IL RISORGIMENTO
L’ITALIA NEL 1815
INDIPENDENTI
Regno di Sardegna
Regno delle 2 Sicilie
Stato della Chiesa
SOTTO IL DOMINIO O IL
CONTROLLO AUSTROUNGARICO:
Lombardo-Veneto
Granducato di Toscana
Ducati di Parma e Modena
Ducati di Massa e Lucca
Ovunque i
governanti
instaurarono un
potere assoluto.
La divisione in
tanti stati
ostacolava lo
sviluppo
economico e
industriale.
I moti del 1820-21 , che vennero repressi
dall’Austria,secondo le idee della S.
Alleanza,per riportare l’ordine, evidenziarono
che :
i re italiani non potevano resistere alle forze
rivoluzionarie senza un appoggio esterno
non sarebbe mai stato possibile unificare
l’Italia senza prima sconfiggere l’Austria.
In Italia si diffusero ben presto le idee liberali
e nazionaliste , grazie a riviste, come “Il
conciliatore”,e alle società segrete.
Tra i patrioti, che volevano l’unità d’Italia, si
svilupparono idee diverse , ispirate ai liberali
europei.
MAZZINI
E’ uno dei maggiori rappresentanti
dei democratici : essi pensavano che solo
una rivoluzione popolare avrebbe portato
all’unità d’Italia e alla formazione di una
repubblica democratica.
Mazzini fondò a tale scopo la Giovine
Italia, un’associazione , che diffuse le idee
democratiche e repubblicane e cercò di
preparare insurrezioni, senza però avere
successo. A Mazzini si ispirarono i Fratelli
Bandiera che cercarono di provocare una
rivolta nel Regno delle 2 Sicilie
GIOBERTI
Era un moderato e
sosteneva che re e
principi italiani
avrebbero dovuto
trovare un accordo e
formare una
confederazione di stati,
con a capo il Papa
ALTRI MODERATI
Ritenevano che l’Italia avrebbe
dovuto formare uno stato unitario,
muovendo guerra all’Austria.
L’esercito doveva essere guidato dal
re di Sardegna.
CESARE BALBO
Era un moderato e riteneva che l’Austria non
avrebbe mai permesso l’unione dei principi
Italiani: prima bisognava ottenere
l’indipendenza dall’Austria, spostandone gli
interessi nei Balcani. Proponeva una
confederazione di stati presieduta dai Savoia.
CARLO CATTANEO
Proponeva il costituirsi di una
confederazione di repubbliche
LA I° GUERRA D’INDIPENDENZA
Alla notizia dell’insurrezione
a Vienna (1848) il LombardoVeneto si ribellò all’Austria: a
Venezia e a Milano la
popolazione insorse e
costrinse gli Austriaci ad
andarsene.
Carlo Alberto , re di Sardegna,
decise di muovere guerra
all’Austria, per liberare la
Lombardia. Ottenne anche
l’appoggio militare degli altri
governanti d’Italia.Quando però
divenne evidente che Carlo Alberto
voleva annettere la Lombardia, il
papa e gli altri governanti ritirarono
le loro truppe e C. Alberto fu
costretto, dopo la sconfitta a
Custoza, a firmare l’armistizio e poi
ad abdicare in favore del figlio
Vittorio Emanuele II.
LA II° GUERRA D’INDIPENDENZA
Fu preceduta da un’intensa
attività politica ed economica,
all’interno del Regno di Sardegna,
condotta da Cavour, che nel 1852
aveva preso la guida del
governo.Si trattò di una
riorganizzazione economica
favorevole allo sviluppo
industriale , di una
riorganizzazione dell’esercito,
dotato di equipaggiamenti più
moderni, e di una grande azione
diplomatica.
Quando Francia e Inghilterra si
trovarono impegnate nella guerra
contro la Russia ( per il controllo
della penisola balcanica), Cavour
mandò un esercito in Crimea ,
guadagnandosi così la possibilità di
partecipare poi alle trattative di pace
. A Parigi egli pose la questione
italiana e convinse Napoleone III ad
appoggiare eventuali azioni militari
del Regno piemontese contro
l’Austria.
Nel caso di un attacco austriaco, Napoleone avrebbe
dovuto aiutare il Regno di Sardegna: con la sconfitta
dell’Austria, l’Italia sarebbe diventata una federazione
e la Francia avrebbe ottenuto in cambio Nizza e la
Savoia (accordi di Plombieres).
.
Cavour cominciò importanti lavori di fortificazione,
per provocare l’Austria, che già era allarmata dopo
essere venuta a conoscenza dell’accordo di
Plombieres.Il governo austriaco chiese con un
ultimatum il disarmo dell’esercito piemontese:
l’ultimatum fu respinto, l’Austria procedette
all’attacco; la Francia intervenne a fianco del
Piemonte. Iniziò la II° guerra d’Indipendenza .
La vittoria degli eserciti francese e piemontese fu rapida. Al
diffondersi di questa notizia, erano scoppiate insurrezioni in
Toscana ed Emilia-Romagna, con la deposizione dei regnanti.
Napoleone III a questo punto cominciò ad avere paura che in
Italia si potesse formare un forte stato unitario, ai confini con la
Francia, e che una guerra con l’Austria avrebbe potuto provocare
problemi a livello internazionale. Napoleone decise quindi di
firmare un armistizio con l’Austria (Armistizio di Villafranca,
1859).
L’accordo prevedeva la rinuncia da parte dell’Austria alla
Lombardia, ma il ritorno dei regnanti a Parma, Modena e
Toscana.La popolazione si oppose a questa possibilità e votò
l’annessione al Regno di Sardegna.(1859).Così appariva il
nuovo Regno di Sardegna nel 1860.
LA SPEDIZIONE DEI MILLE
Giuseppe Garibaldi organizzò allora una spedizione nel
Regno delle due Sicilie per provocare una rivolta
popolare e liberare il Sud dell’Italia dal dominio dei
Borboni.La spedizione partì da Quarto, in Liguria, e
sbarcò a Marsala, in Sicilia. Da qui poi risalì verso il
continente sconfiggendo l’esercito borbonico.
Di fronte a questi eventi
Cavour temette :
1-che Garibaldi potesse
formare uno stato
democratico
indipendente nel Sud
2- che potesse
intervenire la Francia
che, cattolica, difendeva
lo stato della Chiesa,
minacciato.
Quindi per mantenere il
controllo , inviò un
esercito da Garibaldi:
tutto il Sud fu unito al
Regno di Sardegna e nel
1861 fu proclamato il
Regno d’Italia.
III° GUERRA D’INDIPENDENZA
All’Italia mancavano solo il
Veneto e Roma.
Nel 1866 nel conflitto fra
Austria e Prussia per il
controllo di due ducati
danesi, l’Italia si affiancò
alla Prussia ottenendo poi
il Veneto.
Nel 1870 l’Italia approfittò
invece del ritiro delle
truppe francesi a difesa
dello Stato della Chiesa,in
occasione del conflitto
Franco-Prussiano, per
conquistare Roma che
divenne la capitale del
Regno .
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