali, per la
scuola, per la ricerca. Sblocco
della spesa (a valere dal 29 luglio
2015) per il rinnovo del contratto per i dipendenti dei Comuni,
della scuola, della ricerca, della
Fondazione Mach e della Fbk,
dopo che la Corte Costituzionale
ha dichiarato incostituzionale protrarre il blocco. Ecco 43 milioni di
euro per gli aumenti contrattuali
nel 2016 e 52 milioni per il 2017
(cifre incrementate rispetto all’ipotesi iniziale). Per Fbk e Mach
un emendamento Fugatti ha protratto il blocco del contratto fino
alla negoziazione di un contratto
comune per le due realtà.
•Riserva di una quota del budget
per il rinnovo del contratto dei
provinciali a un preciso scopo:
incentivi alla riduzione di orario
del personale anziano, in modo da
liberare risorse per l’assunzione di
giovani.
•Rafforzamento del blocco del
turn over: possibilità di assumere per un costo massimo pari a un
decimo (e non più un quinto) del
costo complessivo del personale
cessato nell’ultimo anno. Si fa
eccezione solo per la nuova Centrale unica di emergenza, il Centro
per l’infanzia e per un pacchetto
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C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
C’era una volta la legge finanziaria. Non si chiama più così a livello statale ed ora anche a Trento
ci dovremo abituare ai nuovi strumenti contabili,
con cui si pianifica la spesa degli oltre 4 miliardi di
euro annui di cui si sostanzia l’autonomia speciale
della Provincia.
Ebbene, la manovra 2016 ha visto il debutto del
nuovo “metodo”, impostato a livello nazionale
per gli enti regionali dal decreto legislativo 118
del 2011. Dalla prossima primavera ci sarà l’obbligo per la Giunta di portare in Consiglio il Defp,
“documento di economia e finanza provinciale”,
analogo al documento programmatorio prodotto
annualmente dal Governo e che delinea le scelte
finanziarie e strategiche per l’annata.
A fine anno invece non si approva più la “legge
finanziaria”, bensì legge di stabilità e legge collegata. Per passare al nuovo regime era necessario
adeguare la normativa provinciale.
Il primo passo – già in ottobre – è stato quello di
aggiornare il Regolamento interno del Consiglio
provinciale.
Per farlo serviva la maggioranza qualificata, vale a dire 24 voti. La delibera è stata approvata da
27 consiglieri, astenuti Degasperi, Borga, Cia e
Civettini. Il presidente Ugo Rossi ha apprezzato i voti dell’opposizione ed anche le astensioni.
“Avremmo approvato questa delibera anche solo
con i voti della maggioranza – ha detto in aula – ma
ringraziamo per questa disponibilità dell’opposizione”. Maurizio Fugatti ha invece evidenziato che al momento del voto la maggioranza non
avrebbe avuto i numeri necessari per approvare il
documento. Giuseppe Detomas ha osservato che
il regolamento è cosa di tutti e due gli schieramenti
(maggioranza e opposizione), e per questo c’è un
quorum del 50%+1.
Il passaggio successivo è consistito – ai primi di
dicembre – nel modificare la “legge provinciale di
contabilità”. È stata data alla Giunta la possibilità
di adottare ancora variazioni di bilancio, sono state riviste le regole sull’indebitamento della P.a.t. e
dettate regole riferite anche ai suoi enti strumentali. Proprio per rispettare la norma sul pareggio
di bilancio e l’armonizzazione con i nuovi sistemi
contabili, Rossi ha preannunciato che presenterà
una speciale manovra di assestamento del bilancio
2016 in maggio.
Marino Simoni ha motivato così l’astensione del
gruppo: “C’è un’entrata a gamba tesa dello Stato
nell’ordinamento delle autonomie speciali, in nome della spending review. Esistono altri modi, come patti e accordi, con i quali si può procedere ed
è inaccettabile che decida lo Stato come dovremo
organizzare entrate e risorse”.
L’operazione di adeguamento tecnico al nuovo sistema contabile ha reso necessaria anche una variazione del bilancio preventivo 2015, approvata
appunto a inizio dicembre.
Il presidente Rossi ha spiegato che la Provincia non
può più inserire tra le entrate del bilancio di previsione, come invece è sempre accaduto in passato,
gli avanzi di amministrazione dell’anno precedente
(denari non spesi e quindi ancora utilizzabili). Ciò
per rispettare la norma sul pareggio di bilancio.
“Per non mettere in pericolo il bilancio 2016 –
ha sottolineato allora Rossi – abbiamo proposto
una variazione di bilancio 2015, impegnando già
quest’anno l’avanzo di amministrazione che ammonta a 300 milioni di euro. Dove? Nel capitolo
di bilancio che prevede accantonamenti funzionali
al risanamento della finanza pubblica statale” (denari che Roma “pretende” da Trento in aggiunta a
quelli ordinariamente previsti nel rapporto StatoProvincia Autonoma). Ai 340 milioni già previsti a
questo scopo nel bilancio 2015 se ne sono dunque
aggiunti altri 300 e questo porta la somma accantonata a 640 milioni di euro. Nel bilancio 2016 vi
saranno quindi solo 40 milioni di euro di accantonamento, corrispondenti, ha spiegato Rossi, al
“debito certo individuato per l’anno prossimo nei
confronti dello Stato”.
La variazione approvata è servita anche a destinare
10 milioni di euro a Itea per micro interventi sulle
abitazioni.Si è astenuto Rodolfo Borga, che ha puntato il dito sul lungo elenco di impegni di bilancio
che arrivano al 2034, al 2037, al 2042 e “bloccano”
fin d’ora molte risorse dei bilanci futuri della P.a.t.”.
l’ Imis dalla prima casa
di assunzioni in apprendistato e
formazione lavoro (per stimolare
il cosiddetto ricambio generazionale).
•Progettone: si potrà assumere anche a tempo determinato, così da
coinvolgere un maggior numero di
lavoratori.
•Calcolo del contributo Pat alle r.s.a.
per anziani basato anche sul patrimonio dei singoli enti. Maggiore
libertà di gestione degli immobili
destinati a Rsa che abbiano beneficiato di contributi Pat.
AGRICOLTURA
•Con regolamento la Giunta adotterà misure in materia di uso dei
fitofarmaci in agricoltura, per
tutelare la salute pubblica. Le sanzioni sono quelle previste dallo
Stato nel 2002, oppure altre introdotte ad hoc e quantificate da 250
a 10.000 euro. I Comuni potranno
approvare misure ulteriori. Saranno anche i soggetti che applicano e incassano le sanzioni. La
Giunta attiverà un monitoraggio
delle condizioni di salute delle
popolazioni esposte ai fitofarmaci (Manica ha ottenuto che il monitoraggio sia obbligatorio e non
una facoltà).
•Soppressione del Comitato tecnico per il settore agricolo. I pareri sulle domande di contributi
alla Pat saranno dati dal Comitato tecnico amministrativo (lavori
pubblici).
•Imprese zootecniche: l’Unione
europea non ammette più contributi al miglioramento del bestiame. Verranno sostituiti con servizi
di consulenza per migliorare le
prestazioni economiche e ambientali.
LAVORO E IMPRESE
•Costituzione di una Commissione per la concessione della Cassa integrazione straordinaria
(Cigs), con 1 rappresentante della
Pat, 1 dello Stato e 1 dell’Inps.
•Sostegno finanziario della Pat al
Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale, previsto da
normativa statale per sostenere il
reddito dei lavoratori sospesi dal
lavoro per crisi aziendale e non
coperti da cassa integrazione. Al
Fondo sono soggetti i datori con
almeno il 75% di addetti impiegati in Trentino. Agli altri datori
che decidano di aderire, viene
concessa una detrazione Irap pari
al 50% della spesa.
•Possibilità di agevolare l’anticipazione da parte delle banche – e
beneficio dei lavoratori di aziende
in crisi – di indennità Inps come
cassa integrazione o Tfr.
•Proroga dell’aiuto concesso ai
fornitori della Provincia, che in
attesa di essere pagati dall’ente
devono ricorrere alla cessione di
credito alle banche. La Provincia copre al fornitore le spese per
queste operazioni di cessione del
credito.
•Un emendamento di Giuliani permetterà alla Pat di anticipare il
credito d’imposta previsto dallo
Stato sulle ristrutturazioni edilizie delle case di proprietà.
SCUOLA
FAMIGLIE
•Si sostituisce il sistema di garanzie
per l’accesso ai prestiti bancari, con
un sistema che comprende piccoli
prestiti diretti e corsi di formazione alla gestione familiare delle
risorse economiche.
•Contributi maggiorati o punteggi
più alti nelle gare d’appalto per le
aziende che adottino misure a favore dei dipendenti per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro.
Si prevede anche la certificazione
di queste aziende (Family Audit).
•Registro provinciale degli enti pubblici e delle aziende o soggetti privati aderenti al distretto per la famiglia o che li supportano. Possibilità
di agevolazioni per gli iscritti al
registro.
VARIE
•Guide turistiche: Il titolo professionale rilasciato dalla P.a.t. avrà
validità nazionale e così in Trentino
avranno validità i titoli conseguiti
correttamente altrove. Non basterà
più una laurea per ottenere il titolo di accompagnatore turistico e
di guida turistica. Una particolare
specializzazione sarà necessaria
per l’attività di guida nei circa 100
siti di particolare interesse culturale
riconosciuti in Trentino da decreto
ministeriale. Si formerà una commissione d’esame per il rilascio del
titolo.
•Violenza alle donne. Si sostituisce
il rimborso delle spese legali sostenute dalla vittima di violenza, con
l’anticipazione del danno morale
riconosciuto con sentenza.
•Riconoscimento ai vigili del fuoco
del rimborso di spese sanitarie per
malattie da causa di servizio.
•Istituzione della figura professionale di funzionario tecnico della
prevenzione nell’ambiente, per i
compiti di cui si occupa l’Appa.
•A un emendamento di Simoni si deve la scelta di agevolare il metodo
di asfaltatura più ecologica delle
strade, con utilizzo di un bitume
particolare, ottenuto con la miscelazione della gomma ricavata dal
recupero di pneumatici fuori uso.
Si può così incentivare anche una
produzione oggi realizzata in Germania.
LEGGE COLLEGATA
COMUNI
•Si facilita il processo di fusione tra
i Comuni, facendo slittare al 15
gennaio 2016 le procedure di avvio
dei referendum popolari. Slitta di
un anno (fino al 31 dicembre 2016)
anche la definizione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni
di Comunità.
•Esonero dall’obbligo di gestione associata con altri Comuni dei
servizi amministrativi, per quei
municipi in cui vengano depositate
le firme dei cittadini relative alla richiesta di referendum sulla fusione
con altri Comuni, purché raccolte
entro il 15 gennaio 2016. Esonero anche per i Comuni in cui entro
il 15 gennaio 2016 sia adottato il
provvedimento formale di indizione del referendum, a fronte di una
deliberazione consiliare che entro
il voto amministrativo 2015 abbia
manifestato la volontà di promuovere la fusione.
•Accolti alcuni emendamenti delle
opposizioni (Fasanelli e Giovanazzi) per limitare il peso sui Comuni
del blocco del turn-over.
IMPRESE E LAVORO
•Possibilità per la Pat di anticipare
cassa integrazione e tfr.
•Settore cave: i Comuni dovranno
gestire in forma associata tutte le
funzioni tecniche e amministrative
inerenti le attività estrattive, compresi i controlli sulla gestione del
bene pubblico.
•Selezione dei lavoratori del Progettone: l’Icef non sarà più il criterio prevalente (emendamento.
Viola).
ITEA, CASA, IMMOBILI PAT
•Censimento degli immobili pubblici, al fine di individuare quali
possono essere messi sul mercato. Protagonista dell’operazione la
Patrimonio del Trentino spa, che ha
aperto un bando per la partecipazione anche di privati con immobili da
valorizzare.
•Proroga anche per il 2016 dei limiti
di acquisto di immobili, di arredi e
di autovetture per la Pat, i Comuni
e le Comunità.
•Inquilini Itea con Icef oltre 0,34:
non perderanno l’alloggio se lo
sforamento di reddito deriva dalla
detrazione statale per i titolari di
alloggio sociale.
•Proroga della possibilità di sospendere la rata di mutuo casa agevolato per difficoltà economiche.
•Serviranno 3 anni di residenza e
non più 2 per ottenere contributicasa.
ENERGIA E AMBIENTE
•Sospensione della gara per l’aggiudicazione delle concessioni di
grandi derivazioni d’acqua per
uso idroelettrico, in attesa della norma statale sulla disciplina tecnica
per l’indizione delle gare.
•Discariche: la gestione è in capo
alla Provincia, che ora però viene
autorizzata ad affidarle a soggetti
esterni, che potranno anche occuparsi in via diretta delle autorizzazioni integrate ambientali necessarie per operare. Stessa misura
anche per la gestione dei depuratori
pubblici autorizzati anche al trattamento di rifiuti.
•Sponde dei laghi: è passato un
emendamento Kaswalder-Bottamedi che agevola gli acquisti utili
alla riqualificazione ambientale.
SANITA’
•Sperimentazione quinquennale di
modifiche all’assetto organizzativo dell’Azienda sanitaria provinciale: verranno elaborate dalla
Giunta anche in deroga a quanto
previsto dalla legge provinciale
sulla tutela della salute. Con un
emendamento approvato in I Commissione, i consiglieri Civico, Borgonovo Re e Plotegher hanno fatto
modificare l’art. 11 in questione,
che era stato bocciato dalla IV
Commissione (voto contrario an-
che di Violetta Plotegher) perché
delegava inizialmente al dirigente
dell’Apss il ruolo di proporre le
nuove misure per l’efficienza della
rete ospedaliera. Ora è stato aggiunto l’obbligo di sentire la Commissione consiliare competente e i sindacati. Inoltre le modifiche devono
produrre risparmi per l’Apss.
•Per scongiurare la possibile scelta
di creare un’unica Rsa per anziani
provinciale, la minoranza ha “imposto” un emendamento FugattiViola, in base al quale ogni direttiva della Giunta dovrà tener conto
“della autonomia del sistema delle
aziende provinciali per i servizi alla
persona” (le rsa appunto).
•Eliminata in Commissione la norma
con cui la Giunta voleva poter controllare le deliberazioni delle Apsp
(case di soggiorno per anziani) di
acquisto (e non solo di vendita) degli immobili. Ha votato con le minoranze la consigliera Borgonovo Re.
•Rimborso spese di trasporto e soggiorno per prestazioni sanitarie non
erogate dal servizio provinciale (e
relative a trapianti o patologie
gravissime): si introduce un limite di reddito in base all’Icef per il
rimborso destinato agli accompagnatori del paziente (emendamento
Bezzi-Bottamedi ha evitato che si
applichi il criterio anche per il paziente).
•La nuova Centrale unica dell’emergenza. Si definisce il suo funzionamento nella fase di avvio,
secondo il modello cosiddetto di
Call Center Laico, giudicato ottimale dal Ministero della sanità. La
C.u.e. garantirà la prima risposta
a tutte le chiamate di emergenza,
smistandole a Carabinieri, Polizia,
Vigili del fuoco, Soccorso sanitario
per l’invio di soccorsi.
ASSISTENZA E WELFARE
•Impegno di partecipare a iniziative
di cittadinanza attiva e quindi utili
alla società per chi percepisce il
reddito di garanzia nella fattispecie del reddito automatico, ovvero
la forma più comune, perché scatta
al non raggiungimento di una determinata soglia di reddito. Riguarda
oltre 6 mila persone.
•Istituzione di elenchi in cui inserire
docenti abilitati con specializzazione o certificazioni linguistiche, per
l’assegnazione di supplenze o incarichi a tempo determinato. Lo
scopo è garantire l’insegnamento
veicolare delle lingue straniere secondo il progetto di Trentino trilingue.
•Proroga al 31 agosto 2019 delle
graduatorie del personale scolastico, in modo da consentire l’effettuazione di regolari concorsi.
APPALTI PUBBLICI
•L’11 dicembre la Giunta ha depositato un disegno di legge per adottare
le nuove direttive comunitarie in
tema di appalti. Fino all’entrata in
vigore di questa legge, viene prorogata la possibilità per la Giunta (in
scadenza al 31.12.2015) di elevare
da 300.000 euro a 1 milione la soglia sotto cui un progetto di lavoro
pubblico può essere adottato senza
parere tecnico-amministrativo ed
economico.
•Divieto di affidare incarichi ai progettisti (o loro dipendenti) delle medesime opere, a meno che questi –
una volta aggiudicata la commessa
– non provino che la loro esperienza
come progettisti non ha consentito
loro l’acquisizione di informazioni
diverse da quelle note a tutti i concorrenti della gara d’appalto.
VARIE
•Eliminazione dell’obbligo per le
stazioni di servizio lungo le strade
di esporre orari e turni di apertura.
•Adozione della norma statale che
esenta dai requisiti professionali per
la somministrazione di alimenti e
bevande, se questa avviene per una
cerchia determinata di persone (es.:
mense e spacci).
•Proroga al 27 giugno 2017 del termine entro cui la Pat deve pubblicare il bando per la cosiddetta gara
gas, che assegna il servizio di distribuzione del metano.
•Si estende l’utilizzo per diverse pratiche amministrative di una semplice Scia (segnalazione certificata di
inizio attività).
•Una norma proposta in Commissione da Borga, eleva dal 70 al 100% il
finanziamento delle spese dei club
dilettantistici per l’assicurazione
obbligatoria degli atleti con meno
di 25 anni.
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gennaio-febbraio
P.A.T., MANOVRA
FINANZIARIA 2016:
IL DIBATTITO
Rossi sui mutui
della Provincia:
non c’è nulla
di preoccupante
“Il centrosinistra
autonomista?
Significa solidarietà
e merito”
A fine 2014, il presidente della Provincia aveva incitato
il sistema produttivo a reagire, per riportare il Trentino
al segno positivo in economia. Dodici mesi dopo, Ugo
Rossi (nella foto) ha potuto descrivere una situazione
finalmente non negativa, con occupazione e disoccupazione “tornati ai livelli del 2012”. Il Trentino – ha detto
nella relazione che ha aperto i lavori consiliari sulla manovra finanziaria per il 2016 – si affaccia, con fiducia, a
una stagione di nuova crescita. E la manovra 2016 ha due
obiettivi: preservare il livello dei servizi e sostenere la
crescita, anche con il miglioramento dell’amministrazione pubblica. Quella varata, secondo Rossi è una manovra
concreta, solida, realista, riferita a un quadro finanziario
diventato più chiaro e solido nei confronti dello Stato. “E
chi si attendeva una non tenuta della maggioranza – ha
commentato prima del voto finale – è rimasto deluso”.
Rossi ha parlato della riforma costituzionale: troppo
centralista, ma positiva per l’autonomia regionale,
grazie al lavoro dei nostri parlamentari e al “forte patto che Trento e Bolzano hanno stretto col Governo”.
L’auspicio del presidente è che nasca presto la Consulta per il terzo Statuto e che tutti i consiglieri si facciano
2016
“ambasciatori del valore dell’autogoverno”.
Sul piano europeo, Euregio e Gect, di cui il Trentino
ha assunto la guida per i prossimi due anni, vengono
descritti come una sfida alla dimensione internazionale
della provincia. Rossi ha annunciato “che abbiamo deliberato con l’assessora Ferrari di proporre alla prossima
giunta del Gect di istituire dentro il territorio dell’Euregio una scuola di alta formazione trilingue, per formare
funzionari e classe dirigente politica con un approccio
di tipo europeo”.
Nel settore economico, il sostegno della Pat andrà soprattutto all’internazionalizzazione , al potenziamento
delle capacità di attrazione del Trentino e all’efficientamento della macchina amministrativa. Rossi ha inoltre
sottolineato l’importanza del protocollo d’intesa che
impegna le imprese a creare il fondo di solidarietà territoriale per sostenere previdenza e sanità integrativa
dei lavoratori.
Il Presidente ha rivendicato che la politica di riduzione
fiscale continua. Da un introito teorico di 750 milioni
di tributi propri si passa a 430 milioni. Nel complesso
le agevolazioni liberate sul territorio arriveranno a 164
Su ospedali e debito della P
G
li emendamenti delle minoranze all’inizio del “match” in aula erano 5.814, recordman il consigliere leghista Fugatti con
ben 1900. Degasperi dei 5 Stelle lo ha incalzato con ben 1610
proposte emendative. Insomma, il braccio di ferro c’è stato anche
quest’anno e il fronte di opposizione al governo di centrosinistra
più Patt ha fatto a lungo pressing, con giudizi severi sulla manovra
finanziaria e una fitta serie di battaglie su singole materie e specifici
provvedimenti. Inedita l’alleanza tra Giacomo Bezzi (Forza Italia)
e Manuela Bottamedi (Patt, quindi maggioranza), che ha prodotto
un’ottantina di emendamenti e qualche momento di tensione tra
la consigliera e il suo presidente Rossi. Questi l’ha bruscamente richiamata a un minimo di disciplina di coalizione, lei ha rivendicato
il diritto di avanzare proposte e di non limitarsi a un ruolo scialbo
in stile peones.
L’impianto complessivo della manovra prodotta dalla Giunta Rossi
è passato, sono state respinte ad esempio scelte radicalmente alternative come quella proposta da Rodolfo Borga e che avrebbe cambiato
le sorti delle agevolazioni fiscali (incentivi all’edilizia piuttosto che
modeste riduzioni di Irpef per i cittadini meno abbienti). Il presidente Rossi ha rivendicato più volte di stare al volante della macchina
provinciale con senso di realtà, attenzione ai costi e alla riduzione di
risorse in vista, ma anche slanci in avanti e soprattutto grande sforzo
dedicato agli aiuti per le imprese incamminate oltre la grande crisi.
L’opposizione ribalta i giudizi: per essa la manovra 2016 è di corto
respiro e si limita a gestire la cassa della Provincia senza indicare la
direzione dei prossimi anni.
Fugatti: no burqa, sì ai presepi.
Ha giudicato la relazione di Rossi
“all’acqua di rose” , “ragionieristica e abbastanza scarna”, “priva di
visione e di prospettive”. Analizzando lo scenario, ha ricordato che
la disoccupazione in Trentino è più
alta che in Alto Adige ed è cresciuta
durante la crisi più che nelle vicine
regioni. Il capogruppo ha infine ritirato la valanga di emendamenti
ostruzionistici iniziali, ottenendo
in cambio diverse aperture del presidente Rossi, di cui riferiamo nelle
pagine precedenti. Fugatti aveva
avanzato una fittissima serie di proposte per emendare la manovra, in
larga parte respinte: sulla circonvallazione di Pinzolo, sulle moschee,
sul burqa nelle strutture pubbliche,
sul crocifisso e sul presepe da assicurare nelle scuole, sulla gratuità
degli asili nido (come in Francia),
a favore degli invalidi. E ancora:
gestione rigorosa dei profughi, possibilità come in Veneto di visite mediche anche di notte, revisione del
ruolo del direttore generale dell’azienda sanitaria, reddito di garanzia,
strade di confine, società partecipate, Imis per i negozi di montagna.
In dichiarazione di voto finale, il
consigliere di Avio ha tuonato che la
sanità è nel disordine più completo,
che in campo scolastico si chiudono
istituti ignorando le comunità locali,
che sull’ipotesi di rsa provinciale
per anziani l’assessore Zeni è stato
smentito su tutti i fronti.
Cia difende gli ospedali periferici.
Il consigliere ha parlato di sanità, segnalando criticità evidenziate anche
dalla Corte dei Conti. Tempi troppo
lunghi per accedere ad interventi
specialistici. Cure di protonterapia
non ancora inserite dal Ministero tra quelle garantite dal servizio
pubblico. Ben 19 milioni spesi nel
2014 per prestazioni fornite fuori
Provincia. Altro ragionamento sulla vexata quaestio degli ospedali di
valle: non si può affidare tutto all’elisoccorso. Nel 2013 il solo Garda
trentino ha visto oltre 3 milioni di
turisti. Come si può pensare che un
ospedale in quella zona non si giustifichi? Il pronto soccorso di Trento
ha già moltissimi accessi con codice
rosso e rischia il collasso. Ancora,
mancano 461 infermieri. Se nonostante tutto la qualità dei servizi
resta alta, “il merito è di infermieri,
o.s.s., medici, tecnici, fisioterapisti,
ostetriche”.
Civettini: autonomie umiliate.
Una Provincia con un’autonomia
speciale che non sa promuovere al
proprio interno delle autonomie locali, è un’autonomia fallita. Civettini si è riferito così ai Comuni, ma
anche alle Rsa. No secco all’ipotesi
di accentramento provinciale delle
case di riposo: la spesa si potrebbe
ridurre altrimenti, per esempio alleggerendo il peso burocratico della
sede Apss di via Degasperi. In tema
di lavoro, Civettini ha citato il caso
della Mariani spa che non ha più
trovato vantaggioso rimanere nella
valle (di Ledro) in cui era insediata.
La Provincia avrebbe potuto incentivare l’azienda attraverso una defiscalizzazione.
In linea più generale, “la finanziaria
è statica e insufficiente, la maggioranza non sa dove vuole andare.
I partiti che la compongono non
esprimono un progetto condiviso.
Vi sono valli dove “addirittura si
toglie la guardia medica”. In dichiarazione di voto finale, Civettini ha bocciato la manovra come
“anoressica, che fa solo azioni di
pronto soccorso e non di governo.
Il difetto emerge sul fronte della
scuola e dell’università, ma anche
delle imprese”.
Simoni: ci serve un’utopia.
“La relazione di Rossi appare più
ragionieristica che programmatica, mentre “occorrerebbero delle
utopie in cui credere, perché la comunità si senta protagonista”. Tema
profughi: “Non si può rispondere
con la pancia come qualcuno anche
in quest’aula suggerisce. Bisogna
invece utilizzare l’autonomia per
I carichi fiscali sulla casa, uno dei temi forti affrontati. In basso, i consiglieri Bezzi, Degasperi e Fugatti della minoranza (fotoservizio Paolo Pedrotti)
fronteggiare questo problema”. Tema Statuto di autonomia e riforma:
occorre ragionare con il presidente
della Provincia di Bolzano e con
l’Austria.
Modifiche del quadro societario
di Dolomiti energia: male l’entusiasmo di Rossi, perché il Trentino
dovrebbe riappropriarsi delle centrali idroelettriche del suo territorio.
Turismo: la maggior parte delle
aziende alberghiere sono in sofferenza, il settore non sta bene.
Simoni ha preso poi le distanze da
chi – tra le minoranze – ha presentato migliaia di emendamenti ostruzionistici. E ha riconosciuto che i
testi approvati sono usciti migliorati
dal confronto consiliare.
Manica: la direzione è giusta.
Per il capogruppo pd la manovra
finanziaria si presenta “concreta
e asciutta, per un Trentino che ha
bisogno di selettività nell’impiego delle risorse, condizionalità dei
contributi pubblici, innovazione e
responsabilità sociale”. Abbiamo
affrontato il tema dei migranti con
interventi umanitari – ha elencato
l’ex sindaco di Villa Lagarina – e
il tema del clima con le misure sui
fitofarmaci e sull’asfalto. Secondo
Manica stanno anche arrivando i
primi risultati positivi dello sforzo
politico compiuto sul terreno del
lavoro. Positiva la scelta di ridurre
Irap e Imis. Welfare: giusto aiutare
le fasce sociali in difficoltà, ma an-
che chiedere in cambio corresponsabilità e compartecipazione. Una
proposta: creare un punto di accesso
unico anche per le famiglie e non
solo per le imprese, che dia ogni
dritta utile per le diverse forme di
sostegno. Un sollecito: occorre che
la Provincia si impegni di più nella lotta alla povertà e si interroghi
sulle ragioni del calo degli iscritti
all’università. Infine, “dobbiamo
valutare se le leve fiscali e le contribuzioni introdotte producono o
meno l’effetto desiderato. Servono
strumenti per verificare l’efficacia
delle politiche”.
Passamani: sullo sport bene.
“Solida e concreta” la manovra del
centrosinistra autonomista. Ottima
notizia “lo sblocco del patto di stabilità, che permette di liberare 120
milioni per le opere dei Comuni, anche se sarebbe stato utile avere più
tempo rispetto ai 30 giorni fissati per
le scelte dei municipi”. Apprezzamento poi per gli investimenti sulla
formazione e sullo sport. “Le attività legate allo sport producono quasi
il 6,5% del Pil provinciale, vale a
dire più di un miliardo di euro, quasi come il settore delle costruzioni
(6,6%)”. Il consigliere ha ricordato
infine che nei prossimi mesi il Consiglio si occuperà di semplificazione
dei procedimenti amministrativi,
con una proposta di modifica della
l.p. 23, presentata dall’Upt “per dare
certezze ai cittadini”.
Baratter: cresce la fiducia.
Ripartenza dopo la lunga crisi, finalmente crescita economica e soprattutto competitività e innovazione, per creare valore con fiducia
e ottimismo. Sono queste le parole
d’ordine del bilancio e la chiave di
lettura dell’intera attività di governo, ha affermato il capogruppo del
Patt. Gli impegni: “Investire nella
coesione sociale, orientata alla famiglia e al mondo del lavoro e volta
all’inclusività. Avanti con l’aiuto alle imprese locali, la forte riduzione
delle tasse (“abbiamo il territorio
con minore pressione fiscale del
sistema Italia”), il pacchetto attrattività, il completamento della banda
ultra larga, la snellezza burocratica,
le politiche di prospettiva (“si pensi
solo al trilinguismo, una cassetta
degli attrezzi per i nostri ragazzi
per affrontare il futuro”), il patto
duale scuola/lavoro, la riforma della dirigenza pubblica, la riduzione
coraggiosa delle spese della macchina provinciale. Un riferimento
poi alla presidente Rossi del Gect,
un’ottima opportunità per rafforzare a Bruxelles la nostra presenza
strategica, in una visione di Trentino
aperto e internazionale, con un ruolo
chiave in Europa.
Zanon: c’è assenza di idee.
Il consigliere di Progetto Trentino
ha bocciato la relazione di Rossi,
segnata da “impianto ragionieristico, staticità ed assenza di idee”. Il
Trentino non sta bene, “chiudiamo il
secondo semestre 2015 con una disoccupazione che supera le 18.000
unità, il dato più alto degli ultimi 7
anni”. L’annunciata detassazione
Irpef produrrà un effetto minimo,
si poteva indirizzare lo sforzo in
modo più produttivo. Ancora sul
fisco: togliendo la tassa sulla prima
casa non si va ad agevolare chi ha
davvero bisogno, perché chi ha un
appartamento di 90 metri quadri
neppure prima pagava quest’imposta. Sanità: conta quasi 700 amministrativi, mentre manca personale
operativo (medici, infermieri, tec-
nici), uno squilibrio assolutamente
da correggere.
Degasperi: lo Statuto scotta.
L’aggettivo scelto per la manovra
è stato “sottotono”, parto di una
maggioranza “che ha perso un po’
di smalto rispetto agli anni scorsi” e
che governa un Trentino che “come
Alice non sa quale strada intraprendere”. Esagerato a parere del consigliere a 5 Stelle l’ottimismo di Rossi
sul Job’s Act, visto che in 10 mesi,
con 3 miliardi investiti, ha creato solo 2.000 posti di lavoro in più.
Degasperi ha toccato svariati temi.
L’imminente Consulta per lo Statuto: “È il momento meno propizio
per toccare la carta base dell’autonomia”. Il caso Whirpool: delusione
per il passaggio da una multinazionale degli elettrodomestici ad una
vetreria. Azzeramento dell’addizionale Irpef fino a 20.000 euro:
“Si poteva fare qualche sforzo in
più”. Sgravi Irap: “La Pat avrebbe
le dotazioni sufficienti per abolire
questa imposta, ma non lo vuole
fare”. Ancora: il Fondo strategico
sovracomunale è fortemente criticabile; la manovra ignora il capitolo
della formazione professionale (in
cui il precariato dei docenti è oltre
il 50%). La sanità: quella trentina
merita rispetto, ma permangono
dubbi sulle iniziative di razionalizzazione e sui tempi di attesa per le
visite. Brutta pagella alla Pat per la
banda larga (siamo all’8° posto tra
le regioni). Scuola: parte dell’organico è ancora scoperta e si sacrifica
tutto sull’altare delle lingue e del
sistema duale. Che però coinvolge
l’impresa appena con 11 percorsi e
2 di inclusione.
Degasperi si è visto respingere gli
emendamenti contro il trattamento privilegiato riservato ad alcuni
dipendenti pubblici per favorirne
l’assunzione; quello che prevede
di derogare ai limiti introdotti dalla
legge Kessler del 2010 sulla Valutazione di impatto ambientale; quello
che prevedeva come l’anno scorso
la cancellazione dell’Irap. Centrato
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gennaio-febbraio
2016
milioni rispetto ai 132 attuali. Per le imprese nel 2016
si arriverà a 180 milioni (quota 200 milioni nel 2017).
Scuola. Rossi ha ricordato che sono state fatte 313
assunzioni nella scuola statale e 136 nella scuola di
infanzia provinciale e 45 nel comparto Ata. Nell’anno
scolastico in corso, poi, le assunzioni sono 286 nella
scuola statale e 140 Ata. Tra gli obiettivi 2016 c’è il
concorso per la statale e l’avvio della staffetta generazionale in quella d’infanzia.
Sulla sanità, Rossi ha osservato che la vicenda dei riposi dei medici ha creato difficoltà ovunque, ma che la
sanità trentina rimane ai vertici. Nel 2016 – ha aggiunto
– si punterà molto sulla medicina territoriale. Passando
al sociale e al tema profughi, Rossi ha detto che la politica della Pat rimarrà impostata alla solidarietà umana,
caratteristica centrale della cultura trentina. Il Trentino
è l’unica regione con il reddito di garanzia.
La “macchina Pat”. Le spese sono state ridotte del
7% nell’ultimo triennio e si arriverà al 10% nel 2018.
I capisaldi sono riorganizzazione della Pat, fusioni dei
Comuni e gestioni associate. La spesa del personale
calerà del 6%.
Investimenti strategici. Rossi promette corridoio del
Brennero, Not, variante di Cles, Loppio – Busa, messa
in sicurezza della strada del Rolle e Fedaia, abbassamento della Trento Malè a Lavis e collegamento Trento
– Povo, banda larga e depuratore Trento 3, riqualificazione energetica degli edifici.
Il presidente ha ripreso la parola in aula per rintuzzare
le reprimende delle opposizioni. Ha rivendicato che il
bilancio si colloca dentro un disegno di centro sinistra
autonomista, impegnato per un modello di società, in
cui da un lato la riduzione di tutte le diseguaglianze sia
al primo posto, dall’altro si sviluppa un sistema produttivo e istituzionale fondato su merito e qualità.
Altre direttrici: si cerca di favorire la natalità; si cambia
nel settore della ricerca scientifica, per far dialogare
un po’ più di un tempo i vari attori. C’è stata la riforma urbanistica, che punta sul risparmio di territorio e
la “pulizia” del paesaggio. È stato introdotto il merito
nella pubblica amministrazione con la riforma dei dirigenti e nella scuola si è lanciato il progetto trilinguismo.
Sul tema del debito Pat, posto con particolare forza
ad esempio dal consigliere Bezzi, il presidente della
Giunta ha reagito sorprendendosi – così ha detto – che
un imprenditore non voglia capire come il ricorso al
debito fa parte del normale ciclo economico.
“I numeri, visto che il Trentino è paragonabile ad un
piccolo stato, sono questi: il debito della Pat è all’8%
del suo bilancio; per fare un paragone, quello della
Germania è al 78% e quello della Francia al 97%.
Inoltre il nostro è debito legato a investimenti in conto capitale e che non copre quindi spesa corrente . Le
sue garanzie sono riposte nelle entrate fiscali previste
dallo Statuto e poi in beni per 2,5 miliardi di euro e in
azioni, quote e obbligazioni per 900 milioni. Il debito
ammonta a un miliardo e 400 milioni, più i 275 milioni aggiunti da questa manovra: totale 1 miliardo e
700 milioni. Nell’ultimo intervento in aula, anche un
fronte polemico: “I consiglieri dovrebbero evitare un
utilizzo eccessivo delle relazioni della Corte dei conti,
che non tengono conto della specificità del nostro assetto autonomistico”, ha detto il presidente. Scattate le
polemiche sui giornali,è stato necessario chiarire che
l’intento non era criticare i giudici contabili, ma solo
frenare gli attacchi politici strumentali.
Centrosinistra
autonomista
compatto. Maestri
richiama però
i colleghi a tenere
salda la coalizione.
E Detomas chiede
più strumenti
di contrappeso
al potere esecutivo.
at il fuoco delle opposizioni
invece l’obiettivoi del Parco agricolo del Garda, che avrà 100 mila euro
per decollare.
Fasanelli: manca un’anima.
La relazione Rossi – ha detto –
“manca di peso politico” e di coraggio. L’ex sindaco di Pomarolo ha annunciato 40 emendamenti. Ribadita
la critica all’esenzione Irpef sui redditi fino a 20.000 euro, che darà non
più 7 euro al mese per contribuente.
Un suo emendamento (bocciato) ha
cercato di selezionare i destinatari,
al fine di restringere la platea dei
beneficiari e di aumentarne l’entità.
Corretto – ha detto Fasanelli – è lavorare per la riforma dello Statuto:
“Auspico maggiore collaborazione
con Bolzano, perché la sintesi va fatta nel quadro regionale”. Bene anche
la nuova legge che sarà presto varata
sullo sport. La gestione associata dei
servizi comunali va invece corretta: un emendamento (bocciato) ha
proposto che si stabilisca il numero
ottimale di addetti per ogni servizio
dei Comuni, al fine di non colpire
proprio i Comuni più virtuosi. In tema di trasporto pubblico, la richiesta
di migliorarlo sulla città di Rovereto.
Giovanazzi: Giunta allo sbando.
Ha ammonito che quando – tra un
paio d’anni – alla Pat verranno a
mancare 500 milioni di euro, anche
il Trentino dovrà cambiare registro.
Sull’operazione societaria in Dolomiti Energia ha detto che “il Trentino avrebbe fatto bene ad acquistare
il 100%, perché indipendentemente
dalle gare di concessione, si rimaneva proprietari degli impianti”.
Netta critica alla dotazione 2016 di
oltre 200.000 euro per l’Accademia
della Montagna, ente che la Giunta
aveva deciso di sopprimere: così la
Giunta dimostra essere allo sbando.
Sull’impiego della biomassa a fini
energetici occorre impegnarsi, affinché si diffonda la cultura del bosco
come cura del territorio, ma anche
come recupero di una risorsa – il
legno – che produce risparmio economico e ambientale. Giovanazzi si
è visto accogliere un emendamento
che toglie i vincoli di destinazione
agli immobili trasferiti a titolo gratuito agli enti locali e cadenti o fatiscenti, perché i Comuni non sono
in grado di restaurare e riutilizzare
(accade ad esempio ad Arco).
Un successivo intervento è valso a
esprimere dure critiche alla situazione nella sanità e alle scelte del direttore Flor, “che andrebbe sostituito”.
Maestri: occorre compattezza.
La presidente della V Commissione ha elogiato la manovra: perché
sostiene la crescita allentando la
pressione fiscale; perché agevola famiglie e imprese; perché fa dialogare
Comuni e Comunità e perché interviene sui costi della spesa corrente e
sull’efficienza della spese pubblica.
Per Maestri il Trentino deve scommettere sull’Europa delle regioni e
delle macroregioni e sull’Euregio.
Il potenziamento della presenza trentina a Bruxelles è un primo passo.
Il 2016 sarà l’anno dell’armonizzazione del sistema scolastico e il pro-
lute), invece il documento di bilancio rimane ancora frazionato. Anche
sulle politiche giovanili si parla di
segmenti ma non si pensa ad un pacchetto completo, che consenta di dire
ai giovani qual è l’approccio della
politica verso di loro come elementi
fondamentali del nostro futuro. Serve, insomma, un disegno di comunità e di territorio. Un tema centrale
per la riscrittura del Terzo Statuto,
che non può limitarsi ad una banale
riscrittura ragionieristica.
Sanità e gestione delle rsa per anziani, altro tema clou. Sotto, Mario Tonina e Gianpiero Passamani dell’Upt.
cesso dovrà essere preceduto da un
confronto diffuso. Positivo l’impegno della Giunta ad un’immediata,
nuova regolamentazione del diritto
allo studio. Sulla cultura davvero poche novità, ha invece osservato Maestri con non celata delusione: il 2016
dovrebbe essere l’anno della riforma
appena approvata in Consiglio, la
consigliera ha detto di volerne discuterne i contenuti. Occorre introdurre
sistemi di valutazione e nuovi modi
di intendere la cultura come leva di
sviluppo anche dell’occupazione.
Infine, un riferimento alla tenuta politica della maggioranza: “Abbiamo
sottoscritto un patto di legislatura,
che va anteposto ad ogni cosa”.
Borga: troppi i debiti Pat.
Primo affondo sull’indebitamento
della P.a.t.: 705 milioni di euro sono
già impegnati per il 2019 e sono destinati ad aumentare. A ciò si aggiunge che le garanzie ammontano alla
bellezza di 1 miliardo 675 milioni di
euro: in un siffatto contesto è difficile
trovare risorse per gli investimenti.
Borga ha definito la realtà molto preoccupante. La sfida dei prossimi anni
è difficile da combattere e ancora di
più da vincere, ha osservato, e, di
fronte ad un oggettivo calo di risorse,
la reazione qui a Trento è l’accentramento di servizi e poteri.
Severo il giudizio sulla gestione dei
punti nascita. Borga ha quindi posto
l’accento sull’articolo 13 della legge
“collegata”, una norma di delegificazione (perché affida la riorganizzazione della sanità direttamente all’azienda sanitaria), che in altri anni si
sarebbe dichiarata inammissibile.
Giunta bocciata anche sul fronte ricerca e su Trento Rise. Precisa l’idea
riguardo all’addizionale Irpef: no
alla cancellazione per i redditi fino a
20.000 euro (che vale appena 25 centesimi al giorno). Con un emendamento – respinto dalla maggioranza
(con Bottamedi astenuta) – Borga ha
proposto invece di “copiare quanto
già fatto dalla Giunta negli anni scorsi”, ossia incentivare le opere edilizie
ecocompatibili.
Approvato invece l’emendamento
che porta 100 mila euro al Museo degli usi e costumi della gente trentina
(“che non può essere lasciato nell’attuale stato di degrado: non c’è nemmeno un euro per fare una mostra”).
Viola stronca la gestione Apss.
“Bilancio super-rigido. E su alcuni
problemi, come le società del sistema di piazza Dante, le risposte languono”. “Bisogna passare dall’autonomia del Trentino al Trentino delle
autonomie”, ha detto il vicepresidente del Consiglio, chiedendo poi
maggiore attenzione per famiglie e
corpi sociali intermedi.
La Provincia “dovrebbe anche riprendere il dialogo con le regioni
vicine, proponendo alleanze istituzionali che fungano da scudo per
l’autonomia”. Non si può cadere nel
rischio della cultura dominante del
“Nimby” (Not in my backyard”),
del “non nel mio giardino” , perché
l’autonomia non si può tutelare solo
per sé. Preparare la riforma statutaria
potrebbe essere una mossa giusta.
Un appunto Viola l’ha riservato per
la decisione di Giunta di ingaggiare
un manager per il coordinamento
delle politiche dell’internazionalizzazione e interregionali: avrebbe dovuto essere incardinato in Trentino
Sviluppo e non sulla Presidenza della Giunta. “Diversamente – ha osservato – si chiuda Trentino Sviluppo”.
Sanità: Viola ha censurato il fatto che
le notizie più importanti non vengo-
no fornite dalla Giunta al Consiglio,
ma dal direttore dell’Apss Flor alla
stampa. Inaccettabile, è anche che
Flor sia addirittura arrivato a dichiararsi deluso dalla politica. “Sarebbe
meglio che i dirigenti – ha osservato
– rimanessero al loro posto, portando
rispetto per le istituzioni”. Ancora,
per Viola la sanità del Trentino “costa troppo” e la spesa corrente cresce
molto di più che nelle altre regioni.
Grave anche il saldo negativo annuale di 16 milioni di euro dovuto alla
mobilità fuori provincia dei pazienti.
Viola ha presentato diversi emendamenti, anzitutto per chiedere alla
Giunta di non abdicare al ruolo di
governo della sanità trentina lasciandolo al direttore dell’Apss, come
profila l’articolo 13 della collegata.
Poi ancora salvaguardia delle Rsa e
più fondi alla promozione turistica
d’ambito. Il consigliere ha citato La
Pira, per cui la politica deve “servire la speranza”. Mentre oggi gli
stessi consiglieri provinciali danno
lo spettacolo di “tanti io in cerca di
successo”.
al 2%. La questione identitaria: l’Italia e il Trentino devono pretendere,
da chi entra nel Paese, rispetto per le
nostre identità e tradizioni. Un problema serio è come garantire lavoro
e futuro alla nostra popolazione e
anche agli immigrati.
Bezzi: difendiamo l’identità.
Le questioni irrisolte sono il debito
della Pat, il calo demografico e il
problema dell’identità. Il debito – accumulato dalla fine degli anni ‘90 – è
uno zaino, ha detto più volte il consigliere nei 6 giorni di aula, messo
sulle spalle delle future generazioni
e che risulta non pagabile se non c’è
una crescita demografica superiore
Tonina: un brand per l’agricolura.
Ha parlato di agricoltura, della necessità di puntare su qualità, eccellenza e sostenibilità. Tonina ha chiesto a Rossi, anche come presidente
dell’Euregio, di attivare un pressing
verso l’Ue, per ottenere sostegno al
mondo agricolo, perché i 300 milioni di fondi europei non sono sufficienti. Un lavoro che deve passare
anche con l’ulteriore potenziamento
dell’ufficio Pat di Bruxelles. L’agricoltura trentina va rilanciata anche con un marchio di qualità (e sul
punto è passato un ordine del giorno
dell’aula, vedi pag. 7). In tema di sanità il consigliere Upt ha detto che le
scelte devono essere fatte dai politici
e non dai burocrati.
Giuliani per l’ospedale di Arco.
Suo un emendamento per l’accesso
delle Esco (Energy Service Company) ai contributi per la riqualificazione di tutti gli edifici, più uno
per l’anticipo del credito d’imposta
ai cittadini, onde ridare slancio alle
ristrutturazioni edilizie. Occorre anche – ha detto – ridurre la burocrazia
che soffoca le aziende: con un ordine
del giorno del 2014 doveva essere
costituito un tavolo di lavoro, di cui
Giuliani auspica l’avvio.
Ribadita con forza la richiesta della
settimana corta per la scuola, che favorirebbe il turismo. Infine la sanità:
l’Alto Garda vuole la valorizzazione
del polo di Arco, anche se in generale
occorre ridurre la spesa garantendo
qualità e sicurezza.
Borgonovo Re: fare comunità.
L’ex assessora ha detto che la visione del futuro non emerge con chiarezza dalla relazione di Rossi. Sono
necessarie politiche trasversali (uno
degli esempi sarà il Piano per la sa-
Kaswalder: credito alle aziende.
L’esponente autonomista – che intervenendo ha colto l’occasione per
ricordare i 10 anni dalla morte di Domenico Fedel, indimenticato leader
autonomista – s’è detto preoccupato
per la crisi del credito in Italia, che
rischia di investire anche il sistema
trentino. Ed ha chiesto che si garantisca il credito per le imprese trentine.
È stato accolto un suo emendamento che agevola gli acquisti utili alla
riqualificazione ambientale delle
sponde dei laghi ,secondo le indicazioni date da Appa per migliorare la
qualità delle acque.
Plotegher: troppe diseguaglianze.
L’assessora regionale alla previdenza ha sottolineato che il bilancio dovrebbe mettere in evidenza l’indice
di Gini (che misura le diseguaglianze sociali). Su questo piano siamo
a buon livello in Italia, ma dietro
all’Alto Adige. La consigliera ha
invitato a puntare ad un modello di
società solidale. Andrebbe poi introdotta una lettura di genere (uomo/
donna) del bilancio. Plotegher ha
parlato anche di percorso nascite: è
un protocollo che va esteso su tutto il
territorio, perché la madre e il padre
(in ottica di genitorialità) vanno presi
in carico dalle ostetriche fin dai primi momenti. I punti nascita, invece,
non sono accettabili negli ospedali
che sono sotto i livelli di sicurezza.
Bottamedi: fiducia da meritare.
Protagonista di momenti piuttosto
tesi con il presidente Rossi – per via
degli emendamenti firmati con l’oppositore Bezzi – si è rivolta allo stesso Rossi ricordando che la fiducia
dei consiglieri di maggioranza non
va data per scontata, ma dev’essere
mantenuta e incentivata. “Il dialogo
con la Giunta invece è a volte difficile e questo ha creato problemi
alla coalizione. Rossi ha reagito a
interrogazioni e ordini del giorno –
ha detto – con fastidio, ma si tratta
semplicemente di contributi propositivi, che vanno inseriti in un clima di
dialogo e appunto di fiducia”.
Detomas: contrappesi tra i poteri.
Manovra “tutto sommato accettabile
– ha detto – visto che la ripresa fatica
a consolidarsi”. Giusta secondo Detomas è la contestata norma – Viola
l’ha definita una scorciatoia pericolosa – che affida all’Apss la definizione
della futura sanità, “dopo aver ricevuto dalla Giunta le direttive”. Un
richiamo alle regole del gioco: “Va
rivisto l’equilibrio tra esecutivo e legislativo, mancano sanzioni efficaci
per richiamare la Giunta”.
239
PA G I N A
6
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
BILANCIO DI PREVISIONE P.A.T. - RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE
Previsioni definitive
dell’anno precedente quello
cui si riferisce il bilancio
Denominazione
P.A.T., MANOVRA
FINANZIARIA 2016:
GLI ORDINI DEL GIORNO
Ecco i 45 ordini del giorno approvati in collegamento alla manovra
finanziaria e che impegnano la Giunta su una vasta gamma di interventi, dalla viabilità all’ambiente, all’Icef. Centrale, anche nel dibattito
su qusti ordini del giorno, la questione degli ospedali di valle, dei punti
nascita e della loro sicurezza, di cui si veda anche pag. 11.
Bottamedi (Patt) e altri
Lago di Garda patrimonio
dell’umanità Unesco
Con l’ordine del giorno (o.d.g.)
si chiede alla Giunta di avviare il
percorso, in collaborazione con
Veneto e Lombardia, per proporre
la candidatura del Lago di Garda
come patrimonio dell’Umanità
dell’Unesco. Si chiede di coinvolgere su questo progetto le popolazioni, le amministrazioni locali e le
associazioni impegnate nella difesa del lago. Parere favorevole della
Giunta, mentre Degasperi ha detto
che così come è stato amministrato, l’ambiente del Garda non può
aspirare a questo riconoscimento.
Favorevole Simoni e anche Civettini che includerebbe nella proposta anche Ledro. Il voto: 33 sì.
Simoni (PT) e altri
Valorizzare il legno
trentino sulle strade
L’odg impegna la Giunta a proseguire nell’azione di utilizzo di
barriere stradali in acciaio – legno
in zone di pregio paesaggistico
e a stimolare le amministrazioni
locali ad utilizzarle. Favorevole la
Giunta, Lozzer ha ricordato l’importanza del legno trentino. 33 sì.
Simoni (PT) e altri
La gomma degli pneumatici
riciclata per l’asfalto
L’odg impegna la Giunta a modificare il capitolato generale di appalto per individuare le modalità
per garantire, nelle manutenzioni
delle strade provinciali e comunali, il criterio dell’utilizzo dell’1%
del polverino di gomma da pneumatici fuori uso (6 mila tonnellate
all’anno prodotte in Trentino) sul
peso dell’asfalto. 31 sì.
Civico (PD)
Adeguare il reddito Icef
all’andamento dei prezzi
Approvato anche l’odg del consigliere Mattia Civico che impegna la Giunta a convocare entro
gennaio il Tavolo di valutazione
e orientamento delle politiche tariffarie, affinché proceda ad una
proposta di adeguamento all’andamento dell’indice dei prezzi al
consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, del reddito di
riferimento per la determinazione
dell’indicatore Icef (utilizzato per
l’accesso agli alloggi sociali, per la
determinazione dei relativi canoni,
nonché per la determinazione del
contributo all’affitto di alloggi locati sul libero mercato).
Viola (PT) e altri
Attivare corsi per l’alta
formazione turistica
L’odg impegna la Giunta ad attivare i corsi di alta formazione turistica valorizzando il Cfp Varone
e Gardascuola, con l’obiettivo di
creare professionalità specializzate negli ambiti dirigenziali del
turismo, in particolare di quello
congressuale, sportivo e legato
all’arte e al territorio. Giuliani ha
espresso soddisfazione per questo
testo. Civettini ha ricordato che
tutto il Trentino è turistico. 33 sì.
Giuliani (Patt)
Più controlli sulla
navigazione lacustre
Servizi istituzionali,
generali e di gestione
Istruzione e diritto
allo studio
Sanità al centro
ma anche
metodo Icef,
Garda e Ledro,
settimana corta
in tutte le scuole,
Oil free zone,
marchio di qualità
per il Trentino
e altro ancora
Tutela e valorizzazione dei beni
e delle attività culturali
Politiche giovanili,
sport e tempo libero
Turismo
Assetto del territorio
ed edilizia abitativa
Sviluppo sostenibile
e tutela del territorio
e dell’ambiente
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
revisione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
revisione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
365.448.675,73
845.025.351,67
68.881.172,31
8.761.000,00
57.993.531,26
103.160.858,00
54.763.512,91
Previsioni
anno 2016
Previsioni
anno 2017
Previsioni
anno 2018
369.134.418,44
25.144.961,79
338.176.353,10
865.033.435,07
150.468.359,67
851.228.156,26
65.854.367,00
20.823.357,33
66.792.627,81
12.045.316,00
1.500.000,00
8.450.349,31
56.429.335,56
12.590.152,35
29.117.611,25
85.830.528,60
54.706.628,87
33.269.306,29
80.202.585,18
17.073.030,62
41.107.499,61
361.210.341,44
20.040.609,67
359.980.341,43
17.741.755,69
819.730.824,07
97.764.868,72
818.098.344,07
50.172.671,77
52.934.147,00
13.837.976,55
45.194.627,00
10.316.880,15
7.055.000,00
0,00
6.678.000,00
0,00
49.412.480,56
6.112.402,99
48.407.740,56
5.569.806,33
77.002.396,03
46.814.958,06
69.841.628,13
51.892.446,43
55.654.747,61
11.444.436,61
55.714.063,61
12.244.436,61
L’aula fissa per la
L’odg chiede alla Giunta di assumere iniziative per potenziare
la vigilanza sulle attività di navigazione nelle acque interne d’interesse provinciale, assicurando
una valutazione professionale e il
rispetto della normativa di sicurezza. Sì della Giunta, mentre Civettini ha detto che con poposte come
queste, in cui si chiedono fondi, ci
possono essere conflitti d’interesse, legittimi ma inopportuni. 16 sì
e 15 astenuti.
Giuliani (Patt)
Sostenere le società
di servizio energia
L’odg impegna la Giunta a sostenere le attività delle Energy service
company, finalizzate alla realizzazione di interventi di riqualificazione energetica sugli immobili
pubblici e privati. A elaborare un
progetto di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e a
supportare l’accesso al credito per
i progetti di efficientamento energetico. 32 ok.
Fasanelli (Misto)
Sbarrierare la stazione
ferroviaria di Rovereto
L’odg impegna la Giunta a sollecitare Rfi perché proceda alla
realizzazione dei lavori di sbarrieramento della stazione di Rovereto, verificando la possibilità
di un intervento diretto della Pat.
Degasperi ha detto che è una follia
pensare al megatunnel del Brennero e poi non avere le stazioni. 32 sì.
Lozzer (Patt) e altri
Appalti, ditte locali
a trattativa privata
L’odg firmato dai quattro consiglieri del Patt impegna la Giunta a
vigilare, verificare e richiedere ai
vari servizi della Pat perché venga
applicata, in particolare negli appalti dei lavori alpinistici e della
segnaletica stradale, l’esclusione
automatica delle offerte anomale;
a prevedere pagamenti parziali in
base agli stati di avanzamento dei
lavori e a richiedere ai servizi interessati di applicare gli affidamenti
a trattativa privata entro i limiti di
25 mila euro quando si è verificata la presenza di aziende locali in
grado di eseguire i lavori. Parere
positivo della Giunta e appoggio
di Zanon, a nome di PT, di Bezzi,
Fasanelli, di Giovanazzi «il massimo ribasso ha creato guai enormi», mentre Borga ha annunciato
l’astensione, pur condividendo i
contenuti. 30 sì.
Giovanazzi (AT) e altri
Formazione continua
per gli artigiani
L’odg impegna la Giunta a valutare
la possibilità di prevedere l’avvio
di azioni integrate di formazione
continua tra Fondartigianato e Pat
per incrementare la competitività
e l’innovazione delle imprese artigiane. Giovanazzi ha ricordato che
c’è un problema di occupazione
soprattutto giovanile anche a causa dello scarso raccordo tra scuola
e lavoro. 31 sì
Bottamedi (Patt) e altri
Avviare un dibattito
sulla “Buona Scuola”
L’odg impegna la Giunta ad avviare, nei mesi di gennaio e febbraio,
una serie d’incontri col Dipartimento della conoscenza e rappresentanze scolastiche e sindacali
per raccogliere suggerimenti e riflessioni sui punti più importanti
della riforma statale della “Buona
Scuola” e, coinvolgendo la Commissione competente, sul suo recepimento a livello provinciale. Sì
della Giunta, Rossi ha aggiunto che
il recepimento avverrà adattandola
al modello trentino, con la partecipazione del mondo della scuola.
Appoggio di Lucia Maestri, Viola
ha ricordato che la scuola ha avuto
6 riforme in 13 anni e si vedrà col
tempo se quella di Renzi sarà dav-
vero “buona”. Civettini, annunciando l’astensione, ha detto che
sui docenti in Trentino è stata fatta
una confusione tremenda e Bezzi
ha ricordato la vicenda del Curie di
Pergine. Degasperi ha detto che in
Trentino si punta sul modello sbagliato della scuola azienda. 28 sì,
tre astenuti.
Giovanazzi (AT), Simoni (PT)
Incentivare le piccole
centrali a biomassa
L’odg impegna la Giunta a incentivare la creazione di micro centrali a
biomassa, verificando che il cippato venga acquistato esclusivamente
in segherie operanti sul territorio;
ad utilizzare legno vergine escludendo qualsiasi altro combustibile
solido. A impiegare, inoltre, personale forestale del nostro territorio
per incrementare l’occupazione
nelle valli. Sì della Giunta, condivisione di Simoni, Fasanelli, Kaswalder. 27 sì, un astenuto.
Giuliani (Patt) e altri
Arrivare alla settimana
corta nelle scuole
Odg che impegna la Giunta a continuare, con una serie di incontri con
gli istituti scolastici, la sperimentazione per introdurre gradualmente,
entro fine legislatura, la settimana
corta in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Sì della Giunta, mentre
Zanon s’è detto contrario; Civettini
ha detto che la proposta è improntata solo al risparmio e la logica del
week end lungo non tiene conto
delle esigenze delle famiglie più
povere. Civico ha ricordato che
questo tema è entrato nella legge
della scuola per mettere al centro i
tempi della famiglia. Degasperi che
questo era uno degli obiettivi della
legislatura, Rossi ha affermato va
bene inserito nell’organizzazione
scolastica. 24 sì, 6 no, un astenuto.
Degasperi (5 Stelle)
Completare la cablatura
delle aree produttive
L’odg impegna la Giunta a far realizzare da Trentino Network la
cablatura delle aree produttive provinciali che ancora non sono collegate con la rete pubblica. Inoltre si
chiede di mettere a disposizione i
collegamenti a tutti gli operatori
per rendere omogenee le condizioni di concorrenza. Degasperi
ha detto che sulla banda larga s’è
perso troppo tempo e c’è un operatore privato che rischia di far cadere
l’obiettivo di un controllo pubblico
della rete. Gilmozzi ha detto che i
privati si sono attivati anche grazie
a Trentino Network e l’interesse
di questi ultimi implica che non
può essere il pubblico a intervenire
perché altrimenti sarebbe un aiuto
di Stato. La Pat ha messo a disposizione 32 milioni di euro per gli
allacciamenti, crediti per 16 milio-
ni di euro e cofinanziamenti fino al
25%. La Pat, insomma, insegue un
modello misto. Bezzi ha chiesto
quanti dei 50 – 60 milioni messi in
bilancio lo scorso anno per la banda
larga sono stati appaltati. Bocciata
la premessa con 20 no e 11 sì. 32 sì
al dispositivo.
Cia (Civica Trentina) e altri
Reparti ospedalieri
no alle stanze miste
L’odg approvato all’unanimità (29 i
voti a favore) dopo l’accordo sottoscritto da Cia con l’assessore Zeni,
conferma le indicazioni di legge
all’Apss perché sia stabilito, dove
non sussistano situazioni di grave urgenza e fatta eccezione per
l’Unità operativa di rianimazione
e terapia intensiva, che la distribuzione dei pazienti nei singoli reparti
di degenza rispetti la distinzione
fra i sessi.
Civettini (Civica Trentina)
Aiuti per le aziende
che puntano sull’export
Approvato all’unanimità l’odg di
Civettini che impegna la Giunta
a rafforzare il sostegno ai progetti di internazionalizzazione delle
aziende, un piano di sostegno delle
iniziative di commercializzazione
dei prodotti e alla partecipazione di
fiere e manifestazioni e alla sottoscrizione di assicurazioni delle po-
239
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7
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
* Si tratta di somme già impegnate negli esercizi precedenti alla data di presentazione del Bilancio.
Previsioni definitive
dell’anno precedente quello
cui si riferisce il bilancio
Denominazione
Trasporti e diritto
alla mobilità
Soccorso civile
Diritti sociali, politiche sociali
e famiglia
Tutela della salute
Sviluppo economico
e competitività
Politiche per il lavoro e la
formazione professionale
Agricoltura, politiche
agroalimentari e pesca
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
166.637.878,39
23.590.754,13
191.833.752,00
1.122.011.455,75
366.450.480,36
89.145.473,59
60.144.901,41
Previsioni
anno 2016
Previsioni
anno 2017
Previsioni
anno 2018
169.872.212,00
93.007.099,92
152.664.205,70
44.168.666,12
5.283.051,34
24.375.166,59
190.664.200,00
2.769.934,91
193.101.584,42
1.119.520.472,97
21.395.373,43
1.121.668.340,56
367.817.146,96
177.216.489,57
207.980.735,07
91.106.130,84
7.762.232,78
81.438.072,53
49.094.570,00
20.918.193,74
61.156.605,48
147.162.279,00
34.717.307,79
173.260.752,00
27.997.442,94
17.829.698,58
3.032.673,96
16.232.720,00
1.567.943,43
190.600.200,00
2.155.037,07
190.781.200,00
154.937,07
1.096.461.352,97
16.497.604,06
1.073.079.352,96
18.497.604,05
259.132.878,96
146.366.765,24
265.662.882,00
125.320.847,84
67.918.900,00
0,00
61.252.000,00
0,00
42.315.480,00
18.327.726,53
38.893.120,00
15.630.695,61
Previsioni definitive
dell’anno precedente quello
cui si riferisce il bilancio
Denominazione
previsione di competenza
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
Relazioni internazionali
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
Fondi e accantonamenti
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
Anticipazioni finanziarie
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
Servizi per conto terzi
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
TOTALE MISSIONI
di cui già impegnato*
previsione di cassa
previsione di competenza
TOTALE GENERALE DELLE SPESE di cui già impegnato*
previsione di cassa
Relazioni con le altre autonomie
territoriali
e locali
Giunta 45 obiettivi
1.458.648.989,74
10.520.000,00
339.890.499,76
50.000,00
1.799.302.860,11
7.132.261.147,12
7.132.261.147,12
Previsioni
anno 2016
Previsioni
anno 2017
Previsioni
anno 2018
765.219.167,99
115.815.064,85
1.810.679.364,90
12.192.000,00
727.125,85
6.511.500,00
381.365.447,27
0,00
168.141.951,61
250.000,00
0,00
30.000,00
315.797.000,00
1.915.039,66
266.110.569,51
5.041.597.000,00
729.116.096,68
5.462.000.000,00
5.041.597.000,00
729.116.096,68
5.462.000.000,00
925.947.743,83
108.831.682,57
955.478.146,45
86.580.703,37
12.085.000,00
250.114,00
11.970.000,00
0,00
368.896.529,95
0,00
353.725.081,79
0,00
250.000,00
0,00
250.000,00
0,00
312.957.000,00
1.915.039,66
277.957.000,00
1.915.039,66
4.864.557.000,00
528.109.203,48
4.822.457.000,00
425.603.210,95
4.864.557.000,00
528.109.203,48
4.822.457.000,00
425.603.210,95
l’Icef andrebbe tolto. Fasanelli ha
condiviso le preoccupazioni di Tonina. A favore anche Bottamedi,
«perché il criterio dell’Icef è iniquo
e i Comuni hanno sempre svolto
in modo egregio la selezione dei
lavoratori». Viola ha ricordato di
aver presentato un emendamento
alla finanziaria che va nel senso di
questo odg.
Tonina (UpT) e altri
Promuovere il marchio
“Qualità Trentino”
L’odg, emendato d’intesa con la
Giunta e approvato all’unanimità dall’aula, impegna la Giunta a
promuovere un marchio “Qualità
Trentino”, attraverso una politica
unitaria per valorizzare i prodotti
agro – alimentari trentini. Di valutare la possibilità di utilizzare l’indicazione “prodotto di montagna”
e di favorire la riorganizzazione
delle aziende zootecniche e la ristrutturazione di quelle più intensive. A sostegno dell’odg si sono
espressi Lozzer e Simoni.
Fugatti (Lega)
Punti nascita e anestesia
negli ospedali di valle
lizze di assicurazione dei crediti. Il
parere positivo della Giunta perché
l’odg conferma e rafforza un impegno già portato avanti dalla Giunta
su questo tema. “Questo testo – ha
commentato soddisfatto Civettini –
è frutto di un lavoro svolto sul territorio anche come consultore degli
immigrati trentini”.
Civettini (Civica Trentina)
Promuovere lo sviluppo
turistico della Val di Ledro
Via libera a pieni voti anche per
l’odg di Civettini, emendato d’intesa con la Giunta, che prevede
la promozione dello sviluppo turistico della Val di Ledro valorizzando agricoltura e ambiente, e di
verificare con le amministrazioni
locali la possibilità di realizzare un
collegamento funiviario con Riva,
con l’accesso a fondi europei, sul
modello della funicolare per Povo.
Infine l’odg punta alla promozione
della località di Tremalzo e a iniziative per evitare gli sgradevoli fenomeni di arrossamento delle acque
del lago. D’accordo con l’odg si
sono detti Giuliani e De Godenz.
Civettini (Civica Trentina)
Rilanciare l’offerta
turistica del Tesino
Emendato e condiviso dalla Giunta,
anche quest’altro odg di Civettini è
stato approvato all’unanimità per
impegnare la Giunta a confrontarsi
con le amministrazioni del Tesino
e predisporre una programmazione
per il rilancio dell’offerta turistica, studiando con l’imprenditoria
locale quali azioni promuovere,
compreso l’accesso ai fondi UE e
l’adeguamento della rete stradale.
Avanzo ha ringraziato Civettini per
aver sottoposto all’aula la proposta
di valorizzare il Tesino e ha preannunciato il suo voto a favore.
Kaswalder (Patt) e altri
Progetto per elettrificare
la ferrovia della Valsugana
Favorevole la Giunta, è passato a
pieni voti l’odg di Kaswalder che
impegna la Giunta a avviare un
confronto con Rfi per arrivare in
tempi rapidi ad un’analisi costi-benefici per la progettazione e la realizzazione dell’elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana.
Kaswalder (Patt) e altri
Grandi eventi, liquidare
i contributi in 2 mesi
Unanimità per impegnare la Giunta a intraprendere tutte le iniziative
per liquidare alle società sportive
i contributi per i grandi eventi entro due mesi dalla chiusura delle
istruttorie di verifica. E a calibrare
gli interventi della Pat perché siano in linea con quelli degli ultimi
anni. L’odg è stato approvato con
un emendamento concordato con
la Giunta. Il nuovo testo prevede
la compatibilità dei pagamenti con
le disponibilità di cassa e di verificare la possibilità che gli interventi
a favore delle associazioni sportive trentine siano indicativamente
equivalenti alla media complessiva
degli ultimi anni. A favore dell’odg
De Godenz, Borga ha chiesto e ottenuto dall’assessore Mellarini la
garanzia che questi fondi non sacrifichino quelli a sostegno della
formazione sportiva dei giovani.
Passamani (UpT) e altri
Agevolare i campeggi
che migliorano la qualità
Sì della Giunta e voto unanime anche per questo odg, che impegna
la Giunta a valutare nuove agevolazioni per i campeggi che nel
corso dell’anno hanno investito per
migliorare l’offerta turistica in termini di qualità. A sostegno dell’odg
si è pronunciato Ossanna del Patt.
Simoni (PT) e altri
Trasformare il Trentino
in una oil free zone
Disco verde con il voto di astensione di Degasperi per l’odg di Simoni
il cui obiettivo è la trasformazione
del Trentino in una zona libera dai
carburanti fossili, promuovendo
l’utilizzo di risorse energetiche
rinnovabili, l’utilizzo delle biomas-
se; la ricerca sull’utilizzo dell’idrogeno e del biometano in collegamento con la zootecnia. Borga
ha segnalato che non si possono
perseguire modelli di sviluppo in
assenza di evidenze scientifiche.
Tonina ha condiviso l’odg anche
in seguito all’accordo raggiunto al
termine della Conferenza di Parigi.
Passamani (UpT) e altri
Formazione continua
nelle imprese trentine
Con la Giunta d’accordo, approvato all’unanimità anche questo
odg che mira alla creazione, nel
2016, di un progetto, in accordo
con le categorie, per valorizzare la
formazione continua nelle aziende
per aumentare produttività, competitività e l’innovazione.
Tonina (UpT) e altri
Non solo Icef per
i lavori socialmente utili
Sì unanime all’odg di Tonina che
impegna la Giunta ad effettuare la
selezione dei lavoratori per i lavori
socialmente utili senza attribuire
all’Icef una valenza prevalente rispetto agli altri criteri. Soprattutto
quando il parametro Icef, per le
fasce deboli, costituisca impedimento per il proseguimento del
lavoro nel Progettone. Per Fugatti
l’odg è all’acqua di rose, perché
In gran parte sostituito da un emendamento concordato con la Giunta,
il dispositivo di questo odg di Fugatti è stato approvato all’unanimità dopo una lunga discussione
in aula. Bocciata solo la premessa
(21 sì e 9 no) non condivisa dall’esecutivo. Il nuovo testo impegna
“a ripristinare il prima possibile
anche attraverso le assunzioni previste la funzione H24 di anestesia
in tutti gli ospedali di valle”, e “ad
attivare in tempi brevi la procedura
per la richiesta a Roma di deroga,
per il mantenimento dei punti nascita presenti ad Arco, Tione, Cles
e Cavalese”. Ancora, a ripristinare
il prima possibile con le assunzioni
previste l’apertura H24 dei punti nascita negli ospedali di Arco,
Cles, Cavalese e Tione nel rispetto
dei parametri di sicurezza previsti
dalla normativa nazionale”. Borgonovo Re ha chiesto se vi è la volontà di attendere prima la deroga
del ministero, mentre Cia ha osservato che un punto nascita diventa
appetibile solo se è possibile avere
l’anestesista anche la notte. D’accordo con l’odg si è detto Zanon.
Per De Godenz occorre ripristinare
subito la sicurezza negli ospedali
periferici. E ha ricordato che il tasso di mortalità nel punto nascita di
Cavalese è pari a zero negli ultimi
20 anni. Bezzi ha salutato con favore il cambiamento di posizione
della Giunta sui punti nascita, merito forse anche delle minoranze.
L’assessore Zeni ha ricordato che
i bandi saranno fatti ospedale per
ospedale e se non vi saranno candidati, il bando verrà riaperto dopo
tre mesi per facilitare le assunzioni.
Sui punti nascita Zeni ha chiarito
che la possibilità di riportarli a funzionare H24 dipende dalla risposta
del ministero alla domanda di deroga della Provincia. Giuliani ha detto che è necessario garantire sicurezza e qualità al pronto soccorso.
Bezzi (FI)
Lavori sulla statale 42
Commezzadura - Mezzana
Con un emendamento e il parere favorevole della Giunta l’odg
è stato accolto all’unanimità per
impegnare la Giunta a destinare
una somma del bilancio alla realizzazione dell’allargamento e alla
messa in sicurezza di tutto il tratto di strada della statale 42 fra gli
abitati di Piano di Commezzadura
e Mezzana.
Bezzi (FI)
Mantenere le Rsa
nelle Comunità di valle
Completamente sostituito d’intesa con la Giunta, il dispositivo
dell’odg di Bezzi è stato approvato all’unanimità. Bocciata invece
la premessa (9 sì e 21 no). Il testo
concordato prevede di sviluppare
un confronto con le comunità e le
conferenze dei sindaci per presentare e discutere le misure di razionalizzazione della governance e
dell’amministrazione delle Apsp
per consolidare l’offerta di servizi
per gli anziani sul territorio. L’odg
prevede poi di presentare ad Upipa
la proposta elaborata raccogliendo
osservazioni e proposte.
De Godenz (Upt)
Anestesia e ostetricia
h24 negli ospedali di valle
Parere favorevole dalla Giunta
all’odg di De Godenz, che impegna la Giunta a proseguire nel
riordino della rete ospedaliera ponendo attenzione agli ospedali di
valle, con il ripristino sia di anestesia H24 sia di ostetricia e ginecologia sempre H24. In entrambe
i casi l’odg prevede la valutazione
della sostenibilità della creazione
di un apposito primariato. Borga
si è detto contrario all’odg, di cui
ha proposto votazioni per parti
separate, affermando di non avere
fiducia negli impegni dell’assessore. Con due voti di astensione
di Progetto Trentino e l’astensione
delle altre minoranze l’aula ha approvato la premessa. Sul secondo
punto, approvato, cinque astensioni. Astenuti Giovanazzi, Degasperi e Borgonovo Re sul terzo punto
del dispositivo.
De Godenz (Upt)
Chiarire le norme
sulle stufe nei rifugi
Accogliendo a pieni voti quest’odg
di De Godenz, che ha ottenuto il
“sì” della Giunta, l’esecutivo si
impegna a promuovere subito a
livello statale, coordinandosi con
le altre regioni dell’arco alpino,
un chiarimento in merito alla normativa antincendi, per evitare in
futuro possibili interpretazioni
contrastanti che possano incidere sull’ammissibilità delle stufe a
legna nei rifugi alpini. Kaswalder
ha chiesto al presidente Rossi di
partire da questo odg per chiedere
a Roma l’indipendenza del Trentino dall’Italia.
239
PA G I N A
8
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
Rsa, l’autonomia dei territori
dovrà essere rispettata
P.A.T., MANOVRA
FINANZIARIA 2016:
GLI ORDINI DEL GIORNO
Questa è l’ultima parte degli ordini del giorno approvati nel corso del
dibattito sulla manovra finanziaria del 2016. Svariati i temi: lo sviluppo
turistico, lo sport, i fitofarmaci, la condizione e la gestione dei profughi,
il fisco, la sanità, l’urbanistica e la lotta contro il gioco d’azzardo.
Uno dei punti “caldi” della discussione sulla manovra finanziaria 2016 è stato quello
delle Rsa per anziani. In particolare l’idea
dell’assessore Luca Zeni, lanciata a novembre e che è stata duramente osteggiata dalla
minoranza già nel corso della discussione in
Commissione, di accentrare la “governance” delle Aziende pubbliche di servizi alla
persona per recuperare risorse dal settore
amministrativo per trasferirle all’assistenza. Già nel confronto in Commissione Zeni
ha assicurato l’opposizione, contraria alla
riforma (ma dubbi sull’idea della Rsa unica
sono venuti anche da Upt e Patt), che la riforma non sarebbe entrata nel testo dei ddl
della manovra finanziaria, ma non è bastato.
In aula la vicenda Rsa è stata al centro del
braccio di ferro minoranze – Giunta che si
è risolto con un accordo che ha indotto Lega, Civica Trentina, Progetto Trentino, FI,
Gruppo Misto a ritirare gli emendamenti
ostruzionistici.
Dopo una schermaglia polemica, causata da
una dichiarazione alla stampa di Zeni, si è
trovato un accordo con un emendamento in
base al quale l’eventuale riforma delle Rsa
dovrà essere concordata con i territori, con
Upipa e discussa in Commissione, tenendo
conto dell’autonomia del sistema delle case
di riposo e della competenza regionale su
questa materia. Per l’assessore alla salute e
alle politiche sociali, in buona sostanza, si
tratta di fare un’operazione di ascolto e valutazione dei pro e dei contro (come ha riferito
quando si è discusso un odg di Fugatti della
Lega, che è stato respinto). Per Zanon (PT),
Bezzi (FI), lo stesso Fugatti e Borga (Civica)
l’emendamento passato in aula rappresenta
l’affossamento politico del progetto di Zeni.
Sostenere turismo e sport minori
E si mobilita la Giunta anche su fitofarmaci, profughi, gioco d’azzardo e medicina
Viola (PT)
Aumentare il fondo
per il turismo locale
Dopo la completa sostituzione del
dispositivo l’aula ha approvato
all’unanimità un testo di Viola,
che impegna ad incrementare il
fondo per la promozione turistica territoriale d’ambito locale
per il triennio 2016 – 2018. Viola
ha spiegato che questo odg ribadisce quanto già concordato e
stabilito nelle settimane scorse.
De Godenz (Upt) ha ringraziato
Viola e l’assessore per l’attenzione prestata alle Apt di ambito,
che creano e promuovono il prodotto turistico locale con offerte
diverse di area in area. Per De
Godenz l’imposta di soggiorno
deve “coprire” i servizi, mentre
la promozione ha bisogno del sostegno pubblico.
Baratter (Patt) e altri
Organizzare i volontari
per il trilinguismo
Parere favorevole e voto positivo
dell’aula (astenuti Zanon insieme
a Borga e Cia) per l’odg di Baratter, Kaswalder,Lozzer, Bottamedi (Patt) che impegna la Giunta a
organizzare il servizio “volontari
per le lingue”, una realtà nata in
Catalogna e attiva anche in Sudtirolo, per promuovere e diffondere
il trilinguismo, in particolarmente
il tedesco.
Ossanna (Patt)
Fitofarmaci, preparazione
da meccanizzare
Via libera con il “sì” della Giunta e sette voti di astensione delle
minoranze per l’odg che impegna la Giunta a istituire un bando
per il finanziamento di centri per
la preparazione meccanizzata
e standardizzata degli agrofarmaci. Un sistema che, afferma
Ossanna, darebbe maggiori garanzie per l’ambiente. Borga ha
negato il voto favorevole, perché
a suo avviso servirebbe un po’ di
prudenza, sarebbe più opportuno
sentire le organizzazioni di categoria e prevedere la diffusione di
un’operazione del genere su tutto
il territorio.
Viola (PT)
Sgravi alle società
per gli sport minori
Approvato all’unanimità dopo
la sostituzione del dispositivo
concordata con l’assessore Mellarini, il documento di Viola che
impegna la Giunta a favorire
nell’ambito degli stanziamenti
già in bilancio relativi allo sport,
le agevolazioni a favore degli
sport minori, ad alto contenuto
educativo per i giovani, anche attraverso forme di sensibilizzazio-
ne degli enti locali o gestori. Altro
impegno: prevedere sgravi sulle
tariffe per l’accesso agli impianti
sportivi e alle palestre.
spiegato di sostenere con la loro
firma un testo che mostra come la
questione profughi possa essere
affrontata in modo virtuoso. Fuori
dal coro Fugatti ha così motivato
il suo “no” all’odg: “Questo canale umanitario – ha detto – potrebbe essere condivisibile se non
fosse solo un’eccezione e non si
inserisse invece in un percorso di
accoglienza indifferenziato, che
non condividiamo”.
Manica (Pd)
Verificare l’impatto
delle riduzioni fiscali
Con il parere favorevole della
Giunta annunciato dal presidente Rossi, è stato approvato a pieni
voti l’odg di Manica che impegna
l’esecutivo a presentare alla competente Commissione consiliare
ogni anno, in occasione della manovra di bilancio, un’analisi economico finanziaria dell’impatto
delle riduzioni fiscali sull’economia reale, le imprese e le famiglie.
Avanzo (Patt)
Avanti col progetto
di sviluppo del Tesino
Borgonovo Re (Pd) e altri
Le risorse dell’Icef
al piano demenze
Pienamente condiviso dalla
Giunta, l’aula ha approvato all’unanimità (30 voti) questo odg di
Borgonovo Re, Civico, Manica
che impegna il governo provinciale a destinare parte delle risorse recuperate con l’introduzione
dell’Icef sugli assegni integrativi
all’attuazione del piano demenze.
L’assessore Zeni ha preannunciato una delibera che la Giunta
adotta domani proprio a favore
di questo obiettivo. “Abbiamo un
piano provinciale demenze – ha
ricordato Borgonovo Re – che va
attuato potenziando i professionisti e la rete dei centri di ascolto
Alzheimer e dell’assistenza domiciliare, i cui costi sono rilevanti, ma che ha effetti di grande
beneficio per le persone, che possono così rimanere più a lungo in
famiglia”.
Borgonovo Re (Pd) e altri
L’Azienza aderisca
alla Slow medicine
Giunta favorevole anche all’odg,
di Borgonovo Re, Manica, Civico, Plotegher (Pd) approvato all’unanimità, che impegna
l’Azienda sanitaria ad aderire al
progetto di slow medicine “Fare
di più non significa fare meglio”
e di avviare un progetto di questo
tipo per i medici di medicina generale. Il progetto promuove l’individuazione di una lista di esami
e trattamenti, che non solo non
servono ai pazienti, ma risultano
dannosi. Un sistema che permette di indirizzare meglio le risorse. Secondo Cia occorre anche
mettere in condizione i medici di
sentirsi tutelati.
Maestri (Pd) e altri
I biotopi diventino
riserve naturali provinciali
Con il via libera della Giunta,
l’odg di Lucia Maestri, Borgono-
vo Re, Plotegher è stato approvato con 13 voti a favore, 8 contrari
e 6 astenuti, tra i quali anche tutto
il Patt. Il testo impegna il governo
della Pat a istituire e a classificare
come riserve naturali provinciali
i biotopi previsti dal piano urbanistico provinciale o a cancellarli,
in modo da eliminare definitivamente le ambiguità e le aspettative che l’attuale normativa lascia
nella gestione del territorio. Contro l’odg si è pronunciato Giovanazzi che ha segnalato come alcuni biotopi istituiti dalla Provincia
sono oggi aree completamente
abbandonate, pur limitando le
attività agricole. Anche Borga ha
condiviso la posizione di Giovanazzi, ricordando che la mancanza di ragionevolezza in queste
scelte e all’origine dell’insofferenza della popolazione.
Maestri (PD) e altri
Continuare e potenziare
l’impegno per i profughi
Parere positivo della Giunta e
approvazione in aula (17 i voti
a favore e astenuti alcuni consiglieri del Patt) anche per l’odg di
Maestri, Donata Borgonovo Re,
Plotegher, Manica, Civico (Pd)
Pietro De Godenz (UpT), Fasanelli (Misto), Simoni (Pt), Zanon
(Pt), Viola (PT), Baratter, Ossanna (Patt), che impegna l’esecutivo
perché continui l’informazione
verso i Comuni, le Comunità e i
cittadini per dissipare le paure legate all’accoglimento dei profughi. A confermare il volume delle
risorse destinate al programma
«Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo» a incrementare la promozione rivolta
all’imprenditoria locale nei Paesi africani. Ancora: realizzare
una rete che coinvolga le realtà,
pubbliche e private, più vivaci
per programmi di collaborazio-
ne internazionale. Fugatti (Lega)
ha dichiarato la sua contrarietà
a questo odg. “La Provincia di
Trento – per Fugatti – ha già dato, perché non c’è un solo siriano
e meno del 10% proveniente da
Bangladesh, Mali e Pakistan è
classificabile secondo il ministero
tra i profughi. Tutti gli altri sono
clandestini. La Provincia dovrebbe quindi dire basta a questi arrivi”. Manuela Bottamedi (Patt) ha
preannunciato la propria astensione perché a suo avviso “se la
Provincia esercita nobilmente
questa competenza, dovrebbero
essere lo Stato e le organizzazioni internazionali ad occuparsi di
questo problema”.
Cia (Civica Trentina)
Cig invernale per l’edilizia
un accordo con l’Inps
Odg di Cia, Civettini, Borga (Civica) approvato all’unanimità
nel dispositivo (34 voti, mentre
la premessa è stata bocciata 23
a 10) dopo che l’assessore Olivi
ha espresso il “sì” della Giunta
all’impegno di cercare un’intesa
con l’Inps sulla Cassa integrazione (Cigo). Soddisfatto Cia:
“Il testo – ha ricordato – impegna
l’esecutivo a verificare con l’Inps
di Trento la possibilità di trovare
un’ammortizzatore per le imprese
e i lavoratori del settore edile, fortemente danneggiati dalle nuove
norme che imporrebbero alle ditte
di far lavorare gli operai solo nelle giornate in cui la temperatura è
sopra lo zero.
Baratter (Patt)
Definire la pertinenzialità
di un’area edificabile
Giunta favorevole e approvazione a pieni voti dell’aula per
questo odg dei capigruppo Ba-
ratter (Patt) e Tonina (UpT), che
impegna la Giunta a costituire,
con i Comuni, un tavolo di studio
per giungere a una definizione
oggettiva, certa e univoca della
“pertinenzialità” di un’area edificabile e la definizione di “area
edificabile” rispetto ad un’abitazione ai fini dell’applicazione
dell’Imis. A sostegno dell’odg è
intervenuto anche Zanon di Progetto Trentino.
Civico (Pd) e altri
La Pat per il corridoio
umanitario in Libano
L’assessore Zeni ha apprezzato
questo odg di Civico e Manica,
firmato anche da Passamani, Detomas, Baratter, Viola, Simoni,
Fasanelli, Giovanazzi e approvato con i soli voti contrari di Fugatti e Bezzi, che impegna l’esecutivo a sostenere un progetto per l’
apertura di un canale umanitario
con il Libano per mettere in protezione un gruppo di famiglie che
si trovano in un piccolo campo
profughi della regione di Akkar.
Queste persone, che si trovano in
una situazione grave, sono aiutati dai volontari dell’Operazione
Colomba, tra i quali ci sono anche
trentini. Borga, pur esprimendo
parere favorevole, ha osservato che “quelli che troppo spesso
vengono chiamati profughi provengono in realtà da Paesi non
in guerra e non sono famiglie ma
quasi tutti giovani e uomini”. Per
Degasperi l’odg è adeguato perché punta all’identificazione dei
cosiddetti profughi per rispedire
i clandestini nei Paesi di provenienza. Giovanazzi ha spiegato
che l’odg permette di impiegare
bene il contingente dei volontari
trentini in Libano senza regalare
solidarietà a persone non identificate nel nostro territorio. Baratter,
Viola, Fasanelli e Detomas hanno
Via libera della Giunta e approvazione a pieni voti dell’aula per
questo odg che impegna la Giunta
a tenere informati gli amministratori della Conca del Tesino sullo
stato del progetto di sviluppo turistico “aree interne”; a favorire
il dialogo tra Pat, Comuni e imprenditoria; a proseguire il dialogo con gli imprenditori impegnati nello sviluppo del carosello
sciistico e del settore alberghiero.
D’accordo Zanon, pur evidenziando che per il Tesino Avanzo
dovrebbe chiedere alla Giunta
qualcosa di più in termini di servizi e di sostegno allo sviluppo
turistico. Civettini ha sollecitato
chi governa a fare quel che l’odg
propone.
Plotegher (Pd)
Risorse per curare e prevenire
la dipendenza da gioco
L’odg, approvato con l’astensione di Civica Trentina (Borga, Cia
e Civettini), sostituisce quello che
in origine era un emendamento in
finanziaria proposto da Plotegher
perché la Giunta destini parte delle risorse derivanti dalle accise
sul gioco d’azzardo a sostegno
dell’attuazione della legge da poco varata in materia di prevenzione e cura della ludopatia. L’odg
impegna inoltre l’esecutivo a relazionare alla Commissione consiliare perché l’organismo tenga
monitorato l’utilizzo di queste
risorse, sia preventivamente entro sei mesi, sia successivamente al loro impiego entro il 2016,
per valutare altri interventi nella
prossima manovra finanziaria.
A favore dell’odg è intervenuto
Bezzi che ha però ricordato che
il Governo Renzi sta in questi
giorni aumentando le imposte
sul gioco d’azzardo ma a fronte
della concessione di molte più
competenze alle società che gestiscono questo business. Per Cia la
Provincia sarebbe credibile se destinasse tutti i 40 milioni ricavati
attraverso le imposte dal gioco
d’azzardo ai fondi sanitari dedicati alla prevenzione e cura della
ludopatia. D’accordo con l’odg si
sono espressi Zanon e Fasanelli.
239
PA G I N A
9
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
Marangoni, reparto in Sri Lanka
un piano per contenere gli esuberi
Preoccupa il Consiglio provinciale, la situazione occupazionale alla Marangoni di Rovereto.
Claudio Civettini della Civica
Trentina ha sollevato il problema durante la discussione della
finanziaria sulla scorta di una
notizia sulla scelta dell’azienda
di delocalizzare nello Sri Lanka
il reparto delle gomme piene. Civettini ha chiesto una comunicazione urgente alla Giunta, subito
accolta dal presidente Dorigatti.
Il presidente della Giunta Ugo
Rossi ha riferito sulla situazione
dell’azienda roveretana a margine dei lavori d’aula. Al tavolo
i consiglieri Baratter, Kaswalder, Detomas, Tonina, Manica,
Passamani per la maggioranza,
Civettini, Fasanelli, Viola, Giovanazzi, Degasperi e Fugatti per le
opposizioni. La preoccupazione
espressa da Civettini è che Marangoni decida ora di delocaliz-
zare dopo avere ricevuto ingentissimi contributi dalla Pat per
investire in Trentino, col rischio
di far maturare in Oriente i frutti
di ricerche promosse a Rovereto
con il sostegno della Pat.Rossi ha
risposto affermando che Marangoni ha goduto di un lease-back
da 45 milioni di euro, varato nel
2010, che ha previsto vincoli oc-
cupazionali per 5 anni, onorati
ma scaduti. Quanto al progetto di
ricerca, si tratta di un’operazione
cui la Pat ha contribuito con 1,6
milioni di euro (800.000 già versati), ma che non ha alcun nesso
con la scelta di spostare nell’ex
Ceylon il reparto gomme piene,
produzione con poche prospettive in Europa. Dorigatti ha osser-
vato che si deve chiedere alla Marangoni di ricercare alternative
per la ricollocazione degli operai
destinati alla mobilità. Che sono
circa 50, sui 289 posti in “cassa”
straordinaria per crisi aziendale
in seguito all’accordo sindacale
dello scorso agosto.
Il Consiglio ha approvato infine
all’unanimità (30 voti) l’ordine
del giorno, concordato nella riunione con Rossi, per impegnare
la Giunta a promuovere, da parte
della Marangoni spa, un piano di
accompagnamento ai lavoratori
interessati dalle decisioni della
spa, mettendo subito in campo
gli interventi di politica del lavoro della Provincia, per contenere
gli esuberi e favorire il massimo
ricollocamento del personale in
esubero. Secondo impegno previsto dall’odg: monitorare con
continuità l’evoluzione della situazione del gruppo Marangoni.
P.A.T., MANOVRA
FINANZIARIA 2016:
GLI ORDINI DEL GIORNO
La maggioranza ha respinto
anche le proposte su commissioni
mediche, ex Panorama,
interventi economici per i malati
di epatite C e Icef.
Questi sono i dodici ordini del giorno alla legge di stabilità e alla
collegata che non sono stati approvati. Tanti gli argomenti: contro
la soppressione dell’Istituto tecnico economico del Marie Curie;
sanità; accorpamenti scolastici; ricadute in Trentino della “Buona
Scuola”; accentramento amministrativo delle Rsa.
Le dodici proposte respinte in aula
Si è discusso a lungo su problematiche della scuola e riordino delle Rsa
Filippo Degasperi (5 Stelle)
Economico del Marie Curie
non c’è motivo di chiuderlo
No ai tagli ai Comuni
che non vogliono fondersi
Il consigliere del Movimento 5
Stelle ha presentato un ordine
del giorno con il quale intendeva
impegnare la Giunta a rivedere
la delibera del 2 novembre 2015
che riguarda la soppressione delle
nuove classi dell’istituto tecnico
economico nella sede del Marie
Curie di Pergine (v. anche pag.
14). Parere negativo della Giunta
e critiche da parte di Degasperi
(«una scelta contraddittoria perché l’istituto è egregio»), di Manuela Bottamedi («si penalizza
una scuola sana») e di Zanon. Il
voto: 19 sì, 11 no e un astenuto.
L’odg di Borga voleva impegnare
la Giunta a non penalizzare i Comuni che non vogliono fondersi
e che sono obbligati alla gestione
associata. Questo perché, ha detto,
in base alla delibera del 9 novembre 2015 la Giunta ha individuato
obiettivi di spesa per i Comuni,
che permettono ai municipi che
vanno verso la fusione di spendere di più rispetto a quelli obbligati
alla gestione associata. Parere negativo della Giunta e bocciatura
dell’odg con 7 sì, 24 no, 3 astenuti.
Bottamedi e Kaswalder (Patt)
Marie Curie, appello
per la ragioneria
Anche questo odg voleva impegnare la Giunta a confermare nel
prossimo anno scolastico l’indirizzo tecnico economico al Marie Curie di Pergine, il percorso
design al Depero di Rovereto e
quello di architettura e ambiente
al Vittoria di Trento, rinviando
ogni altra decisione all’anno scolastico 2017-18. L’odg chiedeva
anche alla Giunta di avviare un
monitoraggio e un percorso con
gli istituti interessati, i Comuni
e le Comunità di valle per trovare soluzioni condivise. Decisa la
difesa di ragioneria da parte di
Manuela Bottamedi (una scuola
pluripremiata e vero laboratorio di impresa. La scelta di Rossi
sembra un “accanimento terapeutico”). Ma anche in questo caso
no dell’aula con 12 sì, 19 no. (v.
anche pag. 14).
Rodolfo Borga
Economico del Marie Curie
non c’è motivo di chiuderlo
Infine pure i consiglieri della Civica hanno chiesto alla Giunta di rivedere la decisione di sopprimere
l’indirizzo tecnico – commerciale
del Curie e, in via subordinata, di
rimandare al prossimo anno la decisione. L’odg è stato bocciato con
11 sì, 19 no e un astenuto.
dove le amministrazioni dicono di
no. D’accordo con Fugatti si è dichiarato Bezzi (FI). Il sì di Civica
Trentina è stato spiegato da Borga
per il quale il problema della Provincia non è il debito ma la rigidità del bilancio e l’accentramento
dei servizi. Fugatti ha chiesto la
votazione per punti separati e sul
quarto il voto segreto. Bottamedi
(Patt) si è astenuta sulla premessa
bocciata dagli altri consiglieri di
maggioranza che hanno votato no
a tutti gli altri punti (22 contrari,
11 sì). Il quarto punto è stato respinto, con un voto di astensione.
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Maurizio Fugatti (Lega)
L’autonomia delle Rsa
dev’essere salvaguardata
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Commissioni mediche
più risorse per le valli
L’odg intendeva impegnare la
Giunta a potenziare le risorse destinate alle Commissioni mediche
locali per consentire agli operatori
di rispondere in tempi più rapidi ai
bisogni degli utenti, valutando la
possibilità che le visite possano
essere effettuate a Predazzo, Borgo, Cles e Tione, come avveniva
in passato. Parere negativo della
Giunta soprattutto, ha detto l’assessore Zeni, per la carenza del
personale e bocciatura dell’odg
con 11 sì, 18 no e 3 astenuti.
Massimo Fasanelli (Misto)
Cinquemila euro a ogni
malato di epatite C
L’odg voleva impegnare la Giunta
a erogare 5 mila euro a ogni paziente di epatite C cronica per far
fronte alle spese ordinarie di cura.
E questo fino a quando i pazienti, circa un migliaio, non saranno
ammessi alla cura (il ciclo completo del trattamento costa circa
70 mila euro) con i medicinali
Sovaldi e Olysio. Parere negativo della Giunta perché sono stati
stanziati 5 milioni di euro per i
farmaci e l’assegno di cura non
risulta adeguato in questo caso.
Deluso Fasanelli il quale ha detto
che la spesa è alta ma i pazienti
stanno vivendo un dramma. Cia
ha appoggiato l’odg perché evidenzia una realtà grave. Il voto:
22 no, 10 sì.
Giovanazzi (At) e Simoni (PT)
Squadre forestali, no
al tagli degli addetti
L’odg mirava a impegnare la
Giunta a mantenere e incrementare il numero di addetti delle squadre forestali provinciali impegnate nel mantenimento delle strade
forestali e recupero di pascoli e
terreni. Questo per incrementare
l’economia della selvicoltura e il
mantenimento delle aree prative
di montagna. No della Giunta e
difesa della proposta da parte di
Giovanazzi (condivisa da Civettini), perché l’economia del legno
è un’alternativa occupazionale e
una tradizione trentina. Simoni ha
detto che il personale delle squadre forestali e dei bacini montani
ha creato il substrato territoriale
di cui beneficia il Trentino e per
motivi contabili s’ impoveriscono professionalità e prospettive di
lavoro. L’assessore Dallapiccola
ha risposto che c’è un blocco del
turn-over che va applicato a tutti i
settori. Il voto: 8 sì e 21 no.
Filippo Degasperi (5 Stelle)
Aspettare la Consulta
per la “Buona Scuola”
L’odg di Degasperi voleva impegnare la Giunta ad attendere l’esito dei contenziosi costituzionali
promossi dalla regione Veneto
e dalla regione Puglia prima di
avviare i percorsi di recepimento
della “Buona Scuola”. Parere negativo della Giunta e odg bocciato
con 21 no, 7 sì, 4 astenuti.
Claudio Cia (Civica Trentina)
Ex hotel Panorama, ai privati
per favorire il turismo
Discusso a lungo e alla fine respinto l’odg di Cia perché l’esecutivo predisponesse entro il
2016 un piano per affidare l’ex
Panorama in comodato d’uso per
10 anni a privati per un uso turistico; e promuovere la possibilità
di legare il biglietto della funivia
a quello dei musei cittadini. Tre
i voti di astensione di Progetto
Trentino, sette favorevoli delle
minoranze e 22 i contrari. L’assessore Gilmozzi ha motivato il
“no” della Giunta perché c’è già
l’impegno a cercare chi prenda in
carico la struttura, ma fino ad ora
non è stato trovato nessuno. Per
Cia che la questione sia già stata
sollevata più volte è la prova che
l’ex hotel sta a cuore alla città ed
anche che non vi è nessuna soluzione all’orizzonte mentre restano
spese sia di elettricità (23 mila euro in due anni) che di gas (27 mila
euro in due anni). Lucia Maestri
ha ricordato le sue interrogazioni
sul tema e ha apprezzato lo sforzo
della Giunta di sollecitare i privati. Bezzi, in assenza di interesse
da parte di privati, ha proposto
di collocare nell’immobile una
casa chiusa.
Maurizio Fugatti (Lega Nord)
Scuole di montagna, uno stop
ai piani di accorpamento
Respinto l’odg di Fugatti, che mirava a difendere le scuole di montagna, comprese le pluriclassi, e il
mantenimento del principio che
non si possono chiudere scuole
senza il consenso delle comunità
interessate. Di rivedere quindi la
delibera della Giunta del 2 novembre 2015 e prevedere deroghe
per le scuole di Avio, Brentonico,
Torcegno e Soraga. Il presidente
Rossi ha motivato il parere contrario della Giunta all’odg, perché
l’obiettivo degli accorpamenti
è legato alla qualità dell’attività
didattica e alla volontà di conservare almeno un presidio educativo nel Comune, garantendo la
presenza della scuola primaria e
della scuola dell’infanzia. Fugatti
ha replicato citando il programma
del Patt che parla di “difesa delle
scuole di montagna con criteri oggettivi anche per il mantenimento delle pluriclassi”. Le scuole si
chiudono solo quando c’è l’assenso delle comunità e non nei casi
di Avio, Ala, Torcegno e Soraga
Respinto con 19 voti contrari e
11 sì l’odg di Fugatti che chiedeva di emanare un regolamento
in accordo con le associazioni di
settore per salvaguardare l’autonomia delle Rsa, e a non prevederne l’accorpamento. L’assessore Zeni ha ricordato il percorso
di riorganizzazione avviato per
razionalizzare la parte amministrativa e burocratica proprio per
permettere il mantenimento delle
Rsa sul territorio. La questione da
chiarire, ha replicato Fugatti, è se
la Giunta vuole accentrare o meno
le Rsa (v. anche pag. 8). Per questo non ha accettato le proposte
di modifica del dispositivo. D’accordo si sono espressi Fasanelli,
Giovanazzi, Cia e Zanon. De Godenz ha motivato il no dell’Upt
confidando nelle dichiarazioni
dell’assessore. Giuliani ha auspicato il mantenimento del rapporto
col volontariato.
Giacomo Bezzi (FI)
Via l’Icef per accedere
agli interventi assistenziali
Dopo il no della Giunta, Bezzi ha
ritirato l’odg che chiedeva alla
Giunta di rivedere l’introduzione
dell’Icef per i servizi di assistenza
domiciliare e servizio pasti. L’assessore ha detto che la Giunta è in
attesa dei dati della sperimentazione e del monitoraggio necessario per decidere se rimodulare
le misure attuali. Bezzi , pur sottolineando le difficoltà, ha ritirato
l’odg in attesa dei dati.
239
PA G I N A
10
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
IL CONFRONTO
SULLA SANITÀ
Il presidente Rossi, riferendo
in aula, ha spiegato che
con la seconda gara d’appalto
si andrà a realizzare un’opera
del costo di 300 milioni,
non più con project financing
ma con un mutuo diretto Bei
2016
Degasperi ha detto
che solo la giustizia
amministrativa ha bloccato
scelte sbagliate che si stavano
facendo sulla localizzazione
e sui modi del finanziamento.
Viola: l’attesa dura dal 1998
Not in direzione Mattarello
Le minoranze intanto puntano il dito sugli errori e chiedono tempi brevi
I
l Consiglio provinciale ha preso
di petto – il mese scorso – non
solo la questione generale della
politica sanitaria, ma anche la specifica questione del nuovo ospedale
provinciale, il cosiddetto N.o.t.
Su richiesta delle minoranze, il presidente Ugo Rossi ha fatto il punto
in aula. Ha ripercorso la vicenda del
bando di gara saltato e della sentenza
pronunciata dal Consiglio di Stato
(vedi l’altro testo in pagina). Quanto
all’ipotesi di spostare la collocazione
del Not da via Al Desert (Trento sud)
alla più ampia area di Mattarello, il
presidente della Provincia ha sottolineato che c’è una sola motivazione: una volta deciso di fare una
gara nuova, è doveroso valutare se
gli spazi a Mattarello, prima indisponibili, ora offrano un’opzione
preferibile. La decisione definitiva
sarà presa d’accordo con il Comune
di Trento.
“Dal gruppo di lavoro misto (con
il Comune) che abbiamo costituito
per gli approfondimenti tecnici, ci
attendiamo un’istruttoria oggettiva e
incontrovertibile”. E ha proseguito:
“Abbiamo bisogno di una fotografia
che mostri i pro e i contro dell’una e
dell’altra possibile localizzazione”.
Rossi ha precisato che il costo dell’ospedale sarà di 300 milioni, 150 da
imputare al capitolo opere pubbliche
del bilancio Pat e 150 da reperire con
un mutuo Bei.
Per quanto riguarda il S.Chiara, ha
precisato che non è affatto al collasso, ma non ha più le capacità espansive di un ospedale moderno, né
le capacità di miglioramento del
comfort, soprattutto se visto in una
prospettiva di 30-40 anni.
Un altro chiarimento sulla commissione della prima gara, che per i giudici era formata in modo illegittimo.
Rossi ha detto che non esiste il divieto esplicito di una composizione
di quel tipo e che in Italia sono state
fatte altre opere con persone di vertice dell’ente appaltatore inserite nelle
commissioni esaminatrici, a tutela
del committente stesso. Fatti riconosciuti anche da alcune sentenze.
Borga: “Qualcuno ha sbagliato
e dovrà pagare”.
Il capogruppo di Civica Trentina ha
protestato che si sta glissando sulle
cause e responsabilità dell’annullamento della gara d’appalto. “Qualcuno ha sbagliato e qualcuno dovrà
pur rispondere”, ha detto. “Intanto
sono già stati spesi 30 milioni di euro”. Borga ha aggiunto di non avere
nulla da eccepire rispetto a un eventuale passaggio dalla “finanza di progetto” ad un mutuo direttamente acceso dalla P.a.t. per fare l’ospedale,
“basta non dire alla gente che il Not
si farà con i soldi dell’Ue”.
Difficile, per il consigliere, credere
poi che il Not sarà appaltato nel 2016
e che i lavori inizieranno nel 2017.
Quanto a Mattarello, non si capisce
ancora per quali ragioni l’area sarebbe da preferire a via Al Desert.
Fugatti: l’opzione Mattarello
spiega il cambio di assessore.
Per il consigliere leghista, dopo il ritiro delle deleghe assessorili a Donata Borgonovo Re, le scelte compiute
dal nuovo assessore Luca Zeni hanno fatto emergere i veri motivi della
sostituzione, legati alle diverse visioni tra l’assessora e i vertici dell’Apss.
Non sarebbe un caso nemmeno se
5 giorni dopo l’avvicendamento è
stata espressa la volontà di spostare
il Not a Mattarello.
Il rendering
del Not
com’era
ipotizzato
a Trento sud.
Ora però
è più probabile
che si collochi
a S.Vincenzo
di Mattarello,
sui terreni
non più
destinati
a cittadella
militare.
25 ettari
sono già stati
espropriati.
il nostro. A parere del consigliere
d Forza Italia, “tra progettazione
e realizzazione dell’opera i tempi
sono diventati troppo lunghi. Se si
impiegano 15 anni a pensarla e altri
vent’anni per realizzarla, alla fine l’ospedale nascerà già vecchio”.
Passamani: non si deve fare una
scelta affrettata.
Il consigliere dell’Upt chiede una
scelta non affrettata, buona per tutto il sistema sanitario del Trentino,
comprese le scelte da fare sugli ospedali periferici.
LA VICENDA
La gara d’appalto per il
nuovo ospedale fu indetta il 15
dicembre 2011, con scadenza
13 agosto 2012. La procedura
scelta era quella del project
financing (o finanza di progetto).
La commissione tecnica nella
primavera 2013 decretò
vincitrice la Impregilo Spa. Le
altre cordate partecipanti erano
guidate da Mantovani Spa,
Pizzarotti & C. Spa e Cmb Spa.
La proposta di Impregilo: costo
di 251.844.000 euro, superficie
di 120.929 mq, 613 posti letto,
1.614 parcheggi. Costo stimato,
310 milioni di euro di cui 160
pubblici.
La gestione dell’ospedale: la Pat
avrebbe pagato un canone annuo
di 55 milioni di euro all’impresa
aggiudicatrice, per 25 anni.
A fronte di 9000 giorni per la
costruzione e 25 anni di gestione,
il costo a carico dell’ente
pubblico è stato quantificato in 1
miliardo e 700mila euro.
Sull’aggiudicazione si sono
innestati ricorsi alla giustizia
amministrativa da parte dei
partecipanti alla gara perdenti.
Manica: investimento storico,
occorre pensarci molto bene.
Il capogruppo del Pd, Rossi ha ragionato che il Not costituisce un investimento a lungo termine, che avere un
respiro di almeno 50 anni. I problemi giudiziari sono stati “un grosso
inciampo” e hanno fatto perdere 3
anni, “per cui oggi il progetto iniziale
è già vecchio”. Occorre quindi riflettere sul modello strutturale del nuovo
ospedale e la Giunta aveva l’obbligo
di aprire una fase di riflessione. Per
Rodolfo Borga (Civica)
Prima gara a fine 2011
Lo stop due anni dopo dal Tar di Trento
In primo grado il Tar,
accogliendo i ricorsi, a
novembre 2013 ha bloccato il
maxi appalto, escludendo dalla
gara sia la cordata Impregilo
sia quella classificata quarta,
guidata dalla Cmb, e censurando
il fatto che la vincitrice si fosse
avvalsa di professionisti non
tutti interni all’azienda, più di
quanto previsto dal bando; ha
inoltre dichiarato illegittima la
composizione della commissione
tecnica per l’aggiudicazione
dell’appalto.
Tale sentenza è stata oggetto
di nuovi ricorsi al Consiglio
di Stato. I giudici d’appello
nell’ottobre 2014 hanno
riformato la sentenza del Tar
di Trento. Da un lato hanno
riammesso le imprese escluse,
dall’altro hanno ribadito la
Manica “ricorrere alla finanza di
progetto è un errore, giusta invece
la scelta di tornare al sistema di finanziamento tradizionale. A questo
punto non si può perdere altro tempo, sulla collocazione è necessario
un confronto con la commissione
consiliare, “perché data la rilevanza
dell’opera per i cittadini, uno sforzo
di partecipazione è doveroso”.
Baratter: “Scelta decisiva
come lo fu l’Università”.
Il capogruppo Patt ha ricordato l’inaugurazione nel 1970 dell’ospedale
S. Chiara, quando si mise in difficoltà
la vivibilità del quartiere, causando
problemi che arrivano fino ai giorni nostri. La questione chiave per
Baratter non è dove fare l’ospedale,
ma tenere legata la realizzazione di
questa fondamentale infrastruttura
con le scelte sull’assetto complessivo del sistema sanitario provinciale.
I lavori di ammodernamento del
S. Chiara hanno reso il nosocomio
molto attrezzato ma vi sono esigenze
dimensionali alle quali oggi occorre
rispondere. Il Not “dev’essere l’in-
illegittima composizione della
commissione tecnica. 2 membri
su 3 infatti – il direttoreApss
Luciano Flor e la dirigente
Pat, Livia Ferrario – avevano
partecipato alla stesura del
piano di fattibilità del Not.
E siamo alla primavera scorsa,
quando il governo provinciale
ha cominciato a ragionare
sulla possibilità di prevedere
il Not non più in via Mas al
Desert, area Ghiaie, accanto
al Centro di protonterapia,
bensì a Mattarello. L’ipotesi
sarebbe di rinunciare al project
financing per un finanziamento
della Bei (Banca europea degli
investimenti) e una realizzazione
diretta da parte dell’ente
pubblico.
Il confronto tra le due opzioni.
Mattarello garantirebbe un
tuizione vincente dell’autonomia,
come fu l’Università per il Trentino
negli anni ‘60”.
Degasperi: vicenda gestita
con faciloneria e arroganza.
Secondo l’esponente dei 5 Stelle,
tutta la vicenda è stata gestita con
un misto di faciloneria e arroganza”.
“Dobbiamo dire grazie agli avvocati che hanno proposto il ricorso
– ha aggiunto – perché grazie a loro
possiamo ancora modificare il si-
Alessio Manica (Pd)
risparmio di 30 milioni e
una superficie di ben 26,1
ettari, di cui 25,7 già pubblici.
Servirebbero 17 milioni per
realizzare due rotatorie sulla
ex statale 12 e il raccordo con
la tangenziale di Trento sud, in
prossimità del nucleo elicotteri.
Con il Not a Trento sud, invece,
la spesa per infrastrutturare
la viabilità sale a 35 milioni:
svincolo a nord, interramento
della strada allo svincolo per
Ravina, viabilità complementare
con due rotatorie. In via al
Desert servirebbero anche 3
milioni per gli argini del Fersina.
Le strade di accesso sarebbero 3
a Mattarello, 2 in via al Desert.
I soldi già spesi: 50 milioni circa,
di cui 35 per espropriare i 28
ettari a Mattarello, sull’area
che sarebbe dovuta diventare
la nuova cittadella militare e in
cambio della quale lo Stato ha
ceduto alla Pat le aree di via Mas
al Desert (ex Caserme Bresciani,
Chiesa e Pezzoli). Più di 12 i
milioni spesi per apprestare
l’area che oggi ospita il Centro
per la protonterapia.
stema di finanziamento dell’opera
e la collocazione, altrimenti le ruspe
sarebbero già in azione e il Trentino
risulterebbe indebitato”. Infatti fino
al febbraio 2015 l’area per il Not era
ancora quella di via Al Desert. Poi
la Giunta ha cambiato idea sia sulla
collocazione sia sul finanziamento,
passando dal project financing, sistema che il M5S ha sempre considerato
sbagliato, al mutuo. Lascia perplesso
Degasperi anche il fatto che la Provincia garantisca per un miliardo e
300 milioni l’indebitamento di Cassa
del Trentino. Quanto alle dimensioni
del Not, non si capisce come mai una
struttura con meno posti letto del S.
Chiara dovrebbe occupare un’area
molto più vasta. E che fine faranno
poi i 17 ettari di via Al Desert?
Bezzi: tempi troppo lunghi
il Not potrebbe nascere vecchio.
Se si facesse un unico ospedale fra
Trento e Rovereto – come aveva
invocato l’ex primario e consigliere
provinciale Claudio Eccher, si ridurrebbero i costi e si adeguerebbe la
sanità ad un bacino di utenza come
Viola: del Not si parla dal ‘98
ora si rischi e si decida.
“Il primo gruppo di lavoro sul nuovo
ospedale – ha ricordato il vicepresidente del Consiglio – lo formò l’allora assessora Paola Conci, era il 1998.
La decisione ha tardato al punto che
non c’è acronimo più azzeccato per il
nuovo ospedale che Not: un ospedale
che non si fa”.
Viola ha ricordato che la Giunta ha
allestito la Protonterapia in via al
Desert perché sarebbe stata vicina al
Not. E sui costi della Protonterapia,
sottolineati dalla Corte dei Conti, pesa anche il fatto che stia lì da sola. A
Mattarello intanto stanno decorrendo
i termini per gli espropri per pubblica utilità dei terreni. Se su quell’area
non viene fatto nulla, i terreni si pagano ai proprietari non a prezzi di
esproprio, ma di mercato.
Sulla finanza di progetto, il consigliere ha ricordato che è nel nostro
ordinamento dal ’97 ed ha avuto
buone applicazioni. “Si decida – ha
concluso – anche rischiando, perché
da 20 anni il Trentino aspetta”.
Fasanelli: gli errori del bando
quanto ci sono costati?
Il consigliere del Gruppo Misto si è
chiesto quanto gli errori del bando ci
costino, anche in termini sociali. Ed
ha auspicato che la scelta di Mattarello non derivi da incombenze come
gli espropri, ma venga eventualmente fatta in base a scelte strategiche.
Giovanazzi: sul Not
l’autonomia ha già perso.
La vicenda del Not è una vergogna,
ha detto il consigliere di Pietramurata, dichiarandosi pro Mattarello,
anche perché l’area è vicina al centro
del servizio 118 (e nucleo elicotteri).
Inoltre, il consigliere ha detto che la
debolezza politica rafforza i dirigenti, che stanno guidando la politica
della salute in Trentino.
Detomas: una decisione
che richiede partecipazione.
Il consigliere ladino ha detto che,
seppure imposta da una sentenza, c’è
ora la possibilità di fare un’ulteriore
riflessione su uno scenario cambiato.
Proiettando la decisione su 25 anni,
cercando di capire i bisogni futuri e
aprendo alla partecipazione.
Nerio Giovanazzi (A.t.)
239
PA G I N A
11
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
IL CONFRONTO
SULLA SANITÀ
Un voto tutto per Tione
L’ospedale avrà gli stessi standard di Cavalese
Una delle decisioni assunte dal Consiglio provinciale al termine della discussione dedicata ai primi
di dicembre ai temi della sanità, ha riguardato specificamente il futuro dell’ospedale nelle Giudicarie.
Una risoluzione presentata da Rodolfo Borga e
sottoscritta da tutte le minoranze è stata approvata
all’unanimità e con diversi attestati di condivisione .
Il documento impegna la Giunta provinciale ad assicurare al reparto di ortopedia dell’ospedale di Tione
– “nell’immediato” e in attesa delle decisioni relative
all’applicazione della impegnativa legge sul riposo
dei medici – le medesime misure previste (in termini
di orario giornaliero e di giornate di operatività), annunciate per l’ospedale di Cavalese e preziose anche
dal punto di vista turistico. Nello specifico: attività
chirurgica dalle ore 8 alle 20 e servizio anche di sabato. La risoluzione è stata accolta con un emendamento
al testo, che l’assessore Zeni ha definito “rafforzativo”: ovvero non solo si intende garantire le stesse misure di operatività aTione (che serve Pinzolo e Campiglio) come a Cavalese, ma si intende farlo “attraverso
idonea copertura di personale”.
In aula Gianpiero Passamani ha evidenziato la positività della modifica proposta dall’assessore Zeni e
dall’impegno da lui garantito.
Nerio Giovanazzi ha commentato che le minoranze
dovrebbero essere ringraziate perché hanno fatto
mettere nero su bianco questo importante impegno
a salvaguardia di uno degli ospedali a servizio delle
valli trentine.
Il neoassessore alla salute,
Luca Zeni del Pd
Ai primi di dicembre respinta la risoluzione
con cui le minoranze sollecitavano
un nuovo direttore generale. A fine anno
sono poi arrivate le sue spontanee
dimissioni. Problemi anche per i tagli
di orario nelle maternità, disposti
per carenza di medici dovuta alla nuova
disposizione sui loro riposi ogni 11 ore.
Nuova fase per la sanità trentina
Rossi avvia la ricerca del nuovo manager per Apss e rassicura sui centri nascita di valle
L
e dimissioni annunciate a sorpresa il 30 dicembre scorso dal
direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, Luciano Flor, hanno gettato nuova benzina sul fuoco della
sanità trentina, comparto al centro delle preoccupazioni del governo
provinciale. Già la tornata consiliare di inizio dicembre gli ha dedicato ampio spazio: il presidente Ugo Rossi ha riferito sulle scelte da
prendere per il nuovo ospedale trentino (vedi pagina a fianco), l’assessore Luca Zeni ha poi chiarito i passi della Giunta a proposito degli
ospedali periferici, in cui i servizi notturni sono stati ridimensionati
per recuperare personale in seguito all’obbligo – appena introdotto
dallo Stato – di garantire ai medici 11 ore di riposo tra ogni turno di
lavoro. È stata respinta (8 sì, 21 contrari, 3 astenuti), la proposta di
risoluzione con cui le opposizioni intendevano chiedere alla Giunta
di valutare il ritiro dell’incarico al direttore Flor, “in quanto lo stesso
avrebbe dovuto presentare un piano di azione che prevenisse i disagi
conseguenti alla norma sul riposo dei medici”.
La dipartita di Flor è poi arrivata
da sola e sarà operativa a breve,
passato il preavviso di 30 giorni
con cui si è licenziato.
Il 12 gennaio Rossi ha intanto
fatto un punto complessivo in
Conferenza dei capigruppo, come rifarà in aula consiliare nella
tornata fissata per il 26, 27 e 28
gennaio.
Luciano Flor va in Veneto.
Rossi ha confermato che il n° 1
di Apss gli ha comunicato di persona il 29 dicembre la decisione
di lasciare, per via dell’incarico
offerto dall’Azienda ospedaliera
universitaria di Padova. Flor aveva rinnovato il contratto appena il
4 novembre. A domanda di Massimo Fasanelli, Rossi ha chiarito che nei precedenti contratti il
preavviso di dimissioni era di 90
giorni anziché 30.
Il presidente della Provincia ha
osservato che la scelta di Flor è
del tutto legittima, “in una certa
misura anche capibile”, ma lo ha
rammaricato, perché la sua scelta di rimanere pareva definitiva.
Rossi l’ha comunque ringraziato
“per il lavoro di grande qualità
svolto dal 2009 in poi, certificato
da verifiche oggettive che sono
state fatte sui parametri di gradimento e di bontà dei servizi sanitari prestati in Trentino. Nella sanità oggi siamo ai massimi livelli
italiani e quindi anche europei”.
La nomina del nuovo direttore.
Le dimissioni di Flor – ha voluto
chiarire il presidente – non compromettono nulla, non è nemmeno corretto giudicarle come
un fatto negativo di per sé. Si
tratta ora di procedere nei tempi
più rapidi possibili alla scelta del
successore: è già stata adottata la
delibera per la pubblicazione in
Gazzetta Ufficiale di un avviso
pubblico di ricerca del candidato ideale. Verrà anche formata
– ha detto Rossi in risposta a domanda di Maurizio Fugatti – una
commissione giudicatrice che
garantirà la necessaria terzietà
della scelta. Se arriverà presto
l’annunciato decreto governativo che introduce un elenco da
cui “pescare” i dirigenti generali
sanitari , il governo provinciale si
adeguerà. Diversamente deciderà
a prescindere.
Filippo Degasperi – e poi anche Fasanelli – ha auspicato che
venga ridotto il compenso del
dirigente Apss, secondo solo a
quello di Bolzano. Il direttore
generale a Milano – ha detto –
percepisce 180 mila euro a fronte di 1,6 milioni di pazienti da
gestire, pur se su un territorio
meno esteso. Rossi ha risposto
che Flor riceveva già un 20% in
meno rispetto al predecessore
Favaretti. Si valuterà comunque
il contesto nazionale, ma anche
la particolare complessità legata
alla gestione di un’azienda come
la nostra. L’orientamento pare essere quello di lasciare pressoché
invariato il compenso, legandolo
però in misura maggiore al premio di risultato.
scaduto per la presentazione di
domande.
Ospedi di valle, riposi dei medici, dimissioni del direttore Apss: la sanità è da mesi al centro delle attenzioni
Punti nascita e carenza di medici.
Il presidente annuncia che si metterà mano alla governance dell’Apss, per renderla più agile, passaggio
cui si vorrebbe procedere subito
dopo l’arrivo del nuovo direttore
generale, purché questo avvenga
in tempi brevi.
Ha poi parlato della vexata quaestio dei punti nascita negli ospedali
periferici, confermando la precisa
intenzione di insistere nella domanda già formulata nel febbraio
2015 al Comitato nascite nazionale e al Ministero, per ottenere
il via libera al particolare modello trentino, eventualmente anche
derogando al limite dei 500 parti/
anno. Questo in forza del fatto che
la sanità provinciale ha dimostrato di poter garantire comunque la
massima sicurezza e qualità del
servizio.
Il sistema trentino fa leva sul fatto
che i parti cosiddetti problematici
vengono subito individuati e gestiti a Trento e Rovereto, mentre
nelle periferie ci si occupa solo dei
parti ordinari, con alcuni requisiti
decisivi: il servizio notturno degli
elicotteri, la presenza h24 di neonatologo e anestesista, la reperibilità dl ginecologo. Anche su questo
fronte si sta attendendo l’annunciato decreto della ministra Lorenzin.
Il presidente ha ricordato che sono
in corso anche procedure concorsuali per l’assunzione di nuovi
medici: il fronte più critico è quello dei pediatri ospedalieri, tant’è
che è stato riaperto il termine già
L’opposizione, spada tratta per gli ospedali di valle
Donata Borgonovo Re ha parlato da ex assessora alla sanità: “Io
avevo manifestato l’intenzione di rinnovare i vertici dell’azienda, un
progetto che non è stato poi condiviso”. Tuttavia, a suo avviso, nel
momento in cui la Giunta ha ritenuto di riconfermare il direttore ha il
diritto e il dovere di esserne responsabile: il Consiglio valuta, osserva,
ma non decide. Infine un annuncio che ha fatto discutere per giorni
la politica: “Io non avevo nessuna conoscenza e consapevolezza
dell’esistenza della norma sul riposo dei medici e dell’approssimarsi
della scadenza”, ha dichiarato: “era una norma totalmente
sconosciuta”.
Maurizio Fugatti: «La gente è scesa in piazza per difendere gli
ospedali di valle, la Giunta dovrebbe rifletterci». Il suo sospetto è
che Rossi voglia in realtà arrivare a chiudere gli ospedali periferici
e che Zeni venga “usato” per condurre in porto questo progetto. :
L’avvicendamento all’assessorato alla sanità poi, secondo Fugatti è
in buona misura dovuto al fatto che Borgonovo Re manifestò la chiara
intenzione di cambiare il direttore generale Apss.
Giacomo Bezzi: «Se s’ investe su una struttura, come a Cles, si
istaura un clima di fiducia. Ma se, vedi Tione, il primario dice che
aspetta da tre mesi un trapano, è chiaro che la popolazione non si
fida più e va a Trento. Così ora se si comincia a chiudere reparti a ore,
si indebolisce un ospedale e anche la fiducia dei pazienti svanisce».
Rodolfo Borga: «Si è assistito a uno scarica barile indegno della
nostra autonomia. La norma sul riposo dei medici deriva da un
accordo Stato-Regioni firmato dal centrosinistra, “anche dall’on.
Ottobre che va in piazza a difendere l’ospedale di Arco”. L’ipotesi più
probabile è che la norma sui riposi sia stata ignorata scientemente,
per arrivare poi al risultato che voleva l’ex assessora Borgonovo
Re, ossia chiudere gli ospedali di valle. Se così non fosse, invece, la
Giunta dovrebbe lasciare per incapacità».
Filippo Degasperi: «La chiusura dei piccoli centri nascita è
nei programmi dello Stato dal 2010. Perché si è aspettato tanto
ad avanzare le esigenze specifiche del Trentino? E anche sulla
vicenda del riposo dei medici, parlare di emergenza è fuori luogo, la
situazione era nota da un anno».
Nerio Giovanazzi: «Ci sono gravi responsabilità della Giunta e
di Apss. Flor doveva organizzare i servizi sapendo del limite in
arrivo delle 11 ore, la Giunta però non ha dato direttive chiare». Il
consigliere ha chiesto di sapere su che basi quindi in novembre gli è
stato riconfermato l’incarico.
Gianpiero Passamani ha giudicato tranquillizzanti le assicurazioni
date da Zeni in aula. Sui punti nascita la risposta deve venire dal
ministero, tenendo presente che un minimo di garanzie al territorio
va data. A Borgo si è chiuso il punto nascita, ma i protocolli sul punto
donna non sono stati realizzati. Anche i pronti soccorsi vanno visti
nel rapporto con le presenze turistiche, numeri che rischiano di
travolgere le strutture degli ospedali più grandi.
Lorenzo Baratter:«I due giorni in aula sono serviti per rassicurare la
gente sui timori rispetto alla riorganizzazione ospedaliera: il sistema
sanitario trentino è sicuro e offre standard tra i più elevati a livello
nazionale e non solo, grazie anche all’autonomia».
Marino Simoni: – che pure è di opposizione – si è astenuto sulla
loro proposta di chiedere la rimozione di Flor: “Sono convinto – ha
detto – che se ci sono responsabilità sono della politica, i tecnici sono
nel sistema e rispondono a direttive della politica”.
Gianfranco Zanon: «Zeni e Rossi non hanno convinto su Not e
ospedali periferici. Non ci sono idee per uscire dai nodi del nuovo
ospedale e quindi in crisi va anche il sistema ospedaliero di valle.
L’emergenza causata dal limite delle 11 ore non è stata gestita e le
soluzioni non sono credibili».
Giuseppe Detomas: «Va evitato l’approccio ideologico. Il Trentino
non vuole privilegi, ma deve dimostrare di saper fare meglio. Tenendo
presente che le logiche di accentramento, in molte regioni, non
hanno dato buona prova». Detomas ha detto di avere fiducia nelle
istituzioni, che hanno creato un patrimonio sanitario di eccellenza.
Luca Giuliani ha spiegato di aver partecipato ai sit-in in difesa dei
centri nascita della sua Arco, soprattutto per spiegare, con difficoltà,
quanto è stato fatto dalla Giunta. La popolazione, però, non è stata
informata. Il consigliere ha chiesto il potenziamento in estate del
pronto soccorso di Arco
I consiglieri
Donata
Borgonovo Re
(Pd)
e Gianfranco
Zanon
(Progetto
Trentino)
Le osservazioni dell’opposizione.
Nerio Giovanazzi ha protestato
con il presidente Rossi per le dichiarazioni alla stampa (dell’assessore Zeni), con cui si è cercato
di addossare le responsabilità delle
dimissioni di Flor alle minoranze. Degasperi, che in passato ha
sempre contestato l’operato del
direttore generale Apss, ha invece commentato che “purtroppo le
dimissioni credo non siano merito
nostro”. Secondo Rodolfo Borga
hanno giocato un ruolo decisivo
le vistose spaccature interne alla
maggioranza di centrosinistra autonomista: vedi gli attacchi di PattUpt-Ual all’assessore Zeni, vedi i
due voti contrari in Giunta quando
s’è trattato di deliberare per avviare
una nuova impostazione del sistema sanitario.
Sulla misura in cui la scelta di Flor
sia stata o meno un fulmine a ciel
sereno, Fugatti ha polemizzato in
modo piuttosto acceso con il presidente Pat.
L’emergenza secondo Zeni.
In aula il nuovo assessore alla salute ha parlato a inizio dicembre.
Anzitutto per rivendicare un dato: “Altroconsumo” attribuisce
al Trentino un indice 74 di gradimento dei servizi sanitari, quando
la media italiana è del 57%. Il Report 2014 trova il Trentino ai primi
posti, mentre tra i 34 stati membri
europei, sarebbe la migliore regione in Italia e tra le migliori 9 regioni al mondo. Ragioni queste – ha
detto Zeni – che spiegano anche la
scelta di rinnovare l’incarico a Flor
in novembre.
L’assessore ha poi spiegato le complicazioni create dall’entrata in vigore della legge ottobre 2014 che
recepisce una direttiva Ue e impone un massimo di 11 ore giornaliere e di 48 ore in settimana per tutti
i medici. Situazione che in alcune
regioni sta mettendo a rischio la
funzionalità di interi ospedali. Non
c’è comunque alcuna volontà di
approfittare della situazione per
chiudere i centri nascita periferici.
“Siamo anzi riusciti – ha affermato Zeni – a garantire comunque le
funzioni degli ospedali, ma si è
dovuti intervenire per la carenza
di anestesisti e dirottando i parti a
Trento e Rovereto nelle ore notturne a partire dalle 20. Ovviamente i
parti già in corso verranno garantiti
fino in fondo sul posto. È stata inoltre confermata la scelta peraltro già
in atto di centralizzare le urgenze
gravi che affluiscono nei pronti
soccorsi”. L’assessore ha annunciato l’assunzione di 6 anestesisti
nuovi per garantire la presenza
sulle 12 ore in tutti gli ospedali e 7
giorni su 7.
Sui punti nascita la soluzione non
è ottimale, ha ammesso Zeni, ma è
l’unica alternativa per non chiuderli. Perché non ci sono i medici per
tenerli aperti di notte. (l.z.)
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12
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
L’AUTONOMIA
IN CAMMINO
VERSO
IL TERZO STATUTO
di Luca Zanin
S
ono cominciate le grandi manovre per la “madre di tutte le riforme”, ossia quella dello Statuto di autonomia del Trentino e dell’Alto Adige. La riforma costituzionale voluta dal premier Renzi e dalla
ministra Boschi è ormai quasi al traguardo e contiene la brevissima
ma decisiva norma, che per Trento e Bolzano – esentandole dalla ventata di centralismo e antiregionalismo evidente nella riforma – rinvia
ogni questione alla “revisione” dello Statuto, da approvare sulla scorta di intese tra Governo, Regione e Province. Per vivere questa fase
in modo attivo e non subire appunto iniziative romane, si è dunque
già messa in moto la “macchina” per l’elaborazione di un progetto
di riforma che sia meditato e adatto alle necessità della nostra autonomia. Il traguardo minimo è quello di fissare paletti certi riguardo
alle competenze di Province e Regione rispetto allo Stato. Proprio in
questa tornata d’aula di fine gennaio il Consiglio si appresta a votare
il disegno di legge 104/XV, per l’istituzione della “Consulta provinciale”,
che studierà il progetto di riforma dello Statuto speciale. La I Commissione consiliare, presieduta da Mattia Civico, ha espresso parere favorevole.
L’unica astensione è stata quella di
Rodolfo Borga. Il presidente Mattia
Civico ha preannunciato che da componenti della Commissione potrà
nascere anche una proposta di ordine del giorno per l’aula, con la quale
affidare raccomandazioni circa il
percorso di partecipazione popolare
attorno al progetto di terzo Statuto, nonché sull’equilibrio di genere
nella formazione della Consulta.
Una preoccupazione forte espressa
da più parti riguarda poi il necessario raccordo del lavoro che svolgerà
la Consulta trentina con quello della
parallela Convenzione altoatesina:
preso atto che non si è riusciti a creare subito un organismo di respiro regionale; considerato che l’eventuale
disegno di riforma statutaria dovrà
però essere partorito infine dal Consiglio regionale, ecco che occorre
procedere almeno in costante raccordo. Sul punto il presidente della Provincia e della Regione, Ugo Rossi, ci
ha messo come si dice la faccia: in
Consiglio regionale verrà presentata una proposta di ordine del giorno,
che imposterà un collegamento permanente tra Convenzione altoatesina e Consulta trentina, coordinato
dalla Prima Commissione consiliare
regionale. Per questa via si dovrebbe garantire l’elaborazione di due
progetti omogenei tra loro, base per
sviluppare poi la proposta di livello
regionale da approvare in Consiglio
regionale e da portare – se vi saranno le condizioni politiche – al tavolo
con il Governo e con il Parlamento.
La speranza: che i trentini
si riprendano l’autonomia.
L’aspettativa è che il processo in
partenza con la Consulta coinvolga profondamente i cittadini, risvegli i sentimenti di attaccamento
all’autonomia, consenta insomma
di poggiare il progetto di riforma
su un reale sostegno popolare, da
mettere sul piatto del confronto con
Roma e con chi contesta le storiche
prerogative della piccola terra trentina.Se n’è parlato di recente anche
a un convegno organizzato sul tema
a Bolzano dal vicepresidente del
Consiglio provinciale altoatesino,
Roberto Bizzo.
Dorigatti: l’occasione di risolvere
il nodo dell’ente Regione
C’era anche il presidente Bruno Dorigatti ed ha invitato a guardare come modello “alla Commissione dei
19, che negli anni Sessanta risolse
la questione altoatesina in maniera
esemplare e creativa. Si apre ora
una grande stagione e i lavori della
Consulta devono servire per allargare la consapevolezza e il consenso
dei cittadini attorno alla costruzione
autonomistica”. Dal presidente del
Consiglio è venuto anche un appello
sull’ente Regione: “Diciamolo chiaramente, così com’è non va avanti.
Se la si chiude, crolla l’autonomia.
Io dico: ripensiamola, diamole nuove e diverse competenze, ma soprattutto facciamolo assieme – Trento e
Bolzano – perché la coesione tra i
due territori è fondamentale. È vero che Trento deve temere di più,
ma non pensi Bolzano di godere di
un’autonomia intoccabile e per sempre”. Dorigatti ha detto chiaramente
alla platea sudtirolese che è un male
non essere riusciti a impostare un
unico organismo regionale per studiare il terzo Statuto. E ha censurato
inoltre che in Consiglio regionale
si portino ancora disegni di riforma
costituzionale come quello firmato Zeller e Berger, scollegato dal
percorso di revisione degli Statuti e
capace di spaccare la maggioranza
regionale.Per Dorigatti è un serio
problema infine l’insufficiente grado
di sensibilità dei cittadini per i temi
che riguardano l’assetto autonomistico: “Si sottovaluta ancora – ha
detto a Bolzano – l’importanza strategica dell’autonomia per il futuro
di questa terra, per la sua economia
e per la qualità di vita dei cittadini.
Detto questo, dobbiamo fare i conti
all’esterno con un Governo impegnato a riaccentrare poteri più che
a riconoscerne di nuovi ai territori.
In Parlamento è passato un ordine
del giorno che addirittura ipotizza
di ridurre il regionalismo a poche
macroregioni. La sensazione è che
se si votasse per ridurre i nostri spazi di autogoverno, il 90% ci sarebbe
contro”.
Si deve reagire allora con una forte
azione culturale nelle scuole e nella
società, ha detto il presidente. E sulla
Consulta dobbiamo fare bene e celermente, sfruttando la finestra che
è stata aperta dall’articolo 39 della
riforma costituzionale, quello che
riserva alle autonomie speciali la
particolarissima possibilità di modificare e anche di incrementare le loro
prerogative, sulla base di un’intesa
paritaria con lo Stato.
Kompatscher: ci serve
la competenza sull’ambiente.
Al convegno del mese scorso il
presidente altoatesino Arno Kompatscher ha illustrato il programma
di lavoro incentrato per la Provincia
Il Consiglio
provinciale
discute e vota
a fine gennaio
il disegno di legge
che istituisce
l’organismo
per progettare
la riforma dello
Statuto speciale
5 SETTEMBRE 1946
Accordo Degasperi-Gruber
Il presidente del Consiglio italiano e ministro
degli Esteri Alcide Degasperi e il ministro degli
Esteri austriaco Karl Gruber firmano l’Accordo
che sta alla base dell’autonomia della regione
Trentino-Alto Adige, poi allegato al trattato di
pace degli Alleati con l’Italia.
Primo Statuto di Autonomia
speciale della Regione
Trentino Alto Adige
L’epoca degli attentati
Approvato con legge costituzionale 5/1948, lo
Statuto attribuiva i maggiori poteri alla Regione
rispetto alle due Province di Bolzano e Trento.
1948
1957
2016
L’attuazione dello Statuto incontrò notevoli
difficoltà e in Sudtirolo le tensioni sfociarono
in una lunga serie di attentati dinamitardi. Nel
1960 l’Austria porta la questione sudtirolese
all’Assemblea Generale dell’ONU, che invita le
due parti alla negoziazione.
1956 -1961
“Los von Trient”
Durante una grande manifestazione sudtirolese
a Castelfirmiano, Sylvius Magnago lancia lo slogan “Los von Trient” (via da Trento), come protesta per l’autonomia regionale in cui la cittadinanza di lingua tedesca si ritrova minoritaria.
1961-1969
“Commissione dei 19”
e “Pacchetto”
Il Governo italiano istituì la “Commissione dei
19” per risolvere le rivendicazioni altoatesine.
Il lavoro, concluso nel 1964, sfociò nel 1969
nel cosiddetto “Pacchetto di misure a favore
delle popolazioni altoatesine”, approvato dal
congresso della SVP, dal Parlamento italiano e
da quello austriaco.
Autonomia 3.0:
GLI ASPETTI
DELLA RIFORMA
COS’È LO STATUTO SPECIALE:
è un testo previsto dall’articolo 116 della Costituzione e che sta sul
suo stesso livello giuridico. Detta le forme e le regole fondamentali
della particolare autonomia speciale prevista appunto dalla carta
costituzionale nel 1948.
di Bolzano sulla Convenzione per
lo Statuto, introdotta dalla l.p. 3 del
2015. Si punta a ottenere dallo Stato la nuova competenza legislativa
sull’ambiente, senza la quale molte
opere non possono essere realizzate
senza passare per Roma. Altra necessità è la riformulazione di tutto
il catalogo delle competenze delle
Province, perché dopo la riforma
costituzionale del 2001 sono state
pronunciate diverse sentenze della
Corte Costituzionale, che hanno
limitato l’espansione dell’autonomia speciale e creato incertezze as-
solutamente da rimuovere. Terza
missione: adeguare lo Statuto alla
cornice europea e alla prospettiva di
macroregione alpina. Punto quattro
dell’agenda Kompatscher: affrontare il tema di nuovi strumenti di
democrazia e partecipazione popolare, visto che nel testo del 1948 non
rappresentavano affatto una priorità
e un tema forte. Il presidente della
Svp ha messo invece le mani avanti
sulle garanzie storiche che lo Statuto del ’48 ha impostato per il gruppo
linguistico tedesco: proporzionale e
bilinguismo non si devono toccare.
COME SI MODIFICA LO STATUTO:
come per tutte le leggi costituzionali, occorrono due successivi voti
favorevoli di Camera e Senato a intervallo non inferiore a 3 mesi.
Nella seconda votazione occorre la maggioranza assoluta. Non è
previsto referendum confermativo popolare. L’iniziativa per la modifica dello Statuto può partire dal Governo, dal Parlamento oppure
dal Consiglio regionale, su proposta dei Consigli delle province di
Trento e di Bolzano. La riforma della Costituzione in corso d’approvazione prevede espressamente la “revisione” del nostro Statuto,
ma con un emendamento di importanza fondamentale, chiarisce
che dovrà essere approvata “sulla base di intese” tra Stato, Regione e Province autonome. E quindi non unilateralmente da Roma.
Dellai: nella riforma Boschi
c’è un articolo miracoloso.
Nella stessa occasione il presidente
della Commissione paritetica dei 12,
Lorenzo Dellai, ha spiegato la mission di questo organismo, nato per
varare tutte le necessarie norme per
l’attuazione concreta dello Statuto,
ma evoluto ben oltre, tant’è che ora
è il luogo in cui Stato e autonomie
discutono e approvano anche evoluzioni del tutto nuove dell’assetto
e dei poteri delle Province di Trento
e di Bolzano. Dellai ha spiegato che
si punta in questa fase a una norma
di attuazione per portare a casa la
strategica competenza sulle agenzie fiscali, ossia sulla riscossione dei
tributi. Quanto alla riforma statutaria, l’ex presidente della Provincia
ha commentato anzitutto l’ormai
noto articolo 39, che esenta Trento
e Bolzano dalle norme “stataliste”
rivolte a tutte le Regioni ordinarie.
“Quell’articolo è un vero e proprio
miracolo – ha detto il deputato – e
i costituzionalisti strabuzzano gli
occhi leggendolo, perché deroga a
tutto l’impianto complessivo”. Preso atto di questo miracolo, dovremo
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13
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
Rilascio della
“quietanza liberatoria”
L’Austria attesta presso l’Onu l’integrale attuazione dell’Accordo Degasperi-Gruber.
1972
1992
Secondo Statuto di autonomia
L’attuazione degli accordi portò, nel 1972, al
Secondo Statuto speciale. Con esso le due
Province acquisirono quasi tutte le competenze
legislative detenute prima dalla Regione.
2016
Riforma costituzionale
Ultima norma di attuazione
approvata (Parco Stelvio)
Viene riformato il Titolo V della Costituzione:
nuovi e ampi poteri a tutte le Regioni. Le Province di Trento e Bolzano competenti anche per la
materia elettorale (prima della Regione)
2001
2001-2014
Il Governo vara la norma di attuazione dello
Statuto sul Parco nazionale dello Stelvio. È l’ultimo successo della Commissione dei 12, che
dal 1972 lavora costantemente a norme per l’
attuazione e l’evoluzione dello Statuto speciale.
2015
Dalla riforma costituzionale
alla norma di salvaguardia
Viene più volte rivisto il sistema che garantisce
autonomia finanziaria alla Provincia. In Parlamento passa la riforma costituzionale del Titolo
V, con una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, per le quali si rinvia alla revisione
pattizia degli Statuti.
27 gennaio 2015
Disegno di legge Consulta
Si discute in Consiglio provinciale il Ddl 104/15
per l’istituzione della Consulta incaricata di studiare la riforma dello Statuto speciale.
Il punto d’arrivo saranno Governo (sopra la ministra Boschi e il premier
Renzi) e Parlamento, ma Trento e Bolzano ora devono progettare la riforma
dello Statuto speciale, portarla in Consiglio regionale e preparare quindi
una proposta organica da “contrattare” infine con Roma. Obiettivo:
chiarire, difendere e se possibile espandere i confini delle nostre
prerogative di autogoverno locale.
Intanto Bolzano
ha avviato
il proprio percorso.
Bizzo citan Brandt:
“C’è un solo modo
di prevedere il
futuro, costruirlo”.
Widmann: stretto
raccordo con Trento.
si va a formare la Consulta
GLI OBIETTIVI:
elaborare un progetto di quella “revisione” dello Statuto che è prevista dalla riforma costituzione in corso a Roma. Si parla dunque di
“terzo Statuto” dopo quello del 1948 e la riforma del 1972. Se dunque dai lavori della Consulta dovesse scaturire davvero un progetto
di riforma, questo dovrà poi essere vagliato, eventualmente modificato e poi approvato dal Consiglio provinciale, quindi confrontato
con il documento della Convenzione altoatesina. La proposta finale
dovrà essere adottata dal Consiglio regionale e a quel punto si attiverà la procedura qui descritta per modificare lo Statuto.
COME FUNZIONERÀ LA CONSULTA:
COSA STA FACENDO BOLZANO:
ha già approvato nel 2015 la legge istitutiva della Convenzione
per lo Statuto e il 16 gennaio scorso ha presentato pubblicamente
l’intero percorso. Che differisce per diversi aspetti da quello della
Consulta trentina: la partecipazione popolare ci sarà subito – e non
a valle di un documento preliminare elaborato dalla Convenzione
- attraverso un Forum di 100 cittadini, che esprimeranno anche
8 componenti sui 33 della Convenzione. L’interfaccia e il dialogo
con la popolazione sarà garantito dal sito www.convenzione.bz.it .
LA CONSULTA PER LO STATUTO:
il ddl 104/XV del 3 novembre 2015 prevede in 6 articoli l’istituzione della “Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige
Südtirol”, che avrà un ruolo consultivo e di proposta.
I PROPONENTI DEL DDL 104/XV:
IL RACCORDO CON BOLZANO:
la Consulta trentina sarà tenuta per legge a promuovere il confronto con la parallela Convenzione già istituita con legge provinciale
in Alto Adige, nonché con il Consiglio regionale. Dovrà farlo “con
adeguate e puntuali iniziative”.
– dice Dellai – mettere mano in fretta allo Statuto, badando a rafforzare
il ruolo delle norme di attuazione e
della Commissione dei 12, strumenti
strategici per evitare che si apra una
nuova stagione di contenziosi in
Corte Costituzionale.
Per il senatore Palermo
giochiamo il tutto per tutto.
Non ha usato il politichese Francesco Palermo, senatore Svp-Pd. Che
– forte del suo punto d’osservazione romano – ha tracciato il quadro:
“Parto dai dati positivi. Due anni fa,
sullo sfondo di una forte instabilità
politica, c’era incertezza sulle risorse finanziarie per Trento e Bolzano
e sugli stessi confini delle competenze legislative delle Province autonome. Ora va meglio, il bilancio
2016 sarà col segno più. E mentre il
vento neocentralista soffia su scala
internazionale, salta fuori l’articolo
39 che salva Trento e Bolzano da
una riforma costituzionale punitiva
per le Regioni. Per noi continuerà
a valere l’art. 116 comma 3 della
Costituzione, che prevede la possibilità di espandere le competenze
Lorenzo Baratter (Patt), Giacomo Bezzi (Forza Italia), Giuseppe
Detomas (Union Autonomista Ladina), Massimo Fasanelli (Gruppo
misto), Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino), Maurizio
Fugatti (Lega Nord Trentino), Gianpiero Passamani (Unione per il
Trentino), Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), Marino Simoni (Progetto Trentino). Si tratta di tutti i capigruppo consiliari, ad
eccezione di Rodolfo Borga (Civica Trentina) e Filippo Degasperi
(Movimento 5 Stelle).
delle autonomie rispetto allo Stato.
Magnifico”.
Ci sono poi i se e i ma di Palermo:
“Si pongono mostruose sfide di governance, perché il nostro Statuto è
vecchio e inadeguato, non funziona
più. Saranno la nostra classe politica
e la nostra società capaci di produrre una riforma adeguata alla sfida?
Se nel ’72 bastava per ottenere la
riforma dello Statuto un dibattito
di respiro provinciale, ora occorre una visione ampia dei contesti,
un occhio all’Europa e una grande
lungimiranza. Speriamo di farcela”.
A Bolzano il percorso
è partito sabato 16 gennaio.
Sabato 16 gennaio nella sede del
Consiglio provinciale c’è stata la
solenne presentazione pubblica del
percorso di progettazione della riforma statutaria. Kompatscher ha
difeso la scelta di procedere con due
percorsi distinti per le due province.
“Le due terre – ha detto – hanno caratteristiche peculiari. Certo i due
documenti finali dovranno essere
compatibili tra loro per essere sintetizzati in sede regionale. A quel
punto la partita si giocherà con Ro-
Se il ddl 104/XV verrà approvato senza modifiche
• verrà formata dal presidente del Consiglio provinciale e opererà
12 mesi, prorogabili se necessario per altri 12. In 120 giorni
dovrà produrre un documento preliminare, cui dovrà seguire
– dopo l’iter partecipativo popolare – il documento conclusivo
entro altri 60 giorni;
• avrà 25 membri e sarà così composta: 3 membri designati
dalle categorie economiche, 1 dalla Federazione trentina della
cooperazione, 3 dai sindacati, 3 dal Consiglio delle autonomie
locali (i Comuni), 1 dalla Conferenza delle minoranze linguistiche, 3 nominati dal presidente del Consiglio a rappresentare
l’associazionismo, su designazione delle organizzazioni, 2
esperti in diritto pubblico, costituzionale o regionale, designati
dall’Università di Trento, 9 consiglieri provinciali – 5 di maggioranza, 4 di opposizione - su designazione della Conferenza dei
capigruppo e con adeguata rappresentanza di donne;
• il suo presidente verrà nominato dal presidente del Consiglio
provinciale, sentita la Conferenza dei capigruppo, mentre sarà la Consulta a nominare nel proprio seno il vicepresidente;
• le sedute della Consulta saranno pubbliche, verbali e documenti verranno pubblicati sul sito internet consiliare;
• i consiglieri provinciali non componenti della Consulta potranno partecipare alle sue sedute, fare proposte, ma senza
diritto di voto;
• non ci saranno indennità o gettoni di presenza per i componenti, solo eventuali rimborsi spese;
• sarà accompagnata da un ampio processo di partecipazione
della società civile trentina. Il processo partecipativo sul documento preliminare della Consulta è fissato in 180 giorni e così
articolato: pubblicazione documenti sui siti internet istituzionali,
dibattiti pubblici, tavoli tematici di approfondimento, raccolta
di informazioni anche sui processi di riforma degli altri statuti
speciali, audizioni della Giunta provinciale, della delegazione
parlamentare trentina, della Commissione dei 12, di esperti.
ma: “Bisognerà creare consenso in
Parlamento” e – ha detto il presidente citando Sylvius Magnago – occorrerà “cogliere i fiori come si presentano sulla strada”. Tradotto: tenere
più competenze possibili.
Il presidente del Consiglio provinciale Thomas Widmann ha voluto
assicurare che i lavori della Convenzione procederanno in continuo
e stretto raccordo con quelli della
Consulta trentina.
Fino al 5 marzo 2016 si svolgerà
un’ampia fase di ascolto della società e cittadinanza attorno ai temi della
riforma, con dibattiti in tutte le valli.
L’intero lavoro della Convenzione
dovrà durare un anno e mezzo. Sarà
formato un “Forum dei 100 cittadini”, proprio per garantire un largo
apporto della società civile: 8 suoi
membri confluiranno nella Convenzione dei 33, l’organo chiamato
a stendere materialmente il progetto
di riforma statutaria.
Sabato 16 a Bolzano Roberto Bizzo
ha usato le parole profetiche di Willy
Brandt: “C’è un solo modo di prevedere il futuro, costruirlo. E io aggiungo: insieme”.
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gennaio-febbraio
LE PETIZIONI
AL CONSIGLIO
Valutazione leggi, ora tocca a quella sull’Itea
Il nuovo organismo comincia a fruttare, sotto la spinta del presidente Viola
Il comitato guidato da Andrea Petrolli
si è presentato assieme ai consiglieri
Civettini (Civica) e Zanon (P.t.).
Un altro gruppo di cittadini ha presentato
2.981 firme contro la chiusura
dell’indirizzo tecnico economico
al Marie Curie di Pergine, decisione
che sembra però ormai irreversibile.
I primi esiti del lavoro svolto dal Tavolo di coordinamento per la valutazione dell’efficacia delle norme
e delle politiche pubbliche, istituito nel 2013, su impulso di una proposta di legge del consigliere Walter
Viola (nella foto), sono stati presentati in conferenza
stampa. Nel programma 2015 si era stabilito di sottoporre al controllo di valutazione la legge in materia
di cave. “In un percorso di esame durato diversi mesi,
sono emersi diversi aspetti di criticità delle norme in
vigore” ha osservato Walter Viola che presiede il Tavolo, “oltre alla bontà di un metodo che, senza ausilio
di consulenze esterne, può essere uno strumento efficace nel percorso di revisione e riscrittura delle norme”. La relazione conclusiva fotografa il settore della
pietra trentina alla luce di due quesiti valutativi: le
concessioni e il Distretto del Porfido. Su questi aspetti
sono emerse la necessità di un panorama comune di
regole che elimini la disparità tra i singoli comuni e
l’autoreferenzialità e scarsa capacità di promuovere
il settore del Distretto del Porfido. I componenti del
Tavolo Filippo Degasperi e Gianpiero Passamani
hanno apprezzato il lavoro svolto e la determinazione del presidente Viola. Entrambi hanno ammesso
un iniziale scetticismo rispetto ad un organismo che
poteva restare sul piano accademico e invece rivelato
un esempio concreto di come la funzione legislativa
possa essere di supporto alla Giunta nella ricerca di
soluzioni efficaci. “Il Tavolo non è un tribunale della
Giunta” ha aggiunto Viola “quanto un percorso di
collaborazione che può portare frutti concreti, permettendo di aggiustare il tiro e correggere eventuali
inefficienze”. La prossima legge ad essere sottoposta
all’attenzione del Tavolo sarà quella sull’Itea: istruttoria al via già in gennaio. Accanto a Viola e Degasperi per la minoranza e Passamani e Chiara Avanzo
per la maggioranza, fa parte del Tavolo l’assessore
Mauro Gilmozzi, incaricato dei rapporti tra esecutivo e legislativo.
Servizio asili nido, 1.500 firme
Si chiede alla Giunta di non ridurre il rapporto educatrici-bimbi
M
illecinquecento firme, raccolte in tutte la provincia,
per dire no al progetto della Giunta di aumentare il rapporto
bambini – educatrici e di riduzione
degli spazi, sono state consegnate il
mese scorso nelle mani del presidente Dorigatti da un gruppo di genitori,
accompagnati a palazzo Trentini dai
consiglieri Claudio Civettini della
Civica Trentina e da Gianfranco
Zanon di Progetto Trentino.
L’allarme si è diffuso dopo incontri
sindacali che avrebbero evidenziato
la volontà del governo provinciale di
procedere come impostato in primavera. Il referente del comitato, Andrea Petrolli, ha spiegato i motivi
di questa petizione, ricordando che
già oggi le condizioni di lavoro delle educatrici negli asili nido sono al
limite e l’aumento del rapporto bimbi-educatrici andrebbe a pesare non
solo sulla didattica, e quindi sulla
crescita dei bambini, ma anche sulla
loro sicurezza. La legge provinciale
oggi prescrive – lo ricorda un’interrogazione del 23 dicembre di Filippo Degasperi sullo stesso tema –1
educatrice ogni 6 bambini fino a 18
mesi di età e 1 ogni 9 per bimbi dai
18 ai 36 mesi, nonché una capacità
massima di 60 bimbi per nido.
“Gli asili nido – ha affermato Petrolli – non possono diventare un
parcheggio per i nostri figli”. Gli altri
genitori presenti hanno ricordato che
risparmiare sull’educazione non ha
senso soprattutto alla luce degli investimenti fatti dalla Pat negli ultimi
anni in questo settore. Gli asili nido
trentini, che sono di ottimo livello,
devono guardare alle esperienze del
nord Europa e non alle a quelle delle
regioni italiane perché, in questo ambito, il nostro Paese è uno dei fanalini di coda dell’Europa. Zanon ha affermato che una politica di spending
review nel campo dell’educazione
contrasta con le stesse politiche del
governo provinciale, mentre Civettini ha ricordato che le educatrici si sono dimostrate disponibili a ragionare
per contenere i costi senza incidere
sulla qualità del servizio.
Dorigatti ha ricordato che la petizione verrà discussa in Quinta Commissione. Esprimendo una valutazione
personale, ha detto che per gli asili
nido va mantenuto centrale il ruolo
del pubblico.
In dicembre a palazzo Trentini è affluita anche un’altra petizione, 2.981
firme raccolte in difesa dell’indirizzo tecnico-economico (ragioneria)
dell’istituto Marie Curie di Pergine.
Il presidente del Consiglio d’istituto Andrea Crepaldi e il presidente
della Consulta dei genitori, Matteo
Savastano, hanno perorato la causa
del mantenimento di una proposta
di successo, che tra l’altro catalizza
anche l’utenza di lingua mochena.
Chiudere – è stato detto – metterebbe a repentaglio lo stesso istituto, i
cui iscritti scenderebbero da 1100
a 5-600. La Giunta pare però determinata a non cambiare orientamento
(v. pag. 9).
2016
La consegna dlele fitrme sulle educatrici dell’infanzia, lo scorso mese a palazzo Trentini
IL CASO
“Se dal punto di vista giuridico la
norma non configura un caso di
incompatibilità, quando vi sono
comportamenti che possono indurre l’opinione pubblica a ritenere compromessa la credibilità
dell’organo legislativo per mancanza di trasparenza, la questione
si pone sul piano dell’opportunità
politica”.
È la sintesi con cui Giuseppe Detomas ha concluso l’animata discussione che l’organo da lui presieduto, la Giunta delle elezioni
del Consiglio provinciale, ha dedicato il mese scorso al caso del
collega Lorenzo Ossanna del
Patt, sollevato in aula da Maurizio
Fugatti (Lega) durante l’esame
della manovra finanziaria, citando
una notizia apparsa sulla stampa.
Ossanna, di mestiere architetto,
l’11 novembre si era reso disponibile ad accettare un incarico
professionale, poi assegnatogli
dal Comune di Sarnonico con affidamento diretto, quindi senza
confronto concorrenziale, per la
progettazione dell’asilo nido nella “casa sociale” del paese. L’importo indicato nel preventivo era
di 12.314,62 euro, previdenza e
Iva incluse. Detomas ha ricordato
che Ossanna non ha ancora firmato il contratto. Il consigliere,
subentrato poco più di un anno
fa come primo dei non eletti nella lista del Patt al defunto collega
Diego Moltrer, ascoltato - il 30
marzo scorso - dalla Giunta delle
elezioni, aveva dichiarato di non
andare in cerca di incarichi, anche per mancanza di tempo, dato
l’impegno che richiede la carica
di consigliere. Precisando di non
poter però rinunciare al proprio
studio, già in sofferenza, Ossanna
aveva espresso l’intenzione di limitare il più possibile gli incarichi
Incarichi professionali privati:
l’esame in Giunta delle elezioni
professionali da enti pubblici.
La Giunta delle elezioni – ha comunicato Detomas – ha appurato
che non risulta una causa di incompatibilità, perché l’incarico
non riguarderebbe una consulenza
continuativa ma a termine, con un
contratto d’opera limitato nel tempo e all’oggetto. Se opere come
questa possono essere soggette a
finanziamento da parte della Provincia, si configurerebbe un’ipotesi di conflitto d’interesse, ma solo
dal punto di vista deontologico.
L’opinione pubblica potrebbe infatti essere indotta a pensare che il
professionista sia stato favorito in
quanto titolare di un ruolo pubblico. Detomas ha ricordato il disegno di legge già predisposto per
integrare la normativa esistente
sui casi incompatibilità tra il ruolo
di consigliere provinciale e incarichi affidati dalla Provincia e dalle
società ad essa collegate. Si tratterebbe ora di estendere la proposta
di integrazione della legge anche
agli enti locali.
Sul caso Ossanna sono intervenuti
diversi membri della Giunta. Fi-
lippo Degasperi ha evidenziato
quando la normativa attuale sia
carente dal punto di vista etico. Ha
anche osservato che partecipare
ad una gara al massimo ribasso
per un professionista che è anche
consigliere provinciale, diventa
più semplice vista l’indennità che
percepisce.
Per Nerio Giovanazzi invece, in
assenza di una norma provinciale
precisa, la Giunta delle elezioni
può al massimo esprimere una
“non condivisione” nei confronti
di Ossanna, invitandolo ad assumere decisioni conseguenti.
Secondo Walter Kaswalder,
compagno di gruppo di Ossanna
nel Patt, il problema sta nella modalità di assegnazione dell’incarico ad affidamento diretto, perché
i Comuni possono impiegare in
questi casi fino a 49.900 euro. Un
intervento normativo, quindi, dovrebbe avere l’obiettivo di evitare
la scelta dell’affidamento diretto.
A giudizio di Claudio Civettini
voler diventare consigliere provinciale è una scelta. Volerlo diventare per millantare credito e
avere dei vantaggi - ha ragionato
in termini generali - sarebbe grave.
Tutti gli studi professionale hanno
diritto di lavorare, ma “la politica
del ras di valle è detestabile”. E
questo è tanto più dannoso oggi,
considerato il fatto che le indennità dei politici sono nel mirino
dell’opinione pubblica.
Gianpiero Passamani ha osservato che nel momento in cui il
consigliere firmasse il contratto,
questo incarico risulterebbe incompatibile con il ruolo di consigliere.
Di diverso avviso Donata Borgonovo Re: “Non sono certa – ha
detto – che se Ossanna firmasse il
contratto scatterebbe un problema
giuridico. Scatterebbe solo un aggravio nella nostra lettura dei fatti”. “Oggi – ha aggiunto Borgonovo Re – bisogna avvisare che non
si possono mangiare le margherite
sul tavolo”.
Nel verbale del 30 marzo risulta
che Ossanna si era impegnato a
non cercare “il più possibile” incarichi di questo tipo. Oggi non ci
possiamo appellare ad una norma,
ha concluso la consigliera del Pd,
ma come Giunta delle elezioni
siamo autorizzati ad esprimere
almeno una raccomandazione precisa in merito ai comportamenti
dei consiglieri. E questo perché
esistono anche norme non scritte,
altrettanto importanti e rigorose di
quelle scritte.
Per Massimo Fasanelli se un consigliere provinciale è un professionista e vuole proseguire l’attività
può certamente farlo, perché su
questo saranno poi gli elettori a
giudicarlo, “ma – ecco il punto –
non deve ricevere incarichi dagli
enti pubblici”.
Il problema per Fasanelli, quindi,
non è la trattativa diretta.
Concessione
rinnovata
per l’A22
Il 14 gennaio 2016 resterà una
data da ricordare per via del
rinnovo della concessione ad
Autobrennero spa. Dopo anni
di incertezze, i presidenti delle
Province di Trento e di Bolzano Rossi e Kompatscher
hanno firmato a Roma con il
ministro dei trasporti Graziano Delrio il protocollo d’intesa che garantisce alla società altri trent’anni di gestione
dell’autostrada. Il rinnovo
della concessione ha indotto Claudio Civettini (Civica
Trentina) a rilanciare la sua
mozione, condivisa dall’assessore Gilmozzi e approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale il 16 ottobre
del 2014, che impegnava la
Giunta provinciale a studiare con A22 la possibilità di
rendere gratuito il transito
autostradale fra i caselli di
Rovereto nord e Trento sud
per i residenti che ne facciano
richiesta.
CONSIGLIO
PROVINCIALE
CRONACHE
periodico di
documentazione
e informazione
sull’attività politico-legislativa
edito dal Consiglio della
Provincia autonoma di Trento.
Via Manci, 27 38122 Trento
anno XXXVIII - N° 1
Gennaio - Febbraio 2016
direttore responsabile:
Luca Zanin
in redazione:
Monica Casata, Antonio Girardi,
Bruno Zorzi
segreteria di redazione:
Alessandra Bronzini
Lucia Linda Cella
Angela Giordani
DIREZIONE
E REDAZIONE:
Palazzo Trentini - 38122 Trento,
via Manci, 27
fotografie:
Fotoarchivio
Consiglio provinciale
Impaginazione:
Gianfranco Rizzoli
Press Service - Trento
stampa: S.I.E. S.p.a. con sede
in via delle Missioni Africane, 17
38121 TRENTO
Autorizzazione del Tribunale
di Trento n° 289 del 20 febbraio 1979
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PALAZZO TRENTINI
Fino al 12 febbraio l’esposizione delle acqueforti con cui “Nico” Ferrari interpreta la cantica dantesca
L’Inferno dal Senato al Consiglio
di Antonio Girardi
U
n’affollatissima Sala aurora
ha ospitato a metà gennaio
la presentazione della mostra delle acqueforti che l’artista
trentino Domenico, “Nico”, Ferrari, ha dedicato alla prima cantica
dell’Inferno dantesco. Allestita negli spazi espositivi di palazzo Trentini, la mostra consente di ammirare
anche alcune opere precedenti di
Ferrari, ma il cuore dell’esposizione
consiste nelle tavole che illustrano e
riportano i versi della “Commedia”
ed erano state esibite solo una sola
volta, nel maggio scorso al Senato,
in occasione della solenne celebrazione del 750° anniversario della
nascita di Dante. Ad ammirarle si
era soffermato a lungo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.
Nel suo saluto introduttivo il presidente Bruno Dorigatti ha evidenziato che Ferrari “raccoglie ed
interpreta il capolavoro letterario
dantesco anche come segnale della
vocazione culturale del Trentino ad
essere ponte e luogo di incontro fra
la grande tradizione classica e latina
del mondo mediterraneo e la molteplicità dei linguaggi e delle plurali
realtà del nord europeo”.
Dorigatti ha ricordato che Dante
rappresenta con i suoi versi la ricerca dell’uomo di nuove speranze e di nuovi orizzonti. Ferrari, ha
concluso il presidente, “come una
sorta di moderno Virgilio, ci guida
e ci accompagna nella ‘selva oscura’, invitandoci ancora allo scoperta
del fascino misterioso della visione
dantesca, che racchiude in sé la
vicenda infinita dell’uomo, le sue
grandezze e i suoi eterni difetti, e
tutto ciò che lo rende unico sia nel
bene che nel male”.
A sottolineare il valore specifico e
unico delle incisioni di Nico Ferrari è stata poi la critica Riccarda
Turrina, segnalando la preferenza dell’artista per le figure e il suo
amore per il disegno. Il trentino
Ferrari, ha aggiunto Turrina, pur
sempre aperto e in viaggio, “è un
uomo di montagna, di silenzi e di
spazi in cui riflettere. La città non
gli si addice. Con Dante – ha proseguito – Nico ha scalato la sua vetta
La presentazione della rassegna
in sala Aurora.
Ettore Lombardo, studioso
di Dante, si congratula vivamente
con Ferrari (a dx) per la sua
interpretazione dei versi
dell’Inferno.
Anche Mattarella ha ammirato queste opere.
Dal 26 febbraio nelle sale di via Manci sarà
poi la volta di Martin Pedrazza e Toni Zanussi
più impervia”. Turrina ha messo in
luce come le incisioni di Ferrari scavino nel dettaglio della narrazione
infernale dantesca. “La mostra – ha
avvertito – non permette di vedere
solo il prodotto finale, le tavole, ma
anche i disegni preparatori. L’incisione di Ferrari – ha​concluso Turrina – si realizza su lastra con una
tecnica lenta e misteriosa, perché
l’artista lavora ‘al buio’, non vede
l’esito conclusivo della sua opera
finché il foglio non viene estratto
da sotto il torchio”.
Dopo un intermezzo musicale durante il quale il giovanissimo Ruggero Guarino ha eseguito al violoncello due brani di Bach e uno di
Dvorak, ha preso la parola Ettore
Lombardo, appassionato studioso
di Dante e della sua traduzione iconografica, che da grande amico di
Ferrari ha dapprima spinto l’artista
ad ideare e poi lo ha accompagnato
a realizzare le tavole dedicate alla
Divina Commedia. “Bravo Nico”,
ha esordito Lombardo citando i
riconoscimenti che Ferrari ha ottenuto dal presidente Mattarella, da
Enrico Malato, titolare della casa
editrice Salerno specializzata nelle
pubblicazioni dedicate all’opera
di Dante, e soprattutto da Lucia
Battaglia Ricci, massima esperta
al mondo in materia di iconografia dantesca e di illustrazioni della
A sinistra
una delle tavole
di Domenico
Nico Ferrari
che illustrano
i versi
del divin poeta.
A destra,
l’autore
con Bruno
Dorigatti
negli spazi
espositivi
(fotoservizio
Bernardinatti)
Divina Commedia. Lombardo ha
spiegato come il ciclo dantesco di
Ferrari sia una creazione innovativa per tre ragioni: perché inserisce i versi di Dante nelle incisioni;
perché omette tranne che nella prima tavola di rappresentare la figura di Dante, allo scopo di rendere
ogni uomo e noi stessi protagonisti
del viaggio negli inferi; e perché
le acqueforti dell’artista trentino
sono talmente fedeli ai personaggi
del testo dantesco, da risultare per
questo paradossalmente originali,
come Lucia Battaglia Ricci ha magistralmentescritto nel suo saggio
introduttivo al pregevole volume
dedicato alle acqueforti.
Ora tocca al pubblico visitare le sale
di via Manci e apprezzare il lavoro
di Ferrari. La Presidenza del Consiglio provinciale, dal canto suo,
ha già pronto anche il momento
successivo della propria attività di
promozione dell’arte trentina.
Venerdì 26 febbraio verrà inaugurata la mostra “Dalle Alpi alla
Carnia. Arte di confine”, che presenta due pittori di chiara fama come Rheo Martin Pedrazza, artista
cimbro di Luserna e Toni Zanussi,
pittore friulano che vive sulle montagne di Tarcento e quindi sul confine sloveno. Ancora una volta la
formula è quella del faccia a faccia,
con un’indagine parallela su due ar-
tisti, vista questa volta in relazione
ai loro luoghi di confine – entrambi
tra l’altro travolti dal dramma della
Grande Guerra – e su quanto questi
hanno influenzato la loro espressione artistica.
La mostra delle opere di Domenico Ferrari resta aperta fino al 16
febbraio, con il consueto orario
di apertura del Palazzo Trentini
(da lunedì a venerdì: 8,30/12,30 e
13,30/18,00; sabato: 8,30/12,30;
domenica chiuso) e con la più
ampia possibilità, in particolare
per le scuole, di prenotare visite
guidate di gruppo (telefonando al
3464961923).
Presto il nuovo giudice del Tar di nomina consiliare
La nuova presidente
del Tribunale regionale
di giustizia amministrativa
di Trento, Renata Vigotti.
Si è aperto ufficialmente l’iter
che porterà alla designazione da
parte del Consiglio provinciale,
nella sessione di febbraio (che
inizierà il giorno 23) di un giudice del Tar di Trento. Il Consiglio,
a cui spetta l’indicazione di due
giudici del Tribunale regionale
di giustizia amministrativa, dovrà indicare il nome di chi sostituirà la dottoressa Alma Chiettini, che terminerà il suo mandato
il 5 ottobre. La complessa procedura che porterà alla designazione, è iniziata alcuni giorni fa
con l’invio, da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri,
di una nota al presidente Bruno
Dorigatti. Quest’ultimo a sua
volta ha notificato ai consiglieri
provinciali l’avvio dell’iter che
li chiama direttamente in causa.
La presentazione dei candidati
spetta infatti all’assemblea legislativa, anche se la norma (il
decreto del Presidente della Repubblica n.426 dell’84) prevede
pure la possibilità di autocandidature dei cittadini presso la segreteria del Consiglio.
Il voto in aula si terrà a scrutinio
segreto, ogni consigliere potrà
indicare sulla scheda un solo
nome tra quelli candidati all’incarico. Risulterà vincitore chi
riceverà il maggior numero di
voti. Il nome della persona scelta
dall’assemblea legislativa verrà
poi nominato ufficialmente dal
Presidente della Repubblica su
proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. I giudici del
Tar rimangono in carica 9 anni.
Ma chi può concorrere alla carica di giudice del Tar? Possono
essere candidati e candidarsi i
professori ordinari o associati di
materie giuridiche; i magistrati; i dirigenti dei Comuni o enti
pubblici locali, della Pat, della
Regione o dello Stato con laurea
in giurisprudenza, assunti per
concorso; professori di materie
giuridiche negli istituti tecnici
con 15 anni di insegnamento
in ruolo; avvocati che abbiamo
esercitato la professione per almeno sette anni; laureati in giurisprudenza che abbiano fatto
parte per almeno due legislature
del Parlamento, eletti in regione, o del Consiglio regionale
del Trentino – Alto Adige. L’età
richiesta va da un minimo di 40
anni ad un massimo di 70.
La presidente del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, Renata Vigotti,
aveva incontrato il mese scorso
a palazzo Trentini il presidente
Dorigatti. Vigotti, arrivata da
Genova e in servizio a Trento
da poche settimane, era accompagnata dal segretario generale
Nicola Foradori.
Quest’ultimo aveva consegnato
a Dorigatti una lettera in cui si
preavvisava appunto il Consiglio provinciale della scadenza
inautunno della carica rivestita
della magistrata Alma Chiettini.
Nel colloquio con la presidentessa del Tar, Dorigatti ha tra l’altro
informato Vigotti del disegno di
legge recentemente depositato
in Consiglio per istituire la Consulta, l’organo che concorrerà
alla stesura del terzo Statuto di
Autonomia. E ha condiviso con
Vigotti l’esigenza di difendere, avvalendosi dell’autonomia
speciale, anche i tribunali “periferici” e le sezioni staccate dei
Tar, di fronte alla tendenza accentratrice dell’attuale governo
nazionale, motivata dalla spending review.
Tendenza “che – ha concluso il
presidente del Consiglio – mal
si concilia con la democrazia”.
Alma Chiettini, giudice
del Tar di Trento di nomina
consiliare: la sua funzione
scadrà il 5 ottobre prossimo.
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gennaio-febbraio
2016
PALAZZO TRENTINI
Visita-studio a Trento e anche a palazzo Trentini dell’ex ministra della salute Dukin Dejanovic
La Serbia adotta il modello trentino di psichiatria
che rinnega i manicomi e integra i malati nella società
Serbia e Trentino s’incontrano sul terreno della salute
mentale, ma sono interessati anche a scambi in campo
economico. La prospettiva è emersa a palazzo Trentini
dal recente colloquio che la presidente della Commissione parlamentare salute della Serbia, Dukin Dejanovic,
ha avuto con il presidente Dorigatti. L’incontro ha concluso la due giorni a Trento della ex ministra della salute
serba, autrice della riforma della psichiatria nel proprio
Paese, la cui legislazione – ha spiegato a Dorigatti – si sta
progressivamente adeguando a quella europea anche in
questo settore. “Vogliamo adottare in Serbia il modello
trentino – ha proseguito l’ospite, che è ordinaria di psichiatria all’Università di Kragujevac – nella direzione
della psichiatria di comunità, che può produrre risultati
positivi anche in termini socio-economici”. Dorigatti ha
ricordato l’evoluzione della salute mentale avvenuta in
Trentino dopo la legge Basaglia del 1978, “che ha permesso la chiusura dei manicomi e l’integrazione sociale
dei malati con un forte coinvolgimento delle famiglie,
del mondo del lavoro e soprattutto del volontariato”.
Determinante è stata l’autonoma della nostra Provincia.
Dejanovic ha osservato che il cambiamento di mentalità che la psichiatria di comunità comporta, in Serbia sta
incontrando resistenze specialmente nel mondo politico,
“ma proprio per questo – ha concluso – l’esempio trentino può accelerare la nostra riforma”.
All’incontro con Dorigatti, invitato da Dejanovic in Serbia e nella regione della Šumadija, ha partecipato anche
una folta delegazione dell’Osservatorio dei Balcani, che
ha messo in contatto la parlamentare con il mondo della cooperazione e delle imprese del Trentino in vista di
possibili scambi in campo economico.
Da fine novembre e fino al 9 gennaio la mostra che li ha messi a diretto confronto
Double face: Berlanda & Dolzan
N
Cronache dalla Presidenza
el periodo delle festività e
fino al 9 gennaio, a tenere
banco negli spazi espositivi
di palazzo Trentini è stata la mostraconfronto con cui la Presidenza del
Consiglio ha voluto proporre “a specchio” le opere di Marco Berlanda
– trentino di Trento, classe 1932 – e
quelle di Paolo Dolzan, rotaliano di
Mezzolombardo, generazione 1974.
La rassegna di dipinti e di opere grafiche (puntasecca per Berlanda e xilografia per Dolzan) è stata curata
da Tommaso Decarli; suo anche il
catalogo, con immagini di Laura
Marcon, Fulvio de Pellegrin e Piero
Cavagna. All’ingresso, un video di
Osvaldo Cibils ha raccontato il gesto
che caratterizza i due artisti.
Il presidente Dorigatti a fine novembre ha presentato la mostra come “un
passaggio senza precedenti per quanto riguarda la lunga storia di promozione culturale del Consiglio provinciale”.
“Si tratta – ha detto a un folto pubblico
– di un inedito confronto fra due delle
personalità più significative del panorama artistico locale, la cui attività
ha avuto il merito di superare il regionalismo, che spesso contraddistingue
l’operato di molti artisti, riscuotendo
interesse e visibilità sia a livello nazionale che internazionale.
“Inedito perché mai, prima d’ora, l’opera di due artisti, seppur appartenenti
a due generazioni assai distanti l’una
dall’altra, è stata messa a confronto,
questo nonostante il loro lavoro – ha
aggiunto il presidente – presenti analogie importanti: una deformazione
spesso esasperata dell’immagine, di
chiara estrazione espressionista; un
tratto grafico convulso e corrosivo e
una profonda ed insistita meditazione sulla figura come punto cardinale
di ogni composizione. Con questa
A sinistra,
Paolo Dolzan in azione
nel video di Cibils.
Qui sopra, ritratti
di Marco Berlanda.
Sotto, opere di Dolzan
e l’inaugurazione
(ai lati i due artisti)
esposizione, Palazzo Trentini torna,
per certi versi, alla sua più autentica
vocazione: luogo privilegiato in cui
il pubblico può avvicinarsi, senza timore reverenziale, al mondo spesso
criptico e contraddittorio dell’arte e
dove l’istituzione torna ad essere fe-
dele custode della memoria culturale
della nostra terra”.
I due artisti in mostra hanno alle spalle
percorsi molto significativi. Berlanda,
che Dorigatti ha definito “un cantore
popolare”, ha esposto anche a Francoforte e in Messico e per due volte
ha vinto il premio nazionale naȉf di
Luzzara.
Dolzan, che insegna arte e disegno
all’istituto superiore di Tione, si è a
suo tempo diplomato all’Accademia
delle Belle Arti di Venezia, ha fondato
l’associazione Spazio27 a Trento, ha
Tommaso Decarli
ha indagato il loro modo
espressionista nei ritratti,
nei paesaggi, nel tema sacro
esposto in Germania, in Cina, negli
States. E a Woelkisch in Germania,
vicino a Dresda – come ha raccontato
alla vernice, salutando gli intervenuti – ha acquistato un ex Gasthof con
l’intento di aprirvi un centro dedicato
alle arti visuali ma anche al teatro, che
spera in futuro possa essere frequentato anche dai giovani artisti trentini.
Raccontando le valenze delle opere in
mostra, il curatore Decarli ha spiegato che sono state ritagliate tre sezioni,
rispettivamente dedicate ai ritratti, ai
paesaggi e alle opere di tema sacro.
Un’area espressiva, quest’ultima, affrontata dai due artisti in modi molto
diversi: da profondo credente il Berlanda, mentre Dolzan – “un Rubens
indisciplinato”, ha detto il critico – indaga le religioni e i monoteismi senza
alcun scopo edificante.
L’INSTALLAZIONE A PALAZZO
Wolfgang Spadinger da Dorigatti, che gli ha parlato della prospettiva Euregio
Torna la sedia vuota
dalla parte delle donne
In visita il console generale d’Austria:
resistono le comuni radici tirolesi
Un anno e mezzo
dopo, riecco la
poltrona vuota
nell’atrio di
palazzo Trentini,
a partire dalla
Giornata
internazionale
per l’eliminazione
della violenza
contro le donne
(25 novembre).
L’iniziativa
simbolica –
abbracciata dalla
Presidenza – è
nata nel 2013 e
simboleggia
il posto vuoto
lasciato dalle
vittime di
violenza.
Tessere ancora di più i rapporti tra il
Trentino e il Tirolo, a partire da ambiti quali cultura, ricerca, università
e sport. È quanto hanno auspicato il
presidente Dorigatti e il nuovo console generale d’Austria a Milano, Wolfgang Spadinger, durante l’incontro
del mese scorso a Palazzo Trentini.
Un’occasione per fare il punto su una
collaborazione tra Trentino e Tirolo,
che poggia su un comune sentire e simili sensibilità.
A partire, ha notato Spadinger, “dal
presepe presente nelle istituzioni,
proprio come accade in Austria”.
“Siamo tutti tirolesi”, ha detto il console, che passeggiando per la nostra
città nel periodo delle festività, ha
detto di aver osservato simili usi,
costumi e tradizioni, a testimonianza di una storia comune che dura da
moltissimi anni e poggia sugli stessi
interessi. Strategico, in quest’ambito,
appare anche rafforzare i legami linguistici, intensificando i programmi
in tal senso, a maggior ragione con
l’avvio del progetto trilinguismo
in Trentino, al fine di accrescere
le opportunità di comunicazione
e di scambio.
L’incontro è stato propizio per il
presidente del Consiglio allo scopo di sensibilizzare anche il diplomatico sull’assemblea del Dreier
Landtag che si terrà il 21 aprile
prossimo a Trento e sull’azione del
Gect Euregio, la cui presidenza è
assegnata per il prossimo biennio
al Trentino. A significare che il
2016 sarà un anno importante per
il Trentino, per rafforzare il proprio
ruolo nell’Europa delle Regioni.
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gennaio-febbraio
2016
IL 70° DELLE NAZIONI UNITE
Il 3 novembre scorso è scomparso a Bolzano Anselmo
Gouthier, ex consigliere regionale ed europarlamentare
del Pci. Aveva 83 anni.Dorigatti l’ha ricordato nell’aula
consiliare “per l’impegno profuso nella difesa dei diritti e
della dignità del mondo del lavoro” e per aver rappresentato “la dimostrazione concreta che anche la sinistra può
farsi carico delle questioni autonomistiche, liberandosi
dello storico fardello del centralismo e dello statalismo.
Ai tempi dell’impegno politico di Anselmo non era affatto scontato che un esponente comunista esprimesse
posizioni regionaliste e autonomiste. Eppure, Gouthier
non ha mai smesso di difendere la specialità di queste
terre anche nel suo impegno a Roma, cercando di portare il Partito su posizioni differenti rispetto a quelle dell’“ortodossia statalista”. Un insegnamento importante, il suo, alle porte di
una stagione di riforma dello Statuto che si preannuncia impegnativa e nella
quale è richiesto l’impegno di tutte le forze politiche, sociali, economiche”.
Il 24 ottobre 1945 entrava in vigore lo Statuto delle
Nazioni Unite, dopo la ratifica da parte dei 5 Membri
del Consiglio di Sicurezza, le potenze vincitrici della
guerra mondiale. Il presidente Dorigatti ha onorato
il 70° anniversario, ricordando che l’organizzazione
nata sulle ceneri della “Società delle Nazioni” può
anche non essere stata sempre incisiva nella tutela
della pace, frenata dal “potere di veto” degli Stati più
forti. “Eppure – ha ricordato – quel sogno non si è
dispiegato invano. In quest’epoca affannata e “liquida”, l’Onu può e deve ancora rappresentare un luogo
di confronto pacifico fra le mutevoli esigenze degli Stati”.
Un plauso particolare il presidente lo ha rivolto all’Alto Commissariato per
i Rifugiati per la sua azione di assistenza e di sensibilizzazione. Un pensiero
infine all’Onu come “parte non irrilevante delle garanzie autonomistiche di
questa terra, senza le quali ben altro e più drammatico destino ci avrebbe atteso. Buon Compleanno Onu.”
Omaggio a Gouthier
A 100 anni dalla nascita è stato ricordato, anche come partigiano
Buon compleanno Onu
Affollata conferenza stampa al termine di un intenso 2015
Gozzer, un pilastro Il punto di fine anno
della scuola italiana con tutti i giornalisti
Il sindaco Andreatta,
il presidente Dorigatti,
Alessandro Andreatta
(presidente
del Museo storico).
Sopra, Giovanni Gozzer
A
palazzo Trentini il Museo storico in Trento ha provveduto a onorare una figura importante della storia trentina, nel centenario della nascita. Si è dunque
parlato di Giovanni Gozzer (1915-2006), alla presenza anche della figlia e di
due nipoti.
Il principale relatore doveva essere Paolo Prodi, per parlare della scuola media unica
alla cui istituzione lavorò Gozzer (poi in parte dissentendo dalla riforma che ne uscì).
Per problemi di salute Prodi non ha potuto esserci e a tratteggiare la figura di Gozzer
hanno pensato quindi – dopo il saluto di Alessandro Andreatta, presidente del Museo storico – il suo vicepresidente, Vincenzo Calì, e poi Vincenzo Passerini, Sandro
Schmid e Orfeo Donatini.
Ad avviare i lavori è stato il presidente Bruno Dorigatti, che ha ricordato come la
famiglia Gozzer abbia dato “al Trentino ed all’Italia alcune luminose figure di uomini
liberi; di antifascisti veri; di intellettuali di spessore e di autentici testimoni di una stagione tragica e straordinaria come fu quella della Resistenza all’occupazione nazista
del nostro Paese, esattamente settant’anni fa”.
Fratello di Giuseppe, militante comunista che morirà in un campo di sterminio e medaglia d’oro al valor militare, e di Vittorio, anch’egli partigiano e uomo di grande cultura,
Giovanni Gozzer è stato un personaggio di levatura nazionale – ha detto Dorigatti –
purtroppo sempre troppo poco ricordato in questa sua terra. Eppure fu un protagonista
del suo tempo a tutto tondo. Si occupò di formazione e di educazione scolastica ancora
quando queste valli erano sottoposte al dominio del Reich germanico, per poi guidare il C.L.N. trentino e diventare, nel dopoguerra, il primo Provveditore agli Studi del
Trentino liberato e poi alto funzionario del Ministero dell’Istruzione.
Di cultura liberale, mentre cattolici e laici si confrontavano sul finanziamento pubblico alle scuole private, egli, in perfetta solitudine, sosteneva che il problema primo
della scuola riguardava la libertà d’insegnamento, anticipando in ciò larga parte del
dibattito nazionale sulla scuola dal dopoguerra ad oggi.
Schivo e riservato, rifiutò onori e allori, accettando solo il “Premio alla cultura” conferitogli dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma non smise mai di insegnare, con
l’esempio oltrechè la parola, nell’intima convinzione del valore fondamentale della
cultura e della formazione, per la costruzione di una società più umana e più giusta.
Dorigatti ha concluso la sua introduzione affermando che “in un tempo così incerto e
complesso, come quello che stiamo vivendo, sono figure come quelle di Giovanni Gozzer e dei suoi fratelli che vanno riscoperte. Non credo che il Trentino abbia bisogno di
eroi. Non credo che l’enfasi posta su alcune figure del passato possa servire a formare
coscienze nuove. Credo invece nella rilettura di percorsi umani e culturali come quelli
dei fratelli Gozzer, dai quali emerge un Trentino tollerante, libero, aperto al dialogo e
democratico, anziché ottuso, nostalgico e rivolto solo al passato”.
B
en 92 sedute per 285 ore d’aula, 24 disegni di legge approvati, 86 gli ordini del voto, 32 le mozioni, 182 sedute di Commissione. Sono questi i
numeri del 2015, che il presidente Bruno Dorigatti ha fornito ai giornalisti
nella consueta – e affollata – conferenza stampa di fine anno a palazzo Trentini,
un’anticipazione del più completo resoconto dell’attività che sarà presentato
assieme al cosiddetto bilancio sociale dell’annata.
All’incontro hanno voluto esserci pressoché tutte le testate giornalistiche, da
quelle dei quotidiani a quelle radiofoniche, dalle televisive alle redazioni che
producono notiziari on line, cercando di aprire canali informativi di buon seguito
anche senza il supporto tradizionale della carta.
Dorigatti ha parlato del sentiment che ritiene di cogliere nella società trentina:
c’è una evidente crisi della rappresentanza politica anche da noi – ha ragionato
– e segnali di una preoccupante frantumazione sociale, proprio mentre è forte
come non mai la necessità di saper guardare lontano e di una politica capace di
parlare con la ragione e non alla pancia dell’elettorato.
Il presidente ha centrato il suo ragionamento – e non era possibile altrimenti –
soprattutto sul 2016 come anno della nuova Consulta,
chiamata a redigere un progetto di riforma dello Statuto
Primi dati a consuntivo:
di autonomia (vedi le due pagine dedicate al tema). Una
92 sedute e 285 ore
scommessa centrale per il futuro del Trentino, ha detto,
per la quale è necessaria anche una chiamata delle inin aula consiliare,
telligenze e delle personalità trentine che hanno fatto
182 sedute di Commissione, la politica e la vita delle aziende negli anni passati. E
24 nuove leggi approvate, che nei prossimi mesi potrebbero sedersi a un gruppo
di lavoro informale e a costo zero, prezioso per appro86 gli ordini del giorno
fondire le istanze del futuro Trentino e per seguire il lavoro della Consulta stessa (la cui legge istitutiva andrà
al voto già nei prossimi giorni).
Dorigatti ha sottolineato – sempre sul tema del terzo Statuto – la necessità del
raccordo regionale e ha espresso ancora una volta il rammarico per la mancata
gestazione di un organismo unico regionale per lo Statuto, un giudizio espresso
in tutte le sedi utili.
Parlando invece dei lavori assembleari del 2016, ha ricordato i tre disegni di
legge popolari – quello tormentato per il contrasto all’omofobia, quello a sua
volta da tempo in ballo per l’introduzione di nuovi strumenti per la cosiddetta
democrazia diretta, infine quello più recente che propone una svolta a favore di
una mobilità pubblica più pulita e sostenibile – che attendono di essere discussi e votati. Il 2016 sarà anche l’anno del Dreier Landtag a Trento (21 aprile) e
secondo Dorigatti sarà l’avvio di un nuovo corso di questa assemblea congiunta del Trentino, dell’Alto Adige e del Land austriaco del Tirolo, un organismo
sempre più da interpretare in raccordo con il Gect Euregio (quest’ultimo quale
potere esecutivo), cui rapportarsi anche per avere esigibilità di mozioni e documenti approvati. Di Euregio il presidente ha anche parlato per ribadire un altro
concetto a lui caro: l’alleanza transfrontaliera non dovrà essere sfruttata come
un grimaldello per affossare definitivamente l’ente Regione: il Sudtirolo non
vuole ridare a quest’ultima competenze legislative e occorre prenderne atto, ma
è decisivo definire assieme un suo ruolo di raccordo tra i territori provinciali,
che sia comunque centrale e operativo. È necessario perché rappresenta anche
una garanzia per il futuro comune dell’autonomia speciale, oggi così esposta ai
venti neocentralisti che spirano in Parlamento.
Cronache dalla Presidenza
Guidò il Cln trentino.
Lavorò al progetto
della nuova scuola media
unica, anche se
non condivise del tutto
la riforma approvata
PALAZZO TRENTINI
ADDIO ALL’ESPONENTE DEL PCI
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gennaio-febbraio
2016
ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI DI LEGGE PROVINCIALE
L’officina delle leggi
a cura di Luca Zanin
Il 2015 si è chiuso con la contabilità di 114 disegni di legge, a
far data dall’inizio di questa XV legislatura, aperta dal voto
provinciale dell’autunno 2013. Verso fine anno c’è stato il
pacchetto di testi relativo alla manovra di bilancio Pat per
il 2016, poi un passaggio a suo modo storico, ossia il testo
che propone la costituzione della Consulta per lo Statuto
DISEGNI
DI LEGGE
27 OTTOBRE
2015 N. 101102-103
IN PENSIONE LA VECCHIA LEGGE FINANZIARIA PROVINCIALE
TITOLO: rispettivamente “Modificazioni
della legge provinciale di contabilità
1979 e altre disposizioni di adeguamento
dell’ordinamento provinciale e degli enti
locali al decreto legislativo 23 giugno
2011, n. 118 (Disposizioni in materia
di armonizzazione dei sistemi contabili
e degli schemi di bilancio delle regioni,
degli enti locali e dei loro organismi, a
norma degli articoli 1 e 2 della legge
5 maggio 2009, n. 42); “Variazione al
bilancio di previsione per l’esercizio
finanziario 2015 e del bilancio pluriennale
2015-2017 della Provincia autonoma di
Trento”; “Approvazione del rendiconto
generale della Provincia autonoma di
Trento per l’esercizio finanziario 2014”.
PROPONENTI: il presidente della
DISEGNO DI
LEGGE
3 NOVEMBRE
2015 N. 104
di autonomia, al voto proprio ora, a fine gennaio. Si
parlerà poi molto del ddl 113/XV, che cambia le regole
degli appalti pubblici. Infine una serie di proposte legislative
di singoli consiglieri o gruppi, tra le quali anche una “di
sistema”, che se approvata renderebbe più stringenti le regole
sull’ineleggibilità dei consiglieri provinciali.
Provincia, Ugo Rossi.
MATERIA: sistema contabile dell’ente
Provincia.
VERSO LA CONSULTA PER
IL NUOVO STATUTO DI AUTONOMIA
TITOLO: “Istituzione della Consulta per lo Statuto speciale per il
Trentino Alto Adige Suedtirol”.
PROPONENTI: Lorenzo Baratter (Patt), Giacomo Bezzi (Forza
Italia), Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina), Massimo
Fasanelli (Gruppo misto), Alessio Manica (Partito Democratico
del Trentino), Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino), Gianpiero
Passamani (Unione per il Trentino), Nerio Giovanazzi (Amministrare il
Trentino), Marino Simoni (Progetto Trentino).
MATERIA: autonomia speciale del Trentino Alto Adige Suedtirol.
SCHIERAMENTO POLITICO: tutti i capigruppo consiliari.
NUMERO ARTICOLI: 6
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: riformare lo Statuto di autonomia speciale, approvato
nel 1948 e poi modificato in Parlamento con legge costituzionale
nel 1972. Si parla dunque di “terzo Statuto”, una prospettiva prevista
anche dalla riforma costituzionale che le Camere si apprestano a
varare: in essa infatti si esclude la nostra regione e le altre a statuto
speciale dall’applicazione delle nuove norme, “fino all’adeguamento
dei rispettivi statuti”. Per elaborare un progetto di terzo Statuto, il
Consiglio intende dare vita a una Consulta che dovrà lavorarci nel
2016.
Di questo testo parliamo diffusamente alle pagine 12 e 13.
DISEGNI
DI LEGGE
10 NOVEMBRE
2015 N. 106107-108
NUMERO ARTICOLI: 54 + 4 + 5.
OBIETTIVI: i primi due disegni di legge
della Giunta hanno riguardato passaggi
DISEGNO
DI LEGGE
4 NOVEMBRE
2015 N. 105
tecnici obbligatori per l’armonizzazione
del sistema contabile della P.a.t. rispetto
a quello introdotto dalla legislazione
statale. Per poter varare il bilancio
preventivo 2016 (vedi ddl 106-7-8) con
il nuovo metodo della “legge di stabilità”
e della “legge collegata”, “pensionando”
la vecchia legge finanziaria provinciale,
occorreva adeguare la legge provinciale
sulla contabilità, che risale al 1979,
e anche introdurre una variazione al
bilancio preventivo dell’anno che si
sta chiudendo. Il terzo ddl giuntale (il
103) è invece il “classico” rendiconto
consuntivo della P.a.t. per il 2014. Di tutti
i tre testi, approvati dal Consiglio nella
prima tornata di dicembre, riferiamo nelle
pagine del giornale.
RIMBORSO DELLE SPESE LEGALI
PER CHI SI DIFENDE DAI LADRI
TITOLO: “Integrazione della legge finanziaria provinciale 2011 e
della legge sui contratti e sui beni provinciali 1990: alienazione di
beni immobili inutilizzati”.
PROPONENTI: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino),
Massimo Fasanelli (Gruppo misto), Walter Kaswalder (Patt) e
Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino).
MATERIA: criminalità.
SCHIERAMENTO POLITICO: opposizione al centrosinistra
autonomista, ma anche il consigliere Kaswalder che è parte della
maggioranza di governo provinciale.
NUMERO ARTICOLI: 2
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: “garantire – si afferma nella relazione illustrativa – il
diritto alla qualità della vita e alla sicurezza, attenuando i disagi
a carico delle persone vittime di furti, scippi, rapine o truffe”. Si
interviene sulla legge provinciale 15/2011 in materia di promozione
della cultura della legalità.
NORME: la Provincia istituisce un fondo per coprire le spese legali
dei cittadini vittime di reati contro il patrimonio o la persona, accusati
penalmente di eccesso colposo in legittima difesa, oppure assolti
per la sussistenza della legittima difesa stessa.
STANZIAMENTI: 50.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017
e 2018.
IL DEBUTTO DELLA LEGGE DI STABILITÀ E DELLA LEGGE COLLEGATA
TITOLI: rispettivamente “Legge
collegata alla manovra di bilancio
provinciale 2016”, “Legge di stabilità
provinciale 2016” e “Bilancio di
previsione della Provincia autonoma di
Trento per gli esercizi finanziari 20162018”.
PROPONENTI: il presidente della
Provincia, Ugo Rossi.
MATERIA: bilanci preventivi della
Provincia Autonoma di Trento.
NUMERO ARTICOLI: 34 + 33 + 5.
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: si tratta della complessiva
manovra di bilancio della P.a.t. per
il 2016 e per il triennio 2016-2018.
“Pensionata” la vecchia legge
finanziaria provinciale (vedi ddl 1012-3 qui sopra), il sistema di contabilità
pubblica è stato armonizzato con quello
dello Stato, per cui ora si provvede con
legge di stabilità e legge collegata, che
disciplinano entrate e uscite dell’ente
(poi specificate nel disegno di legge di
bilancio vero e proprio, ossia il 108) e
introducono anche svariate norme per
regolare le tante materie sulle quali la
Provincia ha competenza.
Questi tre testi sono stati discussi
e approvati in Consiglio provinciale
nella seconda tornata d’aula di
dicembre, prima di Natale. Ne riferiamo
ampiamente nelle prime pagine del
giornale.
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gennaio-febbraio
DISEGNO
DI LEGGE
11 NOVEMBRE
2015 N. 109
2016
NIENTE IMPOSTA DI SOGGIORNO PER I CAMPEGGI SCOUT, ORATORIALI E SIMILI
scopo socioeducativo e base
volontaristica. Il consigliere richiama
anche la coerenza di questa esenzione
con la legge provinciale 6/2009 in
materia di promozione dei soggiorni
socio-educativi. Questa proposta è
stata di fatto già approvata dentro la
manovra finanziaria 2016 approvata
il 19 dicembre scorso, in virtù di un
emendamento dello stesso Civico,
accolto dal presidente Rossi.
NORME: esenzione dall’imposta di
soggiorno per chi alloggia in strutture
gestite da soggetti senza scopo di lucro
nelle quali si svolga in via esclusiva
attività di accoglienza ai gruppi, in
autogestione e con finalità socioeducative.
TITOLO: “Integrazione dell’articolo
16 bis della legge provinciale sulla
promozione turistica 2002”.
PROPONENTI: Mattia Civico (Pd).
MATERIA: imposta sul soggiorno
turistico.
SCHIERAMENTO POLITICO:
maggioranza di centrosinistra
autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 1
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: intervenire sulla legge
provinciale che prevede la nuova
imposta provinciale di soggiorno
in campo turistico (l.p. 8/2002),
per esentare i pernottamenti legati
a campeggi scout, parrocchiali o
comunque di organizzazioni con
DISEGNO
DI LEGGE
24 NOVEMBRE
2015 N. 110
UN TETTO MASSIMO PRECISO PER L’INQUINAMENTO DA ODORI
di odori. La materia in Italia non è
disciplinata, l’articolo 844 del codice
civile si limita a consentire emissioni che
non superino “la normale tollerabilità”,
senza indicare però alcun parametro
concreto. Anche la legislazione che
dà poteri ai sindaci nei confronti di
emissioni pericolose o dannose per la
salute pubblica, non indica limiti certi.
NORME: a) si introduce il limite
ammesso per gli odori, pari a 300 unità
odorimetriche rilevate in atmosfera
entro i confini edificiali dell’impianto
emittente; b) si prevede per gli impianti
fuori norma di rientrare nei limiti entro
90 giorni. L’attività che produce gli
TITOLO: “Modificazioni del testo unico
provinciale sulla tutela dell’ambiente
dagli inquinamenti 1987: aria pulita”.
PROPONENTI: Massimo Fasanelli
(Gruppo misto) e Nerio Giovanazzi
(Amministrare il Trentino).
MATERIA: qualità dell’aria.
SCHIERAMENTO POLITICO: due
gruppi di opposizione alla maggioranza
di centrosinistra autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 6
COMMISSIONE: III.
OBIETTIVI: modificare il testo unico
provinciale sulla tutela dell’ambiente
dagli inquinamenti (1987), introducendo
una norma dedicata alle emissioni
DISEGNO
DI LEGGE
27 NOVEMBRE
2015 N. 111
PIÙ SPAZIO AI CONTRATTI CON LE COOPERATIVE SOCIALI
TITOLO: “Modificazioni dell’articolo
26 (Disposizioni per agevolare
l’inserimento e l’integrazione nel
mondo del lavoro delle persone
disabili) della legge provinciale
20 marzo 2000, n. 3, della legge
provinciale 16 giugno 2006, n.
3 (Norme in materia di governo
dell’autonomia del Trentino) e della
legge provinciale sui lavori pubblici
1993: disposizioni in materia di
appalti”.
PROPONENTI: Mattia Civico, Donata
Borgonovo Re, Lucia Maestri, Alessio
DISEGNO
DI LEGGE 3
DICEMBRE
2015 N. 112
odori molesti può essere autorizzata
a continuare se interrompere gli odori
stessi non è possibile e comunque solo
fino a un massimo di 12 mesi e a fronte
di un “progetto di impatto ambientale
contenente sia i valori relativi alle
emissioni, sia la loro diffusione tenendo
conto della situazione meteorologica
locale”; c) la Pat può concedere
contributi per l’adeguamento degli
impianti; d) i controlli devono essere
eseguiti dalle strutture provinciali
preposte entro 4 ore dalla richiesta del
sindaco.
Manica e Violetta Plotegher (Pd).
MATERIA: lavoro e disabilità.
SCHIERAMENTO POLITICO:
intero gruppo della maggioranza di
centrosinistra autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 3.
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: dare piena attuazione
alla normativa provinciale che prevede
un’”estesa applicazione” al principio
per cui la Provincia può assegnare la
fornitura di beni e servizi a cooperative
sociali, anche in deroga alla disciplina
generale dei contratti della pubblica
amministrazione. Lo scopo è
ovviamente quello di dare lavoro a
persone svantaggiate. Oggi la norma
suddetta è poco applicata dall’Agenzia
provinciale per gli appalti e i contratti.
NORME: a) per la fornitura di beni
e servizi (esclusi scuole, sanità e
assistenza) la Pat ricorre per non meno
del 5% dell’importo totale annuale a
cooperative sociali; b) per le forniture
più grosse, per le quali si procede con
gara e appalto, la Pat può inserire nel
bando l’obbligo di eseguire il contratto
con l’impiego di persone svantaggiate;
c) l’Agenzia provinciale per gli appalti
e i servizi può stipulare convenzioni
con le coop sociali, di concerto con
Camera di commercio; d) la Pat
monitora regolarmente l’applicazione
del punto c; e) tra le ipotesi in cui si
autorizza l’ente pubblico ad assegnare
forniture senza gara, viene inserita
la presenza di convenzioni con
cooperative sociali di tipo B; f) premio
pari a non meno del 5% rispetto alla
migliore offerta nella gara d’appalto,
per le imprese che inseriscono uno o
più persone disabili o disagiate.
ANTICIPARE IL RITORNO IN TRENTINO DI MAGASA, VALVESTINO E PEDEMONTE
TITOLO: “Estensione transitoria
della applicazione della normativa
provinciale ai comuni cosiddetti storici
di Pedemonte, Magasa e Valvestino,
confinanti con la Provincia autonoma di
Trento”.
PROPONENTI: Walter Kaswalder,
Manuela Bottamedi e Luca Giuliani
(Patt).
SCHIERAMENTO POLITICO:
parte di uno dei gruppi consiliari
della maggioranza di centrosinistra
autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 2
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: riportare in Trentino
e all’autonomia speciale i tre
Comuni bresciani della Valvestino,
passati dall’Impero austroungarico
all’Italia assieme alla nostra regione,
ma aggregati in epoca fascista
alla Provincia veneta di Vicenza
(Pedemonte, 1929) e a quella lombarda
di Brescia (Valvestino e Magasa, 1934).
In questi decenni un legame è stato
mantenuto dalla continua applicazione
del nostro sistema catasto-tavolare,
inoltre Magasa ha continuato a fare
riferimento sul piano della giurisdizione
alla Corte d’Appello di Trento. Le
procedure costituzionali per un ritorno
alle origini sono da anni avviate, ma
nell’attesa che le Camere legiferino,
con questa proposta si vorrebbe
anticipare l’applicazione delle norme
provinciali in materia di contributi,
benefici, sovvenzioni, anche per
evitare che l’allineamento normativo in
questo territori – una volta riaggregati
al Trentino – con il tempo diventi più
complicato e costoso.
L’ITER IN CORSO: per Pedemonte
trentina ci sono già i pareri favorevoli
espressi dal Consiglio regionale
del Trentino A.A. (maggio 2010) e
dal Consiglio regionale del Veneto
(febbraio 2013), il risultato del
referendumn popolare nel Comune
(76% di favorevoli al ritorno con
Trento). Non è invece seguito il
disegno di legge in Parlamento che il
Ministero dell’Interno avrebbe dovuto
depositare entro 60 giorni. È stato
allora presentato un disegno di legge
d’iniziativa parlamentare, che attende
di essere discusso. In modo del tutto
analogo, a Magasa e Valvestino,
territori del Parco naturale del Garda
bresciano, appositi referendum locali
hanno già approvato il ritorno al
Trentino, ma poi il Governo non si è
mosso. Nel 2009 è stato il senatore
Claudio Molinari, ex sindaco di Riva del
Garda, a depositare il disegno di legge
ad hoc. Ne è seguito un secondo nel
2014, nonché mozioni favorevoli del
nostro Consiglio regionale e di quello
lombardo.
NORME: a) si prevede l’applicazione
di leggi e regolamenti della nostra
Provincia Autonoma anche ai territori
di Magasa, Pedemonte e Valvestino;
b) si imputa ogni spesa al Fondo per
lo sviluppo dei Comuni confinanti
(cosiddetto Fondo Odi), che le Province
di Trento e Bolzano sono tenute a
finanziare nell’ambito degli accordi
finanziari con lo Stato.
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20
DISEGNO
DI LEGGE
11 DICEMBRE
2015 N. 113
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
APPALTI PUBBLICI, SI CAMBIA: BASTA GARE AL MASSIMO RIBASSO
TITOLO: “Disposizioni per il
recepimento delle direttive 2014/23/
UE e 2014/24/UE - disciplina delle
procedure di appalto e di concessione
di lavori, di servizi e di forniture”.
PROPONENTI: l’assessore
Mauro Gilmozzi.
MATERIA: appalti pubblici
provinciali.
NUMERO ARTICOLI: 57
COMMISSIONE: III.
OBIETTIVI: dare attuazione alle
ultime direttive europee in materia
di appalti e nello stesso tempo
risistemare, chiarire e semplificare la
normativa provinciale. Verrà realizzato
un testo coordinato comprendente
questa nuova legge più quella sui
lavori pubblici del 1993 e quella in
materia di contratti e beni provinciali
del 1990 (v. anche pag. 27).
NORME: a) tutela delle piccole
e medie imprese. Uno strumento
sarà quello della ripartizione dei
progetti in tanti piccoli appalti quante
sono le “minime unità autonome e
funzionali” in cui l’opera complessiva
può essere suddivisa. Per gli appalti
oltre la soglia comunitaria (quindi
grossi) si introduce l’obbligo di
suddividere in lotti. I lavori fino a
100.000 euro devono essere affidati
preferibilmente alle microimprese.
I subappaltatori verranno pagati
direttamente dall’ente committente; b)
semplificazione delle gare d’appalto,
con comunicazioni e documentazioni
on line e riduzione degli oneri in capo
ai concorrenti. L’offerta non dovrà
essere accompagnata da garanzia per
i lavori piccoli e quelli in economia. Per
quelli maggiori, non potrà superare il
10% dell’importo contrattuale e sarà
dimezzata per le imprese di qualità
certificata; c) adozione dell’offerta
economicamente più vantaggiosa
(e non più del massimo ribasso
del prezzo) come criterio base per
DISEGNO
DI LEGGE
21 DICEMBRE
2015 N. 114
l’aggiudicazione dell’appalto. E
come criterio obbligatorio per tutta
una serie di appalti (ad esempio nei
settori sociosanitario, scolastico,
di ingegneria e architettura). Si
valorizzano elementi virtuosi come la
filiera corta, l’utilizzo di manodopera
locale, la sostenibilità ambientale,
la tutela della salute del personale,
la fornitura di derrate alimentari
“ecologiche”, il coinvolgimento di Pmi
(piccole medie imprese); d) tutela dei
contratti di lavoro: dovranno essere
applicate condizioni non inferiori
al contratto collettivo nazionale
di riferimento. In caso di cambio
di gestione nell’appalto, la nuova
impresa deve verificare la possibilità
di assumere in via prioritaria tutto il
personale impiegato dalla gestione
uscente (dipendente o sociolavoratore che sia). Si prevede il
rispetto della norma sull’impiego dei
lavoratori svantaggiati (vedi sopra
anche il ddl 111/XV); e) offerta
economicamente più vantaggiosa
come criterio ordinario anche per
l’affidamento della progettazione, che
sarà valutata anche sulla base della
sobrietà e dell’idoneità dell’opera a
essere suddivisa in lotti; f) obbligo
per le amministrazioni pubbliche di
valutare se e quando ricorrere alla
finanza di progetto nei servizi, in
luogo dell’appalto. I privati possono
proporla quando si tratta di servizio
che l’ente pubblico non sta erogando,
né ha programmato per il futuro; g)
ruolo di coordinamento della Pat tra le
amministrazioni aggiudicatrici, anche
nei rapporti con l’Autorità nazionale
anticorruzione.
FAVORIRE L’ELEZIONE DI SINDACI IN CONSIGLIO PROVINCIALE
TITOLO: “Modificazioni dell’articolo
15 della legge elettorale provinciale
2003”.
PROPONENTI: Claudio Cia, Rodolfo
Borga e Claudio Civettini (Civica
Trentina).
MATERIA: sistema elettorale
provinciale.
SCHIERAMENTO POLITICO: intero
gruppo di opposizione al centrosinistra
autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 1
COMMISSIONE: I.
OBIETTIVI: rendere più ampia la
schiera dei sindaci che possono
candidarsi alle elezioni provinciali senza
doversi subito dimettere, in modo
da agevolare l’ingresso in Consiglio
DISEGNO
DI LEGGE
8 GENNAIO
2016 N. 115
2016
provinciale di figure con competenze
e percorsi amministrativi solidi.
Oltre la soglia dei 15.000 abitanti, si
ritiene che il sindaco o presidente di
Comunità possa contare su un bacino
di voti potenziali abbastanza ampio
da giustificare il rischio di perdere la
carica amministrativa e di non essere
nemmeno eletto nell’assemblea
legislativa.
NORME: a) si eleva da 5.000 a
15.000 il numero di residenti in un
Comune, oltre i quali il sindaco che si
candida al Consiglio provinciale deve
contestualmente dimettersi dalla sua
carica amministrativa; b) si introduce
identica soglia anche per i presidenti
delle Comunità di valle.
UN RAPPRESENTANTE DI COMUNE O COMUNITÀ NELLE GIUNTE DEI PARCHI
TITOLO: “Integrazione dell’articolo 42
della legge provinciale sulle foreste e
sulla protezione della natura 2007”.
PROPONENTI: Lorenzo Ossanna (Patt)
MATERIA: parchi naturali.
SCHIERAMENTO POLITICO:
maggioranza di centrosinistra
autonomista.
NUMERO ARTICOLI: 1
COMMISSIONE: III.
OBIETTIVI: modificare la legge
provinciale 11 del 2007 in materia
di governo del territorio forestale
e montano, per rivedere gli assetti
di governance dei parchi naturali
trentini. Si vuole che dentro le giunte
esecutive dei parchi (articolazione
di questi enti assieme a comitato di
gestione, presidente e direttore) trovi
spazio anche un rappresentante degli
enti locali del territorio. Il consigliere
propone questa riflessione anche
perché la Provincia dovrà occuparsi
a breve della governance da dare
al Parco Nazionale dello Stelvio,
la cui parte trentina è appena
stata assegnata alla sua diretta
competenza.
NORME: si prevede che nelle
giunte esecutive di tutti i parchi
naturali trentini sieda almeno un
rappresentante di un Comune del
territorio protetto o in alternativa
almeno uno della Comunità di valle.
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PA G I N A
21
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
LA RISPOSTA
2016
del presidente Ugo Rossi a Gianpiero Passamani (Upt)
LA RISPOSTA
Nonostante le richieste, chiusi cinque uffici postali
Poste italiane irremovibili
Giampiero
Passamani
(Upt)
dell’assessore Michele Dallapiccola a Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Trentino ad Expo: quasi 1 milione e 600 mila euro
il costo per la Provincia di Trento
A nulla sono valsi i tentativi della Pat di convincere Poste Italiane a rivedere la decisione, diventata
esecutiva il 7 settembre scorso, di chiudere gli uffici
postali di via Chini a Trento, di Marco, di Oltresarca (Arco), di San Cristoforo al Lago (Pergine), di
Caoria (Canal San Bovo), e di ridurre gli orari di
apertura degli sportelli a Lases , Praso (Valdaone),
San Martino di Castrozza (Siror). Nella sua risposta
ad un’interrogazione di Gianpiero Passamani (Upt)
del 9 febbraio 2015, che chiedeva se la Giunta avesse condiviso la scelta di Poste Italiane, il presidente
Rossi spiega ora di aver cercato invano di convincere il responsabile dell’Area territoriale Nord Est
di Poste Italiane a sospendere il provvedimento,
evidenziando la necessità di tener conto anche della particolare orografia del Trentino e della valenza sociale di questo servizio per le popolazioni di
montagna. Tutto vano: l’8 settembre scorso Poste
Italiane confermava l’operazione con la necessità
di mantenere l’impegno previsto nel contratto di
programma tra l’azienda e il Ministero dello sviluppo economico
Rodolfo
Borga
(Civica
Trentina)
Rispondendo a diverse interrogazioni di Rodolfo
Borga (Civica Trentina) sui costi sostenuti dalla
Provincia per partecipare ad Expo Milano 2015,
l’assessore al turismo Michele Dallapiccola ha ricordato che la Giunta aveva destinato a questo scopo un milione e 596 mila euro. Con 727 mila euro
sono stati pagati l’affitto dello spazio, allestimenti,
acquisto di materiali di costruzione, sistema audio
e video, pulizie, utenze e personale. Altri 721 mila
euro sono stati impiegati per la “settimana di protagonismo”, il padiglione del vino, l’ufficio relazioni
internazionali e azioni di promozione e comunicazione. A “Expo in Trentino” sono andati poi 148 mila euro per gli allestimenti di Palazzo delle Albere,
la mostra “Coltiviamo il gusto”, gli orti adiacenti
al Muse, i due Concept store, eventi e laboratori di
Mart e Muse. Altri 300 mila euro sono arrivati dal
Cipe nell’ambito di “Expo per i territori”. Infine
l’affitto trimestrale della Piazzetta Trentino è costato 250 mila euro, mentre i costi di allestimento
(con acquisto, noleggio e trasporto di materiali e
tecnologie )sono stati pari a 270 mila euro.
Via al preventivo 2016 del Consiglio, che scende ancora. E sul 2015 restituiti 1,8 milioni
Uomo-donna, fondi immutati
No a Borga, che proponeva di dimezzare il budget della Commissione
A
nche nel 2016 l’assemblea
legislativa ridurrà sensibilmente le spese, con un
taglio preventivato sul 2016 di
354.250 euro. Il bilancio preventivo ammonta a 11 milioni e 397.390
euro, compresi i 50.000 euro per il
Dreier Landtag che si terrà in aprile
a Trento. Diminuiscono di 40 mila
euro le spese per gli affitti delle sedi. Dalla relazione del presidente
Bruno Dorigatti emerge anche
che il Consiglio prevede di restituire alla Provincia 1,8 milioni di euro
di somme non spese rispetto al preventivo 2015.
Due i temi del dibattito in aula in dicembre su questo bilancio, conclusosi con un voto di approvazione (5
astenuti, nessun contrario). Il primo:
l’emendamento proposto da Rodolfo Borga – respinto in aula con
23 no, 9 sì e le astensioni di Walter
Kaswalder e Giacomo Bezzi –
per dimezzare il finanziamento del
Consiglio alla Commissione pari
opportunità uomo-donna, che a suo
avviso dovrebbe tornare in capo alla
Giunta, in modo che questa si assuma la responsabilità politica dell’organismo. Il secondo: la richiesta di
Filippo Degasperi e Walter Viola,
condivisa da Violetta Plotegher,
di conoscere l’utilizzo delle risorse
risparmiate dal Consiglio e affidate
all’Agenzia del lavoro a sostegno
di un progetto finalizzato all’occupazione giovanile.
Borga ha esordito con due emendamenti. Il primo – poi ritirato – per
ridurre di 35 mila euro la spesa dedicata al Forum per la pace (70 mila
euro). Questo perché “l’attività del
Forum consiste in compartecipazione ad iniziative di altri soggetti e non
c’è quindi bisogno di organismo apposito”. I dati che emergono da uno
studio realizzato dall’Università su
1000 studenti, dimostrano poi – ha
aggiunto Borga – che non occorre alcun intervento del Forum per
sradicare nei ragazzi pregiudizi (in
verità ben poco diffusi) nei confronti
di omosessuali e donne.
Secondo l’assessora Sara Ferrari
la ricerca citata da Borga si presta ad
altre letture, mettendo in evidenza
una cultura ancora molto arretrata
e differenziata tra maschi e femmine. Violetta Plotegher – vicepresidente del Forum – ha aggiunto che
dallo studio emerge a suo avviso la
qualità del lavoro educativo svolto
dal Forum nelle scuole e ha proposto un incontro del Consiglio con il
presidente dell’organismo, “perché
il tema della pace è qualificante per
l’indirizzo politico di quest’aula”.
Con il secondo emendamento Borga ha proposto un taglio di 28 mila
euro degli stanziamenti destinati alla
Commissione provinciale per le pari
opportunità, organismo incardinato
I risparmi del Consiglio negli anni scorsi sono destinati a un progetto
per l’occupazione giovanile: si chiede ad Agenzia del lavoro
di spiegare se ha attivato dei progetti e cosa prevedono.
nel Consiglio al quale il bilancio destina 56 mila euro. Borga ha ricordato che dei 30 mila euro impegnati
nel 2014, 16 mila sono stati utilizzati per indennità e rimborsi spese
dei componenti. Borga ha anche
contestato la scelta di incardinare
l’organismo nel Consiglio, “senza
che nessuno risponda politicamente” delle iniziative della Cpo e delle
dichiarazioni della presidente. Ha
annunciato quindi un disegno di
legge per ricondurre la Commissione alla Giunta.
L’assessora Ferrari ha parlato di
“emendamento di Natale, che torna
tutti gli anni”. Per Ferrari in Trentino la capacità di valorizzare il contributo femminile è ancora scarsa e
quindi la Cpo serve ancora a fianco
dell’assessorato e della Consigliera
di parità, che combatte le discriminazioni di genere nel mondo del
lavoro. Quanto all’incardinamento
della Commissione presso il Consiglio, per l’assessora la proposta di
Borga va respinta in quanto disco-
nosce la responsabilità della minoranza consiliare su questo tema. Il
Consiglio potrebbe invece indirizzare l’attività dell’organismo mentre
non se ne sta facendo assolutamente carico nonostante i 25 mila euro
assegnati.
All’assessora ha replicato Giacomo
Bezzi secondo il quale “non ci siamo proprio”, perché sulla Cpo “la
sinistra ha la presunzione di avere
la verità in tasca”.
Claudio Civettini ha criticato la
declinazione solo al femminile delle
pari opportunità, emersa dall’intervento dell’assessora. Al contrario la
questione interessa oggi i giovani, i
disoccupati, le famiglie senza connotazioni ideologiche. Il problema
è che mancano i progetti anche in
questo settore.
Filippo Degasperi ha colto nella proposta di Borga una volontà
di sobrietà coerente con i risparmi
maturati dal Consiglio, che in questi ultimi anni sono stati destinati
ad un progetto di occupazione per i
giovani. Il problema è che non si sa
nulla dell’utilizzo di queste risorse.
Nerio Giovanazzi ha detto di condividere l’emendamento di Borga.
A suo avviso occorrerebbe rivedere
le competenze della Cpo.
Per il vicepresidente del Consiglio,
Walter Viola, “il bilancio garantisce
la salvaguardia della funzionalità
dell’ente, che è poi ciò che conta di
più”. Viola ha aggiunto che il 55%
della spesa è assorbito dalle spese per il personale, “perché vanno
considerati anche i dipendenti dei
gruppi consiliari, e il personale è
fondamentale per l’attività dell’assemblea”. Anche per Viola occorre
sapere dove sono finiti i risparmi
compiuti dal Consiglio negli ultimi
anni (si tratta di centinaia di migliaia
di euro). Il mancato utilizzo di queste risorse per i giovani “è una sconfitta per l’autonomia”, ha aggiunto,
proponendo di dare all’Agenzia un
mese di tempo per chiarire. Infine
anche per Viola la Cpo andrebbe riportata in capo alla Giunta, “perché
il motivo per cui era stata incardinata nel Consiglio, ossia affinché non
fosse riconducibile politicamente
alla sola maggioranza, di fatto non
si è realizzato”. Inaccettabili sono
infine per il consigliere le prese di
posizione politiche della Commissione, del tutto improprie rispetto al
compito dell’organismo.
D’accordo con Borga anche Claudio Cia, che ha contestato come la
Cpo sia “costituita, guarda caso,
da sole donne”. Per Cia vi sarebbe
bisogno della presenza anche maschile per integrare le sensibilità
sul tema. Secondo Lucia Maestri,
invece, dietro la proposta di ridurre
di 28 mila euro lo stanziamento del
Consiglio per la Commissione pari
opportunità, c’è il misconoscimento
del ruolo vero dell’organismo. A suo
avviso “fa bene Borga a presentare
un ddl per riposizionare la Commissione: questa è la strada più corretta
dal punto di vista istituzionale, mentre non sono condivisibili le letture
date in merito alla composizione
dell’organismo”. Maestri ha difeso il
ruolo e la funzione delle donne nella
Commissione. Si è infine rivolta a
Civettini dicendo: “Non facciamo
del bene a quest’aula riducendola
ad un teatrino funzionale alle proprie
convenienze”. Il consigliere di Civica Trentina ha ribattuto che “il Pd dovrebbe pensare ai propri di teatrini”.
Nella dichiarazione di voto conclusiva sul bilancio preventivo 2016
del Consiglio, Borga ha precisato di aver verificato l’attività della
Commissione pari opportunità fino
al 2014. Il taglio da lui proposto “si
potrebbe realmente attuare, perché la sola iniziativa riconducibile
all’organismo (vedi anche pag. 29,
n.d.r.) è il convegno sulla violenza alle donne, mentre tutto il resto
riguarda compartecipazioni per le
quali basterebbe l’assessorato”. Nel
preannunciare il sì del Pd, Plotegher
ha condiviso con Viola l’esigenza
di tenere monitorato l’utilizzo della quota di risparmio del Consiglio
destinato ad un progetto innovativo
a favore dell’occupazione giovanile.
IN PILLOLE
DELOITTE, SI PROPONE
UN’INDAGINE
Nella tornata del 26, 27 e 28 gennaio, il Consiglio provinciale riceverà
informazioni in aula del presidente Rossi sui temi caldi della sanità
trentina, poi discuterà e voterà il
disegno di legge per istituire la
Consulta per lo Statuto speciale.
In coda, una “batteria” di proposte
di mozione(16). Fasanelli pone
la questione dell’attraversamento
viabilistico della città di Rovereto
dopo l’avvenuto rinnovo della concessione sull’A22 ad Autobrennero spa. C’è poi la sollecitazione di
Borga ad attivare il fondo finalizzato a finanziare l’installazione di
impianti di videosorveglianza nei
Comuni; la richiesta di Fugatti di
attivare il “Patto con il Trentino tra
la Provincia e lo straniero presente
sul territorio provinciale”.
Farà discutere la proposta di Degasperi e Fugatti di impegnare non la
Giunta ma il presidente del Consiglio provinciale, a costituire “una
Commissione di indagine sulle
consulenze e sugli appalti di servizi
assegnati alla società Deloitte dalla Provincia e suoi enti collegati”.
La richiesta sembra interpretare e
sviluppare il suggerimento dato
nei giorni scorsi dallo stesso presidente Rossi a Dorigatti, di dar
vita ad un “gruppo di lavoro” consiliare incaricato di approfondire
l’argomento.
L’AUSTRIA CONTROLLA
LA FRONTIERA
Ha destato forte preoccupazione a
Trento e a Bolzano la recentissima
decisione dell’Austria di ripristinare controlli alle frontiere per
arginare gli ingressi di immigrati.
La frontiera del Brennero spezza anche la continuità territoriale
dell’Euregio ed ha a che fare ovviamente con gli sforzi in atto per
fluidificare i rapporti transfrontalieri dentro il Tirolo storico. Sul
tema Austria-Schengen c’è già
un’interrogazione, a firma Rodolfo Borga, che chiede di sapere se
la Giunta Rossi non intenda fissare
paletti per l’accoglienza degli immigrati, chiedendo che vengano
inviati donne, bambini e famiglie
e non maschi adulti, nonché “veri” rifugiati e non clandestini poi
da rimpatriare.
SEGUI IN TV I LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE
Le sedute – mattutine e pomeridiane – dell’assemblea
legislativa vengono trasmesse in diretta
(e in differita) sul canale digitale terrestre Tca-Tnn.
Le prossime giornate d’aula sono fissate
per i giorni di martedì 26, mercoledì 27
e giovedì 28 gennaio 2016
e martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio 2016.
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22
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
QUESTION
Le interrogazioni
a risposta immediata
Ecco la serie di question time che sono state presentate in Consiglio
provinciale nella prima seduta del mese di dicembre. Temi forti del
confronto tra consiglieri e Giunta, la situazione del carcere di Trento,
la scuola, i punti nascita e la grande partita dell’energia.
Mattia Civico (PD)
Per le coop
di carcerati
niente incarico
Il consigliere del Pd, Mattia Civico, ha chiesto alla Giunta perché
la delibera, con la quale doveva
individuare una coop adeguata per
l’affidamento di un incarico per la
digitalizzazione dell’archivio delle
prestazioni degli invalidi civili, ciechi e sordomuti, non è stata ancora
attuata. Un fatto, ricorda Civico,
in contrasto con quanto stabilito
nell’accordo per favorire lo sviluppo del distretto dell’economia solidale a favore dei carcerati.
La risposta. L’assessore Zeni ha
chiarito che le risorse relative al
2015 sono state utilizzate per la digitalizzazione dell’archivio della
Coldiretti per un importo di euro
38.000, assegnate alla Coop Koinè.
Si valuterà eventualmente per l’anno prossimo di destinarle ai fini descritti dall’interrogante.
La replica. La
delibera non è
stata attuata,
dunque. Non
risulta che l’attuazione corrisponda allo
stanziamento
descritto dall’assessore, risulta che
la Provincia fatica a approvare procedure di affidamento di appalti di
beni e servizi perché si tratta di procedure delicate e che necessitano
grande attenzione. Vi è l’orientamento ad accentrare questo servizio
presso l’Atac e per questo ci vuole
personale formato, competente ed
adatto.
Pietro De Godenz (UpT)
Punti nascita
si attende
il ministero
Pietro De Godenz dell’Upt ha chiesto all’assessore alla salute quale
iter è stato scelto per presentare al
Ministero della salute l’ottenimento della deroga per i punti nascita di
valle e su quali ospedali si intenda
applicarla; i tempi e i modi del progetto di riordino della rete ospedaliera; se, avvicinandosi la stagione
dello sci, verrà garantita la piena
funzionalità dei reparti di ortopedia
nelle zone turistiche; quali e quante assunzioni sono previste per la
copertura dei posti vacanti causati
dall’applicazione della normativa
UE (sul tema v. pag. 11).
La risposta. L’assessore Zeni ha
spiegato che il 25 novembre è entrata in vigore la legge che recepisce
una direttiva
europea per il
riposo dei medici. La disposizione ha fatto mancare di
colpo oltre 40
turni rendendo impossibile l’apertura
h24 dei punti
nascita. Si è comunque riusciti ad
organizzare la struttura in modo da
garantire i servizi ai cittadini. L’11
novembre un decreto del Ministero
ha definito le modalità di mantenimento punti nascita inferiori a 500
parti all’anno. Siamo in attesa di
ulteriori contatti con il Ministero
prima di definire la questione, ci
sono molti aspetti da valutare e ci
aspettano diversi passaggi. Il riordino della rete ospedaliera è in corso
e si è proceduto con la definizione
dei mandati con l’attribuzione delle
diverse specialità alle periferie. Per
quanto riguarda l’ortopedia, durante
la stagione invernale in tutti gli ospedali pubblici sarà garantita l’attività
chirurgica programmata e d’urgenza
Le domande di attualità discusse nella prima seduta di
Carcere di Trento, la sit
in orario diurno. Presso l’Ospedale
di Cavalese, in particolare, sarà garantita dalle 8 alle 20 e ci si sta attrezzando anche per la copertura della
giornata di sabato, come avveniva
prima della rimodulazione. Nella
seduta di venerdì 27 novembre la
Giunta ha autorizzato l’Azienda a
procedere con le assunzioni del personale necessarie all’adeguamento
della struttura sanitaria.
La replica. De Godenz si è augurato che questo programma possa
andare avanti e ha apprezzato il fatto
che sia stata trovata una soluzione
per l’Ortopedia, “un aspetto che può
darci fiducia” ha detto.
Giacomo Bezzi (Forza Italia)
Ex Lowara
c’è ancora
speranza
Il consigliere ha ricordato che l’azienda, che appartiene alla Leemar
investiment Fze con sede a Dubai
negli Emirati arabi e produce macchine per la pizza, si trova in difficoltà e i lavoratori sono in cassa integrazione, la produzione sembra sia stata
spostata in Irlanda. Bezzi chiede alla
Giunta se i vincoli stabiliti per la
concessione di contributi pubblici
siano stati rispettati dalla società.
La risposta. L’assessore Alessandro Olivi ha chiarito che nessuna
somma è stata erogata ad alcuna
multinazionale. L’unico finanziamento fu erogato all’azienda Sitos srl, di proprietà d’ imprenditori
operanti in Trentino, nel 2008 “per
un progetto di ricerca”. È vero che
questa azienda fatica a mettere in
atto un progetto di industrializzazione;
sappiamo che
si sta cercando di sostenere un progetto
interessante,
ma da una verifica recente
risulta anche
che i dipendenti, che sono stati oggetto di accordi sindacali presso lo
stabilimento produttivo di Malè, sono in numero coerente con i livelli
imposti nel 2008 dalla Pat.
La replica. Le cose stanno in altri
termini, ha commentato Bezzi: i
dipendenti sono stati messi in cassa
integrazione e ora sono tornati in
azienda per fare un prototipo che
non avrà nessuno sbocco.
Claudio Civettini (Civica Trentina)
Tangenziale
di Rovereto
la Giunta decida
Il consigliere ha chiesto alla Giunta di chiarire la propria posizione
sulla tangenziale Ovest di Rovereto, quali siano gli studi in corso,
eventualmente, quali sono i fondi
previsti. L’assessore allo sviluppo
economico Mauro Gilmozzi avrebbe di fatto tenuto posizioni diverse
e contrastanti in merito, con ipotesi
prima avanzate e poi accantonate.
Inoltre, Civettini chiede alla Giunta
di motivare l’eventuale no a questa
nuova strada.
La risposta. Dicesi tangenziale la
strada attraverso la quale si raggiunge l’obiettivo
di far transitare gli autoveicoli senza
entrare in contatto diretto
con il traffico urbano, ha
premesso l’assessore Mauro
Gilmozzi. Parlando di Rovereto, sono stati fatti
gli opportuni approfondimenti come Provincia, affidando anche uno
studio a FBK. Il risultato dice che le
2016
macchine che entrano a nord di Rovereto e che si ritrovano anche a sud
sono abbondantemente al di sotto
del 20%. Di conseguenza, si rileva
che l’85% dei problemi di traffico di
Rovereto non è di attraversamento e
non è dunque risolvibile attraverso
la realizzazione di una tangenziale.
Gli interventi prioritari sembrano
essere piuttosto una pluralità, come
l’incentivo all’utilizzo del mezzo
pubblico, le ciclabili, l’organizzazione dei parcheggi.
La replica. Civettini ha definito la
risposta poco chiara, pretestuosa e
contraddittoria.
Nerio Giovanazzi (AT)
e Mario Tonina (UpT)
Hydro Dolomiti
la governance
resti locale
I consiglieri di Amministrare il
Trentino e Unione per il Trentino
hanno chiesto quali siano l’orientamento e le decisioni della Giunta
in merito alla modifica dell’assetto
societario di
Hydro Dolomiti Energia.
Una situazione che con la
cessione di
Enel del 49%
di HDE (335
milioni di Euro) alla Fedaia
Holding, spa
lussemburghese, controllata da un
fondo australiano, potrebbe avere
conseguenze negative sugli interessi del territorio trentino.
La risposta. Il Presidente Rossi ha
richiamato l’assetto odierno dell’energia che non prevede l’esclusione di soci pubblici. Enel ha messo
in vendita il suo 49% di Hde e la
Pat può esercitare la prelazione,
ha aggiunto. La scelta però è riservata all’organo di amministrazione di Dolomiti
energia e la Pat
deve garantire un ruolo super partes in tal
senso. Sarebbe
dunque “oltre
i miei compiti
indicare quali
debbano essere le scelte” ha aggiunto perché la
potestà spetta all’assetto societario
di Dolomiti Energia. L’intendimento, ha proseguito, sarebbe quello di
mantenere un impianto che consenta
una governance locale e addirittura
di aumentarla, tanto più in previsione rinnovo delle concessioni idroelettriche in scadenza in Trentino
nel 2020.
La replica. Per Giovanazzi, occorre
fare il possibile per acquisire il massimo di questa società perché il profitto resti in Trentino. Il consigliere
Tonina ha ringraziato il Presidente
per la risposta e sostenuto l’importanza del tema e la necessità di una
compartecipazione dei Comuni, ha
aggiunto, che andrebbe a beneficio
di tutti.
Filippo Degasperi (5 Stelle)
Lavoratori Dexit
l’accordo
sarà rispettato
Il consigliere 5 Stelle ha ricordato
che nel 2009 tra Dexit e Informatica
Trentina venne stipulato un accordo in base al quale, se quest’ultima
avesse deciso di erogare direttamente il servizio, avrebbe assunto i lavoratori Dexit. Il
consigliere ha
chiesto quindi
se, in caso di
riduzione dei
servizi affidati
alla srl esterna,
la Pat intenda
rispettare gli
accordi sindacali.
La risposta. Il Presidente Rossi ha
chiarito quanto detto anche ai sindacati, senza anticipare i contenuti del
bando. L’accordo citato esiste e si
intende farlo valere. La Pat ha dato
indicazione a Informatica Trentina
di fare un bando che non inserisca
nessuna cessione di ramo d’impresa
o questioni attinenti la riorganizzazione. La clausola richiamata vuole
essere fatta valere da Informatica
Trentina, ma c’è giurisprudenza che
crea ostacoli. Sono dunque in corso
tutte le verifiche del caso, previa
adozione anche di un idoneo parere
legale, per stipulare una clausola che
abbia il maggiore effetto possibile.
La replica. Comprendo i vincoli, ha
detto Degasperi, però almeno l’indicazione su un ipotetico periodo si
poteva dare e qualche informazione
maggiore si poteva fornire: Il problema è trasversale e merito l’impegno di tutti al massimo livello a
tutela dei lavoratori.
Lucia Maestri (PD)
Albere, il piano
di riutilizzo
andrà avanti
La consigliera ha ricordato che un
anno fa venne varato il documento
“Sistema della cultura” nel quale
l’assessore delineava le linee di intervento per palazzo delle Albere
di Trento. Linee strategiche che,
per l’edificio rinascimentale, non si
sono ancora concretizzate. Quindi,
la consigliera chiede a che punto si
trova il progetto per le Albere.
La risposta. L’assessore competente Tiziano Mellarini ha confermato
che l’indirizzo, concordato con il
Comune di Trento, prevede un piano terra in cui organizzare iniziative
culturali rivolte principalmente ai
giovani, un primo piano dedicato
particolarmente all’allestimento
di spazi multimediali e un
secondo piano
riservato agli
eventi espositivi, mentre
il Comune di
Trento si è assunto l’impegno di comunicare con una
delibera quello che sarà l’utilizzo
dell’ultimo piano.
La replica. La consigliera Maestri
ha espresso l’auspicio che entro
il 2016 il progetto complessivo di
Palazzo delle Albere possa vedere
la luce.
Gianfranco Zanon
(Progetto Trentino)
In val di Non
nessuna prova
del lupo
Perplessità e apprensione stanno
accompagnando il processo di ricolonizzazione del lupo in Trentino a
seguito di avvistamenti della specie
in diverse aree del territorio anaune.
Il consigliere ha chiesto se ci siano
notizie di danni legati a tali avvistamenti e quali azioni si intendano intraprendere per limitarli e prevenirli.
La risposta. L’assessore Michele
Dallapiccola ha chiarito che rispetto alle segnalazioni, non ci sono
evidenziate
prove scientificamente sostenibili a documentare la
presenza del
lupo nella zona descritta.
Tra l’altro, data la presenza
del grande carnivoro nota fin dal
2010 sul nostro territorio, esattamente come per l’orso sono state
messe in atto una serie di misure di
monitoraggio.
La replica. Una risposta che lascia
intendere che anche sul nostro territorio la presenza c’è e si fa sentire.
Lorenzo Baratter (Patt)
Protezione
civile, spazio
per gli Schützen
Le 24 Compagnie dei bersaglieri
tirolesi presenti sul territorio trentino potrebbero essere impiegate in
modo volontario e gratuito nel si-
stema della protezione civile: una
previsione sostenuta dalla stessa
Federazione delle Compagnie, ma
impedita dai requisiti che prevedono una comprovata esperienza nel
settore. Un’esperienza che, secondo Baratter, per gli Schützen è documentabile, dal momento che le
Compagnie hanno offerto supporto in diverse calamità naturali, come le alluvioni nel Tirolo del Nord.
Baratter ha chiesto alla Giunta se
non intenda rimuovere uno scoglio formale
e burocratico,
per favorire
e valorizzare il volontariato che gli
Schützen desiderano mettere a disposizione della collettività.
La risposta. L’assessore Mellarini
ha spiegato che in casi di emergenza, i requisiti di partecipazione ad
attività d’intervento di protezione civile di interesse provinciale
non possono essere superati. Ci
sono stati già dei contatti con il responsabile delle compagnie, con
il quale si stanno individuando
sostanzialmente due ambiti in cui
l’attività di volontariato potrebbe
essere di supporto alla protezione civile: gli interventi di pulizia
e manutenzione delle fognature
bianche, molto preziosa nell’ambito di prevenzione delle calamità, e
l’attività degli artigiani a supporto
degli operai specializzati nel reparto prevenzioni e rischi, in caso di
grosse calamità. L’Associazione
è invitata a prendere contatti con
le autorità preposte per valutare
come avviare la collaborazione,
ha concluso.
La replica. Baratter ha accolto
con soddisfazione la disponibilità
dell’assessore a cercare un dialogo
e trovare una strada.
Giuseppe Detomas (Ual)
Scuola di Soraga
importante
per i ladini
Il consigliere Detomas ha chiesto
alla Giunta chiarimenti su un provvedimento che definisce “lesivo
dei diritti di tutela della comunità
di minoranza ladina”. La preannunciata chiusura della scuola primaria di Soraga apre a suo avviso
rilevanti criticità, soprattutto per le
conseguenze in campo culturale e
linguistico, quale negazione del
diritto riconosciuto dallo Statuto al
mantenimento della propria lingua
e coscienza identitaria.
La risposta. Il presidente Rossi
ha ringraziato il consigliere per
aver posto questo quesito, occasione per approfondire e informare. La delibera stessa di adozione
della decisione, che ha seguito un
percorso d’informazione e partecipazione
allargato, è
stata valutata anche a livello locale
e con riferimento anche
al giusto diritto della lingua
minoritaria.
Dentro questa attenzione, accanto
al principio della distribuzione sul
territorio si è garantito che questa
lingua possa essere insegnata nel
miglio rmodo possibile.
La replica. Quanto ai servizi presso le piccole comunità, il consigliere ha sottolineato che a Soraga
e in val di Fassa manca un asilo
nido: si potrebbe collocare in questa sede l’unica struttura della val
di Fassa, a parziale compensazione
della privazione della scuola.
239
PA G I N A
23
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
dicembre. Al centro anche scuola ed energia idroelettrica
uazione è preoccupante
Tre mesi
per i pannoloni
degli anziani
Gianpiero Passamani (UpT)
Walter Viola (PT)
Curie, evitare
la chiusura
di ragioneria
Il consigliere dell’UpT ha chiesto
alla Giunta di rivedere la decisione
di sopprimere l’indirizzo tecnico
commerciale dell’Istituto Marie
Curie di Pergine o se, perlomeno,
non ritenga di rinviare tale decisione al successivo anno scolastico e
di avviare un confronto maggiore
con il dirigente scolastico
e l’amministrazione comunale per
arrivare ad
una decisione
condivisa. La
cancellazione
dell’indirizzo
è anche stata sottoposta più volte
all’aula (v. anche pag. 9 e pag. 14)
ma senza successo. Sul tema ha
interrogato il consigliere Viola. Il
quale ha ricordato che oltre 2.500
firme a sostegno dello storico indirizzo sono state raccolte in pochi
giorni, a riprova del grave impatto
che una decisione di questo tipo
comporterebbe. Viola, ribadendo
che l’autonomia che chiediamo a
Roma non siamo in grado di darlo
ai nostri territori, chiede di sapere
le ragioni che di tale decisione,
quali i risparmi che produrrebbe,
se e come siano stati coinvolti studenti, famiglie e insegnanti e se,
infine, non si ritenga opportuno
riconsiderare la questione.
La risposta. Rossi ha risposto affermando che la decisione riguarda
la revisione dell’offerta formativa
Le interrogazioni
Nelle pluriclassi, ha chiuso, cresce il
senso di comunità.
Claudio Cia (Civica Trentina)
Il consigliere della Civica ha affermato che i tempi per riconoscere,
da parte dei medici dell’Azienda,
i pannoloni per gli anziani come
presidi terapeutici sono di due,
tre mesi. Un tempo di attesa che
mette in difficoltà gli anziani affetti da incontinenza cronica, Cia
chiede quindi
all’assessore
alla salute di
mettere a disposizione i
pannoloni in
base alla semplice diagnosi
del medico di
base e di revocare la fornitura se non venisse confermata dal medico legale
dell’Azienda.
La risposta. In Provincia di Trento
i pannoloni, ha ricordato l’assessore Luca Zeni, sono disciplinati da
un decreto ministeriale e da una
delibera della Pat che ha introdotto una procedura semplificata. Già
ora il paziente, anche senza invalidità, può ricevere i pannoloni se
l’incontinenza cronica è certificata
da uno specialista dipendente della
sanità pubblica. Il medico di base
può prescrivere il presidio sanitario agli invalidi di età superiore ai
65 anni, agli invalidi che svolgono
attività lavorativa, agli invalidi al
100% con accompagnamento, ai
minori di 18 anni e a persone non
autosufficienti.
La replica. Cia ha replicato di
essersi trovato più di una volta di
fronte ad un diniego di pannoloni
a pazienti che non erano stati dichiarati non autosufficienti. Quindi ha chiesto all’assessore di fare
chiarezza con una circolare e di far
rispettare le norme.
QUESTION
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Opere pubbliche
tante promesse
ma pochi milioni
che ha visto, tra l’altro, un aumento complessivo. I criteri sono stati
presentati in 18 incontri nel marzo e aprile dello scorso anno. Un
incontro è stato fatto anche a Pergine e Rossi ha ricordato di avere
incontrato il 13 ottobre i sindaci di
Borgo, Levico e Pergine, perché
la scelta si inquadra nel ridisegno
dell’offerta formativa di tutta la
Valsugana. In un primo momento
si pensava anche ai geometri ma
il Comune di Pergine ha chiesto
alla Giunta di soprassedere ed ha
dato un sostanziale via libera per
ragioneria. Di recente c’è stata
un’altra riunione e non sono state
presentate, né dalla Comunità né
dal Comune,
novità né proposte alternative. La scelta
quindi è stata
confermata,
ma si farà un
monitoraggio per capire quanti ragazzi si iscriveranno
al tecnico economico di Levico
e Trento e se aumenterà in modo
esponenziale si cambierà strada.
La ragioneria di Pergine conta 26
ragazzi, 9 abitano da Levico in
giù. Tutti arriveranno alla fine del
percorso. Dal prossimo anno partirà il biennio a Levico, Borgo e
Trento con la possibilità di seguire
gli indirizzi del triennio. Le distanze tra Trento e Levico, ha detto il
Presidente, non sono tali da pensare a Pergine come una periferia,
soprattutto se la si paragona alla
vere periferie. Oggi il Marie Curie
è passato da circa 700 studenti a
1047, ha 40 aule contro un fabbisogno che sarebbe di 52. A Levico
ci saranno spazi molto più disponibili. Questa decisione quindi non
può essere disattesa. L’alternativa
sarebbe stata quella di agire su altri indirizzi che hanno almeno due
classi prime.
La replica. Passamani ha detto di
non essere soddisfatto. Non si capisce il monitoraggio quando sarà
fatto e i dati forniti della scuola
sono diversi. Viola ha detto che la
classe di 26 studenti è una classe
piena e il fatto che siano al Curie
significa che riconoscono il valore
dell’offerta formativa della scuola.
Un fatto che andrebbe premiato, il
forte incremento da 700 a più di
mille dice di un istituto che andrebbe sostenuto. Sulle aule: se c’è un
posto pieno di edifici di cui non si
sa che fare, questo è Pergine. Se il
problema sono le aule è affrontabile. A Levico l’offerta formativa
non è uguale, semmai è Borgo il
riferimento.
Donata Borgonovo Re (PD)
Punti nascita
si alimentano
false speranze
La consigliera afferma che, per ottemperare a disposizioni, peraltro
note da anni, della legge nazionale sull’obbligo di riposo dei medici, l’Azienda sanitaria ha assunto,
all’ultimo momento, alcune misure
organizzative nei confronti degli
ospedali territoriali. In particolare
l’apertura per sole 12 ore dei punti
nascita, che mette a rischio le donne
e in difficoltà i professionisti chiamati ad operare. In base a queste
valutazioni la consigliera chiede di
conoscere le ragioni di questa scelta
a fronte delle alternative proposte
dai professionisti e dal Dipartimento ostetricia e ginecologia (v. anche
pag. 11).
La risposta. La Pat, ha risposto l’assessore Zeni, ha scelto di mantenere
i punti nascita ed è stata chiesta al
ministero la deroga del limite dei
500 parti; richiesta che è stata accolta dalla ministra. Spetta allo Stato
– ha affermato l’assessore – fissare
gli standard di sicurezza, non alla
politica trentina. Contestualmente
sono entrati in vigore i limiti di 11
ore giornaliere e 48 settimanali per
i medici e, nonostante questo, si è
riusciti ad organizzare i punti nascita periferici mentre in altre parti del
Paese non si è riusciti a farlo. Non
è in discussione la sicurezza delle
donne. Negli orari notturni, inoltre,
la situazione è quella che si avrebbe se fossero
chiusi i punti nascita, come auspicato
da qualcuno.
Le donne di
giorno saranno seguite dai
medici che seguiranno i parti anche fuori
dal turno diurno. Si può non essere
d’accordo, ha affermato l’assessore, ma il senso di responsabilità dovrebbe consigliare di non alimentare
paure per motivi politici. Siamo in
attesa di chiarezza sulla normativa
dei medici nel frattempo la Giunta
ha stanziato 9 milioni di euro per
adeguare il personale in particolare
dei punti nascita e dell’emergenza.
La replica. Due osservazioni: ci
sono due modi per chiudere punti
nascita uno trasparente e condiviso
con la popolazione, l’altro con lo
strangolamento progressivo con stillicidio finalizzato a togliere competenze e strumenti, come ha ricordato
un primario da poco in pensione.
L’attesa che si continua ad alimentare, ha detto ancora la consigliera,
nelle risposte del Ministero che pensa solo di spostare le domande di deroghe di 500 parti su un organismo
tecnico. Aspettare una deroga larga
è alimentare false speranze. A questo
si è aggiunto, in modo colpevole, la
vicenda delle 11 ore che era sul tavolo da un anno.
Maurizio Fugatti (Lega)
Accorpamenti
senza perdere
servizi scolastici
Il consigliere, riguardo agli accorpamenti scolastici previsti per i plessi
di Avio, Brentonico, Soraga e Torcegno, chiede alla Giunta e al Presidente Rossi se le scelte contenute
nella delibera del 2 novembre possano subire variazioni a seguito delle
richieste venute dai territori interessanti. Fugatti ha chiesto se Rossi ha
avuto il tempo
di incontrare
la comunità
di Torcegno,
per spiegare la
scelta. In aula
era presente
una rappresentanza dei genitori delle scuola di Torcegno.
La risposta. Sulla scelta degli accorpamenti, sono stati fatti 18 incontri, ad uno di questi ha partecipato il
sindaco di Torcegno, che Rossi ha
detto di avere incontrato di nuovo
il 4 agosto. Un incontro nel quale
è stata comunicata la ragione delle
delibera un altro incontro si è tenuto
poi dopo l’adozione. Successivamente, ha detto ancora il presidente,
ho chiamato il sindaco ma non sono
riuscito ad incontrarlo. Anche per
Roncegno è stato applicato il criterio
di evitare un impoverimento culturale: quello di chiudere una piccola
scuola elementare, per motivi di
qualità di servizio, con la garanzia
di arrivare a uno scambio con una
scuola materna. Scambio di servizi
effettuato tra Torcegno e Telve di
Sopra che sta a 1,9 chilometri. Si è
garantita la qualità di servizio (siamo
sotto i 40 alunni) con uno scambio di
servizi che permette a Telve di avere
una scuola e Torcegno un’altra. Con
questo sistema si sono affrontati i
problemi sul territorio, tranne che
per la materna di Nanno, che è in
Comune fuso, che aveva solo 7 bambini. Per il resto del territorio è stato
fatto uno scambio di servizi. Come
nel caso di Pellizzano e Ossana.
La replica. L’impoverimento culturale, ha aggiunto il consigliere
leghista, di una comunità lo deve
decidere la stessa comunità. Non lo
può decidere Trento. Se una comunità è contraria, va tenuto in conto.
La qualità del servizio la decidono i
genitori e se i genitori scendono in
piazza significa che quella scuola
è ritenuta buona. Il Patt, ha detto
Fugatti, una volta apriva le scuole
di montagna non le chiudeva. Ed ha
ricordato che ad Avio sono state raccolte 1500 firme su 4 mila abitanti.
Il consigliere della Civica, di fronte
a quello che definisce il tourbillon
di milioni per le opere pubbliche
annunciate dalla Giunta, ha chiesto a quanto ammontano i fondi
per queste realizzazioni; quante di
queste sono giuridicamente vincolate da impegni passati; quante sono disponibili per il finanziamento
e quante potranno essere appaltate
il prossimo anno.
La risposta. Gilmozzi ha risposto
affermando che le risorse per il 2016
per investimenti ammontano a 186
milioni di euro; le opere giuridicamente vincolate ammontano a 129
milioni, 331 mila euro, le risorse
non vincolate sono 54 milioni, destinate per 24 milioni ad opere di
manutenzione stradale e immobili e
5 per la riqualificazione energetica
degli immobili. Le risorse disponibili nella programmazione, dopo la
selezione fatta
negli anni passati, resta di
24 milioni 738
mila euro. Nel
2016 partiranno iter e procedure d’appalto
per i paravalanghe del Fedaia, la Loppio
Alto Garda, la variante di Cles, la
sistemazione della strada statale 47
a Ospedaletto e altre. In tutto quattordici opere. La Patrimonio del
Trentino ha inoltre in programma
opere come il palazzetto a Riva, la
ristrutturazione dell’Hotel Raphael
di Roncegno e altro. Poi ci sono l’Istituto Vittoria, le terme di Vetriolo e,
ha aggiunto l’assessore, l’inizio della progettazione del nuovo ospedale.
La replica. Con le progettazioni, ha
detto Borga, si può riempire la Provincia di opere pubbliche, ma, ha
aggiunto, avevo chiesto quali opere
si possono appaltare nel 2016, anche
perché spesso gli assessori promettono opere che sembrerebbero fattibili a breve. Insomma, la logica è
quella del “promettete, promettete e
qualcosa resterà”.
Massimo Fasanelli (Misto)
Licei artistici
pochi studenti
corsi cancellati
Il consigliere chiede al Presidente
Rossi perché sono stati cancellati i
corsi Architettura e ambiente al liceo
Vittoria di Trento e design al Depero
di Rovereto. Chiede quali valutazioni hanno portato alla scelta; quanti
sono gli iscritti ai corsi; qual è stato
il coinvolgimento delle famiglie e
come mai il provvedimento è stato
preso nel momento in cui gli istituti
hanno messo in atto l’orientamento.
La risposta. Ha risposto il presidente Rossi affermando che primo,
i ragazzi già iscritti ovviamente potranno proseguire questi percorsi didattici fino alla maturità. Ma i
due corsi non
saranno comunicati ai ragazzi di terza media perché con
i numeri dei
frequentanti,
da quando ci
sono, cioè da
4 anni, non si
è mai riusciti a
costituire una classe autonoma. E
l’eliminazione delle classi articolate
è uno dei criteri scelti per migliorare
l’offerta formativa. Chi vorrà seguire il corso di design lo potrà fare a
Trento, per architettura e ambiente
lo potrà fare a Rovereto, Pergine,
Borgo e Primiero.
a risposta immediata
Marino Simoni (Progetto Trentino)
Carcere di Trento
situazione
preoccupante
Il consigliere di Progetto Trentino ha
interrogato la Giunta per conoscere
la situazione del carcere di Gardolo,
che oggi ospita 300 detenuti a fronte
di una capienza massima prevista di
250 e della decisione di farne arrivare addirittura altri 50. Una previsione che, secondo i vertici carcerari,
potrebbe arrivare a 418. C’è forte preoccupazione nell’ambiente,
espressa dalle organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria, con
riferimento all’inadeguatezza della
struttura e alla
carenza di organico che si
verrebbe a creare.
La risposta.
Rossi ha risposto affermando che anche la Giunta
è preoccupata
per la situazione del carcere. Il presidente ha letto la lettera con la quale
ha espresso preoccupazione perché
al carcere è stato assegnato un numero esorbitante di carcerati. Ha
ricordato che il limite stabilito va
rispettato; limite che oggi è stato già
superato e si è arrivati a 350. Preoccupa, quindi, l’intenzione di assegnarne un numero superiore ai 400
in tempi brevi, Per questo Rossi ha
chiesto un incontro urgente.
La replica. Lo Stato, ha affermato
sottoscrive accordi e poi fa quello
che vuole, ancora una volta. Lo si
vede qui come su altri aspetti. Il ruolo del sistema dell’autonomia, che
dà risposte anche su ruoli statali, va
ribadito. Se i patti non sono rispettati, ha concluso, si mette in dubbio il
sistema democratico.
Manuela Bottamedi (Patt)
Per i docenti
abilitati si farà
il concorso
La consigliera del Patt ha interrogato
la Giunta sullo stato di attuazione del
progetto di stabilizzazione del personale docente, dal momento che nella
prossima finanziaria è stato inserito
un passaggio che prevede di prorogare i termini di validità delle graduatorie per le assunzioni a tempo
indeterminato fino al 2019. In particolare la consigliera del Patt chiede
di sapere se sarà istituito un concorso
riservato agli attuali insegnanti non
abilitati e non inseriti nelle graduatorie e, in caso affermativo, se si
intende farlo nelle stesse date del
concorso che
sarà indetto a
livello nazionale.
La risposta.
Rossi ha risposto affermando che tutti i
docenti che
hanno ottenuto
l’abilitazione
dopo il 2006 potranno partecipare al
concorso provinciale che verrà fatto
contestualmente a quello nazionale
(v. anche pag. 26). Quindi la Pat conferma la volontà di fare i concorsi e
sono i corso contatti col Ministero
per preparare un bando allineato a
quello nazionale, per quanto riguarda i contenuti e in termini temporali
onde evitare il disallineamento che
provocherebbe gli effetti segnalati
dalla consigliera.
La replica. La consigliera ha detto di esser soddisfatta perché c’è
l’annuncio che ci sarà il concorso
contestualmente al resto d’Italia.
Anche gli abilitati dopo 2006, quindi, potranno fare il concorso nelle
stesse date del resto d’Italia senza
trovarsi di fronte alla diaspora dal
resto d’Italia.
PA G I N A
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PA G I N A
24
24
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
Lo scenario internazionale invece è stato
Nel 2015 pressione a
I 365 GIORNI
ALLE NOSTRE SPALLE
S
e il 2014 aveva offerto cupi presagi, con l’autonomia speciale costantemente sotto attacco e l’economia in forte stagnazione, i dodici mesi che ci mettiamo alle spalle hanno ridato un po’ di fiato e di
speranza. La riforma costituzionale che si prospetta – e che il Parlamento
potrebbe definitivamente licenziare quest’anno – lascia per ora intatte
le prerogative del Trentino Alto Adige e apre la fase della riforma statutaria, che possiamo vedere anche come una straordinaria opportunità.
Quanto all’economia, i primi segni + davvero stanno arrivando e a piccoli
passettini l’azienda-Trentino sembra in grado di rialzarsi, sospinta da
un po’ più di fiducia (fattore decisivo) che la manovra finanziaria della
Provincia per il 2016 ha cercato di infondere, pur in un quadro di grande
prudenza e di attenzione alla spesa pubblica.
Anno davvero terribile, il 2015, lo è stato sullo scenario più grande, con
la tragedia dell’emigrazione di massa e l’incessante martellamento di
attentati terroristici di matrice islamica, una coppia di fattori che sta
davvero mandando in crisi l’identità europea, la coesione sociale, i valori positivi dell’Occidente “libero” e di ispirazione e tradizione cristiana.
Si tratta di un processo tutt’altro che concluso, tutto da governare. (l.z.)
GENNAIO
L’anno del terrore
comincia con
Charlie Hebdo
Un attacco al cuore spegne il
5
cantautore napoletano Pino Daniele, aveva 59 anni.
Terroristi islamici irrompono
7timanale
nella redazione parigina del setsatirico francese Charlie
Hebdo e aprono il fuoco, uccidendo
12 tra giornalisti e poliziotti. Poi la
fuga, che termina due giorni dopo:
i fratelli Kouachi si rinchiudono in
una tipografia di Dammartin, dove vengono freddati dalla polizia
parto di protonterapia per la cura
dei tumori, realizzati dal Trentino
con ingentissima spesa, vengono
riconosciuti dal sistema sanitario
nazionale. Le cure saranno accessibili a tutti.
Si concludono sette giorni con9
secutivi di Consiglio provinciale, segnati dal durissimo ostru-
zionismo delle minoranze contro la
legge per il contrasto all’omofobia.
Discussione rinviata, come già in
settembre.
Mentre in Trentino si organizIl Consiglio provinciale ap11
za l’arrivo e lo smistamento
15
prova il disegno di legge
di profughi africani, nel canale di
proposto da Luca Zeni (Pd) per
Sicilia nuova ecatombe: oltre 300
migranti muoiono assiderati e annegati.
24
Paolo Collini, classe 1959 di
Vicenza, è il nuovo rettore
dell’Università di Trento. Ordinario
di economia aziendale e prorettore
dopo la dipartita di Daria de Pretis,
ha superato Stefano Zambelli.
Il Mart sceglie il nuovo di26
rettore: a Cristiana Collu subentrerà Gianfranco Maraniello,
napoletano classe ’71, direttore dei
musei di Bologna.
MARZO
dopo lungo assedio. In un negozio
di alimentari kosher a Parigi, Amedy Coulibaly prende in ostaggio i
clienti, ne uccide quattro e viene
infine abbattuto.
I 6 milioni
destinati
ai pensionati
7
4
10
Lampo trentino agli europei di
8
atletica indoor di Praga: il poliziotto Silvano Chesani argento nel
Ancora il terrorismo di matrice
islamica: in Nigeria Boko Haram rade al suolo 16 villaggi e fa
strage di duemila innocenti.
La reazione civile di Parigi al terrorismo: due milioni
di persone nelle piazze, 46 capi di
Stato e governo riuniti per sfidare
la jihad.
Trionfo trentino nella Cop11
pa del mondo di sci: Stefano
Gross vince lo slalom speciale di
Adelboden.
14
Giorgio Napolitano rassegna
le dimissioni da Presidente
della Repubblica. Il giorno 21 il
Consiglio regionale vota i tre delegati per il Parlamento che eleggerà
il nuovo Capo dello Stato: Chiara
Avanzo, Thomas Widmann e Alessandro Urzì.
31
Eletto al quarto scrutinio il
12° Capo dello Stato: è Sergio Mattarella, 73 anni, votato da
665 grandi elettori su 995.
FEBBRAIO
Omofobia:
disegno di legge
in stallo
buona notizia per la sani4 Una
tà trentina: macchinario e re-
CINQUE
SFIDE
PER IL
2016
modificare la normativa che dal
2010 disciplina le nomine e le designazioni della Provincia in enti e
società collegate. 9 gli astenuti, 1
contrario (Filippo Degasperi).
19
L’assemblea della Sat di
Trento conferma il presidente Claudio Bassetti, che “stacca” il
candidato alternativo Piergiorgio
Motter.
Ennesima tragedia nel Medi19
terraneo: si rovescia un barcone a 70 Km dalle coste libiche,
annegano oltre 700 migranti. Solo
24 i sopravvissuti.
24
Devastante terremoto in Nepal, con 7 mila vittime. Muoiono anche tre alpinisti trentini: il
tecnico del Soccorso Alpino Oskar
Piazza, di 55 anni da Mori, l’istruttore sessantenne Renzo Benedetti,
di Segonzano, e il cuoco di Grumes
Il Consiglio provinciale approva uno sgravio da 6 milioni di
euro complessivi sull’addizionale
Irpef 2015 per i pensionati trentini.
700 morti in mare
poi il terremoto
in Nepal
Le tensioni attorno alla sanità trentina sono
state eccessive negli ultimi mesi.
Prima le mammografie, poi i punti nascita, in
generale il ruolo e il futuro incerto degli ospedali
periferici. Ancora: il cambio di assessore, le
dimissioni del direttore Flor, le complicazioni
del progetto Not per Trento. La missione è
ripristinare serenità e prospettiva, definendo un
progetto chiaro.
quindi il premio di maggioranza
alla lista vincitrice.
dena Terme. I Comuni trentini scenderanno di numero a quota 178.
in aria uno stabilimento del gas e
decapita un addetto. In Kuwait kamikaze in moschea contro gli sciiti,
25 vittime.
giù: 63,7%. Eletti 132 sindaci trentini, a Faedo non viene raggiunto
il quorum e si va al commissariamento. In 8 Comuni è ballottaggio.
A Trento rieletto Andreatta, ma solo
con il 53,7%, la Lega Nord Trentino
è secondo partito dopo il Pd, mentre il nuovo Cantiere civico democratico di Dellai precede un Patt in
avanzata. In Alto Adige ballottaggi
per Bolzano, Merano e Laives, con
la Svp in pesante calo di consensi.
gas serra del 70% ed entro il 2100
eliminare i combustibili fossili. Intanto l’Unesco a Parigi ammette le
Alpi ledrensi e giudicariesi tra le
Riserve della Biosfera.
LUGLIO
Elezioni comunali in 141 CoPatto sul clima fra i G7 riuni10
muni trentini e in Alto Adige 8 ti a Garmisch: entro il 2050 si
(e Valle d’Aosta). Affluenza ancora
dovranno ridurre le emissioni di
13
A Modena la Energy T.I. Diatec Trento vince 3 a 0 la quarta partita della finale di pallavolo e
vince il quarto scudetto della sua
storia dopo quelli del 2008, 2011 e
2013. Nella stessa sera a Madrid la
Juventus conquista la finale calcistica di Champions League, pareggiando con il Real.
Aggressione dell’orso ai dan10
ni di un podista di 43 anni a
Cadine. Il presidente Rossi: cattura o abbattimento dell’orso aggressivo.
Astrosamantha torna a terra:
11
dopo 200 giorni in orbita, l’astronauta di Malé atterra nella steppa del Kazakistan. Festa in piazza
nella sua Malé.
della Federa12 L’assemblea
zione dei consorzi coopera-
Ballottaggio in otto Comuni
24
per la scelta del sindaco. A
Rovereto il civico Francesco Valdu-
Elezioni in 7 Regioni, il cen31
trosinistra se ne aggiudica 5.
Giovanni Toti di Forza Italia conMarco Pojer, 53 anni. Gli ultimi due
sono rimasti sotto una frana di roccia e ghiaccio non lontano dall’Everest, mentre Piazza è morto assieme
alla marchigiana Gigliola Mancinelli nel villaggio di Langtang.
quista la Liguria, in Veneto il leghista Luca Zaia vola oltre il 50%.
Movimento 5 Stelle secondo in 4
Regioni.
GIUGNO
I referendum
MAGGIO
lanciano
Il quarto scudetto 15 nuovi Comuni
del volley
Finale di Champions League:
6
a Berlino il Barcellona di Mesalla trentina
si batte 3 a 1 la solida Juventus di
Buffon.
Ecco la legge
per contrastare
la ludopatia
In Grecia vince con il 61,2%
5
il “nai” (no) al referendum sul
piano di austerity proposto dai creditori internazionali. Successo per
il premier Tsipras, si apre una fase
delicatissima della crisi statale.
Approvata la riforma del9
la scuola voluta dal Governo
Renzi, che però non ha applicabilità
diretta in Trentino. Il dirigente scolastico avrà più poteri, potenziata
l’alternanza scuola-lavoro per i ragazzi, prima tranche di assunzione
di personale precario.
Milano, all’Expo il Trentino
9
inaugura la propria settimana
di protagonismo a palazzo Italia,
con lo spazio battezzato come Convivium. Serie di eventi anche per
promuovere l’Euregio.
29-31
13
APRILE
Il Terza Statuto di autonomia: obiettivo
ambizioso, missione molto difficile perché la
riforma deve essere progettata in Trentino,
concordata con Bolzano, fatta digerire a Roma.
Primo passo, istituzione di una Consulta che
lavori per tutto l’anno a elaborare un progetto
sentito e condiviso dalla comunità e adatto ad
aggiornare il testo approvato nel 1948 e poi
modificato nel 1972.
Il 10° Festival dell’Economia mette Trento sotto i riflettori nazionali, arrivano anche i premier Renzi e Valls.
137 le testate giornalistiche accreditate. Il Consiglio ospita Elio,
Wertmüller e lo scrittore Santoni.
Tragedia a Zivignago di Pergine, un agente immobiliare
uccide a coltellate la moglie Carmela Morlino di 35 anni. L’uomo
viene arrestato sei giorni dopo nel
parcheggio di un centro commerciale a Rovigo.
sparano contro i turisti in arrivo su
un autobus, prendono ostaggi dentro il museo e ne uccidono alcuni.
RIDARE SERENITÀ
AL COMPARTO SANITARIO
ga batte il sindaco uscente Andrea
Miorandi.
salto in alto con 2,31 metri.
Attentato terroristico dell’Isis
18
al museo del Bardo di Tunisi,
24 morti tra cui 4 italiani. I terroristi
IL TERZO STATUTO
DI AUTONOMIA
L’Eurosummit approva il pia13
no di aiuti alla Grecia per 86
miliardi di euro, il premier Tsipras
accetta una road map fitta di riforme e misure economiche e fiscali
molto dure.
tivi sceglie il successore di Diego
Schelfi dopo 12 anni: il nuovo presidente (v. foto) è Giorgio Fracalossi, il presidente di Cassa Centrale
e Cassa Rurale di Trento batte col
60,2% il professor Geremia Gios.
20
Folla enorme per la Notte
bianca di Trento, il giorno
dopo al 32° Palio dell’Oca trionfa
Mattarello. Le Feste Vigiliane –
precedute dall’ordinazione di due
nuovi sacerdoti di Marco e di Moena – si concludono con la “tonca”
nell’Adige di Claudio Cia, di Matteo Renzi e dell’orsa Kj2 di Cadine.
Confindustria Trento elegge
nuovo presidente Giulio Bo24
nazzi, numero uno di Aquafil.
Storico accordo Usa-Iran sul
14
nucleare a Vienna: stop all’utilizzo militare dell’energia atomica, sblocco dell’export di petrolio e
dal 2016 fine delle sanzioni economiche contro Teheran.
Forte tensione in Consiglio
15
attorno al tema dei punti nascite negli ospedali periferici. Le
minoranze propongono di togliere
le deleghe all’assessora Borgonovo
Re, perché starebbe lavorando per
la chiusura entro l’autunno.
Il Consiglio provinciale ap16
prova la legge Viola-Plotegher per contrastare il gioco d’azzardo patologico.
Ancora il terrore islamista: in
Da due settimane regione
Apre l’Expo di Milano, con 145
2assalta
Kenia un commando di shebab
22
nella morsa di un caldo afriReferendum in 55 Comuni tren1
Paesi e subito 200.000 visitatori
Il terrorismo di matrice islail campus nella sede di Gacano. A Rovereto un operario Matini per le fusioni con altri mu7nicipi:
(11 i milioni di biglietti prevenduti).
rissa della University College, selerangoni muore mentre lavora alle
in 15 casi su 19 il voto è 26 mica integralista continua a
colpire. Turisti massacrati in spiagLa Camera approva la riforma
ziona tra 800 ragazzi quelli cristiani
presse, sciopero del personale, che
positivo, dicono no il Tesino, Cigia a Sousse, in Tunisia, 37 morti. In
che non conoscono il Corano, e ne 3 elettorale, introducendo l’Itaparla di reparto con 50 gradi e senza
vezzano-Fornace, Albiano-Lona
licum voluto dal premier Renzi e
Lases e i potenziali territori di RenFrancia un uomo tenta di far saltare
raffrescamento.
trucida 147.
239
PA G I N A
25
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
2016
segnato dal rosario di attentati jihadisti e dai drammi dei profughi
lta per l’emergenza immigrati
Terribile incidente sulla tangenziale di Trento: auto con24
tromano, restano uccisi due donne
gardenesi e un barista di Trento. In
rianimazione il sessantottenne alla guida della Ford Fiesta lanciata
contromano.
Bufera in Vaticano, vengono
31
arrestati con l’accusa di avere diffuso documenti riservatissimi
monsignor Vallejo Balda e Francesca Chaoqui, una laica componente della commissione creata
da papa Francesco per fare pulizia
nelle finanze vaticane. È un nuovo
Vatileaks.
EUREGIO A GUIDA TRENTINA
E DREIER LANDTAG A TRENTO
RIFORMA DEGLI APPALTI
CONTRIBUTO ALL’ECONOMIA
TRE PROPOSTE LEGISLATIVE
DIRETTAMENTE DAI CITTADINI
Bella sfida, quella di riempire di contenuti e di
prospettive la collaborazione transfrontaliera
sull’asse Trento-Bolzano-Innsbruck.
Il 21 aprile si terrà a Trento il Dreier Landtag,
con le tre assemblee legislative
in seduta comune, e l’evento cadrà durante
il biennio di presidenza trentina (Rossi)
del Gect Euregio. Situazione perfetta
per un salto di qualità.
La discussione e il voto sulla riforma degli appalti
in Trentino sarà sicuramente un momento forte
dell’attività consiliare nella prima parte del
2016. Il testo già depositato dalla Giunta Rossi
è una notevole scommessa giocata sul terreno
dell’economia e delle imprese: l’imperativo è
favorire la crescita del Pil e la fine della crisi che
ha duramente provato il tessuto produttivo negli
Il Consiglio provinciale deve fare i conti con
tre disegno di legge d’iniziativa popolare, che
attendono di essere valutati e votati. Due sono da
tempo (troppo?) al centro del dibattito: contrasto
all’omofobia e democrazia diretta. Il terzo testo
propone di svoltare sul piano della mobilità
sostenibile. A prescindere dalla bontà delle
proposte e al di là degli schieramenti, si tratta di
concludere il confronto e dare una risposta finale.
Il Consiglio vara la nuova
22
legge urbanistica provinciale, predisposta dall’assessore Carlo
Daldoss. Di Degasperi (5 Stelle)
l’unico voto contrario.
Il Consiglio provinciale re24
spinge in seduta straordinaria la mozione delle minoranze che
avrebbe spinto il presidente Rossi
a togliere la materia della sanità
all’assessora Borgonovo Re.
Il Consiglio provinciale ap24
prova una mozione che impegna la Giunta Rossi a lavorare
per la riduzione del numero di orsi
in Trentino.
25
Il presidente della Provincia,
Ugo Rossi, ritira le deleghe
all’assessora Donata Borgonovo Re
e chiama in Giunta l’altro consigliere del Pd Luca Zeni, assegnandogli
sanità e politiche sociali. Alcune
competenze in più agli assessori
Olivi, Daldoss e Gilmozzi.
AGOSTO
Lingue di fuoco
in vetta
alla torre civica
In fiamme la torre civica di
3
Trento: la città sta a guardare
per ore il rogo, che a causa di un
ultimi anni anche in provincia.
toglie la vita gettandosi dall’edificio di casa.
chiede scusa al mondo e il giorno
dopo si dimette.
alla crisi dell’economia cinese e alla svalutazione dello yuan. -5,96%
anche per Milano.Il giorno dopo però piazza Affari “rimbalza” subito,
+5,86%, la giornata migliore degli
ultimi tre anni.
Castro e in Plaza dela Revolucion,
poi da Obama e al palazzo di vetro
dell’Onu. Dove invoca lavoro, terra e libertà per ogni uomo e la fine
degli abusi sui Paesi poveri.
SETTEMBRE
Il Consiglio delle Autonomie
2te Paride
rinnova alla Presidenza l’uscen- 30
Gianmoena.
4
La fuga dalla Siria – insanguinata dall’Isis – provoca un’enorme ondata migratoria verso l’Europa. A Bodrum in Turchia tragico
rinvenimento sulla spiaggia del
corpo di Alan Kurdi: aveva 3 anni
e con il papà cercava nuova vita
sulle isole greche. Mentre in Ungheria il presidente Orban punta su
reticolati e respingimenti, Angela
Merkel apre a sorpresa le frontiere
tedesche. Papa Francesco chiede alle parrocchie di ospitare i profughi.
Dramma negli spazi dismessi ex Sloi a Trento: un ragazzo rumeno muore carbonizzato per
un rogo partito accidentalmente.
L’illustre rivista scientifica
30
Nature pubblica la ricerca
sull’Aids del gruppo di ricerca del
Cibio, il centro di ricerca per la
biologia integrata dell’Università
di Trento. La scoperta riguarda una
proteina naturale capace di inibire l’ Hiv.
OTTOBRE
Chiude l’Expo
di Milano a quota
21 milioni
4
Il Consiglio provinciale esce
17
da 3 giorni di dibattito e nuovo
scontro sul disegno di legge contro
l’omofobia, che anche questa volta
non viene votato in conseguenza
del duro ostruzionismo delle minoranze. La discussione viene rinviata
tra forti polemiche.
anni) e la figlia di lei (27), poi si
Al Bataclan
perde la vita
Valeria Solesin
in vigore l’imposta di sog1maEntra
giorno in Trentino, come da nordi legge voluta dal Consiglio
provinciale.
Scoppia lo scandalo
22
Volkswagen: la casa tedesca
ammette di aver truccato i test sulle
emissioni nocive delle auto immesse sul mercato statunitense, ricorrendo a un software installato nei
motori. Crollo verticale del titolo in
Borsa, che perde subito 11 miliardi
di euro di valore. Il ceo Winterkorn
cameralismo perfetto, battezza il
Senato delle Autonomie e ridimensiona i poteri delle Regioni. “Salva”
l’autonomia speciale, grazie all’emendamento sostenuto anche da
Giorgio Napolitano: si rinvia alla
“revisione” pattizia dello Statuto
di autonomia.
DICEMBRE
Assalto
ai mercatini
e zero neve
Bufera nel mondo dell’atletica:
dalle indagini dei carabinieri di
3
Trento sul caso Schwazer, si arriva
alla richiesta di squalifica per 27
atleti della nazionale azzurra, per
elusione dei controlli antidoping.
Nuove fibrillazioni attorno alla
3
incerta sorte dei punti nascita
negli ospedali di valle. No in aula
alla risoluzione delle minoranze
contro il direttore Apss, Luciano
Flor (v. foto). Passa invece la risoluzione che equipara l’ortopedia di
Tione a quella di Cavalese. Prima
della fine dell’anno, poi, il dottor
Flor a sorpresa abbandona l’incarico dopo aver vinto una selezione
a Padova. Lo sconcerto del presidente Rossi.
Da Kourou nella Guyana fran3
cese decolla Lisa Pathfinder, la
missione dell’Esa (l’ente spaziale)
che si avvale anche di tecnologia
trentina: sono dell’Università di
Trento infatti i sensori utilizzati per
scovare onde gravitazionali nello
spazio.
Brennero. Manifestanti spingono
sui cordoni di polizia, quest’ultima
reagisce e respinge la folla.
Epico ultimo gran premio 2015
8
di motociclismo, Valentino
Rossi rimonta 21 posizioni, ma a
vincere il titolo mondiale è il compagno di squadra Jorge Lorenzo.
Scoppia il caso Deloitte: la
Operazione antiterrorismo,
16
Procura di Trento chiude l’in12
stroncata una rete che addechiesta sulle consulenze accordate
strava foreign fighters per la Jihad
Il piccolo Alan
e la tragedia
dei migranti
di tennis, finale tutta pugliese, con
Flavia Pennetta che trionfa su Roberta Vinci.
Dramma in piena città di
12
Trento: sessantatreenne accoltella e uccide la compagna (53
NOVEMBRE
Si dimette Alexis Tsipras, il
Approvata in aula la “legSi dimette il sindaco di BolAnkara, kamikaze si fa esplo20
premier greco che non è riu- 24 zano, Luigi Spagnolli, per le
ge Maestri”, che premia il
4-5
10
dere contro un corteo di pascito a compattare il partito Syriza
mecenatismo
culturale.
continue fibrillazioni della coaliziocifisti, oppositori di Erdogan. 95
attorno al doloroso piano di salvane di centrosinistra-Svp.
Tensione a Mattarello, dove somorti.
taggio finanziario del Paese.
7
no in corso sondaggi con le triIl Senato approva a magPanico sui mercati borsistici,
Storico viaggio di Papa Franvelle in vista dei possibili, futuri
13
gioranza assoluta la riforma
24
il crollo di Shangai (tornato 25 cesco: prima a Cuba da Fidel
lavori per le gallerie del Tav del
costituzionale che cancella il bid’attualità a inizio 2016) è legato
Lo sport italiano in gloria:
11
il ciclista Fabio Aru vince la
Vuelta in Spagna, agli U.s. Open
corto circuito elettrico distrugge le
parti in legno sulla sommità dell’edificio di 45 metri, in pieno centro
storico.
e prevedendo anche la possibilità
di nuove competenze per Trento
e Bolzano.
31
Chiude l’Expo Milano 2015
(v. foto), visitata da 21 milioni di persone. Anche il Coro S.
Ilario alla cerimonia conclusiva:
esegue davanti al presidente Mattarella il “Va pensiero” e “Nel blu
dipinto di blu”,
medici, e l’Apss deve riorganizzare
tutti i servizi. L’assessore Luca Zeni
decide il taglio dei servizi notturni
negli ospedali periferici, e scoppia
la protesta, con cortei prima a Cavalese e poi ad Arco.
A Mitterndorf an der Fischa i
trentini (in particolare da Vermiglio) ricordano i loro profughi
del ’15-’18. Il presidente Dorigatti
invita alla memoria e al rispetto di
chi fugge anche oggi dalla guerra.
Bagno di folla a Trento per
5
“astro” Samantha Cristoforetti
dopo la missione spaziale da record.
Incontra 800 studenti e poi – davanti al Muse – si racconta ai trentini.
Il Senato vota gli articoli della
9
riforma costituzionale del Titolo V: passa a larga maggioranza
l’emendamento Palermo-Zeller,
che blinda l’autonomia speciale rinviando alla revisione dello Statuto
a quest’azienda privata dall’associazione per la ricerca scientifica
Trento Rise, costituita da Università e Fondazione Fbk e finanziata
dalla Provincia Autonoma. Indagati
l’ex direttore generale della Pat,
Ivano Dalmonego, l’ex presidente
di Trento Rise Fausto Giunchiglia,
il responsabile dell’ufficio legale
sempre di T.R. Michele Debiasi,
il responsabile di Deloitte a Trento Massimo Bonacci, il presidente
della commissione aggiudicatrice delle consulenze sotto indagine, Damiano Florenzano, infine il
membro della commissione Antonio Pernice. A fine anno la Procura
chiude anche un secondo filone
d’inchiesta, che coinvolge altri dipendenti della società.
islamica. Il Ros dei carabinieri arresta 17 persone, l’epicentro è a
Merano, 7 gli arresti in Alto Adige, doveva viveva Abdul Rahman
Nauroz, presunto reclutatore di terroristi.
13
Terrore a Parigi, ancora a
causa del terrorismo islamista
legato all’Isis. Assassini kamikaze
(almeno 7) in un ristorante, nel teatro Bataclan, allo Stade de France.
Al mattino dopo si contano 129
morti e 352 feriti. Purtroppo c’è una
vittima italiana, la veneziana Valeria Solesin – 28 anni – fidanzata
di Andrea Ravagnani da Dro: entrambi – con la sorella di lui, Chiara – stavano passando la serata al
concerto rock del Bataclan, dove la
giovane è stata falciata dai terroristi.
Assalto al mercatino nata5-6
lizio di Trento, per il ponte
dell’Immacolata si stimano 70 mila
persone (e 4.800 camper). La città
sotto pacifico assedio, mentre trascorrono settimane di siccità, con
le montagne completamente senza
neve e le piste aperte solo grazie
all’innevamento artificiale. A fine
anno molte città italiane fermano
le auto.
Ben 60 mila fedeli (e 2 mila
8
agenti per la sicurezza) in San
Pietro, tutto bene all’apertura del-
la Porta Santa: Papa Francesco (e
poi tutte le diocesi) inaugura così il
Giubileo della Misericordia.
Trovata, narcotizzata e raDodici Comuni al voto, a
16
diocollarata un’orsa che proStorica intesa sull’emergenza
15
Civezzano vince subito l’aubabilmente è KJ2, l’animale che
12
climatica alla Conferenza di
tonomista Stefano Dellai, sindaco
aggredì un runner a Cadine.
Parigi (Cop21): dopo due settimane
uscente. In Alto Adige la Svp perde Ortisei.
Oltre duemila dipendenti
18
della Provincia Autonoma
in assemblea e poi in corteo a Tren-
to. Chiedono la riapertura della
contrattazione provinciale, avendo
subìto una perdita del 9% di potere
d’acquisto in 6 anni.
Lo stragismo jihadista raggiunge il Mali: attacco
20
all’hotel Radisson nella capitale
Bamakò, 27 morti prima del blitz
che libera quasi duecento ostaggi
di diverse nazionalità. Intanto Bruxelles viene blindata per l’allarme
legato alla fuga del terrorista Abdeslam Salah.
Stato impone un numero
27 Lominimo
di ore di riposo per i
di trattative, 195 Paesi e la Ue per la
prima volta si impegnano a ridurre
le emissioni inquinanti in modo
da contenere “ben al di sotto dei 2
gradi” l’aumento delle temperature
rispetto alla media preindustriale.
Dopo sei giorni di lavori
19
d’aula, il Consiglio provinciale approva la manovra finan-
ziaria Pat per il 2016, con sgravi
fiscali per cittadini e imprese. Mezzo centinaio gli ordini del giorno
approvati, molti dei consiglieri di
opposizione. Trento anticipa di poco la legge di stabilità dello Stato,
approvata il 22 dicembre. Nei giorni successivi, polemica attorno al
debito della Pat, in seguito alle censure espresse dalla Corte dei Conti e
che sembrano rafforzare i rilievi da
tempo espressi dalle opposizioni.
PA G I N A
239
PA G I N A
26
26
C R O N A C H E
gennaio-febbraio
Le Commissioni permanenti del Consiglio provinciale in questa XV legislatura – aperta dal voto dei trentini nello scorso ottobre – sono cinque.
Vengono chiamate anche “Commissioni legislative” e di fatto sono una
vera e propria “fucina” delle leggi provinciali. Ogni disegno di legge viene infatti assegnato dal Presidente del Consiglio a una di queste
Commissioni, che provvede in una o più riunioni a esaminare il testo, a
discuterlo, a sentire il parere di soggetti qualificati nelle materie in esame
(audizioni). Il testo può essere modificato (si dice “emendato”), infine la
Commissione può decidere di esprimere un voto, che peraltro non pregiudica in nessun modo quello decisivo rimesso all’assemblea legislativa.
LE FUCINE
DOVE
SI PREPARANO
LE LEGGI
LE COMMISSIONI
LEGISLATIVE
a cura di Bruno Zorzi
PRIMA
Presidente Mattia Civico
Entro marzo il piano di riordino
delle società partecipate dalla Pat
La Prima commissione, presieduta da Mattia
Civico, ha approvato il rendiconto finanziario del 2014. Nel corso del dibattito, il Presidente della Giunta, Ugo Rossi, rispondendo
a una domanda di Maurizio Fugatti (Lega)
ha detto che il piano generale di riordino e
dismissioni delle società partecipate dalla
sul bilancio della Provincia. Le
entrate proprie della Pat, ha ricordato nella sua relazione la responsabile degli affari finanziari,
sono aumentate del 13%, mentre
i tributi erariali sono invece calati del 6,6% proprio a causa delle
riserve all’erario, cioè il gettito
spettante alla Pat che lo Stato ha
trattenuto per il proprio bilancio.
Comunque, il bilancio 2014, rispetto all’anno precedente, è rimasto sostanzialmente stabile,
passando, al netto delle partite di
giro, da 4 miliardi 602 milioni a 4
miliardi 593 milioni, con una riduzione percentuale dello 0,2%.
L’indice di riscossione delle entrate, sempre riferito al 2014, è
stato del 56% per un totale di 4
miliardi e 222 milioni a fronte del
60% del 2013. Le spese complessive sono diminuite dello 0.9%, la
spesa corrente dello 0,2%, mentre
la spesa per investimenti è rimasta
stabile a un miliardo 684 milioni.
Il grado di realizzazione della
spesa è stato quasi del 100% su
quelle correnti, del 96% sul conto
capitale, spese che hanno rappre-
Pat è in fase di elaborazione e sarà ultimato
entro la scadenza del 31 marzo.
Con quattro sì e tre contrari la Prima commissione, si diceva, ha dato il via libera
al ddl del rendiconto finanziario 2014. La
dottoressa Fulvia Deanesi, dirigente del Dipartimento affari finanziari della Pat, ha pre-
sentato il 37%. I pagamenti sono
arrivati a 3 miliardi 986 mentre i
residui passivi, cioè le cifre impegnate ma non utilizzate, sono
aumentare del 14% rispetto al
2013 a causa del patto di stabilità.
Nel 2014, ha affermato la dottoressa Deanesi facendo riferimento ad alcuni rilievi della Corte dei
sentato lo schema di questo disegno di legge
ricordando che il bilancio 2014 è stato in
parte tecnico. L’avanzo di amministrazione
è stato di 260 milioni di euro, contro i 372 nel
2013. Il 2014, inoltre, è stato caratterizzato
dalla reintroduzione delle riserve all’erario,
decisione del Governo che si è fatta sentire
Conti, le spese per gli incarichi
sono state ridotte del 76%.
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
ha chiesto chiarimenti sui rilievi
sui fondi europei. La dirigente ha
ricordato che l’Unione europea ha
sollevato qualche rilievo sui fondi
sociali europei, in particolare sulla rendicontazione di alcuni costi
SECONDA
ritenuti eccessivi. La Pat, ha detto,
ha attuato una decertificazione di
alcuni corsi e l’Unione europea ha
accettato questa scelta.
Fugatti, invece, sui rilievi fatti recentemente dalla Corte dei Conti ha chiesto al Presidente della
Giunta se ci sono novità sulla riorganizzazione delle società partecipate. Rossi ha risposto che si
sta lavorando ed ha assicurato che
entro la scadenza del 31 marzo il
piano definitivo per le partecipate
ci sarà. Il Presidente ha aggiunto però che la realizzazione di
questo piano generale richiederà
una tempistica diversa: in alcuni
casi, ha affermato, si arriverà al
31 gennaio 2017, in altri, invece,
saranno necessari ulteriori approfondimenti. In particolare, ha
detto, per Informatica Trentina il
traguardo sarà più in là, anche per
i rapporti che questa società ha
con il sistema informatico della
pubblica amministrazione. Ma,
ha ribadito Rossi, entro marzo il
quadro per il riordino delle partecipazioni della Pat nelle società
sarà pronto.
Presidente Luca Giuliani
L’appello di Riva: lavori
al polo fieristico o si perde
Il sistema fieristico-congressuale del Garda
trentino ha l’assoluto bisogno – per rimanere
competitivo – che partano i progetti da anni
sulla carta, per l’ammodernamento e l’ampliamento delle strutture e superfici disponibili
a Riva. Si tratta di opere per circa 60 milioni di
euro, che riporterebbero nelle migliori condizioni logistiche e tecniche sia il polo fieristico
alla Baltera (fuori Riva), sia il Palazzo dei
Congressi in fascia lago.
inadeguati (all’ultimo piano filtra addirittura l’acqua piovana). Il
progetto d’intervento ha una storia
che occuperebbe uno scaffale di libreria: nel 2006 viene dato incarico
alla Himmelblau di Vienna, che
produce un prestigioso piano, poi
però bocciato dal governo provinciale (Dellai e Mellarini) perché
sproporzionato. Un progetto più
realistico viene respinto invece da
Comune e Fierecongressi, finché
nel 2014 viene adottata in Giunta
una soluzione condivisa, che prevede 40.000 mq di superficie. Il
cronoprogramma prevedeva per
novembre 2015 l’avvio dei lavori.
Di fatto non c’è il bando di gara, né
Fierecongressi conosce il progetto.
Analoga la situazione in riva al
Benaco, dove il progetto di nuovo
Palazzo dei Congressi è in ballo dal
2002. Nel 2007 viene assegnata la
progettazione a PiùArch, ma l’appalto non è mai partito, sebbene
nessuno abbia mai avanzato obiezioni decisive sulle soluzioni individuate, che per un costo di circa
33 milioni comprendono anche il
Il messaggio è stato proposto dai vertici di Riva del Garda Fierecongressi spa alla II Commissione, scesa nel centro benacense per un
sopralluogo, promosso dal presidente Luca
Giuliani. C’erano il sindaco di Riva, Adalberto
Mosaner, il presidente di Fierecongressi spa,
Roberto Pellegrini, il direttore generale Giovanni Laezza.
Reduci dal successo di Expo Schuh e alla vigilia della Expo Hotel n° 40 (dal 31 gennaio),
teatro per l’Alto Garda. La messianica attesa di decisioni politiche
costa alla società qualcosa come 10
congressi all’anno, proprio mentre il competitor Rimini fa sempre
più paura.
Il sindaco ha ricordato ai commissari che il Comune a suo tempo ha
ceduto le quote in Fierecongressi
a Patrimonio del Trentino, per ottenere in cambio l’ex colonia Miralago sul lago, ma non avrebbe
immaginato che avrebbe assistito
alla paralisi dei progetti alla Baltera e al Pala.
Laezza ha rivendicato che la società delle fiere in mano pubblica
cammina senza contributi pubblici
e nel 2015 ha prodotto un risultato
operativo di 829mila euro. Vitale
è però che il governo provinciale
garantisca risposte coerenti con la
rapidità dei mercati.
L’incontro ha destato vivo interesse nei consiglieri Giuliani, Maestri,
Tonina, Manica, De Godenz, Fasanelli, Degasperi, Zanon e Giovanazzi.
Zanon ha detto che “ancora una
Pellegrini e Laezza hanno rivolto un appello al
governo provinciale, proprietario – attraverso
Patrimonio del Trentino spa – degli immobili. Expo Schuh ha respinto in questi anni gli
attacchi di altri concorrenti, da ultima Duesseldorf, ma rischia di non avere futuro se non
dimostrerà ai propri 1.408 espositori di fare
sul serio quando parla – e lo fa dal 2006 – di
ristrutturazione dei 23 mila metri 500 quadrati oggi a disposizione, ormai non funzionali e
volta si assiste allo stallo della politica trentina”.
Giovanazzi ha elogiato il lavoro di
Fierecongressi e ha ricordato che i
ritardi sulle strutture si devono in
parte anche a problemi di campanile, vedi la lunga vicenda del nuovo
Palasport, che per lungo tempo si è
2016
voluto mettere dentro la partita del
polo fieristico. Per il consigliere
di Pietramurata, il polo fieristico
provinciale dev’ essere solo quello di Riva.
De Godenz (ma anche Mario Tonina) ha condiviso con il presidente
Giuliani l’idea di portare presto al
tavolo della Commissione anche
l’assessore Gilmozzi e la Patrimonio spa.
Fasanelli ha messo in guardia dal
rischio che i progetti disegnati anni fa siano già ora vecchi e da ripensare.
Maestri ha riconosciuto che in questi anni si è sbagliato nel cercare
di replicare altrove in Trentino la
felice situazione di Riva. Ora però
la scelta di puntare solo sul Garda è certa, anche perché a Trento
il Cte sta dismettendo gli spazi a
favore dell’Università, mentre il
futuro dell’area ex Italcementi è
al di là dal vedere la luce. Maestri
ha auspicato quindi il via ai lavori
per Riva e ha però chiesto se non si
potrebbe prevedere una “piccola
vetrina” collocata nel capoluogo.
QUARTA
Psicologi, alleanza tra
Via alla riforma della
Nelle ultime sedute della Quarta Commissione si è affrontata una serie di
temi sociali e sanitari, da registrare il parere positivo alla delibera dell’assessore Mellarini che prevede contributi per le società sportive che devono,
in base al decreto Balduzzi, munirsi di defibrillatori, poi le audizioni sui
disegni di legge in materia di assistenza psicologica e ginecologica, quindi
il testo unificato sullo sport di Tiziano Mellarini, Luca Giuliani e Mattia
Civico e la modifica alla legge sulla casa di Maurizio Fugatti.
arresto cardiaco. La Giunta ha però deciso di non attendere
l’annuncio ufficiale della proroga ministeriale e di prevedere
fin d’ora un contributo del 70% su una spesa massima ammessa di 700 euro per l’acquisto del defibrillatore. Contributo, ha preannunciato Mellarini, che però con la nuova legge
provinciale sullo sport potrà arrivare fino al 90%. Le società
dovranno presentare domanda fra il 1° febbraio e il 31 marzo prossimi. In base al decreto Balduzzi dovranno essere poi
le stesse società sportive a preoccuparsi della formazione di
alcune persone perché sappiano utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno durante gare e allenamenti. Critiche al
decreto, definito frettoloso da Mellarini, sono venute anche da
parte dei consiglieri Piero De Godenz, Walter Viola, Claudio
Cia, Giuseppe Detomas. Violetta Plotegher si è unita a Cia nel
criticare la scelta dei defibrillatori semiautomatici imposta dal
decreto Balduzzi. Vi sono apparecchi che guidano nella procedure permettendo l’utilizzo anche a personale non medico
e non formato di fronte ad una situazione difficile.
Ginecologia e psicologia, il pubblico non basta.
Si sono poi tenute le audizioni sui disegni di legge 31 e 32 del
consigliere Mattia Civico per il potenziamento dell’assistenza
ginecologica e psicologica. Il cuore dei due progetti di legge:
un’alleanza tra pubblico e privato sulla falsariga di quanto già
avviene per l’assistenza odontoiatrica. Le audizioni hanno fatto emergere apprezzamenti, ma anche alcuni dubbi. Secondo
la responsabile del Consultorio familiare, Rossella Mazza,
la proposta sull’assistenza ginecologica è buona ma non è in
grado di risolvere i veri problemi. La direttrice dell’Unione
operativa di psicologia, Elena Bravi, ha osservato che non
si può non essere d’accordo con le premesse che stanno alla
base del ddl. Tuttavia ha rilevato un aspetto di criticità che ha
definito “scivoloso”, individuato nell’articolo 3 che prevede
che le prestazioni possano essere erogate anche da ambulatori privati convenzionati e non convenzionati. Per l’Ordine
dei medici il problema dei consultori è reale e nasce anche da
una mentalità “ospedalocentrica” , mentre la prevenzione e
le soluzioni dei problemi della donna andrebbero affidati più
ai consultori che alle strutture ospedaliere. Per i responsabili
dell’Ucipem la richiesta di assistenza psicologica è in crescita e va data una risposta organizzata, Positiva la valutazione
degli Psicologi per i popoli, per i quali il ddl permette in primo luogo un’indagine approfondita sui bisogni, sull’offerta e
sulla sua qualità ed efficacia. Sara Piazza (Presidente Ordine
degli psicologi) in rappresentanza degli 800 psicologi iscritti
all’albo della Provincia (solo 50 operanti nel pubblico) è partita con una considerazione di apprezzamento sulla recente
approvazione del piano della Salute, che, ha detto, “sembra
sia stato scritto pensando a noi psicologi data la pregnanza dei
riferimenti al benessere sociale e psicologico”. Il ddl di Civico si inserisce in pieno in questa logica. Per l’Associazione
nazionale Altrapsicologia, Nuzzo Ersindo ha detto che il ddl
rappresenta un modello perché prevede di organizzare e rendere sistematica la psicologia in Provincia di Trento.
Mattia Civico ha osservato che, tra pubblico e privato, manca un’alleanza di sistema, un accreditamento: se dal 2009 noi
riusciamo in questo intento in ambito odontoiatrico, non si
vede perché non potremmo farlo anche in altri contesti, ha
osservato. “I miei disegni di legge – ha detto – chiedono di
fare una scelta di campo chiara: o il pubblico si pone una seria
riflessione sull’adeguatezza dell’intero sistema e ragiona sulle
criticità, oppure si offre una strada alternativa promuovendo
un’alleanza con i professionisti sul territorio che già operano,
spesso con meno tutele e una dose di generosità e creatività
anche maggiore di chi lavora nel pubblico.
Violetta Plotegher ha detto di sottoscrivere con convinzione
le motivazioni della legge ma ha aggiunto di nutrire dubbi che
rappresenti la soluzione.
Sport tre disegni di legge per renderlo accessibile a tutti.
È stato avviato l’esame del testo unificato dei ddl sullo sport
di Civico, Giuliani (Patt), e Civettini della Civica Trentina e
dell’assessore Mellarini. Tiziano Mellarini ha illustrato sinteticamente le modifiche introdotte con il testo unico, che
opera una sintesi delle proposte di legge in campo. Ha poi
evidenziato lo scopo formativo ed educativo delle attività
sportive, nonché l’introduzione in queste norme di una forte
specificazione di sport territoriali come il basket e la pallavolo che un ventennio fa erano presenti in Provincia in forma e
dimensioni molto minori. Altri importanti tasselli delle nuove
norme richiamati dal responsabile dello sport sono quelli della
prevenzione e della salute, l’accordo strategico con scuola e
università e il fatto che questa sarà la prima legge nazionale
con una speciale attenzione e supporto alla disabilità psichica
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gennaio-febbraio
2016
Le Commissioni si dividono le materie di competenza legislativa della
Provincia Autonoma, nell’ultima pagina di questo giornale riportiamo
il dettaglio e anche la composizione delle Commissioni, concepita in
modo da garantire il rapporto tra maggioranza (4 membri) e minoranza
(3 membri) consiliare.
Le Commissioni si riuniscono in forma non pubblica e spesso ottengono
anche il risultato concreto di accorpare più proposte legislative sulla
stessa materia in un solo “testo unificato”, in modo da garantire un’economia legislativa sicuramente opportuna e apprezzabile. Le Commissione sono anche chiamate a esprimere pareri su schemi di deliberazione
Presidente Giuseppe Detomas
privato e pubblico
legge sullo sport
Defibrillatori, il ministero ha accettato il rinvio.
Partiamo dalla delibera sui defibrillatori. L’assessore Mellarini ha detto che probabilmente slitterà di sei mesi l’entrata in vigore, prevista il 19
gennaio scorso, del decreto Balduzzi, che obbliga tutte le società sportive
italiane, anche dilettantistiche, a dotarsi di almeno un defibrillatore semiautomatico esterno da utilizzare in caso di bisogno per salvare la vita di
chi nel corso di una gara o anche di un semplice allenamento avesse un
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della Giunta provinciale, che si presenta ai commissari con l’assessore
competente per materia, a illustrare la ratio e le caratteristiche delle decisioni adottate dall’esecutivo.
Talvolta la Commissione esce da palazzo Trentini per effettuare sopralluoghi e indagini conoscitive (dentro il carcere, nelle sedi di aziende
pubbliche, su importanti cantieri…), in modo da mettere i legislatori in
condizione di decidere e legiferare a ragion veduta, dopo un confronto
diretto con persone, luoghi e situazioni. Il disegno di legge approdato
al Consiglio provinciale può anche essere rimandato in Commissione,
qualora l’aula decida l’opportunità di una ripresa del confronto sul testo.
LE COMMISSIONI
LEGISLATIVE
TERZA
Presidente Mario Tonina
Nuova legge sugli appalti al via
meno ribassi e maggiore qualità
L’assessore Mauro Gilmozzi ha presentato in
Terza Commissione i contenuti del disegno di
legge sugli appalti (v. pag. 20) che recepisce
due direttive della UE (23 e 24 del 2014) e modifica la legge provinciale sui lavori pubblici
del ’93 e quella sui contratti del ’90. In estrema
sintesi gli obiettivi della normativa sono: ridur-
re. Questo perché ogni lotto deve
essere sottoposto alla procedura di
gara europea. Con la legge attuale,
questo l’esempio fatto dall’assessore, una fognatura da tre milioni
di euro può essere suddivisa in lotti
ma ogni lotto va appaltato secondo
il valore dell’intera opera e quindi
in base alle regole Ue. In base al
ddl, invece, si potrà dividere il lavoro in lotti applicando per ciascun
lotto la procedura legata al suo valore. Insomma, la fognatura potrà
essere costruita, ad esempio, con
tre appalti da un milione di euro
l’uno. La legge prevede la procedura negoziata fino a due milioni,
ha ricordato l’assessore, e quindi
si apriranno opportunità anche per
le piccole aziende. Ogni lotto però
dovrà avere un’autonomia funzionale, una sua completezza tecnicooperativa.
E le opere che non possono essere divise in lotti funzionali, una
scuola ad esempio? In questo caso,
ha detto ancora Gilmozzi, si potrà suddividere in lotti sequenziali, invitando alla gara anche ditte
che fanno, ad esempio, l’impianto
elettrico e che non hanno un’inscrizione per tutti gli interventi
necessari a realizzare la scuola.
re il più possibile i subappalti; semplificare le
procedure di gara; contenere, nella valutazione delle aziende, il peso del massimo ribasso,
quindi dei prezzi, a favore della qualità; rendere
centrale il ruolo dei professionisti e dei progetti; tutelare il lavoro. La norma all’esame della
Terza Commissione, anche in risposta alle sol-
Se poi i lotti sequenziali saranno
sotto il 20% del valore dell’intera
opera o sotto un milione di euro
potranno essere assegnati in modo separato dall’amministrazione.
Una scelta normativa per garantire
una gestione pubblica dei lotti, con
maggiori garanzie sui pagamenti dei subappaltatori. A monte di
questo schema normativo però, ha
ricordato l’assessore, sta il ruolo
dei professionisti e quindi la qualità e la centralità dei progetti. Dal
punto di vista burocratico il ddl
introduce semplificazioni per le
gare. I controlli dei requisiti delle
aziende saranno effettuati solo sui
vincitori e solo a campione sugli
altri partecipanti. Poi c’è, come ha
affermato l’assessore, uno degli
“slogan” principali della proposta
normativa: meno prezzo e più qualità, da quella sociale, ambientale,
della tutela del lavoro, prima di
tutto garantendo il rispetto dei contratti collettivi e la previsione del
monte ore necessario per svolgere
un servizio o ultimare un’opera. È
previsto, inoltre, il passaggio del
personale in caso di subentro di
un’altra ditta in un appalto.
Nerio Giovanazzi ha detto di condividere la proposta di legge: bene
lecitazioni provenienti soprattutto dall’edilizia,
punta a ridurre i subappalti incrementando il
controllo pubblico su tutta la realizzazione delle
opere. Punto centrale, per raggiungere quest’obiettivo, è la possibilità di dividere le opere in
lotti. Gilmozzi ha ricordato che già oggi questa
operazione è possibile ma difficile da realizza-
privilegiare la qualità, ha aggiunto,
ma le ditte trentine devono essere
preparate a questa sfida. “Le imprese non possono aspettare – ha detto
il consigliere – la manna dal cielo e
devono confrontarsi con quelle di
fuori più organizzate e efficienti”.
Claudio Civettini ha ricordato che
spesso il prezzario provinciale è
il motivo per il quale gli artigiani
trentini perdono gli appalti. Massimo Fasanelli ha detto di condividere le finalità del ddl perché
mira a rendere più concorrenziali le
aziende trentine negli appalti. Bene quindi la possibilità di dividere
QUINTA
le opere in lotti, ma il minore peso
del prezzo richiederà una maggiore
preparazione tecnica di chi giudica i progetti. Lorenzo Ossanna ha
detto che la semplificazione e la
chiarezza sono i punti forti del ddl
Gilmozzi, ma serviranno direttive
univoche ai segretari comunali. I
progettisti avranno bisogno di una
formazione per metterli in grado
di progettare opere che possano
essere divise in lotti funzionali o
sequenziali.
La Terza Commissione ha poi approvato, all’unanimità, la bozza
della relazione sulla petizione contro l’impianto di cogenerazione a
biomassa della Menz&Gasser di
Novaledo.
Complessivamente favorevoli i
giudizi delle categorie ascoltate nel
corso delle audizioni. Un ddl, questo sugli appalti, che ha al centro la
tutela delle microimprese trentine e
a questo proposito l’Associazione
trentina edilizia e l’Associazione
artigiani hanno presentato proposte emendative contrastanti. Le
uniche perplessità sulla proposta di
legge sono state espresse dalle tre
maggiori organizzazioni sindacali,
preoccupate per la scarsa tutela dei
lavoratori .
Presidente Lucia Maestri
Scuola, nel concorso spazio ai precari
Europa, poca attenzione per il lavoro
e fisica. Infine, l’attesa introduzione del Tavolo tecnico per lo sport
e, su impulso di Claudio Civettini, la previsione di pareri di tutte
le competenti autorità per la pratica di sport o attività particolari
(come la zatterata o altri eventi potenzialmente pericolosi). Le audizioni dei numerosi soggetti sono state indicativamente fissate per
il giorno 1 febbraio, mentre il 9 sarà riservato all’esame del testo.
Edilizia pubblica, più punti ai residenti. Parere negativo.
Esaminato e respinto il disegno di legge 63 di Maurizio Fugatti
(Lega) di modifica delle norme in materia di edilizia abitativa,
finalizzato a favorire l’assegnazione di alloggi ai residenti in Provincia di Trento.
Il ddl respinto prevede una maggiore attenzione verso le esigenze
della popolazione trentina con l’introduzione, per i residenti sul
territorio da più di dieci anni, di meccanismi di punteggio aggiuntivi nelle graduatorie.
“Dopo la presentazione del mio disegno di legge il 23 gennaio
2015, una recente delibera della Giunta ha modificato alcuni criteri che vanno nella direzione del disegno di legge”, ha osservato
Fugatti. “Se da una parte può far piacere questa “folgorazione
sulla via di Damasco da parte della Giunta”, viene il dubbio che
il deposito del disegno di legge abbia, diciamo così, “ispirato”
l’esecutivo”. Tuttavia ci sono aspetti ancora “vivi” nel disegno di
legge, non recepiti dalla delibera della Giunta, sui quali il consigliere Fugatti ha intenzione di mantenere alta l’attenzione. Il parere negativo della Giunta è stato motivato dall’assessore Carlo
Daldoss proprio con le recenti modifiche regolamentari, che hanno
già introdotto a suo avviso una maggiore attenzione verso chi ha
una residenza sul territorio e rispondono già sufficientemente alle
esigenze sollevate da Fugatti. Claudio Civettini ha posto l’attenzione sulla necessità di operare una distinzione per quei trentini
che studiano o lavorano fuori provincia e per esigenze economiche
devono cambiare la residenza: un disegno di legge è stato depositato anche su questo argomento. La discussione è stata vivace soprattutto su un emendamento all’articolo 1 del consigliere Fugatti,
respinto dalla maggioranza, ma che il consigliere ha annunciato di
voler ripresentare nuovamente per l’aula, sul tema della difficile
convivenza nelle case popolari con soggetti reduci da strutture di
accoglienza o carcerarie.
In Quinta commissione si è parlato molto di
Europa, con il dibattito e le audizioni sul programma 2016 della Commissione europea e
con la discussione sullo stato di attuazione
della mozione “Essere Europa”. Il lavoro
dei commissari si è concentrato, inoltre, sui
due disegni di legge sul sostegno all’editoria,
quello di Lucia Maestri e quello di Claudio Civettini. L’assessore Tiziano Mellarini, sempre
in Quinta Commissione, ha annunciato che la
Giunta, entro pochi giorni, presenterà un procisa che quelli abilitati potranno
partecipare al concorso e sarà dato
il giusto peso all’esperienza di lavoro maturata. Mentre il ddl sulla
“buona scuola” versione trentina,
è in fase di studio (anche perché è
in atto il confronto con le organizzazioni sindacali), del concorso
nel 2016 ha invece anticipato i
dettagli Livia Ferrario, la dirigente
del Dipartimento della conoscenza
che affiancava il presidente. Sarà
indetto quest’anno in concomitanza con quello nazionale – ha
spiegato – sarà accessibile al solo
personale abilitato e non è prevista
una prova preselettiva. Comprenderà una prova di lingua straniera, prove scritte e titoli uguali al
concorso nazionale e una prova
per insegnamento di sostegno.
Infine, la durata delle graduatorie,
che riguarderanno soli i vincitori,
sarà triennale e la programmazione dei contingenti si baserà sui
pensionamenti del triennio e sulle
graduatorie provinciali ancora attive. Ferrario ha segnalato anche i
fabbisogni di docenti della scuola
prio disegno di legge per sostenere l’editoria e
i media. L’assessore e gli altri due proponenti
si sono detti disponibili a cercare un accordo
per arrivare ad un disegno di legge unificato.
Per questo, nei prossimi giorni, verrà istituito
un gruppo di lavoro.
Poi c’è il complesso capitolo della scuola.
Entro la primavera, ha annunciato il Presidente della Giunta Rossi, forse già in marzo,
la Giunta presenterà il disegno di legge di
recepimento in Trentino della riforma nazio-
a carattere statale del Trentino.
Nella scuola secondaria di primo
grado, vale a dire le scuole medie,
è di 255 docenti (10 di educazione
artistica, 30 di educazione tecnica,
75 di lettere, 75 di scienze matematiche, 35 di lingua tedesca e
30 di sostegno) e di 86 insegnanti
nella scuola secondaria di secondo
grado o “superiori”. Sempre al netto dei pensionamenti nel prossimo
triennio e delle graduatorie attive,
nessun fabbisogno risulta nei settori della scuola dell’infanzia e
della formazione professionale. Le
istanze dei precari e l’esigenza di
tener conto, nel punteggio di entrata, di chi è precario da molti anni e
la necessità di putare sulle materie
di interesse locale, sono state sottolineate da Civettini. Rossi e Ferrario hanno ricordato che i docenti
abilitati (Pas – Percorsi abilitanti
speciali; Tfa – tirocinio formativo
attivo) oggi presenti nelle graduatorie di istituto ma non inclusi nelle
graduatorie provinciali per titoli
chiuse nel 2010 (questi insegnanti
ne chiedono la riapertura ai fini del
nale sulla “buona scuola” del governo Renzi.
E sempre quest’anno la Provincia bandirà un
concorso per il reclutamento dei docenti da
immettere in ruolo nelle scuole secondarie
di primo e secondo grado, tenuto conto che il
fabbisogno è alle medie di 255 insegnanti e di
86 alle “superiori”. Sono queste le due notizie
principali fornite dal presidente Ugo Rossi alla Commissione, che gli ha chiesto una panoramica aggiornata sul personale della scuola
trentina. Quanto ai “precari”, la Giunta pre-
loro inserimento) potranno partecipare al concorso di quest’anno e
in quella sede alla loro esperienza
in servizio sarà riconosciuto un
“peso” preciso.
Altro tema affrontato dalla Quinta: il rapporto tra i tempi di vita e
quelli di lavoro. Il Trentino è tra
i territori più virtuosi in Italia nei
servizi messi in campo dal pubblico per conciliare la vita lavorativa
con quella familiare, in particolare
per ridurre il numero delle donne
costrette a lasciare o a ridimensionare l’attività professionale a causa dei troppi impegni domestici e
soprattutto della cura da prestare
ai figli piccoli.
Tornando, per concludere, alle
questioni europee, tra l’altro di
stretta attualità in questi giorni,
nel corso dell’aduzione con sindacato e categorie sul programma
2016 della Commissione europea
vanno riassunti alcuni passaggi
significativi. Andrea Grosselli,
a nome delle tre Confederazioni
(era presente anche Walter Alotti
segretario della Uil) ha affermato
che la qualificazione professionale, con il sostegno pubblico,
dev’essere considerata un diritto.
Il presidente degli artigiani, Roberto De Laurentis, ha sottolineato le
troppe differenze fiscali tra i paesi
Ue; Cardella dell’Asat ha chiesto
iniziative nei confronti della concorrenza sleale della cosiddetta
“shadow economy”, mentre Bernardino Santoni della Cooperazione ha lamentato l’eccessiva produzione di leggi, anche provinciali.
Affermazione che ha provocato
la reazione di Viola (troppe buone
leggi , ad esempio i principi dello
small business act, non vengono
attuate); Civettini ha ricordato la
situazione delle Rurali, mentre Fasanelli ha auspicato una maggior
velocità nelle scelte, ad esempio
sulla Valdastico. Lucia Maestri ha
ricordato che ci sono problemi nel
rapporto tra Consiglio ed esecutivo e che, a livello nazionale, la
proliferazione delle leggi dipende
soprattutto dal Governo visto che
il 90% delle norme vengono da
Palazzo Chigi.
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gennaio-febbraio
2016
L’EUREGIO
E L’EUROPA
Nella palazzina in Rue de Pascale, Rossi
ha assunto intanto la presidenza del Gect.
Dorfmann avverte: il progetto europeo
è a rischio come non lo è stato mai finora.
A sinistra, Rossi assume la
presidenza del Gect Euregio.
Qui sopra, Valeria Liverini spiega il
lavoro dell’Ufficio Pat a Bruxelles. A
destra, il Parlamento dell’Ue
con l’omaggio alla Francia
colpita dagli attentati.
Il Trentino si fa strada a Bruxelles
Consiglieri nella capitale Ue per l’avvio della nuova, rafforzata sede della Pat
L
di Luca Zanin
a volontà è chiara: guardare a nord, sfruttare meglio le opportunità (e i fondi) messi a disposizione dall’Unione europea, intensificare le relazioni e la collaborazione fra Trentino, Alto Adige e
Tirolo austriaco, far crescere quindi l’Euregio e le sue giovani strutture
organizzate. Ossia il gruppo europeo Gect (che mette assieme i tre esecutivi locali) e il Dreier Landtag (che invece riunisce congiuntamente le
assemblee legislative dei tre territori). È questo lo sfondo politico-istituzionale della “spedizione” che c’è stata lo scorso novembre da Trento a
Bruxelles, quando un folto gruppo di consiglieri provinciali – guidati dal
presidente Bruno Dorigatti e da Lucia Maestri, che presiede la Commissione consiliare dedita ai temi europei – è stato nella capitale dell’Ue, in
occasione dell’assunzione da parte di Ugo Rossi della presidenza biennale
del Gect. Si è festeggiato anche il varo della nuova, rafforzata sede dell’ufficio che la Provincia autonoma (in coabitazione con quella di Bolzano)
da anni incarica di coltivare i rapporti con la realtà comunitaria. Nella
bella palazzina di Rue de Pascale si sono susseguiti la festa, i discorsi, le
conferenze stampa e anche momenti strettamente operativi.
Si studia come dare peso
ai territori nell’Unione europea.
Appena giunti a Bruxelles, Dorigatti
e alcuni consiglieri hanno partecipato anzitutto alla conferenza tecnica
organizzata nella moderna e tecnologica aula del Parlamento fiammingo
dal Comitato delle Regioni Ue (c’era
il suo presidente, Markku Markkula),
attorno al tema “Taking decision at
the right level”. Il principio di sussidiarietà, dunque, e il ruolo del regionalismo di fronte al moloch europeo.
Il presidente del Consiglio regionale
del Friuli, Franco Jacob, è intervenuto per dire che il Comitato delle
Regioni stesso non è oggi annoverato al livello delle istituzioni europee,
ma considerato solo uno stakeholder,
mentre occorrerebbe dare più dignità
agli interlocutori regionali dell’Ue.
Si è discusso delle modalità che si
potrebbero/dovrebbero adottare per
rendere più agile l’interlocuzione
dei parlamenti nazionali e delle realtà
regionali con il Parlamento europeo.
L’incontro con l’onorevole
Dorfmann al Parlamento Ue.
Intenso è stato poi l’incontro tra i
consiglieri trentini e l’europarlamentare della nostra regione, Herbert
Dorfmann della Svp, che ha ricevuto gli ospiti in una sala vicina al
Parlamento europeo. Non c’è stata
la visita interna all’enorme palazzo
del Parlamento, che si presentava in
larga parte off limits per questioni di
sicurezza legate ai recenti attentati
di Parigi. Presenti anche l’assessore
altoatesino Florian Mussner e i consiglieri regionali Theiner, Poeder e
Hochgruber Kȕnzer, l’eurodeputato
ha tracciato un quadro della situazione politica europea vista dalla postazione privilegiata di Bruxelles.
“Il progetto dell’integrazione europea – ha detto – in questi ultimi mesi
è sotto stress più di quanto abbia mai
potuto personalmente rilevare”. Ci
sono fattori che lo mettono realmente a rischio, a partire dall’emergenza
immigrazione. La crisi economica
appare davvero finita, perché tutti i
Paesi Ue sono tecnicamente in crescita. Ma cresce di più chi ha fatto
seriamente un lavoro di austerity in
casa. E cresce il gap tra Paesi più e
meno ricchi. La Germania è un player
troppo forte e al netto della cancelliera Angela Merkel c’è una seria caren-
za di leadership politica degli Stati.
L’emergenza profughi è potenzialmente devastante, perché ha messo
tra parentesi il trattato di Schengen,
che rappresenta forse il principale
merito del percorso europeo. Secondo Dorfmann occorre proteggere
davvero le frontiere esterne dell’Ue,
non è possibile che a quelle interne
si presenti una massa di immigrati senza documenti e registrazione
di sorta. Occorre però essere anche
coscienti del fatto che la vera causa
degli sconvolgimenti asiatici – fenomeno Isis compreso – sta nell’esplosione demografica in atto, che genera
masse di giovani senza lavoro e senza
speranza, preda dei fondamentalismi.
Dobbiamo difendere il valore dell’integrazione europea – ha proseguito
Dorfmann – di fronte ai risorgenti
I consiglieri ospiti dell’onorevole Herbert Dorfmann. Il Parlamento era però inaccessibile per ragioni di sicurezza.
nazionalismi, ricordando che con
meno Europa non ci sarà più spazio
per le Regioni, ma più potere per gli
Stati, per Roma. Secondo il nostro
parlamentare europeo, va anche ripreso in mano il Trattato Ue, che mal
si adatta a una formazione con 28
Paesi aderenti.
Il presidente Dorigatti si è rivolto
all’europarlamentare ricordando che
si recupera il consenso verso l’Europa solo dando risposte concrete ai cittadini, partendo dalla consapevolezza
che oggi larghe fasce di popolazione
l’Ue non l’avvertono affatto. E occorre rafforzare il welfare, perché non si
fa l’Europa se si allarga l’area della
povertà e dell’assenza di diritti.
Il vicepresidente, Walter Viola, ha
rilevato che tutti vedono le frontiere
interne vacillanti, ma non ricordano
come Schengen preveda (inattuata)
anche la rigorosa protezione della
frontiera esterna dell’Ue.
Giuseppe Detomas ha detto che il
disamore verso l’Ue va di pari passo
con la crisi delle istituzioni democratiche e con l’inefficacia dei processi
decisionali affidati alla politica.
L’incontro con l’Ufficio rapporti
con l’Ue della Provincia.
La direttrice della base operativa del
Trentino a Bruxelles, Valeria Liverini, ha illustrato ai consiglieri come
funziona la rinnovata struttura, dislocata in un bel palazzo acquistato
in Rue De Pascale, a breve distanza
dai centri di potere delle istituzioni
europee. La legge provinciale 2 del
2015 ha messo in moto un notevole
potenziamento dell’ufficio, ora forte
di 5 addetti, perché si è deciso di andare ben oltre la logica del semplice
ufficio di rappresentanza. Si lavora
anzitutto per intercettare in anticipo
le informazioni utili sulle opportunità di finanziamento – sempre più
in forma di prestito della Banca europea degli investimenti (Bei) – che
l’Unione europea riserva a progetti e
iniziative economiche. L’ufficio Pat
fa un’azione di lobbying informale,
tenendo relazioni con i parlamentari
europei e creando collegamenti virtuosi a beneficio del Trentino e della
sua rete di aziende.
Nei programmi c’è poi un accordo di
programma con Fbk, Fem e Università, per supportare da Bruxelles le
attività di ricerca in cui sono impegnati questi soggetti trentini. Si potrà
fare anche formazione per i giovani
LA DIRETTRICE
“Siamo un’antenna per il Trentino in Europa”
di Valeria Liverini *
L’inizio del nuovo anno ci induce di consueto a
fare dei bilanci sull’attività realizzata, sui progetti futuri e nello specifico caso dell’Ufficio per i
rapporti con l’Ue, ad un anno dall’adozione della legge provinciale sull’Europa, a considerare
il processo di rilancio della partecipazione del
territorio trentino a livello europeo e le iniziative
in cantiere per il 2016.
Nel 2015 l’Ufficio riceve un nuovo mandato:
essere un “nodo” a livello europeo capace di
connettere attori diversi nella rete delle relazioni
istituzionali ed informali per creare opportunità
di scambio, sinergie e finanziamenti e fungere da
“antenna” per intercettare con anticipo le opportunità europee in settori prioritari, supportando
l’amministrazione provinciale e gli stakeholder
trentini sia nell’accesso ai fondi europei, che nel
dialogo con le istituzioni a Bruxelles. Il presidente Rossi e la Giunta provinciale decidono di
potenziare l’ufficio assegnando due nuovi funzionari che si occupano di finanziamenti e politiche europee in ambito “ricerca e innovazione” e
“supporto alle imprese e internazionalizzazione”.
L’avvio di questo processo ha registrato fin da
subito un forte coinvolgimento dei Dipartimenti
della Provincia e dei principali attori trentini. Nei
primi cinque mesi dell’anno è stata realizzata una
mappatura per individuare le priorità di lavoro,
sia in relazione alle politiche e normative in di-
scussione a Bruxelles, sia ai nuovi programmi
di finanziamento 2014-2020. Sono stati organizzati vari incontri bilaterali con i gabinetti dei
commissari e vice presidenti, con i funzionari
della Commissione e con i deputati europei per
discutere tematiche di interesse per il territorio,
dai trasporti alla salute, dal Fondo europeo per gli
investimenti strategici alla politica di ricerca e innovazione. È stata definita la collaborazione con
i principali attori trentini del mondo della ricerca
(Università, FBK e FEM) e con il mondo delle
imprese, attraverso la Camera di Commercio.
Come previsto dall’art 12 della legge sull’Europa, tali collaborazioni hanno dato avvio al
progetto di “sportello unitario”, inteso a favorire
un’ampia partecipazione del sistema territoriale
trentino a livello europeo.
L’attività di supporto alla presentazione di progetti finanziati da programmi europei, si incentra da un lato sulla segnalazione delle nuove
opportunità di finanziamento, che includono le
sovvenzioni, i prestiti e l’utilizzo di strumenti
finanziari innovativi, e dall’altro nel coinvolgimento di alcuni attori trentini nelle giornate di
progettazione europea a Bruxelles, promosse
all’interno di reti di cui la Provincia è membro.
L’Ufficio gioca un ruolo fondamentale anche
nell’evidenziare i cambiamenti in atto nell’utilizzo dei fondi Ue. La nuova programmazione,
infatti, tende a far convergere i finanziamenti verso obiettivi comuni e ad utilizzare meccanismi di
finanziamento più flessibili,
tentando di trovare formule
di integrazione tra i vari fondi. A settembre 2015
è stato lanciato un programma di formazione a
Bruxelles rivolto ai funzionari provinciali responsabili per gli affari europei. Tale percorso è
finalizzato a prendere contatto con i funzionari
europei referenti per dossier e programmi di interesse. L’obiettivo di medio periodo è quello di
avere un’amministrazione sempre più capace di
muoversi all’interno della “macchina europea”,
rappresentando con tempestività le necessità ed
i progetti del territorio.
Infine, il 2015 è stato l’anno in cui si sono celebrati i vent’anni della Rappresentanza della Regione europea Tirolo, Alto Adige, Trentino ed è
stata siglata la nuova intesa per il rilancio di una
cooperazione rafforzata a livello europeo, con
Trento coordinatore della Rappresentanza per i
prossimi due anni. Quali sono i prossimi passi?
Nel 2016 vorremmo rafforzare le relazioni con
il territorio coinvolgendo nuovi attori nelle iniziative europee. È nostra intenzione consolidare
i servizi e le attività avviate e rafforzare il dialogo
con il Consiglio provinciale, consapevoli che la
presenza in Europa richiede oggi più che mai una
progettualità di sistema.
* Valeria Liverini è coordinatrice dell’Ufficio per
i rapporti con l’Unione europea della Provincia
autonoma di Trento.
e si sta pensando anche a momenti
di formazione dedicati anche alla
politica e ai consiglieri provinciali.
La presidente della V Commissione
consiliare, Lucia Maestri, ha rilevato
con soddisfazione che la l.p. 2/2015 –
che si occupa proprio di rapporto tra
Provincia e Ue – sta dunque entrando
nella fase attuativa. La cabina di regia
è in mano alla Giunta provinciale, si
tratta di focalizzare – l’ha rilevato anche il consigliere Giuseppe Detomas
– il ruolo dell’assemblea legislativa
nella produzione del diritto europeo,
evitando che risulti infine marginale
o solo teorico. Rispondendo a Giacomo Bezzi, la direttrice Liverini invece
ha spiegato che l’ufficio di Bruxelles
si rapporterà con le aziende trentine,
ma per il tramite della Camera di
commercio di Trento. Un bollettino
terrà peraltro informate le imprese
su tutte le chance che arrivano da
Bruxelles.
Mario Tonina ha osservato che purtroppo si sono persi diversi anni prima di decidersi a dare all’ufficio di
Bruxelles un’impronta decisamente
orientata all’economia e alle imprese. L’auspicio è che l’ufficio si metta
in dialogo non solo con il governo
provinciale, ma con tutta la politica
trentina.
Il vicepresidente Walter Viola ha argomentato che la mission principale
oggi per l’ufficio Pat di Bruxelles è
quella di fare rete, sul piano formativo e informativo, e di fare lobbying,
dando maggiore peso specifico al
Trentino. E quindi non più solo consentire l’accesso ai fondi europei.
L’assemblea del Gect Euregio
e l’intervento di Dorigatti.
Nelle sale della sede di Rue de Pascale si è svolta anche l’assemblea
del Gruppo europeo, che ha sancito
l’avvio della presidenza trentina per
il prossimo biennio. Durante i lavori
ha preso la parola anche il presidente
del Consiglio Bruno Dorigatti, che
ha ringraziato il presidente uscente
Gȕnther Platter, elogiando i passi
avanti compiuti da quest’organismo
di collaborazione transfrontaliera fra
le regioni del Tirolo storico. Il Gect
ha accresciuto la sua riconoscibilità
e ha prodotto decisioni concrete nel
campo dei giovani, della cultura, dei
trasporti, dell’economia.
“Ora però si apre una nuova fase –
ha detto Dorigatti – consentita dalle
decisioni assunte dal Dreier Landtag
di Schwaz 2014. Si è introdotto infatti un rapporto più diretto tra l’assemblea congiunta delle tre assemblee legislative di Trento, Bolzano
e Innsbruck e il Gect Euregio: la relazione appare sempre più simile a
quella tra organo legislativo e organo
esecutivo, con tutte le conseguenze
operative che ne discendono. E che
si devono declinare già con il Dreier Landtag programmato per il 21
aprile prossimo a Trento, attraverso
mozioni realmente operative e capaci
di innescare l’azione amministrativa
diretta del Gect”.
Con quest’ultimo presieduto da Ugo
Rossi e il Dreier Landtag presieduto
da Bruno Dorigatti, il Trentino nel
2016 può davvero lasciare il segno.
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gennaio-febbraio
2016
2015, un anno a fianco delle donne
Si tratta di un progetto di educazione
alla cittadinanza che ha trasformato
i giovani in giornalisti radiofonici
per Radio Trentino in Blu e Sanbaradio.
Nel secondo semestre 2015 invece
il Forum è stato in Kosovo a lavorare
sulla promozione di una cultura
della convivenza dopo tante tensioni.
La Commissione Pari Opportunità tra donna e uomo
alcuni giorni fa ha illustrato il lavoro svolto nel 2015
in diverse aree di intervento.
Mondo del lavoro: si è lavorato sui diritti di maternità nelle diverse tipologie contrattuali e sulla promozione di modelli organizzativi che valorizzino le
differenze nei contesti di lavoro.
Equa rappresentanza di genere nei luoghi decisionali: l’obiettivo è stato il sostegno alla modifica
della legge elettorale provinciale per l’introduzione
della doppia preferenza di genere secca, delle liste
elettorali al 50&50 e a pettine (donna, uomo-donna,
uomo), delle pari opportunità nella comunicazione elettorale. Attraverso la rete delle associazioni/
movimenti femminili, con cui la Cpo presieduta
da Simonetta Fedrizzi (nella foto) collabora da
anni, è stato diffuso il documento “Trentino, la democrazia che vogliamo. Carta per la democrazia
paritaria”sottoscritto da 28 rappresentanti, anche del
mondo economico e del sindacato. La C.p.o. ha poi
prodotto e finanziato un video promozionale sulla
democrazia paritaria, presente sui social network
e proiettato nei cinema. È stato inoltre realizzato
il seminario su “Equilibrio di genere e trasparenza
partecipativa nelle società pubbliche e private do-
po la legge 120/2011”, con l’ottica di evidenziare
come un’equa partecipazione delle donne alla vita
economica sia un fattore strategico di sviluppo della società. Hanno relazionato rappresentanti della
Presidenza del Consiglio dei Ministri e del mondo
accademico.
Educazione alle relazioni di genere e promozione di
una cultura paritaria: è proseguita la collaborazione
con l’Assessorato provinciale e altri soggetti per realizzare moduli formativi dedicati alle scuole. Sono
state edite due pubblicazioni didattiche, sono state
realizzate e saranno incrementate in futuro iniziative rivolte all’infanzia e agli educatori ed educatrici
in contesti extrascolastici; con la Biblioteca comunale di Trento è stato attivato un corso di letture per
l’infanzia, con brani scelti fra quelli che rivalutano
anche le protagoniste femminili.
Comunicazione in un’ottica di genere: sono stati
intensificati i contatti con i media, per favorire una
forma di comunicazione rispettosa delle dignità della donna; è stato inoltre affidato ad un’esperta uno
studio sulla rappresentazione delle donne attraverso
i media, la cui finalità è fornire indicazioni per superare contenuti ancora prevalenti di articoli e immagini ad alto contenuto di sessismo. In occasione
del 25 novembre, giornata internazionale contro la
violenza maschile sulle donne, la Commissione ha
proposto poi con il Corecom lo spettacolo “Doppio
taglio”, che affronta la tematica anche attraverso il
filtro della sua rappresentazione mediatica.
Ancora: è in fase di costruzione il nuovo sito internet
della C.p.o. ed è stata attivata una pagina Facebook.
Violenze di genere: per il 25 novembre è stata organizzata una serata teatrale seguita da una partecipata
conversazione con il pubblico in sala (associazionismo, scuole, sport, giornalismo e magistratura).
In corso d’anno la Cpo ha messo gratuitamente a
disposizione della collettività una mostra tematica dal titolo “Non chiamatelo raptus” dell’artista
Stefania Spanò, in arte “Anarkikka” che numerosi
soggetti hanno ospitato e che è stata occasione di incontri pubblici. La Cpo ha supportato associazioni,
movimenti e istituzioni in occasione di numerose
iniziative contro la violenza. Ha inoltre realizzato e
diffuso materiale informativo con indicazioni delle
strutture e servizi a cui rivolgersi.
Costante da ultimo è stato l’impegno della Commissione in reti e tavoli di lavoro istituzionali e l’attività
di impulso legislativo e di consultazione in merito
a disegni di legge, piani e programmi provinciali.
“Radio memoriae” di guerra
I ragazzi hanno indagato i conflitti meno noti: in onda il 27 gennaio
I
l Forum Trentino per la pace e i diritti umani – che è un organo
incardinato presso il Consiglio provinciale – nel secondo semestre
2015 si è dato da fare per esportare cultura di pace, in particolare
nella tormentata area balcanica. Questo primo scorcio di 2016 invece vede l’organismo presieduto da Massimiliano Pilati lanciato
verso una nuova iniziativa formativa rivolta ai giovani trentini.
Mercoledì 27 gennaio, Giornata della Memoria, viene messa in onda
su SanbaRadio e su Radio TrentinoInBlu la prima di dieci puntate
del programma radiofonico “Radio Memoriae. Le guerre dimenticate”, ideato e condotto da un gruppo di ragazzi dai 15 ai 20 anni,
con l’aiuto appunto del Forum. “Radio Memoriae “ è un progetto
di educazione alla cittadinanza ideato e coordinato in realtà da una
vasta rete di partner, che ha accompagnato un gruppo di giovanissimi attraverso un percorso di approfondimento multidisciplinare:
dal mondo del giornalismo di guerra alla ricerca storiografica, dalla
comunicazione radiofonica al lavoro di gruppo come modalità di
apprendimento creativo.
Lo scorso giugno i partecipanti
hanno avuto modo di dialogare
con giornalisti e reporter di guerra di calibro nazionale durante tre
giorni di full immersion formativa, per poi diventare i protagonisti
della creazione di un programma
radiofonico in tutte le sue fasi;
hanno svolto un’attività di ricerca
di materiale storiografico riguardo
ai conflitti meno noti del Novecento; contattato persone sul territorio
per ascoltare la loro testimonianza
in merito, ragionato sulle tematiche trasversali che caratterizzano
il narrare la storia, ma anche scritto dei canovacci, cercato e scelto
materiali sonori, “costruito” una
sigla di apertura. Sono stati poi
gli effettivi speaker del programma, a stretto contatto con la vita di
una redazione radiofonica e con i
trucchi del mestiere, e hanno contribuito alla post-produzione del
materiale da mandare in onda.
Il progetto è stato realizzato con il
contributo – oltre che del Forum
– della Fondazione Caritro e di
ACLI Trentine, Associazione
46° Parallelo, Isodarco, USPID
e la Consulta degli studenti di
Trento e i partner tecnici Radio
TrentinoInBlu e SanbaRadio.
Partner istituzionali del progetto:
Assessorato all’Istruzione della
Provincia Autonoma di Trento,
Ufficio Politiche Giovanili e Servizio Civile della Provincia Autonoma di Trento, Ufficio Politiche
Giovanili del Comune di Trento.
A Pristina e Peja assieme
a Trentino con i Balcani Onlus
Si diceva poi dei Balcani e del lavoro svolto dal Forum nel 2015.
Si tratta del “progetto Kosovo”,
realizzato in sinergia con Trentino
con i Balcani Onlus (ATB ONLUS), una delle associazioni aderenti, che da anni opera nell’ambito della cooperazione decentrata di
comunità nei Balcani. Il progetto è
nato con l’obiettivo di porre le basi
di uno scambio di buone pratiche
riguardo alla promozione della
pace e dei diritti umani, iniziando a comprendere specificità e
potenziali terreni comuni su cui
impostare un dialogo e collaborazioni future.
Questo processo di avvicinamento
alla realtà kosovara è iniziato attraverso alcuni incontri di preparazione a Trento, per poi continuare con
una visita in loco, durante la quale
il Presidente del Forum Massimiliano Pilati ha potuto confrontarsi con alcune realtà istituzionali
ed associative kosovare. La spedizione era connessa alla Giornata internazionale dei diritti
dell’infanzia e dell’adolescenza
del 20 novembre, in linea con uno
dei principali ambiti d’attenzione
del Forum: l’ascolto dei giovani e
delle loro esigenze; non solo pragmatiche ma anche interiori, i loro
sogni, le loro aspettative, il loro
universo di significati.
Durante questa visita ci siamo
fatti una prima idea del contesto
In sala registrazione per Radio Memoriae; a Pristina con l’ambasciatore; il fiume Peja in Kosovo.
del Paese; abbiamo incontrato associazioni del territorio e giovani
attivi ed impegnati, discusso di
problematiche che non toccano
solo la realtà kosovara ma anche
quella trentina ed europea; dialogato sulla partecipazione dei
giovani alla vita della comunità,
sulla promozione del dialogo e
della convivenza in un periodo
storico complicato dove la paura
e la chiusura rischiano di prendere
il sopravvento nella vita quotidiana dei cittadini come nelle scelte
politiche.
Ci siamo confrontati anche con le
istituzioni locali, dal presidente
del Consiglio Comunale di Peja
(centro al nord del Paese dove prevalentemente opera Atb Onlus),
all’assessore “Cultura, Giovani e
Sport”: con loro, e con l’Agenzia
della Democrazia Locale, abbiamo parlato di giovani (il Kosovo
ha l’età media più bassa d’Europa;
e dei suoi due milioni di abitanti la
metà ha meno di 25 anni), della necessità di vedere in loro un futuro
concreto, una risorsa per costruire
una cultura di pace e di convivenza
che si confronta con le differenze,
lì come qui in Trentino.
E proprio lì abbiamo visto anche
un po’ del Trentino migliore; abbiamo incontrato i referenti in
loco di Atb Onlus, che ci hanno
raccontato la storia dei progetti di
cooperazione trentina, abbiamo
visitato la Val Rugova con la sua
prima via ferrata “Ari-Grotta della
Regina”, realizzata con l’aiuto della Sat di Trento, abbiamo visto il
direttore di Atb Onlus, Maurizio
Camin, diventare un nuovo cittadino onorario della città di Peja,
in riconoscimento delle attività e
dell’impegno di tutti questi anni
del Trentino istituzionale e non in
Kosovo.
Per il 2016 il Forum vuole continuare a seguire questa strada di
dialogo e conoscenza reciproca;
convinto che questo impegno rappresenti la chiave per diffondere
buone pratiche e costruire proposte
congiunte ad ampio raggio.
(a.b.)
Corecom: conciliazioni triplicate in 7 anni
Nel 2015 hanno riportato nelle tasche degli utenti trentini 380 mila euro
Nel corso dell’annuale conferenza stampa il presidente del
Corecom trentino Carlo Buzzi
ha illustrato ai giornalisti l’attività svolta nel 2015 e anticipato
qualcuno dei futuri programmi.
L’attività conciliativa esercitata
dal Corecom ha avuto negli anni uno sviluppo notevolissimo.
In particolare, il 2015 ha visto
crescere i tentativi di conciliazione tra cittadini e operatori
della comunicazione (comprese
le compagnie di telefonia mobile) del 29% rispetto al 2014,
con un +32% dei provvedimenti d’urgenza. Nel complesso, l’attività conciliativa negli
ultimi 7 anni è quasi triplicata
(+161%), dai 425 interventi
del 2009 ai 1112 del 2015, con
un’incidenza dell’utenza business sul totale pari quasi al 50%.
Nel 2015 sono stati contabilizzati 8.462 contatti e si sono svolte
745 udienze di conciliazione, con
una percentuale di accordi andati
a buon fine pari al 94,49%. Per
effetto di essi è tornata ai cittadini
una somma di oltre € 380.000.
Obiettivo dell’organismo è quello
di assicurare il massimo pluralismo e rispetto delle regole. A tal
fine il Comitato tiene scrupolosamente aggiornato il sistema
telematico del Registro degli
operatori. Nel corso del 2015 ha
svolto l’attività di monitoraggio
finalizzata alla vigilanza sul rispetto degli obblighi di programmazione dell’attività radiotelevisiva. Su sollecitazione del sistema
politico ed istituzionale locale,
ha predisposto due monitoraggi
sugli aspetti socio-politici dell’emittenza televisiva locale e Rai e
aderendo ad un progetto europeo
ha svolto un monitoraggio sulla
figura della donna nelle televisioni locali. Sul fronte della tutela dei
minori, il Comitato ha promosso
un corso di formazione per giornalisti ed ha attivato una serie di
collaborazioni con il Garante dei
minori e la Polizia Postale. Sul
fronte progetti per il futuro, Carlo
Buzzi ha annunciato per il 2017
un’intensificazione delle attività
rivolte ai minori, con particolare
attenzione ad un uso consapevole
dei nuovi media ed alle insidie nascoste dietro il loro utilizzo. Nel
contempo è intenzione del Core-
com avviare una rilevazione sulla
diffusione e sull’uso di internet e
dei social network nella comunità trentina, mentre in primavera
sarà organizzata una giornata di
riflessione e confronto sulla salute
dell’emittenza televisiva locale.
Il presidente del Corecom Buzzi
ha concluso infine rilevando un
importante aspetto di criticità, che
risiede nella pianta organica sottodimensionata rispetto al trend
in costante aumento delle attività
delegate.
“Questa situazione caratterizzata
dalla precarietà e dall’emergenza”, ha detto lanciando un messaggio al Consiglio provinciale
presso il quale è incardinato l’organismo, “appare difficilmente
sostenibile”. (m.c.)
Carlo
Buzzi,
presidente
del
Comitato
trentino
per le
comunicazioni
(Corecom)
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Spazio aperto, lettere e opinioni
“
I
sia della comunità interrogarsi (e naturalmente, trovare le giuste risposte) sul futuro della
nostra specialità, partendo da una riflessione sullo Statuto che ne costituisce la cornice
giuridica.
Sulla necessità di ridefinire lo Statuto del 1972
la discussione è aperta ormai da anni. Le modifiche costituzionali intervenute alla fine degli anni ’90 e le complessive trasformazioni
delle nostre comunità hanno determinato uno
scollamento tra il testo normativo e la realtà
che richiede un intervento non più rinviabile.
E però non basta un’operazione di riordino
formale: oggi serve ripensare, pur nel solco di
un’esperienza storica che è vincolo e garanzia al tempo stesso, il significato e il contenuto
dell’Autonomia, a partire dal delicato equilibrio tra i suoi attori istituzionali. La Regione e
le due Province autonome.
Per questo, la Consulta, composta di 25 membri provenienti dai settori economici e produttivi, dall’associazionismo sociale, dalla
cooperazione, dall’università, dal sindacato,
dalle minoranze linguistiche e dalle istituzioni provinciali e locali, avrà l’arduo compito
di definire una cornice di indirizzo generale
A
pprovata la Legge Finanziaria con il chiaro voto
contrario del gruppo di Civica Trentina, emergono in modo evidente le contraddizioni di
una maggioranza che si regge con
sempre maggiori difficoltà per la
mancanza, oltre che della coesione, di reali progetti identificabili
e concreti. Si sottolinea questo
senza tuttavia nascondere la soddisfazione per l’avvenuto recepimento, nella discussione della
Finanziaria, di diverse proposte
”
(da “Lazarus”, brano dell’ultimo album di David Bowie, pubblicato pochi giorni prima della morte)
Alcune domande per il Presidente della Provincia
Sulla questione delle consulenze affidate a Deloitte
di Donata Borgonovo Re, consigliera provinciale del Pd
politica dei firmatari della proposta) è quello di dare vita ad un
organismo ampiamente rappresentativo della comunità trentina
che elabori un progetto di riforma
dello Statuto speciale, utilizzando – certo per la prima volta nella
storia della nostra Autonomia – un
di Maurizio Fugatti, consigliere provinciale di Lega Nord Trentino
percorso partecipativo capace di
coinvolgere il più vasto numero
possibile di cittadini, di associazioni, di enti… Se infatti diciamo da sempre che l’Autonomia
è di tutti e che dunque tutti sono
chiamati a darle vita e vigore, è
responsabilità sia delle istituzioni
entro la quale si svilupperà la raccolta di osservazioni e di proposte espresse dai cittadini.
Questo materiale confluirà, al termine della
fase partecipativa, in un documento conclusivo che verrà sottoposto all’esame del Consiglio regionale, così come previsto dall’art.
103 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto
Adige oggi in vigore.
È importante ricordare, comunque, che la Provincia autonoma di Bolzano ha già adottato,
nell’aprile dello scorso anno, una disciplina
analoga alla nostra, soprattutto per quanto
riguarda la centralità del processo partecipativo, istituendo una Convenzione (Landes
Konvent) per la riforma dello Statuto di autonomia che inizierà i propri lavori entro la fine
di gennaio. Siamo tutti consapevoli che, poiché lo Statuto ha una dimensione regionale, i
percorsi avviati nelle due Province dovranno
avere molte occasioni di confronto e di contatto: la sfida è quella di costruire un progetto
condiviso, che grazie al coinvolgimento aperto dei cittadini e delle cittadine del Trentino e
dell’Alto-Adige/Südtirol possa definire per gli
anni a venire il nuovo volto della nostra speciale Autonomia.
I
l Presidente Rossi in questi
giorni è intervenuto più volte sulla questione Informatica
Trentina-Deloitte per cercare di
chiarire alcuni punti che ad oggi
sono ancora controversi.
In un comunicato diffuso nei giorni scorsi ha dichiarato testualmen-
te: “Il 4 novembre in Consiglio
provinciale avevo richiamato tutti
i fatti e fornito copia della tabella
delle consulenze, compresa l’ultima, che aveva lo scopo di chiudere la consulenza in corso e non
di farne altre”. In questo modo
il Presidente ha cercato di porre
ancora incarichi a Deloitte. Le nostre perplessità, smentita dopo smentita da parte
del Presidente, si stanno però ulteriormente
amplificando.
Infatti, il Presidente Rossi non ha chiarito
perché nella lettera inviata dalla Provincia
a Informatica Trentina il 22 dicembre 2014,
più di un anno dopo dalla sua elezione e dalla
dipartita di Dellai, si richiede di “provvedere
alla proroga dei termini di conclusione delle attività al 30 giugno 2015”, del contratto
avente scadenza il 31 dicembre 2014. Di tale
contratto, come ben sappiamo, ad oggi non
sono state ancora pagate le fatture a Deloitte
per un totale di 1.148.224,00 più Iva.
Ma non è finita qui, perché nella stessa
lettera la Provincia richiede anche a Informatica Trentina la formalizzazione di
ulteriori due incarichi: “Si segnala inoltre
la necessità di richiedere al fornitore la presentazione di una ulteriore proposta progettuale, a completo utilizzo dell’importo
complessivamente previsto con riferimento
alla iniziativa in oggetto, per la effettuazione di prestazioni nei seguenti ambito di
interventi: Centro Servizi Condiviso e razio-
di Claudio Civettini, consigliere provinciale di Civica Trentina
certezze, per l’evidente assenza di un progetto credibile su cui confrontarsi.
Non più rassicurante, purtroppo, è il versante della
scuola, tema su cui si apre una voragine senza fine
perché nell’indefinitezza di tutte le situazioni che sono aperte, specie per quanto riguarda i docenti, non
è chiaro, vista la competenza che abbiamo, quale sia
l’obiettivo che la Giunta provinciale persegue con le
proprie scelte. Non risulta infatti che al centro delle
scelte, vi siano gli studenti e né, d’altra parte, quel
legame forte con le aziende del quale vi è gran bisogno. Un tema sul quale dovremmo politicamente
confrontarci con le parti sulle scelte da farsi, onde
poter dare risposte ai precari che comunque hanno
reso e mantenuto eccellente il sistema scolastico, sia
per elaborarne, in concreto, gli obiettivi, che attraverso la formazione, devono dare certezze al futuro
dei nostri giovani.
Nell’Università trentina, invece, si sente l’assenza di
una regia forte nonché la volontà chiara anche di una
revisione degli indirizzi dal momento che è evidente
l’inadeguatezza di alcuni corsi che oggidì, sanno so-
rilancio del comparto turistico nella nostra provincia – e, dall’altro,
il necessario sostegno ai percorsi
di aziende locali, che mantenendo la produzione in loco, tendono a internazionalizzare la loro
lo “sfornare disoccupati” perché questa, numeri alla
mano, è la realtà dei fatti. A fronte di questo ci vuole
dunque il coraggio di collegare maggiormente la formazione a quelli che sono gli obbiettivi di un Trentino
incastonato nel cuore di quest’Europa, che tutto pare
fuorché intenzionata ad aiutarci a crescere.
Per questo crediamo che occorra la capacità di da-
presenza commerciale in paesi
emergenti quale – nonostante la
crisi – il Brasile. Ciò nonostante,
non si può negare – come si diceva
poc’anzi – l’evanescenza sul piano
politico, di progetti reali, concreti,
che possano effettivamente fare la
differenza in questa situazione di
crisi generale.
Sul lavoro, i cui dati degli inoccupati e dei disoccupati sono allarmanti. Parlare sempre d’una
re – e darsi – una svolta, mettendo nelle condizioni
la politica di fare scelte mirate facendo tesoro delle
peculiarità e delle risorse del territorio, proiettando
nel tempo gli obiettivi da raggiungere, scegliendo una
visione politica, che non badi al mero consenso personale, ma ai destini di un Trentino potenzialmente
unico, ma impastato nelle ragnatele dei veti incrociati
e della “politichetta” interessata.
Un quadro, quello che dovrà essere definito, che non
farà sconti alla politica, né di maggioranza né di minoranza e che giustamente, dove il potere legislativo
diventi un supporto serio e costruttivo – nel rispetto
delle posizioni – alle scelte del potere esecutivo, che è
interpretato dalla Giunta provinciale.
Un quadro, dove anche l’opposizione, oltre al ruolo
del dovuto controllo, rappresenti un modello propositivo, con proposte e idee, che possano correggere
errori, ma anche far capire quali siano i modelli di
riferimento alternativo al sistema clientelare in corso.
Un ruolo nuovo, che sappia dare voce alle esigenze
degli Amministratori, delle Amministrazioni locali
anche delle valli e delle periferie, dove le scelte della
la parola fine alle polemiche sul
caso Deloitte e zittire chi, come
il Gruppo Consiliare della Lega
Nord e altri, avendo verificato direttamente e alla fonte i documenti,
ha dichiarato che da parte di Rossi
c’era la volontà di insistere su Informatica Trentina per prorogare
nalizzazione della spesa di beni e servizi”.
Quindi la Provincia chiedeva due cose a
Informatica Trentina: la proroga del primo
contratto, e la definizione di ulteriori due incarichi. E, da quanto si è capito, ne avrebbe
chiesto la assegnazione a trattativa diretta,
cosa ritenuta poi non corretta da Informatica Trentina, che si è opposta ai voleri della
Provincia rispondendo l’11 febbraio 2015
con una missiva dove scriveva: “Ogni nuovo
atto finalizzato alla prosecuzione o rinnovo
del rapporto avrebbe natura di affidamento
di ulteriori servizi a trattativa privata, in ordine al quale non si rilevano i necessari presupposti giuridici”.
Il Presidente Rossi nei giorni scorsi a seguito
di nostre sollecitazioni su questa vicenda ha
comunicato (o minacciato…) la intenzione
di querelare i consiglieri di minoranza, nella
fattispecie il sottoscritto, qualora avessero
fatto allusioni su ipotetiche irregolarità nelle decisioni della Giunta provinciale. Allo
stesso Presidente abbiamo fatto presente, a
seguito delle sue irrituali affermazioni, che i
consiglieri di minoranza fanno il loro lavoro e che a volte sono costretti a farlo su questioni spigolose, quale sicuramente è il caso
Deloitte. Rimane pure chiaro che il comma 2
dell’articolo 4 del Regolamento interno del
Consiglio provinciale recita: “Il Consigliere rappresenta l’intera provincia e non può
essere chiamato a rispondere delle opinioni
e dei voti espressi nell’esercizio delle sue
funzioni”. Conseguentemente, le potenziali o
reali minacce del Presidente Rossi risultano
di difficile comprensione.
Questo è lo stato delle cose sulla vicenda
Informatica Trentina-Deloitte, e su di esse
mancano ancora i dovuti chiarimenti del
Presidente Rossi.
Crediamo inoltre che non dovrebbe essere
stato facile per Informatica Trentina, società
partecipata dalla Provincia, rifiutare le pressanti richieste della Provincia stessa avendo
in corso all’epoca dei fatti un progetto di
sviluppo e riorganizzazione di Informatica
Trentina deciso proprio dalla Provincia.
Evidentemente le pressanti richieste erano
ritenute proprio poco legittime!
Bilancio provinciale: pochi progetti e ben confusi
specchio di una maggioranza evanescente
avanzate da Civica Trentina, in
particolare le proposte di ordine
del giorno riguardanti da un lato
lo sviluppo turistico del Tesino e
della Valle di Ledro – due esempi
che sottolineano l’importanza del
2016
Guarda quassù, sono in paradiso /Ho delle cicatrici che non possono essere viste
/Ho una storia che non può essermi rubata /Ora tutti lo sanno
/Guarda quassù, amico, sono in pericolo /Non ho nulla da perdere.
Statuto speciale: non basta un maquillage
occorre ripensare i contenuti dell’Autonomia
l Consiglio provinciale si appresta, nella seduta di fine gennaio, a discutere il disegno di
legge istitutivo di una “Consulta
per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol”. Scopo
della normativa (la cui importanza
è testimoniata dalla trasversalità
gennaio-febbraio
ripresa immaginaria è fuorviante,
quando la realtà dei fatti è che i nostri giovani hanno forti difficoltà
a trovare un’occupazione – tanto
più qualificata – e che è nota la
difficoltà degli over 50 a ricollocarsi. Questo per stare solamente,
appunto, al versante del lavoro.
Ma se parliamo di sanità, appare
a tutti innegabile la commedia in
corso, che risulta sì senza precedenti ma, soprattutto, senza futuro.
Un assetto anche strutturale della
sanità trentina che non c’è e senza
giunta si sono spesso dimostrate incoerenti, per valutazioni e tagli orizzontali, piuttosto che rincorrere
una gestione oculata dei servizi erogati alle persone.
Non meno importante, il capitolo della Cooperazione
trentina e delle Società satellite, emanazione diretta
dalla Provincia di Trento. Su questi temi nei prossimi mesi i confronti dovranno essere forti e anche
argomentati, poiché con la Cooperazione trentina ci
si gioca anche il ruolo delle Casse rurali trentine e,
dall’altra parte, le decisioni sulla gestione e sopravvivenza delle società satellite della Provincia, che nel
recente passato, avrebbero generato indebitamenti
indiretti che ora gravano in modo pesante sul bilancio provinciale.
Su questo, sarà fondamentale l’impegno e il confronto
laico e coerente di tutte le forze politiche per tracciarne valenza e futuro così come altrettanto determinante sarà l’impegno nella definizione dei contenuti del
Terzo statuto di Autonomia, che dovrà contenere le
argomentazioni necessarie oltre che per la gestione,
anche per il rafforzamento del modello nei confronti
di Roma.
i n f o r m a
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MINORANZE LINGUISTICHE
Presidente: Dario Pallaoro
Componenti: Giada Nicolussi, Luciana Rasom
38122 Trento, Via Manci, 27 - 4° piano - tel. 0461/213212
COMMISSIONE INTERREGIONALE
DREIER LANDTAG
Componenti effettivi:
Bruno Dorigatti Presidente (Partito Democratico del
Trentino),
Lorenzo Baratter (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino
Tirolese), Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino),
Mattia Civico (Partito Democratico del Trentino),
Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina),
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino),
Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino)
Componenti supplenti:
Graziano Lozzer (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino
Tirolese), Lucia Maestri (Partito Democratico del
Trentino), Mario Tonina (Unione per il Trentino),
Pietro De Godenz (Unione per il Trentino),
Claudio Civettini (Civica Trentina),
Giacomo Bezzi (Forza Italia)
G
A
Lega Nord Trentino
O
P
MA
G
9
NZ
Amministrare
il Trentino
Civica Trentina
Gruppo misto
1
FORUM TRENTINO PER LA PACE
Forza Italia
3
Presidente: prof. Carlo Buzzi
Componenti effettivi:
Roberto Campana, Orfeo Donatini,
Carlo Giordani, Giuseppe Stefenelli
38122 Trento, Via Manci 27 - accesso diretto via Torre
Verde, 14 - 3° piano - tel. 0461/213198
Progetto Trentino
1
1 1
COMITATO PROVINCIALE
PER LE COMUNICAZIONI
IO
RA
ONE
Daniela Longo
(gli incontri con il difensore civico nelle sedi comprensoriali
hanno luogo su appuntamento, che può essere fissato
chiamando il numero verde 800-851026)
38122 Trento, Palazzo della Regione - Via Gazzoletti, 2
tel. 0461/213201, fax 0461/213206
[email protected]
Partito
Democratico
del Trentino
ZI
DIFENSORE CIVICO-GARANTE DEI MINORI
1
SI
Presidente:
Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina)
Vicepresidente: Claudio Civettini (Civica Trentina)
Segretario: Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino)
Componenti:
Giacomo Bezzi (Forza Italia),
Donata Borgonovo Re (Partito Democratico del Trentino),
Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle),
Massimo Fasanelli (Gruppo misto),
Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino),
Walter Kaswalder (P.A.T.T.
Partito Autonomista Trentino Tirolese),
Marino Simoni (Progetto Trentino)
1
O
GIUNTA DELLE ELEZIONI
9
Presidente:
Mattia Civico (Partito Democratico del Trentino)
MoVimento 5 Stelle
P
Presidente: Bruno Dorigatti
(P.A.T.T.) Partito Autonomista Trentino Tirolese:
Lorenzo Baratter
Forza Italia: Giacomo Bezzi
Civica Trentina: Rodolfo Borga
MoVimento 5 Stelle: Filippo Degasperi
Union Autonomista Ladina: Giuseppe Detomas
Gruppo misto: Massimo Fasanelli
Lega Nord Trentino: Maurizio Fugatti
Amministrare il Trentino: Nerio Giovanazzi
Partito Democratico del Trentino: Alessio Manica
Unione per il Trentino: Gianpiero Passamani
Progetto Trentino: Marino Simoni
5
3
CONFERENZA PRESIDENTI GRUPPI
(Autonomia, forma di governo, organizzazione
provinciale, programmazione, finanza provinciale e locale,
patrimonio, enti locali)
Unione per il Trentino
Vicepresidente:
Marino Simoni (Progetto Trentino)
Segretario:
Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino)
Componenti effettivi:
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Donata Borgonovo Re (Partito Democratico del Trentino)
Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino)
Walter Kaswalder (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino
Tirolese)
SECONDA COMMISSIONE
(Agricoltura, foreste, cave, miniere, attività economiche,
lavoro)
■ Partito Democratico del Trentino
9 consiglieri
Donata Borgonovo Re, Mattia Civico, Bruno Dorigatti, Sara Ferrari, Lucia Maestri, Alessio Manica,
Alessando Olivi, Violetta Plotegher, Luca Zeni
Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227340, fax 0461/227341 - [email protected]
■ (P.A.T.T.) Partito Autonomista Trentino Tirolese
9 consiglieri
Chiara Avanzo, Lorenzo Baratter, Manuela Bottamedi, Michele Dallapiccola, Luca Giuliani,
Walter Kaswalder, Graziano Lozzer, Lorenzo Ossanna, Ugo Rossi
Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227320, fax 0461/227321 - [email protected]
■ Unione per il Trentino
5 consiglieri
Pietro De Godenz, Mauro Gilmozzi, Tiziano Mellarini, Gianpiero Passamani, Mario Tonina
Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227360, fax 0461/227361 - [email protected]
■ Progetto Trentino
3 consiglieri
Marino Simoni, Walter Viola, Gianfranco Zanon
Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227410, fax 0461/227411 - [email protected]
■ Lega Nord Trentino
1 consigliere
Maurizio Fugatti
Vicolo della SAT, 14 - tel. 0461/227390, fax 0461/227391 - [email protected]
■ MoVimento 5 Stelle
1 consigliere
Filippo Degasperi
Via delle Orne 32, 3° piano - tel. 0461/227380, fax 0461/227381
[email protected]
■ Amministrare il Trentino
1 consigliere
Nerio Giovanazzi
Via delle Orne, 32 - 1° piano - tel. 0461/227450, fax 0461/227451
[email protected]
■ Civica Trentina
3 consiglieri
1 consigliere
Giacomo Bezzi
Vicolo della SAT, 14 - tel. 0461/227430, fax 0461/227431 - [email protected]
■ Gruppo misto
1 consigliere
Massimo Fasanelli
Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227460
[email protected]
■ Union Autonomista Ladina
Vicepresidente:
Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle)
Segretario:
Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino)
Componenti effettivi:
Pietro De Godenz (Unione per il Trentino)
Massimo Fasanelli (Gruppo misto)
Mario Tonina (Unione per il Trentino)
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino)
TERZA COMMISSIONE
(Energia, urbanistica, opere pubbliche, espropriazione,
trasporti, protezione civile, acque pubbliche, tutela
dell’ambiente, caccia e pesca)
Presidente:
Mario Tonina (Unione per il Trentino)
Vicepresidente:
Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino)
Segretario:
Lorenzo Ossanna
(P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese)
Componenti effettivi:
Claudio Civettini (Civica Trentina)
Massimo Fasanelli (Gruppo misto)
Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino)
Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino)
QUARTA COMMISSIONE
(Politiche sociali, sanità, sport, attività ricreative, edilizia
abitativa)
Presidente:
Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina)
Rodolfo Borga, Claudio Cia, Claudio Civettini
Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227400, fax 0461/227401 - [email protected]
■ Forza Italia
Presidente:
Luca Giuliani
(P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese)
Vicepresidente:
Walter Viola (Progetto Trentino)
Segretario:
Violetta Plotegher (Partito Democratico del Trentino)
Componenti effettivi:
Claudio Cia (Civica Trentina)
Pietro De Godenz (Unione per il Trentino)
Graziano Lozzer (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino
Tirolese)
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino)
QUINTA COMMISSIONE
1 consigliere
Giuseppe Detomas
Vicolo della SAT, 12 - tel.0461/227440, fax 0461/227441 - [email protected]
GIUNTA
Presidente: Ugo Rossi
affari finanziari; affari istituzionali; tutela e promozione delle minoranze linguistiche; organizzazione, personale, semplificazione dell’attività amministrativa, sistemi informativi e di telecomunicazione e innovazione; funzioni delegate
dallo Stato in materia di sistemi di comunicazione; informazione e comunicazione; società controllate e partecipate;
corpo forestale; interventi di cui alla legge regionale 5 novembre 1968, n. 40; protezione civile, limitatamente a quanto
riservato al Presidente della Provincia dall’articolo 7 della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9; emigrazione; programmazione; indirizzi di politica economica e coordinamento delle relative azioni, compresi i rapporti con Trentino sviluppo; politiche familiari; asili nido; scuola materna; edilizia scolastica, ad esclusione di quanto attribuito all’Assessore
alle infrastrutture e all’ambiente; istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica,
professionale e artistica); assistenza scolastica; formazione professionale di base; rapporti internazionali; rapporti con
l’Unione europea, cooperazione transfrontaliera e cooperazione interregionale; nonché quelle non attribuite espressamente ai singoli assessori.
Assessori
Assessore allo sviluppo economico e lavoro, con funzioni di vicepresidente
Alessandro Olivi
Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca
Michele Dallapiccola
Assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo Sara Ferrari
Assessore alle infrastrutture e all’ambiente
Mauro Gilmozzi
Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile
Tiziano Mellarini
Assessore alla salute e politiche sociali
Luca Zeni
Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa
Carlo Daldoss1
(Istruzione, ricerca, cultura, informazione, affari
generali (rapporti internazionali e con l’Unione europea,
solidarietà internazionale)
Presidente:
Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino)
Vicepresidente:
Marino Simoni (Progetto Trentino)
Segretario:
Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina)
Componenti effettivi:
Manuela Bottamedi
(P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese)
Claudio Civettini (Civica Trentina)
Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino)
Walter Viola (Progetto Trentino)
ASSEMBLEA MINORANZE
Garante:
Rodolfo Borga (Civica Trentina)
Sostituto del garante:
Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino)
Componenti:
Giacomo Bezzi (Forza Italia)
Claudio Cia (Civica Trentina)
Claudio Civettini (Civica Trentina)
Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle)
Massimo Fasanelli (Gruppo misto)
Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino)
Marino Simoni (Progetto Trentino),
Walter Viola (Progetto Trentino),
Gianfranco Zanon (Progetto Trentino)
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Sanità, comincia un nuovo corso