239 cronache ANNO XXXVIII - NUMERO 1 - GENNAIO-FEBBRAIO 2016 Periodico di documentazione e informazione sull’attività politico-legislativa del Consiglio della Provincia Autonoma di Trento - www.consiglio.provincia.tn.it Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - 70% NE/TN - periodico mensile nr. 239 anno 2016 - Tassa Pagata/Taxe Perçue/Economy/Compatto. Attenzione, in caso di mancato recapito inviare al CPO di Trento per la destinazione del mittente, che si impegna a corrispondere il diritto dovuto Sanità, comincia un nuovo corso Via alla selezione per il vertice Apss. E si tratta sui punti nascita N on c’è gara: il tema di cui più si è occupato il Consiglio provinciale nelle ultime settimane è stato senz’altro quello della sanità. Relazioni urgenti in aula del presidente Rossi e del nuovo assessore Zeni, ordini del giorno collegati alla manovra finanziaria 2016 (soprattutto per tutelare gli ospedali di valle), interrogazioni a risposta immediata, risoluzioni consiliari (con una si impegna la Giunta a garantire che Tione avrà gli stessi standard di servizio di Cavalese). Insomma, è successo davvero di tutto sullo sfondo di fatti nuovi di assoluto rilievo, come l’avvento delle norme statali che impongono il riposo dei medici ogni 11 ore (creando però problemi di organico complessivo), la trattativa Trento-Roma per consentire di tenere aperti anche i punti nascita con meno di 500 parti all’anno. È stata respinta la proposta delle minoranze di cambiare il direttore generale dell’Azienda sanitaria, poi però Luciano Flor si è però spontaneamente dimesso. Si apre dunque una fase nuova, la Giunta ha subito avviato la selezione del nuovo supermanager. Rimane poi aperta la partita del nuovo ospedale (N.o.t.): in aula si è discusso a lungo delle due opzioni Trento sud e Mattarello, con le opposizioni severe per gli errori che hanno bloccato la prima gara d’appalto e con le incertezze nella scelta definitiva della localizzazione. NIDI E MARIE CURIE LE FIRME Si va a formare la Consulta che dovrà elaborare un progetto di riforma TERZO STATUTO SPECIALE: IL TRENTINO CI PROVA Millecinquecento firme sono arrivate sul tavolo del presidente Dorigatti, che le ha assegnate alla competente Commissione legislativa per la trattazione. Si tratta di un appello per evitare che venga ridotto il rapporto tra numero di educatrici e alunni degli asili nido. Un’istanza che il comitato – presentatosi a palazzo Trentini guidato da Andrea Petrolli e accompagnato dai consiglieri Civettini e Zanon – rivolge alla Giunta invitandola a considerare che già questo rapporto è stato ritoccato in passato e che ora va salvaguardato per non fare danno alla qualità del servizio. Un’altra petizione da 2.981 firme è stata depositata in Consiglio da un gruppo guidato da Andrea Crepaldi e Matteo Savastano: riguarda la questione – già discussa più volte il mese scorso in Consiglio – della soppressione dell’indirizzo di ragioneria all’istituto Marie Curie di Pergine, che si chiede di rivedere. Su questa scelta – che c’entra con la razionalizzazione dei corsi offerti sul territorio di valle e provinciale – il presidente Rossi ha ampiamente argomentato e l’ha difesa in assemblea legislativa dai rilievi portati soprattutto dai consiglieri di opposizione. (a pag. 14) TAR, SI DESIGNA UN NUOVO GIUDICE Si tratta di chiarire almeno gli esatti confini tra le prerogative della Provincia e i poteri dello Stato. In aula già a fine gennaio. (a pagg. 12-13) (a pagg. 11-12) Il Consiglio provinciale designerà in febbraio un nuovo giudice del Tar di Trento. Il Consiglio, a cui spetta l’indicazione di due giudici amministrativi, dovrà indicare il nome di chi sostituirà Alma Chiettini, che terminerà il mandato il 5 ottobre. La procedura che porterà alla designazione è iniziata con l’invio, da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, di una nota al presidente Dorigatti. Il quale ha aperto la raccolta delle candidature. (a pag. 15) Ecco tutte le previsioni di bilancio per il 2016, gli impegni assegnati alla Giunta, i rilievi delle minoranze IL PUNTO Autonomia alla prova Quella per il terzo Statuto speciale è un po’ la madre di tutte le battaglie, per le nostre istituzioni provinciali e regionali. Senza enfatizzare, bisogna riconoscere che la partita al fischio d’avvio è davvero importante e anche complessa, una robusta sfida per l’autonomia speciale di questa terra. C’è una incognita che alla fine del percorso ne deciderà le sorti: sarà possibile “convincere” lo Stato (il Governo, il Parlamento) che c’è un interesse tutto sommato nazionale a un consolidamento e a un ulteriore sviluppo della nostra straordinaria esperienza di autogoverno? Ma prima ancora di arrivare a questo nodo: si riuscirà ad evitare che la gestazione della riforma statutaria diventi questione per soli giuristi, per politici e magari per qualche cultore di storia, invece che un’occasione per ravvivare e attualizzare i valori autonomistici tra la gente, le associazioni, le categorie economiche trentine? Il presidente Dorigatti scrive che “se non sarà il Trentino a riscrivere il proprio “patto fondativo”, potrebbero pensarci altri e con conseguenze peggiorative difficilmente immaginabili. Lasciare infatti l’autonomia in “mani infeconde” comporta il suo possibile esaurimento dentro un ridisegno costituzionale che pare insensibile verso le specialità dei territori”. Con queste preoccupazioni si va dunque in assemblea legislativa, consapevoli che un’ulteriore complicazione si verificherà nel rapporto con Bolzano, nella difficoltà di rapportarsi con il sentimento sudtirolese e con le istanze della popolazione di lingua tedesca. Occorrerà visione ma anche realismo. Occorrerà una politica di alto profilo. (l.z.) Finanziaria, niente Irpef per i redditi bassi P er la prima volta non si parla più di “legge finanziaria”, bensì di “legge di stabilità” e di “legge collegata”, nuovi strumenti di contabilità pubblica. Questa manovra della Provincia per il 2016 è stata approvata dal Consiglio prima di Natale e contiene la “rotta” da seguire per la gestione dei 5 miliardi di euro a disposizione quest’anno della nostra autonomia speciale. Diamo conto di tutte le norme adottate, tra le quali la fitta serie di sgravi fiscali su Irap, Imis e addizionale Irpef. Riferiamo di ben sessanta proposte di ordine del giorno trattate dall’aula sui più svariati temi, e raccontiamo di un dibattito in cui le opposizioni hanno bocciato l’amministrazione Rossi accusandola di non disegnare il futuro con sufficiente visione. Per contro, il presidente della Pat difende con orgoglio il documento di bilancio e tra l’altro respinge al mittente le insistite critiche sull’accumulo di debito pubblico, indicato dalle opposizioni come un pregiudizio pesante per gli esercizi degli anni a venire. (alle pag. da 2 a 9) Ecco cosa fa la Provincia a Bruxelles di Valeria Liverini Valutazione delle leggi: ora tocca a quella sull’Itea PALAZZO TRENTINI: ECCO L’INFERNO SECONDO FERRARI (A PAG. 14) (a pag. 15) L’inizio del nuovo anno ci induce di consueto a fare dei bilanci sull’attività realizzata, sui progetti futuri e nello specifico caso dell’Ufficio per i rapporti con l’Ue, ad un anno dall’adozione della legge provinciale sull’Europa, a considerare il processo di rilancio della partecipazione del territorio trentino a livello europeo e le iniziative in cantiere per il 2016. Nel 2015 l’Ufficio riceve un nuovo mandato: essere un “nodo” a livello europeo capace di connettere attori diversi nella rete delle relazioni istituzionali ed informali per creare sinergie e finanziamenti e fungere da “antenna” per intercettare con anticipo le opportunità europee in settori prioritari. (a pag. 28) 239 PA G I N A 2 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 E la vecchia “legge finanziaria” è andata in pensione P.A.T., MANOVRA FINANZIARIA 2016: LE NORME Per adeguarsi al nuovo sistema contabile, il Consiglio ha modificato leggi e regolamenti tecnici. O Fisco: giù Irap e Irpef , via biettivo centrato, dopo una settimana fitta di schermaglie d’aula ed un’ultima “tirata” oratoria al sabato. Nel pomeriggio del 19 dicembre scorso, con sette ore finali di discussione, il Consiglio ha infatti approvato i tre disegni di legge che compongono la manovra finanziaria della Provincia di Trento per il 2016. Favorevoli tutti i consiglieri di maggioranza, contraria tutta l’opposizione, che comunque è riuscita a “strappare” al governo provinciale una significativa serie di norme e di stanziamenti di bilancio, al punto che i sindacati hanno lamentato l’eccessiva influenza di questa “conLEGGE DI STABILITÀ IMPOSTE E TRIBUTI Problemi sono stati creati al governo provinciale dalla decisione in extremis del Governo di non ridurre l’Ires sulle società di capitali. È venuto meno quindi un beneficio pari a 27 milioni di euro e la Giunta Rossi ha inteso “compensarlo” in Trentino intervenendo in extremis sull’aliquota dell’Irap, imposta che riguarda tutte le attività produttive e che inizialmente si prevedeva più “pesante”. Imis. •Esenzione totale per la prima casa, a eccezione delle case di lusso (A1, A8 e A9). In tema di prima casa, si rafforza l’intervento della Pat per far sì che le banche anticipino al cittadino la detrazione fiscale concessa dallo Stato sulle ristrutturazioni edilizie e di riqualificazione energetica. Ora la Pat si assume l’onere degli interessi sulle somme anticipate. •Aliquota standard ridotta allo 0,79%. Aliquota ulteriormente ridotta allo 0,55% per studi professionali, alberghi, negozi e laboratori artigianali (su proposta di Alessio Manica, è stata estesa anche agli immobili oltre i 400 mq inizialmente ipotizzati). Per gli alberghi la misura vale circa 6 trattazione” attorno al documento di bilancio della P.a.t.. L’arma letale che ha consentito alle minoranze di pesare è stato – come negli anni scorsi – l’ostruzionismo, messo in campo sotto forma di oltre 5 mila 600 emendamenti (poi in larghissima parte ritirati). Il bilancio infine approvato dispone di 5 miliardi di euro e spiccioli, inclusi 316 milioni di euro dell’avanzo dal bilancio precedente. Per la famiglia si destinano 164 milioni, mentre gli aiuti alle imprese valgono globalmente 200 milioni (+37 milioni). Ma ecco il dettaglio di quanto è stato deciso con legge di stabilità e legge collegata. (l.z.) Novità a 360 gradi: norme per limitare l’uso dei fitofarmaci, inasprimento del blocco del turn over in Provincia, incarico ad Apss di ristudiare l’organizzazione della sanità trentina. milioni di euro.Viola ha spiegato che l’emendamento da lui proposto per sgravare dall’Imis i campeggi al pari degli alberghi, pur respinto in questa occasione, troverà accoglienza nell’assestamento di bilancio 2016, in cui l’intervento sarà ripresentato per definire meglio la platea dei beneficiari. •Esenzione (o rimborso) anche per l’imposta relativa a terreni declassati a non edificabili, finché non è varato il piano urbanistico che appunto li disciplina. •Aliquota agevolata (anche fino all’azzeramento) per gli impianti di risalita. Esenzione per gli immobili derivanti da demolizione di fabbricati dismessi e degradati. L’Imis viene introdotta con esenzione totale per la prima casa •Rimborso dell’imposta per i terreni assoggettati a Imis ma di fatto inutilizzabili perché soggetti alle lungaggini della procedura di espropriazione per pubblica utilità. •Aliquota agevolata per le scuole paritarie (massimo 0,2%), che non possono essere del tutto esentate (l’ha stabilito la Cassazione per la loro natura commerciale). •Con un emendamento proposto da Mario Tonina (Upt) e approvato già in Commissione, si aumenta da 550 fino a 1.500 euro la riduzione dell’imposta per fabbricati strumentali all’attività agricola. •Su spinta in particolare di Baratter, Tonina e Viola, per il solo 2016 si è decisa l’esenzione degli immobili non solo delle cooperative sociali, ma anche delle Onlus convenzionate con l’ente pubblico. Addizionale Irpef. •Esenzione, per gli anni 2016 e 2017, dall’addizionale Irpef per i soggetti con reddito fino a 20 mila euro all’anno, circa 255.000 i trentini interessati. Respinta la proposta Borga di utilizzare i 48 milioni di euro di questa misura in modo diverso, ossia per incentivare di più le ristrutturazioni edilizie. Sgravi Irap. •Aliquota ordinaria ridotta dal 3,9% statale al 2,3 (come nel 2015). •Aliquote ulteriormente agevolate: 1,6% per le aziende che mantengono almeno il 95% dei dipendenti, attuando staffette generazionali (assunzione di giovani); 2,0% per chi incrementa gli addetti a tempo indeterminato o almeno di 5 gli stagionali; azzeramento dell’imposta per le aziende che aumentano i dipendenti fissi o di oltre il 5% gli assunti con contratto stagionale. •Aliquote aggravate: +0,92% per le banche e per le assicurazioni. •Zero Irap per gli esercizi che abbiano apparecchi da gioco, ma che non prevedono vincite in denaro. •Deducibilità del costo del lavoro per le assunzioni di lavoratori stagionali per almeno 120 giorni DETTAGLI IN CIFRE Per il presidente Dorigatti e il vice Walter Viola grosso impegno in aula, con quasi 6 mila emendamenti da gestire. Nell’altra pagina, i banchi dell’opposizione con Marino Simoni di Progetto Trentino al microfono (emendamento Zanon). La misura vale 1,5 milioni di euro. Imposta di soggiorno turistico. •Introdotta dal 1° novembre scorso, viene estesa – per 0,50 euro per notte – anche agli alloggi a uso turistico, a partire dal 1° maggio 2016. •Esenzione dall’imposta per le strutture di ospitalità del volontariato (emendamento Civico). •Un emendamento Bottamedi estende l’imposta anche ai campeggi, l’importo verrà definito in relazione ai giorni inizialmente concordati con l’ospite, indipendentemente dall’effettiva fruizione e dalla consecutività delle notti di soggiorno. PARCO DELLO STELVIO In seguito al varo della norma di attuazione che provincializza la gestione del Parco nazionale per il territorio trentino, si disciplina anzitutto il trasferimento del personale dal Consorzio del parco alla P.a.t.. Per gli assunti da oltre 10 anni ma senza concorso pubblico, si procederà ad esso, riconoscendo però l’esperienza maturata. Si recepisce poi quanto la norma di attuazione statutaria prevede circa il trasferimento alla P.a.t. di beni dell’ente Parco. Per la gestione, in attesa di una legge provinciale ad hoc, si incarica il Servizio aree protette Pat e si forma un comitato consultivo, di cui faranno parte rappresentanti dei Comuni. ENTI LOCALI • Eliminazione del patto di stabilità per i Comuni trentini, che Il “tessuto” della manovra finanziaria è il risultato anche quest’anno delle modifiche che i testi disegnati dalla Giunta provinciale hanno subito nei passaggi di Commissione e di Consiglio provinciale. In queste due pagine riferiamo ampiamente di emendamenti approvati che hanno inciso nella sostanza. Ecco qui altri appunti e dettagli. Identico budget di 500 mila euro è stato destinato rispettivamente all’acquisto di impianti antifurto nelle abitazioni (emendamento Borga), alle borse di studio e alle aree protette e parchi. A proposito di reati contro il patrimonio: ok anche a contributi Pat per i Comuni che investano in telecamere per la sicurezza dei cittadini. 200 mila poi gli euro per attrezzature delle scuole musicali, 1,2 milioni sono pronti per lo sport (si è battuto in particolare l’Upt), 200 mila euro serviranno per la messa in sicurezza o sostituzione di stufe e cucine con bombola del gas (emendamento Plotegher). 200.000 euro avrà la promozione delle mostre del vino per effetto di un emendamento Civettini. 100.000 euro – emendamento Degasperi – renderanno ora possibile la costituzione effettiva del Parco agricolo del Garda, da 8 anni prevista per legge (nata da iniziativa popolare). 100.000 gli euro mirati a sostenere il Museo degli usi e costumi della gente trentina di S. Michele (emendamento Borga). Un contributo è stato introdotto a favore degli esercenti con apparecchi da gioco che decidano di rimuoverli: sarà pari al 50% della penale dovuta per il recesso dal contratto di noleggio, e si deve a una proposta di Fugatti. Tra le opere pubbliche prioritarie entra l’allargamento della strada tra Avio e Alto veronese, contropartita ancora tra quelle ottenute da Fugatti per abbandonare l’ostruzionismo. Resta invece nonostante le critiche l’accorpamento della scuola di Avio con Ala. nel 2016 avrebbe avuto un impatto di circa 24 milioni di euro. Si sbloccano – ha spiegato Daldoss – circa 120 milioni di euro per progetti di investimento sovracomunali, che si aggiungono ai 370 milioni già previsti. •Verrà costituito un Fondo strategico presso le Comunità, alimentato da Pat e Comuni, per interventi di sviluppo locale sovracomunale. Sarà attivabile se i Comuni si accorderanno entro 30 giorni (troppo pochi, ha protestato ad esempio Borga) sulle opere da avviare. •Turn-over del personale: il limite delle sostituzioni passa dal 40% al 25% della spesa cessata l’anno precedente per pensionamenti o dimissioni. Quindi si assumerà 1 addetto ogni 5 pensionati. •Segretari comunali: nei casi di fusione tra municipi, i nuovi Comuni potranno avere al massimo 1 segretario ogni 2 Comuni riuniti, oppure 1 ogni 3.000 abitanti. Per i segretari in esubero è previsto il prepensionamento se possibile, altrimenti l’utilizzo come vicesegretari (con mantenimento però dello status giuridico di segretari). Approvato un emendamento Civettini per salvaguardare i bandi di assunzione di segretari, già pubblicati dai Comuni entro settembre 2015. •La Giunta individua le opere dei Comuni ritenute non più prioritarie e quindi non più finanziabili. Questo stop ora viene esteso: non riguarderà più solo le opere previste dal fondo per la finanza locale, ma anche quelle a suo tempo previste da accordi di programma Pat-Comuni. A questi ultimi si riconoscono le spese già sostenute. •Con un emendamento Borgonovo Re, si è previsto che gli enti gestori di funzioni socio-assistenziali possano assumere personale necessario ad assicurare i livelli di servizio in essere al 31/12/2015. PERSONALE PROVINCIALE •Tetti di spesa precisi per il comparto degli enti locali, per la scuola, per la ricerca. Sblocco della spesa (a valere dal 29 luglio 2015) per il rinnovo del contratto per i dipendenti dei Comuni, della scuola, della ricerca, della Fondazione Mach e della Fbk, dopo che la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale protrarre il blocco. Ecco 43 milioni di euro per gli aumenti contrattuali nel 2016 e 52 milioni per il 2017 (cifre incrementate rispetto all’ipotesi iniziale). Per Fbk e Mach un emendamento Fugatti ha protratto il blocco del contratto fino alla negoziazione di un contratto comune per le due realtà. •Riserva di una quota del budget per il rinnovo del contratto dei provinciali a un preciso scopo: incentivi alla riduzione di orario del personale anziano, in modo da liberare risorse per l’assunzione di giovani. •Rafforzamento del blocco del turn over: possibilità di assumere per un costo massimo pari a un decimo (e non più un quinto) del costo complessivo del personale cessato nell’ultimo anno. Si fa eccezione solo per la nuova Centrale unica di emergenza, il Centro per l’infanzia e per un pacchetto 239 PA G I N A 3 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 C’era una volta la legge finanziaria. Non si chiama più così a livello statale ed ora anche a Trento ci dovremo abituare ai nuovi strumenti contabili, con cui si pianifica la spesa degli oltre 4 miliardi di euro annui di cui si sostanzia l’autonomia speciale della Provincia. Ebbene, la manovra 2016 ha visto il debutto del nuovo “metodo”, impostato a livello nazionale per gli enti regionali dal decreto legislativo 118 del 2011. Dalla prossima primavera ci sarà l’obbligo per la Giunta di portare in Consiglio il Defp, “documento di economia e finanza provinciale”, analogo al documento programmatorio prodotto annualmente dal Governo e che delinea le scelte finanziarie e strategiche per l’annata. A fine anno invece non si approva più la “legge finanziaria”, bensì legge di stabilità e legge collegata. Per passare al nuovo regime era necessario adeguare la normativa provinciale. Il primo passo – già in ottobre – è stato quello di aggiornare il Regolamento interno del Consiglio provinciale. Per farlo serviva la maggioranza qualificata, vale a dire 24 voti. La delibera è stata approvata da 27 consiglieri, astenuti Degasperi, Borga, Cia e Civettini. Il presidente Ugo Rossi ha apprezzato i voti dell’opposizione ed anche le astensioni. “Avremmo approvato questa delibera anche solo con i voti della maggioranza – ha detto in aula – ma ringraziamo per questa disponibilità dell’opposizione”. Maurizio Fugatti ha invece evidenziato che al momento del voto la maggioranza non avrebbe avuto i numeri necessari per approvare il documento. Giuseppe Detomas ha osservato che il regolamento è cosa di tutti e due gli schieramenti (maggioranza e opposizione), e per questo c’è un quorum del 50%+1. Il passaggio successivo è consistito – ai primi di dicembre – nel modificare la “legge provinciale di contabilità”. È stata data alla Giunta la possibilità di adottare ancora variazioni di bilancio, sono state riviste le regole sull’indebitamento della P.a.t. e dettate regole riferite anche ai suoi enti strumentali. Proprio per rispettare la norma sul pareggio di bilancio e l’armonizzazione con i nuovi sistemi contabili, Rossi ha preannunciato che presenterà una speciale manovra di assestamento del bilancio 2016 in maggio. Marino Simoni ha motivato così l’astensione del gruppo: “C’è un’entrata a gamba tesa dello Stato nell’ordinamento delle autonomie speciali, in nome della spending review. Esistono altri modi, come patti e accordi, con i quali si può procedere ed è inaccettabile che decida lo Stato come dovremo organizzare entrate e risorse”. L’operazione di adeguamento tecnico al nuovo sistema contabile ha reso necessaria anche una variazione del bilancio preventivo 2015, approvata appunto a inizio dicembre. Il presidente Rossi ha spiegato che la Provincia non può più inserire tra le entrate del bilancio di previsione, come invece è sempre accaduto in passato, gli avanzi di amministrazione dell’anno precedente (denari non spesi e quindi ancora utilizzabili). Ciò per rispettare la norma sul pareggio di bilancio. “Per non mettere in pericolo il bilancio 2016 – ha sottolineato allora Rossi – abbiamo proposto una variazione di bilancio 2015, impegnando già quest’anno l’avanzo di amministrazione che ammonta a 300 milioni di euro. Dove? Nel capitolo di bilancio che prevede accantonamenti funzionali al risanamento della finanza pubblica statale” (denari che Roma “pretende” da Trento in aggiunta a quelli ordinariamente previsti nel rapporto StatoProvincia Autonoma). Ai 340 milioni già previsti a questo scopo nel bilancio 2015 se ne sono dunque aggiunti altri 300 e questo porta la somma accantonata a 640 milioni di euro. Nel bilancio 2016 vi saranno quindi solo 40 milioni di euro di accantonamento, corrispondenti, ha spiegato Rossi, al “debito certo individuato per l’anno prossimo nei confronti dello Stato”. La variazione approvata è servita anche a destinare 10 milioni di euro a Itea per micro interventi sulle abitazioni.Si è astenuto Rodolfo Borga, che ha puntato il dito sul lungo elenco di impegni di bilancio che arrivano al 2034, al 2037, al 2042 e “bloccano” fin d’ora molte risorse dei bilanci futuri della P.a.t.”. l’ Imis dalla prima casa di assunzioni in apprendistato e formazione lavoro (per stimolare il cosiddetto ricambio generazionale). •Progettone: si potrà assumere anche a tempo determinato, così da coinvolgere un maggior numero di lavoratori. •Calcolo del contributo Pat alle r.s.a. per anziani basato anche sul patrimonio dei singoli enti. Maggiore libertà di gestione degli immobili destinati a Rsa che abbiano beneficiato di contributi Pat. AGRICOLTURA •Con regolamento la Giunta adotterà misure in materia di uso dei fitofarmaci in agricoltura, per tutelare la salute pubblica. Le sanzioni sono quelle previste dallo Stato nel 2002, oppure altre introdotte ad hoc e quantificate da 250 a 10.000 euro. I Comuni potranno approvare misure ulteriori. Saranno anche i soggetti che applicano e incassano le sanzioni. La Giunta attiverà un monitoraggio delle condizioni di salute delle popolazioni esposte ai fitofarmaci (Manica ha ottenuto che il monitoraggio sia obbligatorio e non una facoltà). •Soppressione del Comitato tecnico per il settore agricolo. I pareri sulle domande di contributi alla Pat saranno dati dal Comitato tecnico amministrativo (lavori pubblici). •Imprese zootecniche: l’Unione europea non ammette più contributi al miglioramento del bestiame. Verranno sostituiti con servizi di consulenza per migliorare le prestazioni economiche e ambientali. LAVORO E IMPRESE •Costituzione di una Commissione per la concessione della Cassa integrazione straordinaria (Cigs), con 1 rappresentante della Pat, 1 dello Stato e 1 dell’Inps. •Sostegno finanziario della Pat al Fondo di solidarietà territoriale intersettoriale, previsto da normativa statale per sostenere il reddito dei lavoratori sospesi dal lavoro per crisi aziendale e non coperti da cassa integrazione. Al Fondo sono soggetti i datori con almeno il 75% di addetti impiegati in Trentino. Agli altri datori che decidano di aderire, viene concessa una detrazione Irap pari al 50% della spesa. •Possibilità di agevolare l’anticipazione da parte delle banche – e beneficio dei lavoratori di aziende in crisi – di indennità Inps come cassa integrazione o Tfr. •Proroga dell’aiuto concesso ai fornitori della Provincia, che in attesa di essere pagati dall’ente devono ricorrere alla cessione di credito alle banche. La Provincia copre al fornitore le spese per queste operazioni di cessione del credito. •Un emendamento di Giuliani permetterà alla Pat di anticipare il credito d’imposta previsto dallo Stato sulle ristrutturazioni edilizie delle case di proprietà. SCUOLA FAMIGLIE •Si sostituisce il sistema di garanzie per l’accesso ai prestiti bancari, con un sistema che comprende piccoli prestiti diretti e corsi di formazione alla gestione familiare delle risorse economiche. •Contributi maggiorati o punteggi più alti nelle gare d’appalto per le aziende che adottino misure a favore dei dipendenti per la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro. Si prevede anche la certificazione di queste aziende (Family Audit). •Registro provinciale degli enti pubblici e delle aziende o soggetti privati aderenti al distretto per la famiglia o che li supportano. Possibilità di agevolazioni per gli iscritti al registro. VARIE •Guide turistiche: Il titolo professionale rilasciato dalla P.a.t. avrà validità nazionale e così in Trentino avranno validità i titoli conseguiti correttamente altrove. Non basterà più una laurea per ottenere il titolo di accompagnatore turistico e di guida turistica. Una particolare specializzazione sarà necessaria per l’attività di guida nei circa 100 siti di particolare interesse culturale riconosciuti in Trentino da decreto ministeriale. Si formerà una commissione d’esame per il rilascio del titolo. •Violenza alle donne. Si sostituisce il rimborso delle spese legali sostenute dalla vittima di violenza, con l’anticipazione del danno morale riconosciuto con sentenza. •Riconoscimento ai vigili del fuoco del rimborso di spese sanitarie per malattie da causa di servizio. •Istituzione della figura professionale di funzionario tecnico della prevenzione nell’ambiente, per i compiti di cui si occupa l’Appa. •A un emendamento di Simoni si deve la scelta di agevolare il metodo di asfaltatura più ecologica delle strade, con utilizzo di un bitume particolare, ottenuto con la miscelazione della gomma ricavata dal recupero di pneumatici fuori uso. Si può così incentivare anche una produzione oggi realizzata in Germania. LEGGE COLLEGATA COMUNI •Si facilita il processo di fusione tra i Comuni, facendo slittare al 15 gennaio 2016 le procedure di avvio dei referendum popolari. Slitta di un anno (fino al 31 dicembre 2016) anche la definizione degli ambiti ottimali per l’esercizio delle funzioni di Comunità. •Esonero dall’obbligo di gestione associata con altri Comuni dei servizi amministrativi, per quei municipi in cui vengano depositate le firme dei cittadini relative alla richiesta di referendum sulla fusione con altri Comuni, purché raccolte entro il 15 gennaio 2016. Esonero anche per i Comuni in cui entro il 15 gennaio 2016 sia adottato il provvedimento formale di indizione del referendum, a fronte di una deliberazione consiliare che entro il voto amministrativo 2015 abbia manifestato la volontà di promuovere la fusione. •Accolti alcuni emendamenti delle opposizioni (Fasanelli e Giovanazzi) per limitare il peso sui Comuni del blocco del turn-over. IMPRESE E LAVORO •Possibilità per la Pat di anticipare cassa integrazione e tfr. •Settore cave: i Comuni dovranno gestire in forma associata tutte le funzioni tecniche e amministrative inerenti le attività estrattive, compresi i controlli sulla gestione del bene pubblico. •Selezione dei lavoratori del Progettone: l’Icef non sarà più il criterio prevalente (emendamento. Viola). ITEA, CASA, IMMOBILI PAT •Censimento degli immobili pubblici, al fine di individuare quali possono essere messi sul mercato. Protagonista dell’operazione la Patrimonio del Trentino spa, che ha aperto un bando per la partecipazione anche di privati con immobili da valorizzare. •Proroga anche per il 2016 dei limiti di acquisto di immobili, di arredi e di autovetture per la Pat, i Comuni e le Comunità. •Inquilini Itea con Icef oltre 0,34: non perderanno l’alloggio se lo sforamento di reddito deriva dalla detrazione statale per i titolari di alloggio sociale. •Proroga della possibilità di sospendere la rata di mutuo casa agevolato per difficoltà economiche. •Serviranno 3 anni di residenza e non più 2 per ottenere contributicasa. ENERGIA E AMBIENTE •Sospensione della gara per l’aggiudicazione delle concessioni di grandi derivazioni d’acqua per uso idroelettrico, in attesa della norma statale sulla disciplina tecnica per l’indizione delle gare. •Discariche: la gestione è in capo alla Provincia, che ora però viene autorizzata ad affidarle a soggetti esterni, che potranno anche occuparsi in via diretta delle autorizzazioni integrate ambientali necessarie per operare. Stessa misura anche per la gestione dei depuratori pubblici autorizzati anche al trattamento di rifiuti. •Sponde dei laghi: è passato un emendamento Kaswalder-Bottamedi che agevola gli acquisti utili alla riqualificazione ambientale. SANITA’ •Sperimentazione quinquennale di modifiche all’assetto organizzativo dell’Azienda sanitaria provinciale: verranno elaborate dalla Giunta anche in deroga a quanto previsto dalla legge provinciale sulla tutela della salute. Con un emendamento approvato in I Commissione, i consiglieri Civico, Borgonovo Re e Plotegher hanno fatto modificare l’art. 11 in questione, che era stato bocciato dalla IV Commissione (voto contrario an- che di Violetta Plotegher) perché delegava inizialmente al dirigente dell’Apss il ruolo di proporre le nuove misure per l’efficienza della rete ospedaliera. Ora è stato aggiunto l’obbligo di sentire la Commissione consiliare competente e i sindacati. Inoltre le modifiche devono produrre risparmi per l’Apss. •Per scongiurare la possibile scelta di creare un’unica Rsa per anziani provinciale, la minoranza ha “imposto” un emendamento FugattiViola, in base al quale ogni direttiva della Giunta dovrà tener conto “della autonomia del sistema delle aziende provinciali per i servizi alla persona” (le rsa appunto). •Eliminata in Commissione la norma con cui la Giunta voleva poter controllare le deliberazioni delle Apsp (case di soggiorno per anziani) di acquisto (e non solo di vendita) degli immobili. Ha votato con le minoranze la consigliera Borgonovo Re. •Rimborso spese di trasporto e soggiorno per prestazioni sanitarie non erogate dal servizio provinciale (e relative a trapianti o patologie gravissime): si introduce un limite di reddito in base all’Icef per il rimborso destinato agli accompagnatori del paziente (emendamento Bezzi-Bottamedi ha evitato che si applichi il criterio anche per il paziente). •La nuova Centrale unica dell’emergenza. Si definisce il suo funzionamento nella fase di avvio, secondo il modello cosiddetto di Call Center Laico, giudicato ottimale dal Ministero della sanità. La C.u.e. garantirà la prima risposta a tutte le chiamate di emergenza, smistandole a Carabinieri, Polizia, Vigili del fuoco, Soccorso sanitario per l’invio di soccorsi. ASSISTENZA E WELFARE •Impegno di partecipare a iniziative di cittadinanza attiva e quindi utili alla società per chi percepisce il reddito di garanzia nella fattispecie del reddito automatico, ovvero la forma più comune, perché scatta al non raggiungimento di una determinata soglia di reddito. Riguarda oltre 6 mila persone. •Istituzione di elenchi in cui inserire docenti abilitati con specializzazione o certificazioni linguistiche, per l’assegnazione di supplenze o incarichi a tempo determinato. Lo scopo è garantire l’insegnamento veicolare delle lingue straniere secondo il progetto di Trentino trilingue. •Proroga al 31 agosto 2019 delle graduatorie del personale scolastico, in modo da consentire l’effettuazione di regolari concorsi. APPALTI PUBBLICI •L’11 dicembre la Giunta ha depositato un disegno di legge per adottare le nuove direttive comunitarie in tema di appalti. Fino all’entrata in vigore di questa legge, viene prorogata la possibilità per la Giunta (in scadenza al 31.12.2015) di elevare da 300.000 euro a 1 milione la soglia sotto cui un progetto di lavoro pubblico può essere adottato senza parere tecnico-amministrativo ed economico. •Divieto di affidare incarichi ai progettisti (o loro dipendenti) delle medesime opere, a meno che questi – una volta aggiudicata la commessa – non provino che la loro esperienza come progettisti non ha consentito loro l’acquisizione di informazioni diverse da quelle note a tutti i concorrenti della gara d’appalto. VARIE •Eliminazione dell’obbligo per le stazioni di servizio lungo le strade di esporre orari e turni di apertura. •Adozione della norma statale che esenta dai requisiti professionali per la somministrazione di alimenti e bevande, se questa avviene per una cerchia determinata di persone (es.: mense e spacci). •Proroga al 27 giugno 2017 del termine entro cui la Pat deve pubblicare il bando per la cosiddetta gara gas, che assegna il servizio di distribuzione del metano. •Si estende l’utilizzo per diverse pratiche amministrative di una semplice Scia (segnalazione certificata di inizio attività). •Una norma proposta in Commissione da Borga, eleva dal 70 al 100% il finanziamento delle spese dei club dilettantistici per l’assicurazione obbligatoria degli atleti con meno di 25 anni. 239 PA G I N A 4 C R O N A C H E gennaio-febbraio P.A.T., MANOVRA FINANZIARIA 2016: IL DIBATTITO Rossi sui mutui della Provincia: non c’è nulla di preoccupante “Il centrosinistra autonomista? Significa solidarietà e merito” A fine 2014, il presidente della Provincia aveva incitato il sistema produttivo a reagire, per riportare il Trentino al segno positivo in economia. Dodici mesi dopo, Ugo Rossi (nella foto) ha potuto descrivere una situazione finalmente non negativa, con occupazione e disoccupazione “tornati ai livelli del 2012”. Il Trentino – ha detto nella relazione che ha aperto i lavori consiliari sulla manovra finanziaria per il 2016 – si affaccia, con fiducia, a una stagione di nuova crescita. E la manovra 2016 ha due obiettivi: preservare il livello dei servizi e sostenere la crescita, anche con il miglioramento dell’amministrazione pubblica. Quella varata, secondo Rossi è una manovra concreta, solida, realista, riferita a un quadro finanziario diventato più chiaro e solido nei confronti dello Stato. “E chi si attendeva una non tenuta della maggioranza – ha commentato prima del voto finale – è rimasto deluso”. Rossi ha parlato della riforma costituzionale: troppo centralista, ma positiva per l’autonomia regionale, grazie al lavoro dei nostri parlamentari e al “forte patto che Trento e Bolzano hanno stretto col Governo”. L’auspicio del presidente è che nasca presto la Consulta per il terzo Statuto e che tutti i consiglieri si facciano 2016 “ambasciatori del valore dell’autogoverno”. Sul piano europeo, Euregio e Gect, di cui il Trentino ha assunto la guida per i prossimi due anni, vengono descritti come una sfida alla dimensione internazionale della provincia. Rossi ha annunciato “che abbiamo deliberato con l’assessora Ferrari di proporre alla prossima giunta del Gect di istituire dentro il territorio dell’Euregio una scuola di alta formazione trilingue, per formare funzionari e classe dirigente politica con un approccio di tipo europeo”. Nel settore economico, il sostegno della Pat andrà soprattutto all’internazionalizzazione , al potenziamento delle capacità di attrazione del Trentino e all’efficientamento della macchina amministrativa. Rossi ha inoltre sottolineato l’importanza del protocollo d’intesa che impegna le imprese a creare il fondo di solidarietà territoriale per sostenere previdenza e sanità integrativa dei lavoratori. Il Presidente ha rivendicato che la politica di riduzione fiscale continua. Da un introito teorico di 750 milioni di tributi propri si passa a 430 milioni. Nel complesso le agevolazioni liberate sul territorio arriveranno a 164 Su ospedali e debito della P G li emendamenti delle minoranze all’inizio del “match” in aula erano 5.814, recordman il consigliere leghista Fugatti con ben 1900. Degasperi dei 5 Stelle lo ha incalzato con ben 1610 proposte emendative. Insomma, il braccio di ferro c’è stato anche quest’anno e il fronte di opposizione al governo di centrosinistra più Patt ha fatto a lungo pressing, con giudizi severi sulla manovra finanziaria e una fitta serie di battaglie su singole materie e specifici provvedimenti. Inedita l’alleanza tra Giacomo Bezzi (Forza Italia) e Manuela Bottamedi (Patt, quindi maggioranza), che ha prodotto un’ottantina di emendamenti e qualche momento di tensione tra la consigliera e il suo presidente Rossi. Questi l’ha bruscamente richiamata a un minimo di disciplina di coalizione, lei ha rivendicato il diritto di avanzare proposte e di non limitarsi a un ruolo scialbo in stile peones. L’impianto complessivo della manovra prodotta dalla Giunta Rossi è passato, sono state respinte ad esempio scelte radicalmente alternative come quella proposta da Rodolfo Borga e che avrebbe cambiato le sorti delle agevolazioni fiscali (incentivi all’edilizia piuttosto che modeste riduzioni di Irpef per i cittadini meno abbienti). Il presidente Rossi ha rivendicato più volte di stare al volante della macchina provinciale con senso di realtà, attenzione ai costi e alla riduzione di risorse in vista, ma anche slanci in avanti e soprattutto grande sforzo dedicato agli aiuti per le imprese incamminate oltre la grande crisi. L’opposizione ribalta i giudizi: per essa la manovra 2016 è di corto respiro e si limita a gestire la cassa della Provincia senza indicare la direzione dei prossimi anni. Fugatti: no burqa, sì ai presepi. Ha giudicato la relazione di Rossi “all’acqua di rose” , “ragionieristica e abbastanza scarna”, “priva di visione e di prospettive”. Analizzando lo scenario, ha ricordato che la disoccupazione in Trentino è più alta che in Alto Adige ed è cresciuta durante la crisi più che nelle vicine regioni. Il capogruppo ha infine ritirato la valanga di emendamenti ostruzionistici iniziali, ottenendo in cambio diverse aperture del presidente Rossi, di cui riferiamo nelle pagine precedenti. Fugatti aveva avanzato una fittissima serie di proposte per emendare la manovra, in larga parte respinte: sulla circonvallazione di Pinzolo, sulle moschee, sul burqa nelle strutture pubbliche, sul crocifisso e sul presepe da assicurare nelle scuole, sulla gratuità degli asili nido (come in Francia), a favore degli invalidi. E ancora: gestione rigorosa dei profughi, possibilità come in Veneto di visite mediche anche di notte, revisione del ruolo del direttore generale dell’azienda sanitaria, reddito di garanzia, strade di confine, società partecipate, Imis per i negozi di montagna. In dichiarazione di voto finale, il consigliere di Avio ha tuonato che la sanità è nel disordine più completo, che in campo scolastico si chiudono istituti ignorando le comunità locali, che sull’ipotesi di rsa provinciale per anziani l’assessore Zeni è stato smentito su tutti i fronti. Cia difende gli ospedali periferici. Il consigliere ha parlato di sanità, segnalando criticità evidenziate anche dalla Corte dei Conti. Tempi troppo lunghi per accedere ad interventi specialistici. Cure di protonterapia non ancora inserite dal Ministero tra quelle garantite dal servizio pubblico. Ben 19 milioni spesi nel 2014 per prestazioni fornite fuori Provincia. Altro ragionamento sulla vexata quaestio degli ospedali di valle: non si può affidare tutto all’elisoccorso. Nel 2013 il solo Garda trentino ha visto oltre 3 milioni di turisti. Come si può pensare che un ospedale in quella zona non si giustifichi? Il pronto soccorso di Trento ha già moltissimi accessi con codice rosso e rischia il collasso. Ancora, mancano 461 infermieri. Se nonostante tutto la qualità dei servizi resta alta, “il merito è di infermieri, o.s.s., medici, tecnici, fisioterapisti, ostetriche”. Civettini: autonomie umiliate. Una Provincia con un’autonomia speciale che non sa promuovere al proprio interno delle autonomie locali, è un’autonomia fallita. Civettini si è riferito così ai Comuni, ma anche alle Rsa. No secco all’ipotesi di accentramento provinciale delle case di riposo: la spesa si potrebbe ridurre altrimenti, per esempio alleggerendo il peso burocratico della sede Apss di via Degasperi. In tema di lavoro, Civettini ha citato il caso della Mariani spa che non ha più trovato vantaggioso rimanere nella valle (di Ledro) in cui era insediata. La Provincia avrebbe potuto incentivare l’azienda attraverso una defiscalizzazione. In linea più generale, “la finanziaria è statica e insufficiente, la maggioranza non sa dove vuole andare. I partiti che la compongono non esprimono un progetto condiviso. Vi sono valli dove “addirittura si toglie la guardia medica”. In dichiarazione di voto finale, Civettini ha bocciato la manovra come “anoressica, che fa solo azioni di pronto soccorso e non di governo. Il difetto emerge sul fronte della scuola e dell’università, ma anche delle imprese”. Simoni: ci serve un’utopia. “La relazione di Rossi appare più ragionieristica che programmatica, mentre “occorrerebbero delle utopie in cui credere, perché la comunità si senta protagonista”. Tema profughi: “Non si può rispondere con la pancia come qualcuno anche in quest’aula suggerisce. Bisogna invece utilizzare l’autonomia per I carichi fiscali sulla casa, uno dei temi forti affrontati. In basso, i consiglieri Bezzi, Degasperi e Fugatti della minoranza (fotoservizio Paolo Pedrotti) fronteggiare questo problema”. Tema Statuto di autonomia e riforma: occorre ragionare con il presidente della Provincia di Bolzano e con l’Austria. Modifiche del quadro societario di Dolomiti energia: male l’entusiasmo di Rossi, perché il Trentino dovrebbe riappropriarsi delle centrali idroelettriche del suo territorio. Turismo: la maggior parte delle aziende alberghiere sono in sofferenza, il settore non sta bene. Simoni ha preso poi le distanze da chi – tra le minoranze – ha presentato migliaia di emendamenti ostruzionistici. E ha riconosciuto che i testi approvati sono usciti migliorati dal confronto consiliare. Manica: la direzione è giusta. Per il capogruppo pd la manovra finanziaria si presenta “concreta e asciutta, per un Trentino che ha bisogno di selettività nell’impiego delle risorse, condizionalità dei contributi pubblici, innovazione e responsabilità sociale”. Abbiamo affrontato il tema dei migranti con interventi umanitari – ha elencato l’ex sindaco di Villa Lagarina – e il tema del clima con le misure sui fitofarmaci e sull’asfalto. Secondo Manica stanno anche arrivando i primi risultati positivi dello sforzo politico compiuto sul terreno del lavoro. Positiva la scelta di ridurre Irap e Imis. Welfare: giusto aiutare le fasce sociali in difficoltà, ma an- che chiedere in cambio corresponsabilità e compartecipazione. Una proposta: creare un punto di accesso unico anche per le famiglie e non solo per le imprese, che dia ogni dritta utile per le diverse forme di sostegno. Un sollecito: occorre che la Provincia si impegni di più nella lotta alla povertà e si interroghi sulle ragioni del calo degli iscritti all’università. Infine, “dobbiamo valutare se le leve fiscali e le contribuzioni introdotte producono o meno l’effetto desiderato. Servono strumenti per verificare l’efficacia delle politiche”. Passamani: sullo sport bene. “Solida e concreta” la manovra del centrosinistra autonomista. Ottima notizia “lo sblocco del patto di stabilità, che permette di liberare 120 milioni per le opere dei Comuni, anche se sarebbe stato utile avere più tempo rispetto ai 30 giorni fissati per le scelte dei municipi”. Apprezzamento poi per gli investimenti sulla formazione e sullo sport. “Le attività legate allo sport producono quasi il 6,5% del Pil provinciale, vale a dire più di un miliardo di euro, quasi come il settore delle costruzioni (6,6%)”. Il consigliere ha ricordato infine che nei prossimi mesi il Consiglio si occuperà di semplificazione dei procedimenti amministrativi, con una proposta di modifica della l.p. 23, presentata dall’Upt “per dare certezze ai cittadini”. Baratter: cresce la fiducia. Ripartenza dopo la lunga crisi, finalmente crescita economica e soprattutto competitività e innovazione, per creare valore con fiducia e ottimismo. Sono queste le parole d’ordine del bilancio e la chiave di lettura dell’intera attività di governo, ha affermato il capogruppo del Patt. Gli impegni: “Investire nella coesione sociale, orientata alla famiglia e al mondo del lavoro e volta all’inclusività. Avanti con l’aiuto alle imprese locali, la forte riduzione delle tasse (“abbiamo il territorio con minore pressione fiscale del sistema Italia”), il pacchetto attrattività, il completamento della banda ultra larga, la snellezza burocratica, le politiche di prospettiva (“si pensi solo al trilinguismo, una cassetta degli attrezzi per i nostri ragazzi per affrontare il futuro”), il patto duale scuola/lavoro, la riforma della dirigenza pubblica, la riduzione coraggiosa delle spese della macchina provinciale. Un riferimento poi alla presidente Rossi del Gect, un’ottima opportunità per rafforzare a Bruxelles la nostra presenza strategica, in una visione di Trentino aperto e internazionale, con un ruolo chiave in Europa. Zanon: c’è assenza di idee. Il consigliere di Progetto Trentino ha bocciato la relazione di Rossi, segnata da “impianto ragionieristico, staticità ed assenza di idee”. Il Trentino non sta bene, “chiudiamo il secondo semestre 2015 con una disoccupazione che supera le 18.000 unità, il dato più alto degli ultimi 7 anni”. L’annunciata detassazione Irpef produrrà un effetto minimo, si poteva indirizzare lo sforzo in modo più produttivo. Ancora sul fisco: togliendo la tassa sulla prima casa non si va ad agevolare chi ha davvero bisogno, perché chi ha un appartamento di 90 metri quadri neppure prima pagava quest’imposta. Sanità: conta quasi 700 amministrativi, mentre manca personale operativo (medici, infermieri, tec- nici), uno squilibrio assolutamente da correggere. Degasperi: lo Statuto scotta. L’aggettivo scelto per la manovra è stato “sottotono”, parto di una maggioranza “che ha perso un po’ di smalto rispetto agli anni scorsi” e che governa un Trentino che “come Alice non sa quale strada intraprendere”. Esagerato a parere del consigliere a 5 Stelle l’ottimismo di Rossi sul Job’s Act, visto che in 10 mesi, con 3 miliardi investiti, ha creato solo 2.000 posti di lavoro in più. Degasperi ha toccato svariati temi. L’imminente Consulta per lo Statuto: “È il momento meno propizio per toccare la carta base dell’autonomia”. Il caso Whirpool: delusione per il passaggio da una multinazionale degli elettrodomestici ad una vetreria. Azzeramento dell’addizionale Irpef fino a 20.000 euro: “Si poteva fare qualche sforzo in più”. Sgravi Irap: “La Pat avrebbe le dotazioni sufficienti per abolire questa imposta, ma non lo vuole fare”. Ancora: il Fondo strategico sovracomunale è fortemente criticabile; la manovra ignora il capitolo della formazione professionale (in cui il precariato dei docenti è oltre il 50%). La sanità: quella trentina merita rispetto, ma permangono dubbi sulle iniziative di razionalizzazione e sui tempi di attesa per le visite. Brutta pagella alla Pat per la banda larga (siamo all’8° posto tra le regioni). Scuola: parte dell’organico è ancora scoperta e si sacrifica tutto sull’altare delle lingue e del sistema duale. Che però coinvolge l’impresa appena con 11 percorsi e 2 di inclusione. Degasperi si è visto respingere gli emendamenti contro il trattamento privilegiato riservato ad alcuni dipendenti pubblici per favorirne l’assunzione; quello che prevede di derogare ai limiti introdotti dalla legge Kessler del 2010 sulla Valutazione di impatto ambientale; quello che prevedeva come l’anno scorso la cancellazione dell’Irap. Centrato 239 PA G I N A 5 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 milioni rispetto ai 132 attuali. Per le imprese nel 2016 si arriverà a 180 milioni (quota 200 milioni nel 2017). Scuola. Rossi ha ricordato che sono state fatte 313 assunzioni nella scuola statale e 136 nella scuola di infanzia provinciale e 45 nel comparto Ata. Nell’anno scolastico in corso, poi, le assunzioni sono 286 nella scuola statale e 140 Ata. Tra gli obiettivi 2016 c’è il concorso per la statale e l’avvio della staffetta generazionale in quella d’infanzia. Sulla sanità, Rossi ha osservato che la vicenda dei riposi dei medici ha creato difficoltà ovunque, ma che la sanità trentina rimane ai vertici. Nel 2016 – ha aggiunto – si punterà molto sulla medicina territoriale. Passando al sociale e al tema profughi, Rossi ha detto che la politica della Pat rimarrà impostata alla solidarietà umana, caratteristica centrale della cultura trentina. Il Trentino è l’unica regione con il reddito di garanzia. La “macchina Pat”. Le spese sono state ridotte del 7% nell’ultimo triennio e si arriverà al 10% nel 2018. I capisaldi sono riorganizzazione della Pat, fusioni dei Comuni e gestioni associate. La spesa del personale calerà del 6%. Investimenti strategici. Rossi promette corridoio del Brennero, Not, variante di Cles, Loppio – Busa, messa in sicurezza della strada del Rolle e Fedaia, abbassamento della Trento Malè a Lavis e collegamento Trento – Povo, banda larga e depuratore Trento 3, riqualificazione energetica degli edifici. Il presidente ha ripreso la parola in aula per rintuzzare le reprimende delle opposizioni. Ha rivendicato che il bilancio si colloca dentro un disegno di centro sinistra autonomista, impegnato per un modello di società, in cui da un lato la riduzione di tutte le diseguaglianze sia al primo posto, dall’altro si sviluppa un sistema produttivo e istituzionale fondato su merito e qualità. Altre direttrici: si cerca di favorire la natalità; si cambia nel settore della ricerca scientifica, per far dialogare un po’ più di un tempo i vari attori. C’è stata la riforma urbanistica, che punta sul risparmio di territorio e la “pulizia” del paesaggio. È stato introdotto il merito nella pubblica amministrazione con la riforma dei dirigenti e nella scuola si è lanciato il progetto trilinguismo. Sul tema del debito Pat, posto con particolare forza ad esempio dal consigliere Bezzi, il presidente della Giunta ha reagito sorprendendosi – così ha detto – che un imprenditore non voglia capire come il ricorso al debito fa parte del normale ciclo economico. “I numeri, visto che il Trentino è paragonabile ad un piccolo stato, sono questi: il debito della Pat è all’8% del suo bilancio; per fare un paragone, quello della Germania è al 78% e quello della Francia al 97%. Inoltre il nostro è debito legato a investimenti in conto capitale e che non copre quindi spesa corrente . Le sue garanzie sono riposte nelle entrate fiscali previste dallo Statuto e poi in beni per 2,5 miliardi di euro e in azioni, quote e obbligazioni per 900 milioni. Il debito ammonta a un miliardo e 400 milioni, più i 275 milioni aggiunti da questa manovra: totale 1 miliardo e 700 milioni. Nell’ultimo intervento in aula, anche un fronte polemico: “I consiglieri dovrebbero evitare un utilizzo eccessivo delle relazioni della Corte dei conti, che non tengono conto della specificità del nostro assetto autonomistico”, ha detto il presidente. Scattate le polemiche sui giornali,è stato necessario chiarire che l’intento non era criticare i giudici contabili, ma solo frenare gli attacchi politici strumentali. Centrosinistra autonomista compatto. Maestri richiama però i colleghi a tenere salda la coalizione. E Detomas chiede più strumenti di contrappeso al potere esecutivo. at il fuoco delle opposizioni invece l’obiettivoi del Parco agricolo del Garda, che avrà 100 mila euro per decollare. Fasanelli: manca un’anima. La relazione Rossi – ha detto – “manca di peso politico” e di coraggio. L’ex sindaco di Pomarolo ha annunciato 40 emendamenti. Ribadita la critica all’esenzione Irpef sui redditi fino a 20.000 euro, che darà non più 7 euro al mese per contribuente. Un suo emendamento (bocciato) ha cercato di selezionare i destinatari, al fine di restringere la platea dei beneficiari e di aumentarne l’entità. Corretto – ha detto Fasanelli – è lavorare per la riforma dello Statuto: “Auspico maggiore collaborazione con Bolzano, perché la sintesi va fatta nel quadro regionale”. Bene anche la nuova legge che sarà presto varata sullo sport. La gestione associata dei servizi comunali va invece corretta: un emendamento (bocciato) ha proposto che si stabilisca il numero ottimale di addetti per ogni servizio dei Comuni, al fine di non colpire proprio i Comuni più virtuosi. In tema di trasporto pubblico, la richiesta di migliorarlo sulla città di Rovereto. Giovanazzi: Giunta allo sbando. Ha ammonito che quando – tra un paio d’anni – alla Pat verranno a mancare 500 milioni di euro, anche il Trentino dovrà cambiare registro. Sull’operazione societaria in Dolomiti Energia ha detto che “il Trentino avrebbe fatto bene ad acquistare il 100%, perché indipendentemente dalle gare di concessione, si rimaneva proprietari degli impianti”. Netta critica alla dotazione 2016 di oltre 200.000 euro per l’Accademia della Montagna, ente che la Giunta aveva deciso di sopprimere: così la Giunta dimostra essere allo sbando. Sull’impiego della biomassa a fini energetici occorre impegnarsi, affinché si diffonda la cultura del bosco come cura del territorio, ma anche come recupero di una risorsa – il legno – che produce risparmio economico e ambientale. Giovanazzi si è visto accogliere un emendamento che toglie i vincoli di destinazione agli immobili trasferiti a titolo gratuito agli enti locali e cadenti o fatiscenti, perché i Comuni non sono in grado di restaurare e riutilizzare (accade ad esempio ad Arco). Un successivo intervento è valso a esprimere dure critiche alla situazione nella sanità e alle scelte del direttore Flor, “che andrebbe sostituito”. Maestri: occorre compattezza. La presidente della V Commissione ha elogiato la manovra: perché sostiene la crescita allentando la pressione fiscale; perché agevola famiglie e imprese; perché fa dialogare Comuni e Comunità e perché interviene sui costi della spesa corrente e sull’efficienza della spese pubblica. Per Maestri il Trentino deve scommettere sull’Europa delle regioni e delle macroregioni e sull’Euregio. Il potenziamento della presenza trentina a Bruxelles è un primo passo. Il 2016 sarà l’anno dell’armonizzazione del sistema scolastico e il pro- lute), invece il documento di bilancio rimane ancora frazionato. Anche sulle politiche giovanili si parla di segmenti ma non si pensa ad un pacchetto completo, che consenta di dire ai giovani qual è l’approccio della politica verso di loro come elementi fondamentali del nostro futuro. Serve, insomma, un disegno di comunità e di territorio. Un tema centrale per la riscrittura del Terzo Statuto, che non può limitarsi ad una banale riscrittura ragionieristica. Sanità e gestione delle rsa per anziani, altro tema clou. Sotto, Mario Tonina e Gianpiero Passamani dell’Upt. cesso dovrà essere preceduto da un confronto diffuso. Positivo l’impegno della Giunta ad un’immediata, nuova regolamentazione del diritto allo studio. Sulla cultura davvero poche novità, ha invece osservato Maestri con non celata delusione: il 2016 dovrebbe essere l’anno della riforma appena approvata in Consiglio, la consigliera ha detto di volerne discuterne i contenuti. Occorre introdurre sistemi di valutazione e nuovi modi di intendere la cultura come leva di sviluppo anche dell’occupazione. Infine, un riferimento alla tenuta politica della maggioranza: “Abbiamo sottoscritto un patto di legislatura, che va anteposto ad ogni cosa”. Borga: troppi i debiti Pat. Primo affondo sull’indebitamento della P.a.t.: 705 milioni di euro sono già impegnati per il 2019 e sono destinati ad aumentare. A ciò si aggiunge che le garanzie ammontano alla bellezza di 1 miliardo 675 milioni di euro: in un siffatto contesto è difficile trovare risorse per gli investimenti. Borga ha definito la realtà molto preoccupante. La sfida dei prossimi anni è difficile da combattere e ancora di più da vincere, ha osservato, e, di fronte ad un oggettivo calo di risorse, la reazione qui a Trento è l’accentramento di servizi e poteri. Severo il giudizio sulla gestione dei punti nascita. Borga ha quindi posto l’accento sull’articolo 13 della legge “collegata”, una norma di delegificazione (perché affida la riorganizzazione della sanità direttamente all’azienda sanitaria), che in altri anni si sarebbe dichiarata inammissibile. Giunta bocciata anche sul fronte ricerca e su Trento Rise. Precisa l’idea riguardo all’addizionale Irpef: no alla cancellazione per i redditi fino a 20.000 euro (che vale appena 25 centesimi al giorno). Con un emendamento – respinto dalla maggioranza (con Bottamedi astenuta) – Borga ha proposto invece di “copiare quanto già fatto dalla Giunta negli anni scorsi”, ossia incentivare le opere edilizie ecocompatibili. Approvato invece l’emendamento che porta 100 mila euro al Museo degli usi e costumi della gente trentina (“che non può essere lasciato nell’attuale stato di degrado: non c’è nemmeno un euro per fare una mostra”). Viola stronca la gestione Apss. “Bilancio super-rigido. E su alcuni problemi, come le società del sistema di piazza Dante, le risposte languono”. “Bisogna passare dall’autonomia del Trentino al Trentino delle autonomie”, ha detto il vicepresidente del Consiglio, chiedendo poi maggiore attenzione per famiglie e corpi sociali intermedi. La Provincia “dovrebbe anche riprendere il dialogo con le regioni vicine, proponendo alleanze istituzionali che fungano da scudo per l’autonomia”. Non si può cadere nel rischio della cultura dominante del “Nimby” (Not in my backyard”), del “non nel mio giardino” , perché l’autonomia non si può tutelare solo per sé. Preparare la riforma statutaria potrebbe essere una mossa giusta. Un appunto Viola l’ha riservato per la decisione di Giunta di ingaggiare un manager per il coordinamento delle politiche dell’internazionalizzazione e interregionali: avrebbe dovuto essere incardinato in Trentino Sviluppo e non sulla Presidenza della Giunta. “Diversamente – ha osservato – si chiuda Trentino Sviluppo”. Sanità: Viola ha censurato il fatto che le notizie più importanti non vengo- no fornite dalla Giunta al Consiglio, ma dal direttore dell’Apss Flor alla stampa. Inaccettabile, è anche che Flor sia addirittura arrivato a dichiararsi deluso dalla politica. “Sarebbe meglio che i dirigenti – ha osservato – rimanessero al loro posto, portando rispetto per le istituzioni”. Ancora, per Viola la sanità del Trentino “costa troppo” e la spesa corrente cresce molto di più che nelle altre regioni. Grave anche il saldo negativo annuale di 16 milioni di euro dovuto alla mobilità fuori provincia dei pazienti. Viola ha presentato diversi emendamenti, anzitutto per chiedere alla Giunta di non abdicare al ruolo di governo della sanità trentina lasciandolo al direttore dell’Apss, come profila l’articolo 13 della collegata. Poi ancora salvaguardia delle Rsa e più fondi alla promozione turistica d’ambito. Il consigliere ha citato La Pira, per cui la politica deve “servire la speranza”. Mentre oggi gli stessi consiglieri provinciali danno lo spettacolo di “tanti io in cerca di successo”. al 2%. La questione identitaria: l’Italia e il Trentino devono pretendere, da chi entra nel Paese, rispetto per le nostre identità e tradizioni. Un problema serio è come garantire lavoro e futuro alla nostra popolazione e anche agli immigrati. Bezzi: difendiamo l’identità. Le questioni irrisolte sono il debito della Pat, il calo demografico e il problema dell’identità. Il debito – accumulato dalla fine degli anni ‘90 – è uno zaino, ha detto più volte il consigliere nei 6 giorni di aula, messo sulle spalle delle future generazioni e che risulta non pagabile se non c’è una crescita demografica superiore Tonina: un brand per l’agricolura. Ha parlato di agricoltura, della necessità di puntare su qualità, eccellenza e sostenibilità. Tonina ha chiesto a Rossi, anche come presidente dell’Euregio, di attivare un pressing verso l’Ue, per ottenere sostegno al mondo agricolo, perché i 300 milioni di fondi europei non sono sufficienti. Un lavoro che deve passare anche con l’ulteriore potenziamento dell’ufficio Pat di Bruxelles. L’agricoltura trentina va rilanciata anche con un marchio di qualità (e sul punto è passato un ordine del giorno dell’aula, vedi pag. 7). In tema di sanità il consigliere Upt ha detto che le scelte devono essere fatte dai politici e non dai burocrati. Giuliani per l’ospedale di Arco. Suo un emendamento per l’accesso delle Esco (Energy Service Company) ai contributi per la riqualificazione di tutti gli edifici, più uno per l’anticipo del credito d’imposta ai cittadini, onde ridare slancio alle ristrutturazioni edilizie. Occorre anche – ha detto – ridurre la burocrazia che soffoca le aziende: con un ordine del giorno del 2014 doveva essere costituito un tavolo di lavoro, di cui Giuliani auspica l’avvio. Ribadita con forza la richiesta della settimana corta per la scuola, che favorirebbe il turismo. Infine la sanità: l’Alto Garda vuole la valorizzazione del polo di Arco, anche se in generale occorre ridurre la spesa garantendo qualità e sicurezza. Borgonovo Re: fare comunità. L’ex assessora ha detto che la visione del futuro non emerge con chiarezza dalla relazione di Rossi. Sono necessarie politiche trasversali (uno degli esempi sarà il Piano per la sa- Kaswalder: credito alle aziende. L’esponente autonomista – che intervenendo ha colto l’occasione per ricordare i 10 anni dalla morte di Domenico Fedel, indimenticato leader autonomista – s’è detto preoccupato per la crisi del credito in Italia, che rischia di investire anche il sistema trentino. Ed ha chiesto che si garantisca il credito per le imprese trentine. È stato accolto un suo emendamento che agevola gli acquisti utili alla riqualificazione ambientale delle sponde dei laghi ,secondo le indicazioni date da Appa per migliorare la qualità delle acque. Plotegher: troppe diseguaglianze. L’assessora regionale alla previdenza ha sottolineato che il bilancio dovrebbe mettere in evidenza l’indice di Gini (che misura le diseguaglianze sociali). Su questo piano siamo a buon livello in Italia, ma dietro all’Alto Adige. La consigliera ha invitato a puntare ad un modello di società solidale. Andrebbe poi introdotta una lettura di genere (uomo/ donna) del bilancio. Plotegher ha parlato anche di percorso nascite: è un protocollo che va esteso su tutto il territorio, perché la madre e il padre (in ottica di genitorialità) vanno presi in carico dalle ostetriche fin dai primi momenti. I punti nascita, invece, non sono accettabili negli ospedali che sono sotto i livelli di sicurezza. Bottamedi: fiducia da meritare. Protagonista di momenti piuttosto tesi con il presidente Rossi – per via degli emendamenti firmati con l’oppositore Bezzi – si è rivolta allo stesso Rossi ricordando che la fiducia dei consiglieri di maggioranza non va data per scontata, ma dev’essere mantenuta e incentivata. “Il dialogo con la Giunta invece è a volte difficile e questo ha creato problemi alla coalizione. Rossi ha reagito a interrogazioni e ordini del giorno – ha detto – con fastidio, ma si tratta semplicemente di contributi propositivi, che vanno inseriti in un clima di dialogo e appunto di fiducia”. Detomas: contrappesi tra i poteri. Manovra “tutto sommato accettabile – ha detto – visto che la ripresa fatica a consolidarsi”. Giusta secondo Detomas è la contestata norma – Viola l’ha definita una scorciatoia pericolosa – che affida all’Apss la definizione della futura sanità, “dopo aver ricevuto dalla Giunta le direttive”. Un richiamo alle regole del gioco: “Va rivisto l’equilibrio tra esecutivo e legislativo, mancano sanzioni efficaci per richiamare la Giunta”. 239 PA G I N A 6 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 BILANCIO DI PREVISIONE P.A.T. - RIEPILOGO GENERALE DELLE SPESE Previsioni definitive dell’anno precedente quello cui si riferisce il bilancio Denominazione P.A.T., MANOVRA FINANZIARIA 2016: GLI ORDINI DEL GIORNO Ecco i 45 ordini del giorno approvati in collegamento alla manovra finanziaria e che impegnano la Giunta su una vasta gamma di interventi, dalla viabilità all’ambiente, all’Icef. Centrale, anche nel dibattito su qusti ordini del giorno, la questione degli ospedali di valle, dei punti nascita e della loro sicurezza, di cui si veda anche pag. 11. Bottamedi (Patt) e altri Lago di Garda patrimonio dell’umanità Unesco Con l’ordine del giorno (o.d.g.) si chiede alla Giunta di avviare il percorso, in collaborazione con Veneto e Lombardia, per proporre la candidatura del Lago di Garda come patrimonio dell’Umanità dell’Unesco. Si chiede di coinvolgere su questo progetto le popolazioni, le amministrazioni locali e le associazioni impegnate nella difesa del lago. Parere favorevole della Giunta, mentre Degasperi ha detto che così come è stato amministrato, l’ambiente del Garda non può aspirare a questo riconoscimento. Favorevole Simoni e anche Civettini che includerebbe nella proposta anche Ledro. Il voto: 33 sì. Simoni (PT) e altri Valorizzare il legno trentino sulle strade L’odg impegna la Giunta a proseguire nell’azione di utilizzo di barriere stradali in acciaio – legno in zone di pregio paesaggistico e a stimolare le amministrazioni locali ad utilizzarle. Favorevole la Giunta, Lozzer ha ricordato l’importanza del legno trentino. 33 sì. Simoni (PT) e altri La gomma degli pneumatici riciclata per l’asfalto L’odg impegna la Giunta a modificare il capitolato generale di appalto per individuare le modalità per garantire, nelle manutenzioni delle strade provinciali e comunali, il criterio dell’utilizzo dell’1% del polverino di gomma da pneumatici fuori uso (6 mila tonnellate all’anno prodotte in Trentino) sul peso dell’asfalto. 31 sì. Civico (PD) Adeguare il reddito Icef all’andamento dei prezzi Approvato anche l’odg del consigliere Mattia Civico che impegna la Giunta a convocare entro gennaio il Tavolo di valutazione e orientamento delle politiche tariffarie, affinché proceda ad una proposta di adeguamento all’andamento dell’indice dei prezzi al consumo per le famiglie degli operai e degli impiegati, del reddito di riferimento per la determinazione dell’indicatore Icef (utilizzato per l’accesso agli alloggi sociali, per la determinazione dei relativi canoni, nonché per la determinazione del contributo all’affitto di alloggi locati sul libero mercato). Viola (PT) e altri Attivare corsi per l’alta formazione turistica L’odg impegna la Giunta ad attivare i corsi di alta formazione turistica valorizzando il Cfp Varone e Gardascuola, con l’obiettivo di creare professionalità specializzate negli ambiti dirigenziali del turismo, in particolare di quello congressuale, sportivo e legato all’arte e al territorio. Giuliani ha espresso soddisfazione per questo testo. Civettini ha ricordato che tutto il Trentino è turistico. 33 sì. Giuliani (Patt) Più controlli sulla navigazione lacustre Servizi istituzionali, generali e di gestione Istruzione e diritto allo studio Sanità al centro ma anche metodo Icef, Garda e Ledro, settimana corta in tutte le scuole, Oil free zone, marchio di qualità per il Trentino e altro ancora Tutela e valorizzazione dei beni e delle attività culturali Politiche giovanili, sport e tempo libero Turismo Assetto del territorio ed edilizia abitativa Sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa revisione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa revisione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa 365.448.675,73 845.025.351,67 68.881.172,31 8.761.000,00 57.993.531,26 103.160.858,00 54.763.512,91 Previsioni anno 2016 Previsioni anno 2017 Previsioni anno 2018 369.134.418,44 25.144.961,79 338.176.353,10 865.033.435,07 150.468.359,67 851.228.156,26 65.854.367,00 20.823.357,33 66.792.627,81 12.045.316,00 1.500.000,00 8.450.349,31 56.429.335,56 12.590.152,35 29.117.611,25 85.830.528,60 54.706.628,87 33.269.306,29 80.202.585,18 17.073.030,62 41.107.499,61 361.210.341,44 20.040.609,67 359.980.341,43 17.741.755,69 819.730.824,07 97.764.868,72 818.098.344,07 50.172.671,77 52.934.147,00 13.837.976,55 45.194.627,00 10.316.880,15 7.055.000,00 0,00 6.678.000,00 0,00 49.412.480,56 6.112.402,99 48.407.740,56 5.569.806,33 77.002.396,03 46.814.958,06 69.841.628,13 51.892.446,43 55.654.747,61 11.444.436,61 55.714.063,61 12.244.436,61 L’aula fissa per la L’odg chiede alla Giunta di assumere iniziative per potenziare la vigilanza sulle attività di navigazione nelle acque interne d’interesse provinciale, assicurando una valutazione professionale e il rispetto della normativa di sicurezza. Sì della Giunta, mentre Civettini ha detto che con poposte come queste, in cui si chiedono fondi, ci possono essere conflitti d’interesse, legittimi ma inopportuni. 16 sì e 15 astenuti. Giuliani (Patt) Sostenere le società di servizio energia L’odg impegna la Giunta a sostenere le attività delle Energy service company, finalizzate alla realizzazione di interventi di riqualificazione energetica sugli immobili pubblici e privati. A elaborare un progetto di riqualificazione energetica degli edifici pubblici e a supportare l’accesso al credito per i progetti di efficientamento energetico. 32 ok. Fasanelli (Misto) Sbarrierare la stazione ferroviaria di Rovereto L’odg impegna la Giunta a sollecitare Rfi perché proceda alla realizzazione dei lavori di sbarrieramento della stazione di Rovereto, verificando la possibilità di un intervento diretto della Pat. Degasperi ha detto che è una follia pensare al megatunnel del Brennero e poi non avere le stazioni. 32 sì. Lozzer (Patt) e altri Appalti, ditte locali a trattativa privata L’odg firmato dai quattro consiglieri del Patt impegna la Giunta a vigilare, verificare e richiedere ai vari servizi della Pat perché venga applicata, in particolare negli appalti dei lavori alpinistici e della segnaletica stradale, l’esclusione automatica delle offerte anomale; a prevedere pagamenti parziali in base agli stati di avanzamento dei lavori e a richiedere ai servizi interessati di applicare gli affidamenti a trattativa privata entro i limiti di 25 mila euro quando si è verificata la presenza di aziende locali in grado di eseguire i lavori. Parere positivo della Giunta e appoggio di Zanon, a nome di PT, di Bezzi, Fasanelli, di Giovanazzi «il massimo ribasso ha creato guai enormi», mentre Borga ha annunciato l’astensione, pur condividendo i contenuti. 30 sì. Giovanazzi (AT) e altri Formazione continua per gli artigiani L’odg impegna la Giunta a valutare la possibilità di prevedere l’avvio di azioni integrate di formazione continua tra Fondartigianato e Pat per incrementare la competitività e l’innovazione delle imprese artigiane. Giovanazzi ha ricordato che c’è un problema di occupazione soprattutto giovanile anche a causa dello scarso raccordo tra scuola e lavoro. 31 sì Bottamedi (Patt) e altri Avviare un dibattito sulla “Buona Scuola” L’odg impegna la Giunta ad avviare, nei mesi di gennaio e febbraio, una serie d’incontri col Dipartimento della conoscenza e rappresentanze scolastiche e sindacali per raccogliere suggerimenti e riflessioni sui punti più importanti della riforma statale della “Buona Scuola” e, coinvolgendo la Commissione competente, sul suo recepimento a livello provinciale. Sì della Giunta, Rossi ha aggiunto che il recepimento avverrà adattandola al modello trentino, con la partecipazione del mondo della scuola. Appoggio di Lucia Maestri, Viola ha ricordato che la scuola ha avuto 6 riforme in 13 anni e si vedrà col tempo se quella di Renzi sarà dav- vero “buona”. Civettini, annunciando l’astensione, ha detto che sui docenti in Trentino è stata fatta una confusione tremenda e Bezzi ha ricordato la vicenda del Curie di Pergine. Degasperi ha detto che in Trentino si punta sul modello sbagliato della scuola azienda. 28 sì, tre astenuti. Giovanazzi (AT), Simoni (PT) Incentivare le piccole centrali a biomassa L’odg impegna la Giunta a incentivare la creazione di micro centrali a biomassa, verificando che il cippato venga acquistato esclusivamente in segherie operanti sul territorio; ad utilizzare legno vergine escludendo qualsiasi altro combustibile solido. A impiegare, inoltre, personale forestale del nostro territorio per incrementare l’occupazione nelle valli. Sì della Giunta, condivisione di Simoni, Fasanelli, Kaswalder. 27 sì, un astenuto. Giuliani (Patt) e altri Arrivare alla settimana corta nelle scuole Odg che impegna la Giunta a continuare, con una serie di incontri con gli istituti scolastici, la sperimentazione per introdurre gradualmente, entro fine legislatura, la settimana corta in tutte le scuole di ogni ordine e grado. Sì della Giunta, mentre Zanon s’è detto contrario; Civettini ha detto che la proposta è improntata solo al risparmio e la logica del week end lungo non tiene conto delle esigenze delle famiglie più povere. Civico ha ricordato che questo tema è entrato nella legge della scuola per mettere al centro i tempi della famiglia. Degasperi che questo era uno degli obiettivi della legislatura, Rossi ha affermato va bene inserito nell’organizzazione scolastica. 24 sì, 6 no, un astenuto. Degasperi (5 Stelle) Completare la cablatura delle aree produttive L’odg impegna la Giunta a far realizzare da Trentino Network la cablatura delle aree produttive provinciali che ancora non sono collegate con la rete pubblica. Inoltre si chiede di mettere a disposizione i collegamenti a tutti gli operatori per rendere omogenee le condizioni di concorrenza. Degasperi ha detto che sulla banda larga s’è perso troppo tempo e c’è un operatore privato che rischia di far cadere l’obiettivo di un controllo pubblico della rete. Gilmozzi ha detto che i privati si sono attivati anche grazie a Trentino Network e l’interesse di questi ultimi implica che non può essere il pubblico a intervenire perché altrimenti sarebbe un aiuto di Stato. La Pat ha messo a disposizione 32 milioni di euro per gli allacciamenti, crediti per 16 milio- ni di euro e cofinanziamenti fino al 25%. La Pat, insomma, insegue un modello misto. Bezzi ha chiesto quanti dei 50 – 60 milioni messi in bilancio lo scorso anno per la banda larga sono stati appaltati. Bocciata la premessa con 20 no e 11 sì. 32 sì al dispositivo. Cia (Civica Trentina) e altri Reparti ospedalieri no alle stanze miste L’odg approvato all’unanimità (29 i voti a favore) dopo l’accordo sottoscritto da Cia con l’assessore Zeni, conferma le indicazioni di legge all’Apss perché sia stabilito, dove non sussistano situazioni di grave urgenza e fatta eccezione per l’Unità operativa di rianimazione e terapia intensiva, che la distribuzione dei pazienti nei singoli reparti di degenza rispetti la distinzione fra i sessi. Civettini (Civica Trentina) Aiuti per le aziende che puntano sull’export Approvato all’unanimità l’odg di Civettini che impegna la Giunta a rafforzare il sostegno ai progetti di internazionalizzazione delle aziende, un piano di sostegno delle iniziative di commercializzazione dei prodotti e alla partecipazione di fiere e manifestazioni e alla sottoscrizione di assicurazioni delle po- 239 PA G I N A 7 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 * Si tratta di somme già impegnate negli esercizi precedenti alla data di presentazione del Bilancio. Previsioni definitive dell’anno precedente quello cui si riferisce il bilancio Denominazione Trasporti e diritto alla mobilità Soccorso civile Diritti sociali, politiche sociali e famiglia Tutela della salute Sviluppo economico e competitività Politiche per il lavoro e la formazione professionale Agricoltura, politiche agroalimentari e pesca previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa 166.637.878,39 23.590.754,13 191.833.752,00 1.122.011.455,75 366.450.480,36 89.145.473,59 60.144.901,41 Previsioni anno 2016 Previsioni anno 2017 Previsioni anno 2018 169.872.212,00 93.007.099,92 152.664.205,70 44.168.666,12 5.283.051,34 24.375.166,59 190.664.200,00 2.769.934,91 193.101.584,42 1.119.520.472,97 21.395.373,43 1.121.668.340,56 367.817.146,96 177.216.489,57 207.980.735,07 91.106.130,84 7.762.232,78 81.438.072,53 49.094.570,00 20.918.193,74 61.156.605,48 147.162.279,00 34.717.307,79 173.260.752,00 27.997.442,94 17.829.698,58 3.032.673,96 16.232.720,00 1.567.943,43 190.600.200,00 2.155.037,07 190.781.200,00 154.937,07 1.096.461.352,97 16.497.604,06 1.073.079.352,96 18.497.604,05 259.132.878,96 146.366.765,24 265.662.882,00 125.320.847,84 67.918.900,00 0,00 61.252.000,00 0,00 42.315.480,00 18.327.726,53 38.893.120,00 15.630.695,61 Previsioni definitive dell’anno precedente quello cui si riferisce il bilancio Denominazione previsione di competenza di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza Relazioni internazionali di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza Fondi e accantonamenti di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza Anticipazioni finanziarie di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza Servizi per conto terzi di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza TOTALE MISSIONI di cui già impegnato* previsione di cassa previsione di competenza TOTALE GENERALE DELLE SPESE di cui già impegnato* previsione di cassa Relazioni con le altre autonomie territoriali e locali Giunta 45 obiettivi 1.458.648.989,74 10.520.000,00 339.890.499,76 50.000,00 1.799.302.860,11 7.132.261.147,12 7.132.261.147,12 Previsioni anno 2016 Previsioni anno 2017 Previsioni anno 2018 765.219.167,99 115.815.064,85 1.810.679.364,90 12.192.000,00 727.125,85 6.511.500,00 381.365.447,27 0,00 168.141.951,61 250.000,00 0,00 30.000,00 315.797.000,00 1.915.039,66 266.110.569,51 5.041.597.000,00 729.116.096,68 5.462.000.000,00 5.041.597.000,00 729.116.096,68 5.462.000.000,00 925.947.743,83 108.831.682,57 955.478.146,45 86.580.703,37 12.085.000,00 250.114,00 11.970.000,00 0,00 368.896.529,95 0,00 353.725.081,79 0,00 250.000,00 0,00 250.000,00 0,00 312.957.000,00 1.915.039,66 277.957.000,00 1.915.039,66 4.864.557.000,00 528.109.203,48 4.822.457.000,00 425.603.210,95 4.864.557.000,00 528.109.203,48 4.822.457.000,00 425.603.210,95 l’Icef andrebbe tolto. Fasanelli ha condiviso le preoccupazioni di Tonina. A favore anche Bottamedi, «perché il criterio dell’Icef è iniquo e i Comuni hanno sempre svolto in modo egregio la selezione dei lavoratori». Viola ha ricordato di aver presentato un emendamento alla finanziaria che va nel senso di questo odg. Tonina (UpT) e altri Promuovere il marchio “Qualità Trentino” L’odg, emendato d’intesa con la Giunta e approvato all’unanimità dall’aula, impegna la Giunta a promuovere un marchio “Qualità Trentino”, attraverso una politica unitaria per valorizzare i prodotti agro – alimentari trentini. Di valutare la possibilità di utilizzare l’indicazione “prodotto di montagna” e di favorire la riorganizzazione delle aziende zootecniche e la ristrutturazione di quelle più intensive. A sostegno dell’odg si sono espressi Lozzer e Simoni. Fugatti (Lega) Punti nascita e anestesia negli ospedali di valle lizze di assicurazione dei crediti. Il parere positivo della Giunta perché l’odg conferma e rafforza un impegno già portato avanti dalla Giunta su questo tema. “Questo testo – ha commentato soddisfatto Civettini – è frutto di un lavoro svolto sul territorio anche come consultore degli immigrati trentini”. Civettini (Civica Trentina) Promuovere lo sviluppo turistico della Val di Ledro Via libera a pieni voti anche per l’odg di Civettini, emendato d’intesa con la Giunta, che prevede la promozione dello sviluppo turistico della Val di Ledro valorizzando agricoltura e ambiente, e di verificare con le amministrazioni locali la possibilità di realizzare un collegamento funiviario con Riva, con l’accesso a fondi europei, sul modello della funicolare per Povo. Infine l’odg punta alla promozione della località di Tremalzo e a iniziative per evitare gli sgradevoli fenomeni di arrossamento delle acque del lago. D’accordo con l’odg si sono detti Giuliani e De Godenz. Civettini (Civica Trentina) Rilanciare l’offerta turistica del Tesino Emendato e condiviso dalla Giunta, anche quest’altro odg di Civettini è stato approvato all’unanimità per impegnare la Giunta a confrontarsi con le amministrazioni del Tesino e predisporre una programmazione per il rilancio dell’offerta turistica, studiando con l’imprenditoria locale quali azioni promuovere, compreso l’accesso ai fondi UE e l’adeguamento della rete stradale. Avanzo ha ringraziato Civettini per aver sottoposto all’aula la proposta di valorizzare il Tesino e ha preannunciato il suo voto a favore. Kaswalder (Patt) e altri Progetto per elettrificare la ferrovia della Valsugana Favorevole la Giunta, è passato a pieni voti l’odg di Kaswalder che impegna la Giunta a avviare un confronto con Rfi per arrivare in tempi rapidi ad un’analisi costi-benefici per la progettazione e la realizzazione dell’elettrificazione della linea ferroviaria della Valsugana. Kaswalder (Patt) e altri Grandi eventi, liquidare i contributi in 2 mesi Unanimità per impegnare la Giunta a intraprendere tutte le iniziative per liquidare alle società sportive i contributi per i grandi eventi entro due mesi dalla chiusura delle istruttorie di verifica. E a calibrare gli interventi della Pat perché siano in linea con quelli degli ultimi anni. L’odg è stato approvato con un emendamento concordato con la Giunta. Il nuovo testo prevede la compatibilità dei pagamenti con le disponibilità di cassa e di verificare la possibilità che gli interventi a favore delle associazioni sportive trentine siano indicativamente equivalenti alla media complessiva degli ultimi anni. A favore dell’odg De Godenz, Borga ha chiesto e ottenuto dall’assessore Mellarini la garanzia che questi fondi non sacrifichino quelli a sostegno della formazione sportiva dei giovani. Passamani (UpT) e altri Agevolare i campeggi che migliorano la qualità Sì della Giunta e voto unanime anche per questo odg, che impegna la Giunta a valutare nuove agevolazioni per i campeggi che nel corso dell’anno hanno investito per migliorare l’offerta turistica in termini di qualità. A sostegno dell’odg si è pronunciato Ossanna del Patt. Simoni (PT) e altri Trasformare il Trentino in una oil free zone Disco verde con il voto di astensione di Degasperi per l’odg di Simoni il cui obiettivo è la trasformazione del Trentino in una zona libera dai carburanti fossili, promuovendo l’utilizzo di risorse energetiche rinnovabili, l’utilizzo delle biomas- se; la ricerca sull’utilizzo dell’idrogeno e del biometano in collegamento con la zootecnia. Borga ha segnalato che non si possono perseguire modelli di sviluppo in assenza di evidenze scientifiche. Tonina ha condiviso l’odg anche in seguito all’accordo raggiunto al termine della Conferenza di Parigi. Passamani (UpT) e altri Formazione continua nelle imprese trentine Con la Giunta d’accordo, approvato all’unanimità anche questo odg che mira alla creazione, nel 2016, di un progetto, in accordo con le categorie, per valorizzare la formazione continua nelle aziende per aumentare produttività, competitività e l’innovazione. Tonina (UpT) e altri Non solo Icef per i lavori socialmente utili Sì unanime all’odg di Tonina che impegna la Giunta ad effettuare la selezione dei lavoratori per i lavori socialmente utili senza attribuire all’Icef una valenza prevalente rispetto agli altri criteri. Soprattutto quando il parametro Icef, per le fasce deboli, costituisca impedimento per il proseguimento del lavoro nel Progettone. Per Fugatti l’odg è all’acqua di rose, perché In gran parte sostituito da un emendamento concordato con la Giunta, il dispositivo di questo odg di Fugatti è stato approvato all’unanimità dopo una lunga discussione in aula. Bocciata solo la premessa (21 sì e 9 no) non condivisa dall’esecutivo. Il nuovo testo impegna “a ripristinare il prima possibile anche attraverso le assunzioni previste la funzione H24 di anestesia in tutti gli ospedali di valle”, e “ad attivare in tempi brevi la procedura per la richiesta a Roma di deroga, per il mantenimento dei punti nascita presenti ad Arco, Tione, Cles e Cavalese”. Ancora, a ripristinare il prima possibile con le assunzioni previste l’apertura H24 dei punti nascita negli ospedali di Arco, Cles, Cavalese e Tione nel rispetto dei parametri di sicurezza previsti dalla normativa nazionale”. Borgonovo Re ha chiesto se vi è la volontà di attendere prima la deroga del ministero, mentre Cia ha osservato che un punto nascita diventa appetibile solo se è possibile avere l’anestesista anche la notte. D’accordo con l’odg si è detto Zanon. Per De Godenz occorre ripristinare subito la sicurezza negli ospedali periferici. E ha ricordato che il tasso di mortalità nel punto nascita di Cavalese è pari a zero negli ultimi 20 anni. Bezzi ha salutato con favore il cambiamento di posizione della Giunta sui punti nascita, merito forse anche delle minoranze. L’assessore Zeni ha ricordato che i bandi saranno fatti ospedale per ospedale e se non vi saranno candidati, il bando verrà riaperto dopo tre mesi per facilitare le assunzioni. Sui punti nascita Zeni ha chiarito che la possibilità di riportarli a funzionare H24 dipende dalla risposta del ministero alla domanda di deroga della Provincia. Giuliani ha detto che è necessario garantire sicurezza e qualità al pronto soccorso. Bezzi (FI) Lavori sulla statale 42 Commezzadura - Mezzana Con un emendamento e il parere favorevole della Giunta l’odg è stato accolto all’unanimità per impegnare la Giunta a destinare una somma del bilancio alla realizzazione dell’allargamento e alla messa in sicurezza di tutto il tratto di strada della statale 42 fra gli abitati di Piano di Commezzadura e Mezzana. Bezzi (FI) Mantenere le Rsa nelle Comunità di valle Completamente sostituito d’intesa con la Giunta, il dispositivo dell’odg di Bezzi è stato approvato all’unanimità. Bocciata invece la premessa (9 sì e 21 no). Il testo concordato prevede di sviluppare un confronto con le comunità e le conferenze dei sindaci per presentare e discutere le misure di razionalizzazione della governance e dell’amministrazione delle Apsp per consolidare l’offerta di servizi per gli anziani sul territorio. L’odg prevede poi di presentare ad Upipa la proposta elaborata raccogliendo osservazioni e proposte. De Godenz (Upt) Anestesia e ostetricia h24 negli ospedali di valle Parere favorevole dalla Giunta all’odg di De Godenz, che impegna la Giunta a proseguire nel riordino della rete ospedaliera ponendo attenzione agli ospedali di valle, con il ripristino sia di anestesia H24 sia di ostetricia e ginecologia sempre H24. In entrambe i casi l’odg prevede la valutazione della sostenibilità della creazione di un apposito primariato. Borga si è detto contrario all’odg, di cui ha proposto votazioni per parti separate, affermando di non avere fiducia negli impegni dell’assessore. Con due voti di astensione di Progetto Trentino e l’astensione delle altre minoranze l’aula ha approvato la premessa. Sul secondo punto, approvato, cinque astensioni. Astenuti Giovanazzi, Degasperi e Borgonovo Re sul terzo punto del dispositivo. De Godenz (Upt) Chiarire le norme sulle stufe nei rifugi Accogliendo a pieni voti quest’odg di De Godenz, che ha ottenuto il “sì” della Giunta, l’esecutivo si impegna a promuovere subito a livello statale, coordinandosi con le altre regioni dell’arco alpino, un chiarimento in merito alla normativa antincendi, per evitare in futuro possibili interpretazioni contrastanti che possano incidere sull’ammissibilità delle stufe a legna nei rifugi alpini. Kaswalder ha chiesto al presidente Rossi di partire da questo odg per chiedere a Roma l’indipendenza del Trentino dall’Italia. 239 PA G I N A 8 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 Rsa, l’autonomia dei territori dovrà essere rispettata P.A.T., MANOVRA FINANZIARIA 2016: GLI ORDINI DEL GIORNO Questa è l’ultima parte degli ordini del giorno approvati nel corso del dibattito sulla manovra finanziaria del 2016. Svariati i temi: lo sviluppo turistico, lo sport, i fitofarmaci, la condizione e la gestione dei profughi, il fisco, la sanità, l’urbanistica e la lotta contro il gioco d’azzardo. Uno dei punti “caldi” della discussione sulla manovra finanziaria 2016 è stato quello delle Rsa per anziani. In particolare l’idea dell’assessore Luca Zeni, lanciata a novembre e che è stata duramente osteggiata dalla minoranza già nel corso della discussione in Commissione, di accentrare la “governance” delle Aziende pubbliche di servizi alla persona per recuperare risorse dal settore amministrativo per trasferirle all’assistenza. Già nel confronto in Commissione Zeni ha assicurato l’opposizione, contraria alla riforma (ma dubbi sull’idea della Rsa unica sono venuti anche da Upt e Patt), che la riforma non sarebbe entrata nel testo dei ddl della manovra finanziaria, ma non è bastato. In aula la vicenda Rsa è stata al centro del braccio di ferro minoranze – Giunta che si è risolto con un accordo che ha indotto Lega, Civica Trentina, Progetto Trentino, FI, Gruppo Misto a ritirare gli emendamenti ostruzionistici. Dopo una schermaglia polemica, causata da una dichiarazione alla stampa di Zeni, si è trovato un accordo con un emendamento in base al quale l’eventuale riforma delle Rsa dovrà essere concordata con i territori, con Upipa e discussa in Commissione, tenendo conto dell’autonomia del sistema delle case di riposo e della competenza regionale su questa materia. Per l’assessore alla salute e alle politiche sociali, in buona sostanza, si tratta di fare un’operazione di ascolto e valutazione dei pro e dei contro (come ha riferito quando si è discusso un odg di Fugatti della Lega, che è stato respinto). Per Zanon (PT), Bezzi (FI), lo stesso Fugatti e Borga (Civica) l’emendamento passato in aula rappresenta l’affossamento politico del progetto di Zeni. Sostenere turismo e sport minori E si mobilita la Giunta anche su fitofarmaci, profughi, gioco d’azzardo e medicina Viola (PT) Aumentare il fondo per il turismo locale Dopo la completa sostituzione del dispositivo l’aula ha approvato all’unanimità un testo di Viola, che impegna ad incrementare il fondo per la promozione turistica territoriale d’ambito locale per il triennio 2016 – 2018. Viola ha spiegato che questo odg ribadisce quanto già concordato e stabilito nelle settimane scorse. De Godenz (Upt) ha ringraziato Viola e l’assessore per l’attenzione prestata alle Apt di ambito, che creano e promuovono il prodotto turistico locale con offerte diverse di area in area. Per De Godenz l’imposta di soggiorno deve “coprire” i servizi, mentre la promozione ha bisogno del sostegno pubblico. Baratter (Patt) e altri Organizzare i volontari per il trilinguismo Parere favorevole e voto positivo dell’aula (astenuti Zanon insieme a Borga e Cia) per l’odg di Baratter, Kaswalder,Lozzer, Bottamedi (Patt) che impegna la Giunta a organizzare il servizio “volontari per le lingue”, una realtà nata in Catalogna e attiva anche in Sudtirolo, per promuovere e diffondere il trilinguismo, in particolarmente il tedesco. Ossanna (Patt) Fitofarmaci, preparazione da meccanizzare Via libera con il “sì” della Giunta e sette voti di astensione delle minoranze per l’odg che impegna la Giunta a istituire un bando per il finanziamento di centri per la preparazione meccanizzata e standardizzata degli agrofarmaci. Un sistema che, afferma Ossanna, darebbe maggiori garanzie per l’ambiente. Borga ha negato il voto favorevole, perché a suo avviso servirebbe un po’ di prudenza, sarebbe più opportuno sentire le organizzazioni di categoria e prevedere la diffusione di un’operazione del genere su tutto il territorio. Viola (PT) Sgravi alle società per gli sport minori Approvato all’unanimità dopo la sostituzione del dispositivo concordata con l’assessore Mellarini, il documento di Viola che impegna la Giunta a favorire nell’ambito degli stanziamenti già in bilancio relativi allo sport, le agevolazioni a favore degli sport minori, ad alto contenuto educativo per i giovani, anche attraverso forme di sensibilizzazio- ne degli enti locali o gestori. Altro impegno: prevedere sgravi sulle tariffe per l’accesso agli impianti sportivi e alle palestre. spiegato di sostenere con la loro firma un testo che mostra come la questione profughi possa essere affrontata in modo virtuoso. Fuori dal coro Fugatti ha così motivato il suo “no” all’odg: “Questo canale umanitario – ha detto – potrebbe essere condivisibile se non fosse solo un’eccezione e non si inserisse invece in un percorso di accoglienza indifferenziato, che non condividiamo”. Manica (Pd) Verificare l’impatto delle riduzioni fiscali Con il parere favorevole della Giunta annunciato dal presidente Rossi, è stato approvato a pieni voti l’odg di Manica che impegna l’esecutivo a presentare alla competente Commissione consiliare ogni anno, in occasione della manovra di bilancio, un’analisi economico finanziaria dell’impatto delle riduzioni fiscali sull’economia reale, le imprese e le famiglie. Avanzo (Patt) Avanti col progetto di sviluppo del Tesino Borgonovo Re (Pd) e altri Le risorse dell’Icef al piano demenze Pienamente condiviso dalla Giunta, l’aula ha approvato all’unanimità (30 voti) questo odg di Borgonovo Re, Civico, Manica che impegna il governo provinciale a destinare parte delle risorse recuperate con l’introduzione dell’Icef sugli assegni integrativi all’attuazione del piano demenze. L’assessore Zeni ha preannunciato una delibera che la Giunta adotta domani proprio a favore di questo obiettivo. “Abbiamo un piano provinciale demenze – ha ricordato Borgonovo Re – che va attuato potenziando i professionisti e la rete dei centri di ascolto Alzheimer e dell’assistenza domiciliare, i cui costi sono rilevanti, ma che ha effetti di grande beneficio per le persone, che possono così rimanere più a lungo in famiglia”. Borgonovo Re (Pd) e altri L’Azienza aderisca alla Slow medicine Giunta favorevole anche all’odg, di Borgonovo Re, Manica, Civico, Plotegher (Pd) approvato all’unanimità, che impegna l’Azienda sanitaria ad aderire al progetto di slow medicine “Fare di più non significa fare meglio” e di avviare un progetto di questo tipo per i medici di medicina generale. Il progetto promuove l’individuazione di una lista di esami e trattamenti, che non solo non servono ai pazienti, ma risultano dannosi. Un sistema che permette di indirizzare meglio le risorse. Secondo Cia occorre anche mettere in condizione i medici di sentirsi tutelati. Maestri (Pd) e altri I biotopi diventino riserve naturali provinciali Con il via libera della Giunta, l’odg di Lucia Maestri, Borgono- vo Re, Plotegher è stato approvato con 13 voti a favore, 8 contrari e 6 astenuti, tra i quali anche tutto il Patt. Il testo impegna il governo della Pat a istituire e a classificare come riserve naturali provinciali i biotopi previsti dal piano urbanistico provinciale o a cancellarli, in modo da eliminare definitivamente le ambiguità e le aspettative che l’attuale normativa lascia nella gestione del territorio. Contro l’odg si è pronunciato Giovanazzi che ha segnalato come alcuni biotopi istituiti dalla Provincia sono oggi aree completamente abbandonate, pur limitando le attività agricole. Anche Borga ha condiviso la posizione di Giovanazzi, ricordando che la mancanza di ragionevolezza in queste scelte e all’origine dell’insofferenza della popolazione. Maestri (PD) e altri Continuare e potenziare l’impegno per i profughi Parere positivo della Giunta e approvazione in aula (17 i voti a favore e astenuti alcuni consiglieri del Patt) anche per l’odg di Maestri, Donata Borgonovo Re, Plotegher, Manica, Civico (Pd) Pietro De Godenz (UpT), Fasanelli (Misto), Simoni (Pt), Zanon (Pt), Viola (PT), Baratter, Ossanna (Patt), che impegna l’esecutivo perché continui l’informazione verso i Comuni, le Comunità e i cittadini per dissipare le paure legate all’accoglimento dei profughi. A confermare il volume delle risorse destinate al programma «Relazioni internazionali e cooperazione allo sviluppo» a incrementare la promozione rivolta all’imprenditoria locale nei Paesi africani. Ancora: realizzare una rete che coinvolga le realtà, pubbliche e private, più vivaci per programmi di collaborazio- ne internazionale. Fugatti (Lega) ha dichiarato la sua contrarietà a questo odg. “La Provincia di Trento – per Fugatti – ha già dato, perché non c’è un solo siriano e meno del 10% proveniente da Bangladesh, Mali e Pakistan è classificabile secondo il ministero tra i profughi. Tutti gli altri sono clandestini. La Provincia dovrebbe quindi dire basta a questi arrivi”. Manuela Bottamedi (Patt) ha preannunciato la propria astensione perché a suo avviso “se la Provincia esercita nobilmente questa competenza, dovrebbero essere lo Stato e le organizzazioni internazionali ad occuparsi di questo problema”. Cia (Civica Trentina) Cig invernale per l’edilizia un accordo con l’Inps Odg di Cia, Civettini, Borga (Civica) approvato all’unanimità nel dispositivo (34 voti, mentre la premessa è stata bocciata 23 a 10) dopo che l’assessore Olivi ha espresso il “sì” della Giunta all’impegno di cercare un’intesa con l’Inps sulla Cassa integrazione (Cigo). Soddisfatto Cia: “Il testo – ha ricordato – impegna l’esecutivo a verificare con l’Inps di Trento la possibilità di trovare un’ammortizzatore per le imprese e i lavoratori del settore edile, fortemente danneggiati dalle nuove norme che imporrebbero alle ditte di far lavorare gli operai solo nelle giornate in cui la temperatura è sopra lo zero. Baratter (Patt) Definire la pertinenzialità di un’area edificabile Giunta favorevole e approvazione a pieni voti dell’aula per questo odg dei capigruppo Ba- ratter (Patt) e Tonina (UpT), che impegna la Giunta a costituire, con i Comuni, un tavolo di studio per giungere a una definizione oggettiva, certa e univoca della “pertinenzialità” di un’area edificabile e la definizione di “area edificabile” rispetto ad un’abitazione ai fini dell’applicazione dell’Imis. A sostegno dell’odg è intervenuto anche Zanon di Progetto Trentino. Civico (Pd) e altri La Pat per il corridoio umanitario in Libano L’assessore Zeni ha apprezzato questo odg di Civico e Manica, firmato anche da Passamani, Detomas, Baratter, Viola, Simoni, Fasanelli, Giovanazzi e approvato con i soli voti contrari di Fugatti e Bezzi, che impegna l’esecutivo a sostenere un progetto per l’ apertura di un canale umanitario con il Libano per mettere in protezione un gruppo di famiglie che si trovano in un piccolo campo profughi della regione di Akkar. Queste persone, che si trovano in una situazione grave, sono aiutati dai volontari dell’Operazione Colomba, tra i quali ci sono anche trentini. Borga, pur esprimendo parere favorevole, ha osservato che “quelli che troppo spesso vengono chiamati profughi provengono in realtà da Paesi non in guerra e non sono famiglie ma quasi tutti giovani e uomini”. Per Degasperi l’odg è adeguato perché punta all’identificazione dei cosiddetti profughi per rispedire i clandestini nei Paesi di provenienza. Giovanazzi ha spiegato che l’odg permette di impiegare bene il contingente dei volontari trentini in Libano senza regalare solidarietà a persone non identificate nel nostro territorio. Baratter, Viola, Fasanelli e Detomas hanno Via libera della Giunta e approvazione a pieni voti dell’aula per questo odg che impegna la Giunta a tenere informati gli amministratori della Conca del Tesino sullo stato del progetto di sviluppo turistico “aree interne”; a favorire il dialogo tra Pat, Comuni e imprenditoria; a proseguire il dialogo con gli imprenditori impegnati nello sviluppo del carosello sciistico e del settore alberghiero. D’accordo Zanon, pur evidenziando che per il Tesino Avanzo dovrebbe chiedere alla Giunta qualcosa di più in termini di servizi e di sostegno allo sviluppo turistico. Civettini ha sollecitato chi governa a fare quel che l’odg propone. Plotegher (Pd) Risorse per curare e prevenire la dipendenza da gioco L’odg, approvato con l’astensione di Civica Trentina (Borga, Cia e Civettini), sostituisce quello che in origine era un emendamento in finanziaria proposto da Plotegher perché la Giunta destini parte delle risorse derivanti dalle accise sul gioco d’azzardo a sostegno dell’attuazione della legge da poco varata in materia di prevenzione e cura della ludopatia. L’odg impegna inoltre l’esecutivo a relazionare alla Commissione consiliare perché l’organismo tenga monitorato l’utilizzo di queste risorse, sia preventivamente entro sei mesi, sia successivamente al loro impiego entro il 2016, per valutare altri interventi nella prossima manovra finanziaria. A favore dell’odg è intervenuto Bezzi che ha però ricordato che il Governo Renzi sta in questi giorni aumentando le imposte sul gioco d’azzardo ma a fronte della concessione di molte più competenze alle società che gestiscono questo business. Per Cia la Provincia sarebbe credibile se destinasse tutti i 40 milioni ricavati attraverso le imposte dal gioco d’azzardo ai fondi sanitari dedicati alla prevenzione e cura della ludopatia. D’accordo con l’odg si sono espressi Zanon e Fasanelli. 239 PA G I N A 9 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 Marangoni, reparto in Sri Lanka un piano per contenere gli esuberi Preoccupa il Consiglio provinciale, la situazione occupazionale alla Marangoni di Rovereto. Claudio Civettini della Civica Trentina ha sollevato il problema durante la discussione della finanziaria sulla scorta di una notizia sulla scelta dell’azienda di delocalizzare nello Sri Lanka il reparto delle gomme piene. Civettini ha chiesto una comunicazione urgente alla Giunta, subito accolta dal presidente Dorigatti. Il presidente della Giunta Ugo Rossi ha riferito sulla situazione dell’azienda roveretana a margine dei lavori d’aula. Al tavolo i consiglieri Baratter, Kaswalder, Detomas, Tonina, Manica, Passamani per la maggioranza, Civettini, Fasanelli, Viola, Giovanazzi, Degasperi e Fugatti per le opposizioni. La preoccupazione espressa da Civettini è che Marangoni decida ora di delocaliz- zare dopo avere ricevuto ingentissimi contributi dalla Pat per investire in Trentino, col rischio di far maturare in Oriente i frutti di ricerche promosse a Rovereto con il sostegno della Pat.Rossi ha risposto affermando che Marangoni ha goduto di un lease-back da 45 milioni di euro, varato nel 2010, che ha previsto vincoli oc- cupazionali per 5 anni, onorati ma scaduti. Quanto al progetto di ricerca, si tratta di un’operazione cui la Pat ha contribuito con 1,6 milioni di euro (800.000 già versati), ma che non ha alcun nesso con la scelta di spostare nell’ex Ceylon il reparto gomme piene, produzione con poche prospettive in Europa. Dorigatti ha osser- vato che si deve chiedere alla Marangoni di ricercare alternative per la ricollocazione degli operai destinati alla mobilità. Che sono circa 50, sui 289 posti in “cassa” straordinaria per crisi aziendale in seguito all’accordo sindacale dello scorso agosto. Il Consiglio ha approvato infine all’unanimità (30 voti) l’ordine del giorno, concordato nella riunione con Rossi, per impegnare la Giunta a promuovere, da parte della Marangoni spa, un piano di accompagnamento ai lavoratori interessati dalle decisioni della spa, mettendo subito in campo gli interventi di politica del lavoro della Provincia, per contenere gli esuberi e favorire il massimo ricollocamento del personale in esubero. Secondo impegno previsto dall’odg: monitorare con continuità l’evoluzione della situazione del gruppo Marangoni. P.A.T., MANOVRA FINANZIARIA 2016: GLI ORDINI DEL GIORNO La maggioranza ha respinto anche le proposte su commissioni mediche, ex Panorama, interventi economici per i malati di epatite C e Icef. Questi sono i dodici ordini del giorno alla legge di stabilità e alla collegata che non sono stati approvati. Tanti gli argomenti: contro la soppressione dell’Istituto tecnico economico del Marie Curie; sanità; accorpamenti scolastici; ricadute in Trentino della “Buona Scuola”; accentramento amministrativo delle Rsa. Le dodici proposte respinte in aula Si è discusso a lungo su problematiche della scuola e riordino delle Rsa Filippo Degasperi (5 Stelle) Economico del Marie Curie non c’è motivo di chiuderlo No ai tagli ai Comuni che non vogliono fondersi Il consigliere del Movimento 5 Stelle ha presentato un ordine del giorno con il quale intendeva impegnare la Giunta a rivedere la delibera del 2 novembre 2015 che riguarda la soppressione delle nuove classi dell’istituto tecnico economico nella sede del Marie Curie di Pergine (v. anche pag. 14). Parere negativo della Giunta e critiche da parte di Degasperi («una scelta contraddittoria perché l’istituto è egregio»), di Manuela Bottamedi («si penalizza una scuola sana») e di Zanon. Il voto: 19 sì, 11 no e un astenuto. L’odg di Borga voleva impegnare la Giunta a non penalizzare i Comuni che non vogliono fondersi e che sono obbligati alla gestione associata. Questo perché, ha detto, in base alla delibera del 9 novembre 2015 la Giunta ha individuato obiettivi di spesa per i Comuni, che permettono ai municipi che vanno verso la fusione di spendere di più rispetto a quelli obbligati alla gestione associata. Parere negativo della Giunta e bocciatura dell’odg con 7 sì, 24 no, 3 astenuti. Bottamedi e Kaswalder (Patt) Marie Curie, appello per la ragioneria Anche questo odg voleva impegnare la Giunta a confermare nel prossimo anno scolastico l’indirizzo tecnico economico al Marie Curie di Pergine, il percorso design al Depero di Rovereto e quello di architettura e ambiente al Vittoria di Trento, rinviando ogni altra decisione all’anno scolastico 2017-18. L’odg chiedeva anche alla Giunta di avviare un monitoraggio e un percorso con gli istituti interessati, i Comuni e le Comunità di valle per trovare soluzioni condivise. Decisa la difesa di ragioneria da parte di Manuela Bottamedi (una scuola pluripremiata e vero laboratorio di impresa. La scelta di Rossi sembra un “accanimento terapeutico”). Ma anche in questo caso no dell’aula con 12 sì, 19 no. (v. anche pag. 14). Rodolfo Borga Economico del Marie Curie non c’è motivo di chiuderlo Infine pure i consiglieri della Civica hanno chiesto alla Giunta di rivedere la decisione di sopprimere l’indirizzo tecnico – commerciale del Curie e, in via subordinata, di rimandare al prossimo anno la decisione. L’odg è stato bocciato con 11 sì, 19 no e un astenuto. dove le amministrazioni dicono di no. D’accordo con Fugatti si è dichiarato Bezzi (FI). Il sì di Civica Trentina è stato spiegato da Borga per il quale il problema della Provincia non è il debito ma la rigidità del bilancio e l’accentramento dei servizi. Fugatti ha chiesto la votazione per punti separati e sul quarto il voto segreto. Bottamedi (Patt) si è astenuta sulla premessa bocciata dagli altri consiglieri di maggioranza che hanno votato no a tutti gli altri punti (22 contrari, 11 sì). Il quarto punto è stato respinto, con un voto di astensione. Rodolfo Borga (Civica Trentina) Maurizio Fugatti (Lega) L’autonomia delle Rsa dev’essere salvaguardata Rodolfo Borga (Civica Trentina) Commissioni mediche più risorse per le valli L’odg intendeva impegnare la Giunta a potenziare le risorse destinate alle Commissioni mediche locali per consentire agli operatori di rispondere in tempi più rapidi ai bisogni degli utenti, valutando la possibilità che le visite possano essere effettuate a Predazzo, Borgo, Cles e Tione, come avveniva in passato. Parere negativo della Giunta soprattutto, ha detto l’assessore Zeni, per la carenza del personale e bocciatura dell’odg con 11 sì, 18 no e 3 astenuti. Massimo Fasanelli (Misto) Cinquemila euro a ogni malato di epatite C L’odg voleva impegnare la Giunta a erogare 5 mila euro a ogni paziente di epatite C cronica per far fronte alle spese ordinarie di cura. E questo fino a quando i pazienti, circa un migliaio, non saranno ammessi alla cura (il ciclo completo del trattamento costa circa 70 mila euro) con i medicinali Sovaldi e Olysio. Parere negativo della Giunta perché sono stati stanziati 5 milioni di euro per i farmaci e l’assegno di cura non risulta adeguato in questo caso. Deluso Fasanelli il quale ha detto che la spesa è alta ma i pazienti stanno vivendo un dramma. Cia ha appoggiato l’odg perché evidenzia una realtà grave. Il voto: 22 no, 10 sì. Giovanazzi (At) e Simoni (PT) Squadre forestali, no al tagli degli addetti L’odg mirava a impegnare la Giunta a mantenere e incrementare il numero di addetti delle squadre forestali provinciali impegnate nel mantenimento delle strade forestali e recupero di pascoli e terreni. Questo per incrementare l’economia della selvicoltura e il mantenimento delle aree prative di montagna. No della Giunta e difesa della proposta da parte di Giovanazzi (condivisa da Civettini), perché l’economia del legno è un’alternativa occupazionale e una tradizione trentina. Simoni ha detto che il personale delle squadre forestali e dei bacini montani ha creato il substrato territoriale di cui beneficia il Trentino e per motivi contabili s’ impoveriscono professionalità e prospettive di lavoro. L’assessore Dallapiccola ha risposto che c’è un blocco del turn-over che va applicato a tutti i settori. Il voto: 8 sì e 21 no. Filippo Degasperi (5 Stelle) Aspettare la Consulta per la “Buona Scuola” L’odg di Degasperi voleva impegnare la Giunta ad attendere l’esito dei contenziosi costituzionali promossi dalla regione Veneto e dalla regione Puglia prima di avviare i percorsi di recepimento della “Buona Scuola”. Parere negativo della Giunta e odg bocciato con 21 no, 7 sì, 4 astenuti. Claudio Cia (Civica Trentina) Ex hotel Panorama, ai privati per favorire il turismo Discusso a lungo e alla fine respinto l’odg di Cia perché l’esecutivo predisponesse entro il 2016 un piano per affidare l’ex Panorama in comodato d’uso per 10 anni a privati per un uso turistico; e promuovere la possibilità di legare il biglietto della funivia a quello dei musei cittadini. Tre i voti di astensione di Progetto Trentino, sette favorevoli delle minoranze e 22 i contrari. L’assessore Gilmozzi ha motivato il “no” della Giunta perché c’è già l’impegno a cercare chi prenda in carico la struttura, ma fino ad ora non è stato trovato nessuno. Per Cia che la questione sia già stata sollevata più volte è la prova che l’ex hotel sta a cuore alla città ed anche che non vi è nessuna soluzione all’orizzonte mentre restano spese sia di elettricità (23 mila euro in due anni) che di gas (27 mila euro in due anni). Lucia Maestri ha ricordato le sue interrogazioni sul tema e ha apprezzato lo sforzo della Giunta di sollecitare i privati. Bezzi, in assenza di interesse da parte di privati, ha proposto di collocare nell’immobile una casa chiusa. Maurizio Fugatti (Lega Nord) Scuole di montagna, uno stop ai piani di accorpamento Respinto l’odg di Fugatti, che mirava a difendere le scuole di montagna, comprese le pluriclassi, e il mantenimento del principio che non si possono chiudere scuole senza il consenso delle comunità interessate. Di rivedere quindi la delibera della Giunta del 2 novembre 2015 e prevedere deroghe per le scuole di Avio, Brentonico, Torcegno e Soraga. Il presidente Rossi ha motivato il parere contrario della Giunta all’odg, perché l’obiettivo degli accorpamenti è legato alla qualità dell’attività didattica e alla volontà di conservare almeno un presidio educativo nel Comune, garantendo la presenza della scuola primaria e della scuola dell’infanzia. Fugatti ha replicato citando il programma del Patt che parla di “difesa delle scuole di montagna con criteri oggettivi anche per il mantenimento delle pluriclassi”. Le scuole si chiudono solo quando c’è l’assenso delle comunità e non nei casi di Avio, Ala, Torcegno e Soraga Respinto con 19 voti contrari e 11 sì l’odg di Fugatti che chiedeva di emanare un regolamento in accordo con le associazioni di settore per salvaguardare l’autonomia delle Rsa, e a non prevederne l’accorpamento. L’assessore Zeni ha ricordato il percorso di riorganizzazione avviato per razionalizzare la parte amministrativa e burocratica proprio per permettere il mantenimento delle Rsa sul territorio. La questione da chiarire, ha replicato Fugatti, è se la Giunta vuole accentrare o meno le Rsa (v. anche pag. 8). Per questo non ha accettato le proposte di modifica del dispositivo. D’accordo si sono espressi Fasanelli, Giovanazzi, Cia e Zanon. De Godenz ha motivato il no dell’Upt confidando nelle dichiarazioni dell’assessore. Giuliani ha auspicato il mantenimento del rapporto col volontariato. Giacomo Bezzi (FI) Via l’Icef per accedere agli interventi assistenziali Dopo il no della Giunta, Bezzi ha ritirato l’odg che chiedeva alla Giunta di rivedere l’introduzione dell’Icef per i servizi di assistenza domiciliare e servizio pasti. L’assessore ha detto che la Giunta è in attesa dei dati della sperimentazione e del monitoraggio necessario per decidere se rimodulare le misure attuali. Bezzi , pur sottolineando le difficoltà, ha ritirato l’odg in attesa dei dati. 239 PA G I N A 10 C R O N A C H E gennaio-febbraio IL CONFRONTO SULLA SANITÀ Il presidente Rossi, riferendo in aula, ha spiegato che con la seconda gara d’appalto si andrà a realizzare un’opera del costo di 300 milioni, non più con project financing ma con un mutuo diretto Bei 2016 Degasperi ha detto che solo la giustizia amministrativa ha bloccato scelte sbagliate che si stavano facendo sulla localizzazione e sui modi del finanziamento. Viola: l’attesa dura dal 1998 Not in direzione Mattarello Le minoranze intanto puntano il dito sugli errori e chiedono tempi brevi I l Consiglio provinciale ha preso di petto – il mese scorso – non solo la questione generale della politica sanitaria, ma anche la specifica questione del nuovo ospedale provinciale, il cosiddetto N.o.t. Su richiesta delle minoranze, il presidente Ugo Rossi ha fatto il punto in aula. Ha ripercorso la vicenda del bando di gara saltato e della sentenza pronunciata dal Consiglio di Stato (vedi l’altro testo in pagina). Quanto all’ipotesi di spostare la collocazione del Not da via Al Desert (Trento sud) alla più ampia area di Mattarello, il presidente della Provincia ha sottolineato che c’è una sola motivazione: una volta deciso di fare una gara nuova, è doveroso valutare se gli spazi a Mattarello, prima indisponibili, ora offrano un’opzione preferibile. La decisione definitiva sarà presa d’accordo con il Comune di Trento. “Dal gruppo di lavoro misto (con il Comune) che abbiamo costituito per gli approfondimenti tecnici, ci attendiamo un’istruttoria oggettiva e incontrovertibile”. E ha proseguito: “Abbiamo bisogno di una fotografia che mostri i pro e i contro dell’una e dell’altra possibile localizzazione”. Rossi ha precisato che il costo dell’ospedale sarà di 300 milioni, 150 da imputare al capitolo opere pubbliche del bilancio Pat e 150 da reperire con un mutuo Bei. Per quanto riguarda il S.Chiara, ha precisato che non è affatto al collasso, ma non ha più le capacità espansive di un ospedale moderno, né le capacità di miglioramento del comfort, soprattutto se visto in una prospettiva di 30-40 anni. Un altro chiarimento sulla commissione della prima gara, che per i giudici era formata in modo illegittimo. Rossi ha detto che non esiste il divieto esplicito di una composizione di quel tipo e che in Italia sono state fatte altre opere con persone di vertice dell’ente appaltatore inserite nelle commissioni esaminatrici, a tutela del committente stesso. Fatti riconosciuti anche da alcune sentenze. Borga: “Qualcuno ha sbagliato e dovrà pagare”. Il capogruppo di Civica Trentina ha protestato che si sta glissando sulle cause e responsabilità dell’annullamento della gara d’appalto. “Qualcuno ha sbagliato e qualcuno dovrà pur rispondere”, ha detto. “Intanto sono già stati spesi 30 milioni di euro”. Borga ha aggiunto di non avere nulla da eccepire rispetto a un eventuale passaggio dalla “finanza di progetto” ad un mutuo direttamente acceso dalla P.a.t. per fare l’ospedale, “basta non dire alla gente che il Not si farà con i soldi dell’Ue”. Difficile, per il consigliere, credere poi che il Not sarà appaltato nel 2016 e che i lavori inizieranno nel 2017. Quanto a Mattarello, non si capisce ancora per quali ragioni l’area sarebbe da preferire a via Al Desert. Fugatti: l’opzione Mattarello spiega il cambio di assessore. Per il consigliere leghista, dopo il ritiro delle deleghe assessorili a Donata Borgonovo Re, le scelte compiute dal nuovo assessore Luca Zeni hanno fatto emergere i veri motivi della sostituzione, legati alle diverse visioni tra l’assessora e i vertici dell’Apss. Non sarebbe un caso nemmeno se 5 giorni dopo l’avvicendamento è stata espressa la volontà di spostare il Not a Mattarello. Il rendering del Not com’era ipotizzato a Trento sud. Ora però è più probabile che si collochi a S.Vincenzo di Mattarello, sui terreni non più destinati a cittadella militare. 25 ettari sono già stati espropriati. il nostro. A parere del consigliere d Forza Italia, “tra progettazione e realizzazione dell’opera i tempi sono diventati troppo lunghi. Se si impiegano 15 anni a pensarla e altri vent’anni per realizzarla, alla fine l’ospedale nascerà già vecchio”. Passamani: non si deve fare una scelta affrettata. Il consigliere dell’Upt chiede una scelta non affrettata, buona per tutto il sistema sanitario del Trentino, comprese le scelte da fare sugli ospedali periferici. LA VICENDA La gara d’appalto per il nuovo ospedale fu indetta il 15 dicembre 2011, con scadenza 13 agosto 2012. La procedura scelta era quella del project financing (o finanza di progetto). La commissione tecnica nella primavera 2013 decretò vincitrice la Impregilo Spa. Le altre cordate partecipanti erano guidate da Mantovani Spa, Pizzarotti & C. Spa e Cmb Spa. La proposta di Impregilo: costo di 251.844.000 euro, superficie di 120.929 mq, 613 posti letto, 1.614 parcheggi. Costo stimato, 310 milioni di euro di cui 160 pubblici. La gestione dell’ospedale: la Pat avrebbe pagato un canone annuo di 55 milioni di euro all’impresa aggiudicatrice, per 25 anni. A fronte di 9000 giorni per la costruzione e 25 anni di gestione, il costo a carico dell’ente pubblico è stato quantificato in 1 miliardo e 700mila euro. Sull’aggiudicazione si sono innestati ricorsi alla giustizia amministrativa da parte dei partecipanti alla gara perdenti. Manica: investimento storico, occorre pensarci molto bene. Il capogruppo del Pd, Rossi ha ragionato che il Not costituisce un investimento a lungo termine, che avere un respiro di almeno 50 anni. I problemi giudiziari sono stati “un grosso inciampo” e hanno fatto perdere 3 anni, “per cui oggi il progetto iniziale è già vecchio”. Occorre quindi riflettere sul modello strutturale del nuovo ospedale e la Giunta aveva l’obbligo di aprire una fase di riflessione. Per Rodolfo Borga (Civica) Prima gara a fine 2011 Lo stop due anni dopo dal Tar di Trento In primo grado il Tar, accogliendo i ricorsi, a novembre 2013 ha bloccato il maxi appalto, escludendo dalla gara sia la cordata Impregilo sia quella classificata quarta, guidata dalla Cmb, e censurando il fatto che la vincitrice si fosse avvalsa di professionisti non tutti interni all’azienda, più di quanto previsto dal bando; ha inoltre dichiarato illegittima la composizione della commissione tecnica per l’aggiudicazione dell’appalto. Tale sentenza è stata oggetto di nuovi ricorsi al Consiglio di Stato. I giudici d’appello nell’ottobre 2014 hanno riformato la sentenza del Tar di Trento. Da un lato hanno riammesso le imprese escluse, dall’altro hanno ribadito la Manica “ricorrere alla finanza di progetto è un errore, giusta invece la scelta di tornare al sistema di finanziamento tradizionale. A questo punto non si può perdere altro tempo, sulla collocazione è necessario un confronto con la commissione consiliare, “perché data la rilevanza dell’opera per i cittadini, uno sforzo di partecipazione è doveroso”. Baratter: “Scelta decisiva come lo fu l’Università”. Il capogruppo Patt ha ricordato l’inaugurazione nel 1970 dell’ospedale S. Chiara, quando si mise in difficoltà la vivibilità del quartiere, causando problemi che arrivano fino ai giorni nostri. La questione chiave per Baratter non è dove fare l’ospedale, ma tenere legata la realizzazione di questa fondamentale infrastruttura con le scelte sull’assetto complessivo del sistema sanitario provinciale. I lavori di ammodernamento del S. Chiara hanno reso il nosocomio molto attrezzato ma vi sono esigenze dimensionali alle quali oggi occorre rispondere. Il Not “dev’essere l’in- illegittima composizione della commissione tecnica. 2 membri su 3 infatti – il direttoreApss Luciano Flor e la dirigente Pat, Livia Ferrario – avevano partecipato alla stesura del piano di fattibilità del Not. E siamo alla primavera scorsa, quando il governo provinciale ha cominciato a ragionare sulla possibilità di prevedere il Not non più in via Mas al Desert, area Ghiaie, accanto al Centro di protonterapia, bensì a Mattarello. L’ipotesi sarebbe di rinunciare al project financing per un finanziamento della Bei (Banca europea degli investimenti) e una realizzazione diretta da parte dell’ente pubblico. Il confronto tra le due opzioni. Mattarello garantirebbe un tuizione vincente dell’autonomia, come fu l’Università per il Trentino negli anni ‘60”. Degasperi: vicenda gestita con faciloneria e arroganza. Secondo l’esponente dei 5 Stelle, tutta la vicenda è stata gestita con un misto di faciloneria e arroganza”. “Dobbiamo dire grazie agli avvocati che hanno proposto il ricorso – ha aggiunto – perché grazie a loro possiamo ancora modificare il si- Alessio Manica (Pd) risparmio di 30 milioni e una superficie di ben 26,1 ettari, di cui 25,7 già pubblici. Servirebbero 17 milioni per realizzare due rotatorie sulla ex statale 12 e il raccordo con la tangenziale di Trento sud, in prossimità del nucleo elicotteri. Con il Not a Trento sud, invece, la spesa per infrastrutturare la viabilità sale a 35 milioni: svincolo a nord, interramento della strada allo svincolo per Ravina, viabilità complementare con due rotatorie. In via al Desert servirebbero anche 3 milioni per gli argini del Fersina. Le strade di accesso sarebbero 3 a Mattarello, 2 in via al Desert. I soldi già spesi: 50 milioni circa, di cui 35 per espropriare i 28 ettari a Mattarello, sull’area che sarebbe dovuta diventare la nuova cittadella militare e in cambio della quale lo Stato ha ceduto alla Pat le aree di via Mas al Desert (ex Caserme Bresciani, Chiesa e Pezzoli). Più di 12 i milioni spesi per apprestare l’area che oggi ospita il Centro per la protonterapia. stema di finanziamento dell’opera e la collocazione, altrimenti le ruspe sarebbero già in azione e il Trentino risulterebbe indebitato”. Infatti fino al febbraio 2015 l’area per il Not era ancora quella di via Al Desert. Poi la Giunta ha cambiato idea sia sulla collocazione sia sul finanziamento, passando dal project financing, sistema che il M5S ha sempre considerato sbagliato, al mutuo. Lascia perplesso Degasperi anche il fatto che la Provincia garantisca per un miliardo e 300 milioni l’indebitamento di Cassa del Trentino. Quanto alle dimensioni del Not, non si capisce come mai una struttura con meno posti letto del S. Chiara dovrebbe occupare un’area molto più vasta. E che fine faranno poi i 17 ettari di via Al Desert? Bezzi: tempi troppo lunghi il Not potrebbe nascere vecchio. Se si facesse un unico ospedale fra Trento e Rovereto – come aveva invocato l’ex primario e consigliere provinciale Claudio Eccher, si ridurrebbero i costi e si adeguerebbe la sanità ad un bacino di utenza come Viola: del Not si parla dal ‘98 ora si rischi e si decida. “Il primo gruppo di lavoro sul nuovo ospedale – ha ricordato il vicepresidente del Consiglio – lo formò l’allora assessora Paola Conci, era il 1998. La decisione ha tardato al punto che non c’è acronimo più azzeccato per il nuovo ospedale che Not: un ospedale che non si fa”. Viola ha ricordato che la Giunta ha allestito la Protonterapia in via al Desert perché sarebbe stata vicina al Not. E sui costi della Protonterapia, sottolineati dalla Corte dei Conti, pesa anche il fatto che stia lì da sola. A Mattarello intanto stanno decorrendo i termini per gli espropri per pubblica utilità dei terreni. Se su quell’area non viene fatto nulla, i terreni si pagano ai proprietari non a prezzi di esproprio, ma di mercato. Sulla finanza di progetto, il consigliere ha ricordato che è nel nostro ordinamento dal ’97 ed ha avuto buone applicazioni. “Si decida – ha concluso – anche rischiando, perché da 20 anni il Trentino aspetta”. Fasanelli: gli errori del bando quanto ci sono costati? Il consigliere del Gruppo Misto si è chiesto quanto gli errori del bando ci costino, anche in termini sociali. Ed ha auspicato che la scelta di Mattarello non derivi da incombenze come gli espropri, ma venga eventualmente fatta in base a scelte strategiche. Giovanazzi: sul Not l’autonomia ha già perso. La vicenda del Not è una vergogna, ha detto il consigliere di Pietramurata, dichiarandosi pro Mattarello, anche perché l’area è vicina al centro del servizio 118 (e nucleo elicotteri). Inoltre, il consigliere ha detto che la debolezza politica rafforza i dirigenti, che stanno guidando la politica della salute in Trentino. Detomas: una decisione che richiede partecipazione. Il consigliere ladino ha detto che, seppure imposta da una sentenza, c’è ora la possibilità di fare un’ulteriore riflessione su uno scenario cambiato. Proiettando la decisione su 25 anni, cercando di capire i bisogni futuri e aprendo alla partecipazione. Nerio Giovanazzi (A.t.) 239 PA G I N A 11 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 IL CONFRONTO SULLA SANITÀ Un voto tutto per Tione L’ospedale avrà gli stessi standard di Cavalese Una delle decisioni assunte dal Consiglio provinciale al termine della discussione dedicata ai primi di dicembre ai temi della sanità, ha riguardato specificamente il futuro dell’ospedale nelle Giudicarie. Una risoluzione presentata da Rodolfo Borga e sottoscritta da tutte le minoranze è stata approvata all’unanimità e con diversi attestati di condivisione . Il documento impegna la Giunta provinciale ad assicurare al reparto di ortopedia dell’ospedale di Tione – “nell’immediato” e in attesa delle decisioni relative all’applicazione della impegnativa legge sul riposo dei medici – le medesime misure previste (in termini di orario giornaliero e di giornate di operatività), annunciate per l’ospedale di Cavalese e preziose anche dal punto di vista turistico. Nello specifico: attività chirurgica dalle ore 8 alle 20 e servizio anche di sabato. La risoluzione è stata accolta con un emendamento al testo, che l’assessore Zeni ha definito “rafforzativo”: ovvero non solo si intende garantire le stesse misure di operatività aTione (che serve Pinzolo e Campiglio) come a Cavalese, ma si intende farlo “attraverso idonea copertura di personale”. In aula Gianpiero Passamani ha evidenziato la positività della modifica proposta dall’assessore Zeni e dall’impegno da lui garantito. Nerio Giovanazzi ha commentato che le minoranze dovrebbero essere ringraziate perché hanno fatto mettere nero su bianco questo importante impegno a salvaguardia di uno degli ospedali a servizio delle valli trentine. Il neoassessore alla salute, Luca Zeni del Pd Ai primi di dicembre respinta la risoluzione con cui le minoranze sollecitavano un nuovo direttore generale. A fine anno sono poi arrivate le sue spontanee dimissioni. Problemi anche per i tagli di orario nelle maternità, disposti per carenza di medici dovuta alla nuova disposizione sui loro riposi ogni 11 ore. Nuova fase per la sanità trentina Rossi avvia la ricerca del nuovo manager per Apss e rassicura sui centri nascita di valle L e dimissioni annunciate a sorpresa il 30 dicembre scorso dal direttore generale dell’Azienda provinciale per i servizi sanitari, Luciano Flor, hanno gettato nuova benzina sul fuoco della sanità trentina, comparto al centro delle preoccupazioni del governo provinciale. Già la tornata consiliare di inizio dicembre gli ha dedicato ampio spazio: il presidente Ugo Rossi ha riferito sulle scelte da prendere per il nuovo ospedale trentino (vedi pagina a fianco), l’assessore Luca Zeni ha poi chiarito i passi della Giunta a proposito degli ospedali periferici, in cui i servizi notturni sono stati ridimensionati per recuperare personale in seguito all’obbligo – appena introdotto dallo Stato – di garantire ai medici 11 ore di riposo tra ogni turno di lavoro. È stata respinta (8 sì, 21 contrari, 3 astenuti), la proposta di risoluzione con cui le opposizioni intendevano chiedere alla Giunta di valutare il ritiro dell’incarico al direttore Flor, “in quanto lo stesso avrebbe dovuto presentare un piano di azione che prevenisse i disagi conseguenti alla norma sul riposo dei medici”. La dipartita di Flor è poi arrivata da sola e sarà operativa a breve, passato il preavviso di 30 giorni con cui si è licenziato. Il 12 gennaio Rossi ha intanto fatto un punto complessivo in Conferenza dei capigruppo, come rifarà in aula consiliare nella tornata fissata per il 26, 27 e 28 gennaio. Luciano Flor va in Veneto. Rossi ha confermato che il n° 1 di Apss gli ha comunicato di persona il 29 dicembre la decisione di lasciare, per via dell’incarico offerto dall’Azienda ospedaliera universitaria di Padova. Flor aveva rinnovato il contratto appena il 4 novembre. A domanda di Massimo Fasanelli, Rossi ha chiarito che nei precedenti contratti il preavviso di dimissioni era di 90 giorni anziché 30. Il presidente della Provincia ha osservato che la scelta di Flor è del tutto legittima, “in una certa misura anche capibile”, ma lo ha rammaricato, perché la sua scelta di rimanere pareva definitiva. Rossi l’ha comunque ringraziato “per il lavoro di grande qualità svolto dal 2009 in poi, certificato da verifiche oggettive che sono state fatte sui parametri di gradimento e di bontà dei servizi sanitari prestati in Trentino. Nella sanità oggi siamo ai massimi livelli italiani e quindi anche europei”. La nomina del nuovo direttore. Le dimissioni di Flor – ha voluto chiarire il presidente – non compromettono nulla, non è nemmeno corretto giudicarle come un fatto negativo di per sé. Si tratta ora di procedere nei tempi più rapidi possibili alla scelta del successore: è già stata adottata la delibera per la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale di un avviso pubblico di ricerca del candidato ideale. Verrà anche formata – ha detto Rossi in risposta a domanda di Maurizio Fugatti – una commissione giudicatrice che garantirà la necessaria terzietà della scelta. Se arriverà presto l’annunciato decreto governativo che introduce un elenco da cui “pescare” i dirigenti generali sanitari , il governo provinciale si adeguerà. Diversamente deciderà a prescindere. Filippo Degasperi – e poi anche Fasanelli – ha auspicato che venga ridotto il compenso del dirigente Apss, secondo solo a quello di Bolzano. Il direttore generale a Milano – ha detto – percepisce 180 mila euro a fronte di 1,6 milioni di pazienti da gestire, pur se su un territorio meno esteso. Rossi ha risposto che Flor riceveva già un 20% in meno rispetto al predecessore Favaretti. Si valuterà comunque il contesto nazionale, ma anche la particolare complessità legata alla gestione di un’azienda come la nostra. L’orientamento pare essere quello di lasciare pressoché invariato il compenso, legandolo però in misura maggiore al premio di risultato. scaduto per la presentazione di domande. Ospedi di valle, riposi dei medici, dimissioni del direttore Apss: la sanità è da mesi al centro delle attenzioni Punti nascita e carenza di medici. Il presidente annuncia che si metterà mano alla governance dell’Apss, per renderla più agile, passaggio cui si vorrebbe procedere subito dopo l’arrivo del nuovo direttore generale, purché questo avvenga in tempi brevi. Ha poi parlato della vexata quaestio dei punti nascita negli ospedali periferici, confermando la precisa intenzione di insistere nella domanda già formulata nel febbraio 2015 al Comitato nascite nazionale e al Ministero, per ottenere il via libera al particolare modello trentino, eventualmente anche derogando al limite dei 500 parti/ anno. Questo in forza del fatto che la sanità provinciale ha dimostrato di poter garantire comunque la massima sicurezza e qualità del servizio. Il sistema trentino fa leva sul fatto che i parti cosiddetti problematici vengono subito individuati e gestiti a Trento e Rovereto, mentre nelle periferie ci si occupa solo dei parti ordinari, con alcuni requisiti decisivi: il servizio notturno degli elicotteri, la presenza h24 di neonatologo e anestesista, la reperibilità dl ginecologo. Anche su questo fronte si sta attendendo l’annunciato decreto della ministra Lorenzin. Il presidente ha ricordato che sono in corso anche procedure concorsuali per l’assunzione di nuovi medici: il fronte più critico è quello dei pediatri ospedalieri, tant’è che è stato riaperto il termine già L’opposizione, spada tratta per gli ospedali di valle Donata Borgonovo Re ha parlato da ex assessora alla sanità: “Io avevo manifestato l’intenzione di rinnovare i vertici dell’azienda, un progetto che non è stato poi condiviso”. Tuttavia, a suo avviso, nel momento in cui la Giunta ha ritenuto di riconfermare il direttore ha il diritto e il dovere di esserne responsabile: il Consiglio valuta, osserva, ma non decide. Infine un annuncio che ha fatto discutere per giorni la politica: “Io non avevo nessuna conoscenza e consapevolezza dell’esistenza della norma sul riposo dei medici e dell’approssimarsi della scadenza”, ha dichiarato: “era una norma totalmente sconosciuta”. Maurizio Fugatti: «La gente è scesa in piazza per difendere gli ospedali di valle, la Giunta dovrebbe rifletterci». Il suo sospetto è che Rossi voglia in realtà arrivare a chiudere gli ospedali periferici e che Zeni venga “usato” per condurre in porto questo progetto. : L’avvicendamento all’assessorato alla sanità poi, secondo Fugatti è in buona misura dovuto al fatto che Borgonovo Re manifestò la chiara intenzione di cambiare il direttore generale Apss. Giacomo Bezzi: «Se s’ investe su una struttura, come a Cles, si istaura un clima di fiducia. Ma se, vedi Tione, il primario dice che aspetta da tre mesi un trapano, è chiaro che la popolazione non si fida più e va a Trento. Così ora se si comincia a chiudere reparti a ore, si indebolisce un ospedale e anche la fiducia dei pazienti svanisce». Rodolfo Borga: «Si è assistito a uno scarica barile indegno della nostra autonomia. La norma sul riposo dei medici deriva da un accordo Stato-Regioni firmato dal centrosinistra, “anche dall’on. Ottobre che va in piazza a difendere l’ospedale di Arco”. L’ipotesi più probabile è che la norma sui riposi sia stata ignorata scientemente, per arrivare poi al risultato che voleva l’ex assessora Borgonovo Re, ossia chiudere gli ospedali di valle. Se così non fosse, invece, la Giunta dovrebbe lasciare per incapacità». Filippo Degasperi: «La chiusura dei piccoli centri nascita è nei programmi dello Stato dal 2010. Perché si è aspettato tanto ad avanzare le esigenze specifiche del Trentino? E anche sulla vicenda del riposo dei medici, parlare di emergenza è fuori luogo, la situazione era nota da un anno». Nerio Giovanazzi: «Ci sono gravi responsabilità della Giunta e di Apss. Flor doveva organizzare i servizi sapendo del limite in arrivo delle 11 ore, la Giunta però non ha dato direttive chiare». Il consigliere ha chiesto di sapere su che basi quindi in novembre gli è stato riconfermato l’incarico. Gianpiero Passamani ha giudicato tranquillizzanti le assicurazioni date da Zeni in aula. Sui punti nascita la risposta deve venire dal ministero, tenendo presente che un minimo di garanzie al territorio va data. A Borgo si è chiuso il punto nascita, ma i protocolli sul punto donna non sono stati realizzati. Anche i pronti soccorsi vanno visti nel rapporto con le presenze turistiche, numeri che rischiano di travolgere le strutture degli ospedali più grandi. Lorenzo Baratter:«I due giorni in aula sono serviti per rassicurare la gente sui timori rispetto alla riorganizzazione ospedaliera: il sistema sanitario trentino è sicuro e offre standard tra i più elevati a livello nazionale e non solo, grazie anche all’autonomia». Marino Simoni: – che pure è di opposizione – si è astenuto sulla loro proposta di chiedere la rimozione di Flor: “Sono convinto – ha detto – che se ci sono responsabilità sono della politica, i tecnici sono nel sistema e rispondono a direttive della politica”. Gianfranco Zanon: «Zeni e Rossi non hanno convinto su Not e ospedali periferici. Non ci sono idee per uscire dai nodi del nuovo ospedale e quindi in crisi va anche il sistema ospedaliero di valle. L’emergenza causata dal limite delle 11 ore non è stata gestita e le soluzioni non sono credibili». Giuseppe Detomas: «Va evitato l’approccio ideologico. Il Trentino non vuole privilegi, ma deve dimostrare di saper fare meglio. Tenendo presente che le logiche di accentramento, in molte regioni, non hanno dato buona prova». Detomas ha detto di avere fiducia nelle istituzioni, che hanno creato un patrimonio sanitario di eccellenza. Luca Giuliani ha spiegato di aver partecipato ai sit-in in difesa dei centri nascita della sua Arco, soprattutto per spiegare, con difficoltà, quanto è stato fatto dalla Giunta. La popolazione, però, non è stata informata. Il consigliere ha chiesto il potenziamento in estate del pronto soccorso di Arco I consiglieri Donata Borgonovo Re (Pd) e Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) Le osservazioni dell’opposizione. Nerio Giovanazzi ha protestato con il presidente Rossi per le dichiarazioni alla stampa (dell’assessore Zeni), con cui si è cercato di addossare le responsabilità delle dimissioni di Flor alle minoranze. Degasperi, che in passato ha sempre contestato l’operato del direttore generale Apss, ha invece commentato che “purtroppo le dimissioni credo non siano merito nostro”. Secondo Rodolfo Borga hanno giocato un ruolo decisivo le vistose spaccature interne alla maggioranza di centrosinistra autonomista: vedi gli attacchi di PattUpt-Ual all’assessore Zeni, vedi i due voti contrari in Giunta quando s’è trattato di deliberare per avviare una nuova impostazione del sistema sanitario. Sulla misura in cui la scelta di Flor sia stata o meno un fulmine a ciel sereno, Fugatti ha polemizzato in modo piuttosto acceso con il presidente Pat. L’emergenza secondo Zeni. In aula il nuovo assessore alla salute ha parlato a inizio dicembre. Anzitutto per rivendicare un dato: “Altroconsumo” attribuisce al Trentino un indice 74 di gradimento dei servizi sanitari, quando la media italiana è del 57%. Il Report 2014 trova il Trentino ai primi posti, mentre tra i 34 stati membri europei, sarebbe la migliore regione in Italia e tra le migliori 9 regioni al mondo. Ragioni queste – ha detto Zeni – che spiegano anche la scelta di rinnovare l’incarico a Flor in novembre. L’assessore ha poi spiegato le complicazioni create dall’entrata in vigore della legge ottobre 2014 che recepisce una direttiva Ue e impone un massimo di 11 ore giornaliere e di 48 ore in settimana per tutti i medici. Situazione che in alcune regioni sta mettendo a rischio la funzionalità di interi ospedali. Non c’è comunque alcuna volontà di approfittare della situazione per chiudere i centri nascita periferici. “Siamo anzi riusciti – ha affermato Zeni – a garantire comunque le funzioni degli ospedali, ma si è dovuti intervenire per la carenza di anestesisti e dirottando i parti a Trento e Rovereto nelle ore notturne a partire dalle 20. Ovviamente i parti già in corso verranno garantiti fino in fondo sul posto. È stata inoltre confermata la scelta peraltro già in atto di centralizzare le urgenze gravi che affluiscono nei pronti soccorsi”. L’assessore ha annunciato l’assunzione di 6 anestesisti nuovi per garantire la presenza sulle 12 ore in tutti gli ospedali e 7 giorni su 7. Sui punti nascita la soluzione non è ottimale, ha ammesso Zeni, ma è l’unica alternativa per non chiuderli. Perché non ci sono i medici per tenerli aperti di notte. (l.z.) 239 PA G I N A 12 C R O N A C H E gennaio-febbraio L’AUTONOMIA IN CAMMINO VERSO IL TERZO STATUTO di Luca Zanin S ono cominciate le grandi manovre per la “madre di tutte le riforme”, ossia quella dello Statuto di autonomia del Trentino e dell’Alto Adige. La riforma costituzionale voluta dal premier Renzi e dalla ministra Boschi è ormai quasi al traguardo e contiene la brevissima ma decisiva norma, che per Trento e Bolzano – esentandole dalla ventata di centralismo e antiregionalismo evidente nella riforma – rinvia ogni questione alla “revisione” dello Statuto, da approvare sulla scorta di intese tra Governo, Regione e Province. Per vivere questa fase in modo attivo e non subire appunto iniziative romane, si è dunque già messa in moto la “macchina” per l’elaborazione di un progetto di riforma che sia meditato e adatto alle necessità della nostra autonomia. Il traguardo minimo è quello di fissare paletti certi riguardo alle competenze di Province e Regione rispetto allo Stato. Proprio in questa tornata d’aula di fine gennaio il Consiglio si appresta a votare il disegno di legge 104/XV, per l’istituzione della “Consulta provinciale”, che studierà il progetto di riforma dello Statuto speciale. La I Commissione consiliare, presieduta da Mattia Civico, ha espresso parere favorevole. L’unica astensione è stata quella di Rodolfo Borga. Il presidente Mattia Civico ha preannunciato che da componenti della Commissione potrà nascere anche una proposta di ordine del giorno per l’aula, con la quale affidare raccomandazioni circa il percorso di partecipazione popolare attorno al progetto di terzo Statuto, nonché sull’equilibrio di genere nella formazione della Consulta. Una preoccupazione forte espressa da più parti riguarda poi il necessario raccordo del lavoro che svolgerà la Consulta trentina con quello della parallela Convenzione altoatesina: preso atto che non si è riusciti a creare subito un organismo di respiro regionale; considerato che l’eventuale disegno di riforma statutaria dovrà però essere partorito infine dal Consiglio regionale, ecco che occorre procedere almeno in costante raccordo. Sul punto il presidente della Provincia e della Regione, Ugo Rossi, ci ha messo come si dice la faccia: in Consiglio regionale verrà presentata una proposta di ordine del giorno, che imposterà un collegamento permanente tra Convenzione altoatesina e Consulta trentina, coordinato dalla Prima Commissione consiliare regionale. Per questa via si dovrebbe garantire l’elaborazione di due progetti omogenei tra loro, base per sviluppare poi la proposta di livello regionale da approvare in Consiglio regionale e da portare – se vi saranno le condizioni politiche – al tavolo con il Governo e con il Parlamento. La speranza: che i trentini si riprendano l’autonomia. L’aspettativa è che il processo in partenza con la Consulta coinvolga profondamente i cittadini, risvegli i sentimenti di attaccamento all’autonomia, consenta insomma di poggiare il progetto di riforma su un reale sostegno popolare, da mettere sul piatto del confronto con Roma e con chi contesta le storiche prerogative della piccola terra trentina.Se n’è parlato di recente anche a un convegno organizzato sul tema a Bolzano dal vicepresidente del Consiglio provinciale altoatesino, Roberto Bizzo. Dorigatti: l’occasione di risolvere il nodo dell’ente Regione C’era anche il presidente Bruno Dorigatti ed ha invitato a guardare come modello “alla Commissione dei 19, che negli anni Sessanta risolse la questione altoatesina in maniera esemplare e creativa. Si apre ora una grande stagione e i lavori della Consulta devono servire per allargare la consapevolezza e il consenso dei cittadini attorno alla costruzione autonomistica”. Dal presidente del Consiglio è venuto anche un appello sull’ente Regione: “Diciamolo chiaramente, così com’è non va avanti. Se la si chiude, crolla l’autonomia. Io dico: ripensiamola, diamole nuove e diverse competenze, ma soprattutto facciamolo assieme – Trento e Bolzano – perché la coesione tra i due territori è fondamentale. È vero che Trento deve temere di più, ma non pensi Bolzano di godere di un’autonomia intoccabile e per sempre”. Dorigatti ha detto chiaramente alla platea sudtirolese che è un male non essere riusciti a impostare un unico organismo regionale per studiare il terzo Statuto. E ha censurato inoltre che in Consiglio regionale si portino ancora disegni di riforma costituzionale come quello firmato Zeller e Berger, scollegato dal percorso di revisione degli Statuti e capace di spaccare la maggioranza regionale.Per Dorigatti è un serio problema infine l’insufficiente grado di sensibilità dei cittadini per i temi che riguardano l’assetto autonomistico: “Si sottovaluta ancora – ha detto a Bolzano – l’importanza strategica dell’autonomia per il futuro di questa terra, per la sua economia e per la qualità di vita dei cittadini. Detto questo, dobbiamo fare i conti all’esterno con un Governo impegnato a riaccentrare poteri più che a riconoscerne di nuovi ai territori. In Parlamento è passato un ordine del giorno che addirittura ipotizza di ridurre il regionalismo a poche macroregioni. La sensazione è che se si votasse per ridurre i nostri spazi di autogoverno, il 90% ci sarebbe contro”. Si deve reagire allora con una forte azione culturale nelle scuole e nella società, ha detto il presidente. E sulla Consulta dobbiamo fare bene e celermente, sfruttando la finestra che è stata aperta dall’articolo 39 della riforma costituzionale, quello che riserva alle autonomie speciali la particolarissima possibilità di modificare e anche di incrementare le loro prerogative, sulla base di un’intesa paritaria con lo Stato. Kompatscher: ci serve la competenza sull’ambiente. Al convegno del mese scorso il presidente altoatesino Arno Kompatscher ha illustrato il programma di lavoro incentrato per la Provincia Il Consiglio provinciale discute e vota a fine gennaio il disegno di legge che istituisce l’organismo per progettare la riforma dello Statuto speciale 5 SETTEMBRE 1946 Accordo Degasperi-Gruber Il presidente del Consiglio italiano e ministro degli Esteri Alcide Degasperi e il ministro degli Esteri austriaco Karl Gruber firmano l’Accordo che sta alla base dell’autonomia della regione Trentino-Alto Adige, poi allegato al trattato di pace degli Alleati con l’Italia. Primo Statuto di Autonomia speciale della Regione Trentino Alto Adige L’epoca degli attentati Approvato con legge costituzionale 5/1948, lo Statuto attribuiva i maggiori poteri alla Regione rispetto alle due Province di Bolzano e Trento. 1948 1957 2016 L’attuazione dello Statuto incontrò notevoli difficoltà e in Sudtirolo le tensioni sfociarono in una lunga serie di attentati dinamitardi. Nel 1960 l’Austria porta la questione sudtirolese all’Assemblea Generale dell’ONU, che invita le due parti alla negoziazione. 1956 -1961 “Los von Trient” Durante una grande manifestazione sudtirolese a Castelfirmiano, Sylvius Magnago lancia lo slogan “Los von Trient” (via da Trento), come protesta per l’autonomia regionale in cui la cittadinanza di lingua tedesca si ritrova minoritaria. 1961-1969 “Commissione dei 19” e “Pacchetto” Il Governo italiano istituì la “Commissione dei 19” per risolvere le rivendicazioni altoatesine. Il lavoro, concluso nel 1964, sfociò nel 1969 nel cosiddetto “Pacchetto di misure a favore delle popolazioni altoatesine”, approvato dal congresso della SVP, dal Parlamento italiano e da quello austriaco. Autonomia 3.0: GLI ASPETTI DELLA RIFORMA COS’È LO STATUTO SPECIALE: è un testo previsto dall’articolo 116 della Costituzione e che sta sul suo stesso livello giuridico. Detta le forme e le regole fondamentali della particolare autonomia speciale prevista appunto dalla carta costituzionale nel 1948. di Bolzano sulla Convenzione per lo Statuto, introdotta dalla l.p. 3 del 2015. Si punta a ottenere dallo Stato la nuova competenza legislativa sull’ambiente, senza la quale molte opere non possono essere realizzate senza passare per Roma. Altra necessità è la riformulazione di tutto il catalogo delle competenze delle Province, perché dopo la riforma costituzionale del 2001 sono state pronunciate diverse sentenze della Corte Costituzionale, che hanno limitato l’espansione dell’autonomia speciale e creato incertezze as- solutamente da rimuovere. Terza missione: adeguare lo Statuto alla cornice europea e alla prospettiva di macroregione alpina. Punto quattro dell’agenda Kompatscher: affrontare il tema di nuovi strumenti di democrazia e partecipazione popolare, visto che nel testo del 1948 non rappresentavano affatto una priorità e un tema forte. Il presidente della Svp ha messo invece le mani avanti sulle garanzie storiche che lo Statuto del ’48 ha impostato per il gruppo linguistico tedesco: proporzionale e bilinguismo non si devono toccare. COME SI MODIFICA LO STATUTO: come per tutte le leggi costituzionali, occorrono due successivi voti favorevoli di Camera e Senato a intervallo non inferiore a 3 mesi. Nella seconda votazione occorre la maggioranza assoluta. Non è previsto referendum confermativo popolare. L’iniziativa per la modifica dello Statuto può partire dal Governo, dal Parlamento oppure dal Consiglio regionale, su proposta dei Consigli delle province di Trento e di Bolzano. La riforma della Costituzione in corso d’approvazione prevede espressamente la “revisione” del nostro Statuto, ma con un emendamento di importanza fondamentale, chiarisce che dovrà essere approvata “sulla base di intese” tra Stato, Regione e Province autonome. E quindi non unilateralmente da Roma. Dellai: nella riforma Boschi c’è un articolo miracoloso. Nella stessa occasione il presidente della Commissione paritetica dei 12, Lorenzo Dellai, ha spiegato la mission di questo organismo, nato per varare tutte le necessarie norme per l’attuazione concreta dello Statuto, ma evoluto ben oltre, tant’è che ora è il luogo in cui Stato e autonomie discutono e approvano anche evoluzioni del tutto nuove dell’assetto e dei poteri delle Province di Trento e di Bolzano. Dellai ha spiegato che si punta in questa fase a una norma di attuazione per portare a casa la strategica competenza sulle agenzie fiscali, ossia sulla riscossione dei tributi. Quanto alla riforma statutaria, l’ex presidente della Provincia ha commentato anzitutto l’ormai noto articolo 39, che esenta Trento e Bolzano dalle norme “stataliste” rivolte a tutte le Regioni ordinarie. “Quell’articolo è un vero e proprio miracolo – ha detto il deputato – e i costituzionalisti strabuzzano gli occhi leggendolo, perché deroga a tutto l’impianto complessivo”. Preso atto di questo miracolo, dovremo 239 PA G I N A 13 C R O N A C H E gennaio-febbraio Rilascio della “quietanza liberatoria” L’Austria attesta presso l’Onu l’integrale attuazione dell’Accordo Degasperi-Gruber. 1972 1992 Secondo Statuto di autonomia L’attuazione degli accordi portò, nel 1972, al Secondo Statuto speciale. Con esso le due Province acquisirono quasi tutte le competenze legislative detenute prima dalla Regione. 2016 Riforma costituzionale Ultima norma di attuazione approvata (Parco Stelvio) Viene riformato il Titolo V della Costituzione: nuovi e ampi poteri a tutte le Regioni. Le Province di Trento e Bolzano competenti anche per la materia elettorale (prima della Regione) 2001 2001-2014 Il Governo vara la norma di attuazione dello Statuto sul Parco nazionale dello Stelvio. È l’ultimo successo della Commissione dei 12, che dal 1972 lavora costantemente a norme per l’ attuazione e l’evoluzione dello Statuto speciale. 2015 Dalla riforma costituzionale alla norma di salvaguardia Viene più volte rivisto il sistema che garantisce autonomia finanziaria alla Provincia. In Parlamento passa la riforma costituzionale del Titolo V, con una clausola di salvaguardia per le autonomie speciali, per le quali si rinvia alla revisione pattizia degli Statuti. 27 gennaio 2015 Disegno di legge Consulta Si discute in Consiglio provinciale il Ddl 104/15 per l’istituzione della Consulta incaricata di studiare la riforma dello Statuto speciale. Il punto d’arrivo saranno Governo (sopra la ministra Boschi e il premier Renzi) e Parlamento, ma Trento e Bolzano ora devono progettare la riforma dello Statuto speciale, portarla in Consiglio regionale e preparare quindi una proposta organica da “contrattare” infine con Roma. Obiettivo: chiarire, difendere e se possibile espandere i confini delle nostre prerogative di autogoverno locale. Intanto Bolzano ha avviato il proprio percorso. Bizzo citan Brandt: “C’è un solo modo di prevedere il futuro, costruirlo”. Widmann: stretto raccordo con Trento. si va a formare la Consulta GLI OBIETTIVI: elaborare un progetto di quella “revisione” dello Statuto che è prevista dalla riforma costituzione in corso a Roma. Si parla dunque di “terzo Statuto” dopo quello del 1948 e la riforma del 1972. Se dunque dai lavori della Consulta dovesse scaturire davvero un progetto di riforma, questo dovrà poi essere vagliato, eventualmente modificato e poi approvato dal Consiglio provinciale, quindi confrontato con il documento della Convenzione altoatesina. La proposta finale dovrà essere adottata dal Consiglio regionale e a quel punto si attiverà la procedura qui descritta per modificare lo Statuto. COME FUNZIONERÀ LA CONSULTA: COSA STA FACENDO BOLZANO: ha già approvato nel 2015 la legge istitutiva della Convenzione per lo Statuto e il 16 gennaio scorso ha presentato pubblicamente l’intero percorso. Che differisce per diversi aspetti da quello della Consulta trentina: la partecipazione popolare ci sarà subito – e non a valle di un documento preliminare elaborato dalla Convenzione - attraverso un Forum di 100 cittadini, che esprimeranno anche 8 componenti sui 33 della Convenzione. L’interfaccia e il dialogo con la popolazione sarà garantito dal sito www.convenzione.bz.it . LA CONSULTA PER LO STATUTO: il ddl 104/XV del 3 novembre 2015 prevede in 6 articoli l’istituzione della “Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige Südtirol”, che avrà un ruolo consultivo e di proposta. I PROPONENTI DEL DDL 104/XV: IL RACCORDO CON BOLZANO: la Consulta trentina sarà tenuta per legge a promuovere il confronto con la parallela Convenzione già istituita con legge provinciale in Alto Adige, nonché con il Consiglio regionale. Dovrà farlo “con adeguate e puntuali iniziative”. – dice Dellai – mettere mano in fretta allo Statuto, badando a rafforzare il ruolo delle norme di attuazione e della Commissione dei 12, strumenti strategici per evitare che si apra una nuova stagione di contenziosi in Corte Costituzionale. Per il senatore Palermo giochiamo il tutto per tutto. Non ha usato il politichese Francesco Palermo, senatore Svp-Pd. Che – forte del suo punto d’osservazione romano – ha tracciato il quadro: “Parto dai dati positivi. Due anni fa, sullo sfondo di una forte instabilità politica, c’era incertezza sulle risorse finanziarie per Trento e Bolzano e sugli stessi confini delle competenze legislative delle Province autonome. Ora va meglio, il bilancio 2016 sarà col segno più. E mentre il vento neocentralista soffia su scala internazionale, salta fuori l’articolo 39 che salva Trento e Bolzano da una riforma costituzionale punitiva per le Regioni. Per noi continuerà a valere l’art. 116 comma 3 della Costituzione, che prevede la possibilità di espandere le competenze Lorenzo Baratter (Patt), Giacomo Bezzi (Forza Italia), Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina), Massimo Fasanelli (Gruppo misto), Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino), Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino), Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino), Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), Marino Simoni (Progetto Trentino). Si tratta di tutti i capigruppo consiliari, ad eccezione di Rodolfo Borga (Civica Trentina) e Filippo Degasperi (Movimento 5 Stelle). delle autonomie rispetto allo Stato. Magnifico”. Ci sono poi i se e i ma di Palermo: “Si pongono mostruose sfide di governance, perché il nostro Statuto è vecchio e inadeguato, non funziona più. Saranno la nostra classe politica e la nostra società capaci di produrre una riforma adeguata alla sfida? Se nel ’72 bastava per ottenere la riforma dello Statuto un dibattito di respiro provinciale, ora occorre una visione ampia dei contesti, un occhio all’Europa e una grande lungimiranza. Speriamo di farcela”. A Bolzano il percorso è partito sabato 16 gennaio. Sabato 16 gennaio nella sede del Consiglio provinciale c’è stata la solenne presentazione pubblica del percorso di progettazione della riforma statutaria. Kompatscher ha difeso la scelta di procedere con due percorsi distinti per le due province. “Le due terre – ha detto – hanno caratteristiche peculiari. Certo i due documenti finali dovranno essere compatibili tra loro per essere sintetizzati in sede regionale. A quel punto la partita si giocherà con Ro- Se il ddl 104/XV verrà approvato senza modifiche • verrà formata dal presidente del Consiglio provinciale e opererà 12 mesi, prorogabili se necessario per altri 12. In 120 giorni dovrà produrre un documento preliminare, cui dovrà seguire – dopo l’iter partecipativo popolare – il documento conclusivo entro altri 60 giorni; • avrà 25 membri e sarà così composta: 3 membri designati dalle categorie economiche, 1 dalla Federazione trentina della cooperazione, 3 dai sindacati, 3 dal Consiglio delle autonomie locali (i Comuni), 1 dalla Conferenza delle minoranze linguistiche, 3 nominati dal presidente del Consiglio a rappresentare l’associazionismo, su designazione delle organizzazioni, 2 esperti in diritto pubblico, costituzionale o regionale, designati dall’Università di Trento, 9 consiglieri provinciali – 5 di maggioranza, 4 di opposizione - su designazione della Conferenza dei capigruppo e con adeguata rappresentanza di donne; • il suo presidente verrà nominato dal presidente del Consiglio provinciale, sentita la Conferenza dei capigruppo, mentre sarà la Consulta a nominare nel proprio seno il vicepresidente; • le sedute della Consulta saranno pubbliche, verbali e documenti verranno pubblicati sul sito internet consiliare; • i consiglieri provinciali non componenti della Consulta potranno partecipare alle sue sedute, fare proposte, ma senza diritto di voto; • non ci saranno indennità o gettoni di presenza per i componenti, solo eventuali rimborsi spese; • sarà accompagnata da un ampio processo di partecipazione della società civile trentina. Il processo partecipativo sul documento preliminare della Consulta è fissato in 180 giorni e così articolato: pubblicazione documenti sui siti internet istituzionali, dibattiti pubblici, tavoli tematici di approfondimento, raccolta di informazioni anche sui processi di riforma degli altri statuti speciali, audizioni della Giunta provinciale, della delegazione parlamentare trentina, della Commissione dei 12, di esperti. ma: “Bisognerà creare consenso in Parlamento” e – ha detto il presidente citando Sylvius Magnago – occorrerà “cogliere i fiori come si presentano sulla strada”. Tradotto: tenere più competenze possibili. Il presidente del Consiglio provinciale Thomas Widmann ha voluto assicurare che i lavori della Convenzione procederanno in continuo e stretto raccordo con quelli della Consulta trentina. Fino al 5 marzo 2016 si svolgerà un’ampia fase di ascolto della società e cittadinanza attorno ai temi della riforma, con dibattiti in tutte le valli. L’intero lavoro della Convenzione dovrà durare un anno e mezzo. Sarà formato un “Forum dei 100 cittadini”, proprio per garantire un largo apporto della società civile: 8 suoi membri confluiranno nella Convenzione dei 33, l’organo chiamato a stendere materialmente il progetto di riforma statutaria. Sabato 16 a Bolzano Roberto Bizzo ha usato le parole profetiche di Willy Brandt: “C’è un solo modo di prevedere il futuro, costruirlo. E io aggiungo: insieme”. 239 PA G I N A 14 C R O N A C H E gennaio-febbraio LE PETIZIONI AL CONSIGLIO Valutazione leggi, ora tocca a quella sull’Itea Il nuovo organismo comincia a fruttare, sotto la spinta del presidente Viola Il comitato guidato da Andrea Petrolli si è presentato assieme ai consiglieri Civettini (Civica) e Zanon (P.t.). Un altro gruppo di cittadini ha presentato 2.981 firme contro la chiusura dell’indirizzo tecnico economico al Marie Curie di Pergine, decisione che sembra però ormai irreversibile. I primi esiti del lavoro svolto dal Tavolo di coordinamento per la valutazione dell’efficacia delle norme e delle politiche pubbliche, istituito nel 2013, su impulso di una proposta di legge del consigliere Walter Viola (nella foto), sono stati presentati in conferenza stampa. Nel programma 2015 si era stabilito di sottoporre al controllo di valutazione la legge in materia di cave. “In un percorso di esame durato diversi mesi, sono emersi diversi aspetti di criticità delle norme in vigore” ha osservato Walter Viola che presiede il Tavolo, “oltre alla bontà di un metodo che, senza ausilio di consulenze esterne, può essere uno strumento efficace nel percorso di revisione e riscrittura delle norme”. La relazione conclusiva fotografa il settore della pietra trentina alla luce di due quesiti valutativi: le concessioni e il Distretto del Porfido. Su questi aspetti sono emerse la necessità di un panorama comune di regole che elimini la disparità tra i singoli comuni e l’autoreferenzialità e scarsa capacità di promuovere il settore del Distretto del Porfido. I componenti del Tavolo Filippo Degasperi e Gianpiero Passamani hanno apprezzato il lavoro svolto e la determinazione del presidente Viola. Entrambi hanno ammesso un iniziale scetticismo rispetto ad un organismo che poteva restare sul piano accademico e invece rivelato un esempio concreto di come la funzione legislativa possa essere di supporto alla Giunta nella ricerca di soluzioni efficaci. “Il Tavolo non è un tribunale della Giunta” ha aggiunto Viola “quanto un percorso di collaborazione che può portare frutti concreti, permettendo di aggiustare il tiro e correggere eventuali inefficienze”. La prossima legge ad essere sottoposta all’attenzione del Tavolo sarà quella sull’Itea: istruttoria al via già in gennaio. Accanto a Viola e Degasperi per la minoranza e Passamani e Chiara Avanzo per la maggioranza, fa parte del Tavolo l’assessore Mauro Gilmozzi, incaricato dei rapporti tra esecutivo e legislativo. Servizio asili nido, 1.500 firme Si chiede alla Giunta di non ridurre il rapporto educatrici-bimbi M illecinquecento firme, raccolte in tutte la provincia, per dire no al progetto della Giunta di aumentare il rapporto bambini – educatrici e di riduzione degli spazi, sono state consegnate il mese scorso nelle mani del presidente Dorigatti da un gruppo di genitori, accompagnati a palazzo Trentini dai consiglieri Claudio Civettini della Civica Trentina e da Gianfranco Zanon di Progetto Trentino. L’allarme si è diffuso dopo incontri sindacali che avrebbero evidenziato la volontà del governo provinciale di procedere come impostato in primavera. Il referente del comitato, Andrea Petrolli, ha spiegato i motivi di questa petizione, ricordando che già oggi le condizioni di lavoro delle educatrici negli asili nido sono al limite e l’aumento del rapporto bimbi-educatrici andrebbe a pesare non solo sulla didattica, e quindi sulla crescita dei bambini, ma anche sulla loro sicurezza. La legge provinciale oggi prescrive – lo ricorda un’interrogazione del 23 dicembre di Filippo Degasperi sullo stesso tema –1 educatrice ogni 6 bambini fino a 18 mesi di età e 1 ogni 9 per bimbi dai 18 ai 36 mesi, nonché una capacità massima di 60 bimbi per nido. “Gli asili nido – ha affermato Petrolli – non possono diventare un parcheggio per i nostri figli”. Gli altri genitori presenti hanno ricordato che risparmiare sull’educazione non ha senso soprattutto alla luce degli investimenti fatti dalla Pat negli ultimi anni in questo settore. Gli asili nido trentini, che sono di ottimo livello, devono guardare alle esperienze del nord Europa e non alle a quelle delle regioni italiane perché, in questo ambito, il nostro Paese è uno dei fanalini di coda dell’Europa. Zanon ha affermato che una politica di spending review nel campo dell’educazione contrasta con le stesse politiche del governo provinciale, mentre Civettini ha ricordato che le educatrici si sono dimostrate disponibili a ragionare per contenere i costi senza incidere sulla qualità del servizio. Dorigatti ha ricordato che la petizione verrà discussa in Quinta Commissione. Esprimendo una valutazione personale, ha detto che per gli asili nido va mantenuto centrale il ruolo del pubblico. In dicembre a palazzo Trentini è affluita anche un’altra petizione, 2.981 firme raccolte in difesa dell’indirizzo tecnico-economico (ragioneria) dell’istituto Marie Curie di Pergine. Il presidente del Consiglio d’istituto Andrea Crepaldi e il presidente della Consulta dei genitori, Matteo Savastano, hanno perorato la causa del mantenimento di una proposta di successo, che tra l’altro catalizza anche l’utenza di lingua mochena. Chiudere – è stato detto – metterebbe a repentaglio lo stesso istituto, i cui iscritti scenderebbero da 1100 a 5-600. La Giunta pare però determinata a non cambiare orientamento (v. pag. 9). 2016 La consegna dlele fitrme sulle educatrici dell’infanzia, lo scorso mese a palazzo Trentini IL CASO “Se dal punto di vista giuridico la norma non configura un caso di incompatibilità, quando vi sono comportamenti che possono indurre l’opinione pubblica a ritenere compromessa la credibilità dell’organo legislativo per mancanza di trasparenza, la questione si pone sul piano dell’opportunità politica”. È la sintesi con cui Giuseppe Detomas ha concluso l’animata discussione che l’organo da lui presieduto, la Giunta delle elezioni del Consiglio provinciale, ha dedicato il mese scorso al caso del collega Lorenzo Ossanna del Patt, sollevato in aula da Maurizio Fugatti (Lega) durante l’esame della manovra finanziaria, citando una notizia apparsa sulla stampa. Ossanna, di mestiere architetto, l’11 novembre si era reso disponibile ad accettare un incarico professionale, poi assegnatogli dal Comune di Sarnonico con affidamento diretto, quindi senza confronto concorrenziale, per la progettazione dell’asilo nido nella “casa sociale” del paese. L’importo indicato nel preventivo era di 12.314,62 euro, previdenza e Iva incluse. Detomas ha ricordato che Ossanna non ha ancora firmato il contratto. Il consigliere, subentrato poco più di un anno fa come primo dei non eletti nella lista del Patt al defunto collega Diego Moltrer, ascoltato - il 30 marzo scorso - dalla Giunta delle elezioni, aveva dichiarato di non andare in cerca di incarichi, anche per mancanza di tempo, dato l’impegno che richiede la carica di consigliere. Precisando di non poter però rinunciare al proprio studio, già in sofferenza, Ossanna aveva espresso l’intenzione di limitare il più possibile gli incarichi Incarichi professionali privati: l’esame in Giunta delle elezioni professionali da enti pubblici. La Giunta delle elezioni – ha comunicato Detomas – ha appurato che non risulta una causa di incompatibilità, perché l’incarico non riguarderebbe una consulenza continuativa ma a termine, con un contratto d’opera limitato nel tempo e all’oggetto. Se opere come questa possono essere soggette a finanziamento da parte della Provincia, si configurerebbe un’ipotesi di conflitto d’interesse, ma solo dal punto di vista deontologico. L’opinione pubblica potrebbe infatti essere indotta a pensare che il professionista sia stato favorito in quanto titolare di un ruolo pubblico. Detomas ha ricordato il disegno di legge già predisposto per integrare la normativa esistente sui casi incompatibilità tra il ruolo di consigliere provinciale e incarichi affidati dalla Provincia e dalle società ad essa collegate. Si tratterebbe ora di estendere la proposta di integrazione della legge anche agli enti locali. Sul caso Ossanna sono intervenuti diversi membri della Giunta. Fi- lippo Degasperi ha evidenziato quando la normativa attuale sia carente dal punto di vista etico. Ha anche osservato che partecipare ad una gara al massimo ribasso per un professionista che è anche consigliere provinciale, diventa più semplice vista l’indennità che percepisce. Per Nerio Giovanazzi invece, in assenza di una norma provinciale precisa, la Giunta delle elezioni può al massimo esprimere una “non condivisione” nei confronti di Ossanna, invitandolo ad assumere decisioni conseguenti. Secondo Walter Kaswalder, compagno di gruppo di Ossanna nel Patt, il problema sta nella modalità di assegnazione dell’incarico ad affidamento diretto, perché i Comuni possono impiegare in questi casi fino a 49.900 euro. Un intervento normativo, quindi, dovrebbe avere l’obiettivo di evitare la scelta dell’affidamento diretto. A giudizio di Claudio Civettini voler diventare consigliere provinciale è una scelta. Volerlo diventare per millantare credito e avere dei vantaggi - ha ragionato in termini generali - sarebbe grave. Tutti gli studi professionale hanno diritto di lavorare, ma “la politica del ras di valle è detestabile”. E questo è tanto più dannoso oggi, considerato il fatto che le indennità dei politici sono nel mirino dell’opinione pubblica. Gianpiero Passamani ha osservato che nel momento in cui il consigliere firmasse il contratto, questo incarico risulterebbe incompatibile con il ruolo di consigliere. Di diverso avviso Donata Borgonovo Re: “Non sono certa – ha detto – che se Ossanna firmasse il contratto scatterebbe un problema giuridico. Scatterebbe solo un aggravio nella nostra lettura dei fatti”. “Oggi – ha aggiunto Borgonovo Re – bisogna avvisare che non si possono mangiare le margherite sul tavolo”. Nel verbale del 30 marzo risulta che Ossanna si era impegnato a non cercare “il più possibile” incarichi di questo tipo. Oggi non ci possiamo appellare ad una norma, ha concluso la consigliera del Pd, ma come Giunta delle elezioni siamo autorizzati ad esprimere almeno una raccomandazione precisa in merito ai comportamenti dei consiglieri. E questo perché esistono anche norme non scritte, altrettanto importanti e rigorose di quelle scritte. Per Massimo Fasanelli se un consigliere provinciale è un professionista e vuole proseguire l’attività può certamente farlo, perché su questo saranno poi gli elettori a giudicarlo, “ma – ecco il punto – non deve ricevere incarichi dagli enti pubblici”. Il problema per Fasanelli, quindi, non è la trattativa diretta. Concessione rinnovata per l’A22 Il 14 gennaio 2016 resterà una data da ricordare per via del rinnovo della concessione ad Autobrennero spa. Dopo anni di incertezze, i presidenti delle Province di Trento e di Bolzano Rossi e Kompatscher hanno firmato a Roma con il ministro dei trasporti Graziano Delrio il protocollo d’intesa che garantisce alla società altri trent’anni di gestione dell’autostrada. Il rinnovo della concessione ha indotto Claudio Civettini (Civica Trentina) a rilanciare la sua mozione, condivisa dall’assessore Gilmozzi e approvata all’unanimità dal Consiglio provinciale il 16 ottobre del 2014, che impegnava la Giunta provinciale a studiare con A22 la possibilità di rendere gratuito il transito autostradale fra i caselli di Rovereto nord e Trento sud per i residenti che ne facciano richiesta. CONSIGLIO PROVINCIALE CRONACHE periodico di documentazione e informazione sull’attività politico-legislativa edito dal Consiglio della Provincia autonoma di Trento. Via Manci, 27 38122 Trento anno XXXVIII - N° 1 Gennaio - Febbraio 2016 direttore responsabile: Luca Zanin in redazione: Monica Casata, Antonio Girardi, Bruno Zorzi segreteria di redazione: Alessandra Bronzini Lucia Linda Cella Angela Giordani DIREZIONE E REDAZIONE: Palazzo Trentini - 38122 Trento, via Manci, 27 fotografie: Fotoarchivio Consiglio provinciale Impaginazione: Gianfranco Rizzoli Press Service - Trento stampa: S.I.E. S.p.a. con sede in via delle Missioni Africane, 17 38121 TRENTO Autorizzazione del Tribunale di Trento n° 289 del 20 febbraio 1979 239 PA G I N A 15 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 PALAZZO TRENTINI Fino al 12 febbraio l’esposizione delle acqueforti con cui “Nico” Ferrari interpreta la cantica dantesca L’Inferno dal Senato al Consiglio di Antonio Girardi U n’affollatissima Sala aurora ha ospitato a metà gennaio la presentazione della mostra delle acqueforti che l’artista trentino Domenico, “Nico”, Ferrari, ha dedicato alla prima cantica dell’Inferno dantesco. Allestita negli spazi espositivi di palazzo Trentini, la mostra consente di ammirare anche alcune opere precedenti di Ferrari, ma il cuore dell’esposizione consiste nelle tavole che illustrano e riportano i versi della “Commedia” ed erano state esibite solo una sola volta, nel maggio scorso al Senato, in occasione della solenne celebrazione del 750° anniversario della nascita di Dante. Ad ammirarle si era soffermato a lungo il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Nel suo saluto introduttivo il presidente Bruno Dorigatti ha evidenziato che Ferrari “raccoglie ed interpreta il capolavoro letterario dantesco anche come segnale della vocazione culturale del Trentino ad essere ponte e luogo di incontro fra la grande tradizione classica e latina del mondo mediterraneo e la molteplicità dei linguaggi e delle plurali realtà del nord europeo”. Dorigatti ha ricordato che Dante rappresenta con i suoi versi la ricerca dell’uomo di nuove speranze e di nuovi orizzonti. Ferrari, ha concluso il presidente, “come una sorta di moderno Virgilio, ci guida e ci accompagna nella ‘selva oscura’, invitandoci ancora allo scoperta del fascino misterioso della visione dantesca, che racchiude in sé la vicenda infinita dell’uomo, le sue grandezze e i suoi eterni difetti, e tutto ciò che lo rende unico sia nel bene che nel male”. A sottolineare il valore specifico e unico delle incisioni di Nico Ferrari è stata poi la critica Riccarda Turrina, segnalando la preferenza dell’artista per le figure e il suo amore per il disegno. Il trentino Ferrari, ha aggiunto Turrina, pur sempre aperto e in viaggio, “è un uomo di montagna, di silenzi e di spazi in cui riflettere. La città non gli si addice. Con Dante – ha proseguito – Nico ha scalato la sua vetta La presentazione della rassegna in sala Aurora. Ettore Lombardo, studioso di Dante, si congratula vivamente con Ferrari (a dx) per la sua interpretazione dei versi dell’Inferno. Anche Mattarella ha ammirato queste opere. Dal 26 febbraio nelle sale di via Manci sarà poi la volta di Martin Pedrazza e Toni Zanussi più impervia”. Turrina ha messo in luce come le incisioni di Ferrari scavino nel dettaglio della narrazione infernale dantesca. “La mostra – ha avvertito – non permette di vedere solo il prodotto finale, le tavole, ma anche i disegni preparatori. L’incisione di Ferrari – haconcluso Turrina – si realizza su lastra con una tecnica lenta e misteriosa, perché l’artista lavora ‘al buio’, non vede l’esito conclusivo della sua opera finché il foglio non viene estratto da sotto il torchio”. Dopo un intermezzo musicale durante il quale il giovanissimo Ruggero Guarino ha eseguito al violoncello due brani di Bach e uno di Dvorak, ha preso la parola Ettore Lombardo, appassionato studioso di Dante e della sua traduzione iconografica, che da grande amico di Ferrari ha dapprima spinto l’artista ad ideare e poi lo ha accompagnato a realizzare le tavole dedicate alla Divina Commedia. “Bravo Nico”, ha esordito Lombardo citando i riconoscimenti che Ferrari ha ottenuto dal presidente Mattarella, da Enrico Malato, titolare della casa editrice Salerno specializzata nelle pubblicazioni dedicate all’opera di Dante, e soprattutto da Lucia Battaglia Ricci, massima esperta al mondo in materia di iconografia dantesca e di illustrazioni della A sinistra una delle tavole di Domenico Nico Ferrari che illustrano i versi del divin poeta. A destra, l’autore con Bruno Dorigatti negli spazi espositivi (fotoservizio Bernardinatti) Divina Commedia. Lombardo ha spiegato come il ciclo dantesco di Ferrari sia una creazione innovativa per tre ragioni: perché inserisce i versi di Dante nelle incisioni; perché omette tranne che nella prima tavola di rappresentare la figura di Dante, allo scopo di rendere ogni uomo e noi stessi protagonisti del viaggio negli inferi; e perché le acqueforti dell’artista trentino sono talmente fedeli ai personaggi del testo dantesco, da risultare per questo paradossalmente originali, come Lucia Battaglia Ricci ha magistralmentescritto nel suo saggio introduttivo al pregevole volume dedicato alle acqueforti. Ora tocca al pubblico visitare le sale di via Manci e apprezzare il lavoro di Ferrari. La Presidenza del Consiglio provinciale, dal canto suo, ha già pronto anche il momento successivo della propria attività di promozione dell’arte trentina. Venerdì 26 febbraio verrà inaugurata la mostra “Dalle Alpi alla Carnia. Arte di confine”, che presenta due pittori di chiara fama come Rheo Martin Pedrazza, artista cimbro di Luserna e Toni Zanussi, pittore friulano che vive sulle montagne di Tarcento e quindi sul confine sloveno. Ancora una volta la formula è quella del faccia a faccia, con un’indagine parallela su due ar- tisti, vista questa volta in relazione ai loro luoghi di confine – entrambi tra l’altro travolti dal dramma della Grande Guerra – e su quanto questi hanno influenzato la loro espressione artistica. La mostra delle opere di Domenico Ferrari resta aperta fino al 16 febbraio, con il consueto orario di apertura del Palazzo Trentini (da lunedì a venerdì: 8,30/12,30 e 13,30/18,00; sabato: 8,30/12,30; domenica chiuso) e con la più ampia possibilità, in particolare per le scuole, di prenotare visite guidate di gruppo (telefonando al 3464961923). Presto il nuovo giudice del Tar di nomina consiliare La nuova presidente del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, Renata Vigotti. Si è aperto ufficialmente l’iter che porterà alla designazione da parte del Consiglio provinciale, nella sessione di febbraio (che inizierà il giorno 23) di un giudice del Tar di Trento. Il Consiglio, a cui spetta l’indicazione di due giudici del Tribunale regionale di giustizia amministrativa, dovrà indicare il nome di chi sostituirà la dottoressa Alma Chiettini, che terminerà il suo mandato il 5 ottobre. La complessa procedura che porterà alla designazione, è iniziata alcuni giorni fa con l’invio, da parte della Presidenza del Consiglio dei ministri, di una nota al presidente Bruno Dorigatti. Quest’ultimo a sua volta ha notificato ai consiglieri provinciali l’avvio dell’iter che li chiama direttamente in causa. La presentazione dei candidati spetta infatti all’assemblea legislativa, anche se la norma (il decreto del Presidente della Repubblica n.426 dell’84) prevede pure la possibilità di autocandidature dei cittadini presso la segreteria del Consiglio. Il voto in aula si terrà a scrutinio segreto, ogni consigliere potrà indicare sulla scheda un solo nome tra quelli candidati all’incarico. Risulterà vincitore chi riceverà il maggior numero di voti. Il nome della persona scelta dall’assemblea legislativa verrà poi nominato ufficialmente dal Presidente della Repubblica su proposta del Presidente del Consiglio dei ministri. I giudici del Tar rimangono in carica 9 anni. Ma chi può concorrere alla carica di giudice del Tar? Possono essere candidati e candidarsi i professori ordinari o associati di materie giuridiche; i magistrati; i dirigenti dei Comuni o enti pubblici locali, della Pat, della Regione o dello Stato con laurea in giurisprudenza, assunti per concorso; professori di materie giuridiche negli istituti tecnici con 15 anni di insegnamento in ruolo; avvocati che abbiamo esercitato la professione per almeno sette anni; laureati in giurisprudenza che abbiano fatto parte per almeno due legislature del Parlamento, eletti in regione, o del Consiglio regionale del Trentino – Alto Adige. L’età richiesta va da un minimo di 40 anni ad un massimo di 70. La presidente del Tribunale regionale di giustizia amministrativa di Trento, Renata Vigotti, aveva incontrato il mese scorso a palazzo Trentini il presidente Dorigatti. Vigotti, arrivata da Genova e in servizio a Trento da poche settimane, era accompagnata dal segretario generale Nicola Foradori. Quest’ultimo aveva consegnato a Dorigatti una lettera in cui si preavvisava appunto il Consiglio provinciale della scadenza inautunno della carica rivestita della magistrata Alma Chiettini. Nel colloquio con la presidentessa del Tar, Dorigatti ha tra l’altro informato Vigotti del disegno di legge recentemente depositato in Consiglio per istituire la Consulta, l’organo che concorrerà alla stesura del terzo Statuto di Autonomia. E ha condiviso con Vigotti l’esigenza di difendere, avvalendosi dell’autonomia speciale, anche i tribunali “periferici” e le sezioni staccate dei Tar, di fronte alla tendenza accentratrice dell’attuale governo nazionale, motivata dalla spending review. Tendenza “che – ha concluso il presidente del Consiglio – mal si concilia con la democrazia”. Alma Chiettini, giudice del Tar di Trento di nomina consiliare: la sua funzione scadrà il 5 ottobre prossimo. 239 PA G I N A 16 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 PALAZZO TRENTINI Visita-studio a Trento e anche a palazzo Trentini dell’ex ministra della salute Dukin Dejanovic La Serbia adotta il modello trentino di psichiatria che rinnega i manicomi e integra i malati nella società Serbia e Trentino s’incontrano sul terreno della salute mentale, ma sono interessati anche a scambi in campo economico. La prospettiva è emersa a palazzo Trentini dal recente colloquio che la presidente della Commissione parlamentare salute della Serbia, Dukin Dejanovic, ha avuto con il presidente Dorigatti. L’incontro ha concluso la due giorni a Trento della ex ministra della salute serba, autrice della riforma della psichiatria nel proprio Paese, la cui legislazione – ha spiegato a Dorigatti – si sta progressivamente adeguando a quella europea anche in questo settore. “Vogliamo adottare in Serbia il modello trentino – ha proseguito l’ospite, che è ordinaria di psichiatria all’Università di Kragujevac – nella direzione della psichiatria di comunità, che può produrre risultati positivi anche in termini socio-economici”. Dorigatti ha ricordato l’evoluzione della salute mentale avvenuta in Trentino dopo la legge Basaglia del 1978, “che ha permesso la chiusura dei manicomi e l’integrazione sociale dei malati con un forte coinvolgimento delle famiglie, del mondo del lavoro e soprattutto del volontariato”. Determinante è stata l’autonoma della nostra Provincia. Dejanovic ha osservato che il cambiamento di mentalità che la psichiatria di comunità comporta, in Serbia sta incontrando resistenze specialmente nel mondo politico, “ma proprio per questo – ha concluso – l’esempio trentino può accelerare la nostra riforma”. All’incontro con Dorigatti, invitato da Dejanovic in Serbia e nella regione della Šumadija, ha partecipato anche una folta delegazione dell’Osservatorio dei Balcani, che ha messo in contatto la parlamentare con il mondo della cooperazione e delle imprese del Trentino in vista di possibili scambi in campo economico. Da fine novembre e fino al 9 gennaio la mostra che li ha messi a diretto confronto Double face: Berlanda & Dolzan N Cronache dalla Presidenza el periodo delle festività e fino al 9 gennaio, a tenere banco negli spazi espositivi di palazzo Trentini è stata la mostraconfronto con cui la Presidenza del Consiglio ha voluto proporre “a specchio” le opere di Marco Berlanda – trentino di Trento, classe 1932 – e quelle di Paolo Dolzan, rotaliano di Mezzolombardo, generazione 1974. La rassegna di dipinti e di opere grafiche (puntasecca per Berlanda e xilografia per Dolzan) è stata curata da Tommaso Decarli; suo anche il catalogo, con immagini di Laura Marcon, Fulvio de Pellegrin e Piero Cavagna. All’ingresso, un video di Osvaldo Cibils ha raccontato il gesto che caratterizza i due artisti. Il presidente Dorigatti a fine novembre ha presentato la mostra come “un passaggio senza precedenti per quanto riguarda la lunga storia di promozione culturale del Consiglio provinciale”. “Si tratta – ha detto a un folto pubblico – di un inedito confronto fra due delle personalità più significative del panorama artistico locale, la cui attività ha avuto il merito di superare il regionalismo, che spesso contraddistingue l’operato di molti artisti, riscuotendo interesse e visibilità sia a livello nazionale che internazionale. “Inedito perché mai, prima d’ora, l’opera di due artisti, seppur appartenenti a due generazioni assai distanti l’una dall’altra, è stata messa a confronto, questo nonostante il loro lavoro – ha aggiunto il presidente – presenti analogie importanti: una deformazione spesso esasperata dell’immagine, di chiara estrazione espressionista; un tratto grafico convulso e corrosivo e una profonda ed insistita meditazione sulla figura come punto cardinale di ogni composizione. Con questa A sinistra, Paolo Dolzan in azione nel video di Cibils. Qui sopra, ritratti di Marco Berlanda. Sotto, opere di Dolzan e l’inaugurazione (ai lati i due artisti) esposizione, Palazzo Trentini torna, per certi versi, alla sua più autentica vocazione: luogo privilegiato in cui il pubblico può avvicinarsi, senza timore reverenziale, al mondo spesso criptico e contraddittorio dell’arte e dove l’istituzione torna ad essere fe- dele custode della memoria culturale della nostra terra”. I due artisti in mostra hanno alle spalle percorsi molto significativi. Berlanda, che Dorigatti ha definito “un cantore popolare”, ha esposto anche a Francoforte e in Messico e per due volte ha vinto il premio nazionale naȉf di Luzzara. Dolzan, che insegna arte e disegno all’istituto superiore di Tione, si è a suo tempo diplomato all’Accademia delle Belle Arti di Venezia, ha fondato l’associazione Spazio27 a Trento, ha Tommaso Decarli ha indagato il loro modo espressionista nei ritratti, nei paesaggi, nel tema sacro esposto in Germania, in Cina, negli States. E a Woelkisch in Germania, vicino a Dresda – come ha raccontato alla vernice, salutando gli intervenuti – ha acquistato un ex Gasthof con l’intento di aprirvi un centro dedicato alle arti visuali ma anche al teatro, che spera in futuro possa essere frequentato anche dai giovani artisti trentini. Raccontando le valenze delle opere in mostra, il curatore Decarli ha spiegato che sono state ritagliate tre sezioni, rispettivamente dedicate ai ritratti, ai paesaggi e alle opere di tema sacro. Un’area espressiva, quest’ultima, affrontata dai due artisti in modi molto diversi: da profondo credente il Berlanda, mentre Dolzan – “un Rubens indisciplinato”, ha detto il critico – indaga le religioni e i monoteismi senza alcun scopo edificante. L’INSTALLAZIONE A PALAZZO Wolfgang Spadinger da Dorigatti, che gli ha parlato della prospettiva Euregio Torna la sedia vuota dalla parte delle donne In visita il console generale d’Austria: resistono le comuni radici tirolesi Un anno e mezzo dopo, riecco la poltrona vuota nell’atrio di palazzo Trentini, a partire dalla Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne (25 novembre). L’iniziativa simbolica – abbracciata dalla Presidenza – è nata nel 2013 e simboleggia il posto vuoto lasciato dalle vittime di violenza. Tessere ancora di più i rapporti tra il Trentino e il Tirolo, a partire da ambiti quali cultura, ricerca, università e sport. È quanto hanno auspicato il presidente Dorigatti e il nuovo console generale d’Austria a Milano, Wolfgang Spadinger, durante l’incontro del mese scorso a Palazzo Trentini. Un’occasione per fare il punto su una collaborazione tra Trentino e Tirolo, che poggia su un comune sentire e simili sensibilità. A partire, ha notato Spadinger, “dal presepe presente nelle istituzioni, proprio come accade in Austria”. “Siamo tutti tirolesi”, ha detto il console, che passeggiando per la nostra città nel periodo delle festività, ha detto di aver osservato simili usi, costumi e tradizioni, a testimonianza di una storia comune che dura da moltissimi anni e poggia sugli stessi interessi. Strategico, in quest’ambito, appare anche rafforzare i legami linguistici, intensificando i programmi in tal senso, a maggior ragione con l’avvio del progetto trilinguismo in Trentino, al fine di accrescere le opportunità di comunicazione e di scambio. L’incontro è stato propizio per il presidente del Consiglio allo scopo di sensibilizzare anche il diplomatico sull’assemblea del Dreier Landtag che si terrà il 21 aprile prossimo a Trento e sull’azione del Gect Euregio, la cui presidenza è assegnata per il prossimo biennio al Trentino. A significare che il 2016 sarà un anno importante per il Trentino, per rafforzare il proprio ruolo nell’Europa delle Regioni. 239 PA G I N A 17 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 IL 70° DELLE NAZIONI UNITE Il 3 novembre scorso è scomparso a Bolzano Anselmo Gouthier, ex consigliere regionale ed europarlamentare del Pci. Aveva 83 anni.Dorigatti l’ha ricordato nell’aula consiliare “per l’impegno profuso nella difesa dei diritti e della dignità del mondo del lavoro” e per aver rappresentato “la dimostrazione concreta che anche la sinistra può farsi carico delle questioni autonomistiche, liberandosi dello storico fardello del centralismo e dello statalismo. Ai tempi dell’impegno politico di Anselmo non era affatto scontato che un esponente comunista esprimesse posizioni regionaliste e autonomiste. Eppure, Gouthier non ha mai smesso di difendere la specialità di queste terre anche nel suo impegno a Roma, cercando di portare il Partito su posizioni differenti rispetto a quelle dell’“ortodossia statalista”. Un insegnamento importante, il suo, alle porte di una stagione di riforma dello Statuto che si preannuncia impegnativa e nella quale è richiesto l’impegno di tutte le forze politiche, sociali, economiche”. Il 24 ottobre 1945 entrava in vigore lo Statuto delle Nazioni Unite, dopo la ratifica da parte dei 5 Membri del Consiglio di Sicurezza, le potenze vincitrici della guerra mondiale. Il presidente Dorigatti ha onorato il 70° anniversario, ricordando che l’organizzazione nata sulle ceneri della “Società delle Nazioni” può anche non essere stata sempre incisiva nella tutela della pace, frenata dal “potere di veto” degli Stati più forti. “Eppure – ha ricordato – quel sogno non si è dispiegato invano. In quest’epoca affannata e “liquida”, l’Onu può e deve ancora rappresentare un luogo di confronto pacifico fra le mutevoli esigenze degli Stati”. Un plauso particolare il presidente lo ha rivolto all’Alto Commissariato per i Rifugiati per la sua azione di assistenza e di sensibilizzazione. Un pensiero infine all’Onu come “parte non irrilevante delle garanzie autonomistiche di questa terra, senza le quali ben altro e più drammatico destino ci avrebbe atteso. Buon Compleanno Onu.” Omaggio a Gouthier A 100 anni dalla nascita è stato ricordato, anche come partigiano Buon compleanno Onu Affollata conferenza stampa al termine di un intenso 2015 Gozzer, un pilastro Il punto di fine anno della scuola italiana con tutti i giornalisti Il sindaco Andreatta, il presidente Dorigatti, Alessandro Andreatta (presidente del Museo storico). Sopra, Giovanni Gozzer A palazzo Trentini il Museo storico in Trento ha provveduto a onorare una figura importante della storia trentina, nel centenario della nascita. Si è dunque parlato di Giovanni Gozzer (1915-2006), alla presenza anche della figlia e di due nipoti. Il principale relatore doveva essere Paolo Prodi, per parlare della scuola media unica alla cui istituzione lavorò Gozzer (poi in parte dissentendo dalla riforma che ne uscì). Per problemi di salute Prodi non ha potuto esserci e a tratteggiare la figura di Gozzer hanno pensato quindi – dopo il saluto di Alessandro Andreatta, presidente del Museo storico – il suo vicepresidente, Vincenzo Calì, e poi Vincenzo Passerini, Sandro Schmid e Orfeo Donatini. Ad avviare i lavori è stato il presidente Bruno Dorigatti, che ha ricordato come la famiglia Gozzer abbia dato “al Trentino ed all’Italia alcune luminose figure di uomini liberi; di antifascisti veri; di intellettuali di spessore e di autentici testimoni di una stagione tragica e straordinaria come fu quella della Resistenza all’occupazione nazista del nostro Paese, esattamente settant’anni fa”. Fratello di Giuseppe, militante comunista che morirà in un campo di sterminio e medaglia d’oro al valor militare, e di Vittorio, anch’egli partigiano e uomo di grande cultura, Giovanni Gozzer è stato un personaggio di levatura nazionale – ha detto Dorigatti – purtroppo sempre troppo poco ricordato in questa sua terra. Eppure fu un protagonista del suo tempo a tutto tondo. Si occupò di formazione e di educazione scolastica ancora quando queste valli erano sottoposte al dominio del Reich germanico, per poi guidare il C.L.N. trentino e diventare, nel dopoguerra, il primo Provveditore agli Studi del Trentino liberato e poi alto funzionario del Ministero dell’Istruzione. Di cultura liberale, mentre cattolici e laici si confrontavano sul finanziamento pubblico alle scuole private, egli, in perfetta solitudine, sosteneva che il problema primo della scuola riguardava la libertà d’insegnamento, anticipando in ciò larga parte del dibattito nazionale sulla scuola dal dopoguerra ad oggi. Schivo e riservato, rifiutò onori e allori, accettando solo il “Premio alla cultura” conferitogli dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri, ma non smise mai di insegnare, con l’esempio oltrechè la parola, nell’intima convinzione del valore fondamentale della cultura e della formazione, per la costruzione di una società più umana e più giusta. Dorigatti ha concluso la sua introduzione affermando che “in un tempo così incerto e complesso, come quello che stiamo vivendo, sono figure come quelle di Giovanni Gozzer e dei suoi fratelli che vanno riscoperte. Non credo che il Trentino abbia bisogno di eroi. Non credo che l’enfasi posta su alcune figure del passato possa servire a formare coscienze nuove. Credo invece nella rilettura di percorsi umani e culturali come quelli dei fratelli Gozzer, dai quali emerge un Trentino tollerante, libero, aperto al dialogo e democratico, anziché ottuso, nostalgico e rivolto solo al passato”. B en 92 sedute per 285 ore d’aula, 24 disegni di legge approvati, 86 gli ordini del voto, 32 le mozioni, 182 sedute di Commissione. Sono questi i numeri del 2015, che il presidente Bruno Dorigatti ha fornito ai giornalisti nella consueta – e affollata – conferenza stampa di fine anno a palazzo Trentini, un’anticipazione del più completo resoconto dell’attività che sarà presentato assieme al cosiddetto bilancio sociale dell’annata. All’incontro hanno voluto esserci pressoché tutte le testate giornalistiche, da quelle dei quotidiani a quelle radiofoniche, dalle televisive alle redazioni che producono notiziari on line, cercando di aprire canali informativi di buon seguito anche senza il supporto tradizionale della carta. Dorigatti ha parlato del sentiment che ritiene di cogliere nella società trentina: c’è una evidente crisi della rappresentanza politica anche da noi – ha ragionato – e segnali di una preoccupante frantumazione sociale, proprio mentre è forte come non mai la necessità di saper guardare lontano e di una politica capace di parlare con la ragione e non alla pancia dell’elettorato. Il presidente ha centrato il suo ragionamento – e non era possibile altrimenti – soprattutto sul 2016 come anno della nuova Consulta, chiamata a redigere un progetto di riforma dello Statuto Primi dati a consuntivo: di autonomia (vedi le due pagine dedicate al tema). Una 92 sedute e 285 ore scommessa centrale per il futuro del Trentino, ha detto, per la quale è necessaria anche una chiamata delle inin aula consiliare, telligenze e delle personalità trentine che hanno fatto 182 sedute di Commissione, la politica e la vita delle aziende negli anni passati. E 24 nuove leggi approvate, che nei prossimi mesi potrebbero sedersi a un gruppo di lavoro informale e a costo zero, prezioso per appro86 gli ordini del giorno fondire le istanze del futuro Trentino e per seguire il lavoro della Consulta stessa (la cui legge istitutiva andrà al voto già nei prossimi giorni). Dorigatti ha sottolineato – sempre sul tema del terzo Statuto – la necessità del raccordo regionale e ha espresso ancora una volta il rammarico per la mancata gestazione di un organismo unico regionale per lo Statuto, un giudizio espresso in tutte le sedi utili. Parlando invece dei lavori assembleari del 2016, ha ricordato i tre disegni di legge popolari – quello tormentato per il contrasto all’omofobia, quello a sua volta da tempo in ballo per l’introduzione di nuovi strumenti per la cosiddetta democrazia diretta, infine quello più recente che propone una svolta a favore di una mobilità pubblica più pulita e sostenibile – che attendono di essere discussi e votati. Il 2016 sarà anche l’anno del Dreier Landtag a Trento (21 aprile) e secondo Dorigatti sarà l’avvio di un nuovo corso di questa assemblea congiunta del Trentino, dell’Alto Adige e del Land austriaco del Tirolo, un organismo sempre più da interpretare in raccordo con il Gect Euregio (quest’ultimo quale potere esecutivo), cui rapportarsi anche per avere esigibilità di mozioni e documenti approvati. Di Euregio il presidente ha anche parlato per ribadire un altro concetto a lui caro: l’alleanza transfrontaliera non dovrà essere sfruttata come un grimaldello per affossare definitivamente l’ente Regione: il Sudtirolo non vuole ridare a quest’ultima competenze legislative e occorre prenderne atto, ma è decisivo definire assieme un suo ruolo di raccordo tra i territori provinciali, che sia comunque centrale e operativo. È necessario perché rappresenta anche una garanzia per il futuro comune dell’autonomia speciale, oggi così esposta ai venti neocentralisti che spirano in Parlamento. Cronache dalla Presidenza Guidò il Cln trentino. Lavorò al progetto della nuova scuola media unica, anche se non condivise del tutto la riforma approvata PALAZZO TRENTINI ADDIO ALL’ESPONENTE DEL PCI 239 PA G I N A 18 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 ILLUSTRAZIONE DEI DISEGNI DI LEGGE PROVINCIALE L’officina delle leggi a cura di Luca Zanin Il 2015 si è chiuso con la contabilità di 114 disegni di legge, a far data dall’inizio di questa XV legislatura, aperta dal voto provinciale dell’autunno 2013. Verso fine anno c’è stato il pacchetto di testi relativo alla manovra di bilancio Pat per il 2016, poi un passaggio a suo modo storico, ossia il testo che propone la costituzione della Consulta per lo Statuto DISEGNI DI LEGGE 27 OTTOBRE 2015 N. 101102-103 IN PENSIONE LA VECCHIA LEGGE FINANZIARIA PROVINCIALE TITOLO: rispettivamente “Modificazioni della legge provinciale di contabilità 1979 e altre disposizioni di adeguamento dell’ordinamento provinciale e degli enti locali al decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118 (Disposizioni in materia di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio delle regioni, degli enti locali e dei loro organismi, a norma degli articoli 1 e 2 della legge 5 maggio 2009, n. 42); “Variazione al bilancio di previsione per l’esercizio finanziario 2015 e del bilancio pluriennale 2015-2017 della Provincia autonoma di Trento”; “Approvazione del rendiconto generale della Provincia autonoma di Trento per l’esercizio finanziario 2014”. PROPONENTI: il presidente della DISEGNO DI LEGGE 3 NOVEMBRE 2015 N. 104 di autonomia, al voto proprio ora, a fine gennaio. Si parlerà poi molto del ddl 113/XV, che cambia le regole degli appalti pubblici. Infine una serie di proposte legislative di singoli consiglieri o gruppi, tra le quali anche una “di sistema”, che se approvata renderebbe più stringenti le regole sull’ineleggibilità dei consiglieri provinciali. Provincia, Ugo Rossi. MATERIA: sistema contabile dell’ente Provincia. VERSO LA CONSULTA PER IL NUOVO STATUTO DI AUTONOMIA TITOLO: “Istituzione della Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino Alto Adige Suedtirol”. PROPONENTI: Lorenzo Baratter (Patt), Giacomo Bezzi (Forza Italia), Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina), Massimo Fasanelli (Gruppo misto), Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino), Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino), Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino), Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), Marino Simoni (Progetto Trentino). MATERIA: autonomia speciale del Trentino Alto Adige Suedtirol. SCHIERAMENTO POLITICO: tutti i capigruppo consiliari. NUMERO ARTICOLI: 6 COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: riformare lo Statuto di autonomia speciale, approvato nel 1948 e poi modificato in Parlamento con legge costituzionale nel 1972. Si parla dunque di “terzo Statuto”, una prospettiva prevista anche dalla riforma costituzionale che le Camere si apprestano a varare: in essa infatti si esclude la nostra regione e le altre a statuto speciale dall’applicazione delle nuove norme, “fino all’adeguamento dei rispettivi statuti”. Per elaborare un progetto di terzo Statuto, il Consiglio intende dare vita a una Consulta che dovrà lavorarci nel 2016. Di questo testo parliamo diffusamente alle pagine 12 e 13. DISEGNI DI LEGGE 10 NOVEMBRE 2015 N. 106107-108 NUMERO ARTICOLI: 54 + 4 + 5. OBIETTIVI: i primi due disegni di legge della Giunta hanno riguardato passaggi DISEGNO DI LEGGE 4 NOVEMBRE 2015 N. 105 tecnici obbligatori per l’armonizzazione del sistema contabile della P.a.t. rispetto a quello introdotto dalla legislazione statale. Per poter varare il bilancio preventivo 2016 (vedi ddl 106-7-8) con il nuovo metodo della “legge di stabilità” e della “legge collegata”, “pensionando” la vecchia legge finanziaria provinciale, occorreva adeguare la legge provinciale sulla contabilità, che risale al 1979, e anche introdurre una variazione al bilancio preventivo dell’anno che si sta chiudendo. Il terzo ddl giuntale (il 103) è invece il “classico” rendiconto consuntivo della P.a.t. per il 2014. Di tutti i tre testi, approvati dal Consiglio nella prima tornata di dicembre, riferiamo nelle pagine del giornale. RIMBORSO DELLE SPESE LEGALI PER CHI SI DIFENDE DAI LADRI TITOLO: “Integrazione della legge finanziaria provinciale 2011 e della legge sui contratti e sui beni provinciali 1990: alienazione di beni immobili inutilizzati”. PROPONENTI: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), Massimo Fasanelli (Gruppo misto), Walter Kaswalder (Patt) e Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino). MATERIA: criminalità. SCHIERAMENTO POLITICO: opposizione al centrosinistra autonomista, ma anche il consigliere Kaswalder che è parte della maggioranza di governo provinciale. NUMERO ARTICOLI: 2 COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: “garantire – si afferma nella relazione illustrativa – il diritto alla qualità della vita e alla sicurezza, attenuando i disagi a carico delle persone vittime di furti, scippi, rapine o truffe”. Si interviene sulla legge provinciale 15/2011 in materia di promozione della cultura della legalità. NORME: la Provincia istituisce un fondo per coprire le spese legali dei cittadini vittime di reati contro il patrimonio o la persona, accusati penalmente di eccesso colposo in legittima difesa, oppure assolti per la sussistenza della legittima difesa stessa. STANZIAMENTI: 50.000 euro per ciascuno degli anni 2016, 2017 e 2018. IL DEBUTTO DELLA LEGGE DI STABILITÀ E DELLA LEGGE COLLEGATA TITOLI: rispettivamente “Legge collegata alla manovra di bilancio provinciale 2016”, “Legge di stabilità provinciale 2016” e “Bilancio di previsione della Provincia autonoma di Trento per gli esercizi finanziari 20162018”. PROPONENTI: il presidente della Provincia, Ugo Rossi. MATERIA: bilanci preventivi della Provincia Autonoma di Trento. NUMERO ARTICOLI: 34 + 33 + 5. COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: si tratta della complessiva manovra di bilancio della P.a.t. per il 2016 e per il triennio 2016-2018. “Pensionata” la vecchia legge finanziaria provinciale (vedi ddl 1012-3 qui sopra), il sistema di contabilità pubblica è stato armonizzato con quello dello Stato, per cui ora si provvede con legge di stabilità e legge collegata, che disciplinano entrate e uscite dell’ente (poi specificate nel disegno di legge di bilancio vero e proprio, ossia il 108) e introducono anche svariate norme per regolare le tante materie sulle quali la Provincia ha competenza. Questi tre testi sono stati discussi e approvati in Consiglio provinciale nella seconda tornata d’aula di dicembre, prima di Natale. Ne riferiamo ampiamente nelle prime pagine del giornale. 239 PA G I N A 19 C R O N A C H E gennaio-febbraio DISEGNO DI LEGGE 11 NOVEMBRE 2015 N. 109 2016 NIENTE IMPOSTA DI SOGGIORNO PER I CAMPEGGI SCOUT, ORATORIALI E SIMILI scopo socioeducativo e base volontaristica. Il consigliere richiama anche la coerenza di questa esenzione con la legge provinciale 6/2009 in materia di promozione dei soggiorni socio-educativi. Questa proposta è stata di fatto già approvata dentro la manovra finanziaria 2016 approvata il 19 dicembre scorso, in virtù di un emendamento dello stesso Civico, accolto dal presidente Rossi. NORME: esenzione dall’imposta di soggiorno per chi alloggia in strutture gestite da soggetti senza scopo di lucro nelle quali si svolga in via esclusiva attività di accoglienza ai gruppi, in autogestione e con finalità socioeducative. TITOLO: “Integrazione dell’articolo 16 bis della legge provinciale sulla promozione turistica 2002”. PROPONENTI: Mattia Civico (Pd). MATERIA: imposta sul soggiorno turistico. SCHIERAMENTO POLITICO: maggioranza di centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 1 COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: intervenire sulla legge provinciale che prevede la nuova imposta provinciale di soggiorno in campo turistico (l.p. 8/2002), per esentare i pernottamenti legati a campeggi scout, parrocchiali o comunque di organizzazioni con DISEGNO DI LEGGE 24 NOVEMBRE 2015 N. 110 UN TETTO MASSIMO PRECISO PER L’INQUINAMENTO DA ODORI di odori. La materia in Italia non è disciplinata, l’articolo 844 del codice civile si limita a consentire emissioni che non superino “la normale tollerabilità”, senza indicare però alcun parametro concreto. Anche la legislazione che dà poteri ai sindaci nei confronti di emissioni pericolose o dannose per la salute pubblica, non indica limiti certi. NORME: a) si introduce il limite ammesso per gli odori, pari a 300 unità odorimetriche rilevate in atmosfera entro i confini edificiali dell’impianto emittente; b) si prevede per gli impianti fuori norma di rientrare nei limiti entro 90 giorni. L’attività che produce gli TITOLO: “Modificazioni del testo unico provinciale sulla tutela dell’ambiente dagli inquinamenti 1987: aria pulita”. PROPONENTI: Massimo Fasanelli (Gruppo misto) e Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino). MATERIA: qualità dell’aria. SCHIERAMENTO POLITICO: due gruppi di opposizione alla maggioranza di centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 6 COMMISSIONE: III. OBIETTIVI: modificare il testo unico provinciale sulla tutela dell’ambiente dagli inquinamenti (1987), introducendo una norma dedicata alle emissioni DISEGNO DI LEGGE 27 NOVEMBRE 2015 N. 111 PIÙ SPAZIO AI CONTRATTI CON LE COOPERATIVE SOCIALI TITOLO: “Modificazioni dell’articolo 26 (Disposizioni per agevolare l’inserimento e l’integrazione nel mondo del lavoro delle persone disabili) della legge provinciale 20 marzo 2000, n. 3, della legge provinciale 16 giugno 2006, n. 3 (Norme in materia di governo dell’autonomia del Trentino) e della legge provinciale sui lavori pubblici 1993: disposizioni in materia di appalti”. PROPONENTI: Mattia Civico, Donata Borgonovo Re, Lucia Maestri, Alessio DISEGNO DI LEGGE 3 DICEMBRE 2015 N. 112 odori molesti può essere autorizzata a continuare se interrompere gli odori stessi non è possibile e comunque solo fino a un massimo di 12 mesi e a fronte di un “progetto di impatto ambientale contenente sia i valori relativi alle emissioni, sia la loro diffusione tenendo conto della situazione meteorologica locale”; c) la Pat può concedere contributi per l’adeguamento degli impianti; d) i controlli devono essere eseguiti dalle strutture provinciali preposte entro 4 ore dalla richiesta del sindaco. Manica e Violetta Plotegher (Pd). MATERIA: lavoro e disabilità. SCHIERAMENTO POLITICO: intero gruppo della maggioranza di centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 3. COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: dare piena attuazione alla normativa provinciale che prevede un’”estesa applicazione” al principio per cui la Provincia può assegnare la fornitura di beni e servizi a cooperative sociali, anche in deroga alla disciplina generale dei contratti della pubblica amministrazione. Lo scopo è ovviamente quello di dare lavoro a persone svantaggiate. Oggi la norma suddetta è poco applicata dall’Agenzia provinciale per gli appalti e i contratti. NORME: a) per la fornitura di beni e servizi (esclusi scuole, sanità e assistenza) la Pat ricorre per non meno del 5% dell’importo totale annuale a cooperative sociali; b) per le forniture più grosse, per le quali si procede con gara e appalto, la Pat può inserire nel bando l’obbligo di eseguire il contratto con l’impiego di persone svantaggiate; c) l’Agenzia provinciale per gli appalti e i servizi può stipulare convenzioni con le coop sociali, di concerto con Camera di commercio; d) la Pat monitora regolarmente l’applicazione del punto c; e) tra le ipotesi in cui si autorizza l’ente pubblico ad assegnare forniture senza gara, viene inserita la presenza di convenzioni con cooperative sociali di tipo B; f) premio pari a non meno del 5% rispetto alla migliore offerta nella gara d’appalto, per le imprese che inseriscono uno o più persone disabili o disagiate. ANTICIPARE IL RITORNO IN TRENTINO DI MAGASA, VALVESTINO E PEDEMONTE TITOLO: “Estensione transitoria della applicazione della normativa provinciale ai comuni cosiddetti storici di Pedemonte, Magasa e Valvestino, confinanti con la Provincia autonoma di Trento”. PROPONENTI: Walter Kaswalder, Manuela Bottamedi e Luca Giuliani (Patt). SCHIERAMENTO POLITICO: parte di uno dei gruppi consiliari della maggioranza di centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 2 COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: riportare in Trentino e all’autonomia speciale i tre Comuni bresciani della Valvestino, passati dall’Impero austroungarico all’Italia assieme alla nostra regione, ma aggregati in epoca fascista alla Provincia veneta di Vicenza (Pedemonte, 1929) e a quella lombarda di Brescia (Valvestino e Magasa, 1934). In questi decenni un legame è stato mantenuto dalla continua applicazione del nostro sistema catasto-tavolare, inoltre Magasa ha continuato a fare riferimento sul piano della giurisdizione alla Corte d’Appello di Trento. Le procedure costituzionali per un ritorno alle origini sono da anni avviate, ma nell’attesa che le Camere legiferino, con questa proposta si vorrebbe anticipare l’applicazione delle norme provinciali in materia di contributi, benefici, sovvenzioni, anche per evitare che l’allineamento normativo in questo territori – una volta riaggregati al Trentino – con il tempo diventi più complicato e costoso. L’ITER IN CORSO: per Pedemonte trentina ci sono già i pareri favorevoli espressi dal Consiglio regionale del Trentino A.A. (maggio 2010) e dal Consiglio regionale del Veneto (febbraio 2013), il risultato del referendumn popolare nel Comune (76% di favorevoli al ritorno con Trento). Non è invece seguito il disegno di legge in Parlamento che il Ministero dell’Interno avrebbe dovuto depositare entro 60 giorni. È stato allora presentato un disegno di legge d’iniziativa parlamentare, che attende di essere discusso. In modo del tutto analogo, a Magasa e Valvestino, territori del Parco naturale del Garda bresciano, appositi referendum locali hanno già approvato il ritorno al Trentino, ma poi il Governo non si è mosso. Nel 2009 è stato il senatore Claudio Molinari, ex sindaco di Riva del Garda, a depositare il disegno di legge ad hoc. Ne è seguito un secondo nel 2014, nonché mozioni favorevoli del nostro Consiglio regionale e di quello lombardo. NORME: a) si prevede l’applicazione di leggi e regolamenti della nostra Provincia Autonoma anche ai territori di Magasa, Pedemonte e Valvestino; b) si imputa ogni spesa al Fondo per lo sviluppo dei Comuni confinanti (cosiddetto Fondo Odi), che le Province di Trento e Bolzano sono tenute a finanziare nell’ambito degli accordi finanziari con lo Stato. 239 PA G I N A 20 DISEGNO DI LEGGE 11 DICEMBRE 2015 N. 113 C R O N A C H E gennaio-febbraio APPALTI PUBBLICI, SI CAMBIA: BASTA GARE AL MASSIMO RIBASSO TITOLO: “Disposizioni per il recepimento delle direttive 2014/23/ UE e 2014/24/UE - disciplina delle procedure di appalto e di concessione di lavori, di servizi e di forniture”. PROPONENTI: l’assessore Mauro Gilmozzi. MATERIA: appalti pubblici provinciali. NUMERO ARTICOLI: 57 COMMISSIONE: III. OBIETTIVI: dare attuazione alle ultime direttive europee in materia di appalti e nello stesso tempo risistemare, chiarire e semplificare la normativa provinciale. Verrà realizzato un testo coordinato comprendente questa nuova legge più quella sui lavori pubblici del 1993 e quella in materia di contratti e beni provinciali del 1990 (v. anche pag. 27). NORME: a) tutela delle piccole e medie imprese. Uno strumento sarà quello della ripartizione dei progetti in tanti piccoli appalti quante sono le “minime unità autonome e funzionali” in cui l’opera complessiva può essere suddivisa. Per gli appalti oltre la soglia comunitaria (quindi grossi) si introduce l’obbligo di suddividere in lotti. I lavori fino a 100.000 euro devono essere affidati preferibilmente alle microimprese. I subappaltatori verranno pagati direttamente dall’ente committente; b) semplificazione delle gare d’appalto, con comunicazioni e documentazioni on line e riduzione degli oneri in capo ai concorrenti. L’offerta non dovrà essere accompagnata da garanzia per i lavori piccoli e quelli in economia. Per quelli maggiori, non potrà superare il 10% dell’importo contrattuale e sarà dimezzata per le imprese di qualità certificata; c) adozione dell’offerta economicamente più vantaggiosa (e non più del massimo ribasso del prezzo) come criterio base per DISEGNO DI LEGGE 21 DICEMBRE 2015 N. 114 l’aggiudicazione dell’appalto. E come criterio obbligatorio per tutta una serie di appalti (ad esempio nei settori sociosanitario, scolastico, di ingegneria e architettura). Si valorizzano elementi virtuosi come la filiera corta, l’utilizzo di manodopera locale, la sostenibilità ambientale, la tutela della salute del personale, la fornitura di derrate alimentari “ecologiche”, il coinvolgimento di Pmi (piccole medie imprese); d) tutela dei contratti di lavoro: dovranno essere applicate condizioni non inferiori al contratto collettivo nazionale di riferimento. In caso di cambio di gestione nell’appalto, la nuova impresa deve verificare la possibilità di assumere in via prioritaria tutto il personale impiegato dalla gestione uscente (dipendente o sociolavoratore che sia). Si prevede il rispetto della norma sull’impiego dei lavoratori svantaggiati (vedi sopra anche il ddl 111/XV); e) offerta economicamente più vantaggiosa come criterio ordinario anche per l’affidamento della progettazione, che sarà valutata anche sulla base della sobrietà e dell’idoneità dell’opera a essere suddivisa in lotti; f) obbligo per le amministrazioni pubbliche di valutare se e quando ricorrere alla finanza di progetto nei servizi, in luogo dell’appalto. I privati possono proporla quando si tratta di servizio che l’ente pubblico non sta erogando, né ha programmato per il futuro; g) ruolo di coordinamento della Pat tra le amministrazioni aggiudicatrici, anche nei rapporti con l’Autorità nazionale anticorruzione. FAVORIRE L’ELEZIONE DI SINDACI IN CONSIGLIO PROVINCIALE TITOLO: “Modificazioni dell’articolo 15 della legge elettorale provinciale 2003”. PROPONENTI: Claudio Cia, Rodolfo Borga e Claudio Civettini (Civica Trentina). MATERIA: sistema elettorale provinciale. SCHIERAMENTO POLITICO: intero gruppo di opposizione al centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 1 COMMISSIONE: I. OBIETTIVI: rendere più ampia la schiera dei sindaci che possono candidarsi alle elezioni provinciali senza doversi subito dimettere, in modo da agevolare l’ingresso in Consiglio DISEGNO DI LEGGE 8 GENNAIO 2016 N. 115 2016 provinciale di figure con competenze e percorsi amministrativi solidi. Oltre la soglia dei 15.000 abitanti, si ritiene che il sindaco o presidente di Comunità possa contare su un bacino di voti potenziali abbastanza ampio da giustificare il rischio di perdere la carica amministrativa e di non essere nemmeno eletto nell’assemblea legislativa. NORME: a) si eleva da 5.000 a 15.000 il numero di residenti in un Comune, oltre i quali il sindaco che si candida al Consiglio provinciale deve contestualmente dimettersi dalla sua carica amministrativa; b) si introduce identica soglia anche per i presidenti delle Comunità di valle. UN RAPPRESENTANTE DI COMUNE O COMUNITÀ NELLE GIUNTE DEI PARCHI TITOLO: “Integrazione dell’articolo 42 della legge provinciale sulle foreste e sulla protezione della natura 2007”. PROPONENTI: Lorenzo Ossanna (Patt) MATERIA: parchi naturali. SCHIERAMENTO POLITICO: maggioranza di centrosinistra autonomista. NUMERO ARTICOLI: 1 COMMISSIONE: III. OBIETTIVI: modificare la legge provinciale 11 del 2007 in materia di governo del territorio forestale e montano, per rivedere gli assetti di governance dei parchi naturali trentini. Si vuole che dentro le giunte esecutive dei parchi (articolazione di questi enti assieme a comitato di gestione, presidente e direttore) trovi spazio anche un rappresentante degli enti locali del territorio. Il consigliere propone questa riflessione anche perché la Provincia dovrà occuparsi a breve della governance da dare al Parco Nazionale dello Stelvio, la cui parte trentina è appena stata assegnata alla sua diretta competenza. NORME: si prevede che nelle giunte esecutive di tutti i parchi naturali trentini sieda almeno un rappresentante di un Comune del territorio protetto o in alternativa almeno uno della Comunità di valle. 239 PA G I N A 21 C R O N A C H E gennaio-febbraio LA RISPOSTA 2016 del presidente Ugo Rossi a Gianpiero Passamani (Upt) LA RISPOSTA Nonostante le richieste, chiusi cinque uffici postali Poste italiane irremovibili Giampiero Passamani (Upt) dell’assessore Michele Dallapiccola a Rodolfo Borga (Civica Trentina) Trentino ad Expo: quasi 1 milione e 600 mila euro il costo per la Provincia di Trento A nulla sono valsi i tentativi della Pat di convincere Poste Italiane a rivedere la decisione, diventata esecutiva il 7 settembre scorso, di chiudere gli uffici postali di via Chini a Trento, di Marco, di Oltresarca (Arco), di San Cristoforo al Lago (Pergine), di Caoria (Canal San Bovo), e di ridurre gli orari di apertura degli sportelli a Lases , Praso (Valdaone), San Martino di Castrozza (Siror). Nella sua risposta ad un’interrogazione di Gianpiero Passamani (Upt) del 9 febbraio 2015, che chiedeva se la Giunta avesse condiviso la scelta di Poste Italiane, il presidente Rossi spiega ora di aver cercato invano di convincere il responsabile dell’Area territoriale Nord Est di Poste Italiane a sospendere il provvedimento, evidenziando la necessità di tener conto anche della particolare orografia del Trentino e della valenza sociale di questo servizio per le popolazioni di montagna. Tutto vano: l’8 settembre scorso Poste Italiane confermava l’operazione con la necessità di mantenere l’impegno previsto nel contratto di programma tra l’azienda e il Ministero dello sviluppo economico Rodolfo Borga (Civica Trentina) Rispondendo a diverse interrogazioni di Rodolfo Borga (Civica Trentina) sui costi sostenuti dalla Provincia per partecipare ad Expo Milano 2015, l’assessore al turismo Michele Dallapiccola ha ricordato che la Giunta aveva destinato a questo scopo un milione e 596 mila euro. Con 727 mila euro sono stati pagati l’affitto dello spazio, allestimenti, acquisto di materiali di costruzione, sistema audio e video, pulizie, utenze e personale. Altri 721 mila euro sono stati impiegati per la “settimana di protagonismo”, il padiglione del vino, l’ufficio relazioni internazionali e azioni di promozione e comunicazione. A “Expo in Trentino” sono andati poi 148 mila euro per gli allestimenti di Palazzo delle Albere, la mostra “Coltiviamo il gusto”, gli orti adiacenti al Muse, i due Concept store, eventi e laboratori di Mart e Muse. Altri 300 mila euro sono arrivati dal Cipe nell’ambito di “Expo per i territori”. Infine l’affitto trimestrale della Piazzetta Trentino è costato 250 mila euro, mentre i costi di allestimento (con acquisto, noleggio e trasporto di materiali e tecnologie )sono stati pari a 270 mila euro. Via al preventivo 2016 del Consiglio, che scende ancora. E sul 2015 restituiti 1,8 milioni Uomo-donna, fondi immutati No a Borga, che proponeva di dimezzare il budget della Commissione A nche nel 2016 l’assemblea legislativa ridurrà sensibilmente le spese, con un taglio preventivato sul 2016 di 354.250 euro. Il bilancio preventivo ammonta a 11 milioni e 397.390 euro, compresi i 50.000 euro per il Dreier Landtag che si terrà in aprile a Trento. Diminuiscono di 40 mila euro le spese per gli affitti delle sedi. Dalla relazione del presidente Bruno Dorigatti emerge anche che il Consiglio prevede di restituire alla Provincia 1,8 milioni di euro di somme non spese rispetto al preventivo 2015. Due i temi del dibattito in aula in dicembre su questo bilancio, conclusosi con un voto di approvazione (5 astenuti, nessun contrario). Il primo: l’emendamento proposto da Rodolfo Borga – respinto in aula con 23 no, 9 sì e le astensioni di Walter Kaswalder e Giacomo Bezzi – per dimezzare il finanziamento del Consiglio alla Commissione pari opportunità uomo-donna, che a suo avviso dovrebbe tornare in capo alla Giunta, in modo che questa si assuma la responsabilità politica dell’organismo. Il secondo: la richiesta di Filippo Degasperi e Walter Viola, condivisa da Violetta Plotegher, di conoscere l’utilizzo delle risorse risparmiate dal Consiglio e affidate all’Agenzia del lavoro a sostegno di un progetto finalizzato all’occupazione giovanile. Borga ha esordito con due emendamenti. Il primo – poi ritirato – per ridurre di 35 mila euro la spesa dedicata al Forum per la pace (70 mila euro). Questo perché “l’attività del Forum consiste in compartecipazione ad iniziative di altri soggetti e non c’è quindi bisogno di organismo apposito”. I dati che emergono da uno studio realizzato dall’Università su 1000 studenti, dimostrano poi – ha aggiunto Borga – che non occorre alcun intervento del Forum per sradicare nei ragazzi pregiudizi (in verità ben poco diffusi) nei confronti di omosessuali e donne. Secondo l’assessora Sara Ferrari la ricerca citata da Borga si presta ad altre letture, mettendo in evidenza una cultura ancora molto arretrata e differenziata tra maschi e femmine. Violetta Plotegher – vicepresidente del Forum – ha aggiunto che dallo studio emerge a suo avviso la qualità del lavoro educativo svolto dal Forum nelle scuole e ha proposto un incontro del Consiglio con il presidente dell’organismo, “perché il tema della pace è qualificante per l’indirizzo politico di quest’aula”. Con il secondo emendamento Borga ha proposto un taglio di 28 mila euro degli stanziamenti destinati alla Commissione provinciale per le pari opportunità, organismo incardinato I risparmi del Consiglio negli anni scorsi sono destinati a un progetto per l’occupazione giovanile: si chiede ad Agenzia del lavoro di spiegare se ha attivato dei progetti e cosa prevedono. nel Consiglio al quale il bilancio destina 56 mila euro. Borga ha ricordato che dei 30 mila euro impegnati nel 2014, 16 mila sono stati utilizzati per indennità e rimborsi spese dei componenti. Borga ha anche contestato la scelta di incardinare l’organismo nel Consiglio, “senza che nessuno risponda politicamente” delle iniziative della Cpo e delle dichiarazioni della presidente. Ha annunciato quindi un disegno di legge per ricondurre la Commissione alla Giunta. L’assessora Ferrari ha parlato di “emendamento di Natale, che torna tutti gli anni”. Per Ferrari in Trentino la capacità di valorizzare il contributo femminile è ancora scarsa e quindi la Cpo serve ancora a fianco dell’assessorato e della Consigliera di parità, che combatte le discriminazioni di genere nel mondo del lavoro. Quanto all’incardinamento della Commissione presso il Consiglio, per l’assessora la proposta di Borga va respinta in quanto disco- nosce la responsabilità della minoranza consiliare su questo tema. Il Consiglio potrebbe invece indirizzare l’attività dell’organismo mentre non se ne sta facendo assolutamente carico nonostante i 25 mila euro assegnati. All’assessora ha replicato Giacomo Bezzi secondo il quale “non ci siamo proprio”, perché sulla Cpo “la sinistra ha la presunzione di avere la verità in tasca”. Claudio Civettini ha criticato la declinazione solo al femminile delle pari opportunità, emersa dall’intervento dell’assessora. Al contrario la questione interessa oggi i giovani, i disoccupati, le famiglie senza connotazioni ideologiche. Il problema è che mancano i progetti anche in questo settore. Filippo Degasperi ha colto nella proposta di Borga una volontà di sobrietà coerente con i risparmi maturati dal Consiglio, che in questi ultimi anni sono stati destinati ad un progetto di occupazione per i giovani. Il problema è che non si sa nulla dell’utilizzo di queste risorse. Nerio Giovanazzi ha detto di condividere l’emendamento di Borga. A suo avviso occorrerebbe rivedere le competenze della Cpo. Per il vicepresidente del Consiglio, Walter Viola, “il bilancio garantisce la salvaguardia della funzionalità dell’ente, che è poi ciò che conta di più”. Viola ha aggiunto che il 55% della spesa è assorbito dalle spese per il personale, “perché vanno considerati anche i dipendenti dei gruppi consiliari, e il personale è fondamentale per l’attività dell’assemblea”. Anche per Viola occorre sapere dove sono finiti i risparmi compiuti dal Consiglio negli ultimi anni (si tratta di centinaia di migliaia di euro). Il mancato utilizzo di queste risorse per i giovani “è una sconfitta per l’autonomia”, ha aggiunto, proponendo di dare all’Agenzia un mese di tempo per chiarire. Infine anche per Viola la Cpo andrebbe riportata in capo alla Giunta, “perché il motivo per cui era stata incardinata nel Consiglio, ossia affinché non fosse riconducibile politicamente alla sola maggioranza, di fatto non si è realizzato”. Inaccettabili sono infine per il consigliere le prese di posizione politiche della Commissione, del tutto improprie rispetto al compito dell’organismo. D’accordo con Borga anche Claudio Cia, che ha contestato come la Cpo sia “costituita, guarda caso, da sole donne”. Per Cia vi sarebbe bisogno della presenza anche maschile per integrare le sensibilità sul tema. Secondo Lucia Maestri, invece, dietro la proposta di ridurre di 28 mila euro lo stanziamento del Consiglio per la Commissione pari opportunità, c’è il misconoscimento del ruolo vero dell’organismo. A suo avviso “fa bene Borga a presentare un ddl per riposizionare la Commissione: questa è la strada più corretta dal punto di vista istituzionale, mentre non sono condivisibili le letture date in merito alla composizione dell’organismo”. Maestri ha difeso il ruolo e la funzione delle donne nella Commissione. Si è infine rivolta a Civettini dicendo: “Non facciamo del bene a quest’aula riducendola ad un teatrino funzionale alle proprie convenienze”. Il consigliere di Civica Trentina ha ribattuto che “il Pd dovrebbe pensare ai propri di teatrini”. Nella dichiarazione di voto conclusiva sul bilancio preventivo 2016 del Consiglio, Borga ha precisato di aver verificato l’attività della Commissione pari opportunità fino al 2014. Il taglio da lui proposto “si potrebbe realmente attuare, perché la sola iniziativa riconducibile all’organismo (vedi anche pag. 29, n.d.r.) è il convegno sulla violenza alle donne, mentre tutto il resto riguarda compartecipazioni per le quali basterebbe l’assessorato”. Nel preannunciare il sì del Pd, Plotegher ha condiviso con Viola l’esigenza di tenere monitorato l’utilizzo della quota di risparmio del Consiglio destinato ad un progetto innovativo a favore dell’occupazione giovanile. IN PILLOLE DELOITTE, SI PROPONE UN’INDAGINE Nella tornata del 26, 27 e 28 gennaio, il Consiglio provinciale riceverà informazioni in aula del presidente Rossi sui temi caldi della sanità trentina, poi discuterà e voterà il disegno di legge per istituire la Consulta per lo Statuto speciale. In coda, una “batteria” di proposte di mozione(16). Fasanelli pone la questione dell’attraversamento viabilistico della città di Rovereto dopo l’avvenuto rinnovo della concessione sull’A22 ad Autobrennero spa. C’è poi la sollecitazione di Borga ad attivare il fondo finalizzato a finanziare l’installazione di impianti di videosorveglianza nei Comuni; la richiesta di Fugatti di attivare il “Patto con il Trentino tra la Provincia e lo straniero presente sul territorio provinciale”. Farà discutere la proposta di Degasperi e Fugatti di impegnare non la Giunta ma il presidente del Consiglio provinciale, a costituire “una Commissione di indagine sulle consulenze e sugli appalti di servizi assegnati alla società Deloitte dalla Provincia e suoi enti collegati”. La richiesta sembra interpretare e sviluppare il suggerimento dato nei giorni scorsi dallo stesso presidente Rossi a Dorigatti, di dar vita ad un “gruppo di lavoro” consiliare incaricato di approfondire l’argomento. L’AUSTRIA CONTROLLA LA FRONTIERA Ha destato forte preoccupazione a Trento e a Bolzano la recentissima decisione dell’Austria di ripristinare controlli alle frontiere per arginare gli ingressi di immigrati. La frontiera del Brennero spezza anche la continuità territoriale dell’Euregio ed ha a che fare ovviamente con gli sforzi in atto per fluidificare i rapporti transfrontalieri dentro il Tirolo storico. Sul tema Austria-Schengen c’è già un’interrogazione, a firma Rodolfo Borga, che chiede di sapere se la Giunta Rossi non intenda fissare paletti per l’accoglienza degli immigrati, chiedendo che vengano inviati donne, bambini e famiglie e non maschi adulti, nonché “veri” rifugiati e non clandestini poi da rimpatriare. SEGUI IN TV I LAVORI DEL CONSIGLIO PROVINCIALE Le sedute – mattutine e pomeridiane – dell’assemblea legislativa vengono trasmesse in diretta (e in differita) sul canale digitale terrestre Tca-Tnn. Le prossime giornate d’aula sono fissate per i giorni di martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 gennaio 2016 e martedì 23, mercoledì 24 e giovedì 25 febbraio 2016. 239 PA G I N A 22 C R O N A C H E gennaio-febbraio QUESTION Le interrogazioni a risposta immediata Ecco la serie di question time che sono state presentate in Consiglio provinciale nella prima seduta del mese di dicembre. Temi forti del confronto tra consiglieri e Giunta, la situazione del carcere di Trento, la scuola, i punti nascita e la grande partita dell’energia. Mattia Civico (PD) Per le coop di carcerati niente incarico Il consigliere del Pd, Mattia Civico, ha chiesto alla Giunta perché la delibera, con la quale doveva individuare una coop adeguata per l’affidamento di un incarico per la digitalizzazione dell’archivio delle prestazioni degli invalidi civili, ciechi e sordomuti, non è stata ancora attuata. Un fatto, ricorda Civico, in contrasto con quanto stabilito nell’accordo per favorire lo sviluppo del distretto dell’economia solidale a favore dei carcerati. La risposta. L’assessore Zeni ha chiarito che le risorse relative al 2015 sono state utilizzate per la digitalizzazione dell’archivio della Coldiretti per un importo di euro 38.000, assegnate alla Coop Koinè. Si valuterà eventualmente per l’anno prossimo di destinarle ai fini descritti dall’interrogante. La replica. La delibera non è stata attuata, dunque. Non risulta che l’attuazione corrisponda allo stanziamento descritto dall’assessore, risulta che la Provincia fatica a approvare procedure di affidamento di appalti di beni e servizi perché si tratta di procedure delicate e che necessitano grande attenzione. Vi è l’orientamento ad accentrare questo servizio presso l’Atac e per questo ci vuole personale formato, competente ed adatto. Pietro De Godenz (UpT) Punti nascita si attende il ministero Pietro De Godenz dell’Upt ha chiesto all’assessore alla salute quale iter è stato scelto per presentare al Ministero della salute l’ottenimento della deroga per i punti nascita di valle e su quali ospedali si intenda applicarla; i tempi e i modi del progetto di riordino della rete ospedaliera; se, avvicinandosi la stagione dello sci, verrà garantita la piena funzionalità dei reparti di ortopedia nelle zone turistiche; quali e quante assunzioni sono previste per la copertura dei posti vacanti causati dall’applicazione della normativa UE (sul tema v. pag. 11). La risposta. L’assessore Zeni ha spiegato che il 25 novembre è entrata in vigore la legge che recepisce una direttiva europea per il riposo dei medici. La disposizione ha fatto mancare di colpo oltre 40 turni rendendo impossibile l’apertura h24 dei punti nascita. Si è comunque riusciti ad organizzare la struttura in modo da garantire i servizi ai cittadini. L’11 novembre un decreto del Ministero ha definito le modalità di mantenimento punti nascita inferiori a 500 parti all’anno. Siamo in attesa di ulteriori contatti con il Ministero prima di definire la questione, ci sono molti aspetti da valutare e ci aspettano diversi passaggi. Il riordino della rete ospedaliera è in corso e si è proceduto con la definizione dei mandati con l’attribuzione delle diverse specialità alle periferie. Per quanto riguarda l’ortopedia, durante la stagione invernale in tutti gli ospedali pubblici sarà garantita l’attività chirurgica programmata e d’urgenza Le domande di attualità discusse nella prima seduta di Carcere di Trento, la sit in orario diurno. Presso l’Ospedale di Cavalese, in particolare, sarà garantita dalle 8 alle 20 e ci si sta attrezzando anche per la copertura della giornata di sabato, come avveniva prima della rimodulazione. Nella seduta di venerdì 27 novembre la Giunta ha autorizzato l’Azienda a procedere con le assunzioni del personale necessarie all’adeguamento della struttura sanitaria. La replica. De Godenz si è augurato che questo programma possa andare avanti e ha apprezzato il fatto che sia stata trovata una soluzione per l’Ortopedia, “un aspetto che può darci fiducia” ha detto. Giacomo Bezzi (Forza Italia) Ex Lowara c’è ancora speranza Il consigliere ha ricordato che l’azienda, che appartiene alla Leemar investiment Fze con sede a Dubai negli Emirati arabi e produce macchine per la pizza, si trova in difficoltà e i lavoratori sono in cassa integrazione, la produzione sembra sia stata spostata in Irlanda. Bezzi chiede alla Giunta se i vincoli stabiliti per la concessione di contributi pubblici siano stati rispettati dalla società. La risposta. L’assessore Alessandro Olivi ha chiarito che nessuna somma è stata erogata ad alcuna multinazionale. L’unico finanziamento fu erogato all’azienda Sitos srl, di proprietà d’ imprenditori operanti in Trentino, nel 2008 “per un progetto di ricerca”. È vero che questa azienda fatica a mettere in atto un progetto di industrializzazione; sappiamo che si sta cercando di sostenere un progetto interessante, ma da una verifica recente risulta anche che i dipendenti, che sono stati oggetto di accordi sindacali presso lo stabilimento produttivo di Malè, sono in numero coerente con i livelli imposti nel 2008 dalla Pat. La replica. Le cose stanno in altri termini, ha commentato Bezzi: i dipendenti sono stati messi in cassa integrazione e ora sono tornati in azienda per fare un prototipo che non avrà nessuno sbocco. Claudio Civettini (Civica Trentina) Tangenziale di Rovereto la Giunta decida Il consigliere ha chiesto alla Giunta di chiarire la propria posizione sulla tangenziale Ovest di Rovereto, quali siano gli studi in corso, eventualmente, quali sono i fondi previsti. L’assessore allo sviluppo economico Mauro Gilmozzi avrebbe di fatto tenuto posizioni diverse e contrastanti in merito, con ipotesi prima avanzate e poi accantonate. Inoltre, Civettini chiede alla Giunta di motivare l’eventuale no a questa nuova strada. La risposta. Dicesi tangenziale la strada attraverso la quale si raggiunge l’obiettivo di far transitare gli autoveicoli senza entrare in contatto diretto con il traffico urbano, ha premesso l’assessore Mauro Gilmozzi. Parlando di Rovereto, sono stati fatti gli opportuni approfondimenti come Provincia, affidando anche uno studio a FBK. Il risultato dice che le 2016 macchine che entrano a nord di Rovereto e che si ritrovano anche a sud sono abbondantemente al di sotto del 20%. Di conseguenza, si rileva che l’85% dei problemi di traffico di Rovereto non è di attraversamento e non è dunque risolvibile attraverso la realizzazione di una tangenziale. Gli interventi prioritari sembrano essere piuttosto una pluralità, come l’incentivo all’utilizzo del mezzo pubblico, le ciclabili, l’organizzazione dei parcheggi. La replica. Civettini ha definito la risposta poco chiara, pretestuosa e contraddittoria. Nerio Giovanazzi (AT) e Mario Tonina (UpT) Hydro Dolomiti la governance resti locale I consiglieri di Amministrare il Trentino e Unione per il Trentino hanno chiesto quali siano l’orientamento e le decisioni della Giunta in merito alla modifica dell’assetto societario di Hydro Dolomiti Energia. Una situazione che con la cessione di Enel del 49% di HDE (335 milioni di Euro) alla Fedaia Holding, spa lussemburghese, controllata da un fondo australiano, potrebbe avere conseguenze negative sugli interessi del territorio trentino. La risposta. Il Presidente Rossi ha richiamato l’assetto odierno dell’energia che non prevede l’esclusione di soci pubblici. Enel ha messo in vendita il suo 49% di Hde e la Pat può esercitare la prelazione, ha aggiunto. La scelta però è riservata all’organo di amministrazione di Dolomiti energia e la Pat deve garantire un ruolo super partes in tal senso. Sarebbe dunque “oltre i miei compiti indicare quali debbano essere le scelte” ha aggiunto perché la potestà spetta all’assetto societario di Dolomiti Energia. L’intendimento, ha proseguito, sarebbe quello di mantenere un impianto che consenta una governance locale e addirittura di aumentarla, tanto più in previsione rinnovo delle concessioni idroelettriche in scadenza in Trentino nel 2020. La replica. Per Giovanazzi, occorre fare il possibile per acquisire il massimo di questa società perché il profitto resti in Trentino. Il consigliere Tonina ha ringraziato il Presidente per la risposta e sostenuto l’importanza del tema e la necessità di una compartecipazione dei Comuni, ha aggiunto, che andrebbe a beneficio di tutti. Filippo Degasperi (5 Stelle) Lavoratori Dexit l’accordo sarà rispettato Il consigliere 5 Stelle ha ricordato che nel 2009 tra Dexit e Informatica Trentina venne stipulato un accordo in base al quale, se quest’ultima avesse deciso di erogare direttamente il servizio, avrebbe assunto i lavoratori Dexit. Il consigliere ha chiesto quindi se, in caso di riduzione dei servizi affidati alla srl esterna, la Pat intenda rispettare gli accordi sindacali. La risposta. Il Presidente Rossi ha chiarito quanto detto anche ai sindacati, senza anticipare i contenuti del bando. L’accordo citato esiste e si intende farlo valere. La Pat ha dato indicazione a Informatica Trentina di fare un bando che non inserisca nessuna cessione di ramo d’impresa o questioni attinenti la riorganizzazione. La clausola richiamata vuole essere fatta valere da Informatica Trentina, ma c’è giurisprudenza che crea ostacoli. Sono dunque in corso tutte le verifiche del caso, previa adozione anche di un idoneo parere legale, per stipulare una clausola che abbia il maggiore effetto possibile. La replica. Comprendo i vincoli, ha detto Degasperi, però almeno l’indicazione su un ipotetico periodo si poteva dare e qualche informazione maggiore si poteva fornire: Il problema è trasversale e merito l’impegno di tutti al massimo livello a tutela dei lavoratori. Lucia Maestri (PD) Albere, il piano di riutilizzo andrà avanti La consigliera ha ricordato che un anno fa venne varato il documento “Sistema della cultura” nel quale l’assessore delineava le linee di intervento per palazzo delle Albere di Trento. Linee strategiche che, per l’edificio rinascimentale, non si sono ancora concretizzate. Quindi, la consigliera chiede a che punto si trova il progetto per le Albere. La risposta. L’assessore competente Tiziano Mellarini ha confermato che l’indirizzo, concordato con il Comune di Trento, prevede un piano terra in cui organizzare iniziative culturali rivolte principalmente ai giovani, un primo piano dedicato particolarmente all’allestimento di spazi multimediali e un secondo piano riservato agli eventi espositivi, mentre il Comune di Trento si è assunto l’impegno di comunicare con una delibera quello che sarà l’utilizzo dell’ultimo piano. La replica. La consigliera Maestri ha espresso l’auspicio che entro il 2016 il progetto complessivo di Palazzo delle Albere possa vedere la luce. Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) In val di Non nessuna prova del lupo Perplessità e apprensione stanno accompagnando il processo di ricolonizzazione del lupo in Trentino a seguito di avvistamenti della specie in diverse aree del territorio anaune. Il consigliere ha chiesto se ci siano notizie di danni legati a tali avvistamenti e quali azioni si intendano intraprendere per limitarli e prevenirli. La risposta. L’assessore Michele Dallapiccola ha chiarito che rispetto alle segnalazioni, non ci sono evidenziate prove scientificamente sostenibili a documentare la presenza del lupo nella zona descritta. Tra l’altro, data la presenza del grande carnivoro nota fin dal 2010 sul nostro territorio, esattamente come per l’orso sono state messe in atto una serie di misure di monitoraggio. La replica. Una risposta che lascia intendere che anche sul nostro territorio la presenza c’è e si fa sentire. Lorenzo Baratter (Patt) Protezione civile, spazio per gli Schützen Le 24 Compagnie dei bersaglieri tirolesi presenti sul territorio trentino potrebbero essere impiegate in modo volontario e gratuito nel si- stema della protezione civile: una previsione sostenuta dalla stessa Federazione delle Compagnie, ma impedita dai requisiti che prevedono una comprovata esperienza nel settore. Un’esperienza che, secondo Baratter, per gli Schützen è documentabile, dal momento che le Compagnie hanno offerto supporto in diverse calamità naturali, come le alluvioni nel Tirolo del Nord. Baratter ha chiesto alla Giunta se non intenda rimuovere uno scoglio formale e burocratico, per favorire e valorizzare il volontariato che gli Schützen desiderano mettere a disposizione della collettività. La risposta. L’assessore Mellarini ha spiegato che in casi di emergenza, i requisiti di partecipazione ad attività d’intervento di protezione civile di interesse provinciale non possono essere superati. Ci sono stati già dei contatti con il responsabile delle compagnie, con il quale si stanno individuando sostanzialmente due ambiti in cui l’attività di volontariato potrebbe essere di supporto alla protezione civile: gli interventi di pulizia e manutenzione delle fognature bianche, molto preziosa nell’ambito di prevenzione delle calamità, e l’attività degli artigiani a supporto degli operai specializzati nel reparto prevenzioni e rischi, in caso di grosse calamità. L’Associazione è invitata a prendere contatti con le autorità preposte per valutare come avviare la collaborazione, ha concluso. La replica. Baratter ha accolto con soddisfazione la disponibilità dell’assessore a cercare un dialogo e trovare una strada. Giuseppe Detomas (Ual) Scuola di Soraga importante per i ladini Il consigliere Detomas ha chiesto alla Giunta chiarimenti su un provvedimento che definisce “lesivo dei diritti di tutela della comunità di minoranza ladina”. La preannunciata chiusura della scuola primaria di Soraga apre a suo avviso rilevanti criticità, soprattutto per le conseguenze in campo culturale e linguistico, quale negazione del diritto riconosciuto dallo Statuto al mantenimento della propria lingua e coscienza identitaria. La risposta. Il presidente Rossi ha ringraziato il consigliere per aver posto questo quesito, occasione per approfondire e informare. La delibera stessa di adozione della decisione, che ha seguito un percorso d’informazione e partecipazione allargato, è stata valutata anche a livello locale e con riferimento anche al giusto diritto della lingua minoritaria. Dentro questa attenzione, accanto al principio della distribuzione sul territorio si è garantito che questa lingua possa essere insegnata nel miglio rmodo possibile. La replica. Quanto ai servizi presso le piccole comunità, il consigliere ha sottolineato che a Soraga e in val di Fassa manca un asilo nido: si potrebbe collocare in questa sede l’unica struttura della val di Fassa, a parziale compensazione della privazione della scuola. 239 PA G I N A 23 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 dicembre. Al centro anche scuola ed energia idroelettrica uazione è preoccupante Tre mesi per i pannoloni degli anziani Gianpiero Passamani (UpT) Walter Viola (PT) Curie, evitare la chiusura di ragioneria Il consigliere dell’UpT ha chiesto alla Giunta di rivedere la decisione di sopprimere l’indirizzo tecnico commerciale dell’Istituto Marie Curie di Pergine o se, perlomeno, non ritenga di rinviare tale decisione al successivo anno scolastico e di avviare un confronto maggiore con il dirigente scolastico e l’amministrazione comunale per arrivare ad una decisione condivisa. La cancellazione dell’indirizzo è anche stata sottoposta più volte all’aula (v. anche pag. 9 e pag. 14) ma senza successo. Sul tema ha interrogato il consigliere Viola. Il quale ha ricordato che oltre 2.500 firme a sostegno dello storico indirizzo sono state raccolte in pochi giorni, a riprova del grave impatto che una decisione di questo tipo comporterebbe. Viola, ribadendo che l’autonomia che chiediamo a Roma non siamo in grado di darlo ai nostri territori, chiede di sapere le ragioni che di tale decisione, quali i risparmi che produrrebbe, se e come siano stati coinvolti studenti, famiglie e insegnanti e se, infine, non si ritenga opportuno riconsiderare la questione. La risposta. Rossi ha risposto affermando che la decisione riguarda la revisione dell’offerta formativa Le interrogazioni Nelle pluriclassi, ha chiuso, cresce il senso di comunità. Claudio Cia (Civica Trentina) Il consigliere della Civica ha affermato che i tempi per riconoscere, da parte dei medici dell’Azienda, i pannoloni per gli anziani come presidi terapeutici sono di due, tre mesi. Un tempo di attesa che mette in difficoltà gli anziani affetti da incontinenza cronica, Cia chiede quindi all’assessore alla salute di mettere a disposizione i pannoloni in base alla semplice diagnosi del medico di base e di revocare la fornitura se non venisse confermata dal medico legale dell’Azienda. La risposta. In Provincia di Trento i pannoloni, ha ricordato l’assessore Luca Zeni, sono disciplinati da un decreto ministeriale e da una delibera della Pat che ha introdotto una procedura semplificata. Già ora il paziente, anche senza invalidità, può ricevere i pannoloni se l’incontinenza cronica è certificata da uno specialista dipendente della sanità pubblica. Il medico di base può prescrivere il presidio sanitario agli invalidi di età superiore ai 65 anni, agli invalidi che svolgono attività lavorativa, agli invalidi al 100% con accompagnamento, ai minori di 18 anni e a persone non autosufficienti. La replica. Cia ha replicato di essersi trovato più di una volta di fronte ad un diniego di pannoloni a pazienti che non erano stati dichiarati non autosufficienti. Quindi ha chiesto all’assessore di fare chiarezza con una circolare e di far rispettare le norme. QUESTION Rodolfo Borga (Civica Trentina) Opere pubbliche tante promesse ma pochi milioni che ha visto, tra l’altro, un aumento complessivo. I criteri sono stati presentati in 18 incontri nel marzo e aprile dello scorso anno. Un incontro è stato fatto anche a Pergine e Rossi ha ricordato di avere incontrato il 13 ottobre i sindaci di Borgo, Levico e Pergine, perché la scelta si inquadra nel ridisegno dell’offerta formativa di tutta la Valsugana. In un primo momento si pensava anche ai geometri ma il Comune di Pergine ha chiesto alla Giunta di soprassedere ed ha dato un sostanziale via libera per ragioneria. Di recente c’è stata un’altra riunione e non sono state presentate, né dalla Comunità né dal Comune, novità né proposte alternative. La scelta quindi è stata confermata, ma si farà un monitoraggio per capire quanti ragazzi si iscriveranno al tecnico economico di Levico e Trento e se aumenterà in modo esponenziale si cambierà strada. La ragioneria di Pergine conta 26 ragazzi, 9 abitano da Levico in giù. Tutti arriveranno alla fine del percorso. Dal prossimo anno partirà il biennio a Levico, Borgo e Trento con la possibilità di seguire gli indirizzi del triennio. Le distanze tra Trento e Levico, ha detto il Presidente, non sono tali da pensare a Pergine come una periferia, soprattutto se la si paragona alla vere periferie. Oggi il Marie Curie è passato da circa 700 studenti a 1047, ha 40 aule contro un fabbisogno che sarebbe di 52. A Levico ci saranno spazi molto più disponibili. Questa decisione quindi non può essere disattesa. L’alternativa sarebbe stata quella di agire su altri indirizzi che hanno almeno due classi prime. La replica. Passamani ha detto di non essere soddisfatto. Non si capisce il monitoraggio quando sarà fatto e i dati forniti della scuola sono diversi. Viola ha detto che la classe di 26 studenti è una classe piena e il fatto che siano al Curie significa che riconoscono il valore dell’offerta formativa della scuola. Un fatto che andrebbe premiato, il forte incremento da 700 a più di mille dice di un istituto che andrebbe sostenuto. Sulle aule: se c’è un posto pieno di edifici di cui non si sa che fare, questo è Pergine. Se il problema sono le aule è affrontabile. A Levico l’offerta formativa non è uguale, semmai è Borgo il riferimento. Donata Borgonovo Re (PD) Punti nascita si alimentano false speranze La consigliera afferma che, per ottemperare a disposizioni, peraltro note da anni, della legge nazionale sull’obbligo di riposo dei medici, l’Azienda sanitaria ha assunto, all’ultimo momento, alcune misure organizzative nei confronti degli ospedali territoriali. In particolare l’apertura per sole 12 ore dei punti nascita, che mette a rischio le donne e in difficoltà i professionisti chiamati ad operare. In base a queste valutazioni la consigliera chiede di conoscere le ragioni di questa scelta a fronte delle alternative proposte dai professionisti e dal Dipartimento ostetricia e ginecologia (v. anche pag. 11). La risposta. La Pat, ha risposto l’assessore Zeni, ha scelto di mantenere i punti nascita ed è stata chiesta al ministero la deroga del limite dei 500 parti; richiesta che è stata accolta dalla ministra. Spetta allo Stato – ha affermato l’assessore – fissare gli standard di sicurezza, non alla politica trentina. Contestualmente sono entrati in vigore i limiti di 11 ore giornaliere e 48 settimanali per i medici e, nonostante questo, si è riusciti ad organizzare i punti nascita periferici mentre in altre parti del Paese non si è riusciti a farlo. Non è in discussione la sicurezza delle donne. Negli orari notturni, inoltre, la situazione è quella che si avrebbe se fossero chiusi i punti nascita, come auspicato da qualcuno. Le donne di giorno saranno seguite dai medici che seguiranno i parti anche fuori dal turno diurno. Si può non essere d’accordo, ha affermato l’assessore, ma il senso di responsabilità dovrebbe consigliare di non alimentare paure per motivi politici. Siamo in attesa di chiarezza sulla normativa dei medici nel frattempo la Giunta ha stanziato 9 milioni di euro per adeguare il personale in particolare dei punti nascita e dell’emergenza. La replica. Due osservazioni: ci sono due modi per chiudere punti nascita uno trasparente e condiviso con la popolazione, l’altro con lo strangolamento progressivo con stillicidio finalizzato a togliere competenze e strumenti, come ha ricordato un primario da poco in pensione. L’attesa che si continua ad alimentare, ha detto ancora la consigliera, nelle risposte del Ministero che pensa solo di spostare le domande di deroghe di 500 parti su un organismo tecnico. Aspettare una deroga larga è alimentare false speranze. A questo si è aggiunto, in modo colpevole, la vicenda delle 11 ore che era sul tavolo da un anno. Maurizio Fugatti (Lega) Accorpamenti senza perdere servizi scolastici Il consigliere, riguardo agli accorpamenti scolastici previsti per i plessi di Avio, Brentonico, Soraga e Torcegno, chiede alla Giunta e al Presidente Rossi se le scelte contenute nella delibera del 2 novembre possano subire variazioni a seguito delle richieste venute dai territori interessanti. Fugatti ha chiesto se Rossi ha avuto il tempo di incontrare la comunità di Torcegno, per spiegare la scelta. In aula era presente una rappresentanza dei genitori delle scuola di Torcegno. La risposta. Sulla scelta degli accorpamenti, sono stati fatti 18 incontri, ad uno di questi ha partecipato il sindaco di Torcegno, che Rossi ha detto di avere incontrato di nuovo il 4 agosto. Un incontro nel quale è stata comunicata la ragione delle delibera un altro incontro si è tenuto poi dopo l’adozione. Successivamente, ha detto ancora il presidente, ho chiamato il sindaco ma non sono riuscito ad incontrarlo. Anche per Roncegno è stato applicato il criterio di evitare un impoverimento culturale: quello di chiudere una piccola scuola elementare, per motivi di qualità di servizio, con la garanzia di arrivare a uno scambio con una scuola materna. Scambio di servizi effettuato tra Torcegno e Telve di Sopra che sta a 1,9 chilometri. Si è garantita la qualità di servizio (siamo sotto i 40 alunni) con uno scambio di servizi che permette a Telve di avere una scuola e Torcegno un’altra. Con questo sistema si sono affrontati i problemi sul territorio, tranne che per la materna di Nanno, che è in Comune fuso, che aveva solo 7 bambini. Per il resto del territorio è stato fatto uno scambio di servizi. Come nel caso di Pellizzano e Ossana. La replica. L’impoverimento culturale, ha aggiunto il consigliere leghista, di una comunità lo deve decidere la stessa comunità. Non lo può decidere Trento. Se una comunità è contraria, va tenuto in conto. La qualità del servizio la decidono i genitori e se i genitori scendono in piazza significa che quella scuola è ritenuta buona. Il Patt, ha detto Fugatti, una volta apriva le scuole di montagna non le chiudeva. Ed ha ricordato che ad Avio sono state raccolte 1500 firme su 4 mila abitanti. Il consigliere della Civica, di fronte a quello che definisce il tourbillon di milioni per le opere pubbliche annunciate dalla Giunta, ha chiesto a quanto ammontano i fondi per queste realizzazioni; quante di queste sono giuridicamente vincolate da impegni passati; quante sono disponibili per il finanziamento e quante potranno essere appaltate il prossimo anno. La risposta. Gilmozzi ha risposto affermando che le risorse per il 2016 per investimenti ammontano a 186 milioni di euro; le opere giuridicamente vincolate ammontano a 129 milioni, 331 mila euro, le risorse non vincolate sono 54 milioni, destinate per 24 milioni ad opere di manutenzione stradale e immobili e 5 per la riqualificazione energetica degli immobili. Le risorse disponibili nella programmazione, dopo la selezione fatta negli anni passati, resta di 24 milioni 738 mila euro. Nel 2016 partiranno iter e procedure d’appalto per i paravalanghe del Fedaia, la Loppio Alto Garda, la variante di Cles, la sistemazione della strada statale 47 a Ospedaletto e altre. In tutto quattordici opere. La Patrimonio del Trentino ha inoltre in programma opere come il palazzetto a Riva, la ristrutturazione dell’Hotel Raphael di Roncegno e altro. Poi ci sono l’Istituto Vittoria, le terme di Vetriolo e, ha aggiunto l’assessore, l’inizio della progettazione del nuovo ospedale. La replica. Con le progettazioni, ha detto Borga, si può riempire la Provincia di opere pubbliche, ma, ha aggiunto, avevo chiesto quali opere si possono appaltare nel 2016, anche perché spesso gli assessori promettono opere che sembrerebbero fattibili a breve. Insomma, la logica è quella del “promettete, promettete e qualcosa resterà”. Massimo Fasanelli (Misto) Licei artistici pochi studenti corsi cancellati Il consigliere chiede al Presidente Rossi perché sono stati cancellati i corsi Architettura e ambiente al liceo Vittoria di Trento e design al Depero di Rovereto. Chiede quali valutazioni hanno portato alla scelta; quanti sono gli iscritti ai corsi; qual è stato il coinvolgimento delle famiglie e come mai il provvedimento è stato preso nel momento in cui gli istituti hanno messo in atto l’orientamento. La risposta. Ha risposto il presidente Rossi affermando che primo, i ragazzi già iscritti ovviamente potranno proseguire questi percorsi didattici fino alla maturità. Ma i due corsi non saranno comunicati ai ragazzi di terza media perché con i numeri dei frequentanti, da quando ci sono, cioè da 4 anni, non si è mai riusciti a costituire una classe autonoma. E l’eliminazione delle classi articolate è uno dei criteri scelti per migliorare l’offerta formativa. Chi vorrà seguire il corso di design lo potrà fare a Trento, per architettura e ambiente lo potrà fare a Rovereto, Pergine, Borgo e Primiero. a risposta immediata Marino Simoni (Progetto Trentino) Carcere di Trento situazione preoccupante Il consigliere di Progetto Trentino ha interrogato la Giunta per conoscere la situazione del carcere di Gardolo, che oggi ospita 300 detenuti a fronte di una capienza massima prevista di 250 e della decisione di farne arrivare addirittura altri 50. Una previsione che, secondo i vertici carcerari, potrebbe arrivare a 418. C’è forte preoccupazione nell’ambiente, espressa dalle organizzazioni sindacali di polizia penitenziaria, con riferimento all’inadeguatezza della struttura e alla carenza di organico che si verrebbe a creare. La risposta. Rossi ha risposto affermando che anche la Giunta è preoccupata per la situazione del carcere. Il presidente ha letto la lettera con la quale ha espresso preoccupazione perché al carcere è stato assegnato un numero esorbitante di carcerati. Ha ricordato che il limite stabilito va rispettato; limite che oggi è stato già superato e si è arrivati a 350. Preoccupa, quindi, l’intenzione di assegnarne un numero superiore ai 400 in tempi brevi, Per questo Rossi ha chiesto un incontro urgente. La replica. Lo Stato, ha affermato sottoscrive accordi e poi fa quello che vuole, ancora una volta. Lo si vede qui come su altri aspetti. Il ruolo del sistema dell’autonomia, che dà risposte anche su ruoli statali, va ribadito. Se i patti non sono rispettati, ha concluso, si mette in dubbio il sistema democratico. Manuela Bottamedi (Patt) Per i docenti abilitati si farà il concorso La consigliera del Patt ha interrogato la Giunta sullo stato di attuazione del progetto di stabilizzazione del personale docente, dal momento che nella prossima finanziaria è stato inserito un passaggio che prevede di prorogare i termini di validità delle graduatorie per le assunzioni a tempo indeterminato fino al 2019. In particolare la consigliera del Patt chiede di sapere se sarà istituito un concorso riservato agli attuali insegnanti non abilitati e non inseriti nelle graduatorie e, in caso affermativo, se si intende farlo nelle stesse date del concorso che sarà indetto a livello nazionale. La risposta. Rossi ha risposto affermando che tutti i docenti che hanno ottenuto l’abilitazione dopo il 2006 potranno partecipare al concorso provinciale che verrà fatto contestualmente a quello nazionale (v. anche pag. 26). Quindi la Pat conferma la volontà di fare i concorsi e sono i corso contatti col Ministero per preparare un bando allineato a quello nazionale, per quanto riguarda i contenuti e in termini temporali onde evitare il disallineamento che provocherebbe gli effetti segnalati dalla consigliera. La replica. La consigliera ha detto di esser soddisfatta perché c’è l’annuncio che ci sarà il concorso contestualmente al resto d’Italia. Anche gli abilitati dopo 2006, quindi, potranno fare il concorso nelle stesse date del resto d’Italia senza trovarsi di fronte alla diaspora dal resto d’Italia. PA G I N A 239 PA G I N A 24 24 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 Lo scenario internazionale invece è stato Nel 2015 pressione a I 365 GIORNI ALLE NOSTRE SPALLE S e il 2014 aveva offerto cupi presagi, con l’autonomia speciale costantemente sotto attacco e l’economia in forte stagnazione, i dodici mesi che ci mettiamo alle spalle hanno ridato un po’ di fiato e di speranza. La riforma costituzionale che si prospetta – e che il Parlamento potrebbe definitivamente licenziare quest’anno – lascia per ora intatte le prerogative del Trentino Alto Adige e apre la fase della riforma statutaria, che possiamo vedere anche come una straordinaria opportunità. Quanto all’economia, i primi segni + davvero stanno arrivando e a piccoli passettini l’azienda-Trentino sembra in grado di rialzarsi, sospinta da un po’ più di fiducia (fattore decisivo) che la manovra finanziaria della Provincia per il 2016 ha cercato di infondere, pur in un quadro di grande prudenza e di attenzione alla spesa pubblica. Anno davvero terribile, il 2015, lo è stato sullo scenario più grande, con la tragedia dell’emigrazione di massa e l’incessante martellamento di attentati terroristici di matrice islamica, una coppia di fattori che sta davvero mandando in crisi l’identità europea, la coesione sociale, i valori positivi dell’Occidente “libero” e di ispirazione e tradizione cristiana. Si tratta di un processo tutt’altro che concluso, tutto da governare. (l.z.) GENNAIO L’anno del terrore comincia con Charlie Hebdo Un attacco al cuore spegne il 5 cantautore napoletano Pino Daniele, aveva 59 anni. Terroristi islamici irrompono 7timanale nella redazione parigina del setsatirico francese Charlie Hebdo e aprono il fuoco, uccidendo 12 tra giornalisti e poliziotti. Poi la fuga, che termina due giorni dopo: i fratelli Kouachi si rinchiudono in una tipografia di Dammartin, dove vengono freddati dalla polizia parto di protonterapia per la cura dei tumori, realizzati dal Trentino con ingentissima spesa, vengono riconosciuti dal sistema sanitario nazionale. Le cure saranno accessibili a tutti. Si concludono sette giorni con9 secutivi di Consiglio provinciale, segnati dal durissimo ostru- zionismo delle minoranze contro la legge per il contrasto all’omofobia. Discussione rinviata, come già in settembre. Mentre in Trentino si organizIl Consiglio provinciale ap11 za l’arrivo e lo smistamento 15 prova il disegno di legge di profughi africani, nel canale di proposto da Luca Zeni (Pd) per Sicilia nuova ecatombe: oltre 300 migranti muoiono assiderati e annegati. 24 Paolo Collini, classe 1959 di Vicenza, è il nuovo rettore dell’Università di Trento. Ordinario di economia aziendale e prorettore dopo la dipartita di Daria de Pretis, ha superato Stefano Zambelli. Il Mart sceglie il nuovo di26 rettore: a Cristiana Collu subentrerà Gianfranco Maraniello, napoletano classe ’71, direttore dei musei di Bologna. MARZO dopo lungo assedio. In un negozio di alimentari kosher a Parigi, Amedy Coulibaly prende in ostaggio i clienti, ne uccide quattro e viene infine abbattuto. I 6 milioni destinati ai pensionati 7 4 10 Lampo trentino agli europei di 8 atletica indoor di Praga: il poliziotto Silvano Chesani argento nel Ancora il terrorismo di matrice islamica: in Nigeria Boko Haram rade al suolo 16 villaggi e fa strage di duemila innocenti. La reazione civile di Parigi al terrorismo: due milioni di persone nelle piazze, 46 capi di Stato e governo riuniti per sfidare la jihad. Trionfo trentino nella Cop11 pa del mondo di sci: Stefano Gross vince lo slalom speciale di Adelboden. 14 Giorgio Napolitano rassegna le dimissioni da Presidente della Repubblica. Il giorno 21 il Consiglio regionale vota i tre delegati per il Parlamento che eleggerà il nuovo Capo dello Stato: Chiara Avanzo, Thomas Widmann e Alessandro Urzì. 31 Eletto al quarto scrutinio il 12° Capo dello Stato: è Sergio Mattarella, 73 anni, votato da 665 grandi elettori su 995. FEBBRAIO Omofobia: disegno di legge in stallo buona notizia per la sani4 Una tà trentina: macchinario e re- CINQUE SFIDE PER IL 2016 modificare la normativa che dal 2010 disciplina le nomine e le designazioni della Provincia in enti e società collegate. 9 gli astenuti, 1 contrario (Filippo Degasperi). 19 L’assemblea della Sat di Trento conferma il presidente Claudio Bassetti, che “stacca” il candidato alternativo Piergiorgio Motter. Ennesima tragedia nel Medi19 terraneo: si rovescia un barcone a 70 Km dalle coste libiche, annegano oltre 700 migranti. Solo 24 i sopravvissuti. 24 Devastante terremoto in Nepal, con 7 mila vittime. Muoiono anche tre alpinisti trentini: il tecnico del Soccorso Alpino Oskar Piazza, di 55 anni da Mori, l’istruttore sessantenne Renzo Benedetti, di Segonzano, e il cuoco di Grumes Il Consiglio provinciale approva uno sgravio da 6 milioni di euro complessivi sull’addizionale Irpef 2015 per i pensionati trentini. 700 morti in mare poi il terremoto in Nepal Le tensioni attorno alla sanità trentina sono state eccessive negli ultimi mesi. Prima le mammografie, poi i punti nascita, in generale il ruolo e il futuro incerto degli ospedali periferici. Ancora: il cambio di assessore, le dimissioni del direttore Flor, le complicazioni del progetto Not per Trento. La missione è ripristinare serenità e prospettiva, definendo un progetto chiaro. quindi il premio di maggioranza alla lista vincitrice. dena Terme. I Comuni trentini scenderanno di numero a quota 178. in aria uno stabilimento del gas e decapita un addetto. In Kuwait kamikaze in moschea contro gli sciiti, 25 vittime. giù: 63,7%. Eletti 132 sindaci trentini, a Faedo non viene raggiunto il quorum e si va al commissariamento. In 8 Comuni è ballottaggio. A Trento rieletto Andreatta, ma solo con il 53,7%, la Lega Nord Trentino è secondo partito dopo il Pd, mentre il nuovo Cantiere civico democratico di Dellai precede un Patt in avanzata. In Alto Adige ballottaggi per Bolzano, Merano e Laives, con la Svp in pesante calo di consensi. gas serra del 70% ed entro il 2100 eliminare i combustibili fossili. Intanto l’Unesco a Parigi ammette le Alpi ledrensi e giudicariesi tra le Riserve della Biosfera. LUGLIO Elezioni comunali in 141 CoPatto sul clima fra i G7 riuni10 muni trentini e in Alto Adige 8 ti a Garmisch: entro il 2050 si (e Valle d’Aosta). Affluenza ancora dovranno ridurre le emissioni di 13 A Modena la Energy T.I. Diatec Trento vince 3 a 0 la quarta partita della finale di pallavolo e vince il quarto scudetto della sua storia dopo quelli del 2008, 2011 e 2013. Nella stessa sera a Madrid la Juventus conquista la finale calcistica di Champions League, pareggiando con il Real. Aggressione dell’orso ai dan10 ni di un podista di 43 anni a Cadine. Il presidente Rossi: cattura o abbattimento dell’orso aggressivo. Astrosamantha torna a terra: 11 dopo 200 giorni in orbita, l’astronauta di Malé atterra nella steppa del Kazakistan. Festa in piazza nella sua Malé. della Federa12 L’assemblea zione dei consorzi coopera- Ballottaggio in otto Comuni 24 per la scelta del sindaco. A Rovereto il civico Francesco Valdu- Elezioni in 7 Regioni, il cen31 trosinistra se ne aggiudica 5. Giovanni Toti di Forza Italia conMarco Pojer, 53 anni. Gli ultimi due sono rimasti sotto una frana di roccia e ghiaccio non lontano dall’Everest, mentre Piazza è morto assieme alla marchigiana Gigliola Mancinelli nel villaggio di Langtang. quista la Liguria, in Veneto il leghista Luca Zaia vola oltre il 50%. Movimento 5 Stelle secondo in 4 Regioni. GIUGNO I referendum MAGGIO lanciano Il quarto scudetto 15 nuovi Comuni del volley Finale di Champions League: 6 a Berlino il Barcellona di Mesalla trentina si batte 3 a 1 la solida Juventus di Buffon. Ecco la legge per contrastare la ludopatia In Grecia vince con il 61,2% 5 il “nai” (no) al referendum sul piano di austerity proposto dai creditori internazionali. Successo per il premier Tsipras, si apre una fase delicatissima della crisi statale. Approvata la riforma del9 la scuola voluta dal Governo Renzi, che però non ha applicabilità diretta in Trentino. Il dirigente scolastico avrà più poteri, potenziata l’alternanza scuola-lavoro per i ragazzi, prima tranche di assunzione di personale precario. Milano, all’Expo il Trentino 9 inaugura la propria settimana di protagonismo a palazzo Italia, con lo spazio battezzato come Convivium. Serie di eventi anche per promuovere l’Euregio. 29-31 13 APRILE Il Terza Statuto di autonomia: obiettivo ambizioso, missione molto difficile perché la riforma deve essere progettata in Trentino, concordata con Bolzano, fatta digerire a Roma. Primo passo, istituzione di una Consulta che lavori per tutto l’anno a elaborare un progetto sentito e condiviso dalla comunità e adatto ad aggiornare il testo approvato nel 1948 e poi modificato nel 1972. Il 10° Festival dell’Economia mette Trento sotto i riflettori nazionali, arrivano anche i premier Renzi e Valls. 137 le testate giornalistiche accreditate. Il Consiglio ospita Elio, Wertmüller e lo scrittore Santoni. Tragedia a Zivignago di Pergine, un agente immobiliare uccide a coltellate la moglie Carmela Morlino di 35 anni. L’uomo viene arrestato sei giorni dopo nel parcheggio di un centro commerciale a Rovigo. sparano contro i turisti in arrivo su un autobus, prendono ostaggi dentro il museo e ne uccidono alcuni. RIDARE SERENITÀ AL COMPARTO SANITARIO ga batte il sindaco uscente Andrea Miorandi. salto in alto con 2,31 metri. Attentato terroristico dell’Isis 18 al museo del Bardo di Tunisi, 24 morti tra cui 4 italiani. I terroristi IL TERZO STATUTO DI AUTONOMIA L’Eurosummit approva il pia13 no di aiuti alla Grecia per 86 miliardi di euro, il premier Tsipras accetta una road map fitta di riforme e misure economiche e fiscali molto dure. tivi sceglie il successore di Diego Schelfi dopo 12 anni: il nuovo presidente (v. foto) è Giorgio Fracalossi, il presidente di Cassa Centrale e Cassa Rurale di Trento batte col 60,2% il professor Geremia Gios. 20 Folla enorme per la Notte bianca di Trento, il giorno dopo al 32° Palio dell’Oca trionfa Mattarello. Le Feste Vigiliane – precedute dall’ordinazione di due nuovi sacerdoti di Marco e di Moena – si concludono con la “tonca” nell’Adige di Claudio Cia, di Matteo Renzi e dell’orsa Kj2 di Cadine. Confindustria Trento elegge nuovo presidente Giulio Bo24 nazzi, numero uno di Aquafil. Storico accordo Usa-Iran sul 14 nucleare a Vienna: stop all’utilizzo militare dell’energia atomica, sblocco dell’export di petrolio e dal 2016 fine delle sanzioni economiche contro Teheran. Forte tensione in Consiglio 15 attorno al tema dei punti nascite negli ospedali periferici. Le minoranze propongono di togliere le deleghe all’assessora Borgonovo Re, perché starebbe lavorando per la chiusura entro l’autunno. Il Consiglio provinciale ap16 prova la legge Viola-Plotegher per contrastare il gioco d’azzardo patologico. Ancora il terrore islamista: in Da due settimane regione Apre l’Expo di Milano, con 145 2assalta Kenia un commando di shebab 22 nella morsa di un caldo afriReferendum in 55 Comuni tren1 Paesi e subito 200.000 visitatori Il terrorismo di matrice islail campus nella sede di Gacano. A Rovereto un operario Matini per le fusioni con altri mu7nicipi: (11 i milioni di biglietti prevenduti). rissa della University College, selerangoni muore mentre lavora alle in 15 casi su 19 il voto è 26 mica integralista continua a colpire. Turisti massacrati in spiagLa Camera approva la riforma ziona tra 800 ragazzi quelli cristiani presse, sciopero del personale, che positivo, dicono no il Tesino, Cigia a Sousse, in Tunisia, 37 morti. In che non conoscono il Corano, e ne 3 elettorale, introducendo l’Itaparla di reparto con 50 gradi e senza vezzano-Fornace, Albiano-Lona licum voluto dal premier Renzi e Lases e i potenziali territori di RenFrancia un uomo tenta di far saltare raffrescamento. trucida 147. 239 PA G I N A 25 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 segnato dal rosario di attentati jihadisti e dai drammi dei profughi lta per l’emergenza immigrati Terribile incidente sulla tangenziale di Trento: auto con24 tromano, restano uccisi due donne gardenesi e un barista di Trento. In rianimazione il sessantottenne alla guida della Ford Fiesta lanciata contromano. Bufera in Vaticano, vengono 31 arrestati con l’accusa di avere diffuso documenti riservatissimi monsignor Vallejo Balda e Francesca Chaoqui, una laica componente della commissione creata da papa Francesco per fare pulizia nelle finanze vaticane. È un nuovo Vatileaks. EUREGIO A GUIDA TRENTINA E DREIER LANDTAG A TRENTO RIFORMA DEGLI APPALTI CONTRIBUTO ALL’ECONOMIA TRE PROPOSTE LEGISLATIVE DIRETTAMENTE DAI CITTADINI Bella sfida, quella di riempire di contenuti e di prospettive la collaborazione transfrontaliera sull’asse Trento-Bolzano-Innsbruck. Il 21 aprile si terrà a Trento il Dreier Landtag, con le tre assemblee legislative in seduta comune, e l’evento cadrà durante il biennio di presidenza trentina (Rossi) del Gect Euregio. Situazione perfetta per un salto di qualità. La discussione e il voto sulla riforma degli appalti in Trentino sarà sicuramente un momento forte dell’attività consiliare nella prima parte del 2016. Il testo già depositato dalla Giunta Rossi è una notevole scommessa giocata sul terreno dell’economia e delle imprese: l’imperativo è favorire la crescita del Pil e la fine della crisi che ha duramente provato il tessuto produttivo negli Il Consiglio provinciale deve fare i conti con tre disegno di legge d’iniziativa popolare, che attendono di essere valutati e votati. Due sono da tempo (troppo?) al centro del dibattito: contrasto all’omofobia e democrazia diretta. Il terzo testo propone di svoltare sul piano della mobilità sostenibile. A prescindere dalla bontà delle proposte e al di là degli schieramenti, si tratta di concludere il confronto e dare una risposta finale. Il Consiglio vara la nuova 22 legge urbanistica provinciale, predisposta dall’assessore Carlo Daldoss. Di Degasperi (5 Stelle) l’unico voto contrario. Il Consiglio provinciale re24 spinge in seduta straordinaria la mozione delle minoranze che avrebbe spinto il presidente Rossi a togliere la materia della sanità all’assessora Borgonovo Re. Il Consiglio provinciale ap24 prova una mozione che impegna la Giunta Rossi a lavorare per la riduzione del numero di orsi in Trentino. 25 Il presidente della Provincia, Ugo Rossi, ritira le deleghe all’assessora Donata Borgonovo Re e chiama in Giunta l’altro consigliere del Pd Luca Zeni, assegnandogli sanità e politiche sociali. Alcune competenze in più agli assessori Olivi, Daldoss e Gilmozzi. AGOSTO Lingue di fuoco in vetta alla torre civica In fiamme la torre civica di 3 Trento: la città sta a guardare per ore il rogo, che a causa di un ultimi anni anche in provincia. toglie la vita gettandosi dall’edificio di casa. chiede scusa al mondo e il giorno dopo si dimette. alla crisi dell’economia cinese e alla svalutazione dello yuan. -5,96% anche per Milano.Il giorno dopo però piazza Affari “rimbalza” subito, +5,86%, la giornata migliore degli ultimi tre anni. Castro e in Plaza dela Revolucion, poi da Obama e al palazzo di vetro dell’Onu. Dove invoca lavoro, terra e libertà per ogni uomo e la fine degli abusi sui Paesi poveri. SETTEMBRE Il Consiglio delle Autonomie 2te Paride rinnova alla Presidenza l’uscen- 30 Gianmoena. 4 La fuga dalla Siria – insanguinata dall’Isis – provoca un’enorme ondata migratoria verso l’Europa. A Bodrum in Turchia tragico rinvenimento sulla spiaggia del corpo di Alan Kurdi: aveva 3 anni e con il papà cercava nuova vita sulle isole greche. Mentre in Ungheria il presidente Orban punta su reticolati e respingimenti, Angela Merkel apre a sorpresa le frontiere tedesche. Papa Francesco chiede alle parrocchie di ospitare i profughi. Dramma negli spazi dismessi ex Sloi a Trento: un ragazzo rumeno muore carbonizzato per un rogo partito accidentalmente. L’illustre rivista scientifica 30 Nature pubblica la ricerca sull’Aids del gruppo di ricerca del Cibio, il centro di ricerca per la biologia integrata dell’Università di Trento. La scoperta riguarda una proteina naturale capace di inibire l’ Hiv. OTTOBRE Chiude l’Expo di Milano a quota 21 milioni 4 Il Consiglio provinciale esce 17 da 3 giorni di dibattito e nuovo scontro sul disegno di legge contro l’omofobia, che anche questa volta non viene votato in conseguenza del duro ostruzionismo delle minoranze. La discussione viene rinviata tra forti polemiche. anni) e la figlia di lei (27), poi si Al Bataclan perde la vita Valeria Solesin in vigore l’imposta di sog1maEntra giorno in Trentino, come da nordi legge voluta dal Consiglio provinciale. Scoppia lo scandalo 22 Volkswagen: la casa tedesca ammette di aver truccato i test sulle emissioni nocive delle auto immesse sul mercato statunitense, ricorrendo a un software installato nei motori. Crollo verticale del titolo in Borsa, che perde subito 11 miliardi di euro di valore. Il ceo Winterkorn cameralismo perfetto, battezza il Senato delle Autonomie e ridimensiona i poteri delle Regioni. “Salva” l’autonomia speciale, grazie all’emendamento sostenuto anche da Giorgio Napolitano: si rinvia alla “revisione” pattizia dello Statuto di autonomia. DICEMBRE Assalto ai mercatini e zero neve Bufera nel mondo dell’atletica: dalle indagini dei carabinieri di 3 Trento sul caso Schwazer, si arriva alla richiesta di squalifica per 27 atleti della nazionale azzurra, per elusione dei controlli antidoping. Nuove fibrillazioni attorno alla 3 incerta sorte dei punti nascita negli ospedali di valle. No in aula alla risoluzione delle minoranze contro il direttore Apss, Luciano Flor (v. foto). Passa invece la risoluzione che equipara l’ortopedia di Tione a quella di Cavalese. Prima della fine dell’anno, poi, il dottor Flor a sorpresa abbandona l’incarico dopo aver vinto una selezione a Padova. Lo sconcerto del presidente Rossi. Da Kourou nella Guyana fran3 cese decolla Lisa Pathfinder, la missione dell’Esa (l’ente spaziale) che si avvale anche di tecnologia trentina: sono dell’Università di Trento infatti i sensori utilizzati per scovare onde gravitazionali nello spazio. Brennero. Manifestanti spingono sui cordoni di polizia, quest’ultima reagisce e respinge la folla. Epico ultimo gran premio 2015 8 di motociclismo, Valentino Rossi rimonta 21 posizioni, ma a vincere il titolo mondiale è il compagno di squadra Jorge Lorenzo. Scoppia il caso Deloitte: la Operazione antiterrorismo, 16 Procura di Trento chiude l’in12 stroncata una rete che addechiesta sulle consulenze accordate strava foreign fighters per la Jihad Il piccolo Alan e la tragedia dei migranti di tennis, finale tutta pugliese, con Flavia Pennetta che trionfa su Roberta Vinci. Dramma in piena città di 12 Trento: sessantatreenne accoltella e uccide la compagna (53 NOVEMBRE Si dimette Alexis Tsipras, il Approvata in aula la “legSi dimette il sindaco di BolAnkara, kamikaze si fa esplo20 premier greco che non è riu- 24 zano, Luigi Spagnolli, per le ge Maestri”, che premia il 4-5 10 dere contro un corteo di pascito a compattare il partito Syriza mecenatismo culturale. continue fibrillazioni della coaliziocifisti, oppositori di Erdogan. 95 attorno al doloroso piano di salvane di centrosinistra-Svp. Tensione a Mattarello, dove somorti. taggio finanziario del Paese. 7 no in corso sondaggi con le triIl Senato approva a magPanico sui mercati borsistici, Storico viaggio di Papa Franvelle in vista dei possibili, futuri 13 gioranza assoluta la riforma 24 il crollo di Shangai (tornato 25 cesco: prima a Cuba da Fidel lavori per le gallerie del Tav del costituzionale che cancella il bid’attualità a inizio 2016) è legato Lo sport italiano in gloria: 11 il ciclista Fabio Aru vince la Vuelta in Spagna, agli U.s. Open corto circuito elettrico distrugge le parti in legno sulla sommità dell’edificio di 45 metri, in pieno centro storico. e prevedendo anche la possibilità di nuove competenze per Trento e Bolzano. 31 Chiude l’Expo Milano 2015 (v. foto), visitata da 21 milioni di persone. Anche il Coro S. Ilario alla cerimonia conclusiva: esegue davanti al presidente Mattarella il “Va pensiero” e “Nel blu dipinto di blu”, medici, e l’Apss deve riorganizzare tutti i servizi. L’assessore Luca Zeni decide il taglio dei servizi notturni negli ospedali periferici, e scoppia la protesta, con cortei prima a Cavalese e poi ad Arco. A Mitterndorf an der Fischa i trentini (in particolare da Vermiglio) ricordano i loro profughi del ’15-’18. Il presidente Dorigatti invita alla memoria e al rispetto di chi fugge anche oggi dalla guerra. Bagno di folla a Trento per 5 “astro” Samantha Cristoforetti dopo la missione spaziale da record. Incontra 800 studenti e poi – davanti al Muse – si racconta ai trentini. Il Senato vota gli articoli della 9 riforma costituzionale del Titolo V: passa a larga maggioranza l’emendamento Palermo-Zeller, che blinda l’autonomia speciale rinviando alla revisione dello Statuto a quest’azienda privata dall’associazione per la ricerca scientifica Trento Rise, costituita da Università e Fondazione Fbk e finanziata dalla Provincia Autonoma. Indagati l’ex direttore generale della Pat, Ivano Dalmonego, l’ex presidente di Trento Rise Fausto Giunchiglia, il responsabile dell’ufficio legale sempre di T.R. Michele Debiasi, il responsabile di Deloitte a Trento Massimo Bonacci, il presidente della commissione aggiudicatrice delle consulenze sotto indagine, Damiano Florenzano, infine il membro della commissione Antonio Pernice. A fine anno la Procura chiude anche un secondo filone d’inchiesta, che coinvolge altri dipendenti della società. islamica. Il Ros dei carabinieri arresta 17 persone, l’epicentro è a Merano, 7 gli arresti in Alto Adige, doveva viveva Abdul Rahman Nauroz, presunto reclutatore di terroristi. 13 Terrore a Parigi, ancora a causa del terrorismo islamista legato all’Isis. Assassini kamikaze (almeno 7) in un ristorante, nel teatro Bataclan, allo Stade de France. Al mattino dopo si contano 129 morti e 352 feriti. Purtroppo c’è una vittima italiana, la veneziana Valeria Solesin – 28 anni – fidanzata di Andrea Ravagnani da Dro: entrambi – con la sorella di lui, Chiara – stavano passando la serata al concerto rock del Bataclan, dove la giovane è stata falciata dai terroristi. Assalto al mercatino nata5-6 lizio di Trento, per il ponte dell’Immacolata si stimano 70 mila persone (e 4.800 camper). La città sotto pacifico assedio, mentre trascorrono settimane di siccità, con le montagne completamente senza neve e le piste aperte solo grazie all’innevamento artificiale. A fine anno molte città italiane fermano le auto. Ben 60 mila fedeli (e 2 mila 8 agenti per la sicurezza) in San Pietro, tutto bene all’apertura del- la Porta Santa: Papa Francesco (e poi tutte le diocesi) inaugura così il Giubileo della Misericordia. Trovata, narcotizzata e raDodici Comuni al voto, a 16 diocollarata un’orsa che proStorica intesa sull’emergenza 15 Civezzano vince subito l’aubabilmente è KJ2, l’animale che 12 climatica alla Conferenza di tonomista Stefano Dellai, sindaco aggredì un runner a Cadine. Parigi (Cop21): dopo due settimane uscente. In Alto Adige la Svp perde Ortisei. Oltre duemila dipendenti 18 della Provincia Autonoma in assemblea e poi in corteo a Tren- to. Chiedono la riapertura della contrattazione provinciale, avendo subìto una perdita del 9% di potere d’acquisto in 6 anni. Lo stragismo jihadista raggiunge il Mali: attacco 20 all’hotel Radisson nella capitale Bamakò, 27 morti prima del blitz che libera quasi duecento ostaggi di diverse nazionalità. Intanto Bruxelles viene blindata per l’allarme legato alla fuga del terrorista Abdeslam Salah. Stato impone un numero 27 Lominimo di ore di riposo per i di trattative, 195 Paesi e la Ue per la prima volta si impegnano a ridurre le emissioni inquinanti in modo da contenere “ben al di sotto dei 2 gradi” l’aumento delle temperature rispetto alla media preindustriale. Dopo sei giorni di lavori 19 d’aula, il Consiglio provinciale approva la manovra finan- ziaria Pat per il 2016, con sgravi fiscali per cittadini e imprese. Mezzo centinaio gli ordini del giorno approvati, molti dei consiglieri di opposizione. Trento anticipa di poco la legge di stabilità dello Stato, approvata il 22 dicembre. Nei giorni successivi, polemica attorno al debito della Pat, in seguito alle censure espresse dalla Corte dei Conti e che sembrano rafforzare i rilievi da tempo espressi dalle opposizioni. PA G I N A 239 PA G I N A 26 26 C R O N A C H E gennaio-febbraio Le Commissioni permanenti del Consiglio provinciale in questa XV legislatura – aperta dal voto dei trentini nello scorso ottobre – sono cinque. Vengono chiamate anche “Commissioni legislative” e di fatto sono una vera e propria “fucina” delle leggi provinciali. Ogni disegno di legge viene infatti assegnato dal Presidente del Consiglio a una di queste Commissioni, che provvede in una o più riunioni a esaminare il testo, a discuterlo, a sentire il parere di soggetti qualificati nelle materie in esame (audizioni). Il testo può essere modificato (si dice “emendato”), infine la Commissione può decidere di esprimere un voto, che peraltro non pregiudica in nessun modo quello decisivo rimesso all’assemblea legislativa. LE FUCINE DOVE SI PREPARANO LE LEGGI LE COMMISSIONI LEGISLATIVE a cura di Bruno Zorzi PRIMA Presidente Mattia Civico Entro marzo il piano di riordino delle società partecipate dalla Pat La Prima commissione, presieduta da Mattia Civico, ha approvato il rendiconto finanziario del 2014. Nel corso del dibattito, il Presidente della Giunta, Ugo Rossi, rispondendo a una domanda di Maurizio Fugatti (Lega) ha detto che il piano generale di riordino e dismissioni delle società partecipate dalla sul bilancio della Provincia. Le entrate proprie della Pat, ha ricordato nella sua relazione la responsabile degli affari finanziari, sono aumentate del 13%, mentre i tributi erariali sono invece calati del 6,6% proprio a causa delle riserve all’erario, cioè il gettito spettante alla Pat che lo Stato ha trattenuto per il proprio bilancio. Comunque, il bilancio 2014, rispetto all’anno precedente, è rimasto sostanzialmente stabile, passando, al netto delle partite di giro, da 4 miliardi 602 milioni a 4 miliardi 593 milioni, con una riduzione percentuale dello 0,2%. L’indice di riscossione delle entrate, sempre riferito al 2014, è stato del 56% per un totale di 4 miliardi e 222 milioni a fronte del 60% del 2013. Le spese complessive sono diminuite dello 0.9%, la spesa corrente dello 0,2%, mentre la spesa per investimenti è rimasta stabile a un miliardo 684 milioni. Il grado di realizzazione della spesa è stato quasi del 100% su quelle correnti, del 96% sul conto capitale, spese che hanno rappre- Pat è in fase di elaborazione e sarà ultimato entro la scadenza del 31 marzo. Con quattro sì e tre contrari la Prima commissione, si diceva, ha dato il via libera al ddl del rendiconto finanziario 2014. La dottoressa Fulvia Deanesi, dirigente del Dipartimento affari finanziari della Pat, ha pre- sentato il 37%. I pagamenti sono arrivati a 3 miliardi 986 mentre i residui passivi, cioè le cifre impegnate ma non utilizzate, sono aumentare del 14% rispetto al 2013 a causa del patto di stabilità. Nel 2014, ha affermato la dottoressa Deanesi facendo riferimento ad alcuni rilievi della Corte dei sentato lo schema di questo disegno di legge ricordando che il bilancio 2014 è stato in parte tecnico. L’avanzo di amministrazione è stato di 260 milioni di euro, contro i 372 nel 2013. Il 2014, inoltre, è stato caratterizzato dalla reintroduzione delle riserve all’erario, decisione del Governo che si è fatta sentire Conti, le spese per gli incarichi sono state ridotte del 76%. Rodolfo Borga (Civica Trentina) ha chiesto chiarimenti sui rilievi sui fondi europei. La dirigente ha ricordato che l’Unione europea ha sollevato qualche rilievo sui fondi sociali europei, in particolare sulla rendicontazione di alcuni costi SECONDA ritenuti eccessivi. La Pat, ha detto, ha attuato una decertificazione di alcuni corsi e l’Unione europea ha accettato questa scelta. Fugatti, invece, sui rilievi fatti recentemente dalla Corte dei Conti ha chiesto al Presidente della Giunta se ci sono novità sulla riorganizzazione delle società partecipate. Rossi ha risposto che si sta lavorando ed ha assicurato che entro la scadenza del 31 marzo il piano definitivo per le partecipate ci sarà. Il Presidente ha aggiunto però che la realizzazione di questo piano generale richiederà una tempistica diversa: in alcuni casi, ha affermato, si arriverà al 31 gennaio 2017, in altri, invece, saranno necessari ulteriori approfondimenti. In particolare, ha detto, per Informatica Trentina il traguardo sarà più in là, anche per i rapporti che questa società ha con il sistema informatico della pubblica amministrazione. Ma, ha ribadito Rossi, entro marzo il quadro per il riordino delle partecipazioni della Pat nelle società sarà pronto. Presidente Luca Giuliani L’appello di Riva: lavori al polo fieristico o si perde Il sistema fieristico-congressuale del Garda trentino ha l’assoluto bisogno – per rimanere competitivo – che partano i progetti da anni sulla carta, per l’ammodernamento e l’ampliamento delle strutture e superfici disponibili a Riva. Si tratta di opere per circa 60 milioni di euro, che riporterebbero nelle migliori condizioni logistiche e tecniche sia il polo fieristico alla Baltera (fuori Riva), sia il Palazzo dei Congressi in fascia lago. inadeguati (all’ultimo piano filtra addirittura l’acqua piovana). Il progetto d’intervento ha una storia che occuperebbe uno scaffale di libreria: nel 2006 viene dato incarico alla Himmelblau di Vienna, che produce un prestigioso piano, poi però bocciato dal governo provinciale (Dellai e Mellarini) perché sproporzionato. Un progetto più realistico viene respinto invece da Comune e Fierecongressi, finché nel 2014 viene adottata in Giunta una soluzione condivisa, che prevede 40.000 mq di superficie. Il cronoprogramma prevedeva per novembre 2015 l’avvio dei lavori. Di fatto non c’è il bando di gara, né Fierecongressi conosce il progetto. Analoga la situazione in riva al Benaco, dove il progetto di nuovo Palazzo dei Congressi è in ballo dal 2002. Nel 2007 viene assegnata la progettazione a PiùArch, ma l’appalto non è mai partito, sebbene nessuno abbia mai avanzato obiezioni decisive sulle soluzioni individuate, che per un costo di circa 33 milioni comprendono anche il Il messaggio è stato proposto dai vertici di Riva del Garda Fierecongressi spa alla II Commissione, scesa nel centro benacense per un sopralluogo, promosso dal presidente Luca Giuliani. C’erano il sindaco di Riva, Adalberto Mosaner, il presidente di Fierecongressi spa, Roberto Pellegrini, il direttore generale Giovanni Laezza. Reduci dal successo di Expo Schuh e alla vigilia della Expo Hotel n° 40 (dal 31 gennaio), teatro per l’Alto Garda. La messianica attesa di decisioni politiche costa alla società qualcosa come 10 congressi all’anno, proprio mentre il competitor Rimini fa sempre più paura. Il sindaco ha ricordato ai commissari che il Comune a suo tempo ha ceduto le quote in Fierecongressi a Patrimonio del Trentino, per ottenere in cambio l’ex colonia Miralago sul lago, ma non avrebbe immaginato che avrebbe assistito alla paralisi dei progetti alla Baltera e al Pala. Laezza ha rivendicato che la società delle fiere in mano pubblica cammina senza contributi pubblici e nel 2015 ha prodotto un risultato operativo di 829mila euro. Vitale è però che il governo provinciale garantisca risposte coerenti con la rapidità dei mercati. L’incontro ha destato vivo interesse nei consiglieri Giuliani, Maestri, Tonina, Manica, De Godenz, Fasanelli, Degasperi, Zanon e Giovanazzi. Zanon ha detto che “ancora una Pellegrini e Laezza hanno rivolto un appello al governo provinciale, proprietario – attraverso Patrimonio del Trentino spa – degli immobili. Expo Schuh ha respinto in questi anni gli attacchi di altri concorrenti, da ultima Duesseldorf, ma rischia di non avere futuro se non dimostrerà ai propri 1.408 espositori di fare sul serio quando parla – e lo fa dal 2006 – di ristrutturazione dei 23 mila metri 500 quadrati oggi a disposizione, ormai non funzionali e volta si assiste allo stallo della politica trentina”. Giovanazzi ha elogiato il lavoro di Fierecongressi e ha ricordato che i ritardi sulle strutture si devono in parte anche a problemi di campanile, vedi la lunga vicenda del nuovo Palasport, che per lungo tempo si è 2016 voluto mettere dentro la partita del polo fieristico. Per il consigliere di Pietramurata, il polo fieristico provinciale dev’ essere solo quello di Riva. De Godenz (ma anche Mario Tonina) ha condiviso con il presidente Giuliani l’idea di portare presto al tavolo della Commissione anche l’assessore Gilmozzi e la Patrimonio spa. Fasanelli ha messo in guardia dal rischio che i progetti disegnati anni fa siano già ora vecchi e da ripensare. Maestri ha riconosciuto che in questi anni si è sbagliato nel cercare di replicare altrove in Trentino la felice situazione di Riva. Ora però la scelta di puntare solo sul Garda è certa, anche perché a Trento il Cte sta dismettendo gli spazi a favore dell’Università, mentre il futuro dell’area ex Italcementi è al di là dal vedere la luce. Maestri ha auspicato quindi il via ai lavori per Riva e ha però chiesto se non si potrebbe prevedere una “piccola vetrina” collocata nel capoluogo. QUARTA Psicologi, alleanza tra Via alla riforma della Nelle ultime sedute della Quarta Commissione si è affrontata una serie di temi sociali e sanitari, da registrare il parere positivo alla delibera dell’assessore Mellarini che prevede contributi per le società sportive che devono, in base al decreto Balduzzi, munirsi di defibrillatori, poi le audizioni sui disegni di legge in materia di assistenza psicologica e ginecologica, quindi il testo unificato sullo sport di Tiziano Mellarini, Luca Giuliani e Mattia Civico e la modifica alla legge sulla casa di Maurizio Fugatti. arresto cardiaco. La Giunta ha però deciso di non attendere l’annuncio ufficiale della proroga ministeriale e di prevedere fin d’ora un contributo del 70% su una spesa massima ammessa di 700 euro per l’acquisto del defibrillatore. Contributo, ha preannunciato Mellarini, che però con la nuova legge provinciale sullo sport potrà arrivare fino al 90%. Le società dovranno presentare domanda fra il 1° febbraio e il 31 marzo prossimi. In base al decreto Balduzzi dovranno essere poi le stesse società sportive a preoccuparsi della formazione di alcune persone perché sappiano utilizzare il defibrillatore semiautomatico esterno durante gare e allenamenti. Critiche al decreto, definito frettoloso da Mellarini, sono venute anche da parte dei consiglieri Piero De Godenz, Walter Viola, Claudio Cia, Giuseppe Detomas. Violetta Plotegher si è unita a Cia nel criticare la scelta dei defibrillatori semiautomatici imposta dal decreto Balduzzi. Vi sono apparecchi che guidano nella procedure permettendo l’utilizzo anche a personale non medico e non formato di fronte ad una situazione difficile. Ginecologia e psicologia, il pubblico non basta. Si sono poi tenute le audizioni sui disegni di legge 31 e 32 del consigliere Mattia Civico per il potenziamento dell’assistenza ginecologica e psicologica. Il cuore dei due progetti di legge: un’alleanza tra pubblico e privato sulla falsariga di quanto già avviene per l’assistenza odontoiatrica. Le audizioni hanno fatto emergere apprezzamenti, ma anche alcuni dubbi. Secondo la responsabile del Consultorio familiare, Rossella Mazza, la proposta sull’assistenza ginecologica è buona ma non è in grado di risolvere i veri problemi. La direttrice dell’Unione operativa di psicologia, Elena Bravi, ha osservato che non si può non essere d’accordo con le premesse che stanno alla base del ddl. Tuttavia ha rilevato un aspetto di criticità che ha definito “scivoloso”, individuato nell’articolo 3 che prevede che le prestazioni possano essere erogate anche da ambulatori privati convenzionati e non convenzionati. Per l’Ordine dei medici il problema dei consultori è reale e nasce anche da una mentalità “ospedalocentrica” , mentre la prevenzione e le soluzioni dei problemi della donna andrebbero affidati più ai consultori che alle strutture ospedaliere. Per i responsabili dell’Ucipem la richiesta di assistenza psicologica è in crescita e va data una risposta organizzata, Positiva la valutazione degli Psicologi per i popoli, per i quali il ddl permette in primo luogo un’indagine approfondita sui bisogni, sull’offerta e sulla sua qualità ed efficacia. Sara Piazza (Presidente Ordine degli psicologi) in rappresentanza degli 800 psicologi iscritti all’albo della Provincia (solo 50 operanti nel pubblico) è partita con una considerazione di apprezzamento sulla recente approvazione del piano della Salute, che, ha detto, “sembra sia stato scritto pensando a noi psicologi data la pregnanza dei riferimenti al benessere sociale e psicologico”. Il ddl di Civico si inserisce in pieno in questa logica. Per l’Associazione nazionale Altrapsicologia, Nuzzo Ersindo ha detto che il ddl rappresenta un modello perché prevede di organizzare e rendere sistematica la psicologia in Provincia di Trento. Mattia Civico ha osservato che, tra pubblico e privato, manca un’alleanza di sistema, un accreditamento: se dal 2009 noi riusciamo in questo intento in ambito odontoiatrico, non si vede perché non potremmo farlo anche in altri contesti, ha osservato. “I miei disegni di legge – ha detto – chiedono di fare una scelta di campo chiara: o il pubblico si pone una seria riflessione sull’adeguatezza dell’intero sistema e ragiona sulle criticità, oppure si offre una strada alternativa promuovendo un’alleanza con i professionisti sul territorio che già operano, spesso con meno tutele e una dose di generosità e creatività anche maggiore di chi lavora nel pubblico. Violetta Plotegher ha detto di sottoscrivere con convinzione le motivazioni della legge ma ha aggiunto di nutrire dubbi che rappresenti la soluzione. Sport tre disegni di legge per renderlo accessibile a tutti. È stato avviato l’esame del testo unificato dei ddl sullo sport di Civico, Giuliani (Patt), e Civettini della Civica Trentina e dell’assessore Mellarini. Tiziano Mellarini ha illustrato sinteticamente le modifiche introdotte con il testo unico, che opera una sintesi delle proposte di legge in campo. Ha poi evidenziato lo scopo formativo ed educativo delle attività sportive, nonché l’introduzione in queste norme di una forte specificazione di sport territoriali come il basket e la pallavolo che un ventennio fa erano presenti in Provincia in forma e dimensioni molto minori. Altri importanti tasselli delle nuove norme richiamati dal responsabile dello sport sono quelli della prevenzione e della salute, l’accordo strategico con scuola e università e il fatto che questa sarà la prima legge nazionale con una speciale attenzione e supporto alla disabilità psichica 239 PA G I N A gennaio-febbraio 2016 Le Commissioni si dividono le materie di competenza legislativa della Provincia Autonoma, nell’ultima pagina di questo giornale riportiamo il dettaglio e anche la composizione delle Commissioni, concepita in modo da garantire il rapporto tra maggioranza (4 membri) e minoranza (3 membri) consiliare. Le Commissioni si riuniscono in forma non pubblica e spesso ottengono anche il risultato concreto di accorpare più proposte legislative sulla stessa materia in un solo “testo unificato”, in modo da garantire un’economia legislativa sicuramente opportuna e apprezzabile. Le Commissione sono anche chiamate a esprimere pareri su schemi di deliberazione Presidente Giuseppe Detomas privato e pubblico legge sullo sport Defibrillatori, il ministero ha accettato il rinvio. Partiamo dalla delibera sui defibrillatori. L’assessore Mellarini ha detto che probabilmente slitterà di sei mesi l’entrata in vigore, prevista il 19 gennaio scorso, del decreto Balduzzi, che obbliga tutte le società sportive italiane, anche dilettantistiche, a dotarsi di almeno un defibrillatore semiautomatico esterno da utilizzare in caso di bisogno per salvare la vita di chi nel corso di una gara o anche di un semplice allenamento avesse un PA G I N A 27 C R O N A C H E 27 della Giunta provinciale, che si presenta ai commissari con l’assessore competente per materia, a illustrare la ratio e le caratteristiche delle decisioni adottate dall’esecutivo. Talvolta la Commissione esce da palazzo Trentini per effettuare sopralluoghi e indagini conoscitive (dentro il carcere, nelle sedi di aziende pubbliche, su importanti cantieri…), in modo da mettere i legislatori in condizione di decidere e legiferare a ragion veduta, dopo un confronto diretto con persone, luoghi e situazioni. Il disegno di legge approdato al Consiglio provinciale può anche essere rimandato in Commissione, qualora l’aula decida l’opportunità di una ripresa del confronto sul testo. LE COMMISSIONI LEGISLATIVE TERZA Presidente Mario Tonina Nuova legge sugli appalti al via meno ribassi e maggiore qualità L’assessore Mauro Gilmozzi ha presentato in Terza Commissione i contenuti del disegno di legge sugli appalti (v. pag. 20) che recepisce due direttive della UE (23 e 24 del 2014) e modifica la legge provinciale sui lavori pubblici del ’93 e quella sui contratti del ’90. In estrema sintesi gli obiettivi della normativa sono: ridur- re. Questo perché ogni lotto deve essere sottoposto alla procedura di gara europea. Con la legge attuale, questo l’esempio fatto dall’assessore, una fognatura da tre milioni di euro può essere suddivisa in lotti ma ogni lotto va appaltato secondo il valore dell’intera opera e quindi in base alle regole Ue. In base al ddl, invece, si potrà dividere il lavoro in lotti applicando per ciascun lotto la procedura legata al suo valore. Insomma, la fognatura potrà essere costruita, ad esempio, con tre appalti da un milione di euro l’uno. La legge prevede la procedura negoziata fino a due milioni, ha ricordato l’assessore, e quindi si apriranno opportunità anche per le piccole aziende. Ogni lotto però dovrà avere un’autonomia funzionale, una sua completezza tecnicooperativa. E le opere che non possono essere divise in lotti funzionali, una scuola ad esempio? In questo caso, ha detto ancora Gilmozzi, si potrà suddividere in lotti sequenziali, invitando alla gara anche ditte che fanno, ad esempio, l’impianto elettrico e che non hanno un’inscrizione per tutti gli interventi necessari a realizzare la scuola. re il più possibile i subappalti; semplificare le procedure di gara; contenere, nella valutazione delle aziende, il peso del massimo ribasso, quindi dei prezzi, a favore della qualità; rendere centrale il ruolo dei professionisti e dei progetti; tutelare il lavoro. La norma all’esame della Terza Commissione, anche in risposta alle sol- Se poi i lotti sequenziali saranno sotto il 20% del valore dell’intera opera o sotto un milione di euro potranno essere assegnati in modo separato dall’amministrazione. Una scelta normativa per garantire una gestione pubblica dei lotti, con maggiori garanzie sui pagamenti dei subappaltatori. A monte di questo schema normativo però, ha ricordato l’assessore, sta il ruolo dei professionisti e quindi la qualità e la centralità dei progetti. Dal punto di vista burocratico il ddl introduce semplificazioni per le gare. I controlli dei requisiti delle aziende saranno effettuati solo sui vincitori e solo a campione sugli altri partecipanti. Poi c’è, come ha affermato l’assessore, uno degli “slogan” principali della proposta normativa: meno prezzo e più qualità, da quella sociale, ambientale, della tutela del lavoro, prima di tutto garantendo il rispetto dei contratti collettivi e la previsione del monte ore necessario per svolgere un servizio o ultimare un’opera. È previsto, inoltre, il passaggio del personale in caso di subentro di un’altra ditta in un appalto. Nerio Giovanazzi ha detto di condividere la proposta di legge: bene lecitazioni provenienti soprattutto dall’edilizia, punta a ridurre i subappalti incrementando il controllo pubblico su tutta la realizzazione delle opere. Punto centrale, per raggiungere quest’obiettivo, è la possibilità di dividere le opere in lotti. Gilmozzi ha ricordato che già oggi questa operazione è possibile ma difficile da realizza- privilegiare la qualità, ha aggiunto, ma le ditte trentine devono essere preparate a questa sfida. “Le imprese non possono aspettare – ha detto il consigliere – la manna dal cielo e devono confrontarsi con quelle di fuori più organizzate e efficienti”. Claudio Civettini ha ricordato che spesso il prezzario provinciale è il motivo per il quale gli artigiani trentini perdono gli appalti. Massimo Fasanelli ha detto di condividere le finalità del ddl perché mira a rendere più concorrenziali le aziende trentine negli appalti. Bene quindi la possibilità di dividere QUINTA le opere in lotti, ma il minore peso del prezzo richiederà una maggiore preparazione tecnica di chi giudica i progetti. Lorenzo Ossanna ha detto che la semplificazione e la chiarezza sono i punti forti del ddl Gilmozzi, ma serviranno direttive univoche ai segretari comunali. I progettisti avranno bisogno di una formazione per metterli in grado di progettare opere che possano essere divise in lotti funzionali o sequenziali. La Terza Commissione ha poi approvato, all’unanimità, la bozza della relazione sulla petizione contro l’impianto di cogenerazione a biomassa della Menz&Gasser di Novaledo. Complessivamente favorevoli i giudizi delle categorie ascoltate nel corso delle audizioni. Un ddl, questo sugli appalti, che ha al centro la tutela delle microimprese trentine e a questo proposito l’Associazione trentina edilizia e l’Associazione artigiani hanno presentato proposte emendative contrastanti. Le uniche perplessità sulla proposta di legge sono state espresse dalle tre maggiori organizzazioni sindacali, preoccupate per la scarsa tutela dei lavoratori . Presidente Lucia Maestri Scuola, nel concorso spazio ai precari Europa, poca attenzione per il lavoro e fisica. Infine, l’attesa introduzione del Tavolo tecnico per lo sport e, su impulso di Claudio Civettini, la previsione di pareri di tutte le competenti autorità per la pratica di sport o attività particolari (come la zatterata o altri eventi potenzialmente pericolosi). Le audizioni dei numerosi soggetti sono state indicativamente fissate per il giorno 1 febbraio, mentre il 9 sarà riservato all’esame del testo. Edilizia pubblica, più punti ai residenti. Parere negativo. Esaminato e respinto il disegno di legge 63 di Maurizio Fugatti (Lega) di modifica delle norme in materia di edilizia abitativa, finalizzato a favorire l’assegnazione di alloggi ai residenti in Provincia di Trento. Il ddl respinto prevede una maggiore attenzione verso le esigenze della popolazione trentina con l’introduzione, per i residenti sul territorio da più di dieci anni, di meccanismi di punteggio aggiuntivi nelle graduatorie. “Dopo la presentazione del mio disegno di legge il 23 gennaio 2015, una recente delibera della Giunta ha modificato alcuni criteri che vanno nella direzione del disegno di legge”, ha osservato Fugatti. “Se da una parte può far piacere questa “folgorazione sulla via di Damasco da parte della Giunta”, viene il dubbio che il deposito del disegno di legge abbia, diciamo così, “ispirato” l’esecutivo”. Tuttavia ci sono aspetti ancora “vivi” nel disegno di legge, non recepiti dalla delibera della Giunta, sui quali il consigliere Fugatti ha intenzione di mantenere alta l’attenzione. Il parere negativo della Giunta è stato motivato dall’assessore Carlo Daldoss proprio con le recenti modifiche regolamentari, che hanno già introdotto a suo avviso una maggiore attenzione verso chi ha una residenza sul territorio e rispondono già sufficientemente alle esigenze sollevate da Fugatti. Claudio Civettini ha posto l’attenzione sulla necessità di operare una distinzione per quei trentini che studiano o lavorano fuori provincia e per esigenze economiche devono cambiare la residenza: un disegno di legge è stato depositato anche su questo argomento. La discussione è stata vivace soprattutto su un emendamento all’articolo 1 del consigliere Fugatti, respinto dalla maggioranza, ma che il consigliere ha annunciato di voler ripresentare nuovamente per l’aula, sul tema della difficile convivenza nelle case popolari con soggetti reduci da strutture di accoglienza o carcerarie. In Quinta commissione si è parlato molto di Europa, con il dibattito e le audizioni sul programma 2016 della Commissione europea e con la discussione sullo stato di attuazione della mozione “Essere Europa”. Il lavoro dei commissari si è concentrato, inoltre, sui due disegni di legge sul sostegno all’editoria, quello di Lucia Maestri e quello di Claudio Civettini. L’assessore Tiziano Mellarini, sempre in Quinta Commissione, ha annunciato che la Giunta, entro pochi giorni, presenterà un procisa che quelli abilitati potranno partecipare al concorso e sarà dato il giusto peso all’esperienza di lavoro maturata. Mentre il ddl sulla “buona scuola” versione trentina, è in fase di studio (anche perché è in atto il confronto con le organizzazioni sindacali), del concorso nel 2016 ha invece anticipato i dettagli Livia Ferrario, la dirigente del Dipartimento della conoscenza che affiancava il presidente. Sarà indetto quest’anno in concomitanza con quello nazionale – ha spiegato – sarà accessibile al solo personale abilitato e non è prevista una prova preselettiva. Comprenderà una prova di lingua straniera, prove scritte e titoli uguali al concorso nazionale e una prova per insegnamento di sostegno. Infine, la durata delle graduatorie, che riguarderanno soli i vincitori, sarà triennale e la programmazione dei contingenti si baserà sui pensionamenti del triennio e sulle graduatorie provinciali ancora attive. Ferrario ha segnalato anche i fabbisogni di docenti della scuola prio disegno di legge per sostenere l’editoria e i media. L’assessore e gli altri due proponenti si sono detti disponibili a cercare un accordo per arrivare ad un disegno di legge unificato. Per questo, nei prossimi giorni, verrà istituito un gruppo di lavoro. Poi c’è il complesso capitolo della scuola. Entro la primavera, ha annunciato il Presidente della Giunta Rossi, forse già in marzo, la Giunta presenterà il disegno di legge di recepimento in Trentino della riforma nazio- a carattere statale del Trentino. Nella scuola secondaria di primo grado, vale a dire le scuole medie, è di 255 docenti (10 di educazione artistica, 30 di educazione tecnica, 75 di lettere, 75 di scienze matematiche, 35 di lingua tedesca e 30 di sostegno) e di 86 insegnanti nella scuola secondaria di secondo grado o “superiori”. Sempre al netto dei pensionamenti nel prossimo triennio e delle graduatorie attive, nessun fabbisogno risulta nei settori della scuola dell’infanzia e della formazione professionale. Le istanze dei precari e l’esigenza di tener conto, nel punteggio di entrata, di chi è precario da molti anni e la necessità di putare sulle materie di interesse locale, sono state sottolineate da Civettini. Rossi e Ferrario hanno ricordato che i docenti abilitati (Pas – Percorsi abilitanti speciali; Tfa – tirocinio formativo attivo) oggi presenti nelle graduatorie di istituto ma non inclusi nelle graduatorie provinciali per titoli chiuse nel 2010 (questi insegnanti ne chiedono la riapertura ai fini del nale sulla “buona scuola” del governo Renzi. E sempre quest’anno la Provincia bandirà un concorso per il reclutamento dei docenti da immettere in ruolo nelle scuole secondarie di primo e secondo grado, tenuto conto che il fabbisogno è alle medie di 255 insegnanti e di 86 alle “superiori”. Sono queste le due notizie principali fornite dal presidente Ugo Rossi alla Commissione, che gli ha chiesto una panoramica aggiornata sul personale della scuola trentina. Quanto ai “precari”, la Giunta pre- loro inserimento) potranno partecipare al concorso di quest’anno e in quella sede alla loro esperienza in servizio sarà riconosciuto un “peso” preciso. Altro tema affrontato dalla Quinta: il rapporto tra i tempi di vita e quelli di lavoro. Il Trentino è tra i territori più virtuosi in Italia nei servizi messi in campo dal pubblico per conciliare la vita lavorativa con quella familiare, in particolare per ridurre il numero delle donne costrette a lasciare o a ridimensionare l’attività professionale a causa dei troppi impegni domestici e soprattutto della cura da prestare ai figli piccoli. Tornando, per concludere, alle questioni europee, tra l’altro di stretta attualità in questi giorni, nel corso dell’aduzione con sindacato e categorie sul programma 2016 della Commissione europea vanno riassunti alcuni passaggi significativi. Andrea Grosselli, a nome delle tre Confederazioni (era presente anche Walter Alotti segretario della Uil) ha affermato che la qualificazione professionale, con il sostegno pubblico, dev’essere considerata un diritto. Il presidente degli artigiani, Roberto De Laurentis, ha sottolineato le troppe differenze fiscali tra i paesi Ue; Cardella dell’Asat ha chiesto iniziative nei confronti della concorrenza sleale della cosiddetta “shadow economy”, mentre Bernardino Santoni della Cooperazione ha lamentato l’eccessiva produzione di leggi, anche provinciali. Affermazione che ha provocato la reazione di Viola (troppe buone leggi , ad esempio i principi dello small business act, non vengono attuate); Civettini ha ricordato la situazione delle Rurali, mentre Fasanelli ha auspicato una maggior velocità nelle scelte, ad esempio sulla Valdastico. Lucia Maestri ha ricordato che ci sono problemi nel rapporto tra Consiglio ed esecutivo e che, a livello nazionale, la proliferazione delle leggi dipende soprattutto dal Governo visto che il 90% delle norme vengono da Palazzo Chigi. 239 PA G I N A 28 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 L’EUREGIO E L’EUROPA Nella palazzina in Rue de Pascale, Rossi ha assunto intanto la presidenza del Gect. Dorfmann avverte: il progetto europeo è a rischio come non lo è stato mai finora. A sinistra, Rossi assume la presidenza del Gect Euregio. Qui sopra, Valeria Liverini spiega il lavoro dell’Ufficio Pat a Bruxelles. A destra, il Parlamento dell’Ue con l’omaggio alla Francia colpita dagli attentati. Il Trentino si fa strada a Bruxelles Consiglieri nella capitale Ue per l’avvio della nuova, rafforzata sede della Pat L di Luca Zanin a volontà è chiara: guardare a nord, sfruttare meglio le opportunità (e i fondi) messi a disposizione dall’Unione europea, intensificare le relazioni e la collaborazione fra Trentino, Alto Adige e Tirolo austriaco, far crescere quindi l’Euregio e le sue giovani strutture organizzate. Ossia il gruppo europeo Gect (che mette assieme i tre esecutivi locali) e il Dreier Landtag (che invece riunisce congiuntamente le assemblee legislative dei tre territori). È questo lo sfondo politico-istituzionale della “spedizione” che c’è stata lo scorso novembre da Trento a Bruxelles, quando un folto gruppo di consiglieri provinciali – guidati dal presidente Bruno Dorigatti e da Lucia Maestri, che presiede la Commissione consiliare dedita ai temi europei – è stato nella capitale dell’Ue, in occasione dell’assunzione da parte di Ugo Rossi della presidenza biennale del Gect. Si è festeggiato anche il varo della nuova, rafforzata sede dell’ufficio che la Provincia autonoma (in coabitazione con quella di Bolzano) da anni incarica di coltivare i rapporti con la realtà comunitaria. Nella bella palazzina di Rue de Pascale si sono susseguiti la festa, i discorsi, le conferenze stampa e anche momenti strettamente operativi. Si studia come dare peso ai territori nell’Unione europea. Appena giunti a Bruxelles, Dorigatti e alcuni consiglieri hanno partecipato anzitutto alla conferenza tecnica organizzata nella moderna e tecnologica aula del Parlamento fiammingo dal Comitato delle Regioni Ue (c’era il suo presidente, Markku Markkula), attorno al tema “Taking decision at the right level”. Il principio di sussidiarietà, dunque, e il ruolo del regionalismo di fronte al moloch europeo. Il presidente del Consiglio regionale del Friuli, Franco Jacob, è intervenuto per dire che il Comitato delle Regioni stesso non è oggi annoverato al livello delle istituzioni europee, ma considerato solo uno stakeholder, mentre occorrerebbe dare più dignità agli interlocutori regionali dell’Ue. Si è discusso delle modalità che si potrebbero/dovrebbero adottare per rendere più agile l’interlocuzione dei parlamenti nazionali e delle realtà regionali con il Parlamento europeo. L’incontro con l’onorevole Dorfmann al Parlamento Ue. Intenso è stato poi l’incontro tra i consiglieri trentini e l’europarlamentare della nostra regione, Herbert Dorfmann della Svp, che ha ricevuto gli ospiti in una sala vicina al Parlamento europeo. Non c’è stata la visita interna all’enorme palazzo del Parlamento, che si presentava in larga parte off limits per questioni di sicurezza legate ai recenti attentati di Parigi. Presenti anche l’assessore altoatesino Florian Mussner e i consiglieri regionali Theiner, Poeder e Hochgruber Kȕnzer, l’eurodeputato ha tracciato un quadro della situazione politica europea vista dalla postazione privilegiata di Bruxelles. “Il progetto dell’integrazione europea – ha detto – in questi ultimi mesi è sotto stress più di quanto abbia mai potuto personalmente rilevare”. Ci sono fattori che lo mettono realmente a rischio, a partire dall’emergenza immigrazione. La crisi economica appare davvero finita, perché tutti i Paesi Ue sono tecnicamente in crescita. Ma cresce di più chi ha fatto seriamente un lavoro di austerity in casa. E cresce il gap tra Paesi più e meno ricchi. La Germania è un player troppo forte e al netto della cancelliera Angela Merkel c’è una seria caren- za di leadership politica degli Stati. L’emergenza profughi è potenzialmente devastante, perché ha messo tra parentesi il trattato di Schengen, che rappresenta forse il principale merito del percorso europeo. Secondo Dorfmann occorre proteggere davvero le frontiere esterne dell’Ue, non è possibile che a quelle interne si presenti una massa di immigrati senza documenti e registrazione di sorta. Occorre però essere anche coscienti del fatto che la vera causa degli sconvolgimenti asiatici – fenomeno Isis compreso – sta nell’esplosione demografica in atto, che genera masse di giovani senza lavoro e senza speranza, preda dei fondamentalismi. Dobbiamo difendere il valore dell’integrazione europea – ha proseguito Dorfmann – di fronte ai risorgenti I consiglieri ospiti dell’onorevole Herbert Dorfmann. Il Parlamento era però inaccessibile per ragioni di sicurezza. nazionalismi, ricordando che con meno Europa non ci sarà più spazio per le Regioni, ma più potere per gli Stati, per Roma. Secondo il nostro parlamentare europeo, va anche ripreso in mano il Trattato Ue, che mal si adatta a una formazione con 28 Paesi aderenti. Il presidente Dorigatti si è rivolto all’europarlamentare ricordando che si recupera il consenso verso l’Europa solo dando risposte concrete ai cittadini, partendo dalla consapevolezza che oggi larghe fasce di popolazione l’Ue non l’avvertono affatto. E occorre rafforzare il welfare, perché non si fa l’Europa se si allarga l’area della povertà e dell’assenza di diritti. Il vicepresidente, Walter Viola, ha rilevato che tutti vedono le frontiere interne vacillanti, ma non ricordano come Schengen preveda (inattuata) anche la rigorosa protezione della frontiera esterna dell’Ue. Giuseppe Detomas ha detto che il disamore verso l’Ue va di pari passo con la crisi delle istituzioni democratiche e con l’inefficacia dei processi decisionali affidati alla politica. L’incontro con l’Ufficio rapporti con l’Ue della Provincia. La direttrice della base operativa del Trentino a Bruxelles, Valeria Liverini, ha illustrato ai consiglieri come funziona la rinnovata struttura, dislocata in un bel palazzo acquistato in Rue De Pascale, a breve distanza dai centri di potere delle istituzioni europee. La legge provinciale 2 del 2015 ha messo in moto un notevole potenziamento dell’ufficio, ora forte di 5 addetti, perché si è deciso di andare ben oltre la logica del semplice ufficio di rappresentanza. Si lavora anzitutto per intercettare in anticipo le informazioni utili sulle opportunità di finanziamento – sempre più in forma di prestito della Banca europea degli investimenti (Bei) – che l’Unione europea riserva a progetti e iniziative economiche. L’ufficio Pat fa un’azione di lobbying informale, tenendo relazioni con i parlamentari europei e creando collegamenti virtuosi a beneficio del Trentino e della sua rete di aziende. Nei programmi c’è poi un accordo di programma con Fbk, Fem e Università, per supportare da Bruxelles le attività di ricerca in cui sono impegnati questi soggetti trentini. Si potrà fare anche formazione per i giovani LA DIRETTRICE “Siamo un’antenna per il Trentino in Europa” di Valeria Liverini * L’inizio del nuovo anno ci induce di consueto a fare dei bilanci sull’attività realizzata, sui progetti futuri e nello specifico caso dell’Ufficio per i rapporti con l’Ue, ad un anno dall’adozione della legge provinciale sull’Europa, a considerare il processo di rilancio della partecipazione del territorio trentino a livello europeo e le iniziative in cantiere per il 2016. Nel 2015 l’Ufficio riceve un nuovo mandato: essere un “nodo” a livello europeo capace di connettere attori diversi nella rete delle relazioni istituzionali ed informali per creare opportunità di scambio, sinergie e finanziamenti e fungere da “antenna” per intercettare con anticipo le opportunità europee in settori prioritari, supportando l’amministrazione provinciale e gli stakeholder trentini sia nell’accesso ai fondi europei, che nel dialogo con le istituzioni a Bruxelles. Il presidente Rossi e la Giunta provinciale decidono di potenziare l’ufficio assegnando due nuovi funzionari che si occupano di finanziamenti e politiche europee in ambito “ricerca e innovazione” e “supporto alle imprese e internazionalizzazione”. L’avvio di questo processo ha registrato fin da subito un forte coinvolgimento dei Dipartimenti della Provincia e dei principali attori trentini. Nei primi cinque mesi dell’anno è stata realizzata una mappatura per individuare le priorità di lavoro, sia in relazione alle politiche e normative in di- scussione a Bruxelles, sia ai nuovi programmi di finanziamento 2014-2020. Sono stati organizzati vari incontri bilaterali con i gabinetti dei commissari e vice presidenti, con i funzionari della Commissione e con i deputati europei per discutere tematiche di interesse per il territorio, dai trasporti alla salute, dal Fondo europeo per gli investimenti strategici alla politica di ricerca e innovazione. È stata definita la collaborazione con i principali attori trentini del mondo della ricerca (Università, FBK e FEM) e con il mondo delle imprese, attraverso la Camera di Commercio. Come previsto dall’art 12 della legge sull’Europa, tali collaborazioni hanno dato avvio al progetto di “sportello unitario”, inteso a favorire un’ampia partecipazione del sistema territoriale trentino a livello europeo. L’attività di supporto alla presentazione di progetti finanziati da programmi europei, si incentra da un lato sulla segnalazione delle nuove opportunità di finanziamento, che includono le sovvenzioni, i prestiti e l’utilizzo di strumenti finanziari innovativi, e dall’altro nel coinvolgimento di alcuni attori trentini nelle giornate di progettazione europea a Bruxelles, promosse all’interno di reti di cui la Provincia è membro. L’Ufficio gioca un ruolo fondamentale anche nell’evidenziare i cambiamenti in atto nell’utilizzo dei fondi Ue. La nuova programmazione, infatti, tende a far convergere i finanziamenti verso obiettivi comuni e ad utilizzare meccanismi di finanziamento più flessibili, tentando di trovare formule di integrazione tra i vari fondi. A settembre 2015 è stato lanciato un programma di formazione a Bruxelles rivolto ai funzionari provinciali responsabili per gli affari europei. Tale percorso è finalizzato a prendere contatto con i funzionari europei referenti per dossier e programmi di interesse. L’obiettivo di medio periodo è quello di avere un’amministrazione sempre più capace di muoversi all’interno della “macchina europea”, rappresentando con tempestività le necessità ed i progetti del territorio. Infine, il 2015 è stato l’anno in cui si sono celebrati i vent’anni della Rappresentanza della Regione europea Tirolo, Alto Adige, Trentino ed è stata siglata la nuova intesa per il rilancio di una cooperazione rafforzata a livello europeo, con Trento coordinatore della Rappresentanza per i prossimi due anni. Quali sono i prossimi passi? Nel 2016 vorremmo rafforzare le relazioni con il territorio coinvolgendo nuovi attori nelle iniziative europee. È nostra intenzione consolidare i servizi e le attività avviate e rafforzare il dialogo con il Consiglio provinciale, consapevoli che la presenza in Europa richiede oggi più che mai una progettualità di sistema. * Valeria Liverini è coordinatrice dell’Ufficio per i rapporti con l’Unione europea della Provincia autonoma di Trento. e si sta pensando anche a momenti di formazione dedicati anche alla politica e ai consiglieri provinciali. La presidente della V Commissione consiliare, Lucia Maestri, ha rilevato con soddisfazione che la l.p. 2/2015 – che si occupa proprio di rapporto tra Provincia e Ue – sta dunque entrando nella fase attuativa. La cabina di regia è in mano alla Giunta provinciale, si tratta di focalizzare – l’ha rilevato anche il consigliere Giuseppe Detomas – il ruolo dell’assemblea legislativa nella produzione del diritto europeo, evitando che risulti infine marginale o solo teorico. Rispondendo a Giacomo Bezzi, la direttrice Liverini invece ha spiegato che l’ufficio di Bruxelles si rapporterà con le aziende trentine, ma per il tramite della Camera di commercio di Trento. Un bollettino terrà peraltro informate le imprese su tutte le chance che arrivano da Bruxelles. Mario Tonina ha osservato che purtroppo si sono persi diversi anni prima di decidersi a dare all’ufficio di Bruxelles un’impronta decisamente orientata all’economia e alle imprese. L’auspicio è che l’ufficio si metta in dialogo non solo con il governo provinciale, ma con tutta la politica trentina. Il vicepresidente Walter Viola ha argomentato che la mission principale oggi per l’ufficio Pat di Bruxelles è quella di fare rete, sul piano formativo e informativo, e di fare lobbying, dando maggiore peso specifico al Trentino. E quindi non più solo consentire l’accesso ai fondi europei. L’assemblea del Gect Euregio e l’intervento di Dorigatti. Nelle sale della sede di Rue de Pascale si è svolta anche l’assemblea del Gruppo europeo, che ha sancito l’avvio della presidenza trentina per il prossimo biennio. Durante i lavori ha preso la parola anche il presidente del Consiglio Bruno Dorigatti, che ha ringraziato il presidente uscente Gȕnther Platter, elogiando i passi avanti compiuti da quest’organismo di collaborazione transfrontaliera fra le regioni del Tirolo storico. Il Gect ha accresciuto la sua riconoscibilità e ha prodotto decisioni concrete nel campo dei giovani, della cultura, dei trasporti, dell’economia. “Ora però si apre una nuova fase – ha detto Dorigatti – consentita dalle decisioni assunte dal Dreier Landtag di Schwaz 2014. Si è introdotto infatti un rapporto più diretto tra l’assemblea congiunta delle tre assemblee legislative di Trento, Bolzano e Innsbruck e il Gect Euregio: la relazione appare sempre più simile a quella tra organo legislativo e organo esecutivo, con tutte le conseguenze operative che ne discendono. E che si devono declinare già con il Dreier Landtag programmato per il 21 aprile prossimo a Trento, attraverso mozioni realmente operative e capaci di innescare l’azione amministrativa diretta del Gect”. Con quest’ultimo presieduto da Ugo Rossi e il Dreier Landtag presieduto da Bruno Dorigatti, il Trentino nel 2016 può davvero lasciare il segno. 239 PA G I N A 29 C R O N A C H E gennaio-febbraio 2016 2015, un anno a fianco delle donne Si tratta di un progetto di educazione alla cittadinanza che ha trasformato i giovani in giornalisti radiofonici per Radio Trentino in Blu e Sanbaradio. Nel secondo semestre 2015 invece il Forum è stato in Kosovo a lavorare sulla promozione di una cultura della convivenza dopo tante tensioni. La Commissione Pari Opportunità tra donna e uomo alcuni giorni fa ha illustrato il lavoro svolto nel 2015 in diverse aree di intervento. Mondo del lavoro: si è lavorato sui diritti di maternità nelle diverse tipologie contrattuali e sulla promozione di modelli organizzativi che valorizzino le differenze nei contesti di lavoro. Equa rappresentanza di genere nei luoghi decisionali: l’obiettivo è stato il sostegno alla modifica della legge elettorale provinciale per l’introduzione della doppia preferenza di genere secca, delle liste elettorali al 50&50 e a pettine (donna, uomo-donna, uomo), delle pari opportunità nella comunicazione elettorale. Attraverso la rete delle associazioni/ movimenti femminili, con cui la Cpo presieduta da Simonetta Fedrizzi (nella foto) collabora da anni, è stato diffuso il documento “Trentino, la democrazia che vogliamo. Carta per la democrazia paritaria”sottoscritto da 28 rappresentanti, anche del mondo economico e del sindacato. La C.p.o. ha poi prodotto e finanziato un video promozionale sulla democrazia paritaria, presente sui social network e proiettato nei cinema. È stato inoltre realizzato il seminario su “Equilibrio di genere e trasparenza partecipativa nelle società pubbliche e private do- po la legge 120/2011”, con l’ottica di evidenziare come un’equa partecipazione delle donne alla vita economica sia un fattore strategico di sviluppo della società. Hanno relazionato rappresentanti della Presidenza del Consiglio dei Ministri e del mondo accademico. Educazione alle relazioni di genere e promozione di una cultura paritaria: è proseguita la collaborazione con l’Assessorato provinciale e altri soggetti per realizzare moduli formativi dedicati alle scuole. Sono state edite due pubblicazioni didattiche, sono state realizzate e saranno incrementate in futuro iniziative rivolte all’infanzia e agli educatori ed educatrici in contesti extrascolastici; con la Biblioteca comunale di Trento è stato attivato un corso di letture per l’infanzia, con brani scelti fra quelli che rivalutano anche le protagoniste femminili. Comunicazione in un’ottica di genere: sono stati intensificati i contatti con i media, per favorire una forma di comunicazione rispettosa delle dignità della donna; è stato inoltre affidato ad un’esperta uno studio sulla rappresentazione delle donne attraverso i media, la cui finalità è fornire indicazioni per superare contenuti ancora prevalenti di articoli e immagini ad alto contenuto di sessismo. In occasione del 25 novembre, giornata internazionale contro la violenza maschile sulle donne, la Commissione ha proposto poi con il Corecom lo spettacolo “Doppio taglio”, che affronta la tematica anche attraverso il filtro della sua rappresentazione mediatica. Ancora: è in fase di costruzione il nuovo sito internet della C.p.o. ed è stata attivata una pagina Facebook. Violenze di genere: per il 25 novembre è stata organizzata una serata teatrale seguita da una partecipata conversazione con il pubblico in sala (associazionismo, scuole, sport, giornalismo e magistratura). In corso d’anno la Cpo ha messo gratuitamente a disposizione della collettività una mostra tematica dal titolo “Non chiamatelo raptus” dell’artista Stefania Spanò, in arte “Anarkikka” che numerosi soggetti hanno ospitato e che è stata occasione di incontri pubblici. La Cpo ha supportato associazioni, movimenti e istituzioni in occasione di numerose iniziative contro la violenza. Ha inoltre realizzato e diffuso materiale informativo con indicazioni delle strutture e servizi a cui rivolgersi. Costante da ultimo è stato l’impegno della Commissione in reti e tavoli di lavoro istituzionali e l’attività di impulso legislativo e di consultazione in merito a disegni di legge, piani e programmi provinciali. “Radio memoriae” di guerra I ragazzi hanno indagato i conflitti meno noti: in onda il 27 gennaio I l Forum Trentino per la pace e i diritti umani – che è un organo incardinato presso il Consiglio provinciale – nel secondo semestre 2015 si è dato da fare per esportare cultura di pace, in particolare nella tormentata area balcanica. Questo primo scorcio di 2016 invece vede l’organismo presieduto da Massimiliano Pilati lanciato verso una nuova iniziativa formativa rivolta ai giovani trentini. Mercoledì 27 gennaio, Giornata della Memoria, viene messa in onda su SanbaRadio e su Radio TrentinoInBlu la prima di dieci puntate del programma radiofonico “Radio Memoriae. Le guerre dimenticate”, ideato e condotto da un gruppo di ragazzi dai 15 ai 20 anni, con l’aiuto appunto del Forum. “Radio Memoriae “ è un progetto di educazione alla cittadinanza ideato e coordinato in realtà da una vasta rete di partner, che ha accompagnato un gruppo di giovanissimi attraverso un percorso di approfondimento multidisciplinare: dal mondo del giornalismo di guerra alla ricerca storiografica, dalla comunicazione radiofonica al lavoro di gruppo come modalità di apprendimento creativo. Lo scorso giugno i partecipanti hanno avuto modo di dialogare con giornalisti e reporter di guerra di calibro nazionale durante tre giorni di full immersion formativa, per poi diventare i protagonisti della creazione di un programma radiofonico in tutte le sue fasi; hanno svolto un’attività di ricerca di materiale storiografico riguardo ai conflitti meno noti del Novecento; contattato persone sul territorio per ascoltare la loro testimonianza in merito, ragionato sulle tematiche trasversali che caratterizzano il narrare la storia, ma anche scritto dei canovacci, cercato e scelto materiali sonori, “costruito” una sigla di apertura. Sono stati poi gli effettivi speaker del programma, a stretto contatto con la vita di una redazione radiofonica e con i trucchi del mestiere, e hanno contribuito alla post-produzione del materiale da mandare in onda. Il progetto è stato realizzato con il contributo – oltre che del Forum – della Fondazione Caritro e di ACLI Trentine, Associazione 46° Parallelo, Isodarco, USPID e la Consulta degli studenti di Trento e i partner tecnici Radio TrentinoInBlu e SanbaRadio. Partner istituzionali del progetto: Assessorato all’Istruzione della Provincia Autonoma di Trento, Ufficio Politiche Giovanili e Servizio Civile della Provincia Autonoma di Trento, Ufficio Politiche Giovanili del Comune di Trento. A Pristina e Peja assieme a Trentino con i Balcani Onlus Si diceva poi dei Balcani e del lavoro svolto dal Forum nel 2015. Si tratta del “progetto Kosovo”, realizzato in sinergia con Trentino con i Balcani Onlus (ATB ONLUS), una delle associazioni aderenti, che da anni opera nell’ambito della cooperazione decentrata di comunità nei Balcani. Il progetto è nato con l’obiettivo di porre le basi di uno scambio di buone pratiche riguardo alla promozione della pace e dei diritti umani, iniziando a comprendere specificità e potenziali terreni comuni su cui impostare un dialogo e collaborazioni future. Questo processo di avvicinamento alla realtà kosovara è iniziato attraverso alcuni incontri di preparazione a Trento, per poi continuare con una visita in loco, durante la quale il Presidente del Forum Massimiliano Pilati ha potuto confrontarsi con alcune realtà istituzionali ed associative kosovare. La spedizione era connessa alla Giornata internazionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza del 20 novembre, in linea con uno dei principali ambiti d’attenzione del Forum: l’ascolto dei giovani e delle loro esigenze; non solo pragmatiche ma anche interiori, i loro sogni, le loro aspettative, il loro universo di significati. Durante questa visita ci siamo fatti una prima idea del contesto In sala registrazione per Radio Memoriae; a Pristina con l’ambasciatore; il fiume Peja in Kosovo. del Paese; abbiamo incontrato associazioni del territorio e giovani attivi ed impegnati, discusso di problematiche che non toccano solo la realtà kosovara ma anche quella trentina ed europea; dialogato sulla partecipazione dei giovani alla vita della comunità, sulla promozione del dialogo e della convivenza in un periodo storico complicato dove la paura e la chiusura rischiano di prendere il sopravvento nella vita quotidiana dei cittadini come nelle scelte politiche. Ci siamo confrontati anche con le istituzioni locali, dal presidente del Consiglio Comunale di Peja (centro al nord del Paese dove prevalentemente opera Atb Onlus), all’assessore “Cultura, Giovani e Sport”: con loro, e con l’Agenzia della Democrazia Locale, abbiamo parlato di giovani (il Kosovo ha l’età media più bassa d’Europa; e dei suoi due milioni di abitanti la metà ha meno di 25 anni), della necessità di vedere in loro un futuro concreto, una risorsa per costruire una cultura di pace e di convivenza che si confronta con le differenze, lì come qui in Trentino. E proprio lì abbiamo visto anche un po’ del Trentino migliore; abbiamo incontrato i referenti in loco di Atb Onlus, che ci hanno raccontato la storia dei progetti di cooperazione trentina, abbiamo visitato la Val Rugova con la sua prima via ferrata “Ari-Grotta della Regina”, realizzata con l’aiuto della Sat di Trento, abbiamo visto il direttore di Atb Onlus, Maurizio Camin, diventare un nuovo cittadino onorario della città di Peja, in riconoscimento delle attività e dell’impegno di tutti questi anni del Trentino istituzionale e non in Kosovo. Per il 2016 il Forum vuole continuare a seguire questa strada di dialogo e conoscenza reciproca; convinto che questo impegno rappresenti la chiave per diffondere buone pratiche e costruire proposte congiunte ad ampio raggio. (a.b.) Corecom: conciliazioni triplicate in 7 anni Nel 2015 hanno riportato nelle tasche degli utenti trentini 380 mila euro Nel corso dell’annuale conferenza stampa il presidente del Corecom trentino Carlo Buzzi ha illustrato ai giornalisti l’attività svolta nel 2015 e anticipato qualcuno dei futuri programmi. L’attività conciliativa esercitata dal Corecom ha avuto negli anni uno sviluppo notevolissimo. In particolare, il 2015 ha visto crescere i tentativi di conciliazione tra cittadini e operatori della comunicazione (comprese le compagnie di telefonia mobile) del 29% rispetto al 2014, con un +32% dei provvedimenti d’urgenza. Nel complesso, l’attività conciliativa negli ultimi 7 anni è quasi triplicata (+161%), dai 425 interventi del 2009 ai 1112 del 2015, con un’incidenza dell’utenza business sul totale pari quasi al 50%. Nel 2015 sono stati contabilizzati 8.462 contatti e si sono svolte 745 udienze di conciliazione, con una percentuale di accordi andati a buon fine pari al 94,49%. Per effetto di essi è tornata ai cittadini una somma di oltre € 380.000. Obiettivo dell’organismo è quello di assicurare il massimo pluralismo e rispetto delle regole. A tal fine il Comitato tiene scrupolosamente aggiornato il sistema telematico del Registro degli operatori. Nel corso del 2015 ha svolto l’attività di monitoraggio finalizzata alla vigilanza sul rispetto degli obblighi di programmazione dell’attività radiotelevisiva. Su sollecitazione del sistema politico ed istituzionale locale, ha predisposto due monitoraggi sugli aspetti socio-politici dell’emittenza televisiva locale e Rai e aderendo ad un progetto europeo ha svolto un monitoraggio sulla figura della donna nelle televisioni locali. Sul fronte della tutela dei minori, il Comitato ha promosso un corso di formazione per giornalisti ed ha attivato una serie di collaborazioni con il Garante dei minori e la Polizia Postale. Sul fronte progetti per il futuro, Carlo Buzzi ha annunciato per il 2017 un’intensificazione delle attività rivolte ai minori, con particolare attenzione ad un uso consapevole dei nuovi media ed alle insidie nascoste dietro il loro utilizzo. Nel contempo è intenzione del Core- com avviare una rilevazione sulla diffusione e sull’uso di internet e dei social network nella comunità trentina, mentre in primavera sarà organizzata una giornata di riflessione e confronto sulla salute dell’emittenza televisiva locale. Il presidente del Corecom Buzzi ha concluso infine rilevando un importante aspetto di criticità, che risiede nella pianta organica sottodimensionata rispetto al trend in costante aumento delle attività delegate. “Questa situazione caratterizzata dalla precarietà e dall’emergenza”, ha detto lanciando un messaggio al Consiglio provinciale presso il quale è incardinato l’organismo, “appare difficilmente sostenibile”. (m.c.) Carlo Buzzi, presidente del Comitato trentino per le comunicazioni (Corecom) 239 PA G I N A 30 C R O N A C H E IPSE DIXIT o NERO c n a i b u s Spazio aperto, lettere e opinioni “ I sia della comunità interrogarsi (e naturalmente, trovare le giuste risposte) sul futuro della nostra specialità, partendo da una riflessione sullo Statuto che ne costituisce la cornice giuridica. Sulla necessità di ridefinire lo Statuto del 1972 la discussione è aperta ormai da anni. Le modifiche costituzionali intervenute alla fine degli anni ’90 e le complessive trasformazioni delle nostre comunità hanno determinato uno scollamento tra il testo normativo e la realtà che richiede un intervento non più rinviabile. E però non basta un’operazione di riordino formale: oggi serve ripensare, pur nel solco di un’esperienza storica che è vincolo e garanzia al tempo stesso, il significato e il contenuto dell’Autonomia, a partire dal delicato equilibrio tra i suoi attori istituzionali. La Regione e le due Province autonome. Per questo, la Consulta, composta di 25 membri provenienti dai settori economici e produttivi, dall’associazionismo sociale, dalla cooperazione, dall’università, dal sindacato, dalle minoranze linguistiche e dalle istituzioni provinciali e locali, avrà l’arduo compito di definire una cornice di indirizzo generale A pprovata la Legge Finanziaria con il chiaro voto contrario del gruppo di Civica Trentina, emergono in modo evidente le contraddizioni di una maggioranza che si regge con sempre maggiori difficoltà per la mancanza, oltre che della coesione, di reali progetti identificabili e concreti. Si sottolinea questo senza tuttavia nascondere la soddisfazione per l’avvenuto recepimento, nella discussione della Finanziaria, di diverse proposte ” (da “Lazarus”, brano dell’ultimo album di David Bowie, pubblicato pochi giorni prima della morte) Alcune domande per il Presidente della Provincia Sulla questione delle consulenze affidate a Deloitte di Donata Borgonovo Re, consigliera provinciale del Pd politica dei firmatari della proposta) è quello di dare vita ad un organismo ampiamente rappresentativo della comunità trentina che elabori un progetto di riforma dello Statuto speciale, utilizzando – certo per la prima volta nella storia della nostra Autonomia – un di Maurizio Fugatti, consigliere provinciale di Lega Nord Trentino percorso partecipativo capace di coinvolgere il più vasto numero possibile di cittadini, di associazioni, di enti… Se infatti diciamo da sempre che l’Autonomia è di tutti e che dunque tutti sono chiamati a darle vita e vigore, è responsabilità sia delle istituzioni entro la quale si svilupperà la raccolta di osservazioni e di proposte espresse dai cittadini. Questo materiale confluirà, al termine della fase partecipativa, in un documento conclusivo che verrà sottoposto all’esame del Consiglio regionale, così come previsto dall’art. 103 dello Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige oggi in vigore. È importante ricordare, comunque, che la Provincia autonoma di Bolzano ha già adottato, nell’aprile dello scorso anno, una disciplina analoga alla nostra, soprattutto per quanto riguarda la centralità del processo partecipativo, istituendo una Convenzione (Landes Konvent) per la riforma dello Statuto di autonomia che inizierà i propri lavori entro la fine di gennaio. Siamo tutti consapevoli che, poiché lo Statuto ha una dimensione regionale, i percorsi avviati nelle due Province dovranno avere molte occasioni di confronto e di contatto: la sfida è quella di costruire un progetto condiviso, che grazie al coinvolgimento aperto dei cittadini e delle cittadine del Trentino e dell’Alto-Adige/Südtirol possa definire per gli anni a venire il nuovo volto della nostra speciale Autonomia. I l Presidente Rossi in questi giorni è intervenuto più volte sulla questione Informatica Trentina-Deloitte per cercare di chiarire alcuni punti che ad oggi sono ancora controversi. In un comunicato diffuso nei giorni scorsi ha dichiarato testualmen- te: “Il 4 novembre in Consiglio provinciale avevo richiamato tutti i fatti e fornito copia della tabella delle consulenze, compresa l’ultima, che aveva lo scopo di chiudere la consulenza in corso e non di farne altre”. In questo modo il Presidente ha cercato di porre ancora incarichi a Deloitte. Le nostre perplessità, smentita dopo smentita da parte del Presidente, si stanno però ulteriormente amplificando. Infatti, il Presidente Rossi non ha chiarito perché nella lettera inviata dalla Provincia a Informatica Trentina il 22 dicembre 2014, più di un anno dopo dalla sua elezione e dalla dipartita di Dellai, si richiede di “provvedere alla proroga dei termini di conclusione delle attività al 30 giugno 2015”, del contratto avente scadenza il 31 dicembre 2014. Di tale contratto, come ben sappiamo, ad oggi non sono state ancora pagate le fatture a Deloitte per un totale di 1.148.224,00 più Iva. Ma non è finita qui, perché nella stessa lettera la Provincia richiede anche a Informatica Trentina la formalizzazione di ulteriori due incarichi: “Si segnala inoltre la necessità di richiedere al fornitore la presentazione di una ulteriore proposta progettuale, a completo utilizzo dell’importo complessivamente previsto con riferimento alla iniziativa in oggetto, per la effettuazione di prestazioni nei seguenti ambito di interventi: Centro Servizi Condiviso e razio- di Claudio Civettini, consigliere provinciale di Civica Trentina certezze, per l’evidente assenza di un progetto credibile su cui confrontarsi. Non più rassicurante, purtroppo, è il versante della scuola, tema su cui si apre una voragine senza fine perché nell’indefinitezza di tutte le situazioni che sono aperte, specie per quanto riguarda i docenti, non è chiaro, vista la competenza che abbiamo, quale sia l’obiettivo che la Giunta provinciale persegue con le proprie scelte. Non risulta infatti che al centro delle scelte, vi siano gli studenti e né, d’altra parte, quel legame forte con le aziende del quale vi è gran bisogno. Un tema sul quale dovremmo politicamente confrontarci con le parti sulle scelte da farsi, onde poter dare risposte ai precari che comunque hanno reso e mantenuto eccellente il sistema scolastico, sia per elaborarne, in concreto, gli obiettivi, che attraverso la formazione, devono dare certezze al futuro dei nostri giovani. Nell’Università trentina, invece, si sente l’assenza di una regia forte nonché la volontà chiara anche di una revisione degli indirizzi dal momento che è evidente l’inadeguatezza di alcuni corsi che oggidì, sanno so- rilancio del comparto turistico nella nostra provincia – e, dall’altro, il necessario sostegno ai percorsi di aziende locali, che mantenendo la produzione in loco, tendono a internazionalizzare la loro lo “sfornare disoccupati” perché questa, numeri alla mano, è la realtà dei fatti. A fronte di questo ci vuole dunque il coraggio di collegare maggiormente la formazione a quelli che sono gli obbiettivi di un Trentino incastonato nel cuore di quest’Europa, che tutto pare fuorché intenzionata ad aiutarci a crescere. Per questo crediamo che occorra la capacità di da- presenza commerciale in paesi emergenti quale – nonostante la crisi – il Brasile. Ciò nonostante, non si può negare – come si diceva poc’anzi – l’evanescenza sul piano politico, di progetti reali, concreti, che possano effettivamente fare la differenza in questa situazione di crisi generale. Sul lavoro, i cui dati degli inoccupati e dei disoccupati sono allarmanti. Parlare sempre d’una re – e darsi – una svolta, mettendo nelle condizioni la politica di fare scelte mirate facendo tesoro delle peculiarità e delle risorse del territorio, proiettando nel tempo gli obiettivi da raggiungere, scegliendo una visione politica, che non badi al mero consenso personale, ma ai destini di un Trentino potenzialmente unico, ma impastato nelle ragnatele dei veti incrociati e della “politichetta” interessata. Un quadro, quello che dovrà essere definito, che non farà sconti alla politica, né di maggioranza né di minoranza e che giustamente, dove il potere legislativo diventi un supporto serio e costruttivo – nel rispetto delle posizioni – alle scelte del potere esecutivo, che è interpretato dalla Giunta provinciale. Un quadro, dove anche l’opposizione, oltre al ruolo del dovuto controllo, rappresenti un modello propositivo, con proposte e idee, che possano correggere errori, ma anche far capire quali siano i modelli di riferimento alternativo al sistema clientelare in corso. Un ruolo nuovo, che sappia dare voce alle esigenze degli Amministratori, delle Amministrazioni locali anche delle valli e delle periferie, dove le scelte della la parola fine alle polemiche sul caso Deloitte e zittire chi, come il Gruppo Consiliare della Lega Nord e altri, avendo verificato direttamente e alla fonte i documenti, ha dichiarato che da parte di Rossi c’era la volontà di insistere su Informatica Trentina per prorogare nalizzazione della spesa di beni e servizi”. Quindi la Provincia chiedeva due cose a Informatica Trentina: la proroga del primo contratto, e la definizione di ulteriori due incarichi. E, da quanto si è capito, ne avrebbe chiesto la assegnazione a trattativa diretta, cosa ritenuta poi non corretta da Informatica Trentina, che si è opposta ai voleri della Provincia rispondendo l’11 febbraio 2015 con una missiva dove scriveva: “Ogni nuovo atto finalizzato alla prosecuzione o rinnovo del rapporto avrebbe natura di affidamento di ulteriori servizi a trattativa privata, in ordine al quale non si rilevano i necessari presupposti giuridici”. Il Presidente Rossi nei giorni scorsi a seguito di nostre sollecitazioni su questa vicenda ha comunicato (o minacciato…) la intenzione di querelare i consiglieri di minoranza, nella fattispecie il sottoscritto, qualora avessero fatto allusioni su ipotetiche irregolarità nelle decisioni della Giunta provinciale. Allo stesso Presidente abbiamo fatto presente, a seguito delle sue irrituali affermazioni, che i consiglieri di minoranza fanno il loro lavoro e che a volte sono costretti a farlo su questioni spigolose, quale sicuramente è il caso Deloitte. Rimane pure chiaro che il comma 2 dell’articolo 4 del Regolamento interno del Consiglio provinciale recita: “Il Consigliere rappresenta l’intera provincia e non può essere chiamato a rispondere delle opinioni e dei voti espressi nell’esercizio delle sue funzioni”. Conseguentemente, le potenziali o reali minacce del Presidente Rossi risultano di difficile comprensione. Questo è lo stato delle cose sulla vicenda Informatica Trentina-Deloitte, e su di esse mancano ancora i dovuti chiarimenti del Presidente Rossi. Crediamo inoltre che non dovrebbe essere stato facile per Informatica Trentina, società partecipata dalla Provincia, rifiutare le pressanti richieste della Provincia stessa avendo in corso all’epoca dei fatti un progetto di sviluppo e riorganizzazione di Informatica Trentina deciso proprio dalla Provincia. Evidentemente le pressanti richieste erano ritenute proprio poco legittime! Bilancio provinciale: pochi progetti e ben confusi specchio di una maggioranza evanescente avanzate da Civica Trentina, in particolare le proposte di ordine del giorno riguardanti da un lato lo sviluppo turistico del Tesino e della Valle di Ledro – due esempi che sottolineano l’importanza del 2016 Guarda quassù, sono in paradiso /Ho delle cicatrici che non possono essere viste /Ho una storia che non può essermi rubata /Ora tutti lo sanno /Guarda quassù, amico, sono in pericolo /Non ho nulla da perdere. Statuto speciale: non basta un maquillage occorre ripensare i contenuti dell’Autonomia l Consiglio provinciale si appresta, nella seduta di fine gennaio, a discutere il disegno di legge istitutivo di una “Consulta per lo Statuto speciale per il Trentino-Alto Adige/Südtirol”. Scopo della normativa (la cui importanza è testimoniata dalla trasversalità gennaio-febbraio ripresa immaginaria è fuorviante, quando la realtà dei fatti è che i nostri giovani hanno forti difficoltà a trovare un’occupazione – tanto più qualificata – e che è nota la difficoltà degli over 50 a ricollocarsi. Questo per stare solamente, appunto, al versante del lavoro. Ma se parliamo di sanità, appare a tutti innegabile la commedia in corso, che risulta sì senza precedenti ma, soprattutto, senza futuro. Un assetto anche strutturale della sanità trentina che non c’è e senza giunta si sono spesso dimostrate incoerenti, per valutazioni e tagli orizzontali, piuttosto che rincorrere una gestione oculata dei servizi erogati alle persone. Non meno importante, il capitolo della Cooperazione trentina e delle Società satellite, emanazione diretta dalla Provincia di Trento. Su questi temi nei prossimi mesi i confronti dovranno essere forti e anche argomentati, poiché con la Cooperazione trentina ci si gioca anche il ruolo delle Casse rurali trentine e, dall’altra parte, le decisioni sulla gestione e sopravvivenza delle società satellite della Provincia, che nel recente passato, avrebbero generato indebitamenti indiretti che ora gravano in modo pesante sul bilancio provinciale. Su questo, sarà fondamentale l’impegno e il confronto laico e coerente di tutte le forze politiche per tracciarne valenza e futuro così come altrettanto determinante sarà l’impegno nella definizione dei contenuti del Terzo statuto di Autonomia, che dovrà contenere le argomentazioni necessarie oltre che per la gestione, anche per il rafforzamento del modello nei confronti di Roma. i n f o r m a CONSIGLIO PROVINCIALE CRONACHE periodico di documentazione e di informazione sull’attività politico-legislativa DIFFUSIONE GRATUITA La pubblicazione può essere consultata su www.consiglio.provincia.tn.it/news/pubblicazioni. Può essere inoltre richiesta (per lettera, e-mail o per telefono) a: Consiglio provinciale cronache - Attività di informazione, stampa e pubbliche relazioni 38122 Trento, via Manci, 27 - Tel. 0461.213268 - 0461.213188 - 0461.213226 [email protected] CONSIGLIO IN INTERNET www.consiglio.provincia.tn.it Le notizie del consiglio si possono ricevere nella propria casella di posta elettronica (sotto forma di newsletter) inviando la richiesta a: [email protected] È possibile iscriversi anche al servizio “Tienimi informato” IL CONSIGLIO PROVINCIALE “IN TV” Diretta televisiva su TCA-TNN in occasione delle sedute dell’Assemblea legislativa • Servizi di informazione periodica sull’attività del Consiglio provinciale in coda ai TG della sera su RTTR, TCA e Telepace • “Lavori in corso“ su TCA-Trentino TV - mensile. • “Password“ su RTTR - mensile • “A tu per tu” su TCA - Trentino TV - trisettimanale • “Hashtag, 60 secondi di tweet dal Consiglio provinciale” su RTTR - mensile IL CONSIGLIO PROVINCIALE “IN ONDA” Servizi radiofonici settimanali d’informazione sull’attività legislativa e di palazzo Trentini • “7 giorni in Consiglio” su RADIO TRENTINO IN BLU settimanale. • “Consiglio provinciale 7” su RADIO DOLOMITI settimanale. • “Hashtag, 60 secondi di tweet dal Consiglio provinciale” su RTT La radio • “La nostra terra, la nostra autonomia” su Radio NBC settimanale. “LEGGI PER VOI” Agenzia di informazione e documentazione la pubblicazione può essere ritirata gratuitamente presso l’attività di informazione stampa e relazioni pubbliche in via Manci, 27 a Trento. NOTIZIARIO PER NON VEDENTI Una sintesi delle principali notizie dal Consiglio provinciale viene riprodotta in cassette audio e in una speciale edizione in “braille”. Il notiziario può essere richiesto telefonando allo 0461 213226 INFORMATIVA PER IL TRATTAMENTO DI DATI PERSONALI Ai sensi dell’articolo 13 del decreto legislativo 30 giugno 2003, n. 196 (Codice in materia di protezione dei dati personali), si informa che i dati personali forniti al Consiglio provinciale per l’abbonamento alla presente pubblicazione sono trattati, in forma cartacea e con strumenti elettronici, esclusivamente per le finalità di stampa, spedizione e recapito della medesima pubblicazione. Il conferimento dei dati, benché non obbligatorio, è comunque necessario per le finalità indicate. I dati forniti non sono comunicati né diffusi. 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Partito Autonomista Trentino Tirolese UFFICIO DI PRESIDENZA Union Autonomista Ladina Presidente: Bruno Dorigatti Vicepresidente: Walter Viola Segretari questori: Claudio Civettini, Filippo Degasperi, Mario Tonina Presidente: Massimiliano Pilati Vicepresidente: Violetta Plotegher 38122 Trento, Galleria Garbari, 12 - tel. 0461/213176 [email protected] COMMISSIONE PROVINCIALE PER LE PARI OPPORTUNITÀ DONNA-UOMO Presidente: Simonetta Fedrizzi Vicepresidente: Claudia Loro Componenti: Arianna Bertagnolli, Elena Biaggioni, Giovanna Covi, Arianna Miriam Fiumefreddo, Mariangela Franch, Chiara Sighele, Anna Simonati, Leonora Zefi 38122 Trento, Via delle Orne, 32 1° piano tel. 0461/213286-213287 [email protected] AUTORITÀ PER LE MINORANZE LINGUISTICHE Presidente: Dario Pallaoro Componenti: Giada Nicolussi, Luciana Rasom 38122 Trento, Via Manci, 27 - 4° piano - tel. 0461/213212 COMMISSIONE INTERREGIONALE DREIER LANDTAG Componenti effettivi: Bruno Dorigatti Presidente (Partito Democratico del Trentino), Lorenzo Baratter (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese), Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino), Mattia Civico (Partito Democratico del Trentino), Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina), Gianfranco Zanon (Progetto Trentino), Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino) Componenti supplenti: Graziano Lozzer (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese), Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino), Mario Tonina (Unione per il Trentino), Pietro De Godenz (Unione per il Trentino), Claudio Civettini (Civica Trentina), Giacomo Bezzi (Forza Italia) G A Lega Nord Trentino O P MA G 9 NZ Amministrare il Trentino Civica Trentina Gruppo misto 1 FORUM TRENTINO PER LA PACE Forza Italia 3 Presidente: prof. Carlo Buzzi Componenti effettivi: Roberto Campana, Orfeo Donatini, Carlo Giordani, Giuseppe Stefenelli 38122 Trento, Via Manci 27 - accesso diretto via Torre Verde, 14 - 3° piano - tel. 0461/213198 Progetto Trentino 1 1 1 COMITATO PROVINCIALE PER LE COMUNICAZIONI IO RA ONE Daniela Longo (gli incontri con il difensore civico nelle sedi comprensoriali hanno luogo su appuntamento, che può essere fissato chiamando il numero verde 800-851026) 38122 Trento, Palazzo della Regione - Via Gazzoletti, 2 tel. 0461/213201, fax 0461/213206 [email protected] Partito Democratico del Trentino ZI DIFENSORE CIVICO-GARANTE DEI MINORI 1 SI Presidente: Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina) Vicepresidente: Claudio Civettini (Civica Trentina) Segretario: Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino) Componenti: Giacomo Bezzi (Forza Italia), Donata Borgonovo Re (Partito Democratico del Trentino), Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle), Massimo Fasanelli (Gruppo misto), Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino), Walter Kaswalder (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese), Marino Simoni (Progetto Trentino) 1 O GIUNTA DELLE ELEZIONI 9 Presidente: Mattia Civico (Partito Democratico del Trentino) MoVimento 5 Stelle P Presidente: Bruno Dorigatti (P.A.T.T.) Partito Autonomista Trentino Tirolese: Lorenzo Baratter Forza Italia: Giacomo Bezzi Civica Trentina: Rodolfo Borga MoVimento 5 Stelle: Filippo Degasperi Union Autonomista Ladina: Giuseppe Detomas Gruppo misto: Massimo Fasanelli Lega Nord Trentino: Maurizio Fugatti Amministrare il Trentino: Nerio Giovanazzi Partito Democratico del Trentino: Alessio Manica Unione per il Trentino: Gianpiero Passamani Progetto Trentino: Marino Simoni 5 3 CONFERENZA PRESIDENTI GRUPPI (Autonomia, forma di governo, organizzazione provinciale, programmazione, finanza provinciale e locale, patrimonio, enti locali) Unione per il Trentino Vicepresidente: Marino Simoni (Progetto Trentino) Segretario: Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino) Componenti effettivi: Rodolfo Borga (Civica Trentina) Donata Borgonovo Re (Partito Democratico del Trentino) Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino) Walter Kaswalder (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese) SECONDA COMMISSIONE (Agricoltura, foreste, cave, miniere, attività economiche, lavoro) ■ Partito Democratico del Trentino 9 consiglieri Donata Borgonovo Re, Mattia Civico, Bruno Dorigatti, Sara Ferrari, Lucia Maestri, Alessio Manica, Alessando Olivi, Violetta Plotegher, Luca Zeni Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227340, fax 0461/227341 - [email protected] ■ (P.A.T.T.) Partito Autonomista Trentino Tirolese 9 consiglieri Chiara Avanzo, Lorenzo Baratter, Manuela Bottamedi, Michele Dallapiccola, Luca Giuliani, Walter Kaswalder, Graziano Lozzer, Lorenzo Ossanna, Ugo Rossi Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227320, fax 0461/227321 - [email protected] ■ Unione per il Trentino 5 consiglieri Pietro De Godenz, Mauro Gilmozzi, Tiziano Mellarini, Gianpiero Passamani, Mario Tonina Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227360, fax 0461/227361 - [email protected] ■ Progetto Trentino 3 consiglieri Marino Simoni, Walter Viola, Gianfranco Zanon Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227410, fax 0461/227411 - [email protected] ■ Lega Nord Trentino 1 consigliere Maurizio Fugatti Vicolo della SAT, 14 - tel. 0461/227390, fax 0461/227391 - [email protected] ■ MoVimento 5 Stelle 1 consigliere Filippo Degasperi Via delle Orne 32, 3° piano - tel. 0461/227380, fax 0461/227381 [email protected] ■ Amministrare il Trentino 1 consigliere Nerio Giovanazzi Via delle Orne, 32 - 1° piano - tel. 0461/227450, fax 0461/227451 [email protected] ■ Civica Trentina 3 consiglieri 1 consigliere Giacomo Bezzi Vicolo della SAT, 14 - tel. 0461/227430, fax 0461/227431 - [email protected] ■ Gruppo misto 1 consigliere Massimo Fasanelli Vicolo della SAT, 10 - tel. 0461/227460 [email protected] ■ Union Autonomista Ladina Vicepresidente: Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle) Segretario: Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino) Componenti effettivi: Pietro De Godenz (Unione per il Trentino) Massimo Fasanelli (Gruppo misto) Mario Tonina (Unione per il Trentino) Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) TERZA COMMISSIONE (Energia, urbanistica, opere pubbliche, espropriazione, trasporti, protezione civile, acque pubbliche, tutela dell’ambiente, caccia e pesca) Presidente: Mario Tonina (Unione per il Trentino) Vicepresidente: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) Segretario: Lorenzo Ossanna (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese) Componenti effettivi: Claudio Civettini (Civica Trentina) Massimo Fasanelli (Gruppo misto) Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino) Alessio Manica (Partito Democratico del Trentino) QUARTA COMMISSIONE (Politiche sociali, sanità, sport, attività ricreative, edilizia abitativa) Presidente: Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina) Rodolfo Borga, Claudio Cia, Claudio Civettini Vicolo della SAT, 12 - tel. 0461/227400, fax 0461/227401 - [email protected] ■ Forza Italia Presidente: Luca Giuliani (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese) Vicepresidente: Walter Viola (Progetto Trentino) Segretario: Violetta Plotegher (Partito Democratico del Trentino) Componenti effettivi: Claudio Cia (Civica Trentina) Pietro De Godenz (Unione per il Trentino) Graziano Lozzer (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese) Gianfranco Zanon (Progetto Trentino) QUINTA COMMISSIONE 1 consigliere Giuseppe Detomas Vicolo della SAT, 12 - tel.0461/227440, fax 0461/227441 - [email protected] GIUNTA Presidente: Ugo Rossi affari finanziari; affari istituzionali; tutela e promozione delle minoranze linguistiche; organizzazione, personale, semplificazione dell’attività amministrativa, sistemi informativi e di telecomunicazione e innovazione; funzioni delegate dallo Stato in materia di sistemi di comunicazione; informazione e comunicazione; società controllate e partecipate; corpo forestale; interventi di cui alla legge regionale 5 novembre 1968, n. 40; protezione civile, limitatamente a quanto riservato al Presidente della Provincia dall’articolo 7 della legge provinciale 1 luglio 2011, n. 9; emigrazione; programmazione; indirizzi di politica economica e coordinamento delle relative azioni, compresi i rapporti con Trentino sviluppo; politiche familiari; asili nido; scuola materna; edilizia scolastica, ad esclusione di quanto attribuito all’Assessore alle infrastrutture e all’ambiente; istruzione elementare e secondaria (media, classica, scientifica, magistrale, tecnica, professionale e artistica); assistenza scolastica; formazione professionale di base; rapporti internazionali; rapporti con l’Unione europea, cooperazione transfrontaliera e cooperazione interregionale; nonché quelle non attribuite espressamente ai singoli assessori. Assessori Assessore allo sviluppo economico e lavoro, con funzioni di vicepresidente Alessandro Olivi Assessore all’agricoltura, foreste, turismo e promozione, caccia e pesca Michele Dallapiccola Assessora all’università e ricerca, politiche giovanili, pari opportunità, cooperazione allo sviluppo Sara Ferrari Assessore alle infrastrutture e all’ambiente Mauro Gilmozzi Assessore alla cultura, cooperazione, sport e protezione civile Tiziano Mellarini Assessore alla salute e politiche sociali Luca Zeni Assessore alla coesione territoriale, urbanistica, enti locali ed edilizia abitativa Carlo Daldoss1 (Istruzione, ricerca, cultura, informazione, affari generali (rapporti internazionali e con l’Unione europea, solidarietà internazionale) Presidente: Lucia Maestri (Partito Democratico del Trentino) Vicepresidente: Marino Simoni (Progetto Trentino) Segretario: Giuseppe Detomas (Union Autonomista Ladina) Componenti effettivi: Manuela Bottamedi (P.A.T.T. Partito Autonomista Trentino Tirolese) Claudio Civettini (Civica Trentina) Gianpiero Passamani (Unione per il Trentino) Walter Viola (Progetto Trentino) ASSEMBLEA MINORANZE Garante: Rodolfo Borga (Civica Trentina) Sostituto del garante: Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino) Componenti: Giacomo Bezzi (Forza Italia) Claudio Cia (Civica Trentina) Claudio Civettini (Civica Trentina) Filippo Degasperi (MoVimento 5 Stelle) Massimo Fasanelli (Gruppo misto) Maurizio Fugatti (Lega Nord Trentino) Marino Simoni (Progetto Trentino), Walter Viola (Progetto Trentino), Gianfranco Zanon (Progetto Trentino)